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PROGETTO SPIRITO
BIMBO
- PRESENTAZIONE -
I LABORATORI
I laboratori di Spirito Bimbo sono una serie di attività, rivolte a
bambini di 3-7 anni, che ruotano intorno ad un racconto. Ogni
singolo laboratorio prevede la narrazione del racconto, la
conversazione guidata sul racconto, due mandala, un'attività
manuale, un gioco e una filastrocca. Ciascuna attività è legata,
naturalmente, ai contenuti del racconto e ha peculiarità proprie
che mirano a coinvolgere il bambino su piani diversi.
I vari passaggi di ogni laboratorio vengono proposti in un ordine
ben preciso in modo da alternare un approccio più razionale
(narrazione, conversazione guidata, filastrocca) ad uno più
creativo (mandala, attività/gioco).
Vediamo ora nel dettaglio le diverse attività che formano un
laboratorio, nell’ordine in cui consigliamo di proporle.
IL RACCONTO
Le storie appartengono al linguaggio simbolico, il linguaggio delle
immagini, e le immagini hanno una sorta di vitalità tutta propria
che permette al bambino, attraverso l’identificazione con i vari
personaggi di un racconto, per esempio, di entrare in contatto con
la propria sfera emotiva. Per questo le storie hanno il potere di
muovere la vita interiore, nei più piccoli come negli adulti.
Non a caso il racconto è il nucleo di ogni laboratorio.
I racconti mirano a comunicare ai bambini contenuti significativi
adatti alla loro età e importanti per il loro sviluppo affettivo ed
emotivo, umano e spirituale.
I temi che fanno da sfondo a tutti i nostri racconti, e intorno a cui
ruotano i contenuti formativi, sono: la bellezza, la luminosità (che
altro non è che l’entusiasmo, atteggiamento tipico di uno sguardo
bambino e che va custodito con cura) e il coraggio (anche quello di
diventare amici della paura, che non va né temuta né respinta, ma
va accolta come qualunque emozione o sentimento). Questo è ciò
che cerchiamo di comunicare ai bambini nei nostri laboratori.
Il linguaggio è estremamente semplice, colloquiale, divertente,
coinvolgente e adatto anche ai più piccoli. Mediante la narrazione
e l’intimità con la storia e i suoi personaggi, il bambino entra in
una dimensione altra in cui ha la possibilità di conoscersi,
conoscere il mondo che lo circonda e acquisire gradualmente nuovi
strumenti che lo aiuteranno ad affrontare le difficoltà che ogni
crescita comporta.
Per facilitare e rendere più piacevole la narrazione, ogni racconto
è accompagnato da figure dalle linee semplici e dai colori vivaci,
adatte a cogliere l’attenzione anche dei più piccoli, e che possono
essere mostrate e descritte durante il racconto.
IL MANDALA
Il termine Mandala deriva dal sanscrito e significa “cerchio”.
Il Mandala consiste, infatti, in una serie di forme, generalmente
disposte in modo concentrico, all’interno di un cerchio.
Il mandala, oltre ad evitare il senso di spaesamento e la
conseguente insicurezza che la pagina bianca può suscitare,
permette al bambino di muoversi all’interno di uno spazio
protetto e accogliente (la forma circolare, infatti, è una forma
morbida e familiare, che richiama il ventre materno o un
abbraccio).
In questo spazio sicuro e riposante, attraverso la forza evocativa
dei colori, prende vita un intenso processo creativo in cui le
immagini della storia si approfondiscono assumendo quelle
tonalità emotive che il bambino stesso dà loro.
In questo modo il bambino fa proprio il racconto e,
appropriandosene, lo veste delle sue emozioni e del suo vissuto,
fino a trasformarlo, a reinventarlo. È così ora lo stesso racconto,
con i suoi colori, a mostrare al bambino il suo mondo interiore e a
offrirgli la possibilità di esplorarlo attraverso l’immaginazione e la
fantasia.
LA CONVERSAZIONE GUIDATA
La conversazione guidata altro non è che una serie di domande
attraverso cui si invita il bambino a ripercorrere i contenuti della
storia raccontandoli in prima persona.
L’intento è quello di riportare all’attenzione del bambino i
passaggi più importanti della storia per farne propri i contenuti
formativi. Questo particolare passaggio del laboratorio non vuole
essere un semplice esercizio mnemonico. Infatti, come nel mandala
il bambino ricolora la storia delle proprie tonalità emotive, così
nella conversazione guidata compie lo stesso processo attraverso il
ricordo che conserva del racconto e la propria narrazione suscitata
dalle domande.
Perché anche questa attività, che richiede una maggiore
attenzione da parte del bambino, sia vissuta come un momento
di gioco, ogni conversazione guidata è introdotta da una breve e
simpatica filastrocca accompagnata da semplici gesti (legati alle
orecchie, come richiamo all’ascolto) che può essere anche
canticchiata.
L’ATTIVITÀ MANUALE
L'attività manuale consiste nel realizzare in cartoncino personaggi
e sfondi della storia ascoltata. È un'attività ricreativa semplice in
cui il bambino esplora la propria manualità realizzando
concretamente parte di quelle immagini del racconto che lo hanno
accompagnato finora e che gli serviranno nella fase successiva,
il gioco.
IL GIOCO
Quella del gioco è la fase in cui il bambino può sperimentare ed
esplorare il proprio corpo in movimento nello spazio circostante.
Attraverso la drammatizzazione il bambino entra nella storia e
“contatta” i suoi personaggi in modo più fisico, e questo non è che
un ulteriore passaggio per approfondire ad un livello diverso sia il
racconto che la conoscenza del proprio corpo, oltre che del proprio
mondo interiore.
Inoltre, come attività conclusiva del laboratorio prima della
filastrocca, ma anche come gioco libero da ripetere ogni volta che
lo si desidera, proponiamo di invitare il bambino a giocare da solo
e liberamente con i cartoncini realizzati, raccontando nuovamente
la storia ascoltata o inventandone di nuove.
Siamo così giunti allo spazio aperto del racconto libero, con
gradualità e con una sempre maggior intimità con il racconto che
ha accompagnato tutto il percorso, vivendolo e ri-vivendolo
attraverso l’ascolto, il colore, le forme e il coinvolgimento del
corpo, della creatività e della fantasia. A questo punto il bambino
è in grado di padroneggiare la storia e i contenuti positivi che
questa ha voluto comunicargli. È così che il bambino acquisisce,
alla fine di ogni laboratorio, non solo nuovi contenuti, ma anche
nuovi strumenti utili al proprio percorso di crescita.
LA FILASTROCCA
Ogni laboratorio si conclude con una filastrocca.
Abbiamo ascoltato il racconto, lo abbiamo vestito delle nostre
tonalità emotive colorando il mandala, lo abbiamo rielaborato
nella conversazione guidata e approfondito con l’attività manuale
e con il gioco, coinvolgendo corpo, emotività e creatività.
Ora è il momento di ritornare all’ascolto di quei contenuti, ma su
un piano ancora diverso: rileggendoli con parole nuove, giocando
con la loro sonorità e con il ritmo dato dalle rime.
Nelle filastrocche, infatti, la parola emerge soprattutto nel suo
aspetto musicale e la possibilità di accompagnare le parole con
gesti e semplici melodie, arricchisce ulteriormente questa fase
conclusiva del laboratorio che diventa un momento di gioco
estremamente divertente e stimolante che i bambini apprezzano
in modo particolare.
GLI STRUMENTI
LA VALIGETTA DELLA CREATIVITÀ
Un laboratorio che si rispetti deve avere i propri “attrezzi da
lavoro”! La valigetta delle creatività è una vera e propria borsa
degli arnesi in cui deporremo tutti gli “attrezzi” che useremo nei
nostri laboratori. Sarà bello per i bambini prendere la propria
valigetta sapendo che quel gesto è sempre il preludio di un
momento di gioco e di creatività!
LO SCRIGNO DEI TESORI
I racconti vengono presentati ai bambini come “luoghi” pieni di
tesori nascosti. I tesori sono, naturalmente, i contenuti formativi
centrali di ogni racconto, ma lo sono anche i mandala che
accolgono i nostri colori e i personaggi delle nostre storie che
realizziamo nelle attività/gioco.
Ed è importante e bello per il bambino imparare ad averne cura a
ricordo delle conquiste raggiunte nel laboratorio e come giochi da
riprendere ogni volta che lo desidera, così come sarà
entusiasmante conservare ogni volta nuovi lavori, frutto della
propria creatività, nello scrigno dei tesori!
IL RIFUGIO
Vi ricordate la casetta fatta di coperte e mollette che le nostre
mamme realizzavano per noi? Che belle sensazioni si vivevano in
quel piccolo spazio protetto che era tutto nostro! Ecco cos’è il
rifugio: uno spazio che il bambino sente completamente suo, in
cui i grandi non entrano e per certi versi non c’entrano. Anche per
questo il rifugio è per il bambino una sorta di luogo sacro e
inviolabile, pregno di una magia molto particolare.
Ciascuno di noi dovrebbe avere in sé, nel proprio mondo interiore,
un luogo così, una zona franca in cui ritirarsi e rifugiarsi, depositare
tesori preziosi, vivere passaggi significativi del proprio percorso, il
luogo adatto in cui custodire la propria bellezza bambina. E non c’è
niente di meglio di un rifugio fatto di tessuti caldi e morbidi e colori
e odori conosciuti, per aiutare i bambini a trovare la strada per il
proprio rifugio interiore!
ULTIMO “INGREDIENTE”: LA TUA FANTASIA!!
I laboratori sono pensati e studiati nei minimi particolari per
regalare ai più piccoli un percorso educativo importante,
divertente ed emozionante, ma starà a voi far sì che ogni racconto
o gioco sia per loro una esperienza unica e piena di magia, ma per
far questo dovrete tornare ad essere anche voi un po’ bambini,
e sarà bello anche per voi entrare con loro in questa dimensione
altra in cui non si ha timore di mescolare realtà, sogno e fantasia!
In questo modo ne beneficerà non solo il bambino ma
anche la vostra relazione con lui, che si approfondirà e
arricchirà di tempi significativi condivisi in armonia, e di
modi e linguaggi nuovi, troppo spesso trascurati se non
addirittura sconosciuti, eppure necessari perché capaci
di fare da ponte tra l’adulto e il bambino, e tra il
bambino e l’adulto che sarà.

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