Note sui dati 2000 – 2004 dal Collocamento Obbligatorio: lavoratori

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Note sui dati 2000 – 2004 dal Collocamento Obbligatorio: lavoratori
Il Collocamento Obbligatorio nella Provincia di Padova:
Lavoratori disabili e Categorie Protette nel 2009
maggio 2010
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Il Collocamento Obbligatorio
nella Provincia di Padova:
Lavoratori disabili e
Categorie Protette nel 2009
maggio 2010
Osservatorio sul Mercato del Lavoro
della Provincia di Padova
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Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Padova
Il Collocamento Obbligatorio nella Provincia di Padova:
Lavoratori disabili e Categorie Protette nel 2009
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Il Collocamento Obbligatorio: I lavoratori disabili e le Categorie Protette nel 2009
A cura di Anna Basalisco, Livio Bordignon,
In sintesi
L’analisi di un decennio di risultati dell’azione del Collocamento Mirato a favore di
lavoratori disabili e delle categorie protette presso i Servizi Pubblici per l’Impiego della Provincia
di Padova continua nel 2009 a delineare molti tratti di efficacia del Servizio, anche se i dati relativi
agli utenti non hanno potuto che risentire negativamente della fase recessiva in corso d’anno, pur
con importanti attenuazioni. Lo studio statistico ha potuto riferirsi ad un insieme di utenti
effettivamente richiedenti al Servizio di corrispondere ad una reale disponibilità al lavoro, grazie
all’opera intensiva di verifica realizzata a seguito della decadenza dell’obbligo di iscrizione ( art. 1,
comma 35 legge 247/07) per le persone disabili che intendano solo beneficiare degli assegni mensili
erogati dall’INPS (un’azione estesa che ha interessato tutti i quasi tremila disabili che presentavano
percentuale di invalidità superiore al 73%).
Si riscontra in particolare che gli effetti della crisi per la prima volta hanno bloccato la crescita delle
assunzioni, ma con effetti molto più attutiti rispetto al mercato del lavoro in generale, rendendo
evidente l’efficacia della normativa e della sua applicazione.
Segnatamente, il calo è più moderato e cresce la quota delle assunzioni stabili (61%), mentre si
stabilizza quella del tempo parziale. Inoltre, l’utenza continua a spostarsi verso età meno mature,
verso gradi di istruzione più elevati, verso menomazioni meno disabilitanti.
-
L’impegno
determinato
dal
numero
di
utenti
seguiti
dal
Servizio
(3.713)
è
significativamente aumentato (+15%), ma decisamente meno di quanto è aumentata la
disoccupazione amministrativa presso i CPI della Provincia di Padova (+33%).
-
I disabili che si dichiarano immediatamente disponibili, pari a 2.912, arrivano a costituire
per la prima volta oltre i ¾ dell’utenza (il 78%). Si osserva una sostanziale parità di genere,
anche se le donne sono in media più giovani degli uomini. L’operazione di verifica degli
iscritti ha rimodellato l’utenza disponibile nella direzione di un’età media più giovane, un
titolo di studio mediamente più elevato e un afflusso di persone portatrici di disabilità di
gravità sempre meno grave rispetto a quanto osservato negli anni precedenti, sempre più in
possesso di competenze e professionalità anche medio-alte.
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- La lunga durata della disoccupazione (più di 24 mesi di presenza in lista, una situazione in
cui si trovavano 2.400 iscritti) alla fine dell’anno scorso continuava a riguardare poco meno
della metà del totale dei disponibili (49%), un’incidenza non troppo dissimile da quella
dimostrata dalla disoccupazione amministrativa in generale.
-
La categoria più impegnativa sotto il profilo del Servizio e delle politiche attive, quella dei
disabili psichico-cognitivi (1.024 iscritti) continua, nonostante la verifica amministrativa
delle reali disponibilità, e nonostante le difficoltà delle aziende, a dimostrarsi molto simile al
resto degli utenti nelle tendenze
quantitative, e presenta una predisposizione alla
partecipazione al lavoro del tutto analoga a quella dei disabili in generale.
-
Il trend crescente dei successi degli interventi del Servizio dati dall’inizio di nuovi contratti
si è per la prima volta ininterrotto dal 2000 in poi: le 888 assunzioni sono state il 15% in
meno di quelle riuscite nel 2008. Colpite poco di più le donne.
-
All’interno dei nuovi contratti stipulati si accresce, nonostante la fase di difficoltà
occupazionale, la quota maggioritaria del tempo indeterminato (58%). In lieve crescita il
peso del part-time (37,5% delle assunzioni del 2009), che pesa per circa un terzo degli
inserimenti.
-
Accanto alle forme tradizionali, nel 2009 si conferma, pur in calo rispetto all’ottimo 2008, il
successo nell’avviamento di 156 stage e tirocini, delicate e impegnative forme di
inserimento condotte dal Servizio grazie al prezioso apporto dei SIL delle ULSS della
provincia
-
L’impegno dell’Ufficio padovano si misura inoltre nel notevole e continuo aumento del
numero di inserimenti attraverso le convenzioni di programma, giunte a riguardare più di
700 futuri nuovi inserimenti di disabili con contratto di lavoro, eventualmente preceduti da
un tirocinio. Stabili gli inserimenti programmati in convenzione di integrazione lavorativa,
riservati ad oltre 200 lavoratori con disabilità particolarmente gravi.
-
La scelta del Servizio di impegnarsi per l’inserimento lavorativo anche dove le condizioni
del posto di lavoro non sono immediatamente agevoli hanno favorito il contenimento degli
esoneri parziali, che comunque con il loro significativo ammontare (stabile a 241 obblighi di
assunzione procrastinati) costituiscono, per il loro carattere oneroso, e per la crescita in
valore dell’onere esonerativo, un’importante e crescente risorsa economica a favore di
quelle aziende che sono invece subito in grado di occupare i lavoratori con disabilità.
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La dimensione dell’utenza
Alla data del 31 dicembre 2009 sono stati registrati in carico al Servizio pubblico nelle liste
del Collocamento Mirato e delle Categorie Protette dei Centri per l’Impiego della Provincia di
Padova 3.713 iscritti, una consistenza in leggero aumento rispetto ai 3.216 presenti alla fine del
2008 (+15,5%). Ricordiamo che in precedenza, nel corso del 2008, si era verificata una netta
flessione dell’utenza ottenuta grazie alla verifica censuaria delle reali posizioni degli iscritti rispetto
alla volontà e alla disponibilità di essere avviati ad una attività lavorativa, a seguito della quale
erano state effettuate 2.297 le cancellazioni di ufficio. Fino ad allora, il numero delle persone
seguite dal servizio era aumentato continuativamente dall’anno di introduzione della legge (2000), e
tale tendenza crescente è ripresa durante il 2009.
Il dato degli ultimi due anni restituisce, per quanto appena ricordato, una quantificazione sempre più
fedele dell’offerta di lavoro originata dalle persone con disabilità in provincia di Padova (Graf.1).
Basti osservare la quota di iscritti che hanno dichiarato la loro disponibilità al lavoro: fino al 2007
non erano più della metà del totale degli iscritti al Collocamento Mirato, mentre al termine del 2008
erano il 74%, e alla fine del 2009, giunti a 2.912 persone, già erano saliti al 78% dell’utenza, dato
massimo nel decennio di applicazione della l.68/99 (Graf. 2). Rimangono in lista seppure non
disponibili a quella data (per motivi di salute o di cure o di percorsi protetti di reinserimento) 801
disabili, scesi di poco rispetto agli 831 di dodici mesi prima (Graf. 3).
I disponibili al lavoro
Nel 2009 è ripreso l’andamento crescente del numero dei disabili immediatamente disponibili ad
un’occupazione, dopo lo stop del 2008 dovuto alla verifica e alla estesa campagna di informazione
sulle prerogative effettivamente apportate agli utenti dall’iscrizione al Servizio per necessità diverse
dalla ricerca di un’occupazione. Oltre alla componente di tendenza di medio periodo, la crescita
registrata nel 2009 (+22,1%) comprende sicuramente anche gli effetti dell’impasse occupazionale
imposto dalla fase recessiva che si è esplicata principalmente nell’arco dell’anno scorso. Occorre
infatti ricordare che la generalità dei disponibili ex l.181/2000 presso i CPI della Provincia di
Padova nello stesso periodo è aumentata del 33%, un dato significativamente più elevato di quello
che ha riguardato il Collocamento Obbligatorio. E come per la generalità della ricerca di
occupazione, gli utenti uomini in carico a fine d’anno sono aumentati più delle utenti donne
(+26,5% e +17% rispettivamente), una differenza afferibile in prima istanza alle particolari
difficoltà attraversate dai comparti manifatturieri dove l’occupazione è principalmente maschile.
Questa variazione ha portato la componente femminile dell’utenza alla ricerca di un’occupazione a
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un leggero abbassamento della quota “rosa”, scesa dal 46,6% del 2008, al 44,6%, ma si può
sostanzialmente continuare a considerare il grado di predisposizione al lavoro tra le persone affette
da disabilità simile per donne e uomini.
Riguardo le altre caratteristiche socio-demografiche dell’utenza disponibile seguita dal Servizio, è
interessante osservare la continuità delle tendenze in atto negli ultimi cinque anni.
L’evoluzione della distribuzione per fascia d’età dell’utenza disponibile al lavoro (Graf. 4) indica
un processo di spostamento dei disponibili verso le fasce mature. Il peso dei rari giovanissimi è
rimasto stabile (6,3%), così come la maggioranza relativa composta da 45-54enni (31,6%), mentre
le lievi riduzioni per tutte le fasce centrali successive (dal 16,6 al 15,6% la quota dei 25-34enni, dal
28,7 al 28,1% quella dei 35-44enni) si riflettono nell’aumento ulteriore della quota di ultra 55enni
(dal 16,7% al 18,4). Resta comunque il dato di una composizione demografica largamente
rappresentata da trenta-quarantenni, in analogia con quanto registrato nella composizione
dell’utenza generale dei Servizi per l’Impiego. E’ da notare che l’utenza maschile è mediamente più
anziana di quella femminile, probabilmente per un “ritardo” generazionale delle donne disabili
nell’affidarsi al mondo lavoro. In particolare, ben il 23% degli uomini è oltre i 55 anni, mentre in
queste età si trovano solo il 13% delle donne inscritte. Per converso, le donne sono più spesso nella
fascia centrale dei 35-44 anni (32% delle donne, 25% degli uomini). Dopo l’operazione di
scrematura della lista dalle iscrizioni non attinenti alla ricerca di lavoro, si può inoltre osservare uno
spostamento verso l’alto nella distribuzione per grado di istruzione (Graf. 5): mentre nel 2007 la
quota dell’utenza con un’istruzione oltre il titolo dell’obbligo non superava il 23%, nel 2009
risultavano possedere un titolo almeno superiore il 26% dei disponibili. Rare le qualifiche
professionali (4%), è risultata in aumento soprattutto la componente dei diplomati nelle scuole
superiori (17,2% contro il 15,3% di fine 2007) e in parte quella dei laureati (4,6% contro il 3,5%).
Rispetto alle esperienze pregresse in campo lavorativo (Graf. 6), si osserva un aumento del numero
dei disoccupati (ovvero di coloro che hanno posseduto e perso un’occupazione, 2.003 persone al 31
dicembre 2008 e 2.503 a fine 2009, +25%), ed un incremento lievissimo del numero degli
inoccupati (coloro che sono alla ricerca del loro primo lavoro, pari a 409 contro i 382 di fine 2008,
+7%). Tale differenziazione occorre anche nella generalità degli utenti in cerca di un’occupazione,
poiché la perdita del lavoro ricorre in misura più frequente rispetto al 2008.
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Per concludere, poi, la pulizia del dato dalle casistiche collegate meramente alle esigenze
burocratiche di iscrizione in lista senza un’oggettiva possibilità o volontà di inserimento lavorativo
continua ad apportare variazioni significative alla composizione per fasce di invalidità delle nuove
iscrizioni di disponibilità di lavoratori disabili (Graf. 7). La scala proposta è quella dei criteri della
determinazione delle agevolazioni alle imprese. Rispetto ai flussi degli anni precedenti si è
ridimensionata notevolmente l’area della gravità medio-alta, parallelamente all’ampliamento delle
situazioni di bassa gravità: il segmento dei disponibili che presentano le affezioni meno menomanti
(fino al 50% di invalidità riconosciuta) è passato dal 31% del 2007, al 39% delle nuove iscrizioni
del 2008, e al 42% nel 2009. La fascia del 51-60% di invalidità è rimasta al 15%, sostanzialmente
stabile la fascia 61-70% (11% dei nuovi iscritti), mentre si è ridotta ulteriormente quella elevata del
71-80% (dal 20% al 16%, un dato che prima del 2008 era oltre il 30%). Stabile il dato di chi porta
invalidità oltre l’80% della scala di valutazione (17% delle iscrizioni del 2007 e di quelle del 2008,
il 16% nel 2009). Nell’insieme, durante il 2009 si è evidenziato ancor più il successo nel restringere
il campo di azione all’utenza “reale” del Servizio, composta primariamente da persone che
oggettivamente vogliono e possono lavorare, e quindi principalmente dagli invalidi meno gravi, che
ne rappresentano la moda statistica, e sempre meno dalle disabilità importanti. In effetti, ormai ben
più della metà della nuova utenza (57%) presenta una disabilità inferiore al 60%.
La disoccupazione di lunga durata
Di particolare rilievo ai fini delle politiche di intervento è l’analisi del segmento di utenti rimasti in
lista da più di due anni. In questo campo la verifica e le nuove normative hanno portato un forte
ridimensionamento, permettendo di delineare meglio l’utenza per la quale operare con più intensità
di sforzi da parte del Servizio. Il sottoinsieme degli iscritti da più di 24 mesi, dopo la forte riduzione
del 2008 di circa 1.600 persone, alla fine del 2009 è tornato a crescere (+15%), ma allo stesso ritmo
degli iscritti in generale. Il numero di lavoratori con disabilità o delle categorie protette in cerca di
occupazione da più di due anni ammontava a 2.400 persone, e rimane comunque un valore più
basso rispetto al quadriennio precedente il 2008 (Graf. 8). Tuttavia occorre considerare che questa
area di utenti rimane preponderante, conservando anche dopo le operazioni di verifica ed
informazione la quota del 65% sul totale iscritti. Naturalmente, il peso di questo segmento di
lavoratori è molto più ridotto tra gli iscritti che si rendono immediatamente disponibili
all’occupazione, dove è comunque rilevante e pari al 49%, come nel 2008.
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I disabili psichici
Una categoria di lavoratori che impegna in particolar modo il Servizio con percorsi sinergici
appositamente approntati con i SIL della provincia di Padova è quella dei disabili psichici. Alla fine
del 2009 gli iscritti con disabilità psichico-intellettive erano 1.024 utenti, pari al 26% delle persone
in carico al Servizio, una quota che, pur dopo la verifica sugli iscritti, è rimasta stabile rispetto al
biennio precedente (Graf. 9). La riduzione del numero di iscritti è del tutto simile a quella
dell’utenza in generale, e pari al +16%, come era già risultato nel 2008. La cancellazione dei casi
più gravi di disabilità non ha in realtà inciso sulla presenza di questa categoria, che dimostra un
profilo di propensione alla partecipazione all’offerta di lavoro simile all’utenza in generale:
l’aumento del numero dei disponibili (761, +22%) e la stabilità della consistenza dei non disponibili
(263, +1%) sono state del tutto analoghe a quelle riportate nella totalità degli iscritti al
Collocamento Obbligatorio. E’ nuovamente da sottolineare infatti che il livello elevato di gravità
della disabilità, frequente tra questo tipo di iscritti, non riduce la propensione alla disponibilità, che
dopo la pulizia della lista ammontava al 71% nel 2008, e al 72% nel 2009: tale valore è sul livello
di quello registrato per il totale dei disabili e delle categorie protette (Graf. 10). Tali dinamiche
hanno interessato in misura poco differenziata i generi, cosicché la quota femminile sui disponibili è
rimasta al 42% (era il 43% a fine 2008). L’incidenza dei casi di lunga permanenza nello stato di
ricerca di un’occupazione per un iscritto disabile risulta solo di poco superiore per le persone
iscritte con patologie psichico-intellettive, per le quali l’assenza di occasioni di inserimento
lavorativo per più di 24 mesi si è verificato nel 72% dei casi, un dato che si è mantenuto stabile
negli ultimi cinque anni.
Le assunzioni
Nel 2009, anno di fase avversa per l’economia e per il mercato del lavoro, per la prima volta si è
interrotto il percorso progressivamente crescente delle assunzioni per gli iscritti al Collocamento
Mirato o alle categorie protette (Graf. 11) a cui si assiste sin dal 2000, primo anno di applicazione
della l.68/99. Unica altra eccezione il 2002. Il numero delle assunzioni nel corso del 2009 si è
ridotto (-25,9%), a fronte della significativa crescita degli iscritti al Servizio. Tale variazione si
iscrive naturalmente nel passaggio difficile che l’anno scorso ha rappresentato per l’occupazione
locale e per quella internazionale in generale. Ma è da sottolineare che la diminuzione delle
assunzioni intese come movimenti, 888 per i lavoratori disabili e delle categorie protette nel 2009,
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ripercorre l’andamento generale (-24,8% rispetto al 2008 per l’insieme degli avviamenti in
provincia di Padova). Mentre il 2008 aveva portato gli inserimenti contrattuali al loro culmine con
1.198 avviamenti, nel 2009 il livello del flusso di input nel lavoro dipendente è ritornato sui livelli
di due anni prima. Il calo di circa 300 assunzioni si ripartisce abbastanza equamente tra generi, ma
imprime alle lavoratrici disabili iscritte al Collocamento Mirato (Graf. 12) una riduzione di
inserimenti leggermente superiore (-28,4% contro il -24,4% maschile). Il dato femminile, già stabile
attorno alle 440 assunzioni nei due anni precedenti, nel 2009 scende a 315, sul livello del 2006, così
come quello relativo agli assunti maschi (573) dopo l’apice dei 758 avviamenti del 2008 (Graf. 13).
Di conseguenza la quota rosa degli inserimenti con contratto di lavoro scende al 35,5% dal 36,7%
del 2008, dopo aver toccato il 42% nel 2007. In analogia a quanto è accaduto per la generalità dei
lavoratori, le assunzioni per le persone in carico al Servizio sono diminuite principalmente
nell’insieme di manifatturiero ed edilizia (-26% per gli uomini, -31,5% per le donne), mentre servizi
e commercio sono riusciti a mantenere una sostanziale stabilità di ingressi (+7% per gli uomini,
-5% per le donne). Scarso l’apporto dell’agricoltura (11 assunzioni in tutto), nullo quello della
Pubblica Amministrazione.
Particolarmente importante è anche la tipologia contrattuale a cui viene fatto ricorso per inserire una
persona disabile (Tab. 1): un dato sicuramente positivo per il 2009, ed in controtendenza con
l’andamento generale del mercato del lavoro, consiste nell’innalzamento del peso del tempo
indeterminato: 546 avviamenti sono avvenuti in forma stabile, per un’incidenza pari al 61,5% delle
assunzioni, contro il 56% del 2008 e il 50,2% del biennio 2006-2007, invertendo la tendenza alla
continuativa contrazione di tale quota, via via erosa dall’iniziale 70% del 2000. Anche il flusso
delle assunzioni a tempo parziale è calato in misura analoga alle assunzioni di persone disabili in
generale (-23,6%), lasciando quindi l’incidenza dell’orario ridotto al 37% circa delle assunzioni
registrate l’anno scorso, sullo stesso livello dei tre anni precedenti. Per apprezzare la valenza della
normativa e dell’impegno del Servizio si accostano a questi dati quelli relativi al complesso delle
assunzioni avvenute nella nostra provincia nel corso del 2009: la quota di avviamenti a tempo
indeterminato è stata pari al 26,3% del totale, quella del part-time è stata del 31,2%.
Con riguardo alle qualifiche di coloro che sono stati assunti, in vetta alle mansioni con le quali sono
inseriti i lavoratori disabili e gli appartenenti alle categorie protette rimangono quella di operaio
generico (75) e la mansione di impiegato esecutivo (44). Seguono gli inserimenti di addetti alle
pulizie (29), mentre aumentano i contratti per posti di magazziniere (17), per gruista-escavatorista
(17) e bidelli (14). E’ molto interessante notare, tra le frastagliate voci riportate, che vi sono nuove
competenze e autonomie presentate e riconosciute. Vale la pena di citare tra le assunzioni del 2009:
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3 istruttori tecnici, 3 autisti, 3 operatori di catene di montaggio automatizzate, 2 tecnici informatici,
2 addetti alla contabilità generale, 2 tecnici del controllo della qualità, 2 operatori di biblioteca, 2
disegnatori tecnici.
Un taglio di analisi ritenuto utile per verificare l’esistenza di ulteriori svantaggi in termini di
occupabilità è offerto dal confronto tra caratteristiche dello stock dei disponibili a fine anno e le
stesse caratteristiche sulle assunzioni del 2009 (Graff. 14-19). Si conferma che, come per l’anno
precedente, le possibilità o la predisposizione ad essere inseriti in azienda sono risultate massime
per le età centrali (i disponibili tra i 25 e i 44 anni sono il 44% dell’utenza, mentre gli assunti di
quest’età sono il 53% del totale), e per gradi elevati di scolarità (hanno un diploma superiore il 23%
degli assunti e solo il 17% dei disponibili, e una laurea il 7% contro il 5% rispettivamente). I più
penalizzati dal mercato e dal minore grado di partecipazione, al contrario, sono stati ancor più che
nel 2008 gli over 55 (rappresentano il 18% dei disponibili e solo l’8% degli assunti), da una parte, e
i disabili con il solo titolo dell’obbligo dall’altra (33% e 55% rispettivamente).
Tirocini e stage
Oltre alle assunzioni con contratto di lavoro, un’altra modalità rilevante di inserimento è
rappresentata dai percorsi realizzati attraverso progetti individuali di stage e tirocinio. Queste
esperienze lavorative erano salite ben oltre il centinaio a partire dal 2003, poi si erano attestate ai
150 inserimenti nel 2006, per raggiungere nel 2007 il massimo dei 219 stage. Dal 2008 si è scesi ai
184 del 2008, e poi ancora ai 156 del 2009 (Graf. 20). Questa riduzione deriva sia dal diminuire del
livello di invalidità medio presentato dalle persone neoiscritte, sia da scelte di politiche attive
dell’Ufficio, volte a inserire direttamente con contratti di lavoro gli utenti ogni qualvolta le
condizioni del lavoratore e dell’azienda lo permettano. Comunque il numero dei tirocini e degli
stage avviati resta un dato di rilievo, dato che questo tipo di strumento, attraverso convenzioni
individuali, è rivolto soprattutto ai disabili gravi, in particolare a quelli con patologie psichicointellettive, e considerato che la realizzazione di queste forme di inserimento, è da sottolineare,
prevede un impegnativo programma comprensivo di un percorso formativo con tutoraggio e
accompagnamento, oltre alla predisposizione di percorsi individuali. Tutti passaggi delicati che si
realizzano efficacemente grazie all’efficiente collaborazione dei SIL (Servizi di Integrazione
Lavorativa) delle Aziende ULSS del territorio provinciale.
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Le convenzioni
Nel 2004 erano state attuate 186 convenzioni di programma per l’assunzione di 425 disabili, nel
2005 l’Ufficio Categorie protette provinciale ne ha stipulate 203 per l’assunzione di ben 680
lavoratori, ampliando ulteriormente la propria capacità di concordare e organizzare percorsi guidati
per le aziende che devono inserire i propri lavoratori con disabilità. Nel 2006 le convenzioni di
programma poste in essere sono state 175 con la portata di 375 nuovi posti, nel 2007 il dato è stato
di 462 posti in convenzione. Lo sforzo di intermediazione e di coinvolgimento delle imprese da
parte dell’Ufficio per il Collocamento Mirato ha infine innalzato a ben 348 le convenzioni di
programma realizzate nel 2008 dall’Ufficio Collocamento Mirato, facendo toccare il massimo di
ben 719 pianificazioni di inserimento per altrettanti lavoratori disabili. Dall’inizio del 2001 (anno di
effettiva entrata in vigore delle Delibere regionali) al 31 dicembre 2007 sono oltre 1.700 le aziende
che hanno concordato con l’Ufficio provinciale categorie protette la pianificazione delle assunzioni
di disabili. Sono poi da aggiungere le 211 convenzioni di integrazione lavorativa, in lieve
diminuzione rispetto alle 236 del 2007, ma in linea con le 215 del 2006 e le 217 del 2005, di cui il
Servizio si è incaricato per altrettanti lavoratori tramite la predisposizione di progetti mirati
d’inserimento rivolti in particolare ai disabili con maggiori difficoltà di adattamento ai ritmi,
all’ambiente e alle modalità della vita lavorativa.
Gli esoneri parziali e le scoperture
L’esonero parziale consente all’azienda, qualora le proprie attività produttive siano troppo
pericolose o pesanti per i lavoratori portatori di handicap, di essere, seppure temporaneamente,
sollevata dall’obbligo di assunzione di una quota di lavoratori disabili prevista dalla legge ( il 60%
al massimo). In cambio, l’azienda stessa deve versare una somma giornaliera a favore del Fondo
Regionale per l’Occupazione dei Disabili, il quale viene poi utilizzato per incentivare altre aziende
che invece procedono alle assunzioni, così come per finanziare l’attivazione di politiche che
favoriscano l’occupabilità degli utenti. Lo strumento dell’esonero parziale, dunque, costituisce un
importante punto di compromesso con le reali condizioni lavorative nelle aziende coinvolte dalla
l.68, e al contempo un canale di approvvigionamento di risorse economiche solidali secondo lo
spirito della legge. In realtà l’uso della norma sospensiva si presenta sempre contenuto, ma
dall’entrata in vigore si è dimostrato in continuo incremento, soprattutto grazie all’efficiente
controllo da parte del Servizio: dal 2000 si è progressivamente passati da 32 ditte e 62 posti di
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lavoro esonerati, a 129 ditte e 267 posti nel 2004, per arrivare nel 2005 a 151 autorizzazioni
all’esonero di altrettante imprese, che hanno sostenuto un onere economico per 307 mancati
inserimenti di lavoratori disabili. Nel 2006 il dato si è stabilizzato a 154 ditte autorizzate per
l’esonero da 314 inserimenti, e anche nel 2007 le autorizzazioni si sono fermate a 127 pratiche per
un ammontare decrescente pari a 233 assunzioni evitate in luoghi non appropriati per la vita
lavorativa degli utenti. Infine, nel 2008 il calo è proseguito fino alle 116 ditte per un numero
sostanzialmente immutato di esoneri, pari a 241.
Ciò in ragione della politica del Servizio tesa a ridurre progressivamente la prassi dell’esonero
favorendo invece l’inserimento lavorativo anche laddove il posto di lavoro presenta condizioni non
immediatamente agevoli. E’ però anche utile ricordare che l’importo del contributo esonerativo ha
subito, a partire dal febbraio 2008, un importante adeguamento, che ne ha quasi triplicato il valore
giornaliero 1. Evidentemente questo comporterà un aumento del gettito per i fondi ma anche un
disincentivo per le aziende, a fronte anche di una ulteriore innovazione normativa che ha di fatto
ridotto sensibilmente l’obbligo delle assunzioni di disabili da parte delle aziende del settore
costruzioni 2, le quali non necessitano sostanzialmente quasi più di ricorrere allo strumento
dell’esonero parziale.
I finanziamenti
L’assidua azione di verifica e pressione sui datori di lavoro non ottemperanti alla l.68/99 svolta
dall’Ufficio Collocamento Mirato per rendere effettivo il diritto dei disabili all’integrazione
lavorativa, non ha solo prodotto i risultati occupazionali poc’anzi presentati, ma ha anche permesso
di erogare, grazie agli oneri pagati da altre aziende, importanti somme a chi ha proceduto alle
assunzioni. I benefici erogati nel corso del 2008 a carico del fondo nazionale per l’occupazione
delle persone disabili ammontano a 1.096.297,46 euro, in aumento rispetto ai 944.034,39 euro del
2007 (+16,1%). Sempre durante il 2008 altri 363.000 euro sono stati concessi alle aziende
adempienti attingendo al fondo regionale, alimentato dai versamenti onerosi delle aziende
parzialmente esonerate dall’obbligo di assunzione, ed inoltre alle cooperative sociali di tipo B che
hanno assunto disabili sono stati erogati 195.864,83 euro (a fronte di 155.909,37 euro nel 2007, per
un aumento del 25,6%): complessivamente, quindi, sono state concesse ad imprese della
provincia di Padova ben 1.655.162,29 euro, il totale provinciale in assoluto più elevato
1
2
Decreto Ministro del Lavoro, 21 dic. 2007,
Legge n.247 24 dic. 2007, art.1
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dell’intera regione. A questa cifra vanno infine aggiunti 50.000 euro messi a disposizione per lo
svolgimento dei tirocini promossi insieme ai SIL delle aziende sanitarie, riguardanti disabili affetti
da invalidità particolarmente gravi, quasi sempre con patologie di natura psichica o intellettiva e in
aziende particolarmente sensibili al tema dell’inserimento delle persone disabili.
All’epoca di metà marzo 2009 sono in via di completamento le procedure per la concessione di
ulteriori 1.438.225,37 euro a carico del fondo nazionale e 452.849,07 euro provenienti dal fondo
regionale da associare ad assunzioni avvenute nel corso del 2008.
Nel 2007 la cifra complessivamente attribuita alle aziende usufruendo del fondo regionale risultava
contabilmente pari a 889.953,16 euro, ma è da precisare che in questa erano compresi incentivi
previsti per il 2006 però erogati effettivamente l’anno successivo. In totale, gli incentivi erogati a
favore delle aziende che hanno proceduto ad inserimenti in linea con la l.68/99 nel 2007 sono stati
pari a 1.989.896,92, e la Provincia di Padova è stata una delle poche in Veneto che ha erogato il
100% dell’importo attribuito dalla Regione alle singole Province.
Esaminando l’impegno finanziario della Provincia a favore delle politiche attive afferenti il
Collocamento Mirato, a partire dal 2000, primo anno di applicazione della l.68/99 (Tab. 3), le
aziende hanno potuto contare a tutto il 2008 su complessivi 13.954.151,24 euro, dei quali
11.190.811,17 già effettivamente erogati (sia il fondo nazionale sia il fondo regionale 2008 non
sono stati ancora assegnato, ma verranno concessi entrambi entro il 2009), con un 2008 che si
configura come anno record nella raccolta dei diritti al finanziamento da parte della nostra
Provincia.
Il Presidente del Comitato Tecnico
L’esigenza di una urgente rivisitazione della legge 68/99 e di tutta la normativa concernente le
persone disabili emerge con immediatezza da questi dati. E’ stato infatti sufficiente applicare nella
nostra provincia la decadenza dell’obbligo di iscrizione ( art. 1, comma 35 legge 247/07) per le
persone disabili che intendano solo beneficiare degli assegni mensili erogati dall’INPS ( con una
verifica circa il loro effettivo interesse lavorativo), per avere finalmente un quadro molto più
preciso rispetto al passato dell’ambito di intervento per la realizzazione di una concreta integrazione
lavorativa delle persone disabili.
Emerge con chiarezza che l’esclusione dal mondo del lavoro riguarda certamente i più gravi (le
persone con un grado di compromissione permanente dello stato di salute), ma soprattutto coloro
che appartengono alla fascia più ristretta, compresa tra il 41 ed il 60%. Più della metà della nuova
utenza (53%) presenta infatti una disabilità inferiore al 60%.
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In pratica la attribuzione di un diritto essenziale, qual è quello al lavoro, passa nella maggior parte
dei casi attraverso la precisa individuazione dell’entità del deficit funzionale invalidante. Si tratta di
una delicata ed essenziale attribuzione di diritti in base ad una valutazione medico legale accurata
circa le condizioni di salute della persona. Nella nostra realtà la qualità di tali accertamenti risulta
essere fuori discussione e lo dimostra il fatto che contrariamente ad altre realtà italiane quasi mai
nella nostra provincia sono emersi casi relativi a falsi invalidi inseriti al lavoro.
Se da un lato la qualità degli accertamenti sanitari nel nostro territorio ci conforta, non possiamo
non rilevare che permane, ormai quasi a dieci anni di distanza dall’entrata in vigore della normativa,
una sostanziale disomogeneità di criteri valutativi (rimangono invariate le diversità definitorie ed
accertative delle varie categorie di invalidi che possono usufruire del collocamento mirato).
Siamo, in altri termini, ancora all’interno della contraddizione, non risolta, che l’art 3, comma 3,
della legge 335 del 1995, mai attuato, intendeva superare, introducendo nel nostro sistema di tutela
assistenziale previdenziale un parametro di riferimento unico della disabilità.
Se da un lato la preoccupazione per un aumento della spesa dovuto all’incremento delle persone
non autosufficienti impone una maggior attenzione ai criteri accertativi e valutativi della perdita di
autonomia (esistono tra l’altro in Europa già dei consolidati modelli per tale specifica esigenza di
tutela, come quello tedesco, in funzione sin dagli anni 90, oppure quello più recente, introdotto in
Spagna nel 2007) dall’altro i dati reali sulle necessità delle persone disabili di fronte al mondo del
lavoro obbligano a non considerare obsoleto il ricorso a valutazioni medico legali della
compromissione delle condizioni di salute, basate su criteri oggettivi e verificabili, tali da fornire
una precisa garanzia di diritti al singolo cittadino ed alla società che interviene in suo aiuto.
In mancanza di ciò la deriva discrezionale appare facilmente prevedibile ed appare tanto più
deprecabile in un ambito, quale quello dell’inserimento lavorativo, in cui il singolo e la società si
mettono in gioco in uno sforzo congiunto, volto a recuperare al singolo un ruolo sociale dignitoso
ed alla società l’opportunità di recuperare risorse umane preziose, in particolar modo quando la
ricchezza della nazione appare messa in difficoltà dalla crisi economica globale.
In altri termini, se si vuole procedere con equità, rispettando il più possibile gli interessi ed il ruolo
della parti coinvolte nell’inserimento lavorativo, non si possono introdurre nel sistema
generalizzazioni pericolose e fuorvianti circa le persone aventi diritto a tale forma di tutela, ovvero
ad etichettature imprecise e talvolta improprie, foriere di utilizzi inappropriati, se non addirittura di
veri e propri abusi.
Ma dove la qualità nella pubblica amministrazione produce dei risultati che vanno ben al di là dei
numeri lo si vede in alcuni dati relativi ai casi particolarmente difficili.
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E’ chiara l’antinomia tra malattia mentale e mondo del lavoro. Individuare il margine ancora
utilizzabile in molte persone da tempo escluse dalla realtà produttiva è stato compito difficile, in
molti casi un’autentica sfida, ma talvolta anche ricompensato da un lavoro riconquistato, da un
inserimento lavorativo riuscito, nonostante che tutto all’inizio facesse pensare al contrario.
Di fatto dal 2000 ad oggi sono più di 400 le persone che pur essendo affetti da infermità di natura
psichica hanno riacquistato in pieno un loro ruolo lavorativo nella provincia di Padova. Molti sono
anche quelli che hanno perso più volte il posto di lavoro, ma non sono mai stati lasciati indietro.
Le strutture preposte (SIL, Centro per l’impiego, Comitato Tecnico, Servizi psichiatrici del
territorio) hanno in modo sinergico, assieme alla persona disabile, ripreso l’iniziativa sino ad
ottenere, nella maggior parte dei casi la soluzione più dignitosa.
Tuttavia anche di fronte a dei risultati indubbiamente positivi, spicca ancora la difficoltà di
collaborazione con le associazioni datoriali e con i loro consulenti, che ancora considerano
l’inserimento lavorativo mirato secondo principi alquanto ristretti e superati, più da collocamento
obbligatorio (legge abrogata 482/68) che da collocamento mirato (legge vigente 68/99).
Parimenti le associazioni dei disabili rimangono talvolta ancorate a logiche di lobbing corporativo,
perdendo spesso di vista quali siano i problemi reali dell’inserimento dei loro stessi assistiti in un
mondo del lavoro estremamente cangiante qual è quello attuale.
Ancora poco sviluppati risultano infine gli strumenti convenzionali volti a migliorare l’interazione
sinergica, che già ha dato risultati molto significativi, tra i vari SIL delle ULSS provinciali e la
Provincia stessa, ancora governate secondo principi di stretta giurisdizione territoriale ed
amministrativa, pur essendo ormai da tempo strutture con delle ben individuate finalità comuni, tra
le quali un ruolo centrale spetta, indubbiamente, alle attività volte a favorire l’inserimento nel
mondo del lavoro delle persone in condizioni di svantaggio sociale.
Il Presidente del Comitato Tecnico della Provincia di Padova
Carlo Scorretti
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Già pubblicato sul tema:
- Il collocamento obbligatorio: lavoratori disabili e delle Categorie Protette dal 2000 al 2004, Studi
dell’Osservatorio n.1/2005
- Studi dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro n. 1/2006
- Studi dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro n. 1/2007
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Definizioni
Lavoratori disabili
Lavoratori che presentano disabilità di tipo fisico o psichico-intellettivo
accertato presso una Commissione medica preposta aventi fatto domanda di iscrizione nell’elenco
provinciale dei disabili previsto dall’art. 8 della l. 68/1999.
Categorie protette Persone che presentano caratteristiche di “tutela sociale”, identificate nelle
categorie dei profughi italiani, delle vedove e degli orfani di invalidi di guerra, del lavoro o per
cause di servizio.
Collocamento Mirato Servizio pubblico dedicato all’inserimento lavorativo, specificamente rivolto
alle categorie protette e alle persone disabili, istituito dalla l. 68/1999.
Disponibili Persone in cerca di occupazione che si dichiarano immediatamente
disponibili a
svolgere attività lavorativa ai sensi del Dlgs 181/2000 presso i Centri per l’Impiego
dell’Amministrazione Provinciale, divenendo così utenti dei servizi pubblici di collocamento e di
formazione.
Convenzioni di programma Accordi tra datori di lavoro obbligati al collocamento obbligatorio ai
sensi della l. 68/1999 e l’Ufficio Categorie protette provinciale per la pianificazione dell’ingresso
dei lavoratori disabili in azienda attraverso scaglionamenti e fasi programmate di inserimento
graduale degli stessi.
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GRAF 1 – Andamento disponibili e non disponibili, anni 2004-2009
GRAF 2 – Andamento disponibili per genere, anni 2004-2009
Fonte: Osservatorio MdL su dati Collocamento Mirato-Ufficio Categorie Protette della Provincia di Padova
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GRAF 3 – Andamento non disponibili per genere, anni 2004-2009
Fonte: Osservatorio MdL su dati Collocamento Mirato- Ufficio Categorie Protette della Provincia di Padova
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GRAF 4 – Composizione disponibili per fasce d’età, anni 2004-2009
GRAF 5 – Composizione disponibili per titolo di studio, anni 2004-2009
Fonte: Osservatorio MdL su dati Collocamento Mirato- Ufficio Categorie Protette della Provincia di Padova
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GRAF 6 – Andamento disoccupati e inoccupati, anni 2004-2009
GRAF 7 – Composizione delle nuove iscrizioni di disabili per fascia di invalidità, anni 2004-2009
Fonte: Osservatorio MdL su dati Collocamento Mirato- Ufficio Categorie Protette della Provincia di Padova
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GRAF 8 – Andamento disoccupati (disponibili e non disponibili) da più di 24 mesi per genere, anni
2004-2009
GRAF 9 – Disabili psichici iscritti per genere, al 31 dicembre negli anni 2004-2009
Fonte: Osservatorio MdL su dati Collocamento Mirato- Ufficio Categorie Protette della Provincia di Padova
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GRAF 10 – Disabili psichici iscritti disponibili e non disponibili, al 31 dicembre negli anni 20042009
Fonte: Osservatorio MdL su dati Collocamento Mirato- Ufficio Categorie Protette della Provincia di Padova
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GRAF 11 – Andamento assunzioni disabili e appartenenti alle Categorie Protette, anni 2000-2009,
Totali
GRAF 12 – Andamento assunzioni disabili e appartenenti alle Categorie Protette, anni 2000-2008,
Femmine
Fonte: Osservatorio MdL su dati Collocamento Mirato- Ufficio Categorie Protette della Provincia di Padova
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GRAF 13 – Andamento assunzioni disabili e appartenenti alle Categorie Protette, anni 2000-2009,
Maschi
TAB 1 – Incidenza tempo indeterminato e del part-time sulle assunzioni, anni 2000-2009
Totale
Tempo indeterminato
Part-time
Totale ass.
Inc. t.indet su tot ass.
Inc. part-time su tot.ass.
2000
453
155
647
70,0%
24,0%
2001
482
211
721
66,9%
29,3%
2002
378
197
604
62,6%
32,6%
2003
514
308
726
70,8%
42,4%
2004
531
317
782
67,9%
40,5%
2005
542
426
900
60,2%
47,3%
2006
455
339
907
50,2%
37,4%
2007
529
374
1.053
50,2%
35,5%
2008
671
436
1.198
56,0%
36,4%
2009
546
333
888
61,5%
37,5%
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GRAF 14 – Composizione per classi di età degli assunti nel 2007 e dei disponibili al 31 dicembre
2007
100%
7,8%
17,6%
26,1%
75%
55 e oltre
31,0%
45 - 54
50%
33,3%
25 - 34
29,1%
25%
35 - 44
15 - 24
25,0%
16,8%
0%
5,5%
7,7%
Disponibili al 31.12.2007
Assunti nel 2007
GRAF 15 – Composizione per classi di età degli assunti nel 2008 e dei disponibili al 31 dicembre
2008
100%
16,7%
75%
10,5%
31,0%
31,6%
55 e oltre
45 - 54
35 - 44
50%
32,2%
28,7%
25 - 34
15 - 24
25%
0%
16,6%
19,5%
6,3%
6,9%
Disponibili al 31.12.2008
Assunti nel 2008
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GRAF 16 – Composizione per classi di età degli assunti nel 2009 e dei disponibili al 31 dicembre
2009
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GRAF 17 – Composizione per titolo di studio degli assunti nel 2007 e dei disponibili al 31
dicembre 2007
100%
3,5%
9,5%
Laurea
25,4%
Diploma
15,3%
3,9%
75%
5,5%
Qualifica
professionale
54,1%
50%
40,0%
Licenza media
25%
23,2%
19,7%
Disponibili al 31.12.2007
Assunti nel 2007
Fino alla licenza
elementare
0%
GRAF 18 – Composizione per titolo di studio degli assunti nel 2008 e dei disponibili al 31
dicembre 2008
100%
4,2%
16,4%
75%
50%
6,1%
20,2%
4,0%
4,8%
55,6%
Laurea
38,9%
Diploma
Qualifica
professionale
Licenza media
25%
29,9%
19,8%
Fino alla licenza
elementare
0%
Disponibili al 31.12.2008
Assunti nel 2008
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GRAF 19 – Composizione per titolo di studio degli assunti nel 2009 e dei disponibili al 31
dicembre 2009
GRAF 20 – Andamento tirocini per lavoratori disabili e delle Categorie Protette, anni 2000-2009
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TAB 3 – Fondi concessi alla Provincia di Padova dal fondo nazionale e dal fondo regionale per
l’occupazione dei disabili, anni 2000-2008
Fondo Nazionale
Fondo Nazionale assegnato alla Provincia
Fondo Regionale
Fondo Regionale assegnato alla Provincia
2000*
€ 584.845,08
2001
€ 190.156,79
2001
€ 1.017.145,17
2002
€ 368.616,63
2002
€ 919.748,27
2003
€ 577.023,38
2003
€ 915.988,14
2004
€ 686.322,02
2004
€ 872.468,61
2005
€ 519.697,91
2005
€ 1.272.276,06
2006
€ 573.308,51
2006
€ 944.034,39
2007
€ 652.882,75
2007
€ 1.096.297,46
2008***
€ 1.322.096,20
2008**
€ 1.441.243,87
Totale
9.064.047,05
Totale
4.890.104,19
SI FA PRESENTE CHE TUTTI I FONDI ASSEGNATI ALLA PROVINCIA VENGONO CONCESSI L'ANNO SUCCESSIVO A QUELLI DI ASSEGNAZIONE DA PARTE DELLA REGIONE
* Il Fondo assegnato dalla Regione Veneto era di € 702.794,04. Vi è pertanto un residuo di € 117.948,96.
** Il fondo 2008 non è stato ancora assegnato; verrà concesso tutto entro il 2009.
***I fondi regionali dal 2001 al 2007 sono stati concessi integralmente, mentre quello del 2008 verrà assegnato nel 2009.
Fonte: Collocamento Mirato- Ufficio Categorie Protette della Provincia di Padova
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