N ° 1 5 D icembre 2 0 0 8 Le feste di Natale

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N ° 1 5 D icembre 2 0 0 8 Le feste di Natale
N ° 15 D
08
Anno VIII, numero 2, dicembre 2008, quadrimestrale - Spedizione in A.P. - 70% D.C.I. Trento - Taxe Percue
mbre
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e
ic
Le feste di Natale costituiscono da sempre
una buona occasione per gli auguri. Il
momento attuale non è facile, economicamente e socialmente, e molta gente lo
sa per esperienza diretta, ma proviamo
lo stesso. L’augurio è che i momenti di
difficoltà costituiscano l’occasione per
opportuni ripensamenti, sul nostro modo
di vivere, produrre e consumare ad esempio, troppo distruttivo per le risorse della
Terra e troppo ingiusto nei confronti dei
tanti che vivono sotto la soglia di povertà. Se è bello festeggiare, è giusto farlo
con moderazione. Le vecchie immagini
di questo paese, che il nostro notiziario
pubblica, richiamano un passato di stenti,
ma anche di austerità e di valori essenziali e fondanti. Il richiamo al tema dell’emigrazione costringe a pensare ad un
pezzo significativo della nostra storia e a un
momento cruciale del nostro presente, fatti
di lacrime, ma anche di solidarietà. Lo stesso vale per il servizio sulle chiese di Fiavè,
dove emergono spaccati di vita del passato,
caratterizzati da contrasti, ma anche da
spinte generose. Fanno riflettere i servizi
dedicati alla prima e alla seconda guerra
mondiale. Il racconto di questi momenti
storici, dal punto di vista personale ed emozionale di chi li ha vissuti, porta a pensare
ai costi di vite e di sofferenze, avvenuti non
solo dalla nostra parte, ma anche da quella
dei cosiddetti nemici. Un monito, in ogni
caso, contro le sempre risorgenti tentazioni
aggressive e violente che gli uomini non
paiono essere in grado di sconfiggere.
Buone feste.
Sommario
1
Redazionale
2
Attività amministrativa
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Polizia locale: conoscenza e
controllo del territorio
15
La visita del vescovo a Favrio
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La pacifica “invasione” dei nostri emigrati
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Teatro in piazza
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Disegnare è come … andare in bicicletta
19
In pellegrinaggio da Dasindo ad Arco
20
Concerto da … “Camerona”
22
Le palafitte di Unteruhldingen
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anno VIII - n. 2
Dicembre 2008
El Dus
Periodico di informazione
del Comune di Fiavè (TN)
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Andreas Hofer trentino
Delibera del Consiglio comunale
n. 13 del 29.3.01
27
Immagini tra passato e presente
Autorizzazione del Tribunale
di Trento n. 1091 del 26 luglio 2001
28
Fiavè... Ieri e Oggi
Proprietario/Editore:
Nicoletta Aloisi
29
90 anni dalla fine della Grande Guerra
Direttore responsabile:
Franco Brunelli
30
“La mia guerra in Grecia e Montenegro”
31
Le cinque chiese di Fiavé
36
Sport invernali
23
Comitato di redazione:
Vanna Bagozzi, Antonio Bozza, Franco
Brunelli, Lorena Festi, Denis Filosi,
Marco Fronza, Viviana Gosetti,
Angelo Zambotti
Direzione, redazione, amministrazione:
Municipio, p.za S. Sebastiano, 24
38075 Fiavè tel. 0465735029
Progetto grafico:
Danilo Dallabrida
Fotocomposizione e stampa:
Antolini Tipografia - Tione
Distribuito gratuitamente a tutte
le famiglie del Comune di Fiavè.
In copertina:
La torretta di avvistamento nel biotopo coperta dalla recente nevicata
Tutti gli altri, interessati a ricevere
il notiziario, sono pregati di segnalare
il proprio nominativo
presso gli uffici comunali.
Redazionale
non solo per chi è ritornato a Fiavè o per chi, provenendo
da fuori, ha scelto per svariati motivi Fiavé come luogo
di nuova residenza o meta turistica, ma anche per i nostri
giovani intenzionati a formare una famiglia e rimanere
nel loro paese natale. Credo che queste esperienze e dati
positivi devono essere evidenziati, riconosciuti e sostenuti
con forza in primis da tutti gli amministratori pubblici, se
vogliamo proseguire con serenità ed umiltà, senza odio e
rancori, nel percorso di un miglioramento reale della qualità
della vita di ognuno di noi, che non dipende dalla crescita
del profitto ma si origina da una crescita culturale, sociale
e dal benessere collettivo. Concludo esprimendo le scuse ai
cittadini coinvolti dai disagi provocati dai lavori pubblici in
corso a Fiavè; purtroppo tali lavori urgenti e improrogabili,
che dovevano essere realizzati già da parecchi anni, come
gli sdoppiamenti della fognatura, la sistemazione della rete
potabile da molti anni in un consistente degrado, si sono
concentrati nel semestre scorso. A tutti gli abitanti e ospiti di
Fiavè, agli emigrati, ai numerosi lettori di “Lungo il Carera”,
appassionati della nostra terra e delle nostre attività, esprimo
i più sinceri auguri affinché il Natale porti nel cuore a tutti
quella pace e serenità, indispensabili per poter vivere bene
con noi stessi e con la comunità.
La fascia tricolore del sindaco di Fiavè
3
C
are concittadine e cari concittadini, con molto
piacere mi appresto a presentarVi questo numero
del notiziario comunale, ricco come sempre di
informazioni, curiosità e storia locale, grazie al prezioso
impegno del comitato di redazione al quale rivolgo un
pubblico e sincero ringraziamento. “Lungo il Carera”,
organo informativo del Comune, è molto apprezzato non
solo dai residenti ma anche da chi è in qualche maniera
legato a Fiavè, perché il giornalino oltre a portare a conoscenza le attività svolte dall’amministrazione comunale,
coinvolge il lettore nelle innumerevoli vicende, storiche,
culturali, sociali, sportive che caratterizzano la vita del
nostro paese. Siamo arrivati quasi al termine del mandato
politico 2005-2100 e senza peccare di presunzione posso
confermare che la stragrande maggioranza degli ambiziosi
obiettivi posti nel programma elettorale, insieme agli altri
progettati successivamente sempre nell’interesse collettivo
dell’intera comunità, si stanno concretizzando sia nell’ambito dei lavori e opere pubbliche, sia nella promozione
di attività culturali e di conoscenza del nostro territorio,
purtroppo ancora sconosciuto a tanti Trentini che vivono a
poca distanza da noi. La grande partecipazione di pubblico,
sia locale che non, alle iniziative svolte nell’estate scorsa
e fino a pochi giorni fa, a partire dal coinvolgimento
per la cura e salvaguardia dell’ambiente, alle iniziative
culturali e sociali (scambi con realtà ed autonomie locali
esterne, corsi istruttivi e riunioni sul tema della salute,
commemorazione del 90° della Grande Guerra, mostra
immagini e fotografie locali, spettacoli alla Camerona
di Ballino, valorizzazione angoli caratteristici di Fiavé
e Favrio) all’evento di valenza provinciale come la festa
dell’emigrazione, supportata con grande impegno dalla
Pro Loco, alle manifestazioni più recenti come quella delle
ASUC preparata dall’associazione provinciale e la corsa
campestre organizzata con capacità dallo Sci Club Fiavé,
che hanno visto la presenza straordinaria di circa 800 persone in soli due giorni, dimostrano le immense potenzialità
del nostro territorio indubbiamente favorite dalla presenza
di un prezioso volontariato, dalle vocazioni del territorio,
dai prodotti locali, e dalle bellezze naturali del paesaggio,
arricchito da una storia millenaria.
Fiavè sta crescendo in abitanti e in attività economiche: si
sono create in questi ultimi anni nuove attività ed è sotto gli
occhi di tutti un apprezzato recupero edilizio delle “ere” e
dei “baracconi” da destinare alla formazioni di nuovi alloggi
di Nicoletta Aloisi
Attività amministrativa
S
ono sotto gli occhi di tutti i vari cantieri sul territorio, pertanto preferisco illustrare fin da subito i
lavori avviati e programmati dall’amministrazione
comunale per concludere con le attività culturali e del
Consiglio comunale.
Opere e lavori pubblici
Costruzione magazzino comunale
È in fase di ultimazione la realizzazione del magazzino
comunale. Quest’opera era fortemente sentita, al fine di
fornire idonei spazi di rimessaggio degli automezzi, deposito di attrezzature e luogo di lavoro degli operai comunali.
A seguito di procedura concorrenziale, nel giugno di quest’anno sono stati affidati i lavori all’impresa costruzioni
Merli di Stenico la quale, ben prima dei termini previsti,
intensificando la presenza sul cantiere nei mesi estivi, ha
realizzato la struttura e ora sta procedendo ad alcune opere
di completamento successivamente individuate dalla direzione lavori in concomitanza con la realizzazione degli
impianti.
In particolare le principali migliorie disposte con l’approvazione della variante progettuale da parte del servizio
tecnico, rese possibili dall’utilizzo dei consistenti ribassi
operati da tutte le ditte coinvolte, consistono in: opere
murarie esterne di contenimento del deposito della sabbia;
ampliamento della buca da lavoro nella zona officina; completamento delle sistemazioni esterne con pavimentazione;
sistema di recupero delle acque piovane per utilizzo irriguo
a fini di risparmio idrico; intervento di controparete in cotto
e strato isolante del perimetro dell’officina per il risparmio
energetico e conseguente certificazione; accorgimenti pre-
Fiavè, ingresso del nuovo magazzino comunale
a cura di Nicoletta Aloisi
visti dalla normativa intervenuta in seguito all’adeguamento
dei calcoli statici; posa in opera di caldaia a condensazione
con combustibile a gasolio al fine di un risparmio energetico e per ridurre le emissioni in atmosfera; realizzazione
di impianto ad area compressa per ottimizzare l’uso delle
attrezzature; aumento e razionalizzazione dei punti luce con
posa di blindosbarre in alluminio; sistema di rilevazione di
presenza persone ad infrarosso. Tale opera, del costo complessivo totale di € 540.000,00, finanziato dalla Provincia
Autonoma di Trento con la somma di € 486.000,00 deve
essere motivo d’orgoglio e soddisfazione per tutti sia per
la celerità dell’esecuzione, sia per i materiali usati rivolti
al risparmio energetico, che per l’accresciuta funzionalità,
efficienza e cura che consentirà nella gestione del cantiere
comunale.
Sdoppiamento fognatura ovest di Fiavè e fognatura di
Stumiaga
È stato completamente terminato il ramale principale di
adduzione da Stumiaga lungo la campagna fin quasi al
termine del paese di Fiavé. Inoltre a Fiavè sono stati realizzati diversi ramali laterali e si sta completando un anello
della rete idrica dal Cason a Via 3 novembre nell’ottica del
graduale rifacimento della rete idropotabile del Comune.
In definitiva i lavori stanno proseguendo regolarmente.
Sdoppiamento fognatura comunale Fiavè est e abitato
di Curè
Durante l’avvio dei lavori inerenti lo sdoppiamento della
fognatura est di Fiavè, si è verificata la necessità di apportare alcuni interventi di miglioramento all’opera progettata
per consentire l’esecuzione dei lavori e un servizio di
smaltimento fognatura più efficiente. Nel contempo, a
seguita di una segnalazione scritta di un cittadino, si rende
necessario procedere alla bonifica di una zona interessata
agli scavi della fognatura nei pressi del “Miramonti” per
la presunta presenza di ordini bellici risalenti alla prima
guerra mondiale.
Pertanto, rimanendo sempre nello stesso costo iniziale
dell’ opera programmata, il professionista ha provveduto
ad adeguare la progettazione alle esigenze riscontrate all’indomani dell’avvio dei lavori. La perizia di variante è
stata approvata dal servizio tecnico in data 14 ottobre 2008.
Attualmente l’impresa sta proseguendo regolarmente con
i lavori nella zona di via San Zeno lato nord- est.
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Ampliamento cimitero di Fiavè
I lavori al cimitero sono conclusi e il servizio tecnico con
determinazione n. 31 dd. 10.06.2008 ha approvato la contabilità finale per i lavori di ampliamento e adeguamento
dell’area cimiteriale di Fiavè, redatta dal direttore dei lavori, arch. Aldo Marzoli, per una somma di € 160.322,62
al netto del ribasso contrattuale. Non si è ancora conclusa
la trattativa con i proprietari confinanti per l’acquisto da
parte del Comune di una fascia di terreno di m. 5 per tutta
la lunghezza del cimitero, per consentire il completamento
delle manutenzioni straordinarie e rendere più funzionale
all’uso pubblico l’area pertinente al cimitero.
Sistemazione rete idrica, telecontrollo
In perfetta coerenza con gli obiettivi posti nella dichiarazione ambientale EMAS l’amministrazione comunale sta
proseguendo nel percorso di realizzazione degli interventi
finalizzati. In quest’ottica la giunta comunale ha approvato
il progetto esecutivo dell’ing. Paolo Rosati di Trento per
la realizzazione di un primo intervento, cercando di privilegiare il risanamento delle situazioni più urgenti restando
nel budget di spesa disponibile di 300.000,00 euro e rimandando gli altri interventi a successive fasi di progettazione
e realizzazione. In tempi brevissimi rispetto agli standards
amministrativi di affido della progettazione e dell’esecuzione dei lavori si è proceduto all’iter amministrativo
arrivando all’aggiudicazione del rifacimento della rete
nella zona di via 3 novembre alla ditta Consorzio Lavoro
Energia di Trento, già esecutrice dei lavori della fognatura
Fiavé ovest per l’importo di € 119.479,27 oltre ad oneri
fiscali e nella zona di via Stumiaga e via S. Zeno alla ditta
Salvadori Felice e C. s.r.l. di Bagolino (BS) per l’importo
di € 102.050,26 oltre ad oneri fiscali. Per tale opera è stata
inoltrata la richiesta di contributo sul fondo di riserva 2008
del Fondo per gli investimenti di cui all’art. 11 della L.P.
36/93 secondo i criteri della delibera della Giunta provinciale n. 404 dd. 22.02.2008. Confidiamo in un riscontro
positivo. Nel frattempo l’opera è stata finanziata con mutuo
BIM a tasso zero. Tali lavori, già consegnati alle imprese
dal direttore lavori, saranno iniziati compatibilmente con
l’andamento stagionale.
Messa in sicurezza e arredo urbano della piazza
S. Sebastiano
Lo studio Tre Engineering srl di Ponte Arche, appositamente incaricato il 25 giugno 2008 dall’amministrazione
comunale, ha presentato agli uffici di competenza il progetto definitivo dell’arredo urbano della piazza per ottenere
le autorizzazioni che consentiranno poi la progettazione
esecutiva dell’opera.
Manutenzioni straordinarie al patrimonio
Area ex patatera
I lavori di demolizione sono ultimati. Rimangono da eseguire i sottoservizi e la parziale asfaltatura. L’ultimazione
è stata rinviata per il passaggio della fognatura di Fiavè
zona ovest. Compatibilmente con l’andamento stagionale
i lavori verranno ultimati e comprenderanno anche la realizzazione di una efficiente isola ecologica.
Sistemazione piazza di Ballino
Nell’ambito della programmazione delle opere di manutenzione straordinaria previste nel bilancio 2008, si è proceduto ad assegnare alla ditta Quercia Graniti di Rovereto
i lavori di rifacimento della pavimentazione della piazza
di Ballino di proprietà comunale, comprensivi della posa
di cubetti in porfido. La spesa presunta e impegnata per
tali lavori ammonta ad euro 30.000,00 e saranno iniziati
compatibilmente con l’andamento stagionale.
Sistemazione isole ecologiche
A seguito delle variazioni di bilancio approvate in via
d’urgenza, la somma stanziata per la realizzazione delle
isole ecologiche è pari ad € 125.000,00. Finora sono stati
impegnati € 107.825,08 che comprendono i lavori edili,
I lavori per la nuova isola ecologica di Ballino
5
La piazza di Ballino
Il ponte realizzato dall’ASUC con il volontariato di Ballino in
Loc. Tos Ros
l’acquisto e la posa dei contenitori interrati necessari per
la raccolta dei rifiuti a Stumiaga e a Ballino, come previsti nei progetti approvati dall’amministrazione comunale
tenuto conto delle indicazioni fornite dall’ufficio tecnico
del Comprensorio delle Giudicarie. I lavori edili sono stati
affidati all’impresa Green Scavi di Vezzano e la fornitura
di n. 10 bidoni interrati alla ditta Molok Italia srl di Torino,
al prezzo complessivo di € 32.373,00, costo compreso nel
totale del progetto di realizzazione delle isole ecologiche.
La rimanenza, pari ad euro 20.000,00, e le eventuali economie di spese dovranno servire per la realizzazione dell’
isola ecologica in via Bleggio, area ex patatera. I lavori
sono già iniziati e si concluderanno compatibilmente con
l’andamento stagionale.
Adeguamento illuminazione pubblica con studio di
risparmio energetico
Come già riferito sul giornalino del giugno 2008, si sta
verificando con il professionista incaricato l’ elaborazione di un progetto innovativo di illuminazione pubblica
di tutto il nostro territorio comunale adeguandolo alle
normative vigenti e anche al nostro impianto di illuminazione di recente costruzione. Tale progetto sarà definito
entro l’anno in corso. Nel frattempo a scopo sperimentale
e al fine di valutare il consumo energetico e l’effettiva
efficienza sono state acquistate dalla ditta Eco Manager
di Castiglione delle Stiviere n. 2 lampade stradali di tecnologia innovativa LED del costo di € 840,00. Tali corpi
illuminanti sono stati installati su due pali dell’impianto di
illuminazione pubblica a servizio della via A. Degasperi
lungo il marciapiede della strada che costeggia il parco
della palestra comunale.
L’amministrazione comunale, alla luce delle impellenti
necessità finanziarie per il prossimo anno, per far fronte
a manutenzioni straordinarie urgenti del municipio, della
scuola elementare, rivolte anche a ottenere notevoli risparmi sul consumo energetico, ha già presentato domanda di
contributo alla Provincia Autonoma di Trento sulle leggi
specifiche. Le domande di contributo presentate sono le
seguenti:
• rifacimento facciate municipio (serramenti e tinteggiatura), spesa presunta € 195.000
• coibentazione pareti municipio (cappotto), spese presunta € 153.550,00
• coibentazione pareti scuola elementare (cappotto),
spese presunta € 127.300,00
• impianto fotovoltaico palestra comunale,
€ 124.355,00
• impianto fotovoltaico scuola elementare,
€ 124.355,00
• impianto fotovoltaico municipio, € 91.080,00
• impianto geotermico c/o palestra comunale,
€ 169.224,00
Consulenze, incarichi, servizi
affidi esterni assegnati dalla giunta comunale:
• incarico all’ing. Alfredo Massimo Dalbon di Tione
della predisposizione della I° perizia di variante progettuale, comprensiva di direzione lavori e sicurezza,
per i “Lavori di raddoppio e potenziamento della rete
fognaria a servizio dell’abitato di Fiavè area est e dell’abitato di Curè per un costo di € 25.083,16, di cui €
4.179,00 per l’IVA (Iva a credito del Comune). Tale
nuova spesa rimane comunque nell’ importo iniziale
dell’opera, in quanto i nuovi lavori e prestazioni previste nella perizia sono finanziati con il ribasso ottenuto
nell’affidamento dei lavori;
• incarico all’ing. Claudio Salizzoni di Ponte Arche della
progettazione definitiva, esecutiva, nonché del coordinamento sicurezza dei “Lavori di messa in sicurezza
e arredo urbano della piazza di Fiavè“ ammontanti
ad € 800.000,00. Il costo dell’incarico professionale
ammonta ad € 85.447,11 IVA ed oneri compresi;
• incarico al geom. Enzo Caresani di Fiavè della stesura
della perizia di variante n.1 e integrazione della direzione lavori, sicurezza, tipi di frazionamento, assistenza,
certificazione energetica, per la costruzione del magazzino comunale. Il costo è di € 24.960,00, IVA ed oneri
compresi;
• incarico all’ing. Paolo Rosati di Ponte Arche della direzione lavori dei lavori di ristrutturazione della rete
potabile di Fiavè. Il costo totale è di € 17.625,00, di
cui 2.880 euro di IVA (Iva a credito del Comune);
6
assegnati dal Servizio Tecnico:
• Documento valutazione rischi del Comune di Fiavè
con l’analisi della struttura comunale e del plesso scolastico ( legge 626/94). Come disposto dalla normativa
vigente si è ritenuto di procedere all’aggiornamento del
documento citato affidando tale servizio alla Società
Nemesis di Montebelluna, ditta di riconosciuta e provata capacità. Spesa complessiva € 840,00.
• Incarico redazione collaudo statico. Nell’ambito dei
lavori di costruzione del nuovo magazzino comunale e
nel rispetto della normativa vigente si è reso necessario
conferire ad un ingegnere l’esecuzione del collaudo
statico del nuovo magazzino, comprensivo delle re-
lative rampe di raccordo. L’incarico è stato assegnato
all’ing. Luciano Fusini di Riva del Garda per una spesa
complessiva di € 1.7232,43.
Acquisto beni ed attrezzature diverse
per il cantiere comunale si è provveduto ad acquistare:
• dalla ditta Centro Agrario La Campagnola di Campo
Lomaso un decespugliatore per falciatrice BCS per
€ 924;00; dalla ditta Hymach un rotore e coltello per
braccio del decespugliatore del trattore per € 1.093,78,
un demolitore Hilti per € 1.784,71; da Fedrizzi s.r.l. una
nuova scaffalatura per posizionare in ordine l’attrezzatura dell’officina del cantiere comunale all’interno
del nuovo magazzino, per € 817,00. Inoltre sono state
acquistate n.12 fioriere per l’arredo delle vie e piazze
al costo di € 1.209,60;
per la Scuola Elementare di Fiavè:
• valutato lo stato di degrado dei serramenti della scuola,
si è ritenuto di sostituirli al fine anche di ottenere un
risparmio sulle spese di riscaldamento dell’edificio.
Pertanto previo sondaggio informale, alla ditta Gruppo
Finestre di Chizzola di Ala è stata affidata la fornitura
e la posa di n. 12 finestre a 2 ante apribili e n.2 finestre
apribili ad anta ribalta destra per una spesa complessiva
di € 19.360,00.
• sono state sostituite anche le tende ormai obsolete, con
tende veneziane guidate in alluminio. La ditta Tendaggi
Festi snc di Fiavè, opportunamente incaricata previo
sondaggio informale, ha posato e fornito n. 38 veneziane guidate in alluminio per i fori finestra per una spesa
complessiva di € 1.848,00.
• per la cucina della scuola elementare è stato sostituito
il bollitore anch’esso ormai inutilizzabile; la fornitura
è stata eseguita dalla ditta Zambotti Giuliano per una
spesa complessiva di € 2.060,40;
Fiavè innevato visto dall’alto
7
assegnati dal Servizio Segreteria:
• nell’ambito del progetto di certificazione Emas II l’amministrazione comunale ha l’obbligo di mantenere tale
registrazione ambientale raggiunta fino al 2010. Al fine
di affiancare gli uffici per l’assolvimento dei particolari
e specifici adempimenti per mantenere la certificazione,
si è ritenuto di affidare il servizio di consulenza esterna
per gli anni 2008 - 2009 - 2010 alla Società Agenda 21
Consulting di Torcegno, la stessa che aveva seguito
tutto il processo di certificazione. Il costo massimo di
tale consulenza ammonta ad € 2.700,00 annui;
• piastra del ghiaccio, affidamento servizio per due stagioni invernali (scadenza 28.2.2010). Previo confronto
concorrenziale, al quale sono state invitate 5 ditte,
l’unica offerta pervenuta è stata quella della ditta Rino
Wegher la quale ha proposto un affitto di € 3.232,00
per ogni stagione invernale. È opportuno evidenziare
che al primo confronto concorrenziale avvenuto nel
settembre 2008, dove erano state poste le stesse condizioni del contratto scaduto, non era pervenuta alcuna
offerta e pertanto l’amministrazione comunale al fine di
continuare a garantire il servizio ha ritenuto necessario
modificare gli importi annui posti a base di gara;
• verificata la necessità, per la complessità tecnica e la
notevole durata dei lavori di sdoppiamento della fognatura a servizio dell’abitato di Fiavè area est e frazione
di Curè, di procedere alla nomina di un assistente al responsabile di procedimento, al quale affidare l’incarico
di verifica degli atti contabili e dei documenti tecnici
amministrativi dell’appalto con funzioni delegate dal responsabile del procedimento, si è contattato il dr. Andrea
Serafini, di riconosciute capacità professionali, che ha
dato la propria disponibilità a fornire una collaborazione
coordinata e continuativa dall’1.1.2009 al 31.12.2009.
Allo stesso è stato riconosciuto un compenso annuo di
€ 23.520,00 al lordo delle ritenute di legge;
per gli uffici comunali:
• installazione del nuovo sistema di rilevazione presenze
al costo di € 2.820,00, del nuovo sistema di salvataggio
dati al costo di € 4.500,00, e nuovo fax al costo di euro
284,00.
Acquisto bandiere
Esiste l’obbligo per tutti gli enti pubblici di avere in dotazione le bandiere della Provincia Autonoma di Trento,
dell’Italia e dell’ Europea, da esporre esternamente nei
casi previsti dalle normative, nonché da esporre all’interno
degli uffici pubblici. Orbene nel nostro Comune l’unico
edificio dotato delle tre bandiere era la scuola elementare.
Quindi in occasione della Festa dell’emigrazione provinciale, dove si richiedeva necessariamente l’esposizione
anche della bandiera della Provincia Autonoma di Trento,
la giunta comunale nella seduta del 10.6.2008 ha provveduto ad acquistare sia le bandiere mancanti da sempre nel
Comune di Fiavè, che quella dell’ EMAS, che con pieno
titolo ed orgoglio, in quanto certificati EMAS, possiamo
esporre insieme alle altre in municipio, e ad ogni iniziativa
sul nostro territorio. Il costo totale è stato di € 860 + IVA,
pari ad € 1.032,00 così suddiviso: € 348 per n. 4 bandiere in
poliestere per interni, n. 2 bandiere (Provincia ed EMAS)
in poliestere per esterni; € 473,00 per la base cromata per
interni con 4 canotti, 4 aste in ottone, puntali e supporti; €
39,00 per 1 asta in alluminio per esterno.
Attività sociali, culturali , ricreative, turistiche, educative
Al fine di favorire e sostenere le attività integrative del
Centro Scolastico di Fiavè ancora ad inizio anno scolastico
2008/2009 la giunta comunale ha deliberato di concedere
la somma di € 800,00 per consentire la programmazione
e l’organizzazione dell’attività al di fuori di quelle specificatamente scolastiche.
Stumiaga, la chiesa con il tetto risistemato
A seguito dell’interessamento diretto dell’amministrazione comunale, consapevole dell’importanza di offrire
agli stranieri l’opportunità di acquisire le competenze
linguistiche utili nei rapporti di lavoro, negli uffici, nei
negozi, anche quest’anno l’Istituto Comprensivo delle Giudicarie Esteriori, con il supporto di Cinformi, del Centro
interculturale Millevoci e con il contributo del Ministero
del lavoro delle salute e delle politiche sociali in accordo
con la Provincia, ha organizzato n. 2 corsi per stranieri
a Fiavè, grazie alla buona partecipazione degli stranieri
(25). Il corso è iniziato in ottobre e termina in marzo, si
svolge il martedì e il venerdì dalle 20.30 alle 22.30 presso
la Scuola Elementare di Fiavè. Le insegnati sono Adele
Cosina e Licia Bugoloni.
Per incoraggiare l’avvicinamento alla tecnica del disegno
dei ragazzi in età scolare, l’amministrazione comunale
in collaborazione con Monica Valentini ha organizzato
un corso di disegno per bambini durante i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008. Al corso si sono iscritti
7 ragazzi, versando una quota di € 20,00 ciascuno, che
serve a contribuire alle spese sostenute pari a complessivi
€ 461,00.
La Giunta Comunale nella consapevolezza che la valorizzazione dei prodotti locali rientra nella promozione del
territorio e dello sviluppo sostenibile, ha aderito formalmente all’associazione Strada del Vino e dei Sapori “dal
Lago di Garda alle Dolomiti di Brenta” per incentivare
azioni di marketing finalizzate a pubblicizzare i prodotti
tipici del territorio fiavetano. Spesa annuale per la quota
associativa € 100,00.
L’associazione Trentini nel Mondo opera da anni a
favore di trentini emigrati nelle varie aree del mondo
con iniziative di solidarietà e di aiuto, mantenendo vive
cultura, storia e valori. Tra le benemerite iniziative figura
anche quella denominata “Comuni in primo piano” con
la quale, sul mensile dell’associazione molto diffuso e
letto, viene offerta ai Comuni la possibilità di presentarsi
ai lettori attraverso servizi ed articoli che occupano le
pagine centrali della rivista. Oltre agli iscritti attuali all’A.I.R.E. (anagrafe italiani residente all’estero) di Fiavé
pari a 59, nel Mondo ci sono parecchi emigrati che hanno
avuto le proprie origini del nostro Comune e che si sono
allontanati da Fiavè tanti anni fa. C’è chi è andato via dal
suo paese natale, ma è rimasto in Italia, chi se n’è andato
per esempio in Svizzera o nel resto dell’Europa e chi se
ne è andato ancora più lontano in Australia o nelle Ame-
8
Concorso “ No limits for your idea” del Coordinamento salute e sicurezza
L’amministrazione comunale intendendo contribuire
all’iniziativa posta in essere dal Coordinamento salute e
sicurezza - comitato alcol guida per la promozione della
salute e sicurezza negli eventi pubblici ha contribuito con
la somma di € 237,00 (0,22 € per abitante) a favore dell’A.
C.A.T. con sede in S.Croce di Bleggio Inferiore per finanziare una parte di spesa inerente l’adesione al concorso.
S. Biagio e la Comunità di Favrio di Graziano Riccadonna e Ivana Franceschi, edito dalla Litografia Editrice
Saturnia snc di Trento. Nell’ambito della manifestazione
culturale “Palazzi Aperti 2008” è stato presentato il nuovo
libro “S. Biagio e la Comunità di Favrio” di Graziano
Riccadonna e Ivana Franceschi. L’amministrazione comunale, con il contributo dell’ASUC di Favrio pari ad €
1.100,00, ha acquistato n.1.000 copie del volume citato per
una spesa totale di € 4.680,00, da distribuire gratuitamente
ai cittadini di Fiavè e appassionati. Pertanto chi fosse interessato ad averne copia può richiederla presso l’U.R.P.
(ufficio relazioni con il pubblico) del Comune di Fiavè.
Ballino si rispecchia nel suo laghetto
Attività del Consiglio Comunale
dall’ 1.6.2008 Al 15.11.2008
Sedute: 28.7.2008 in seconda convocazione; 8.9.2008 in
prima convocazione (andata deserta per abbandono dell’aula da parte di due consiglieri comunali); 10.9.2008 in
seconda convocazione.
Le attività più rilevanti in questi sei mesi
Progetto di riqualificazione delle Terme di Comano
In accordo con i rappresentanti dei 7 Comuni delle Giudicarie Esteriori comproprietari, tutti rappresentati all’interno
dell’assemblea dell’ Azienda Consorziale Terme di Comano, e a completamento del piano di sviluppo pluriennale
a suo tempo impostato, l’Azienda termale ha intrapreso a
partire dall’anno 2005 un percorso di approfondimento in
merito alla necessità di aggiornare, potenziare, differenziare e migliorare complessivamente le strutture disponibili con i relativi servizi offerti all’utente, allo scopo di
poter non solo conservare ma anche di incrementare nel
futuro la propria presenza nel mercato turistico–termale,
e conseguentemente favorire la crescita economica locale.
Sulla base delle indicazioni e relazioni tecniche fornite da
appositi gruppi di lavoro individuati tra figure esperte nei
diversi settori professionali attinenti l’attività aziendale
(urbanistica, turistico-alberghiero, marketing, promozione,
benessere finanziario) è stato gradualmente definito un
progetto di riqualificazione delle Terme di Comano nel
quale si includono i seguenti interventi:
a) manutenzione straordinaria/riqualificazione dello stabilimento termale;
b) realizzazione del nuovo centro benessere, includendo
anche l’intervento per lo studio e la riqualificazione
dell’atrio dello stabilimento termale, allo scopo di rea9
riche, chi è tornato e chi è rimasto nel paese di
emigrazione. Questi nostri trentini nel mondo
intero si sono fatti apprezzare e si sono distinti
non solo per la capacità di lavorare ma anche
per la capacità di convivere serenamente e
con umiltà nelle comunità dei paesi ospitanti,
ottenendo in certi casi la fiducia necessaria
per ricoprire importanti incarichi politici. Per
tutti lo stacco dal proprio paese d’origine è
stato causa di grandi momenti di sofferenza.
Certamente l’amministrazione comunale ha il
dovere di porre attenzione anche agli emigrati
trentini che pur non vivendo più con noi portano ancora nel cuore il loro paese, e il loro e
nostro Trentino. Per questo l’amministrazione
comunale sensibile verso chi non è più nella
nostra comunità, oltre a provvedere ad inviare il bollettino
comunale, intende collaborare con l’associazione Trentini
nel Mondo affinché i nostri emigrati all’estero si sentano
più vicini a noi e noi più vicini a loro. Ritenendo quindi
lodevole l’iniziativa “Comuni in primo piano” insieme
alle numerose attività portate avanti, la giunta comunale,
tenuto conto delle limitate risorse disponibili, ha concesso
un contributo pari ad € 200,00.
Frana sulla strada forestale della Rocchetta (Ballino)
lizzare il necessario collegamento tra le due strutture;
c) sistemazione esterne, riguardanti la riqualificazione
dello spazio che si andrà a liberare a seguito della demolizione di Villa Vianini che prevede nuovi percorsi,
aree verdi, parcheggi, collegamenti ad ovest con lo
stabilimento e la chiesetta, ad est con l’area dell’antica
fonte e del vecchio albergo Terme;
d) sistemazione dell’antica fonte e del vecchio albergo
Terme;
e) intervento per il recupero del complesso Sibilla Cumana.
La spesa relativa a tali investimenti ammonta a complessivi
€ 37.150.000,00 in un lasso temporale che va dal 2008 al
2016, suddiviso in due fasi realizzative:
• una prima fase che va dal 2008 al 2013 programmata
per complessivi €24.000.000,00 e comprende gli interventi di cui ai precedenti punti a) e b). Rientra inoltre
in questa prima fase l’acquisto del complesso Sibilla
Cumana per € 2.300.000;
• una seconda fase a partire dal 2013 al 2016 programmata per complessivi € 13.150.000,00 comprende gli
interventi di cui ai punti c), d), e).
Il piano economico finanziario 2008-20016 redatto dalla
società specializzata nel settore Studium Professionisti
Associati dott.sssa Marilena Segnana di Trento ha evidenziato e attestato la piena sostenibilità delle iniziative
di sviluppo illustrate. A questo piano di investimenti ha
aderito anche la Provincia Autonoma di Trento, che si è
già impegnata a compartecipare alla spesa con una somma
di € 35.027.140,00 sul fondo di dotazione dei Comuni. La
parte non coperta da contributo, pari ad € 1.371.428,00
per la fase 1 ed € 751.428,57 per la fase 2, è posta necessariamente a diretto carico dei singoli Comuni mediante
utilizzo di mezzi propri. Al Comune di Fiavè spetta una
quota pari ad € 171.428,57 per la fase 1 e ed 93.928,57 per
la fase 2, che per mancanza di risorse disponibili, il Comune di Fiavè finanzierà mediante l’assunzione di mutui.
Il consiglio comunale, nella seduta del 10.9.2008 con 7
voti favorevoli e un voto contrario, ha approvato l’accordo
di programma avente ad oggetto il Piano programmatico
degli investimenti per la riqualificazione delle Terme di
Comano. L’approvazione di tale investimento, sostenuto
dal piano economico della dott.ssa Segnana, è motivato
dalla consapevolezza che un investimento di così alto
spessore, non può che portare benefici diretti ed indiretti
alla popolazione delle Giudicarie Esteriori e ai loro Comuni, i quali si sono impegnati finanziariamente per rendere
possibile tali rilevanti investimenti. Difatti, oltre ad una
crescita economico–sociale, in termini occupazionali ed
economici, l’accordo di programma sottoscritto e le conferme avute dalla viva voce del presidente Valter Berghi,
presente in Consiglio comunale per l’illustrazione degli
interventi, offrono la garanzia ai 7 Comuni di recuperare
la spesa sostenuta. Comunque per il futuro si auspica una
maggiore attenzione da parte di tutti e 7 Comuni, della
PAT, dell’azienda consorziale termale, del consiglio di
amministrazione delle terme e dell’Azienda per il turismo
di Ponte Arche, rivolta ad una sempre migliore promozione
e crescita economica dell’intero territorio delle Giudicarie
Esteriori.
Sull’argomento il Gruppo consiliare misto, tramite il suo
capogruppo Beniamino Bugoloni, ha presentato ricorso
contro il Comune di Fiavè per l’annullamento della de-
Vecchia pompa per lo spegnimento incendi recentemente
restaurata (sala esposizione palestra)
10
liberazione consiliare citata precedentemente. La giunta
comunale nella seduta del 27.10.2008, tenuto conto anche
delle ulteriori motivazioni e garanzie a tutela del Comune
espresse dal presidente del consiglio di amministrazione
Valter Berghi, in una nota specifica ha rigettato il ricorso.
Chi fosse interessato ad avere copia delle deliberazioni
e del ricorso del Gruppo misto può rivolgersi presso gli
uffici comunali.
Rendiconto della Gestione dell’esercizio 2007
Il 28 luglio 2008 il consiglio comunale, previa verifica
contabile e parere favorevole da parte del revisore dei
conti, dott.ssa Manuela La Via di Riva del Garda, ha approvato il rendiconto della gestione relativa all’esercizio
finanziario 2007 nelle risultanze complessive (vedi tabella
a piè pagina).
Il più significativo cambiamento che ha influito non poco
nella gestione finanziaria del 2007, rispetto al 2006, è riferito alla nuova competenza in capo al Comprensorio della
riscossione del ruolo T.I.A. Conseguentemente sono state
tolte dal bilancio comunale le relative voci in entrata e in
uscita mantenendo esclusivamente in entrata il rimborso
da parte del Comprensorio delle Giudicarie al Comune di
Fiavè delle spese sostenute direttamente per la pulizia delle
strade, il CRM, i servizi interni.
Peraltro, nonostante la mancanza dell’entrata riferita al
ruolo rifiuti nel 2007, il bilancio ha mantenuto un buon
livello di entrate correnti pari ad € 1.112.000,00 (solo
23.000 euro in meno rispetto al 2006 - totale € 1.135.000).
Le cause di tale buon andamento sono ascrivibili soprattutto ai maggiori incassi ICI per la somma di € 20.000,00,
dovuti anche alla nuova determinazione approvata dal
Consiglio comunale a fine 2006, dei valori venali per le
aree fabbricabili ai fini dell’accertamento ICI (i precedenti
valori delle aree risalivano al 1993, con conferma da parte
della giunta comunale nel 2002!); maggiori incassi negli
Fiavè, architetture tipiche
interessi attivi. Stessi miglioramenti rispetto all’anno 2006
anche nella spesa corrente, in quanto le spese necessarie al
funzionamento dell’ente nel 2007, pari ad € 874.000,00,
hanno subito una notevole riduzione rispetto al 2006
quando ammontavano ad € 906.000,00. Se in parte tale
riduzione è dovuta alla cancellazione della spesa inerente
il servizio di smaltimento rifiuti, l’altra parte è dovuta
all’ulteriore riduzione di spese gestionali, nonostante gli
aumenti dei costi dei servizi, prestazioni e forniture in
genere. Tali economie di spese sono quindi il frutto di
una costante attenzione posta dal governo politico in
sintonia con la struttura burocratica e il settore finanziario dell’ente. La dimostrazione di questa considerazione
è anche confermata dagli obiettivi raggiunti nel patto di
stabilità. Difatti la migliore gestione oculata delle risorse,
sostenuta anche dai traguardi posti nella dichiarazione
ambientale EMAS, ha consentito di rispettare con grande
margine il patto di stabilità durante la gestione finanziaria
2007. I dati contabili disponibili dimostrano che l’attenta
valutazione delle spese, e l’oculata gestione delle risorse
da parte dell’amministrazione comunale, supportata da
residui
competenza
Fondo di cassa all’1.1.2007
Pagamenti
721.406,19
1.302.986,33
1.017.571,20
2.320.557,53
946.926,56
1.233.688,63
2.180.615,19
Fondo di cassa al 31.12.2007
861.348,53
Residui attivi
1.854.749,38
1.200.343,35
3.055.092,73
Residui passivi
2.255.205,65
1.129.192,77
3.384.398,42
Avanzo di amministrazione al 31.12.2007
532.042,84
11
Riscossioni
totale
una struttura capace che impronta la propria attività
nel rispetto dei principi contabili e della gestione del
buon padre di famiglia hanno contributo a raggiungere
risultati ambiziosi certificati e documentati.
Cogorna: casina e stallone sotto la neve
Interrogazioni, interpellanze, comunicate al Consiglio Comunale, presentate dal Gruppo misto consiliare composto da
Beniamino Bugoloni e Claudia Calza
data di
consegna
15.7.08
n.p.
Oggetto
3861
Regolarizzazione tavolare paese di
Favrio
Risposta
Data di comunicazione e/o trattazione
del sindaco.
del Consiglio Comunale.
data e n.p.
29.8.2008 Punto 3 dell’ o.d.g. del consiglio comunale
n.p. 4708
dd. 10.9.2008. Risposta letta.
Mozioni presentate dal Gruppo misto consiliare
Data di
consegna
n.p.
Oggetto
7.7.2008
3653
Servizio nettezza urbana
15.7.2008
3858
Lavori di arredo urbano
Piazza S.Sebastiano
15.7.2008
3859
Bandiere
15.7.2008
3860
Perizia di variante fognatura est
28.7.2008
4118
Area R.S.U. presso cimitero di
Stumiaga
Competenza del Consiglio
p.3 o.d.g del Consiglio dd. 28.7.2008.
Il Consiglio non ha approvato la mozione.
p. 4 o.d.g. del Consiglio dd.10.9.2008.
Il Consiglio non ha approvato la mozione.
p. 5 o.d.g. del Consiglio dd. 10.9.2008.
Il Consiglio non ha approvato la mozione.
p. 6. o.d.g. del Consiglio dd. 10.9.2008.
Il Consiglio non ha approvato la mozione.
p. 7 od.g. del Consiglio dd. 10.9.2008.
Il Consiglio non ha approvato la mozione.
Mozione presentata dall’assessore comunale Fabrizio Cherotti del Gruppo di maggioranza “Rinnoviamo con Voi”
Richiesta di modifica dell’art. 158 del D.P.R. 495/1992 finalizzata a consentire l’utilizzo dei “semafori intelligenti” e
di altri strumenti elettronici per controllare e limitare la velocità dei veicoli nei centri abitati. Approvata dal Consiglio
comunale in data 28.7.2008 con 7 consiglieri favorevoli e 2 astenuti
Ricorsi presentati alla Giunta Comunale dai consiglieri del Gruppo misto avverso deliberazioni assunte dal Consiglio
comunale
Data cons.
n.p.
9.6.2008
3150
Oggetto
Rigetto
Ricorso avverso deliberazione consiliare n. 14 del
26.5.2008 “Riconoscimento debito fuori bilancio Ricorso rigettato dalla Giunta comunale
avv. Beatrice Tomasoni avverso fattura dd.10.4.2008 del 25.6.2008 deliberazione n.42/2008
n.p.1911
Chi fosse interessato ad avere copia delle sopraindicate interrogazioni, interpellanze, mozioni, ricorsi e delle risposte
del sindaco può produrre domanda sui moduli già predisposti dall’ufficio relazioni pubbliche (U.R.P..) indicando
l’oggetto e il numero di protocollo della documentazione richiesta.
12
Presentata la dichiarazione EMAS
13
Come largamente riferito sul precedente “Lungo il Carera”
distribuito nel giugno scorso, il Comune di Fiavè ha raggiunto il suo apice con la registrazione ambientale volontaria ottenuta il 5.12.2007 (reg.n.I 000788) e, come previsto
dal regolamento EMAS, il 5 luglio 2008 nell’ambito della
manifestazione appositamente organizzata ha presentato
la propria dichiarazione ambientale EMAS ufficialmente
al pubblico, agli assessori provinciali presenti Ottorino
Bressanini, Franco Panizza e Iva Berasi, e al presidente
del Consorzio, Renzo Anderle. L’iniziativa, arricchita
dagli interventi inerenti le certificazioni ambientali e gli
acquisti verdi curati dagli esperti Enrico Menapace, Lorenza
Ropelato e Sabrina Baldo, è stata apprezzata dal pubblico attento e molto interessato alle tematiche ambientali. Il
sindaco ha aperto l’incontro esprimendo in primis la propria gratitudine a chi ha contribuito in maniera determinante
al raggiungimento dell’ambizioso obiettivo che vede Fiavè, 4° comune trentino certificato EMAS e 51° a livello
nazionale. Nella sua relazione ha fatto riferimento ai vari passaggi, iniziati ancora nel 2005, talvolta sofferti, che si
sono succeduti durante il percorso di certificazione durato circa 2 anni. In particolare, in riferimento ai vantaggi delle
certificazione EMAS per il Comune di Fiavè pubblichiamo alcuni tratti della relazione: ” La riorganizzazione interna
della struttura, ottenuta mediante una migliore relazione tra gli uffici, una distribuzione equa delle responsabilità, l’applicazione delle norme e della trasparenza, una ordinata archiviazione dei dati e dei documenti in modo che gli stessi
siano accessibili a tutti, sono stati sicuramente il migliore risultato raggiunto perché ciò ha comportato una crescita
nell’efficienza dei servizi nonché una riduzione dei costi a seguito di una costante razionalizzazione delle risorse e
un’attenzione continua dei dipendenti… lo strumento della certificazione EMAS ha dato una forte spinta nell’adottare provvedimenti e interventi che ristagnavano da anni, come ad esempio l’approvazione del piano di zonizzazione
(classificazione acustica del territorio) obbligatorio fin dal 1995, l’adeguamento dei regolamenti di polizia mortuaria
e cimiteriale, la manutenzione ordinaria e programmata dei camini, l’acquedotto comunale, lo smaltimento dei rifiuti,
lo spargimento dei liquami e l’uso dei prodotti fitosanitari in funzione della tutela della salute pubblica e dell’igiene
ambientale, la messa a norma dei fabbricati comunali, la sistemazione e la riqualificazione del centro recupero materiali
e delle isole ecologiche, il monitoraggio della qualità dell’acqua, la predisposizione di un sistema di telecontrollo sulle
risorse idriche per individuare interventi mirati a risolvere il problema della carenza d’acqua che si protrae da anni,
la realizzazione dello sdoppiamento della fognatura per migliorare il sistema degli scarichi fognari civili, l’adeguamento della segnaletica orizzontale e verticale, il miglioramento della viabilità esterna riducendo i passaggi dei mezzi
agricoli all’interno del paese, l’abbellimento in generale degli abitati…”. Il sindaco ha concluso rivolgendo un sincero
augurio a quei 140 Comuni trentini che hanno intrapreso il
percorso per l’ottenimento della certificazione EMAS: “La
realtà ormai innegabile del cambiamento climatico e della
necessita di ridurre le emissioni di Co2 richiede l’impegno e
la responsabilità di tutti gli amministratori provinciali, locali
e ASUC, affinché si crei una coscienza collettiva ambientale, e sicuramente la certificazione EMAS è lo strumento
d’eccellenza per arrivarci. Ce la faremo se tutti pensiamo
ad un futuro Trentino più innovativo, competitivo e magari
anche autosufficiente dal punto di vista energetico con la
produzione in loco di energie rinnovabili comprese quelle
derivanti dalla biomassa, risorsa sicuramente presente in
abbondanza in tutto il territorio provinciale”.
Un logo per le ASUC
L’8 novembre 2008, al pomeriggio, l’associazione provinciale delle ASUC
trentine ha organizzato a Fiavè presso la sale esposizione la premiazione
degli alunni (110 elaborati pervenuti) e delle 9 Scuole partecipanti al concorso “Un logo per l’associazione provinciale delle ASUC Trentine”.
La vincitrice è stata Veronica Pellegrin dell’Istituto d’Arte G. Soraperra
di Pozza di Fassa alla quale è stato riconosciuto un meritato premio di €
700,00. La manifestazione, molta partecipata dagli studenti e dagli amministratori ASUC provenienti da tutto il Trentino, ha costituito anche
un’opportunità di promozione delle ASUC trentine, della conoscenza della
proprietà collettiva e dei diritti d’uso civico. L’iniziativa è stata arricchita
dall’intervento del dott.
Roberto Zoanetti, esperto
e dirigente forestale, che
ha illustrato la mostra
sulle foreste del Trentino
allestita per l’occasione, Il prof. Riccadonna premia Veronica
soffermandosi sulle mol- Pellegrin
teplici funzioni del bosco, una tra le più importanti e prestigiose
risorse ambientali che contraddistinguono l’intero territorio
trentino. La serata si è conclusa in bellezza con l’ apprezzata
esibizione canora del Coro Pineta Rio Bianco Fiavè Stenico.
Nuovi incarichi di Giunta
Festa provinciale dell’emigrazione: consegna da parte del sindaco
di un ricordo di Fiavè ai consultori della Provincia all’estero
Il sindaco, nel rispetto di quanto indicato negli indirizzi
generali di governo di questa amministrazione comunale in merito alla nomina degli assessori comunali che
prevede la rotazione dei rappresentanti delle frazioni,
ha nominato il nuovo assessore comunale, Manuela
Berti, in sostituzione di Cherotti Fabrizio, attribuendo
agli assessori comunali le seguenti competenze con
decorrenza 1.10.2008:
Aloisi Nicoletta, sindaco: Bilancio, Cultura, Informazione, Urbanistica.
Zanini Cinzia, vicesindaco: Attività sociali, Istruzione, Personale Comunale.
Azzolini Marcello, assessore: Patrimonio, Lavori e
servizi pubblici, Ambiente ed EMAS.
Berti Manuela, assessore: Turismo, Sport, Associazionismo.
Parisi Angelo, assessore: Attività Economiche, Museo, Area archeologica e biotopo, Fonti energetiche
alternative, delega all’Azienda Consorziale Terme
di Comano.
14
Polizia locale: conoscenza e controllo
del territorio
di Carlo Marchiori
Comandante del Corpo Polizia Municipale
Analizzando poi il servizio vero e proprio effettuato dal
Corpo di polizia municipale, si comprende come lo stesso
abbia riguardato molteplici settori di attività.
Naturalmente sono stati svolti servizi di polizia stradale
finalizzati alla prevenzione e all’ accertamento delle violazioni delle norme in materia di circolazione stradale e
al rilevamento degli incidenti, e di polizia amministrativa
locale con la vigilanza sulla osservanza delle leggi e dei
regolamenti.
Solo a fini statistici si precisa che le violazioni alle norme del codice della strada
accertate nel Comune di Fiavè riguardano
principalmente l’inosservanza dei limiti di
velocità, della segnaletica e dell’assicurazione obbligatoria.
Nel periodo estivo inoltre sono state accertate diverse violazioni a carico di motocicli
in transito da o per Riva del Garda inerenti
non solo la velocità, ma anche le alterazioni
alla caratteristiche costruttive e le modifiche non omologate effettuate sugli stessi
motoveicoli.
Sempre nel Comune di Fiavè le violazioni
accertate a leggi e regolamenti in generale
riguardano principalmente lo smaltimento
dei rifiuti, lo spargimento di liquami e
l’omessa custodia degli animali.
Per quanto riguarda l’attività di polizia giudiziaria sono
state inoltrate alla competente autorità diverse informative.
In particolare, su tutto il territorio di competenza, sono
stati accertati i reati di furto, ricettazione, falsificazione di
documenti assicurativi, falsa attestazione, guida di veicoli
senza mai aver ottenuto la patente (a ben tre differenti soggetti) e danneggiamento di beni pubblici. Inoltre sono state
svolte indagini per reati ambientali e più volte accertamenti
conseguenti ad infortuni sul lavoro. E’ stata numerose volte
rinvenuta merce di provenienza furtiva e in due occasioni si
sono svolte le pratiche necessarie per la bonifica e la distruzione di ordigni bellici e munizionamenti vari rinvenuti.
In collaborazione con il Centro di salute mentale di Tione
sono stati eseguiti svariati trattamenti sanitari obbligatori,
ivi compreso il recupero del paziente, con il successivo
accompagnamento coattivo nella struttura ospedaliera di
destinazione che generalmente è quella di Arco.
Con il supporto degli uffici tecnici comunali sono stati inoltre svolti numerosi accertamenti finalizzati alla verifica del
rispetto delle norme edilizie e urbanistiche.
Regolarmente vengono poi evase richieste di informazioni
formulate da servizi comunali (principalmente uffici anagrafici), INPS, Tribunale dei minori e ITEA.
15
I
l Corpo di polizia municipale delle Giudicarie nasce
il primo giugno 2007, seppur in forma embrionale,
considerato che a tale data i concorsi per l’assunzione
del personale necessario non erano ancora stati definiti e
che non tutti i Comuni attualmente convenzionati avevano
ratificato la convenzione e la successiva adesione. Di fatto,
si può parlare di un vero e proprio inizio del servizio nel
mese di agosto del medesimo anno con l’avvenuto completamento dell’organico.
Nella fase iniziale del servizio svolto dal Corpo, una buona
parte del lavoro è stata dedicata, da un lato, alla conoscenza
del territorio nelle sue peculiarità e specificità e dall’altro
all’addestramento del personale.
L’attività di controllo delle attività commerciali si è per ora
concentrata nelle fiere e nei mercati, dove gli operatori oltre
che svolgere l’attività di assegnazione dei posti svolgono
anche e soprattutto l’attività di polizia commerciale e di
prevenzione di attività illecite come il commercio abusivo,
la contraffazione e i furti.
Importantissima ovviamente anche l’attività di vigilanza
sul territorio a tutela dell’incolumità della popolazione,
con l’identificazione costante di cittadini extracomunitari
e nomadi.
Recentemente, dopo le richieste ricevute dagli istituti scolastici e non senza aver pianificato gli interventi con i docenti,
sono iniziate le lezioni inerenti l’educazione stradale nelle
scuole.
Un dato significativo che vale la pena di sottolineare e che
dimostra la presa di coscienza dell’esistenza del Corpo
da parte della cittadinanza e delle istituzioni, riguarda la
notevole crescita del numero di chiamate effettuate verso
il centralino telefonico del comando (0465-343185). Le
comunicazioni riguardano sia richieste di intervento che
di informazioni e segnalazioni varie. Il centralino funziona
anche da “centrale operativa” negli orari di presenza delle
assistenti amministrative, come supporto informatico agli
operatori in servizio sul territorio (ad es. per verifiche delle
coperture assicurative, intestatari veicoli, veicoli rubati)
e come contatto diretto con le altre Forze di polizia e di
soccorso. Quando gli uffici del comando non sono aperti
al pubblico le chiamate vengono trasferite sul cellulare di
servizio di un agente comandato del servizio di pattuglia
in modo da garantire per un numero complessivamente
maggiore di ore (mediamente 12 nei giorni feriali e 6 in
quelli festivi) l’evasione delle richieste. A questo proposito
si evidenzia che quotidianamente alle pattuglie vengono
richiesti interventi da parte della Compagnia carabinieri di
Riva del Garda, per chiamate giunte al “112” surrogando
così la scarsità di mezzi e risorse umane della stessa Arma,
e coinvolgendo di fatto gli operatori in situazioni che in
molte circostanze sono molto vicine alle materie dell’ordine
e della pubblica sicurezza.
Confidando in una sempre più fattiva collaborazione della
cittadinanza al fine del raggiungimento degli obiettivi di
tutela e salvaguardia della qualità della vita, ci si auspica di
proseguire sulla strada intrapresa ispirata sempre ai principi
della presenza sul territorio e della prevenzione.
Serve più cura nel conferire i rifiuti!
I cartoni non vanno assolutamente inseriti (come si vede nelle foto) nel contenitore verde destinato esclusivamente alla
raccolta dei rifiuti indifferenziati, ma innanzitutto devono essere piegati per occupare meno spazio e quindi devono
essere conferiti negli appositi contenitori destinati alla raccolta della carta e dei cartoni. Anche se i contenitori sono
colmi, i rifiuti non vanno assolutamente lasciati in terra, si riportano a casa
oppure nell’apposito contenitore capiente installato in un’altra isola ecologica all’interno del Comune di Fiavè. I televisori, le cassettine di plastica, i
materassi, le lastre di vetro, le ramaglie, sono rifiuti ingombranti e devono
essere conferiti obbligatoriamente al Centro Recupero Materiali a Fiavè in
loc. Marci – orari d’apertura: lunedì 13.30 - 17.30, mercoledì 8.00 - 12.00,
sabato 13.00- 16.00. Chi pratica effettivamente e concretamente il compostaggio, può richiedere in forma scritta agli uffici comunali
la riduzione della tariffa rifiuti.
I vigili urbani sono incaricati di
controllare il corretto conferimento dei rifiuti e l’effettivo
esercizio del compostaggio
(N.B. non è sufficiente possedere il “composter” per ottenere la riduzione!!!)
16
La visita del vescovo a Favrio
di Arrigo Franceschi
A
17
Favrio le ricorrenze religiose più significative
sono il giorno 3 febbraio, sagra di S. Biagio patrono del paese, al quale è intitolata la chiesa, e
la festa della Madonna di Lourdes, celebrata, con solenne
processione la prima domenica di settembre, in occasione
della Natività della Beata Vergine Maria.
La più sentita è tuttavia quella che cade la prima domenica di luglio.
Nel calendario liturgico questa data non possiede un particolare rilievo, ma per la popolazione di Favrio si tratta
di una ricorrenza importantissima perché ricorda che in
paese “i ha portà el Sioredio”.
Fino alla fine del 1700 le competenze in materia religiosa erano infatti tutte del parroco di Lomaso. A Vigo,
dove aveva sede appunto la pieve, venivano celebrati i
battesimi, le prime comunioni, le cresime e i matrimoni.
Da tempi immemorabili tutti gli altri paesi chiedevano
una certa autonomia, di cui godeva solo Fiavé, che da
sempre era il nucleo abitato più popoloso della valle; ma
l’autorità religiosa era restia a concederla.
Per Favrio le prime concessioni avvengono nel 1790, il
15 gennaio, con la fondazione della primissaria curata, la
presenza di un curato stabile per intendersi, e nel 1821,
il 9 ottobre, quando viene riconosciuta la necessità del
fonte battesimale. La prima domenica di luglio del 1828,
dopo lungo tergiversare, viene finalmente concesso anche il diritto di tenere stabilmente nel tabernacolo della
chiesa, fatti salvi i diritti episcopali e parrocchiali, il
Sacramento della S.S. Eucarestia. Per sempre nei tempi
l’avvenimento è stato ricordato in paese con una festa
solenne, la processione, con il trasporto dell’ostensorio
per le vie del paese e la recita del Te Deum. La partecipazione della popolazione è sempre stata compatta fino
ai giorni nostri.
Quest’ anno, anche in occasione della fine dei lavori di
restauro della chiesa, restauro eseguito in maniera egregia, la celebrazione ha avuto un risalto tutto particolare
perché è stata onorata dalla presenza di Sua Eccellenza
l’ arcivescovo di Trento, Luigi Bressan. Egli, dopo la
celebrazione della S. Messa, ha presieduto la solenne
processione e, in seguito, si è familiarmente intrattenuto
con gli abitanti di Favrio su un’aia del paese, gustando
con loro il pranzo preparato dalle donne della frazione.
La pacifica “invasione” dei nostri
emigrati
di Angelo Zambotti
U
n fine settimana di festa e di riflessione, con il nostro
paese “invaso” da emigrati di origine trentina. Questo
è stata la “Festa provinciale dell’Emigrazione trentina”, ospitata dalle Giudicarie Esteriori nell’ultimo weekend
di luglio, in occasione del centodecimo anniversario della
morte di don Lorenzo Guetti, il fondatore del movimento
cooperativo nonché grande studioso dei fenomeni migratori
che hanno interessato la nostra provincia e la nostra valle
in particolare, alle fine del diciannovesimo secolo. Grazie
all’organizzazione dell’assessorato all’emigrazione, allora
presieduto da Iva Berasi, dell’ecomuseo della Judicaria “Dalle Dolomiti al Garda” e delle due associazioni di emigrati,
la Trentini nel Mondo e l’Unione delle Famiglie Trentine
all’Estero, si sono dati appuntamento in zona un centinaio
di conterranei viventi in ogni zona del pianeta nonché discendenti da chi decenni fa abbandonò la propria terra alla
ricerca di maggior fortuna: diverse decine i gruppi presenti,
da quelli brasiliani a quelli belgi, da quelli romeni a quelli
argentini. Un’occasione per tornare nella propria patria per
i meno giovani e l’opportunità di conoscere i luoghi dove
nacquero i genitori o i nonni per i più giovani, molti dei quali
partecipanti al progetto di interscambio giovanile che ha
permesso loro di trascorrere venti giorni in varie zone della
provincia. Dopo l’apertura a Ponte Arche di venerdì 25 con
il concerto in musica originale degli Abies Alba, la festa si
è spostata sabato a Fiavé, dove nel pomeriggio si è tenuto il
convegno sul tema “Emigrazione/Cooperazione ieri
e oggi”: nella sala congressi del Caseificio veramente gremita si è fatto notare come gli studi compiuti
centotrenta anni fa da don Guetti siano ancora di
grande attualità. Domenica 27 è stata la giornata
clou: al mattino la sfilata per le vie di Fiavé, colorato
di bianco-amaranto (il colore degli stendardi dei
circoli di emigrati, raffiguranti la bandiera provinciale) per l’occasione, accompagnata dalla banda
intercomunale del Bleggio; momento di allegria
ed emozione quando presso il tendone della “Festa
d’Istà”, organizzata dalla Pro Loco, la banda si è
esibita nell’inno del Trentino, cantato praticamente
da tutti i presenti; successivamente il discorso delle
autorità presenti, che hanno sottolineato l’estrema
attualità del tema delle migrazioni tra stati, il pranzo
conviviale e il viaggio alle radici della cooperazione
hanno chiuso la tre giorni di festa.
18
Teatro in piazza
di Franco Brunelli
L
Nuovo Consiglio per la Pro Loco
Il nuovo consiglio della Pro loco, nominato in data
24 ottobre 2008, è formato da:
1. Alberti Fabio – presidente
2. Berti Manuela – vicepresidente
3. Litterini Ezio
4. Zambotti Renzo
5. Fruner Arrigo
6. Cantelli Giordano
7. Smailosky Vedat
8. Cherotti Mirella Pia
9. Festi Mariano
10. Aloisi Nicoletta – sindaco
Collegio dei Sindaci
11. Carli Taziana
12. Festi Lorena
13. Farina Christian
L’Associazione svolge sul territorio comunale manifestazioni culturali, gastronomiche e ricreative per
abitanti e turisti, basandosi sul volontariato e senza
scopo di lucro.
19
a piazzetta di S. Zeno costituisce un’ottima scenografia per degli spettacoli
teatrali. Lo conferma l’ambientazione
riuscita de “Il libertino e i fulmini del buon dio”
messo in scena dalla Compagnia Arti di Trento
nello scorso mese di agosto.
Si è trattato della rielaborazione e adattamento
del “Don Giovanni” di Molière, il quale a sua
volta riprendeva con fortuna da Tirso de Molina uno dei personaggi più famosi della cultura
moderna, il Don Giovanni appunto, di cui noi
conosciamo soprattutto l’adattamento che ne
fece Mozart nella sua conosciutissima opera.
È la storia di un libertino che non conosce leggi
morali, se non quelle dettate dalla sua volontà
di vita, che alla fine viene condannato dalla
superiore giustizia divina. Un tema che sembrerebbe impegnativo per un pubblico in gran parte
formato da famiglie, da bambini accompagnati
dai nonni, ma che la regia e interpretazione di Bruno Vanzo
hanno reso accostabile e godibile da tutti.
L’ambientazione della scena sul sagrato della chiesa in
questo caso ha costituito una trovata scenografica quanto
mai adatta, visto il finale, e la stessa chiesetta ha finito
per diventare parte integrante della scena, soprattutto nel
momento conclusivo, allorché il “convitato di pietra” torna
in modo terribile da don Giovanni per prendere parte a quel
banchetto a cui il nostro libertino l’aveva sfrontatamente
invitato. Una chiara allusione al rendiconto finale a cui
anche don Giovanni dovrà sottostare. La figura del don
Giovanni non è priva ovviamente di fascino se è vero che,
al di là della condanna morale a cui i vari autori l’hanno
sottoposta, non ha mancato di esercitare una estesa influenza sulla cultura della modernità.
La rappresentazione davanti alla chiesetta di S. Zeno è
sicuramente piaciuta al pubblico fiavetano, che ha seguito e gradito l’interpretazione comica offerta dal servo
Sganarello.
Gli spettacoli all’aperto vivono purtroppo sotto l’incognita
del tempo atmosferico, ma la scommessa pare vincente e
autorizza a pensare che la piazzetta possa ancora ospitare
simili rappresentazioni.
Non servono le grandi messe in scena, laboriose e costose,
ma le tante espressioni del teatro di strada, molto efficace
nel suo rapporto col pubblico.
Disegnare è come …
andare in bicicletta
“L
a nostra società sta cambiando rapidamente e
diventa sempre più difficile prevedere quali
capacità saranno necessarie alle generazioni
future. Fino ad oggi ci siamo affidati quasi completamente
alla parte razionale del cervello per pianificare il futuro dei
nostri ragazzi e risolvere i problemi che forse avrebbero
trovato sul loro cammino, ma ora dobbiamo fare i conti con
dei mutamenti profondi che scuotono la nostra fiducia nel
pensiero tecnologico e nei vecchi sistemi educativi.
Per questo è necessario anzitutto educare entrambi gli
emisferi del cervello: non solo quello verbale, simbolico
e logico che da sempre riceve un’educazione nella scuola
tradizionale, ma anche quello destro con le sue funzioni
spaziali, relazionali e globali che la scuola odierna per lo
più ignora. E’ noto che il disegno piace molto ai bambini.
E’ altresì noto che disegnare è pienamente formativo.
“DISEGNARE E’ COME … ANDARE IN BICICLETTA” si propone quindi non solo l’obiettivo educativo di
sviluppare le capacità spaziali e relazionali del cervello, ma
soprattutto di coinvolgere e divertire i bambini; e questo è
la cosa che più vale nell’apprendimento. L’attività ha preso
avvio con esercitazioni pratiche per sviluppare le capacità
spaziali “conquistando” il foglio nelle sue dimensioni,
per poi passare a giocare con la misurazione a vista attraverso dei “colpi d’occhio” che educano e allenano la
capacità d’osservazione (oggi purtroppo sempre meno
di Lorena Festi
utilizzata) consentendo di approfondire la conoscenza del
mondo esterno ed entrare così in relazione con le cose e
le persone.
L’applicazione dei concetti appresi nella prima parte del
corso hanno permesso di affrontare disegni piacevoli
per i bambini, consentendo loro di sperimentare quella
“capacità di vedere” che si traduce di volta in volta in
una crescente abilità manuale e in disegni proporzionati e
armonici. I partecipanti hanno dimostrato di apprezzare
l’attività proposta sia nella sua fase di esercitazione che
nella fase del disegno, dimostrando entusiasmo, impegno
e attenzione, buone abilità manuali e disponibilità ad
osservare le cose con profondità e attenzione”. Chi parla
è Monica Valentini, nata a Villa Rendena. Attualmente
vive a Stenico. Ha frequentato la facoltà di pittura presso
l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, conseguendo il titolo di studio nel 2005. Ha esposto i suoi lavori in
Giudicarie e alla Galleria del Design e dell’Arredamento
a Cantù, al Museo di Arte Moderna e Contemporanea di
Buenos Aires, all’Accademia di Belle Arti di Cordoba.
Al Museo della Permanente di Milano ha vinto il secondo premio alla mostra Salonprimo 2004 con l’opera
“aspirapolvere in marmo”. Collabora in qualità di artista
e consulente esperta d’arte con il Centro Studi Judicaria,
con vari Istituti Comprensivi e altri Enti delle Giudicarie.
Da alcuni anni tiene corsi di creatività, comunicazione,
pittura creativa e disegno per adulti e bambini. In
sinergia con l’amministrazione comunale, che ha
contribuito parzialmente alla copertura del costo
di realizzazione, ha organizzato a Fiavè un corso
di disegno per bambini di età dagli 8 ai 13 anni
con 8 incontri di un’ora ciascuno per i piccoli e
di due ore per i più grandi, dal 24 ottobre al 12
dicembre 2008. Sono stati previsti due gruppi
(1°, 2°, 3° elementare; 4°, 5° elementare e 1°,
2°, 3° scuola media). La partecipazione minima
è stata garantita dai piccoli (n. 5) ai quali sono
state aggiunte le due bambine “solette ma meritevoli” del gruppo dei grandi, visto comunque il
loro particolare interesse di avvicinamento alla
tecnica del disegno. Ci auguriamo che nel futuro
altre famiglie sappiamo cogliere queste “preziose
opportunità”!
20
In pellegrinaggio da Dasindo ad Arco
di Patrizia Filippi
N
21
egli ultimi anni, nel nostro Paese,
accanto alla costante diminuzione dei
cristiani praticanti, si assiste ad un
notevole aumento del cosiddetto “turismo religioso”, un fenomeno che assume le dimensioni
di un vero e proprio “boom”.
Questa apparente contraddizione si può comprendere e superare se si considera il bisogno
che da sempre gli uomini manifestano nella
ricerca di Qualcuno a cui affidare le proprie
attese, le proprie speranze, la propria vita.
Quanto più viviamo nella frenesia e nella fretta
gli innumerevoli impegni della quotidianità,
tanto più richiediamo spazi di riflessione, calma
e serenità. Molte sono le mete di questo particolare turismo: Roma, Assisi, Loreto, Santiago Un gruppo di Fiavè
cate alla preghiera, alla riflessione personale, ai canti.
di Compostela, Gerusalemme, sono solo alcuni dei luoghi
Camminando insieme, ognuno ha avuto la possibilità inolpiù conosciuti e visitati.
tre di parlare, dialogare, di ammirare i colori autunnali, la
Uno speciale rilievo assumono i pellegrinaggi, il fatto cioè
nebbia che piano piano si dissolveva e lasciava spazio ai
di mettersi in cammino, di percorrere un viaggio di ricerca
raggi del sole… tante meraviglie, tante piccole cose date
verso l’incontro con Dio.
per scontate nella vita di tutti i giorni e non sufficienteIn ogni religione esiste, infatti, il rito del pellegrinaggio:
mente valorizzate.
ogni credente è convinto che la fede sia una strada, una
Pur essendo la prima esperienza del genere, si respirava
“via”, verso Dio. I cristiani stessi si riconoscono come
davvero un’aria nuova, di unità tra le parrocchie, di conviandanti e pellegrini di speranza nel mondo.
divisione e di allegria.
Tali riflessioni hanno suggerit, ad alcuni di noi, catechiste
Dopo 17 Km, all’arrivo ad Arco, persino i più dubbiosi
e parrocchiani di Lomaso/ Fiavè, l’idea di proporre un
circa la propria resistenza fisica si sono sentiti orgogliosi
pellegrinaggio a piedi, dal santuario di Dasindo, dedicato
e contenti di aver raggiunto la meta.
alla Madonna Assunta, al santuario della Madonna delle
Accolti dalle terziarie, dai frati francescani, dai parroci
Grazie di Arco. Un tempo questo itinerario era percorso
don Renato, don Fortunato e da coloro che erano arrivati
da tanta gente che si metteva in cammino verso Arco
in macchina, la giornata si è conclusa nella gioia e nella
per pregare, ringraziare Maria o per chiederle una grazia
celebrazione eucaristica.
particolare.
Un particolare ringraziamento va a tutti i collaboratori,
Domenica 12 ottobre, circa 120 persone si sono ritrovate
specialmente Rudi Filippi, presidente Sat e agli amici del
quindi di buon mattino sul sagrato della chiesa di DasinSoccorso Alpino.
do; nel santuario ha avuto inizio il pellegrinaggio, con
Se posso esprimere una considerazione personale, dopo
una coinvolgente celebrazione e con la benedizione dei
aver sentito i commenti nei giorni seguenti, mi auguro
pellegrini da parte dei parroci, del diacono don Ennio,
davvero che il pellegrinaggio di ottobre sia l’inizio di un
della guida fra Ivan e di altri 4 religiosi e sacerdoti, nostri
cammino di unità nel decanato e la prima di molte iniziacompagni di viaggio.
tive analoghe.
I presenti e noi stessi organizzatori eravamo assai sorpresi
Un’altra considerazione si riferisce alla speranza che la
e stupiti della positiva accoglienza della proposta e nessuno
nostra bellissima valle, la valle delle antiche “Pievi”, possa
si aspettava un così alto numero di partecipanti.
diventare sempre più luogo e meta di un turismo sobrio,
Il tragitto si è successivamente snodato attraverso l’incanresponsabile e anche spiritualmente arricchente.
tevole Val Lomasone, con alcune significative tappe dedi-
Concerto da … “Camerona”
di Antonio Bozza
L
a “Camerona“ è il nome di una enorme caverna
sulle pendici occidentali del monte Misone, che
sovrasta l’abitato di Ballino ed è impossibile non
notarla da chi transita dal passo omonimo, sulla strada che
conduce al lago di Tenno e verso Riva del Garda. La grotta
si addentra nella montagna verso est in salita con una discreta pendenza (15°-20°) per circa 60-70 metri. Sempre
molto ampia (dai 18 ai 25 metri di larghezza, in pianta)
ha il soffitto alto una decina di metri e solo nella parte più
interna grotta si abbassa sensibilmente. Lo sviluppo complessivo della grotta è di circa 100 metri e il dislivello fra
l’imbocco e il punto interno più alto è di quasi 33 metri.
Il pavimento è completamente occupato da grossi blocchi
di roccia, residui degli strati caduti dalla volta.
È questo lo splendido scenario naturale che domenica 10
agosto, alle ore 21.00, ha ospitato il concerto del coro
“Pineta Rio Bianco”, davanti ad un pubblico di circa quattrocento persone che gremiva la grotta in modo appassionato, attratto e incuriosito dall’originalità della proposta.
Mai infatti in passato, un coro di montagna si era esibito
all’interno di una grotta naturale.
La notizia dell’evento, vuoi per il successo di pubblico,
vuoi per l’eccezionalità del luogo, è stata riportata dalla
stampa locale e dai quotidiani trentini, pertanto mi limiterò
a puntualizzare alcuni aspetti curiosi e a fornire qualche
notizia più dettagliata dell’avvenimento.
L’idea, per certi aspetti straordinaria, è di Antolini Emilio
di Ballino, componente del coro, ed ex presidente della
Proloco, che già in passato aveva utilizzato “La Camerona“ per un concerto d’archi e violini. Il pubblico presente
era in gran parte composto da gente della nostra valle,
anche se vi erano molti turisti, coristi di altri cori e persone
provenienti da paesi limitrofi.
Il coro per esibirsi si è posto nella parte più interna e alta
della grotta, mentre il pubblico stava seduto più in basso
sui vari massi sparsi sul fondo della grotta.
La perfetta acustica, il clima mite al suo interno, ha consentito al coro di eseguire 18 brani del suo repertorio, tutti di
chiara ispirazione SAT, senza l’ausilio di impianto fonico.
Il pubblico, grandi e piccoli, era là, attento, assorto in religioso silenzio, interrotto solo dall’applauso scrosciante
alla fine di ogni brano.
Si sono potuti gustare canti quali: la Pastora, Ninna Nanna, La Sposa Morta, La Me Baita, ecc.., ma quello che ha
riscosso maggiore successo è stato un brano in dialetto
sardo dal titolo “Nanneddu Meu”, imparato durante una
trasferta del coro nel nuorese. Il ritmo incalzante del canto,
la bravura della voce solista (sembrava un vero tenores
sardo) ha fatto esplodere il pubblico in un applauso incontenibile, decretando questo brano come quello di maggior
gradimento della serata.
Dato il grande consenso ottenuto dalla manifestazione, da
più parti si è auspicato che l’esperienza ormai collaudata
della Camerona con il coro Pineta Rio Bianco, sia replicata
anche in futuro, magari già dalla prossima estate.
Per arrivare a questo risultato, è stato necessario un buon
lavoro d’équipe per dare risposta a tutta una serie di
problemi, di carattere tecnico e burocratico, non sempre
di facile e immediata soluzione. In realtà poi nessuno o
pochi conoscono, come in questo caso, il contributo di
tante persone, indispensabile alla riuscita dell’evento. In
primo luogo il lavoro dei coristi che oltre a delimitare il
percorso, hanno provveduto ad illuminare il sentiero di
accesso alla grotta garantendo la massima sicurezza.
Altro grosso impegno organizzativo è stato il disbrigo della
parte burocratica per la concessione delle autorizzazioni
necessarie allo svolgimento della manifestazione. Compito
questo non semplice con il quale ha dovuto scontrarsi in
primo luogo il presidente del coro Mirko Franceschi, che
ha potuto, in qualche modo, contare sul contributo fattivo
e determinante del Comune di Fiavé nella persona della
22
Il coro Pineta Rio Bianco
di Antonio Bozza
Attività 2008 e prossimi appuntamenti.
La formazione del coro “Pineta Rio Bianco” è abbastanza recente; nasce infatti nel settembre del 2002 dalla fusione
di due cori di montagna delle Valli Giudicarie, il coro ”La Pineta” di Fiavè e il coro “Rio Bianco” di Stenico.
Molto apprezzato da pubblico e critica, il coro, che è diretto con passione e grande abilità dal maestro Piergiorgio
Batoli, si è esibito in occasione di prestigiosi appuntamenti in numerose località italiane ed estere: Repubblica Ceca,
Croazia, Germania e Inghilterra.
Riguardo all’attività del coro nel 2008, la trasferta ad Arona del 21 giugno, in occasione del 75° del CAI, è stata la
prima di numerosi appuntamenti estivi, con un successo andato ben oltre le più rosee aspettative. Successivamente
si è esibito in una rassegna a Brentino Bellunese con altri cori del triveneto, a Breguzzo con il coro Valsella e
sabato 23 agosto a Predazzo con il coro Negritella.
Concerti natalizi
Dell’alto livello raggiunto dal coro ne è prova il fatto che l’AGACH (Comunità di lavoro dell’Unione delle Federazioni corali Alpine), organismo di grande prestigio internazionale, realizza ogni anno un concerto natalizio con il
coinvolgimento, a rotazione, delle Federazioni aderenti. La Federazione cori del Trentino che aderisce all’AGACH
sarà rappresentata quest’anno per l’appunto dal coro Pineta Rio Bianco nel concerto del 13 Dicembre p.v. che si
terrà a Novacella, a Varna nei pressi di Bressanone assieme ad altri sei cori, alcuni europei, di grande prestigio.
Sempre in tema di concerti natalizi, il coro Pineta Rio Bianco si esibirà, nell’ambito della 20a rassegna canti natalizi,
il 26 dicembre nella chiesa parrocchiale di Fiavé assieme ad altri due cori, mentre il 28 dicembre terrà da solo un
altro concerto a Mavignola.
Ricordo a quanti fossero interessati, che il maestro Bartoli normalmente tiene prove di canto per il coro il venerdì
sera, mentre il martedì è a disposizione presso la sede, ubicata sopra la palestra di Fiavè, per coloro che previa
audizione del maestro, volessero diventare coristi (tel. 347.9251507)
Infine va segnalata la collaborazione dell’azienda del turismo delle Terme di Comano – Dolomiti di Brenta e della
cassa rurale don Lorenzo Guetti, nonché del C.E.I.S., dei
vigili del fuoco volontari di Fiavé e della C.R.I., che a
vario titolo hanno reso possibile l’evento.
A questo punto una sola cosa avrebbe potuto mandare
all’aria anche il lavoro della più impeccabile organizzazione: il tempo.
Ma lassù qualcuno ha provveduto a far sì che nulla, da quel
punto di vista, turbasse in una tiepida sera di mezza estate
un avvenimento per certi aspetti unico e memorabile.
Dopo l’ultimo lungo applauso al coro, per il bis concesso
dal direttore, il maestro Piergiorgio Bartoli, gli spettatori
con gioia, leggibile sul volto di ognuno, sono scesi in modo
composto e tranquillo, sotto la discreta sorveglianza dei
vigili del fuoco, verso la colonia estiva dei padri Verbiti,
dove ad attenderli c’era un buffet dolce e salato, offerto
dal Comune di Fiavè.
Ora a distanza di alcuni mesi, riaffiora il ricordo di quell’evento, in cui ho avuto l’onore e il piacere di presentare
l’esibizione del coro, e penso con un pizzico di malcelato
orgoglio: ”Forse anch’io ho contribuito in minima parte
al grande successo di quella serata magica”.
23
sindaca Nicoletta Aloisi e del comandante dei vigili del
fuoco volontari di Fiavé, Enzo Caresani.
Le palafitte di Unteruhldingen
E
siste un paese tedesco, sul lago di Costanza, dove
conoscono Fiavè. Si tratta di Unteruhldingen, che
ospita un estesissimo villaggio palafitticolo, ogni
anno visitato da migliaia e migliaia di curiosi interessati.
All’interno dell’area di visita si trova un museo, in gran
parte realizzato secondo le moderne tecniche multimediali,
e una vasta area occupata dalle capanne sapientemente
ricostruite. Inutile dire che visitando Unteruhldingen, il
pensiero va immediatamente a Fiavè, alle tante speranze
sorte in passato, e non ancora realizzate, attorno alla valorizzazione del suo sito archeologico. Anche noi attendiamo
da anni un museo multimediale, con il quale spiegare la
ricchezza del sito di Fiavè, e una ricostruzione del villaggio
Le palafitte di Unteruhldingen
di Franco Brunelli
palafitticolo, a vantaggio soprattutto dei tanti, scolari, studenti, turisti in genere, desiderosi di capire “come i nostri
antenati facevano a fare”, tanto per riprendere il titolo di
un’omonima indovinata campagna di conoscenza delle
palafitte di Fiavè. A Unteruhldingen questa valorizzazione
è realtà da moltissimi anni, visto che le prime capanne
del villaggio palafitticolo sono state ricostruite parecchi
decenni fa e attualmente l’area conta parecchi manufatti,
tutti visitabili. Sul lago di Costanza certamente si va per
fare del turismo, per apprezzare il paesaggio, i bagni, la
buona cucina e i vini. Ma le palafitte costituiscono un utile
arricchimento dell’offerta della zona, che convive vicinissima ai luoghi del divertimento e del relax.
I visitatori, seguendo il percorso lungo una piattaforma
sospesa sull’acqua, possono entrare nelle varie capanne
e seguire le spiegazioni delle guide che a grandi linee
mostrano i diversi aspetti della vita primitiva: l’accendere
il fuoco, il macinare il grano, il tessere una rozza tela, il
cacciare o pescare etc. L’interesse ovviamente è altissimo, perché da sempre incuriosisce questa capacità degli
a n t i c h i di risolvere i problemi della sussistenza, benché
privi delle moderne tecnologie. E incuriosisce
sempre constatare come gli uomini, di fronte a
situazioni climatiche e ambientali abbastanza
simili, abbiamo finito per trovare le stesse
soluzioni strumentali ai loro problemi di
sopravvivenza. È con vero piacere che ad un
certo punto, nella visita, si incontra Fiavè.
A dire il vero bisogna un po’ cercarlo, ma
chi è curioso di palafitte è ben convinto
che qualche accenno a Fiavè ci deve
pur essere. E come potrebbe mancare
il riferimento ad uno dei più importanti
siti palafitticoli di Europa? E infatti esiste.
Si tratta dell’immagine di un mestolo ligneo,
inserito all’interno di una mostra che vuole documentare appunto le condizioni di vita di una
villaggio palafitticolo. Eccolo lì: “Schöpfkelle,
Fiavé, Oberitalien” in tedesco; “Ladle, Fiavè.
Northern Italy” per dirla in inglese.
E a noi piace pensare che fra pochissimo tempo
a Fiavè, presso il museo e il villaggio palafitticolo ricostruito, ci sarà una mostra dove
compaia il riferimento a Unterulldingen, ad un
utensile, ospitatati nel Pfahlbauten, Bodensee.
24
El Dus
di Lorena Festi
L
La strada del Dus
casolare, di una vita a contatto di una natura che li nutriva,
in tempi veramente di “magra”, con i prodotti della propria
terra e che mai ha tradito chi la rispettava. Il casolare è
divenuto nel tempo una casa rustica e ora proprietà di una
famiglia rivana.
Ci lasciamo alle spalle quei ricordi e, dopo circa 100 metri,
deviando a sinistra (se invece procediamo arriveremo al
Passo Ballino) una stradina sterrata in ripida discesa porta
sulla S.S. 421 dei Laghi di Molveno e Tenno; da qui dopo
circa 350 metri, sempre tenendosi sulla sinistra, si arriva
in località la Pineta.
Il nostro percorso si è snodato per circa 5 km e la strada,
recentemente, è stata oggetto di interventi gestiti direttamente dal Comune di Bleggio Superiore per realizzare la
rete potabile in località Cornelle che prevedeva, in accordo
con l’amministrazione comunale di allora, di prelevare
l’acqua dalla rete principale dell’acquedotto comunale di
Fiavè al Passo Ballino. Purtroppo, ancora durante la primavera scorsa, i lavori di posa dei tubi hanno provocato dei
danneggiamenti al manto stradale rendendo la strada del
Dus praticamente intransitabile ai veicoli e alle persone.
Finalmente, dopo numerosi solleciti dell’amministrazione
comunale di Fiavè, il Comune di Bleggio Superiore ha
approvato nel settembre 2008 una perizia contenente i
lavori di sistemazione del fondo stradale. A tutt’oggi (metà
novembre) i lavori sono stati eseguiti conformemente alle
indicazioni fornite dal Comune di Bleggio Superiore, ma la
strada purtroppo non è ancora transitabile per il cedimento
del fondo in alcuni tratti del percorso.
Auspichiamo che i cittadini di Fiavè, per l’inerzia di qualcuno, non debbano attendere un’altra perizia e altri mesi
per poter usufruire a pieno titolo dell‘antica via sterrata.
25
a stradina che porta al “Dus” si imbocca svoltando a sinistra, subito dopo la prima villa, mentre
percorriamo la salita che porta all’abitato di Cornelle, località amministrata dai Comuni di Fiavè e Bleggio
Superiore.
Era l’antica via romana che collegava Riva del Garda a
Tione attraverso Passo Ballino e Passo Duron.
Un amante della natura e dell’ambiente troverà sicuramente spazio per soddisfare i suoi desideri ed osservare quel
“tanto” che molti non sanno più apprezzare: il lavoro dei
contadini, le coltivazioni di patate e mais, estesi boschi
di faggi e conifere, l’ampia conca del biotopo Fiavè-Carera. Percorriamo la nostra stradina e oltrepassiamo le
tre villette poste al limitare del bosco: siamo in località
“Bulz” e sulla nostra sinistra appare il capitello dedicato
alla Crocifissione o comunemente detto “Caputél dei
Padàrchi”, soprannome della famiglia Benini di Fiavè,
un titolo gentilizio della famiglia oriunda di “Padaro di
Arco”. Si tratta di uno dei capitelli più antichi di Fiavè e
la sua erezione risale alla seconda metà del secolo XVIII.
Subito dopo c’è la “Casota dei Padàrchi”, costruita nella
seconda metà del 1800 da Leopoldo Benini (il bisnonno
della famiglia Benini), passando poi a Giovanni (il nonno)
e da lui ai figli Angelo e Maria Benini. Qualche anno fa “la
casota” è stata acquistata e completamente ristrutturata da
don Nicolino che qui ha fissato la sua dimora.
Ora la strada s’inoltra nel bosco, un esteso bosco ceduo
misto a molte conifere che affianca un percorso a tratti
molto umido. Superate due sorgenti, con strada pianeggiante si arriva al “Prà dei Borboni” (Vitale) e, dopo altra
sorgente con nicchia della Madonna, si arriva al Dus. Ciò
che appare è un antico casolare che un tempo accoglieva
famiglie del paese dedite all’allevamento del bestiame e
che qui trovavano ambiente ideale di alpeggio.
I ricordi di una bambina undicenne, che qui si trasferiva
con la famiglia da marzo ad ottobre, parlano di una fontana
di legno che ora troviamo in pietra, del fragore del torrente
che scorreva sotto la casa, del grande masso che in realtà
è un nascondiglio segreto a cui si accedeva da una porticina semi-nascosta dal verde, del suo portare al pascolo le
mucche sui pendìì di quel monte in compagnia del fratello
più piccolo perché i tre più grandi ogni giorno in bicicletta
andavano al lavoro in paese, dei numerosi greggi di pecore
che qui transitavano alla ricerca di erba fresca da brucare,
del grande cane che vigilava davanti all’entrata del loro
Andreas Hofer trentino
I
l giorno 23 ottobre scorso presso la sala documentazione palafitte biotopo di Fiavè, nel seminterrato del
municipio, si è tenuta la presentazione della prima
versione del libro “Andreas Hofer trentino, nel secondo
centenario dell’anno nove”, scritto dal prof. Graziano
Riccadonna con il contributo di Alberto Mosca, pubblicato
dalla Giunta Provinciale e dalla Fondazione del Museo
storico del Trentino.
Il sindaco, Nicoletta Aloisi, ha introdotto la serata ringraziando tutti coloro che hanno contribuito alla pubblicazione
dell’opera e ricordando che nel 2001, a Ballino, nel parco
della pizzeria Lucio, è stata posta una targa commemorativa di Andreas Hofer.
Arrivando ai giorni nostri, in occasione del bicentenario
delle insurrezioni popolari tirolesi contro l’invasione
franco-bavarese, l’amministrazione comunale di Fiavè si è
dimostrata interessata a partecipare alle commemorazioni
per informare la popolazione sulla figura di Hofer, da noi
ancor poco conosciuta.
Chi era Andreas Hofer, personaggio riscoperto a livello
locale negli anni 80 e protagonista della pubblicazione
Il pubblico alla presentazione del testo su Andrea Hofer
di Vanna Bagozzi
realizzata dallo storico locale, Graziano Riccadonna?
Nacque il 22 novembre del 1767 a San Leonardo in Passiria, che all’epoca apparteneva al principato vescovile di
Bressanone. Era oste di una locanda e commerciante di
cavalli, attività quest’ultima che lo portò a viaggiare molto
e ad essere conosciuto in tutta la regione.
Ebbe una forte coscienza interetnica, nata, in gran parte,
dalla formazione giovanile avuta in Trentino o Welschtirol,
prima a Cles e poi a Ballino.
La sua permanenza a Ballino, al tempo importante nodo di
transito tra il Garda e l’Alto Adige, è databile tra il 1785
e il 1788 presso l’osteria Armani-Zanini.
Venne qui in qualità di famei per compiere il suo apprendistato ed esercitare poi la professione presso l’azienda
paterna in Passiria.
Fu un uomo religioso, ma anche un po’ credulone e con
una visione piuttosto limitata dei giochi politici tra le
monarchie a Parigi e a Vienna, dei quali giochi, alla fine,
fu vittima.
Nel 2009 ricorre il bicentenario del mito dell’autonomia
rincorso da Andreas Hofer nel suo essere a capo della sollevazione del Tirolo contro i Francesi. In realtà, Andreas
26
Hofer non combattè per la libertà, combatté
perché il Tirolo fosse reso all’Austria, per il
potere incondizionato della Chiesa cattolica e
per le forme tradizionali della religione. Combatté per dimostrare che la convivenza di gruppi
linguistici diversi è motivo di ricchezza culturale e non di conflitti, combatté per assicurare
il rispetto delle minoranze e il riconoscimento
della gestione autonoma del governo.
Fu dunque un modello di come si deve interagire per raggiungere il massimo grado di
convivenza civile. E, comunque la si pensi,
resta un fautore del superamento dei blocchi
linguistici e nazionali.
Come andarono le cose
27
Il governo bavarese che, per ordine della Fran- 29 maggio 1809: la vittoriosa battaglia di Bergisel e la riconquista di Innsbruck da
cia, aveva occupato il Tirolo durante le guerre parte dell’esercito di Andreas Hofer (quadro dell’epoca)
napoleoniche, rappresentava la causa della
libertà personale, ma, forse, il modo di porsi
All’inizio di aprile un corpo d’armata austriaco marciò
e di proporsi scatenò la collera della minoranza tirolese,
effettivamente sul Tirolo occupato dai francesi e dai bache gia si sentiva oppressa. L’amministrazione bavarese,
varesi, ma dovette ritirarsi ben presto dopo una sconfitta
salutata del resto con entusiasmo dalla borghesia tirolese
presso Wörgl. Allora i circa 14.000 uomini dell’esercito
di Innsbruck, ma non dalla massa contadina di cui faceva
parte il nostro, portò in Tirolo delle riforme sul modello
di contadini guidato da Andreas Hofer restarono soli a
francese: una modernizzazione del sistema giudiziario e
combattere contro le forze nemiche. Combatterono valofinanziario, l’abolizione dei privilegi nobiliari, fra cui il
rosamente, fra aprile e agosto sconfissero in vari scontri i
diritto dei proprietari terrieri di giudicare i loro contadini
contingenti meglio armati dell’esercito francese e bavarese,
personalmente, l’equiparazione dei protestanti e degli ebrei
e li costrinsero ad abbandonare il Tirolo.
e il divorzio.
Il governo di Andreas Hofer
Ma, dal racconto di Riccadonna, si evince che l’attegMuovendo da Berg Isel, il 13 agosto 1809, Angiamento irriguardoso dei funzionari bavaresi verso le
dreas Hofer chiamò alla leva generale il paese e litradizionali usanze religiose indignarono profondamente
berò Innsbruck, assumendo pieni poteri sul Tirolo.
la popolazione rurale. La sostituzione del nome Tirolo con
Il 15 agosto entrò a Innsbruck come capo di un governo
quello di “Baviera meridionale” fu un altro grave errore
provinciale provvisorio. Egli salutò la popolazione: “Tutti
degli occupanti bavaresi sostenuti da Napoleone.
quelli che vogliono essere miei compagni d’arme devono
Gli storici parlano di malcontento per le tasse esorbitanti
combattere da valorosi, onesti e bravi Tirolesi per Dio,
che i contadini dovevano versare, per la coscrizione mil’imperatore e la patria”. Non parlò di libertà. Imparò
litare, ma quello che è certo è la volontà di difendere le
tanto bene l’italiano che poté esprimersi con correttezza
secolari autonomie regionali e locali che ha mobilitato vasti
non nella lingua scritta, ma nel dialetto popolare. E questo
strati di popolazione contro i franco-bavaresi.
fatto gli assicurò fama e buon nome presso i sudtirolesi
La corte di Vienna seguiva con grande attenzione
italiani o, come lui amava chiamarli, gli amatisssimi tirogli sviluppi nel Tirolo. I consiglieri dell’imperatore
lesi italiani.
decisero di preparare una rivolta, allo scopo di impeLa pace di Schönbrunn tra l’Austria e la Francia conclusa
gnare, durante la progettata guerra contro Napoleodieci giorni dopo, che riconfermò la sovranità bavarese
ne, forti contingenti francesi e bavaresi nelle regioni
sul Tirolo, scosse profondamente il patriota tirolese; non
alpine. Nel gennaio 1809 invitarono a Vienna alcuni
comprendeva più il mondo, ma si inchinava alla volontà
albergatori, commercianti di bestiame e contadini del
dell’imperatore, da lui venerato come un Dio. Il suo goTirolo, fra cui Andreas Hofer, li incitarono ad attaccare
verno si sciolse.
e promisero loro un aiuto militare da parte dell’esercito.
Il prof. Riccadonna, autore del testo, il sindaco di Fiavè, l’ass.
prov. Panizza, il referente culturale degli Schützen, Dalprà e il
rappresentante dell’ASUC di Ballino
Dopo un’ultima, sfortunata battaglia al Berg Isel, il 1°
novembre, Andreas Hofer, obbedendo agli ordini, depose
le armi e pubblicò un messaggio di pace. Un’amnistia
generale concordata a Innsbruck assicurò la completa
impunità a tutti i partecipanti alla rivolta. Andreas Hofer
tornò indisturbato a casa sua, nella sua locanda a San
Leonardo in Passiria.
Il tradimento
A questo punto comparvero sulla scena dei provocatori, capeggiati dal fanatico frate cappuccino Joachim Haspinger.
Essi riferirono a Hofer tutta una serie di congetture e l’ingenuo Hofer si lasciò ingannare. Ordinò l’ultima chiamata
alle armi per i cittadini tirolesi. Mise assieme però solo un
piccolo contingente che, dopo alcuni successi locali, ben
presto si disgregò. Andreas Hofer si rifugiò sulla Pfandleralm, fu tradito da un contadino tirolese per un compenso
di 1.500 fiorini, fu arrestato e deferito a un tribunale di
guerra nella fortezza di Mantova dove fu processato,
condannato a morte e fucilato il 20 febbraio del 1810.
Tre settimane dopo Napoleone sposò Maria Luisa, la figlia
dell’imperatore Francesco I dell’Austria. In cambio del
Tirolo l’Austria aveva ottenuto la regione di Salisburgo e
di Andreas Hofer non se ne parlò più...
La relazione di Riccadonna, Andreas Hofer trentino, nel
secondo centenario dell’anno nove, ripercorre il cursus di
questo personaggio attraverso molti espliciti riferimenti a
protagonisti della vita locale, quali Marco Zanini, oste a
Ballino, che ha avuto anche numerosi incarichi nella comunità e presso il quale il nostro è stato famei, aprendo anche
un ampio discorso sul ruolo socio-comunitario dell’osteria,
dove, più di adesso, si discutono i fatti del giorno, si viene
a conoscenza della realtà e non solo locale, insomma si
fa politica. La categoria degli osti assume una funzione
decisiva, l’osteria diventa, quasi alla maniera manzoniana,
luogo di propulsione, di collegamenti e di congiure.
L’oste non mesce solo da bere, ma offre ristoro, ospitalità
attraverso il pernottamento delle persone di passaggio e
ricovero per le bestie.
È il tema del viaggio che emerge da queste pagine, in
un’epoca in cui la viabilità era scarsa e i mezzi a disposizione pure, per cui le osterie disseminate lungo il percorso
diventano indispensabili punti di sosta.
L’oste, se da un lato gode di una posizione privilegiata,
dall’altro è oggetto di sospetti specie da parte del regime
e è tenuto sotto stretto controllo. Sa più di quel che dovrebbe sapere!
L’osteria a Ballino offre anche uno spaccato della vita
del paesino al tempo. Infatti, Ballino, posto in una zona
di transito di estrema importanza, presentava allora una
popolazione in buona parte con un’origine etnica tedescotiroloese o perginese, come si rileva dai cognomi Fruner,
Schaffelhofer, Schneider e altri. Questi entrano in paese
dopo l’ondata di peste del 1630, che lascia a Ballino numerosi vuoti, in parte colmati proprio da questa ondata di
immigrazione.
E gia si pensa al momento culminante di questo progetto
culturale, il 26 luglio 2009, quando la piazza di Ballino
sarà intitolata ad Andreas Hofer e sfileranno le compagnie
Schutzen e le bande musicali.
28
Immagini tra passato e presente
zione. Concludendo, consentitemi un appello a chi è in
possesso di vecchie fotografie affinché le renda disponibili
all’archivio del Comune per questo progetto di “storia
recente”.
Le fotografie consegnate saranno riprese con uno scanner
e restituite in breve tempo.
Nel contempo ringraziamo di cuore le ASUC, chi ha già
offerto la disponibilità delle proprie fotografie e chi ha collaborato nei turni di custodia dell’apertura della mostra.
Stiamo già pensando alla prossima edizione che si terrà
sempre durante il mese di agosto per consentire anche agli
ospiti di Fiavè di conoscere il nostro territorio; se avete
quindi dei suggerimenti da proporre, potete rivolgervi
direttamente al sindaco.
Il sindaco con i quattro presidenti delle ASUC frazionali
29
S
ta emergendo in questi ultimi anni anche a Fiavè un
interesse verso la conoscenza delle vicende, delle
attività, delle architetture, che un tempo caratterizzavano i nostri paesi, soppiantate poi dall’arrivo della
modernità e dalla fine delle piccole stalle che per secoli
avevano distinto i nostri paesi. Ci sembrava giusto, proprio
per non perdere questi frammenti di memoria, iniziare un
percorso di ricerca di documenti e di fotografie, destinato
ad essere sviluppato; un progetto del Comune di Fiavè
che attraverso le immagini fotografiche, i documenti e le
testimonianze si propone di far conoscere la vita di allora,
il lavoro, i filò, le case.
Tale progetto di recupero della memoria non poteva di certo prescindere dal coinvolgimento delle ASUC frazionali,
nate ancora negli anni Trenta, quando il governo fascista
ci aveva obbligati ad un Comune unico con Lomaso per
circa 25 anni. Difatti le ASUC, consapevoli di portare il
proprio contributo al progetto, hanno aderito fin da subito
impegnandosi a raccogliere foto vecchie, materiale, documenti, con l’obiettivo anche di promuovere la conoscenza
dell’uso civico e delle attività svolte al fine di migliorare il
patrimonio d’uso civico composto in prevalenza da boschi,
malghe e pascoli, compreso su una superficie pari al 70%
del territorio comunale amministrativo.
Grazie alla generosa disponibilità di venti persone, sono
state raccolte circa 200 foto, raffiguranti temi diversi: il
lavoro nei campi, la raccolta del fieno, delle patate, del frumento, l’escavazione della torba, i paesaggi, gli scorci, gli
incendi di case, i momenti di vita sociale, le attività ricreative, la lavorazione della lana, il cucito, i filò nelle stalle,
le immagini di un mondo che ormai è andato a perdersi.
Alcuni volontari appassionati, utilizzando vecchie foto (le
foto di Favrio di Patrick Franceschi, i disegni di Piergiorgio
Bugoloni, le foto relative al patrimonio ASUC e al nostro
bellissimo paesaggio, nonché i documenti vecchi delle
ASUC), hanno allestito una vasta esposizione presso la
sala della palestra comunale.
Già al momento dell’inaugurazione, avvenuta il 10 agosto
2008, alla presenza di un folto pubblico, si è riscontrato
il gradimento dei cittadini, ulteriormente confermato dai
circa 400 visitatori alla mostra che hanno lasciato la loro
firma con apprezzamenti sul registro delle firme.
Il successo dell’iniziativa è sicuramente un incitamento
a portare avanti il progetto, che per noi oggi rappresenta
il segno della nostra identità nel mondo della globalizza-
di Nicoletta Aloisi
Fiavè... Ieri e Oggi
Ballino, agosto 1948: Osteria Armani (ingresso), la fontana, il
cartello stradale (Ballino, Comune di Lomaso)
Ballino, 2008: La stua
Foto storiche
di Paola Graziani
Fiavè, agosto 1956: Piazza S. Sebastiano,
con la travaia, il pergolato su Casa Festi,
la catasta di barili (a cosa servivano?)
Fiavè, 2008: Piazza S. Sebastiano
Chiediamo gentilmente a chi è in
possesso di foto storiche di prestarle
alla redazione per farne copia e
poterle pubblicare in questa rubrica
“Fiavè ieri e oggi”, ringraziando già
fin d’ora della collaborazione.
Le foto verranno restituite.
30
90 anni dalla fine della Grande Guerra
A
nche Fiavè ha ricordato i 90 anni dalla fine della
Grande Guerra, grazie alla significativa proposta
del Gruppo Ricerca e Studi Giudicariese che
ha allestito un’interessante rassegna durante il mese di
luglio presso la sala esposizione della palestra comunale
di Fiavè.
Grande e inaspettata affluenza di pubblico già all’inaugurazione avvenuta il 12 luglio 2008. Il presidente, cav. Bruno
Zambotti, ha aperto la rassegna ringraziando le autorità
presenti e il numeroso pubblico, riassumendo il “viaggio”
percorso a partire dalla prima esposizione del 3 agosto
1991 fino all’attuale, attraverso ben sei edizioni aggiornate
man mano con nuovo ricerche e nuove documentazioni. La
vicepresidente provinciale, Margherita Cogo, vista anche
la presenza di numerosi turisti soggiornanti a Fiavè, ha sottolineato che la data del coinvolgimento
del Trentino nella Grande Guerra fu il 1914, con
l’entrata in guerra dell’Austria contro la Russia e
non il 1915 con l’entrata in guerra contro l’Italia. Il
sindaco Nicoletta Aloisi, dopo aver ringraziato in
particolare chi ha allestito la rassegna e chi provvederà anche ai turni di custodia, ha voluto mettere
in evidenza l’apprezzamento dell’amministrazione
comunale per le attività svolte dal volontariato
perché attraverso tali attività vengono valorizzati
i ricordi, la storia, le tradizioni che diversamente
andrebbero dimenticate.
Interessantissima è stata poi l’esposizione di Rino
Filippi che, sulla base degli studi e delle ricerche
da lui eseguite, ha narrato lo svolgersi dell’evento
bellico con particolare riferimenti ai combattimenti
Castel Campo, giugno 2008. Consegna a Bruno Zambotti di
un piatto in rame con lo stemma di Fiavè in occasione della
presentazione del suo libro “Un pugno di ricordi con... un po’ di
nostalgia”
31
Rino Filippi al tavolo dei relatori con Bruno Zambotti, Margherita
Cogo e il sindaco
avvenuti in Galizia nei primi anni di guerra riportando
notizie inedite e ignorate dalla maggior parte dei presenti.
Con dovizia di date e particolari ha illustrato le perdite e
le atrocità dei combattimenti mettendo in evidenza come
sui nostri testi di storia non si sia mai fatto riferimento a
questa parte della guerra durante la quale morirono gran
parte dei soldati trentini, circa 10.500, che militavano nelle
file dell’esercito austriaco. I poveri soldati trentini non
solo vengono dimenticati nei libri di storia, ma non fu mai
detto che, a guerra finita, ebbero anche l’umiliazione di
esser prelevati dalla proprie abitazioni e condotti in campi
di prigionia italiani.
Poco si è dilungato Rino sulla parte riguardante la guerra
sul fronte italiano perché i testi italiani sono già ricchi di
notizie e resoconti dettagliati.
Riflettiamo su quelle luttuose esperienze e rendiamoci
conto che oggi il valore della pace, della serenità e della
convivenza sono i capisaldi ai quali tutti dobbiamo riferirci
e per i quali dobbiamo impegnarci se vogliamo che anche
i nostri giovani sappiano costruire un futuro migliore.
“La mia guerra in Grecia e
Montenegro”
di Angelo Zambotti
S
ono passati più di 65 anni dall’ultimo giorno al
fronte, ma i ricordi sono ancora nitidi nella sua
mente: stiamo parlando di Guerrino Tonini, classe
1920, nostro compaesano che ha preso parte alla seconda
guerra mondiale.
Partì per la naja a Laives il 9 marzo del 1940, ma dopo
pochi mesi fu spedito al fronte sul confine francese, presso il Col di Tenda. Come accadde per molti altri, tra cui
Adriano Guetti suo compagno di battaglione, poco dopo
il rientro in patria fu spedito in Albania con il generale De
Cia per la guerra con i Greci.
Il 2 novembre i soldati si imbarcarono a Brindisi per Valona, dove c’era la divisione Julia che li attendeva. «In
novembre i Greci ci respinsero più volte – spiega Guerrino
– poi ci fu un periodo di calma, ma anche di grande miseria: eravamo sempre senza viveri, si mangiavano fagioli,
mais, cavoli, pecore che trovavamo là, ci arrangiavamo
come potevamo; era difficile anche spostarsi, non c’erano
strade ma soltanto mulattiere, in inverno accusammo molte
perdite e molti congelati».
Dopo una pausa, in primavera riprese l’avanzata al comando del generale Cavallaro: «Il giorno di Pasqua del
‘41 ricevemmo dal cappellano la comunione, poi siamo
partiti e in circa un mese siamo arrivati ad Atene: è stata
‘na tribulada in quanto molti ponti erano saltati e ci era
difficile avanzare». Tonini ricorda un aneddoto di questo
periodo: «Avevamo sempre fame, robe da mangiare ce
n’erano poche, così un giorno incrociai il compaesano
Settimo Zambotti che mi diede un pugno di bombi, fondamentali per sfamarmi almeno un po’».
Terminata la guerra con i Greci, non ci fu l’auspicato ritorno in patria, ma i soldati si trasferirono prima a Tirana,
per poi andare in Montenegro a combattere i ribelli di Tito.
«Le battaglie con i ribelli erano di una durezza inimmaginabile, in particolare ricordo il primo dicembre, quando
a Plevie abbiamo avuto molte perdite e costruimmo un
cimitero militare».
I mesi in Montenegro hanno lasciato il segno: «Molti
soldati hanno subito delle amputazioni dopo essersi congelati gli arti; io per fortuna mi accorsi di non sentirmi
più i piedi e sono riuscito a scongiurare un’amputazione,
però ancora oggi se metto il piede al caldo sento un gran
dolore!». Del periodo montenegrino Guerrino racconta
Tonini Guerrino e
Aloisi Angelo
Guetti Adriano e
Tonini Guerrino
un retroscena: «Una volta portavamo da un luogo ad un
altro una ventina di prigionieri, io chiudevo la fila; fra di
loro c’erano anche un anziano e una bambina di sette-otto
anni che gridavano e piangevano: mi facevano pena, così
ho sussurrato ai due di scappare tra i boschi senza farsi
vedere, loro non credevano alle loro orecchie e se ne sono
andati continuando a guardarmi, sicuramente per tutta la
vita si sono ricordati di me».
Nel ‘42 arrivò per Tonini una licenza premio, dopo quattro
licenze promesse, ma mai mantenute per la necessità di
uomini al fronte. Dopo un periodo a Gap e Grenoble con
le truppe di occupazione, il 7 settembre del ‘43 Guerrino
ricevette il telegramma della morte del padre Beniamino,
che lo fece rientrare a Fiavé. Nella sfortuna per la perdita
di un genitore, una coincidenza fortunata: dall’ 8 settembre, infatti, cominciarono le deportazioni di italiani in
Germania e Inghilterra, dalle quali moltissimi non sono
più tornati.
Al termine del suo racconto, Guerrino si lascia andare:
«Spero che i giovani non trascorrano gli anni che ho passato io e che non ci siano più guerre; io per molto tempo ho
sognato ancora quei periodi, sono cose che non dimentichi
mai, n’ho vist assà!». La moglie è dello stesso avviso, con
l’esperienza di chi ha conosciuto certi periodi: «Appena
sento in televisione o sui giornali che ancora oggi si parla
di giovani nazisti o fascisti mi vengono i brividi, dopo
tutte le disgrazie che hanno causato, si vede che non hanno
vissuto quegli anni».
32
Le cinque chiese di Fiavé
di Paola Bronzini
E’
opinabile pensare che il primo nucleo abitativo
di Fiavé occupasse l’intera area circostante la
chiesetta di S. Zeno, ma da una attenta analisi
dei documenti che ci raccontano il susseguirsi dei cantieri
delle cinque chiese fiavetane ci rendiamo conto che questa
tesi può prendere corpo ed essere avvalorata da tutta una
serie di dati.
Prima e seconda chiesa di San Zeno
I primi atti che testimoniano l’esistenza di questa cappella
risalgono al 1444 e in particolare a un frate, tale Pietro di
Prussia1, che la abbandona per tornare al suo monastero.
L’antica chiesa dedicata a San Zeno o San Zenone2 viene costruita probabilmente nel corso dell’undicesimo
secolo sia pure con un edificio che non è quello che ci
appare oggi, poiché il vecchio fabbricato viene modificato diverse volte nel corso dei secoli. Il tempietto
era ovviamente una chiesa medievale. Gli atti visitali
del 1603 ci informano della chiusura di una finestra
e di due altari: uno centrale dedicato a S. Zeno e, a
sinistra, “di una pala assai bela et ornata”3 dedicata a
La seconda e attuale chiesa di San Zeno
Come ci appare oggi l’interno della chiesa di San Zeno
S. Maria Maddalena4. Alla chiesa si accedeva mediante una
gradinata5, preceduta, come ci raccontano alcuni documenti del 1708, da un atrio o vestibolo dove in genere venivano
eseguite le tumulazioni. A est mediante una piccola porta
si accedeva all’alto campanile che sovrastava le umili
abitazioni con i tetti in paglia dei fiavetani di quel tempo.
Il campanile fu danneggiato in un paio di occasioni (nel
1672 e nel 1709) da un fulmine così come pure testimonia
don Luigi Baroldi6 nei suoi scritti alla fine dell’Ottocento.
L’edificio di culto era inglobato alla torre campanaria7: a
mattina c’erano la sacrestia e l’oratorio mentre a nord il
cimitero. All’interno la chiesa si presentava a navata unica ad avvolto divisa in due da una balaustra in legno che
separava il presbiterio e il coro dai banchi dei fedeli. Al di
sopra dell’ingresso trovava posto una loggia mentre, come
1
4
3
5
6
7
Santa Maria Maddalena: la peccatrice di Magdala che baciò i
piedi a Gesù durante la mensa in casa del Fariseo.
Questo era dovuto al fatto che il piano di calpestio del tempo era
inferiore di qualche metro rispetto all’attuale.
Don Luigi Baroldi (Fiavé 1853 – Pranzo 1904) fu un grande naturalista, scienziato e giornalista del suo tempo.
Questo particolare si può facilmente verificare guardando l’attuale
campanile sul lato di nord-est: qui troviamo i resti di quello che
era la copertura della vecchia chiesa.
33
2
La citazione però non è del tutto chiara poiché non capiamo se
effettivamente ci riferiamo allo stato di Prussia o alla frazione di
Prusa nel comune di S. Lorenzo in Banale.
Nei documenti antichi il santo viene chiamato San Zenone e fu
l’ottavo vescovo di Verona.
Don Lorenzo Chiocchetti nella sue “Memorie religiose di Fiavé”
ricorda una tela raffigurante Santa Maria Maddalena che, portata
a Trento per essere restaurata, finì erroneamente al Castello del
Buonconsiglio.
Chiesa di San Sebastiano
Ricostruzione grafica di don Lorenzo Chiocchetti presente nel suo
scritto “Memorie religiose di Fiavé”
si usava al tempo, nel pavimento erano tumulate le più
importanti famiglie di Fiavé. Gli atti ci dicono che i muri
della piccola costruzione religiosa erano piuttosto umidi
probabilmente perché all’esterno la terra delle sepolture
veniva addossata contro la chiesa. Questo inconveniente
era causato dal fatto che il piccolo cimitero non era più
sufficiente per rispondere alle esigenze di ampliamento del
paese. Una data ricordata nei conti della chiesa è il 1689,
anno in cui la cappella fu vittima di un grande incendio.
Anche durante il 1832 verrà assalita dalle fiamme che bruceranno oltre alla chiesa gran parte del rione8 dei sotratori9.
La chiesa dopo tale sciagura cadde pian piano in rovina.
In data 26 agosto 1868 la Fabbriceria chiede alla Curia di
benedire la nuova cappella di S. Zeno (quella attuale) costruita su parte dei ruderi della precedente. Il nuovo edificio
venne benedetto il 12 aprile 1869 giorno di San Zenone
dal curato di Fiavé don Francesco Belliboni e inaugurata
con una “festa sollenissima e salutata dalla comune gioia
e da rumoreggiare sparo di mortaretti”.
8
9
I documenti ci riportano le morti di due bambini di quattro anni:
Armani Luigi e Giuseppe Benini.
Il paese di Fiavé è notoriamente diviso in due grandi contrade:
quella dei sabadini (la zona sud dell’abitato) e quella dei sotratori (sot-la-tor: probabilmente si intende la parte del paese al di
sotto della torre campanaria della vecchia chiesa).
Man mano che il paese si ingrandisce verso sud sorge
l’esigenza di un nuovo e più grande edificio di culto che
risponda a questa espansione territoriale dovuta in primo
luogo all’aumento della popolazione fiavetana.
Nel 1573 la Visita (pastorale) ci dice che la Villa di Fiavé
è estesa (“quae magna est”) e ci sono ben due chiese:
quella di San Zenone e quella di San Sebastiano. Ma
oltre a ciò in questa citazione non ci sono dettagli che ci
descrivono come era la vecchia chiesa parrocchiale.
Si può dire con una certa precisione dov’era la vecchia
costruzione religiosa poiché dalle carte manoscritte dell’archivio parrocchiale, vergate di pugno da don Antonio
Leonardi10 (curato), risulta che in data 8 marzo 1877 le
fondamenta della nuova chiesa erano già state poste e
che la vecchia “di necessità dovrà venir atterrata, mentre
non potrei ottenere che la nuova chiesa fosse posta in
altra posizione perché rimanesse intatta la vecchia”. E
in data 23 luglio 1878, il medesimo curato scrive: “per
usufruire dei materiali della vecchia chiesa, venne questa
demolita”. In definitiva quindi l’antica costruzione si
trovata al di sotto dell’attuale piazza San Sebastiano11
con orientamento della navata nord-sud e accesso dal
lato nord dell’edificio.
La chiesa si presentava come un volume semplice e lineare con il tetto a capanna, il campanile si trovava sul
lato della sagrestia ossia a sud-ovest. Gli atti visitali12 del
1671 ci parlano della sacrestia dicendoci che è in “capo
alla chiesa” ossia dietro l’altare (a sud) e in fondo al
presbiterio trovava posto la porta di accesso alla risalita
del campanile.
L’edificio di culto era composto da una sola navata con
sovrastante grande avvolto in muratura. I muri perimetrali
presentavano tracce di umidità e allora si ordina “che li
muri abbasso al corpo della chiesa siano sbianchezati ove
ne fa bisogno, et siano reparate quelle fessure che sono
nel volto, et l’imagini che sono in detti muri assai smarrite, over siano rinfrescate over siano biancheggiati li muri
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11
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Don Antonio Leonardi (nato ad Ala) venne a Fiavé l’8 dicembre
1873, come prima esperienza da curato, all’età di trentaquattro
anni.
L’attuale piazza San Sebastiano, infatti, si chiama così proprio in
ricordo della vecchia chiesa e non in riferimento a quella attuale
di Santi Fabiano e Sebastiano. Inoltre prima dell’asfaltatura
di questa area molti ricordano che durante i temporali con la
pioggia che spazzava via la terra tornavano alla luce i muri di
fondazione della prima parrocchiale.
Gli atti visitali erano delle relazioni che in passato venivano di
volta in volta stilate dopo la visita pastorale del vescovo. Si tratta
di veri e propri documenti ufficiali che spesso riescono a fornirci
abbondanti notizie ecclesiastiche, religiose, civili e sociali.
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13
14
15
Da questa citazione si capisce che i muri erano appoggiati
direttamente sul terreno e quindi “soffrivano” della cosiddetta
umidità ascendente. Inoltre si intuisce che la chiesa probabilmente era completamente affrescata e con questo sistema di
intonaco (“biancheggiati”) sarebbero sparite le preesistenti
figure sulle pareti.
S. Antonio di Padova (Lisbona 1195 – Padova 1231) fu portato
in questa città dai suoi confratelli poiché è li che lui disse di
voler morire.
Probabilmente il crocifisso presente nella prima chiesa parrocchiale è quello che oggi troviamo all’interno dell’attuale Santi
Fabiano e Sebastiano. Una tradizione popolare ci racconta che
questo crocifisso doveva essere portato e sistemato all’interno
della cappella di San Rocco. Il giorno previsto per la processione
però piovve talmente tanto che la popolazione fiavetana vide in
questo un segno divino e perciò decise di lasciare il crocifisso
dove stava ossia all’interno della chiesa parrocchiale.
e in particolare l’esigenza di una tettoia sulla facciata di
ingresso alla chiesa.
Probabilmente oltre a questo accesso principale c’era anche un’altra porta ad ovest mediante la quale dalla navata
si accedeva direttamente al cimitero. Di questo si trova
memoria continuata dal 1655 al 1873 nei registri dei morti
esistenti nell’archivio decanale di Vigo Lomaso. Inoltre
è puntualmente specificato se il defunto fu seppellito nel
cimitero o nella chiesa di S. Sebastiano oppure nel cimitero
o nella chiesa di San Zeno. Da qui si scopre che in data 29
ottobre 1713 c’è stato solo un seppellimento nel cimitero
di San Rocco16. Il cimitero di San Sebastiano è pure nominato negli atti visitali in due occasioni. La prima del 1603
nella quale si spiega “che nel sacrato dietro alla chiesa sia
fatto un luogo per riporvi l’ossa dei morti, e la fossa della
gratella sia espurgata”. La seconda nota del 1708 dove si
dice che “secondo la consuetudine l’assoluzione dei defunti
viene fatta tanto nel cimitero come nella chiesa, e tutto fu
trovato in ordine”.
Chiesa dei Santi Fabiano, Sebastiano e
della Vergine Immacolata
Prima di parlare della nuova grande chiesa parrocchiale
di Fiavé bisogna raccontare ciò che successe e animò il
paese prima dell’inizio dei lavori di costruzione ossia
l’importante scelta tra l’edificazione della quarta chiesa
fiavetana o la demolizione e ricostruzione a nuovo dell’antico luogo di culto.
Il primo schieramento, quello degli innovatori, voleva
costruire un quarto edificio religioso su un terreno che
sarebbe stato donato dalla famiglia dei Bronzinoni. Il lotto
in questione altro non era che il prato dove attualmente
troviamo il giardino del Museo delle palafitte di Fiavé
(ossia il cortile del vecchio convento).
Il secondo gruppo di pensiero voleva edificare la nuova
costruzione religiosa in piazza poiché la chiesa era sempre
stata li, al centro del paese, sull’incrocio delle due strade
più importanti dell’abitato. La fazione vincitrice dei tradizionalisti sosteneva che la vecchia parrocchiale andava demolita per recuperare gran parte delle pietre della vecchia
costruzione e riutilizzarle nel nuovo grande cantiere.
C’è da dire comunque che queste discussioni animarono
per parecchio tempo il paese tanto che si fecero via via
più accese. La notte del 29 luglio 1877, infatti, si arrivò
a scagliare alcune pietre contro i vetri della camera del
consigliere comunale Francesco Cavalieri. Il Capitanato
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Una ragazza venticinquenne di Cares (forestera): Maria Bombarda figlia di Dioniso, annegata nel Carera nel 1713.
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cancellandole”13. La chiesa era “nimum oscura” (molto
scura) sicché dopo il 1580 si comanda di aprire una nuova
finestra di fianco all’altare (“fist alia finestra e conspectu
altaris”). Questa nuova finestra diventerà in seguito fonte
di un piccolo inconveniente: ci si lamenta poiché qualcuno
la userà come seduta dall’esterno per ascoltare la messa
fuori della chiesa. Perciò nel 1708 “rigorosamente comandiamo che fra lo spacio di quindici giorni venga posta una
lastra di ferro alla finestra laterale dell’altar maggiore per
di fuori, affinché in tempo della Santa Messa non vi possa
sedere alcuno, come abbiamo inteso esservi per l’antico
con somma indecenza praticato”.
Gli altari erano quattro così come ci specificano gli atti
visitali del 1671 e in particolare: frontalmente il principale dedicato a S. Sebastiano, S. Antonio da Padova14, S.
Giuseppe e, incorniciata in una pala dorata, alla Madonna; a sinistra una pala dedicata a Santo Stefano; a destra
un dipinto sulla vita di San Giovanni Battista; sempre a
destra l’altare del S. Rosario con i misteri e la Beata Vergine Maria. Nel 1750 viene nominato un quinto altare a
sinistra, di fronte alla cappella del Santo Rosario, con un
grande crocifisso ligneo15 che prima era appeso nel vuoto
al centro della navata.
Dagli atti visitali e in particolare da un manoscritto della
fine del 1700 possiamo scoprire che “il frontespizio della
chiesa al di fuori è appena coperto il muro della facciata,
perlocchè vi si dovrebbe rimediare con dover tirar fuori
alquanto il coperto di coppi, per potervi stare quando si
battezza, essendo tempo piovoso e nevigoso, e poi anche
per comodo della gente che entra in chiesa, per potervi
anevigare e asciugare, le donne all’ora quando neviga,
perilchè s’è dato caso che io ho dovuto far levare la neve
e il ghiaccio di chiesa co’ badili, statemi portato entro
co’ piedi”. Questa bellissima testimonianza ci racconta
alcune esigenze pratiche della quotidianità parrocchiale
L’attuale chiesa dei Santi Fabiano, Sebastiano e della Vergine
Immacolata nella grande piazza San Sebastiano
distrettuale di Tione scrisse al povero curato dicendogli
e raccomandandogli “di usare nella sua posizione tutti i
riguardi, e di procurare da parte sua di calmare gli animi,
e riconciliarli fra di loro, ond’evitare più sinistre conseguenze”.
Non sappiamo esattamente cosa accadde dopo ma di certo
sappiamo che don Antonio Leonardi scrisse al Capitanato
distrettuale di Tione: “prego codesta inclita carica a volersi
interessare presso l’ecclesia Luogotenenza (di Innsbruck)
onde volgia prender in considerazione la ristrettezza economica in cui mi trovo, ed elargirmi una sovvenzione; tanto
più che quest’anno dietro consiglio de’ medici, per riparare
alla mia risentita salute, sono obbligato a sottostare ad una
lunga e dispendiosa cura, onde non mi avvenga di restare
poi inabile per la cura d’anime”.
Le note successive ci segnalano un altro fatto strano ossia
che alcuni mesi dopo la benedizione della chiesa il curato e
il cappellano vengono sostituiti. Non sappiamo quali siano
state le cause di questo cambiamento, ma probabilmente
i due poveri sacerdoti erano al culmine di mille piccole
preoccupazioni legate alla costruzione del nuovo edificio
e alle discussioni tra i due animati gruppi di pensiero.
Di sicuro don Leonardi conservò sempre un buon rapporto
con Fiavé tanto che vi ritornò molte volte, anche ufficialmente, per la consacrazione della chiesa (il 10 ottobre
1885), per la benedizione delle campane (il 15 agosto
1900) e per messa del nuovo curato don Antonio Faes (il
30 ottobre 1919).
Le date certe riferite a questa costruzione di culto sono tre:
edificata nel 1877, consacrata nel 1885 e decorata nel 1924.
Da un foglio esistente nell’archivio parrocchiale si evince
che in data 8 marzo 1877 il curato don Antonio Leonardi
chiede alla Curia la delega per il Decano di Lomaso a
benedire la prima pietra della nuova chiesa “della quale si
sono già poste le fondamenta, per il giorno 12 aprile festa
di San Zeno”.
E aggiunge: “verrebbe dedicata ai titolari della vecchia
chiesa, che di necessità dovrà venir atterrata, mentre per
quanto mi sono adoperato non potei ottenere che la nuova
chiesa fosse posta in altra posizione perché rimanesse
intatta la vecchia”. Nel libro delle messe troviamo che il
giorno 12 aprile 1877 il curato celebra una funzione “pro
plebe fiavetana” ossia per il popolo di Fiavé.
Inoltre nel libro delle messe, il giorno 8 dicembre 1878,
si trova la nota che dice “otto dicembre, nella festa della
Beata Vergine Immacolata, dal Decano di Lomaso don
Costante dal Rì fu benedetta la nuova Chiesa dedicata
alla Beata Vergine Immacolata e ai S.S. Martiri Fabiano
e Sebastiano, con gioia di tutto il popolo di Fiavé”.
Sempre nel libro delle messe in data 10 ottobre 1885 si
legge che “Oggi fu consacrata questa chiesa” e il giorno
dopo 11 ottobre: “Oggi celebrò la S. Messa il Rev.mo e Ill.
mo Giovanni Giacomo Della Bona, Principe Vescovo di
Trento”. Fra le firme dei sacerdoti celebranti tale funzione
troviamo anche don Antonio Leonardi promotore e costruttore della chiesa, a quella data parroco ad Aldeno.
Una curiosità che spicca in questi documenti è che durante
il cantiere della nuova chiesa il curato don Antonio Leopardi, trovandosi senza un luogo dove celebrare i sacramenti,
chiede permesso alla curia di confessare gli uomini in
canonica, mentre il S.S. Sacramento era custodito a San
Zeno dove inoltre si celebrava la messa nei giorni feriali
precisando che “le altre funzioni festive si tengono in una
chiesa posta ad una estremità del lungo paese, anzi fuori
dello stesso”, ossia S. Rocco.
Il progetto per il nuovo edificio fu steso dall’architetto
Dalla Laita di Arco mentre la costruzione vera e propria
fu affidata all’impresa Alberini. Ma bisogna ricordare che
in un paese povero, in un periodo di estrema mancanza di
denaro la volontà della gente contribuisce ed ha contribuito
quasi esclusivamente ai lavori del grande cantiere. In questa sede si ricorda l’autentica opera di volontariato da parte
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Chiesa di San Rocco
Pur essendo stata costruita dopo le prime due (la prima
chiesetta di San Zeno e la prima parrocchiale quella di San
Sebastiano) andate entrambe distrutte è, ad oggi, la chiesa
più antica di Fiavé.
Di essa non ne troviamo traccia fino al 1537, quindi la
data 1575, citata sugli stipiti, si riferisce al suo presunto
anno di costruzione. I documenti la citano come cappella
cimiteriale votiva legata alla peste e quindi al culto di San
Rocco17. Il fatto curioso però è che il giorno della sua consacrazione, il 9 febbraio, è invece legato a S. Appollonia18 e
17
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19
San Rocco è ricordato come patrono della peste. Durante la sua
breve vita si dedicò all’assistenza degli ammalati di peste e numerose furono le guarigioni miracolose legate alla sua presenza.
Santa Apollonia: patrona dei dentisti. Durante le persecuzioni
contro i cristiani l’anziana vergine Apollonia venne arsa sul rogo
dopo che le furono rotti tutti i denti.
Frase più volte citata da don Lorenzo Chiocchetti nelle sue
preziose “Memorie religiose di Fiavé”.
quindi ad un vicino capitello fiavetano dedicato alla santa.
Nel 1603 gli atti visitali descrivono la chiesa con sagrato,
muri di recinzione sul davanti e un piccolo vestibolo di
ingresso alla cappella.
Sempre da questi documenti capiamo che già allora c’erano
gli imbrattatori di muri, infatti, fu ordinato di tinteggiare le
pareti esterne per cancellare le scritte offensive e deturpanti
realizzate con il carbone.
All’interno dell’edificio religioso le cose sono rimaste
pressoché inalterate: l’aula unica ad una sola navata e la
sacrestia dietro l’altare così come nell’antica chiesa di San
Sebastiano.
Il cimitero così come lo vediamo oggi fu costruito sul sedime di un’antica fossa comune scavata durante il periodo
delle pestilenze e, per evitare contagi, posta al di fuori
dell’abitato. Durante il passaggio delle truppe francesi del
generale Vendome il cimitero fu profondamente danneggiato e quindi negli anni successivi si dovette sostenere la
spesa di riparazione e ricostruzione dei muri perimetrali
dello spazio funebre.
Abbiamo visto come curiosare nei documenti antichi sia
proficuo e ora avendo verificato tutta una serie di supposizioni non mi resta che concludere questo mio lungo articolo pieno di citazioni con un frase19 del nostro compaesano
don Luigi Baroldi che scrisse: “In questa memoria vennero
raccolti i fatti più salienti che mettono in bella mostra la
fedeltà degli abitatori di questa valle; possano questi essere
sprone a nobile emulazione, imitando i nostri padri nel
conservare intatta e alta sempre quella bandiera su cui essi
scrissero a grandi linee, colle parole e con i fatti”.
L’isolata chiesa di San Rocco sulla
strada verso il capitello di Santa
Apollonia
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della sopraccitata famiglia ormai estinta dei Bronzinoni.
La chiesa viene edificata su un lotto di proprietà della Confraternita del S. Rosario e non come si pensa sul terreno
di proprietà dei Conti Trapp di Castel Campo (su quello
si edificherà l’attuale asilo). Nell’archivio parrocchiale e
in particolare nel libro di inventario del 1847 troviamo,
infatti, che in “località Canal esiste un’arativa di proprietà
dell’Altare del Santo Rosario” di cui sono confinanti il
vecchio cimitero, i signori di Castel Campo e il signor
Giovanni Baldessari.
Sport invernali
Sci da fondo
Anche quest’anno lo Sci Club Fiavè, impegnato
come sempre sia nell’attività agonistica dei suoi
atleti, ma anche nella promozione dell’attività
sportiva nel settore giovanile, offrirà a tutti i
residenti e ospiti di Fiavè, l’opportunità di sciare
come gli altri anni, anche in mancanza di neve.
Grazie ai dirigenti della società sportiva e dei
volontari appassionati, verrà approntata sempre
in località Pineta una pista di circa due chilometri
che si snoderà lungo un percorso migliore rispetto
agli altri anni. Durante le feste natalizie sarà organizzato il corso di sci da fondo, che permette a
tutti di avvicinarsi a questo sport da sempre molto
sentito nella nostra comunità.
Sci da discesa
Ricordiamo a tutti i cittadini residenti a Fiavè che
è possibile utilizzare l’impianto di risalita di Bolbeno a prezzi agevolati e anche noleggiare tutta
l’attrezzatura per la pratica dello sci da discesa a
costi estremamente ridotti.
Ragazze dello Sci club Fiavè in gara a Passo Campo Carlo Magno
Piastra del ghiaccio
Pattinaggio
Apertura al pubblico dal 1 dicembre 2008 al 28 febbraio
2009
Per informazioni rivolgersi al gestore Rino Wegher (cellulare 3402203535).
La piastra rimarrà aperta tutti i giorni della settimana nelle
seguenti fasce orarie con i seguenti turni:
- pomeriggio dalle 14.00 alle 17.30
- sera dalle 20.00 alle 23.00
Durante le feste natalizie sarà garantita anche l’apertura al
mattino dalle ore 10.00 alle 12.00.
La piastra del ghiaccio in Loc. Pineta
Il lunedì e il giovedì sera sono riservati alla pratica dell’
hockey, ad esclusione del periodo natalizio, per cui l’accesso è riservato ai soli sportivi con abbonamento.
Tariffe:
• abbonamento stagionale: giovani fino a 14 anni, €
31,00; adulti, € 62,00 (se adulti residenti nei comuni
convenzionati € 42,00);
• tariffe d’ingresso per singolo turno: giovani fino a
14 anni, € 2,00; adulti, € 4,50 (se adulti residenti nei
comuni convenzionati, € 2,00).
• nei giorni feriali la struttura potrà essere riservata agli
istituti scolastici (€ 1,00 per ogni alunno).
• ingresso per hockey: solo sportivi con abbonamento
stagionale di € 35,00.
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La redazione e l’amministrazione comunale
colgono l’occasione per porgere a tutti
gli auguri di
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Buon Natale e Felice Anno Nuovo

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