Il Pesce Viaggiatore * 4

Transcript

Il Pesce Viaggiatore * 4
Il Pesce Viaggiatore * 4
È possibile che i nostri acquatici eroi possano da piccini sentirsi degli alieni. Estranei a un mondo
così “fisico”, definito e ben scontornato, col tempo dovranno fare i conti coi limiti spazio-temporali
che la vita terrestre impone, con la logica razionale, le etichette sociali e con tutto ciò che sembra
accanirsi per dare una forma a quello che forse, per loro, non ne ha.
Come tutti i Segni dello zodiaco, i Pesci partono da una condizione di puro potenziale legato alle loro
intrinseche qualità, per poi imbattersi e scontrarsi con tutte quelle esperienze che li faranno
rientrare dal viaggio più completi e finalmente in grado di brillare della loro luce, contribuendo
creativamente al grande sistema mondo in cui sono inseriti. Fusi e uniti a dimensioni che non
prevedono strutture, i Pesciolini affronteranno la dura realtà della separazione e dell’individuazione
col compito di conciliare caos e ordine, spirito e materia, collettivo e individuale.
Abituati a essere in contatto, le loro doti sono quelle dell’empatia, della ricettività, di una sensibilità
particolare per chiunque, come loro, sia “oltre l’ordinario”; per i diversi, gli emarginati, gli
apportatori di quel disordine sociale, mentale o culturale che ben sanno essere innocuo e bisognoso
di essere accolto, compreso e integrato proprio in virtù della sua arricchente diversità. L’innata
predisposizione al sostegno così come alla creatività, viene loro da una particolare sintonia con ciò
che scorre, che unisce e scioglie le inutili barriere che impediscono il circolare in qualsivoglia altro
mondo. La fantasia, il sogno, l’arte, la musica, la danza parlano il linguaggio universale delle
immagini e di tutto ciò che trascende.
Il divino che è in noi i Pesci lo conoscono bene perché dell’invisibile, dell’intangibile e
dell’inspiegabile non hanno paura. La nostra originaria permanenza nell’acqua insegna cosa ci potrà
sempre salvare, riconnettendoci al senso della vita: uniti nasciamo, siamo e, probabilmente,
torneremo. Non importa a che cosa: luci, anime,angeli, chimere… La nostra parte pescina sa che non
siamo né saremo mai soli. Che c’è da temere? L’importante è non scordare di avere in valigia le
giuste dosi di fiducia, amore e di dolce e saggia resa all’inevitabilità delle trasformazioni. Tutto ciò
che è ha bisogno di una forma per manifestarsi e crescere certo, ma questa non sarà che una delle
tante. Finita una, ne comincerà un’altra.
Il viaggio, per i Pesci, è infinito. Non commetta il Pesciolino l’errore di scollegarsi da questa enorme
forza interiore in nome di una più comoda e funzionale omologazione. Per essere accettati si fa di
tutto, l’importante è però che ai continui richiami di autenticità che prima o poi arriveranno, il Pesce
abbia il coraggio di rituffarsi nell’acqua magica da cui proviene, regalando al mondo quello che solo
un Nettuniano può ricevere e trasmettere, pescando dall’oceano di meraviglie in cui nuota, sogna,
sente e crea.
Viola Lilith Russi