Espressamente per torrefattori Informationen und

Transcript

Espressamente per torrefattori Informationen und
magazine
www.newscai.com
CoffeeTrend - Spedizione in A.P. - 45%, D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) Art. 1, comma 2/DCB “TS” - Tassa Pagata/Taxe Parçue/Economy/Compatto - Settembre 2016
POSTE ITALIANE S.p.A.
Espressamente per torrefattori
Informationen und Neuheiten aus der Kaffeewelt
..
Settembre September 2016
..
Mechanical uidized bed
No segregation due to density or gravity
Uniform Thermal transfer
Each bean take the same
trajectory, not effected by density, shape or weight
Scolari engineering spa ®
Sommario
Inhalt
5EDITORIALE
LEITARTIKEL
ATTUALITÀ
6 AKTUELLES
Per la prima volta
l’asse globale dell’ICO
in Africa
Die internationale
ICO-Konferenzzum ersten Mal
in Afrika
24IN PRIMO PIANO
IM BLICKPUNKT
Verso un futuro sostenibile:
potenzialità e limiti
del settore africano del caffè.
Auf dem Weg in eine
nachhaltige Zukunft:
Potentialität und Grenzen
der afrikanischen Kaffeebranche
FOCUS SULLE AZIENDE
44
UNTERNEHMEN IM FOKUS
Opem sbarca in Brasile:
apre la nuova filiale a San Paolo
Opem landet in Brasilien:
Eröffnung der neuen Filiale
in Sao Paulo
50INDICE INSERZIONISTI
ANZEIGENINDEX
4 5
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Editoriale
Leitartikel
Il fenomeno del Niño unito al recente sciopero dei
mezzi di trasporto ha avuto un impatto negativo
sulla produzione di caffè colombiano e sulle esportazioni nel mese di luglio. Sebbene gli effetti negativi di El Niño erano stati sperimentati anche in mesi
precedenti, la produzione riferita al mese di luglio è
scesa ulteriormente a causa della difficoltà di organizzare i trasporti dai centri di raccolta.
Un totale di 102 mila sacchi sono stati prodotti nel
mese di luglio, il che significa una diminuzione del
75% rispetto ai 463 mila sacchi prodotti nello stesso
periodo del 2015. Tutto ciò si riflette sull’andamento delle esportazioni del primo semestre dell’anno, apportando un significativo freno allo slancio
iniziale: le esportazioni riferite al periodo gennaioluglio 2016 hanno raggiunto 7,6 milioni di sacchi
comportando una diminuzione del 1% rispetto ai
7,7 milioni di sacchi prodotti durante lo stesso periodo precedente. Rimane positivo il trend di lungo
periodo: la produzione di caffè totale nel corso degli ultimi dodici mesi (agosto 2015 - luglio 2016) è
aumentata notevolmente. Tra agosto 2015 e luglio
2016, la produzione di caffè ha raggiunto più di
14,1 milioni di sacchi, +8% rispetto ai 13,1 milioni
di sacchi prodotti tra agosto 2014 e luglio 2015,
grazie anche al significativo aumento del numero
di esportatori di caffè registrati sperimentato negli
ultimi mesi che riflette non solo la risposta positiva
dei produttori ed esportatori colombiani, ma anche
il potenziale aumento dei quantitativi di caffè esportati. Nel mese di maggio 2016, sono stati registrati
40 nuovi esportatori. Questo ha rappresentato un
aumento del 74% rispetto alle 23 nuove iscrizioni
formalizzate nel mese di aprile 2016 e un aumento
del 135% rispetto alla media mensile di 17 nuove
registrazioni tra gennaio e marzo 2016. A partire
dal primo giugno il numero totale degli esportatori
di caffè registrati attivi era di 331 di cui 108 nuove
iscrizioni.
Das Naturphänomen El Niño hat sich zusammen
mit dem jüngsten Transportmittel-Streik negativ auf
die kolumbianische Kaffeeproduktion und den Export im Juli ausgewirkt. Obwohl die negativen Auswirkungen des El Niño schon in den vorhergehenden Monaten spürbar waren, ist die Produktion im
Juli aufgrund der Schwierigkeiten, Transportmittel
für die Ernte zu organisieren, noch weiter gesunken.
So wurden im Juli insgesamt 102 Sack geerntet
– 75% weniger im Vergleich zu den 463.000 Sack
im gleichen Zeitraum im Jahr 2015. All das spiegelt sich auch in der Exportentwicklung des ersten
Semesters dieses Jahres wider und bremst den
anfänglichen Aufschwung erheblich. Der Export
von Januar bis Juli 2016 verzeichnete 7,6 Millionen
Sack, was einem Rückgang von 1% im Vergleich
zu den 7,7 Millionen Sack im selben Zeitraum im
Vorjahr entspricht. Langfristig gesehen bleibt der
Trend allerdings positiv: Die Kaffeeproduktion in
den letzten zwölf Monaten (August 2015 - Juli
2016) ist stark gestiegen. Von August 2015 bis Juli
2016 erreichte die Kaffeeproduktion mehr als 14,1
Millionen Sack, d. h. 8% mehr im Vergleich zu den
13,1 Millionen Sack von August 2014 bis Juli 2015.
Der Grund dafür liegt auch in der in den letzten
Monaten deutlich höheren Zahl registrierter KaffeeExporteure, was nicht nur die positive Antwort der
Erzeuger und Exporteure in Kolumbien widerspiegelt, sondern auch das potentielle Wachstum der
exportierten Kaffeemenge. Im Mai 2016 wurden
nämlich 40 neue Exporteure registriert. Dies entspricht einem Anstieg von 74% im Vergleich zu
den 23 Neuanmeldungen im April 2016 und einen
Anstieg von 135% gegenüber dem Monatsdurchschnitt von 17 Neuanmeldungen, die von Januar
bis März 2016 gezählt wurden. Am 1. Juni waren
331 angemeldete Kaffee-Exporteure tätig, 108 davon sind Neuanmeldungen.
Colom_Leonardo CoffeeTrend_175x45.indd 3
27/09/13 12:31
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Attualità I Aktuelles
L’Africa ha ospitato
per la prima volta
l’asse globale dell’ICO
6 7
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Die internationale
ICO-Konferenz
zum ersten Mal
in Afrika
A soli sei mesi di distanza dal Global Coffee Forum, un nuovo grande appuntamento ha riunito – sotto l’egida dell’ICO
– gli stakeholder mondiali del settore del
caffè. Addis Abeba è stata il teatro della
IV Conferenza Mondiale del Caffè, l’assise globale introdotta dall’Accordo Internazionale del 2001, le cui edizioni precedenti si sono svolte a Londra (2001),
Salvador de Bahia (2005) e Città del
Guatemala. All’evento ha fatto seguito la
116a sessione del Consiglio Internazionale del Caffè, che si è svolta nei giorni
successivi, sempre nella capitale etiope.
“Far crescere la cultura e la diversità del
Caffè”: questo il claim della Conferenza,
che ha portato nel paese di origine della
Coffea Arabica 900 delegati di alto livello,
in rappresentanza dei governi, delle istituzioni internazionali, delle organizzazioni
scientifiche e umanitarie, nonché dell’industria.
I lavori si sono articolati in 7 panel, con la
partecipazione di una ventina di relatori
e moderatori. I contributi hanno ripreso
molti dei temi già evocati in occasione
del Forum milanese, seppur collocandoli in un contesto più specifico. Grande rilievo è stato dato, allo stesso modo,
alle problematiche della sostenibilità, del
mutamento climatico, e più in generale
all’esigenza di un modello di sviluppo che
sappia contemperare la crescita produttiva con gli equilibri ambientali.
Nur sechs Monate nach dem Global Coffee Forum fand unter der Schirmherrschaft der ICO ein weiteres großes Treffen der Stakeholders der Kaffeewelt statt.
Von 6. bis 8. März wurde Addis Abeba
zur Kulisse für die IV. Weltkonferenz für
Kaffee. Eingeführt wurde das globale
Treffen wurde mit dem Internationalen
Abkommen 2001 eingeführt. In den Vorjahren war die Konferenz zu Besuch in
London (2001), Salvador de Bahia (2005)
und Guatemala-Stadt. In den Tagen nach
der Veranstaltung folgte in der äthiopischen Hauptstadt dann die 116. Sitzung
des Internationalen Kaffeerats. „Die Kultur und die Diversität des Kaffees zu fördern“, ist das Ziel der Konferenz, zu der
900 Spitzenvertreter ins Ursprungsland
der Coffea Arabica gekommen waren,
um Regierungen, internationale Institutionen, wissenschaftliche und humanitäre
Organisationen sowie Industriezweige zu
vertreten.
Das Arbeitsprogramm war auf 7 Gremien verteilt, in denen rund 20 Redner und
Moderatoren durchs Programm führten.
In vielen der Beiträge wurden einige der
bereits auf dem Mailänder Forum angesprochenen Themen wieder aufgenommen, auch wenn sie hier in einen spezifischeren Kontext gestellt wurden. Große
Aufmerksamkeit wurde zudem auf Fragen
der Nachhaltigkeit, des Klimawandels
und im Allgemeinen auf die Notwendig-
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Diversificazione sostenibile
“Verso una cultura del caffè diversificata e sostenibile” è stato il titolo del primo panel, presieduto da Geraldine J.
Fraser-Moleketi, della Banca per lo Sviluppo Africano. A discutere di questo
tema, il presidente dell’African Fine Coffees Association (AFCA) Abdullah Bagersh, il Segretario Generale dell’IACO
(Organizzazione InterAfricana del Caffè)
Fred Kawuma, il direttore generale della Federazione Nazionale dei Produttori
della Colombia Roberto Vélez, il Segretario Generale dell’Associazione Cinese
del Caffè Jingya (Lucy) Fu e l’analista ed
esperto indipendente brasiliano Carlos
Brando.
Le trattazioni hanno sottolineato l’importanza fondamentale rivestita innanzitutto
dalla nozione di sostenibilità economica.
“Come è pensabile che i produttori continuino a coltivare il caffè e realizzino dei
progressi nel campo della sostenibilità
sociale e ambientale, se tale attività non
è in grado di assicurare il loro sostentamento?”. Questo uno degli interrogativi
più pressanti posti nel corso della Conferenza. La rimuneratività della coltura
del caffè dipende dalla qualità e dal va-
8 9
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
keit eines Entwicklungsmodells gerichtet,
das Produktionswachstum und Umweltfreundlichkeit unter einen Hut bringt.
Nachhaltige Diversifizierung
„Wege zu einer diversifizierten und nachhaltigen Kaffeekultur“ - so der Titel des
ersten Gremiums, das von Geraldine J.
Fraser-Moleketi von der Afrikanischen
Entwicklungsbank geleitet wurde. Die
Diskussionsrunde bestand aus dem Vorsitzenden der African Fine Coffees Association (AFCA) Abdullah Bagersh, dem
Generalsekretär der Interafrikanischen
Kaffeeorganisation (IACO) Fred Kawuma, dem Geschäftsführer des Nationalen
Verbands der kolumbianischen Kaffeebauern Roberto Vélez, dem Generalsekretär des Chinesischen Kaffeevereins
Jingya (Lucy) Fu und dem unabhängigen
brasilianischen Analysten und Fachmann
Carlos Brando.
Bei den Gesprächen wurde besonders
die wesentliche Rolle der wirtschaftlichen
Nachhaltigkeit hervorgehoben. „Wie soll
es möglich sein, dass Kaffeebauern weiter Kaffee anbauen und Fortschritte im
Bereich der sozialen Nachhaltigkeit und
Umweltfreundlichkeit machen, wenn sie
von dieser Tätigkeit nicht leben können?“
Das war eine der brennendsten Fragen,
die im Laufe der Konferenz besprochen
wurden.
Die Rentabilität des Kaffeeanbaus hängt
zwar von der Qualität und dem Mehrwert
ab, aber auch von der Produktivität, die
besonders in Afrika sehr niedrig ist. Um
dieses Problem zu lösen, muss ein Service-Netz für die Unterstützung und Ausbildung aufgebaut werden, das vor allem
den kleinen Kaffeebauern zugute kommt.
Öffentliche Zusammenschlüsse und genossenschaftliche Grundsätze werden
bei der Know-how-Steigerung und bei
der Verbreitung von landwirtschaftlichen
Techniken und relevanten Informationen
eine führende Rolle spielen müssen. Eine
verbesserte und weiter verzweigte Assistenz in der Landwirtschaft wird auch zu
einem Wachstum der nachhaltigen Produktion führen und dabei die Verfahren
lore aggiunto, ma anche dalla produttività, che in Africa, in particolare, rimane
molto bassa. Per risolvere questo problema servono servizi diffusi di supporto e
formazione, soprattutto a beneficio dei
piccoli produttori. Entità pubbliche e cooperativismo saranno chiamati a svolgere un ruolo chiave nel potenziamento del
know-how, nella divulgazione delle metodologie agricole e nella diffusione delle
informazioni rilevanti. Una migliorata e più
capillare assistenza agronomica favorirà
la crescita delle produzioni sostenibili,
semplificando gli iter e riducendo i costi
delle certificazioni.
Come cambiano i consumi?
Moderato dall’esperto etiope Demese
Chanyalew, il panel dedicato ai trend
mondiali di consumo ha visto la partecipazione – oltre che di Andrea Illy e
Giuseppe Lavazza – di Cornel Krummenacher (CEO, Nestlé Equatorial African Region), Philippe Juglar (presidente
dell’AVPA - Agenzia per la valorizzazione
dei prodotti agricoli) e di Barry Yuen (presidente della Speciality Coffee Association di Hong Kong).
Dai contributi dei relatori è emersa una
considerazione significativa: la crescita
dei consumi mondiali appare destinata a consolidarsi nei prossimi anni, grazie anche al contributo dato dai mercati
emergenti dell’Africa, del medio oriente
e dell’Asia. In estremo oriente la Cina, in
virtù della sua forza demografica, rivestirà
un ruolo sempre più preminente.
L’espansione della domanda mondiale è legata a una molteplicità di trend e
driver, che si declinano in funzione dei
mercati, dei target e delle diverse culture
di consumo. Semplicità e praticità d’uso sanciscono, ad esempio, il successo
commerciale del caffè solubile e del porzionato. Ma il consumatore è sensibile
anche ad aspetti quali la storia e la provenienza del prodotto o i diversi metodi
di preparazione. Mode e tendenze riflettono altresì i mutamenti generazionali, in
termini di gusti e lifestyle. Nonostante le
buone prospettive sul fronte dei consumi,
10 11
der Zertifizierung vereinfachen und deren
Kosten senken.
Wie entwickelt sich der Konsum?
Der Experte aus Äthiopien Demese Chanyalew moderierte das Gremium, das
sich mit den weltweiten Konsumtrends
beschäftigte. An der Runde beteiligt
waren neben Andrea Illy und Giuseppe
Lavazza auch Cornel Krummenacher
(CEO, Nestlé Equatorial African Region),
Philippe Juglar (Vorsitzender der AVPA
– Agentur für die Aufwertung landwirtschaftlicher Produkte) und Barry Yuen
(Vorsitzender der Speciality Coffee Association in Hong Kong).
In den Beiträgen der Redner wurde ein
wichtiger Punkt klar: Der Anstieg des
weltweiten Konsums wird sich in den
nächsten Jahren wohl konsolidieren, und
zwar dank der Schwellenmärkte in Afrika, im Mittleren Osten und in Asien. Im
Fernen Osten wird China aufgrund seiner
demografischen Stärke eine immer größere Rolle spielen.
Die steigende weltweite Nachfrage basiert auf vielfältigen Trends und Faktoren,
die je nach Markt, Zielgruppe und Konsumkultur unterschiedlich sind. Einfachheit und praktische Handhabung stehen
zum Beispiel für den kommerziellen Er-
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
folg des löslichen und des portionierten
Kaffees. Doch der Verbraucher ist auch
für Aspekte wie Geschichte und Herkunft
des Produkts oder die verschiedenen
Zubereitungsmethoden
empfänglich.
Modeerscheinungen und Trends spiegeln außerdem generationenbedingte
Veränderungen wider, was Geschmack
und Lifestyle betrifft. Trotz der guten Aussichten im Konsumbereich muss sich die
Kaffeebranche zahlreichen Herausforderungen und historischen Schwierigkeiten
stellen: angefangen vom Klimawandel
über die Verkleinerung der Anbauflächen
bis hin zu der Abwanderung aus ländlichen Gebieten und der Industrieballung.
Jüngste Studien zeigen, dass sich die
durchschnittliche Produktivität bis 2050
vervierfachen muss, damit das Angebot
mit der Nachfrage mithalten kann. Um
ein solches Ergebnis zu erreichen, bedarf
es der Zusammenarbeit der gesamten
Produktionskette.
Definition von specialty
lo sviluppo ulteriore del settore del caffè dovrà fare i conti però con numerose
sfide e criticità di portata storica: dal mutamento climatico al ridursi delle superfici
agricole, dall’esodo rurale ai processi di
concentrazione nell’industria. Studi recenti dimostrano che la produttività media dovrà quadruplicare, di qui al 2050,
affinché l’offerta possa stare al passo con
la domanda. Per raggiungere un simile risultato sarà essenziale la collaborazione
di tutta la supply chain.
Definire lo specialty
Un ulteriore panel è stato dedicato ai
trend specifici nel settore dei caffè speciali. Coordinata da Abera Tola – direttore
regionale per l’Etiopia della ONG Synergos – questa sessione ha avuto come relatori il direttore esecutivo AFCA Samuel
Kamau, il CEO della SCAA Ric Rhinehart,
l’ex direttore esecutivo SCAE Mick Wheeler e Takele Mamo, direttore generale
dell’unione cooperativa agricola etiope
Yirgacheffe.
Lo sviluppo del segmento specialty/
12 13
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Ein weiteres Gremium befasste sich mit
den speziellen Trends im Bereich der
Spezialkaffees. Es wurde von Abera Tola,
dem regionalen Leiter der ONG Synergos in Äthiopien, geleitet. Die Beiträge kamen dabei von Rednern wie dem
AFCA-Exekutivdirektor Samuel Kamau,
dem CEO von SCAA Ric Rhinehart, dem
ehemaligen SCAE-Exekutivdirektor Mick
Wheeler und dem Generaldirektor der
äthiopischen landwirtschaftlichen Genossenschaftsvereinigung
Yirgacheffe
Takele Mamo. Hat die Entwicklung des
Segments specialty/speciality wirklich
zu Vorteilen für die Erzeuger geführt?
Die Antwort ist ein klares Ja, auch wenn
die Qualitätsforschung (wie schon im
Gremium 1 unterstrichen) nicht reicht,
solange sie nicht mit einer bedeutenden Produktionssteigerung einhergeht.
Außerdem wurde festgestellt, dass das
Preisbildungssystem auf den internationalen Märkten weiterhin zu Ungleichheiten führt, die für die Erzeuger (besonders
für die kleinen) trotz der immer gerechteren Produktionskette nachteilig sind.
speciality ha portato dei vantaggi reali ai
produttori? Certamente sì, anche se la ricerca della qualità (come già rilevato nel
panel 1) non basta, se non accompagnata anche da un significativo elevamento
della produttività unitaria. Si è inoltre osservato come il sistema di formazione dei
prezzi sui mercati internazionali continui
a creare sperequazioni penalizzanti per i
produttori (specie per quelli più piccoli),
nonostante i progressi raggiunti in termini
di equità di filiera.
Per ridurre ulteriormente gli squilibri servono maggiori politiche di sostegno da
parte dei governi, unitamente alla creazione di strumenti finanziari adattabili ai
piccoli produttori. Ma anche la disponibilità, da parte di torrefattori e commercianti crudisti, a pagare prezzi più alti e a
impegnarsi a instaurare rapporti di fornitura continuativi, a fronte di una migliore
qualità del caffè verde.
Um weitere Ungleichheiten zu vermeiden, ist neben einer umfassenderen Unterstützungspolitik vonseiten der Regierungen die Schaffung von Finanzmitteln
für kleine Erzeuger nötig. Zudem müssen
auch Röster und Rohkaffeehändler dazu
bereit sein, für die bessere Qualität des
Grünkaffees höhere Preise zu zahlen und
kontinuierliche Kontakte für die Lieferung
zu knüpfen. Die Definition von Spezialkaffees selbst muss möglichst breitenwirksam und holistisch werden und – wo
möglich – das Konzept der Rückverfolgbarkeit einschließen.
Klimawandel
Mario Cerruti, Direktor für institutionelle
Beziehungen & Nachhaltigkeit bei Lavazza, hatte die Aufgabe, das Gremium mit
dem Thema „Kaffee und Klimawandel“
zu moderieren. Zu Wort kamen dabei Aaron Davis (Senior Research Leader der
ALL PACK
ideal partner for flexible packaging
IMBALLAGGI FLESSIBILI
PER LA TORREFAZIONE IN BOBINA
E IN BUSTA PERFORMATA CON O SENZA VALVOLA
STAMPA FLEXO E ROTO
PRODUZIONE ANCHE DI PICCOLE QUANTITÀ
L
L
A
L
L
K
AC
PA PACK
All Pack srl - Viale del Commercio 14/A - 37135 Verona (Vr) Tel./Fax 045-8266539 - [email protected] - www.allpacksrl.it
La definizione stessa di caffè speciali,
infine, deve diventare il più possibile inclusiva e olistica, nonché comprendere,
dove possibile, la nozione di tracciabilità.
Mutamento climatico
A Mario Cerruti – direttore Rapporti Istituzionali & Sostenibilità di Lavazza – è
spettato il compito di introdurre il panel
dedicato al tema “Caffè e cambiamento
climatico”, che ha visto gli interventi di
Aaron Davis (Senior Research Leader dei
Giardini Botanici Reali di Kew, Londra),
Michael Opitz (direttore esecutivo della
fondazione no-profit Hanns R. Neumann
Stiftung e presidente di coffee & climate)
e Michel Ndoumbé Nkeng (responsabile ricerche dell’Istituto di ricerca agricola
per lo sviluppo del Camerun).
In tempi recenti si è creato un ampio consenso sul fatto che l’adattamento al mutamento climatico è una delle sfide essenziali per il futuro del settore del caffè.
L’alterarsi del clima – con precipitazioni
più abbondanti o irregolari ovvero prolungati periodi di siccità – avrà ripercussioni negative sia sulla quantità che sulla
qualità dell’offerta e potrebbe mettere a
rischio, in molte zone, l’esistenza stes-
14 15
Royal Botanic Gardens in Kew, London),
Michael Opitz (Exekutivdirektor der NonProfit-Organisation Hanns R. NeumannStiftung und Vorsitzender von coffee &
climate) und Michel Ndoumbé Nkeng
(Forschungsverantwortlicher am Institut
für landwirtschaftliche Forschung für die
Entwicklung Kameruns).
In letzter Zeit hat sich ein großes Bewusstsein dafür entwickelt, dass die
Anpassung an den Klimawandel eine
der wesentlichsten Herausforderungen
für die Zukunft der Kaffeebranche ist.
Die klimatischen Veränderungen mit ihren übermäßigen Niederschlägen oder
unregelmäßigen bzw. lang anhaltenden
Trockenzeiten werden negative Auswirkungen sowohl auf die Quantität als auch
auf die Qualität des Angebots haben und
könnten die Existenz des Kaffeeanbaus in
vielen Gegenden gefährden. Ein Beispiel
dafür sind die Klimamodelle zu Äthiopien, wo die Gebiete, die für den Kaffeeanbau in Frage kommen, stark schrumpfen
könnten. Die Anpassungsmaßnahmen
mit dem Ziel, den Auswirkungen des Klimawandels entgegenzusteuern, müssen
nach den speziellen lokalen Bedingungen
ausgerichtet werden. Das Pflanzen von
Deckvegetation kann zum Beispiel - vor
allem im Fall des Arabica-Kaffees - die
Hitzeeinwirkung bei Temperaturhöchstwerten mildern. Die moderne Landwirtschaft erlaubt es, Anbautechniken zu optimieren und Cultivare auszuwählen, die
widerstandsfähiger gegen extreme Klimabedingungen und -widrigkeiten sind. In
einigen Gegenden könnte die Anpassung
der Produktionssysteme an die neuen
Klimabedingungen jedoch nicht funktionieren. In diesem Fall müssen alternative
Lösungen in Betracht gezogen werden,
wie – sofern möglich – das Versetzen von
Anbauflächen in höhere Lagen.
Abgesehen von den speziellen lokalen
Problemen sind die Fachleute zum gemeinsamen Schluss gekommen, dass
der Klimawandel ein globales Phänomen
ist und somit einer gemeinsamen Antwort
bedarf. Die zunehmende Menge an Daten und Forschungen wie auch die stei-
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
sa della coltura del caffè. Emblematici i
modelli climatici relativi all’Etiopia, dove
le aree consone alla coltura del caffè potrebbero subire, in futuro, una forte contrazione.
Le misure di adattamento volte a controbilanciare l’impatto del cambiamento
climatico vanno calibrate sulle specifiche condizioni locali. L’impianto di vegetazione di copertura può, ad esempio,
mitigare lo stress termico causato dalle
temperature più alte, specie nel caso degli Arabica. La moderna scienza agronomica consente di ottimizzare le pratiche
colturali, nonché di selezionare cultivar
maggiormente resistenti al clima e alle
avversità. In alcune aree, tuttavia, l’adeguamento del sistemo produttivo alle
nuove condizioni ambientali potrebbe
non riuscire. In tal caso andranno prese in
considerazione soluzioni alternative, quali
(dove possibile) lo spostamento delle colture verso fasce altimetriche più elevate.
Al di là degli specifici problemi locali,
gli esperti sono giunti alla conclusione
condivisa che il mutamento climatico è
un fenomeno globale, che richiede – in
quanto tale - risposte coordinate. La
maggiore disponibilità di dati e ricerche,
come la crescente sensibilizzazione degli stakeholder stanno portando a una
mobilitazione crescente, sia nel settore
pubblico che in quello privato. Vari attori
dell’industria, ad esempio, sostengono
attivamente la formazione dei produttori nell’ambito delle Azioni di mitigazione
nazionalmente appropriate (NAMA) e dei
Piani nazionali di adattamento (NAPA)
dei governi. In questo senso, l’Accordo
di Parigi - sottoscritto al termine della
COP21 (la XXI Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici - UNFCCC)
– sta catalizzando l’impegno e gli sforzi
di un numero sempre maggiore di paesi.
Ruolo dell’innovazione
Il ruolo dell’innovazione e delle politiche
pubbliche nell’incrementare la produttività
è stato il tema del 5° panel. A moderarlo,
Dennis Rangi, direttore generale sviluppo
16 17
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
gende Sensibilisierung der Stakeholders
führen zu einer immer größer werdenden
Mobilisierung sowohl im öffentlichen als
auch im privaten Sektor. Verschiedene
Akteure aus der Industriebranche setzten sich zum Beispiel aktiv für die Ausbildung der Erzeuger im Rahmen von
national geeigneten Klimaschutzmaßnahmen (NAMA) und nationalen Anpassungsstrategien (NAPA) der Regierungen
ein. In diesem Sinn fördert das Pariser
Abkommen, das am Ende der COP21
(21st Conference of the Parties, United
Nations Framework Convention on Climate Change – UNFCCC) unterzeichnet
wurde, das Engagement und den Einsatz
von immer mehr Ländern.
Rolle der Innovation
Die Rolle der Innovation und der öffentlichen Politik bei der Steigerung der
Produktivität war das Thema im fünften
Gremium. Moderiert wurde es von Dennis Rangi, dem Generaldirektor für Entwicklung am Internationalen Zentrum für
Landwirtschaft und Biowissenschaften
(CABI). Teilnehmer waren Tim Schilling
(Exekutivdirektor von World Coffee Research), Joseph Kimemia (Kenya Agricultural & Livestock Research - KALRO),
Vele Pat Ila’ava (Sekretär des Ministeriums für Landwirtschaft und Züchtung
in Papua Neu Guinea) und Paul Stewart
(regionaler Leiter der Coffee Initiative bei
Technoserve).
Einige der wichtigsten Themen waren:
die Abnahme der Landwirtschaft als
reiner Unterhalt hin zu einer kommerziellen Landwirtschaft, die finanzielle Alphabetisierung der Kaffeebauern, der
Techniktransfer, die Verbreitung guter
Landwirtschaftstechniken und Revitalisierungsprogramme für ländliche Gemeinden im Rahmen einer Kollaboration zwischen privatem und öffentlichem
Sektor auf nationaler und internationaler
Ebene.
Geschlechtergleichheit
Das Gremium, das sich mit der Gleichheit
der Geschlechter beschäftigte, wurde
del Centro Internazionale per l’Agricoltura e le Bioscienze (CABI). Vi hanno preso
parte Tim Schilling (direttore esecutivo
del World Coffee Research), Joseph Kimemia (Kenya Agricultural & Livestock
Research - KALRO), Vele Pat Ila’ava (segretario del Dipartimento dell’Agricoltura
e Allevamento di Papua Nuova Guinea)
e Paul Stewart (direttore regionale per la
Coffee Initiative di Technoserve).
Tra le tematiche ricorrenti in questa sezione, l’abbandono dell’agricoltura di
mera sussistenza a favore di quella commerciale, l’alfabetizzazione finanziaria dei
produttori, i trasferimenti di tecnologia, la
diffusione delle buone pratiche agricole,
le strategie di rivitalizzazione delle comunità rurali, in un’ottica di collaborazione
tra soggetti pubblici e privati, nazionali e
internazionali.
Uguaglianza di genere
Il panel dedicato all’uguaglianza di genere è stato aperto dalla First lady etiope
Roman Tesfaye – moglie del primo ministro Hailemariam Desalegn. Tesfaye è
un’esperta nella materia avendo rivestito
incarichi di rilievo nel Ministero degli Affari
Femminili e nella Commissione per i Diritti
Umani del suo paese. A moderare i lavori
la vice presidente e direttrice della IWCA
(International Women’s Coffee Alliance)
Jennifer R. Gallegos. Hanno partecipato
Emebet Tafesse (presidente del Chapter etiope dell’IWCA), Asnakech Thomas (proprietaria e direttrice generale di
Amaro Gayo Coffee Enterprise) e Robert
Skidmore (ITC).
Per inquadrare questa tematica vale ricordare un dato significativo, relativo al
paese ospitante, emerso da uno studio
della Banca Africana di Sviluppo, risalente
al 2015: in Etiopia le donne costituiscono
sino al 75% della forza lavoro dell’industria del caffè, ma controllano appena il
43% dei proventi. Squilibri e sperequazioni di genere sono all’ordine del giorno
un po’ ovunque nel mondo del caffè e,
più in generale, in tutto il settore agricolo,
riflettendo ritardi e ingiustizie ancora oggi
esistenti. Appena l’1% delle terre coltiva-
18 19
von der äthiopischen First Lady Roman
Tesfaye, der Ehefrau des Premierministers Hailemariam Desalegn, eröffnet.
Tesfaye gilt in dem Bereich als Expertin,
da sie in bedeutenden Ämtern im Ministerium für Frauenfragen und in der Menschenrechtskommission ihres Landes
auf eine lange Erfahrung zurückblicken
kann. Moderiert wurde das Programm
von der Vizepräsidentin und Leiterin der
IWCA (International Women’s Coffee Alliance) Jennifer R. Gallegos. Die Teilnehmer waren Emebet Tafesse (Vorsitzender
des äthiopischen Verbands der IWCA),
Asnakech Thomas (Inhaberin und Generaldirektorin von Amaro Gayo Coffee
Enterprise) und Robert Skidmore (ITC).
Um diese Thematik zu umreißen, muss
man sich ein bedeutende Zahl zum Gastland ins Gedächtnis rufen, die aus einer
Studie der Afrikanischen Entwicklungsbank hervorgeht und aus dem Jahr 2015
stammt: In Äthiopien stellen Frauen 75%
der Arbeitskräfte in der Kaffeeindustrie
dar, kontrollieren jedoch nur 43% der Erträge. Geschlechtsabhängige Ungleichgewichte und Ungleichheiten sind beinahe überall in der Kaffeewelt und ganz
allgemein im gesamten Landwirtschaftssektor an der Tagesordnung und spiegeln
noch heute vorhandene Rückstände und
Ungerechtigkeiten wider. Gerade mal 1%
der weltweiten Anbaufläche gehört zum
Beispiel Frauen.
Um etwas an dieser Situation zu ändern,
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
te in tutto il mondo – ad esempio – è di
proprietà delle donne.
Per cambiare le cose sono necessarie
politiche di inclusione che puntino, innanzitutto, a migliorare l’accesso femminile ai
servizi di assistenza tecnico-agronomica,
al credito e alla proprietà agraria, nonché
a investire nella formazione e nella promozione dell’imprenditorialità, favorendo
la messa in rete di esperienze e competenze. Solo l’empowerment e il maggiore
coinvolgimento nei processi decisionali
potranno far crescere veramente la voce
e l’influenza delle donne nell’organizzazione e nelle scelte di gestione economica delle attività agricole.
Volatilità dei prezzi
Il 7° panel – coordinato da Roy Parizat,
Senior Economist della Banca Mondiale
– è stato dedicato ai prezzi del caffè e alla
volatilità. L’argomento è stato sviscerato
ist eine breitenwirksame Politik notwendig, die vor allem darauf abzielt, den
Frauen den Zugang zu Assistenzdienstleistungen im technisch-landwirtschaftlichen Bereich, zu Krediten und zur eigenen Landwirtschaft zu ermöglichen und
in Ausbildung und in die Förderung des
Unternehmertums zu investieren, wobei
Erfahrungen und Können im Internet online zur Verfügung gestellt werden sollen.
Nur durch Empowerment und eine größere Einbindung der Frauen in Entscheidungsprozesse kann die Stimme der
Frauen in den Organisationen und den
Entscheidungen im Wirtschaftsmanagement der Landwirtschaft wirkliche Bedeutung erreichen.
Preisvolatilität
Das siebte Gremium wurde von Roy Prizat, Senior Economist der Weltbank, koordiniert und stand unter dem Motto Kaf-
da Ermias Eshetu (CEO dell’Ethiopian
Commodity Exchange), Steve Pollard
(Marex Spectron), Judith Ganes-Chase
(presidente di J. Ganes Consulting) e
Bart Minten (Senior Research Fellow
presso l’International Food Policy Research Institute).
feepreise und Volatilität. Behandelt wurde
das Thema von Ermias Eshetu (CEO des
Ethiopian Commodity Exchange), Steve
Pollard (Marex Spectron), Judith GanesChase (Vorsitzende von J. Ganes Consulting) und Bart Minten (Senior Research
Fellow am International Food Policy Research Institute). Die Experten haben
die Kaffeepreisentwicklung untersucht
und sich besonders auf die Auswirkungen der Währungsdynamik konzentriert.
Dabei wurde festgestellt, wie die wachsende Produktionsbündelung zusammen
mit der Unvorhersehbarkeit des Klimas
zu einem immer unstabileren Markt und
zu größeren Schwankungen führt. Außerdem bringen die Mittel des Risikomanagements nicht immer reelle Vorteile
mit sich: Der Einsatz dieser Mittel hat im
Gegenteil oft zu kontraproduktiven Situationen geführt. Um mit einem immer polarisierteren und selektiveren Markt fertig
zu werden, bedarf es der Konsolidierung
und der Aufwertung der Produktionsstätten, wobei der öffentliche Sektor eine wesentliche Rolle hat.
Unterm Strich
Gli esperti intervenuti hanno analizzato l’andamento dei prezzi del caffè, con
un’attenzione particolare all’impatto delle
dinamiche valutarie. Si è osservato come
la crescente concentrazione della produzione, unita all’aleatorietà del clima, contribuiscano a rendere il mercato ancora
più instabile e altalenante. Non sempre gli
strumenti di gestione del rischio portano
benefici reali: il loro uso improprio ha anzi
sortito spesso effetti controproducenti.
Per affrontare un mercato sempre più
polarizzato e selettivo sarà fondamentale
il consolidamento e la riqualificazione dei
comparti produttivi. In ciò, il ruolo del settore pubblico sarà essenziale.
20 21
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Nach diesen langen Ausführungen darf
nun die Frage gestellt werden, was wohl
von dieser Konferenz bleibt. Wie lauten
die Botschaften und nützlichen Tipps für
die Zukunft – auch im Hinblick auf die
zur Zeit laufende Strategische Revision
der ICO-Mission? Wie schon in den vergangenen Jahren hat die ICO dazu eine
Reihe von Bereichen festgelegt, in denen
eingegriffen und gehandelt werden muss.
Information & Forschung
Die ICO kann die Markttransparenz erhöhen, indem sie die Sammlung, Auswertung und Verbreitung der statistischen
Daten verbessert. Dies hilft sowohl der
Produktion als auch dem Konsum dabei, die Trends besser zu verstehen und
die Auswirkung der Preisvolatilität abzuschwächen. Durch Forschungen im Bereich der wirtschaftlichen Nachhaltigkeit
können die Entscheidungen der Kaffeebauern besser ausgerichtet werden.
Le conclusioni
Dopo questa lunga disamina, una domanda è lecita: cosa rimarrà di questa
Conferenza? Quali i messaggi e, soprattutto, le indicazioni utili per il futuro, anche
alla luce della Revisione Strategica della
mission ICO attualmente in corso? Analogamente a quanto fatto nelle precedenti edizioni, l’ICO ha definito una serie di
aree di intervento e di azione.
Informazione & Ricerca
L’ICO può migliorare la trasparenza di
mercato potenziando il lavoro di raccolta, analisi e diffusione dei dati statistici.
Ciò aiuterà tanto il mondo della produzione, quanto quello dei consumi, a meglio
interpretare i trend e a mitigare gli effetti
della volatilità dei prezzi. Condurre ricerche nel campo della sostenibilità economica consentirà di orientare più opportunamente le scelte dei produttori.
Promozione delle migliori pratiche
L’ICO può contribuire alla diffusione delle
migliori pratiche agricole favorendo la conoscenza delle esperienze e dei progetti che hanno avuto maggiore successo.
La condivisione del know-how potrebbe
riguardare, ad esempio, temi quali gli
schemi di gestione del rischio (attraverso il Forum consultivo sul finanziamento
nel settore caffeario) e la mitigazione del
cambiamento climatico.
Rafforzamento delle partnership
pubblico-privato
In questo ambito, l’ICO è chiamata a svolgere un ruolo cruciale nel promuovere e
coordinare i rapporti tra entità pubbliche e
private, come sta già facendo nell’ambito
della Global Coffee Platform (GCP) e del
progetto Vision 2020, presentato proprio
ad Addis Abeba. L’ICO è tradizionalmente schierata a favore delle grandi cause,
come la parità di genere e il coinvolgimento dei giovani: un impegno al quale l’Organizzazione continuerà a tenere fede,
anche in futuro, in tutti gli ambiti di attività
organizzando forum, progetti e iniziative
di comunicazione.
22 23
Förderung der besten Techniken
Die ICO kann zur Verbreitung bester
Landwirtschaftstechniken beitragen, indem sie Erfahrungen zur Verfügung stellt
und für erfolgreiche Projekte sorgt. Das
Teilen des Know-hows könnte zum Beispiel Themen wie das Risikomanagement (durch das Beratungsforum zur
Finanzierung in der Kaffeebranche) und
die Abschwächung der Auswirkung des
Klimawandels betreffen.
Stärkung von privat-öffentlichen
Partnerschaften
In diesem Bereich ist die ICO dazu aufgerufen, eine Schlüsselrolle bei der Förderung und Koordinierung der Beziehungen
zwischen dem öffentlichen und dem privaten Sektor zu spielen, wie das im Rahmen der Global Coffee Platform (GCP)
und des Projekts Vision 2020, das auch
in Addis Abeba vorgestellt worden war,
schon geschieht.
Die ICO interessiert sich traditionell für
große Themen wie Chancengleichheit
und Einbindung der jungen Generation:
Es handelt sich um ein Engagement, das
die Organisation in allen Bereichen auch
in Zukunft nicht aus den Augen verlieren
wird und das in Form von Foren, Projekten und Kommunikationsinitiativen Gestalt annehmen wird.
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
In Primo Piano I Im Blickpunkt
Verso
un futuro
sostenibile
24 25
Potenzialità e limiti del settore
africano del caffè.
La conferenza mondiale sul caffè di Addis Abeba ha riportato in primo piano
le problematiche del comparto africano
del caffè evidenziando gap e ritardi che
penalizzano ancora il grande potenziale
produttivo di questo continente. Il tema
ha fatto anche parte dell’agenda della 115a sessione del Consiglio Internazionale del Caffè svoltasi nel settembre
2015 a Milano, in occasione della quale è
stata presentata la versione aggiornata di
uno specifico studio ICO sulla “Sostenibilità del settore del caffè in Africa”.
Dati alla mano, l’Africa è la regione geografica con il maggior numero di paesi
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Auf dem
Weg in eine
nachhaltige
Zukunft
Chiara,
servizio clienti
Energy.
Potentialität und Grenzen der
afrikanischen Kaffeebranche
Die Weltkonferenz für Kaffee in Addis
Abeba hat die Probleme der afrikanischen Kaffeebranche ins Zentrum
gerückt und die Kluft und die Rückstände aufgezeigt, die das große
Produktionspotential des Kontinents
immer noch beeinträchtigen. Das Thema stand schon bei der 115. Sitzung
des Internationalen Kaffeerats auf dem
Programm, die im September 2015 im
Mailand stattgefunden hat und in deren Rahmen die aktuelle Version einer
speziellen ICO-Studie zur “Nachhaltigkeit der Kaffeebranche in Afrika“ vorgestellt wurde.
Energy nasce dove stai tu: nel cuore
del mercato della torrefazione. E da
vent’anni sviluppa sofware gestionale
a stretto contatto con il mondo del
caffè. Per gestire le risorse interne
dell’azienda, metterle in rete con la soluzione cloud, presidiare la relazione
con i clienti attuali, sviluppare le nuove potenzialità di mercato. Un prodotto
modulare nato e cresciuto nel settore della torrefazione, per farti crescere nel
mondo del caffè. Energy. La miscela del tuo business.
info: +39 02 4880202
[email protected] / www.encodata.it
Encodata S.p.A. Via Fermi, 44 - 20090 Assago (MI)
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Die Daten zeigen, dass Afrika die geographische Region mit der höchsten Anzahl an Erzeugerländern ist: Gut 25 Länder sind es im Vergleich zu Asien und
Ozeanien (11), Zentralamerika (12) und
Südamerika (8). Doch Afrika ist auch das
einzige Land, das seit Ende der 80er
Jahre einen negativen Wachstumstrend
in der Produktion verzeichnet.
Negative Entwicklung
produttori: ben 25, contro gli 11 in Asia e
Oceania, 12 in Messico e America centrale e 8 in Sud America. Ma è anche l’unica ad avere registrato una crescita negativa della propria produzione, dalla fine
degli anni ottanta a oggi.
Evoluzione negativa
I grafici 1 e 2 evidenziano in modo chiaro
e immediato questa evoluzione. Nel periodo compreso tra le annate caffearie
1965/66 e 1988/89, durante il quale era
vigente il c.d. sistema delle quote, la produzione media annua dell’Africa è stata
di 19,4 milioni di sacchi.
Nei 25 anni successivi, il dato annuo è
sceso a 16,3 milioni di sacchi: un calo del
15,6%. Nello stesso arco temporale, la
produzione del sud America è aumentata
del 68,5%; quella del Messico & America
centrale del 26,8%; quella di Asia & Oceania addirittura del 455,3%.
In termini relativi, la quota media della produzione mondiale riconducibile all’Africa
è passata da poco meno di un quarto
(24,9%), tra 1965/66 e il 1988/89, ad appena l’11,8%, tra il 2009/10 e il 2014/15.
Sempre tra il 1966 e il 1989, ben tre paesi africani figuravano nella classifica dei
primi dieci produttori mondiali: Costa
d’Avorio (4°), Etiopia (6°) e Uganda (7°). E
26 27
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Die Graphiken 1 und 2 zeigen die negative Entwicklung deutlich und klar. Im
Zeitraum der Kaffeejahre von 1965/66
bis 1988/89, als das so genannte Quotensystem herrschte, lag die durchschnittliche Jahresproduktion bei 19,4
Millionen Sack.
In den darauf folgenden 25 Jahren sank
die Jahresproduktion auf 16,3 Millionen
Sack, was einem Rückgang von 15,6%
entspricht. Im selben Zeitraum stieg die
Produktion in Südamerika um 68,5%, in
Mexiko und Zentralamerika um 26,8%
und in Asien und Ozeanien sogar um
455,3%.
In relativen Zahlen ist der afrikanische
Durchschnittswert an der Weltproduktion von etwas weniger als einem Viertel
(24,9%) im Zeitraum von 1965/66 bis
1988/89 auf gerade mal 11,8% in den
Jahren von 2009/10 bis 2014/15 gesunken.
Von 1966 bis 1989 befanden sich noch
drei afrikanische Länder unter den ersten zehn Erzeugerländern weltweit: Elfenbeinküste (4. Platz), Äthiopien (6.
Platz) und Uganda (7. Platz). Acht afrikanische Länder waren sogar unter den
ersten 20 und deckten damals 91% der
durchschnittlichen Weltproduktion.
Von 2009/10 bis 2014/15 gehörte nur
noch ein einziges afrikanisches Land zu
den Top Ten, nämlich Äthiopien mit einer durchschnittlichen Produktion von
6,8 Millionen Sack (Uganda stand an
11. Stelle). Und in den 25 Jahren von
1989/90 bis 2014/15 deckten die vier
afrikanischen Haupterzeugerländer insgesamt weniger als 10% der Weltproduktion ab.
addirittura 8 tra i primi 20, che assicuravano, all’epoca, il 91% della produzione
media mondiale.
Tra il 2009/10 e il 2014/15, l’unico paese
africano figurante fra i top ten è stata l’Etiopia, con una produzione media di 6,8
milioni di sacchi (11a l’Uganda). E ancora, nei 25 anni intercorsi tra il 1989/90 e il
2014/15, i 4 quattro principali produttori
dell’Africa sono contati complessivamente per meno del 10% della produzione
mondiale.
Beispiel Angola
Il caso dell’Angola
Neue Hierarchie
Il declino più clamoroso è quello dell’Angola, che contava, alla metà degli anni
settanta, per il 5% della produzione mondiale. La guerra civile pluridecennale ha
distrutto anche il settore del caffè, che
le autorità locali stanno provando ora a
rilanciare, con l’ausilio di capitali e competenze straniere. Nel 2015/16, la produzione angolana è stata di appena 41.000
sacchi, contro i 3,5 milioni dei primi anni
settanta.
Doch auch andere Länder haben einen
Rückgang in den entsprechenden Bereichen hinnehmen müssen, auch wenn er
nicht so dramatisch war wie in Angola.
So hat die Elfenbeinküste nach Spitzenwerten von 6,32 Millionen Sack im Jahr
1999/2000 eine schwankende Entwicklung zurückgelegt, die der schwierigen
Lage im Land geschuldet ist. Nach einem Tiefstwert von 982.000 Sack Anfang des Jahrzehnts hat sich die Pro-
28 29
Der wohl eklatanteste Niedergang ist der
von Angola. Das Land machte Mitte der
70er Jahre 5% der Weltproduktion aus.
Der jahrzehntelang andauernde Bürgerkrieg zerstörte jedoch auch die Kaffeebranche, die die Behörden nun wieder
ankurbeln wollen - und zwar mithilfe von
Kapital und Know-how aus dem Ausland. 2015/16 betrug die Produktion in
Angola knapp 41.000 Sack; in den 70er
Jahren waren es 3,5 Millionen Sack.
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
OCTOBER
20-22
THE MOST IMPORTANT BIENNIAL B2B EVENT
COVERING ALL SECTORS OF THE ESPRESSO
COFFEE INDUSTRY
IL PIÙ IMPORTANTE EVENTO B2B SPECIALIZZATO SULLA
FILIERA DEL CAFFÈ ESPRESSO
Coffee Industry
on show
Eventi Aries
2016
Trieste, Italy
www.triestespresso.it
Nuove gerarchie
Pur non conoscendo una parabola drammatica quanto quella dell’Angola, anche
altri paesi hanno subito un ridimensionamento rilevante dei rispettivi comparti.
Dopo avere raggiunto un picco di 6,32
milioni di sacchi nel 1999/00, la Costa
d’Avorio ha conosciuto, in seguito, un
andamento altalenante, dovuto alla difficile situazione interna. Toccato un minimo storico di 982.000 sacchi, a inizio
decennio, la produzione si è riassestata,
nelle annate successive, attorno ai 2 milioni di sacchi segnando una parziale flessione in tempi più recenti (1,8 milioni nel
2015/16). Il Camerun è passato da una
media di un milione e mezzo di sacchi,
negli anni ottanta e novanta, al mezzo
milione di sacchi attuale. Anche il Kenya
produce oggi 700-800.000 sacchi all’anno: un dato pressoché dimezzato rispetto alle media degli ultimi tre decenni del
secolo scorso.
Solo i due massimi produttori africani
evidenziano trend storici positivi. In Etiopia, la produzione è cresciuta, negli ultimi
cinquant’anni, a un tasso annuo medio
del 2,2% (2,7% a partire dal 1989/90).
In forte consolidamento anche l’Uganda,
30 31
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
duktion in den Folgejahren bei rund 2
Millionen Sack eingependelt, wobei in
letzter Zeit ein leichter Rückgang verzeichnet wurde (1,8 Millionen Sack im
Jahr 2015/16). Kamerun ist von einem
Durchschnittswert vom eineinhalb Millionen Sack in den 80er und 90er Jahren
auf einen derzeitigen Wert von einer halben Million Sack gesunken. Auch Kenia
erzeugt heute nur noch 700-800.000
Sack pro Jahr: beinahe die Hälfte im
Vergleich zu den letzten drei Jahrzehnten des letzten Jahrhunderts.
Nur die zwei afrikanischen Haupterzeugerländer verzeichnen positive Trends.
In Äthiopien ist die Produktion in den
letzten 50 Jahren um einen jährlichen
Durchschnittswert von 2,2% gestiegen (2,7% seit 1989/90). Auch Uganda
konnte seine Position weiter festigen
und erreichte im Erntejahr 2015/16 einen historischen Wert von 4,755 Millionen Sack.
Die Rolle des Kaffees
Trotz des starken Produktionsrückgangs
bleibt der Kaffeeanbau ein wichtiger Bestandteil der ländlichen Wirtschaft in
Afrika, in der geschätzt rund 12 Millio-
con un massimo storico di 4,755 milioni
di sacchi raggiunto nell’annata di raccolto 2015/16.
Il ruolo del caffè
Nonostante il forte declino produttivo, la
coltura del caffè rimane una voce importante dell’economia rurale africana, con
un numero di addetti stimato attorno ai 12
milioni di unità. Nella generalità dei paesi
prevale la piccola proprietà, con la sola
eccezione di Zambia, Malawi e, in parte, Kenya. Come è possibile vedere nella
tabella 1, nel 2010 le attività di produzione assorbivano in Etiopia 2,75 milioni di
persone. Al secondo posto troviamo sorprendentemente la Tanzania, con 2,404
milioni di addetti, a fronte di una produzione che non supera il milione di sacchi.
Più dell’Uganda (1,78 milioni), che pure
vanta livelli produttivi 4-5 volte superiori.
Altro squilibrio evidente quello del Burundi, dove la produzione del caffè occupava
800.000 persone, per un raccolto (dato
2010/11) di appena 353.000 sacchi.
Bassa produttività
La produttività, come vedremo più avanti, rimane bassa, a causa dei mezzi in-
32 33
nen Personen beschäftigt sind. In den
Ländern sind vor allem kleine Erzeuger
tätig. Ausnahmen davon stellen Sambia,
Malawi und Teile Kenias dar. Wie in Tabelle 1 ersichtlich, waren 2010 in Äthiopien 2,75 Millionen Personen in der Produktion tätig. An zweiter Stelle befindet
sich überraschenderweise Tansania mit
2,404 Millionen Beschäftigten und einer
Produktion, die nicht mehr als eine Million Sack beträgt. Tansania beschäftigt
also mehr Personen als Uganda (1,78
Millionen), obwohl die Produktion in
Uganda 4-5 mal so hoch ist. Ein weiteres Ungleichgewicht herrscht in Burundi, wo in der Kaffeeproduktion 800.000
Personen beschäftigt sind, obwohl die
Ernte (Stand 2010/11) nur 353.000
Sack betrug.
Niedrige Produktivität
Die Produktivität bleibt, wie sich weiter
unten zeigen wird, wegen der unzureichenden Mittel und der geringen Kapitalisierung der Erzeuger niedrig. Die
Anbautechniken sind oft überholt und
haben negative Auswirkungen auf die
Umwelt. Kaffee wird oft zusammen mit
anderen Pflanzen (Bananen, Bohnen,
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Approved
Event
sufficienti e della scarsa capitalizzazione
dei produttori. Le pratiche colturali sono
spesso arretrate e impattano negativamente sugli equilibri ambientali. Il caffè è
frequentemente associato ad altre colture (banane, fagioli, patate). L’età media
degli arbusti è generalmente elevata e gli
interventi di rinnovo, nella maggior parte
dei paesi, rimangono limitati per le ristrettezze economiche e per la disorganizzazione dei servizi agricoli di supporto.
I raffronti tra paese e paese risultano difficili per l’assenza di parametri omogenei
e affidabili, poiché nella maggior parte
dei paesi manca un sistema strutturato
di controllo dei costi di produzione. In
Africa orientale, le spese per fertilizzanti e
pesticidi arrivano a superare i 600 dollari
ettaro. In Burundi, i costi di un produttore
che adotti buone pratiche agricole si aggirano attorno al mezzo dollaro per arbusto (ogni produttore coltiva, in media, un
centinaio di arbusti).
Zugang zu Krediten
L’accesso al credito appare quasi ovunque limitato e le banche sono tradizionalmente poco propense a prestare denaro
al settore agricolo. Le difficoltà sono state
acuite dallo smantellamento delle banche
statali di sviluppo e di credito agrario, a
seguito dei processi di liberalizzazione.
Alcuni paesi hanno cercato di migliorare il finanziamento del settore caffeario
attraverso iniziative specifiche. È il caso
del Kenya, che ha istituito, nel 2006, il
Fondo per lo Sviluppo del Caffè (CoDF),
che eroga credito a condizioni accessibili, per l’acquisto di input e lo sviluppo
di produzioni di alta qualità. Il CoDF è
recentemente confluito in un fondo più
grande, che abbraccia tutte le principali
filiere agricole.
Der Zugang zu Krediten ist fast überall
begrenzt und die Banken sind traditionell wenig gewillt, dem Landwirtschaftssektor Geld zu leihen. Die Probleme haben sich zudem durch die Abwicklung
von staatlichen Entwicklungs- und landwirtschaftlichen Kreditbanken infolge
der Liberalisierung verschärft.
Einige Länder haben versucht, die Finanzierung der Kaffeebranche durch
spezielle Initiativen zu verbessern.
So wurde in Kenia 2006 ein Fonds für
die Kaffee-Entwicklung (CoDF) eingerichtet, der zu günstige Bedingungen
Kredite für den Kauf von Geräten und
die Entwicklung hochwertiger Produktion genehmigt. Der CoDF ist vor kurzem
zu einem größeren Fonds zusammengeschlossen worden, der alle wichtigsten
landwirtschaftlichen Produktionsketten
umfasst.
Le istituzioni
Die Institutionen
Le riforme strutturali, attuate nell’ambito
dei programmi della Banca Mondiale e
del Fondo Monetario Internazionale, hanno portato alla soppressione dei vecchi
organismi di controllo e indirizzo del mercato sostituiti da nuove istituzioni, le cui
Die strukturellen Reformen, die im Bereich der Programme der Weltbank und
des Internationalen Währungsfonds umgesetzt wurden, haben zu einer Streichung der alten Kontroll- und Orientierungsorgane des Marktes geführt. Ihre
L’accesso al credito
34 35
Kartoffeln) angebaut. Das durchschnittliche Alter der Kaffeesträucher ist allgemein hoch und Erneuerungsarbeiten
sind in den meisten Ländern aufgrund
der wirtschaftlich schwierigen Lage und
der schlechten Organisation der landwirtschaftlichen Unterstützung begrenzt.
Der Vergleich zwischen den einzelnen
Ländern ist schwierig, da homogene
und zuverlässige Vergleichsparameter
fehlen. Denn in den meisten Ländern
gibt es kein strukturiertes Kontrollsystem für die Produktionskosten. In Ostafrika betragen die Kosten für Düngemittel und Pestizide über 600 Dollar pro
Hektar. In Burundi gibt ein Erzeuger mit
guten Landwirtschaftstechniken rund einen halben Dollar pro Strauch aus (jeder
Erzeuger baut durchschnittlich um die
hundert Sträucher an).
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
competenze – variabili da paese a paese – possono arrivare a includere anche
l’attribuzione delle licenze per l’export e la
riscossione delle accise. La liberalizzazione del settore del caffè ha favorito il sorgere di associazioni e cooperative, che
spesso però hanno dovuto fare i conti
con scandali e ingerenze politiche. Va
anche detto che la cultura del cooperativismo è diffusa tradizionalmente solo in
alcuni paesi (ad esempio: il Kenya, dove
la forma cooperativa, in alcuni contesti,
è specificamente richiesta dalla legge),
mentre in molti altri (è il caso dell’Africa
occidentale) essa costituisce un fenomeno relativamente nuovo.
Le conseguenze della liberalizzazione
La liberalizzazione ha ridotto l’ambito di
intervento dei governi alla definizione delle regole fondamentali eliminando molte
delle loro precedenti prerogative. Fanno
parziale eccezione alcuni paesi. In particolare, la Costa d’Avorio, dove lo stato
continua a esercitare un qualche controllo sul mercato fissando un prezzo minimo garantito ai produttori e un prezzo di
riferimento per l’export (Prix de déblocage). In altri paesi, la commercializzazione
avviene attraverso il sistema delle aste
(Etiopia, Kenia e Tanzania) o la vendita
diretta (Ruanda, Uganda, ecc.).
Le sfide dello sviluppo
La domanda fondamentale posta dallo
studio dell’ICO può essere così sintetizzata: esistono le condizioni per uno sviluppo sostenibile della filiera caffè in Africa? Il testo delinea una serie di sfide da
affrontare e vincere per dare un futuro a
questo settore.
La prima è quella della produttività, che
rimane sconsolatamente bassa: appena 408,7 kg/ha nel periodo 2011/12
– 2013/14, ossia meno di 7 sacchi per
ettaro. L’introduzione di criteri maggiormente intensivi di coltivazione si scontra
– come già detto - con la scarsa disponibilità di capitali, l’alto costo dei fertilizzanti
e la mancanza di supporto tecnico, oltre
36 37
Aufgaben wurden von neuen Institutionen übernommen, deren Zuständigkeiten - je nach Land - auch die Erteilung
von Exportgenehmigungen und das Eintreiben der Steuern miteinschließen können. Die Liberalisierung der Kaffeebranche hat das Entstehen von Vereinen und
Kooperativen begünstigt, die jedoch oft
mit Skandalen und politischen Eingriffen
zu kämpfen hatten. Dazu muss gesagt
werden, dass die Kultur des Genossenschaftswesens traditionell nur in einigen
Ländern wie z. B. in Kenia verbreitet ist,
wo die genossenschaftliche Form in einigen Kontexten gesetzlich vorgeschrieben ist, während sie in vielen anderen
Ländern, wie z. B. in Westafrika, ein relativ neues Phänomen darstellt.
Die Folgen
der Liberalisierung
Die Liberalisierung hat den Umfang der
Eingriffe seitens der Regierungen darauf
beschränkt, wesentliche Regeln vorzugeben, und hat somit viele der früheren
Fragen beseitigt. Einige Länder stellen
allerdings teilweise eine Ausnahme dar.
Insbesondere die Elfenbeinküste, wo
der Staat auch weiterhin die Kontrolle
über den Markt ausübt und den Erzeu-
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
che con i problemi di fondo connessi al
mutamento climatico.
La maggior parte delle varietà coltivate è fortemente vulnerabile alle avversità (come la ruggine del caffè e la scolite
del caffè) e la sostituzione con cultivar
resistenti procede molto a rilento. I programmi degli istituti di ricerca stentano a
prendere piede, causa la carenza cronica
di finanziamenti. Tra le istituzioni più attive
si annoverano il Centre National de Recherche Agronomique (CNRA) in Costa
d’Avorio, il Jimma Agricultural Research
Centre (JARC) in Etiopia, il Tanzania Coffee Research Institute (TaCRI), il National Crops Resources Research Institute
(NaCRRI) in Uganda e il Coffee Research
Institute (CRI) in Kenya. A quest’ultimo si
deve la messa a punto della nuova varietà “Batian”, caratterizzata da un’elevata
resistenza e da alti rendimenti. Nonostan-
gern einen garantierten Mindestpreis
und einen Bezugspreis für den Export
(Prix de déblocage) festlegt. In anderen
Ländern erfolgt die Vermarktung durch
ein Auktionssystem (Äthiopien, Kenia
und Tansania) oder durch Direktverkauf
(Ruanda, Uganda etc.).
Die Herausforderungen
der Entwicklung
Die wesentliche Frage der ICO-Studie
kann so zusammengefasst werden:
Herrschen in Afrika die Bedingungen für
eine nachhaltige Entwicklung der Produktionskette? Der ICO-Text umreißt
eine Reihe von Herausforderungen, die
angenommen und bewältigt werden
müssen, um die Zukunft der Branche zu
gewährleisten.
Die erste Herausforderung ist die Produktivität, die bedauernswerterwei-
via Caboto, 31 • 34147 Trieste • Italy
[email protected] • www.demus.it
te gli interventi attuati, però, il potenziale
agricolo rimane sottoutilizzato e molti paesi produttori vedono tuttora il prevalere
delle forme di coltura di sussistenza.
Trasferire il know-how
Il trasferimento delle tecnologie e del
know-how continua a essere insufficiente
e il suo impatto socio-economico scarso. Oltretutto, in paesi come l’Angola, la
Repubblica Democratica del Congo, la
Guinea Equatoriale, il Gabon e la Nigeria,
l’agricoltura continua ad avere un appeal limitato, rispetto ad altri settori come
quello, ad esempio, quello minerario ed
estrattivo. La situazione si presenta decisamente migliore in altri paesi – quali Etiopia, Kenya, Ruanda, Tanzania e Uganda
– dove tuttavia l’estensione capillare delle
reti di assistenza tecnica richiede risorse
finanziarie e umane di non facile reperimento per le istituzioni pubbliche o private.
Fare squadra
Cooperativismo, associazionismo e mutualismo necessitano di un maggiore impulso. Il settore deve inoltre fare fronte,
in molti paesi, al progressivo invecchia-
38 39
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
se niedrig bleibt: Sie lag in den Jahren
2011/12-2013/14 gerade mal bei 408,7
kg/ha und somit bei weniger als 7 Sack
pro Hektar. Die Einführung von intensiveren Anbaukriterien wird – wie schon
gesagt – durch die niedrige Verfügbarkeit von Kapital, die hohen Kosten für
Düngemittel, die fehlende technische
Unterstützung und die grundlegenden,
mit dem Klimawandel verbundenen Probleme behindert.
Der Großteil der angebauten Sorten ist
sehr empfindlich gegen Einflüsse (wie
Kaffeerost und Kaffeekirschenkäferbefall), und das Ersetzen durch widerstandsfähige Cultivare geht nur langsam
voran. Die Programme der Forschungsinstitute fassen aufgrund des chronischen Mangels an Finanzmitteln nur
schwer Fuß. Zu den aktivsten Institutionen gehören das Centre National de
Recherche Agronomique (CNRA) an der
Elfenbeinküste, das Jimma Agricultural
Research Centre (JARC) in Äthiopien,
das Tanzania Coffee Research Institute
(TaCRI), das National Crops Resources
Research Institute (NaCRRI) in Uganda
und das Coffee Research Institute (CRI)
in Kenia. Letzteres hat eine neue Sorte
mit dem Namen „Batian“ entwickelt, die
sich durch eine hohe Widerstandsfähigkeit und eine hohe Rentabilität auszeichnet. Trotz der ergriffenen Maßnahmen
wird das landwirtschaftliche Potential
jedoch weiterhin zu wenig genutzt, und
viele Erzeugerländer sehen immer noch
mit dem Vorherrschen von Anbauformen
konfrontiert, die dem Unterhalt dienen.
Know-how-Transfer
Der Transfer von Technologien und Knowhow ist weiterhin unzureichend und die
sozioökonomischen Auswirkungen niedrig. Zudem ist die Landwirtschaft in Ländern wie Angola, der Demokratischen
Republik des Kongo, Guinea, Gabon und
Niger im Vergleich zu anderen Sektoren
wie der Bergbaubranche immer noch
nicht attraktiv genug. In anderen Ländern
wie Äthiopien, Kenia, Ruanda, Tansania
und Uganda ist die Situation wesentlich
mento della popolazione agricola e all’esodo rurale dei giovani, che penalizzano
ulteriormente le strutture produttive riducendone il dinamismo. Un ulteriore capitolo importante è quello delle pari opportunità, con la necessità di un maggiore
riconoscimento del ruolo e del contributo
delle donne all’economia del caffè.
Il credito
L’accesso al credito è off-limits per la
maggioranza dei piccoli produttori e gli
esperimenti di credito rurale in vari paesi dell’Africa occidentale si sono rivelati
spesso un mezzo fallimento. L’impossibilità di un’ancorché minima pianificazione
finanziaria costringe i coltivatori a comprimere al massimo i costi, a scapito delle
cure agricole. L’extrema ratio, in caso di
necessità, è costituita dal ricorso al “prestatore di villaggio”, che applica spesso
besser. Dennoch verschlingt das verzweigtes Kundendienstnetz Finanzmittel
und Personalkräfte, die für die öffentliche
oder private Institutionen nicht leicht zu
finden sind.
Teamarbeit
Genossenschaftswesen,
Vereinswesen und gegenseitige Hilfe bedürfen
eines größeren Impulses. Die Branche
muss in vielen Ländern außerdem mit
der fortschreitenden Alterung der landwirtschaftlichen Bevölkerung und dem
Wegzug der jungen Generationen aus
ländlichen Gebieten zurecht kommen,
was die Produktion weiter beschränkt
und die Dynamik schwächt. Ein weiteres
wichtiges Kapitel ist das der Gleichberechtigung und die Notwendigkeit, die
Rolle und den Beitrag von Frauen in der
Kaffeewirtschaft höher anzuerkennen.
tassi al limite dell’usura e pretende il raccolto del contadino a garanzia del prestito.
La commercializzazione
Anche l’anello successivo alla produzione – quello della commercializzazione – presenta gravi ritardi, che minano
la competitività e l’efficienza del settore.
La frequente mancanza di coordinamento e collaborazione limita il potere contrattuale dei produttori e la possibilità,
per essi, di spuntare prezzi remunerativi.
Fatta eccezione per alcuni paesi, in cui
l’esperienza cooperativista è radicata, le
organizzazioni di base dei produttori rimangono deboli.
I programmi di sviluppo e l’opera delle
ONG hanno favorito il diffondersi recente
di filiere alternative e di legami commerciali diretti con i paesi consumatori, ma
le ricadute, per quanto importanti, sono
lungi dal beneficiare la generalità dei produttori.
Va infine migliorata la riconoscibilità delle
diverse origini e qualità di caffè. Con la
sola eccezione dell’Etiopia e, in parte, del
Kenya, le strategie di marketing fondate
sull’indicazione geografica e sulla nozione di terroir stentano a prendere piede.
40 41
Der Kredit
Die meisten kleinen Erzeuger haben keinen Zugang zu Krediten, und die Kreditexperimente auf dem Land in den verschiedenen westafrikanischen Ländern
stellten sich oft als eine Art Betrug heraus. Die Unmöglichkeit einer noch so
kleinen Finanzplanung zwingt die Kaffeebauern dazu, ihre Kosten so weit wie
möglich zu beschränken – zum Nachteil
des landwirtschaftlichen Anbaus. Die
letzte Möglichkeit in Zeiten der Not ist der
Weg zum „Darlehensgeber des Dorfes“,
dessen Zinsen oft jenseits der Wuchergrenze liegen und der als Garantie für das
Darlehen die Ernte des Bauern einfordert.
Die Vermarktung
Auch die Vermarktung, das Phase nach
der Produktion, ist stark rückständig,
was die Wettbewerbsfähigkeit und die
Effizienz der Branche gefährdet. Oftmals
fehlen Koordinierung und Kollaboration,
wodurch die Verhandlungsmacht der Erzeuger und deren Möglichkeit, rentable
Preise zu erhalten, beschränkt werden.
Mit der Ausnahme einiger Länder, in denen eine genossenschaftliche Erfahrung
verwurzelt ist, bleiben grundlegende Organisationen der Erzeuger schwach.
Die Entwicklungsprogramme und die
Arbeit der Nichtregierungsorganisationen haben die kürzliche Verbreitung von
alternativen Produktionsketten und von
direkten kommerziellen Beziehungen
zu den Verbraucherländern begünstigt,
doch die Nebeneffekte sind, wenn auch
bedeutend, noch weit davon entfernt,
einen Nutzen für die Allgemeinheit der
Erzeuger zu bringen. Schlussendlich
muss auch die Erkennbarkeit der unterschiedlichen Kaffeeherkunft und -sorten
verbessert werden. Mit der einzigen Ausnahme von Äthiopien und teilweise von
Kenia fassen die Marketingstrategien, die
auf der Ursprungsbezeichnung und der
Terroir-Angabe basieren, nur schwer Fuß.
Mehrwert schaffen
Der letzte Punkt dieser langen Beschwerdenliste ist die begrenzte Fähigkeit der
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
We specialize in helping clients
manage the natural risk associated with market
exposure*. Our team is experienced in the
execution of futures and options for all major
coffee markets - New York, London and
Sao Paulo. We offer market analysis, customized
strategy development and ove
over-the-counter
derivative structures - complete with individualized
training and seminars to empower you to make
well informed decisions.
* Trading in futures, securities, options and OTC
products entails significant risks, which must be
understood prior to trading
Creare valore aggiunto
Ultimo punto in questo lungo cahier de
doléances, la limitata capacità dell’industria locale di creare valore aggiunto
attraverso la trasformazione del caffè in
prodotto finito. Ciò va imputato anche
alla frequente mancanza di una vera cultura del caffè, dal momento che i consumi interni dei paesi africani (fatta eccezione per l’Etiopia) sono esigui.
Il futuro
La strada verso una prospettiva di sviluppo sostenibile del settore africano
del caffè rimane lunga e difficile. La sfida
principale continua a essere costituita dal
passaggio dalla sussistenza a un’agricoltura condotta in un’ottica imprenditoriale.
Una trasformazione che potrà avvenire
soltanto attraverso adeguati investimenti,
uniti alla capacità del settore pubblico e
privato di cooperare nell’interesse comune. Una sfida, che si inscrive nel più ampio contesto della sostenibilità del settore
agricolo africano, che occupa tuttora più
della metà della popolazione di questo
continente.
42 43
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
lokalen Industrie, durch die Verarbeitung des Kaffees in ein Fertigprodukt
Mehrwert zu schaffen. Zurückzuführen
ist dies auch auf das verbreitete Fehlen einer wahren Kaffeekultur, denn der
Binnenkonsum der afrikanischen Länder
(einzige Ausnahme Äthiopien) ist niedrig.
Aussichten
Der Weg zu einer nachhaltigen Entwicklung der afrikanischen Kaffeebranche ist
weiterhin lang und schwierig. Die größte
Herausforderung bleibt auch in Zukunft
der Übergang von einer Landwirtschaft
fürs Überleben hin zu einer Landwirtschaft mit unternehmerischem Ansatz.
Diese Veränderung kann nur durch geeignete Investitionen erfolgen – zusammen mit der Fähigkeit des öffentlichen
und privaten Sektors, im Interesse der
Gemeinschaft zu kooperieren. Diese
Herausforderung ist eingebunden in den
weit größeren Kontext der Nachhaltigkeit des afrikanischen Landwirtschaftssektors, der immer noch mehr als die
Hälfte der Bevölkerung des Kontinents
beschäftigt.
The Facts of Coffee:
After
oil, coffee
is the second-most valuable
The
Facts
of Coffee:
commodity of international trade.
After oil, coffee is the second-most valuable
commodity
international
Most of thisofcoffee
is growntrade.
by small-scale,
coffee-farming families.
Most of this coffee is grown by small-scale,
coffee-farming
families.
25 million families
around the world work in
coffee fields and depend on coffee as their only
25
million
families around the world work in
source
of income.
coffee fields and depend on coffee as their only
source of income.
How you can help:
Coffee Kids is dedicated to improving the quality
How
you
can and
help:
of life for
children
families in coffee-growing
Coffee
Kids
is
dedicated
to improving the quality
communities around the world.
of life for children and families in coffee-growing
We
alleviate around
the dependency
communities
the world. on coffee through
economic diversification and education. You can
We
the dependency
on coffee families.
through
helpalleviate
Coffee Kids
help coffee-farming
economic diversification and education. You can
www.coffeekids.org
to learn more
and
helpVisit
Coffee
Kids help coffee-farming
families.
find out how you can contribute.
Visit www.coffeekids.org to learn more and
find out how you can contribute.
1305 Luisa Street, Suite C • Santa Fe, NM 87505 USA • Phone: (505) 820-1443 • Fax: (505) 820-7565
1305 Luisa Street, Suite C • Santa Fe, NM 87505 USA • Phone: (505) 820-1443 • Fax: (505) 820-7565
OPEM sbarca in Brasile
Focus sulle Aziende I Unternehmen im Fokus
Apre la nuova filiale
a San Paolo
44 45
x
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
x
OPEM landet in Brasilien
Eröffnung der neuen Filiale
in Sao Paulo
OPEM S.p.A. inaugura la nuova
filiale in São Paulo, Brasile.
OPEM S.p.A. eröffnet die neue
Filiale in São Paulo, Brasilien.
La storica azienda di Parma fondata nel
1974 dall’ancor Presidente Fabio Binacchi è divenuta punto di riferimento nel
mercato internazionale per la progettazione e realizzazione di impianti industriali.
La nuova filiale Opem Brasil sarà inaugurata venerdì 16 Settembre, alla presenza
del management aziendale, delle autorità locali e di tanti clienti ed operatori del
settore.
Opem Brasil è una nuova sfida che la
casa madre ha inteso intraprendere per
favorire l’internazionalizzazione di Opem
ed il consolidamento della sua presenza
in Brasile e Sud America, avvenuta nei
decenni passati con la vendita di impianti
di packaging nel sottovuoto caffè.
Oggi OPEM è leader nella progettazione e costruzione di impianti per cialde e
capsule di ogni forma e materiale per il
caffè, solubili, latte, cioccolato e quanto il
marcato del single-serve richiede attualmente.
OPEM è pronta alle innovazioni che questo settore così dinamico continua a richiedere da aziende leader come Illy,
Das renommierte und im Jahr 1974 vom
heutigen Präsidenten Fabio Binacchi gegründete Unternehmen, ist zum internationalen Bezugspunkt im Bereich der Planung und des Baus von Industrieanlagen
geworden.
Die neue Opem Brasil Filiale wird am Freitag dem 16. September unter Anwesenheit des Unternehmensmanagements,
der Vertreter der örtlichen Behörden und
vielen Kunden und Unternehmer der
Branche eröffnet.
Opem Brasil ist eine neue Herausforderung, die die Muttergesellschaft unternehmen wollte, um die Internationalisierung von Opem und die Konsolidierung
ihrer Präsenz in Brasilien und Südamerika
zu fördern, die in den vergangenen Jahrzehnten durch den Verkauf von VakuumVerpackungsmaschinen für Kaffee erfolgt
ist.
Heute ist OPEM Marktführer im Bereich
der Planung und des Baus von Anlagen
für Pads und Kapseln jeder Form und jedes Materials für Kaffee, lösliche Getränke, Milch, Schokolade und all dem, was
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
der Einzelportions-Markt derzeit verlangt.
OPEM ist für Innovationen offen, die diese so dynamische Branche weiterhin
durch die Marktführerunternehmen wie
Illy, Lavazza, Cafe Noire, Vergnano, Bialetti, GMCR, Segafredo, Mondelez, Röstfein und vielen weiteren verlangt, die zu
beliefern Opem die Ehre hatte.
Die Herausforderung Brasilien
Lavazza, Cafe Noire, Vergnano, Bialetti,
GMCR, Segafredo, Mondelez, Roestfain
e tantissime altre che Opem ha avuto e
ha l’onore di servire.
La sfida del Brasile
Dopo il consolidamento di Opem in Europa, l’espansione nei principale mercati
mondiali come esportatore e una prima
esperienza positiva con una filiale negli
Stati Uniti, la GPI Solution, l’apertura della seconda filiale in Brasile rappresenta
la prossima tappa di un percorso di crescita, che segnerà per Opem il graduale
passaggio da dell’esportazione all’internazionalizzazione, che prevedere una conoscenza più approfondita di un Paese
con anche l’utilizzo di risorse umane del
posto.
Opem ha deciso di investire e per farlo
ha scelto il Brasile, nonostante la situazione economica non sia tra le più favorevoli, ma è proprio in queste situazioni,
ha dichiarata Ombretta Sarassi Direttore
Generale di Opem S.p.A. che gli imprenditori danno il meglio di loro stessi.
Non è un salto nel buio, perché l’azienda gode già di una notevole ed importante clientela, che come Opem guarda
alle nuove tecnologie e ai nuovi prodotti
46 47
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Nach der Konsolidierung von Opem in
Europa, der Expansion als Exporteur auf
die wichtigsten Märkte weltweit und einer
ersten positiven Erfahrung mit einer Filiale, der GPI Solution, in den USA, stellt die
Eröffnung der zweiten Filiale in Brasilien
die nächste Etappe eines Wachstumskurses dar, der für Opem den schrittweisen Übergang vom Export zur Internationalisierung kennzeichnet, die eine
tiefgehendere Kenntnis eines Landes und
die Hinzuziehung der örtlichen Humanressourcen erforderlich macht.
Opem hat die Entscheidung getroffen,
Investitionen zu tätigen. Und obwohl die
wirtschaftliche Lage des Landes nicht zu
den besten gehört, hat sich das Unternehmen für Brasilien als Investitionsland
entschieden, da die Unternehmer eben
bei solchen Bedingungen - so Ombretta Sarassi, Generaldirektorin von Opem
S.p.A. - das Beste von sich einbringen.
Es ist kein Sprung ins Ungewisse, da das
Unternehmen sich bereits einer umfangreichen und wichtigen Kundschaft rühmen kann, die wie Opem die neuen technologischen Entwicklungen und neuen
Produkte vor allem in der Kaffeebranche
verfolgt. Die Grundlagen, um in einem
neuen und großen Land erfolgreich zu
wachsen, sind somit bereits gegeben.
Die Idee ist, den Vertrieb und teilweise die
Produktion der Anlagen bei Opem Brasil
einzuführen, während die zentrale Tätigkeit des Mutterunternehmens in Parma
beibehalten bleibt.
“Wir sind ein Unternehmen auf Expansionskurs mit der Überzeugung, dass die
Unternehmen auch in einem globalisierten Zusammenhang und bei nationalen
Schwierigkeiten, die unsere Unternehmer
soprattutto nel settore del caffè. Ci sono
quindi le basi per poter crescere in un
nuovo e grande Paese.
L’idea è quella di avviare la commercializzazione e parziale produzione degli
impianti in Opem Brasil, mantenendo
la totale centralità dell’attività nella casa
madre in Parma.
“Siamo un’azienda in espansione, con la
convinzione che le aziende devono rimanere dove sono nate anche in un contesto di globalizzazione e di difficoltà nazionale che i nostri imprenditori e dipendenti
stanno vivendo” ha aggiunto il direttore
generale Ombretta Sarassi “la globalizzazione non ci permette più di lavorare in
modo tradizionale, l’evoluzione è in atto
da anni, la preparazione, le competenze
di vecchie e nuove generazioni devono
camminare insieme per esplorare ed essere vincenti in nuove realtà. Il prodotto
tecnologico, la qualità dei prodotti, il servizio, saranno i protagonisti insieme al capitale umano per sostenere questa svolta
epocale del fare impresa”.
La nuova sede a San Paolo
La filiale Opem Brasil, che ha comportato un piano di investimento triennale
48 49
und Angestellte erleben, an ihrem Geburtsort bleiben“, erklärt die Generaldirektorin Ombretta Sarassi „Aufgrund der
Globalisierung können wir nicht mehr auf
traditionelle Art und Weise arbeiten und
diese Entwicklung ist bereits seit Jahren
in Gange. Die Ausbildung und Kompetenzen der alten Generationen müssen
mit denjenigen der neuen Generationen
Hand in Hand gehen, um so gemeinsam
die neue Wirklichkeit zu erkunden und
erfolgreich zu sein. Das technologische
Produkt, die Produktqualität und der Service werden im Zusammenspiel mit dem
Humankapital die Hauptpunkte sein, um
diese epochale Wende im Unternehmertum anzugehen“.
Die neue Filiale in São Paulo
Die Opem Brasil Filiale, die durch einen
Dreijahres-Investitionsplan von ca. 2 Millionen Euro finanziert wird, besteht aus
einem erneuerten und renovierten Werk,
das perfekt die Kriterien der Ästhetik und
Effizienz miteinander vereint, die bereits
mit der Umgestaltung des Hauptsitzes in
Parma entwickelt wurden. Hier befinden
sich eine Produktionsabteilung, ein Vertretungsbüro und ein Kundendienstbüro.
Das Arbeitsteam, das vor allem aus örtlichem Personal besteht, wird vom Direktor sowie Gesellschafter Marcelo
Provetti koordiniert, der im Bereich der
örtlichen Kaffeeröster eine optimale Reputation hat. In der Produktionsabteilung
ist bereits eine Produktionsanlage von
verschiedenen Arten von Kapseln aktiv,
um die technischen Kenntnisse und die
Direktvermarktung auf dem wachsenden
Markt von portioniertem Kaffee und ähnlichen Produkten zu fördern.
Der brasilianische Geschäftssitz wird somit zum Vorposten für die Einführung und
Integration von Opem auf den südamerikanischen Markt, der ein großes Entwicklungspotential birgt.
Insbesondere Brasilien ist nicht nur ein
wichtiger Produzent des Rohstoffes,
sondern konnte sich mit den Jahren bei
der Kaffeeverarbeitung vom Mahlen bis
zur Umwandlung spezialisieren, indem
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
di circa 2 milioni di euro, è costituita da
uno stabile rinnovato e ristrutturato che
coniuga perfettamente i criteri di estetica
ed efficienza già sviluppati con il restyling
della sede centrale in Parma, nel quale
si trova un reparto produttivo, un ufficio
di rappresentanza e un ufficio dedicato al
servizio post-vendita.
Il team di lavoro, composto per lo più da
risorse umane locali, sarà coordinato dal
direttore nonché socio Marcelo Provetti,
con un’ottima reputazione nell’ambiente
dei torrefattori locali. Già un impianto per
la produzione di varie tipologie di capsule è operativo nel reparto produttivo allo
scopo di favorire la conoscenza da un
punto di vista tecnico e la diretta commercializzazione nel crescente business
del caffè porzionato e dei prodotti similari.
La sede brasiliana sarà dunque un avamposto per l’inserimento e l’integrazione di
Opem nel mercato del Sud America, che
presenta grandi potenziali di sviluppo. Il
Brasile in particolare, oltre a essere un
importante produttore di materia prima,
negli anni si è distinto nella lavorazione
del caffè, dalla macinatura alla trasformazione, seguendo l’evoluzione del settore
in Europa. Per questo potrebbe diventare
un interlocutore strategico per un’azienda come Opem, che punta alla ricerca
di soluzioni innovative tese a migliorare
le prestazioni e la qualità degli impianti offrendo allo stesso tempo efficienza
ed elevata personalizzazione, in modo
da potersi adattare a ogni esigenza del
cliente.
“Il mercato in Brasile è in crescita, ma richiede molti investimenti – ha sottolineato il direttore Sarassi – Affrontiamo questa nuova sfida con la consapevolezza di
avere impianti di qualità, altamente tecnologici, che rispondono perfettamente
alle attuali richieste del mercato, forti del
nostro continuo impegno nella ricerca e
nell’innovazione, che rende i nostri prodotti idonei a ogni tipo di necessità legata
al packaging, e del contributo di tutte le
persone che lavorano con noi. Sarà un’esperienza di crescita e arricchimento per
tutti”.
das Land die Entwicklung der Branche in
Europa verfolgte.
Deshalb kann das Land für ein Unternehmen wie Opem ein strategischer Ansprechpartner werden, das auf die Erforschung innovativer Lösungen abzielt, um
die Leistung und Qualität der Anlagen zu
verbessern und gleichzeitig Effizienz und
einen hohen Grad an Personalisierung zu
bieten, um sich an alle Kundenbedürfnisse anpassen zu können.
„Der brasilianische Markt befindet sich
im Wachstum, doch er erfordert große
Investments“, unterstreicht Direktorin
Sarassi. „Wir gehen diese neue Herausforderung mit dem Bewusstsein an, dass
wir über hoch technologische Qualitätsanlagen verfügen, die perfekt den aktuellen Marktanforderungen entsprechen.
Wir sind aufgrund unseres ständigen
Einsatzes in der Forschung und Innovation stark. Aus diesem Grund und dank
des Beitrags all unserer Angestellten
sind unsere Produkte auf jede Art der
Verpackungsbedürfnisse perfekt zugeschnitten. Es wird eine Erfahrung des
Wachstums und der Bereicherung für alle
werden“.
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Indice Inserzionisti I Anzeigenindex
A
I
ALLPACK pag. 13
ALKAFF pag. 19
ASACHIMICI pag. 27
C
ICOPERFEX pag. 5, 47
IGV pag. 21
INDUSTRIA LIGURE CAFFÈ pag. 2
L
LA PICCOLA pag. 11
O
CAFE SHOW pag. 31
COFFEEKIDS pag. 43
OPEM pag. 44
D
DEMUS pag. 37
DEMUS LAB pag. 39
P
PETRONCINI pag. 21
PROVEMA pag. 23
R
E
REVERSECOFFEE pag. 3
S
ENCODATA pag. 25
SIGEP pag. 37
SCOLARI ENGINEERING pag. 1, 52
SWEET COFFEE ITALIA pag. 15
G
GARBIN pag. 17
H
T
TRIESTESPRESSO pag. 29
HENCORP pag. 41
HOST pag. 35
Editore - Herausgeber
NEWSCAI di Elena Girolli & C. s.a.s.
Aut. Trib. Di verona n. 1708 del 04/04/2006
WCT pag. 51
W
Traduzioni - Übersetzung
Matthias Probst
Designer
Studio Matris
Sede Legale - Rechtssitz
Via Locchi 26, 37124 Verona
Redazione - Redaktion
Via E. Boegan 8, 34128 Trieste
Tel.: +39 040 366692
E-mail [email protected]
http://www.newscai.com
50 51
CoffeeTrend magazine Settembre I September 2016
Niente in questa pubblicazione potrà essere
riprodotto interamente o in parte senza
il consenso dell’editore.
Jede Art von Wiedergabe, auch parziell,
dieser Ausgabe ohne Genehmigung von Seiten des
Herausgebers ist nicht gestattet.
(NEWSCAI).
www.world-of-coffeeandtea.com
BREW
THE BEST
IN ASIA
31 MAY - 04 JUNE
2017
Challenger 1
4th International Trade Exhibition for
the Coffee and Tea Industry in Asia
Koelnmesse Pte Ltd
Ms. Jennifer Chiah
Tel: +65 6500 6738
Fax: +65 6294 8403
[email protected]
IMPACT Exhibition & Convention Center
Bangkok, Thailand
Powered by
Jointly organized by
THAIFEX-World of Food Asia
The Thai Chamber
of Commerce