scene da un matrimonio

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scene da un matrimonio
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Abruzzo
Provincia di Chieti, Provincia di L'Aquila, Provincia di Pescara, Provincia di Teramo,
Comune di L'Aquila
SCENE DA UN MATRIMONIO
di Ingmar Bergman
traduzione Piero Monaci
adattamento e regia ALESSANDRO D’ALATRI
con DANIELE PECCI e FEDERICA DI MARTINO
musiche originali FRANCO MUSSIDA
voce fuori campo Francesca Romana Succi
scene Matteo Soltanto
costumi Francesco Verderame
disegno luci Paolo Mazzi
video grafica Alessio Fattori
aiuto regia Lorenzo D’Amico
“Credi che viviamo in una totale confusione? Credi che dentro di noi si
abbia paura perché non sappiamo dove aggrapparci? Non si è perso qualcosa
di importante? Credo che in fondo c'è il rimpianto di non aver amato
nessuno e che nessuno mi abbia amato".
Ingmar Bergman
L’IDEA DELL’ALLESTIMENTO…
Una nota di Alessandro D’Alatri
L’idea di “riproporre” sulla scena un progetto come “Scene di vita
coniugale” è estremamente stimolante. Lo è per una molteplicità di
aspetti. Comincerei dal fatto che è un testo divenuto icona
internazionale intorno alle complessità delle relazioni uomo
donna, e in particolare di quelle matrimoniali.
Un altro aspetto è che propone un linguaggio “cinematografico” già
dal titolo del capolavoro realizzato poi da Bergman: SCENE DA UN
MATRIMONIO. Viene già voglia di proseguire quell’indicazione con
il linguaggio tipico della sceneggiatura da cinema tipo: int.
sera, ecc… Aggiungo che è una piece assente dalle scene italiane
da molto tempo.
E’ un testo che invita ad una proposta nei confronti del pubblico
attraverso una rilettura dei comportamenti in chiave contemporanea
e contestualizzata alla nostra cultura. Molti giovani non
conoscono l’opera, e forse nemmeno il film, ma sono sicuramente un
target estremamente sensibile alla tematica. Parlo di giovani ma
non solo.
Il perno centrale dell’opera sta nel rapporto tra un uomo e una
donna e lascia immaginare un’interpretazione magistrale tra due
attori che si confrontino sul quotidiano della convivenza. Il
fatto che i due appartengano ad una fascia d’età in bilico tra la
gioventù e la piena maturità rende l’allestimento ancor più
interessante. Daniele Pecci e Federica Di Martino sono un cast
perfetto.
Per quanto riguarda l’impianto scenico prevedo uno sfruttamento
dello spazio in termini di rigore e semplicità. Non una
scenografia sontuosa e “materica” quindi, ma un allestimento
sobrio che miri più alla suggestione che alla rappresentazione,
dove le idee di illuminazione saranno preponderanti ed esaltanti
in relazione agli stati emotivi che progressivamente si consumano.
La musica avrà un ruolo suggestivo, non come semplice commento, ma
soprattutto come “collante” tra le aperture e le chiusure dei vari
quadri. Un progetto da costruire ad “hoc”.
Tremano le gambe al solo pensiero di “mettere le mani” su un testo
così importante. Punto ad un testo che contempli un “passo a due”.
E questo già sarebbe un percorso “differente” dal testo originale.
Però non vorrei perdermi gli effetti e le suggestioni che il mondo
esterno produce su quella coppia. In questo caso poi, vista la
disponibilità dei due talenti, si rifletterà su comportamenti e
routine di una coppia più giovane dell’originale. L’altro elemento
di novità d’approccio, sarà quello di contestualizzare la storia
nell’Italia contemporanea. Una delle cose che più mi ha colpito
nella rilettura del testo è il fatto che la protagonista femminile
si occupa di separazioni (lavora presso uno studio legale). Questo
è
un
elemento
molto
interessante
per
lo
sviluppo
delle
testimonianze “esterne” che possono affacciarsi sul quotidiano
della coppia: esattamente come proponeva Bergman.
Da qui vorrei quindi modificare la professione del protagonista
maschile: un professore universitario non ha più le stesse valenze
di quando è stata scritta e proposta al pubblico l’opera… Cercherò
un lavoro che consenta tutti gli snodi a servizio del personaggio
ma con la modernità dell’oggi: che so? Uno che si occupa di
ricerca nel settore delle energie alternative? Sarà comunque un
lavoro che obbliga il personaggio a rapide e frequenti assenze.
Diventa evidente che, nonostante i cambiamenti, i due personaggi
restano in quel medesimo limbo sociale descritto da Bergman: una
media borghesia, colta e progressista, che resta imprigionata
nella propria ideologia “politically correct”… Questo è un altro
elemento che trovo estremamente interessante. Tutto lo sforzo e
l’autocontrollo, entrambe dolorosi, che i due sono costretti a
mettere in campo nel cercare di essere “civili” nella crisi. Un
testo dove non ci sono urla e grida tipiche di quel tipo di
situazioni, ma dove al contrario si cerca di trovare un equilibrio
davanti all’ineluttabilità del danno…
In tutto questo diventa evidente l’aspetto ironico, già suggerito
dal
testo,
ma
che
riportato
tra
i
nostri
comportamenti
“mediterranei” si va a modellare ancor di più sui due personaggi.
Su quello femminile nella paura non del tradimento in sé per sé,
ma del subirlo davanti ad una “competitor” più giovane; in quello
maschile sulla propria inadeguatezza a gestirlo con una nuova
partner con i bisogni e i comportamenti di una generazione
diversa…
In mezzo a tutto questo la “presenza/assenza” delle due figlie,
che come un ago di una bilancia invisibile regolano i ritmi della
coppia.
Bene mi sembra tutto... per il momento.
Una nota di Franco Mussida
Per le Musiche di “Scene da un Matrimonio”, si è scelto il suono
della sola chitarra per aggiungere al vissuto degli attori
ulteriori invisibili elementi emozionali per raccontare i loro
sentimenti oltre la parola e il gesto. Una scelta che mi ha subito
entusiasmato e che aggiunge
una certa essenzialità
che si
accorda bene con l’archetipicità della scenografia e delle luci.
Chi mi conosce bene sa che la chitarra non la vivo come uno
strumento per fare esercizi di virtuosismo, ne per applicare
tecniche di linguaggio che codificate grazie alle tante diverse
tecniche; il country, col finger peaking, il Rock , il Soul , con
i suoni distorti e le ritmiche codificate, la posizionano
nell’immaginario in ben precisi luoghi o la legano a questo o a
quel grande chitarrista.
La chitarra per me è semplicemente un mezzo, un
tramite per
andare a cercare Musica. Una specie di bastone del rabdomante. Mi
è sempre piaciuto infatti considerarla un piccolo pianoforte a sei
corde da portare in spalla in giro con me come si porta una
macchina fotografica.
Un tramite prezioso che mi aiuta a
comunicare
immagini
emozionali
e
sentimenti
che
vivo
personalmente, e che vado cercando dentro e fuori di me dando a
questi elementi che completano il quadro del reale, tanti diversi
vestiti di suono.
I PROTAGONISTI
Una coppia davvero speciale: Daniele Pecci e Federica Di Martino,
intensi e sensuali, ironici ed ottusi, disperati e brillanti,
interpretano un Lui ed una Lei nei quali tutto il pubblico si
ritrova.
Daniele Pecci
nel 2004 diventa molto popolare grazie al ruolo di Pietro Pironi,
interpretato nella prima stagione della serie tv di Rai Uno
ORGOGLIO, e poi anche nelle due successive. In precedenza ha
interpretato il ruolo di Edoardo di Balsamo ne IL BELLO DELLE
DONNE 2 (2002) e IL BELLO DELLE DONNE 3 (2003), in onda su Canale
5.
Nel 2005 è nel cast internazionale di GIOVANNI PAOLO II, regia di
John Kent Harrison, nel 2007 è protagonista di ERAVAMO SOLO MILLE,
regia di Stefano Reali, entrambe miniserie tv trasmesse da Rai
Uno.
Nel 2008 ritorna su Canale 5 come coprotagonista nella miniserie
L'ULTIMO PADRINO, regia di Marco Risi, con Michele Placido nel
ruolo di Bernardo Provenzano, e da protagonista con la serie tv
CRIMINI BIANCHI, diretta da Alberto Ferrari. Nel 2009 è
protagonista di TUTTA LA VERITA' diretto da C. TH Torrini e
debutta sul grande schermo con il film FORTAPÀSC, diretto da Marco
Risi, film su Giancarlo Siani, giornalista de Il Mattino, ucciso
nel 1985 dalla camorra. Inoltre, è tra i protagonisti di MINE
VAGANTI l’ultimo film del regista italo-turco Ferzan Ozpetek, nel
2010 partecipa alla grande produzione THE TOURIST regia Florian
Henckel von Donnersmarck. Tra le tante produzioni teatrali
ricordiamo: PERICLE PRINCIPE DI TIRO di W. Shakespeare, regia P.
Valerio 2008, LADY DAY regia M. Piparo 2004, I TRE MOSCHETTIERI
di A. Dumas,
regia A. Corsini
2004, ENRICO IV di L.
Pirandello, regia R. Guicciardini 2001, ANATOMIA DELLA MORTE DI…
di M. Cotugno, regia M. Cotugno 2000, LEZIONI DI CUCINA DI UN
FREQUENTATORE DI CESS regia R. Valerio 1999, CYRANO DE BERGERAC
di E. Rostand, regia
G. Patroni Griffi 1998/2000, IL BICCHIERE
DELLA STAFFA di H. Pinter,
regia
R. Valerio 1998, SEI
PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE di L. Pirandello, regia G. Patroni
Griffi 1997, IL BERRETTO A SONAGLI di L. Pirandello, regia M.
Bolognini
1997, QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO di L.
Pirandello, regia G. Patroni Griffi 1995/1996, GLI STRACCIONI di
A. Caro,
regia B. Crucitti 1995, DON GIOVANNI INVOLONTARIO di
V. Brancati, regia P. Micol 1994, LA PACE di Aristofane, regia A.
Foà 1992, DON CHISCIOTTE di Paisiello, regia P. Micol 1991,
INTERMEZZI di M. De Cervantes,
regia M. Strati 1990, EDIPO di
R. Rosso, regia P. Micol 1990.
Federica Di Martino
si è diplomata presso l’Accademia nazionale D’Arte Drammatica
“Silvio d’Amico” di Roma. Vince il Premio ETI 2006 come migliore
attrice emergente per LA FORMA DELLE COSE, regia di M. Cotugno.
Tra le varie produzioni teatrali ricordiamo: PEER GYNT regia di
Luca Ronconi, 1996/7, SEI PERSONAGGI IN CERCA DI AUTORE regia di
G. Patroni Griffi, 1997/8, ULTIMIPASS… SALVEZZA … EPIRO regia di
P. Sepe, 1995, QUANDO ERAVAMO REPRESSI regia di P. Quartullo,
1998/9, INFERNO IN DIRETTA regia di L. Barbareschi, 2000, SCRITTI
METROPOLITANI regia di F. Col angelo, 2002, LA COSCIENZA DI ZENO
regia di P. Maccarinelli, 2003/4, DONNE - VELOCITA’, PERICOLO
regia di F. Sala, 2004, DUSE: IMPRONTE regia di F. Gili, 2005,
CASSIO GOVERNA CIPRO regia di A. Martella, 2005, LA FORMA DELLE
COSE regia di M. Cotugno, 2005 P R E M I O ETI 2006 C O M E M I G L I O R E
A T T R I C E E M E R G E N T E , MISURA PER MISURA regia di G. Lavia, 2007, MOLTO
RUMORE PER NULLA regia di G. Lavia, 2007/2008, LE TROIANE regia di
Federico Magnano San Lio, 2008, OTELLO regia di Roberto
Guicciardini, 2008/09, ANDROMACA regia di Alessandro Maggi, 2009,
MOLTO RUMORE PER NULLA regia di Gabriele Lavia, 2009.
Tra le tante
produzioni televisive ricordiamo: UNA DONNNA PER
AMICO 2 regia di Rossella Izzo, 1999/0, RICOMINCIARE regia di V.
Verdecchi, 2000/1, LA PROF 2 regia di Rossella Izzo, 2006, IL BENE
E IL MALE regia di Giorgio Serafini, 2008, HOSPITAL CENTRAL regia
di Carmine Elia, 2008
Alessandro D’Alatri
inizia la sua attività nello spettacolo all’età di otto anni
recitando in teatro, cinema e televisione con Visconti, Strehler,
De Sica, Pietrangeli, Zurlini, Bolchi e altri prestigiosi autori.
Il suo impegno dietro la macchina da presa comincia in pubblicità
verso la fine degli anni settanta, dapprima come assistente alle
scene e costumi, per poi divenire aiuto di alcuni tra i più
importanti registi pubblicitari nazionali ed internazionali: Giulio
Paradisi, Enrico Sannia, Alfredo Angeli, Rick Levine, Bruce Dowad,
Dick McNeil…
Prima di passare alla regia pubblicitaria matura per un anno
l'esperienza di producer per poi esordire nel 1984. Da allora fino
ad oggi gira centinaia di spot per prestigiosi marchi. Molti dei
quali lo portano ad ottenere i più grandi riconoscimenti
dell'advertising internazionale (Cannes, New York Film Festival,
London Film Festival, Clio, Moebius, Epica, ecc…) e altrettanti
riconoscimenti nazionali (Anipa, Art Directors Club, SpotItalia,
ecc…).
Nel 1991 esordisce nella regia cinematografica con il suo primo
lungometraggio "Americano Rosso" con cui vince il David di
Donatello e il Ciak d'oro per il miglior esordio cinematografico
dell'anno.
Nel 1993 gira il suo secondo film “Senza Pelle”, di cui è anche
autore del soggetto e della sceneggiatura. Il film debutta (maggio
1994) con clamorosa accoglienza al festival di Cannes nella
Quinzaine des Realizateur, vince il David per la sceneggiatura, il
Globo d'oro della stampa estera per la miglior interprete
femminile, il Gran Premio del Pubblico al festival di Locarno, due
Grolle d'oro, il Miami Film Festival, il Nastro d'argento e il Ciak
d'oro
per
la
sceneggiatura.
Oltre
ad
avere
un
rilevante
riconoscimento di pubblico e critica, "Senza Pelle" viene venduto
in più di venti paesi e conquista un notevole successo televisivo.
Nel 1995 trascorre un anno negli Stati Uniti dove scrive la sua
prima sceneggiatura di lingua inglese “Bravo Randy”. Nel 1996, gira
un cortometraggio in bianco e nero per Massimo Osti dal titolo
"Ritratti", uno special televisivo (TelePiù) sulla figura artistica
di “Sergio Citti” (presentato al festival di Locarno) ed un
documentario per conto dell'Unicef sulla prostituzione infantile in
Thailandia (RAI) dal titolo "Il prezzo dell'innocenza" (presentato
al London film Festival 1996).
Nel 1997 scrive e realizza il suo terzo film "I Giardini
dell'Eden". Il film viene presentato in concorso al Festival di
Venezia (1998) e in quell’occasione vince il premio “La NavicellaSergio Trasatti”. Riceve altri numerosi riconoscimenti tra cui il
Premio SIAE per la migliore sceneggiatura, e come miglior film e
sceneggiatura al Festival dei Continenti e al festival Terzo
Millennio. Con lo stesso film ottiene il premio De Sica per la
regia.
Nel 1998, ha realizzato una puntata “DIO in TV” per il programma
culturale televisivo della RAI, "Alfabeto Italiano" (presentato al
festival di Venezia).
Nel 2001 scrive e realizza il suo quarto film, “Casomai”, con cui
raggiunge un notevole successo di critica e pubblico (maggio 2002).
Il film stravince all’International Film Festival di Lauderdale
(Miami) per film, regia, sceneggiatura e interpreti, e ottiene
cinque nomination ai David di Donatello. I riconoscimenti sono
numerosi: tra tutti il premio Flaiano e il Fellini per la regia.
L’opera viene acquistata da una gran quantità di paesi esteri.
Casomai ottiene anche ottimi risultati nel mercato dell’Home Video.
Nell'aprile del 2005 esce il suo quinto film “La febbre” con cui
conferma e supera il successo di critica e pubblico di Casomai
(quinto incasso italiano dell'anno). Il film ha già ricevuto
numerosi riconoscimenti tra i quali il premio Dante Ferretti per le
scenografie, la nomination ai Globi d'oro della stampa estera per
il miglior attore protagonista, il premio Cinema e Lavoro per il
film mentre per la regia il premio Presidenza della Repubblica. Ha
vinto l'ottavo Festival-Tournee durch Deutschland a Berlino, il
premio Sergio Leone ad Annecy e il premio del pubblico al Festival
di Siviglia.
Nel novembre 2005 ha debuttato nella regia teatrale con la novità
italiana "Il sorriso di Daphne" di Vittorio Franceschi prodotta
dallo Stabile di Bologna, ottenendo segnalazioni entusiastiche da
parte di tutta la critica italiana. Oltre alla candidatura per la
miglior regia agli Olimpici di Vicenza l'opera ottiene il premio
Eti 2006 come migliore novità italiana, l'UBU, un Olimpico e il
premio Enrico Maria Salerno.
Nel 2006 scrive e dirige il suo sesto film "Commediasexi". L'uscita
avviene a Natale e ottiene ottime recensioni dalla critica e i
favori del pubblico, collocandosi al 4° posto nella classifica
degli incassi di film italiani dell'anno. Ottiene la candidatura ai
Nastri d'Argento 2007 per il miglior soggetto e il Premio del
Pubblico al Festival di Bastia in Francia.
A maggio 2007 ha allestito il suo ultimo lavoro teatrale "Diatriba
d’amore contro un uomo seduto" di Gabriel Garcia Marquez
riscontrando il favore di critica e pubblico.
Collabora da oltre quindici anni con il Centro Sperimentale di
Cinematografia per il corso di regia e recitazione con cui nel 2003
ha realizzato un cortometraggio propedeutico scritto da Suso Cecchi
D’Amico dal titolo “L’appello di un’amica”.
FILMOGRAFIA:
1991 - Americano Rosso - Fabrizio Bentivoglio, Burt Young, Valeria
Milillo, Sabrina Ferilli.
1994 - Senza Pelle - Kim Rossi Stuart, Anna Galiena,Massimo Ghini.
1998 - I Giardini dell’Eden - Kim Rossi Stuart, Said Tagmaoui,
Boris Terral, Kassandra Voyagis
2002 – Casomai – Stefania Rocca, Fabio Volo,
Gennaro Nunziante.
2005 - La febbre - Fabio Volo, Valeria Solarino, Arnoldo Foà.
2006 - Commediasexi - Sergio Rubini, Paolo Bonolis, Margherita Buy,
Stefania Rocca, Elena Santarelli, Rocco Papaleo, Michele Placido.
2010 – Sul mare – Dario Castiglio, Martina Codecasa
DOCUMENTARI:
1996 - Sergio Citti – Telepiù
1996 - Il prezzo dell’innocenza – Rai -Unicef
1998 - Dio in tv – Rai
CORTOMETRAGGI:
1996 - Ritratti
2003 - L’appello di un’amica
TEATRO:
2005 - "Il sorriso di Daphne" di Vittorio Franceschi
2007 – “Diatriba d’amore contro un uomo seduto”
di Gabriel Garcia
Marquez
VIDEOCLIP:
2001 - Heaven – Elisa
2002 - La vita non è un film – Art. 31
2005 - Mentre tutto scorre - Negramaro
2008 - Invece No - Laura Pausini
2009 - Ancor Qui - Renato Zero
scene MATTEO SOLTANTO
costumi FRANCESCO VERDERAME
disegno luci PAOLO MAZZI
video grafica ALESSIO FATTORI
foto di scena PAOLO PORTO
DALLA RASSEGNA STAMPA
IL MESSAGGERO
16 GENNAIO 2011
"QUANTA VITA IN QUESTE SCENE" di Rita Sala
All'Aquila, letta da D'Alatri e allargata a una contemporaneità in cui entrano
il cellulare ed il computer, i nomi familiari, le vigliaccherie sostenute dalla
solida filosofia nostrana dell'aggiustamento, diventa una commedia all'italiana
che dispensa comicità e riflessione in salsa cinica. Senza dimenticare la
tenerezza... Grande successo, applausi instancabili di gente ricaricata
dall'evento che si è stretta attorno agli artisti con autentica gratitudine.
Fuori, fra le macerie, il buio e il silenzio sono sembrati allora meno punitivi.
Quanta vita in tutto questo.
IL CORRIERE DELLA SERA
4 GENNAIO 2011
"BERGMAN ALL'AQUILA UN SIMBOLO PER RIPARTIRE" di Renato Franco
Le macerie di un matrimonio tra le macerie dell'Aquila. La vita riparte
simbolicamente anche così, da Scene da un matrimonio(...) che sarà la prima
grande produzione post terremoto del Teatro Stabile d'Abruzzo...
IL RESTO DEL CARLINO / LA NAZIONE / IL GIORNO
4 GENNAIO 2011
"L'AQUILA, SCENE DA UNA RINASCITA" di Sandro Neri
Diviso in dieci quadri e riambientato ai giorni nostri, lo spettacolo si avvale
di una colonna sonora scritta e interpretata da Franco Mussida, chitarrista e
fondatore della Premiata Forneria Marconi. al suo debutto di autore di brani per
il teatro... La chitarra, protagonista unica di queste musiche, è stata usata
qui come un pianoforte...
IL CENTRO
11 GENNAIO 2011
“CON IL TSA UNA LUCE NEL BUIO DELL'AQUILA” di Paolo Di Vincenzo
(D'Alatri)Gli amici del TSA stanno lavorando con una passione ed una dedizione
eroica. Nel buio e nel silenzio della zona rossa dell'Aquila c'è questa
scintilla di umanità, questa luce nel buio del centro storico chiuso, che
restituisce una piccola porzione di vita a queste stradine, a questi vicoli. E'
fantastica questa voglia di vita normale, di ricominciare. Con questo evento mi
sento un aquilano di diritto.
IL TEMPO
11 GENNAIO 2011
“TEATRO TRA LE MACERIE DELL'AQUILA” di Tiberia De Matteis
Le macerie di un rapporto a due messo in crisi in una città ferita dal terremoto
come L’Aquila diventano messaggio di riflessione non senza speranza grazie al
regista Alessandro D’Alatri che dirige Federica Di Martino e Daniele Pecci in
“Scene da un matrimonio” di Bergman…
L’OSSERVATORE ROMANO 14 GENNAIO 2011
“L’AQUILA RICOMINCIA DAL TEATRO” di Silvia Guidi
(...)(Federica Di Martino). Si respira vitalità più che altrove, dove tutto è scontato.
AVVENIRE
9 GENNAIO 2011
"SI (RI)ALZA IL SIPARIO ALLO STABILE D'ABRUZZO" di Andrea Pedrinelli
Scene da un matrimonio lancerà anche un'altra sfida: riportare lo Stabile
d'Abruzzo alle grandi piazze come centro produttivo importante...
IL MATTINO
12 GENNAIO 2011
“SCENE DA UN MATRIMONIO TRA LE ROVINE DELL'ANIMA”
di Fabrizio Corallo
(...)il testo perfetto nella sua capacità di raccontare la complessità delle
relazioni matrimoniali, ha la sua forza vincente in un linguaggio
"cinematografico"...
IL GIORNALE
10 GENNAIO 2011
"CHE VITA LA MIA VITA, DA BERGMAN ALLA JOLIE" intervista a Daniele Pecci
Daniele Pecci, eccolo qui: ha quarant'anni, ha debuttato a venti e se anche
qualcuno parla e straparla del suo legame con Michelle Hunziker (che noia), è
uno degli attori italiani più versatili e completi, capace di saltabeccare dal
teatro alla fiction al cinema esaltando ed esaltandosi ovunque ...
LA CITTA'
25 GENNAIO 2011
"DALLA FICTION A BERGMAN" di Anna Maria Noia
Il copione, che manca dalle scene da tanto, vede come protagonista l'attore
Daniele Pecci consacrato dalla fiction televisiva (...) (Pecci)Ho sulle spalle
l'onere di aver dovuto recitare con un impegno maggiore per dare modo agli
Abruzzesi ed in particolare agli Aquilani di rinascere e di far risollevare le
sorti del loro teatro...
Informazioni:TEATRO STABILE d’ABRUZZO tel.0862 62946
Organizzazione: Giorgio Iraggi (Dirigente)
Biagio Scamurra
[email protected]
Comunicazione: Roberta Gargano (Responsabile)
Sandro Teodoro
[email protected]

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