La lista segreta degli istituti scolastici fuori norma

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La lista segreta degli istituti scolastici fuori norma
La lista segreta degli istituti scolastici fuori norma
Scritto da Administrator
Giovedì 03 Giugno 2010 00:00 - Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Giugno 2010 00:08
<p><img style="float: left;" src="http://www.ilficodindia.net/calonero2.jpg" width="140"
alt="scuola S.Placido calonerò di Messina c/o pezzolo" />Quasi un istituto scolastico italiano
ogni tre non è a norma. A sostenerlo il Codacons. Ma la denuncia non sarebbe come quelle
passate: la stessa associazione di tutela dei diritti dei consumatori sostiene di essere entrato in
possesso "di un documento segreto" del ministero dell'Istruzione che elenca, regione per
regione, tutte le scuole con gravi criticità. La già lunga lista si completerebbe con le denunce
raccolte negli ultimi tempi dallo stesso Codacons.</p>
<p>Dal documento, realizzato a
seguito di un monitoraggio disposto nel gennaio 2009 dall'intesa Stato-Regioni ed effettuato in
tutte le scuole italiane, risulterebbe che gli istituti che presentano "gravi criticità", a volte
talmente gravi di potere diventare potenzialmente rischiose per la salute di studenti, insegnanti
e personale scolastico, sono ben 12 mila. Per conoscere i nomi degli istituti a rischio individuati dal monitoraggio e attraverso le segnalazioni giunte direttamente al <a
href="http://www.codacons.it/" target="_blank">Codacons</a> sugli istituti sovraffollati – basta
collegarsi con il <a href="http://www.carlorienzi.it/" target="_blank">sito internet di Carlo
Rienzi</a>, presidente dell'associazione dei consumatori. Qui puoi scaricare il <a
target="_blank"
href="http://www.carlorienzi.it/wp-content/uploads/2010/05/di-230909_allegati_regionali.zip">file
compresso</a>, mentre <a target="_blank"
href="http://saluteme.files.wordpress.com/2010/06/esito-elaborazione-sicilia1.pdf"><strong>qui
file pdf delle scuole siciliane</strong></a>.</p> <p>L'elenco degli istituti con gravi criticità
comprende praticamente tutte le regioni italiane, con leggera prevalenza al Sud. Le meno
affidabili sarebbero, in particolare, collocate in <strong>Calabria (1428 scuole con “gravi
criticità”), nel Lazio (1330), in Sicilia (1259), in Veneto (1062), in Lombardia (1026)</strong>.
Seguono la Puglia (974), il Piemonte (951) e la Toscana (772). Più staccate, quindi con meno
istituti scolastici con potenziali rischi per chi li frequenta, la Sardegna (541), l’Emilia Romagna
(467), l’Abruzzo (390), le Marche (383), il Friuli (306), la Liguria (271), l’Umbria (263), la
Basilicata (228). Chiude il Molise con appena 95 casi riscontrati o denunciati. Da completare
ancora la ricognizione, invece, in Campania, dove comunque al momento sono stati rilevate
300 situazioni critiche.</p> <p>La lista “nera” sarebbe emersa a seguito dell’approvazione del
decreto interministeriale del ministero dell'Istruzione di concerto con quello dell'Economia del 23
settembre 2009, decreto che individuava per l'anno scolastico 2009-2010 le scuole che
dovevano essere destinatarie della riduzione del numero di alunni per classe quando le aule
erano sottodimensionate.</p> <p>Secondo Mimmo Didonna, responsabile del dipartimento
“scuola sicura” del Codacons, in realtà quel provvedimento si sarebbe rivelato "<em>una presa
per i fondelli, visto che al 23 settembre scorso le classi erano già formate in soprannumero e
l'organico di fatto già operante con i tagli del ministro Gelmini. Non ci risulta</em> – ha
sottolineato il rappresentante dell’associazione - <em>che, dopo l'emissione del decreto sulle
criticità, le scuole interessate abbiano operato la riduzione del numero di alunni nelle classi.
Non solo. Il formulario utilizzato per l'individuazione delle criticità non teneva conto della
grandezza effettiva delle aule (minimo 45-50 mq netti per 25 alunni) e quindi dei problemi
derivanti dal sovraffollamento delle classi</em>". La triste realtà, aggiungiamo noi, è che se lo
Stato italiano dovesse applicare pedissequamente la normativa in vigore sul rapporto “secco”
alunno-spazio classe a disposizione, la lista delle scuole a rischio lieviterebbe ulteriormente. E
per molte l’unica soluzione sarebbe quella di dirottare altrove gli alunni di troppo. (da: <a
target="_blank"
href="http://www2.tecnicadellascuola.it/index.php?id=28935&action=view">latecnicadellascuola
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Giovedì 03 Giugno 2010 00:00 - Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Giugno 2010 00:08
</a>)</p> <p><div style="background-color:red;color:white;width:160px"><strong>JavaScript
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window.addEvent("domready",function(){var s = "warnflashavreloaded0"; if
($(s)){$(s).setOpacity(1);}});</p> <p><em>Mila Spicola scrive al ministro Tremonti:
</em><strong>Mettiamoci d’accordo. C’è la crisi o no? Un giorno c'è, un giorno non c'è, un
giorno è un "anatema psicologico delle sinistre" e l'altro giorno "dobbiamo fare
sacrifici".</strong> Ma non tutti, attenzione: gli statali. Io mi sono arrovellata nel tentativo di
capire dove fossero quegli sprechi quando, nell’agosto 2008, ho saputo degli 8 miliardi da
togliere alla scuola pubblica. Ma lei ha fugato i miei dubbi: lo spreco era studiare l’italiano, e
quindi via due ore. Lo spreco era studiare la tecnologia moderna e quindi via un’ora. Questo
alle medie. Escano prima i ragazzi: così hanno tempo per riflettere. Lo ha detto il ministro
Gelmini. Lo spreco era recuperare i bambini con difficoltà (cosa frequentissima nei contesti
dove vivo e ho scelto di insegnare io, e cioè nelle periferie), e quindi via le compresenze in
talune ore di due maestri nelle elementari: a questo servivano, caro ministro. Il tutto eseguito
con la furia di un boscaiolo cieco che ha distrutto chiome sane, piante rigogliose e qualche
ramo secco, ma troppo pochi, in cambio della distruzione della nostra foresta amazzonica: il
polmone del nostro futuro.</p> <p>Quelle due ore d’italiano e le compresenze servivano anche
a coprire le assenze dei colleghi senza ricorrere a supplenze esterne. Inoltre: aumentiamo i
ragazzi per classe: fino a 30, 33, ma sì. Realizziamo un bel parcheggio per ragazzi, non una
scuola certamente. (da: <a
href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/cosi-i-tagli-uccidono-la-scuola-pubblica-lettera-d
i-uninsegnante-al-ministro-tremonti/" target="_blank">Micromega</a>)</p> <p>Vedi
anche:</p> <ul> <li><a
href="notizie/ambiente/1176-aria-a-scuola-piu-inquinata-che-in-strada.html">Aria a scuola più
inquinata che in strada </a></li> <li><a
href="notizie/1069-assunzione-insegnanti-religione-scuola-pubblica.html">Lo scandalo
religiosamente zittito</a></li> <li><a
href="notizie/salute/711-scuole-in-edifici-fuori-norma-e-fatiscenti.html">Scuole in edifici fuori
norma e fatiscenti </a></li> <li><a
href="notizie/salute/1211-negato-pasto-ai-bambini-che-non-hanno-pagato-quota-mensa.html">
Pane e acqua ai bambini che non hanno pagato quota mensa </a></li> </ul> <div></div>
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