Con i migliori auguri da

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Con i migliori auguri da
Racconto di
NATALE
Giotto, La strage degli innocenti Valerio Lessi Con i migliori
auguri da
Viveva qualche tempo fa all’estrema periferia di un paese di mare, in una casetta circondata dai campi, un bambino di nome Pietro. In inverno, dopo che era scesa la neve, era impressionante vedere quelle lunghe distese bianche, sulle quali emergevano le casupole degli abitanti, con il loro bel comignolo fumante. L’estate era invece dominata, oltre che dal giallo oro del grano ormai pronto per la mietitura, dal gracidio delle rane che avevano eletto il loro domicilio nel fosso che correva parallelo alla strada principale. Quando Pietro aveva cinque o sei anni arrivò per lui un Natale molto speciale, tanto particolare che se lo Integer ricordava benissimo a distanza di tanti anni. E ormai vecchio lo raccontava ai suoi .05
La notte dei
Santi Innocenti
numerosi nipotini quando lo andavano a trovare. Non fu un Natale speciale per la neve, perché quell’anno, sebbene fosse tanto freddo, non ne fece moltissima. C’erano stati inverni con così tanta neve che molti pettirossi arrivavano sul davanzale della cucina alla ricerca di qualche briciola che permettesse loro di sopravvivere. E dal tetto del porcile dove abitava il maiale scendevano tanti candelotti di ghiaccio che nelle giornate di sole brillavano come diamanti. Non fu un Natale speciale per l’albero, perché in casa sua ancora non era stata presa l’abitudine di farlo. Fu l’anno dopo che il fratello maggiore tornò a casa con una tamerice tagliata sulle dune della spiaggia e tutti l’adornarono con dolciumi e mandarini che si mangiarono solo nel giorno dell’Epifania. Nemmeno per il presepe fu un Natale speciale, perché solo l’anno seguente l’arrivo dell’albero la mamma tornò dal mercato del Donec non metus Sed tincidunt, mi vitae consectetuer porttitor, mi nulla fringilla nisi, eu consectetuer enim libero a orci. Phasellus at nulla. Aliquam ipsum augue, tristique ornare, posuere a, tristique eu, nulla. Curabitur orci. In in nisi interdum velit mattis pulvinar. Aliquam sem. Nunc diam odio, ultrices a, lobortis faucibus, commodo id, arcu. 2 Giotto, La fuga in Egitto La notte
dei Santi Innocenti
del martedì, nel grande paese lì vicino, con una decina di statuine di gesso: Maria, Giuseppe, il Bambinello, due pastori, un piccolo gregge di pecorelle ed un altro personaggio. Pietro corse subito sul dosso vicino alla ferrovia a raccogliere il muschio: era la meta di tutti i bambini, si sapeva che in quel punto l’umidità regalava generose distese di muschio. Il presepe fu allestito sul ripiano del camino che ormai non veniva più utilizzato, e negli anni seguenti arrivarono ad arricchirlo i re magi, la lavandaia e tanti animali da cortile. Il Natale speciale che nonno Pietro amava raccontare ai suoi nipotini non era legato a questi episodi, pur importanti, della sua infanzia. Quel Natale fu speciale perché quell’anno accadde un fatto straordinario: Maria, Giuseppe e Gesù Bambino fecero visita alla sua casa. Le cose andarono così. Due giorni dopo la festa di Natale, verso l’imbrunire, Pietro vide la mamma che metteva sul davanzale della finestra della cucina un catino pieno di acqua calda, un pezzo di sapone e un asciugamano, di quelli più belli, con i ricami e le frange. Aggiunse infine anche una bella mela rossa ed un pezzo di pane custodito in un tovagliolo. “Mamma, cosa stai facendo? Perché metti quel catino sul davanzale?”, chiese Pietro tutto incuriosito. “Sono per Maria e Gesù”, rispose la mamma in tutta fretta perché doveva correre a preparare la cena. Mentre si metteva il pigiama prima di andare a letto, Pietro tornò a fare la domanda. E la mamma questa volta soddisfece ogni sua 3 La notte dei
Santi Innocenti
curiosità: “Questa, bimbo mio, è la notte dei Santi Innocenti. Maria, Giuseppe e Gesù devono fuggire in Egitto per evitare la cattiveria di re Erode che vuole uccidere il Bambino perché teme che voglia togliergli il regno. Se durante il viaggio, in questa notte così fredda, Maria avesse bisogno di fare un bagnetto caldo a Gesù e mangiare qualcosa, può fermarsi a casa nostra, e sarà la benvenuta con tutta la sua famigliola”. A Pietro quella spiegazione sembrò un po’ strana, ma fu sufficiente per farlo addormentare tranquillo. Lui era già andato una volta in chiesa per la benedizione dei bambini nel giorno della festa dei Santi Innocenti e aveva ascoltato il parroco raccontare di quella storia. Ma pensava fosse un fatto del passato, non che accadesse ancora oggi. Il giorno dopo, appena sveglio, ancora prima di fare colazione, corse a guardare sul davanzale. Che sorpresa! L’acqua era sporca e insaponata, come quando lui faceva il bagno nel mastello. L’asciugamano era bagnato e tutto stropicciato: era evidente che era stato usato. Della mela restavano solo le bucce e il torsolo, ed il pane era sparito. Era successo veramente! La famiglia di Gesù aveva scelto la loro casa per una pausa ristoratrice durante la fuga Sed Est verso l’Egitto. Ut Che impressione nell' animo e nel cuore del piccolo Pietro! I nipotini alla conclusione del racconto di Pietro sempre avevano gli occhi sgranati, grondanti meraviglia. “Nonno, ma Gesù e Maria possono venire anche a casa nostra?”. “Certo” – rispondeva il nonno, sorridente – “Basta che voi siate pronti ad accoglierli”. Caravaggio, Il riposo durante la fuga in Egitto Maecenas purus 4 

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