Alpe di Siusi Magazine

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Alpe di Siusi Magazine
Inverno 2015/16
ALPE
Alpe di Siusi Magazine
CASTELROTTO · SIUSI ALLO SCILIAR · FIÈ ALLO SCILIAR · ALPE DI SIUSI · TIRES AL CATINACCIO
Guardiacaccia
Al servizio della natura
Denise Karbon
La gioia di una sciatrice
Per favore, non mordermi sul collo!
Un film cult festeggia i 50 anni
Alto Adige.
È bello sentirsi arrivati.
Un viaggio in Alto Adige/Südtirol è sempre l’inizio di
un’esperienza unica che ti offre emozioni autentiche.
E la meravigliosa sensazione di essere nel posto giusto.
www.suedtirol.info
Foto: Helmuth Rier
Editoriale & Sommario
Cari ospiti!
Pagina 4
Moonlight Classic
Alpe di Siusi
Pagina 6
ALPE, il magazine degli ospiti, desidera darvi il benvenuto nella nostra terra.
Al servizio
della natura
M
Pagina 12
agie invernali e natalizie, cultura e spe­
cialità culinarie: dallo sci allo snow­
board, dalle passeggiate con le ciaspole
allo sci di fondo e non per ultimo fare parapendio
invernale nelle Dolomiti e pattinare al Laghetto di
Fiè, lasciarsi semplicemente coccolare – nell’area va­
canze Alpe di Siusi la fantasia non ha limiti. Tutto è
possibile e dimenticherete ben presto la quotidia­
nità… Nelle pagine seguenti troverete vari suggeri­
menti che vi porteranno a sognare un pò.
Anche questa edizione racchiude emozionanti te­
matiche per buongustai, sportivi e tutti coloro che
desiderano conoscere più a fondo le usanze dell’a­
rea vacanze Alpe di Siusi. I riflettori sono puntati su
una magnifica escursione invernale attraverso l’al­
peggio, il cui panorama innevato, 50 anni fa, fu lo
scenario del film di culto di Roman Polanski “Per fa­
vore, non mordermi sul collo!”: un evento su cui an­
cora oggi aleggiano insoliti racconti. E, a proposito
di storie, in passato i contadini amavano ascoltare
saghe e leggende, avvolti dal piacevole tepore delle
loro stufe.
Potrete, inoltre, accompagnare a spasso per l’area va­
canze Alpe di Siusi Andreas Gasslitter e Georg Ant­
holzer, due guardiacaccia al servizio della natura, e
fare la conoscenza di sei persone che, come tante
altre, sono venute in Alto Adige alla ricerca di un la­
voro e vi hanno trovato anche una nuova patria. In­
fine, gioite insieme a Denise Karbon per la sua re­
cente maternità e non perdete il ritmo, quando l’area
vacanze Alpe di Siusi si trasforma nuovamente in un
grande palcoscenico per concerti!
Non per ultimo, ALPE magazine vorrebbe anche farvi
da guida, nel corso della vostra vacanza. Oltre a for­
nirvi informazioni importanti riguardo a servizi pub­
blici, vi dirà quali sono i ristoranti, le osterie e i punti
di ritrovo migliori e le possibilità di shopping. Il ma­
gazine contiene inoltre un programma dettagliato
delle numerose manifestazioni e degli eventi clou
culturali e mondani. Perché non prendervi parte e
godersi dei momenti piacevoli in compagnia?
A spasso per
l’Alpe di Siusi
Pagina 18
Nuova patria
Pagina 26
La gioia di Denise
Pagina 30
Vampiri sull’Alpe di Siusi
Pagina 34
Swing on Snow
Winter Music Festival
Pagina 38
Piacevole tepore
Stufe contadine
Pagina 43
L’aroma del vin brulé
Pagina 44
La top 10 delle
attività invernali
Pagina 46
Vi auguriamo un meraviglioso, indimenticabile sog­
giorno, fatto di momenti piacevoli e di riposo.
Anteprima inverno ’15/16
Pagina 48
Anteprima estate ’16
Pagina 50
Eduard Tröbinger Scherlin
Visto & sentito
Presidente per Alpe di Siusi Marketing
e le Associazioni Turistiche di Castelrotto,
Siusi allo Sciliar, Fiè allo Sciliar,
Alpe di Siusi e Tires al Catinaccio.
Inverno
Winter | ALPE 3
Alto Adige
Moonlight Classic
Alpe di Siusi
L’Alpe di Siusi al cospetto della luna invernale è
uno straordinario spettacolo della natura, reso
ancora più indimenticabile da una particolare
competizione sportiva notturna. In occasione
dell’“Alto Adige Moonlight Classic Alpe di Siusi”
i fondisti (stile classico alternato) più esigenti
mettono alla prova la loro abilità su un percorso
Testo: Elisabeth Augustin
Foto: Armin Mayr
4 ALPE | Inverno
circolare di 30 km (variante facile di 15 km) con
partenza alle ore 20 da Compatsch, attraverso gli
ampi tracciati dell’altipiano fino alla meta (punto
di partenza). Venerdì, 22 gennaio 2016, l’amato
evento sportivo celebra il suo 10° anniversario.
www.moonlightclassic.info
Inverno | ALPE 5
Una regione verdeggiante: circa un quarto della superficie
altoatesina è coperta da parchi naturali e nazionali.
Quest’habitat vitale per uomini e animali si è guadagnato
di diritto l’elezione a territorio protetto.
Al servizio
della natura
Andreas Gasslitter e Georg Antholzer sono
i guardiacaccia dell’area vacanze Alpe di Siusi:
il primo si occupa della riserva di Castelrotto
e il secondo di quella di Tires-Fiè.
C
Conoscono quest’area come le loro tasche e, ogni
giorno, perlustrano il bosco e le cime in compagnia
di Laika e Bill, i loro fedeli segugi bavaresi da mon­
tagna, sorvegliando le specie selvatiche cacciabili
e non, realizzando rilievi sulla fauna presente e sal­
vaguardando i biotopi. Il loro posto di lavoro è un
bosco misto di conifere in cui svettano prevalente­
mente abeti rossi e larici, affiancati da pini, abeti,
frassini e betulle; a un’altitudine di circa 1.800 m
fanno poi capolino anche i cembri. Tires-Fiè, la ri­
serva di caccia di Georg Antholzer, abbraccia circa
8.500 ettari, quasi due terzi dei quali sono parco
naturale, mentre Castelrotto, quella di Andreas
Gasslitter, comprende 12.000 ettari, di cui circa
un quarto è parco naturale.
Testo: Katja Sanin
Foto: Helmuth Rier
6 ALPE | Inverno
In Alto Adige la caccia è regolata dalla Legge pro­
vinciale e il suo controllo è uno dei compiti dei
guardiacaccia. Ogni residente maggiorenne, che
soddisfa i requisiti necessari (superamento dell’e­
same per la caccia e possesso di un porto d’armi
valido), può cacciare nella riserva comunale: quella
di Tires-Fiè conta attualmente 48 cacciatori, men­
tre in quella di Castelrotto ce ne sono 72, che pa­
gano il permesso annuale, finalizzato alla retribu­
zione dei guardiacaccia che non sono dipendenti
provinciali. Per loro è fondamentale una collabo­
razione ottimale con cacciatori, agricoltori e guar­
die forestali. In primavera, insieme ai cacciatori
effettuano i rilevamenti del patrimonio faunistico
della riserva, stabilendo un preciso piano d’abbat­
timento, che dev’essere approvato dalla commis­
sione provinciale preposta.
Se nella loro area insorgono delle malattie, come
l’attuale rogna dei camosci (un’infestazione di
acari contro cui non ci sono rimedi, alla stregua
della rabbia), i guardiacaccia sono chiamati a te­
nerli attentamente sotto osservazione con un
potente cannocchiale. Nelle Dolomiti quest’epi­
demia infuria dal 2000 e uccide fino all’80% dei
camosci delle riserve; il primo caso nell’area va­
canze Alpe di Siusi risale a due anni fa.
Tutela dei biotopi. All’inizio degli anni ’70, il
piano paesaggistico per l’Alpe di Siusi stabilì le
prime misure per la tutela ambientale e, nono­
stante le forti proteste, furono limitate la circo­
lazione delle auto e l’attività edile, proteggendo
quest’area ancora incontaminata con la creazione
del primo parco naturale altoatesino. Gli agricoltori
temevano che queste restrizioni minacciassero la
loro sopravvivenza, i cacciatori erano preoccu­
pati per la selvaggina, il settore turistico vedeva »
Inverno | ALPE 7
8 ALPE | Inverno
Andreas Gasslitter e Georg Antholzer,
entrambi guardacaccia, supportano
l’importante collaborazione tra cacciatori,
contadini e guardaboschi.
andare in frantumi i futuri progetti per impianti
di risalita e alberghi e scomparire gli ospiti. Tut­
tavia, solo qualche anno dopo, i Comuni di Tires e
Fiè fecero spontaneamente richiesta per l’amplia­
mento dell’area del parco. Oltre al Parco Naturale
Sciliar-Catinaccio, l’Alto Adige ne accoglie altri sei,
quello nazionale dello Stelvio e 175 biotopi.
Il Parco Naturale Sciliar-Catinaccio, creato nel 1974,
s’estende su una superfice di 7.291 ettari attraverso
i Comuni di Tires, Fiè e Castelrotto, che ospitano
numerose specie, essendo anche il biotopo di ani­
mali protetti quali gufi, allocchi, civette capogrosso
e nane, galli cedroni, forcelli, falchi, astori e poiane,
senza dimenticare una coppia di aquile. “I piccoli,
solitamente uno e al massimo due, nascono in pri­
mavera, in estate si alzano in volo e rimangono fino
all’inverno, per poi partire alla ricerca di un proprio
territorio. Nel 2015, questa coppia non ha figliato”,
racconta Georg Antholzer. “Rapaci canori, diurni e
notturni sono sotto severa tutela e non possono
essere cacciati. Inoltre, nell’area dello Sciliar vive
un uccello piuttosto raro: il picchio tridattilo”, ag­
giunge Andreas Gasslitter.
La cattiva fama dei cacciatori. In Alto Adige la
stagione della caccia va dal 1 maggio al 15 dicem­
bre. Nel Paleolitico quest’attività serviva a pro­
curarsi cibo, fornendo anche pregiati sottopro­
dotti animali quali ossa per gli utensili e pellicce
per coprirsi. Oggi, invece, è volta a regolare il pa­
trimonio faunistico, poiché un eccesso di selvag­
gina danneggia la vegetazione, a causa di sfrega­
menti, spelature e rosicchiature. Parlando di caccia
si pensa automaticamente agli spari, sebbene da
lungo tempo i cacciatori non si limitino a ciò: all’i­
nizio dell’estate, ad esempio, quando le femmine
dei caprioli, una specie protetta, danno alla luce i
piccoli nell’erba alta, è necessaria la collaborazione
con gli agricoltori che in questo periodo comin­
ciano a raccogliere il fieno, mettendo in pericolo
la selvaggina. Nel migliore dei casi, quando danno
inizio alla mietitura, informano i guardiacaccia e,
così, i prati vengono ispezionati e con l’aiuto dei
cacciatori si posizionano degli spaventa-caprioli
acustici o visivi, affinché le femmine si ritirino nel
bosco con i piccoli. “Ora, per facilitare questo diffi­
cile compito vengono utilizzati anche dei droni do­
tati di termocamere, che sorvolano i prati, indivi­
duando con precisione la posizione di un cucciolo”,
spiega Andreas Gasslitter.
»
Inverno | ALPE 9
10 ALPE | Inverno
Gli animali selvatici hanno bisogno di tranquil­
lità, soprattutto in inverno. Tutela ambientale e tu­
rismo sono legati da una relazione complessa, con­
traddistinta da forti interazioni: da un lato c’è un
conflitto di base, poiché la protezione di preziose
aree naturali ne limita o impedisce l’utilizzo turi­
stico; dall’altro, lo sviluppo di una regione turistica
si basa su paesaggi incontaminati e zone protette.
Ma queste sono anche aree in cui la popolazione
locale vive e fa progredire la propria economia,
nonché affascinanti oasi di relax in virtù del pae­
saggio intatto e del ridotto sfruttamento turistico.
“Gli animali selvatici necessitano di tranquillità
soprattutto durante la stagione fredda”, rivelano
i due guardiacaccia. Il parco naturale presenta ot­
timi rifugi per l’inverno in posizioni assolate poco
innevate e, quindi, la selvaggina è piuttosto ben
protetta. Sull’Alpe di Siusi, invece, si ritira nei quar­
tieri invernali, spostandosi pochissimo a causa del
ridotto apporto energetico.
Le tematiche riguardanti la natura e l’ambiente
sono ormai entrate a far parte dei dibattiti odierni
e non solo nell’area vacanze Alpe di Siusi si pensa
che le aree protette siano importanti per uno svi­
luppo sostenibile, poiché la qualità della vita non
si valuta esclusivamente in base a indici finanziari
come il prodotto interno lordo. Le zone poste sotto
tutela, con i loro paesaggi polifunzionali, svolgono
numerosi compiti essenziali per la sopravvivenza
e il benessere delle persone. Grazie ai provvedi­
menti in tema di protezione ambientale dall’inizio
degli anni ’70, oggi l’Alto Adige è considerato il pol­
mone verde d’Italia: il 60% della sua superficie s’e­
stende al di sopra dei 1.600 m d’altitudine, il 42% è
coperto di boschi e un quarto della regione è parco
naturale o nazionale. «
Le aree protette sono
importanti per lo sviluppo
sostenibile della regione.
Inverno | ALPE 11
A spasso per
l’Alpe di Siusi
Natura a perdita d’occhio:
un’escursione a piedi è l’ideale
per esplorare l’Alpe di Siusi.
Anche in inverno l’Alpe di Siusi è il paradiso degli escursionisti:
un meraviglioso tour sulla neve, ad esempio, conduce dalla stazione
a monte dell’omonima cabinovia al Rifugio Molignon e poi a Saltria.
30
30 km di sentieri escursionistici sgomberi dalla
neve e perfettamente preparati fanno dell’Alpe di
Siusi il paradiso degli appassionati dei tour inver­
nali e di coloro che amano godersi i piaceri della
vita. Incantevoli panorami affacciati sulle cime do­
lomitiche imbiancate, candidi pendii che brillano
al sole di mezzogiorno, lo scricchiolio della neve al
nostro passaggio e le soste presso i rifugi consen­
tono all’anima di liberarsi, dimenticando stress,
preoccupazioni e frenesia quotidiana.
Testo: Rosa Maria Erlacher
Foto: Helmuth Rier
12 ALPE | Inverno
Il sentiero ideale per partire alla scoperta dell’Alpe
di Siusi è quello che si snoda al di sotto dei Denti di
Terrarossa, diretto al Rifugio Molignon: un grande
classico non particolarmente impegnativo, che
presenta un leggero saliscendi (383 m di dislivello
in salita e una lunghezza complessiva di 9,7 km in
circa tre ore) lungo il margine sud-orientale dell’al­
tipiano, schiudendo incantevoli panorami sulle
Alpi e sulle cime circostanti.
Vista sconfinata. Cominciamo la nostra escur­
sione presso la stazione a monte della cabinovia
Alpe di Siusi, prefiggendoci come prima meta l’Al­
bergo Panorama. Poco al di sotto dell’edificio la­
sciamo la strada, per seguire le indicazioni “Rifugio »
Inverno | ALPE 13
14 ALPE | Inverno
Un bianco sogno invernale:
il più vasto altipiano d’Europa.
Inverno | ALPE 15
Molignon”, e percorriamo il pendio innevato fino
al bivio sottostante all’Hotel Goldknopf; dovendo
attraversare ripetutamente le piste da sci, è bene
prestare particolare attenzione!
Concedendoci una piccola sosta ristoratrice, ci vol­
giamo ad ammirare l’imponente Sciliar, che sembra
uscito da una cartolina, per poi procedere sempre
al cospetto delle cime dolomitiche: a destra svet­
tano i magnifici pendii innevati al di sotto dei fra­
stagliati Denti di Terrarossa, davanti a noi il Sasso­
piatto e il Sassolungo, mentre sullo sfondo spicca
Sull’Alpe di Siusi
innumerevoli rifugi
e ristoranti invitano
a fare una sosta.
Qui, possiamo noleggiare uno slittino, per fare
ritorno a valle, oppure scendere a piedi nell’Alta
Val di Saltria lungo la larga pista ricca di serpen­
tine attraverso il bosco e i prati. Nei ristoranti ubi­
il Massiccio del Sella con il Gruppo del Cir, cuore
delle Dolomiti. Più in lontananza, a est, s’innalza il
Gruppo delle Odle in Val di Funes, dov’è cresciuto
Reinhold Messner, leggenda dell’alpinismo.
cati in quest’ampia conca incontriamo amanti di
sci, slittino ed escursioni: chi lo sa, magari dopo
la pace del mondo alpino la vivacità emana un fa­
scino tutto nuovo.
Alle falde dei Denti di Terrarossa. La nostra
Ora, non ci resta che tornare al punto di partenza
(Compatsch) con l’autobus (corse regolari) o a
piedi (per i più instancabili…). «
prossima meta potrebbe essere la Baita Rosa Al­
pina, un tradizionale rifugio che sorge nella vallata
16 ALPE | Inverno
tra la Punta d’Oro e il Molignon, particolarmente
amato da numerosi abitanti locali che apprezzano
l’arte gastronomica della giovane padrona di casa.
Oppure è possibile seguire il sentiero in leggero
saliscendi fino all’incantevole Rifugio Molignon,
dove il panorama mozzafiato è semplicemente
imperdibile.
Foto: Helmuth Rier
L’affascinante mondo delle Dolomiti
seduce soprattutto per le bizzarre formazioni
di roccia e l’inconfondibile colorazione.
Il mito delle Dolomiti
Dal 2009 sono Patrimonio dell’Umanità secondo l’UNESCO, per l’alpinista estremo altoatesino
Reinhold Messner sono “le montagne più belle del mondo” e per molti sono il sinonimo
per eccellenza della vacanza invernale: l’ineguagliabile bellezza delle Dolomiti colpisce tutti.
U
na barriera corallina pietrificata che si eleva
verso il cielo definisce l’impareggiabile
mondo alpino delle Dolomiti. Grazie alla loro bellezza monumentale e al loro significato geologico
e geomorfologico, i cosiddetti “monti pallidi” nel
2009 sono stati inclusi dall’UNESCO nel Patrimonio Mondiale. Suddivise in nove aree, di cui fa
parte anche il Parco Naturale dello Sciliar-Catinaccio, le Dolomiti sono considerate ufficialmente
uno dei più bei paesaggi naturali del mondo.
Parco naturale Sciliar-Catinaccio. Il parco naturale più antico
dell’Alto Adige è stato istituito nel 1974. L’area protetta, grande
7.291 ettari, si trova nella parte occidentale delle Dolomiti altoatesine.
Lo Sciliar è un imponente massiccio dolomitico, che, con le sue torri
Santner e Euringer, rappresenta una delle immagini simboliche
dell’Alto Adige. Anche il massiccio del Catinaccio, con le sue
innumerevoli cime, è conosciuto molto oltre i confini della regione.
Una delle tante vette del massiccio, il Catinaccio d’Antermoia,
raggiunge i 3.002 metri. Fanno parte del parco naturale anche
i boschi di Siusi, Fiè allo Sciliar e Tires, oltre alla Val Ciamin. «
Bruneck
Brunico
Südtirol
Dolomiti
Patrimonio
Mondiale
UNESCO
1
5
St. Ulrich
Tiers/Tires
7
Auronzo
Corvara
Canazei
2
8
Cortina d’Ampezzo
Alleghe
Pieve
di Cadore
1
Agordo
3
Longarone
Cimolais
Pordenone
Madonna
di Campiglio
Fiera di
Primiero
9
Trento
Belluno
Udine
Belluno
Feltre
Trentino
Ampezzo
4
Zoldo
Cavalese
5 Dolomiti Settentrionali
6 Puez-Odle
6
Fiè allo Sciliar
Bozen
Bolzano
2 Marmolada
4 Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave
St. Vigil
S. Vigilio
Kastelruth Ortisei
Castelrotto
Seis am Schlern
Seiser Alm
Siusi allo Sciliar
Alpe di Siusi
Völs am Schlern
Pelmo, Croda da Lago
3 Pale di San Martino, San Lucano
Dolomiti Bellunesi, Vette Feltrine
Brixen
Bressanone
Meran
Merano
Lienz
Toblach
Dobbiaco
Pordenone
7 Sciliar-Catinaccio, Latemar
8 Rio delle Foglie
9 Dolomiti di Brenta
Inverno | ALPE 17
Nuova
patria
Jit Singh, Rezarta Gagani e Saida Ben Marzouga hanno in comune l’Alto Adige,
dove si sono trasferiti alla ricerca di un lavoro. ALPE incontra sei persone
che si stanno costruendo una vita lontano da casa.
N
Norma Sandy de la Cadena Anaya ama le monta­
gne altoatesine, il paesaggio, la gastronomia e le
tradizioni, consapevole di trovarsi nel posto giusto.
Ali Mohamed Marzougui è incredibilmente orgo­
glioso di aver preparato finora molti più canederli
della maggior parte degli altoatesini. E Lukas Va­
nek è difficile da distinguere da un abitante locale,
quando parla delle novità in paese, facendo cenni
di saluto alle auto di passaggio.
Testo: Elisabeth Augustin,
Barbara Pichler
Foto: Helmuth Rier
18 ALPE | Inverno
Gli immigrati rivestono un’importanza sempre
maggiore nell’economia altoatesina. Attualmente,
in questa regione che conta circa 530.000 abitanti,
lavorano approssimativamente 28.000 stranieri,
di cui la metà residenti, principalmente originari
di Slovacchia, Polonia, Albania e Germania. Se­
condo un’indagine pubblicata nell’autunno 2015,
numerose aziende altoatesine accolgono lavora­
tori immigrati. Alla fine del 2013, il 62 per cento
delle imprese intervistate dava lavoro a collabora­
tori stranieri, che raggiungevano l’87 per cento nel
settore alberghiero: nel 46 per cento delle aziende
si trattava di persone provenienti dai Paesi dell’UE
(compresa la Svizzera) e nel 42 per cento anche
con origini extraeuropee. È soprattutto nel settore
turistico altoatesino che i collaboratori stranieri
sono ormai insostituibili, soprattutto in Alto Adige
che vanta praticamente una piena occupazione e
dove in numerosi ambiti scarseggia la forza lavoro.
Citando lo scrittore svizzero Max Frisch: “Abbiamo
chiamato dei lavoratori e sono venute delle per­
sone.” I sei lavoratori, resi da ALPE portavoce di
una moltitudine, confermano che in Alto Adige
sono stati accettati come individui e sono stati
accolti dalle aziende come in una famiglia: fanno
parte della realtà altoatesina e, come tutti, sono
alla ricerca di felicità e sicurezza. Saida e numerosi
immigrati hanno trovato nell’area vacanze Alpe di
Siusi una nuova patria e apprezzano il fatto che qui
abbiano bisogno di loro. Una ricerca pubblicata nel
2012 dall’Astat (Istituto provinciale di statistica) ri­
vela che la maggior parte (83,4%) degli stranieri re­
sidenti in Alto Adige si trova a proprio agio e desi­
dera rimanervi a lungo; due terzi degli intervistati
vede il suo futuro qui anche nei prossimi cinque
anni e insieme ai figli sono ormai diventati parte
della società locale.
»
Jit Singh
Punjab, India
Aiuto cuoco
Dal 2002, Jit lavora come
aiuto cuoco all’Hotel
Cyprianerhof di Tires al
Catinaccio, dove oltre al
panjabi capisce anche un
po’ di dialetto altoatesino
e di italiano. Venne in
Alto Adige con la famiglia,
per guadagnarsi da vivere,
e ora il figlio 25enne fa il
cuoco a Merano, mentre
la figlia di 27 anni si è
tras­ferita in Germania,
dopo aver lavorato per
molto tempo a Tires.
Il 53enne Jit Singh è mem­
bro della comunità reli­
giosa dei sikh: il nome
“Singh” (leone), portato
da tutti gli uomini sikh,
esprime l’unione e l’ugua­
glianza all’interno della
loro comunità. Durante le
vacanze, l’indiano, che
ama l’Alto Adige e desi­
dera viverci per sempre,
fa visita alla sua numerosa
famiglia in patria. Jit Singh
si trova molto bene con
titolari e colleghi, oltre ad
avere ottimi contatti con
alcuni connazionali a Bol­
zano e nel nord Italia.
Inverno | ALPE 19
Rezarta Gagani
Gjirokastra, Albania
Estetista
La 32enne Rezarta, chiamata
da tutti “Resi”, vive in Alto
Adige da cinque anni. In Alba­
nia ha studiato lingue e lavo­
rato per un breve periodo
come docente: parla albanese,
inglese, italiano, spagnolo,
greco e portoghese. È andata
via di casa con il desiderio di
20 ALPE | Inverno
conoscere il mondo e le sue
genti, facendo nuove espe­
rienze. “Nella vita si deve pur
rischiare un po’”, rivela Re­
zarta.
Con altre donne immigrate
Resi ha frequentato un corso
di un anno a Bolzano, pren­
dendo il diploma da estetista,
e da tre anni lavora con pas­
sione all’Hotel Enzian di Siusi
allo Sciliar. Il suo cosmopoliti­
smo e l’aver viaggiato molto
sono un vantaggio per la sua
professione: la giovane donna,
infatti, ama parlare con gli
ospiti e interessarsi della loro
vita. Adora le località e le per­
sone altoatesine, così come il
loro amore per la natura. In
paese Resi è molto conosciuta
e la gente la saluta, facendola
sentire bene accetta e al si­
curo. Il suo sogno, però, è
quello di fare ritorno, un
giorno, in Albania, la sua terra.
Lukas Vanek
Kopřivnice, Repubblica Ceca
Cameriere
Quando Lukas torna a casa
per le vacanze, avverte subito
la nostalgia dell’Alto Adige. Il
34enne di Kopřivnice vive
nella regione dello Sciliar dal
2002 e da oltre sei anni fa il
cameriere all’Hotel Heubad di
Fiè allo Sciliar; figlio di un al­
bergatore, ha il mestiere nel
sangue e in patria ha anche
frequentato l’istituto alber­
ghiero. In realtà avrebbe desi­
derato andare all’università,
ma non essendo stato am­
messo, il suo destino ha preso
un’altra strada e poi la sorella
Pauline, anche lei residente a
Fiè, l’ha spinto a spiccare il
volo, spronandolo a uscire dal
nido, scoprire il mondo e fare
qualcosa della sua vita. Per
Lukas il mondo è diventato
l’Alto Adige e, ascoltandolo, si
potrebbe pensare che viva qui
da sempre.
Gli ospiti apprezzano la sua
professionalità dai modi rilas­
sati e aperti, così come il buon
umore che diffonde e la bat­
tuta sempre pronta. Lukas co­
nosce tutti in paese e tutti co­
noscono lui, con cui si può
chiacchierare senza problemi
sia in tedesco, sia in italiano.
È grato per la cordiale acco­
glienza avuta all’Heubad di
Fiè, e, non sapendo cosa gli
riservi il futuro, non ha ancora
rinunciato al suo sogno: fare il
traduttore nella Repubblica
Ceca.
Inverno | ALPE 21
Ali Mohamed
Marzougui
Zaghouan, Tunisia
Gestore di un bar
Ali Mohamed parla con
scioltezza il dialetto altoa­
tesino: vive nella regione
dello Sciliar dal 1998, dove
ha fatto importanti espe­
rienze, lavorando in diffe­
renti ristoranti e hotel di
Castelrotto, così come
sette anni a Malga Tuff di
Fiè, e da tre anni gestisce il
Caffè Pizzeria Peterbühl di
Fiè allo Sciliar. In Tunisia
Ali aveva lavorato come
cameriere, dopo aver fre­
quentato un istituto agra­
rio per tre anni.
Quando ne aveva 19, dopo
che la sorella Saida gli
aveva assicurato che
avrebbe trovato lavoro, è
venuto in Alto Adige, dove
attualmente vivono cinque
dei suoi dieci fratelli. Ali
Mohamed è un uomo
molto positivo, che si è
fatto strada cominciando
come lavapiatti e aiuto
cuoco (“Ho preparato mi­
gliaia di canederli”, sorride
soddisfatto) fino a diven­
tare un imprenditore, aspi­
rando a imparare sempre
di più. Per lui era impor­
tante soprattutto appren­
dere rapidamente la lingua
locale. Un paio d’anni fa, Ali
si è sposato con una donna
tunisina, con cui ha una
figlia. Questa giovane fami­
glia non ha alcun dubbio:
vuole vivere in Alto Adige.
22 ALPE | Inverno
Norma Sandy de la Cadena
Anaya Obkircher
Ica, Perù
Cameriera ai piani
Nel 1889, circa 200 tirolesi si
sono insediati a Oxapampa, un
paese di montagna vicino a
Ica, perpetuando le loro tradi­
zioni. Non stupisce, quindi,
che Norma Sandy desideri
farsi fotografare con il Dirndl,
che si è portata da casa, e a Fiè
si senta perfettamente a suo
agio. La 49enne vive in Alto
Adige dal 2000 e l’estate
scorsa si è sposata in seconde
nozze con un falegname di
Aica di Fiè.
Dopo la laurea in lingue e let­
terature straniere presso l’U­
niversità San Luis Gonzaga di
Ica, la peruviana si è sposata,
nel 1989 ha dato alla luce un
bambino, ha preso il diploma
di assistente geriatrica e poi
ha seguito il marito, che aveva
trovato lavoro in Alto Adige.
Ma al contrario di Norma
Sandy, a cui piacciono le mon­
tagne altoatesine, il paesaggio,
la gastronomia e le tradizioni,
lui non è riuscito ad ambien­
tarsi e, così, si sono lasciati.
Ora, Norma desidera vivere
per sempre in Alto Adige con
il suo Norbert. Per lei è fonda­
mentale avere un lavoro, an­
che se non è sempre facile tro­
vare quello giusto. Da due
anni, la peruviana fa la came­
riera ai piani all’Hotel Turm di
Fiè allo Sciliar, di cui apprezza
l’ambiente familiare.
Inverno | ALPE 23
Saida Ben
Marzouga
Zaghouan, Tunisia
Collaboratrice domestica
A Castelrotto, pratica­
mente tutti conoscono
l’allegra Saida. La 48enne,
che si è trasferita a Castel­
rotto nel 1993, parla arabo,
tedesco e un pò italiano.
È separata e madre di due
bambini. Sebbene con lei
la vita non sia sempre
stata magnanima, questa
graziosa donna irradia ot­
timismo e soddisfazione.
La tunisina ha frequentato
la scuola solo per tre anni
e all’età di dodici ha la­
sciato la sua casa, per co­
minciare a lavorare come
collaboratrice domestica
presso abitazioni private,
supportando così finanzia­
riamente la sua famiglia. E
lo fa ancora oggi. Da do­
dici anni, Saida lavora a
Castelrotto ed è felice,
anche perché i figli si sono
integrati bene; un detta­
glio essenziale per questa
mamma orgogliosa. Saida
può fare affidamento su
fratelli e sorelle (quattro
ora vivono in Alto Adige),
oltre che sulle donne del
paese disposte ad aiutarla
in caso di necessità. La
tunisina desidera rima­
nere a Castelrotto e af­
ferma: “Per me e per i
miei figli è la scelta mi­
gliore”.
24 ALPE | Inverno
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Dopo 15 anni ai vertici delle
classifiche come campionessa di sci,
ora Denise Karbon si gode la maternità.
»
26 ALPE | Inverno
La gioia
di Denise
“La felicità s’irradia”, afferma Denise Karbon. L’ex sciatrice
di successo è, ora, una felicissima mamma alle prese con
la culla, sempre all’altezza di sfide straordinarie.
U
Una cicogna rosa sulla porta di casa annuncia la
lieta novella: Pia è nata! La piccola aveva fretta di
venire al mondo, cui ha sorriso con un mese di
anticipo. “Come mamma e papà ha già registrato
il suo miglior tempo”, afferma raggiante Denise
Karbon. L’ex sciatrice di Castelrotto si gode una
nuova gioia: la maternità. Lo scorso anno, al ter­
mine della sua carriera, lei e Franz Hofer, suo
compagno e professionista della mountain-bike,
originario della Val Sarentino, hanno realizzato il
sogno della loro vita: una famiglia. Denise stringe
tra le braccia la bimba nata pochi giorni fa, sten­
tando ancora a crederci. “Finora ha sempre girato
tutto intorno a me e adesso, invece, è questo pic­
colo miracolo a dettare i ritmi.” Dopo aver arre­
dato un’accogliente casetta a San Costantino (Fiè
allo Sciliar), la 35enne si gode l’infinita pace che
la circonda, senza riuscire a immaginare un luogo
migliore, per crescere la piccola Pia e magari, in
futuro, anche un altro pargolo. “Fino a oggi, ero
una ‘madrina part-time’”, scherza Denise, che nel
poco tempo libero di cui disponeva in passato si
dedicava con immensa gioia ai suoi sei figliocci.
Ora, invece, ha dato inizio a una nuova fase della
sua vita con Franz e Pia.
Denise è la maggiore dei tre figli di Arnold e Ros­
marie Karbon e ha lo sci nel DNA: il padre ed ex
atleta, infatti, ha trasmesso a lei, Pirmin e Mar­
tin, i suoi due fratelli, non solo la passione per il
divertimento sulle piste, ma anche e soprattutto
la grinta necessaria e la giusta tecnica per essere
migliori e un po’ più veloci degli altri. “La mia fa­
miglia è sempre stata focalizzata sul mondo dello
sci” racconta Denise, come se fosse la cosa più
normale del mondo. Dopotutto, questa sciatrice
di Castelrotto è stata una delle poche a raggiun­
gere le vette del Circo bianco, grazie a un’enorme
forza di volontà, un grande impegno e anche al
ben noto ‘pizzico di fortuna’.
Anche Martin, suo fratello minore di due anni,
sciava nella nazionale italiana, ma non ha mai
imboccato la via giusta per raggiungere i vertici.
“Tuttavia, è sempre stato fiero della sorella”, gio­
isce Denise che, pensando al passato, riconosce
la grande fortuna di essere cresciuta tra bambini
appassionati di sci. L’impegno incondizionato ha
fruttato molte soddisfazioni e successi. Denise
riflette brevemente, meravigliandosi: “Sì, sono
stata 15 anni sulla cresta dell’onda, con molti alti e
bassi.” Non vuole sentire la mancanza di tutto ciò
che ha vissuto e spiega di aver familiarizzato len­
tamente con quel ritmo e che, una volta dentro, il
mondo dello sci non lascia più andare. I numerosi
viaggi, ma anche i contatti e le amicizie con gli al­
tri atleti sono stati per lei fonte di divertimento. E,
nel contempo, a casa la aspettava un porto sicuro
insieme al necessario e costante appoggio della
famiglia. “Per me le parole di mio padre sono sem­
pre state sacre”, rivela Denise. “Siamo stati un ot­
timo team, fino alla fine.”
Ma dove ha trovato la forza di superare tutte le »
Testo: Elisabeth Augustin
Foto: Helmuth Rier
Inverno | ALPE 27
batoste dovute agli infortuni? “Ogni lesione era
anche una sfida”, ammette. “Ero sempre intenzio­
nata a dimostrare a me stessa che ce l’avrei fatta.”
E così, in quei momenti difficili, non ha mai pen­
sato di ritirarsi. “Era la mia vita e ci credevo ferma­
mente. Non me la sono mai presa per gli infortuni
e non volevo vincere per diventare qualcuno. Ho
sempre gareggiato per me stessa, ritenendo im­
portante dare il meglio ad alto livello. Il quarto po­
sto nello slalom gigante di Garmisch, ad esempio,
per me è stato come vincere la medaglia d’oro. I
numerosi alti e bassi facevano parte del gioco.” A
posteriori, Denise è la prima a meravigliarsi, ma è
così: “Tutto o niente, purché al 100%.” E perfino
nel momento in cui ha deciso di ritirarsi dal mondo
delle gare, non ha avuto dubbi sul fatto che fosse
la scelta giusta.
Anche in futuro, però, gli sci svolgeranno un ruolo
importante nella sua vita. Lo scorso anno, infatti,
ha lavorato come istruttrice dei maestri di sci.
Al termine della sua carriera, ha avuto bisogno di
prendere un po’ le distanze da questo mondo, ma
nutre il desiderio di trasmettere la sua esperienza,
in qualità di maestra o allenatrice di bambini; at­
tività per le quali tornano utili la sua sensibilità e
il carattere solare. “Da mia madre ho ereditato lo
spirito sociale”, spiega, “da mio padre, invece, le
gambe da sciatrice.”
Quest’inverno Denni, come la chiamano gli scia­
tori, siederà davanti alla TV nella calda Stube di
casa sua, a Fiè, emozionandosi con le ex colleghe
del suo team e altri affezionati conoscenti, cui au­
gurerà buona fortuna. “Attendo con ansia ogni
gara e poi me la godo, naturalmente anche con
occhio tecnico, sebbene ora la mia prospettiva
sia tutt’altra. Per me lo sci è e rimane lo sport più
bello”, rivela l’ex atleta.
Denise Karbon in piena
forma: “Ho sempre
cercato di dare il
meglio di me!”
28 ALPE | Inverno
Il sito internet personale di Denise mostra una sua
grande foto con il volto raggiante e il costume fol­
cloristico di Castelrotto, mentre si accomiata da­
gli spettatori sulla pista. In occasione della sua ul­
tima comparsa ufficiale come sciatrice, alla gara di
Coppa del Mondo il 16 marzo 2014 a Lenzerheide,
ha conquistato per sempre il cuore dei fan, se non
l’aveva già fatto in passato. «
Denise Karbon
Denise Karbon è annoverata tra
le sciatrici altoatesine di mag­
giore successo. Nello slalom gi­
gante, la sua disciplina, è stata
campionessa dei Mondiali junio­
res e ha vinto due medaglie ai
Mondiali, sei gare di Coppa del
Mondo e un primo posto nella
classifica generale.
niores 1999 a Pra Loup (Fran­
cia) con la vittoria della meda­
glia d’oro nello slalom gigante. Si
tratta dell’inizio ufficiale di una
carriera sciistica molto promet­
tente.
A ottobre 2007, dopo la rottura
del perone, celebrò il suo ri­
torno, aggiudicandosi la Coppa
del Mondo a Sölden, così come
i tre successivi slalom giganti.
Dopo cinque vittorie stagionali
non c’erano dubbi sul fatto che
la Karbon fosse già la vincitrice
della Coppa del Mondo di slalom
gigante.
dieci. Durante la seconda man­
che dello slalom gigante della
finale di Coppa del Mondo 2013
a Lenzerheide (l’ultima gara
della stagione) inforcò una porta
rompendosi l’articolazione ti­
bio-tarsale. Nonostante questa
lesione, prese parte a un’altra
stagione, disputando la sua ul­
tima gara di Coppa del Mondo
il 16 marzo 2014, nuovamente a
Lenzerheide.
Denise cominciò a sciare all’età
di tre anni sulla pista dello skilift
Guns a Castelrotto. A sette anni
partecipò alla sua prima gara e a
14 divenne membro del Centro
di allenamento Sciliar con il pa­
dre Arnold come allenatore. Ri­
conosciuto il suo particolare ta­
lento, entrò a far parte della rosa
altoatesina e, all’età di 19 anni,
della squadra italiana di Coppa
del Mondo, ottenendo il primo
grande successo ai Mondiali ju­
A dicembre 2002, Denise con­
quistò il 3° posto nello slalom gi­
gante a Semmering (Austria): il
suo primo podio della Coppa del
Mondo. Il 13 dicembre 2003, poi,
festeggiò la prima vittoria della
Coppa del Mondo in occasione
dello slalom gigante sulla Gran
Risa (Alta Badia). Il 13 febbraio
2003, ai Mondiali di St. Moritz,
divenne vicecampionessa del
mondo nello slalom gigante. Ai
Mondiali 2007 ad Åre, di nuovo
il 13 febbraio, conquistò la meda­
glia di bronzo nella disciplina di
cui è specialista.
Giochi Olimpici
Mondiali
Coppa del Mondo
Altri successi
2002 Salt Lake City
14ª nello slalom gigante
2001 St. Anton
non conclude la gara
2007/08
1° posto nello slalom gigante
2006 Turin
non conclude il gigante
2003 St. Moritz
2ª nello slalom gigante
e 27ª nello slalom
2003/04
2° posto nello slalom gigante
4 volte campionessa italiana
(slalom gigante nel 2000, 2008
e 2012; slalom nel 2002)
2010 Vancouver
18ª nello slalom e
23ª nello slalom gigante
2014 Sochi
non conclude il gigante
2007 Åre
3ª nello slalom gigante
2009 Val-d’Isère
4ª nello slalom gigante e
4ª nello slalom
2011 Garmisch-Partenkirchen:
4ª nello slalom gigante
2013 Schladming
non conclude la gara
In occasione dei Mondiali 2009
in Val d’Isère, Denise mancò due
medaglie per un soffio, termi­
nando in quarta posizione anche
lo slalom gigante dei Mondiali
2011 a Garmisch-Partenkirchen.
Dopo la serie di successi nella
stagione 2007/08 non vinse al­
tre Coppe del Mondo, conqui­
stando però numerosi podi. Nel
2011/12 e 2012/13 compariva
sporadicamente tra i migliori
16 podi, di cui 6 vittorie
Mondiali juniores
1998 Megève:
9ª nello slalom gigante
1999 Pra-Loup:
1ª nello slalom gigante e
7ª nello slalom
2000 Québec:
4ª nello slalom e
36ª nel super-G
La carriera di Denise Karbon è
stata contraddistinta dagli infor­
tuni: una sfortuna reiterata che
non le consentì quasi mai di pre­
pararsi illesa per una stagione
di Coppa del Mondo. Tuttavia,
è sempre riuscita a raggiungere
la vetta della World Cup, nono­
stante sei gravi lesioni al ginoc­
chio.
Medaglia d’oro allo slalom
gigante dei Giochi mondiali
militari invernali 2010
Campionessa ai Mondiali
dei corpi militari e di polizia
2002 nello slalom gigante,
argento nel 2003 e 2004
5 podi in occasione
della Coppa Europa
10 vittorie nelle gare FIS
(8 slalom giganti e 2 slalom)
Inverno | ALPE 29
Immagini per l’eternità:
Roman Polanski immortala
l’Alpe di Siusi nel film con Sharon Tate.
Vampiri
sull’Alpe di Siusi
Cinquant’anni fa sull’Alpe di Siusi, Roman Polanski
girò il film cult “Per favore, non mordermi sul collo!”:
un evento intorno a cui ancora oggi aleggiano insoliti aneddoti.
A
Alla fine del 1966, l’arrivo di una curiosa comitiva
fece furore a Ortisei, la località principale della
Val Gardena all’epoca ancora piuttosto flemmati­
camente borghese, dove si parlava di un cast an­
glo-americano intenzionato a girare un film horror
sull’Alpe di Siusi. Prima d’allora, nessuno cono­
sceva il regista Roman Polanski, né gli altri inter­
preti principali: Sharon Tate (sua futura moglie) e
Jack MacGovran.
La Val Gardena fu una scelta casuale, poiché il film
si svolgeva nei Carpazi e la località prevista per le
riprese nel paesaggio innevato era St. Anton am
Arlberg (Austria), ma l’improvvisa comparsa del fa­
vonio mandò a monte il progetto e, così, il regista
all’epoca 33enne guidò rapidamente il cast a Or­
tisei, la più vicina area sportiva invernale. Ancora
oggi si narra che, per trasportare troupe, bagagli e
attrezzature dalla stazione di Chiusa a Ortisei, fu­
rono necessarie tutte le auto a noleggio della Val
Gardena, di Bressanone e Bolzano.
Chiacchiere di paese. L’evento per eccellenza
Testo: Rosa Maria Erlacher
30 ALPE | Inverno
si verificò quando la giovane e bella Sharon Tate
scese da uno dei taxi: mezzo universo maschile
di Ortisei, infatti, le fece ala, senza riuscire a di­
stogliere lo sguardo dalla minigonna che metteva
in risalto due gambe lunghissime. In paese non si
era mai vista una cosa simile e, così, quel pezzo
di stoffa divenne subito il fulcro dei pettegolezzi
generali.
“Ciò che avvenne in seguito, fu pura follia”, ricorda
un anziano della Val Gardena che, conoscendo l’in­
glese, fu ingaggiato per stare al fianco del cast, pro­
curare gli accessori di scena, reclutare le comparse
e accompagnarle alle location indicate; insomma,
per esaudire ogni desiderio. “Polanski era tutt’al­
tro che bello, ma sicuramente flirtava già con Tate”,
sospettava, all’epoca infastidito, avendo messo gli
occhi sulla bella star, ammette oggi sorridendo.
Tuttavia, riconosce a Polanski il merito di eccellenti
performance in qualità di attore e regista. “Era os­
sessionato dai dettagli. Ad esempio, si faceva spie­
gare per filo e per segno dagli agricoltori come fun­
zionavano i carri trainati dai cavalli”, ricorda.
Notti sfrenate. Non tutti i membri del cast sem­
bravano essere così zelanti. “Alla sera, negli ho­
tel in cui alloggiavano, regnava la movida e al
mattino era quasi impossibile svegliarli.” Trascor­
revano le notti in bar e discoteche, esagerando
con birra, whiskey e champagne e si mormorava
che facessero anche uso di sostanze stupefacenti.
Così, scoppiavano facilmente delle risse, cui po­
neva fine solo l’arrivo dei Carabinieri. Il giorno se­ »
Inverno | ALPE 31
Un piacere sanguinoso:
dove di solito regnano
pace e armonia, sono i
vampiri a farla da padrone.
guente, poi, quasi nessuno si presentava puntuale
nei luoghi concordati, che si trovavano tra la sta­
zione a monte della funivia da Ortisei all’Alpe di
Siusi e Saltria.
Ciò ritardò notevolmente i lavori: le due settimane
previste divennero più di sei, ma le condizioni della
neve rimasero impeccabili, consentendo di realiz­
zare tutte le riprese invernali in programma.
Controfigure locali. Fu così che le scene di fol­
lia girate sull’Alpe di Siusi fecero il giro di mezzo
mondo: milioni di spettatori si sbellicavano dalle
risate, vedendo uno sbadato professore (Jack Mac­
Gowran) e il suo goffo assistente (Roman Polan­
ski) passare da un guaio all’altro, dando la caccia al
conte Krolok, un leggendario vampiro. Una scena
memorabile riprende il fedele servitore del conte
Krolok in una bara in legno aperta all’inseguimento
della coppia in slitta attraverso i pendii innevati! E
non fu solo per questa ripresa che Polanski ingag­
32 ALPE | Inverno
giò maestri di sci, guide alpine e cocchieri della Val
Gardena come controfigure e stuntmen. Numerosi
residenti furono impiegati per prestare i servizi più
disparati, come tecnici, addetti alla logistica, arti­
giani e consulenti esperti della zona: si trattava di
lavori molto ambiti poiché, a prescindere dal fatto
che fosse estremamente affascinante prendere
parte a un film, Polanski li retribuì con paghe su­
periori alla media. E naturalmente da quest’inter­
mezzo cinematografico di sei settimane sull’Alpe
di Siusi trasse beneficio l’intera economia della
valle e dell’alpeggio: un motivo di per sé suffi­
ciente a rendere indelebili le riprese nella memo­
ria collettiva!
Qualche anno dopo uscì nelle sale “Per favore, non
mordermi sul collo!”, riscuotendo enorme suc­
cesso a livello mondiale: divenne, infatti, un film
di culto pauroso e divertente, che rese famosi Po­
lanski e Sharon Tate, entrando a far parte della sto­
ria del cinema. «
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Swing on Snow
Sole e buonumore:
che cosa volere di più?
Al ritmo delle
melodie alpine
L’ultima settimana di marzo, l’area vacanze Alpe di Siusi torna a ospitare l’undicesima edizione
dello Swing on Snow, il festival che prevede concerti sulle piste, nei rifugi e nei ristoranti tra
Sassolungo, Sassopiatto, Sciliar e Catinaccio, all’insegna delle emozioni caleidoscopiche!
L
Testo: Hartwig Mumelter
Foto: Helmuth Rier
34 ALPE | Inverno
Le chiavi del sassofono tenore, con cui Charly
Schmid armeggia abilmente, sono nuovamente
ghiacciate. Questo musicista professionista di
Linz conosce ormai l’Alpe di Siusi come le sue ta­
sche e lotta pacatamente contro le temperature
sfavorevoli, sebbene l’altipiano affascini per lo più
con il bel tempo. A gennaio, infatti, Charly Schmid
ha suonato alcune volte anche in T-shirt, amma­
liando fin dall’inizio il pubblico dell’alpeggio con
differenti formazioni ed esibendosi a volte sugli
sci e altre in seggiovia. Lo Swing on Snow, uno dei
primi festival dell’intero arco alpino, è votato alla
musica popolare sperimentale e si basa su un sem­
plice concetto: durante il giorno i gruppi suonano
sulle piste o sulle terrazze di ristoranti e rifugi,
mentre alla sera gli esercizi alberghieri tra Castel­
rotto, Siusi, Fiè allo Sciliar e Tires al Catinaccio si
trasformano in piccole sale da concerto (ingresso
sempre gratuito!).
Se lo scenario mozzafiato del più ampio altipiano
d’Europa affascina sportivi invernali provenienti da »
Inverno | ALPE 35
Piaceri musicali
in perfetta simbiosi
con il tempo libero
sulla neve.
ogni dove, lo Swing on Snow è la suggestiva testi­
monianza del fatto che la lingua della musica è in­
ternazionale.
Gli organizzatori rifuggono dal banale intratte­
nimento tipico dei rifugi, presentando interpreti
(solitamente 10-15 band) che offrono un connubio
perfettamente equilibrato di spettacoli leggeri e
impegnativi.
Nel corso degli anni questo festival ha svolto anche
il ruolo di mecenate: numerosi gruppi di musica
popolare sperimentale, oggi famosi, si sono esibiti
sull’Alpe di Siusi quando erano ancora sconosciuti.
Giovani band quali Federspiel o Alma, ma anche
il gran maestro Herbert Pixner, hanno riscosso i
primi successi proprio allo Swing on Snow. Seb­
bene fin dall’inizio gli organizzatori fossero con­
sapevoli che il pubblico fosse composto principal­
mente da sciatori, che non erano lì appositamente
per i concerti, già durante il terzo/quarto anno è
emersa una nuova tendenza: sempre più ospiti
sceglievano di prenotare il loro soggiorno durante
la settimana dell’evento. Due ore di delizia musi­
cale non interrompono certo il divertimento sugli
sci: la maggior parte delle persone pensa che lo
Swing on Snow abbia un’aura esotica, anche gra­
zie alle band che sorprendono con strumenti fi­
nora sconosciuti. Cetra, cetra svizzera, ghironda
e cittern, ad esempio, sono annoverati tra gli ar­
chetipi dell’arco alpino, con cui i musicisti creano
melodie estremamente moderne, oltre a un idil­
liaco connubio tra antichi corni delle Alpi e chi­
tarre elettriche o sax groove: il tutto in perfetta
armonia con l’evoluzione sull’Alpe di Siusi, dove il
paesaggio, formatosi parecchi milioni d’anni fa in
seguito alla stratificazione dei sedimenti calcarei
marini, accoglie moderni impianti di risalita. Tut­
tavia, nonostante la gioia sperimentale, la musica
dello Swing on Snow conserva il suo carattere pre­
valentemente autoctono. Il comprensorio sciistico
Alpe di Siusi è l’unico dell’Alto Adige vietato alle
auto; peculiarità cui la scelta musicale si è ade­
guata. Dal 2015 l’evento non ha più luogo a gen­
naio, bensì a marzo, incrementando così il piacere
degli ospiti che amano il sole e dei musicisti che,
ad esempio, non sono più costretti a scongelare i
loro strumenti, come faceva Charly Schmid. Note
bollenti, quindi, e… let’s swing 2016. «
36 ALPE | Inverno
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Vin io di sci
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Design Ski: Federico Perruccio · Foto: SAM/Elena Ruina · Komma Graphik
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Partecip
azione
fino
03/04/2
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Partecipare è semplicissimo ...
Rispondi alle domande e con un po’ di fortuna potrai
presto lanciarti sulle tante piste dell’altopiano più grande
d’Europa con gli sci esclusivi dell’area vacanze Alpe di Siusi!
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Alla fine della stagione invernale
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Fune Val Gardena/Alpe di Siusi
38 ALPE | Inverno
Piacevole
tepore
Scaldare la Stube, asciugare il bucato e offrire un prezioso
giaciglio: ecco le molteplici funzioni delle stufe contadine.
Il cuore della casa: da generazioni,
la vita delle famiglie si svolge
intorno al calore della stufa.
S
Senza un’autentica stufa contadina in pietra (fo­
colare) e legno (struttura), una Stube non sarebbe
degna di questo nome.
Realizzate ancora oggi, queste stufe sono però co­
struite principalmente con pietre prefabbricate in
argilla refrattaria resistenti al fuoco. “In passato,
naturalmente questi materiali non esistevano”, mi
spiega Hans, che ha fatto dello studio delle tradi­
zioni il suo hobby. Un tempo, era necessario cer­
care pietre in grado di trattenere il calore e, per­
tanto, si scavava per estrarre lo scisto di piombo.
L’abilità del costruttore di stufe consisteva nell’in­
serire questa roccia senza saldature all’interno di
una cavità a volta che, grazie alle proporzioni per­ »
Testo: Rosa Maria Erlacher
Foto: Helmuth Rier
Inverno | ALPE 39
40 ALPE | Inverno
I masi contadini sono
veri capolavori dell’antica
architettura edile.
fette, distribuiva il calore in maniera ottimale ed
era provvista di una canna fumaria. Infine, tale volta
veniva sigillata con l’argilla e imbiancata a calce.
Oasi di relax. Hans mi rivela che la stufa veniva
messa in funzione tramite un apposito foro situato
in cucina: solo qui, infatti, era possibile accendere
il fuoco e il fumo (della stufa e del fornello, che ori­
ginariamente era un focolare aperto) saliva nella
cappa.
“Chiudendo temporaneamente il camino, il fumo
si accumulava nella stanza”, precisa Hans. Così, si
poteva affumicare (selchen in altoatesino) la carne
appesa su delle aste. Trascorrere il tempo in una
cucina annerita dalla fuliggine, però, non era pia­
cevole: era molto più accogliente la Stube!
Al mattino presto era sufficiente introdurre nel
foro per attizzare la stufa una fascina di legna e
piccoli ciocchi asciutti, per avere un piacevole ca­
lore nell’arco dell’intera giornata, che invitava a ra­
dunarsi intorno al fuoco.
“Riunire le persone è una peculiarità essenziale
delle stufe contadine”, sostiene Hans. A tale scopo,
infatti, erano previste un’ampia panca intorno alla
struttura e una cuccetta (Ofenbrücke in tedesco)
su cui ci si poteva sdraiare al caldo. Nelle fredde
giornate invernali le persone si stringevano vicino »
Inverno | ALPE 41
Gustoso: il pane contadino,
da secoli un importante
alimento di base, è sempre
delizioso, soprattutto
se appena sfornato.
alla stufa, per riscaldarsi: il contatto corporeo e
le conversazioni nascevano poi spontanei. “Sa­
rebbe impossibile spiegare altrimenti le saghe e
le leggende tramandate oralmente fino ai giorni
nostri!”, afferma il folclorista.
Hans mi suggerisce che le giornate dedicate alla
cottura del pane erano particolarmente faticose:
gli uomini, infatti, dovevano lavorare l’impasto in
grandi mastelli, formare le pagnotte e infornarle
su lunghe assi.
Forno per il pane. Oltre alla stufa nella Stube, i
Oggi, i climatizzatori provvedono a mantenere
la temperatura costante in ogni stagione, oltre
a essere pratici: non emettono fumo, non pro­
ducono fuliggine e non obbligano a procurarsi
faticosamente la legna. Avvertire la vicinanza di
una fonte di calore, quale un falò, un caminetto,
una stufa in maiolica o contadina oppure il sole,
è una necessità insita nell’uomo, poiché questo
piacevole tepore fa vibrare all’unisono corpo e
anima «
masi più grandi disponevano anche di forni per
il pane, coperti da un tetto e collocati lungo una
parete laterale dell’edificio. Va ricordato che, in
passato, in un maso vivevano molte persone, tra
cui numerosi bambini e domestici. Inoltre, il pane
era uno degli alimenti fondamentali, preparato in
grandi quantità e fatto seccare in soffitta. I forni
venivano costruiti a volta, secondo il medesimo
principio delle stufe contadine. Il racconto di
42 ALPE | Inverno
L’aroma del vin brulé
Ricetta
· ¼ l di vino rosso
o bianco (secco)
· 1 stecca di cannella
· Alcuni chiodi di garofano
· Anice stellato
· Scorza di limone
· 4 cucchiai di zucchero
· Scaldare gli ingredienti
(non raggiungere
l’ebollizione) e poi filtrarli.
Fonte: La cucina nelle Dolomiti,
Anneliese Kompatscher
Il profumo di cannella e chiodi di garofano aleggia
nell’aria, mentre le nostre mani si scaldano intorno
alla tazza bollente. Durante l’Avvento niente è più
piacevole che sorseggiare un vin brulé avvolti in una
spessa giacca, godendosi la suggestiva atmosfera na­
talizia con gli amici.
La tradizione di questa specialità risale all’antichità,
quando il vino caldo veniva raffinato con spezie eso­
tiche e miele, oggi sostituite da zucchero, cannella,
chiodi di garofano e scorza di limone o arancia. A
conferirgli un aroma particolare contribuiscono an­
che vaniglia, zenzero o cardamomo, senza porre li­
miti a creatività e preferenze personali. L’impor­
tante, però, è non superare i 78 gradi, altrimenti
l’alcol evapora e le spezie diventano amare.
Natale in montagna
a Castelrotto
Appuntamenti
5 - 8 dicembre 2015
11 - 13 dicembre 2015
18 - 20 dicembre 2015
24 - 27 dicembre 2015
Mercatino natalizio
a Fiè allo Sciliar
Appuntamenti
6 - 8 dicembre 2015
12 - 13 dicembre 2015
19 - 20 dicembre 2015
Inverno | ALPE 43
La top 10 delle attività invernali
dell’area vacanze Alpe di Siusi
Bagno di fieno
Un toccasana che dona energia e rivitalizza l’organismo,
in un ambiente tradizionale o moderno. Il bagno di fieno è uno
dei trattamenti più amati del wellness alpino. Grazie al calore
corporeo, il fieno arricchito di numerose piante officinali
quali timo, arnica, fragolaccia e genziana rilascia molteplici
principi attivi e oli eterici, che vengono assimilati
attraverso l’epidermide e la respirazione.
Pattinaggio sul ghiaccio
sul Laghetto di Fiè
In inverno, grandi e piccini possono lasciare sci e snowboard
e piroettare per qualche ora sul Laghetto di Fiè: divertimento
assicurato per principianti e professionisti, reso speciale
dal paesaggio spettacolare alle falde dello Sciliar!
Parapendio su Siusi
Volare sulle cime dolomitiche non è un’attività prettamente
estiva: grazie alle tute imbottite che riparano dal freddo,
infatti, è possibile anche in inverno, quando il panorama
è particolarmente cristallino. Il punto di partenza del volo
tandem è lo Spitzbühl, da cui pilota e passeggero scendono
a San Valentino, ammirando Siusi dall’alto.
Tour delle streghe
Sette stazioni raccontano altrettante leggende sull’Alpe di Siusi
durante il tour sugli sci, che accompagna grandi e piccini alla
divertente scoperta dell’altipiano. Passando per Panorama,
Punta d’Oro e Bullaccia ci si addentra nel regno delle streghe
dello Sciliar: l’occasione perfetta per insegnare ai bambini
che sciare è un’esperienza magica.
Kofel e centro storico di Castelrotto
Il Monte Calvario di Castelrotto, il cosiddetto “Kofel”, è una meta
speciale per una piacevole escursione invernale, poiché consente
di ammirare il panorama mozzafiato su Punta Santner, Sciliar,
Bullaccia e sul centro di Castelrotto con il suo campanile barocco,
la parrocchia neoclassica e gli edifici affrescati.
Consiglio: rilassatevi e godetevi questa quiete!
44 ALPE | Inverno
Sci di fondo come veri professionisti
I fondisti annoverano all’unanimità l’Alpe di Siusi tra le migliori
aree in cui praticare questo sport. Inoltre, ogni anno le squadre
nazionali di Norvegia, Canada, Italia e Stati Uniti si allenano qui,
sul più ampio altipiano d’Europa, e chi desidera emulare Petter
Northug, Marit Bjørgen & Co., non deve far altro che lasciarsi
conquistare dai suoi 80 km di piste. Lo sci di fondo è un toccasana
per il benessere, incrementato dall’incantevole paesaggio.
Slittata al chiaro di luna
Quando la romantica luna rischiara le piste dell’Alpe di Siusi,
è giunto il momento di una discesa in slittino con gli amici,
la famiglia o il partner. Immergetevi nella notte, dopo aver
fatto il pieno di energia con le tradizionali ricette altoatesine
del rifugio situato presso il punto di partenza.
Passeggiata in slitta sul
più ampio altipiano d’Europa
Avvolti in calde coperte, gli innamorati si immergono nel paesaggio
invernale innevato, godendosi il panorama alpino delle Dolomiti su
una comoda slitta, al ritmo scandito dagli zoccoli dei cavalli sulla sof­
fice neve: uno speciale benvenuto nel grande spettacolo della natura.
Ciaspolata in Val Ciamin
Partendo da San Cipriano ci si inoltra nella romantica e incontaminata
Val Ciamin, sopita sotto una soffice coltre di neve. Attraversando
i prati Doss, si raggiunge la sorgente Schwarzn Lettn e poi lungo
il fiume si arriva al belvedere Rechter Leger che schiude un magnifico
panorama sulle Cime del Principe e del Ciamin.
Escursioni invernali sulla Bullaccia
Il belvedere Engelsrast sulla Bullaccia è uno dei luoghi più panoramici
dell’Alpe di Siusi, grazie a un’incantevole vista a 360° che spazia
dalle Dolomiti alla regione dell’Ortles. Il tour ad anello attraverso
la Bullaccia accompagna anche alla scoperta di luoghi energetici:
il sentiero porta dal belvedere Engelsrast alla Croce Goller, passando
per la Croce Filln e le Panche delle streghe, per poi fare ritorno
al punto di partenza a Compatsch.
Inverno | ALPE 45
Anteprima inverno 15/16
> Dicembre 2015
> 5 dicembre 2015
> 10 gennaio 2016
> 22 gennaio 2016
Natale in montagna
a Castelrotto
Festival invernale per
bambini con la Strega Nix
Il matrimonio contadino
di Castelrotto
Alto Adige Moonlight
Classic Alpe di Siusi
Per la nona volta gli abitanti di
Castelrotto rivelano i segreti delle
loro antiche usanze natalizie. Le con­
tadine di Castelrotto allietano poi gli
ospiti del Mercatino a suon di
biscotti di panpepato, dolci natalizi,
panforte e krapfen.
L’avvio della stagione invernale
2015/16 sarà davvero folgorante, per­
ché per la prima volta l’Alpe di Siusi
ospiterà il festival invernale per
bambini, invitati dalla strega Nix, che
provvederà a trasformarli in maghi e
fattucchiere. Vi aspetterà una gior­
nata piena di intrattenimento, giochi
e puro divertimento invernale!
Lo spettacolo in costume più affasci­
nante dell’Alto Adige. Si tratta della
ricostruzione storica di un matrimo­
nio contadino, così come si celebrava
un tempo ai piedi dello Sciliar. Il
matrimonio contadino ha inizio a S.
Valentino, luogo dal quale il corteo
nuziale si incammina con la slitta
trainata dai cavalli splendidamente
addobbata – nella più precisa osser­
vanza dell’ordine da sempre seguito
– e attraversa campi innevati per
giungere fino a Castelrotto.
Che stupore, per la luna, quando farà
capolino da dietro le Dolomiti… Al
suo sorgere sarà infatti al via una
maratona di fondo quanto mai inso­
lita nel suo genere. L’appuntamento
per le centinaia di fondisti parteci­
panti è a Compatsch. Armati di sci e
torcia, eccoli scivolare silenziosa­
mente nella notte, fra il candore del
paesaggio invernale, lungo i 15 o 30
km del tracciato che li ricondurrà al
punto di partenza. L’evento si pro­
spetta unico ed emozionante anche
per i tanti spettatori della „Moon­
light Classic“ dell’Alpe di Siusi.
L’11 e il 12 dicembre l’appuntamento
è anche con i “Kastelruther Spatzen”
e le loro note musicali: l’ideale per
favorire l’atmosfera di raccoglimento
che precede il Natale.
Appuntamenti
5 - 8 dicembre 2015
11 - 13 dicembre 2015
18 - 20 dicembre 2015
24 - 27 dicembre 2015
46 ALPE | Inverno
> 12 dicembre 2015
Krampus a Castelrotto
Chi sono i Krampus e cosa fanno a
Castelrotto? Nelle zone di lingua
tedesca, i Krampus sono diavoli tra­
vestiti che accompagnano San
Nicolò, nella tradizionale sfilata
lungo le strade del paese. Mentre
San Nicolò regala doni ai bambini
buoni, il Krampus, con i suoi campa­
nacci e la sua maschera incute
timore in grandi e piccini. In data 12
dicembre 2015 gruppi di Krampus
provenienti da Italia, Germania e
Austria si incontreranno a Castel­
rotto e muniti di abiti e maschere
artigianali si presenteranno al pub­
blico presente.
www.moonlightclassic.info
Foto: Helmuth Rier
> 24 gennaio 2016
> 25 febbraio - 6 marzo 2016
> 13 marzo 2016
> 28 - 29 marzo 2016
Alpe di Siusi
Winter Golf Tournament
Alpe di Siusi
Winter Survival Camp
Dolovino on Snow
Alpe di Siusi
Festival invernale per
bambini con la Strega Nix
Giocare a golf sulla neve e rallegrarsi
di un panorama mozzafiato: in data
24 gennaio, tutti gli appassionati di
golf potranno provare l’ebbrezza di
questo evento speciale. Si gioca su
9 buche che hanno una lunghezza
tra i 61 e i 1150 m. Con gli sci o lo
snowboard si va di buca in buca. I
fairways sono bianchi invece che
verdi, i green white e le palline da
golf si differenziano dalla bianca
neve grazie ai loro colori scintillanti.
Come si costruisce un igloo? Come
fanno gli animali a sopravvivere nella
neve? E come dovremmo compor­
tarci in caso di rischio valanghe? Il
“survival camp” consente a piccoli e
grandi artisti della sopravvivenza di
approfondire queste tematiche,
mentre scopriremo insieme il bosco
e gli animali che popolano l’Alpe di
Siusi in inverno. Poi, con apparecchi
ARVA e cani da valanga cercheremo
un oggetto sepolto in profondità
sotto la neve. Non appena conosce­
remo i trucchi per far fronte alle
emergenze nella natura incontami­
nata, saremo pronti per l’inverno!
Dolovino on Snow invita a un tour
di-vino attraverso l’Alpe di Siusi al
motto “Eccellenti vini altoatesini ai
piedi delle Dolomiti”. L’Alto Adige,
infatti, non è solo un paradiso per gli
amanti di sci ed escursioni, ma
anche un’area vitivinicola nota in
tutto il mondo. Presso numerosi
punti di ristoro i buongustai possono
degustare nobili stille altoatesine,
mentre nei rifugi dell’altipiano
potranno lasciarsi ammaliare dalle
specialità gastronomiche.
A Pasqua l’Alpe di Siusi ospiterà il
festival invernale per bambini, invi­
tati dalla strega Nix, che provvederà
a trasformarli in maghi e fattuc­
chiere. Il festival sarà sicuramente
divertente all’insegna dei giochi, con
angolo del fai-da-te, caccia al tesoro,
fantastica musica e numerose sor­
prese che faranno brillare gli occhi
dei piccoli. Non mancheranno, inol­
tre, le opportunità per imparare a
sciare o migliorare la tecnica. La
strega Nix vi svelerà anche interes­
santi trucchi per la sicurezza sulla
neve.
> 20 - 27 marzo 2016
Swing on Snow
Inverno Music Festival
Swing all’Alpe di Siusi! Sullo sfondo
dorato delle sue distese di neve
baciate dal sole, le note musicali di
diverse band allieteranno per una
settimana le imprese di sciatori e
boardisti fondendosi con la dolcezza
del paesaggio. Ritmi travolgenti e
toccanti pervaderanno al mattino le
piste dell’Alpe per poi spostarsi nei
rifugi e ristoranti a pranzo. A partire
dalle ore 21, nei locali di Castelrotto,
Siusi, Fiè allo Sciliar e Tires al Cati­
naccio saranno in programma „con­
certi after-hour“.
www.swingonsnow.com
Inverno | ALPE 47
Anteprima estate 2016
> 10 - 12 giugno 2016
> 3 luglio 2016
> 5 - 25 luglio 2016
> Estate 2016
34 Cavalcata Oswald
von Wolkenstein
Mezza Maratona
Alpe di Siusi
Schlern International
Music Festival
Estate: Tutti
in famiglia!
Nessun altro evento riesce a fondere
così sapientemente storia, sport, tra­
dizione, cultura e folclore come la
celebre cavalcata intitolata ad
Oswald von Wolkenstein. Il tradizio­
nale spettacolo equestre è celebrato
ogni anno sullo sfondo di un paesag­
gio unico e di fronte ad un pubblico
in visibilio. Il torneo storico ha inizio
al Castel Forte a Ponte Gardena: ves­
silli al vento, i cavalieri passano di
torneo in torneo mettendo alla
prova le loro doti di velocità, abilità e
governo del cavallo. Spirito di squa­
dra, coraggio e amore per l’animale:
questi i requisiti fondamentali chie­
sti ad una squadra che voglia aggiu­
dicarsi il prestigioso concorso. Al
termine delle sfide, la solenne pre­
miazione a Castel Prösels fra la
pompa e lo sfarzo tipici del grande
poeta e cantore lirico. La presenta­
zione delle squadre partecipanti e la
grande festa si terranno nella località
di Castelrotto.
Sono 21,0975 i km della Mezza Mara­
tona Alpe di Siusi, l’avvincente gara
di corsa ad alta quota, che vede un
massimo di 700 atleti ed appassio­
nati correre sui saliscendi dolomitici
il 3 luglio 2016. Si tratta della quarta
edizione di una entusiasmante sfida
che negli anni precedenti ha visto
tanti maratoneti e amanti dello sport
raggiungere l’area vacanze Alpe di
Siusi, per vivere l’adrenalina della
competizione. Lo scenario è davvero
unico, inoltre il percorso si inerpica
su un dislivello di 601 metri, raggiun­
gendo i 2.200 metri nel suo punto
più alto.
Come le precedenti, anche la quat­
tordicesima edizione dello Schlern
International Music Festival offre
l’insolita possibilità di ascoltare con­
certi di musicisti di fama mondiale
nel territorio dell’Alpe di Siusi.
In estate l’Alpe di Siusi si trasforma
in un paradiso magico per i bambini:
in occasione del Dolomiti Ranger
grandi e piccoli detective scoprono
l’architettura faunistica, osservano
gli animali notturni, ne seguono le
tracce ed esplorano il loro biotopo.
a
www.ovwritt.com
48 ALPE | Inverno
running.seiseralm.it
Il programma del festival prevede
anche quest’anno, oltre al concorso
internazionale, corsi di approfondi­
mento e workshop, circa 35 concerti
pomeridiani e serali, a cui partecipe­
ranno riconosciuti professori di
musica e giovani artisti provenienti
dall’America del Nord e del Sud,
dall’Asia e dall’Europa.
Tutti i concerti, i corsi e i workshop
sono aperti gratuitamente al pub­
blico. Solo i concerti delle grandi star
sono a pagamento.
www.schlernmusicfestival.eu
Assieme alla strega Martha, grandi e
piccini vanno sulle tracce di streghe
e stregoni. Si può scegliere tra una
passeggiata notturna tra fate e fol­
letti assieme alla strega Martha, cre­
are delle streghette d’erbe oppure
ricercare magici simboli; il diverti­
mento e il mistero sono garantiti.
Coloro che invece preferiscono
esplorare la vita di un maso lo pos­
sono fare con il programma “Un uni­
verso in fattoria”. Oltre vedere da
vicino mucche e cavalli le famiglie
scopriranno anche come il grano
viene trasformato in farina e la farina
in pane.
Foto: Helmuth Rier
> Estate 2016
> 11 luglio - 22 agosto 2016
> luglio - agosto 2016
> 1 - 31 ottobre 2016
Escursioni per gli
amanti dei fiori
Summer Classics
di Siusi allo Sciliar
Silenzi d’Alpe
all’Alpe di Siusi
39° Dispensa
di Fiè allo Sciliar
Nel territorio dello Sciliar nel corso
dell’anno si possono trovare oltre
790 piante da fiore e felci dai più
diversi aspetti e di diversa prove­
nienza. Sui prati delle malghe, sui
pascoli e sui ghiaioni spuntano tipici
fiori alpini e molte altre rarità botani­
che. Nel corso dell’anno l’Ufficio Par­
chi Naturali organizza in collabora­
zione con le associazioni turistiche
dei comuni del Parco Naturale circa
30 escursioni guidate con l’esperto
escursionista e naturalista Riccardo
Insam.
Agli appassionati di musica classica,
Siusi propone anche quest’anno una
serie di straordinari concerti. Artisti
italiani con alle spalle esperienze
internazionali si esibiranno sulle
note di grandi compositori. Con il
suo alto livello, la “Summer Classics”
è da tempo parte integrante del pro­
gramma culturale estivo proposto, ai
piedi dello Sciliar, ad un pubblico
estasiato di residenti e villeggianti.
All’Alpe di Siusi la montagna dona
incontri di Cultura in Natura, insieme
a paesaggi sorprendenti e scenari
incantati. Tutt’intorno echeggia la
voce del silenzio, s’alzano racconti di
miti e leggende, si specchia la bel­
lezza della natura, canta la luce di
pietre e cime, chiama la felicità
dell’animo.
Uno spunto per i buongustai e gli
amanti della cucina locale: la
Dispensa di Fiè allo Sciliar. Dal 1978 i
ristoratori della località invitano a
partecipare all’ottobre gastronomico,
pronti a sorprendere ancora una
volta con la rivisitazione di piatti tra­
dizionali. Piatti creati con amore e
serviti con altrettanta passione.
Piatti originali eppure antichi. L’otto­
bre culinario di Fiè: un’occasione da
non lasciarsi sfuggire.
> 21 luglio 2016
Berglertafel a
Tires al Catinaccio
La cena del montanaro (Berglertafel)
offre un menù per buongustai di cin­
que portate con tipiche ricette di
Tires e vista panoramica al cospetto
dello scenario leggendario di Proa,
un alpeggio affacciato sul Catinaccio.
Non esistono altri belvedere a Tires
al Catinaccio, da cui ammirare
meglio il regno di Re Laurino e il
noto fenomeno dell’enrosadira,
accompagnato da favolose specialità
gastronomiche. La tavolata di oltre
100 m accoglie 160 buongustai, che
potranno godersi il menù e il pano­
rama sul Catinaccio.
Questo suggeriscono i lenti passi dei
partecipanti ora cadenzati ora leg­
geri che li immergono in flussi di
voci, colori, profumi, sorprese, lungo
umidi pendii, territorio di metamor­
fosi e ascensione, dove l’immersione
nel passato (natura) è anche trasfor­
mazione e il paesaggio è soglia della
bellezza.
Il silenzio tesse risonanze, s’allarga
come un’attesa, una promessa di
rivelazione.
www.voelserkuchlkastl.com
> 7 - 9 ottobre 2016
Festa dei
Kastelruther Spatzen
La tradizione ha un nome. 32 anni di
“Festa dei Kastelruther Spatzen”:
l’occasione per festeggiare è ancora
più grande, fra migliaia di fan radu­
nati sotto il grande tendone di
Castelrotto. Un’emozione davvero
senza eguali.
Inverno | ALPE 49
Visto & sentito
Raffael Kostner, cofondatore di Aiut Alpin Dolomites, riceve l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine
al Merito della Repubblica Italiana: l’umanità e la dedizione pluriennale dimostrate nel Soccorso Alpino,
di cui è membro dal 1968, gli hanno riservato questo grande onore.
Una volata verso Siusi
“Uno dei salti più belli del mondo”, rivela un entusiasta Uli Emanuele,
professionista del volo con la tuta alare. A settembre 2015, il 30enne ha
effettuato una spettacolare performance, saltando da Monte Castello
sullo Sciliar e atterrando a Siusi, dopo averne attraversato la gola.
Uli Emanuele, uno dei più giovani e talentuosi piloti di wingsuit, aveva
suscitato scalpore a livello internazionale con il suo salto attraverso
uno stretto foro in una roccia delle Alpi svizzere.
The Missing Piece
Natura e arte nell’area vacanze Alpe di Siusi grazie alle
due sculture alte oltre 4 m dell’artista tedesco Georg
Friedrich Wolf, che adornano la Bullaccia fino alla fine
della stagione invernale. “Fingerprints”, una monumen­
tale scultura in acciaio del ciclo “The Missing Piece”,
invita gli osservatori a guardarvi attraverso, divenendo
una finestra su natura, cielo e terra.
COLOFONE. ALPE: registrato pr. il trib. BZ, decreto n. 9/2002 R.St. Editore: Alpe di Siusi Marketing, 39050 Fiè allo Sciliar,
Via del Paese, 15, Tel. 0471 709 600, Fax 0471 704 199, [email protected], www.alpedisiusi.info. Caporedattore: Alex Andreis.
Redazione: Elisabeth Augustin, Rosa Maria Erlacher, Hartwig Mumelter, Barbara Pichler Rier, Katja Sanin, Michaela Baur, Daniela Kremer.
Traduzioni: Studio Bonetti & Peroni. Pubblicità: Sabine Demetz, Christoph Trocker. Impaginazione: Komma Graphik. Stampa: Litopat.
50 ALPE | Inverno
nza auto-
KOMMAGraphik | Foto: Helmuth Rier
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Durante 7 giorni (dalla prima vidimazione)
Combi Card 7*
49,00 Euro
Valido 7 giorni (dalla prima vidimazione)
Combi Card 14*
72,00 Euro
Valido 14 giorni (dalla prima vidimazione)
> 3 volte sull’Alpe di Siusi e ritorno con un mezzo a scelta:
Cabinovia Alpe di Siusi o Alpe di Siusi Express (linea 10)
> utilizzo illimitato del servizio bus navetta
(linee 1, 2, 3, 3A, 4 e 5) dei dintorni
dell’Alpe di Siusi e dell’Almbus (linea 11)
> utilizzo illimitato della Cabinovia Alpe di Siusi
e dell’Alpe di Siusi Express (linea 10)
> utilizzo illimitato del servizio bus navetta
(linee 1, 2, 3, 3A, 4 e 5) dei dintorni
dell’Alpe di Siusi e dell’Almbus (linea 11)
> utilizzo illimitato della Cabinovia Alpe di Siusi
e dell’Alpe di Siusi Express (linea 10)
> utilizzo illimitato del servizio bus navetta
(linee 1, 2, 3, 3A, 4 e 5) dei dintorni
dell’Alpe di Siusi e dell’Almbus (linea 11)
Nordic Pass 3 in 7*
Nordic Pass 7*
Nordic Pass 14*
46,00 Euro
Valido 7 giorni (dalla prima vidimazione)
> in 3 giorni una andata e ritorno ciascuno con la
Cabinovia Alpe di Siusi o Alpe di Siusi Express
(linea 10), nei stessi 3 giorni utilizzo illimitato di pedaggio
delle piste da fondo dell’area Alpe di Siusi/Val Gardena
> utilizzo illimitato del servizio bus navetta
(linee 1, 2, 3, 3A, 4 e 5) dei dintorni
dell’Alpe di Siusi e dell’Almbus (linea 11)
65,00 Euro
Valido 7 giorni (dalla prima vidimazione)
> utilizzo illimitato di pedaggio per l’utilizzo
delle piste da fondo dell’area Alpe di Siusi /
Val Gardena, della Cabinovia Alpe di Siusi
e dell’Alpe di Siusi Express (linea 10)
> utilizzo illimitato del servizio bus navetta
(linee 1, 2, 3, 3A, 4 e 5) dei dintorni
dell’Alpe di Siusi e dell’Almbus (linea 11)
100,00 Euro
Valido 14 giorni (dalla prima vidimazione)
> utilizzo illimitato di pedaggio per l’utilizzo
delle piste da fondo dell’area Alpe di Siusi /
Val Gardena, della Cabinovia Alpe di Siusi
e dell’Alpe di Siusi Express (linea 10)
> utilizzo illimitato del servizio bus navetta
(linee 1, 2, 3, 3A, 4 e 5) dei dintorni
dell’Alpe di Siusi e dell’Almbus (linea 11)
Bambini (nati dopo il 28/11.2007) e portatori di handicap su sedie a rotelle gratis. Juniores (nati dopo il 28.11.1999) pagano la metà del prezzo. La Combi Card e il Nordic Pass non sono trasferibili
e sono acquistabili presso le biglietterie della Cabinovia Alpe di Siusi, presso gli Uffici Informazioni Fiè allo Sciliar e Siusi, presso Alpin Sports Company a Castelrotto e presso gli albergatori.
*Con l’Area vacanze Alpe di Siusi Live Card, che non è acquistabile e viene rilasciato gratuitamente ad ogni ospite dal proprio affittacamere o albergatore convenzionato,
è previsto una riduzione del prezzo sulla Combi Card e sul Nordic Pass.
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