Arrivano gli alieni

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Arrivano gli alieni
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audiation n. 02/2016
Arrivano gli alieni
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a cura di Lisa Gallotta
Arrivano gli alieni.
scussa bravura di questo grande
E arriva il nuovo disco di Stefano Bol-
pianista (prima ancora che jazzi-
lani che, con ironia e varietà, torna ad
sta) che si diverte a reinventare e a
allietarci con la sua musica e il suo
inventare brani strumentali e can-
umorismo.
zoni con passione e originalità.
Il CD, quasi interamente composto da
“Arrivano gli alieni” raccoglie cose
musica strumentale improvvisata in
diverse all’insegna dell’ironia e del
sede di registrazione, mescola pezzi
divertimento. Ma anche della fan-
nuovi a grandi classici rivisitati in chia-
tascienza. Sì, perché, come il titolo
ve jazz.
suggerisce, gli alieni arrivano, arri-
Ma non solo. Bollani pesca dal reper-
veranno. Ed è ora che qualcuno ne
torio sud americano – con l’immancabile “Aquarela do Brasil” di Barroso, “El
gato” dell’argentino Aguirre, “A vida
tem sempre razão” di Vinìcius De Mo-
Autore: Stefano Bollani
Titolo: Arrivano gli alieni
Casa discografica: Universal Music LLC 2015
Prezzo: €18,99
raes e Toquinho - spaziando da ever-
parli, spiega Bollani. Partendo da
una delle sue passioni e dalla lettura di libri di Mauro Biglino e
Anne Givaudan, ci parla di extraterrestri che ci guardano e ci giudi-
green italiani - come “Quando quando quando” dal sapore
cano e vogliono vedere cosa stiamo facendo. Alieni che non
brasiliano ma, di fatto, di origine italiana (l’autore è Alberto
sono né buoni né cattivi. E che quando arriveranno avranno
Testa, alias Tony Renis) – all’intramontabile “Matilda” del
certamente qualcosa da dirci. E più che parlare, noi terrestri,
giamaicano Harry Belafonte. ll tutto, ovviamente, reinter-
faremmo bene ad ascoltarli. Perché gli alieni, di per sé, ven-
pretato in una chiave completamente originale a partire,
gono in pace. Non fanno paura. Quello che fa paura è il mi-
soprattutto, dallo strumento utilizzato. Bollani infatti accan-
crochip, sono le nuove tecnologie: è la volontà di controlla-
tona – anche se non completamente - l’amatissimo piano-
re tutto che, come in un romanzo di fantascienza, appunto,
forte classico per riscoprire nuove sonorità timbriche con
ci porta alla creazione di microchip sottocutanei che ci
una versione di certo più stravagante: il Fender Rhodes.
permettono di monitorare e proteggere meglio i nostri figli.
Questo pianoforte elettrico, in voga soprattutto tra gli anni
Ecco allora che Bollani canta, si mette in gioco (dopo anni di
settanta e ottanta, ma che ha attraversato la storia del jazz
parodie dei grandi cantautori) e scrive testo e musica di tre
oltre che del pop e del rock, in questo disco diventa prota-
canzoni. Ispirandosi, ahinoi, alla realtà più che a qualcosa di
gonista e riacquista una sua voce grazie all’estro e alla indi-
avvenieristico, al presente più che al futuro - ma musical-
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mente guardando al passato, dai Beatles a Jobim, da Chico
Buarque al grande cantautorato italiano di Carosone, Jannacci, Gaber e De André - mescola e sovraincide pianoforte
classico ed elettrico con spirito e intelligenza, inquadrando,
come in una fotografia, l’attimo in cui questo disco ha preso
forma.
Un ascolto consigliato a tutte le età.
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