Beni culturali: ricchezza da sfruttare per rilanciare l

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Beni culturali: ricchezza da sfruttare per rilanciare l
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06/11/2009
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Il Velino
Beni culturali: ricchezza da sfruttare per rilanciare l'economia
Roma, 6 nov (Velino) - Nel settore del turismo e in quello della
cultura l’Italia ha perso da tempo il ruolo di paese leader e rischia di
scivolare ancora più indietro in posizioni di rincalzo. È l’allarme
lanciato ieri nel corso del convegno “Cultura, Turismo e Mercato. Il
patrimonio artistico: motore dello sviluppo del sistema Italia” che si è
tenuto a Roma nella sede del Cnel. “La nostra supremazia resta
ormai sulla carta perché non c’è più un adeguato ritorno economico”
ha spiegato Mario Resca, presidente dì Confimprese e direttore
generale per la Valorizzazione del patrimonio culturale del Mibac, il quale ha evidenziato come alla cultura lo
Stato destini risorse pari solo allo 0,2 per cento della spesa pubblica annuale. Un Paese come il nostro che
detiene il 70 per cento del patrimonio artistico deve saper trasformare questa ricchezza “nel motore dello
sviluppo del sistema Italia - ha affermato Resca- soprattutto in un momento di crisi economica internazionale
come quella attuale”.
Nel corso dell’incontro è stato presentata l’indagine condotta da Bain & Company sulla competitività dei musei
italiani. Se il Louvre accoglie annualmente 8,5 milioni di visitatori e il British Museum 5,9, gli Uffizi solo 1,5
mln, classificandosi così, miglior piazzamento tra quelli italiani, al 23esimo posto tra i musei più visitati. Di
conseguenza anche i ricavi da bookshop e punti ristoro sono bassissimi: gli Uffizi incassano 3,8 euro per
visitatore contro i 14,2 del Metropolitan; Pompei addirittura solo 0,3 euro. Il dato positivo è che il turismo
culturale nel nostro Paese è passato dal 16 al 43 per cento nel giro di quindici anni. Ragione in più, ha rilevato
Resca, “per investire nella cultura, come ha fatto la Spagna: dopo l’ampliamento, il Prado è passato da 1,8 a
2,5 milioni di visitatori all’anno”. Ma è l’intero sistema dei servizi aggiuntivi offerti dai siti culturali che va
trasformato. “È da migliorare l’accoglienza dei turisti – ha sottolineato il direttore generale per la
Valorizzazione del patrimonio culturale – offrendo segnaletica agevolata, servizi igienici puliti, guardaroba,
ristoranti e bar di qualità, variegate possibilità di pagamento con carte di credito e via web, collaborazioni con i
tour operator e gli alberghi”. Servono, insomma, più investimenti e maggiore iniziativa privata che va attratta
con gli incentivi fiscali, ha aggiunto Resca.
Anche il presidente del Cnel, Antonio Marzano, non ha nascosto la propria preoccupazione intorno la
situazione del settore turistico-culturale. “Gli Stati Uniti – ha rilevato - hanno un ritorno commerciale superiore
di 16 volte a quello dell’Italia, ma hanno la metà del patrimonio Unesco del nostro Paese”. E se il peso
dell'industria turistica italiana sul Pil è solo del 13 per cento contro la media europea del 14 per cento, in
Spagna vale oltre un quinto dell'economia: il 21 per cento del Pil.
(gat) 6 nov 2009 13:59
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GuidaViaggi
Resca: "I siti culturali versano in una situazione di caos" Forte il
gap rispetto ai luoghi d'arte stranieri
06/11/2009 - 13:05
"I nostri siti versano, dal punto di vista della valorizzazione, in una situazione di caos: gli appalti dei servizi
aggiuntivi ai privati sono scaduti e non si riesce a far ripartire le gare". E' il commento di Mario Resca,
presidente di Confimprese e direttore della valorizzazione del ministero dei Beni culturali intervenendo ieri ad
un convegno a Roma, che ha tra l'altro sottolineato il forte gap che ci separa da altri esempi stranieri. Tra le
soluzioni, Resca individua la necessità di "creare una rete tra amministrazioni locali e i ministeri dei Beni
culturali e del Turismo per migliorare la promozione italiana di cultura, snellire la burocrazia e supportare gli
investimenti privati".
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TTG Italia
Più collaborazione tra Trenitalia e Alitalia per il turismo
Implementare l'intermodalità e sostenere la mobilità turistica: sono questi i due obiettivi dichiarati di Alitalia e
Trenitalia, come annunciato ieri nel convegno 'Cultura, turismo e mercato' organizzato da Confimprese. Non
più concorrenza, quindi, ma collaborazione tra le due società, grazie ad un tavolo tecnico comune. "Siamo
felici di confrontarci quando la collaborazione tra le due parti è un utile completamento del servizio che
soddisfa le esigenze dei clienti" ha affermato Guido Improta, responsabile dei rapporti istituzionali di Alitalia.
Inoltre, Trenitalia e Alitalia hanno un tavolo aperto sl Ministero dei Beni Culturali per studiare insieme
operazioni di comarketing e lanciare iniziative congiunte in occasione di grandi eventi culturali.
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La Gazzetta del Mezzogiorno
Italia, musei devono crescere
Ricerca Bain per Confimprese, patrimonio ancora poco sfruttato
(ANSA) - ROMA, 5 NOV - Italia paese di tanti, forse troppi musei, ricca di patrimonio unico al mondo, sul
quale pero' si investe troppo poco e che rende troppo poco.
E' la fotografia che emerge da una ricerca realizzata da Bain & Company
per Confimprese.
Gli Uffizi, il nostro museo piu' famoso, accoglie solo 1,5 mln di visitatori,
contro gli 8,5 del Louvre e i 5,9 del British Museum e incassa meno di 4
euro di ricavi retail (bookshop e punti ristoro) contro gli oltre 14 del
Metropolitan ed i 18,4 del Moma.
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travelnostop.com
Il vicesindaco: solo così i turisti potranno vedere com'era l'Anfiteatro
Cutrufo: legno e stoffa per rilanciare il Colosseo
Per far rivivere ai visitatori com'era un tempo il Colosseo, il vice sindaco di Roma, Mauro Cutrufo, propone di
rivestire il 10% dell'Anfiteatro Flavio di legno e stoffa. La proposta è stata rilanciata nel corso di un convegno
di Confimprese su Cultura, Turismo e Mercato. Cutrufo, sostiene di aver avuto questa idea dalla delusione dei
turisti all’uscita del Colosseo. Ma Mario Resca, presidente di Confimprese e direttore generale per la
valorizzazione del ministero dei Beni Culturali Bondi, non si è sbilanciato sulla risposta che darà al vice
sindaco.
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Repubblica.it (La)
RESCA: PIÙ RISTORANTI NEI MUSEI E MENO TAGLI
Repubblica — 06 novembre 2009
ROMA - Al supermanager dell' arte Mario Resca, chiamato quest' anno dal ministro Sandro Bondi per mettere
a reddito il patrimonio artistico, non piace la scure della Finanziaria sul bilancio dei Beni culturali. «Sono
disorientato dai tagli dello Stato caduti in maniera orizzontale, non selettiva, a discapito soprattutto della
materia di cui ci occupiamo oggi», ha detto ieri il neo direttore alla "Valorizzazione", aprendo nella sede del
Cnel a Roma i lavori della giornata sul "Patrimonio artistico: motore dello sviluppo del sistema Italia"
organizzata da Confimprese (di cui è presidente). L' ex manager di Mc Donald' s Italia ha annunciato con un
sorriso di soddisfazione che la catena di fast food aprirà presto «un ristorante nel Louvre». E dopo aver
ricordato che «gli investimenti statali per la cultura in Italia sono da sempre troppo bassi, tra lo 0,20 e il 0,25%
del bilancio statale», Resca ha sottolineato alcuni dati del rapporto sul turismo culturale presentato ieri da Bain
& Company: Parigi ha 18milioni di visitatori l' anno e quattro musei presenti della Top 20 (dati 2007) dei più
visitati al mondo. «Poi ci sono i 15 milioni di Eurodisney. Ora, che c' è di male se l' Italia diventerà la Disney
della cultura?». Per portare più visitatori nei musei (gli Uffizi di Firenze, il primo italiano, è solo il 23esimo nella
classifica mondiale), Resca propone di migliorare i servizi e la didattica, di aumentare i ristoranti interni
«facendone dei locali dove si va indipendentemente dalla visita alla collezione», di estendere gli orari d'
apertura, di aumentare la comunicazione («la campagna pubblicitaria sull' ultima Settimana dei Beni culturali
ha portato a un +70% di visitatori»). Soprattutto, di defiscalizzare il mecenatismo dei privati e di dare ai musei
autonomia finanziaria. «E su questi due punti Berlusconi è d' accordo con me». - CARLO ALBERTO BUCCI
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ANSA.it
Italia, musei devono crescere
Ricerca Bain per Confimprese, patrimonio ancora poco sfruttato
05 novembre, 21:08
(ANSA) - ROMA, 5 NOV - Italia paese di tanti, forse troppi musei, ricca di
patrimonio unico al mondo, sul quale pero' si investe troppo poco e che
rende troppo poco. E' la fotografia che emerge da una ricerca realizzata da
Bain & Company per Confimprese. Gli Uffizi, il nostro museo piu' famoso,
accoglie solo 1,5 mln di visitatori, contro gli 8,5 del Louvre e i 5,9 del British
Museum e incassa meno di 4 euro di ricavi retail (bookshop e punti ristoro)
contro gli oltre 14 del Metropolitan ed i 18,4 del Moma.
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Blogonomy
Mettiamo i beni culturali al servizio dello sviluppo
Scritto il 6 Novembre, 2009
In Italia l’industria del turismo vale il 10% del Pil e genera un’economia di oltre 210 miliardi di euro. Il 30% dei
flussi turistici verte sulle città d’arte e storiche, dove i turisti stranieri spendono 9,8 miliardi, con una spesa
giornaliera procapite di 100 euro.
Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca «Il turismo culturale in Italia. Scenario e potenzialità di sviluppo»
condotta da Bain & Company per Confimprese, che viene presentata giovedì 5 novembre nel corso del
convegno «Cultura, Turismo e Mercato. Il patrimonio artistico: motore dello sviluppo del sistema Italia»,
organizzato da Confimprese a Roma alla presenza del ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi.
L’Italia possiede il più ampio patrimonio culturale del mondo: su 878 siti Unesco, il più alto numero, pari a 43,
è in territorio nazionale, così come i musei (5.500), i parchi nazionali (23), gli eventi dello spettacolo dal vivo
(81.500), il patrimonio enogastronomico (164 prodotti Dop e Igp, 359 vini Doc e Docg). Sono numeri
importanti, sufficienti però a fotografare i molti scuri e pochi chiari che affliggono l’industria culturale turistica
italiana. Numeri che collocano l’Italia nelle posizioni di coda rispetto alle best performance degli altri Paesi
europei. Per arrivi turistici il nostro Paese si posiziona al quinto posto con un percorso di crescita meno
significativo rispetto alle altre principali nazioni. Nel 2008 il museo nazionale più visitato, Palazzo degli Uffizi a
Firenze, ha registrato 1,5 milioni di visitatori seguito da Palazzo Ducale a Venezia con 1,3 milioni, nulla in
confronto agli 8,5 del Louvre, ai 5,9 del British Museum e ai quasi 5 del Tate Modern di Londra.
La valorizzazione del patrimonio culturale e artistico di una nazione è una leva efficace per sviluppare il
vantaggio competitivo in termini di crescita economica, creazione di nuovi posti di lavoro, reputazione e
immagine, input strategico. Nel mondo ci sono molti esempi di efficace valorizzazione del patrimonio artistico
e naturale. La Gioconda le cascate del Niagara, il Guggenheim, le Piramidi d’Egitto: ovunque sono state
avviate azioni per sostenere la ricchezza artistico-culturale, grazie a nuovi modelli di business come l’online
advertising, il network management, il licensing, l’organizzazione di eventi aziendali nella sale museali
valorizzando il potenziale commerciale dei servizi retail. Iniziative intelligenti che permettono di generare un
indotto per tutto il terziario. Ma se mancano le infrastrutture e i servizi, come è il caso del nostro Paese, il
gioco si fa duro.
Basterebbe sfruttare le potenzialità offerte dal nostro patrimonio culturale per arrivare a una maggiore
efficienza nella distribuzione di prodotti e servizi, creando sviluppo per il settore retail. Introdurre programmi
mirati di investimenti potrebbe portare a un significativo stimolo in termini di Pil e di occupazione. Il valore
economico generato da eventi culturali e sportivi e da interventi infrastrutturali di rilevanza regionale o
nazionale condurrebbe a risultati sorprendenti. La funzionalità delle infrastrutture, che implica anche la
creazione di un programma di accoglienza per i turisti, rappresenta un presupposto indispensabile per dare al
sistema Paese una connotazione diversa e conferirgli un ruolo di prim’ordine nel contesto economico europeo
e mondiale.
È necessario investire in cultura, ampliare i contenuti dell’offerta turistica, sviluppare la rete di infrastrutture.
Ma anche programmare azioni efficaci, valorizzando le competenze dei privati per stimolarne gli investimenti.
E dopo avere identificato questa cabina di regia, potremo iniziare a lavorare su alcune priorità. Per superare il
gap che ci separa dagli altri Paesi.
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L'Unità
Beni culturali: Italia al top, ma i musei devono crescere
(ANSA) - ROMA, 5 NOV - Italia paese di tanti, forse troppi musei, ricca di patrimonio unico al mondo, sul
quale pero' si investe troppo poco e che rende troppo poco. E' la fotografia che emerge da una ricerca
realizzata da Bain & Company per Confimprese. Gli Uffizi, il nostro museo piu' famoso, accoglie solo 1,5 mln
di visitatori, contro gli 8,5 del Louvre e i 5,9 del British Museum e incassa meno di 4 euro di ricavi retail
(bookshop e punti ristoro) contro gli oltre 14 del Metropolitan ed i 18,4 del Moma. Per non parlare di Pompei
dove i ricavi da servizi aggiuntivi sono di 0,3 euro per visitatore. Lontanissimo e' l'esempio positivo della Tate
Gallery, a Londra, che e' il quarto museo piu' visitato al mondo e che con le donazioni e le strategie di
marketing riesce a moltiplicare per 9 l'incasso dei biglietti. In crisi da anni, ricorda il presidente di Confimprese
nonche' direttore generale per la valorizzazione del ministero dei beni culturali Mario Resca, il turismo sta
perdendo ulteriormente posizioni: 'siamo scesi al quinto posto e fra breve scenderemo al settimo', dice. Oggi,
segnala la ricerca Bain, l'industria del turismo vale il 10% del Pil e genera un'economia di oltre 210 miliardi di
euro. Lo zoccolo duro e' il turismo culturale, tanto che il 43% dei turisti stranieri vengono proprio richiamati
dalla cultura, mentre quindici anni fa erano il 16%.(ANSA).
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11/11/2009

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