la riforma degli incentivi

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la riforma degli incentivi
07
IL
PIANETA
TERRA
Sped. in a. p. - 45% - Art. 2 comma 20/b legge 662/96 - Napoli
anno 7° marzo 2010
la riforma
degli incentivi
Cosimo D’Ayala Valva
impegni d’italia
Francesca capelli
fotovoltaico a concentrazione
Gabriele Salari
il vento va per mare
07
IL
PIANETA
TERRA
sommario
anno 7° marzo 2010
Mensile di informazione e cultura
dell’Ambiente, dell’Energia
e delle Fonti Rinnovabili
la riforma degli incentivi 5
di Simone Togni
il vento va per mare 41
di Gabriele Salari
Anno 7 - marzo 2010 - N° 7
impegni d’italia 10
di Cosimo d’Ayala Valva
animali da città 45
di Giampiero Castellotti
Direttore responsabile
Ciro Vigorito
Redazione
GPS srl
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Hanno collaborato a questo numero:
Francesca Capelli, Maurizio Carucci, Giampiero
Castellotti, Sergio Ferraris, Cosimo D’Ayala Valva,
Silvia Perdichizzi, Gabriele Salari, Simone Togni,
Ciro Vigorito.
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energie rinnovabili crescono 15
di Maurizio Carucci
2009: anno nero 18
di Silvia Perdichizzi
NEWSLETTER ANEV
- L’ANEV ha
una nuova sede
- Censimento 2010
- Giornata mondiale del vento 2010
- Comuni …..rinnovabili
- Vento da conoscere
- Hannover Messe/Colitechnica
- Il sistema produttivo di fronte alla crisi:
le imprese, le industrie, le istituzioni
Prossimi appuntamenti
fotovoltaico a concentrazione 32
di Francesca Capelli
industria e rinnovabili 37
di Sergio Ferraris
No. 1 in Modern Energy
Credi che l’energia eolica non sia collaudata?
Pensaci.
Il vento è energia competitiva
Vestas è costantemente impegnata a migliorare la tecnologia di costruzione delle turbine eoliche per
concorrere alla diminuzione del costo dell’energia.
Questo, insieme ad altri fattori, ha contribuito a rendere l’energia eolica una fonte altamente competitiva.
Il vento è energia prevedibile
Vestas vanta una notevole esperienza nella componente eolica del mix energetico.
Vestas fa sì che gli investimenti in parchi eolici siano solidi e affidabili.
Il vento è energia indipendente
Il vento non ha limiti né confini nazionali.
In Vestas sappiamo come sfruttare questa fonte in ogni paese, incrementare
l’energia prodotta localmente e i posti di lavoro.
Il vento è energia veloce
Il vento è inesauribile e, cosa ancora più importante, facilmente accessibile.
Un impianto eolico Vestas può essere installato e produrre energia, con un ritorno
di investimento di un anno.
Il vento è energia pulita
L’energia eolica non produce emissioni di CO2 in atmosfera e non provoca spreco di risorse idriche.
Le moderne turbine Vestas sono riciclabili per l’80 % .
Sappiamo tutto questo perché Vestas è leader mondiale nella tecnologia
che trasforma il vento in elettricità in tutti i paesi del mondo.
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a chi piace e perché
la riforma degli incentivi
di Simone Togni
invariati che vengono talvolta confusi con necessità di sistema e
Come siamo oramai abituati a vedere, l’Italia delle rinnovabili
addirittura valutate su errate premesse.
preferisce riformare ciò che c’è piuttosto che completare ciò che
Come noto il nostro Paese ha assunto infatti degli impegni in
sede Comunitaria ben definiti che entro l’estate do“l’Italia delle rinnovabili preferisce riformare ciò che c’è piuttosto che
completare ciò che manca, e anche il 2010 sembra non essere esentato da vranno essere esplicitati in un documento nel quale
questa cattiva prassi che però oramai sembra consolidata. Le pulsioni giun- verranno evidenziati, finalmente, i numeri per ottemgono da molteplici direzioni, Confindustria, Autorità e Governo su tutti” perare al medesimo obbligo vincolante.
manca, e anche il 2010 sembra non essere esentato da questa
Nel frattempo, purtroppo, si continuano ad attendere i provve-
cattiva prassi che però oramai sembra consolidata. Le pulsioni
dimenti di semplificazione autorizzativa che sembrano diventati
giungono da molteplici direzioni, Confindustria, Autorità e Gover-
una chimera visto che, attesi dal 2003, sono in questi anni spesso
no su tutti, spesso tuttavia su spinta di operatori vari e interessi
stati annunciati ma mai emanati. In questa situazione di incer-
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tezza, e grazie alla decisa azione della mano forte della politica,
gno vincolante al 2020 relativamente alla produzione di energia
molti soggetti parte in causa del sistema, pensano ai propri in-
elettrica da fonti rinnovabili, e se è vero che il mancato rispetto
teressi e come è legittimo che sia, cercano di farli passare per
di tale obbligo comporterebbe per il nostro Paese gravi ripercus-
interessi generali.
sioni economiche che ricadranno sul sistema na-
Così avviene che in mancanza di quella attività di sintesi necessa-
zionale, vi è una pressante necessità di definire
in tempi rapidi un piano
“se è vero che il Governo ha deciso di assumersi un impegno vincolante al 2020 relativamente alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, e se è vero che organico che consenta
il mancato rispetto di tale obbligo comporterebbe per il nostro Paese gravi ripercus- ad imprenditori ed insioni economiche che ricadranno sul sistema nazionale, vi è una pressante necessità vestitori di sostenere il
di definire in tempi rapidi un piano organico”
settore con un impegno
ria che dovrebbe guidare le scelte di politica industriale e energe-
adeguato agli obiettivi assunti.
tica propria del Governo centrale, gruppi di interessi o associazio-
Per fare questo, ne siamo convinti, vi è una serie
ni espressione di uno specifico comparto abbiano gioco facile nel
di attività indispensabili, senza le quali ogni pia-
tutelare i propri interessi, anche se a scapito di un altro comparto
no sarebbe solo finalizzato a soddisfare le ne-
peggio tutelato per dimensione o capacità, e quindi dell’intero
cessità o le richieste di questo o quel soggetto, e non a soddisfare
sistema.
gli interessi generali.
Infatti se è vero che il Governo ha deciso di assumersi un impe-
Nella sostanza chi come noi da sempre ritiene che la miope po-
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litica energetica degli anni passati, ha portato ad una situazio-
a causa della sua complessità, di acquisire competenze elevate,
ne di blocco che era necessario superare anche con atti mirati
comprovate e affidabili, in grado di fornire dati certi e informa-
a sbloccare la crescita delle infrastrutture connesse, cosa che in
zioni scientificamente veritiere, magari mediante la formazione di
referenti “certificati”
sottoposti a periodiche verifiche sui dati
forniti.
Infatti
curiosamente
le analisi che vengono
svolte dalle strutture
tecniche degli organi
politici sono spesso
estremamente interessanti e accurate, ma
talvolta basate su dati
poco aggiornati, quando non addirittura non
corretti, cosa che determina nel Governo
l’assunzione di scelte
sulla base di un quadro poco realistico e
soprattutto non obiettivo.
La scelta di linee di
intervento
prioritario
reali, peraltro, è fondaparte è stato fatto con la scelta di nominare dei Commissari per
mentale che non vengano assunte su presupposti errati ovvero
la realizzazione delle Reti di Interconnessione Elettriche, oggi non
falsi, e questo non solo per evitare di favorire questo o quell’ope-
può che continuare a chiedere che agli interventi straordinari
ratore, ma soprattutto per evitare ulteriori e dannose inefficienze
debbano essere assunti provvedimenti in grado si supportare la
che si andrebbero ad aggiungere quelle già esistenti. La som-
crescita normale del settore.
matoria delle varie inefficienze rendono il nostro sistema mol-
Analizzando tuttavia i meccanismi utilizzati per svolgere quella
to distante dal miglior sistema possibile, con ricadute negative
parte di analisi necessaria a prendere le decisioni conseguenti,
sulla collettività dei cittadini, sull’apparato statale e sulle stesse
sembra di cogliere una certa interessata scelta dei soggetti “cer-
aziende. Infatti la collettività subisce il ritardo nello sviluppo delle
“curiosamente le analisi che vengono svolte dalle strutture tecniche degli organi poli- fonti rinnovabili come mancata riduzione
tici sono spesso estremamente interessanti e accurate, ma talvolta basate su dati poco delle emissioni, mancato sviluppo occuaggiornati, quando non addirittura non corretti, cosa che determina nel Governo l’as- pazionale e tecnologico, lo Stato vede
sunzione di scelte sulla base di un quadro poco realistico e soprattutto non obiettivo”
aumentare la dipendenza energetica
tificati” come attendibili nei dati forniti, non sulla base della
dall’estero, diminuito il proprio prestigio internazionale, e aumen-
correttezza o del livello degli stessi ma semplicemente perché in
tato il deficit della bilancia commerciale estera, d’altra parte le
quel momento forniscono il dato più utile a assecondare l’“idea”
aziende nazionali perdono molte delle possibilità di innovazione
di quel momento del decisore pubblico. Sarebbe finalmente ora
tecnologica correlata allo sviluppo del settore, e anche quelle che
che l’esecutivo facesse lo sforzo, almeno nel settore energetico e
beneficiano dell’inefficienza nazionale di fatto subiscono danno
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dalla perdita di competitività nel mercato internazionale nei con-
la devoluzione di competenze avvenuta con la riforma del Titolo
fronti dei concorrenti esteri che invece si trovano a operare in altri
V della Costituzione non può concretizzarsi nella scelta assurda
sistemi ben più efficienti.
compiuta ad esempio dalla Regione Sardegna con l’idea, priva
“La speranza quindi è che si possa avere da parte del Governo uno slancio propositivo nei pros- di alcun supporto normativo
simi mesi, volto a definire con coraggio obiettivi intermedi, strategie e meccanismi di sostegno e contraria a qualsiasi prinnecessari a centrare gli obiettivi diretti e a massimizzare i ritorni economici e occupazionali di cipio di correttezza amminiquesto settore con una visione che veda i benefici del sistema prevalere sugli interessi di parte”
strativa, di procedere a rilaQuesto stato di cose, genera quindi solo inefficienze, ritardi e per-
sciare autorizzazioni per la produzione di energia eolica alla sola
dite di occasioni in tutti i settori, compreso quello della produzio-
neo costituita società energetica regionale, a scapito del rispetto
degli investimenti privati,
e della libera concorrenza,
nonché del principio Costituzionale della libertà
dell’iniziativa privata imprenditoriale.
Ancora una volta quindi ci
troviamo ad avere molte
attese legittime, derivanti dagli impegni assunti
in sede Comunitaria, e
invece poche iniziative, e
talvolta addirittura illegit-
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ne elettrica, in un momento quale è quello attuale che viceversa necessiterebbe di un supporto al loro sviluppo, cosa
che potrebbe avere un effetto positivo e anticiclico, seppur
limitato nel tempo a qualche anno.
La speranza quindi è che si possa avere da parte del Governo
uno slancio propositivo nei prossimi mesi, volto a definire
con coraggio obiettivi intermedi, strategie e meccanismi di
sostegno necessari a centrare gli obiettivi diretti e a massimizzare i ritorni economici e occupazionali di questo settore
con una visione che veda i benefici del sistema prevalere
sugli interessi di parte.
Fondamentale sarà dare adeguate certezze agli investitori
sulla stabilità del sistema, in modo tale da far crescere la
fiducia nel settore e attrarre investimenti nel comparto, con
particolare riferimento a quelli esteri che in tal modo potrebbero favorire il risultato del nostro Paese a scapito di quello dei
time, miranti alla protezione di un sistema che si auto protegge a
nostri Paesi confinanti. È certo che uno sforzo particolare dovrà
scapito degli utenti finali cui, come troppo spesso accade, tocche-
essere fatto dal Governo centrale per spiegare alle Regioni che
rà pagare l’incompetenza dei decisori pubblici.
CEDELT S.p.a. è un’Azienda certificata UNI EN ISO
9001:2000 operante da oltre 30 anni nel settore
della progettazione, costruzione e manutenzione
di impianti di distribuzione di energia elettrica in
alta, media e bassa tensione e nella realizzazione
di centrali elettriche da fonte eolica. L’esperienza
maturata in questi anni di attività, rinnovandosi e
allineandosi alle novità tecnologiche e di mercato, ha
reso la CEDELT una delle aziende più accreditate in
questo settore a livello nazionale.
associated with
i tempi della 2009/28/CE
impegni d’italia
di Cosimo d’Ayala Valva
Consumo finale di energia.
Si è parlato, e si parla, tanto della Direttiva Europea conosciuta
Non sarà però questo l’argomento centrale di questo articolo
come 20/20/20, che in realtà porta il numero 28, ovvero Diret-
quanto invece andare ad analizzare le scadenze previste nel testo
tiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti
comunitario, gli adempimenti previsti e le relative sanzioni, oltre
“La Legge Comunitaria è lo strumento di attuazione della normativa comunitaria ad andare a controllare lo status di recepimene ne determina i tempi e i modi per la trasposizione nell’ordinamento del nostro to di tale Direttiva nel nostro ordinamento.
Paese, questo entro il 31 Gennaio di ogni anno” Ed è proprio da questo punto che si vuole parrinnovabili e del relativo impegno assunto dall’Italia di portare
tire, ovvero dall’iter della Legge Comunitaria 2009, contenente
la quota di produzione di energia da fonti rinnovabili al 17% del
la Direttiva in questione. La Legge Comunitaria è lo strumento di
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attuazione della normativa comunitaria e ne determina i tempi
correnti per dare attuazione alle Direttive comunitarie contenute
e i modi per la trasposizione nell’ordinamento del nostro Paese,
negli allegati (A e B), rispettando le scadenze previste nelle mede-
questo entro il 31 Gennaio di ogni anno. La Legge Comunitaria
sime Direttive, che nel caso in particolare dovrebbe essere entro il
5 Dicembre 2010.
“La Legge Comunitaria 2009, come tutte le Leggi dello stesso tipo, contiene la delega al Governo
per l’adozione dei decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle Direttive Lo schema di Disegno di
comunitarie contenute negli allegati (A e B), rispettando le scadenze previste nelle medesime Legge Comunitaria 2009
Direttive, che nel caso in particolare dovrebbe essere entro il 5 Dicembre 2010” è stato approvato dal Con2009, come tutte le Leggi dello stesso tipo, contiene la delega al
siglio dei Ministri il 20 Aprile 2009 (Atto Camera dei Deputati
Governo per l’adozione dei decreti legislativi recanti le norme oc-
n. 2449) ed approvato dalla Camera il 22 Settembre, quindi tra-
smesso al Senato (Atto Senato n. 1781) che lo ha approvato il 28
tricità, nei meccanismi di riscaldamento e raffreddamento entro il
Gennaio 2010, e quindi inoltrato nuovamente alla Camera (AC n.
2020, oltre a dover esplicitare le politiche nazionali necessarie al
raggiungimento degli obiettivi.
La scelta di adottare un modello di
Piano a cui devono adeguarsi tutti gli
Stati Membri verte sulla possibilità di
effettuare successivamente un confronto tra i Piani dei diversi Paesi, e
mettere poi tali documenti a raffronto
2449 B) per l’ulteriore discussione e approvazione.
La Direttiva in questione è comunque efficace verso lo Stato destinatario ed infatti prevede alcuni adempimenti al fine di raggiun12
gere il suo obbiettivo e tra questi il prossimo porta la scadenza del
30 Giugno, data entro la quale gli Stati membri devono notificare
alla Commissione Europea il proprio Piano di Azione Nazionale,
redatto sulla base del modello predisposto dalla stessa Commissione ed anticipato da un documento previsionale, adempimento
peraltro assolto, e dalla lettura del quale si apprende che il nostro
Paese prevede di soddisfare la domanda di energia da fonti rinnovabili, anche con mezzi diversi dalla produzione nazionale, e,
nel caso dell’energia
“La scelta di adottare un modello di
Piano a cui devono adeguarsi tutti gli
Stati Membri verte sulla possibilità di
effettuare successivamente un confronto tra i Piani dei diversi Paesi, e mettere
poi tali documenti a raffronto”
elettrica la quantità
prevista di importazione dovrebbe essere di circa 1,1 Mtep al
2020, ovvero all’incir-
ca 6 TWh (TeraWattora), stesso valore per il 2018, mentre per il
2016 sono previsti 0,86 Mtep (4,59 TWh), e al 2014 circa 0,086
Mtep (0,4 TWh).
Tornando invece alla presentazione del Piano di Azione Nazionale, previsto dall’articolo 4 comma 2 del testo europeo, risulta
evidente quanto tale documento rivesta un’importanza rilevante
dovendo presentare gli obiettivi nazionali (e i metodi per raggiungerli) per quanto riguarda la quota di energia prodotta da fonti
con la relazione (articolo 22) che dovranno presentare ogni due
rinnovabili e consumata nei trasporti, nella generazione di elet-
anni, la prima entro il 31 dicembre 2011, e l’ultima entro il 31
dicembre 2021.
normativa vigente, argomento che però necessita di un approfon-
La relazione, in generale, deve contenere indicazioni specifiche per
dimento specifico.
quanto riguarda: le quote settoriali e complessive di energia da
La Commissione, sulla base delle relazioni ricevute, dovrà presentare, a sua volta,
ogni due anni
una relazione al
Consiglio e al
Parlamento,
la
prima entro il 31
dicembre 2012,
contenente
un’analisi delle
misure adottate
dai vari Paesi e
dei relativi impatti, ed eventualmente può
proporre misure
correttive, mentre, entro la fine
di
quest’anno,
dovrà presentare un’analisi ed
fonti rinnovabili nel corso dei due precedenti anni
un piano di azione sull’energia, finalizzati a migliorare il finanzia-
e le misure adottate o previste a livello nazionale
mento e il coordinamento di quanto previsto per raggiungere la
per promuovere la crescita delle energie da fonti
quota del 20% prevista dalla Direttiva.
rinnovabili; l’introduzione e il funzionamento di
Tale Direttiva non ha però previsto delle sanzioni per il manca-
eventuali regimi di sostegno e di altre misure mi-
to raggiungimento degli obblighi intrapresi dagli Stati membri,
ranti a promuovere l’energia da fonti rinnovabili;
pertanto si ritiene che l’eventuale inadempimento, sarà soggetto
il funzionamento del sistema delle garanzie di
a quanto previsto dal Trattato UE, che prevede in prima istanza
origine; i progressi realizzati nella valutazione e
la messa in mora del Paese, se inefficace la diffida ad adempiere
nel miglioramento delle procedure amministrati-
ed infine la procedura dinanzi alla Corte di Giustizia. L’eventuale
ve per eliminare gli ostacoli regolamentari e non
applicazione di sanzioni pecuniarie non assolvono comunque il
regolamentari allo sviluppo dell’energia da fonti
Paese inadempiente che sarà comunque tenuto a rispettare gli
rinnovabili.
impegni presi. In conclusione ci si augura che il nostro Paese, a
Nella sua prima relazione lo Stato deve indicare
questo giro, sarà rispettoso dei termini previsti nella Direttiva e
se intende creare un organismo amministrativo
che provvederà a far applicare quanto già previsto dalla norma-
unico incaricato di trattare le domande di auto-
tiva vigente, in quanto già sarebbe sufficiente a dare un segnale
rizzazione, certificazione e concessione di licenze
forte a chi è disposto ad investire nel settore, mentre ci si aspetta
per gli impianti a energia rinnovabile e di assiste-
un’azione ancora più forte al fine di risolvere quei punti critici
re i richiedenti, una soluzione sicuramente inte-
che fanno sì, che lo sviluppo delle fonti rinnovabili, ma anche la
ressante che vede il nostro Paese particolarmen-
gestione di quelle operative, proceda con il freno a mano tira-
te coinvolto visti i tempi medi di autorizzazione degli impianti a
to, ovvero la burocrazia e la rete di trasmissione. Appuntamento
fonte rinnovabile che vanno ben oltre i 180 giorni previsti dalla
quindi al 5 Dicembre 2010 !
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energie rinnovabili crescono
di Maurizio Carucci
400%. Particolarmente interessante è il dato di
Nel 2009 in Italia è aumentata la produzione di energia elettri-
produzione del settore eolico: dai 4.861 GWh del
ca da fonti rinnovabili, con un incremento del 13%: dai 58,16
2008 ai circa 6mila GWh dell’anno scorso, con un au-
TWh del 2008 si è passati ai circa 66 TWh dell’anno scorso. A
mento del 35%. Per quanto concerne la produzione
oggi l’energia prodotta dalle fonti
dovuta agli impianti alimentati da biomasse, a fronte
rinnovabili copre un quinto del
dei 5.966 GWh del 2008 si è arrivati ai circa 6.500 GWh
“A oggi l’energia prodotta
dalle fonti rinnovabili copre
un quinto del fabbisogno nazionale. Le stime del ministero
dello Sviluppo economico
sono state ottenute intersecando i risultati dell’attività
di dispacciamento di Terna
e quella di qualifica degli
impianti per l’incentivazione
fatta dal Gestore servizi energetici (Gse)”
fabbisogno nazionale. Le stime
del 2009, registrando così un incremento del 10%.
del ministero dello Sviluppo
Infine, grazie all’apporto delle dighe, alle opere di rifa-
economico sono state otte-
cimento delle infrastrutture e all’ottima idraulicità degli
nute intersecando i risultati
impianti idroelettrici, lo scorso anno è stato rilevato un au-
dell’attività di dispaccia-
mento della produzione del 13%, passando da 41.623 GWh a
mento di Terna e quella
circa 47mila GWh. Le regioni con una maggiore potenza sono
di qualifica degli im-
la Puglia (96 megawatt), la Lombardia (84) e l’Emilia Romagna
pianti per l’incenti-
(62 megawatt), mentre il Gse ha censito il maggior numero di
vazione fatta dal Gestore servizi energetici (Gse).
impianti in Lombardia (8.630), Emilia Romagna (5.293) e Vene-
La maggior accelerazione si è registrata nella
to (5.166). Grazie a questi incrementi, la produzione di energia
produzione di energia da impianti fotovoltaici,
elettrica da fonti rinnovabili ha coperto nel 2009 il 20% del
che è passata da un anno all’altro da 193 GWh
consumo interno lordo di energia elettrica del Paese, rispetto
ai 1.000 GWh, con un incremento di oltre il
al 16.5% del 2008.
15
“Il nostro obiettivo è di produrre un quarto dell’elettricità con le
nel corso dei prossimi anni attraverso altri interventi per rendere
fonti rinnovabili – ha affermato il ministro dello Sviluppo econo-
più stabile ed efficiente il quadro complessivo di sostegno e per
mico Claudio Scajola - e per arrivarci, ancora per alcuni anni, sarà
semplificare i processi di autorizzazione e connessione alle reti
“Il nostro obiettivo è di produrre un quarto dell’elettricità con le fonti rinnovabili – elettriche degli impianti”.
ha affermato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola - e per arrivarci, In tal senso, alcuni interventi sono già
ancora per alcuni anni, sarà necessario prevedere forme di sostegno al settore per stati previsti dalla “legge Sviluppo” e
compensare i maggiori costi di queste fonti e attrarre nuovi specifici investimenti”
vedranno i loro frutti nel corso del 2010.
necessario prevedere forme di sostegno al settore per compensa-
Un ulteriore contributo sarà dato dall’emanazione di una serie di
re i maggiori costi di queste fonti e attrarre nuovi specifici investi-
provvedimenti, già messi in cantiere a fine 2009, come il nuovo
menti. Ma è anche necessario raggiungere una maggior efficien-
“conto energia” per il fotovoltaico e le linee guida nazionali per
za con investimenti in ricerca e tecnologia. Si tratta di risultati
molto significativi che confermano l’efficacia del sistema di incentivi pubblici creato nel nostro Paese per tutte le fonti rinnova-
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l’autorizzazione degli impianti da fonti rinnovabili. Infine, sempre secondo Scajola, entro la fine del 2010 con il
recepimento della direttiva europea 2009/28/Ce, attuativa del pacchetto 3x20 “energia-clima”, potrà essere
completato il quadro necessario per il raggiungimento
dei target europei e simultaneamente data attuazione
agli obiettivi fissati dal programma di governo al fine
di ottenere, in termini di sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità ambientale, un migliore mix
energetico. Tutti segnali che fanno ben sperare, visto che l’emendamento di
fonte governativa alla Finanziaria per il 2010, contenente
drastici tagli all’incentivazione delle
fonti rinnovabili, è stato ritirato. Anche se la spinta verso il nucleare da parte di questo governo è
diventata irreversibile. Tanto che lo stesso Scajola
ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale le leggi di Basilicata, Puglia e Cambili, reso ancora più conveniente per i piccoli impianti dal decreto
pania che vietano la costruzione di impianti nucleari sul
governativo del dicembre 2008. Tali risultati andranno confermati
loro territorio.
L’importante, tuttavia, è tenere nella giusta considerazione l’ener-
per l’energia elettrica (l’Italia è il secondo importatore al mon-
gia prodotta da fonti rinnovabili. Tutti i record possono e devono
do), cresce l’attesa per le prospettive di sviluppo delle energie
essere battuti. Il primato dell’anno scorso potrebbe essere supe-
rinnovabili. Grazie al sistema di incentivazione della legislazione
rato, per esempio, con una nuova iniezione di risorse destinate
italiana per la produzione da energie rinnovabili, un investimento
alle piccole e medie imprese, soprattutto del Mezzogiorno, per
di questo tipo risulta estremamente appetibile sotto il profilo del
sostenere la ripresa economica, agendo proprio sull’innovazione
rendimento. È il caso, per esempio, di un impianto idroelettrico
e sulle energie rinnovabili. Considerando l’intero asset delle risor-
che, in grado di produrre due milioni di kwh l’anno e con una vita
se stanziate per il 2010, si raggiungeranno in 12 mesi circa 11 mi-
utile di 30 anni, è capace di assicurare un tasso interno di rendi-
liardi di euro di nuovi finanziamenti che, entro il 2012, potranno
mento superiore al costo del capitale investito, sia che l’energia
attestarsi a circa 30 miliardi. Lo stesso Fondo di garanzia diventa
sia completamente utilizzata per i processi produttivi industriali,
anche una leva
sia che parte di essa sia venduta alla rete nazionale. In questo
per intercettare
tipo di investimento, nel caso del 100% di autoconsumo, il tasso
gli investimenti
interno di rendimento raggiungerebbe il 18,3%, rispetto al 7,5%
per la ricerca,
del costo del capitale, con una rilevante generazione di valore per
l’innovazione e
gli investitori. Il periodo di rientro dell’investimento sarebbe di
le energie rin-
otto anni nell’ipotesi di completo utilizzo dell’energia prodotta
novabili. L’Italia è così tra i primi Paesi al mondo a recepire gli
all’interno dei propri processi produttivi e si prolungherebbe di
ultimi indirizzi ambientali discussi a Copenhagen.
un solo anno se la metà dell’energia prodotta fosse venduta alla
Un incentivo per battere il record arriva perfino dal mondo ac-
rete. “Un investimento conveniente - aggiunge Alessandro Nova
cademico. Spunti interessanti si trovano nella ricerca “Investire
-, che dal punto di vista industriale trae origine dal differenzia-
“Un incentivo per battere il record arriva
perfino dal mondo accademico. Spunti interessanti si trovano nella ricerca “Investire
in energie rinnovabili – La convenienza economica per le imprese”, realizzata dall’Università Bocconi e coordinata da Alessandro
Nova in collaborazione con Centrobanca”
in energie rinnovabili – La
convenienza
economica
17
per le imprese”, realizzata
dall’Università Bocconi e
coordinata da Alessandro
Nova in collaborazione con
Centrobanca. In tempi di
grande attenzione per l’impatto che la produzione indu-
striale
ener-
le tra prezzo-costo dell’energia acquistata e costo di produzione
ha
dell’energia, integrato però dagli incentivi economici che caratte-
sull’ambien-
rizzano questi progetti. Le iniziative legate a energie rinnovabili si
te e di grande
confermano come investimenti estremamente interessanti sotto il
ed
getica
dibattito
sulla
profilo dei rendimenti economici, ma soprattutto caratterizzati da
dipendenza ita-
una rischiosità sostanzialmente contenuta, caratteristica sempre
liana dall’estero
più rara nel panorama industriale contemporaneo”.
2009: anno nero
di Silvia Perdichizzi
bili come il Ponte sullo Stretto di Messina, dalle vicende delle navi
Anzi nerissimo, per l’ambiente. Il giudizio critico arriva dal WWF,
dei veleni ai tentativi di deregulation sulla caccia che, nel 2010,
secondo cui, quello appena passato verrà ricordato in Italia come
rischiano da minacce di diventare realtà. Per l’associazione del
Panda nel corso di questi 365 giorni ha prevalso una
“Il giudizio critico arriva dal WWF, secondo cui, quello appena passato verrà ricordato in Italia come l’anno critico per l’ambiente: dalla pioggia di ce- logica disfunzionale che, anziché arginare, ha messo
mento, tramite i tanti Piani Casa approvati, alle continue alluvioni e frane, in risalto la fragilità ambientale del Belpaese, aggradal rilancio del nucleare a quello di infrastrutture imponenti e discutibili” vata dai sempre più violenti effetti dei mutamenti
l’anno critico per l’ambiente: dalla pioggia di cemento, tramite
climatici, e una sofferenza cronica rispetto ai gravi problemi di
i tanti Piani Casa approvati, alle continue alluvioni e frane, dal
inquinamento che si trascina dal passato e che rischia di peggio-
rilancio del nucleare a quello di infrastrutture imponenti e discuti-
rare con la virata nuclearista voluta dal Governo.
19
Per i più scettici basta sfogliate la Finanziaria 2010 per avere la
Capitolo 1: L’ANNO DEL CEMENTO
‘cartina tornasole’ di questo zero in condotta ambientale che il
Già a metà anno l’associazione del Panda denuncia di assistere
WWF scrive sulla pagella dell’Italia. “Una Finanziaria “Già a metà anno l’associazione del Panda denuncia di assistere ad un
che – dicono gli ecologisti - mette a nudo l’assenza vero e proprio boom edificatorio in moltissime città. Lo strumento utilizzadi strategia e di finanziamenti sul fronte dell’am- to è quello dei cosiddetti “Piani Casa” che, approvati in modo autonomo
da tutte le Regioni, danno vita ad una normativa disomogenea”
biente che rimane così a ‘tasche vuote’, nonostante
gli impegni proclamati in ambito internazionale, dal clima alla
ad un vero e proprio boom edificatorio in moltissime città. Lo
biodiversità”.
strumento utilizzato è quello dei cosiddetti “Piani Casa” che, ap-
Ma il WWF fa di più e raggruppa la sua analisi in quelli che defi-
provati in modo autonomo da tutte le Regioni, danno vita ad una
nisce “i sei capitoli bui per l’ambiente nel 2009”.
normativa disomogenea, andando ben oltre gli ampliamenti delle
abitazioni uni e bifamiliari. Addirittura in Sardegna il Piano Casa
Capitolo 3. FINANZIARIA 2010: LA “CARTINA TORNASOLE
regionale ha interferito in modo pesante con tutti i vincoli posti
DI UN’ITALIA DISTRATTA”
dalla pianificazione paesaggistica.
Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…Senza un’accurata verifi-
Interventi “pro-cemento selvaggio” mostrano tutta la loro assur-
ca, stando solo alle dichiarazioni di principio, il nostro è un Paese
altamente attento all’ambiente ed intenzionato ad
intraprendere la strada dello sviluppo sostenibile.
Ma, se andiamo a controllare i provvedimenti approvati e quelli messi in atto, ci rendiamo conto che
esiste una significativa discrepanza tra gli impegni
che, soprattutto a livello internazionale, il Governo
dità se si pensa a quello che è accaduto nel 2009: dal terremoto
20
dell’Aquila all’alluvione e alla frana in provincia di Messina e poi,
più recentemente, ad Ischia ed in Toscana, in Garfagnana e Versilia. In questa Italia a rischio, ormai molto ben conosciuta, anziché intervenire con la messa in sicurezza del territorio lo si rende
ancora più fragile, ricorrendo al cemento in aree sensibili per le
caratteristiche sismiche o idrogeologiche.
Capitolo 2. ITALIA ATOMICA
Il 2009 verrà sicuramente ricordato per il rilancio del nucleare,
assume e quelli che effettivamente realizza. Buoni e in larga mi-
una virata di 180 gradi nelle politiche che riguardano l’ambiente
sura condivisibili, per esempio, sono i documenti conclusivi del
G8 Ambiente di Siracusa (aprile ‘09)
“Senza un’accurata verifica, stando solo alle dichiarazioni di principio, il nostro è un Paese
altamente attento all’ambiente ed intenzionato ad intraprendere la strada dello sviluppo e del G8 dell’Aquila (luglio ‘09), ma
sostenibile. Ma, se andiamo a controllare i provvedimenti approvati e quelli messi in atto, ben poco di ciò che il Governo si
ci rendiamo conto che esiste una significativa discrepanza tra gli impegni che, soprattutto
è impegnato a fare è stato fatto e
a livello internazionale, il Governo assume e quelli che effettivamente realizza”
quello che ha messo in pratica va
forse ancora poco percepita, per la gravità degli effetti e l’assur-
esattamente nella direzione opposta dei traguardi promessi. La
dità degli investimenti, dall’opinione pubblica. Mancano ancora
cartina tornasole sulla “sensibilità” ambientale delle politiche
alcuni mesi per la decisione definitiva sulla localizzazione dei siti
nazionali – denuncia il WWF - è proprio la legge Finanziaria che
delle nuove centrali e del centro nazionale di stoccaggio dei rifiuti
traghetta l’Italia verso il 2010. Si entra nell’Anno internazionale
radioattivi e, com’è noto, si aspettano le elezioni regionali per
della Biodiversità senza stanziamenti adeguati: il nostro Paese,
timore di possibili ripercussioni sul voto. Ma la scelta dell’atomo
che detiene molti primati in termini di ricchezza di specie e di
è stata ormai decisa dal Parlamento alla fine di luglio e le poche
habitat, non destina nemmeno un centesimo di euro per la defini-
speranze rimaste sono nelle mani delle Regioni e dei cittadini.
zione e l’attuazione della Strategia Nazionale a tutela della biodi-
versità, nonostante le scadenze internazionali (countdown 2010)
visti per la difesa del mare, del suolo, le bonifiche, le aree protet-
e gli impegni assunti con la Carta di Siracusa, al termine del G8
te, l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale
Ambiente. E nell’Anno del Clima, a pochi giorni dalla conclusione
(ISPRA) e la Convenzione internazionale sul commercio delle
del vertice di Copenaghen, dove il tema dell’aiuto allo sviluppo è
specie protette (CITES). Il rischio è anche quello di una significa-
stato centrale, suona stridente la conferma del taglio del 49% dei
tiva diminuzione dei controlli, poiché all’ISPRA andranno solo 86
fondi destinati ai Paesi in via di sviluppo.
milioni di euro a fronte dei 90 destinati lo scorso anno alla sola
Politici smemorati dimenticano, poi, gli obblighi sottoscritti dall’Ita-
APAT.
lia sui cambiamenti climatici per l’attuazione del Protocollo di Kyoto. Nella Finanziaria, infatti, non c’è traccia alcuna né di un Fondo
Capitolo 4. GRANDI OPERE, MA NELL’ELENCO IL RIPRISTINO
(la legge Finanziaria 2007 prevedeva 200 milioni di euro per il
DEL TERRITORIO ANCORA NON C’E’
Fondo rotativo per Kyoto) né
I disastri, ahinoi, continuano a non insegnare nulla: nessuna no-
di uno stru- “ il WWF segnala continui tentativi di modificare, peggiorandole, le leggi
mento per italiane sulla tutela della natura e della fauna selvatica. Una su tutte, la legge
quadro sulla caccia”
la riduzione
delle emissioni di CO2.
tizia giunge, infatti, a proposito della più grande e importante
Come se non bastasse, in
opera pubblica del Paese, ovvero la messa in sicurezza del territo-
campo energetico sono stati
rio e la “lotta” al dissesto idrogeologico. Al contrario, il Governo
tagliati i 50 milioni di euro
insiste sull’impostazione delle grandi opere strategiche, per le
destinati complessivamente
quali è previsto uno stanziamento di oltre 1 miliardo e 564 milio-
21
al settore dell’efficienza
e del risparmio energetico e non è stata prevista
alcuna copertura della
detrazione di imposta del
55% per interventi di riqualificazione energetica
degli edifici esistenti.
Nonostante le sacrosante proteste del Ministro
dell’Ambiente,
Stefania
Prestigiacomo, nell’anno
appena iniziato diminuiranno nel complesso le risorse per l’am-
ni di euro a fronte di fondi 15 volte inferiori destinati alla mobilità
biente: circa 276 milioni di euro, tra legge Finanziaria e Bilancio
urbana (solo 120 milioni di euro). Eppure il 2009 sarà ricordato
2010. Spiccioli, se si considera che stiamo parlando di soldi pre-
anche per il disastro ferroviario di Viareggio. Appare clamoroso,
quindi, che non ci siano risorse né per la sicurezza ferroviaria né
ne di imbarcazioni del cui affondamento doloso si è ormai certi.
per quella stradale e che si sia arrivati persino al tentativo di far
passare la variante ferroviaria di Cannitello, a Reggio Calabria,
Capitolo 6. BIODIVERSITA’: UN BRUTTO BIGLIETTO
opera da tempo aspettata e richiesta per migliorare il traffico
DA VISITA PER IL 2010
ferroviario e come tale approvata, quale avvio della costruzione
Se il 2009 è stato l’Anno del Clima, il 2010 sarà l’Anno internazio-
del Ponte sullo Stretto di Messina. Restano ancora in piedi quelle
nale della Biodiversità e, oltre al già citato mancato finanziamento
che il WWF chiama “le follie” dell’Autostrada della Maremma, la
per attuare la Convenzione internazionale in materia, il WWF se-
cui scelleratezza economica ed ambientale è chiarissima, e l’Alta
gnala continui tentativi di modificare, peggiorandole, le leggi ita-
Velocità.
liane sulla tutela della natura e della fauna selvatica. Una su tutte,
la legge quadro sulla caccia. Nel corso dell’anno, infatti, sono sta-
Capitolo 5. L’EREDITA’ DEI VELENI
ti numerosi i tentativi di approvare pessime modifiche respinte, in
Qui ci troviamo di fronte alla classica notizia “mordi e fuggi”.
un primo momento, grazie alla mobilitazione tempestiva di tutte
Nel 2009, infatti, per la prima volta i media si interessano alle
le associazioni ambientaliste. Mentre scriviamo, però, l’articolo
cosiddette “navi dei veleni”. Lo scandalo esce dalle Procure e
“deregulation-caccia” è passato al vaglio della Camera, dopo il Sì
dalle Aule Parlamentari per finire in prima pagina. Dopo l’iniziale
del Senato. “Purtroppo – dichiara l’associazione del Panda - non
abbiamo registrato nel 2009 alcun
segnale positivo
per la tutela della
fauna, dei parchi,
degli habitat naturali e del mare.
22
Interventi che sarebbero assolutamente necessari
in un Paese che
divora ogni anno
una
le
percentuapreoccupante
del patrimonio di
biodiversità e di
territorio”.
clamore legato al fatto di cronaca, però, la notizia
precipita di nuovo nel silenzio, come se le rassicurazioni date per il carico della nave inabissata a
largo di Cetraro possano estendersi alle altre deci-
energia pulita
Newsletter di ANEV associazione nazionale energia del vento
Sped. in abb. post. - art 2 comma 20/B, Legge 662/96 - Roma Anno 8 - Marzo 2010 - n° 7
L’ANEV ha
una nuova sede
La crescita degli ultimi anni ha in- giunta e il consiglio, su richiesta che dovessero interessare l’attività
fatti registrato una costante cresci- del presidente, avevano indicato. dell’ANEV. Sarà inoltre disponibile
ta di associati e attività che han- Si coglie l’occasione per ringrazia- previa verifica di disponibilità una
no richiesto una corrispondente re il gruppo IVPC che ha genero- sala per meeting, attrezzata di procrescita delle strutture. Dopo otto samente ospitato presso la propria iettore, se gli Associati dovessero
anni di costante crescita che ha sede per questi anni l’associazione ritenere di voler fare presso l’ANEV,
portato l’ANEV a diventare un’as- nazionale energia del vento. Si è con disponibilità di connessione
sociazione con oltre 2.500 aderenti concluso il passaggio funzionale WiFi utilizzabile liberamente. Si
tra aziende, che continuano a cre- delle attività e delle risorse ANEV ricorda che i contatti di telefonia,
scere ogni anno, enti, associazioni alla nuova sede di Via Palestro, 1 - fax e e.mail non sono stati modifie soci individuali, l’ANEV ha una non distante dalla Stazione Termi- cati, così come gli orari di apertura
nuova sede completamente auto- ni. Con qualche giorno di anticipo degli Uffici che sono dalle 9.00 alle
noma, che ne garantirà la maggio- rispetto a quanto previsto, l’ANEV 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 dei
re efficienza, l’adeguatezza delle si è trasferita nella nuova Sede che giorni feriali. Certi che tale ultestrutture che potranno essere mag- vede una struttura completamente riore sforzo economico, gestionale
giormente sfruttate dagli associati. disponibile per le attività associa- e organizzativo possa vedere miLa nuova sede che è operativa è tive, indipendente e funzionale alle gliorati i servizi che i Soci ANEV
in Via Palestro, 1 - 00185 Roma. esigenze che la crescita di Associa- hanno dalla loro Associazione, ci
Tutti contatti di telefono, fax e ti e attività necessitava di vedere auguriamo che la soluzione trovae.mail sono rimasti e rimarranno soddisfatta. Le nuove strutture che ta e per la quale si ringrazia il noinvariati, per evitare di compor- si trovano a pochi metri da Porta stro associato Prof. Angelo Todaro
tare contrattempi per nessuno. Pia, su una traversa di Via XX Set- che ce la ha proposta, consenta
Questo ultimo passaggio consente tembre, vedono una sala riunioni una maggior presenza in sede ed
di completare nei tempi previsti il disponibile per le riunioni degli un miglior apporto degli Associati
raggiungimento della totale indi- Organi associativi, Giunta Esecu- finalizzato a sostenere la crescita
pendenza funzionale dell’ANEV, tiva, Consiglio Direttivo e Grup- dell’ANEV in linea con quella dei
completando il percorso che la pi di Lavoro, nonchè per riunioni propri Associati.
Censimento
2010
L’autorità per l’energia elettrica e
il gas ha reso disponibili le maschere per la compilazione dei dati
relativi alla compilazione sul sito
www.autorita.energia.it per l’indagine 2010 riferita ai produttori e
autoproduttori di energia elettrica.
Come ogni anno anche per il 2010
verrà lasciato un termine congruo
per la compilazione, pari a tre
settimane, nel quale gli operatori
dovranno compilare le maschere
citate. La necessità di una corretta
ed esaustiva compilazione dei dati,
deriva dalla necessità di avere dati
anagraficamente aggiornati e corretti nonchè di monitorare il parco
di generazione produttivo in Italia
per svolgere analisi e verifiche.
L’ANEV segnala che la semplificazione del sistema richiesta lo scorso anno e parzialmente avvenuta,
aiuterà la compilazione degli operatori, e auspica che le ulteriori richieste di semplificazione potranno
essere accolte per l’anno prossimo.
Le maschere relative ai “Dati tecnici su produttori e autoproduttori
di elettricità” sono state pubblicate
e dovranno essere compilate e inviate definitivamente all’Autorità
entro il prossimo 12 aprile. Tale
sezione deve essere compilata da
tutti gli operatori esistenti al 31
dicembre 2009. I dati delle società che sono state incorporate nel
corso del 2010 dovranno essere
compilati per loro conto dalle società incorporanti. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito
Internet dell’Autorità all’indirizzo:
http://www.autorita.energia.it/it/
comunicati/10/100303dssd.htm
Giornata mondiale
del vento 2010
La Giornata Mondiale del Vento è
una campagna internazionale di
sensibilizzazione volta a promuovere l’energia eolica, fonte pulita
ed inesauribile, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica su risparmio
energetico, fonti rinnovabili, questioni ambientali. In Italia la manifestazione è coordinata dall’ANEV
(Associazione Nazionale Energia
del Vento) in collaborazione con
EWEA (European Wind Energy
Association) e GWEC (Global Wind
Energy Council). L’iniziativa, nel
2009, ha ricevuto l’adesione del
Presidente della Repubblica ed il
Patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e del Comune di
Roma. L’ANEV, nel mese di giugno
2009, ha proposto un articolato
programma di iniziative in tutta
Italia e, a Roma, nel Pala Energia
ANEV, si sono svolti convegni,
esposizioni dei principali operatori
del settore, attività ludiche e formative, con l’installazione di un vero
aerogeneratore a dimensione reale.
Per il 2010 l’ANEV organizzerà una
manifestazione analoga che già si
preannuncia ancora più ricca di
Eventi e più significativa, attestandosi già dal secondo anno come
l’Evento più prestigioso dell’eolico.
L’evento offre un’occasione unica
e irripetibile per promuovere, nella
manifestazione più esclusiva del
2010, la Vostra Azienda e i Vostri
prodotti con soluzioni innovative per consentire la partecipazione senza oneri eccessivi. Se siete
interessati consultate la proposta
promozionale che pubblicata sul
sito www.anev.org e contattate la
GAD&Co ai seguenti recapiti Tel.
+065717121 – [email protected]
Forum conomico
Italia-Mongolia,
Ulan Bator
12/13 aprile 2010
In occasione della visita in
Mongolia del Vice Ministro
allo Sviluppo Economico On.
Adolfo Urso, accompagnato
da una delegazione di imprenditori, l’Istituto nazionale per
il Commercio Estero, ICE, organizza il “Forum Economico
Italia - Mongolia”. Il Forum
si svolgerà a Ulan Bator nei
giorni 12 e 13 aprile 2010. Le
imprese interessate a partecipare dovranno far pervenire,
entro le ore 12,00 di Lunedì 22
marzo 2010, l’allegata scheda di adesione all’indirizzo
e-mail: [email protected]
o al seguente numero di Fax:
06-89280328
Trova i link dai quali scaricare la scheda: nel sito ICE www.
ice.it
Comuni …..rinnovabili
Anche quest’anno LEGAMBIENTE nello sviluppare e integrare le fonti SCIALLO PILSUDSKI 98, ROMA
ha presentato il rapporto: Comuni rinnovabili nel territorio italiano. Saluti iniziali
Rinnovabili. La presentazione del L’ANEV convintamente ha parteci- Emilio Cremona - GSE, Presidente
rapporto 2010 è finalizzata a far pato all’evento per dare il proprio Introduzione e presentazione del
emergere come la diffusione delle supporto ai comuni che devono Rapporto
fonti rinnovabili nei comuni ita- essere alla base del percorso auto- Gerardo Montanino - GSE, responliani, i risultati e le buone pratiche rizzativo.
sabile direzione operativa
di intervento, possono favorire la DI SEGUITO IL PROGRAMMA Edoardo Zanchini - Legambiente,
crescita del settore. Tema del con- COMPLETO
responsabile energia
vegno “Come l’Italia può farcela 23 MARZO 2010 - ORE 10.00 / Tavola Rotonda, modera:
a raggiungere gli obiettivi UE al 13.30
Giovanni Valentini - La Repubbli-
2020”. Il ruolo delle politiche locali AUDITORIUM GSE - VIA MARE- ca
Intervengono:
Contraddizioni sarde
Marco De Giorgi - Ministero Am-
Dopo l’incontro avuto con il Presidente Cappellacci nel maggio
2009 scorso nel quale il presidente prometteva un cambio di rotta nel senso del rispetto del diritto e della trasparenza dell’amministrazione regionale, l’ANEV resta esterrefatta dalle dichiarazioni
del presidente Cappellacci sull’eolico. infatti dopo il citato incontro
estremamente cordiale e positivamente valutato anche dalla UIL che
era presente, il presidente stesso si era detto favorevole all’istituzione di un tavolo tecnico per risolvere le questioni relative alla precedente gestione “Soru”, cosa mai avvenuta. Inoltre le rassicurazioni
dello stesso Cappellacci nei confronti dell’associazione, ad oggi non
concretizzatesi, riguardavano il fatto che si sarebbe evitato qualsiasi percorso poco chiaro o discriminatorio da parte della regione che
volesse favorire un’azienda rispetto ad un’altra. L’ANEV auspica che
ciò che è stato anticipato dalla stampa non corrisponda al merito di
quanto inserito nei documenti ufficiali non ancora pubblici e che
quindi la regione Sardegna possa tornare a garantire agli investitori
parità di trattamento, rispetto delle norme e percorsi autorizzativi
non discriminatori. L’ANEV resta in attesa dei documenti ufficiali
per verificare eventuali azioni da porre in campo per evitare danni
ai propri associati.
Francesco Ferrante - Kyoto Club,
biente, Segretario generale
Vicepresidente
Flavio Morini - ANCI, delegato politiche ambientali
Massimo Orlandi - Sorgenia, AD
Alessandro Ortis - Autorità energia
elettrica e gas, Presidente
Sara Romano - Ministero dello
Sviluppo Economico, Direttore Generale per l’Energia
Simone Togni - ANEV, Segretario
Generale
Nando Pasquali - GSE, AD
Conclude:
Vittorio Cogliati Dezza - Legambiente, Presidente nazionale
ore 12.30 - Premiazione dei Comuni rinnovabili 2010
Vento da conoscere
Parte il programma 2010 di Alta sponibili nella sezione documenti/ per le registrazioni tempestive.
Formazione sull’eolico a cura di formazione del sito dell’associa- Gli altri due corsi specialistici orANEV e UIL sulla scia del grande zione www.anev.org. Due i corsi ganizzati nel 2010 saranno invece
successo del 2009. L’offerta forma- di base previsti nel 2010 entrambi dedicati prioritariamente a chi ha
tiva di primo e di secondo livello a Roma, il primo in concomitanza già frequentato i corsi di base e si
sull’eolico organizzata da ANEV con la Giornata Mondiale del Ven- terranno entrambi presso Ecomone UIL congiuntamente promuo- to dal 24 al 27 maggio e il secondo do-Keywind: il primo sul minieolivono i corsi 2010 per soddisfare in occasione di Eolica Expo dal 6 co i giorni 3 e 4 di novembre, menle numerose richieste pervenute. al 9 settembre; nonostante i costi tre il secondo sui Certificati Verdi e
I programmi, le informazioni e di iscrizione non abbiano subito sul Trading i giorni 5 e 6 di novemle procedure amministrative per modifiche, anche quest’anno sono bre. Parte quindi con grande iml’iscrizione ai corsi generalisti e di state riservate particolari agevola- pegno da parte degli organizzatori
specializzazione, sono da oggi di- zioni per tutti gli Associati ANEV e il secondo ciclo della formazione
ANEV - UIL sull’eolico, con il completamento dei programmi, quattro
corsi di formazione, due generici e
due specialistici, che completano
l’offerta formativa per l’anno 2010,
attestandosi come il più completo
e funzionale del settore. La novità
dei due corsi specialistici, riservati
prioritariamente ai frequentatori dei corsi base e che si terranno
in concomitanza con EcomondoKeywind a Rimini, consente anche
un approfondimento specialistico
sui temi di principale attualità, il
trading di energia elettrica da FR
e i Certificati Verdi da un lato e il
minieolico dall’altro, a chi già è del
settore ovvero ha già conoscenze
segue >
di base del settore eolico. Lo sforzo effettuato per l’anno in corso è
stato di rendere ancor più ricchi di
contenuti ed esercitazioni pratiche le consuete elevate esperienze
formative precedenti, mantenendo
Hannover
Messe/Colitechnica
Con più di 200.000 visitatori,
l’esperienza di visita ad un sito la Fiera di Hannover – che si
eolico con l’assistenza tecnica dei terrà quest’anno dal 19 al 23
tecnici del medesimo. I corsi 2010 Aprile 2010 – è la più importante
manifestazione fieristica europea e
si caratterizzano anche per una lomondiale dedicata alla tecnologia,
gistica semplificata a favore della
all’innovazione e all’automazione.
frequenza, di un’assistenza com- L’Italia sarà il Paese Partner
pleta per i partecipanti, oltre alla di Hannover Messe 2010! Con
opportunità unica di essere inseriti CoilTechnica - nuova fiera di punta
internazionale della produzione
nell’apposita banca dati “certifidi bobine, trasformatori e motori
cata” a disposizione dei principali elettrici - la Fiera di Hannover ha
operatori del settore. Infine anche ampliato ulteriormente la propria
per quest’anno verranno scelti tra i offerta. CoilTechnica è una fiera
biennale
che avrà luogo nel
richiedenti partecipanti due stagifrequentatissimo Padiglione 6 e che
sti che potranno completare la loro propone nello specifico i seguenti
formazione con un periodo presso cluster tematici:
l’associazione nazionale energia - Componenti e accessori per
del vento. Compresi nel prezzo, la bobine
- Materiali isolanti
giornata di trasferta presso il par- Macchine per l’avvolgimento /
co eolico, tutti i materiali didatti- Sistemi di produzione flessibile
ci, l’ingresso alle manifestazioni - Componenti elettrici e accessori
ospitanti, i pranzi e i coffee break, - Sistemi di controllo, misurazione
e diagnosi
l’attestato di partecipazione, l’insePer ulteriori informazioni:
rimento nella banca dati nonché la h t t p : / / w w w. h a n n o v e r m e s s e .
giornata finale di follow-up. Nella de/coiltechnica Ecco tutte le
sezione documenti/formazione del opportunità che la Fiera di
Hannover offre alla Vostra
sito www.anev.org e nel sito www.
Associazione e i Vostri soci:
uil.it sono disponibili i programmi
•Biglietti gratuiti per la fiera
e i moduli di iscrizione per tutti i •Accesso libero al World Energy
Forum e al Forum Renewable
corsi.
Energy
•Accesso gratuito al Visitor’s
Lounge
•Catering & Nightlife Special
(voucher catering per il valore di
10,00 euro)
•Visita guidata della città
•Info Kit della citta di Hannover
•Logo e Link della vostra
associazione/partner ufficiale sul
sito di Hannover Messe
•Media Kiosk in fiera dove esporre
le vostre pubblicazioni
•Spazio dedicato all’interno del
ciclo di conferenze in programma
In cambio, Vi saremo grati se la
Vostra associazione promuovesse
questa manifestazione, con le
seguenti azioni:
•Invio di inviti via e-mail
con biglietto elettronico per la
manifestazione
•Notizia e link per biglietto
elettronico sulle vostre riviste o
newsletter
•Posizionamento del logo di
Hannover Messe sul Vostro sito
web e link al sito.
Eventualmente possiamo inviarVi,
se necessario, altro materiale
informativo (opuscoli, manifesti,
podcast ecc.), e possiamo inoltre
supportarVi per i testi e il
materiale di stampa, in modo
da poter garantire una completa
informazione ai Vostri soci.
Il sistema produttivo di
fronte alla crisi: le imprese, le
industrie, le istituzioni
Il Dipartimento di Economia
dell’Università di Parma e la rivista
“Economia e Politica Industriale
Journal of Industrial and Business
Economics ” invitano gli studiosi
interessati a presentare e discutere
paper di carattere teorico e applicato relativi alle recenti trasformazioni del sistema industriale italiano, in un’ottica nazionale o anche
comparata. Più in particolare gli
interrogativi principali proposti
dal convegno sono:
a) con quali caratteristiche e attraverso quali cambiamenti il sistema
italiano è arrivato alla recente crisi
internazionale?
b) quali conseguenze sta avendo la
crisi stessa sul sistema produttivo?
c) come il sistema ne sta uscendo
(e quali scenari internazionali sta
per affrontare)?
Questi temi verranno affrontati dal
convegno analizzando le caratteristiche e le dinamiche del sistema
produttivo prevalentemente sotto i
seguenti punti di vista:
1) interni all’impresa (strategia,
crescita, innovazione, internazionalizzazione ecc.);
2) nei rapporti tra le imprese e con
il territorio (reti, distretti, sistemi
produttivi locali, ecc.);
3) a livello di sistema produttivo
complessivo o sue segmentazioni
(caratteristiche e dinamiche della
produttività, dell’innovazione, del-
la struttura proprietaria, dei rapporti con il credito ecc., aggregati
settoriali o di filiera);
4) a livello di istituzioni e politiche
per le imprese (politiche di regolazione e per la concorrenza, politiche di promozione o salvataggio,
politiche per l’innovazione, interventi di carattere regionale ecc.).
Speaker invitati:
Relazione di apertura: Enrico Giovannini (presidente Istat)
Fabrizio Traù (Confindustria)
Roberto Monducci (Istat)
Relazione di chiusura: Salvatore
Zecchini (presidente Ipi)
Per proporre un paper inviare un
lungo abstract (circa 1500 parole)
al Comitato Organizzativo entro
la fine di Aprile 2010: l’accettazione da parte del Comitato Scientifico sarà notificata entro il 15
maggio 2010. Indirizzo e-mail a
cui inviare l’abstract: [email protected]
Alcuni dei paper selezionati per la
presentazione al Convegno potranno essere in seguito pubblicati
su uno o più numeri di Economia
e Politica industriale/Journal of Industrial and Business Economics.
I lavori accettati per la pubblicazione dovranno arrivare alla rivista entro metà novembre 2010.
Comitato Organizzativo (Università di Parma):
Alessandro Arrighetti; Carla Canali; Salvatore Curatolo, Roberta Larini, Andrea Lasagni, Marco
Magnani, Franco Mosconi, Augusto Ninni, Luisella Notari, Augusto
Schianchi, Fabio Sforzi
Comitato Scientifico:
Alessandro Arrighetti (Università
di Parma),
Maria Rosa Battaggion (Università
di Bergamo),
Mario Benassi (Università di Milano),
Stefano Brusoni (Università L.
Bocconi),
Matteo Bugamelli (Banca d’Italia),
Carlo Cambini (Politecnico di Torino),
Davide Castellani (Università di
Perugia),
Andrea Colli (Università L. Bocconi),
Gianni Cozzi (Università di Genova),
Giovanni Battista Dagnino (Università di Catania),
Michele Grillo (Università Cattolica di Milano),
Fabrizio Guelpa (Intesa Sanpaolo),
Alessandra Lanza (Prometeia),
Francesco Lissoni (Università di
Brescia),
Sergio Mariotti (Politecnico di Milano)
Stefano Menghinello (Istat),
Augusto Ninni (Università di Par-
ma),
Lucia Piscitello (Politecnico di Milano),
Giovanni Battista Ramello (Università del Piemonte Orientale),
Laura Rondi (Politecnico di Torino),
Cristina Rossi Lamastra (Politecnico di Milano),
Francesco Silva (Università di Milano Bicocca)
Salvatore Torrisi (Università di Bologna),
Antonello Zanfei (Università di Ur- Le spese includono:
bino)
- coffee-break;
Spese di registrazione:
- euro 60 per i membri dell’Associazione Amici di Economia e Politica
Industriale. La quota di iscrizione
all’Associazione è pari a euro 120
e può essere pagata anche al momento dell’iscrizione al Convegno
assieme alle spese di registrazione
(per un totale di euro 180);
- euro 300 per i non membri.
- cena sociale;
- pranzo finale;
- abbonamento gratuito per un
anno alla rivista “Economia e Politica Industriale – Journal of
Industrial and Business Economics
(solo per i membri dell’associazione).
Prossimi appuntamenti
•
Abu Dhabi, 18 gennaio 2010 REN Alliance Invitation: Roundtable at World Future Energy Summit
•
Manchester (Regno Unito), 26 gennaio 2010 BWEA Health and Safety 2010 - Conference and Exhibition
•
Praga (Repubblica Ceca), 16 – 17 febbraio 2010 REFF Central and Eastern Europe
•
Londra (RegnoUnito), 3 – 4 marzo 2010 BWEA Wave & Tidal 2010
•
Palmerston North (Nuova Zelanda) 29 – 31 marzo 2010 NZ Wind Energy Conference
•
Varsavia (Polonia), 20 – 23 aprile 2010 European Wind Energy Conference & Exhibition 2010
•
Adelaide (Australia), 1 – 31 maggio 2010 Clean Energy Council Conference And Exhibition 2010
•
Roma, 24 – 27 maggio 2010 I Corso di Formazione ANEV “Eolico di base: tecnica, normativa, ambiente ed
esperienza sul campo” – Giornata Mondiale del Vento – Villa Borghese – Parco dei Daini
•
Houston (USA), 23 – 26 maggio 2010 WINDPOWER 2010 Conference & Exhibition
•
Liverpool, (Regno Unito), 29 – 30 giugno 2010 BWEA Offshore Wind 2010 - Conference and Exhibition
•
Istanbul (Turkey), 15-17 June 2010 9th World Wind Energy Conference & Exhibition WWEC2010
•
Rio de janeiro (Brasile), 6 – 9 giugno 2010 IAEE’S Rio 2010 International Conference
•
Alice Springs, Northern Territory (Australia), 4 – 7 agosto 2010 ATRAA 2010 Conference & Exhibition
•
Rio de Janeiro (Brasile), 30 agosto – 1 settembre 2010 Windpower Brazil 2010 conference and exhibition
•
Roma, 6 – 9 settembre 2010 II Corso di Formazione ANEV “Eolico di base: tecnica, normativa, ambiente ed
esperienza sul campo” – Eolica Expo 2010
•
Roma, 7 – 9 settembre 2010 Eolica Expo Mediterranenan
•
Palais des congrès de Montréal, Montreal, Quebec 1 – 3 novembre 2010 CanWEA 2010 - 26th Annual
Conference and Exhibition
•
Glasgow (Regno Unito), 2 – 4 novembre 2010 BWEA Health and Safety 2010 - Conference and Exhibition
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Rimini, 3 – 4 novembre 2010 III Corso di Formazione ANEV Specialistico “Mineolico”
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Rimini, 5 – 6 novembre 2010 IV Corso di Formazione ANEV Spacialistico “CV e Trading”
fotovoltaico a concentrazione
di Francesca Capelli
l’Istituto nazionale di fisica della materia del Cnr e un’azienda, la
Abbassare i costi del fotovoltaico e aumentarne la resa. E’ italia-
Dichroic Cell (www.dichroic-cell.it).
na la scoperta che potrebbe rivoluzionare la produzione di ener-
Tutto nasce dal tentativo – al quale lavorava da anni il gruppo di
gia solare, frutto di una collaborazione tra l’Università di Ferrara,
ricercatori guidati da Giuliano Martinelli, docente del dipartimen-
33
to di Fisica dell’Università di Ferrara – di rendere il fotovoltaico un
Cell. “I costi non si abbassano, a causa della scarsità di silicio – il
metodo di produzione di energia efficiente e competitivo.
principale componente - disponibile. O meglio, di materia prima
“Il problema principale sono i materiali, i cosiddetti semicondut-
ce n’è tantissima, visto che il silicio deriva dalla sabbia, ma la
tori”, dice Federico Allamprese, amministratore unico di Dichroic
trasformazione è costosa e la resa di una cella fotovoltaica tradi-
zionale resta bassa”.
materiali semiconduttori, mentre il film di germanio, per quanto
La produzione mondiale di silicio è di 130 mila tonnellate, di cui
sottilissimo, svolgerebbe comunque la sua peculiare funzione.
60 mila vanno all’industria elettronica e 70 mila al fotovoltaico.
“La difficoltà era far sì che gli atomi di germanio si depositassero
E’ stato calcolato che se anche fosse interamente destinata alla
sul substrato di silicio disposti ordinatamente
produzione di energia, si soddisferebbe l’1 per cento del fabbiso-
come in un cristallo perfetto”, dice Vincenzi.
gno energetico italiano.
“Avevamo in mente come risolvere il proble-
Una soluzione è costituita da una tecnologia innovativa: il foto-
ma, ma serviva una cordata di imprenditori
voltaico a concentrazione che utilizza celle solari ad alta efficien-
lungimiranti per finanziare la realizzazione
za come quelle sfruttate dai satelliti spaziali.
del primo prototipo”. L’incontro con Dichroic
“Con lenti o specchi”, spiega Allamprese, “si concentra l’irradia-
Cell ha fatto il resto e ha permesso di arrivare
zione su una cella ad alta efficienza, costituita non più da silicio,
alla firma di un contratto di collaborazione,
““Con lenti o specchi”, spiega Allamprese, “si concentra l’irradiazione su una tramite il Cnr.
cella ad alta efficienza, costituita non più da silicio, ma da più strati di materiali E’ stato così ideato il reattosemiconduttori: arseniuro di gallio, fosfuro di indio e gallio, e germanio””
re L.E.P.E.C.V.D. (Low Enerma da più strati di materiali semiconduttori: arseniuro di gallio,
gy Plasma Enhanced Chemical Vapor Depo-
fosfuro di indio e gallio, e germanio”. Ognuno di questi materiali
sition), in grado di far depositare il germanio
assorbe una parte dello spettro solare, aumentando la resa com-
sul silicio attraverso un processo rapido e ad
plessiva della cella:
dal 10 al 40 per
cento circa.
Si ripropone però
34
la questione dei
costi, perché il
prezzo del germanio è altissimo. Se
può essere sostenuto dall’industria
aerospaziale, non
è così per il settore delle energie
rinnovabili.
Ed ecco che entra
in gioco la ricerca
universitaria. “Abbiamo
pensato
che la soluzione
potesse
depositare
essere
uno
strato di atomi di
germanio su di
un supporto di silicio, il cosiddetto “wafer”, relativamente più
elevata purezza. “All’interno dell’apparecchio vengono immessi
economico”, dice Donato Vincenzi, ricercatore dell’Università di
gas che si mescolano e reagiscono tra loro”, dice Vincenzi. “E
Ferrara che ha lavorato al progetto. Così, il silicio funzionerebbe
consentono agli atomi di depositarsi e di disporsi ordinatamente
da base, da “fondamenta” sul quale depositare gli altri strati di
sui wafer di silicio emulando la struttura di un cristallo perfetto”.
Il fotovoltaico a concentrazione sarà una tecnologia di scala.
fase di lancio.
“Adatta non alla produzione domestica”, dice Allamprese, “ma
Ora Dichroic Cell è alla ricerca di partner per la produzione su
alla realizzazione di centrali di potenza dell’ordine di megawatt.
larga scala della
Gli spazi non mancano, per esempio
le discariche esaurite”.
Secondo le stime,
il fotovoltaico a
concentrazione,
ha le potenzialità
per arrivare a coprire in 10 anni il
10 per cento del
fabbisogno
ita-
liano di energia.
“Potrebbe anche
essere
esportato
all’estero”,
con-
tinua Allamprese.
“Per
potrebbe
esempio,
Cella a concentrazione
La ricerca che ha portato alla realizzazione della
nuova cella fotovoltaica a concentrazione dimostra
che la collaborazione tra università e azienda è
possibile e porta a ottimi risultati.
“Il principale problema”, dice Donato Vincenzi, “è
la gestione del conflitto di interessi sulla riservatezza. L’azienda vuole legittimamente tutelare il
proprio segreto industriale, l’università ha bisogno
di divulgare le proprie scoperte, soprattutto ora che
gli stipendi dei ricercatori dipendono dai risultati
raggiunti, misurati dalle pubblicazioni”.
La soluzione? “Divulgare i risultati e tenere segreta la tecnologia”, dice Vincenzi. “Va a vantaggio
anche del mondo industriale, considerando che un
articolo su una peer review dà prestigio all’azienda
e può favorire l’ingresso di nuovi investimenti”.
La collaborazione tra mondo accademico e industria è ormai diventata irrinunciabile. “Anche per
far fronte alla concorrenza internazionale, più o
meno leale”, dice Vincenzi. “La tecnologia fotovoltaica convenzionale è ormai fuori mercato, a causa dell’industria cinese che attualmente lavora in
dumping e riesce a mantenere prezzi molto bassi”.
Questo sistema non reggerà all’infinto, certo. Ma
per il momento è l’innovazione la strada per contrastare la concorrenza sleale.
essere
nuova cella.
“Il fotovoltaico
a concentrazione sarà inserito
nel
prossimo
conto energia”,
afferma Allamprese. “E speriamo che questo
cancelli le perplessità di banche e potenziali
investitori”.
Il
principale
ostacolo alla ricerca, invece, è
costituito dalla
discontinuità
dei fondi. “Fi-
fornito a un paese
nora
concessi
come l’Algeria, in
sull’onda della situazione internazionale”, dice Vincenzi. “Il pri-
cambio di un ap-
mo grande impulso arrivò dopo lo shock petrolifero del 1978, poi
i finanziamenti
cessarono per
l’abbassarsi dei
prezzi.
Ebbe-
ro una nuova
impennata attorno al 20012002, sempre
sull’onda
provvigionamento
dei
si-
prezzi del car-
curo di petrolio o gas,
burante. E per
dei quali – almeno per il
ora
momento – non riuscia-
reggendo, gra-
mo a fare a meno”.
zie a una nuo-
Ancora, la ricerca con-
va
dotta avrebbe ricadute
ambientale. Ci
sull’industria aerospa-
auguriamo che
stanno
coscienza
ziale: la cella così realizzata è molto più leggera e, montata su
continui così, perché la ricerca può essere programmata solo in
un satellite, consentirebbe un enorme risparmio di carburante in
presenza di una continuità di finanziamenti”.
35
industria e rinnovabili
Il comparto industriale delle rinnovabili in Italia ha ottime prospettive sia economiche, sia
occupazionali. Ciò che manca è la prospettiva
di medio periodo.
fatto in gran parte da Pmi, spesso, in grado di sviluppare eccellenze tecnologiche di alto livello, ma che difficilmente riescono
ad accedere sia al credito necessario, sia alle risorse che il mondo
della ricerca potrebbe metter loro a disposizione, per aggiornare
le tecnologie sia di processo, sia di prodotto. Eppure gli indicatori
di Sergio Ferraris
relativi alle rinnovabili creati dall’Osservatorio sull’industria delle
Un binomio che nel nostro Paese è spesso citato come oppor-
rinnovabili vedono degli sviluppi significativi. Nel prossimo de-
“Dal punto di vista dell’impatto economico potenziale sui vari settori cennio, in coincidenza con i target europei al 2020, infatindustriali, nel decennio prossimo, le rinnovabili potrebbero sviluppare ti, i GWh prodotti da rinnovabili l’anno potrebbero essere
oltre 42,4 miliardi di euro d’investimenti, sette in più delle più ottimisti81.500, non centrando così gli obiettivi europei nel caso
che previsioni sul nucleare fatte dal Governo”
dello scenario minimo, li raggiungerebbero con 117.000
tunità, ma che stenta a decollare, per un insieme di motivi che
GWh se si prende in considerazione lo scenario intermedio, menpotremmo chiamare “condizioni sfavorevoli”. La prima è una questione di carattere generale che
coinvolge anche le rinnovabili, ma riguarda tutti i comparti produttivi ad alto
tre sarebbero ampiamente superati, con 158.000
GWh adottando lo scenario maggiore. Dal
punto di vista dell’impatto economico
potenziale sui vari settori industriali,
contenuto tecnologico che è quello
nel decennio prossimo, le rinnovabi-
di come è costituito il tessuto ma-
li potrebbero sviluppare oltre 42,4
nifatturiero del nostro Paese che è
miliardi di euro d’investimenti,
37
sette in più delle più ottimistiche previsioni sul nucleare fatte dal
si susseguono a ritmo incalzante iniziative, viste con molta accon-
Governo. Il volume d’investimenti sviluppato dalle rinnovabili ri-
discendenza dal Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia
guarderebbe per 11 miliardi di euro l’industria elettrica e mecca-
sul nucleare, provvedimenti importanti sulle rinnovabili come il
nica, per 8 l’edilizia, per 4,5 e 4,9 rispettivamente la termotecnica
rinnovo del Conto energia e la realizzazione di linee guida nazio-
e altri settori minori e per 1,9 la chimica. Ma il dubbio tra le im-
nali sembrano andare a rilento.
prese che si stanno impegnando sulle rinnovabili è che il Governo
abbia altre priorità. «Intendiamo raggiungere un mix elettrico
Lavoro rinnovabile
equilibrato, composto da un 50% di combustibili fossili, 25 di
Eppure oltre alle potenzialità economiche le rinnovabili hanno un
nucleare e 25 di fonti rinnovabili, in grado di ridurre progressi-
appeal anche dal punto di vista occupazionale non indifferente.
Secondo il ministero dello Sviluppo economico
“Il volume d’investimenti sviluppato dalle rinnovabili riguarderebbe per 11
miliardi di euro l’industria elettrica e meccanica, per 8 l’edilizia, per 4,5 e 4,9 nel 2008 il settore delle rinnovabili ha generato
rispettivamente la termotecnica e altri settori minori e per 1,9 la chimica” un giro d’affari di oltre 5 miliardi di euro, il dopvamente l’esposizione dell’Italia e la vulnerabilità alle periodiche
pio rispetto al 2005, mentre gli occupati diretti e indiretti sono
oscillazioni del greggio» ha dichiarato più volte il sottosegretario
stati 21.000 dei quali 10.000 nell’eolico, 2.200 nel fotovoltaico
e 8.000 nelle biomasse. Sempre sul
fronte occupazionale c’è da registrare
che una ricerca della
Cisl assegna all’eolico una potenzialità di un addetto
38
stabile per ogni 2
MWe installati. Se si
sviluppasse, quindi,
tutto il potenziale
eolico italiano che
secondo Anev è di
oltre 16.000 MWe si
potrebbe arrivare a
8.000 addetti stabili
a livello nazionale.
Altro discorso aperto è quello dell’incapacità delle Pmi
impegnate a vario
titolo nelle rinnovabili a fare e a
pensarsi
come
sistema. Capita
spesso, infatti,
allo Sviluppo economico, con delega all’energia Stefano Saglia.
durante discussioni informali con operatori esteri delle rin-
Nei fatti, però, sembra che l’equilibrio di questo mix, se si deve
novabili che questi manifestino il loro stupore circa il fatto
giudicare dalle iniziative del Governo sia viziato nei fatti. Mentre
che nonostante le aziende del nostro Paese siano impegnate
a fondo in subforniture di alta qualità nella componentistica dei
operazioni M&A con una capacità di generazione scambiata pari
sistemi per le rinnovabili, le stesse non siano in grado di riunirsi
a 45.000 MW, dei quali 36.000 MWe di eolico, 8.000 MWe di
per realizzare prodotti finiti e competitivi.
idroelettrico, 600 MW di biomasse, 260 MWe solare e 1 MWe
Nonostante ciò se si analizza il comparto attraverso la lente della
geotermico.
finanza straordinaria, (M&A) ci si rende conto che nonostante la
crisi nel 2008 il fenomeno, nel settore delle rinnovabili, si è inten“se si analizza il comparto attraverso la lente
della finanza straordinaria, (M&A) ci si rende conto che nonostante la crisi nel 2008 il
fenomeno, nel settore delle rinnovabili, si è
intensificato. Sono molte, infatti, le aziende
con scarso know how di settore che stanno entrando nel segmento delle rinnovabili preferendo l’acquisizione di asset esistenti o di società
specializzate che abbiano progetti in pipeline”
Quadro frammentato
sificato. Sono
Il valore complessivo delle transazioni è stato nel 2008 di circa
molte, infatti,
39,4 miliardi di euro, dei quali 15 diretti e 24,4 per operazioni di
le aziende con
asset swap, con un quadro di frammentazione che è quello tipico
scarso know
dei settori emergenti. Nel solo eolico gli impianti in via di sviluppo
how di setto-
sono il 74% della capacità scambiata (26.640 MWe) largamente
re che stanno
entrando nel
segmento
delle rinnovabili preferendo l’acquisizione di asset esistenti o di
società specializzate che abbiano progetti in pipeline. Nel 2008,
l’Osservatorio sull’industria delle rinnovabili ha registrato 121
39
al di sopra del potenziale stimato da Anev ed è
quindi presumibile che non sarà tutta realizzata.
La spiegazione di ciò risiede nel fatto che l’eolico
è una tecnologia matura e attrattiva per gli investitori, in quanto più remunerativo di altre fonti,
specialmente in assenza, o nell’indeterminatezza
di incentivi nazionali. Questa sovra valutazione,
però, se da un lato è indice delle potenzialità del
settore eolico dall’altro non lo mette al riparo dal
rischio di speculazioni e bolle dal carattere squisitamente finanziario che potrebbero minarne
la credibilità verso il mondo degli investitori. Le
condizioni necessarie per uno sviluppo solido e
duraturo dell’industria delle rinnovabili, in Italia,
ci sono, ciò che manca, è la prospettiva del lungo
periodo, magari che vada al di là dell’orizzonte di
una legislatura. E in questo senso le indicazioni
non sono buone. È stata bocciata, infatti, la proposta delle associazioni del solare di portare la
durata del Conto energia a cinque anni, mentre
per l’atomo i programmi arrivano al 2030. Eppure l’ordine
degli investimenti è simile.
Trevi Village. Le tue vacanze
Complesso turistico a quattro stelle completamente rinnovato nell'anno 2003, è situato
a ridosso della costa tirrenica calabrese tra Amantea e Campora San Giovanni (CS). Il
villaggio inserito in un giardino di palme, cactus e macchia mediterranea, rispecchia
l'architettura locale creando un suggestivo "borgo di cottage" composto da circa 100
camere. Il complesso si estende su di un'area di circa 40.000 mq avente un fronte di 600
mt. di spiaggia sabbiosa, con alle spalle la ferrovia e la SS 18. Facilmente raggiungibile
con uscita a Falerna sulla autostrada A3. Stazione ferroviaria ad Amantea e aereoporto
a 25 Km di Lametia Terme.
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il vento va per mare
L’offshore rappresenta la nuova frontiera
dell’eolico. Se fosse sviluppato l’intero potenziale si produrrebbe sette volte il fabbisogno
energetico attuale dell’Europa
mare va dai 18 ai 63 metri.
Questo parco eolico offshore è solo l’ultimo esempio, ma basta
scorrere il rapporto “Oceani di opportunità” redatto dall’Ewea,
l’associazione europea dell’eolico, per scoprire come nei prossimi
20 anni questi impianti diventeranno una realtà lungo le coste
di Gabriele Salari
del continente. Se fosse sviluppato l’intero potenziale si produr-
Due società norvegesi, la Statoil e la Statkraft, insieme alla RWE
rebbe sette volte il fabbisogno energetico attuale dell’Europa,
power tedesca e alla Scottish and Southern Electricity hanno avu-
100 gigawatt sono già in fase di studio e una volta completati
“Funzionando al massimo, l’impianto offshore di Dogger Bank in Gran Bretagna rappresenteranno il 10 per cento
potrebbe produrre elettricità rinnovabile corrispondente a quasi il 10 per cento del del fabbisogno, evitando
fabbisogno energetico della Gran Bretagna ovvero 13 gigawatt di capacità installata” l’immissione in
to i diritti di sviluppare energia eolica a Dogger Bank in Gran
atmosfera ogni anno di 200
Bretagna. Funzionando al massimo, l’impianto offshore potrebbe
milioni di tonnellate
produrre elettricità rinnovabile corrispondente a quasi il 10 per
di CO2.
cento del fabbisogno energetico della Gran Bretagna ovvero 13
gigawatt di capacità installata.
Dogger Bank si trova sulla costa orientale dello Yorkshire, tra i 125 ed i 195 chilometri dalla costa e la profondità del
41
Dal 1992 al 2004 l’eolico tradizionale è cresciuto del 32 per cen-
tra il 60 e il 70 per cento del fabbisogno energetico.
to l’anno e secondo l’Ewea è possibile ora ripetere questo trend
Perché questo non rimanga un sogno evidentemente deve svi-
“La Commissione Europea stima che nei prossimi 12 anni, visto che andranno lupparsi una vera e propria rete di trasmissioin pensione circa la metà delle attuali centrali elettriche, si può sfruttare questo ne, attraverso una cooperazione tra industria,
turnover costruendo nuovi impianti che dovranno fornire 360 gigawatt”
Commissione Europea e governi.
con l’offshore, che rappresenta la nuova frontiera. La Commissio-
L’anno che si è aperto da poco sarà cruciale proprio per orga-
ne Europea stima che nei prossimi 12 anni, visto che andranno
nizzare questa rete, senza la quale l’eolico offshore non potrà
in pensione circa la metà delle attuali centrali elettriche, si può
svilupparsi. La sfida tecnologica è simile a quella che ha portato
sfruttare questo turnover costruendo nuovi impianti che dovran-
alla creazione delle piattaforme petrolifere nel mare del Nord e
no fornire 360 gigawatt.
non a caso anche molti degli attori sono gli stessi, avendo capito
Quale sfida migliore per l’eolico? Entro il 2020 l’obiettivo è di
che è finita l’era dei combustibili fossili.
arrivare a 230 gigawatt di energia dal vento, di cui 40 prodotti
Statoil, che sta realizzando il mega impianto al largo della Gran
con l’offshore.
Bretagna, è innanzitutto una compagnia pe-
Anche l’Agenzia europea per l’ambiente crede in questa nuova
trolifera, la più importante dei Paesi scandina-
frontiera stimando che nel 2020 avrebbe il potenziale di fornire
vi.
42
Partiamo da 420
1000 megawatt (1 gigawatt), sempre che la crisi economica non
Il 2008 ha chiuso con 366 megawatt di potenza offshore installa-
ci metta lo zampino. Un’altra evoluzione interessa la distanza dal-
ta (nel 2009 siamo saliti già a 420), rispetto a 8.111 megawatt su
la costa e la profondità del mare alle quali vengono realizzati gli
terra, in 7 parchi eolici, portando il totale della potenza offshore
impianti. Finora si rimaneva generalmente a meno di 20 chilome-
a 1.471 megawatt in 8 Stati europei.
tri dalla costa e ad una profondità inferiore ai 20 metri, mentre
si sta passando sempre più ad una forbice 60-60 e ci
si spinge anche molto oltre, come dimostra il progetto
citato in apertura. A questo impegno europeo fa seguito ora anche quello degli Stati Uniti, dove si prevede
che entro il 2030 l’eolico dovrà fornire il 20 per cento
dell’energia e quindi occorre puntare anche sull’offshore. Alcune realizzazioni stanno partendo, per l’iniziativa
degli Stati, nel New Jersey e nello stato di Rhode Island.
Anche gli Stati attorno ai Grandi Laghi hanno dimostrato un grande interesse verso questa nuova frontiera e il
presidente Barack Obama ha autorizzato per la prima
volta lo sfruttamento delle acque federali per permettere lo sviluppo dell’offshore.
Arriva la Cina
C’è un Paese però che ha 157.000 chilometri di costa
dove si può sviluppare l’eolico offshore ed è la Cina. Se
ne utilizzasse appena il 10 per cento potrebbe arrivare a
produrre 100-200 gigawatt, certo con qualche problema
lungo la costa meridionale, a causa dei tifoni, in partico-
La Gran Bretagna è la prima della classe, avendo superato
lare nelle province di Guangdong, Fujian e Zhejiang. Un parco eo-
la Danimarca, mentre l’Italia ha messo in cantiere il primo
lico di 24 turbine è stato costruito al largo di Shangai e dovrebbe
parco eolico del Mediterraneo, che andrà a far parte di
fornire energia all’Esposizione Universale che si tiene quest’anno.
questa grande rete paneuropea, in Mo- “Un parco eolico di 24 turbine è stato costruito al largo di Shangai e dovrebbe
lise, al largo di Termoli. Il 2009 è stato fornire energia all’Esposizione Universale che si tiene quest’anno. Anche se
è poco, molto più importante è che la strada sia stata tracciata e che la Cina
anche l’anno del varo del primo mega
abbia deciso di investire moltissimo in ricerca e sviluppo in questo settore”
impianto galleggiante in Norvegia ed
anche l’anno in cui questa tecno-
Anche se è poco, molto più importante è che la strada sia stata
logia ha conosciuto un’affer-
tracciata e che la Cina abbia deciso di investire moltissimo in ri-
mazione, mentre se verran-
cerca e sviluppo in questo settore. Il gigante asiatico è uno stato
no rispettate le previsioni
che si è dimostrato in grado di prendere rapidamente decisioni
quest’anno si farà il
importanti in campo economico e quindi potrà recuperare pre-
salto, arrivando a
sto il ritardo considerando che l’Europa deve mettere d’accordo
installare
ad-
una gran quantità di attori per realizzare la rete di trasmissione
dirittura
dell’energia che arriverà dagli impianti offshore. Lo spazio non è
invece un problema perché basterebbe meno del 2 per cento del
mare europeo, ovvero 8 aree di 10 mila chilometri quadri, senza
considerare l’Atlantico, per produrre energia pari a 7 volte l’attuale fabbisogno. Un sogno che potrebbe diventare realtà.
43
animali da città
45
di Giampiero Castellotti
urbani, optano invece per la cordialità piemontese. Mentre nuclei
I giornalisti dell’agenzia Adn Kronos la conoscono bene. E’ la “nuo-
di ghiri gradiscono la Bassa modenese. Più alpestri, i lupi e gli orsi
va” fauna urbana. Due anni fa hanno ricevuto un’insolita visita
fanno visita alle periferie dei centri abitati abruzzesi e molisani.
in redazione: nientemeno che una volpe rossa. Nel cuore di
Roma Trastevere. Proveniente probabilmente da villa Pamphili. Imperturbabile il veterinario Massimiliano Ponzi, intervenuto sul posto: in una grande città c’è da aspettarsi
di tutto. Dai pitoni agli istrici, dai gufi alle iguane.
In effetti, la mappa delle presenze animali nei
centri urbani è ormai originale e variegata. A
“la mappa delle presenze animali nei
centri urbani è ormai originale e variegata. A Forlì, ad esempio, i conigli selvatici
sono ospiti fissi dei parchi. Forse sedotti
dall’intramontabile liscio romagnolo. Le
faine, invece, sarebbero cultrici di storia
medievale: intere colonie vivono sui tetti
di Gubbio, Siena e Verona”
Forlì, ad
esempio, i conigli
selvatici sono ospiti
fissi dei parchi. Forse
sedotti dall’intramontabile liscio romagnolo. Le faine, invece, sa-
rebbero cultrici di storia medievale: intere colonie vivono sui tetti
di Gubbio, Siena e Verona. Gli scoiattoli, ospiti di diversi parchi
Ed ancora: ricci che attraversano strade urbane,
pipistrelli infilati nei cassoni delle tapparelle,
fasci di inset-
ti nel calore dei
lam-
pioni stradali, fino alle tartarughe americane “dalle guance ros-
muni. Trento condivide il primato, con oltre cento specie. A Trieste,
se” che sguazzano nelle fontane pubbliche. Abbandonate da chi,
il centralissimo Bosco Farneto è abitualmente adottato da una
dopo averle acquistate, se ne sbarazza senza tanti scrupoli.
ricchissima varietà di volatili. Le upupe
Anche le comunità di anfibi e rettili, decimate dai pesticidi per
si danno appuntamento in primavera a
uso agricolo, hanno le proprie preferenze cittadine: la salaman-
Mestre, le ghiandaie a Ferrara, le rare
drina dagli occhiali (salamandrina terdigitata) ama oziare baciata
rondini montane a Genova. Sempre
dal ponentino romano, mentre i discoglossi (discoglossus pictus)
nel Nord Italia, i falchi pellegrini edu-
si godono i profumi di Palermo. Rane, raganelle e rospi, sempre
cano bene la prole: nidificano serafici
più a corto di stagni naturali, si accontentano invece di qualsiasi
sulle architetture quattrocentesche del
“Anche le comunità di anfibi e rettili, decimate dai pesticidi per uso agrico- campanile di San Petrolo, hanno le proprie preferenze cittadine: la salamandrina dagli occhiali (sa- nio a Bologna (ma anche
lamandrina terdigitata) ama oziare baciata dal ponentino romano, mentre i nella più laica Fiera, tediscoglossi (discoglossus pictus) si godono i profumi di Palermo”
nuti sotto osservazione
pozza cittadina, da Nord a Sud. Alcuni tritoni sono stati rinvenuti
addirittura da una webcam) e in quelle
nelle scorse settimane a Marcianise, località Carbone, provincia
ottocentesche della Mole Antonelliana
di Caserta.
a Torino (amata anche dagli aironi cine-
Poi gli uccelli, un capitolo a parte. Delle circa cinquecento specie
rini), mentre i falchi grillai, più meridio-
presenti in Italia, ben 356 sono nei centri urbani. E 193 vi nidifi-
nalisti, prosperano tra gli affascinanti
cano con regolarità. Secondo Renato Massa, docente di biologia
Sassi di Matera.
animale all’università di Milano, nel capoluogo lombardo ci sa-
Ma è Roma, anche per estensione, una
rebbero più specie di uccelli – almeno un centinaio – che nelle
delle aree urbane
campagne circostanti. La Stazione centrale è ormai una specie di
di maggiore in-
voliera, mentre i giardini condominiali ospitano colonie di gufi co-
teresse
46
naturalistico. Oltre ad un centinaio di generi di uccelli, vi dimora-
“capitolini”, ad esempio. Presenti dagli anni Settanta a Villa Pam-
no 5.500 specie tra anfibi, insetti, mammiferi e rettili. Non a caso
phili, hanno invaso il Parco dell’Appia Antica (compresa Caffarella
e Villa Lazzaroni), Villa Borghese, la Tenuta di Tor Marancia fino a “infinite comunità di piccioni
Castelfusano. “infestanti” e di gabbiani che, come
Migliaia di avvoltoi, mangiano qualunque
cosa. Spesso intossicandosi, come
“parrocchetti ben sanno alla Lipu, Lega italiana
dal collare” protezione uccelli, che gestisce
( p s i t t a c u l a centri di recupero, sorta di ospedali
per volatili”
krameri), discendenti da specie fuggite da gabbie, hanno trasferito un pezzo di Africa centrale nel cuore della Città
eterna. Poi, immancabili, storni che disegnano il cielo,
gazze dai grandi nidi, merli canterini, cornacchie ingegnose, addirittura il “passero solitario” di leopardiana
memoria. E infinite comunità di piccioni “infestanti”
e di gabbiani che, come avvoltoi, mangiano qualunque cosa. Spesso intossicandosi, come ben sanno alla
Lipu, Lega italiana protezione uccelli, che gestisce
centri di recupero, sorta di ospedali per volatili.
Una ricchezza biologica, insomma. Ma anche com47
qui è nato, nel 1994, il primo ufficio pubblico
per i diritti degli animali (seguito da Genova)
e s’è svolto, il 12 aprile 1997, uno dei più importanti convegni sulla fauna urbana
(gli atti sono stati pubblicati dai
Fratelli Palombi Editori), che
ha fatto emergere il valore ambientale, sociale e
didattico di un ricco
campionario di presenze animali.
Oltre alle realtà più note - per la colonia felina romana di Torre Argentina
plessi problemi gestionali, con ricadute igienico-sanitarie e di
pubblica sicurezza che impongono alle amministrazioni comunali
di correre ai ripari.
c’è addirittura un’addetta alle
A Roma, un corposo regolamento sulla tutela degli animali è in vi-
pubbliche relazioni - non
gore dal 9 novembre 2005. Vi si affrontano macchinosi problemi.
mancano le stravagan-
Trenta articoli riguardano soltanto il maltrattamento. Poi l’abban-
ze. I numerosi insedia-
dono, l’avvelenamento, la cattura, la detenzione e il commercio di
menti di pappagalli
fauna selvatica, il divieto di offrire animali in premio o in omag-
gio, fino all’immancabile questione dei piccioni portatori di una
sulla qualità dei servizi locali rivolti agli animali, per lo più d’af-
sessantina di malattie, vietando di dar loro da mangiare in modo
fezione, fanno emergere un Nord che fa meglio del Sud. Emilia e
sistematico. Una faccenda ormai universale: se il sindaco di Lon-
Toscana sono le regioni più impegnate nel rispetto e nella cura
dra, Ken Livingstone, il divieto lo ha messo nel 2000 (e il numero
degli animali, con Piemonte e Lombardia pro-
dei volatili è calato da 4.000 a 1.800), Firenze in un solo anno
mosse. Roma è sul podio. Sul fronte opposto:
è riuscita a ridurre di un quarto i propri piccioni, a Campobasso
Sicilia, Puglia e Campania.
hanno firmato un articolato protocollo con compiti ben distribu-
I problemi che scaturiscono dalla convivenza
iti: il Comune si occupa della sensibilizzazione dei cittadini, della
con la fauna urbana hanno però un’altra radi-
ristrutturazione dei propri fabbricati mediante l’installazione di
ce: la maggior parte dei cittadini non conosce
“il tasso di sensibilità animalista spacca l’Italia. Le ricerche sulla qualità a fondo gli animali. L’inesperienza
dei servizi locali rivolti agli animali, per lo più d’affezione, fanno emer- porta ad atteggiamenti scorretti e
gere un Nord che fa meglio del Sud. Emilia e Toscana sono le regioni talvolta pericolosi. In particolare per
più impegnate nel rispetto e nella cura degli animali”
i giovani, il cui approccio con gli anidissuasori meccanici e di finanziare l’acquisto di uccelli rapaci, la
mali in genere, è prevalentemente virtuale, dai
Asl fornisce mangime antifecondativo che viene distribuito dalla
giochi elettronici ai peluches.
Comunità montana, diverse associazioni si occupano di censire
Elisabetta Berdondini, Asl 10 di Firenze, esamina abitualmente il
almeno una volta l’anno la popolazione dei colombi. Un po’ come
rapporto che gli studenti delle medie hanno con la fauna urbana.
in un vecchio film di Totò e Peppino.
“I bambini non sembrano preparati all’idea che possa esistere
Ma il tasso di sensibilità animalista spacca l’Italia. Le ricerche
una volontà autonoma dell’animale – spiega. Da qui insorgono i
48
crescenti casi di aggressioni.
la biodiversità è sempre più in mano ai privati, soprattutto me-
A Brescia, lo Sportello tutela diritti animali del Comune (tel. 030-
diante giardini individuali e condominiali. Ragion per cui il benes-
2311717), proprio per educare alla convivenza, organizza da anni
sere degli animali passa attraverso la cooperazione tra cittadini,
ad iniziare dai vicini di casa.
C’è di più: la città
trasforma caratteristiche e abitudini degli animali
in tempi molto
rapidi. Sempre in
Inghilterra, nazione notoriamente
sensibile all’etologia, è stato pubblicato su “Proceedings of the
royal society” uno
studio che rileva
come gli uccelli, in
particolare le cince, in città cantino
più forte e con un
tono più alto per
sovrastare il rumore del traffico.
La materia è diventata talmente
impattante, a li-
una serie di incontri tenuti da medici veterinari nelle scuole sul
vello sociale, che sono nate riviste specifiche (“Ecologia urbana”
tema “Animali in città”. Iniziative simili vengono promosse in tut-
ha sede a Livorno, tel. 0587-648072), guide (è uscita da poco
ta Italia dalle associazioni ambientaliste. La Lipu va oltre: vende
“Biodiversità urbana” di Marco Dinetti, 300 pagine, 25 euro),
cassettine-nido e mangiatoie da appendere ai balconi proprio per
l’Istituto nazionale per la gestione della fauna urbana (dal 2001
favorire il rapporto tra bambini e uccelli.
a Genova, tel. 010-4070036) e soprattutto molti Comuni hanno
attivato appositi uffici per la fauna urba“A Brescia, lo Sportello tutela diritti animali del Comune, proprio per educare alla
convivenza, organizza da anni una serie di incontri tenuti da medici veterinari nelle na. Tra i più dinamici c’è quello di Reggio
scuole sul tema “Animali in città”. Iniziative simili vengono promosse in tutta Italia Emilia (tel. 0522-456459, [email protected]
dalle associazioni ambientaliste. La Lipu va oltre: vende cassettine-nido e mangiatoie
municipio.re.it), che grazie alla collaboda appendere ai balconi proprio per favorire il rapporto tra bambini e uccelli”
razione con la Provincia (competente per
La tutela della biodiversità ha bisogno di questi gesti, specie se
la fauna selvatica) e con l’associazione “Croce Alata” della Lipu,
numerosi e interconnessi. La conferma viene da un recente studio
collabora all’amministrazione di uno dei più importanti centri di
dell’università di Leeds, in Inghilterra, città che si sta espandendo
recupero di volatili (che ha sostituito quello di Sala Baganza, in
a discapito della campagna: Tim Benton, decano della facoltà di
provincia di Parma) e opera un costante monitoraggio della “città
Biologia, spiega che la superficie necessaria per gestire al meglio
animale”.
49
“La gestione della materia, causa so-
del fotovoltaico nei canili d’avanguardia”. Di fronte a questo pa-
prattutto la fauna urbana, è in rapida
norama, il cult-movie disneyano “Gli Aristogatti” del 1970 avreb-
trasformazione – spiega
be bisogno di un remake. I tradizionali animali domestici - cani
a “Pianeta Terra”
Paolo
Albonetti,
tra i più noti zoologi, professore
all’università di
e gatti in prima fila “Un conto è fare il veterinario in
- si rassegnino alla un’azienda agricola, un altro è affrontare
emergenze come il randagismo, i ratti, le
convivenza con un zanzare-tigre, i cinghiali di 120 chili che a
esercito di “intrusi”. Genova di notte scendono dalle colline e
Nuove razze metro- si piazzano davanti ad un motorino”
Genova. “Un
politane, frutto di diversi fenomeni: dai processi di urbanizza-
conto è
zione, che riducono i tradizionali habitat per le specie selvatiche,
fare il
assorbono le aree nei sistemi urbani e cancellano zone adatte
veterinario
in
un’azienda agricola, un altro è affrontare emergenze come il
randagismo, i ratti, le zanzaretigre, i cinghiali di 120 chili che
a Genova di notte scendono
dalle colline e si piazzano da50
vanti ad un motorino. Bisogna
saper conciliare la sicurezza sociale con il benessere degli animali. E per farlo è necessaria la
concertazione tra i professionisti coinvolti, dai veterinari agli
alla nidificazione, fino all’introduzione commerciale di
animali esotici, che riescono ad ambientarsi e a prolificare (anche a danno di altre specie). I nuclei urbani,
in definitiva, sono diventati grandi e involontari parchi
zoologici. Colonizzati soprattutto da “clandestini in
città”, come Fulco Pratesi, uno dei primi a rilevare il
fenomeno, nel titolo di un fortunato libro del 1975 ha
definito questi “nuovi” animali cittadini che nei centri
abitati trovano condizioni favorevoli: temperature più
miti (anche a causa degli scarichi dei riscaldamenti
condominiali), venti smorzati dalla presenza di edifici,
accessibilità di cibo grazie alle enormi quantità di rifiuzoologi, dai geometri agli architetti, dagli amministratori pubblici
ti, scarsa presenza di predatori, assenza di cacciatori. E disponibi-
ai responsabili delle associazioni ambientaliste. Se è ancora viva
lità di aree naturali di tipo residuale. Gli uomini di buona volontà
l’immagine del canile-lager, oggi deve conquistare spazio quella
sono quindi chiamati a difenderle. A denti stretti.
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