Va` dove ti porta il... cuore?

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Va` dove ti porta il... cuore?
Va' dove ti porta il... cuore?
Scritto da Stefano Sartini
Che l’ambiente del volo sportivo sia un po’ scanzonato è cosa risaputa. Quindi pretendere che il
titolo di Susanna Tamaro lo rappresenti è sicuramente un po’ azzardato. Questo deve aver
pensato il proprietario del Sierra parcheggiato sotto la pioggerella del Trasimeno.
Il conseguente adattamento ha goduto di qualche licenza poetica, ma in fondo non si dice forse
che certi aerei, soprattutto i più semplici, si pilotano ascoltando “il sedile”? E quest’anno per
raggiungere il Meeting di Primavera a Castiglione del Lago, una bella dose di sensibilità è
servita sicuramente, se non altro a causa degli scossoni regalati dalle turbolenze.
Gli Appennini bordati di nero, i cumuli minacciosi e le raffiche di vento, hanno reso il classico
raduno primaverile una cosa davvero per pochi esperti. Anche la concomitanza con Aero, il
salone di Friedrichshafen posticipato a ridosso del Meeting, non ha certo aiutato.
Ad ogni modo già al pomeriggio, con qualche raggio di sole in più, il parcheggio si è animato
facendo riprendere alla riva del lago le giuste sembianze del vecchio Aeroporto “Eleuteri”,
storica sede della scuola di caccia della nostra AM fino al termine della Seconda Guerra
Mondiale.
“Raduno di aviazione da diporto e sportiva” riporta il volantino dell’organizzazione, e
l’impressione è stata proprio questa, quella di amici che non si vedevano da tempo, pacche
sulle spalle e “Tu dove sei passato? Hai visto come si balla?”. Un’atmosfera piacevole e
sicuramente lontana dal classico evento commerciale. E anche l’occasione per fare il punto sul
settore che, osservando il parcheggio, appare molto eterogeneo.
Vuoi per il successo dei velivoli ultraleggeri ottenuto con la legge 106, vuoi per il passato
aeronautico di primo piano che ci ha consegnato degli splendidi velivoli tenuti in perfette
condizioni di volo, vuoi per l’italico ingegno a trovare soluzioni per far fronte al periodo di crisi
economica, accanto agli “ospiti famosi” come l’imponente Cessna Stationair anfibio che fa da
chioccia all’acrobatico Extra 200, o al muso cattivo dello Yak 52, capita di incontrare vecchie
glorie come l’Ambrosini Rondone GF4 e il simpatico Bolkow BO 208CJ del 1966, l’autocostruito
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Scritto da Stefano Sartini
Asso VI Junior, lo splendido C26 con originale livrea militare, fino agli eli-ULM di Yoyo e Famà
Helicopters, passando per gli autogiro che impressionano per i loro passaggi al limite incuranti
del vento al traverso.
Un discorso a parte poi lo meritano i pendolari. L’Italia, forse con la Francia, è il paese dove più
è radicata la passione per le moto del cielo. Dopo il boom a cavallo degli anni 70-80, questo
settore ha subito sicuramente il successo dei tre assi, passati rapidamente da improbabili
"accrocchi" costruiti con i tubi dell’acqua e qualche metro di tela, a velivoli evoluti, performanti
ed esteticamente accattivanti.
Ma le caratteristiche di volo e le sensazioni di pilotaggio che regalano i deltamotore sono così
diverse che le due categorie hanno entrambe sviluppato il proprio serbatoio di appassionati. E
mentre nel mercato dei tre assi i modelli basici tubi e tela sono praticamente scomparsi, il
panorama dei trike continua ad essere popolato da modelli anche molto diversi fra loro.
Così capita di vedere uno vicino all’altro fuoriserie completamente carenate da 80-100 cavalli e
trike
minimali che al confronto sembrano giocattoli. Il
nano-trike
in titanio con motore elettrico, tre tubi in tutto, di Tino Venturi, faceva bella mostra della sua
semplicità così come la sua declinazione in acciaio commercializzato da Aeros Italia, fino al
Piuma di Sergio Rabotti, a struttura mista di varie leghe d’alluminio a seconda delle parti e una
configurazione finemente ispirata ai
minitrike
francesi.
Ali da volo libero, motori monocilindrici da 27 cavalli e tre litri/ora di consumo. Si smontano in
dieci minuti e si infilano in auto. Davvero una dimensione intima del volo, dove non servono
piste, hangar e grandi disponibilità economiche. Solo voglia di volare.
E speriamo che nel 2013 il sole faccia fiorire il Meeting di nuovi velivoli e nuove pacche sulle
spalle.
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Scritto da Stefano Sartini
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(26 aprile 2012)
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