La Voce di Romagna - Unindustria Rimini

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La Voce di Romagna - Unindustria Rimini
CONFINDUSTRIA RIMINI
Mercoledì, 22 gennaio 2014
Mercoledì, 22 gennaio 2014
Testate
Rimini Nord, per le nuove fogne un conto di mille euro a famiglia
Da Il Resto del Carlino (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:34:00
I romagnoli più poveri degli emiliani, Rimini fanalino di coda per...
Da Il Resto del Carlino (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:34:00
Mini Imu, «versatela entro venerdì»
Da Il Resto del Carlino (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:34:00
Trasporto locale, venerdì
Da Il Resto del Carlino (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:34:00
«Dietro il fallimento della Valleverde un piano per sottrarre 10...
Da Il Resto del Carlino (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:34:00
Dai fasti di Pelè al tracollo
Da Il Resto del Carlino (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:34:00
E adesso i negozi rischiano il sequestro
Da Il Resto del Carlino (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:34:00
Soldi in arrivo per le aziende colpite
Da Il Resto del Carlino (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:34:00
Dipendenti e manager contro il sequestro L' appello al tribunale condiviso...
Da Corriere di Romagna del 2014­01­22T05:02:00
Valleverde, patto nascosto dietro al crac
Da Corriere di Romagna del 2014­01­22T05:02:00
I pagamenti ritardati costano al Comune un milione di euro
Da Corriere di Romagna del 2014­01­22T05:02:00
Aeroporti, il sistema Romagna?
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:02:00
Speranza Soldi entro 10 giorni
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
L' azienda: "Lasciateci lavorare altri due mesi"
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
Valleverde, via a sequestri e perquisizioni
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
C' è uno spiraglio, sospeso lo sciopero di oltre 30 pescatori di...
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
Fiera, Palas e aeroporto: pronti gli scudi
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
Mano alle fogne e al portafoglio
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
Quattro i cantieri aperti Già in programma riconversione del...
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
Per i danni dal nevone 240mila euro
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
In consiglio l' adozione dell' atteso Psc
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
Tarsu a +41% "La scelta fu politica"
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
Mini­Imu, la scadenza è il 24 gennaio Il
Da La Voce di Romagna (ed. Rimini) del 2014­01­22T05:03:00
"Il giudice bocci il provvedimento e dissequestri l' azienda"
Da Il Nuovo Quotidiano di Rimini del 2014­01­22T05:22:00
Le tappe del piano di salvataggio
Da Il Nuovo Quotidiano di Rimini del 2014­01­22T05:22:00
Valleverde, raffica di perquisizioni
Da Il Nuovo Quotidiano di Rimini del 2014­01­22T05:22:00
Avvocati intercettati I nastri saranno distrutti
Da Il Nuovo Quotidiano di Rimini del 2014­01­22T05:22:00
"Su aeroporto, Fiera e Caar scelte...
Da Il Nuovo Quotidiano di Rimini del 2014­01­22T05:22:00
Allacciatevi alle fogne, c'è lo sconto
Da Il Nuovo Quotidiano di Rimini del 2014­01­22T06:43:00
Nevone 2012 Soldi alle aziende agricole danneggiate
Da Il Nuovo Quotidiano di Rimini del 2014­01­22T06:43:00
Mini Imu, l' imposta va pagata entro venerdì prossimo
Da Il Nuovo Quotidiano di Rimini del 2014­01­22T06:43:00
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Rimini Nord, per le nuove fogne un conto di mille
euro a famiglia
Case e imprese sono obbligate a sdoppiare le proprie tubazioni.
SCONTI per tutti, dalla progettazione alla
tassa di allacciamento agli interventi nei terreni
privati.
Comune e d Hera cercano di gravare meno
possibile sulle tasche dei cittadini di Rimini
Nord, chiamati a sdoppiare le proprie
condutture fognarie, pagando per la parte
privata dell' intervento. Nonostante maxi­sconti
e forfetizzazioni ciascuna delle 1.010 utenze,
tra famiglie e attività economiche o
condominiali, dovrà mettere mano al
portafoglio. Sborsando in media sui mille euro
ciascuna. Si tratta di allacciamenti le cui acque
oggi finiscono ?miscelate' (bianche e nere)
nelle fosse Matrice, Sacramora, Turchetta. Ma
nella zona ­ tra Viserba e Rivabella ­ la rete
pubblica è già sdoppiata.
Ora tocca ai privati, se vogliono il mare pulito.
I l Comune ha pubblicato l' ordinanza «per
adeguare gli impianti fognari privati alla rete
già sdoppiata presente Rimini Nord. Entro l'
estate 2016 nessun divieto di balneazione tra
Viserba e Rivabella». Sarà il primo tratto di
costa ?col filtro'. A quella data anche aprendo
le famigerate paratoie in caso di maxi­piogge, in mare finirà solo innocua acqua piovana. E niente più
diveti di balneazione. L' ordinanza impone tempi stretti. «Entro fine aprile ­ spiega la Visintin ­ va redatto
il progetto dal tecnico del privato, o dai tecnici Hera se incaricati, a costo zero, compreso nel contributo
di allacciamento» (in media scende da 1.300 a 300 euro). Ciò previo sopralluogo e valutazione tecnica.
Dal 1° maggio partono 90 giorni massimi per allacciarsi alle fogne nere: «i lavori vanno ultimati entro
fine luglio». Anche questi si possono fare in proprio, o farli fare al proprio idraulico di fiducia, oppure
incaricare Hera. Che anche qui propone un forfait: «da poche centinaia ­ spiega il responsabile
territoriale Tiziano Mazzoni ­ a un massimo di 1.000 euro per le utenze domestiche. Costi più alti per
condomini, alberghi e ristoranti». In caso di incarico a Hera, la multiutility, su richiesta del Comune, si è
impegnata ad applicare al costo degli allacciamenti uno sconto in base a complessità e onerosità dei
lavori. Per spiegare i dettagli agli interessati si terranno vari incontri con Hera e l' assessore Visintin: il 4
e 5 febbraio al liceo Serpieri di via Sacramora; l' 11 alle medie Alighieri di via Coletti. Dimenticavamo: l'
ordinanza specifica che se un cittadino (o impresa) non dovesse fare l' intervento nei tempi previsti,
beccherà una diffida e altri 60 giorni per procedere.
Dopo i quali c' è la denuncia all' autorità giudiziaria (in ballo la salute pubblica), esecuzione d' ufficio dei
lavori e addebito al cittadino ?ribelle'. Info: [email protected] tel. 0541/908462 Mario Gradara.
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GRADARA MARIO
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I romagnoli più poveri degli emiliani, Rimini fanalino
di coda per il reddito
I dati forniti dalla Cisl: «I nostri laureati fanno maggior fatica a trovare lavoro»
I ROMAGNOLI più ?poveri' degli emiliani. E i
laureati di Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena
faticano di più a trovare lavoro nelle imprese,
rispetto ai colleghi di Bologna e del resto della
regione. Una ?fotografia' che fa riflettere,
quella scattata dalla Cisl Romagna, che oggi
presenterà al Gros al convegno Il divario
generazionale in Romagna i risultati della
ricerca sulla ricchezza e sulle prospettive
occupazionali dell' area romagnola, confrontati
col resto dell' Emilia.
Salta subito agli occhi, come rileva il
segretario Cisl Massimo Fossati, la differenza
dei redditi tra Emilia e Romagna. «Il reddito
medio in Romagna, calcolato sulle 50mila
dichiarazioni 2012 che seguiamo con il nostro
Caf, è di 21.704 euro, con Rimini fanalino di
coda con 21.183 euro. Nel resto dell' Emilia il
reddito medio è di 24.252 euro, con Bologna in
testa (25.828 euro)». Nel Riminese, tra l' altro,
il 56% ha un reddito inferiore a 20mila euro, il
17% è sotto i 10mila. Senza dimenticare che
53.180 pensioni nel Riminese sono sotto i 500
euro (il 53% del totale). Se poi si va a vedere il
reddito per tipologie, «coloro che gestiscono alberghi e ristoranti sono quelli che dichiarano meno, sotto
i 10mila euro (a Ravenna e Forlì­Cesena invece la media sfiora i 15mila)». E' chiaro, continua Fossati,
che «il minor reddito e le basse pensioni sono legate al lavoro atipico legato al turismo, e all' evasione
fiscale». Eppure, se si vanno a confrontare i consumi, «si scopre che in Romagna i consumi, nonostante
la crisi, restano più alti che in Emilia: 19.159 euro pro capite contro i 19.089 del resto della regione, e i
16.113 dell' Italia». La Romagna ha un' altra caratteristica: rispetto all' Emilia investe nel mattone, più
che nella finanza. Tra il 2008 e il 2011 le famiglie romagnole hanno investito di più sugli immobili
(+0,7%) rispetto alle emiliane (+0,1%) ma hanno ridotto le attività finanziarie (­8,6%) al contrario di
quanto è avvenuto nel resto della regione (+1,8%). E il 68% dei contribuenti in Romagna possiede tra i
2 e i 4 immobili, contro il 56% di quelli emiliani. Rimini ha il primato dei ?re del mattone': il 25%
possiede tra i 5 e i 10 immobili, contro la media romagnola del 23%. Ricchezze costruite negli anni, ma
ora per i giovani è dura trovare lavoro. Solo il 12% delle assunzioni del 2012 in Romagna nel settore
industria richiedeva una laurea, contro il 22% dell' Emilia. La Romagna ha insomma necessità di
recuperare rispetto all' Emilia, «e di giocare di squadra. La partita degli aeroporti lo dimostra: Rimini e
Forlì si sono fatte la guerra per anni, poi entrambi gli scali sono falliti...». A proposito di partecipate,
Rimini aveva 339 milioni di euro partecipazioni (nel 2011) contro i 602 di Bologna, i 610 di Ravenna, i
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360 di Forlì­Cesena.
«La situazione economica impone risparmi sulle partecipate, e una pianificazione che vada oltre i
confini delle attuali province».
Manuel Spadazzi.
SPADAZZI MANUEL
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TARTASSATI SUL WEB GLI UFFICI DEL COMUNE CONTINUANO A DARE RISPOSTE
CONTRADDITTORIE.
Mini Imu, «versatela entro venerdì»
Ma Brasini ribadisce: «Niente multe per chi salda l' imposta a giugno»
MINI Imu, maxi caos. Chi ci capisce qualcosa
è bravo, ma nell' incertezza buona parte dei
riminesi pagheranno. Lo dimostrano le code
che si sono ripetute anche ieri negli sportelli di
Poste, banche e negli uffici dei vari Caf (i
centri di assistenza fiscali) presi d' assalto per
il conteggio e il pagamento dell' imposta sulla
prima casa. Secondo Paolo Conti, riminese,
dirigente nazionale del Caf Acli, «almeno il
90% delle famiglie di Rimini pagherà la mini
Imu entro venerdì, nonostante la confusione e
le code. Anche perché, come già rilevato, l'
imposta non è molto alta e molti vogliono
evitare di avere problemi in futuro».
VERO, ma resta il fatto che la manovra di
palazzo Garampi, che ha dato la possibilità di
saldare il conto della mini Imu entro il 16
giugno senza incorrere in sanzioni, sta
continuando a creare parecchi dubbi nei
contribuenti. E anche le risposte date dagli
uffici non sono proprio così chiare. L' altra sera
uno dei tanti riminesi alle prese con la mini
Imu, Valter Venturelli, ha posto il quesito sulla
pagina Facebook del Comune. «Ho ricevuto il
modulo relativo al pagamento della mini Imu. Però la scadenza è il 24 gennaio 2014 e non il 16 giugno
2014, come da voi annunciato. Che devo fare? Pagare o aspettare giugno? E se non pago il 24 gennaio,
non è che poi l' Agenzia delle entrate mi manda la mora?». Dall' ufficio urp (quello delle pubbliche
relazioni) gli rispondono che «la scadenza è il 24 gennaio», e poi consigliano a Venturelli di consultare il
sito web del Comune dove si trova la famosa delibera della giunta. E' quella in cui si dice che la
scadenza per il saldo della mini Imu resta venerdì, ma che si può pagare entro il 16 giugno senza
sanzioni.
IL DUBBIO resta in molti riminesi, e le indicazioni degli uffici non aiutano. Anche se per l' assessore al
Bilancio Gianluca Brasini la risposta data a Venturelli «è corretta. Lo ripeto: la scadenza di legge per il
pagamento è venerdì 24 gennaio, e noi non abbiamo mai affermato il contrario. Noi diciamo che non
applicheremo sanzioni e interessi a chi paga fino al 16 giugno». Tutto chiaro? Lo vedremo a giugno.
Certo è che molte famiglie hanno deciso di pagare subito, senza aspettare giugno. Le file al Caf Acli di
via XX Settembre, solo per citarne uno, lo testimoniano. Agli uffici, che da giovedì fanno gli straordinari
per fare fronte alla mole di pratiche, in pochi giorni si sono rivolti già quasi 2mila riminesi. Per la
precisione 186 giovedì, 405 venerdì, 270 sabato, 552 lunedì e quasi altrettanti ieri. Fino a venerdì si
annuncia una fila continua. «Non sappiamo poi se tutti quelli che ritirano il modulo per pagare la mini
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Imu, salderanno poi effettivamente l' imposta entro il 24 ­ precisa Conti ­ Ma la sensazione, come detto,
è che molti preferiscano togliersi il pensiero subito, senza aspettare, visti anche gli importi tutto
sommato esigui». Il problema sarà pagare, vista la ressa di questi giorni, con code ovunque.
Manuel Spadazzi.
SPADAZZI MANUEL
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DISAGI.
Trasporto locale, venerdì sciopero di 24 ore
Per venerdì 24 gennaio 2014 la Segreteria
Nazionale USB Lavoro Privato ha proclamato
uno sciopero nazionale del trasporto pubblico
locale di 24 ore. Start comunica che non sarà
pertanto garantito il normale svolgimento dei
servizi di trasporto pubblico su gomma dall'
inizio alla fine del servizio. I servizi saranno
comunque assicurati nelle fasce orarie di
garanzia 6­9 e 13­16.
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«Dietro il fallimento della Valleverde un piano per
sottrarre 10 milioni di euro»
Le accuse pesantissime della Procura. Perquisizioni in tutta Italia.
DIETRO il concordato per salvare la
Valleverde, grazie a un intreccio societario
sarebbero riusciti a sottrarre all' azienda
parecchi soldi, quantificati dalla Guardia di
finanza in 10 milioni di euro. Questa l' ipotesi
della Procura che lunedì scorso ha disposto
perquisizioni in sei città italiane. Sette, invece,
tra imprenditori e manager, gli indagati dal
pubblico ministero Luca Bertuzzi, per
bancarotta fraudolenta in concorso. Tra questi,
oltre allo storico fondatore dell' azienda,
Armando Arcangeli, c' è anche il direttore
generale, Antonio Gentile, che aveva poi
assunto l' incarico di liquidatore della Spes, la
società in cui si era trasformata la prima spa e
che avrebbe dovuto traghettare lo storico
calzaturificio verso il concordato preventivo.
AVVISI di garanzia, naturalmente, anche agli
imprenditori venuti da fuori che costituendo la
Valleverde srl (per cui è stato già chiesto il
fallimento), avevano ottenuto in gestione di
asset in affitto dalla Spes. Sono Enrico
Visconti, residente a Desenzano del Garda,
Ernesto Bertola, di Brescia, David Beruffi, di
Castiglione delle Stiviere, responsabile finanziario, il romano Raffaele Piacente, e una dipendente della
srl. Manager che, secondo gli investigatori, avevano come unico obiettivo quello di prendersi il marchio
a un prezzo stracciato, e non quello di rimettere in piedi l' azienda.
Non solo, per gli inquirenti, quei 7 milioni di crediti da riscuotere che entravano nell' accordo iniziale e
che la Valleverde srl ha detto alla curatela di non avere ?trovato', sono stati invece distratti e solo in
piccolissima parte impiegati nella ditta. Posizione ?critica', quella dello stesso Arcangeli, sospettato
dalle Fiamme Gialle di non essersene andato a mani vuote. Non pagando l' affitto pattuito, il Tribunale
ha già dato lo ?sfratto' alla Valleverde srl, a cui è stato imposto di andarsene entro il 5 di febbraio,
quando il curatore dovrebbe prendere in mano le redini della ditta, cercando di farla funzionare in attesa
di un acquirente. Una cacciata che ha provocato l' alzata di scudi dei dipendenti. I quali, a detta degli
inquirenti, sarebbero però le vere vittime di questo ?gioco' di società, a cui verrebbero fornite
informazioni fuorvianti per poterli strumentalizzare.
«I LAVORATORI della Valleverde srl ­ scrivono loro in un comunicato ­ si oppongono all' esercizio
provvisorio da parte del curatore e chiedono di far continuare la gestione alla Valleverde srl. La
Valleverde comunica inoltre di aver raggiunto un accordo con altre società che costituiscono una filiera
completa a garanzia del progetto del rilancio del ?Made in Italy' realizzato nel territorio».
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LA STORIA.
Dai fasti di Pelè al tracollo
UN impero ridotto a dispute giudiziarie. Dalle
prime pagine, la laurea ad honoris causa e le
foto con l' amico Pelè, alle indagini. Della
Valleverde di Armando Arcangeli rimaneva
ben poco, nome a parte, prima che
cominciasse questa contorta vicenda
giudiziaria. Il rischio è di non ritrovare più
nemmeno l' ombra di quella grandeur che nei
primi anni del Duemila pareva un' onda
irresistibile. Ma il passato è di quelli che non si
possono dimenticare capace di portare il
piccolo paese di Coriano nel mondo. Nata nel
1970, la Valleverde crebbe in modo
esponenziale tra gli Ottanta e i Novanta
arrivando in seguito a vendere circa tre milioni
di calzature all' anno tramite 2300 negozi nel
mondo di cui oltre 250 monomarca, fatturando
circa 100 milioni di euro. E nei primi anni del
Duemila, Armando Arcangeli era un
personaggio tanto che per quanto aveva fatto
nei trent' anni precedenti, nel 2002 venne
chiamato all' Università di Bologna dove gli
venne conferita la laurea honoris causa in
scienze motorie. Nel giorno fatidico, Arcangeli
si presentò con l' amico o Rey, al secolo Pelè. Passarono sei anni e nel 2008 il patron dell' azienda era
pronto alla sfida dell' Oriente con l' obiettivo di aprire negozi in quantità. Poi la crisi, le difficoltà, il rischio
di chiudere e la cordata che giunse nel 2011. I dipendenti speravano in una rinascita, ed ora si augurano
che non sia la fine di una storia.
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LA VICENDA CRESCE LA PREOCCUPAZIONE TRA I DIPENDENTI.
E adesso i negozi rischiano il sequestro
A rischio anche i negozi Valleverde. E' quanto
vorrebbe scongiurare la stessa azienda. «A
partire dalla fine del mese di gennaio ­ recita
la nota della Valleverde srl ­ è prevista l'
e s e c u z i o n e d e l s e q u e s t r o d e l l ' azienda,
partendo dai punti vendita dislocati sul
territorio, culminante con il sequestro del
complesso aziendale s i t u a t o a Coriano. C i
opponiamo, non ritenendo sussistenti gli
elementi necessari richiesti dalla legge». Una
nota che segue la lettera pubblicata sul Sole
24 Ore e scritta dai dipendenti che si dicevano
contro l' esercizio provvisorio da parte del
curatore preferendo il proseguo dell' attuale
gestione. «Al fine di evitare danni alla stessa
società e al marchio ­ riprende la nota dell'
azienda ­, la Valleverde srl si è, comunque, già
dichiarata disponibile a riconsegnare l'
azienda al termine della stagione produttiva,
fra circa 2 mesi, oppure all' esito dell' attesa
asta giudiziale in cui verrà attribuita
definitivamente la proprietà. Per l' acquisto
dell' azienda, ci sono già state manifestazioni
di interesse oltre dalla Valleverde srl, anche da
altre società calzaturiere, con la comune richiesta avanzata alla curatela di provvedere velocemente alla
vendita competitiva dell' azienda». Ma su tutto rimane la spada di Damocle del sequestro.
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NEVONE.
Soldi in arrivo per le aziende colpite
PER il nevone 2012, sono in arrivo quasi
240mila euro per nove aziende agricole colpite
dai danni del maltempo. Le imprese
zootecniche che sono state ammesse ai
contributi (su un totale di 14 domande
pervenute). La maggior parte dei contributi,
intorno all' 85%, saranno rivolti al ripristino
delle coltivazioni di olivi, tra le più
compromesse in seguito alle nevicate, mentre
la restante sarà rivolta alla ristrutturazione di
capannoni o stalle. «Sono risorse ? dice l'
assessore a l l ' agricoltura d e l l a Provincia,
Fabio Galli ? che portano respiro alle aziende
agricole colpite dalla maxi nevicata del 2012.
Si tratta di interventi mirati e non a pioggia. I
criteri di istruttoria e ammissibilità individuati
dai nostri uffici hanno permesso di individuare,
tra le domande pervenute, le necessità reali e
prioritarie sulle quali investire».
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Corriere di Romagna
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Si oppongono all' esercizio provvisorio da parte del curatore.
Dipendenti e manager contro il sequestro L' appello
al tribunale condiviso dai lavoratori
RIMINI. Se l' ipotesi investigativa si rivelerà
fondata allora i lavoratori dovranno interrogarsi
sulle reali intenzioni della Valleverde srl, per
adesso però, e fino a prova contraria, si
schierano decisamente al fianco di chi finora
ha assicurato lo stipendio e promette
prospettive di produzione e rilancio. C' è il
rischio della strumentalizzazione. In ogni caso
imanager e lavoratori lanciano un appello,
attraverso una nota, per scongiurare l'
e s e c u z i o n e d e l s e q u e s t r o d e l l ' azienda,
prevista a partire da fine mese. «La Valleverde
s.r.l. ­ si legge nel documento ­ si oppone al
sequestro, non ritenendo sussistenti gli
elementi necessari richiesti dalla legge. Al fine
di evitare danni alla stessa Società e al
marchio, la Valleverde s.r.l. si è, comunque,
già dichiarata disponibile a riconsegnare l'
azienda al termine della stagione produttiva,
fra circa 2 mesi, e/o all' esito dell' attesa asta
giudiziale in cui verrà attribuita definitivamente
la proprietà. Per l' acquisto dell' azienda ­
sostiene la societàci sono già state
manifestazioni di interesse oltre dalla
Valleverde s.r.l., anche da altre Società
calzaturiere, con la comune richiesta avanzata
alla curatela di provvedere velocemente alla
vendita competitiva dell' azienda».
«Anche i lavoratori della Valleverde srl ­ prosegue una nota ­ si oppongono all' esercizio provvisorio da
parte del curatore e chiedono di far continuare la gestione alla Valleverde s.r.l., procedendo alla vendita
dell' azienda».
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Corriere di Romagna
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Valleverde, patto nascosto dietro al crac
Bancarotta fraudolenta. La finanza sequestra conti, documenti e computer ai sette
indagati.
d i A N D R E A R O S S I N I RIMINI. Avrebbero
simulato degli atti societari per ottenere l'
ammissione al concordato preventivo, ma fin
dall' inizio ne avrebbero programmato l'
inadempimento attraverso l' uso strumentale
della procedura, allo scopo di procrastinare il
fallimento della società Spese con l' intento di
" s p o g l i a r e " g l i a s s e t aziendali. F i n o a d
aggravarne il dissesto di almeno altri dieci
milioni di euro, tra somme non corrisposte e
ricavi nascosti alla curatela. Gli investigatori
del Nucleo di polizia tributaria della guardia di
finanza di Rimini, guidati dal maggiore Marco
Antonucci, hanno perquisito gli uffici della
Spes, quelli della Valleverde srl e le abitazioni
dei soggetti coinvolti per raccogliere
documentazione utile a verificare l' ipotesi,
p r o v v i s o r i a , a c c u s a t o r i a d i bancarotta
fraudolenta in concorso che vede sottoposte a
indagini sette persone nell' ambito del
fallimento della Spes, già Valleverde spa, l'
azienda f o n d a t a e g e s t i t a d a A r m a n d o
Arcangeli. Per il pm Luca Bertuzzi, che
coordina l' indagine, il noto imprenditore
romagnolo non è estraneo alla vicenda che
investe l' azienda dalla quale è formalmente
uscito due anni fa, e tantomeno può
considerarsi una vittima degli aspiranti
acquirenti. Vecchi e nuovi avrebbero contribuito al depauperamento aziendale, sfruttando la procedura
concordataria, e una serie di contenziosi, contrattuali e gestionali, che hanno addirittura dato vita a una
denuncia per truffa contrattuale, considerata pretestuosa dagli investigatori. Il "vecchio" patron, nel
passaggio di consegne, avrebbe avuto l' interesse di chiamarsi fuori senza che nessuno potesse fargli
le pulci, i "nuovi" non hanno pagato un euro di quanto pattuito, a parte i salari dei lavoratori per non
inimicarseli, pur avendo accesso al magazzino, interessati forse soltanto al marchio. L' inchiesta è in
una fase embrionale e l' accordo "occulto" è evidentemente tutto da provare. I finanzieri definiscono
interessante il materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni: documenti, computer, estratti di conti
corrente, eccetera. Carte e supporti tecnici passeranno adesso al vaglio delle fiamme gialle e della
procura. Emergerebbero già tracce di distrazioni. Oltre ad Arcangeli tra gli indagati figurano l' ex
amministratore delegato della Valleverde spa, un 46enne originario di Novafeltria, residente a Pesaro; il
49enne bresciano amministratore unico della società (Valleverde srl) che prese inizialmente in affitto
macchinari, capannoni e magazzini, due suoi stretti collaboratori ­ entrambi lombardi di 59 e 57 anni ­
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Corriere di Romagna
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che si occupano dei rapporti con le banche, e, infine, una 49enne bresciana e un 62enne romano legati
a una società che aveva rapporti commerciali con l' azienda.
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Corriere di Romagna
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Credito Hera, terminato il lavoro della Commissione.
I pagamenti ritardati costano al Comune un milione
di euro
BELLARIA IGEA MARINA. Chiusi i lavori della
Commissione consigliare temporanea con
funzione di indagine sulle modalità di
maturazione del credito Hera, presieduta dal
consigliere Primo Fonti. E' emerso che il rinvio
del pagamento ha generato per il Comune un
debito di circa un milione di euro per i crediti
v a n t a t i d a Hera d a l 2 0 0 7 a l 2 0 0 9 . L a
Commissione ha avuto mandato dal consiglio
comunale di verificare la cosiddetta
"omogeneizzazione", ai crediti di Hera e agli
aumenti della Tarsu. Il termine
"omogeneizzazione" identifica la decisione di
Ato di livellare la quota che i comuni costieri
erano chiamati a riconoscere a Hera p e r i
servizi erogati: per il Comune di Bellaria Igea
Marina, il provvedimento si è tradotto in un
aumento della Tarsu, dal 2009, fino al 41%.
«Allo scopo di fare chiarezza ­ spiega Fonti ­
la Commissione ha posto la propria attenzione
sulle modalità di maturazione dei crediti
vantati da Hera dal 2007 al 2009». Grazie ad
un accordo tra Provincia di Rimini, Hera e
Comune di Bellaria Igea Marina è stata
possibile una decurtazione degli interessi sul
debito di un milione, il "congelamento" della
Tarsu nel 2010 e il contenimento degli aumenti
dell' imposta negli anni successivi.
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La Voce di Romagna
(ed. Rimini)
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Aeroporti, il sistema Romagna?
Missione possibile ANDREA PASINI Esiste uno spazio per ospitare una utenza
significativa.
La Romagna è un territorio ricco di grandi
opportunità e potenzialità, molti Distretti
produttivi (mobile imbottito, nautica,
metalmeccanica) sono in profonda crisi. Ve ne
sono altri che sembrano resistere e stare sul
mercato ( i n p r i m i s l ' a g r o a l i m e n t a r e
soprattutto nel cesenate), grazie a questi e a
nuovi ambiti e settori dobbiamo avere il
coraggio politico di rilanciare il nostro territorio
verso un nuovo sviluppo locale che sia nello
stesso tempo sostenibile e duraturo. Il
Distretto del Wellness, il Distretto dei rifiuti e la
legge di iniziativa popolare sulla gestione dei
rifiuti, potrebbe creare nuovi posti di lavoro e
n u o v e s t a r t u p " a f f e r m a Andrea P a s i n i
consigliere comunale di Forlì e segretario
provinciale UdC.
I l turismo r o m a g n o l o i n t e s o c o m e
entroterra e mare stenta a decollare. Quali
le cause e cosa si può fare?
"La vocazione turistica della nostra costa ed
entroterra può essere rilanciata a partire dalla
cultura, stili di vita e wellness, senza
dimenticare la filiera del turismo responsabile
e sostenibile. Anche se la crisi economica
persiste occorre avere il coraggio di guardare
al futuro creando dei brand che ridiano fiducia
agli investitori, attraggano nuovi turisti (soprattutto dai paesi emergenti) e permettano alla nostra
economia di tornare a crescere".
Prima la sanità ora le fondazioni. C' è una tendenza al lavoro insieme. Come lo valuta? Ausl l'
unica solo progetto burocratico?
"Sì, probabilmente c' è una tendenza a lavorare assieme ma la trasparenza e il coinvolgimento non
sono ancora sufficienti.
Questa è la strada giusta ma occorre che si adottino degli strumenti di democrazia partecipativa che
coinvolgano tutti i portatori di interesse e ridiano speranza ai cittadini e li riavvicinino alla cosa pubblica.
L' Ausl unica ­ come ho affermato in altre occasioni ­ ha forti criticità ma anche grosse potenzialità, i
nuovi Dirigenti dovrebbero, a mio parere, consolidare l' efficacia ed efficienza dell' ospedale ,ma anche
sviluppare la prevenzione e la promozione della salute come ci chiede l' Europa. La prevenzione costa
decisamente meno della cura. In questo senso i servizi territoriali (in primis NCP e Case della salute)
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La Voce di Romagna
(ed. Rimini)
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dovrebbero essere potenziati e messi in sinergia con le politiche di welfare del nostro territorio per
tutelare le fasce più deboli della popolazione".
Meglio una regione o una unione ideale di sindaci della Romagna?
"L' idea di una città metropolitana mi ha sempre affascinato ma se cosi fosse è necessario che perda gli
aspetti negativi di una metropoli ed acquisisca quelli positivi di una smart city e di una città e comunità
resilente, che sappia ripensarsi, riprogettarsi a partire dai legami sociali e sappia includere le fasce
sociali più deboli, aumentando così la qualità della vita complessiva dei propri abitanti. L' unione dei
comuni e l' unione "ideale dei sindaci" credo debba essere propedeutico all' idea di città metropolitana,
ad essa non ci si può arrivare per decreto ma attraverso un percorso partecipato che coinvolga tutte le
componenti istituzionali e non del nostro territorio. La strategia dovrebbe essere quella di organizzare l'
azione politico ­amministrativa su un doppio binario e con mandati specifici: accentramento di tutti gli
assett di rilevanza sovracomunale /provinciale su di un unico tavolo; governo e gestione dei servizi di
base in ambito locale".
Questione aeroporti, il doppio bando soprattutto a Rimini non è piaciuto. Vogliamo fare il
punto sulla vicenda?
"Volentieri. Ovvio che il tema aeroporti rientri nell' accentramento degli asset, abbiamo perso troppo
tempo in un dualismo che ha fatto male sia a Forlì che a Rimini, non è più importante ormai stabilire se
l' uno o l' altro avrebbe meritato di più. E' fondamentale capire subito oggi non tra tre, sei mesi, che sia
Rimini che Forlì non avranno alcun futuro mantenendo l' attuale contrapposizione.
La domanda è: esiste uno spazio per un sistema aeroportuale in Romagna? La risposta: sì esiste per
ospitare una utenza di unodue milioni di passeggeri oggi, e di molti di più tra 10 anni, in asse strategico
con S.Marino.
Questo a condizione di fare un unico sistema specializzando le due piste per funzioni diverse e
soprattutto prendendo atto che i due scali si presentano con caratteristiche di pregio e con difetti diversi.
Per i quali sarà opportuno impostare linee di sviluppo e di utilizzo sincrone e coordinate ma non
duplicative.
L' emergenza è riuscire a riaccendere le luci di una delle due piste prima dell' estate riaffermando che in
Romagna si arriva e si parte anche in aereo.
E se questo significa far ripartire prima Forlì che ha meno criticità burocratiche, tecniche strutturali ed
operative di Rimini si spinga tutti per questa direzione, e nel contempo si metta mano a sbrogliare la
situazione di Rimini come parte integrante dell' unico sistema aeroportuale romagnolo. Un qualsiasi
pilota di linea, anche se romagnolo o emiliano, sorvolando l' Emilia Romagna usa dire ai passeggeri
siamo sopra Parma o Bologna, poi dice stiamo attraversando la Romagna o la Riviera Romagnola se è
estate. Ciò significa che solo allontanandoci un poco dal proprio paese si riconosce che la Romagna è
una unica entità.
Ormai siamo davvero all' ultima possibilità. Chiunque si voglia candidare a rappresentare i veri interessi
di questo territorio, dovrebbe abbandonare i campanilismi e fare gioco di squadra.
Da solo nessun Comune o Provincia romagnola riuscirà a fermare la crisi e rilanciare l' economia.
Possiamo fare qualcosa di grande ed utile per il territorio e per il lavoro solo e soltanto se lavoriamo tutti
insieme, come Romagna, ad un nuovo progetto, che ci assicuri sviluppo per i prossimi decenni.
Gianni Rossi.
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(ed. Rimini)
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FULL MANAGEMENT
Speranza Soldi entro 10 giorni
Per i lavoratori della Full Management si intravede
qualche speranza. Nell' incontro che si è tenuto ieri
mattina in Prefettura, ci sono state aperture da parte dei
vertici dell' azienda (tra i quali l' amministratore delegato
Florenzano) dal Consorzio Artigiani Romagnolo e dalle
quattro banche presenti, che hanno promesso entro il
fine settimana (o al massimo agli inizi della prossima), il
pagamento di una mensilità delle retribuzioni arretrate.
All' incontro erano presenti, oltre al Prefetto e ai
sindacati, anche Nadia Rossi, assessore a l lavoro del
Comune e Meris Soldati, assessore a l lavoro della
Provincia di Rimini. Ricordiamo che alcuni dei lavoratori
della full management sono senza stipendio da sei mesi
(altri da circa tre mesi).
I sindacati Cgil e Cisl si sono detti, per il momento,
soddisfatti, ma ovviamente è un segnale che non basta.
Soprattutto alle parole devono seguire i fatti.
" S p e r o c h e g l i i m p e g n i a s s u n t i d a l l ' azienda s i
concretizzino al più presto" ­ ha spiegato Maria Teresa
Marano della Fiom Cgil.
Oggi, alle 15, in Provincia, con l' assessore alle politiche
del lavoro Meris Soldati, s' incontreranno per discutere l'
accordo per la cassa integrazione straordinaria per 12
mesi per 33 lavoratori che sarà attiva da giovedì.
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(ed. Rimini)
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L' azienda: "Lasciateci lavorare altri due mesi"
LETTERA APERTA DEI MANAGER DELLA VALLEVERDE SRL Dopo l' appello dei
dipendenti al Presidente della Repubblica, ora anche i nuovi responsabili chiedono al
Tribunale di rivedere tempi e giudizi.
Dopo la lettera aperta pubblicata su "Il Sole 24
ore" del 18 gennaio, in cui i dipendenti della
Valleverde si rivolgevano direttamente
Presidente della Repubblica, al Presidente del
Consiglio Superiore della Magistratura, al
Premier Enrico Letta, al Ministro del Lavoro, al
Ministro della Giustizia, al Ministro dell'
Economia, al Presidente d e l T r i b u n a l e d i
Rimini e alla Procura di Rimini per chiedere di
salvare i 150 posti di lavoro diretti e gli oltre
500 occupati presso i sub fornitori, anche l'
azienda vuole esprimere il suo parere. E lo fa
il giorno dopo che la Procura ha effettato i
sequestri. Questo il testo della lettera che
ripercorre le varie tappe.
"Un gruppo d' imprenditori e manager, con lo
scopo di coinvolgere il marchio Valleverde in
un più ampio progetto teso a rilanciare il
"Made in Italy", dopo aver costituito la Società
Valleverde s.r.l.
, nel 2011, ha stipulato un contratto di affitto di
azienda c o n l a S o c . S P E S S p A ( g i à
Calzaturificio Valleverde SpA), per evitare di
disperdere il patrimonio culturale ed umano
dell' azienda d i Coriano. La complessità, sia
contrattuale che gestionale, ha fatto emergere
numerosi contenziosi tra i vari attori, sfociati
nella presentazione di una denuncia per truffa
contrattuale, con l' avvio di una causa per risarcimento danni, da parte della Valleverde SRL nei
confronti dei rappresentanti della Soc. SPES SpA, ammessa nel frattempo alla procedura di
"Concordato Preventivo", risolta poi con la dichiarazione di fallimento e conseguente nomina della
dott.ssa Bazzotti Curatore del fallimento e del dott. Masini quale Giudice Delegato.
Il giorno 6 Giugno 2013 la società SPES SpA è dichiarata fallita e la società Valleverde s.r.l. ha
continuato la gestione dell' azienda, in accordo con gli organi della Procedura Fallimentare. Accordo
documentato da pagamenti e relativi documenti contabili, al solo fine di portare l' intero complesso
aziendale "vivo" alla vendita Giudiziale per la quale, a conferma della massima disponibilità, la società
Valleverde srl rinuncia al diritto di prelazione in quanto affittuaria. Il 23 settembre 2013, la Valleverde
s.r.l. presenta alla Curatela un' offerta per l' acquisto dello stock di calzature in giacenza, con la
possibilità di vendere la merce per la durata della stagione invernale e, quindi, dal mese di settembre al
mese di dicembre. Offerta giudicata non congrua dalla Curatela, sebbene la stessa cifra offerta veniva
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(ed. Rimini)
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attribuita nelle perizie eseguite dai tecnici incaricati. La Valleverde s.r.l. formula, in data 11 novembre
2013, un' offerta transattiva per l' acquisto del solo marchio, immobili esclusi, allo scopo di chiudere le
cause pendenti e liberare parte del patrimonio del fallimento sulla base di una valutazione, fatta in
assenza di perizie al tempo non ancora depositate, pari ad 5 milioni. Proposta rifiutata il 12 Dicembre
2013 (il valore di perizia depositato dai tecnici incaricati dalla Curatela indicherà poi 4,75 milioni).
Successivamente, sostituito il Giudice Delegato con il dott. Rossino, viene costituito il Comitato dei
Creditori, nelle persone della rag. Pironi (Comm.
Liquidatore del concordato SPES SpA), del dott. Morganti (Comm. Giudiziale del concordato SPES) e
del sig. Montanari (agente di commercio).
Il nuovo giudice, su richiesta della Curatrice, e su parere positivo del Comitato dei Creditori, autorizza la
Curatela: 1.
all' esercizio provvisorio dell' impresa; 2.
a richiedere il sequestro giudiziario dell' azienda Valleverde, di proprietà della SPES SpA, gestita dalla
Valleverde s.r.l. in base all' accordo citato. Concesso, inaudita altera parte, il sequestro giudiziario e
nominata come Custode la dott.ssa Bazzotti, quest' ultima chiede la nomina dei suoi "ausiliari", il Sig.
Pierluigi Montanari (componente del comitato creditori votante il proprio incarico) e il Dott.
Antonio Gentili (già Amministratore nonché liquidatore della fallita SPES SpA). A partire dalla fine del
mese di Gennaio è prevista l' esecuzione del sequestro dell' azienda, partendo dai punti vendita
dislocati sul territorio, culminante con il sequestro del complesso aziendale situato a Coriano, in
provincia d i Rimini. La Valleverde s.r.l. si oppone al sequestro. Al fine di evitare danni alla stessa
Società e al marchio, la Valleverde s.r.l. si è, comunque, già dichiarata disponibile a riconsegnare l'
azienda al termine della stagione produttiva, fra circa 2 mesi, e/o all' esito dell' attesa Asta Giudiziale in
cui verrà attribuita definitivamente la proprietà. Per l' acquisto dell' azienda, ci sono già state
manifestazioni di interesse oltre dalla Valleverde s.r.l.
, anche da altre Società calzaturiere, con la comune richiesta avanzata alla Curatela di provvedere
velocemente alla vendita competitiva dell' azienda. Anche i lavoratori della Valleverde SRL si
oppongono all' esercizio provvisorio da parte del Curatore e chiedono di far continuare la gestione alla
Valleverde s.r.l., procedendo urgentemente alla vendita dell' azienda. La Valleverde s.r.l. comunica,
inoltre, che ha raggiunto un accordo con altre Società, che costituiscono una filiera completa a garanzia
del progetto di rilancio del "Made in Italy" realizzato nel territorio, oltre ad una società immobiliare, per la
stipula di un contratto di rete denominato "Valleverde" che prevede l' acquisizione dell' intero asset
fallimentare, con continuazione dell' attività in Coriano. Tutto questo, però, si scontra con i tempi del
Tribunale. Speriamo che il provvedimento di sequestro non sia convalidato dal Giudice".
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Valleverde, via a sequestri e perquisizioni
BANCAROTTA FRAUDOLENTA La Procura mette sotto inchiesta la vecchia e la nuova
gestione. Al setaccio i conti correnti Il dissesto causato dall' aver allungato i tempi del
fallimento è stato quantificato in 10 milioni di euro.
Sono stati tirati giù dal letto alle sette di
mattina di lunedì e non hanno potuto che
assistere all' acquisizione, da parte degli
uomini del Nucleo di Polizia giudiziaria della
Guardia di Finanza, di tutto il materiale ritenuto
utile ai fini dell' inchiesta.
A quell' ora, infatti, è scattato il blitz delle
Fiamme Gialle nelle abitazioni e negli uffici dei
responsabili della Valleverde Spes e della
Valleverde Srl, tra cui lo storico patron
Armando Arcangeli, alla ricerca di computer,
documenti e supporti informatici utili a provare
il reato di bancarotta fraudolenta.
La frode, secondo la tesi della Procura,
riguarda il fatto che mediante la simulazione
degli atti societari per ottenere l' omologazione
del concordato preventivo, il cui
inadempimento era programmato fin dall'
origine, tutti gli indagati (sia quelli della
vecchia gestione che quelli della nuova
gestione) avrebbero procrastinato
artificiosamente il fallimento della società Spes
Spa, continuando il depauperamento degli
assets ancora giacenti nel compendio
aziendale, aggravandone il dissesto per un
importo non inferiore ai 10 milioni di euro (in
parte sarebbero i soldi che la Valleverde Srl
non ha mai versato per l' affitto dei muri e per l'
acquisto del magazzino) A firmare il decreto di perquisizione e relativo sequestro di materiale è stato il
pubblico ministero Luca Bertuzzi, titolare delle indagini.
Nel mirino della Procura sono finiti Armando Arcangeli, patron storico del marchio della scarpa comoda,
Antonio Gentile, amministratore delegato della Valleverde Spa, Enrico Visconti, amministratore della
società Valleverde Srl (quella subentrata nel 2011), Ernesto Bertola, direttore generale della Valleverde
Srl, David Beruffi, responsabile finanziario, Anna Maria Soncina, responsabile amministrativa e Raffaele
Piacente, il responsabile dei contatti con le banche. I nuovi subentrati, ricordiamo, facevano parte del
gruppo Sanagens di Treviso, marchio di scarpe ortopediche per cui il tribunale lo scorso maggio ha
chiesto il fallimento.
Gli inquirenti sono andati a cercare negli uffici e nelle abitazioni dei responsabili ogni possibile
documentazione che comprovi una qualche relazione tra la Valleverde Spa e la Valleverde Srl, anche
flussi finanziari generati dalla stessa Valleverde Srl verso soggetti diversi, anche con trasferimenti
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22 gennaio 2014
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(ed. Rimini)
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presso conti esteri. La Procura, infatti, ipotizza che gli indagati abbiano potuto trasferire capitali,
direttamente e indirettamente provento del sistema fraudolento in contestazione, all' estero.
E tutto per cercare di speculare sul fallimento. Come? Secondo la Procura, svuotando l' azienda,
vendendo il materiale nel magazzino senza corrispondere i dovuti pagamenti e, alla fine, acquistando il
marchio a pochi soldi.
A difendere l' attuale gestione sono, invece, i lavoratori che temono un ulteriore dissesto nella sfera
amministrativa e la conseguente perdita di lavoro e di commesse. Situazione che, messa in mano al
curatore fallimentare e all' ausiliare dottor Antonio Gentili (indagato anche lui perchè amministratore
della precedente gestione), secondo i lavoratori provocherebbe il licenziamento di una gran parte di
loro.
Situazione disperata, come disperati sono i dipendenti che sono arrivati a voler solo mantenere il posto
di lavoro.
Il vero reato, ignobile dal punto di vista umano e sociale, (se verrà confermato) è che qualcuno si stia
approfittando della miseria di chi è in difficoltà. Come si dice: "non c' è mai fine al peggio...
" (e.b.
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22 gennaio 2014
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C' è uno spiraglio, sospeso lo sciopero di oltre 30
pescatori di pesce azzurro
Tre giorni di tensione sei le barche interessate Arrivano i primi soldi.
Dopo tre giorni di tensione e di ripetuti incontri
in assemblea, gli equipaggi delle sei barche
che a Rimini sono specializzate nella pesca
del pesce azzurro hanno deciso di sospendere
l o sciopero attuato per l' intera giornata di
lunedì. Lo rende noto la Flai­Cgil attraverso un
comunicato.
"Gli oltre 30 marinai della pesca a volante
(tecnica di pesca che mira appunto ad alici e
sarde) hanno deciso di scioperare per l'
incertezza delle retribuzioni nella pesca ­ vi si
legge ­ e per la mancanza di regole chiare a
tutti i soggetti su come comportarsi nei singoli
eventi del rapporto di lavoro; tutto questo in un
contesto di difficili rapporti sindacali e di una
ancora più difficile situazione di mercato che
riduce i margini anche per le imprese". Nella
pesca le retribuzioni non sono infatti
proporzionate alla durata del lavoro, come
negli altri settori, ma sono una
compartecipazione agli utili di impresa. Quindi
a poco utile per l' impresa corrisponde un'
esigua retribuzione per gli equipaggi, che già
da molti mesi fatica ad arrivare ai 1000 Euro
mensili. Stiamo parlando di 3 ­ 4 Euro all' ora,
comprensivi di 13°, 14° ferie e e TFR.
In queste condizioni economiche, difficili per
gli armatori ed ancor più per gli equipaggi, è
stato preso molto male dai marinai il non vedersi riconosciuto neanche quel minimo di 1000 Euro
mensili medi negli ultimi tre mesi del 2013.
A scongiurare la prosecuzione dello sciopero anche nella giornata di ieri sono servite serrate trattative
fino alla tarda serata di lunedì tra la FLAI CGIL di Rimini e la rappresentanza degli armatori, che hanno
dimostrato nei fatti una disponibilità al dialogo saldando il minimo retributivo dell' ultimo trimestre 2013,
e promettendo di confrontarsi con la rappresentanza sindacale dei lavoratori sui futuri contrasti che
dovessero emergere in materia di lavoro, a partire dalla retribuzione.
I termini di tale promessa dovranno essere formalizzati tra le parti entro il prossimo martedì 28 gennaio,
data nella quale saranno valutati in assemblea i frutti del prosieguo della trattativa.
Pur mantenendo lo stato di agitazione, fino a quella data è stato pertanto sospeso lo sciopero.
"Auspichiamo ­ si legge in una nota firmata dal segretario Flai­Cgil Marco Rinaldi ­ che questa trattativa
divenga il primo passo di un sereno e costruttivo confronto tra rappresentanze di armatori ed
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22 gennaio 2014
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equipaggi".
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22 gennaio 2014
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Fiera, Palas e aeroporto: pronti gli scudi
Ribadita la linea sullo scalo di Miramare "Va difeso ma chi ha sbagliato paghi" PD Nella
direzione provinciale tutti con Cagnoni contro gli attacchi di Pizzolante (Ncd) e
Movimento 5 Stelle.
Il Pd difende la gestione del gruppo Rimini
Fiera, il cui presidente Lorenzo Cagnoni lunedì
sera ha partecipato alla direzione provinciale
del partito dopo l' ampio intervento di venerdì
scorso in commissione comunale. Dopo l'
inchiesta della Procura aperta sul nuovo
palacongressi, Cagnoni ha ribadito di fronte ai
militanti che i conti della Fiera sono a posto e
che nessun confronto può essere azzardato
con il fallimento della societa' aeroportuale
Aeradria. I l P d h a r i s p o s t o g a r a n t e n d o
sostegno a Cagnoni dopo l' offensiva del
parlamentare Ncd Sergio Pizzolante e del
Movimento 5 Stelle. "Confondere la crisi
economica che ha ridotto drasticamente il
settore congressuale in Italia con l'
insostenibilità del palacongressi appare del
tutto inconsistente e fuori luogo.
Altra cosa è come riorganizzare il piano
industriale ed il rientro dei mutui e fronte di un
quadro anche istituzionale, si pensi alle
Province, completamente modificato. Su
questo punto il Pd, attraverso i suoi
rappresentanti nelle istituzioni non mancherà
di sostenere nelle forme adeguate", recita una
nota del partito. La direzione di lunedì sera,
oltre che dall' intervento di Cagnoni, è stata
aperta da quelli del presidente del Caar Mirco
Pari e del presidente della Provincia Stefano Vitali, mentre nel corso dell' assemblea sono intervenuti il
sindaco Andrea Gnassi, l' assessore regionale Maurizio Melucci (anche lunedì a Bologna ha detto che
Fiera e aeroporto non si confrontano pur non potendo assicurare un sostegno diretto della Regione sui
mutui) e l' ex sindaco Alberto Ravaioli, ultimamente critico sia sul partito sia sulle 'rivendicazioni' di
Gnassi in merito ai traguardi di mandato rispetto a quelli dei predecessori.
Sulla Fiera la direzione Pd dice di non avere dubbi: "Anche il quadro economico della Fiera tra il 2008 e
il 2013 (gli anni della crisi) vede un saldo positivo­ recita la nota del partito­ dal punto di vista
economico. Gli investimenti fatti per il fieristico hanno portato ad innovazione nelle strutture ricettive ed
attuato quella politica di destagionalizzazione della nostra economia".
Preoccupazione è stata espressa per la situazione dell' Aeroporto.
In particolare tutti gli interventi hanno auspicato un esito positivo sull' appello per il concordato. Per l'
economia riminese l' Aeroporto rimane una struttura strategica per l' internazionalizzazione del nostro
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turismo. Non garantire una continuità di gestione produrrebbe un danno economico incalcolabile e forse
irrecuperabile. Al di là delle singole responsabilità personali su cui si pronuncerà la Magistratura, non vi
é alcun dubbio che gli sforzi fatti in questi anni hanno cercato di consolidare l' Aeroporto come
riferimento strategico per il territorio riminese.
Purtroppo agli obiettivi, che erano ampiamente condivisi, non é corrisposto un' altrettanta adeguata
gestione economica, provocando il dissesto finanziario che ha portato ad un primo pronunciamento di
fallimento da parte del tribunale di Rimini.
vitt. pie.
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ENTRO L' ESTATE NIENTE PIÙ DIVIETI DI BALNEAZIONE SULLA SPIAGGIA TRA
VISERBA E RIVABELLA.
Mano alle fogne e al portafoglio
dovranno allacciarsi alla rete sdoppiata Previsti sconti per i lavori, sia su parte pubblica
che privata Per provvedere c' è tempo fino a luglio Poi i controlli.
Entro l' estate niente più divieti di balneazione
sulla spiaggia tra Viserba e Rivabella. Per
riuscirci però anche i cittadini dovranno fare la
loro parte. Come?
Nel caso specifico mettendo mando al
portafoglio per allacciarsi alla rete già
sdoppiata, separando così ­ finalmente ­
acque nere e bianche. Quanto si spenderà?
Ovviamente i costi sono da quantificare caso
per caso. Perché un conto è intervenire su un'
abitazione, un altro su un condominio o un
albergo. Un migliaio circa gli edifici coinvolti in
questo primo stralcio ­ per lo più case ­ che
prenderà avvio dalla zona Sacramora. Per i
cittadini interessati, in collaborazione con
Hera, è stato messo a punto anche un listino
prezzi agevolato. Ma chi preferisce potrà
provvedere anche per conto proprio,
rivolgendosi a tecnici di fiducia. Quel che
conta è che il lavoro sia fatto come va fatto.
Entro luglio 2014. Questo sì, invece, è un
obbligo.
Stabilito con tanto di ordinanza del Comune.
Pena la segnalazione all' autorità giudiziaria.
Con il provvedimento si definiscono anche le
procedure da seguire. Ciascun utente quindi
potrà provvedere autonomamente,
presentando ad Hera ­ entro il prossimo 30
aprile ­ la richiesta di autorizzazione allo scarico delle acque bianche/nere nella fognatura comunale. In
alternativa ci si potrà rivolgere ­ gratis ­ ai tecnici di Hera che dopo sopralluogo per verificare lo stato
dell' impianto provvederanno a redigere il "documento di rete fognaria privata". Quindi l' immobile verrà
catalogato sulla base delle condizioni dell' impianto, che potrebbe essere già correttamente
predisposto, necessitare di piccoli o medi interventi o piuttosto di modifiche consistenti. Fin qui quindi i
cittadini ­ a costo zeroeviteranno l' obbligo previsto dal regolamento del Servizio Idrico di predisporre, a
spese dell' utente, un progetto dettagliato di allacciamento.
A questo punto, laddove siano necessari interventi per il corretto allaccio alla rete fognaria, il
proprietario sarà tenuto ad eseguirli entro fine luglio.
Anche in questo caso potrà decidere se contattare una ditta di fiducia (comunicando inizio e fine lavori)
oppure rivolgersi direttamente ad Hera (attraverso le aziende partner già impegnate negli allacci). In
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questo secondo caso, la multiutility, su richiesta dell' amministrazione, si è impegnata ad applicare al
costo ordinario per gli allacciamenti uno sconto in base al grado di complessità e onerosità dei lavori.
Questo per quanto riguarda l' intervento su parte pubblica che in definitiva potrebbe venire a costare tra
i 300 e i 1.500 euro, a seconda della tipologia dell' immobile e della situazione in cui si trova. Ma
agevolazioni sono previste anche per i lavori che interesseranno l' area privata cheprendiamo a
riferimento un appartamento medio abitato da una famiglia ­ potranno venire al massimo a costare
1.100 euro. A conclusione lavori (anche se eseguiti privatamente) Hera procederà quindi a verificarne la
regolarità, rilasciando l' autorizzazione finale allo scarico.
E chi non avesse provveduto entro la scadenza prevista? Si vedrà recapitare una diffida in cui gli
verranno concessi altri 60 giorni di tempo. Superato anche questo termine scatterà la denuncia all'
autorità giudiziaria, con l' esecuzione d' ufficio dei lavori e l' addebito dei costi.
Completato l' intervento ­ un investimento da 5 milioni di euro, quantificano Comune ed Hera ­ per le
aree di Viserba e Rivabella che insistono sulle fosse Matrice, Turchetta e Sacramora ­ 310 e 700 le unità
immobiliari coinvolte, in due tempi ­ non ci sarà più il problema dei divieti di balneazione.
Gli scarichi a mare in caso di apertura diventeranno semplici sfoghi di acqua piovana. Più complesso
invece il secondo stralcio (25 milioni di euro), proseguendo verso nord, ma se ne riparlerà a suo tempo.
Valeria De Tommaso Sopra i lavori per l' ampliamento del depuratore di Santa Giustina Sotto il cantiere
Rimini Isola al parco Marecchia.
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OBIETTIVO 2020.
Quattro i cantieri aperti Già in programma
riconversione del depuratore Marecchiese, vasca
ospedale e dorsale sud
L' intervento è parte integrante del Piano di
Salvaguardia della Balneazione a cui stanno
lavorando Comune di Rimini, Hera, Romagna
Acque e Amir. Piano che nella sua versione
"ottimizzata" (approvata dal consiglio
comunale lo scorso 25 luglio) prevede di
arrivare, entro il 2020, al superamento di tutti
gli 11 scarichi a mare. Un percorso tanto
ambizioso quanto complesso, sottolineano il
sindaco Andrea Gnassi e l ' assessore Sara
Visintin, ma già a buon punto.
In cantiere ­ ad oggi ­ il raddoppio del
depuratore di Santa Giustina (26 milioni), la
relativa condotta (la cosiddetta dorsale ord, 17
milioni) e il risanamento fognario di Rimini
Isola (in area parco Marecchia, 4milioni). Oltre
alla separazione delle reti fognarie di Rimini
nord, a partire da maggio si procederà alla
"riconversione del depuratore Marecchiese in
vasca di accumulo" (intervento da 3,5 milioni),
alla realizzazione della "vasca Ospedale" e
alla realizzazione della "dorsale Sud" (I
stralcio)". Questi due ultimi interventi saranno
finanziati dal Comune di Rimini con un importo
pari a 7,5 milioni di euro attraverso il Piano per
la Valorizzazione della Città. A conti fatti,
sottolinea il sindaco, "tra i lavori in corso d'
opera e quelli in previsione, siamo già a metà
dell' opera, al 49% di tutto il Piano di salvaguardia della balneazione, per un totale di 75 milioni". "Non
solo Rimini, come promesso, le fogne le sta facendo ­ sottolinea ­ Ma il Psbo sta marciando a pieno
ritmo, secondo il cronoprogramma".
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Per i danni dal nevone 240mila euro
DOPO DUE ANNI La Provincia li erogherà a nove imprese agricole Priorità alle
coltivazione degli olivi, poi a capannoni e stalle.
Dalla Provincia d i Rimini arriveranno quasi
2 4 0 m i l a e u r o a s o s t e g n o d e l l e aziende
agricole colpite dal nevone del 2012, che mise
in ginocchio l' economia soprattutto della
Valmarecchia. Una cifra totale di 239.858,83
euro, spiega la Provincia, "che sarà erogata in
seguito alla rendicontazione degli interventi
svolti dalle 9 aziende ammesse ai contributi
(su 14 domande pervenute). La maggior parte
dei contributi, intorno all' 85%, saranno rivolti
al ripristino delle coltivazioni di olivi, tra le più
compromesse, la restante alla ristrutturazione
di strutture a uso agricolo come capannoni o
stalle. "Sono risorse commenta l' assessore all'
agricoltura della Provincia, Fabio Galli ­ che
p o r t a n o r e s p i r o a l l e aziende a g r i c o l e
maggiormente colpite. Un aiuto pratico che
arriva in un momento difficile, ma anche
simbolico, perché testimonia la volontà del
nostro territorio di supportare un settore
particolarmente critico". Sono "interventi mirati
e non a pioggia: i criteri di istruttoria e
ammissibilità individuati dai nostri uffici hanno
permesso di individuare, tra le domande
pervenute, le necessità reali e prioritarie".
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22 gennaio 2014
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(ed. Rimini)
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In consiglio l' adozione dell' atteso Psc
Martedì si torna in consiglio comunale alle 19,
il famoso Psc torna dopo la "pausa studio"
concessa dalla maggioranza all' opposizione,
per l' adozione. Tra i sei punti all' ordine del
giorno anche la "approvazione della relazione
conclusiva della commissione consigliare
temporanea di indagine", sul tema
"omogeneizzazione" (vedi principale del
secondo consiglio comunale del 2014 sarà
quindi l' adozione del Psc, il Piano Strutturale
Comunale, che è già stato anticipato nelle sue
linee principali la scorsa settimana, e che sarà
votato insieme al Rue, il Regolamento
Urbanistico Edilizio. Altro punto all' ordine del
giorno la "relazione conclusiva della
commissione consigliare gestione del territorio
sull' argomento "revisione del regolamento
tutela vegetazione arborea" e l' approvazione
"dell' accordo di valorizzazione per l'
acquisizione dell' immobile Torre Saracena ai
sensi dell' art. 5 comma 5 deld.lgs 85/2010 e
autorizzazione al trasferimento dell' immobile".
Anche questa è una bella notizia per la città,
infatti uno dei simboli di Bellaria Igea Marina,
entrerà nel patrimonio comunale. A chiudere il
consiglio comunale saranno le eventuali
interpellanze. (gd) articolo a fianco). Il tema.
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22 gennaio 2014
Pagina 34
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Tarsu a +41% "La scelta fu politica"
OMOGENEIZZAZIONE Primo Fonti: "I bellariesi pagarono cara la tassa dei rifiuti con
aumenti a doppia cifra"
Tassa dei rifiuti aumentata fino al 41%, è
confermato che i contribuenti di Bellaria Igea
Marina siano stati penalizzati da un misto di
latitanza della politica e scarsa autorevolezza
dei suoi rappresentanti; ancor più grave:
discrezionale e 'politico' il rinvio dei pagamenti
che ha prodotto un debito di circa un milione di
euro".
Ma di che cosa si sta parlando? Dell'
omogeneizzazione, che non è una pappina per
bimbi, ma un' azione, un provvedimento del
2005 che ha portato tutti i comuni della costa a
pagare a Hera la stessa tassa sui rifiuti. Il
termine "omogeneizzazione" identifica proprio
la decisione di Ato, organo composto dai
sindaci della Provincia, risalente all' anno
2005, di livellare la quota che i comuni costieri
erano chiamati a riconoscere a Hera p e r i
servizi erogati: per il Comune di Bellaria Igea
Marina, il provvedimento si è tradotto in un
aumento dei costi molto gravoso,
manifestatosi a partire dal 2009, quando la
precedente amministrazione definì aumenti
della Tarsu fino a un complessivo + 41 %".
Questo il risultato della commissione d'
inchiesta presieduta dal consigliere Primo
Fonti e composta dai consiglieri Alessandro
Berardi, Moris Moka Calbucci, Gianluca Medri
Ottaviani e Alessandro Zavatta. La detta commissione ha avuto mandato dal Consiglio Comunale di
verificare l' iter formativo relativo alla questione "Omogeneizzazione", ai crediti di Hera e agli aumenti
della Tarsu. A chiarire i punti fondamentali di questo lavoro, che ha richiesto molto tempo, è lo stesso
presidente Fonti che oggi afferma: "allo scopo di fare chiarezza, la Commissione ha posto la propria
attenzione sulle modalità di maturazione dei crediti vantati da Hera Spa per gli anni 2007 ­ 2008 ­ 2009,
con due nodi principali da sciogliere. In primo luogo, capire se nelle sedi in cui maturò il provvedimento,
i rappresentanti del Comune di Bellaria Igea Marina abbiano fatto valere a pieno le ragioni della nostra
Città, e soprattutto chiarire il motivo per cui la precedente amministrazione abbia rinviato il pagamento
dei maggiori oneri con annessi interessi.
Ebbene ­ continua ­ i lavori della Commissione hanno confermato come i contribuenti di Bellaria Igea
Marina siano stati fortemente penalizzati da un misto di latitanza della politica e scarsa autorevolezza
dei suoi rappresentanti, e, ancor più grave, come il continuo rinvio del pagamento che ha generato un
debito di circa un milione di euro nei confronti di Hera, non trovi giustificazione nei bilanci comunali
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2006, 2007 e 2008. In buona sostanza, non c' era esigenza, né da un punto di vista economico ­
finanziario, né da un punto di vista tecnico ­amministrativo, di dilazionare il debito addirittura oltre la
sca.
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22 gennaio 2014
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La Voce di Romagna
(ed. Rimini)
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Mini­Imu, la scadenza è il 24 gennaio Il Comune
spiega come pagare la tassa
I cittadini di Gambettola dovranno pagare la
cosiddetta mini­Imu relativa al 2013 entro il 24
gennaio prossimo. Lo comunica l' assessore al
Bilancio Marcello Pirini, ricordando così la
scadenza della tassa sulla prima casa
introdotta dal Governo solo in quei Comuni ­
come Gambettola ­ che avevano alzato l'
aliquota Imu oltre il 4 per mille (da qui la
necessità di pagare la differenza ora che l' Imu
sulla prima casa è stata abolita. Il versamento
dell' imposta dovuta deve essere effettuato
utilizzando il modello F24 (con il codice 3912
per l' abitazione principale e il codice 3914 per
i terreni agricoli). Il conguaglio riguarda: l'
abitazione principale e le relative pertinenze
esclusi i fabbricati classificati nelle categorie
A/1, A/8 e A/9 ed immobili assimilati all'
abitazione principale; gli immobili appartenenti
alle cooperative edilizie a proprietà indivisa
adibite ad abitazione principale e relative
pertinenze dei soci assegnatari; le unità
immobiliari regolarmente assegnati dagli
istituti autonomi per le case popolari (Iacp) o
d a g l i e n t i d i edilizia residenziale pubblica,
comunque denominati, aventi le stesse finalità
degli Iacp; i terreni agricoli nonché quelli non
coltivati, di cui all' articolo 13, comma 5, del Dl
201/2011, posseduti e condotti dai coltivatori
diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. L' imposta da pagare è
pari al 40% della differenza tra l' imposta annua calcolata con le aliquote e detrazioni deliberate dal
Comune e l' imposta annua calcolata con le detrazioni ed aliquote di base.
Sul sito istituzionale del Comune al seguente è possibile effettuare in modo semplice il calcolo della
mini­Imu per l' abitazione principale.
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Il Nuovo Quotidiano di
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Lettera della Valleverde srl che spiega i vari passaggi, compresa l' acquisizione della gestione
dello stabilimento di Coriano.
"Il giudice bocci il provvedimento e dissequestri l'
azienda"
CORIANO ­ Dalla Valleverde Srl riceviamo e
pubblichiamo. "Continuala vicenda della
Valleverde di Coriano, che da dicembre vede
dipendenti, creditori e manager opporsi in
primalinea contro la decisione del
curatorefallimentare diporre sotto sequestro
giudiziario l' azienda e tutti i punti vendita del
gruppo. Una decisione che ha bloccato la
produzione e che rischia di mettere
definitivamente in ginocchio una delle più
importanti realtà lavorative in Italia: 150 posti
di lavoro diretti e oltre 500 occupati presso i
sub fornitori. E dopo una lettera dei
dipendentipubblicata su "Il Sole 24 Ore" ora
anche l' azienda vuole esprimere il suo parere.
P r e m e s s a . U n g r u p p o d ' imprenditori e
manager, con lo scopo di coinvolgere il
marchio Valleverde in un più ampio progetto
teso a rilanciare il "Made in Italy", dopo aver
costituito la Società Valleverde s.r.l., nel 2011,
ha stipulato un contratto di affitto di azienda
con la Soc. Spes SpA, per evitare di
disperdere il patrimonio culturale ed umano
dell' azienda di Coriano. La complessità, sia
contrattuale che gestionale, ha fatto emergere
numerosi contenziosi tra i vari attori, sfociati
nella presentazione di una denuncia per truffa
contrattuale, con l' avvio di una causa per
risarcimento danni, da parte della Valleverde
Srl nei confronti dei rappresentanti della Spes SpA, ammessa nel frattempo alla procedura di
"Concordato Preventivo", risolta poi con la dichiarazione difallimento e conseguente nomina della
dott.ssa Bazzotti, curatore del fallimento. I fatti. Il giorno 6 Giugno 2013 la Spes è dichiarata fallita e la
società Valleverde s.r.l. ha continuato la gestione dell' azienda, in accordo con gli organi della
procedurafallimentare. Accordo documentato da pagamenti e relativi documenti contabili, al solo fine di
portare l' intero complesso aziendale "vivo" alla vendita giudiziale per la quale, a conferma della
massima disponibilità, la Srl rinuncia al diritto di prelazione in quanto affittuaria. Il 23 settembre 2013, la
Valleverde s.r.l. presenta alla Curatela un' offerta per l' acquisto dello stock di calzature in giacenza, con
la possibilità di vendere la merce per la durata della stagione invernale e, quindi, dal mese di settembre
al mese di dicembre. Offerta giudicata non congrua dalla Curatela, sebbene la stessa cifra offerta
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veniva attribuita nelleperizie eseguite dai tecnici incaricati. La Srl formula, in data 11 novembre 2013,
un' offerta transattiva per l' acquisto del solo marchio, immobili esclusi, allo scopo di chiudere le
causependenti e liberare parte del patrimonio del fallimento sulla base di una valutazione, fatta in
assenza di perizie al tempo non ancora depositate, pari a 5 milioni. Proposta rifiutata il 12 dicembre
2013 (ilvalore diperizia depositato dai tecnici incaricati dalla Curatela indicherà poi 4,75 milioni).
Successivamente, sostituito il giudice delegato con il dott. Rossino, viene costituito il comitato dei
creditori, nelle persone della rag. Pironi (comm. liquidatore del concordato Spes SpA), del dott.
Morganti (comm. giudiziale del concordato Spes) e del sig.
Montanari (agente di commercio). Il nuovo G.D., il 20.12.2013, su richiesta della curatrice, e su parere
positivo del comitato dei creditori, autorizza la Curatela: all' esercizio provvisorio dell' impresa; e a
richiedere il sequestro giudiziario dell' azienda Valleverde, di proprietà della Spes SpA, gestita dalla
Valleverde s.r.l. in base all' accordo citato. Concesso, inaudita altera parte, il sequestro giudiziario e
nominata come Custode la dott.ssa Bazzotti, quest' ultima chiede la nomina dei suoi "ausiliari", il Sig.
Pierluigi Montanari (componente del comitato creditori votante il proprio incarico) e il Dott. Antonio
Gentili (già Amministratore nonché liquidatore della fallita Spes SpA). A partire dalla fine del mese di
gennaio è prevista l' esecuzione del sequestro dell' azienda, partendo dai punti vendita dislocati sul
territorio, culminante con il sequestro del complesso aziendale situato a Coriano, in provincia di Rimini.
La Valleverde s.r.l. si oppone al sequestro, non ritenendo sussistenti gli elementi necessari richiesti
dalla legge. Alfine di evitare danni alla stessa società e al marchio, la Valleverde s.r.l. si è, comunque,
già dichiarata disponibile a riconsegnare l' azienda al termine della stagione produttiva,fra circa 2 mesi,
e/o all' esito dell' attesa asta giudiziale in cui verrà attribuita definitivamente la proprietà. Per l 'acquisto
dell' azienda, ci sono già state manifestazioni di interesse oltre dalla Valleverde s.r.l., anche da altre
Società calzaturiere, con la comune richiesta avanzata alla Curatela di provvedere velocemente alla
vendita competitiva dell' azienda. Anche i lavoratori della Valleverde Srl si oppongono all' esercizio
provvisorio da parte del Curatore e chiedono di far continuare la gestione alla Valleverde s.r.l.,
procedendo urgentemente alla vendita dell' azienda, come sostenuto nella lettera aperta. La Srl
comunica che ha raggiunto un accordo con altre società, che costituiscono una filiera completa a
garanzia del progetto di rilancio del "Made in Italy" realizzato nel territorio, oltre ad una società
immobiliare, per la stipula di un contratto di rete denominato "Valleverde" che prevede l' acquisizione
dell' intero asset fallimentare, con continuazione dell' attività in Coriano. Tutto questo, però, si scontra
con i tempi dettati dal Tribunale. Speriamo che il provvedimento di sequestro non sia convalidato dal
Giudice e che il G.D. riveda la propria autorizzazione all' esercizio provvisorio".
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22 gennaio 2014
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MERCOLEDÌ 22 GENNAIO 2014 ​ 3 Dal 2011 ad oggi.
Le tappe del piano di salvataggio
RIMINI ­ (ad.ce.) Un' operazione per salvare
azienda e lavoratori. Iniziata nel novembre del
2011 con la richiesta di concordato e terminata
nell' aprile del 2012 con l' omologa da parte
del tribunale. La Valleverde Spa­Spes, con la
cessione della gestione del ramo d' azienda
ad una nuova società, la newco Valleverde Srl,
è salva. Sotto il controllo del commissario
giudiziale, Miranda Pironi, l' azienda d i
Coriano può continuare a produrre scarpe
garantendo il lavoro a centotrenta dipendenti
diretti e cento terzisti. E il contratto prevedeva
un canone d' affitto per la gestione del marchio
e dello stabilimento a carico della Srl (che oggi
non gestisce più l' azienda d i Coriano, posta
sotto sequestro dal tribunale) che avrebbe
permesso, così, alla Spa­Spes di rispettare l'
impegno preso col tribunale (in fase di
richiesta di concordato), e cioè di pagare ai
creditori almeno il 15% delle somme vantate.
Va ricordato che i debiti ammontavano,
complessivamente, a 46milioni di euro. Un
buon piano di salvataggio, dunque.
Che va avanti, però, soltanto per un anno. Il
tempo che impiega il commissario giudiziale a
verificare il mancato rispetto del contratto:
nelle casse della Valleverde Spa­Spes, infatti,
l' ammontare del canone d' affitto, qualcosa
come dieci milioni di euro, non è mai arrivato.
E la Spa­Spes non era così riuscita a saldare i debiti con i creditori privilegiati, gli stessi che avevano
visto di buon occhio il concordato. Ad aprile 2013 viene, quindi, sollecitata la risoluzione dello stesso, e
il mese successivo i creditori, ma anche la Procura, chiedono il fallimento. Pochi giorni e il tribunale
dichiara fallita la Spes e nomina, Claudia Bazzotti, curatore fallimentare, che dovrà indire l' asta
pubblica di vendita.
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Gli uomini delle Fiamme gialle sono andati anche negli uffici della Spes e della Srl. Secondo il
pm Bertuzzi sarebbero stati sottratti all' azienda 10 milioni.
Valleverde, raffica di perquisizioni
La Guardia di Finanza ha sequestrato documenti ritenuti interessanti per le indagini Blitz
nelle abitazioni degli indagati per bancarotta fraudolenta in concorso con Arcangeli.
RIMINI ­ Come sono lontani quegli anni in cui
la Valleverde si presentava al mondo come la
scarpa del futuro. E faceva pubblicizzare i suoi
prodotti dai personaggi più famosi e amati dal
pubblico: il pilota della Ferrari, Eddie Irvine, e
l' attore americano Kevin Costner. Erano gli
anni 1999 e 2000 e l' azienda d i Coriano
viaggiava col vento in poppa, col suo patron,
Armando Arcangeli, che diventava uno degli
imprenditori più noti e apprezzati. Nessuno,
quindi, avrebbe mai immaginato che in poco
più di un decennio quel castello
imprenditoriale sarebbe crollato, dissolto in un
mare di debiti e di azioni giudiziarie. Fino alla
bancarotta fraudolenta che travolge azienda e
proprietà. E vede l' iscrizione nel registro degli
indagati di Arcangeli e altre sei persone
coinvolte, a vario titolo, nella distrazione di
denaro dell' impero Valleverde verso altre
imprese. Finiscono, così, nei guai, insieme al
patron, il suo braccio destro nella Val leverde
Spa­Spes, l' amministratore delegato, Antonio
Gentili (per un periodo anche liquidatore della
società), e poi cinque manager della nuova
società la Valleverde Srl (che non gestisce più
l' azienda di Coriano, posta sotto sequestro e
affidata, dal tribunale, alla guida del custode
giudiziario, Claudia Bazzotti, già curatore
fallimentare della Spa­Spes), che è una newco
(controllata da una cordata di imprenditori bresciani), costituita ad hoc, che aveva acquistato, dalla
Spes, la gestione del ramo d' azienda, nell' ambito del concordato fallimentare (eravamo nell' aprile
2012). Si tratta del bresciano di Desenzano sul Garda, Enrico Visconti, presidente della Srl, di un altro
bresciano, Ernesto Bertola, direttore generale, del mantovano David Beruffi, responsabile dell' area
finanza, di un' altra bresciana, di Salò, Anna Maria Soncina, consulente esterna area amministrativa e di
Raffaele Piacente, romano, responsabile di un gruppo che ha contribuito a ricapitalizzare la Srl per 4­5
milioni di euro nel novembre del 2013. Tutti e sette hanno ricevuto la visita, nelle rispettive abitazioni,
degli uomini della Guardia di Finanza. Per una raffica di perquisizioni (documenti e materiale
informatico considerati interessanti per le indagini) che, oltre nelle abitazioni, sono state effettuate anche
negli uffici della Valleverde SpaSpes a Coriano, e in quelli della Srl a Coriano, Treviso, Fermo nelle
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Il Nuovo Quotidiano di
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Marche, e Montichiari (Brescia).
Secondo l' accusa formulata dal sostituto procuratore, Luca Bertuzzi, che coordina le indagini condotte
dal nucleo di polizia tributaria della Finanza, attraverso un intreccio societario e l' utilizzo strumentale
della procedura di concordato preventivo sarebbero stati sottratti all' azienda almeno 10 milioni di euro.
E tutto inizierebbe con la trasformazione della Valleverde spa in Spes spa. E' la Spes, che ha come
liquidatore uno degli indagati, a chiedere e proporre un concordato preventivo con la cessione in affitto
ad un' altra società, la Valleverde srl, appositamente costituita, la gestione del calzaturificio, magazzino,
produzione e marchio compresi. Il pagamento del canone d' affitto d' azienda, che sarebbe servito a
ripagare i debiti della Spes spa, però non verrà mai pagato e secondo la Gdf era stato tutto
programmato con accordi tra vecchia e nuova gestione. In questo quadro si inserisce poi una denuncia
di truffa, considerata dalla guardia di finanza artificiosa, della nuova gestione contro la vecchia accusata
di aver fatto sparire parte del magazzino. Circostanza che avrebbe fermato il pagamento del canone.
Marchingegni, secondo la Procura e gli investigatori, al fine solo per dirottare denaro verso altre società.
In questo quadro si inseriscono le proteste dei lavoratori, senza stipendio da tre mesi, convinti della
bontà delle azioni del nuovo gruppo della Valleverde srl.
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22 gennaio 2014
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Il Nuovo Quotidiano di
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Avvocati intercettati I nastri saranno distrutti
RIMINI ­ Saranno distrutte le telefonate carpite
agli avvocati Stefano Caroli e Gian Paolo
Colosimo, i due difensori di Guglielmo Guerra,
loro collega, indagato nell' ambito dell'
operazione Misano connection con l' accusa di
sfruttamento della prostituzione. Caroli e
Colosimo era stati intercettati, abusivamente,
come ha sentenziato, ieri, il tribunale collegiale
(giudice Barbuto), nell' ambito della loro
attività difensiva. In sostanza i carabinieri, che
avevano messo sotto intercettazione il telefono
di Guerra, avevano intercettato anche le
telefonte intercorse tra l' indagato ed i suoi
legali. Conversazioni relative alla strategia
difensiva da adottare o al rito processuale da
scegliere. Per questo motivo l' 8 luglio scorso
c' era stata la dura protesta dei penalisti
riminesi, sfociata con una giornata di sciopero.
Ebbene, dopo mesi, il tribunale, ieri, ha
obbligato la distruzione di quelle intercettazioni
telefoniche, una ventina in tutto.
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22 gennaio 2014
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Il Nuovo Quotidiano di
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"Su aeroporto, Fiera e Caar scelte lungimiranti"
RIMINI ­ Fiera e Palacongressi, Aeroporto e
Centro Agro ­Alimentare Riminese al centro
della direzione provinciale del Pd di lunedì
sera, che ha ripreso, per concludere il
confronto, temi già affrontati lo scorso 17
dicembre. "Un dibattito quanto mai opportuno
­ si legge in una nota del Pd provinciale ­ a
fronte di una vera e propria offensiva politica
tesa a dimostrare che le scelte fatte alla fine
degli anni '90 si stanno rivelando sbagliate ed
insostenibili dal punto di vista economico. Un'
offensiva che vede protagonisti esponenti del
Movimento 5 Stelle e rappresentanti di alcune
forze politiche del centro destra".
"La Direzione del Pd ­ continua la nota ­ ha
ribadito la lungimiranza delle scelte fatte che
hanno prodotto e stanno producendo un
indubbio indotto economico per il territorio
riminese". Il Pd provinciale sottolinea "gli ottimi
risultati raggiunti" dal quartiere fieristico:
"leggere i dati oggi, pesantemente segnati
dalla crisi di questi anni, con l' obiettivo di
dimostrare ipotetici fallimenti appare
strumentale e privo di fondamento". Quanto al
Palacongressi (i cui conti sono finiti nei giorni
scorsi all' attenzione della Procura che ha
aperto un fascicolo) "la situazione va letta
correttamente. A fronte di un investimento di
100 milioni di euro si é realizzata una delle
strutture congressuali più importanti d' Europa. Altri territori si stanno attrezzando per nuovi
palacongressi. Roma, che anche recentemente ha ricevuto un ulteriore finanziamento di 40 milioni di
euro dal governo, Venezia che é ancora in fase di completamento. Anche in questo caso non vi é
nessuna altra realtà che a fronte di 100 milioni di investimento vi é un contributo pubblico di soli 7
milioni di euro da parte della Regione. Confondere la crisi economica che ha ridotto drasticamente il
settore congressuale in Italia, con l' insostenibilità del Palacongressi appare del tutto inconsistente e
fuori luogo".
La direzione del Pd ha dato un giudizio positivo anche sulla situazione del centro agro ­alimentare.
Mentre è stata espressa "preoccupazione per la situazione dell' Aeroporto". In particolare tutti gli
interventi hanno auspicato un esito positivo sull' appello per il concordato.
"Per l' economia riminese ­recita la nota inviata ieri ­ l' Aeroporto rimane una struttura strategica per l'
internazionalizzazione del nostro turismo. Non garantire una continuità di gestione produrrebbe un
danno economico incalcolabile e forse irrecuperabile. Al di là delle singole responsabilità personali su
cui si pronuncerà la Magistratura, non vi é alcun dubbio che gli sforzi fatti in questi anni hanno cercato di
consolidare l' Aeroporto come riferimento strategico per il territorio riminese. Purtroppo agli obiettivi,
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che erano ampiamente condivisi, non é corrisposto un' altrettanta adeguata gestione economica,
provocando il dissesto finanziario che ha portato ad un primo pronunciamento di fallimento da parte del
tribunale di Rimini". La direzione del Pd ha auspicato anche un rilancio delle politiche di area vasta. Il
tema delle integrazione delle fiere romagnole ed il sistema aeroportuale non possono essere lasciate
fuori da un contesto che vede sempre più integrare le funzioni tra territori. Nel dibattito sono intervenuti
tra gli altri il sindaco Gnassi, l' assessore regionale Melucci, l' ex sindaco Ravaioli.
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Allacciatevi alle fogne, c'è lo sconto
Il sindaco Gnassi: "Accordo con Hera, si spenderà soltanto da 300 a 1.100 euro" Lavori
entro agosto, coinvolte mille abitazioni. Poi stop agli scarichi con altri 3 cantieri.
RIMINI ­ Al via la quarta fase del piano ­fogne:
quello, delicato e che tanto ha fatto discutere
nei mesi scorsi, degli allacci delle abitazioni
alla nuova rete separata di Rimini Nord. L'
area interessata è appunto quella gravitante
intorno alla via Sacramora, a Rivabella e
Viserba dove si è già avviato il processo di
separazione delle condotteè quindi già
possibile in alcune zone lo smistamento di
acque nere e bianche ­ e dove dunque i
residenti sono ora chiamati ad adeguare i
propri scarichi alla nuova struttura fognaria. La
preoccupazione, manifestata a più riprese dai
cittadini durante i numerosi incontri con l'
amministrazione nei mesi scorsi, è ovviamente
quella dei costi. Costi ­ e questa è la novità
annunciata ieri dal sindaco Andrea Gnassi ­
che ora potranno essere abbattuti grazie a un
apposito protocollo firmato da Palazzo
G a r a m p i c o n Hera. "Protocollo ­ spiega
appunto Gnassi ­ c h e p r e v e d e r à p r e z z i
forfettari sia per la progettazione che per l'
esecuzione dei lavori, con un significativo
quindi abbattimento dei costi per quei cittadini
che vorranno appunto affidarsi al gestore. La
scelta è ovviamente libera: chi preferirà potrà
sempre rivolgersi al proprio progettista e
idraulico di fiducia".
Ma di quanto sarà questa riduzione dei costi?
"Per autorizzazione e l' intervento sul suolo pubblico ad esempio il costo per un' abitazione privata potrà
scendere anche fino 300 euro­1.100 euro. Anche comunque per l' intervento in area privata, Hera ha
predisposto un prezzario conveniente. Insomma come amministrazione rispondiamo in pieno a quelle
che sono state le legittime preoccupazioni e richieste manifestate in questi mesi dai residenti per un
intervento, quello appunto sulle fogne, sempre più nel segno non solo nella celerità, ma anche della
trasparenza e del rispetto del principio della libertà di scelta nei confronti dei cittadini".
Per definire tempi e modalità degli interventi, che dovranno essere completati entro la fine di agosto, il
Comune ha emesso una specifica ordinanza rivolta alle utenze interessate. In tutto parliamo di un
migliaio di edifici, per la maggior parte abitazioni private. Parallelamente agli allacci andranno avanti
anche i lavori nella zona nord ­ sarà infatti aperto a breve il quarto cantiere previsto dal piano di
balneazione ­ per l' eliminazione degli scarichi nelle fosse Matrice, Sacramora e Turchetta. Obiettivo
cancellare completamente entro il 2016 i divieti di balneazione nella zona. "Quarto cantiere che si
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aggiungericorda ancora Gnassi ­ a quelli già aperti per Rimini Isola, la dorsale nord e il raddoppio del
depuratore di Santa Giustina. Entro l' anno saranno poi aperti altri tre cantieri, il che significherà che
arriveremo a una quota di lavori del 49% (costo complessivo 75 milioni di euro) sul totale di quelli
complessivamente previsti per il piano ­fogne".
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Dalla Provincia.
Nevone 2012 Soldi alle aziende agricole
danneggiate
RIMINI ­ Duecentoquarantamila euro circa per
nove aziende agricole che hanno subito danni
in seguito delle nevone del 2012. La Provincia
di Rimini ha disposto la concessione dei
contributi, per un totale di 239.858,83 euro,
che saranno erogati in seguito alla
rendicontazione degli interventi svolti dalle
nove aziende ammesse ai contributi (su un
totale di quattordici domande pervenute). La
maggior parte dei contributi, intorno all' 85%,
saranno rivolti al ripristino delle coltivazioni di
olivi, tra le più compromesse in seguito alle
nevicate, mentre la restante sarà rivolta alla
ristrutturazione di strutture ad uso agricolo
come capannoni o stalle.
"Sono risorse ­ commenta l' assessore all'
agricoltura d e l l a Provincia di Rimini, Fabio
G a l l i ­ c h e p o r t a n o r e s p i r o a l l e aziende
agricole maggiormente colpite dalle
eccezionali nevicate del 2012.
Un aiuto pratico che arriva in un momento
difficile, ma anche simbolico, perchè
testimonia la volontà del nostro territorio di
supportare un settore particolarmente critico
come quello dell' agricoltura locale".
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VERUCCHIO ­ E' possibile calcolarla sul sito del Comune.
Mini Imu, l' imposta va pagata entro venerdì
prossimo
VERUCCHIO ­ Venerdì 24 gennaio scade il
termine per il versamento della cosiddetta
"Mini Imu" 2013 relativa agli immobili per i
quali è stata soppressa la seconda rata Imu.
Gli immobili interessati dal pagamento della
"Mini­Imu" Il Comune ricorda che, a Verucchio,
gli immobili interessati al pagamento dell'
imposta sono: l' abitazione principale e relative
pertinenze, a decorrere dall' 1 luglio 2013, le
unità immobiliari appartenenti alle cooperative
edilizie a proprietà indivisa, adibite ad
abitazione principale dei soci assegnatari e le
relative pertinenze, le unità immobiliari
regolarmente assegnate dagli Iacp o dagli enti
d i edilizia residenziale pubblica, la casa
coniugale assegnata al coniuge a seguito di
provvedimento di separazione legale,
annullamento, scioglimento o cessazione degli
effetti civili del matrimonio, l' unità immobiliare,
e pertinenze ammesse, posseduta, a titolo di
proprietà o di usufrutto, da anziani o disabili
che spostano la residenza in istituti di ricovero
o sanitari a seguito di ricovero permanente, a
condizione che l' abitazione non risulti locata e,
infine, a decorrere dallo scorso 1 luglio un
immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto
edilizio urbano come unica unità immobiliare.
E' possibile calcolare la "Mini Imu" 2013 on­
line collegandosi al sito istituzionale del
Comune di Verucchio (www.comune.verucchio.rn.it). Il servizio consente ai cittadini il calcolo dell'
imposta dovuta in maniera semplice consentendo la stampa del modello F24 da utilizzare per il
pagamento. Il versamento della "Mini Imu" deve essere effettuato utilizzando il modello F24 presso
qualsiasi sportello postale o bancario.
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