Il Flormart autunnale rimane uno dei punti di riferimento del

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Il Flormart autunnale rimane uno dei punti di riferimento del
Edizione Flormart Miflor
Il giornale del florovivaismo nel mondo settembre 2010
Charles
Lansdorp
Il florovivaismo
nel mondo
L’attività promozionale
va a gonfie vele
Sei paesi dominano
il mercato floreale
05
Lilytopia
Una vetrina
spettacolare per
presentare i
nuovi Lilium
09
14
Il Flormart autunnale rimane
uno dei punti di riferimento del
florovivaismo italiano più stabile
DI arturo crocI
PadovaFiere è oggi l’unico riferimento fieristico professionale
italiano del florovivaismo ma è anche un punto d’incontro molto
importante per il florovivaismo europeo e del mediterraneo.
Il Direttore del Flormart Sig. Enrico Bernardin ha illustrato a
Floraculture Internazionale gli aspetti salienti della manifestazione ma anche il suo punto di vista sulla situazione nazionale e
internazionale.
L
a crisi economica mondiale
ha cambiato e sta ancora
cambiando molti aspetti
dell’economia e anche del florovivaismo internazionale, per quanto
riguarda l’Italia, il parere di Enrico è
abbastanza positivo.
Il settore delle piante stagionali,
primaverili e fiorite ha registrato
un’evoluzione primaverile positiva,
DI MarIna prEssato
www.FloraCultureInternational.com
fatto un grosso reportage sull’azienda
floreale Ciccolella) e per la rivista
mensile Italië in Bedrijf, che riporta
notizie sul mondo imprenditoriale
italiano legato al mercato olandese.
In una serie di colloqui con imprenditori olandesi in Italia, imprenditori
italiani in Olanda, ma anche italiani
che operano e vivono in Italia, il lettore scopre il modo migliore per fare
Segue alla pagina 3
‘concordia res crescunt’
Foto: Sakis.
Il mondo degli affari in Italia visto dagli olandesi: un’interessante e talvolta sorprendente libro getta un
ponte tra i due paesi. Come vedono gli imprenditori olandesi il variegato mondo imprenditoriale italiano?
Qual è il giusto atteggiamento per avere successo negli affari nel Belpaese? Il libro “Italiaanse zaken” di
Maarten Veeger è una guida utile per gli imprenditori di entrambi i paesi.
L
Premiazione
al Flormart
PADOVA - Il Premio “La Città per il
Verde”, giunto alla sua 11a edizione e
forte di una sempre maggiore diffusione sul territorio nazionale, torna a
conferire i suoi prestigiosi riconoscimenti alle amministrazioni pubbliche
che hanno investito in modo eccellente il proprio impegno e le proprie
risorse a favore del verde pubblico, in
conformità ai dettami della Convenzione Europea del Paesaggio. La cerimonia di consegna dell’11a edizione
del Premio ‘La Città per il Verde’ si
terrà venerdì 10 settembre presso TVerde, il Salone del verde tecnologico
al Flormart di Padova. La premiazione
sarà preceduta da interventi su servizi ecosistemici, Expo 2015 ed Expo
Verde.
In particolare il Premio viene assegnato ai Comuni e alle Province italiani che si sono particolarmente distinti
per realizzazioni o metodi di gestione
innovativi, finalizzati all’incremento
del patrimonio verde pubblico. Sono
premiati inoltre gli enti che, attraverso programmi mirati e in maniera
esemplare, hanno migliorato le condizioni ambientali del proprio territorio. Il Premio “La Città per il verde” è
un’iniziativa della casa editrice Il Verde Editoriale. I suoi partner istituzionali sono PadovaFiere e l’associazione
Touring Club Italiano.
•
Nuovo libro di Maarten Veeger getta un ponte
commerciale tra l’Olanda e l’Italia
o scorso mese di giugno, nel
prestigioso Hotel Hilton di
Amsterdam, è stato presentato
il nuovo libro di Maarten Veeger: Italiaanse zaken (Affari Italiani).
Lo scrittore è un corrispondente olandese che vive da diversi anni in Italia e
che conosce bene entrambe le culture.
Lavora per il quotidiano finanziario
olandese Financieële Dagblad, per la
rete televisiva NOVA (per la quale ha
Giornaleo da
t
autorizzaaFiere
Padov
così com’era nelle aspettative.
La situazione del fiore reciso è invece
abbastanza stazionaria, mentre a
quella delle piante da giardino la primavera non ha dato gli esiti sperati,
e il tutto si sta riprogrammando per
la prossima campagna. Il Flormart
autunnale è sicuramente una piattaforma importante per le contrattazioni di questo settore. Enrico ha proseguito nella sua analisi del mercato
dicendo che comunque il settore florovivaistico, facente parte del settore
agricolo primario, sicuramente ha
risentito meno della crisi economica
generale perché più legato ad aspetti
essenziali della vita del consumatore,
ovvio abbastanza è comunque in
corso un’evoluzione del settore che si
sta comunque adeguando ad alcune
mutate esigenze dei mercati europei e
dei suoi consumatori.
un punto di
riferimento stabile
Il Flormart rimane uno dei punti di
riferimento del florovivaismo italiano
più stabili, dice Enrico “Un po’
perché il Flormart fa parte di una tradizione consolidata ma anche perché
I consumi dei fiori e delle piante per
il momento sono sempre nel centronord dell’Italia. La produzione è
sempre più dislocata nel centro-sud
e in Sicilia, sebbene queste aree siano
Segue alla pagina 3
Orchidea: la
favorita assoluta
ROMA - Attraverso l’analisi dei dati
ISMEA relativi ai primi quattro mesi del
2010 è stato possibile stilare la classifica
delle piante più vendute in quattro
diverse categorie (“piante verdi da interno”, “piante fiorite da interno”, “piante
stagionali” e “piante da esterno”).
Nella categoria “piante fiorite da interno” le orchidee, soprattutto le Phalaenopsis, sono le più apprezzate grazie al
fascino di un fiore ritenuto costoso perché raro, alla lunga durata della fioritura
e ad un prezzo decisamente basso se
rapportato a solo cinque anni fa.
Una domanda in aumento è quella delle
piante resistenti all’ombra e che siano
in grado di creare un effetto cromatico
aggiuntivo, fiorendo anche in condizioni
difficili.
•
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 3
Benvenuti al Flormart 2010
Un cordiale benvenuto a Padova a tutti gli operatori professionali che, da tutta Europa, si incontrano a
Flormart per ammirare le novità e sviluppare nuove
opportunità di mercato all’interno di un ambiente
strutturato e sempre pronto a rispondere ad ogni
esigenza di aggiornamento tecnico e professionale.
Flormart si conferma la principale manifestazione
in Italia e la più importante dell’Europa Mediterranea, dedicata soprattutto alle piante, alla loro
coltivazione e commercializzazione. Con 70 mila
metri quadrati di superficie espositiva ed oltre
1.000 espositori, Flormart è uno strumento di
mercato che coniuga le proposte commerciali degli
espositori con le esigenze di innovazione richieste
dal mercato.
L’offerta florovivaistica è molto ampia; a questa si
va ad aggiungere una vasta gamma di prodotti
professionali a favore della coltivazione. Non
mancheranno una sezione dedicata ai macchinari
e alle attrezzature per la lavorazione nei vivai e
per la gestione del verde ed una sezione relativa
ai materiali, ai componenti per l’arredamento per
parchi e giardini e prodotti per l’arredo urbano e
per gli spazi pubblici e privati. Infine, saranno
presentate le ultime novità riguardanti gli articoli
e gli accessori per i fioristi ed i garden center.
Anche quest’anno, grazie alla collaborazione
dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero,
saranno presenti a Flormart qualificate delegazioni
estere di operatori/buyers, invitate con il preciso
obiettivo di far conoscere e promuovere il prodotto
“Made in Italy”.
Una rassegna, quindi, proiettata sempre più verso
l’estero, ricca di contenuti espositivi, ma anche di
momenti congressuali e di formazione ed aggiornamento professionale.
Per concludere, vorrei augurare a tutti un proficuo
Flormart ed un buon soggiorno a Padova, città
ricca di cultura, d’arte e di antica tradizione
enogastronomica.
Ferruccio Macola,
presidente padovaFiere s.p.a.
Il Flormart 2010 cade nel giusto momento
importanti per loro espressione produttiva non dispongono ancora di
strutture ed esperienze fieristiche ma
soprattutto di una base distributiva e
di consumo che supporti la nascita di
un grande evento fieristico professionale ed è per questa ragione che
I grandi produttori del Centro-Sud
Italia hanno scelto il Flormart per
promuovere I loro prodotti”.
Le prospettive
del Flormart 2010
Secondo Enrico Bernardin il Flormart
2010 è particolarmente importante e
cade nel giusto momento a conclu-
sione della stagione 2010 ma anche e
soprattutto nella programmazione del
2011. Oltre al grande riconoscimento
alla manifestazione dato dai florovivaisti italiani saranno presenti anche
diverse collettive Europee. Dopo la
ristrutturazione e la riprogrammazione dell’Ufficio Olandese dei Fiori,
quest’anno l’Olanda sarà rappresentata da diverse aziende operanti sul
mercato italiano e presentate dalla
Zuidkoop, vi saranno altre collettive
importanti dalla Danimarca, dalla
Germania anche se in modo diversificato, dalla Spagna e per la prima volta
ci sarà una importante collettiva dal
Giappone. Una collettiva Etiope in
visita a diverse aree in Italia farà tappa
al Flormart. Quello che rimane dunque da segnalare è che il Flormart ha
una solida base nella produzione e nel
consumo nazionale ma è fortemente
orientato ai mercati europei, ai Paesi
del mediterraneo e dell’Est Europa.
Le grandi collettive italiane
Oltre alle collettive estere vi saranno
importanti collettive dalle Regioni
italiane più rilevanti dal punto di
vista produttivo come la Sicilia
(2 collettive), la Calabria, il Lazio,
le Marche, gli Abruzzi e infine la
CIA – Confederazione Italiana
Agricoltori – che organizzerà una
grande collettiva di aziende di produzione da diverse Regioni italiane.
I numeri del Flormat
Enrico Bernardin è molto positivo
anche per I numeri del Flormart, e
sebbene l’intervista sia stata rilasciata a oltre un mese dall’evento il
tutto lascia intravedere un’edizione
stabile e leggermente in crescita: circa
1.000 espositori, 29.000 m2 coperti
netti, 12.000 m2 scoperti, con una
previsione 23-25.000 di visitatori
professionisti.
La primavera a roma
o a padova?
Presso la Fiera di Roma nel prossimo
febbraio è in calendario Agri-Expo –
Flor-Expo mentre a Padova è in programma Miflor presso Padovafiere.
A questo proposito Enrico Bernardin
afferma che le parti stanno dialogando
per trovare una soluzione che sia positiva per il settore nel suo complesso,
Roma ha risorse importanti, Padova
ha grande know how e professionalità, se le due parti giungessero a un
accordo potrebbe nascere un evento
molto importante per il florovivaismo
italiano ed europeo.
•
Veeger: “Gli olandesi vanno subito al dunque”
affari nel nostro paese. “Gli olandesi
vanno subito al dunque”. Durante le
interviste per la stesura del libro sono
emersi suggerimenti, aspetti sorprendenti e talvolta bizzarri (sicuramente
se visti da chi italiano non è) del
nostro mondo degli affari.
conoscenza personale
L’Italia rappresenta un importante
partner commerciale per l’Olanda,
dove moltissimi prodotti incontrano
il favore dei consumatori. Pensiamo
al settore alimentare e vinicolo, a
quello floreale (è quasi impossibile
trovare una piantina di rosmarino o
di salvia che non provenga dall’Italia,
lo stesso dicasi per gli oleandri e gli
agrumi, tanto per fare un esempio)
ma anche a quello dell’abbigliamento
e della pelletteria. Ma quali sono le
differenze fondamentali tra un imprenditore olandese e uno italiano?
Diamo la parola direttamente allo
scrittore: “Il primo aspetto che segna
la differenza è che per gli italiani è
importante sapere con chi stanno
facendo affari e privilegiano la conoscenza personale. Durante un pranzo
di lavoro, per il quale si riserva
parecchio tempo, si parla anche della
propria famiglia, ci si interessa dei
rispettivi figli, degli hobby personali,
eccetera. Insomma si intesse un tipo
di relazione che esce dagli schemi
prettamente funzionali. Attenzione
però a non toccare argomenti delicati
quali la politica ad esempio, è meglio
parlare di calcio! L’imprenditore
olandese deve capirlo bene, perché
non è abituato a questo approccio.
Gli olandesi vanno subito al dunque,
prendono un caffè alla macchinetta o al tavolo della sala riunioni e
iniziano subito, senza preamboli, a
discutere di affari. Il secondo aspetto
riguarda la leadership. In Italia è di
tipo autoritario: il capo è colui che
prende le decisioni e non ama essere
contraddetto. In Olanda si apprezza
lo spirito di iniziativa dei dipendenti,
e la sua mancanza viene vista come
scarsa partecipazione e motivazione.
Una critica al capo viene vista in
modo positivo, al contrario di quello
che succede in Italia”.
Sono aspetti fondamentali da tenere
in considerazione quando ci si sposta
oltre confine per lavoro. La lingua
è sicuramente un ostacolo da non
sottovalutare, anzi talvolta forma
una barriera per lo svolgimento degli
affari. Gli olandesi sono, per fortuna,
abbastanza intraprendenti e cercano
spesso di imparare un po’ l’italiano
per capire meglio chi gli sta di fronte.
redazione
Vondelstraat 162
1054 GV Amsterdam
Paesi Bassi
t +31 6 121 033 73
F +31 15 215 8918
Direttore responsabile
Jaap Kras
grafici
Alexis Wrona e Dirk van der Burgh
caporedattore
Ron van der Ploeg
segretaria di redazione
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redazione e traduzione
Ron van der Ploeg, Marina Pressato
corrispondenti
Arturo Croci (Italia)
www.FloraCultureInternational.com
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Floraculture International,
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t +31 622 165 220
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creatività e pragmatismo
Gli italiani, creativi e creatori, amano
-è superfluo dirlo- il loro prodotto
perché è stato fatto da loro e ne
vanno fieri. Spiegano i procedimenti
fatti per ottenerlo, ne evidenziano
le varie caratteristiche e i diversi
impieghi, lo mostrano in tutta la sua
bellezza e cercano di farlo capire anche al cliente. Solo alla fine si arriva
a discutere sul prezzo, che è sempre
rapportato al valore del prodotto.
Innanzitutto il cliente deve capire la
qualità, l’unicità e il valore intrinseco
del prodotto. “È importante sapere
come muoversi in queste situazioni,
dove un olandese invece, caratterialmente pragmatico, chiederebbe subito il prezzo e cercherebbe dall’inizio
di spostare la discussione sul costo,
il trasporto, gli ordinativi, gli sconti,
eccetera. Non è una buona tattica,
perché non soddisfa il produttore
italiano che in questo modo non si
vede riconosciuto il proprio talento e
sa di avere a che fare con una persona
che non capisce la qualità del prodotto. I prodotti italiani sono di grande
qualità, e questo è l’aspetto principale
al quale guardare”.
Distribuzione Sul salone internazionale florovivaismo e giardinaggio Flormart/Miflor 2010
La tirature di Floraculture Internazionale Edizione
Flormart Miflor di settembre 2010 è stata di
5.000 copie.
Con la cortese collaborazione di Ezio
Rettore e Morena Cavaliere di PadovaFiere!
garanzia di riservatezza ai lettori Floraculture
Internationazionale Edizione Flormart Miflor
e una edizione speciale in lingua italiana della
rivista Floraculture International a l’occasione
cdi Flormart/Miflor 2010. L’editore garantisce
la massima riservatezza dei dati forniti, ma non
ne puo prendere piena responsabilità. Le tesi
espresso negli articoli firmati impegnano soltanto
l’autore e non rispecchiano necessariamente le
opinioni della rivista. Copyright© 2010.
nord e sud
Talvolta gli esportatori olandesi lamentano carenze nelle infrastrutture
e nell’organizzazione del Sud Italia,
e per questo motivo alcuni hanno
difficoltà a trasportare la loro merce
(fiori e piante inclusi) oltre Roma.
Anche qui i pagamenti sono meno
veloci che altrove in Italia. “Da questo punto di vista, il Nord assomiglia
abbastanza all’Olanda, e generalizzando si può dire che il modo di fare
affari presenta molte similitudini. Se
è vero, come ho detto in precedenza,
che i manager italiani prediligono il
contatto personale, nel Sud questo
aspetto ha ancora maggior peso
nei rapporti di lavoro tra aziende.
Sviluppare relazioni personali buone
e stabili con l’azienda con la quale si
lavora, è ancora più essenziale ed è
un punto sul quale vale la pena investire molto tempo. Molti imprenditori del Sud Italia sono altrettanto
bravi, ci sono più problemi nell’amministrazione pubblica che non nel
settore imprenditoriale. Si tratta di
un altro tipo di maniera di fare affari,
e probabilmente per gli esportatori
olandesi sarebbe utile avere un referente nel Sud al quale appoggiarsi per
sviluppare ulteriormente il proprio
business” afferma Veeger.
Per concludere trovo che l’Italia sia
un paese fantastico per gli affari, dove
ci sono ancora numerose possibilità.
Gli imprenditori olandesi devono
sapere che nei loro partner d’affari
italiani trovano persone fedeli, leali
e sincere. Costruire relazioni stabili
e durature è un ottima base per
costruire affari solidi” conclude
Veeger.
•
Il libro “Italiaanse zaken” è disponibile in lingua olandese e può
essere ordinato tramite l’editore
DSV Media in Amsterdam.
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Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 5
Charlie Lansdorp, responsabile dell’Ufficio Olandese dei Fiori:
“Io sono al servizio del
florovivaismo olandese ma
ho anche un grande rispetto
dei clienti ed amici italiani”
Di arturo croci
Charles (Charlie) Lansdorp è molto conosciuto nel modo floricolo italiano, risiede a Malnate dal
2007 e continua l’attività di un grande personaggio che si è ritirato a vita tranquilla, il Cav. Wim
van Meeuwen. Charlie dal 1989 lavora nella promozione dei fiori e delle piante e dal 2000 come
responsabile dell’Ufficio Olandese dei Fiori, ma anche in veste di collaboratore del Comitato della
Festa dei Nonni, come rappresentante della Fondazione I Felini, e da 2010 come responsabile per
PPH (Plant Promotion Holland). In questa intervista Charles parla dei ultimi progetti floreali in
corso e spiega il suo ruolo dentro di questi.
Charles Lansdorp: “Il
collocare la data di Hortifair
ai primi di novembre, in
occasione di un evento
religioso e di mercato
importante per i Paesi
del Sud Europa non è stata
una scelta felice.”
In occasione della Festa
della Repubblica di San
Marino, la più antica e la più
piccola repubblica del mondo,
Mara Verbena (vedi riquadro)
lancerà un nuovo Delphinium
di Bartels Stek.
capito bene che cosa stia succedendo
e nemmeno quante manifestazioni ci
siano adesso in Olanda?
“Io sono al servizio del florovivaismo
olandese ma ho anche un grande
rispetto dei clienti ed amici italiani e
del Sud Europa. Il collocare la data
di Hortifair ai primi di novembre, in
occasione di un evento religioso e di
mercato importante per i Paesi del
Sud Europa non è stata una scelta
felice, poi l’anticipo della data è stata
un’altra scelta poco attenta. Dick van
Raamsdonk mi ha chiesto di fungere
come contatto per l’International
Flower Trade Show e ho accettato per
essere d’aiuto alla floricoltura italiana
ed olandese”.
FCI: Il 27 marzo 2010, all’inaugurazione del Castello della Contessa
Pralormo è stato lanciato il sito web
“Colour your life”, una campagna
promozionale sostenuta da PPH
Plant Promotion Holland, quali sono
gli obiettivi, con quali fondi viene
realizzata?
“Colour your life riguarda la promozione degli alberi e gli arbusti
da giardino ed è una evoluzione del
progetto “La pianta del mese” di
qualche anno fa. La promozione viene finanziata da un fondo dell’Unione Europea, interessa molti Paesi e da
quest’anno anche l’Italia. Il sito web
www.colour-your-life.it , nella parte
riservata al trade, dopo la registrazione, dà l’accesso a diversi files, con
la pianta suggerita mese per mese, a
modelli, immagini etc. e permette la
composizione personalizzata, anche
con l’aggiunta del proprio logo, di
cartelli promozionali, manifesti,
depliants, etc. da usare presso i punti
vendita. Dopo la composizione dei
modelli è possibile richiedere la
stampa in Olanda o scaricare il modello per la stampa presso la propria
tipografia. Il tutto è velocissimo e
permette di realizzare campagne su
misura”.
FCI: Per quanto riguarda la collaborazione con la mostra Orticolario,
quali sono i progetti e gli obiettivi?
“Orticolario (www.orticolario.it)
www.FloraCultureInternational.com
si svolge dall’1 al 3 ottobre nella
splendida cornice di Villa Erba, a
Cernobbio, sul Lago di Como, è un
evento promozionale importante per
il grande pubblico, copre un’area geografica interessante per il consumo
dei fiori e delle piante (Lombardia,
Svizzera, etc.) e in 3 giorni è visitata
da oltre 14.000 visitatori. La collaborazione è iniziata lo scorso anno
con l’inaugurazione da parte de ‘I
Felini’ e con il lancio della ‘Pianta per
i nonni’. Quest’anno vi sarà un’area
allestita dalla Scuola Olandese di
Arte Floreale AOC Almelo, con i
fiori forniti dall’Ufficio Olandese dei
Fiori. In collaborazione con PPH e
Plantarium, vi sarà l’esposizione delle
novità più interessanti presentate
a Plantarium negli ultimi anni. La
Fondazione ‘I Felini’, in collaborazione con il Comitato per la Festa
dei Nonni e la Fondazione Don
Gnocchi sarà presente ad Orticolario
in molti modi. La Fondazione Don
Gnocchi presenterà un giardino
vivente; la Scuola Pavoni di Tradate,
in collaborazione con “Colour your
life”, un progetto didattico con il
verde. Un altro progetto dell’Ufficio
Olandese dei fiori consisterà nel
lancio di una ‘etichetta’ personalizzabile. In altri termini una pianta di
Anthurium è uguale ad un’altra, ma
se quella che viene regalata da un
bambino, per esempio per la Festa
dei Nonni, ha una vistosa etichetta
composta ed elaborata dal bambino
stesso, sarà una pianta unica. Questo
progetto sarà promosso anche in
collaborazione con la rivista ‘Donna
Moderna’”.
FCI: L’Ufficio Olandese dei Fiori ha
lanciata la campagna “Happywedding” vale a dire felice matrimonio
(http://www.happy-wedding.it)
da dove proviene l’idea e quali gli
obiettivi?
“A seguito di una ricerca di mercato
è emerso che molti dei fiori usati
per i matrimoni sono olandesi. Un
buon sposalizio necessita di molti
fiori, il giusto assortimento e nella
giusta data, l’Olanda è in grado di
soddisfare a queste necessità e quindi
l’Ufficio Olandese dei fiori investe
in questa direzione. I ‘promessi
sposi’, sono giovani e adatti ad essere
contattati tramite internet, questo
permette una promozione a un costo
accettabile. L’obiettivo è quello di
evidenziare l’importanza dei fiori nel
matrimonio e non relegarli in fondo
alla lista. Il tutto è promosso in collaborazione con Condè Nast (Vogue)
e abbiamo realizzato una pagina su
Facebook”.
Lei collabora in Italia per la promozione del Salone International
Flower Trade Show organizzato da
Dick van Raamsdonk. La situazione
è confusa e molti italiani non hanno
In occasione della Festa della Repubblica di San Marino, la più antica e
la più piccola repubblica del mondo,
Mara Verbena (vedi riquadro) lancerà
un nuovo Delphinium di Bartels
Stek, perchè proprio il Delphinium?
“Mara Verbena è vulcanica, dopo il
Florum, dopo la Guida ai Fioristi
Italiani, dopo la Rosa di San Marino
che aveva i colori della vecchia
bandiera, dopo il garofano di colore
bianco, voleva il fiore di San Marino
con i colori dell’attuale bandiera
e doveva essere azzurro, il nuovo
Delphinium sarà battezzato con il
nome di ‘Verissimo del Monte Titano’ il 3 settembre 2010 (Secondo la
leggenda Verissimo, figlio di Donna
Felicissima, riacquista la salute, dopo
l’errore, per merito di Marino cui
in cambio viene donata in eredità la
terra in perpetua libertà). Il biancoazzurro del Delphinium ‘Verissimo
del Monte Titano’ rappresenta
dunque l’imprescindibile elemento
umano per mezzo del quale si genera
e si sviluppa la storia rappresentata
dall’azzurro della bandiera di San
Marino.
In occasione della festa sarà inaugurata una statua dedicato alla Festa dei
Nonni. È stato un onore per me di
essere, il rappresentante del comitato
della Festa dei Nonni, nella giuria
che ha sceltol’opera più bella fra le
varie scultori San Marinesi. La Repubblica più vecchia del mondo avrà
dunque un monumento dedicato ai
tutti nonni nel mondo”
•
Mara Verbena,
una fior di manager
Si tratta di uno dei manager più
apprezzati e stimati del comparto
fiori e piante, forse per la sua
simpatia, forse per la passione
che mette nelle cose che fa, certamente per la sua professionalità
di altissimo profilo costruita in
anni di studio e sperimentazione
sul campo. Mara Verbena nasce
professionalmente esattamente
25 anni fa, il 22 maggio 1983,
insieme al suo negozio di fiori,
Fior di Verbena, a San Marino,
sua terra natale. Da allora ha
percorso moltissima strada. Frequenta tutti i corsi di Federfiori
e di Pianeta Fiore e all’estero con
il Maestro Peter Hess, si diploma
alla Scuola Agraria del Parco di
Monza, diventa grossista di fiori,
sale sui podi di importanti premi
e concorsi, partecipa a trasmissioni televisive. Un impegno che va
al di là di se stessa e della propria
professione e che la porta a promuovere il florovivaismo come attività professionale e il fiore come
prodotto da amare. Nel 1993 non
soddisfatta dei sistemi in commercio per la conservazione dei
fiori recisi inventa e brevetta “Fior
d’Acqua” un espositore refrigerato
a ricircolo d’acqua, che negli anni
successivi darà vita all’omonima
azienda, delegata alla vendita
del particolare espositore ai suoi
colleghi fioristi. Nel 2001 mette
in linea in internet il portale Re
Rospo, un simpatico spazio web
con motivi di interesse per tutti:
adulti, bambini, scuole e professionisti.
•
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Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 7
I giovani dell’Europa,
Marsala ed Euroflora
Di arturo croci
I giovani della Comunità Europea dei Giovani Florovivaisti Europei (CEJH) si sono dati appuntamento a Marsala presso l’Istituto Damiani dal 19 al 24 luglio per il loro 51° Congresso dal tema “Sicilia,
verde, dolce e salato”.
I giovani della CEJH presso
il Comune di Marsala
I
l primo congresso tra i giovani
florovivaisti europei venne organizzato nel 1953 ad Amburgo. Il
2° congresso ebbe luogo 7 anni
più tardi, e la Comunità Europea dei
Giovani Florovivaisti fu fondata nel
1965 a Thun in Svizzera, durante il
6° Congresso dei Giovani Florovivaisti. Le principali nazioni fondatrici
furono Francia e Germania, affiancate
da Svizzera, Olanda, Danimarca e
Austria. Oggi sono membri della
CEJH organizzazioni professionali
giovanili di: Belgio, Danimarca, Italia,
Norvegia, Austria, Svezia, Svizzera,
Germania, Lussemburgo, Polonia,
Finlandia, Estonia; mentre Lituania,
Lettonia ed altri paesi dell’Est partecipano temporaneamente come paesi
osservatori.
I partner
La CEJH è la sezione giovanile della
AIPH o associazione Internazionale
dei Produttori Orticoli. Il partner
italiano della CEJH è l’Associazione
GFA Giovani Florovivaisti Associati
fondata nel 1983 da Arturo Croci,
Cesare Bonomini e Celestino Miola,
attualmente presieduta da Rudy
Casati con il supporto di Annajole
Tonelli (segretario generale), di
Barbara Bianchi, Luciano Bianchi,
Giovanni Bonardi, Fabiano Oldani,
Marco Introini, Simone Consonni.
Il congresso a Marsala è stato possibile grazie soprattutto al florovivaista
Michele Canale (membro della
GFA ad honorem), al Comune di
Marsala nella persona del Sindaco
Avv. Lorenzo Carini, del vice-sindaco
Avv. Michele Milazzo, della giunta Comunale, dell’Associazione
Florovivaisti di Marsala e dall’ESA
Ente di Sviluppo Agricolo sezione di
Marsala.
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L ‘apertura ufficiale
Il numero dei partecipanti al congresso variava secondo i giorni da 40
a 100 con giovani provenienti da Austria, Danimarca, Estonia, Germania,
Lussemburgo, Norvegia, Sud Tirolo
e Italia. Il più giovane congressita
presente per tutta la settimana è
stato Simone Consonni di anni 17,
figlio del florovivaista e membro
della GFA/CEJH Vittorio Consonni
ma nel finale è arrivato anche Pietro
Bonomini (figlio del fondatore della
GFA Cesare Bonomini) che ha compiuto 14 anni il 23 agosto ed è stato
festeggiato alla cena di gala.
L’apertura ufficiale del Congresso
è avvenuta presso l’aula magna
dell’Istituto Damiani alla presenza
del vice-sindaco di Marsala Avv.
Michele Milazzo, del Preside dell’Istituto Damiani Dott. Domenico
Pocorobba, di Enzo Trapani (Ass.
Florovivaisti Marsalesi), di Gaspare
Bonomo (ESA sezione di Marsala),
di Giulio Saccoccio e Paolo Battistini che hanno portato il saluto del
Tavolo Florovivaistico e di Alberto
Manzo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. In quella
occasione Arturo Croci ha portato il
saluto della AIPH e della Unionfleurs
mentre Rudy Casati ha letto un bel
messaggio di Jaap Kras editore di
Floraculture International.
Fra le personalità che hanno partecipato a vario titolo al Congresso si
citano Anna Letizia Monti, vicepresidente dell’AIAPP, Associazione
italiana degli architetti paesaggisti,
Lino Bloise, presidente dell’Associazione Piante e fiori d’Italia, il Premio
Nobel per la pace Francesco Bruno
Gnisci (IPPW), Pippo Toscano
(Confvivai), Natale Torre e Giuseppe
Russo (Presidente e vice-presidente di
Milazzoflora), Salvatore Gitto (Consigliere del Comune di Milazzo),
Maria Alisci (Assessore del Comune
di Terme Vigliatore), Carmelita
Calì e Denise Scuderi (Associazione
Culturale I fiori di Giarre e dell’Etna
– Garofano d’Argento), GianVito
Zizzo e la Dott.ssa Simona Aprile
del CRA di Palermo, Aldo Colombo
di Flortecnica, Marco ed Andrea
Adornetto del Vivaio Campodeifiori
e di Meditrade, S. Leotta della Regione Sicilia ed infine il Dott. Paolo
Lombardi, Presidente della Fiera
di Genova e il Dott. Ivano Tocchi,
segretario di Euroflora 2011.
La Fiera di Genova ha presentato ufficialmente Euroflora 2011, la grande
mostra internazionale per il pubblico
che si svolgerà a Genova dal 23 aprile
al 1 maggio 2011 in comune agli
operatori e durante la cena di gala
alle delegazioni dei giovani europei.
Visita guidata ai vivai
I congressisti durante la settimana
hanno visitato le seguenti aziende:
Coop. Il Contadino (che ha offerto
anche i fiori per una splendida serata
floreale in piazza a Marsala presentata da Marco Introini e dove i
giovani dell’Europa hanno preparato
bouquet e parlato di fiori alla gente),
Martinico Ornamental Plants e il Disio Resort, Trapani Piante, Azienda
F.lli Tumbarello, Azienda Zichittella,
Azienda Filippo Gentile, Azienda
Ferracane.
Hanno contribuito al successo, e non
solo per aver dato un aiuto concreto,
anche Vivai Torsanlorenzo, Compagnia del Lago, Vivai Nord, Norcom,
Organizzazione Orlandelli, Flormart/
Miflor di Padovafiere.
I giovani hanno potuto quindi rendersi conto degli aspetti produttivi
Le visite tecniche alle
produzioni del marsalese.
e commerciali di un’area, quella di
Marsala, che dispone di 400 ettari
di produzioni di fiori, piante da
interno e piante mediterranee in una
Regione, quella Siciliana, che è sarà
sempre più un polo produttivo per il
florovivaismo dell’Europa. Il congresso ha avuto anche diversi momenti
turistici con la visita delle bellezze di
Marsala, del suo mare e dell’isola di
Favignana. Vi sono stati anche momenti culturali con la visita al museo
della Nave Punica prendendo quindi
contatto con la cultura fenicia di
circa 3.000 anni fa. E per tenere fede
al tema del congresso: “Sicilia, verde,
dolce e salato” con l’assaggio delle
specialità gastronomiche marsalesi e
un ‘tuffo’ nel marsala con la visita alle
Cantine Florio.
La CEJH è stato foriero
di novità
l congresso della CEJH a Marsala è
stato foriero di novità: il presidente
Klaus Schnaidt dopo 10 anni di
lavoro ha lasciato il suo posto a una
giovane floricoltrice estone, Maria
Palusalu, affiancata dalla lussemburghese Josiane Walentiny (il prossimo
congresso si svolgerà nel luglio 2011
in Lussemburgo) e dall’italiana
Iwancha Lutt che hanno predisposto
un importante programma di attività
per dare un grande futuro ai giovani.
I programmi prevedono anche di
effettuare delle giornate di studio e
anche l’allargamento della CEJH a
tutti i paesi floricoli del mondo.
Nella serata di gala a chiusura del
Congresso il Presidente di Fiera di
Genova, Dott. Paolo Lombardi, ricevendo una targa ricordo dalle mani
Simone Consonni, 17 anni
figlio di Vittorio Consonni
(GFA/CEJH), al suo primo
congresso.
del presidente della GFA Rudy Casati, ha informato i partecipanti che
un delegato della CEJH (e quindi dei
giovani) sarà invitato a partecipare ai
lavori della giuria di Euroflora 2011
riconoscendo quindi l’importanza
che la Fiera di Genova e Euroflora
danno alle nuove generazioni.
Grazie a Cesare Bonomini e a Celestino Miola co-fondatori insieme
ad Arturo Croci della GFA, a Liana
Margheriti e Marco Consalvi.
Grazie a Heidi Maria Tjelle e Reidun
Stein per aver riavvicinato la Norvegia alla CEJH, a Christian Kornherr
per aver portato al congresso i saluti
di Rudy Dalhammer per molti anni
delegato dell’Austria e ora in pensione.
Grazie soprattutto a Simone Consonni, Pietro Bonomini, a Maurizio
Abate e a tutti i giovani perchè loro
sono il futuro non troppo lontano.
•
Il team GFA che ha organizzato il 51° Congresso CEJH
a Marsala, da sinistra in piedi: Luciano Bianchi, Simone
Consonni, Annajole Tonelli, Arturo Croci, Michele Canale,
Rudy Casati, in fronte Giovanni Bonardi e Marco Introini.
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Pagina 8
www.FloraCultureInternational.com
Edizione Flormart Miflor 2010
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 9
Sei paesi dominano il
mercato floreale mondiale
Di Ron van der ploeg
L’attuale industria floreale è dinamica, globale e in veloce aumento; inoltre negli ultimi decenni ha raggiunto notevoli tassi di crescita. Nuovi paesi produttori di fiori
da taglio stanno guadagnando sempre più credito in un mercato mondiale in forte espansione, a scapito dei produttori già affermati. Questi ultimi cercano di stare in
testa aumentando la produttività, diversificando e innovando il prodotto. Il quadro mondiale è dominato da un flusso commerciale che si sviluppa su un asse nord-sud:
nell’emisfero settentrionale si trovano i maggiori mercati mondiali di consumo, mentre nell’emisfero meridionale, vicino all’equatore, sono situati i paesi produttori.
7 Mld
15 Mld
8 Mld
Europa
150 Mln
2,8 Mld
50 Mln
20 Mln
200 Mln
America del Nord
300 Mln
Asia
400 Mln
1,1 Mld
America del Sud
Africa
Valore delle esportazioni
Valore dei consumi
Totale 30 Mld valore dei consumi
Valore totale delle esportazioni 4,8 Mld
I
Paesi Bassi, la Colombia,
l’Ecuador, il Kenya e Israele sono
i maggiori esportatori. L’Etiopia
è un paese relativamente nuovo
nel settore della coltivazione floreale,
e negli ultimi cinque anni ha visto
aumentare la superficie destinata a
questo tipo di coltura da 40 a 1100
ettari.
Gli abituali fornitori in Africa e in
Sudamerica beneficiano di costi di
produzione competitivi, manodopera
abbondante e molta luce naturale,
ma essendo situati a migliaia di chilometri dai mercati europei e americani, una delle sfide più importanti
che si trovano ad affrontare, è quella
di creare un processo logistico ben
funzionante. I fiori sono un prodotto
deperibile, nelle serre e nelle aree
post-raccolta si è fatto molto per trasportarli in condizioni ottimali e per
far sì che abbiano una durata la più
lunga possibile. In mancanza della
catena del fresco (cold chain), sarebbe praticamente impossibile produrre
fiori da taglio per i mercati settentrionali. Un’altra sfida per questi
paesi può essere rappresentata dalle
laboriose procedure amministrative
e, in alcuni casi, dalla criminalità.
Inoltre, i coltivatori in Africa e in
Sudamerica dovranno convincere gli
ambientalisti della sostenibilità della
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loro industria, concentrandosi sulla
protezione ambientale e il benessere
dei lavoratori. Vista la quantità di
fiori destinata alla vendita attraverso
le catene di commercio al dettaglio
americane ed europee, i coltivatori
nei nuovi paesi emergenti dovranno
soddisfare standard di produzione
sempre più esigenti.
La dimensione del
mercato floreale mondiale
I dati sui flussi del commercio
floreale mondiale esprimono la
dimensione del mercato a livello
mondiale. Nel 2008 le esportazioni
hanno rappresentato un valore di
4,8 miliardi di euro, un valore di
consumo di 30 miliardi di euro e un
valore di vendita all’ingrosso di 10
miliardi di euro.
I Paesi Bassi sono di gran lunga
il maggior esportatore di fiori da
taglio coprendo il 60% del mercato
mondiale, ma sono anche il maggiore importatore. Infatti qui si trova la
più grande asta dei fiori del mondo,
FloraHolland. La maggior parte dei
prodotti importati viene riesportata nei paesi europei: Germania,
Gran Bretagna e Francia sono i
mercati principali. La Germania,
gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il
Giappone sono inoltre importanti
importatori. La Germania, che nel
2000 ha importato circa il 20% del
commercio mondiale, è senza dubbio
il leader delle importazioni floreali.
Secondo Jan Lanning, ex-consulente
della Bedrijfschap, l’organizzazione olandese dei grossisti di fiori,
la posizione leader dei Paesi Bassi
nell’esportazione dei fiori deve essere
vista nel giusto contesto. “I Paesi Bassi contribuiscono per il 60% al commercio mondiale, ma generano solo
il 5% delle esportazioni di fiori recisi
al di fuori dell’UE. In tal senso, il suo
ruolo nel mercato mondiale è meno
dominante di quanto la percentuale del 60% possa far immaginare.
D’altra parte, il valore totale delle
esportazioni olandesi non include il
flusso delle esportazioni indirette dei
commercianti olandesi. In Vietnam
ci sono società olandesi che esportano in Giappone, e grossisti olandesi
con una filiale in Gran Bretagna, che
importano nel paese stesso direttamente dal Kenya. Per l’Olanda non
mi aspetto un aumento dell’export
dei fiori recisi al di fuori dell’UE: la
produzione e il commercio rimarranno concentrati all’interno del
mercato europeo, mentre fuori il
paese fornirà solo prodotti speciali. Nonostante ciò alcuni mercati
rimangono estremamente difficili da
penetrare. Un esempio è il mercato
americano, molto protettivo, dove i
coltivatori locali, talvolta di origine
olandese, fanno tutto il possibile per
evitare le importazioni dall’Olanda.
In passato abbiamo avuto numerose
proibizioni di importazione”.
L’organizzazione è
fondamentale
I motivi per cui l’industria floreale olandese è diventata così forte
sono numerosi, spiega Lanning. “Il
successo olandese nella floricoltura
può essere attribuito al fatto che una
grande maggioranza di coltivatori
olandesi non vende i prodotti direttamente al consumatore, ma è membro
di una delle due aste dei fiori. Così,
mentre i coltivatori si concentravano
sulla produzione, i grossisti si impegnavano a fondo nel marketing delle
piante ornamentali a livello mondiale. Nel passato, i coltivatori olandesi
erano piuttosto anonimi, ma oggi le
cose stanno cambiando: i coltivatori
e gli acquirenti collaborano più da
vicino, la logistica e il packaging sono
importanti argomenti di discussione.
L’Olanda è conosciuta anche per il
suo vasto assortimento, disponibile
entro 24 ore, 365 giorni l’anno”.
Alla domanda sul numero limitato
di paesi leader esportatori di fiori -ce
ne sono solo sei-, Lanning risponde così: “Il commercio dei fiori è
più complesso di quanto si possa
pensare, e una buona organizzazione
è fondamentale per avere successo.
Questo aspetto era ben chiaro non
solo ai coltivatori olandesi, ma anche
a quelli di paesi come la Colombia
e il Kenya che, pur non avendo un
grosso mercato interno, sono riusciti
a ottenere un aumento della produzione eccezionale, ed ora si allineano
tra i cinque migliori esportatori a
livello mondiale”.
Il Kenya e la Colombia sono paesi
dove l’industria floreale è ancora forte, mentre in Israele e nello Zimbawe
questa si sta leggermente indebolendo per vari motivi. “Le importazioni
di fiori recisi provenienti da Israele,
stanno decisamente calando. Israele
è stato uno dei pionieri dell’industria floreale internazionale, ma oggi
fronteggia una forte concorrenza
dall’Africa. In Israele l’acqua e le
risorse lavorative sono scarse, e questi
fattori, assieme ad uno Sheqel con
un cambio sfavorevole, non favoriscono le esportazioni di fiori. Nello
Zimbawe il clima politico non è
affatto stabile, e ciò impedisce gli
investimenti degli altri paesi”.
Segue alla pagina 10
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 10
Colombia
La Colombia ha iniziato la produzione di fiori da taglio negli anni
sessanta. In quel periodo, il governo americano, attraverso l’Agenzia
per lo Sviluppo Internazionale
degli Stati Uniti (USAID), cercava
in tutti i modi di investire nelle
economie dell’America Latina, in
particolare in Colombia. Una forte
economia colombiana molto dipendente dal mercato americano,
avrebbe tenuto fuori dalla regione
lo spettro del comunismo. Inoltre
si sosteneva che la Colombia
dipendesse troppo dalla coltivazione
del caffè, ed era necessaria una diversificazione. Grazie al clima ideale
che rende possibile la coltivazione
dei fiori tutto l’anno, le regioni della
Savannah (con il 79% della produzione totale) e dell’Antioquia (con il
17% della produzione totale), situate
entrambe appena fuori la capitale Bogotá, hanno conosciuto una
rapida espansione. Altri fattori che
hanno reso possibile il suo sviluppo
sono l’imprenditorialetà colombiana, le abbondanti risorse idriche, la
vicinanza dell’aeroporto e il basso
costo del lavoro.
Nel 2008 in Colombia si contavano
7.266 ettari destinati alla coltivazione di fiori da taglio, di cui le rose
e i garofani, che rappresentavano
rispettivamente il 30% e il 20%
della produzione, erano le specie
più coltivate. L’80% delle vendite
veniva fatto negli Stati Uniti, che
erano il mercato principale per i fiori
colombiani.
Dal 1992 molti prodotti provenienti dalla Bolivia, dalla Colombia,
dall’Ecuador e dal Perù possono
essere esportati negli Stati Uniti con
dazi doganali preferenziali. Come
compensazione a tariffe più basse
o a tassi zero, si presupponeva che
questi paesi avessero collaborato
strettamente con le autorità degli
Stati Uniti nella lotta contro il narcotraffico. Il regime legale che sostiene
questa politica è la Legge di Promozione Commerciale Andina e di
Eradicamento della Droga (ATPDEA).
Il successo della Colombia nel
settore della floricoltura, può essere
attribuito parzialmente all’ASOCOLFLORES, l’Associazione Colombiana
di Esportatori di Fiori, che rappresenta più del 75% dell’exporto totale
Kenya
Etiopia
Il Kenya è situato sulla linea
dell’equatore, lungo la costa
orientale dell’Africa, ed ha una
superficie di 582.646 Km2. La
sua posizione è strategica per i
mercati dell’export dell’Europa
e del Medio Oriente. Grazie alle
sue diverse altitudini, nel paese si
trovano zone ecologiche diversificate che consentono di svolgere
diverse attività agricole, tra le
quali la principale è l’orticoltura.
Negli ultimi vent’anni l’importanza
dell’orticoltura è cresciuta fino
a diventare uno dei principali
sostegni economici e fonte di
lavoro. Ogni giorno si effettuano
spedizioni aeree in varie destinazioni nel mondo di fiori da taglio
di qualità, frutta e verdura. Le
principali varietà di fiori esportate
sono le rose, i garofani, lo statice,
l’alstroemeria e diverse varietà
di fiori estivi. Negli ultimi anni la
produzione è rapidamente aumentata. Per lungo tempo i coltivatori
kenioti hanno avuto il vantaggio
di un euro forte, per cui i costi di
trasporto, pagati in dollari, erano
relativamente bassi. Le aspet-
L’Etiopia è un paese relativamente
nuovo nel settore della coltivazione di fiori. Iniziamo con i fatti:
negli ultimi cinque anni l’industria
floreale è passata da 40 a 1.100
ettari, i fiori da taglio coltivati
sono le rose, l’Iperico, la Gipsofilia, i gigli, i garofani, la Fresia, le
piante annuali e le talee ed infine
le piante da interni.
Nonostante il paese sia conosciuto per la fertilità del suolo,
acqua abbondante e prossimità ai
principali mercati, esso ha iniziato
ad utilizzare il suo potenziale
solo gli ultimi sette-otto anni. Nel
2006 l’Etiopia è stato il secondo
maggior esportatore di rose a
fiore grande alle aste olandesi
(dopo il Kenya) e il terzo maggiore
fornitore di rose a fiore piccolo
(dopo il Kenya e l’Uganda).
La maggior parte dei coltivatori
coltiva rose, il primo ha iniziato la
produzione nel 1997 e il secondo
nel 1999. Dal 2001 in poi si sono
aggiunti altri coltivatori. Un 20%
dell’area destinata alla produzione
viene utilizzato per la coltivazione
delle talee e dei riempitivi per
bouquet, principalmente Iperico, garofani, Gipsofilia, Allium e
Cartamo. Il numero di coltivatori
che produce fiori da taglio diversi
dalle rose è in aumento. L’Etiopia
ha un clima ideale per la produzione delle rose. Il caldo del giorno
e il fresco della notte rendono la
qualità eccellente. Grossi boccioli,
tative sono di una crescita nella
produzione, ma ciò dipende anche
dal valore del dollaro e dalla tariffa
zero degli oneri di importazione
europei. L’Unione Europea (UE) è il
principale importatore di prodotti
freschi del Kenya. I Paesi Bassi
importano grandi quantità di fiori
destinati alla vendita attraverso
il sistema di asta (50%). Il Regno
Unito, la Germania, i Paesi Bassi e
la Francia sono i maggiori importatori di frutta e verdura. Nel 2010 si
prevede il miglioramento di un sistema CLIENT Kenya per la certificazione elettronica dell’export.
•
Israele
Israele ha una superficie di
circa 2.000 ettari destinata alla
produzione, di cui 1.500 ettari
sono all’aperto, e 500 in strutture
serricole. Fino a qualche anno fa
l’area destinata alla coltivazione
di fiori da taglio era in aumento,
eppure più recentemente il numero dei coltivatori è in diminuzione,
mentre le dimensioni medie delle
aziende aumentano. Negli ultimi
anni la superficie totale di fiori
da taglio è diminuita, e soprattutto i coltivatori di rose stanno
subendo una grossa concorrenza
da parte del continente africano.
Molti coltivatori di rose israeliani
hanno cercato di diversificare la
produzione ed alcuni hanno chiuso
l’attività. È importante ricordare
che il successo di Israele nella
floricoltura può essere attribuito
in parte allo sviluppo della tecnica
di irrigamento a gocce degli anni
www.FloraCultureInternational.com
Ecuador
cinquanta. Questa è tuttora un efficiente modo di gestire situazioni
di strutturale carenza idrica. Israele è il quinto maggiore esportatore
di fiori da taglio nel mondo con un
valore delle esportazioni stimato
in 150 milioni di euro.
•
Secondo il Centro Ecuadoriano
di Igiene e Agricoltura (SESA) nel
2007 in Ecuador erano presenti
612 aziende di produzione floreale
sparse in tredici province, che
coprivano un totale di 5.769 ettari.
Le zone di Cotopaxi, con 1.204
ettari e Pichincha, con 3.542
ettari sono le aree di maggiore
produzione.
L’Ecuador è il quarto esportatore principale di fiori a livello
mondiale. Tra il 2000 e il 2007
la superficie totale per la coltivazione di fiori è cresciuta con una
dei fiori del paese. Di essa fanno
parte più di 300 soci che si trovano nella savannah di Bogotá, nella
zona del Rionegro (Antioquia) e
nelle vecchie regioni Caldas e Valle del Cauca. Asocolflores è stata
creata nel 1973 come associazione
industriale non-profit allo scopo
di promuovere il settore floreale
della Colombia sui mercati internazionali e di ricercare lo sviluppo
a tutto campo della floricoltura,
specialmente in termini di ricerca
scientifica, trasporto, sostenibilità ambientale e benessere dei
lavoratori. Asocolflores partecipa
attivamente, sia nel proprio paese
che a livello internazionale, alle
attività volte a rappresentare gli
interessi dei coltivatori di fiori. In
Colombia l’associazione è parte
di una serie di comitati e consigli
economici sia nel settore pubblico
che privato. Al momento Asocolflores sta facendo una campagna
imponente dal nome “Colombia,
Paese dei Fiori” che si concentra
sul programma di certificazione
sostenibile Florverde.
•
steli lunghi e colori vibranti. Molte
varietà di rosa tea ibrida, rosa
intermediate e rosa a fiori piccolo
sono prodotte in serre moderne. Le
ragioni principali per cui i coltivatori
scelgono un certo posto per la loro
produzione, sono l’altitudine e la
preferenza per il suolo.
Il guadagno annuale dell’Etiopia
per le esportazioni di prodotti
dell’orticoltura, è già di 145 milioni
di euro, di cui l’80% è generato
dalle esportazioni di fiori. Sono
presenti ottantacinque aziende produttrici di fiori con una grandezza
media di 12,5 ettari. L’Associazione
Etiope dei Produttori Orticoli ed
Esportatori (EHPEA) ha dato un
grande impulso all’industria floreale
del paese. Il suo obiettivo principale
è di promuovere e salvaguardare la
posizione sostenibile e competitiva
dell’industria floreale etiope. Con
l’uso del proprio logo “Il nuovo volto
dell’Etiopia” e concentrandosi sulla
produzione sostenibile, l’Etiopia sta
guadagnando sempre più approvazione da parte dei mercati internazionali. Il paese spera che nel futuro
le esportazioni di fiori superino
quelle del caffè. Nel giugno 2008 il
governo ha fondato l’Agenzia per lo
Sviluppo Etiope, il cui scopo primario è assicurare una crescita rapida
e sostenibile del settore orticolo,
coordinare i servizi e facilitare le
esportazioni dei prodotti orticoli
diversificati. La nuova agenzia
richiama l’impegno del governo
etiope sul tema dello sviluppo delle
esportazioni di prodotti orticoli.
•
I Paesi
Bassi
I Paesi Bassi sono diventati una
fabbrica d’idee del verde solo
dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1967 fu abolito l’ultimo
permesso per la coltivazione di
piante ornamentali, e un anno
dopo la Comunità Europea creò
l’Unione Doganale dell’Unione
Europea. Questo fatto ha contribuito a portare prosperità in
Europa, facilitando il commercio
all’interno dell’Unione Europea
che in quell’anno contava solo
sei stati membri: il Belgio, i
Paesi Bassi, il Lussemburgo, la
Francia, la Germania e l’Italia. Il
60% della produzione olandese
avviene in serra. Il totale delle
piante ornamentali coltivate in
serra ha raggiunto la sua massima espansione nel 2000 con
6.291 ettari. Nel 2006 le serre
per la coltivazione di fiori e
piante coprivano una superficie
di 5.785 ettari. Negli ultimi anni
i Paesi Bassi si sono ritrovati
ad avere costi per l’energia più
alti e ad affrontare una forte
concorrenza da parte di paesi
con bassi costi di manodopera.
Questi fatti hanno portato ad
un rafforzamento dell’industria
nel suo interno. L’aumento della
produzione di rose in Africa
e in Sudamerica ha segnato
profondamente l’industria delle
rose olandese, la cui superfice
destinata a questa coltura è
scesa da 800 ettari nel 2000
a 450 nel 2008. Nello stesso
periodo, la produzione di rose in
Etiopia è cresciuta da 25 a 450
ettari!
•
percentuale media annua del 13%.
Nel 2008, i redditi derivanti dalle
esportazioni di fiori ammontavano
a 450 milioni di dollari, risultati
simili a quelli del 2007. Nel 2005
il settore ha esportato fiori per un
importo di 365 milioni di dollari:
questo è circa due volte e mezzo
l’importo di 105 milioni di dollari
esportati all’estero dieci anni fa.
In termini di volume l’Ecuador
ha esportato nel 2007 qualcosa
come 162 milioni di tonnellate di
fiori, 75% dei quali erano rose.
I principali mercati sono gli Stati
Uniti, la Russia e l’Europa, in
particolare la Spagna.
•
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
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Horst ten Daallaan 3 • F +31 (0) 252 536536 • E [email protected]
2181 GP Hillegom • T +31 (0) 252 536 580 • I www.vandongen.eu
9-8-10 12:19
Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 12
Flormart, il Salone Internazionale del florovivaismo, delle attrezzature
e del giardinaggio alla Fiera di Padova dal 9 all’11 settembre, si
conferma la principale manifestazione in Italia e la più importante
dell’ Europa Mediterranea, dedicata soprattutto alle piante, alla loro
coltivazione e commercializzazione. Con 70 mila metri quadrati di
superficie espositiva e oltre 1.000 espositori, Flormart è l’evento di
riferimento del settore in Italia e l’occasione per i vicini Paesi europei
per importanti trattative commerciali B2B.
L’offerta florovivaistica copre tutta la gamma espositiva, dalla pianta
fiorita in vaso ed ornamentale a quella da esterno, oltre a prodotti
professionali a favore della coltivazione. Aziende italiane ed estere
sono presenti con prodotti di consumo quali vasi in plastica e in cotto,
terricci, fertilizzanti, concimi e tutto quanto serve per coltivare piante e
fiori. Vasta anche la presenza di espositori del settore tecnico, impianti
e tecnologie per la coltivazione in ambiente protetto con i prodotti per
il riscaldamento, l’irrigazione, l’ombreggiamento, la climatizzazione e
la fertirrigazione, macchine e attrezzature per la lavorazione del vivaio
e la gestione del verde.
Presente al salone anche la sezione espositiva dedicata ai materiali,
ai componenti per l’arredamento da esterno per il parco e il giardino,
prodotti per l’arredo urbano e gli spazi pubblici e privati. Infine, le
ultime novità per i fioristi: una gamma completa di prodotti per la
realizzazione del punto vendita, dal fiore reciso alla ceramica, al
vetro, all’articolo da regalo, al fiore essiccato o artificiale nelle diverse
composizioni.
Anche quest’anno avrà particolare importanza la sezione riservata ai
convegni tecnici e formativi che si confermano un importante momento
di aggiornamento professionale per gli operatori del settore.
• PAD. 1-3-15
Articoli professionali - Concimi
Vaseria - Forniture Garden
• PAD. 6
Articoli e accessori per fioristi
Oggettistica
• PAD. 2
Arredo da esterno
• PAD. 11
Maver - Macchine per il verde
T-Verde
• PAD. 4-5-7-78-8
Vivaismo - Floricoltura
Sementi - Informatica
• PAD. 14
Tecnologie - Impianti e attrezzature
I premi
Tornano i tradizionali appuntamenti con premi e concorsi per gli espositori: Oroflor e Flormagazine
sono i premi che la stampa di settore assegna ai prodotti più innovativi o significativi per il florovivaismo italiano.
Oroflor è composto dalle sezioni:
- prodotto innovativo per il florovivaismo di recente introduzione
sul mercato;
- novità vegetale;
- prodotto innovativo per la creazione e manutenzione degli spazi verdi e dei giardini. Il
premio, la cui giuria è composta dalla stampa tecnica,
si rivolge ai professionisti.
Flormagazine è dedicato ai
prodotti innovativi più interessanti
per gli appassionati di giardinaggio e orticoltura non professionisti, selezionati dai giornalisti della
stampa periodica.
Targa Fabio Rizzi è destinata ai professionisti del
florovivaismo distintisi nell’associazionismo e nella valorizzazione delle risorse umane.
I vantaggi
della FlorCard
La FlorCard, tessera che consente l’ingresso gratuito
e senza formalità ai visitatori accreditati nell’edizione
precedente della mostra, offre esclusivi vantaggi.
Solo se hai la FlorCard puoi:
• accedere gratuitamente al Salone in tutti i giorni di
manifestazione;
• entrare senza alcuna formalità alla mostra;
• fruire del servizio dell’area hospitality (terrazza gall.
78);
• ottenere assistenza per la tua card presso il centro
dedicato in Sala Servizi (Palazzina uffici);
6
• beneficiare di uno sconto sul pranzo al Self Service
Marco Polo, all’interno del quartiere fieristico;
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7
11
4
• acquistare il catalogo espositori al prezzo ridotto di
E 5 anziché E 10 utilizzando il buono sconto pubblicato sul tuo modulo florcard.
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www.FloraCultureInternational.com
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
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WORKSHOP INTERNAZIONALE
T-Verde
Promosso da
Promozione e Sviluppo per
l’Architettura del Paesaggio
Salone del Verde Tecnologico
Al Flormart la terza edizione di T-Verde, il salone del verde tecnologico
dedicato alle installazioni e alle applicazioni che, attraverso il verde,
migliorano gli aspetti funzionali, estetici ed ambientali delle opere, degli
insediamenti (ospedali, centri commerciali, ecc.) e delle infrastrutture.
Forti del successo della scorsa edizione tornano quest’anno le giornate
di formazione incentrate sulle applicazioni più innovative e le ricerche
più avanzate nel campo del Verde Tecnologico: venerdì 10 e sabato
11 settembre, all’interno di T-Verde (padiglione 11) si svolgerà la
nuova edizione del Workshop Internazionale ECOtechGREEN
Tecnologie Verdi per la Mitigazione Ambientale del Paesaggio
Antropizzato, organizzato da PAYSAGE Promozione e Sviluppo per
l’Architettura del Paesaggio in collaborazione con PadovaFiere Spa e
promosso dalla rivista Architettura del Paesaggio Organo Ufficiale
AIAPP Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio.
In collaborazione con
SALONE INTERNAZIONALE
DEL FLOROVIVAISMO E GIARDINAGGIO
Venerdì 10 e Sabato 11 Settembre 2010
CONVEGNO INTERNAZIONALE
ECOtechGREEN
Tecnologie Verdi per la Mitigazione
Ambientale del Paesaggio Antropizzato
Fiera di Padova - Salone T-Verde Padiglione 11
COMITATO SCIENTIFICO
• Padova Fiere Paolo Coin
• Padova Fiere Enrico Bernardin
• PAYSAGE Promozione e Sviluppo per
l’Architettura del Paesaggio
Novella B. Cappelletti
• Regione Veneto
• Provincia di Padova Roberto Arcaro
• Provincia di Venezia - Assessorato
alle Politiche Ambientali
Paolo Dalla Vecchia
• Provincia di Vicenza - Assessorato
all’Ecologia Filippo Squarcina
• Provincia di Treviso - Assessorato
alle Politiche Ambientali
Ubaldo Fanton
• Comune di Padova - Assessorato al Verde
e all’Arredo Urbano Gianpaolo Barbariol
• AIAPP Triveneto, Associazione Italiana
di Architettura del Paesaggio
Marco Tosato
• Università IUAV di Venezia - Facoltà di
Architettura Valeria Tatano, Fabio Peron,
Antonio Musacchio, Maria Pia Cunico
• Università degli Studi di Padova Facoltà di Agraria
Lucia Bortolini e Roberto Zecchin
• Università degli Studi di Padova Facoltà di Ingegneria
Massimiliano Scarpa e Roberto Zecchin
• Politecnico di Milano - BEST
Oscar Eugenio Bellini e Laura Daglio
• Università degli Studi di Genova - DICAT
Luca G. Lanza e Anna Palla
• Facoltà di Agraria Politecnico di Torino
Marco Devecchi
• Ordine dei Dottori Agronomi e dei
Dottori Forestali della Provincia di Padova
Lorenzo Benvenuti
• Ordine dei Dottori Agronomi e dei
Dottori Forestali della Provincia di Venezia
Marco Pitteri
• Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori
Forestali della Provincia di Vicenza
Elisabetta Tescari
• Consiglio Nazionale dei Periti Agrari e dei
Periti Agrari Laureati Paolo Vigato
• Collegio dei Periti Agrari e dei Periti
Agrari Laureati della Provincia di Padova
Mariano Schiavo
• Ordine degli Ingegneri della Provincia di
Treviso Valentina Bazzotto
• Ordine degli Ingegneri della Provincia di
Venezia Giuseppe Lapis
• Ordine Architetti PPC Provincia di Padova
Pierangelo Scattolin
• Ordine Architetti PPC Provincia di Padova
Sandro Voltan
• INARCH, Istituto Nazionale
di Architettura Michele Franzina
• INU, Istituto Nazionale di Urbanistica Commissione nazionale Paesaggi
Lorenzo Ranzato
• AIDTPG, Associazione Italiana Direttori
Tecnici Pubblici Giardini
Gianpaolo Barbariol
• AIPIN, Associazione Italiana per
l’Ingegneria Naturalistica
Andrea Salvagnini
• CRA, Consiglio per la Ricerca e
la Sperimentazione in Agricoltura
Giovan Vito Zizzo
• SOI, Società di Ortoflorofrutticoltura
Italiana Paolo Sambo
• SIEP, Società Italiana di Ecologia
Gianuberto Caravello
• UNITEL, Unione Nazionale Italiana
Tecnici Enti Locali Bruno Mazzina
• ANVE, Associazione Italiana Vivaisti
Esportatori Giovanni Andrea Menni
• AIVEP, Associazione Italiana Verde
Pensile Giorgio Boldini
• Total Tool Giulio Ceppi
• Poliflor Stefano Frapoli
• Euroambiente Paolo Ercolini
• Geoplast Matteo Rocchetto
• Perlite Italiana Valter Campagnoli
• Bellamoli Granulati Diego Bellamoli
• Toro irrigazione Giandomenico Dorigo
• Europomice Matteo Fiori
• Antologia Adelio Gaviraghi
• CS Florovavismo Stefano Ottoni
• Daku Italia Paolo Menghetti
Il Verde Tecnologico: Pensile e Verticale
Uno sguardo d’insieme sul contesto mondiale del Verde Tecnologico: applicazioni e
declinazioni, panoramica internazionale. Casi studio a cura di:
• Dipartimento BEST Building Environmental Science & Technology, Politecnico di Milano
• Università IUAV di Venezia, Facoltà di Architettura
• DICAT Dipartimento d’Ingegneria delle Costruzioni, dell’Ambiente e del Territorio,
Università degli Studi di Genova
OSPITE D’ONORE
Ken Yeang (1948) architetto malese diplomato alla Cambridge University
in Bio-architettura, fondatore dello Studio T.R. Hamazah & Yeang a Kuala
Lampur e direttore dello studio Llewelyn Davis Yeang a Londra è
riconosciuto internazionalmente tra i principali esperti di “vertical
landscape” e progettazione sostenibile. È considerato il padre dei
“grattacieli bioclimatici” ed è noto per la progettazione di edifici “verdi”
e masterplan innovativi per il perseguimento di una rinnovata efficienza ecologica.
Il Verde Tecnologico: la Mitigazione delle Infrastrutture
Mitigatore per eccellenza, anche il Verde Tecnologico trova ideale applicazione nel contesto
delle infrastrutture, in relazione all’assorbimento del particolato e dell’abbattimento acustico
e al generale miglioramento microclimatico. Focus on:
• Menzione d’onore al “Premio per l’innovazione” Kilometro Zero Road, Total Tool
• Studio S.P.A.A.: Strada Regionale 515 Noalese Padova/Treviso
• Università degli Studi di Padova, Facoltà di Architettura
Il Verde Tecnologico: il Risparmio Energetico
Benefits economici e costruttivi tra ricerca e applicazione. Quali i vantaggi? Come si
mantiene una realizzazione? Quale il punto di vista dell’Amministrazione Pubblica? Casi
studio a cura di:
• INU Istituto Nazionale di Urbanistica
• Università degli Studi di Padova
• Green Building Council Italia
Il Verde Tecnologico: Specie Vegetali in ambiente mediterraneo
Le ricerche e gli studi per lo sviluppo del Verde Tecnologico in ambiente mediterraneo, con
presentazione di nuove applicazioni e risultati di sperimentazione di specie botaniche
particolarmente performanti nell’applicazione tech.
Con il contributo di:
• CRA Consiglio per la ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura - SOI Società
Ortoflorofrutticoltura Italiana
• CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche
• Facoltà di Architettura e Facoltà di Agraria del Politecnico e dell’Università di Torino
Il Verde Tecnologico: Normativa, Regolamenti, Prestazioni
Sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e normativa dell’utilizzo del verde
tecnologico. Le ricadute dell’applicazione della Certificazione LEEd Italia. Applicazioni della
norma UNI 11235: bilancio tecnico, standard, prestazioni e destinazioni d’uso.
Programma convegni
Giovedì 9
Ore 14.0 - Sala 7B
John Stanley - Il Social Media Marketing
nel Garden Center
Convegno organizzato da GreenLine
Venerdì 10
Ore 10.00 - Salone TVERDE Pad. 11
Premiazione XI Edizione
“La Città per il Verde”
A cura de Il Verde Editoriale
Ore 9.00 – Sala 7B
Incontro tecnico su: Film Plastici e prodotti
innovativi per l’Orto-Floro-Vivaismo
Convegno ideato ed organizzato dal Dott. Agronomo Silvio Fritegotto,
web: www.fritegotto.it mail: [email protected]
Ore 14.00 - Salone TVERDE – Pad. 11
ECOtechGREEN
Tecnologie Verdi per la Mitigazione Ambientale del
Paesaggio Antropizzato
Workshop Internazionale organizzato da PAYSAGE – Architettura del
Paesaggio in collaborazione con Padovafiere Spa
Ore 14.0 – Sala 7B
Paolo Montagnini
Garden Performance.
I segreti del punto vendita
Convegno organizzato da GreenLine e Studio Montagnini
Sabato 11
Ore 9.00 - Salone TVERDE – Pad. 11
ECOtechGREEN
Tecnologie Verdi per la Mitigazione Ambientale del
Paesaggio Antropizzato
Workshop Internazionale organizzato da PAYSAGE – Architettura del
Paesaggio in collaborazione con Padovafiere Spa
Ore 9.0 – Sala 11A
Il Giardino creativo
Una nuova visione delle piante
Organizzato da Dossier Ambiente & Salute
Segreteria Organizzativa: M & G snc, Via Savonarola, 228 – 35137 PADOVA
- Telefax: 049.654231 – e-mail: [email protected]
www.emporiodellanatura.com
www.FloraCultureInternational.com
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
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Concepita come una vetrina per i Lilium, Lilytopia
ha regalato ai visitatori una scenografia di
oltre 10.000 fiori di Lilium disegnata dal floral
designer olandese Dorien van den Berg.
Lilytopia una vetrina per
presentare i nuovi Lilium
Di Jürgen steininger
Terminata lo scorso 31 maggio 2010, Lilytopia, la più grande manifestazione dedicata ai Lilium
mai organizzata in Nord America, ha attratto più di 55.000 visitatori e accolto i professionisti del
settore dal Nord America, Europa e Giappone.
L
a manifestazione della durata
di 11 giorni si svolge a Long­
wood Gardens in Kennet
Square, (Pennsylvania) più
precisamente in Longwood’s East
Conservatory. Una bellissima vetrina
per oltre 210 varietà di Lilium ibridi,
alcuni completamente nuovi per il
mercato. L’impatto con più di 10.000
fiori dalle forme, colori e fragranze
differenti, è davvero stupefacente!
Un importante consenso
“Longwood Gardens è molto
soddisfatta del grandissimo successo
che Lilytopia ha riscosso”, afferma
Paul Redman, direttore generale di
Longwood Gardens.
L’evento non solo ha aumentato la
consapevolezza sul numero sempre
maggiore di bellissimi e profumatissimi Lilium provenienti dall’Olanda disponibili sul mercato per i
nostri ospiti, ma ha inoltre fornito
importanti opportunità formative
per i coltivatori, ibridatori, grossisti,
dettaglianti e floral designer.
Henk Westerhof, presidente della
Royal Dutch Trade Association
www.FloraCultureInternational.com
for Flower Bulbs & Nursery Stock
Association (Anthos), durante la cerimonia di aperture del 21 maggio ha
fatto notare che “la qualità nello svolgimento della mostra è paragonabile
a quella di Keukenhof Lily Parade”.
Si può affermare che Lilytopia 2010
segna l’inizio di “una nuova era d’oro
dei Lilium ibridi”.
Una vetrina finale
Ospite speciale l’ambasciatore dei
Paesi Bassi Renèe Jones – Bos ha partecipatoalla cerimonia di apertura in
nome di una nuova varietà creata ad
hoc per Lilytopia, Lilium Lilytopia.
Jones – Bos ha espresso tutto il suo
entusiasmo per la location e per la
proficua collaborazione di quasi due
anni che ha legato Longwood Gardens e l’industria dei bulbi olandesi
per la riuscita di Lilytopia. Concepita come una vetrina per i Lilium,
Lilytopia ha regalato ai visitatori una
scenografia di oltre 10.000 fiori di
Lilium disegnata dal floral designer
olandese Dorien van den Berg.
Sole le più belle, esclusive e innovative varietà di Lilium ibridi erano
in mostra, selezionati da più di una
dozzina di ibridatori e produttori di
Lilium, che hanno spedito più di 20
tonnellate di Lilium a Longwood
Gardens per l’evento.
La creazione contemporanee di van
den Berg accomunando sia lo stile
europeo che quello americano grazie
all’utilizzo di forme naturali e all’applicazione di tecniche internazionali.
La sua “arte” è stata sicuramente
apprezzata dai visitatori che hanno
dimostrato il loro entusiasmo con lo
staff di Longwood e nei social media.
Un ospite ha scritto: “Lilytopia è
stata assolutamente spettacolare. Mi
aspettavo un mazzo di Lilium in
vaso sistemati con gusto e ricoperti
da terra. Credo di aver perso almeno
5 minuti prima che le fragranze mi
facessero girare la testa! Ma no.. me
l’hanno fatta girare! Abbiamo vissuto
un’esperienza fantastica. Grazie,
grazie mille per Lilytopia”.
Una scenografia speciale
per i fotografi
Per completare le centinaia di composizioni di Lilium, lo staff di esperti
Coltivatori, fioristi e esperti orticoltori hanno
aspettato il Simposio di Lilytopia che si è svolto il
24 maggio per assistere alla presentazione delle novità
Vasi giganteschi con Lilium.
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
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Lilytopia è stato un omaggio alla
bellezza mozzafiato dei Lilium ibridi.
di Longwood Gardens ha lavorato
in tandem con van den Berg e il suo
team dall’Olanda.
Le dimensioni delle composizioni andavano da vasi usati in set
domestici fino ai vasi super size di
produzione italiana larghi abbastanza da contenere 250 fiori.
La progettazione di Dorien è stata
richiesta anche per personalizzare
con i Lillium colonne alte fino a 12
piedi, archi di Lilium, composizioni
a forma di V, sfere di fiori galleggianti, oltre a un’enorme “parete di
Lilium” che contiene 1.000 fiori. Gli
archi di Lillium sono stati particolarmente apprezzati dai visitatori e sono
divenuti il set ideale per i fotografici.
C’è stato stile, lusso e divertimento
per tutti!
Lilytopia è stato un omaggio alla
bellezza mozzafiato dei Lilium ibridi.
Il Simposio di Lilytopia
Coltivatori, fioristi e esperti orticoltori hanno aspettato il Simposio di
Lilytopia che si è svolto il 24 maggio
per assistere alla presentazione delle
novità. Le ultime varietà coltivate,
le ultime tecniche di allevamento, i
risultai delle ricerche, e i nuovi trend
in fatto di prodotto e di marketing
sono state esposte a 143 professionisti, inclusi coltivatori e aziende
dall’America, Giappone, Canada e
Paesi Bassi.
Inoltre, gruppi di aziende del settore
hanno legato a Lilytopia riunioni tra
soci, inclusa l’Association of Specialty
Cut Flower Growers (ASCFG) e la
Fondazione Gloeckner.
La manifestazione di 11 giorni ha
suscitato molta attenzione da parte
della stampa consumer e trade. La
copertura televisiva ha interessato le
reti di Martha Stewart, NBC e ABC.
Gli articoli dell’Association Press e
Gannet News Service compaiono in
diversi quotidiani attraverso gli Stati
Uniti e le pubblicazioni di settore dai
www.FloraCultureInternational.com
Greenhouse Grower a GrowerTalks
dedicano spazio per promuovere e
dare visibilità all’evento.
Non da sottovalutare come i report
di Lilytopia siano stati pubblicati
anche in olandese, russo, giapponese, cinese, indiano e tailandese, ed
esposti ai rispettivi pubblici.
A fronte del difficile clima economico, la partecipazione e la risposta
a Lilytopia è stato un omaggio al
fascino dei bellissimi Lilium.
•
Lilytopia offre cooperazione internazionale
Longwood Gardens è stato molto felice di collaborare con un numero così elevato di professionisti da tutti i settori dell’orticoltura e ringrazia le organizzazioni e le aziende che elenchiamo qui di seguito per il supporto dato alla buona riuscita
di Lilytopia: Royal Dutch Trade Association for Flowerbulbs & Nursery Stock (Anthos); American Specialty Cut Flower
Association (ASCFA); Chrysal International; Copex B.V. and KLM Aircargo; De Jong Lelies; the Ferguson Caras LLC team
at the Netherlands Flower Bulb Information Center (NFBIC); G.A Verdegaal & ZN; Fred C. Gloeckner & Co. Inc.; Florists
Review; Greenhouse Grower magazine, Grower Talks magazine and Green Profit magazine; the International Flower Bulb
Center (IBC); Laan Lelies, B.V.; Lily Company B.V.; Mak Breeding; Mark Lily; Natural Styling; North American Flowerbulb
Wholesalers Association (NAFWA); Onings; Originals; The Royal Netherlands Embassy; Van den Bos; Van Zanten; Vletter
& Den Haan; Western Overseas Corporation; World Breeding; così come Zabo Plant B.V. and Zabo Plant Inc.
•
Uno show spettacolare,
lo stile di Longwood
“Lilytopia è ancora il miglior spettacolo di Longwood” dichiara il titolo
di uno dei maggiori quotidiani. Oltre all’evento floreale, aumenta anche
la consapevolezza e la conoscenza di Longwood. Nel programma sono
previsti anche concerti del campanaro olandese Gerard de Waardt sulle
62 campane di Longwood, dimostrazioni formative, workshop e uno
show finale con fuochi d’artificio e fontane.
Per tutto la durata dello spettacolo, ai professionisti e ai visitatori è stato chiesto
di votare la propria varietà favorita in due votazioni differenti. I consumatori hanno partecipato alla votazione “Lily Idol” che prende spunto da “American Idol”.
Queste sono state le scelte dei consumatori:
1 posto (26% dei voti) Oriental hybrid lily ‘Pico’
2 posto (13% dei voti) Martagon lily red-flowered
3 posto (11% dei voti) Oriental hybrid lily ‘Tigerwoods’
Queste sono state le scelte dei professionisti:
1 posto Oriental hybrid lily ‘Pico’
2 posto Martagon lily ‘Marmalade’
3 posto Oriental hybrid lily ‘Tigerwoods’
Le altre varietà favorite dai consumatori sono state OR ‘Zanlorexus’ e LA
‘Original Love’, entrambi con 10% dei voti, seguiti da OR “Zanlorsig’ (8%)
e OT ‘Saltarello’ con 7% delle preferenze dei consumatori.
•
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
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Da sinistra a destra Peter e
Marco van de Wetering.
Innamorati dei Lily Looks
Di Ron van der Ploeg
Nel 2006 il coltivatore di lilium in vaso Wetering Pot Lilium ha iniziato una collaborazione con
l’ibridatore Mak Breeding allo scopo di creare lilium in vaso dall’aspetto straordinario. Da quel
momento l’azienda di Den Hoorn, che inizialmente coltivava questi fiori nelle sue serre in modo
tradizionale, ora, oltre a continuare la coltivazione dei lilium, è anche direttamente coinvolta
nei processi di ibridazione, nella produzione dei bulbi e nelle attività di marketing dei suoi lilium.
L’azienda, proprietaria di trenta varietà di lilium da vaso venduti con il marchio Lily Looks, non solo
ha ottenuto maggiore indipendenza nel mercato, ma lo ha anche arricchito di prodotti esclusivi.
C
he tutto abbia a che fare
con l’aspetto, è superfluo
spiegarlo a Peter van de
Wetering, perché il coltivatore di lilium da vaso Lily Looks, sa
tutto al riguardo. “Gli standard qualitativi ai quali dobbiamo attenerci,
sono persino più alti di quelli per la
coltivazione dei lilium da taglio. Il
lilium ideale da vaso ha una buona
durata, una struttura compatta, è
bilanciato ed è ben proporzionato.
Tutto ciò crea una perfetta armonia
tra i fiori, lo stelo e il fogliame. A
differenza del lilium da taglio, un
lilium in vaso deve avere foglie larghe
e verdi lungo tutto lo stelo fino alla
base e dovrebbe avere fiori con una
posizione eretta”.
Tiny, Sunny e Sensation
Le varietà dalle caratteristiche sopra
riportate hanno tutte le carte in
regola per poter entrare, un giorno,
nella famiglia Lily Looks, della quale
Lilium ‘Tiny Rocket’
www.FloraCultureInternational.com
attualmente fanno parte tre membri:
Tiny, Sunny e Sensation. La varietà
Tiny include ibridi asiatici geneticamente corti in sei colori singoli.
Questi sono stati selezionati per i
loro ottimi risultati in vasi per patio
e nelle bordure. La varietà Sunny include ibridi orientali fragranti, geneticamente corti, con fiori leggermente più grossi di quelli della varietà
Tiny, mentre la nuovissima Sensation
presenta fiori bicolori che hanno un
grande successo negli Stati Uniti.
“Gli ibridi orientali, dall’aspetto più
esclusivo, hanno fiori rosa-porpora
o bianchi, o sono bicolori. Gli ibridi
asiatici sono spesso gialli o arancioni,
mentre i lilium longiflorum sono generalmente di colore bianco candido
e famosi per la loro classica, lunga
forma a tromba. Per i lilium in vaso,
questi ultimi non rappresentano neanche il 5% del mercato. Per quanto
riguarda il lavoro di ibridazione, ci
si concentra sugli ibridi asiatici ed
Lilium ‘Tiny Spider’
orientali, con alcune varietà dagli
spettacolari fiori doppi che verranno
immesse sul mercato tra due anni”,
spiega Peter van de Wetering, che
assieme al fratello Marco gestisce una
serra di 27.000 m2 a Den Hoorn,
nei Paesi Bassi.
Una nuova stagione
La Wetering Pot Lilium è un’azienda
familiare nel vero senso della parola.
“L’azienda è stata fondata da nostro
padre Cees, che iniziò a coltivare
ortaggi e più tardi fiori da taglio
a Naaldwijk. Durante la visita ad
un’esibizione abbiamo scoperto il
rinomato lilium da vaso ‘Orange
Pixie’ e ci sono particolarmente
piaciuti i suoi fiori dal colore arancio
vivace e la sua forma compatta. E
così, nel 1989, abbiamo iniziato a
fare degli esperimenti con i lilium in
vaso. Quando, nel 1996, abbiamo
rilevato l’azienda di nostro padre,
abbiamo deciso di specializzarci
completamente nei lilium da vaso,
utilizzando nuove serre altamente
automatizzate a Den Hoorn, che è
stata completata nel 2001” racconta
Peter. Ben presto, per i fratelli Van
de Wetering, si sarebbe aperta una
nuova stagione nella coltivazione dei
lilium da vaso. “Nel 2005 il lilium da
vaso aveva raggiunto il suo massimo
livello di commercializzazione”,
ricorda Peter “non per il fatto che
i clienti non avessero più interesse
nel prodotto, semplicemente perché
nell’assortimento non c’erano novità.
Le varietà ‘Stargazer’ e ‘Orange Pixie’
hanno dominato il mercato dei
lilium da vaso per quindici anni. In
quel momento la Phalaenopsis da
vaso aveva un enorme successo, tanto
che stavamo pensando di passare alla
coltivazione di orchidee o persino di
lilium da taglio. Alla fine abbiamo
deciso di continuare con la coltivazione dei lilium da vaso, ma in un
modo diverso. Nel mondo dei lilium,
ogni coltivatore cerca l’esclusività, ma
è una cosa molto difficile da ottenere
e solitamente più di dieci coltivatori
posseggono una varietà sola. Questo
è il motivo per cui abbiamo deciso di
acquistare diciotto varietà ed inoltre
abbiamo preso accordi con la Mak
Breeding per futuri lavori di ibridazione. Era il perfetto momento per farlo,
perché Mak Breeding aveva appena
rilevato la BT Lilies, un altro rinomato ibridatore di lilium da vaso”.
Lilium ‘Tiny Diary’
Un programma di ibridazione
su larga scala
Da quel momento, la Wetering Pot
Lilium è stata direttamente coinvolta
nel programma di ibridazione su larga
scala della nuova linea rivoluzionaria
di lilium da vaso, la serie Lily Looks.
Le varietà della serie Lily Looks
sono state selezionate tra centinaia
di migliaia di piantine e analizzate
congiuntamente da Mak e Wetering
Pot Lilium. “Come azienda coltivatrice possiamo portare degli elementi
preziosi, siccome siamo presenti
nelle prove dimostrative in campo,
abbiamo anche voce in capitolo circa
le varietà che passeranno o meno il
test”, spiega Peter. Solo quelle varietà
che presentano standard di ibridazione superiori ricevono alla fine il titolo
di Lily Looks, un marchio di proprietà della Wetering Pot Lilium. Durante
il processo di ibridazione, l’azienda e
la Mak Breeding hanno prestato particolare attenzione alla cura di alcuni
aspetti quali la scarsa caduta di boccioli, il problema dell’ingiallimento delle
foglie, la maggiore durata della pianta
e il cospicuo numero di boccioli.
L’eccezionale durata post produzione e
la resistenza al trasporto sono dei veri
vantaggi, perché i lilium tradizionali
in vaso non si mantengono bene in
tutta la catena di approvvigionamento
come altre piante da vaso.
Lilium ‘Tiny Sensation’
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
Produzione dei bulbi Arroyo
Lilium Bulbs
La serie Lily Looks è stata ampiamente sottoposta a test nelle università americane e segna un progresso
globale nella genetica dei lilium
corti da vaso. Anche nella produzione dei bulbi i Lily Looks hanno un
andamento apprezzabile. Questo è
un altro esempio delle attività dei
fratelli Van de Wetering, che hanno
fondato la Arroyo Lilium Bulbs per
la produzione in campo dei bulbi di
lilium nei Paesi Bassi e nel Cile. Il
responsabile della qualità, Carl Kroon,
visita settimanalmente i campi di
bulbi in Olanda ed è impegnato a
preparare i contratti. “Attualmente sta
discutendo la programmazione per
i trattamenti necessari, il numero di
applicazioni e il momento in cui farli.
Riguardo alla gestione integrata del
trattamento dei parassiti, cerchiamo
di avere il più basso impatto ambientale possibile. Spesso le persone al di
fuori di questa industria dimenticano
che un coltivatore non si preoccupa
solo della salute delle altre persone,
ma pensa anche al suo benessere.
Credetemi, la protezione del raccolto
non è fatta per divertimento, essa è
anche estremamente costosa e purtroppo è essenziale” sottolinea Peter
che continua “gli inventari che fa Carl
sono molto importanti e ci permettono di imparare molto rapidamente
tutte le sfaccettature delle nuove
varietà. I risultati vengono discussi
con i fornitori di bulbi della Arroyo e talvolta emergono dei risultati
sorprendenti. I bulbi, piantati presso
tre diversi coltivatori in tre tipi di
suolo, possono dare rendimenti molto
differenti da una zona di produzione
all’altra, inoltre a volte scopriamo che
la circonferenza di certi bulbi non
li rende adatti per la produzione in
vaso. Il fatto che la Arroyo Lilium
Bulbs dedichi così tanto tempo ed
energia a selezionare le varietà affidate,
è un vantaggio in tempi di difficoltà
economica, dove un massimo ritorno
Pagina 17
L’odierna produzione di lilium da vaso è
un’industria altamente automatizzata.
e rischi minimi stanno diventando
fattori maggiormente importanti
nell’odierno ambiente economico
sempre più competitivo”.
Il Cile
Più del 90% della produzione dei
bulbi della Arroyo avviene in Olanda.
“I primi bulbi vengono raccolti in
ottobre. Vorrei sottolineare che non
esportiamo direttamente i bulbi.
La Arroyo Lilium Bulbs vende ogni
anno alla Wetering Pot Lilium undici
milioni di bulbi (sei milioni di ibridi
del tipo Asiatico e cinque milioni
del tipo Oriental). In più, grosse
aziende olandesi per la preparazione
ed esportazione di bulbi, acquistano
dalla Arroyo per vendere a coltivatori
e catene di grossisti nel mondo. Per
garantire tutto l’anno la fornitura
di bulbi di prima qualità, la Arroyo
Lilium Bulbs produce il 10% dei suoi
bulbi nell’emisfero meridionale.
“I primi bulbi dal Cile arrivano solitamente a settembre, quando l’emisfero
settentrionale è già a metà della
stagione e i bulbi hanno già anche
nove mesi. Nel Cile, la Arroyo Lilium
Van de Wetering Pot Lilium propone
i prodotti in buste speciali Lily Looks.
Bulbs produce principalmente bulbi
del tipo Oriental, mentre i bulbi del
tipo Asiatico possono essere mantenuti più facilmente nei refrigeratori
per forzare la fioritura tutto l’anno
congelando i bulbi. I lilium Oriental,
fatta eccezione per alcune varietà,
non possono essere conservati più di
nove mesi, per cui i prodotti freschi
provenienti dal Cile ricevono sempre
una calda accoglienza.
Il futuro
Ritorniamo alla Wetering Pot Lilium
e la sua produzione di lilium da vaso
nelle serre. Facendo delle riflessioni sul
mercato mondiale dei lilium da vaso,
Van de Wetering si aspetta di espandere la sua attuale quota del 35% di
mercato in Europa, con la Germania
in testa per le esportazioni. “Noi
siamo membri dell’asta FloraHolland,
e tutte le piante vengono fatturate
direttamente da FloraHolland per
poi essere vendute principalmente
attraverso supermercati e centri fai da
te in Germania (per il 50%) e centri
giardinaggio (per il restante 50%)”.
Con una produzione di 70.000 vasi a
settimana, per Peter van de Wetering
è molto importante intensificare i
contatti con gli acquirenti, le aziende
che si appoggiano all’asta. “Ci incontriamo due o tre volte l’anno per identificare la domanda del mercato. È nel
nostro interesse che ogni ordine venga
evaso velocemente, e sono abbastanza
ottimista. Una recente indagine sui
consumatori ha mostrato che i lilium
in vaso incontrano il favore di un
pubblico molto vasto, giovane e meno
giovane”.
La Van de Wetering Pot Lilium propone i prodotti in buste speciali Lily
Looks sulle quali è indicato il sito web
www.lilylooks.com e dove vengono
riportate informazioni dettagliate sul
prodotto. “Siccome i lilium in vaso
vengono venduti quando i primi
boccioli iniziano a colorarsi, tre o
quattro giorni prima che si schiudano,
il consumatore preferisce acquistare
un prodotto con un’etichetta informativa dove ci sia anche una foto del
lilium in piena fioritura, così da poter
controllare meglio la forma e il colore”. Se gli chiediamo qual è l’aspetto
più piacevole della coltivazione dei
lilium da vaso, Van de Wetering
conclude dicendo che essi non sono
particolarmente difficili da coltivare
come le piante da vaso. Il tempo del
raccolto è relativamente breve, sei-otto
settimane per gli ibridi Asiatica e
dodici-quattordici settimane per quelli
Orientale. Rimangono però alcuni
aspetti basilari tipici di questa coltura
che bisogna rispettare. “Consegnamo
i vasi in tre dimensioni: 13, 19 e 24
cm. Il numero di bulbi da piantare
per vaso è di tre per il vaso da 13cm, e
cinque per quelli da 19 e 24cm, dove
si fa particolare attenzione a piantarli
in una profondità maggiore. Inoltre,
la forzatura nei periodi di poca luce e
nelle estati calde, ha come conseguenza la difficoltà di controllarne l’altezza.
Comunque la nostra serie Lily Looks
è geneticamente corta e normalmente
non necessita di fitoregolatori, perciò i
Lily Looks rispettano anche l’ambiente. A parte il lato sostenibile, a noi
piace anche essere autonomi, infatti
al momento fino al 90% dei nostri
lilium in vaso sono nostre varietà.
Entro due anni intendiamo essere
completamente autonomi”.
•
Rinnovato il consiglio di amministrazione
dell’ Associazione Nazionale Piante e Fiori d’ Italia
Di Ron van der Ploeg
Lino Bloise è stato rieletto all’unanimità Presidente dal nuovo Consiglio Direttivo riunitosi per la
prima volta dopo l’Assemblea generale dell’Associazione svoltasi lo scorso 15 giugno. Il rinnovato
Consiglio Direttivo riunitosi a Pistoia il 2 luglio scorso si è espresso favorevolmente all’imput
dato dal Presidente uscente alle attività dell’ Associazione durante lo scorso mandato ed ha
ritenuto utile dare continuità alle attivita e al metodo intrapreso dal 2005 ad oggi. Confermati
nel nuovo consiglio direttivo anche Michele Maglio vice presidente fiori recisi e ricerca (C.C.I.A.A.
Imperia), Catello Cafiero (C.C.I.A.A. Napoli).e Silvano Frigo (C.C.I.A.A. Novara). Completano
il Consiglio Direttivo Stefano Peverelli vice presidente vivaismo (C.C.I.A.A. Como), : Arturo
Nucci (vice presidente piante in vaso (C.C.I.A.A. Napoli) Giacomo Laurent (C.C.I.A.A. Imperia),
Francesco Mati (C.C.I.A.A. Pistoia) Flavio Boninsegna (C.C.I.A.A. Como), Roberto Chiti (C.C.I.A.A.
Pistoia), Luca de Michelis (C.C.I.A.A. Savona), , Francesco Gurrieri (C.C.I.A.A.Ragusa), Marco
Miggiano (C.C.I.A.A. Lecce), Vito Tumbarello (C.C.I.A.A. Trapani), Mario Zecca (C.C.I.A.A. Lecce).
Gli obiettivi primari del neo eletto
Consiglio Direttivo saranno quelli
di continuare a creare sinergie e
collaborazioni fra i vari soggetti
della filiera florovivaistica, senza
interrompere il percorso iniziato
al fine di ottimizzare le risorse e
creare ulteriori interventi a favore
del settore. L’associazione quindi
continuerà con ancor maggior
slancio in tutte quelle attività che
l’ha vista impegnata nel corso degli
ultimi anni.
Importante sarà il contributo che
potrà dare al settore con la sua presenza presso il tavolo florovivaistico
nazionale e tutti i gruppi di lavoro
che si costituiranno. Un impegno
costante, che durante lo scorso anno
ha visto il concretizzarsi del piano
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floricolo nazionale. Il Piano di settore,
coordinato dal Ministero, è stato
fortemente voluto sia dalle Regioni
sia dagli operatori che, da troppi anni,
attendevano uno strumento operativo
capace di dare opportunità concrete
con l’obbiettivo di “fare sistema”.
Un quadro innovativo
Il Piano del settore florovivaistico
per il triennio 2010/2012, è stato
approvato il 29 aprile scorso dai Presidenti delle Regioni nell’ambito della
Conferenza Permanente tra lo Stato
le Regioni e le Provincie Autonome
e, finalmente, fornisce al comparto
un quadro innovativo attraverso la
proposizione di molte ed interessanti
azioni che caratterizzeranno il settore
nei prossimi anni.
E’ nelle direttive e gli indirizzi del
piano di settore che l’associazione
sarà impegnata, il Piano evidenzia la
necessità di attivare azioni di comunicazione, promozione e marketing
concertate tra le istituzioni e gli
operatori della filiera tenendo conto
delle produzioni tipiche, della stagionalità, e delle modalità di percezione/
interesse del prodotto florovivaistico
da parte del consumatore.
Ma anche azioni a sostegno della
logistica della qualità, azioni che
valorizzino le produzioni di fiore
reciso, piante in vaso ed ornamentali
da interno ed esterno, attraverso la
certificazione di processo e di prodotto ma anche pongano massima
attenzione nel proporre la riorganizzare della produzione. Inoltre
Lino Bloise è
stato rieletto
all’unanimità
Presidente dal
nuovo Consiglio
Direttivo
sono previste azioni più incisive per
il verde pubblico, privato, urbano e
periurbano, con evidenti ricadute per
la tutela dell’ambiente e del paesaggio nonché per le sue implicazioni
sulla qualità della vita. In particolare
sarà posta l’attenzione sulla mancanza di un capitolato per opere a verde
ufficiale completo di schede tecniche
che sia armonizzato perché troppa
è la disomogeneità nella qualità di
tali opere. Temi sempre attuali sono
la formazione e la certificazione
degli operatori per ultimo non
per importanza la ricerca, primo e
importante segmento della filiera
florovivaistica essenziale per l’innovazione necessaria anche per quelle
produzioni più tipiche che distinguono il florovivaismo italiano.
•
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 18
Gruppo Padana sceglie
la tecnologia Ellegaard
Di Ron van der ploeg e antonio di mauro
Gruppo Padana, azienda leader nella produzione di giovani piante da seme e da talea, ha trovato
nelle macchine invasatrici di Ellegaard il modo più efficiente di ridurre i costi, producendo
‘cilindretti’ di alta qualità fatti con una miscela ad hoc.
G
ruppo Padana è una ditta
familiare nel vero senso
della parola. Negli anni
cinquanta Albino Gazzola,
il padre dei titolari attuali Giorgio e
Paolo, cominciò a costruire una vera
dinastia nella produzione di giovani
piante specializzandosi in piantine da
orto e da fiori.
Nel 1989 Giorgio e Paolo Gazzola hanno preso in mano l’azienda
ingrandendola con l’aiuto dei propri
figli. Il padre ancora oggi vivo e
pieno di vita abita nelle vicinanze
dell’azienda tenendola d’occhio con
amore.
Attualmente, l azienda continua
a fornire ai floricoltori una vasta
gamma di giovani piante da orto e
da fiori. É sviluppata in 17 ettari di
serre e proprio quest’anno sono state
create due nuove strutture produttive
dalla ditta austriaca Rabensteiner.
Star Tray
L’azienda, con sede a Paese (TV) ha
sempre puntato su nuove tecnologie
e nuove soluzioni logistiche molte
innovative. “Questo è proprio vero”,
affirma il manager di produzione
Claudio Vazzola, “abbiamo puntato
sempre su questo, anno per anno, e
anche tutt’ora continuiamo a farlo.
Gruppo Padana è stata la prima
azienda ad introdurre il proprio Star
Tray, un nuovo tipo di cassetta in
plastica con alveoli troncoconici che
favoriscono un ottimo sviluppo delle
radici”.
Una domanda a Vazzola: Cosa rende
il Star Tray cosi speciale? “Prima di
tutto ha un supporto e un contenitore adatto alla coltivazione e al
trasporto. E non viene mai cambiato.
La forma degli alveoli è stata studiata
appositamente con delle scanalature
a stella ai quattro angoli per impedire
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la formazione del “nido” di radici,
agevolando le operazioni di trapianto, mentre l’ampio foro circolare sul
fondo facilita il drenaggio”.
La novità è che l’azienda trevigiana
è la prima in Europa a produrre
giovani piante in un vaso Jumbo
Ellepot di 60mm, un vaso di carta
biodegradabile che sostituisce in questo modo il classico vaso tradizionale
di plastica. “Le piante prodotte nel
Jumbo Ellepot possono raggiungere
lo stesso aspetto vigoroso di un vaso
da 8 a 10 cm. Utilizzando il Jumbo
Ellepot, il Gruppo Padano è capace
di ridurre significativamente sia il
numero dei trapianti che il tempo di
coltivazione”, ci spiega Vazzola.
Nuovi mercati
Applicando una tecnica colturale
all’avanguardia, la ditta produce 250
milioni di giovani piante all’anno.
“Gli ornamentali più venduti sono i
ciclamini da seme e i gerani da talea e
tutta una serie di piante annuali che
vengono prodotte durante il periodo
invernale come Begonia, Petunia,
Impatiens ed altre annuali invernali.
Attualmente lavoriamo nell’azienda solo con la propagazione, ma
abbiamo in mente per il prossimo
futuro di prendere in considerazione
anche l’ ibridazione delle varie specie.
I nostri clienti abituali comprano il
nostro prodotto per ricoltivarlo in
vaso e lo preparano per la vendita
finale. Sono dunque aziende agricole
che vanno dal piccolo produttore alla
grande azienda. Questi preparano il
prodotto semi pronto sia per il mercato italiano che per quello europeo”
dice Vazzola.
Secondo lui, attualmente il mercato
italiano rapresenta il 50% del commercio totale mentre il 50% delle
piante sono destinate all’esportazione.
“Adesso íl mercato si va spostando
più verso l’estero. L’esportazione
diventa sempre più importante.
L’espansione e la crescita nel mercato
estero sono dovuti alla conquista di
nuovi paesi in cui Gruppo Padana
riesce a stabillire una rete di vendita
per la distribuzione delle giovane
piante.
I mercati conquistati sono: l’Austria,
la Germania, la Slovenia, la Croazia,
la Serbia, la Romania, l’Ungheria,
la Polonia, la Svizzera, il Belgio la
Francia, la Spagna, il Portogallo e
la Grecia inclusi alcuni stati africani
del bacino mediterraneo come la
Tunisia.”
La scelta per Ellegaard
Piantine vigorose, sane e soprattutto
ben radicate sono alla base del sucStar Tray:Layout 1 7-05-2010 10:24 Pagina 1
ceso
del Gruppo Padana, si spiega
così come l’azienda abbia puntato
all’acquisto di macchine invasatrici e
cilindretti di carta di una ditta danese
‘Ellegaard’, all’avanguardia in questo
settore.
“La scelta per Ellegaard è stata ben
considerata”, dice Vazzola. “In
Italia esistono gia macchine di alta
technologia per la semina impiegate
nella floriculture professionale, ma
nel caso della ‘Paperpot’ abbiamo
scelto la Ellegaard perché ci dava più
sicurezza e piu possibilità di adattare la macchina alle nostre esigenze
come contenitore. Inoltre, queste
macchine già funzionano in molte
aziende florovivaistiche europee. E
la Ellegaard conosce bene il vasto
assortimento che il Gruppo Padana tratta, includendo 2500 specie
di piante ognuna con le proprie
esigenze. Le invasatrice Ellegaard
sono molto facili da utilizzare, nel
caso di problemi meccanici si riesce
a risolverli con i nostri meccanici ed
elletricisti, gia in sede, e per qualsiasi
problema non risovibilile dai nostri
tecnici si può contare sempre sul
personele specializzato della Ellegaard
conttatabile per telefono e risolvere
il problema in pochi minuti. Infatti,
non ci sono mai stati problemi di
questo tipo e siamo sempre riusciti a
risolvere i problemi per telefono”.
La Ellegaard NGL versus
Multiflex
Ellegaard ha venduto al Gruppo
Padana due macchine NGL e una
macchina Multiflex. La NGL ha una
più alta capacità produttiva e riesce
a creare circa 36000 cilindretti l’ora
con un diametro di 35mm, mentre
la Ellegaard Multiflex ne crea 4000
l’ora e hanno un diametro di 60mm.
Dice Vazzola, “Abbiamo acquistato
questo tipo d’invasatrice per poter
giostrare nella scelta del substrato
di radicazione. Questo substrato
lo acquistiamo direttamente da un
produttore professionista olandese ed
abbiamo la possibilità di adattarlo sia
alle esigenze dei diametri dei nostri
cilindretti che ai diversi tipi di piante
che trattiamo”.
Con questa macchina si risolve il
problema del cambiamento del
substrato. Il substrato viene cambiato quando si raggiunge la capacità
da 100 a 200 contenitori e questo
avviene due o tre volte al giorno
senza per questo dover interrompere
il ciclo della macchina. I vasi Ellepot
sono prodotti con carta EP che ha
una struttura forata e contengono
fibre cellulosiche e qualche polyestere come rinforzante. La carta EP è
ecocompatibile ed adatta per quasi
ogni tipo di pianta.
L’investimento in queste nuove
macchine Ellegaard, per l’azienda è
stato un forte guadagno di ritorno.
Ci spiega Vazzola, “Gruppo Padana
punta sulla riduzione dei costi garandendo allo stesso tempo un prodotto
fresco secondo le esigienze produttive
del momento.
L automatizzazione del processo di
invasamento riduce significativamente i costi della mano d’opera.
Praticamente, il risparmio arriva fino
al 30% rispetto a un plug già pronto.
Prima, per la preparazione dei sub-
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“ P a l T ra y ”
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450 plugs
300 plugs
180 plugs
128 plugs (2x64)
72 plugs
32 plugs
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 19
‘Un fiore
per voi Nonni’
L’investimento in queste nuove macchine Ellegaard, per l’azienda
Gruppo Padana è stato un forte guadagno di ritorno.
strati per l’impianto lavoravano otte
persone, adesso è sufficiente una sola
persona per macchina“.
Il Jumbo Ellepot
Gruppo Padana è il primo produttore europeo a lavorare su larga scala
con il Jumbo Ellepot.
“La macchina Ellegaard Multiflex ha
una capacità di 4000 Jumbo Ellepots
per ora con un diametro di 6omm.
Questi “paper pot” vengono inseriti
nel nostro contenitore Star Tray 32
Fori secondo la disposizione desiderata. Nel Star Tray 32 Fori vengono
prodotte piante originate da talea
tipo Gerani, Surfinie, Calibrachoa
e Portulaca. All’ interno di questo
contenitore le tale radicate possono
raggiungere l’aspetto quasi uguale
a un vaso da 10cm. Secondo me,
questo Jumbo Ellepot potrà sostituire sempre di più il vaso di plastica,
sicuramente il vaso da 8cm e per dimensione della chioma anche quelli
da 10 cm. Si riesce a risparmiare così
anche sul riscaldamento, soprattutto
d’ inverno e quest’anno abbiamo
avuto un inverno molto rigido
quindi significa risparmiare giorni di
riscaldamento. Inoltre, si riduce l’uso
della plastica e si ha un trapianto in
vaso molto facilitato”.
Fino ad ora, i risultati sono ottimi.
Dice Vazzola, “Le quantità trattate di
Jumbo Ellepot sono state superiori a
quelle previste raggiugendo il milione
di vasi prodotti nella stagione 20092010. Si risparmia tuttavia anche
sui prezzi del trasporto e vengono
utilizzati dei cilindretti più grandi
durante la coltivazione invernale per
arrivare a una pianta già pronta in
modo più veloce”.
Buoni risultati
In ltalia, le aspettative di mercato
sono buone. “Il mercato quest’anno
è partito un po in ritardo perchè
abbiamo avuto un inverno molto
rigido ma l’esportazione ci ha dato
buoni risultati. Ci sono ancora
mercati emergenti e in crescita. Se
soffriamo della crisi economica? Nel
settore agricolo l’effetto della crisi
è un po sotto tono. Gli effeti della
crisi non equivalgono a quelli del
settore industriale, anzi per alcune
aziende florovivaistiche la crisi non
si sente per niente. Il nostro busi-
ness nelle piante da orto è in forte
incremento. Ormai la gente cerca
cibo sano e possibilmente coltivato
da sè stesso. In questo ci ha aiutato
molto, pubblicizzando il suo orto alla
Casa Bianca la First Lady Americana
Michelle Obama, creando un’onda
di pubblicità molto positiva”.
Per quanto riguarda le fiere tipo
IPM Essen o il Flormart a Padova
l’azienda trevigiana si mette sempre
in risalto. “Noi non dobbiamo mai
trascurare l’ospitalità che dobbiamo
offrire in fiera ai nostri clienti. Siamo
nella zona del Prosecco e quindi
abbiamo i migliori vini del mondo.
Dunque una vendita si concluderà
sempre con un brindisi di Prosecco.
E questo è il minimo che possiamo
offrire”, conclude Vazzola.
Rabensteiner come
partner di fiducia
Di Erika Kusstatscher
Da più di trent’anni Rabensteiner è esperto nello sviluppo e nella realizzazione di serre da produzione e da Gardencenter. Con l’acquisto della ditta Gabler nel 2005 – il più grande specialista di
serre sul mercato tedesco – Rabensteiner diventò un marchio forte sul mercato europeo.
Alla base del successo sta il knowhow acquisito nel corso di molti
anni di attività. Oggi Rabensteiner è sinonimo d’innovazione ed
elevata qualità nella costruzione di
serre per la produzione e Gardencenter.
Costruzione
“chiavi in mano”
Tuttavia questo non è sufficiente
per occupare anche in futuro
una posizione di leadership sul
mercato. Un team ben assortito
di esperti collaboratori è costantemente alla ricerca di soluzioni
innovative e sempre più personalizzate. Iniziando con un accurate
sopralluogo e la progettazione dettagliata della serra, Rabensteiner ha
www.FloraCultureInternational.com
una competenza impareggiabile nella
costruzione “chiavi in mano”. In tal
caso l’investitore proprietario non
deve occuparsi di ogni dettaglio personalmente, ma riceve la serra pronta
all’uso secondo le sue esigenze.
In questo modo il proprietario ha la
possibilità di concentrarsi già prima
dell’apertura di marketing e successiva vendita. Inoltre ha un unico
capo commessa come suo referente
personale durante la fase di costruzione. Anche in caso di necessità di
assistenze o garanzie il vantaggio di
un unico interlocutore è evidente.
Con la costruzione “chiavi in mano”
Rabensteiner segue il progetto sin
dall’inizio in ogni suo dettaglio e
rimane il partner di fiducia per il
cliente. www.rabensteiner.eu
•
Gruppo Padana, Paese (I), Costruzione di serre da
produzione di 40.000 m2 con sistema di fotovoltaico.
•
WESTLAND - Simona Nardone, vincitrice dell’ undicesima edizione di ‘Un
Fiore per Voi Nonni’, accompagnata
dai genitori e dai nonni, ha ricevuto il
suo premio godendo durante un piacevele viaggio-soggiorno in Olanda agli
inizi di agosto.
‘Un Fiore per Voi Nonni’, è un’iniziativa
rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia, che
si tiene in occasione della Festa dei
Nonni, (il 2 ottobre, come stabilito
per legge dal Parlamento italiano nel
2005) che ormai da diversi anni si
celebra in tutto il paese, coinvolgendo
nipoti e nonni. La finalità dell’iniziativa è quella di aprire un dialogo, con
la poesia, tra le persone anziane e le
nuove generazioni. Il concorso poetico vuole invitare ragazzi e ragazze a
parlare dei propri nonni immaginando
– come gesto di attenzione – di offrire
loro il dono di un fiore, simbolo universale di amore, amicizia, simpatia,
rispetto e stima.
Con la sua poesia vincente, Simona
Nardone, proveniente da Bitonto
(Bari) ha trascorso quatro giorni
indimenticabili nel paese dei fiori e
dei mulini. Il primo giorno Simona e i
suoi hanno visitato la Sfilata dei Fiori
Gallegianti nel comune di Westland,
dopodiché hanno ammirato la città
in miniatura Madurodam, l’Aja e la
capitale Amsterdam. L’ultimo giorno
lo hanno trascorso a Utrecht.
‘Un Fiori per Voi Nonni’ ormai é un
concorso molto conosciuto in Italia.
Secondo Charles Lansdorp, rappresentatente dell’Ufficio Olandese dei
Fiori (insieme al mensile scolastico
Okay, il comitato Festa dei Nonni, uno
degli sponsor della gara) quest’anno
hanno participato 5000 bambini.
Per un reportage fotografico completo sulla Sfilata dei Fiori Gallegianti
guardate
su:
www.floraculture­
international.com> FCI Services> FCI
Flower Fun
•
Prosegue
il progetto
Flormed
SANREMO - Continuano le attività
del progetto europeo Flormed, che ha
come obiettivo quello di rafforzare la
posizione del fiore mediterraneo sul
mercato globale. E’ rivolto alla grande platea degli utilizzatori presenti
e futuri del fiore Med e vuole informare i produttori delle aree interessate sulle potenzialità, innovazioni e
referenti tecnici e scientifici a livello
nazionale ed internazionale. Nasce
da un’iniziativa congiunta di diversi
paesi europei con tradizione floricola:
Regione Liguria (Italia), Comunidad
Valenciana (Spagna), Regione del Var
(Francia), Regione Tessaglia (Grecia).
I partner italiani sono: Regione Liguria (in qualità di capofila), Distretto
Agricolo Florovivaistico del Ponente e
Istituto Regionale per la Floricoltura
di Sanremo. Sono stati inaugurati in
questi giorni il logo ed il sito ufficiali
del Progetto Flormed. Per maggiori informazioni: www.progettoflormed.it
•
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Pagina 20
Edizione Flormart Miflor 2010
Gruppo Padana, Paese (I), Costruzione di serre da produzione
di 40.000 m² con sistema di fotovoltaico
Rabensteiner Srl
Via Julius Durst 88, 39042 Bressanone (I)
Tel. +39 0472 27 29 00, Fax +39 0472 83 37 33
[email protected], www.rabensteiner.eu
www.FloraCultureInternational.com
Ii giornale del florovivaismo nel mondo
Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 21
Trasporto di fiori e piante per treno:
Ferroverde anticipa il futuro
Di Ron van der ploeg
Ferroverde è il primo spedizioniere olandese ad effettuare
trasporti di fiori e piante per treno. Un eccellente servizio ed
un occhio di riguardo per l’ambiente sono i fattori chiave del
successo di questo tipo di trasporto intermodale.
L
a società di spedizioni Ferroverde con sede in Aalsmeer, è
specializzata nelle spedizioni
per l’Italia. Un anno fa ha
partecipato al progetto pilota Green
Rail dell’asta FloraHolland per spedire fiori e piante tramite ferrovia: da
allora ha iniziato ad operare in modo
autonomo (non ricevendo quindi
nessun sussidio), usando il treno
come principale mezzo di trasporto.
Ferroverde è un’azienda pionieristica
che guarda al futuro, e che individua
già ora un cambiamento di tendenza nel settore. Il direttore Frank
Hesselmann prevede una crescita del
trasporto ferroviario delle piante e dei
fiori. Il processo di cambiamento di
mentalità si sta già attuando, seppur
molto lentamente, e anche alcuni
clienti finali trovano molto importante l’aspetto ambientale che si riflette
nei prodotti venduti. Sicuramente se
si parla di fiori e di piante.
Trasporto intermodale
“Siamo specializzati nel trasporto
intermodale, i prodotti vengono
caricati direttamente nei container che successivamente vengono
messi sul treno. I terminal principali
Frank Hesselmann: “Il
treno ha una capacità
paragonabile a 40 camion.
italiani sono Milano e Padova. Una
volta giunti a destino, i containter
vengono scaricati dal treno e messi
direttamente su camion speciali
con ribalta per il trasporto al cliente
finale. Il grosso vantaggio è che i
prodotti rimangono sempre negli
stessi container, dal carico in Olanda,
allo scarico presso il cliente finale.
Ovviamente i container hanno una
temperatura interna regolata appositamente. Il cliente finale riceve il
prodotto in perfette condizioni, e riusciamo in questo modo a contenere
massimamente le emissioni di CO2 .
Effettuiamo trasporti groupage, dove
trovano posto anche piccole quantità
di solo due carrelli di merce. In questo modo possiamo raggiungere in
modo capillare tutti i clienti, anche il
piccolo fiorista nel centro di Roma,
per fare un esempio” spiega Frank
Hesselmann. Ferroverde trasporta in
tutta Italia, isole principali comprese,
e i container che ritornano vengono
a loro volta caricati non solo con
piante, ma anche con frutta, verdura,
formaggi e altri prodotti tipici italiani. I punti di carico sono Rotterdam,
dove ha sede anche la loro agenzia di
trasporto ferroviario, Venlo, e Anversa, in Belgio.
Costi e mentalità
Attualmente il trasporto ferroviario
non è più economico di quello su
strada, ma lo diventerà presto. Fattori
quali gli aumenti del costo del carburante e delle autostrade, e i tempi
di riposo dei camionisti, incideranno
sempre di più sui trasporti su strada.
“Prevediamo un risparmo del
10-15% a favore del trasporto
ferroviario, ma sicuramente questa
percentuale dipenderà da alcuni
fattori variabili. Siamo l’unico spedizioniere in Olanda a fare trasporti
di fiori e piante tramite ferrovia,
alcune aziende proiettate al futuro
e che vogliono anticipare i tempi, ci
stanno contattando per trasportare la
propria merce con il treno. Il basso
Ferroverde è il primo spedizioniere a credere in un
tipo di trasporto ferroviario dove i prodotti vengono
trasportati in un solo container dall’inizio alla fine.
impatto ambientale è la ragione
principale della loro scelta. Vediamo
già un’inversione di tendenza, anche
se la strada da fare perché la mentalità nel settore floreale cambi, è ancora
lunga. Esiste tuttora una sorta di pessimismo verso il trasporto ferroviario,
visto come non completamente
affidabile se paragonato a quello su
strada. Le aziende del settore sono
restie a scegliere il primo perché ancora poco conosciuto, e preferiscono
la consuetudine. Quando le grosse
aziende avranno spianato la strada,
seguiranno anche le altre” conclude
Frank Hesselmann.
Ogni trasporto viene effettuato
seguendo una scaletta ben precisa,
che permette di individuare il carico
in ogni punto si trovi. Il contatto con
l’agente ferroviario è quindi essenziale. In caso di necessità (per esempio
un guasto alla linea ferroviaria o
eccessivo maltempo), grazie alla
grossa rete di trasportatori, l’azienda
ha sempre un camion a disposizione
in grado di rilevare il carico dal treno
e di trasportarlo a destino. Ferroverde
è il primo spedizioniere a credere in
un tipo di trasporto ferroviario dove
i prodotti vengono trasportati in un
solo container dall’inizio alla fine,
ed il successo ottenuto finora è un
ottimo auspicio per il futuro.
•
Youngplants from Poulsen
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- your way to a profitable business
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climbing plants
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• Total production time of 10-12 weeks after potting
• Superior quality by high-end propagators
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Anche tu puoi fare
la differenza…
I consumatori guardano con occhio
sempre più critico l’origine e i metodi
di produzione di una grande varietà di
prodotti, inclusi fiori e piante.
Rose collections
PARTY®
VICTORY®
PARADE®
PATIOHIT®
PALACE®
CASTLE®
Floribunda POULSEN®
PARAMOUNT®
Hybrid Tea POULSEN®
NATIONAL PARKS®
RENAISSANCEv
COTTAGE®
TOWNE & COUNTRY®
PAGODE®
PAILLETTE®
Clematis collections
FLORA™
GARLAND®
BOULEVARD®
REGAL®
Partecipando al concetto Fair Flowers Fair Plants
(FFP), potete usufruire di un posto di nicchia in
rapida crescita nel mercato,
quando si parla di fiori e piante prodotti
eticamente e con metodi rispettosi
dell’ambiente.
Valore aggiunto del FFP:
• Espansione della vostra posizione di
mercato
• Soddisfate la richiesta del mercato
• Vi profilate come imprenditore sostenibile
Per l’Italia FFP collabora con Fiore Giusto e MPS.
For budded and rooted plants, please contact
PLANTBANC BARCELONA S.L., Josep Cusso Diaz via
e-mail: [email protected] or mobile: +34 696459309.
Siete interessati al FFP, l’etichetta
internazionale del consumatore
per i fiori e le piante coltivati con
metodi sostenibili?
Fair Flowers Fair Plants
T +31 174 615 707
E [email protected]
www.fairflowersfairplants.com
Kratbjerg 332 · 3480 Fredensborg · Denmark · Tel.: +45 48 48 30 28
e-mail: [email protected] · www.poulsenroser.com
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Co-finanziata con il sostegno
di Productschap Tuinbouw
Edizione Flormart Miflor 2010
Pagina 23
JAVO, l’azienda vicina ai suoi clienti
La JAVO offre da più di 40 anni soluzioni per coltivatori attenti
alle innovazioni e prodotti di prima qualità che consentono
massime rese giornaliere. Oltre alle invasatrici già conosciute
come la Javo Standard, l’azienda è sempre alla ricerca di
solu­zioni per migliorare la qualità del lavoro e delle coltivazioni.
Nello stabilimento ultramoderno di JAVO, sviluppo e produzione tengono conto delle esigienze del cliente. Una rete mondiale
di clienti, rivenditori e partner, insieme all’esperienza pluriennale accumulata nel settore, rendono la JAVO un fornitore
versatile e di fiducia.
I prodotti JAVO comprendono
invasatrici, sistemi di automazione
per vasi e contenitori, sistemi per
lo stoccaggio e l’utilizzo dei terricci, sistemi di trasporto e robot per
l’automazione.
Sempre più spesso il cliente richiede soluzioni che oltre alle single
operazioni tengano conto della logistica aziendale: anche qui JAVO
offre soluzioni innovative, serie e
di qualità, impiegando moderne
tecnologie.
I tappeti di accumulo JAVO ne
sono un bell’esempio, infatti
sempre più coltivatori utilizzano
questi banchi per accumulare e
muovere vasi e contenitori arrivando a risparmiare fino al 40% di
manodopera.
Inoltre, grazie alla possibilità di
acquistare un sistema a moduli,
anche i piccolo vivai possono ammortizzare velocemente i costi.
Nuovo sì, ma la fiducia
è quella di sempre
Durante il Flormart/Miflor 2010,
JAVO mostrerà per la prima volta la
JAVO Unimax XXL, la nuova macchina per invasare piante in grossi
vasi. La sigla XXL sta per “in più”,
infatti l’azienda offre una soluzione
per riempire i vasi grossi e pesanti
aggiungendo alla macchina base, la
JAVO Unimax, un sistema preciso di
dosaggio del terriccio e un trasporto
per l’avanzamento dei vasi. In questo
caso alla tecnica tradizionale si affiancano nuove alternative.
Allo stand JAVO nel padiglione
14 verranno mostrate le diverse
combinazioni e potrete vedere in
prima persona i vantaggi che offre
la Javo Unimax XXL.
Il grande successo
della Javo Economic
L’introduzione dell’invasatrice JAVO
Economic nel febbraio 2010 ha
risolto il problema di molti coltivatori. Questa invasatrice, totalmente
meccanica e compatta è molto facile
da usare ed è adatta per vasi da 8 fino
a 22 cm.
Il nome “Economic”, oltre che a indicarne la versatilità, evidenzia anche
il suo basso costo. Un’invasatrice le
cui caratteristiche sono davvero la
facilità d’utilizzo e la resistenza, in
quanto non utilizzando aria compressa, ma un motore elettrico per
disimpilare, muovere ed estrarre i
vasi, risulta facile da spostare nel
luogo desiderato.
La regolazione della giostra porta
vasi, per vasi di dimensione diversa,
avviene in meno di un minuto: è
un’esclusiva di questa macchina.
Visitate lo stand JAVO e chiedete
i numerosi vantaggi della JAVO
Economic.
In cerca di una soluzione
e un rendimento ottimale?
Vi aspettiamo al padiglione 14 stand
68 di Flormart/Miflor. Potrete vedere
la JAVO Unimax XXL e la JAVO
Economic e, assieme ai nostri partner
italiani, saremo lieti di ascoltare le
vostre richieste. JAVO, il vostro
partner per le coltivazioni.
La Javo Unimax XXL
Casella Postale/Postbus 21
2210 AA Noordwijkerhout
Olanda
T +31 252 343 121
F +31 252 377 423
www.javo.eu
Heembloemex, un’esportatore con una marcia in più
Ambiente giovane, spirito di innovazione, dinamicità, tempestività ed entusiasmo sono la forza motrice dell’azienda export
che vede aumentare il proprio volume d’affari in Italia. I prodotti acquistati il giorno stesso all’asta, raggiungono il cliente
finale nel giro di ventinquattr’ore.
Il gruppo Heembloemex è composto da quattro divisioni, Export,
Import, Greenflor e Heembloemex
Deco. La divisione Heembloemex
Deco crea, importa e distribuisce
articoli naturali di decorazione per
il mercato dei grossisti e dei grandi
dettaglianti. Il responsabile della
Deco per l’Italia è Klaas Kortese
che precisa: “Esponiamo nel
nostro showroom, ma siamo
presenti anche alle grandi fiere
per l’ arredamento d’’ interni come
quella di Francoforte.”
Una crescita costante
La divisione Export è attiva sul
mercato italiano, francese, inglese
e tedesco e fornisce esclusivamente
a grossisti. La divisione Export è
composta da circa trenta dipendenti, tra le quali, in particolare
due seguono personalmente il
mercato italiano che mostra una
crescita
costante. Marina Brun e Pedro
Ovejero sono responsabili per le
vendite in Italia. Marina Brun,
essendo italo-olandese e avendo
inoltre maturato una notevole
esperienza nel settore in Italia, sa
perfettamente come andare incontro alle richieste dei clienti italiani.
“Il mercato italiano è grosso e per
noi ancora in espansione. Attual-
www.FloraCultureInternational.com
mente serviamo clienti fino a Roma e
stiamo lavorando per esportare anche
nel sud. La risposta che riceviamo è
buona, vediamo una crescita nel settore e il nostro gruppo ha una visione
positiva del futuro. I nostri prodotti
sono fiori recisi e fogliame. Abbiamo
prodotti di nicchia, ricercati e di alta
qualità. I mercati di Torino, Genova
e Roma realizzano grossi volumi, e
noi ci distinguiamo per la qualità dei
nostri prodotti, la loro freschezza e
per la velocità dei tempi di reazione
tra l’ordine, la vendita e la consegna.
Per realizzare una consegna veloce ci
affidiamo a trasportatori di fiducia e
veloci” spiega Marina.
Heembloemex è un’azienda giovane,
dove la voglia di fare è contagiosa.
Recentemente è stato introdotto un
nuovo sistema informatico dove il
cliente può vedere in tempo reale le
foto scattate pochi istanti prima della
partita di fiori che ha appena acquistato ed interpellare il venditore.
Gusti tradizionali
e clienti esigenti
I fiori che vanno per la maggiore
in Italia sono le rose, le ortensie e
i lilium. Il tipo di fiori richiesto è
però molto soggetto al periodo. Nei
mesi dedicati tradizionalmente ai
matrimoni, si assiste ad un’impennata negli ordini di rose bianche per
Da sinistra Walter Koek, Marina Brun, Pedro Ovejero e Klaas Kortese.
esempio, mentre nei mesi estivi, dove
molti negozi sono chiusi, arrivano
richieste di fiori per mantenere
consistente l’assortimento: gladioli,
ortensie e lilium sono i fiori più
ordinati nei mesi estivi. A settembre
c’è invece una ripresa di ordinativi di
fiori di varietà diverse. “Gli italiani
sono clienti molto esigenti. Io stessa
controllo che i fiori delle partite ordinate per l’Italia siano davvero freschi
e qualitativamente perfetti. In Italia
si guarda prima alla qualità e poi al
prezzo, ed è per questo che la velocità
nel lavoro è essenziale. Noi acquistiamo sia all’asta che da fornitori ai qua-
li possiamo garantire ordinativi fissi,
per esempio di rose, o di bouquet. I
fiori che acquistiamo provengono sia
dall’estero che da produzioni locali,
le quali però riescono a garantire una
maggiore freschezza” dice Marina.
Nonostante la Heembloemex sia
attiva sul mercato italiano da soli tre
anni, e la crisi economica non sia
ancora completamente smaltita,
il volume delle esportazioni nel
nostro paese è in continua crescita.
Merito anche dei responsabili
per l’Italia che stanno lavorando
alacremente per offrire ai grossisti
italiani i loro eccellenti servizi.
Laan van Verhof 43
2230 AA Rijnsburg
OLANDA
T + 31 71 409 7420
F + 31 71 409 7421
Ii giornale del florovivaismo nel mondo

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