he building is entered through a monumental

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he building is entered through a monumental
titolo/title:
autore/author:
Andrea Palladio
tecnica/technique:
riga, stilo e compassi, gessetto nero,
penna con inchiostro bruno, pennello con
inchiostro bruno, tracce di ceralacca /
ruler, stylus and compasses, black chalk,
pen with brown ink, brush with brown wash,
traces of sealing wax
conservato presso/kept at:
London, RIBA Library Drawings and Archives
Collections, XVI/12
Nell’edificio si entra attraverso un atrio monumentale che
conduce a un secondo ambiente (un cortile scoperto o
una sala) serrato fra scale gemelle. L’atrio è affiancato da
botteghe, con ambienti di servizio nel mezzanino superiore.
Un percorso di accesso laterale attraversa l’intero edificio,
offrendo un ingresso protetto dal chiasso delle botteghe (come
in un progetto di Raffaello per palazzo Alberini a Roma). Le
aperture di porte e finestre provano che l’edificio è aperto su
tre lati.
I piccoli punti nel margine inferiore del disegno
rappresentano la scala di misura. Questo ci permette di capire
che le dimensioni sono piuttosto contenute: inferiori, ad
esempio, a quelle di palazzo Barbarano.
Non abbiamo elementi per capire se si tratta di un
edificio pubblico o di un palazzo privato, né a che città sia
destinato. A Vicenza non c’è tradizione di botteghe al piano
terreno dei palazzi privati (anche se Palladio le voleva in
palazzo Thiene). Mancano le stalle, cosa insolita in un palazzo
di terraferma ma non in un edificio pubblico.
L’autografia palladiana è supportata solo dalla tecnica di
disegno. È insolito per Palladio l’uso di una griglia a quadrati
di 11 piedi, su cui sono rigidamente allineate le murature,
certamente quindi non preesistenti. Le macchie rosse sono i
residui della ceralacca usata per sovrapporre altri fogli di carta
con varianti.
The building is entered through a monumental atrium leading
to a second room (an uncovered courtyard or sala) flanked by
twin stairs. At the sides of the atrium there are shops with
service rooms on the upper mezzanine. A lateral corridor
across the whole building offers a protected entrance from
the clamour of the shops (as in a project by Raffaello for the
Palazzo Alberini in Rome). The openings for the doors and
windows are proof that the building was free-standing on
three sides.
The dots in the lower margin of the drawing represent
the scale. It indicates that the building was not very large in
size, and smaller, for example, than the Palazzo Barbarano.
There are not enough details to establish if this is a
public building or a private palazzo, nor which city it is
intended for. Vicenza did not have a tradition of shops on the
ground floors of private palazzi (although Palladio would have
liked to have included them in the Palazzo Thiene). There are
no stables, which is unusual for a mainland palazzo but not
for a public building.
The autograph attribution to Palladio can only be made
on the grounds of the drawing technique. The use of a grid
with squares of 11 piedi, on which the walls are rigidly aligned
(evidence that they were certainly not pre-existing) is unusual
for Palladio. The red stains are the remains of sealing wax
employed to attach further sheets of papers with alternative
solutions.