TT575-6 - Ferrovie del Gargano

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TT575-6 - Ferrovie del Gargano
SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA PER NUOVO
SISTEMA DI TELEFONIA SELETTIVA INTEGRATA
PARTE SESTA
Specifica Tecnica TT 575
Codifica: DI TCTS SR TL 05 001 B
PARTE SESTA
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SPECIFICA TECNICA DI FORNITURA PER NUOVO
SISTEMA DI TELEFONIA SELETTIVA INTEGRATA
PARTE SESTA
Specifica Tecnica TT 575
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INDICE PARTE SESTA
6.1
6.1.1
6.1.1.1
6.1.1.2
6.1.1.2.1
6.1.1.3
6.1.2
6.1.2.1.1
6.1.2.1.2
6.1.2.1.3
6.1.2.1.4
6.1.2.1.5
6.1.2.1.6
6.1.2.1.7
6.1.2.1.8
6.1.2.1.8.1
6.1.2.1.8.2
6.1.2.1.9
6.1.2.1.10
6.1.2.1.11
6.1.3
6.1.4
6.1.5
6.2
6.2.1
6.2.2
6.2.3
6.2.4
6.2.5
6.2.5.1
6.2.5.2
6.2.5.3
6.2.5.4
6.3
APPARATI COMPONENTI IL STSI
CONCENTRATORE DI TELEFONIA SELETTIVA (CTS)
COLLEGAMENTI
SUDDIVISIONE LOGICA DEI CIRCUITI TELEFONICI
GESTIONE DI INTERRUZIONE DI COLLEGAMENTO INTERSTAZIONALE
FUNZIONAMENTO IN REGIME DI DISABILITAZIONE
COMPOSIZIONE CTS
MODULO ALIMENTATORE
MODULO LOGICA E CONTROLLO CTS (MLC)
MODULO INTERFACCIA PER LINEA FISICA 2/4 FILI
MODULO INTERFACCIA CONSOLE E SUPPORTI VIRTUALI
MODULO AMPLIFICATORE/BY-PASS
MODULO INTERFACCIA DI LINEA
MODULO INTERFACCIA BCA
MODULO INTERFACCIA RADIO RPV 900 MHZ
INTERFACCIA DIRETTA ALLA RADIO GSM 900 MHZ
INTERFACCIA TRAMITE MODULO DI ADATTAMENTO ESTERNO
MODULI INTERFACCIA TDS
SISTEMI
DI
TELEFONIA
TRADIZIONALE
CON
SEGNALAZIONE
PER
MODULAZIONE DI PORTANTE
MODULO DI INTERFACCIA PER SISTEMI DI TELEFONIA TRADIZIONALE CON
SEGNALAZIONE A TRENI D’ONDA POLARIZZATI
TELEFONO TONITEL
CONSOLE DIGITEL
BLOCCO RADIO 900 MHZ
SOLUZIONI MECCANICHE ED INSTALLATIVE
TELEFONO TONITEL
CONSOLE DIGITEL
ESPANSIONE CONSOLE
INSTALLAZIONE TIPO
MODALITÀ DI CONFIGURAZIONE
CTS
TELEFONO TONITEL
CONSOLE DIGITEL
INTERFACCIA TDS
DISEGNI DI RIFERIMENTO
3
3
3
6
7
7
9
12
12
13
14
15
16
18
19
20
24
25
28
28
31
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6.1
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APPARATI COMPONENTI IL STSI
6.1.1 CONCENTRATORE DI TELEFONIA SELETTIVA (CTS)
Il Concentratore di telefonia selettiva CTS dovrà essere una apparecchiatura flessibile nella
struttura e riconfigurabile in grado di garantire le interconnessioni tra tutte le
apparecchiature ad esso afferenti ed operanti a livello locale (secondo livello) e/o tra queste
e le apparecchiature collegate al primo livello Omnibus così da permettere:
• comunicazioni selettive secondo le procedure e modalità previste per i regimi di
Controllo Circolazione ferroviaria DC, DCO, DL e comunicazioni selettive di servizio
quali DOTE, TDS;
• comunicazioni selettive attraverso centrali telefoniche, la rete radio privata virtuale
FS a 900 MHz di con il personale a bordo dei treni;
• un esteso monitoraggio del corretto funzionamento di tutte le sue parti componenti e
di tutte le apparecchiature ad esso collegate;
• il condizionamento degli assi di trasmissione così da amplificare, filtrare, equalizzare,
diramare e telealimentare, dove necessario ed in funzione della tipologia, i supporti
trasmissivi.
6.1.1.1
COLLEGAMENTI
Il CTS, nella versione con interfaccia al supporto Omnibus senza amplificazione, il cui
schema di principio è riportato in Figura 1, dovrà presentare i seguenti collegamenti:
1.
al primo livello gerarchico:
• n° 2 collegamenti verso i circuiti telefonici Omnibus (coppie telefoniche o canali
virtuali in tecnica FDM o PCM);
• n° 2 collegamenti (4 collegamenti nel caso di architettura con Omnibus diramati),
utilizzati solo dal CTS0, verso le richiusure dei circuiti telefonici Omnibus (coppie
telefoniche o canali virtuali in tecnica FDM o PCM).
2.
al secondo livello gerarchico:
• n° 4 collegamenti verso i circuiti telefonici Interstazionali (IAe, IBe, IAo, IBo);
• n° 4 collegamenti verso i circuiti telefonici di piazzale (PAe, PBe, PAo, PBo);
• n° 2 collegamenti verso i circuiti telefonici degli uffici (OUA, OUB);
• n° 2 collegamenti verso le console di lavoro dei dirigenti (DM’, DM’’);
3.
ad altri apparati / reti:
• n° 2 collegamenti verso la rete telefonica automatica (BCA);
• n° 1 collegamento verso la rete radio privata virtuale 900 MHz (RPV);
• n° 1 bus verso l’impianto di diffusione sonora;
• n° 2 porte dati seriali di configurazione/diagnostica.
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Figura 1 Collegamenti al CTS non amplificato
Il CTS, nella versione di interfaccia al supporto Omnibus con amplificazione, il cui schema
di principio è riportato in Figura 2, verrà normalmente utilizzato come CTS di stazione nei
casi ove sarà necessario amplificare il supporto telefonico Omnibus.
L’ultimo CTS di stazione, in caso di richiusura ad anello, dovrà essere di tipo con interfaccia
amplificata per permettere la richiusura dell’Omnibus verso il CTS0.
Il CTS amplificato presenterà al primo livello gerarchico i seguenti collegamenti:
• n° 2 collegamenti verso i circuiti telefonici Omnibus Est (coppie telefoniche);
• n° 2 collegamenti verso i circuiti telefonici Omnibus Ovest (coppie telefoniche, o
canali in tecnica FDM o PCM per la richiusura verso il CTS0 del CTS terminale);
I restanti collegamenti resteranno invariati rispetto alla versione CTS non amplificato.
Figura 2 Collegamenti al CTS amplificato
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Il CTS in entrambi le versioni dovrà inoltre essere dotato di una porta con otto
ingressi/uscite programmabili ed optoisolati (ogni piedino della porta potrà essere
programmato come ingresso o come uscita). Gli ingressi dovranno permettere al CTS di
ricevere dall’esterno dei criteri di predisposizione (es. abilitazione/disabilitazione della
stazione) o ricevere segnalazioni di allarme da altri apparati; in uscita dovranno fornire
comandi di abilitazione (es. consenso alimentazione alle T luminose) o segnalare a
dispositivi esterni una propria condizione cumulativa di allarme.
L’architettura modulare del CTS dovrà consentire, nei casi in cui se ne presenti la necessità
a fronte di esigenze particolari, di effettuare espansioni rispetto alle configurazioni
riportate in Figura 1 e Figura 2, tramite aggiunta di unità di espansione interfacce di linea,
gestite comunque dalla logica di controllo residente nella unità base del CTS.
Le interfacce del CTS dovranno fare impiego al massimo livello di componenti
programmabili per potersi adattare facilmente, tramite adeguamenti software, a specifiche
esigenze che emergessero in fase di messa a punto del sistema.
Con riferimento alla Architettura del Sistema di Telefonia Selettiva Integrata descritta
nella Parte Prima della presente specifica, i CTS saranno così caratterizzati:
• CTS0, (CTS capolinea). Il CTS0, di tipo non amplificato, oltre alle console Movimento
e Trazione elettrica potrà gestire anche eventuali circuiti locali. Sarà collegato ai
circuiti Omnibus (OA, OB), sui quali emetterà i messaggi di servizio (messaggi di
stato linea) previsti dal protocollo di segnalazione di linea FSK descritto nella Parte
Terza della presente specifica, ed ai circuiti di richiusura (A’, B’).
• CTS1, (CTS di stazione). Il CTS1, usualmente di tipo non amplificato, non utilizzerà i
circuiti Interstazionali Est (IAe, IBe), mentre sarà collegato ai circuiti di piazzale, ai
circuiti ufficio, ai circuiti Interstazionali Ovest, alla console del DM ed ai circuiti
Omnibus. Emetterà i messaggi di servizio (messaggi stato linea) previsti dal
protocollo di segnalazione di linea FSK sui circuiti collegati ai punti PAe/PBe,
OUA/OUB e IAo/IBo, mentre monitorizzerà tali messaggi sui punti di attestazione
PAo/PBo.
• CTS2, (CTS di stazione). Il CTS2, che all’occorrenza potrà essere corredato dei moduli
di amplificazione/equalizzazione sui circuiti Omnibus, sarà collegato ai circuiti di
piazzale, ai circuiti ufficio, ai circuiti Interstazionali Est ed Ovest, alla console del DM
ed ai circuiti Omnibus. Emetterà i messaggi di servizio (messaggi stato linea) previsti
dal protocollo di segnalazione di linea FSK sui circuiti collegati ai punti PAe/PBe,
OUA/OUB e IAo/IBo, mentre monitorizzerà tali messaggi sui punti di attestazione
PAo/PBo e IAe/IBe.
• CTS3, (CTS di stazione). Il CTS3, normalmente dotato dei dispositivi di
amplificazione/equalizzazione per permettere l’interfacciamento ai circuiti di
richiusura (A’, B’), non utilizzerà i circuiti Interstazionali Ovest, sarà collegato ai
circuiti di piazzale, ai circuiti ufficio, ai circuiti Interstazionali Est, alla console del
DM e ai circuiti Omnibus. Emetterà i messaggi di servizio (messaggi stato linea)
previsti dal protocollo di segnalazione di linea FSK sui circuiti collegati ai punti
PAe/PBe e OUA/OUB e monitorizzerà tali messaggi su PAo/PBo e IAe/IBe.
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SUDDIVISIONE LOGICA DEI CIRCUITI TELEFONICI
In Figura 3 viene riportata la suddivisione logica dei circuiti telefonici di secondo livello
all’interno del CTS; le interfacce telefoniche saranno logicamente connesse in modo
variabile dipendendo dal regime di circolazione, dallo stato della stazione (presenziata, non
presenziata) e dallo stato del CTS limitrofo. Questa suddivisione logica porta ad identificare
5 nodi così denominati:
• 1 nodo esterno;
• 3 nodi interni (di piazzale, di giurisdizione, di giurisdizione CTS limitrofo);
• 1 nodo Trazione.
Il ‘nodo esterno’ ed il ‘nodo Trazione’ sono i soli abilitati ad accedere al primo livello.
Un telefono, che di norma appartiene ai nodi interni, per comunicazioni di Movimento
dovrà accedere alla sola interfaccia console DM; lo stesso telefono, per comunicazioni di
Trazione, dovrà afferire al nodo Trazione e di conseguenza al primo livello.
La console DM dovrà essere in grado di gestire comunicazioni provenienti da uno qualsiasi
dei nodi.
Le comunicazioni tra due console collegate allo stesso CTS avverranno utilizzando un
collegamento intercomunicante solo per il periodo di comunicazione.
Con questa suddivisione logico/funzionale i singoli apparati telefonici che fanno capo al CTS
sui vari circuiti afferenti potranno operare in modo indifferente rispetto al nodo cui vengono
associati od al regime di esercizio della stazione cui fanno capo.
I tre nodi interni di cui sopra sono stati definiti per consentire al singolo CTS, nel caso di
regime di funzionamento tipo Locale, di gestire separatamente ed autonomamente
comunicazioni di Movimento tra piazzale / circuito Interstazionale di giurisdizione / circuito
Interstazionale di non giurisdizione e console DM locale.
Il CTS dovrà generare opportune segnalazioni per indicare agli utilizzatori collegati lo stato
della linea su tutti i circuiti di secondo livello tranne che sul circuito Interstazionale di
giurisdizione del CTS limitrofo. Pertanto in caso di chiamate da e per i circuiti
Interstazionali il CTS dovrà avere comportamenti differenti a seconda che il circuito
interessato sia o non sia di sua giurisdizione.
Si può rilevare come sia possibile effettuare le seguenti associazioni tra nodi logici e circuiti
di comunicazione:
• nodo esterno — DC/DCO/III° Movimento;
• nodo Trazione — DOTE;
• nodo piazzale — piazzale;
• nodo giurisdizione — V°bis/BL Est (Ovest);
• nodo di non giurisdizione — V°bis/BL Ovest (Est).
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GESTIONE DI INTERRUZIONE DI COLLEGAMENTO
INTERSTAZIONALE
Nel caso in cui, per un tempo impostato in fase di configurazione, un CTS non riveli su un
circuito Interstazionale di giurisdizione del CTS limitrofo il messaggio periodico di stato di
disponibilità del supporto, esso dovrà iniziare a gestire questo circuito come se fosse di sua
giurisdizione per garantire la continuità dell’esercizio degli apparati collegati. Inoltre
provvederà a monitorare continuamente la linea per rilevare la ripresa del servizio da parte
del corrispondente; in questo caso dovrà subito ripristinare sul circuito Interstazionale
interessato lo stato di normalità.
Nel caso di stazione in regime DCO il CTS dovrà provvedere anche alla connessione del
circuito Interstazionale con il nodo esterno per tutto il periodo di sua surrogazione
dell’attività di competenza del corrispondente.
Sarà cura del CTS che surroga la funzione di giurisdizione avviare appena possibile una
attività diagnostica per individuare le apparecchiature di linea che sono entrate sotto la sua
competenza in questa situazione anomala, prendendo in carico la gestione delle relative
funzioni diagnostiche.
6.1.1.3
FUNZIONAMENTO IN REGIME DI DISABILITAZIONE
Come in parte evidenziato in Figura 3, nel caso di disabilitazione della stazione, il CTS
dovrà gestire i nodi in modo da permettere il prolungamento dei circuiti e quindi il
trasferimento delle comunicazione all’operatore di competenza.
In regime DCO i telefoni di piazzale e di linea, con stazione disabilitata, apparterranno a
tutti gli effetti al nodo esterno e quindi saranno in grado di entrare in comunicazione con il
circuito di primo livello Movimento.
In regime DC/DL il nodo di giurisdizione e quello di non giurisdizione, in caso di
disabilitazione, verranno connessi in modo da permettere alle comunicazioni di raggiungere
le due stazioni limitrofe; il CTS rimarrà in monitoraggio dell’unico nodo così ottenuto senza
più generare alcun messaggio FSK di servizio verso il circuito Interstazionale.
La console DM potrà essere raggiunta da eventuali chiamate selettive generate dai soli DM
delle stazioni limitrofe mediante l’impiego di un indirizzo selettivo di postazione diverso da
quello a cui saranno indirizzate le chiamate in caso di stazione abilitata.
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Figura 3 Suddivisione logica dei circuiti telefonici
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6.1.2 COMPOSIZIONE CTS
Il CTS base sarà costituto nella sua struttura tipica da due subtelai, contenenti schede
elettroniche, indicati in
Figura 4 come subtelaio Analogico e subtelaio Digitale, opportunamente interconnessi tra
loro. Completerà il CTS base un ulteriore subtelaio per i moduli di Telealimentazione.
Il subtelaio Analogico sarà composto, nella sua configurazione tipica, dai seguenti moduli
funzionali:
• moduli di interfaccia e amplificazione per circuiti Omnibus;
• moduli di interfaccia e by-pass per circuiti Omnibus, nel caso di CTS non amplificato;
• moduli interfaccia per linea fisica 2/4 fili;
• modulo interfaccia Console;
• modulo interfaccia BCA;
• modulo interfaccia analogica per circuiti TDS (telediffusione sonora).
Eventuali moduli aggiuntivi potranno trovare posto nello spazio disponibile all'interno del
subtelaio.
Il subtelaio Digitale sarà composto, nella sua configurazione tipica, dai seguenti moduli
funzionali:
• modulo logica e controllo CTS;
• moduli interfaccia di linea;
• modulo interfaccia digitale per circuiti TDS;
• modulo interfaccia radio 900 MHz;
• modulo alimentatore.
Eventuali moduli aggiuntivi potranno trovare posto nello spazio disponibile all'interno del
subtelaio.
Sia i moduli interfaccia 2/4 fili e BCA del subtelaio analogico, sia i moduli di interfaccia di
linea subtelaio digitale sono considerati ciascuno con capacità di gestione di 2 circuiti
telefonici.
La differenza tra CTS amplificato e CTS non amplificato risiederà esclusivamente nel
subtelaio Analogico in quanto l’interfacciamento con le linee telefoniche sarà demandato al
solo subtelaio Analogico; il passaggio tra le due configurazioni del CTS dovrà avvenire
semplicemente sostituendo il modulo by-pass con un modulo amplificatore ed inserendo
l’ulteriore interfaccia 2/4 fili.
I 5 nodi logici precedentemente descritti al punto 6.1.1.2 verranno dinamicamente
realizzati all’interno del subtelaio Digitale configurando opportunamente i collegamenti
delle varie interfacce sul bus di comunicazione fonica; il modulo di logica e controllo dovrà
essere in grado di inviare alle interfacce comandi di connessione al nodo opportuno a
seconda delle funzionalità assegnate, del regime di circolazione, del tipo di chiamata. Il
modulo di logica e controllo scambierà con le interfacce le informazioni necessarie a
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stabilire la tipologia di chiamata entrante / uscente dal CTS.
Non sarà necessario che tutte le interfacce siano collegate a tutte le linee del bus di
comunicazione fonica, ma per consentire la massima flessibilità si dovrà fare in modo che i
singoli moduli possano essere inseriti nel subtelaio senza vincoli specifici di posizione. In
caso contrario, opportune chiavi meccaniche dovranno impedire errori di inserzione dei
moduli all’interno del subtelaio da parte del personale di manutenzione FS.
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Figura 4 Schema di principio CTS
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MODULO ALIMENTATORE
Il modulo alimentatore, non riportato in
Figura 4, verrà inserito nel subtelaio Digitale per fornire, partendo dalla tensione di 24Vcc,
le alimentazioni stabilizzate necessarie al funzionamento dei moduli contenuti nel
subtelaio.
L’alimentatore fornirà inoltre una tensione secondaria di 24Vcc isolata dal resto delle altre
alimentazioni e da massa per alimentare i dispositivi optoisolati di I/O qualora fossero
connessi a sorgenti di comando a loro volta non alimentate. Una corrente compresa tra 5 e
10mA per dispositivo optoisolato installato nel CTS sarà ritenuta congrua.
6.1.2.1.2
MODULO LOGICA E CONTROLLO CTS (MLC)
Il modulo logica e controllo, schematizzato in Figura 5:
• regolerà le connessioni delle varie interfacce con il bus di comunicazione fonica;
• gestirà le linee seriali e digitali di comunicazione esterna;
• supervisionerà le operazioni di diagnostica raccogliendo dai moduli ad esso collegati
informazioni relative al loro stato e le conserverà per renderle disponibili su
interrogazione da parte del centro di diagnostica o da parte del PC portatile di
diagnostica locale.
Il modulo di logica e controllo colloquierà con i moduli interfaccia di linea tramite un bus
digitale di comando e controllo, avrà in sé i generatori di temporizzazione per lo scambio
dati sul bus e tutta la circuiteria di controllo centralizzato delle logiche di scambio e
instradamento linee.
Sul fronte di detto modulo sarà presente una porta seriale a standard EIA RS-232 per
permettere il caricamento di nuove release software, la configurazione del CTS e la
diagnostica locale. Detta porta seriale opererà in modo full duplex, asincrono, 9,6/19,2
Kbit/s e meccanicamente adotterà un connettore DB9 femmina secondo lo standard IEC
807-2.
Inoltre sul modulo sarà disponibile una porta seriale optoisolata a standard EIA RS-485 per
collegare sul CTS0 il Personal Computer di telediagnostica; i pin di interfaccia dovranno
essere attestati alla morsettiera posta sulla fiancata laterale del subtelaio digitale, se
l’implementazione meccanica lo consentirà, oppure essere disponibili sul fronte mediante
connettore polarizzato non intercambiabile con altri già presenti.
Infine sul modulo saranno presenti dei circuiti di input/output per rendere disponibili
almeno 4 linee di input e 4 linee digitali di output. Tutte le 8 linee di I/O dovranno
presentarsi verso l’esterno isolate mediante optoisolatori o fotoattuatori, ognuna in grado di
sopportare almeno tensioni di 30V e correnti di 30mA ed essere dotata di dispositivi di
limitazione di corrente e protezioni contro le inversioni di polarità se, senza queste
protezioni, la porta può essere danneggiata.
Dovranno essere previste sulla parte frontale del modulo di logica e controllo indicazioni
luminose che ne evidenzino il corretto funzionamento o la presenza di anomalie.
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Figura 5 Schema di principio del modulo di logica e controllo
6.1.2.1.3
MODULO INTERFACCIA PER LINEA FISICA 2/4 FILI
La Figura 6 riporta lo schema di principio dell’interfaccia per linea fisica 2/4 fili. Il modulo
consentirà l’interfacciamento ad alta impedenza verso due supporti, costituiti da coppie
telefoniche sia di tipo non pupinizzato sia di tipo pupinizzato (A e B), prevedendo opportune
richiusure sulla impedenza caratteristica, nel caso l’interfaccia operi come terminazione di
linea, garantendo, nel caso di utilizzo del modulo su linee pupinizzate e non già
esternamente compensate, il complemento di linea.
I segnali fonici bidirezionali provenienti dai supporti in rame verranno suddivisi nelle
componenti RX e TX utilizzando due forchette telefoniche ed inviati al modulo di
condizionamento dei segnali fonici (interfaccia di linea) dopo la regolazione del livello del
segnale e l’equalizzazione della risposta frequenza / ampiezza, in particolare per le linee
non pupinizzate.
Sarà possibile regolare il livello di ingresso a passi di 1 dB mediante attenuatore da 15 dB;
così come sulla via di trasmissione, sarà presente un amplificatore con attenuatore da 15
dB regolabile a passi di 1 dB.
Cura particolare andrà posta nel lay-out del modulo per garantire, se adottate
predisposizioni hardware per il complemento di linea pupinizzata, una facile sostituzione
del modulo in caso di guasto e quindi rendere intuitive ed agevoli le predisposizioni sul
modulo di scorta anche da parte di operatori non specializzati.
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Figura 6 Schema di principio interfaccia linea 2/4 fili
6.1.2.1.4
MODULO INTERFACCIA CONSOLE E SUPPORTI VIRTUALI
L’interfaccia verso la console e verso i supporti virtuali, quali FDM e PCM, prevedono
l’impiego di questo modulo nel subtelaio Analogico che completerà la funzione di gestione
con il modulo di interfaccia di linea installato nel subtelaio Digitale. Sul modulo saranno
allocate due identiche interfacce bilanciate a 4 fili per fonia con impedenza 600 Ω ma con
capacità separata di condizionamento.
La Figura 7 riporta lo schema di principio: sulla via di ricezione, oltre ai traslatori di
bilanciamento e adattamento di impedenza vi sarà un amplificatore il cui livello di ingresso
sarà regolabile a passi di 1 dB mediante attenuatore da 15 dB; sulla via di trasmissione,
oltre ai traslatori, vi sarà un filtro passa banda per limitare lo spettro dei segnali verso il
supporto virtuale, ed inoltre sarà presente un amplificatore con attenuatore da 15 dB
regolabile a passi di 1 dB.
Se necessario, dovranno essere inserite celle di equalizzazione sulla via di ricezione per
compensare le distorsioni ampiezza / frequenza del supporto trasmissivo.
Le segnalazioni tra il modulo e le console saranno effettuate in tecnica FSK sfruttando la
parte alta della banda fonica disponibile.
Il protocollo di comunicazione tra console e CTS sarà dettagliato nella Parte Terza della
presente specifica.
La telealimentazione della console, quando richiesta, avverrà sfruttando il centro dei
traslatori collegati alle due coppie telefoniche di collegamento tra CTS e console.
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Figura 7 Schema di principio interfaccia console e supporti virtuali
Per la console in versione DCO, al fine di consentire il funzionamento con fonia sempre
aperta sul circuito Movimento, in analogia con quanto oggi disponibile sugli equivalenti
circuiti realizzati con le tecnologie tradizionali, dovrà essere usata la seconda via (linea B)
per fornire in uscita un segnale fonico verso dispositivo esterno che provvederà ad
amplificarlo ed a inviarlo ad un altoparlante esterno e parimenti ricevere in ingresso,
sempre attraverso il condizionamento di preamplificazione nel dispositivo esterno, un
segnale generato da un posto microfonico a “becco d’oca”.
6.1.2.1.5
MODULO AMPLIFICATORE/BY-PASS
Per le linee Omnibus, quando le condizioni della linea lo richiedano, dovranno essere
previsti moduli di amplificazione in grado di gestire contemporaneamente, ma con capacità
separata di condizionamento, entrambe le linee sia di tipo non pupinizzato, sia di tipo
pupinizzato e che, mediante predisposizioni, dovrà permettere, per la intera banda
telefonica:
• la regolazione dell’equivalente di trasmissione;
• la equalizzazione della distorsione di ampiezza in funzione della frequenza;
• l’eventuale compensazione del ritardo di gruppo (per permettere almeno la
trasmissione dati FFSK a 1200 bit/s con un contributo di tasso di errore trascurabile);
• il filtraggio dei segnali fuori banda utile.
Dal modulo di amplificazione si estrarranno/inietteranno i segnali già condizionati per i
circuiti locali e, dove richiesto, per le diramazioni sulle vie secondarie confluenti.
Il modulo amplificatore dovrà rispettare le prescrizioni indicate nella Parte Prima della
presente specifica.
Quando non sarà richiesta amplificazione, l’accoppiamento al supporto telefonico potrà
essere fatto sostituendo il modulo amplificatore con un modulo di by-pass o con connessione
in derivazione ad alta impedenza alle linee stesse.
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MODULO INTERFACCIA DI LINEA
Il modulo interfaccia di linea, il cui schema di principio è riportato in Figura 8, sarà dotato
di proprio dispositivo di elaborazione e gestione di segnale (DSP) e dovrà gestire due
collegamenti a 4 fili e, quando richiesto, anche i criteri di segnalazione verso:
•
il modulo di interfaccia 2/4 fili;
•
il modulo interfaccia console;
•
il modulo interfaccia BCA;
•
il modulo segnalazione con treni d’onda polarizzati.
Esso tra l’altro svolgerà la funzione di generazione e decodifica di:
•
messaggi AM, per le segnalazioni STS75, AS100 usate nella telefonia selettiva di
servizio attualmente in esercizio;
•
messaggi FSK, per le diverse segnalazioni previste nel sistema STSI e per le
segnalazioni 29TR 4000/N e SITELFERR 2500;
•
messaggi DTMF, per le segnalazioni su linee BCA.
Ogni modulo di interfaccia gestirà tutte le operazioni inerenti il controllo delle due linee a
cui risulta connesso, colloquiando contemporaneamente con il modulo di logica e controllo.
Il modulo di interfaccia invierà al modulo di logica e controllo, attraverso il bus digitale,
messaggi riguardanti:
•
criteri e stati decodificati dai messaggi di segnalazione di linea;
•
dati relativi alle chiamate decodificate a partire dai corrispondenti messaggi di
segnalazione di linea;
•
dati di informazione diagnostica.
Il modulo di logica e controllo invierà al modulo di interfaccia di linea, attraverso il bus
digitale, messaggi riguardanti:
•
richieste di emissione di messaggi di segnalazione di linea;
•
dati relativi alle chiamate da codificare nel protocollo di segnalazione di linea;
•
richiesta di informazioni diagnostiche;
•
richiesta connessione ingressi del modulo sul bus di comunicazione fonica per la
formazione dei nodi logici.
Di principio la codifica e decodifica di un messaggio avverrà sul modulo interfaccia di linea,
ma tutte le decisioni relative al riconoscimento di chiamate/risposte indirizzate a dispositivi
gestiti dal CTS, alla creazione di nodi logici ed alla gestione di chiamate e risposte di
diagnostica (con conseguente creazione dei relativi messaggi) verranno prese dal modulo di
logica e controllo.
I segnali presenti in ingresso al modulo di interfaccia linea e provenienti dal modulo di
interfaccia verso il campo, saranno costituiti sia dai messaggi dati di segnalazione di linea
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PARTE SESTA
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(AM, FSK, DTMF) sia dai segnali di fonia; dopo opportuno filtraggio i messaggi di
segnalazione e dati di diagnostica verranno inviati al decodificatore mentre la fonia
proseguirà verso lo switch SCE (Switch Connessione Entrante) che le consentirà di
transitare verso il bus di comunicazione fonica.
Lo switch SCE, chiudendosi, abiliterà il trasferimento dei segnali di fonia provenienti dal
supporto a cui è collegato al bus di comunicazione fonica che li distribuirà verso tutti i
moduli di interfaccia di linea che sono presenti nel CTS; solo il modulo di interfaccia di
linea che riceverà l’ordine di connessione per costituire un nodo logico estenderà la fonia
verso il supporto a cui è collegato e per tutta la durata della comunicazione.
I segnali presenti in uscita dal modulo interfaccia di linea saranno costituiti, in alternativa
o contemporaneamente, dai messaggi di servizio e dati di chiamata codificati con tecnica
appropriata al tipo di servizio in corso e sommati assieme con i segnali di fonia provenienti
dal nodo logico che si è costituito per la interconnessione di segnali fonici provenienti dal
bus di comunicazione fonica; l’emissione dei messaggi FSK di servizio e la codifica dei dati
avverrà sotto la supervisione della logica interna al modulo a seguito di comandi
provenienti dal modulo di logica e controllo, così come avverrà per la formazione del nodo
logico di fonia.
Sul modulo interfaccia di linea sono anche presenti due coppie di tre fili per riportare le
segnalazioni a stati discreti verso i moduli di interfaccia analogica BCA, BL, AS12/27, TDS.
Questi tre fili potranno essere usati indifferentemente per adottare metodologie diverse di
segnalazione quali ad esempio: E/M (Ron/Tron), clock e fili Tx ed Rx , due fili di
lettura/scrittura e relativo comando, eccetera, in funzione della implementazione circuitale
in atto.
Nella presentazione di principio dei moduli costituenti il CTS che faranno uso di questa
terna di fili verrà richiamata una sola metodologia di impiego al solo scopo di illustrarne il
principio di funzionamento.
Per consentire l’effettuazione di prove di diagnostica dovrà inoltre essere possibile, su
comando di diagnostica, la richiusura della linea di trasmissione verso il bus di
comunicazione fonica.
Dovranno essere previste sulla parte frontale del modulo indicazioni luminose necessarie ad
evidenziare il suo corretto funzionamento o la presenza delle principali anomalie.
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Figura 8 Schema di principio interfaccia di linea
6.1.2.1.7
MODULO INTERFACCIA BCA
In Figura 9 è riportato lo schema di principio del modulo di interfaccia Batteria Centrale
Automatica (BCA) sezione analogica. Questo modulo si connetterà con il modulo di
interfaccia di linea, Figura 8, per completare la funzione di governo di due interfacce
ognuna in grado di simulare il comportamento di un telefono BCA con capacità di effettuare
selezioni sia di tipo decadico sia di tipo DTMF.
Le caratteristiche elettriche di questa interfaccia ed i relativi margini saranno quelli
definiti dalla normativa CEI serie 103 in vigore.
Oltre alla parte di fonia vera e propria, costituita dalla forchetta telefonica e dagli
amplificatori, sarà presente la circuiteria di impegno di linea, circuiteria governata da
criteri proveniente dal modulo interfaccia di linea, a1 (b2) e a2 (b3).
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Sarà inoltre presente un rivelatore di chiamata che si attiverà all’arrivo sul doppino di linea
di una tensione alternata 25 ÷ 50 Hz superiore a 10 V con il trasferimento del criterio al
modulo di interfaccia di linea tramite il filo a3 (b1). Frequenze alternate inferiori ai 16 Hz
non dovranno fare intervenire il rivelatore di chiamata.
Qualora fosse richiesto da FS questa interfaccia andrà omologata, presso il Ministero delle
Comunicazioni o presso Ente di certificazione autorizzato, per poter essere impiegata per
connessioni alle linee telefoniche pubbliche (PSTN).
Dovranno essere previste sulla parte frontale del modulo indicazioni luminose che ne
evidenzino il corretto funzionamento o la presenza di anomalie.
Figura 9 Schema di principio interfaccia analogica BCA
6.1.2.1.8
MODULO INTERFACCIA RADIO RPV 900 MHZ
La possibilità di comunicare con il personale a bordo treni durante la marcia mediante
sistemi radio contribuisce fattivamente all’aumento della sicurezza e alla regolarità della
marcia treni e, come già detto, allo scopo è stato previsto un canale radio per le
comunicazioni tra terra e treno.
Apparati radio, di tipo GSM (o eventuale TACS) a 900 MHz, con modalità di comunicazione
duplex, consentiranno il colloquio con il bordo treno mediante una Rete Privata Virtuale,
realizzata all’interno di un sistema radiomobile cellulare pubblico o mediante rete
proprietaria e saranno collegati al CTS così da permettere l’integrazione nello stesso
sistema STSI sia di comunicazioni che sfruttano come supporto la coppia telefonica in rame
sia di comunicazioni con supporto radio.
Lo sviluppo di nuovi standard in ambito ETSI-GSM e la loro adozione in ambito ferroviario
richiede, al momento, di definire due tipi di interfaccia per poter gestire anche apparati
radio non conformi a questo standard e poter garantire il servizio anche durante la fase
transitoria.
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Il nuovo standard di comunicazioni radio adottato in ambiente ferroviario specifica
l’impiego di un apparato radio GSM con interfaccia di segnalazione digitale conforme alle
raccomandazioni ITU-T (V11), V24, V28, V25-ter e GSM 07.07 e via di fonia analogica a 4
fili con caratteristiche meglio dettagliate in seguito.
6.1.2.1.8.1
INTERFACCIA DIRETTA ALLA RADIO GSM 900 MHZ
La normativa di riferimento già citata nella Parte Terza di questa specifica al punto 3.4
fornisce le caratteristiche del Terminale Mobile GSM da cui si possono ricavare le specifiche
di interfaccia lato CTS.
In Figura 10 viene riportato lo schema di principio di detta interfaccia dove:
•
la fonia in trasmissione si presenta bilanciata con impedenza 600 Ω, livello -6 dBm
regolabile a passi di 1 dB per almeno 15 dB;
•
la fonia in ricezione troverà una interfaccia bilanciata con impedenza 600 Ω e livello
nominale di -6 dBm;
Il cavo di raccordo, che partendo dal CTS si affaccerà al Terminale radio GSM, sarà dotato
di connettore femmina DB15 a norma ISO 4903 con la seguente predisposizione:
Pin
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
Tipo di segnale
Positivo alimentazione MT
libero
Fonia ricezione (filo Rx a)
libero
libero
Fonia trasmissione (filo Tx a)
libero
Negativo e massa alimentazione MT
Positivo alimentazione MT
libero
Fonia ricezione (filo Rx b)
libero
Fonia trasmissione (filo Tx b)
libero
Negativo e massa alimentazione MT
Sullo stesso connettore che porta la fonia verso il MT viene attestata anche la sua
alimentazione: la tensione avrà un valore compreso tra 10,8 V e 15,6 V 1 A massimo, il filo
del polo negativo connesso a massa. Questa alimentazione non è a carico del CTS anche se
il Fornitore potrà proporne la sua integrazione.
•
una interfaccia seriale di trasmissione dati, con caratteristiche conformi alle
raccomandazioni ITU-T, V24, V28, e con protocollo di segnalazione V25-ter / ETSI
GSM 07.07 permetterà l’invio verso la radio delle segnalazioni di chiamata compresa
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la indicazione della scelta del servizio tra fonia e trasmissione dati;
Il cavo di raccordo, che partendo dal CTS si affaccerà al MT, sarà dotato di connettore
maschio DB25 a norma ISO 2110 con la seguente predisposizione:
Pin
2
3
4
5
6
V28
X>
X<
#>
#<
#<
Circuito V24
CT 103
CT 104
CT 105
CT 106
CT 107
7
‡
CT 102
8
20
22
#<
#>
#<
CT 109
CT 108/2
CT 125
X > = Circuito dati da CTS a MS;
X < = Circuito dati da MS a CTS;
‡ = Circuito di terra di riferimento;
1
Descrizione circuiti
Dati trasmessi
Dati ricevuti
Richiesta di trasmettere
Pronto a trasmettere
MT pronto
Riferimento comune dei segnali di interfaccia
(1)
Rivelatore di portante dati
CTS pronto
Indicatore di chiamata entrante
# > = Circuito di controllo da CTS a MS;
# < = Circuito di controllo da MS a CTS;
La Racc. V24 non prevede un pin di connessione alla terra di protezione, quando richiesto collegare a terra CT102.
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In base alle condizioni di impiego potrà essere richiesta una soluzione che preveda
l'adozione di circuiti bilanciati (ITU-T V11) con l'assegnazione dei pin come sotto
specificato:
Pin
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
22
23
24
25
V11
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
X
Circuito V24
CT 103
CT 104
CT 105
CT 106
CT 107
CT 102
CT 109
CT 115 return
CT 109 return
CT 113 return
CT 114 return
CT 106 return
CT 103 return
CT 114
CT 104 return
CT 115
CT 105 return
CT 108/2
CT 125
CT 102
CT 113
Descrizione circuiti
Dati trasmessi
Dati ricevuti
Richiesta di trasmettere
Pronto a trasmettere
MT pronto
Riferimento comune dei segnali di interfaccia (2)
Rivelatore di portante dati
Temporizzazione di trasmissione da MT
Temporizzazione di ricezione da MT
CTS pronto
Indicatore di chiamata entrante
Riferimento comune dei segnali di interfaccia (3)
Temporizzazione di trasmissione da CTS
Commutazione da V28 a V11
Il collegamento del pin 25 con il pin 23 abiliterà l'interfaccia ad operare in modo bilanciato
conforme alla raccomandazione ITU-T V11.
2
La Racc. V24 non prevede un pin di connessione alla terra di protezione, quando richiesto collegare a terra CT102.
3
La Racc. V24 non prevede un pin di connessione alla terra di protezione, quando richiesto collegare a terra CT102.
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•
una interfaccia seriale posta sul fronte del CTS permetterà la connessione di un
terminale dati esterno al sistema per le comunicazioni dati e fax.
L’interfaccia per il terminale dati esterno si presenterà sul fronte del CTS mediante
connettore femmina DB09 così da poter collegare direttamente il cavo di un terminale
dotato di interfaccia ITU-T V24 / V28.
Pin
1
2
3
4
5
6
7
8
9
ITU-T V24
CT 109
CT 104
CT 103
CT 108/2
CT 102
CT 107
CT 105
CT 106
CT 125
Acronimo
DCD
RD
TD
DTR
SG
DSR
RTS
CTS
RI
Descrizione circuiti
Rivelatore di portante dati
Dati ricevuti
Dati trasmessi
Terminale dati pronto
Riferimento comune dei segnali
Apparato pronto
Richiesta di trasmettere
Pronto a trasmettere
Indicatore di chiamata entrante
La logica interna provvederà a segnalare alla via di comunicazione che non ha impegnato il
supporto radio che detto supporto non è disponibile generando un blocco all’accesso.
Figura 10 Schema di principio interfaccia diretta alla radio GSM 900 MHz
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6.1.2.1.8.2
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INTERFACCIA TRAMITE MODULO DI ADATTAMENTO ESTERNO
Come già accennato questo tipo di interfaccia sarà usato nel caso il CTS non debba
interfacciare direttamente un terminale radio. In questo caso, e per consentire un adeguato
livello di flessibilità, il blocco radio dovrà comprendere il modulo radio opportunamente
protetto dal suo contenitore con l'eventuale alimentatore ed un modulo adattatore di
interfaccia in grado di adeguare i protocolli di comunicazione propri della specifica
apparecchiatura al protocollo standard unificato FS.
L'interfaccia lato CTS, risponderà a quanto dettagliato nel protocollo standard unificato FS
richiamato nella Parte Terza della presente specifica.
In Figura 11 viene riportato lo schema di principio di detta interfaccia dove:
•
la fonia in trasmissione si presenta bilanciata con impedenza 600 Ω, livello 0 dBm
regolabile a passi di 1 dB per almeno 15 dB;
•
la fonia in ricezione troverà una interfaccia bilanciata con impedenza 600 Ω e livello
che di norma sarà 0 dBm;
•
una linea seriale di trasmissione ed una di ricezione, secondo lo standard EIA RS-422
(usando driver e receiver optoisolati di tipo RS-485) ed operante alla velocità di 9600
bit/s permetterà lo scambio di comandi e segnalazioni oltre che di informazioni di
diagnostica.
Figura 11 Schema di principio di interfaccia al blocco radio
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6.1.2.1.9
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MODULI INTERFACCIA TDS
L’interfacciamento alla Tele Diffusione Sonora di stazione dovrà permettere di inviare
segnali preregistrati e memorizzati localmente o comunicazioni da utenti remoti abilitati al
servizio verso l’amplificatore di diffusione sonora presente presso un sito periferico dopo
aver avuto il consenso di disponibilità della risorsa di diffusione. Due moduli, uno da
inserire nel subtelaio analogico ed il secondo da inserire nel subtelaio digitale compongono
il dispositivo di TDS e gli schemi di principio sono rispettivamente riportati in Figura 12 e
Figura 13.
Tramite messaggi di selezione dal centro (console DCO) dovrà essere possibile attivare
l’impianto di diffusione sonora e:
•
diffondere la fonia proveniente dalla console DC/DCO abilitata a tale servizio;
•
diffondere uno dei 50 messaggi preregistrati e memorizzati all’interno del modulo
digitale TDS.
La disattivazione del servizio di telediffusione sonora dovrà avvenire a seguito di:
•
deselezione del servizio da parte dell’operatore centrale;
•
occupazione dell’impianto di diffusione sonora da parte dell’operatore locale (DM),
ritenuto prioritario;
•
timeout interni in caso di messaggi preregistrati;
•
timeout o blocco interno di protezione in caso di impegno eccessivamente
prolungato dell’amplificatore o di anomalie presenti sulla circuiteria dei messaggi
preregistrati.
Il modulo analogico dovrà essere dotato di almeno quattro input optoisolati in grado di
ricevere:
•
un criterio dall’amplificatore che confermi la disponibilità ed il corretto
funzionamento di quest’ultimo;
•
un criterio dall’amplificatore di conferma apertura (chiusura) del canale di
diffusione sonora a seguito di richiesta proveniente dal modulo;
•
criteri vari di impegno dell’amplificatore già effettuati da altre apparecchiature
concorrenti all’espletamento di questo servizio e presenti nel sito remoto.
Inoltre il modulo analogico dovrà essere dotato di almeno quattro attuatori optoisolati per
inviare all’amplificatore il criterio di selezione della zona su cui diffondere il messaggio.
Il dispositivo dovrà consentire l’accesso ed il controllo dell’impianto di diffusione sonora
anche da parte della console locale (DM).
Sul modulo digitale dovrà essere presente una circuiteria che permetterà la
memorizzazione di almeno 50 messaggi, della durata complessiva non inferiore a 512
secondi, su memoria digitale riscrivibile.
Tramite il protocollo di segnalazione di linea, dovrà essere possibile selezionare e poi fare
emettere, in forma analogica, uno o più di questi messaggi intervallati da una breve pausa
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da fissarsi all’atto della installazione del CTS.
La registrazione, od il caricamento in forma digitale dei messaggi, dovrà poter avvenire in
loco mediante comandi, indirizzamenti e/o aggiornamenti di quanto registrato sulla
memoria digitale ed effettuati tramite il PC di diagnostica e/o in forma analogica da
microfono e cuffia di riascolto collegabili localmente sul fronte del modulo analogico.
Per la conferma della disponibilità alla diffusione sonora, in caso di richiesta dal centro
(console DCO), dovrà essere prevista la restituzione in forma vocale, dal dispositivo TDS
locale, di un messaggio di conferma conseguente alla verifica della disponibilità e presa in
carico del sistema di diffusione sonora.
In conformità a quanto attualmente avviene per lo stesso servizio, tale messaggio dovrà
contenere l’identificativo della stazione selezionata da parte dell’operatore centrale. Uno
stesso messaggio sarà restituito prima dell’abbattimento del collegamento con il centro alla
ricezione del comando di fine diffusione subito dopo aver ricevuto la conferma dal campo
dello spegnimento del sistema di diffusione.
Nel caso di diffusione di messaggio preregistrato la via di fonia dal centro dovrà essere
bloccata per tutto il tempo di emissione; sarà inviato verso il chiamante lo stesso messaggio
diffuso che sarà prelevato all’uscita dell’amplificatore nel punto più prossimo alla via di
alimentazione degli altoparlanti.
Allo scopo sul modulo analogico sarà disponibile un traslatore per adattare l’impedenza
verso il sistema di diffusione sonora, oltre che per garantire l’isolamento dal campo,
traslatore che sarà seguito da un filtro per limitare la banda fonica utile e da un
attenuatore per regolare il livello di trasmissione verso il CTS.
Il modulo analogico dovrà essere dotato di una via di uscita di fonia verso l’amplificatore di
diffusione sonora; questa via, oltre al bilanciamento e all’adattamento di impedenza dovrà
essere dotata di attenuatore di almeno 15 dB regolabile a passi di 1 dB per permettere la
regolazione di livello partendo da un livello nominale di 0 dBm. Non si prevedono filtri su
questa via per permettere al generatore di messaggi preregistrati di sfruttare tutta la
banda di fonia disponibile.
Particolare cura dovrà essere posta nella metodologia di registrazione, compressione e
memorizzazione dei messaggi da diffondere per ottenere annunci di ottima intelligibilità e
con un rumore di fondo il più contenuto possibile, soprattutto tra le pause di emissione.
Dovranno essere previste sulla parte frontale del modulo indicazioni luminose per
evidenziarne il corretto funzionamento o la presenza anomalie.
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Figura 12 Schema di principio interfaccia TDS, sezione analogica
Figura 13 Schema di principio interfaccia TDS, sezione digitale
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SISTEMI DI TELEFONIA TRADIZIONALE CON SEGNALAZIONE
PER MODULAZIONE DI PORTANTE
Negli attuali sistemi di telefonia selettiva di servizio impiegati da FS vengono adottati
criteri di segnalazione con impiego di tecniche di trasmissione diverse quali: modulazione di
ampiezza, AM, (STS75, AS100), modulazione di frequenza, FSK, (29TR 4000/N,
SITELFERR 2500), segnalazioni di chiamata a BL (batteria locale), a BC (batteria
centrale), a BCA (batteria centrale automatica), chiamate con treni d’onda polarizzati
(AS12/AS27/AS81).
Per gestire le segnalazioni in tecnica AM e FSK si adotterà sul subtelaio analogico una
interfaccia 2/4 fili predisposta per interfacciare correttamente il tipo di cavo a disposizione e
sul subtelaio digitale sarà adottato il modulo standard di interfaccia di linea che, tramite
opportune programmazioni del DSP, sarà in grado di inviare e ricevere le chiamate con le
modalità proprie della tecnica di segnalazione specifica.
L’insieme dei due moduli sopra descritti sarà in grado di gestire due linee separate operanti
contemporaneamente anche con tecniche di segnalazione differente.
Di norma la codifica e la decodifica di una segnalazione di chiamata selettiva avverrà sul
modulo interfaccia di linea, ma tutte le decisioni relative alla creazione dei nodi logici di
secondo livello da/verso la console DM verranno prese dal modulo di logica e controllo.
Qualora nella implementazione ed ingegnerizzazione dei circuiti si presentassero problemi
di disponibilità di memoria sarà possibile caricare il firmware relativo ai due circuiti in uso
e in fasi successive di nuovo caricare, tramite il PC di diagnostica, altri firmware quando si
presentasse la necessità di adottare altri tipi di segnalazione.
6.1.2.1.11
MODULO DI INTERFACCIA PER SISTEMI DI TELEFONIA
TRADIZIONALE CON SEGNALAZIONE A TRENI D’ONDA
POLARIZZATI
Come già accennato negli attuali sistemi di telefonia selettiva di servizio impiegati da FS
vengono adottati criteri di segnalazione a BL (batteria locale), o chiamate con treni d’onda
polarizzati (AS12/AS27/AS81).
Il modulo da inserire nel subtelaio analogico, il cui schema di principio è riportato in Figura
15, sarà connesso al modulo di interfaccia di linea installato nel subtelaio digitale ed
entrambi saranno in grado di governare contemporaneamente due linee anche con tipi di
segnalazione differente.
Per effettuare le segnalazioni sul modulo analogico sarà presente una circuiteria che,
partendo dalla tensione nominale di chiamata di 80 Vca, sarà in grado di inviare in linea la
corretta segnalazione. I criteri di modulazione saranno inviati al modulo analogico tramite
una terna di fili che porteranno i comandi per l’emissione delle semionde.
Sulla stessa terna saranno inviati i criteri di ricezione di chiamata, rammentando che nello
stato di riposo il ricevitore di chiamata sarà sempre attivo per gestire una chiamata
entrante.
Questo stesso modulo sarà impiegato anche su linee con segnalazione BL, infatti la
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chiamata sulla via di trasmissione impiegherà lo stesso generatore senza modulazione della
frequenza di chiamata.
La terminazione telefonica di linea sarà inserita solo al momento dell’impegno della linea
da parte dell’operatore e durerà per tutto questo periodo.
La ricezione e discriminazione della segnalazione sarà effettuata ad alta impedenza (≈ 47
KΩ) mediante dispositivi fotoaccoppiatori per garantire l’isolamento galvanico con il resto
dell’apparecchiatura e facendo in modo che una tensione di chiamata o disturbo pari o
inferiore ai 10 V di picco non generi alcuna segnalazione.
Per inviare la segnalazione si dovrà fornire in linea, in forma isolata e bilanciata, una
tensione alternata sinusoidale, con frequenza compresa tra 16 e 53 Hz con valore di picco
non superiore a 120V, modulata sulle semionde positive (criterio X) o negative (criterio Y).
Le segnalazioni avverranno come schematizzato nella Figura 14 sottoriportata; la
differenza tra la segnalazione AS 12 (possibilità di chiamare 12 utenti) e la segnalazione
AS27 (possibilità di chiamare 27 utenti) consiste solo nella pausa prima della emissione di
ogni treno di impulsi. La segnalazione AS81 segue la stessa tecnica adottata per l’AS27 ma
anziché selezionare il corrispondente con tre cifre se ne impiegheranno quattro.
Figura 14 Modi di segnalazione a treno di impulsi
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Figura 15 Schema di principio interfaccia con segnalazione a treni di impulsi
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6.1.3 TELEFONO TONITEL
Con telefono tonitel si intende un unico tipo di apparato telefonico che a seconda delle
applicazione potrà essere alloggiato in contenitore diverso per divenire telefono di piazzale,
telefono di linea, telefono da ufficio.
Esso si interfaccerà con l’operatore per mezzo di:
una tastiera decadica a 12 tasti;
almeno 10 tasti funzione per la selezione del circuito telefonico, comprensivi di tasti per la
chiamata diretta; i tasti funzione potranno assumere significati differenti in funzione
dell’utilizzo del telefono.
di microtelefono con tasto di trasmissione (PTT) impiegato, finché premuto, per mantenere
attivo il collegamento in corso.
Lo schema di principio riportato in Figura 16 indica le parti fondamentali costituenti il
telefono. Si noti la duplicazione di tutti i blocchi funzionali per consentire l’azione
contemporanea su entrambi i supporti collegati (per esempio nel caso di risposta ad
interrogazione diagnostica in presenza di apparato già in comunicazione). La ridondanza
non è ritenuta necessaria per i codificatori di chiamata.
Sulla via di ricezione di fonia dovrà essere previsto un equalizzatore di compromesso,
escludibile, per compensare metà della disequalizzazione dovuta a linee interstazionali non
pupinizzate di lunghezza pari a circa 10 Km.
Un’apposita Flash EPROM, installata all’interno del telefono, conterrà tutti i parametri di
configurazione.
Il telefono Tonitel, nelle versioni di piazzale e di linea, dovrà prevedere la disponibilità di
un contatto isolato di chiusura in grado di commutare 150Vca / 3A per l’azionamento di
dispositivi esterni di chiamata (T luminosa e suoneria).
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PARTE SESTA
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Figura 16 Schema di principio del telefono tonitel
Caratteristiche elettriche:
• Collegamenti A e B: in derivazione ad alta impedenza (≈ 100 KΩ) su coppie in
rame;
• Alimentazione: tramite telealimentazione su circuiti LuA e LuB a 60Vcc per
telefoni ufficio e ±70 Vcc per tutti gli altri casi;
• Banda passante per canale di servizio FSK:
2500 ÷ 3000 Hz (linea non pupinizzata; 300 baud);
2500 ÷ 2700 Hz (linea pupinizzata; 150 baud);
• Banda passante fonia: 300 ÷ 2400 Hz.
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6.1.4 CONSOLE DIGITEL
La console digitel, il cui schema di principio è riportato in Figura 17, sarà una postazione
telefonica priva degli organi di riconoscimento e di generazione dei messaggi di
segnalazione e chiamata di linea, essendo le relative funzioni svolte dal CTS cui la console
risulta collegata mediante collegamento analogico a quattro fili. Le informazioni sullo stato
del canale, sulle comunicazioni in arrivo ed in partenza e sugli instradamenti vengono
trasportate utilizzando due canali dati con modulazione in tecnica FSK a 600 baud (uno per
la via di trasmissione ed uno per la via di ricezione).
La sezione denominata logica digitel provvede alla gestione della tastiera e al controllo del
codificatore e del decodificatore FSK. Una linea seriale di comunicazione in standard EIA
RS-232 (9,6 Kbit/s, 8 bit, no parity) dovrà consentire l’eventuale interfacciamento con un
posto operatore CTC basato su PC, il cui video riporterà un sinottico con l’impianto di
giurisdizione. Selezionando attraverso un mouse il telefono desiderato sarà possibile
effettuare direttamente la chiamata senza dover effettuare digitazioni sulla tastiera. Il
protocollo di comunicazione utilizzerà gli stessi messaggi del protocollo di comunicazione
FSK tra console ed interfaccia relativa. In alternativa potrà essere connessa via linea
seriale, con protocollo identico a quello utilizzato dal PC, una espansione console dotata di
un pulsante luminoso per ogni posto/utenza chiamabile.
La console si interfaccia con l’utente per mezzo di:
•
una tastiera con sezione decadica standard (12 tasti);
•
minimo 32 tasti funzione;
•
3 tasti per lo scorrimento del display;
•
un display con minimo: 4 righe ciascuna di 20 caratteri alfanumerici;
•
un microtelefono dotato di tasto PTT; questo tasto, quando premuto, avrà la
funzione di attivare il microfono del microtelefono così da migliorare
l’intelligibilità della comunicazione in presenza di ambiente rumoroso e di
segnalare per time-out alla diagnostica se il microtelefono non è stato riposto in
sede a fine conversazione.
La tastiera potrà assumere configurazioni differenti secondo l’utilizzo della console.
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Figura 17 Schema di principio della console digitel
Come detto la console digitel non dovrà essere equipaggiata con la circuiteria di codifica e
decodifica presente sul telefono tonitel vista la necessità di interfacciarsi direttamente e
contemporaneamente ai 5 nodi logici del CTS. Si preferisce pertanto demandare tali
operazioni ai singoli moduli interfaccia di linea; in questo modo sarà possibile collegare la
console tramite una coppia di doppini telefonici. È però evidente che tale differenza
circuitale tra console e telefono tonitel non dovrà comportare differenze sostanziali sulle
modalità di chiamata e risposta.
La console digitel dovrà essere in grado di prelevare la tensione di alimentazione dal
circuito virtuale realizzato sui doppini di collegamento con il CTS o, in caso di
remotizzazione, di funzionare con alimentatore esterno.
Potrà essere richiesta, per le postazioni DCO, una console dotata anche di microfono ed
altoparlante esterno, escludibili, ma sempre collegati al circuito Movimento.
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6.1.5 BLOCCO RADIO 900 MHZ
Il blocco radio 900 MHz risulta costituito da un subtelaio da installare all'interno
dell'armadio di telefonia selettiva. All'interno di tale subtelaio, con sagoma di ingombro
massimo specificata al punto 6.2, vengono assemblati meccanicamente e cablati i seguenti
moduli:
• modulo di adattamento esterno (quando previsto);
• modulo radio 900 MHz;
• eventuale alimentatore switching 24Vdc / 12Vdc (4).
L'architettura del collegamento tra CTS e terminale radio cellulare (nel caso di utilizzo
modulo di adattamento) deve prevedere la possibilità di sostituzione del terminale stesso
con nuovi apparecchi di generazioni tecnologiche successive senza richiedere interventi di
modifica H/W – S/W sulle parti componenti il CTS.
4
ad esempio il modello Melcher PSR 125-7.
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SOLUZIONI MECCANICHE ED INSTALLATIVE
I moduli costituenti il CTS dovranno trovare alloggiamento in tre subtelai denominati
subtelaio Analogico, subtelaio Digitale e subtelaio Telealimentazione; questi tre subtelai
saranno completati da uno o più subtelai di Alimentazione da rete che forniranno i 24V
nominali ai tre subtelai sopra accennati.
La dimensione meccanica delle schede a circuito stampato ed i relativi connettori di
collegamento al backplane saranno conformi allo standard Eurocard.
Ogni singolo subtelaio dovrà essere dotato di staffe metalliche di adattamento per essere
installato, in sostituzione dei pannelli telefonici attualmente in uso, negli armadi telefonici
a standard FS tipo ATPS.
Negli armadi ATPS le staffe di fissaggio dei subtelai dovranno essere ancorate a delle
controstaffe che a loro volta dovranno essere fissate sul fondo dell’armadio. La profondità di
dette controstaffe dovrà essere opportunamente studiata per permettere l’allocazione di
subtelai che adottano moduli a dimensione standard Eurocard.
In Figura 18 vengono riportate le dimensioni massime di ingombro del singolo subtelaio
dove si ipotizza l’impiego di controstaffe da 50 mm.
A
B
C
D
E
F
G
H
50 mm
200 mm
55 mm
152 mm
320 mm
30 mm
120 mm
370 mm
Con la quota ‘C’ si intende l’ingombro massimo dei connettori e relativa cavetteria
eventualmente presenti sul fronte; le quote ‘E’ e ‘G’ forniscono la dima di foratura per il
fissaggio dei subtelai sulle controstaffe.
Nell’ingombro massimo indicato dovrà trovare posto anche il connettore per il cavo di
collegamento con il subtelaio digitale.
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Figura 18 Sagoma di ingombro massimo del subtelaio
In ogni subtelaio verrà inserita la circuiteria elettronica alloggiata su schede a circuito
stampato inseribili ad innesto secondo la suddivisione logica prevista al punto 6.1.2,
Composizione CTS, per i subtelai Analogico e Digitale e nel subtelaio Telealimentazione per
i moduli di telealimentazione.
Ogni singolo modulo dovrà prevedere un frontalino metallico di chiusura dotato di viti di
fissaggio al subtelaio e maniglia/dispositivo di estrazione. Il frontalino dovrà consentire la
visione delle segnalazioni luminose. Dovranno inoltre essere riportate sul fronte serigrafie
per l’individuazione dei moduli e delle informazioni fornite dalle segnalazioni luminose.
Eventuali modulini ad innesto (daughter board) sui moduli principali dovranno essere
montati e fissati opportunamente per impedire che durante il trasporto o per effetto di
vibrazioni presenti nell’ambiente, anche nel tempo, si sfilino.
La connessione tra il subtelaio Analogico e Digitale dovrà essere garantita tramite
opportuno cavo di collegamento connettorizzato.
Le connessioni tra ogni subtelaio ed il suo campo (linee telefoniche ed alimentazione)
avverranno tramite morsettiera posta su un lato del subtelaio contenuta negli ingombri
massimi. Tale morsettiera, meccanicamente solidale con il subtelaio, dovrà prevedere un
sistema di connessione interna con l’intercablaggio a circuito stampato.
In alternativa saranno accettate anche uscite connettorizzate sul fronte dei moduli quando
necessario per migliorare le condizioni di isolamento e di accessibilità, adottando nel
contempo opportuni criteri per minimizzare la possibilità di inversione delle linee in sede di
installazione e manutenzione.
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Le linee telefoniche provenienti dal campo, prima di essere portate sui moduli, dovranno
essere protette con protezioni adeguate all’ambiente di lavoro in cui i subtelai e le
periferiche in campo si troveranno ad operare. Al proposito dovranno essere previsti
pannelli di protezione qualora l’armadio in cui verrà installato il CTS non ne fosse provvisto
o non vi siano disponibili protezioni adeguate.
La struttura metallica del subtelaio, completata dai moduli o da frontali ciechi e da una
chiusura di fondo, dovrà garantire il rispetto della norma CEI EN 55022 categoria B che
stabilisce i limiti di compatibilità elettromagnetica per i disturbi irradiati e condotti,
dovendo questi subtelai condividere lo stesso armadio telefonico con altre apparecchiature
già installate ed in esercizio.
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6.2.1 TELEFONO TONITEL
Tutti i telefoni di tipo tonitel, la cui vista frontale è riportata in Figura 19, saranno
costituiti da una parte elettronica inserita all’interno di contenitori differenti a seconda del
tipo di utilizzo.
La parte elettronica sarà di principio costituita da:
• scheda di elettronica tonitel;
• scheda tastiera con pulsanti per la sezione decadica standard e pulsanti illuminati
per selezioni funzionali;
• microtelefono con cordone e pulsante PTT.
Figura 19 Vista frontale telefono tonitel
In configurazione da interno, versione da tavolo, o altrimenti detto telefono uffici,
l’elettronica dovrà trovare alloggiamento in un contenitore di materiale plastico
autoestinguente di colore sobrio e non riflettente. Un contatto isolato, per una suoneria
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sussidiaria esterna, dovrà essere messo a disposizione su morsettiera accessibile sul retro.
Il telefono dovrà essere dotato dei seguenti connettori posti sul retro o su un fianco del
contenitore:
•
tipo RJ-45 a 8 contatti per la connessione con i due doppini di supporto con la
seguente attestazione, vista dal lato inserzione:
Pin
1
2
3
4
5
6
7
8
•
tipo RJ-45 a 6 contatti per la connessione del microtelefono con la seguente
attestazione, vista dal lato inserzione:
Pin
1
2
3
4
5
6
•
5
Descrizione
(interno) positivo alimentazione locale 24 ÷ 60 Vcc
(esterno) negativo alimentazione locale 24 ÷ 60 Vcc
tipo a 4 poli femmina con bloccaggio a vite per innesto morsettiera volante passo
3,96 mm per il comando di suoneria sussidiaria esterna con la seguente
attestazione:
Pin
1
2
3
4
•
Descrizione
segnale microfono
massa microfono
segnale ricevitore telefonico
massa ricevitore telefonico
contatto PTT
massa contatto PTT
connettore circolare a due poli diametro esterno 5,5 mm e con pin centrale
diametro 2,5 mm (5), per l’eventuale alimentazione locale:
Pin
1
2
•
Descrizione
La linea LuB
Lb linea LuB
disponibile per future espansioni / applicazioni
disponibile per future espansioni / applicazioni
disponibile per future espansioni / applicazioni
disponibile per future espansioni / applicazioni
La linea LuA
Lb linea LuA
Descrizione
contatto di comando suoneria sussidiaria esterna
contatto di comando suoneria sussidiaria esterna
disponibile per future espansioni / applicazioni
disponibile per future espansioni / applicazioni
tipo DB-9, meccanica a norma IEC 807-2, femmina, con criteri e segnali secondo
ad esempio tipo ASTEL, modello 43332-9376.1
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le raccomandazione ITU-T V24 / V28 per il collegamento di un PC di
programmazione, configurazione e diagnostica, avente la seguente attestazione:
Pin
1
2
3
4
5
6
7
8
9
ITU-T
C109
C104
C103
C108
C102
C107
C105
C106
-
Descrizione
rivelatore portante dati
dati ricevuti
dati trasmessi
terminali dati pronto
terra di riferimento
apparato pronto
richiesta di trasmettere
pronto a trasmettere
non utilizzato
In configurazione da esterno la circuiteria elettronica e la pulsantiera dovranno essere
fissate ad una piastra metallica da inserire nella cassa stagna, dotata di serratura, come da
disegno TT 3166/bis. All’apertura della cassa si presenterà il fronte della piastra con le
pulsantiere ed il microtelefono.
Sulla cassa stagna dovrà essere previsto un sensore che rileverà quando la cassa stagna è
aperta e questa informazione farà parte dei dati di diagnostica.
Le linee telefoniche afferenti saranno ancorate all’interno della cassa stagna a morsettiera
volante femmina con morsetti a serrare che si innesterà in una corrispondente morsettiera
maschio solidale al corpo del telefono o della cassa stagna così poter scollegare agevolmente
le linee dalla parte elettronica contenuta nella cassa stagna.
Il telefono in cassa stagna dovrà essere dotato dei seguenti connettori:
•
Connettore a 6 poli a passo 5,08 mm completo di morsettiera femmina estraibile
per l’ancoraggio linee e protezioni con la seguente attestazione:
Pin
1
2
3
4
5
6
•
Descrizione
La, linea IA, oppure linea PA
Lb, linea IA, oppure linea PA
Massa scaricatore linea A (6)
Massa scaricatore linea B (7)
La, linea IB, oppure linea PB
Lb, linea IB, oppure linea PB
Connettore a 4 poli a passo 5,08 mm completo di morsettiera femmina estraibile e
protetta per l’ancoraggio del contatto di relè per la chiusura del circuito di
alimentazione della suoneria a forte timbro e/o la "T luminosa" con la seguente
attestazione:
6
da collegare a terra o eventualmente alla schermatura del cavo principale
7
da collegare a terra o eventualmente alla schermatura del cavo principale
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Pin
1
Descrizione
Ingresso Vca
Servizio
T luminosa
(in parallelo al pin 2)
2
Ingresso Vca
Suoneria
(in parallelo al pin 1)
3
Uscita Vca
Uscita Vca
T luminosa
(in parallelo al pin 4)
(in parallelo al pin 3)
4
•
Suoneria
FOGLIO
42 di 49
Connettore tipo DB-9, meccanica a norma IEC 807-2, femmina, con criteri e
segnali secondo le raccomandazione ITU-T V24 / V28 per il collegamento di un PC
di programmazione, configurazione e diagnostica, avente la seguente
attestazione:
Pin
ITU-T Descrizione
1
C109 rivelatore portante dati
2
C104 dati ricevuti
3
C103 dati trasmessi
4
C108 terminali dati pronto
5
C102 terra di riferimento
6
C107 apparato pronto
7
C105 richiesta di trasmettere
8
C106 pronto a trasmettere
9
non utilizzato
Questo connettore apparirà sul fronte protetto da tappo di copertura come
riportato nella Figura 19.
6.2.2 CONSOLE DIGITEL
Tutte le console di tipo digitel, la cui vista frontale è riportata in Figura 20, saranno
costituite da una parte elettronica che verrà inserita all’interno di un contenitore, di
materiale plastico autoestinguente nel caso di realizzazione da tavolo, o di un contenitore
metallico nel caso di versione da incasso.
La parte elettronica di principio sarà costituita da:
• scheda elettronica digitel;
• scheda tastiera con pulsanti per la sezione decadica standard e pulsanti illuminati
per le selezioni funzionali;
• microtelefono con cordone e pulsante PTT;
• altoparlante e microfono interni;
• display.
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FOGLIO
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Figura 20 Vista frontale console digitel
La console dovrà essere dotata dei seguenti connettori posti sul retro o su un fianco del
contenitore:
•
tipo RJ-45 a 8 contatti per la connessione con i due doppini telefonici con la
seguente attestazione, vista dal lato inserzione:
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Specifica Tecnica TT 575
Pin
1
2
3
4
5
6
7
8
•
8
Descrizione
disponibile per future espansioni / applicazioni
disponibile per future espansioni / applicazioni
disponibile per future espansioni / applicazioni
disponibile per future espansioni / applicazioni
Rx (da CTS)
Rx (da CTS)
Tx (verso il CTS)
Tx (verso il CTS)
Descrizione
segnale microfono
massa microfono
segnale ricevitore telefonico
massa ricevitore telefonico
contatto PTT
massa contatto PTT
Descrizione
(interno) positivo alimentazione locale 24 ÷ 70 Vcc
(esterno) negativo alimentazione locale 24 ÷ 70 Vcc
tipo a 4 poli femmina con bloccaggio a vite per innesto morsettiera volante passo
3,96 mm per il comando di suoneria sussidiaria esterna con la seguente
attestazione:
Pin
1
2
3
4
•
44 di 49
connettore circolare a due poli diametro esterno 5,5 mm e con pin centrale
diametro 2,5 mm (8), per l’eventuale alimentazione locale:
Pin
1
2
•
FOGLIO
tipo RJ-45 a 6 contatti per la connessione del microtelefono con la seguente
attestazione, vista dal lato inserzione:
Pin
1
2
3
4
5
6
•
Codifica: DI TCTS SR TL 05 001 B
Descrizione
contatto di comando suoneria sussidiaria esterna
contatto di comando suoneria sussidiaria esterna
disponibile per future espansioni / applicazioni
disponibile per future espansioni / applicazioni
tipo DB-9 a norma IEC 807-2, femmina, con criteri e segnali secondo le
raccomandazione ITU-T V24 / V28 per il collegamento di un PC di
programmazione, configurazione e diagnostica, avente la seguente attestazione:
ad esempio tipo ASTEL, modello 43332-9376.1
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Pin
1
2
3
4
5
6
7
8
9
ITU-T
C109
C104
C103
C108
C102
C107
C105
C106
-
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descrizione
rivelatore portante dati
dati ricevuti
dati trasmessi
terminali dati pronto
terra di riferimento
apparato pronto
richiesta di trasmettere
pronto a trasmettere
non utilizzato
6.2.3 ESPANSIONE CONSOLE
Si richiama quanto riportato nella Parte Prima della presente specifica per l’adozione di
soluzioni basate su terminale interattivo con schermo piatto e funzionalità tipo “touch
screen” da impiegarsi nella ipotesi di richiesta di console digitel con più tasti funzionali
rispetto alla massima disponibilità sulle console standard di normale fornitura.
In sede di applicazione potrà essere valutata anche l’alternativa di espansione console
tramite moduli tastiera supplementari dimensionati con blocchi di ulteriori tasti da
associare, in sede di configurazione di sistema, a chiamate dirette verso utenze specifiche
previste dal sistema stesso.
La configurazione dell’espansione console avverrà tramite interfaccia seriale EIA RS-232. Il
terminale di programmazione, dotato di software opportuno, permetterà di assegnare a
ciascun tasto di funzione la codifica corrispondente.
6.2.4 INSTALLAZIONE TIPO
In Figura 21 vengono riportati a titolo orientativo i principali collegamenti tra gli apparati
utilizzati per il STSI, apparati installati all’interno di un armadio ATPS. Come evidenziato
in figura verranno installati due pannelli di protezione uno, utilizzato per le sole linee
telefoniche con protezioni di tipo telefonico, il secondo attrezzato anche con scaricatori per
linee verso il campo.
Nel caso le applicazioni implementate prevedano un carico per l'alimentazione troppo
elevato verrà installato un secondo subtelaio alimentatore.
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Figura 21 Schema principali connessioni in armadio ATPS
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6.2.5 MODALITÀ DI CONFIGURAZIONE
Tramite terminale di programmazione e diagnostica, costituito da un Personal Computer
portatile dotato di programmatore di EPROM, se nel sistema o sue espansioni sarà previsto
l’impiego di memorie programmabili mediante dispositivi ausiliari esterni, dovrà essere
possibile la configurazione guidata di tutti i dispositivi/apparati componenti il sistema
STSI.
Il sistema presenterà delle tabelle o pagine grafiche che forniranno lo stato attuale di
programmazione della apparecchiatura e dei singoli moduli che la costituiscono con le
possibili alternative di programmazione. Sarà possibile richiamare, per consultazione in
linea (help), una concisa spiegazione di ogni opzione di programmazione. Sarà inoltre
possibile da parte dell’operatore memorizzare sul PC lo stato di configurazione assieme alle
configurazioni di tutte le altre apparecchiature costituenti la rete.
Fin dove possibile i moduli programmabili direttamente o indirettamente tramite PC di
configurazione avranno una matricola ‘embedded’ non modificabile fuori dalla fabbrica ed
accessibile al PC di configurazione.
Il PC dovrà avere le caratteristiche hardware e software come indicato nella Parte Prima
della presente specifica.
6.2.5.1
CTS
La configurazione dei CTS avverrà tramite linea seriale EIA RS-232 dal connettore posto
sul fronte.
Da questa porta sarà anche possibile accedere alle tabelle interne di diagnostica per
effettuare operazioni di manutenzione locale.
In fase di configurazione sarà possibile inserire almeno i seguenti parametri:
• caratterizzazione CTS: capolinea, fine linea, di stazione, numero di linee afferenti,
regime di circolazione;
• tipo e quantità di supporti Omnibus ed Interstazionali: una linea, due linee,
pupin, diramazioni;
• banalizzazione dei circuiti;
• numero e tipo di telefoni tonitel collegati;
• numero di console collegate;
• codici selettivi CTS (specifico, di gruppo, generale, di diagnostica);
• codici selettivi console (presenziata, non presenziata, chiamata radio, di
diagnostica, di spalla);
• assegnazione tasti funzione console;
• predisposizione livelli di fonia su tutte le linee afferenti;
• programmazione dei time-out dell’apparecchiatura;
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• quanto altro necessario per la caratterizzazione del sistema a fronte degli
elementi di flessibilità operativa e funzionale previsti.
6.2.5.2
TELEFONO TONITEL
La configurazione dei telefoni tonitel avviene tramite programmazione di memoria Flash
EPROM.
In fase di configurazione sarà possibile inserire almeno i seguenti parametri:
• codici selettivi telefono tonitel (specifico, di gruppo, generale, di diagnostica,
accensione T luminosa);
• numero di linee collegate e tipo di servizio espletato;
• assegnazione tasti funzione;
• abilitazione suoneria;
• predisposizione livelli di fonia ed inserimento equalizzatore di compromesso;
• programmazione dei time-out dell’apparecchiatura.
6.2.5.3
CONSOLE DIGITEL
La console digitel non richiede programmazione ad eccezione dei parametri di interfaccia
analogica al supporto telefonico, infatti tutte le informazioni relative alla console saranno
memorizzate all’interno del CTS.
6.2.5.4
INTERFACCIA TDS
La memorizzazione dei messaggi pre-registrati all’interno del CTS avverrà tramite la
programmazione di memoria Flash EPROM, installata sulla scheda digitale TDS,
attraverso la interfaccia seriale ed il PC di diagnostica e programmazione.
In alternativa la memorizzazione dovrà essere possibile anche mediante microfono
collegabile al fronte del modulo.
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6.3
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DISEGNI DI RIFERIMENTO
Si riporta come riferimento l’elenco di disegni che complementano e completano le
informazioni di meccanica per le apparecchiature specificate.
Per un corretto uso occorre accertarsi che i disegni citati siano della edizione più recente.
•
AC 857-95/1 T luminosa;
•
TT 2945
Pannello unificato per organi selettivi e relè di collegamento;
•
TT 3128
Montaggio di telefoni stagni ed avvisatore acustico a forte
timbro per linee attrezzate con circuito DCO;
•
TT 3156
Piantana in vetroresina per impianti di telecomunicazione
Particolari costruttivi;
•
TT 3157
Piantana in vetroresina per impianti di telecomunicazione
Modalità di installazione;
•
TT 3166/bis Telefono in contenitore stagno;
•
TT 3168
Piantana in vetroresina per telefoni di piazzale in contenitore
stagno.

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