Scarica n. 2/2007 - Società Italiana di Tabaccologia

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Scarica n. 2/2007 - Società Italiana di Tabaccologia
Organo Ufficiale
della Società Italiana
di Tabaccologia-SITAB
Periodico trimestrale sped. ab. post. 45% L. 662/96 - Autor. D.C. Business - AN / Autorizzazione Tribunale di BO n° 7319 del 24/04/2003 - ISSN1970-1187
Anno V
2
2007
Official Journal
of the Italian Society
of Tobaccology
www.tabaccologia.org
Tabaccologia
Tobaccology
Trimestrale a carattere scientifico per lo studio del tabacco, del tabagismo e patologie fumo-correlate
World No Tobacco Day 2007
HELP European Youth Manifesto • Fumo al volante
La scuola in farmacia • Piante officinali di supporto alle terapie antifumo
Tabaccologia 2/2007
Cosa bolle
in redazione
Cari lettori. Purtroppo è accaduto quello che temevamo.
L’Italia non ha firmato la ratifica dell’FCTC (Framework Convention on Tobacco Control) entro il termine stabilito del 1
aprile 2007 (negligenza, pressappochismo, pressioni della
lobby del tabacco?). Con la legge antifumo Sirchia avevamo acquisito riconoscimenti stimolando meraviglia e nel
contempo emulazioni. Con la non ratifica abbiamo perso la
faccia e l’unica parola che ci viene in mente è: vergogna!
Né deve consolarci se nello sparuto gruppo di chi non ha ratificato è presente, fra gli altri, oltre ad Afghanistan, Etiopia
Suriname e Uganda, anche Svizzera e USA. Purtroppo il…
Kazachistan non è più con noi!
Il Primo Piano di questo numero è dedicato al Progetto Help
dell’UE e al World No tabacco Day 2007: tema conduttore
di quest’ultimo è l’inquinamento da fumo di tabacco. Questo argomento è ripreso dall’editoriale di Zuccaro, Direttore
OSSFAD e da altri articoli presenti in questo numero di Tabaccologia, fra cui gli studi condotti dal Tobacco Control Unit
dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano.
L’intervista di questo numero è dedicata a Maurizio Laezza,
valente responsabile del Progetto Tabagismo della Regione
Emilia-Romagna e della Consulta Nazionale Tabagismo.
A seguire la vexata quaestio che spesso mette in difficoltà il
medico che si trova ad affrontare un fumatore: 1-4 sigarette
fanno male? La risposta la trovate in Abstract & Commentary. E a proposito di fumo attivo e passivo vi segnaliamo
l’articolo originale di Mangiaracina e Palumbo sul fumo al
volante e rischio infortunistico stradale. L’articolo di Nanni e
collaboratori ci illustra i risultati di un progetto originale denominato La scuola in farmacia. Dall’Università di Camerino ci
giunge una rassegna sulle piante officinali di supporto nella
terapia antifumo. Da questo numero Tabaccologia ospiterà,
con una pagina, la LILT per tutto ciò che riguarderà la prevenzione del tabagismo. Una iniziativa che contribuirà a rinsaldare sempre di più i rapporti fra SITAB e LILT.
Per finire qualche curiosità storica: sapevate della rivolta
del fumo durante i moti risorgimentali del 1848? E cosa avvenne, nel mondo conosciuto, in quel lontano quanto fatidico A.D. 1492?
A fronte di questa pagina troverete nella 2ª di copertina un
Non Ti Scordar di Me. Se ti sta a cuore il problema tabagismo
ti chiediamo, come SITAB, di dedicarci il 5x1000. E in più
l’iscrizione è gratuita con tutte le iniziative editoriali di aggiornamento che vi saranno inviate. È un piccolo/grande aiuto che ci permetterà di aggiornarvi e sostenervi nella vostra
attività in maniera sempre più incisiva e indipendente. Grazie per quello che riuscirete a fare.
Buona lettura a tutti.
Vincenzo Zagà
Caporedattore
([email protected])
Sommario
EDITORIALE
Risvegli.
3
(P. Zuccaro)
QUELLI CHE IL FUMO...
Un incontro con... Maurizio Laezza.
(M. Giovenchi)
4
PRIMO PIANO
6
World No Tobacco Day 2007. (D. Enea) Campagna HELP, 3° Round, con Miss Mondo 8
e Cino Ricci. (M. Simoni, G. Chiarenza) 9
Il Manifesto dei Giovani Europei. contro il Tabacco (U.E.) ABSTRACT & COMMENTARY
12
PERSPECTIVES & RESEARCH
Istituto Nazionale dei Tumori: il laboratorio 16
per lo studio degli inquinanti ambientali
e del fumo di tabacco. (R. Boffi, A. Ruprecht, G. Invernizzi) ORIGINAL ARTICLES
Fumo al volante e rischio infortunistico stradale. (G. Mangiaracina, L. Palumbo)
19
Progetto “La Scuola in Farmacia”
Prime analisi e valutazioni.
24
(M. Nanni, M. Colantoni, G. Mangiaracina)
REVIEW
Piante officinali di supporto alla terapia del tabagismo. (F. Maggi, G. Moriconi, C. Polidori)
29
INFORMALILT
33
(A cura della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori)
NEWS & VIEWS
34
SITAB HOME PAGE
39
Tabac mail
42
Congressi & eventi
48
Norme redazionali
Tabaccologia
Organo ufficiale della Società Italiana di Tabaccologia - SITAB
Direttore Responsabile: Giacomo Mangiaracina - Roma
([email protected])
Direttore Scientifico: Gaetano Maria Fara - Roma
([email protected])
CapoRedattore: Vincenzo Zagà - Bologna
([email protected])
Comitato Scientifico-Redazionale: Christian Chiamulera,
(Verona), Mario Del Donno (Benevento), Marco Mura
(Roma), Claudio Poropat (Trieste), Nolita Pulerà (Livorno),
Biagio Tinghino (Monza), Vincenzo Zagà (Bologna).
Comitato scientifico: Massimo Baraldo (Udine), Kamal
Chaouachi (Parigi - Francia), Domenico Enea (Roma),
Stefano Fedele (Londra), Paola Gremigni (Bologna),
Giovanni Invernizzi (MI), Maurizio Laezza (Bologna), Paola
Martucci (Napoli), Vincenzo Masullo (Roma), Flaminio
Mormile (Roma), Margherita Neri (Tradate -VA), Emanuele
Passanante (Torino), Francesco Romano (Cosenza), Eugenio
Sabato (Mesagne-BR), Franco Salvati (Roma), Elisabeth
Tamang (Venezia), Roberto Tatarelli (Roma), Maria Teresa
Tenconi (Pavia), Riccardo Tominz (Trieste), Stefano Vianello
(Mirano - VE), Pier Giorgio Zuccaro (Roma)
Comitato scientifico d’onore:
Presidente: Umberto Veronesi (IEO Milano - Italia),
Amanda Amos (University of Scotland, Edimburgo - UK),
Lucio Casali (Università di Perugia), Simon Chapman
(Australia), Maria Paz Corvalan (Globalink, Santiago del Cile),
Mario De Palma (Federazione TBC - Italia), Carlo DiClemente
(USA), Pascal Diethelm (Svizzera), Jean Francois Etter
(Univ. Ginevra Svizzera), Karl Fagerstrom (Smokers Clinic
and Fagerstrom Consulting - Svezia), Vincenzo Fogliani
(Presidente UIP, Messina), M. Rosaria Galanti (Karolinska
University Hospital, Stoccolma Svezia), Martin Jarvis
(University College, Londra - UK), Jacque Le Houezec (SRNT,
Societé de Tabacologie, Rennes - Francia), Robert Molimard
(Societè Francaise de Tabacologie, Parigi - Francia), Dario
Olivieri (Università di Parma - Italia), Francesco Schittulli
(Lega Italiana per la Lotta contro Tumori, Roma - Italia),
Stephen Rennard, (Nebraska University, Omaha - USA).
Con il Patrocinio:
•Federazione Italiana contro le Malattie Polmonari, Sociali
e la Tubercolosi
•Lega Italiana per la lotta contro i Tumori
•FederAsma
•Associazione Pazienti BPCO
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Cod. ISSN 1970-1195 (Tabaccologia Online)
Finito di stampare nel maggio 2007. Tiratura: 5000 copie.
Tabaccologia 2/2007
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1994; 29: 913-925). I relativi abstract dovranno essere suddivisi in: Premessa,
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Editoriale
Tabaccologia 2/2007
Risvegli
Piergiorgio Zuccaro
L’
Organizzazione Mondiale della Sanità promuove il 31 maggio di
ogni anno la Giornata
Mondiale Senza Tabacco (World No Tobacco Day).
In questa giornata tutti i paesi vengono sollecitati a promuovere iniziative per
combattere il fenomeno del tabagismo
soffermandosi però ogni anno su un particolare aspetto del problema.
Il tema di quest’anno è “Ambienti liberi
dal fumo”.
È un tema che in Italia abbiamo affrontato con successo: la legge n. 3 del
16 gennaio 2003 che estende il divieto di
fumo già in vigore per gli ospedali, i cinema, i mezzi pubblici e le scuole a tutti i
locali pubblici e luoghi di lavoro è accettata e rispettata dalla maggior parte dei
fumatori.
Prima dell’entrata in vigore della legge
ci sono stati accesi dibattiti non sempre
corretti.
Tutti i sostenitori di questa legge si sono impegnati ognuno per il proprio ruolo
e le proprie responsabilità, ma avendo
raggiunto lo scopo possiamo ora fare alcune riflessioni che potevano essere mal
interpretate nel momento dello scontro.
Qual è l’importanza della legge e i suoi
risvolti sulla salute pubblica?
È su questo argomento che vorrei riflettere.
Quando circa 15 anni fa anche in Italia
si cominciò ad affrontare il problema del
fumo passivo confesso di aver avuto delle
perplessità in quanto non lo ritenevo un
tema prioritario poiché i danni da fumo
passivo non sembravano minimamente
paragonabili a quelli del fumo attivo.
A tale scopo, proprio perché ritengo
che qualsiasi intervento di carattere legislativo che incida sulla salute debba essere scientificamente supportato, chiesi a
Francesco Forastiere, uno dei ricercatori
più esperti in materia di inquinamento
ambientale, di quantizzare il problema e
di stimarne i danni.
Il 31 maggio del 2001 nel corso del III
Convegno “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale” tenutosi presso l’ISS furono presentati i risultati che possiamo qui
riassumere.
Il fumo passivo in Italia è responsabile ogni anno di circa 77.000 bambini che
soffrono nei primi due anni di vita per
infezioni respiratorie acute, di 48.000 e di
64.000 casi di bambini (6-14 anni) rispettivamente con sintomi respiratori cronici
e con otite acuta per esposizione a fumo
passivo in ambito familiare. La stima annuale dei morti per tumore polmonare e
per malattie ischemiche
per esposizione al fumo
del proprio coniuge è rispettivamente pari a 221 e
a 1.896. L’effetto dell’esposizione a fumo passivo in
ambiente di lavoro corrisponde a 324 decessi per
tumore polmonare e 235
per malattie ischemiche.
I risultati sono stati
poi pubblicati sulla rivista Epidemiologia & Prevenzione [Epidemiol Prev
2002; 26(1):18-29], non sono stati mai
oggetto di critica e ripresi in tutti i documenti ufficiali del Governo.
Per sostenere la legge abbiamo sempre evidenziato che era necessario proteggere la salute dei non fumatori ma che
questo intervento non incideva sul vero
problema.
Il fumo in Italia provoca circa 80 mila
morti all’anno tra i fumatori.
Chi sperava che il fumo passivo aiutasse a diminuire il numero dei fumatori in
Italia senza una reale politica di intervento ha esultato sulla riduzione di 500.000
fumatori nel 2005. (26,2% vs 25,6% tra il
2004 ed il 2005). [Indagine Doxa 2005]
Ma i dati sulle vendite nel 2006 ci riportano alla dura realtà, nell’anno appena trascorso le vendite di sigarette sono
aumentate dell’1,1%.
È stato un brutto risveglio!
Ma si può combattere una dipendenza
senza attuare nessuna politica di aiuto
per chi vuole smettere di fumare?
A quando l’inserimento nei LEA dei
trattamenti del tabagismo? Quando verranno concessi gratuitamente i farmaci a
chi vuole smettere di fumare? Perché non
aumentare in modo considerevole i prezzi
delle sigarette? Negli anni passati infatti
abbiamo assistito a continui aumenti dei
prezzi delle sigarette ma essi sono stati di
10, 20 centesimi, tanto che i consumatori
non hanno percepito l’aumento. Quello
che a mio avviso sarebbe opportuno è
di attivare una politica di aumento dei
prezzi tale da provocare un incremento
sostanziale, portando a 5 euro il prezzo di
un pacchetto di sigarette al fine di scoraggiare il fumatore abituale all’uso di tabacco. In questo modo è plausibile ottenere
una riduzione sia del numero di fumatori
ma soprattutto delle quantità di tabacco
fumate e sicuramente anche dei danni fumo correlati.
L’elenco delle misure da adottare è
noto e deriva da studi e ricerche svolte in
Italia e in tutto il mondo.
Grazie a tutti i colleghi che con passione e professionalità continuano a lavorare senza risorse economiche e a credere
in una società senza fumo. j
Piergiorgio Zuccaro
Osservatorio Fumo Alcol Droghe,
Istituto Superiore di Sanità
Quelli che il fumo....
Tabaccologia 2/2007
Un incontro con…
Maurizio Laezza
intervista di Manuela Giovenchi
Maurizio Laezza, pneumologo, coordinatore dei
programmi tabagismo della Regione Emilia- Romagna e creatore del centro antifumo di Ferrara,
il primo centro istituzionale italiano, nel 1985.
Coordina, per conto della Regione Emilia-Romagna, il gruppo tecnico sul tabagismo delle
Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano ed è segretario della Consulta nazionale
sul tabagismo. Insieme con la dott.ssa Sandra Bosi, della Lega contro i Tumori di Reggio
Emilia, conduce il progetto nazionale di formazione per pianificatori regionali sul tabagismo
finanziato dal Ministero della Salute/ CCM.
Tabaccologia: Come e quando è cominciato il
percorso che l’ha portata ad essere un esperto nel
campo del tabagismo?
Laezza: L’interesse per il tabagismo ha coinciso con l’inizio
della mia prima attività professionale, come pneumologo
presso l’ex dispensario antitubercolare di Ferrara nel 1975
Tabaccologia: Cosa ha rappresentato per lei l’impegno istituzionale
nella lotta al tabagismo?
Laezza: Un’esperienza intensa
e arricchente dal punto di vista professionale e umano. Dal rapporto interpersonale con i pazienti pneumopatici della USL di Ferrara alla programmazione
dei progetti di prevenzione di comunità
della Regione Emilia-Romagna.
Tabaccologia: La storia della “lotta al tabacco”
in Italia l’ha visto impegnato a mediare tra due
realtà di organizzazioni professionali emergenti
intorno al 2000: il GITab, ovvero il Gruppo di
Interesse sul Tabagismo della Società Italiana
per le Tossicodipendenze e la nascente Società
Scientifica di Tabaccologia. Come ricorda quei
momenti?
Laezza: Eravamo già pochi in Italia ad occuparci professionalmente di tabagismo
e rischiavamo anche di dividerci. Alla fine
ha prevalso l’interesse per la causa co-
Bologna, Torri di Kenzo Tange,
sede della Regione Emilia-Romagna
mune. Ed il tempo ci ha dato ragione: oggi molti di noi, che allora si percepivano
distanti, si ritrovano a lavorare agli stessi
progetti di formazione degli operatori.
Tabaccologia: Attualmente lavora al progetto
formativo nazionale per i pianificatori regionali
sul Tabagismo. Che valore dà a questo progetto
sul piano dei risultati prevedibili?
Laezza: Un valore strategico quanto alla
crescita delle capacità di programmazione degli interventi a livello regionale.
L’obiettivo finale è che tutte le Regioni
arrivino a dotarsi di strumenti normativi ed organizzativi ad hoc: una delibera
di Piano regionale sul tabagismo e una
struttura di coordinamento (il gruppo
dei pianificatori regionali) che possa
supportarne l’attuazione e il monitoraggio nel tempo. Le premesse ci sono. La
partecipazione delle regioni e delle province autonome al progetto formativo
nazionale è stata molto alta: 19 su 21.
Tabaccologia: Quali sono stati secondo il suo
punto di vista, i momenti più significativi della
lotta al Tabacco in Italia?
Laezza: I momenti significativi sono stati
diversi: 1) l’arrivo in Italia del “Piano dei 5
giorni” da cui si è poi sviluppata l’esperienza di Mangiaracina;. 2) il programma “Stop
al Fumo” realizzato dal Ministero della
Salute, promosso dalla compianta Cristiana Colarizi, in collaborazione con la Lega
Italiana per la Lotta contro i Tumori; 3) il
Piano sanitario nazionale 1998-2000 voluto dall’allora Ministro Rosy Bindi, che per
primo ha introdotto il tema del “tabagismo
come stile di vita dannoso!”; 4) la nascita
Quelli che il fumo....
Tabaccologia 2/2007
della Società italiana di Tabaccologia nel
2000 e, poco dopo la nascita della Consulta
italiana sul Tabagismo; 5) la legge 3/2003,
art.51 (Tutela sella Salute dei non fumatori);
6) la nascita del Gruppo tecnico sul Tabagismo delle Regioni e Province autonome di
Trento e Bolzano nel 2004; 7) l’inserimento
nel 2004 del tema “Fumo” all’interno della
programmazione dei progetti di prevenzione del Ministero della Salute /CCM in collaborazione con le Regioni.
Tabaccologia: Hanno inciso di più le istituzioni o le aziende del farmaco, come avvenne con il
lancio del Bupropione, nella creazione dei servizi
per la cura del tabagismo in Italia?
Laezza: Le Istituzioni sicuramente.
Tabaccologia: La Consulta Italiana sul Tabagismo ha segnato una tappa del percorso rivelatasi
però piuttosto debole e inattiva. A parte la sua
funzione come coalizione italiana riconosciuta nell’attuale campagna europea “HELP”, ritiene che
abbia ancora una funzione? Di che tipo?
Laezza: La Consulta Italiana sul Tabagismo ha svolto all’inizio un ruolo pro-
pulsivo soprattutto nei confronti delle
Regioni. È grazie al lavoro preparatorio
della Consulta che si è arrivati alla costituzione del Gruppo tecnico sul Tabagismo delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano nel 2004. A mio
avviso, la Consulta andrebbe rifondata
come organismo esclusivamente non
governativo, per evitare sovrapposizioni
e confusione di ruoli.
Tabaccologia: C’è a suo avviso un obiettivo
prioritario da raggiungere?
Laezza: Un Piano nazionale organico sul
tabagismo che dia linee d’indirizzo chiare in tema di prevenzione, cura, controllo e formazione degli operatori.
Tabaccologia: Sul piano della prevenzione dovrà convenire che non vi sono risultati ma sperimentazioni isolate non applicate su scala nazionale. Prevede un altro progetto da presentare al
ministero della salute?
Laezza: Stiamo lavorando come Gruppo
tecnico delle regioni, ad un nuovo progetto del Ministero della salute/CCM,
che in continuità col Piano nazionale di
formazione per pianificatori regionali,
avrà come obiettivi: la formazione dei
pianificatori aziendali, la sperimentazione di progetti pilota aziendali nelle aree
della prevenzione, cura e controllo del
tabagismo, e la produzione di linee di
indirizzo per la programmazione territoriale delle azioni.
Tabaccologia: Se dovesse dare un voto da 1 a
10 all’impegno istituzionale in questo momento,
quanto darebbe?
Laezza: Darei un bel 7 e mezzo. A mio
parere in questo momento si registra in
Italia, e non solo a livello istituzionale
ma a livello culturale diffuso nella società, una attenzione sul Tabagismo molto
più alta che in precedenza.
Tabaccologia: Cosa manca per fare un punto
in più?
Laezza: C’è sicuramente ancora molto
da fare ma siamo sulla strada giusta. Un
Piano nazionale organico sul tabagismo
potrebbe essere la prossima tappa. j
Primo Piano
Tabaccologia 2/2007
World
No Tobacco Day
2007
“B
uongiorno,
vorrei sapere
se ho i requisiti per la
maternità anticipata: in ufficio, nonostante le leggi lo proibiscano, fumano sia il mio titolare che i miei colleghi (per non parlare dei clienti/fornitori). Inoltre
da noi non esistono porte, gli uffici sono aperti
e quindi l’aria viziata circola in continuazione:
d’inverno si tengono le finestre chiuse a causa
del freddo e d’estate si tengono chiuse poiché (da
aprile a ottobre) il mio titolare ha caldo e quindi l’aria condizionata è sempre accesa (intorno
ai 21°).Inoltre, nel caso fosse possibile, a quale tipo di maternità anticipata avrei diritto? A
quella per cattive condizioni sul luogo di lavoro
o a quella per maternità a rischio? Sa, io vorrei
astenermi dal luogo di lavoro, però non vorrei
far sapere loro che è per via del fumo (lotto da
4 anni e mezzo per questo motivo perchè sono
anche asmatica). Insomma, non vorrei che mi
ritorcessero (al rientro) la situazione contro. So
che mi dirà che non possono farlo, che ci sono le
leggi a tutela, ma nei piccoli uffici la tutela non
c’è e il titolare può davvero fare ciò che vuole,
specialmente se la dipendente (io in questo caso)
ha davvero bisogno dei soldi e non riesce a trovare un altro impiego. Attendo una sua gentile
risposta. Grazie”.
grale. Sicuramente, se è possibile che si
creino situazioni come questa descritta
dalla signora che mi ha scritto sconfortata, c’è molto da fare per rendere più
civile la nostra Italia. E immaginiamo
cosa può accadere in paesi meno sviluppati, dove i diritti individuali sono meno
tutelati...
Gli Stati Membri dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità già nel 1987 proposero l’istituzione di un “World No Tobacco Day”, per attirare l’attenzione generale sull’epidemia da tabacco e sulla
prevenzione della mortalità e morbilità
da essa causata. Nel 1988 fu approvata,
da parte della World Health Assemby la risoluzione WHA 42.19, che fissava la data per la celebrazione di questa giornata
per il 31 maggio.
Se guardiamo i temi delle precedenti
giornate, è interessante notare che nel
2001 la ricorrenza del 31 Maggio era stata dedicata al problema del fumo passivo, e addirittura nel 1991 all’argomento
dei luoghi pubblici e dei mezzi di trasporto liberi dal fumo:
Questo è un messaggio che ho ricevuto
alcuni giorni fa, nel mio ruolo di collaboratore di “Gravidanza on line: l’esperto risponde”, e la sensazione che mi ha
provocato è stata di profonda rabbia,
mista a una specie di nausea.
Poi, ricordandomi che il Caporedattore Enzo Zagà mi aveva proposto di
scrivere qualcosa a proposito della ricorrenza del prossimo 31 Maggio, mi è
venuto in mente di iniziare il mio articolo riportando la lettera in modo inte-
2004 - tobacco and poverty, a vicious
circle
2006 - tobacco: deadly in any form or
disguise
2005 - health professionals against
tobacco
2003 - tobacco free film, tobacco free
fashion
2002 - tobacco free sports
2001 - second-hand smoke kills
2000 - tobacco kills, don’t be duped
1999 Leave the pack behind
1998 Growing up without tobacco
1997 United for a tobacco free world
1996 Sport and art without tobacco:
play it tobacco free
1995 Tobacco costs more than you
think
1994 Media and tobacco: get the message across
1993 Health services: our windos to a
tobacco free world
1992 Tobacco free workplaces: safer
and healthier
1991 Public places and transport: better be tobacco free
1990 Childhood and youth without tobacco: growing up without tobacco
Quest’anno, come si vede dal logo all’inizio dell’articolo, il tema della Giornata
Mondiale senza Tabacco riprende il tema
dei danni da fumo passivo e, per limitarne i danni, propone un’estensione degli
spazi liberi dal fumo, parlando in generale di “ambienti”. Ma come mai, visto che
il fumo passivo è dannoso e, per molti,
anche spiacevole esteticamente, non si
sono stabilite regole elementari di civiltà, abolendolo almeno nei luoghi confinati? In fin dei conti, sputare per terra è
già vietato da molto tempo, e ormai anche le scritte in proposito sono scomparse, essendo entrata, tale proibizione, nei
comportamenti “normali” della gente. In
questo caso, evidentemente, non esistevano interessi contrastanti, come quelli
delle Compagnie del Tabacco (Big Tabaccos), come nel caso del fumo.
Le Case del Tabacco dapprima negarono che il fumo di tabacco fosse dannoso;
in un secondo tempo (anni 60), data le
schiaccianti evidenze sui danni alla salute da esso provocati, si appellarono alla
“libera scelta” di fumare da parte degli
adulti, negando che il fumo potesse dare
Primo Piano
Tabaccologia 2/2007
dipendenza. Negli anni 90 furono costrette ad arretrare, tant’è che il tabagismo è
descritto nel DSM IV come un disordine
mentale da dipendenza patologica. Oggi si trovano a combattere una nuova, e
speriamo ultima battaglia di retroguardia, combattuta senza esclusione di colpi
(come d’altra parte è nelle loro tradizioni,
vedi il film “Insider”), se sono costrette ad
arruolare uomini di scienza1 per contestare i risultati delle ricerche sui danni alla salute causati dal fumo passivo (SHS:
Second Hand Smoke).
Purtroppo per loro, e, ahimé per i poveri “fumatori passivi”, i dati in proposito
non lasciano alcun dubbio, tant’è vero
che molte persone che hanno intrapreso
azioni legali per aver sviluppato malattie
dovute a SHS hanno ottenuto risarcimenti economici, a volte anche cospicui. È
ormai dimostrato, oltre ogni ragionevole
dubbio, che una delle caratteristiche specifiche del fumo di tabacco, è che nuoce
in maniera diretta alle persone che si trovano vicine ai fumatori, specialmente se
in ambienti chiusi.2,3,4
Malgrado ciò, la percezione dei danni
da fumo passivo è ancora troppo bassa
nei non addetti ai lavori, quando non addirittura assente. Questo è il motivo per
cui anche i non fumatori non sono sempre attenti nel far rispettare i propri diritti, pena essere considerati “intolleranti”.
Quando incontro per la prima volta
i miei pazienti fumatori, nel colloquio
propedeutico a un’eventuale loro partecipazione alla terapia di gruppo, per sensibilizzarli rispetto a questo argomento
faccio spesso riferimento all’ormai famoso esperimento condotto da Giovanni Invernizzi.5 Il PM10 (Particulate Matter 10,
meglio conosciuto come “Polveri sottili”),
che costituisce uno dei 4700 inquinanti
contenuti nel fumo di tabacco, è infatti
oramai generalmente ben conosciuto in
quanto, a causa del frequente innalza-
Bibliografia
1. Diethelm P, Mc Kee M. Lifting the Smoke-
mento della sua concentrazione nell’aria
atmosferica, le amministrazioni cittadine sono tenute a limitarne l’immissione
nell’aria: in particolare, si ricorre a quei
pannicelli caldi tipo la circolazione a targhe alterne o le “domeniche ecologiche”,
che certo non risolvono il problema e
che invece fanno tanto infuriare gli automobilisti, limitandone la mobilità o
costringendoli a sostituire (quando se lo
possono permettere) la loro automobile.
Il limite imposto, come molti sanno, è di
50 μg/Mc, mentre pochi sanno che una
sola sigaretta fumata provoca un aumento di concentrazione di PM10, in un ambiente chiuso di 30 Mc, fino a 100-200 μg.
All’interno di un auto, tale concentrazione va moltiplicata per 20-30 volte, considerando il ridotto volume della stessa.
Paradossalmente, da un punto di vista
respiratorio è meglio per un bambino
giocare per strada nei momenti di massimo traffico, che stare in un appartamento
dove si fuma liberamente.
Nonostante ciò, quanti, vedendo un
adulto che fuma nell’auto in cui sia presente un minore, penserebbero di intervenire per evitare al piccolo di subire i
danni da fumo passivo? Molto pochi, credo. Ben diverso sarebbe probabilmente
l’atteggiamento della stessa persona se
si trovasse di fronte a un adulto che prende a schiaffi un bambino per strada.
Molto opportunamente è stata presentata una proposta di legge da parte del
Presidente della SITAB, Giacomo Mangiaracina, insieme al CODACONS, per proibire il fumo in auto. Tra l’altro, il fumo al
volante, di per sé, aumenta i rischi della
guida, ben più, per esempio, dell’uso dei
telefonini, ma questo è un argomento
che esula dal tema che stiamo trattando
e che proprio in questo numero viene
trattato con un articolo specifico.
La legge 3/2003 (più nota come “Legge
Sirchia”), da poco più di due anni circa
3. The 2005 California Environmental Protec-
tion Agency (CalEPA) Environmental Health
Hazard Assessment of Environmental Tobacco Smoke.
screen. Tobacco Industry Strategy to defeat
Smoke-free Policies and Legislation”. Report
for the European Respiratory Society and Institut National du Cancer (INCa,France). Febbraio 2006 (www.ersnet.org).
4. 4) The 2006 U.S. Surgeon General’s Report
2. The 2004 IARC Monograph 83: Tobacco
5. Invernizzi G et Al. Real-time measurement
Smoke and Involuntary Smoking.
on the Heaqlth Consequences of Involuntary
Exposure to Tobacco Smoke.
introdotta in Italia, ha reso sicuramente
il nostro paese un luogo più civile dove
vivere. È incredibile peraltro che, solo
dopo pochi mesi dall’applicazione della
citata legge, possa essere diminuito il
numero di accessi ai pronto soccorsi per
urgenze cardiovascolari, come riportato
da un recente studio.6
Personalmente mi riprometto di andare a visitare città di altri Paesi che ancora
non conosco, come Berlino o Copenhagen, solo quando (spero presto) anche lì
sarà possibile andare in un ristorante o
in un bar senza essere affumicati. E non
credo di essere l’unico a pensarla così
dato che, contro ogni previsione, risulta
che l’83% degli Italiani approva il provvedimento in questione, ed è stata dimostrata un’adesione alla legge nel 98% dei
controlli effettuati. Rispetto a quanto succedeva in passato, i bambini attualmente
sono, almeno per quanto riguarda i danni da fumo passivo, più fortunati rispetto
a quelli delle generazioni precedenti, dato che sarà loro risparmiata l’esperienza
di trovarsi in locali pubblici o su mezzi di
trasporto trasformati in camere a gas, come accadeva fino a pochi anni fa. Mi piace pensare che, se la signora che mi ha
scritto avrà una figlia femmina, quando
questa bambina sarà grande non correrà il rischio di trovarsi nella incredibile e
vergognosa situazione in cui si è trovata
la sua mamma. Credo che questa sia la
speranza di tutti quelli che stanno lavorando per la buona riuscita della ricorrenza del prossimo 31 Maggio.
A tutti, Buon “World No tabacco Day”! j
Domenico Enea
[[email protected]]
Responsabile del Centro Policlinico senza Fumo
Azienda Policlinico Umberto I° Roma
Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia,
“La Sapienza” Università di Roma.
environmental tobacco smoke: a pilot study.
Epidemiol Prev. 2002 Jan-Feb;26(1):30-4.
6. Barone-Adesi F et Al. Short-term Effects
of Italian Smoking Regulation on rates of
Hospitals Admission for acute myocardial
Infarction. European Heart Journal Advance
Access, August 2006.
of indoor particulate matter originating from
Primo Piano
Tabaccologia 2/2007
Campagna HELP, 3° Round,
con Miss Mondo e Cino Ricci
S
i è svolta a Roma, presso la Lega Italiana per la
Lotta contro i Tumori, la
terza conferenza stampa
della campagna “HELP Per una vita senza tabacco”, della Commissione Europea a cui aderiscono 27
paesi membri. Presenti alcuni rappresentanti francesi, tra cui Josepha Wonner della Commissione Europea, Patrick Lefebvre, amministratore della B&S
Eventi, Emmanuel Cavaniol, project
manager di Ligaris, l’agenzia di comunicazione che gestisce la campagna a livello europeo. Il direttore generale della
LILT, Patrizia Ravaioli, ha sottolineato in
apertura l’importanza della prevenzione, unico strumento valido in grado di
ridurre invalidità e decessi per tumori
e malattie cardiovascolari. Combattere
queste patologie del progresso è possibile riducendo i fattori di rischio e adottando stili di vita sani e senza fumo.
Il target a
cui si rivolge
la campagna è
quello giovanile (adolescenti
e giovani adulti). La campagna, voluta dal
commissario
Marcus Kiprianou, si fa ora
portavoce proprio dei giovani europei, che
hanno lavorato
un intero anno
per la realizzazione di un
loro Manifesto
contro il FuRoma, sede LILT:
mo, scaricabile
Elisaveta Migatcheva, Miss sul sito interMondo Italia-smoke free
net della cam2006, alla presentazione
pagna
(www.
del Progetto HELP.
help-eu.com). Si tratta di un documento te potrebbe essere proprio questo: fare
di riflessione e di preciso impegno su in modo che i giovani diventino loro
come i giovani possano farsi promo- stessi promotori di benessere, indivitori della cultura della
prevenzione. Brillante e
coinvolgente l’intervento
di Tiffany D’Ottavio, rappresentante del Forum
Giovani italiano, che raggruppa 25 organizzazioni
giovanili. Con fermezza
e passione ha riassunto
brevemente il punto di
vista dei giovani Europei
sul tema del tabacco e
su come questi possano
agire per cambiare le cose in ambito sociale, legislativo e politico.
Alla conferenza stam- Roma: lo skipper Cino Ricci e Giacomo Mangiaracina, Presidente
pa è anche intervenuta SITAB, alla presentazione della Campagna HELP, presso la sede LILT.
una rappresentante del
Ministero della Salute, la dott.ssa Ga- duale e collettivo. Ha infine presentato
leone che ha sottolineato l’importanza miss Mondo-Italia Elisaveta Migatcheva
di una collaborazione reciproca tra gli che, come testimonial della bellezza, ha
organizzatori della campagna e l’istitu- parlato ai giovani di buona salute ma
zione italiana, attiva su tutto il territo- soprattutto della bellezza, che trova nel
rio, che coinvolga tutti quindi un pro- tabacco e nel fumo il suo avversario più
gramma di rete,seguendo un modello di pericoloso. Pelle, capelli e denti ne venintervento integrato.
gono compromessi in modo grave ed è
ancora più grave che lasciamo che queLa conferenza stampa ha visto in sto avvenga. Salute e bellezza sono vachiusura l’intervento di Mangiaracina, lori importanti e vanno tutelati. Bisogna
referente della campagna HELP per dare un valore alle cose e a noi stessi.
l’Italia, che nel suo stile deciso ha parlaOspite di eccezione della conferenza
to di evento unico, di straordinaria im- stampa, Cino Ricci, lo skipper di “Azzurportanza per la sanità pubblica: “I giovani ra”, che raggiunse la celebrità nel prestifinalmente chiedono, e gli operatori della salute gioso evento velistico mondiale “Amerihanno il dovere e l’obbligo di rispondere con azio- ca’s Cup”. Ricci partirà il 22 giugno da
ni precise. - afferma Mangiaracina - Per la Trieste per il Giro d’Italia a vela 2007, e
prima volta i giovani non sono destinatari di un arriverà a Roma Ostia il 21 luglio. Con
intervento “educativo” ma protagonisti. Chiedo- sé porterà le insegne della Campagna
no di essere tutelati dalle pressioni al consumo, HELP, per una vita senza Tabacco (www.
nel caso specifico dall’essere il bersaglio elettivo help-eu.com - www.cinoricci.it). j
degli industriali del tabacco”. Concludendo
ha affermato la necessità di una educaMarina Simoni e Gabriella Chiarenza
zione al senso critico e all’incremento
[[email protected]]
dell’assertività. Un obbiettivo importanGEA Progetto Salute - Roma
Primo Piano
Tabaccologia 2/2007
Il Manifesto dei Giovani
Europei contro il Tabacco
premessa
Noi, i giovani d’Europa, siamo profondamente preoccupati dall’impatto che il fumo e il fumo passivo hanno sull’individuo.
Tenendo presente che ogni individuo ha
diritto fond amentale alla salute e ad un
ambiente salubre, così come ad uno standard di vita adeguato alla propria salute
e al proprio benessere e che dovrebbe di
conseguenza essere in grado di fare scelte
sane, noi pubblichiamo questo manifesto.
introduzione
Essendo la maggiore causa di morte evitabile nell’Unione Europea, il tabacco è di
enorme importanza per le politiche sanitarie, sociali, economiche ed ambientali. Più
di 10.000 giovani in tutta l’Unione Europea
sono stati coinvolti nel progetto del Forum
dei Giovani d’Europa (YFJ) “I Giovani: Per
Una Vita Senza Tabacco?”. Questa ampia
consultazione di giovani ha prodotto un
grande numero di richieste e raccomandazioni per politiche più efficaci a livello locale, nazionale ed europeo. Questo Manifesto Europeo include inoltre i risultati delle
attività di consultazione nazionale tenutisi
nei Paesi Membri, ed è stato adottato da
quasi 200 rappresentanti nazionali a Bruxelles, il 21 Maggio 2006.
più potere ai giovani
Le organizzazioni giovanili dovrebbero essere consultate in merito, e coinvolte – come partecipanti attivi – in importanti decisioni di indirizzo che hanno effetto sulla
vita dei giovani. Per questo motivo il coinvolgimento delle organizzazioni giovanili
nell’elaborazione di decisioni politiche legate al tema del tabacco è fondamentale.
Noi crediamo che gli effetti positivi e
negativi derivanti da decisioni politiche, in
particolare nel caso della politica legata al
tabacco, sono visibili per lo più nel lungo
periodo, e in questo modo i giovani sono
quelli che ne sopporteranno le conseguenze, poiché la politica riguarderà la loro qualità della vita e la loro salute.
A questo proposito raccomandiamo che:
• Siano elaborate strategie a lungo termine in materia di tabacco, e che i
giovani siano coinvolti a tutti i livelli
(ad esempio nelle fasi di elaborazione,
monitoraggio e valutazione della politica);
• Le organizzazioni giovanili dovrebbero essere coinvolte attivamente nel
processo decisionale come anello di
congiunzione tra i decisori ed i giovani.
Inoltre questi ultimi dovrebbero essere consultati ed educati in tema di tabacco – su problemi relativi attraverso
un’educazione formale ed informale;
• Dovrebbero esserci maggiori misure
a lungo termine (politiche, logistiche,
finanziarie etc.) a supporto delle organizzazioni giovanili che lavorano sulla prevenzione
e riduzione dei danni
causati dal tabacco;
• Devono essere elaborati obiettivi a breve termine in modo da poter
affrontare le questioni
più urgenti
• I decisori dovrebbero adottare e promuovere il dialogo fra tutti gli stakeholder coinvolti in questioni legate al tema
tabacco;
• La Commissione Europea, la Direzione
Generale di Ricerca a la Direzione Generale della Salute e di Protezione del
Consumatore promuovano e finanzino
la ricerca sui programmi per smettere
di fumare per ogni fascia d’età e sesso
coinvolgendo le organizzazioni giovanili a livello locale, nazionale ed europeo;
• Dovrebbero essere introdotte rispettive opportunità di finanziamento al Framework Programme 7 (v. appendice) e
sovvenzioni alla sanità pubblica. I risultati dovrebbero essere attivamente
divulgati al pubblico, incluse le organizzazioni giovanili ed i mass media.
educazione
e prevenzione
Le organizzazioni giovanili, quali maggiori fornitori di educazione informale, sono
attori chiave nel promuovere cittadinanza attiva e partecipazione tra i giovani, e
giocano un ruolo importante nell’aiutare
a formare opinioni e comportamenti. Inoltre, sia l’educazione informale che quella
formale sono di grande importanza in
termini di prevenzione dal fumo e di aiuto per i giovani a fare scelte consapevoli;
ciò è di particolare rilevanza per coloro
che iniziano a fumare molto giovani, che
spesso sono sottoposti alla pressione dei
propri pari.
A questo proposito raccomandiamo
che:
• Le iniziative a supporto dell’educazione
informale legata alla salute dovrebbero
ricevere maggior sostegno e coinvolgere le organizzazioni giovanili;
• Le campagne dovrebbero focalizzarsi
sugli aspetti positivi del non fumare;
• L’educazione sanitaria dovrebbe iniziare dai più giovani e continuare in tutte
le fasi dell’educazione;
• I giovani stessi (ad esempio i consigli studenteschi) ed altri stakeholder
come le Associazioni Non Governative,
le organizzazioni sanitarie ed i media,
dovrebbero collaborare;
• Un programma integrato ed olistico di
vita sana dovrebbe essere sviluppato
per un’educazione formale, e diventare
obbligatorio. Ciò dovrebbe costituire
Primo Piano
•
•
•
•
un approccio positivo ad un’educazione che si focalizza su alternative
nella prevenzione e nello smettere di
fumare. Inoltre dovrebbe essere flessibile ed adattabile a gruppi specifici,
ad esempio per fasce d’età, generi, fumatori, non fumatori, e gruppi socioeconomici. Questo processo educativo
dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo
delle facoltà intellettive individuali per
raggiungere un cambio di comportamento auto-indotto;
Le istituzioni dell’Unione Europea realizzano campagne di informazione sul
fumo passivo:
A. Per i giovani;
B. Per i fumatori in generale;
C. Per i genitori che lasciano i loro
figli in un ambiente esposto al
fumo di tabacco;
Dovranno essere sviluppate campagne
interattive e mirate sul tabacco – il
messaggio dovrebbe trovarsi nei luoghi frequentati dai giovani;
I genitori dovrebbero essere incoraggiati
e dovrebbe essergli offerto un sostegno
per partecipare all’educazione sanitaria. I genitori che fumano dovrebbero
essere incoraggiati ed aiutati a smettere;
Dovranno essere realizzati programmi
di formazione ed educazione basati su
dati di fatto e dimostrazioni per tutto
il personale retribuito e non retribuito,
coinvolto nell’educazione, nella vita
sociale e nella salute dei giovani, mettendolo in condizione di fornire direttamente informazioni precise e recenti.
accessibilità, visibilità
ed interruzione
Al fine di evitare maggiori problemi di salute ed un maggior costo per la società, è della massima importanza ridurre il numero di
giovani fumatori. Comunque, attualmente
non c’è abbastanza sostegno per le persone intenzionate a smettere. Un esempio è
il fatto che i sostituti della nicotina sono
spesso più costosi delle sigarette stesse.
Gli strumenti ed il supporto per smettere
di fumare, inclusa una terapia in sostituzione della nicotina, dovrebbero essere forniti
gratuitamente ai giovani qualora fosse disponibile un sostegno adeguato. Dato che
spesso si inizia a fumare quando si è giovani, è inoltre cruciale far rispettare adeguata-
10
Tabaccologia 2/2007
mente la legislazione corrente che vieta ai
minori l’accesso al tabacco; sfortunatamente, al momento questo non è il caso. Infine, i giovani sono anche il target principale
a cui è rivolta la pubblicità del tabacco; di
conseguenza, crediamo che sia di vitale importanza che questa migliore normativa sia
messa in pratica e prenda in considerazione
la vulnerabilità dei bambini e dei giovani.
A questo proposito raccomandiamo che:
• L’accesso ai centri in cui smettere di
fumare ed il supporto psicologico
dovrebbero essere facilmente accessibili, forniti gratuitamente e finanziati dalla tassazione sul tabacco;
• I sostituti della nicotina e gli altri
metodi che aiutano a smettere di
fumare dovrebbero essere venduti a
prezzi inferiori rispetto alle sigarette. Questi inoltre dovrebbero essere
resi maggiormente accessibili;
• La legislazione sull’età minima legale per acquistare le sigarette sia
rispettata correttamente;
• Qualsiasi forma di pubblicità del tabacco dovrebbe essere proibita;
• La tassazione sui trattamenti sostitutivi della nicotina non dovrebbe
superare il costo medio del ticket;
• Richiediamo la realizzazione del
pacchetto di sigarette unico, e per
la precisione bianco con testo nero
in carattere Arial, in modo da evitare l’utilizzo del colore come forma di
pubblicità ingannevole ed indiretta
per prodotti contenenti tabacco;
• Dovrebbero esserci diversi avvertimenti a tutela della salute impressi
sui pacchetti, e questi dovrebbero
costituire almeno il 75% del formato
del pacchetto;
• Illustrazioni di persone o di organi
che hanno subito danni causati dal
fumo dovrebbero essere impressi
sul retro del pacchetto;
• Una percentuale proveniente dalle
tasse sul consumo di tabacco dovrebbe finanziare in maniera diretta
i programmi di prevenzione, sospensione e sostituzione;
• Dovrebbe essere applicato un sistema di concessione delle licenze ai
dettaglianti e vietate le macchine distributrici di sigarette, ed introdotte
le vendite on line in modo da rende-
•
•
•
•
•
re inaccessibili i prodotti contenenti tabacco a chiunque abbia un età
inferiore a quella consentita. Inoltre,
nessun prodotto contenente tabacco dovrebbe essere visibile nelle vetrine dei negozi;
Le campagne anti tabacco dovrebbero focalizzarsi sui danni causati dal
fumo, mentre le campagne a favore
dell’astinenza dovrebbero promuovere le virtù del non fumare;
L’età legale per acquistare tabacco
dovrebbe essere fissata, e fatta rispettare, a 18 anni in tutta l’Unione
Europea;
Dovrebbe essere introdotto un divieto su tutti gli additivi che aumentano
dipendenza, cancerogeni e altri tossici nei prodotti di tabacco, evidenziando i rischi per la salute sia dei
fumatori che dei fumatori passivi;
Immagini che descrivono gli effetti
del fumo dovrebbero essere impresse sui prodotti che contengono tabacco, e dovrebbe essere inserito un
volantino all’interno dei pacchetti,
per informare i fumatori sugli effetti
del loro vizio e sul supporto disponibile per smettere;
La protezione dei Paesi meno sviluppati dall’industria del tabacco è
importante e dovrebbe essere garantita applicando gli standard europei
a tutte le attività di aziende con sede
in Europa, indifferentemente dalla
destinazione finale dei prodotti.
protezione dal fumo
di tabacco ambientale
Le persone dovrebbero avere il diritto
ad un ambiente privo di fumo all’interno
dei luoghi pubblici. Di conseguenza, il
principio guida dei divieti antifumo dovrebbe essere la prevenzione all’esposizione al Fumo di Tabacco Ambientale,
nei locali e negli spazi pubblici, nei luoghi di lavoro ed a casa, facendo particolare attenzione soprattutto alle persone
più deboli della nostra società, specialmente ai bambini non ancora nati.
Ciò può essere ottenuto grazie ad un divieto di fumo globale che includa tutti i
luoghi pubblici, i mezzi di trasporto pubblico, le scuole, gli ospedali, gli asili ed i
luoghi di lavoro, così come i luoghi di svago (soprattutto hotel, pub e ristoranti).
Primo Piano
Tabaccologia 2/2007
Molti Paesi possiedono già alcune limitazioni sul fumo negli ambienti lavorativi, ed
alcuni hanno introdotto divieti di fumo di
ampie dimensioni. In tutti i Paesi l’applicazione di queste norme deve essere assicurata. La lezione comune che segue l’introduzione di divieti di fumo è che dopo un
breve periodo di transizione, la maggioranza dei cittadini e dei consumatori sostiene
e comprende l’importanza
di tali norme legali.
I divieti di fumo sono una
delle misure chiave riguardanti il problema del
tabacco, e per questo crediamo che:
• Tutti gli ambienti di
lavoro e i luoghi pubblici dovrebbero
essere liberi dal fumo;
• L’opzione migliore è un divieto di fumo
totale. Soltanto nei casi in cui non è
possibile provvedere ad una zona fumatori all’esterno del luogo di lavoro, dovrebbe essere prevista una sala
fumatori interna – la quale dovrebbe
possedere un efficiente ed efficace sistema di aria condizionata e filtrazione
direttamente verso l’esterno. Nessun
tipo di cibo e bevanda dovrebbe essere
consumata in questa stanza;
• Le Autorità Pubbliche dei restanti Paesi Membri dovrebbero tentare di introdurre simili divieti di fumo, relativi
alle istituzioni pubbliche ed altri luoghi
pubblici. Sia gli Stati Membri che possiedono divieti antifumo sia quelli che
non ne possiedono possono imparare
gli uni dagli altri su come introdurre restrizioni in modo più efficace;
• Dovrebbero essere intrapresi un appropriato monitoraggio ed una valutazione
sulla messa in applicazione della legge
di divieto di fumo;
• Dovrebbe essere proibita la vendita di
pacchetti contenenti 10 o meno sigarette;
• Dovrebbero essere rispettati sia i fumatori che i non fumatori;
• I divieti antifumo dovrebbero essere
imposti rigorosamente, con controlli
casuali nei luoghi pubblici;
• I Paesi che dipendono molto dall’industria del tabacco dovrebbero essere
sostenuti ed incoraggiati a sviluppare
altre attività produttive.
fumo passivo e bambini
È necessario creare consapevolezza sulla
speciale protezione dei più piccoli, e cioè
bambini e feti.
Questo dovrebbe essere realizzato con
campagne speciali ed educazione. I target
di riferimento dovrebbero essere, in primo
luogo, la società in generale, ed in secondo, le donne incinte e
le loro famiglie.
Lo scopo è di informare le persone sui danni che il fumo causa
all’utero, ed i potenziali danni ai bambini
causati dal fumo dei
loro genitori.
conclusione
“Ognuno ha il diritto ad uno standard di vita adeguato per la propria salute ed il proprio benessere e
per quelli della propria famiglia”, Art. 25, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
A conferma della grande evidenza che il
tabacco è la sola maggiore evitabile causa
di malattia e morte prematura nei Paesi
sviluppati, i partecipanti alla conferenza
concludono dichiarando che devono essere fatti tutti gli sforzi possibili per proteggere i giovani dai rischi e dai danni causati dal
consumo di tabacco e dal fumo di tabacco
ambientale. La prevenzione e le misure per
smettere devono essere messe in pratica
e rese accessibili gratuitamente a tutti i
gruppi sociali, indipendentemente da genere, età, religione o stato sociale. Al fine
di ottenere un considerevole aumento di
anni di vita in buona salute, fumatori e non
fumatori devono essere coinvolti attivamente nel processo. Lo scopo è di ottenere
una società nella quale né i non fumatori
né i fumatori si sentano inutilmente isolati
e discriminati, o che siano violati i loro diritti e libertà personali. Per assicurare i diritti stabiliti dalla Dichiarazione Universale
dei Diritti Umani, in particolare gli Art. 3 e
25, ogni persona (specialmente i bambini)
non deve essere esposta involontariamente ad ambienti sottoposti al fumo di tabacco. Al fine di rendere i giovani in grado di
fare una scelta consapevole di non fumare
e per sostenere i fumatori nella loro decisione di smettere, l’informazione sul fumo
e sulle sue conseguenze è fondamentale e
dovrebbe essere accessibile a tutti.
Infine, ci piacerebbe concludere affermando che la buona salute è ancora il più
grande desiderio di uomini e donne quando gli si chiede di classificare le proprie
aspirazioni, e fra tutti i diritti più cari agli
esseri umani e racchiusi nelle leggi internazionali, nessuno è più essenziale del diritto alla salute.
appendice
Educazione formale: è il sistema di istruzione strutturato gerarchicamente e cronologicamente, che parte dalla scuola
elementare fino ad arrivare alle istituzioni
terziarie.
Educazione informale: è il processo secondo il quale ciascun individuo acquisisce opinioni, valori, abilità, e conoscenza
dall’esperienza quotidiana, come ad esempio dalla famiglia, dagli amici, dai gruppi
di propri pari, dai media e da altri fattori e
influenze nell’ambiente della persona.
Educazione non formale: è un tipo di
istruzione organizzata che va al di là del sistema formale istituito che intende servire
una clientela d’apprendimento identificabile con obiettivi d’apprendimento identificabili.
Ticket sanitario: tassa applicata su tutti
i prodotti sanitari. Generalmente è molto
bassa, in quanto considerata come prodotto base.
Framework Programme 7: il Framework
Programme 7 (FP) è il principale strumento dell’Unione Europea per finanziare la
ricerca e lo sviluppo. Il FP è proposto dalla
Commissione Europea e adottato dal Consiglio e dal Parlamento Europeo seguendo
una procedura di co-decisione. I FP sono
applicati dal 1984 e coprono un periodo
di cinque anni, con la sovrapposizione
dell’ultimo anno di un FP con il primo di
quello successivo. L’attuale FP è il FP6, che
durerà fino alla fine del 2006. Comunque,
per il FP7 è stata proposta una durata di
sette anni. Sarà perfettamente operativo
a partire dal 1 gennaio 2007 e scadrà nel
2013. È progettato per ampliare le conquiste dei suoi predecessori in direzione della
creazione dell’Area di Ricerca Europea (European Research Area), e di portarlo avanti
verso lo sviluppo dell’economia della conoscenza e della società in Europa. j
(Definizioni fornite dal Servizio Informazioni di
Ricerca e Sviluppo Comunitario)
11
Abstract & Commentary
Tabaccologia 2/2007
Abstract
Commentary
Vexata quaestio
Poche sigarette al giorno fanno male?
Franco Salvati, Vincenzo Zagà
È controversa questione se vi sia un
valore soglia del numero di sigarette
fumate quotidianamente oltre il quale
si determinano serie conseguenze negative per la salute di fumatrici e fumatori: in letteratura vi è soltanto un
ristretto numero di studi prospettici in
cui vengono riferite tali conseguenze
in soggetti che abbiano fumato meno
di 5 sigarette/die mentre nella maggior
parte degli studi al riguardo ci si riferisce a gruppi di persone che fumano 1-9
ovvero 1-15 sigarette/die.1-4
Tali studi riportano prevalentemente
dati relativi alla cardiopatia ischemica
e soltanto il più recente4 di essi fa riferimento anche al carcinoma broncogeno avendo preso in esame un campione di fumatori vs gruppo controllo
per un totale di 23.521 uomini e 19.201
donne con un follow-up di 27 anni. Tutti i pazienti considerati sono poi stati
stratificati per numero di sigarette fumate.
In particolare è risultato che, in entrambi i sessi, il fumare 1-4 sigarette/
die si associa ad un rischio significativamente più alto di morire, rispetto
al gruppo controllo, per tutte le cause
di morte, con un rischio minore nelle
donne rispetto agli uomini. Sempre in
questo sottogruppo di pazienti è risultato che nelle fumatrici la mortalità è
superiore a quella degli uomini fumatori del campione considerato relativamente alla cardiopatia ischemica (2,94
vs 2,74) e al carcinoma polmonare
(5.03 vs 2.79).
12
Tali risultati, analogamente a quanto già dimostrato dagli studi prospettici eseguiti in Svezia, 1 in Danimarca 2
e negli Stati Uniti 3, confermano 4 la
necessità che da quanti sono preposti, a vario titolo, alla tutela della
salute, debba essere sottolineato con
enfasi più forte ed incisiva rispetto a
quanto attualmente avviene che anche i fumatori di un modesto numero di sigarette, quale è quello di 1-4
sigarette/die, sono soggetti all’azione
lesiva del tabacco e quindi responsabili del danno inferto alla loro salute,
a carico del sistema cardiocircolatorio e dell’apparato respiratorio in primis.
Si tratta infatti di un dato che merita di essere tenuto nella massima
considerazione tanto più se si tiene
presente che nella metà degli anni ’90
alla domanda “quante sigarette/die pensate di poter fumare senza mettere in pericolo
la vostra salute?” il40 % di un campione
rappresentativo di adulti rispose di
essere convinto che poche sigarette
al giorno non rappresentassero un
reale pericolo per la loro salute.5
Una adeguata campagna di obiettiva e completa informazione al riguardo è peraltro in linea con i contenuti
del Piano Sanitario Nazionale 20062008 e con i risultati della European
Prospective Investigation into Cancer
and Nutrition (EPIC) relativi al più
elevato rischio di neoplasie fumocorrelate anche nei fumatori “occasionali”.6 j
Bibliografia
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middle-aged light smokers. J Int Med 1992;
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Franco Salvati
[[email protected]]
Forza Operativa Nazionale Interdisciplinare
Contro il Carcinoma Polmonare - FONICAP
Vincenzo Zagà
[[email protected]]
Società Italiana di Tabaccologia – SITAB
Abstract & Commentary
Tabaccologia 2/2007
Fumo passivo
Strage continua
Secondo un rapporto dell`OMS sul tabagismo, reso pubblico circa 1 anno fa,
il fumo passivo costituisce un tipo di inquinamento indoor molto pericoloso. Si
calcola che solo sul posto di lavoro un
numero elevatissimo di persone respirano per il 75 per cento del loro tempo
le sigarette degli altri. Il rapporto elenca
i seguenti rischi:
Nell`adulto
• rischio +26%: cancro al polmone,
• rischio +25%: problemi coronarici,
• rischio +17%: in donne gravide minor peso alla nascita se la madre
fuma o è esposta al fumo degli altri,
• rischio +11%: ritardo di crescita intrauterina se la madre fuma o è esposta
al fumo degli altri. Il rischio di morte
improvvisa del nascituro raddoppia.
Nel bambino
• rischio +72%: bronchite, se la madre
fuma,
• rischio +29%: bronchite, se un familiare fuma,
• rischio +14%, +38%, +48% crisi di
asma: a seconda se fuma la madre,
il padre o entrambi.
Sia nel bambino che nell`adulto c`è il
rischio del +21%, +38%, +48% di otite
recidivante, a seconda se fuma il padre,
la madre o entrambi.
In Europa piu’ di 79.000 persone muoiono ogni anno a causa del fumo passivo.
A testimoniarlo, il progetto “Smoke free
partnership” cui partecipano la Società Europea per le Malattie Respiratorie (ERS),
il Cancer Research britannico e l’Istituto Nazionale Francese sul Cancro. Un
rapporto, presentato al Parlamento di
Strasburgo, che è anche un invito a tutti
i Paesi dell’Unione Europea a bandire le
sigarette dai locali pubblici esattamente
come hanno già fatto Norvegia, Irlanda,
Italia e Malta e da poco ed in parte anche
Spagna, Francia e Scozia. Da noi, l’applicazione della legge è stata un successo:
il 96% della popolazione
oggi si dichiara “soddisfatta”. Tra questi anche
gli amanti della sigaretta:
nell’80% dei casi ritengono che bandire il fumo nei
locali pubblici “è stata una
buona idea”.
Per l’Italia i dati dell’Associazione Interdisciplinare per lo studio delle
Malattie Respiratorie (AIMAR) delineano un quadro allarmante: sono circa
186.000 i ricoveri annui per
il fumo con una spesa di 5.700 milioni di
euro. Una morte su 4 è di persone tra i 35
e i 65 anni. C’è però chi non demorde. Il
Comando Carabinieri per la tutela della
salute (NAS) da gennaio 2005 ad oggi ha
accertato 348 infrazioni (su 6092 ispezioni), di cui 229 riguardano l’omissione di
controllo da parte del responsabile. “Molti continuano ancora ad accendersi la sigaretta
nei posti di lavoro obbligando i colleghi al fumo
passivo – dice Stefania Vecchio, medico
dell’Istituo Nazionale per la Ricerca sul
Cancro – A differenza dei locali infatti, dove il
divieto in genere viene rispettato, i alcuni uffici
il clima di confidenza tra colleghi crea tolleranza (o sopportazione) verso il fumatore”. Nel
primo fascicolo di Epidemiologia & Prevenzione del 2002 (ante legge antifumo)
Francesco, Forastiere, attuale presidente dell`Associazione Italiana di Epidemiologia, insieme ad alcuni ricercatori
dell`Agenzia per la Sanità Pubblica del
Lazio, ha presentatp una revisione sistematica degli studi disponibili stimando
l`effetto sanitario del fumo ambientale
in Italia: più di 2.500 persone all`anno
muoiono a causa del fumo passivo e
migliaia, specialmente bambini, si ammalano per lo stesso motivo. Gli effetti
del fumo passivo in Italia, esposizione in
ambito familiare:
Bambini con genitori fumatori:
• Morte improvvisa del lattante 87
morti
• Infezioni respiratorie acute (0-2 anni)
76.954 casi
• Asma bronchiale (6-14 anni) 27.048
casi prevalenti
• Sintomi respiratori cronici (6-14
anni) 48.183 casi
• Otite acuta (6-14 anni) 64.130 casi
Adulti con coniuge fumatore:
• Tumore polmonare 221 morti
• Malattie ischemiche del cuore 1.896
morti
Esposizione in ambiente di lavoro:
• Basso peso (2.500 gr) alla nascita
per esposizione della madre in gravidanza: 2.033 neonati
• Tumore polmonare: 324 morti
• Malattie ischemiche del cuore: 235
morti.
In tutti i casi, una cosa è certa: non fumare ed evitare di fumare il fumo degli
altri é un fattore determinante per la
salvaguardia della salute. j
[V.Z.]
Bibliografia
www.who.int/mediacentre/events/2007/wntd/en/index.html
www.ersnet.org
www.aimarnet.it
Forastiere F., Lo Presti E., Agabiti N., Rapiti
E., Perucci CA.”Impatto sanitario dell’esposizione al fumo di sigaretta in Italia ”Epidemiol
Prev 2002; 26(1): 18-29.
13
Abstract & Commentary
Tabaccologia 2/2007
Rischi respiratori “passivi”
Frank D. Gilliland, Talat Islam, Kiros Berhane, W. James Gauderman, Rob McConnell, Edward Avol, and John M. Peters. Regular Smoking and
Asthma Incidence in Adolescents Am J Respir Crit Care Med Vol 174. pp 1094–1100, 2006.
Margaret W. Gerbase, Christian Schindler, Jean-Pierre Zellweger, Nino Ku¨nzli, Sara H. Downs, Otto Bra¨ndli, Joel Schwartz, Martin Frey, Luc Burdet, Thierry Rochat, Ursula Ackermann-Liebrich, and Philippe Leuenberger,on behalf of the SAPALDIA Team* Respiratory Effects of Environmental
Tobacco Exposure Are Enhanced by Bronchial Hyperreactivity Am J Respir Crit Care Med Vol 174. pp 1125–1131, 2006.
Un team di ricerca dell’University of
Southern California di Los Angeles ha
appena concluso uno studio su 2069
ragazzini tra gli 8 e 15 anni senza
asma. I ricercatori, coordinati da Frank
D. Gilliland, hanno concluso che i bambini che iniziavano a fumare negli otto
anni successivi vedevano salire il rischio di soffrire di asma di quattro volte
e i figli di madri che avevano fumato durante la gravidanza risultavano essere
quelli maggiormente esposti: per loro il
rischio saliva fino a nove volte in più rispetto ai coetanei che non avevano iniziato a fumare. La rivista American Journal
of Respiratory and Critical Care Medicine ha
pubblicato i risultati di questo studio
accanto a quelli emersi da un’altra indagine, condotta presso l’Università di
Ginevra. Il team svizzero ha seguito per
undici anni 1600 adulti che non avevano mai fumato e ha scoperto che quelli
che erano stati esposti regolarmente
a fumo passivo avevano un maggiore
ischio di soffrire di tosse cronica. Non
solo, il fumo passivo aumentava anche
il rischio di iperattività bronchiale e di
difficoltà respiratoria cronica.
(Pieraldo Canessa)
Studi sulla mortalità
Smettere conviene sempre
Stein Emil Vollset, Aage Tverdal, and Håkon K. Gjessing. Smoking and Deaths between 40 and 70 Years of Age in Women and Men. An Int Med
2006 144: 381-389.
Diversi studi hanno dimostrato come i fumatori abbiano una maggior probabilità di
morire per alcuni tipi di neoplasia e di malattie cardiovascolari rispetto ai non fumatori, anche se pochi studi sono in grado di
fornire una stima accurata di quanto il fumo
possa aumentare il rischio di morte, in particolare nelle donne. Gli Annals of Internal
Medicine hanno pubblicato uno studio che
esamina la correlazione tra causa di morte e
abitudine al fumo in una popolazione norvegese di 24.505 donne e 25.034 uomini tra i
40 e 70 anni già arruolati per un precedente
studio sul rischio cardiovascolare (Norwegian Counties Study). Gli autori hanno acquisito le informazioni sullo stato di salute
dei partecipanti tra il 1974 e il 1978, completando il follow up con un controllo a 5 e 10
anni dall’inizio dell’arruolamento. Le cause
di morte sono state documentate dai rispettivi certificati fino al 2000 ed è stata analizzata la correlazione tra morti e abitudine al
fumo, nonché la stima dei benefici indotti
dalla sua sospensione alle varie età.
14
Durante il follow up sono decedute 2333
donne e 4680 uomini di mezza età. Il tasso di mortalità era molto più elevato nel
gruppo che fumava più di 20 sigarette/die
rispetto al gruppo dei non fumatori. Stratificando i gruppi per sesso, sono deceduti
il 26% delle donne forti fumatrici rispetto
al 9% delle non fumatrici e il 41% degli
uomini forti fumatori rispetto al 14% dei
non fumatori. In un confronto per età e
per grado di abitudine al fumo i fumatori
maschi avevano un tasso di mortalità più
elevato rispetto alle donne fumatrici, con
una perdita di anni di vita per maschi e
femmine rispettivamente di 2.7 e 1,4 anni,
rispetto ai soggetti non fumatori. Il tasso
di mortalità per cancro del polmone associato al fumo era simile per donne e uomini, mentre gli uomini avevano un tasso
di mortalità cardiovascolare più elevato
delle donne con abitudini simili al fumo.
Questo dato potrebbe essere in relazione
al fatto che le donne avevano un tasso di
mortalità cardiovascolare iniziale più bas-
so. Il cambiamento dello stile di vita in relazione all’abitudine al fumo ha dimostrato che il rischio di mortalità si abbassava
nei soggetti più giovani che smettevano
di fumare e determinava un beneficio anche nei soggetti più anziani. Pur nei limiti
dello studio, che ha arruolato solo una popolazione rappresentativa della specifica
realtà norvegese e tenendo conto che le
informazioni sull’abitudine al fumo non
erano disponibili per tutti i soggetti e per
più di 15 anni, lo studio conclude che:
a) fumare aumenta in modo significativo
e smettere riduce il rischio di morte per
donne e uomini tra i 40 e 70 anni.
b) nei fumatori di mezza età di entrambe
i sessi, nonostante il rischio di cancro
polmonare sia identico, le donne hanno
un tasso di mortalità più basso rispetto
agli uomini con stile di vita simile per
una più bassa percentuale di morti cardiovascolari nel sesso femminile.
(Marco Mura)
Tabaccologia 2/2007
Abstract & Commentary
Health
News
a cura di Nolita Pulerà
([email protected])
Studio CARDIA (fumo passivo e diabete)
Il fumo passivo aumenta il rischio di sviluppare diabete,
queste sono le conclusioni di uno studio pubblicato su BMJ
nel 2006. Lo studio (CARDIA), condotto su oltre 4000 soggetti (fumatori correnti, ex fumatori, esposti a fumo passivo e mai fumatori) seguiti per 15 anni ha dimostrato che i
fumatori hanno il più alto rischio di sviluppare intolleranza
al glucosio (22%), ma anche il 17% di coloro che erano stati
esposti a fumo passivo sviluppavano tale condizione. I mai
fumatori presentavano intolleranza al glucosio nel 12% dei
casi. Gli Autori suggeriscono l’ipotesi di una tossicità esercitata dal fumo sul pancreas, con un Odds ratio di 1.65 nei
fumatori e di 1.35 negli esposti a fumo passivo.
Fumo passivo e rischio anemia nei bambini
Il fumo passivo da entrambe i genitori è risultato essere
fortemente associato alla presenza di anemia (OR 2.99, p <
0.01) nei bambini giordani da 0 a 35 mesi di età. Lo studio,
condotto in Giordania nel 2002, ha evidenziato la presenza di
bassi valori di emoglobina nel sottocampione dei 740 bambini studiati che risultavano essere esposti al fumo passivo.
Tali bambini possono presentare disturbi nel metabolismo
del ferro, dell’emoglobina e dei globuli rossi, ma è anche
possibile una rallentata sostituzione dell’emoglobina fetale
da parte dell’emoglobina normale. Il risultato dello studio
enfatizza la necessità di un’adeguata educazione parentale
nei confronti dei danni da fumo passivo.
Variabilità nell’efficacia
della terapia dell’asma
La variabilità individuale nella risposta
alla terapia dell’asma è legata a vari fattori: l’adesione del paziente alla prescrizione, fattori genetici e fattori ambientali.
Un fattore ambientale molto importante
è il fumo di tabacco, il quale aumenta il
metabolismo della teofillina ma soprattutto rende meno sensibili agli effetti degli steroidi sia orali che inalati. Nei paesi
occidentali 1/5-1/3 dei pazienti asmatici è fumatore, e questi hanno un minore controllo dei sintomi della malattia.
Poiché i fumatori vengono solitamente esclusi dagli studi
sull’efficacia dei farmaci per l’asma, per il timore di includere erroneamente soggetti affetti da BPCO, mancano informazioni chiare su quali potrebbero essere i farmaci più
adatti nel trattamento di questi soggetti. Come suggerisce
l’editoriale dell’ AJRCCM dell’aprile 2007, alcune importanti
domande esigono delle risposte: gli antileucotrienici potrebbero avere un ruolo importante nel trattamento degli
asmatici fumatori? La relativa insensibilità agli steroidi
potrebbe essere ripristinata da bassi dosaggi di teofillina,
come accade in vitro, stimolando l’attività della istone-deacetilasi inibita dal fumo?
Declino dell’adenocarcinoma
del polmone negli USA
L’incidenza dell’adenocarcinoma polmonare è aumentato globalmente
nella seconda metà del secolo scorso,
tuttavia, negli USA, si è registrato un
trend alla riduzione a partire dal 1999.
Dal 1973 al 1998 l’incidenza di tale tipo di neoplasia è aumentata
dell’83% negli uomini e di oltre il
200% nelle donne. Dal 1999 al 2003
invece si è osservato un declino del
14% negli uomini e dell’8% nelle donne. Un’analisi sull’incidenza età-specifica secondo l’anno di nascita dimostra la riduzione in tutti i soggetti nati a partire dal 1934,
indipendentemente dal sesso. Questo andamento non è
correlato all’introduzione di sigarette a basso dosaggio di
catrame. In conclusione, è più probabile che il trend sia
influenzato più pesantemente dai valori di inquinamento
ambientale, con la riduzione dell’esposizione a fumo passivo e del consumo di sigarette cosiddette “leggere” come
fattori contribuenti. (Chest. April 2007; 131:1000-1005)
Bidi e rischio TBC
In India circa il 32% delle morti
per tubercolosi possono essere attribuite al fumo di bidi. Questo il
risultato di uno studio condotto a
Mumbai, India, tra il 1991 e il 2003,
su una coorte di 81.443 uomini di
età superiore ai 35 anni. Il rischio
aggiustato di morte per tubercolosi nei fumatori è risultato essere di 2.60 volte più alto
rispetto ai non fumatori. Inoltre il rischio di prevalenza di
tubercolosi nei fumatori di bidi risultava essere di 5.23 volte più alta che nei non fumatori. (Preventive Medicine, Article
in Press)
15
Perspectives & Research
Boffi R. et al, Tabaccologia 2007; 2: 16-18
Istituto Nazionale dei Tumori
Il laboratorio per lo studio degli inquinanti
ambientali e del fumo di tabacco
Roberto Boffi, Ario Ruprecht, Giovanni Invernizzi
Il fumo di tabacco è una miscela formata da una componente gassosa
(monossido di carbonio, composti
organici volatili, SOx, NOx) e da una
solida costituita da un aerosol di particelle di polveri sottili, fini e ultrafini, di diametro inferiore a 2,5 micron.
Viene in genere suddiviso in fumo
attivo (che si forma quando il fumatore aspira la boccata, detto anche
mainstream smoke), e fumo passivo
(detto anche environmental tobacco
smoke o ETS), in base al modo in cui
viene prodotto, a piccole differenze
di composizione chimicofisica, e per
il diverso grado di rischio di malattia
che comportano.
Il fumo passivo (sarebbe meglio
definirlo «involontario» per sottolineare l’aspetto socio-culturale più
contraddittorio in quanto si tratta
di un rischio del tutto prevenibile) è
una situazione ambientale subita (il
non fumatore ha fatto una scelta precisa, quella di non fumare) a causa
dell’inquinamento creato da chi fuma
all’interno di locali condivisi da altre
persone.
Si calcola che i non fumatori esposti a fumo passivo in realtà siano costretti a «fumare» un equivalente di
1-3 sigarette. Ciò comporta pur sempre un rischio di malattia che, anche
se minore rispetto al fumo attivo in
termini di esposizione cumulativa individuale, interessa un’ampia popolazione (è a rischio infatti il 65% dei non
fumatori, circa 20 milioni di persone).
Rischio, in questo caso, non voluto e
prevenibile, che spesso ricade su persone affette da patologie preesistenti
e che ne possono subire conseguenze
immediate, come nel caso dei soggetti asmatici, dei bambini e delle donne
gravide.
Sebbene generalmente distinti in
due categorie separate, dal punto di
vista fisico-chimico non ci sono particolari differenze tra fumo attivo e
passivo. Si tratta sempre del prodotto
di combustione della foglia del tabacco: l’unica differenza sono la temperatura di combustione (800°C quando
si “tira”, 600°C quando la sigaretta si
consuma da sola nel portacenere), e
la percentuale di ossigeno disponibile (maggiore per il fumo attivo). Si
formano in ogni caso circa 4.000 sostanze chimiche diverse, più concentrate (a temperatura maggiore una
parte delle sostanze prodotte viene
degradata) e con una quota superiore di monossido di carbonio (CO) per
il sidestream smoke (la combustione spontanea della sigaretta avviene
con minore disponibilità di ossigeno). Nel fumo si ritrovano numerose
sostanze cancerogene (idrocarburi
policiclici, benzene, nitrosamine), sostanze irritanti e allergeniche come la
formaldeide, gas nocivi come il CO o
irritanti come gli ossidi di zolfo e di
azoto, oltre alla nicotina, che con le
sue proprietà di vera e propria droga è
responsabile della dipendenza. Come
il fumo attivo, anche il fumo passivo è
stato di recente classificato come sostanza cancerogena per l’uomo.
Per entrambi i tipi di rischio vale il
concetto di dose-risposta: maggiore
è l’entità dell’esposizione, maggiore
è il rischio di malattia. Per il fumo attivo i criteri sono il numero di sigarette fumate al giorno, l’età di inizio, la
Roberto Boffi, Ario Ruprecht, Giovanni Invernizzi
Tobacco Control Unit - Istituto Nazionale dei Tumori, Milano
16
durata in anni dell’abitudine e l’esposizione cumulativa calcolata come
pack-years (equivale alla dose di fumo che un fumatore riceve fumando
un pacchetto al giorno regolarmente
per un anno e si indica come PY). Per
il fumo passivo si prendono in considerazione il numero di sigarette fumate dal partner in casa o dai colleghi sul lavoro, le ore giornaliere e la
durata in anni dell’esposizione.
Mentre il mainstream smoke si
raccoglie nel piccolo spazio rappresentato dai polmoni del fumatore, il
sidestream smoke si distribuisce nell’ambiente e pertanto le concentrazioni inalabili risulteranno inferiori.
Tuttavia negli ambienti chiusi il fumo
di sigaretta può creare concentrazioni
di polveri sottili molto elevate, fino a
100 volte superiori ai limiti di legge
consentiti per l’ambiente esterno:
se la soglia di allarme per l’outdoor
è di 75 mcg/m3, nel caso più eclatante – l’abitacolo della macchina di un
fumatore – si possono raggiungere
valori 1.000 volte superiori. Inoltre
la permanenza nei locali chiusi può
risultare molto lunga (le classiche 8
ore lavorative, sommate in molti casi al fumo passivo casalingo), per cui
l’esposizione complessiva alle 4.000
sostanze presenti nel fumo può rappresentare una fonte di inquinamento ben superiore a quello atmosferico
delle metropoli più inquinate.
Il rischio per la salute in seguito
all’esposizione al fumo di tabacco è
un fenomeno senza soglia: anche una
sola sigaretta al giorno è associata a un rischio minimo ma definito,
quantificabile. Alla luce di questi ri-
Boffi R. et al, Tabaccologia 2007; 2: 16-18
sultati, trattandosi di un’esposizione
a sostanze praticamente identiche, è
ragionevole appellarsi al principio di
precauzione (un rischio involontario
e prevenibile, per quanto limitato,
deve essere evitato) quando si discute di una smoking policy rigorosa negli ambienti pubblici e nei luoghi di
lavoro.
In conclusione si può affermare
che, indipendentemente dal tipo di
esposizione, i «due fumi» rappresentano un continuum di inquinamento
individuale e sociale da circoscrivere,
come evidenziano le caratteristiche
presentate nella tabella sottostante,
estratta da: Invernizzi G, Boffi R, Mazza R, Ruprecht A, De Marco C, Glaviano B, Villani F, Berrino F. Fumo attivo
e fumo passivo: due facce della stessa medaglia. Epidemiol Prev 2004; 28:
289-92.
La “Tobacco Control Unit” dell’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) è in
prima linea da anni nelle ricerche in
questo settore, dove ha sviluppato
un’esperienza particolare nella misurazione dell’inquinamento indoor
e nella valutazione dell’esposizione
alle polveri fini.
Recentemente, in particolare, si
è avuto un importante contributo
scientifico da parte del nostro gruppo di lavoro per chiarire i meccanismi attraverso cui l’aria inquinata
deposita le micropolveri nell’organismo umano, ossia la misura in
tempo reale della deposizione del
particolato ambientale nel sistema
respiratorio: Invernizzi G, Boffi R,
Ruprecht AA, Barnes PJ, Kharitonov
SA, Paredi P. Real-time measurement of particulate matter deposition in the lung. Biomarkers 2006;
11: 221-32.
Nel corso dei nostri studi sul particolato fine outdoor e indoor, sia legato all’inquinamento veicolare che
Perspectives & Research
da fumo di sigaretta, abbiamo infatti
messo a punto un apparecchio capace di misurare in tempo reale la percentuale di polveri che restano depositate all’interno dei polmoni a ogni
atto respiratorio.
Il particolato di diametro inferiore
ai 10 micrometri (PM10) è presente
nell’inquinamento dell’aria sia indoor che outdoor. È prodotto principalmente dalla combustione in industrie, sistemi di riscaldamento e
traffico veicolare, nonché dal fumo di
tabacco.
L’inquinamento outdoor da PM10
è riconosciuto come un rischio per la
salute, responsabile di un aumento
significativo di morbilità e mortalità
(principalmente per malattie cardiovascolari, BPCO, asma e tumori del
polmone, ma anche per le donne in
gravidanza e i loro prodotti del concepimento); il fumo di tabacco, che
rappresenta un analogo rischio per
17
Perspectives & Research
la salute, è responsabile di livelli di
concentrazione del PM10 indoor eccedenti di molte volte i limiti di legge
per l’outdoor.
Il PM2,5 e il PM1 sono considerate polveri fini ancora più pericolose,
perché capaci di penetrare nelle vie
aeree più periferiche, raggiungendo
anche gli alveoli polmonari.
La misura della distribuzione e
della deposizione del particolato nel
sistema polmonare in tempo reale
può contribuire alla comprensione di molte patologie correlate con
l’inquinamento dell’aria. Molti studi
dimostrano che la deposizione del
particolato nel sistema respiratorio
varia con l’età, il sesso ed eventuali
anomalie nelle strutture respiratorie
e nelle funzioni delle vie aeree. Dati
preliminari mostrano in particolare
che la ritenzione delle polveri sottili
sembra essere maggiore nei giovani
e nei bambini, categorie come è noto
particolarmente suscettibili ai danni
arrecati dalle stesse polveri.
Fino ad oggi, tuttavia, la misura del
particolato nell’aria esalata richiedeva una strumentazione complessa e
veniva effettuata solamente con particelle artificiali monodisperse.
Col nostro studio abbiamo descritto il progetto e la sperimentazione di
un sistema, nel quale un contatore
di particelle a diffrazione laser viene
usato per misurare la concentrazione
del particolato nell’aria espirata in
tempo reale, cioè registrando i dati
Boffi R. et al, Tabaccologia 2007; 2: 16-18
ogni secondo. Esso permette di confrontare la concentrazione di diverse
classi dimensionali del particolato
nell’aria ambiente con quelle esalate,
e di determinare la frazione di deposizione del particolato nel sistema respiratorio in diverse condizioni (singolo atto respiratorio alla capacità
vitale e a volume corrente).
Scopo del lavoro è stato quello di
sviluppare un nuovo metodo per la
misura del particolato ambientale
nell’esalato e di valutare sperimentalmente il destino di deposizione
delle diverse classi dimensionali del
particolato stesso. Il nostro studio
ha permesso di misurare la “deposition fraction” delle polveri sottili con
una semplice espirazione da parte dei
soggetti, e ha confermato dati computazionali di altri laboratori: in media restano depositate nell’apparato
respiratorio ben il 50% delle polveri
respirate.
Questi dati, che sono evidenziabili
in tempo reale al computer durante
una singola espirazione, sottolineano la capacità di filtro del polmone:
l’aria espirata è molto più pulita di
quella inspirata, e questo “splendido” filtro che è il polmone, purtroppo
si impregna progressivamente delle
sostanze cancerogene, irritanti e ossidanti veicolate alla superficie delle
polveri sottili, causando danni respiratori e cardiovascolari (una parte
delle polveri sottili, quelle di dimensioni ancora più sottili (inferiori a 0.1
μm, dette anche particelle ultrafini),
sono in grado di superare la barriera
alveolare, riversandosi nel sangue e
raggiungendo tutti gli organi e apparati, tra cui la placenta nelle donne in
gravidanza.
C’è da notare inoltre che più le particelle sono fini, più sono numerose,
e maggiormente in grado quindi di
penetrare le vie respiratorie fino alla
loro porzione più periferica - gli alveoli polmonari - a parità di massa.
È per questo che la comunità scientifica è particolarmente attenta al tipo di misura preso come indice: noi
siamo abituati a ragionare in termini
di PM10 (cioè tutte le polveri sospese
inferiori a 10 μm di diametro), mentre
negli USA il parametro di riferimento
è da anni il PM2.5 (cioè le polveri inferiori a 2.5 μm di diametro). Secondo
molti studiosi maggiormente indicativa sarebbe poi la misura del numero
di particelle per m 3, più precisa che
non la misura in termini di massa,
cioè mcg/m 3, come sono le attuali misure del PM10.
Il progetto e la realizzazione del lavoro, iniziato nel marzo 2004 e i cui risultati sono stati pubblicati nel 2006
dalla “Tobacco Control Unit” dell’INT
sulla rivista “Biomarkers”, si è avvalso
dell’importante collaborazione con
il Brompton Hospital di Londra (Respiratory Unit: Peter J. Barnes, Sergei
A. Kharitonov, Paolo Paredi) e con la
SIMG (Società Italiana di Medicina
Generale). j
Bibliografia
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Original Article
Mangiaracina G. et al, Tabaccologia 2007; 2: 19-23
Fumo al volante e rischio
infortunistico stradale
Smoking while driving and its consequences on road safety
Giacomo Mangiaracina, Letizia Palumbo
Riassunto
Abstract
Introduzione. La ricerca in prevenzione nell’infortunistica stradale,
mira ad individuare le aree di rischio attraverso l’individuazione dei
fattori di rischio e la pianificazione di interventi di contenimento
degli eventi accidentali.
Introduction. The research on road safety aims at identifying the
areas of risk by planning specific interventions of reduction of the
casual events.
Scopo. Il presente studio rappresenta un prima fase di un lavoro
di maggiori proporzioni, con l’obiettivo di analizzare i problemi della
sicurezza stradale in relazione alla consueta abitudine di fumare
durante la guida di autoveicoli.
Metodi. Il progetto di ricerca originale prevede l’analisi e la misurazione dei tempi di distrazione di un campione di 10 soggetti
fumatori, di cui 4 maschi e 6 femmine. I soggetti sono stati videoregistrati, con camera digitale, mentre effettuavano le abituali
operazioni necessarie per fumare una sigaretta durante la guida e
con il veicolo in movimento.
Risultati. La pericolosità del fumare al volante è quantificabile in
maniera rilevante: la distrazione media riscontrata nel fumare alla
guida è di circa 12 secondi, con un riscontro diretto e proporzionale di pericolo alla guida.
Conclusioni. Fumare al volante comporta un incremento distrattivo con conseguente maggiore rischio infortunistico ipotizzabile.
I risultati emersi dallo studio sul comportamento dei fumatori durante la guida, inducono a considerare opportuna la modifica del
Codice della Strada che renda sanzionabile tale comportamento al
pari dell’uso del telefonino, unitamente ad una campagna di sensibilizzazione degli stessi fumatori.
Aim. The study was focused on the assessment of smoking while
driving vehicles on distraction.
Methods. A group of 10 smokers, 4 male and 6 female, were
video-recorded while smoking and driving a car.
Results. The average distraction of smokers recorded while driving was about 12 seconds. This result suggests that cigarette
smoking produces a remarkable risk for road safety.
Conclusions. Smoking while driving causes a high level of distraction, implying more risks for road safety.
It is therefore appropriate to suggest changes in the laws and
regulations on road safety in order to fine smoking during vehicle
driving. In addition, it is necessary to promote public information
about this risk among people
Keywords: cigarette smoking, tobacco control, road safety,
driver distraction.
Parole chiave: tabagismo, controllo sul tabacco, sicurezza
stradale, distrazione alla guida.
introduzione
I fattori che possono concorrere al
verificarsi di incidenti stradali sono:11,13,14,33
1) l’ambiente stradale inteso sia come
infrastrutture sia come traffico;
2) i veicoli.
3) gli utenti delle strade.
Il comportamento umano alla guida, riveste il ruolo più importante nel
rischio di infortuni su strada, di solito per inosservanza delle norme del
codice della strada. La ricerca pone
la giusta attenzione alla guida con
limitate o ridotte capacità psicofisiche, all’abuso di sostanze psicotrope,
in particolare l’alcol, che alterano sia
Giacomo Mangiaracina
[[email protected]]
Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva,
2° Facoltà di Medicina, Università La Sapienza di Roma.
lo stato di coscienza che i riflessi.17,22
Le cause principali degli incidenti
stradali riconoscono al primo posto
la guida distratta.5,27,28 Le fonti di distrazione sono diverse, come accendere e sintonizzare la radio, parlare al
telefono, mangiare durante la marcia,
esaminare cartine stradali.23
Studi recenti evidenziano che fu-
Letizia Palumbo
Psicologa Area Ricerca e Formazione
“GEA Progetto Salute”.
19
Original Article
Mangiaracina G. et al, Tabaccologia 2007; 2: 19-23
materiali e metodi
Analisi e Misurazione dei Tempi di Distrazione
L’esperimento proposto in questo
studio è finalizzato:
a) alla misurazione dei tempi di distrazione (secondi) del fumatore alla
guida mentre esegue le operazioni
necessarie per fumare una sigaretta;
b) al calcolo del percorso (metri) effettuato con distrazione durante le
mare alla guida comporterebbe un
rischio di distrazione superiore a
quella causata da animali liberi in
auto, dalla consultazione di guide e
cartine, dalla sistemazione di oggetti
nell’abitacolo.4,6,7,35
Oltre alle condizioni che creano un
elevato grado di distrazione da parte dei soggetti fumatori, va rilevato
un altro dato critico riguardante la
dimostrata carenza di ossigeno nell’aria respirata all’interno del veicolo,
per la riduzione di ossigeno, elevata
concentrazione di monossido di carbonio (CO) e di particolato sottile
(PM-10, -5, -2.5, -1), con conseguente
danno documentato alle facoltà cerebrali, e pericolosità in termini di
vigilanza e di riflessi durante le guida.8,9,12,18,19,20,30
Non va trascurato il fatto che un
aspetto rilevante del pericolo di fumare durante la guida, consiste anche
nel danno ambientale, determinato
dal lancio dei mozziconi dal veicolo
in movimento nella strada, causa per
larga parte di incendi ai margini delle
strade.10
Lo studio in questione concerne
appunto la guida distratta in relazione ai comportamenti umani ed in
particolare quello del fumare durante
la guida, messo a confronto con l’uso
del telefonino.
suddette operazioni.
A tal fine sono state realizzate 10
videoregistrazioni, previo consenso
informato scritto dell’interessato,
utilizzando una telecamera digitale
JVC mod. GR-D23E. I soggetti sono
stati invitati a percorrere un breve
tragitto in città. In tal modo è stato possibile analizzare il comportamento alla guida anche in situazioni
di traffico.
L’inquadratura consente di visualizzare il volto dei soggetti, in modo
tale da poter codificare, a posteriori,
lo sguardo mentre sono alla guida
dell’automobile.
La DISTRAZIONE alla GUIDA è stata
codificata frame-by-frame, sommando
i frame/sec. durante i quali il soggetto
ruota la testa e/o distoglie lo sguardo
dalla strada mentre esegue ciascuna
delle operazioni effettuate per fumare
una sigaretta con il veicolo in movimento.
In base alla velocità di andatura si
calcolano i metri percorsi in 1 secondo. Moltiplicando i metri per i secondi di distrazione si ottengono i metri
percorsi con distrazione.
La procedura sperimentale2 consta
di 5 operazioni effettuate dal fumatore alla guida:
Cercare/Prendere il pacchetto di sigarette, Prelevare la sigaretta, Cercare/
Prendere l’accendino;
1) Accendere la sigaretta;
2) Riporre l’accendino;
3) Fumare;
4) Spegnere la sigaretta.
I filmati sono stati realizzati con
il software “Pinnacle Studio”
versione 9.0.
I file sono in formato MPEG
e presentano le seguenti
caratteristiche tecniche:
Video: Compatibile DVD 720 x
576, 6000 kbit/sec.
Audio: Stereo 48 kHz 224 kbit/
sec.
I dati sono stati codificati con
l’ausilio del software “Pinnacle
Studio” versione 9.0.
risultati
Lo studio è stato condotto su un campione di 10 soggetti fumatori, di cui 4
maschi e 6 femmine. La velocità di andatura media è di 67 Km/h.
I soggetti hanno impiegato in media
270,6 secondi (4,5 minuti circa) per effettuare le 5 operazioni necessarie per
fumare una sigaretta durante la guida.
La media dei tempi di distrazione
nelle 5 operazioni è stata di 11,5 secondi.
I soggetti in esame non hanno distolto lo sguardo dalla strada in modo
continuativo per il tempo descritto, ma
lo hanno fatto a intervalli per una durata
totale media di 11,5 secondi (vedi Grafico 1).
Un frame è 1/25 secondi.
N.B. Nella prima operazione rientrano 3 comportamenti diversi. Tale scelta deriva dai seguenti motivi:
L’inquadratura è troppo limitata per poter riprendere il soggetto mentre esegue i suddetti comportamenti. Pertanto risulta impossibile poter
codificare la distrazione alla guida durante ciascuno dei 3 comportamenti. Diversamente, raggruppandoli in una sola operazione, la distrazione
viene codifica partendo dal frame in cui il soggetto lascia il volante con una mano per cercare il pacchetto di sigarette, fino al frame in cui egli
porta la sigaretta alla bocca.
Evitando di standardizzare rigidamente tali comportamenti, si tiene conto della reale variabilità soggettiva con cui essi vengono messi in atto.
1
2
20
Original Article
Mangiaracina G. et al, Tabaccologia 2007; 2: 19-23
4,5
5,0
4,0
sec.
2,9
2,0
3,0
1,2
1,0
2,0
1,0
0,0
1
2
3
4
5
O
P
E
R
A
Z
I
O
N
I
1
2
84,5
3
18,0
4
36,9
5
0,0
OPERAZIONI
22,3
54,2
20,0
40,0
60,0
80,0
100,0
metri
Grafico 1: Durata media di distrazione (sec.) in ciascuna
delle 5 operazioni.
Durante le 5 operazioni si percorrono in
media 4964 metri. I metri percorsi adottando un comportamento distrattivo sono 215,9, pari al 4% del percorso totale
(vedi Grafico 2).
L’operazione che ha distratto più
frequentemente il campione è la 4a,
ossia il tempo necessario a fumare la
sigaretta.
I soggetti in esame hanno manifestato una distrazione pari a 4,5 secondi (il
39% della distrazione totale), effettuando in tutto 84,5 metri senza guardare la
strada. Questo è dovuto principalmente
al numero di occorrenze di distrazione
(i soggetti si sono distratti mediamente
per 4,7 volte).
Nella 1a operazione, ossia cercare e
prendere il pacchetto di sigarette, prelevare la sigaretta, cercare e prendere
l’accendino, la durata della distrazione raggiunge il picco più alto (ad es.
il 3° soggetto ha impiegato ben 3 secondi per cercare l’accendino), pur con
una frequenza di distrazione inferiore
rispetto a quella riscontrata nella 4a
operazione: 27 occorrenze nella la 1a
Grafico 2: Percorso medio (metri) effettuato con distrazione in ciascuna
delle 5 operazioni.
operazione vs 47 occorrenze nella 4a.
Telefonare guidando è uno dei comportamenti più diffusi, eppure molti
studi dimostrano che l’uso del telefonino in auto è estremamente pericoloso.29 Il Codice della Strada (30 Aprile
1992) prevede espressamente il divieto di far uso del telefonino mentre si
guida. Secondo l’art. 173 “È vietato al
conducente di far uso durante
la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare
cuffie sonore […] È consentito l’uso di apparecchi a viva
voce che non richiedono l’uso
delle mani”.
La rivista “Altroconsumo”1-2, organo di stampa
dell’associazione
indipendente dei consumatori, ha pubblicato
(n° 123, Gennaio 2000) i
risultati di un test effettuato su alcuni conducenti mentre
usavano un normale telefonino GSM
alla guida in analoghe situazioni di
realtà simulata. Le prove eseguite
durante questo test prevedevano
una serie di mansioni per il conducente, come ricevere o fare una telefonata, abbassare il volume della
radio, eseguite mentre si compone il
numero o si riceve o si chiude una
comunicazione.
Per comporre un numero di telefono
con un normale GSM il tempo totale di
distrazione medio rilevato corrisponde a 10,6 secondi, pari alla percorrenza
“al buio” di 150 metri, viaggiando a 50
Km/h (velocità consentita in città), e a
356 metri a 120 Km/h (in autostrada).
Le operazioni necessarie ai soggetti per fumare una sigaretta durante la
guida comportano dunque un tempo
di distrazione maggiore, pari a 11,5
secondi, che rapportati alla velocità di
50 Km/h fanno 159,9 metri percorsi “al
buio”, mentre a 120 Km/h tale percorso risulta pari a ben 383 metri.
Di seguito viene riportata la tabella
1 con i risultati relativi all’uso del telefonino alla guida, messi a confronto
con quelli riscontrati nello studio rappresentato in tabella 1.
Sulla base di quanto esposto e dai dati
emersi dal confronto dei due comportamenti quali il telefonare e il fumare alla
guida, appare evidente che fumare al volante, oltre ad essere altamente nocivo
per la salute, è estremamente pericoloso
e, nei casi suesposti, sensibilmente più
rischioso che telefonare.
conclusioni
I dati del campione in esame dimostrano che fumare durante la guida
rappresenta un pericolo rilevante ed
un rischio per la sicurezza stradale
superiore a quello riscontrato nei test
effettuati, in analoga modalità di realtà simulata, sull’uso del telefonino.
Date le condizioni sperimentali, dunque effettuate sotto vigilanza, appare
ovvio che i soggetti fumatori, ripresi
con telecamera, fossero consapevoli
di essere videoregistrati. Tale consapevolezza li induceva verosimilmente
ad una maggiore attenzione durante
la guida. Nonostante ciò, la durata
di distrazione media nelle operazioni
necessarie a fumare una sigaretta è di
misura rilevante.
21
Original Article
Mangiaracina G. et al, Tabaccologia 2007; 2: 19-23
Tabella 1. Confronto tra la distrazione del conducente dovuta all’uso del telefonino e la distrazione causata
dal fumare alla guida (durata in secondi e distanza percorsa)
Uso del telefonino alla guida
Rispondere
a una chiamata
Abbassare il volume della radio
per ricevere
una chiamata
Tempi medi
di distrazione
2,1 sec.
Metri percorsi a 50
Km/h
29
Metri percorsi a 120
Km/h
70
Tempi medi
di distrazione
1,5 sec.
Metri percorsi a 50
Km/h
21
Metri percorsi a 120
Km/h
50
È anche ragionevole ipotizzare che
in condizioni di assoluta normalità,
dunque senza essere “osservati”, le
condizioni di vigilanza siano ridotte,
con incremento ulteriore dei tempi di
distrazione e conseguente maggiore
pericolo per la sicurezza stradale.
Va anche considerato che fumare al
volante rappresenta solo uno dei
comportamenti che inducono disattenzione e distrazione. Capita infatti
che durante la guida il conducente
si dedichi ad azioni “complementari”
come regolare il volume della radio,
guardare fuori dal finestrino, ricevere
una telefonata, ecc. Queste operazioni, compiute mentre si fuma una sigaretta, contribuiscono ad incrementare fortemente il rischio distrattivo,
costituendo un valore incrementale
moltiplicativo e non sommatorio.
Va altresì ricordato che l’art. 187,
comma 1 del suddetto codice sancisce che è vietato guidare in condizioni di alterazione fisica e psichica
correlata con l’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope.32 Ciò che non si
valuta opportunamente è la combinazione di fattori diversi, singolarmente in apparenza non tali da ritenersi
pericolosi in modo serio, come bere
modiche quantità di alcol. Nei soggetti fumatori, anche piccole dosi di
alcol interagiscono con la riduzione
di ossigeno nel sangue e con la presenza di CO, riducendo i riflessi del
conducente.
22
Fumare alla guida
Prendere
la sigaretta
e l’accendino
Accendere
la sigaretta
Tempi medi
di distrazione
2,9 sec.
Metri percorsi
a 50 Km/h
40,3
Metri percorsi
a 20 Km/h
96,6
Tempi medi
di distrazione
2,0 sec.
Metri percorsi
a 50 Km/h
27,8
Metri percorsi
a 120 Km/h
66,6
Anche la carenza di ossigeno nell’aria respirata all’interno del veicolo
rappresenta un pericolo per il rallentamento e l’intorpidimento dei riflessi
del conducente.21,25,26
hanno gettato via il mozzicone acceso dal finestrino, dimostrando che
nella maggior parte dei fumatori
questo comportamento è divenuto
“normale”, ossia prevalente.
Il concetto di sicurezza stradale
va esteso anche a livello ambientale [31]. Uno degli aspetti collaterali
del pericolo di fumare al volante è
il “danno ambientale”, determinato
dal lancio dei mozziconi dal veicolo in movimento, causa di un gran
numero di incendi ai margini delle
strade nella stagione calda.
Nel campione esaminato, è stato
rilevato che 7 soggetti su 10, dopo
avere consumato la loro sigaretta,
Pertanto, è possibile concludere
che fumare alla guida risulti dannoso per l’ambiente e la sicurezza anche degli altri.
Altro dato di interesse emerso dal
presente studio è l’avere rilevato che
3 soggetti su 10 hanno lasciato il volante con entrambe le mani per accendere la sigaretta mentre il veicolo è in
movimento a una media di 50 Km/ora.
A tale proposito si ricorda che l’art.
173 del codice della strada recita: “È
Original Article
Mangiaracina G. et al, Tabaccologia 2007; 2: 19-23
vietato al conducente di fare uso durante la
marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di
usare cuffie sonore […]. È consentito l’uso di
apparecchi a viva voce che non richiedono l’uso
delle mani”.
Si capisce che il gesto apparentemente innocuo di fumare una sigaretta al volante, crei importanti occasioni
di rischio che si ripetono più volte. Va
considerato anche il fatto che i fumatori compiono questo gesto alla guida
numerose volte, in misura maggiore
che telefonare, creando quindi una
sommatoria di grande pericolo concreto per la sicurezza stradale, sia per
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il conducente che per terze
persone.
In conclusione si ritiene
necessario rendere sanzionabile il fumo durante
la guida di autoveicoli al
pari di quanto accade per
l’uso del telefonino, unitamente ad una adeguata
campagna di informazione
e sensibilizzazione degli
automobilisti.3,15,16,24,34 j
Si ringrazia il Codacons, l’Agenzia Nazionale per la Prevenzione
e Società Autostrade SpA, per il
supporto fornito alla ricerca.
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23
Original Article
Nanni M. et al, Tabaccologia 2007; 2: 24-28
Progetto “La Scuola in Farmacia”
Prime analisi e valutazioni
The “School in Pharmacy” project: first analysis and evaluation
Mauro Nanni, Manuela Colantoni, Giacomo Mangiaracina
Riassunto
Abstract
Riassunto. Premesse. Dal 1994 al 1999 è andata progressivamente aumentando la percentuale di fumatori giovani nella fascia di età 12-18 anni. Ciò esprime l’inadeguatezza degli interventi
educativi nelle scuole sia sul piano quantitativo che qualitativo. La
prevenzione va fatta, e principalmente nelle scuole. I giovani trascorrono a scuola un terzo del loro tempo, ricevendo importanti e
significativi condizionamenti. Purtroppo i programmi di prevenzione
nelle scuole non danno risultati in termini di efficacia è necessario
quindi ridisegnarne di nuovi attraverso strategie multimodali.
Introduction. From 1994 to 1999 young smokers gradually increased in the range of age 12-18 years. This observation demonstrates the qualitative and quantitative inadequacy of schoolbased tobacco prevention actions.
However, prevention projects are especially necessary in schools,
where children and teenagers spend a third of their time. The
new school-based prevention programs should be following a
multimodal strategy.
Metodi. Un network di organizzazioni coordinate da ASSOFARM, associazione per le farmacie pubbliche in Italia, ha proposto ai farmacisti
di trattare il tema della prevenzione del consumo di tabacco in numerose scuole italiane con il progetto “La scuola in farmacia”. Il progetto
propone la corretta informazione, utilizzando il gioco, che incrementa
la conoscenza e stimola a riflettere. Il Progetto, con il videogioco “AIR
DEFENDERS”, una storia avventurosa per i ragazzi, era rivolto agli
studenti delle scuole secondarie di 1° grado. Gli obiettivi sono: (1) incrementare le conoscenze nei giovani riguardo al fumo di tabacco; (2)
stimolare le scuole alla prevenzione e alla promozione della salute in
generale; (3) avere una descrizione di interventi di prevenzione realizzati nelle scuole; (4) stimolare la sensibilità del farmacista al problema
del tabacco. La raccolta dei dati si è svolta con l’utilizzo di un questionario di 10 domande, consegnato ai ragazzi dal farmacista.
Risultati. Nell’arco di circa 6 mesi sono state raccolte 3211 schede
con il questionario. Hanno aderito circa 420 farmacie in 17 regioni
italiane e 11 scuole. Alcune scuole hanno distribuito il questionario
oltre che agli studenti del 1°anno anche a quelli più del 2° e 3°.
Results. During a 6 months period, 3211 questionnaires were
collected by 420 pharmacies in 17 Italian regions. 11 schools
participated in this plan.
Conclusioni. I dati mostrano che la domanda di informazione sul
problema del tabacco a scuola esiste tra i giovani, ma gli interventi
nelle scuole sono scarsi e di breve durata. Il progetto ha voluto contribuire a riqualificare e a riconoscere nella figura del farmacista,
un ruolo professionale appropriato nel campo della prevenzione,
dando valore agli aspetti comunicativi e di assistenza, identificando nella campagna informativa sul tabagismo un esempio tipico di
servizio sociale professionale qualificato.
Conclusions. The data suggest that there is a need of information about tobacco consumption in the schools, though the
preventive interventions are sitll insufficient. The project contributed to promote the rol eof pharmacists in the prevention of
tobacco-related health risks.
Parole chiave: tabagismo, prevenzione, giovani, progetti scolastici.
Keywords:: smoking, prevention, young people, school
projects.
I dati del Fumo nei giovani sono chiari e
preoccupanti:1
• il 90% degli adulti fumatori hanno
iniziato a 18 anni,
• il 75% dei giovani (15-24 anni) dichiara di non fumare; il 19% di fumare regolarmente ed il 6% saltuariamente;
Mauro Nanni, Manuela Colantoni
Giacomo Mangiaracina
introduzione
GEA Progetto Salute - Onlus
24
Methods. A network of organizations, directed by ASSOFARM (Association of Public Italian Pharmacies), addressed the school-based
tobacco prevention with a project “called The School in Pharmacy”.
This project aims at informing children and teenagers correctly by
using games, in order to increase knowledge and stimulate kids
to think. The program was addressed to the students of secondary schools with a videogame called “Air Defenders”. The project’s
goals were:
(1) to increase the knowledge about tobacco smoke among young
students;
(2) to promote health care and prevention in the schools;
(3) to obtain a minimal description of the schools’ contributions in
prevention.
(4) to increase the interest of pharmacists on tobacco control.
Data were collected with a 10 items questionnaire, administered
by the pharmacist to the students.
• dicono di fumare più i maschi (31%)
che le femmine (19%);
• tra i 15-17 anni fuma l'11%, tra i 18-20
anni il 25% e tra i 20-24 anni il 35%;
• i giovani che fumano sono più nume-
Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, 2° facoltà di Medicina,
Università La Sapienza, Roma. Presidente Società Italiana di Tabaccologia (SITAB)
Nanni M. et al, Tabaccologia 2007; 2: 24-28
rosi nel Centro (31%) che nel Nord-Est
(19%);
• l'81% inizia a fumare tra i 13 ed i 17
anni, con una punta tra i 15 ed i 16 anni
(35%); solo il 5,1% prima dei 12 anni ed
il 13% dopo i 18;
• in media i giovani fumano dieci sigarette al giorno (i maschi 10, le femmine 8),
il 14,6% una o due al giorno o meno, il
48,3% tra tre e dieci al giorno, 31,2% tra
undici e venti al giorno, il 5,9% più di
venti al giorno;
• dal 1994 al 1999 è andata progressivamente aumentando la percentuale di
fumatori giovani nella fascia di età 1218 anni; questo ultimo aspetto si rivela
piuttosto preoccupante denunciando
l’inadeguatezza degli interventi educativi nelle scuole sul piano quantitativo
che qualitativo.
Da varie indagini condotte nelle scuole si
possono individuare alcuni aspetti interessanti del fenomeno:
• aumento notevole dell’abitudine con
l'età;
• la scarsa conoscenza dei rischi legato al
fumo ed in particolare di quelli cardiovascolari;
• consumi più elevati si registrano nel
sesso maschile;
• l'influenza esercitata sui giovani dalle
abitudini fumatorie di genitori e amici;
• la permissività dei genitori come fattore di opposizione al cambiamento;
• la precocità d'approccio come fattore
di efficacia.2
L’abitudine al fumo risulta anche correlata
al consumo di altre droghe e di alcol sotto
varie forme, mentre l’uso di psicofarmaci è
correlato con il fumo solo tra le femmine
delle ultime classi. Da questi dati va considerata perciò la notevole complessità del
problema la difficoltà a liberarsi dalla dipendenza dal tabacco. Secondo dati recenti, un giovane su tre diventa dipendente. Il
74% dei fumatori occasionali e il 65% dei
giovani che fumano giornalmente, hanno
provato a smettere, ma solo l’1,5% di quelli che hanno sempre fumato ci sono riusciti
con successo.3
Ma perché i ragazzi fumano? Problemi sociali?
L’indagine Multiscopo ISTAT del 19994
ha dimostrato in modo incontestabile che
il fumo dei genitori e di altri componenti
della famiglia condiziona fortemente il
comportamento giovanile. La presenza
della madre fumatrice sembrerebbe condizionare in misura maggiore il comportamento dei figli.5
Si ritiene che fumare possa aiutare a ridurre lo stress, che serva a nascondere l’insicurezza, e soprattutto che sia una “cosa
da adulti”. Come demolire questi miti? La
prevenzione va fatta, e preferibilmente nelle scuole.6,7 I giovani infatti trascorrono a
scuola un terzo del loro tempo, ricevendo
importanti e significativi condizionamenti.
Occorre iniziare e presto.
L’autorevole rivista “The Journal of the National Cancer Institute” nel 2001 ha dimostrato
che “i programmi di prevenzione svolti nelle scuole
non danno risultati in termini di efficacia e che è necessario ridisegnarne di nuovi, partendo magari dall’analisi delle influenze sociali dei fumatori sui giovani. Un’educazione anti-tabacco efficace, può essere
realizzata solo attraverso una varietà di strategie”.8
Ciò che rende efficace un progetto di
prevenzione è:
1) considerare una fascia di età precoce;
2) avvalersi di équipe multidisciplinari
(medici, psicologi, farmacisti, educatori);
3) rendere i ragazzi protagonisti;
4) coinvolgere scuola e famiglie;
inserire il progetto in un’ottica più ampia di
benessere psico-fisico.9
Occorre diffondere nelle giovani generazioni una corretta conoscenza del mondo
del tabacco e di favorire l’adozione di comportamenti più indirizzati alla cura di sé.
il progetto
È da queste considerazioni che nel 2004
nasce il progetto “La scuola in farmacia”.
Attraverso la scuola infatti si è in grado
di raggiungere il maggior numero di ragazzi, anche quelli le cui figure di riferimento principali sono fumatori. Il farmacista
inoltre può giocare il ruolo di “fornitore di
servizi per la salute”, un consulente disposto all’ascolto e al consiglio sui temi della
salute e del benessere.” Leopardi, presidente della Federazione degli ordini dei
farmacisti italiani (FOFI), in un articolo su
Il Farmacista del giugno 2001, ha dichiarato
che: “la farmacia dovrà offrire sempre più servizi,
soprattutto quando essi sono inseriti in un disegno
di collaborazione organica con il SSN”. Inoltre, il
presidente di ASSOFARM, Gizzi, la Federazione che tutela gli interessi delle aziende
e dei servizi farmaceutici pubblici (www.assofarm.it), sostiene che le farmacie comunali si riconoscono una mission: quella di
essere vicine ai cittadini amichevolmente e
con semplicità aiutandoli a conservarsi in
salute.
Considerando che l’obiettivo principale di un intervento di Educazione alla Salute è la modifica delle conoscenze, degli
atteggiamenti e dei comportamenti a rischio, il progetto in questione si propone
di adottare un modello di intervento sul
territorio innovativo, basato sulla corretta
informazione, utilizzando l’approccio ludico, divertente, che incrementa il livello di
conoscenza ed offre stimoli a riflettere.
Trattare il tema della prevenzione del
consumo di tabacco è stata quindi la nuova proposta che Assofarm, ha lanciato ai
farmacisti e a numerose scuole su tutto il
territorio nazionale.10
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con esperti nel campo della prevenzione e delle strategie di controllo del
tabagismo quali la Società Italiana di Tabaccologia (www.tabaccologia.it), GEA Progetto Salute (www.gea2000.org) e l’Agenzia
Nazionale per la prevenzione (ANP) (www.
prevenzione.info).
Si è rivolto agli studenti delle scuole
secondarie di 1° grado (media inferiore)
con l’obiettivo di informare i giovani su vari aspetti concernenti il fumo di tabacco e
contribuendo a stimolare gli interventi di
prevenzione in ambito scolastico.11,12
Videogiochi tematici su CD-Rom sono
già stati utilizzati in alcune campagne di informazione come il progetto europeo “Nosmoking”13 e il progetto “Multimedia 1”. Il
progetto “La scuola in farmacia” riprende
questo filone con un videogioco progettato in esclusiva: “AIR DEFENDERS”, una
storia avventurosa, una sfida che richiede
preparazione e abilità, appositamente studiata per i ragazzi, in collaborazione con
25
Original Article
Nanni M. et al, Tabaccologia 2007; 2: 24-28
DOMANDA
1) In casa tua ci sono adulti che fumano?
N° (%)
N° (%)
SI: 1618 (50.3%)
NO:1593 (49.7%)
La maggior parte ha in famiglia
UN solo adulto fumatore(~90%)
In pochissimi casi 3.
2) Se sì quanti?
3) In quali di questi momenti accendono la sigaretta
a. solo quando sono fuori casa:
725 (22,5%)
b. sempre anche quando sono dentro casa:
542 (16.8%)
c. sempre anche in macchina:
484 (15.0%)
4) Hanno mai provato a smettere di fumare?
1170 (36.4%)
2041 (63.6%)
5) Li hai mai incoraggiati a smettere di fumare?
1477 (45.9%)
1734 (54.1%)
6) Conosci i danni che provoca il fumo di sigaretta?
2811(87.5%)
400 (12.5%)
7) Nella tua scuola avete mai parlato di fumo?
2175 (67.7%)
1036 (32.3%)
8) Se SI che tipo di progetti avete svolto
a. Un esperto ha tenuto una lezione:
438(13.6%)
b. Un insegnante ci ha parlato dei pericoli
del fumo:
1699(52.9%)
c. Abbiamo lavorato con un esperto:
da 1 a 4 mesi
9) Ti piacerebbe sapere perché si fuma, cosa
succede se si fuma, perché sarebbe meglio NON
fumare?
2633 (82%)
578 (18%)
10) Lo sai che il 31 maggio è la Giornata mondiale
senza tabacco?
831 (26%)
2380 (74%)
Le risposte al questionario.
formatori di Telecom Italia Learning Services (TILS - www.tils.com).
Obiettivi del progetto sono dunque stati:
1) l’incremento delle conoscenze nei giovani studenti riguardo al fumo di tabacco;
2) stimolare le scuole alla prevenzione e alla
promozione della salute in generale;
3) avere una dimensione minimale descrittiva degli interventi di prevenzione
nelle scuole;
4) stimolare la formazione del farmacista al management del
cliente fumatore.
Il progetto ha avuto
quindi una doppia
valenza: scientifica, per la raccolta
dei dati sui programmi scolastici di prevenzione
al tabagismo e
sull’inquinamento
da fumo di sigaretta
negli ambienti confinati
26
(scuole, locali pubblici, luoghi di lavoro,
mezzi di trasporto), e didattica, cioè di apprendimento attraverso il gioco.
Migliaia di ragazzi hanno ritirato gratuitamente il CD presso le farmacie comunali
e numerose scuole lo hanno ricevuto per
posta in seguito a loro richiesta.
metodo
Nell’arco di circa 6 mesi sono state ritirate
dai farmacisti e/o spedite alla sede centrale di ASSOFARM a Roma, dalle scuole che
hanno aderito al progetto, 3211 schede
con il seguente questionario formato da 10
domande:
1) In casa tua ci sono adulti che fumano?
2) Se sì quanti?
3) In quali di questi momenti accendono
la sigaretta
a - solo quando sono fuori casa
b - sempre anche quando sono dentro
casa
c - sempre anche in macchina
4) Hanno mai provato a smettere di fu-
mare?
5) Li hai mai incoraggiati a smettere di fumare?
6) Conosci i danni che provoca il fumo di
sigaretta ?
7) Nella tua scuola avete mai paralato di
fumo?
8) Se SI che tipo di progetti avete svolto
a - un esperto ha tenuto una sola lezione di poche ore
b - un insegnante della scuola ci ha
parlato del pericolo del fumo
c - abbiamo lavorato con un esperto
per mesi
d - abbiamo partecipato ad un progetto dal titolo
9) Ti piacerebbe sapere perché si fuma,
cosa succede se si fuma, perché sarebbe meglio NON fumare?
10) Lo sai che il 31 maggio è la Giornata
mondiale senza tabacco?
Al progetto hanno aderito circa 420 farmacie in 17 regioni italiane e 11 scuole.
Alcune scuole hanno distribuito il que-
Original Article
Nanni M. et al, Tabaccologia 2007; 2: 24-28
matori NON è maggiormente sensibile al
problema rispetto al soggetto con genitori
non fumatori. C’è comunque una grande
richiesta di informazione sulla dipendenza
tabagica. All’80% dei rispondenti piacerebbe sapere perché si fuma e perchè sarebbe
meglio non fumare.
Dom9 SI
Dom9 NO
informazioni sul fumo
dom.9
stionario oltre che agli studenti del 1° anche a quelli più grandi del 2° e 3° anno della scuola media.
Le scuole che hanno aderito al progetto
hanno seguito alla lettera le modalità di lavoro previste. A fronte della consegna del
questionario, ben compilato, hanno distribuito il video gioco agli studenti. Non tutte
le farmacie invece sono riuscite a raccogliere la scheda allegata al Videogioco completamente compilata.
I dati comunque che riportiamo si riferiscono a tutte le schede giunte ad Assofarm
con il questionario completo.
Raccogliendo i dati in un data base relazionale, abbiamo potuto confrontare le
risposte dei ragazzi, mettendo in evidenza
alcuni aspetti interessanti sulla prevenzione al tabagismo e sui programmi svolti nelle scuole oltre che alle abitudini tabagiche
delle famiglie.
Prima di esporre i risultati, ottenuti dall’incrocio tra alcune domande, occorre precisare che non costituiscono dati statistici
assoluti, ma solo spunti di discussione
utili alla messa a punto di futuri programmi di prevenzione e informazione rivolti a
giovani da svolgere nelle scuole.
A) Dalle domande relative alle famiglie
con adulti fumatori e ai loro tentativi di
smettere di fumare, confrontando le domande 1 e 4, è’ emerso che il 50% dei fumatori adulti hanno provato a lasciare la
sigaretta.
1500
1000
Dom.4 SI
1500
500
1000
0
Dom1 NO
Dom 1 SI
fumatori adulti in casa dom.1
Dom.1 SI
1500
1000
0
1500
Dom. 4 SI
1000
500
0
Dom. 5 SI
Dom. 5 NO
B) Sapendo che l’esempio di genitori
fumatori può essere un pesante condizionamento all’emulazione per i figli.
Nell’età quindi che precede la tendenza all’emulazione, il soggetto con genitori
fumatori è maggiormente sensibilizzato ad
avvertire la dipendenza tabagica (del genitore) come un problema? Confrontando la
domanda 1 “In casa tua ci sono adulti che
fumano?” con la 9 “Ti piacerebbe sapere
perché si fuma, cosa succede se si fuma,
perché sarebbe meglio NON fumare?”è
emerso che il soggetto che ha genitori fu-
500
0
Dom. 6 SI
Questa è un’evidenza a favore di interventi preventivi mirati alle fasce di età considerate (scuola dell’obbligo).
C) Confrontando la domanda 1 “Ci sono adulti in casa che fumano” con la 5 “Li
hai mai incoraggiati a smettere” risulta che
circa l’85% dei ragazzi che hanno adulti in
casa che fumano hanno incoraggiato i genitori a smettere.
500
Dom.1 SI
li dei danni da fumo hanno incoraggiato
maggiormente i propri genitori a smettere.
E) La conferma del dato precedente viene dal confronto tra i genitori che hanno
provato a smettere di fumare (dom. 4 ) e i
ragazzi che hanno la giusta percezione dei
danni provocati dal fumo (domanda 6 )
Dall’elaborazione del dato è emerso che
il maggior numero di genitori che hanno
provato a smettere di fumare si concentra
soprattutto nel gruppo dei ragazzi che conoscono i danni arrecati dal fumo.
Dom. 4 NO
D) I ragazzi che hanno incoraggiato i genitori a smettere (dom. 5 ) in quale gruppo
si ritrovano? In quello che ha una maggior
conoscenza dei danni che provoca la sigaretta (dom. 6) o in quello che ha scarse
informazioni?
Confrontando la domanda 5 con la 6 è
emerso che il 94% dei ragazzi consapevo-
Dom. 6 NO
Valutazione della qualità e dell’impatto
degli interventi preventivi
In questa sezione mostreremo i dati relativi agli interventi di prevenzione al tabagismo svolti nelle scuole. Con la tecnica del
confronto delle risposte del questionario
proveremo a capire se gli interventi svolti
nelle scuole, hanno influito in qualche modo la presa di coscienza del problema fumo
nei ragazzi, se sono serviti alle famiglie per
modificare atteggiamenti dannosi alla salute personale e del figlio e quanto,questi
interventi, hanno prodotto una maggior
consapevolezza sull’attualità e dimensione
sociale del problema Fumo.
A) Prendendo in considerazione le risposte affermative alla domanda 7 (“Nella
tua scuola avete mai parlato di fumo di sigaretta?) e confrontandole con quelle della
domanda 8a e 8b ( “ Che tipo di progetto
avete svolto”), è emerso che il maggior numero di interventi sul fumo è stato svolto
esclusivamente dagli insegnanti (80%) ,
molto raramente è intervenuto un esperto
che ha lavorato con gli alunni in classe per
più mesi. In alcuni casi l’intervenuto del-
Dom.5 SI
Dom.7 SI
1500
2000
1500
1000
1000
500
0
500
0
Dom. 6 SI
Dom. 6 NO
Dom. 8a
Dom. 8b
27
Original Article
Nanni M. et al, Tabaccologia 2007; 2: 24-28
l’esperto è avvenuto per una sola lezione di
poche ore.
B) I ragazzi che sono a conoscenza dei
danni che provoca la sigaretta , come
hanno reagito alla domanda se piacerebbe loro sapere perché si fuma, cosa
succede se si fuma e perché sarebbe meglio non fumare?
la domanda 8b (“Un insegnante della scuola ci ha parlato del pericolo fumo”) con la
domanda 10 “ Lo sai che il 31 maggio è la
Giornata mondiale senza tabacco?” Il dato
che emerge è che la maggior parte dei docenti, non la conosce.
L’indagine, svolta con l’utilizzo di un semplice questionario di 10 domande, confer-
ma il fatto che la scuola sia luogo idoneo
alla trasmissione di informazioni sulla
salute e all’attuazione di interventi di prevenzione del tabagismo.
I ragazzi intervistati mostrano senza alcun dubbio che la domanda di informazione esiste tra i giovani, a cui la scuola
deve rispondere in modo adeguato, anche
attraverso la formazione degli insegnanti
su argomenti specifici, nella fattispecie
quelli inerenti le dipendenze e il tabagismo.
I giovani oggi acquisiscono a scuola
una certa conoscenza sui danni causati
dal consumo di tabacco, ma gli interventi
nelle scuole, in particolare quelli effettuati da èquipe di specialisti, sono scarsi e di
breve durata. Di grande rilevanza a questo riguardo è il lavoro degli insegnanti,
in particolare delle scuole medie inferiori,
che inseriscono nel loro programma formativo scolastico il tema della tutela della salute e della prevenzione.
Il progetto “La Scuola in Farmacia”, ha
voluto contribuire infine a riqualificare e
a riconoscere nella figura del farmacista,
al di là di tutto, un appropriato ruolo professionale nel campo della prevenzione,
dando valore agli aspetti comunicativi e
di assistenza, identificando nella campagna informativa sul tabagismo un tipico
esempio di servizio sociale professionale.
L’aspetto ludico del progetto La Scuola
in Farmacia è costituito dal videogioco AIR
DEFENDERS, dove la gara, il confronto
con le abilità, hanno contribuito a diffondere le conoscenze sul tabacco attraverso
lo stimolo e l’interazione. j
4. Aspetti della vita quotidiana, Indagine Multisco-
9. Tinghino B. Efficacia della prevenzione del ta-
5. Lo scenario attuale, Indagine campionaria DO-
10. www.assofarm.it/progetto_scuola.htm
Dom.8b
1500
Dom.6 SI
1000
3000
500
2000
0
1000
Dom. 10 SI
0
Dom. 9 SI
Dom. 9 NO
Abbiamo confrontato le domande 6 (conoscenza dei danni fumo correlati) con la
domanda 9 (vuoi conoscere il perché si fuma ecc). I dati dicono che i ragazzi, pur conoscendo le conseguenza del fumare, desiderano comunque sapere perché si fuma e
perché sarebbe meglio non fumare.
C) Come abbiamo già visto nella valutazione A) di questa sezione, gli interventi
nelle classi sul tema della prevenzione al
tabagismo, sono stati svolti soprattutto dagli insegnanti.
Ci siamo chiesti se gli operatori scolastici fossero o meno a conoscenza di iniziative
internazionali che orbitano intorno al Tabacco e se i ragazzi avessero memorizzato
l’evento annuale più importante su questo
problema, vale a dire la “Giornata mondiale senza Tabacco”, indetta dall’OMS, che
si celebra nel mondo il 31 maggio di ogni
anno. Abbiamo quindi messo a confronto
Bibliografia
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Zuccaro P, Bosetti C, Apolone G, La Vecchia
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3. Zhu SH, Sun J, Billings SC, Choi WS, and
Malarcher A. Predictors of smoking cessation in U.S. adolescents. American Journal
of Preventive Medicine 1999; 16(3): 202207
28
Dom. 10 NO
D) Parallelamente alla considerazione
precedente, ci siamo posti la domanda: “I
ragazzi che conoscono i danni da fumo di
sigaretta, sono a conoscenza anche della
Giornata mondiale senza Tabacco?”
Anche questa volta, incrociando i dati, si
è confermata l’ignoranza di questo evento
mediatico mondiale. Su 2811 ragazzi che
hanno risposto affermativamente alla domanda 6, solo 739 hanno dichiarato di conoscere la data del 31 maggio (26%).
Dom.6 SI
3000
2000
1000
0
Dom. 10 SI
Dom. 10 NO
conclusioni
po 1999 Statistiche in breve aprile, 2001.
XA febbraio-marzo 2003 in: Libro Bianco sul
fumo Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori,
Prevenire è vivere Milano, 2003.
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12. Mangiaracina G, Ottaviano M. La Prevenzione
del Tabagismo. Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, pagg. 450, 2004.
13. http://urp.comune.bologna.it/WebCity/
CityLights.nsf/3445c92c8521
da2dc1256b4f003c808d/
0d0010765140bb22c1256bd70031523c?
Review
Maggi F. et al, Tabaccologia 2007; 2: 29-32
Piante officinali di supporto
alla terapia del tabagismo
Medicinal plants as a support in smoking cessation
Filippo Maggi, Gianluca Moriconi, Carlo Polidori
Riassunto
Summary
È stata condotta un’indagine nella letteratura scientifica, basata
sulla consultazione di articoli etnobotanici, farmacologici, medici
e di prodotti fitoterapici, che ha portato all’individuazione di piante
officinali e sostanze prodotte dal loro metabolismo secondario che
possono in qualche modo essere di supporto nella disassuefazione
dal fumo di tabacco.
The focus of this review are medicinal plants and their secondary
metabolites that might act either by mimicking nicotine effects or
inhibiting them in such a way to stop tobacco smoking.
Vengono descritte alcune piante contenenti principi attivi che possono esercitare un’azione agonista/antagonista sui recettori nicotinici, interferire sul metabolismo della nicotina, oppure attenuare i
sintomi d’astinenza da nicotina.
Esistono inoltre piante dotate di proprietà (es. antiossidante, ansiolitica, balsamica, epatoprotettrice, antimutagena, adattogena
ecc.) in grado di fornire un supporto durante il periodo della disintossicazione dal fumo di tabacco.
Al fine di aumentare la conoscenza dei meno esperti e fornire
spunti per eventuali approfondimenti, di seguito viene riportata una
sintetica trattazione delle specie e dei metaboliti secondari da esse
prodotti, per cui si sono rilevate evidenze sperimentali a suffragio
di un loro possibile impiego di supporto nelle terapie di cessazione
dal fumo di tabacco. È da sottolineare comunque che per alcune
di esse, l’efficacia in vitro o in modelli sperimentali animali, non è
stata confermata da studi clinici condotti sull’uomo.
Here we describe several plants that contain active ingredients
that may act as nicotine receptor agonist or antagonist and that
interfere with its metabolism or block the tobacco withdrawal syndrome symptoms.
Other plants are also used to help to decrease the time of smoking
tobacco such as those with antioxidant, anxiolytic, balsamic, hepathoprotection or antimutagen properties.
In order to increase the knowledge on this issue and to help the
reader to deepen his interest in the anti-tobacco smoking plants
we included a brief report on medicinal plant species and their
secondary metabolites, based on the current experimental evidences of their efficacy in the therapy to stop tobacco smoking.
Even though some of them have been demonstrated efficacious
in the cessation of tobacco smoking in animals models, no evidence of their efficacy has yet been demonstrated in human
beings.
Keywords: tobacco, smoking, nicotine, medicinal plants,
nAChR, dopamine activation, nicotine metabolism.
Parole chiave: tabacco, fumo, nicotina, piante medicinali,
nAChR, attivazione dopaminica, metabolismo nicotinico.
Come è ben noto nel tabacco esistono
circa 4000 costituenti chimici alcuni dei
quali sono dotati di effetti psicofarmacologici che determinano la dipendenza
nell’uomo.
La nicotina è il maggior responsabile finora conosciuto degli effetti psicotropici, tali da rendere difficile la
cessazione dall’uso del tabacco; essa
provoca dipendenza attivando la via do-
paminergica mesolimbica coinvolta nei
meccanismi di gratificazione.1 I sintomi
psicologici da sospensione scompaiono
quando avviene una nuova somministrazione di nicotina, ma allo stesso tempo
questa procedura produce un fenomeno di rinforzo, ovvero la stimolazione
ad una nuova assunzione onde evitare
la comparsa dei sintomi da astinenza.
Diversi trials clinici, hanno dimostrato
che, sia la sostituzione che il blocco degli effetti della nicotina sono entrambi
Filippo Maggi, Gianluca Moriconi
Carlo Polidori
introduzione
Department of Environmental Sciences,
Sect. of Botany and Ecology, Faculty of Pharmacy,
University of Camerino, Camerino, Italy
efficaci, aumentando significativamente
la percentuale di cessazione dal fumo di
tabacco.2
È su questa evidenza che si basa la
farmacoterapia della dipendenza da tabacco, ovvero il tentativo di rimpiazzare
o di bloccare gli effetti della nicotina a
livello del sistema nervoso centrale.
Si sono in tal modo individuate alcune piante contenenti principi attivi che
possono esercitare un’azione agonista/
antagonista sui recettori nicotinici3-4,
Department of Experimental Medicine
and Public Health, Faculty of Pharmacy,
University of Camerino, Camerino, Italy
29
Review
Maggi F. et al, Tabaccologia 2007; 2: 29-32
interferire sul metabolismo della nicotina5,6, oppure attenuare i sintomi d’astinenza da nicotina.7,8
Non dimentichiamoci però che esistono piante dotate di proprietà (es. antiossidante, ansiolitica, balsamica, epatoprotettrice, antimutagena, adattogena
ecc.) in grado di fornire un supporto durante il periodo della disintossicazione
dal fumo di tabacco.
Al fine di aumentare la conoscenza dei
meno esperti e fornire spunti per eventuali approfondimenti, di seguito viene
riportata una sintetica trattazione delle
specie e dei metaboliti secondari da esse
prodotti, per cui si sono rilevate evidenze
sperimentali a suffragio di un loro possibile impiego di supporto nelle terapie di
cessazione dal fumo di tabacco.
Lobelia inflata
Lobelia inflata L. (Fam. Lobeliaceae),
Lobelia, è una pianta erbacea diffusa
nel Nord America dove veniva utilizzata
dagli Indiani (tribù dei “Penobscot”) come sostituto del tabacco, di qui il nome
volgare di “Tabacco indiano”. Le parti aeree contengono alcaloidi piperidinici, il
principale dei quali è la lobelina, la quale è contenuta in molti prodotti atabagici presenti sul mercato come sostituto della nicotina, in quanto sembra che
evochi gli stessi effetti gratificanti senza
dare il fenomeno della tolleranza, contrastando così la sindrome d’astinenza.
Sebbene trials clinici non abbiano suffragato la piena efficacia della Lobelia
nella cessazione dal tabagismo,9 in una
recente sperimentazione farmacologia
effettuata sui ratti si è visto che la lobelina inibisce il binding della nicotina
sui recettori nicotinici (nAChR) presenti
sulle membrane del cervello e il rilascio
di dopamina, agendo come antagonista
sui nAChR.3
30
Melilotus officinalis
(Cumarine)
Laburnum
anagyroides
Laburnum anagyroides Med. (Fam.
Leguminosae Papilionaceae; Sin. Cytisus laburnum L.), Maggiociondolo, alberello dalle appariscenti infiorescenze
gialle pendule che appaiono nel mese
di maggio. Contiene un alcaloide chinolizidinico assai tossico, la citisina. Da
diverso tempo tale alcaloide è presente
in commercio in Bulgaria, dove entra
nella composizione di prodotti usati per
smettere di fumare, sebbene non abbia
ancora trovato applicazioni terapeutiche nel resto d’Europa, probabilmente
a causa della piccola finestra terapeutica e della bassa biodisponibilità della
molecola.10 Il motivo del suo impiego
sta nella sua parziale attività agonista
sui nAChR, in quanto sembra in grado
di inibire il rilascio del neurotrasmettitore acetilcolina tramite un meccanismo competitivo.11 Questa attività ha
spinto dei ricercatori del gruppo Pfizer
a sperimentare in un trial clinico un suo
derivato, la vareniclina, che si è dimostrato molto efficace nel trattamento
della dipendenza da tabacco. Tali studi,
giunti alla fase III della sperimentazione, hanno dimostrato la capacità della
vareniclina di attenuare la risposta del
centro dopaminergico in seguito all’assunzione di nicotina e contemporaneamente di fornire sollievo ai sintomi di
astinenza che accompagnano i tentativi di smettere di fumare.4 Tale farmaco
dovrebbe essere messo in commercio a
partire dal 2007.
Le cumarine, sono metaboliti secondari largamente distribuiti nelle famiglie delle Ombrellifere, Leguminose,
Rutacee e Graminacee. Ne sono molto
ricchi le sommità fiorite del meliloto
(Melilotus officinalis, Fam. Leguminosae).
Di recente è stato verificato che alcune
cumarine sono in grado di inibire il citocromo che metabolizza la nicotina nel
fegato (chiamato CYP2A6), e che quindi svolge un ruolo fondamentale nella
dipendenza da fumo, in quanto regola
direttamente i livelli e la concentrazione di nicotina nel torrente circolatorio.6
In effetti meno nicotina è metabolizzata, più rimane nel sangue, diminuendo
perciò il “craving”, cioè il desiderio di
assumerne ancora. A suffragio di tale
studio esistono anche dati convergenti,
su base genetica, riguardo a popolazioni geneticamente deficienti in CYP2A6
(come ad esempio in Giappone); si è
visto infatti che queste fumano meno
sigarette e riescono a smettere con relativa facilità rispetto alle popolazioni
normali. Queste evidenze pongono le
basi per un futuro interesse su quelle
che possono essere le fonti da cui ricavare cumarine e derivati.
Angelica gigas Nakai (Fam. Apiaceae),
diffusa in Cina e Giappone, contiene un
olio essenziale la cui inalazione, da parte di ratti preventivamente trattati con
nicotina, riduce in maniera significativa
il rilascio di dopamina dal Nucleus Ac-
Review
Maggi F. et al, Tabaccologia 2007; 2: 29-32
Angelica gigas
Hypericum perforatum
soluto più importante nella medicina
orientale, il cui nome allude alla forma
antropomorfa evocata dalla radice. È
presente in diversi prodotti indicati per
la disassuefazione dal fumo di sigaretta
in quanto esplica un’azione antidepressiva e riduce sintomi come il nervosismo, propri delle crisi d’astinenza da
nicotina. In esperimenti condotti su ratti
con spiccate manifestazioni di iperattività indotte da somministrazioni ripetute
di nicotina, è stato visto che la somministrazione di saponine di ginseng inibisce
l’iperattività nicotino-indotta attraverso
l’inibizione dell’attivazione dopaminergica.15
Passiflora incarnata
cumbens e l’attività locomotoria indotta
da nicotina.12
Syzygium aromaticum
Syzygium aromaticum (L.) Merr. et
Perry (Fam. Myrtaceae), detto anche Garofano di Zanzibar, è un albero tropicale
sempreverde di cui si impiegano i bocci
fiorali simili a chiodi (da qui il nome di
“chiodi di garofano”) che sono impiegati
negli USA nella fabbricazioni di sigarette
alternative, le quali hanno mostrato essere meno nocive di quelle normali.13 Essi
sono stati anche oggetto recentemente di
alcuni trials clinici, dove si è visto che la
somministrazione di un mix di erbe contenente chiodi di garofano ad un gruppo
di fumatori, accelera la conversione della
nicotina in cotinina, un suo metabolita.
Il gruppo di persone che ha assunto il
mix di erbe ha mostrato una riduzione
dei sintomi di astinenza dal fumo, in confronto al gruppo di controllo, di cui il 38%
è riuscito a smettere di fumare.14
Hypericum perforatum L. (Fam. Guttiferae), Iperico o Erba di San Giovanni per via della fioritura che ricade nel
periodo in cui si festeggia San Giovanni
Battista (24 giugno). È presente in molti prodotti atabacigi per la sua azione
antidepressiva, la cui efficacia è stata
dimostrata in uno studio farmacologico
condotto sui ratti dove si è visto che la
somministrazione orale di un estratto di
iperico, denominato PH-50, particolarmente ricco in flavonoidi, ha ridotto in
maniera significativa e dose dipendente
i sintomi d’astinenza da nicotina.8 I principi attivi dell’Iperico agiscono infatti sui
neurotrasmettitori, in particolare sulla
serotonina, noradrenalina e dopamina.
L’effetto farmacologico è molto simile al
bupropione, il farmaco sintetico antidepressivo abitualmente utilizzato per favorire la disassuefazione dal fumo.
Panax ginseng
Panax ginseng C.A.Mey. (Fam Araliaceae), Ginseng asiatico, la pianta in as-
Passiflora incarnata L. (Fam. Passifloraceae), Passiflora o Fiore della Passione a causa del significato religioso
attribuito in passato agli elementi
del perianzio. Studi farmacologici
effettuati su ratti hanno dimostrato
le proprietà sedative ed ansiolitiche
della pianta nell’attenuare i sintomi
d’astinenza da nicotina: ad un gruppo
di ratti è stata somministrata per un
periodo di 7 giorni nicotina, mentre ad
un secondo gruppo nicotina in combinazione con benzoflavone, un flavonoide isolato dall’estratto metanolico
della pianta. Alla fine del trattamento
a tutti i ratti è stato somministrato
naloxone in modo da provocare i sintomi da astinenza. I ratti a cui era stato somministrato benzoflavone contemporaneamente a nicotina, hanno
manifestato in maniera significativa
una riduzione dei sintomi di astinenza rispetto al gruppo trattato con solo
nicotina. Questi studi hanno quindi
confermato che il benzoflavone può
essere di aiuto nel trattamento della
dipendenza da nicotina.7
31
Review
Avena sativa
Maggi F. et al, Tabaccologia 2007; 2: 29-32
ne al fumo.16 Di recente è stato dimostrato che l’estratto dei semi di avena
inibisce in vitro la citotossicità indotta
da nicotina su fibroblasti polmonari
umani.17 Per tale motivo potrebbe risultare utile nel combattere alcuni danni
provocati dalla nicotina.
Nasturtium officinale
Avena sativa L. (Fam. Poaceae), Avena
o Biada, pianta annuale impiegata nella
medicina orientale in alcuni prodotti per
smettere di fumare. Negli anni ‘70 sono
state condotte diverse sperimentazioni
cliniche sull’avena come supporto nella
cessazione da fumo alcune delle quali
hanno dimostrato come la somministrazione di estratti di avena, possa aiutare
alcuni gruppi di fumatori nella cessazioBibliografia
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6. Yano J.K., Hsu M.H., Griffin K.J., Stout C.D.,
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32
Nasturtium officinale R. Br. (Fam.
Brassicaceae), Crescione d’acqua, specie cosmopolita che ama vegetare nei
fossi e ruscelli. Attualmente è impiegato
in alcuni prodotti per smettere di fumare
in quanto è stato visto che il consumo
di crescione altera il metabolismo della
nicotina, tramite un aumento significativo della glucuronidazione della cotinina
e trans-3’-idrossicotinina.5 Tuttavia ancrosomal cytochrome P450 2A6 complexed
with coumarin and methoxsalen. Nat. Struct.
Mol. Biol. 12(9): 822-823.
7. Dhawan K., Kumar S., Sharma A., 2002.
cora non è chiaro quale sia il principio
attivo responsabile di tale azione.
conclusioni
Sebbene queste piante possiedano
principi attivi in grado di dare un supporto durante la disassuefazione dal
fumo di tabacco, tuttavia, per alcune di
esse, l’efficacia in vitro o in modelli sperimentali animali non è stata confermata da studi clinici condotti sull’uomo.
Non dimentichiamoci che eventuali
impieghi delle piante in questione, se
assunte insieme a farmaci tradizionali,
devono essere praticati con molta prudenza in quanto non sempre si conoscono le interazioni farmacodinamiche e
farmacocinetiche che si potrebbero verificare tra il principio attivo di sintesi che
viene utilizzato nelle terapie farmacologiche “classiche” e il fitocomplesso.18
Sia la mancanza di una chiara regolamentazione dei prodotti fitoterapici, che
la complessità delle azioni svolte, spesso
dovute proprio alla composizione totale
dei costituenti chimici nella “droga” della pianta e non ad un solo componente
attivo, impongono ulteriori accertamenti
riguardo al ruolo che molte piante hanno in questo tipo di terapia. j
NAKAI suppresses nicotine sensitization.
Biol. Pharm. Bull. 28(12): 2323-2326.
13. Malson J.L., Lee E.M., Murty R., Moolchan
Nicotine reversal effects of the benzoflavone
moiety from Passiflora incarnata Linneaus in
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InformaLILT
Tabaccologia 2/2007
InformaLILT
A cura della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
La Lega Italiana per la Lotta contro i
Tumori (LILT) è un ente pubblico su base associativa. Tra i suoi compiti istituzionali, la prevenzione oncologica per
promuovere stili di vita sani ed equilibrati.
Perciò la lotta al Fumo. Tuttavia, fumare sigarette rientra nel quotidiano di
tante persone ed è per questo che la
LILT, nel giugno del 1999, grazie al finanziamento della trasmissione televisiva “Trenta Ore per la Vita”, ha attivato
la linea verde SOS FUMO con il numero
800.998877 noto in tutta Italia, dedicata ai problemi del tabacco e ai benefici
dello smettere di fumare.
Nel 2001 “SOS FUMO” è entrata nell’European Network Quitlines ed ha
così ampliato gli obiettivi arricchendo
il servizio, rivolto alla popolazione in
generale e ai giovani in particolare, con
il supporto psicologico ai fumatori che
vogliono smettere.
Attualmente gli obiettivi di “SOS Fumo” sono cinque:
1) Informare la popolazione sui danni
causati dal fumo di tabacco.
2) Fornire un sostegno ai fumatori che
vogliono smettere.
3) Fornire indirizzi delle strutture specializzate nella cura del tabagismo.
4) Fornire informazioni anche sulle problematiche legali relative al
fumo attivo e passivo.
5) Raccogliere in forma anonima i dati
degli utenti per un monitoraggio
continuo e progressivo.
Un’équipe di giuristi, medici e psicologi durante la settimana risponde alle chiamate il lunedì e il giovedì dalle
9.30 alle 18.00, e martedì, mercoledì e
venerdì dalle 9.30 alle 14.30. La chiamata è anonima e gratuita su tutto il
territorio nazionale anche dai cellulari.
Dall’anno dell’attivazione, 1999, fino
al 2006 le telefonate alla linea verde sono aumentate. Tale incremento è dovuto alla maggiore conoscenza e fiducia
nel servizio, alle nuove normative che uomini hanno coperto il 40 e il 43% delhanno messo al bando la sigaretta nei le telefonate.
luoghi pubblici e in quelli di lavoro e,
Degni di considerazione sono anche i
sicuramente, all’ampliamento a livello risultati. La metà dei fumatori che haneuropeo di “SOS Fumo”.
no completato il percorso terapeutico
I numeri parlano chiaro: dal 1999 al di “SOS Fumo”, ha dichiarato di avere
2001 le telefonate ricevute sono sta- smesso di fumare. L’altra metà ha rifete 3.315. Solo nel 2002 erano 2.951. rito di avere diminuito le sigarette del
Un’impennata si è registrata l’anno 70% (follow-up telefonico effettuato a
seguente, quando i telefoni della linea un anno dalla fine del trattamento).
verde sono squillati
per ben 3.785 volte, grazie anche al
potenziamento del
supporto di psicologi nello staff.
Nello stesso anno la durata media
delle telefonate è
raddoppiata passando da 10 a 20
minuti. Nel 2004
il dato è rimasto
pressoché costante
(3.586 chiamate),
mente nel 2005 e Da sinistra: il Presidente Francesco Schittulli, il Direttore Generale
Patrizia Ravaioli, e Memo Remigi, autore della canzone “basta basta
nel 2006 è contisigaretta”, presentata il 17 maggio scorso all’auditorium del Ministero
nuato a crescere il della Salute.
numero di persone
che hanno chiesto aiuto alla LILT: riI dati non sono corredati di misuraspettivamente 4.027 chiamate e 5.012 zione del CO espirato, pertanto riteniachiamate.
mo ragionevolmente che non si debba
Un dato importante concerne l’età di fare trionfalismo nelle stime.
coloro che si sono rivolti al servizio
Tuttavia va riconosciuto il fatto che
SOS FUMO dal 1999 ad oggi: gli uten- la LILT ha realizzato l’unica Quit-Line
ti sono sempre più giovani. Dal 2005, di cui l’Italia dispone.
l’età media si è abbassata di 4 anni, da
Non è stato facile organizzarla e ge43,5 a 39. Una nota positiva che però stirla con risorse limitate. Grazie all’endeve far riflettere: secondo i report del- tusiasmo di Clarita Bollettini, allo staff
la LILT la prima sigaretta, infatti, non si dedicato (Marcella Fazzi, Graziella Lanaccende più a 18 anni ma a 14.
zillotta, Bruna Marozzo, Roberto MonInizialmente erano le donne a chia- tebovi, Cristina Oliveti e Giusy Santomare in maggior numero, ma negli ulti- ro), e al supporto del nuovo direttore
mi cinque anni anche gli uomini hanno generale Patrizia Ravaioli, è stato posalzato il telefono più frequentemente.
sibile realizzare un servizio che va a
Dal 1999 al 2001 il 60% delle telefo- completare l’offerta di sostegno alla
nate è stato fatto da donne. Nel 2006 domanda di cessazione. j
erano il 56,7%. Negli stessi periodi gli
33
News & Views
Tabaccologia 2/2007
Per un’Europa senza tabacco
Il Libro Verde dell’Unione Europea
È stato presentato a fine gennaio u.s. dal
Commissario responsabile della Salute
dell’Unione Europea, Markos Kyprianou,
un Libro Verde intitolato “Verso un’Europa senza fumo: opzioni per un’iniziativa
dell’UE” con l’obiettivo di avviare una
consultazione pubblica sul modo migliore per promuovere ambienti liberi dal fumo nell’Unione Europea. Governi, associazioni dei consumatori e rappresentanti
delle industrie di tabacco dei 27 paesi
dell’Unione Europea sono invitati a presentare fino a maggio le loro osservazioni: la Commissione produrrà un rapporto
basato sui risultati della consultazione e
con le raccomandazioni finali tra dodici
mesi. Il primo paese europeo (e mondiale) a vietare il fumo nei pub, ristoranti e
altri luoghi pubblici chiusi è stata l’Irlanda nel maggio del 2004.
Italia, Svezia, Malta e Scozia hanno in seguito adottato legislazioni simili e l’estate
prossima sarà la volta del resto della Gran
Bretagna. In Francia, dove una missione
parlamentare era stata inviata un anno
fa in Italia per raccogliere informazioni
e consigli, il divieto è scattato giovedì 1
febbraio anche se rivendite di bevande,
alberghi, ristoranti e discoteche avranno
un periodo di grazia di undici mesi. Vi
sono però paesi contrari alla proibizione:
Germania, Belgio e Finlandia; quest’ultima vorrebbe optare per una regolamentazione limitata. Un anno dopo l’entrata
in vigore in Irlanda, un sondaggio aveva
registrato che il 93% della popolazione
e l’89% dei fumatori ritenevano la legge
una buona idea. In Italia, come ha scritto in questi giorni il Corriere della Sera, i
risultati sono contrastanti. Da un lato si
osserva un buon rispetto della legge, or-
mai in vigore da due anni, ma la vendita
di tabacco nel 2006 è cresciuta: “un milione
di chili in più, secondo l’aggiornamento riportato
da Tobacco Observatory. La ripresa delle vendite,
pari all’1,1%, segna un’inversione di tendenza rispetto al 2003-2005, triennio che ha visto
una diminuzione di oltre 10 milioni di chili. In
particolare nel 2005 era stato raggiunto il record
negativo. E ora i tecnici leggono i nuovi numeri
con una certa preoccupazione, chiedendosi se non
sia già finito l’effetto della legge entrata in vigore
nel gennaio di 2 anni fa”.
Noi pensiamo che si tratti invece di un
fisiologico assestamento del forte calo
di vendite (- 10 milioni di kg) verificatosi
nel periodo 2003-05.
(Vincenzo Zagà)
Fonte:
http://vistidalontano.blogosfere.
it/2007/01/il-libro-verde-dellunione-peruneuropa-senza-tabacco.html
Unione Europea
Pubblicità del tabacco: il parere
dell’Avvocato Generale
L’Avvocato Generale UE ha respinto il
ricorso che la Germania aveva proposto
dinanzi alla Corte di giustizia UE.
La richiesta era l’annullamento parziale della direttiva relativa alla pubblicità dei prodotti del tabacco, in quanto
la scelta, come fondamento giuridico,
dell’art. 95 del Trattato CE, che autorizza la Comunità ad adottare le misure
relative al ravvicinamento delle disposizioni nazionali aventi ad oggetto
l’instaurazione e il funzionamento del
mercato interno, è erronea. Invece la
proposta dell’Avvocato Generale del-
34
l’UE contro il ricorso della Germania è
stata quella di respingere il ricorso della Germania alla Corte di Giustizia della Comunità Europea che aveva chiesto
l’annullamento parziale della direttiva
(Dir. 2003/33/CE) relativa alla pubblicità e alla sponsorizzazione a favore dei
prodotti del tabacco su mezzi di comunicazione diversi dalla televisione.
Per quanto riguarda la pubblicità a
mezzo stampa a favore dei prodotti del
tabacco, l’Avvocato Generale considera
che tali disparità tra le normative nazionali hanno inevitabilmente avuto
l’effetto di ostacolare non soltanto la
libera circolazione delle merci, ma anche la libera prestazione dei servizi.
Inoltre provvedimenti nazionali di divieto o di limitazione della pubblicità a
favore dei prodotti del tabacco possono ostacolare la diffusione, tra gli Stati
membri, di programmi radiofonici e di
comunicazioni elettroniche.
(Cinzia Marini)
Fonte:
http://www.helpconsumatori.it/
news.php?id=8228
News & Views
Tabaccologia 2/2007
History Channel
Lo sciopero del fumo
Quest’anno ricorre il duecentesimo anniversario della nascita di
Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807-Caprera, 2 giugno 1882)
faro e guida per tutti i patrioti che sognavano l’unità d’Italia. Il 1848
fu un anno “lungo” e pieno d’eventi nella storia del nostro Risorgimento e vi accadde un fatto curioso che noi di Tabaccologia non
potevamo non segnalare: lo sciopero del fumo. La manifestazione
più imponente la si ebbe il 3 gennaio 1848, a Milano. Non potendo
fare altro, data la stretta vigilanza degli austriaci in vigore, le ostilità
dei milanesi, con a capo i patrioti, contro il governo austriaco iniziarono con questa singolare
manifestazione. Per diminuire le entrate fiscali austriache provenienti dalla vendita del tabacco,
i milanesi proclamarono lo “sciopero del fumo”. L’estremizzazione del gesto portato fino allo
scontro fisico con chi provocatoriamente ostentava sigari come appunto i soldati asburgici,
causarono incidenti, interventi polizieschi, saccheggi, morti e feriti. La polizia austriaca uccise
sei persone e ne ferì cinquantasei. Conseguenza: chiusura del Circolo dell’Unione, ritenuto
uno dei centri principali dell’organizzazione patriottica, rigoroso divieto di portare coccarde
tricolori, di manifestare a favore di Pio IX, e continui proclami, prima di avvertimento poi sempre più minacciosi del vicerè RANIERI e del maresciallo Radetzky. (V.Z.)
Fonte: Il Risorgimento di Lucio Villari vol. 4, La Repubblica-L’Espresso, Roma 2007.
Judith Mackay tra i 100 personaggi che trasformano il mondo
La dottoressa Judith Mackay è
stata inserita nella prestigiosa
TIME’s 100 la lista delle persone più influenti “il cui potere,
talento o esempio morale stanno trasformando il mondo”.
Judith Mackay è una loquace signora inglese che vive da
oltre quaranta anni a HongKong e che, al di là del suo
aspetto tranquillo e del suo
charme, è stata definita, in un documento di una multinazionale del tabacco, una delle tre persone più pericolose
nel mondo.
Ovviamente l’industria del tabacco ha sbagliato: la
Mackay non è semplicemente una delle tre persone più pericolose. Probabilmente è la più pericolosa.
Da oltre venti anni, dopo aver esercitato come medico, la
Mackay dedica le sue inestinguibili energie a fornire strumenti e informazioni ai governi, in particolare a quelli dei
Paesi asiatici nei quali la prevalenza di fumo è altissima,
per ridurre i danni indotti dal tabacco.
Senior Policy Adviser dell’OMS, la dottoressa si occupa di
controllo del tabacco fin dal 1984 ed è la principale promotrice della Framework Convention on Tobacco Control (FCTC),
che riconosce l’uso del tabacco come un problema globale
che tutti i governi hanno il dovere morale di affrontare.
Il suo volume The Tobacco Atlas è fonte di informazio-
ni per i legislatori e per altri organi ufficiali, che,di contro,
possono sviluppare strategie tali da rendere capaci tutti i
cittadini di condurre una vita più sana e più felice.
Recentemente il sindaco di NewYork, Michael Bloomberg,
ha annunciato che donerà 125 milioni di dollari a cinque
gruppi che si occupano di controllo del tabacco. La Mackay,
come coordinatore del progetto, disporrà sull’uso di questa cifra.Considerando i traguardi raggiunti con le scarse
disponibilità avute fino ad oggi, possiamo immaginare cosa
riuscirà a fare adesso.
Grandi doti diplomatiche e di persuasione, la Mackay è
mossa dal profondo desiderio di fare del bene agli altri, desiderio che ha segnato tutto il corso della sua vita.
Realizzando che eliminare l’ignoranza può essere più
efficace che non prescrivere farmaci, Judith Mackay, con
convinzione, passione e entusiasmo, sta trasformando il
rapporto che tutte le nazioni del mondo hanno con il tabacco.
Il riconoscimento conferitole, oltre ovviamente a riflettere il personale contributo di Judith, mostra che il controllo
globale del tabacco viene riconosciuto finalmente anche
come una campagna contro un business mondiale.
Riconoscendoci nello stesso impegno e nello stesso desiderio di migliorare la salute di tutti, noi operatori del controllo del tabacco ci congratuliamo con Judith Mackay per il
prestigioso riconoscimento, sentendoci onorati di poterlo,
almeno in minima parte, condividere.
(Nolita Pulerà)
35
News & Views
Tabaccologia 2/2007
AAA lavoratore
tabagista cercasi
non
Nell’estate scorsa è giunta notizia
che l’Unione Europea era scesa in
campo contro i fumatori dichiarando che rifiutarsi di assumerli non è
reato. Via libera quindi agli annunci
di lavoro riservati ai non tabagisti.
Vladimir Spidla è il nome del ns benemerito giustiziere, Commissario
ceco al lavoro e pari opportunità. Il
casus belli è nato dalla vicenda della
irlandese Dotcom Directories, azienda specializzata nella gestione di call
center. Al classico annuncio “AAA lavoratori cercasi”, per dettagliare e circoscrivere la
ricerca, non più come
una volta “astenersi
perditempo” o “astenersi mercenari”, seguiva “Non sono accettate candidature di
fumatori”. Phillip Tobin,
numero uno dell’azienda spiega
che le ragioni di ciò sono molteplici:
il fumatore è un soggetto antisociale,
la sua pausa caffè è molto più lunga
di chi non fuma con conseguente riduzione del suo debito orario lavorativo, va più spesso in malattia e poi
si è spinto fino a dire che «i fumatori
puzzano » e che non rientrano fra i
suoi ipotetici impiegati perché, se
fumano, «non hanno il livello di intelligenza che sto cercando».
Con buona pace dei fumatori il
Commissario, con l’avallo dei legali di Bruxelles, ha definitivamente
chiarito che il requisito di non fumatore non viola le norme europee
anti-discriminazione come succede
per questioni razziali, etniche, disabilità, età e religione.
La deduzione quindi è automatica.
Grandi industrie o piccole imprese
che siano, prendano nota: se si è in
Europa fra i requisiti per l’assunzione si può inserire anche la clausola
che esclude chi fuma, senza incappare in ricorsi o sanzioni.
(Cinzia Marini)
36
Incredibile ma vero!
La Regione Lazio finanzia
le sale per fumatori
Il 20 novembre 2006, il bollettino della Regione
Lazio ha pubblicato la delibera di Giunta del 3 ottobre n. 634 (www.gea2000.org/documenti), con la quale si
stanziano 3 milioni e mezzo (sic!) di euro per aiutare i gestori a creare sale per
fumatori. L’incentivo copre fino al 50% delle spese che dovrebbe affrontare il
gestore, e l’appalto viene affidato alla società “Sviluppo Lazio S.p.A.”.
Legittima l’alzata di scudi da parte delle associazioni dei non-fumatori che,
in rappresentanza di quel 76% della popolazione italiana che non fuma, per
questo fatto grave, in quanto si impiega denaro pubblico per favorire una domanda che NON C’E’. Infatti da sondaggi del Ministero della Salute, e della
Società scientifica di Tabaccologia (SITAB), si evince che i gestori dei locali
per fumatori si ritengono in larga misura soddisfatti della Legge Sirchia, vanto italiano all’estero, e non avvertono il bisogno di avere sale per fumatori,
che al contrario, favoriscono SOLO i gestori con locali più grandi. Pertanto la
disposizione regionale discrimina i gestori dei locali pubblici svantaggiando
gli esercizi più modesti. La SITAB ha allertato le associazioni dei Consumatori, anche nella convinzione che si conceda un privilegio alla minoranza dei
fumatori (24% della popolazione) e un tacito incentivo a considerare positiva
l’immagine del fumo, anziché scoraggiare una dipendenza patogena che fa
ammalare, crea invalidità, uccide, e sottrae soldi alla sanità. Tutto questo
contrasta con le dichiarazioni del ministro Livia Turco riguardo ai danni che
i fumatori arrecano allo Stato, alla campagna di informazione che intende
attuare, e alle sanzioni per chi non collabora. Ma c’e’ di più. La regione Lazio sembra non avere fondi per attuare il piano di Prevenzione e Terapia del
Tabagismo previsto dal progetto di formazione per pianificatori regionali del
Ministero della Salute, della Lega Tumori e della Regione Emilia Romagna.
Insomma, 3 milioni e mezzo di euro per far fumare mentre si mangia al ristorante ci sono, mentre mancano quelli indispensabili per aiutare i ragazzi a
non fumare e gli adulti a smettere. Chissà se il Governatore della Lombardia
Formigoni è al corrente di questo ennesimo spreco, messo in atto per soddisfare una domanda (di fumatori ed esercenti) che non c’è, mentre lui assieme
alle altre Regioni più “virtuose”, come vorrebbe la Turco, dovrebbe contribuire a ripianare i buchi della disinvolta spesa sanitaria della Regione Lazio.
(Manuela Giovenchi - Società Italiana di Tabaccologia, Ufficio Stampa - [email protected])
Fumatrici ko: disgustose da baciare
Sei una fumatrice? Allora rischi di restare zitella. È quello che rivela una ricerca condotta da Parship.it. Le
persone coinvolte nell’inchiesta appartengono a 9 Paesi, e lo scenario globale legato al consumo di tabacco
è inquietante. Secondo i dati dell’OMS, nel mondo si fumano 15 mila miliardi di sigarette e la percentuale di
mortalità dovuta al fumo sfiora il 9%. Ma veniamo al sondaggio. La maggior parte dei partecipanti rifiuta di
condividere la propria vita con un fumatore. Un fastidio avvertito soprattutto dagli uomini. Infatti per il 35%
degli uomini spagnoli baciare un’accanita fumatrice sarebbe un’esperienza disgustosa. Per il 28% degli svedesi, seguiti dagli inglesi con il 24% e dai francesi con il 22% è una questione di responsabilità e di rispetto
nei confronti dell’altro, contro il 5% degli svizzeri. Se il partner non si prende cura della propria e della salute
altrui, allora non è la persona giusta. Gli uomini italiani sono i più tolleranti. Per il 25% di loro, amare vuole
dire accettare anche le debolezze dell’altro, fumo compreso. In conclusione, sempre meno single, soprattutto uomini, sono propensi a una relazione con un fumatore, e se l’accettano, è perché fumano entrambi.
(C.M.) - Fonte: Affari Italiani Ondine 16/11/2006
Tabaccologia 2/2007
History Channel
A.D. 1492
• 2 gennaio - Caduta di Granada, ultima roccaforte araba in Spagna, fine
della Reconquista e della Unificazione
della Spagna. La Reconquista fu la conquista dei Regni moreschi di Spagna da
parte dei sovrani cristiani, che culminò
il 2 gennaio 1492, quando Ferdinando e
Isabella, Los Reyes Catolicos (I re cattolici), espulsero l’ultimo dei governanti moreschi, Boabdil di Granada, dalla
Penisola Iberica, unendo gran parte di
quella che è la Spagna odierna sotto il
loro potere (la Navarra non venne incorporata fino al 1512).
• 23 gennaio - Prima edizione stampata del Pentateuco. Torah, a volte scritto
Thorah, è una parola ebraica che significa insegnamento o legge. Con questo
termine si indicano i primi 5 libri del Tanakh, conosciuti anche col nome greco
di Pentateuco (penta in greco significa
cinque, teuchos significa libro).
• 8 aprile - Muore Lorenzo il Magnifico, letterato, mecenate e statista fiorentino (n. 1449)
• 20 aprile - Data di nascita attribuita
a Pietro Aretino (secondo altre fonti ricorrente il 19 aprile) (Arezzo, 20 aprile
1492 - Venezia, 21 ottobre 1556).
• 25 luglio - Muore Papa Innocenzo
VIII (Giovanni Battista Cybo) nato a Genova, (1432 - Roma, 25 luglio 1492), fu
Papa dal 1484 alla sua morte.
• Papa Alessandro VI Borgia, nato
Rodrigo Borja y Borja (italianizzato in
Borgia) (Xàtiva, Spagna, 1 gennaio 1431
– Roma, 18 agosto 1503), succede a Pa-
pa Innocenzo VIII e fu Papa
dal 1492 alla sua morte.
• 3 agosto:
- Gli Ebrei vengono espulsi dalla Spagna
- Cristoforo Colombo, a
capo di una spedizione di
tre caravelle, salpa da Palos alla volta delle Indie.
• 12 ottobre:
- Cristoforo Colombo
scopre le Americhe; con
questo evento, convenzionalmente, si conclude
il Medioevo e inizia l’Età
moderna.
- a Sansepolcro muore
Piero della Francesca (n. ca. 1420).
• Inizia la costruzione dell’Addizione Erculea a Ferrara. Si tratta di una grandiosa opera urbanistica che si ebbe a Ferrara
tra la fine del Quattrocento e gli inizi del
Cinquecento, la prima nel suo genere in
Europa. Fu commissionata all’architetto
Biagio Rossetti dal duca di Ferrara Ercole
I d’Este (dal quale trae il nome) nel 1484
in seguito all’assedio di Ferrara da parte
della Repubblica di Venezia.
• Il cartografo tedesco Martin Behaim
realizza il primo globo terrestre di concezione moderna, elaborandolo sulla
base dei dati cartografici lasciati da Tolomeo e Marco Polo, e dei più recenti
resoconti degli esploratori portoghesi.
Il globo avrebbe rivoluzionato il modo
in cui l’uomo aveva fino allora concepito
il mondo.
• Pico della Mirandola compone il
“De ente et uno”. Nel trattato egli cerca di conciliare i principi aristotelici
con quelli platonici. Giovanni Pico
dei conti della Mirandola (Mirandola,
Modena, 24 febbraio 1463 - Firenze, 17
novembre 1494) fu un umanista e un
filosofo italiano; studioso di temi conoscitivi, viene ricordato soprattutto
per la memoria prodigiosa di cui era
dotato. Riguardo ad essa alcuni suoi
contemporanei asseriscono conoscesse a memoria tutta la “Divina Commedia” e, addirittura, che riuscisse a
recitarla anche al contrario. Il suo pensiero fondamentale era che si potessero unire tutte le dottrine filosofiche e
teologiche, ponendo l’uomo al centro
dell’universo, secondo la visione rinascimentale. (V.Z.)
La selce nella storia del divieto di fumo
La selce dei Monti Lessini (nel Veronese), è una roccia sedimentaria contenuta in strati di
pietra calcarea bianca, il Biancone. La grana finissima dei cristalli di quarzo microcristallino
(da 0,05 a 0,02 mm) che costituiscono la selce, le conferisce una durezza che è inferiore
solo al diamante, al rubino e al topazio. La pietra focaia, dalla preistoria al primo Ottocento,
seguiva l’uomo ovunque avesse bisogno delle sue scintille per accendere il fuoco, dalle cucine
domestiche ai campi di battaglia. Ed è dovuto alle pietre focaie il primo provvedimento che
vietò il fumo in luogo pubblico: lo emanò papa Urbano VIII, nel 1642, quando proibì di fumare
in chiesa. Non per risparmiare ai fedeli altro fumo, unito a quello dell’incenso, ma per evitare il disturbo causato dal
rumore degli acciarini a selce, a quel tempo usati per accendere. (C.M.)
Fonte: L’Arena 15/2/2007
37
News & Views
Tabaccologia 2/2007
Senza Filtro
By Torquemada
Meglio il carcere che stare senza bionde
Dal 3 maggio il divieto di fumo in tutta San Patrignano, spazi aperti compresi, è una realtà. Ad Andrea Muccioli vanno i complimenti di Torquemada
per la decisione presa, ancor più coraggiosa per l’ambiente difficile e problematico di applicazione. Ma evidentemente, come apprendiamo dal
Corriere di Rimini, a Roberto Forcellini, 42 anni,cervese, ai domiciliari a
San Patrignano dall’agosto u.s. grazie
all’indulto, la cosa non è andata giù.
Per cui giovedì stesso, 3 maggio, non
ha perso tempo. Ha fatto armi e bagagli, ha oltrepassato la sbarra che
delimita l’ingresso in comunità ed ha
aspettato l’arrivo dei carabinieri che
l’hanno arrestato per evasione: me-
glio il carcere che restare in comunità
senza una…bella bionda. Contento
lui…!
cato dal conduttore del TG3-notte, inevitabilmente, sull’argomento fumo, con la
sua voce rauca, impastata da anni di frequentazione col tabacco, riconosce che, al
contrario di come lo fa apparire Fiorello,
di cui comunque apprezza la simpatia e il
garbo dell’imitazione, il fumo è per lui un
“peso stupido e gravoso da cui non riesce a liberarsi”. Conclude poi con un appello lampo
ai giovani di non fumare. Ci è piaciuto ma
un personaggio come Camilleri, padre di
Montalbano, può dare di più!
Fiorello/Camilleri
Chi segue Viva Radio 2 avrà potuto godere
della gustosissima imitazione di Camilleri, padre letterario di Montalbano, da
parte di Fiorello. Alla domanda finale: ma
secondo lei, Camilleri, di cosa morirà il
commissario Montalbano? La risposta è
stata semplicemente arguta ed esilarante: ma di fumo passivo, naturalmente!
Grande! Recentemente Camilleri, stuzzi-
Legge antifumo in Iran
Come avevamo promesso su Senza
Filtro di Tabaccologia 2/2006, vi aggiorniamo sull’iter della legge antifumo iraniana. Il presidente Mahmoud
Ahmadinejad, fra un delirio nichilista
e l’altro, ha dato mandato ai competenti organi di Governo di rendere
Smetto quando voglio.
Magari!
Sotto questo titolo che…fa storcere il
muso ad un Tabaccologo si celava un
programma, in onda su Italia1 nei mesi passati, dell’istrionico Fabio Volo.
Si trattava di un contenitore di argomenti vari, gestiti con arguzia, ironia e
talora sfrontatezza. E il nostro Fabio,
prendendo spunto dal titolo “smetto
quando voglio” ne approfitta per lanciare alla sua maniera messaggi smoke free. Così è stato in una delle puntate del programma, in fascia super
protetta per lanciare la sua ennesima
38
provocazione… a fin di bene, partendo da uno slogan pubblicitario, come
sempre di rottura, di Oliviero Toscani
(La sigaretta puzza e uccide. La correggia
puzza e basta).
Volo infatti si è fatto fare una pubblicità da Toscani con il suo…deredano corredato di sigaretta. Si è recato
a Strasburgo e fra attoniti politici e
commissari ha voluto partecipare al
concorso europeo per immagini pubblicitarie da inserire sui pacchetti di
sigarette! Come se non bastasse ha
convinto una trentina di ragazzi e ragazze in studio a fare una foto di grup-
effettiva la legge anti-fumo recentemente approvata. Secondo gli articoli
di legge sarà proibita ogni forma di
pubblicità diretta o indiretta, la vendita ai minori di 18 anni e il fumare nei
luoghi pubblici o sui mezzi di trasporto. Una rondine che purtroppo non fa
primavera.
po con slip abbassati e…sigaretta in
quel posto! Dopo i primi imbarazzi
la provocazione ha assunto momenti
esilaranti e piacevoli anche per il vostro Torquemada: ridendo castigando
mores! Ovvero…quando il fine giustifica i mezzi!
Sitab homepage
Tabaccologia 2/2007
www.tabaccologia.org
homepage
SITAB - Società Italiana di Tabaccologia
Comitato Direttivo Nazionale (2006-2008)
Presidente:
Prof. Giacomo Mangiaracina (Dip. Scienze
di Sanità Pubblica, Univ. La Sapienza, Roma).
[email protected]
Vicepresidente e Tesoriere (ad interim):
Dr. Vincenzo Zagà (Dirigente Presidio di Pneumotisiologia,
Coordinatore Centri Antifumo Azienda USL di Bologna)
[email protected]
Segreteria:
Dr.essa Nolita Pulerà (Responsabile “Centro per la
Prevenzione e il Trattamento dei Danni indotti da Fumo
di Tabacco” - U.O. Pneumologia Ospedale di Livorno)
[email protected]
Consiglieri:
Per una più efficace comunicazione
Nolita Pulerà, Biagio Tinghino, Manuela Giovenchi
Durante il summit del CD SITAB, del 6
ottobre scorso a Firenze, è stato posto
l’accento sull’importanza della comunicazione all’interno e all’esterno della Società. La SITAB ha a disposizione buoni
strumenti che contribuiscono a divulgare
progetti, attività, notizie, e soprattutto a
fare informazione scientifica e aggiornamento continuo degli operatori sanitari.
Questo è uno dei compiti istituzionali
di una società scientifica. Vogliamo qui
precisare QUALI e QUANTI sono gli strumenti informatici di cui la SITAB dispone
e può gestire più o meno direttamente:
1. Tabaccologia. È l’Organo ufficiale
della Società Italiana di TabaccologiaSITAB, trimestrale, quattro colori, grafica
accattivante. Viene inviato gratuitamente
a tutti gli associati SITAB, a tutti gli operatori sanitari che ne fanno richiesta e a
tutti i Centri Antifumo. È reperibile gratuitamente in formato pdf sul sito ufficiale SITAB (www.tabaccologia.org) dove fra
poco tutti gli articoli saranno reperibili
singolarmente in formato pdf. Ciò con-
sentirà anche l’indicizzazione di Tabaccologia da parte di Google Scholar. E come
sapete non finisce qui perché abbiamo
fatto richiesta per l’indicizzazione della
rivista su Medline. Entro l’estate avremo
una prima risposta.
2. GEA-News. È una e-newsletter mensile divulgativa su Tabagismo e PFC, ovvero (problemi fumo-correlati) creata da
Mangiaracina nel giugno del 1999. La ricevono medici, infermieri, psicologi, ma
anche giornalisti (un centinaio, di testate
diverse), stampa medica, siti internet, comunicatori, scuole e insegnanti. Le GEANews sono arrivate al n. 90, ciò vuol dire
che per 90 mesi, senza concedersi alcuna
sosta, questa newsletter ha raccontato la
storia della lotta al tabacco in Italia e nel
mondo. La mailing list di GEA è gestita
da GLOBALink (GLK). Per riceverla basta
inserire l’email di chi volete direttamente dal pannello di amministrazione: www.
gea2000.org/mlist.htm.
3. Studi e Ricerche. È una rassegna bibliografica, destinata a ricercatori, uni-
•Dr. Biagio Tinghino (Centro Diagnosi e Terapia del
Tabagismo ASL Mi3 – Monza; Commissione per
la Prevenzione del Tabagismo Regione Lombardia)
[email protected]
•Prof. Domenico Enea (responsabile clinico Centro
Policlinico senza Fumo e progetto “Gravidanza
senza Fumo”)
• Dr. Claudio Poropat (Direttore SERT-Trieste)
•Prof. Christian Chiamulera (Ricercatore Farmacologo, SRNT)
•Dr. Mario Del Donno (Direttore U.O. Pneumologia,
Osp. Rummo, Benevento)
•Dr.essa Paola Martucci (Broncopneumologia,
Ospedale Cardarelli
Aree Scientifiche SITAB (Gruppi di Studio) e Referenti
Regionali sul sito www.tabaccologia.org
Servizi ai Soci
I soci della SITAB sono professionisti, ricercatori
e soggetti a vario titolo coinvolti nei programmi di
controllo del tabagismo.
La SITAB promuove tra i propri soci i seguenti servizi:
1Supporto e patrocinio ad iniziative locali, formative
e operative.
2Supporto nella creazione di servizi territoriali di
assistenza ai fumatori.
3Aggiornamento e documentazione attraverso il
proprio centro di documentazione e ricerca DocSITAB.
4Promozione delle attività e comunicazione attraverso i propri mezzi di informazione.
5Disponibilità della e-Newsletter “Tabagismo & PFC”
di “GEA Progetto Salute” sia a scopo divulgativo
delle proprie iniziative, sia come strumento di
informazione per le scuole e per gli utenti dei
programmi antifumo.
6Pubblicazione di articoli e collaborazione con la
rivista Tabaccologia e con il sito internet www.
tabaccologia.org
7Rivista “Tabaccologia”, con accesso alla rivista
“Tabaccologia On-Line”
8 Newsletter SITAB via email.
Tutti gli specialisti interessati alle problematiche
da fumo di tabacco possono entrare nel gruppo di
discussione di Globalink-Italia.
È stata creata una sezione apposita su www.tabaccologia.org e su Gea per agevolare la registrazione:
www.gea2000.org/globalink
39
Sitab homepage
Spett. Corpo Forestale dello Stato
versitari, medici, psicologi, studenti e
studiosi di varie discipline. Viene redatta
con il supporto fondamentale di GLK.
Per ricevere “Studi e Ricerche” occorre
mandare una mail a [email protected]
it, mettendo in oggetto: “STUDI E RICERCHE - ISCRIZIONE”.
4. SITAB News. È la news che viene inviata esclusivamente ai SOCI della SITAB.
Con cadenza bimestrale tiene aggiornati i
soci su attività, novità, ricerche, iniziative
e progetti della nostra società scientifica.
Per ricevere le SITAB News è necessario essere Soci. Qualora qualche socio non
le ricevesse, o avesse cambiato email, può
inviarci una comunicazione per posta elettronica indirizzata a [email protected],
OGGETTO: Incendi causati da sigarette.
Chiediamo gentilmente se il Corpo Forestale dello Stato possiede
dati aggiornati riguardo agli incendi causati da sigarette e in
special modo di quelli correlati al lancio dei mozziconi accesi
dalle auto in corsa lungo strade e autostrade.
Grazie per la collaborazione.
Cordiali saluti.
Giacomo Mangiaracina
mettendo in oggetto: “SITABNEWS
- ISCRIZIONE”.
5. Gruppo di Discussione. Si tratta del Forum degli
iscritti a GLK, indipendentemente dal fatto che siano o meno Soci SITAB. A questo Forum sono già
iscritti circa 100 italiani, ma lo frequentano un terzo di loro. La nostra Società ne
sollecita l’iscrizione ai propri iscritti. Essere socio di GLK è importante e qualifica
chi vi si iscrive. Si tratta della più grande organizzazione mondiale sul Tobacco
Control, emanazione de l’Union Internationale contre le Cancer (UICC) di Ginevra,
5
x
Mille...
finanziata dalla Unione Europea. Non è
cosa facile diventarne socio. La domanda
viene processata molto confidenzialmente per evitare accessi “anomali”.
Una volta accolta la domanda si può accedere a tutte le banche dati e al N.I.M.I.
(News and Information Monitoring Initiatives). Una vera miniera di informazioni, anche, “segrete”. Per iscriversi:
www.gea2000.org/globalink.
e sei socio
SITAB C.F. 96403700584
Iscrizione gratis alla
sitab per un anno a
spese dello Stato!
Vuoi iscriverti alla SITAB
senza spendere un euro?
Vuoi far trasferire dallo
Stato alla SITAB un piccolo contributo?
Con la dichiarazione
dei redditi, scegli di attribuire il 5 x Mille alla
Società Italiana di Tabaccologia (SITAB), diventi Socio gratis per un anno e ricevi
“Tabaccologia”, la rivista scientifica che ci invidiano all’estero! E
tutto a spese dello Stato. Non è un’idea eccellente? Scegli SITAB
e fai bene tre volte: a te, agli operatori della salute, e all’Italia.
COME DEVOLVERE IL 5 X 1000 ALLA SITAB - istruzioni per l’uso
Nel modulo della dichiarazione dei redditi (730, CUD, Unico), trovi
un riquadro ad hoc per il 5 x 1000, a questo punto:
1. Firma nel quadro “Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione
sociale, delle associazioni e fondazioni”
2. Riporta sotto la tua firma il codice fiscale della Società Italiana di
Tabaccologia: 96403700584
DOMANDE FREQUENTI SUL 5 X 1000
• Il 5 x 1000 dell’IRPEF è un costo aggiuntivo per il contribuente?
• No. Se il contribuente non firma nell’apposito riquadro del
5 x 1000, questo rimane allo Stato. Firmando uno dei quattro
40
riquadri presenti nei moduli per la dichiarazione dei redditi e
inserendo il codice fiscale dell’associazione prescelta invece il
contribuente sceglie a chi destinare questa quota.
• Il 5 x 1000 sostituisce l’8 x 1000?
• No! La scelta di destinare il 5 x 1000 e l’8 x 1000 non sono in
alcun modo alternative fra loro; si possono scegliere indipendentemente l’una dall’altra.
• Cosa devo fare per donare il mio 5 x 1000 alla SITAB?
• È semplicissimo: basta firmare nel riquadro di pertinenza delle ONLUS, (il primo in alto a sinistra intitolato “Sostegno del
volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale,
delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e
fondazioni”) e specificare il codice fiscale della Società Italiana
di Tabaccologia ( 96403700584 ) nello spazio sotto la firma.
• Che succede se firmo soltanto senza indicare il codice
fiscale?
• Se non viene indicato il codice fiscale le somme saranno ripartite in modo proporzionale in base al numero di preferenze
ricevute dalle associazioni appartenenti alla stessa categoria.
• Dove posso avere tutte le informazioni sulla normativa
che regola il 5 x 1000?
• Basta andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate all’indirizzo
www.agenziaentrate.it
+ DAI – VERSI AL FISCO
La legge n. 80 del 14/05/2005 permette di dedurre dalle tasse le libere donazioni. Le persone fisiche e le aziende che scelgono di fare
una donazione a una Onlus, possono dedurre dal reddito la somma versata fino al 10% del reddito dichiarato, e per un massimo
di 70.000,00 euro l’anno. Le agevolazioni fiscali diventano sempre
più significative all’aumentare del reddito dichiarato e dell’importo
Tabaccologia 2/2007
della donazione. Incoraggiamo le persone benestanti ad essere
generose con quelli che si prodigano per migliorare la vita,
sia di chi possiede molto e usa male ciò che ha, sia di chi non
possiede nulla e ha bisogno di tutto. La legge ha facilitato in Europa e in altri Paesi sviluppati la crescita del settore Non Profit, che riesce a rispondere sempre più efficacemente ai bisogni della società, al finanziamento della ricerca
biomedica, alla tutela dell’ambiente.
Tutto quello che trovi in rete su http://www.tabaccologia.org/ viene offerto gratuitamente, senza alcun aspetto speculativo. Eppure,
mantenere quello che abbiamo costa in denaro, tempo e fatica. Pur
collaborando con la autorità sanitarie come il Ministero della Salute
e la Commissione Europea, non riceviamo sovvenzioni o contributi. Il sito Tabaccologia.org non è fonte di reddito o di guadagno. Chi
ci lavora lo fa come esclusiva opera volontariale.
Ecco due possibilità per il tuo gesto civile:
1° - bonifico bancario Puoi versare alle seguenti coordinate bancarie: Banca SanPaoloIMI Agenzia 35, Roma. ABI = 03032 CAB =
02401 C/C n. 000001062 Causale: Donazione “Società Italiana di
Tabaccologia”
2° - assegno non trasferibile L’assegno va intestato “non trasferibile”
a Società Italiana di Tabaccologia e spedito a:
Dott. Vincenzo Zagà Società Italiana di Tabaccologia - Tesoriere via
Dagnini, 19 40137 - Bologna - Italy
Sitab homepage
Se decidessi per l’assegno, invia un’email di preavviso o inserisci
nella busta anche la tua email, così possiamo dartene ricevuta.
Grazie!
CHE COS’È IL 5 X 1000?
La norma relativa al 5 per mille, contenuta nel DL 273/05
successivo alla Legge Finanziaria, è diventata operativa con
la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.22 del 27 gennaio
2006. In base al decreto, il 5 per mille delle imposte dovute
allo Stato può essere destinato, a scelta del contribuente,
a favore di:
• ONLUS, ONG e cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni e fondazioni riconosciute
• enti di ricerca scientifica e universitaria
• enti di ricerca sanitaria
• attività di assistenza sociale promossa dal proprio Comune di residenza
La scelta del 5 per mille si aggiunge all’opzione del classico
8 per mille destinato allo Stato, alla Chiesa Cattolica e ad altre confessioni religiose che hanno raggiunto un’intesa con
lo Stato Italiano. Quest’anno ogni contribuente che compila il 730, l’Unico o il CUD può scegliere di destinare a una
Organizzazione Onlus come la Società Italiana di Tabaccologia (SITAB) il 5 x 1000, che altrimenti andrebbe allo Stato. Non è una tassa aggiuntiva, né un sostituto dell’ 8 x 1000,
ma semplicemente un modo scegliere a chi destinare parte
delle proprie tasse.
41
Tabac Mail
Tabaccologia 2/2007
Tabac Mail
lettere a Tabaccologia
[email protected]
@
Il diritto
di non fumare
Gentile Direttore di Tabaccologia,
Le invio per conoscenza questa mia lettera pubblicata sulla
Stampa il 14/12/06 in risposta ad un articolo della dr.ssa
Spinelli presente sempre sulla Stampa del 12/12/06 in
cui la suddetta si erge a paladina della libertà di fronte ad
uno Stato che, per difendere la salute dei propri cittadini,
rischia “una capillare, intrusiva politica del corpo”. Al di là
del fatto che il conflitto fra i principi etici dell’autonomia,
della libertà individuale, del beneficio e del diritto alla salute
dei cittadini, è ormai una componente consueta degli interventi sanitari, quelli preventivi sono invece particolarmente delicati da questo punto di vista in quanto coinvolgono
principalmente individui sani, che non esprimono bisogni, e
che, anzi, spesso chiedono di essere lasciati in pace. Non
voglio in questa mia addentrarmi in questo conflitto, che è
lo stesso che sta al centro del dibattito sulle vaccinazioni
obbligatorie o sulla vicenda di Welby.
Voglio invece discutere della qualità della “vita privata del
cittadino” che si intenderebbe difendere dalla intrusioni dello “Stato etico e castigatore”. Il tabacco, ad esempio, produce una dipendenza patologica che schiavizza l’individuo
(da cui la radice dell’espressione inglese addicted) limitando
sostanzialmente le proprie libertà individuali e la propria
autonomia, per tutta la vita, mantenendo una capacità di
“presa” anche una volta cessata l’abitudine (e mantenendo
elevato nel tempo il rischio di ricaduta).
Pur senza dilungarmi sulle conseguenze di salute (quelle
che patisce l’individuo, non quelle dello Stato), come i 10
anni in media di vita persi o le frequenti disabilità motorie o
neurologiche dei fumatori, non posso tacere che è soprattutto la scelta di fumare a non essere libera. Una recente
sentenza della Corte americana che ha condannato le industrie del tabacco a pubblicare sui propri siti internet la
documentazione di tutte le ricerche condotte in proprio, ha
definitivamente tolto l’illusione della libertà della scelta di
fumare: l’industria, pur conoscendo tutti i rischi del tabacco e contemporaneamente negandoli, ha sistematicamente
compiuto azioni di convinzione subdola, quali stipendiare
attori famosi per convincerli a fumare sigarette in scena,
ha condotto studi per identificare le sostanze a maggiore
potere di dipendenza, ha cinicamente pagato scienziati per
42
mettere in dubbio le conclusioni di studi epidemiologici, ha
favorito la scelta di misure di prevenzione che sapeva inutili
(come i limiti di concentrazione della nicotina). Fumare non
è allora un gesto di libertà. Al contrario il fumatore tende
ad assumere un suo incontestabile ruolo di limitatore della
libertà del non fumatore.
Non è dunque una libertà essenziale quella di respirare
aria pulita, di uscire da un locale chiuso senza puzzare di
fumo o, perché no, di non morire di cancro al polmone a
causa del fumo di altri? Ma se anche questa è libertà, non
ha forse un valore più alto rispetto a quella del fumatore?
E allora risulta corretto accusare la recente legge Sirchia
di intrusione nella vita personale, quando è una legge che
protegge le libertà del non fumatore? E opporsi alle iniziative di prevenzione non potrebbe allora essere interpretato
come una difesa della vera intrusione, quella dell’industria
del tabacco?
È importante fare chiarezza e dare risposte certe su questi
punti nevralgici, nella speranza che lo sforzo, che una parte
importante del sistema sanitario fa per guadagnare anni
alla vita ma anche per ridare vita agli anni, senza intrusioni
nella sfera personale dei cittadini, ma sostenendo la loro
ambizione di salute, sia riconosciuto e compreso.
Fabrizio Faggiano
Professore Associato di Igiene e Medicina Preventiva
Università del Piemonte Orientale
Risposta
Gentile Collega,
La ringrazio per questa puntualizzazione su un tema che mi è capitato spesso di affrontare sui Media. Alcuni improvvidi paladini di
libertà e di diritti presunti, schiamazzano paventando una sospetta
intrusione di uno Stato moralista nella vita privata dei cittadini limitandone, a loro dire, la libertà.
Guarda caso questa reazione è scatenata unicamente dal fumo di
tabacco. Il problema risiede nella solita, noiosa per certi versi, contrapposizione tra il “Vizio” e la “Malattia da dipendenza invalidante
e mortale” che lei ha bene individuato e descritto. Buona parte del
nostro lavoro di professionisti della salute deve essere orientato
in modo da modificare ogni errata percezione, nei giovanissimi in
particolare.
Giacomo Mangiaracina
Tabaccologia 2/2007
@
Discoteca
fumante
Spett.le Redazione di Tabaccologia.
Vorrei far conoscere ai lettori di Tabaccologia una situazione che rischia di sfuggire di mano a tutti. Ormai da molti
mesi ricevo sempre più frequentemente lettere che mi segnalano la violazione del divieto di fumare nei locali pubblici
soprattutto discoteche e ristoranti. Tutto ciò avviene nella
più totale indifferenza di proprietari e gestori che, forti della sentenza del TAR del 2005, si disinteressano completamente di effettuare qualsiasi intervento per eliminare il
fenomeno.
Alcune persone mi hanno persino scritto dicendomi che in
certi ristoranti, soprattutto nella tarda serata o dopo un
certo orario, scatta una sorta di “zona franca” e si fuma
a tutta birra con i beneplacito
del proprietario che fornisce,
con grande sollecitudine e
cortesia, posacenere per tutti
coloro che desiderano “finalmente” fumarsi una sigaretta
in santa pace, magari davanti
a un bicchierino di amaro.
Nelle discoteche la situazione
è stata sempre molto difficile
anche per il gran numero di
persone di tutte le età che si
ritrovano nelle sale e quindi
l’entrata in vigore del divieto di
fumare in tutti i luoghi chiusi
ha rappresentato una vera e propria boccata d’ossigeno
per tutti gli amanti del ballo.
A questo proposito l’ultima lettera che ho ricevuto, pubblicata anche su Gea news di marzo, proviene da un ragazzo
di Palermo che mi ha scritto:
”Ciao, sono un ragazzo di Palermo. Il 10 Gennaio 2005 è
entrata in vigore una delle leggi più utili per noi non fumatori. Ho avuto la possibilità di rendermi conto che le cose
potevano cambiare. Tornavo a casa dopo una serata con
gli amici assolutamente pulito e profumato, e senza aver
dovuto patire lo stress che tutti quei fumatori strafottenti
mi recavano.
Da qualche mese ho notato che le cose sono nuovamente
degenerate. Nelle discoteche basta semplicemente che un
solo maleducato e incivile accenda una sigaretta, che nel
giro di 10 minuti l´intera clientela si trasforma in un mega
camino.
Adesso sono veramente stanco di non potermi divertire e
di dover subire ogni giorno continue mancanze di rispetto
di me e della legge.
Ma mi rendo conto che da solo non posso lamentarmi con
tutti quelli che fumano dove non è possibile (sono troppi).
Quindi mi chiedevo cosa posso fare? A chi mi posso rivolge-
Tabac Mail
re? E ho trovato voi. Sapete aiutarmi? Se domani andando
in un ristorante mi ritrovo a dover nuovamente subire fumo
passivo cosa posso fare? Grazie mille.“ [lettera firmata]
Ho risposto che sto ricevendo molte lettere simili e che
questo pare un segnale inequivocabile che, dopo un primo
periodo di rispetto quasi assoluto del divieto di fumare, la
situazione stia cambiando. Questo mutamento come dicevamo è stato anche favorito dalla sentenza del TAR del
2005 (www.fipe.it/fipe/Area-legis/Area-pubbl/Fumo/fumo-sentenza.pdf) in base alla quale i gestori dei pubblici
esercizi hanno il solo obbligo di affiggere i cartelli e non più
quello di richiamare i trasgressori ed eventualmente richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.
Pertanto l’unica alternativa per i clienti di discoteche, ristoranti, pub ecc. dove il divieto di fumare non è rispettato
è di rivolgersi sempre alle autorità competenti. Il mio suggerimento è quindi di chiamare
direttamente dalla discoteca i
NAS, tramite il 112 dei carabinieri, o la Polizia Municipale, o
la Polizia di Stato. In alternativa
si può effettuare la denuncia in
un secondo momento tramite raccomandata A.R. di cui
possiamo fornire un fac-simile,
sottoscritta dall’interessato e
da altre persone che condividono tale iniziativa.
Approviamo
incondizionatamente il desiderio di molti giovani di divertirsi in un ambiente libero dal fumo e purtroppo
spesso si perde solo del tempo a chiedere un gesto di fair
play ai fumatori, spesso maleducati e arroganti. Non servirebbe a niente o a poco.
Per quanto riguarda il ristorante, oltre ai suggerimenti già
dati, consiglio di ricorrere ad un espediente “estremo” e
cioè quello di comunicare al proprietario/titolare del ristorante che rifiuta di intervenire per porre fine alla violazione
della legge la propria decisione di non pagare il conto.
Dovrebbe scegliere fra un conto non pagato, una multa delle forze dell’ordine e far smettere di fumare. Ritengo infatti
che il ristorante debba garantire, oltre alla qualità dei cibi e
dei vini, anche quello dell’aria.
Nel caso necessiti poi un contatto più diretto, siamo disponibili al 338.3912565 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle
13. Ricordiamoci che tutti noi possiamo fare moltissimo.
Il nostro peggior nemico è l’indifferenza e il lasciar correre
per quieto vivere.
Cordiali saluti.
Cinzia Marini
responsabile servizio Smokebusters, Roma
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Riassunto delle caratteristiche
del prodotto
1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE
CHAMPIX 0,5 mg compresse rivestite con film
CHAMPIX 1 mg compresse rivestite con film
2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA
CHAMPIX 0,5 mg: ogni compressa rivestita con film contiene 0,5 mg di vareniclina
(come tartrato)
CHAMPIX 1 mg: Ogni compressa rivestita con film contiene 1 mg di vareniclina
(come tartrato)
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
3. FORMA FARMACEUTICA
Compresse rivestite con film.
CHAMPIX 0,5 mg
Compresse rivestite con film da 0,5 mg: compresse di colore bianco a forma di
capsula, biconvesse e con la scritta “Pfizer” incisa su un lato e “CHX 0,5” sull’altro.
CHAMPIX 1 mg
Compresse rivestite con film da 1 mg: compresse di colore blu chiaro a forma di
capsula, biconvesse e con la scritta “Pfizer” incisa su un lato e “CHX 1,0” sull’altro.
4. INFORMAZIONI CLINICHE
4.1 Indicazioni terapeutiche
CHAMPIX è indicato per la cessazione dell’abitudine al fumo negli adulti.
4.2 Posologia e modo di somministrazione
Le terapie per la cessazione dell’abitudine al fumo hanno maggiore probabilità di
successo in pazienti motivati a smettere di fumare e che ricevono una consulenza
aggiuntiva e di supporto.
CHAMPIX viene utilizzato per uso orale. La dose raccomandata di vareniclina è 1 mg
due volte al giorno dopo una settimana di aumenti della dose effettuati secondo il
seguente schema:
Giorni 1– 3:
Giorni 4 – 7:
Giorno 8 – fine del trattamento:
0,5 mg una volta al giorno
0,5 mg due volte al giorno
1 mg due volte al giorno
Il paziente deve stabilire una data per smettere di fumare. Il trattamento con
CHAMPIX deve iniziare 1-2 settimane prima di questa data. Nei pazienti che non
tollerano gli effetti avversi di CHAMPIX la dose può essere ridotta temporaneamente
o in modo permanente a 0,5 mg due volte al giorno. Le compresse di CHAMPIX
devono essere deglutite intere con acqua. CHAMPIX può essere assunto a stomaco
pieno o vuoto. I pazienti devono essere trattati con CHAMPIX per 12 settimane.
Per i pazienti che hanno smesso di fumare con successo alla fine della 12a
settimana, si può prendere in considerazione un ulteriore ciclo di trattamento di 12
settimane con CHAMPIX alla dose di 1 mg due volte al giorno (vedere paragrafo 5.1).
Non sono disponibili dati sull’efficacia di un ulteriore ciclo di trattamento di 12
settimane nei pazienti che non riescono a smettere di fumare durante la terapia
iniziale o che riprendono a fumare dopo il trattamento. Nel corso della terapia per la
cessazione dell’abitudine al fumo, il rischio di ricaduta è alto nel periodo
immediatamente successivo alla fine del trattamento. Nei pazienti ad alto rischio di
ricaduta, si può prendere in considerazione una riduzione graduale della dose
(vedere paragrafo 4.4).
Pazienti con insufficienza renale
Non è necessario un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con compromissione
renale da lieve (clearance della creatinina � 50 ml/min e � 80 ml/min) a moderata
(clearance della creatinina � 30 ml/min e � 50 ml/min).
Nei pazienti con compromissione renale moderata che presentano eventi avversi non
tollerati la dose può essere ridotta a 1 mg una volta al giorno.
Nei pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina � 30
ml/min) la dose raccomandata di CHAMPIX è di 1 mg una volta al giorno. La
somministrazione deve iniziare alla dose di 0,5 mg una volta al giorno per i primi 3
giorni, per poi essere aumentata ad 1 mg una volta al giorno. A causa dell’esperienza
clinica insufficiente con CHAMPIX in pazienti che si trovano nella fase terminale
della malattia renale, il trattamento non è raccomandato in questa popolazione di
pazienti (vedere paragrafo 5.2).
Pazienti con compromissione epatica
Non è necessario un aggiustamento del dosaggio nei pazienti con compromissione
epatica (vedere paragrafo 5.2).
Pazienti anziani
Non è necessario un aggiustamento del dosaggio nei pazienti anziani (vedere
paragrafo 5.2). Poiché una riduzione della funzionalità renale è più probabile nei
pazienti anziani, il medico prescrittore deve prendere in considerazione le condizioni
renali dei pazienti anziani.
Pazienti pediatrici
L’uso di CHAMPIX non è raccomandato nei bambini o negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni a causa dei dati insufficienti sulla sicurezza e l’efficacia (vedere
paragrafo 5.2).
4.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego
Effetto della cessazione dell’abitudine al fumo: Le modificazioni fisiologiche che
derivano dalla cessazione dell’abitudine al fumo, con o senza trattamento di
CHAMPIX, possono alterare la farmacocinetica o la farmacodinamica di alcuni
medicinali per i quali può essere necessario un aggiustamento del dosaggio (ad
esempio teofillina, warfarin e insulina). Poiché il fumo induce il citocromo CYP1A2,
la cessazione dell’abitudine al fumo può determinare un incremento dei livelli
plasmatici dei substrati del CYP1A2. La cessazione dell’abitudine al fumo, con o
senza farmacoterapia, è stata associata ad un’esacerbazione di patologie psichiatriche preesistenti (ed esempio depressione). È necessario fare attenzione nei
pazienti con una storia di malattia psichiatrica e i pazienti devono essere consigliati
di conseguenza. Non c’è esperienza clinica sull’uso di CHAMPIX in pazienti affetti da
epilessia. Alla fine del trattamento, l’interruzione di CHAMPIX è stata associata ad
un aumento di irritabilità, desiderio compulsivo di fumare, depressione e/o insonnia
fino al 3% dei pazienti. Di conseguenza il medico prescrittore deve informare il
paziente e discutere o considerare la necessità di una riduzione graduale della dose.
4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
Sulla base delle caratteristiche di vareniclina e dell’esperienza clinica ad oggi
disponibile, CHAMPIX non presenta interazioni clinicamente significative con altri
medicinali. Non è raccomandato un aggiustamento del dosaggio di CHAMPIX o dei
medicinali co-somministrati di seguito elencati.
Gli studi in vitro indicano che è improbabile che vareniclina alteri la farmacocinetica
dei composti che vengono principalmente metabolizzati dagli enzimi del citocromo
P450. Inoltre, poiché il metabolismo di vareniclina rappresenta meno del 10% della
sua clearance, è improbabile che i farmaci che notoriamente agiscono sul sistema
del citocromo P450 alterino la farmacocinetica di vareniclina (vedere paragrafo 5.2)
e pertanto in questi casi non è necessario un aggiustamento del dosaggio di
CHAMPIX.
Gli studi in vitro dimostrano che vareniclina alle concentrazioni terapeutiche non
inibisce nell’uomo le proteine renali di trasporto. Pertanto, è improbabile che la
vareniclina alteri l’effetto dei farmaci eliminati attraverso la secrezione renale (ad
esempio metformina – vedere di seguito).
Metformina: Vareniclina non ha alterato la farmacocinetica di metformina.
Metformina non ha avuto effetti sulla farmacocinetica di vareniclina.
Cimetidina: La somministrazione concomitante di cimetidina e vareniclina ha
aumentato l’esposizione sistemica di vareniclina del 29% a causa di una riduzione
della clearance renale di vareniclina. Non si raccomanda un aggiustamento di
dosaggio in caso di somministrazione concomitante di cimetidina in soggetti con
funzionalità renale normale o in pazienti con compromissione renale da lieve a
moderata. In pazienti con grave compromissione renale, l’uso concomitante di
cimetidina e vareniclinia deve essere evitato.
Digossina: Vareniclina non ha alterato la farmacocinetica di digossina allo steady-state.
Warfarin: Vareniclina non ha alterato la farmacocinetica di warfarin. Il tempo di
protrombina (INR) non è stato alterato dalla vareniclina. La stessa cessazione
dell’abitudine al fumo può determinare alterazioni della farmacocinetica di warfarin
(vedere paragrafo 4.4.).
Uso con altre terapie per la cessazione dell’abitudine al fumo:
Bupropione: Vareniclina non ha alterato la farmacocinetica di bupropione allo steadystate. Terapia sostitutiva a base di nicotina (NRT): quando vareniclina e la NRT per via
transdermica sono state somministrate insieme a soggetti fumatori per 12 giorni, è stata
osservata una riduzione statisticamente significativa della pressione media sistolica
(media 2,6 mmHg) misurata l’ultimo giorno dello studio. In questo studio, l’incidenza di
nausea, cefalea, vomito, capogiro, dispepsia e stanchezza è stata superiore per la
combinazione vareniclina ed NRT rispetto alla sola NRT.
Alcolici: I dati clinici su una potenziale interazione tra gli alcolici e vareniclina sono
limitati. La sicurezza e l’efficacia di CHAMPIX in combinazione con altre terapie per
la cessazione dell’abitudine al fumo non è stata studiata.
4.6 Gravidanza e allattamento
Non vi sono dati adeguati sull’impiego di CHAMPIX in donne in gravidanza. Gli studi
condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo
5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. CHAMPIX non deve essere
usato durante la gravidanza. Non è noto se vareniclina viene escreta nel latte
materno. Gli studi condotti su animali suggeriscono che vareniclina viene escreta nel
latte materno. La decisione se continuare/interrompere l’allattamento o continuare/interrompere la terapia con CHAMPIX deve essere presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino ed il beneficio della terapia con
CHAMPIX per la donna.
4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
CHAMPIX può alterare in modo trascurabile o lieve la capacità di guidare veicoli e
utilizzare macchinari. CHAMPIX può causare capogiri e sonnolenza e pertanto può
alterare la capacità di guidare veicoli e utilizzare macchinari. Si consiglia ai pazienti
di non guidare, utilizzare macchinari complessi o intraprendere attività potenzialmente pericolose fino a quando non sia noto se questo medicinale altera la capacità
di svolgere queste attività.
4.8 Effetti indesiderati
La cessazione dell’abitudine al fumo con o senza trattamento è associata a diversi
sintomi. Ad esempio, in pazienti che cercano di smettere di fumare sono stati riportati
stati d’animo disforico o depresso; insonnia, irritabilità, frustrazione o rabbia; ansia;
difficoltà di concentrazione; irrequietezza; riduzione della frequenza cardiaca; aumento
dell’appetito o aumento di peso. Non è stato fatto un tentativo né relativamente al
disegno degli studi né per quanto concerne l’analisi degli studi con CHAMPIX per
distinguere gli eventi avversi associati al trattamento con il farmaco in studio da quelli
possibilmente associati alla sospensione di nicotina. Gli studi clinici hanno incluso circa
4.000 pazienti trattati con CHAMPIX per un periodo di trattamento fino ad 1 anno
(esposizione media di 84 giorni). In generale, quando si sono verificate reazioni avverse,
l’insorgenza è stata nella prima settimana di terapia; la gravità è stata generalmente da
lieve a moderata e per quanto concerne l’incidenza delle reazioni avverse non sono state
riscontrate differenze in base ad età, razza o sesso di appartenenza. In pazienti trattati
con la dose raccomandata di 1 mg BID, dopo un periodo iniziale di aumento graduale
della dose l’evento avverso più comunemente segnalato è stato la nausea (28,6%). Nella
maggior parte dei casi la nausea si è verificata nella fase iniziale del periodo di
trattamento, è stata di gravità da lieve a moderata ed ha raramente comportato l’interruzione del trattamento. La percentuale di interruzione del trattamento a causa di
eventi avversi è stata dell’11,4% per vareniclina rispetto al 9,7% per il placebo. In questo
gruppo, le percentuali di interruzione a causa degli eventi avversi più comuni nei pazienti
in trattamento con vareniclina sono state le seguenti: nausea (2,7% versus 0,6% per il
placebo), cefalea (0,6% versus 1,0% per il placebo), insonnia (1,3% versus 1,2% per il
placebo) e alterazione dell’attività onirica (0,2% versus 0,2% per il placebo).
Nella tabella sottostante tutte le reazioni avverse che si sono verificate con un’incidenza
superiore al placebo sono elencate per classe sistemica organica e frequenza (molto
comune (�1/10), comune (�1/100 a �1/10), non comune (�1/1.000 a �1/100) e raro
(�1/10.000 a �1/1.000). All’interno di ogni gruppo di frequenza, gli effetti indesiderati
sono elencati in ordine di gravità decrescente.
Classe
sistemica organica
Reazioni avverse da farmaco
Infezioni e infestazioni
Non comune
Bronchite, rinofaringite, sinusite, infezioni micotiche,
infezioni virali
Alterazioni del metabolismo e della nutrizione
Aumento dell’appetito
Comune
Non comune
Anoressia, riduzione dell’appetito, polidipsia
Disturbi psichiatrici
Molto comune
Alterazione dell’attività onirica, insonnia
Non comune
Reazioni di panico, bradifrenia, alterazioni del pensiero,
alterazioni degli stati d’animo
Alterazioni del sistema nervoso
Molto comune
Cefalea
Comune
Sonnolenza, capogiro, disgeusia
Non comune
Tremori, alterazione della coordinazione, disartria,
ipertonia, irrequietezza, disforia, ipoestesia, ipogeusia,
letargia, aumento della libido, riduzione della libido
Alterazioni cardiache
Non comune
Fibrillazione atriale, palpitazioni
Disturbi oculari
Non comune
Scotoma, alterazione del colore dello sclera, dolore
oculare, midriasi, fotofobia, miopia, aumento della
lacrimazione
Alterazioni dell’apparato uditivo e vestibolare
Non comune
Tinnito
Alterazioni dell’apparato respiratorio, del torace e del mediastino
Non comune
Dispnea, tosse, raucedine, dolore faringo-laringeo,
irritazione alla gola, congestione delle vie respiratorie,
congestione sinusale, gocciolamento retronasale,
rinorrea, russare
Alterazioni dell’apparato gastrointestinale
Molto comune
Nausea
Comune
Vomito, stipsi, diarrea, distensione addominale, disturbi
di stomaco, dispepsia, flatulenza, secchezza delle fauci
Non comune
Ematamesi, ematochezia, gastrite, malattia da reflusso
gastroesofageo, dolore addominale, alterate abitudini
intestinali, feci alterate, eruttazione, stomatite aftosa,
dolore gengivale, lingua impaniata
Alterazioni della cute e del tessuto sottocutaneo
Non comune
Rash generalizzato, eritema, prurito, acne, iperidrosi,
sudorazioni notturne
Alterazioni dell’apparato muscoloscheletrico e tessuto connettivo
Rigidità delle articolazioni, spasmi muscolari, dolore
Non comune
della parete toracica, costocondrite
Alterazioni renali e delle vie urinarie
Glicosuria, nicturia, poliuria
Non comune
Disordini del sistema riproduttivo e della mammella
Non comune
Menorragia, perdite vaginali, disfunzioni sessuali
Disordini generali e alterazioni del sito di somministrazione
Comune
Affaticamento
Non comune
Disturbi al torace, dolore al torace, piressia, sensazione
di freddo, astenia, disturbi del ritmo circadiano del
sonno, malessere, cisti
Indagini diagnostiche
Aumento della pressione del sangue, depressione del
Non comune
segmento ST all’elettrocardiogramma, riduzione
dell’ampiezza dell’onda T all’elettrocardiogramma,
aumento della frequenza cardiaca, alterazione dei test
di funzionalità epatica, riduzione della conta piastrinica,
aumento di peso, alterazioni dello sperma, aumento
della proteina C-reattiva, riduzione della calcemia
Nella fase successiva alla commercializzazione del prodotto sono stati segnalati casi
di infarto del miocardio in pazienti che assumevano vareniclina.
4.9 Sovradosaggio
Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio negli studi clinici condotti nella fase
che ha preceduto la commercializzazione.
In caso di sovradosaggio, si dovranno avviare le necessarie misure di supporto
standard.
È stato dimostrato che la vareniclina è dializzabile in pazienti che si trovano nella
fase terminale della malattia renale (vedere paragrafo 5.2); tuttavia, non vi è
esperienza con la dialisi a seguito di sovradosaggio.
Attraverso gli Studi 1 e 2 durante il trattamento attivo, il desiderio compulsivo e
l’astinenza dall’abitudine al fumo si sono ridotti significativamente nei pazienti
randomizzati al trattamento con CHAMPIX rispetto al placebo. CHAMPIX ha inoltre
ridotto significativamente rispetto al placebo gli effetti di rinforzo dell’abitudine al
fumo che possono perpetuare il comportamento di abitudine al fumo in pazienti che
fumano durante il trattamento. L’effetto di vareniclina su desiderio compulsivo,
astinenza e rinforzo dell’abitudine al fumo non sono stati misurati durante la fase di
follow-up a lungo termine senza trattamento.
5.PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
5.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: farmaci usati nella dipendenza da nicotina, codice
ATC: NO7BA03
Studio sul Mantenimento dell’Astinenza
Il terzo studio ha valutato il beneficio di un ulteriore periodo di trattamento di 12
settimane con CHAMPIX sul mantenimento dell’astinenza. I pazienti in questo studio
(n=1.927) hanno ricevuto CHAMPIX in aperto alla dose di 1 mg due volte al giorno
per 12 settimane. I pazienti che hanno smesso di fumare entro la 12a settimana sono
stati poi randomizzati al trattamento con CHAMPIX (1 mg due volte al giorno) o con
placebo per ulteriori 12 settimane per una durata totale dello studio di 52 settimane.
Vareniclina si lega con elevata affinità e selettività ai recettori nicotinici neuronali
dell’acetilcolina α4β2, dove agisce come un agonista parziale, composto che
possiede sia attività agonista, con un’efficacia intrinseca inferiore a quella della
nicotina, che attività antagonista in presenza di nicotina.
Gli studi di elettrofisiologia in vitro e gli studi neurochimici in vivo hanno dimostrato
che vareniclina si lega ai recettori nicotinici neuronali dell’acetilcolina α4β2 e
stimola l’attività mediata dai recettori, ma in misura significativamente inferiore
rispetto alla nicotina. La nicotina compete per lo stesso sito di legame α4β2 nAChR
per il quale vareniclina possiede una maggiore affinità. Pertanto, vareniclina può
bloccare in modo efficace la capacità della nicotina di attivare appieno i recettori
α4β2 ed il sistema dopaminergico mesolimbico, il meccanismo neuronale alla base
del rinforzo e della gratificazione sperimentati con l’abitudine al fumo. La vareniclina
è altamente selettiva e si lega al sottotipo del recettore α4β2 (Ki=0,15 nM) in misura
più potente rispetto agli altri recettori nicotinici comuni (α3β4 Ki=84 nM,
α7 Ki= 620 nM, α1βγδ Ki= 3.400 nM), o ai recettori e trasportatori non nicotinici
(Ki � 1µM, ad eccezione dei recettori 5-HT3: Ki=350 nM).
L’efficacia di CHAMPIX nella cessazione dell’abitudine al fumo è il risultato
dell’attività agonista parziale della vareniclina a livello del recettore nicotinico α4β2
dove il suo legame produce un effetto sufficiente ad alleviare i sintomi del desiderio
compulsivo e dell’astinenza (attività agonista), determinando contemporaneamente
una riduzione degli effetti della gratificazione e del rinforzo dell’abitudine al fumo,
impedendo il legame nicotinico ai recettori α4β2 (attività antagonista).
Efficacia clinica
L’efficacia di CHAMPIX nella cessazione dell’abitudine al fumo è stata dimostrata in
3 studi clinici che hanno coinvolto fumatori cronici (�10 sigarette al giorno). 2.619
pazienti sono stati trattati con CHAMPIX 1 mg BID (aumento graduale della dose
durante la prima settimana), 669 pazienti hanno ricevuto bupropione 150 mg BID
(anch’esso aumentato gradualmente) e 684 pazienti hanno ricevuto placebo.
Studi clinici di confronto
Due identici studi clinici prospettici in doppio cieco hanno confrontato l’efficacia di
CHAMPIX (1 mg due volte al giorno), bupropione a rilascio prolungato (150 mg due
volte al giorno) e placebo nella cessazione dell’abitudine al fumo. In questi studi della
durata di 52 settimane, i pazienti hanno ricevuto il trattamento per 12 settimane,
seguite da un fase di 40 settimane senza trattamento. L’endpoint primario dei due
studi era costituito dalla Percentuale di Cessazione Continua di 4 settimane (4 week
Continuous Quite Rate - 4W-CQR) dalla 9a alla 12a settimana, confermata dal livello
di monossido di carbonio (CO). L’endpoint primario per CHAMPIX ha dimostrato una
superiorità statisticamente superiore rispetto a bupropione e placebo. Dopo la fase
di 40 settimane senza trattamento, un endpoint secondario, chiave per entrambi gli
studi, è stato la Percentuale di Astinenza Continua (Continuous Abstinence Rate - CA)
alla 52a settimana. La CA è stata definita come la proporzione di tutti i soggetti trattati
che non hanno fumato (neanche una tirata di sigaretta) dalla 9a alla 52a settimana e che
non hanno presentato una misurazione di CO espirato � 10 ppm. La 4W-CQR (dalla 9a
alla 12a settimana) e la percentuale di CA (dalla 9a alla 52a settimana) relative agli
studi 1 e 2 sono incluse nella seguente tabella:
Studio 1 (n=1.022)
4W CQR CA sett. 9-52
44,4%
CHAMPIX
29,5%
Bupropione
Placebo
17,7%
Odds ratio CHAMPIX
3,91
versus placebo
p<0,0001
1,96
Odds ratio CHAMPIX
versus bupropione
p<0,0001
22,1%
16,4%
8,4%
3,13
p<0,0001
1,45
p=0,0640
Studio 2 (n=1.023)
4W CQR CA sett. 9-52
44,0%
30,0%
17,7%
3,85
p<0,0001
1,89
p<0,0001
23,0%
15,0%
10,3%
2,66
p<0,0001
1,72
p=0,0062
Pazienti che hanno riportato effetti su desiderio compulsivo, astinenza e rinforzo
dell’abitudine al fumo
L’endpoint principale dello studio era la percentuale di astinenza continua
confermata dal livello di CO dalla 13a alla 24a settimana nella fase di trattamento in
doppio cieco. Un endopoint secondario chiave è stato la percentuale di astinenza
continua (CA) dalla 13a alla 52a settimana.
Questo studio ha dimostrato il beneficio di un ulteriore periodo di trattamento di 12
settimane con CHAMPIX 1 mg due volte al giorno rispetto al placebo per il
mantenimento della cessazione dell’abitudine al fumo. La probabilità di mantenere
l’astinenza alla 24a settimana, dopo un ulteriore periodo di trattamento di 12
settimane con CHAMPIX, è stata pari a 2,47 volte rispetto al placebo (p�0,0001). La
superiorità rispetto al placebo per la CA si è mantenuta fino alla 52a settimana (Odds
Ratio=1,35, p=0,0126).
I risultati chiave sono riassunti nella seguente tabella:
CHAMPIX
n=602
Placebo
n=604
Differenza
(95% IC)
Odds ratio
(95% IC)
CA sett. 13-24
70,6%
49,8%
CA sett. 13-52
44,0%
37,1%
20,8%
(15,4%, 26.2%)
6,9%
(1,4%,12,5%)
2,47
(1,95, 3,15)
1,35
(1,07, 1,70)
L’esperienza con CHAMPIX nella popolazione di etnia afro-americana è attualmente
limitata per poterne determinare l’efficacia clinica.
5.2 Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento: Le concentrazioni plasmatiche massime di vareniclina vengono
raggiunte generalmente entro 3-4 ore dalla somministrazione orale. A seguito di
somministrazione orale di dosi multiple in volontari sani, le condizioni steady-state
si raggiungono entro 4 giorni. L’assorbimento dopo somministrazione orale è
virtualmente completo e la disponibilità sistemica è elevata. La biodisponibilità orale
di vareniclina non è modificata dal cibo o dal momento della somministrazione.
Distribuzione: Vareniclina si distribuisce nei tessuti, incluso il cervello. Il volume
apparente di distribuzione è stato in media di 415 litri (%CV=50) allo steady-state. Il
legame di vareniclina con le proteine plasmatiche è basso (� 20%) ed è
indipendente sia dall’età sia dalla funzionalità renale. Nei roditori, vareniclina viene
trasferita attraverso la placenta e viene escreta nel latte materno.
Biotrasformazione: Vareniclina viene sottoposta ad un metabolismo minimo con il
92% della dose escreta immodificata nelle urine e meno del 10% eliminato sotto
forma di metaboliti.
I metaboliti minori nelle urine includono vareniclina N-carbamoil-glucuronide e
idrossi-vareniclina. Vareniclina in circolo rappresenta il 91% del materiale farmacocorrelato. I metaboliti minori in circolo includono vareniclina N-carbamoil-glucuronide e N-glucosilvareniclina.
Eliminazione: L’emivita di eliminazione di vareniclina è di circa 24 ore. L’eliminazione
renale di vareniclina avviene principalmente attraverso la filtrazione glomerulare
insieme alla secrezione tubulare attiva mediante il trasportatore cationico organico
OCT2 (vedere paragrafo 4.5).
Linearità/non linearità: Vareniclina presenta una cinetica lineare quando
somministrata in dose singola (da 0,1 a 3 mg) o in dosi ripetute (da 1 a 3 mg/die).
Farmacocinetica in particolari popolazioni di pazienti: Non vi sono differenze
clinicamente significative nella farmacocinetica di vareniclina in relazione ad età,
razza, sesso di appartenenza, abitudine al fumo o uso di farmaci concomitanti, come
dimostrato dagli studi specifici di farmacocinetica e dalle analisi di farmacocinetica
di popolazione.
Pazienti con compromissione epatica: A causa dell’assenza di un metabolismo
epatico significativo, la farmacocinetica di vareniclina non dovrebbe essere
modificata in pazienti con compromissione epatica (vedere paragrafo 4.2).
Insufficienza renale: La farmacocinetica di vareniclina è risultata immodificata in
soggetti con compromissione renale lieve (clearance della creatinina � 50 ml/min e
� 80 ml/min). In pazienti con compromissione renale moderata (clearance della
creatinina � 30 ml/min e � 50 ml/min), l’esposizione a vareniclina è aumentata di
1,5 volte rispetto ai soggetti con normale funzionalità renale (clearance della
creatinina � 80 ml/min). In soggetti con grave compromissione renale (clearance
della creatinina � 30 ml/min), l’esposizione a vareniclina è aumentata di 2,1 volte.
In soggetti che si trovano nella fase terminale della malattia renale (ESRD), vareniclina
è stata eliminata in modo efficace mediante emodialisi (vedere paragrafo 4.2)
Anziani: La farmacocinetica di vareniclina in pazienti anziani con normale
funzionalità renale (età 65-75 anni) è simile a quella dei soggetti adulti più giovani
(vedere paragrafo 4.2). Per i pazienti anziani con funzionalità renale ridotta si
rimanda al paragrafo 4.2.
Adolescenti: Quando 22 adolescenti di età compresa tra 12 e 17 anni (inclusi) sono
stati trattati con una singola dose di vareniclina da 0,5 mg e 1 mg, la famacocinetica
di vareniclina è stata quasi proporzionale tra le dosi da 0,5 mg ed 1 mg. L’esposizione
sistemica, valutata in base alla AUC (0-inf) e la clearance renale di vareniclina sono
state paragonabili a quelle degli adulti. Negli adolescenti è stato osservato un
aumento del 30% della Cmax ed una emivita di eliminazione più breve (10,9 ore)
rispetto agli adulti (vedere paragrafo 4.2).
Gli studi in vitro dimostrano che vareniclina non inibisce gli enzimi del citocromo
P450 (IC50� 6.400 ng/ml). Gli enzimi P450 testati per l’inibizione sono: 1A2, 2A6, 2B6,
2C8, 2C9, 2C19, 2D6, 2E1, e 3A4/5. Inoltre, negli epatociti umani in vitro è stato
dimostrato che vareniclina non induce l’attività degli enzimi del citocromo P450 1A2
e 3A4. Pertanto, è improbabile che vareniclina alteri la farmacocinetica di composti
che vengono principalmente metabolizzati dagli enzimi del citocromo P450.
5.3 Dati preclinici di sicurezza
I dati non-clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi
convenzionali di safety pharmacology, tossicità a dosi ripetute, genotossicità,
fertilità e sviluppo embrio-fetale. Nei ratti maschi trattati per 2 anni con vareniclina,
è stato osservato un aumento dose-correlato nell’incidenza di ibernoma (tumore del
grasso bruno). Nella prole di ratte gravide trattate con vareniclina sono state
osservate riduzioni della fertilità ed incrementi nel riflesso di trasalimento uditivo
(vedere paragrafo 4.6). Questi effetti sono stati osservati solo con esposizioni
ritenute sufficientemente al di sopra della massima esposizione nell’uomo e ciò ne
indica la scarsa rilevanza per l’uso clinico. I dati non-clinici indicano che vareniclina
possiede proprietà di rinforzo nonostante abbia una potenza inferiore a quella della
nicotina. Negli studi clinici condotti sull’uomo, vareniclina ha evidenziato un basso
potenziale di abuso.
6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
6.1 Elenco degli eccipienti
Parte interna della compressa
Cellulosa microcristallina
Calcio idrogeno fosfato anidro
Sodio croscarmelloso
Silice colloidale anidra
Magnesio stearato
Rivestimento della compressa
Ipromellosa
Titanio diossido (E171)
Macrogol
Triacetina
6.2 Incompatibilità
Non pertinente.
6.3 Periodo di validità
2 anni
6.4 Precauzioni particolari per la conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna speciale condizione di conservazione.
6.5 Natura e contenuto del contenitore
CHAMPIX 0,5 mg – CHAMPIX 1 mg
Confezioni di inizio trattamento
Blister Aclar / PVC con lamina di rivestimento in alluminio contenente un blister
trasparente da 11 compresse rivestite con film da 0,5 mg ed un secondo blister
trasparente contenente 14 compresse rivestite con film da 1 mg in confezionamento
secondario di cartone termosaldato.
Blister Aclar / PVC con lamina di rivestimento in alluminio contenente un blister
trasparente da 11 compresse rivestite con film da 0,5 mg ed un secondo blister
trasparente contenente 14 compresse rivestite con film da 1 mg contenuti in un
astuccio.
CHAMPIX 0,5 mg
Confezioni di mantenimento
Blister Aclar / PVC con lamina di rivestimento in alluminio contenente 28 compresse
rivestite con film da 0,5 mg in confezionamento secondario di cartone termosaldato.
Blister Aclar / PVC con lamina di rivestimento in alluminio contenente 56 compresse
rivestite con film da 0,5 mg in confezionamento secondario di cartone termosaldato.
Contenitore per compresse in polietilene ad alta densità (HDPE) di colore blu-bianco
con chiusura in polipropilene a prova di bambino ed un sigillo ad induzione costituito
da un foglio in alluminio / polietilene contenente 56 compresse rivestite con film da
0,5 mg.
CHAMPIX 1 mg
Confezioni di mantenimento
Blister Aclar / PVC con lamina di rivestimento in alluminio contenente 28 compresse
rivestite con film da 1 mg in confezionamento secondario di cartone termosaldato.
Blister Aclar / PVC con lamina di rivestimento in alluminio contenente 56 compresse
rivestite con film da 1 mg in confezionamento secondario di cartone termosaldato.
Blister Aclar / PVC con lamina di rivestimento in alluminio contenente 28 compresse
rivestite con film da 1 mg in un astuccio.
Blister Aclar / PVC con lamina di rivestimento in alluminio contenente 56 compresse
rivestite con film da 1 mg in un astuccio.
Blister Aclar / PVC con lamina di rivestimento in alluminio contenente 112 compresse rivestite con film da 1 mg in un astuccio.
Contenitore per compresse in polietilene ad alta densità (HDPE) di colore blu-bianco con
chiusura in polipropilene a prova di bambino ed un sigillo ad induzione costituito da un
foglio in alluminio / polietilene contenente 56 compresse rivestite con film da 1 mg.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione
Nessuna istruzione particolare.
7. TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO
Pfizer Limited
Ramsgate Road
Sandwich
Kent
CT13 9NJ
UK
8. NUMERO(I) DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO
CHAMPIX 0,5 mg - CHAMPIX 1 mg
EU/1/06/360/003 – AIC 037550035/E
EU/1/06/360/008 – AIC 037550086/E
CHAMPIX 0,5 mg
EU/1/06/360/006 – AIC 037550062/E
EU/1/06/360/007 – AIC 037550074/E
EU/1/06/360/001 – AIC 037550011/E
CHAMPIX 1 mg
EU/1/06/360/004 – AIC 037550047/E
EU/1/06/360/005 – AIC 037550050/E
EU/1/06/360/009 – AIC 037550098/E
EU/1/06/360/010 – AIC 037550100/E
EU/1/06/360/002 – AIC 037550023/E
EU/1/06/360/011
9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE
26/09/2006
10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO
26/04/2007
Congressi & eventi
Tabaccologia 2/2007
Congressi & eventi
[email protected]
ITALIA
29 Maggio 2007
Monza. Workshop: Prevenire e trattare il tabagismo: Fattori di rischio, fattori di efficacia.
Villa Reale - Info: [email protected]
31 Maggio 2007
Roma. Giornata mondiale senza tabacco - World no-tobacco day, smoke-free environments. IX Convegno Nazionale
Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale. Organizzato da:
Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Istituto
di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Lega Italiana per
la Lotta Contro i Tumori. Aula Pocchiari, Istituto Superiore
di Sanità, Viale Regina Elena, 299 - Roma. Info: [email protected] - fax 06 49902016
31 Maggio 2007
Torino: Giornata mondiale contro il tabacco - IL FUMO NEGLI
OCCHI. Pressione sociale o libera scelta?
Centro Incontri - Regione Piemonte - Corso Stati Uniti 23,
Torino - Info: fax 011-6333886 Tel.011-6333874
E-mail: [email protected]
1 Giugno 2007
Roma: Terapeuti del Tabagismo in E-Learning. Si riaprono le
iscrizioni On-Line: [email protected] - www.psigea.it.
4-6 Giugno 2007
Ferrara: Workshop GIMBE CGP/2007 (Clinical Governance in Pneumology)/Tel +39 039 2304440
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7-9 Giugno 2007
Gubbio (PG): Corso Nazionale “post graduate”: Le Pneumopatie Interstiziali Diffuse. Conoscere per riconoscere.
Info: [email protected] Tel: 0243911560
23 Giugno, 7 Luglio 2007
Roma: Operatori Tabagismo - Direzione e docenza: prof. Mangiaracina. Sede: PsiGea. Max.10 allievi. Info: Dott.sse Cerretti
e Migliorato: 340.6512819, 06.27867863. Web: www.psigea.it. Progamma da richiedere a: [email protected]
25-27 Giugno 2007
Ferrara: Workshop GIMBE CRP/2007 (Clinical Research
in Pneumology)/Tel +39 039 2304440
[email protected]
3-6 Ottobre 2007
Roma: Congresso AIMAR - Conferenza Nazionale di Consenso in Medicina Respiratoria.
www.conferenzaAIMAR2007.makevent.it
info: [email protected] - Tel. 02 3343281
48
11-12-13 Ottobre 2007
Cosenza: Congresso siculo-calabro AIPO. Formazione in
Terapia intensiva Respiratoria per infermieri professionali e
terapisti riabilitazione. Info: Dott. Francesco Romano.
E-mail: [email protected]
12-14 / 26-28 Novembre 2007
Ferrara: Workshop GIMBE EBP/2007 (Evidence-Based
Pneumology)/Tel +39 039 2304440
[email protected]
4-7 Dicembre 2007
Firenze: Fortezza da Basso-Congresso Nazionale AIPO/UIP Info: iDea congress Via della Farnesina, 224 - 00194 Roma
Tel. +39 06 36381573 - Fax +39 06 36307682
23-25 Settembre 2008
Roma: Hotel Villa Panphili - 10° Congresso Europeo SRNT,
Society for Researches on Nicotine and Tobacco.
ESTERO
10-15 June 2007
Stockholm, Sweden: Stockholm International Council on
Alcohol and Addiction. - http://www.icaa.ch/
16-20 June 2007
Rochester, USA: Mayo Clinic Tobacco Treatment Specialist Certification training.
http://mayoresearch.mayo.edu/mayo/research/ndc_
education/tts_certification.cfm
16-21 June 2007
Quebec City, Canada: Quebec College on Problems of
Drug Dependence 69th Annual Meeting.
http://www.cpdd.vcu.edu/
22-25 June 2007
Istambul, Turkey: World Asthma Meeting
Info: [email protected] / Tel: +90 2122586020
24-28 August 2007
Beijing, China: 10th World Conference on Tobacco
or Health.
15-19 September 2007
Stockholm, Sweden: ERS 2007 Annual Congress
Info: Tel: +41 21 213 0101 /Fax: +41 21 213 0100
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