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BATTAGLIE PERDUTE – GLI ERRORI MILITARI
Introduzione
In questo trattato vengono esaminati più che i puri eventi bellici, il cui
dettaglio potrebbe divenire tedioso per il lettore, bensì i grossolani errori
commessi dai sistemi di controllo e di comando e le decisioni sbagliate
influenzate da dottrine mal formulate.
Sugli errori militari hanno un notevole peso le incapacità politiche e militari
di prevedere le innovazioni, la carenza di Ricerca e Sviluppo, la commistione spesso devastante
tra politica e industria e infine le peculiari circostanze che comportano l'acquisto di
equipaggiamenti inadeguati con la reiterata produzione degli stessi nonostante le prove
negative verificate in campo. Resta comunque il fatto che nell'ultimo secolo a pagare gli errori
dei militari sono stati sempre di più i civili, non bisogna mai dimenticare che nella 2 a Guerra
Mondiale solo in Europa vi sono stati più di 50 milioni di morti, nella stragrande maggioranza
civili, e 20 milioni di profughi che hanno vagato nel Vecchio Continente senza una casa.
Un'altra variabile importantissima sul successo o insuccesso delle battaglie è il numero dei
contendenti in campo, dopo l'aumento improvviso della popolazione mondiale verificatosi nel
corso del 1800, infatti non ci sono più poche migliaia di soldati che si scontrano bensì
centinaia di migliaia che vanno reclutati, addestrati, armati e comandati in modo uniforme.
Altri fattori che pesano sulle sconfitte o sulle vittorie sono l'imprevedibilità degli eventi dovuta
alle troppe variabili indipendenti, la competenza o meno dei comandanti, l'addestramento,la
motivazione degli uomini, le capacità produttive delle Nazioni e le risorse messe a loro
disposizione dai pianificatori.
In tutti i secoli gli armamenti hanno fatto la differenza ma mai come nell'ultimo secolo, in cui i
soldati sono dotati di armi automatiche (dopo il successo del signor Maxim..) o semiautomatiche
ad alta cadenza di fuoco e elevato consumo di munizioni; nel secondo conflitto mondiale, ad
esempio, la mitragliatrice raffreddata ad aria mod. MG 34 tedesca con bipiede, pesante solo 12
kg. in dotazione a livello di pattuglia, fa la vera differenza nel volume di fuoco della fanteria.
Prima che nel 1940 gli eventi bellici cominciassero a esercitare la loro vera influenza in campo
sulle strategie e sulle tattiche i comandanti erano costretti – con le eccezioni che vedremo – a
basare i loro giudizi e decisioni sulla Storia, sulle ipotesi e sulla propria esperienza. Per molto
tempo i comandanti militari e la classe politica decisionale - che muove le scelte economiche concepirono le guerre con le medesime strategie di quelle precedenti, poi il Secondo Conflitto
Mondiale smentì clamorosamente questo errore di valutazione che fu pagato molto caro da chi
non si era adeguato per tempo.
Per quanto attiene le campagne di terra, la conferma è che nonostante i Manuali sulla “guerra
di movimento” scritti da analisti militari come Sir Basil Liddell Hart (il capitano che insegnava ai
generali) Charles de Gaulle con il suo “Verso un esercito di mestiere”, Erwin Rommel con
“Fanteria all'attacco”, John Fuller e sopratutto Heinz Guderian (“Achtung Panzer!”che sarà
decisivo nella Storia), i Francesi e gli Inglesi combatterono inizialmente con la mentalità della
guerra di posizione tipica del conflitto precedente.
Questo atteggiamento incapace di prevedere il prossimo futuro ha influenzato negativamente
le decisioni dei Governi sulle scelte produttive e pertanto sulla organizzazione dell'Aviazione,
dell'Esercito e della Marina; la stessa mancanza di visione lungimirante fece rinunciare la
Germania nazista e l'Italia fascista alla costruzione delle portaerei e dei bombardieri a lungo
raggio, errori fatali che daranno la svolta al conflitto.
Come vedremo qui di seguito nel primo scritto, giusto per fornire un esempio esplicito, la
dottrina francese di utilizzare i carri armati (che erano di buon livello e in numero consistente)
solo come mezzo di appoggio alla fanteria si rivelerà devastante e comporterà la “ débacle”
completa del grande esercito francese e del BEF (British Expeditionary Force) in sole quattro
settimane.
La stessa imperizia di percepire il cambiamento costerà milioni di vite all'enorme esercito
sovietico durante l'invasione tedesca del 1941.
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1°EPISODIO
Battaglia di Francia - dalle Ardenne a Dunkerque
Premessa
Ho ritenuto necessario precisare che questo breve trattato non descrive tutti gli eventi nella loro
stretta successione cronologica ma che si focalizza su alcuni singoli momenti interessanti e
significativi per comprendere la propensione tedesca per la novità e per l'azzardo, che si è
rivelata un trionfo, in contrapposizione alla mentalità da guerra di trincea dei Comandi
avversari. La campagna di Francia si sviluppa in tempi molto stretti in maniera quasi mai vista
nella Storia e pertanto ho pensato fosse interessante aggiungere le date degli eventi principali
proprio per enfatizzare l'accelerazione dell'invasione di Polonia, Paesi Bassi e Francia.
La dottrina della guerra di trincea
La misura in cui le dottrine militari dopo le esperienze
della 1a Guerra Mondiale condizionano i piani militari si
rivela nell'assetto delle tre armi durante la fase di riarmo
degli anni '30 e all'inizio del Secondo Conflitto Mondiale.
Le Marine continuano a costruire corazzate, incrociatori e
pochi sommergibili, le Aviazioni si dotano di caccia monoplano e di bombardieri che vengono
privilegiati presagendone gli effetti devastanti sul morale della popolazione del nemico e la
fanteria con l'artiglieria rimangono i supremi attori dei campi di battaglia, spesso protetti in
posizioni fortificate. I tanks sono ritenuti ancora inaffidabili e relegati, vengono dotati di pesanti
corazze che ne penalizzano la velocità come solo appoggio della fanteria.
Negli anni '30 la Francia costruisce la più enorme e costosa rete di fortificazioni in cemento
armato di tutta la Storia lungo il confine con la Germania, la “Linea Maginot”, trascurando altri
investimenti per pagare questo colosso costruito, appunto, in coerenza con la dottrina della
guerra di posizione. Presto vedremo come l'inventiva dei generali tedeschi renderà mortificante
e inutile questo gigantesco investimento. La linea di fortificazioni non copre il confine con il
Belgio perché il governo belga si è rifiutato di partecipare a questo enorme costo.
Paradossalmente molte compagnie di costruzione tedesche partecipano agli appalti, per cui
queste costruzioni perdono i loro segreti; le loro numerose guarnigioni non vivono in questi
sotterranei, troppo umidi e poco areati, e sono composte da truppe da fortezza poco idonee al
combattimento.
Origini della dottrina del carro d'assalto per fanteria
L'idea di costruire i carri d'assalto cingolati trasformando dei trattori viene dalla impossibilità di
distruggere i reticolati e le trincee che è il problema principale della 1 a Guerra Mondiale. La
preparazione dell'artiglieria, che può durare anche giorni, preavvisa il nemico sul successivo
assalto della fanteria, assalto che presto perde lo slancio provocando gravissime perdite; ciò
provoca l'immobilizzazione del fronte e la lentezza di ogni avanzata. Il rischio di prolungare in
maniera indefinita la guerra porta a una nuova tecnica che permetta un'offensiva vigorosa in
grado di sorprendere l'avversario, lo sfondamento delle linee e il ripiegamento del nemico.
Questa nuova arma offensiva è il carro d'assalto, cui i francesi
attribuiscono l'invenzione al loro compatriota J. L. Breton, sottosegretario
di Stato delle invenzioni (nella foto uno dei prototipi).
I carri vengono impiegati in massa nel 1918 a Villers-Cotterets (230) e tra
l'Aisne e l'Ourcq (520) ottenendo la sorpresa tattica operando in appoggio reciproco con la
fanteria. Il giorno 8 agosto “la giornata nera” 600 carri d'assalto con la fanteria attaccano ad
Amiens devastando in profondità le linee tedesche, preoccupato per la situazione disastrosa
della popolazione l' 11 agosto il Kaiser Guglielmo II decide di aprire le trattative di pace.
Al costo enorme della sconfitta della Germania si aggiungono circa 760.000 tedeschi deceduti
per fame causa il blocco navale inglese e l'epidemia di “spagnola” che uccide in Europa più
gente che la guerra stessa sopratutto a causa della denutrizione.
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E' doveroso aggiungere che molti storici affermano che la decisione finale della resa tedesca
sia appunto da attribuire alla comparsa dei 600 carri armati ad Amiens ma J. F. Fuller – pioniere
e teorico delle formazioni corazzate – afferma invece successivamente negli anni '20 che
l'importanza del carro d'assalto deriva dai suoi effetti morali: “per i fanti tedeschi
l'avvicinamento dei carri armati è stata una giustificazione per non combattere, per loro aveva
senso combattere contro altri fanti ma non contro i carri”.
Per ironia degli eventi nel Secondo Conflitto Mondiale questo accadrà proprio alla fanteria
francese.
Questa strategia carro d'assalto-fanteria si trascinerà per i 22 anni successivi e sarà il più grave
errore di dottrina militare anglo-francese causando nella primavera del 1940 la sconfitta del
grande esercito francese e del British Expeditionary Force (BEF) inglese, che viene costretto a
reimbarcarsi frettolosamente praticamente in mutande a Dunkerque.
La sconfitta della Polonia – un monito inascoltato
Il 29 settembre 1938 Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia firmano il “Trattato di Monaco”
che obbliga la Cecoslovacchia a rendere alla Germania i territori dei Sudeti e le principali
posizioni militari difensive.
Il 15 marzo 1939 la Slovacchia dichiara la propria indipendenza e la Germania occupa le regioni
di confine Boemia e Moravia.
Sono dei notevoli successi diplomatici ma la Germania nazista non si ferma nelle proprie mire
espansionistiche e nel 1939 rischia tutto, prima si rivolge a est e poi ad ovest.
Nel 1939 Hitler rivendica le sue pretese sulla Polonia per la restituzione di Danzica onde avere
sia lo sbocco commerciale sul Baltico che il corridoio che separa la Germania dalla Prussia
Orientale abitata da cittadinanza di lingua tedesca. Francia e Gran Bretagna non possono fare
altro che rinnovare i loro impegni di protezione e difesa della Polonia, confine tra l'Impero
Sovietico e l'Europa occidentale con gli altri Stati creati durante gli anni '20, ma ancora una
volta le Diplomazie francesi e inglesi rivelano la loro debolezza di fronte alle intimidazioni del
Governo nazista. Hitler coglie il suo trionfo a Monaco quando Chamberlain persuade la Francia
ad abbandonare la Cecoslovacchia. Dopo l'invasione della Cecoslovacchia, praticamente
indolore e che permette l'occupazione dei territori di etnia tedesca ricchi di rame, zinco,
carbone, grafite e di molte industrie chimiche, Hitler è convinto che Francia e Gran Bretagna
siano condotte da Governi pavidi e raggirabili, di fatto tutte le esibizioni di forza militare e
industriale e la coesione della popolazione al nazismo intimidisce inglesi e francesi
convincendoli che è meglio scendere a patti con lui prima che la Germania possa diventare
troppo forte. . Il Governo nazista ancora esita sulla guerra e fa dei tentativi diplomatici per
screditare il Governo Polacco, ma ormai lo stato di allerta è insostenibile e si avvicina la stagione
delle piogge. La mobilitazione e lo schieramento delle truppe è occultata dal “Welle Plan”
dunque l'attacco è una completa sorpresa. Viene “costruito” uno sconfinamento: nella notte del
30 agosto 1939 viene provocato un incidente di frontiera che offre un “motivo legittimo”
all'invasione della Polonia: freddamente Himmler fa uccidere le persone di una stazione radio
tedesca sulla frontiera mentre la stazione stessa trasmette un falso drammatico messaggio
sullo scontro a fuoco e sull'aggressione da parte di truppe polacche. La propaganda del Ministro
Goebbels fa il resto. Il 31 agosto comincia l'attacco alla Polonia, è la prova della potenza delle
Forze Armate tedesche. Il 3 settembre Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra alla Germania.
L'esercito tedesco invade la Polonia e l'VIII Armata – l'unica composta da forze
corazzate e motorizzate – penetra velocemente nelle linee nemiche seguita
dalle truppe appiedate e dai rifornimenti ippotrainati. La Luftwaffe in appoggio
coordinato con l'esercito distrugge i capisaldi e l'aviazione polacca a terra, nel
breve giro di 8 giorni le forze polacche sono accerchiate e impossibilitate a
manovrare con i pochi mezzi motorizzati, l'8 settembre i tedeschi sono vicino a
Varsavia. Grazie al terreno pianeggiante e a favorevoli condizioni meteo, in otto giorni il grosso
dell'esercito polacco è racchiuso in sacche tagliando ogni ritirata verso la Romania, quindi viene
sconfitto a occidente della Vistola.
I gravi errori dei polacchi sono di avere disperso le forze a cordone lungo i ben 1.200 km. di
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frontiera senza riserve a disposizione, la scarsezza dei collegamenti e dei mezzi di trasporto, un
sistema di controllo e comunicazione fragile e la politicizzazione dell'esercito.
Molti piloti polacchi esperti, circa 90 inizialmente, fuggono in Gran Bretagna e si arruolano nella
Royal Air Force, che ha un gran bisogno di piloti veterani più che di aerei: formeranno delle
squadriglie da caccia che combatteranno con determinazione la Luftwaffe. Tornati in Patria nel
dopoguerra in una Polonia stretta sotto il regime sovietico, portatori di esperienza di
democrazia, saranno emarginati o trattati ancora peggio, ancora un'altra ironia degli eventi.
In questo campagna solo il 10% delle forze tedesche è composto da divisioni corazzate e
motorizzate eppure questo clamoroso successo rivela al mondo il nuovo volto del conflitto, la
guerra di posizione è diventata completamente obsoleta ma gli Stati Maggiori europei si
rifiutano di capire la lezione e addebitano il crollo del consistente esercito polacco alla sua
scarsa preparazione e alla tardiva mobilitazione.
Ancora una volta gli osservatori militari e i reporter di guerra (tra i quali Indro Montanelli) che
commentano queste innovazioni vengono ignorati, come già successo durante la guerra civile
spagnola che è stata il banco di prova di molte armi e tattiche innovative.
L'esercito polacco viene annientato: circa 200.000 feriti, 66.000 morti e 700.000 prigionieri, la
bella e orgogliosa gioventù polacca è spazzata via in pochi giorni. Le cariche della gloriosa
cavalleria si rivelano un vero suicidio di massa. Il 17 settembre avviene l'invasione sovietica da
est che spartisce la Polonia nelle due zone di occupazione in coerenza con il Patto RibbentropMolotov. Il 25 settembre “il lunedì nero” Varsavia subisce un massiccio bombardamento
aereo, un'altra prova di forza della Luftwaffe che sperimenta il bombardamento a tappeto sopra
una città.
Il 6 ottobre la Polonia si arrende.
Si dice che un giornalista inglese presente alle battaglie abbia intitolato “Blitzkrieg” - “guerra
lampo” le nuove tattiche tedesche o forse è un termine coniato dagli stessi tedeschi,
comunque rimane un appellativo che rimarrà fissato nella Storia per sempre.
Tenendo parzialmente fede alle promesse come garanti dell'integrità territoriale polacca, Francia
e Gran Bretagna dichiarano guerra alla Germania.
Hitler si è illuso di aver dissuaso e diviso gli alleati e che l'attacco alla Polonia rimanesse senza
l'intervento degli alleati ma ora la Germania è veramente in guerra contro le due maggiori
potenze europee vincitrici della guerra precedente; il bluff del Fuhrer è stato visto, “ e
adesso ?” domanda inviperito ai suoi consiglieri. Gli esperti militari della Germania sono
convinti dell'impreparazione tedesca alla guerra che sarebbe invece prevista con l'inizio del
1942/43, ma ormai sono senza ritorno, si può soltanto rimandare dopo l'inverno in quella strana
pausa che viene definita “drole de guerre”.Ciò non toglie che alcuni importanti generali
prussiani, memori dei macelli nelle trincee di pochi anni prima, pensino che tutto questo sia una
follia e che Hitler vada esautorato – evento che invece non succederà per tutti i cinque
drammatici anni successivi - il dittatore è purtroppo molto fortunato e tutti i numerosi tentativi
di toglierlo di mezzo andranno falliti con l'unico risultato delle feroci ritorsioni attuate dalle
fedelissime e fanatiche SS.
L'invasione del Belgio – la presa del forte di Eben Emael
L' operazione più stupefacente e innovativa della 2a Guerra Mondiale è la presa del forte belga
di Eben Emael: costruito intorno al 1935 è una gigantesca torta in acciaio e calcestruzzo di 700
metri per 900 metri che domina il Canale Alberto e l'accesso all'Olanda, munito di fossati
invalicabili, torri a scomparsa con mitragliatrici, cannoni a lunga gittata in casematte.
I belgi non hanno partecipato alla costruzione della Linea Maginot ma si sentono protetti da
questa invalicabile e formidabile fortificazione con la sua guarnigione di circa 1000 soldati, i
ponti, i fiumi e il canale sono la via obbligatoria di comunicazione verso
la Francia. Di sorpresa la mattina del 10 maggio molto presto, nel silenzio
più assoluto, 80 fallschirm-pioniere tedeschi atterrano con grande abilità
e coraggio con 11 alianti DFS230 sul tetto del forte, è un'azione
preparata in massima segretezza in Cecoslovacchia, i pioniere sono un
Corpo di altissima professionalità e capacità agli ordini del gen. Kurt Student comandante del
Corpo Paracadutisti e sono addestrati all'uso di lanciafiamme, esplosivi, cariche cave,
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paracadute, canotti d'assalto, aviotrasporto. Sono un Corpo unico al mondo da non confondere
con i guastatori o i genieri. Gli alianti DFS230 non sono certo comodi per i lunghi percorsi, sono
stretti e gli otto soldati sono accovacciati su una asse, curvi, addossati l'uno dopo l'altro,
contrariamente agli alianti Horsa che poi costruiranno inglesi e americani, ben più ampi e con
più soldati a bordo.
Un'altra innovazione di questa guerra, usata inizialmente solo dai Tedeschi, è la
carica cava che permette di penetrare, grazie all'altissima temperatura del
getto incandescente, acciaio e calcestruzzo molto spessi. In un giorno di lotta
accesa i pioniere mettono fuori uso le torri corazzate, i cannoni, le porte
blindate, lanciano esplosivi nei corridoi e nelle prese d'aria, usano i
lanciafiamme per snidare la guarnigione di 1000 soldati che si arrende verso
sera senza essere uscita dal forte per combattere.
Il loro comandante ten. Witzig fa un atterraggio di fortuna a causa dello sgancio del cavo di
traino e il suo posto viene preso dal sergente Wenzel che comanda l'attacco: un'ulteriore
dimostrazione del livello di addestramento e di iniziativa delle truppe. Poi il ten. Witzig chiama
per radio un aereo Ju 52 trimotore da rimorchio, fa riagganciare l'aliante e raggiunge i suoi
uomini nella mischia.
In questa azione muoiono 6 pioniere e 20 rimangono feriti.
Nel frattempo altri pioniere sono atterrati vicino ai ponti sul Canale Alberto che vengono
occupati.
E' la prima volta che vengono usati gli alianti da assalto in un contesto così
particolare e molto rischioso, li rivedremo poi anche in Italia il 12 settembre 1943
in una azione simile, ardita e (purtroppo..) con successo in Italia sul cortissimo
altipiano del Gran Sasso con la liberazione di Mussolini (foto).
Rotterdam assalita dalle truppe aviotrasportate
Il 10 maggio nel cuore di Rotterdam alle 5 del mattino 12 idrovolanti Heinkel ammarano sul
fiume, ne sbarcano 150 pioniere che occupano le estremità del più importante ponte ferrostradale. Nel frattempo i paracadutisti si lanciano sullo stadio sportivo di Rotterdam, salgono sui
tramvai e scampanellando raggiungono i pioniere che tengono il ponte. E' una missione molto
azzardata e semisuicida che si rivela invece vincente per il fattore sorpresa e per il fatto che
contemporaneamente altre truppe aviotrasportate atterrano sull'aeroporto di Waalhaven
affluendo poi sui ponti importantissimi per l'invasione.
Il Corpo paracadutisti tedesco comprende 4.000 uomini accuratamente
selezionati cui si aggiungono 12.000 fanti delle truppe aviotrasportate
che sono addestrati a caricare se stessi e l'equipaggiamento sugli aerei
da trasporto Junkers 52 e uscirne velocemente. Contrariamente ai
paracadutisti queste truppe possono portare equipaggiamenti e armi più
pesanti.(foto). E' l'ennesima dimostrazione della propensione per le novità, per gli azzardi e per
gli stratagemmi che permettono alle Forze Armate tedesche di ottenere fulminei successi con il
minor dispendio di energie.
La resistenza olandese si inasprisce quando supera il fattore sorpresa e viene deciso il
bombardamento della città per piegare il Governo: 50 bombardieri Heinkel sganciano le bombe
che provocano un gigantesco incendio peggiorato da uno stabilimento di margarina in fiamme,
che distrugge 3 km. quadrati della città e uccide 980 persone.
La campagna inconcepibile – l'invasione della Francia
Dal settembre 1939 sconfitta, la Polonia gli eserciti tedeschi hanno vinto dappertutto: la
Danimarca è stata travolta, poi è stata occupata la Norvegia e i suoi porti, fondamentali per il
rifornimento di ferro svedese e per le basi della Marina. La campagna di Norvegia costa molte
vite e navi ai tedeschi, ai francesi,agli inglesi e ai norvegesi. Il Paese viene invaso anche dall'aria
dai paracadutisti di Student con gravi perdite, anche le forze corazzate partecipano con un
gruppo sbarcato nei dintorni di Oslo che in 5 giorni si spinge per oltre 200 km. congiungendosi
alle altre forze d'invasione.
Il 10 maggio 1940 inizia l'invasione dell'Olanda e del Belgio.
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Il Lussemburgo viene occupato il 10 maggio, l'Olanda si arrende il 14 maggio e il Belgio il 28
maggio.
Velocemente come non mai visto nella Storia queste Nazioni vengono invase, sconfitte e
costrette alla resa.
Adolf Hitler, che è il Capo dello Stato, diventa Comandante Comando Supremo delle Forze
Armate, impone i propri piani confusi e contraddittori che progressivamente porteranno al
sacrificio dei militari di tutte le Armi e alla rovina del popolo tedesco plagiato dalla propaganda.
Hitler è un arrampicatore sociale, dotato di intenzioni battagliere piuttosto che di reali capacità
militari, premuto dal tempo, costretto ad essere impaziente per ragioni economiche e sociali,
giocatore d'azzardo, non capisce i principi fondamentali della grande strategia. Purtroppo è
dotato di un potere ipnotizzante che lo mette in grado di plagiare e raggirare anche i generali
più scettici, un potere che intimidisce ponendo i Comandanti militari in condizioni di svantaggio
costringendoli a esercitare comunque le loro notevoli e eccezionali capacità professionali.
Sono piani poco lungimiranti e opportunisti secondo le crisi internazionali, ma nonostante questi
continui ripensamenti le Forze Armate tedesche riescono a destreggiarsi con un Comandante
Supremo che è sorretto da una fede mistica, ad organizzare e attuare velocemente e con
successo le direttive. Molti soldati hanno il vantaggio di avere già combattuto in Spagna e in
Polonia, un'esperienza che diventa preziosa adesso nello scenario vitale dell'Europa, sono dei
veterani esperti comandati da generali con idee nuove in confronto agli Alleati che non hanno
esperienza di combattimento né ufficiali superiori dotati di creatività. Molto presto infatti la
Francia e la Gran Bretagna dovranno riconoscere con costernazione che la superiorità
dell'Esercito tedesco è dovuta anche al sistema di formazione e addestramento militari.
Fortuna imperatrix mundi – il “colpo di falce” sugli Alleati
Il 10 gennaio 1940 è un giorno fortunato per i tedeschi, vicino a Vucht in Belgio due ufficiali
tedeschi che hanno a bordo dell'aereo il piano di invasione dei Paesi vicini fanno un atterraggio
di fortuna, e non riuscendo a bruciare completamente tutte le carte – non sono fumatori – il
piano viene svelato. Il Comando supremo e Hitler sono costretti a sospendere l'attacco e le
truppe rientrano nelle caserme.
Tutta la pianificazione strategica viene completamente riveduta cancellando il progetto iniziale
che era simile al “Piano Schlieffen” di venticinque anni prima, che prevedeva di impattare
direttamente sui concentramenti trincerati inglesi e francesi (probabilmente con poche
speranze di successo).
Il nuovo piano tedesco di invasione riveduto profondamente, o meglio, ideato da Heinz
Guderian e da Erich von Manstein e approvato da Hitler che ama gli azzardi, prevede
l'attraversamento delle Ardenne, impensabile fino ad allora per i mezzi motorizzati, verso Dinant
e Sedan da parte di tre Divisioni di mezzi corazzati al fine di isolare e accerchiare le forze
francesi e il BEF schierate in forze lungo il confine belga, in concomitanza con le manovre a
tenaglia al centro e al sud delle altre divisioni corazzate.
Probabilmente questo piano, il piano “sichelschitt” “colpo di falce” non sarebbe stato approvato
dagli anziani generali del Comando Supremo se von Manstein non lo avesse esposto
direttamente a Hitler a colazione il 17 febbraio 1940, presente anche Erwin Rommel: esso
prevede di colpire sempre il punto debole degli schieramenti alleati per poi dilagare
velocemente accerchiando il nemico. Hitler si compiace per il piano temerario e ”miracoloso” e
lo approva. La nuova strategia prevede che lo “schwerpunkt” “il punto di massimo sforzo” non
sia più quello in cui si incontra la massima resistenza bensì il punto debole dell'avversario.
A conforto di tale decisione c'è la convinzione degli analisti militari che la mentalità del nemico
sia ancora ben ancorata alla guerra di posizione di soli vent'anni prima, dalla quale la Francia è
uscita vittoriosa, e che i generali francesi siano soggetti al “peccato di autocompiacenza”; gli
eventi daranno loro ragione in maniera assolutamente insperata.
Invero i generali francesi sognano ancora che i lenti e protetti carri armati servano solo da
scudo alla fanteria che attacca le trincee nemiche come successo vent'anni prima, ma questa
volta i trinceramenti non ci sono e quelli della Linea Maginot saranno parzialmente aggirati e
ignorati.
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Con l'esperienza della trionfante campagna in Polonia gli organici dei Gruppi corazzati vengono
completati con l'aggiunta di raggruppamenti motorizzati al seguito delle divisioni corazzate; poi
le Divisioni vengono riunite in Corpi d'Armata (Panzerkorps) che diviene il fattore decisivo nella
campagna sul fronte occidentale contro un avversario superiore per numero e mezzi. La
campagna di Polonia ha eroso le riserve di mezzi motorizzati e in parziale sostituzione vengono
requisiti 16.000 automezzi civili sia polacchi che cecoslovacchi.
Il più grande ingorgo stradale della Storia – il difetto francese nelle comunicazioni
La ricognizione alleata non si accorge delle migliaia di mezzi in
movimento nelle Ardenne dirette verso Sedan, nonostante che un pilota
francese abbia riferito della lunghissima colonna con le luci accese in
marcia verso le Ardenne. Il pilota non viene creduto perché per i generali
francesi il passaggio in mezzo alla foresta nelle strette stradine è
inconcepibile. L' iniziale gigantesco ingorgo nelle foreste (il più grande
ingorgo stradale della Storia lungo 160 km.) viene risolto dalla polizia militare e i reparti
corazzati, con la sinistra coperta dalla fanteria, dilagano oltre i ponti sul Reno travolgendo inglesi
e francesi che si ritirano ordinatamente nonostante la grave mancanza di coordinamento tra i
Comandi.
Come previsto le truppe corazzate stanno tagliando tra l'Olanda e il Belgio.
La confusione aumenta per i continui cambiamenti nella intera struttura di Comando francese,
l'anziano gen. Maurice Gamelin, focalizzato ancora sulla guerra di posizione, viene sostituito dal
non meno anziano gen. Maxime Weygand di 73 anni che non percepisce la situazione che è in
continua evoluzione, si sposta continuamente e con calma sul fronte perdendo tempo per
condurre riunioni al fine di preparare dei piani che sono già superati dalla realtà o comunque
assurdi.
A peggiorare gli eventi c'è l'abitudine dei comandanti francesi di comunicare ancora tramite
staffette in motocicletta o di perdere tempo prezioso per incontrarsi di persona, ignorando sia il
telefono che la radio: il Quartier Generale di Gamelin non ha nemmeno una radio !
La guerra lampo – le forze in campo
L'ordine di battaglia delle truppe motorizzate all'inizio del 1940 esprime chiaramente il divario
tra forze anglo-francesi e tedesche:
I francesi schierano 3.000 carri armati (tra cui 800 carri B1 e Somua S35 superiori ai mezzi
tedeschi) e 800 autoblinde, 2.300 carri però sono dispersi nelle divisioni di fanteria e cavalleria, i
restanti carri formano 3 divisioni corazzate che contano metà organico di quelle tedesche.
Il BEF britannico schiera 289 carri armati mod. Matilda, A10 e Cruiser ben protetti con un
cannone da 40/50.
Lo svantaggio è che sono presenti troppi modelli di mezzi corazzati che diventano un incubo per
la manutenzione e la logistica.
La Wehrmacht schiera 2.580 carri armati dei quali solo il modello Panzer IV – 268 in organico - è
comparabile con i carri pesanti alleati con il suo cannone da 75mm. a bassa velocità.
I francesi hanno un numero doppio di cannoni dei quali però pochi hanno un traino fuoristrada.
L'aviazione francese schiera oltre 3.200 aerei (pochi dotati di radio) ma sono un incubo di
modelli anche stranieri, e gli inglesi 600 aerei contro i 3.500 tedeschi (dei quali 400 sono Stuka).
La Luftwaffe ha in dotazione circa 500 trasporti trimotore Junkers 52 che vengono utilizzati per
il rifornimento aereo delle forze in movimento e per il trasporto delle truppe aviotrasportate,
altro fattore innovativo. Nonostante questa differenza nelle forze in campo sono la creatività e
l'addestramento a rendere i tedeschi vincenti.
La velocità di spostamento dei corazzati sconcerta gli Alleati, molto spesso le notizie degli
avvistamenti arrivano ai comandi quando le postazioni sono già state travolte e la posizione del
nemico è sconosciuta: “dov'è il nemico ?” si domandano tutti troppo spesso.
I fanti francesi, chiamati scherzosamente “poilu” ora soffrono il terrore dei tanks allo stesso
modo come vent'anni prima ne soffriva la fanteria tedesca, una delle tante ironie della Storia
che spesso si ripete.
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Agli Alleati sembra che i gruppi avanzati siano come dei fantasmi che scompaiono dopo
l'attacco e ricompaiono all'improvviso da altre parti, francesi e inglesi – sopratutto i francesi -non
si capacitano della velocità di spostamento dei tedeschi, mai vista prima di allora nella Storia,
capaci di manovrare velocemente i gruppi meccanizzati e di avanzare per decine di chilometri
al giorno.
L'aviazione francese subisce fortissime perdite quando viene bombardata all'improvviso ferma
sugli aeroporti, del resto né i bombardieri né i caccia sono competitivi, solo il caccia Dewoitine
520 può competere con il Me 109 tedesco, ma questo non basta e gli aerei francesi
sottopotenziati e goffi praticamente escono di scena lasciando i cieli liberi alla Luftwaffe.
I fanti e gli artiglieri vengono assaliti dal panico quando i bombardieri in picchiata Junker 87
Stuka li bombardano continuamente nel frastuono della battaglia; per spaventare il nemico fin
dalla guerra di Spagna sotto un carrello degli aerei è stata applicata una sirena
chiamata “le trombe di Gerico”che ulula tetramente quando si buttano in
picchiata, i piloti vanno in tuffo anche quando rimangono senza bombe, con il
risultato che i soldati si rannicchiano continuamente nelle buche perdendo
ogni velleità di combattere. I bombardieri vengono mandati a turni e non in
massa per cui la fanteria francese e inglese si mette continuamente al riparo
fino all'arrivo del seguente turno di bombardieri. Non è tanto la potenza
distruttiva del bombardiere in picchiata a farne un'arma decisiva ma bensì le
conseguenze dovute ai veicoli e alle vie di comunicazione distrutte, al flusso di
profughi e di soldati in fuga che penalizzano la catena di comando francese che ha in antipatia
la radio e si basa sui telefoni e sulle staffette, seguendo ancora le vecchie procedure della
guerra di trincea.
Anche quando non sono a vista, basta il rumore dei cingoli e il rombo dei motori a far cedere i
soldati, moltissimi si arrendono, altri gridano “tradimento!” e fuggono indietro spargendo il
panico nelle retrovie raccontando storie incredibili di migliaia di carri armati tedeschi. Spesso
sono gli stessi carri francesi o inglesi ad assere scambiati per nemici, ecco che la mancanza di
addestramento della fanteria nella guerra moderna incide definitivamente sul morale. L'esercito
francese ha ricevuto i cannoni anticarro da fanteria, ma troppi esemplari sono rimasti chiusi
negli arsenali, mentre la numerosa artiglieria campale vera e propria, che è stata l'orgoglio della
guerra di trincea, in questa situazione è praticamente inutile contro la mobilità delle divisioni
motorizzate, i francesi non riescono a posizionarla non conoscendo la posizione del nemico, i
mezzi di traino sono troppo lenti e non sono fuoristrada mentre i bombardieri distruggono le
batterie.
I Comandi francesi e inglesi non si rendono conto che non è più l'artiglieria ad appoggiare gli
invasori ma sono i bombardieri in picchiata utilizzati a turni obiettivo per obiettivo.
I carri armati francesi Somua S35 e Char B sono lenti e ben protetti ma troppo alti con la sagoma
troppo evidente sul campo di battaglia, pochi hanno la radio essendo
concepiti per l'appoggio alla fanteria, e non sono addestrati a
manovrare di concerto. Sopratutto lamentano
un errore fondamentale di progettazione: la
torretta è monoposto per cui il capocarro fa
da osservatore, puntatore e cannoniere, un compito impossibile e
stressante in un conflitto a fuoco concitato. Inoltre vi sono troppi modelli
di carri che rendono la logistica e la manutenzione un vero incubo.
Nei carri tedeschi invece l'ampia e comoda torretta ospita il capocarro, il cannoniere e il
puntatore che sono seduti su sedili sospesi nel cesto dell'anello di torretta e girano con essa,
tutti i mezzi sono dotati di radio di buona qualità.
Anche se i cannoni dei carri tedeschi spesso non riescono a
penetrare le pesanti corazze dei carri francesi e inglesi,
l'esperienza della guerra di Spagna ha insegnato che il lungo
cannone Flak da '88mm. antiaereo può essere anche utilizzato
in campagna con munizione sia a granata normale che con
granata perforante, il cannone distrugge qualsiasi carro
armato alla distanza di ben oltre 1000 m., più della distanza media di ingaggio di 300/350 m.
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dei cannoni dei carri, per cui la veloce messa in batteria dei pezzi da '88 in mano a artiglieri
esperti con ottiche sofisticate consente di neutralizzare a lunga distanza i carri di testa e i carri
comando, dissuadendo gli altri mezzi ad attaccare.
Molto probabilmente il Flack '88 rimane il miglior cannone di tutto il conflitto anche per questa
sua flessibilità di utilizzo.
Le perdite alleate aumentano continuamente per via dei bombardamenti di precisione degli
Stuka in coordinamento con i Gruppi di terra – secondo il progetto del generale Guderian ogni
Gruppo ha i propri ufficiali di collegamento della Luftwaffe - mentre l'Aviazione francese e quella
inglese hanno niente di simile a livello tattico.
Il 14 maggio vi è il primo scontro tra carri armati vicino ad Hannut, due divisioni corazzate
leggere francesi si scontrano con i tedeschi, i francesi non concentrano l'artiglieria e la fanteria
meccanizzata mentre le due divisioni corazzate tedesche manovrano in gruppi concentrandosi
sui nodi di resistenza per poi dilagare sulle retroguardie; il comandante di campo francese
insiste testardamente per dividere i tanks in appoggio alla fanteria e in pratica le forze francesi
sono spazzate via.
Il 15 maggio la Divisione Corazzata di Riserva francese con i carri pesanti viene distrutta dalla
5a e 7a Divisione Panzer anche per mancanza di benzina, rimangono 50 carri su 150 iniziali.
Praticamente le forze corazzate francesi su questo fronte sono state quasi cancellate in 48 ore e
ormai la campagna a nord si avvia verso una sconfitta.
Il generale Georges Comandante del fronte nord ovest mortalmente pallido esclama “il nostro
fronte è stato sfondato a Sedan, c'è stato il crollo....” poi si butta su una sedia e scoppia in
lacrime.
I mezzi francesi e inglesi danneggiati vengono abbandonati (foto carro
Cruiser inglese), spesso anche per mancanza di benzina, mentre i
raggruppamenti corazzati tedeschi hanno al seguito le proprie officine da
campo, i rifornimenti di carburante, i viveri e i complementi di riserva di
carri ed equipaggi freschi.
In barba alle procedure della burocrazia militare, i carristi tedeschi
scardinano le serrature delle stazioni di servizio e fanno sfacciatamente rifornimento di benzina,
un'altra ironia di questo inizio di guerra. Un'altra beffa di questa campagna è che i Comandanti
tedeschi comprano le Guide Michelin presso i benzinai francesi per orientarsi durante l'
avanzata!
Con vero stupore e rammarico gli ufficiali alleati prendono atto che i blindati tedeschi ritornano
in battaglia riparati velocemente senza tornare nelle retrovie: la logistica delle officine e dei
rifornimenti di carburante al seguito dei corazzati è stata progettata e corretta durante l'
“Anschluss” l'annessione pacifica dell'Austria che è servita da banco di prova per le colonne
corazzate. In questa progettazione c'è l'impronta fondamentale del generale Heinz Guderian,
l'unico generale nella Storia che abbia progettato una strategia completa e che l'abbia condotta
in azione con successo, la strategia della Guerra Lampo – Blitzkrieg.
A questo punto occorre una precisazione sulle forze corazzate tedesche: i carri armati, che d'ora
in poi finalmente chiameremo Panzer, non sono superiori né come armamento né come numero
a quelli alleati, anzi, quasi tutti i modelli in campo montano un cannone da 37 ad alta velocità
iniziale in torretta, il Panzer mod.II è un carro da esplorazione poco potente, il Panzer mod.III è
un modello affidabile ma di appoggio alla fanteria
(foto sin.) l'unico veramente competitivo è il
Panzer mod.IV (foto dx) che con le opportune
varianti sarà prodotto durante tutta la guerra –
9.000 esemplari - sempre più potente e anche
nella versione semovente e cacciacarri senza la torretta con il cannone nello scafo. A questi carri
va aggiunto il carro cecoslovacco Skoda mod. 38 prodotto per tutta la guerra
nella grande industria metallurgica ceca, in tutte le varianti cacciacarri,
semovente, antiaereo; un buon mezzo affidabile, veloce e semplice con le
sospensioni tipo Christie che permettono una ottima mobilità su tutti i terreni.
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Con l'annessione senza danni della Cecoslovacchia la Wehrmacht acquisisce subito una regalia
di 250 carri Skoda-Panzer 38 senza i quali il successo in Francia non sarebbe possibile.
Guderian fa aggiungere subito una tonnellata aggiuntiva di corazzatura, nonostante ciò è il
carro più veloce del momento.
La vera differenza tra i carristi contendenti è nell'addestramento acquisito durante le grandi
manovre, nell'affidabilità reciproca degli equipaggi che vivono insieme affiatati nel carro come
se fosse una seconda casa, di cui conoscono bene la manutenzione, i pregi e i difetti,
contrariamente ai carristi alleati i cui ranghi spesso vengono riorganizzati,
perdendo così l'affiatamento nel gruppo e la conoscenza del mezzo.
Anche i semicingolati tedeschi fanno la differenza, sono potenti mezzi
blindati che trasportano i granatieri al seguito dei carri di punta, con le stesse caratteristiche di
fuoristrada e di velocità, saranno sempre più richiesti sia dai granatieri che dall'artiglieria per il
traino dei cannoni.(foto). Nella guerra di movimento la velocità è ormai il fattore vincente, le
truppe appiedate o trasportate dai camion seguono le punte di diamante corazzate che hanno
il compito di sfondare le linee nei punti deboli, gettare lo scompiglio e lasciare le sacche di
resistenza alla fanteria che segue.
Ogni Panzerdivision ha in organico tre gruppi di artiglieria con obici da 152 mm. e da 105 mm.,
gli obici sono più leggere ed economici dei cannoni ad alta velocità e sono trainati dai
semicingolati con la stessa velocità dei carri su ogni terreno.
I semicingolati in questo inizio della 2a Guerra Mondiale sono mezzi semisconosciuti a francesi
e inglesi, appariranno in battaglia solo molto più tardi gli halftracks americani che, prodotti in
grande serie - vantaggio della superproduzione statunitense - saranno dati in dotazione anche
agli Alleati.
I reparti esploranti della Wehrmacht – soprattutto le Divisioni Panzer – hanno in dotazione le
motocarrozzette BMW con due ruote motrici capaci di affrontare qualsiasi
terreno, armate con una mitragliatrice MG34 sul sidecar, con tre uomini a
bordo, vanno all'attacco in pattuglie sbucando dal nulla con la loro
notevole potenza di fuoco e gettano confusione nella fanteria alleata.
Un'altra innovazione di quel momento è la standardizzazione dei mezzi da
campagna, per esempio in tutta la guerra e su ogni fronte sarà protagonista la “kubelwagen”
umoristicamente chiamata “il secchio”, il mezzo leggero derivato dalla Volkswagen frutto
dell'ingegno dell'ing. Ferdinand Porsche.
Impossibile non ricordare la beffa subita dal popolo tedesco che
ha
versato le sottoscrizioni per l'acquisto della “macchina del popolo” tanto
reclamizzata dalla propaganda nazista, che viene invece militarizzata
e....il sogno della classe media di avere un'auto si volatilizza a causa delle
esigenze di guerra. Il Maggiolino, questa è proprio l'auto tanto agognata,
ricompare nel dopoguerra con il successo enorme che sappiamo.
La configurazione tipica di una divisione corazzata tedesca nel 1940
Guderian progetta e fa approvare la composizione delle Panzerdivision, sono Divisioni ben più
complicate delle Divisioni tradizionali e sono più versatili, le loro componenti sono autosufficienti
e possono essere ricostituite e adattate in Formazioni e in Gruppi di Combattimento su misura
delle esigenze del momento.
Una tipica Panzerdivision comprende 3.000 mezzi e 14.000 soldati, consuma ben 2.500 litri di
carburante per ogni chilometro su terreno pianeggiante.
La Divisione Panzer di Guderian nel 1940 è così composta : 244 carri armati di soli 4 modelli su
due Reggimenti, 133 obici di artiglieria, 58 autoblinde, 295 semicingolati blindati, 24 rimorchi,
60 mortai, un battaglione contraereo, un battaglione motociclisti, un battaglione controcarro, un
reparto del genio, il reggimento di fanteria montata sui camion Opel, intendenza e officine da
campo motorizzate, trasmissioni, autocarri speciali, aerei da osservazione Henschel HS 126,
mezzi per il rifornimento di carburante, sezione cartografica e meteo. Dopo la campagna di
Polonia vengono organizzate dieci Panzerdivision, le divisioni di cavalleria si sono dimostrate
inadatte in Polonia e sono state convertire con un notevole sforzo in Divisioni corazzate.
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Questa gran massa di mezzi e di uomini è difficile da schierare, se ad esempio tutti i mezzi
viaggiassero in colonna essa si allungherebbe per quasi 120 chilometri, e ciò non è successo,
ma questa forza imponente ha il vantaggio di gettare timore e scoramento nelle città e nei
villaggi attraversati.
La Mosa – Erwin Rommel
La Mosa fornisce la barriera naturale con i suoi meandri e ostacoli fortificati ma i pianificatori
tedeschi sanno che solo un colpo di genio potrebbe salvare ormai le armate anglo-francesi a
nord, ma del colpo di genio non vi sono tracce nelle decisioni alleate. Il grande fiume viene
superato di slancio nonostante le difficoltà derivanti dai ponti distrutti e dai guadi molto larghi.
La prima delle divisioni corazzate a raggiungere la Mosa è la 7 a Pz.Div. comandata da Rommel
che ha avuto solo tre mesi per imparare la complessità di questo comando. E' un uomo
ambizioso che si compiace di farsi fotografare sul campo, si è adeguato molto velocemente alle
complesse manovre di una Divisione corazzata che è confacente al suo tratto caratteriale ed è
sempre all'avanguardia dei mezzi con accanto due autoblindo dotate di radio a lunga portata
per i collegamenti sia con la Divisione che con l'Aeronautica di appoggio.
I francesi non hanno l'idea di quello che accade sul campo, i telefoni subiscono ritardi, la fanteria
francese ha marciato per 120 km. per arrivare in azione, le sette Divisioni di fanteria hanno
sparpagliato l'artiglieria e i carri in piccole unità, considerando questo il contrattacco previsto
contro l'invasione viene rimandato facendo il gioco dei pianificatori germanici.
Il 10 maggio viene occupato il Lussemburgo.
Il 12 maggio, domenica di Pentecoste, i motociclisti della 7 a Pz.Div. passano di
notte la Mosa sfruttando una chiusa scovata in avanscoperta dallo stesso
Rommel perché i ponti sono stati fatti saltare. All'alba molto presto la fanteria
a bordo di battelli pneumatici e Rommel in avanguardia passano il fiume
sotto un fuoco intenso francese, poi Rommel torna indietro per organizzare la testa di ponte. A
mezzogiorno la testa di ponte tedesca si è allargata e arrivano alcuni Panzer IV che dalla riva
coprono con i loro cannoni i pontieri che costruiscono velocemente un ponte, prima leggero poi
pesante su ordine di Rommel, poi il mattino successivo sul nuovo ponte cominciano a passare i
mezzi in un flusso inarrestabile.
Vengono avvistati alcuni carri francesi e Rommel – in quel momento senza artiglieria controcarro
– fa sparare contro i carri con le pistole lanciarazzi: pensando si tratti dei tiri di aggiustamento
dell'artiglieria i carristi francesi si ritirano.
Il 15 maggio a Sedan la 1 a Divisione corazzata francese tra Flavion e Ermeton sta facendo il
pieno di carburante; costruiti per avanzare con la fanteria i carri francesi hanno poca autonomia
e devono spesso rifornirsi da apposite autocisterne, contrariamente ai tedeschi che invece
usano le “taniche” facilmente trasportabili ovunque (queste robuste “taniche” saranno la preda
più contesa durante la campagna d'Africa). Mentre è in corso il rifornimento la 7 a Pz.Div. di
Rommel e la 5a Pz.Div. piombano loro addosso con la classica manovra a tenaglia: rimangono
solo 3 carri su 36, quelli con i serbatoi a secco vengono distrutti dai loro stessi equipaggi. La
sera quello che rimane della grande 1 a Div. corazzata francese comincia a ritirarsi, inizialmente
contava 175 carri pesanti e ora ne rimangono solo 17.
Il 14 maggio l'Olanda si arrende.
Battaglie nei cieli
In questa fase della guerra la Luftwaffe protegge le sue forze di invasione quando sono bloccate
e vulnerabili, gli aerei da osservazione Hs 126 forniscono continue immagini delle forze nemiche
ma il fattore decisivo molto più importante rimane che i bombardieri in picchiata sostituiscono
l'artiglieria tradizionale di appoggio, come è stato ideato dai teorici della guerra di movimento.
L'Armée de l'Air ha una consistenza di modelli da vero incubo per la logistica, mentre la
Luftwaffe conta su pochi modelli di caccia e di bombardieri già ampiamente collaudati
operativamente in Spagna e in Polonia. Piloti, armieri, meccanici tedeschi hanno una vita più
semplice per gestire i 1100 bombardieri, i 400 Stuka e i 1200 caccia Messerschmitt Bf 109 e
Bf 110. Tra il settembre 1939 e il maggio 1940 la Luftwaffe perde 937 aerei da guerra,
stranamente l'Armée de l' Air in due mesi di guerra perde 914 aerei di cui solo 63 in
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combattimento su una dotazione iniziale superiore a quella tedesca.
Ma dove sono gli aerei francesi ?
Mentre le colonne corazzate tedesche marciano in avanti solo la R.A.F. spende veramente i
propri aerei da caccia e da bombardamento subendo pesanti perdite, gli aerei francesi vengono
colpiti sugli aeroporti allineati come per un'ispezione oppure vengono abbattuti dalla contraerea
tedesca fornita abbondantemente di cannoni Flak da '88mm. e di pezzi automatici da 20mm. e
40 mm Bofors. Sono gli stessi cannoni contraerei di costruzione svedese che posseggono anche
i francesi e che però sono chiusi negli arsenali come i cannoni anticarro da fanteria. Per
precauzione l'Aviazione francese trasferisce le squadriglie sui campi di addestramento o sugli
aeroporti civili lontano dalle zone pericolose, inspiegabilmente i numerosi aerei appena usciti
dalle fabbriche vengono dirottati al sicuro invece che buttati direttamente nella mischia.
La mancanza di collegamenti provoca situazioni paradossali e tragiche in cui i bombardieri
francesi senza scorta trovano il cielo pieno di caccia nemici mentre i caccia francesi tornano alle
basi senza aver trovato il nemico!
Dopo l'Armistizio la commissione italiana di controllo troverà in Nord Africa centinaia di aerei
francesi, altre centinaia verranno trovati nella zona non occupata della Francia. Un' altro bel
bottino di guerra.
Oltre Sedan
Il 15 maggio Winston Churchill viene svegliato dalla telefonata disperata del Primo Ministro
francese Paul Reynaud “siamo battuti, abbiamo perso la battaglia!” poi Churchill si reca in
Francia per consultazioni e domanda a Gamelin “dov'è la riserva strategica?” la risposta è “non
esiste”. Il Primo Ministro britannico ne rimane così profondamente sconvolto che non
dimenticherà questa risposta per tutta la vita.
Un varco è stato praticato nella linea francese e i tedeschi vi stanno sciamando, la Mosa viene
superata, l'azione tedesca sta accelerando i tempi e i francesi proprio non se ne rendono conto;
la 6a Pz.Div. passa attraverso i fortilizi delle difese francesi, sul ponte di Moutherné viene
liberato un gigantesco ingorgo tedesco di carri armati e camion mentre la fanteria filtra
comunque attraverso i mezzi, altre truppe passano sul ponte pesante costruito velocemente
dal genio pontieri a Nouzouville, è diventata un'ondata veloce che sta travolgendo tutti.
16 maggio: la 6a Pz.Div. di Reinhardt ha coperto combattendo ben 65 km in un giorno – per la
Storia è un tragitto a tempo di record – e incontra la formidabile 2 a Divisione corazzata francese
a Signy-l'Abbaye che sta sbarcando dai treni, piomba in mezzo ai carri francesi colti di sorpresa
mentre stanno uscendo dalla stazione ferroviaria e distrugge l'artiglieria e i carri privi di
rifornimenti e di collegamenti. E' stato il Fato o la totale mancanza di osservazione e percezione
francese del fronte ?
Il 19 maggio tre battaglioni corazzati comandati dal generale Charles De Gaulle tentano un
contrattacco ma le incursioni aeree disperdono i loro numerosi tentativi di entrare in contatto
con il nemico.
Battaglia di Arras
Il 21 maggio Lord Gort Comandante del BEF riunisce ad Arras tutte le forze disponibili per un
contrattacco, ha capito che l'avanzata nemica verso il mare sta tagliando via le forze armate
alleate dai rifornimenti e dai collegamenti. Raduna una miscellanea di circa 100 carri, di cui 70
nuovi inglesi appena sbarcati, truppe di guarnigione e fanteria senza appoggio aereo né
ricognizione e artiglieria. Di fronte c'è la 7 a Pz.D iv. di Rommel e la divisione motorizzata delle
SS.
Inizialmente alcuni carri tedeschi vengono incendiati o distrutti, la fanteria e le SS vedendo i
propri corazzati incendiati vengono prese dal panico mentre l'artiglieria non riesce a perforare
le spesse corazze dei Matilda inglesi; Rommel allora prende personalmente il comando delle
batterie dei cannoni da '88 e spostandosi continuamente da batteria a batteria dirige il fuoco
controcarro e finalmente i carri inglesi e francesi vengono neutralizzati. Gli alleati si ritirano.
Il contrattacco alleato viene respinto dalla versatilità delle armi tedesche e dal loro
coordinamento effettuato da un Comandante energico che rischia personalmente sul campo.
La battaglia di Arras rimane il più significativo contrattacco contro l'invasione tedesca il cui
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unico risultato è impensierire il Comando tedesco.
A fine maggio il 41° e 19°Corpo sono sulle coste della Manica; intorno c'è un nemico confuso
che non capisce se le Pz.Div. sono dirette a sud verso Parigi oppure a nord per accerchiare le
truppe inglesi, francesi e belghe che ormai hanno il mare alle spalle.
Il piano von Manstein è riuscito in pieno, attaccando anche le retrovie con le manovre a tenaglia
le forze britanniche e francesi sono tagliate fuori dai rifornimenti, dalle comunicazioni e dai
rinforzi. Per comprendere questa vittoria devastante è importante sottolineare che la
penetrazione tedesca del fronte è ottenuta con una offensiva ad alta velocità che infrange le
armate francesi invece di spingerle indietro, contrariamente agli scontri della 1 a Guerra
Mondiale.
Il 21 maggio è una delle date fatidiche di tutta la guerra: dopo lo scontro del 21 maggio ad
Arras con i carri inglesi il Comando Supremo tedesco si ferma per riflettere se continuare lo
slancio finora molto fortunato ma con poca copertura e con poche riserve a disposizione. Von
Rundstedt per primo decide di fermare temporaneamente i Panzer, forse la verità è che
l'anziano generale non ha compreso che la velocità dell'avanzata ha paralizzato le difese
nemiche ed è impensierito dai successi troppo immediati.
Hitler visita il Quartier Generale di von Rundstedt e conferma l'ordine di fermare i carri.
La salvezza del BEF
Questo evento regala del tempo agli alleati per riempire il vuoto nelle difese e cercare di salvare
il BEF britannico e le truppe francesi a nord.
Boulogne e Calais sono occupate e tre divisioni Panzer e due divisioni meccanizzate di fanteria
sono a 17 km. da Dunkerque e qui si rivela il clamoroso errore strategico di Hitler e di von
Rundstedt: le divisioni Panzer vengono fermate! Von Rundstedt è preoccupato che le divisioni
meccanizzate siano con il fiato corto ( non è vero), vuole conservare le forze per la conquista del
sud della Francia e teme, sbagliando, altri attacchi dei corazzati nemici che invece sono ormai
impossibilitati ad riorganizzarsi.
Heinz Guderian protesta veementemente e minaccia le dimissioni, poi queste vengono ritirate
con la clausola “ricognizione in forze”.
Il Feldmaresciallo Hermann Goring approfitta subito delle esitazioni dell'Esercito per vantarsi
della Luftwaffe – in quel momento invece provata dai combattimenti – in grado secondo lui di
neutralizzare le forze inglesi e francesi attestate intorno a Dunkerque. E' la vanagloria di un
incompetente – come si dimostrerà il fedelissimo Goring durante tutto il conflitto – i
bombardamenti sul porto e sulle spiagge non hanno l'effetto sperato causa l'intervento della
Royal Air Force e anche a causa della distanza dagli aeroporti che penalizza l'autonomia degli
aerei di tutti i contendenti, specialmente per i caccia britannici che possono operare solo pochi
minuti.
Ormai il perimetro difensivo inglese e francese è composto da forti contingenti che si difendono
accanitamente, sono accerchiati con il mare alle spalle e non hanno altre speranze che
l'evacuazione via mare oppure la resa. Sono circa 400.000 soldati, per la maggior parte inglesi
appartenenti al BEF.
Dunkerque - Operazione Dynamo
Il Governo inglese fin dal 19 maggio sta preparando l'evacuazione
da Dunkerque, il Comandante del BEF Lord Gort convince Churchill
ad organizzare l' Operazione Dynamo, l'evacuazione è affidata
all'ammiraglio Sir Bertram Ramsay che facendo un disperato
appello alla Nazione tramite la BBC raccoglie
più di 800
imbarcazioni civili lunghe tra i 9 e i 30 metri. L'Operazione prende
questo nome da una delle stanze dell'Ammiragliato che ospitava
una volta un generatore elettrico. Dal momento in cui il porto di Dunkerque non è più operativo
le truppe sostano in attesa sulle spiagge dimostrando una straordinaria disciplina (foto degli
uomini in coda sulla spiaggia) per venire imbarcate sulle imbarcazioni più piccole per
raggiungere le navi più grandi in acque profonde.
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Le imbarcazioni civili spesso sono condotte dagli stessi proprietari o da marinai della marina
mercantile in una encomiabile coesione nazionale.
La Luftwaffe bombarda le spiagge contrastata in quota dalla Royal Air Force, la fortuna degli
uomini sulle spiagge è che la sabbia attutisce l'effetto delle bombe. I soldati credono di essere
stati abbandonati dai propri piloti perché non si accorgono degli accaniti combattimenti tra le
nuvole e nella nebbia ben sopra le loro teste.
La difesa del perimetro spetta ai francesi, gli inglesi sfilano attraverso esso per imbarcarsi.
All'inizio le imbarcazioni hanno l'ordine di portare via solo i soldati inglesi poi i francesi
protestano per essere evacuati e il 30 maggio Churchill ordina di imbarcare tutte le nazionalità.
L' ammiraglio Ramsay si prepara all'ultimo rischioso tentativo di imbarcare la retroguardia
francese stimata in 30.000 uomini ma all'improvviso circa 40.000 soldati francesi saltano fuori
dalle cantine e dalle rovine di Dunkerque dove si erano nascosti per evitare i combattimenti.
Nella notte tra il 2 e il 3 giugno l'intera “Operazione Dynamo” si conclude con l'imbarco di
26.000 soldati francesi dei quali ben pochi appartengono alla retroguardia che ha tenuto il
perimetro. Sono stati evacuati 338.226 uomini compresi 123.000 francesi, tutti gli armamenti
sono rimasti sul suolo francese, un gigantesco bottino di guerra per i tedeschi.
L'enorme bottino e il conto provvisorio delle perdite
La Gran Bretagna lascia sul continente 1.200 cannoni, 1.250 cannoni antiaerei e controcarro,
11.000 mitragliatrici e 7.500 veicoli.
La Germania subisce 27.000 morti e 111.000 feriti, circa 900 aerei sono perduti e 800 carri
distrutti. La Francia conta 90.000 morti, 200.000 feriti e 1.900.000 prigionieri, il grande esercito
francese è praticamente annientato.
Le Nazioni che hanno combattuto tra il 1939 e metà del 1940 contro la Germania perdono
2.233 aerei e un totale di circa 2.698.000 uomini tra morti, dispersi, feriti, prigionieri.
Il bottino bellico comprende anche 800 carri armati in ottime condizioni che verranno
trasformati e usati su tutti i fronti (anche dall'Italia). Da non dimenticare il fattore strategico
molto più importante: l'utilizzo delle industrie francese, belga e olandese per lo sforzo bellico
tedesco.
Le riserve di carburante tedesche fortemente diminuite nei mesi di combattimenti vengono
aumentate tanto da permettere un'autonomia per i seguenti due anni.
Ogni Nazione sconfitta deve pagare il mantenimento delle forze di occupazione, per esempio
dall'estate del 1940 la Francia inizia a pagare 400 milioni di franchi al giorno come “contributo
alla difesa contro la Gran Bretagna”.
Altra conseguenza per tutta l'Europa occupata è il drenaggio di ogni bene – dalle proprietà
terriere ai beni di lusso – a prezzi di saldo cui invece corrisponde il rincaro dei beni tedeschi di
esportazione, uno squilibrio che diventa una percepibile forma di saccheggio.
Per due settimane ancora i francesi combattono accanitamente, le rimanenti 30 divisioni
francesi resistono sulla linea Weygand sui “tre fiumi”, poi la linea viene travolta dalle Pz.Div. e
Parigi cade. L' 11 giugno i francesi abbandonano la Maginot e ripiegano sulla Loira ma ormai
tutto è perduto.
Il 17 giugno entra in vigore il cessate il fuoco.
Il mondo è attonito.
La firma della resa – il secondo armistizio di Compiègne - avviene il 25 giugno a Rethondes nello
stesso vagone dove nel 1918 la Germania si è arresa, infatti Hitler fa trasferire apposta il vagone
dal museo ove era tenuto. Nei filmati i visi dei generali francesi sono tetri e stanchi, i tedeschi
sono severi e impassibili, Hitler firma ed esce subito sorridente e
gongolante dal famoso vagone : ormai è il padrone del continente.
E' così completata l'umiliazione della Francia operata
dalla Germania che era stata sconfitta e impoverita ai
tempi dei Trattati di Versailles, con un atto pieno di
significati che la propaganda del Ministro Goebbels
manda fino alle stelle.
La Francia viene divisa in due zone, la zona libera e quella occupata (piantina)
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I piani opportunisti del dittatore
Dunkerque ha permesso il salvataggio di un esercito ormai composto da veterani con i quali
potrà essere formato un esercito molto più grande, senza questi uomini la Gran Bretagna
dispone solo della Guardia Nazionale – composta anche da anziani riservisti – a protezione delle
spiagge.
La Royal Air Force ha dimostrato che i suoi caccia Hurricane e Spitfire non sono secondi ai
Messerschmitt, provocando perdite severe nella Luftwaffe di cui 240 aerei sono stati perduti e
molti altri danneggiati.
Winston Churchill e di Sir Hugh Dowding, Comandante del Comando Caccia, ignorano la
disperata richiesta francese di inviare sul suolo di Francia tutti i loro restanti Gruppi di caccia
quando ormai è evidente la sconfitta, questa decisione sofferta garantisce però alla Royal Air
Force una solida riserva di aerei e di piloti indispensabile per frustrare i tentativi tedeschi di
conquistare la superiorità aerea nei cieli inglesi, premessa necessaria per invadere l'isola
britannica che è ormai isolata a tutti gli effetti.
Forzare la Manica e invadere l'Inghilterra sembra l'intenzione iniziale di un dittatore che non
spicca per continuità e lungimiranza, comunque questa minaccia viene resa più evidente dalla
raccolta di chiatte e pontoni di ogni tipo in tutta l'Europa per l'Operazione “Leone Marino”, ma
questi natanti non sono in quantità sufficiente né tanto meno sono dei mezzi specializzati per
l'assalto anfibio.
Del resto la Germania nazista non ha il numero di navi da guerra sufficienti per organizzare e
proteggere uno sbarco ed è più che certo che la Royal Navy – molto più consistente –
richiamerebbe da tutti gli Oceani le proprie navi per contrastare l'invasione.
Soltanto il 6 giugno 1944 durante il D-Day il mondo vedrà la enorme massa di mezzi navali
indispensabile per sbarcare le ondate di truppe Alleate sulle spiagge della Normandia e il
numero fino ad allora impensabile di aerei e di alianti necessari per gli aviosbarchi dietro le linee
nemiche.
I grandi innovatori e le nuove strategie
Dopo i Trattati di Versailles che concludono la 1 a Guerra Mondiale, la Germania sconfitta su cui
pesano sanzioni, debiti di guerra e perdite di territori ha avuto anche delle pesantissime
restrizioni sulla consistenza delle proprie Forze Armate.
Il riarmo comincia lentamente sotto la direzione del Comandante in Capo della Reichswehr gen.
Hans von Seeckt: con la rinuncia forzata di poter disporre di grandi masse di soldati, sulla
traccia e sulla esperienza dei battaglioni di assalto della prima Guerra Mondiale von Seeckt
concepisce la strategia della colonna portante che si muove in velocità come reazione all'attrito
statico della guerra di posizione. Già nella 1a Guerra Mondiale la dottrina della guerra di
movimento è stata applicata dalle Divisioni d'Assalto di fanteria tedesche (Stoss) che munite di
lanciafiamme, armi automatiche, mortai si è infiltrata nei punti deboli con l'appoggio degli aerei
aggirando i capisaldi che venivano lasciati alla fanteria tradizionale che seguiva.
I motori a scoppio sempre più potenti consentono la costruzione di carri armati e blindati con
migliori capacità fuoristrada, più veloci e più protetti, in comunicazione in tempo reale tra di
loro con le radio; un'altra importante innovazione nell'addestramento dei soldati tedeschi è
l'autonomia delegata ai comandanti in campo, autonomia decisionale e iniziativa che coinvolge
tutta la catena di comando: se l'ufficiale è ferito al comando subentra il sottufficiale e poi infine
il semplice graduato.
L'esperienza spagnola affina i concetti della Guerra Lampo - Blitzkrieg che si esprimono in
queste fasi: esplorazione profonda, movimento a contatto con il nemico, concentrazione
sul punto di gravità con il supporto dell'aviazione, penetrazione nel punto debole,
sfondamento con i mezzi corazzati che dilagano nei vuoti con la fanteria che consolida
la breccia e che spinge lateralmente, chiusura in sacche del nemico, eliminazione finale
delle sue capacità e delle sue velleità di combattimento.
Per i due anni successivi nelle campagne contro l' Unione Sovietica e in Africa del nord questa
strategia risulterà decisamente vincente.
Basil Liddle Hart, che è stato il teorico della guerra di movimento e che ha passato tutta la sua
vita a pensarci, prende un fiasco quando afferma alla fine degli anni '30 di non vedere la
15
possibilità di uno sfondamento delle insuperabili fortezze sulle frontiere, egli scrive invece che
l'arma migliore siano le pressioni economiche e il blocco navale come accaduto vent'anni prima,
ignorando che intanto la Germania allarga i suoi territori e stipula giganteschi contratti di
forniture di materie prime con l'Est sovietico. L'influenza del famoso teorico ha come risultato
scelte errate nei programmi di armamento inglesi e francesi.
In Germania invece i principali artefici della guerra lampo sono dei giovani generali dotati di
inventiva e di fantasia che ottengono il completo appoggio di Hitler che condivide le loro idee
su una veloce vittoria giocando il tutto per tutto. Il dittatore sa bene che la Germania non ha le
risorse per un lungo conflitto a meno di estendere la zona d'influenza della Germania su altri
territori ricchi di materie prime, nodi di comunicazione, industrie e prodotti agricoli. Per il
momento con il Patto Ribbentrop-Molotov di non aggressione reciproca del 23 agosto 1939 la
Germania si è assicurata giganteschi rifornimenti dall'Unione Sovietica in cambio di tecnologia.
Sono milioni di tonnellate di petrolio, grano, minerale di ferro, cromo e ben altro che fluiranno
fino al giorno prima del proditorio attacco del 22 giugno 1941 che coglierà l'altro dittatore
Joseph Stalin completamente sconcertato e impreparato.
Tornando agli ufficiali superiori, ecco i brevi profili di alcuni di questi generali, quasi tutti sono di
estrazione dell'aristocrazia prussiana, apolitici, sono persone rispettabili di fede e di cultura,
che amano la Nazione di cui sono fedeli servitori per tradizione di famiglia e che guardano con
freddezza e sufficienza i piccoli borghesi carrieristi e opportunisti del partito nazista, ma che
sono grati a Hitler che ha ridato loro visibilità e opportunità durante il riarmo e che non lesinerà
gratificazioni e prebende per i loro successi...ma non per molto tempo come vedremo. Sedotti
dal falso patriottismo di Hitler sono comunque legati in modo indissolubile al giuramento di
fedeltà alla persona del Fuhrer (omissis.....fino al sacrificio supremo..). Negli anni successivi non
pochi di essi riusciranno ad affrancarsi da questo impegno complottando per destabilizzare il
potere nazista e pagheranno con le loro vite.
Colonnello Generale Heinz Guderian
Nato nel 1888 a Kulm in Prussia – poi divenuta Polonia – frequenta le scuole
militari come da tradizione di famiglia, poi come ufficiale serve nei battaglioni
radiotelegrafisti dove acquisisce una profonda esperienza sulle radio e sulle
comunicazioni. Entra nello Stato Maggiore come ufficiale tecnico addetto alla
logistica, si interessa dei mezzi corazzati leggendo attentamente gli scritti di
Liddle Hart. Diventa Capo di Stato Maggiore nell'Ispettorato delle truppe
motorizzate occupandosi anche di logistica. Lo aiuta nella sua carriera la
capacità di esporre brillantemente le teorie sulle formazioni corazzate
diventando sempre più convincente ed accreditato; nel 1938 viene nominato tenente generale
da Hitler e si vede affidare il comando del 1° corpo corazzato esistente al mondo. Impaziente,
temerario, legato al rigido codice di onore, più prussiano dei prussiani, apolitico, non ha
particolari simpatie per il nazismo, invidiato e ostacolato dagli altri ufficiali, si scontra spesso
con i colleghi e i superiori che ritiene inerti e legati a dottrine superate. Uno dei primi scontri
con il suo Comando avviene quando a bordo del suo semicingolato (non in taxi..) in testa alla
Divisione Panzer (foto) riprende finalmente possesso della casa di famiglia in Prussia.
Contrariamente a francesi e inglesi che si troveranno in guerra con una dotazione da incubo,
Guderian convince l'industria pesante a produrre soli tre modelli di carri armati pensati già in
previsione delle esigenze future, infatti sono veicoli modulari costruiti in tre sezioni che possono
essere modificati sia come armamento che come motorizzazione. Insiste affinché gli equipaggi
siano di quattro/cinque uomini accuratamente selezionati tanto quanto i piloti della Luftwaffe.
Ferdinand Porsche partecipa con la sua esperienza applicando sui carri le
sospensioni a barre di torsione che permettono miglior comfort e una ottimale
distribuzione del peso su terreno rotto.
Guderian (foto) scrive nel suo famoso trattato “Achtung, Panzer !”: “..noi
poniamo come principio la volontà di un successo folgorante, una rottura del
fronte seguita dall'avvolgimento delle ali applicando la cooperazione con le altre
Armi (l'aviazione). L'attacco corazzato deve continuare nella
“Tiefenzone” “zona
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profonda” senza arresti, con la fanteria che segue quando può. L'attacco corazzato conta sulla
volontà, sulla sorpresa e sulla autonomia logistica.” Questo è il coronamento della dottrina
tedesca che enfatizza l'azzardo, il dinamismo e la sorpresa, tanto gradita e applicata da un
astuto Hitler sia in campo militare che sopratutto in quello politico.
Guderian gioca un ruolo decisivo nella clamorosa vittoria del 1940: conquista le Ardenne e la
Mosa in un sola puntata, poi viene fermato il 15 maggio a Sedan, poi il 17 a Oise e ancora il 24
davanti a Dunkerque. Guderian chiamato “il testa calda” protesta veemente e presenta le
dimissioni immediate. Von Rundstead trova una mediazione con il Comando Supremo, cioè
“una ricognizione in forze” per avanzare. Nonostante questi ritardi Guderian corre verso ovest
tagliando le comunicazioni degli alleati e terrorizzando la popolazione che si riversa nelle strade
in una gigantesca marea di profughi (foto) che ostacola il flusso delle riserve francesi.
Per fortuna sua e delle sue truppe i nemici cedono spesso senza grandi
resistenze e non viene messa a prova la fragilità delle sue forze troppo
allungate.
Guderian raggiunge la Manica il 20 maggio, Boulogne e Calais sono rese
inservibili dalla Luftwaffe e quindi Dunkerque diviene il porto decisivo per gli
alleati. Ottenuta una testa di ponte sul canale Aa il 24 maggio sarebbe
chiaramente possibile tagliare fuori l'ultima uscita per gli alleati bloccando lo sgombero via
mare, ma Hitler si intromette di nuovo avventatamente e blocca l'avanzata “nessuna unità
mobile deve procedere oltre la linea tra Lens e Gravelines”.
L' Hitler dilettante, che forse per opportunismo politico non intende infliggere una sconfitta
ancora più disastrosa alla Francia e alla Gran Bretagna, cancella così tutti i piani elaborati e
applicati con cura dal Comando tedesco, da von Manstein e dallo stesso Guderian. Ottiene
una esaltante vittoria temporanea ma permette all'esercito inglese di riorganizzarsi in Patria
contando sui 300.000 veterani. Come già detto, questo è il primo vero, fondamentale errore
strategico del dittatore che non spicca affatto in lungimiranza, è una decisione che concorrerà a
dare la svolta futura al conflitto in Europa.
Guderian è un uomo coraggioso, uno dei pochi o forse l'unico che riesce a tenere testa a Hitler
durante le conferenze come nessun altro. Il 28 marzo 1945 affronta Hitler nell'ultimo di una
lunga serie di contrasti burrascosi, è l'ultimo Capo di Stato Maggiore fiero e solitario in mezzo ai
lacchè terrorizzati per la vicina sconfitta, e.... viene congedato “ ..per recuperare la sua
salute...”. E' la degna conclusione di una carriera turbolenta in cui Guderian è comunque
riuscito a raggiungere il massimo grado militare nonostante i reiterati alterchi con ufficiali
superiori che mettono a dura prova la sua pazienza per la loro invidia, incapacità e contrasto.
Dopo sei settimane Hitler si toglie la vita tra le rovine di Berlino, Guderian viene fatto prigioniero
dai soldati americani che lo rispettano e lo proteggono.
Più tardi scriverà la sua autobiografia, muore il 14 maggio 1954.
Feldmaresciallo Erich von Manstein
Nato nel 1887 a Berlino, aristocratico prussiano, diventa generale di brigata nel
1936, poi vice capo di stato maggiore dell'Esercito (OKH) poi comandante del
Gruppo A in Polonia, in seguito al comando sul Fronte Occidentale. E' dovuta a
lui la stesura, con l'importante contributo di Guderian, del piano di invasione
“colpo di falce” della Francia. Ritenuto il principale astro nascente degli ufficiali
di Stato Maggiore con la reputazione della sua enciclopedica preparazione
militare e di grande esperto di guerra corazzata, sarà sul fronte russo
conquistando la Crimea e Sebastopoli e poi a Stalingrado e a Kursk. Brilla non soltanto nella
guerra lampo, ma anche nella guerra di assedio (Sebastopoli) e in quella difensiva sul fronte
orientale cedendo terreno dopo aver inflitto numerosi scacchi ai sovietici tenendo sempre aperta
una via di ritirata.
Cadrà in disgrazia quando proporrà al Fuhrer una ritirata fluida dal fronte russo nel tentativo di
salvare centinaia di migliaia di soldati. Dal 1944 verrà emarginato nella riserva ufficiali.
E' ritenuto il più brillante stratega della Seconda Guerra Mondiale e forse di tutto il secolo.
17
Feldmaresciallo Erwin Rommel
Dopo tanti anni dalla fine della guerra la reputazione di Erwin Rommel è cresciuta invece che
annebbiarsi, ammirato da tutti per le sue abilità, il senso dell'onore, il carisma, la visione chiara
della strategia e della logistica, l'intuito per le operazioni su vasta scala. Ebbe il coraggio di
protestare e discutere molte volte con il dittatore che lo ascoltava interessato oppure si infuriava
con lui. Nato nel 1891 in una famiglia di insegnanti non appartiene alla classe degli aristocratici
Junker prussiani, Rommel è il tipico svevo industrioso, leale, sobrio in tutto e puntuale.
Nel primo conflitto mondiale merita la Croce “Pour le Mérite” distinguendosi per
iniziativa, determinazione e attitudine al comando, concorre in maniera
determinante al disastro italiano di Caporetto conquistando il Monte Matajur e
facendo 9.000 prigionieri. Nel dopoguerra insegna presso l'Accademia militare,
pubblica il bestseller “Fanteria all'attacco” che gli procura fama, soldi e
l'attenzione di Hitler, che lo nomina maggior-generale al comando del battaglione
di sicurezza che la Wehrmacht fornisce al dittatore come guardia personale. Nel
1940 chiede ed ottiene il comando della 7a divisione corazzata, un Comando molto
ambito nelle truppe corazzate che si rivela ideale per un uomo ambizioso come lui e che gli
richiede ben poca fatica per adattarsi essendo assolutamente confacente al suo carattere. Il
suo mito e le sue prodezze getteranno lo sconforto per anni negli Eserciti nemici. Hitler stima
Rommel non solo per la sua efficienza ma anche perché è di estrazione borghese e non è uno
Junker, gli ufficiali aristocratici mettono sempre a disagio il dittatore..ma gli servono.
Rommel si fa presto rispettare e amare dai suoi soldati, non gode i privilegi del grado, dorme
pochissimo, si nutre dello stesso vitto dei soldati, si muove sempre sul fronte fin troppo
indifferente ai rischi personali, è attento alla vita dei suoi uomini, rispetta i nemici e sopratutto
ha i rarissimi doni del “fronterfuhrung” - cioè la “percezione immediata del fronte”- e del “sesto
senso tattico”che gli consentono di decidere velocemente azioni vincenti.
Spesso afferma : “...ci sono momenti in cui il posto del Comandante non è indietro con lo Stato
Maggiore ma avanti con i soldati....”E' l'unico condottiero in tutta la Storia il cui ritratto viene
appeso nei Comandi del nemico, in seguito durante la campagna d' Africa il suo mito diventerà
l'assillo di Winston Churchill che si vedrà forzato a costruire e a contrapporgli un mito
britannico, Sir Bertrand Montgomery.
Durante la campagna di Francia la sua 7 a Pz.Div. spesso si materializza inaspettatamente in
mezzo alle linee nemiche gettando lo scompiglio, viene battezzata “la Divisione fantasma” e
Rommel “il Cavaliere dell'Apocalisse”.
Dopo la battaglia di Arras ottiene un riconoscimento immediato: viene decorato con la Croce di
Cavaliere per ordine del Fuhrer.
Il 12 giugno raggiunge la costa a S.Valery-en-Caux intrappolando francesi e inglesi, 20.000
uomini si arrendono. Alla consegna delle armi un generale francese gli dice: “Siete troppo
veloci per noi!”. In sei settimane Rommel cattura 100.000 prigionieri e 450 carri armati. Nessuno
al momento ha condotto il Blitzkrieg con questa disinvoltura, rapidità e equilibrio.
Le sue parole sono significative e coerenti con le sue azioni: “...rischiai contro tutti gli ordini e le
istruzioni perché l'occasione sembrava favorevole..”
Dopo le vicissitudini della Campagna d'Africa che minano la sua salute, assunto il Comando del
Vallo Atlantico il 17 luglio 1944 viene mitragliato da due caccia sulla sua auto che viaggia senza
scorta, riporta gravi ferite al cranio che sarebbero fatali per un uomo meno robusto. Mancano
solo tre giorni all'attentato contro Hitler. Non corrotto dal nazismo, ripresosi dalle ferite deve
scegliere tra il giuramento di obbedienza e i suoi principi etici e morali, pur non partecipando
direttamente al complotto Rommel con grande coraggio non nasconde più da tempo la sua
sfiducia sulla vittoria tedesca e la necessità di un armistizio con gli Alleati per salvare la
Germania dal disastro esautorando il vertice del Regime nazista. E' convinto di essere
l'interlocutore ideale per una pace con gli Alleati di Occidente per poi rivolgersi contro i
bolscevichi. Dopo il fallito attentato del 20 luglio, von Stulpnagel in delirio per le torture fa
anche il suo nome: il 14 ottobre 1944 Rommel è costretto al suicidio con il veleno per salvare il
suo onore e la sua famiglia, muore con un'espressione di disprezzo sul viso. Dopo il grandioso
funerale di Stato, il corpo viene cremato per occultare le tracce del veleno.
19
Colonnello Generale Kurt Student
E' il principale artefice di una innovazione che più di ogni altra differenzia la 2 a
Guerra Mondiale dalle altre guerre, la creazione e l'impiego delle truppe
aviotrasportate. Originario di una famiglia di piccoli proprietari prussiani, nato nel
1890 frequenta la scuola reale prussiana militare di Potsdam. Si arruola
giovanissimo in aviazione e nella 1a Guerra Mondiale diventa comandante di
caccia. Negli anni '30 diventa Ispettore della rinata forza aerea tedesca e della
Scuola di volo a vela, assiste a alcune esercitazioni russe con l'impiego massiccio
di paracadutisti e ne rimane profondamente impressionato traendo importanti insegnamenti. E'
necessario aggiungere che le numerose scuole di volo a vela nate negli anni '30 incentivate dal
Regime nazista forniranno alla Luftwaffe un enorme numero di piloti che poi andranno in guerra
già addestrati. Nel 1935 Student comanda il Centro Sperimentale di volo dal quale usciranno
tutti i modelli di aerei usati nel conflitto mondiale. Memore dei lanci di battaglioni di
paracadutisti osservati in Russia elabora i concetti di operazioni di aviosbarco sia di
paracadutisti che di truppe aviotrasportate. Nel settembre 1940 viene nominato Tenente
Generale.
Student organizza gli aviosbarchi in Danimarca, Norvegia,Belgio, l'assalto dell' imprendibile forte
belga di Eben Emael, l'invasione di Creta e la liberazione di Mussolini sul Gran Sasso nel 1943.
Il successo dei paracadutisti non passa inosservato, Winston Churchill ordina
subito il reclutamento di 5.000 volontari paracadutisti, viene aperta la scuola di
Ringway e vengono prodotti gli alianti da assalto Horsa (foto) e Hamilcar, molto
più comodi di quelli tedeschi.
Student progetta l'aviosbarco su Creta del 20 maggio 1941 dove le pesanti
perdite dissuadono da altri importanti iniziative dell'utilizzo di questo Corpo. Le truppe
paracadutiste da lui comandate, un Corpo di élite fortemente motivato e ben addestrato,
combatteranno ovunque distinguendosi per tenacia, coesione e preparazione. In Italia si
opporranno con determinazione all'avanzata alleata combattendo dalle rovine dell'Abbazia a
Cassino dopo l'inspiegabile e terribile bombardamento alleato: infatti testimonianze certe
rivelano che prima del bombardamento non vi erano paracadutisti dentro il Monastero ma
davanti all'ingresso a guardia dell'Abbazia, anzi, lo stesso Student aveva ordinato ai suoi uomini
di aiutare i monaci a trasferire altrove le preziose reliquie.
I paracadutisti di Student parteciperanno alla difesa della Normandia e allo scacco alleato di
Arnhem durante la fallita Operazione “Market Garden”.
Catturato nell'aprile 1945 sconta 3 anni di prigione, la sua morte avviene nel luglio 1978.
Le Waffen SS entrano nella mischia
Heinrich Himmler vuole diventare l'eroe guerriero che non è mai stato, nella sua brama di
potere recluta 15.000 uomini accuratamente selezionati anche tra i tedeschi che vivono in
Polonia e Cecoslovacchia, dota le sue SS con le stesse divise dell'Esercito e riesce
sfacciatamente a procurare artiglieria meccanizzata e mezzi motorizzati in dotazione doppia
rispetto all'Esercito divenendo una formidabile forza combattente cui non si può rinunciare
durante la campagna di Francia. Le SS vengono viste con sfiducia e disprezzo dagli ufficiali di
carriera prussiani che ormai sanno delle atrocità compiute dalle SS-Einsatzgruppen (unità
operative) nella Polonia occupata mirate alla depoliticizzazione e alla eliminazione dei gruppi
che difendono l'unità nazionale. L' anonimo, freddo, ambizioso Ragioniere della Morte avrà
sempre maggior potere e l'appoggio di Hitler mano a mano che le SS diventeranno sempre più
potenti e si distingueranno per disciplina, fanatismo e crudeltà.
Le illusioni del nuovo padrone del continente europeo
La Campagna di Francia e di Europa rimane un capolavoro di arte militare il cui
successo strepitoso è assolutamente inaspettato sia per i Comandi militari
tedeschi che per il Governo nazista. Bisogna però anche aggiungere che dopo la
umiliante sconfitta francese Hitler è senza un piano preciso.
20
Le decisioni del dittatore tedesco ora gongolante per la vittoria (qui a Parigi il 23 giugno)
lasciano ancora molti interrogativi: fermare le Divisioni Panzer molto vicine a Dunkerque
permettendo a centinaia di migliaia di soldati nemici di fuggire è l'intenzione di una possibile
tregua con l'Inghilterra ?
Militarmente la risposta potrebbe essere dovuta alle piogge insistenti di fine maggio che
rendono le paludi di Fiandra difficoltose per i mezzi e la necessità di rimettere in sesto le
Divisioni Panzer per le campagne al sud. Poi ci sono altre risposte che coinvolgono aspetti e
conseguenze di ordine politico forse meno concrete ma tipiche di un megalomane sorretto da
una fede mistica, che non è nemmeno tedesco ma austriaco e che ha una percezione del mondo
esclusivamente continentale. Forse Hitler pensa di appoggiarsi al movimento filofascista British
Union of Fascists (BUF) fondato dal barone di Staffordshire Oswald Mosley, estremista antisemita
e anticomunista, contemporaneamente immagina di avvalersi della simpatia filonazista dell'exre Edoardo VIII e di Wallis Simpson, infatti la contestata moglie dell'ex re non nasconde certo il
suo desiderio di diventare Regina detronizzando Giorgio VI e lo stesso Primo Ministro Winston
Churchill. Comunque Mosley e Edoardo VIII non sono certamente degli interlocutori vincenti cui
appoggiarsi, Mosley viene arrestato e l'ex coppia reale viene confinata alle Bahamas per
cinque anni. Ancora, aggregando assieme tutte le iniziative di cui sopra e servendosi della
persuasiva propaganda del suo abile e fedele Ministro Goebbels, Hitler spera di costruire una
coesione assieme ai Conservatori, alla nobiltà e all'imprenditoria inglesi contro i bolscevichi, i
nemici ideologici di sempre, che in Russia hanno cancellato tutta la oligarchia zarista e il cui
avvento è temuto da tutti quelli che hanno il Potere e la Finanza ?
Lo stesso Ministro degli Esteri inglese Lord Halifax e una parte dell'opinione pubblica sono
favorevoli a un negoziato, ma il Governo e il Primo Ministro Winston Churchill sono irremovibili.
Hitler afferma pubblicamente: “...il mio obiettivo è di fare pace con l'Inghilterra su una base
compatibile con l'onore nazionale..” ma sono parole al vuoto.
La risposta di Winston Churchill è un capolavoro di retorica nazionale : “ ..combatteremo nei cieli
e sugli Oceani con crescente fiducia e potenza, difenderemo la nostra isola a qualsiasi costo, noi
non ci arrenderemo mai”.
Comincia ora la “Battaglia nei cieli d'Inghilterra” tra il Comando Caccia
della Royal Air Force e la Luftwaffe.
ERRORI CRITICI DEI FRANCESI
1) inadeguato addestramento delle truppe che contribuisce a un morale troppo vulnerabile e
alla scarsa efficacia operativa nel contrasto ai tanks e agli aerei
2) caparbia fiducia nelle costosissime difese statiche della Linea Maginot la cui spesa ha
penalizzato altre Armi
3) uso dispersivo delle forze corazzate
4) modelli di carri armati dotati di scarsa autonomia con sagoma alta e con la torretta a
postazione singola non adatti al combattimento nella guerra di movimento
5) mancati investimenti in una moderna Aviazione Militare e nella meccanizzazione della
fanteria, costretta praticamente a spostarsi a piedi o in treno
6) comandanti anziani legati alla mentalità della guerra di trincea
E' una disfatta che peserà per anni sull'orgoglio della Francia.
Valter Barretta
luglio 2014
(per approfondimenti segue a pagina 21)
(continua con il secondo episodio di Battaglie Perdute – gli errori militari)
21
per approfondimenti:
Kenneth Macksey
Erwin Rommel
Paul Davis
Basil Liddle Hart
Len Deighton
Henri Michel
Correlli Barnett
“Gli errori militari della 2a Guerra Mondiale”
“Fanteria all'attacco”
“Le 100 battaglie che hanno cambiato il mondo”
“La Seconda Guerra Mondiale”
“La guerra lampo”
“I successi dell'Asse”
“I generali di Hitler”
22

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