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RINASCIMENTO E MANIERISMO
A SANTA CATERINA
Venerdì 19 luglio dalle ore 21.00 alle ore 24.00
a Pinacoteca dei Musei Civici di Treviso, recentemente
riallestita, raccoglie un notevole e prezioso corpus di
opere pittoriche e scultoree databili tra la metà del
secolo XV e la fine del secolo XVI, una vera e propria antologia di capolavori della scuola veneta e trevigiana. Il percorso prende avvio da una piccola serie di Madonne su tavola,
tra le quali spiccano la Madonna con il Bambino dipinta da
Giovanni Bellini intorno al 1475 e quella eseguita da
Cima da Conegliano, caratterizzata dalla presenza
del paesaggio collinare natio ben riconoscibile. Tra le opere
scultoree lignee e lapidee, si segnala la lunetta in pietra
d’Istria attribuita a Pietro Lombardo raffigurante
Cristo Redentore bambino (1480-90), proveniente dalla
porta di ingresso al Baliatico - reparto neonati e trovatelli dell’ antico Ospedale di Santa Maria dei Battuti di Treviso. Il
tema della “Natività di Gesù” è il soggetto di alcune opere
realizzate da artisti attivi nel primo Cinquecento a Treviso
e Venezia: Domenico Capriolo, Natività (La levatrice
incredula) e Adorazione dei pastori; Gerolamo da Treviso il Giovane, Adorazione dei Magi; Gerolamo da
Santacroce, Adorazione dei Magi.
Firmata e datata al 1526 è una delle opere più pregevoli
della Pinacoteca dei Musei Civici, il Ritratto di domenicano
di Lorenzo Lotto, recentemente restaurata. La tela
ritrae il padre guardiano del convento di San Zanipolo a
Venezia, presso il quale il pittore soggiornò. Capolavoro
databile attorno al 1544 è il Ritratto di Sperone Speroni,
in cui Tiziano Vecellio magistralmente rappresenta
il celebre letterato e umanista padovano a mezzo busto
su sfondo scuro. Capolavoro di Jacopo Da Ponte, detto il
Bassano, è la Crocifissione, realizzata nel 1562-63 per
il convento trevigiano delle monache di San Paolo.
Ampio spazio è dedicato all’opera dell’artista trevigiano
Paris Bordon, dalla giovanile Sacra famiglia (riposo durante la fuga in Egitto) alla Resurrezione, proveniente dal
convento della Chiesa di Ognissanti di Treviso.
Chiude il Cinquecento Ludovico Pozzoserrato,
fiammingo naturalizzato trevigiano, di cui i Musei Civici
possiedono un discreto gruppo di lavori, tra i quali Annunciazione, proveniente dalla cittadina Chiesa di San Martino,
e Concerto in villa, databile intorno al 1585-90.
Presenta
Presenta
Percorsi alla scoperta di Treviso rinascimentale
L
partenza gruppi ogni 15 minuti
Presenta
Per altre iniziative dell’estate 2013,
aperture serali e visite guidate al museo
di Santa Caterina visita il sito
www.museicivicitreviso.it
Informazioni
Le attività sono gratuite e aperte a tutti.
Per informazioni è possibile chiamare
il numero 348-3326765
dal lunedì al venerdì
ore 12.30/14.30 e 18.00/20.00
Presenta
5 • 12 • 19 Luglio 2013
Ogni venerdì sera dal 15 giugno al 27 luglio
In copertina: Tiziano Vecellio, Annunciazione della Vergine Maria, 1522-26
Testi a cura di: Studio D Friuli (Chiara Moretti, Alessandra Iannacci)
Percorsi a cura di Studio D Friuli (Roberta Gubitosi, Chiara Moretti, Martina Peloso, Laura Salandin, Laura Serafin)
A partire dalle ore 21.00 musica, danza ed eventi culturali
CON IL PATROCINIO DELLA
CITTA’ DI TREVISO
CON IL PATROCINIO DELLA
CITTA’ DI TREVISO
Didattica Archeologia
Museologia
I
IL DUOMO RINASCIMENTALE
IL MONTE DI PIETÀ
Venerdì 5 luglio dalle ore 21.00 alle ore 24.00
Venerdì 12 luglio dalle ore 21.00 alle ore 24.00
Partenza gruppi alle ore 21.00 – 22.00 – 23.00
partenza gruppi ogni 20 minuti
n epoca rinascimentale la Cattedrale di San Pietro
Apostolo subì cospicue trasformazioni. Giovanni Zanetto da Udine, eletto vescovo di Treviso nel 1478,
volle la riedificazione della Cappella maggiore:
questa fu ricostruita tra il 1482 e il 1505 e dedicata
all’Immacolata Concezione. Nel 1485 venne firmato un
contratto con Pietro Lombardo e i suoi figli Tullio e
Antonio, il quale includeva la realizzazione della cupola
sovrastante la cappella. A Tullio e Antonio Lombardo si deve il Monumento sepolcrale del vescovo
Giovanni Zanetto, realizzato negli anni ’80 del Quattrocento e straordinariamente ammirato per l’eccellenza
delle forme e la ricchezza dell’apparato decorativo. Agli
stessi artisti è attribuita l’ Urna dei Santi Teonisto, Tabra
e Tabrata sormontante l’altare marmoreo centrale.
A sinistra della Cappella maggiore, preceduta da vestibolo, segue la Cappella del Santissimo Sacramento. Completata l’esecuzione della parte muraria
dell’elegante spazio a pianta quadrata con conca absidale e cupola, tra il 1504 e il 1510 Giovanni Battista
e Lorenzo Bregno realizzarono il prezioso apparato
decorativo scultoreo in marmo. Successivamente venne
eseguito da Pier Maria Pennacchi l’affresco del
catino absidale, in cui è raffigurato un Cristo Redentore
benedicente e reggente il globo terrestre con la mano
sinistra.
La trasformazione della cappella a destra del presbiterio, detta Cappella dell’Annunciazione, risale
al 1519 e fu voluta dalla Scuola dell’Annunciata e dal
canonico Brocardo Malchiostro. L’apparato decorativo
pittorico ad affresco (1520) venne affidato a Giovanni
Antonio de Sacchis detto il Pordenone: Adorazione
dei Magi e Visitazione sulla parete laterale sinistra sono
due tra le scene principali componenti la narrazione, che
si concludeva con la rappresentazione di Dio Padre fra
gli angeli sulla calotta della cupola, andata distrutta con
il bombardamento del 7 aprile 1944. L’altare, attribuito
a Lorenzo Bregno, è sormontato dalla splendida pala
eseguita da Tiziano Vecellio tra il 1522 e il 1526.
In essa Tiziano inserisce il canonico Malchiostro quale
spettatore dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele
alla Vergine Maria, posta in primo piano nella parte sinistra della scena.
Tullio e Antonio
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del vescovo Gio
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N
el 1496 Treviso vide la fondazione del Monte di
Pietà, uno dei primi istituiti in Italia. La scelta del
luogo non fu certo casuale: l’edificio trovò collocazione in un’area allo stesso tempo adiacente ai palazzi
pubblici del Comune e a ridosso dell’ingresso del Ghetto
cittadino. L’istituzione finanziaria nacque infatti con lo
scopo di offrire alle persone in difficoltà prestiti su pegno con interessi ridotti, in netto contrasto con le pratiche di usura al tempo applicate soprattutto dagli Ebrei.
Dal punto di vista architettonico, la sede del Monte di
Pietà ingloba un articolato insieme di fabbricati di differente epoca storica (tra i quali la chiesa di Santa Lucia
e la contigua chiesa di San Vito), unificati in un esterno
sobrio e organico.
La piccola sala dedicata originariamente alle riunioni
dei Rettori dell’istituto, la cosiddetta Cappella dei
Reggitori, ha pianta rettangolare con abside semicircolare e ospita un apparato decorativo di elevatissima
qualità e incredibile fascino.
A Ludovico Fiumicelli
(Vicenza, 1500 ca. – Treviso,
1582) si devono la realizzazione dell’affresco nell’abside, poi ridipinto, raffigurante la Moltiplicazione dei pani
e dei pesci e i due Angeli
monocromi rappresentati
nei pennacchi laterali. Tali opere sono databili alla metà
del secolo XVI.
I teleri collocati invece nella fascia superiore delle pareti
laterali, entro preziose cornici dipinte, sono opera del
pittore fiammingo Ludovico Toeput detto Pozzoserrato (Anversa? 1550 – Treviso 1604/1605) e vennero
eseguiti con probabilità intorno al 1590. Essi raffigurano sei storie bibliche e parabole evangeliche: Agar e
l’Angelo, Il convito del ricco Epulone , Elia nel deserto, Il
buon samaritano, Mosè fa scaturire l’acqua dalla rupe, Il
ritorno del figliol prodigo. Particolarmente interessante
è la scelta del Pozzoserrato di ambientare alcune delle
scene all’interno dei tipici giardini delle ville venete cinquecentesche.
Il soffitto della sala è a travicelli, dipinti con intrecci vegetali policromi, e la porzione inferiore della pareti venne
arricchita nel XVII secolo da parati in cuoio di Cordova
impressi e dipinti con sfarzosi motivi baroccheggianti.
t.), Monte di Pietà, Cappella dei Reggitori
Pozzoserrato, Il convito del ricco Epulone (par

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