filatintramanda - Fondazione Milano

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FILATINTRAMANDA
FILATINTRAMANDA – il cosa
FILATINTRAMANDA è una parola inventata.
E’ la somma, l’acronimo, di diverse parole: filare, tessere, tingere, filanda, tradizione, tramandare.
La storia è tutta qui.
Filare, tessere, intrecciare, tingere … è quello che facciamo tutti i giorni.
Filiamo pensieri, intessiamo rapporti, intrecciamo relazioni, poi tingiamo il tutto con le emozioni e
con la fantasia, a volte fino a sporcarlo.
Quello che ci resta in mano è il tessuto finito della nostra vita in quella immensa filanda che è il
mondo.
E l’unica cosa che resta da fare è tramandare quel tessuto perché possa essere usato, districato e
ritessuto per diventare sempre più bello, ricco e raffinato.
FILATINTRAMANDA è la storia di uomini e donne che guardano il mondo e la propria vita da punti
di vista e condizioni diversi tra loro.
FILATINTRAMANDA parla di noi oggi, ieri e forse, chissà, domani.
Racconta quello che siamo, che saremo, che potremo e potremmo essere, racconta quello
vorremmo essere e quello che non vogliamo essere.
FILATINTRAMANDA pone domande, non dà risposte.
FILATINTRAMANDA non si nasconde, prende posizione.
FILATINTRAMANDA – la storia
Una filanda, chissà dove e chissà quando, ma comunque in tempo di crisi …
Lo storico proprietario, tale Pantalone, un bel giorno interrompe il lavoro dei suoi operai (le
tessitrici Mariuccia, Teresina, Ginetta e i tintori Puddu, Gadduru e Pattume con il factotum
Arlecchino) per annunciare l’avvento di un nuovo socio, il Dottore, e che questo nuovo assetto
societario sarà cementato da un doppio matrimonio: quello tra Mariangelo (figlio del Dottore) con
Cassandra (attempata zitella sorella di Pantalone) e quello tra Persiana (figlia di Pantalone) e lo
stesso Dottore.
Il problema è che Persiana e Mariangelo si amano ed i due escogitano un piano per coronare il loro
sogno d’amore: si mischieranno travestiti tra gli operai per scatenare una rivolta e mandare a
monte filanda e matrimoni. Cassandra stessa, innamorata da tempo immemorabile del timido
contabile Brighella, tenta attraverso le sue improbabili arti divinatorie di dissuadere il fratello da
un matrimonio siffatto.
Nel frattempo la filanda è insidiata da due loschi figuri, Sfilo e Giancane, sedicenti procacciatori
d’affari, i quali ne tentano di tutte pur di sottrarre illecitamente del danaro a Pantalone.
Persiana e Mariangelo riescono in maniera rocambolesca a diventare gli eroi degli altri operai, ma
quando tutto sembra andare per il meglio, ecco che Pantalone ed il Dottore, sotto la pressione di
Sfilo e Giancane, si trovano a dover annunciare dei licenziamenti. Lo sconforto tra gli operai si
tramuta presto in un desiderio di fuga e di riscatto: i lavoratori buttano all’aria i loro telai e la
filanda si trasforma in un veliero destinato a portarli verso un futuro migliore. Ma sul più bello
Persiana e Mariangelo, travolti dalla passione, si rivelano per quello che sono. Lo stupore degli
operai lascia spazio alla rabbia per il tradimento, ma appena prima del prevedibile linciaggio
arrivano Pantalone ed il Dottore in difesa della loro prole. La rabbia di Pantalone di fronte a questa
rivoluzione, a questo tradimento, è tremenda e tutto sembra perduto quando Persiana e
Mariangelo, presa coscienza dell’umanità dei loro compagni, intervengono per salvare gli operai
da un sicuro licenziamento. La rabbia di Pantalone si trasforma in dolore, ripudia la figlia e fugge
delirando. Il Dottore rimane solo nella filanda deserta e Sfilo e Giancane ne approfittano per
proporgli una soluzione a quello stato di crisi prospettandogli l’esistenza di fantomatici e facoltosi
acquirenti dell’azienda. Il Dottore ci casca e dà loro appuntamento all’alba per la firma del
contratto di cessione di nascosto a Pantalone. Ma la filanda, che sembra avere vita propria,
nottetempo, come un fantasma, avvisa il Capitano Hastalanoche, solitario e sognatore guardiano
notturno, del piano malandrino. Il Capitano, spaventato da quella apparizione, corre a chiamare
Pantalone che arriva appena in tempo per scongiurare la sciagura. Tutti accorrono e, come in ogni
commedia, tutto finisce per il meglio.
FILATINTRAMANDA – il come
FILATINTRAMANDA nasce da un lavoro collettivo. E’ una storia originale prodotta da un lavoro di
esplorazione delle radici del teatro popolare, dalla Commedia dell’Arte all’arte del racconto
attraverso le esperienze dei grandi maestri. Usa le maschere per proporre personaggi. Usa il
grammelot per proporre linguaggi.
FILATINTRAMANDA, come tutti d’altronde, saccheggia la tradizione per comporre qualcosa di
nuovo. Usa le maschere e gli archetipi della Commedia per proporre qualcosa di originale e
riconoscibile nel moderno quotidiano.
FILATINTRAMANDA nasce dall’idea di raccontare una storia e di poterlo fare insieme.
FILATINTRAMANDA è la crasi tra il raccontare ed il rappresentare.
25/26/27/28 febbraio ore 17,30
Sala Teatrale – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
via Salasco, 4
Filatintramanda - trame, fame, pattume e filanda
Creazione e regia Michele Bottini
Con la collaborazione di Mario D’Avino
Musiche originali Ludovico D’Agostino
Consulenza musicale Emanuele De Checchi
Un lavoro collettivo del III° Attori con
Marta Chiara Amabile, Valeria Bono,
Maria Caggianelli, Serena Ferraiuolo, Valeria Girelli,
Viola Lucio, Ilaria Marchianò, Dalila Reas
Federico Antonello, Francesco Aricò,
Davide Casarin, Ludovico D’Agostino,
Michele Fedele, Matteo Giacotto,
Alberto Boubakar Malanchino,
Giacomo Vigentini
Luci: Paolo Latini, Simona Ornaghi
Scene: Pio Manzotti, Alice Capoani, Mattia Franco
Costumi: Enza Bianchini, Nunzia Lazzaro

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