Addio a Gino Latilla, il barese che sbancò Sanremo

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Addio a Gino Latilla, il barese che sbancò Sanremo
Addio a Gino Latilla, il barese che sbancò Sanremo
Scritto da Savino Vignola
Lunedì 12 Settembre 2011 08:07
Ieri, 11 settembre, mentre tutti eravamo intenti a seguire con trepida commozione il mesto
memoriale dell’attentato alle Twin Towers, è giunta quasi in sordina la notizia della morte, a
Firenze, di Gennaro Latilla, in arte Gino. Chi ha qualche anno in più non potrà dimenticare i
suoi esordi sotto la rigida bacchetta del grande maestro Cinico Angelini, il quale dopo il suo
successo radiofonico con “Gigolette” nel 1951 ebbe a dire di lui: “è stato il mio errore”,
riferendosi ad una precedente bocciatura durante un provino.
Ma chi era Gino Latilla? Nato a Bari il 7 novembre del 1924, figlio d’arte (il padre, Mario, era
anch’egli cantante) conobbe i suoi esordi durante la guerra a Bologna, presso il teatro Manzoni
per poi, nel dopoguerra, esibirsi in numerose tournée all’estero, specie in Germania e negli
USA.
Dopo essere stato in radio, nell’orchestra Angelini, conobbe il suo momento di maggior
splendore nelle edizioni sanremesi degli anni ’50. Da “Vecchio scarpone” del ’53 a “Tutte le
mamme” con cui vinse la successiva edizione fino a “Il mare nel cassetto”, in coppia con Milva
nel 1961.
Si ricordano anche le sue apparizioni al Festival internazionale della canzone di Venezia, nel
’55, dove si piazzò in prima posizione esibendosi con Carla Boni (successivamente sua moglie)
e il Quartetto Cetra in “Vecchia Europa”, nonché al Festival della canzone partenopea nello
stesso anno con “E stelle ‘e Napule” e nel ’61 con “Tu sì comm’a ‘na palummella”.
Nel corso degli anni ’60 lasciò temporaneamente la canzone per diventare dirigente RAI prima
a Roma e poi a Firenze, dove seguì le cronache sportive di Fiorentina, Pistoiese e altre squadre
toscane.
Negli anni ’80, in pieno revival tornò a cantare, esibendosi con Nilla Pizzi, Carla Boni e Giorgio
Consolini il quartetto “Quelli di Sanremo”.
Personalmente ricordo di averlo ascoltato esibirsi all’inizio degli anni ’70 al Petruzzelli di Bari,
invitato dall’On. Antonio Laforgia ad una delle kermesse canore da egli fortemente volute
all’epoca della presidenza dell’ACAI. Nonostante siano passati circa otto lustri, è ancora vivo in
me il ricordo della sua interpretazione, caratterizzata da una non comune estensione vocale e il
suo passare con consumata maestria dal melodico allo swing.
Le esequie si terranno oggi, 12 settembre, presso la chiesa di S.Caterina da Siena, in Firenze.
Rendiamo, quindi, omaggio a questo nostro conterraneo che ha reso onore a Bari, tenendo alto
il suo nome figurando, a pieno titolo, quale uno dei protagonisti del riscatto post bellico
dell’Italia.
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Addio a Gino Latilla, il barese che sbancò Sanremo
Scritto da Savino Vignola
Lunedì 12 Settembre 2011 08:07
Arrivederci Gino: che la terra ti sia lieve!
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