Recensione e Giudizio - Famiglia Scuola Educazione

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Recensione e Giudizio - Famiglia Scuola Educazione
LA FABBRICA DI CIOCCOLATO (Charlie and the Chocolate Factory)
Genere: Fiaba
Regia: Tim Burton
Interpreti: Johnny Depp (Willy Wonka), Freddie Highmore (Charlie Bucket), Helena Bonham Carter
(mamma di Charlie), Noah Taylor (papà di Charlie), James Fox (padre di Veruca), Christopher Lee (padre
di Willy Wonka), David Kelly (nonno Joe), Annasophia Robb (Violet Beauregard), Missi Pyle (mamma di
Violet), Julia Winter (Veruca Salt), Philip Wiegratz (Augustus Gloop), Harry Taylor (padre di Augustus).
Nazionalità: Gran Bretagna/Stati Uniti
Distribuzione: Warner Bros Pictures Italia
Anno di uscita: 2005
Orig.: Gran Bretagna/Stati Uniti (2005)
Sogg.: tratto dal romanzo "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato" di Roald Dahl (1964)
Scenegg.: John August, Pamel Pettler
Fotogr.(Panoramica/a colori): Philippe Rousselot
Mus.: Danny Elfman
Montagg.: Chris Lebenzon
Dur.: 105'
Produz.: Richard D. Zanuck, Michael Siegel, Brad Grey.
Giudizio: Raccomandabile/poetico *** Tematiche: Avventura; Bambini; Cinema nel cinema;
Famiglia; Film per ragazzi; Letteratura;
Soggetto: Il piccolo Charlie, figlio di genitori poveri e modesti, trova l'ultimo dei cinque biglietti d'oro
nascosti in altrettante tavolette di cioccolato fabbricate dal signor Willy Wonka. Viene così ammesso,
insieme ad altri quattro bambini, a varcare i cancelli di quella misteriosa fabbrica di cioccolato ormai
famosa in tutto il mondo. Il signor Wonka in persona accompagna il gruppo formato dagli ospiti e dai
rispettivi genitori. Il viaggio si snoda attraverso tappe mirabolanti su e giù per strade impreviste, boschi,
colline. Ad un certo punto tutti salgono su una barca, raggiungono la stanza delle invenzioni, arrivano
all'ospedale delle marionette ustionate, al luogo della TV cioccolosa. A poco a poco, in momenti differenti,
quattro bambini sono stati costretti a rinunciare, impediti dagli effetti di qualche gioco nascosto. Resta
solo Charlie. A lui Wonka vorrebbe destinare, come premio, la futura proprietà della fabbrica. Ma Charlie
rinuncia per restare con la famiglia, i genitori e i nonni. Anzi proprio loro ora invitano a casa Willy e lo
fanno sedere alla loro tavola.
Valutazione Pastorale: Il romanzo "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato" è stato scritto da Roald
Dahl nel 1964. La prima versione cinematografica, diretta da Mel Stuart con Gene Wilder nel ruolo del
protagonista, é del 1971. Adesso é la volta di Tim Burton. Il regista di "Edward mani di forbice", "Il
mistero di Sleepy Hollow", "Nightmare before Christmas", "Big fish" e (dopo) di "La sposa cadavere"
incontra un soggetto che é indubbiamente nelle sue corde. Ne deriva infatti una fiaba fantasmagorica,
fuori dal tempo, ancora una volta incentrata sul tema del cammino come scoperta di sé e del mondo
circostante. Quella certa rigidità prevista dalla struttura viene dal regista ammorbidita e modellata sulle
imprevedibili increspature del mondo dell'immaginazione. Il contrasto tra l'adulto Wonka, disulluso ma
ancora in cerca del padre e di un rapporto chiarificatore con lui, e il bambino Charlie, desideroso di
conoscenza ma non di avventurismo fine a se stesso, sorregge un'ispirazione narrativa docile e insieme
robusta che Burton ricama nel segno di un cromatismo raffinato e dolcissimo. Non esiste poi favola senza
una morale: che è qui quella della rivalutazione delle cose semplici, del valore della persona, degli affetti
autentici. Una spruzzata di dichiarato didascalismo non inficia la bellezza dell'operazione, che conferma in
Burton un visionario dedito ad occuparsi della realtà, con la lente deformata del sogno cinematografico.
Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come raccomandabile e senz'altro poetico.
Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da proporre in molte
occasioni per un pubblico di bambini e adolescenti

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