OGGETTO: DOCFA 4.00.1 – FABBRICATI MAI DICHIARATI E F.R.

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OGGETTO: DOCFA 4.00.1 – FABBRICATI MAI DICHIARATI E F.R.
OGGETTO: DOCFA 4.00.1 – FABBRICATI MAI DICHIARATI E F.R.
Il documento informatico Docfa è composto da una serie di file alfanumerici e grafici,
relativi ai dati della dichiarazione, alle schede planimetriche, ai poligoni per il calcolo della
superficie catastale.
Con l’attivazione del servizio di presentazione telematica dei documenti è necessario
conservare, per un tempo indefinito, l’originale del documento informatico, su cui è
apposta la firma elettronica del professionista.
Per l’archiviazione elettronica dei documenti informatici, secondo le norme vigenti, è
necessario che il documento prodotto sia in un formato visualizzabile dall’utente al
momento dell’apposizione della firma elettronica.
A tal fine la nuova versione di Docfa permette di produrre i documenti per la presentazione
telematica in formato PDF (Portable Document Format).
Nel documento in formato PDF, prodotto attraverso la funzione di export, sono inserite
tutte le informazioni alfanumeriche e le immagini delle schede planimetriche. Il
professionista, presa visione del documento così prodotto, vi appone la propria firma
elettronica, e lo invia al servizio telematico del territorio.
IMPORTANTE: è necessario continuare a produrre la copia cartacea del documento
utilizzando la funzione di stampa di presentazione per le informazioni alfanumeriche e le
funzioni di stampa presenti in gestione elaborati grafici per le schede delle planimetrie e
dell'elaborato. Non deve essere utilizzato il documento prodotto dalla funzione di export
telematico per la produzione della stampa di presentazione, anche se completo degli
elaborati grafici, in quanto i prodotti per la visualizzazione dei documenti in formato PDF,
in fase di stampa possono effettuare degli adattamenti alle immagini contenute nelle
pagine PDF.
Con la versione 4.0 i documenti possono essere esportati solo in formato PDF, per la
presentazione telematica, e in formato DC3, per la presentazione allo sportello.
Il Do.c.fa. nell’ultima versione 4.00.1 (obbligatoria dal primo dicembre 2012) contempla
nell’inoltro della pratica, la possibilità di inviare sia gli allegati A, B e C (visura camerale,
attribuzione p.iva, copia doc. identità), relativi ai Fabbricati Rurali, sia altri allegati a
supporto della pratica stessa (es. doc. fotografica, ecc.),
è importante precisare che il sistema accetta un solo file per opzione “autocertificazioni
F.R.” oppure “presenza allegati”, pertanto si dovrà predisporre un unica scansione a più
pagine.
Per quanto concerne il formato dei file ammessi come allegati, le caratteristiche tecniche
previste dal sistema sono le seguenti:

formato TIFF:

tiff dotato di un header valido (ovvero che i primi 3 byte contengano II* oppure MM*
rispettivamente per little-endian e big-endian);

primo IFD (Image File Directory) valido;

impostazione di unità di risoluzione valide;

conformità allo standard CCITT Group IV;

lunghezza ed altezza dell’immagine maggiori di zero;

immagine in bianco e nero;

valorizzazione del tag che indica come interpretare i bit a 0 e quelli ad 1 (bianco = 0
o bianco = 1);

presenza di 1 sample per pixel;

tag PLANARCONFIG impostato ad 1;

tag ROWSPERSTRIP, STRIPOFFSETS e STRIPBYTECOUNTS non nulli e
congruenti;

immagine effettivamente leggibile;

risoluzione 200x200dpi (sui due assi X ed Y).

formato PDF:

rispondente allo standard PDF\A-1A versione 1.4.
Quest’ultimo formato (PDF/A-1A) si caratterizza rispetto ad un normale pdf, in quanto il
contenuto dello stesso non è modificabile, anche mediante l’ausilio di un software in grado
di fare la conversione in altri formati, poiché tale documento viene trattato come immagine.
Il metodo più immediato per creare un file PDF/A-1A, è quello di utilizzare due software di
videoscrittura quali Word (vers. 2007, 2010 e succ.) e LibreOffice (ex OpenOffice,
gratuitamente scaricabile da internet). Infatti mediante l’ausilio di queste applicazioni è
possibile, nella procedura di salvataggio del documento, optare in primo luogo per la
creazione di un pdf, in secondo luogo nelle opzioni, spuntare il tipo di file PDF/A-1A.
La predetta procedura però presenta delle limitazioni in quanto, nel caso degli allegati per i
F.R. forniti dall’Agenzia delle Entrate, il formato scaricabile è un pdf che non può essere
direttamente aperto dai due software precedentemente descritti; pertanto l’utente si ritrova
un file che non può essere direttamente compilato on line, ma che deve essere stampato
compilato e firmato a mano.
Alternativa che si caldeggia ma che ad ogni modo non genera un PDF/A-1A ma un
PDF/A-1B, comunque riscontrato accettato dall’Agenzia ma non formalmente come sopra
precisato tra i formati ammessi, è il file ottenuto dal software gratuito pdfcreator.
Si riporta in seguito il link dal quale è possibile scaricare il software pdfcreator in versione
freeware e la configurazione da eseguire per trasformare i file dal formato normale pdf al
formato PDF/A-1B, accettato dall’Agenzia del Territorio (comunque trattato come
immagine).
Link: www.pdfforge.org
Essendo un software freeware nell’installazione dello stesso (per utenti windows 7 si
raccomanda l’installazione come Amministratore: tasto dx) vi sarà proposta l’installazione
di alcuni componenti aggiuntivi che esulano dal normale utilizzo dello stesso; per un
installazione pura, dopo aver scelto la lingua, nella seconda finestra si opta per “Avanti”,
nella terza si accetta la licenza, nella quarta si conferma tutto con “Avanti”, nella quinta si
opta per “installazione personalizzata” e si elimina la spunta da “installa WhiteSmoke
Toolbar” quindi “Avanti”, infine si elimina la spunta da “Accetto i termini…” relativi
all’installazione di TuneUp Utilities 2013 e si conferma “Avanti”.
Dopo aver installato il software e riavviato il sistema, completare la configurazione come di
seguito riportato:
a) aprire l'applicazione;
b) andare al menù a tendina "Stampante" e scegliere "Opzioni". (si apre così il profilo
predefinito).
c) Nella finestra a sx scegliere "Salvataggio" e come formato del documento predefinito
optare per PDF/A-1b;
d) confermare salvando in basso a dx.
Eseguite le operazioni di configurazione si può procedere come segue:
1- fare la scansione del documentazione cartacea firmata e restituirla in file formato pdf
normale (risoluzione 200 dpi B/N oppure 96 dpi colori in caso di doc. fotografica);
2- aprire il nuovo file pdf e “stamparlo” impiegando come supporto la stampante virtuale
pdfcreator;
3- nella finestra che si apre successivamente, scrivere il proprio nome come "Autore" (es.
Scudeller Geom. Michele) il nome della ditta come "Soggetto" (es. Rossi Mario, Bianchi
Marco), poi salvare cliccando in basso a dx.
Il file che inviamo quale allegato alla pratica Do.c.fa non dovrà avere dimensione superiore
a 3 tre MB e dovrà essere firmato digitalmente come una normale pratica catastale.
In sede di invio della nuova pratica, si dovrà spuntare in alto a dx, se trattasi di
dichiarazioni relative ai F.R. o di un allegato generico, come indicato in figura 1, caricare il
file in formato pdf/A ovvero TIFF nei campi come da figura 2 e procedere normalmente
come fatto fin d’ora.
Figura 1
Figura 2
Da ultimo due parole in riferimento all’invio delle pratiche oltre i termini previsti da legge:
 01/08/2012 per i fabbricati mai dichiarati;
 31/10/2012 per i fabbricati rurali.
È opportuno fare utilizzo del ravvedimento operoso (minimo edittale € 1.032,00, ridotto di
1/10 se fatto entro il termine di novanta giorni a decorrere dalla data di scadenza fissata
dalla norma per i singoli adempimenti, pertanto € 103,20 ad u.i.; di 1/8 se la
regolarizzazione avviene oltre i novanta giorni ma entro un anno dalla richiamata data di
scadenza, pertanto € 129,00 ad u.i.), onde evitare sanzioni più importanti, fatte recapitare
successivamente direttamente dall’Agenzia delle Entrate (minimo edittale € 1.032,00,
ridotto di 1/3 se pagato entro il termine di sessanta giorni, pertanto € 344,00 ad u.i. –
sanzione piena pari ad € 1.032,00 se pagata oltre il termine di sessanta giorni dalla
notifica dell’atto di contestazione).
È chiaro che per potersi avvalere del ravvedimento operoso devono verificarsi, in sintesi,
le seguenti condizioni:
1. Azione spontanea e diretta dell’interessato;
2. Violazione non contestata, non accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di
accertamento delle quali i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza;
3. Pagamento della sanzione ridotta contestuale al pagamento dei tributi dovuti.
Pertanto in sede di invio della pratica, come rappresentato nella sottostante figura 3, si
dovrà spuntare la richiesta di ravvedimento operoso avendo cura di compilare come data
di ultimazione dei lavori una delle due precedentemente indicate (mai dichiarati/F.R.), la
stessa data sarà indicata nel quadro “A” del Do.c.fa perché il sistema per poter aderire al
ravvedimento operoso, ne verificherà la corrispondenza; infine motivando in relazione
tecnica al quadro “D” del Do.c.fa, il fatto di avvalersi del ravvedimento operoso e
specificando l’effettiva data di fine lavori.
Figura 3
Nella speranza di aver fatto cosa gradita, Vi saluto cordialmente
Geom. Michele Scudeller
Referente Commissione Catasto e Topografia

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