il classico protagonista il 25 novembr

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il classico protagonista il 25 novembr
Al Classico il 25 novembre centoventi alunni in una performance di danza, poesia, drammatizzazione,
azione ginnica contro la violenza sulle donne
«Mi chiamo Valentina e credo
nell’amore». Credono tutti nell’amore i
centoventi alunni che hanno animato
l’azione di sensibilizzazione realizzata dal
Liceo Classico di Molfetta il 25
novembre, “Giornata internazionale per
l’eliminazione della violenza contro le
donne”. E vogliono continuare a
crederci.
Fino al suono della sirena che, come
tradizione, ha dato il via alla
performance,
hanno
riso
e
chiacchierato, per diventare seri
serissimi, calandosi nei ruoli, appena
scese le scale del Liceo e presi i loro
posti. Hanno raccontato storie che
sperano non li riguardino mai, l’infrangersi di
sogni che potrebbero essere i loro, la gelosia,
i ceffoni, i lividi, l’auto colpevolizzazione.
Quasi esorcizzassero un pericolo: quello di
trovarsi un domani nel ruolo di vittime o
carnefici. Lo conoscono in questo modo il
lato oscuro dell’amore e poi mai più, che
altrimenti non sarebbe servita tutta la fatica
di mesi di preparazione.
Performance divisa in due parti, la prima,
affidata ad un folto coro maschile e
femminile, a scavare nelle radici antiche nella
misoginia, quando la donna veniva creduta
punizione divina: testi urticanti, da Omero,
Esiodo, Euripide, Pitagora e Aristotele. Uno
stacco fra passato e presente affidato alla danza, sulla musica di “Svegliare l’aurora”, un tocco tenero di
poesia, prima di venire all’attualità:
l’ulteriore violenza di un processo, quando
la donna denuncia; la conquista della
autonomia; la raccomandazione alle madri
dei figli maschi, che con l’educazione si
combatte la violenza di genere.
A concludere l’alternanza di testi, stili,
azioni sul palco, la poetica azione mimica
di nove coppie che hanno ricostruito con i
corpi e gesti i fotogrammi di un amore
che, da dolce, può diventare malato e violento.
Infine, come è tradizione, di
nuovo il suono della sirena e l’azione
ginnica che, attraverso il volteggiare
dei nastri ha disegnato lo stesso
percorso dei testi, riaffermando il
messaggio della serata e del Liceo
Classico: l’amore può anche
diventare una gabbia, ma le sbarre si
possono, si devono spezzare.
Anche la pioggia, tanto temuta,
ha ceduto le armi al cospetto di
questo momento di formazione
intenso, davanti all’edificio del Liceo
trasformato ancora una volta in una
perfetta quinta teatrale.
Complimenti ai ragazzi da parte della Dirigente, prof.ssa Margherita Anna Bufi, un ringraziamento a
Maria Antonietta Cozzoli che volontariamente e gratuitamente ha collaborato alla preparazione del mimo e
alla Ditta Ayroldi che ha realizzato nell’atrio del Liceo il palco.
A fine serata i docenti referenti, proff. Emilia de Ceglia, Eleonora Sciancalepore, Maria Teresa Mezzina,
Marta Giancaspro, Rosa Lezza, Girolamo Samarelli, Maddalena Salvemini, erano stanchissimi, ma se li
sarebbero abbracciati tutti, ad uno ad
uno, i loro meravigliosi ragazzi.
Per il quarto anno consecutivo il
Liceo Classico di Molfetta il 25
novembre, a Corso Umberto, per
coinvolgere la città, ha dimostrato di
avere a cuore non solo la crescita
culturale degli alunni, ma la loro
formazione come uomini e donne
capaci di relazioni sane e protagonisti
di un mondo migliore.
Foto di Mario La Forgia, III A

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