Testo Voto - Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Testo Voto - Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia
XI LEGISLATURA
ATTI AULA
Voto alle Camere e al Governo della Repubblica n. 14
“Introduzione nell’ordinamento giuridico italiano del reato di tortura”
Cremaschi, Moretti, Zecchinon, Codega, Da Giau, Boem, Lauri, Gratton, Gabrovec, Rotelli,
Paviotti, Gregoris, Edera, Pustetto, Bagatin
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia,
TENUTO CONTO che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con sentenza emessa il 7 aprile 2015 Ricorso n. 6884/11 - ha condannato con voto unanime il nostro paese per evidente violazione
dell’art. 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo del 1950 che recita: “Nessuno può essere
sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti” e non solo per il fatto specifico
oggetto di ricorso, ma anche perché l’Italia non si è dotata di una legislazione adeguata a punire il
reato di tortura;
PRESO ATTO che, a più riprese, il parlamento italiano ha recepito atti internazionali concernenti
questo tipo di reato e tra questi proprio la Convenzione europea dei diritti dell'uomo del 1950
(ratificata con la Legge 4 agosto 1955, n. 848 “Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 e
del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952”), il Patto
internazionale relativo ai diritti civili e politici del 1966 (ratificato con la Legge 25 ottobre 1977, n. 881
“Ratifica ed esecuzione del patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, nonché
del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, con protocollo facoltativo, adottati e aperti
alla firma a New York rispettivamente il 16 e il 19 dicembre 1966”), la Convenzione ONU del 1984
contro la tortura ed altri trattamenti e pene crudeli, inumane e degradanti (ratificata con la Legge 3
novembre 1988, n. 498 “Ratifica ed esecuzione della Convenzione contro la tortura ed altre pene o
trattamenti crudeli, disumani o degradanti, firmata a New York il 10 dicembre 1984”) e prima ancora
la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948 e più recentemente, la Carta dei diritti
fondamentali dell'Unione europea del 2000;
OSSERVATO che la sentenza della Corte di Strasburgo indica con estrema chiarezza i motivi per cui
la legislazione del nostro paese è carente e che “in questo quadro, la Corte ritiene necessario che
l’ordinamento giuridico italiano si doti degli strumenti giuridici atti a sanzionare in maniera adeguata i
responsabili degli atti di tortura o di altri maltrattamenti rispetto all’articolo 3 e ad impedire che questi
ultimi possano beneficiare di misure che contrastano con la giurisprudenza della Corte”;
DATO ATTO che il Parlamento Italiano, seppur in ritardo, ha in corso di approvazione in testo
unificato un disegno di legge d’iniziativa dei senatori Manconi, Corsini e Tronti (10); Casson, Amati,
Chiti, Cirinnà, Cucca, De Monte, Dirindin, Favero, Fedeli, Filippi, Ginetti, Granaiola, Guerra, Lo Giudice,
Pagliari, Pegorer, Pezzopane, Pinotti, Puglisi, Puppato, Spilabotte, Vaccari, Barani e Palermo (362);
Barani (388); De Petris e De Cristofaro (395); Buccarella, Airola, Cappelletti e Giarrusso (849); Torrisi
(874) “Introduzione del delitto di tortura nell’ordinamento italiano”, volto a introdurre anche nel
nostro ordinamento giuridico il reato di tortura;
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CONSIDERATO che il testo è stato oggetto di approfondita discussione nel nostro Parlamento con
ripetute letture nelle due Camere e un serrato confronto tra le forze politiche;
VISTO che il testo è stato recentemente approvato con larghissima maggioranza dalla Camera dei
Deputati (n. 2168 approvato il 9 aprile 2015) con modifiche rispetto all’originale e che è stato quindi
rinviato al Senato dove giace tutt’ora in stato di relazione;
TEMENDO che i numerosi atti legislativi calendarizzati presso il Parlamento possano portare ad un
ulteriore slittamento dei tempi di approvazione di questa norma di civiltà, che ancora una volta vede
il nostro paese ultimo in Europa;
Tutto ciò premesso
fa voti affinché
il Parlamento e il Governo della Repubblica:
1) approvino sollecitamente in via definitiva il provvedimento volto ad inserire nell’ordinamento
giudiziario italiano il reato di tortura.
Presentato alla Presidenza il 06/05/2016
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