Storia della frazione Spinetta - Istituto Comprensivo Borgo San

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Storia della frazione Spinetta - Istituto Comprensivo Borgo San
Storia della frazione Spinetta
La frazione Spinetta, insieme a Roata Canale, Borgo S. Giuseppe, Tetti Pesio e Madonna delle Grazie, era
anticamente chiamata "il Villasco" e comprendeva una superficie di oltre trenta chilometri quadrati; era
incolta, coperta di boschi e cespugli spinosi. La parte vicina al torrente Gesso era paludosa. Non vi erano né
case né abitanti, abbondavano invece gli insetti.
Intorno al 1100 d.C. un piccolo gruppo di monaci decise di iniziare in questi luoghi un’opera di bonifica e
dissodamento. Questi frati, dell’ordine Benedettino, provenivano dal monastero di Nocegrossa nei pressi di
Bombonina. Alcuni anni dopo i frati della Certosa di Pesio acquistarono 399 giornate di terra e proseguirono
l’opera favorendo la costruzione di canali irrigui. Vennero costruite così le prime case rurali, i tetti, le torri e
lentamente il numero della popolazione aumentò.
La frazione, fino a pochi anni fa abitata soprattutto da agricoltori, allevatori e giardinieri, ha visto una rapida
trasformazione in seguito a una nuova urbanizzazione che ha richiamato professionisti, impiegati, artigiani,
commercianti e piccoli imprenditori, che ne hanno fatto la loro residenza.
Le ville e i parchi.
Dopo il ‘700 la zona divenne sede di numerose ville:
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Villa Ferrarsi di Celle (XVII sec.)
Villa Pansa (XVII sec.)
Villa Desmè (inizio XVIII sec.) dal 1943 al 1945 adibita ad ospedale militare
Villa del Vescovo (metà XVIII sec.) adiacente all’edificio della scuola primaria
Villa Torre Lovera (inizio XIX sec.)
Villa Ferrarsi di Celle
Villa del Vescovo
Ampi parchi circondano ancora oggi le ville. In particolare quello di villa Pansa fu progettato e realizzato da
Marcellino Roda (1814 -1892) e suo fratello Giuseppe (1824 -1892) che, ricchi di esperienze di viaggio,
studio e confronto, dividono la loro attività fra il settore dei parchi pubblici e quello dei giardini privati e di
corte. Legati alla conduzione del parco reale di Racconigi (Giuseppe ne è direttore e Marcellino capo
giardiniere dal 1844) nel 1880 lo riorganizzano su loro progetto.
Membri della Regia Accademia di Agricoltura, in coppia si occupano di attività florovivaistiche, delle prime
esposizioni ortofrutticole di Torino e pubblicano nel 1872 il Manuale del giardiniere floricoltore.