Le comunicazioni radio - Gruppo Comunale di Protezione Civile di

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Le comunicazioni radio - Gruppo Comunale di Protezione Civile di
Protezione Civile Monza
Le comunicazioni radio
Indice
1 - Un po’ di storia
1 - Cenni di legislazione
1 - Le radio e le onde radio
2 - Ricetrasmettitori fissi e portatili
2 - Antenne e ponti radio
3 - La comunicazione radio
4 - Alfabeto fonetico NATO/ICAO
4 - Da comunicare sempre
5 - Protocolli per le comunicazioni radio
6 - Regole di comportamento
7 - Apparati radio
Un po’ di storia
Come succede per ogni invenzione, i padri a
cui ascrivere i meriti per la realizzazione della
radio sono molti. Infatti, senza le scoperte di
Faraday, Maxwell, Hertz e Branly sarebbe
stato difficile per l’italiano Marconi e il russo
Popov effettuare le prime trasmissioni a
distanza. Storica quella di Marconi che nel
1901 effettuò la prima trasmissione
transoceanica, da Poldhu, all’estremità
occidentale della penisola di Cornovaglia
(Inghilterra), all’isola Terranova, Nuova Scozia,
Canada. Si trattava di segnali telegrafici in
codice Morse, e precisamente una
successione ritmata di tre punti, individuanti la
lettera “S”. Erano circa le 12:30 locali del 12
dicembre 1901 quando si ricevette il segnale
di lunghezza d’onda di approssimativamente
1800m, trasmesso da una distanza di circa
3.000 chilometri.
La prima trasmissione radiofonica viene datata
24 Dicembre 1906 per opera di Reginal
Fessenden, ma la nascita della prima stazione
radio con trasmissioni dedicate al “pubblico”
si colloca nel 1919, per opera di un ingegnere
della Westinghouse, Frank Conrad, che iniziò
una serie di trasmissioni dal suo garage di
Pittsburg. Nel 1929, in un emporio della città,
vendeva alcuni rudimentali ricevitori, in poco
tempo vendette tutte le apparecchiature che
aveva a disposizione. Come accade in questi
casi, il fenomeno interessò l’industria, tanto
che il vicepresidente della Westinghouse
pensò di costruire radio ricevitori per l’uso
casalingo in una parte della propria catena di
montaggio, che durante la guerra serviva a
fabbricare apparati per le forze militari.
Contemporaneamente affidò a Conrad e al
suo assistente Donald Little la conduzione
tecnica di una stazione radio realizzata
all’interno degli stabilimenti della
Westinghouse, in modo da poter iniziare
regolari trasmissioni: era nata la prima
emittente radiofonica (KDKA).
Cenni di legislazione
L'utilizzo delle apparecchiature radio e la loro
detenzione sono regolate in Italia da
numerose leggi, alcune di esse risalgono
addirittura agli anni venti. Senza entrare nel
merito è opportuno ricordare che chiunque
usi un'apparecchiatura radio deve essere
a u t o r i z z a t o d a l M i n i s t er o d e l l e
Comunicazione mediante una licenza,
come nel caso dei radioamatori, o mediante
un'autorizzazione, come nel caso delle
apparecchiature ad uso cosiddetto "civile".
Le autorizzazioni sono rilasciate dal Ministero
delle Comunicazioni tramite l’Ispettorato
Territoriale competente per regione.
Le radio e le onde radio
Il sistema radio permette di trasformare la
voce in onde elettromagnetiche che, tramite
un trasmettitore e un ricevitore viaggiando via
etere, consentono un collegamento a brevelungo raggio. Una radio è composta,
semplificando
enormemente
ma
efficacemente, da diversi circuiti elettronici tra
i quali si possono identificare il sistema di
ricezione, il sistema di trasmissione, il sistema
“audio” che permette l’ascolto e la fonte di
alimentazione. Per poter comprendere
eventuali termini tecnici, citiamo solamente
che l’onda radio/elettromagnetica assomiglia al
disegno della figura ed
è caratterizzata da
una frequenza e da
un’ampiezza,
caratteristiche legate
fra loro da una
formula matematica. La frequenza dell’onda,
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Le comunicazioni radio
Gamma di
Frequenza
KHz
3
30
KHz 30
300
KHz 300
3000
MHz
3
30
MHz 30
300
MHz 300
3000
GHz
3
30
GHz 30
300
GHz 300
3000
Denominazione
VLF (Very Low Frequencies)
LF (Low Frequencies)
MF (Medium Frequencies)
HF (High Frequencies)
VHF (Very High Frequencies)
UHF (Ultra High Frequencies)
SHF (Super High Frequencies)
EHF (Extra High Frequencies)
Microonde
Classificazione internazionale delle onde radio
Ricetrasmettitori Fissi e Portatili
I ricetrasmettitori fissi sono gli apparati che
vengono posizionati in un luogo preciso ed
operano da quel luogo senza essere spostati.
Sono costituiti da tre parti: la prima parte è
l’apparato vero e proprio, sul quale si
selezionano le frequenze, si imposta il volume,
ecc. La seconda parte è il microfono esterno,
attraverso il quale viene effettuata la
comunicazione. La terza parte è l’antenna, che
si trova ad una certa distanza dall’apparato ed
è collegata ad esso tramite un cavo.
L’alimentazione di questi apparati è a bassa
tensione, 12V, la quale viene prelevata da un
alimentatore che deve essere installato ad
almeno un paio di metri di distanza dagli
apparati,
perché con
la
loro
frequenza
di
lavoro
apparato fisso
possono
rovinare il trasmettitore.
Possono esserci ricetrasmettitori bibanda
(VHF-UHF) o monobanda (VHF) in FM o AM.
Non tutti gli apparati permettono di
selezionare le frequenze desiderate
semplicemente variando le cifre sul display, ma
alcuni consentono solo di selezionare i canali.
Tali apparati sono detti a quarzo, cioè hanno a
disposizione un determinato numero di canali,
e su ogni canale si memorizza un'unica
frequenza.
I ricetrasmettitori
portatili
sono
tutti
quegli
apparati
che
possono essere
s p o s t a t i
apparato veicolare
fisicamente
durante
le
operazioni di comunicazione e si
dividono in veicolari e palmari la cui
principale differenza è costituita dalla
potenza di trasmissione. Non
lavorano su una postazione fissa e
possono essere facilmente portati
sul luogo dell’intervento. Sono
costituiti principalmente da tre parti.
La prima parte è costituita
generalmente da un piccolo display,
una tastiera e varie manopole.
Questa prima parte consente la
trasmissione e la ricezione,
permettendo la selezione della
frequenza, la regolazione del volume, ecc. La
seconda parte è la batteria, la quale fornisce
l’alimentazione necessaria al funzionamento
dell’apparato. La terza parte è l’antenna, la
quale è posizionata sulla parte superiore del
corpo principale. I construttori hanno anche
previsto delle parti opzionali/accessori come il
microfono esterno, l’auricolare, ecc. Tali
apparati possono essere bibanda (VHF-UHF)
o monobanda (VHF) in FM o AM. Anche gli
apparati portatili possono essere del tipo a
quarzo.
apparato palmare
oltre a caratterizzare la sua manifestazione o
la sua efficacia per un determinato scopo
(cellulari, forni a microonde, raggi X, luce),
influenza determinate caratteristiche tecniche
degli apparati radio come, ad esempio, la
lunghezza delle antenne. Tutte le varie
frequenze interessanti le trasmissioni radiotelevisive sono state classificate, nel 1947, in
un'assemblea internazionale delle Radio e
Telecomunicazioni.
Antenne e Ponti Radio
Un’antenna può essere definita come un
conduttore o un sistema di conduttori, che
consentono di irradiare o ricevere energia
elettromagnetica. L’antenna è l’ultimo
elemento di un sistema di trasmissione. La
potenza per creare i campi elettromagnetici, è
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Le comunicazioni radio
generata da un trasmettitore, il quale la invia
all’antenna sotto forma di segnale radio
contenente l’informazione che si vuole
trasmettere.
La lunghezza fisica dell’antenna dipende dalla
lunghezza d’onda della frequenza su cui
s’intende lavorare. Si utilizzano due tipi
d’antenne, quelle per apparati fissi e quelle per
apparati mobili. La funzionalità è la stessa, la
differenza è che quelle fisse, invece di essere
collegata direttamente sull’apparato, sono
posizionate ad una certa distanza per apparati
fissi e sono collegate ad esso tramite un cavo.
Le antenne per apparati fissi dovrebbero
garantire una migliore ricezione e
trasmissione, ma tutto dipende dalla posizione
in cui si trovano. Utilizzando solo le antenne
nella comunicazione tra apparati, si dice che si
ha una trasmissione diretta, quindi se ci
troviamo a lunga distanza la comunicazione
sarà difficile. Per prevenire questo problema si
utilizzano i ponti radio.
Il ponte radio è un mezzo di trasmissione
che consente la comunicazione tra due punti,
fissi o mobili, che si trovano a lunga distanza.
Quando si inizia la trasmissione, viene inviato
un tono a una determinata frequenza,
chiamato Tono Sub-Audio, che consente di
utilizzare il ponte radio per la trasmissione.
Le antenne utilizzate in caso di emergenza
devono essere di facile e veloce montaggio, di
tipo omnidirezionale (tutte le direzioni) non
trasmissione diretta
trasmissione tramite ponte
La comunicazione radio
Le trasmissioni radio, nel campo
dell’emergenza, avvengono attualmente
utilizzando le frequenze del campo VHF (Very
High Frequency) e UHF ( Ultra High
Frequency).
Le comunicazioni radio fra Centrale Operativa
ed i mezzi di intervento o gli operatori
permettono di trasmettere e ricevere in
tempo reale tutte le informazioni necessarie
all’espletamento del soccorso.
Tenendo presente che il canale radio può
essere impegnato esclusivamente da un
apparato alla volta e che questo non può
essere interrotto finché non viene concluso il
messaggio, le trasmissioni devono essere:
pertinenti: rispetto all’attività svolta
chiare: comprensibili a chi riceve
esaurienti: complete delle informazioni
fondamentali
brevi: per non tenere impegnato a lungo
il canale radio
Il messaggio radio si diffonde attraverso onde
elettromagnetiche lasciate libere di
allontanarsi dalla loro sorgente (trasmittente)
e quindi captabili da qualsiasi ricevitore
adeguato. Particolare attenzione, quindi, deve
essere posta alla riservatezza delle
informazioni comunicate ed alla ricezione di
queste durante gli interventi adoperandosi in
modo da evitare che la popolazione possa
ascoltare i messaggi provenienti dalla rete
dell'emergenza.
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Le comunicazioni radio
Gli argomenti trattati e l’immagine del servizio
impongono un comportamento professionale
da parte di tutti gli operatori, quindi è
necessaria la massima riservatezza.
Alfabeto fonetico NATO/ICAO
Un elemento che contribuisce a rendere il
linguaggio uniforme nelle comunicazioni radio
fra i vari operatori del Sistema di Emergenza è
l’utilizzo dell’alfabeto fonetico
NATO/ICAO. In questo
modo si evita ogni
incomprensione fra gli
operatori sul territorio e la
Centrale Operativa; l’alfabeto
risulta particolarmente utile
per la sillabazione di parole di
difficile comprensione o che
siano state ricevute in modo non corretto.
Da comunicare sempre
Ci sono alcune situazioni in cui si deve
comunicare obbligatoriamente con la CO per
condividere informazioni e consentire agli
operatori della centrale stessa di conoscere la
posizione e la disponibilità dei mezzi di
soccorso:
durante il viaggio l’equipaggio del mezzo
dovrà aggiornare la CO sul tempo
previsto di arrivo sul luogo dell’intervento
all’arrivo sul posto dell’intervento, dovrà
comunicare la sua posizione alla CO
dovrà aggiornare la CO sulla situazione
che le si presenta
dovrà dare immediata comunicazione di
una situazione differente da quanto
descritto inizialmente
dovrà comunicare con la CO per
eventuali richieste di collaborazione con
altre figure professionali dell’emergenza
(AGAM, ENEL, VVF, PM, ...)
dovrà comunicare la fine dell’intervento e
lo stato di attesa per nuovi ordini
Comportamento
radio
dell’operatore
I messaggi possono riguardare innumerevoli
casistiche, ed è pertanto indispensabile seguire
il cosiddetto "Triage delle informazioni", per
essere esaurienti, concisi e precisi. Le
informazioni inutili, o logorroiche, occupano
la frequenza, creano confusione e sono
dannose per chi le riceve.
Triage delle informazioni
Un compito che spesso è affidato a un
volontario munito di ricetrasmittente, è quello
di "verificare la situazione" ovvero recarsi sul
luogo dove è avvenuta l'emergenza
per descrivere la reale situazione. La Where
dove
descrizione del sinistro è di estrema
importanza per poter avere When
informazioni precise al fine di inviare quando
i mezzi di soccorso più idonei senza What
perdite di tempo o per
cosa
programmare al meglio successivi
interventi. Occorre quindi riordinare Who
chi
le idee e trasmettere un messaggio
chiaro e conciso, in modo da Why
perchè
occupare la frequenza il meno
possibile. Tutto ciò si può fare applicando la
regola delle "5 W".
Giunti sul luogo dell’evento:
Memorizzare l'indirizzo (Comune, frazione,
via, numero civico, strada statale,
provinciale, comunale ecc.), prestare
attenzione anche ai particolari salienti della
zona e della sede stradale (ponticelli, fossi,
chiesette ecc.)
Capire il tipo di sinistro (terremoto,
alluvione, crollo, incidente stradale) ed
individuare le conseguenze (dispersi,
annegati, feriti)
Controllare se vi sono pericoli collaterali
(spandimenti di liquido infiammabile,
tossico, cavi di corrente elettrica scoperti,
materiale con il simbolo della radioattività)
Pianificare il percorso più semplice per gli
eventuali aiuti, tenendo presente le
dimensioni dei mezzi di soccorso quali
autopompe, autoscale, autogrù.
Con il quadro della situazione perfettamente
nella mente, si può iniziare a trasmettere il
primo messaggio di soccorso che contenga
solo le informazioni secondo la regola
descritta precedentemente. Ogni altra
informazione DEVE essere ritenuta inutile
per la trasmissione del primo messaggio e
pertanto non deve essere riferita.
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Le comunicazioni radio
Protocolli per le comunicazioni radio
Poiché le comunicazioni devono essere sviluppate con lo stesso linguaggio, la
costruzione delle frasi, dei codici, le sigle, la metodologia di chiamata e di
risposta devono essere standardizzate al massimo. La rigorosa applicazione di
questa regola rende universali le comunicazioni su tutto il territorio, facendo
operare senza incomprensioni e perdite di tempo mezzi e personale
appartenenti a strutture diverse. Dall’allertamento del mezzo alla conclusione
dell’intervento è fondamentale garantire un flusso di informazioni bi-direzionale
che consenta lo scambio costante di notizie ed informazioni necessarie sia
all’equipe di soccorso che alla centrale operativa.
Per iniziare una comunicazione
Per iniziare una comunicazione il
chiamante pronuncia prima la
sigla del terminale chiamato e
dopo il proprio identificativo.
Esempio: se Monza 2 deve chiamare
la Centrale Operativa, la frase iniziale
sarà: “CHARLIE OSCAR CHARLIE
OSCAR da Monza 2”. Se la Centrale
Operativa deve chiamare l’equipaggio
di Monza 2 dirà: “Monza 2 Monza 2
da CHARLIE OSCAR”.
Per rispondere alla chiamata
Il terminale chiamato confermerà di
essere in ascolto e di essere pronto a
ricevere il messaggio rispondendo:
AVANTI.
Esempio: Se la CO (CHARLIE
OSCAR) ha chiamato IL MEZZO
Monza 2, questa risponderà: “AVANTI
per Monza 2”.
Per
alternarsi
nelle
comunicazioni
Per alternarsi nella comunicazione è
fondamentale che i due interlocutori
comprendano di essere chiamati a
rispondere quando l’altro ha finito di
dire la propria frase. Quindi al
momento del passaggio di dovrà
inserire la parola PASSO.
Per riferire i numeri con più
cifre
I numeri con più cifre possono essere
compresi non correttamente, quindi
vanno letti uno alla volta.
Esempio: il numero 57 deve essere
pronunciato come “CINQUE SETTE”.
Il numero civico 103 deve essere
pronunciato “UNO, ZERO, TRE”.
Per comunicare messaggi
articolati e importanti
Messaggi radio contenenti nomi,
numeri o comunicazioni
importanti vanno sempre
riscontrati e ripetuti. Non è
sufficiente il semplice riscontro con
l’affermazione RICEVUTO che va
comunque dato in tutte le
comunicazioni chiaramente
comprese.
Esempio: La CO assegna un servizio
al mezzo Monza 2 per un intervento
in Via Borgazzi all’altezza del civico
45 per un albero pericolante. Monza
2 risponde: “Ricevuto da Monza 2,
intervento per albero pericolante in
Via Borgazzi all’altezza del civico 45.
PASSO”. La CO: “CHARLIE OSCAR
CONFERMA”.
Per formulare richieste /
risposte
Nelle comunicazioni radio è difficile
comprendere se la frase contiene
un’affermazione oppure una richiesta.
In caso di domanda è quindi
necessario far seguire alla frase la
parola INTERROGATIVO.
Esempio: Può essere necessario
chiedere chiarimenti. La frase: “Il
nome della persona è Verdi.” Si presta
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Protocolli
Chiamata
AVANTI
PASSO
INTERROGATIVO
AFFERMATIVO
NEGATIVO
RICEVUTO
ripetizione
UNO DUE ...
Protezione Civile Monza
Le comunicazioni radio
alle due interpretazioni, pertanto in
caso di domanda si espliciterà: “ Il
nome della persona è Verdi?
INTERROGATIVO. PASSO”.
A causa della loro brevità le parole SI
- NO possono perdersi nelle
comunicazioni. Pertanto vanno
sostituite con AFFERMATIVO NEGATIVO.
Esempio: Richiesta: “ Il civico UNO
DUE SEI è corretto? INTERROGATIVO.
PASSO” Risposta: “NEGATIVO, il civico
è UNO DUE SETTE.”
Per precisare parole non chiare
o confondibili per la pronuncia
Esistono spesso parole o nomi
difficilmente comprensibili o che
possono essere scambiati con altri. In
questo caso è buona norma, anche
senza richiesta dell’interlocutore,
pronunciare separatamente le lettere
usando l’alfabeto fonetico NATO/
ICAO.
Esempio: Il nome sul campanello è
OULX. La comunicazione espliciterà:
“ OSCAR UNIFORM LIMA X-RAY.”
Per dare precedenza a
comunicazioni urgenti
In caso di elevato traffico radio è da
rispettare la pratica di attendere un
paio di secondi prima di rispondere
all’interlocutore per permettere ad
una eventuale comunicazione di
urgenza di inserirsi. Chi chiama
richiedendo la priorità deve
esplicitare la situazione facendo
precedere il suo messaggio dalla
parola EMERGENZA. Alla fine della
comunicazione sarà dato il TERMINE
EMERGENZA.
Per chiudere la comunicazione
Quando non ci si aspetta ulteriori
comunicazioni da parte
dell’interlocutore si deve concludere
la conversazione con la parola
CHIUDO.
Regole di comportamento
Non è consentita l’effettuazione
di comunicazioni dirette tra le
radio sul territorio (mezzi,
squadre, operatori, sede) se non
esplicitamente autorizzata dalla
CO.
Durante il servizio, tutti gli
operatori devono mantenersi in
costante contatto radio con la
CO
Gli operatori devono essere
contattabili anche “via cavo”,
tramite telefono cellulare, nel
caso la comunicazione radio sia
impossibile o per la
comunicazione di informazioni
riservate.
Ogni comunicazione operativa
deve essere rivolta
esclusivamente alla CO
(sgombero di mezzi incidentati,
richieste di interventi
supplementari, necessità di
intervento di altre figure
professionali dell’emergenza, ecc.)
L’apertura del ponte radio non è
simultanea alla pressione del tasto
di trasmissione (PTT); è quindi
buona norma attendere
almeno due secondi prima di
iniziare la comunicazione.
Le chiamate non devono mai
restare senza risposta. Può
succedere che la CO non
risponda con immediatezza ad
alcune comunicazioni radio da
parte dell’equipaggio, questo
perché la CO può essere
impegnata in una comunicazione
con priorità superiore.
Negli interventi con più mezzi di
soccorso è opportuno che le
comunicazioni con la CO siano
gestite da un’unica persona.
nelle comunicazioni radio il
cognome del personale di
emergenza non deve essere MAI
citato.
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NATO / ICAO
EMERGENZA
CHIUDO
Regole
Protezione Civile Monza
Le comunicazioni radio
Apparati Radio
Gli apparati radio presenti sul mercato sono innumerevoli e possono contraddistinguersi per le
diverse caratteristiche tecniche di trasmissione, resistenza e portabilità.
Senza entrare nello specifico, si prendono in considerazione esclusivamente le radio in dotazione
al GCVPC.
Radio palmare
VHF
ICOM IC-F30LT
Radio palmare
VHF
ICOM IC-F41GT
Radio in uso al GCVPC
per le trasmissioni su
lunghe distanze e per
l’utilizzo del ponte radio
(canale 1).
Radio del 118 Brianza in
uso al GCVPC per le
comunicazioni con la
CO 118 Brianza quando
l’equipaggio svolge la
funzione di soccorso
sanitario nel sistema 118
Brianza (unità “Brianza
71”). Questa radio è
dotata di localizzatore
GPS per la rilevazione
automatica
della
posizione da parte della
CO 118 Brianza..
Radio palmare
PMR446
Motorola T5522
Radio di bassa potenza nello
standard europeo PMR446 in
uso al GCVPC per le
trasmissioni in spazi limitati
(entro i 3Km.).
7
Protezione Civile Monza
Le comunicazioni radio
ICOM IC F30LT
Istruzioni base d’utilizzo
Elementi principali
1.
2.
3.
4.
5.
On/off - Volume
Selezione canale
Antenna
PTT - Push To Talk
Batteria
Prima di iniziare un collegamento radio
bisogna verificare che tutti i "pezzi" siano
opportunamente collegati (batteria e
antenna) in caso contrario oltre a rendere
impossibile il collegamento radio, si può
provocare un grave danno all'apparecchiatura
stessa.
Operazioni iniziali
1.
2.
3.
4.
Regolazione del canale di trasmissione
Accensione
Regolazione del volume
Verifica della funzionalità
Canali 1-15 Comunicazione tramite ponte
radio - Raggio d’azione 30Km
Canale 16
8
Comunicazione diretta
Protezione Civile Monza
Le comunicazioni radio
Alfabeto fonetico NATO / ICAO
A Alpha
H Hotel
O Oscar
V Victor
B Bravo
I India
P Papa
W Whiskey
C Charlie
J Juliet
Q Quebec
X X-ray
D Delta
K Kilo
R Romeo
Y Yankee
E Echo
L Lima
S Sierra
Z Zulu
F Foxtrot
M Mike
T Tango
G Golf
N November
U Uniform
Schema base di comunicazione radio
premere
2s
premere
2s
rilascio
premere
2s
2s
rilascio
2s
2s
rilascio
bla bla bla... PASSO
2s
[ordine impartito] PASSO
2s
rilascio
AVANTI Bianchi
bla bla bla... PASSO
2s
2s
2s
premere
premere
rilascio
[ordine ricevuto] CHIUDO
2s
premere
PASSO / CHIUDO / INTERROGATIVO / AVANTI
RICEVUTO / RIPETI / AFFERMATIVO / NEGATIVO / O K
9
Rossi
Bianchi
rilascio
Rossi Rossi per Bianchi PASSO