La crisi divide ma la cultura unisce

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La crisi divide ma la cultura unisce
La crisi divide ma la cultura unisce
Lama Abboud, partecipante al corso
Sono un architetto. Vivo e lavoro nella città vecchia di Homs, in Siria, collaborando con la Commissione
per la Salvaguardia del Patrimonio di Homs, sotto la supervisione di un sindacato di ingegneri siriani.
Sono stata selezionata e ho accettato di frequentare un corso a Washington DC, organizzato
dall’ICCROM e dallo Smithsonian Institution, in collaborazione con il Fondo Prince Claus dei Paesi
Bassi.
Oggi, quasi tre settimane dopo la fine del corso, non riesco ancora a capacitarmi di come l’équipe del
corso sia riuscita a trasmettere a tutti noi quell’enorme quantità di informazioni utili in un solo mese e
in modo molto semplice ma efficace!
Non è stato un percorso per nulla facile, ma vi assicuro che ne ho
apprezzato ogni singolo giorno.
È stato molto ben organizzato. Eravamo 21 partecipanti di 17 paesi,
provenienti da diversi contesti educativi, 16 donne e 5 uomini. Quello
che ci ha unito è stata la nostra passione per la salvaguardia del
patrimonio culturale.
“La cultura non può attendere” era il motto di questo corso, che ha
trattato molte tematiche e aspetti diversi. Abbiamo imparato grazie a
tanti esperti internazionali, che ci hanno ispirato con le loro esperienze
e i loro metodi di insegnamento brillanti ed efficaci. Non parlo solo
dell’elevatissimo livello di istruzione, della ricchezza di informazioni,
dei laboratori pratici e degli oratori motivazionali. Ma ci hanno anche
dato fiducia, attenzione, rispetto, grandi lezioni e offerto nuovi spunti per ottenere risultati migliori.
La cosa più importante era che erano realmente intenzionati ad aiutare i partecipanti nel loro lavoro di
contenimento del rischio di disastri per i beni culturali nei loro rispettivi paesi.
Abbiamo terminato il corso portando con noi un senso di responsabilità e determinazione, e tanto
amore e gratitudine.
Nel mio caso, mi sono impegnata a portare questa esperienza unica nel mio adorato paese, la Siria.
Desidero moltissimo creare un’unità di emergenza in Siria, con principi specifici e una chiara missione
per migliorare a tutto tondo la salvaguardia del patrimonio culturale. Gli obiettivi di tale unità saranno
quelli di migliorare la formazione per il pronto soccorso al patrimonio culturale, la sensibilizzazione,
dando importanza al patrimonio vivente migliorando gli interventi di emergenza ma, soprattutto,
riportando nuovamente la vita nella mia amata città, Homs.
Sono davvero fiera di far parte ufficialmente del pronto soccorso in una famiglia di 18 paesi, in una
rete più grande di quasi 100 addetti al pronto soccorso in tutto il mondo che condividono la stessa
passione. È stata davvero fantastica, l’esperienza di una vita. Grandi amici e ricordi indimenticabili!
Questo corso FAC2016 ha piantato in ogni partecipante il seme del coraggio come addetto al pronto
soccorso. Vi posso assicurare che questi semi continueranno a crescere e diventeranno belle piante,
fino a quando i rametti diventeranno sempre più spessi, più forti e produttivi per produrre altri semi
più fecondi e coraggiosi.
Ultimo, ma non meno importante, vorrei dire che la crisi divide ma la cultura unisce, e che la cultura
non può attendere!