IISS M. CURIE

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IISS M. CURIE
Consulenza Formazione Progettazione
Documento di Valutazione dei Rischi
[D.Lgs 81/08]
VALUTAZIONE DEI RISCHI SPECIFICI
IISS M. CURIE
Sede Istituto: Via Togliatti n.5 47039 Savignano sul Rubicone (FC)
Dirigente Scolastico: ing. Tosi Mauro
Data: 01/02/2016
Dirigente Scolastico ___________________________________
R.S.P.P. ____________________________________________
R.L.S. ______________________________________________
Medico Competente ___________________________________
Program s.r.l. legale rappresentante:
Program s.r.l. figure tecniche:
Roberto Rossi
ing. Alessandro Magni
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Pag. modulo: 1/1
Indice
Scheda Istituto
Criteri valutazione dei rischi
Elenco mansioni
Riepilogo rischi specifici per mansione
Valutazioni dei Rischi:
1. Valutazione rischio ” Macchine - Attrezzature”
2. Valutazione rischio “Sovraccarico Biomeccanico”
- “Movimenti ripetitivi”
- “Movimentazione Manuale dei carichi”
3. Valutazione rischio agenti fisici
- “Microclima”
- “Campi Elettromagnetici”
- “Radiazioni ottiche Artificiali”
- “Cancerogeno”
- “Amianto”
- “Rumore”
- “Vibrazioni”
4. Valutazione rischio “Chimico”
5.Valutazione rischio “Biologico”
6. Valutazione rischio “ATEX - atmosfere esplosive”
7. Valutazione rischio “Incendio”
8. Piano di Emergenza
9. Planimetrie di evacuazione
SCHEDA DELL’ISTITUTO
Ragione Sociale
Città
Indirizzo Sede
ISTITUTO STATALE SUPERIORE “MARIE CURIE”
SAVIGNANO SUL RUBICONE
Via Togliatti n. 5 - 47039 SAVIGNANO SUL RUBICONE (FC)
Numero sedi della Scuola
Numero totale dei lavoratori:
Numero totale degli studenti:
Numero di aule didattiche:
Numero aule video:
Numero Laboratori informatici:
Numero laboratori linguistici:
Numero laboratori scientifici:
Palestre:
Numero Archivi:
Numero Uffici:
Biblioteca:
Numero Sale docenti:
Servizi igienici:
Numero sgabuzzini:
sede centrale in Savignano sul Rubicone (FC)
108 docenti + 35 ATA + Dirigente
860 a gennaio 2016
34
5
1
1
10
1 esterna (SEVEN a Savignano) + 1 interna
1
8
1
2
23 locali
8
DESCRIZIONE DELLE STRUTTURE SCOLASTICHE
Sede di Savignano sul Rubicone
Descrizione sommaria dei laboratori:
§ Laboratori d’informatica. Si tratta di due
locali a pianta rettangolare, ciascuno con 26
postazioni, siti al primo piano; gli infissi e i rivestimenti sono i medesimi delle aule per la didattica
normale; gli allestimenti interni prevedono tavoli per le postazioni PC. Le linee elettriche che
servono le postazioni PC sono fuori traccia con idonee canalette a muro, ed hanno un loro
interruttore differenziale. Il numero di postazioni per laboratorio tende a soddisfare le esigenze di
una classe alla volta.
§
Laboratorio linguistico. Si tratta di un locale a pianta rettangolare, posti al secondo piano,
dotato di 25 postazioni. Le caratteristiche del vano sono le stesse degli altri locali.
Laboratorio di fisica. Si tratta di un locale a pianta rettangolare, circa 120 m2, dotato di circa 30
postazioni, posto al secondo piano; dotato di porte REI. Il locale è dotato di attrezzature manuali
per le esercitazioni. All’interno del vano è presente un estintore a polvere.
§
§
Laboratorio di chimica e biologia (scienze naturali). È costituito da un locale situato al secondo
piano, ciascuno con 25-30 postazioni, il locale copre una superficie di 120 m2 circa con porta
REI. Tutti i locali comunicano con il corridoio di piano tramite porte REI (due per laboratorio ). Il
locale laboratorio di chimica è dotato di banconi adeguati per le esercitazioni dotati di adduzione
acqua e gas (a quest’ultimo sono collegati becchi bunsen) e con prese elettriche laterali; in fondo al
locale si trova anche una cappa aspirante. Le sostanze presenti sono conservate in armadi. Sono
presenti nella quantità di circa 10 litri conservate in armadio a contenimento per infiammabili sito
in un ripostiglio; il locale è inoltre dotato di cassetta di pronto soccorso e flacone oculare.
Nel locale di scienze in fondo modelli scientifici sono conservati in armadi con ante a vetro con
caratteristiche di sicurezza. Tutti i locali sono coperti da impianto di rivelazione gas
periodicamente controllati.
▪ Laboratorio di meccanica. E’ un locale di 120 m² posto al piano terra lato sinistro dell’Istituto,
con alcune attrezzature: n.° 1 pressa oleodinamica, arredi composti di tavoli e armadi e n.° 1
spaccato di autoveicolo; è presente 1 estintore portatile fuori dalla porta d’accesso.
▪ Laboratorio di Tecnologia. E’ della stessa dimensione del lab. di meccanica. E’ adiacente allo
1
stesso e usufruisce dello stesso estintore fuori porta. E’ dotato di banconi, armadi che contengono
le dotazioni del laboratorio, di n. 6 postazioni P.C., e di alcune macchine:
- n.1 macchina per prove di trazione e rotativo P.C.
- n.1 macchina C.N. (fresatrice)
- n.1 macchina C.N. (tornio)
- n.1 durometro
- n.1 attrezzo x prove Jomini composta da 1 forno a muffola e una attrezzatura per le
preparazioni.
Nel locale attiguo compartimentato con una porta taglia fuoco c’è il lab. di Macchine Utensili di
circa m² 400 arredato di tavoli da lavoro, armadi e cassettiere da lavoro + le macchine utensili:
- n. 7 torni paralleli;
- n. 1 trapano fresa;
- n. 2 trapani a colonna;
- n. 1 fresatrice universale;
- n. 1 limatrice;
- n. 1 troncatrice;
- n. 1 lapidello x piani;
- n. 1 sega segmentata;
- n. 1 mola.
Tutte le macchine risultano conformi alle direttive.
In una porzione del laboratorio è presente l’aula di saldatura compartimentata con porta REI:
- n. 3 postazioni per l’arco elettrico;
- n. 1 dotazione ossiacetilenica e postazioni T.I.G.
- n. 1 dotazione ossiacetilenica e postazione M.I.G.
Tutte le attrezzature risultano a norma.
E’ presente un estintore unico nel laboratorio di M.U.T.
Descrizione sommaria di locali speciali:
Palestre: L’istituto è dotato di due palestre: una presso il SEVEN e l’altra di nuova costruzione
esterna alla struttura scolastica
Biblioteca: Si tratta di un locale, per un totale di circa 120 m2, posto al piano terra; e dotato di
scaffalature perimetrali e tavoli per la consultazione, l’area è dotata di un estintore a polvere da 6
kg. Il locale è dotato di n. 2 uscite d’emergenza dirette all’esterno.
Bar: Occupa una area di circa 70 m2 all’ingresso del piano terra.
Uffici: Occupano praticamente l’intera manica lunga del piano terra lato destro e sono n. 8 locali
adiacenti tra loro, a pianta rettangolare di circa 25 m2 ciascuno, ad eccezione dell’ufficio studenti
(circa 50 m2). Tutti i locali comunicano con il corridoio di piano tramite porte apribili nel verso
dell’esodo; gli arredi sono costituiti da scaffalature, postazioni dotate di PC, tavoli e sedie.
Sala insegnanti: Si tratta di due locali, posti al primo piano; sono semplicemente arredati con
armadi e schedari e tavoli; sono presenti anche postazioni al videoterminale.
Archivi: All’estremità libera dell’ala destra del piano terra, si trova un locale (1) di circa 35 m2
arredato con scaffali metallici, che costituisce l’archivio d’istituto. Accessibile tramite un
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serramento REI, al suo esterno si trova un estintore.
Depositi: Nell’edificio è presente n. 1 magazzino sito nel sottoscala.
Centrale termica: È un ampio locale, 90 m2, a pianta rettangolare accessibile dall’esterno;
all’interno si trovano due caldaie E2 alimentate a gas metano di rete, per una potenzialità
complessiva superiore alle 100.000 kCal/h. la dotazione antincendio è costituita da un estintore.
Locale pompe: all’esterno adiacente al locale caldaie di 40 m2 il locale pompe dotato di n. 1
estintore.
Locale macchine ascensori: Si tratta di piccoli locali a piano terra in corrispondenza del vano corsa
dell’ascensore; hanno serramenti REI e un impianto elettrico indipendente.
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LUOGHI DI LAVORO E MANSIONI
L1
IDENTIFICAZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO
DELLA SCUOLA
Scuola-aule didattiche Sede di Savignano sul Rubicone
N. 1004 max
Lavoratori compreso Studenti
860 studenti + 144 lavoratori
L2
L3
L4
Palestra
Palestra – SEVEN Savignano
Laboratori di chimica, fisica e biologia – Savignano
60 studenti + 2 lavoratori
30 studenti + 1 lavoratore
30 studenti (che assumono la
qualifica di “lavoratori”) + 3
lavoratori
L5
Depositi, Archivi e locali manutenzione –
//
Cod.
A
IDENTIFICAZIONE DELLE MANSIONI DELLA SCUOLA
Gruppo docenza scientifico-umanistica ed uffici
B
C
Gruppo docenza area chimica, fisica e biologica
Collaboratore scolastico
Cod.
4
//
///
///
N. Lavoratori
n. 94
n. 18
n. 13
DESCRIZIONE SOMMARIA DEL CICLO LAVORATIVO DELLE MANSIONI
MANSIONE OMOGENEA: Gruppo docenza scientifico-umanistica ed uffici (A)
MANSIONE SPECIFICA: Docente area scientifico-umanistica (A1)
Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il loro servizio nelle aule e nei laboratori
con compiti di insegnamento.
1. Svolge attività didattico-educativa in aula o nel laboratorio avvalendosi di supporti audio,
video e p.c.
2. Con riferimento al docente di educazione fisica, frequenta la palestra e svolge attività
ginniche.
3. Intrattiene attività relazionali con alunni e genitori degli alunni
4. Fa uso di arredi ordinari come banchi, sedie, cattedra e lavagna.
MANSIONE SPECIFICA: Addetto all’area di informatica (A2)
Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il loro servizio nei laboratori di
informatica con l’utilizzo di videoterminali.
1. Nello svolgimento della sua attività di ausilio alla docenza fa uso delle tipiche attrezzature
di laboratorio di informatica con uso di videoterminali.
2. Assolve compiti di piccola manutenzione alle macchine
3. Intrattiene attività relazionali con alunni.
MANSIONE SPECIFICA: Impiegato (A3)
Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il loro servizio negli uffici senza utilizzo
di videoterminali.
1. Provvede alla compilazione e redazione di documenti a fini burocratico-amministrativi.
2. Riceve utenti e colleghi per i fini e le competenze a cui è preposto.
MANSIONE SPECIFICA: Impiegato videoterminalista (A4)
Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il loro servizio negli uffici con l’utilizzo di
videoterminali per più di 20 ore settimanali anche non continuative.
1. Provvede alla compilazione e redazione di documenti a fini burocratico-amministrativi con
l’utilizzo di videoterminali.
2. Riceve utenti e colleghi per i fini e le competenze a cui è preposto.
MANSIONE OMOGENEA: Gruppo docenza area chimica, fisica e biologica (B)
MANSIONE SPECIFICA: Docente di area chimica, fisica e biologica (B1)
Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il loro servizio nelle aule e nei laboratori
con compiti di insegnamento.
1. Nello svolgimento della sua attività di docenza in aula e pratica fa uso delle tipiche
attrezzature di laboratorio come vetreria, bilance, strumenti scientifici, bunsen ecc…..
2. Nello svolgimento della sua attività fa uso di sostanze di vario genere irritanti, nocive,
infiammabili, corrosive, tossiche.
3. Ha accesso e uso al deposito delle sostanze impiegate nel laboratorio.
4. Intrattiene attività relazionali con alunni e genitori degli alunni.
MANSIONE SPECIFICA: Addetto all’ area chimica, fisica e biologica (B2)
Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il loro servizio nei laboratori con compiti
di ausilio alle esercitazioni tecniche.
1. Svolge le proprie mansioni nei laboratori di biologia, chimica e fisica.
2. Nello svolgimento della sua attività di ausilio alla docenza fa uso delle tipiche attrezzature
di laboratorio come vetreria, bilance, strumenti scientifici, bunsen ecc…..
3. Utilizzo di videoterminali.
4. Intrattiene attività relazionali con alunni
5. Ha accesso e uso al deposito delle sostanze impiegate nel laboratorio.
5
MANSIONE OMOGENEA: Collaboratore scolastico (C)
MANSIONE SPECIFICA: Collaboratore scolastico (C1)
Viene assegnata tale mansione ai lavoratori che prestano il loro servizio all’interno degli ambienti
scolastici.
1. Svolge attività di controllo e gestione degli ingressi e delle uscite della scuola.
2. Svolge attività di pulizia dei locali, superfici ed arredi.
3. Risponde alle chiamate telefoniche.
4. Presidia gli spazi comuni.
5. Saltuariamente fa uso di macchine utensili come taglierina, trapano, fotocopiatore, ecc…
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Sezione: 0
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CRITERI e PROCEDURE di VALUTAZIONE del RISCHIO
Possiamo suddividere i rischi in:
• fattori di rischio per la sicurezza dei lavoratori (connessi alle aree e spazi di lavoro, alle attrezzature e macchine
utilizzate, agli apparecchi e impianti in uso, al rischio d’incendio, esplosioni, ecc.)
• fattori di rischio per la salute dei lavoratori (esposizione ad agenti chimici, cancerogeni, biologici, radiazioni
ionizzanti, vibrazioni ecc.)
• fattori di rischio legati agli aspetti organizzativi/gestionali del lavoro
La valutazione dei pericoli, dei rischi presenti e delle misure di tutela avviene attraverso le fasi ed i criteri di seguito indicati.
Sono state utilizzate le indicazioni di legge, le linee guida ufficiali e le norme di buona tecnica.
Fase A (identificazione)
•
•
•
•
Identificazione, raccolta, analisi delle fonti informative ed esame della documentazione aziendale disponibile
Sopralluoghi negli ambienti di lavoro dell’azienda ed identificazione del lay-out aziendale
Identificazione del ciclo produttivo, delle attività svolte, dell’azienda e delle mansioni dei lavoratori
Identificazione dei pericoli connessi a: macchine ed attrezzature, impianti, sostanze pericolose, agenti di rischio fisici, ,
biologici, igiene del lavoro, locali di lavoro, servizi
• Identificazione delle norme di legge e di buona tecnica pertinenti e degli standard di riferimento
Fase B (analisi)
• Consultazione e coinvolgimento e dei lavoratori addetti o del loro Rappresentante (qualora eletto), in merito a quanto
specificato nella fase A
• Analisi del ciclo produttivo e delle mansioni dei lavoratori
• Analisi delle attrezzature e procedure di utilizzo e manutenzione
• Analisi delle condizioni ambientali in termini di impianti, agibilità, salubrità ed ergonomicità dei luoghi di lavoro, con
verifiche di eventuali certificazioni a norme tecniche
• Analisi della posizione e distribuzione di attrezzature, arredi, depositi, percorsi di lavoro
• Analisi d’eventuali rischi per la presenza contemporanea di più lavoratori o lavorazioni
• Analisi delle sostanze utilizzate - Analisi delle procedure operative e dei dispositivi di protezione individuali
• Analisi dell’andamento infortunistico passato e settoriale
• Analisi dei passati verbali degli organi di vigilanza - Analisi dei rischi per la salute e la sicurezza degli operatori, tramite
matrice rischi/mansioni
• Valutazione quantitativa dei rischi
Fase C (controllo del rischio)
Sono individuate le misure di prevenzione e protezione e di controllo dei rischi secondo i seguenti criteri
• Valutazione sulla possibilità di eliminare i pericoli alla fonte, in base al progresso tecnico
• Definizione e programmazione delle eventuali misure tecniche organizzative e procedurali da attuare per minimizzare il
rischio
• Sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso
• Limitazioni al minimo del numero di lavoratori che sono o possono essere esposti al rischio
• Utilizzo al minimo di agenti chimici – fisici – fisiologici
• Definizione della segnaletica - Definizione dei dispositivi personali/collettivi di protezione, con priorità alle misure di
protezione collettiva
• Definizione dei protocolli procedurali di sicurezza interni/esterni all’azienda - Definizione delle procedure d’emergenza
(antincendio, evacuazione, pronto soccorso)
• Stesura dei protocolli di formazione ed informazione e definizione del materiale didattico
• Programmazione degli interventi di regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti
Fase D (rischio residuo)
A seguito dell’individuazione delle misure di prevenzione e protezione è valutato il rischio residuo e l’accettabilità dello
stesso
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Sezione: 0
Pag. modulo: 2/5
Schema di valutazione dei rischi
IDENTIFICAZIONE DEL PERICOLO
IDENTIFICAZIONE DEL RISCHIO CONNESSO
ALLA PRESENZA DI SPECIFICHE SORGENTI DEL
PERICOLO NELL’AMBITO DELL’ATTIVITA’
AZIENDALE
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
ATTRIBUZIONE VALORI QUANTITATIVI ALLE
GRANDEZZE PROBABILITA’ (P) E DANNO (D)
ATTESO E CALCOLO INDICE DI RISCHIO (R)
ATTRIBUZIONE VALORI SECONDO LE NORME
LEGISLATIVE E ATTRIBUZIONE INDICE DI
RISCHIO (R) SECONDO CRITERI PREFISSATI
VERIFICA GRADO DI ACCETTABILITA’ DEL
RISCHIO
SI’
NO
INDIVIDUAZIONE MISURE
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
FINE PROCESSO
VALUTAZIONE
VALUTAZIONE RISCHIO RESIDUO
CON L’APPLICAZIONE COMPLETA DELLE
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
NO
VERIFICA GRADO DI ACCETTABILITA’ DEL
RISCHIO RESIDUO
SI’
FINE PROCESSO
VALUTAZIONE
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Sezione: 0
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Note procedurali e di gestione del rischio
• L’azienda assume come criterio di priorità dei rischi la valutazione quantitativa di quelli individuati.
• Solo la corretta applicazione delle misure di tutela assicura una sufficiente riduzione del rischio ai livelli del rischio
residuo specificati.
• Sono individuate, se il caso, particolari procedure di lavoro, abbigliamento ed Dispositivi di Protezione Individuale atti a
minimizzare ulteriormente i rischi per la sicurezza e la salute.
• Alla valutazione del rischio residuo nei seguenti capitoli, si è pervenuti considerando anche la formazione/informazione
del personale secondo il programma descritto e l’utilizzo di eventuali idonei Dispositivi di Protezione Individuali.
• Il datore di lavoro aggiorna periodicamente la valutazione e, comunque, in occasione di notevoli mutamenti che
potrebbero averla resa superata ovvero quando i risultati della sorveglianza medica ne mostrino la necessità.
•
Al fine di individuare i rischi e le relative misure di tutela, si è tenuto conto anche degli eventi infortunistici nell’attività
in esame e in attività analoghe.
• Al fine di individuare i rischi e le relative misure di tutela, si è tenuto conto anche di possibili eventuali future attività /
lavorazioni / mansioni / attrezzature / impianti e quant’altro pertinente al fine della prevenzione per la sicurezza sul
lavoro.
• I rischi non evidenziati nel presente documento si intendono non significativi per i lavoratori.
Aggiornamenti
• Revisione del Documento di Valutazione del Rischio in seguito a:
- sopralluoghi periodici effettuati dal Servizio di Prevenzione e Protezione
- proposte degli addetti alla Sicurezza nelle Riunioni Periodiche annuali
- variazione profili di rischio
• Verifiche ed eventuali aggiornamenti non programmati della valutazione dei rischi in caso di:
- variazioni del processo produttivo
- inserimento di nuove attrezzature
- variazioni legislative o di norme tecniche
- infortuni, incidenti o malattie professionali
• Interazioni e collaborazioni con gli organi di vigilanza in materia di Prevenzione Infortuni ed Igiene del Lavoro
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Sezione: 0
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Valutazione quantitativa del rischio
Il processo di valutazione dei rischi è impostato tenendo conto di:
• D danno, livello di danno ipotizzabile
• P probabilità stimata per quel danno
• R rischio conseguente ai livelli P e D, determinato da: R = P + D – 1 .
La scala di probabilità fa riferimento:
• all’esistenza di una correlazione tra la carenza riscontrata ed il danno ipotizzato
• all’esistenza di dati statistici noti al riguardo, a livello sia dell’azienda in esame sia del comparto d’attività
• al giudizio soggettivo dei tecnici e di chi è direttamente coinvolto nella realtà lavorativa
La scala di gravità del danno fa riferimento:
• alla reversibilità o meno del danno, distinguendo tra infortunio ed esposizione acuta o cronica
Il rischio è tale quando vi è una connessione, in forma di probabilità, fra pericolo individuato e possibilità di incorrere in
eventi lesivi alla salute e sicurezza.
Per la stima dei rischi sono presi a riferimento:
-
norme di legge
-
norme di buona tecnica
SCALA DELLE PROBABILITÀ P
Valore
Livello
Definizione/criteri
esiste una relazione diretta tra la mancanza ed il verificarsi del danno per i lavoratori
P≥4
molto
probabile
si sono verificati danni, per la medesima mancanza, rilevati in azienda o in aziende simili
il verificarsi del danno non suscita stupore in azienda
la mancanza può provocare un danno, anche se non in modo automatico o diretto
2.5≤P<4
Probabile
sono noti episodi in cui alla mancanza è seguito il danno
il verificarsi del danno suscita una qualche sorpresa in azienda
la mancanza rilevata può produrre un danno solo in circostanze sfortunate d’eventi
1.5≤P<2.5
Poco
probabile
Sono noti rari episodi già verificatisi
Il verificarsi del danno suscita sorpresa
La mancanza rilevata può provocare un danno solo per la concomitanza di più eventi
P<1.5
Improbabile
indipendenti poco probabili
Non sono noti episodi già verificatisi
Il verificarsi del danno suscita incredulità
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Sezione: 0
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SCALA DELL’ENTITÀ DEL DANNO D
Valore
Livello
D≥4
Gravissimo
Definizione/criteri
Infortunio o episodio d’esposizione acuta con possibili effetti letali o d’invalidità grave e
permanente
Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti
Sono presenti sostanze in quantità superiori ai limiti di notifica per le aziende con rischi di
incidenti rilevanti
Sono presenti sostanze e/o preparati biologici di terza o quarta categoria
Infortunio o episodio d’esposizione acuta con possibili effetti d’invalidità parziale
2.5≤D<4
Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti
Grave
Sono presenti sostanze in quantità superiori alla soglia di dichiarazione per le aziende con rischi
di incidenti rilevanti
Sono presenti sostanze e/o preparati biologici di seconda categoria
Infortunio o episodio d’esposizione acuta con invalidità reversibile
1.5≤D<2.5
Medio
Esposizione cronica con effetti invalidanti reversibile
Sono presenti sostanze in quantità inferiori alla soglia di dichiarazione per le aziende con rischi
di incidenti rilevanti
Sono presenti sostanze e/o preparati biologici di prima categoria
Infortunio o episodio d’esposizione acuta con inabilità rapidamente reversibile
Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili
Lieve
D<1.5
Sono presenti sostanze o preparati moderatamente nocivi
Definito il danno e la probabilità, il rischio è automaticamente graduato mediante la formula
R= P + D–1
e classificato secondo la scala seguente:
SCALA DELL’ENTITÀ DEL RISCHIO R
Valore – giudizio
R≥6
Definizione/criteri
- Azioni correttive indispensabili e indilazionabili
- Rischio residuo inaccettabile
- Azioni di mitigazione necessarie
4.5≤R<6
- Rischio residuo inaccettabile
- Monitorare costantemente il rischio valutando la possibilità d’interventi di mitigazione nel
3.5≤R<4.5
breve periodo
- Rischio residuo inaccettabile
- Sono da valutare azioni di mitigazione in fase di programmazione nel medio periodo
2.5≤R<3.5
- Rischio residuo accettabile solo con azioni di continuo monitoraggio
- Non sono richieste particolari azioni di mitigazione, in alcuni casi può essere possibile
R < 2.5
valutare interventi in fase di programmazione
- Rischio residuo accettabile
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Pag. modulo: 1/1
IDENTIFICAZIONE E ANALISI
DELLE FIGURE PROFESSIONALI E/O MANSIONI
Sono di seguito indicate e descritte le principali mansioni/figure professionali presenti in azienda.
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Pag. modulo: 1/1
IDENTIFICAZIONE dei RISCHI
e delle MANSIONI ESPOSTE
Sono di seguito indicate e descritte le principali corrispondenze tra mansioni/figure professionali presenti in azienda e profili
di rischio ritenuti significativi.
Successivamente, nei moduli di valutazione di ciascuna fattispecie di rischio, sono indicate le misure di prevenzione e
protezione di cui è necessario il rispetto al fine di conseguire livelli di salute e sicurezza conformi agli standard normativi.
Qualora vi siano diverse figure professionali e/o mansioni esposte allo stesso rischio, agente di rischio, danno per la salute e
l’integrità fisica, le misure di tutela indicate nell’analisi che segue si applicheranno con le relative distinzioni.
Eventuali casi particolari d’esposizione specifica sono dettagliati nella valutazione dei rischi e nell’individuazione e analisi
delle misure di prevenzione e protezione.
Qualora un rischio sia connesso ad una particolare macchina o attrezzatura, ad uno specifico impianto e locale di lavoro,
agente fisico, chimico e biologico, si intendono esposti – con la relativa valutazione - coloro che, anche se non d’usuale
competenza, si trovano ad utilizzare tali impianti, macchine, locali o interagiscono con tali agenti.
Si intende correlare in via generale le figure professionali/mansioni ai rischi analizzati ove sia ritenuto significativo e
specifico il livello di rischio dettagliato nei capitoli seguenti; qualora vi sia la possibilità di un’esposizione teorica anche di
altri addetti, sarà eventualmente specificato nel capitolo relativo al rischio analizzato.
Qualora, anche in ottemperanza a disposizioni legislative, sia necessario valutare comunque un determinato rischio, anche
ove per determinate mansioni non sia ad un livello significativo d’esposizione, s’intendano esposte solo le figure
professionali che realmente raggiungono un livello d’esposizione ritenuto significativo; le considerazioni circa le figure
professionali non esposte in maniera sostanziale saranno dettagliate nell’apposito capitolo.
In ogni caso riferirsi ai capitoli seguenti per i dettagli sulla valutazione del rischio.
Sono distinti i rischi per la salute ed i rischi per la sicurezza. In particolare per ciò che concerne la sicurezza si è inteso
schematizzare le corrispondenze attraverso classificazione e gruppi omogenei di fattori di rischio.
Valutazione rischi
“MACCHINE - ATTREZZATURE”
D.Lgs. 81/08
01_42100_050_rsk_elettr_attrezzature_intro_MCurie_fff_016
Pag. modulo: 1/2
- RISCHIO ELETTRICO -
ATTREZZATURE o MACCHINE ELETTRICHE
COLLEGAMENTI ELETTRICI
I pericoli possono essere: elettrocuzione
Nel presente capitolo e negli eventuali successivi relativi ad attrezzature specifiche, si è considerata la sicurezza intrinseca delle
macchine. Per l’elenco delle macchine interessanti gli aspetti di sicurezza sul lavoro non comprese in questo capitolo si fa
riferimento al relativo modulo e/o alle istruzioni del costruttore.
Si valuta:
Rischio:
P= 3
D = 3,5
R=
5,5
Misure di tutela criteri generali - Procedure
Per i dettagli su pericoli, rischi, misure di tutela nell’utilizzo e nell’emergenza, dispositivi di protezione individuale delle singole
attrezzature si fa riferimento anche ai libretti di istruzione e manutenzione delle singole attrezzature, i quali sono parte integrante
della presente Valutazione del Rischio.
•
Le attrezzature devono essere rispondenti alle norme CEI e dotate di marchio di conformità
•
Gli apparecchi elettrici devono riportare l'indicazione della tensione, dell'intensità, del tipo di corrente e delle altre eventuali
caratteristiche costruttive necessarie per l'uso
•
Nel collegare le attrezzature valutare preventivamente la tensione rispetto a quella dell’impianto, la potenza massima
assorbita e il massimo carico dell’impianto
•
Gli utensili elettrici portatili e gli apparecchi elettriche mobili non dotati di collegamento di terra, devono avere un
isolamento supplementare di sicurezza fra le parti interne in tensione e l’involucro metallico esterno che viene definito
doppio isolamento: esso è riconoscibile dal simbolo del doppio quadrato ed è accompagnato dal marchio del laboratorio che
ne attesta l'idoneità. Con doppio isolamento non devono essere collegati a terra
•
Il grado di protezione di apparecchi elettrici, collegamenti, prese e spine sia compatibile con le condizioni di utilizzo
•
Utilizzare macchine, attrezzature che rispettano le norme di prevenzione e protezione contro il rischio elettrico (contatti
diretti e indiretti)
•
Seguire scrupolosamente le indicazioni del libretto d’istruzioni delle apparecchiature elettriche
•
Nel dotarsi di nuove attrezzature, preferire quelle con marchi di qualità e sicurezza
•
Controllare preventivamente all’utilizzo e frequentemente il buono stato dei cavi, spine e comandi o quadri elettrici
•
La tensione di alimentazione ed il sistema di messa a terra coordinato con protezione differenziale siano adeguate, efficienti
e rispondenti alla regola d’arte
•
Occorre proteggere il cavo elettrico, i suoi attacchi e l'interruttore, non toccarli con mani bagnate o stando con i piedi sul
bagnato
•
I cavi non devono essere sollecitati a piegamenti di piccolo raggio né essere sottoposto a torsione o schiacciamento; non
devono essere in contatto su spigoli vivi o su materiali caldi né su pavimenti o parti sporche o bagnate
•
Verificare le disposizioni dei cavi affinché non intralcino i posti di lavoro, i passaggi e non siano oggetto di danneggiamento
•
Verificare preventivamente all’inizio delle lavorazioni l’efficienza e l’integrità dei collegamenti elettrici, se necessario
sostituirli
•
I quadri di comando ed elettrici, ove aperti, devono risultare fuori tensione e non riattivabili, neppure accidentalmente
•
Controllare che le giunzioni si mantengano sempre su superfici asciutte e non sporche
01_42100_050_rsk_elettr_attrezzature_intro_MCurie_fff_016
Pag. modulo: 2/2
•
Non usare mai batterie e/o trasformatori difformi da quelle specificate dal costruttore.
•
Occorre controllare che i cavi di alimentazione, spine, prese e quelli usati per derivazioni provvisorie non abbiano parti
logore nell'isolamento.
•
Usare esclusivamente cavi perfettamente efficienti e conformi alla regola d’arte
•
Prima di effettuare la pulizia delle apparecchiature elettriche staccare fisicamente la relativa alimentazione, facendo presa
sulla spina (non sul filo) oppure con interruttore a monte
•
Posizionare le attrezzature in modo che i cavi elettrici non subiscano torsioni o schiacciamenti pericolosi, evitando altresì
che sugli stessi siano appoggiati materiali vari o siano a contatto con fonti di calore
•
Non ostruire con materiali le apertura di aerazione delle macchine elettriche
•
Controllare preliminarmente all’utilizzo l’integrità dei cavi, spine prese, isolamento a vista degli utensili elettrici,
collegamenti
•
Preferibilmente acquistare apparecchiature approvate dall'IMQ o dotate di un altro marchio rilasciato da organismi
autorizzati di altri Paesi.
•
Se "scatta" l'interruttore differenziale ovvero si avverte un’elettrocuzione sospendere l’utilizzo delle parti di impianto e delle
attrezzature coinvolte, identificare il problema ricorrendo a personale specializzato e sostituire le parti o attrezzature
difettose
•
In ambienti umidi o polverosi /tutte le attrezzature abbiano grado di protezione IP compatibile
•
Le macchine ed apparecchi elettrici mobili o portatili devono essere alimentati solo da circuiti a bassa tensione.
•
Gli utensili elettrici portatili e le macchine e gli apparecchi mobili con motore elettrico incorporato, alimentati a tensione
superiore a 25 V verso terra se alternata ed a 50 V verso terra se continua, devono avere l’involucro metallico collegato a
terra. L’attacco del conduttore di terra deve essere realizzato con spinotto ed alveolo supplementari facenti parte della presa
di corrente o con altro idoneo sistema di collegamento.
•
In caso di collegamento a presa trifase (anche di prossima predisposizione) verificare preliminarmente al normale utilizzo se
le modalità e i versi di funzionamento sono corretti, secondo le istruzioni del produttore; in caso contrario provvedere agli
interventi tramite soggetto abilitato e specializzato
Presa di corrente e spina di derivazione
•
Le prese e le spine devono essere marcate e conformi alle norme CEI; devono essere adeguate all’utilizzo, secondo le norme
CEI
•
Prima di effettuare l'allacciamento al quadro di distribuzione occorre verificare che l'interruttore a monte della presa di
corrente sia "aperto" (tolta tensione alla rete).
•
Le prese, le spine e gli accoppiamenti devono essere compatibili e non sono ammessi utilizzi forzati
•
Gli adattatori a grado di sicurezza o di isolamento diverso devono essere specificamente autorizzati dalla direzione e
utilizzati nel rispetto delle norme CEI; l’utilizzo di un adattatore non deve compromettere o abbassare il livello di sicurezza
elettrica previsto per l’impianto e il luogo d’uso
•
Ricordare che se una spina non entra in una presa non si devono porre in essere soluzioni estemporanee o utilizzare
collegamenti volanti – rivolgersi a personale specializzato
•
Le giunzioni di prolunghe devono appoggiare su superfici asciutte.
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 2
D=
2
R=
3,0
01_47000_005_macchine_premessa_MCurie_fff_028
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO CONNESSO all’UTILIZZO di
ATTREZZATURE / MACCHINE
Nei moduli seguenti sono riportate la valutazione dei rischi e le misure di tutela per le macchine, attrezzature e impianti.
Per i dettagli su pericoli, rischi, misure di tutela nell’utilizzo e nell’emergenza, dispositivi di protezione individuale delle singole
attrezzature si fa riferimento anche ai libretti di istruzione e manutenzione delle singole attrezzature, i quali sono parte integrante
della presente Valutazione del Rischio.
Di alcune attrezzature si è inteso inserire la valutazione in quanto possono essere utilizzate anche in caso di manutenzioni, eventi
straordinari e al di fuori del ciclo lavorativo usuale.
Gli addetti dovranno in ogni caso essere specificamente formati, informati e addestrati al corretto utilizzo e all’applicazione delle
procedure di sicurezza.
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Sezione: 1
Pag. modulo: 1/8
RISCHIO CONNESSO all’UTILIZZO di ATTREZZATURE / MACCHINE
CRITERI DI SICUREZZA - PARTE GENERALE
Possibili pericoli / rischi:
• Contusioni, tagli e urti in genere
• Schiacciamento
• Taglio
• Trascinamento
• Contatto con organi in movimento
• Rumore
• Vibrazioni
• Incendio
• Elettrocuzione / Folgorazione
• Proiezione di materiali e residui
• Produzione polveri, fumi e vapori pericolosi
• Caduta dei pezzi in lavorazione
Nel presente capitolo e negli eventuali successivi relativi ad attrezzature specifiche, si è considerata la sicurezza intrinseca delle
macchine. Per i rischi connessi al rumore prodotto dalle attrezzature, polveri, collegamenti elettrici si rimanda agli specifici
capitoli.
Per l’elenco delle macchine interessanti gli aspetti di sicurezza sul lavoro non comprese in questo capitolo si fa riferimento al
relativo capitolo.
Si valuta:
Rischio:
P = 2,5
D= 3
R=
4,5
Per i dettagli su pericoli, rischi, misure di tutela nell’utilizzo e nell’emergenza, dispositivi di protezione individuale delle singole
attrezzature si fa riferimento anche ai libretti di istruzione e manutenzione delle singole attrezzature, i quali sono parte integrante
della presente Valutazione del Rischio e misure di prevenzione e protezione.
Documentazione
• Libretto / manuale uso e manutenzione
• Dichiarazione di conformità (nei casi previsti dalla norma)
• Riscontro manutenzioni periodiche, per attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di
dare origine a situazioni pericolose
• Documentazione di installazione per attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione
• Devono essere presenti e a disposizione dei lavoratori le istruzioni sull’utilizzo e manutenzione delle attrezzature
• Le istruzioni sull’utilizzo e manutenzione siano comprensibili (lingua italiano)
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Sezione: 1
Pag. modulo: 2/8
MISURE DI TUTELA – PROCEDURE
• Seguire attentamente le indicazioni riportate dei libretti d’istruzione per l’utilizzo - Non modificare in alcun modo le
macchine e attrezzature in modo non previsto dal costruttore e di pertinenza di tecnici specializzati
• Sia verificata frequentemente l’efficienza della macchina, secondo le istruzioni del costruttore e l’effettivo utilizzo e, in caso
di deficit di sicurezza, deve essere avviata una sessione di manutenzione prima dell’utilizzo
• In caso di nuovi acquisti, accertarsi preventivamente della rispondenza alla regola d’arte e formare / addestrare
specificamente il personale addetto
• I lavoratori siano specificamente addestrati, anche attraverso esercitazioni teorico/pratiche, sull’utilizzo delle attrezzature
• Se durante la lavorazione viene percepito un qualsiasi pericolo quali ad esempio rumore o vibrazione anomala della
macchina, azionare prontamente il comando di arresto ed avvisare tempestivamente il responsabile
• Utilizzare attrezzature, utensili, accessori in perfetto stato, conformemente alle loro destinazione e caratteristiche anche in
relazione al lavoro da eseguire
• Quando si disattiva stabilmente o per un lungo periodo una attrezzatura, disattivare anche l’alimentazione; non intervenire
esclusivamente sugli interruttori di bordo
• Non indirizzare getti d’acqua sulle macchine (in caso di incendio non utilizzare acqua ma estintori a polvere), in particolare
ove elettriche; rispettare le indicazioni del costruttore per la pulizia
• Gli organi devono essere tenuti in funzione solo per il tempo necessario
• Non utilizzare le attrezzature in ambienti o umidi / bagnati o in circostanze con pericolo di contatto con acqua, salvo non sia
espressamente previsto dal costruttore
• Le macchine siano dotate di dispositivi di sicurezza conformi alle norme tecniche pertinenti; l’efficienza di tali sistemi sia
verificata periodicamente e prima di iniziare il lavoro
• Controllare la macchina in ogni sua parte verificando che non abbia subito danni durante l'uso
Illuminazione
• Operare solo con illuminazione completa e sufficiente a controllare efficacemente la attrezzatura e la lavorazione
• L'illuminazione naturale o artificiale sulla zona di lavorazione e la zona circostante sia sufficiente ed efficace in modo da
evitare pericoli per la scarsa visibilità, affaticamento o abbagliamento degli occhi
Ergonomia
• Le postazioni di comando ed i comandi abbiano sufficiente spazio e comodamente fruibili
Posti di lavoro
• Il posto di lavoro abbia spazio sufficiente per consentire agevoli e sicuri utilizzi
• Gli addetti devono mantenersi in condizioni d’equilibrio stabile durante l’utilizzo
• La macchina e il posto di lavoro attorno siano conservati puliti ed ordinati - lasciare in perfetto ordine il posto di lavoro e le
attrezzature
• Le postazioni di lavoro attorno le macchine/attrezzature devono presentare:
o un pavimento pulito, libero da ostacoli e con superficie non scivolosa
o spazio sufficiente per consentire all’operatore di lavorare in sicurezza
o adeguata illuminazione che permetta di vedere chiaramente i comandi, gli indicatori e la zona di lavoro
01_47000_020_INTRO_macch_all_MCurie_fff_032
Sezione: 1
Pag. modulo: 3/8
o sistema appropriato di sistemazione accessori
Sistemi di comando
Sicurezza ed affidabilità dei sistemi di comando
•
I sistemi di comando siano progettati e certificati per resistere alle sollecitazioni di lavoro e garantire la sicurezza dei
lavoratori anche in caso di guati e anomalie
•
La dichiarazione di conformità deve contenere indicazioni sulla compatibilità elettromagnetica dei sistemi di comando
Dispositivi di comando
• I dispositivi di comando di un'attrezzatura di lavoro siano chiaramente visibili, individuabili e di forma ergonomica
• I comandi devono riportare chiare indicazioni operative evitando condizioni di ambiguità, confusione e coerenza che
potrebbero generare azionamenti errati
• Non bloccare o modificare i comandi, in particolare i comandi a uomo presente
• Lo sforzo per l’azionamento del comando sia minimo, soprattutto per utilizzi ripetuti
Avviamento
• Prima dell’uso controllare il corretto funzionamento dei comandi con particolare riferimento a quelli di arresto
• I comandi di avviamento siano protetti contro avviamenti accidentali
Arresto normale
• Ogni attrezzatura di lavoro sia dotata di un dispositivo di comando che ne permetta l'arresto generale in condizioni di
sicurezza - Tale arresto non si sostituisce agli arresti di emergenza se presenti
Arresto operativo
• Sia presente un dispositivo di arresto che non disalimenti gli azionatori
• L’operatore deve poter arrestare immediatamente e facilmente la macchina, in tutte le posizioni di potenziale utilizzo
Isolamento dalle fonti di alimentazione
• Ogni fonte di energia (elettrica, pneumatica, idraulica) sia adeguatamente isolata in caso di interventi di manutenzione,
pulizia e simili
• I dispositivi di isolamento (interruttori, sezionatori, valvole, ecc.) siano chiaramente identificabili e bloccabili
Guasto al circuito di alimentazione di energia
• Un guasto ai circuiti di alimentazione (elettrico, pneumatico, idraulico) non deve comportare rischi per i lavoratori - siano
presenti dispositivi in grado di bloccare gli elementi mobili o che consentano di portarli in posizione di sicurezza
• L’arresto di un circuito di alimentazione delle materie prime non deve comportare rischi per i lavoratori
• Al ripristino dell’alimentazione il macchinario non deve riattivarsi automaticamente, ma la rimessa in funzione deve essere
effettuata dal comando di avviamento principale
Pericoli meccanici
Rischio di perdita di stabilità
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Sezione: 1
Pag. modulo: 4/8
• Il macchinario o parti di esso siano posizionati in modo da non cadere o perdere la propria stabilità a causa del loro peso, dei
pesi dei materiali in lavorazione o di fattori esterni (vento, vibrazioni, oscillazioni, urti o simili)
• Le attrezzature di lavoro ed i loro elementi siano stabili, installate e mantenute in modo da evitare o minimizzare scuotimenti
o vibrazioni che possano pregiudicare la loro stabilità o la resistenza dei loro elementi
Rischio di rottura durante il funzionamento
• I componenti con rischi di rottura (tubazioni idrauliche, giunzioni, organi di trasmissione del moto e simili) siano oggetto di
periodiche ispezioni, manutenzioni e sostituzioni secondo le indicazioni del costruttore
Rischi dovuti alla caduta o proiezione di oggetti
• Non introdurre oggetti e materiali estranei nelle macchine
• Accertarsi che non vi siano materiali o accessori in posizione pericolosa o interferente nel funzionamento della macchina –
rimuovere preliminarmente all’utilizzo
Rischi dovuti a superfici, spigoli o angoli
• Postazioni di comando o parti accessibili ai lavoratori siano prive di spigoli, angoli facilmente urtabili
Rischi dovuti agli elementi mobili
• Non devono essere presenti punti di intrappolamento, trascinamento, schiacciamento, taglio, cesoiamento, abrasione e simili
a causa di contatto con organi in movimento
• Gli elementi mobili di un'attrezzatura di lavoro, con rischi di contatto meccanico, siano dotati di protezioni o di sistemi
protettivi che impediscano l'accesso alle zone pericolose o che arrestino i movimenti pericolosi prima che sia possibile
accedere alle zone in questione
• I rischi di rottura di elementi mobili di un'attrezzatura di lavoro non devono provocare pericoli per la sicurezza o la salute dei
lavoratori
• Le protezioni ed i sistemi protettivi:
o devono essere di costruzione robusta
o non devono provocare rischi supplementari
o non devono essere facilmente elusi o resi inefficaci
o devono essere situati ad una sufficiente distanza dalla zona pericolosa
o non devono limitare più del necessario l'osservazione del ciclo di lavoro
o devono permettere gli interventi indispensabili per l'installazione e/o la sostituzione degli accessori, nonché per
i lavori di manutenzione, limitando però l'accesso unicamente al settore dove deve essere effettuato il lavoro e,
se possibile, senza che sia necessario smontare le protezioni o il sistema protettivo
• Quando per il funzionamento (previsto dal costruttore) della macchina non sia possibile conseguire una efficace protezione o
segregazione degli organi lavoratori e delle zone di operazione pericolose delle attrezzature di lavoro si devono adottare altre
misure per eliminare o ridurre il pericolo – rif. specifici moduli e libretti di uso e manutenzione delle attrezzature
• Le protezioni amovibili siano provviste di un dispositivo di blocco collegato con gli organi di messa in moto e di movimento
della attrezzatura di lavoro tale che:
o impedisca di rimuovere o di aprire il riparo quando l’attrezzatura di lavoro è in moto o provochi l’arresto
dell’attrezzatura di lavoro all’atto della rimozione o dell’apertura del riparo
o non consenta l’avviamento dell’attrezzatura di lavoro se il riparo non è nella posizione di chiusura
01_47000_020_INTRO_macch_all_MCurie_fff_032
Sezione: 1
Pag. modulo: 5/8
• Quando per effettive esigenze della lavorazione non sia possibile proteggere o segregare in modo completo gli organi
lavoratori e le zone di operazione pericolose delle attrezzature di lavoro, la parte di organo lavoratore o di zona di operazione
non protetti deve essere limitata al minimo indispensabile richiesto da tali esigenze
Elementi mobili di trasmissione o accessori alla trasmissione del moto
• Sia impedito l’accesso a elementi mobili di trasmissione del moto tramite idonei sistemi di protezione quali ripari fissi e
mobili, funi di guardia, barriere immateriali, tappetini con sensori di pressione e simili
• Siano protetti da ripari fissi, da ripari mobili interbloccati che impediscano l’accesso alle parti degli elementi non utilizzate
per la lavorazione ovvero da ripari regolabili che limitino l’accesso alle parti degli elementi mobili cui è necessario accedere
Ripari e dispositivi di protezione
Requisiti generali dei ripari e dei dispositivi di protezione
• I ripari fissi devono essere di non facile rimozione o elusione e non devono creare zone di pericolo (ad es. schiacciamenti tra
il riparo e bordo macchina)
• I ripari fissi devono comunque garantire la possibilità di vedere e supervisionare il ciclo di lavoro
• La distanza del riparo rispetto alla zona del pericolo sia adeguata alla possibilità di oltrepassare il riparo con dita, mani o altre
parti del corpo
• Il riparo sia fissato stabilmente per evitare il rischio di caduta accidentale dello stesso sulle persone presenti nelle immediate
circostanze o all’interno del macchinario
• Non modificare o rimuovere i dispositivi di sicurezza delle macchine/attrezzature
• Non utilizzare le macchine sprovviste di dispositivi di protezione e sicurezza o con deficit funzionali
• Segnalare prontamente al datore di lavoro/preposto deficit nel funzionamento delle macchine e dei dispositivi di sicurezza ed
in caso di intervento dell’interruttore differenziale
• Non rimuovere o manomettere eventuali dispositivi a protezione delle macchine, controllare che siano sempre fissati e
funzionanti in maniera ottimale
Requisiti particolari per i dispositivi di protezione
• Le macchine con organi in movimento accessibili devono avere il dispositivo di blocco automatico dell’avviamento in caso
di mancanza/ritorno di energia elettrica
Rischi dovuti ad altri pericoli
Energia elettrica
• L’impianto elettrico del macchinario sia rispondente alla regola d’arte per impianti in bassa tensione (Rif. dichiarazione di
conformità e schema elettrico presente all’interno del libretto d’uso e manutenzione) e garantisca la sicurezza da contatti
diretti, indiretti e dai sovraccarichi
• Non forare o manomettere gli involucri e i cavi delle attrezzature
• Evitare danneggiamenti del cavo, nel caso intervenire immediatamente per il ripristino
• Posizionare i cavi di alimentazione in modo da evitare impigliamenti
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Sezione: 1
Pag. modulo: 6/8
Elettricità statica
• Punti di accumulo e di innesco dell’elettricità statica siano equipotenzializzati e collegati a terra garantendo la dispersione di
eventuali sovraccarichi
Temperature estreme
• Componenti, utensili e accessori che durante le lavorazioni possono raggiungere temperature molto calde o molto fredde
siano, ove necessario, protette da materiali isolanti o ripari fissi che impediscano il contatto con parti del corpo
Incendio
• In qualsiasi operazione di trattamento con sostanze infiammabili (ove previsto dal costruttore, ad es. la pulizia), spegnere
l’attrezzatura e attendere il suo completo raffreddamento
• Ove non previsto dal costruttore, sostanze infiammabili non devono venire a contatto con macchine elettriche o parti calde
• Se durante la lavorazione il macchinario può produrre fonti di innesco quali scintille o residui ad alta temperatura non devono
essere presenti materiali combustibili nelle vicinanze
Rumore
• All’interno del libretto d’uso e manutenzione siano indicati i livelli di rumore delle varie postazioni di lavoro
Vibrazioni
• All’interno del libretto d’uso e manutenzione siano indicati i livelli di vibrazioni corpo intero e mano braccio a cui sono
esposti gli utilizzatori del macchinario
Fulmine
• Sia garantita la protezione dalla fulminazione indiretta quali ritorni di tensione pericolosi che potrebbero danneggiare la
macchina generando incendi, esplosioni o elettrocuzione del personale al lavoro
Manutenzione
Manutenzione della macchina
• Gli addetti abbiano a disposizione, leggano e seguano attentamente le indicazioni riportate dei libretti d’istruzione per la
pulizia e la manutenzione delle attrezzature, sia ordinaria sia straordinaria
• Utilizzare solo accessori e ricambi idonei ed originali, richiesti a concessionari/rivenditori autorizzati
• Le macchine e gli accessori siano sottoposte a regolare manutenzione e pulizia, anche secondo le indicazioni del costruttore e
le norme di legge pertinenti; comunque siano mantenute in buono stato di efficienza
• La periodicità e i protocolli di manutenzione devono tenere conto delle indicazioni del costruttore e dell’utilizzo della
macchine e delle norme specifiche applicabili; la periodicità dovrà comunque essere ampiamente inferiore al tempo di
possibile e prevedibile degrado delle prestazioni di sicurezza; il datore di lavoro effettua o dispone apposita sorveglianza
affinché i programmi di manutenzione siano rispettati
• Provvedere, in caso di malfunzionamenti, usure, rotture o deficit di sicurezza a interventi di manutenzione e riparazione
straordinari
• Le operazioni di manutenzione o regolazione siano effettuate da addetti specificamente addestrati. Non effettuare operazioni
di competenza di tecnici qualificati o esterni
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Sezione: 1
Pag. modulo: 7/8
• Dopo operazioni di manutenzione è necessario assicurarsi attentamente di aver rimontato correttamente tutti i componenti e
del corretto funzionamento della macchine
• Utilizzare per la pulizia e manutenzione solo le sostanze indicate dal costruttore, non utilizzare corrosivi (salvo prescrizioni
specifiche del costruttore)
• Le macchine siano regolate secondo le istruzioni del costruttore, secondo il tipo di lavorazione e materiale impiegato
• Ogni attrezzatura di lavoro sia munita di dispositivi chiaramente identificabili che consentano di isolarla da ciascuna delle
sue fonti di energia
• Il ripristino dell'alimentazione deve essere possibile solo in assenza di pericolo per i lavoratori interessati
• In nessun caso si devono avvicinare mani o altre parti del corpo a organi in movimento o parti interne di macchine e impianti
• Qualora si necessario accedere alle aree pericolose o con organi normalmente in movimento o che possono
intempestivamente muoversi è necessario preliminarmente arrestare il funzionamento della macchina, impedendo – in caso
gli azionamenti siano fuori controllo o che possano accidentalmente esser attivati – che gli stessi siano riattivabili prima della
fine di tali operazioni
• Per effettuare le operazioni di regolazione e di manutenzione delle attrezzature di lavoro, i lavoratori devono poter accedere
in condizioni di sicurezza a tutte le zone interessate; tutti gli interventi di manutenzione, lubrificazione o regolazione devono
avvenire a macchina ferma, disattivata e non riattivabile, neppure accidentalmente, da parte di terzi o dell'operatore stesso
• Le attrezzature di lavoro che per le operazioni di manutenzione, regolazione, sistemazione accessori, pulizia, riparazione,
richiedono che il lavoratore si introduca in esse o sporga qualche parte del corpo fra organi che possono entrare in
movimento, siano provviste di dispositivi, che assicurino in modo assoluto la posizione di fermo dell’attrezzatura di lavoro e
dei suoi organi durante l’esecuzione di dette operazioni. Se i comandi o gli interruttori non rimangono sotto il completo
controllo dell’addetto alla manutenzione sia apposto cartello “macchina in manutenzione” e il riavviamento, anche
accidentale, deve essere impedito sia a terzi sia all’operatore stesso (accidentalmente o per movimenti imprevisti)
• In nessun caso accedere presso parti attive, parti potenzialmente o normalmente in tensione; disattivare fisicamente
l’alimentazione elettrica. Se i comandi o gli interruttori di rimessa in tensione non rimangono sotto il completo controllo
dell’addetto alla manutenzione, sia apposto cartello “macchina in manutenzione” e il riavviamento, anche accidentale, deve
essere impedito sia a terzi sia all’operatore stesso (accidentalmente o per movimenti imprevisti) – I lavori elettrici sono di
esclusiva competenza di tecnici qualificati e specificamente formati e addestrati
• E’ vietato pulire, oliare, regolare o lubrificare gli organi o gli elementi in moto delle macchine salvo ove previsto
esplicitamente dal costruttore e senza che vi siano condizioni di pericolo per i lavoratori
• Per la lubrificazione siano usati lubrificanti di natura tale che non diano luogo a reazioni pericolose
Isolamento dalle fonti di energia
• Sia presente sezionatore sul quadro elettrico o sia possibile disinserire la presa di alimentazione
Intervento dell’operatore
• Effettuare interventi di manutenzione, pulizia e lubrificazioni a macchina ferma da punti posti al di fuori da zone di pericolo
• Ove ciò non fosse possibile siano presenti sistemi di comando in locale/selezioni di modo a rischio ridotto
Informazioni
Informazioni, avvertenze e pittogrammi sulla macchina
• Leggere attentamene le etichette poste sulla attrezzatura, non coprirle per alcuna ragione e ripristinarle in caso di
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Sezione: 1
Pag. modulo: 8/8
danneggiamenti
• Evitare l'avvicinamento alle attrezzature di persone non autorizzate e nel caso sospendere le lavorazioni
• L’utilizzo sia conforme alle specifiche progettuali; non utilizzare le attrezzature per scopi o lavori per i quali non sono
destinate
• Utilizzare materiali compatibili con il funzionamento previsto per la macchina
• Gli strumenti e indicatori siano collocati e mantenuti in modo che le loro indicazioni siano chiaramente visibili al personale
addetto all’impianto o all’apparecchio
Dispositivi di allarme visivi / sonori
• Non abbandonare le attrezzature portatili in luoghi non sicuri (in posizioni nelle quali possono essere soggetti a caduta o urti)
e staccare l’alimentazione durante le soste dei lavori
Si valuta:
Rischio Residuo:
P = 1,5
D=
2,2
R=
2,7
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Pag. modulo: 1/3
RISCHIO CONNESSO all’UTILIZZO di
ATTREZZATURE o MACCHINE PORTATILI
AZIONATI AD ARIA COMPRESSA
Attrezzature ad Aria Compressa: gli utensili sono alimentati da un compressore d'aria tramite un tubo per l'adduzione
dell'aria compressa. L'utilizzo di attrezzi pneumatici può risultare indispensabile in ambienti di lavoro in cui risulta molto
importante avere una buona ventilazione; analogamente può essere consigliato l'uso in ambienti molto umidi o bagnati; un altro
fattore positivo è il peso abbastanza basso di questo tipo di attrezzi.
Uno dei maggiori problemi degli utensili con questo tipo d'alimentazione è la rumorosità: parte del rumore prodotto durante la
fase lavorativa nasce nel momento in cui l'utensile inizia a lavorare sul materiale o sul manufatto e parte è legata all'espulsione
dell'aria compressa esausta.
Rischi:
-
distacco o scoppio di tubazioni in pressione
-
ustione alle mani per eccessivo riscaldamento
-
inquinamento dell'aria ambiente causato da polvere originata dal materiale in lavorazione
-
rumore
-
vibrazioni
Si valuta:
Rischio:
P=
2,5
D=
3
R=
4,5
Misure di Tutela - Procedure
Prima dell'uso
Targhetta: Gli utensili devono essere corredati da una targhetta che riporti:
•
il valore della velocità nominale massima di rotazione (giri/min);
•
il valore della pressione di alimentazione.
Controlli preliminari: Le pressioni di esercizio siano compatibili con quelle erogate dal compressore di alimentazione; le
manichette siano integre e di tipo adeguato alla pressione di alimentazione; l’integrità del rivestimento fonoassorbente o
comunque dei dispositivi preposti a tale compito sia tale da ridurre a valori di norma il rumore prodotto dall'utensile;
all’utensile venga fornita aria il più possibile esente da polveri e da vapori di olio; poiché l’aria è fornita dal motocompressore
occorre controllare anche quest’ultimo (vedi specifica scheda);siano funzionanti i sistemi di allontanamento dell’aria
compressa esausta.
E' necessario che prima di immettere l’aria compressa nell’apparecchio sia scaricata l’eventuale acqua di condensazione
formatasi nella rete di distribuzione, aprendo la valvola di scarico che deve trovarsi all’inizio di ogni derivazione.
Manometro: E' necessario controllare i manometri e gli eventuali dispositivi contro gli eccessi di pressione.
Tubazioni:
•
La disposizione delle tubazioni non deve intralciare le lavorazioni in atto o quelle di altri lavoratori; le tubazioni non
devono essere oggetto di calpestamento o schiacciamento da parte di persone o veicoli; il posizionamento dei tubi deve
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Pag. modulo: 2/3
essere tale che essi non possano entrare in contatto con oli, grassi, fango o malta di cemento; i tubi non devono essere
sottoposti a piegamenti ad angolo vivo.
•
È sempre meglio preferire i tubi con anima di tessuto resistente.
•
Non usare i tubi al posto di funi o corde per trainare, sollevare o calare la macchina.
•
Non sottoporre le manichette a piegature ad angolo vivo, ad abrasione, a tagli, a schiacciamenti e non disporle su superfici
sporche d'oli o grassi.
•
Disporre le manichette in modo che non intralcino il lavoro.
•
Ricordare che se gli attacchi dei tubi al serbatoio, o nelle giunzioni di prolunghe sono inidonei o si sciolgano per effetto
delle vibrazioni, degli urti o di altre cause, non devono adottare soluzioni di fortuna come ad esempio legature con fil di
ferro, ma si deve avvisare il Preposto, comunque si usino le fascette metalliche con bordi non taglienti fissate con appositi
morsetti o viti o altri sistemi equivalenti.
•
preferire gli ugelli con minore emissione sonora
Giunti ed attacchi
•
Gli attacchi dei tubi flessibili al serbatoio dell'aria compressa e alla rete di distribuzione devono essere tali da non poter
sciogliersi per effetto delle vibrazioni, degli urti, della torsione o della pressione interna. A tale scopo non sono ammesse
connessioni ad avvitamento, né legature con fili metallici o fibre tessili, ma sono da utilizzare le fasce metalliche con bordi
non taglienti fissate con appositi morsetti o in altro modo.
•
Sono raccomandabili giunti a baionetta.
•
Anche i giunti intermedi di collegamento tra i vari trattano del tubo flessibile devono essere tali da non potersi sciogliersi
accidentalmente o per effetto delle vibrazioni.
Durante l'uso
Uso corretto delle tubazioni d'aria compressa
•
Non si devono usare le tubazioni per trainare, sollevare o calare gli utensili.
•
I tubi flessibili che presentano forature o lacerazioni devono essere subito sostituiti: le riparazioni con nastro adesivo o
altro mezzo di fortuna non resistono in genere alla pressione interna del tubo e possono dare luogo agli inconvenienti e ai
pericoli derivanti dalla fuga dell'aria compressa.
•
Il tubo non deve essere troppo rigido per non ostacolare ed affaticare l'operatore nella guida dell'utensile.
•
Non si devono piegare i tubi per interrompere il flusso dell'aria compressa.
Usi non corretti dell'aria compressa
E' necessario ricordare che i getti di aria compressa non devono essere usati come strumento:
•
di gioco o per motivi diversi da quello richiesto dalla lavorazione;
•
per il refrigerio delle persone o degli ambienti;
•
per svuotare recipienti;
•
per liberare da vapori, gas, polveri o altre sostanze i recipienti che hanno contenuto sostanze infiammabili, considerando il
rischio di esplosione dovuto all'elettricità statica;
•
per la pulizia soffiata di sostanze esplosive.
•
si ricorda anche che quando nell'ambiente di lavoro sono presenti polveri di natura infiammabile o esplosiva come
zucchero, amido, alluminio, magnesio e leghe di questi ultimi materiali non si devono utilizzare getti di aria compressa, a
meno che non si sia provveduto ad umidificare l'aria dell'ambiente portandola ad un'umidità relativa di almeno il 70%.
•
Non modificare o alterare gli ugelli ad aria compressa
01_47007_001_rmac_pneumatiche_intro_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 3/3
Metodo di lavoro: E' necessario ricordare al lavoratore di verificare sempre l'efficienza delle protezioni previste e di regolare
gli accessori in base alle proprie esigenze ed in caso contrario di avvisare il preposto.
Sosta: E' necessario far chiudere la valvola d'intercettazione dell'aria compressa durante le soste delle lavorazioni e comunque
sempre al termine del lavoro.
Dopo l'uso
Al termine dei lavori si deve ricordare di fare scaricare l'aria dei compressori.
Raccogliere le tubazioni in maniera corretta e riporle nelle apposite aree in modo da non intralciare altre lavorazioni.
Si valuta:
Rischio Residuo:
P=
1,5
D=
2
R=
2,5
01_47137_001_fresatrice_MCurie_fff_005
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO connesso all’utilizzo della FRESATRICE
I rischi / danni possibili per i lavoratori sono:
• Rottura dell’utensile o di organi in movimento
• Contatto con l’utensile e organi in movimento
• Caduta dei pezzi in lavorazione
• Presenza di pezzi sporgenti dalla sagoma della tavola porta pezzo durante la lavorazione
• Inceppamento o ritorno all’indietro del pezzo in lavorazione
• Impigliamento
• Mancata trattenuta del pezzo in lavorazione
• Elettrocuzione
• Messa in moto accidentale della fresa
• Allentamento o svitamento del dispositivo di fissaggio del pezzo alle staffe, durante il movimento
Si valuta:
Rischio:
P= 3
D= 3
R=
5,0
Misure di tutela – criteri di sicurezza – procedure
•
Mantenere in efficienza:
-
Riparo / schermo fisso , con portelli muniti di dispositivo di interblocco oppure schermi mobili scelti e adatti in
funzione del pezzo e provvisti di dispositivo di interblocco (microinterruttore).
-
Carter completi con microinterruttore di blocco sugli organi in movimento - trasmissione del moto
•
Seguire le istruzioni del costruttore e operare con addetti esperti ed addestrati
•
Gli organi in movimento siano protetti contro i contatti e impigliamenti accidentali
•
Comando di emergenza immediatamente fruibile da tutte le postazioni di lavoro
•
Dispositivo anti riavvio a seguito del ripristino dell’alimentazione elettrica dopo una precedente interruzione
•
Dispositivo per fissare il pezzo in lavorazione
•
Protezione degli organi di comando e regolazione
•
Disinserire, ove presente, la frizione prima dell’accensione
•
Non avvicinarsi alla zona di azione dell’utensile. Deve essere inaccessibile protetta la zona traslazione del pezzo ove possa
sporgere pericolosamente
•
Rendere inaccessibile la zona cambio automatico utensile, ove presente, transennare la zona traslazione tavola portapezzo
(necessario per velocità apprezzabili)
•
Il pezzo in lavorazione sia sempre stabilmente fissato
•
Non fermare mai l’utensile sul pezzo in lavorazione
•
Accertarsi che non vi siano utensili o chiavi in posizione potenzialmente pericolosa prima di iniziare le lavorazioni
•
Non accedere o avvicinarsi per nessun motivo presso la fresa in rotazione –i pezzi in lavorazione devono essere bloccati e
stabili - qualora i pezzi non possano essere bloccati, predisporre sistema di fissaggio adatto
•
Non indossare indumenti con lembi volanti; non indossare catenine o braccialetti o comunque accessori che presentino
rischi di impigliamento; in caso di capelli lunghi indossare cuffie o legarli - Usare occhiali di protezione, guanti,
otoprotettori, maschera di protezione
•
Usare aspiratori per la pulizia – utilizzare mascherine contro le polveri
01_47137_001_fresatrice_MCurie_fff_005
Pag. modulo: 2/2
Sequenze operative di sicurezza
• Montare l'utensile solo con fresa spenta e ferma
• Utilizzare sempre utensili in perfetto stato
• Montare il pezzo sul piano di lavorazione fissandolo ben stretto con le staffe
• Mettere in movimento la fresa solo con schermi abbassati
• Non accedere a mandrino e utensile con organi in movimento o con la macchina accesa
• Deve essere messo in rotazione il mandrino a velocità non eccessive tali da non provocare instabilità con possibile proiezione
di materiale o utensile
• Deve essere evitato il brusco avvicinamento dell'utensile al pezzo con conseguente attrito eccessivo e potenziale rottura
dell'utensile o del pezzo
• Non fermare mai l’utensile sul pezzo in lavorazione
• L'accensione del motore senza accertarsi che la frizione sia disinserita, può comportare la partenza immediata ed
incontrollata del mandrino porta fresa provocando all'operatore danni
• Verificare che la fresatrice sia settata in modo da non mettersi in movimento all’accensione del motore
• Accertarsi che tutti gli organi in movimento siano protetti
• Accendere il motore
• Mettere in movimento la fresa
• Arrestare il movimento della fresa
• Arrestare il motore
• Pulire la fresatrice dai trucioli che si sono prodotti (non usare l'aria compressa)
• Periodicamente controllare l’impianto elettrico
• La lavorazione sulla fresatrice, di materiali nocivi, richiede sempre l'uso della maschera antipolvere ed il posizionamento,
sulla fresatrice di un aspiratore.
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47150_001_lavapavim_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO connesso all’utilizzo di Macchine LAVA ASCIUGA PAVIMENTI
Sono presenti, a livello basso, rischi vari (oltre ai normali rischi di utilizzo di macchine elettriche):
-
rischio chimico, per l’utilizzo di detergenti
-
rischio generico di contusioni/urti per la tipologia della macchina o dell’ambiente di lavoro dove opera
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 2
R=
3,0
Misure di tutela - procedure:
•
Manutenzione dei componenti meccanici, ruote, ecc.: vedi libretto di istruzioni
•
Durante l’utilizzo fare attenzione alle eventuali altre persone presenti
•
Non mescolare mai detergenti di tipo diverso (per evitare la produzione di gas nocivi)
•
Non appoggiare contenitori di liquidi sulla macchina
•
La temperatura di immagazzinamento deve essere compresa tra –25 °C e + 55 °C (per maggiori dettagli si fa riferimento
al manuale di istruzioni specifico)
•
La temperatura ottimale di lavoro è compresa tra 0 °C e + 40 °C (per maggiori dettagli si fa riferimento al manuale di
istruzioni specifico)
•
Non utilizzare la macchina in atmosfera esplosiva
•
Non utilizzare la macchina come mezzo di trasporto
•
Non utilizzare soluzioni acide che potrebbero danneggiare la macchina
•
Evitare che le spazzole lavorino a macchina ferma (per non danneggiare il pavimento)
•
Non aspirare liquidi infiammabili
•
In caso di incendio non utilizzare acqua ma estintori a polvere
•
Attenzione a non urtare scaffalature o impalcature dove esista il pericolo di caduta di oggetti
•
Adeguare la velocità di utilizzo alle condizioni di aderenza
•
Non eccedere oltre i limiti di pendenza dichiarata nel libretto, per evitare instabilità
•
Non lasciare incustodita la macchina accesa
•
Quando la machina è in parcheggio, ove previsti, inserire il freno di stazionamento e togliere la chiave
•
Se la macchina non esegue lavaggio ed asciugatura contemporaneamente, segnalare le zone di pavimento umido e
vietare il passaggio ai non addetti
•
in caso di pericolo, azionare prontamente il comando di arresto
•
non lavare la macchina con getti d’acqua diretti / in pressione o con sostanze corrosive
•
prima di sollevare il serbatoio soluzione e/o recupero, accertarsi che sia vuoto
•
non caricare la soluzione detergente molte ore prima dell’utilizzo della macchina (per evitare incrostazioni del al filtro
del serbatoio soluzione)
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 1
R=
1,0
01_47150_001_lavapavim_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 2/2
Seguire le indicazioni del costruttore per le operazioni di manutenzione e pulizia. Quali criteri di sicurezza si riportano:
Pulizia del “serbatoio soluzione” e relativo filtro:
- la soluzione non va gettata ma recuperata e riutilizzata successivamente (risparmio economico e riduzione
dell’inquinamento)
- pulire il filtro per evitare il “velo” che riduce la portata della soluzione detergente (anche fino all’otturazione)
Pulizia del “serbatoio recupero” e relativo filtro:
- il liquido di recupero deve rimanere all’interno del serbatoio il minor tempo possibile (comunque meno di 24 ore), per
non far sedimentare o sporco
- sciacquare il serbatoio con acqua e verificare che non siano rimasti corpi solidi all’interno
- pulire spesso il filtro (se possibile giornalmente) con idonei guanti protettivi
Pulizia tergipavimento e spazzole:
- controllare spesso (se possibile giornalmente) che nessun corpo solido (mozziconi, ecc.) ostruisca anche solo
parzialmente le sezioni interne
- pulire spesso le spazzole con idonei guanti protettivi, soprattutto se si opera in ambienti polverosi o chimicamente nocivi
01_47155_001_macch_tessili_intro_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO connesso all’utilizzo di MACCHINE TESSILI
Vi è il rischio di
Rischio:
-
Contatto con l’utensile
-
Puntura e taglio
-
Impigliamento
-
Elettrocuzione
P= 2
D= 2
R=
3,0
Misure di tutela generali – Procedure – Integrazioni
•
Gli organi in movimento delle macchine/attrezzature siano inaccessibili salvo per dirette esigenze delle pertinenti e
previste lavorazioni. La protezione deve essere fissa (apribile solo con utensili o chiavi specifiche) o, se amovibile, dotata
di interruttore di blocco. Le protezioni regolabili devono essere posizionate in modo che rimangano accessibili solo le parti
di macchina strettamente necessarie per le lavorazioni
•
Le macchine a motore per cucire con filo devono essere provviste, compatibilmente con le esigenze tecniche della
lavorazione, di una protezione dell’ago per evitare lesioni alle dita del lavoratore
•
Gli organi in movimento accessibili per esigenze di lavorazione devono potersi arrestare in tempo minimo (comando di
arresto di emergenza e dispositivo di frenatura ove l’inerzia lo richieda)
•
Le macchine durante le operazioni di manutenzione e comunque nelle operazioni con possibile accesso a organi in
movimento devono essere disattivate e non attivabili fino a che gli organi in movimento non siano protetti e gli operatori
in zona non pericolosa; se necessario utilizzare chiavi di disattivazione e cartelli di avvertimento “macchina in
manutenzione”
•
I quadri di comando ed elettrici, ove aperti, devono risultare fuori tensione
•
Le macchine con organi in movimento accessibili, devono disporre di dispositivi che impediscano il riavviamento della
macchina dopo una mancanza dell’alimentazione elettrica
•
I comandi di avviamento devono essere protetti contro avviamenti accidentali (pulsanti incassati, pedali protetti o analoghi
sistemi) e riportare indicazioni di riferimento
•
I lavoratori siano specificamente addestrati, anche attraverso esercitazioni teorico pratiche, sull’utilizzo delle attrezzature,
abbiano a disposizione libretti d’uso o materiale informativo
•
Accertarsi della corretta lubrificazione della macchina al fine di evitare una maggiorazione delle emissioni sonore
•
E’ vietato lavorare con macchine a comando a pedale con calzature inadeguate, che possano costituire pericolo
nell’accesso a detti comandi (azionamenti involontari ecc.)
•
E’ vietato asportare qualunque parte o intervenire sulla macchina senza scollegare l’alimentazione elettrica
•
Non toccare le parti interne e quelle che si scaldano, attendere che la macchina si raffreddi e scollegare l’alimentazione,
ogni intervento interno sia preceduto da espressa autorizzazione
•
In caso di mancanza di energia elettrica, spegnere la macchina
•
Non indossare abbigliamento con lembi volanti e simili con possibile pericolo di impigliamento, monili, portare capelli
lunghi non raccolti ecc. poichè esiste il pericolo di aggancio da parte di organi mobili
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47156_010_macch_tessili_cuc_lineare_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 1/2
- RISCHIO connesso all’utilizzo di MACCHINE TESSILI -
- integrazioni per macchine specifiche Misure di tutela – Procedure – Integrazioni
Si indicano i criteri generali, salvo soluzioni diverse e/o aggiuntive adottate dal costruttore in conformità alla normativa tecnica
di riferimento
MACCHINE DA CUCIRE LINEARI
•
Rispettare le misure di tutela generali
•
E’ vietato alimentare il tessuto mediante utensili o attrezzi (pinzette, forbici, cacciaviti ecc.) per il rischio di rottura e
proiezione di pezzi
•
E’ vietato asportare una qualunque parte (es. piedino, placca ago ecc.) per il rischio di infortunio alle dita
•
E’ vietato infilare l’ago con le dita per il pericolo di punture, scottature, ecc; usare sempre apposite pinzette o analoghi
presidi
•
Fare attenzione a non urtare accidentalmente con la testa il portabobine con la testa
•
Protezione dell’ago con schermo trasparente
Prima di iniziare a cucire eseguire le seguenti operazioni a motore spento
•
Controllare che il morsetto porta aghi sia fissato saldamente alla barra ago. Fare attenzione a non pungersi le dita della
mano con la punta degli aghi nell’eseguire questa operazione
•
Controllare che gli aghi siano fissati saldamente al morsetto porta aghi
•
Controllare che il piedino premistoffa sia posizionato correttamente prima di usare la macchina. Per fare ciò girare il
volantino con la mano e verificare che gli aghi siano centrati con i fori di passaggio aghi del piedino.
•
Controllare che il piedino premistoffa sia fissato saldamente alla barra premistoffa. Per fare questo alzare il piedino tramite
il dispositivo alzapiedino e controllare con la mano se il piedino è fissato saldamente
•
Controllare che tutti i carter e le protezioni siano chiusi o nella corretta posizione prima di iniziare ad usare la macchina
•
Per macchine ribaltabili, assicurarsi sempre, prima di ribaltare la macchina, che il supporto per appoggio macchina sia
inserito nell’apposito foro della tavola
•
Tutte le volte che il tessuto viene estratto da sotto il piedino assicurarsi che la punta dell’ago stia al di sopra del piedino
Avvertenze per l’utilizzo di oli lubrificanti (sovraesposizione)
PELLE
Contatti frequenti o prolungati possono causare irritazioni o dermatiti
Misure di primo soccorso:
PELLE
In caso di irritazione lavare abbondantemente le parti con acqua e sapone neutro. Togliere scarpe ed
indumenti contaminati. Se l'irritazione persiste rivolgersi ad un medico.
OCCHI
In caso di contatto lavare subito abbondantemente con acqua. Se l'irritazione persiste rivolgersi ad
un medico
INGESTIONE
In caso di ingestione non stimolare il vomito; tenere l'infortunato a riposo e rivolgersi ad un medico.
Trasporto
Da una zona all'altra del laboratorio: non rovesciare la macchina poiché vi possono essere fuoriuscite di olio o silicone.
01_47156_010_macch_tessili_cuc_lineare_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 2/2
Da una sede all'altra o spedizione: togliere tutto l'olio ed imballare la macchina per bene nell'imballo originale per evitare
danneggiamenti ed inquinamenti.
Il peso e le modalità di sollevamento della macchina sono illustrate sul libretto di manutenzione
Altre misure di tutela
In caso di pericolo o qualunque altro problema arrestare la macchina e spegnere l'interruttore. Quindi informare il personale
tecnico qualificato o il servizio di assistenza tecnica per il controllo della macchina.
•
Fare attenzione quando si manipola il tessuto. Non avvicinare tropo le dita, la mano o altra parte del corpo ai coltelli
durante la cucitura (con particolare riferimento all’eventuale installazione di speciali coltelli).
•
E' vietato cucire tessuti o filati umidi o bagnati per la possibilità dell'insorgere di rischi elettrici
•
E' vietato trattenere o tirare il tessuto durante la cucitura per il pericolo di rottura degli aghi.
•
E' vietato disattivare il pedale di azionamento per far funzionare la macchina in continuo per il rischio di infortunio data
l'impossibilita di un arresto immediato in condizioni di emergenza.
•
E' vietato far funzionare la macchina a vuoto per lunghi tratti (più di 5 sec.)
•
E' vietato tenere la mano sul volantino con macchina in movimento per il rischio di infortunio
•
E' vietato fermare la rotazione della macchina afferrando il volantino con la mano per il rischio di infortunio.
•
E' vietato cucire tessuti non previsti dalle caratteristiche della macchina ed in particolare plastica, metalli, ecc. per il
rischio di rottura degli aghi e dei coltelli rifilatori.
•
Usare le macchine solo in ambienti asciutti e ben puliti e per cucire tessuti asciutti.
•
Le macchine non possono essere installate in atmosfera esplosiva
•
Le macchine sono dotate di protezioni antinfortunistiche facilmente riconoscibili: l'utilizzatore non deve, per nessuna
ragione, smontare, togliere, deformare o anche parzialmente rendere inattive le suddette protezioni in quanto potrebbero
insorgere rischi per l'operatore stesso e per eventuali terze persone.
•
Prima di effettuare sostituzioni di organi di cucitura staccare fisicamente l'alimentazione della macchina
•
Utilizzare solo ricambi originali
•
Prima di riconnettere le reti elettrica e pneumatica assicurasi di aver richiuso tutti i carter e rimontato tutte le protezioni
eventualmente rimosse.
01_47156_020_macch_tessili_due_aghi_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO connesso all’utilizzo di MACCHINE TESSILI -
- integrazioni per macchine specifiche –
Misure di tutela – Procedure – Integrazioni
Si indicano i criteri generali, salvo soluzioni diverse e/o aggiuntive adottate dal costruttore in conformità alla normativa tecnica
di riferimento
MACCHINA A DUE AGHI
Sicurezza
Rispettare le misure di tutela generali.
Il motore ed ogni altro dispositivo devono essere scollegati dall'alimentazione elettrica prima di:
•
Accedere a qualsiasi parte interna o infilare la macchina
•
Sostituire parti o meccanismi
•
Abbandonare anche momentaneamente la postazione di lavoro
01_47156_050_macch_tessili_macch_varie_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO connesso all’utilizzo di MACCHINE TESSILI -
- integrazioni per macchine specifiche Misure di tutela – Procedure – Integrazioni
Si indicano i criteri generali, salvo soluzioni diverse e/o aggiuntive adottate dal costruttore in conformità alla normativa tecnica
di riferimento
•
Macchine da cucire: le zone di lavoro degli aghi delle macchine da cucire devono essere dotate di protezioni trasparenti;
•
I sistemi di trasmissione del moto (cinghie, pulegge e simili) devono essere completamente protetti da contatti accidentali
– verificare in particolare i sistemi sottostanti al piano di lavoro delle macchine da cucire
•
I volantini dotati di movimento automatico devono essere ad anima piena senza parti sporgenti
•
Controllare che i comandi a pedale delle macchine elettriche da cucire siano a uomo presente (verificare che alzando il
piede la macchina si arresti)
•
Le macchine devono minimizzare l’esposizione alle vibrazioni del personale addetto
01_47161_001_plotter_pantografo_MCurie_fff_002
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO connesso all’utilizzo del Plotter
I rischi / danni possibili per i lavoratori sono:
• Contusioni e urti in genere
• Taglio
• Ustioni
• Trascinamento
• Contatto con organi in movimento
• Proiezione dell’utensile
Si valuta:
Rischio:
P = 2,5
D= 3
R=
4,5
Misure di tutela - procedure:
Le istruzioni del libretto di uso e manutenzione costituiscono parte integrante del presente documento – lo stesso deve essere
messo a disposizione degli operatori che devono essere specificamente essere formati e addestrati
Dispositivi di protezione
•
Deve essere verificata frequentemente l’efficienza, comunque secondo le istruzioni del costruttore e l’effettivo utilizzo –
in caso di deficit di sicurezza deve essere avviata una sessione di manutenzione prima dell’utilizzo
•
I seguenti dispositivi non devono essere rimossi o modificati i dispositivi di sicurezza:
-
Le protezioni degli organi in movimento e di trasmissione del moto; le protezioni devono risultare inaccessibili
salvo per dirette esigenze delle pertinenti e previste lavorazioni; carter completi con microinterruttore di blocco
sugli organi di trasmissione del moto
-
Le barriere immateriali e sensori di appoggio sulla parte frontale che arrestino gli organi in movimento in caso di
attraversamento e blocchi di sicurezza laterali
-
Dispositivi che impediscano il riavviamento della macchina dopo una mancanza e un successivo ripristino
dell’alimentazione elettrica ovvero altre simili interruzioni
•
I comandi di arresto / emergenza devono essere presenti, immediatamente fruibili e raggiungibili dagli operatori
•
Gli organi in movimento accessibili per esigenze di lavorazione, manutenzione o per altre necessità o evenienze (sempre
nel rispetto delle istruzioni del costruttore e corrette modalità di impiego) devono potersi arrestare in tempo minimo
•
I comandi di avviamento devono essere protetti contro avviamenti accidentali e riportare indicazioni di riferimento
Procedure operative di sicurezza
•
E’ vietato avvicinare le mani alla zona di lavorazione da qualunque lato; l’operatore procede solo quando non vi sia
nessuno nelle vicinanze e si mantiene a distanza di sicurezza
•
qualunque intervento di manutenzione (in particolare nei pressi degli organi in movimento) presuppone la disattivazione
completa e preventiva della macchina
•
se necessario accedere a parti calde attendere almeno 30 minuti (come da indicazioni del produttore)
•
Operare solo con illuminazione completa e sufficiente a controllare efficacemente la lavorazione
•
Non avvicinarsi alla zona di azione dell’utensile. Se è necessario arrestare prima la macchina e gli organi in movimento
01_47161_001_plotter_pantografo_MCurie_fff_002
•
Pag. modulo: 2/2
Nel rimuovere i residui di lavorazione (che comunque non devono costituire ostacolo o pericolo) minimizzare gli
interventi con aria compressa e privilegiare interventi di aspirazione
•
Accertarsi che non vi siano utensili o chiavi in posizione potenzialmente pericolosa prima di iniziare le lavorazioni
•
Usare solo utensili e accessori progettati e adatti per il lavoro da eseguire
•
Utilizzare materiali compatibili con il funzionamento previsto per la macchina, secondo le istruzioni del produttore
•
Avere la massima cura nel maneggiare le cartucce di inchiostri, non aprire o danneggiare la cartuccia, tenere lontano da
fonti di innesco, non tentare di ricaricare la cartuccia
•
il rotolo di stampa (con dimensioni e peso considerevoli) va maneggiato da più persone e dopo il posizionamento sia
controllata la stabilità
•
Durante l’utilizzo indossare eventuali dispositivi di protezione individuale previsto dal fabbricante
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47185_001_scale_port_L_MCurie_fff_015
Sezione: 1
Pag. modulo: 1/4
RISCHIO connesso all’utilizzo di SCALE PORTATILI
Il rischio derivato dall’utilizzo di scale portatili è connesso alla possibilità di caduta del lavoratore a seguito di:
•
cedimento di parti della scala (pioli o montanti)
•
cedimento delle parti cui è appoggiata la scala
•
scivolamento o ribaltamento della stessa
•
caduta delle persone
Le conseguenze possono essere distorsioni, fratture e lesioni varie del lavoratore.
Altro rischio che si presenta durante l'uso di questa attrezzatura è quello rivolto a terze persone per possibile caduta dall'alto di
oggetti utilizzati da chi opera sulla scala.
Sono state inserite anche evenienze e tutele relative a tipologie di scale anche di prossima o possibile acquisizione.
Si valuta:
Rischio:
P=
3
D=
3
R=
5,0
Le scale devono rispondere alle disposizioni contenute nella norma UNI EN 131 parte Ia e parte 2a ovvero a sicurezza
equivalente:
• dotate di un Certificato, fornito dal costruttore, emesso da un laboratorio ufficiale
• accompagnate da un foglio o libretto recante:
-
una breve descrizione con l’indicazione degli elementi costitutivi
-
le indicazioni utili per il corretto impiego
-
le istruzioni per la manutenzione e conservazione
-
gli estremi (Istituto che ha effettuato le prove, numero di identificazione dei certificati, date del rilascio) dei certificati
delle prove previsti dalla norma tecnica UNI EN 131
-
una dichiarazione di conformità alla norma UNI EN 131 rilasciata dal costruttore
• deve inoltre essere applicato sulla scala:
-
Un marchio <<EN 131>> indelebile
-
Nome del fabbricante e/o fornitore
-
Anno e mese di fabbricazione e/o numero di serie
-
Angolo di inclinazione della scala qualora non sia evidente a causa del modo in cui sono state fabbricate o concepite
-
Il carico massimo ammissibile
Misure di tutela - Criteri di prevenzione e protezione - Procedure
Misure di tutela generali
Le scale a pioli siano sistemate in modo da garantire la loro stabilità durante l'impiego e secondo i seguenti criteri:
• le scale a pioli portatili devono poggiare su un supporto stabile, resistente, di dimensioni adeguate e immobile, in modo da
garantire la posizione orizzontale dei pioli; non utilizzare supporti quali pietre, mattoni, altro materiale per aumentare la
superficie di appoggio e/o rendere stabile la superficie di appoggio
• le scale devono essere agganciate in modo sicuro in maniera tale da evitare spostamenti e qualsiasi movimento di
oscillazione;
• Prima dell’inizio del lavoro accertarsi che la sistemazione e stabilità delle scale consentano operazioni in sicurezza
• lo scivolamento del piede delle scale semplici a pioli, durante il loro uso, deve essere impedito con fissaggio della parte
superiore dei montanti o trattenuta al piede e con dispositivi antiscivolo ai piedi
• le scale a pioli mobili devono essere fissate stabilmente prima di accedervi
01_47185_001_scale_port_L_MCurie_fff_015
Sezione: 1
Pag. modulo: 2/4
• Le scale a pioli siano utilizzate in modo da consentire ai lavoratori di disporre in qualsiasi momento di un appoggio e di una
presa sicuri. In particolare il trasporto a mano di pesi o attrezzature su una scala a pioli non deve precludere una presa
sicura.
• I lavori sulle scale devono essere limitati al minimo indispensabile e preceduti da un’attenta valutazione della situazione
specifica, secondo i seguenti criteri:
-
sono da preferire, ove tecnicamente possibile, opere provvisionali più sicure (dotate di piani di lavoro e parapetto)
-
le scale sono da utilizzare per la salita e la discesa e comunque per le operazioni
-
di breve durata
-
che consentano all’addetto di mantenere posizione stabile (tre punti di presa)
-
ove non si utilizzino materiali e attrezzature che per forma, dimensioni e peso non inducano i rischi di
caduta o costringano a sbilanciamenti
-
Qualora nel lavoro su una scala, se l’altezza dei piedi dell’operatore è maggiore di due metri e non sia possibile
rispettare completamente quanto sopra, l’operatore deve utilizzare una cintura di sicurezza di posizionamento /
anticaduta (conformi alla normativa tecnica) da agganciare a parti stabili
-
le scale devono rispondere alla normativa vigente di prevenzione infortuni, sottoposte a regolare manutenzione ed
essere in buono stato
-
le scale siano scelte ed utilizzate valutando l’altezza da raggiungere, la forma, dimensione e peso dei materiali da
lavoro e delle operazioni da compiere, richiedendo l’assistenza di un collega per le operazioni più rischiose, dove
l’equilibrio possa essere precario e dove i materiali possano costituire impedimento ad una posizione stabile e sicura
•
Nelle scale a pioli si deve sempre scendere e salire con il viso rivolto verso la scala
•
Le scale siano essere utilizzate da un solo lavoratore per volta
•
Non posizionare la scala davanti a finestre o porte non chiuse a chiave, se c’è la possibilità che qualcuno le apra
•
Le estremità superiori della scala devono essere solidamente appoggiate su superfici non cedevoli
•
Le estremità inferiori della scala devono poggiare su superfici piane, solide e non scivolose; su superfici “soffici” (terreno,
ecc.) inserire una tavola di legno ben fissa sotto i piedi della scala
•
Non collocare la scala su attrezzature od oggetti che forniscano una base per guadagnare in altezza come pietre, mattoni o
altri supporti che non garantiscono stabilità
•
Le estremità inferiori della scala devono essere provviste di dispositivi antisdrucciolo
•
I gradini devono avere dispositivi antisdrucciolo (ad es. zigrinature) tali da ostacolare scivolamenti del piede
dell’operatore
•
Le scale siano idonee, ben conservate, senza danneggiamenti o elementi mancanti; verificare periodicamente la situazione
della scala (ammaccature, flessioni, connessioni, collegamenti, estremità, ecc.) anche secondo le indicazioni del
costruttore. Nel caso sostituire la scala e non apportare riparazioni con mezzi non idonei e difformi dalle indicazioni del
costruttore
•
Durante l’uso di una scala, è necessario che la stessa sia fissata in modo sicuro o, se non è possibile, che sia assistito da
una seconda persona posta ai piedi della scala stessa
•
La scala deve avere una portata adeguata a sostenere il peso dell’utilizzatore e del materiale eventualmente trasportato
•
Le scale siano utilizzate da persone in buone condizioni fisiche e non sofferenti di disturbi legati all'altezza
•
L’operatore non deve sporgersi troppo lateralmente o applicare carichi laterali
•
L’operatore non deve mai superare l’ultimo gradino o comunque quello che consente di mantenere una posizione stabile
•
Durante lo spostamento laterale della scala, anche per breve tratti, nessun lavoratore deve trovarsi sopra
•
Gli addetti utilizzino calzature in buone condizioni atte a consentire un adeguato e stabile appoggio del piede; evitare di
01_47185_001_scale_port_L_MCurie_fff_015
Sezione: 1
Pag. modulo: 3/4
salire/scendere sulla scala con abbigliamento inadatto che potrebbe impigliarsi o finire sorto le scarpe
•
Indossare l’elmetto protettivo per effettuare lavorazioni nei pressi di scale o per trattenere la scala al piede
•
È vietato l'uso di scale che presentano listelli di legno chiodati sui montanti al posto dei pioli rotti
•
Le scale usate per l'accesso devono essere tali da sporgere a sufficienza oltre il livello di accesso, a meno che altri
dispositivi garantiscano una presa sicura
•
Le scale devono essere vincolate; possono essere trattenute al piede da altra persona per altezze minime o durante le
operazioni di vincolo
•
In caso di potenziale urto o contatto con parti potenzialmente in tensione o servizi attivi pericolosi devono essere usate
scale in materiale isolante, evitare le scale metalliche
•
La zona in cui si opera con la scala sia interdetta ai non addetti
•
Il lavoro sulla scala, per la pericolosità nell'uso di questa attrezzatura, è comunque bene sia sorvegliato da terra
•
Non gettare alcun tipo di materiale dall'alto della scala
•
Non gettare le scale dall'alto
•
Le scale a mano non devono mai essere utilizzate come piattaforme, passerelle o come montanti di ponti su cavalletti
•
Le scale a mano non devono essere utilizzate sopra i piani di ponti su cavalletti e ponti a torre su ruote
•
I gradini/pioli devono essere puliti ed asciutti
•
Non collocare la scala in prossimità di zone, ove la salita su di essa comporterebbe un maggior rischio in caso di caduta
(es. adiacenze zone di vuoto senza opportuni ripari o protezioni quali balconi, pianerottoli, superfici inclinate, ecc.)
•
Valutate se la presenza di altri lavori possa avere interferenze pericolose; lo spazio davanti e ai lati della scala deve essere
libero da ogni ostacolo
•
Non usare la scala in ambiente aperto quando ci sono avverse condizioni atmosferiche avverse
•
Maneggiare la scala con cautela, per evitare il rischio di schiacciamento delle mani o degli arti.
•
Movimentare la scala con cautela, considerando la presenza di altri lavoratori, onde evitare di colpirle accidentalmente
•
Nel trasporto della scala a spalla:
-
occorre tenerla inclinata, mai orizzontalmente
-
non inserire il braccio all’interno della scala fra i gradini/pioli
•
Durante la movimentazione evitare che la scala cada a terra o urti contro ostacoli.
•
Collocare la scala solo nella posizione frontale rispetto alla superficie di lavoro: non salire/scendere mai con la scala nella
posizione laterale in quanto il rischio di ribaltamento è più elevato
•
Inserire eventuali dispositivi manuali antiapertura
•
Non saltare a terra dalla scala
•
Non posizionare mai un piede su un gradino/piolo e l'altro su un oggetto o ripiano
•
Salire/scendere solo sul tronco di scala predisposto per la salita (con gradini e pioli).
•
Non salire/scendere sul tronco di supporto (senza gradini o pioli).
•
Non effettuare lavorazioni a cavalcioni della scala
•
L’altezza della scala deve essere tale da consentire al lavoratore un’immediata presa, davanti a sé. Non operare sugli ultimi
gradini o piattaforma se non è possibile prolungare i montanti
•
Togliere tutti gli oggetti che eventualmente si trovino sulle scale prima di ogni spostamento delle medesime
•
A fine attività:
-
Riportare la scala nella posizione di chiusura - Riporre la scala in modo stabile
-
Riporre la scala in un luogo coperto, aerato, asciutto e non esposto alle intemperie
01_47185_001_scale_port_L_MCurie_fff_015
Sezione: 1
Pag. modulo: 4/4
Scala semplice
•
L’inclinazione della scala semplice deve essere tale da non pregiudicare la stabilità dell’operatore, evitando soprattutto il
rischio di caduta all’indietro. L’inclinazione corretta si ha quando la distanza tra muro e piede della scala è pari a ¼ della
lunghezza della scala
•
Se di legno, devono avere i pioli fissati ai montanti mediante incastro
•
Le estremità siano munite di appoggi antiscivolo, possibilmente inclinabili per rispettare l’inclinazione del terreno (se non
vi sono dispositivi di trattenuta per le persone)
Scala doppia
•
Le scale doppie (“a forbice”) non devono superare l'altezza di 5 m
•
Preferire, nei nuovi acquisti, le scale doppie con dispositivo anche contro la chiusura accidentale
•
La scala deve essere aperta completamente; un angolo di apertura troppo acuto rende instabile la scala
•
La scala deve essere dotata di catena di adeguata resistenza o altri dispositivi atti ad impedire l’apertura oltre il limite di
sicurezza. Controllare periodicamente l’efficienza di tali dispositivi.
•
La scala doppia non è idonea come sistema di accesso ad altro luogo
•
Si può salire sulla eventuale piattaforma e sul gradino sottostante alla stessa solo quando i montanti siano prolungati di
almeno 60 cm sopra alla piattaforma
Scala ad elementi innestati - multiposizione
•
Seguire le istruzioni del costruttore per le operazioni di allungamento/riposizionamento della scala
•
Le estremità siano munite di appoggi antiscivolo, possibilmente inclinabili per rispettare l’inclinazione del terreno, (se non
vi sono dispositivi di trattenuta per le persone)
•
La lunghezza della scala non deve mai essere superiore a 15 m
•
Le scale di lunghezza superiori ad 8 m devono essere munite di rompitratto per ridurre la lunghezza libera d’inflessione
•
È assolutamente da evitare che, o per effetto di un rompitratta installato in posizione sbagliata o per un oggetto della parete
di appoggio, in una fase del montaggio ci si venga a trovare con un elemento della scala privo di appoggio
•
Nelle scale allungabili, fare molta attenzione alle mani quando si allunga o si accorcia
•
Le scale a pioli composte da più elementi innestabili o a sfilo devono essere utilizzate in modo da assicurare il fermo
reciproco dei vari elementi
•
Nelle operazioni di sollevamento dei tratti di scala già montati al suolo, l’operazione non va mai effettuata disponendo la
scala di costa; in tali condizioni si può provocare la rottura del montante nel punto di innesto ed inoltre essendo il
baricentro superiore al punto di appoggio della mano del lavoratore, la scala tende a ruotare in maniera pericolosa
•
Durante lo spostamento della scala ad elementi innestabili o a sfilo devono essere prese le necessarie precauzioni, al fine
di evitare lo sfilamento degli elementi e/o lo sbandamento della scala stessa
•
Prima di salire sulla scala inserire i vari dispositivi di sicurezza atti ad impedire l’apertura della scala o lo sfilamento degli
elementi
Sgabelli a gradini, a rampa, a cupola
•
Gli sgabelli a gradini, sgabelli a rampa e sgabelli a cupola devono essere conformi alla norma EN 14183
•
Rispettare le misure di tutela precedentemente indicate
Si valuta:
Rischio Residuo:
P=
2
D=
2
R=
3,0
01_47230_001_trapano_colonna_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO connesso all’utilizzo del TRAPANO a COLONNA
Vi è il rischio di
-
Contatto con l’utensile
-
Proiezione di materiale o schegge
-
Impigliamento
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 2
R=
3,0
Misure di tutela - procedure
•
Mantenere in efficienza
-
Comando di emergenza
-
Dispositivo anti riavvio in caso di ripristino dell’alimentazione elettrica dopo un’interruzione
-
Le protezioni degli organi di trasmissione del moto e i relativi interruttori di blocco ovvero i dispositivi di
serraggio fisso
-
Lo schermo di protezione della zona di lavoro e/o della punta e i relativi dispositivi di blocco
-
Morsa o sistema analogo di posizionamento del pezzo che stabilizzi lo stesso durante le operazioni
•
Utilizzare sempre utensili in perfetto stato e adatti al tipo di pezzo in lavorazione (adeguare anche la velocità)
•
Non fermare mai la punta sul pezzo in lavorazione
•
Le operazioni di pulizia siano effettuate il più possibile tramite aspirazione; qualora fosse necessario utilizzare aria
compressa per ragioni contingenti, utilizzare occhiali e maschere di protezione
•
Utilizzare sistemi di bloccaggio del pezzo in lavorazione
•
Non utilizzare indumenti o accessori con lembi volanti
•
Utilizzare occhiali di protezione
•
Relativamente al rischio rumore, in aggiunta ai precedenti, si specifica:
-
Effettuare le manutenzioni previste dal costruttore e sostituire le parti usurate o danneggiate
-
Esercitare solo la pressione necessaria per la lavorazione
-
Utilizzare utensili in buono stato ed efficienti
-
Indossare i Dispositivi di protezione individuale secondo le indicazioni dal fabbricante nel libretto d’uso e
manutenzione
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47233_001_trapano_portatile_MCurie_fff_006
Pag. modulo: 1/2
Rischi connessi all’utilizzo del TRAPANO PORTATILE
I rischi principali sono:
-
Contatto con l’utensile
-
Proiezione di materiale o schegge
-
Rottura e proiezione delle punte
-
Impigliamento
-
Elettrocuzione
Si valuta:
Rischio:
P=
2
D=
2,5
R=
3,5
Misure di Tutela- Procedure
•
La struttura / manufatto su cui si andrà ad operare non sia in tensione e che comunque non ci siano eventuali impianti
tecnologici attivi
•
Corretto posizionamento e serraggio dell'impugnatura laterale (ove presente)
•
Il trapano sia dotato di motore di potenza e numero di giri adeguato al tipo di operazione da svolgere
•
Le aperture di raffreddamento piazzate sulla carcassa motore e sull'impugnatura siano pulite e libere
•
Prima di utilizzare il trapano si dovrà procedere ad una verifica di:
-
stato di conservazione di ogni sua parte e degli accessori e punte
-
tipologia delle punte in base alle lavorazioni da effettuare (dimensione foro, tipo di materiale da forare, ecc.).
-
serraggio protezioni, stato impugnature, cavi di collegamento, dispositivi di protezione, dispositivi di
comando/arresto
•
Controllare l’efficienza del comando manuale oppure di un dispositivo che impedisca il riavviamento automatico del
trapano al ristabilirsi della fonte di alimentazione dopo una interruzione e di tutti i comandi di avviamento e arresto.
•
Controllare periodicamente i comandi a uomo presente e non bloccarli artificialmente ove non previsto dal costruttore
•
Non lasciare sull'utensile chiavi, catene, cordicelle o simili e gli altri attrezzi usati per la sua regolazione/sostituzione punte
•
Controllare che la tensione di rete sia quella prevista dal costruttore del trapano e riportata sulla targhetta apposta
sull'utensile stesso
•
Verificare l’assenza di vapori infiammabili nelle strutture da forare
•
Mantenere ordine sul posto di lavoro in quanto il disordine può realizzare le condizioni per un rischio di infortunio
(inciampare e/o cadere).
•
Si deve controllare che durante le lavorazioni di altri lavoratori, inavvertitamente, riattivino impianti tecnologici in
prossimità del luogo di lavoro.
•
Non sostituire la punta con l'utensile sotto tensione;
•
Fissare, registrare o misurare il pezzo in lavorazione soltanto quando l'utensile non è in movimento ed in particolare che i
pezzi da forare con il trapano, che possono essere trascinati in rotazione dalla punta;
•
Una pressione eccessiva sull'utensile non permette una lavorazione più veloce, ma produce invece danneggiamenti alla
punta e al trapano, riducendo, di conseguenza, la possibilità di lavorazione e la sicurezza delle operazioni
•
Al momento dell'uscita della punta dal foro, su di essa viene esercitata una notevole forza per cui è necessario tenere ben
fermo il trapano con entrambe le mani, tenendole lontano da organi in movimento, avere i piedi al sicuro, ben fissi e
stabilmente appoggiati
•
Durante l’uso mantenere una posizione stabile e sicura in perfetto equilibrio
•
Per eventuali lavorazioni in postazioni sopraelevate assicurarsi che non vi siano persone sottostanti la postazione stessa
01_47233_001_trapano_portatile_MCurie_fff_006
•
Pag. modulo: 2/2
Maneggiare il trapano con cura tenendo entrambe le mani sulle impugnature in modo che non si possa accidentalmente
azionare il pulsante o l'interruttore di avviamento
•
Mantenere le impugnature del trapano asciutte e prive di oli o grassi
•
Occorre graduare lo sforzo del trapano in funzione della natura e delle caratteristiche del materiale in lavorazione
•
Tenere in movimento l’organo lavoratore del trapano solo per il tempo necessario
•
Non abbandonare il trapano in luoghi non sicuri (ovvero nelle quali possono essere soggetti a caduta) e staccare
l’alimentazione durante le soste dei lavori
•
Assicurarsi sempre della stabilità del pezzo o della struttura su cui ti accingi a lavorare e per fare questo utilizza i
morsetti o altro sistema e non usare i piedi o le mani.
•
Se si lavora su pavimenti o muri, o su zone in cui non si può escludere che passino cavi di tensione elettrica, tenere
l'attrezzo sempre e solo con le mani sulle impugnature (ricorda che sono isolanti)
•
Eventuali misurazioni siano svolte soltanto con l'utensile fermo
•
Non utilizzare il trapano elettrico sotto la pioggia o in ambienti umidi o bagnati o a contatto con grandi masse metalliche
senza il trasformatore di corrente inserito nell'alimentazione
•
Evitare il contatto con oggetti con messa a terra
•
Non fermare mai il trapano in movimento sul pezzo in lavorazione
•
Non abbandonare, anche temporaneamente, il trapano con la punta infilata nel foro
•
Relativamente al rischio rumore, in aggiunta ai precedenti, si specifica:
-
Effettuare le manutenzioni previste dal costruttore e sostituire le parti usurate o danneggiate
-
Esercitare solo la pressione necessaria per la lavorazione
-
Utilizzare punte in buono stato ed efficienti
-
Utilizzare dispositivi di protezione dell’udito, con specifico riferimento all’utilizzo su materiali particolarmente duri
o utilizzando percussioni
•
Valutare preliminarmente tutti i fattori che possono provocare il blocco della punta (tipologia di materiale, profondità,
incastri ecc.) e conseguentemente la sfuggita di mano dell'utensile
•
Evitare di toccarla a mani nude la punta al termine delle lavorazione per pericolo di ustioni
•
Nel caso di bloccaggio della punta occorre fermare il trapano, togliere la punta e controllarla prima di riprendere il lavoro
•
Per la sostituzione della punta utilizzare solo gli attrezzi appropriati
•
Non sostituire la punta con il trapano in movimento
•
Dispositivi di protezione individuali da utilizzare (secondo le indicazioni del libretto di istruzioni)
•
Gli indumenti siano aderenti al corpo, evitando assolutamente abiti con lembi volanti, sciarpe, cinturini slacciati, anelli o
bracciali; se le maniche non sono corte, vanno tenute allacciate ben strettamente al polso
•
Al termine delle lavorazioni è necessario procedere al disinserimento di tutti gli interruttori e alla pulizia dell'utensile e
delle altre attrezzature accessorie
Si valuta:
Rischio Residuo:
P = 1,5
D= 2
R=
2,5
01_47234_001_avvitatore_MCurie_fff_002
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO connesso all’utilizzo dell’ AVVITATORE
L’avvitatore può essere a batteria o alimentato dalla rete. Per completezza sono considerati entrambe i casi.
Vi è il rischio di
-
Contatto con l’utensile
-
Proiezione di materiale o schegge
-
Rottura e proiezione delle punte
-
Impigliamento
-
Elettrocuzione
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 2
R=
3,0
Misure di tutela - procedure
•
Evitare ambienti pericolosi. Non esporre gli utensili alla pioggia. Non usare gli utensili elettrici ed il caricatore
all'umidità ed al bagnato. Non usare mai gli utensili elettrici ed il caricatore vicino a sostanze infiammabili o esplosive o
in presenza di gas o liquidi infiammabili
•
Riporre gli attrezzi ed il caricatore in luoghi con temperatura inferiore a 40° C
•
Usare l'utensile idoneo per ogni lavorazione. Non forzare utensili o accessori minori a compiere il lavoro di utensili per
grandi prestazioni
•
Indossare indumenti adatti: nessun indumento troppo largo né bigiotteria che possano restare impigliati nelle parti in
movimento
•
Non portare mai l'attrezzo prendendolo per il cavo (alimentazione elettrica), né tirare il cavo per disinserire la presa di
corrente, tenere il cavo lontano da fonti di calore, da lame taglienti, da oli
•
Fissare l'oggetto da lavorare
•
Avere una posizione stabile e sicura durante la lavorazione
•
Fare con cura la manutenzione degli attrezzi. Tenerli sempre affilati e puliti. Seguire le indicazioni del costruttore per la
lubrificazione e per il cambio degli accessori.
•
Quando il caricatore non viene utilizzato o quando si stanno svolgendo operazioni di manutenzione ed ispezione staccare
la spina
•
Prima di effettuare una qualsiasi lavorazione accertarsi che le eventuali chiavi di regolazione non siano inserite
•
Per evitare la messa in marcia accidentale evitare di trasportare l'attrezzo premendo sul bottone di marcia
•
Utilizzare sempre il caricatore specificato, non usarne altri non compatibili
•
Usare solo ricambi originali
•
Non usare gli utensili ed il caricatore per impieghi differenti da quelli specificati dal costruttore.
•
La riparazione dell'utensile deve essere effettuato da personale autorizzato e qualificato
•
Non toccare parti in movimento o gli accessori prima che la corrente non sia stata staccata
•
Non usare mai batterie e trasformatori differenti da quelle specificate dal costruttore
•
Effettuare le operazioni di ricarica in luoghi protetti dal sole e ben ventilati e lontano da materiali
infiammabili/combustibili
•
Non usare il caricatore in continuazione. Quando un'operazione di caricatura è terminata, prima di iniziarne un'altra,
01_47234_001_avvitatore_MCurie_fff_002
Pag. modulo: 2/2
lasciare che il caricatore riposi per almeno 15 minuti
•
Non provocare mai corto circuiti alla batteria. Il fenomeno provoca surriscaldamento e grande corrente elettrica
•
Non gettare od esporre la batteria al fuoco per il pericolo di esplosione
•
Non inserire nessun oggetto nelle fessure di ventilazione del caricatore
•
Per montare una punta nel mandrino seguire sempre le istruzioni del costruttore
•
Se vi è pericolo di contatto con impianti e/o linee elettriche, disattivarli prima dell’utilizzo dell’attrezzatura
•
Indossare i Dispositivi di protezione individuale previsti dal fabbricante e indicati sul libretto d’uso e manutenzione
•
Relativamente al rischio rumore, in aggiunta ai precedenti, si specifica:
-
Effettuare le manutenzioni previste dal costruttore e sostituire le parti usurate o danneggiate
-
Esercitare solo la pressione necessaria per la lavorazione
-
Utilizzare utensili in buono stato ed efficienti
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 1
R=
1,0
01_47235_001_mola_MCurie_fff_008
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO connesso all’utilizzo della MOLATRICE
Vi è il rischio di
Rischio:
-
Proiezione di materiale o schegge
-
Impigliamento
-
Polveri, rumore
-
Ferite, contusioni, urti con il materiale in lavorazione e l’utensile
P= 2
D= 2
R=
3,0
Misure di tutela - procedure:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Siano presenti ed utilizzati gli schermi paraschegge (trasparenti, infrangibili, regolabili) - mola da banco
Utilizzare mole adatte (per diametro e tipo di impasto) alla velocità di utilizzo – predisporre specifica segnaletica
Utilizzare sempre utensili in perfetto stato e adatti al tipo di pezzo da lavorare
Sia presente ed efficiente il comando di emergenza e il dispositivo anti riavvio dopo un ripristino dell’alimentazione
elettrica
Lo smontaggio delle protezioni e carter deve avvenire solo a macchina disattivata e non riattivabile, da parte di personale
addestrato – protezioni amovibili senza l’utilizzo di chiavi o utensili appositi devono essere dotati di interruttore di blocco
Verificare l’integrità e l’efficienza delle cuffie metalliche di protezione che devono circondare la massima parte periferica
della mola abrasiva, lasciando scoperto solo il tratto strettamente necessario per la lavorazione
Non indossare indumenti con lembi volanti; non indossare catenine o braccialetti o comunque accessori che presentino
rischi di impigliamento; in caso di capelli lunghi indossare cuffie o legarli
L’attrezzatura sia ben ancorata su strutture antivibranti
Prestare massima attenzione alla possibilità del pezzo di incunearsi – le protezioni devono essere il più possibile aderenti al
disco
Non fermare mai l’utensile sul pezzo in lavorazione
Minimizzare la movimentazione manuale dei materiali in lavorazione, salvo non si tratti di materiali di dimensioni e peso
contenuti – rispettare le procedure della movimentazione manuale dei carichi
Il pezzo in lavorazione, ove non sia di agevole manovra e sostegno manuale, sia sempre stabilmente fissato o sostenuto da
ausili meccanici
Accertarsi che non vi siano utensili o chiavi in posizione potenzialmente pericolosa prima di iniziare le lavorazioni
Minimizzare gli interventi di pulizia con aria compressa, utilizzare sistemi di aspirazione e captazione e, comunque,
indossare mascherine contro le polveri
Relativamente al rischio rumore, in aggiunta ai precedenti, si specifica:
- Effettuare le manutenzioni previste dal costruttore e sostituire le parti usurate o danneggiate
- Esercitare solo la pressione necessaria per la lavorazione
- Utilizzare mole in buono stato ed efficienti
Si predispongano sistemi di captazione localizzata (molatura a disco dei materiali in lavorazione) per le polveri – salvo
utilizzi sporadici ed estemporanei – utilizzare comunque mascherine antipolvere
Registrare la posizione del poggiapezzi in modo da minimizzare il pericolo di incuneamento del pezzo (il più possibile
vicino alla mola) - mola da banco. Il poggiapezzi deve avere superficie di appoggio piana di dimensione appropriata al
genere di lavoro da eseguire, deve essere registrabile ed il suo lato interno deve distare non più di 2mm, dalla mola, a meno
che la natura del materiale in lavorazione (materiali sfaldabili) e la particolarità di questa non richiedano, ai fini della
sicurezza, una maggiore distanza – con autorizzazione del responsabile / preposto
Utilizzare: scarpe di sicurezza, guanti, mascherine di protezione, occhiali, otoprotettori
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47235_050_mola_note_MCurie_fff_008
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO connesso all’utilizzo della MOLATRICE
Note integrative:
•
Le macchine molatrici a velocità variabile devono essere provviste di un dispositivo, che impedisca l'azionamento della
macchina ad una velocità superiore a quella prestabilita in rapporto al diametro della mola montata.
•
Le mole naturali azionate meccanicamente devono essere montate tra flange di fissaggio aventi un diametro non inferiore ai
5/10 di quello della mola fino ad un massimo di 1m e non devono funzionare ad una velocità periferica superiore a 13 metri
al minuto secondo. Quando dette mole sono montate con flange di diametro inferiore ai 5/10 di quello della mola e quando
la velocità periferica supera i 10 m al minuto secondo, esse devono essere provviste di solide protezioni metalliche, esclusa
la ghisa comune, atte a trattenere i pezzi della mola in caso di rottura
•
Le mole a disco normale devono essere montate sul mandrino per mezzo di flange di fissaggio, di acciaio o di altro
materiale metallico uguale fra loro e non inferiore ad 1\3 del diametro della mola, salvo disposizione specifiche dalla
normativa vigente
•
L’aggiustaggio tra dette flange e la mola deve avvenire secondo una zona anulare periferica di adeguata larghezza e
mediante interposizione di una guarnizione di materiale comprimibile quale cuoio, cartone, feltro.
•
Le mole ad anello, a tazza, a scodella, a coltello ed a sagome speciali in genere, devono essere montate mediante flange,
piastre, ghiere o altri idonei mezzi, in modo da conseguire la maggiore possibile sicurezza contro i pericoli di spostamento e
di rottura della mola in moto
•
Le mole abrasive artificiali devono essere protette da robuste cuffie metalliche, che circondino la massima parte periferica
della mola, lasciando scoperto solo il tratto strettamente necessario per la lavorazione. La cuffia deve estendersi anche sulle
due facce laterali della mola ed essere il più vicino possibile alle superfici di questa
•
Lo spessore della cuffia, in rapporto al materiale di cui è costituita ed i suoi attacchi alle parti fisse della macchina devono
essere tali da resistere all'urto dei frammenti di mola in caso di rottura
•
Le cuffie di protezione di ghisa possono essere tollerate per mole di diametro non superiore a 25 cm, che non abbiano
velocità periferica di lavoro superiore a 25 metri al secondo e purché lo spessore della cuffia stessa non sia inferiore a 12mm
•
La cuffia di protezione delle mole abrasive artificiali può, per particolari esigenze di carattere tecnico, essere limitata alla
sola parte periferica oppure essere omessa, a condizione che la mola sia fissata con flange di diametro tale che essa non ne
sporga più di 3cm, misurati radialmente, per mole fino al diametro di 30 cm; di cm 5 per mole fino al diametro di 50 cm; di
8 cm per mole di diametro maggiore.
•
Nel caso di mole a sagoma speciale o di lavorazioni speciali gli "sporti" della mola dai dischi possono superare i limiti
previsti, purché siano adottate altre idonee misure di sicurezza contro i pericoli derivanti dalla rottura della mola.
01_47240_001_troncatrice_MCurie_fff_007
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO connesso all’utilizzo della TRONCATRICE
Vi è la possibilità di:
-
Contatto con il disco dentato
-
Rotazione o ritorno improvviso del pezzo con proiezione dello stesso
-
Proiezione di materiali
-
Impigliamento
-
Contatto con gli organi di trasmissione del moto
Si valuta:
Rischio:
P = 2,5
D= 3
R=
4,5
Misure di tutela - procedure
Prima dell’utilizzo
•
Controllare l’efficienza di:
-
Comandi a uomo presente, protetti contro i contatti accidentali (ghiera)
-
Sistema di riduzione del tempo di arresto
-
Comando di emergenza e dispositivo anti riavvio dopo un ripristino dell’alimentazione elettrica
-
Aspirazione (salvo interventi saltuari e sporadici con uso di protezione per le vie respiratorie)
-
Carter mobile che lasci scoperta solo la porzione di lama necessaria per la lavorazione
-
Molla di richiamo per la lama affinchè torni in posizione di riposo
-
Finecorsa o blocchi meccanici
-
Carter di protezione contro il contatto con organi interni in movimento con microinterruttore o bulloni serrati
Utilizzo
•
Non utilizzare indumenti o accessori con lembi volanti
•
Allontanare le persone presenti nei pressi
•
Non utilizzare indumenti facilmente combustibili e indossare abbigliamento coprente
•
Non utilizzare materiali non previsti dal costruttore della macchina e del disco
•
Fissare saldamente il pezzo da tagliare in posizione stabile
•
Assicurarsi che l’utensile non sia danneggiato e ben fissato
•
Non operare in presenza di materiali infiammabili o in luoghi con pericolo di incendio / esplosione
•
Non fermare mai il disco sul pezzo in lavorazione
•
Evitare la caduta dei pezzi con sostegni o altri presidi di raccolta
•
Lo smontaggio delle protezioni e carter deve avvenire solo a macchina disattivata e non riattivabile, da parte di personale
addestrato - protezioni amovibili senza l'utilizzo di chiavi o utensili appositi devono essere dotati di interruttore di blocco
•
Verificare l'integrità e l'efficienza delle cuffie metalliche di protezione che devono circondare la massima parte periferica
dell'utensile, lasciando scoperto solo il tratto strettamente necessario per la lavorazione
•
Indossare i Dispositivi di protezione individuale previsti dal fabbricante e indicati sul libretto d’uso e manutenzione
•
Non indossare indumenti con lembi volanti; non indossare catenine o braccialetti o comunque accessori che presentino
rischi di impigliamento; in caso di capelli lunghi indossare cuffie o legarli
•
L'attrezzatura sia ben ancorata su strutture antivibranti
01_47240_001_troncatrice_MCurie_fff_007
Pag. modulo: 2/2
•
Non fermare mai l'utensile sul pezzo in lavorazione
•
Minimizzare la movimentazione manuale dei materiali in lavorazione, salvo non si tratti di materiali di dimensioni e peso
contenuti - rispettare le procedure della movimentazione manuale dei carichi
•
Accertarsi che non vi siano utensili o chiavi in posizione potenzialmente pericolosa prima di iniziare le lavorazioni
•
Per la pulizia utilizzare sistemi di aspirazione e captazione e, comunque, indossare mascherine contro le polveri
Altro
•
Relativamente al rischio rumore, in aggiunta ai precedenti, si specifica:
-
Effettuare le manutenzioni previste dal costruttore e sostituire le parti usurate o danneggiate
-
Esercitare solo la pressione necessaria per la lavorazione
-
Utilizzare dischi in buono stato ed efficienti
-
Utilizzare dispositivi di protezione dell’udito
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 2
D= 2
R=
3,0
01_47251_001_sega_radiale_MCurie_fff_001
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RISCHIO connesso all’utilizzo della SEGA RADIALE
Vi è il rischio di:
-
caduta o lancio di schegge di legno durante la lavorazione
-
parti di vestiario che si impigliano nelle parti in movimento della macchina
-
pericolo di incendio
-
pericolo di folgorazione
-
pericolo di danni provocati dal rumore
-
pericolo dovuto all’ emissione di polveri
Si valuta:
Rischio:
P= 3
D= 3
R=
5,0
Misure di tutela:
Prima dell’uso:
•
Accertarsi che non vi siano utensili o chiavi in posizione potenzialmente pericolosa prima di iniziare le lavorazioni
•
Gli organi di protezione del moto devono essere completamente segregati e non raggiungibili dall’operatore.
•
Le dimensioni del piano di lavoro devono essere tali che a fine corsa la lama rimanga completamente all’interno del
piano stesso.
•
Materiali diversi da quelli descritti sul libretto d’uso possono essere lavorati solo dopo aver ricevuto l’approvazione
scritta del costruttore.
•
L’operatore deve vigilare affinchè terze persone non siano vicini alla zona a rischio di tagli
•
Verificare il buon funzionamento del regolo di battuta prima di ogni lavoro; sostituirlo se risultasse danneggiato e/o
non offrisse più il supporto necessario al pezzo da lavorare.
•
Verifiche e controlli periodici (rif. libretto uso manutenzione):
o
Controllare periodicamente che la cuffia posteriore di raccolta trucioli sia correttamente posizionata rispetto
alla direzione di lancio degli stessi.
o
Controllare periodicamente che il gruppo sega resti agganciato, a riposo, al gancio predisposto allo scopo e
che il dispositivo di trattenuta del gruppo espleti le sue funzioni.
o
Verificare l’integrità del disco sega (stato di affilatura dei denti, rotture degli stessi e/o del corpo, svergola
tura del disco).
o
Non usare mai dischi sega di diametro inferiore o superiore rispetto a quelli indicato dal costruttore sul
manuale d’uso e manutenzione della macchina.
o
Verificare sistematicamente l’integrità della guida posteriore di appoggio del pezzo, e se necessario
sostituirla immediatamente.
o
Protezione del disco lama (carter coprilama): verificare periodicamente l'integrità delle protezioni fisse e di
quelle mobili e sostituirle se del caso.
o
Garantire il perfetto funzionamento degli elementi di sicurezza con controlli periodici
01_47251_001_sega_radiale_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 2/3
Utilizzo
•
Non tentare di rimuovere i trucioli lasciati sul pezzo durante la fase di taglio prima di aver riportato il gruppo in
posizione di riposo (disco sega completamente protetto).
•
Il pezzo deve essere stabilmente appoggiato e fissato e deve rimanere tale anche a seguito del taglio, utilizzare
sistemi di fissaggio.
•
Tenersi lontano da qualsiasi parte in movimento della macchina.
•
Non toccare mai la lama mentre la macchina è in funzione.
•
Mai sovrapporre pezzi da lavorare. Tagliare sempre un pezzo per volta, dopo aver correttamente regolato la
macchina.
•
E’ vietata la rimozione, esclusione o modifica di elementi di sicurezza.
•
Ogni inconveniente riscontrato deve essere immediatamente eliminato.
•
Qualsiasi modifica della macchina è proibita
•
E’ proibito manomettere le protezioni di sicurezza.
•
E’ vietato appoggiare utensili contro o sopra la macchina per qualsiasi motivo durante l’uso o la manutenzione della
macchina.
•
E’ vietato salire sulla macchina o una parte di essa.
•
Non lasciare mai la macchina incustodita con la presa di corrente collegata alla rete di alimentazione elettrica
•
Per qualsiasi intervento sulla macchina, adottare una procedura di isolamento che comporta
due operazioni:
•
o
Separazione della macchina dalla fonte di energia elettrica;
o
Verifica della non alimentazione e dell’ assenza di energie residue.
In caso di non funzionamento dovuto ad una qualunque ragione, operare sulla macchina la procedura di isolamento e
segnalare la situazione con una scritta o un cartello ben visibile.
•
E’ obbligatorio utilizzare i guanti per montaggio/sostituzione della lama.
•
Verificare il corretto funzionamento del gruppo carter, una volta effettuate le operazioni di montaggio/sostituzione
della lama.
•
Mettere in funzione il sistema di aspirazione prima di iniziare ogni tipo di lavorazione, in particolare in caso di
utilizzo in ambienti chiusi
•
Per nessuna ragione, in normali condizioni d'uso, dovrà essere tolto il carter coprilama dal resto del gruppo di taglio
•
Non provvedere mai alle regolazioni della macchina con la macchina collegata alla rete di alimentazione elettrica.
•
Non iniziare le operazioni di taglio senza aver prima regolato correttamente l’altezza del carter interno coprilama
•
Posizionare la mano che tiene fermo il pezzo sul piano di lavoro lontano dalla direzione di taglio della lama
•
Non spingere mai per nessun motivo il pezzo da tagliare direttamente con le mani o con qualsiasi altra parte del
corpo.
•
Mantenere l’impugnatura della maniglia di comando pulita, asciutta ed esente da grasso.
•
Durante la pulitura della zona di lavoro fare attenzione a residui di lavorazione e a liquidi eventualmente presenti sul
pavimento circostante la macchina: possono costituire pericoli di scivolamento per l’operatore.
Altro
•
Non indossare indumenti con lembi volanti; non indossare catenine o braccialetti o comunque accessori che
presentino rischi di impigliamento; in caso di capelli lunghi indossare cuffie o legarli
01_47251_001_sega_radiale_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 3/3
•
Per la pulizia utilizzare sistemi di aspirazione e captazione e, comunque, indossare mascherine contro le polveri
•
Non tentare mai di rimuovere i trucioli o i residui di lavorazione rimasti sul tavolo di lavoro durante la fase di taglio
senza prima aver riportato il gruppo di taglio in posizione di riposo e aver arrestato il motore.
•
Tutte le operazioni di pulizia dei residui o della lama, regolazione, lubrificazione, sistemazione dei pezzi o qualsiasi
altra operazione di manutenzione o sistemazione, diversa dal taglio diretto deve essere effettuata a sega arrestata e
non riavviabile
•
E’ in ogni caso assolutamente vietato, in qualunque circostanza, avvicinare le mani alla sega in movimento
•
Minimizzare la movimentazione manuale dei materiali in lavorazione, salvo non si tratti di materiali di dimensioni e
peso contenuti – rispettare le procedure della movimentazione manuale dei carichi
•
In caso si noti qualunque problema di sicurezza avvertire immediatamente i responsabili e non procedere prima del
loro intervento
•
•
Relativamente al rischio rumore, in aggiunta ai precedenti, si specifica:
o
Effettuare le manutenzioni previste dal costruttore e sostituire le parti usurate o danneggiate
o
Esercitare solo la pressione necessaria per la lavorazione
o
Utilizzare dispositivi di protezione dell’udito
Utilizzare i seguenti dispositivi di protezione individuale durante l’uso della macchina:
o
guanti (ad es. per maneggiare parti della macchina dei pezzi e la sostituzione della lama)
o
calzature antischiacciamento e antiscivolo
o
occhiali o visiere contro l'eventuale proiezione da trucioli o schegge durante la lavorazione o la successiva
pulitura della macchina
o
mascherine antipolvere
o
l'abbigliamento deve essere adeguato ad evitare pericoli di:
§
impiglia mento
§
trascinamento
§
schiacciamento
§
scivolamento
§
abrasione
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47255_001_tornio_MCurie_fff_009
Sezione: 1
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RISCHI connessi all’utilizzo del TORNIO
Le operazioni di tornitura nonché taglio e foratura per mezzo del tornio si svolgono con una caratteristica comune: il pezzo
da lavorare ruota sul proprio asse, mentre l'utensile é animato dal moto di avanzamento. I vari organi del tornio possono
essere quindi distinti in due gruppi: organi destinati ad afferrare, sostenere e far ruotare con velocità appropriata il pezzo, e
organi per guidare l'utensile durante la sua traslazione, da effettuare con il crescente avanzamento.
I possibili rischi sono:
• Contatti accidentali con gli attrezzi di fissaggio del pezzo e con altri parti in movimento del tornio (pezzo in rotazione,
barra scanalata, madrevite)
• Possibilità di accedere alla zona di alloggiamento delle cinghie, pulegge o ingranaggi preposti alla trasmissione del
moto rotatorio sulla barra scanalata o sulla madrevite
• Elettrocuzione
• Sistemi di arresto di emergenza
• Mancata trattenuta del pezzo in lavorazione
• Mancata protezione della zona di operazione dell’utensile
• Eventuale rottura dell’utensile
• Contatti con organi in movimento
• Proiezione di schegge e residui
• Rotazione dei pezzi
• Rischi di impigliamento / schiacciamento
• Messa in moto accidentale del mandrino
• Presenza di trucioli lunghi che possono venire trascinati nel movimento di rotazione del pezzo e colpire l’operatore
Si valuta:
Rischio:
P=
3
D=
3
R=
5,0
Seguire le istruzioni del costruttore e operare con addetti esperti ed addestrati (rif. libretto uso e manutenzione).
Misure di tutela – procedure – criteri di sicurezza
• Schermo trasparente fissato al carro portautensile o scorrevole su guida, in grado di resistere all'azione di urti violenti –
con interruttore di blocco
• Manicotto contornante il mandrino e provvisto di dispositivo di interblocco microinterruttore
• La parte posteriore del tornio deve essere protetta da contatti con organi in movimento
• Comandi protetti da azionamenti accidentali - leve da azionarsi in due tempi, pulsanti contornati da ghiere, pedali
protetti da custodia.
• Gli organi di trasmissione del moto devono essere racchiusi completamente entro carter di protezione inamovibili o
dotati di interruttori di blocco
• Il movimento di inerzia del mandrino deve avere il sistema di frenatura o protezione temporizzata.
• Comando di emergenza immediatamente fruibile da tutte le posizioni di lavoro dell’operatore (a “fungo” distribuito o a
“filo)
• Le chiavi siano dotate di un sistema di sicurezza che provvede al rilascio automatico della stessa dalla sede
• Protezione del pedale di comando (ove presente)
• I volanti di manovra con movimento automatico devono essere protetti o conformati in modo da minimizzare il rischio
da impigliamento (svincolabili dal sistema di trasmissione, anima piena, impugnatura ripiegabile
• Mantenere in efficienza le protezioni contro il contatto con organi in movimento e i relativi dispositivi di blocco e
serraggio
01_47255_001_tornio_MCurie_fff_009
•
•
•
•
•
•
Sezione: 1
Pag. modulo: 2/2
Mantenere in efficienza i menabrida di sicurezza (ove applicabili)
Le viti di fissaggio del pezzo al mandrino siano incassate oppure protette con apposito manicotto contornante il
mandrino. Analoga protezione deve essere adottata quando il pezzo da lavorare è montato mediante briglia che
presenta gli stessi pericoli di impigliamento
Per la lavorazione dei pezzi dalla barra (sporgenti oltre la testa portamandrino), la parte sporgente di questa deve essere
protetta mediante idonee guide/ sostegni tubolari e interdetta l’area circostante
Provvedere a che residui o spruzzi dei liquidi di raffreddamento vengano trattenuti, smaltirli secondo la normativa
vigente
La macchina deve essere protetta contro avvii accidentali e incontrollati del mandrino – l’accensione del motore non
deve intempestivamente avviare il mandrino
Comandi posti a distanza di sicurezza da parti in movimento (proiezione materiali, accesso con mani a zone di lavoro)
Utilizzo
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Utilizzare guanti, occhiali protettivi, protezione vie respiratorie, otoprotettori; non utilizzare indumenti o accessori con
lembi volanti, raccogliere capelli lunghi in apposite cuffie
Seguire corrette procedure di montaggio / sostituzione del mandrino (usare idonee imbracature ecc.) secondo istruzioni
produttore (chiavi apposite)
Montare utensile nel mandrino e pezzo in lavorazione solo con tornio spento e fermo
Utilizzare sempre utensili in perfetto stato
Nel fissaggio / sblocco del pezzo in lavorazione non avviare comandi con le mani in posizione pericolosa; utilizzare
idonei ausili manuali per tenere il pezzo in posizione senza avvicinare le mani
Non lavorare a mano pezzi fissati sul tornio
Vietato toccare, levigare, lubrificare, regolare, pulire organi in movimento o i pezzi in lavorazione accedendo agli
stessi con le mani – Utilizzare appositi utensili per compiere operazioni di levigatura a nastro eventualmente
necessarie, in modo tale da non consentire l’avvicinamento delle mani
Prima di avviare controllare che non siano rimaste chiavi o utensili presso il mandrino e il pezzo
Mettere in movimento il mandrino solo con schermi chiusi / abbassati
Evitare il brusco avvicinamento dell'utensile al pezzo da tornire (possibile attrito eccessivo e rottura utensile / pezzo)
Avvicinare lentamente l'utensile al pezzo in movimento
Il mandrino deve essere messo in rotazione a velocità non eccessive tali da non provocare instabilità del pezzo con
possibile proiezione del pezzo nell'ambiente
Non fermare mai l’utensile sul pezzo in lavorazione
Non accedere o avvicinarsi a mandrino, utensile e pezzo in movimento e con il tornio acceso – prima di qualunque
intervento arrestare il movimento
Evitare accumuli di residui di lavorazione; pulire il tornio dai trucioli / residui di produzione con apposito attrezzo
“salvamano” o analogo presidio oppure utilizzare strumenti di aspirazione (non utilizzare aria compressa per la pulizia)
Pulire frequentemente le superfici trasparenti degli schermi
Effettuare le operazioni di pulizia, registrazione, manutenzione a macchina disattivata e non riattivabile
intempestivamente o accidentalmente
Deve essere periodicamente controllata l’integrità dell’impianto elettrico
Per materiali che sviluppano residui che si diffondono in modo incontrollato utilizzare sistemi di captazione localizzata
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 2
D= 2
R=
3,0
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Sezione: 1
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO connesso all’utilizzo della FRESATRICE
I rischi / danni possibili per i lavoratori sono:
• Rottura dell’utensile o di organi in movimento
• Contatto con l’utensile e organi in movimento
• Caduta dei pezzi in lavorazione
• Presenza di pezzi sporgenti dalla sagoma della tavola porta pezzo durante la lavorazione
• Inceppamento o ritorno all’indietro del pezzo in lavorazione
• Impigliamento
• Mancata trattenuta del pezzo in lavorazione
• Elettrocuzione
• Messa in moto accidentale della fresa
• Allentamento o svitamento del dispositivo di fissaggio del pezzo alle staffe, durante il movimento
Si valuta:
Rischio:
P= 3
D= 3
R=
5,0
Misure di tutela – criteri di sicurezza – procedure
•
Mantenere in efficienza:
-
Riparo / schermo fisso , con portelli muniti di dispositivo di interblocco oppure schermi mobili scelti e adatti in
funzione del pezzo e provvisti di dispositivo di interblocco (microinterruttore)
-
Carter completi con microinterruttore di blocco sugli organi in movimento - trasmissione del moto
•
Seguire le istruzioni del costruttore e operare con addetti esperti ed addestrati
•
Gli organi in movimento siano protetti contro i contatti e impigliamenti accidentali
•
Comando di emergenza immediatamente fruibile da tutte le postazioni di lavoro
•
Dispositivo anti riavvio a seguito del ripristino dell’alimentazione elettrica dopo una precedente interruzione
•
Dispositivo per fissare il pezzo in lavorazione
•
Protezione degli organi di comando e regolazione
•
Disinserire, ove presente, la frizione prima dell’accensione
•
Non avvicinarsi alla zona di azione dell’utensile. Deve essere inaccessibile protetta la zona traslazione del pezzo ove possa
sporgere pericolosamente
•
Rendere inaccessibile la zona cambio automatico utensile, ove presente, transennare la zona traslazione tavola portapezzo
(necessario per velocità apprezzabili)
•
Il pezzo in lavorazione sia sempre stabilmente fissato
•
Non fermare mai l’utensile sul pezzo in lavorazione
•
Accertarsi che non vi siano utensili o chiavi in posizione potenzialmente pericolosa prima di iniziare le lavorazioni
•
Non accedere o avvicinarsi per nessun motivo presso la fresa in rotazione - ogni operazione di sostituzione, modifica o
regolazione degli accessori di lavoro deve essere effettuata con tutti gli elementi della fresa fermi e non attivabili per errore
•
I pezzi in lavorazione devono essere bloccati e stabili - qualora i pezzi non possano essere bloccati, predisporre sistema di
fissaggio adatto
•
Non indossare indumenti con lembi volanti; non indossare catenine o braccialetti o comunque accessori che presentino
rischi di impigliamento; in caso di capelli lunghi indossare cuffie o legarli - Usare occhiali di protezione, guanti,
01_47256_001_fresatrice_MCurie_fff_009
Sezione: 1
Pag. modulo: 2/2
otoprotettori, maschera di protezione
•
Usare aspiratori per la pulizia – utilizzare mascherine contro le polveri
Sequenze operative di sicurezza
• Montare l'utensile solo con fresa spenta e ferma
• Utilizzare sempre utensili in perfetto stato
• Montare il pezzo sul piano di lavorazione fissandolo ben stretto con le staffe
• Mettere in movimento la fresa solo con schermi abbassati
• Non accedere a mandrino e utensile con organi in movimento o con la macchina accesa
• Deve essere messo in rotazione il mandrino a velocità non eccessive tali da non provocare instabilità con possibile proiezione
di materiale o utensile
• Deve essere evitato il brusco avvicinamento dell'utensile al pezzo con conseguente attrito eccessivo e potenziale rottura
dell'utensile o del pezzo
• Non fermare mai l’utensile sul pezzo in lavorazione
• L'accensione del motore senza accertarsi che la frizione sia disinserita, può comportare la partenza immediata ed
incontrollata del mandrino porta fresa provocando all'operatore danni
• Verificare che la fresatrice sia settata in modo da non mettersi in movimento all’accensione del motore
• Accertarsi che tutti gli organi in movimento siano protetti
• Accendere il motore
• Mettere in movimento la fresa
• Arrestare il movimento della fresa
• Arrestare il motore
• Pulire la fresatrice dai trucioli che si sono prodotti (non usare l'aria compressa)
• Periodicamente controllare l’impianto elettrico
• La lavorazione sulla fresatrice, di materiali nocivi, richiede sempre l'uso della maschera antipolvere ed il posizionamento,
sulla fresatrice di un aspiratore.
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47257_001_lapidello_MCurie_fff_009
Sezione: 1
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO connesso all’utilizzo del LAPIDELLO
Le lavorazioni meccaniche al lapidello si svolgono con una caratteristica comune: il pezzo da rettificare é fissato su un piano
magnetico, mentre l'utensile, costituito da una mola abrasiva, é animato dal movimento di rotazione sul proprio asse e viene
portato manualmente sul pezzo da rettificare.
Vi è il rischio di:
- Proiezione del pezzo da rettificare nell'ambiente circostante
- Rottura della mola.
- Il brusco avvicinamento della mola al pezzo può provocare un attrito eccessivo avente come conseguenza la rottura della
mola stessa o la proiezione del pezzo nell'ambiente circostante
- Lavorazione di materiali non perfettamente magnetizzabili. La lavorazione di materiali non perfettamente magnetizzabili
può provocare l'espulsione del pezzo nell'ambiente circostante nel momento in cui avviene il contatto della mola al pezzo
da rettificare.
Si valuta:
Rischio:
P=
2
D=
3
R=
4,0
Misure di tutela
• Mantenere a disposizione il libretto dell’attrezzatura in loco
• Il macchinario deve essere dotato di una idonea protezione regolabile in altezza per la mola a tazza e che sia atta ad
evitare la proiezione di particolari nel caso in cui avvenga la rottura della mola stessa.
• Piano magnetico in modo di permettere il bloccaggio rapido e sicuro del pezzo ferroso in lavorazione.
• Dispositivo che evita l'avviamento della macchina nel caso non venga attivata da parte del lavoratore l'azione magnetica.
• Non avvicinare bruscamente la mola al pezzo
• Protezione attorno al piano magnetico atta ad evitare la proiezione di materiali che si possa verificare durante la
lavorazione.
• Comando di arresto di emergenza immediatamente fruibile
• Dispositivo antiriavvio dopo un ripristino dell’alimentazione elettrica
• Organi in movimento e di trasmissione del moto protetti con carter inamovibili o dotati di interruttore di blocco
• Usare occhiali di protezione, guanti, otoprotettori
Sequenze operative di sicurezza
• Verificare che il piano magnetico sia ben pulito e non unto
• Accertarsi che il materiale da lavorare sia perfettamente magnetizzabile
• Accertarsi che il pezzo da rettificare abbia una superficie di appoggio con il magnete tale che gli sia consentito un sicuro
bloccaggio
• Accertarsi che la mola sia integra e che questa ruoti liberamente sul proprio asse senza avere dei contatti con il carter
• Accertarsi che la mola sia affilata correttamente e quindi avvicinarsi gradualmente al pezzo
Affilatura della mola
• Va fatta periodicamente e quando ci si accorge che la mola ha perso le sue caratteristiche di abrasione.
• Per questa operazione si usa l'utensile con diamante fissato su apposita base magnetica. Infatti se si continuasse ad usare il
lapidello con la mola non perfettamente affilata, si provocherebbe un attrito elevato che potrebbe portare alla
frantumazione della mola stessa. La non perfetta affilatura della mola viene evidenziata dal surriscaldamento eccessivo
del pezzo e dall'attrito che la mola viene ad incontrare con il pezzo.
• Nell'operazione dell'affilatura della mola é necessario usare sempre gli occhiali o lo schermo facciale.
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47260_010_compressore_MCurie_fff_016
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO connesso all’utilizzo del COMPRESSORE
I motocompressori sono macchine che producono aria compressa; sono costituiti da un gruppo motore (elettrico o endotermico)
e da un gruppo compressore collegato ad esso che aspira aria dall'ambiente e la comprime fino alla pressione richiesta.
Possibili pericoli:
-
rumore
effetti di sovrappressioni
proiezione materiali / fluidi
contatto con parti in movimento
ustioni per contatto con parti calde
elettrocuzione se motore elettrico / rischio incendio e gas di scarico se motore endotermico
Si valuta:
P= 2
Rischio:
D= 3
R=
4,0
Misure di tutela - procedure:
Caratteristiche tecniche
• I recipienti, e relativi componenti, siano omologati CE e siano presenti le documentazioni secondo la normativa vigente
• Sia presente valvola di sicurezza tarata per la pressione massima di esercizio e di dispositivo che arresti automaticamente il
lavoro di compressione al raggiungimento della pressione massima d’esercizio
• L’attrezzatura deve essere provvista di carter completo di protezione degli organi in movimento e delle parti ad elevata
temperatura e protettivo contro le polveri in modo da evitare inconvenienti di funzionamento
• i serbatoi devono essere dotati di manometro e deve essere possibile operarne facilmente lo spurgo
• per evitare che l’aspirazione di gas o vapori combustibili possa provocare un esplosione del compressore, alcune attrezzature
consentono il montaggio di una presa d’aria munita di filtro per le polveri, fuliggine, ecc. che deve essere applicata lontano
da tubazioni, serbatoi e depositi di gas, benzine o altri materiali ricchi di componenti volatili, infiammabili o esplosivi
• tutte le attrezzature di classe I devono essere collegate con l’impianto di terra
• dotazione di separatori a filtro di trattenuta per il sistema di aspirazione del gruppo di compressione, utilizzati
prevalentemente per eliminare la presenza di acqua e olio nell’aria compressa fornita dall’apparecchiatura
• per l’utilizzo al chiuso e in spazi poco ventilati è buona norma utilizzare anche un filtro per l’ossido di carbonio per evitare
che il compressore saturi l’ambiente di lavoro con il gas provocando la perdita di conoscenza degli operatori
• dotazione di dispositivo contro il riavviamento automatico in caso di ritorno intempestivo di corrente
Manutenzioni
• Seguire il programma di manutenzione indicato dal costruttore nel libretto macchina e norme di buona tecnica fatti salvi gli
obblighi imposti dalla normativa vigente, con particolare riferimento a:
§ dispositivi contro gli effetti di sovra pressioni ed eventuali sovra temperature
§ indicatori e misuratori
§ integrità e funzionalità dei recipienti, involucri, connessioni, accessori e dispositivi di sicurezza
§ serraggio di viti, bulloni e simili
§ manutenzioni indicate dal costruttore
§ pulizia filtri aria
01_47260_010_compressore_MCurie_fff_016
Pag. modulo: 2/2
§ valvola di sicurezza per sovra pressioni, con arresto automatico
• nelle operazioni di manutenzione attenersi alle indicazioni del libretto della macchina
• In caso di urti accidentali, cadute o qualsiasi danneggiamento, i recipienti devono essere sottoposti a verifica approfondita da
parte di personale specializzato e non utilizzati fino a verifica avvenuta
• Prima di effettuare manutenzioni, mettere in sicurezza l’attrezzatura e l’insieme da effetti dannosi dovuti a sovrappressioni,
disattivare l’alimentazione o il funzionamento delle fonti di energia; gli interventi devono essere effettuati da personale
specializzato e formato
Prima dell’uso:
• Rispettate le prescrizioni di utilizzo indicate dal costruttore
• posizionare la macchina in luoghi sufficientemente areati
• sistemare in posizione stabile il compressore
• allontanare dalla macchina materiali infiammabili
• verificare la funzionalità della strumentazione
• controllare l’integrità dell’ isolamento acustico
• verificare l’efficienza del filtro di trattenuta per acqua e particelle d’olio
• verificare l’efficienza del filtro dell’aria aspirata
• verificare le connessioni dei tubi e la presenza dei dispositivi di trattenuta
• Non posizionare materiale infiammabile nei pressi dell’attrezzatura
• Non coprire con materiali le parti di raffreddamento del compressore
• sistemare l’attrezzatura sufficientemente decentrata rispetto alle postazioni abituali di lavoro, anche per minimizzare
l’esposizione a rumore
• Le attrezzature, gli accessori, i dispositivi di sicurezza e le connessioni, le tubazioni e i raccordi devono essere protetti dagli
effetti della corrosione e dalle intemperie
Durante l’uso:
• aprire il rubinetto dell’aria prima dell’accensione e mantenerlo aperto fino al raggiungimento dello stato di regime del motore
• tenere sotto controllo i manometri
• non rimuovere gli sportelli del vano motore
• effettuare i rifornimenti di carburante a motore spento e non fumare
• segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti
Dopo l’uso:
• spegnere il motore e scaricare il serbatoio dell’aria
• eseguire le operazioni di revisione e manutenzione necessarie al reimpiego della macchina a motore spento
• E’ consigliabile disattivare l’alimentazione e porre in sicurezza l’attrezzatura in eventuali periodi di non utilizzo
• E' necessario chiudere la valvola d'intercettazione dell'aria compressa durante le soste delle lavorazioni e comunque sempre
al termine del lavoro
Si valuta:
Rischio Residuo:
P = 1,5
D= 2
R=
2,5
01_47260_014_aria_compressa_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO connesso all’utilizzo dell’ARIA COMPRESSA
L’aria compressa comporta rischi a carico di occhi e udito; inoltre può penetrare sotto la pelle (ad es. attraverso piccole lesioni
cutanee) e provocare rigonfiamenti, ma anche introdursi in una vena e causare un’embolia con conseguenze gravissime (anche
letali). Inoltre i tubi di raccordo possono colpire gli operatori per effetto dell’aria.
Si valuta:
Rischio:
P = 2,5
D = 3,5
R=
5,0
Misure di tutela - procedure:
• Rispettate le prescrizioni di utilizzo indicate dal costruttore
• Compatibilmente con le lavorazioni e le attrezzature, preferire pressioni dinamiche massime di 3,5 bar (in modo da ridurre il
rischio di lesioni e di danni all’udito)
• Prima di collegare utensili verificare che:
-
le pressioni di esercizio siano compatibili a quelle richieste dagli utensili
-
le manichette siano integre e del tipo adeguato alla pressione erogata e non siano sottoposte a piegamenti ad angolo vivo
-
agli utensili collegati venga fornita aria pulita, esente da polveri o vapori di olio
• Manichette / raccordi:
-
Utilizzare raccordi di sicurezza, in particolare se la pressione supera i 3,5 bar
-
Gli attacchi delle manichette flessibili siano adeguatamente fissati in modo tale da non sciogliersi per effetto di
vibrazioni, urti, di torsione o della pressione interna; utilizzare fasce metalliche con bordi non taglienti fissate con
appositi morsetti o in altro modo
-
la disposizione delle manichette non sia di intralcio alle lavorazioni in atto o quelle di altri lavoratori o mezzi; evitare
schiacciamenti
-
Non piegare le manichette per interrompere il flusso dell'aria compressa
-
Non usare le manichette per trainare, sollevare, calare la macchina o gli utensili
-
Le manichette flessibili che presentano forature o lacerazioni devono essere subito sostituite: le riparazioni con nastro
adesivo o altro mezzo di fortuna non resistono in genere alla pressione interna e possono dar luogo a pericoli
-
nei tubi flessibili con diametro interno superiore a 10 mm e lunghezza superiore a 10 m, l’energia accumulata è tale da
richiedere l’impiego di raccordi di sicurezza o il montaggio sicuro dei raccordi anche se la pressione all’interno del
tubo è bassa
-
Preferire raccordi di sicurezza:
o
raccordi che interrompono automaticamente l’alimentazione di aria compressa allo sganciamento dei tubi e che al
contempo permettono di scaricare l’aria in essi accumulata. Il raccordo può essere aperto solo quando la
pressione nel tubo è scesa a un valore non pericoloso
o
raccordi che possono essere staccati dal tubo solo quando quest’ultimo non è più sotto pressione
o
raccordi che possono essere staccati solo premendo energicamente il nipplo a innesto di cui sono dotati. La forza
richiesta per staccare il raccordo fra due tubi flessibili deve essere tale da dover tenere con forza il raccordo e il
nipplo a innesto. L’aria che fuoriesce non deve colpire il viso dell’operatore
o
nippli a innesto che al momento dello sganciamento bloccano immediatamente la pressione nel tubo e la
riducono lentamente.
Esempio raccordo di sicurezza:
01_47260_014_aria_compressa_MCurie_fff_001
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• E' necessario chiudere la valvola d'intercettazione dell'aria compressa durante le soste delle lavorazioni e comunque sempre
al termine del lavoro
• non modificare o alterare gli ugelli ad aria compressa
• Dopo l’utilizzo scaricare l’aria compressa
• Non coprire con materiali le parti di raffreddamento del compressore, garantire adeguata aerazione
• Relativamente al rischio rumore, sistemare l’attrezzatura sufficientemente decentrata rispetto alle postazioni abituali di lavoro
• Pistole di soffiaggio:
-
Preferire pistole con riduttori di pressione incorporati alle pistole con riduttore a
diaframma
-
Preferire pistole con ugelli multipli rispetto a ugelli singoli (il getto d’aria
viene suddiviso in più getti minori, diminuendo la pericolosità)
-
Evitare l’utilizzo di pistole con ugello monoforo a pressioni superiori a 3,5 bar
-
Evitare l’utilizzo di pistole con ugelli iniettori (“Venturi”) in quanto molto rumorosi
• Dispositivi di protezione individuali:
-
Occhiali di sicurezza protezione meccanica
-
Guanti protezione meccanica
Usi non corretti dell'aria compressa
E' necessario ricordare che i getti di aria compressa non devono essere usati come strumento:
•
di gioco o per motivi diversi da quello richiesto dalla lavorazione
•
per la pulizia del corpo o degli indumenti
•
per il refrigerio delle persone o degli ambienti
•
per svuotare recipienti
•
per liberare da vapori, gas, polveri o altre sostanze i recipienti che hanno contenuto sostanze infiammabili, considerando il
rischio di esplosione dovuto all'elettricità statica
•
per la pulizia soffiata di sostanze esplosive
•
in presenza di polveri di natura infiammabile o esplosiva non si devono utilizzare getti di aria compressa, a meno che non si
sia provveduto ad umidificare l'aria dell'ambiente portandola ad un'umidità relativa di almeno il 70%
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 2
D= 2
R=
3,0
01_47260_050_bombole_intro_MCurie_fff_017
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Rischio connesso all’utilizzo di BOMBOLE di GAS
Nell’azienda sono presenti bombole di:
-
gas inerti per la saldatura MIG/MAG e TIG
Pericoli:
-
Effetti di sovrappressioni
-
Proiezione materiali / sostanze
-
Esplosione
Le misure di tutela si riferiscono anche ad attrezzature di prossima acquisizione.
MISURE DI TUTELA - PROCEDURE
• Le bombole devono essere collaudate periodicamente ogni 10 anni
Requisiti e generali di prevenzione
• I recipienti, e relativi componenti, siano omologati e siano presenti le relative documentazioni secondo la normativa vigente
- marcature, etichettature e certificazioni CE di conformità
• Installazioni, manutenzioni, controlli, riempimenti siano effettuati da personale competente e specializzato in modo da
garantire la sicurezza e la stabilità; gli interventi (su accessori, valvole, serraggi, raccordi o dispositivi di sicurezza ecc.) ed
i riempimenti devono essere effettuati secondo le istruzioni dei costruttori
• Siano effettuate gli interventi di controllo / riqualificazione periodica dello stato e integrità dei materiali, accessori,
raccordi, funzionalità e dispositivi di sicurezza, anche secondo quanto indicato dal costruttore
-
Indicatori e misuratori ove presenti
-
Integrità e funzionalità dei recipienti, connessioni, accessori e dispositivi
-
Serraggio di viti, bulloni e simili
-
Dispositivi contro gli effetti di sovra pressioni
• Non ricaricare mai le bombole, rivolgersi ad un distributore autorizzato, avviare il prima possibile le bombole vuote al
distributore, assicurandosi preliminarmente della chiusura della valvola. Le bombole esaurite non vanno scaricate
completamente in aria
• Il manutentore autorizzato deve comunque porre la massima attenzione e utilizzare strumentazione idonea nella
manipolazione delle valvole, in particolare non sottoporre le stessa ad eccessiva sollecitazione meccanica (avvitatori con
dispositivi che non superino la coppia massima di serraggio di fabbricazione)
• In caso di utilizzo di adattatori o analoghi presidi, accertarsi che gli stessi siano efficienti e specifici per l’utilizzo
• Le bombole ed i loro accessori devono essere costruite con materiali idonei ai prodotti cui sono destinati ed avere
caratteristiche meccaniche tali da resistere alle sollecitazioni derivanti dalle modalità di carica e dalle condizioni d'uso.
• In caso di difficoltà nell’erogazione contattare il rivenditore o comunque il personale autorizzato
• Controllare periodicamente l’integrità della bombola ed accessori ad essa collegati compreso il relativo corretto
funzionamento
• Le bombole non devono essere esposte a sorgenti di calore per evitare pericolosi incrementi di pressione (ad esempio luce
solare, scintille, fiamme libere) – rispettare i valori limite del produttore
• Le bombole non devono essere esposte al gelo; se si dovesse congelare le bombole vanno scongelate con stracci con acqua
01_47260_050_bombole_intro_MCurie_fff_017
Pag. modulo: 2/3
calda e mai indirizzando una fiamma diretta o un'eccessiva quantità di calore – rispettare i valori limite del produttore
• Le condizioni di utilizzo devono essere congrue con quanto stabilito in fase di progettazione; dovranno essere altresì
rispettate le prescrizioni di utilizzo indicate dal costruttore
• Le attrezzature devono essere integre e in condizioni funzionali adeguate; eventuali parti / accessori usurati o comunque
non più funzionali devono essere sostituiti prima di proseguire l’utilizzo
• Utilizzare le attrezzature solo per gli scopi e con i gas/fluidi per le quali sono state progettate
• Non smontare, alterare, separare o disconnettere parti e accessori che possono provocare danni in caso di sovrappressioni –
qualora sia necessario, mettere preventivamente l’attrezzatura in condizioni di sicurezza – gli interventi devono essere
effettuati da personale specializzato e formato
• Le attrezzature devono essere protette da urti, danneggiamenti fisici, chimici (ad esempio corrosione) o agenti atmosferici
(ad esempio temperatura, umidità)
• Le ogive delle bombole devono avere colore conforme alla normativa vigente
• Non alterare mai le marcature e l’etichettatura sulle bombole
• Non usare bombole il cui contenuto non sia stato chiaramente identificato; prima dell’uso identificare chiaramente il
contenuto della bombola (tramite colore dell’ogiva, etichette, punzonature, ecc.)
• Non tentare mai di mescolare gas all’interno delle bombole, non travasare gas da una bombola all’altra
• Non collocare la bombola in posizione dove può diventare parte di un circuito elettrico
• Non usare le bombole come rulli, incudine, sostegno o qualsiasi altro scopo diverso dal contenere il gas
• Le operazioni di rifornimento sia effettuate esclusivamente da personale autorizzato
• Evitare la diffusione di gas in spazi ridotti (perdite di gas in grosse quantità possono variare pericolosamente la
concentrazione di ossigeno, vi può essere ulteriore pericolo a seconda della tipologia di gas - rif. schede di sicurezza dei gas
contenuti)
• Le attrezzature siano messe in sicurezza durante i periodi di non utilizzo. Chiudere le valvole quando non si utilizza
l’attrezzatura
• In caso di incendio allontanare, se possibile, le bombole dalla zona interessata
• Sistemare le bombole in modo tale da poter intervenire, in caso di emergenza, velocemente ed agevolmente sulla valvola di
erogazione
• Verificare all’inizio delle lavorazioni l’integrità dei recipienti, raccordi, terminali e tubazioni, accessori, dispositivi di
sicurezza, indicatori e stabilità
• Per aprire le valvole o i rubinetti, se non si riesce a mano, utilizzare le apposite chiavi ed evitare ogni forzatura con chiavi
sbagliate o altri utensili inadatti
• Chiudere i rubinetti delle bombole o delle tubazioni alla fine delle lavorazioni
Posizionamento - Stoccaggio
• Sistemare le bombole sempre:
-
in ambienti puliti ed asciutti
-
in posizione verticale, stabile ed assicurate alle pareti o al mezzo di trasporto con dispositivi (catene o altro) che ne
impediscono il ribaltamento ed il movimento (quando la forma del recipiente non sia già tale da garantirne la stabilità)
-
in posizione protetta da urti accidentali
01_47260_050_bombole_intro_MCurie_fff_017
Pag. modulo: 3/3
-
posizionate lontano dal luogo di lavoro, evitando luoghi di passaggio e locali di ridotte dimensioni
-
posizionate in luoghi non interrati e comunque in luoghi ben ventilati
-
le bombole non siano posizionate in vicinanza di sorgenti di innesco e presso le vie di esodo e le uscite di emergenza
Movimentazione
•
Trasportare le bombole e le attrezzature facendo uso di appositi ausili evitando urti o cadute e stabilizzando la bombola; in
caso di tali evenienze l’attrezzature, nel complesso, deve essere prontamente revisionata da personale specializzato e non
utilizzati fino a verifica avvenuta
•
Non movimentare - trasportare bombole senza che la valvola – accessori siano protetti
•
Non manipolare le bombole con mani / guanti sporchi di olio o grassi
•
Nello spostamento a mano per brevi tratti, occorre inclinarle leggermente e farle rotolare sull'orlo di base, non fare
strisciare o rotolare le bombole sul pavimento. E' opportuno che l'operazione sia compiuta da due persone, avendo cura
peraltro di non tenere le bombole per gli accessori, che potrebbero sfilarsi provocando la caduta della bombola
Tubazioni
• Verificare integrità e buon funzionamento delle tubazioni prima dell’utilizzo – le tubazioni soggette a scadenza devono
essere verificate periodicamente e sostituite prima della scadenza
• Verificare la compatibilità delle tubazioni all'uso richiesto prima dell’utilizzo
• Utilizzare mezzi appropriati per il fissaggio delle tubazioni tali da evitare allentamenti a causa di vibrazioni, torsioni o altro
(ad es. fascette a vite per evitare lo sfilamento; mai soluzioni di fortuna come ad esempio il fil di ferro). Tali sistemi di
fissaggio non devono causare tagli o danneggiamenti alle tubazioni stesse
• Se ci si accorge di forature o lacerazioni si devono sostituire i tubi (le riparazioni con mezzi di fortuna non garantiscono
l’adeguata sicurezza)
• Gli attacchi ed eventuali giunti intermedi di collegamento tra tratti delle tubazioni devono essere tali da non poter
sciogliersi per effetto di vibrazioni, urti, di torsione o della pressione interna
• Disporre le tubazioni seguendo ampie curve (evitare angoli vivi), lontano dai luoghi di passaggio di persone e mezzi,
proteggerle da calpestamenti (ad esempio collocandole tra due tavole da lavoro accostate) e da inneschi (scintille, fonti di
calore, ecc.).
• Le tubazioni non devono essere di intralcio alle lavorazioni in atto o quelle di altri lavoratori
• Tenere raccolta eventuale tubazione in eccesso, fuori dalla zona di lavoro per prevenire eventuali danneggiamenti,
calpestamento o schiacciamenti
• Verificare che il posizionamento delle tubazioni sia tale da evitare contatti con olio, grasso, fango, malta o similari
• Non sottoporre le tubazioni a sforzi di trazione o per trainare, sollevare o calare l’attrezzatura
• Non piegare le tubazioni per interrompere l'afflusso del gas
Uso non corretto dei gas delle bombole (salvo esplicite istruzioni del produttore)
Non usare i gas delle bombole per:
-
la pulizia di sostanze esplosive
-
rinfrescarsi
-
pulire gli indumenti o gli ambienti di lavoro
-
avviare motori a combustione interna
-
pulire i pezzi in lavorazione
-
gonfiaggio contenitori (ad es. pneumatici o altro)
01_47260_060_BOMBOLE_deposito_MCurie_fff_016
Sezione: 1
Pag. modulo: 1/1
Rischio connesso all’utilizzo di BOMBOLE di GAS
- integrazioni per il DEPOSITO AREA DEPOSITO
Misure di tutela - procedure
• il deposito sia segnalato con il nome delle sostanze contenute
• in caso nello stesso deposito siano presenti bombole contenenti sostanze diverse comunque compatibili, le bombole siano
raggruppate secondo il contenuto
• i recipienti pieni devono essere separati e distinguibili dai recipienti vuoti, utilizzando idonea segnaletica per
contraddistinguerli
• il deposito sia sufficientemente isolato da altri locali o luoghi di lavoro e di passaggio
• siano affisse norme di sicurezza, divieti e DPI da utilizzare
• non tenere bombole non allacciate (vuote o parzialmente piene) al di fuori dei depositi
• il deposito bombole non sia esposto a fonti di calore (luce solare ecc.), a temperature superiori a 50 °C o estremamente
rigide
• nel deposito bombole non siano presenti materiali combustibili, comburenti o infiammabili
• rispettare le normative pertinenti i sistemi antincendio, impianti elettrici, scariche atmosferiche e quant’altro relativo
01_47260_062_BOMBOLE_valvole_MCurie_fff_016
Sezione: 1
Pag. modulo: 1/1
Rischio connesso all’utilizzo di BOMBOLE di GAS
- integrazioni per le VALVOLE Misure di tutela – procedure
•
le bombole siano provviste della protezione della valvola prevista dal produttore (cappellotto, griglia protettiva ecc.) che
non deve essere manomessa; ripristinare le protezioni dopo ogni utilizzo
•
Prima di procedere al collegamento di tutti i dispositivi ausiliari verificarne la compatibilità con le caratteristiche della
valvola; effettuare quindi il collegamento dei dispositivi alla valvola e controllarne il corretto posizionamento
•
Fare attenzione alla fase di collegamento poiché un collegamento difettoso dell’innesto alla presa può causare perdite e/o
provocare l’espulsione dello stesso, causando un infortunio
•
Evitare l’apertura troppo brusca della manopola (può aumentare il rischio d’incendio per l’elevata pressione in uscita)
•
La manopola non deve essere forzata in rotazione oltre i valori limite
Pulizia valvola
•
Per una pulizia generale (sempre e solo esterna) della valvola usare un panno bagnato con acqua e sapone e risciacquare
accuratamente con acqua pulita
•
Le soluzioni detergenti non siano abrasive e siano compatibili con:
- il materiale della valvola e dei suoi componenti - incluse eventuali etichette
- il gas con cui la valvola opera
- non immergere la valvola in acqua o altri liquidi.
- non esporre la valvola a temperature elevate
- non fare entrare negli orifizi della valvola le sostanze utilizzate per la pulizia
- non usare mai soluzioni contenenti ammoniaca
Manutenzione / controlli periodici
•
In nessun caso l’utilizzatore finale deve smontare la valvola dalla bombola o riempire autonomamente la bombola; tali
operazioni sono strettamente riservate al proprietario o ad un manutentore competente
•
Fare eseguire i lavori di manutenzione, riparazione e riempimento da personale esperto; il gruppo valvola-bombola deve
essere sempre accompagnata dalle istruzioni del produttore
•
Controllare periodicamente lo stato di pulizia, assenza di perdite, l’eventuale presenza di ossidazione o residui di sporco,
polvere o altre sostanze della valvola
•
Effettuare i collaudi periodici previsti dalla normativa per le bombole e relative valvole
01_47260_200_sald_bombole_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/1
Rischio connesso all’utilizzo di BOMBOLE di gas ed accessori
utilizzate per la SALDATURA
Misure di tutela – Procedure – Integrazioni
•
Controllare che non ci siano fughe di gas sulle bombole, sulle tubazioni e sul terminale di saldatura utilizzando acqua
saponata o appositi rilevatori (non fiamme libere)
•
Lubrificare le attrezzature - accessori solo con miscele a base di glicerina, grafite o prodotti a base di siliconi o comunque
prodotti appositi previsti dal produttore (non usare oli o grassi)
•
Controllare che il gas usato sia compatibile con il materiale da saldare
Riduttore di pressione valvole
•
Non collegare direttamente la bombola al tubo del gas della macchina senza utilizzare un regolatore di pressione
•
Controllare l'efficienza di manometri, riduttori, valvole a secco o idrauliche
•
Regolatori di pressione danneggiati possono causare danni o incidenti; essi debbono essere riparati solo da personale
qualificato. Non usare mai un regolatore che perde e che appare fisicamente danneggiato.
•
Non mettere le bombole, riduttori, manometri o altre attrezzature di saldatura a contatto con oli o grassi minerali
•
Prima di montare il riduttore sulla valvola controllare che questa abbia i condotti completamente liberi da ostruzioni o
sostanze o materiali estranei (ad esempio ruggine o terriccio)
•
Montare il riduttore in posizione di "chiuso", con vite di regolazione allentata e successivamente aprire lentamente la
valvola della bombola. Solo quando tutte le apparecchiature sono collegate può procedere alla regolazione del riduttore che
dovrà farsi lentamente, controllando sul manometro a bassa pressione che nel circuito si stabilisca la giusta pressione di
erogazione.
•
Non utilizzare i riduttori di pressione per gas diversi da quelli per i quali sono stati progettati
Procedure corrette di lavoro
•
Se occorre interrompere le operazioni di saldatura, chiudere le valvole e appoggiare il terminale di saldatura in apposita sede
(non sul pezzo saldato né sul pavimento)
•
Controllare sempre che le tubazioni non siano causa di intralcio e inciampo e che non subiscano danneggiamenti, torsioni
improprie, schiacciamenti. Assicurare inoltre idonee protezioni contro fonti di calore e di innesco
•
Saldature in elevazione: non è consentito l’uso di scale semplici o doppie ma utilizzare idonee opere provvisionali, le
bombole vanno lasciate al suolo, delimitare e vietare l’accesso alla zona oggetto di possibili proiezioni di materiali
•
Non sollevare, movimentare la macchina - attrezzatura con la presenza delle connessioni con la bombola
•
Se si deve pulire il terminale di saldatura o comunque se si deve intervenire su di esso, prima si dovrà interrompere il flusso
del gas chiudendo le valvole del gas
01_47264_001_SALD_intro_MCurie_fff_006
Sezione: 1
Pag. modulo: 1/3
MISURE GENERALI di PREVENZIONE e PROTEZIONE
nelle OPERAZIONI di SALDATURA / TAGLIO
I rischi connessi all’utilizzo di attrezzature per la saldatura sono:
•
esposizione ai fumi vapori polveri prodotti dalle lavorazioni
•
ustioni
•
asfissia
•
incendio – esplosione
•
radiazioni ottiche non ionizzanti potenzialmente dannose per gli occhi
•
proiezione di particelle incandescenti
Misure di tutela generali – Procedure
•
Prima dell’installazione, dell’uso o di qualsiasi manutenzione, leggere il contenuto del manuale della specifica attrezzatura
ponendo particolare attenzione alle norme di sicurezza. Prima di utilizzare l’apparecchio, ogni persona addetta all’uso, alla
riparazione o al controllo deve leggere le seguenti istruzioni di sicurezza e di uso
•
Le operazioni di saldatura e taglio dei metalli sono vietate ai minori
•
Rispettare le indicazioni del costruttore anche per le tipologie degli elementi per saldare e loro modalità di sostituzione
•
Non guardare direttamente le operazioni di saldatura se non con apposito schermo (rif. DPI)
•
Il posto di lavoro sia adeguatamente illuminato
•
Verificare preventivamente che il pezzo/parte da saldare sia in posizione stabile e ben fissato; tale controllo sia effettuato
anche nell’utilizzo di utensili per la rimozione delle scorie della saldatura
•
Pulire accuratamente le superfici interessate alla saldatura in particolare qualora siano presenti solventi o sgrassanti alogeni
che danno origine a gas tossici.
•
È vietato effettuare operazioni di saldatura:
-
su recipienti e tubi chiusi
-
su materiali o in luoghi contenenti sostanze che possono dar luogo ad esplosione per natura stessa dei gas presenti o
anche dovuti ai gas evaporati causa la saldatura; non si trascuri la possibile formazione di vapori infiammabili dovuti ad
esalazioni di vernici, colle, mastici ecc.
-
su recipienti e tubi che contengano o abbiano contenuto sostanze che, sotto l’azione del calore, possano dar luogo e
reazioni pericolose (quali benzina, nafta, olio, acetilene ecc.). Occorre fare attenzione anche ad eventuali prodotti
sgrassanti usati per la pulizia del pezzo da saldare
-
nei pressi di sostanze/materiali combustibili o infiammabili
-
all’interno di locali, recipienti o fosse, che non siano efficacemente ventilati
-
sopra o in prossimità di recipienti in pressione
In via subordinata occorre preventivamente asportare tutto il materiale o le sostanze potenzialmente pericolose, aprire i
recipienti o tubi chiusi e predisporre tutte le misure atte a minimizzare i rischi (immissione gas inerti ecc.). Predisporre
ripari o altri mezzi atti a proteggere tali materiali, eseguire le operazioni sotto il controllo di personale esperto che dovrà
trattenersi almeno mezz’ora dopo il termine delle operazioni.
•
Operare sempre con idonei mezzi antincendio nelle vicinanze e lontano da materiali combustibili o infiammabili o che
possono produrre vapori infiammabili. Controllare che non vi siano materiali combustibili, sporcizie o infiammabili nei
pressi, nel caso sospendere le operazioni
01_47264_001_SALD_intro_MCurie_fff_006
Sezione: 1
Pag. modulo: 2/3
•
Controllare sempre la zona di saldatura per un tempo adeguato dopo la fine del lavoro per accertare l’assenza di incendi
•
Lasciare raffreddare il materiale saldato prima di toccarlo o di metterlo in contatto con altri materiali (in particolare
combustibili o infiammabili)
•
Parti metalliche incandescenti devono essere sempre maneggiate con i guanti
•
Nel caso di saldature in elevazione non è consentito l’uso di scale semplici o doppie ma predisporre idonee opere
provvisionali, delimitare e vietare l’accesso alla zona oggetto di possibili proiezioni di materiali
•
Non bere, non mangiare e non fumare sul posto di lavoro
•
Dopo il lavoro provvedere ad un accurato lavaggio delle mani e del viso
•
Indossare indumenti e guanti di protezione da saldatore, cappello e scarpe alte con punta di sicurezza. Abbottonare il colletto
e le patte delle tasche, e indossare pantaloni senza risvolto per evitare l’entrata di scintille e scorie.
•
Evitare indumenti unti o sporchi di grasso
•
Gli addetti non devono usare prodotti infiammabili
•
Saldare solo tramite l’ausilio di dispositivi di protezione delle vie respiratorie adeguate e specifiche per polveri fumi e gas
della saldatura specifica
•
Non saldare ove le radiazioni possano venire a contatto con vapori / gas infiammabili
•
quando i metodi di saldatura possibili tecnicamente sono più di uno, preferire il metodo con minor emissione di fumi o gas
(ad es. la saldatura TIG produce meno fumi degli altri tipi di saldatura)
Radiazioni ottiche artificiali
•
Le radiazioni ottiche artificiali (Rif. specifici moduli) emesse possono danneggiare gli occhi e bruciare la pelle, quindi:
-
Indossare indumenti e maschere di protezione appropriati
-
Sostituire le lenti della maschera se danneggiate o rotte
-
Proteggere le persone nelle vicinanze della zona di saldatura
-
E’ considerata pericolosa una zona fino a 20 metri di distanza
-
Non guardare mai le operazioni di saldatura a occhio nudo
-
Preparare la zona di saldatura in modo da ridurre la riflessione e la trasmissione di radiazioni ottiche, (pareti e
superfici esposte per diminuire la riflessione ad esempio di colore nero) installare schermi protettivi o tende per
ridurre le trasmissioni di radiazioni
•
I lavoratori non addetti alle operazioni siano preventivamente allontanati e comunque in posizione protetta rispetto al rischi
legati alle operazioni di saldatura (radiazioni ottiche, possibile proiezioni di materiali, ecc.); siano presenti idonei schermi di
separazione quali tende resistenti alle proiezioni incandescenti emesse dalle postazioni di saldatura e filtranti rispetto le
radiazioni ottiche
•
Proteggere la pelle contro le scottature causate dalle radiazioni emesse, dalle scintille e scorie di metallo fuso, utilizzando
indumenti ignifughi che coprono tutte le superfici esposte del corpo.
Areazione
•
La postazione di saldatura sia collocata in prossimità di idonei impianti d’aspirazione dei fumi, gas e polveri, dovrà essere
predisposto idoneo impianto di aspirazione localizzato, anche mobile, dal basso, frontalmente o lateralmente al punto di
saldatura
•
Controllare l’efficienza dei dispositivi di aspirazione localizzata fumi e utilizzarli sempre nei pressi delle lavorazioni
•
La velocità di cattura deve essere idonea per l’estrazione dei fumi (almeno 0.5 m/s.)
01_47264_001_SALD_intro_MCurie_fff_006
•
Sezione: 1
Pag. modulo: 3/3
La ventilazione forzata deve essere sempre predisposta nel caso di lavori prolungati o con materiali zincati, verniciati e
simili
•
E’ possibile utilizzare impianti a ricircolo con depurazione solo se non sono adottabili altri sistemi
•
Anche i pezzi appena saldati, qualora emettano fumi derivanti dalla combustione delle sostanze ricoprenti, vanno posizionati
in zona dotata di ventilazione per catturare gli inquinanti emessi. Vanno previste anche idonee misure di prevenzione
dall'esplosione e dall'incendio
01_47264_050_sald_intro_arco_elettr_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/2
MISURE GENERALI di PREVENZIONE e PROTEZIONE
nelle OPERAZIONI di SALDATURA / TAGLIO con arco elettrico
note integrative
Nella saldatura con arco elettrico il calore necessario viene fornito da un arco elettrico che scocca fra un elettrodo fusibile ed
il metallo base. L’arco è generato dal passaggio di elettroni dal polo positivo al negativo – massa.
Inoltre i rischi connessi all’utilizzo di attrezzature per la saldatura con produzione di arco elettrico sono:
•
elettrocuzione
•
contatto con parti in tensione
•
radiazioni ottiche
Radiazione ottica
L’arco voltaico, oltre al calore necessario a determinare la fusione dei lembi del materiale da saldare, produce una radiazione
ottica costituita da:
•
radiazione infrarossa;
•
radiazione visibile;
•
radiazione ultravioletta.
Nel campo delle radiazioni ultraviolette (lunghezza d’onda 400 ÷ 100 nm), esiste un intervallo (320 ÷ 280 nm) detto regione
eritemale, per la capacità di provocare arrossamenti della cute.
Le radiazioni emesse dall’arco voltaico interagiscono con la pelle e con l’occhio del lavoratore esposto, dando luogo ad una serie
d’effetti negativi, quali:
•
bruciori alla pelle e danni alla cornea (radiazione infrarossa);
•
iriti e blefariti dell’occhio (radiazione visibile);
•
bruciori alla pelle, danni alla cornea (microlacerazioni della cornea, fotofobia, congiuntivite) ed incremento del rischio
stocastico per tumori alla pelle, con effetti a breve e lungo termine (radiazione ultravioletta).
L’entità del danno può dipendere dalla sensibilità individuale del singolo lavoratore a questo tipo di radiazione.
Misure di tutela – Procedure
•
La saldatrice sia adeguata, per quanto concerne in particolare l’impianto elettrico interno e a corredo, alla regola d’arte
•
Assicurarsi che la tensione di alimentazione corrisponda a quella indicata sulla targa applicata
•
Il circuito di alimentazione dell’impianto di saldatura sia galvanicamente isolato da quello di saldatura
•
Controllare l’efficienza dell’interruttore onnipolare sul circuito di alimentazione
•
I collegamenti del circuito di saldatura devono essere effettuati con la saldatrice fuori tensione
•
L’inserzione dell’apparecchio alla rete di alimentazione deve essere preceduta dalla preparazione del posto di saldatura e
dalla messa a terra delle masse metalliche avvicinabili al posto di lavoro
•
La corrente di saldatura va regolata solo ad arco interrotto
•
Collegare il morsetto di massa vicino al punto di saldatura per evitare ritorni di corrente incontrollati
•
I conduttori di terra devono essere protetti contro il danneggiamento e il deterioramento e devono essere connessi con
sistemi efficienti
•
Verificare l’integrità dell’isolamento dei cavi
•
Eventuali prolunghe debbono essere di sezione adeguata alla corrente assorbita indicata sulla targa dei dati tecnici.
01_47264_050_sald_intro_arco_elettr_MCurie_fff_001
•
Pag. modulo: 2/2
Rispettare il programma delle manutenzioni suggerito dal costruttore con particolare riferimento all’efficienza della
protezione contro i contatti diretti (isolamento delle parti metalliche) e indiretti (messa a terra con protezione differenziale)
con parti in tensione. Deve essere attuata un’idonea manutenzione delle saldatrici da parte di personale qualificato, per
garantire i necessari requisiti di resistenza e d’idoneità ed il mantenimento in buono stato di conservazione e d’efficienza
•
Siano mantenute in efficienza e a conoscenza degli addetti l’indicazione della tensione, dell’intensità e del tipo di corrente,
della potenza e delle altre caratteristiche costruttive necessarie per un uso conforme alle norme di sicurezza
•
Assicurarsi che i cavi siano ben serrati ai morsetti in particolare quelli di massa, controllare periodicamente che queste
connessioni siano ben strette. Una giunzione non ben serrata può causare cali di corrente in saldatura, riscaldamenti
eccessivi del cavo e del morsetto di massa con conseguente pericolo
•
Controllare periodicamente che le guance del morsetto di massa non siano danneggiate e che i cavi di saldatura (terminale di
saldatura e massa) non presentino tagli o bruciature che ne diminuirebbero l'efficienza.
•
I conduttori d’alimentazione delle saldatrici, particolarmente i tratti di conduttore appoggiati sul pavimento e quelli che per
la loro posizione siano soggetti a danneggiamento per cause meccaniche (quali cadute di pezzi metallici potenzialmente
taglienti, ecc.) devono avere il rivestimento isolante protetto in modo specifico anche contro l’usura meccanica
•
I conduttori d’alimentazione delle saldatrici non devono subire torsioni o schiacciamenti tali da danneggiarli e devono essere
protetti da grassi, oli ecc.
•
I campi magnetici derivanti da correnti elevate possono incidere sul funzionamento di pacemaker. Eventuali portatori di
apparecchiature elettroniche vitali non devono avvicinarsi alle operazioni di saldatura
•
Scollegare il cavo di alimentazione dalla rete prima di intervenire sui cavi o di aprire la macchina.
•
Non utilizzare la saldatrice senza coperchio o i pannelli di protezione
•
Utilizzare visiere - occhiali dotati di protezioni laterali e filtri colorati inattinici, con grado di protezione scelto in funzione
dell’intensità della radiazione
•
Non lavorare in ambienti umidi o bagnati in via subordinata occorre utilizzare pedane e tappeti isolanti
•
Disporre, intorno alla zona di lavoro di schermi mobili di colore scuro e opaco di intercettazione delle radiazioni ottiche e
delle particelle incandescenti
•
Nelle pause di lavoro interrompere l’alimentazione elettrica
•
L’impianto di saldatura elettrica non deve essere posto in funzione vicino a quelli ad acetilene
Dispositivi di protezione individuale specifici ed integrativi
•
Indossare i Dispositivi di protezione individuale previsti dal fabbricante e indicati sul libretto d’uso
01_47265_001_sald_elettrodo_MCurie_fff_010
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MISURE di PREVENZIONE e PROTEZIONE nelle OPERAZIONI di
SALDATURA ELETTRICA
Rischio connesso alle operazioni di SALDATURA con elettrodo fusibile
L’arco elettrico scocca tra l’elettrodo, che è costituito da una bacchetta metallica rigida di lunghezza tra i 30 e 40 cm, e il
giunto da saldare; l’elettrodo stesso fonde costituendo il materiale d’apporto. L’elettrodo è rivestito superficialmente da un
materiale che fondendo insieme ad esso, creando così un’area protettiva che circonda il bagno di saldatura (saldatura con
elettrodo rivestito). L’operazione impegna quindi un solo arto permettendo all’altro di impugnare il dispositivo di protezione
individuale (schermo facciale) o altro utensile.
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 3
R=
4,0
Misure di tutela – Procedure – integrazioni
Sostanze preparati utilizzati
•
Per gli elettrodi si fa riferimento, in particolare, ai punti delle schede di sicurezza, che costituiscono parte integrante del
complesso della valutazione dei rischi e delle misure di tutela. Tali prescrizioni e cautele devono essere attivate e
presenti e le schede di sicurezza siano a disposizione dei lavoratori.
Caratteristiche di sicurezza dell’impianto di saldatura
•
Controllare periodicamente l’integrità delle protezioni delle pinze portaelettrodi; non vi siano parti conduttrici accessibili
•
Utilizzare sempre elettrodi di diametro adatto alla corrente di saldatura che si intende utilizzare
Procedure corrette di lavoro
•
Non toccare ne’ appoggiarsi al pezzo da saldare e alle parti in tensione dell’impianto di saldatura (in particolare è molto
pericoloso venire a contatto contemporaneamente l’elettrodo e la massa)
•
Non raffreddare le pinze portaelettrodi immergendole nell’acqua
•
Togliere gli elettrodi al termine della saldatura (solo dopo aver disattivato l’interruttore) e riporre le pinze solo sugli
appositi alloggi isolanti (non sul pavimento o sul pezzo saldato)
•
I residui degli elettrodi non vanno gettati ma messi in appositi contenitori
•
Se occorre predisporre diversi circuiti di saldatura sullo stesso pezzo o su pezzi interconnessi, è necessario che gli
operatori lavorino ad un’appropriata distanza e che non tocchino contemporaneamente due pinze portaelettrodi
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47275_001_sald_Mig_Mag_filo_MCurie_fff_010
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MISURE GENERALI di PREVENZIONE e PROTEZIONE nelle OPERAZIONI
di SALDATURA / TAGLIO
- Rischio connesso alle operazioni di SALDATURA a FILO Saldatura ad arco con protezione di gas con elettrodo fusibile in questo caso l’elettrodo fusibile è un filo continuo non
rivestito, erogato da una pistola mediante apposito sistema di trascinamento al quale viene imposta una velocità regolare tale
da compensare la fusione del filo stesso e quindi mantenere costante la lunghezza dell’arco; contemporaneamente, viene
fornito un gas protettivo che fuoriesce dalla pistola insieme al filo (elettrodo) metallico. I gas impiegati, in genere inerti, sono
argon o elio (MIG: metal inert gas), che possono essere miscelati con CO2 dando origine ad un composto attivo che ha la
capacità, ad esempio nella saldatura di alcuni acciai, di aumentare la capacità di penetrazione e la velocità di saldatura, oltre
ad essere più economico (MAG: metal active gas).
È opportuno che l’uso di questi gas avvenga in ambienti ampi e ventilati. In ambienti di ridotte dimensioni, l’argon (Ar) e
l’anidride carbonica (CO2) potrebbero sostituire l’aria e, oltre un certo limite, renderebbero impossibile la respirazione. La
concentrazione minima dell’anidride carbonica che non consente più la respirazione è 15 % circa. Per evitare il rischio
d’asfissia, la saldatura MIG e MAG dev’essere eseguita in ambienti di volume adeguato e con una ventilazione, tale da
garantire almeno 10 ricambi d’aria/ora.
La possibilità di un’alimentazione continua (esclusa nella saldatura con gli elettrodi rivestiti) espone il lavoratore per più
tempo all’azione delle radiazioni emesse dall’arco voltaico, a parità di durata complessiva della prestazione.
Con questo processo, la radiazione, proveniente dall’arco, che investe il lavoratore, è molto più intensa, rispetto a quella
prodotta dall’elettrodo rivestito, perché i fumi che si sviluppano sono meno densi e in quantità minore.
In queste circostanze la pelle e l’occhio del lavoratore sono maggiormente sollecitate dalle radiazioni più intense e più
prolungate.
Si valuta:
Rischio:
P=
2,5
D=
3,5
R=
5,0
Misure di tutela – Procedure – integrazioni
Sostanze preparati utilizzati
•
Per i metalli di apporto - elettrodi si fa riferimento, in particolare, ai punti delle schede di sicurezza, che costituiscono
parte integrante del complesso della valutazione dei rischi e delle misure di tutela. Tali prescrizioni e cautele devono
essere attivate e presenti e le schede di sicurezza siano a disposizione dei lavoratori.
Collegamento della tubazione
• La bombola di gas deve essere equipaggiata di un riduttore di pressione e di un flussometro
• Solo dopo aver posizionato l’attrezzatura collegate il tubo gas uscente dalla parte posteriore della macchina
• Regolare il flussometro secondo le istruzioni del costruttore
Collegamenti
• Non usare come conduttore di terra le tubazioni dell'acqua.
• Il circuito di saldatura non deve essere posto deliberatamente a contatto diretto o indiretto con il conduttore di protezione
se non nel pezzo da saldare.
• Se il pezzo in lavorazione viene collegato deliberatamente a terra attraverso il conduttore di protezione, il collegamento
01_47275_001_sald_Mig_Mag_filo_MCurie_fff_010
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deve essere il più diretto possibile ed eseguito con un conduttore di sezione almeno uguale a quello del conduttore di
ritorno della corrente di saldatura e connesso al pezzo in lavorazione nello stesso punto del conduttore di ritorno
utilizzando un secondo morsetto di massa posto immediatamente vicino.
Saldatura
§
Controllare che il diametro del filo corrisponda al diametro indicato sul rullino e montare la bobina del filo.
§
Posizionare la saldatrice in modo da consentire una libera circolazione d'aria al suo interno ed evitare il più
possibile che entrino polveri metalliche o di qualsiasi altro genere.
§
Connettere il morsetto di massa al pezzo da saldare.
§
Posizionare l'interruttore sulla posizione appropriata
§
Sfilare l'ugello gas
§
Svitare l'ugello portacorrente
§
Fare avanzare il filo fino alla fuoriuscita dello stesso dalla torcia
§
Tenere il viso lontano dalla lancia terminale mentre il filo fuoriesce
§
Riavvitare l'ugello portacorrente assicurandosi che il diametro del foro sia pari al filo utilizzato. Infilare l'ugello
gas conico di saldatura
§
Aprire la valvola del gas e regolare il flussometro secondo le indicazioni del costruttore
Precauzioni generali
• Adoperare torce adeguate alla corrente che si usa.
• Usare materiali (filo, torcia, ugelli e simili), gas e regolazioni dell’attrezzatura conformemente alle regole di buona
tecnica e indicati dal costruttore
Si valuta:
Rischio Residuo:
P=
1
D=
2,5
R=
2,5
01_47276_001_sald_Tig_MCurie_fff_001
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MISURE di PREVENZIONE e PROTEZIONE nelle OPERAZIONI di
SALDATURA ELETTRICA
Rischio connesso alle operazioni di SALDATURA a TIG
Saldatura ad arco con protezione di gas con elettrodo non fusibile (elettrodo infusibile di tungsteno). L’arco elettrico scocca
tra un elettrodo di tungsteno, che non si consuma durante la saldatura, e il pezzo da saldare (TIG: Tungsten Inert Gas). L’area
di saldatura viene protetta da un flusso di gas inerte (argon e elio) in modo da evitare il contatto tra il metallo fuso e l’aria.
La saldatura può essere effettuata semplicemente fondendo il metallo base, senza metallo d’apporto, il quale se necessario
viene aggiunto separatamente sotto forma di bacchetta. In questo caso l’operazione impegna entrambi gli arti per impugnare
elettrodo e bacchetta. Consente di saldare con facilità in tutte le posizioni con un ottimo controllo del bagno di saldatura
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 3
R=
4,0
Misure di tutela – Procedure – integrazioni
Sostanze preparati utilizzati
•
Per i metalli di apporto e per gli elettrodi si fa riferimento, in particolare, ai punti delle schede di sicurezza, che
costituiscono parte integrante del complesso della valutazione dei rischi e delle misure di tutela. Tali prescrizioni e
cautele devono essere attivate e presenti e le schede di sicurezza siano a disposizione dei lavoratori.
Controlli preliminari e periodici
•
Controllare periodicamente l’integrità delle protezioni; non vi siano parti conduttrici accessibili
•
In ambienti ricchi d’ossigeno evitare d’indossare indumenti sintetici che potrebbero dar luogo a cariche elettrostatiche ed
evitare altresì di indossare abiti sporchi d’olio o grasso
•
Deve essere fatto assoluto divieto di fumare e di uso di fiamme libere o scintille
•
Scegliere con attenzione la torcia di saldatura in rapporto al tipo di lavoro che si deve svolgere
Procedure corrette di lavoro
•
Non toccare né appoggiarsi al pezzo da saldare e alle parti in tensione dell’impianto di saldatura (in particolare è molto
pericoloso far venire a contatto contemporaneamente l’elettrodo e la massa)
•
Togliere gli elettrodi al termine della saldatura (solo dopo aver disattivato l’interruttore) e riporre le torce solo sugli
appositi alloggi isolanti (non sul pavimento o sul pezzo saldato)
•
I residui del metallo di apporto non vanno gettati ma messi in appositi contenitori
•
Se occorre predisporre diversi circuiti di saldatura sullo stesso pezzo o su pezzi interconnessi, è necessario che gli
operatori lavorino ad un’appropriata distanza e che non tocchino contemporaneamente due torce
•
Al termine delle lavorazioni riporre le attrezzature e non lasciarle sul luogo di lavoro
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
01_47300_001_cancelli_MCurie_fff_002
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RISCHIO connesso all’utilizzo di CANCELLI o CHIUSURE
Rischi:
-
contatto con parti in movimento
-
ribaltamento
-
elettrocuzione (per alimentazioni elettriche)
-
contatti, urti e simili con parti pesanti
Si valuta:
Rischio:
P=
2
D= 3
R = 4,0
Misure di tutela
•
Le chiusure (cancelli, portoni e simili) devono rispettare le norme generali di prevenzione infortuni e le norme tecniche
specifiche o comunque livelli di sicurezza equivalente
•
Le parti mobili e fisse devono essere ben fissate e non potersi ribaltare o uscire dalle sedi di esercizio
Sistemi Manuali
•
Il prodotto deve essere assemblato a regola d’arte e, ove previsto dalla normativa, dotato idonea documentazione di
conformità
Sistemi automatici
•
In particolare, per quanto riguarda la sicurezza della macchina, si richiede o l’installazione di un dispositivo di
sicurezza che impedisca, in qualsiasi situazione, di entrare in contatto con il cancello in movimento, oppure che la
forza d’impatto rientri nella curva stabilita dalla norma, nel caso il cancello colpisca un ostacolo
•
La protezione deve essere garantita da 0m a 2,5m di altezza e il dispositivo che si usa deve soddisfare i requisiti
dettagliati nella norme di riferimento
•
Devono essere protette tutte le zone dove esistono rischi di cesoiamento, convogliamento, intrappolamento e
trascinamento
•
Deve essere presente un comando di emergenza che arresti immediatamente il funzionamento
•
In funzione del tipo di installazione e del tipo di porta o cancello i dispositivi di sicurezza che possono essere usati
sono:
-
coste sensibili;
-
pavimenti e tappeti sensibili;
-
barriere ottiche;
-
radar di presenza;
-
dispositivi a sicurezza equivalente
L’utilizzo di una semplice fotocellula diventa, quindi, insufficiente a garantire il livello di protezione richiesto
dalla norma; è, infatti, considerata solo un dispositivo accessorio da utilizzare congiuntamente al dispositivo di
limitazione della forza di impatto.
•
I dispositivi di sicurezza da utilizzare devono essere certificati da un organismo notificato
•
La norma di riferimento fissano i requisiti funzionali, di sicurezza e ambientali che devono essere soddisfatti sia dai
dispositivi sensibili alla pressione (PSPE, Pressure Sensitive Protective Equipment) che di quelli funzionanti sulla base
dei principi elettrici (ESPE, Electro Sensitive Protective Equipment)
•
L’installatore dovrà assicurarsi che i dispositivi di sicurezza utilizzati siano adeguati a dimensione, peso e velocità del
01_47300_001_cancelli_MCurie_fff_002
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cancello motorizzato
•
Sarà compito del costruttore del dispositivo fornire tutti i dati necessari per poter effettuare la scelta del prodotto da
impiegare
•
Fra i dati che dovranno essere evidenziati sul prodotto, o sulla documentazione allegata, ci sono:
-
il tempo di risposta (tempo massimo che intercorre fra il rilievo dell’ostacolo e la manovra dell’organo di
commutazione)
-
la forza di attuazione (la forza applicata al dispositivo di sicurezza al momento di manovra dell’organo di
commutazione, alla massima velocità di funzionamento)
-
spazio di lavoro (spostamento e/o deformazione massima dell’area attiva dell’elemento sensibile di un PSPE, nella
direzione della forza di attuazione, durante il funzionamento normale)
-
spazio totale (massimo spostamento e/o deformazioni possibili dell’area attiva dell’elemento sensibile di un PSPE,
nella direzione della forza di attuazione, dal punto del contatto al punto in cui non è possibile alcuna ulteriore
deformazione)
•
L’installatore dovrà anche assicurarsi che i vari componenti utilizzati soddisfino i requisiti delle relative norme, in
modo da avere garanzie sul rispetto da parte dell’installazione di tutti i parametri fissati dalle norme sulla sicurezza in
uso
•
Il solo utilizzo di componenti certificati e a norma non garantisce la correttezza e la rispondenza del prodotto finito ai
requisiti, essendo alcuni aspetti legati al corretto impiego dei componenti e al loro cablaggio /installazione
•
L’installatore dovrà effettuare un’analisi dei rischi sulla porta /cancello e provvedere ad eseguire e a documentare il
collaudo finale, che dovrà essere eseguito con apposita strumentazione tarata nel caso di utilizzo di un dispositivo di
limitazione della forza di impatto
Si valuta:
Rischio Residuo:
P=
2
D= 1
R=
2,0
01_47305_001_ascensore_utilizzo_MCurie_fff_003
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RISCHIO connesso all’utilizzo dell’ASCENSORE
Rischi: caduta, contatti con parti in movimento, elettrocuzione.
Rischio:
P=
2
D=
3
R = 4,0
Misure di tutela
• In ogni accesso all’ascensore sia presente il cartello di “Divieto di utilizzo in caso di incendio”
• L’ascensore necessita di:
-
verifiche biennali eseguite da Enti Notificati o dall’AUSL incaricandoli specificatamente
-
regolare manutenzione almeno ogni 6 mesi
• Mantenere chiusa a chiave e interdetta ai non addetti la sala macchine; la chiave sia a disposizione della direzione in locale
separato
• La sala macchine non deve contenere materiali non pertinenti
• Sia effettuata l’analisi dei rischi nell’impianto (DM 26/10/05) ed ottemperare agli eventuali interventi di adeguamento
• L’ascensore e gli impianti connessi devono rispettare quanto previsto dalle norme tecniche pertinenti (materiali, ausili e
dispositivi di sicurezza e quant’altro)
• Rispettare gli adempimenti gestionali e documentali previsti da direttive, norme tecniche e leggi di competenza.
• L’impianto può funzionare solo qualora l’esito delle verifiche o manutenzioni sia positivo; eventuali prescrizioni siano
soddisfatte nel minor tempo possibile
• L’impianto deve essere disattivato e sottoposto a immediata manutenzione e/o verifica qualora si evidenzino carenze o deficit
di funzionamento
• L’accesso a zone vietate avvenga solo in condizioni di sicurezza e sotto la supervisione di un tecnico abilitato
• L’impianto elettrico del vano ascensore e dell’ascensore siano conformi alla regola dell’arte
• Non fumare, non versare liquidi
• Non eccedere la portata massima e il numero massimo di persone
• Lasciare liberi gli accessi
• Le persone al di sotto dell’età prevista per legge accedano solo se accompagnate
• Rispettare quanto previsto in materia di prevenzione incendi e regolamenti edilizi relativamente alla sala macchine e vano
ascensore, in particolare per l’aerazione
• Evitare schiacciamenti nella fase di apertura / chiusura delle porte; non avvicinare le mani o altre parti del corpo
• Accesso all’interno del vano ascensore o della sala macchine: è possibile solo in caso di necessità temporanee con le seguenti
misure di tutela
-
siano tassativamente presente un tecnico abilitato (accesso al vano, manovre della cabina, ecc.)
-
il personale sia informato, formato ed addestrato per tale tipo di operazione e sui rischi inerenti (in particolare per lavori in
altezza, impigliamenti, macchine in movimento)
-
siano presenti le misure di tutela relative ai rischi presenti, in particolare il personale sia protetto contro il rischio caduta
(parapetti conformi sulla sommità della cabina, imbracature di sicurezza ecc.)
-
vi sia preventivo coordinamento tra il tecnico abilitato ed il personale dell’azienda in merito alle pertinenti operazioni da
effettuare
-
il personale sia dotato di idoneo abbigliamento, in particolare scarpe di sicurezza e indumenti tali da evitare impigliamenti
Rischio Residuo:
P=
1,5
D= 1
R = 1,5
01_47505_001_sollev_mulet_transp_intro_MCurie_fff_011
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RISCHIO CONNESSO all'uso di
MEZZI SEMOVENTI per MOVIMENTAZIONE MERCI
TRANSPALLETT
I pericoli connessi a presenza ed utilizzo di mezzi per sollevamento e movimentazione merci possono essere così identificati:
-
ribaltamento del mezzo
-
urto a persone o cose durante il movimento
-
caduta del carico trasportato
Misure di tutela generali – Procedure
•
Il personale addetto sia formato e informato su utilizzo, caratteristiche e misure di tutela da adottare
•
I mezzi siano dotati di certificato di conformità (rilasciato dal fabbricante) e d'apposita marcatura apposta sul mezzo.
•
Utilizzo esclusivamente per le operazioni previste dal costruttore; sono comunque vietati
•
Utilizzi non previsti in sede progettuale e specificamente riportati nei libretti d'uso
•
Montaggio di accessori non previsti e specificamente omologati / progettati dal costruttore e accoppiabili con la macchina, in
particolare per lavori in altezza - i lavori in altezza devono essere effettuati con specifici accessori e sistemi di comando
conformi alle norme tecniche europee
Manutenzione del mezzo
•
Le manutenzioni devono essere eseguite da addetti specializzati in conformità alla normativa tecnica specifica e alle
indicazioni del costruttore; in particolare la verifica almeno trimestrale di accessori di sollevamento e un controllo generale
almeno annuale;
•
Controllare regolarmente:
•
lo stato dei dispositivi di sicurezza:
•
dispositivi che impediscano la caduta repentina del carico in caso di rotture o guasti al sistema di sollevamento - valvole
parzializzatrici e di sicurezza
•
pannelli o schermi di protezione dagli organi in movimento accessibili
•
dispositivi antiscarrucolamento
•
avvisatore acustico e avvisatore acustico retromarcia
•
dispositivo che impedisca il funzionamento se l'operatore non è al posto di guida o manovra
•
blocco motore con chiave
•
dispositivi di fine corsa degli elementi mobili
•
comandi a uomo presente, protetti da avvii accidentali e provvisti di indicazioni di riferimento
•
fermi forche (ove installati)
•
targa durevole e chiara con le portate in funzione alla posizione baricentrica del carico
•
forche conformi alla normativa tecnica con usura inferiore ai limiti ivi stabiliti
•
carter di protezione degli organi in movimento, compresi gli organi interni della trasmissione del moto
•
il livello dell'olio nel dispositivo di sollevamento, verificando che non esistano perdite nelle relative tubazioni
•
lo stato di conservazione delle catene di sollevamento e degli attacchi
•
lo stato dello sterzo e dei freni
•
lo stato dei pneumatici: usura generale, pressione d'esercizio e assenza di schegge incastrate
01_47505_001_sollev_mulet_transp_intro_MCurie_fff_011
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Cautele nella guida
•
evitare brusche frenate, accelerazioni e sterzate
•
la velocità di marcia deve tenere conto dei pericoli rappresentati da ostacoli, persone, natura del terreno, caratteristiche del
carico (in caso di presenza di persone o materiali, arrestare il veicolo e attendere che vi sia un sufficiente franco di sicurezza
per il passaggio)
•
rispettare le distanze di sicurezza da eventuali veicoli presenti
•
non avviare il mezzo con le ruote motrici completamente sterzate
•
utilizzare l'avvisatore acustico negli incroci e nell'attraversamento di zone a visibilità limitata e in caso di transito vicino a
persone che possono non accorgersi della presenza del mezzo
•
circolare a marcia indietro quando il carico limita la visibilità dell'operatore; l'operatore deve controllare preventivamente e
lungo il percorso che non vi siano persone - velocità a passo d'uomo
•
in caso di scarsa visibilità per qualunque causa il moto deve essere assistito da personale a terra
•
non percorrere rampe o dislivelli in senso obliquo
•
non salire mai sulle forche
Cautele nel parcheggio
•
quando si parcheggia il mezzo occorre che le forche siano abbassate e il freno d'immobilizzazione sia inserito
•
disattivare il mezzo con apposita chiave, non lasciarla inserita: la stessa deve essere a disposizione solo del personale
designato alla conduzione
•
non parcheggiare davanti ad uscite, percorsi d'esodo o presidi antincendio
•
non parcheggiare in tratti pendenti
•
Movimentazione carichi
•
inserire le forche sotto il carico più a fondo possibile, avendo cura che le punte delle forche non vengano ad urtare oggetti
situati oltre il carico da prelevare
•
sollevare le forche solo di quel tanto sufficiente per movimentare il carico
•
i carichi devono essere in posizione stabile e sicura per minimizzare il pericolo di caduta
•
durante il trasporto del carico, le forche vanno mantenute a livello più basso possibile e leggermente inclinate all'indietro
(ove presente il comando)
•
per i tratti in pendenza, il carico va preferibilmente posto a monte e sollevato in modo da non urtare il suolo
•
adeguare opportunamente lo scartamento delle forche alla larghezza del carico movimentato ovvero movimentare i
carichi di dimensioni, peso e forma compatibili con la larghezza delle forche (cfr. specifiche di costruzione)
Cautele generali
•
Divieto di apportare modifiche senza autorizzazione
•
Prestare la massima attenzione ad eventuali oggetti sul percorso
•
Divieto di trasportare persone, con apposita segnalazione
•
Divieto di sostare o passare sotto alle forche sollevate
•
Controllare anche l'integrità della targhetta di segnalazione e rispettarne i precetti (in particolare la portata)
•
Rispettare la segnaletica dedicata e le corsie previste
•
Il conduttore deve tenere conto, nelle manovre, delle persone presenti, eventualmente utilizzando l'avvisatore acustico
•
Gli addetti che possono trovarsi nel raggio d'azione e nella zona d'utilizzo del mezzo, devono prestare la massima attenzione le manovre devono essere sospese nel caso di persone nel raggio di azione dei carrelli in manovra di carico - scarico
•
Non avvicinarsi mai ai montanti o alle parti in movimento (pulegge, catene, funi ecc.) Quando il mezzo è funzionante, ad
esempio se non si ha buona visibilità del percorso o del carico
01_47505_100_sollev_mulet_transp_Transpallet_MCurie_fff_013
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- RISCHIO CONNESSO all’uso di MEZZI SEMOVENTI per MOVIMENTAZIONE MERCI -
TRANSPALLET
- note integrative L’utilizzo del transpallet può costituire fonte di pericolo per:
• urto a persone o cose durante il movimento
• caduta del carico trasportato
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 3
R=
4,0
Misure di tutela – Procedure – Integrazioni
Rispettare le misure di tutela generali oltre ai seguenti:
• le manovre con transpallet devono avvenire attraverso l’apposito timone e non, viceversa, movimentando il transpallet da
altre parti o estremità
• abbandonare il timone in caso d’emergenza
• non camminare direttamente dietro al timone quando non vi sia sufficiente spazio retrostante
• non procedere a marcia indietro quando non vi sia spazio sufficiente
• Qualora siano appunto presenti più veicoli che debbano manovrare nella medesima zona ovvero non vi sia sufficiente
visibilità dovranno essere specificamente rispettati:
- movimenti a passo d’uomo
- movimento dei mezzi solo dopo coordinamento visivo dei manovratori che preveda il movimento alternativo dei mezzi
- presenza di un coordinatore a terra delle manovre qualora non vi siano garanzie di visibilità e possibilità di
coordinamento completo
- il conducente del transpallet non deve frapporsi fra lo stesso e ostacoli o altri mezzi
- non posizionarsi tra mezzo e ostacoli
Manutenzione del mezzo
Controllare regolarmente lo stato dei dispositivi di sicurezza, oltre a quelli generali anche:
-
protezioni operatore
-
comando di emergenza sul timone che fermi la macchina in caso di contatto con il torace; tale sistema deve essere
coordinato con un angolo di intervento del timone che consenta il moto solo ove il pulsante citato sia di fronte al
busto dell'operatore (angolo prossimo a 90°)
-
protezioni degli organi in movimento e parti in tensione
-
comandi identificati e a ritorno automatico
-
targhette di portata
-
dispositivi antifuoriuscita organi di trazione
Si valuta:
Rischio residuo:
P=
1
D= 2
R=
2,0
01_47662_001_aspirapolvere_port_MCurie_fff_002
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RISCHIO connesso all’utilizzo dell’ASPIRAZIONE / ASPIRATORE
Possibile rischi:
-
contatto con parti in movimento
-
elettrocuzione
-
rumore
-
polveri
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 2
R=
3,0
Misure di tutela - procedure
•
utilizzare l’attrezzatura solo per gli scopi per la quale è stata progettata
•
mantenere in efficienza i filtri
•
posizionare l’attrezzatura in modo che vi sia un sufficiente ricambio d’aria e che l’aria espulsa non sia direttamente
aspirata
•
non rimuovere le protezioni degli organi in moto; non introdurre le mani nelle bocche di aspirazione
•
non coprire le aperture di flusso dell’aria
•
i cavi siano protetti da urti o schiacciamenti e non siano danneggiati o insicuri
•
non intervenire negli organi interni della macchina
•
seguire le indicazioni del costruttore nella messa in servizio, manutenzione e utilizzo
•
limitare l’esposizione al rumore: mantenerla attivata solo per il tempo necessario
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 1
R=
1,0
CAPITOLO 2
Valutazione del rischio
“SOVRACCARICO BIOMECCANICO
MOVIMENTI RIPETITIVI”
D.Lgs. 81/08
02_41350_001_Mov_Rip_intro_all_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 1/1
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI
- Note introduttive I rischi potenziali per la salute sono riconducibili a patologie muscolo scheletriche di varia natura.
Il datore di lavoro ha fornito tutte le informazioni sull’attività e, in particolare i dati concernenti i tempi di esposizione, le
mansioni, i turni di lavoro e i dati relativi ai periodi di lavoro.
Riferimenti di letteratura tecnica
Segnalatori di possibile incremento al rischio di esposizione a movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori (lavori
problematici se uno o più segnalatori presenti):
-
Ripetitività: lavori con compiti ciclici che comportino l’esecuzione dello stesso movimento (o breve insieme di
movimenti) degli arti superiori ogni pochi secondi oppure la ripetizione di un ciclo di movimenti per più di 2 volte al
minuto per almeno 2 ore complessive nel turno lavorativo.
-
Uso di forza: lavori con uso ripetuto (almeno 1 volta ogni 5 minuti) della forza delle mani per almeno 2 ore complessive
nel turno lavorativo.
Sono parametri indicativi al proposito:
• afferrare, con presa di forza della mano(grip), un oggetto non supportato che pesa più di 2,7 kg. o usare
un’equivalente forza di GRIP
• afferrare, con presa di precisione della mano (per lo più tra pollice e indice = pinch), oggetti non supportati che
pesano più di 900 grammi o usare un’equivalente forza di PINCH
• sviluppare su attrezzi, leve, pulsanti, ecc., forze manuali pressoché massimali (stringere bulloni con chiavi,
stringere viti con cacciavite manuale, ecc.)
-
Posture incongrue: lavori che comportino il raggiungimento o il mantenimento di posizioni estreme della spalla o del
polso per periodi di 1 ora continuativa o di 2 ore complessive nel turno di lavoro.
Sono parametri indicativi al proposito:
• posizioni delle mani sopra la testa e/o posizioni del braccio sollevato ad altezza delle spalle o posizioni in
evidente deviazione del polso
-
Impatti ripetuti: lavori che comportano l’uso della mano come un attrezzo (ad es.: usare la mano come un martello) per
più di 10 volte all’ora per almeno 2 ore complessive sul turno di lavoro.
Per la valutazione specifica dei livelli di rischi per mansione si rimanda al modulo di valutazione dei rischi per la
salute nel presente documento.
02_41350_030_Mov_Rip_VR_norme_intro_MCurie_021
Pag. modulo: 1/1
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI
Modello di valutazione
Il modello utilizzato per fornire una stima di rischio è quello proposto dalla norma tecnica ISO 11228-3: metodo “Step by step”
(di cui se ne riporta di sotto lo schema).
Partendo da metodi di indagine (step 1) suggeriti dalla norma tecnica si procede alla valutazione del rischio quantificandolo
attraverso un punteggio:
-
se tale punteggio di valutazione concernente il primo step porta ad un giudizio di rischio accettabile termina il
processo di valutazione
-
qualora, invece, il punteggio di valutazione porti ad un giudizio di rischio diverso da accettabile, è necessario
procedere ad una valutazione più dettagliata (step 2) con altri metodi proposti dalla norma stessa.
Per lo step 1 la norma suggerisce varie tipologie di metodi, in questa valutazione è stato utilizzato il metodo “Check list
OCRA”. Per lo step 2 la norma tecnica raccomanda il metodo “Indice OCRA”.
I metodi di valutazione forniscono come risultato un indice, sotto forma di punteggio, che rappresenta un indicatore in base al
quale è possibile delineare dei comportamenti in funzione preventiva.
Criteri per la valutazione del rischio
Nei moduli seguenti di valutazione del rischio sono stati considerati valori medi rappresentativi e criteri cautelativi.
02_41350_036_Mov_Rip_VR_OCRA_check_intro_MCurie_005
Pag. modulo: 1/7
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI
- Modello di valutazione CHECK LIST OCRA
La Check-List OCRA si compone di cinque parti, dedicate allo studio dei quattro principali fattori di rischio (tempi di
recupero, frequenza, forza, posture incongrue, stereotipia) e dei fattori complementari, considerando la durata netta del lavoro
ripetitivo determinata dall’analisi dei dati organizzativi.
La combinazione dei valori dei punteggi ottenuti per ciascuno dei fattori di rischio produce una entità numerica che consente la
stima del livello di esposizione.
02_41350_036_Mov_Rip_VR_OCRA_check_intro_MCurie_005
Pag. modulo: 2/7
02_41350_036_Mov_Rip_VR_OCRA_check_intro_MCurie_005
Pag. modulo: 3/7
02_41350_036_Mov_Rip_VR_OCRA_check_intro_MCurie_005
Pag. modulo: 4/7
02_41350_036_Mov_Rip_VR_OCRA_check_intro_MCurie_005
Pag. modulo: 5/7
02_41350_036_Mov_Rip_VR_OCRA_check_intro_MCurie_005
Per valori intermedi dei fattori sopra esposti ci si riferisce ai seguenti:
“Recupero”
“Frequenza”
“Forza”
“Postura”
Pag. modulo: 6/7
02_41350_036_Mov_Rip_VR_OCRA_check_intro_MCurie_005
Punteggio
FASCIA
Check List OCRA
Fino a 7,5
Fascia verde
Pag. modulo: 7/7
RISCHIO
CONSEGUENZE OPERATIVE (descrizione sintetica)
Accettabile
- monitoraggio delle condizioni di accettabilità
7,6 – 11
Fascia gialla
Borderline o molto
lieve
- formazione / informazione lavoratori esposti
- monitoraggio costante delle situazioni di rischio ed
applicazione dei criteri di prevenzione e protezione indicati
11,1 – 14
Rosso leggero
Lieve
14,1 – 22,5
Rosso medio
Medio
maggiore di 22,5
Viola
Elevato
-
consigliata la ricerca di soluzioni migliorative
sorveglianza sanitaria tramite il medico competente aziendale
formazione / informazione lavoratori esposti
maggiormente consigliata la ricerca di soluzioni migliorative
sorveglianza sanitaria tramite il medico competente aziendale
formazione / informazione lavoratori esposti
procedere con valutazioni del rischio maggiormente
analitiche
- attivare interventi di riprogettazione dei compiti e dei posti di
lavoro al fine di ridurre il rischio
- sorveglianza sanitaria tramite il medico competente aziendale
- formazione / informazione lavoratori esposti
Riferimenti: “EPM - Unità di ricerca ergonomia della postura e del movimento” (http://www.epmresearch.org)
Compiti multipli
Per attività con compiti multipli il punteggio finale del metodo check list OCRA è dato dalla seguente formula:
-
Se la durata di uno dei compiti è inferiore ad un’ora si utilizza la “media ponderata”:
Check list punteggio finale = [(pA x % tA) + (pB x % tB) +….+(i..pN x %tN)] x Md
dove
o
o
-
“pA”, “pB”, ecc., sono i punteggi intrinseci di checklist di ogni compito e %tA, %tB, ecc., rappresentano le
corrispondenti proporzioni di durata (in%) rispetto alla durata totale dell’insieme dei compiti ripetitivi svolti
nel turno
Md = moltiplicatore di durata che considera la durata netta totale dei compiti ripetitivi nel turno ovvero la
somma della durata di ciascun compito ripetitivo
Se la durata di uno dei compiti è superiore ad un’ora si utilizza al seguente formula:
Check list punteggio finale complex = score1(Dm1) + (Δscore1 x K)
ove
o
o
o
o
o
o
o
o
1,2,3,…,N = compiti ripetitivi ordinati secondo i valori di checklist score (1= più alto; N = più basso)
calcolato considerando il rispettivo moltiplicatore di durata effettiva (Dmi)
score 1 = score del compito 1 considerando Dm 1
Dmi = moltiplicatore di durata secondo la durata effettiva del compitoi
Dmtot = moltiplicatore di durata per la durata totale di tutti I compiti ripetitivi
Δ score1 = score più elevato considerando Dmtot (selezionato tra gli N compiti) - score del compito 1
considerando Dm 1
K = [(score 1 max * FT1) + (score 2 max * FT2) +…+( score N * FTN)] / (score i max)
score i max = score del compito i considerando Dmtot
FTi = Frazione di tempo (valori tra 0 e 1) del compitoi rispetto al tempo totale ripetitivo
02_41350_146_Mov_Rip_VR_OCRA_check_cucito_MCurie_005
Pag. modulo: 1/1
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI
Valutazione quantitativa del rischio in base al modello CHECK LIST OCRA
Descrizione compito: attività di cucitura con macchina da cucire.
Assegnazione dei punteggi intermedi della check list OCRA
Moltiplicatore Recupero (Scheda 1 - Fattore di recupero):
punteggio
1,120
Frequenza (Scheda 2 - Fattore frequenza):
P unteggio parziale AZIONI T ECNICHE DINAMICHE:
DX= 2
SX= 2
P unteggio parziale AZIONI T ECNICHE ST AT ICHE:
DX= 0
SX= 0
Forza (Scheda 2 - Fattore forza: presenza di attività lavorative con uso ripetuto di
forza delle mani/braccia):
punteggio DX
punteggio SX
2,0
2,0
punteggio DX
0,0
punteggio SX
0,0
Forza utilizzata (DX): [x] Leggera [ ] M oderata [ ] Forte [ ] Forza intensa o Quasi massimale
Forza utilizzata (SX): [x] Leggera [ ] M oderata [ ] Forte [ ] Forza intensa o Quasi massimale
Postura (Scheda 3 - Fattore posture e movimenti incongrui):
A) spalla (DX)
punteggio DX
2,0
A) spalla (SX)
punteggio SX
1,0
B) gomito (DX)
punteggio DX
0,0
B) gomito (SX)
punteggio SX
0,0
C) polso (DX)
punteggio DX
0,0
C) polso (SX)
punteggio SX
0,0
D) mano-dita (DX)
punteggio DX
4,0
D) mano-dita (SX)
punteggio SX
4,0
E) stereotipia (DX)
punteggio DX
1,5
E) stereotipia (SX)
punteggio SX
1,5
punteggio DX
5,5
punteggio SX
5,5
punteggio DX
punteggio SX
0,0
0,0
punteggio DX
8,4
punteggio SX
8,4
punteggio finale postura (massimo tra A, B, C, D, sommato ad E):
Complementari (Scheda 4 - Presenza di fattori di rischio complementari):
PUNTEGGIO INTRINSECO DEL COMPITO:
(somma dei fattori di frequenza, forza, postura,
complementari moltiplicati per il fattore di recupero)
Moltiplicatore Durata (moltiplicatore correttore tempo netto di lavoro ripetitivo):
DX
7,1
SX
7,1
PUNTEGGIO FINALE
FASCIA
VERDE
RISCHIO
Accettabile
0,850
02_41350_151_Mov_Rip_VR_OCRA_check_pulizia_ambienti_MCurie_005
Pag. modulo: 1/1
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI
Valutazione quantitativa del rischio in base al modello CHECK LIST OCRA
Descrizione compito: Attività di pulizia degli ambienti
Assegnazione dei punteggi intermedi della check list OCRA
Moltiplicatore Recupero (Scheda 1 - Fattore di recupero):
punteggio
1,120
Frequenza (Scheda 2 - Fattore frequenza):
Punteggio parziale AZIONI T ECNICHE DINAMICHE:
DX= 1
SX= 0
Punteggio parziale AZIONI T ECNICHE ST AT ICHE:
DX= 0
SX= 0
Forza (Scheda 2 - Fattore forza: presenza di attività lavorative con uso ripetuto di
forza delle mani/braccia):
punteggio DX
punteggio SX
1,0
0,0
punteggio DX
2,0
punteggio SX
0,0
Forza utilizzata (DX): [ ] Leggera [x] Moderata [ ] Forte [ ] Forza intensa o Quasi massimale
Forza utilizzata (SX): [x] Leggera [ ] Moderata [ ] Forte [ ] Forza intensa o Quasi massimale
Pos tura (Scheda 3 - Fattore posture e movimenti incongrui):
A) spalla (DX)
punteggio DX
4,0
A) spalla (SX)
punteggio SX
2,0
B) gomito (DX)
punteggio DX
2,0
B) gomito (SX)
punteggio SX
0,0
C) polso (DX)
punteggio DX
2,0
C) polso (SX)
punteggio SX
2,0
D) mano-dita (DX)
punteggio DX
2,0
D) mano-dita (SX)
punteggio SX
0,0
E) stereotipia (DX)
punteggio DX
0,0
E) stereotipia (SX)
punteggio SX
0,0
punteggio DX
4,0
punteggio SX
2,0
punteggio DX
punteggio SX
0,0
0,0
punteggio DX
7,8
punteggio SX
2,2
punteggio finale pos tura (massimo tra A, B, C, D, sommato ad E):
Complementari (Scheda 4 - Presenza di fattori di rischio complementari):
PUNTEGGIO INTRINSECO DEL COMPITO:
(somma dei fattori di frequenza, forza, postura,
complementari moltiplicati per il fattore di recupero)
Moltiplicatore Durata (moltiplicatore correttore tempo netto di lavoro ripetitivo):
DX
5,9
SX
1,7
PUNTEGGIO FINALE
FASCIA
VERDE
RISCHIO
Accettabile
0,750
02_41350_153_Mov_Rip_VR_OCRA_check_VDT_MCurie_005
Pag. modulo: 1/1
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI
Valutazione quantitativa del rischio in base al modello CHECK LIST OCRA
Descrizione compito: attività al videoterminale
Assegnazione dei punteggi intermedi della check list OCRA
Moltiplicatore Recupero (Scheda 1 - Fattore di recupero):
punteggio
1,120
Frequenza (Scheda 2 - Fattore frequenza):
Punt eggio parziale AZIONI T ECNICHE DINAMICHE:
DX= 0
SX= 1
Punt eggio parziale AZIONI T ECNICHE ST AT ICHE:
DX= 2,5
SX= 0
Forza (Scheda 2 - Fattore forza: presenza di attività lavorative con uso ripetuto di
forza delle mani/braccia):
punteggio DX
punteggio SX
2,5
1,0
punteggio DX
0,0
punteggio SX
0,0
Forza utilizzata (DX): [x] Leggera [ ] M oderata [ ] Forte [ ] Forza intensa o Quasi massimale
Forza utilizzata (SX): [x] Leggera [ ] Moderata [ ] Forte [ ] Forza intensa o Quasi massimale
Postura (Scheda 3 - Fattore posture e movimenti incongrui):
A) spalla (DX)
punteggio DX
0,0
A) spalla (SX)
punteggio SX
0,0
B) gomito (DX)
punteggio DX
0,0
B) gomito (SX)
punteggio SX
0,0
C) polso (DX)
punteggio DX
2,0
C) polso (SX)
punteggio SX
0,0
D) mano-dita (DX)
punteggio DX
0,0
D) mano-dita (SX)
punteggio SX
0,0
E) stereotipia (DX)
punteggio DX
1,5
E) stereotipia (SX)
punteggio SX
1,5
punteggio DX
3,5
punteggio SX
1,5
punteggio DX
punteggio SX
0,0
0,0
punteggio DX
6,7
punteggio SX
2,8
punteggio finale postura (massimo tra A, B, C, D, sommato ad E):
Complementari (Scheda 4 - Presenza di fattori di rischio complementari):
PUNTEGGIO INTRINSECO DEL COMPITO:
(somma dei fattori di frequenza, forza, postura,
complementari moltiplicati per il fattore di recupero)
Moltiplicatore Durata (moltiplicatore correttore tempo netto di lavoro ripetitivo):
DX
5,0
SX
2,1
PUNTEGGIO FINALE
FASCIA
VERDE
RISCHIO
Accettabile
0,750
02_41350_300_Mov_Rip_VR_OCRA_check_attrezzi_manuali_MCurie_005
Pag. modulo: 1/1
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI
Valutazione quantitativa del rischio in base al modello CHECK LIST OCRA
Descrizione compito: utilizzo di attrezzi manuali quali chiavi, cacciaviti
Assegnazione dei punteggi intermedi della check list OCRA
Moltiplicatore Recupero (Scheda 1 - Fattore di recupero):
punteggio
1,330
Frequenza (Scheda 2 - Fattore frequenza):
P unt eggio parziale AZIONI T ECNICHE DINAMICHE:
DX= 2
SX= 0
P unt eggio parziale AZIONI T ECNICHE ST AT ICHE:
DX= 2,5
SX= 2,5
Forza (Scheda 2 - Fattore forza: presenza di attività lavorative con uso ripetuto di
forza delle mani/braccia):
punteggio DX
punteggio SX
2,5
2,5
punteggio DX
1,0
punteggio SX
0,0
Forza utilizzata (DX): [ ] Leggera [x] Moderata [ ] Forte [ ] Forza intensa o Quasi massimale
Forza utilizzata (SX): [x] Leggera [ ] Moderata [ ] Forte [ ] Forza intensa o Quasi massimale
Postura (Scheda 3 - Fattore posture e movimenti incongrui):
A) spalla (DX)
punteggio DX
1,0
A) spalla (SX)
punteggio SX
1,0
B) gomito (DX)
punteggio DX
0,0
B) gomito (SX)
punteggio SX
0,0
C) polso (DX)
punteggio DX
4,0
C) polso (SX)
punteggio SX
0,0
D) mano-dita (DX)
punteggio DX
4,0
D) mano-dita (SX)
punteggio SX
2,0
E) stereotipia (DX)
punteggio DX
3,0
E) stereotipia (SX)
punteggio SX
0,0
punteggio DX
7,0
punteggio SX
2,0
punteggio DX
punteggio SX
0,0
0,0
punteggio DX
14,0
punteggio SX
6,0
punteggio finale postura (massimo tra A, B, C, D, sommato ad E):
Complementari (Scheda 4 - Presenza di fattori di rischio complementari):
PUNTEGGIO INTRINSECO DEL COMPITO:
(somma dei fattori di frequenza, forza, postura,
complementari moltiplicati per il fattore di recupero)
Moltiplicatore Durata (moltiplicatore correttore tempo netto di lavoro ripetitivo):
DX
7,0
SX
3,0
0,500
PUNTEGGIO FINALE
FASCIA
VERDE
RISCHIO
Accettabile
Misure di tutela specifiche – procedure
• Utilizzare utensili manuali dotati di impugnatura ergonomica
• Adottare posture corrette evitando di operare in spazi ristretti - ove possibile posizionare gli elementi su cui fare
manutenzione su di un ripiano
02_41352_010_Mov_Rip_MT_intro_all_MCurie_fff_002
Pag. modulo: 1/1
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI
Criteri di prevenzione
Misure di tutela - Procedure
• Organizzare le attività in modo da minimizzare quelle con potenziali movimenti ripetitivi
• Gli addetti, per quanto possibile devono essere ruotati nelle attività che comportano movimenti potenzialmente
ripetitivi
• Le attrezzature di lavoro devono essere il più possibile leggere e non devono essere sovraccaricate, mantenendo il
contenuto a livelli di peso non gravosi e comunque minimi
• Le attrezzature massimizzino i requisiti di ergonomia; il più possibile:
o evitare deviazioni del polso superiori al 50% dell'escursione articolare
o evitare azioni ripetute con un solo dito
o evitare impugnature che costringono a posizioni di presa sfavorevoli all’applicazione della forza
o evitare movimenti a strappo e colpi
o evitare compressioni localizzate
o evitare la trasmissione di vibrazioni meccaniche
• Le attrezzature e loro impugnature siano rivestite da materiale non scivoloso né conduttore di calore, privo di bordi
taglienti, estremità appuntite ed altre asperità non protette
• Organizzare le attività in modo siano possibili ed effettuate pause o tempi di recupero rispetto al rischio evidenziato
nell’ambito dei cicli di lavoro potenzialmente ripetitivo e comunque nell’ambito dell’intero turno di lavoro. A questo
proposito è opportuno:
o ottimizzare la distribuzione delle pause, riducendo eventualmente la durata di ogni singola pausa ma
aumentandone la frequenza nella giornata lavorativa
o predisporre le pause possibilmente alla fine di un'ora di compito ripetitivo – anche in caso di necessità
contingenti
o evitare di prevedere delle pause vicine all'orario di inizio della pausa per il pasto e all'ora di fine turno
• Privilegiare le lavorazioni in parallelo tra diversi addetti con contestuale minimizzazione dei sovraccarichi e sforzi di
ciascuno
• Evitare compiti e azioni inutili, massimizzare la ripartizione delle azioni fra i due arti
• Evitare contrazioni anche occasionali di entità superiore al 50-60% della massima capacità individuale;
• L’impegno muscolare medio di un gruppo muscolare non deve superare in durata il 15% della massima capacità nel
turno di lavoro.
• Impugnare i materiali e contenitori il più possibile con le due mani e comunque privilegiando posizioni che
minimizzino la distanza della presa con il baricentro del peso/carico
• I contenitori e i materiali da movimentare devono avere caratteristiche di presa ergonomiche e sicure
02_41360_305_Mov_Rip_movimenti_MT_L_MCurie_fff_004
Pag. modulo: 1/2
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTI RIPETITIVI DEGLI ARTI SUPERIORI
CRITERI DI PREVENZIONE
Misure di tutela – Procedure
• Tale articolato costituisce parte integrante del complesso delle misure di tutela. I criteri devono massimamente essere
rispettati e comunque gli stessi devono essere considerati in occasione di nuovo acquisizioni, ristrutturazioni e
riorganizzazioni dei luoghi di lavoro.
Criteri
• Non superare il 50% del range di movimento articolare per tempi significativi
• Non mantenere gli arti sollevati (non appoggiati a 45° e oltre) per tempi prolungati
• Non ripetere lo stesso identico gesto lavorativo per tempi prolungati
Abduzione oltre il 50% del massimo consigliato (45°)
Estensione di oltre 20° del braccio
Braccia sollevate di più di 45°
Non superare i 60° di supinazione o pronazione
02_41360_305_Mov_Rip_movimenti_MT_L_MCurie_fff_004
Non superare i 60° di movimenti in flessione del braccio
Pag. modulo: 2/2
Le escursioni in flesso estensione non devono superare i 45°
Valutazione del rischio
“SOVRACCARICO BIOMECCANICO
MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI”
D.Lgs. 81/08
02_41400_001_MMC_VR_prem_MCurie_fff_021
Pag. modulo: 1/2
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Note introduttive -
Premessa: note tecniche generali
I rischi principali per i lavoratori nelle attività lavorative di movimentazione manuale dei carichi sono le patologie da
sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.
In particolare si intendono per:
•
movimentazione manuale dei carichi: le operazioni di trasporto o di sostegno di un carico ad opera di uno o più
lavoratori, comprese le azioni del sollevare, deporre, spingere, tirare, portare o spostare un carico, che, per le loro
caratteristiche o in conseguenza delle condizioni ergonomiche sfavorevoli, comportano rischi di patologie da
sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari
•
patologie da sovraccarico biomeccanico: patologie delle strutture osteoarticolari, muscolotendinee e
nervovascolari.
La prevenzione del rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari, connesse alle attività
lavorative di movimentazione manuale dei carichi considera, in modo integrato, il complesso degli elementi di riferimento e
dei fattori individuali di rischio.
Elementi di riferimento
Caratteristiche del carico
La movimentazione manuale di un carico può costituire un rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare
dorso-lombari nei seguenti casi:
• il carico è troppo pesante
• è ingombrante o difficile da afferrare
• è in equilibrio instabile o il suo contenuto rischia di spostarsi
• è collocato in una posizione tale per cui deve essere tenuto o maneggiato a una certa distanza dal tronco o con
una torsione o inclinazione del tronco
• può, a motivo della struttura esterna e/o della consistenza, comportare lesioni per il lavoratore, in particolare in
caso di urto
Sforzo fisico richiesto
Lo sforzo fisico può avere rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
• è eccessivo
• può essere effettuato soltanto con un movimento di torsione del tronco
• può comportare un movimento brusco del carico
• è compiuto col corpo in posizione instabile
02_41400_001_MMC_VR_prem_MCurie_fff_021
Pag. modulo: 2/2
Caratteristiche dell’ambiente di lavoro
Le caratteristiche dell'ambiente di lavoro possono aumentare le possibilità di rischio di patologie da sovraccarico
biomeccanico, in particolare dorso-lombari nei seguenti casi:
• lo spazio libero, in particolare verticale, è insufficiente per lo svolgimento dell'attività richiesta
• il pavimento è ineguale, quindi presenta rischi di inciampo o è scivoloso il posto o l'ambiente di lavoro non
consentono al lavoratore la movimentazione manuale di carichi a un'altezza di sicurezza o in buona posizione
• il pavimento o il piano di lavoro presenta dislivelli che implicano la manipolazione del carico a livelli diversi
• il pavimento o il punto di appoggio sono instabili
• la temperatura, l'umidità o la ventilazione sono inadeguate
Esigenze connesse all’attività’
L'attività può comportare un rischio di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari se comporta una
o più delle seguenti esigenze:
• sforzi fisici che sollecitano in particolare la colonna vertebrale, troppo frequenti o troppo prolungati
• pause e periodi di recupero fisiologico insufficienti
• distanze troppo grandi di sollevamento, di abbassamento o di trasporto
• un ritmo imposto da un processo che non può essere modulato dal lavoratore
Fattori individuali di rischio
Fatto salvo quanto previsto dalla normativa vigente in tema di tutela e sostegno della maternità e di protezione dei giovani sul
lavoro, il lavoratore può correre un rischio nei seguenti casi:
• inidoneità fisica a svolgere il compito in questione tenuto altresì conto delle differenze di genere e di età
• indumenti, calzature o altri effetti personali inadeguati portati dal lavoratore
• insufficienza o inadeguatezza delle conoscenze o della formazione o dell’addestramento
Riferimenti a norme tecniche
Nelle considerazioni inerenti alla valutazione del rischio in oggetto e alle relative misure di tutela, si è seguita la norma
tecnica ISO 11228-1 (Ergonomics – Manual Handling – Part 1: Lifting and carrying)
La valutazione dei rischi e le conseguenti misure di tutela sono da applicarsi a chiunque, prescindendo dalla normale
organizzazione del ciclo produttivo, svolga le attività di movimentazione analizzate.
Per la valutazione specifica dei livelli di rischi per mansione si rimanda al modulo di valutazione dei rischi per la
salute nel presente documento.
02_41405_010_MMC_VR_norme_intro_MCurie_023
Sezione: 2
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SOVRACCARICO BIOMECCANICO - RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Note introduttive – Modello di valutazione Il modello utilizzato per fornire una stima di rischio è quello proposto dalla norma tecnica ISO 11228-1 e studi collegati.
Metodo “Step by step”. Se le valutazione concernente il singolo step porta a una conclusione positiva, ovvero il valore limite di
riferimento è rispettato, si passa a quello successivo. Qualora, invece, la valutazione porti a una conclusione negativa, è
necessario adottare azioni di miglioramento per riportare il rischio a condizioni accettabili.
Condizioni di applicabilità
-
massa m ≥ 3 Kg - peso uguale o maggiore di 3 kg
-
velocità dell’andatura compresa tra 0,5 m/s e 1,0 m/s su superfici orizzontali
-
durata del lavoro giornaliero di 8 ore (periodo di riferimento)
Per analisi di sollevamenti con una mano o compiti combinati durante il giorno si utilizzano metodi tecnici riconosciuti
scientificamente.
Condizioni ideali
-
buone condizioni ambientali
-
azione eseguita solo con due mani
-
posizione diritta senza restrizione
-
azione eseguita da una singola persona
-
sollevamento regolare - azione di sollevamento lenta
-
buona presa del carico
02_41405_010_MMC_VR_norme_intro_MCurie_023
Sezione: 2
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-
adeguato attrito fra piedi e pavimento
-
azioni di controllo del carico minimali - le attività di movimentazione manuale, tranne il sollevamento, sono minime
-
carico con temperatura non estremamente calda, fredda o contaminato.
-
lo spostamento verticale del carico sia uguale o inferiore a 0,25m nello spazio compreso tra altezza ginocchi e altezza spalle
-
tronco sostanzialmente eretto e non ruotato
-
carico movimentato mantenuto vicino al corpo e comunque non ingombrante
Step 1 - Massa dell’oggetto
Nel primo step si confronta il peso effettivo dell’oggetto sollevato con la massa di riferimento mref (o peso limite). La massa di
riferimento si differenzia a seconda del genere (maschio o femmina) e dell’età:
mref – massa di riferimento per diversità di popolazione
Età (anni)
Maschi
Femmine
Tra 18 e 45
25
20
Inferiore a 18 o maggiore di 45
20
15
Step 2 - Massa e frequenza di sollevamento dell’oggetto
Nel secondo step si procede a confrontare il peso effettivamente sollevato con la frequenza di movimentazione f (atti/minuto);
in base alla durata giornaliera della movimentazione, si ricava, in funzione della frequenza, il peso limite raccomandato.
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Sezione: 2
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Step 3 - condizioni non ideali
Nel terzo step il peso limite raccomandato deve essere calcolato tenendo in considerazione i parametri che caratterizzano la
tipologia di sollevamento.
Il peso limite raccomandato dello step 3 è calcolato sulla base della seguente equazione
m ≤ mref × hM × vM × dM × αM × fM × cM
dove:
-
-
mref è la massa di riferimento per il gruppo di popolazione lavorativa identificato
hM è il moltiplicatore distanza orizzontale, in particolare hM=0,25/h (ove h è la distanza, in m, fra corpo e baricentro
del carico).
• Se h ≤ 0,25 allora hM = 1
• Se h > 0,63 allora hM = 0
vM è il moltiplicatore della distanza verticale, in particolare vM=1 - 0,3 x 0,75-v, ove v è l’altezza, in m, delle mani
da terra
-
• Se v > 1,75 allora vM = 0
• Se v < 0 allora vM = 0
dM è il moltiplicatore dislocazione verticale, in particolare dM=0,82 + (0,045 / d), ove d è la lunghezza, in m, del
sollevamento
•
•
-
Se d > 1,75 allora dM = 0
Se d < 0,25 allora dM = 1
αM è il moltiplicatore di asimmetria, in particolare αM=1-(0,0032 x α ), ove α è l’angolo, in gradi, di asimmetria
•
Se α > 135 ° allora αM = 0
02_41405_010_MMC_VR_norme_intro_MCurie_023
-
Sezione: 2
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fM è il moltiplicatore di frequenza, che tiene conto (con dati desunti da letteratura tecnica) della frequenza di
sollevamento (espressa in atti al minuto rapportata al numero di ore in tale attività tL)
-
cM è moltiplicatore qualità di presa, che esprime il giudizio sulla presa del carico. In particolare:
(*)Altezza: mani inizio sollevamento.
I fattori moltiplicativi sopra elencati possono variare tra 0 e 1.
In caso di movimentazioni non ripetitive il valore del moltiplicatore di frequenza è uguale a 1.
Si considera, ai fini del calcolo del fattore moltiplicativo di frequenza (fM), la durata complessiva del compito secondo le
seguenti condizioni:
• durata breve: qualora il compito abbia durata inferiore a 1 ora e due compiti di questo tipo siano intervallati da un periodo
di riposo di entità almeno 1.2 volte la durata del compito. Le movimentazioni occasionali (frequenza inferiore a 6 atti per
ora) si considerano di durata breve.
• durata media: qualora il compito abbia durata compresa fra 1 e 2 ore e due compiti di questo tipo siano intervallati da un
periodo di riposo di entità almeno 0.3 volte la durata del compito
• durata lunga: qualora il compito abbia durata compresa fra 2 e 8 ore interrotto dalle normali pause lavorative (due pause
“brevi" e una “lunga”)
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Sezione: 2
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Infine si procederà al calcolo dell’Indice di Sollevamento (IS), mediante la seguente formula:
IS = Peso effettivamente sollevato / Peso limite raccomandato
L’indice di sollevamento rappresenta un indicatore in base al quale è possibile delineare dei comportamenti in funzione
preventiva.
Nel dettaglio valgono i seguenti orientamenti, come indicato dalla norma EN 1005-2:
IS ≤ 0.85
è
situazione accettabile nel rispetto delle caratteristiche del sollevamento valutati e
delle misure di prevenzione e tutela indicate
0.85 < IS < 1.0
è
situazione accettabile nel rispetto delle caratteristiche del sollevamento valutati e
delle misure di prevenzione e tutela indicate ma per le quali si ritengono opportune
la sorveglianza sanitaria ed azioni di miglioramento
IS ≥ 1.0
è
la situazione può comportare un rischio per quote crescenti di popolazione e
pertanto richiede un intervento di prevenzione, prevedendo l’applicazione di
misure di tutela che riducano l’indice. Il rischio è tanto più elevato quanto
maggiore è l’indice. Attivare la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti.
Effettuare specifica formazione / informazione per i lavoratori.
Step 4 Massa cumulativa
Lo step 4 valuta la massa cumulativa mcum, ovvero il prodotto tra il peso trasportato e la frequenza di trasporto, espresso in Kg
per unità di tempo. In condizioni ideali, il limite della massa cumulativa proposto dalla ISO 11228-1 è di 10.000 kg nell’arco
delle otto ore lavorative (se la distanza di trasporto è significativa, per esempio, superiore ai 20 m, la massa cumulativa scende
a 6.000 kg per otto ore lavorative). Lo step 4 permette di valutare, quindi, il rischio sul lungo periodo da trasporto manuale del
carico. Nel caso di un oggetto che deve essere trasportato una volta per una piccola distanza (uno o due passi, distanza inferiore
ad un metro), il sollevamento manuale è accettabile sotto le condizioni esistenti.
Step 5 Massa cumulativa riferita alla distanza
Dalla tabella 1 della norma tecnica ISO 11228-1 è possibile desumere il limite di massa cumulativa sul breve, medio e lungo
periodo in relazione alla distanza di trasporto (hc) in metri in condizioni ideali. Se i limiti sono rispettati il sollevamento e il
trasporto manuale sono accettabili.
02_41405_010_MMC_VR_norme_intro_MCurie_023
Sezione: 2
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In condizioni ambientali sfavorevoli, oppure quando si solleva da o altezze basse o si ripone ad altezze basse, per esempio
sotto l'altezza del ginocchio, o quando le braccia vengono alzate sopra le spalle, i limiti raccomandati per la massa cumulativa
trasportata nella tabella 1 dovrebbero essere sensibilmente ridotti (almeno di un terzo).
Se viene superata con esito positivo anche la Fase 5 si può concludere che il sollevamento con trasporto del carico avviene con
caratteristiche accettabili. In caso contrario occorre apportare misure correttive.
Sollevamento con una sola mano
Per caratterizzare il sollevamento con una sola mano si utilizza un fattore cautelativo moltiplicativo pari a 0,6 (come indicato
dalla norma UNI 1005-2) nel peso limite raccomandato.
Movimentazioni di gruppo
Per movimentazioni di gruppo si utilizzano le seguenti formule:
Movimentazione da parte di due persone (n = 2)
Peso limite Cumulativo =
2 n

 ∑ Peso Limite Raccomandato 
3  i=1

Movimentazione da parte di tre persone (n = 3)
Peso limite Cumulativo =
1 n

 ∑ Peso Limite Raccomandato 
2  i=1

Indice di sollevamento (IS) = Peso effettivamente sollevato / Peso limite cumulativo
Criteri per la valutazione del rischio
Nei moduli seguenti di valutazione del rischio sono stati considerati valori medi rappresentativi e criteri cautelativi.
02_41459_010_MMC_soll_barre_acciaio_MCurie_022
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SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Analisi di Sollevamento L’analisi preliminare della situazione presa in esame indica che l’analisi quantitativa può essere significativa.
Descrizione dell’azione: movimentazione di barre d’acciaio
Il compito preso in esame è la movimentazione di barre d’acciaio presso i laboratori di meccanica
Le azioni da compiere sono: sollevamento, con necessità di trasporto.
I parametri sotto riportati sono considerati nella valutazione con criteri cautelativi, stante la necessaria tutela dei lavoratori,
tuttavia rappresentando le attività lavorative.
Caratteristiche del carico
Le caratteristiche del carico sono indicate nell’algoritmo di valutazione (si sono considerati valori medi rappresentativi e
criteri cautelativi).
Analisi quantitativa delle operazioni di sollevamento
Step 1
-
m ≤ mref (massa effettiva dell’oggetto da movimentare inferiore od uguale alla massa di riferimento)
Step 2
-
massa effettiva e frequenza inferiori ai limiti
Step 3
-
per il calcolo del peso limite raccomandato ed il relativo indice di sollevamento vedi tabella seguente.
Step 4
-
si verifica che:
Step 5
-
mcum, hc < limiti
mcum < 10000 Kg
02_41459_010_MMC_soll_barre_acciaio_MCurie_022
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Tabella per calcolo del peso limite raccomandato
PESO EFFETTIVAMENTE SOLLEVATO (Kg) =
N° persone adibite al sollevamento =
17,00
2
N° mani utilizzate per il sollevamento =
2
distanza verticale fra le mani e il piano dei piedi all'inizio del sollevamento
altezza v (m)
<0
0
0,25
0,5
0,75
1
fattore (vM)
0
0,78
0,85
0,93
1,00
0,93
1,25
0,85
1,5
0,78
>1,75
0,00
Valore scelto
0,40
0,90
lunghezza verticale di spostamento fra inizio e fine sollevamento
lunghezza d (m)
0,25
0,3
0,4
fattore (dM)
1,00
0,97
0,93
0,5
0,91
0,7
0,88
1
0,87
1,7
0,86
>1,75
0,00
Valore scelto
1,00
0,87
distanza fra le mani e il punto mediano fra le caviglie
distanza h (m)
<=0,25
0,25
0,3
fattore (hM)
1,00
1,00
0,83
0,4
0,63
0,5
0,50
0,55
0,45
0,6
0,42
>0,63
0,00
Valore scelto
0,30
0,83
angolo di asimmetria
angolo di asimmetria (°)
fattore ( M)
60
0,81
90
0,71
120
0,62
135
0,57
>135
0,00
Valore scelto
0
1,00
0
1,00
30
0,90
caratteristiche di presa
Valore scelto
medio v discreto
buono < 0,75 v ≥ 0,75
1,00
0,95
1,00
giudizio
fattore (cM)
scarso
0,90
0,90
fattore di frequenza (fM)
durata del compito lavorativo
azioni/min
tempo ≤ 1h
1h < tempo ≤ 2h
2h < tempo ≤ 8h
v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75
v ≥ 0,75
<= 0,2
0,5
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,00
0,00
0,00
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,34
0,31
0,28
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,23
0,21
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,15
0,13
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
>15
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PESO LIMITE RACCOMANDATO (Kg) =
INDICE DI SOLLEVAMENTO (IS) =
Valore scelto
1
MASCHI
età compresa tra 18
e 45 anni - massa di
rif. 25Kg
MASCHI
età
inferiore 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 20Kg
FEMMINE
età
compresa tra 18 e 45
anni - massa di rif.
20Kg
FEMMINE
età inferiore a 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 15Kg
14,52
11,61
11,61
8,71
0,87
1,09
1,09
1,46
02_41459_010_MMC_soll_barre_acciaio_MCurie_022
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Misure di tutela specifiche – procedure
• Occorre predisporre opportune misure comportamentali e gestionali al fine di mantenere caratteristiche di accettabilità per il
compito in esame qualora sia necessario variare i fattori di ergonomicità del compito, i pesi ed il soggetto
• Utilizzare adeguati guanti per aumentare la presa del carico quando questo presenta parti contundenti o può essere scivoloso
• Per le categorie ove risulta indice superiore a 1
• la situazione può comportare un rischio per quote crescenti di popolazione e pertanto richiede un intervento di
prevenzione, prevedendo l’applicazione di misure di tutela che riducano l’indice. Il rischio è tanto più elevato
quanto maggiore è l’indice. Attivare la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti. Effettuare specifica formazione
/ informazione per i lavoratori.
• Massimizzare il sollevamento tramite due operatori o ausili di sollevamento
02_41460_040_MMC_soll_banco_MCurie_022
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SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Analisi di Sollevamento L’analisi preliminare della situazione presa in esame indica che l’analisi quantitativa può essere significativa.
Descrizione dell’azione: sollevamento e movimentazione di banchi
Il compito preso in esame è la movimentazione del carico indicato per effettuare le successive lavorazioni.
Le azioni da compiere sono: sollevamento, posizionamento dei banchi
I parametri sotto riportati sono considerati nella valutazione con criteri cautelativi, stante la necessaria tutela dei lavoratori,
tuttavia rappresentando le attività lavorative.
Caratteristiche del carico
Le caratteristiche del carico sono indicate nell’algoritmo di valutazione (si sono considerati valori medi rappresentativi e criteri
cautelativi).
L’oggetto è dotato di prese nella parte superiore.
Analisi quantitativa delle operazioni di sollevamento
Step 1
-
m ≤ mref (massa effettiva dell’oggetto da movimentare inferiore od uguale alla massa di riferimento)
Step 2
-
massa effettiva e frequenza inferiori ai limiti
Step 3
-
per il calcolo del peso limite raccomandato ed il relativo indice di sollevamento vedi tabella seguente.
Step 4
-
si verifica che:
mcum < 10000 Kg
Step 5
-
mcum, hc < limiti
Misure di tutela specifiche – procedure
• sollevare un banco per volta
• non far presa nelle maniglie solo con le punta delle dita
• posizione banchi tale da non costituire obbligo di sollevamenti con torsioni
• Massimizzare il sollevamento tramite due operatori o ausili di sollevamento
02_41460_040_MMC_soll_banco_MCurie_022
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Tabella per calcolo del peso limite raccomandato
PESO EFFETTIVAMENTE SOLLEVATO (Kg) =
N° persone adibite al sollevamento =
9,00
1
N° mani utilizzate per il sollevamento =
2
distanza verticale fra le mani e il piano dei piedi all'inizio del sollevamento
altezza v (m)
<0
0
0,25
0,5
0,75
1
0
0,78
0,85
0,93
1,00
0,93
fattore (vM)
1,25
0,85
1,5
0,78
>1,75
0,00
Valore scelto
0,70
0,99
lunghezza verticale di spostamento fra inizio e fine sollevamento
lunghezza d (m)
0,25
0,3
0,4
fattore (dM)
1,00
0,97
0,93
0,5
0,91
0,7
0,88
1
0,87
1,7
0,86
>1,75
0,00
Valore scelto
0,30
0,97
distanza fra le mani e il punto mediano fra le caviglie
distanza h (m)
<=0,25
0,25
0,3
fattore (hM)
1,00
1,00
0,83
0,4
0,63
0,5
0,50
0,55
0,45
0,6
0,42
>0,63
0,00
Valore scelto
0,20
1,25
angolo di asimmetria
angolo di asimmetria a (°)
fattore (∪M)
60
0,81
90
0,71
120
0,62
135
0,57
>135
0,00
Valore scelto
0
1,00
0
1,00
30
0,90
caratteristiche di presa
Valore scelto
medio v discreto
buono < 0,75 v ≥ 0,75
1,00
0,95
1,00
giudizio
fattore (cM)
scarso
0,90
0,95
fattore di frequenza (fM)
durata del compito lavorativo
azioni/min
tempo ≤ 1h
1h < tempo ≤ 2h
2h < tempo ≤ 8h
v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75
v ≥ 0,75
<= 0,2
0,5
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,00
0,00
0,00
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,34
0,31
0,28
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,23
0,21
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,15
0,13
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
>15
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PESO LIMITE RACCOMANDATO (Kg) =
INDICE DI SOLLEVAMENTO (IS) =
Valore scelto
1
MASCHI
età compresa tra 18
e 45 anni - massa di
rif. 25Kg
MASCHI
età
inferiore 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 20Kg
FEMMINE
età
compresa tra 18 e 45
anni - massa di rif.
20Kg
28,36
22,69
22,69
17,02
0,32
0,40
0,40
0,53
FEMMINE
età inferiore a 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 15Kg
02_41460_045_MMC_soll_sedia_MCurie_022
Pag. modulo: 1/2
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Analisi di Sollevamento L’analisi preliminare della situazione presa in esame indica che l’analisi quantitativa può essere significativa.
Descrizione dell’azione: movimentazione di sedie
Il compito preso in esame è la movimentazione di sedie
Le azioni da compiere sono: sollevamento, con necessità di trasporto.
I parametri sotto riportati sono considerati nella valutazione con criteri cautelativi, stante la necessaria tutela dei lavoratori,
tuttavia rappresentando le attività lavorative.
Caratteristiche del carico
Le caratteristiche del carico sono indicate nell’algoritmo di valutazione (si sono considerati valori medi rappresentativi e
criteri cautelativi).
Analisi quantitativa delle operazioni di sollevamento
Step 1
-
m ≤ mref (massa effettiva dell’oggetto da movimentare inferiore od uguale alla massa di riferimento)
Step 2
-
massa effettiva e frequenza inferiori ai limiti
Step 3
-
per il calcolo del peso limite raccomandato ed il relativo indice di sollevamento vedi tabella seguente.
Step 4
-
si verifica che:
mcum < 10000 Kg
Step 5
-
mcum, hc < limiti
Misure di tutela specifiche – procedure
• In caso di presa utilizzare guanti per aumentare l’efficienza della presa
02_41460_045_MMC_soll_sedia_MCurie_022
Pag. modulo: 2/2
Tabella per calcolo del peso limite raccomandato
PESO EFFETTIVAMENTE SOLLEVATO (Kg) =
N° persone adibite al sollevamento =
5,00
1
N° mani utilizzate per il sollevamento =
2
distanza verticale fra le mani e il piano dei piedi all'inizio del sollevamento
altezza v (m)
<0
0
0,25
0,5
0,75
1
fattore (vM)
0
0,78
0,85
0,93
1,00
0,93
1,25
0,85
1,5
0,78
>1,75
0,00
Valore scelto
0,57
0,95
lunghezza verticale di spostamento fra inizio e fine sollevamento
lunghezza d (m)
0,25
0,3
0,4
fattore (dM)
1,00
0,97
0,93
0,5
0,91
0,7
0,88
1
0,87
1,7
0,86
>1,75
0,00
Valore scelto
0,45
0,92
distanza fra le mani e il punto mediano fra le caviglie
distanza h (m)
<=0,25
0,25
0,3
fattore (hM)
1,00
1,00
0,83
0,4
0,63
0,5
0,50
0,55
0,45
0,6
0,42
>0,63
0,00
Valore scelto
0,40
0,63
angolo di asimmetria
angolo di asimmetria a (°)
fattore (0 M)
60
0,81
90
0,71
120
0,62
135
0,57
>135
0,00
Valore scelto
0
1,00
0
1,00
30
0,90
caratteristiche di presa
Valore scelto
medio v discreto
buono < 0,75 v ≥ 0,75
1,00
0,95
1,00
giudizio
fattore (cM)
scarso
0,90
0,90
fattore di frequenza (fM)
durata del compito lavorativo
azioni/min
tempo ≤ 1h
1h < tempo ≤ 2h
2h < tempo ≤ 8h
v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75
v ≥ 0,75
<= 0,2
0,5
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,00
0,00
0,00
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,34
0,31
0,28
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,23
0,21
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,15
0,13
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
>15
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PESO LIMITE RACCOMANDATO (Kg) =
INDICE DI SOLLEVAMENTO (IS) =
Valore scelto
1
MASCHI
età compresa tra 18
e 45 anni - massa di
rif. 25Kg
MASCHI
età
inferiore 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 20Kg
FEMMINE
età
compresa tra 18 e 45
anni - massa di rif.
20Kg
FEMMINE
età inferiore a 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 15Kg
12,24
9,79
9,79
7,34
0,41
0,51
0,51
0,68
02_41460_155_MMC_soll_pulizia_secchio_MCurie_022
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Analisi di Sollevamento L’analisi preliminare della situazione presa in esame indica che l’analisi quantitativa può essere significativa.
Descrizione dell’azione: riempimento / svuotamento del secchio per le pulizie del pavimento
Il compito preso in esame è lo svuotamento e il riempimento del secchio con acqua necessario per la pulizie dei pavimenti o di
altre superfici. Il secchio si trova su un carrello dotato di ruote e deve essere riempito di acqua prima della pulizia e,
successivamente, svuotato.
Quali parametri indicativi si individuano quelli di una pulizia di un edificio scolastico che, dal punto di vista della ampiezza della
superficie da pulire, rappresenta sicuramente il caso “peggiore”.
Caratteristiche del carico
Le caratteristiche del carico sono indicate nell’algoritmo di valutazione (si sono considerati valori medi rappresentativi e
criteri cautelativi).
L’oggetto è dotato di presa nella parte superiore.
Analisi quantitativa delle operazioni di sollevamento
Step 1
-
m ≤ mref (massa effettiva dell’oggetto da movimentare inferiore od uguale alla massa di riferimento)
Step 2
-
massa effettiva e frequenza inferiori ai limiti
Step 3
-
per il calcolo del peso limite raccomandato ed il relativo indice di sollevamento vedi tabella seguente.
Step 4
-
si verifica che:
mcum < 10000 Kg
Step 5
-
mcum, hc < limiti
Misure di tutela specifiche – procedure
• Le impugnature dei secchi debbono avere sempre forma anatomica
• Assicurarsi di avere sempre le mani asciutte prima di impugnare il secchio
• Sui secchi è consigliabile sia presente un’indicazione che consenta di arrestare visivamente il riempimento a non più dei
livelli corrispondenti ai pesi indicati; comunque preferire, ove possibile, pesi inferiori
• Massimizzare la presa con due mani
• Al fine di minimizzare il rischio utilizzare, per la massima parte del compito ausili meccanici
02_41460_155_MMC_soll_pulizia_secchio_MCurie_022
Pag. modulo: 2/2
Tabella per calcolo del peso limite raccomandato
PESO EFFETTIVAMENTE SOLLEVATO (Kg) =
N° persone adibite al sollevamento =
6,00
1
N° mani utilizzate per il sollevamento =
1
distanza verticale fra le mani e il piano dei piedi all'inizio del sollevamento
altezza v (m)
<0
0
0,25
0,5
0,75
1
0
0,78
0,85
0,93
1,00
0,93
fattore (vM)
1,25
0,85
1,5
0,78
>1,75
0,00
Valore scelto
0,45
0,91
lunghezza verticale di spostamento fra inizio e fine sollevamento
lunghezza d (m)
0,25
0,3
0,4
fattore (dM)
1,00
0,97
0,93
0,5
0,91
0,7
0,88
1
0,87
1,7
0,86
>1,75
0,00
Valore scelto
0,25
1,00
distanza fra le mani e il punto mediano fra le caviglie
distanza h (m)
<=0,25
0,25
0,3
fattore (hM)
1,00
1,00
0,83
0,4
0,63
0,5
0,50
0,55
0,45
0,6
0,42
>0,63
0,00
Valore scelto
0,25
1,00
angolo di asimmetria
angolo di asimmetria a (°)
fattore (¬M)
60
0,81
90
0,71
120
0,62
135
0,57
>135
0,00
Valore scelto
0
1,00
0
1,00
30
0,90
caratteristiche di presa
Valore scelto
medio v discreto
buono < 0,75 v ≥ 0,75
1,00
0,95
1,00
giudizio
fattore (cM)
scarso
0,90
0,90
fattore di frequenza (fM)
durata del compito lavorativo
azioni/min
tempo ≤ 1h
1h < tempo ≤ 2h
2h < tempo ≤ 8h
v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75
v ≥ 0,75
15
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,00
0,00
0,00
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,34
0,31
0,28
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,23
0,21
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,15
0,13
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
>15
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
<= 0,2
0,5
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
PESO LIMITE RACCOMANDATO (Kg) =
INDICE DI SOLLEVAMENTO (IS) =
Valore scelto
1
MASCHI
età compresa tra 18
e 45 anni - massa di
rif. 25Kg
MASCHI
età
inferiore 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 20Kg
FEMMINE
età
compresa tra 18 e 45
anni - massa di rif.
20Kg
FEMMINE
età inferiore a 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 15Kg
12,29
9,83
9,83
7,37
0,49
0,61
0,61
0,81
02_41460_205_MMC_soll_mat_ufficio_MCurie_022
Pag. modulo: 1/2
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Analisi di Sollevamento L’analisi preliminare della situazione presa in esame indica che l’analisi quantitativa può essere significativa.
Descrizione dell’azione: movimentazione di pacchi / faldoni contenenti carta o similari
Il compito preso in esame è la movimentazione di pacchi /faldoni con materiale cartaceo.
Le azioni da compiere sono: sollevamento, posizionamento nelle zone di utilizzo.
I parametri sotto riportati sono considerati nella valutazione con criteri cautelativi, stante la necessaria tutela dei lavoratori,
tuttavia rappresentando le attività lavorative.
Caratteristiche del carico
Le caratteristiche del carico sono indicate nell’algoritmo di valutazione (si sono considerati valori medi rappresentativi e
criteri cautelativi).
Analisi quantitativa delle operazioni di sollevamento
Step 1
-
m ≤ mref (massa effettiva dell’oggetto da movimentare inferiore od uguale alla massa di riferimento)
Step 2
-
massa effettiva e frequenza inferiori ai limiti
Step 3
-
per il calcolo del peso limite raccomandato ed il relativo indice di sollevamento vedi tabella seguente.
Step 4
-
si verifica che:
mcum < 10000 Kg
Step 5
-
mcum, hc < limiti
Misure di tutela specifiche – procedure
• Preferire il prelievo e la movimentazione delle singole risme di carta
• In caso di presa sulla rilegatura del pacco utilizzare e interporre materiali morbidi o simili per aumentare l’efficienza della
presa
• Mantenere la presa con entrambe le mani
02_41460_205_MMC_soll_mat_ufficio_MCurie_022
Pag. modulo: 2/2
Tabella per calcolo del peso limite raccomandato
PESO EFFETTIVAMENTE SOLLEVATO (Kg) =
N° persone adibite al sollevamento =
9,00
1
N° mani utilizzate per il sollevamento =
2
distanza verticale fra le mani e il piano dei piedi all'inizio del sollevamento
altezza v (m)
<0
0
0,25
0,5
0,75
1
fattore (vM)
0
0,78
0,85
0,93
1,00
0,93
1,25
0,85
1,5
0,78
>1,75
0,00
Valore scelto
0,40
0,90
lunghezza verticale di spostamento fra inizio e fine sollevamento
lunghezza d (m)
0,25
0,3
0,4
1,00
0,97
0,93
fattore (dM)
0,5
0,91
0,7
0,88
1
0,87
1,7
0,86
>1,75
0,00
Valore scelto
0,40
0,93
distanza fra le mani e il punto mediano fra le caviglie
distanza h (m)
<=0,25
0,25
0,3
fattore (hM)
1,00
1,00
0,83
0,4
0,63
0,5
0,50
0,55
0,45
0,6
0,42
>0,63
0,00
Valore scelto
0,25
1,00
angolo di asimmetria
angolo di asimmetria a (°)
fattore ( M)
60
0,81
90
0,71
120
0,62
135
0,57
>135
0,00
Valore scelto
0
1,00
0
1,00
30
0,90
caratteristiche di presa
Valore scelto
medio v discreto
buono < 0,75 v ≥ 0,75
1,00
0,95
1,00
giudizio
fattore (cM)
scarso
0,90
0,90
fattore di frequenza (fM)
durata del compito lavorativo
azioni/min
tempo ≤ 1h
1h < tempo ≤ 2h
v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75
2h < tempo ≤ 8h
v ≥ 0,75 v < 0,75
v ≥ 0,75
<= 0,2
0,5
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,00
0,00
0,00
1,00
0,97
0,94
0,91
0,88
0,84
0,80
0,75
0,70
0,60
0,52
0,45
0,41
0,37
0,34
0,31
0,28
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,95
0,92
0,88
0,84
0,79
0,72
0,60
0,50
0,42
0,35
0,30
0,26
0,23
0,21
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,15
0,13
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
>15
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PESO LIMITE RACCOMANDATO (Kg) =
INDICE DI SOLLEVAMENTO (IS) =
Valore scelto
1
MASCHI
età compresa tra 18
e 45 anni - massa di
rif. 25Kg
MASCHI
età
inferiore 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 20Kg
FEMMINE
età
compresa tra 18 e 45
anni - massa di rif.
20Kg
FEMMINE
età inferiore a 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 15Kg
18,78
15,02
15,02
11,27
0,48
0,60
0,60
0,80
02_41460_210_MMC_soll_pacchi_MCurie_022
Pag. modulo: 1/2
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Analisi di Sollevamento L’analisi preliminare della situazione presa in esame indica che l’analisi quantitativa può essere significativa.
Descrizione dell’azione: movimentazione di pacchi di materiale cartaceo o materiali equivalenti
Il compito preso in esame è la movimentazione di pacchi con materiale cartaceo utilizzato per le stampe e prodotti finiti.
Le azioni da compiere sono: sollevamento, con necessità di trasporto.
I parametri sotto riportati sono considerati nella valutazione con criteri cautelativi, stante la necessaria tutela dei lavoratori,
tuttavia rappresentando le attività lavorative.
Caratteristiche del carico
Le caratteristiche del carico sono indicate nell’algoritmo di valutazione (si sono considerati valori medi rappresentativi e
criteri cautelativi).
Analisi quantitativa delle operazioni di sollevamento
Step 1
-
m ≤ mref (massa effettiva dell’oggetto da movimentare inferiore od uguale alla massa di riferimento)
Step 2
-
massa effettiva e frequenza inferiori ai limiti
Step 3
-
per il calcolo del peso limite raccomandato ed il relativo indice di sollevamento vedi tabella seguente.
Step 4
-
si verifica che:
mcum < 10000 Kg
Step 5
-
mcum, hc < limiti
Misure di tutela specifiche – procedure
• In caso di presa sulla rilegatura del pacco utilizzare e interporre materiali morbidi o utilizzare guanti per aumentare
l’efficienza della presa
02_41460_210_MMC_soll_pacchi_MCurie_022
Pag. modulo: 2/2
Tabella per calcolo del peso limite raccomandato
PESO EFFETTIVAMENTE SOLLEVATO (Kg) =
N° persone adibite al sollevamento =
7,00
1
N° mani utilizzate per il sollevamento =
2
distanza verticale fra le mani e il piano dei piedi all'inizio del sollevamento
altezza v (m)
<0
0
0,25
0,5
0,75
1
fattore (v M)
0
0,78
0,85
0,93
1,00
0,93
1,25
0,85
1,5
0,78
>1,75
0,00
Valore scelto
0,28
0,86
lunghezza verticale di spostamento fra inizio e fine sollevamento
lunghezza d (m)
0,25
0,3
0,4
fattore (d M)
1,00
0,97
0,93
0,5
0,91
0,7
0,88
1
0,87
1,7
0,86
>1,75
0,00
Valore scelto
0,60
0,90
distanza fra le mani e il punto mediano fra le caviglie
distanza h (m)
<=0,25
0,25
0,3
fattore (h M)
1,00
1,00
0,83
0,4
0,63
0,5
0,50
0,55
0,45
0,6
0,42
>0,63
0,00
Valore scelto
0,28
0,89
angolo di asimmetria
angolo di asimmetria a (°)
fattore ( M)
60
0,81
90
0,71
120
0,62
135
0,57
>135
0,00
Valore scelto
0
1,00
0
1,00
30
0,90
caratteristiche di presa
Valore scelto
medio v discreto
buono < 0,75 v ≥ 0,75
1,00
0,95
1,00
giudizio
fattore (cM )
scarso
0,90
0,90
fattore di frequenza (fM)
durata del compito lavorativo
azioni/min
<= 0,2
0,5
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
>15
tempo ≤ 1h
1h < tempo ≤ 2h
2h < tempo ≤ 8h
v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75
1,00
1,00
0,95
0,95
0,85
0,97
0,97
0,92
0,92
0,81
0,94
0,94
0,88
0,88
0,75
0,91
0,91
0,84
0,84
0,65
0,88
0,88
0,79
0,79
0,55
0,84
0,84
0,72
0,72
0,45
0,80
0,80
0,60
0,60
0,35
0,75
0,75
0,50
0,50
0,27
0,70
0,70
0,42
0,42
0,22
0,60
0,60
0,35
0,35
0,18
0,52
0,52
0,30
0,30
0,00
0,45
0,45
0,26
0,26
0,00
0,41
0,41
0,00
0,23
0,00
0,37
0,37
0,00
0,21
0,00
0,00
0,34
0,00
0,00
0,00
0,00
0,31
0,00
0,00
0,00
0,00
0,28
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PESO LIMITE RACCOMANDATO (Kg) =
INDICE DI SOLLEVAMENTO (IS) =
0,00
0,00
v ≥ 0,75
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,15
0,13
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Valore scelto
0,92
MASCHI
età compresa tra 18
e 45 anni - massa di
rif. 25Kg
MASCHI
età
inferiore 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 20Kg
FEMMINE
età
compresa tra 18 e 45
anni - massa di rif.
20Kg
FEMMINE
età inferiore a 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 15Kg
14,21
11,37
11,37
8,53
0,49
0,62
0,62
0,82
02_41460_352_MMC_soll_attrezzi_MCurie_022
Pag. modulo: 1/2
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Analisi di Sollevamento L’analisi preliminare della situazione presa in esame indica che l’analisi quantitativa può essere significativa.
Descrizione dell’azione: movimentazione della cassetta degli attrezzi
Il compito preso in esame è il sollevamento e posizionamento della cassetta con attrezzi utilizzati per eventuali manutenzioni.
Le azioni da compiere sono: prelievo dal mezzo, sollevamento e posizionamento della cassetta nei pressi della zona di
lavorazione, riposizionamento.
I parametri sotto riportati sono considerati nella valutazione con criteri cautelativi, stante la necessaria tutela dei lavoratori,
tuttavia rappresentando le attività lavorative.
Caratteristiche del carico
Le caratteristiche del carico sono indicate nell’algoritmo di valutazione (si sono considerati valori medi rappresentativi e
criteri cautelativi).
Analisi quantitativa delle operazioni di sollevamento
Step 1
-
m ≤ mref (massa effettiva dell’oggetto da movimentare inferiore od uguale alla massa di riferimento)
Step 2
-
massa effettiva e frequenza inferiori ai limiti
Step 3
-
per il calcolo del peso limite raccomandato ed il relativo indice di sollevamento vedi tabella seguente.
Step 4
-
si verifica che:
mcum < 10000 Kg
Step 5
-
mcum, hc < limiti
Misure di tutela specifiche – procedure
• I punti di presa debbono, il più possibile, avere forma anatomica
02_41460_352_MMC_soll_attrezzi_MCurie_022
Pag. modulo: 2/2
Tabella per calcolo del peso limite raccomandato
PESO EFFETTIVAMENTE SOLLEVATO (Kg) =
N° persone adibite al sollevamento =
4,00
1
N° mani utilizzate per il sollevamento =
1
distanza verticale fra le mani e il piano dei piedi all'inizio del sollevamento
altezza v (m)
<0
0
0,25
0,5
0,75
1
fattore (v M)
0
0,78
0,85
0,93
1,00
0,93
1,25
0,85
1,5
0,78
>1,75
0,00
Valore scelto
0,40
0,90
lunghezza verticale di spostamento fra inizio e fine sollevamento
lunghezza d (m)
0,25
0,3
0,4
fattore (d M)
1,00
0,97
0,93
0,5
0,91
0,7
0,88
1
0,87
1,7
0,86
>1,75
0,00
Valore scelto
0,45
0,92
distanza fra le mani e il punto mediano fra le caviglie
distanza h (m)
<=0,25
0,25
0,3
fattore (h M)
1,00
1,00
0,83
0,4
0,63
0,5
0,50
0,55
0,45
0,6
0,42
>0,63
0,00
Valore scelto
0,30
0,83
angolo di asimmetria
angolo di asimmetria a (°)
fattore ( M)
60
0,81
90
0,71
120
0,62
135
0,57
>135
0,00
Valore scelto
0
1,00
0
1,00
30
0,90
caratteristiche di presa
Valore scelto
medio v discreto
buono < 0,75 v ≥ 0,75
1,00
0,95
1,00
giudizio
fattore (cM)
scarso
0,90
0,95
fattore di frequenza (fM )
durata del compito lavorativo
azioni/min
<= 0,2
0,5
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
>15
tempo ≤ 1h
1h < tempo ≤ 2h
2h < tempo ≤ 8h
v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75 v ≥ 0,75 v < 0,75
1,00
1,00
0,95
0,95
0,85
0,97
0,97
0,92
0,92
0,81
0,94
0,94
0,88
0,88
0,75
0,91
0,91
0,84
0,84
0,65
0,88
0,88
0,79
0,79
0,55
0,84
0,84
0,72
0,72
0,45
0,80
0,80
0,60
0,60
0,35
0,75
0,75
0,50
0,50
0,27
0,70
0,70
0,42
0,42
0,22
0,60
0,60
0,35
0,35
0,18
0,52
0,52
0,30
0,30
0,00
0,45
0,45
0,26
0,26
0,00
0,41
0,41
0,00
0,23
0,00
0,37
0,37
0,00
0,21
0,00
0,00
0,34
0,00
0,00
0,00
0,00
0,31
0,00
0,00
0,00
0,00
0,28
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
PESO LIMITE RACCOMANDATO (Kg) =
INDICE DI SOLLEVAMENTO (IS) =
0,00
0,00
v ≥ 0,75
0,85
0,81
0,75
0,65
0,55
0,45
0,35
0,27
0,22
0,18
0,15
0,13
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
0,00
Valore scelto
1
MASCHI
età compresa tra 18
e 45 anni - massa di
rif. 25Kg
MASCHI
età
inferiore 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 20Kg
FEMMINE
età
compresa tra 18 e 45
anni - massa di rif.
20Kg
FEMMINE
età inferiore a 18 o
maggiore di 45 anni massa di rif. 15Kg
9,78
7,82
7,82
5,87
0,41
0,51
0,51
0,68
02_41470_010_MMC_MT_misure_gen_MCurie_fff_021
Pag. modulo: 1/2
SOVRACCARICO BIOMECCANICO
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI
- Misure generali di tutela Misure generali di prevenzione e tutela - procedure
• Valori limite massimi di movimentazione raccomandati: massa di riferimento mref:
- 25 kg per i lavoratori maschi con età compresa tra i 18 e 45 anni
- 20 kg per le lavoratrici femmine con età compresa tra i 18 e 45 anni
- 20 kg per i lavoratori maschi con età minore di 18 o maggiore di 45
- 15 kg per le lavoratrici femmine con età minore di 18 o maggiore di 45
- 40 kg per popolazione lavorativa specializzata in circostanze eccezionali (ove lo sviluppo tecnologico non sia
sufficientemente avanzato). In questi casi è opportuno fornire un adeguato addestramento e formazione/informazione
ai lavoratori valutando le capacità individuali
• I carichi pesanti o ingombranti devono essere movimentati ricorrendo a mezzi appropriati, predisponendo ed utilizzando
massimamente ausili meccanici
• Evitare movimentazioni che possono presentare caratteristiche ergonomiche (distanze del carico, dislocazione, frequenze
del compito, angoli di torsione) tali da indurre rischi per la salute, fermi restando i limiti di legge
• Le distanze di movimentazione non devono imporre movimenti non ergonomici o di eccessivo sforzo
• Mantenere la schiena eretta il più possibile, piegando sempre le gambe nelle operazioni di sollevamento
• Effettuare movimenti lenti e coordinati, non effettuare strappi, movimenti bruschi, come per esempio sollevarsi di colpo
• Non ruotare il tronco durante il sollevamento, operazioni di movimentazione ed il trasporto dei carichi
• La sistemazione dei materiali non deve costringere a movimenti potenzialmente dannosi con movimentazione in posizioni
incongrue, sollevamenti con torsioni o movimenti a schiena inarcata
• L’attività deve avere uno spazio sufficiente, in particolare verticale e comunque tale da consentire movimenti ergonomici
• Minorenni o donne in stato di gravidanza non devono essere adibiti a mansioni che comportano movimentazione manuale
di carichi
• Distribuire il peso uniformemente su entrambe le braccia
• Privilegiare il numero degli spostamenti a scapito del peso di ciascun carico, se necessario, possibile suddividere i carichi
• Verificare in anticipo che lungo il percorso ci sia spazio sufficiente e non ci siano ostacoli o oggetti, il pavimento non deve
presentare rischi di inciampo, dislivelli, instabilità o scivolosità. Assicurarsi che i piani di lavoro e le vie da percorrere siano
sgombre
• La movimentazione deve essere svolta con parametri microclimatici non sfavorevoli, in particolare temperatura, umidità e
ventilazione
• I materiali non devono presentare sporgenze acuminate, taglienti e comunque pericolose
• Non far presa solo con le punta delle dita
• I ritmi di movimentazione devono poter essere modulabili dall’operatore e comunque non obbligati, devono non essere
elevati, l’addetto deve usufruire di frequenti pause e periodi di recupero fisiologico
• Nel sollevare o riporre:
- piedi ben appoggiati, gambe divaricate, ginocchia piegate
- buona presa delle mani
- mantenere il carico aderente al corpo il più possibile
02_41470_010_MMC_MT_misure_gen_MCurie_fff_021
Pag. modulo: 2/2
- piegarsi con le ginocchia con la schiena eretta di fronte al carico
- fare forza sui muscoli delle cosce
- effettuare un movimento progressivo sulle ginocchia
• In caso di prelievo/deposito materiali in scatole/casse di grosse dimensioni:
- utilizzo di sistemi per ridurre le altezze di sollevamento
- possibilità di aprire parte della sponda ove si preleva il materiale
Informazione, formazione e addestramento
• Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori le informazioni adeguate relativamente al peso ed alle altre caratteristiche del
carico movimentato ed assicura ad essi la formazione adeguata in relazione ai rischi lavorativi ed alle modalità di corretta
esecuzione delle attività
• Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori l’addestramento adeguato in merito alle corrette manovre e procedure da adottare
nella movimentazione manuale dei carichi
Valutazione dei rischi
• La valutazione dei rischi e le conseguenti misure di tutela dovranno essere revisionate qualora mutino i parametri di
valutazione
Valutazione rischio
“Microclima”
D.Lgs. 81/08
03_41200_010_rsk_microclima_intro_MCurie_kk_011
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO DA MICROCLIMA
PREMESSA
Definiamo “microclima” il complesso dei parametri fisici ambientali che caratterizzano l’ambiente locale (ma non
necessariamente confinato) e che, assieme a parametri individuali quali l’attività metabolica e l’abbigliamento, determinano gli
scambi termici fra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano.
Si possono definire condizioni di “benessere termico” quelle in cui l'organismo riesce a mantenere l’equilibrio termico senza
l’intervento di alcuni meccanismi di difesa del sistema di termoregolazione del corpo umano; in altre parole il benessere
termico rappresenta uno stato fisiologico caratterizzato dall’assenza di sensazioni di caldo o di freddo o di correnti d’aria.
Si definisce invece “stress termico” quella condizione microclimatica in cui entrano in funzione i meccanismi di
termoregolazione per mantenere l'equilibrio termico del corpo.
Il sistema di termoregolazione permette all’uomo di adeguarsi alle variazioni diurne e stagionali del clima; se le variazioni
sono graduali, l’organismo umano tollera meglio gli sbalzi di temperatura.
Il microclima rappresenta le condizioni termiche complessive e determina nell’uomo sensazioni di benessere.
03_41200_020_Microclima_VR_L_MCurie_011
Sezione: 3
Pag. modulo: 1/1
- Rischio microclima -
VALUTAZIONE DEL RISCHIO
In modo schematico il microclima è definito da temperatura, umidità dell’aria, e ventilazione.
Il rischio potenziale per i lavoratori sta nel mancato rispetto degli intervalli di valori confortevoli per questi parametri.
Questo anche con possibili effetti acuti di:
caldo
-
innalzamento temperatura corporea
-
stanchezza, spossatezza, vertigini
-
riduzione della concentrazione mentale o perdita di conoscenza / collasso
-
crampi da calore ai muscoli
-
edema da caldo
freddo
-
abbassamento temperatura corporea
-
stanchezza, spossatezza
-
edema da freddo
Non sono noti effetti cronici.
Dall’esame delle attività non emergono specifiche problematicità relative ai parametri microclimatici
03_41200_100_rsk_microclima_MT_all_MCurie_kk_011
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO DA MICROCLIMA
CRITERI DI PREVENZIONE
Misure di tutela generali – Procedure – Criteri generali di sicurezza
Strutture e impianti
• I luoghi di lavoro devono avere adeguata aerazione e ricambio d’aria
• I parametri microclimatici (temperatura, umidità e ventilazione) devono rimanere nei valori di comfort possibile secondo le
lavorazioni
• L’aerazione avvenga attraverso aperture di adeguata estensione, anche secondo i regolamenti amministrativi e le
destinazioni d’uso dei locali
• I locali di lavoro ove vi è permanenza sistematica di persone devono essere dotati di adeguata aerazione naturale, secondo i
regolamenti amministrativi pertinenti
• Se sono utilizzati impianti di condizionamento (anche di prossima predisposizione), questi devono essere periodicamente
sottoposti a controlli, manutenzione, pulizia e sanificazione
• I locali di lavoro ove vi è permanenza sistematica di persone devono essere adeguatamente riscaldati
• Gli impianti di riscaldamento devono essere mantenuti efficienti e manutenzionati con regolarità secondo le normative
• Evitare, per quanto possibile, di posizionare sorgenti di calore nelle immediate vicinanze dei posti di lavoro
Gestione
• La velocità e le correnti dell’aria devono essere convenientemente regolate in modo tale da non arrecare disturbo o danno
alle persone
• In ambienti chiusi non climatizzati, per quanto possibile, è opportuno:
-
aerare i locali nelle ore del mattino e successivamente parzialmente oscurare le eventuali aperture esposte al sole
-
spegnere fonti di calore ove non utilizzate
• Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto
all'inquinamento dell'aria respirata deve essere eliminato rapidamente.
• Deve essere evitato un soleggiamento eccessivo dei luoghi chiusi di lavoro
• Adeguata organizzazione del lavoro e delle pause
Valutazione rischi
“Campi Elettromagnetici”
D.Lgs. 81/08
03_42154_001_CEM_intro_MCurie_002
Sezione: 3
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO DA ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI
Pericoli
In caso di esposizione a campi elettromagnetici, occorre proteggere i lavoratori dagli effetti nocivi a breve termine (conosciuti)
nel corpo umano derivanti dalla circolazione di correnti indotte e dall'assorbimento di energia, nonchè da correnti di contatto.
Si intendono per:
a)
«campi elettromagnetici»: campi magnetici statici e campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici variabili nel tempo
di frequenza inferiore o pari a 300 GHz
b) «valori limite di esposizione»: limiti all'esposizione a campi elettromagnetici che sono basati direttamente sugli effetti
sulla salute accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti ai
campi elettromagnetici sono protetti contro tutti gli effetti nocivi per la salute conosciuti
c)
«valori di azione»: l'entità dei parametri direttamente misurabili, espressi in termini di intensità di campo elettrico (E),
intensità di campo magnetico (H), induzione magnetica (B) e densità di potenza (S), che determina l'obbligo di
adottare una o piu' delle misure specificate nel presente titolo
Definizioni
Elementi per la valutazione del rischio:
a) il livello, lo spettro di frequenza, la durata e il tipo dell'esposizione
b) i valori limite di esposizione e i valori di azione
c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio
d) qualsiasi effetto indiretto quale:
1) interferenza con attrezzature e dispositivi medici elettronici (compresi stimolatori cardiaci e altri dispositivi impiantati)
2) rischio propulsivo di oggetti ferromagnetici in campi magnetici statici con induzione magnetica superiore a 3 mT
3) innesco di dispositivi elettro-esplosivi (detonatori)
4) incendi ed esplosioni dovuti all'accensione di materiali infiammabili provocata da scintille prodotte da campi indotti,
correnti di contatto o scariche elettriche
e) l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici
f) eventuali informazioni raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria, comprese le informazioni reperibili in pubblicazioni
scientifiche
g) sorgenti multiple di esposizione
h) esposizione simultanea a campi di frequenze diverse
Misure di tutela – procedure
•
Preferire, anche in occasione di sostituzioni, attrezzature conformi alle normative in materia di emissioni EM
•
Le postazioni di lavoro, in particolare quelle occupate con continuità, siano il più possibile decentrate da fonti potenziali di
emissioni EM
•
Disattivare impianti ed attrezzature quando non utilizzate
03_42154_010_rsk_campi_EM_L_MCurie_001
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO DA ESPOSIZIONE A CAMPI ELETTROMAGNETICI -
Valutazione del rischio
Utilizzando i criteri sopra riportati si giunge alla conclusione che nell’attività si può fondatamente ritenere che per tutti i
lavoratori la natura e l'entità dei rischi connessi con i campi elettromagnetici è ampiamente inferiore ai “valori di
azione” e pertanto non si ritiene necessaria una valutazione dei rischi più dettagliata e non si ritiene necessario ricorrere a
misurazioni strumentali.
Si valuta:
Rischio:
P=
1
D = 1,5
R=
1,5
Misure di tutela – Procedure
•
Seguire le misure di tutela generali
Si valuta:
Rischio residuo:
P=
0,5
D=
1
R=
0,5
Valutazione rischio
“Radiazioni ottiche artificiali”
D.Lgs. 81/08
03_42157_001_rsk_ROA_intro_MCurie_fff_002
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO DA ESPOSIZIONE A RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI
Pericoli
L'esposizione alle radiazioni ottiche artificiali (ROA) durante il lavoro può avere possibili effetti dannosi ad occhi o cute.
Definizioni
a) «radiazioni ottiche»: tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezza d'onda compresa tra 100 nm e 106 nm
(1mm). Lo spettro delle radiazioni ottiche si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e radiazioni infrarosse:
1. radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 100 e 400 nm. La banda degli ultravioletti
è suddivisa in UVA (315-400 nm), UVB (280-315 nm) e UVC (100-280 nm).
2. radiazioni visibili: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 380 e 780 nm
3. radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d'onda compresa tra 780 nm e 1 mm. La regione degli infrarossi è
suddivisa in IRA (780-1400 nm), IRB (1400-3000 nm) e IRC (3000 nm-1 mm)
b) «laser» (amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazione): qualsiasi dispositivo al quale si possa far
produrre o amplificare le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di lunghezze d'onda delle radiazioni ottiche, soprattutto
mediante il processo di emissione stimolata controllata
c) «radiazione laser»: radiazione ottica prodotta da un laser
d) «radiazione non coerente»: qualsiasi radiazione ottica diversa dalla radiazione laser
e) «valori limite di esposizione»: limiti di esposizione alle radiazioni ottiche; sono basati direttamente sugli effetti sulla salute
accertati e su considerazioni biologiche. Il rispetto di questi limiti garantisce che i lavoratori esposti a sorgenti artificiali di
radiazioni ottiche siano protetti contro gli effetti dannosi sugli occhi e sulla cute conosciuti
f) «irradianza» (E) o “densità di potenza”: la potenza radiante incidente per unità di area su una superficie espressa in W/m2
g) «esposizione radiante» (H): integrale nel tempo dell'irradianza espresso in joule su metro quadrato (J/m2)
h) «radianza» (L): il flusso radiante o la potenza per unità d'angolo solido per unità di superficie, espressa in watt su metro
quadrato su steradiante (W m-2 sr-1)
i) «livello»: la combinazione di irradianza, esposizione radiante e radianza alle quali è esposto un lavoratore.
Identificazione dell'esposizione e valutazione dei rischi
Nell'ambito della presente valutazione del rischio sono stati considerati:
a) il livello, la gamma di lunghezze d'onda e la durata dell'esposizione a sorgenti artificiali di radiazioni ottiche
b) i valori limite di esposizione
c) la presenza di eventuali lavoratori appartenenti a gruppi particolarmente sensibili al rischio
d) eventuali effetti risultanti dalle interazioni tra le radiazioni ottiche e le sostanze chimiche foto-sensibilizzanti
e) eventuali effetti indiretti quali accecamento temporaneo, esplosioni o fuoco
f) l'esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione
g) le possibili azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione
h) eventuali informazioni raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria
i) le pubblicazioni in materia
j) eventuale possibilità di esposizione a sorgenti multiple di radiazioni ottiche artificiali
k) le informazioni fornite dai fabbricanti delle sorgenti di radiazioni ottiche e delle relative attrezzature di lavoro, secondo le
pertinenti direttive comunitarie di prodotto
l) la classificazione delle attrezzature stabilite dalle relative norme
03_42157_001_rsk_ROA_intro_MCurie_fff_002
Pag. modulo: 2/2
Soggetti particolarmente sensibili:
• Donne in gravidanza: riservare particolare attenzione alla possibile azione sinergica di condizioni microclimatiche e radiazioni
infrarosse (es. lavoratrici gestanti operanti in prossimità di forni)
• Minorenni
• Albini e individui di fototipo 1 (per esposizione alla radiazione UV)
• Portatori di malattie del collagene (per esposizione alla radiazione UV)
• Soggetti in trattamento cronico o ciclico con farmaci foto sensibilizzanti
• Soggetti affetti da alterazioni dell’iride (colobomi, aniridie) e della pupilla (midriasi, pupilla tonica)
• Soggetti portatori di drusen (per esposizione alla luce blu)
• Soggetti con lesioni cutanee maligne o premaligne (per esposizione alla radiazione UV)
• Lavoratori affetti da patologie cutanee fotoindotte o foto aggravate (per esposizione alla radiazione ultravioletta e infrarossa)
• Soggetti affetti da xeroderma pigmentoso (per esposizione alla radiazione UV)
• Soggetti epilettici per esposizione a luce visibile di tipo intermittente (tra i 15 e i 25 flash al secondo)
• Soggetti con impianto IOL (cristallino artificiale), per esposizione a radiazione ottica tra 300 e 550 nm (UV e visibile fino alle
lunghezza d’onda del verde)
03_42157_012_rsk_ROA_VR_H_saldatura_M_CURIE_001
Pag. modulo: 1/1
- Rischio da esposizione a radiazioni ottiche artificiali -
- Saldatura Valutazione del rischio
In particolare sono presenti fonti di radiazioni ottiche artificiali potenzialmente dannose:
•
saldatura elettrica, TIG e MIG/MAG, durante le attività didattiche in laboratorio di saldatura
Utilizzando i criteri indicati si giunge alla seguente conclusione:
nell’attività non si può fondatamente ritenere che per tutti i lavoratori la natura e l'entità dei rischi connessi con
radiazioni ottiche artificiali sia ampiamente inferiore ai “valori limite di esposizione”.
Le linee guida ISPESL sugli agenti fisici – Ed. 2010 indicano la possibilità di non effettuare rilevazioni strumentali in quanto
si perverrebbe a risultati già noti, con superamento dei limiti.
Mansione esposte: Rif. Modulo identificazione dei rischi per la salute per le mansioni esposte.
In ogni caso si predispongano le misure di prevenzione e protezione indicate nei moduli seguenti.
Si valuta:
Rischio:
P=
2,5
D= 3
R=
4,5
Misure di tutela – procedure – criteri
Misure di tutela - Procedure
- rispettare le misure di tutela indicate
Si valuta:
Rischio residuo:
P=
1,5
D=
2
R=
2,5
03_42158_004_rsk_ROA_MT_H_intro_kk_M_CURIE_001
Pag. modulo: 1/2
- Rischio da esposizione a radiazioni ottiche artificiali Misure di tutela generali – procedure – criteri
Misure tecniche e/o organizzative destinate a ridurre l'esposizione:
•
progettare la struttura, i luoghi e le postazioni di lavoro al fine di minimizzare l’esposizione
•
scegliere metodi di lavoro alternativi che comportino una minore esposizione alle radiazioni ottiche
•
scegliere attrezzature che emettano minori radiazioni ottiche
•
utilizzare dispositivi di sicurezza, schermatura o analoghi meccanismi di protezione della salute
•
per il contenimento della sorgente di ROA predisporre ulteriori idonei alloggiamenti schermanti completamente ciechi
oppure di attenuazione nota, in relazione alle lunghezza d’onda di interesse; ad esempio, la radiazione UV si può schermare
con finestre di vetro o materiali plastici trasparenti nel visibile
•
programmare la manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei luoghi e delle postazioni di lavoro
•
limitare la durata e il livello dell'esposizione
•
predisporre adeguati dispositivi di protezione individuale
•
seguire le istruzioni del fabbricante atte a minimizzare l’esposizione
•
decentrare per quanto possibile le postazioni di lavoro rispetto alle fonti di emissioni di ROA potenziali (in particolare le
postazioni occupate con continuità) preferire una separazione fisica degli ambienti nelle quali si generano ROA
potenzialmente nocive dalle postazioni di lavoro vicine
•
disattivare gli impianti ed attrezzature quando non utilizzate ovvero predisporre l’impiego di automatismi (interblocchi) per
disattivare le sorgenti ROA potenzialmente nocive sugli accessi ai locali nei quali queste sono utilizzate;
•
contrassegnare con idonea segnaletica di sicurezza le zone ove si generano ROA, ove chiunque acceda deve essere
informato e formato sui rischi di esposizione alla radiazione emessa dalle sorgenti in esse contenute e sulle appropriate
misure di protezione, soluzione particolarmente utile per evitare esposizioni indebite, vale a dire persone non direttamente
coinvolte nelle operazioni con sorgenti ROA potenzialmente nocive, nonché esposizioni di soggetti particolarmente
sensibili.
•
valutare i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori.
Formazione e informazione del personale:
Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori esposti a rischi derivanti da esposizione a radiazioni ottiche artificiali sul
luogo di lavoro e i loro rappresentanti vengano informati e formati in relazione al risultato della valutazione dei rischi con
particolare riguardo:
a)
alle misure adottate
b) all'entità e al significato dei valori limite di esposizione, nonché ai potenziali rischi associati
c)
ai risultati della valutazione, misurazione o calcolo dei livelli di esposizione a radiazioni ottiche artificiali
d) alle modalità per individuare e segnalare gli effetti negativi dell'esposizione per la salute
e)
alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitaria e agli obiettivi della stessa
f)
alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo i rischi derivanti dall'esposizione
03_42158_004_rsk_ROA_MT_H_intro_kk_M_CURIE_001
Pag. modulo: 2/2
Misure tecniche e/o organizzative destinate a ridurre l'esposizione:
•
valutare e quando necessario misurare e/o calcolare i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori.
La metodologia seguita nella valutazione, nella misurazione e/o nel calcolo deve rispettare:
o
le norme della Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), per quanto riguarda le radiazioni laser
o
le raccomandazioni della Commissione internazionale per l'illuminazione (CIE) e del Comitato europeo di
normazione (CEN) per quanto riguarda le radiazioni incoerenti
o
nelle situazioni di esposizione che esulano dalle suddette norme e raccomandazioni, fino a quando non
saranno disponibili norme e raccomandazioni adeguate dell'Unione europea, il datore di lavoro adotta le
buone prassi individuate od emanate dalla Commissione consultiva permanente per la prevenzione degli
infortuni e per l'igiene del lavoro o, in subordine, linee guida nazionali o internazionali scientificamente
fondate
Sorveglianza sanitaria
•
i lavoratori per i quali è stata rilevata un'esposizione superiore ai valori limite di esposizione siano sottoposti a sorveglianza
sanitaria con particolare riguardo ai lavoratori particolarmente sensibili al rischio.
•
La sorveglianza sanitaria è effettuata per prevenire e scoprire tempestivamente effetti negativi per la salute, nonché
prevenire effetti a lungo termine negativi per la salute e rischi di malattie croniche derivanti dall'esposizione a radiazioni
ottiche
•
Laddove i valori limite sono superati, oppure sono identificati effetti nocivi sulla salute:
o
il medico o altra persona debitamente qualificata comunica al lavoratore i risultati che lo riguardano. Il lavoratore
riceve in particolare le informazioni e i pareri relativi al controllo sanitario cui dovrebbe sottoporsi dopo la fine
dell'esposizione
o
il datore di lavoro è informato di tutti i dati significativi emersi dalla sorveglianza sanitaria tenendo conto del segreto
professionale
Le suddette misure di tutela siano adottate tenendo conto delle esigenze dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio.
03_42158_012_rsk_ROA_MT_H_saldatura_kk_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/1
- Rischio da esposizione a radiazioni ottiche artificiali -
- Saldatura Misure di tutela – procedure
•
I lavoratori non addetti alle operazioni siano preventivamente allontanati e comunque in posizione protetta rispetto al
rischi legati alle operazioni di saldatura
•
Non guardare mai le operazioni di saldatura a occhio nudo
•
Per attività diretta:
-
Indossare indumenti appropriati a protezione della cute
-
Indossare visiere - occhiali dotati di protezioni laterali e filtri colorati inattinici, con grado di protezione scelto in
funzione dell’intensità della radiazione
•
Sostituire le lenti della maschera se danneggiate o rotte
Al fine di ridurre la riflessione e la trasmissione di radiazioni ottiche evitare la presenza di superfici riflettenti nelle zone
limitrofe
•
Al fine di ridurre la riflessione e la trasmissione di radiazioni ottiche è indicata la presenza di idonei schermi di
separazione ciechi o inattinici a ridosso delle sorgenti quali tende, di colore scuro e opaco filtranti rispetto le radiazioni
ottiche; è considerata pericolosa ai fini delle radiazioni ottiche una zona fino a 20 metri di distanza dal punto di saldatura
Valutazione rischio
“Cancerogeno”
D.Lgs. 81/08
03_45210_001_Cancer_intro_MCurie_008
Sezione: 3
Pag. modulo: 1/3
RISCHIO DA AGENTI CANCEROGENI O MUTAGENI
- Note introduttive Definizioni:
a) Agente cancerogeno:
1) una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione quali categorie cancerogene 1 o 2
2) un preparato contenente una o più sostanze di cui al numero 1), quando la concentrazione di una o più delle singole
sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie
cancerogene 1 o 2 in base ai criteri stabiliti dai decreti legislativi relativi
3) una sostanza od un preparato emessi durante i seguenti processi:
- Produzione di auramina con il metodo Michler
- Lavori che espongono agli idrocarburi policiclici aromatici presenti in fuliggine, catrame o pece di carbone
- Lavori che espongono alle polveri, fumi e nebbie prodotti durante il raffinamento del nichel a temperature elevate
- Processo agli acidi forti nella fabbricazione di alcool isopropilico
- Lavoro comportante l'esposizione a polvere di legno duro
Categoria 1: Sostanze note per gli effetti cancerogeni sull’uomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso
causale tra l’esposizione dell’uomo ad esse e lo sviluppo di tumori.
Categoria 2: Sostanze da considerare cancerogene per l’uomo. Esistono elementi sufficienti per ritenere verosimile che
l’esposizione dell’uomo ad esse possa provocare lo sviluppo di tumori, in generale sulla base di adeguati studi a lungo
termine su animali o altre informazioni specifiche
Simboli e Frasi di rischio Categorie 1 e 2:
- T (tossico)
- R45: può provocare il cancro
- R49: può provocare il cancro per inalazione
b) Agente mutageno:
1) una sostanza che risponde ai criteri relativi alla classificazione nelle categorie mutagene 1 o 2
2) un preparato contenente una o più sostanze di cui al punto 1), quando la concentrazione di una o più delle singole
sostanze risponde ai requisiti relativi ai limiti di concentrazione per la classificazione di un preparato nelle categorie
mutagene 1 o 2 in base ai criteri stabiliti dai decreti legislativi relativi
Categoria 1: Sostanze note per gli effetti mutageni sull’uomo. Esistono prove sufficienti per stabilire un nesso causale
tra l’esposizione dell’uomo ad esse e l’insorgenza di alterazioni genetiche ereditarie.
Categoria 2: Sostanze da considerare mutagene per l’uomo. Esistono prove sufficienti per ritenere verosimile che
l’esposizione umana possa provocare lo sviluppo di alterazioni genetiche ereditarie, in generale sulla base di adeguati
studi su animali o altre informazioni specifiche
Simboli e Frasi di rischio Categorie 1 e 2:
- T (tossico);
- R46: Può provocare alterazioni genetiche ereditarie
c) Valore limite: se non altrimenti specificato, il limite della concentrazione media, ponderata in funzione del tempo, di un
agente cancerogeno o mutageno nell'aria, rilevabile entro la zona di respirazione di un lavoratore, in relazione ad un periodo di
riferimento determinato
03_45210_001_Cancer_intro_MCurie_008
Sezione: 3
Pag. modulo: 2/3
Caratteristiche di pericolosità degli agenti cancerogeni / mutageni
Il livello potenziale di danno è alto, tenendo conto delle patologie che possono scaturire. Il distinguo tra rischio presunto e
rischio reale (valutabile) è basato sulla verifica dell'esistenza di qualche elemento che discrimini le due situazioni; nel caso
specifico l'esposizione.
La presenza di una situazione pericolosa non costituisce di per sé una condizione di rischio fino a che non sia verificata
l'esistenza di una esposizione all'agente pericoloso (come causa del rischio), e valutata l'entità dell'esposizione.
La necessità di valutare sia l'esistenza dell’esposizione sia la sua entità è dovuta all'eventualità che non sempre in presenza di
un’esposizione sussiste una condizione di rischio.
Criteri per la valutazione del rischio cancerogeno / mutageno
Nelle considerazioni inerenti alla valutazione del rischio in oggetto e alle relative misure di tutela, si sono seguiti i seguenti
criteri:
• Giudizi delle figure coinvolte nel sistema di prevenzione
• Caratteristiche delle lavorazioni, in particolare di:
-
quantitativi di agenti cancerogeni / mutageni presenti, prodotti o utilizzati e loro concentrazioni
-
caratteristiche, durata, modalità e frequenza delle lavorazioni
-
caratteristiche degli addetti
-
possibili modalità di esposizione
-
capacità degli agenti cancerogeni / mutageni di penetrare nell'organismo per le diverse vie di assorbimento (anche in
relazione al loro stato di aggregazione e, qualora allo stato solido, se in massa compatta o in scaglie o in forma
polverulenta e se o meno contenuti in una matrice solida che ne riduce o ne impedisce la fuoriuscita)
• Caratteristiche dell’ambiente di lavoro (lay-out, attrezzature, ecc)
• Informazioni disponibili relative alle caratteristiche degli agenti cancerogeni / mutageni, in particolare della loro capacità di
penetrare l’organismo per vie diverse di assorbimento, anche in relazione al loro stato di aggregazione
• Informazioni sulle conseguenti malattie possibili o dei potenziali effetti sull’uomo
• Possibili relazioni con patologie dei lavoratori
• Altre possibili situazioni che possono influire sul rischio
Dati per la valutazione:
• Attività lavorative che comportano la presenza di sostanze o preparati cancerogeni o mutageni con l’indicazione dei motivi
per cui gli agenti cancerogeni sono impiegati
• Stima dei quantitativi di sostanze o preparati cancerogeni o mutageni prodotti o utilizzati, ovvero presenti come impurità o
sottoprodotti delle lavorazioni
• Numero dei lavoratori esposti o potenzialmente esposti ad agenti cancerogeni o mutageni
• Esposizione dei lavoratori, ove nota, e il grado di esposizione degli stessi
• Misure preventive e protettive applicate ed il tipo dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
• Indagini svolte per la possibile sostituzione degli agenti cancerogeni e le sostanze e i preparati eventualmente utilizzati
come sostituti
03_45210_001_Cancer_intro_MCurie_008
Sezione: 3
Pag. modulo: 3/3
Esposizione non prevedibile
•
In caso di eventi non prevedibili o incidenti che possono comportare un'esposizione anomala dei lavoratori ad agenti
cancerogeni o mutageni, vengano adottate quanto prima misure appropriate per identificare e rimuovere la causa
dell'evento e siano informati i lavoratori e il Rappresentante per la Sicurezza
•
I lavoratori devono abbandonare immediatamente l'area interessata, a cui possono accedere soltanto gli addetti agli
interventi di riparazione e ad altre operazioni necessarie, indossando idonei indumenti protettivi e dispositivi di protezione
delle vie respiratorie. In ogni caso l'uso dei dispositivi di protezione non è permanente e la sua durata, per ogni lavoratore,
è limitata al tempo strettamente necessario
•
Il datore di lavoro comunica al più presto all'organo di vigilanza il verificarsi degli eventi capitati e riferisce analiticamente
sulle misure adottate per ridurre al minimo le conseguenze dannose o pericolose
03_45210_020_rsk_cancer_VR_L_MCurie_001
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO DA AGENTI CANCEROGENI O MUTAGENI
Valutazione del rischio
Utilizzando i criteri sopra riportati si giunge alla conclusione che nell’attività si può fondatamente ritenere che per tutti i
lavoratori la natura e l'entità dei rischi da agenti cancerogeni o mutageni è paragonabile a quella della normale popolazione
pertanto non si ritiene necessaria una valutazione dei rischi più dettagliata.
Si valuta:
Rischio:
P=
0,5
D= 3
R=
2,5
Misure di tutela – Procedure
•
In caso di mutamenti delle condizioni relative aggiornare la valutazione del rischio
03_45215_001_rsk_cancer_fumo_intro_MCurie_fff_007
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO connesso all’esposizione a FUMO PASSIVO
Il fumo da sigaretta è riconosciuto come cancerogeno e mutageno, con aggravanti per la salute, anche del feto, se la persona
esposta è in stato di gravidanza.
Sono inoltre riconosciute dannose le conseguenze dell’esposizione a fumo passivo negli ambienti di vita e di lavoro.
Le principali conseguenze sono
• Effetti cancerogeni
• Aumentata incidenza delle malattie cardiovascolari
• Aumentata incidenza delle malattie respiratorie
• Aumentata incidenza delle manifestazioni allergiche
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D = 3,5
R=
4,5
Premessa
• L’esposizione delle persone al fumo passivo deve essere evitata o comunque “ridotta ad una soglia talmente bassa da far
ragionevolmente escludere che la salute delle persone esposte sia messa a repentaglio”
• Il datore di lavoro deve e può legittimamente impartire disposizioni regolamentari affinchè il rischio da esposizione a
fumo passivo sia ridotta al minimo possibile
• I lavoratori sono tenuti a rispettare i divieti e le restrizioni di legge e impartite dal Datore di lavoro e/o collaboratori e
tenuti a risarcire l’eventuale danno cagionato
• Il divieto di esposizione a fumo passivo deve essere particolarmente curato e rispettato in caso di presenza di lavoratrici
gestanti e minori
Pertanto si adottano le seguenti misure di tutela e regolamenti
• Il datore di lavoro provvede affinché non vi sia la possibilità di esposizione a fumo passivo dei lavoratori, imponendo
appositi divieti, con l’affissione di segnaletica ben visibile (conforme alla normativa vigente), nei luoghi chiusi di lavoro
o frequentati da persone a qualunque titolo
• Il datore di lavoro provvede affinchè il divieto sia rispettato e fatto rispettare, applicando anche quanto previsto dalla
normativa vigente in materia di vigilanza e comunicazione alle autorità competenti di eventuali violazioni. Il datore di
lavoro può efficacemente incaricare, con apposito atto scritto, propri collaboratori che assicurino il rispetto dei divieti
citati i quali vigilino sul rispetto di tale divieto da parte delle persone presenti
• Siano rispettati i divieti di fumare comunque previsti dalla normativa vigente e maggiormente vincolanti
• Qualora i lavoratori per qualsiasi motivo si trovino ad accedere in locali ove precedentemente vi sia stata presenza di
fumo, occorrerà assicurare una adeguata aerazione prima di iniziare le lavorazioni
Nel rispetto delle misure di tutela, si ritiene:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
Valutazione rischio
“Amianto”
D.Lgs. 81/08
03_45240_001_Cancer_amianto_intro_MCurie_012
Sezione: 3
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO AMIANTO
Premessa alla valutazione dei rischi
L’amianto (così come definito dalla normativa) è una sostanza minerale di cui è accertata la pericolosità per la salute per le
persone. L’amianto è un minerale a struttura fibrosa e si presenta nelle varietà seguenti:.
a) l'actinolite d'amianto, n. CAS 77536-66-4
b) la grunerite d'amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5
c) l'antofillite d'amianto, n. CAS 77536-67-5
d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5
e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4
f) la tremolite d'amianto, n. CAS 77536-68-6
I rischi per la salute sono riconducibili a patologie polmonari, anche con effetti letali, legate all’inalazione di fibre di amianto
nell’aria. Il tabagismo ha un effetto sinergico in tali patologie.
La normativa vieta l'estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto, di prodotti di
amianto o di Materiali Contenenti Amianto (MCA).
Il pericolo generale dell’amianto può, in via potenziale, essere ricondotto alle seguenti evenienze
•
attività specifiche di smaltimento, bonifica, trattamento, trasporto di MCA
•
attività lavorative che possono svolgersi, in via potenziale, con contiguità a sospetti MCA
•
attività lavorative che possono svolgersi, in via potenziale, con contiguità o con coinvolgimento di sospetti MCA
•
attività ove siano presenti sospetti MCA nei luoghi di lavoro o nelle pertinenze
•
attività che si svolgono in ambienti per i quali non vi sono evidenze di presenza di sospetti MCA ma, tuttavia, non si
dispone di notizie certe sull’assenza di MCA rinvenibili in caso di lavori o interventi di manutenzione, ristrutturazione
e simili
•
Attività particolari con potenziale esposizione a MCA
Per ciascuna delle precedenti situazioni, potenzialmente anche coesistenti, devono essere previste specifiche misure di
prevenzione e protezioni dei lavoratori e delle persone.
03_45240_001_Cancer_amianto_intro_MCurie_012
Sezione: 3
Pag. modulo: 2/2
Le misure di prevenzione e protezione previste dalla normativa vigente costituiscono parte integrante del presente documento e
si intendono qui integralmente richiamate, ove di pertinenza. Inoltre si richiamano integralmente gli allegati al presente
documento e, ove pertinente, il Registro dei controlli e dei riscontri, comprese le eventuali note a margine.
03_45244_001_rsk_cancer_amianto_VR_SEDE_presNo_MCurie_001
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO AMIANTO
Valutazione del rischio:
Considerando che l’edificio è stato costruito dopo l’entrata in vigore della Legge n. 257 del 27 marzo 1992 (Norme relative
alla cessazione dell'impiego dell'amianto) e a seguito del sopralluogo, si ritiene che non siano presenti materiali contenenti
amianto (M.C.A.) presso l’Istituto.
03_45248_001_rsk_cancer_amianto_ALLEGATI_MCurie_001
Pag. modulo: 1/7
Allegato – possibili forme e presenze di amianto
L’amianto può essere rinvenuto in varie forme; il presente documento ha valenza esemplificativa e non esclusiva.
• Materiale spruzzato per il rivestimento (ad es. di strutture metalliche) per aumentare la resistenza al fuoco
• Coperture in lastre piane o ondulate, tubazioni e serbatoi, canne fumarie, ecc. in cui l'amianto è stato inglobato nel cemento
per formare il cemento-amianto (“eternit”)
• Elementi prefabbricati di cemento-amianto
• Coibentazioni o elementi di tubazioni per acquedotti e fognature
• Preparazione e posa in opera di intonaci con impasti spruzzati e/o applicati a cazzuola
• Pannelli per controsoffitti
• Pavimenti costituiti da vinyl-amianto in cui tale materiale è mescolato a polimeri
• Sottofondo di pavimenti in linoleum
• Elementi di protezione degli impianti di riscaldamento come stufe, caldaie, termosifoni, tubi di evacuazione fumi
• Isolante termico nei cicli industriali con alte e basse temperature
• Isolante termico e barriera antifiamma nelle condotte per impianti elettrici
• Materiale fonoassorbente
• Caldaie e relative tubazioni (canne evacuazioni fumi) coibentate con materiali contenenti amianto
• Coibentazioni con materiali contenenti amianto
• Vasche e bacini di contenimento coibentate con materiali contenenti amianto
• Prodotti bituminosi, mattonelle di vinile con intercapedini di carta di amianto, mattonelle e pavimenti vinilici (dal 10% al
25%), PVC e plastiche rinforzate ricoprimenti e vernici, mastici / sigillanti / stucchi adesivi (dallo 0,5 % al 2 %) contenenti
amianto
Principali tipi di materiali contenenti amianto e loro approssimativo potenziale di rilascio delle fibre
Tipo di materiale
Note
Ricoprimenti a spruzzo e rivestimenti Fino all'85% circa di amianto. Spesso anfiboli
isolanti
(amosite, crocidolite) prevalentemente amosite
spruzzata su strutture portanti di acciaio o su altre
superfici come isolanti termo-acustico
Friabilità
Elevata
Rivestimenti isolanti di tubazioni o
caldaie
Per rivestimenti di tubazioni tutti i tipi di amianto, Elevato potenziale di rilascio di fibre se i
talvolta in miscela al 6-10% con silicati in calcio. In rivestimenti non sono ricoperti con strato
tele, feltri, imbottiture in genere al 100%
sigillante uniforme e intatto
Funi, corde, tessuti
In passato sono stati usati tutti i tipi di amianto. In
seguito solo crisotilo al 100%
Possibilità di rilascio di fibre quando grandi
quantità di materiali vengono immagazzinati
Cartoni, carte e prodotti affini
Generalmente solo crisotilo al 100%
Sciolti o maneggiati, carte e cartoni, non avendo
una struttura molto compatta, sono soggetti a
facili abrasioni ed a usura
Prodotti in amianto-cemento
Attualmente il 10-15% di amianto in genere
Possono rilasciare fibre se abrasi, segati,
crisotilo. Crocidolite e amosite si ritrovano in alcuni perforati o spazzolati, oppure se deteriorati
tipi di tubi e di lastre
Prodotti bituminosi, mattonelle di
Dallo 0,5 al 2% per mastici, sigillanti, adesivi, al
vinile con intercapedini di carta di
10-25% per pavimenti e mattonelle vinilici
amianto, mattonelle e pavimenti
vinilici, PVC e plastiche rinforzate
ricoprenti e vernici, mastici, sigillanti,
stucchi adesivi contenenti amianto
Improbabile rilascio di fibre durante l'uso
normale. Possibilità di rilascio di fibre se
tagliati, abrasi o perforati
03_45248_001_rsk_cancer_amianto_ALLEGATI_MCurie_001
Pag. modulo: 2/7
03_45248_001_rsk_cancer_amianto_ALLEGATI_MCurie_001
Pag. modulo: 3/7
03_45248_001_rsk_cancer_amianto_ALLEGATI_MCurie_001
Pag. modulo: 4/7
Allegato - Localizzazione e caratterizzazione delle strutture edilizie
Classificazione dei materiali contenenti amianto
• Ai fini pratici, i materiali contenenti amianto presenti negli edifici possono essere divisi in tre grandi categorie:
o materiali che rivestono superfici applicati a spruzzo o a cazzuola;
o rivestimenti isolanti di tubi e caldaie;
o una miscellanea di altri materiali comprendente, in particolare, pannelli ad alta densità (cemento-amianto), pannelli a
bassa densità (cartoni) e prodotti tessili. I materiali in cemento-amianto, soprattutto sottoforma di lastre di copertura, sono
quelli maggiormente diffusi.
• La potenziale pericolosità dei materiali di amianto dipende dall'eventualità che siano rilasciate fibre aerodisperse
nell'ambiente che possono venire inalate dagli occupanti. Il criterio più importante da valutare in tal senso è rappresentato
dalla friabilità dei materiali: si definiscono friabili i materiali che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere mediante la
semplice pressione delle dita. I materiali friabili possono liberare fibre spontaneamente per la scarsa coesione interna
(soprattuto se sottoposti a fattori di deterioramento quali vibrazioni, correnti d'aria, infiltrazioni di acqua) e possono essere
facilmente danneggiati nel corso di interventi di manutenzione o da parte degli occupanti dell'edificio, se sono collocati in
aree accessibili.
• In base alla friabilità, i materiali contenenti amianto possono essere classificati come:
o Friabili: materiali che possono essere facilmente sbriciolati o ridotti in polvere con la semplice pressione manuale;
o Compatti: materiali duri che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere solo con l'impiego di attrezzi meccanici (dischi
abrasivi, frese, trapani, ecc.).
• I ricoprimenti a spruzzo (floccati) sono generalmente materiali friabili mentre i rivestimenti di tubazioni e i materiali in
cemento amianto sono materiali in origine poco o niente friabili, lo possono tuttavia diventare a seguito del degrado subito
a causa di fattori ambientali.
Campionamento ed analisi dei materiali
• Una volta individuati le strutture edilizie su cui intervenire, sarà opportuno, prima di procedere al campionamento dei
materiali, articolare un finalizzato programma di ispezione, che si può così riassumere:
o Ricerca e verifica della documentazione tecnica disponibile sull'edificio, per accertarsi dei vari tipi di materiali usati nella
sua costruzione, e per rintracciare, ove possibile, l'impresa edile appaltatrice.
o Ispezione diretta dei materiali per identificare quelli friabili e potenzialmente contenenti fibre di amianto.
o Verifica dello stato di conservazione dei materiali friabili, per fornire una prima valutazione approssimativa sul potenziale
di rilascio di fibre nell'ambiente.
o Campionamento dei materiali friabili sospetti, e invio presso un centro attrezzato, per la conferma analitica della presenza
e del contenuto di amianto.
o Mappatura delle zone in cui sono presenti materiali contenenti amianto.
o Registrazione di tutte le informazioni raccolte in apposite schede (conformi alla normativa vigente), da conservare come
documentazione e da rilasciare anche ai responsabili dell'edificio.
• Il personale incaricato dell'ispezione e del campionamento dovrà procedere come segue:
o Rintracciare prioritariamente i siti di ubicazione di eventuali installazioni di materiali friabili.
o Riconoscere approssimativamente il tipo di materiale impiegato e le sue caratteristiche.
o Stabilire lo stato di integrità dei materiali e valutare le condizioni degli eventuali rivestimenti sigillanti, o dei mezzi di
confinamento.
o Valutare la friabilità dei materiali.
o Adottare le precauzioni previste durante la manipolazione di materiali contenenti amianto.
o Mettere in atto i criteri e le procedure di campionamento atti a garantire una sufficiente rappresentatività dei campioni,
evitando l'esposizione dell'operatore e la contaminazione dell'ambiente.
• I materiali da campionare vanno selezionati in modo prioritario fra quelli che presentano:
o Friabilità e cattivo stato di conservazione.
o Facile accesso o mancanza di rivestimenti e di mezzi di confinamento.
o Suscettibilità di facile danneggiamento e conseguente possibilità di rilascio di fibre nell'ambiente.
o Possibilità di frequenti manomissioni.
o Frequenti interventi di manutenzione.
• In ogni caso, si dovrà procedere al campionamento evitando interventi che potrebbero tradursi in una contaminazione degli
ambienti circostanti; si dovrà procedere al campionamento con la massima cautela, avendo cura di far sigillare
immediatamente e adeguatamente il punto in cui si è effettuato il campionamento, impiegando, ad esempio, una vernice
spray.
• Le modalità operative del campionamento possono essere schematicamente riassunte come segue:
o acquisizione di documentazione fotografica a colori la più rappresentativa possibile del materiale da campionare, che ne
evidenzi la struttura macroscopica e l'ubicazione rispetto all'ambiente potenzialmente soggetto a contaminazione.
o Dotazione di adeguati mezzi personali di protezione, quali maschere contro polveri e guanti da non più riutilizzare.
o Impiego di strumenti adeguati che non permettano dispersione di polvere o di fibre nell'ambiente, e che consentano il
minimo grado di intervento distruttivo, quali pinze, tenaglie, piccoli scalpelli, forbici, cesoie, ecc. Evitare, quindi trapani,
03_45248_001_rsk_cancer_amianto_ALLEGATI_MCurie_001
Pag. modulo: 5/7
frese, scalpelli grossolani, lime, raspe, frullini, e simili. Per i campionamenti in profondità è consigliabile l'uso di
carotatori in acciaio, o preferibilmente, se disponibili, di carotatori trasparenti in vetro o acrilico, ambedue a tenuta
stagna.
o Prelievo di una piccola aliquota del materiale, che sia sufficientemente rappresentativo e che non comporti alterazioni
significative dello stato del materiale in sito. I materiali contenenti amianto possono essere sia omogenei che eterogenei.
Materiali tipicamente omogenei sono i prodotti in amianto-cemento, le pannellature isolanti per pareti o soffitti, i
manufatti tessili. I materiali friabili spruzzati sono in genere omogenei, ma possono anche essere costituiti da strati di
diversa composizione, per cui occorre prelevare i campioni con l'ausilio del carotatore. Gli isolamenti di tubi e caldaie
sono spesso eterogenei, e quindi necessitano di prelievo tramite carotatura. Per i materiali omogenei sono per solito
sufficienti uno o due campioni rappresentavi di circa 5 cmq (o circa 10 gr). Per i materiali eterogenei è consigliabile
prelevare da due a tre campioni ogni 100 mq. circa, avendo cura di campionare anche nei punti che appaiono di diversa
colorazione superficiale rispetto al complesso della superficie. Ulteriori campioni devono essere prelevati laddove siano
state effettuate nel tempo delle riparazioni.
o Inserimento immediato del campione in una busta di plastica ermeticamente sigillabile.
o Segnalazione del punto di prelievo sul materiale mediante apposizione di un contrassegno indicante data, modalità e
operatore.
o Riparare con adeguati sigillanti il punto di prelievo e pulire accuratamente con panni umidi eventuali residui sottostanti.
o Compilazione di una scheda di prelievo, con tutte le informazioni necessarie, da allegare al campione.
o Trasmissione diretta del campione, della scheda di prelievo e della documentazione fotografica al Centro incaricato delle
analisi.
o Se dall'analisi eseguita si rivela la presenza di amianto si procede alla valutazione del rischio.
Allegato – Processo e criteri di valutazione dei rischi
• La presenza di materiali contenenti amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti.
Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio
di fibre di amianto. Se invece il materiale viene danneggiato per interventi di manutenzione o per vandalismo, si verifica un
rilascio di fibre che costituisce un rischio potenziale.
• Analogamente se il materiale è in cattive condizioni, o se è altamente friabile, le vibrazioni dell'edificio, i movimenti di
persone o macchine, le correnti d'aria possono causare il distacco di fibre legate debolmente al resto del materiale.
• Per la valutazione della potenziale esposizione a fibre di amianto del personale presente nell'edificio sono utilizzabili due
tipi di criteri:
o l'esame delle condizioni dell'installazione, al fine di stimare il pericolo di un rilascio di fibre dal materiale;
o la misura della concentrazione delle fibre di amianto aerodisperse (monitoraggio ambientale)
• Il monitoraggio ambientale, tuttavia, non può rappresentare da solo un criterio adatto per valutare il rilascio, in quanto
consente essenzialmente di misurare la concentrazione di fibre presente nell'aria al momento del campionamento, senza
ottenere alcuna informazione sul pericolo che l'amianto possa deteriorarsi o essere danneggiato nel corso delle normali
attività. In particolare, in caso di danneggiamenti, spontanei o accidentali, si possono verificare rilasci di elevata entità, che
tuttavia, sono occasionali e di breve durata e che quindi non vengono rilevati in occasione del campionamento. In fase di
ispezione visiva dell'installazione, devono essere invece attentamente valutati:
o il tipo e le condizioni dei materiali
o i fattori che possono determinare un futuro danneggiamento o degrado
o i fattori che influenzano la diffusione di fibre e l'esposizione degli individui
• Dovrà essere compilata una scheda di sopralluogo (conforma alla normativa vigente), separatamente per ciascuna area
dell'edificio in cui sono presenti materiali contenenti amianto. I fattori considerati devono consentire di valutare l'eventuale
danneggiamento o degrado del materiale e la possibilità che il materiale stesso possa deteriorarsi o essere danneggiato.
• In base agli elementi raccolti per la valutazione possono delinearsi tre diversi tipi di situazioni:
o Materiali integri non suscettibili di danneggiamento
• Sono situazioni nelle quali non esiste pericolo di rilascio di fibre di amianto in atto o potenziale o di
esposizione degli occupanti, come ad esempio:
- materiali non accessibili per la presenza di un efficace sconfinamento
- materiali in buone condizioni, non confinati ma comunque difficilmente accessibili agli occupanti
- materiali in buone condizioni, accessibili ma difficilmente danneggiabili per le caratteristiche
proprie del materiale (duro e compatto)
- non esposizione degli occupanti in quanto l'amianto si trova in aree non occupate dell'edificio.
• In questi casi non è necessario un intervento di bonifica.
• Occorre un controllo periodico delle condizioni dei materiali e il rispetto di idonee procedure per le
operazioni di manutenzione e pulizia dello stabile, al fine di assicurare che le attività dell'edificio siano
condotte in modo da minimizzare il rilascio di fibre di amianto
o Materiali integri suscettibili di danneggiamento
03_45248_001_rsk_cancer_amianto_ALLEGATI_MCurie_001
Pag. modulo: 6/7
• Sono situazioni nelle quali esiste pericolo di rilascio potenziale di fibre di amianto, come ad esempio:
- materiali in buone condizioni facilmente danneggiabili dagli occupanti;
- materiali in buone condizioni facilmente danneggiabili in occasione di interventi manutentivi;
- materiali in buone condizioni esposti a fattori di deterioramento (vibrazioni, correnti d'aria, ecc.).
• In situazioni di questo tipo, in primo luogo, devono essere adottati provvedimenti idonei a scongiurare il
pericolo di danneggiamento e quindi attuare un programma di controllo e manutenzione. Se non è possibile
ridurre significativamente i rischi di danneggiamento dovrà essere preso in considerazione un intervento di
bonifica da attuare a medio termine.
o Materiali danneggiati
• Sono situazioni nelle quali esiste pericolo di rilascio di fibre di amianto con possibile esposizione degli
occupanti, come ad esempio:
- materiali a vista o comunque non confinati, in aree occupate dell'edificio, che si presentino:
• danneggiati per azione degli occupanti o per interventi manutentivi
• deteriorati per effetto di fattori esterni (vibrazioni, infiltrazioni d'acqua, correnti d'aria, ecc.)
• deteriorati per degrado spontaneo
- materiali danneggiati o deteriorati o materiali friabili in prossimità dei sistemi di ventilazione.
• Sono queste le situazioni in cui si determina la necessità di un'azione specifica da attuare in tempi brevi, per
eliminare il rilascio in atto di fibre di amianto nell'ambiente.
• I provvedimenti possibili possono essere:
- restauro dei materiali: l'amianto viene lasciato in sede senza effettuare alcun intervento di bonifica
vera e propria, ma limitandosi a riparare le zone danneggiate e/o ad eliminare le cause potenziali del
danneggiamento (modifica del sistema di ventilazione in presenza di correnti d'aria che erodono il
rivestimento, riparazione delle perdite di acqua, eliminazione delle fonti di vibrazioni, interventi atti
ad evitare il danneggiamento da parte degli occupanti). È applicabile per materiali in buone
condizioni che presentino zone di danneggiamento di scarsa estensione (inferiori al 10% della
superficie di amianto presente nell'area interessata). È il provvedimento di elezione per rivestimenti
di tubi e caldaie o per materiali poco friabili di tipo cementizio, che presentino danni circoscritti. Nel
caso di materiali friabili è applicabile se la superficie integra presenta sufficiente coesione da non
determinare un rilascio spontaneo di fibre;
- intervento di bonifica mediante rimozione, incapsulamento o confinamento dell'amianto. La bonifica
può riguardare l'intera installazione o essere circoscritta alle aree dell'edifici o alle zone
dell'installazione in cui si determina un rilascio di fibre.
• Quando si presentano situazioni di incerta classificazione è necessaria anche una indagine ambientale che
misuri la concentrazione di fibre aerodisperse. Le tecniche impiegate sono la MOCF e la SEM (per la
metodologia vedi Allegato 2). Va ricordato che nel caso della MOCF tutto il materiale fibroso viene
considerato mentre, nel caso della SEM, è possibile individuare soltanto le fibre di amianto. Per questo
motivo si ritiene che valori superiori a 20 ff/l valutati in MOCF o superiori a 2 ff/l in SEM, ottenuti come
valori medi su almeno tre campionamenti, possono essere indicativi di una situazione di inquinamento in
atto.
• Si tenga comunque presente che una valutazione dell'effettiva presenza di fibre di amianto nell'ambiente è
possibile solo mediante una metodologia che permetta il riconoscimento della tipologia minerale delle fibre
secondo la normativa vigente
03_45248_001_rsk_cancer_amianto_ALLEGATI_MCurie_001
Allegato – Possibili interventi di mitigazione
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• Rimozione: rimozione dei materiali contenenti amianto. E’ un metodo molto efficace in quanto elimina il materiale; tale
intervento deve essere effettuato solo da ditte altamente specializzate e con tecnologie adeguate
• Isolamento: copertura del materiale contenente amianto con prodotti penetranti e inglobanti cosi da determinare una
pellicola protettiva tra l’ambiente e la fibra di amianto. La scelta del tipo di incapsulante deve essere fatta ai sensi
dell'allegato 2 del D.M. 20/08/99 aggiornato con D.M. 25/07/01. L'isolamento richiede necessariamente un trattamento
preliminare della superficie del manufatto, al fine di pulirla e di garantire l'adesione del prodotto incapsulante. Il
trattamento deve essere effettuato con attrezzature idonee che evitino la liberazione di fibre di amianto nell'ambiente e
consentano il recupero ed il trattamento delle acque di lavaggio. L’amianto permane nel luogo di lavoro e ne consegue la
necessità di controlli ed eventuale manutenzione periodica
• Confinamento: creazione di una barriera che separa il materiale dai luoghi con presenza di persone. Il rilascio di fibre è
limitato all’ambiente confinato; rispetto all’isolamento questo metodo ha il vantaggio di una maggiore resistenza meccanica
(urti, etc.). L’amianto permane nel luogo di lavoro e ne consegue la necessità di controlli ed eventuale manutenzione
periodica
• Per tutti gli interventi di manutenzione, incapsulamento, rimozione, ecc. occorre avvalersi di ditta specializzata
“Valutazione rischio rumore”
D.Lgs. 81/08
03_46100_001_rsk_rumore_intro_MCurie_fff_ITA_011
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RISCHIO DA RUMORE
- Pericoli e Definizioni La normativa vigente in materia prevede, in sintesi, l’attuazione di misure di tutela generali unite ad altre specifiche alla
realtà aziendale e alle fasce di livelli di esposizione al rumore.
Procedura preliminare è la valutazione del rischio, contenuta in questa sezione.
Pericoli
I pericoli causati da eccessiva esposizione a rumore intenso sono danni permanenti all’udito, con la possibilità di peggiorare
irreversibilmente le capacità uditive tanto da potersi tradurre in “ipoacusia” (sordità) a causa delle lesioni subite dalle cellule
dell’orecchio. Le prime cellule lese sono quelle preposte alla percezione de segnali ad alta frequenza, poi il danno uditivo si
estende a frequenze inferiori. Le lesioni uditive sono irreversibili e normalmente si stabilizzano una volta terminata
l’esposizione al rumore.
Oltre al danno diretto, il rumore può provocare altri tipi di danni:
-
al sistema endocrino
-
al sistema gastroenterico
-
al sistema cardiocircolatorio
-
alla funzione respiratoria (rallentamento frequenza e aumento profondità respiro)
-
alla funzione visiva (riduzione acuità)
-
effetti neuropsichici (riduzione rendimento, disturbi alla concentrazione ecc.)
Definizioni
Il D.Lgs. 81/08 definisce:
-
pressione acustica di picco (ppeak): valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza «C»
-
livello di esposizione giornaliera al rumore (LEX,8h) [dB(A) riferito a 20 microPa]: valore medio, ponderato in funzione
del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di otto ore. Si riferisce a tutti i rumori
sul lavoro, incluso il rumore impulsivo;
-
livello di esposizione settimanale al rumore (LEX,w): valore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli di
esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di cinque giornate lavorative di otto ore
-
valori limite di esposizione rispettivamente LEX,8h = 87 dB(A) e ppeak= 200 Pa (140 dB(C) riferito a 20 microPa)
-
valori superiori di azione: rispettivamente LEX,8h = 85 dB(A) e ppeak= 140 Pa (137 dB(C) riferito a 20 microPa)
-
valori inferiori di azione: rispettivamente LEX,8h = 80 dB(A) e ppeak= 112 Pa (135 dB(C) riferito a 20 microPa)
03_46100_020_rsk_rumore_H_VR_NoMus_MCurie1_kk_ITA_011
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- RISCHIO DA RUMORE -
- Valutazione del rischio La presenza del rischio da rumore à legato alla presenza delle apparecchiature elettriche nell’ambiente di lavoro, con
particolare riferimento alle macchine e alle attrezzature utilizzate presso i laboratori di meccanica/tecnologia7macchine
utensili.
Per quanto riguarda l’elenco delle attrezzature dell’attività si rimanda al relativo paragrafo.
Fermo restando le macchine/attrezzature e le procedure di lavoro attualmente presenti, si sono valutati i seguenti criteri:
-
durata di esposizione al rumore di tutti i lavoratori (esame delle procedure di lavoro, turni e tempistiche di lavoro)
-
livelli e tipologia (compresi i rumori impulsivi) di rumore nell’attività - compresi interventi e utilizzi non sistematici e
saltuari, manutenzioni e simili
-
tipologia delle attrezzature
-
confronti con situazioni analoghe
-
“Linee Guida per la valutazione del rischio rumore negli ambienti di lavoro” – ISPESL
-
struttura dei luoghi e dei posti di lavoro
-
i valori limite di esposizione e i valori di azione
-
effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori eventualmente sensibili al rumore in modo particolare
-
eventuali prolungamenti del periodo di esposizione al rumore oltre l’orario di lavoro normale
-
per quanto possibile a livello tecnico, gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore
e sostanze ototossiche connesse con l’attività svolta e fra rumore e vibrazioni
-
eventuali informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella
letteratura scientifica
-
la disponibilità di dispositivi di protezione dell’udito con adeguate caratteristiche di attenuazione
-
eventuali effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di
avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni
Indagine - valutazione preliminare
Utilizzando i criteri sopra riportati si giunge alla conclusione che non per tutti i lavoratori si può escludere il superamento
dell’esposizione personale al rumore (LEX,8h) rispetto ai valori inferiori di azione, pertanto si ritiene necessario ricorrere a
misurazioni strumentali dei livelli di rumore e alla valutazione quantitativa e specifica del rischio – tale documento
costituisce parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi.
Si valuta:
Rischio:
P= 3
D= 3
R=
5,0
Si valuta, nel rispetto delle misure di tutela (rif. capitolo):
Rischio Residuo:
P= 2
D= 2
R=
3,0
03_46100_044_rsk_rumore_MT_H_MCurie_kk_fff_ITA_015
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO DA RUMORE -
- Misure di Tutela Integrative Misure di tutela Integrative – Procedure
• Mantenere comunque l’esposizione al di sotto dei “valori limite” indicati dalla normativa, considerando anche
l’evoluzione delle attività, luoghi e attrezzature
• Qualora si pervenisse a esposizioni con livelli maggiori dei valori superiori di azione i lavoratori devono essere sottoposti
a sorveglianza sanitaria e deve essere formalizzato e applicato un programma di misure tecniche e organizzative volte a
ridurre l'esposizione al rumore
Dispositivi di protezione individuale
•
Controllare il livello sonoro emesso nella documentazione a disposizione prima di utilizzare l’attrezzatura, per indossare
eventuali DPI
Formazione e informazione del personale:
•
Circa i risultati ed il significato della valutazione del rischio rumore ed eventuali misure di tutela
•
In caso di attrezzature / impianti o comunque sorgenti con emissioni superiori a 80 dBA, anche in ordine a manutenzioni
o interventi al di fuori del normale ciclo lavorativo, i lavoratori siano informati e formati in relazione ai rischi
provenienti dall’esposizione al rumore, corretto uso dei dispositivi di protezione
•
Rischi derivanti dall’esposizione al rumore
•
Funzione dei mezzi individuali di protezione, circostanze in cui ne è previsto l’uso e modalità di corretto utilizzo
•
Il significato della eventuale sorveglianza sanitaria
Commento [U1]:
Modulo per chi HA rumore e deve fare la
rel. con misure
“Valutazione rischio vibrazioni”
D.Lgs. 81/08
03_46300_001_rsk_vibraz_intro_MCurie_fff_012
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RISCHIO da VIBRAZIONI MECCANICHE
Introduzione
I materiali, compreso il corpo umano, hanno un’elasticità variabile in funzione dello stato di aggregazione molecolare.
Una perturbazione (onde si pressione) sul materiale determina un moto oscillatorio, rispetto alla situazione di equilibrio,
producendo le vibrazioni meccaniche. Le vibrazioni possono essere differenziate, sotto il profilo fisico, in funzione di
frequenza, lunghezza d’onda, ampiezza, velocità e accelerazione; relativamente al corpo umano le grandezze prese in esame
sono accelerazione, ampiezza, frequenza e durata di esposizione alle vibrazioni.
In relazione alle lavorazioni svolte, è possibile distinguere due sistemi di trasmissione delle vibrazioni meccaniche:
-
sistema “mano-braccio”: quando le vibrazioni interessano principalmente gli arti superiori, in particolare
nell’utilizzo di attrezzature manuali a combustione, elettriche, pneumatiche e nell’utilizzo di attrezzature che
producono urti ripetuti
-
sistema “corpo intero”: quando le vibrazioni agiscono sul corpo, in particolare nella guida di macchine agricole, per
l’edilizia, carrelli elevatori, ecc.
La normativa in materia prevede, in sintesi, l’attuazione di misure generali di tutela unite ad altre riservate ad alcune fasce di
livelli di esposizione.
Pericoli
Le vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano-braccio possono comportare rischi per la salute e la sicurezza dei
lavoratori, ad esempio disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari (ad es. formicoli, sindrome di Raynaud
fenomeno del dito bianco), riduzione della sensibilità tattile e termica, limitazione della capacità di manipolazione fine.
Alcuni studi hanno dimostrato anche un aumentato rischio di neuropatie da intrappolamento, in particolare la sindrome del
tunnel carpale, in lavoratori che utilizzano in modo ripetitivo strumenti che producono vibrazioni.
Le vibrazioni trasmesse al corpo intero possono comportare un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare
lombalgie e traumi del rachide.
La nocività delle vibrazioni dipende dalle caratteristiche e dalle condizioni in cui vengono trasmesse: estensione della zona di
contatto con l'oggetto che vibra (mani, piedi, glutei,....), frequenza della vibrazione, direzione di propagazione, tempo di
esposizione.
Procedura preliminare è la valutazione del rischio.
03_46300_010_rsk_vibraz_ValRsk_noMBnoCI_MCurie_011
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO da VIBRAZIONI MECCANICHE -
- Valutazione del Rischio Le fonti potenziali delle vibrazioni è individuata nelle attrezzature / mezzi utilizzati.
Per quanto riguarda l’elenco delle attrezzature dell’attività si rimanda al capitolo relativo.
Sistema mano-braccio e Sistema corpo intero
Valutando i tempi di esposizione (compresi interventi e utilizzi non sistematici e saltuari, manutenzioni e simili) e i livelli di
accelerazione si può ritenere che per i lavoratori il livello di esposizione alle vibrazioni nelle 8 ore [A(8)], sia per il sistema
mano-braccio sia per il sistema corpo intero, risulta ampiamente inferiore al livello d’azione giornaliero di esposizione e
comunque tale da non provocare danni alla salute.
A tale conclusione, fermo restando le macchine/attrezzature attualmente presenti e le procedure di lavoro utilizzate, si è
giunti utilizzando i seguenti criteri (secondo le “Linee Guida e Banche Dati Vibrazioni I.S.P.E.S.L.”):
-
esame della tipologia delle attrezzature e dati dei costruttori
-
confronti con situazioni analoghe
-
dati di letteratura tecnica (banche dati)
-
esame di procedure di lavoro, turni e tempistiche di lavoro
-
le usuali condizioni di lavoro
Si valuta:
Rischio:
P = 1,5
D = 1,5
R=
2,0
03_46300_020_rsk_vibraz_MisureTutela_all_MCurie_kk_fff_011
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO da VIBRAZIONI MECCANICHE -
- Misure di Tutela Misure di tutela – Procedure
Tali misure sono da applicare anche in relazioni a compiti e/o mansioni svolte in modo saltuario o esterne al normale ciclo
lavorativo.
•
Manutenzione regolare delle attrezzature/apparecchiature
•
Limitare l’utilizzo di attrezzature vibranti al minimo indispensabile e ruotare gli addetti esposti
•
Organizzazione del lavoro in modo da effettuare pause per le lavorazioni che comportano questo rischio
•
Preferenza, nell’acquisto di nuove attrezzature, di quelle con il minimo impatto sui lavoratori, anche consultando le
banche dati ISPESL, CNR o delle Regioni ed i dati forniti dal costruttore
•
Controllare i serraggi e le integrità dei carter di protezione, dei mandrini, delle impugnature e degli utensili prima
dell’utilizzo
•
•
In caso di basse temperature ambientali:
o
limitare al minimo possibile l’utilizzo di strumenti vibranti
o
tenere le mani il più possibile calde
Nell’utilizzo di attrezzature che producono vibrazioni limitare i movimenti ripetitivi e le posture incongrue, in particolare
per gli arti inferiori ed il tronco
•
Non esercitare un’elevata forza di prensione e di spinta sull’impugnatura degli utensili; mantenere comunque le
condizioni di sicurezza durante la presa
•
Nella scelta dei guanti individuare minime caratteristiche di trasmissibilità del guanto stesso in funzione dell’attrezzatura
•
Mantenere comunque l’esposizione al di sotto dei valori limite
•
Non devono essere superati i valori limite indicati dalla normativa; in caso di superamento dei valori soglia indicati dalla
normativa devono essere adottare misure per il contenimento dei livelli (rotazione addetti, regolare manutenzione
attrezzature e sostituzione di quelle obsolete maggiormente vibranti, diminuzione tempi di esposizione dei singoli addetti,
utilizzo dei DPI per le vibrazioni-mano braccio)
Formazione e informazione del personale circa:
-
risultati ed il significato della valutazione del rischio da vibrazioni ed eventuali misure di tutela
-
rischi derivanti dall’esposizione alle vibrazioni meccaniche
-
utilizzo corretto d’attrezzature / impianti
-
funzione dei mezzi individuali di protezione, circostanze in cui ne è previsto l’uso e modalità di corretto utilizzo
-
il significato della eventuale sorveglianza sanitaria
Si valuta
Rischio Residuo:
P = 1,5
D= 1
R=
1,5
Valutazione rischi
“RISCHIO CHIMICO”
D.Lgs. 81/08
S.r.l. Viale Dei Mille n.4, Cervia RA - Tel-Fax 0544.976365 - E-mail [email protected]
04_44100_020_rchim_prem_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 1/1
Premessa
Per i dettagli su
-
pericoli e rischi
-
misure di tutela nello stoccaggio, nell’utilizzo e nell’emergenza
-
dispositivi di protezione individuale
delle singole sostanze si fa riferimento alle pertinenti schede di sicurezza e schede informative.
Le schede di sicurezza degli agenti chimici e le schede informative dei prodotti sono parte integrante della presente Valutazione
del Rischio ed i loro contenuti integrano le misure di prevenzione e protezione indicate nel presente documento.
Le schede di sicurezza siano a disposizione dei lavoratori.
In aggiunta e specificazione a quanto indicato in seguito, si rimanda alle schede di sicurezza, alle schede informative e a quanto
indicato negli specifici capitoli per dettagli riguardanti i rischi, i consigli di prudenza (“frasi S”), le misure di tutela nella
manipolazione ed utilizzo, nonché le procedure di primo soccorso in caso di contatto accidentale, incendio, ingestione ecc.
Si rimanda anche allo specifico elenco degli agenti chimici.
Valori soglia - TLV
I Threshold Limit Value (TLV: valori soglia) riguardano le concentrazioni ambientali alle quali la maggioranza dei lavoratori
possono essere esposti senza subire danni alla salute (il valore limite TLV - TWA è riferito alla concentrazione ponderata nelle 8
ore).
Organismi internazionali - quali ad es. Occupational Exposure Limits (OEL) e American Conference of Governamental
Industrial Hygienist (ACGIH) – propongono i TLV-TWA per le sostanze chimiche pericolose; nella presente valutazione si è
tenuto conto di tali TLV proposti insieme a quelli presenti nell’allegato XXXVIII del DLgs 81/08.
Programmazione delle successive valutazioni
Si ritiene che la presente valutazione sia ripetuta, da personale adeguatamente qualificato, ogni tre anni, e comunque aggiornata
ad ogni variazione delle macchine dell’istituto, introduzione di nuove attrezzature, procedure di lavoro o qualsiasi altro notevole
mutamento che abbia riflessi significativi sull’esposizione dei lavoratori o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne
mostrino la necessità.
04_44120_010_rchim_REACH_intro_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/2
- Rischio chimico -
REACH
- aspetti organizzativi e gestionali Introduzione
Il REACH è il regolamento europeo sulle sostanze chimiche, che si prefigge di garantire un elevato livello di tutela della
salute umana e dell’ambiente.
In linea di massima, REACH si applica a tutte le sostanze chimiche: non soltanto alle sostanze chimiche impiegate nei
processi industriali, ma anche a quelle usate nelle normali attività lavorative.
Definizioni:
Utilizzatore a valle: tutte le imprese aventi sede nel territorio dell'UE e che utilizzano sostanze o preparati nell'esercizio
della loro attività industriale o professionale. Tra gli “utilizzatori a valle” rientrano ad es. gli utilizzatori di preparati (p.es.
vernici, colle, detersivi, plastiche o gomme), gli utilizzatori di sostanze chimiche (p.es. oli, lubrificanti) in processi
industriali, professionali.
Note tecniche: se un utilizzatore importa una sostanza da un Paese esterno all'UE, anche a quest'ultimo si applicano,
relativamente alla sostanza importata, gli obblighi dell'importatore ai sensi del regolamento REACH e questi non è più da
considerarsi un utilizzatore a valle.
Uso: ogni operazione di trasformazione, formulazione, consumo, immagazzinamento, conservazione, trattamento,
riempimento di contenitori, trasferimento da un contenitore ad un altro, miscelazione, produzione di un articolo od ogni altra
utilizzazione.
Uso identificato: uso previsto da un attore della catena d’approvvigionamento (compreso l’uso proprio, o che gli è notificato
per iscritto da un utilizzatore immediatamente a valle)
Scenario: l'insieme delle condizioni, comprese le condizioni operative e le misure di gestione dei rischi, che descrivono il
modo in cui la sostanza è fabbricata o utilizzata durante il suo ciclo di vita e il modo in cui il fabbricante o l'importatore
controlla o raccomanda agli utilizzatori a valle di controllare l'esposizione delle persone e dell'ambiente. Questi scenari
d'esposizione possono coprire un processo o un uso specifico o più processi o usi specifici, se del caso.
Sostanza significa un elemento chimico e i suoi composti, allo stato naturale od ottenuti per mezzo di un procedimento di
fabbricazione, compresi gli additivi necessari a mantenerne la stabilità e le impurità derivanti dal procedimento utilizzato, ma
esclusi i solventi che possono essere separati senza compromettere la stabilità della sostanza o modificarne la composizione.
Sostanza estremamente problematica / preoccupante (SVHC): rientrano in questa definizione le sostanze che:
a)
b)
c)
d)
rispondono ai criteri di classificazione come sostanze cancerogene categorie 1 o 2
rispondono ai criteri di classificazione come sostanze mutagene categorie 1 o 2
rispondono ai criteri di classificazione come sostanze tossiche per la riproduzione, categorie 1 o 2
le sostanze che sono persistenti, bioaccumulabili e tossiche, secondo i criteri di cui all'allegato XIII del regolamento
REACH;
04_44120_010_rchim_REACH_intro_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 2/2
e) le sostanze che sono molto persistenti e molto bioaccumulabili, secondo i criteri di cui all'allegato XIII del
regolamento REACH;
f) le sostanze come quelle aventi proprietà che perturbano il sistema endocrino o quelle aventi proprietà persistenti,
bioaccumulabili e tossiche o molto persistenti e molto bioaccumulabili, che non rispondono ai criteri di cui alle
lettere d) od e), per le quali è scientificamente comprovata la probabilità di effetti gravi per la salute umana o per
l'ambiente che danno adito ad un livello di preoccupazione equivalente a quella suscitata dalle altre sostanze di cui
alle lettere da a) a e), e che sono identificate in base ad una valutazione caso per caso secondo la procedura di cui
all'articolo 59 del regolamento REACH.
Preparato significa una miscela o una soluzione composta di due o più sostanze.
Restrizione: qualsiasi condizione o divieto riguardante la fabbricazione, l'uso o l'immissione sul mercato.
Sostanze pericolose: le sostanze che necessitano di scheda di sicurezza sono considerate sostanze pericolose.
Articolo: oggetto a cui sono dati durante la produzione una forma, una superficie o un disegno particolari che ne
determinano la funzione in misura maggiore della sua composizione chimica.
Destinatario di un articolo: utilizzatore industriale o professionale o un distributore a cui viene fornito un articolo, esclusi i
consumatori.
Consumatore si può intendere un utilizzatore non professionale.
Comunicazione lungo la catena di approvvigionamento
Il regolamento REACH definisce determinati obblighi di scambio d'informazioni lungo la catena di approvvigionamento, sia
nel percorso dal fornitore all'acquirente sia nel percorso dall'acquirente al fornitore.
Nella comunicazione dal fornitore all'acquirente il fornitore consegna una scheda di sicurezza qualora si tratti di sostanze o
preparati pericolosi. Per le sostanze soggette alla registrazione devono essere indicati il numero di registrazione, gli scenari di
utilizzo e di esposizione nonché degli strumenti per la gestione dei rischi.
Se una sostanza non soddisfa i criteri per essere classificata come pericolosa, vanno comunque comunicate determinate
informazioni minime.
Eventuali comunicazione di un acquirente nei confronti di un fornitore immediatamente a monte (il quale può essere anche
un commerciante):
-
l'acquirente deve comunicare al fornitore ulteriori informazioni sull'utilizzo e sulla lavorazione oltre le misure di
tutela descritte nella scheda tecnica di sicurezza o per i casi in cui tale misure potrebbero essere compromesse.
nuove informazioni relative a proprietà pericolose indipendentemente dall'utilizzo interessato
I commercianti nella catena di approvvigionamento sono obbligati a trasmettere le informazioni in entrambe le direzioni.
Scheda di sicurezza
E’ obbligatoria una scheda tecnica di sicurezza per tutte le sostanze che soddisfano i criteri per una classificazione,
indipendentemente dalla quantità limite di una tonnellata l'anno. Le schede tecniche di sicurezza devono essere redatte anche
per le sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche nonché per le sostanze che si trovano sull'elenco dei candidati per
l'obbligo di autorizzazione.
Per le sostanze pericolose è necessario definire degli scenari di esposizione che descrivano come utilizzare la sostanza
interessata. Questi vengono allegati alla scheda di sicurezza e comunicati agli utilizzatori a valle.
04_44120_020_rchim_reach_UtValle_intro_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/1
-Rischio chimico -
Regolamento REACH: principi e definizioni per
UTILIZZATORI A VALLE
Possibili ruoli degli utilizzatore a valle:
•
formulatore di preparati: attore che produce preparati
•
utilizzatore finale di sostanze in quanto tali o componenti di preparati (non fornisce il preparato/sostanza ad altri
utilizzatori a valle)
•
utilizzatore industriale: utilizzatore in un processo industriale
•
produttore di articoli: utilizzatore finale che incorpora sostanze o preparati in articoli, in modo tale per cui le
sostanze o i preparati divengono parti integranti di tali articoli.
•
artigiano, laboratorio, fornitore di servizi professionali: utilizzatore finale che usa le sostanze o i preparati
nell'ambito di un'attività professionale che non è considerata un processo industriale (es.: imbianchini, impresa di
pulizie, posatori, società edili)
•
riempitore: attore che trasferisce sostanze o preparati da un contenitore all’altro - reimballaggio (anche se non
utilizzano sostanze o preparati)
PRINCIPALI OBBLIGHI DEGLI UTILIZZATORI A VALLE
Gli utilizzatori a valle ricevono informazioni sulle sostanze e sui preparati pericolosi, compresi i rischi derivanti dal loro
utilizzo e le misure atte a controllare tali rischi; tali informazioni sono contenute nelle schede di dati di sicurezza; se la
scheda di dati di sicurezza non è prescritta, il fornitore è tenuto a trasmettere qualsiasi informazione necessaria per consentire
l’individuazione e l’applicazione di misure appropriate di gestione dei rischi.
L’utilizzatore a valle deve mettere in atto le misure di gestione dei rischi e deve rispettare eventuali restrizioni poste all’uso
della sostanza.
Gli utilizzatori a valle hanno l'obbligo di verificare le informazioni ricevute dal loro fornitore, per accertare che l'utilizzo
della sostanza sia quello previsto dal produttore.
Gli utilizzatori a valle devono attenersi alle istruzioni contenute nelle schede di dati di sicurezza disponibili e negli
scenari di esposizione eventualmente allegati.
L’uso che intende fare l’utilizzatore a valle deve essere contemplato in uno scenario previsto dal produttore; in caso contrario
è necessaria l’applicazione di quanto previsto nel Regolamento REACH.
04_44200_005_A_rchim_VR_intro_MCurie_025
Pag. modulo: 1/2
- RISCHIO CHIMICO -
- VALUTAZIONE DEL RISCHIO Premessa: la valutazione dei rischi e le conseguenti misure di tutela sono da applicarsi a chiunque, prescindendo dalla
normale organizzazione del ciclo produttivo, svolga le attività o utilizzi le sostanze analizzate con le medesime modalità
indicate nel presente modulo.
Per quanto concerne i pericoli per la salute, a seguito delle relative possibili esposizioni si fa integrale riferimento alle schede
di sicurezza (in particolare punti 2,3 e 15).
Agenti chimici
-
sono state analizzate le sostanze chimiche pertinenti la mansione, anche tramite dati presenti in letteratura
-
sono stati considerati i prodotti pericolosi per le lavorazioni interessate (trascurando operazioni estremamente saltuarie,
prodotti non pericolosi e prodotti utilizzati occasionalmente qualora non configurino rischi significativi per la sicurezza
e salute, fatto salvo quanto previsto dalle schede di sicurezza)
Nella valutazione dei rischi sono stati considerati:
•
le proprietà pericolose degli agenti chimici
•
i tempi di utilizzo - le quantità utilizzate - le modalità di utilizzo – i gradi di concentrazione
•
la tipologia di manipolazione - lo stato fisico della sostanza
•
il tipo di processo – l’applicabilità dispositivi di protezione tecnica e individuale
Nel rispetto delle misure di prevenzione e protezione, anche indicate nelle schede di sicurezza, e stante il ciclo produttivo e le
modalità di utilizzo indicate si perviene alla valutazione del rischio per le mansioni.
Per la valutazione specifica dei livelli di rischi per mansione si rimanda al modulo di valutazione dei rischi per la
salute ed al modulo di valutazione dei rischi per la sicurezza nel presente documento.
Rif. tabelle seguenti per analisi dettagliata sulle sostanze chimiche per mansione.
04_44200_005_A_rchim_VR_intro_MCurie_025
Pag. modulo: 2/2
Legenda livelli di rischio:
• Rischio chimico la salute:
o
IRRILEVANTE
o
NON IRRILEVANTE
• Rischio chimico per la sicurezza:
o
BASSO non sono presenti particolari quantità di sostanze che possono causare infortuni o pericoli per la
sicurezza dei lavoratori
o
NON BASSO sono presenti particolari sostanze che possono causare infortuni o pericoli per la sicurezza
dei lavoratori
Misure di tutela – procedure per rischio chimico NON IRRILEVANTE PER LA SALUTE
§ Attivare la sorveglianza sanitaria
Tali indagini sono altresì indicate per stabilire:
§ Con precisione il livello di rischio e le concentrazioni delle sostanze pericolose
§ L’efficienza dei sistemi di aspirazione presenti
§ La scelta specifica delle prestazioni richieste dai dispositivi di protezione
§ Eventuali interventi di miglioramento
Se è superato un valore limite di esposizione stabilito dalla normativa vigente si rimuovono prontamente le cause
dell'evento, adottando immediatamente le misure di prevenzione e protezione in conformità ai criteri riportati negli
appositi moduli.
Misure di tutela – procedure per rischio chimico NON BASSO PER LA SICUREZZA
§ Rispettare e attuare immediatamente le misure di prevenzione e protezione previste dal presente documento e
indicate nelle schede di sicurezza
§ Effettuare formazione specifica per gli addetti
§ Fornire ed utilizzare specifici Dispositivi di Protezione Individuale come indicato nelle schede di sicurezza
adottando immediatamente le misure di prevenzione e protezione riportate negli appositi moduli
04_44210_003_Chim_VR_add_ufficio_L_TAB_MCurie_023
Sezione: 4
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO CHIMICO – Mansione: Mansione 01 - Didattica Supporto; Mansione 02 - Didattica Videoterminale; Mansione 04 - Sostegno Didattico Educativo
Nella presente valutazione sono stati considerati:
•
le proprietà pericolose degli agenti chimici
•
i tempi di utilizzo - le quantità utilizzate - le modalità di utilizzo – i gradi di concentrazione
•
la tipologia di manipolazione - lo stato fisico della sostanza
•
il tipo di processo – l’applicabilità dispositivi di protezione tecnica e individuale
•
modiche quantità di utilizzo
•
utilizzo sporadico
•
utilizzo per tempi brevi e non continuativi
•
le modalità di utilizzo minimizzano le dispersioni
•
possibilità di completa applicazione delle misure di prevenzione e protezione
Nome prodotto / impiego
Sostanza / principio attivo
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Tempo esposizione (*)
Periodo
Prodotti per stampe
Rif.etichette
NP
NP
Respiratoria
Prodotti per cancelleria e simili
Rif.etichette
NP
NP
Cutanea
Nota:
Quantità utilizzo (**)
Via esposizione
x settimana
x settimana
Minuti
nel periodo
Periodo
Kg / l
nel periodo
EA
NA
NA
EA
NA
NA
(*) Tempi di Esposizione per addetto: caso medio
(**) Intesa come quantità media di utilizzo / esposizione diretta per addetto indicato solo ove pertinente e significativo per l’esposizione dei lavoratori
Classificazione: Xi = Irritante, Xn = Nocivo, T = Tossico, F = Infiammabile, C = Corrosivo, O = Comburente N = pericoloso per l’ambiente
NA = Non attinente, EA = Esposizione accidentale, NP = Non Presente
Note
04_44210_010_Chim_VR_add_pulizie_TAB_MCurie_023
Sezione: 4
Pag. modulo: 1/2
- RISCHIO CHIMICO – Mansione: Mansione 14 - Sorveglianza Supporto Pulizia
Note integrative
•
Modiche quantità di utilizzo
•
Utilizzo per tempi brevi e non continuativi
•
Ambiente di utilizzo aerabile
•
Gli ambienti sono ampi e aerati
•
Le modalità di utilizzo minimizzano le dispersioni
•
Possibilità di completa applicazione delle misure di prevenzione e protezione
Nome prodotto / impiego
Detergenti igienizzanti
Detergenti disinfettanti
Detergente disincrostante
Sostanza / principio attivo
A base di tensioattivi
rif.etichette / schede di sicurezza
rif.etichette / schede di sicurezza
rif.etichette / schede di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
rif.etichette / schede
di sicurezza
rif.etichette / schede
di sicurezza
C
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
rif.etichette /
schede di sicurezza
rif.etichette / schede di
sicurezza
rif.etichette / schede di
sicurezza
Tempo esposizione (*)
Quantità utilizzo (**)
Note
Via esposizione
Periodo
Cutanea,
respiratoria
Cutanea,
respiratoria
Cutanea,
respiratoria
x giorno
q settimana
q mese
q anno
x giorno
q settimana
q mese
q anno
x giorno
q settimana
q mese
q anno
Minuti
nel periodo
Qualche
minuto
Qualche
decina di
minuti
Qualche
decina di
minuti
Periodo
Kg / l
nel periodo
x giorno
q settimana
q mese
q anno
Secondo
necessità
degli
ambienti (di
norma
qualche
frazione di
litro)
x giorno
q settimana
q mese
q anno
Secondo
necessità
degli
ambienti (di
norma
qualche
frazione di
litro)
x giorno
q settimana
q mese
q anno
Secondo
necessità
degli
ambienti (di
norma
qualche
frazione di
litro)
pavimenti,
servizi
igienici,
piastrelle,
piani di
lavoro,
superfici
dure in
genere
pavimenti,
servizi
igienici,
piastrelle,
piani di
lavoro,
superfici
dure in
genere
servizi
igienici
04_44210_010_Chim_VR_add_pulizie_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
Sostanza / principio attivo
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Quantità utilizzo (**)
Note
Via esposizione
Periodo
Detergente liquido
A base di tensioattivi
rif.etichette / schede di sicurezza
rif.etichette / schede
di sicurezza
rif.etichette / schede di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
xgiorno
q settimana
q mese
q anno
Candeggina
Ipoclorito di sodio
Xi
R36/38
Cutanea,
respiratoria
x giorno
q settimana
q mese
q anno
Nota:
Pag. modulo: 2/2
Minuti
nel periodo
Periodo
Diverse
decine di
minuti
x giorno
q settimana
q mese
q anno
Qualche
decina di
minuti
x giorno
q settimana
q mese
q anno
(*) Tempi di Esposizione per addetto: caso medio
(**) Intesa come quantità media di utilizzo / esposizione diretta per addetto indicato solo ove pertinente e significativo per l’esposizione dei lavoratori
Classificazione: Xi = Irritante, Xn = Nocivo, T = Tossico, F = Infiammabile, C = Corrosivo, O = Comburente N = pericoloso per l’ambiente
NA = Non attinente, EA = Esposizione accidentale, NP = Non Presente; NA= Non Applicabile
Kg / l
nel periodo
Secondo
necessità
ambienti
(qualche
frazione di
litro)
Secondo
necessità
degli
ambienti (di
norma
qualche
frazione di
litro)
Pulizia vetri
e similari
Pulizia
pavimenti,
servizi
igienici
04_44230_002_Chim_VR_add_manutenz_TAB_MCurie_023
Sezione: 4
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO CHIMICO – Mansione: Mansione 18 - Piccola manutenzione
Circostanze in cui viene svolto il lavoro:
-
Attività di piccola manutenzione
Note integrative
• Modiche quantità di utilizzo
• Utilizzo sporadico
• Utilizzo per tempi brevi e non continuativi
• Ambiente di utilizzo aerabile
• L’utilizzo è scarso o caratterizzato da prevedibili scarse emissioni
• Le modalità di utilizzo minimizzano le dispersioni
• Possibilità di completa applicazione delle misure di prevenzione e protezione
Nome prodotto / impiego
Vernici
Nota:
Sostanza / principio attivo
Possibili varie tipologie – Rif
etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Tempo esposizione (*)
Quantità utilizzo (**)
Note
Via esposizione
Cutanea,
respiratoria
Periodo
Minuti
nel periodo
Periodo
q giorno
x settimana
q mese
q anno
Utilizzo non
costante e
sporadico
secondo le
situazioni
contingenti
q giorno
xsettimana
q mese
q anno
(*) Tempi di Esposizione per addetto: caso medio
(**) Intesa come quantità media di utilizzo / esposizione diretta per addetto indicato solo ove pertinente e significativo per l’esposizione dei lavoratori
Classificazione: Xi = Irritante, Xn = Nocivo, T = Tossico, F = Infiammabile, C = Corrosivo, O = Comburente N = pericoloso per l’ambiente
NA = Non attinente, EA = Esposizione accidentale, NP = Non Presente; NA= Non Appplicabile
Kg / l
nel periodo
NA
Attività di
manutenzion
e ordinaria
secondo
necessità
04_44232_013_Chim_VR_sald_TAB_MCurie_023
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO CHIMICO – Mansione: Mansione 09 - Meccanica Costruzioni Saldatura
Circostanze in cui viene svolto il lavoro:
-
Attività di saldatura
Nome prodotto / impiego
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Classificazione
Sostanza / principio attivo
(Xi Xn T F C O)
Tempo esposizione (*)
Quantità utilizzo (**)
Periodo
Minuti
nel periodo
Periodo
Kg / l
nel periodo
Fumi di saldatura
-
-
-
Respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Inchiostri per stampe
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
NP
Respiratoria,
Cutanea
q giorno
q settimana
q mese
x anno
EA
q giorno
q settimana
q mese
x anno
NA
Prodotti per cancelleria e
simili
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
NP
Respiratoria,
Cutanea
q giorno
q settimana
q mese
x anno
EA
q giorno
q settimana
q mese
x anno
NA
Nota:
Note
Via esposizione
Utilizzo
molto
occasionale
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Quantità di
utilizzo
limitate
(*) Tempi di Esposizione per addetto: caso medio
(**) Intesa come quantità media di utilizzo / esposizione diretta per addetto indicato solo ove pertinente e significativo per l’esposizione dei lavoratori
Classificazione: Xi = Irritante, Xn = Nocivo, T = Tossico, F = Infiammabile, C = Corrosivo, O = Comburente N = pericoloso per l’ambiente
NA = Non attinente, EA = Esposizione accidentale, NP = Non Presente; NA= Non Applicabile
Esposizione
a fumi
prodotti
durante le
operazioni di
saldatura
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Sezione: 4
Pag. modulo: 1/32
RISCHIO CHIMICO – Mansione: Mansione 05 - Chimica Biologia
Circostanze in cui viene svolto il lavoro:Attività didattiche di laboratorio
Tabelle di dettaglio:
Nome prodotto / impiego
ACETANILIDE
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Tempo esposizione (*)
Via esposizione
Periodo
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
ACETONE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ACIDO E.D.T.A.
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ACIDO ACETICO 96%
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
ACIDO ACETICO
GLACIALE 99,5%
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,10
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,40
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
ACIDO ADIPICO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Xi
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Sezione: 4
Pag. modulo: 2/32
Tempo esposizione (*)
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Periodo
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,15
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,75
q giorno
q settimana
qmese
xanno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
limitato a
ACIDO BORICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
ACIDO CITRICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
seconda
delle
attività
didattiche
ACIDO CLORIDRICO 30%
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ACIDO CLORIDRICO 3638%
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
Sostanza / principio attivo
ACIDO CLORIDRICO
FIALE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
ACIDO DL-MALICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
ACIDO FOSFORICO 85%
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
ACIDO IPOFOSFOROSO
50%
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
sicurezza
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Rif etichetta/ scheda di
ACIDO MALONICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ACIDO NITRICO 67%
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O-C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Cutanea,
respiratoria
C
Pag. modulo: 3/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
xanno
N°5
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,20
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,15
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,80
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
ACIDO NITRICO 25-28%
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
ACIDO OLEICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ACIDO OSSALICO
(DIIDRATO)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ACIDO PERCLORICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O-C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea
q giorno
q settimana
q mese
x anno
ACIDO PICRICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
ACIDO SALICILICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
O-C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 4/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,30
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,30
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
ACIDO SULFANILICO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ACIDO SOLFORICO 9597%
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ACIDO SOLFORICO 96%
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ACIDO SOLFORICO FIALE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
ACIDO STEARICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
ACIDO TENNICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 5/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,40
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
2,00
q giorno
q settimana
q mese
xanno
N°2
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,30
q giorno
q settimana
qmese
xanno
1,00
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
ACIDO TETARICO L(+)
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
AGAR AGAR
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ALCOL ETILICO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ALLUMINIO (POLVERE)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ALLUMINIO CLORURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xi
AMIDO SOLUBILE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 6/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,70
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,60
q giorno
q settimana
q mese
xanno
4,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,20
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,25
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,70
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
AMMONIACA
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
AMMONIO CLORURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
AMMONIO MOLIBDATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
AMMONIO NITRATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
AMMONIO OSSALATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
N
AMMONIO SOLFATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
C-N
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 7/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
2,00
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,15
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,35
q giorno
q settimana
q mese
x anno
20
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
AMMONIO
SOLFOCIANURO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
ANIDRIDE ACETICA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ANIDRIDE MALEICA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
ARANCIO METILE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ARGENTO LAMINA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xi
ARGENTO NITRATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
N
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 8/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,80
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,05
q giorno
q settimana
qmese
xanno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,15
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,02
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,30
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
BARIO IDROSSIDO SOL
5% IN H2O
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
BARIO CARBOLATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
BARIO PEROSSIDO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O - Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
BENEDICT
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
BILE BOVINA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
BIS (MSB)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 9/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
q giorno
q settimana
qmese
xanno
20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,60
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,250
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
BISMUTO TRICLORURO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
BLU METILENE POLVERE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
BLU METILENE
SOLUZ.ALCOOL
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
BLU NILO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
BORO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xi
BUTANDIOLO – 1.3
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
C- Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 10/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,05
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,151
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,001
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,80
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
CADMIO (BARRETTA)
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
CALCE SODATA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
CALCIO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
CALCIO CARBONATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
CALCIO CARBURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
CALCIO CLORURO
IDRATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 11/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
N°1
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,80
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
CALCIO CLORURO
POLVERE
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Pag. modulo: 12/32
Tempo esposizione (*)
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Periodo
Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
CALCIO FLUORURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
CALCIO IDROSSIDO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
CALCIO OSSISO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
CANFORA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
CARBONE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,30
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,80
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
CARMINIO INDACO
SECCO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
CERIO SOLFATO (OSO)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
CESIO CLORURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
CUAMRINA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
DICLOROBENZOLO – 1.4
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn – N
EOSINA B
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 13/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,05
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,75
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,25
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1 Kg
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,30
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
ESANO +++
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
ETERE DI PETROLIO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
FEHLING I° (A)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
FEHLING II° (B)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
FENOFTALEINA
SOL.ALCOLICA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
F- Xn
FENOFTALEINA
POLVERE
Pag. modulo: 14/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,15
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,15
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
FERRO CLORURO (ICO)
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
FERRO CLORURO (OSO)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
FERRO METALLO
POLVERE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
FERRO NITRATO (ICO)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O – Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
FERRO OSSIDO (ICO)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
FERRO SOLFATO (ICO)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn, Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 15/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
qmese
xanno
2,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,20
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,20
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
FERRO POLVERE
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
FERRO SOLFATO (OSO)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
FERRO SOLFURO (OSO
BARRE)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
FLUORESCEINA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
FUCSINA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Xi
FOSFORO
(PENTACLORURO)
Pag. modulo: 16/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,60
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,40
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,25
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
GLUCOSIO ANIDRO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
GRIESS
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
INDICATORE
UNIVERSALE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
LAUROYL PEROSSIDO –
Di
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O – Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
LIPODIO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
LITIO (IN PARAFFINA)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F–C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 17/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,020
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,010
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
LITIO CARBONATO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
LITIO CLORURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
LUGOL REATTIVO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
MAGNESIO CARBONATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
MAGNESIO OSSIDO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
MAGNESIO CLORURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 18/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,45
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,40
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
MAGNESIO OSSIDO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
MAGNESIO POLVERE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
MANGANESE BIOSSIDO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
MANGANESE
CARBONATO OSO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
MOLIBDENO BARRETTA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
NP
MANGANESE
ELETTROLITICO
Pag. modulo: 19/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,03
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,40
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,19
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,15
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,15
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,03
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
NERO ERIOCROMO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Pag. modulo: 20/32
Tempo esposizione (*)
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Periodo
Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
NICHEL FILO –
BARRETTA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
OLIO VASELLINA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ORO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
PENTANO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
PENTANO – N -
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,80
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,0001
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Occasional
ea
seconda
delle
attività
q giorno
q settimana
qmese
xanno
1,00
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
PEPSINA
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
PEROSSIDO DI
IDROGENO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O–C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
PETROLIO (GREZZO)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
PETROLIO RAFFINATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
POTASSIO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C–F
POTASSIO ALLUMINIO
SOLFATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 21/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,80
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
POTASSIO CLORATO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
POTASSIO CLORURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
POTASSIO
FERRICIANURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
POTASSIO
FERROCIANURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
POTASSO IODATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
O
POTASSIO IDRATO
SCAGLIE
Pag. modulo: 22/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,25
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,25
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
POTASSIO IODURO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
POTASSIO NITRATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
POTASSIO
PERMANGANATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O – Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
POTASSIO SOLFATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
POTASSIO TIOCIANATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
RAME CARBONATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 23/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,20
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,70
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,60
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,80
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,15
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
RAME CLORURO OSO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
RAME OSSIDO ICO
BARRET/
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
RAME OSSIDO ICO NERO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
RAME OSSIDO ISO ROSSO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
RAME POLVERE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
RAME SOLFATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 24/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Occasional
ea
seconda
delle
attività
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,05
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,40
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
ROSSO CONGO POLVERE
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ROSSO CONGO
SULUZIONE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ROSSO FENOLO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ROSSO
METILE(POLVERE)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ROSSO NEUTRO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Xn
ROSSO
METILE(SOL.ALCOL)
Pag. modulo: 25/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,25
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,05
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,03
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,20
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0.020
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
SACCAROSIO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
SODIO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F–C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
SODIO ACETATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
SODIO BICARBONATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
SODIO BROMATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O – Xi
SODIO CARBONATO
(ANIDRO)
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 26/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,25
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,0
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,40
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,40
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,90
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
SODIO CLORURO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
SODIO FOSFITO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
SODIO IDROGENO
FOSFATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
SODIO IDROSSIDO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
SODIO IODURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
SODIO IDROSSIDO FIALE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 27/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,40
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,70
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,00
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
N°7
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
SODIO SALICILATO
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
SODIO SOLFATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
SODIO SOLFATO ANIDRO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
SODIO SOLFURO
CRISTALLI
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
C
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
SODIO TETRABORATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
SODIO TIOSOLFATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 28/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1,80
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,25
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,70
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1
q giorno
q settimana
qmese
xanno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,80
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
STAGNO METALLO
LASTRE
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
STAGNO SOLFATO-OSO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
STRONZIO CLORURO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xi
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
TAMPONE CARBONATO
FIALE Ph10
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
TAMPONE ph 4,01
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
TAMPONE ph 7,01
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Pag. modulo: 29/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,08
q giorno
q settimana
q mese
x anno
N°6
q giorno
q settimana
qmese
xanno
1
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
TAMPONE ph 9,18
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
TIMOLFATALEINA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
TIECLORO –
TRIFLUOROETANO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
N
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
TITANIO GRANULI
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
TORNASOLE NEUTRO
2.5% INDICATORE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
N
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
NP
TITANIO POLVERELASTRE
Pag. modulo: 30/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
1
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,25
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,00
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,025
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,05
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
Sostanza / principio attivo
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Sezione: 4
Tempo esposizione (*)
Periodo
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
VIOLETTO GENZIANA
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Rif etichetta/ scheda
di sicurezza
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
XLILENE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ZINCO GRANULARE
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
q mese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
ZINCO NITRATO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
O – Xn
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ZINCO OSSIDO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
NP
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
VIOLETTO CRISTALLO
Pag. modulo: 31/32
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,01
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,05
q giorno
q settimana
q mese
xanno
0,20
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,50
q giorno
q settimana
qmese
xanno
0,50
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,30
Note
04_44270_022_Chim_VR_lab_chimico_TAB_MCurie_023
Nome prodotto / impiego
ZINCO POLVERE
Sostanza / principio attivo
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Classificazione
(Xi Xn T F C O)
Frasi di Rischio
(R/H)
(SdS punto 2)
Periodo
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Cutanea,
respiratoria
q giorno
q settimana
qmese
x anno
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
Xn
ZOLFO
Rif etichetta/ scheda di sicurezza
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Quantità utilizzo
(**)
Via esposizione
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
ZINCO SOLFATO IDRATO
Pag. modulo: 32/32
Tempo esposizione (*)
F
Rif etichetta/ scheda di
sicurezza
Nota:
Sezione: 4
Minuti
nel periodo
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
Variabile,
limitato a
seconda
delle
attività
didattiche
(*) Tempi di Esposizione per addetto: caso medio
(**) Intesa come quantità media di utilizzo / esposizione diretta per addetto indicato solo ove pertinente e significativo per l’esposizione dei lavoratori
Classificazione: Xi = Irritante, Xn = Nocivo, T = Tossico, F = Infiammabile, C = Corrosivo, O = Comburente N = pericoloso per l’ambiente
NA = Non attinente, EA = Esposizione accidentale, NP = Non Presente; NA= Non Applicabile
Periodo
Kg / l
nel
periodo
q giorno
q settimana
q mese
x anno
0,10
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,0
q giorno
q settimana
q mese
xanno
1,20
Note
04_44600_001_Chim_MT_intro_utilizzo_MCurie_fff_023
Sezione: 4
Pag. modulo: 1/2
- RISCHIO CHIMICO -
– Misure di tutela e criteri generali di prevenzione e protezione –
Le seguenti misure di tutela sono applicabili per tutte le sostanze chimiche individuate. Le misure di prevenzione e
protezione sono da applicarsi per quanto di pertinenza le singole lavorazioni o mansioni.
Le seguenti misure di tutela si intendono per gli agenti chimici dell’attività, integrandosi alle misure di tutela specificate nelle
schede di sicurezza / informative.
Nota: si intendono riportare le misure di tutela anche in caso di utilizzo di prodotti al di fuori del normale ciclo lavorativo
Misure di tutela – procedure
•
Prima dell’utilizzo leggere attentamente le istruzioni e l’etichetta dei contenitori, seguire le istruzioni del fornitore –
produttore per l’utilizzo dei prodotti anche attraverso le schede di sicurezza e schede informative
•
Preferire prodotti e sostanze chimiche a bassa pericolosità; sia effettuata una valutazione preventiva delle sostanze /
preparati pericolosi mirata alla selezione dei prodotti con minor pericolosità possibile, in particolare per effetti tossici,
nocivi, irreversibili o maggiormente pericolosi
•
Organizzare le lavorazioni in modo da non esporsi a sostanze dovute ad altre operazioni con utilizzo di sostanze
chimiche
•
Non fumare, bere e mangiare dopo contatti con sostanze chimiche
•
Manipolare con cura le sostanze evitando in particolare ingestioni, inalazioni dirette, contatti con al cute e gli occhi
•
Non mescolare mai prodotti chimici diversi salvo ove specificato nelle istruzioni d’uso / schede di sicurezza / schede
informative valutando sempre eventuali incompatibilità fra le sostanze
•
Operare in ambiente ben aerato
•
Utilizzare i prodotti solo per gli scopi per i quali sono stati progettati
•
In caso di contatto o versamento sugli indumenti, attenersi a quanto previsto nella scheda di sicurezza
•
In caso di contatto o versamento sugli indumenti o calzature, toglierli immediatamente e non indossarli nuovamente
•
Mantenere puliti ed efficienti i dispositivi di protezione individuali, in particolare dopo contatti con prodotti chimici
•
Prima di eseguire lavorazioni con utilizzo di prodotti chimici, coordinarsi con le persone vicine affinché prendano le
necessarie precauzioni
•
In caso di incidenti o condizioni di non sicurezza rivolgersi ai superiori / addetti emergenza
•
Non utilizzare o depositare (anche momentaneamente) prodotti infiammabili nei pressi di sorgenti di innesco
•
Siano messe a disposizione attrezzature di lavoro ed adottati sistemi di protezione, quali aspirazioni localizzate rif.
moduli specifici di seguito riportati.
•
Per sostanze pericolose, predisporre contenitori e materiale assorbente per recuperi di versamenti accidentali (sabbia o
equivalente)
Dispositivi di protezione individuale
•
Utilizzare idonei dispositivi di protezione individuale (Cfr. schede di sicurezza / schede informative)
•
L'obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale (Cfr. schede di sicurezza / schede informative) sia oggetto di
formazione e informazione agli addetti
•
In caso di versamenti o spandimenti accidentali, indossare i DPI previsti dalla etichetta / schede di sicurezza (guanti,
mascherine ecc.), aerare il più possibile l’ambiente e bonificare immediatamente
04_44600_001_Chim_MT_intro_utilizzo_MCurie_fff_023
Sezione: 4
Pag. modulo: 2/2
Contenitori
•
Non versare mai prodotti chimici in contenitori anonimi e di materiale non compatibile con il prodotto stesso
•
I contenitori devono prevedere la corretta etichettatura secondo le norme vigenti
•
Chiudere ermeticamente i contenitori quando non utilizzati
•
Se si utilizzano contenitori per sostanze diverse, bonificarli accuratamente prima di introdurre sostanze diverse da quelle
precedentemente contenute
Schede di sicurezza
•
Per quanto riguarda le misure di sicurezza nelle lavorazioni è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti:
•
o
Punto 7 – manipolazione e immagazzinamento
o
Punto 8 – protezione personale – controllo dell’esposizione
o
Punto 10 – stabilità e reattività – compatibilità
o
Punto 11 – informazioni tossicologiche
o
Punto 12 – informazioni ecologiche
o
Punto 13 – smaltimento
o
Punto 14 – trasporto
o
Punto 16 – altre informazioni
Per quanto riguarda le misure di sicurezza in caso di emergenza è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti
•
o
Punto 4 – emergenza primo soccorso
o
Punto 5 – emergenza incendio
o
Punto 6 – dispersione accidentale
Mantenere aggiornate e disponibili, anche nei pressi delle aree di utilizzo, le schede di sicurezza / schede informative dei
prodotti / sostanze chimiche ed informare i lavoratori circa i contenuti e i precetti indicate delle stesse
•
Per rischi e relative misure di tutela di sostanze specifiche consultare le schede di sicurezza e schede informative
04_44600_005_rchim_MT_all_MCurie_kk_fff_021
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO CHIMICO -
- Criteri generali di prevenzione e protezione –
I seguenti criteri sono applicabili per tutte le sostanze chimiche individuate integrandosi alle misure di tutela specificate nelle
schede di sicurezza / informative. I criteri sono da applicarsi per quanto di pertinenza delle singole lavorazioni o mansioni.
Nota: si intendono riportare i criteri anche in caso di utilizzo di prodotti al di fuori del normale ciclo lavorativo
Criteri di prevenzione protezione - procedure relative alla detenzione, manutenzione e pulizia
•
Mantenere puliti gli ambienti, in particolare pavimenti / zone di lavoro
•
Evitare il contatto diretto tra prodotti chimici.
•
Non avvicinare i prodotti chimici a superfici calde, fonti di innesco od esporli alla luce solare diretta
•
Sui contenitori di agenti chimici siano apposti in modo visibile la corretta segnaletica / etichettatura di sicurezza (con
pittogramma, frasi di rischio e consigli di prudenza) in modo tale da identificare chiaramente la natura del contenuto e gli
eventuali rischi connessi
•
I contenitori siano mantenuti in buono stato di conservazione
•
Utilizzare / detenere solo le quantità strettamente necessarie
04_44600_020_rchim_MT_H_MCurie_fff_020
Pag. modulo: 1/3
- RISCHIO CHIMICO -
- Note specifiche per sostanze con particolari pericoli significativi Misure di tutela – procedure
•
Per quanto riguarda le misure di sicurezza nelle lavorazioni è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti:
-
•
Punto 7 – manipolazione e immagazzinamento
Punto 8 – protezione personale – controllo dell’esposizione
Punto 10 – stabilità e reattività – compatibilità
Punto 11 – informazioni tossicologiche
Punto 12 – informazioni ecologiche
Punto 13 – smaltimento
Punto 14 – trasporto
Punto 16 – altre informazioni
Per quanto riguarda le misure di sicurezza in caso di emergenza è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti
-
•
Punto 4 – emergenza primo soccorso
Punto 5 – emergenza incendio
Punto 6 – dispersione accidentale
Gli scarti di lavorazione e i rifiuti di materie infiammabili, esplodenti, corrosive, tossiche, infettanti o comunque nocive
devono essere raccolti durante la lavorazione ed asportati frequentemente con mezzi appropriati, collocandoli in posti nei
quali non possano costituire pericolo
•
Utilizzare idonei dispositivi di protezione individuali (cfr. schede di sicurezza / schede informative):
Luoghi - locali
•
Appositi segnali di pericolo, prescrizione, obbligo, funzionali alle tipologia di rischio delle sostanze detenute (cfr. schede
di sicurezza), siano apposti nei pressi
•
I locali ove si svolgono lavorazioni con prodotti potenzialmente pericolosi siano dotati di idoneo sistemi di aspirazione
generale/localizzato al fine di captare le esalazioni e dispersioni di sostanze chimiche
•
Nell'ingresso di ogni luogo dove, in relazione alla fabbricazione, manipolazione, utilizzazione o conservazione di
materie o prodotti pericolosi con specifici pericoli, devono essere segnalate le norme di sicurezza e le normative riferenti
alle lavorazioni che sono eseguite
•
Siano effettuare, ogni qualvolta sia possibile, le lavorazioni pericolose o insalubri in luoghi separati, allo scopo di non
esporvi senza necessità i lavoratori addetti ad altre lavorazioni
Bacini di contenimento
•
I contenitori di sostanze chimiche pericolose, devono essere dotati di bacini di contenimento o sistemi equivalenti (ad es.
gradini di contenimento) in caso di versamenti / fuoriuscite accidentali
•
il bacino deve essere dotato di un rivestimento impermeabile che prevenga possibili infiltrazioni e che resista
all’aggressione di tipo chimico della sostanza in questione
-
qualora la sostanza possa liberare gas o vapori in determinate condizioni deve essere presente un sistema di
abbattimento degli stessi (ad es. acqua)
-
la capacità del bacino deve essere valutata considerando anche i tempi di risposta di eventuali squadre di emergenza
interne od esterne all’azienda
04_44600_020_rchim_MT_H_MCurie_fff_020
Pag. modulo: 2/3
Contenitori
•
I recipienti adibiti al trasporto dei liquidi o materie infiammabili, corrosive, tossiche o comunque dannose siano:
-
provvisti di:
o idonee chiusure per impedire la fuoriuscita del contenuto
o accessori o dispositivi atti a rendere sicure ed agevoli le operazioni di riempimento e svuotamento
o accessori di presa, quali maniglie, anelli, impugnature, atti a rendere sicuro ed agevole il loro impiego, in
relazione al loro uso particolare
o di involucro protettivo adeguato alla natura del contenuto
-
conservati in posti appositi e separati (compresi quelli vuoti già utilizzati), con l'indicazione di pieno o vuoto se
queste condizioni non sono evidenti
-
non reimpiegati per le stesse sostanze già contenute o per altre sostanze; immediatamente dopo l'uso siano resi non
pericolosi (mediante appropriati lavaggi/bonifiche oppure avviati al deposito rifiuti)
•
in ogni caso è vietato usare recipienti che abbiano già contenuto liquidi infiammabili o suscettibili di produrre gas o
vapori infiammabili, o materie corrosive o tossiche, per usi diversi da quelli originari, senza che si sia provveduto ad una
preventiva completa bonifica del loro interno, con la eliminazione di ogni traccia del primitivo contenuto o dei suoi
residui o prodotti secondari di trasformazione.
•
I recipienti e gli apparecchi che servono alla lavorazione oppure al trasporto dei materiali putrescibili o suscettibili di
dare emanazioni sgradevoli, siano lavati frequentemente e, ove occorra, disinfettati
Sostanze Corrosive
•
le sostanze (materie prime non in corso di lavorazione, i prodotti ed i residui) con proprietà tossiche o caustiche,
specialmente se sono allo stato liquido o se sono facilmente solubili o volatili, devono essere custoditi in recipienti a
tenuta e muniti di buona chiusura (ferme restando le norme di cui al R.D. n. 147/1927)
•
Il trasporto e l'impiego delle materie e dei prodotti corrosivi o aventi temperature dannose devono effettuarsi con mezzi o
sistemi tali da impedire che i lavoratori ne vengano a diretto contatto; quando esigenze tecniche o di lavorazione non
consentano l’attuazione di tali misure, siano messi a disposizione dei lavoratori mezzi individuali di protezione
•
Negli stabilimenti o luoghi in cui si producono o si manipolano liquidi corrosivi devono essere predisposte, a portata di
mano dei lavoratori, adeguate prese di acqua corrente o recipienti contenenti adatte soluzioni neutralizzanti
•
Nei casi in cui esista rischio di investimento da liquidi corrosivi, devono essere installati, nei locali di lavorazione o nelle
immediate vicinanze, bagni o docce con acqua a temperatura adeguata
•
In caso di spandimento di liquidi corrosivi, questi non devono essere assorbiti con stracci, segatura o con altre materie
organiche, ma eliminati con lavaggi di acqua o neutralizzati con materie idonee
Sistemi di aspirazione
•
Le attrezzature / lavorazioni che producono vapori, esalazioni o fumi siano dotati di efficienti impianti di aspirazione
(periodicamente puliti e manutenzionati) ovvero, per utilizzo saltuario, sia comunque garantita un’adeguata aerazione e
ventilazione del locale e utilizzati DPI previsti (rif. schede di sicurezza)
o
le velocità di cattura devono essere conformi alla normativa tecnica in relazione ai materiali in lavorazione
•
Valori compresi tra 0.5 e 1 m/s per operazioni di saldatura
•
L’aspirazione deve essere effettuata, per quanto è possibile, immediatamente vicino al luogo di produzione delle polveri
04_44600_020_rchim_MT_H_MCurie_fff_020
Pag. modulo: 3/3
•
Siano predisposti metodologie affinché le polveri raccolte non possano rientrare nell'ambiente di lavoro
•
Le attrezzature provviste di canale di aspirazione siano collegate ad apposito accessorio
•
L’aria degli impianti di aspirazione delle macchine sia espulsa all’esterno (dopo opportuna filtrazione)
•
Operazioni di saldatura: utilizzare sistema di aspirazione ovvero per brevi interventi operare all’aperto con l’ausilio
delle maschere specifiche (da indossare in ogni caso)
04_44600_030_rchim_MT_depositi_all_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO CHIMICO -
- Note specifiche per il deposito di sostanze chimiche Misure di tutela – procedure
•
I locali / aree adibiti a deposito siano dotati di adeguata aerazione
•
Non fumare, bere e mangiare nell’area di deposito
•
I contenitori siano depositati in posizione stabile
•
Evitare il contatto diretto tra prodotti chimici.
•
Non depositare i prodotti chimici in prossimità di superfici calde, fonti di innesco od esporli alla luce solare diretta
04_44610_050_rchim_MT_ufficio_prodotti_MCurie_fff_004
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- RISCHIO CHIMICO -
PRODOTTI CHIMICI USO UFFICIO
(inchiostri, toner, correttori e simili)
Misure di tutela – procedure
•
Per quanto riguarda le misure di sicurezza nelle lavorazioni è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti:
o
o
o
o
o
o
o
o
•
Punto 7 – manipolazione e immagazzinamento
Punto 8 – protezione personale – controllo dell’esposizione
Punto 10 – stabilità e reattività – compatibilità
Punto 11 – informazioni tossicologiche
Punto 12 – informazioni ecologiche
Punto 13 – smaltimento
Punto 14 – trasporto
Punto 16 – altre informazioni
Per quanto riguarda le misure di sicurezza in caso di emergenza è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti
o
o
o
•
Punto 4 – emergenza primo soccorso
Punto 5 – emergenza incendio
Punto 6 – dispersione accidentale
Preferire prodotti a bassa tossicità o nocività; sia effettuata una valutazione preventiva delle sostanze / preparati pericolosi
mirata alla selezione dei prodotti con minor pericolosità possibile, in particolare per effetti tossici, irreversibili o
maggiormente pericolosi
•
Non eccedere nei quantitativi e dosi consigliate da produttori
•
Non danneggiare i contenitori e gli involucri di inchiostri, toner e simili
•
Seguire le istruzioni del costruttore per la sostituzione di toner, inchiostri o simili
•
In caso di spandimenti utilizzare guanti, aerare l’ambiente e bonificare immediatamente
•
I locali siano adeguatamente aerati con sufficiente ricircolo di aria
•
Rispettare i precetti indicati nelle schede di sicurezza, in particolare per quanto attiene alle necessità di utilizzare
dispositivi di protezione e modalità di manipolazione e uso
•
Non utilizzare propellenti o prodotti infiammabili nei pressi di sorgenti di innesco
04_44700_040_rchim_MT_detersivi_amb_utilizzo_MCurie_fff_007
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO CHIMICO -
- DETERSIVI, DETERGENTI E PRODOTTI PER L’IGIENE AMBIENTALE –
- note integrative Misure di tutela – procedure
•
Non eccedere nelle dosi e concentrazioni consigliate dal produttore
•
Utilizzare il prodotto solo per le superfici e/o gli ambienti indicati nelle istruzioni
•
Prima di iniziare le lavorazioni aerare i locali
•
Non respirare direttamente le esalazioni
•
Utilizzare i dispositivi di protezione previsti (rif. schede di sicurezza)
•
Utilizzare i prodotti senza contatto diretto con la cute
•
Non mescolare o porre a contatto prodotti diversi salvo ove non sia specificamente indicato nelle condizioni d’uso (schede
di sicurezza o schede di utilizzo)
•
Idratare abbondantemente la pelle delle mani con apposite creme
•
In caso di versamenti o spandimenti accidentali, indossare i DPI previsti dalla schede di sicurezza, aerare il più possibile
l’ambiente e bonificare immediatamente
•
Rispettare i precetti indicati nelle schede di sicurezza, in particolare per quanto attiene alle necessità di utilizzare
dispositivi di protezione e modalità di manipolazione e uso.
•
Non utilizzare propellenti o prodotti infiammabili nei pressi di sorgenti di innesco
04_44700_100_rchim_MT_sald_intro_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/3
- RISCHIO CHIMICO -
SALDATURA
La saldatura produce sostanze aerodisperse sotto forma di particelle di piccole dimensioni. Una parte considerevole di tali
particelle (con dimensione inferiore a 10 micrometri) sono respirabili, cioè raggiungono le parti più interne dell'apparato
respiratorio e sono chiamate fumi di saldatura.
Gli elementi materiali (ad es. materiale di apporto, gas, materiale oggetto della saldatura) utilizzati possono di per sé anche
non essere pericolosi (Rif. schede di sicurezza) ma, si evidenza che durante la saldatura tali elementi materiali vengono
portati ad alte temperatura. In tali condizioni possono essere prodotti fumi contenenti concentrazioni non trascurabili dei
metalli e di ossidi dei metalli che compongono tali materiali.
Le operazioni di saldatura e le attività connesse presentano rischi causati dagli agenti chimici aerodispersi. Essi si formano in
seguito a fenomeni di evaporazione, condensazione, ossidazione, decomposizione, pirolisi e combustione. In particolare si
trovano:
• sostanze gassose, derivano dalla tecnologia di lavorazione impiegata
• polveri e fumi di saldatura, dipendono principalmente dalla tipologia dei materiale di base e dei materiale di apporto
• aerosol, in genere derivanti dal riscaldamento di prodotti presenti sulla superficie dei metalli in lavorazione (vernici, oli)
Durante la lavorazione è necessario ridurre al minimo i quantitativi degli agenti chimici pericolosi che possono essere inalati.
L’esposizione ad agenti chimici dipende dal tipo di processo di saldatura impiegato, al materiale base e d’apporto utilizzato,
all’ambiente nel quale si effettuano le operazioni.
La via principale di assorbimento è per via respiratoria.
Si possono manifestarsi in generale:
• effetti sull’apparato respiratorio derivanti da agenti gassosi o agenti aerodispersi / fumi quali
• rischi da combustione di idrocarburi usati per operazioni di pulitura
• rischi per l’apparato digerente
In relazione alla rapidità e all’intensità dei fenomeni si possono distinguere:
• intossicazione acuta, se causata da assorbimento rapido di agenti tossici, in elevate quantità
• intossicazione cronica, con assorbimento lento di dosi basse, con effetti sotto forma di malattia
04_44700_100_rchim_MT_sald_intro_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 2/3
Misure di tutela – procedure
•
Per quanto riguarda le misure di sicurezza nelle lavorazioni è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti:
o
o
o
o
o
o
o
o
•
Punto 7 – manipolazione e immagazzinamento
Punto 8 – protezione personale – controllo dell’esposizione
Punto 10 – stabilità e reattività – compatibilità
Punto 11 – informazioni tossicologiche
Punto 12 – informazioni ecologiche
Punto 13 – smaltimento
Punto 14 – trasporto
Punto 16 – altre informazioni
Per quanto riguarda le misure di sicurezza in caso di emergenza è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti
o
o
o
•
Punto 4 – emergenza primo soccorso
Punto 5 – emergenza incendio
Punto 6 – dispersione accidentale
Lavorare in spazi provvisti di una adeguata ventilazione - areazione salvo interventi sporadici e all’aperto
Ambienti chiusi
•
La postazione di saldatura sia collocata in prossimità di idonei impianti d’aspirazione dei fumi, gas e polveri, dovrà
essere predisposto idoneo impianto di aspirazione localizzato, anche mobile, dal basso, frontalmente o lateralmente al
punto di saldatura
•
Per consentire di porre l’impianto di aspirazione nella posizione ottimale, in modo che le sostanze prodotte dalla
saldatura siano aspirate nella maggior quantità possibile, senza interessare l’ambito respiratorio degli addetti, è
consigliabile l’uso di bracci mobili bilanciati, senza i quali, in alcune circostanze, risulta difficile posizionare la cappa
d’aspirazione o risulta arduo mantenere la cappa nella posizione di massima efficienza. Queste attrezzature possono
essere d’aiuto per progettare posti fissi di saldatura conformi alle normative, nel rispetto dei principi ergonomici
•
Controllare l’efficienza dei dispositivi di aspirazione localizzata fumi e utilizzarli sempre nei pressi delle lavorazioni
•
La velocità di cattura deve essere idonea per l’estrazione dei fumi (almeno 0.25 - 0.5 m/s)
•
La ventilazione forzata deve essere sempre predisposta nel caso di lavori prolungati o con materiali zincati, verniciati e
simili
•
Anche i pezzi appena saldati, qualora emettano fumi derivanti dalla combustione delle sostanze ricoprenti, vanno
posizionati in zona dotata di ventilazione per catturare gli inquinanti emessi
•
Non saldare ove le radiazioni possano venire a contatto con sostanze che possono reagire (anche in piccola quantità)
•
Pulire accuratamente le superfici interessate alla saldatura in particolare qualora siano presenti sostanze che possono dare
origine a gas pericolosi (ad es. solventi o sgrassanti)
•
Saldare metalli trattati (ad es. ricoperti o contenenti composti quali piombo, grafite, cadmio, zinco, cromo, mercurio o
berillio ecc.) solo tramite l’ausilio di un respiratore adeguato e specifico per la protezioni da tali sostanze
•
Mantenere nelle zone di lavoro il quantitativo di elementi (materiale di apporto, gas ecc.) strettamente necessario per le
lavorazioni
•
Mantenere la testa il più possibile lontano dall’area di saldatura, non esporsi sopra i fumi, evitare di respirare le polveri i
04_44700_100_rchim_MT_sald_intro_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 3/3
fumi ed i vapori prodotti durante la lavorazione
•
Per le sostanze ed i preparati si fa riferimento ai punti delle schede di sicurezza pertinenti, che costituiscono parte
integrante del Documento di Valutazione dei Rischi.
•
Per quanto riguarda i Dispositivi di Protezione Individuale si fa riferimento all’apposito capitolo
04_44700_106_rchim_MT_sald_arco_elettr_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO CHIMICO -
- Polveri, fumi e gas nelle operazioni di SALDATURA ELETTRICA Torio
Il torio è un elemento radioattivo e talvolta è presente (2%) negli elettrodi infusibili TIG ; è accertato che durante il normale
impiego non esistono significativi rischi di irradiazione esterna; potrebbero sorgere problemi di irradiazione interna per
inalazione delle polveri nel caso di riaffilatura dell’elettrodo senza protezione
Ossido di carbonio
Un altro pericolo meno probabile è la trasformazione dell’anidride carbonica in ossido di carbonio. Per questo gas, il limite di
soglia proposto dal ACGIH è 23 mg/m3.
Misure di tutela – procedure:
•
Per quanto riguarda le misure di sicurezza nelle lavorazioni è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti:
-
•
Punto 7 – manipolazione e immagazzinamento
Punto 8 – protezione personale – controllo dell’esposizione
Punto 10 – stabilità e reattività – compatibilità
Punto 11 – informazioni tossicologiche
Punto 12 – informazioni ecologiche
Punto 13 – smaltimento
Punto 14 – trasporto
Punto 16 – altre informazioni
Per quanto riguarda le misure di sicurezza in caso di emergenza è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti
-
Punto 4 – emergenza primo soccorso
Punto 5 – emergenza incendio
Punto 6 – dispersione accidentale
04_44800_060_rchim_MT_lab_chimico_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 1/2
- RISCHIO CHIMICO -
- LABORATORIO CHIMICO Misure di tutela - procedure
• Per quanto riguarda le misure di sicurezza nelle lavorazioni è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti:
-
Punto 7 – manipolazione e immagazzinamento
Punto 8 – protezione personale – controllo dell’esposizione
Punto 10 – stabilità e reattività – compatibilità
Punto 11 – informazioni tossicologiche
Punto 12 – informazioni ecologiche
Punto 13 – smaltimento
Punto 14 – trasporto
Punto 16 – altre informazioni
• Per quanto riguarda le misure di sicurezza in caso di emergenza è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti
-
Punto 4 – emergenza primo soccorso
Punto 5 – emergenza incendio
Punto 6 – dispersione accidentale
• Non lavorare mai da soli in laboratorio. Ne consegue che il lavoro in laboratorio fuori dall'orario di laboratorio dovrebbe
essere evitato
• Non usare i recipienti del laboratorio per bevande o alimenti
• Indossate i Dispositivi di Protezione Individuale (rif. schede di sicurezza):
-
occhiali di protezione, in modo particolare quando
§
si eseguono operazioni particolarmente delicate come: distillazioni a pressione ridotta, aggiunte di
sostanze particolarmente aggressive
§
quando si indossano lenti a contatto (queste non offrono alcuna protezione dagli urti, e possono
aggravare le conseguenze di schizzi di sostanze corrosive impedendone il lavaggio); è comunque
consigliabile non portare di tale tipo di lenti
-
guanti di protezione nel maneggiare sostanze irritanti, tossiche e/o nocive per contatto
•
camice, è un'utile barriera in caso di contatto accidentale con sostanze chimiche
•
maschere con filtro (si utilizzi per vapori organici filtro A) con presenza di gas/vapori
• I capelli lunghi devono essere sempre raccolti
• Durante i mesi estivi evitare l'uso di sandali o scarpe troppo aperte
• Non lasciare mai senza controllo reazioni in corso (riflussi, distillazioni a pressione ridotta, etc.) o apparecchi in funzione.
Se una reazione deve proseguire durante la notte, il controllo può essere affidato ad appositi dispositivi di sicurezza
reperibili in commercio che staccano la corrente in seguito a variazioni di temperatura, di flusso o di livello oltre certi
limiti; oppure le esperienze notturne devono essere condotte in appositi laboratori notturni sicuri ed isolati dal resto
dell'edificio
• Non lavorare su grandi quantità di sostanze
• Non appoggiare mai recipienti, bottiglie o apparecchi vicino al bordo del banco di lavoro
• Non portare in tasca forbici, tubi di vetro o altri oggetti taglienti o appuntiti.
• Nel corso di esperimenti con sostanze o tecniche nuove, queste vanno considerate potenzialmente pericolose finche non si
sia acquisita la certezza del contrario. È necessario, in tali casi abbondare nelle misure precauzionali ed eseguire saggi
preliminari su piccole quantità di sostanza
04_44800_060_rchim_MT_lab_chimico_MCurie_fff_003
Pag. modulo: 2/2
• Non pipettare con la bocca, meglio pipettatrici automatiche
• E' vietato l'accesso nei laboratori chimici al personale non autorizzato
• Lavaggio oculare emergenza
• Manipolare con cura le sostanze evitando inalazioni dirette
• Non utilizzare propellenti infiammabili nei pressi di sorgenti di innesco
• Lavarsi le mani dopo l’utilizzo o in caso di contatto con la pelle, occhi ecc.
• Stoccare in ambienti appositi sufficientemente aerati
• Operare in ambiente aerato
• L’area di utilizzo sia interdetta ai non addetti
• Valutare sempre eventuali incompatibilità fra le sostanze e provvedere a che non vi siano contatti accidentali (contenitori
separati, ecc)
• Utilizzare contenitori, per il trasporto, idonei all’uso (qual chiusura ermetica, doppi con assorbente)
• Eseguire travasi su vassoi o bacini di contenimento, per quantità non minime
Gestione rifiuti di laboratorio
•
Scarti e rifiuti del laboratorio (carta da filtro, cotone, stracci. etc.) vanno gettati in appositi secchi metallici di dimensioni
non troppo grandi per evitare un pericoloso accumulo di sostanze combustibili.
•
Un cesto a parte deve essere riservato alla vetreria rotta e spezzoni di vetro.
04_44800_300_rchim_MT_manutenzione_ordinaria_MCurie_fff_004
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO CHIMICO -
- Prodotti chimici per attività manutentive e di corredo
Misure di tutela - procedure
•
Per quanto riguarda le misure di sicurezza nelle lavorazioni è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti:
o
o
o
o
o
o
o
o
•
Punto 7 – manipolazione e immagazzinamento
Punto 8 – protezione personale – controllo dell’esposizione
Punto 10 – stabilità e reattività – compatibilità
Punto 11 – informazioni tossicologiche
Punto 12 – informazioni ecologiche
Punto 13 – smaltimento
Punto 14 – trasporto
Punto 16 – altre informazioni
Per quanto riguarda le misure di sicurezza in caso di emergenza è necessario il rispetto di quanto previsto dalle schede di
sicurezza e in particolare i punti
o
o
o
•
Punto 4 – emergenza primo soccorso
Punto 5 – emergenza incendio
Punto 6 – dispersione accidentale
Utilizzare guanti in PVC, occhiali indumenti protettivi per la pelle, maschere di protezione (con tipologia specificata
nelle schede di sicurezza)
•
Immagazzinamento e uso sostanze chimiche in locale o zona aerata
•
Mantenere nelle zone di lavoro il quantitativo strettamente necessario per le lavorazioni in contenitori ben chiusi
•
Non utilizzare acqua sul prodotto in caso di incendio
•
Utilizzare in aree ventilate; non esporsi con il viso sopra il punto di impiego
04_44900_003_rchim_an_H_MCurie_020
Pag. modulo: 1/1
- RISCHIO CHIMICO –
Note tecniche e obblighi connessi
Il datore di lavoro, sulla base dell'attività, ha ridotto al minimo il rischio mediante la corretta applicazione delle misure di
tutela e dei criteri generali di prevenzione.
Si valuta l’efficace conseguimento di un adeguato livello di prevenzione e protezione.
In particolare si segnalano i seguenti
Mansione 05 - Chimica Biologia:
−
Corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza collettivi e individuali
−
Controllare lo stato di efficienza e di usura degli impianti di aspirazione e gli impianti di captazione
−
Utilizzare cappa e dispositivi di aspirazione realizzati a regola d’arte
−
Non lavorare su grandi quantità di sostanze
Mansione 09 - Meccanica Costruzioni Saldature:
−
Corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza collettivi e individuali
−
Controllare lo stato di efficienza e di usura dei dispositivi di aspirazione localizzata fumi
−
Utilizzare dispositivi di aspirazione realizzati a regola d’arte
−
Rispettare quanto previsto dalle schede di sicurezza
04_44900_006_rchim_medico_H_MCurie_ITA_020
Pag. modulo: 1/1
- Rischio chimico -
Sorveglianza Sanitaria – Note tecniche e obblighi connessi
Ove la valutazione dei rischi abbia evidenziato l’obbligo di misurazione degli agenti chimici si specificano le seguenti
•
La sorveglianza sanitaria sia effettuata:
-
prima di adibire il lavoratore alla mansione che comporta esposizione
-
periodicamente, di norma una volta l'anno o con periodicita' diversa decisa dal Medico competente (con
motivazione riportata nel Documento di Valutazione dei Rischi e resa nota ai Rappresentanti per la Sicurezza dei
Lavoratori), in funzione della valutazione del rischio e dei risultati della sorveglianza sanitaria
-
all'atto della cessazione del rapporto di lavoro. In tale occasione il medico competente fornisce al lavoratore
eventuali indicazioni relative a prescrizioni mediche da osservare
-
l'organo di vigilanza (con provvedimento motivato) può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitaria
diversi rispetto a quelli definiti dal medico competente
•
Il monitoraggio biologico è obbligatorio per i lavoratori esposti agli agenti per i quali è fissato un valore limite biologico.
Dei risultati di tale monitoraggio sia informato il lavoratore interessato. I risultati di tal monitoraggio, in forma anonima,
siano allegati al documento di valutazione dei rischi e comunicati ai rappresentanti per la sicurezza dei lavoratori
•
Gli accertamenti sanitari devono essere a basso rischio per il lavoratore
•
Sulla base delle risultanze degli esami clinici e biologici effettuati, su parere del Medico Competente, siano adottate
eventuali misure preventive e protettive particolari per singoli lavoratori. Le misure possono comprendere anche
l'allontanamento del lavoratore
•
Nel caso in cui all'atto della sorveglianza sanitaria si evidenzi, in un lavoratore o in un gruppo di lavoratori esposti in
maniera analoga ad uno stesso agente, l'esistenza di effetti pregiudizievoli per la salute imputabili ad esposizione ad
agenti chimici o il superamento di un valore limite biologico, il Medico Competente informa individualmente i lavoratori
interessati ed il datore di lavoro.
Al presentarsi di questi casi, occorre:
-
sottoporre a revisione la valutazione dei rischi
-
sottoporre a revisione le misure predisposte per eliminare o ridurre i rischi
-
tenere conto del parere del Medico Competente nell'attuazione delle misure necessarie per eliminare o ridurre il
rischio
-
prendere le misure affinché sia effettuata una visita medica straordinaria per tutti gli altri lavoratori che hanno subito
un'esposizione simile
04_44900_010_rchim_criteri_gen_tutti_MCurie_fff_020
Pag. modulo: 1/2
- RISCHIO CHIMICO -
- Criteri generali di prevenzione e protezione –
- Riferimenti legislativi Criteri generali di prevenzione e protezione
• Siano eliminati i rischi derivanti da agenti chimici pericolosi o ridotti al minimo mediante:
-
progettazione e organizzazione dei sistemi di lavorazione sul luogo di lavoro
-
fornitura di attrezzature idonee per il lavoro specifico e relative procedure di manutenzione adeguate (locali,
contenitori, impianti)
-
riduzione al minimo del numero di lavoratori esposti, anche solo potenzialmente
-
riduzione al minimo della durata e dell'intensità dell'esposizione
-
misure igieniche adeguate
-
riduzione al minimo della quantità di agenti presenti sul luogo di lavoro in funzione delle necessità della lavorazione
-
metodi di lavoro appropriati nella manipolazione, immagazzinamento e trasporto sul luogo di lavoro di agenti chimici
pericolosi, nonchè dei rifiuti che contengono detti agenti chimici
-
siano continuamente effettuate ricerche al fine di sostituire gli agenti chimici pericolosi con altro di minor
“pericolosità”
• Sia effettuata formazione ed informazioni su precauzioni ed azioni adeguate da intraprendere per proteggere i lavoratori
stessi ed altri lavoratori sul luogo di lavoro; le informazioni siano fornite in modo adeguato al risultato della valutazione
del rischio.
• Sia garantito l’accesso ad ogni scheda di sicurezza, schede informative
• Sulla base della valutazione dei rischi e dei principi generali di prevenzione e protezione, siano adottate misure tecniche e
organizzative adeguate alla natura delle operazioni (immagazzinamento, manipolazione) e l’isolamento di agenti chimici
incompatibili fra di loro. In particolare, sia assicurato che sul luogo di lavoro non si realizzino concentrazioni pericolose
di sostanze infiammabili o quantità pericolose di sostanze chimicamente instabili.
• Se i risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in relazione al tipo e alle quantità di un agente chimico
pericoloso e alle modalità e frequenza di esposizione a tale agente presente sul luogo di lavoro, vi e' solo un rischio basso
per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori e che le misure di tutela non sono sufficienti a ridurre il rischio, si
proceda con l’attivazione di:
-
misure da adottarsi nel seguente ordine di priorità:
o progettazione di appropriati processi lavorativi e controlli tecnici, nonchè uso di attrezzature e materiali adeguati;
o appropriate misure organizzative e di protezione collettive alla fonte del rischio
o misure di protezione individuali, compresi i dispositivi di protezione individuali, qualora non si riesca a
prevenire con altri mezzi l'esposizione;
o sorveglianza sanitaria dei lavoratori tramite medico competente aziendale
-
salvo che si possa dimostrare con altri mezzi il conseguimento di un adeguato livello di prevenzione e di protezione,
periodicamente ed ogni qualvolta sono modificate le condizioni che possono influire sull'esposizione, si provveda ad
effettuare la misurazione degli agenti che possono presentare un rischio per la salute
-
quando sia stato superato un valore limite di esposizione professionale stabilito dalla normativa vigente si
identifichino e rimuovano le cause che hanno cagionato tale superamento dell'evento, adottando immediatamente le
misure appropriate di prevenzione e protezione
04_44900_010_rchim_criteri_gen_tutti_MCurie_fff_020
-
Pag. modulo: 2/2
si mettano a disposizione attrezzature di lavoro e si adottino dei sistemi di protezione collettiva ed individuale
conformi alle disposizioni legislative e regolamentari pertinenti, in particolare per quanto riguarda l'uso dei suddetti
mezzi in atmosfere potenzialmente esplosive
-
si adottino misure per assicurare un sufficiente controllo degli impianti, apparecchi e macchinari, anche mettendo a
disposizione sistemi e dispositivi finalizzati alla limitazione del rischio di esplosione o dispositivi per limitare la
pressione delle esplosioni
-
si informino i lavoratori del superamento dei valori limite di esposizione professionale, delle cause dell'evento e
delle misure di prevenzione e protezione adottate e ne da' comunicazione, senza indugio, all'organo di vigilanza
-
sorveglianza sanitaria tramite il medico competente aziendale per i lavoratori esposti agli agenti chimici pericolosi
per la salute che rispondono ai criteri per la classificazione come molto tossici, tossici, nocivi, sensibilizzanti,
corrosivi, irritanti, tossici per il ciclo riproduttivo, cancerogeni e mutageni di categoria 3 e relativa istituzione ed
aggiornamento delle cartelle sanitarie
04_44900_012_rchim_frasi_RS_HP_tutti_MCurie_fff_012
Pag. modulo: 1/6
- RISCHIO CHIMICO -
- Frasi di rischio (R/H) e consigli di prudenza (S/P)
Legenda frasi di rischio / consigli di prudenza riportate sulle confezioni o sulle schede di sicurezza dei prodotti chimici:
FRASI DI RISCHIO - R
Esplosivo allo stato secco
R1
Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altri inneschi
R2
Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altri inneschi
R3
Forma composti metallici esplosivi molto sensibili
R4
Pericolo di esplosione per riscaldamento
R5
Esplosivo a contatto o senza contatto con l’aria
R6
Può provocare un incendio
R7
Può provocare l’accensione di materie combustibili
R8
Esplosivo in miscela con materie combustibili
R9
Infiammabile
R10
Facilmente infiammabile
R11
Estremamente infiammabile
R12
Gas liquefatto altamente infiammabile
R13
Reagisce violentemente con l’acqua
R14
A contatto con l’acqua libera gas facilmente infiammabili
R15
Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti
R16
Spontaneamente infiammabile all’aria
R17
Durante l’uso può formare con l’aria miscele esplosive/infiammabili
R18
Può formare perossidi esplosivi
R19
Nocivo per inalazione
R20
Nocivo a contatto con la pelle
R21
Nocivo per ingestione
R22
Tossico per inalazione
R23
Tossico a contatto con la pelle
R24
Tossico per ingestione
R25
Altamente tossico per inalazione
R26
Altamente tossico a contatto con la pelle
R27
Altamente tossico per ingestione
R28
A contatto con l’acqua libera gas tossici
R29
Può diventare facilmente infiammabile durante l’uso
R30
A contatto con acidi libera gas tossico
R31
A contatto con acidi libera un gas altamente tossico
R32
Pericolo di effetti cumulativi
R33
Provoca ustioni
R34
Provoca gravi ustioni
R35
Irritante per gli occhi
R36
Irritante per le vie respiratorie
R37
Irritante per la pelle
R38
Pericolo di effetti irreversibili molto gravi
R39
Possibilità di effetti irreversibili
R40
Rischio di gravi lesioni oculari
R41
Può provocare sensibilizzazione per inalazione
R42
Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
R43
Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato
R44
Può provocare il cancro
R45
Può provocare alterazioni genetiche ereditarie
R46
Può provocare malformazioni congenite
R47
Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata
R48
Può provocare il cancro per inalazione
R49
Altamente tossico per gli organismi acquatici
R50
Tossico per gli organismi acquatici
R51
Nocivo per gli organismi acquatici
R52
Può provocare a lungo termine effetti negativi per l’ambiente acquatico
R53
Tossico per la flora
R54
Tossico per la fauna
R55
Tossico per gli organismi del terreno
R56
Tossico per le api
R57
Può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente
R58
Pericoloso per lo strato di ozono
R59
Può ridurre la fertilità
R60
Può danneggiare i bambini non ancora nati
R61
Possibile rischio di ridotta fertilità
R62
Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati
R63
Possibile rischio per i bambini allattati al seno
R64
Nocivo: può causare danni ai polmoni in caso di ingestioni
R65
L’esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolatura della pelle
R66
L’inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini
R67
Possibilità di effetti irreversibili
R68
Contiene Piombo. Non utilizzare per oggetti che possono essere masticati o succhiati dai bambini
P90
Combinazioni delle frasi di rischio R
Reagisce violentemente con l'acqua liberando gas estremamente infiammabili.
R14/15
A contatto con l'acqua libera gas tossici estremamente infiammabili.
R15/21
04_44900_012_rchim_frasi_RS_HP_tutti_MCurie_fff_012
R20/21
R20/22
R20/21/22
R21/22
R23/24
R23/25
R23/24/25
R24/25
R26/27
R26/28
R26/27/28
R27/28
R36/37
R36/38
R36/37/38
R37/38
R39/23
R39/24
R39/25
R39/23/24
R39/23/25
R39/24/25
R39/23/24/25
R39/26
R39/27
R39/28
R39/26/27
R39/26/28
R39/27/28
R39/26/27/28
R40/20
R40/21
R40/22
R40/20/21
R40/20/22
R40/21/22
R40/20/21/22
R42/43
R48/20
R48/21
R48/22
R48/20/21
R48/20/22
R48/21/22
R48/20/21/22
R48/23
R48/24
R48/25
R48/23/24
R48/23/25
R48/24/25
R48/23/24/25
R50/53
R51/53
R52/53
R68/20
R68/21
R68/22
R68/20/21
R68/20/22
R68/21/22
R68/20/21/22
H200
H201
H202
H203
H204
H205
H220
H221
H222
H223
H224
H225
H226
Pag. modulo: 2/6
Nocivo per inalazione e contatto con la pelle.
Nocivo per inalazione e ingestione.
Nocivo per inalazione, contatto con la pelle e per ingestione.
Nocivo a contatto con la pelle e per ingestione.
Tossico per inalazione e contatto con la pelle.
Tossico per inalazione e ingestione.
Tossico per inalazione, contatto con la pelle e per ingestione.
Tossico a contatto con la pelle e per ingestione.
Molto tossico per inalazione e contatto con la pelle.
Molto tossico per inalazione e per ingestione.
Molto tossico per inalazione, contatto con la pelle e per ingestione.
Molto tossico a contatto con la pelle e per ingestione.
Irritante per gli occhi e le vie respiratorie.
Irritante per gli occhi e la pelle.
Irritante per gli occhi, le vie respiratorie e la pelle.
Irritante per le vie respiratorie e la pelle.
Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione.
Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi a contatto con la pelle.
Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per ingestione.
Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione e a contatto con la pelle.
Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione ed ingestione.
Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi a contatto con la pelle e per ingestione.
Tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione.
Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione.
Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per a contatto con la pelle.
Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per ingestione.
Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione e a contatto con la pelle.
Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione ed ingestione.
Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi a contatto con la pelle e per ingestione.
Molto tossico: pericolo di effetti irreversibili molto gravi per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per ingestione.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione e a contatto con la pelle.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione ed ingestione.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle e per ingestione.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione.
Può provocare sensibilizzazione per inalazione e contatto con la pelle.
Nocivo: pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata per inalazione.
Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata contatto con la pelle.
Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per ingestione.
Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione e a contatto con la pelle.
Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione e ingestione.
Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata a contatto con la pelle e per ingestione.
Nocivo: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione.
Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione.
Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata a contatto con la pelle.
Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per ingestione.
Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione e a contatto con la pelle.
Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione ed ingestione.
Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata a contatto con la pelle e per ingestione.
Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione.
Altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico.
Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico.
Nocivo per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per ingestione.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione e a contatto con la pelle.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione e ingestione.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili a contatto con la pelle e per ingestione.
Nocivo: possibilità di effetti irreversibili per inalazione, a contatto con la pelle e per ingestione.
FRASI DI RISCHIO – H (GHS / CLP)
Esplosivo instabile
Esplosivo; pericolo di esplosione di massa.
Esplosivo; grave pericolo di proiezione.
Esplosivo; pericolo di incendio, di spostamento d'aria o di proiezione
Pericolo di incendio o di proiezione
Pericolo di esplosione di massa in caso d'incendio
Gas altamente infiammabile
Gas infiammabile
Aerosol altamente infiammabile.
Aerosol infiammabile.
Liquido e vapori altamente infiammabili.
Liquido e vapori facilmente infiammabili
Liquido e vapori infiammabili
04_44900_012_rchim_frasi_RS_HP_tutti_MCurie_fff_012
Pag. modulo: 3/6
Solido infiammabile
H228
Rischio di esplosione per riscaldamento
H240
Rischio d'incendio o di esplosione per riscaldamento
H241
Rischio d'incendio per riscaldamento
H242
Spontaneamente infiammabile all'aria
H250
Autoriscaldante; può infiammarsi
H251
Autoriscaldante in grandi quantità; può infiammarsi
H252
A contatto con l'acqua libera gas infiammabili che possono infiammarsi spontaneamente
H260
A contatto con l'acqua libera gas infiammabili
H261
Può provocare o aggravare un incendio; comburente
H270
Può provocare un incendio o un'esplosione; molto comburente.
H271
Può aggravare un incendio; comburente.
H272
Contiene gas sotto pressione; può esplodere se riscaldato.
H280
Contiene gas refrigerato; può provocare ustioni o lesioni criogeniche.
H281
Può essere corrosivo per i metalli.
H290
Letale se ingerito.
H300
Tossico se ingerito.
H301
Nocivo se ingerito.
H302
Può essere letale in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie.
H304
Letale per contatto con la pelle.
H310
Tossico per contatto con la pelle.
H311
Nocivo per contatto con la pelle.
H312
Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari.
H314
Provoca irritazione cutanea.
H315
Può provocare una reazione allergica cutanea.
H317
Provoca gravi lesioni oculari.
H318
Provoca grave irritazione oculare.
H319
Letale se inalato.
H330
Tossico se inalato.
H331
Nocivo se inalato.
H332
Può provocare sintomi allergici o asmatici o difficoltà respiratorie se inalato.
H334
Può irritare le vie respiratorie.
H335
Può provocare sonnolenza o vertigini.
H336
Può provocare alterazioni genetiche .
H340
Sospettato di provocare alterazioni genetiche .
H341
Può provocare il cancro.
H350
Sospettato di provocare il cancro .
H351
Può nuocere alla fertilità o al feto .
H360
Sospettato di nuocere alla fertilità o al feto.
H361
Può essere nocivo per i lattanti allattati al seno.
H362
Provoca danni agli organi .
H370
Può provocare danni agli organi
H371
Provoca danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta esposizione comporta il medesimo pericolo
H372
Può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta di esposizione comporta il medesimo pericolo
H373
Molto tossico per gli organismi acquatici.
H400
Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
H410
Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
H411
Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
H412
Può essere nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
H413
Informazioni supplementari
Esplosivo allo stato secco.
EUH 001
Esplosivo a contatto o senza contatto con l'aria.
EUH 006
Reagisce violentemente con l'acqua.
EUH 014
Durante l'uso può formarsi una miscela vapore-aria esplosiva/infiammabile.
EUH 018
Può formare perossidi esplosivi.
EUH 019
Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato.
EUH 044
A contatto con l'acqua libera un gas tossico.
EUH 029
A contatto con acidi libera gas tossici.
EUH 031
A contatto con acidi libera gas molto tossici.
EUH 032
L'esposizione ripetuta può provocare secchezza o screpolature della pelle.
EUH 066
Tossico per contatto oculare.
EUH 070
Corrosivo per le vie respiratorie.
EUH 071
Pericoloso per lo strato di ozono.
EUH 059
Contiene piombo. Non utilizzare su oggetti che possono essere masticati o succhiati dai bambini.
EUH 201
Attenzione! Contiene piombo.
EUH 201A
Cianoacrilato. Pericolo. Incolla la pelle e gli occhi in pochi secondi. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
EUH 202
Contiene cromo (VI). Può provocare una reazione allergica.
EUH 203
Contiene isocianati. Può provocare una reazione allergica.
EUH 204
Contiene componenti epossidici. Può provocare una reazione allergica.
EUH 205
Attenzione! Non utilizzare in combinazione con altri prodotti. Possono liberarsi gas pericolosi (cloro).
EUH 206
Attenzione! Contiene cadmi o. Durante l'uso si sviluppano fumi pericolosi. Leggere le informazioni fornite dal fabbricante. Rispettare le
EUH 207
disposizioni di sicurezza.
Contiene . Può provocare una reazione allergica.
EUH 208
Può diventare facilmente infiammabile durante l'uso.
EUH 209
Può diventare infiammabile durante l'uso.
EUH 209A
Scheda dati di sicurezza disponibile su richiesta.
EUH 210
Per evitare rischi per la salute umana e per l'ambiente, seguire le istruzioni per l'uso.
EUH 401
04_44900_012_rchim_frasi_RS_HP_tutti_MCurie_fff_012
S1
S2
S3
S4
S5
S6
S7
S8
S9
S10
S11
S12
S13
S14
S15
S16
S17
S18
S20
S21
S22
S23
S24
S25
S26
S27
S28
S29
S30
S31
S33
S34
S35
S36
S37
S38
S39
S40
S41
S42
S43
S44
S45
S46
S47
S48
S49
S50
S51
S52
P101
P102
P103
P201
P202
P210
P211
P220
P221
P222
P223
P230
P231
P232
P233
P234
P235
P240
P241
P242
P243
P244
Pag. modulo: 4/6
CONSIGLI DI PRUDENZA - S
Conservare sotto chiave
Conservare fuori della portata dei bambini
Conservare in luogo fresco
Conservare lontano dai locali di abitazione
Conservare sotto … (liquido)
Conservare sotto … (gas)
Conservare il recipiente ben chiuso
Conservare al riparo dall’umidità
Conservare il recipiente in luogo ben ventilato
Mantenere il prodotto umido
Evitare il contatto con l’aria
Non chiudere ermeticamente il recipiente
Conservare lontano da alimenti, mangimi e bevande
Conservare lontano da…(sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore)
Conservare lontano da calore
Conservare lontano da fiamme e scintille – Non fumare
Tenere lontano da sostanze combustibili
Manipolare ed aprire il recipiente con cautela
Non mangiare né bere durante l’impiego
Non fumare durante l’impiego
Non respirare le polveri
Non respirare i gas / fumi / vapori / aerosol (termine appropriato da precisare da parte del produttore)
Evitare il contatto con la pelle
Evitare il contatto con gli occhi
In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbond. con acqua e consultare il medico
Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati
In caso di contatto con la pelle, lavarsi immediatamente e abbondantemente con acqua e sapone
Non gettare i residui nelle fognature
Non versare acqua sul prodotto
Tenere lontano da sostanze esplodibili
Evitare l’accumulo di cariche elettrostatiche
Evitare l’urto e lo sfregamento
Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute maniere
Usare indumenti protettivi adatti
Usare guanti adatti
In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto
Proteggersi gli occhi / faccia
Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati da questo prodotto usare…(da precisare dal produttore)
In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi
Durante le fumigazioni usare un apparecchio respiratorio adatto
In caso di incendio usare…(mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l’acqua aumenta il rischio precisare: non usare
acqua)
In caso di malessere consultare il medico (se possibile, mostrargli l’etichetta)
In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (mostrargli l’etichetta)
In caso di ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l’etichetta
Conservare a temperature non superiori a …C° (da precisare da parte del fabbricante)
Mantenere umido con …(mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante)
Conservare soltanto nel recipiente originale
Non mescolare con …( da specificare da parte del fabbricante)
Usare soltanto in luogo ben ventilato
Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati
CONSIGLI DI PRUDENZA – P (GHS / CLP)
In caso di consultazione di un medico, tenere a disposizione il contenitore o l'etichetta del prodotto.
Tenere fuori dalla portata dei bambini.
Leggere l'etichetta prima dell'uso.
Procurarsi istruzioni specifiche prima dell'uso.
Non manipolare prima di avere letto e compreso tutte le avvertenze.
Tenere lontano da fonti di calore/scintille/fiamme libere/superfici riscaldate. – Non fumare.
Non vaporizzare su una fiamma libera o altra fonte di accensione.
Tenere/conservare lontano da indumenti/……/ materiali combustibili.
Prendere ogni precauzione per evitare di miscelare con sostanze combustibili
Evitare il contatto con l'aria.
Evitare qualsiasi contatto con l'acqua: pericolo di reazione violenta e di infiammazione spontanea.
Mantenere umido con…
Manipolare in atmosfera di gas inerte.
Proteggere dall'umidità.
Tenere il recipiente ben chiuso.
Conservare soltanto nel contenitore originale.
Conservare in luogo fresco.
Mettere a terra/massa il contenitore e il dispositivo ricevente.
Utilizzare impianti elettrici/di ventilazione/d'illuminazione/…/ a prova di esplosione.
Utilizzare solo utensili antiscintillamento.
Prendere precauzioni contro le scariche elettrostatiche.
Mantenere le valvole di riduzione libere da grasso e olio.
04_44900_012_rchim_frasi_RS_HP_tutti_MCurie_fff_012
P250
P251
P260
P261
P262
P263
P264
P270
P271
P272
P273
P280
P281
P282
P283
P284
P285
P231 + P232
P235 + P410
P301
P302
P303
P304
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P312
P313
P314
P315
P320
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P330
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P332
P333
P334
P335
P336
P337
P338
P340
P341
P342
P350
P351
P352
P353
P360
P361
P362
P363
P370
P371
P372
P373
P374
P375
P376
P377
P378
P380
P381
P390
P391
P301 + P310
P301 + P312
P301 + P330
+ P331
P302 + P334
P302 + P350
P302 + P352
Pag. modulo: 5/6
Evitare le abrasioni /gli urti/…./gli attriti.
Recipiente sotto pressione: non perforare né bruciare, neppure dopo l'uso.
Non respirare la polvere/i fumi/i gas/la nebbia/i vapori/gli aerosol.
Evitare di respirare la polvere/i fumi/i gas/la nebbia/i vapori/gli aerosol.
Evitare il contatto con gli occhi, la pelle o gli indumenti.
Evitare il contatto durante la gravidanza/l'allattamento.
Lavare accuratamente dopo l'uso
Non mangiare, né bere, né fumare durante l'uso
Utilizzare soltanto all'aperto o in luogo ben ventilato.
Gli indumenti da lavoro contaminati non devono essere portati fuori dal luogo di lavoro.
Non disperdere nell'ambiente.
Indossare guanti/indumenti protettivi/Proteggere gli occhi/il viso.
Utilizzare il dispositivo di protezione individuale richiesto.
Utilizzare guanti termici/schermo facciale/Proteggere gli occhi.
Indossare indumenti completamente ignifughi o in tessuti ritardanti di fiamma.
Utilizzare un apparecchio respiratorio.
In caso di ventilazione insufficiente utilizzare un apparecchio respiratorio.
Manipolare in atmosfera di gas inerte. Tenere al riparo dall'umiditá.
Tenere in luogo fresco. Proteggere dai raggi solari.
IN CASO DI INGESTIONE: …
IN CASO DI CONTATTO CON LA PELLE: …
IN CASO DI CONTATTO CON LA PELLE (o con i capelli): …
IN CASO DI INALAZIONE: …
IN CASO DI CONTATTO CON GLI OCCHI: …
IN CASO DI CONTATTO CON GLI INDUMENTI: …
IN CASO di esposizione: …
IN CASO di esposizione o di possibile esposizione: …
IN CASO di esposizione o di malessere:
Contattare immediatamente un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
Contattare un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
In caso di malessere, contattare un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
Consultare un medico.
In caso di malessere, consultare un medico.
Consultare immediatamente un medico.
Trattamento specifico urgente (vedere……. su questa etichetta).
Trattamento specifico (vedere …….su questa etichetta).
Misure specifiche (vedere …su questa etichetta).
Sciacquare la bocca.
NON provocare il vomito.
In caso di irritazione della pelle:
In caso di irritazione o eruzione della pelle:
Immergere in acqua fredda/avvolgere con un bendaggio umido.
Rimuovere le particelle depositate sulla pelle.
Sgelare le parti congelate usando acqua tiepida. Non sfregare la parte interessata.
Se l'irritazione degli occhi persiste:
Togliere le eventuali lenti a contatto se é agevole farlo. Continuare a sciacquare.
Trasportare l'infortunato all'aria aperta e mantenerlo a riposo in posizione che favorisca la respirazione.
Se la respirazione é difficile, trasportare l'infortunato all'aria aperta e mantenerlo a riposo in posizione che favorisca la respirazione.
In caso di sintomi respiratori:
Lavare delicatamente e abbondantemente con acqua e sapone.
Sciacquare accuratamente per parecchi minuti.
Lavare abbondantemente con acqua e sapone.
Sciacquare la pelle/fare una doccia.
Sciacquare immediatamente e abbondantemente gli indumenti contaminati e la pelle prima di togliersi gli indumenti.
Togliersi di dosso immediatamente tutti gli indumenti contaminati.
Togliersi di dosso gli indumenti contaminati e lavarli prima di indossarli nuovamente.
Lavare gli indumenti contaminati prima di indossarli nuovamente.
In caso di incendio:
In caso di incendio grave e di quantitá rilevanti:
Rischio di esplosione in caso di incendio.
NON utilizzare mezzi estinguenti se l'incendio raggiunge materiali esplosivi.
Utilizzare i mezzi estinguenti con le precauzioni abituali a distanza ragionevole.
Rischio di esplosione. Utilizzare i mezzi estinguenti a grande distanza.
Bloccare la perdita se non c'é pericolo.
In caso d'incendio dovuto a perdita di gas, non estinguere a meno che non sia possibile bloccare la perdita senza pericolo.
Estinguere con…
Evacuare la zona.
Eliminare ogni fonte di accensione se non c'é pericolo.
Assorbire la fuoriuscita per evitare danni materiali.
Raccogliere il materiale fuoriuscito.
IN CASO DI INGESTIONE: contattare immediatamente un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
IN CASO DI INGESTIONE accompagnata da malessere: contattare un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
IN CASO DI INGESTIONE: sciacquare la bocca. NON provocare il vomito.
IN CASO DI CONTATTO CON LA PELLE: immergere in acqua fredda/avvolgere con un bendaggio umido.
IN CASO DI CONTATTO CON LA PELLE: lavare delicatamente e abbondantemente con acqua e sapone.
IN CASO DI CONTATTO CON LA PELLE: lavare abbondantemente con acqua e sapone.
04_44900_012_rchim_frasi_RS_HP_tutti_MCurie_fff_012
P303 + P361
+ P353
P304 + P340
P304 + P341
P305 + P351
+ P338
P306 + P360
P307 + P311
P308 + P313
P309 + P311
P332 + P313
P333 + P313
P335 + P334
P337 + P313
P342 + P311
P370 + P376
P370 + P378
P370 + P380
P370 + P380
+ P375
P371 + P380
+ P375
P401
P402
P403
P404
P405
P406
P407
P410
P411
P412
P413
P420
P422
P402 + P404
P403 + P233
P403 + P235
P410 + P403
P410 + P412
P411 + P235
P501
Pag. modulo: 6/6
IN CASO DI CONTATTO CON LA PELLE (o con i capelli): togliersi di dosso immediatamente tutti gli indumenti contaminati. Sciacquare
la pelle/fare una doccia.
IN CASO DI INALAZIONE: trasportare l'infortunato all'aria aperta e mantenerlo a riposo in posizione che favorisca la respirazione.
IN CASO DI INALAZIONE: se la respirazione č difficile, trasportare l'infortunato all'aria aperta e mantenerlo a riposo in posizione che
favorisca la respirazione.
IN CASO DI CONTATTO CON GLI OCCHI: sciacquare accuratamente per parecchi minuti. Togliere le eventuali lenti a contatto se é
agevole farlo. Continuare a sciacquare.
IN CASO DI CONTATTO CON GLI INDUMENTI: sciacquare immediatamente e abbondantemente gli indumenti contaminati e la pelle
prima di togliersi gli indumenti.
IN CASO di esposizione, contattare un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
IN CASO di esposizione o di possibile esposizione, consultare un medico.
IN CASO di esposizione o di malessere, contattare un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
In caso di irritazione della pelle: consultare un medico.
In caso di irritazione o eruzione della pelle: consultare un medico.
Rimuovere le particelle depositate sulla pelle. Immergere in acqua fredda/avvolgere con un bendaggio umido.
Se l'irritazione degli occhi persiste, consultare un medico..
In caso di sintomi respiratori: contattare un CENTRO ANTIVELENI o un medico.
In caso di incendio: bloccare la perdita se non c'é pericolo.
In caso di incendio: estinguere con….
Evacuare la zona in caso di incendio.
In caso di incendio: evacuare la zona. Rischio di esplosione. Utilizzare i mezzi estinguenti a grande distanza.
In caso di incendio grave e di grandi quantitŕ: evacuare la zona. Rischio di esplosione. Utilizzare i mezzi estinguenti a grande distanza.
Conservare …
Conservare in luogo asciutto.
Conservare in luogo ben ventilato.
Conservare in un recipiente chiuso.
Conservare sotto chiave.
Conservare in recipiente resistente alla corrosione/… provvisto di rivestimento interno resistente.
Mantenere uno spazio libero tra gli scaffali/i pallet.
Proteggere dai raggi solari.
Conservare a temperature non superiori a … oC/…oF.
Non esporre a temperature superiori a 50 oC/122oF.
Conservare le rinfuse di peso superiore a …kg/…lb a temperature non superiori a … oC/ …oF.
Conservare lontano da altri materiali.
Conservare sotto…
Conservare in luogo asciutto e in recipiente chiuso.
Tenere il recipiente ben chiuso e in luogo ben ventilato.
Conservare in luogo fresco e ben ventilato.
Proteggere dai raggi solari. Conservare in luogo ben ventilato.
Proteggere dai raggi solari. Non esporre a temperature superiori a 50 oC/122oF.
Conservare in luogo fresco a temperature non superiori a …. oC/…oF.
Smaltire il prodotto/recipiente in …
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- RISCHIO CHIMICO -
- Etichette / Segnaletica -
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04_44900_020_rchim_NT_aspirazione_loc_MCurie_001
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NOTE TECNICHE INTEGRATIVE PER LA VENTILAZIONE LOCALIZZATA
Criteri di performance – rispettare quanto indicato, ove non si adottino soluzioni più favorevoli, secondo criteri di sicurezza e
salute degli operatori.
Condizioni di dispersione dell’inquinante
(polveri, fumi, gas, vapori)
Velocità
di cattura Vx (m/s)
Lavorazioni
Emesso praticamente senza velocità in aria
quieta
•
•
Evaporazione di sostanze
Vasche di sgrassaggio
Emesso a bassa velocità in aria quasi quieta
•
•
•
•
•
•
Verniciatura a spruzzo a bassa
pressione
Riempimento di contenitori
Nastri trasportatori a bassa velocità
Saldatura
Galvanica
Decapaggio
•
•
•
Verniciatura a spruzzo
Insaccatura automatica
Nastri trasportatori
•
•
molatura
sabbiatura
Emesso a media velocità in zona perturbata
Emesso ad elevata velocità in
zona di aria con forti correnti
0,25 – 0,50
0,50 -1
1,00-2,5
2,5-10,0
Per ogni categoria è indicato un intervallo di velocità; la scelta del valore corretto dipende dai seguenti fattori:
Valori di velocità bassi
Valori di velocità elevati
Correnti d’aria nell’ambiente molto ridotte o tali da favorire la cattura
Presenza di correnti d’aria
Inquinanti poco tossici
Inquinanti molto tossici
Lavorazione saltuaria
Produzione continua
Cappe di grandi dimensioni, elevate masse d’aria in moto
Piccole cappe
Tipologie di cappa
W/L
in m/m
Solo per X
maggiore di
Aspirazione a fessura
0,2 o minore
0,3 W
QN = 3,7L Vx X
Aspirazione a fessura flangiata
0,2 o minore
0,4 W
QN = 2,6 L Vx X
Aspirazione ad apertura piana
0,2 maggiore
o rotonda
0
Aspirazione ad apertura piana flangiata
0,2 maggiore
o rotonda
0,2 . (LW)1/2
Cabina
-----------
0
Q N= VA = VWH
----------
0
Q N=1,4 PVx D
P= perimetro lavorazione (m)
D = altezza sulla lav. (m)
Cappa a tetto o a baldacchino
Formula per il calcolo della portata
necessaria - QN in m3/s
Q N = Vx (10X2+ A)
A= W.L
Q N = 0,75Vx (10X2+ A)
A= W.L
QN = portata d’aria (m3/s)
L = lunghezza della cappa (m)
X = distanza della sorgente dalla sezione di ingresso della cappa (m)
W = larghezza della cappa (m)
Vx = velocità di captazione indotta alla distanza X (m/s)
Bibliografia: Tolomei, Veronesi, Govoni: "Le misure di protezione collettiva ambientali: gli impianti di ventilazione localizzata" RISCH2001 - 2006 Modena
04_44900_020_rchim_NT_aspirazione_loc_MCurie_001
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Valutazione
“RISCHIO BIOLOGICO”
D.Lgs. 81/08
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RISCHIO BIOLOGICO
Definizioni:
•
microrganismo: qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o trasferire materiale genetico
•
agente biologico: qualsiasi microrganismo, coltura cellulare ed endoparassita umano che potrebbe provocare infezioni,
allergie o intossicazioni
•
Si determina uso o impiego di agenti biologici se microrganismi considerati agenti biologici vengano deliberatamente
introdotti nel ciclo lavorativo, per esservi trattati, manipolati o trasformati ovvero per sfruttarne le proprietà biologiche a
qualsiasi titolo (rif. Linee Guida Sicurezza sul Lavoro)
Classificazione degli agenti biologici
Gli agenti biologici sono ripartiti nei seguenti quattro gruppi a seconda del rischio di infezione:
a)
gruppo 1: un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in soggetti umani
b) gruppo 2: un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire un rischio per i lavoratori; è poco probabile che
si propaghi nella comunità; sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche
c)
gruppo 3: un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i lavoratori; l'agente
biologico può propagarsi nella comunità, ma di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche
d) gruppo 4: un agente biologico che può provocare malattie gravi in soggetti umani e costituisce un serio rischio per i
lavoratori e può presentare un elevato rischio di propagazione nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci
misure profilattiche o terapeutiche
Criteri per la valutazione del rischio biologico
Nella valutazione del rischio in oggetto e nelle misure di tutela, si sono seguiti i seguenti criteri:
• giudizi delle figure coinvolte nel sistema di prevenzione
• caratteristiche, modalità e frequenza del lavoro
• caratteristiche degli addetti
• caratteristiche dell’ambiente di lavoro (lay-out, attrezzature, ecc)
• informazioni disponibili sulle caratteristiche degli agenti biologici, in particolare la loro classificazione
• informazioni sulle conseguenti malattie possibili o dei potenziali effetti allergici e tossici
• possibili relazioni con patologie dei lavoratori
• potenziali effetti allergici e tossici
• situazioni che possono influire sul rischio
• possibili interazioni tra diversi gruppi di agenti biologici
Caratteristiche di pericolosità degli agenti biologici
I diversi agenti biologici s’individuano sulla base della loro pericolosità:
a)
infettività: intesa come capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi nell'ospite
b)
patogenecità: riferibile alla capacità di produrre malattia a seguito di infezione
c)
trasmissibilità: capacità di un microrganismo di essere trasmesso da un soggetto infetto ad un altro suscettibile
d)
neutralizzabilità: disponibilità d’efficaci misure profilattiche per prevenire la malattia o terapeutiche per la sua cura
Vie di contaminazione:
• parenterale: attraverso il sangue (contatti, traumi, insetti)
• oro-fecale: attraverso cibi – rifiuti
• respiratoria
05_45100_001_rsk_bio_intro_MCurie_fff_006
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L’esistenza o meno di una soglia d’infettività per i diversi microrganismi è rilevante ai fini delle strategie preventive del rischio,
essendo l'azione preventiva necessaria solo in presenza di un rischio conseguente alla presenza di una condizione di pericolo.
Il distinguo tra rischio presunto e rischio reale (valutabile) è basato sulla verifica dell’esistenza di qualche elemento che
discrimini le due situazioni; nel caso specifico l’esposizione.
La presenza di una situazione pericolosa non costituisce di per sé una condizione di rischio fino a che non sia verificata
l’esistenza di una esposizione all'agente pericoloso e valutata l’entità dell’esposizione.
La necessità di valutare sia l’esistenza dell’esposizione sia la sua entità è dovuta all'eventualità che non sempre in presenza di
un’esposizione sussiste una condizione di rischio.
I soggetti esposti a rischio biologico possono contrarre una malattia determinata da un agente biologico capace di penetrare,
moltiplicarsi e produrre effetti dannosi in un organismo vivente.
Misure generali di tutela - procedure
Misure tecniche, organizzative e procedurali:
•
adozione dei principi di buona prassi microbiologica
•
progettare adeguatamente i processi lavorativi, in particolare il trattamento di strumenti e ambienti
•
predisporre i mezzi necessari per raccolta e smaltimento dei rifiuti in sicurezza, con impiego di contenitori adeguati ed
identificabili
•
adottare misure igieniche per prevenire e ridurre al minimo la propagazione accidentale di un agente biologico fuori del
luogo di lavoro: i contenitori per i rifiuti abbiano chiusura idonea e viene edotto il personale che trasporto e smaltimento
sono riservati a ditta specializzata dopo idoneo trattamento dei rifiuti stessi
•
definire procedure d’emergenza per contaminazioni accidentali (punture)
•
tutto il personale interessato è formato e informato al riguardo di:
•
-
rischi specifici da agenti biologici
-
precauzioni e misure igieniche
-
indumenti da lavoro e DPI
-
procedure di emergenza
adottare misure collettive di protezione, ovvero misure di protezione individuali qualora non sia possibile evitare altrimenti
l’esposizione
•
siano adottati D.P.I. idonei al livello di rischio biologico
05_45100_010_rsk_bio_VR_L_scuole_MCurie_005
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Rischio Biologico: VALUTAZIONE DEL RISCHIO
Le caratteristiche dell’attività dell’azienda non consentono di eliminare del tutto il rischio in oggetto.
Fasi del procedimento lavorativo che comportano il rischio di esposizione ad agenti biologici:
-
Attività di laboratorio, con particolare riferimento alle attività didattiche svolte presso il laboratorio di biologia
Numero dei lavoratori esposti: personale addetto alle fasi di cui sopra.
Nell’ Istituto non vi è la deliberata intenzione di operare con agenti biologici e la presente valutazione del rischio
dimostra che l’attuazione delle misure aggiuntive previste per tali casi non è necessaria.
Si valuta:
Rischio:
P= 1
D = 2,5
R=
2,5
Misure di tutela
•
Seguire le misure di tutela generali
Si valuta:
Rischio Residuo:
P = 0,5
D= 2
R=
1,5
05_45160_001_rsk_bio_legio_intro_MCurie_001
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RISCHIO biologico connesso alla presenza di Legionella
Premessa alla valutazione dei rischi
La “Legionella spp” è uno dei microrganismi responsabile della polmonite batterica causa di una malattia infettiva chiamata
legionellosi. Nella definizione di “legionellosi” rientrano tutte le forme morbose causate da batteri appartenenti al genere
Legionella che si possono manifestare in forma di polmonite, in forma febbrile extrapolmonare od in forma subclinica.
La specie più frequentemente coinvolta nei casi umani è la Legionella pneumophila.
I batteri di Legionella sono normalmente presenti in natura negli ambienti acquatici (corsi d’acqua, laghi, acque termali, ecc.);
da tale serbatoio naturale possono passare in serbatoi artificiali come impianti idrici, impianti di climatizzazione, piscine,
fontane, impianti di irrigazione e simili.
Il batterio della Legionella vive preferibilmente nell’acqua ad una temperatura tra 5°C e 60°C.
La legionella è inserita nel gruppo 2, pertanto è considerato “un agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire
un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi nella comunità; sono disponibili efficaci misure profilattiche o
terapeutiche”.
La legionella si trasmette per via respiratoria, mediante inalazione di aerosol oppure di particelle essiccate.
La maggior parte dei casi di legionellosi è riconducibile ad aerosol da impianti di climatizzazione o da impianti idrici (ad es.
sanitari, punti terminali impianto idrico, umidificatori, idromassaggi, piscine, fontane, scaldabagni, tubazioni cieche, serbatoi
di acqua).
Il rischio di acquisizione della malattia dipende dalle caratteristiche del batterio, dalla suscettibilità individuale e dalle
condizioni ambientali. La patogenicità è legata alla concentrazione del batterio (nel caso di Legionella non è nota la dose
minima infettante), alla virulenza del ceppo ed alla sua capacità di sopravvivenza.
Sono considerati più a rischio le persone di sesso maschile, di età avanzata, fumatori, consumatori di alcool, affetti da malattie
croniche (broncopneumopatie ostruttive, malattie cardiovascolari e renali, diabete, ecc.) o con carenze del sistema immunitario.
Caratteristiche che possono favorire lo sviluppo del microrganismo:
•
caratteristiche dell'acqua:
o temperatura compresa tra 25 e 45°C
o presenza di alghe ed amebe, che possono fornire nutrimento e protezione anche in condizioni di temperatura
elevata ed in presenza di biocidi
o presenza di sostanze biodegradabili che favoriscono la formazione del biofilm
o concentrazione di alcuni elementi quali ferro, rame, zinco, ecc.
•
caratteristiche dell’impianto idrico:
o ristagni / ostruzioni che favoriscono la formazione del biofilm
o incrostazioni e depositi calcarei, che offrono riparo dai disinfettanti
o impianto di riscaldamento di tipo centralizzato dotato di estese reti di condutture, punti di giunzione e rami morti
o serbatoio di accumulo dell’acqua
o impianto idrico con un sistema di ricircolo
o usura e corrosione delle tubazioni
o vibrazioni o cambiamenti di pressione nel sistema idrico, ad es. in seguito ad interventi di ristrutturazione interni
e/o esterni all’edificio
05_45160_001_rsk_bio_legio_intro_MCurie_001
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Per ciascuna delle precedenti situazioni, a maggior ragione se coesistenti, devono essere previste specifiche misure di
prevenzione e protezioni dei lavoratori e delle persone.
Valutazione dei rischi
Le misure di prevenzione e protezione previste dalla normativa vigente costituiscono parte integrante del presente documento e
si intendono qui integralmente richiamate, ove di pertinenza; inoltre si richiamano integralmente gli allegati al presente
documento.
Nella presente valutazione si tiene conto:
-
delle informazioni disponibili relative alle caratteristiche dell'agente biologico e delle modalità lavorative
-
della classificazione degli agenti biologici che presentano o possono presentare un pericolo per la salute umana
-
dell'informazione sulle malattie che possono essere contratte
-
dei potenziali effetti allergici e tossici
-
della eventuali patologie pregresse riguardanti i lavoratori
-
delle eventuali ulteriori situazioni rese note dall'autorità sanitaria competente che possono influire sul rischio
-
di eventuali sinergie con diversi gruppi di agenti biologici
05_45164_001_rsk_bio_legio_L_MCurie_005
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Rischio biologico: LEGIONELLA
Nell’ Istituto si ritiene che il rischio di contrarre la malattia infettiva chiamata legionellosi dovuto alla trasmissione per
via respiratoria, mediante inalazione di aerosol oppure di particelle essiccate sia non significativo
Si valuta:
Rischio:
P= 1
D= 3
R=
3,0
Misure di tutela generali
• Mantenere costantemente l'acqua calda a temperatura elevata, indicativamente superiore ai 50°C. Attuare misure di tutela
per evitare scottature (ad es. cartelli, in uscita da tutti i rubinetti)
• Mantenere costantemente l'acqua fredda ad una temperatura bassa, indicativamente inferiore a 20°C
• Fare scorrere l'acqua (calda e fredda) da tutti i terminali per alcuni minuti almeno una volta a settimana
• Mantenere diffusori / rompigetto / terminali di uscita dell’acqua puliti e privi di incrostazioni, sostituendoli all'occorrenza.
Pulire e disinfettare tutti i filtri dell'acqua regolarmente, indicativamente ogni 1-3 mesi
• Svuotare, disincrostare, pulire e disinfettare (con cloro o altro disinfettante, per i dosaggi si rimanda alle linee guida
specifiche) accumuli dell'acqua
• Qualora non sia possibile, per le caratteristiche dell’impianto idrico, porre in essere quanto indicato, è necessario procedere
ad una bonifica del circuito dell’acqua (secondo le linee guida normative)
• E’ necessario evitare o rimuovere rami morti o tubature con assenza di flusso dell'acqua o flusso intermittente
Si valuta:
Rischio Residuo:
P = 0,5
D = 1,5
R=
1
Valutazione rischi
“ATEX – ATMOSFERE ESPLOSIVE”
D.Lgs. 81/08
S.r.l. Viale Dei Mille n.4, Cervia RA - Tel-Fax 0544.976365 - E-mail [email protected]
06_48650_001_rinc_ATEX_intro_MCurie_004
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO connesso alla potenziale presenza di
ATMOSFERE ESPLOSIVE
Premessa e definizioni
Definizione: si intende per “atmosfera esplosiva” una miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili
allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo accensione, la combustione si propaga all'insieme della miscela
incombusta
Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive.
• Un'area in cui può formarsi un'atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere particolari provvedimenti di protezione per
tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori interessati è considerata area esposta a rischio di esplosione
• Un'area in cui non è da prevedere il formarsi di un'atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere particolari
provvedimenti di protezione è da considerare area non esposta a rischio di esplosione
• Le sostanze infiammabili e combustibili sono da considerare come sostanze che possono formare un'atmosfera esplosiva a
meno che l'esame delle loro caratteristiche non abbia evidenziato che esse, in miscela con l'aria, non sono in grado di
propagare autonomamente un'esplosione.
Classificazione delle aree a rischio di esplosione
• Le aree a rischio di esplosione sono ripartite in zone in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfere
esplosive.
• Il livello dei provvedimenti da adottare è determinato da tale classificazione.
Gas / vapore / nebbia:
o Zona 0: Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva
consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia.
o Zona 1: Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e di sostanze
infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali
attività
o Zona 2: Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva
consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, qualora si
verifichi, sia unicamente di breve durata
Polveri:
o Zona 20: Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva
sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria
o Zona 21: Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile
nell'aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività
o Zona 22: Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto
forma di nube di polvere combustibile o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata
• Strati, depositi o cumuli di polvere combustibile sono considerati fonte possibile di atmosfera esplosiva
• Per "normali attività" si intende la situazione in cui gli impianti sono utilizzati entro i parametri progettuali.
• Per la classificazione delle aree si può fare riferimento alle norme tecniche armonizzate relative ai settori specifici
06_48650_001_rinc_ATEX_intro_MCurie_004
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Misure generali di tutela - procedure
• Si richiamano integralmente le misure di tutela per il “rischio incendio” (rif. Appositi capitoli); l’esplosione si può
classificare come un particolare tipo di incendio e tutte le misure di tutela (in particolare le misure di tutela contro gli
inneschi accidentali) si applicano a maggior ragione in caso di possibile presenza di atmosfera esplosiva
• In caso di variazioni dei luoghi, strutture, impianti o attrezzature è necessaria una analisi preliminare in modo che non si
introducano rischi di esplosione o aree pericolose; se questo non può, secondo la specifica e migliore tecnologia, essere
compiutamente rispettato, dovrà essere predisposta una specifica valutazione quantitativa e poste in essere le conseguenti
misure di prevenzione e protezione.
• Manutenzione regolare delle attrezzature e impianti potenzialmente pericolosi
• Contenitori di sostanze infiammabili, anche in modica quantità, ermetici e chiusi correttamente
• Minimizzare quantità di sostanze infiammabili
• In caso, per necessità contingenti, siano presenti sostanze pericolose, le stesse dovranno essere adeguatamente confinate per
evitare diffusioni e deve essere presente adeguata ventilazione; in ogni caso non devono essere presenti fonti di innesco
nelle vicinanze
• Il datore di lavoro provvede alla specifica formazione dei lavoratori circa i precetti indicati e provvede affinché gli stessi
siano rispettati.
• Contro il pericolo di cariche elettrostatiche nei depositi / reti di distribuzione di infiammabili, sia presente idoneo impianto
di messa a terra
06_48650_014_rinc_ATEX_VR_becchi_bunsen_MCurie_kk_001
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RISCHIO connesso alla potenziale presenza di ATMOSFERE ESPLOSIVE
Considerando la presenza di Becchi Bunsen alimentati a gas metano presso i laboratori tecnici, si ritiene che il rischio da
atmosfere esplosive rimanga a livelli accettabili con l’applicazione delle seguenti misure di prevenzione:
•
L’impianto del gas sia realizzato a regola d'arte (provvisto di dichiarazione di conformità e relative prove di tenuta)
•
La termocoppia di blocco gas in caso di spegnimento della fiamma sia efficiente, manutenzionata e verificata
regolarmente
•
Sia verificata periodicamente l’integrità dei tubi di adduzione e rispettate le relative scadenze di sostituzione
•
Sia presente adeguata areazione come previsto da norme UNI - CIG.
•
Le valvole di adduzione siano regolarmente chiuse al termine delle sessioni di utilizzo – tale adempimento deve essere
oggetto di specifica sorveglianza al termine dei turni di lavoro
Rischio:
P= 1
D= 2
R=
2,0
Misure di miglioramento
In occasione di ristrutturazioni e interventi strutturali prevedere predisposizione di aerazione a filo soffitto
06_48650_020_INC_ATEX_VR_H_Metano_rete_gas_MCurie_005
Sezione: 6
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RISCHIO connesso alla potenziale presenza di ATMOSFERE ESPLOSIVE:
COMBUSTIBILE GASSOSO PER USO CIVILE
Nota tecnica - premessa
Il D.Lgs 81/08 nelle parti che riguardano la protezione dalle atmosfere esplosive non si applica alle apparecchiature a gas di
cui al DPR 661/96:
• Gli apparecchi utilizzati per la cottura, il riscaldamento, la produzione di acqua calda, il raffreddamento, l'illuminazione
ed il lavaggio, che bruciano combustibili gassosi (qualsiasi combustibile che sia allo stato gassoso alla temperatura di 150
gradi centigradi e alla pressione di 1 bar) e hanno una temperatura normale dell'acqua, se impiegata, non superiore a 105
gradi centigradi. Sono assimilati agli apparecchi i bruciatori ad aria soffiata nonche' i corpi di scambio di calore destinati
ad essere attrezzati con tali bruciatori;
• I dispositivi di sicurezza, di controllo e di regolazione e i sottogruppi, diversi dai bruciatori ad aria soffiata e dai corpi di
scambio di calore destinati ad essere attrezzati con tali bruciatori, commercializzati separatamente per uso professionale e
destinati ad essere incorporati in un apparecchio a gas o montati per costituire un apparecchio a gas; essi sono di seguito
denominati "dispositivi".
Utilizzo di gas – uso civile di rete
Misure di tutela - procedure
Si intendono anche in occasioni di modifiche degli impianti o ristrutturazioni.
• Le tubazioni, i raccordi e le apparecchiature devono essere conformi alla regola d’arte e regolarmente sorvegliate o
controllate secondo la normativa per evitare possibili dispersioni
• Le tubazioni di adduzione devono essere protette da urti ove questi sono possibili
• I raccordi e le discontinuità nelle condutture devono essere conformi alla normativa tecnica, site in ambiente dotato di
buona ventilazione o all’aperto; non devono essere presenti fonti di innesco nelle vicinanze
• Nelle reti di distribuzione di infiammabili, sia presente idoneo collegamento a terra
Valutazione rischi
“RISCHIO INCENDIO”
D.Lgs. 81/08
07_48000_001_rinc_intro_MCurie_001
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO INCENDIO
CRITERI E PROCEDURE DI VALUTAZIONE
La presente valutazione del rischio incendio è stata effettuata in conformità anche alle indicazioni e alla metodologia proposte
nel DM 10/03/98.
Gli obiettivi della valutazione e il percorso logico per raggiungerli si possono così descrivere:
Fase 1 (valutazione del rischio)
Identificazione del pericolo incendio, valutazione del rischio sulla base della probabilità d’accadimento dell’innesco e della
previsione dei danni a persone o cose. Classificazione dell’attività in conformità alla normativa citata.
Fase 2 (misure di tutela)
Azioni organizzative, strutturali e procedurali atte a prevenire l’insorgere dell’incendio, con riferimento a quanto individuato
nella fase 1. Azioni e mezzi di protezione per limitare i danni in caso di sviluppo e propagazione dell’incendio. Programma di
manutenzione degli impianti e mantenimento nel tempo delle condizioni di rischio residuo d’incendio accettabile.
Fase 3 (formazione e informazione)
I lavoratori sono informati e formati relativamente ai contenuti delle fasi precedenti, ai comportamenti corretti per prevenire e
limitare i danni e le conseguenze in caso d’incendio, sull’organizzazione delle azioni da intraprendere in caso d’emergenza con
riferimento agli specifici compiti da eseguire e alle diverse figure coinvolte. Le informazioni sui comportamenti da seguire in
caso d’incendio si estendono anche alle persone presenti in azienda a vario titolo.
07_48000_001_rinc_intro_MCurie_001
Pag. modulo: 2/2
SCHEMA OPERATIVO
pericolo o area
pericolosa 1
pericolo o area
pericolosa 2
pericolo o area
pericolosa n
identificazione
persone esposte
identificazione
persone esposte
identificazione
persone esposte
misure di tutela e
riduzione
misure di tutela e
riduzione
misure di tutela e
riduzione
valutazione
rischio residuo
valutazione
rischio residuo
valutazione
rischio residuo
misure
d’emergenza
classificazione rischio
incendio
programma delle
manutenzioni
programma di
formazione e
informazione
verifica
adeguatezza
misure di tutela
programma degli
interventi
migliorativi
NOTIZIE GENERALI
Per i dettagli strutturali e l’affollamento, si rimanda ai moduli introduttivi.
DESCRIZIONE ESODO
Vedi “piano di emergenza”.
SEGNALETICA
Vedi apposito capitolo.
07_48050_020_rinc_descr_aut_sVVF_MCurie_022
Pag. modulo: 1/1
AUTORIZZAZIONI
•
L’azienda presenta attività soggette al controllo del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco ai sensi del DPR 151/2011
e pertanto necessita della “conformità antincendio” (rilasciato in seguito alla presentazione di documentazione tecnica
specifica ai sensi del DPR sopra citato)
Si rimanda a relazioni tecniche antincendio per tutti i dettagli riguardanti materiali combustibili, carichi di incendio,
vie di esodo, presidi antincendio tempi di esecuzione degli interventi, sistemi di evacuatori fumo e calore, materiali
antincendio e quanto altro inerente. Tale relazione è parte integrante del presente documento.
07_48050_030_rinc_descr_aut_elenco_VVF_MCurie_022
Pag. modulo: 1/1
AUTORIZZAZIONI - Integrazioni
Le attività rientranti nei DPR 151/2011 devono essere in possesso della “conformità antincendio” (rilasciato in seguito alla
presentazione di documentazione tecnica specifica ai sensi del DPR sopra citato e realizzazione dei relativi adempimenti).
Tra le attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco (DPR 151/2011) rientrano:
-
Scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi, accademie con oltre 100 persone presenti (Punto n.67)
Impianti per la produzione di calore alimentati a combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità superiore a
116 kW (Punto n.74)
07_48050_100_rinc_descr_intro_MCurie_kk_021
Pag. modulo: 1/1
PREVENZIONE INCENDI E PRESIDI ANTINCENDIO
- CRITERI -
Siano predisposti mezzi ed impianti di estinzione idonei in rapporto alle particolari condizioni in cui possono essere usati.
I presidi / dispositivi di prevenzione e protezione antincendio siano predisposti e installati secondo il progetto di prevenzione
incendi, i criteri antincendio, alcuni dei quali precisati in questo modulo e nei seguenti.
I dispositivi di prevenzione e protezione antincendio siano controllati almeno ogni sei mesi o secondo le indicazioni del
produttore / norme tecniche, da personale esperto.
E’ comunque orientamento comune della giurisprudenza e degli Organi di Vigilanza ritenere che se un dispositivo / impianto è
presente e potenzialmente fruibile, lo stesso deve essere adeguato alla regola d’arte, perfettamente efficiente e
conseguentemente controllato ogni 6 mesi.
ALLARME
•
Sia presente un “sistema di allarme” che
o consenta di avvisare i lavoratori e le persone presenti della necessità di evacuazione
o attivi la procedure previste nel piano di emergenza (avviso delle squadre di emergenza interne, chiamata soccorso
esterno ecc.)
Si ritiene adeguato un sistema sonoro di diffusione delle comunicazioni.
.
ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA
•
•
Le luci di emergenza siano in grado di illuminare a regola d’arte (almeno 5 lux a un metro dal pavimento):
o
i presidi di emergenza
o
le vie di esodo fino al luogo sicuro
o
i locali di lavoro, in particolare se in presenza di macchine o attrezzature
L’impianto di illuminazione di emergenza sia mantenuto in efficienza e verificato almeno ogni 6 mesi
CARICO DI INCENDIO
Mantenere un carico compatibile con la resistenza al fuoco delle strutture.
IMPIANTO ELETTRICO
Sia presente il sezionatore generale dell’impianto elettrico.
IMPIANTO ADDUZIONE COMBUSTIBILE
Sia presente il sezionatore generale dell’impianto adduzione combustibile.
SOCCORSI
L’attività sia accessibile ai mezzi d’emergenza e primo soccorso.
07_48050_122_rinc_descr_estintori_MCurie_kk_020
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PRESIDI ANTINCENDIO: ESTINTORI
•
Siano a disposizione dei lavoratori estintori portatili omologati e certificati
•
Gli estintori siano debitamente segnalati
•
Gli estintori siano in posizione facilmente raggiungibile ed identificabile
•
Gli estintori siano in posizione stabile tale da non creare pericoli alle persone (ad es. urti nell’estintore, cadute
dell’estintore)
•
Gli estintori siano protetti dagli agenti atmosferici
•
Gli estintori siano posizionati preferibilmente nei pressi delle uscite dei locali
•
Gli estintori siano di classe A / B / C / F (a polvere, a CO2) conformemente ai materiali su cui potrebbero essere utilizzati
in caso di incendio
•
Gli estintori siano conformi ai seguenti criteri:
-
minimo uno per piano o porzione separata di piano
-
in numero adeguato al rischio e alle dimensioni della attività
-
nelle vicinanze di locali tecnici quali caldaia / centrale termica, depositi di combustibili / infiammabili, ecc.
-
uno ogni 100 mq (potenzialità estinguente di 34A / 144 B) o 200 mq (55A / 233B)
07_48050_140_rinc_descr_esodo_intro_MCurie_021
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PREVENZIONE INCENDI E PRESIDI ANTINCENDIO: VIE DI ESODO - USCITE SICUREZZA – LUOGO SICURO
Definizioni:
-
via di emergenza: percorso senza ostacoli al deflusso che consente alle persone che occupano un edificio o un locale di
raggiungere un luogo sicuro
-
uscita di emergenza: passaggio che immette in un luogo sicuro
-
luogo sicuro: luogo nel quale le persone sono da considerarsi al sicuro dagli effetti determinati dall'incendio o altre
situazioni di emergenza
-
larghezza di una porta o luce netta di una porta: larghezza di passaggio al netto dell'ingombro dell'anta mobile in posizione
di massima apertura se scorrevole, in posizione di apertura a 90 gradi se incernierata (larghezza utile di passaggio)
VIA DI ESODO
• Mantenere libere, accessibili e segnalate le vie di esodo e le uscite in caso di emergenza, prestando attenzione a che non vi
siano ostacoli (anche all’esterno)
• Le vie e le uscite di esodo siano sempre sgombre e tali da consentire di raggiungere il più rapidamente possibile un luogo
sicuro
• Le vie di esodo devono avere altezza minima di m 2,0 e larghezza minima conforme alla normativa antincendio
• Le vie di esodo siano evidenziate da apposita segnaletica (rif. modulo specifico)
• Le vie di esodo che richiedono un'illuminazione siano dotate di un'illuminazione di sicurezza di intensità sufficiente, che
entri in funzione in caso di guasto dell'impianto elettrico
• Il numero, la distribuzione e le dimensioni delle vie di esodo siano adeguate alle dimensioni dei luoghi di lavoro, alla loro
ubicazione, alla loro destinazione d'uso, alle attrezzature in essi installate, nonchè al numero massimo di persone che
possono essere presenti in detti luoghi
• Le porte situate sul percorso delle vie di emergenza devono essere contrassegnate in maniera appropriata con segnaletica
durevole conformemente alla normativa vigente.
• Le porte situate sul percorso delle vie di emergenza devono poter essere aperte, in ogni momento, dall'interno senza aiuto
speciale (ad es. senza ausilio di chiavi, sganciamento di fermi) e anche in mancanza di alimentazione elettrica
• Le porte lungo le vie di esodo e i percorsi di evacuazione devono essere in ogni evenienza facilmente ed immediatamente
apribili e utilizzabili
VIA DI ESODO: USCITE DI EMERGENZA / USCITE DI PIANO
• Il numero, la distribuzione e le dimensioni delle vie uscite di emergenza siano adeguate alle dimensioni dei luoghi di
lavoro, alla loro ubicazione, alla loro destinazione d'uso, alle attrezzature in essi installate, nonchè al numero massimo di
persone che possono essere presenti in detti luoghi
• Qualora le uscite di emergenza siano dotate di porte, queste devono essere apribili, in generale, nel verso dell'esodo.
L'apertura delle uscite di emergenza nel verso dell'esodo non è richiesta quando possa determinare pericoli per passaggio di
mezzi o per altre cause (fatta salva l'adozione di altri accorgimenti adeguati specificamente autorizzati dal Comando Vigili
del fuoco competente per territorio)
• Qualora le uscite di emergenza siano chiuse, devono poter essere aperte facilmente ed immediatamente da parte di qualsiasi
persona che abbia bisogno di utilizzarle in caso di emergenza.
07_48050_140_rinc_descr_esodo_intro_MCurie_021
Pag. modulo: 2/2
• Le porte delle uscite di emergenza non devono essere chiuse a chiave (se non in casi specificamente autorizzati dall'autorità
competente)
• Nei locali di lavoro e in quelli destinati a deposito è vietato adibire, quali porte delle uscite di emergenza, le saracinesche a
rullo, le porte scorrevoli verticalmente e quelle girevoli su asse centrale
• Le vie di esodo e le uscite di emergenza siano evidenziate da apposita segnaletica
• Le uscite di emergenza che richiedono un'illuminazione siano dotate di un'illuminazione di sicurezza di intensità
sufficiente, che entri in funzione in caso di guasto dell'impianto elettrico
• L’esterno delle uscite di emergenza deve essere sempre libero da ostacoli o qualsiasi altro impedimento al sicuro esodo
delle persone fino al luogo sicuro
• Le porte comandate da fotocellule (anche in previsione di possibili installazioni/sostituzioni) possono essere “Uscite di
Emergenza” solo se apribili a spinta oppure se si aprono automaticamente in mancanza di energia elettrica
• L’altezza delle uscite di emergenza deve essere minimo 2 metri
• Le uscite di emergenza siano corrispondenti alle autorizzazioni di agibilità dei locali rilasciate dalle amministrazioni
competenti
AFFOLLAMENTO - CAPACITA’ di DEFLUSSO - USCITE DI EMERGENZA
• L’affollamento sia adeguato alla capacità di deflusso dei locali e delle vie di esodo; rif. apposito capitolo.
07_48050_152_rinc_descr_esodo_sede_sVVF_MCurie_ita_020
Pag. modulo: 1/1
PREVENZIONE INCENDI E PRESIDI ANTINCENDIO: VIE DI ESODO - USCITE SICUREZZA – LUOGO SICURO
ATTIVITA’ SOGGETTE AL CONTROLLO DEL VIGILI DEL FUOCO
AFFOLLAMENTO - CAPACITA’ di DEFLUSSO - USCITE DI EMERGENZA
Criteri per locali in attività soggette al controllo del Vigili del Fuoco - fermo restando quanto previsto dalla progetto
antincendio:
• Con affollamento complessivo inferiore a 50 persone deve essere presente almeno un’uscita di emergenza di larghezza non
inferiore ad 80 cm
• Con affollamento complessivo compreso tra 50 e 100 persone devono essere presenti almeno due uscite di emergenza di
larghezza non inferiore ad 80 cm ciascuna
• Con affollamento complessivo compreso tra 100 e 150 persone devono essere presenti almeno due uscite di larghezza non
inferiore ad 80 cm l’una e a 120 cm l’altra, oppure almeno tre uscite di larghezza non inferiore ad 80 cm ciascuna
• Con affollamento complessivo compreso tra 150 e 200 persone devono essere presenti almeno:
-
due uscite di larghezza non inferiore a 120 cm ciascuna
-
oppure quattro uscite di larghezza non inferiore ad 80 cm ciascuna
-
oppure un’uscita di larghezza non inferiore a 120 cm più due di larghezza non inferiore ad 80 cm ciascuna
Si rimanda alla relazione tecnica antincendio per tutti i dettagli circa numero, posizionamento, distanze.
AFFOLLAMENTO
• L’affollamento sia adeguato al progetto di prevenzione incendi
07_48050_160_rinc_descr_porte_locali_sede_intro_MCurie_021
Pag. modulo: 1/1
PORTE E PORTONI
• Le porte dei locali di lavoro devono, per numero, dimensioni, posizione, e materiali di realizzazione, consentire una rapida
uscita delle persone ed essere agevolmente apribili dall'interno durante il lavoro.
• Qualora le porte dei locali siano anche uscite di emergenza, devono avere altezza minima di m 2,0 e larghezza minima
conforme alla normativa vigente in materia antincendio
• Le porte dei locali siano corrispondenti alle autorizzazioni di agibilità dei locali rilasciate dalle amministrazioni competenti
Per le porte e simili nelle vie di esodo, uscite di emergenza o comunque interessate dalle normative antincendio, si veda anche
l’apposito capitolo.
07_48050_161_rinc_descr_porte_locali_sede_tolleranze_MCurie_021
Pag. modulo: 1/1
PORTE E PORTONI - Integrazioni
• Alle porte per le quali è prevista una larghezza minima di m 1,20 è applicabile una tolleranza in meno del 5% (cinque per
cento). Alle porte per le quali è prevista una larghezza minima di m 0,80 è applicabile una tolleranza in meno del 2% (due
per cento). La larghezza può essere diversa da quanto indicato in luoghi di lavoro costruiti / utilizzati prima del 27/11/1994.
07_48050_168_rinc_descr_porte_locali_sede_H_MCurie_020
Pag. modulo: 1/1
Numero e dimensioni delle porte dei locali – criteri di dimensionamento
• Quando in un locale si svolgono lavorazioni diverse da quelle previste al punto precedente, la larghezza minima delle porte
è la seguente:
- quando in uno stesso locale le persone normalmente ivi presenti siano fino a 25, il locale deve essere dotato di
- una porta avente larghezza minima di m 0,80
- quando in uno stesso locale le persone normalmente ivi presenti siano in numero compreso tra 26 e 50, il locale deve
essere dotato di
- una porta avente larghezza minima di m 1,20 che si apra nel verso dell'esodo
- quando in uno stesso locale le persone normalmente ivi presenti siano in numero compreso tra 51 e 100, il locale deve
essere dotato di
- una porta avente larghezza minima di m 1,20
- una porta avente larghezza minima di m 0,80
che si aprano entrambe nel verso dell'esodo
- quando in uno stesso locale le persone normalmente ivi presenti siano in numero superiore a 100, il locale deve essere
dotato di
- una porta avente larghezza minima di m 1,20
- una porta avente larghezza minima di m 0,80
- almeno 1 porta che si apra nel verso dell'esodo avente larghezza minima di m 1,20 per ogni 50 persone
normalmente ivi presenti o frazione compresa tra 10 e 50, calcolati limitatamente all'eccedenza rispetto a 100
che si aprano tutte nel verso dell'esodo.
Il numero complessivo delle porte può anche essere minore, purchè la loro larghezza complessiva non risulti inferiore.
Si rimanda alla relazione tecnica antincendio per tutti i dettagli circa numero, posizionamento, distanze.
07_48050_182_rinc_descr_esodo_sist_apertura_sede_sVVF_MCurie_020
Pag. modulo: 1/1
VIA DI ESODO: SISTEMI DI APERTURA PORTE lungo le vie di esodo e uscite di emergenza
Criteri per aziende soggette al controllo dei Vigili del Fuoco
•
Le porte lungo la via di esodo e le uscite di emergenza si devono aprire, in generale, nel verso dell’esodo con meccanismo
a spinta
• I dispositivi non muniti di marcatura CE già installati, devono essere sostituiti in caso di rottura/malfunzionamento del
dispositivo, sostituzione della porta, modifiche dell'attività che comportino un’alterazione peggiorativa delle vie di esodo o
entro i termini stabiliti dal D.M. 03/11/2004.
• I sistemi di apertura e comando delle porte lungo le vie di esodo siano realizzati a regola d’arte (norme UNI EN 179, UNI
EN 1125 o equivalenti) e devono consentire un immediata apertura delle stesse e senza il ricorso ad altri ausili. Tali norme
tecniche costituiscono presunzione di conformità alla regola d’arte.
• Il produttore dei sistemi di apertura deve fornire le istruzioni (in relazione all'impiego) per installazione e manutenzione
• L’installatore dei sistemi di apertura deve:
§ osservare tutte le indicazioni per il montaggio fornite dal produttore
§ redigere, sottoscrivere e consegnare all'utilizzatore una dichiarazione di corretta installazione con riferimento alle
indicazioni sopra citate
• Il titolare dell’attività deve:
§ conservare la dichiarazione di corretta installazione dei sistemi di apertura
§ effettuare la corretta manutenzione del dispositivo osservando tutte le istruzioni per la manutenzione fornite dal
produttore del dispositivo stesso
§ annotare le operazioni di manutenzione e controllo sul registro dei controlli
Si rimanda alla relazione tecnica antincendio per tutti i dettagli circa i sistemi di apertura porte lungo le vie di esodo e
uscite di emergenza
07_48050_200_rinc_descr_idranti_naspi_MCurie_021
Pag. modulo: 1/1
PREVENZIONE INCENDI E PRESIDI ANTINCENDIO
- INTEGRAZIONI CRITERI -
IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO
•
Sia presente inoltre un impianto fisso antincendio
•
L’attacco per le autopompe dei VVF sia in posizione facilmente accessibile dai Vigili del Fuoco
•
L’impianto sia conforme, in tutte le parti, alla regola d’arte
•
L’impianto idrico antincendio deve coprire tutta l’area dell’attività
•
Verificare periodicamente l’integrità degli alloggi terminali, lance e manichette; provvedere immediatamente alla loro
manutenzione in caso di necessità
•
Far effettuare tramite ditta specializzata prove di pressione e portata dell’impianto idrico ogni 6 mesi per assicurare
l’efficienza nel rispetto delle normative
•
Le lance antincendio siano del tipo “a getto regolabile”
•
Le protezione degli alloggi terminali in caso di rottura non devono creare pericoli di sicurezza; nel caso sostituirle con
tipologia “safe crash”
07_48050_210_rinc_descr_allarmi_rivel_MCurie_021
Pag. modulo: 1/1
PREVENZIONE INCENDI E PRESIDI ANTINCENDIO
- INTEGRAZIONI CRITERI -
IMPIANTO RIVELAZIONE INCENDI
•
Sia presente un impianto di rivelazione incendi secondo il progetto tecnico
•
Provvedere tramite ditta specializzata alle regolari verifiche periodiche (sei mesi) dell’impianto
•
Centralina di controllo: il sistema consenta di individuare chiaramente la posizione nell’attività dei vari rilevatori, siano
presenti chiare istruzioni di utilizzo ed etichette delle varie funzioni
ALLARME SONORO
•
Sia presente allarme sonoro conforme alle normative; l’allarme deve funzionare anche in mancanza di energia elettrica ed
essere attivabile
•
I pulsanti di attivazione siano segnalati e posizionati secondo le normative tecniche
•
Tale allarme deve essere percepibile in tutti i locali ove è possibile la presenza di persone
07_48050_220_rinc_descr_porteREI_MCurie_021
Pag. modulo: 1/1
PREVENZIONE INCENDI E PRESIDI ANTINCENDIO
- INTEGRAZIONI CRITERI -
PROTEZIONE PASSIVA
•
•
Quali misure di protezione passiva, siano presenti:
-
Compartimentazione antincendio dei depositi di materiale combustibile
-
Compartimentazione antincendio relative a centrale termica
-
Compartimentazione antincendio del vano scala
i dispositivi mobili di compartimentazione dovranno essere mantenuti efficienti ed in caso di incendio devono essere già
chiusi (mediante dispositivo di autochiusura) oppure chiudersi automaticamente (mediante dispositivo comandato da
rilevatori, pulsanti allarme o secondo quanto stabilito dalla progettazione tecnica)
•
le porte antincendio devono potersi chiudere senza incontrare ostacoli; mantenere liberi i percorsi di chiusura
07_48060_001_rinc_disabili_intro_MCurie_004
Pag. modulo: 1/1
SICUREZZA ANTINCENDIO IN PRESENZA DI PERSONE DISABILI
Con “persone disabili” si intendono persone con limitazioni permanenti o temporanee alle capacità fisiche, mentali, sensoriali
o motorie. Al riguardo occorre tenere presente persone come anziani, donne in stato di gravidanza, persone con arti fratturati,
bambini e simili; inoltre limitazioni temporanee possono sorgere a causa dell’emergenza stessa (ad es. panico, infarto ecc.).
Oltre ai lavoratori, occorre considerare le persone esterne all’organico, che possono avere accesso nel luogo di lavoro.
Il datore di lavoro individua le necessità particolari delle persone disabili nella fase di pianificazione delle misure antincendio
ed evacuazione, seguendo i criteri e principi generali di:
-
considerare le difficoltà specifiche presenti per le persone estranee al luogo di lavoro
-
conseguire adeguati standard di sicurezza per tutti senza determinare alcuna forma di discriminazione tra i lavoratori
-
progettare la sicurezza per i lavoratori con disabilità in un piano organico, che incrementi la sicurezza di tutti, e non
attraverso piani speciali o separati da quelli degli altri lavoratori
Le indicazioni successive vanno integrate a quelle prescritte sia dalle specifiche norme in materia di prevenzione incendi sia
a quelle finalizzate al superamento delle barriere architettoniche.
07_48060_003_rinc_disabili_tipologia_L_MCurie_ita_004
Pag. modulo: 1/1
SICUREZZA ANTINCENDIO IN PRESENZA DI PERSONE DISABILI
TIPOLOGIA
Dai dati di letteratura si evincono, a seconda delle tipologie di attività, valori di presenza di persone con grado variabile di
disabilità motoria, compresi fra il due e il dieci percento.
scuole medie sup.: circa 4 disabili ogni cento persone
07_48060_006_rinc_disabili_all_MCurie_004
Pag. modulo: 1/3
CARATTERISTICHE AMBIENTALI
Si individuano le difficoltà di carattere motorio, sensoriale o cognitivo che il luogo di lavoro può determinare, verso le quali
dovrà essere prestata molta attenzione e intraprese le necessarie e adatte misure di contenimento e abbattimento del rischio.
Sono esaminate le caratteristiche relative a:
- percezione del pericolo e/o dell'allarme
- modalità di individuazione delle azioni da compiere in caso di emergenza
- orientamento e mobilità
La percezione dell’allarme e del pericolo
La percezione dell'allarme, da parte di persone disabili, può avvenire attraverso
•
direttamente tramite messaggi / avvisi vocali
•
segnali acustici, segnali luminosi, vibrazioni o simili
La presenza e posizione delle persone disabili deve essere nota alla direzione e ai preposti.
La comunicazione dell’allarme può avvenire tramite messaggi vocali direttamente alla persona disabile; in funzione del tipo
di disabilità può essere necessario suddividere le istruzioni / informazioni in semplici fasi successive.
E’ utile programmare la predisposizione di modalità di segnalazione che utilizzino più canali sensoriali e facilitare la
percezione dell'allarme o del pericolo.
Orientamento e modalità di individuazione delle azioni da compiere in caso di emergenza
Occorre tenere conto della capacità individuale di una persona disabile di identificare percorsi e porte (facilmente fruibili)
che conducono verso luoghi sicuri, questo nelle zone dove le persone disabili possono accedere.
Al verificarsi di una situazione di emergenza la capacità di orientamento deve essere facilitata da adeguata segnaletica in
rapporto all'ambiente ed alla conoscenza di questo da parte delle persone.
La cartellonistica costituisce una parte della segnaletica di sicurezza.
Il messaggio visivo deve essere comunque completo e semplice da capire, tenendo conto delle limitate capacità di
comprensione del linguaggio scritto da parte di taluni soggetti.
Si valuta la capacità di comprendere i messaggi da parte delle persone presenti, secondo le singole situazioni ambientali e
individuali. Sia riscontrata la congruenza tra il livello di complessità del comportamento richiesto alle persone disabili e la
capacità delle persone stesse, anche in rapporto alla conoscenza dei luoghi e dei rischi.
Misure di tutela
Criteri di prevenzione e protezione nella programmazione degli interventi, anche in occasione di ristrutturazioni ed in
occasione di presenza di disabilità riconosciute da parte dei lavoratori:
-
Sistemi adeguati alle necessità di lettura ed alle capacita di comprensione da parte di tutti i possibili fruitori, ivi
comprese le persone disabili
-
Cartellonistica di sicurezza
-
Sistemi di comunicazione sonora
-
Superfici con riferimenti tattili
-
Pavimentazioni antiscivolo e con riferimenti tattili - Codice LOGES o altri riconosciuti
-
Pavimentazioni con buon contrasto acromatico e, possibilmente, anche contrasto cromatico rispetto alla
pavimentazione ordinaria; la percezione di tali contrasto deve essere garantita nelle diverse condizioni di
illuminamento e in condizioni asciutte e bagnate
07_48060_006_rinc_disabili_all_MCurie_004
Pag. modulo: 2/3
-
Segnaletica luminosa e/o lampeggiante
-
Le istruzioni siano semplificate in maniera da risultare accessibili anche da parte di persone con inadeguata
conoscenza del linguaggio scritto
-
Vie di esodo e porte prive di soglia
-
Porte lungo le vie di esodo e nelle uscite di emergenza facilmente apribili da persone disabili, maniglioni di altezza
inferiore a 90cm, porte apribili con forza inferiore a 25 N (circa la forza di una persona media con in mignolo)
La mobilità in caso di emergenza
Gli elementi strutturali che rendono difficile la mobilità in caso di emergenza possono essere individuati negli ostacoli
presenti nell'ambiente. In particolare:
- gradini od ostacoli
- non linearità dei percorsi
- passaggi di larghezza inadeguata
- elementi sporgenti che possono rendere tortuoso e pericoloso un percorso
- lunghezza dei percorsi
Gli elementi impiantistico o gestionale che possono rendere difficile la mobilità in caso di emergenza possono essere
individuati in:
-
porte che richiedono uno sforzo di apertura eccessivo
-
porte non dotate di ritardo nella chiusura, il cui impiego e utilizzo può determinare rischi nei confronti di persone
che necessitano di tempi lunghi per l'attraversamento
-
organizzazione/disposizione degli arredi, macchinari o altri elementi
Misure di tutela edilizie ed impiantistiche per facilitare la mobilità:
Fatto salvo quanto cogente, i criteri di prevenzione e protezione nella programmazione degli interventi, anche in occasione di
ristrutturazioni e simili si individuano nei seguenti criteri di progettazione:
-
Percorsi piani senza ostacoli, sconnessioni della pavimentazione
-
Percorsi di esodo di agevole percorribilità
-
Eliminazione di gradini o soglie di difficile superamento, anche mediante rampe
-
Lunghezza dei percorsi di esodo non eccessiva
-
Eliminazione barriere architettoniche secondo la regola d’arte vigente
-
Passaggi e uscite di emergenza di larghezza adeguata; in particolare occorre considerare eventuali maggiori
ingombri in funzione della disabilità (carrozzelle, ausili al camminamento ecc.)
-
Presenza di corrimani anche nei percorsi orizzontali
-
Spazi pratici e fruibili negli spazi antistanti e retrostanti le porte
-
Facilità di apertura delle uscite di sicurezza (serramenti pratici e facili da aprire)
-
porte che richiedono uno sforzo di apertura non eccessivo
-
porte dotate di ritardo nella chiusura
Sia posta comunque particolare sorveglianza e attenzione all’informazione ai lavoratori, al controllo della fruibilità dei
passaggi, in particolare dei percorsi d’esodo, rimuovendo qualunque ostacolo, alla manutenzione e controllo periodici delle
porte e delle pavimentazioni.
07_48060_006_rinc_disabili_all_MCurie_004
Pag. modulo: 3/3
Misure organizzative e gestionali per la sicurezza antincendio in caso di presenza di disabili
Le misure organizzative e gestionali siano, ove possibile (ad esempio, quando sono già presenti lavoratori disabili),
predisposte a seguito di una consultazione dei diretti interessati abitualmente presenti.
•
Quale misura di protezione fondamentale e, comunque nella more degli interventi, le persone disabili devono essere
in posizione nota ai responsabili e/o preposti ed essere specificamente agevolate nell’esodo in caso di emergenza.
•
I luoghi ove operano o sono presenti disabili siano posizionate il più vicino possibile alle uscite di emergenza e
luogo sicuro.
Gli addetti incaricati alla gestione delle persone disabili in caso di emergenza siano adeguatamente formati a:
-
conoscere la disabilità delle persone presenti e la loro posizione
-
trasmettere in modo chiaro e sintetico le informazioni utili su ciò che sta accadendo e sul modo di comportarsi
-
aiutare ed accompagnare tali persone, secondo le disabilità
-
agevolare i soccorritori, anche fornendo riferimenti per meglio trarre in salvo la persona disabile
Il numero di “addetti all’assistenza disabili” sia compatibile con la presenza stimata e la tipologia di disabilità qualora
presenti persone con gradi di disabilità.
07_48100_001_rinc_tutti_intro_MCurie_fff_014
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO INCENDIO
PERICOLI, VALUTAZIONE DEI RISCHI, MISURE DI TUTELA,
IDENTIFICAZIONE DELLE PERSONE ESPOSTE
Premessa: per “fonte di innesco” si intende qualsiasi fonte di calore, quali ad es. attrezzature con parti calde, sigarette, dispositivi
per l’illuminazione, fiamme, corrente elettrica, scintille ecc.
Nella presente valutazione sono state individuate le possibili sorgenti di innesco, la presenza di materiale combustibile e/o
infiammabile, l’eventuale presenza di rifiuti, le persone o locali eventualmente soggette a particolari aggravanti di rischio.
Siano seguite le misure generali di prevenzione incendi oltre alle misure di tutela, individuate per ogni rischio (specifiche).
Misure di prevenzione generali - Procedure
•
Evitare per quanto possibile ogni fonte di innesco negli ambienti dove sono presenti materiali combustibili o infiammabili
(anche per uso temporaneo)
•
Regolare controllo e manutenzione dei dispositivi di protezione antincendio
•
Regolare controllo della fruibilità delle vie di esodo e uscite di sicurezza
•
Organizzare i luoghi di lavoro in modo da evitare la vicinanza tra fonti di innesco e materiali combustibili / infiammabili
•
Informazione e formazione del personale contro l’emergenza incendi
RIFIUTI / SCARTI DI LAVORAZIONE
Il pericolo è dovuto al fatto che i rifiuti sono materiali combustibili.
Gli addetti possono essere direttamente coinvolti nell’incendio.
Si valuta:
Rischio:
P = 2,5
D= 2
R=
3,5
Misure di riduzione del rischio - Procedure
•
I rifiuti vanno posizionati evitando accatastamenti disordinati, in particolare relativamente a contenitori o residui
infiammabili (da sistemare separatamente)
•
I rifiuti vanno messi in appositi contenitori svuotati regolarmente
•
Non lasciare apparecchiature elettriche in tensione nella zona deposito rifiuti
•
Evitare di gettare direttamente sigarette nella zona deposito rifiuti / nei cestini dei rifiuti
•
I rifiuti non vanno abbandonati (in particolare modo lungo uscite o vie di esodo in genere) e devono essere il prima possibile
depositati nelle aree di pertinenza
•
Il contenuto dei portacenere va svuotato in appositi contenitori metallici, non mischiato ad altri rifiuti e va posta specifica
attenzione alla presenza di mozziconi non completamente spenti
•
Le sostanze infiammabili devono essere in particolare raccolti in recipienti metallici posti lontano da fonti di innesco per
essere in seguito smaltiti secondo la normativa vigente
•
La raccolta degli scarti o residui avvenga senza dispersioni e in contenitori integri
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
07_48100_004_rinc_tutti_elettrico_MCurie_fff_013
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO INCENDIO
IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE
Il pericolo principale è legato alla possibilità di surriscaldamento / cortocircuito di attrezzature e cavi elettrici, con possibile
principio di incendio ai materiali circostanti.
Inoltre alcune attrezzature possono avere parti con temperature elevate o produrre scintille.
Si valuta:
Rischio:
P= 3
D= 3
R=
5,0
Misure di tutela - Procedure
•
L’impianto elettrico sia adeguato alla regola d’arte, secondo le destinazioni d’uso dei locali
•
Qualora un’attrezzatura o un cavo elettrico risulti danneggiato, si provvede immediatamente alla messa fuori servizio e
successiva riparazione - sostituzione
•
Non utilizzare dispositivi o apparecchi elettrici, che possono provocare inneschi o con parti calde presso materiali
infiammabili o facilmente
•
Nelle immediate vicinanze o sopra attrezzature elettriche in funzione o con parti calde non vanno posti coperture, tessuti o
comunque materiali combustibili
•
I sistemi di protezione contro sovraccarichi e cortocircuiti devono essere mantenuti efficienti
•
L’insieme degli utilizzatori collegati non deve superare la massima potenza assorbibile dalla specifica porzione di impianto
•
Le attrezzature elettriche siano sistemate in modo che non vi sia ostruzione proprie delle vie di aerazione, per evitare
surriscaldamenti
•
Le prolunghe e le prese multiple vanno utilizzate in riferimento alla potenza e voltaggio massimi previsti dal produttore
•
I cavi elettrici vanno sistemati e mantenuti in modo da evitare danneggiamenti, torsioni o schiacciamenti
•
La potenza delle lampade ad incandescenza non deve superare il massimo del relativo portalampada
•
Le attrezzature elettriche, quando non utilizzate, siano poste fuori tensione
•
Rispettare il programma delle manutenzioni suggerito dai costruttori di macchine e attrezzature
•
Vedi anche il rischio elettrico per ulteriori specificazioni
Rischio Residuo:
P= 2
D= 2
R=
3,0
07_48100_010_rinc_pannelli_fotov_MCurie_fff_001
Pag. modulo: 1/2
RISCHIO INCENDIO
IMPIANTI FOTOVOLTAICI
Il pericolo principale è legato alla possibilità di aggravare le condizioni della struttura, servita dall’impianto fotovoltaico, in caso
di incendio.
Vi possono essere:
-
interferenze con il sistema di ventilazione dei prodotti della combustione
-
ostacolo alle operazioni di raffreddamento/estinzione dei materiali combustibili
-
rischi di propagazione delle fiamme all’esterno o verso l’interno della struttura
-
rischi di elettrocuzione derivanti dalla continua produzione di energia elettrica dei pannelli durante le ore diurne
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 2
R=
3,0
Misure di tutela - Procedure
•
L’impianto fotovoltaico nel suo complesso sia progettato, realizzato e mantenuto conforme alla regola d’arte
•
Siano mantenuti fruibili gli accessi all’impianto per effettuare le relative operazioni di manutenzione e controllo
•
I dispositivi di sezionamento siano mantenuti in efficienza e segnalati da apposita cartellonistica
•
Periodicamente e ad ogni trasformazione, ampliamento o modifica dell’impianto dovranno essere eseguite e documentate le
verifiche ai fini del rischio incendio dell’impianto fotovoltaico, con particolare attenzione ai sistemi di giunzione e di
serraggio da controllare periodicamente secondo le indicazioni del costruttore e normative vigenti
•
Non depositare materiali infiammabili/combustibili nei pressi dei pannelli e componentistica annessa
•
Qualora un’attrezzatura o un cavo elettrico risulti danneggiato, si provvede immediatamente alla messa fuori servizio e
successiva riparazione – sostituzione
•
Rispettare il programma delle manutenzioni indicato dal costruttore dei pannelli
•
Rispettare le misure di tutela previste per il rischio elettrico
Rischi di natura elettrica
I pannelli fotovoltaici presentano il rischio di shock elettrici dovuti al potenziale contatto con parti elettriche in tensione. In
presenza di luce solare non è possibile porre fuori tensione il pannello fotovoltaico; di conseguenza le squadre di soccorso
devono considerare il sistema a pannelli fotovoltaici ed i suoi componenti costantemente in tensione e quindi non utilizzare
agenti estinguenti (quali acqua) che possono condurre l’elettricità.
Lo sgancio elettrico di emergenza, previsto dalle norme, consente di disalimentare l’impianto elettrico a valle dell’inverter,
mentre i conduttori ed i componenti elettrici posti tra i vari pannelli ed il punto di sgancio di emergenza, in caso di esposizione
alla luce solare, rimangono in tensione.
Note integrative per attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco
•
Siano rispettate le indicazioni ministeriali presenti nelle specifiche “Guide per l’installazione degli impianti fotovoltaici”
•
Nelle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco l’installazione dell’impianto fotovoltaico comporta l’aggiornamento
della documentazione tecnica di prevenzione incendi e relativa presentazione al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco
•
L’area in cui è ubicato il generatore ed i suoi accessori, qualora accessibile, dovrà essere segnalata con apposita
07_48100_010_rinc_pannelli_fotov_MCurie_fff_001
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cartellonistica di attenzione, conforme alla normativa vigente, resistente ai raggi ultravioletti e riportante la seguente
dicitura:
La cartellonistica sopra citata sia presente:
-
in corrispondenza di tutti i varchi di accesso del fabbricato
Rischio Residuo:
P = 1,5
D= 2
R=
2,5
07_48100_450_rinc_tutti_imp_comb_MCurie_fff_015
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RISCHIO INCENDIO
IMPIANTO DISTRIBUZIONE COMBUSTIBILE
Il pericolo è individuato nella presenza di combustibile di alimentazione per gli impianti.
Misure di tutela generali - Procedure:
•
Sia presente la dichiarazione di conformità dell’installatore relativa all’intero impianto; in mancanza o in presenza di
certificazione solo parziale, occorre di incaricare un tecnico qualificato per redigere specifica verifica tecnica
•
Gli impianti devono essere rispondenti in tutte le parti alla regola d’arte e alle normative antincendio
•
Manutenzione e controllo dell’impianto affidata a personale qualificato
•
Rispettare il programma delle manutenzioni e verifiche (gli interventi eseguiti siano registrati)
•
Evitare il deposito nei pressi dell’attrezzature di materiale non pertinente, in particolare se combustibile
•
Evitare fonti di innesco nelle vicinanze dell’impianto (tubazioni, valvole, raccordi ecc.)
•
Segnalare chiaramente la valvola di intercettazione del combustibile
•
Eventuali terminali non utilizzati siano correttamente sigillati
•
Prestare attenzione a che i tubi di adduzione del combustibile non siano danneggiati per urti o contatti con materiale
•
Le valvole di intercettazione del combustibile siano mantenute accessibili e facilmente manovrabili (dotate di leva, maniglia
o di chiave nelle immediate vicinanze)
•
Tutti i tubi del combustibile siano contrassegnati dalle previste indicazioni – rif. modulo segnaletica
•
Riparare immediatamente, a regola d'arte, eventuali non conformità dell’impianto di distribuzione combustibile
•
Nell’impianto di distribuzione, qualora si pervenga a giunzioni o raccordi non saldate secondo le norme tecniche specifiche
e fermo restando il rispetto dalla normativa tecnica vigente, è indicata la presenza di apertura di ventilazione verso l’esterno
che consentano l’evacuazione di eventuali fughe accidentali di combustibile, salvo installazioni contingenti completamente
all’aperto
07_48100_500_rinc_tutti_CT_intro_MCurie_fff_015
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RISCHIO INCENDIO
IMPIANTO DI PRODUZIONE CALORE
La centrale termica non è di pertinenza dell’istituto scolastico (essendo in gestione ad aziende esterne sia come strutture sia come
manutenzione sia come controlli periodici), pertanto è esclusa dalla presente valutazione del rischio.
Per ogni dettagli riguardante il rischio incendio / ATEX si rimanda alla documentazione pertinente (non in possesso dell’istituto
scolastico).
Non vi è personale dell’istituto scolastico addetto all’impianto di produzione calore, anche se un incendio incontrollabile
potrebbe coinvolgere tutte le persone presenti; pertanto :
-
-
Siano presenti:
o
Segnaletica di pericolo
o
Segnaletica di divieto di accesso
o
Sistema di sgancio esterno dell’impianto elettrico
o
Sistema di sgancio esterno dell’adduzione del combustibile
inoltre:
o
non ostruire gli ingressi e le aperture di areazione
o
non depositare materiale nelle vicinanze, in particolare se combustibile
07_48450_001_rinc_mat_comb_intro_all_MCurie_fff_006
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RISCHIO INCENDIO
MATERIALI COMBUSTIBILI – INFIAMMABILI - INNESCHI
MISURE DI TUTELA GENERALI
• Divieto di fumare, di usare sorgenti di innesco nelle operazioni nei pressi di materiale combustibile
• Non utilizzare prodotti infiammabili/combustibili (quali anche eventuali prodotti spray) nei pressi di fonti di innesco; in
particolare durante le operazioni di pulizia con i prodotti specifici, spesso infiammabili (preferire sostanze inerti)
Materiali combustibili generali
La presenza effettiva contemporanee prevedibile di persone (alunni, personale docente e non docente) è stimata da 801 a 1.200
persone.
In base a tale presenza, siano rispettati i precetti normativi della regola tecnica antincendio “D. M. 26/08/1992 Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica” e successive modifiche ed integrazioni.
Sono presenti:
-
materiali e arredi non ignifughi
-
piccoli archivi materiali cartacei
-
materiali in legno
-
quantità limitate di alcool o altri liquidi infiammabili
-
vestiario, abbigliamento studenti /professori /tecnici in guardaroba ecc.
-
libri e altro materiale cartaceo in biblioteca
Esiste il pericolo potenziale che un incendio trovi motivo di propagazione tramite questi materiali in particolare qualora vi siano
sorgenti di innesco direttamente a contatto.
In caso di incendio possono essere coinvolte tutte le persone presenti nell’attività.
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 3
R=
4,0
Misure di tutela – Procedure
•
Mantenere puliti e in ordine pavimenti, scansie, attrezzature e negli ambienti ove è sistemata biancheria / liquidi
combustibili
•
Riparare eventuali lacerazioni dei tessuti negli arredi e danneggiamenti dei rivestimenti
•
Divieto di utilizzare nelle aule, nei depositi, nei laboratori e in generale in tutti i locali senza una sorveglianza continua fonti
di innesco in generale (ad es. apparecchiature a fiamma libera, con resistenza elettrica a vista o altri)
•
Limitare l’approvvigionamento di alcool allo stretto necessario per la conduzione dell’attività
•
Rispettare le misure di tutela generali
•
Rispettare le misure di tutela specifiche
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
07_48450_004_rinc_mat_comb_gas_MCurie_fff_006
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MATERIALI COMBUSTIBILI – INFIAMMABILI - INNESCHI
MISURE DI TUTELA e PROCEDURE
- Integrazioni -
Relativamente alle operazioni su impianti alimentati a combustibile infiammabile:
-
Chiudere preventivamente le adduzioni di combustibile a monte dell’impianto
-
Impedire che vi siano fonti di innesco che possano venire a contatto con residui di combustibile
-
Mantenere areati i luoghi; predisporre opportuni contenimenti per liquidi infiammabili ove non già presenti
-
Lasciare libera la via di uscita del locale
-
Non utilizzare prodotti infiammabili su superfici calde o nei pressi di fonti di innesco
-
estintore nelle vicinanze
07_48450_010_rinc_mat_comb_dep_inf_MCurie_fff_005
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MATERIALI COMBUSTIBILI – INFIAMMABILI – INNESCHI:
• Misure di tutela e procedure relative al deposito di sostanze infiammabili; i materiali infiammabili devono essere
correttamente depositati:
-
i materiali infiammabili devono essere correttamente depositati (salvo temporanee esigenze in minima quantità)
-
i materiali non siano lasciati esposti al sole
-
i materiali siano protetti da fonti di innesco; nel caso è vietato usare fonti di innesco nelle vicinanze dei depositi
-
i materiali siano in posizione decentrata rispetto vie di esodo ed eventuali aree pericolose
-
siano presenti locali, scaffali o armadi appositi secondo le quantità
-
i materiali siano disposti in modo da consentirne un’agevole ispezionabilità
-
mantenere il massimo ordine nel riporre i materiali
-
le zone di deposito siano idonee, aerate e lontano da fonti di innesco
-
i materiali vanno riposti negli appositi contenitori / depositi / luoghi, lontano da fonti di innesco
-
al ricevimento della merce dai fornitori, sistemarla immediatamente, non lasciarla incustodita in luoghi non idonei
-
mantenere chiuse le porte dei locali di deposito
-
eventuali impianti elettrici presenti siano specificamente progettati per questo tipo di pericolo
-
segnaletica: pericolo infiammabili, divieto di fumare e usare fiamme libere, divieto accesso ai non addetti
-
mantenere puliti e in ordine pavimenti, scansie e attrezzature (non ostruire le aperture di aerazione)
-
limitare lo stoccaggio dei materiali secondo la resistenza al fuoco di strutture e separazioni
07_48570_001_rinc_MT_mat_comb_chimica_pulizie_MCurie_fff_006
Pag. modulo: 1/1
RISCHIO INCENDIO
Materiali combustibili e/o infiammabili: PRODOTTI CHIMICI
I materiali presenti, che possono costituire anche solo a livello potenziale, rischio di incendio sono da individuare anche nei
seguenti:
•
Prodotti per la pulizia
Esiste il pericolo potenziale che un incendio trovi motivo di propagazione tramite questi materiali in particolare qualora vi
siano sorgenti di innesco direttamente a contatto.
In caso di incendio possono essere coinvolte tutte le persone presenti.
Si valuta:
Rischio:
P= 2
D= 3
R=
4,0
Misure di tutela – Procedure
•
Siano note e a disposizione le schede di sicurezza, in particolare le procedure da adottare per le varie sostanze in caso di
incendio
•
Per rischi d’incendio e misure di tutela si rimanda ai relativi capitoli / schede di sicurezza / schede tecniche informative, in
particolare i punti: 5 (misure antincendio, mezzi di estinzione), 6 (misure in caso di fuoriuscita accidentale), 7
(manipolazione e stoccaggio), 9 (temperatura di infiammabilità o autoaccensione, limiti di esplosività)
•
Portare nel luogo di lavoro solo la quantità strettamente necessaria alle lavorazioni
•
Effettuare eventuali travasi su supporto stabile e lontano da fonti di innesco, solo in contenitori idonei
•
Le zone di deposito / utilizzo siano aerate e lontano da fonti di innesco
•
Nei pressi è imposto il divieto di fumare, usare fiamme libere o sorgenti di innesco
Contenitori sostanze infiammabili:
Tali presidi devono
-
i contenitori siano in perfette condizioni, in particolare la chiusura
-
essere preferibilmente costituiti di materiale incombustibile e resistente (metallico o con analoghe caratteristiche) e
comunque conforme agli originali
-
portare l’indicazione di pericolo sostanze infiammabili
-
avere il tappo a chiusura ermetica
-
i contenitori siano sempre chiusi tranne per le specifiche evenienze
-
non lasciare contenitori esposti al sole
-
non utilizzare lo stesso contenitore per sostanze diverse (i recipienti vanno comunque bonificati accuratamente prima del
riutilizzo)
-
evitare che i recipienti siano troppo pieni
Si valuta:
Rischio Residuo:
P= 1
D= 2
R=
2,0
07_48800_001_rinc_altri_MCurie_003
Pag. modulo: 1/1
Altri Rischi d’Incendio
Nell’attività non si riscontrano ulteriori significativi rischi d’incendio per i lavoratori, oltre a quelli evidenziati.
07_48900_001_rinc_end_MT_gest_MCurie_fff_011
Pag. modulo: 1/1
MISURE D’EMERGENZA ANTINCENDIO
Si rimanda all’allegato “Piano d’Emergenza”.
CAUTELE GENERALI DI PROTEZIONE INCENDI
• L'acqua e le altre sostanze conduttrici non devono essere usate in prossimità di conduttori, macchine e apparecchi elettrici
sotto tensione
07_48900_010_rinc_end_MT_sorv_MCurie_fff_010
Pag. modulo: 1/1
SORVEGLIANZA E MANUTENZIONE ANTINCENDIO
In aggiunta alle ordinarie sistemazioni e pulizie e alla verifica del rispetto di quanto evidenziato, il programma delle
manutenzioni prevede il controllo periodico/revisione dei presidi antincendio (rif. Registro Controlli).
Nel corso dell’esercizio non siano alterate le condizioni di sicurezza, compresi opportuni provvedimenti in caso di
manutenzioni e simili.
L’impianto elettrico sia controllato secondo le periodicità previste dalle normative.
Gli addetti siano inoltre formati sulla necessità di attuare una continua sorveglianza sulle misure di tutela, in particolare:
•
disattivazione delle apparecchiature elettriche non utilizzate
•
corretto e ordinato deposito delle sostanze combustibili
•
segnaletica, con sostituzione di quella eventualmente danneggiata
•
posizionamento rifiuti
•
percorribilità delle vie d’esodo e delle uscite di emergenza
•
aerazione di locali tecnici (depositi ecc.)
•
chiusura porte antincendio
•
chiusura delle valvole del combustibile / interruttori elettrici al termine dell’orario di lavoro o quando gli impianti sono
disattivati
•
attenzione a che i cavi di attrezzature/altri materiali non vengano scaldati da sorgenti calde
07_48900_032_rinc_end_MT_form_MCurie_010
Pag. modulo: 1/1
Rischio Incendio: PROGRAMMA DI FORMAZIONE E INFORMAZIONE
Sia nominata la squadra di lotta antincendio e gestione dell’emergenza; i componenti seguano un apposito corso di formazione
(secondo le normative) – vedi apposita sezione .
L’informazione e la formazione ai lavoratori verte sui seguenti punti principali:
•
esiti della valutazione dei rischi e delle situazioni di pericolo pertinenti le mansioni svolte e i reparti frequentati
•
le misure di tutela predisposte per prevenire l’insorgere degli incendi
•
le corrette procedure di lavoro al fine di ridurre il rischio di incendio
•
i comportamenti e le procedure da tenere in caso d’incendio, con riferimento specifico ai compiti che ciascun reparto deve
eseguire in caso di emergenza
•
modalità di utilizzo dei presidi antincendio
•
modalità di chiamata di soccorso ai Vigili del Fuoco
•
modalità di allarme in caso di incendio
•
procedure d’evacuazione con riferimento specifico a vie d’uscita, presidi antincendio, disattivazione impianti
•
i nominativi degli addetti all’emergenza incendi e dei componenti il Servizio di Prevenzione e Protezione
Il personale è inoltre informato e formato sulle seguenti misure di tutela (in aggiunta alle misure specifiche individuate):
•
non ostruire con materiali le vie di esodo e rimuovere immediatamente quelli presenti
•
segnalare immediatamente ogni deficit di sicurezza che si possa evidenziare: cavi elettrici danneggiati, rivestimenti
scollati, punti di illuminazione contigui a materiali combustibili, materiali e rifiuti non correttamente depositati ecc.
•
posizionare le attrezzature elettriche in modo che sia assicurata una loro sufficiente aerazione
•
le attrezzature elettriche devono essere collegate a prese compatibili con la potenza assorbita; particolare attenzione e
cautela va prestata nell’utilizzo di prese multiple, prolunghe ecc.
•
divieto di fumare nelle zone a rischio e di gettare mozziconi nei cestini o altri contenitori impropri
•
mantenere puliti e ordinati i locali di lavoro, i ripostigli e la zona deposito rifiuti
Agli appaltatori siano fornite informazioni relative agli specifici rischi di incendio, alle caratteristiche dei locali e delle
attrezzature presenti, alle modalità di allarme e di evacuazione.
Nel caso di particolari interventi (impiantistica elettrica o termica, condizionamento, edilizia) che si dovessero effettuare con la
struttura in attività, è previsto un coordinamento con le ditte o i professionisti in modo tale da evitare o minimizzare i pericoli,
in particolare quello da incendio. Specifica attenzione sarà posta ai locali dove si è evidenziato un maggior rischio di incendio
e alle vie di esodo.
Si coordinano e istruiscono i fornitori affinché il deposito delle merci non costituisca motivo di intralcio all’esodo o pericolo di
incendio.
Le persone esterne siano informate su:
-
ubicazione delle uscite di sicurezza e vie di esodo
-
divieti imposti nelle varie aree
-
comportamenti da tenere in caso di incendio
-
modalità di evacuazione, punti di raccolta e luoghi sicuri
07_48900_900_rinc_end_VR_MCurie_010
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VERIFICA ADEGUATEZZA DELLE MISURE DI TUTELA e PROGRAMMA INTERVENTI
•
Si prevede l’attuazione delle misure specificate nei tempi tecnici ed organizzativi di intervento
•
Le presenti misure di tutela, il programma delle manutenzioni e revisioni, il programma e i contenuti dell’informazione e
formazione, si ritengono adeguati al rischio d’incendio
•
Periodicamente (anche in occasione della riunione periodica con il Servizio di Prevenzione e Protezione) sono analizzate
la valutazione dei rischi, le misure di tutela, il programma di manutenzione e controllo e quanto altro necessario, allo
scopo di correggere eventuali difficoltà nell’applicazione, di valutare l’insorgenza di nuove fonti di pericolo, di modificare
il piano degli interventi (anche secondo eventuali novità normative) e di verificare il programma di formazione /
informazione ai lavoratori
•
Anche indipendentemente da dettami legislativi, in caso di sostituzione di arredi, rivestimenti, e simili, siano preferiti
materiali omologati relativamente alla reazione al fuoco
•
In occasione di ampliamento di locali, cambiamenti del processo produttivo, acquisto di nuove attrezzature, modifiche alle
normative di sicurezza, verrà assicurato il mantenimento degli standard di sicurezza con la pianificazione di interventi e
miglioramenti sulle misure di tutela e prevenzione, anche secondo l’evoluzione delle normative
VALUTAZIONE RISCHIO INCENDIO
Per quanto evidenziato si ritiene che l’attività sia classificabile a livello ELEVATO
CONCLUSIONI
L’attività in questione mantiene un rischio residuo di incendio accettabile solo con la corretta applicazione delle misure di
tutela indicate oltre a quanto previsto nel specifico progetto di prevenzione incendi.
Comunque siano rispettate le misure di tutela, la verifica della regolarità della documentazione e degli interventi ai fini
antincendio connessi, l’effettuazione delle manutenzioni evidenziate e di tutte quelle si rendessero necessarie a seguito di
cambiamenti del processo produttivo, introduzione di materiali pericolosi, ristrutturazioni e ampliamenti, nuovi dispositivi di
legge.