Apri - Gruppo Antimafia Pio La Torre

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Apri - Gruppo Antimafia Pio La Torre
N. 5113/09 R.G.N.R
N. 2856/09 R. GIP
N. 61/13 R. M.C
TRIBUNALE ORDINARIO DI CATANZARO
SEZIONE DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI
Il Presidente, dott.ssa Gabriella Reillo, in funzione di Giudice per le Indagini Preliminari,
vista la richiesta di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere avanzata
dal P.M. in data 11/03/2013 nei confronti di:
1. ACRI Nicola, nato a Sondrio il 14/04/1979, detenuto;
2. ACRI Gennarino, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982, residente a Rossano
(CS) in via Ripoli;
3. ACRI Orazio, detto “Pierino” nato a Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi
residente in c.da Piragineti, 188;
4. BARILARI Maurizio, nato a Corigliano Calabro (CS) il 12/08/1969,
detenuto.
5. CALAROTA Arianna nata il 27/05/1979 a Castrovillari (CS), residente a
Rossano (CS), villaggio Santa Chiara nr.11; (CS) in Viale Sant’Angelo;
6. CROPANISE Salvatore, nato a Corigliano Calabro (CS) il 25/05/1978,
residente a Rossano (CS) in via Ticino;
7. DE SIMONE Augusto, nato a Cariati (CS) il 02/08/1981, residente a
Rossano
8. DONATO Carmine Enzo, nato a Rossano (CS) il 18/12/1966, residente a
Gambolò (PV), via Isella nr.95;
9. DONATO Espedito, nato a Rossano (CS) il 18/12/1966, residente a
Gambolò (PV), via Isella nr.95;
10. ESPOSITO Sergio, detto “Pica Pica” nato a Rossano (CS) il 27/01/1970, ivi
residente in p.zza Nino Chiefalo n.1, detenuto;
11. FANTASIA Gianluca, nato a Cosenza il 13/09/1975, ivi residente;
12. FEDERICO Giovanni, nato a Rossano (CS) il 10/06/1971, ivi residente in
p.zza Nino Chiefalo n.4;
13. FERATTI Roberto, nato a Vittoria (RG) il 16/10/1957, residente a Vigevano
(PV) in via Ceresio n.38;
14. FERRANTE Giuseppe, detto “Antonello” o “Il siciliano” nato a Rossano
(CS) il 17/03/1983, ivi residente in Via San Michele n.1, detenuto;
15. GALLUZZI Salvatore, detto “U Rizzo” nato a Rossano (CS) il 30/03/1976,
ivi residente in C.da Pantasima, detenuto;
16. GRAZIANO Massimo, nato a Rossano (CS) il 07/08/1979, ivi residente in
Via Cosmo Toscano 17;
1
17. GRAZIANO Umberto, nato a Rossano (CS) il 09/12/1984, ivi residente in
via P. Malena;
18. INTERLANDI Vincenzo, nato a Ragusa (RG) il 12/10/1959, residente a
Gambolò (PV) in C.so Umberto 73/C;
19. MORELLO Carmine, detto “U Richiarare” nato a Rossano (CS) il
22/12/1974, ivi residente in via Vico Tremonti n.29;
20. MORFO’ Domenico, nato a Rossano (CS) in data 08/12/1985, ivi residente
in c.da Piragineti;
21. MORFO’ Isidoro, nato a Rossano (CS) il 09/02/1981, ivi residente in c.da
Piragineti;
22. MORFO’ Lucia, nata a Rossano (CS) il 05/03/1979, ivi residente in Via
Cosmo Toscano 17;
23. MORFO’ Salvatore, nato a San Demetrio Corone (CS) il 25/08/1957,
residente in Rossano (CS) in c.da Piragineti;
24. NICOLETTI Ivan, nato a Corigliano Calabro (CS) il 12/11/1976 residente
Rossano (CS), in Viale Michelangelo n. 58;
25. OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il 26/12/1973, ivi residente in c.da
Pantasima;
26. POLILLO Luigi, nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente Via II^
Acqua di Vale nr. 26.
27. RUFFO Antonio, nato a Rossano (CS) il 02/06/1973, ivi residente in via
Fellino;
28. SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, ivi residente in c.da
Frasso;
29. SCURA Gennaro nato a Cariati (CS) il 02/06/1985, ivi residente in via II
Acqua di Vale nr.14
30. SOLFERINO Gaetano, nato a Rossano (CS) il 20/10/1979, ivi residente in
via Santo Stefano nr. 15,
31. SOMMARIO Francesco, detto “U Caino” nato a Rossano (CS) il
31/10/1975, ivi residente in viale Sant’Angelo;
in relazione ai seguenti reati di cui sono
IMPUTATI
CAPO 1) ACRI Nicola – ACRI Gennarino –ESPOSITO Sergio – GRAZIANO Umberto
– SOMMARIO Francesco - FERRANTE Giuseppe – GALLUZZI Salvatore – SAPIA
Sergio – DE SIMONE Augusto – ACRI Orazio - MORELLO Carmine - MORFO’
Salvatore – MORFO’ Isidoro – MORFO’ Domenico - GRAZIANO Massimo SOLFERINO Gaetano – POLILLO Luigi - SCURA Gennaro - CROPANISE SalvatoreGALLINA Giuseppe
del delitto di cui all’art. 416 bis, commi 1^, 2^, 3^ e 4^ 5 e 6 c.p. .
perché, ACRI Nicola in qualità di dirigente,
MORFO’ Salvatore in qualità di promotore,
ACRI Gennarino, GALLUZZI Salvatore, SOMMARIO Francesco, ESPOSITO Sergio in
qualità di organizzatori
partecipavano ad una associazione per delinquere di stampo ndranghetistico denominata
“Acri-Morfò” - operante nel territorio del comune di Rossano e comuni viciniori- la
quale, in accordo con le organizzazioni mafiose presenti nelle altre province, avvalendosi
della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente
condizione di assoggettamento e di omertà della generalità dei cittadini, era finalizzata,
2
fin dall’inizio, al controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona, al
compimento di delitti contro il patrimonio e contro la persona; con la totale e preventiva
accettazione, da parte degli associati, della necessità di compiere azioni delittuose per
garantirsi il controllo del territorio e per stroncare, mediante l’uso della violenza,
qualunque ingerenza interna od esterna.
Commettendo il fatto mediante la dotazione e la disponibilità di armi comuni e da guerra;
e, mediante la partecipazione di ciascun associato - attraverso un’articolata distribuzione
di compiti e funzioni, nonché la sostanziale fungibilità fra i vari membri - al compimento
di una serie di azioni delittuose, quali reati contro la persona a base violenta ed estorsioni
generalizzate nel territorio, specie in danno degli imprenditori.
Associazione che si è ingerita nell’imprenditoria di tutta l’area della provincia di Cosenza
e anche altrove, ed in particolare: nel settore della distribuzione di caffè torrefatto e
prodotti derivati, nel settore degli appalti di servizi di vigilanza, nella distribuzione di
prodotti da forno e di altri generi alimentari, nel noleggio di videogiochi di genere illecito
e non , con la costituzione di una serie di imprese che hanno, ndranghetisticamente,
assunto posizioni di monopolio e che sono state costituite e sono, continuamente,
finanziate col provento dei crimini organizzati ed eseguiti dall’associazione che occupa.
Rivestendo in seno al sodalizio i compiti di seguito indicati :
GRAZIANO Umberto - DE SIMONE Augusto – FERRANTE Giuseppe quali fiduciari
del capo e degli organizzatori dei quali eseguono le disposizioni, tenendo i rapporti con
gli altri associati e con gli esponenti delle consorterie alleate.
SOLFERINO Gaetano – POLILLO Luigi – SCURA Gennaro – MORELLO Carmine con
il compito di effettuare le cd. “chiamate “ estorsive e riscuotere il cd. “pizzo” dagli
imprenditori e di effettuare trasporti di armi e stupefacente nonché azioni violente
seguendo gli ordini degli organizzatori.
SAPIA Sergio – ACRI Orazio col compito di gestire, unitamente al capo e agli
organizzatori, le diverse imprese che monopolizzano ndranghetisticamente l’offerta di caffè
e prodotti derivati.
CROPANISE Salvatore con il compito di gestire, unitamente al capo ed agli
organizzatori, le imprese che distribuiscono, in regime di monopolio ndranghetistico,
servizi di vigilanza.
MORFO’ Isidoro – MORFO’ Domenico – GRAZIANO Massimo con il compito di
gestire, in regime di monopolio ndranghetistico, le imprese per la distribuzione di prodotti
da forno e di generi alimentari ed il noleggio di videogiochi.
In Rossano e comuni viciniori dal 1999 con condotta perdurante
CAPO 2) ACRI NICOLA - GALLUZZI SALVATORE - MORELLO CARMINE FERRANTE GIUSEPPE - GALLINA GIUSEPPE
Del delitto previsto e punito ai sensi degli artt. 110,81 112 nr. 1) e 2), 56- 575, 577
nr. 3) c.p., 7 legge 12 luglio 1991 nr. 203
Perché, in concorso fra loro, con più azioni, esecutive di una medesima risoluzione
criminosa, anche in tempi diversi perpetrate, in esecuzione di una complessiva
strategia criminale stragista volta ad assicurare l’egemonia, in tutto il territorio di
Rossano Calabro, della consorteria ndranghetistica denominata Acri - Morfo’,
3
facente capo ad ACRI Nicola ed a Morfo’ Salvatore, ponevano in essere atti idonei,
diretti in modo non equivoco, a cagionare la morte di MANZI Antonio, non
riuscendo nel proposito per cause indipendenti dal loro volere.
In particolare: ACRI Nicola e GALLUZZI Salvatore ordinavano a MORELLO
Carmine ed a FERRANTE Giuseppe di uccidere MANZI Antonio.
Costoro, dopo avere verificato il funzionamento di una pistola cal. 38, per il
tramite di una persona allo stato non identificata e di Gallina Giuseppe,
raggiungevano MANZI Antonio, a bordo di un motociclo Honda 600 targato
AJ02234, condotto da Morello che trasportava Ferrante, quest’ultimo sparava
contro Manzi Antonio due colpi di arma da fuoco dei quali solo uno lo colpiva
procurandogli “FRATTURA MULTIPLA PLURIFRAMMENTARIA DELLA
SQUAME OCCIPITALE DESTRO A LIVELLO DELLA GIUNZIONE CON LA
MASTOIDE CON ASSOCIATE TRACCE D’ARIA DA PNEUMOENCEFALO IN
SEDE INTRAMASTOIDEA.Il secondo proiettile non centrava il bersaglio in
quanto Manzi Antonio veniva scaraventato a terra dal figlio Alessandro che, alla
vista dei killers, lo spingeva.Con le circostanze aggravanti dell’avere agito con
premeditazione cioè con una meticolosa preparazione dell’azione di fuoco
preceduta da: preparazioni di armi ed automezzi impiegati dagli sparatori;dei
motivi abietti - con conseguente contestazione dell’aggravante di cui all’art. 576 n.
2 c.p., essendo finalizzato l’omicidio al conseguimento di un incontrastato
controllo criminale sul territorio di Rossano Calabro, in vista dello sfruttamento
illecito dello stesso attraverso ulteriori attività delinquenziali di tipo mafioso;
della connessione teleologica - con conseguente contestazione dell’aggravante di
cui all’art. 576 n. 1 c.p. - avendo commesso i reati, al fine di mantenere il controllo
del territorio di quell’area geografica, consentendo, in tal modo, l’ultrattività del
vincolo associativo dell’organizzazione di tipo mafioso facente capo alla famiglia
Acri-Morfo’;
dell’agevolazione della cosca di ndrangheta denominata Acri-Morfo’ avendo
commesso l’azione di fuoco al fine di consolidarne l’egemonia in provincia di
Cosenza .
In Rossano Calabro il 26/12/2002
CAPO 2 bis)ACRI NICOLA - GALLUZZI SALVATORE - MORELLO
CARMINE - FERRANTE GIUSEPPE - GALLINA GIUSEPPE
delitto p. e p. ai sensi degli articoli 110, 112 n. 1), 81 cpv., 61 n. 2) Cod. Pen., 2, 4, 7
legge 02.10.1967, n. 895 e 7 D.L. 152/119
perché, in concorso morale e materiale tra loro e con altri rimasti ignoti, con più
azioni, esecutive di un’unica risoluzione criminosa, anche in tempi diversi
perpetrate, detenevano illegalmente e portavano illegalmente in luogo pubblico
una pistola calibro 38.
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Con le circostanze aggravanti della connessione teleologica , del numero dei
correi pari a più di cinque persone, dell’agevolazione della cosca di ndrangheta
denominata ACRI-MORFÒ avendo commesso l’azione di fuoco al fine di
consolidarne l’egemonia in provincia di Cosenza.
In Rossano Calabro il 26/12/2002
CAPO 2 ter) ACRI NICOLA - GALLUZZI SALVATORE - MORELLO
CARMINE - FERRANTE GIUSEPPE - GALLINA GIUSEPPE
delitto p. e p. agli artt. 110, 112 n. 1), 61 n. 2), 648 Cod. Pen. e 7 D.L. 152/119,
perché, in concorso morale e materiale tra loro e con altri rimasti ignoti, con più
azioni, esecutive di un’unica risoluzione criminosa, anche in tempi diversi
perpetrate, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, ricevevano l’arma descritta al
capo (2) della rubrica di imputazione, di sicura provenienza illecita e un motociclo
Honda 600 targato AJ02234. Col fine di agevolare la cosca di ndrangheta
denominata ACRI - MORFO’ avendo commesso l’azione di fuoco al fine di
consolidarne l’egemonia in provincia di Cosenza.
In Rossano Calabro il 26/12/2002
CAPO 3) DE SIMONE AUGUSTO, GRAZIANO UMBERTO, SOMMARIO
FRANCESCO, OLIVO ANITA, POLILLO LUIGI,
SCURA GENNARO,
DONATO CARMINE ENZO, DONATO ESPEDITO, FERATTI ROBERTO,
INTERLANDI VINCENZO.
per il delitto p. e p. dagli artt.81 - 390 c.p. e 7 d.L. 152/1991 legge 203/91
perché, con più azioni, poste in essere in luoghi e tempi differenti, in esecuzione di
un medesimo disegno criminoso, aiutavano GALLUZZI Salvatore, che sfuggiva
ad un ordine di esecuzione emesso dalla Procura di Catanzaro in esecuzione di
una condanna divenuta definitiva in data 27/5/2010, a sottrarsi al provvedimento
di esecuzione della pena .
In particolare: DE SIMONE, GRAZIANO, SOMMARIO gli consentivano di
mantenere i contatti con la cosca di appartenenza assicurandogli nascondigli in
Rossano e altrove,
OLIVO Anita conviveva con GALLUZZI presso il nascondiglio di Vigevano
fornendogli assistenza;
POLILLO e SCURA gestivano gli interessi, leciti e non, di GALLUZZI a Rossano
ed in particolare amministravano immobili, riscuotevano somme di danaro,
assistevano il figlio minore;
DONATO Espedito e DONATO Carmine Enzo trasportavano oggetti di ogni tipo
da Rossano a Vigevano rendendosi latori di messaggi che lo stesso GALLUZZI
riceveva o inviava dagli - agli appartenenti alla consorteria di ndrangheta
denominata ACRI MORFO’,
5
FERATTI Roberto e INTERLANDI Vincenzo davano supporto logistico a
Vigevano a GALLUZZI, in particolare: il primo ne curava gli spostamenti in auto,
il secondo gli procurava un appartamento .
Fatto aggravato dalla finalità di agevolare la cosca di ndrangheta denominata ACRI
MORFO’ della quale GALLUZZI è un elemento di spicco tra gli organizzatori .
Fatti commessi in Rossano, Vigevano e altrove , in epoca successiva al 25/5/2010 e
fino al 26/02/2011, data della cattura di GALLUZZI.
CAPO 4) FEDERICO GIOVANNI
per il delitto p. e p. dagli artt.81 - 390 c.p. e 7 d.L. 152/1991 legge 203/91
perché, con più azioni, poste in essere in luoghi e tempi differenti, in esecuzione di
un medesimo disegno criminoso, aiutava ESPOSITO Sergio, che sfuggiva ad un
ordine di esecuzione emesso dalla Procura di Catanzaro in esecuzione di una
condanna divenuta definitiva in data 27/5/2010 , a sottrarsi al provvedimento di
esecuzione della pena .
In particolare : gli forniva la propria carta di identità che, dopo essere stata
contraffatta, veniva utilizzata da ESPOSITO Sergio,
Fatto aggravato dalla finalità di agevolare la cosca di ndrangheta denominata
ACRI della quale ESPOSITO e’ fra gli organizzatori .
Fatti commessi in Rossano , Vigevano e altrove , in epoca successiva al 25/5/2010
e fino al 22.10.10 epoca in cui ESPOSITO si costituiva .
CAPO 5) ACRI Nicola – CALAROTA Arianna
Del reato previsto e punito dagli artt. 110 c.p. e 12 quinques D.L. 306/1992 e 7
d.l.152/1991
Perché il primo attribuiva fittiziamente alla seconda la titolarità del 50% delle
quote della Pellegrino Caffè s.r.l. e l’amministrazione della stessa società, avente
ad oggetto la distribuzione di caffè torrefatto, al fine di eludere le disposizioni di
legge in materia di misure di prevenzione e di agevolare la consorteria di
ndrangheta denominata ACRI – MORFO’.
In Rossano e comuni viciniori nel maggio del 2006.
CAPO 6) ACRI Nicola – ACRI Gennarino – ALFANO Carmine - DE SIMONE
Augusto – SAPIA Sergio - SOMMARIO Francesco - DE SIMONE Augusto –
BARILARI Maurizio - ACRI Orazio detto Pierino
Artt. 110- 81, 513 bis c.p. e 7 D.L. 152/1991
Perché, in concorso fra loro, con più azioni, poste in essere in tempi e luoghi
differenti, in esecuzione di un unico disegno criminale, volto ad assicurare alla
Pellegrino Caffè s.r.l., alla PI.GI caffè s.r.l., alla Jamaican caffè s.r.l., una posizione
6
dominante nella distribuzione di caffè torrefatto e prodotti derivati, in Rossano e
Corigliano e comuni viciniori, ponevano in essere atti di concorrenza con
minaccia. In particolare, con la minaccia implicita di ritorsioni, imponevano agli
imprenditori, che distribuivano al dettaglio caffè e prodotti derivati, di rifornirsi
dalla Pellegrino caffè s.r.l., dalla Jamaican caffè s.r.l. e dalla PI.GI caffè s.r.l.,
risolvendo i contratti dei fornitori precedenti o comunque diminuendo le
commesse di acquisto dai precedenti fornitori. Con l’aggravante dell’avere agito
con metodo mafioso cioè ostentando la propria appartenenza alla famiglia Acri ed
al fine di agevolare la consorteria ndranghetistica Acri – Morfo’ cui confluiscono,
almeno in parte, i proventi delle due società sopra indicate .
In Rossano e Corigliano, Milano e altrove, dal maggio del 2006 con atti di
imposizione ancora oggi perduranti
CAPO 7) SAPIA Sergio
Del reato previsto e punto dagli artt. 81 648 c.p. e 7 D.L. 152/1991
Perché, con più azioni, commesse in tempi e luoghi differenti, in esecuzione di un
medesimo disegno criminoso, al fine di trarne profitto, riceveva pezzi di
macchinari da caffè di provenienza illecita in quanto oggetto di furto commesso in
danno della Spaziale s.p.a..
Con l’aggravante della finalità di agevolare la consorteria ndraghetistica
denominata Acri – Morfo’.
In Rossano, Bologna e altrove dal novembre del 2009 al novembre del 2010.
CAPO 8) RUFFO Antonio
Del reato previsto e punto dagl’artt. 81-648 c.p. e 7 D.L. 152/1991
Perché, con più azioni, poste in essere in tempi e luoghi differenti, in esecuzione di
un medesimo disegno criminoso, versava sul proprio conto corrente, acceso presso
la Banca Popolare di Crotone Agenzia di Rossano i seguenti assegni bancari :
27/10/06
3.600,00
633945
848939
1 tratto da tale CARROZZA
Cataldo a favore di S.S.C.
Real Rossanese
37/295
27/10/06
5.600,00
633946
848939
1 tratto da tale CARROZZA
Cataldo a favore di S.S.C.
Real Rossanese
37/295
30/10/06
6.000,00
636965
801447
1 tratto da Magit Industrie Srl
a favore di S.S.C. Real
37/297
7
Rossanese
30/10/06
6.000,00
636117
801447
1 tratto da Magit Industrie Srl
a favore di S.S.C. Real
Rossanese
01/12/06
7.502,96 C
639375
801447
1 versato assegno tratto da
Magit Industrie a fav. di
S.S.C.Rossanese
04/12/06
6.000,00
641224
16081
1 tratto da Ecoross Srl a favore
di S.S.C. Real Rossanese
37/309
04/12/06
6.000,00
639376
801447
1 tratto da Magit Industrie Srl
a favore di S.S.C. Real
Rossanese
37/309
05/12/06
3.000,00
639958
1 tratto da illeggibile a favore
di S.S.C. Rossanese – da
accertamenti risulta emesso
dalla ditta Eurocalzature e
pelletteria di FAZIO Maria
Chiara
37/310
06/12/06
4.000,00
641229
16081
1 versato assegno tratto da
Ecoross Srl a favore di S.S.C.
Real Rossanese
37/311
14/12/06
4.000,00 C
641229
16081
1 versato assegno tratto da
Ecoross Srl a favore di S.S.C.
Real Rossanese
34/314
07/02/07
6.000,00
645989
801447
1 tratto da Magit Industrie a
fav. di S.S.C.Rossanese
37/336
07/02/07
6.000,00
648233
801447
1 tratto da Magit Industrie a
fav. di S.S.C.Rossanese
37/336
13/02/07
3.000,00 C
466998
16081
1 versato assegno tratto da
Ecoross Srl a favore di S.S.C.
Real Rossanese
37/339
17/01/08
4.800,00
741193
1 tratto de Le Fosse Grazia a
favore
di
SSC
Real
Rossanese
37/827
17/01/08
4.800,00
741194
1 tratto de Le Fosse Grazia a
favore
di
SSC
Real
Rossanese
37/827
22/01/08
4.800,00
578442
1 tratto da Otranto Giuseppe
a favore di SSC Rossanese
37/833
75
75
75
846974
37/297
8
22/01/08
3.600,00
23/01/08
4.800,00 C
75
578444
846974
1 tratto da Otranto Giuseppe
a favore di SSC Rossanese
37/833
578644
846974
1 tratto da Otranto Giuseppe
a favore di SSC Rossanese
37/834
al fine di ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. Con
l’aggravante di agevolare la consorteria di ndrangheta denominata Acri - Morfo’.
In Rossano dal 27/10/2006 al 23.01.2008
CAPO 9) MORFO’ Salvatore , MORFO’ Lucia
Del reato previsto e punito dagli artt. 110 c.p. e 12 quinques D.L. 306/1992 e 7
d.l.152/1991
Perché il primo attribuiva fittiziamente alla seconda la titolarità delle seguenti
imprese individuali:
ditta individuale Panificio del Patire, con sede in Rossano alla contrada Sant’Irene
(p.i. 02261810788,) avente ad oggetto la produzione e la distribuzione di prodotti
da forno;
tta individuale “ANGOLO DELLA SILA” (p.i. 02261810788), con sede a Rossano
(CS) Via B.Telesio avente ad oggetto la rivendita di prodotti alimentari;
ditta individuale “LA CAMPAGNOLA” (p.i. 02261810788) con sede a Rossano
(CS) alla via Lazio n.73 avente ad oggetto la rivendita di prodotti alimentari;
ditta individuale “LA BALERA”, con annesso bar – ristorante (p.i. 02261810788)
sita in Rossano al viale Sant’Angelo al fine di eludere le disposizioni di legge in
materia di misure di prevenzione e di agevolare la consorteria di ndrangheta
denominata Acri – Morfo’.
In Rossano e comuni viciniori nel settembre del 2007.
CAPO 10) MORFO’ Salvatore - MORFO’ Isidoro - GRAZIANO Massimo
Artt. 110-81,513 bis c.p. e 7 D.L. 152/1991
Perché, in concorso fra loro, con più azioni, poste in essere in tempi e luoghi
differenti, in esecuzione di un unico disegno criminale, quali gerenti di fatto della
ditta individuale “PANIFICIO PANE DEL PATIRE” di Lucia Morfo,’ che
produce e distribuisce prodotti da forno, compivano atti di concorrenza con
minaccia. In particolare: imponevano, con minaccia implicita di ritorsioni, ai
commercianti al dettaglio, sedenti nel Comune di Rossano, di rifornirsi solo dei
loro prodotti e ai fornitori, loro concorrenti, di non distribuire i prodotti nel
Comune di Rossano.
Con l’aggravante dell’avere agito con metodo mafioso, ostentando la propria
appartenenza alla famiglia Morfo’ e così riducendo fornitori e venditori al
dettaglio in uno stato di soggezione e agendo al fine di agevolare la consorteria
9
ndranghetistica Acri – Morfo’ cui confluiscono, almeno in parte, i proventi della
ditta individuale “PANIFICIO PANE DEL PATIRE” di Lucia MORFO’.
In Rossano e comuni viciniori dall’inizio del 2009 con condotta perdurante
CAPO 11)GRAZIANO Massimo
629 secondo comma con riferimento al 628 nn.3 c.p. e 7 D.L. 152/1991 D.L.
152/1991
Perché, con minaccia implicita di ritorsioni, costringeva Aprigliano Fortunato,
titolare di un’impresa individuale sedente in Rossano alla via Garibaldi, a
rifornirsi di pane esclusivamente dal “PANIFICIO PANE DEL PATIRE” di Lucia
MORFO’ così arrecandogli il pregiudizio derivante dalla compressione del diritto
di scelta del contraente e procurandosi il conseguente vantaggio di un incremento
del proprio portafogli clienti.
Con l’aggravante dell’avere agito quale appartenente alla consorteria di ndrangheta
denominata ACRI MORFO’, con metodo mafioso cioè prospettando sicure
ritorsioni e ostentando la propria appartenenza alla famiglia Morfo’, cosi’
determinando una particolare soggezione della p.o. ed al fine di agevolare la
consorteria ndranghetistica Acri – Morfo’ cui confluiscono, almeno in parte, i
proventi della ditta individuale “PANIFICIO PANE DEL PATIRE” di Lucia
MORFO’.
In Rossano nel dicembre del 2011
CAPO 12)MORFO’ Salvatore –MORFO’ Isidoro
Artt. 110-81-629 secondo comma con riferimento al 628 nn.3 c.p. e 7 D.L. 152/1991
D.L. 152/1991
Perché, in concorso fra loro, con più azioni, commesse in tempi e luoghi differenti,
in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, con minacce esplicite ed
implicite di ritorsioni, del tipo: “…Perchè Manuè poi se ti rubano un bilico a me non,
non mi interessa…” costringevano Emanuele Micieli, fratello dell’amministratore
delegato della Acqua Sila s.r.l., a distribuire l’acqua denominata SILA, in Rossano
e comuni viciniori, esclusivamente per loro tramite, così determinando un
pregiudizio per la p.o. consistente in una grave compressione del potere di
iniziativa economica privata e con pari ingiusto vantaggio.
Con l’aggravante di avere commesso il fatto quali appartenenti al sodalizio
‘ndranghetistico rossanese denominato Acri – Morfò, dell’avere agito con metodo
mafioso così determinando una completa soggezione della p.o. cui hanno
ostentato la loro intraneità al sodalizio appena sopra citato e con finalità
agevolatoria della cosca Acri Morfo’ cui confluisce almeno in parte il provento del
reato perpetrato.
In Rossano e comuni viciniori dall’aprile del 2011 .
CAPO 13)MORFO’ Salvatore – MORFO’ Isidoro
Artt. 110- 56-629 secondo comma con riferimento al 628 nn.3 c.p. e 7 D.L.
152/1991 D.L. 152/1991
10
Perché, in concorso fra loro, con piu azioni, poste in essere in tempi e luoghi
differenti, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, ponevano in essere
atti idonei, diretti in modo univoco, a costringere Fiorentino Francesco che, in
Rossano, gestisce il bar denominato HOP’S, a rifornirsi della birra distribuita dalla
società d’ingrosso alimentare Beverage & Technical Solutions. In particolare,
Morfo’ Isidoro rivolgeva al Fiorentini minacce implicite di ritorsioni mentre
Salvatore Morfo’, dal carcere, nel corso dei colloqui, istigava il figlio Isidoro a
continuare a compulsare Fiorentino suggerendo di rivolgergli espressioni del tipo
“ papà ti ha mandato a dire che per fortuna non lo hanno messo sotto terra, ha detto che
sei proprio un pisciaturu di uomo e resterai sempre pisciaturu”... .
Con l’aggravante dell’avere agito con metodo mafioso cioè ostentando la propria
appartenenza alla ndrina di Rossano cosi’ determinando la p.o. in uno stato di
assoluta soggezione e con la finalità di agevolare la famiglia Acri – Morfo’ cui ,
perlomeno in parte, finiscono i proventi dell’attività illecita
In Rossano nell’estate del 2011.
CAPO 14) MORFO’ Salvatore – MORFO’ Isidoro
Artt. 110- 56-629 secondo comma con riferimento al 628 nn.3 c.p. e 7 D.L.
152/1991 D.L. 152/1991
Perché, in concorso fra loro, con piu’ azioni, poste in essere in tempi e luoghi
differenti, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, ponevano in essere
atti idonei, diretti in modo univoco, a costringere Antonio e Marcello Sapia - che,
in Rossano, gestiscono un bar ristorante– a rifornirsi della birra distribuita dalla
società d’ingrosso alimentare Beverage & Technical Solutions. Non riuscendo nel
proprio intento per cause indipendenti dal proprio volere.
In particolare, Morfo’ Isidoro, anche istigato dal padre Salvatore, che era detenuto
ed incontrava durante i colloqui, rivolgeva ai Sapia minacce implicite di ritorsioni
.
Con l’aggravante dell’avere agito con metodo mafioso cioè ostentando la propria
appartenenza alla ndrina di Rossano cosi’ determinando la p.o. in uno stato di
assoluta soggezione e con la finalità di agevolare la famiglia Acri –Morfo’ cui ,
perlomeno in parte finiscono i proventi dell’attività illecita
In Rossano nell’estate del 2011.
CAPO 15) NICOLETTI IVAN
Del reato di concorso esterno in associazione mafiosa p. e p. dagli artt. 110-416 bis
c.p.
Perchè concorreva, materialmente e moralmente, dall’esterno, all’associazione
mafiosa di cui al capo 1 della quale contribuiva al consolidamento e quindi al
perseguimento del programma criminale.
In particolare: determinava Morfo’ Salvatore, Morfo’ Isidoro, Graziano Massimo,
plenipotenziari dell’articolazione Morfo’ dell’associazione di cui al capo 1 a
procacciare, con metodo mafioso, voti in suo favore in occasione delle
consultazioni elettorali comunali svoltesi in Rossano nel col maggio del 2011 e
stringeva con gli stessi un patto in forza del quale , in cambio del procacciamento
dei voti , si impegnava a rimanere a disposizione . Patto poi effettivamente
eseguito rispondendo, a prima richiesta, alle sollecitazioni degli associati così
strumentalizzando il munus pubblicum , in particolare: evitava che un chiosco
11
adibito alla vendita del pane, abusivamente posto, su suolo pubblico venisse
smantellato .
In Rossano dal maggio del 2011 con condotta perdurante
CAPO 16)MORFO’ Salvatore, MORFO’ Isidoro, GRAZIANO Massimo,
NICOLETTI Ivan
Del reato p. e p. dall’artt. 110 - 81 c.p. - 87 D.P.R.16/5/1960 N. 570 e 7 DL. 152/1991
Perché, in concorso fra loro, con più azioni , commesse in tempi e luoghi
differenti, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, usavano violenza e
minaccia per costringere più elettori a esprimere il voto nei confronti di
NICOLETTI Ivan, candidato alle elezioni amministrative per il Consiglio
Comunale di Rossano. In particolare: Nicoletti determinava i correi a procacciargli
voti, gli altri tre, con percosse, determinavano un elettore, allo stato non
determinato, ad esprimere il proprio consenso in favore dello stesso Nicoletti; tutti
avvicinavano gli elettori, in alcuni casi, persino a casa e, con minaccia implicita di
ritorsioni, li determinavano a votare per NICOLETTI. Con l’aggravante di avere
agito con metodo mafioso cioè ostentando la propria partecipazione al sodalizio di
cui al capo 1 e, comunque, determinando negli elettori uno stato di soggezione
indotto dalla consapevolezza della loro appartenenza all’associazione
ndranghetistica Acri –Morfo’ e con l’aggravante di avere agito per agevolare la
consorteria denominata Acri Morfo’ che, in caso di elezione di NICOLETTI
avrebbe avuto un “amico” in seno al Consiglio comunale.
In Rossano e luoghi viciniori nel maggio del 2011
CAPO 17) MORFO’ Salvatore, MORFO’ Isidoro, GRAZIANO Massimo,
NICOLETTI Ivan
Del reato p. e p. dall’artt. - 81 c.p. - 86 D.P.R.16/5/1960 N. 570 e 7 DL. 152/1991
Perché, l’ultimo quale candidato al Consiglio comunale di Rossano, prometteva
agli altri tre in cambio dei loro voti e di un’attività di proselitismo, di rimanere, in
caso di elezione, a loro disposizione così strumentalizzando il proprio ufficio
pubblico. Con l’aggravante di avere agito con finalità di agevolare la cosca Acri Morfo’ in favore della quale lo stesso Nicoletti si sarebbe prodigato in caso di
elezione.
In Rossano e luoghi viciniori nel maggio del 2011
CAPO 18) SOLFERINO Gaetano
Del reato p.e p. dagli artt. 110- 81- 629 secondo comma in relazione all’art. 628
comma terzo numeri 1-3 c.p. e7 D.L. 152/1991
Perché in concorso con persone, allo stato ignote, con più azioni, poste in essere in
tempi differenti, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, costringeva
Masciopinto Paolo, gestore di una rivendita di abbigliamento sita in Rossano, alla
via Nazionale, a consegnargli 500 euro al mese.
Fatti pluriaggravata perché commessi da piu’ persone riunite, appartenenti alla
cosca di ndrangheta denominata Acri –Morfo’, con finalità di agevolare la
consorteria di ndrangheta appena citata cui sono confluiti i proventi dell’attività
estorsiva
In Rossano nella prima metà del 2010.
12
CAPO 19)SOLFERINO Gaetano
Del reato p.e p. dagli artt. 110- 81- 629 secondo comma in relazione all’art. 628
comma terzo numeri 1-3 c.p. e 7 D.L. 152/1991
Perché, in concorso con persone , allo stato, non identificate, con piu’azioni, poste
in essere in tempi differenti, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, con
minacce esplicite di ritorsioni, costringeva l’imprenditore Renato Ciullo, che stava
eseguendo, in Rossano Centro storico, lavori di rifacimento della rete idrica, a
pagare la somma di 2.500 euro a titolo estorsivo .
Fatti pluriaggravata perché commessi da piu’ persone riunite, appartenenti alla
cosca di drangheta denominata Acri –Morfo’, con finalità di agevolare la
consorteria di ndrangheta appena citata cui sono confluiti i proventi dell’attività
estorsiva
In Rossano nella prima metà del 2010.
CAPO 20) CURATO Vincenzo – PERCIACCANTE Pasquale – GALLUZZI
Salvatore - FERRANTE Giuseppe
delitto p. e p. ai sensi degli articoli 110, 81 cpv., Cod. Pen., 2, 4, 7 legge
02.10.1967, n. 895 e 7 D.L. 152/1991
perché, in concorso morale e materiale tra loro, con più azioni, esecutive di
un’unica risoluzione criminosa, anche in tempi diversi perpetrate, detenevano
illegalmente e portavano illegalmente, in luogo pubblico, armi comuni da sparo
( pistole e fucili) e armi da guerra (kalashnikov).
In particolare: le armi venivano consegnate, in Cassano, da Perciaccante e
Curato e da altre persone, allo stato, non identificate, a Ferrante Giuseppe, il
quale , unitamente a persone allo stato non identificate, le trasportava , in
Rossano, ove le metteva a disposizione di Galluzzi Salvatore che ivi le
nascondeva .
Fatti aggravati della finalità di agevolare la cosca di ndrangheta denominata
Acri – Morfo’ essendo le armi messe a disposizioni degli appartenenti alla
consorteria appena citata al fine di commettere fatti di sangue o comunque
azioni violente volte a consolidarne l’egemonia in agro sibaritide .
In Cassano e Rossano fra il 2000 ed il 2003.
CAPO 21) VALLONEARANCI MARIA – TEDESCO FABIO - ESPOSITO
SERGIO - FANTASIA GIANLUNCA
delitto p. e p. ai sensi degli articoli 110, 81 cpv., Cod. Pen., 2, 4, 7 legge
02.10.1967, n. 895 e 7 D.L. 152/1991
Perché, in concorso fra loro, detenevano e trasportavano una pistola, arma comune
da sparo.
In particolare: VALLONEARANCI e TEDESCO ricevevano la pistola da
FANTASIA Gianluca e la trasportavano a Rossano ove la consegnavano , per il
tramite di persona, allo stato, non identificata, ad Esposito Sergio .
Fatto aggravato della finalità di agevolare la cosca di ndrangheta denominata
Acri – Morfo’ essendo l’arma messa a disposizioni degli appartenenti alla
consorteria appena citata al fine di commettere fatti di sangue o comunque
azioni violente volte a consolidarne l’egemonia in agro sibaritide .
In Cosenza e Rossano nel corso dell’estate del 2007.
13
CAPO 22) FERRANTE GIUSEPPE
delitto p. e p. ai sensi degli articoli 110, 81 cpv., Cod. Pen., 2, 4, 7 legge
02.10.1967, n. 895 e 7 D.L. 152/1991
perché, con più azioni, poste in essere in tempi e luoghi differenti, deteneva e
portava in luogo pubblico le seguenti armi:
un fucile automatico tipo kalashnikov calibro 7.62 avente matricola 46289un fucile automatico tipo kalashnikov calibro 7.62 avente matricola 648653
un fucile da caccia calibro 12 matricola 9884.
Fatto aggravato della finalità di agevolare la cosca di ndrangheta denominata
Acri – Morfo’ essendo l’arma messa a disposizioni degli appartenenti alla
consorteria appena citata al fine di commettere fatti di sangue o comunque
azioni violente volte a consolidarne l’egemonia in agro sibaritide .
In Rossano nel luglio del 2003.
CAPO 23) FERRANTE GIUSEPPE
Art. 73 D.P.R. 309/90
perchè deteneva al fine di spaccio complessivi 4,350 Kg di sostanza stupefacente
del tipo Marijuana e complessivi 3,350 Kg di sostanza stupefacente del tipo
hashish.
In Rossano nel luglio del 2003.
OSSERVA E RILEVA
I. PREMESSA
L’indagine verte sull’associazione a delinquere di stampo mafioso ACRI-MORFO’
operante nel territorio di Rossano ed in quelli limitrofi.
In esito all’indagine convenzionalmente denominata Galassia1, alla metà degli anni ’90,
era emersa l’esistenza della “ndrina ” di Rossano, legata dapprima al locale di Sibari,
fondato agi inizi degli anni ’80, da Giuseppe Cirillo, poi al locale di Corigliano , che alla
fine degli anni 80, soppiantava quello di Cirillo, infine, al locale degli ABBRUZZESE
radicato in Cassano dalle famiglie ABBRUZZESE – PEPE, a partire dagli ultimo anni ‘90.
Dagli atti relativi al predetto procedimento e dalle indicazioni contenute nella richiesta del
P.M. emerge che alla ndrina rossanese fino al 1995 era preposto TRIPODORO Pasquale
uomo di rispetto che era stato indicato da CIRILLO Giuseppe.
TRIPODORO seguiva CARELLI e si contrapponeva a CIRILLO divenendo. Ma, a
differenza dello stesso Santo CARELLI, non reggeva una carcerazione che si profilava
lunga per cui decideva di collaborare con la giustizia, a metà degli anni 90.
1 Si tratta del p.p. 17/96 contro Cirillo Giuseppe + 180 definito , in primo grado con sentenza del
28/6/99 della corte di Assise di Catanzaro . Questa Sentenza è stata riformata in appello ma è
passata in giudicato per quanto concerne i diversi reati di associazione mafiosa contestati e quindi
anche per quanto attiene ai rapporti fra le diverse associazioni che riconoscevano la superiorità del
locale e del crimine cirotano. In appello sono stati annullate, invece, molte statuizioni relative agli
omicidi i sul presupposto dell’incompetenza territoriale della Corte di Assise di Catanzaro. I primi
Giudici, invero, avevano ritenuto molti fatti omicidiari attratti ex art. 12 c.p.p. dal reato di cui
all’art. 416 bis secondo una connessione finalistica che i Giudici di Appello non hanno ritenuto
sussistente.
14
La ndrina rossanese subiva una battuta di arresto perché MORFO’ Salvatore, il più alto in
grado, dopo TRIPODORO, era stato condannato per omicidio e quindi era, a lungo,
ristretto.
Rossano viveva un buon ordine2 all’interno del quale cercavano di prevalere i TOM TOM
cioè coloro che si riconoscono nella figura criminale di MANZI Antonio. L’ascesa dei
MANZI durava poco perché le forze di polizia di Rossano riuscivano a stroncare quella
che stava divenendo un’organizzazione di tipo ndranghetistico. Le vicende dei MANZI
sono raccontate dalla Sentenza cd. SATELLITE che ne determinava la condanna per
diverse estorsioni aggravate dalla mafiosità. Ma, al di là del contrasto da parte delle forze
dell’ordine, i Manzi perdevano credibilità in quanto soffrivano numerose defezioni cioè,
la collaborazione con la giustizia di: Manzi Mario e De Luca Cosimo3 per cui lasciavano il
potere ad ACRI Nicola, cercavano di reagire, nel corso del 2002 ma il tentativo di omicidio
eseguito in danno di MANZI Antonio li relegava, definitivamente, in una posizione di
subalternità rispetto alla cosca Acri. Pertanto gli uomini di Acri non avevano più rivali in
Rossano e trovavano un accordo stabile con quelli di Morfò cui lasciavano la
responsabilità di gestire il settore del gioco d’azzardo svolto mediante congegni elettronici
e il monopolio nella distribuzioni di alcuni prodotti alimentari.
La “ndrina” di Rossano risulta collegata con quella operante a Cassano Ionio e costituita
da esponenti di etnia rom, facente capo alle famiglie ABBRUZZESE e PEPE.
L’esistenza di quest’ultima consorteria è stata affermata in due sentenze: quella emessa in
esito al processo c.d. “LAURO” dai Giudici della Prima Corte di Assise di Cosenza,
confermata4 dai Giudici della Corte di Assise di Appello di Catanzaro nell’aprile del 2008
(Sentenza in allegato n.2/A alla CNR del ROS) e della Cassazione; e quella non ancora
definitiva, pronunciata, nel giugno del 2008, dai Giudici del Tribunale di Castrovillari
(Sentenza in allegato n.3/A alla CNR del ROS). Questa seconda Sentenza condanna quali
partecipi qualificati dell’associazione ABBRUZZESE, Francesco ABBRUZZESE alias
Dentuzzo e Pepe Damiano alias Tripolino. Il dato merita di essere sottolineato in quanto i
Giudici accertano che i due hanno continuato a dirigere l’associazione ndranghetistica cui
erano preposti sebbene fossero detenuti5.
Le due Sentenze ricostruiscono il sorgere della cosca, il riconoscimento da parte della
criminalità organizzata di Cirò e vertono sulla medesima associazione.
Intraneo a quest’ultima associazione era il collaboratore di giustizia
PERCIACCANTE Pasquale, conferma l’esistenza della consorteria precisandone il
progetto criminale e l’organigramma6.
Si tratta di una situazione in cui vi sono gruppuscoli delinquenziali che si rispettano fra loro in
assenza di un gruppo dominante riconosciuto da un locale come ndrina.
3
Invero, si tratta di collaborazioni poi interrotte con ritrattazione delle dichiarazioni rese
inizialmente .
4 In relazione alla sussistenza della consorteria ndranghetistica.
5 In particolare mentre Dentuzzo è stato per un breve lasso di tempo libero, PEPE è stato sempre,
cioè fin dal sorgere della consorteria di ndrangheta, detenuto .
6 Leggiamo un passo della sentenza dei Giudici della Corte di assise di Catanzaro:
“La sentenza appellata ha dato adeguata motivazione dell’esistenza dell’associazione a delinquere stampo
mafioso contestato al capo 8 della rubrica e della sussistenza di una vera e propria guerra di mafia tra essa e
la consorteria dei Faillace - Forastefano, Depongono in tal senso:
2
15
Il legame fra gli ABBRUZZESE ed ACRI Nicola è dimostrato, innanzitutto, dalla Sentenza
emessa dai Giudici dell’Assise cosentina il 26 maggio del 2011 in esito al processo c.d.
“ARBERIA” (Allegato n.4 alla presente richiesta).
L’indagine ricostruiva quattro fatti di sangue:
• il tentato omicidio di Antonello Esposito, consumato in Castrovillari, il 14 giugno
1999;
- le concordi dichiarazioni dei collaboratori Di Dieco, Scaglione, Greco, Calabrese, Bevilacqua, Perciaccante
Pasquale e Falbo Domenico;
- le dichiarazioni dei testimoni Benedetto Elvira, Milito Rocco, Benedetto Rosa Maria;
- la ricorrenza delle medesime date negli omicidi e negli attentati condotti in danno degli appartenenti alle
consorterie rivali.
Tali emergenze hanno correttamente indotto a collocare i delitti in esame nell’ambito della faida tra le due
contrapposte fazioni mafiose.
Ugualmente corretta risulta la valutazione di inserimento degli imputati nell’associazione Pepe- Abbruzzese,
ed infondati i motivi d’appello sul punto.
L’affiliazione di Abbruzzese Celestino ed Abbruzzese Nicola cl. 79 è provata dalle emergenze già valorizzate
nella sentenza appellata, nonché dalle dichiarazioni assunte in questo grado del giudizio dal collaboratore
Perciaccante e, relativamente al secondo imputato anche da Falbo Domenico.
In esito alle affermazioni di Perciaccante è risultata corretta l’ipotesi d’accusa, sfornita di prova nel primo
grado, dell’assunzione della reggenza dell’associazione da parte di Abbruzzese Celestino e del suo ruolo di
concorrente nei delitti in esame.
Anche relativamente ad Abbruzzese Armando, Bevilacqua Mario ed Abbruzzese Luigi il quadro probatorio
enunciato nella sentenza di primo grado, e fondato essenzialmente sulla partecipazione dei medesimi agli
omicidi per i quali hanno riportato condanna, si arricchisce dei preganti apporti del Perciaccante.
Quanto a Iannicelli Tommaso, assolto dai delitti di cui ai capi n.1,2,3 della rubrica, va confermato il giudizio
di appartenenza alla predetta associazione poiché le concordi
dichiarazioni di Perciaccante Pasquale (v. verb. ud. 29.2.2008, pag.88) e Falbo Domenico (v. verb. ud.
14.3.2008) lo indicano come soggetto inserito in tale consorteria con ruolo di trafficare in sostanze
stupefacenti del tipo cocaina.
Infatti Perciaccante ha riferito che da lungo tempo Iannicelli spacciava cocaina che generalmente gli forniva
lui stesso, Abbruzzese Andrea, Abbruzzese Francesco o Bevilacqua Mario; anche se per il resto cercava di
restava fuori da altro tipo di reati e teneva una posizione defilata perché riteneva di avere un futuro come
calciatore.
Il collaboratore ha poi narrato che per un certo periodo Iannicelli spacciava in società con Abbruzzese Nicola
(Semiasse) e, successivamente, dopo dei dissapori con quest’ultimo spacciava insieme ad Abbruzzese
Celestino.
Tali affermazioni sono state riscontrate da Falbo Domenico, che ha riferito che nel 2002 spacciava cocaina e la
doveva prendere dagli Abbruzzese che avevano il controllo del territorio; e che Iannicelli trafficava in cocaina.
Nello specifico ha precisato che quando aveva bisogno di stupefacente si recava alle case popolari e chiedeva la
cocaina a Semiasse, il quale a volte era in compagnia di Tommaso Iannicelli.
Invero quest’ultimo non gli ha mai ceduto personalmente droga, ma era presente in alcune occasioni, a volte
rimaneva con lui ad aspettare che Semiasse tornasse con la droga, altre volte andava via; solo in una
occasione ha dato il denaro a Semiasse alla presenza di Iannicelli; Benedetto Sergio gli disse che quest’ultimo
era in società con Semiasse.
Quanto narrato da Falbo è, infatti, sufficiente quale elemento soggettivo di riscontro individualizzante nei
confronti di Iannicelli poiché egli era un soggetto estraneo all’associazione di cui, ovviamente l’imputato non
si fidava, ma la sua presenza è sintomatica della cointeressenza indicata da Perciaccante e di cui anche il
Falbo venne a conoscenza da Benedetto Sergio, che abitando alla Case Popolari, pur essendo considerato
persona avversa, aveva evidentemente i suoi informatori circa le dinamiche interne all’associazione.
E’ tesi difensiva tale comportamento del Iannicelli sia indicava solo di singoli episodi di spaccio di droga, ma
tale tesi non può condivisa poichè l’episodio narrato sia da Perciaccante che da Falbo, del ruolo di vedetta
svolto da Iannicelli nel tentato omicidio a Laurito Mario è indicativo del fatto che si trattasse di una vera e
propria affiliazione al clan in questione, con condivisione del programma criminoso nel suo complesso,
sebbene l’imputato mantenesse un ruolo più defilato, in ragione del suo lavoro di calciatore professionista”.
16
• l’omicidio di Atene Giovambattista, ucciso il primo luglio del 1999, a Cassano, in
località Cafasi;
• l’omicidio di Romeo Giuseppe, ucciso, il 15 luglio del 1999, a Cassano in via
Lungo Tasso numero 4, di fronte l’abitazione della madre;
• l’omicidio di Antonio FORASTEFANO ucciso il 25 luglio del 1999 in Cassano alla
Marina di Sibari .
Le vittime erano tutte uomini d’onore, vicini a Leonardo PORTORARO sempre rimasto
fedele a Giuseppe CIRILLO, erano tutte appena usciti dal carcere per cui venivano
eliminati al fine di affermare la leadership criminale degli zingari. Per tutti questi fatti
ABBRUZZESE Francesco veniva condannato quale mandante e-o esecutore materiale, per
l’omicidio FORASTEFANO ed il tentato omicidio ESPOSITO è stato condannato anche
ACRI Nicola. Dalla sentenza si evince che gli omicidi erano decisi dalla “società
maggiore” composta anche da ACRI Nicola, preposto alla ndrina rossanese7.
Diversi collaboratori di giustizia hanno dichiarato che ACRI Nicola, alla fine degli anni
’90 emergeva quale capo della ndrina di Rossano anche perché “gradito” agli zingari di
Cassano in quel periodo sostanzialmente reggenti delle organizzazioni criminali della
zona, per essere detenuti o latitanti i principali esponenti delle consorterie di riferimento .
PERCIACCANTE Pasquale, di etnia rom, affiliati alla cosca di Cassano, innanzi ai
Giudici della Corte di Assise di Cosenza, nell’ambito del p.p. 230/07 modello 21, relativo
all’omicidio di Converso Luciano, in data 25/09/2008 ha riferito della struttura del locale
di Cassano che era collegato alle ndrine di Corigliano, Rossano e Cosenza; del ruolo di
ACRI Nicola che, a differenza dei coriglianesi, non doveva distrarre parte dei proventi del
pizzo nella bacinella cassanese. (v. interrogatorio riportato per esteso nella richiesta del
P.M. ed allegato alla stessa al n.5).
Va segnalato il dato che il collaboratore nell’interrogatorio dell’11.9.2007, nell’esibire un
foglietto di carta contenete la “copiata”, in quella relativa al grado dello “sgarro”, indica
esserci ACRI Nicola, unitamente a Franco Abruzzese, capo del locale di Cassano e
Michele Bruni detto “Bella Bella” , capo dell’omonimo clan di Cosenza.
CURATO Vincenzo, della cosca di Corigliano, esaminato nel corso del processo per
l’omicidio Converso (in data 24/09/2008), rendeva dichiarazioni del tutto sovrapponibili
a quelle di PERCIACCANTE, riportate per esteso nella richiesta del P.M. a cui si rinvia
(v. allegato n. 6 ). In particolare il Curato riferiva di avere svolto il ruolo di “sentinella”
per alcune riunioni che si erano svolte a Schiavonea tra i reggenti delle varie consorterie, o
i loro emissari, che indicava in ACRI Nicola per Rossano, in BARILARI Maurizio per
Corigliano .
ALFANO Carmine, anch’egli della cosca di Corigliano, nell’ambito del medesimo
procedimento narrava, a sua volta, che Cassano, Corigliano e Rossano erano “un’unica
cosa” dal punto di vista ndranghetistico tanto che v’erano rapporti di mutua assistenza
economica (v. richiesta del P.M.).
7
La sentenza Arberia viene emessa dai Giudici della Corte di Assise di Cosenza il 26/5/2011.
17
Le dichiarazioni dei collaboratori trovano conferma negli esiti di un servizio captativo
registrato presso la casa circondariale di Vibo Valentia. In particolare, il 16/02/2002, si
registrava una conversazione intercorrente fra i fratelli PEPE Eduardo e Damiano i quali
redigevano una sorta di mappa delle consorterie criminali loro collagate, quale capo del
locale di Rossano “Nicola”, individuato in ACRI Nicola:
U1 Pepe Eduardo U Pepe Damiano
U1 Nui amu...
U
Però statti accortu a chiru.
Noi dobbiamo...
Però stai attento a quello.
U1 Damia’ iu nun tengu a chi fa’ cu’ nissunu, Damia’ io non ho a che fare con nessuno,
forsi nun ha capitu, sulu cu’ loru! E basta. forse non hai capito, solo con loro! E basta.
Quannu c’è na cosa..
Quando c’è una cosa...
U
Ma aviti misu a parte?
Ma lo avete messo da parte?
U1 Si.
U
C’è Nicolinu?
C’è Nicolino?
U1 C’è Nicola.
U
Nun fa nenti?
Non fa niente?
U1 C’è Nicola..
U
[……]
U1 Allura, a Russano c’è Nicola...
U
Allora, a Rossano c’è Nicola...
Mh...
U1 A Curiglianu c’amu misu a cumpa’ Natale e A Corigliano c’abbiamo messo a compare
cumpa’ Rocco cumu...
Natale e a compare Rocco come..
U
Cumu arruina case! [Ride]
U1 A Cassanu sungu iu. A Castroviddari...
U
‘Ntonio?
Come rovina case!
A Cassano ci sono io. A Castrovillari...
Antonio?
U1 A Castruviddari pe’ mo un c’è nessunu, un è A Castrovillari per il momento non c’è
buanu ‘Ntonio.
nessuno, non è buono Antonio.
U
‘Ntonio no? [Parlano a voce bassissima]
Antonio no?
U1 Però...
U
Eh?
U1 Un è buanu, no.
U
Non è buono, no.
Sì.
(Vedasi verbale di trascrizione in allegato n.19/A alla Cnr del ROS)
18
Ulteriori conferme sono fornite, sia in relazione al reato associativo, sia in relazione alle
singole fattispecie di reato per cui si procede negli esiti delle operazioni di intercettazione
eseguite nel presente procedimento, che saranno riportati di volta in volta, nei passi
salienti al fine di non appesantire la presente trattazione.
Poiché le risultanze istruttorie concernono in via principale le dichiarazioni del
collaboratori di giustizia e le operazioni di intercettazione, si darà conto, innanzitutto di
esse.
Quindi si tratterà dei singoli reati contestati, riportando, le risultanze contenute nella
richiesta del P.M. , seguiranno le valutazioni di questo Giudice sull’esistenza o meno di
un grave quadro indiziario nei confronti degli indagati.
Invertendo l’ordine di cui alla provvisoria imputazione, si tratterà da ultimo della
posizione dei singoli indagati in relazione alla contestazione associativa di cui al capo 1),
poiché ai fini della prova della stessa rilevano le condotte afferenti ai diversi reati-fine
contestati.
II. I COLLABORATORI DI GIUSTIZIA
a) Premessa
Come già detto le Nel presente processo costituiscono fonte probatoria le
dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia.
Da tale circostanza consegue la scelta di dar contezza di alcune osservazioni
che vengono riproposte puntualmente dalle difese ogniqualvolta ci si trovi di
fronte a dichiarazioni auto ed etero accusatorie di collaboratori e che si
sostanziano nelle tesi:
- che questi soggetti, essendo stati dei delinquenti, si siano
determinati a collaborare al fine di lucrare i benefici concessi
dalla legge;
- che tali benefici, previsti anche in fase di esecuzione
dell’eventuale pena loro inflitta, consentirebbero agli stessi di
“confessare a costo zero”.
Al riguardo, è sufficiente osservare che trattasi di considerazioni generiche la
cui valenza è superata dalla chiara scelta di politica legislativa effettuata dal
legislatore in sede di emanazione della speciale normativa sui “pentiti” e che,
ovviamente, non valgono ad inficiare a priori la credibilità di ciascun
collaboratore.
Peraltro va sottolineato, che l’ordinamento vigente non prevede affatto
l’impunità per i collaboratori di giustizia e che le misure alternative alla
detenzione, di cui questi possono godere (affidamento in prova al servizio sociale
e detenzione domiciliare, misure disposte, senza alcun automatismo, dal
Tribunale di Sorveglianza), non equivalgano, come prospettato, alla non
applicazione della pena, poiché conservano un quantum non trascurabile di
afflittività e sono, in qualsiasi momento revocabili.
Passando a considerazioni più prettamente tecniche, non è necessario
attardarsi in dissertazioni teoriche sulle problematiche relative alla valutazione
della chiamata in reità-correità, bastando il richiamo ai parametri normativi
19
espressamente indicati dall’art.192, commi 3 e 4, c.p.p. ed ai principi elaborati
dalla giurisprudenza di legittimità.
Il legislatore ha, infatti, statuito che la chiamata in correità sia sottoposta ad
una doppia verifica di attendibilità, prevedendo, oltre all’ “attendibilità
intrinseca”, cui è generalmente soggetta ogni fonte dichiarativa, secondo i
parametri individuati dalla giurisprudenza della Suprema Corte (profilo
soggettivo: qualità personali, intellettive e sensitive, capacità di memoria,
interesse personale; profilo oggettivo: analiticità della dichiarazione, intima
coerenza, reiterazione, costanza ed uniformità) anche una verifica “estrinseca”
che si sostanzia nei cosiddetti “riscontri esterni”, i quali, alla stregua
dell’elaborato giurisprudenziale:
- non devono essere elementi sufficienti di per sé a provare la fondatezza
dell’accusa, in quanto ciò determinerebbe la superfluità della chiamata
in correità, ma devono integrarsi reciprocamente con quest’ultima;
- devono vertere su fatti che riguardino direttamente la persona
dell’imputato in relazione al reato che gli viene contestato e, quindi, non
devono essere puramente descrittivi;
- devono essere certi, non potendosi dimostrare l’attendibilità della
chiamata attraverso un elemento che deve, a sua volta, essere sottoposto
a verifica;
- possono essere di varia natura, persino di carattere logico, e,
naturalmente, possono consistere nelle dichiarazioni di altri collaboranti,
atteso che il legislatore non ha posto alcuna limitazione al riguardo.
(Cass. sez. I, 5.9.91, n. 8756; Cass. Sez.VI, 26.1.93, n.4240; Cass. sez.
II, 26.4.93, n.4000; Cass. Sez. I, 6.10.93 n.9105; Cass. Sez. I, 29.5.97,
n.5036; Cass. Sez. VI, 13.6.97, n.5649).
Ancora, le due valutazioni di attendibilità, intrinseca ed estrinseca, sebbene
sotto il profilo logico debbano essere effettuate necessariamente una dopo l’altra,
non sono in rapporto di subalternità, ma in ragione del criterio della
considerazione unitaria degli elementi di prova fissato dall’art. 192, comma 3,
c.p.p., la seconda può integrare la prima. Nel senso che, in ipotesi di esito
negativo o dubbio della verifica dell’attendibilità intrinseca della chiamata, si
passerà alla verifica estrinseca della stessa e l’individuazione di riscontri esterni
particolarmente pregnanti potrà confortare e completare una dubbia credibilità
intrinseca, mentre, viceversa, per l’espresso dettato legislativo, in assenza dei
cosiddetti riscontri esterni, anche una chiamata intrinsecamente attendibile non
può assurgere ad elemento fondante la responsabilità dell’imputato.
Alla stregua di quanto esposto, è evidente che la prima valutazione che
l’organo giudicante è tenuto a compiere concerne la credibilità intrinseca dei
chiamanti in reità-correità e ad essa si procederà nell’immediato prosieguo,
mentre la motivazione in ordine alla sussistenza dei riscontri oggettivi relativi ai
fatti narrati dai dichiaranti sarà svolta nei capitoli dedicati alla loro disamina.
Nel caso concreto le dichiarazioni sulla sulla “famiglia rossanese“ sono state rese dai
collaboratori PERCIACCANTE Pasquale, CURATO Vincenzo, ALFANO Carmine,
GALLINA Giuseppe, SOLFERINO Gaetano i quali erano erano inseriti organicamente,
con ruoli e responsabilità differenti, nelle consorterie mafiose di Cassano, Corigliano e
Rossano (facenti parte secondo l’ipotesi d’accusa del locale ndranghetistico cassanese).
Ad essi si sono aggiunte le propalazioni di VALLONARANCI Maria che ha seguito parte
delle vicende del clan di Rossano, in un primo momento, quale moglie di ACRI Natale, e,
in epoca più recente, quale persona vicina a Sergio ESPOSITO, detto Pica Pica; nonchè
20
quelle di TEDESCO
, convivente della Valloneranci che ha riferito delle minacce e
delle intimidazioni subite dalla prima e da lui stesso per impedirne la collaborazione e/o
in esisto alla stessa.
Da ultimo è intervenuto il narrato di OLIVERIO Francesco, vicino al locale di Cirò, quale
preposto al locale di Belvedere Spinello, che ha riferito dei rapporti tra la ndrina di Rossano
il locale cassanese e, per l’appunto il locale di Cirò.
I contributi dichiarativi dei predetti soggetti hanno consentito di tracciare, non solo
l’organigramma della cosca, ma anche di differenziare il ruolo ed il contributo
partecipativo di ciascuno degli intranei, di individuare gli specifici settori illeciti di
interesse operativo, di fare luce sulle alleanze del gruppo e sulle sue cointeressenze illecite
con altre organizzazioni.
Va evidenziata la tendenziale diversità di ciascun percorso conoscitivo in ordine i fatti
narrati, percepiti in contesti spazio – temporali assolutamente diversificati. Ciò determina
l’autonomia e la diversità delle fonti probatorie dichiarative.
b) ALFANO Carmine
L’ALFANO avviava la sua collaborazione negli anni 2006/2007 fornendo un contributo
importante per la ricostruzione degli affari e dell’organigramma sia della cosca di
Corigliano cui aderiva e di quella di Rossano, con la quale aveva stretti rapporti di
collaborazione delinquenziale.
Egli, infatti, è cognato di BARILARI Maurizio che, alla fine degli anni ’90, assumeva, per
conto degli ABBRUZZESE , il ruolo di Dirigente e contabile di Corigliano.
Oltre alle vicende relative a questo clan, riferite negi verbali di interrogatorio in atti, cui si
rinvia, al fine di non appesantire la presente trattazione, il collaboratore ha narrato dei
contatti con la ndrina di Rossano capeggiata da ACRI Nicola, narrando che gli uomini di
BARILARI gestivano, insieme a quelli di ACRI Nicola, effettuavano rifornimenti di
stupefacente, estorsioni, truffe agli istituti previdenziali e si ingerivano in alcune attività
economiche.
In particolare i coriglianesi gestivano una ditta che distribuiva, in regime di monopolio
ndranghetistico, fra Corigliano e Rossano, prodotti di cartoplastica. I rossanesi gestiscono,
ancora oggi, un’impresa che distribuisce, in regime di monopolio ndranghetistico, caffè
torrefatto e prodotti similari in Rossano.
I due monopoli erano imposti dallo stesso ALFANO e da alcuni affiliati al clan di
Rossano.
Così le due ndrine si aiutavano a vicenda in quanto i coriglianesi imponevano il caffè dei
rossanesi a Corigliano, i rossanesi imponevano la cartoplastica dei coriglianesi a Rossano8.
ALFANO iniziava a collaborare mentre era in stato di libertà ed aveva riportato una
condanna a pochi anni di detenzione perché temeva di essere ucciso in quanto accusato
Per effetto dell’esecuzione della c.d. operazione Santa Tecla (ordinanza custodiale emessa dal gip
distrettuale nell’ambito del p.p. 3572/05 modello 21, eseguita il 21/7/2010) la cosca coriglianese è stata
fortemente impattata e con essa sono state disarticolate le sue propaggini imprenditoriali.
8
21
da alcuni affiliati alla sua ndrina di non essersi messo a disposizione per l’omicidio di
Antonio BRUNO9.
Le ragioni di tale scelta noninficiano la sua attendibilità poiché il suo narrato non risulta
detatto da sentimenti di rancore o di astio nei confronti degli altri affiliati con i quali, in
maggior parte era in buoni rapporti, né risulta caratterizzato da forzature in senso
accusatorio.
Le sue dichiarazioni sono coerenti, costanti, logiche e reiterate e sono state già considerate
attendibili dal Trunlae di Castrovillari nella sentenza resa nel processo “Sibarys”10
Secondo quanto riferisce agli inquirenti rossanesi e coriglianesi aveva, nel corso del 2006, deciso
l’eliminazione di tre uomini d’onore: Converso Luciano (che sarà ucciso il 12/1/2007), Antonio
Bruno e Mollo salvatore. Il primo, rossanese, era il contabile di Acri Nicola al quale aveva sottratto
delle somme di danaro, i restanti due, coriglianesi, erano accusati di essersi avvicinati ai
Forastefano che, dal 2002, erano entrati in contrasto con gli Abbruzzese. Antonio Bruno verrà
ucciso in Corigliano il 10/6/2009, insieme ad Antonio Riforma, Salvatore Mollo morirà suicida nel
carcere di L’aquila dove era ristretto in esecuzione dell’O.C.C. del p.p.3572/05 c.d. SANTA
TECLA. Le riunioni preparatorie di questi omicidi sono descritte nella Sentenza di primo grado del
p.p. 230/07 modello 21 emessa dalla Corte di assise di Cosenza e relativa all’omicidio di Converso
Luciano che è (in allegato n.4/A alla CNR del ROS).
10Leggiamo il passo in cui i Giudici castrovillaresi affrontano il tema dell’attendibilità di Alfano “In
merito alla personalità del collaboratore di giustizia le sue dichiarazioni devono ritenersi spontanee in quanto
l’Alfano ha iniziato a collaborare nel luglio del 2006 allorquando era libero e non aveva procedimenti penali
pendenti avendo riportato soltanto una condanna ad anni due e mesi sei di reclusione per fatti risalenti al
1992, ciò nonostante il collaboratore ha reso molteplici dichiarazioni dirette ed autoaccusatorie in merito a
fatti con riferimento ai quali non vi era alcun procedimento in corso. Ancora non sono emersi motivi di
rancore, inimicizia, vendetta o volontà di rivalsa nei confronti di alcuno degli imputati del presente processo
ed infatti il timore di essere ucciso esplicitato quale ragione del “pentimento” è relativo alle possibili
ritorsioni da parte di soggetti completamente estranei al presente giudizio.
9
Le dichiarazioni di Alfano non appaiono, inoltre, frutto di pressioni esterne da parte degli inquirenti ed
infatti il collaboratore era libero quando ha iniziato a rendere le sue dichiarazioni né sono emersi accordi
fraudolenti con altri pentiti o pressioni da parte di questi ultimi, inoltre le dichiarazioni rese in dibattimento
sono scaturite da un esame genuino e privo di domande suggestive.
Non risultano, infine, ritrattazioni da parte del collaboratore delle deposizioni in precedenza rese, questi,
inoltre, ha proceduto ad effettuare nel contraddittorio delle parti una ricognizione fotografica avente ad
oggetto il riconoscimento degli imputati del presente processo ed anche in tale occasione ha fornito senza
incertezze indicazioni sempre coerenti con quelle dell’accusa indicando tutti i prevenuti con i quali aveva
intrattenuto rapporti diretti.
Per quanto concerne, poi, la valutazione dell’attendibilità intrinseca dei vari episodi narrati da Alfano deve
rilevarsi che il suo racconto appare logico, articolato ed infatti il collaboratore ha fornito numerosi particolari
e dettagli (si veda ad esempio l’incontro alla villa di Schiavonea, l’omicidio Cimino, l’omicidio di Tony
Viola)sia temporali che relativi ai luoghi ed ai soggetti che aveva visto partecipare alle varie vicende fornendo
una versione dei fatti non rigidamente strutturata e dunque tanto più verosimile, a tal proposito in alcuni
casi il collaboratore si è anche spontaneamente corretto fornendo precisazioni e delucidazioni ed anzi in
alcune occasioni, ha anche chiarito i limiti delle sue conoscenze fornendo dichiarazioni potenzialmente
favorevoli per alcuni prevenuti(ad esempio precisando di non aver mai visto Caporale Aldo spacciare)
Non possono, infine, condividersi le obiezioni delle difese in merito all’attendibilità di Alfano in particolare
questi avrebbe dichiarato di aver fatto da autista a Di Cicco ma tra le conversazioni ambientali intercettate
sull’autovettura modello Alfa GTV in uso a Di Cicco il collaboratore non risulta mai identificato, tale
circostanza ben può spiegarsi con la constatazione che l’attività captativa sulla predetta autovettura è
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(sentenza in allegato n.3/A alla CNR del ROS), dal Tribunale di Rossano nel processo c.d.
CORINAN (sentenza in allegato n.7 alla presente richiesta), nonché dal GUP di Catanzaro
nel processo “SANTA TECLA” (provvedimento in allegato n.8 alla presente richiesta).
Tale valutazione è condivisa da questo giudice che esprime un giudizio positivo in ordine
all’attendibilità intrinseca del collaboratore.
c) CURATO Vincenzo
Si tratta di persona nota agli investigatori sibaritici già prima della collaborazione. Il suo
nome compare già nel processo BIG FIRE - SET UP perché è fra gli esecutori materiali del
c.d. incendio LUZZI, consumato, nel maggio del 1997, per costringere l’imprenditore
LUZZI Mario al pagamento del pizzo. Egli è sempre stato un contrasto onorato della cosca
coriglianese ma comunque, essendo il genero del boss di Terranova da Sibari, Enzo
SASSONE, gli venivano affidati compiti di responsabilità soprattutto per quanto attiene
alla gestione degli stupefacenti .
Avviava la collaborazione in stato di detnsione per essere stato da un provvedimento di
fermo spiccato dalla Procura della Repubblica di Milano per una rapina. Dopo un breve
periodo, in cui rimane presso la casa circondariale di Catanzaro, viene trasferito presso la
casa circondariale di Roma Rebibbia ove viene sottoposto al regime di cui all’art. 13 della
Legge numero 45/2001.
Il collaboratore riferisce della crisi del locale coriglianese che diviene ndrina di Cassano.
CURATO era fra coloro che, insieme a Maurizio BARILLARI teneva i rapporti con gli
zingari e con gli uomini di ACRI Nicola tanto da partecipare agli omicidi di
FABBRICATORE e di CIMINO che sono commessi per volontà‘ della società maggiore
cassanese.
Inoltre, aveva continui rapporti con GALLUZZI Salvatore, FERRANTE Giuseppe,
MORELLO Carmine, Mario BEVILACQUA, MADIO Domenico e con ABBRUZZESE
Armando che lo rifornivano di stupefacente. Dalle stesse persone apprendeva notizie
precise in relazione ai crimini più efferati ed eclatanti11. Anche CURATO è stato
esaminato dai Giudici di Castrovillari che ne attestano l’attendibilità con la motivazione
della Sentenza del processo Sibarys12, così come i Giudici rossanesi in esito al processo
iniziata il 18.12.00 mentre Alfano ha precisato di aver prestato la sua attività in favore di Di Cicco dal 1999
sino al 2000 e che quando il Di Cicco aveva acquistato la Nissan Terrano non svolgeva più le mansioni di
autista, infine deve rilevarsi che nelle conversazioni intercettate figurano in numerose occasioni soggetti non
identificati “.
questi tempi sono trattati nell’ambito del p.p. c.d. TIMPONE ROSSO. Curato è fra le fonti di
prova che hanno consentito di arrestare più di venti persone appartenenti al clan Abbruzzese
responsabili della consumazione di circa nove fatti di sangue .
12 leggiamo un passo della Sentenza Sibarys in cui si affronta il tema della attendibilità di
CURATO:
“In merito alla personalità del collaboratore di giustizia le sue dichiarazioni devono ritenersi spontanee, in
particolare Curato ha iniziato a collaborare il 28 agosto del 2007 allorquando era agli arresti domiciliari per
spaccio di stupefacenti, il collaboratore ha reso molteplici dichiarazioni dirette ed autoaccusatorie in merito a
fatti con riferimento ai quali non vi era alcun procedimento in corso. Ancora non sono emersi motivi di astio,
risentimento o volontà di rivalsa nei confronti di alcuno degli imputati del presente processo ed infatti le
minacce e ritorsioni da esso riferite dopo l’inizio della collaborazione sono relative alle possibili ritorsioni da
11
23
Corinan13 ed il Gup distrettuale , nella motivazione della Sentenza che definisce il p.p.
3572/05 modello 21 .
parte di soggetti estranei al presente giudizio, anzi con alcuni dei prevenuti lo stesso collaboratore ha
ammesso di aver intrattenuto rapporti di amicizia (ad esempio con Caporale Aldo)
Le dichiarazioni di Curato non appaiono, inoltre, frutto di pressioni esterne da parte degli inquirenti né sono
emersi accordi fraudolenti con altri pentiti o pressioni da parte di questi ultimi, infine le dichiarazioni rese in
dibattimento sono scaturite da un esame genuino e privo di domande suggestive anzi in alcune occasioni lo
stesso collaboratore ha evidenziato i limiti delle sue conoscenze (ad esempio in merito alla frequenza con cui
Gatto Antonio acquistava stupefacente).
Non risultano, poi, ritrattazioni da parte del collaboratore delle deposizioni in precedenza rese, questi, inoltre,
ha proceduto ad effettuare nel contraddittorio delle parti una ricognizione fotografica avente ad oggetto il
riconoscimento degli imputati del presente processo ed anche in tale occasione ha fornito senza incertezze
indicazioni sempre coerenti con quelle dell’accusa indicando tutti i prevenuti con i quali aveva intrattenuto
rapporti diretti.
Per quanto concerne, poi, la valutazione dell’attendibilità intrinseca dei vari episodi narrati da Curato deve
rilevarsi che il suo racconto appare logico, preciso e dettagliato ed infatti il collaboratore ha fornito numerosi
particolari (si veda ad esempio il racconto relativo all’omicidio Cimino in cui indica precisamente i luoghi,
mezzi ed armi impiegate od ancora l’omicidio Fabbricatore) sia temporali che relativi ai luoghi ed ai soggetti
che aveva visto partecipare alle varie vicende fornendo una versione dei fatti non rigidamente strutturata e
dunque tanto più verosimile “
13
Curato Vincenzo inizia a collaborare il 28 agosto 2007 quando era detenuto per spaccio di sostanza
stupefacente. È stato particolarmente attivo nell’ambito della gestione dello stupefacente sia in Corigliano che
nei comuni limitrofi ed ha avuto importanti contatti con la nota cosca degli “zingari”; decide di collaborare
con la giustizia poiché, essendo stato ritenuto responsabile da parte dei coriglianesi di aver acquistato
autonomamente sostanza stupefacente da Milano e di aver avuto rapporti con gli “zingari” e in particolare
con Franco Abbruzzese, temeva che tali addebiti avrebbero potuto condurre alla propria uccisione. Ha preso
parte all’omicidio di Fabbricatore, nonché all’omicidio di Cimino Giorgio; è stato a disposizione della cosca
sin dal 1996 ed ha una specifica conoscenza dei fatti più importanti che interessarono la medesima cosca a
seguito degli arresti effettuati nel 1998, con particolare riferimento alle indagini sull’omicidio Viteritti. In
particolare, ha ricostruito l’intervento dell’organizzazione cassanese sul territorio di Corigliano, con la
designazione a capo della ‘ndrina di Corigliano di Perri Natale e di Giovanni Russo detto “Gesumarra” e la
nuova costituzione del locale di Corigliano con la scarcerazione di Antonio Bruno, alias Giravite nel 2005.
In merito all’attendibilità del collaboratore di giustizia, il Tribunale rileva che le sue propalazioni devono
ritenersi spontanee, avendo reso molteplici dichiarazioni autoaccusatorie ed eteroaccusatorie in riferimento
ai quali non vi era alcun procedimento in corso. Ancora non sono emersi motivi di astio, risentimento o
volontà di rivalsa nei confronti di alcuno degli imputati del presente processo ed infatti le minacce e ritorsioni
da esso riferite dopo l’inizio della collaborazione sono relative alle possibili ritorsioni da parte di soggetti
estranei al presente giudizio, anzi con alcuni dei prevenuti lo stesso collaboratore ha ammesso di aver
intrattenuto rapporti di stretta frequentazione.
Le dichiarazioni di Curato non appaiono, inoltre, frutto di pressioni esterne da parte degli inquirenti né sono
emersi accordi fraudolenti con altri pentiti o pressioni da parte di questi ultimi ed infine le dichiarazioni rese
in dibattimento sono scaturite da un esame genuino e privo di domande suggestive anzi in alcune occasioni
lo stesso collaboratore ha evidenziato i limiti delle sue conoscenze.
Non risultano, poi, ritrattazioni da parte del collaboratore delle deposizioni in precedenza rese.
Per quanto concerne, poi, la valutazione dell’attendibilità intrinseca dei vari episodi narrati da Curato deve
rilevarsi che il suo racconto appare logico, preciso e dettagliato e, infatti, il collaboratore ha fornito numerosi
particolari sia temporali che relativi ai luoghi ed ai soggetti che aveva visto partecipare alle varie vicende
fornendo una versione dei fatti non rigidamente strutturata e dunque tanto più verosimile.
24
d) PERCIACCANTE Pasquale
Il Perciaccante iniziava a collaborare nel settembre del 2007 dopo esere stato
condannato all’ergastolo dalla Corte di Assise di Cosenza
nell’ambito del
14
processo Lauro . Componeva la società maggiore cassanese pertanto aveva
rapporti con gli uomini di Acri che riforniva di stupefacente e di armi. PERCIACCANTE
rendeva i primi interrogatori presso la casa circondariale di MELFI poi era trasferito
presso la casa circondariale di ROMA REBIBBIA ove continua ad essere ristretto con
rigida osservanza della disciplina prevista dall’art. 13 della l. numero 45/2001. Il verbale
illustrativo della collaborazione è stato formalmente e tempestivamente redatto in
costanza di carcerazione inframuraria in modo da rendere formalmente impossibile
qualsiasi tipo di contaminazione del suo narrato.
PERCIACCANTE dimostrava, documentalmente, la propria affiliazione al clan
ABBRUZZESE consegnando agli inquirenti la copiata (vedasi verbale di interrogatorio in
allegato n.5/A alla CNR del ROS). Ha riferito dell’organigramma della clan capeggiato
da ABBRIZZESE Francesco, detto Dentuzzo e dalla sua partecipazione a gravi delitti,
quali omicidi consumati e tentati, nonché dell’attività svolta nel traffico delle sostanze
stupefacenti e delle estorsioni.
Ha altresì narrato dei contatti delinquenziali avuti con gli affiliati alla cosca di Corigliano
e con quelli di Rossano, e delle notizie apprese in ragione della sua qualità di intraneo alla
suddetto locale di Cassano.
Le sue dichiarazioni risultano coerenti e sono state già ritenute attendibili in sentenze
passate in giudicato, come quella emessa nel processo “Lauro” dai Giudici della Corte
d’Assise di Appello di Catanzaro15 e quella emessa nel processo Sibarys dal Tribunale di
Castrovillari.
14Già
citata vedi sopra. Perciaccante veniva condannato quale intraneo alla consorteria zingara ed
esecutore materiale dell’omicidio di pepe Carmine del tentato omicidio di Benedetto Sergio (
Cassano 3.11.2002).
15 Infatti , gli hanno riconosciuto, non solo le attenuanti generiche, ma anche quella prevista per
coloro che collaborano con la giustizia .
Ma leggiamo le valutazioni che i Giudici dell’assise di Appello riservano alla collaborazione di
PERCIACCANTE:
“Alle udienze del 27 e 30 novembre; 4 e 27 dicembre 2007; 29 febbraio ed 11 marzo 2008, il collaboratore ha
narrato quanto segue:
• ha deciso di collaborare in questa fase del giudizio, dopo aver riportato condanna all’ergastolo
perché stanco della vita condotta sino a quel punto e dei rapporti con il clan degli Abbruzzese
dal quale ritiene di essere stato costretto a commettere efferati delitti;
• era affiliato alla cosca dei Pepe-Abbruzzese di Cassano, capeggiata da Abbruzzese Francesco
(Dentuzzo) e ne ha menzionato gli altri partecipi e le attività criminali sul territorio attinenti a
traffici di droga, armi, estorsioni, furti, omicidi, tentati e consumati;
• tale cosca aveva rapporti con il locale di Castrovillari, collegato con quello di Cirò, ed è stato
“battezzato” formalmente, unitamente a Bevilacqua Mario, alla presenza di Di Dieco Antonio;
• ha preso parte attivamente alla guerra contro i clan rivali partecipando agli omicidi di
Fabbricatore di Corigliano Calabro; di Romeo, quest’ultimo commesso insieme a Scaglione; di
Antonio Forastefano; doveva commettere anche l’omicidio di Tony Viola, ma per un
imprevisto fu sostituito e l’omicidio fu commesso da Scaglione e Greco:
• ha partecipato agli omicidi di Pepe Carmine e Benedetto Sergio e ne ha narrato le modalità, che
saranno menzionate nella trattazione dei singoli delitti;
25
• ha narrato dei furti di auto precedenti i delitti e del traffico di droga cui erano impegnati tutti i
membri dell’associazione, ammettendo, dopo un’iniziale titubanza, che durante la sua
carcerazione, anche sua moglie intraprese lo spaccio di droga;
• ha narrato le notizie di cui venne a conoscenza, in ragione della sua affiliazione nella cosca dei
Pepe-Abbruzzese, ed in particolare le circostanze dell’ omicidio di tale Acquesta, avvenuta
nella stalla di Abbruzzese Clelestino, del tentato omicidio di Laurito Mario al quale
parteciparono anche Abbruzzese Nicola cl. 79 (Semiasse) e Iannicelli Tommaso con il ruolo di
vedetta, informando i killers del passaggio della vittima a bordo della propria moto.
Infine, nel corso dell’escussione ha prodotto le ricevute dei vaglia postali che gli erano stati fatti
pervenire in carcere dall’associazione attraverso i suoi parenti ed ha narrato che, successivamente
alla collaborazione, è stata data alle fiamme la sua abitazione, esprimendo timore per l’incolumità
della moglie e dei propri figli.
Perciaccante Pasquale si presenta come un soggetto che per lungo periodo ha aderito al “locale di
Cassano”, composto anche da soggetti di etnia nomade, alla quale appartiene anch’egli e nella
quale è fortemente inserito.La sua capacità di porre in essere gravi delitti contro la persona ha
determinato il suo utilizzo quale killer anche nell’ambito della guerra tra il clan di CoriglianoCastrovillari e quello contrario e nelle rivalità interne a quest’ultimo.Coerentemente con la sua
posizione di esecutore materiale, egli non sempre veniva messo al corrente dai mandanti delle
ragioni per le quali gli venivano commissioni gli omicidi, e nel suo racconto esplicita tale
situazione ed indica le idee che si faceva in proposito. Anzi emerge che spesso egli non si chiedesse
neanche le ragioni degli omicidi, limitandosi a recepire i dati che gli venivano forniti da chi
reggeva le sorti della cosca e precisamente Abbruzzese Francesco (Dentuzzo); poi, successivamente
alla carcerazione di questi, Abbruzzese Fiore e Pepe Eduardo; dopo l’omicidio di entrambi,
Abbruzzese Nicola (fratello di Celestino); e successivamente all’omicidio anche di quest’ultimo,
Abbruzzese Celestino cl. 47.Ciò peraltro è coerente con la sua personalità semplice, di soggetto che
non ha ricevuto alcuna cultura e che ha sempre vissuto in una realtà sociale di degrado, governato
dalle regole e dai pregiudizi dell’etnia nomade. Tale situazione è emersa con evidenza nel corso
dell’escussione in cui si rileva la difficoltà del collaboratore ad esprimersi in italiano, il fatto che è
analfabeta e che ha una percezione soggettiva del tempo, non essendo assolutamente abituato a
rapportarsi con i ritmi della vita quotidiana di chi ha un lavoro regolare, o delle incombenze
ordinarie (scuola dei figli, ecc.) che determinano un rispetto degli orari e, conseguentemente, un
ordine temporale più preciso nella narrazione dei fatti vissuti. Ciò comporta un maggiore sforzo di
comprensione nei confronti del suo narrato, ma non ne inficia l’attendibilità, potendosi apprezzare,
viceversa, la sincerità del collaboratore che, sebbene a volte con un sentimento di vergogna per la
sua incapacità ad esprimersi bene, ribadisce tuttavia il proprio ricordo. Sia il P.M. che i difensori
hanno sottolineato che Perciaccante si è determinato a collaborare dopo avere riportato una
condanna all’ergastolo e dopo avere avuto contrasti con la propria moglie che avrebbe intrapreso
una relazione con un altro, sicché le motivazioni risulterebbero differenti da quelle da lui
prospettate ed improntate ad evidente utilitarismo. A tal proposito è da osservare che un fondo
utilitaristico si rinviene in quasi tutte le scelte collaborative, trattandosi di soggetti dediti sino a
poco tempo prima a gravi delitti; non viene, infatti, in rilievo, nella politica legislativa sul
pentitismo, la valutazione morale del collaboratore, connessa anche alle ragioni di tale scelta, ma
quella attinente alla sua sincerità. Sicchè non riveste connotazione negativa ai fini qui rilevano il
fatto che il Perciaccante si sia determinato ad abbandonare il suo clan, ed in ultima analisi il suo
mondo, per avere una possibilità di recuperare il rapporto con la propria moglie, alla quale ha
dimostrato di essere molto legato (ha negato di essere a conoscenza della relazione di questa,
dicendo che gli erano giunte solo della voci in tal senso ed era in evidente “sofferenza” all’udienza
successiva ad un colloquio al quale la moglie non si era presentata). Ancora, è stato osservato che il
Perciaccante, essendo uno degli imputati del presente processo, era a conoscenza di tutte le
precedenti risultanze istruttorie, e, dunque, può essersi rifatto ad esse nella sua narrazione, che,
per ciò stesso, desta dubbi sulla sua genuinità. Non può negarsi che il collaboratore abbia avuto
contezza delle precedenti emergenze istruttorie, tuttavia è da osservarsi che il Perciaccante non
presenta una personalità ed una cultura che gli consentano di elaborare tale “escamotage” e da
riuscire a risultare credibile. Inoltre va rilevato che le vicende da lui narrate non ricalcano quanto
riferito dagli altri in precedenza, ma forniscono un’autonoma ricostruzione anche a costo di
26
e) GALLINA Giuseppe
Il GALLINA iniziava a collaborare nella primavera del 2007. Egli era tra i fiduciari di
Tripodoro Pasquale16, ed ha narrato di essere stato ridimensionato dopo la collaborazione
con la giustizia del proprio capo, non avendo trovato una collocazione adeguata al
proprio rango fra le fila della cosca capeggiata da ACRI Nicola perché questi non aveva
confermato le copiate ed i gradi del vecchio capo. In ragione della sua tossicodipendenza
il GALLINA era stato utilizzato esclusivamente come pusher alle dipendenze di
GALLUZZI Salvatore17 che gestiva il traffico di stupefacente per conto della cosca ACRI.
Il collaboratore ha riferito, nei verbali di interrogatorio in atti cui si rinvia,
l’organigramma e gli affari delinquenziali della ndrina di Rossano, soprattutto nel settore
del mercato clandestino delle droghe. La circostanza che egli fosse un tossicodipendente
non ne inficia l’attendibilità del narrato, avendo egli dimostrato di avere un ricordo
coerente e chiaro degli accadimnetio che lo hanno visto protagonista.
Le sue frequentazioni con gli uomini di ACRI Nicola sono attestate dalle numerose
relazioni di servizio della P.G. in atti.
contrastare con le precedenti emergenze e ciò depone sicuramente nel senso dell’autonomia e
genuinità delle stesse (ad esempio egli ha narrato di avere fatto da vedetta nell’omicidio di Pepe
Carmine, mentre la Benedetto lo indicava come uno dei killers; ha narrato che nelle buste
dissotterrate il 14 giugno 2003 c’era sostanza stupefacente, e non già delle armi; ha riferito
indicazioni temporali soggettive ecc.).Né in tali divergenze può ravvisarsi l’intento del
collaboratore di sminuire il proprio ruolo criminale, come prospettato dal P.M. relativamente
all’omicidio di Pepe Carmine, in quanto egli si è autoaccusato di gravi delitti (omicidio
Fabbricatore, Romeo, Viola, porto d’armi, traffico stupefacenti ecc.) per i quali alcuna prova era
stata raccolta contro di lui, e risulta essere consapevole delle sue responsabilità di concorrente nel
delitto summenzionato. Ha anche riferito in dibattimento dei reati di spaccio di stupefacenti
commessi dalla propria moglie, chiarendo che inizialmente aveva omesso di farlo per l’affetto che
lega alla moglie ed ai figli che ne avrebbero subito le conseguenze; e ciò è sintomatico di una
positiva elaborazione della lealtà connessa al proprio ruolo di pentito. La sua partecipazione alla
cosca di Cassano è confermata da Di Dieco, Scaglione, Greco, e Falbo che hanno narrato delle
occasioni in cui lo hanno conosciuto e dei delitti condivisi proprio in ragione di tale sua
affiliazione, nonché da Benedetto Elvira ed altri componenti della sua famiglia che assistevano ai
traffici di droga del clan ed alle sua assidue presenze alle riunioni.
Peraltro, il collaboratore non ha esternato particolare astio o di risentimento verso gli odierni imputati (con i
quali aveva rapporti di amicizia e di frequentazione in ragione dei comuni scopi criminali) a parte il generale
rammarico per la sua vita precedente alla quale, in qualche misura, si sentiva “costretto” (ma tale costrizione
non sarebbe derivata dagli attuali imputati ma dai precedenti reggenti dell’associazione ).In conclusione, il
“narrato” del Perciaccante si presenta coerente, dettagliato, univoco, verosimile ed assistito ab extrinseco da
riscontri di carattere generico, relativi alle modalità in cui furono eseguiti i delitti in oggetto.Pertanto va
positivamente valutata la sua attendibilità intrinseca sotto il duplice profilo della credibilità del dichiarante e
della logicità e coerenza del dichiarato”.
16
17
Era un Santista dell’organizzazione criminale di Tripodoro Pasquale che collabora con la giustizia a
metà anni ’90 quando viene colpito da più ordini di custodia cautelare quale preposto all’omonima
ndrina di Rossano.
il ruolo di GALLUZZI quale gerente del narcotraffico per conto della ndrina di Rossano si evince
dagli atti del processo noto alle cronache come operazione OMBRA in esito al quale è stato
condannato a 14 anni quale componente qualificato di un’associazione del tipo di quella prevista
dall’art. 74 D.P.R. 309/90. La Sentenza OMBRA è stata confermata anche dalla Suprema Corte di
Cassazione.
27
Le sue dichiarazioni sono state positivamente valutate, per quanto attiene l’attendibilità,
dai Giudici della Corte di Assise di Cosenza in esito al processo per l’omicidio
Converso18. Pertanto va espresso un giudizio positivo sull’attendibilità del collaboratore.
Leggiamo lo stralcio che i Giudici dell’Assise cosentina hanno dedicato all’attendibilità di Gallina
Giuseppe:
Il Gallina inizia a collaborare nel maggio 2007 per chiudere, a suo dire, con la vita condotta fino a quel
momento e tornare una persona onesta.
Affiliato al clan Rossanese facente capo al Tripodoro con il grado di sgarrista , dopo l’uccisione di Mario
Mirabile, ex capo storico della sibaritide, affiancava Tripodoro per difenderlo da possibili attacchi.
Così il Gallina:“…perché negli anni che erano fu ucciso Mario Mirabile con un altro, don Peppe Cirillo e
lui ( Tripodoro) aveva paura di essere ucciso e quindi io stavo da lui alla villa al mare a proteggerlo si a la
notte che il giorno…” (v.verb.24 settembre 2008 fg 126)
Dopo l’inizio della collaborazione del Tripodoro, avvenuta agli inizi degli anni novanta, si ritirava per un
periodo dall’attività criminale, salvo poi a riprenderla intorno al 2000 dedicandosi allo spaccio di sostanza
stupefacente.
In aula il collaboratore ha sempre risposto alle domande rivoltegli, spiegando, con i limiti legati alle sue
capacità espositive particolarmente limitate quella che era l’organizzazione ndranghestistica rossanese.
Conosce i suoi vertici, gli altri appartenenti, le attività criminose, in particolare le estorsioni legate al caffè .
Sa, e racconta, dell’omicidio del Converso: ne indica le fonti di conoscenza nei diretti responsabili e
descrive quanto cercato di fare successivamente per neutralizzare le dichiarazioni accusatorie.
E, quanto a questo ultimo aspetto, ne parla agli inquirenti, quando ancora non si sapeva delle ritrattazioni,
a riprova della genuinità delle propalazione e, soprattutto della loro fondatezza.
La singolarità della circostanza poteva essere nota solo ai soggetti interessati, ed il fatto che il Gallina ne
abbia parlato, conferma proprio che solo da loro poteva avere avuto queste confidenze.
Tutto quello che conosce lo riferisce, spiegando le ragioni della conoscenza.
I suoi contatti, da libero, erano con Galluzzi Salvatore, da sempre responsabile dello spaccio nella zona (ne
sono conferma le condanne riportate acquisite agli atti)
Ed era lui infatti che lo aveva aggiornato circa la situazione locale, ed il ruolo rivestito da Converso.
La sua deposizione, si è anticipato, è stata oggetto di forti critiche da parte delle difese, che, nel corso del
loro controesame hanno tentato di fare cadere in contraddizione il collaboratore oltre che di evidenziare suoi
possibili stati clinici cronici tali da compromettere la serenità e veridicità del racconto.
Quanto alle frequenti letture a contestazione, è vero: ricordava meglio, e precisava le affermazioni
inizialmente rese solo dopo avere ascoltato il contenuto delle primigenie dichiarazioni.
Ma, per come si vedrà, si è sempre trattato di imprecisioni di valore marginale, e tali, quindi da non
influire sulla sua credibilità, ma da essere addebitate ad un mancato ricordo peraltro su circostanze non
così rilevanti come la difesa ha cercato di sostenere.
Né appare condivisibile quanto più volte evidenziato dalla difesa, anche attraverso la citazioni di testi ad
hoc, in relazione allo stato di tossicodipendenza del Gallina e dipendenza anche da farmaci. Circostanza
questa che avrebbe potuto minare, secondo il collegio difensivo la sua attendibilità.
I medici citati dalla difesa, sono sfilati davanti alla Corte e nulla di più, rispetto a quanto riportato sulle
prescrizioni mediche, hanno potuto riferire.
Lo stesso Gallina in dibattimento aveva con sé i medicinali che era solito prendere per alleviare il suo stato d’ansia.
Si trattava di antidepressivi , o di blandi farmaci per dormire che, di certo, per comune esperienza, non alterano le
capacità cognitive del soggetto né appaiono in grado di creare nella mente delle realtà parallele o di annullare i
ricordi.
In dibattimento ha raccontato solo quello che sapeva, per averlo appreso direttamente o da terzi.
E lo ha fatto, a parere di questa corte, con la semplicità che lo contraddistingue, e nella più totale assenza di intenti
calunniatori.
18
28
f) SOLFERINO Gaetano
Nel maggio del 2010 iniziava a rendere dichiarazioni auto ed eteroaccusatorie SOLFERINO
Gaetano che era uno spacciatore della cosca rossanese. Dalle sue propalazione si evince che il
SOLFERINO non ha mai avuto compiti di responsabilità nell’organigramma del clan: veniva
utilizzato dagli uomini di Nicola ACRI per trasportare stupefacente e per effettuare chiamate
estorsive. Egli ha narrato delle vicende della ndrina di Rossano, dei suoi adpeti e dei reati
commessi sino ad epoca recente.
Numerossime sono le annotazioni di P.G. circa i contatti del SOLFERINO con gli affiliati della
ndrina di Rossano, essendo egli un soggetto “attenzionato” dati i numerosi procedimenti penali
cui era sottoposto come si evince dai carichi pendenti e dai precedenti penali (v. richiesta del
P.M. che li riporta in nota per esteso). Il SOLFERINO rendeva un primo verbale di
interrogatorio il 22 maggio del 2010,19 (in allegato n.31/A alla CNR del ROS) raccontando di
Insomma un racconto sì semplice, a tratti infantile, ma pur sempre logico: tutte le asserzioni hanno infatti sempre
trovato giustificazione, mai una domanda è rimasta senza risposta.
Certo non si poteva chiedere a lui perché fosse stato depositario delle confidenze degli imputati. Il Gallina aveva
solo riferito quanto appreso. E del resto non inverosimile che parlassero con lui, che, da sempre era noto essere
inserito nel mondo criminale, così come era nota la sua vicinanza ad elementi di spicco e la sua attività di spaccio.
Leggiamo il verbale reso da SOLFERINO Gaetano:
Oggi pomeriggio, verso le ore 14.30 circa, ero in giro in Rossano centro con la mia moto e nel transitare in piazza
Santi Anargiri, notavo Morello Carmine, conosciuto con il soprannome di “u richiarar” e “zact” che era fermo
vicino alla cabina pubblica, mi faceva segno di fermarmi. Io mi sono fermato qualche metro avanti a lui e Morello
Carmine mi ha raggiunto a piedi e non appena mi si è avvicinato ha iniziato a schiaffeggiarmi al volto dicendomi che
io avevo fatto una soffiata a voi carabinieri sul conto del fratello Morello Gaetano. Mentre mi picchiava sono giunti
anche Galluzzi Salvatore soprannominato “u rizz”, Ferrante Giuseppe soprannominato “u siciliano” Scura
Gennaro che è l’autista di Galluzzi Salvatore e Visciglia Gaetano che è fratello di una guardia giurata a nome
Mimmo, tutti di Rossano centro, i quali tutti mi hanno aggredito con pugni, calci e schiaffi. Morello Carmine ha
preso un bastone di legno che si trovava in una pianta e mi ha colpito più volte al capo. Io a questo punto sono
fuggito e mi sono diretto verso piazza Steri. Poco dopo mi hanno raggiunto Ferrante Giuseppe e Galluzzi Salvatore
e mi hanno contestato che io non voglio più vendere la droga per conto loro. Io gli ho detto che non avevo più alcuna
intenzione di spacciare per conto loro perché ho famiglia. Galluzzi ha cercato di convincermi ma io per tre volte ho
nettamente rifiutato di spacciare l’eroina per conto loro.
A seguito di questo grave episodio, mi sono reso conto che voglio uscire da questo ambiente e avere una vita serena
pertanto mi sono portato presso questi uffici per riferirvi che ho intenzione di collaborare con la giustizia, chiedo solo
un programma di protezione per me, per la mia convivente Cenisio Annamaria e per il nostro bambino Cenisio
Matteo.
Tuttavia non avendo mai avuto un grado riconosciuto nell’ambito della criminalità organizzata di Rossano, sono in
grado di riferirvi circostanze e fatti utili inerenti allo spaccio della droga in Rossano negli ultimi quindici anni circa,
avendo spacciato per conto del Galluzzi fino a quattro mesi orsono.
Per quanto riguarda la criminalità organizzata di Rossano a capo di essa vi è Acri Nicola attualmente latitante e
pertanto in questo periodo chi comanda è Galluzzi Salvatore. Per quanto riguarda lo spaccio delle sostanze
stupefacenti, posso riferirvi che, per quanto riguarda Rossano, chi gestisce il tutto, dal 1992, è Galluzzi Salvatore
che tratta la cocaina, l’eroina, l’hashish e la marijuana. Per tale attività lui in questi anni si è sempre fatto
collaborare da Ferrante Giuseppe soprannominato “il siciliano”, i fratelli Manno Stefano e Massimo, Scura Gennaro
e Polillo Luigi, i suoi autisti, Cavallo Francesco, Mari Gaetano, i fratelli Morello Carmine e Gaetano, Salone
Tommaso, poi anche i miei fratelli Solferino Guglielmo e Natale; alcuni soggetti li conoscete perché, parte di loro,
sono stati coinvolti nell’operazione “OMBRA”. Per quanto riguarda invece i soggetti di Rossano scalo, che sono
coinvolti nello spaccio delle sostanze stupefacenti, nel senso che anche quelli dello scalo si riforniscono dal Galluzzi
19
29
essere stato violentemente percosso da MORELLO Carmine, GALLUZZI Salvatore, FERRANTE
Giuseppe, SCURA Gennaro che lo accusavano di avere fatto una “soffiata” ai CC.
Un paio di giorni dopo, non si presentava per rendere il secondo interrogatorio, i CC lo
rintracciavano, solo in tarda serata, e SOLFERINO spiegava loro che era stato sequestrato da
FERRANTE Giuseppe e da due persone sconosciute, che lo minacciavano, a mano armata, lo
percuotevano, ricordandogli cosa che sarebbe capitato se avesse collaborato con gli inquirenti20.
Salvatore vi sono la famiglia facente capo a Manzi Antonio, soprannominato Tom Tom, il cognato di Acri Nicola a
nome Calarota Antonio, Graziano Umberto, De Simone Augusto, Cosentino Luigi, Vaglica Alfonso, Esposito
Sergio, Di Vico Gianluca, i fratelli Pometti e Sommario Francesco.
La droga del tipo cocaina ed eroina viene acquistata da Galluzzi dai napoletani e viene portata mensilmente da un
giovane di Napoli, il cui nome non lo conosco, a bordo di una Opel station wagon di colore blu. La sostanza la
nasconde nei doppi fondi dei sedili o nel serbatoio dell’auto. Tale soggetto consegna la sostanza stupefacente, pari a
un chilo di eroina e un chilo di cocaina, a Sibari a Scura Gennaro che poi la trasporta sino a Rossano e la consegna a
Galluzzi Salvatore.
La droga del tipo hashish viene acquistata da Galluzzi a Bologna e fa capo a tale Roberto dell’età di circa 36/37 anni,
soprannominato zio Checco, che ha un bar in quel centro. Non so qual è il suo cognome, Roberto ha un fratello a
Rossano di nome Giulio, che so essere omosessuale ed abita nei pressi della cantina della guardia giurata Visciglia
Mimmo. Una volta al mese gli autisti di Galluzzi, Scura e Polillo, si recano con il treno a Bologna e trasportano due
chili o due chili e mezzo di “fumo” sino a Corigliano. Questi si dividono nei vagoni e sistemano lo stupefacente
vicino ai bagagli di altre persone, tenendolo sempre sotto controllo. Poi giunti a Corigliano, Manno Stefano e
Cavallo Francesco prendono il fumo e lo trasportano sino a Sibari, nascondendolo in un terreno vicino alla pizzeria
“Ciao Ciao”. Poi la sera tardi sempre Manno e Cavallo vanno a riprendere la sostanza e la trasportano fino a
Rossano consegnandola al Galluzzi. Il soggetto che fa da tramite tra il Galluzzi e zio Checco è Larocca Antonio di
Rossano centro soprannominato “u zombi”. Preciso che la sorella di Antonio è sposata con un cugino di Acri
Nicola, tale Matalone Annibale. Il pagamento della sostanza stupefacente che proviene da Bologna viene effettuato
da Galluzzi a zio Checco che ogni mese viene a Rossano e preleva il danaro. So che il fumo viene pagato dal Galluzzi
a millecinquecento euro al chilo.
Tutta la sostanza stupefacente viene tenuta nascosta a Rossano paese, non so il luogo preciso ma comunque nella
zona del Ciglio della Torre e nella zona del traforo.
Voglio dirvi che alcuni giorni fa, credo fosse sabato 8 maggio, ho visto Acri Nicola vicino a casa di mia madre in via
San Nilo a bordo di una fiat stilo con due persone che non conoscevo, saranno state le 18 circa. Ero seduto sul
muretto della casa di mia madre, quando ho sentito suonare il clacson e una persona, seduta sul lato passeggero
anteriore della predetta auto che mi salutava. A questo punto mio fratello Guglielmo mi ha detto che l’uomo che mi
salutava era Acri Nicola. Io stupefatto ho detto a mio fratello di non scherzare, al che l’auto si è fermata e l’uomo mi
ha chiamato vicino a lui, non scendendo dalla vettura, dicendomi testualmente: “non mi riconosci più?” e poi mi ha
dato una banconota da 100 euro. Io allora l’ho riconosciuto per Acri Nicola e con lui mi sono scusato per non averlo
subito riconosciuto. Nicola mi diceva anche che se volevo potevo andare da Galluzzi a nome suo per prendere della
droga, ma ho risposto che oramai avevo smesso. Infatti, nonostante spacci droga per conto di Galluzzi dal 1995,
ormai da circa quattro mesi ho smesso.
So che Acri Nicola molte volte è ospitato da un pregiudicato di Corigliano Centro a nome Giuseppe Seminaro detto
“u’ cardill”. In tale occasioni, il nipote di Galluzzi, Giuseppe Caruso e il fratello della moglie di Galluzzi Carmine
Olivo lo vanno a prendere e lo portano a Rossano.
So anche che Sommario Francesco è dedito allo spaccio di cocaina a Rossano scalo e gestisce le estorsioni ai
commercianti ed ai cantieri edili del luogo per conto di Acri Nicola.
Voglio dirvi che posso riferire anche su altri soggetti, quali Amato Gino, Veneziano Vincenzo e lo stesso Sommario
Francesco, ma adesso mi sento poco bene e preferisco interrompere, vi preciso che so anche il nome di soggetti
sottoposti ad estorsione.
20
Di seguito si riporta il verbale di interrogatorio reso da SOLFERINO :
30
“Avevo preso appuntamento con il Tenente TOCCHINI dei Carabinieri di Rossano (CS) per le ore 12:30 di
stamane onde essere tradotto a Cosenza e presenziare all’interrogatorio fissato dalla S.V. alle ore 14:30. Proprio
quando sono uscito per raggiungere il luogo convenuto con il Tenente, sono stato affiancato da FERRANTE
Giuseppe che viaggiava su un motociclo e che mi invitata a prendere un caffè in un bar posto li vicino. Ho subito
capito che, evidentemente, era trapelato qualche cosa relativamente alle dichiarazioni rese sabato scorso ai
Carabinieri. Una volta entrati presso il bar,sito a Rossano paese presso l’abitazione di FERRANTE Giuseppe,
notavo arrivare due persone che non avevo mai visto prima e che viaggiavano a bordo di una Y 10 di colore blu.
Dopo aver preso il caffè FERRANTE mi obbligava a salire sulla Y 10 guidata da una delle persone che ribadisco
non conoscevo. I tre mi hanno condotto fino a Contrada cosiddetta Piana dei Venti, fino dentro ad una abitazione
che apparteneva al nonno di FERRANTE Giuseppe. Nei pressi di questa abitazione, sono stati rinvenuti dei fucili
nell’ambito della cosiddetta operazione OMBRA. Una volta entrati presso l’abitazione, le due persone che non
conoscevo hanno estratto e messo sul tavolo due pistole: una calibro 38 ed una 7.65. Quindi FERRANTE
cominciava a perquotermi in modo violento contestandomi che ero stato in ospedale ed avevo riferito ai sanitari di
essere stato aggredito.
FERRANTE insisteva con il fatto che avevo accusato Carmine MORELLO e Salvatore GALLUZZI, io negavo
disperatamente. FERRANTE dopo un po’ si metteva in auto e ritornava dopo circa una mezzora. E’ andato e
tornato, con questi tempi, per almeno quattro volte, era come se dovesse prendere ordini da qualcuno cui riferiva
quello che io dicevo a mia discolpa. Più volte FERRANTE mi intimava di non parlare con i carabinieri altrimenti
diceva:” LO SAI COSA SUCCEDE”. Sono stato sequestrato sno alle ore 20.00 quando, Faerrante sapendo che
dovevo tornare a casa in quanto sono sorvegliato speciale mi ha accompagnato sino nei pressi della mia abitazione.
Per come ho già accennato, sono nelle condizioni di riferire di alcune estorsioni perpetrate dall’organizzazione
criminale di ACRI, in particolare posso riferire che tutti gli esercizi commerciali sono costretti al pagamento del
pizzo che viene riscosso una volta al mese. Anche personalmente ho riscosso 500,00 euro al mese presso la
Jeanseria Masciopinto sita a Rossano scalo alla Via Sibari, in particolare, tre mesi fa ho riscosso 500,00 euro
insieme a Carmine MORELLO e FERRANTE Giuseppe. I soldi sono stati prelevati da FERRANTE Giuseppe che
si è avvicinato al fratello più piccolo che gli ha passato la busta dicendo che erano dei soldi per il compleanno del
figlio. Una volta ricevuti i soldi, li abbiamo portati a GALLUZZI Salvatore, in contrada Pantasima che
raggiungiamo percorrendo una strada non conosciuta ai più. Ho ritirato un’altra mazzetta dello stesso importo,
allo stesso esercizio commerciale qualche mese prima sempre insieme a FERRANTE e MORELLO con le
medesime modalità.
Ho effettuato un’altra chiamata estorsiva circa tre mesi fa in danno di un imprenditore di Rossano che si chiama
CIULLO che sta eseguendo lavori relativi a delle condutture idriche in Rossano paese. Circa tre mesi fa, venivo
chiamato da Salvatore GALLUZZI il quale mi spiegava che c’era da effettuare la chiamata estorsiva e quindi mi
diceva di trovare una scusa per avvicinare il CIULLO. Già in precedenza questa persona era stata avvicinata da
FERRANTE a da altra persona che non conosco, è stato lo stesso GALLUZZI Salvatore a riferirmi che CIULLO
era stato avvicinato. Eseguendo gli ordini di GALLUZZI, mi sono portato fin nei pressi del cantiere di CIULLO
cui riferivo, con tono alterato, che era sparito il motore del mio motorino nei pressi della mia abitazione , davanti
alla quale si stava scavando per le condutture idriche. CIULLO ha reagito in malo modo ed io non ho potuto dir
nulla in quando ho notato la presenza, lì vicino, dei Carabinieri ed in particolare del Tenente TOCCHINI. Dopo
qualche giorno, sono tornato presso il cantiere, unitamente a FERRANTE Giuseppe ed a MARI Gaetano, ed ho
minacciato, in modo chiaro, il CIULLO dicendogli che doveva pagare se non voleva perdete tutti i mezzi. CIULLO
reagiva dicendo che ci avrebbe denunciato ed io gli dicevo che noi saremmo finiti in carcere ma lui avrebbe dovuto
scappare in Germania. Sono stato convincente in quanto, poco tempo dopo, CIULLO ha corrisposto 2.500,00 euro
a POLILLO Luigi ed a FERRANTE Giuseppe detto il siciliano, ero presente quando il danaro è stato consegnato
loro, anche questi soldi sono finiti a GALLUZZI Salvatore. Nel periodo più recente, CIULLO ha subito una serie
di danneggiamenti in particolare: sono stati infranti i vetri di un camion e di una autovettura in modo da
costringerlo ad accettare di corrispondere all’organizzazione 10.000,00 euro.Ancora nei pressi del cantiere è stata
depositata una bottiglia di benzina. Ciullo non ha sporto denuncia per questi atti di intimidazione .
Ho saputo di questi danneggiamenti per il tramite di GALLUZZI Salvatore che li ha commissionati ad un
ragazzo che si chiama ACRI Francesco detto U zurro. Dieci giorni fa, CIULLO è stato affrontato e minacciato da
persone travisate, sono sicuro che l’azione non è stata commissionata dalla malavita organizzata Rossanese in
quanto Salvatore GALLUZZI ha fatto percuotere due ragazzi da Carmine MORELLO e da FERRANTE
Giuseppe. Uno di questi ragazzi si chiama LA PIETRA Vittorio del secondo non conosco il nome. Da quanto ho
saputo dallo stesso GALLUZZI avevano fatto uno scherzo di cattivo gusto al CIULLO.
31
Le captazioni dell’utenza di GALLUZZI Salvatore fornivano immediato riscontro alle
dichiarazioni di Solferino. Infatti, il 24 maggio del 2012, cioè il giorno stesso in cui Solferino non
si presentava per rendere il secondo interrogatorio, si registrava una telefonata21, tra
GALLUZZI Salvatore e PESCATORE Giuseppe quest’ultimo informava il primo che stavano
picchiando una persona: si trovano dentro (casa) e gli hanno alzato le mani....e lo stanno menando
che non negava gli addebiti: non è che ti ho detto di no.... GALLUZZI Salvatore evitava di parlare
per telefono: “…eh…ci vediamo oggi… ciao”22.
Va precisato che PESCATORE Giuseppe è secondo quanto indicato dagli inquirenti persona
vicina a GALLUZZI Salvatore ed agli altri intranei alla consorteria ACRI-MORFO’.
In data 25/05/2010, SOLFERINO Gaetano, veniva tratto in arresto per violazione degli obblighi
della Sorveglianza Speciale di P.S. ed associato alla casa circondariale di Rossano (CS). Il
Tribunale di Rossano con Sentenza nr. 423/10 R. Sent., lo condannava alla pena di anni 1 e mesi
4 di reclusione. SOLFERINO, anche dal carcere continuava a rendere dichiarazioni auto ed
eteroaccusatorie. La notizia della sua collaborazione si diffondeva rapidamente. Infatti, il
22.01.2011, ESPOSITO Sergio, FERRANTE Giuseppe, detto Antonello il siciliano, CAVALLO
Francesco, e CALABRO’ Salvatore che erano detenuti presso la stessa cella della Casa
(vedasi verbale di interrogatorio del 24.5.2010 in allegato n 3/B alla CNR del ROS)
21
22
vds prog. 2016 - intercettazione utenza 3273360924 intestata a SCURA Gennaro ed in uso nella
circostanza a GALLUZZI Salvatore – 409/2010 R. Int.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore 10:32 del
24/05/2010.
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
GALLUZZI :
PESCATORE:
GALLUZZI:
PESCATORE:
GALLUZZI:
PESCATORE:
GALLUZZI:
PESCATORE:
GALLUZZI:
PESCATORE:
GALLUZZI:
409/10 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza 3273360924 intestata ed in uso a SCURA Gennaro
(Cariati –CS- 02/06/1985) ed in uso a: GALLUZZI Salvatore (Rossano CS
- 30/03/1976;
chiamante, utenza 3355292829 intestata ed in uso a PESCATORE
Giuseppe ( ROSSANO –CS - 05/03/1965);
2016, datato 24/05/2010, delle ore 10:32;
00:00’:41”
GALLUZZI Salvatore (Rossano – CS - 30/03/1976)
PESCATORE Giuseppe ( ROSSANO – CS - 05/03/1965)
pronto?
ahoo!
ma ti fai vedere?
ma che mi faccio vedere…quelli, quelli gli hanno fatto casa e pagliaio…!
…inc...che è successo?
sono dentro…si accavallano le voci…l’altra volta…pure le mani gli hanno
alzato
mo, mo (adesso)
embè! c’è andato ieri sera è andato un'altra volta mo (adesso) che l’ha
trovato, mo (adesso) lo stavano pure menando e quello giustamente dice
ma non è che ti ho detto di no…
…eh…ci vediamo oggi ciao.
FINE CONVERSAZIONE
(vedasi verbale di trascrizione in allegato n.9 alla richiesta)
32
Circondariale di Rossano venivano trasferiti, rispettivamente, presso le case circondariali di:
Voghera, Vigevano, Asti, Milano Opera23. Presso la Casa Circondariale di Asti si registrava, in
data 7/2/2011, un colloquio di CAVALLO Francesco che spiegava alla sua convivente,
identificata in MASIELLO Debora, che il trasferimento a Vigevano era dovuto alla
collaborazione di SOLFERINO Gaetano. (…Omissis…)(vedasi verbale di trascrizione in
allegato n.10 alla richiesta del P.M.)
Che i malavitosi rossanesi fossero consapevoli della collaborazione di SOLFERINO e gli
addebitassero il trasferimento al nord dei detenuti ESPOSITO Sergio, FERRANTE Giuseppe,
CAVALLO Francesco e CALABRO’ Salvatore, risulta anche da una conversazione registrata
dall’utenza in uso a GALLUZZI poco prima del suo arresto in Vigevano24. Nel corso della
conversazione25 (in allegato n.193/A alla CNR del ROS) GALLUZZI, more solito, veniva
aggiornato di quel che accadeva a Rossano da SCURA Gennaro che, fra l’altro, gli diceva che
“quello degli schiaffoni” stava ”parlando” cioè collaborando con gli inquirenti, poi GALLUZZI
attribuisce il trasferimento di FERRANTE e gli altri a qualche loro trasgressione “secondo me
hanno dovuto fare qualche minchiata grossa”
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
…omissis…
Sai un po’ si è saputo
Ah !
Ti ricordi il fatto di allora di “incomprensibile”
Ah !
Di quello degli schiaffoni ?
Si !
Che era, si dice che forse quello là parla !
Gli ha detto qualcosa ?
Eh, forse si !
Ma sono stati loro a dire qualcosa ?
Non ho capito ?
Sono stati loro a dire qualcosa e per questo motivo lo hanno fatto
partire ?
Non lo so però di sapere si è saputo pure questo !
Boh secondo me hanno dovuto fare qualche minchiata grossa ma sai se
sono nelle stesse sezioni o li hanno messi in quell’altra dov’erano
prima !
No sono nell’altra !
Nell’altra ?
Queste quattro persone erano detenute in conseguenza del passaggio in giudicato della sentenza
relativa al processo Ombra che li riconosceva colpevoli di essere intranei al sodalizio rossanese di
narcotrafficanti cui e’ preposto Galluzzi Salvatore, che invece si era reso latitante.
24 In relazione alla cattura di Galluzzi vedi capitolo IV.
25 Di seguito si riportano gli estremi identificativi della conversazione che è stata riportata per intero al
capitolo IV Decreto:
100/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo: chiamato,
utenza 3454367361 intestata a VULPE Ion nato in Romania,
l’11/10/1965, ed in uso a GALLUZZI: Salvatore, nato a
Rossano (CS) il 30/06/1976
contatto:
chiamante,
utenza 0984938762 intestata a cabina
pubblica (Situata al bivio di Taverna di Montalto del Comune
di Montalto Uffugo - CS- ), in uso al momento a
23
33
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
Ah, ah !
Perché ?
Eh non lo so, già li avevano passati qua, una settimana prima di
trasferirli era già qua nell’altra !
Perché ?
Eh non lo so dopo nemmeno quattro giorni che erano nell’altra li
hanno spediti !
Ah !
…omissis…
Questa conversazione riscontra il narrato del collaboratore sull’aggrassione subita in quanto il
riferimneto a “quello degli schiaffoni” da parte di SCURA depone per la veriodicità delle prime
affermazioni del SOLFERINO che aveva spiegato la propria scelta collaborativa con
l’aggressione patita , fra gli altri, da GALLUZZI e SCURA.
In data 29/04/2011 l’Ufficio Matricola della Casa Circondariale di Rossano (CS) notificava a
GALLUZZI Salvatore, il provvedimento di sottoposizione al regime di cui all’art. 41 bis comma
2 della legge 26 luglio 1975, n. 354, come modificato dall’art. 2 della legge 279/2001 e da ultimo
dall’art. 25 della legge 15/07/2009 n.94, emesso in data 29/04/2011 dal Ministero della
Giustizia nell’ambito del quale si accennava alla collaborazione dello stesso SOLFERINO che
additava GALLUZZI come capo della malavita organizzata rossanese dopo la latitanza di
ACRI Nicola26 .
In data 05/07/2011 l’Ispettore Capo Salvatore PRUDENTE, Comandante della Polizia
Penitenziaria di Rossano (CS), redigeva un’annotazione (in allegato n.11 alla presente richiesta)
relativa al comportamento in carcere del SOLFERINO Gaetano il quale era incorso in numerose
sanzioni disciplinari. Le infrazioni di SOLFERINO erano, apparentemente, immotivate, si pensi
che in un’occasione arrivava alle mani col fratello, e finalizzate solo a sottrarsi al regime comune
e quindi a rimanere il più possibile in isolamento. Lo stesso SOLFERINO confidava all’Ispettore
Prudente che, specie dopo la notifica del provvedimento impositivo del regime di cui all’art. 41
bis O.P. a GALLUZZI, subiva continue pressioni per interrompere la propria collaborazione e
che, comunque, avrebbe potuto ritrattare adducendo di essere un tossicodipendente.
In definitiva SOLFERINO anticipava all’ Isp. Prudente quello che sarebbe stato il proprio
contegno nel corso dell’interrogatorio del 5/7/2011 allorché rifiutava di rispondere alle
domande ed asseriva di non ricordare quanto aveva, in precedenza, dichiarato.
Il contegno di SOLFERINO era necessitato dalle pressioni ricevute dagli uomini della cosca
ACRI per come si ricava dalle dichiarazioni di tale DEL GRANDE Elia27 che offre uno spaccato
del clima che si viveva presso la Casa Circondariale di Rossano Calabro e ha spiegato che
SOLFERINO Gaetano era inviso alla popolazione carceraria che lo additava quale infame ed era
stato malmenato perché smettesse di collaborare con l’A.G. Di seguito lo stralcio del verbale di
interrogatorio di DEL GRANDE riportato nella richiesta del P.M.:
Acri Nicola iniziava la propria latitanza nell’agosto del 2007. In elazione alla latitanza di Acri Nicola
vedi capitolo III della richiesa del P.M. nella quale vengono riportati gli esiti delle indagini che hanno
condotto alla sua cattura ed i contatti di cui godeva da parte di alcuni degli odierni indagati.
27DEL GRANDE Elia, nato a Varese il 09.10.1975, residente alla Via Matteotti nr.27 in Cadrezzate (VA),
ristretto presso il carcere di Rossano (CS) dal 05/01/2011 dal 15/11/2011, veniva escusso dal Dr.
QUARANTA Vincenzo Sostituto Procuratore presso il Tribunale di Catanzaro, nell’ambito del Proc. Pen.
6471/2011 mod. 21, circa il rinvenimento di un cellulare all’interno della sua cella.
26
34
…Omissis…
DOMANDA: Nel corso della sua permanenza presso la Casa di Reclusione di Rossano, ha avuto modo di
conoscere i fratelli Solferino?
RISPOSTA:- All’atto in cui facevo ingresso a Rossano, Gennaio 2011, se ben ricordo, nella cella nr.1 1^ sezione MS - , si trovava ristretto un detenuto che veniva chiamato per cognome (Solferino). Si
trattava di una persona di bassa statura anche se robusta. Capivo che lo stesso era un assuntore di
sostanze stupefacenti in quanto si presentava fisicamente in cattiva condizioni e faceva uso di metadone.
Ciò posso dire in quanto i detenuti che sono sottoposti a terapia di metadone, vengono convocati in
infermeria in cui li attende un responsabile del SERT che provvede a somministrare la relativa terapia.
Dopo circa un mese, faceva ingresso al carcere di Rossano, anche un altro detenuto, che ricordo essere
alto, magro e con i capelli lunghi. Mi hanno poi riferito che si trattava del fratello di SOLFERINO. Sin
dai primi tempi della mia permanenza a Rossano, il primo Solferino veniva additato con l’appellativo di
“INFAMONE” o “INDEGNO”. Il fratello di questi è stato additato solo con l’appellativo “Infame”.
Durante la mia permanenza nella casa di Reclusione di Rossano, ho appreso che il termine
“INFAMONE” o “INDEGNO” veniva utilizzato dagli altri detenuti per indicare quel detenuto o quei
detenuti che per la popolazione carceraria si erano resi autori di fatti tali da determinare la negazione
del “rispetto”. Detti detenuti sono anche indicati con l’appellativo “soggetti pericolosi ed inaffidabili” in
quanto ritenuti facilmente capaci di riferire all’autorità determinati fatti anche sul conto di altri detenuti
o di altre persone. Il termine “infame” viene invece comunemente usato per classificare il detenuto che si
è reso responsabile di particolari reati contro la persona o di azioni all’interno della casa di reclusione che
nulla hanno a che fare con gli aspetti di collaborazione con l’Autorità. Come ho già detto, il primo
Solferino, era additato con l’appellativo di “infamone” o di “indegno”, mentre il secondo Solferino con
l’appellativo di “infame”. Posso dirvi che il secondo Solferino, da me indicato come più alto del fratello,
era così considerato in ragione del tipo di reato per il quale era recluso, se ben ricordo si diceva che egli
avesse ammazzato la moglie. Ricordo che gli altri detenuti della prima sezione dicevano spesso che, se
avessero potuto avrebbero, ammazzato il primo Solferino e cioè quello basso e robusto. Il Pellegrino, in più
occasioni, mi diceva, indicandomi il Solferino “basso e grasso”, che questi era “un cane”, “una bestia”,
“bastardo” nonché un “infamone”. Ricordo anche che lo stesso era particolarmente odiato e “schifato”
dalla popolazione carceraria. Quando un detenuto viene additato come infamone, è l’intera popolazione
carceraria ad assumere un determinato comportamento nei suoi confronti. La cella occupata dai due
fratelli Solferino aveva, diversamente dalle altre, sempre il blindo accostato e lo spioncino chiuso. I due
fratelli Solferino erano emarginati dalla popolazione carceraria e trascorrevano gran parte del tempo
chiusi nella loro cella e cioè nella cella nr. 1. Li ho visti transitare in qualche occasione dinanzi la mia cella
quando dovevano recarsi a colloquio con i familiari. I fratelli Solferino non partecipavano mai all’ora
d’aria. Ho capito ed ho saputo dagli altri detenuti che questi, ed in particolare Solferino, che ho detto
essere basso e robusto, non scendevano nel cortile in quanto temevano eventuali ritorsioni o aggressioni
da parte dei detenuti. Sono state veramente poche le volte che li ho visti al passeggio. Ricordo che in tali
occasioni erano sempre da soli e gli altri detenuti non solo non li avvicinavano ma neanche li salutavano.
Ricordo altresì che a tutte le riunioni indette dal responsabile di sezione, nel corso della mia permanenza, i
fratelli Solferino non hanno partecipato. Ho capito che la loro assenza era dovuta al fatto che il primo
Solferino era considerato un “infamone”. Voglio precisare che quando un detenuto fa ingresso presso il
carcere, viene informato di situazioni che possono riguardare determinati detenuti e in particolare se
trattasi di persone non affidabili. Ricordo che in un’occasione, credo tra il Settembre e l’Ottobre del 2011,
successivamente all’ingresso di Azzinnari Demetrio in carcere, Solferino, cioè quello che ho detto essere
grasso e basso, al ritorno di una delle rare volte che si era recato al passeggio pomeridiano, nel mentre
attendevo la guardia che aprisse la mia cella e cioè la nr. 22, veniva picchiato da Vitale Gianluca. Non ho
capito come mai il Solferino si fosse recato dinanzi alla cella del Vitale e cioè la nr. 16, perché lo stesso
Solferino si sarebbe dovuto recare dinanzi alla propria cella (nr.1) che è posta a sinistra delle scale che
conducono dal cortile alla sezione.
L’ufficio da atto che alle ore 15,30 di oggi 03.4.2012 il DEL Grande rappresenta graficamente su un
foglio A4 la dislocazione delle celle del primo piano media sicurezza, apponendo la propria firma. Il
documento fa parte integrante della presente verbalizzazione.---////
35
Il verbale riprende alle ore 15,40 di oggi 3.4.2012.
DOMANDA:- All’atto del pestaggio del Solferino che cosa succedeva?
RISPOSTA:- La guardia di sezione interveniva immediatamente bloccando il VITALE riportandolo
nella sua cella. Ha poi aiutato il SOLFERINO ad alzarsi conducendolo in infermeria. Da quel momento
in poi non ho più visto in sezione il Solferino, se ben ricordo fu inviato dapprima in infermeria e poi in
isolamento. Non so dirvi se il Vitale abbia subito procedimento disciplinare, ma sicuramente non è stato
posto in isolamento. Devo aggiungere che, durante l’aggressione gli altrui detenuti, che stavano
rientrando dall’ora d’aria, sebbene non partecipassero, assumevano una posizione di accerchiamento. Non
so dire le ragioni per le quali la guardia si trovasse dinanzi alla cella del Vitale e l’avesse aperta. Ricordo
che il VITALE non era venuto al passeggio e non so se la stessa cosa avessero fatto i suoi compagni di
cella. Non escludo che la guardia abbia aperto la cella del Vitale in quel momento per consentire agli altri
detenuti di farvi rientro. Ricordo che in quel periodo il VITALE era in cella con il cugino Pellegrino
Giuseppe e De MASI. Non so indicarvi chi era il quarto detenuto.---////
DOMANDA:-Sa riferire circa i rapporti che intercorrevano tra i quattro detenuti della cella n. 14 e
VITALE Gianluca?
RISPOSTA:-Di reciproco rispetto, nel senso che gli stessi quando andavano al passeggio o si
incontravano si salutavano baciandosi e stringendosi la mano. Il medesimo rispetto esisteva anche tra i
predetti detenuti e la persona che ho indicato nel primo verbale, quale alta, anziana, magra e con capelli
brizzolati e che occupava la cella n. 8, unitamente a Ricco Alessio. Ricordo che tale cella era la più
soggetta ad attività di controllo da parte della polizia penitenziaria. Analogo rispetto esisteva tra i
detenuti della cella n. 14, che furono trasferiti in blocco, e quelli della cella n. 4 e cioè con Mangiaruga
Salvatore ed altri tre che saprei riconoscere in foto.
DOMANDA:- Sa riferire chi occupava la cella del Solferino da lei indicato come persona “grassa e
bassa”?
RISPOSTA:-Vi era il fratello, un altro detenuto di nome Scaramuzzo Cosimo, successivamente deceduto,
ed altra persona di anni 50 circa con problemi di deambulazione, del quale non so il nome.DOMANDA:- Lei in data odierna, ha parlato dei fratelli Solferino, come mai nel corso del primo
riconoscimento fotografico, sebbene ci fossero le relative foto, non si è soffermato sulle loro posizioni?
RISPOSTA:- In occasione del primo riconoscimento fotografico, non ho dato particolare attenzione alle
foto raffiguranti i detenuti che non avevo menzionato in quanto estranei sia alla vicenda del telefonino e
sia alla vicenda dei “battesimi”. Se ben ricordo, nell’album fotografico che mi avete mostrato dovrebbe
essere presente la foto del Solferino che ho oggi indicato essere basso e grasso che occupava, la cella n. 1
insieme al fratello.
L’ufficio da atto che successivamente alla presente verbalizzazione al DEL GRANDE Elia viene posto in
visione l’album fotografico allo stesso mostrato il 29.3.2012, redatto dal NORM CC. di Corigliano
Calabro Scalo composto da n. 273 fotografie numerate, contenenti le effigi di soggetti detenuti presso la
Casa di Reclusione di Rossano. A parte vi è costituito l’elenco alfabetico abbinato alle foto ove sono
inserite le generalità delle persone effigiate.
Il DEL GRANDE durante la visione dell’album si sofferma sulla foto n. 49 riferendo quanto segue:“QUESTO SOGGETTO E’ UN DETENUTO CHE SI SALUTAVA AFFETTUOSAMENTE CON
ABBRACCI E BACI CON RAGO FRANCESCO. NON SO INDICARE IL SUO NOME.
RICORDO, SE NON ERRO, CHE OCCUPAVA LA CELLA N. 17.
Il DEL GRANDE durante la visione dell’album si sofferma sulla foto n. 155 riferendo quanto segue:“IN CARCERE QUESTA PERSONA ERA ADDITATO QUALE SFRUTTATORE DI
PROSTITUTE. NON SO INDICARVI IL NOME”.
Il DEL GRANDE durante la visione dell’album si sofferma sulla foto n. 227 riferendo quanto segue:“QUESTO SOGGETTO E’ SCARAMUZZO COSIMO CHE E’ DECEDUTO IN CARCERE.
Il DEL GRANDE durante la visione dell’album si sofferma sulla foto n. 233 riferendo quanto segue:“QUESTO SOGGETTO E’ SOLFERINO CHE HO RIFERITO ESSERE “GRASSO E BASSO” CHE
36
OCCUPAVA LA CELLA NR. 1. RISPETTO ALLA FOTO CHE VEDO, QUANDO L’HO
CONOSCIUTO SOLFERINO PORTAVA I CAPELLI A DOPPIO TAGLIO CIOE’ RASATI
LATERALMENTE.
Il DEL GRANDE durante la visione dell’album si sofferma sulla foto n. 234 riferendo quanto segue:“QUESTO SOGGETTO MI SEMBRA IL FRATELLO DI SOLFERINO. NON SONO SICURO
COMUNQUE DOVREBBE ESSERE IL SOLFERINO CHE ERA IN CARCERE PER L’UCCISIONE
DELLA MOGLIE. QUESTI OCCUPAVA LA CELLA N. 1.…Omissis…
(v. dichirazioni all. n. 12 alla richiesta del P.M.).
Come risulta sempre dalla relazione dell’Ispettore Prudente, SOLFERINO Gaetano in data
23/4/2011 veniva percosso dai detenuti VITALE Gianluca Antonio e TAVERNITI Ferdinando
28.
Dalle insieme delle emergenze su rappresentate - cioè dalle dichiarazioni del SOLFERINO in
ordine alle aggressioni subite; dagli esiti delle conversazioni intercettate dalle quali si evince che
lo stesso era stato malmennato e che si addebitava alla sua collaborazione la responsabilità del
trasferimento degli affiliati detenuti dalla Casa Circondariale di Rossano; dalle annotazioni
dell’Ispettore Prudente circa il comportamento del SOLFERINO in carcere e le dichiarazioni di
quest’ultimo sulle pressioni subite perché ritrattasse; dal racconto di DEL GRANDE in ordine
all’aggressione subita in carcere dal SOLFERINO e dal clima di avversione che c’era verso di lui
all’interno del carcere- deve ritenersi provato che il SOLFERINO ha subito minacce e gravi
pressioni che hanno determinato la ritrattazione delle sue precedenti dichiarazioni.
Per tali motivi va ritenuta l’attendibilità del SOLFERINO nelle iniziali dichiarazioni, risultando
inverosimili e determinate dal metus indotto dalla minacce subite, le affermazioni di un suo
precedente mendacio.
In relazione a tale situazione va osservato che qualora il SOLFERINO dovesse persistere nel suo
contegno non collaborativo, ai sensi degli artt. 500, comma quarto, c.p.p., le sue iniziali
dichiarazioni potranno essere acquisiste e valutate dal Giudice del dibattimento, determinando,
a maggior ragione la sua utilizzabilità nella fese cautelare.
Peraltro la Cassazione ha più volte precisato che non è necessaria la prova della subornazione
ma bastono circostanze univoche e oggettive29 dalla quali si desuma l’imtimidazione subita dal
teste/dichiarante30.
g) VALLONEARANCI Maria
28I
CC del ROS hanno acquisito il certificato medico che referta le lesioni patite da Solferino in
conseguenza dell’aggressione (IN ALLEGATO N.13 ALLA RICHIESTA)
In proposito si legga fra le altre Sez. 1, Sentenza n.44160del30/09/2009Ud. (dep. 18/11/2009 ) Rv. 245558
Presidente: Chieffi S. Estensore: Siotto MC. Relatore: Siotto MC. Imputato: Siniaku.P.M. Iacoviello FM.
(Parz. Diff.)
(Rigetta, App. Milano, 01 Dicembre 2008)
29
Sez. 2, Sentenza n.25069del19/05/2010Ud. (dep. 02/07/2010 ) Rv. 247848
Presidente: Cosentino GM. Estensore: Nuzzo L. Relatore: Nuzzo L. Imputato: Solito.P.M. Passacantando G.
(Conf.)
30
37
Nell’agosto del 2010 veniva richiesto il programma di protezione per VALLONEARANCI
Maria la quale è stata la moglie di ACRI Natale, soggetto vicino a MORFO’ Salvatore ed, a
partire dal 2003, si è legata a Sergio ESPOSITO per conto del quale commetteva furti,
trasportava stupefacente e armi, sfruttava la prostituzione. Nel giugno del 2007, la
VALLONEARANCI aveva narrato ai CC di Rossano che era stato utilizzato il suo nome per
aprire un conto corrente on line sul quale venivano tratti assegni utilizzati per consumare
truffe.
La reazione della cosca era durissima: la VALLONEARANCI aveva subito una serie di gravi
intimidazioni (Riepilogate nella nota del ROS in allegato n.14 alla richiesta) che la
determinavano alla completa collaborazione. VALLONARANCI anticipava qualche
dichiarazioni, nell’ambito del p.p. 230.07 modello 21, relativo all’omicidio di CONVERSO
Luciano 31. Allorchè veniva esaminata, ai sensi dell’art. 210 c.p.p., accusava un malore che
evidenziava le pressioni patite e determinava i Giudici ad acquisirne le dichiarazioni, ai sensi
dell’art. 500 quarto comma c.p.32. Gli stessi Giudici, in motivazione, evidenziavano
l’attendibilità del contributo conoscitivo offerto da Maria VALLONEARANCI.
31Per
questo fatto , in esito al processo di primo grado sono stati condannati all’ergastolo Acri Nicola ,
quale mandante , Acri Gennarino ed Esposito Massimo , quali esecutori materiali. Tutti gli imputati
sono stati assolti in appello il 14/7/2011.
32Di seguito si riporta il passo della sentenza dell’Assise cosentina con il quale si motiva l’applicazione dell’art. 500
quarto comma c.p.p.: “La Vallone Aranci accusava un malore, perdeva i sensi in aula, e si rendeva necessario
l’intervento dei sanitari nonché il trasporto in ambulanza presso il pronto soccorso del locale Nosocomio. Qui i
medici constatavano, episodio sincopale da stress reattivo ( si veda il certificato del Pronto Soccorso, Azienda
Ospedaliera di Cosenza, Presidio dell’Annunziata, del 18 maggio 2009, agli atti).
Per tutti questi testi il P.M. chiedeva l’acquisizione delle dichiarazioni rese nella fase delle indagini preliminari ai
sensi dell’art.500 co.4 c.p.p.
Pacifico che ne sussistano i presupposti secondo gli insegnamenti della Suprema Corte.
In primo luogo, in ossequio ai giudici di legittimità, gli elementi concreti da porre alla base del convincimento che
il teste sia stato sottoposto a violenza o a minaccia, affinché deponga il falso, devono mostrare una plausibilità
logica tale da far ritenere compromessa la genuinità della deposizione dibattimentale.
Ricorrono tutti i presupposti richiesti dalla norma: le ritrattazioni sono prive di logica plausibilità e lo stato
emotivo mostrato è sintomo inequivocabile del timore di reiterare le precedenti dichiarazioni.
Gli elementi sintomatici della intimidazione subita, di qualunque natura essi siano, devono essere connotati da
precisione, obiettività e significatività, secondo uno "standard" probatorio che non può essere rappresentato dal
semplice sospetto, ma neppure da una prova "al di là di ogni ragionevole dubbio", richiesta soltanto per il giudizio
di condanna. Devono ritenersi sufficienti, "anche le sole circostanze emerse nel dibattimento", qualora vi siano
"elementi concreti" per ritenere che via sia stata la pressione indicata dalla norma, dovendosi a tal ultimo riguardo
ritenere che l'avverbio "anche" deve intendersi nel senso che le circostanze emerse in dibattimento possono essere
di per sé sufficienti a integrare la prova richiesta dalla norma, senza che siano necessari ulteriori elementi di prova,
con la conseguenza che, a tal fine, può assumere anche valore esclusivo il contegno assunto dal testimone nel corso
dell'esame. Né è neppure necessario che la violenza o la minaccia provengano dall'imputato, potendo provenire
anche da terzi, quando le stesse siano idonee a limitare la libertà di determinazione.
I dati offerti dal dibattimento, e quelli ulteriori emersi dagli ulteriori approfondimenti disposti dalla Corte, hanno
le richieste caratteristiche:dato obiettivo è sicuramente quello manifestato dal contegno mostrato dai testi in aula,
la paura che si coglieva nel tono della voce, nei gesti, nelle reazioni. Così come le paure manifestate dalla
Vallonearanci, e la certificazione medica del personale sanitario intervenuto in aula.
Ma ancora, plurimi e convergenti elementi sintomatici dell'inquinamento della prova, vanno sicuramente
rinvenuti nel convergente cambiamento di versione di tutti i testimoni; nella sicurezza invece dimostrata dagli
stessi in sede di indagini; nel disagio manifestato dai testimoni nel "giustificare" in dibattimento il cambiamento
delle versioni; nell’implausibilità delle giustificazioni in proposito fornite; nel lasso temporale molto breve
38
Per considerare quanto fosse temuta la collaborazione di VALLONEARANCI valga riportare, in
estrema sintesi, le intimidazioni che ha patito :
In data 16/9/200733, ignoti incendiano l’autovettura Ford Fiesta con targa tedesca WNOV618, di
proprietà di PARATO Teresa nata a Maddaloni (CE) il 09/07/1958, madre di
VALLONEARANCI Maria, da cui conseguiva il p.p. nr. 2642/07 modello 21 Procura Rossano
definito con archiviazione .
In data 10.11.2007, TEDESCO Fabio , convivente di MARIA VALLONEARANCI denunciava
essere stato minacciato da GALLUZZI Salvatore, FERRANTE Giuseppe, MORELLO Carmine,
MANNO Stefano che pretendevano interrompesse la relazione con la stessa
VALLONEARANCI34 .
intercorso tra le diverse versioni, tale da smentire la possibilità che i ricordi si fossero agevolmente sbiaditi per
tutti i testimoni, o che, comunque fossero tornati più nitidi solo in un momento successivo.
L’accordo delle parti, consentiva l’acquisizione senza attivare il descritto meccanismo, ma, non si disconosce, come
il dato, di per sé, sia elemento significativo, del particolare contesto criminale mafioso nel quale si erano sviluppati
i fatti e tutto il processo……….(omissis)
Era stata infatti avvicinata da Galluzzi Salvatore il quale “le assicurava un tranquillo ritorno a Rossano solo ove
avesse ritrattato le dichiarazioni rese”.
Il Galluzzi (una costante presenza nel procedimento quale fonte di conoscenza) le aveva anche preconfezionato la
nuova versione, ovviamente falsa, da offrire agli inquirenti: avrebbe infatti dovuto riferire di avere una relazione
con Esposito Sergio e che, quindi, le iniziali dichiarazioni, erano frutto di una vendetta a sfondo sentimentale.
Ricordava inoltre di avere incrociato l’Acri nel mese di luglio dello stesso anno, nei pressi di una stazione di
servizio di Taranto e di come lo stesso però non le avesse detto nulla, ma l’avesse solamente guardata per poi
dileguarsi.
Certo che l’episodio non l’aveva lasciata indifferente: anzi, si era impaurita a tal punto da allontanarsi subito
dall’area di rifornimento dove si trovava lasciando lì il denaro già inserito.
Gli episodi narrati dalla teste, in uno con il comportamento caduto sotto la percezione di tutti nel corso del
dibattimento, avvalorano il narrato della donna, ed il ruolo svolto da Acri Nicola, in uno con il suo carisma ed il
timore che, anche senza parlare, riusciva ad incutere, ancora di più a chi si era messo contro di lui.
33
Il primo verbale auto ed eteroaccusatorio di Vallonearanci è del 24/6/2007.
riportano le s.s.i.i. rese da Tedesco Fabio confluite nell’ambito del p.p. 1866/2007 Procura Rossano: “
Sabato scorso 10.11.2007, la mia amica De Simone Giulia, mi informava di aver ricevuto una telefonata
da Tedesco Fabio, il quale, gli diceva di riferirmi che si stava allontanando da Rossano per dei motivi
che io conoscevo. In quel momento non ho capito il motivo per cui Fabio si allontanava da Rossano. Ho
cercato di contattarlo telefonicamente ma lui aveva il telefono spento. Ieri sera ho appreso
telefonicamente da Tedesco Antonio che il fratello Fabio era tornato a Rossano. Ho deciso quindi di
andarlo a trovare presso la sua abitazione di c/da Piragineti. Ivi giunta Fabio mi ha riferito i veri motivi
che lo avevano spinto ad allontanarsi da Rossano, ovvero, che era stato avvicinato da alcuni soggetti di
Rossano centro, tra cui Manno Stefano, Galluzzi Salvatore detto “U Rizzo”, Ferrante Giuseppe e
Morello Carmine “Carminuzzo u Righiararo” i quali gli gli chiedevano se fosse a conoscenza di fatti
inerenti agli assegni che io avevo dato ad Esposito Sergio. Preciso che Fabio mi ha riferito che alcuni di
loro erano armati di mazze di ferro ma che comunque non è stato picchiato. Fabio mi ha riferito di aver
datetto loro di non essere a conoscenza dei fatti degli assegni in quanto da due mesi aveva interrotto la
relazione con me. L’incontro con i predetti soggetti lo avevano tanto impaurito che ha deciso di
34Si
39
Il 23 gennaio 2008 VALLONEARANCI Maria denunciava ai CC di Rossano di essere stata
pesantemente minacciata da due pregiudicati del luogo indicati in MORELLO Carmine e
MANNO Stefano che volevano ritrattasse le dichiarazioni rese. Il verbale confluiva nell’ambito
del p.p. 1866/07 Procura Rossano.
Il 24 gennaio 2008 ignoti incendiavano l’autovettura Renault Clio targata CS-475209 in uso a
VALLONEARANCI Maria e di proprietà della madre PARATO Teresa la C.N.R. relativa a
questo episodio confluiva nell’ambito del p.p. nr. 1866/07 Procura Rossano
Il 04 febbraio 2008 VALLONEARANCI Maria subiva un furto presso la propria abitazione sita
in viale Mediterraneo di Rossano35.
In data 20.05.2008 ignoti incendiavano l’abitazione rossanese di Maria VALLONEARANCI36 .
Dopo l’incendio, VALLONEARANCI Maria, decideva di trasferirsi a Castrovillari (CS) ma gli
atti intimidatori proseguivano. Infatti, VALLONEARANCI Maria denunciava il furto presso la
sua abitazione sita in Castrovillari alla Via Battipede n. 3537.
Il 13 maggio 2008 VALLONEARANCI Maria denunciava ESPOSITO Sergio e MAGLIARELLA
Vincenzo che la minacciavano per indurla a ritrattare che, in data 10/11/2008, venivano
condannati dal Tribunale di Rossano per il reato di cui agl’artt.110-611 C.P.. Successivamente la
allontanarsi da Rossano. Anche oggi mi ha confermato di volersi allontanare da Rossano in quanto
teme fortemente di essere picchiato da questi soggetti.
Per quanto mi riguarda voglio aggiungere che mio marito ACRI Natale, non era d’accordo sul fatto che
io rendessi dichiarazioni al giudice in merito agli assegni, tanto che, prima dell’incontro tra Fabio e i
soggetti di cui sopra, mi aveva detto che avrebbe fatto giungere la notizia della mia volontà di
denunciare i fatti degli assegni, ad Esposito Sergio e a Rossano centro, per il tramite della sua amica
Portento Gemma.
A.D.R.: quando dico Rossano centro intendo riferirmi ai soggetti che hanno fermato Fabio sabato scorso
tutti amici di Esposito Sergio. Mio marito mi ha sempre sconsigliato di denunciare i fatti perché lui
sostiene di non essere un infame e soprattutto per evitare che succeda qualcosa di grave ai nostri figli,
visto che sia Esposito Sergio che i soggetti di Rossano centro sopra indicati sono molti pericolosi. Posso
dirvi che sono fortemente impaurita che qualcuno possa fare del male a me e ai miei figli proprio a
seguito della mia denuncia. Come voi sapete mio marito è uscito dal carcere il 16 ottobre u.s.. Durante il
periodo di detenzione a Rossano ha avuto modo di incontrarsi in carcere con Esposito Sergio, il quale
avrebbe ordinato che non appena fosse uscito da carcere, mi avrebbe dovuto punire per aver commesso
a Rossano diversi furti senza la sua autorizzazione. Mio marito avrebbe ferito di occuparsi lui della
questione assicurandogli che io non avrei più commesso reati a Rossano. Mio marito ha chiesto la
cortesia ad Esposito di non picchiarmi o comunque di non farmi picchiare alla presenza dei miei figli.
Al momento non ho altro da aggiungere o modificare e previa lettura in fede mi sottoscrivo.....omissis....
Vds. CNR n. 87/97-19-2007 datata 05/02/2008 del NORM del Comando Compagnia Carabinieri di
Rossano (CS)
36 Anche quest’episodio confluiva nell’ambito del p.p. 1866/07 modello 21 Procura Rossano.
37 Vds. CNR n. 26/487 datata 29/10/2008 del Comando Stazione Carabinieri di Castrovillari (CS) da
cui conseguiva il p.p. nr. 2604/08 mod.44 Procura di Castrovillari per il quale è statao emesso decreto
di archiviazione in data 10/12/2008.
35
40
Corte di Appello assolveva ESPOSITO Sergio confermando la condanna di MAGLIARELLA
Vincenzo.
Il 20 maggio 2008, ignoti incendiavano la porta d’ingresso dell’abitazione in uso alla
VALLONEARANCI Maria mentre la stessa si trovava all’interno dell’abitazione unitamente ai
figli.
Il 27 settembre 2008 ignoti incendiavano l’autovettura Fiat Uno di colore verde targata CS517522 in uso a PARATO Teresa, madre della VALLONEARANCI Maria 38(CS).
Il 24 novembre 2008 ignoti incendiavano l’autovettura Fiat Tipo targata AR-440086 in uso a
PARATO Teresa madre della VALLONEARANCI Maria39.
Il 12 marzo 2009 ignoti incendiavano l’autovettura Fiat Panda targata CS-422442 in uso a
PARATO Teresa madre della VALLONEARANCI Maria40 .
Il 23 dicembre 2009 ignoti incendiavano l’autovettura Fiat Punto di colore verde con targa
tedesca WN-XQ894 in uso a PARATO Teresa madre della VALLONEARANCI Maria41 (Si
istaurava Proc.Pen. presso il Tribunale di Rossano n.136/10 ignoti allo stato CHIUSO)
Il 12 agosto 2010 ignoti danneggiavano la portiera dell’auto Ford Escort di colore blu targata
BP927NS in uso alla VALLONEARANCI lasciando sulla lamiera un segno a forma di croce
Il 24 luglio 2011, ignoti danneggiavano l’autovettura Fiat Uno in uso alla VALLONEARANCI
Maria. Nel corso delle medesima serata, TEDESCO Fabio, convivente di VALLONEARANCI
veniva percosso presso il lido “La Balera” sul lungomare di Rossano da esponenti della famiglia
MORFO’.
Questa circostanza risulta dal colloquio intrattenuto in carcere da MORFO’ Salvatore col figlio
Isidoro e registrato in data 11/08/201142.
Vds. CNR n. 28/15 del 28/09/2008 del Comando Stazione CC. Di Rossano
39 Vds. CNR n. 28/21 del 25/11/2008 del Comando Stazione CC. Di Rossano (CS).
40 Vds CNR n. 20/3 del 18/02/2009 del Comando Stazione CC. Di Rossano (CS).
41 Vds CNR n. 20/23 del 26/02/2009 del Comando Stazione CC. di Rossano (CS).
42 Di seguito si riporta uno stralcio del colloquio dal quale si evince che Tedesco Fabio era stato accusato
del furto di alcuni animali per cui gli era stata danneggiata l’auto e poi veniva pestato insieme a chi
cercava di difenderlo
MORFO’ Isidoro:
Al mare, cose di porci, avevano rubato alcuni porci, hai visto i porci
quelli di coso (incomprensibile si accavallano le voci)... li hanno rubati
e non li abbiamo potuti trovare (parole incomprensibili)... mi hanno
detto che a Fabio Tedesco lo avevano visto tre giorni prima con una
Fiat Uno con dentro i porci che era andato in un altro posto, quindi era
stato pure e mi hanno detto che ne ha preso uno della montagna, chi è
questo della montagna ? Giorgio, si chiama pure Giorgio e chi è il
fratello ? Giuvanni a vozza, quello del trattore, comunque i ragazzi
sono andati da Maurizio e gli hanno rotto la macchina (parole
incomprensibili)...
MORFO’ Salvatore:
Da chi ?
MORFO’ Isidoro:
Da questo qua, da Fabio Tedesco quello che ha fatto arrestare a
(incomprensibile)... a loro no, Fabio Tedesco quello che sta con la
napoletana !
38
41
Il narrato della VALLONEARANCI si presenta coerente e logico. Le notizie riferite dalla stessa
derivano dal sua posizione di moglie di Acri Natale, prima, e di convicente di ESPOSITO
Sergio, poi, unitamente al quale o per conto del quale ha posto in essere varie attività illecite
nell’ambito di quelle commesse dalla cosca in esame.
Il timore e/o la rabbia che la sua collaborazione ha susciatto tra gli esponenti della consorteria
mafiosa ACRI-MORFO’ si desume dai numerosi gravi atti di ritorsione subiti che l’hanno
indotta ad accettare il programma di protezione.
Non sono rinvenibili nelle sue dichiarazioni sentimenti di astio nei confronti degli soggetti
destinatari delle chiamate in correità o delle dichiarazioni accusatorie.
In conclusione va affermata l’intrinseca attendibilità del narrato della Vallonearanci.
MORFO’ Salvatore:
MORFO’ Isidoro:
MORFO’ ISIDORO:
MORFO’ ISIDORO:
MORFO’ ISIDORO:
MORFO’ ISIDORO:
MORFO’ Salvatore:
MORFO’ ISIDORO:
Ah !
Gli hanno rotto la macchina, la sera a mezzanotte e mezza si presenta
un ragazzo (parole incomprensibili)... tutti ragazzi delle Prainette, è
venuto questo si è tolto il giubbino (parole incomprensibili)... come
Salvatore Stallone era tutto grasso, è venuto davanti al locale mi
chiama…che io sono amico di tuo padre, sono amico di Nicola…e ora
che vuoi ? e ma qua…là…questo…l’ho chiamato da parte e gli ho
detto che tu sei amico di questo e di quest’altro e stai difendendo un
infame, ho detto, che mi ha portato un carabiniere qua e ha fatto
arrestare gl’amici e tu mi dici che sei amico di tutti ? no qua, là…d’ora
in avanti non non lo frequento più che quel ragazzo che è stato ...
MORFO’ Salvatore:
Che cosa ha detto ?
Difendeva il Tedesco, comunque gli ho detto andiamo a prendere
qualcosa da bere e te ne vai e non venire più qua, con questo non ti
fare vedere in giro, no che non lo frequento (parole incomprensibili)...
ce ne stavamo andando si gira verso Isidoro “non ridere, ma perché
ridi, mi stai prendendo per il culo” ...
MORFO’ Salvatore:
A te ?
MORFO’ ISIDORO:
A Isidoro, tuo nipote ...
MORFO’ BAMBINA:
A Isidoro di (incomprensibile)...
Alle Prainetti…tu pane là sopra non ne vendi più, al ragazzo (parole
incomprensibili)... ha detto tu pane non ne vendi, risponde un ragazzo
di là e dice ma gliel’hai detto a Isidoro quello che stai dicendo al
cugino che pane là sopra non ne deve vendere !
MORFO’ Salvatore:
Quello, il grosso ?
Un ragazzo, un altro ragazzo di Prainette che (incomprensibile)...
gliel’hai detto a Isidoro ? noi eravamo circa dieci là ...
MORFO’ BAMBINA:
(incomprensibile si accavallano le
voci)...
Risponde questo qua, e dice Isido’ darglieli tu due a tuo cugino
(incomprensibile)... tu glieli devi dare due (incomprensibile)... lo vedi
che sta parlando a vanvera ...
Il grosso ?
Se, devo dare due schiaffi al mio sangue mio e tu dici che lui pane là
sopra non ne deve vendere (parole incomprensibili)... l’ho preso a
calci, l’ho squartato di palate, l’ho demolito proprio, l’ho pestato…si
alza aveva tutto il naso insanguinato…questa te la faccio pagare, ho
detto che fai ? tu fai pagare (parole incomprensibili)... l’ho demolito
(parole incomprensibili)...
42
h) TEDESCO Fabio
TEDESCO Fabio è soggetto con vari precedenti penali che ha vissuto ai margini della
delinquenza organizzata rossanese della quale conosce alcuni affari.
Il TEDESCO aveva una relazione sentimentale con la Vallonearanci all’epoca in cui questa ha
avviato la sua collaborazione e, come si evince da quanto riportato nel paragrafo che precede, è
stato fatto oggetto di percosse e di danneggiamenti da parte di componenti del predetto clan.
Tali circostanze, narrate dal TEDESCO sono riscontrate dagli esiti della conversazione
intercettata intercorsa tra MORFO’ Salvatore ed il figlio Isidoro ( riportata per esteso nella
precedente nota n. 42).
Il collaboratore ha riferito delle circostanze di sua conoscenza afferenti al monopolio della
distribuzione del pane o all’imposizione dei videogiochi nonché di alcuni altri reati commessi
da solo od unitamente alla VALLONEARANCI.
Ha poi riferito delle intimidazioni patite da parte di componenti della consorteria mafiosa in
esame.
I racconti del collaboratore si palesano genuini, precisi e circostanziati.
Non emerogono contraddizioni ed il racconto è veridico in tutti i suoi passaggi e supporto da
riscontri esterni di generica.
Sicchè deve ribadirsi il positivo giudizio di attendibilità intrinseca del propalante.
i) OLIVERIO Francesco
Nel febbraio del 2012 iniziava a collaborare OLIVERIO Francesco che era preposto al locale di
Belvedere Spinello rientrante, cosi come quello cassanese, nella sfera di influenza del locale di
Cirò. Proprio quale capo locale si prodigava per appoggiare la latitanza dei capi del crimine cioè
di FARAO Silvio e di Cataldo MARINCOLA che, nel corso del 2007, si nascondevano insieme
ad ACRI Nicola. OLIVERIO, per il tramite di Cataldo MARINCOLA, apprendeva della
situazione geondraghetistica sibaritide cioè dell’ascesa degli ABBRUZZESE e degli uomini di
Nicola ACRI che erano dei validi azionisti a disposizione dei cirotani. Lo stesso OLIVERIO
aiutava ACRI Nicola ad imporre il caffè Pellegrino in settentrione e forniva armi e stupefacente
agli uomini di GALLUZZI Salvatore che era latitante a Vigevano. Di seguito si riporta una sorta
di scheda redatta dai CC del RONINV di Crotone (in allegato n.15 alla richiesta) che sintetizza
la figura di OLIVERIO Francesco e dà conto delle prime pronunce giurisdizionali che ne
affermano l’attendibilità :
eScheda Personale del Collaboratore di Giustizia:
1.
ANAGRAFICA:
¾
Interessato: OLIVERIO Francesco, nato a Belvedere Spinello (KR) il 07/06/1970,
Residente a Rho (MI) alla via F. Parri 15/B.
¾
Cittadinanza: Italiana;
¾
Paternità: OLIVERIO Vincenzo Antonio, nato a Belvedere Spinello (KR) il 15/11/1934,
deceduto in Caccuri il 07/09/1988, ucciso in evento omicidiario mediante arma da fuoco.
¾
Maternità: MARRAZZO Gilda, nata a Belvedere Spinello il 29/09/1939, emigrata in
Pregnana Milanese in data 19/10/2006.
¾
Stato civile. Coniugato.
¾
Moglie: RAUTI Maria Teresa, nata a Cardinale (CZ) il 19/07/1971,
¾
Figlia; OLIVERIO Maria Teresa, nata a Rho (MI) il 31/07/2005;
¾
Figlio OLIVERIO Luigi, nato a Rho (MI) il 25/09/1995;
43
¾
Figlio: OLIVERIO Antonio Vincenzo, nato a Rho (MI) il 21/03/1994;
¾
Caratteristiche fisiche: media statura, corporatura magra, cicatrice sula fronte e sul
polpaccio sinistro.
¾
Alias: “Compare Ciccio” – “Geometra”.
¾
Varie: da un rapporto sentimentale avuto dallo stesso con donna di nazionalità rumena di
nome JITARU Raluca Loredana, nata in Romania il 07/01/1986, già residente a San Giovanni in
Fiore (CS) alla via Roma nr. 30, nasceva un bambino a nome OLIVERIO Samuele Francesco non
riconosciuto ufficialmente dall’OLIVERIO Francesco.
La personalità del collaboratore di giustizia OLIVERIO Francesco si desume dai gravissimi
episodi delittuosi in cui il medesimo rimaneva coinvolto quale esponente apicale della “Locale
di ‘ndrangheta” di Belvedere Spinello.
In ordine a tali fatti, in data 21/12/2011, OLIVERIO Francesco veniva colpito da Ordinanza di
Applicazione della Misura della Custodia Cautelare in Carcere n. 5707/10 RGNR – DDA,
n.4425/2010 R.G. GIP, n.498/2011 RMC emessa in data 20.12.2011 dal Tribunale Ordinario di
Catanzaro – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari. Successivamente al suo arresto,
OLIVERIO Francesco veniva trasferito alla Casa Circondariale di Lanciano (CH), proveniente
dalla Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia (MO) ove si trovava ristretto dal 03.05.2011
poiché già colpito da una misura detentiva alternativa di consegna e accompagnamento alla
casa lavoro di Castelfranco Emilia (MO) – misura n° 335/10 R. Ord. e n° 73/07 S8 emessi in data
30.09.2010 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario – Ufficio Esecuzioni di
Milano – in sostituzione della libertà vigilata.
L’evolversi degli eventi determinava nell’ OLIVERIO Francesco la volontà di collaborare con la
giustizia. Tale percorso, ufficialmente, aveva inizio in data 03/02/2012.
Nel corso delle investigazioni, e prima della sua volontà collaborativa, emergeva il profilo
criminale di OLIVERIO come uomo di ‘ndrangheta attivo ed operante nel “Locale di Belvedere
Spinello”, ma anche in Lombardia, e precisamente a Rho (MI).
Durante la sua collaborazione egli riferiva di essere appartenente alla ‘ndrangheta, specificando
di ricoprire, con l’autorevole carica di “Trequartino”43, il ruolo di “Capo Locale” del “locale di
Belvedere Spinello”, con alle dipendenze ‘ndrine distaccate su sei comuni della Valle del Neto,
tra la Provincia di Crotone e quella di Cosenza, nonché – come detto - propaggini
criminalmente operative al Nord Italia.
La conferma della genuinità di quanto dichiarato, nonché la prova dell'esistenza di una ''locale
di 'ndrangheta'' sul territorio crotonese facente capo ad OLIVERIO Francesco, si rilevava dal
contenuto delle intercettazioni svolte anche prima dell’inizio della sua collaborazione. Più
precisamente nel corso di una conversazione intercettata il 13 febbraio 2011, all'interno di una
autovettura, tra OLIVERIO Francesco ed altro soggetto, emergeva proprio il suo ruolo di “Capo
Locale”, ed il controllo su sei comuni nel crotonese, con la dote di “Trequartino”. Tra l’altro,
nella circostanza, veniva indicato OLIVERIO Carlo –cugino del collaboratore- come colui che
43
Carica inquadrata nella cosiddetta Società Maggiore che sta sotto solo quella di “Padrino”.
44
svolgeva le funzioni di “Contabile”, incarico univocamente codificato e ruolo cardine di ogni
“locale” di ‘ndrangheta44.
Dall’anno 2004, anno in cui il “Locale” di Belvedere Spinello veniva “riattivato”, il predetto
rivestiva l’importante “carica” (“capo locale” ndr.) su investitura di MARINCOLA Cataldo,
esponente del’ “Crimine” nell’area crotonese.
Stretti e collaborativamente impegnati sono stati i suoi rapporti con le più autorevoli famiglie di
‘ndrangheta del Crotonese, che lo “riconoscevano” nel suo ruolo.
Prima della carcerazione OLIVERIO, pur non svolgendo alcuna attività lavorativa, risultava
gestire ditte individuali ed impresi edili, intestate alla moglie RAUTI Maria Teresa, che si sono
interfacciate economicamente con altre ditte di comodo operanti prevalentemente nei territori
crotonesi e dell’hinterland milanese.
Nel corso della collaborazione, sentito in merito agli equilibri criminali dei territori limitrofi,
OLIVERIO Francesco ha avuto modo di riferire della situazione relativa al “Locale di Petilia
Policastro”, del quale ha elencato fatti e personaggi di interesse operativo, indicando al suo
vertice MANFREDA Vincenzo cl.65 (che il 23.03.2012 veniva ucciso nella Frazione Foresta di
Petilia Policastro a seguito di agguato). La leadership del MANFREDA era succeduta a quella
dello storico capo COMBERIATI Vincenzo, attualmente detenuto.
A poco meno di un mese di distanza, all’alba del 21.04.2012 un analogo attentato si consumava
ai danni di due fratelli di Petilia Policastro VONA Giuseppe e VONA Valentino (a seguito del
quale solo il Valentino rimaneva ucciso). I fatti erano evidentemente collegati. Infatti al termine
delle prime serrate indagini, il 13.08.2012 veniva eseguito il fermo di cinque tra i principali
responsabili dell’azione di fuoco perpetrata in pregiudizio dei fratelli VONA. Il GIP del
Tribunale di Catanzaro - Sezione GIP/GUP ratificava le risultanze investigative con Ordinanza
di Custodia Cautelare in Carcere n.2328/12 RGNR n.2401/12 R.G.GIP n.190/12 R.M.C. emessa
in data 29.08.2012 a carico di cinque esponenti della criminalità organizzata di Petilia Policastro,
accusati a vario titolo in concorso tra loro, di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione di
armi da fuoco, al fine di agevolare le finalità dell'associazione mafiosa costituita dal locale di
'ndrangheta di Petilia Policastro a cui tutti appartenevano.
Nell’ordinanza sono valutate le dichiarazioni di OLIVERIO Francesco laddove indica le
dinamiche mafiose del “Locale di Petilia Policastro”. Sull’attendibilità del collaboratore di
giustizia si legge testualmente (pagina 5 del provvedimento): “Il vaglio positivo sull’attendibilità
intrinseca del collaboratore è assistito dalla circostanza che Oliverio, per come risulta dall’ordinanza
cautelare da cui è stato attinto, è stato un elemento apicale di uno dei locali del crotonese, e per tale
motivo a conoscenza delle dinamiche associative anche degli altri clan operanti sul territorio… Giova sin
d’ora rilevare come la circostanza riferita dal collaboratore che Manfreda Vincenzo rivestisse il ruolo di
capo locale è confermata dal riscontro di cui al progr.46 RI 312/12 DEL 07.04.2012, successivo
all’omicidio di Manfreda Vincenzo nel corso del quale Pace Giuseppe e Le Chiara Luigi, ritenuti affiliati
dello stesso clan, evidenziano come essendo stato ucciso Manfreda sarebbe stata necessaria la nomina del
nuovo boss (“Mo deve uscire u boss”)”.
44
Come riportato nella citata misura cautelare.
45
Di analogo avviso è stato il Tribunale del Riesame di Catanzaro, al quale quattro dei cinque
arrestati avevano avanzato richiesta di scarcerazione. I giudici hanno confermato la positiva
valutazione delle dichiarazioni di OLIVERIO Francesco che intervengono del tutto omogenee a
quanto già espresso dalla Corte d’Assise d’Appello che aveva condannato COMBERIATI
Vincenzo, suo fratello Salvatore e suo figlio Pietro per il tentato omicidio di LIOTTI Giuseppe,
perpetrato sempre al fine di garantire la sopravvivenza e l’operatività criminale del “Locale di
Petilia Policastro”.
Anche in relazione a questo collaboratore va apprezzata positivamente l’intrinseca
attendibilità.
La non appartenenza al clan ACRI-MORFO’ ed il collegamento operativo con questo sotto il
profilo criminale sino a data recente gli hanno consentito di venire a conoscenza di notizie
relative alla compagine associativa della consorteria in easme e di delitti commessi dai suoi
affiliati, affiancati anche nell’attività di imposizione del caffè Pellegrino, di cui si dirà nel
prosieguo.
Il collaboratore non ha dimostrato alcuna forma di astio o rancore nei confronti degli attuali
indagato con alcuni dei quali ha avuto rapporti di frequentazione e cointeressenza criminale.
III.
LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE
Il materiale probatorio è costituito anche dal contenuto delle numerose conversazioni
telefoniche e tra presenti intercettate.
Quanto alla portata probatoria, basta menzionare i principi eleborati dalla giurisprudenza di
legittimità: le risultanze intercettive costituiscono fonte autonoma di prova della colpevolezza
dell’indagato nel senso che gli elementi in tal modo acquisiti possiedono piena e diretta valenza
probatoria e non devono necessariamente trovare riscontro in dati esterni.
E’ stato, altresì precisato che: il contenuto delle conversazioni telefoniche o ambientali
intercettate può costituire, a seconda della immediata o mediata rappresentatività del “thema
probandum”, prova diretta o indiretta dei fatti contestati.
Nel primo caso il dato intercettivo dimostra in via immediata il verificarsi del fatto storico
oggetto di prova ( come nel caso ad es. della conversazione dalla quale si evinca chiaramente il
possesso di rilevanti quantità di droga da destinare allo spaccio o la celebrazione di una
cerimonia di investitura di un affiliato), nella seconda ipotesi il colloquio captato fornisce la
prova di un fatto avente valore indiziario, e, conseguentemente soggiace alla regola generale, e
costituisce prova di colpevolezza solo qualora il quadro indiziario si sostanzi in una pluralità di
elementi dotati dei requisiti di cui all’art 192, comma 2 c.p.p.
In ogni caso – si ribadisce - in entrambe le ipotesi considerate, la valutazione degli esiti delle
intercettazioni soggiace al regime di cui ai commi 1 e 2 dell’art. 192 c.p.p. e non alla disciplina di
cui al comma terzo della citata norma.
Il che si afferma sia con riferimento alle ipotesi in cui il soggetto intercettato si accusi della
commissione di reati (Cassazione Penale – Sez. V – sent. 27656 del 9/7/2001), sia alle ipotesi in
cui la dichiarazione captata si risolva in una precisa accusa in danno di una terza persona.
In altri termini, anche quando la persona monitorata indica altro soggetto come coautore di
un reato alla cui consumazione lo stesso dichiarante ammette di aver partecipato, il contenuto
dell’intercettazione, pur vagliato sul piano logico (soprattutto sotto il profilo della genuinità),
non soggiace ai parametri valutativi di cui al terzo comma dell’art. 192 c.p.p. e può costituire
prova dei fatti contestati, senza la necessità che sia suffragato da riscontri esterni (Cassazione
Penale – sez. 5 – sent. 13614 del 4/4/2001).
46
A questo punto va evidenziato che le conversazioni captate appaiono assolutamente genuine.
I soggetti intercettati discorrono di fatti in cui sono direttamente coinvolti o che concernono
persone cui sono strettamente legate per vincoli di parentela e di abituale ed assidua
frequentazione. Ne consegue che le dichiarazioni captate, sotto il profilo della fondatezza ed
attendibilità del contenuto provengono da “fonti autorevoli”.
In secondo luogo, i soggetti intercettati sono assolutamente ignari del servizio predisposto
dall’Autorità giudiziaria. Ciò si desume principalmente dalla circostanza che la maggior parte
delle conversazioni captate concerne fatti illeciti che gli intercettati ammettono di aver
commesso. Deve pertanto escludersi che, anche quando essi commentano fatti commessi da
terze persone, siano animati da intento calunniatorio.
Infine, va rilevato che l’identificazione degli interlocutori nonché dei soggetti comunque citati
nel corso delle conversazioni registrate, si fonda su basi certe per una pluralità di
considerazioni: in primo luogo, la gran parte di esse ha avuto ad oggetto il monitoraggio di
utenze radiomobili cellulari che si era accertato essere in uso agli indagati, riconosciuti, non da
ultimo, anche foneticamente.
Si aggiunga che, per gran parte di essi, l’attività si è protratta nel tempo, consentendo agli
organi di polizia giudiziaria procedenti l’acquisizione ulteriore di specifiche conoscenze in
merito a ciascuno degli indagati, utili alla loro compiuta identificazione. Altri elementi utilizzati
ai fini identificativi sono costituiti dal contenuto stesso di alcune conversazioni, nelle quali si
rinvengono indicazioni precise in merito all’identità dei soggetti cui si fa riferimento.
In sostanza si è addivenuti all'identificazione degli indagati in quanto:
1. vi è stato il riconoscimento fonetico della voce da parte dell'operatore;
2. è intercorsa l'attribuzione al protagonista di fatti o vicende personali durante la
conversazione da cui si è tratto inequivocabilmente il dato sulla sua identificazione;
3. è emersa una chiamata in correità univoca ed inequivocabile anche in assenza
dell'interessato;
4. gli interlocutori si sono chiamati per nome, per cognome o per soprannome (qualora
si sia giunti oggettivamente ad associarlo ad una persona);
5. l'indagato era sottoposto ad intercettazione in quanto tale;
6. vi sono stati controlli su strada, servizi di osservazione che ne hanno oggettivato il
riconoscimento.
Spesso questi parametri si sono integrati e sono confluiti in una o più conversazioni
contemporaneamente.
In conclusione va ritenuto che gli esiti delle intercettazioni telefoniche ed ambientali sono
utlizzabili e si palesano idonee a fondare il giudizio sulla sussistenza dei gravi indizi di
colpevolezza.
47
IV.
I SINGOLI REATI
4.1 IL TENTATO OMICIDIO DI MANZI ANTONIO DETTO “TOM TOM” E
DELITTI RELATIVI ALL’ARMA
UTILIZZATA E DI
RICETTAZIONE DEL
MOTOCICLO (CAPI 2; 2 BIS, 2 TER, IMPUTATI: ACRI Nicola, GALLUZZI Salvatore,
MORELLO Carmine, FERRANTE Giuseppe, GALLINA Giuseppe)
Secondo la ricostruzione degli inquirenti il tentato omicidio in danno di MANZI Antonio
ha segnato il sopravvento in Rossano di Acri Nicola e della sua cosca.
Di seguito si riporta per esteso il contenuto della richiesta del P.M. in relazione a
questo reato ed a quelli collegatio di detenzione e porrto
“In data 26/12/2002, in Rossano (CS), località Torre Pisani, si tentava di uccidere MANZI
Antonio detto “Tom Tom”, nato a Rossano (CS) il 15/12/1961, ivi residente in p.zza Adele
Russo n.6. Gli accertamenti esperiti nell’immediatezza e le dichiarazioni rese dai testimoni
oculari permettevano di ricostruire la dinamica del fatto di sangue.
Il giorno 26/12/2002, MANZI Antonio, intorno alle ore 18:20, si trovava in compagnia
del figlio MANZI Alessandro, nato a Rossano (CS) il 16/04/1981, davanti ad un negozio
di fiori di proprietà di NOVELLI Natalino, ubicato in Rossano (CS) località Torre Pisani.
I due, dopo aver acquistato delle piante, sostavano, per alcuni minuti, davanti al fioraio,
in attesa di un’autovettura che li venisse a recuperare (così come dichiarato da MANZI
Alessandro e documentato da una pattuglia della Polizia di Stato che transitava davanti
al negozio pochi secondi prima della consumazione dell’azione di fuoco, che notava la
presenza dei due MANZI proprio davanti il negozio di fiori). Mentre MANZI Antonio e
MANZI Alessandro sostavano innanzi al fioraio, sopraggiungeva una moto di grossa
cilindrata, con a bordo due persone che indossavano caschi integrali e guanti. Il
passeggero della moto estraeva una pistola ed esplodeva due colpi contro MANZI
Antonio, uno dei quali lo attingeva, solo di striscio, alla testa. MANZI Antonio veniva
colpito da un solo colpo perché il figlio Alessandro, intuendo le intenzioni del killer, si
gettava addosso al padre scaraventandolo a terra. I due killers, sempre a bordo della
moto, si davano all’immediata fuga.
MANZI Antonio veniva, immediatamente, soccorso e trasportato presso il Pronto
Soccorso dell’ospedale di Rossano (CS) ove veniva giudicato guaribile in 30 giorni con la
seguente diagnosi “FRATTURA MULTIPLA PLURIFRAMMENTARIA DELLA SQUAME
OCCIPITALE DESTRO A LIVELLO DELLA GIUNZIONE CON LA MASTOIDE CON
ASSOCIATE TRACCE D’ARIA DA PNEUMOENCEFALO IN SEDE INTRAMASTOIDEA”.
Nella stessa serata veniva disposto il trasferimento all’ospedale civile di Cosenza.
Dagli accertamenti della Polizia di Stato e dalla consulenza balistica effettuata sui
frammenti di ogiva rinvenuti sul luogo si poteva accertare che contro MANZI venivano
esplosi due colpi di una pistola cal. 38/357 .(VEDASI ACCERTAMENTI POLIZIA DI
STATO IN ALLEGATO N.228/A ALLA C.N.R. ROS )
Nella giornata del 27/12/2002, nel corso di un servizio preventivo, i poliziotti del
Commissariato di Rossano rinvenivano la carcassa, totalmente bruciata, di un motociclo
48
Honda 600 targato AJ0223445, nonché la targa BB5035146, anch’essa provento di furto
perché asportata da altro motociclo Honda modello CD LTD SC44.
(VEDASI ANNOTAZIONE POLIZIA DI STATO IN ALLEGATO N.229/A ALLA C.N.R.
ROS)
La causale del tentato omicidio che occupa, deve ricercarsi nella pretesa di MANZI
Antonio e dei suoi più stretti congiunti, che compongono il gruppo c.d. dei “TOM TOM”,
di avere un proprio spazio nella gestione del narcotraffico e delle estorsioni in Rossano
(CS). I “Tom Tom” avevano cercato di profittare del vuoto di potere determinatosi per
effetto della collaborazione con la giustizia di TRIPODORO Pasquale (avvenuta nel
1995), che era preposto alla ‘ndrina di Rossano (CS), ma erano stati tempestivamente
impattati per effetto della c.d. operazione SATELLITE47 che, alla fine del 1999, li
costringeva in carcere. Gli arresti dimostrano la loro inadeguatezza tanto che,
immediatamente, fuoriuscivano dalla consorteria MANZI Mario e DE LUCA Cosimo48
che cominciavano a collaborare con la giustizia. Queste collaborazioni rendevano i
MANZI ancora più invisi a MORFO’ Salvatore ed ad ACRI Nicola che, già allora,
avevano assunto il comando criminale a Rossano (CS). Invero, il primo era il braccio
destro di TRIPODORO ma, sia per effetto delle carcerazioni che stava subendo, sia
perché gli ABBRUZZESE preferivano ACRI Nicola, aveva dovuto riconoscere a
quest’ultimo il rango di capo delle ‘ndrina rossanese. Quanto MANZI Antonio fosse in
contrasto con MORFO’ Salvatore risulta dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia
VALLONEARANCI Maria nata a Backnang (Germania) il 23/10/1981 che era sposata
con ACRI Natale (braccio destro di MORFO’ Salvatore), il quale bruciava l’autovettura
di MANZI Antonio per ordine dello stesso MORFO’.
…omissis…
Il primo episodio riguarda l’incendio dell’autovettura alfa 164 nella disponibilità di MANZI
Antonio detto “Tom Tom” incendiata sotto l’abitazione di quest’ultimo sita in Rossano
p.zza Adele Russi. Premetto che ho avuto modo di conoscere personalmente MANZI Antonio
attraverso mio marito ed OTRANTO Maurizio. Voglio chiarire che il MANZI, in quell’epoca,
era un altro soggetto inserito nel contesto delinquenziale di Rossano ma in contrasto con
il gruppo delinquenziale facente capo a MORFO’ Salvatore. Cito a tale proposito un
episodio di dominio pubblico, a me riferito da mio marito, allorquando MORFO’
Salvatore durante una comune detenzione sofferta nel carcere di Cosenza, ha infilzato
con una forchetta la mano del MANZI. Anche questi contrasti tra MORFO’ e MANZI
Antonio, come quelli tra MORFO’ ed AUTURIELLO, erano nati a causa dello spaccio delle
sostanze stupefacenti nel territorio di Rossano.
So per certo che il MANZI Antonio spacciava sostanze stupefacenti perché ho assistito
personalmente ad un acquisto di 10 grammi di cocaina fatta da OTRANTO Maurizio con
il quale ho avuto una relazione extraconiugale. OTRANTO Maurizio ha pagato lo
stupefacente 90 euro. Poco dopo ci hanno fermato i Carabinieri che hanno arrestato
Intestata a FILIZOLA Luigi, nato a Maratea (PZ) il 14/09/1972, residente a Rossano (CS) in viale
Margherita n.194. Il predetto motociclo risulta essere stato asportato a Rossano (CS) il
31/10/2002
46 Intestata a NUZZI Antonio Giovanni, nato ad Altamura (BA) il 09/01/1967, residente in
Corigliano Calabro (CS) via Rosmini n.25.
47 La storia dei Manzi è tracciata dalla Sentenza Satellite in esito alla quale i Giudici di Rosano
condannano i manzi per una serie di estorsioni aggravate dal metodo mafioso. I Giudici
disconoscono la sussistenza di un’associazione mafiosa sul presupposto che gli stessi non
avevano avuto il tempo di organizzarsi secondo i crismi del sodalizio ndranghetistico.
48 Invero, si tratta di collaborazioni poi interrotte con ritrattazione delle dichiarazioni rese
inizialmente .
45
49
l’OTRANTO Maurizio. Voglio precisare che questo episodio si è verificato nel 2002 e che io
stessa ho avvisato i Carabinieri.
Infatti, proprio l’incendio dell’autovettura era stato realizzato per volere di MORFO’
Salvatore, per mano di mio marito ACRI Natale, per dare al MANZI un chiaro segnale.
Ovvero il MORFO’ Salvatore voleva dimostrate a MANZI Antonio che era lui a
comandare esclusivamente sul territorio di Rossano e quindi a gestire in via esclusiva
tutte le attività delinquenziali compreso il traffico di stupefacenti. Per fare l’incendio ACRI
Natale utilizzava una bottiglia di benzina con la quale cospargeva l’esterno dell’autovettura e, con
un pezzo di stoffa imbevuto di olio di motore, dava fuoco al mezzo. In realtà, MORFO’ Salvatore
lamentava il fatto che, tra l’altro, il MANZI Antonio stava introducendo sul territorio di Rossano
sostanza stupefacente di tipo cocaina ed eroina. MORFO’ Salvatore era contrario alla vendita di
questo tipo di sostanza stupefacente tanto che ha persino picchiato selvaggiamente il figlio Isidoro
allorquando aveva saputo che quest’ultimo ne aveva fatto uso.
…omissis…
Così VALLONEARANCI Maria al P.M. in data 30/07/2010
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.158/A ALLA C.N.R.
ROS)
In relazione a quanto dichiarato dalla VALLONEARANCI Maria si è potuto riscontrare
che:
• nella notte del 14/02/1999, in Rossano (CS), in p.zza Adele Russo, sotto l’abitazione
di MANZI Antonio, detto “Tom Tom” veniva data alle fiamme l’autovettura in uso
alla famiglia di quest’ultimo, Alfa Romeo 164 targata MO855374;
(VEDASI VERBALE DI DENUNCIA IN ALLEGATO N. 231/A ALLA C.N.R. ROS)
• in data 25/03/2003, in Rossano, personale della locale Compagnia Carabinieri,
traeva in arresto in fragranza di reato, OTRANTO Maurizio, nato a Rossano il
12/02/1980 e MANZI Alessandro, nato a Rossano il 16/04/1981 (quest’ultimo figlio
di MANZI Antonio) poiché trovati in possesso di sostanza stupefacente del tipo
hascisc e cocaina già confezionata in dosi e pronta allo spaccio.
(VEDASI ATTI RELATIVI ALL’ARRESTO IN ALLEGATO N. 232/A ALLA C.N.R.
ROS)
• MORFO’ Salvatore e MANZI Antonio, sono stati detenuti presso la Casa
Circondariale di Cosenza dal 04/07/1996 al 08/03/1997.
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTI IN ALLEGATO N.233/A ALLA C.N.R. ROS)
Il collaboratore GALLINA Giuseppe conosce la causale, i prodromi e la dinamica del
tentato omicidio di Tom Tom e li rivela agli inquirenti.
GALLINA era uno degli uomini più vicini a TRIPODORO Pasquale, in epoca più
recente, si era avvicinato agli uomini di ACRI Nicola ed in particolare a GALLUZZI
Salvatore per conto del quale era dedito allo spaccio. Egli, in sintesi, ha riferito:
• Che i “Tom Tom” erano in contrasto con ACRI Nicola cui contendevano la
leadership criminale in Rossano (CS);
• Di avere “preparato” il revolver utilizzato per l’azione contro MANZI Antonio
(arma portatagli da Giuseppe Calabro’ su incarico di Galluzzi Salvatore);
• La dinamica dell’agguato raccontatagli dagli stessi esecutori materiali.
Ma leggiamo quanto dichiara agli inquirenti nel corso del verbale di interrogatorio del
15.10.2010:
…omissis…
50
Conosco molti particolari relativi al tentato omicidio di MANZI Antonio, verificatosi alla fine del
2002. Già tempo prima il verificarsi dell’azione di fuoco, per il tramite di GALLUZZI Salvatore,
avevo contezza del fatto che MANZI Antonio, così come tutti i membri della di lui famiglia, erano
odiati da ACRI Nicola il quale temeva che potessero scalzarlo quale capo della delinquenza
organizzata rossanese.
Ricordo che un giorno, nel primo pomeriggio, intorno alle 15:00, venne presso la mia abitazione nel
centro storico di Rossano, Giuseppe CALABRO’. Preciso che quest’ultimo era persona con la
quale ero molto legato. Devo altresì precisare che ero a disposizione del gruppo di ACRI quale
manutentore di armi che ero in grado di riparare. Giuseppe CALABRO’ estraeva dalla cintola
dei pantaloni una pistola calibro 38 che diceva funzionare male. L’arma, infatti, era per
così dire “dura”, abbisognava cioè di lubrificazione. In effetti smontai l’arma, lubrificai
il grilletto, il tamburo ed il percussore, La resi perfettamente funzionante. CALABRO’
Giuseppe nel congedarsi mi disse che quella stessa sera MANZI Antonio sarebbe stato ucciso e si
raccomandò perché io stessi attento in quanto si temevano ritorsioni da parte dei familiari di
MANZI che potevano reagire anche contro di me che era notorio spacciassi per conto della famiglia
ACRI. Lo stesso Giuseppe CALABRO’ mi ha detto che l’arma che lubrificai, che era una pistola
non cromata, a tamburo con il calcio in legno e matricola abrasa, gli era stata consegnata da
Salvatore GALLUZZI. Infatti Galluzzi era il depositario di tutte le armi del gruppo
malavitoso rossanese. GALLUZZI deteneva le armi unitamente allo stupefacente. Le
armi venivano interrate cioè nascoste nei terreni circostanti l’abitazione di contrada
Pantasima avvolte in buste di cellophane secondo modalità eguali a quelle
dell’occultamento dello stupefacente.
Il giorno dopo lo stesso Giuseppe CALABRO’ mi raccontava i particolari dell’azione di fuoco
contro MANZI Antonio. Mi diceva cioè che MANZI era stato ferito gravemente ma non era morto,
mi diceva ancora che a sparargli erano stati FERRANTE Giuseppe detto Antonello il siciliano e
MORELLO Carmine, i quali lo avevano raggiunto a bordo di una moto rubata allo scalo di
Rossano, in località Torre Pisano nei pressi di un fioraio. Sempre Giuseppe CALABRO’ mi diceva
che il motorino era stato bruciato mentre nulla mi diceva in relazione alla destinazione dell’arma.
CALABRO’ affermava che adesso bisognava stare molto attenti poiché si temeva una reazione della
famiglia MANZI, pertanto, i competenti del gruppo criminale capeggiato da ACRI Nicola, e tra
questi io, potevano essere bersaglio di eventuali ritorsioni. Proprio in relazione a ciò ricordo che in
quel periodo GALLUZZI Salvatore camminava scortato da altri componenti del gruppo.
GALLUZZI soleva utilizzare un motorino e persone di fiducia quali lo stesso CALABRO’
Giuseppe e FERRANTE Giuseppe detto Antonello, lo seguivano con la macchina.
Nei giorni successivi a tale tentato omicidio, quando MANZI Antonio si riprese, avevo modo di
discutere in relazione a quest’ultimo sia con GALLUZZI Salvatore che con CALABRO’ Giuseppe
e FERRANTE Giuseppe. Questi mi riferivano che MANZI Antonio era stato avvicinato e gli era
stato consigliato di allontanarsi da Rossano. Sempre per detta di GALLUZZI, MANZI Antonio
rifiutò tale allontanamento affermando testualmente “io non sono un infame e voglio rimanere a
Rossano”. MANZI Antonio pertanto si propose per vendere lo stupefacente per conto del gruppo
ACRI sottostando quindi al comando di ACRI Nicola. Effettivamente così avvenne. Infatti,
MANZI Antonio, venne poi rifornito di stupefacente da GALLUZZI Salvatore come da
quest’ultimo confermatomi. MANZI Antonio comunque era deputato allo spaccio di dette sostanze
in un determinato territorio corrispondente all’area delle case popolari di Gran Sasso.
…omissis…
51
Così GALLINA Giuseppe al P.M. in data 15/10/2010
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.39/A ALLA C.N.R. ROS)
Riguardo il dichiarato di GALLINA Giuseppe è stato riscontrato che:
•
la pistola utilizzata per attentare alla vita di MANZI Antonio è stata
effettivamente una calibro 38 (consulenza balistica su frammenti proiettili repertati
a seguito del tentato omicidio di MANZI Antonio – proc. Pen. 3061/02 R.G.N.R.
della Procura di Rossano) ;
(VEDASI ALLEGATO N. 228/A C.N.R. ROS CONSULENZA BALISTICA)
•
GALLUZZI Salvatore era effettivamente il custode delle armi del gruppo ACRI
per come si evince dalla investigazioni del procedimento recante numero 3061/02
modello 21 D.D.A. - c.d. indagine Ombra -. In particolare, in esecuzione di O.C.C.
emessa dal GIP distrettuale, in data 14/07/2003, GALLUZZI Salvatore veniva
tratto in arresto, insieme ad altri sodali che componevano un’associazione del tipo
di quella prevista dall’art. 74 D.P.R. 309/90; in esito alla perquisizione contestuale
agli arresti, nascosta in un cespuglio, nel terreno circostante l’abitazione del
GALLUZZI, veniva rinvenuta una pistola cal. 38 Marca Smit & Wesson49 con
relativi n.20 proiettili, inoltre, nelle fasi successive agli arresti si rinvenivano in
Rossano più fucili mitragliatori del tipo kalashnikov che il collaboratore
PERCIACCANTE Pasquale riferirà essere stati ceduti dal gruppo zingaro a
GALLUZZI quale rappresentante della ‘ndrina di Rossano e quindi di ACRI
Nicola; (verbale rinvenimento e sequestro dello stupefacente ed armi operato il 17
e 18 luglio 2003 dal Commissariato della Polizia di Stato di Rossano (CS) nonché
verbale di interrogatorio reso da PERCIACCANTE Pasquale in data 26/10/2007
di seguito riportato.
(VEDASI C.N.R. VERBALE DI RINVENIMENTO E SEQUESTRO IN ALLEGATO
N.234/A ALLA C.N.R. ROS)
…Omisis…
P.M. dott. LUBERTO – Ho capito. Senta, torniamo invece alle armi. Lei dice che
acquistavate molti kalashnikov da questo MEGOLLARI Dritan?
PERCIACCANTE Pasquale – Sì…
P.M. dott. LUBERTO – Poi, gli acquisti di kalashnikov sono proseguiti anche con il
cugino di MEGOLLARI Dritan?
PERCIACCANTE Pasquale – Sì, anche.
P.M. dott. LUBERTO – Lei andava a prendere le armi…
PERCIACCANTE Pasquale – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – E lei ci ha detto che quando andavate a prendere le armi avevate
la staffetta…
PERCIACCANTE Pasquale – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – Mi dice chi vi faceva da staffetta?
PERCIACCANTE Pasquale – Certe volte ce la faceva Franco il “pirolo”, certe vote il
fratello diciamo Luigi… ABBRUZZESE Luigi, però certi voti senza diciamo senza ca
facìanu a staffetta andiamo, diciamo, direttamente a prendere...
P.M. dott. LUBERTO – Andava insieme chi?
PERCIACCANTE Pasquale – Sempre io e ABBRUZZESE Armando, sempre io e lui
andavamo…
P.M. dott. LUBERTO – ABBRUZZESE Armando detto “Andrea”…
49
Matricola CCC0935
52
PERCIACCANTE Pasquale – Detto “Andrea”…
P.M. dott. LUBERTO – Detto tutto questo, queste armi che fine facevano?
PERCIACCANTE Pasquale – E l’usavano, l’usavano per omicidi, per rapine, per tante
cose…
P.M. dott. LUBERTO – E le armi dove venivano seppellite, dove venivano nascoste?
PERCIACCANTE Pasquale – Venivano nascoste dentro a questi tubi sotto terra
messi… chiusi a vite erano questi tubi e messi diciamo sotto terra, diciamo, sotterrati…
P.M. dott. LUBERTO – Quindi, diciamo, che le armi avevano lo stesso nascondiglio dello
stupefacente?
PERCIACCANTE Pasquale – Sì, sì, sempre sotterrate…
P.M. dott. LUBERTO – Senta, ma voi a vostra volta rifornivate di armi qualcuno?
PERCIACCANTE Pasquale – Sì, parecchie voti a Cirò Marina, a Rossano pure parecchie
vota ce l’amu dati diciamo l’armi, certe voti anche loro ci davano a noi armi…
P.M. dott. LUBERTO – Ecco, fermiamoci un attimo. A Rossano a chi davate le armi?
PERCIACCANTE Pasquale – A Nicola ACRI, a Salvatore GALLUZZI, a loro ci…
P.M. dott. LUBERTO – Lei ha mai consegnato personalmente armi a Nicola ACRI?
PERCIACCANTE Pasquale – Personalmente diciamo a lui no, però a Antonello sì, a
questo Antonello perché ce lo mandava Nicola ACRI.
P.M. dott. LUBERTO – Quante volte ha consegnato armi ad Antonello?
PERCIACCANTE Pasquale – Due volte…
P.M. dott. LUBERTO – Due volte…
PERCIACCANTE Pasquale – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – E in queste due occasioni che armi ha consegnato?
PERCIACCANTE Pasquale – I kalashnikov due o tre e tre o quattro armi piccole, pistole
diciamo…
P.M. dott. LUBERTO – Queste consegne dove sono avvenute?
PERCIACCANTE Pasquale – Queste, diciamo, queste consegne venìanu… tenìanu
diciamo… diciamo nu magazzino Nicola ACRI, diciamo prima di arrivare diciamo a
Rossano addùa si trovano diciamo… addùa si trovano diciamo… addùa su i semafora a
Rossano, prima…
P.M. dott. LUBERTO – Quindi sulla 106?
PERCIACCANTE Pasquale – Eh, sulla 106 c’era diciamo… c’era diciamo quella strada,
diciamo un ponte scendendo sotto e c’era, diciamo, questa casa grande con questo
magazzino e forse ancora ci su machine arrubate dintra questo magazzino qua…
P.M. dott. LUBERTO – E questo magazzino di chi è?
PERCIACCANTE Pasquale – Non lo so di chi è, avevano la chiave loro a Rossano…
P.M. dott. LUBERTO – Loro chi?
PERCIACCANTE Pasquale – Questi qua diciamo di Rossano, Antonello, Nicola ACRI.
Ci mintìanu puru machini, diciamo, arrobbati intra stu magazzino…
P.M. dott. LUBERTO – Senta, le armi venivano pagate?
PERCIACCANTE Pasquale – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – E chi prendeva i soldi?
PERCIACCANTE Pasquale – E chi prendeva… quando c’era Fiore ABBRUZZESE con
PEPE Eduardo se li prendevano loro, quando hanno morto loro li prendeva Nicola
ABBRUZZESE.
P.M. dott. LUBERTO – E lei queste consegne di armi le fa in che periodo?
PERCIACCANTE Pasquale – Nel periodo del 2001-2003…
P.M. dott. LUBERTO – 2003?
PERCIACCANTE Pasquale – Il 2002, in questo periodo qua, anche dopo diciamo…
P.M. dott. LUBERTO – Senta, lei ha detto pure che in altre occasioni le armi venivano
fornite dai rossanesi.
PERCIACCANTE Pasquale – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – Lei ha mai ricevuto armi dai rossanesi?
PERCIACCANTE Pasquale – Sì.
53
P.M. dott. LUBERTO – Da chi le ha ricevute?
PERCIACCANTE Pasquale – Da Salvatore GALLUZZI.
P.M. dott. LUBERTO – Che armi ha ricevuto?
PERCIACCANTE Pasquale – Sempre, diciamo, questi kalashnikov…
P.M. dott. LUBERTO – E chi li ha pagati?
PERCIACCANTE Pasquale – Tando c’era ancora Eduardo PEPE…
P.M. dott. LUBERTO – Ma se voi avevate la possibilità di acquistare tutte queste armi
dagli albanesi, come mai vi rivolgevate anche ai rossanesi per acquistare armi?
PERCIACCANTE Pasquale – E perché siccome che loro… siccome che loro l’armi…
diciamo ogni vota che loro per esempio usavano l’arma, poi dopo diciamo st’arma vienìanu
diciamo… non è ca l’armi diciamo li votavano n’atra vota indietro, li prendevano l’armi
diciamo e li buttavano, per questo loro prendevano sempre armi. Quindi più armi avevano
e più meglio era. Quando sono andato a prendere queste armi a Rosano erano 10-11 erano i
kalashnikov.
P.M. dott. LUBERTO – E con chi è andato a Rossano?
PERCIACCANTE Pasquale – Io e “Andrea”, sempre io e “Andrea” andavamo…
P.M. dott. LUBERTO – A bordo di quale auto?
PERCIACCANTE Pasquale – Con la mia machina, con la Lancia Thema.
P.M. dott. LUBERTO – E chi ve l’ha consegnate?
PERCIACCANTE Pasquale – Salvatore GALLUZZI.
P.M. dott. LUBERTO – Dove?
PERCIACCANTE Pasquale – A questo magazzino prima di arrivare a Rossano
Calabro… a Rossano, giusto…
P.M. dott. LUBERTO – Senta, lei ci ha parlato della morte di CONVERSO Luciano.
PERCIACCANTE Pasquale – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – Lei ha mai avuto rapporti diretti con CONVERSO Luciano?
PERCIACCANTE Pasquale – Rapporti diretti ppe u fattu da… diciamo ca m’avìa
venduto questa Lancia Thema a me Luciano CONVERSO.
P.M. dott. LUBERTO – Ma oltre a questo fatto concernente la vendita di questa
autovettura ha avuto rapporti diretti concernenti armi, droga, danaro?
PERCIACCANTE Pasquale – No, con lui no, direttamente con lui no. Ci vedevamo
sempre diciamo a Rossano, ci prendevamo il caffè, io però come droga, come arma, con lui
mai.
P.M. dott. LUBERTO – Ma lei sa se CONVERSO maneggiava danari di Nicola ACRI?
PERCIACCANTE Pasquale – Questo non… so ca s’avìa fricatu certi soldi questo qua,
diciamo questo Luciano, però dopo non so. Avevano pure una ferramenta assieme, se non
fazzu errore, con Nicola ACRI.
Così PERCIACCANTE Pasquale al P.M. il 26/10/2007.
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.235/A ALLA C.N.R.
ROS)
In seguito all’attentato subito, MANZI Antonio, si riavvicinava al gruppo ACRI per
come si evince dalle sue frequentazioni censite dalle forze dell’ordine:
-
-
10/09/2003, alle ore 17:35 in Rossano (CS) Via Pietro Nenni, militari del Nucleo
Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rossano (CS), notavano
MANZI Antonio intento a dialogare con ACRI Natale, nato a Rossano (CS) il
02/01/1975, ivi residente alla Via P. Nenni (relazione servizio n. 86/310 del
10/09/2003);
16/07/2005, alle ore 12:30 in Rossano (CS) Viale Sant’Angelo (pressi distributore
Tamoil), militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia
Carabinieri di Rossano (CS), notavano MANZI Antonio dialogare con ESPOSITO
54
Massimo, nato a Rossano (CS) il 10/11/1980, ivi residente alla Via Chefalo
(relazione servizio n. 105/120 del 16/07/2005);
- 03/09/2005, alle ore 12:30 in Rossano (CS) Via Michelangelo – Bar Guetos, militari
del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rossano
(CS), notavano MANZI Antonio dialogare con ESPOSITO Sergio, nato a Rossano
(CS) il 27/01/1970, ivi residente alla Via Chefalo, FERRANTE Giuseppe, nato a
Rossano (CS) 17/03/1983, ivi residente alla Via San Michele, SOMMARIO
Francesco, nato a Rossano il 31/10/1975 (relazione servizio n. 133/1-101 del
03/09/2005);
- 03/09/2005, alle ore 11:40 in Rossano (CS) Viale Michelangelo – Bar Guetos, militari
della Stazione Carabinieri di Rossano Centro (CS), notavano MANZI Antonio
dialogare con ESPOSITO Sergio, nato a Rossano (CS) il 27/01/1970, ivi residente
alla Via Chefalo, FERRANTE Giuseppe, nato a Rossano (CS) 17/03/1983, ivi
residente alla Via San Michele (relazione servizio n. 42/93 del 03/09/2005);
- 07/01/2006, alle ore 19:45 in Rossano (CS) Via L. De Rosis – pressi bar Dolci Delizie,
militari della Stazione Carabinieri di Rossano Centro (CS), notavano MANZI
Antonio dialogare con ACRI Gennaro, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982, residente
a Rossano alla Piazza Dante. (relazione servizio n. 115/9 del 07/01/2006);
- 15/03/2006, alle ore 18:30 in Rossano (CS) Via Sicilia - pressi negozio abbigliamento
“Big Show”, militari della Stazione Carabinieri di Rossano Centro (CS), notavano
MANZI Antonio dialogare con PETRINI Mario, nato a Rossano il 12/12/1973, ivi
residente alla Via Sardegna. (relazione servizio n. 115/43 del 15/03/2006);
(VEDASI ALLEGATO N. 236/A CNR ROS RELAZIONI DI SERVIZIO – OP/85)
In relazione alle frequentazioni del MANZI con esponenti della consorteria ‘ndranghetista
facente capo ad ACRI Nicola, si rappresenta che, presso l’archivio SDI non risultano tali
frequentazioni nei periodi precedenti.
Il collaboratore GALLINA Giuseppe, non cita interventi diretti, nell’organizzazione
dell’omicidio, di ACRI Nicola. Questi, infatti, alla data del 26/12/2002 si trovava ristretto
(già dal 18/11/2002) presso la Casa Circondariale di Cosenza. (VEDASI C.N.R.
ACCERTAMENTI CASA CIRCONDARIALE COSENZA IN ALLEGATO N.237/A ALLA
C.N.R. ROS)
Anche PERCIACCANTE Pasquale è a conoscenza di particolari relativi al tentativo di
omicidio perpetrato contro MANZI Antonio.
Le conoscenze di PERCIACCANTE sono particolarmente qualificate in quanto egli
componeva la società maggiore della cosca zingara e, in un primo momento, veniva
incaricato, insieme a BEVILACQUA Mario alias “Maruzzo”, nato a Cosenza il
28/04/1968, residente a Cassano Ionio (CS) via Timpone Rosso, di eseguire l’omicidio del
MANZI che attentava alla supremazia in Rossano (CS) della famiglia ACRI .
Leggiamo quanto riferisce, nei 180 giorni, nel corso del verbale di interrogatorio del
marzo del 2008. In questa prima fase, PERCIACCANTE Pasquale, si è limitato ad un
accenno della vicenda omicidiaria in trattazione ed è riuscito comunque a fissare
temporalmente la stessa (che ricorda essere stato ordito prima del duplice omicidio di
PEPE Eduardo e ABBRUZZESE Fioravante consumato in Cassano Jonio (CS) il
55
04/10/200250) ricordandone altresì la causale. PERCIACCANTE Pasquale poi ha additato
quali mandanti ACRI Nicola e GALLUZZI Salvatore e FERRANTE Giuseppe e tale
Annibale quali esecutori materiali:
…omissis…
P.M. dott. LUBERTO – Ho capito. Vi sono altri fatti dei quali è in grado di riferire?
PERCIACCANTE Pasquale – Il fatto di MANZI Antonio, quello a Rossano.
P.M. dott. LUBERTO – Quando si è verificato questo fatto di MANZI Antonio?
PERCIACCANTE Pasquale – E questo… comunque questo mo non me lo ricordo preciso, ma
c’erano ancora… Eduardo PEPE c’erano e Fiore ABBRUZZESE.
P.M. dott. LUBERTO – Cosa intende per il fatto di MANZI Antonio?
PERCIACCANTE Pasquale – Di questo MANZI Antonio gli è stato fatto questo agguato perché
siccome ca questo MANZI Antonio andava a prendere i soldi del pizzo, siccome che a Rossano
diciamo che c’era Nicola ACRI che era lui come capo e allora ce l’aveva già detto a MANZI
Antonio che avìa de sta diciamo… non avìa da fà niente, né che s’avìa ricogghì i soldi e né che avìa
da fa qualcosa. Però lui ha continuato a si ji a prendere questi soldi da intu a sti negozi qua, questo
MANZI Antonio, e per questo motivo è stato fatto questo agguato a MANZI Antonio. Antonello
portava la moto e un certo… Annibale mi pare, un certo... mo preciso non mi ricordo il nome…
P.M. dott. LUBERTO – E allora? Ha detto Annibale?
PERCIACCANTE Pasquale – Sì un certo Annibale, mò il nome non… comunque non me lo
ricordo. Comunque Antonello portava la moto e questo qua ha sparato.
P.M. dott. LUBERTO – E ma mi faccia capire una cosa. Lei come viene a conoscenza di questo
fatto?
PERCIACCANTE Pasquale – E lo so perché quando siamo andati… diciamo… quando andiamo
a portare la droga a Corigliano, a Rossano e ne aveva parlato sia Antonello e sia Salvatore
GALLUZZI di questo fatto qua.
P.M. dott. LUBERTO – Quindi ve lo raccontano loro praticamente?
PERCIACCANTE Pasquale – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – E chi aveva dato incarico ad Antonello e a questa persona Annibale, di
cui non ricorda bene il nome, di ammazzare ad Antonio MANZI?
PERCIACCANTE Pasquale – E l’ha dato sempre Nicola ACRI, perché era lui il capo.
…omissis…
Così PERCIACCANTE Pasquale al P.M. in data 04/03/2008
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.238/A ALLA C.N.R.
ROS)
Il narrato di PERCIACCANTE ha sicuramente il crisma della costanza in quanto riprende
l’argomento l’1/12/2009, allorché viene esaminato (ex 210 c.p.p.) dai Giudici della Corte
di Assise, nell’ambito del processo recante numero 04/05 R.G Corte di Assise, noto alle
cronache come processo “Arberia” 51. In sintesi, PERCIACCANTE Pasquale, riferisce di
In proposito occorre precisare che MANZI Antonio viene ferito nel dicembre del 2002, due mesi
prima del duplice omicidio PEPE Eduardo/ABBRUZZESE Fioravante, però PERCIACCANTE
Pasquale viene incaricato di eseguire l’omicidio di Manzi in epoca precedente cioè,
evidentemente, quando PEPE Eduardo e Fioravante ABBRUZZESE erano ancora in vita.
51 Questo processo ricostruisce quattro agguati di ‘ndrangheta e cioè : il tentato omicidio di
Antonello Esposito (Castrovillari 14.6.1999), l’omicidio di Atene Giovambattista (Cassano,
1/7/1999), l’omicidio di Romeo Giuseppe (Cassano 15/7/1999) , l’omicidio di Antonio
FORASTEFANO ( Cassano 25/7/1999) che erano stati decisi ed eseguiti dai plenipotenziari del
locale Abbruzzese/Pepe, onde affermare la propria egemonia in agro della sibaritide. Tutte le
vittime, infatti, erano uomini d’onore appena usciti dal carcere , tutti erano legati al vecchio clan
PORTORARO per cui avrebbero potuto contrastare gli zingari. Anche per il tramite delle
dichiarazioni di PERCIACCANTE i Giudici si sono determinati a condannare (il 26/5/2011)
all’ergastolo dei capi del locale zingaro e cioè di: ACRI Nicola, ABBRUZZESE Francesco, DI
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essere stato incaricato, unitamente a BEVILACQUA Mario, su sollecitazione di ACRI
Nicola , dai plenipotenziari del gruppo zingaro di uccidere MANZI Antonio detto “TOM
TOM”, colpevole di dare “fastidio” allo stesso ACRI. L’omicidio evidentemente non
veniva portato a termine in quanto ACRI era riuscito ad accordarsi con MANZI.
PERCIACCANTE Pasquale nel corso dello stesso esame, riferiva di essere a conoscenza
che, successivamente, FERRANTE Giuseppe, insieme ad un’altra persona di Rossano,
avevano portato a termine l’azione di fuoco contro MANZI, il quale, sebbene gravemente
ferito, era riuscito a rimanere in vita. Il cambio di programma, ovvero la sostituzione del
gruppo di fuoco che doveva attentare alla vita di MANZI Antonio, veniva motivata dal
PERCIACCANTE dalla necessità di portare a termine l’azione anche a seguito delle
intervenute carcerazioni di esponenti della cosca zingara:
…omissis…
P. M. – ci sono altri episodi in cui i Cassanesi vanno a sparare fuori di Cassano?
TESTE PERCIACCANTE – sì, a Cirò…, a Rossano.
P. M. – ecco, a Cirò chi hanno ammazzato i Cassanesi?
TESTE PERCIACCANTE – a Cirò un giorno siamo andati io e Tonino Abbruzzese, però non
abbiamo fatto niente.
P. M. – un attimo solo, Tonino Abbruzzese chi è?
TESTE PERCIACCANTE – Tonino Abbruzzese sarebbe il figlio di Banana.
P. M. – e quindi, stiamo parlando di Abbruzzese Antonio, classe ’75, figlio di Abbruzzese
Fioravante, Classe ’54 che è cugino di Dentuzzo, è così?
TESTE PERCIACCANTE – sì.
P. M. – lei ha detto che un giorno, andate a Cirò…
PRESIDENTE – la inviterei, Pubblico Ministero a soprassedere…
P. M. – presidente, questo fatto ha la stessa valenza di quello che abbiamo raccontato…
PRESIDENTE – di Viola?
P. M. – Sì.
PRESIDENTE – e no, è un po’ diverso.
P. M. – no, è uguale, presidente, sta spiegando dello scambio di killer.
PRESIDENTE – però faccia un accenno, ma non possiamo chiedere notizie per ogni omicidio o
proposito omicida.
P. M. – assolutamente, io vorrei che la Corte si avvedesse di quanto il collaboratore sa
rispetto a questi scambi di killer. Solo questo, se non interessa, questo à il tema che
voglio scandagliare, chiaramente, per incidence, in maniera molto veloce.
PRESIDENTE – i tempi quali sono? Lo stesso contesto temporale?
TESTE PERCIACCANTE – certo, ma se glielo facciamo precisare, sì, i tempi sono…, allora,
presidente, raccogliendo l’invito del presidente, mi spiega, innanzitutto, che cosa dovevate
andare a fare a Cirò lei ed Antonio Abbruzzese, classe ’75, io, ogni volta preciso,
presidente, perché di Antonio Abbruzzese ce ne sono una dozzina, e quindi, devo
precisare paternità e data di nascita.
TESTE PERCIACCANTE – siamo andati a Cirò, perché ci aveva mandati a chiamare Giuseppe
Spagnolo, il bandito.
P. M. – detto il Bandito.
TESTE PERCIACCANTE – e siamo andati a Cirò, però la sera che siamo andati non si è fatto
niente e dopo siamo tornati.
P. M. – e che cosa dovevate fare, solo questo voglio sapere.
DIECO Antonio e altri. La condanna di DI DIECO Antonio è di particolare importanza perché è
stato considerato mandante dell’omicidio di Romeo rispetto al quale si era sempre protestato
innocente, malgrado fosse stato destinatario di un programma di protezione.
57
TESTE PERCIACCANTE – dovevamo ammazzare uno a Cirò, però io non sapevo chi era, poi
dopo...
P. M. – Bene, detto questo, detto questo…, dopo glielo hanno detto?
TESTE PERCIACCANTE – no, non mi hanno detto niente perché siamo andati là e non si è fatto
niente.
P. M. – bene, ricorda il periodo in cui era stato convocato a Cirò per fare questo omicidio?
TESTE PERCIACCANTE – sì, quando c’era Eduardo Pepe e Fiore Abbruzzese.
P. M. – e quindi Abbruzzese Francesco era già stato arrestato?
TESTE PERCIACCANTE – sì, era stato arrestato, il 2001, 2002…
P. M. – dopo di che lei ha parlato del fatto che killer di Cassano sono andati a Rossano a
sparare, lei lo ha detto.
TESTE PERCIACCANTE – sì, siamo andati, e non si è fatto niente, eravamo andati per
andare ad ammazzare, non ricordo il nome come si chiama, un certo Tom Tom,
di Rossano,
P. M. – quindi, Manzi Antonio?
TESTE PERCIACCANTE – Manzi Antonio, detto Tom Tom, lo chiamavano di
soprannome, dovevamo andare ad ammazzare questo qua, perché pare che dava
fastidio a Rossano.
P. M. – a chi?
TESTE PERCIACCANTE – a Nicola Acri.
P. M. – e chi siete andati per ammazzare Tom Tom?
TESTE PERCIACCANTE – eravamo andati io e Mario Bevilacqua, però, siamo andati ma
non abbiamo fatto niente, perché dopo ci aveva parlato Acri Nicola con questo
Tom Tom e si era chiarita la situazione.
P. M. – senta, e , quando andate, chi vi da ordine di andare a sparare Tom Tom?
TESTE PERCIACCANTE – sono andati Eduardo Pepe con Fiore Abbruzzese?
P. M. – Franco Abbruzzese era libero?
TESTE PERCIACCANTE – no, era in carcere.
P. M. – senta, andate a Rossano armati?
TESTE PERCIACCANTE – no, no, senza armi, perché le armi….
P. M. – e le armi chi ve le avrebbe dovute dare?
TESTE PERCIACCANTE – ce le davano a Rossano.
…omissis…
P. M. – senta, invece, volevo fare un minimo passo indietro, rispetto a Tom Tom, che si
chiama Antonio Manzi, lei sa se poi questo omicidio è stato consumato?
TESTE PERCIACCANTE – allora, a questo Tom Tom dopo gli avevano fatto un altro
agguato, a Rossano, però è rimasto vivo, diciamo, non è morto, è stato in coma
per un poco.
P. M. – lei sa chi ha fatto questo tentato omicidio nei confronti di Manzi Antonio?
TESTE PERCIACCANTE – sì, questo omicidio lo ha fatto Antonello Ferrara, come si
chiama lui, ed un altro che abita sempre a Rossano, però non mi viene in mente il
nome come si chiama.
P. M. – e come mai poi si cambia programma e non vanno i cassanesi a sparare, ma sparano gli
stessi Rossanesi?
TESTE PERCIACCANTE – perché quando è stato fatto questo fatto qua, noi ci trovavamo in
carcere.
P. M. – voi eravate in carcere? Sicuro?
TESTE PERCIACCANTE – ora non mi ricordo bene, ma mi sembra di sì., non mi ricordo bene,
comunque.
…omissis…
Così PERCIACCANTE Pasquale ai Giudici della Corte d’Assise l’01/12/2009
(VEDASI VERBALE DI UDIENZA IN ALLEGATO N. 239/A ALLA C.N.R. ROS)
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Gli accertamenti al narrato di PERCIACCANTE Pasquale, in ordine alla detenzione degli
esponenti della cosca zingara di Cassano, che spingevano di fatto ACRI Nicola a
commettere con manovalanza rossanese il tentativo di omicidio di MANZI Antonio
verificavano che:
-
ABBRUZZESE Francesco alias “dentuzzo” veniva tratto in arresto il 15/12/2000 ed
alla data del 26/12/2002 (tentato omicidio di MANZI Antonio) risultava ancora
detenuto.
In relazione alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia è stato accertato che, nel
periodo in cui è maturato il tentato omicidio di MANZI Antonio, PERCIACCANTE
Pasquale e BEVILACQUA Mario non erano ristretti.
In data 19 luglio 2011, PERCIACCANTE Pasquale veniva interrogato dai CC del ROS in
relazione al tentato omicidio di MANZI Antonio detto “Tom Tom”.
In sintesi PERCIACCANTE ha dichiarato che FERRANTE Giuseppe , detto “Antonello”,
nei primi anni ’90, era andato a Timpone Rosso (quartiere popolare di Cassano Jonio – CS)
per chiedere a PEPE Eduardo e ABBRUZZESE Fioravante, in nome e per conto di ACRI
Nicola, dei killers per eliminare “Tom Tom”.
ABBRUZZESE Fioravante incaricava quindi PERCIACCANTE Pasquale e
BEVILACQUA Mario, di mettersi a disposizione dei rossanesi. Dopo alcuni giorni, gli
emissari della cosca zingara, incontravano, a Rossano, ACRI Nicola il quale spiegava
loro che MANZI Antonio “Tom Tom”, malgrado fosse stato già avvisato, continuava a
riscuotere il “pizzo“ in modo autonomo per cui doveva essere ucciso. In occasione
dell’incontro BEVILACQUA Mario chiedeva comunque ad ACRI di pazientare e
provare ad avvertire nuovamente il MANZI.
L’azione di fuoco non veniva, a quel tempo, portata a compimento perché ACRI Nicola
veniva arrestato.
PERCIACCANTE Pasquale, sempre nel verbale di interrogatorio del 19/07/2011,
aggiungeva che, successivamente, nel corso di una discussione, alla presenza di
BEVILACQUA Mario, FERRANTE Giuseppe detto “Antonello” e di un ragazzo del quale
non ha ricordato il nome, aveva saputo da GALLUZZI Salvatore che si era tentato di
uccidere MANZI Antonio ma che lo stesso sebbene ferito da colpi di arma da fuoco era
sopravvissuto in quanto non gli era stato inferto il colpo di grazia. GALLUZZI Salvatore
spiegava a PERCIACCANTE che ad agire erano stati FERRANTE Giuseppe che guidava
una moto in sella alla quale v’era l’altro ragazzo presente alla discussione e che i
PERCIACCANTE riconosceva in foto in MORELLO Carmine.
…Omissis…
Come appartenente alla criminalità organizzata di Cassano Ionio e più in particolare
all’organizzazione degli “zingari” che fanno capo alla famiglia ABBRUZZESE, ho avuto modo di
entrare in contatto con esponenti della criminalità organizzata calabrese operanti anche in altre
aree geografiche. In particolare gli “zingari” sono alleati di ACRI Nicola che è colui che dirige le
attività criminali su Rossano e sui comuni a questo vicini. Ricordo che mi sono recato diverse volte
a Rossano per incontrare ACRI Nicola o suoi uomini di fiducia. Con Nicola ACRI gli zingari
trafficavano anche stupefacente del tipo cocaina ed eroina. ACRI Nicola, inoltre, aveva commesso
degli omicidi per conto della famiglia ABBRUZZESE. Nei primi anni 2000 ricordo che ACRI
Nicola già comandava le attività criminali su Rossano e noi, come gruppo degli “zingari”, ci
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recavamo a Rossano per approvvigionarci di cocaina. In una occasione, ripeto capitata agli inizi
degli anni 2000, mi sono recato a Rossano insieme a BEVILACQUA Mario perché dovevamo
incontrare ACRI Nicola che ci doveva consegnar 2 chili di cocaina che ACRI prendeva a Napoli per
il tramite di GALLUZZI Salvatore. Incontrammo ACRI verso le 4 o 5 del pomeriggio e ricordo che
era il periodo estivo. Insieme ad ACRI Nicola c’era uno dei suoi uomini di fiducia che si chiama
Antonello che è persona che ho incontrato diverse volte e che sarei tranquillamente in grado di
riconoscere fotograficamente. Prima della consegna della cocaina, ACRI Nicola chiese a me e a
Mario BEVILACQUA di partecipare ad un incontro che avrebbe avuto di lì a poco, presso un bar
del centro abitato di Rossano, con MORFO’ Salvatore. Effettivamente, dopo circa una mezz’ora
che eravamo in compagnia di ACRI Nicola, si presentava al bar MORFO’ Salvatore a bordo di una
macchina in compagnia della moglie. Ricordo che la moglie rimase in auto e MORFO’ scese a
parlare con ACRI Nicola, con Antonello e con me e BEVILACQUA Mario. Naturalmente fu solo
ACRI Nicola a parlare con MORFO’ Salvatore. Ricordo infatti che dopo essersi salutati ACRI
Nicola intimò subito a MORFO’ di non commettere attività criminali senza il suo consenso in
quanto ormai era lui a comandare su tutta Rossano. Ricordo le testuali parole “… da oggi in poi
non fare più niente se non te lo dico io … qualsiasi cosa vuoi fare devi fare capo a me perché la zona
la comando io…”. MORFO’ Salvatore accetto questa imposizione di ACRI Nicola dicendogli che
non si doveva preoccupare e che lui avrebbe fatto quello che diceva ACRI Nicola. Ricordo inoltre
che in quell’occasione ACRI Nicola disse a MORFO’ Salvatore che aveva fatto un analogo
avvertimento anche a MANZI Antonio detto “Tom Tom” e che anche questi aveva accettato il
comando di ACRI Nicola. Di questo specifico episodio ho avuto modo di parlarne anche
successivamente con lo stesso MORFO’ Salvatore durante un periodo di comune detenzione al
carcere di Melfi. Fu lo stesso MORFO’ Salvatore che, durante l’ora d’aria, ricordandomi
quell’incontro mi disse che lui si presentò appositamente in compagnia della moglie poiché aveva
paura di un eventuale attentato da parte di ACRI Nicola. Mi disse che lui non aveva intenzione di
entrare in contrasto con ACRI poiché comunque, anche se doveva sottostare al suo comando, lui
riusciva a tenere un buon tenore di vita poiché ACRI Nicola gli consentiva di spacciare
stupefacente per suo conto ed inoltre aveva attività commerciali, tra cui la vendita di ortofrutta, che
gli procuravano diversi guadagni. MORFO’ Salvatore mi disse inoltre che lui, comunque, negli
anni, era riuscito ad accumulare del denaro e pertanto non aveva intenzione di far guerra ad ACRI
Nicola. Parlando di ACRI Nicola, MORFO’ Salvatore lo descriveva come persona che aveva “la
mano facile” intendendo dire che era una persona che non ragionava molto e che era facile invece a
sparare. Raccoglievo quindi anche la lamentela di MORFO’ Salvatore che, nonostante si fosse
piegato al potere di ACRI Nicola, diceva che questa situazione non era giusta poiché lui era stato
scalzato da ACRI Nicola che “era stato messo a comandare”. Quando usava questa espressione
MORFO’ Salvatore voleva significare che la scelta di far diventare ACRI Nicola il capo di Rossano
perveniva certamente sia da Cassano Ionio e quindi dalla famiglia ABBRUZZESE, sia dal Crimine
di Cirò che doveva necessariamente autorizzare questo passaggio di potere. Come ho già accennato
anche MANZI Antonio, detto “Tom Tom” aveva avuto un avvertimento da parte di ACRI Nicola
affinché anche lui operasse sotto il suo diretto controllo. Proprio nell’occasione appena citata ACRI
Nicola riferì a me e a BEVILACQUA Mario che anche MANZI Antonio aveva accettato di
sottostare al suo comando. Successivamente però, non ricordo quanto tempo è passato da
quell’incontro, ACRI Nicola ebbe dei problemi con MANZI Antonio. Infatti ricordo che un giorno
si presentò alle case popolari di Timpone Rosso, Antonello, la persona di cui ho parlato prima, che
incontrò ABBRUZZESE Fioravante, quello che è stato successivamente ucciso con PEPE Eduardo.
Io ero presente a quell’incontro. Antonello chiese ad ABBRUZZESE Fioravante di mandare
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qualcuno a Rossano da ACRI Nicola che aveva bisogno di noi poiché aveva problemi proprio con
“TOM TOM”.
A.D.R.: Ricordo che Antonello raggiunse le case popolari con una Fiat Uno turbo di colore grigio
anche se, in quel periodo, io lo incontravo spesso e lo vedevo sempre a bordo di una mercedes classe
A di colore scuro.
ABBRUZZESE Fioravante disse a me e a BEVILACQUA Mario di andare subito a Rossano per
vedere di cosa aveva bisogno ACRI Nicola. Ricordo quindi che presi la mia uno turbo di colore
rosso e mi recai a Rossano insieme a BEVILACQUA Mario. Quando andavamo a Rossano
avevamo tre o quattro posti dove eravamo soliti incontraci, tra questi c’erano due bar di cui però
non ricordo il nome, un altro posto era la traversa dell’abitazione della fidanzata di ACRI Nicola
che si trova proprio all’inizio di Rossano sulla statale, dopo i primi semafori o ancora a casa di
GALLUZZI Salvatore che è nella parte alta del paese. In questa occasione trovammo ACRI Nicola
che ci aspettava ad un bar a Rossano paese che si trova subito dopo aver attraversato la galleria che
c’è prima del centro abitato. ACRI Nicola ci riferì che MANZI Antonio non si stava comportando
bene in quanto, nonostante il suo avvertimento, continuava a riscuotere il pizzo presso alcuni
esercizi commerciali o ancora andava a ristoranti e supermercati e dopo aver mangiato e fatto la
spesa non pagava i gestori. ACRI Nicola diceva che lo aveva avvisato una volta e non voleva
perdere altro tempo e che quindi lo dovevamo uccidere. BEVILACQUA Mario suggerì ad ACRI
Nicola di fare un ulteriore avvertimento a MANZI Antonio e che se, anche questa volta, non si
allineava al suo volere, avremmo conseguentemente organizzato l’omicidio. Ricordo che
successivamente ACRI Nicola fu arrestato e proprio durante la sua detenzione si consumava
l’attentato a “Tom Tom”. Sono venuto successivamente a sapere che, nonostante il secondo
avvertimento, MANZI Antonio continuava a non far capo ad ACRI Nicola e pertanto proprio
quest’ultimo aveva deciso di ucciderlo. Dopo pochi giorni, successivi all’agguato, mi recavo
un’altra volta a Rossano insieme a BEVILACQUA Mario per andare a prendere la cocaina. In quel
periodo andavamo almeno un paio di volte a settimana direttamente a casa di GALLUZZI
Salvatore, che è situata nella parte alta del paese, per prendere lo stupefacente. Era BEVILACQUA
Mario che teneva i contatti con GALLUZZI Salvatore con il quale si telefonava ogni qual volta
c’era bisogno di preparare una partita di cocaina o eroina. BEVILACQUA Mario aveva un
linguaggio in codice per dire a GALLUZZI che aveva bisogno di stupefacente. Infatti al telefono
diceva “Amore Mio sto arrivando” che significava che GALLUZZI doveva già preparare la droga
per il successivo trasporto a Cassano. Quando ci recammo da GALLUZZI per comprare lo
stupefacente avevamo modo di parlare con quest’ultimo del fallito attentato a “Tom Tom”. In
quell’occasione eravamo presenti io, BEVILACQUA Mario, GALLUZZI Salvatore, Antonello ed
un altro ragazzo di cui non ricordo il nome. GALLUZZI riferiva che purtroppo “Tom Tom” non
era morto e che la colpa era proprio di quel ragazzo che era lì presente che non se l’era sentita di
dare il colpo di grazia a MANZI Antonio che era stato ferito e giaceva per terra. In quell’occasione
GALLUZZI Salvatore riferiva inoltre che a portare la moto con la quale è stato consumato
l’attentato era stato “Antonello”. Noi chiedemmo al ragazzo che tipo di arma aveva utilizzato per
tentare di uccidere “Tom Tom” senza riuscirvi. Il ragazzo ci rispose che aveva utilizzato una
calibro 38. Ricordo inoltre che sia io che Mario BEVILACQUA prendemmo in giro quel ragazzo
dicendo che con una calibro 38 non poteva sbagliare. Il ragazzo che aveva sparato si giustificava
dicendo che dopo aver sparato a “Tom Tom”, avendolo visto per terra, pensava fosse morto, vista la
presenza anche del figlio piccolo, non se l’era sentita di scendere dalla moto e dargli, per sicurezza,
il colpo di grazia davanti al figlio. Ricordo inoltre che questo ragazzo che ha sparato a MANZI
Antonio pochi giorni dopo è stato sottoposto agli arresti domiciliari, infatti, BEVILACQUA Mario
61
aveva intenzione di acquistare una moto che era di proprietà dello stesso, quindi, quando ci
recammo a Rossano chiedemmo a GALLUZZI Salvatore notizie di questo ragazzo per contrattare
l’acquisto della moto. GALLUZZI ci riferiva che adesso era agli arresti domiciliari per altra causa,
in particolare diceva che “aveva fatto una cazzata”. Parlando con GALLUZZI Salvatore della
mancata uccisione di “Tom Tom” questi ci diceva che adesso avrebbero atteso per vedere come
MANZI Antonio si sarebbe comportato.
Con la criminalità organizzata di Rossano e quindi con ACRI Nicola, gli zingari trafficavano oltre
che lo stupefacente anche armi di vario tipo. Durante la mia permanenza nell’organizzazione
criminale degli ABBRUZZESE ho personalmente partecipato a diverse consegne sia di
stupefacente che di armi ad appartenenti al gruppo di ACRI Nicola. Nel corso degli anni che
vanno dalla fine degli anni novanta fino a quando non sono stato arrestato nell’indagine “Lauro”
ho sia trasportato droga ed armi a Rossano, sia preparato droga ed armi che i rossanesi sono venuti
a ritirare a “Timpone Rosso”. Sia la droga che le armi infatti non vengono reperiti sempre tramite
gli stessi canali e quindi può capitare che le armi arrivino a noi di Cassano che poi le cediamo ai
rossanesi per le loro necessità o viceversa e così per la droga. Con Rossano, in particolare, facevamo
uno scambio di stupefacente eroina- cocaina in quanto a Rossano, GALLUZZI Salvatore aveva un
ottimo canale per reperire la cocaina mentre noi Zingari, tramite un canale albanese, riuscivamo a
reperire facilmente l’eroina. Quindi capitava spesso che anzichè utilizzare il denaro, tra le nostre
organizzazioni criminali vi fosse un vero e proprio scambio di stupefacente. Tra le persone che da
Rossano venivano alle case popolari di Timpone Rosso per prendere lo stupefacente o le armi
ricordo Antonello di cui ho parlato prima, il cognato di ACRI Nicola che si chiama Antonio, un
certo Annibale che veniva a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata di color bianco ed altre
ragazzi di cui non ricordo il nome. Alle case popolari veniva spesso anche ACRI Nicola ed il fratello
di questi a nome Gennaro. Loro però venivano solo per discutere con gli ABBRUZZESE ed in
particolare con Fiore ABRUZZESE, prima che questi fosse ucciso, e non si occupavano mai del
trasporto delle armi o della droga. Riguardo le armi io ero impegnato anche nella custodia delle
stesse mediante il loro confezionamento in tubi di plastica di colore arancioni che poi venivano
interrati nei pressi della stalla di Ciccio ABBRUZZESE a Timpone Rosso. Le armi venivano
inoltre avvolte nel cellophane per evitare che si rovinassero.
Tra le attività criminali condotte dal gruppo degli “zingari” vi è anche la truffa ai danni dell’INPS.
In pratica esistono delle cooperative agricole che dichiarano falsamente delle giornate lavorative in
agricoltura da parte di persone che successivamente percepiscono la disoccupazione. Io stesso e
anche mia moglie IANNICELLI Angela siamo stati dei finti braccianti in agricoltura, infatti non
abbiamo mai lavorato nei campi sebbene abbiamo precipito negli anni diversi assegni di
disoccupazione. Mia moglie Angela ricordo che è stata anche socia di una delle cooperative
utilizzate per consumare le truffe. A questo tipo di truffa era preposto principalmente
ABRRUZZESE Celestino detto “Ciccio u zingaro” che faceva una vera e propria raccolta di libretti
in tutte le case popolari di Timpone Rosso. ABBRUZZESE Celestino inseriva in questi elenchi
anche diversi suoi diretti familiari. ABBRUZZESE Celestino era in contatto con Enzo PESCE che
ha uno studio di consulenza a Corigliano Calabro. Era proprio questa persona che una volta
raccolti i libretti degli ABBRUZZESE si preoccupava di caricarli sulle cooperative agricole per far
ottenere i successivi assegni di disoccupazione. Una volta ricevuto il denaro dall’INPS, il finto
bracciante consegnava parte di esso nelle mani di Celestino ABBRUZZESE che lo divideva, non so
in che misura, con PESCE Vincenzo. PESCE Vincenzo vantava diverse amicizie che gli
consentivano di consumare facilmente le truffe, infatti diceva ad ABBRUZZESE Celestino di
portare semplicemente i libretti dei lavoratori poiché avrebbe provveduto lui a fare tutto quanto era
62
necessario per far si che i finti braccianti ricevessero la disoccupazione. ABBRUZZESE Celestino
frequentava spesso PESCE Vincenzo dal quale andava anche a pranzo o cena. Anche PESCE
Vincenzo, insieme alla moglie, si recava a casa di ABBRUZZESE Celestino nel quartiere Timpone
Rosso. In alcune occasioni, anche io, andando a casa dell’ABBRUZZESE notavo la presenza di
PESCE Vincenzo e della moglie.
Si da atto che al collaboratore viene posto in visione un album fotografico composto da n.249 foto
numerate redatto da questa Sezione Anticrimine. Il collaboratore non è in grado di vedere l’elenco
dei nominativi corrispondenti alle foto. Copia dell’album fotografico, verrà allegata al presente
verbale e ne costituirà parte integrante.
La foto n. 1 è di ACRI Nicola;
La foto n.2 è di Gennarino ACRI, il fratello di Nicola;
La foto n.3 è della persona che ha sparato a “Tom Tom” e del quale ho parlato in precedenza. Nella
foto che mi mostrate però sembra un po’ più ingrassato rispetto a quando l’ho conosciuto.
L’ufficio contesta al PERCIACCANTE Pasquale un verbale reso il 04/03/2008 nel quale fa
riferimento al tentato omicidio di MANZI Antonio detto “Tom Tom” nel quale il collaboratore
riferisce che ad aver sparato il MANZI era stata una persona di nome Annibale. Al riguardo il
collaboratore riferisce: Quando ho fatto il nome di Annibale non ero sicuro del nome stesso ed ho
riferito un nome di una persona che non è quella della foto che mi state mostrando. Del resto ero
stato alquanto cauto nel riferire questo nome non l’avevo detto con assoluta certezza. Posso invece
dire con certezza che la persona riprodotta nella foto che mi state mostrando è quella che ha sparato
a MANZI Antonio e con il quale ho discusso proprio di questo tentato omicidio. Non ricordo il
nome di questa persona ma certamente non si chiama Annibale che è il nome di un’altra persona
che fa sempre parte dell’organizzazione criminale di Rossano.
La foto n.5 è di una persona che è soprannominata “Pica pica” e che ho visto in più occasioni
accompagnarsi con Antonello di cui ho parlato in precedenza. E’ un uomo di Nicola ACRI per il
quale traffica anche armi e droga. Ho visto Pica Pica anche alle case popolari di Timone Rosso in
compagnia di Antonello e di Annibale per venire a ritirare lo stupefacente.
La foto n. 7 è Antonello di cui ho parlato a lungo prima;
La foto n.12 è di un ragazzo che ho visto spesso in compagnia di GALLUZZI Salvatore e di
Antonello. Anche questa persona è venuta alle case popolari di Timpone Rosso ad accompagnare
ACRI Nicola o anche Antonello.
La foto n.16 è di Annibale, la persona di cui ho parlato in precedenza;
La foto n.21 è di MORFO’ Salvatore;
La foto n.23 è di GALLUZZI Salvatore. Ho passato con GALLUZZI Salvatore anche un periodo di
comune detenzione nel carcere di Melfi. Eravamo entrambe nella stssa cella. Con lui parlavamo
spesso della situazione di Rossano e diceva che ACRI Nicola era il capo e lui era il braccio destro
che prendeva il suo posto quando non c’era.
La foto n.56 è di un ragazzo che conosco e che ho visto spesso insieme ad Antonello e GALLUZZI
Salvatore, ricordo che aveva una Fiat Uno di colore grigio e veniva spesso alle case popolari per
prelevare e trasportare stupefacente.
63
La foto n.65 è quella del cognato di ACRI Nicola. In diverse occasioni l’ho visto alle case popolari di
Timpone Rosso dove veniva a prendere la droga. Anche lui è uno spacciatore di ACRI Nicola.
La foto n.108 è di una persona che conosco e che ho visto ma non mi ricordo le circostanze.
L’ufficio riferisce al collaboratore che in precedenti verbali rilasciati nelle date del 10/09/2007,
27/10/2007, 09/11/2007, 04/03/2008 è stato dallo stesso citato il nome di ACRI Gennaro, fratello di
ACRI Nicola. Il collaboratore viene invitato a riferire quanto di sua conoscenza sul conto di ACRI
Gennaro:
ACRI Gennaro, fratello di Nicola, è persona che fa parte della criminalità organizzata rossanese.
Non so se è stato battezzato o meno però certamente coadiuvava il fratello Nicola nella direzione
delle attività illecite della cosca. Posso dire con certezza che a lui non venivano affidati compiti di
basso livello o comunque rischiosi come il trasporto di droga o armi. ACRI Gennaro però
partecipava a riunioni ed incontri insieme al fratello alle case popolari di Cassano Ionio. L’ho visto
più volte colloquiare con ABBRUZZESE Fioravante e con PEPE Eduardo. Quando andavo a
Rossano per incontrare GALLUZZI Salvatore, ch mi avrebbe rifornito di stupefacente, c’era spesso
anche ACRI Gennaro. Nel periodo in cui ACRI Nicola stava in carcere le trattative di stupefacenti
che organizzavamo con GALLUZZI venivano controllate anche da ACRI Gennaro che partecipava
alle contrattazioni ed agli ordinativi di cocaina. ACRI Gennaro veniva anche lui aiutato in questa
attività dagli altri membri della cosca e tra questi GALLUZZI Salvatore ed Antonello. ACRI
Gennaro era presente quindi a molte delle trattative di stupefacente che venivano fatte, per mio
conto, con gli ABBRUZZESE di Cassano Ionio. ACRI Gennaro era anche colui che aveva il
compito di riferire al fratello Nicola, quando questi era in carcere, tutte le novità che erano accadute
ricevere ordini per poi impartirli agli altri membri della cosca.
A.D.R.: Conoscevo PISCIOTTI Antonio che io chiamavo Toniuccio o “U ladrone”. PISCIOTTI è
stato trovato ucciso e il suo corpo era stato gettato in un fiume. Posso dire che, in ordine a questo
omicidio, ho ricevuto le confessioni di NUCERITO Biagio che era l’autista di CRISTALDI
Giuseppe. Infatti i due vennero assassinati insieme. NUCERITO Biagio mi raccontava che una
volta che CRISTALDI era uscito dal carcere aveva incontrato PISCIOTTI Antonio nella piazza di
Cassano e lo aveva preso pubblicamente a schiaffi per il fatto che aveva saputo che si era permesso
di parlare male e pubblicamente di Leonardo PORTORARO. Io ho appreso di questa vicenda e
degli schiaffi dati a PISCIOTTI subito dopo il fatto. Pochi giorni dopo quanto accaduto PISCIOTTI
Antonio sparì dalla circolazione fino al giorno del ritrovamente del suo cadavere.
Di seguito si da lettura integrale del verbale sinora redatto perché il signor PERCIACCANTE
Pasquale ne possa firmare, cognita causa, il contenuto.
Così PERCIACCANTE Pasquale al P.M. il 19/07/2011. (VEDASI VERBALE DI
INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.40/A ALLA C.N.R. ROS)
La foto mostrata a PERCIACCANTE Pasquale è quella di MORELLO Carmine.
Il racconto di PERCIACCANTE Pasquale è confortato da numerosi riscontri estrinseci:
•
PERCIACCANTE Pasquale e MORFO’ Salvatore effettivamente hanno sofferto un
periodo comune di detenzione presso la Casa Circondariale di Melfi nel periodo
compreso tra il 11/03/2004 ed il 30/03/2004. Nel predetto carcere, PERCIACCANTE
e MORFO’ venivano ristretti nella stessa sezione detentiva con possibilità di fruire di
ogni attività in comune;
64
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTO CASA CIRCONDARIALE IN ALLEGATO N. 240/A
ALLA C.N.R. ROS)
•
FERRANTE Giuseppe è stato controllato a bordo di due distinte autovetture Fiat
Uno, una del tipo Turbo Iniezione targata PZ341245, intestata allo stesso FERRANTE
Giuseppe ed altra targata CS544922 intestata a RUFFO Alfonso, nato a Rossano (CS)
il 21/12/1978, sino al 09/02/2003 e successivamente a tale data intestata a POLILLO
Luigi, nato a Rossano (CS) 25/10/1982;
- Il 17/01/2003 alle ore 12:00, in Via G. Rizzo del comune di Rossano (CS), militari
del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rossano (CS)
notavano FERRANTE Giuseppe a bordo di una autovettura Fiat Uno di colore
nero targata PZ341245.(VEDASI OP 85 IN ALLEGATO N.241/A ALLA C.N.R.
ROS)
- Il 30/01/2003 alle ore 17:15, in Via Amendola del comune di Rossano (CS), militari
del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Rossano (CS)
notavano FERRANTE Giuseppe a bordo di una autovettura Fiat Uno di colore
nero targata PZ341245. Nell’occasione il FERRANTE Giuseppe parcheggiava
l’autovettura nei pressi del Bar Centro Storico, raggiungendo la propria abitazione;
(VEDASI OP 85 IN ALLEGATO N. 242/A ALLA C.N.R. ROS)
- Il 18/02/2003 alle ore 01:50, in Via XX Settembre del comune di Rossano (CS),
militari della Stazione Carabinieri di Rossano Centro, notavano FERRANTE
Giuseppe a bordo di una autovettura Fiat Uno di colore grigio targata CS544922.
I militari accertavano che l’autovettura era condotta dal FERRANTE Giuseppe
mentre gli accompagnatori venivano identificati in POLILLO Luigi, nato a
Rossano (CS) 25/10/1982 e GALLINA Gerardo, nato a Rossano (CS) il
12/09/1982, (vds OP 85 n. 77/7 del 18/02/2003);(VEDASI ACCERTAMENTI
STAZIONE CARABINIERI IN ALLEGATO N. 243/A ALLA C.N.R. ROS)
- Il 21/02/2003 alle ore 14:03, in località Bivio Traforo del comune di Rossano (CS),
militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di
Rossano (CS) notavano FERRANTE Giuseppe a bordo di una autovettura Fiat
Uno di colore nero targata PZ341245, unitamente a POLILLO Luigi, nato a
Rossano (CS) 25/10/1982;
(VEDASI OP 85 n IN ALLEGATO N.244/A ALLA C.N.R. ROS)
- Il 24/05/2003 alle ore 11:20, in Piazza Steri del comune di Rossano (CS), militari
della Stazione Carabinieri di Rossano Centro, notavano FERRANTE Giuseppe a
bordo di una autovettura Fiat Uno di colore grigio. I militari accertavano che
l’autovettura era condotta dal FERRANTE Giuseppe mentre l’accompagnatore
veniva identificato in MANNO Massimo, nato a Rossano (CS) 08/03/1982;
(VEDASI C.N.R. ROS IN ALLEGATO N.245/A ALLA C.N.R. ROS)
- Il 28/05/2003 alle ore 16:07, nei pressi bivio Celadi del comune di Rossano (CS),
militari della Stazione Carabinieri di Rossano Centro, notavano FERRANTE
Giuseppe a bordo di una autovettura Fiat Uno di colore grigio targata CS544922
unitamente a POLILLO Luigi, nato a Rossano (CS) 25/10/1982;
(VEDASI OP 85 IN ALLEGATO N. 246/A ALLA C.N.R. ROS)
•
FERRANTE Giuseppe, sempre nel periodo in esame, aveva in uso una Mercedes
classe A inizialmente riportante la targa tedesca ULRR763 e successivamente
immatricolata in Italia con la targa BW314CP, intestata alla moglie CAMPANA
Assunta in data 16/04/2003;
(VEDASI ACCERTAMENTI BANCA DATI ACI IN ALLEGATO N. 247/A ALLA C.N.R.
ROS)
65
- Il 07/02/2003 alle ore 14:40, in località SS106 bivio S. Irene del comune di Rossano
(CS), militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di
Rossano (CS) notavano FERRANTE Giuseppe alla guida di una autovettura
Mercedes classe A targata BW314CP, unitamente a POLILLO Luigi, nato a
Rossano (CS) 25/10/1982;
(VEDASI OP 85 IN ALLEGATO N. 248/A ALLA C.N.R. ROS)
•
Riguardo ai rapporti fra la famiglia ABBRUZZESE di Cassano Jonio e gli uomini di
ACRI ed ai viaggi compiuti da BEVILACQUA Mario e PERCIACCANTE Pasquale
per incontrare GALLUZZI Salvatore, intervengono, a conforto delle dichiarazioni
rilasciate dal collaboratore, le intercettazioni eseguite dalla Polizia di Stato nell’ambito
dell’indagine “Ombra”. Nel corso della predetta attività e grazie all’ascolto dell’utenza
cellulare in uso a GALLUZZI Salvatore, riuscivano a documentare come, nei mesi
successivi al tentato omicidio di “Tom Tom”, i cassanesi PERCIACCANTE e
BEVILACQUA si recassero periodicamente a Rossano per approvvigionarsi dello
stupefacente spacciato dallo stesso GALLUZZI. Trova inoltre conferma la circostanza
citata da PERCIACCANTE Pasquale, nel passo del verbale che di seguito si riporta,
circa le modalità e le frasi convenzionali utilizzate dallo stesso collaboratore e da
BEVILACQUA Mario per prendere appuntamento ed approvvigionarsi di
stupefacente da GALLUZZI Salvatore. Diversi sono infatti i colloqui intercettati nei
quali l’odierno collaboratore e BEVILACQUA Mario appellano GALLUZZI Salvatore
“Amore mio”, parola in codice che stava a significare che di lì a poco sarebbero giunti a
Rossano per prelevare lo stupefacente (vedasi conversazioni intercettate e relazione di
servizio redatta nell’ambito del procedimento penale n.2138/03 della Procura della
Repubblica di Rossano – Indagine “Ombra”)
•
Effettivamente, MORELLO Carmine, in data 15/01/2003 (circa 20 giorni dopo il
tentato omicidio) veniva sottoposto alla misura detentiva degli arresti domiciliari per
violazione dei divieti imposti dalla sorveglianza speciale di P.S. in esecuzione
dell’ordinanza n. 4734/02 R.G. e n. 42/2003 del Tribunale di Catanzaro emessa in data
09/01/2003 .
(VEDASI ATTI DI POLIZIA GIUDIZIARIA RELATIVI ALL’ARRESTO DI MORELLO
CARMINE IN ALLEGATO N.249/A ALLA C.N.R. ROS)
•
ACRI Nicola veniva tratto in arresto il 18/11/2002 ed associato alla Casa
Circondariale di Cosenza pertanto risultava effettivamente detenuto nel giorno in cui
veniva commesso il tentato omicidio in danno di MANZI Antonio;
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTO CASA CIRCONDARIALE DI COSENZA IN
ALLEGATO N. 237/A ALLA C.N.R. ROS)
In relazione al tentativo di omicidio subito da MANZI Antonio, si aggiungono le
dichiarazioni del collaboratore di giustizia CURATO Vincenzo, detto “u cassanese” nato a
Cassano Ionio (CS) il 09/11/1975. CURATO Vincenzo ha riferito di avere appreso
particolari relativi al fatto che occupa, sia da CALABRO’ Giuseppe nato a Rossano (CS) il
24/03/1962 cioè da un uomo vicino ad ACRI Nicola, che per come ha riferito GALLINA
Giuseppe, ha partecipato alle fasi preparatorie dell’agguato, sia da CAMPANA Saverio
nato a Mirto Crosia (CS) il 06/09/1980, genero di MANZI Antonio detto “Tom Tom” che,
evidentemente, era a conoscenza di quanto riferito dallo stesso MANZI che non poteva
avere riconosciuto i killers. CURATO riferiva che, dopo la collaborazione con la giustizia
66
di TRIPODORO, alla ‘ndrina di Rossano (CS) erano stati preposti ACRI Nicola e
MORFO’ Salvatore che mal sopportavano le ingerenze della famiglia MANZI nel
narcotraffico e nell’imposizione del “pizzo”.
CURATO Vincenzo apprendeva ulteriori particolari da CAMPANA Saverio in merito al
fallito omicidio di MANZI Antonio. In particolare:
•
•
•
•
•
MANZI Antonio era stato colpito mentre si trovava in compagnia del figlio
MANZI Alessandro davanti ad un negozio di fiori di Rossano (CS);
MANZI Antonio scampava alla morte per l’intervento del figlio Alessandro che lo
spingeva a terra evitando che i colpi esplosi lo colpissero in maniera mortale;
MANZI Antonio veniva ferito alla testa;
Il mandato omicidiario proveniva da GALLUZZI Salvatore e veniva eseguito da
MORELLO Carmine, che sparava con una pistola calibro 38 e da FERRANTE
Giuseppe detto “Antonello” che conduceva la moto;
MORELLO Carmine, sebbene non fosse riuscito nell’intento di uccidere MANZI
Antonio, veniva comunque insignito del “merito” dello “Sgarro”.
CURATO Vincenzo, inoltre, per il tramite di CALABRO’ Giuseppe e di CONOCCHIA
Arcangelo (nato a Corigliano Calabro -CS- il 05/04/1965, pluripregiudicato, membro di
spicco della criminalità organizzata coriglianese) veniva a conoscenza dell’evoluzione
degli assetti criminali sull’area rossanese, conseguenti al fallito omicidio di “Tom Tom”.
MANZI Antonio, infatti, si recava a Cirò per incontrare membri della famiglia FARAO
che gli imponevano di sottostare al potere criminale di ACRI Nicola e MORFO’
Salvatore. CURATO Vincenzo ha elencato gli spacciatori alle dipendenze di MANZI
Antonio:
•
MANZI Alessandro, nato a Rossano il 16/04/1981, figlio di MANZI Antonio,
pregiudicato per reati concernenti lo spaccio di sostanze stupefacenti;
• VISCIGLIA Alessandro, nato a Rossano (CS) il 24/09/1981, conosciuto
nell’ambiente criminale con il soprannome “coccolino”, nipote di MANZI
Antonio, già sorvegliato speciale di P.S., con precedenti penali per associazione a
delinquere di stampo mafioso, estorsione, rapina, furto e danneggiamento;
• OTRANTO Maurizio, nato a Rossano (CS) il 12/02/1980, già sorvegliato speciale
di P.S. con precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti.
• ACRI Natale, nato a Rossano (CS) il 02/01/1975, pluripregiudicato anche per reati
concernenti il traffico di sostanze stupefacenti, membro di spicco della criminalità
organizzata rossanese molto vicino alla figura di MORFO’ Salvatore;
• POMETTI Gabriele Edoardo, nato a Buenos Aires (Argentina) il 10/08/1971,
pluripregiudicato, sorvegliato speciale di P.S., con precedenti anche per spaccio di
sostanze stupefacenti (del quale si parlerà compiutamente nel capitolo relativo al
traffico di droga);
• ZANNINI Pino e ZANNINI Aldo, che si identificano nei fratelli ZANNINO
Giuseppe, nato a Rossano (CS) il 19/06/1966, già sorvegliato speciale di P.S. con
precedenti per rapina, furto, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, e ZANNINO
Aldo, nato a Rossano (CS) il 05/02/1968, con precedenti per furto, falso, evasione
e reati concernenti il traffico di sostanze stupefacenti.
Leggiamo un ampio stralcio dell’interrogatorio che Curato rende al P.M. in data
15/10/2010:
67
…omissis…
CURATO Vincenzo – Niente, poi con l’uscita di Antonio MANZI, dopo che è uscito dal carcere
Antonio MANZI, Antonio MANZI voleva riprendere di nuovo il potere su Rossano, iniziò a fare
delle estorsioni e abusi in vari commercianti, precisamente dove chiedeva le estorsioni chi non
pagava le estorsioni si prendeva l’abbigliamento e non lo pagava, poi entrava ai negozi di
alimentari faceva la spesa e non li pagava, questi abusi che sono stati fatti mi raccontò il genero
Saverio CAMPANA, il marito della figlia di Antonio MANZI nel carcere di Rossano…
P.M. dott. LUBERTO – Saverio CAMPANA, il marito della figlia di…
CURATO Vincenzo – Della figlia di Antonio MANZI, mi raccontò che quando era uscito
precisamnete il suocero faceva estorsioni e in più Saverio CAMPANA… e in più trafficavano un
po’ di droga. E lo stesso Saverio CAMPANA per questo fatto che vendeva droga, lui lavorava preso
un… mi disse che lavorava presso una ditta di marmi a Rossano e fu gambizzato – lo spararono alle
gambe – da Antonello… Giuseppe FERRANTE, Antonello, detto “il siciliano”, insieme a Sergio
ESPOSITO.
P.M. dott. LUBERTO – Questo Saverio CAMPANA?
CURATO Vincenzo – Questo Saverio CAMPANA. Parlando di questo gambizzamento gli chiesi
come mai avevano sparato il suocero e mi spiegò che precisamente sia… che Salvatore GALLUZZI
sapeva di… sapeva che il suocero faceva… aveva continuato a fare delle estorsioni e degli abusi a
Rossano, così decisero di eliminare il suocero e mi disse che Antonello, Giuseppe FERRANTE
(detto Antonello) fu quello che portò la moto mentre Carmine MORELLO lo sparò con una 38.
P.M. dott. LUBERTO – Dove?
CURATO Vincenzo – Davanti al negozio, ad un negozio di articoli da regalo, di fiori, ora non mi
ricordo se era di articoli da regalo o di fiori, comunque davanti al negozio. Per fortuna mi ha detto
che è stato il figlio a spingerlo…
P.M. dott. LUBERTO – Quale figlio?
CURATO Vincenzo – Alessandro MANZI che c’ha una mano offesa o un a tena proprio se non
mi sbaglio.
P.M. dott. LUBERTO – Va bene.
CURATO Vincenzo – Niente, quando è stato sparato, è stato spinto dal figlio e si è salvato perché
è stato preso se non sbaglio alla nuca.P.M. dott. LUBERTO – Dov’è questo negozio di fiori?
CURATO Vincenzo – A Rossano Scalo, non so di preciso dove si trova.
P.M. dott. LUBERTO – Quando si è verificato questo tentativo di omicidio?
CURATO Vincenzo – Il 2002.
P.M. dott. LUBERTO – Chi è il mandante?
CURATO Vincenzo – A me Saverio CAMPANA mi disse che Salvatore GALLUZZI è il
mandante di questo, dice, in quanto lui, Salvatore GALLUZZI, so per diretta persona, che ho
parlato io direttamente con Salvatore GALLUZZI, mi ha detto che lui portava la santa, lui può
decidere l’eliminazione di… poteva decidere l’eliminazione di Antonio MANZI. Poi
successivamente, sempre parlando di questo fatto, nel 2004, parlando di questo fatto, sono stato
detenuto con Giuseppe CALABRÒ dove mi spiegava, parlavamo di un traffico di droga che lui
faceva in Puglia tramite Gaetano ESPOSITO – vabbè poi ne parlerò dopo magari di questo – mi
disse, parlando di questo traffico di droga, parlando uscimmo sul fatto del tentato omicidio di
Antonio MANZI che precisamente doveva morire, non doveva essere… dicimmo non era un atto di
intimidazione ma doveva morire e mi disse la stessa cosa che mi disse CAMPANA, che a portare la
moto fu Giuseppe FERRANTE e a spararlo fu Carmine MORELLO che poi fu rimpiazzato con il
merito dello sgarro.
P.M. dott. LUBERTO – Chi ha avuto lo sgarro?
CURATO Vincenzo – Carmine MORELLO perché portava la seconda, portava il merito di
camorrista e per l’azione che aveva fatto gli diedero lo sgarro.
P.M. dott. LUBERTO – Senta e lei ha detto che Salvatore GALLUZZI le ha detto di avere la
santa.
CURATO Vincenzo – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – Da qui lei evince il dato che poteva decidere questo omicidio. Ma
Salvatore GALLUZZI le ha mai parlato di questo omicidio, di questo tentato omicidio?
68
CURATO Vincenzo – Di questo tentato omicidio no, Salvatore GALLUZZI non me ne ha mai
parlato, ho parlato solo, me ne hanno parlato solo Saverio CAMPANA in carcere e Peppe
CALABRÒ nel carcere di Catanzaro, in presenza di Antonio SCALISE. Poi mi dissero…
P.M. dott. LUBERTO – Chi?
CIRATO Vincenzo – Peppe CALABRÒ mi disse, perché poi lui non è stato più ucciso in quanto
Antonio MANZI prese moglie e figli, se li mise in macchina e si recò a Cirò Superiore dalla
famiglia FARAO, non so con chi ha parlato perché non mi è stato detto, mi è stato detto solo che
era andato a Cirò e quelli di Cirò avevano detto di… gli avevano detto di mettersi da parte o se
voleva fare qualcosa doveva dare conto a Nicola ACRI e a Salvatore MORFO’. E in quel periodo
Antonio MANZI trafficava per Nicola ACRI, faceva spacciare per Nicola ACRI, per Nicola ACRI
lui faceva spacciare della droga al figlio Alessandro, al nipote Alessandro VISCIGLIA, a
OTRANTO Maurizio e a Natale ACRI di Contrada Piragineto. Poi magari qualche nome non me
lo ricordo perché ora mi sfugge. P.M. dott. LUBERTO – Va bene.
CURATO Vincenzo – Un altro che si chiama “lo scoiattolo” pure ca sta inta i casi popolari.
P.M. dott. LUBERTO – Va bene.
CURATO Vincenzo – POMETTI Gabriele.
P.M. dott. LUBERTO – POMETTI Gabriele chi?
CURATO Vincenzo – POMETTI Gabriele anche spacciava per Antonio MANZI, sempre sotto la
direttiva di Nicola ACRI e Salvatore MORFO’. Poi c’era n’atru che si chiama Pino, due fratelli,
uno di chiama Aldo, ZANNINI Pino.
P.M. dott. LUBERTO – E ZANNINI Aldo?
CURATO Vincenzo – E ZANNINI Aldo.
P.M. dott. LUBERTO – Okay.
CURATO Vincenzo – Poi c’era un altro che si chiama Luigi… Luigi… Luigi PASS… u
chiamanu “u pompiere” e soprannome… Luigi VARCARI, VARCARI Luigi. P.M. dott.
LUBERTO – Allora: <<La decisione di mettere da parte i MANZI venne presa da MORFO’
Salvatore e da ACRI Nicola. Il primo era un vecchio‘ndranghetista già legato a TRIPODORO
Pasquale, il secondo era un uomo dei cirotani che era molto cresciuto nella considerazione della
famiglia FARAO per conto della quale iniziava a commettere omicidi. Quando MANZI Antonio
uscì dal carcere, dopo l’operazione “Satellite”, iniziò a commettere estorsioni, in particolare, si
presentava presso i negozi, prendeva merce di ogni tipo senza pagare, aveva organizzato uno
spaccio di stupefacente per cui, nel 2002, si tentò di ucciderlo. Ho appreso particolari relativi a
questo tentativo di omicidio da Saverio CAMPANA che ha sposato una figlia di MANZI
Antonio>>. Dove gliele ha dette queste cose Saverio CAMPANA?
CURATO Vincenzo – Al carcere di Rossano è stato in cella con me.
P.M. dott. LUBERTO – Quando?
CURATO Vincenzo – Nel 2003, o 2002 o 2003 procuratore, non sono sicuro se il 2002 o il 2003.
no, 2003, 2003.
P.M. dott. LUBERTO – <<CAMPANA Saverio è stato con me nella stessa cella presso la Casa
Circondariale di Rossano. Anche in questo caso non sono sicuro dell’anno di questa comune
detenzione…>>
CURATO Vincenzo – Mi trovavo nella cella numero 3 (tre) al primo piano.
P.M. dott. LUBERTO – <<…ero nella cella numero 3 (tre) al primo piano…>> …della Casa
Circondariale nuova di Rossano?
CURATO Vincenzo – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – <<…della nuova Casa Circondariale di Rossano. Mi pare che l’anno
fosse o il 2002 o il 2003>>.
CURATO Vincenzo – Sì, però più il 2003, perché il 2002 poi io sono stato arrestato per
associazione e poi sono uscito e poi dopo ho fatto un poco di domiciliari se non mi sbaglio.
P.M. dott. LUBERTO – <<Questa persona mi disse che siccome spacciava a sua volta venne
gambizzato da FERRANTE Giuseppe detto “Antonello il siciliano” e da ESPOSITO Sergio>>.
Che sta dicendo?
CURATO Vincenzo – Con la macchina, sono arrivati con una macchina quando lo hanno
gambizzato, presso una ditta di marmi.
69
P.M. dott. LUBERTO – <<CAMPANA mi disse inoltre che venne colpito alle gambe mentre
lavorava presso una ditta di marmi. Mi disse ancora che FERRANTE ed ESPOSITO
sopraggiunsero a bordo di un’autovettura. Nella medesima occasione mi raccontò che il suocero,
MANZI Antonio detto “Tom Tom”, venne colpito con colpi di arma da fuoco sparati al suo
indirizzo da Carmine MORELLO con una pistola calibro 38. Sempre secondo il racconto di
CAMPANA, MORELLO sparò da una motocicletta che era guidata da FERRANTE. Questo
tentato omicidio venne consumato, ribadisco nel corso del 2002, a Rossano Scalo, davanti ad un
negozio, non ricordo se di fiori o di articoli da regalo. L’azione non determinò la morte di MANZI
che venne spinto dal figlio Alessandro e quindi solo ferito al capo. Sempre CAMPANA mi disse che
il mandante di quest’azione era stato GALLUZZI Salvatore. I particolari relativi a questa azione di
sangue mi sono stati confermati negli stessi termini da CALABRO’ Giuseppe che me li ha
raccontati presso la Casa Circondariale di Catanzaro Siano alla presenza di Antonio SCALISE, se
non vado errato nel corso del 2004. Ricordo che, in quella occasione CALABRO’ Giuseppe mi stava
parlando di un traffico di sostanza stupefacente che aveva organizzato dalla Puglia, per cui fece
riferimento anche al tentato omicidio di Antonio MANZI che aveva la colpa di mettere in
discussione l’egemonia, in relazione al traffico di stupefacente, di MORFO’ ed ACRI Nicola>>.
Ora, una risposta per cortesia puntuale. Lei ci ha detto che dopo questo tentato omicidio Antonio
MANZI va a Cirò e ci ha raccontato che cosa succede. Di questo andare a Cirò di “Tom Tom” a lei
chi racconta, come lo sa?
CURATO Vincenzo – CONOCCHIA Arcangelo, l’ho detto. P.M. dott. LUBERTO – Se lo ha
già detto me lo ero dimenticato. Solo CONOCCHIA Arcangelo glielo ha detto?
CURATO Vincenzo – E Giuseppe CALABRÒ.
P.M. dott. LUBERTO – Quando glielo hanno detto?
CURATO Vincenzo – Giuseppe CALABRÒ nel 2004.
P.M. dott. LUBERTO – Dove?
CURATO Vincenzo – Al carcere di Siano.
P.M. dott. LUBERTO – <<Dopo il tentativo di omicidio subito, MANZI Antonio, unitamente ai
figli e alla moglie, è andato a Cirò. Ivi gli è stata assicurata l’incolumità ma gli è stato imposto di
mettersi a disposizione di ACRI Nicola per conto del quale ha iniziato a spacciare stupefacente. In
altre parole ha dovuto riconoscere l’egemonia di ACRI Nicola e prendeva lo stupefacente dagli
uomini di quest’ultimo…>> …cioè da chi?
CURATO Vincenzo – Da Salvatore GALLUZZI.
P.M. dott. LUBERTO – <<…cioè da GALLUZZI Salvatore. Comunque MANZI Antonio
disponeva di molti spacciatori fra i quali ricordo i nomi: del figlio di “Tom Tom” che si chiama
Alessandro…>> …di VISCIGLIA, come si chiama VISCIGLIA?
CURATO Vincenzo – Alessandro VISCIGLIA.,
P.M. dott. LUBERTO – <<…di VISCIGLIA Alessandro…>> …OTRANTO come si chiama?
CURATO Vincenzo – Maurizio.
P.M. dott. LUBERTO – <<…di OTRANTO Maurizio, ACRI Natale…>>
CURATO Vincenzo – Di Contrada Piragineto.
P.M. dott. LUBERTO – <<…di Contrada Piragineto…>> …dei fratelli POMETTI Gabriele e
POMETTI…?
CURATO Vincenzo – Di POMETTI Gabriele.
P.M. dott. LUBERTO – <<…di POMETTI Gabriele, di un tale che conosco con lo pseudonimo di
“lo scoiattolo”, dei fratelli ZANNINO Piero ed Aldo…>>
CURATO Vincenzo – Pino.
P.M. dott. LUBERTO – <<…Pino ed Aldo, di VARCARI Luigi>>. Senta, lei ha detto che
questo… le ha detto che questo Saverio CAMPANA è spostato con una ragazza, che si chiama
come?
CURATO Vincenzo – Monica.
P.M. dott. LUBERTO – Monica. Questa Monica è figlia di chi?
CURATO Vincenzo – Di Antonio MANZI.
P.M. dott. LUBERTO – E’ sicuro di questa cosa?
CURATO Vincenzo – Sicuro.
70
P.M. dott. LUBERTO – Allora: <<Preciso che…>>
CURATO Vincenzo – E pure Eugenio tena na figlia che si chiama Monica, tutti i due tenanu na
figlia che si chiama Monica.
P.M. dott. LUBERTO – E con chi è sposato però questo Saverio CAMPANA?
CURATO Vincenzo – Ccu a figlia e Antonio MANZI.
P.M. dott. LUBERTO – Che si chiama Monica?
CURATO Vincenzo – Che si chiama Monica e che sarebbe quella che ha dato le armi e DE
SANTIS Serafina l’ex convivente di (incomprensibile)…
…omissis…
(VEDASI VERBALE DI INTEROGATORIO IN ALLEGATO N. 39/A ALLA C.N.R. ROS)
Circa le fonti di cognizione del collaboratore CURATO Vincenzo si accertava che:
- CURATO Vincenzo e CAMPANA Saverio hanno sofferto un comune periodo di
detenzione presso la Casa Circondariale di Rossano (CS). Gli accertamenti, inoltre,
stabilivano che CURATO Vincenzo e CAMPANA Saverio nel periodo compreso
tra il 27/06/2003 ed il 01/07/2003 hanno effettivamente convissuto all’interno della
camera detentiva n. 3 della Sezione 1^MS.
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTO CASA CIRCONDARIALE IN ALLEGATO N.
250/A ALLA C.N.R. ROS)
-
CURATO Vincenzo, CALABRO Giuseppe e SCALISE Antonio hanno sofferto un
comune periodo di detenzione presso la Casa Circondariale di Catanzaro/Siano (CS)
nel 2004.
- In particolare i tre detenuti sopra indicati sono stati ristretti presso la Casa
Circondariale di Catanzaro-Siano nei seguenti periodi:
- CURATO Vincenzo, detenuto dal 15/05/2002 al 06/06/2002;
- dal 28/05/2004 al 16/11/2004;
- dal 01/09/2007 al 01/11/2007;
- dal 13/10/2010 al 15/10/2010.
- CALABRO’ Giuseppe, detenuto dal 24/08/1993 al 31/03/1994;
- dal 10/04/2004 al 18/10/2004.
- SCALISE Tonino, detenuto dal 25/01/1994 al 18/03/1994;
- dal 04/06/1994 al 15/07/1994;
- dal 29/11/1996 al 15/11/1997;
- dal 28/09/1998 al 09/10/1998;
- dal 11/01/1999 al 28/01/1999;
- dal 28/02/2002 al 06/03/2002;
- dal 22/10/2003 al 20/02/2004;
- dal 25/03/2004 al 04/02/2005.
- In sostanza i tre indagati sono stati contemporaneamente detenuti presso quella casa
Circondariale dal 28/05/2004 al 18/10/2004.
- Inoltre dal 14/04/2005 al 25/04/2004 e dal 17/05/2004 al 22/06/2004 i detenuti
CALABRO’ Giuseppe e SCALISE Tonino hanno condiviso la stessa cella; dal
23/06/2004 al 29/06/2004 e dal 27/09/2004 al 15/11/2004 i detenuti CURATO
Vincenzo e SCALISE Tonino hanno condiviso la stessa cella.
- Nei periodi in cui non erano codetenuti all’interno della stessa cella, CURATO
Vincenzo, SCALISE Tonino e CALABRO’ Giuseppe, erano comunque ristretti nella
stessa sezione e piano con la possibilità di incontro negli spazi comuni.
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTO CASA CIRCONDARIALE IN ALLEGATO N. 251/A
ALLA C.N.R. ROS)
71
Altro apporto dichiarativo, relativo al tentativo di uccidere MANZI Antonio, è stato
fornito da SOLFERINO Gaetano, nato a Rossano (CS) il 20/10/1979 che, in data
18/01/2011, ha affermato di aver appreso particolari relativi al tentato omicidio di
MANZI Antonio durante una discussione cui partecipava insieme a GALLUZZI
Salvatore, MORELLO Carmine e FERRANTE Giuseppe.
In particolare SOLFERINO apprendeva che :
•
l’azione di fuoco era stata compiuta da MORELLO Carmine e da FERRANTE
Giuseppe previo mandato di ACRI Nicola;
• MANZI Antonio rimaneva solo ferito perché il figlio, spingendolo, evitava fosse
colpito mortalmente.
• in seguito al tentativo di omicidio MANZI Antonio aveva accettato di sottostare al
comando di ACRI Nicola e a spacciare stupefacente da e per quest’ultimo fornito.
Si riporta qui di seguito lo stralcio del verbale rilasciato da SOLFERINO Gaetano in data
18/01/2011:
…omissis…
P.M. dott. LUBERTO – …e poi hanno cominciato a ritrattare e MANZIO Mario. Ma lei sa
qualcosa in relazione a questa ritrattazione, perché hanno ritrattato?
SOLFERINO Gaetano – No, questo…
P.M. dott. LUBERTO – Non lo sa. E quando prende il potere ACRI, come si regola nei confronti
dei “Tom Tom”?
SOLFERINO Gaetano – Si regola… normalmente i primi tempi si sono regolati… no?
P.M. dott. LUBERTO – E poi è successo qualcosa?
SOLFERINO Gaetano – E’ successo quel fatto che l’hanno sparato…
P.M. dott. LUBERTO – A chi?
SOLFERINO Gaetano – A coso… a “Tom Tom”.
P.M. dott. LUBERTO – E lei di questo tentato omicidio di “Tom Tom”, sa qualcosa?
SOLFERINO Gaetano – Sempre che parlavo nel bar?
P.M. dott. LUBERTO – In quale bar parlavano?
SOLFERINO Gaetano – Al Traforo…
P.M. dott. LUBERTO – Chi parlava?
SOLFERINO Gaetano – Parlavano GALUZZI c’era, c’era FERRANTE Giuseppe…
P.M. dott. LUBERTO – Chi?
SOLFERINO Gaetano – FERRANTE Giuseppe…
P.M. dott. LUBERTO – FERRANTE…
SOLFERINO Gaetano – …e…
P.M. dott. LUBERTO – FERRANTE Giuseppe detto “Antonello il siciliano”?
SOLFERINO Gaetano – Detto “il siciliano”, sì, e MORELLO Carmine, perché loro
dicevano che erano stati loro due a rendi conti voci, perché io ero qua dicimmu, loro erano qua,
io ero qua, vicino diciamo, no? …che l’avevano fatto, l’avevano mancato per il figlio, che gli
ha spinto il figlio la moto.
P.M. dott. LUBERTO – Ce lo vuole spiegare un po’ meglio come si è verificato?
Innanzitutto, chi ha dato l’ordine di ammazzare “Tom Tom”?
SOLFERINO Gaetano – Sicuramente, dottò, non lo so precisamente, però sicuramente
l’aveva dato ACRI.
P.M. dott. LUBERTO – Lei come lo sa? Cioè, lei ha detto: “Io ho sentito la discussione
intercorsa al bar vicino al Traforo, fra GALUZZI Salvatore, FERRANTE Giuseppe e
MORELLO Carmine”. Costoro hanno detto che erano stati… avevano ricevuto l’ordine
da ACRI Nicola?
72
SOLFERINO Gaetano – No, questo non l’hanno detto, però dell’opinione già che dava
fastidio che si era messo di nuovo… che l’avevano tolto, proprio a lui l’avevano tolto
fuori… i paesi di fuori l’avevano tolto proprio a lui… no?
P.M. dott. LUBERTO – Sì.
SOLFERINO Gaetano – Poi è andato di nuovo ai negozi a chiedere estorsioni, cose… i soliti cosi
che lui voleva fare ancora. E poi ha avuto pure una parola precedentemente con “Antonello il
siciliano”… no?
P.M. dott. LUBERTO – Sì…
SOLFERINO Gaetano – …quindi già avendo parole con questo, fare uno più uno, si fa due.
P.M. dott. LUBERTO – Ho capito. In relazione a quello che è successo, cioè a come è andato il
fatto del tentato omicidio, lei che cosa ha capito? Cioè è in grado di dirci come si è verificato questo
tentato omicidio? Gli hanno sparato con che cosa con una pistola, con un fucile?
SOLFERINO Gaetano – No, con una pistola.
P.M. dott. LUBERTO – E chi ha sparato lo sa?
SOLFERINO Gaetano – Io come vedevo so che – non precisamente – però come vedevo… che si
vantava…
P.M. dott. LUBERTO – Ecco, si vantava.
SOLFERINO Gaetano – Si vantava.
P.M. dott. LUBERTO – Chi si vantava?
SOLFERINO Gaetano – Si vantava dicimu, no?
P.M. dott. LUBERTO – Chi?
SOLFERINO Gaetano – “Antonello”…
P.M. dott. LUBERTO – FERRANTE “Antonello”. E che cosa diceva?
SOLFERINO Gaetano – Dice ca…
P.M. dott. LUBERTO – FERRANTE Giuseppe detto “Antonello il siciliano”…
SOLFERINO Gaetano – Che l’ha mancato per un pelo che c’era il figlio Alessandro che l’ha
spinto con la moto che se n’è accorto in tempo.
P.M. dott. LUBERTO – Che significa l’ha spinto con la moto?
SOLFERINO Gaetano – A spinto a loro due, se n’è accorto in tempo.
P.M. dott. LUBERTO – A loro due chi?
SOLFERINO Gaetano – A tutti e due loro che guidavano la moto.
P.M. dott. LUBERTO – Cioè?
SOLFERINO Gaetano – Ad “Antonello con MORELLO Carmine.
P.M. dott. LUBERTO – Quindi sono andati loro due a bordo di una moto e…
SOLFERINO Gaetano – Se ne sono… il figlio è stato più furbo…
P.M. dott. LUBERTO – Ha spinto al padre o ha spinto alla moto?
SOLFERINO Gaetano – No, ha spinto la moto.
P.M. dott. LUBERTO – Ha spinto alla moto. Va bene. E quindi?
SOLFERINO Gaetano – Ha spinto… no, sì, sì, ha spinto al padre, al padre, no, no, scusate, mi
sono confuso io…
P.M. dott. LUBERTO – Sì…
SOLFERINO Gaetano – …ha spinto al padre perché la moto… ha spinto al padre e l’ha preso di
striscio.
P.M. dott. LUBERTO – Chi ha sparato?
SOLFERINO Gaetano – “Antonello”.
P.M. dott. LUBERTO – E questa pistola chi l’aveva data loro?
SOLFERINO Gaetano – Vabbò, loro ce l’hanno diciamo, ce l’hanno nascoste, si sa come
andavano queste cose.
P.M. dott. LUBERTO – Ho capito. E quindi?
SOLFERINO Gaetano – Supa sempre questo episodio? Però c’era una cosa che io come… l’unico
che non voleva era GALUZZI che non voleva questo… alla fine dei conti che non voleva che
succedeva era lui…
P.M. dott. LUBERTO – Ho capito.
SOLFERINO Gaetano – …però è successo.
73
P.M. dott. LUBERTO – E quindi una volta che tentano di ammazzare “Tom Tom”, che cosa
succede?
SOLFERINO Gaetano – Niente, come so io tranquillo.
P.M. dott. LUBERTO – Cioè?
SOLFERINO Gaetano – Tutto a posto, tranquillo, non è successo diciamo…
P.M. dott. LUBERTO – Una ritorsione non c’è stata…
SOLFERINO Gaetano – Non c’è stata, anzi ha avuto paura più lui ancora che…
P.M. dott. LUBERTO – Che significa che ha avuto paura?
SOLFERINO Gaetano – Che perfino quando usciva dicimmo stava più attento, usciva per
poco…
P.M. dott. LUBERTO – Poi i MANZI si sono messi da parte o…?
SOLFERINO Gaetano – No, no, si sono messi da parte.
P.M. dott. LUBERTO – E che cosa fanno ora i MANZI?
SOLFERINO Gaetano – No, poi con il tempo si sono appaciati, ha fatto pace co
GALUZZI, tutto il fatto… e ancora stanno spacciando di nuovo.
P.M. dott. LUBERTO – E spacciano sempre la roba di GALUZZI?
SOLFERINO Gaetano – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – Bene. Quindi, diciamo così, ad un certo punto…
SOLFERINO Gaetano – L’ha fatto rientrare…
…omissis…
Così SOLFERINO Gaetano al P.M. in data 18/01/2011
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N. 252/A ALLA C.N.R.
ROS)”
La valutazione dei gravi indizi
Alla luce delle predette emergenze su riportate ritiene questo Giudice che
sussistano i gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati ai capi 2),
2bis) e 2 ter) della provvisoria imputazione nei confronti di GALLUZZI
Salvatore, FERRANTE Giuseppe, MORELLI Carmine (in ralezione al
collaboratore Gallina non è stata avanzata richiesta di misura cautelare e quindi la
sua posizione non va valutata in questa sede).
Va rilevato, innanzitutto, che tutti i collaboratori hanno concordemente affermato
che la causale del tentarto omicidio in danno del MANZI è da ricondurre alla
volontà di ACRI Nicola e dei suoi adepti di affermarsi come unici referenti
criminali nel territorio del rossanese, bloccando le velleità del MANZI di poter
estendere anche in quei luoghi la sua attività delinquenziale (posta in essere
mediante richieste estorsive ai commercianti della zona), e dunque va ritenuto che
sia stata raggiunto un quadro indiziario grave circa la suddetta causale.
Passando all’analisi delle singole posizioni, il coinvolgimento del GALLUZZI
nell’organizzazione del tentato omicidio in esame trova adeguata prova nelle
concordi dichiarazioni dei collaboratori GALLINA Giuseppe e PERCIACCANTE
Pasquale.
In particolare GALLINA Giuseppe ha narrato che egli usava riparare delle armi
per la cosca e che in una occasione CALABRO’ Giuseppe gli aveva portato una
pistola cal. 38, da visionare per renderla efficiente perchè non si inceppasse, cosa
che aveva fatto lubrificandola.
74
In quel frangente, al momento della restituzione della pistola, il CALABRO’ gli
aveva riferito che l’arma gli era stata data da GALLUZZI Salvatore e che sarebbe
servita per l’imminente omicidio di MANZI Antonio, raccomadandogli di stare
attento da lì in avanti alle probabili ritorsioni da parte della famiglia MANZI.
L’informazione riferita dal GALLINA in ordine al coinvolgimento del GALLUZZI
nell’attentato è “de relato” derivando dal CALABRO’.
Il collaboratore ha riferito dei suoi frequenti contatti con il CALABRO’ con il quale
aveva rapporti di amicizia e di cointeressenza delinquenziale per essere lo stesso
inserito nell’illegale traffico delle sostanze stupefacenti svolto dalla consorteria.
E’ già stato espresso il giudizio di positiva valutazione dell’attendibilità del
narrato del GALLINA, a cui si rinvia.
Ritenuto veritiero, per quanto esposto, che il collaboratore ricevette le notizie
riferite dal CALABRO’ va, a questo punto, accertata l’attendibilità di questi in
relazione al profilo dei suoi rapporti con la fonte ultima rappresentata dal
GALLUZZI.
E’, infatti, principio generale che ai fini della valutazione della valenza probatoria
di una chiamata in reità o correità, la cautela valutativa deve essere più pregnante
e rigorosa, quanto più la conoscenza del fatto non sia frutto di diretta e personale
percezione del dichiarante, ma provenga da fonte mediata (v.per tutte conf. Cass.
Sez.VI, 18.9.1997, n. 3329, Sanfilippo).
E’, altresì, logico che maggiore è la distanza della fonte dal fatto, minore è la sua
attendibilità.
Pertanto, in ipotesi di testimonianza de relato, va accertata non solo l’attendibilità
della stessa sotto il profilo sostanziale e delle modalità di percezione del
dichiarante di quanto riferito, ma anche di quella alla quale si faccia riferimento,
sotto l’analogo profilo della veridicità del teste e delle modalità di percezione da
parte dello stesso del fatto oggetto della dichiarazione.
Sebbene la richiesta del P.M. non espliciti nel capitolo in cui tratta del tentato
omicidio in danno di MANZI i rapporti intercorrenti tra CALABRO’ Giuseppe e
GALLUZZI Salvatore, gli stessi si evincono chiaramente dalla medesima richiesta
e dagli atti allegati.
Infatti, al capitolo IV, laddove si tratta della latitanza di GALLUZZI, viene
riportato uno stralcio della sentenza di appello del processo cosiddetto “Ombra”,
divenuta definitiva in data 27.5.2010, dal quale risulta che GALLUZZI Salvatore e
CALABRO’ Giuseppe, unitamente ad altri soggetti, sono stati condannati quali
partecipi dell’associazione a delinquere dedita al traffico di sostanze stupefacente
(art. 74 D.P.R. n. 309/90) operante in Rossano e luoghi viciniori (epoca di
commissione sino all’anno 2003).
I collaboratori hanno riferito che il Galluzzi era uomo di fiducia di ACRI Nicola,
da questi perposto in via principale al controllo del traffico di sostanze
stupefacenti, attività cui effettivamente il GALLUZZI si dedicava, come accertato
dalla suddetta sentenza.
75
Dalla stessa si evince che il GALLUZZI ed il CALABRO’ facevano parte della
stessa associazione finalizzata alla compravendita di droghe.
Pertanto, risulta plausibile che il GALLUZZI abbia affidato al suo sodale
CALABRO’ il compito di far sistemare la pistola che sarebbe stata utilizzata per
l’attentato a MANZI.
Altrettanto plausibile è che il CALABRO’ abbia narrato tale circostanza al
GALLINA che svolgeva il ruolo di pusher nella medesima associazione e che era
stato individuato come soggetto che in ragione della sua dimestichezza con le armi
era in grado di riportare alla piena efficienza la su indicata pistola.
Sul medesimo reato, il collaboratore PERCIACCANTE Pasquale ha riferito che in
un’occasione in cui, dopo pochi giorni dal tentato omicidio in esame, si era recato
da GALLUZZI Salvatore insieme a Bevilacqua Mario per prelevare la sostanza
stupefacente di cui si riforniva periodicamente, il GALLUZZI gli aveva detto che
purtroppo non erano riusciti ad uccidere MANZI ed, alla presenza di Antonello
(Ferrante) e di un altro ragazzo (di cui il collaboratore non ricordava il nome,
indicato inizialmente come Annibale e successivamente riconosciuto in fotografia
ed individuato in MORELLO Carmine), indicati quali autori materiali
dell’attentato, aveva esplicitato che la colpa era da riferire a colui che aveva
sparato perché non era sceso dalla moto per colpire da vicino MANZI dopo che
questi era caduto a terra.
Anche in relazione a PERCIACCANTE è stato espresso un giudizio positivo in
ordine alla sua attendibilità intrinseca.
In questo caso la circostanza del coinvolgimento del GALLUZZI nella
programmazione del tentato omicidio in esame è caduta sotto la diretta percezione
del dichiarante.
Il PERCIACCANTE è stato riconosciuto in più setenze passate in giudicato (es.
sentenze procedimento cosiddetti “Lauro” e “Timpone Rosso”) come un affiliato
della consorteria operante in Cassano Jonio facente capo ad Abruzzese Francesco
detto “Dentuzzo”, particolarmente attivo nel traffico delle sostanze stupefacenti.
Dalle concordi dichiarazioni dei collaboratori emerge che ACRI Nicola era in quel
periodo appoggiato dalla consorteria di Cassabo Jonio che preferiva fosse lui a
prendere il comando in Rossano dati gli stretti rapporti delinquenziali in corso.
Sicchè risulta plausibile che il GALLUZZI abbia narrato al PERCIACCANTE del
tentativo di uccidere MANZI e come fossero andate le cose, anche perché tale
uccisione era diretta all’eliminazione del soggetto che in quel momento
rappresentava il principale elemento di disturbo al predominio di ACRI Nicola sul
territorio di Rossano, voluto anche dal clan di Cassano Jonio.
Deve quindi concludersi per la sussistenza nei confronti di GALLUZZI Salvatore
dei gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati in esame poiché le credibili
dichiarazioni dei collaboratori GALLINA e PERCIACCANTE si riscontrano
vicendevolmente sul punto.
76
Non può essere invece valorizzato quanto riferito da CURATO Vincenzo su
questo episodio in quanto egli ha appreso le notizie da CALABRO’ Giuseppe e da
CAMPANA Savaerio durante un periodo di comune detenzione.
Ma CALABRO’ è la stessa fonte che ha riferito a GALLINA del coinvolgimento nel
delitto dell’indagato in esame e quindi si verterebbe in un caso di circolarità della
prova; mentre il CAMPANA è il genero di MANZI ( a sua volta gambizzato dalla
cosca ACRI perché spacciava droga nel territorio di Rossano) e non risultano
esplicitati i successivi rapporti tra il CAMPANA ed il GALLUZZI che giustifichino
logicamente il fatto che quest’ultimo abbia narrato al primo della sua
partecipazione al tentato omicidio del suocero, sebbene quest’ultimo si fosse
sottomesso alla cosca rossanese, come risulta accertato in atti .
Né tale quadro è inficiato dal fatto che SOLFERINO Gaetano abbia riferito che dal
discorso fatto da Ferrante, Morello e Galluzzi, all’interno del bar vicino al Traforo,
cui aveva assistito per essere vicino ai tre, si evinceva che quest’ultimo non aveva
voluto tale fatto.
Infatti tale circostanza è stata captata dal SOLFERINO nell’ambito di un discorso
cui egli non pertecipava direttamente ma che ascoltava per essersi trovato vicino
agli interlocutori e le sue dichiarazioni sul punto sono generiche riferendo di una
percezione che non ha subito il vaglio del confronto diretto e
dell’approfondimento per non essere il collaboratore direttamente coivolto né nel
delitto né nella discussione.
Sicchè sul punto risultano maggiormente credibili il CALABRO’ ed il
PERCIACCANTE in quanto il CALABRO’ era sin dall’inizio contiguo agli
organizzatori del delitto ed il PERCIACCANTE ha raccolto il resoconto dettagliato
dell’attentato direttamente dai responsabili .
Ugualmente sussistono i gravi indizi di colpevolezza nei confronti di FERRANTE
Giuseppe e MORELLO Carmine alla stregua della concordi attendibili
dichiarazioni dei collaboratori GALLINA, PERCIACCANTE e SOLFERINO.
Il GALLINA ha narrato che il giorno successivo all’attentato CALABRO’ Giuseppe
gli aveva riferito che ad eseguirlo erano stati FERRANTE Giuseppe (detto
Antonello) e MORELLO Carmine a bordo di una moto rubata. E’ già stata
esplorata l’attendibilità di queste dichiarazione in considerazione dei rapporti
intercorrenti tra il GALLINA ed il CALABRO’. Va altresì indicato che dallo
stralcio della sentenza del processo “OMBRA” si evince che anche il FERRANTE è
stato condannato per affiliazione alla medesima associazione ex art. 74 D.P.R. n.
309/90 del GALLUZZI e del CALABRO’.
Come già detto PERCACCINTE ha riferito che Antonello (nome con il quale è
comunemente chiamato il FERRANTE come si desume dalle concordi
dichiarazioni di Curato, Solferino, Perciaccante), dopo avere assentito in sua
presenza all’affermazione del GALLUZZI che l’attentato era fallito per colpa sua,
era stato preso in giro perché non aveva avuto il coraggio di scendere dalla moto e
sparare a MANZI mentre era a terra (Noi chiedemmo al ragazzo che tipo di arma aveva
77
utilizzato per tentare di uccidere “Tom Tom” senza riuscirvi. Il ragazzo ci rispose che
aveva utilizzato una calibro 38. Ricordo inoltre che sia io che Mario BEVILACQUA
prendemmo in giro quel ragazzo dicendo che con una calibro 38 non poteva sbagliare. Il
ragazzo che aveva sparato si giustificava dicendo che dopo aver sparato a “Tom Tom”,
avendolo visto per terra, pensava fosse morto, vista la presenza anche del figlio piccolo, non
se l’era sentita di scendere dalla moto e dargli, per sicurezza, il colpo di grazia davanti al
figlio..
In quel medesimo frangente gli veniva indicato il ragazzo che aveva guidato la
moto, soggetto che egli non conosceva bene (con Antonello aveva maggiori
frequentazioni per via del traffico di droga) e di cui aveva affermato di non
ricordare il nome, anche se nel primo interrogatorio aveva riferito che gli
sembrava si chiamasse Annibale.
Successivamente, il PERCIACCANTE ha riconosciuto fotograficamente questo
soggetto individuato nel MORELLO.
Anche in questo caso il Perciaccante ha narrato circostanze cadute sotto la sua
diretta percezione.
Si richiama quanto già detto in ordine ai rapporti delinquenziali intercorrenti tra il
Perciaccante e gli affiliati al clan di Rossano che giustificano le rivelazioni di questi
ultimi .
Il fatto che il PERCICCANTE in un primo momento abbia indicato in modo
erroneo il nome del soggetto in questione, non inficia la valenza del
riconoscimento successivo poichè sin dall’inizio il collaboratore aveva riferito di
non ricordarne il nome ed aveva altresì fatto menzione della circostanza
individualizzante che questi dopo pochi giorni era stato posto agli arresti
domiciliari, come effettivamente si è appurato essere accaduto al MORELLO .
Infine, SOLFERINO Gaetano ha dichiarato che in un’occasione in cui si trovava nel
bar nei pressi del Traforo, vicino a Galluzzi, Ferrante e Morello, aveva sentito che i
tre discutevano del tentato omicidio in danno di Manzi.
In particolare il Ferrante si “vantava” di avere compiuto il fatto dicendo che
avrebbe ammazzato Manzi se il figlio di quest’ultimo non si fosse accorto di lui e
del Morello sulla moto e non avesse spinto il padre (in un primo momento il
collaboratore ha ricordato la vicenda della spinta in modo confuso, dicendo che il
figlio di Manzi aveva dato la spinta alla moto sulla quale erano Ferrante e Morello,
poi ha rettificato nel senso che il figlio di Manzi aveva spinto il proprio padre).
Il SOLFERINO ha anche narrato che dalla discussione emergeva che il GALLUZZI
non voleva questo fatto, ma in oridne a tale circostanze si rinvia a quanto su
rappresentato.
Viceversa non può ritenersi la sussistenza di un grave quadro indiziario nei
confronti di ACRI Nicola in ordine ai reati in esame.
Sebbene egli sia indicato da tutti i collaboratori come il soggetto che aveva diretto
interesse all’eliminazione del MANZI; tuttavia il solo PERCIACCANTE ha
78
narrato di avere avuto un contatto diretto con ACRI Nicola che aveva manifestato
la sua deliberazione di uccisione l’avversario.
Ma le dichiarazioni di questo collaboratore non sono riscontrate quanto alla
condotta nella quale si è concretato l’ipotizzato mandato da parte di ACRI Nicola.
Sul punto la costante giurisprudenza di legittimità ritiene necessari specifici
elementi oggettivi di riscontro in ordine alla condotta afferente al mandato, non
essendo sufficiente la prova logica costituita dal solo interesse all’uccisione del
MANZI.
4.2
- REATO DI FAVOREGGIAMENTO DELLA LATITANZA DI GALLUZZI
SALVATORE (CAPO 3. IMPUTATI: De Simone Augusto, Graziano
Umberto, Sommario Francesco, Olivo Anna, Polillo Luigi, Scura Gennaro,
Donato Carmine Enzo, Donato Espedito, Feratti Roberto, Interlandi
Vincenzo;
-REATO DI FAVOREGGIAMNETO DELLA LATITANZA DI ESPOSITO
SERGIO (CAPO 4. IMPUTATO: Federico Giovanni).
Anche in relazione a questo reato si riportano di seguito per esteso il contenuto dfella
richiesta del P.M.
“Tutti i collaboratori di giustizia che hanno reso dichiarazioni nell’ambito del
procedimento che ci occupa riferiscono del ruolo di GALLUZZI Salvatore in seno alla
cosca rossanese.
GALLUZZI è stato additato quale fiduciario di ACRI Nicola che gli ha delegato il
controllo del traffico di stupefacente. A conferma di questa ipotesi
GALLUZZI era
condannato, in esito al p.p. n.2138/03 modello 21 D.D.A., quale partecipe di un sodalizio
cominale del tipo di quello previsto dall’art. 74 DPR 309/90, operante in Rossano e luoghi
viciniori nel corso del 2003. Questa Sentenza diveniva definitiva in data 27/05/201052, la
52
Si riporta l’imputazione associativa della sentenza n. 1146/08 di II^ grado emessa dalla Corte
d’Appello di Catanzaro nell’ambito del processo “OMBRA” nel quale Galluzzi Salvatore è stato
condannato, oltre che per singole fattispcie di spaccio di sostanze stupefacenti, anche per la
predetta associazione unitamente a CALABRO’ Giuseppe, ESPOSITO Sergio, FERRANTE
Giuseppe, MORELLO Carmine, ed altri imputati :
GALLUZZI Salvatore, FERRANTE Giuseppe, CALABRO’ Giuseppe, CALABRO’ Salvatore,
ESPOSITO Sergio, CAVALLO Francesco, OLIVO Anita, POLILLO Luigi, MORELLO Carmine,
BEVILACQUA Pasquale, CARUSO Natale, SALONE Tommaso, ROCCO Giustino e Pisano
Antonio
44) Del reato di cui all’art. 74 co. 1,2,3,4, D.P.R. 309/90 per avere rispettivamente promosso,
costituto, diretto e comunque preso parte ad una associazione armata dedita al traffico di
sostanze stupefacenti del tipo cocaina, operante nel centro storico di Rossano e nelle zone
limitrofe, fruente di canali di approvvigionamento di notevoli quantità di cocaina, detenute e
successivamente cedute ad altri partecipanti ovvero a consumatori al minuto.
79
Procura Generale emetteva, tempestivamente, l’ordine di esecuzione ma GALLUZZI
Salvatore, ESPOSITO Sergio detto “Pica Pica”, nato a Rossano (CS) il 27/01/1970,
CAVALLO Francesco, nato a Corigliano Calabro (CS) il 06/08/1975 si rendevano latitanti
.I primi due si costituivano, rispettivamente, il 22.10.2010 ed il 5.6.2010, GALLUZZI
veniva tratto in arresto, in Vigevano, in data 26 febbario 2011.
L’arresto di GALLUZZI era reso possibile sulla base dell’analisi dei flussi telefonici delle
utenze in uso ad ACRI Nicola col quale era in costante contatto.
Le utenze di GALLUZZI sono state intercettate, per qualche giorno, prima del suo arresto
per cui si è dimostrato che aveva una fitta rete di favoreggiatori ed era in contatto con la
cosca rossanese.
Per l’ordinaria amministrazione teneva i contatti con POLILLO Luigi e SCURA Gennaro
, per gli affari più importanti veniva contattato da SOMMARIO Francesco cioè da chi,
ancora oggi, regge le sorti della ndrina rossanese per la contestuale assenza di ACRI
Nicola e dello stesso Galluzzi. Dalle intercettazioni delle utenze in uso ad ESPOSITO
Sergio53 ed a GALLUZZI Salvatore54 si evinceva che GRAZIANO Umberto, nato a
Rossano (CS) il 09/12/1984, il 27 maggio del 2010, cioè il giorno in cui era attesa la
Sentenza della Cassazione per il processo c.d “Ombra”, era stato inviato a Roma in modo
da avere immediate notizie sulla decisione.
Alle ore 09:10 ESPOSITO Sergio telefonava a GRAZIANO Umberto per accertarsi che
fosse arrivato nei pressi della Corte di Cassazione e avesse preso contatto con gli
avvocati55. Alle ore 09:47 GRAZIANO Umberto comunicava ad ESPOSITO Sergio di
avere incontrato gli avvocati56
In particolare:
Galluzzi Salvatore, promuoveva , costituiva e dirigeva l’associazione;
Ferrante, Calabrò G. Calacro S. Esposito, Cavallo, Olivo, Polillo, Caruso, Salone, Morello,
partecipavano all’associazione.
Bevilacqua e Rocco partecipavano all’associazione e ne erano i principali fornitori;
con l’aggravante della disponibilità della pistola-revolver cal. 38 Special Smith e Wesson matr.
Ccc0935 cat. 9993, e relativo munizionamento, occultata nei cespugli (capo45).
Con l’aggravante di essersi 10 o più associati e perché tra i partecipanti vi erano Calabro Giuseppe
e Cavallo Giuseppe (tossicodipendenti)
Fatti accertati in Rossano dall’aprile 2003 fino all’attualità o comunque sino al 15 luglio 2003.
utenza n.347/9079160 n.106/10 R. Int
utenza n.333/8887005 n.42/2010 R.Int.
55
Decreto:
106/10 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 347/9079160 in uso a ESPOSITO Sergio alias
“Pica Pica” nato a Rossano (CS) il 27/01/1970, ivi residente in Piazza
Nino Chefalo nr. 1.
contatto:
chiamato, utenza 340/8407197 in uso a GRAZIANO Umberto nato a
Rossano (CS) il 09/12/1984 ivi residente.
Progressivo:
2145, datato 27/05/2010, delle ore 09:10;
53
54
80
Durata:
INTERLOCUTORI
ESPOSITO:
GRAZIANO:
01:08’
ESPOSITO Sergio nato a Rossano (CS) il 27/01/1970.
GRAZIANO Umberto nato a Rossano (CS) il 09/12/1984.
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
Pronto?
Aho?
Uh ... com'è?
Buongiorno com'è?
Buongiorno ... due minuti è sono là !!
Ancora devi essere là ? ...
Due minuti è sono là! ... sono a 250 metri... sto parcheggiando ...
Scusa un pò ... ma se quello ti aveva detto che venivano ... non è che li
vedi mò qa quelli !!
GRAZIANO:
Alle 09.30 è il coso ... io già alle 09.00 sono là ... sto parcheggiando ...
ESPOSITO:
Ma se gli avvocato ti avevano detto che già alle 08.00 dovevi essere là
!!
GRAZIANO:
Ehm ... alle 09.00 !!
ESPOSITO:
Che cazzo sei andato a fare ... per i coglioni sei andato a fare ... te lo
dico io che è in questa maniera ... ha chiamato ieri ha chiamato ... mò
non è che li vedi ... quelli sono già dentro sono ...
GRAZIANO:
Ma ... ma tengo il numero di telefono poi io ... mò lo chiamo ...
ESPOSITO:
Ehm che fa il numero di telefono ... quelli lasciano il coso e vengono
da te !! ... dal ministro degli interni !! ... vedi se aspetti che vengono ...
chi sà davanti la porta ...
GRAZIANO:
Io mò mi siedo alla panchina e sto là ... tutto oggi ...
ESPOSITO:
Alla Cassazione sei tu ?
GRAZIANO:
Si io mò sto parcheggiando la macchina ...
ESPOSITO:
Si ma quelli già sono arrivati ... aspetta davanti là ... vedi tu un pò ...
ciao.
GRAZIANO:
Ciao ... cioa ... ci sentiamo dopo ...
ESPOSITO:
Ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 161/A ALLA C.N.R. ROS)
56
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
106/10 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza 347/9079160 in uso a ESPOSITO Sergio alias “Pica
Pica” nato a Rossano (CS) il 27/01/1970, ivi residente in Piazza Nino
Chefalo nr. 1.
chiamato, utenza 340/8407197 in uso a GRAZIANO Umberto nato a
Rossano (CS) il 09/12/1984 ivi residente.
2146, datato 27/05/2010, delle ore 09:47;
00:51’
INTERLOCUTORI
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO Sergio nato a Rossano (CS) il 27/01/1970.
GRAZIANO Umberto nato a Rossano (CS) il 09/12/1984.
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
Si ?
Aho ?
Aho ?
Ma lo hai visto l'avvocato ?
Si ... si ... a due ne ho visti ...
Ah ?
A due ne ho visti ...
Ehm ... ma ci sono già là ?
81
Questa
telefonata è l’ultima effettuata da ESPOSITO Sergio il quale, subito dopo,
spegneva l’apparato cellulare (per non riaccenderlo più), ed evidentemente attingeva
informazioni solo per il tramite di terze persone. Anche GALLUZZI Salvatore
interrompeva i contatti telefonici ma, a differenza di ESPOSITO, cedeva il proprio
apparato cellulare alla moglie OLIVO Anita57 che iniziava a gestire i colloqui tra i vari
sodali sempre al fine di conoscere tempestivamente l’esito dell’udienza.
La conferma dell’esistenza di una vera e propria organizzazione tesa a favorire la fuga
degli indagati, qualora questa si fosse resa necessaria, derivava da una serie di colloqui
intercettati sull’utenza cellulare in uso a SOMMARIO Francesco58, che gestiva tutte le
chiamate finalizzate a conoscere l’esito dell’udienza. La prima telefonata veniva
intercettata
alle
ore
12:47,
allorquando
GRAZIANO
Umberto
comunicava
a
SOMMARIO Francesco l’ultimazione della discussione59.
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
GRAZIANO:
ESPOSITO:
Si ... ora stanno entrando ...
Eh ... ehm ... e che è venuto ?
Si ... ora stanno entrando ...
E chi è venuto ?
ZAGARESE è già entrato ...
Chi c'è ?
ZAGARESE e ... (Incomprensibile) ...
Giovanni ?
Aha !! ... Ci ho parlato ...
... incomprensibile ...ehm ... a CRIBARI non lo hai visto? ...a
CRIBARI
GRAZIANO:
No non ho visto a nessuno ancora... solo loro due ho visto per ora …
ESPOSITO:
Neanche l'avvocato mio ... quello di Roma ...
GRAZIANO:
No ... ancora no !!
ESPOSITO:
Aha ... va bene ... ciao
GRAZIANO:
Ciao ... ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.162/A ALLA C.N.R.
ROS)
nata a Rossano (CS) il 26/12/1972
utenza n.392/4506255, n.386/09 R.Int.
59
Decreto:
386/09 R.Int. (Proc. Pen. 2907/07 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 392/4506255 in uso a SOMMARIO Francesco
nato a Rossano (CS) il 31/10/1975, ivi residente.
contatto:
chiamato, utenza 340/8407197 in uso a GRAZIANO Umberto nato
a Rossano (CS) il 09/12/1984 ivi residente.
Progressivo:
36351, datato 27/05/2010, delle ore 12:47;
Durata:
00:46’
57
58
INTERLOCUTORI
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO Francesco nato a Rossano (CS) il 31/10/1975.
GRAZIANO Umberto nato a Rossano (CS) il 09/12/1984.
82
Alle ore 19:00 SOMMARIO Francesco ricontattava GRAZIANO Umberto che
gli
riferiva di trovarsi in compagnia degli avvocati che erano in attesa di notizie.
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
SOMMARIO:
GRAZIANO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
386/09 R.Int. (Proc. Pen. 2907/07 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza 392/4506255 in uso a SOMMARIO Francesco
nato a Rossano (CS) il 31/10/1975, ivi residente.
chiamato, utenza 340/8407197 in uso a GRAZIANO Umberto
nato a Rossano (CS) il 09/12/1984 ivi residente.
36377, datato 27/05/2010, delle ore 19:00;
01:14’
SOMMARIO Francesco nato a Rossano (CS) il 31/10/1975.
GRAZIANO Umberto nato a Rossano (CS) il 09/12/1984.
Pronto ?
Aho ?
Uhm ... dimmi ?
Ma com'è ?
Niente ancora ... non si sa nulla ...
Ma dove sei ?
Sto rientrando ...
Ah?
Sto rientrando ...
Non ho capito ...
Sto tornando ... sono riservati ancora ...
Eh ... quando ci vuole ancora ...
Eh ... eh ... Francè ... se lo sapevo ? ... se si sapeva ... si sono
riservati ... però è strano come mi ha detto l'avvocato ... bù? ... di
solito un oretta un oretta e mezza ... di solito è così ... ehm ...
sono usciti dalle 12:30 sono le sei ancora ... sono le sette ancora
niente ...
ehm ... non è meglio allora scusa ...
Ehm ... non lo so ... comunque appena arrivo ti telefono ...
Tra quanto tempo ritorni più o meno ...
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
SOMMARIO:
GRAZIANO:
Pronto ?
Che c'è ?
Dimmi tutto ? ... mò è finito ?
Io ti devo dire tutto Umbè ?
Mò è finito ... mò sto andando a pranzo con l'avvocato ...
Aha ...
Ehm ... per le due ... per le due si sa ... due ... due e un quarto ... infatti
il tempo che pranziamo e poi chiamiamo in cancelleria ...
SOMMARIO:
Ehm ...
GRAZIANO:
Va bene ?
SOMMARIO:
Ok !!
GRAZIANO:
Ti chiamo io per le due e mezza ... due e ... come sò qualcosa ti telefono
SOMMARIO:
Ciao ...
GRAZIANO:
Ciao ... ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.163/A ALLA C.N.R.
ROS)
83
GRAZIANO:
Tra una oretta e mezza abbondante ... anche due .. o
SOMMARIO:
Ok va bene ...
GRAZIANO:
Ok ... ciao
SOMMARIO:
ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.164/A
ALLA C.N.R. DEL ROS)
La notizia della conferma delle condanne di primo e secondo grado giungeva solo alle
ore 19:51, quando GRAZIANO Umberto telefonava a SOMMARIO Francesco cui
riferiva testualmente “…per tutte le persone ... conferma in toto tutta la sentenza di
secondo grado...”.
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
386/09 R.Int. (Proc. Pen. 2907/07 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza 392/4506255 in uso a SOMMARIO
Francesco nato a Rossano (CS) il 31/10/1975, ivi residente.
chiamante, utenza 340/8407197 in uso a GRAZIANO
Umberto nato a Rossano (CS) il 09/12/1984 ivi residente.
36385, datato 27/05/2010, delle ore 19:51;
00:38’
SOMMARIO:
SOMMARIO Francesco nato a Rossano (CS) il 31/10/1975.
GRAZIANO:
GRAZIANO Umberto nato a Rossano (CS) il 09/12/1984.
In sotto fondo ed in forma ambientale si sentiva la voce di GRAZIANO Umberto che dice:
mò ... è un guaio .... i latitanti ... L’espressione è di estremo rilievo perché sintetizzava
l’onore che la cosca avrebbe dovuto assumere per la latitanza di una serie di persone
SOMMARIO:
Ehi ?
GRAZIANO: Francè !!
SOMMARIO:
Aho ?
GRAZIANO: Ehm ... ehm ... niente mi ha chiamato l'avvocato ... conferma tutto il
secondo grado ...
SOMMARIO:
Quindi hanno preso la condanna ?
GRAZIANO: Si ... per tutte le persone ... conferma in toto tutta la sentenza di secondo
grado ...
SOMMARIO:
Aha ... ho capito ... va bene ...
GRAZIANO: Va bene ?
SOMMARIO:
Si !!
GRAZIANO: Ciao ... ciao ...
SOMMARIO:
Ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.165/A
ALLA C.N.R. DEL ROS)
Come accennato in precedenza, in prossimità della pronuncia della Sentenza della Corte
di Cassazione, l’utenza cellulare in uso a GALLUZZI Salvatore, veniva utilizzata
esclusivamente dalla moglie OLIVO Anita. Dalle ore 18:20 del 27/05/2010, si
84
registravano
una serie di colloqui tra OLIVO Anita, POLILLO Luigi60 e SCURA
Gennaro61, i quali, come si vedrà in seguito, avranno un ruolo fondamentale nel
fiancheggiamento della latitanza di GALLUZZI finalizzati ad ottenere notizie aggiornate
da Roma per preparare la fuga di GALLUZZI Salvatore.
Si riportano qui di seguito le conversazioni intercettate cui si fa riferimento:
Decreto:
09/10 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 348/4779760 in uso a POLILLO
Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente Via II^
Acqua di Vale nr. 26.
contatto:
chiamato, utenza cellulare 348/4779867 intestata, ed in uso a
LAURENZANO Giovanna nata a Rossano (CS) il 23/06/1991,
ivi residente via San Michele snc.
718, datato 27/05/2011, delle ore 18:21;
00:48’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO Giovanna nata a Rossano (CS) il
23/06/1991.
POLILLO Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982.
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO:
Aho ?
Ehi ... dimmi?
Dove sei ?
Sono in giro ...
Aha ... ma puoi venire ?
Perchè?
... incomprensibile ...
Ah ?
Hai saputo qualcosa ?
Non ho capito ...
Avete saputo qualcosa ?
No proprio adesso ci ha chiamato ... è sono ancora chiusi ...
(ndr. si rivolge ad OLIVO Anita indicata come Annetta
presente vicino a lei) Hai capito Annetta !! ... ha chiamato
proprio adesso ... e loro ancora sono chiusi ... infatti pure a
Lucia gli è arrivata la telefonata ... e dice che ancora non
sanno niente ...
POLILLO:
Aha ...
LAURENZANO:
Vabè quando vuoi venire ... vieni ... capito ?
POLILLO:
Eh ... tanto ci sentiamo dopo ... ciao ... ciao ...
LAURENZANO:
Ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 166/A
ALLA C.N.R. DEL ROS)
60
61
nato a Rossano (CS) il 25/10/1982 utenza n. 348/4779760 n.490/10 R.Int
nato a Cariati (CS) il 02/06/1985 (utenza n. 327/3360924
85
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
409/10 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza cellulare 348/4779760 in uso a POLILLO
Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente Via II^
Acqua di Vale nr. 26.
chiamante, utenza cellulare 327/3360924 in uso a SCURA
Gennaro nato a Cariati (CS) il 02/06/1985, ivi residente in
via II Acqua di Vale nr.14 .
727, datato 27/05/2011, delle ore 19:12;
00:00’
Progressivo:
Durata:
TESTO DELL’ SMS
Qlke novita...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 167/A
ALLA C.N.R. DEL ROS)
Decreto:
409/10 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 348/4779760 in uso a POLILLO
Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente Via II^
Acqua di Vale nr. 26.
contatto:
chiamato, utenza cellulare 327/3360924 in uso a SCURA
Gennaro nato a Cariati (CS) il 02/06/1985, ivi residente in
via II Acqua di Vale nr.14 .
Progressivo:
728, datato 27/05/2011, delle ore 19:13;
TESTO DELL’ SMS
No,compa
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.168/A
ALLA C.N.R. DEL ROS)
Decreto:
409/10 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 348/4779760 in uso a POLILLO
Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente Via II^
Acqua di Vale nr. 26.
contatto:
chiamato, utenza cellulare 327/3360924 in uso a SCURA
Gennaro nato a Cariati (CS) il 02/06/1985, ivi residente in
via II Acqua di Vale nr.14 .
Progressivo:
731, datato 27/05/2011, delle ore 20:03;
Durata:
00:00’
TESTO DELL’ SMS
Anno
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.169/A
ALLA C.N.R. DEL ROS)
86
Decreto:
409/10 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 348/4779760 in uso a POLILLO
Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente Via II^
Acqua di Vale nr. 26.
contatto:
chiamante, utenza cellulare 327/3360924 in uso a SCURA
Gennaro nato a Cariati (CS) il 02/06/1985, ivi residente in
via II Acqua di Vale nr.14.
Progressivo:
732, datato 27/05/2011, delle ore 20:04;
Durata:
00:00’
TESTO DELL’ SMS
Lo so mi hanno appena kiamato...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 170/A
ALLA C.N.R. DEL ROS)
Decreto:
409/10 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 348/4779760 in uso a POLILLO
Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente Via II^
Acqua di Vale nr. 26.
contatto:
chiamato, utenza cellulare 332/1957531 in
LAURENZANO Giovanna nata a Rossano
23/06/1991, ivi residente via San Michele snc.
Progressivo:
738, datato 27/05/2011, delle ore 20:16;
Durata:
00:53’
uso
(CS)
a
il
INTERLOCUTORI
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO Giovanna nata a Rossano (CS) il 23/06/1991,
ivi residente.
POLILLO Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente.
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO:
POLILLO:
LAURENZANO:
POLILLO:
Luigi ?
Aho ?
Ehe ... Che sto accendendo il telefono ...
Ehm ... ehm ... hanno accettato tutto ...
Eh ... eh la madonna ...
Hanno confermato tutto ... vedi se trovi un passaggio ... vieni tu qua
... non lo so ... sennò ci vediamo dopo ...
LAURENZANO: Dove devo venire ?
POLILLO:
Va bè non fa niente non venire ...
LAURENZANO: Non ti sto capendo ... Luigi !!
POLILLO:
Aspettami a casa che poi ci vediamo dopo ...
87
LAURENZANO: Che sto venendo ... che vengo con la macchina di papà piano ... piano ...
POLILLO:
Dove vieni con la macchina di tuo padre ... dove vieni !!
LAURENZANO: Ma dove sei Luigi ?
POLILLO:
Non ci venire con la macchina di tuo padre ...
LAURENZANO: Eh ... come vengo ?
POLILLO:
Eh ... fatti accompagnare di Piero ... trovati un passaggio ...
LAURENZANO: Non c'è Piero ... Luigi !!
POLILLO:
Eh ... quà con la macchina non ci venire ...
LAURENZANO: Eh ... si che mi accompagna papà ... ciao !!
POLILLO:
Ehm ... ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 171/A
ALLA C.N.R. DEL ROS)
Decreto:
409/10 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 327/3360924 in uso a SCURA
Gennaro nato a Cariati (CS) il 02/06/1985, ivi residente in via II
Acqua di Vale nr.14 .
contatto:
chiamante, utenza cellulare 333/8887005 intestata a
PELLEGRINO Caterina nata Rossano (CS) il 09/11/1977, ivi
residente in Contrada Lacuna snc., ma in uso a GALLUZZI
Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976 ivi residente,
Contrada Pantasima, ed OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il
26/12/1973, ivi residente alla C.da Pantasima snc..
Progressivo:
2562, datato 27/05/2011, delle ore 19:51;
Durata:
00:20’
INTERLOCUTORI
SCURA:
SCURA Gennaro nato a Cariati (CS) il 02/06/1985, ivi rsidente.
OLIVO:
OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il 26/12/1973, ivi residente.
SCURA:
OLIVO:
SCURA:
OLIVO:
SCURA:
Pronto ?
Gegè ?
Ehe ?
Vieni un pò per piacere ...
Va bene ...
Mentre la comunicazione viene chiusa si sente SCURA Gennaro che riferendosi ad un
persona presente vicino a lui dice:" Io me ne devo andare ".
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.172/A
ALLA C.N.R. DEL ROS)
Le indagini che portavano alla cattura di ACRI, in Bologna, il 20 novembre del 2010,
consentivano il rintraccio di GALLUZZI Salvatore.
88
L’analisi del traffico telefonico dell’utenza 366349927662 in uso al latitante ACRI Nicola,
consentiva di documentare contatti tra lo stesso e GALLUZZI Salvatore.
Il primo di questi contatti era costituito da una conversazione telefonica, registrata in data
17/11/2010, alle ore 19:06 (progressivo n. 4), nel corso della quale GALLUZZI Salvatore,
utilizzando una cabina telefonica pubblica avente n.0381347586, ubicata alla via G.
Leopardi n. 8/C del Comune di Vigevano (PV), parlava con ACRI Nicola.
La conversazione, che di seguito si riporta, evidenziava che GALLUZZI Salvatore, per
conto di ACRI Nicola, stava gestendo l’acquisto di qualcosa. Dopo i convenevoli, infatti,
GALLUZZI Salvatore informava ACRI Nicola di avere parlato con “quello” che avrebbe
iniziato (un’attività non specificata) la settimana successiva “…a quello gliel'ho detto...
poi inizia la prossima settimana!...”. Sebbene non fosse specificato il contenuto della
conversazione la stessa aveva certamente ad oggetto un qualche traffico illecito. La
deduzione origina non solo dalla caratura criminale dei due interlocutori, entrambi
latitanti, in quel momento, ma, soprattutto, dal tenore del colloquio. GALLUZZI
Salvatore, infatti, informava il proprio “capo” dei tempi della conclusione e otteneva
l’autorizzazione ad attendere “…inizia quando vuole... non ci sono problemi…”. Prima
del termine della conversazione, ACRI Nicola si informava del se GALLUZZI Salvatore
avesse bisogno di qualcosa, il quale rispondeva di essere stato prelevato e portato a
telefonare da una cabina pubblica da un ragazzo. Quest’ultina circostanza è importante
perché lasciava evincere che GALLUZZI Salvatore godeva di appoggi logistici nella
cittadina di Vigevano assicuratigli da ACRI Nicola.
Decreto:
Obiettivo:
1101/10 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, 3663499276 intestata a SPERANZA Carmela, nata
Rossano (CS) il 07/10/1970, residente a Crosia (CS), in uso a
ACRI Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979;
Contatto:
chiamante, utenza di telefonia pubblica 0381347586 ubicata in
Vigevano (PV), Via Giacomo Leopardi nr. 8, nell’occasione in
uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il
30/06/1976.
Progressivo:
4, datato 17/11/2010, delle ore 19.10;
Durata:
01’:43’’
_______________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
ACRI:
ACRI Nicola nato a Sondrio il 14/04/1979;
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore nato a Rossano (CS) il 30/06/1976.
______________________________________________________________________________
ACRI:
Si...!
GALLUZZI:
Pronto... buonasera!
ACRI:
Eh... amico mio come sta?
GALLUZZI:
Tutto bene?
ACRI:
Si... tutto a posto!
GALLUZZI:
Dai... fai tanti auguri al bambino!
ACRI:
Grazie eh (ride)!
GALLUZZI:
Che... a quello gliel'ho detto... poi inizia la prossima settimana!
ACRI:
Va benissimo... non ci sono problemi, inizia quando vuole... non ci
sono problemi!
62
intestata a SPERANZA Carmela, Rossano -CS- 07/10/1970 - Rit. 1101/10 del 17/11/2010
89
GALLUZZI:
Aveva un pò di fretta... gli ho detto... oh, vedi che...
ACRI:
Ma non ci sono problemi... però anche per sabato...
(si accavallano le voci)
ACRI:
Ma non ci sono mica problemi!... senti... l'amico... non so se ti serve
qualcosa... fammelo sapere perchè non penso che ce la fa a
passare!
GALLUZZI:
Eh... vabbe non fa niente, tanto quello mi ha assicurato che
fra qualche giorno...
ACRI:
Si... si... no! ci vuole... mi ha detto che per l'altra settimana
dovrebbe essere tutto apposto! già si sono messi in moto!
GALLUZZI:
Eh... me lo hanno...!
ACRI:
A te ti serviva qualcosa... volevi portato qualcosa?
GALLUZZI:
No... tutto bene apposto!
ACRI:
Hai tutto si?
GALLUZZI:
Si, si tutto apposto!
ACRI:
Il resto tutto apposto?
GALLUZZI:
Si tutto apposto!
ACRI:
Poi ci sentiamo!
GALLUZZI:
Poi ti fai sentire tu dai!
ACRI:
Si... non ti preoccupare! tu sei da solo?... che stai facendo?
GALLUZZI:
No... adesso è venuto quel ragazzo a prendermi, che... mi ha
portato a telefonare! (ride)
ACRI:
Vabbè... gli dici che... quando vuole non è un problema!...
vediamo dai!
GALLUZZI:
Si... eh... non ti preoccupare... tutto apposto!
ACRI:
Ok!
GALLUZZI:
Ti raccomando, baciami i bambini.
ACRI:
Ciao.
GALLUZZI:
Ciao.
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 173/A ALLA C.N.R. ROS)
Una volta registrata la conversazione di cui sopra venivano analizzati tutti i contatti
telefonici che ACRI Nicola, utilizzando l’utenza n. 3663499276, aveva intrattenuto con
cabine telefoniche pubbliche ricadenti nel comune di Vigevano (PV). L’accertamento
consentiva di verificare contatti quasi giornalieri tra i due e di individuare l’esatta
ubicazione delle cabine utilizzate da GALLUZZI Salvatore nei contatti con ACRI Nicola.
In particolaresi è individuavano una serie di cabine pubbliche ed una serie di schede
prepagate che GALLUZZI Salvatore utilizzava per comunicare col proprio capo.
In specie veniva analizzato il traffico delle schede prepagate aventi i seguenti numeri
identificativi:
01804042214; 01900322845;
01900320925; 01804042215;
01900322800;
01700200469;
01804042216;
01700200472;
01701814823;
01700200468;
Dall’analisi dei tabulati del traffico telefonico delle carte telefoniche prepagate utilizzate
da GALLUZZI Salvatore (per contattare ACRI Nicola), emergevano contatti con diverse
utenze cellulari, evidentemente in uso a persone vicine allo stesso GALLUZZI che ne
agevolavano la latitanza.
90
Tra queste utenze emergeva qualle recante numero 338 1479686 intestata ed in uso a
INTERLANDI Vincenzo, nato a Ragusa (RG) il 12/10/1959, residente a Gambolò (PV) al
Corso Umberto nr. 73/C (questa stessa utenza risulterà in uso ad Interlandi quando
subirà una perquisizione contestualmente all’arresto di GALLUZZI Salvatore, sul quale
vedi infra).
Tale utenza veniva prontamente sottoposta ad ascolto giudiziario nell’ambito col decreto
n.40/2011 R.Int..
Alle ore 13:06 del giorno 29/01/2010, sull’utenza intercettata 3381479686 (decr. 40/2011
R.Int.) veniva registrata una telefonata (Progressivo n.149) della durata di 53 sec. (in
entrata) da parte dell’utenza 3454367361, intestata al cittadino rumeno VULPE Ion
(Romania, 11/10/1965), ma utilizzata da GALLUZZI Salvatore. Il positioning relativo
all’utenza 3381479686 permetteva di localizzarla nell’area di Vigevano (PV). Nel colloquio
in esame GALLUZZI Salvatore chiedeva ad INTERLANDI Vincenzo di passare da lui
“…ti fai sentire stasera?...”. INTERLANDI Vincenzo manifestava la disponibilità a
raggiungerlo. I due non convenivano il luogo dell’appuntamento per cui, evidentemente,
INTERLANDI Vincenzo sapeva dove GALLUZZI si nascondeva63. Gli accertamenti
63
Decreto:
Obiettivo:
Contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
INTERLANDI:
40/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza cellulare 3381479686 intestata a INTERLANDI
Vincenzo, nato a Ragusa (RG) il 12/10/1959, residente a Gambolò
(PV) al Corso Umberto nr. 73/C
chiamante, utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion
nato Romania il 11/10/1965, residente Rossano(CS) contrada
Frasso snc, in uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il
30.03.1976, ivi residente alla contrada Pantasima;
149, datato 29/01/2011, delle ore 13.06;
00:00:53 sec.
INTERLANDI Vincenzo, nato a Ragusa il 2/10/1950,residente a
Gambolò (PV) in via C.so Umberto I° n.73/C;
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30.03.1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
________________________________________________________________________________________
INTERLANDI:
Pronto?
GALLUZZI:
Pronto Enzì ...
INTERLANDI:
Buongiorno !
GALLUZZI:
E che male fine hai fatto? ... ma sei partito?
INTERLANDI:
No ... se ... passerò prima di sera …
GALLUZZI:
No ... ma giusto per farti vedere ... incomprensibile
INTERLANDI:
No ma passavo … passavo
GALLUZZI:
Giusto ... per vederti no?
INTERLANDI:
No ho avuto un po da fare, ho avuto un pò da fare poi ti spiego
GALLUZZI:
Ah ah va beh l'importante che è tutto apposto …
INTERLANDI:
Ma si, tu tutto apposto?
GALLUZZI:
Si tutto bene
INTERLANDI:
Boh meno male mi fa piacere
GALLUZZI:
Allora ci ... ti fai sentire stasera?
INTERLANDI:
Io di sera mi faccio vedere si si …
GALLUZZI:
Va bene ...
INTERLANDI:
Eh!
GALLUZZI:
Ci vediamo
91
eseguiti sul conto di VULPE Ion (l’intestatario della scheda in uso a GALLUZZI
Salvatore) hanno permesso di verificare che lo stesso era domiciliato a Rossano (CS),
comune di provenienza sia di ACRI Nicola che di GALLUZZI Salvatore, e di accertare
l’attivazione da parte dello stesso, in data 09/09/2010, di altre quattro schede SIM
Vodafone ed una carta SIM Wind (attivata in data 21/08/2010).
Tutte le utenze attivate da Vulpe venivano intercettate.
(decr. 100/2011 R. Int. del 31/01/2011), risultate intestate a VULPE Ion:
-
3454367361;
3454430420;
3454430422;
3454430423;
3454430425;
3806449604;
Solo dalla utenza 3454367361, risultata nella effettiva disponibilità di GALLUZZI
Salvatore sono state intercettate conversazioni importanti dal punto di vista investigativo.
In data 01/02/2011, alle ore 16:15, GALLUZZI Salvatore riceveva una telefonata (della
durata di 07’55” – progressivo n.2) proveniente da una cabina pubblica sita in Via
Nazionale del Comune di Strongoli (KR) avente nr. 096288185.
Il positioning relativo all’utenza 3454367361, in uso a Galluzzi, consentiva di localizzarla
nell’area di Mortara (PV) ove GALLUZZI Salvatore si trovava ricoverato presso una
clinica. Gli interlocutori di GALLUZZI Salvatore venivano riconosciuti dagli operatori di
p.g. in DE SIMONE Augusto, e GRAZIANO Umberto .
Nel colloquio, che di seguito si riporta, DE SIMONE riferiva di avere avuto l’utenza di
GALLUZZI dalla moglie e poi gli diceva che tale “Ricchinedda” cioè FERRANTE
Giuseppe, detto anche “Antonello” o “il siciliano”, nato a Rossano (CS) il 17/03/1983che era stato arrestato in esecuzione della Sentenza OMBRA- era stato trasferito presso la
casa cincondariale di Vigevano per cui, il giorno dopo, i parenti sarebbero andati a
trovarlo. GALLUZZI era disponibile ad incontrarli li “…E li vuoi fare passare? che ne so
io!...”. DE SIMONE Augusto diceva che, a Vigevano, sarebbe giunta la moglie di
Ferrante che si chiama CAMPANA Assunta della quale GALLUZZI non si fidava “…non
mi fido tanto della moglie ti dico la verità…” per cui lo stesso GALLUZZI invitava il suo
interlocutore a dare ai parenti di FERRANTE un numero di utenza che, da li a poco,
avrebbe dismesso “…Dagli questo numero che poi lo butto magari…”salvo inviare, per il
tramite di una terza persona il numero di una nuova utenza “…Eh te lo mando con quello
a loro non gli faccio sapere niente sennò sembra che non mi fido se mando un altro
numero, hai capito?...”.
INTERLANDI:
Ciao ciao
GALLUZZI:
Ciao
INTERLANDI:
Ciao ciao
(VDS ALLEGATO TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 174/A C.N.R. ROS)
92
Poi GALLUZZI Salvatore chiedeva a DE SIMONE Augusto di rintracciare POLILLO
(POLILLO Luigi, braccio destro di GALLUZZI Salvatore) e di dirgli di telefonargli in
modo tale da avere notizie relative ai propri figli “…O a Polillo o a lui, sempre se si
comporta bene lo stronzo, si mi vengono a fare uno squillo che devo chiedere alcune cose
dei miei figli e che devono fare !...” (effettivamente il giorno successivo GALLUZZI
Salvatore riceverà una telefonata da parte di POLILLO Luigi e SCURA Gennaro che si
riporterà in seguito). Il riferimento è di particolare importanza perché evidenzia che
POLILLO Luigi e SCURA Gennaro sono costantemente a disposizione di GALLUZZI
Salvatore curando ogni suo interesse.
GALLUZZI Salvatore faceva un altro accenno ai familiari di FERRANTE Giuseppe
dicendo che, siccome era in compagnia della moglie, anche la moglie di FERRANTE
Giuseppe poteva dormine presso la sua abitazione.
Anche questo riferimento è importante nella parte in cui evidenzia che OLIVO Anita era
insieme a GALLUZZI Salvatore del quale contribuiva a procurare l’inosservanza di pena
quindi DE SIMONE Augusto passava il telefono a GRAZIANO Umberto che
GALLUZZI Salvatore incaricava di fittare alcuni suoi immobili.
In chiusura di conversazione, infatti, GALLUZZI Salvatore parlava con GRAZIANO
Umberto cui diceva che, in sua assenza, l’organizzazione criminale rossanese era retta
dallo stesso GRAZIANO Umberto, da DE SIMONE Augusto e SOMMARIO Francesco
“…tanto avete fatto il trio ora … tu , lui e il cane?...” che aveva un ruolo preminente
“…vi fa la scuola il cainu vi fa ? vi fa la scuola il cornuto, vi fa ?...” (“cane” e “caino”
sono infatti i soprannomi di SOMMARIO Francesco). Comunque GALLUZZI ribadiva il
proprio ruolo di fondatore e promotore della ndrina rossanese “…Quando parlate con me
ricordatevi una cosa che io vi ho creati però e io vi ho insegnato a dire queste cose !...”. La
risposta di GRAZIANO Umberto era assolutamente chiara “…ci mancherebbe altro…”.
Infine, GRAZIANO Umberto informava il latitante del fatto che comunque loro si
stavano prodigando per portare avanti le attività illecite della cosca “…siamo da
stamattina in giro!...”, la replica di GALLUZZI Salvatore faceva intendere che gli
interlocutori stavano parlando proprio dei guadagni da versare nella “bacinella”
“…L’importante che tornate con le tasche piene!...”.
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
100/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza 3454367361 intestata a VULPE Ion nato in
Romania, l’11/10/1965, ed in uso a GALLUZZI Salvatore, nato a
Rossano (CS) il 30/06/1976
chiamante, utenza 096288185 posto di telefonia pubblica sita in Via
Nazionale Strongoli (KR), nell’occasione in uso a DE SIMONE
Augusto, nato a Cariati (CS) il 02/08/1981 e GRAZIANO
Umberto, nato a Rossano (CS) il 09/12/1984.
2, datato 01/02/2011, delle ore 16:15;
00:07’:53’’
INTERLOCUTORI
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/06/1976;
GRAZIANO Umberto, nato a Rossano (CS) il 09/12/1984;
93
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
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GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
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DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
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GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
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DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
DE SIMONE Augusto, nato a Cariati (CS) il 02/08/1981.
Pronto ?
Oh ?
Che c’è ?
Ti senti bene ?
Eh !
Ah !
Chi sei ?
Babbo natale nculu a chi t’è mortu !
(ride) e come l’hai avuto questo numero ?
Ho chiamato, ha risposto tua moglie e me lo ha dato !
Ah ti ha dato il numero !
Eh, com’è ? come ti senti ?
Tutto a posto
Ah !
Tutt’oggi mi hanno massacrato !
Ora, per un paio di giorni non puoi mangiare, che cazzata /../ [ride]
Ohì che mi hanno combinato oh !
Com’è ?
Che cazzo di cose strane io non le ho mai fatte !
Ah, ascoltami
Tutto a posto, dimmi ?
Ascoltami, guarda che Richineddu è proprio da te !
Proprio qua, qua, qua ?
Si, proprio qua, qua, qua !
Eh, e ora vedo che forse quel nostro amico conosce qualcuno !
Eh, loro, loro dovrebbero…vengono là !
E li vuoi fare passare ? che ne so io !
Eh che…
No aspetta, sai più o meno quando arrivano qua ?
Loro domani, però non so che cazzo, che en so io…il grossu dice chissà ti
devi riposare, cose…
Ma se vogliono qual è il problema, devi vedere chi viene però ?
E viene il fratello sicuramente, il fratello, il fratello e la moglie !
Ah, e come no me la posso vedere io, si !
E gli do questo numero ?
Dagli questo numero che poi lo butto magari prima ci parlo un po’ e poi
gli dico, gli do il numero di un’altra persona la prossima volta !
Va bene !
E questi li butto !
Ascoltami guarda che l’imbasciata della macchina gliel’abbiamo fatta al
nostro compagno
Eh !
Solo che il padrone non c’è appena scende cerchiamo…
Risolviamo !
Glielo facciamo sapere, la compriamo noi e poi ci da i soldi !
Oh ascoltami che io ora, domani forse scende lo scioddatu, hai capito ?
quello che gli ha dato la Bravo, che ti ha salito la a Bravo !
Ah !
E gli mando ... già ce l’ho la scheda che me l’ha trovata quel mio amico, ve
la faccio avere !
Cosa ?
Già ce l’ho la scheda, vi faccio avere un altro numero che questo se lo do a
lui poi lo butto non mi fido tanto della moglie ti dico la verità !
No ma loro domani salgono hai capito ?
Si io ti sto dicendo siccome domani scende pure questo qua
Ah, mandi un altro numero dai !
94
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
poi…
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GALLUZZI:
DE SIMONE:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
Eh te lo mando con quello a loro non gli faccio sapere niente sennò sembra
che non mi fido se mando un altro numero, hai capito ?
No, no, no è meglio, è meglio !
Eh…
No pure…
E un’altra cosa
Dimmi ?
Ma me le stai facendo vendere quelle cose ?
Eh si che l’ho fatta una…
Eh vedi un po’, vedi…
… incomprensibile … per andare a fare le fotografie
Eh, e un’altra cosa, sai cosa ?
Dimmi !
O a Polillo o a lui, sempre se si comporta bene lo stronzo, si mi vengono a
fare uno squillo che devo chiedere alcune cose dei miei figli e che devono
fare !
Va bene !
Eh ?
Va bene gli dico di venirti a fare uno squillo !
Anche perché devo far prendere una cosa che mi devono salire hai capito ?
e lo sanno loro !
(sembra che si rivolga a una terza persona) … questo numero lo hai scritto
? si, si, che ti chiama su questo numero eh ?
Si, si tanto fino a domani sera ce li ho tutti e due questi, appena scende,
l’attacco dopo che loro scendono dal colloquio, hai capito ?
Va benissimo !
Rimaniamo così, allora entro la giornata di domani arrivano ?
Eh e poi
Allora mi impegno con quel amico se li porta da qualche parte ?
Eh si magari li fa riposare, vedi tu !
O sennò, cioè se viene la moglie può stare da me che c’è mia moglie però
C’è il fratello, cose, hai capito ?
Hai capito, quindi ci vuole l’albergo dai !
Va bene !
Mi sono trovato pure io in questo cazzo di….va bene dai comunque alle
cinque viene coso e mi metto d’accordo !
E tu quando esci ?
E io può darsi che in un paio di giorni o tre me ne mandano !
(ride) … ija a la madonna !
No però queste sono sole le analisi !
Ho capito !
Poi devo andare dal primario che mi ha mandato qua e mi deve dire se lo
devo togliere questo coso o no !
Va bene !
Hai capito ?
Oh ti faccio salutare uno dai !
Le altre cose tutto a posto ?
Tutto a posto !
E fammelo salutare, chi è ?
Va bene, il longu tieni !
Oh ?
E nculu ari morti tua
Sei salito altre due volte a [incomprensibile] o no ?
No altrimenti venivo …
Eh, ti raccomando per qualsiasi cosa fatti sentire !
Ma, ora a marzo !
A marzo vengo io non tu ! [ride]
95
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
GALLUZZI:
GRAZIANO:
Ah ?
A marzo vengo io non tu !
Eh va bene ma dove sei
Anzi accennagli quel fatto perché
Tutto a posto ?
Si, ascoltami
Dimmi tutto !
L’olio me lo hai trovato, l’olio ?
Eh non te l’ha detto quello quand’è venuto ?
Si ma tanto me lo ha promesso Augusto !
(si sente la voce di Augusto DE SIMONE) non te l’ha detto quand’è venuto ?
(ride) e lo so, tanto avete fatto il trio ora
Eh
Tu, lui e il cane no ?
Tutte le volte c’è una…
Quando parlate con me ricordatevi una cosa che io vi ho creati però e io vi
ho insegnato a dire queste cose !
Ci mancherebbe altro !
Eh, non dite a me .... vi fa la scuola il “caino” vi fa ? vi fa la scuola il
cornuto, vi fa ?
(si sente la voce di Augusto DE SIMONE) siamo da stamattina in giro
L’importante che tornate con le tasche piene !
Si questo si, no [incomprensibile, parla ridendo] stiamo tornando !
(ride) L’importante che …
(si sente la voce di Augusto DE SIMONE) la speranza è questa ma ci ha
tagliato le gambe !
I morti loro sempre guai cose buone non ne …
Il resto tutto a posto ?
Eh si, diciamo di si, che dobbiamo fare ...
L’importante è questo, va bene dai !
Umbè ?
Oh !
Ma vedi se mi puoi far fittare quella casa di Rossano e quel magazzino ?
Ma abbiamo fatto le fotografie !
Non casa mia
Ah
Che c’entra quella la voglio vendere, io sto dicendo sia quella della salita
vicino casa sua ha visto ?
Ah !
E il garage che ho sotto, alla stazione !
Ah quelli là ?
Pure quello, si !
Fittare quello ?
Si e che cazzo…almeno recuperiamo qualcosa, qualsiasi cosa almeno…non
hai visto che i miei figli….
Chiunque sia, e qual è il problema
(le voci si sovrappongono) che si mette a disposizione tramite
Puoi fare tutto quello che vuoi come fossero tuoi !
Ah, e va bene !
Hai capito ? però fatele queste cazzo di imbasciate !
Va bene !
(ride)
Chi ce le ha le chiavi ?
Diglielo a uno dei ragazzi che te la fa avere !
Ah sono qua ?
Si, si certo che sono qua !
Va bene !
96
GALLUZZI:
Oh digli di non dimenticarsi di farmi chiamare dal ragazzo che se mi
chiamano prima che ritorna quello che sta scendendo è meglio capito ? che
mi deve fare un’imbasciata !
GRAZIANO:
(le voci si sovrappongono)
GALLUZZI:
Perché il fratello di Giovanni scende per un paio di giorni e poi sale !
GRAZIANO:
Ah !
GALLUZZI:
Poi se possono venire o stasera o domani è meglio !
GRAZIANO:
E glielo diciamo dai !
GALLUZZI:
Perché devono prendere una cosa che sanno loro !
GRAZIANO:
Va bene !
GALLUZZI:
E mi devono far sapere qualcosa dei miei figli che non so niente !
GRAZIANO:
No sta andando, sta andando, ora sta andando !
GALLUZZI:
Si sta andando a scuola ma pure come stanno, che stanno facendo
GRAZIANO:
No a posto, a posto
GALLUZZI:
Se stanno bene dove sono, hai capito ?
GRAZIANO:
A giocare a carambola la sotto, la sera giocano
GALLUZZI:
(ride) si però la mamma è preoccupata, io pure, di scendere non è voluta
scendere che è voluta…io sono in ospedale lo sai ?
GRAZIANO:
Lo so [incomprensibile] madonna oh /../
GALLUZZI:
Oh sono centoventicinque chili!
GRAZIANO:
“Ija a madonna” …
GALLUZZI:
Sai che voglio fare, vorrei prendere altri sei, sette chili che a centotrentuno
danno la pensione !
GRAZIANO:
Si ?
GALLUZZI:
Ah !
GRAZIANO:
Per l’accompagnamento ?
GALLUZZI:
No solo la pensione, quei trecento euro al mese !
GRAZIANO:
(ride)
GALLUZZI:
(ride) arrivo a quello e poi dimagrisco un’altra volta !
GRAZIANO:
E va bene !
GALLUZZI:
Mi hanno massacrato di punture stamattina !
GRAZIANO:
E bello, bello ora riprenditi bello, bello !
GALLUZZI:
No non fa niente, non è un problema !
GRAZIANO:
Oh e va bene dai …
GALLUZZI:
E va bene salutami tutti, mi raccomando !
GRAZIANO:
Va bene !
GALLUZZI:
Hai capito, vedi se mi puoi far chiamare !
GRAZIANO:
(si sente la voce di Augusto DE SIMONE) però ci vuole un po’ di tempo
per rientrare !
GALLUZZI:
E va bene ma non è che, non è un problema pure domani mattina, domani
pomeriggio, non è che…
GRAZIANO:
Va bene !
GALLUZZI:
Hai capito ?
GRAZIANO:
Okay !
GALLUZZI:
Ciao, ciao !
GRAZIANO:
Ciao, ciao !
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.175/A ALLA C.N.R.
ROS)
Ad ulteriore conferma del fatto che uno degli interlocutori di GALLUZZI fosse
GRAZIANO Umberto valga considerare che dal positioning dell’utenza n. 3408407197
che utilizzava, il primo febbraio del 2011, risulta lo spostamento da Rossano verso
Strongoli. In particolare, GRAZIANO cominciava a spostarsi verso Strongoli alle 12:00,
alle ore 17:58 ritornava. Nell’arco di tempo compreso dalle ore 13:20 alle ore 16:28 del
01/02/2011 il cellulare di GRAZIANO Umberto risulta precauzionalmente spento (la
conversazione con GALLUZZI iniziava alla 16.15 e terminava alle 16.23).
97
Di seguito si propone un prospetto che sintetizza i positionings dell’utenza in uso a
GRAZIANO Umberto ( R.Int. 488/2010 R. Int. DDA CZ)
DATA
ORA
CODICE CELLA
01/02/2011
11:55:14
SS 106 Jonica - Contrada Amerelli-87067-ROSSANO - Sett.2
01/02/2011
12:00:42
C.DA ARMANIA-87067-ROSSANO - Sett.2
01/02/2011
12:04:48
localita` Pantano Martucci-87060-CROSIA - Sett.1
01/02/2011
12:34:51
Località Ferraina Fatago-88072-CIRO` MARINA - Sett.4
01/02/2011
12:36:50
Località MOTTA-88072-CIRO` MARINA - Sett.1
01/02/2011
12:40:47
Località MOTTA-88072-CIRO` MARINA - Sett.2
01/02/2011
13:00:13
Località MOTTA-88072-CIRO` MARINA - Sett.2
01/02/2011
13:03:54
Località MOTTA-88072-CIRO` MARINA - Sett.3
01/02/2011
13:05:46
Località Torrazzo-88070-MELISSA - Sett.1
01/02/2011
13:18:42
Loc. Scarazza-88074-CROTONE - Sett.3
01/02/2011
16:28:20
Località MOTTA-88072-CIRO` MARINA - Sett.3
01/02/2011
17:14:27
Località Mortilletto-88070-CRUCOLI - Sett.7
Località Mortilletto-88070-CRUCOLI - Sett.2
Località Mortilletto-88070-CRUCOLI - Sett.7
98
01/02/2011
17:24:47
Località Mortilletto-88070-CRUCOLI - Sett.3
01/02/2011
17:51:28
Località S. Croce-87067-ROSSANO - Sett.3
Sempre in data 01/02/2011, alle ore 22:18, GALLUZZI Salvatore telefonava alla moglie
OLIVO Anita, che utilizzava (come si suol dire “a citofono” cioè solo per parlare col
marito) l’utenza 3887917995 intestata a BENCHARDOUD Zakaria, nato in Marocco il
03/01/1969, residente a Vigevano (PV), Via Sardegna n. 14. Anche in questa circostanza il
positioning relativo all’utenza 3454367361, in uso al GALLUZZI, consentiva di
localizzarlo nell’area di Mortara (PV). GALLUZZI Salvatore chiedeva alla moglie se era
rientrata a casa e l’avvisava del fatto che, da li a breve, non avrebbe più potuto parlare al
cellulare “…tra dieci minuti un quarto di ora mi mettono quella macchinetta e poi non ti
posso richiamare più…”in quanto, per come sarà piu’ chiaro in seguito, doveva sottoporsi
ad accertamenti diagnostici. Latelefonata evidenzia che Olivo Anita era insieme al marito
col quale conviveva in Vigevano64 .
64
Decreto:
Obiettivo:
Contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
Cade la linea
100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion nato
Romania il 11/10/1965, residente Rossano(CS) contrada Frasso snc, in
uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30.03.1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
chiamato, utenza cellulare 3887917995 intestata a BENCHARDOUD
Zakaria, nato Marocco il 03/01/1969, residente Vigevano (PV) Via
Sardegna n° 14, in uso a OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il
26/12/1973, ivi residente alla contrada Pantasima.
3, datato 01/02/2011, delle ore 22.18;
00:00:58 sec.
OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il 26/12/1973, ivi residente alla
contrada Pantasima.
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
Aho ? ...
Che c'è ?
Salvatò?
... (Incomprensibile) ...
... Incomprensibile ...
Sei andata a casa ?
No !!
Aha !! ... che tra dieci minuti un quarto di ora mi mettono quella
macchinetta e poi non ti posso richiamare più ...
Non puoi parlare più ho capito ...
Hai capito ?
Allora sei libero ?
Sii ... lo sto pensando due o tre volte ... incomprensibile ...
99
Alle ore 07:55 del giorno successivo (02/02/2011) GALLUZZI Salvatore, utilizzando
sempre l’utenza n.3454367361 ricontattava la moglie OLIVO Anita. La conversazione
permetteva di capire che GALLUZZI Salvatore era costantemente assistito da FERATTI
Roberto che gli aveva ricaricato la scheda telefonica e che andava a fargli visita in
ospedale. Poi i due parlavano dell’imminente arrivo dei familiari di FERRANTE.
GALLUZZI li avrebbe accolti con FERATTI che avrebbe dovuto segnalare la presenza di
una donna “la sorella bionda” che era sgradita perché legata ad una persona non
affidabile. Nel caso in cui fosse arrivata anche questa donna FERATTI li avrebbe portati
in Hotel. Infine, GALLUZZI si lamentava del fatto che i suoi sodali non avrebbero
dovuto chiedergli di ospitare i parenti di FERRANTE. La conversazione
confermava quanto, malgrado la latitanza, GALLUZZI tenesse saldi i rapporti con
la cosca di appartenenza tanto da dovere essere a disposizione dei parenti dei sodali
detenuti in luogo prossimo a Vigevano65 .
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 176/A ALLA C.N.R.
ROS)
65
Decreto:
Obiettivo:
Contatto:
Progressivo:
Durata:
100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR – DDA Catanzaro);
chiamato, utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion nato
Romania il 11/10/1965, residente Rossano(CS) contrada Frasso snc,
in uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976,
ivi residente alla contrada Pantasima;
chiamante /a carico del destinatario), utenza cellulare 3887917995
intestata a BENCHARDOUD Zakaria, nato Marocco il
03/01/1969, residente Vigevano (PV) Via Sardegna n° 14, in uso a
OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il 26/12/1973, ivi residente alla
contrada Pantasima.
9, datato 02/02/2011, delle ore 07:55;
00:03:45 sec.
INTERLOCUTORI
OLIVO:
OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il 26/12/1973, ivi residente
alla contrada Pantasima.
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
___________________________________________________________________
GALLUZZI:
Ehi ?
OLIVO:
Ehi !!
GALLUZZI:
Ieri sono finiti i soldi ... adesso me lo ha caricato Roberto ...
OLIVO:
Aha ..
GALLUZZI:
Eh ... eh ...
OLIVO:
Che c'è tutto a posto ?
GALLUZZI:
Tutto a posto ho un mal di gola che sto morendo !!
OLIVO:
Reni ?
GALLUZZI:
Gola .. !!
OLIVO:
Gola ... gola ...
GALLUZZI:
Si ...
OLIVO:
Te lo hanno fatto il coso con la macchinetta ?
GALLUZZI:
Si !! me lo hanno fatto come no ... solo che non c'è il dottore ...
viene verso le nove il dottore ...
OLIVO:
Aha ... poi mi fai sapere tu qualcosa ?
100
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
Si ... mò c'è stato Roberto ... ha domandato e gli hanno detto che il
dottore come c'ha tempo ... alle nove viene ... secondo me ci vuole
mezzo giorno ...
Aha ...
Speriamo che oggi me ne manda sennò è un guaio ....
... Incoprensibile ... io ...
Il ragazzo dorme ?
Io sono rientrata .... si sta dormendo ...
Cosa hai detto ...
Io non ho dormito proprio ...
Aha ... hai fumato ?
No !!
Ah ... meno male ...
Almeno una cosa buona ...
Perchè non hai dormito ?
Buh ...
Che ti mancava ?
Mi mancavi tu ... è una cosa logica ...
Aha ... aha ... (ride) ...
Me lo domandi pure ?
Mi stavi dicendo ?
Aho ... buh ... me lo sono scordato ... (Incomprensibile) ... hai visto
che deve venire coso là ?
Eh !!
Sai cosa ho pensato ... sicuramente porta la sorella quella bionda
...
Eh ... un altro casino ... vedi che cazzo combinano ... speriamo di
no ...
Eh ... io ho pensato ... ma penso di si ... ma se è quella meglio che
non ...
Ma come facciamo ? ... che ne so ... non è che lo so io se c'è questa
oppure no ...
Ma hai capito a chi ... con chi sta ?
Ho capito ma io come faccio a saperlo ?
No lo so vedi tu ... pensaci !
Va bè mò vediamo ... poi quando ci mando a Roberto ... se c'è
più di una persona ... portali all'albergo ...
Va bene ... eh ... eh ... Ho pensato così però buh .
Chissà ci viene la madre ... (Incomprensibile) ...
La mamma che fà ... non c'è niente di male ... ma di quella
proprio ....
Va bè mò ... proprio che va a fare ?
Eh ... eh ...
Lo so ... che ne sò ... non so proprio che fare adesso ... vedi ... ci
dovevano pensare loro ... a non darmi sta ... (Incomprensibile) ...
a dire di no mi è sembrato brutto ...
Lo so ... ma Roberto è andato via ?
Si !!
Ehm ... è venuto proprio presto ?
Erano verso le nove e mezza si !!
No ... che è venuto presto !!
Si ... è venuto alle sette e mezza ...
Eh ...
Alle sette è venuto ...
Ha detto ieri che era scarico il telefono ... glielo hai detto tu che era
scarico il telefono ...
101
Alle ore 09:57, sempre del 02/02/2011, GALLUZZI Salvatore ricontattava la consorte
OLIVO Anita per dirle che, da li a poco, avrebbe chiamato FERATTI Roberto per
essere riaccompagnato a casa (si discute infatti del pranzo da preparare)66.
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
Aba !!
Ieri poi quando sono rientrata ... dopo he mi hai chiamato tu ...
Ah ... si !!
Poi lui diceva alla ragazza ... si ora ce ne andiamo ... non se ne
voleva andare più ...
GALLUZZI:
Chi ?
OLIVO:
Roberto ...
GALLUZZI:
Roberto non mi accompagnava mai ... vieni che ora ce ne andiamo
.. non sapeva come glielo doveva dire ...
OLIVO:
Eh ... eh ... (ride) ...
GALLUZZI:
Va bene dai ...
OLIVO:
Va bene ... fammi sapere tu ...
GALLUZZI:
Mi vado a lavare la faccia ...
OLIVO:
Ciao ...
GALLUZZI:
Ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 177/A ALLA C.N.R.
ROS)
66
Decreto:
100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion nato
Romania il 11/10/1965, residente Rossano (CS) contrada Frasso snc, in
uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
Contatto:
chiamato, utenza cellulare 3887917995 intestata a BENCHARDOUD
Zakaria, nato Marocco il 03/01/1969, residente Vigevano (PV) Via
Sardegna n° 14, in uso a OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il
26/12/1973, ivi residente alla contrada Pantasima.
Progressivo:
11, datato 02/02/2011, delle ore 09:57;
Durata:
00:01:15 sec.
________________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
OLIVO:
OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il 26/12/1973, ivi residente alla
contrada Pantasima.
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
________________________________________________________________________________________
OLIVO:
Aho ?
GALLUZZI:
Aho ... vedi che sto uscendo ...
OLIVO:
Ah ?
GALLUZZI:
Ehm ... tra massimo un'oretta mi dimettono ...
OLIVO:
Sii ... tutto a posto ?
GALLUZZI:
Eh ... ha detto che il problema c'è però ...
OLIVO:
Eh dove ?
GALLUZZI:
Eh ... eh ... vado in apnea !!
OLIVO:
Eh ... ho capito ...
GALLUZZI:
Va bè poi te lo spiego dai ..
OLIVO:
Va bene ...
GALLUZZI:
La ragazza ...
OLIVO:
Ehm ... sta dormendo ...
GALLUZZI:
Ah ?
OLIVO:
Stava dormendo ...
Obiettivo:
102
Pochi minuti dopo, GALLUZZI Salvatore, come preannunciato alla moglie OLIVO
Anita, contattava “Robertino”, che verrà successivamente identificato in FERATTI
Roberto, nato a Vittoria (RG) il 16/10/1957, residente a Vigevano (PV); quest’ultimo,
evidentemente già a conoscenza delle dimissioni dalla clinica di GALLUZZI Salvatore,
rispondendo al telefono riferiva che stava entrando in clinica (che il cellulare contattato da
GALLUZZI Salvatore sia quello effettivamente in uso a FERATTI Roberto è un dato che
troverà conferma in esito alla perquisizione effettuata a suo carico contestualmente
all’arresto dello stesso GALLUZZI Salvatore)67.
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
OLIVO:
GALLUZZI:
Sta dormendo ancora ?
Si ... ti stavo pensando ...
Hai tolto la pasta ?
No non l'ho cacciata ... perchè la volevi ?
Toglila ... (Incomprensibile) ... così aspettiamo che vengono loro ...
Ehm ... eh ...
La vuoi cacciare ?
La tolgo ... va bene la tolgo !!
Eh ... la mangiamo stasera ...
Va benissimo !!
No adesso ... stasera !!
Per adesso ho cacciato il pesce congelato ...
Va bene e caccialo ...
Va bene ...
Va bene che adesso chiamo a Robertino ...
Ci vediamo dopo ... ciao ... ciao...
Ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.178/A ALLA C.N.R.
ROS)
67
Decreto:
100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion nato
Romania il 11/10/1965, residente Rossano(CS) contrada Frasso snc,
in uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976,
ivi residente alla contrada Pantasima;
Contatto:
chiamato, utenza cellulare 3490579291 intestato a NOVELLI
Giada, nata aa Comiso (RG) il 23/10/1950, residente Vigevano
(PV) Via Gramsci 10, in uso a FERATTI Roberto, nato a Vittoria
(RG) il 16/10/1957, residente a Vigevano (PV), via Ceresio nr.38, di
fatto domiciliato in Vigevano (PV), via Buccella nr.20.
Progressivo:
12, datato 02/02/2011, delle ore 10.00;
Durata:
00:00:21 sec.
________________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
FERATTI:
FERATTI Roberto, nato a Vittoria (RG) il 16.10.1957, residente a
Vigevano (PV), via Ceresio nr.38, di fatto domiciliato in Vigevano
(PV), via Buccella nr.20
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30.03.1976, ivi
residente alla contrada Pantasima.
________________________________________________________________________________________
FERATTI:
Si ... sono qua sto entrando ...
GALLUZZI:
Ah ... ah ... ah ... (ride) ... va bene ...
FERATTI:
Sto entrando ... ciao ...
Obiettivo:
103
(VDS VERBALE DI PERQUISIZIONE IN ALLEGATO N.179/A ALLA CNR DEL ROS)
In data 02/02/2011, alle ore 16:29, (come richiesto da GALLUZZI Salvatore a DE
SIMONE Augusto nella conversazione di cui al progressivo n.2, riportata in precedenza)
GALLUZZI veniva contattato da SCURA Gennaro e da POLILLO Luigi, ancora una
volta da una cabina pubblica (avente n.0984938762 ubicata in Via Taverna del Comune di
Montalto Uffugo –CS-).
Inizialmente GALLUZZI Salvatore chiedeva a SCURA Gennaro se sapeva dell’arrivo
aVigevano dei parenti di “Richinedda”, SCURA Gennaro non sapeva se erano partiti
“…io sapevo che partiva tra stasera e domani…” ma comunque era al corrente che, a
breve, avrebbero raggiunto Vigevano (tale dato fa emergere la circolarità informativa
esistente tra i vari sodali impegnati nella salvaguardia dello status di latitante del
GALLUZZI Salvatore). Poi GALLUZZI Salvatore preannunciava l’invio di nuovi numeri
telefonici attraverso i quali avrebbe dovuto essere contattato.
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
GALLUZZI::
SCURA::
POLILLO::
OLIVO::
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
100/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza 3454367361 intestata a VULPE Ion nato in
Romania, l’11/10/1965, ed in uso a GALLUZZI: Salvatore, nato a
Rossano (CS) il 30/06/1976
chiamante, utenza 0984938762 intestata a cabina pubblica (Situata
al bivio di Taverna di Montalto del Comune di Montalto Uffugo CS- ), in uso al momento a SCURA: Gennaro (Cariati – CS 02/06/1985) e POLILLO: Luigi (Rossano – CS - 25/10/1982).
14, datato 02/02/2011, delle ore 16:29;
00:40’:26’’
GALLUZZI: Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/06/1976;
SCURA: Gennaro nato a Cariati (CS) il 02/06/1985;
POLILLO: Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982;
OLIVO: Anita, nata a Rossano (CS) il 26/12/1973.
Pronto ?
Pronto ?
Oh che c’è ?
Tutto a posto ?
Mah siamo qua (Incomprensibile)
Non ti sento bene ?
I familiari i (Incomprensibile) …
Oh ?
Oh, mi senti ?
Mò ti sento meglio !
I familiari di “Ricchinedda” sono partiti ?
No, non lo so ancora !
Ah non lo sai ?
No !
Eh ha detto che oggi dovevano arrivare ?
Io sapevo tra oggi e domani !
E scusa ma dico loro non lo sanno quando sono ?
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 180/A ALLA C.N.R.
ROS)
104
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
No !
Eh perchè non chiami allora come cazzo fanno, ma sei cretino ?
Non ti sento bene ?
E’ la mia voce che sono rauco !
Non ti sento ?
Mi senti mò ?
Male però !
Eh ho la voce rauca, mi senti ?
Si mò si oh ?
Che c’è ?
Tutto a posto tu ?
Eh tutto a posto, ma (Incomprensibile) è partito ?
Ancora, io sapevo che partiva tra stasera e domani !
Ah, vedi che poi ti mando un’altra volta i numeri che questi li
buttiamo!
Oh Sà non ti sento bene ?
Eh va bene dimmi quando non senti che parlo un’altra volta, non ci
pozzo fare niente ho perso la voce come te lo devo dire ?
E mò non ho capito !
…omissis…
Subito dopo, GALLUZZI Salvatore chiedeva a SCURA Gennaro novità su alcune
questioni che aveva lasciato in sospeso prima di sottrarsi alla cattura: la vendita di
un’auto, la vendita o l’affitto di alcune case, la vendita di una moto. Si capiva che SCURA
Gennaro avrebbe dovuto riscuotere del danaro per conto di GALLUZZI Salvatore e
ritirare un orologio. Questa parte del colloquio evidenzia come SCURA Gennaro (e
POLILLO Luigi) curavano ogni interesse del latitante.
GALLUZZI:
SCURA:
domani!
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
vedere?
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
qualcosa !
Eh, l’hai fatta l’imbasciate delle moto?
Delle moto, delle fotografie della casa abbiamo l’appuntamento
Delle fotografie perché … (Incomprensibile) … dice che gli ah detto
che le voleva ?
Era andato quello là però non le ha volute ne voleva una sola
Eh una sola …
E per una sola ne valeva la pena !
E quanto voleva dare per una sola ?
(si rivolge a un uomo che si trova vicino lui])quanto ti voleva dare
per una sola ? mille euro, novecento !
Eh se la prendeva pure o no ?
Eh appunto !
E non lo hai preso a calci nel culo e lo buttavi là sotto ?
… (ride) … c’è mancuto poco !
Ma mettila su internet, ma senti a me ma Andrea non si è fatto
Andrea ?
Eh !
C’ha parlato quello che è venuto da te quando è venuto !
E ha detto che si faceva vedere è un mese mò, io non ho visto
nessuno tu hai visto qualcuno ?
No !
Ma che sta facendo ?
Bene, bene non si sta trovando comunque !
Scusa però la macchina se la prende, quella se la prende !
Non lo so !
Quell’altro delle … (Incomprensibile) …
Quell’altro ha detto che quando, se viene qualcuno mò, ti manda
105
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
solo !
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
Eh, che mi manda una maglietta ?
No i soldi !
E bene vai e te li fare dare no ?
Uhm !
Ma dimmi una cosa ?
Uhm !
Ma orologi di quelli ne sono rimasti ?
A lui ?
Eh !
Uno solo !
Ma qual è la patacca ?
Non lo so glielo devo chiedere mi ha detto che gliene è rimasto uno
Perché ne aveva pure sopra, senti te lo ricordi quel Rolex nero ?
Quale ?
Quello che sembrava di plastica, il preciso !
Che sembrava di plastica ?
Non l’ho dato a lui ?
Mi sa di si
Eh
Quello sottile ?
No sembrava uno Swatch, quel Rolex che avevo comprato per
ultimo, l’ultimo, l’ultimo !
E glielo devo, mò glielo chiedo se gliel’hai dato !
GALLUZZI Salvatore chiedeva a POLILLO Luigi notizie circa l’andamento a scuola del
proprio figlio Antonio (GALLUZZI Antonio, nato a Rossano-CS- il 14/05/1996) ed in
particolare veniva rassicurato del fatto che il ragazzo era stato raccomandato perché fosse
promosso “…Ma c’è andato qualcuno a parlare per promuoverlo?...”. La risposta fornita
da SCURA Gennaro è più che esaudiente “… tutto a posto…”:
…omissis…
GALLUZZI:
di no !
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
venuto?
SCURA:
… (Incomprensibile) … perché secondo me è a casa, mia moglie dice
Mò glielo chiedo !
I ragazzi ?
Uhm !
I ragazzi come stanno ?
Non ti sento ?
I miei figli come stanno ?
Stanno bene, stanno andando a scuola tutti quanti pure il
Pure Antonio ?
Si tutti i giorni !
Tutti i giorni stanno andando a scuola ?
Non mancano, non è mancato un giorno, solo un giorno è mancato
perché pioveva troppo forte
Ah !
E non è andato nessuno!
Ma c’è andato qualcuno a parlare per promuoverlo ?
Tutto a posto !
Uh ? dimmi una cosa ?
(Sovrapposizioni di voci )
No, no dimmi ? che stavi dicendo ? quando è venuto, quando è
Quando è venuto
106
GALLUZZI:
SCURA:
dirglielo !
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
Uhm
Volevano sapere che classe era sicuro e la sezione e sono andato a
Ah !
Uhm !
Chi c’è Polillo ?
Ah, è qua con me !
…omissis…
Poi SCURA Gennaro informava GALLUZZI Salvatore del fatto che POLILLO Luigi era
stato risarcito da una compagnia ed aveva investito il danaro in una sala giochi.
Lo stesso GALLUZZI Salvatore sembrava essere interessato all’apertura di una sala
giochi. SCURA Gennaro rassicurava GALLUZZI Salvatore del fatto che stava pagando le
bollette, il riferimento è importante perché GALLUZZI Salvatore accennava a del danaro,
che, evidentemente, SCURA Gennaro custodiva per suo conto, col quale avrebbe potuto
affrontare le spese. Poi GALLUZZI Salvatore incaricava SCURA Gennaro di inviargli a
Vigevano generi alimentari ed intincoli di ogni tipo. Quindi la telefonata continuava con
POLILLO Luigi cui GALLUZZI Salvatore chiedeva di raggiungerlo, avendo cura di non
dire a nessuno della sua partenza. Anche a POLILLO Luigi, GALLUZZI chiedeva notizie
dei propri figli.
…omissis…
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
!
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
… (Incomprensibile) … voi tutto a posto ? che hai combinato ?
Noi tutto a posto, tu ? è andato bene il coso o niente ancora ?
Ha preso il risarcimento Polillo ?
Ah già ti ha (Sovrapposizioni di voci)
(Sovrapposizioni di voci) … nemmeno un regalo mi ha fatto diglielo
Ha detto, va bene mò te lo passi e ci parli bello, bello, si è fatto una
saletta, una sala giochi
Ah l’ha fatta ? almeno !
Sotto casa là (Incomprensibile)
Ma l’ha finita già ?
Un paio di giorni mancano !
Tu li hai presi pure i soldi dell’assicurazione?
Io non ho preso niente ancora !
(ride)
Ho l’udienza il venticinque marzo !
Pure l’udienza fai, ma dall’avvocato è andato qualcuno Gè ?
Ci sono stato io una settimana fa !
E che ti ha detto ?
Che ti è arrivata la carta del gioco là, hai visto per la saletta
(Incomprensibile) … e mi ah detto, sempre le stesse mò a giorni ti
faccio sapere, mò a giorni ti faccio sapere !
Ma a giorni, ma l’ha fatta questa richiesta ?
Dice che lui la richiesta l’ha fatta deve sapere solo le cose, mi ha
detto che deve sapere !
Che deve sapere ?
Dice una cosa definitiva, non lo so !
Una camera di consiglio ?
Almeno, a quanto ho capito io !
Ma mò se ci andate fatevelo spiegare bene questo fatto !
Si !
Altri cose, tutto a posto ?
Noi tutto a posto !
Uhm, è buono il tempo a Rossano ?
107
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
voci)
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
suocera !
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
Ch’è buono, piove da tre giorni !
Oh ?
Oh ?
Che mia moglie scende all’inizio del mese, del mese prossimo !
No
L’inizio del mese prossimo perché devo fare certe cose alla gola !
Ah, quindi il prossimo ancora ?
Si, verso l’inizio di marzo !
Uhm !
Ma basta che stanno bene i ragazzi sennò torna prima
No i ragazzi stanno bene non ti preoccupare !
Eh, me li hanno portato i soldi … (Incomprensibile) …
Si tutto a posto !
Ma diglielo di prenderli da là per fare la spesa, le cose !
Si non ti preoccupare che li stanno prendendo da là !
Eh così pure
Ce li ha, hai visto com’è Maria Teresa !
Eh va bene la prossima volta le porti pure
Eh !
Bollette, cose, ne sono arrivate ?
Si me la sto vedendo io per le bollette !
Come te la stai vedendo tu ?
Ma l’altra volta ne abbiamo parlato ?
Ah e sennò poi li prendi pure da quei soldi no (Sovrapposizioni di
Ma non ti preoccupare quando non ce la faccio, tu non ti
preoccupare, fino a quando ce la faccio non ti preoccupare
Senta a me Gè tu, quel mobile là, là sotto !
Ah, un mobile ?
Eh, quello che, un mobiletto verde che avevamo messo sotto dalla
Si !
Ah ?
Si, si !
Hai capito ?
Ho capito !
Vedi che è sceso quel loffio là
Uhm !
Quello che l’altra volta si è preso le bottiglie alla (Incomprensibile)
Si !
Deve venire (Incomprensibile) sai che vuole ?
Uhm !
Vedi se mi puoi far fare due millefoglie al bar, proprio al bar là, quel
bar buono di (Sovrapposizioni di voci)
Quella buona che piace a te dove la prendevamo
(Sovrapposizioni di voci)
Dove prendevamo i cannoli quelli sottili, sottili !
Bravo là, però falle fare lo stesso giorno che viene se gli porti le cose
il giorno prima si fanno uno schifo !
No lui mi deve dire, io gli chiedo quando se na va
Bravo
E la mattina gliele porto !
Bravo che lui, per esempio, a mezzogiorno parte tu gliele porti alle
dieci, due, due millefoglie mi fai fare e sai cosa ?
Come le faccio fare (Sovrapposizioni di voci)
(Incomprensibile) se puoi trovare un po’ di arance di quelle grosse e
me le mandi !
Va bene e invece le millefoglie ai frutti di bosco come le vuoi fatte ?
108
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
posto?
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
là !
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
No una zabaione e un’altra crema chantilly !
Va bene poi ?
Un po’ di sardella buona se la trovi ?
Va bene !
E un po’ di funghi ma questi (Incomprensibile) altre cose tutto a
Noi tutto a posto !
Mia figlia Giovanna la stai vedendo ?
Si, si !
Ah ?
Ma ci vado, io ci vado un giorno si e un giorno, ci sono tutti i giorni
Ma dove sta Giovanna ?
Tutti dagli zii !
Non è che va in giro con la cugina no ?
No !
Gridatela se la vedete in giro con la cugina !
Va bene !
(Incomprensibile)
Certo allora ti prendo in giro, perché ti dveo prendere in giro ?
No, no perché parecchie volte mi avete preso in giro si !
E va bene hai ragione !
L’hai fatta l’imbasciata con il padrino di Denis per il cane ?
[si rivolge a un uomo che si trova vicino a lui] Si l’imbasciata per il
cane non sono andati a vedere ? e’ andato Luigi, che mò te lo spiega
Luigi pure per il cane !
GALLUZZI:
Ah e passamelo un pò !
SCURA:
Va bene che te lo passo !
GALLUZZI:
(Incomprensibile)
POLILLO:
Ohì zì ?
GALLUZZI:
Eh dimmi ?
POLILLO:
Tutto a posto ?
GALLUZZI:
Tutto a posto, dicevate che venivate, venivate a trovarmi tu e
quell’alto (Incomprensibile) che hai vicino
POLILLO:
Tu lo sai io non è che
GALLUZZI:
Ma guarda che quando volete venire non lo dovete dire a nessuno !
POLILLO:
Eh lo sai com’è poi, non hai visto ?
GALLUZZI:
No qual è il problema dici noi andiamo a farci una camminata !
POLILLO:
Ah e va bene !
GALLUZZI:
Poi per esempio pure quando sale fine mese cose, va bene che mò
deve scendere mia moglie, poi lui dice che vuole venire, vuole
venire quando (Incomprensibile) è malato !
POLILLO:
Ah ?
GALLUZZI:
Diglielo ogni volta che deve venire è malato? (ride) …
POLILLO:
Ho preso i soldi !
GALLUZZI:
Lo so me lo hanno detto !
POLILLO:
Diciottomila euro, cinque se li è presi l’avvocato
GALLUZZI:
Su
POLILLO:
(Sovrapposizioni di voci)
GALLUZZI:
Cinque gliene hai dati ?
POLILLO:
Ah ?
GALLUZZI:
Su diciotto gliene hai dato cinque a lui e che ti è rimasto ?
POLILLO:
No diciotto con i cinque che ho dato a lui me ne sono rimasti
GALLUZZI:
Ah ventitre allora ?
POLILLO:
Eh e ho comprato la casa dei nonni che me l’hanno data gli zii
(Sovrapposizioni di voci)
GALLUZZI:
E meno male
POLILLO:
E mi sto
109
GALLUZZI:
POLILLO:
figlio
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
azzurri !
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
niente, infatti
L’hai finita questa saletta ?
Un calcio scommesse ma mò (Incomprensibile) tutti i giorni, tuo
Ma l’hai finita ?
(Sovrapposizioni di voci)
Quindi l’hai finita ?
No, ancora no e quasi finita però
Ma l’ha presa la patente mio figlio ?
No !
Perché ?
Ancora non l’ha presa ci vogliono un altro paio di mesi
Ma sta andando ? ma non sta andando ?
(Sovrapposizioni di voci)
No Francesco ?
Ah Francesco penso di si, ci sta andando !
E Antonio non ci va ?
No Antonio no !
Nculu a chi t’è mortu non è capace nemmeno di prendersi la
patente, nculu a chi t’è mortu
Ti volevo dire, allora il cane, c’è un husky però è beige con gli occhi
E’ vecchio (?
Beige, beige, di colore beige !
E’ brutto !
Un marroncino, un marroncino
Un cane beige ? non è brutto ?
Ha gl’occhi azzurri sennò è un marroncino chiaro non bianco
Ma il pelo ce l’ha lungo ?
Eh insomma!
Ma è una femmina (?
Ah !
No, no e fatelo ordinare che un ... (Incomprensibile) ...
Ah e va bene !
Un malamute devi ordinare che è quello che diventa grande !
Ah malamute si chiama ?
Hai capito alaska malamute !
Ah !
Con gli occhì ... (Sovrapposizione di voci) ...
E a ... (Incomprensibile) ... manda un abbraccio e un saluto a tutti
Si, si ricambio ... (Incomprensibile) ...
E mannaja
Ohì Luì ma ... (Incomprensibile) ... tutto a posto ?
Oh sai che cosa è successo, ieri ti ho sognato !
Ma lo hai sognato o è successo ?
No ieri ti ho sognato e poi tu ci hai mandato a chiamare !
Eh !
Eh gliel’ho detto a Gegè, ohì Gè ho sognato Salvatore eh non sai
GALLUZZI Salvatore diceva a POLILLO Luigi che avrebbe mandato il proprio nuovo
numero telefonico per il tramite di tale “ESPEDITO” che si identifica in DONATO
Espedito, nato a Rossano (CS) il 18/12/1966, residente in Gambolò (PV) alla via Isella
n.95, è titolare di un’agenzia di pompe funebri denominata “Il Paradiso di Donato
Espedito” (C.F. DNTSDT66T18H579Z) sita in Vigevano (PV) in c.so Milano n.40 e
risulterà, unitamente al figlio (DONATO Carmine Enzo, nato a Vigevano -PV- il
22/01/1992), tra le persone più attive nel favoreggiamento della latitanza di GALLUZZI
110
Salvatore. GALLUZZI Salvatore raccomandava a POLILLO Luigi di utilizzare la nuova
utenza solo dopo una diecina di giorni poi esortava POLILLO Luigi e SCURA Gennaro a
raggiungerlo in modo tale da potere discutere di persona di alcuni affari. Nel contesto
della conversazione telefonica intercettata, si faceva riferimento alla sorella di
GALLUZZI, identificata in GALLUZZI Annarita, nata a Rossano Calabro (CS) il
22/02/1974, ivi residente via I^ Fontana nr. 5 ed alla figlia GALLUZZI Giovanna, nata a
Rossano Calabro (CS) il 06/06/1998, ivi residente C.da Pantasima s.n.c., le quali
avrebbero dovuto procurargli e recapitargli generi alimentari.
(VDS ATTI ACQUISITI PRESSO ANAGRAFE COMUNALE IN ALLEGATO N.181/A
ALLA C.N.R. ROS)
…omissis…
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
posto
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
Ma mò ti dico una cosa, questo cazzo, mò mando il nuovo numero
con Espedito
Ah, ah !
... (Incomprensibile) ... uno tenetevelo voi, due lo lasciate in un
Si !
E quando passano una diecina di giorni fate uno squillo ...
(Incomprensibile) ...
Eh si giusto !
Ma l’avete capito mò ?
Almeno in questo modo hai capito, sennò
Eh mò la prossima volta salite o tutti e due o uno di voi due che vi
devo parlare di certe cose
... (Sovrapposizione di voci) ... che mò portavano o a me o a lui
invece sono venuti
No mi ha detto che voleva venire lui è malato mi ha detto, si ma me
ne sono accorto che c’è qualche imbroglio in mezzo, quindi ti sto
dicendo
Ah
Mò, la prossima volta
Si, si !
Prima fai così con il telefono, senza dire niente ti metti in macchina
con lui e vieni poi te lo dico io se
Okay !
Qualcosa, ascoltami !
Okay !
C’era Annarita che mi voleva sentire !
Eh si ma perché pure loro ci sono rimasti un pò male all’ultimo ce
l’hanno detto, hai visto quando mò, ultimamente sono venuti e
quelli giustamente voleva sapere se ti serve qualcosa, perché loro
me lo hanno detto all’ultimo no ?
Si ma loro fanno così quindi
La salsiccia hai visto che era fresca, erano due pezzi di salsiccia
fresca perché dice queste sono appena fatte ditemelo che
No ma tu senti a me quando sai che viene qualcuno, Lù sai che viene
qualcuno
Ah, ah !
Fammi fare uno squillo prima ... (Incomprensibile) ...
Si !
Lasciali stare a loro, con loro meglio di fratelli però loro sono una
cosa, le cose mie sono altre !
Eh lo so, eh lo so !
Hai capito ?
Si !
111
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
!
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
Perché quando vengono ti fanno vedere chissà che cosa e poi ..
Eh bravo, bravo !
Va bene dai, e comunque ah stavo dicendo di mia sorella Annarita
Ah, ah !
La portate, portate a Giovanna e mia sorella Annarita però !
Si, si come, si infatti
Non qua
Loro volevano sapere giustamente
A chiamarmi !
Eh si, si, si
Eh !
Non ti preoccupare !
Eh va bene, ah sai cosa ? va bene passami il ... (Incomprensibile) ...
Eh va bene dai un bacio alla bambina, salutami tutti
Sai che mi devi far fare Lù ?
Cosa ?
Hai visto tutti quei film che piacciono a me ?
Si di orrore
Tipo horror e pure roba di
Eh si di azione, belli e
Fammeli mettere in una pennetta che ho il Dvd che ci va la pennetta
Ah e va bene !
Mi fai fare un paio di pennette capito ?
Okay !
Comunque, ma Espedito con chi sale ?
Ah ?
Con ci sale Espedito ?
Non lo so con chi sale !
Pure con qualcuno di loro poteva venire uno di voi !
... (Incomprensibile) ...
…omissis…
In relazione a quanto sopra riportato si è documentato che DONATO Espedito,
intercettato dalla data del 04/02/2011 (utenza n.3398710563 decreto n.117/11 R.Int) e cioè
due giorni dopo la conversazione in esame, si trovava proprio in Rossano (CS).
DONATO Espedito gestisce due agenzie di pompe funebri:
• una in Vigevano denominata “Il Paradiso”, sita in Vigevano (PV) C.so Milano n.40,
partita Iva n. 02033690187 di DONATO Espedito nato a Rossano (CS) il 18/12/1966
(VEDASI ACCERTAMENTO BANCA DATI INFOCAMERE IN ALLEGATO N.182/A
ALLA C.N.R. ROS)
• l’altra in Rossano, denominata “Settimo cielo funeral di DONATO Espedito s.a.s” con
sede (CS) in C.so Garibaldi n.84 (P.iva 02986370787)
(VEDASI ACCERTAMENTO BANCA DATI INFOCAMERE IN ALLEGATO N.183/A
ALLA C.N.R. ROS)
DONATO Espedito faceva, la spola tra Vigevano (PV) e Rossano (CS) per cui poteva
portare a SCURA Gennaro e POLILLO Luigi l’appunto del nuovo numero telefonico in
uso al latitante .GALLUZZI Salvatore proseguiva la conversazione con SCURA Gennaro
e, dopo vari convenevoli, gli ribadiva la necessità di incontrare lui o POLILLO Luigi
“…Eh ma mò te lo sto dicendo fate così e quando sale qualcuno vedete se potete salite o
tu o lui…”. Dalla risposta fornita da SCURA Gennaro, si capisce che, già in precedenza,
SCURA e POLILLO avevano incontrato GALLUZZI a Vigevano “…Perché pure io, mò ti
112
parlo sincero, l’ultima volta che siamo venuti quando hai chiesto in quel modo per
l’hotel…”
Lo stesso GALLUZZI Salvatore continuava, da latitante, a gestire gli approviggionamenti
di stupefacente della cosca ACRI, infatti, invitava SCURA Gennaro e POLILLO Luigi a
giustificare il viaggio fino a Vigevano col fatto che Carmine MORELLO non aveva
disponibilità di stupefacente “dite vedi che vuole venire Carmine che ha finito la cosa e
venite voi qua”
GALLUZZI:
POLILLO:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
detto
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
E passamelo !
Okay ciao, ciao !
Oh ?
Perché, non poteva venire qualcuno di voi con Espedito che
salivate sopra
Salgono altre tre persone !
Ah qualcuno non passa nemmeno da qua allora ?
Non lo so lui ha detto che sale con altre tre persone, mi ha
Comunque chi lo vede diteglielo di passare da qua che vi
faccio avere il numero perché lo devo buttare questo numero !
Va bene !
Ti stavo dicendo
Cosa ?
Ohì Gè vedi se, hai visto la casa al cozzo (montagna) ?
Uhm !
... (Incomprensibile) ...
Ci sono ?
... (Incomprensibile) ...
Eh !
Sei capace a fare un paio di fotografie belle, no assai un paio
però senza Cd
Ah !
Un paio di fotografie che si vede bene ... (Incomprensibile) ...
che si vede da tutti i lati bene, bene ... (Incomprensibile) ...
Si !
Hai capito ?
Ho capito !
... (Incomprensibile) ... quello che ti raccomando fagli avere
quel mobile a quello, a questo ... (Incomprensibile) ... sennò
faccio una brutta figura !
Si non ti preoccupare !
Se lo ha toccato qualcuno lo andassero a prendere !
Va bene !
Vedi che l’ho detto sia a quello ... (Incomprensibile) ... se
possono fittare quel garage e la casa di là …(Incomprensibile)
…
A ma del garage lui voleva la chiave, mi ha detto che voleva la
chiave che deve fare un lavoro da te !
E da me lo deve fare questo lavoro ?
E dice che lo deve fare da te, dice che vuole la chiave !
E vedi no ? se lo può fare perché no ?
Ho capito !
113
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
e Luigi !
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
Però vedi se ... (Incomprensibile) ... ma vedete pure voi chissà
se qualcuno la vuole quella casa, la fittate …(Incomprensibile)
…
Ieri ci sono stato !
Che sei andato a fare ?
E’ venuto il perito a fare le fotografie per il fatto dei danni del
palazzo, hai visto che ti avevo detto
Ah, ah !
... (Sovrapposizione di voci) ...
Hai capito ?
Ho capito, tutto a posto ?
Tutto a posto, dico capito quello che ho detto a Luigi ?
Cosa ?
Hai capito quello che ho detto a Luigi ?
Che gli hai detto ?
Gli ho detto che se domani sale coso
Ah !
Vi faccio avere i numeri
Ah !
Vi faccio avere un numero che poi li butto questi, tienilo
conservato che ... (Incomprensibile) ... mi chiama !
Noi, io l’ho conservato, ce l’ho conservato !
No ti sto dicendo te lo conservi senza dire niente a nessuno, tu
Va bene !
E quando sono passati dieci giorni
Eh !
... (Incomprensibile) ... in macchina senza, quando salgono
loro è una cosa però ogni dieci giorni ... (Incomprensibile) ...
Ma tu hai visto che mi avevi detto allora
Si ma mò senza dire niente a nessuno proprio, non devi fare
sapere proprio niente
No e va bene
Nemmeno per scherzo
Ma tu basta che lo dici a me io lo faccio perché Salvatò
Eh ma mò te lo sto dicendo fate così e quando sale qualcuno
vedete se potete salite o tu o lui !
Perché pure io, mò ti parlo sincero, l’ultima volta che siamo
venuti quando hai chiesto in quel modo per l’hotel io ...
(Incomprensibile) ...
Ha detto che tu eri malato !
Eh lo so, però all’ultimo momento mi sono trovato in mezzo a
una strada come un cretino, sai io ci rimango pure male come
una cosa, boh, o è una cosa che non ci vogliono portare,
rimango pure male io
... (Sovrapposizione di voci) ...
Io ti devo vedere da quattro mesi e sai come sto, ti devo
vedere dall’ultima volta, boh !
Invece mi ha detto che non ti ha mandato la tua ragazza !
Si la mia ragazza non dice niente, a me non mi comanda
nessuno che poi ... (Sovrapposizione di voci) ... vorrei sapere
chi te lo ha detto, io non per qualcosa Salvatò, io tutte le
mattina mi faccio vedere
114
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
Ho fatto la ... (Incomprensibile) ... ma sei cretino
La mattina resto come un minchione che se ne (vanno) e sai
come mi sento, che cazzo gli ho fatto io o si o no me lo devono
dire se hanno qualcosa, e la stessa cosa a Luigi !
Con lui ?
Eh, io non lo so boh
Lui lo fa a te o non lo fanno loro a Luigi ?
A tutti e due certe mattine quando va uno va un altro, quando
va quello va un altro, sempre gli stessi !
Eh va bene lasciali stare quando sale qualcuno poi sale
qualcuno di voi o salite tutti e due !
Ti manda i saluti il ciotu comunque !
Che ha fatto
... (Incomprensibile) ...
Che sta facendo, che sta facendo ?
Chi ?
Il ciotu ?
Con noi si sta comportando, mò è da sei mesi, un paio di mesi
che con noi si sta comportando
Ma voi perché non fate qualcosa, scusa ?
Noi non facciamo qualcosa ?
Così parlate con ... (Incomprensibile) ... perché non fate una
cosa ? mettetevi in una cazzo di macchina dite vedi che vuole
venire Carmine che ha finito la cosa e venite voi qua !
Eh va bene !
Pure là ... (Incomprensibile) ... l’albergo c’è, c’è tutto !
Uhm, mò però lui ha un problema il ciotu !
Si, con la moglie ?
Si mò forse lo risolve pare che
Risolve cosa ? si ci mette un’altra volta ?
E mò speriamo !
Ma la moglie se n’è andata ?
E bà l’ha mandata via no che se n’è andata !
E lui si è fidanzato con un’altra ?
(ride) ... (Incomprensibile) ...
Un’altra ?
A ... (Incomprensibile) ... l’hai visto in quel modo pronto,
pronto e l’hai visto una volta
Ma l’hai vista a questa qua tu ?
Io non l’ho vista ti dico la verità !
Eh ma quella ... (Incomprensibile) ...
Quella bambina mah
Mah speriamo, mò questa è un’altra cosa mò se la vede lui !
Va bene !
Hai capito allora ?
Ho capito !
E se dovreste, dovreste salire o insieme a qualcun altro ...
(Incomprensibile) ... quello se ne sale e mi mandi le cose che ti
ho detto
Si !
In più si c’è qualche novità, i ragazzi, passi, vedi, va bene !
115
SCURA:
Poi mi hai mandato a dire con Antonio il fatto di
quell’orologio falso, ma non lo sapevi che era rotto l’orologio
falso ?
GALLUZZI:
E me l’ero dimenticato, va bene
SCURA:
L’ho fatto aggiustare e l’ho dato al ragazzo
GALLUZZI:
Ah !
SCURA:
Eh !
GALLUZZI:
Ohì Gè hai capito per quell’orologio nero ?
SCURA:
E mò glielo chiedo del preciso !
GALLUZZI:
Precision …
SCURA:
Mò glielo chiedo !
GALLUZZI:
E vedi che lo avevo dato a Vincenzo perché se gli ho dato pure
quella a Vincenzo scusa ma che cazzo ha fatto quello con
questi orologi !
SCURA:
Mò ti faccio sapere !
GALLUZZI:
... (Incomprensibile) ...
…omissis…
Nel prosieguo del colloquio GALLUZZI Salvatore chiedeva a SCURA Gennaro notizie
circa l’andamento delle attività criminali e dei conseguenti guadagni e lo esortava a
procedere all’incasso dei proventi compulando i pushers “…comunque fatti un giro di
tutti… e raccogli…”.
…omissis…
SCURA:
scritto !
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
lui
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
Ma quando l’altra volta ti ho portato, ti ho portato tutto
Si ma ... (Incomprensibile) ... comunque fatti un giro di tutti !
Ah !
E raccogli !
Va bene !
Quell’altro sta lavorando, quell’altro ?
Andrea ?
No quell’altro ?
Chi è quell’altro ? no quello ancora è fermo !
E’ possibile scusa e che sta facendo ?
Sta facendo la sua casa !
Si ma tu quando lo vedi faglielo pesare !
Si, però non per lui comunque Sà non è che, non sta lavorando
nessuno a Rossano
Mò
Ah ... (Incomprensibile) ... quello che ha fatto sempre i lavori
Si, si lo so
l’avvocato eh, e mò forse qualcosa la inizia a fare !
Di Natale si sa qualcosa dove lo hanno mandato ...
(Sovrapposizione di voci) ...
A Natale, no a Natale non lo hanno mandato, Natale è in
ospedale non è più in carcere !
In ospedale perché ?
Forse gli devono tagliare un dito !
Uh a madonna
Quando vengo al prossima volta ti faccio sapere tutto anzi te
lo mando a dire con quello che è venuto, te lo faccio sapere !
116
GALLUZZI:
SCURA:
...
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
Eh scusa ma questo avvocato che sta facendo ?
Eh ha detto che lo ha mandato là per ora ... (Incomprensibile)
Si ma sennò lo cacciassero questo avvocato ma che cazzo sta
facendo, va bene che mò ... (Incomprensibile) ... e ma la ...
(Incomprensibile) ... non si sa niente perché lo hanno
arrestato
No non si sa !
Che cazzo non si sa !
…omissis…
Il Natale indicato nella conversazione sopra risportata, si identifica in CARUSO Natale
nato a Rossano (CS) il 14/11/1963, cognato di GALLUZZI Salvatore, in quanto marito
della sorella GALLUZZI Lucia, nata a Rossano Calabro (CS) il 14/12/1970.
L’identitificazione è avvenuta in base al fatto che SCURA diceva a GALLUZZI :” Natale è
in ospedale non è più in carcere!
Infatti da accertamento effettuato presso il Dipartimento di Amministrazione
Penitenziaria di Napoli Secondigliano (NA), ove CARUSO Natale è detenuto, risulta che
lo stesso è stato ricoverato in Ospedale dal 22/01/2011 al 01/02/2011.
(VEDASI ACCERTAMENTO DAP IN ALLEGATO N.184/A ALLA C.N.R. ROS)
Successivamente SCURA Gennaro riferiva dell’improvviso trasferimento dalla casa
circondariale di Rossano di alcuni appartenenti alla consorteria rossanese in seguito alle
delazioni di una persona. SCURA Gennaro additava colui il quale aveva “parlato“ come
“quello degli schiaffoni” .
SCURA Gennaro stava facendo riferimento a SOLFERINO Gaetano nato a Rossano (CS)
il 20/10/1979 che, in quel periodo stava rendendo dichiarazioni auto ed eteroaccusatorie
circa affari ed organigramma della cosca rossanese, denunciando, il 22/05/2010, di essere
stato vittima di un pestaggio perché accusato di essere un informatore delle forze
dell’ordine. In data 22 gennaio 2011 ESPOSITO Sergio, FERRANTE Giuseppe,
CAVALLO Francesco e CALABRO’ Salvatore (tutti in carcere in esecuzione della
condanna patita in seguito al passaggio in giudicato della sentenza denominata Ombra)
venivano trasferiti dalla Casa Circondariale di Rossano (CS) rispettivamente presso gli
Istituti di pena di Voghera (PV), Vigevano (PV), Asti e Milano Opera.
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
…omissis…
Sai un po’ si è saputo
Ah !
Ti ricordi il fatto di allora di “incomprensibile”
Ah !
Di quello degli schiaffoni ?
Si !
Che era, si dice che forse quello là parla !
Gli ha detto qualcosa ?
Eh, forse si !
Ma sono stati loro a dire qualcosa ?
Non ho capito ?
117
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
Sono stati loro a dire qualcosa e per questo motivo lo hanno
fatto partire ?
Non lo so però di sapere si è saputo pure questo !
Boh secondo me hanno dovuto fare qualche minchiata grossa
ma sai se sono nelle stesse sezioni o li hanno messi in
quell’altra dov’erano prima !
No sono nell’altra !
Nell’altra ?
Ah, ah !
Perché ?
Eh non lo so, già li avevano passati qua, una settimana
prima di trasferirli era già qua nell’altra !
Perché ?
Eh non lo so dopo nemmeno quattro giorni che erano
nell’altra li hanno spediti !
Ah !
…omissis…
Successivamente SCURA Gennaro riprendeva il discorso relativo all’arrivo a Vigevano
dei parenti di FERRANTE Giuseppe dicendo che aveva dato a “Vittorio” (FERRANTE
Vittorio, nato a Rossano -CS- il 17/03/1976), fratello di FERRANTE Giuseppe68, il
numero di cellulare di GALLUZZI Salvatore.
(VEDASI ACCERTAMENTO ANAGRAFE COMUNALE IN ALLEGATO N. 185/A
ALLA C.N.R. ROS)
GALLUZZI Salvatore era infastidito perché i parenti di FERRANTE Giuseppe sarebbero
arrivati di notte e perché non aveva molta fiducia di alcuni fra loro “…l’importante che
sia solo lui e la moglie …Perché se c’è qualcun altro mi mette in difficoltà…. Poi
GALLUZZI Salvatore riferiva che, a marzo, avrebbe lasciato la casa di Vigevano per
tornare a Rossano. Anche questo passaggio è significativo perché lasciava ipotizzare che
la casa era stata procurata SCURA Gennaro
…omissis…
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
orario !
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
Che a quello là gli ho dato il numero !
Ah a Vittorio ?
Eh, sono partiti oggi !
Ah io questo volevo sapere ... (Incomprensibile) ... mi ha detto
che non lo sa !
Sono partiti oggi !
Ma verso che ora sono partiti ?
Verso le tre e mezza, le quattro dice che partivano !
Ija ara madonna e mò arrivano di notte qua ?
E che ne so io, così mi ha detto che partivano verso questo
Si ma è un coglione, scusa !
Eh !
Dove li vado a prendere io a questi se
Non hai visto come fa ?
in quanto figli di FERRANTE Gaetano nato a Rossano Calabro (CS) il 23.09.1947 e di CRUCELI
Teresa, nata a Rossano Calabro (CS) il 23.10.1949
68
118
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
chiamato
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
cosa ascoltami ?
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
Ma con chi, non è che portano la sorella, cose, no ?
Non lo so, io non penso !
Eh, ma venivano con l’aereo ?
No sono in macchina !
Si arrivano qua verso le tre, le quattro io mi metto in mezzo
alla strada per loro ... (Incomprensibile) ... dove li mando
scusa, ma pure, boh un po’ di cervello !
doveva, da come parlava lui doveva partire lunedì !
Si ma poi, scusa partono all’arrembaggio !
Che cazzo ne so che fanno... (Incomprensibile) ...
Boh, scusa non doveva essere che domani ci doveva essere il
coso pronto, se non hanno il coso pronto ... (Incomprensibile)
... qua !
Boh forse di avere pronto ce l’hanno pronto che hanno
Bè allora qual è il, boh io non lo so come ragionano questi
cretini, l’importante che sia solo lui e la moglie !
... (Incomprensibile) ... sono così !
Perché se c’è qualcun altro mi mette in difficoltà, e un’altra
Uhm !
Che avevo parlato con lui
Uhm !
Per vedere, vedi che io a marzo gliela lascio la casa a quello !
A marzo ?
Si nel mese di marzo, il sei, il sette di marzo
Si !
Perché se ne stanno andando pure quelli ... (Incomprensibile)
... e mi aveva detto che non c’erano problemi per andare là
sotto da ... (Incomprensibile) ... quest’estate !
Si e io mò glielo ricordo !
Ricordaglielo, che fai chiami l’ultimo giorno da quello !
No, no già glielo ricordo domani, dopo quando lo vedo !
Perché poi vedo ... (Incomprensibile) ... che me ne vengo !
Ah !
Si !
Vedi che hai capito !
... (Incomprensibile) ... però basta che non mi fate sempre ...
(Incomprensibile) ... con loro, dite sempre di si, si, si che poi se
ne parla !
Non diciamo di si, ti ha detto qualcosa di qualcosa
No, no, no ne hanno parlato bene
Eh
Di tutti e due !
… omissis …
Quindi la conversazione tornava ad essere di estremo rilievo investigativo perché SCURA
Gennaro riferiva a GALLUZZI Salvatore che, nel mentre era insieme a POLILLO Luigi,
presso il “giocatore di pallone” dove GALLUZZI Salvatore soleva mandarli per trafficare
stupefacente “Dove ci mandavi sempre tu là” venivano controllati dalle forze dell’ordine.
Si tratta di una circostanza di estremo rilievo investigativo perché conferma che, anche
119
nel corso del 2011 la criminalità organizzata di Rossano dipendeva, per il traffico di
stupefacente, dagli zingari di Cassano allo Ionio (CS).
Infatti, “il giocatore di pallone” è lo pseudonimo di IANNICELLI Tommaso cioè colui
che, in quel periodo, era il responsabile del traffico di stupefacente della cosca zingara per
come si evice dagli atti del p.p. 3707/10 nell’ambito del quale IANNICELLI Tommaso, in
data 10/06/2011, unitamente ad altri soggetti, veniva sottoposto a fermo di P.G. perché
gravemente indiziato dei reati di associazione per delinquere di stampo mafioso e di
associazione del tipo di quella prevista dall’art. 74 D.P.R. 309/90. Il fermo veniva seguito
da un’ordinanza custodiale emessa dal Gip di Castrovillari che si dichiarava incompetente
e trasmetteva l’incarto alla D.D.A. di Catanzaro che otteneva dal Gip distrettuale la
convalida dell’ordinanza ex art 27 c.p.p.. Il fermo veniva confermato dai Giudici del
Riesame e da quelli della S.C..
Attualmente il processo è in corso di svolgimento innanzi ai Giudici del Tribunale di
Castrovillari .
…omissis…
IANNICELLI Tommaso è stato condannato69, con Sentenza passata in giudicato,
nell’aprile del 2006, dalla Corte di Assise di Cosenza quale componente della consorteria
di ndrangheta denominata Abbruzzese in esito al processo c.d. Lauro recante numero
18739/0370, alla quale risultava affiliato PERCICCANTE Pasquale che ha riferito anche
dell’attività di spsccio di sostanze stupefacente da parte dello Iannicelli.
I Giudici dell’assise cosentina lo condannavano , quale compoenente della cosca zingara e quale
esecutore materiale dell’omcidio di pepe carmine e del tentato omicidio di Benedetto SDergio,
verificatisi in Cassano Jonio il 3/11/2002. I Giudici ell’Assise di Appello assolvevano Iannicelli
Tommaso dall’imputazione di omicidio confermando la codanna per il reato di cui all’art. 416 bis
c.p.
70 Di seguito si riporta l’imputazione per la quale Iannicelli veniva condannatoin esito al processo
Lauro :
(ABBRUZZESE Antonio, nato a Cosenza il 27.03.1975, residente a Cassano Jonio, Via Timpone
Rosso;
2) ABBRUZZESE Armando, nato a Cosenza il 30.01.1978, residente a Cassano Jonio, Via Timpone
Rosso, alias "Andrea";
3) ABBRUZZESE Celestino nato a Cosenza il 20.06.1982, residente a Cassano Jonio, Via Timpone
Rosso;
4) ABBRUZZESE Celestino, nato a Firmo, il 30.07.1947, residente a Cassano Jonio, Via Verdialias "Asso di bastone";
5) ABBRUZZESE Francesco, nato a Cosenza il 4.07.1974, residente a Cassano Jonio Via Timpone
Rosso, alias "U Pirolo";
6) ABBRUZZESE Nicola, nato a Cosenza il 21.10.1980, ivi residente Via Popilia, di fatto
domiciliato a Cassano Jonio Via Timpone Rosso, alias "U Mongolo";
7) BEVILACQUA Mario, nato a Cosenza il 28.04.1968, residente a Cassano Jonio, Via Timpone
Rosso, alias "Maruzzo";
8) IANNICELLI Tommaso: omonimo di Domenico, nato a Cassano Jonio il 20.02.1979 ivi
residente, Via Timpone Rosso;
9) MADIO Domenico, di Francesco, nato a Castrovillari il 15.02.1981, residente a Cassano Jonio,
Via Timpone Rosso;
10) PERCIACCANTE Pasquale, nato a Corigliano Calabro il 17.05.1966, residente a Cassano
Jonio, Viale Ponte del Treno, case popolari alias "Cataruozzolo";
69
120
A conferma che POLILLO Luigi era sovente inviato da GALLUZZI Salvatore a Timpone
Rosso (località ubicata nella frazione di Lauropoli – Comune di Cassano allo Ionio) per
portare e ritirare stupefacente valgano le dichiarazioni di PERCIACCANTE Pasquale il
quale, nel verbale di interrogatorio reso in data 19/07/2011 forniva delucidazioni in
ordine all’approvigionamento di narcotico da parte della consorteria ‘ndranghetista di
Rossano (CS) presso gli zingari di Cassano Allo Jonio (CS), fornendo altresì validi
elementi oggettivi circa i soggetti gravitanti attorno al narcotraffico in questione ed alla
criminalità rossanese in particolare:
… OMISSIS…
Come appartenente alla criminalità organizzata di Cassano Ionio e più in particolare
all’organizzazione degli “zingari” che fanno capo alla famiglia ABBRUZZESE, ho avuto modo di
entrare in contatto con esponenti della criminalità organizzata calabrese operanti anche in altre
aree geografiche. In particolare gli “zingari” sono alleati di ACRI Nicola che è colui che dirige le
attività criminali su Rossano e sui comuni a questo vicini. Ricordo che mi sono recato diverse volte
a Rossano per incontrare ACRI Nicola o suoi uomini di fiducia. Con Nicola ACRI gli zingari
trafficavano anche stupefacente del tipo cocaina ed eroina. ACRI Nicola, inoltre, aveva commesso
degli omicidi per conto della famiglia ABBRUZZESE. Nei primi anni 2000 ricordo che ACRI
Nicola già comandava le attività criminali su Rossano e noi, come gruppo degli “zingari”, ci
recavamo a Rossano per approvvigionarci di cocaina. In una occasione, ripeto capitata agli inizi
degli anni 2000, mi sono recato a Rossano insieme a BEVILACQUA Mario perché dovevamo
incontrare ACRI Nicola che ci doveva consegnar 2 chili di cocaina che ACRI prendeva a Napoli per
il tramite di GALLUZZI Salvatore. Incontrammo ACRI verso le 4 o 5 del pomeriggio e ricordo che
era il periodo estivo. Insieme ad ACRI Nicola c’era uno dei suoi uomini di fiducia che si chiama
Antonello che è persona che ho incontrato diverse volte e che sarei tranquillamente in grado di
riconoscere fotograficamente. Prima della consegna della cocaina, ACRI Nicola chiese a me e a
Mario BEVILACQUA di partecipare ad un incontro che avrebbe avuto di lì a poco, presso un bar
11) ABBRUZZESE Nicola, di Celestino, nato a Cosenza il 14 dicembre 1979 residente a Cassano
Jonio Vico IV Capolanza;
12) ABBRUZZESE Luigi detto “Pinguino”, nato a Cosenza il 19:02.1976,residente a Cassano
Jonio, Rione Timpone Rosso- case popolari
delitto di cui all'art. 416 bis, commi 1°, 2°, 3° e 4° cod. pen., perché partecipavano ad una
associazione di tipo mafioso armata, promossa, organizzata e diretta da Abbruzzese Celestino
cl.1947, Abbruzzese Francesco, Abbruzzese Fioravante (deceduto), Pepe Eduardo (deceduto),
Pepe Damiano, operante nel territorio del comune di Cassano allo Ionio e territori limitrofi, la
quale, in accordo con le organizzazioni mafiose presenti nelle altre zone, avvalendosi della
forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e della conseguente condizione di
assoggettamento e di omertà della generalità dei cittadini, era finalizzata, fin dall'inizio, al
controllo ed allo sfruttamento delle risorse economiche della zona, al compimento di delitti
contro il patrimonio e contro la persona, al traffico di sostanze stupefacenti; con la totale e
preventiva accettazione, da parte degli associati, della necessità di compiere azioni delittuose
per garantirsi il controllo del territorio e per stroncare, mediante l'uso della violenza, qualunque
ingerenza interna od esterna. Commettendo il fatto mediante la dotazione e la disponibilità di
armi comuni da sparo e da guerra; attraverso il reclutamento e la iniziazione ai riti di
ammissione all'associazione 'ndranghetistica, con attribuzioni di gradi ed osservanza di rituali;
prevedendo accordi precisi circa la distribuzione degli utili ricavati dalle imprese criminose;
infine mediante la partecipazione di ciascun associato - attraverso un'articolata distribuzione di
compiti e funzioni, nonché la sostanziale fungibilità fra i vari membri - al compimento di una
serie di azioni delittuose, quali omicidi, estorsioni generalizzate nel territorio, furti, incendi,
danneggiamenti, spaccio di sostanze stupefacenti.
In Cassano allo Ionio e territori limitrofi sino al giugno 2003.
121
del centro abitato di Rossano, con MORFO’ Salvatore. Effettivamente, dopo circa una mezz’ora
che eravamo in compagnia di ACRI Nicola, si presentava al bar MORFO’ Salvatore a bordo di una
macchina in compagnia della moglie. Ricordo che la moglie rimase in auto e MORFO’ scese a
parlare con ACRI Nicola, con Antonello e con me e BEVILACQUA Mario. Naturalmente fu solo
ACRI Nicola a parlare con MORFO’ Salvatore. Ricordo infatti che dopo essersi salutati ACRI
Nicola intimò subito a MORFO’ di non commettere attività criminali senza il suo consenso in
quanto ormai era lui a comandare su tutta Rossano. Ricordo le testuali parole “… da oggi in poi
non fare più niente se non te lo dico io … qualsiasi cosa vuoi fare devi fare capo a me perché la zona
la comando io…”. MORFO’ Salvatore accetto questa imposizione di ACRI Nicola dicendogli che
non si doveva preoccupare e che lui avrebbe fatto quello che diceva ACRI Nicola. Ricordo inoltre
che in quell’occasione ACRI Nicola disse a MORFO’ Salvatore che aveva fatto un analogo
avvertimento anche a MANZI Antonio detto “Tom Tom” e che anche questi aveva accettato il
comando di ACRI Nicola. Di questo specifico episodio ho avuto modo di parlarne anche
successivamente con lo stesso MORFO’ Salvatore durante un periodo di comune detenzione al
carcere di Melfi. Fu lo stesso MORFO’ Salvatore che, durante l’ora d’aria, ricordandomi
quell’incontro mi disse che lui si presentò appositamente in compagnia della moglie poiché aveva
paura di un eventuale attentato da parte di ACRI Nicola. Mi disse che lui non aveva intenzione di
entrare in contrasto con ACRI poiché comunque, anche se doveva sottostare al suo comando, lui
riusciva a tenere un buon tenore di vita poiché ACRI Nicola gli consentiva di spacciare
stupefacente per suo conto ed inoltre aveva attività commerciali, tra cui la vendita di ortofrutta, che
gli procuravano diversi guadagni. MORFO’ Salvatore mi disse inoltre che lui, comunque, negli
anni, era riuscito ad accumulare del denaro e pertanto non aveva intenzione di far guerra ad ACRI
Nicola. Parlando di ACRI Nicola, MORFO’ Salvatore lo descriveva come persona che aveva “la
mano facile” intendendo dire che era una persona che non ragionava molto e che era facile invece a
sparare. Raccoglievo quindi anche la lamentela di MORFO’ Salvatore che, nonostante si fosse
piegato al potere di ACRI Nicola, diceva che questa situazione non era giusta poiché lui era stato
scalzato da ACRI Nicola che “era stato messo a comandare”. Quando usava questa espressione
MORFO’ Salvatore voleva significare che la scelta di far diventare ACRI Nicola il capo di Rossano
perveniva certamente sia da Cassano Ionio e quindi dalla famiglia ABBRUZZESE, sia dal Crimine
di Cirò che doveva necessariamente autorizzare questo passaggio di potere. Come ho già accennato
anche MANZI Antonio, detto “Tom Tom” aveva avuto un avvertimento da parte di ACRI Nicola
affinché anche lui operasse sotto il suo diretto controllo. Proprio nell’occasione appena citata ACRI
Nicola riferì a me e a BEVILACQUA Mario che anche MANZI Antonio aveva accettato di
sottostare al suo comando. Successivamente però, non ricordo quanto tempo è passato da
quell’incontro, ACRI Nicola ebbe dei problemi con MANZI Antonio. Infatti ricordo che un giorno
si presentò alle case popolari di Timpone Rosso, Antonello, la persona di cui ho parlato prima, che
incontrò ABBRUZZESE Fioravante, quello che è stato successivamente ucciso con PEPE Eduardo.
Io ero presente a quell’incontro. Antonello chiese ad ABBRUZZESE Fioravante di mandare
qualcuno a Rossano da ACRI Nicola che aveva bisogno di noi poiché aveva problemi proprio con
“TOM TOM”.
A.D.R.: Ricordo che Antonello raggiunse le case popolari con una Fiat Uno turbo di colore grigio
anche se, in quel periodo, io lo incontravo spesso e lo vedevo sempre a bordo di una mercedes classe
A di colore scuro.
ABBRUZZESE Fioravante disse a me e a BEVILACQUA Mario di andare subito a Rossano per
vedere di cosa aveva bisogno ACRI Nicola. Ricordo quindi che presi la mia uno turbo di colore
rosso e mi recai a Rossano insieme a BEVILACQUA Mario. Quando andavamo a Rossano
avevamo tre o quattro posti dove eravamo soliti incontraci, tra questi c’erano due bar di cui però
non ricordo il nome, un altro posto era la traversa dell’abitazione della fidanzata di ACRI Nicola
che si trova proprio all’inizio di Rossano sulla statale, dopo i primi semafori o ancora a casa di
GALLUZZI Salvatore che è nella parte alta del paese. In questa occasione trovammo ACRI Nicola
che ci aspettava ad un bar a Rossano paese che si trova subito dopo aver attraversato la galleria che
c’è prima del centro abitato. ACRI Nicola ci riferì che MANZI Antonio non si stava comportando
122
bene in quanto, nonostante il suo avvertimento, continuava a riscuotere il pizzo presso alcuni
esercizi commerciali o ancora andava a ristoranti e supermercati e dopo aver mangiato e fatto la
spesa non pagava i gestori. ACRI Nicola diceva che lo aveva avvisato una volta e non voleva
perdere altro tempo e che quindi lo dovevamo uccidere. BEVILACQUA Mario suggerì ad ACRI
Nicola di fare un ulteriore avvertimento a MANZI Antonio e che se, anche questa volta, non si
allineava al suo volere, avremmo conseguentemente organizzato l’omicidio. Ricordo che
successivamente ACRI Nicola fu arrestato e proprio durante la sua detenzione si consumava
l’attentato a “Tom Tom”. Sono venuto successivamente a sapere che, nonostante il secondo
avvertimento, MANZI Antonio continuava a non far capo ad ACRI Nicola e pertanto proprio
quest’ultimo aveva deciso di ucciderlo. Dopo pochi giorni, successivi all’agguato, mi recavo
un’altra volta a Rossano insieme a BEVILACQUA Mario per andare a prendere la cocaina. In quel
periodo andavamo almeno un paio di volte a settimana direttamente a casa di GALLUZZI
Salvatore, che è situata nella parte alta del paese, per prendere lo stupefacente. Era BEVILACQUA
Mario che teneva i contatti con GALLUZZI Salvatore con il quale si telefonava ogni qual volta
c’era bisogno di preparare una partita di cocaina o eroina. BEVILACQUA Mario aveva un
linguaggio in codice per dire a GALLUZZI che aveva bisogno di stupefacente. Infatti al telefono
diceva “Amore Mio sto arrivando” che significava che GALLUZZI doveva già preparare la droga
per il successivo trasporto a Cassano. Quando ci recammo da GALLUZZI per comprare lo
stupefacente avevamo modo di parlare con quest’ultimo del fallito attentato a “Tom Tom”. In
quell’occasione eravamo presenti io, BEVILACQUA Mario, GALLUZZI Salvatore, Antonello ed
un altro ragazzo di cui non ricordo il nome. GALLUZZI riferiva che purtroppo “Tom Tom” non
era morto e che la colpa era proprio di quel ragazzo che era lì presente che non se l’era sentita di
dare il colpo di grazia a MANZI Antonio che era stato ferito e giaceva per terra. In quell’occasione
GALLUZZI Salvatore riferiva inoltre che a portare la moto con la quale è stato consumato
l’attentato era stato “Antonello”. Noi chiedemmo al ragazzo che tipo di arma aveva utilizzato per
tentare di uccidere “Tom Tom” senza riuscirvi. Il ragazzo ci rispose che aveva utilizzato una
calibro 38. Ricordo inoltre che sia io che Mario BEVILACQUA prendemmo in giro quel ragazzo
dicendo che con una calibro 38 non poteva sbagliare. Il ragazzo che aveva sparato si giustificava
dicendo che dopo aver sparato a “Tom Tom”, avendolo visto per terra, pensava fosse morto, vista la
presenza anche del figlio piccolo, non se l’era sentita di scendere dalla moto e dargli, per sicurezza,
il colpo di grazia davanti al figlio. Ricordo inoltre che questo ragazzo che ha sparato a MANZI
Antonio pochi giorni dopo è stato sottoposto agli arresti domiciliari, infatti, BEVILACQUA Mario
aveva intenzione di acquistare una moto che era di proprietà dello stesso, quindi, quando ci
recammo a Rossano chiedemmo a GALLUZZI Salvatore notizie di questo ragazzo per contrattare
l’acquisto della moto. GALLUZZI ci riferiva che adesso era agli arresti domiciliari per altra causa,
in particolare diceva che “aveva fatto una cazzata”. Parlando con GALLUZZI Salvatore della
mancata uccisione di “Tom Tom” questi ci diceva che adesso avrebbero atteso per vedere come
MANZI Antonio si sarebbe comportato.
Con la criminalità organizzata di Rossano e quindi con ACRI Nicola, gli zingari trafficavano oltre
che lo stupefacente anche armi di vario tipo. Durante la mia permanenza nell’organizzazione
criminale degli ABBRUZZESE ho personalmente partecipato a diverse consegne sia di
stupefacente che di armi ad appartenenti al gruppo di ACRI Nicola. Nel corso degli anni che
vanno dalla fine degli anni novanta fino a quando non sono stato arrestato nell’indagine “Lauro”
ho sia trasportato droga ed armi a Rossano, sia preparato droga ed armi che i rossanesi sono venuti
a ritirare a “Timpone Rosso”. Sia la droga che le armi infatti non vengono reperiti sempre tramite
gli stessi canali e quindi può capitare che le armi arrivino a noi di Cassano che poi le cediamo ai
rossanesi per le loro necessità o viceversa e così per la droga. Con Rossano, in particolare, facevamo
123
uno scambio di stupefacente eroina- cocaina in quanto a Rossano, GALLUZZI Salvatore aveva un
ottimo canale per reperire la cocaina mentre noi Zingari, tramite un canale albanese, riuscivamo a
reperire facilmente l’eroina. Quindi capitava spesso che anzichè utilizzare il denaro, tra le nostre
organizzazioni criminali vi fosse un vero e proprio scambio di stupefacente. Tra le persone che da
Rossano venivano alle case popolari di Timpone Rosso per prendere lo stupefacente o le armi
ricordo Antonello di cui ho parlato prima, il cognato di ACRI Nicola che si chiama Antonio, un
certo Annibale che veniva a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata di color bianco ed altre
ragazzi di cui non ricordo il nome. Alle case popolari veniva spesso anche ACRI Nicola ed il fratello
di questi a nome Gennaro. Loro però venivano solo per discutere con gli ABBRUZZESE ed in
particolare con Fiore ABRUZZESE, prima che questi fosse ucciso, e non si occupavano mai del
trasporto delle armi o della droga. Riguardo le armi io ero impegnato anche nella custodia delle
stesse mediante il loro confezionamento in tubi di plastica di colore arancioni che poi venivano
interrati nei pressi della stalla di Ciccio ABBRUZZESE a Timpone Rosso. Le armi venivano
inoltre avvolte nel cellophane per evitare che si rovinassero.
Tra le attività criminali condotte dal gruppo degli “zingari” vi è anche la truffa ai danni dell’INPS.
In pratica esistono delle cooperative agricole che dichiarano falsamente delle giornate lavorative in
agricoltura da parte di persone che successivamente percepiscono la disoccupazione. Io stesso e
anche mia moglie IANNICELLI Angela siamo stati dei finti braccianti in agricoltura, infatti non
abbiamo mai lavorato nei campi sebbene abbiamo precipito negli anni diversi assegni di
disoccupazione. Mia moglie Angela ricordo che è stata anche socia di una delle cooperative
utilizzate per consumare le truffe. A questo tipo di truffa era preposto principalmente
ABRRUZZESE Celestino detto “Ciccio u zingaro” che faceva una vera e propria raccolta di libretti
in tutte le case popolari di Timpone Rosso. ABBRUZZESE Celestino inseriva in questi elenchi
anche diversi suoi diretti familiari. ABBRUZZESE Celestino era in contatto con Enzo PESCE che
ha uno studio di consulenza a Corigliano Calabro. Era proprio questa persona che una volta
raccolti i libretti degli ABBRUZZESE si preoccupava di caricarli sulle cooperative agricole per far
ottenere i successivi assegni di disoccupazione. Una volta ricevuto il denaro dall’INPS, il finto
bracciante consegnava parte di esso nelle mani di Celestino ABBRUZZESE che lo divideva, non so
in che misura, con PESCE Vincenzo. PESCE Vincenzo vantava diverse amicizie che gli
consentivano di consumare facilmente le truffe, infatti diceva ad ABBRUZZESE Celestino di
portare semplicemente i libretti dei lavoratori poiché avrebbe provveduto lui a fare tutto quanto era
necessario per far si che i finti braccianti ricevessero la disoccupazione. ABBRUZZESE Celestino
frequentava spesso PESCE Vincenzo dal quale andava anche a pranzo o cena. Anche PESCE
Vincenzo, insieme alla moglie, si recava a casa di ABBRUZZESE Celestino nel quartiere Timpone
Rosso. In alcune occasioni, anche io, andando a casa dell’ABBRUZZESE notavo la presenza di
PESCE Vincenzo e della moglie.
Si da atto che al collaboratore viene posto in visione un album fotografico composto da n.249 foto
numerate redatto da questa Sezione Anticrimine. Il collaboratore non è in grado di vedere l’elenco
dei nominativi corrispondenti alle foto. Copia dell’album fotografico, verrà allegata al presente
verbale e ne costituirà parte integrante.
La foto n. 1 è di ACRI Nicola;
La foto n.2 è di Gennarino ACRI, il fratello di Nicola;
La foto n.3 è della persona che ha sparato a “Tom Tom” e del quale ho parlato in precedenza. Nella
foto che mi mostrate però sembra un po’ più ingrassato rispetto a quando l’ho conosciuto.
124
L’ufficio contesta al PERCIACCANTE Pasquale un verbale reso il 04/03/2008 nel quale fa
riferimento al tentato omicidio di MANZI Antonio detto “Tom Tom” nel quale il collaboratore
riferisce che ad aver sparato il MANZI era stata una persona di nome Annibale. Al riguardo il
collaboratore riferisce: Quando ho fatto il nome di Annibale non ero sicuro del nome stesso ed ho
riferito un nome di una persona che non è quella della foto che mi state mostrando. Del resto ero
stato alquanto cauto nel riferire questo nome non l’avevo detto con assoluta certezza. Posso invece
dire con certezza che la persona riprodotta nella foto che mi state mostrando è quella che ha sparato
a MANZI Antonio e con il quale ho discusso proprio di questo tentato omicidio. Non ricordo il
nome di questa persona ma certamente non si chiama Annibale che è il nome di un’altra persona
che fa sempre parte dell’organizzazione criminale di Rossano.
La foto n.5 è di una persona che è soprannominata “Pica pica” e che ho visto in più occasioni
accompagnarsi con Antonello di cui ho parlato in precedenza. E’ un uomo di Nicola ACRI per il
quale traffica anche armi e droga. Ho visto Pica Pica anche alle case popolari di Timone Rosso in
compagnia di Antonello e di Annibale per venire a ritirare lo stupefacente.
La foto n. 7 è Antonello di cui ho parlato a lungo prima;
La foto n.12 è di un ragazzo che ho visto spesso in compagnia di GALLUZZI Salvatore e di
Antonello. Anche questa persona è venuta alle case popolari di Timpone Rosso ad accompagnare
ACRI Nicola o anche Antonello.
La foto n.16 è di Annibale, la persona di cui ho parlato in precedenza;
La foto n.21 è di MORFO’ Salvatore;
La foto n.23 è di GALLUZZI Salvatore. Ho passato con GALLUZZI Salvatore anche un periodo di
comune detenzione nel carcere di Melfi. Eravamo entrambe nella stssa cella. Con lui parlavamo
spesso della situazione di Rossano e diceva che ACRI Nicola era il capo e lui era il braccio destro
che prendeva il suo posto quando non c’era.
La foto n.56 è di un ragazzo che conosco e che ho visto spesso insieme ad Antonello e GALLUZZI
Salvatore, ricordo che aveva una Fiat Uno di colore grigio e veniva spesso alle case
popolari per prelevare e trasportare stupefacente.
La foto n.65 è quella del cognato di ACRI Nicola. In diverse occasioni l’ho visto alle case popolari di
Timpone Rosso dove veniva a prendere la droga. Anche lui è uno spacciatore di ACRI Nicola.
La foto n.108 è di una persona che conosco e che ho visto ma non mi ricordo le circostanze.
L’ufficio riferisce al collaboratore che in precedenti verbali rilasciati nelle date del 10/09/2007,
27/10/2007, 09/11/2007, 04/03/2008 è stato dallo stesso citato il nome di ACRI Gennaro, fratello di
ACRI Nicola. Il collaboratore viene invitato a riferire quanto di sua conoscenza sul conto di ACRI
Gennaro:
ACRI Gennaro, fratello di Nicola, è persona che fa parte della criminalità organizzata rossanese.
Non so se è stato battezzato o meno però certamente coadiuvava il fratello Nicola nella direzione
delle attività illecite della cosca. Posso dire con certezza che a lui non venivano affidati compiti di
basso livello o comunque rischiosi come il trasporto di droga o armi. ACRI Gennaro però
partecipava a riunioni ed incontri insieme al fratello alle case popolari di Cassano Ionio. L’ho visto
più volte colloquiare con ABBRUZZESE Fioravante e con PEPE Eduardo. Quando andavo a
125
Rossano per incontrare GALLUZZI Salvatore, ch mi avrebbe rifornito di stupefacente, c’era spesso
anche ACRI Gennaro. Nel periodo in cui ACRI Nicola stava in carcere le trattative di stupefacenti
che organizzavamo con GALLUZZI venivano controllate anche da ACRI Gennaro che partecipava
alle contrattazioni ed agli ordinativi di cocaina. ACRI Gennaro veniva anche lui aiutato in questa
attività dagli altri membri della cosca e tra questi GALLUZZI Salvatore ed Antonello. ACRI
Gennaro era presente quindi a molte delle trattative di stupefacente che venivano fatte, per mio
conto, con gli ABBRUZZESE di Cassano Ionio. ACRI Gennaro era anche colui che aveva il
compito di riferire al fratello Nicola, quando questi era in carcere, tutte le novità che erano accadute
ricevere ordini per poi impartirli agli altri membri della cosca.
Così PERCIACCANTE Pasquale in data 19/07/201171
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.40/A ALLA C.N.R. ROS)
PERCIACCANTE riconosceva al numero 56, POLILLO Luigi che, effettivamente , aveva
in uso una FIAT UNO.
Infatti:
il 10/03/2006, veniva denunciato presso la Stazione Carabinieri di Roggiano Gravina (CS)
lo smarrimento del certificato di proprietà dell’autovettura Fiat uno targata CS544922 di
proprietà di POLILLO Luigi;
il 23/04/2003 i CC del Comando Stazione Carabinieri di Rossano Centro, alle ore 01:50 in
Piazza Santo Stefano di Rossano, procedevano alla perquisizione dell’autovettura Fiat
Uno Turbo targata CS544922 di proprietà di POLILLO Luigi, nato a Rossano Calabro
(CS) il 25.10.1982, ivi residente alla via II^ Acqua di Vale, con a bordo lo stesso POLILLO
Luigi unitamente a ACRI Francesco, nato a Rossano Calabro (CS) il 31.05.1984, ivi
residente Via San Bartolomeo nr. 30, PAPPARELLA Antonio nato a Rossano Calabro (CS)
il 09.04.1986, ivi residente via discesa Seminario nr. 4 e SCURA Gennaro nato a Cariati
(CS) il 02.06.1985, residente Rossano Calabro (CS) alla via II^ Acqua di Vale nr. 1. (lettera
nr. 46/6 del 23.04.2003)
(VEDASI VERBALE DI PERQUISIZIONE IN ALLEGATO N.188/A ALLA C.N.R. ROS);
il 30/05/2003 i CC del Nucleo Operatico del Comando Compagnia Carabinieri di
Rossano (CS) in Piazza Steri di quel centro, procedevano al controllo di POLILLO Luigi a
bordo dell’autovettura Fiat Uno colore grigio targata CS544922; (Op/85 n. 86/196 del
N.O.R.M. Compagnia Carabinieri di Rossano del 30/05/2003);
(VEDASI CONTROLLO OP/85 IN ALLEGATO N.189/A ALLA C.N.R. ROS);
il 12/05/2003 i CC del Nucleo Operatico del Comando Compagnia Carabinieri di
Rossano (CS) in Via Amendola di quel centro, procedevano al controllo di POLILLO
Luigi a bordo dell’autovettura Fiat Uno colore grigio targata CS544922, unitamente a
FERRANTE Giuseppe, nato a Rossano (CS) il 17/03/1983. ivi residente. (Op/85 n. 77/173 del N.O.R.M. Compagnia Carabinieri di Rossano del 12/05/2003);
Quanto sia annosa la frequentazione di Timpone Rosso da parte di Polillo si evince dal fatto che
Perciaccante iniziava a collborare nel 2007 ma rimaneva ininterrottamente detenuto dal giugno
del 2003 allorchè veniva tratto in arresto in esecuzione del fermo disposto dalla D.D.A: di
catanzaro nell’ambito della c.d. operazione LAURO .
71
126
(VEDASI CONTROLLO OP/85 IN ALLEGATO N.190/A ALLA C.N.R. ROS)
Polillo nella conversazione appena sopra riportata, faceva riferimento alle perquisizione
che, unitamente a Scura, in data 24/12/2010, alle ore 10:55, in Timpone Rosso, subiva da
parte dei CC della Tenenza di Cassano
(VEDASI VERBALE DI PERQUISIZIONE IN ALLEGATO N.191/A ALLA C.N.R. ROS)
Che POLILLO Luigi e SCURA Gennaro fossero a Timpone Rosso di Cassano Ionio (CS)
per acquistare stupefacente si desume, oltre che sulla base di quanto appena argomentato,
dal fatto che venivano trovati in possesso di circa tremila euro in contanti che
giustificavano per l’acquisto di ferro .
(VEDASI ANNOTAZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA IN ALLEGATO N.192/A
ALLA C.N.R. ROS)
Si riporta il passo di interesse della conversazione :
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
OLIVO
GALLUZZI:
…omissis…
... (Sovrapposizione di voci) ... non sappiamo niente, lo sai che ci
hanno fatto un fermo là
Dove ?
Dove ci mandavi sempre tu là, da quel giocatore di pallone !
Bravo
Non te lo hanno detto ?
E che hai fatto ?
Eravamo andati a fare una commissione ... (Incomprensibile) ... e
c’hanno fatto il fermo
(parla con una donna) con chi ?
Con Gegè ci parlo io !
Perché ?
…omissis…
La discussione poi si spostava su argomenti di minor interesse investigativo e vi
partecipava anche OLIVO Anita che parlava con SCURA Gennaro delle condizioni dei
propri figli che si trovavano a Rossano (CS). Poi SCURA Gennaro si lamentava del
comportamento degli altri uomini della cosca che non apprezzavano i suoi sforzi e quelli
di POLILLO Luigi.
OLIVO
GALLUZZI:
SCURA:
OLIVO
SCURA:
OLIVO
SCURA:
OLIVO
SCURA:
OLIVO
SCURA:
OLIVO:
SCURA:
OLIVO
stacca
SCURA:
OLIVO
SCURA:
OLIVO
SCURA:
OLIVO
SCURA:
e fumi !
Ci vuoi parlare !
Tieni che ti vuole salutare mia moglie !
Va bene ?
Oh ?
Com’è ?
Tutto a posto ?
Tutto a posto, auguri passati !
Ah ?
Auguri passati !
Grazie pure a te !
Tu tutto a posto ?
Si tutto a posto !
Mi ha fatto piacere sentirti !
Si pure a me ma gliel’ho detto passami, passami, passamelo e poi
Che mi dici ?
Tutto a posto allora ? lo vedi
Noi tutto a posto !
Fa un freddo che si muore !
Pure qua
Mi ha fatto pure smettere di fumare !
E è una cosa buona, l’importante che poi quando vieni non ti arrabbi
127
OLIVO
SCURA:
arrabbiare !
OLIVO
SCURA:
OLIVO
SCURA:
OLIVO
SCURA:
OLIVO
SCURA:
OLIVO
SCURA:
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
POLILLO:
OLIVO
GALLUZZI:
SCURA:
POLILLO:
GALLUZZI:
Si, quello è il guaio !
No, no tu non ti arrabbiare, quando vieni qua non ti facciamo
Ija ara marosca, i ragazzi li stai vedendo ?
Si tutto a posto vanno a scuola, tutti i giorni
A Giovanna ti raccomando già te l’avevo detto !
Si !
Che non alzi la testa la signorina che la schiaccio sotto i piedi !
No, no, no [ridono] ti saluta la mia ragazza !
Grazie salutala per me !
Che ti passo
Eh passamelo !
Che ti passo Luigi !
Uhè ?
Oh Luì com’è tutto a posto ?
Com’è tutto a posto ? si tutto a posto !
Si !
Tu ?
Giovanni ?
Eh è là da me che sta guardando, che stanno, ci sono gli operai
Ah salutamelo !
Si lui ti manda un abbraccio
Lo so me l’ha detto Giovanna pure, mia figlia !
Ah, ah, tutto a posto ? la bambina ?
Si è qua ci fa lavorare tanto, sempre !
(ride)
Sempre la solita, sempre il tuo cane nomina
... (Sovrapposizione di voci) ...
Vuole il cane !
Ah si !
Vuole a Giò dice che è piccolo, piccolo come lo ha lasciato !
Si mò è cresciuto !
Eh hai visto che è cresciuto il cane, lo hai visto, allora tutto a posto ?
Si ti salutano i ragazzi che c’ho parlato oggi !
Si, con chi ?
Francesco è stato da me là al magazzino !
Uhm, stai facendo una saletta ? una sala giochi ?
Un calcio scommesse !
Ah bello !
Con la sala giochi e quando apro viene sempre Francesco tutti i
giorni con me, sta là
Si ?
Uhm !
E a Antonio lo stai vedendo ?
Antonio è tutti i giorni là ... (Incomprensibile) ... ma è tranquillo, si
sta comportando bene, sta andando a scuola !
Meno male !
Si tutte le mattina sta andando a scuola !
E questo, va bene che ti passo Salvatore !
Okay un abbraccio !
Ciao
Ciao, ciao !
Anche a te, ciao, ciao !
Hai capito, la stessa cosa a te Luì ?
Vedi che ti vuole !
Sa ?
Che l’ho detto a lui ... (Incomprensibile) ... la stessa cosa a te,
comportatevi bene, niente, che poi vediamo !
128
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
apprezzati per
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
faccia !
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
Si, si e lo so !
Eh ma si stanno comportando bene pure con te ?
Eh vedi, eh sono normali, certe volte vedi, tipo ci lasciano là e poi le
solite cose ma a me sai quanto me ne, sinceramente
... (Sovrapposizione di voci) ...
Certe volte vedi se facciamo qualcosa, poi, magari non siamo
Eh si giusto quando servite dai !
Eh bravu che l’hai capito, quando ne ne possono fare a meno ci
siamo noi, questo è, va bene !
Mah, l’importante che ... (Incomprensibile) ... comunque fate la bella
Si è così bravo, è così !
Il cretino si sta comportando bene ?
Si, si !
Chissà se vuole venire, diglielo
Sai com’è brutto, con una faccia lunga, con la barba lunga !
Perché ?
(ride)
Vuole fare un’altra volta il giovanotto e si cresce la barba ?
A bà lo sai che
E il muso sempre storto ce l’ha ?
Sempre con la mano là, è lui che lo tira sempre, lui lo sta facendo
diventare storto che lo tira sempre lo sai ?
(ride)
Sennò veramente ce l’ha diritto però lui lo tira sempre di là
Oh sai che dovete fare hai visto quello che vende le mozzarelle Luì ?
Si !
Perché non andate a dirglielo che ... (Incomprensibile) ... e a me,
tanto è in mezzo alla strada o no ?
Si è in mezzo alla strada !
Diteglielo a nome mio che voglio vedere, gli dite, prima parlate con
quello là quando viene !
Ah, ah !
Per vedere sicuro quando viene, gli dite che mi dovete mandare
certe cose che si guastano sennò !
Va bene !
Poi andate a parlare con lui eh ? e gli dite, per esempio, due o tre ore
prima vi servono un po’ di mozzarelle che le dovete mandare a me !
Okay !
Pure per vedere se le manda !
Va bene !
Ma fatela mò questa commissione perché sennò quello non ha
nemmeno il tempo di ordinarle, di farle !
Ah bà è logico, va bene
Oh ? mi raccomando ... (Incomprensibile) ...
Si !
A quello ... (Incomprensibile) ... fategli avere questo mobile, se lo
viene a prendere lui non che glielo scendete voi !
Si, si !
Viene lui fino a là e voi lo mettete ... (Incomprensibile) ...
Si, si va bene !
Chi le ha fatte le fotografie della casa ?
Antonio ... (Incomprensibile) ... quello
No mò ? quelle che avete mandato a me !
Ah non lo so quelle
Uhm (!|)
129
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
Antonio !
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
qualcuno ?
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
nessuno?
POLILLO:
GALLUZZI:
loro !
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
[parla con qualcuno che si trova vicino a lui] chi le ha fatte le
fotografie che abbiamo mandato, a tu ? Gegè le ha fatte !
Ah Gegè, con chi siete andati ?
[parla sempre con l’uomo che si trova vicino a lui] con tuo figlio
E il fratello di Salamina si vede ? chi dice ?
Si lo sto vedendo tutti i giorni
Che dice ?
... (Sovrapposizione di voci) ... siccome nel magazzino piccolo non
c’era rimasto niente dice Luì ma non è che c’è stato qualcuno, me lo
puoi fare sapere, non è che
Vedi il fatto, le tue parole, si, si lo so chi c’è stato, le solite porcherie
che fa il suocero queste !
Bravo poi Antonio me l’ha detto perché gliel’ho detto e Antonio mi
ha detto si Luì diglielo e fattelo dare !
Ah glieli hai
Al nonno !
E gliel’hai detto ?
No ancora no Sà !
(ride) ma vedi quello che gli serve e gli dici ma ti sei preso tutte le
cose ... (Incomprensibile) ...
Ah, ah !
Ma che cazzo di testa ha, vedi che non dica che hanno fatto qualche
guaio con quel ... (Incomprensibile) ... dove lo hanno messo lo
andassero a prendere sennò faccio una figura di cazzo io !
Ah bà !
Che là sotto c’era hai visto ?
Ah !
Non c’eri pure tu ?
Si, no ma
Ah ?
Si, si !
Eh !
Eh questo
... (Sovrapposizione di voci) ...
Ah ?
La macchina è senza assicurazione non è che la sta prendendo
La macchina, no, no è parcheggiata non la sta toccando
E’ arrivata qualche multa, niente no ?
... (Incomprensibile) ...
Pure le chiavi della casa della montagna digli di non darle e
No, no, no mò glielo dico io !
Quando devono andare i miei figli o ci va qualcuno di voi e ci vanno
Si !
Sembra che siano morti del tutto già si dividono le cose
Ma io non lo so con chi è andato là comunque con Antonio
(ride)
Sinceramente
Va bene, con Antonio è andato, con la merda di Antonio, a te fa
credere di non sapere niente il cornuto !
No perché quando sono andato là per parlare, perché c’erano pure ...
(Incomprensibile) ... di olio non lo so, e dice che manca proprio tutto
Ah
E quindi ha detto alla fine fammi sapere chissà c’è stato qualcuno !
130
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
uscito !
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
capito ?
Alle mie sorelle spiegaglielo perché sono dovuto andare in ospedale
e mi sto facendo questa cosa, che sono stato in ospedale e mò devo
andare un’altra volta per questo non è scesa per i ragazzi, un po’ di
paziena !
E va bene ma mò tutto a posto tu ?
Eh tutto a posto devo fare un altro esame, mò vediamo, ieri sono
Si ?
Eh che mi hanno combinato !
Ija a ... (Incomprensibile) ... in questi cazzo di ospedali !
Ija ari morti loru che mi hanno combinato !
E’ brutto !
Ho dormito con certi macchinari brutti (ride)
Hai visto com’è brutto !
Ohi Luì portatela a mia sorella se vuole venire, allora a chiamare hai
In chiusura di conversazione GALLUZZI Salvatore affrontava, per l’ennesima volta,
l’argomento relativo al viaggio per Vigevano (PV) dei parenti di FERRANTE Giuseppe. Il
latitante, in particolare chiedeva a SCURA Gennaro e POLILLO Luigi i parenti erano
stati bene istruiti sulle precauzioni da adottare, una volta raggiunta Vigevano. SCURA
Gennaro affermava di aver parlato con DE SIMONE Augusto e GRAZIANO Umberto
“… hai visto che sono venuti e ti hanno chiamato…” i quali “…Mi hanno detto di dargli
quel numero, quell’altro …E un paio di ore prima di arrivare chiudere i telefoni, così mi
hanno detto!”. Ancora una volta emergeva il ruolo “centrale” di De Simone Augusto e
Sommario che , insieme, erano stati a casa dei familiari di Ferrante onde spiegare loro le
precauzioni da prendere prima di incontrare Galluzzi
“…c’hanno parlato loro perché domenica sono stati a casa della moglie e c’era pure lui…
Il cane, il cane, c’era pure “u’cane” c’è andato insieme domenica sera…”.
Successivamente , si faceva riferimento ad una persona in contatto con POLILLO Luigi e
SCURA Gennaro il quale aveva dei problemi a corrispondere somme di denaro a
GALLUZZI Salvatore “…A me lui questo ha detto che si vergogna nei tuoi confronti che
non ti può mandare niente…”.
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
Si, non ti preoccupare che mò
Se chissà non è ancora partito questo scemo andate a vedere un pò !
Si, si mò andiamo a vedere subito !
No per il discorso che se questi mi arrivano di notte io come, va bene
che la ... (Incomprensibile) ... vedo come posso fare, però è proprio
un cazzo di cretino, boh
Eh !
L’importante che siano, va bè che ormai che fate voi, niente ? chissà
ancora non sia partito l’importante che siano solo il fratello e la
moglie!
Questo non lo so
Ma a limite la mamma, la mamma o il padre va bene ma non è che
viene con qualche sorella, con qualche altra persona il (morto) ?
Eh non lo so !
Glielo hanno spiegato questo ? penso di si, no ?
Non lo so, Gegè, lui c’era quando
E fattelo dire un pò !
131
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
GALLUZZI:
POLILLO:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
chiamato !
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
hanno detto !
GALLUZZI:
parlato ?
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
sera!
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
[parla con l’altro uomo che si trova in sua compagnia] lui gli ha dato
solo il numero e basta !
Eh non c’hanno parlato a dire non portare gente estranea, cose
[parla con l’altro uomo che si trova in sua compagnia] no dice che a
lui hanno detto solo di dargli il numero !
Ma lo sa che è il mio ?
Si e per chiudere il telefono ... (Incomprensibile) ... aspetta che ti
passo a lui che lui sa, aspetta, tieni !
Oh ?
Oh ? ... (Incomprensibile) ...
A me hanno detto ieri, hai visto che sono venuti e ti hanno
Si !
Mi hanno detto di dargli quel numero, quell’altro
Eh !
E un paio di ore prima di arrivare chiudere i telefoni, così mi
Va bene, mah glielo hanno detto di andare da solo, cose, c’hanno
Non lo so forse c’hanno parlato loro perché domenica sono stati a
casa della moglie e c’era pure lui
Ah
Il cane, il cane, c’era pure “u’cane” c’è andato insieme domenica
Va bene mi raccomando non gli fare capire niente che questi ...
(Incomprensibile) ... combinato qualcosa !
Uhm !
Ma a voi perché vi fanno così allora scusa ?
Se ti veniamo a raccontare qualcosa
No dico perché non vi vogliono portare, da come dici tu non vi
vogliono fare venire ?
Che ne so io Salvatò !
A me dicono che tu ogni volta che devi venire sei malato !
Io ? io nemmeno lo sapevo che dovevano venire !
Va bene va
Io
Comunque non gli dire niente, dici si tutto a posto vi manda i saluti
Uhm !
Fate un po’ i furbi !
Okay !
E poi venite hai capito ? se vuole venire il cretino può venire pure lui
sennò quando volete venire, venite !
No sennò, io ti parlo sinceramente Salvatò, siccome sapevo che il
ventotto, il primo, veniva quello là
E perché non sei venuto ?
No il ventotto, la fine del mese !
Eh se viene solo, viene solo, cioè basta che rimane il posto che ...
(Incomprensibile) ... perché quando scendete dopo tre o quattro
giorni
Eh si perché…chissà per il fatto
Deve scendere mia moglie
Deve scendere tua moglie, io posso venire !
Si puoi venire perché il posto c’è !
Ah e va bene !
Sono due persone !
Va bene
Comunque se volete venire prima non è un problema !
Però a me ha detto di dirlo prima a loro e poi
132
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
maiale ?
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
Si ma mò, ormai non è più, si passare è logico ... (Incomprensibile) ...
certo che ci passate, porti qualche imbasciata, cose, su questo non
cadere mai nell’errore tu !
Va bene !
Eh solo il fatto della telefonata ti sto dicendo è una cosa che ho
voluto io, in senso, per la mia famiglia !
Ho capito
Non c’è bisogno né di dirglielo e né niente, però ti raccomando se
non glielo dici non glielo dire nemmeno dopo sennò poi passiamo
come
Si, si, si ho capito
Non gli dire proprio niente quando passano otto, nove, dieci giorni
appena potete prendi e ... (Incomprensibile) ... [interruzioni di
segnale]
Tu basta che me lo dico io
Te lo sto dicendo quindi mò, sempre, l’importante che non fate
credere male a loro e che le cose loro non le fate passare su di voi !
E che gli dobbiamo fare credere male ?
No nel senso che, hai capito ? perché poi sono scuse !
Lo so che sono scuse !
Eh non lo fate fare !
Ma vedi pure stamattina, a me lo ha detto prima il lungo ieri sera,
stamattina poi mi ha visto il nano
Eh !
Mi ha detto ma sei andato ? siccome “il cane” non c’era stamattina
Eh va bene non fa niente
Io che ho fatto ... (Incomprensibile) ... che glielo devo dire che ...
(Incomprensibile) ... no, no non ti preoccupare vai tranquillo
No, no ma lo sapevano loro si !
Ma hai visto dopo come fanno ?
Va bene dai !
Eh questo
Salutami a tutti !
Sai che volevo dire?
Dimmi ?
Andrea ti ha fatto una parte di maiale, hai visto allora per il fatto del
Eh !
Ti ha fatto salsicce, soppressate
E quando vieni una cosa alla volta la porti !
Eh ti manda una cosa alla volta ?
Ah bà ... (Sovrapposizione di voci) ... vedi quando vuole venire a
trovarmi, i morti sua !
E ma lui questo ti manda a dire, ha detto che vuole venire da te !
Eh perché non vieni con loro ? venite, veniti con lui !
Va bene !
Sai che vogliono ?
Cosa ?
Siccome si sono visti con uno che viene qua con lui però senza
sapere niente no ? e dice che lui ha parlato di un camion, che gli
arriva un camion ?
Gli serve ?
Un camion con la (gru) per là !
Non lo so non me lo ha detto questo
Va bene forse
A me ha detto solo il fatto che c’era andato qualcuno e dopo il fatto
tuo non è andato più nessuno, si sono fatti un giro
Della gente ?
133
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
(Incomprensibile) ...
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
venuto da te
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
quell’altro !
SCURA:
Se sono fatti un giro, senti, insieme a quel nostro compagno
Uhm
Dice che una settimana e un’altra volta punto e da capo e non ci
andava più nessuno
Quindi ora non ci sta andando nessuno ?
Ha detto come gl’altri fatturano tanto e io non posso arrivare a
fatturare quaranta, cinquanta mila euro, ha detto io mi vergogno nei
tuoi confronti tua che non ti può mandare niente
Ma scusa quindi allora non ci sta andando nessuno ...
A me lui questo ha detto che si vergogna nei tuoi confronti che non
ti può mandare niente
Eh ma allora a me mi vengono a prendere in giro scusa, viene e mi
prende in giro ?
A me questo ha detto e questo ti dico !
Ma perché non glielo dici tu al cane scusa ?
Eh ora glielo dico
Gli dici ma scusa
Io sapevo che lunedì loro, ci siamo visti con il cane il giorno che è
A me hanno detto ... (Incomprensibile) ... ci stanno andando un’altra
volta, sta lavorando tutto a posto !
E poi gli ha raccontato il fatto davanti a me
Ah !
Il giorno che è tornato da te erano rimasti che o martedì o mercoledì,
oggi, andavano a fare un altro giro per chiamarlo loro/lui a
Francesco !
Quindi allora non c’era andato ? a me ha detto tutto a posto e ora ci
stanno andando loro ? ora ci stanno ?
Eh poi lui quand’è tornato ha detto un’altra volta guarda che quelli
non stanno venendo più e lui ha detto non ti preoccupare chiamami
martedì o mercoledì che andiamo di nuovo insieme a fare un giro !
E ci andassero, e quella merda di Antonio pure ?
Eh non ci va Antonio !
Non ci va ?
No non ci va
Ma diglielo a nome mio, gli dici, che se una volta ti stimava non ti
stima più giusto per fartelo sapere, proprio così gli devi dire !
Va bene !
Gli dice che la gente lui la vuole vedere quando, ma non credete
che è morto, proprio così gli devi dire !
Va bene ... (Sovrapposizione di voci) ...
E se te lo manda a dire lui è come se te lo avessero mandato a dire
tutti non ti fare ... (Incomprensibile) ... diciamo
Va bene
Che parecchi che hanno fatto questo ... (Incomprensibile) ... dici po’
un li su mai riusciti, propriu i sa manera l’è dire !
Va bene
Quest’altro pezzo di merda !
Tu però, io ora vado e glielo dico, quando vado glielo dico, domani
mattina, tanto lo vedo tutte le mattina !
A tutti quelli che conosci glielo devi dire !
Va bene !
Ma voi, scusa, mi prendete per il culo, gli dici proprio così a
Okay !
134
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
Francesco !
SCURA:
personalmente !
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
quello là
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
SCURA:
GALLUZZI:
FINE CONVERSAZIONE
Cerca dov’è coso, sennò diciamo ... (Incomprensibile) ... vi sto
facendo un piacere pure io, hao visto che lui ciche che certe volte
stava male
Eh !
Però ha detto che stava lavorando fuori e questo !
Io, lui, io so che pure lui gli aveva fatto un piacere
Eh
Quello che è venuto da te !
Eh dice che glieli sta facendo più di una volta !
Però lui, o è lui che si vergogna a dirglielo, io
Ah e allora che vuole che non mi facesse fare guai con la gente e poi
lui si vergogna !
No lui sai come me lo ha detto che gli è scappata la parola sennò non
me lo voleva nemmeno dire, mi ha detto solo che “ho una cazzo di
vergogna che non riesco a mandare niente” e poi mi ha raccontato il
fatto !
Va bene allora prima parla con lui, allora combina qualche casino
Sennò l’unica cosa è che deve venire a parlare proprio con te
Si ma oltre questo tu ora vai a trovarlo
Eh !
E gli dici Francè vedi che io ho parlato con lui, l’altro giorno c’è stato
Eh !
E gli ha detto che loro ti stanno dando una buona mano nel senso
che ... (Incomprensibile) ... parlarci che prima c’è stata un po’ di, di
menefreghismo riguardo alla gente e dice che ora è tutto a posto ma
è vero o no ?
Va bene
O gli sono andati a raccontare cazzate perché se hanno raccontato
cazzate lui me lo manda a dire però se, vedi che vuole fare, se tu una
volta gli dici si, una volta gli dici no, dice che ... (Incomprensibile) ...
gli dici si ora tutto a posto !
Io oggi appena torno lo vado a trovare !
Eh perché sennò fa fare qualche casino a te, io me la prendo con
quello e poi non è vero !
No bè io, dobbiamo essere sicuri perché lui come una cosa, te l’ho
detto com’è, e così mi ha detto e poi mi ha detto che urgentemente
vuole venire da te, questo !
Ma può venire come no !
Uhm e va bene !
Rimaniamo così dai !
Eh va bene dai !
State bene, state attenti e non rovinate i rapporti con nessuno
Non ti preoccupare !
Ciao, ciao !
Ciao, ciao !
Gli dici no ha chiuso
(VEDASI TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N.193/A ALLA C.N.R. ROS)
In data 03/02/2011, alle alle ore 04:06, GALLUZZI Salvatore riceveva una telefonata da
FERRANTE Vittorio (nato a Rossano –CS- il 17/03/1976) che lo contattava
verosimilmente da una cabina telefonica (cartellino non pervenuto) per preannunciargli il
135
loro arrivo in Vigevano entro due ore. GALLUZZI Salvatore gli dava appuntamento
presso la stazione ferroviaria di Vigevano72.
Alle ore 05:04, GALLUZZI Salvatore riceveva una nuova telefonata da parte di
FERRANTE Vittorio che stava per arrivare, GALLUZZI gli preannunciava l’invio di una
persona 73. Immediatamente dopo, GALLUZZI Salvatore contattava FERATTI Roberto al
72
Decreto:
100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion nato Romania il
11/10/1965, residente Rossano(CS) contrada Frasso snc, in uso a
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
Contatto:
Cartellino non pervenuto.
Progressivo:
17, datato 03/02/2011, delle ore 04:06;
Durata:
00:00:53 sec.
____________________________________________________________
INTERLOCUTORI
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
UOMO:
Persona di sesso maschile non meglio identificata
____________________________________________________________
GALLUZZI:
Pronto ?
UOMO:
Un paio di ore e siamo arrivati !!
GALLUZZI:
Aho ... (Incomprensibile) ...
UOMO:
Hai capito ...
GALLUZZI:
Ma lo sai dov'è si ...
UOMO:
Eh ?
GALLUZZI:
Proprio il paese lo sai ?
UOMO:
Si ... si !!
GALLUZZI:
Quando arrivi alla stazione chiamami ... va bè che vengo alla
stazione ...
UOMO:
Ciao ...
GALLUZZI:
Va bè dieci minuti e ti vengono a prendere ... ciao
UOMO:
Ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 194/A ALLA CNR
DEL ROS )
Obiettivo:
100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion nato
Romania il 11/10/1965, residente Rossano(CS) contrada Frasso
snc, in uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il
30.03.1976, ivi residente alla contrada Pantasima;
Contatto:
chiamante, utenza 38188611 posto di telefonia pubblica ubicata in
Vigevano (PV), viale Francesco Petrarca nr. 2, in uso a persona di
sesso maschile non meglio identificata.
Progressivo:
18, datato 03/02/2011, delle ore 05:04;
Durata:
00:00:59 sec.
______________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
UOMO:
Persona di sesso maschile non meglio identificata.
______________________________________________________________________________________
GALLUZZI:
Pronto ?
UOMO:
Tre chilometri e sono arrivato !!
GALLUZZI:
Ah ?
73
Decreto:
Obiettivo:
136
quale chiedeva di passare subito dalla sua abitazione. FERATTI Roberto, infatti,
nonostante fossero le 5 del mattino, diceva di essere pronto74.
UOMO:
GALLUZZI:
UOMO:
GALLUZZI:
Tre chilometri e sono arrivato al Municipio ...
Al ... alla stazioni ti avevo detto ...
Non riesco ad arrivarci ... lo sai quanta nebbia c'è quà...
Ma domanda quanto entri ... che è proprio attaccato quà... ed
altrimenti come faccio ...
UOMO:
Alla stazione ?
GALLUZZI:
Ah !! ... perchè sennò dove sai arrivare tu ... scusa ...
UOMO:
Io sto andando là ... direttamente al carcere ...
GALLUZZI:
Aha ... vuoi andare direttamente là ? ... ci sai ?
UOMO:
Si ... si !! ... ci riesco tre chilometri e sono arrivato ...
GALLUZZI:
Allora mando qualcuno che va avanti ...
UOMO:
Va bene ... ciao ... ciao ...
GALLUZZI:
Ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.195/A ALLA CNR
DEL ROS )
74
Decreto:
100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion nato
Romania il 11/10/1965, residente Rossano(CS) contrada Frasso
snc, in uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il
30/03/1976, ivi residente alla contrada Pantasima;
Contatto:
chiamante, utenza cellulare 3490579291 intestato a NOVELLI
Giada, nata aa Comiso (RG) il 23/10/1950, residente Vigevano
(PV) Via Gramsci 10, in uso a FERATTI Roberto, nato a Vittoria
(RG) il 16/10/1957, residente a Vigevano (PV), via Ceresio nr.38, di
fatto domiciliato in Vigevano (PV), via Buccella nr.20.
Progressivo:
20, datato 03/02/2011, delle ore 05:08;
Durata:
00:00:37 sec.
________________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
FERATTI:
FERATTI Roberto, nato a Vittoria (RG) il 16/10/1957, residente a
Vigevano (PV), via Ceresio nr.38, di fatto domiciliato in Vigevano
(PV), via Buccella nr.20.
_______________________________________________________________________________________
GALLUZZI:
FERATTI:
GALLUZZI:
FERATTI:
GALLUZZI:
FERATTI:
GALLUZZI:
FERATTI:
GALLUZZI:
FERATTI:
Pronto ?
Pronto ?
Buongiorno !!
Com'è ?
Senti Roby ... sei già in giro ?
Si sono già alzato io ...
Potevi passare da me ... un pò ?
D’accordo .... ok ...
Grazie ... ciao ...
Si ... ciao ... ciao ...
137
Alle ore 11:54, GALLUZZI Salvatore ricevev un’altra telefonata da FERRANTE Vittorio
che aveva fatto il colloquio in carcere e voleva che qualcuno lo andasse a prendere75.
GALLUZZI Salvatore ricontattava nuovamente FERATTI Roberto al quale chiedeva di
raggiungere FERRANTE Vittorio. FERATTI Roberto era immediatamente disponibile “…Vado
a prenderli dai…”76
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N.196/A ALLA CNR DEL ROS )
75
Decreto:
100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion nato
Romania il 11/10/1965, residente Rossano(CS) contrada Frasso
snc, in uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il
30.03.1976, ivi residente alla contrada Pantasima;
Contatto:
chiamante, utenza 38120661 posto di telefonia pubblica ubicata in
Vigevano (PV), viale Monte Grappa nr. 5, in uso a persona di sesso
maschile non meglio identificata.
Progressivo:
21, datato 03/02/2011, delle ore 11.54;
Durata:
00:00:43 sec.
________________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
UOMO:
Persona di sesso maschile non meglio identificata.
________________________________________________________________________________________
GALLUZZI:
UOMO:
GALLUZZI:
UOMO:
GALLUZZI:
UOMO:
GALLUZZI:
Pronto ?
Abbiamo finito ... digli a qualcuno di venire ...
Si ... era già venuto qua che si era preoccupato ...mò lo chiamo ...
... che io ... mo sono alla cabina ed ora me ne vado là ...
Eh ...
Vado là ...
Si ... si ... vai là che sta venendo ... vai là che sta venendo ... ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.197/A ALLA CNR
DEL ROS)
76
Decreto:
100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion nato Romania il
11/10/1965, residente Rossano(CS) contrada Frasso snc, in uso a
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
Contatto:
Cartellino non pervenuto.
Progressivo:
22, datato 03/02/2011, delle ore 11.56;
138
L’identificazione dell’interlocutore del latitante GALLUZZI Salvatore e delle altre
persone che erano giunte a Vigevano (PV) per recarsi presso quella Casa Circondariale,
derivava dagli accertamenti successivamente esperiti. Infatti, in data 03/02/2011, uno
degli esponenti di spicco del clan ACRI, FERRANTE Giuseppe detto “Antonello” o
anche “Il siciliano”, nato a Rossano (CS) il 17/03/1983 (pluripregiudicato per reati
concernenti il traffico di sostanze stupefacenti – detenuto per associazione a delinquere
finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti –Indagine OMBRA cioè lo stesso
provvedimento per il quale GALLUZZI si era reso latitante), teneva colloquio in carcere
con i propri familiari: FERRANTE Vittorio, nato a Rossano (CS) il 17/03/1976 (fratello),
CAMPANA Assunta, nata a Rossano (CS) il 27/03/1985 (moglie), CRUCELI Teresa, nata
a Rossano (CS) il 23/101949 (madre) e FERRANTE Rebecca, nata a Rossano (CS) il
04/08/2009( figlia).
Anche gli orari del colloquio sono compatibili con le telefonate intercettate. Gli
accertamenti esperiti hanno infatti documentato come il colloquio si sia tenuto dalle ore
09:39 del mattino.
Durata:
00:00:32 sec.
________________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
FERATTI:
FERATTI Roberto, nato a Vittoria (RG) il 16/10/1957, residente a
Vigevano (PV), via Ceresio nr.38, di fatto domiciliato in Vigevano
(PV), via Buccella nr.20;
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima.
_______________________________________________________________________________________
FERATTI:
Pronto ?
GALLUZZI:
Roby ?
FERATTI:
Sii !!
GALLUZZI:
Che ci stanno !!
FERATTI:
Vado ?
GALLUZZI:
Si ... si ...
FERATTI:
Vado a prenderli dai ... daccordo ok ...
GALLUZZI:
Grazie ... ciao ... ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.198/A ALLA CNR
DEL ROS)
139
Inoltre, nel corso del colloquio, ritualmente intercettato (decreto n.103/2011 R.Int.).
FERRANTE Vittorio portava i saluti di Salvatore che li aveva fatti accompagnare presso
la casa circondariale77.
77
Decreto:
103/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:Casa Circondariale di Vigevano (PV), colloquio
effettuato dal detenuto FERRANTE Giuseppe nato a Rossano
(CS) il 17/03/1983 con i propri congiunti: FERRANTE Vittorio
nato a Rossano (CS) il 17/03/1976 (fratello), CAMPANA Assunta
nata a Rossano (CS) il 27/03/1985 (moglie), CRUCELI Teresa nata
a Rossano (CS) il 23/101949 (madre) e FERRANTE Rebecca nata a
Rossano (CS) il 04/08/2009 (figlia);
Data:
03/02/2011, dalle ore 09.45;
Durata:
00:02:00 sec.
________________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
FERRANTE Giuseppe:
FERRANTE Giuseppe, nato a Rossano (CS) il 17/03/1983;
FERRANTE Vittorio:
FERRANTE Vittorio, nato a Rossano (CS) il 17/03/1976;
CRUCELI Teresa:
CRUCELI Teresa, nata a Rossano (CS) il 23/101949;
CAMPANA Assunta:
CAMPANA Assunta, nata a Rossano (CS) il 27/03/1985.
________________________________________________________________________________________
ORA 09:45.
Entra nella saletta adibita per i colloqui dei detenuti della Casa Circondariale di Vigevano (PV),
FERRANTE Giuseppe seguito dopo qualche istante dai propri famigliari.
ORA 00:01:52
CRUCELI Teresa, madre del FERRANTE Giuseppe, chiede allo stesso il motivo per il quale fosse
stato trasferito dal carcere di Rossano (CS) a quello di Vigevano (PV). FERRANTE Giuseppe che il
motivo del suo trasferimento era da addebitare alla Procura.
ORA 00:02:12: PER POSITIVI ESITI INVESTIGATIVI SI TRASCRIVE INTEGRALMENTE
FERRANTE Vittorio:
… (indica la telecamera facendo segno con il capo) … sta
telecamera che dice ?
FERRANTE Giuseppe:
Che cazzo deve dire … la telecamera … no questa è la saletta …
per stare tranquilli …
CRUCELI Teresa:
Ma tutti così fanno i colloqui?
FERRANTE Giuseppe:
No … qua quando sono assai … per stare tranquilli …
CRUCELI Teresa:
C’è pure … Berto (fonetico) … non è potuto entrare …
FERRANTE Vittorio:
… (… abbassa il tono della voce … ) … Ti saluta Salvatore ehm ..
CRUCELI Teresa:
Salutalo …
FEARRANTE Giuseppe:
Ehm …
FERRANTE Vittorio:
Mi è venuto a prendere … mi è venuto a prendere … mi è venuto
a prendere m i ha portato a casa …
FERRANTE Giuseppe:
Tutto a posto ?
(ndr. FERRANTE Vittorio fa un cenno di assenso con il capo mentre CRUCELI Teresa dice:):
CRUCELI Teresa:
Ehm … tanti saluti !
ORA 00:03:30:
CRUCELI Teresa dice al figlio FERRANTE Giuseppe, che sia tale Ernesto che una persona non
meglio indicata gli hanno mandato 100,00 euro a testa.
ORA 00:14:50:
140
Sempre grazie all’analisi dei tabulati del traffico telefonico in entrata ed uscita dell’utenza
3454367361 intestata al cittadino rumeno VULPE Ion (Romania – 11/10/1965) e di fatto
utilizzato da GALLUZZI Salvatore si sono evidenziati frequenti contatti tra il latitante e le
sottonotate utenze cellulari:
•
•
•
•
3398710563 intestato a DONATO Espedito, nato a Rossano (CS) il 18/12/1966,
residente a Vigevano (PV) Via Milano n. 40 (del quale si è già parlato in
precedenza);
3279346758 intestato a DONATO Carmine Enzo, nato a Vigevano il 22/01/1992,
ivi residente Via Iselle n. 45 (figlio di DONATO Espedito).
3662665174 intestato a PASCA Cristian, nato in Romania il 28/04/1974, residente
a Rossano alla Via Nazionale s.n.c.
3396185609 intestato a ALOE Mario, nato a Rossano (CS) l’08/09/1969, residente
a Piacenza Via Matteotti n. 4
Atteso che i nominativi intestatari delle citate utenze telefoniche in contatto con il
latitante, avevano collegamenti (per nascita o residenza) con la cittadina di Rossano (CS),
allo scopo di identificare i fiancheggiatori di GALLUZZI Salvatore, le stesse venivano
sottoposte ad ascolto giudiziario col decreto n. 117/11 R. Int..
FERRANTE Giuseppe esce dall’inquadratura centrale della telecamera e si pone
accovacciato sul lato basso dx dello schermo dove resta per un circa un’ora, dove gioca in
compagnia della figlia minore FERRANTE Rebecca. FERRANTE Giuseppe giocando con
la propria figlia più volte esce dal campo visivo dlla telecamera.
ORA 00:15:33
FERRANTE Giuseppe chiama espressamente la figlia e le dice di raggiungerlo, e nel
mentre lo raggiunge, la moglie CAMPANA Assunta dice “ …(parola
incomprensibile…) … le scarpe”, rivolgendosi verso FERRANTE Vittorio che a sua
volta risponde chiedendo “ l’ha messa ?”.
ORA 00:15:48:
FERRANTE Giuseppe riprende posto al tavolo con i propri congiunti, rientrando nel
campo visivo della telecamera.
ORA 00:40:55:
FERRANTE Giuseppe con in braccio la propria figlia FERRANTE Rebecca e si avvicina
all’obbiettivo della telecamera, dove si ferma alcuni istanti sorridendo.
ORA 00:41:58:
FERRANTE Giuseppe con in braccio la propria figlia, guarda verso la telecamera e saluta
con la mano alzata, dicendo: “ciao, ciao”.
Da ORA 00:50:00 ad ORA 00:58:00
FERRANTE Giuseppe esce dall’inquadratura, e ad ORA 00:58:00 anche il fratello
FERRANTE Vittorio esce dall’inquadratura, entrambi sono posizionati nella parte bassa
del video antistante la parete. Ritornati nella inquadratura FERRANTE Vittorio dice al
fratello che c’è la telecamera.
Da ORA 01:01:00 ad ORA 01:46:00
Parlano di vari argomenti a carattere familiare non pertinenti. Tra l’altro, FERRANTE
Giuseppe riferisce ai suoi congiunti di non portare più la figlia FERRANTE Rebecca a
colloquio.
(VDS ALLEGATO N 199/A ALLA CNR ROS - VERBALE DI TRASCRIZIONE DEL
COLLOQUIO CARCERARIO)
141
Nel corso della giornata del 05/02/2011 veniva registrato un sms in entrata sull’utenza
3662665174, intestata a PASCA Cristian, nato in Romania il 28/04/1974, residente a
Rossano (CS) col quale GALLUZZI Salvatore, il quale utilizzava il numero 3489251213
(fino a quel momento sconosciuto), intestato a GJOZA Brunilda, nata in Albania il
28/08/1975, residente a Tortona (AL) alla Via Costa Lodovico n.2.comunicava il
proprio nuovo numero di telefono .
Questo numero veniva immediatamente
(n.124/11 R.Int.).
sottoposto ad intercettazione telefonica
Decreto:
117/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 3662665174 intestato a PASCA
Cristian, nato in Romania il 28/04/1974, residente Rossano
(CS) alla Via Nazionale s.n.c.
Contatto:
chiamante, 3489251213 intestata a GJOZA Brunilda, nata in
Albania il 28/08/1975, residente a Tortona (AL) alla Via Costa
Lodovico n.2, ed in uso a GALLUZZI Salvatore (Rossano – CS
- 30/03/1976) residente a Rossano alla C.da Pantasima;
106, datato 05/02/2011, delle ore 18:16;
Progressivo:
TESTO SMS
questo e il nuovo numero . 3489251213
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.200 ALLA
C.N.R. ROS)
Che l’utenza 3662665174 intestata a PASCA Cristian fosse dedicata esclusivamente a
ricevere messaggi da GALLUZZI Salvatore, emergeva dal fatto che sebbene rimanesse
sempre accesa e ubicata nel comune di Rossano (CS) non aveva traffico sino al giorno
24/02/2011 allorquando, ancora una volta GALLUZZI Salvatore chiedeva, mediante un
sms, di essere contattato “…Ancora sto aspettando che mi chiamate. . Spero che lo fate al
più presto….”. Il giorno successivo, GALLUZZI Salvatore riceverà una telefonata, da una
cabina pubblica, da parte di SOMMARIO Francesco .
Decreto:
117/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR – DDA Catanzaro)
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 3662665174 intestato a PASCA
Cristian, nato in Romania il 28/04/1974, residente Rossano
(CS) alla Via Nazionale s.n.c.
Contatto:
chiamante, 3489251213 intestata a GJOZA Brunilda, nata in
Albania il 28/08/1975, residente a Tortona (AL) alla Via Costa
Lodovico n.2, ed in uso a GALLUZZI Salvatore (Rossano – CS
- 30/03/1976) residente a Rossano alla C.da Pantasima;
1921, datato 24/02/2011,delle ore 18.25;
Progressivo:
___________________________________________________________________
TESTO SMS
142
Ancora sto aspettando che mi chiamate. . Spero che lo fate al più presto.
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.201/A
ALLA CNR DEL ROS)
Ritornando alle conversazioni intercettate sulle utenze in uso al latitante GALLUZZI
Salvatore, in data 07/02/2010, ore 16:15 si registrava una conversazione, della durata di
43“,tra l‘utenza 3454367361, in uso al latitante e l’utenza 3381479686, intestata ed in uso a
INTERLANDI Vincenzo, nato a Ragusa (RG) il 12/10/1959. Il positioning relativo
all’utenza 3454367361 consentiva di localizzarla nell’area di Vigevano, mentre quello
relativo all’utenza 3381479686 nell’area di Gambolò (PV). Nel colloquio in esame
GALLUZZI Salvatore contattava INTERLANDI Vincenzo per chiedergli di incontrarlo.
INTERLANDI lo rassicurava dicendo che, nella stessa serata o al più tardi il giorno
successivo, lo avrebbe raggiunto.
Decreto: 100/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 3454367361 intestata a VULPE Ion
nato Romania il 11/10/1965, residente Rossano (CS) contrada
Frasso snc, in uso a GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano
(CS) il 30/03/1976, ivi residente alla contrada Pantasima;
Contatto:
chiamato, utenza cellulare 3381479686 intestata a
INTERLANDI Vincenzo, nato a Ragusa (RG) il 12/10/1959,
residente a Gambolò (PV) al Corso Umberto nr. 73/C.
Progressivo:
24, datato 07/02/2011, delle ore 16.15;
Durata:
00:00:51 sec.
_______________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
INTERLANDI:
INTERLANDI
Vincenzo,
nato
a
Ragusa
il
02/10/1950,residente a Gambolò (PV) in via C.so Umberto I°
n.73/C;
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/03/1976, ivi
residente alla contrada Pantasima;
_______________________________________________________________________________
INTERLANDI:
Si ... pronto ?
GALLUZZI:
Pronto ... Enzo ?
INTERLANDI:
Sii ... ciao ...
GALLUZZI:
Si ... (Incomprensibile) ... quando ti fai vedere ?
INTERLANDI:
No ... domani passavo dentro ... domani o dopo più tardi ...
GALLUZZI:
Va bene ...
INTERLANDI:
Vai tranquillo ...
GALLUZZI:
Allora ci vediamo domani ?
INTERLANDI:
Si ...o domani o più tardi ... vediamo se faccio in tempo più
tardi ... eh ?
GALLUZZI:
Va benissimo
INTERLANDI:
Ciao ... ciao ...
GALLUZZI:
Se non ci dovrei essere chiamami ... che vengo subito ...
INTERLANDI:
Ok ... ciao ...
GALLUZZI:
Eh ... comunque sono a casa sto dicendo nel male delle ipotesi
... ciao ... ciao stammi bene ...
INTERLANDI:
Ciao ... ciao ...
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.202/A
ALLA CNR DEL ROS)
143
In data 08/02/2011 alle ore 20:05, SOMMARIO Francesco, nato a Rossano (CS) il
31/10/1975, utilizzando una cabina pubblica avente utenza 0984927218 ubicata in Via
Trieste n.10 nel comune di Montalto Uffugo (CS), contattava Galluzzi che utilizzava la
nuova utenza (3489251213 intestata a GJOZA Brunilda, nata in Albania il 28/08/1975).
GALLUZZI Salvatore si dimostrava sorpreso della telefonata in quanto, evidentemente,
non aveva richiesto di essere contattato “…Come mai questa improvvista?...”.
SOMMARIO Francesco parlava dei rapporti con una terza persona GALLUZZI
Salvatore chiedeva a SOMMARIO Francesco di essere messo in contatto con una terza
persona per risolvere il problema “…Ma se lui non vuole fare niente, si sa sta lavorando,
cioè quello che vuole fare me lo fa avere a me il numero che vedo di risolvere io almeno ci
proviamo…”. Dopo SOMMARIO Francesco informava GALLUZZI Salvatore
dell’imminente partenza per Pavia dei parenti di una persona di cui non pronunciava il
nome “…ascolta un'altra cosa siccome domani pa...partono i parenti di quelli lì che
vanno là a Pavia…”. Per tali persone, SOMMARIO Francesco chiedeva un supporto
logistico al latitante “…Non c'è un aiuto che siccome questi…”. Ci si trovava nuovamente
di fronte ad una richiesta di aiuto per i parenti di un detenuto che sarebbero arrivati al
nord per effettuare un colloquio in carcere (come quella ampiamente descritta in
precedenza e che ha visto come protagonisti i parenti di FERRANTE Giuseppe).
GALLUZZI Salvatore raccoglieva subito l’invito di SOMMARIO chiedendo di essere
richiamato dopo dieci minuti.
Decreto:
Obiettivo:
124/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, 3489251213 intestata a GJOZA Brunilda, nata in
Albania il 28/08/1975, residente a Tortona (AL) alla Via
Costa Lodovico n.2, ed in uso a GALLUZZI Salvatore nato
Rossano (CS) il 30/03/1976, residente a Rossano alla C.da
Pantasima;
Contatto:
chiamante, utenza di telefonia pubblica 0984927218 ubicata in
Via Trieste n.10 del comune di Montalto Uffugo (CS).
Progressivo:
1, datato 08/02/2011, delle ore 19.33;
Durata:
00:01:55 sec.
_______________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
SOMMARIO:
SOMMARIO Francesco, nato Rossano (CS) il 31/10/1975, ivi
residente viale Sant’Angelo snc.
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato Rossano (CS) il 30/03/1976,
residente a Rossano alla C.da Pantasima
_______________________________________________________________________________
GALLUZZI:
Pronto
SOMMARIO:
Pronto Hello!
GALLUZZI:
Com'è?
SOMMARIO:
... (Incomprensibile) ... com'è tutto a posto?
GALLUZZI:
Tutto a posto
SOMMARIO:
... (Incomprensibile) ...
GALLUZZI:
Come mai questa improvvista?
SOMMARIO:
Io non mi scordo mai dei cristiani buoni
GALLUZZI:
Ah! E meno male che non ti scordi mai (RIDE)
SOMMARIO:
Te la sei fatta la cosa?
GALLUZZI:
Sì
144
SOMMARIO:
GALLUZZI:
posto
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
A posto?
Ed adesso sto aspettando un altro risultato e poi vediamo, è tutto a
Ah!
E' qualcosa di sciocchezze
Ah! Senti qua ma...
E' un mezzo chilo di più e me lo devono togliere
... Ma quello là non ti ha fatto sapere niente se aveva il numero di
telefono questo, quello
Chi? Ah! A me, a me no bravo ed io quello volevo...
GALLUZZI:
(Incomprensibile) ...
SOMMARIO:
E vedi che lui...
GALLUZZI:
Eh! (si accavallano le voci)
SOMMARIO:
Io poi allo scendere ho visto a quell'altro, a quello senza la mano
e mi ha detto che il numero lo aveva dato ad un barista, l'aveva ed
adesso lo diceva a quello là
GALLUZZI:
Ah! Quindi lo abbiamo trovato questo numero eh!
SOMMARIO:
Ha detto che lo aveva però io poi me ne sono andato e non lo so
che ha fatto ha detto che... (Incomprensibile) ...
GALLUZZI:
Ma se lui non vuole fare niente, si sa sta lavorando, cioè quello
che vuole fare me lo fa avere a me il numero che vedo di risolvere
io almeno ci proviamo
SOMMARIO:
E ho capito, ascolta un'altra cosa siccome domani pa...partono i
parenti di quelli lì che vanno là a Pavia
GALLUZZI:
Eh!
SOMMARIO:
Non c'è un aiuto che siccome questi... (In sottofondo si sente una
voce femminile)
GALLUZZI:
Oh! E allora io fra, mi puoi chiamare fra dieci minuti tu che glielo
spiego a quell'amico
SOMMARIO:
Fra dieci minuti!
GALLUZZI:
Eh! Ci sto andando Frà
SOMMARIO:
E ma, ma non mi fare aspettare perchè sono ad un punto
troppo...inc..
GALLUZZI:
Dieci minuti co...contati di orologio e mi puoi richiamare
SOMMARIO:
Ok dai tra dieci minuti ti richiamo dai ciao ciao
GALLUZZI:
Eh! Ciao ciao... Rò.
(VDS TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 203/A
ALLA CNR DEL ROS)
Dopo 10 minuti, SOMMARIO Francesco ricontattava (sempre dalla stessa cabina
telefonica) GALLUZZI Salvatore che rinnovava la propria disponibilità. SOMMARIO
Francesco forniva l’orario il cui i parenti del detenuto sarebbero arrivati a Vigevano
“…Arrivano domani sera, credo che, verso le otto, le nove perché partono alle otto di
mattina…”. GALLUZZI Salvatore chiedeva a SOMMARIO Francesco di far avere ai
parenti del detenuto il suo vecchio numero di cellulare (quello fornito anche ai parenti di
FERRANTE Giuseppe). Poi SOMMARIO parlava di un’auto di GALLUZZI che stava
cercando di vendere e poi di una casa a Rossano dove GALLUZZI si poteva rifugiare nel
mese di marzo.
Decreto:
124/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
145
Obiettivo:
chiamato, utenza 3489251213 intestata a GJOZA Brunilda,
nata in Albania il 28/08/1975, ed in uso GALLUZZI
Salvatore (Rossano – CS - 30/03/1976)
contatto:
chiamante, cabina pubblica n. 0984927218 situata in Via
Trieste n.10 del comune di Montalto Uffugo (CS),
interlocutore a SOMMARIO Francesco nato a Rossano (CS) il
31/10/1975, ivi residente al Viale Sant’angelo.
Progressivo:
02, datato 08/02/2011, delle ore 19:44;
Durata:
08:08’
INTERLOCUTORI
SOMMARIO:
SOMMARIO Francesco nato a Rossano (CS) il 31/10/1975;
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore nato a Rossano (CS) il 30/03/1976.
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
Pronto ?
Ah ? oh e va bene dai, tu lo sai più o meno a che ora ?
Arrivano domani sera, credo che, verso le otto, le nove perché
partono alle otto di mattina !
Ah, e senti ? lo sai, l’hai visto quel numero che ho dato a
quegli altri io ?
Quel ?
Il numero che avevo dato che, quell’altro numero?
Eh non lo so
Ce l’hai tu ?
A chi l’hai dato a quello che è stato con te due giorni fa ?
No, avete chiamato pure voi, quello, quando io sono andato a
farmi la visita !
E che ne so se lo ha buttato !
E non credo l’ha dato pure a “TE”
A chi l’ha dato ?
Per evitare di dargli quest’altro perché sennò ogni cinque
giorni devo buttare la scheda ... (Incomprensibile) ...
Ah
Hai capito ?
Me lo dici qual è ?se mi dici qual è più o meno io ce ne ho altri
glieli do io!
E va bè fattelo dire ... (Incomprensibile) ... quello che aveva
lui comunque !
Eh non lo so, quello vecchio che ti chiamavo pure io ?
Ah ? quello ?
Che ti chiamavo io
No, no, no uno nuovo che mi ha dato quando visto ...
(Incomprensibile) ... con mia moglie !
E se poi non ce l’ha che facciamo ?
Se non ce l’ha gli dai questo ... (Incomprensibile) ... non è che
li puoi fare restare
Se non ce l’ha gli do questo ?
Eh bè è logico sennò che fanno restano sulla strada ?
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
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GALLUZZI:
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GALLUZZI:
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?
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GALLUZZI:
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GALLUZZI:
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sono !
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GALLUZZI:
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GALLUZZI:
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SOMMARIO:
colì
GALLUZZI:
SOMMARIO:
Okay, allora vedi che questi devono arrivare da te ?
Eh bè scusa, se devono sostare all’albergo si, conviene che
arrivano da me (!)
Ah ?
Eh, si !
Non ho capito !
Si, si devono dormire, perché se arrivano di sera si !
Eh !
Quello che ti raccomando fallo partire magari più tardi quello
che, poi io non è che posso, sono a piedi non posso andare in
giro se è tardi il ... (Incomprensibile) ... è questo!
Devono venire proprio da te ?
Magari quando sono sul paese mi chiamano …..si !
Ah quindi sempre al paese tuo gli devo dire ?
Eh si conviene perché se devono andare poi [si sente in
sottofondo la voce di un uomo] ……il secondo giorno là, che
fanno ?
Ah, ho capito, quindi devono venire proprio da te !
Eh si perché io non so a che ora arrivano e poi come facciamo
Okay dai, il resto tutto a posto ?
[si rivolge a qualcuno che gli sta vicino, si sente la voce di una
donna in sottofondo] così no Ani’ ? (la donna risponde: ah ?)
così ? (donna: si, si) eh
Mi senti ?
Si, si ti sento, no stavo prendendo la conferma così, se quello
dice che arriva di sera facciamo così !
Credo che otto, nove di sera arriveranno, sono tre persone,
No va benissimo, le otto, le nove va benissimo l’importante
che non si presentano alle due, alle tre perché a chi vado a
trovare io ?
No, no, no quale due, no, no, no, oh deve succedere un
imprevisto, alle otto partono e poi si trovano là “…voci
sovrapposte…” dodici ore
Bravo, va benissimo, si, si pure prima allora
Eh “…voci sovrapposte…”
Le altre cose, lo sai che ti volevo dire ?
Dimmi ?
L’altra volta, hai visto quando mi ha fatto chiamare ?
Quando ?
Quando mi ha fatto chiamare? mi ha detto Andrea voleva
parlare con me, tu l’hai visto ?
Si, si l’ho visto !
Eh, ma perché c’è qualcosa ?
No ti voleva parlare perché, dice che, lui non si trova, così e
E va bè ohì Frà ma l’importante che ... (Incomprensibile) ...
una mano io !
Ma io gliela sto dando però la gente dice che è come una cosa
capito
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GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
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miei !
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GALLUZZI:
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GALLUZZI:
E fallo se vuole venire che ci parlo io con lui, che lui, lui ha
pure un po’ la testa dura, lui si deve adeguare agli altri sennò
è inutile che fanno ... (Incomprensibile) ... o no ?
Okay, io c’ho parlato l’altro giorno
Eh !
Però, purtroppo, dice, ma la gente andava là, ma non è che li
possiamo ammazzare se uno ……. capito ?
Però non ti devono nemmeno prendere in giro guarda “…voci
sovrapposte…”
No, no, no, no !
... (Incomprensibile) ... essere chiaro
E’ certo
Almeno, lui ha fatto capire !
Ah ?
Lui ha fatto capire che a te ti dicono si e poi non lo fanno !
Eh, come una cosa, si, si !
Eh ma così non va bene pure quello che ... (Incomprensibile) ...
o no ?
E’ certo !
Tu ... (Incomprensibile) ... vedi un po’ tu no ?
Okay !
“…voci sovrapposte…” specialmente quelli che sono amici
A quello proprio stamattina gliel’ho detto !
Devono essere proprio corretti ma pure che non lo fa lui lo
facesse fare agl’altri, scusa ?
Ascolta, ascolta il fatto della macchina di quell’amico nostro
gli devi dire che molto probabilmente ce la da diciassette
immatricolata con fattura !
Già gliela fa avere diciassette immatricolata con la fattura ?
Si, che gli fa anche la fattura, la macchina “…voci
sovrapposte…” se gliela da, lui a diciassette e cinque io gli ho
detto diciassette immatricolata !
A diciassette già immatricolata va bene ? si che va bene!
No, non hai capito lui dice me ne devi dare diciassette e
cinque io gli ho detto no [si sente la voce di un uomo (DE
SIMONE Augusto) che dice: senza immatricolazione] eh, dice
pure senza immatricolazione, io invece gli ho detto diciassette
immatricolata, mò mi deve dare la risposta !
E va bene, vedi tu magari se
E poi ci vogliono nove giorni per immatricolarla !
E poi sette o otto giorni ... (Incomprensibile) ... e va bene si,
qual è il problema se ci vogliono dei giorni per
l’immatricolazione
Te lo devo dire ? la macchina è quella io mò gli ho detto
diciassette immatricolata, comunque il prezzo è buono sai
perché ? poi meno l’iva con la fattura che gli fa viene
quattordici mila euro, quattordici e due [si sente in sottofondo
la voce di un uomo]
Cosa deve fare ah se ti servono l’intestazione, a chi la devono
intestare te li mando con un fax che tanto
No, poi tramite Mimmo poi facciamo tutto
Ah si, si, si !
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SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
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GALLUZZI:
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GALLUZZI:
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GALLUZZI:
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GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
Il fatto che mi devi dare diciassette poi non ti preoccupare poi
chiamo io, lo faccio chiamare io a lui !
Va bene !
Me lo saluti forte, forte !
Allora sai che vuoi fare ... (Incomprensibile) ... ci parla lui !
Ah ?
No, no, no ha detto che poi te lo fa sapere con lui ...
(Incomprensibile) ... aspetto la conferma [GALLUZZI
Salvatore parla con un uomo che si trova vicino a lui - si sente
in sottofondo la voce di un uomo poi riprende con
SOMMARIO Francesco], oh ?
Dimmi ?
Ti stavo dicendo, allora se quello vuole salire, vuole venire a
trovarmi fallo venire così ci parlo io un po’!
Okay !
Hai capito ?
Mò ci parlo io
Pure per una questione della, prima parlaci tu e vedi, fammi
la cortesia di dirlo pure agl’altri, vedi un po’, metti che mai
sia abbiamo ... (Incomprensibile) ... problemi con questi ci
dobbiamo arrangiare poi !
Si, si !
Con qualcosa che abbiamo noi se va male sono fregato del
tutto
So ma purtroppo c’è un momento di crisi non è soltanto
Ma lo so tu a me non mi devi dire niente, io ti sto dicendo
soltanto vedi di stargli un po’ dietro, mi raccomando !
Okay !
Non è che non lo so che lo fa, però
[parla con un uomo che si trova vicino a lui] ci vuoi parlare !
Io tutto a posto !
Ti manda i saluti pure il mio amico ... (Incomprensibile) ...
Si, si !
Hai capito ?
Salutalo !
Okay !
Eh niente poi che ti volevo dire, se loro salgono poi comprami
un profumo [ride]
Lo vado a prendere, mò sai dove sono ?
No mò non ti sto dicendo mò, non con loro se sale quel mio
amico
Si, si, si
Lascia stare a loro!
Si, si, si, ascolta
Eh
Salutamelo !
Tutti le cose a posto, si, si !
Salutamelo, ascoltami un’altra cosa
Eh !
E quindi gli do, se c’ha l’altro numero, prendiamo l’altro
numero sennò gli do questo
Quello che ti raccomando se lo puoi fare fai così, mi stava
dicendo quel nostro amico di qua
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SOMMARIO:
GALLUZZI :
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI :
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
stesse cose
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
a posto !
SOMMARIO:
giù !
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
Si !
Siccome sta scendendo quell’amico che è salito ieri allora i
documenti te li mando adesso, domani mattina
Se mi dice diciassette te la do immatricolata aspettate per i
documenti non ti preoccupare glieli fa tramite fax
Va bene dai
Direttamente lui, me la vedo io può stare tranquillo !
Allora facciamo così
Hai capito ?
Allora veditela tu e poi me lo fai sapere
Gliela pago io tutta e poi me li manda a me senza problemi !
Va bene !
Okay ?
I miei figli li stai vedendo ?
Si a posto, a posto !
Tutto a posto ?
Si a posto !
Mi raccomando !
A posto, okay !
Oh, ah e un’altra cosa ma tu l’ha fatta l’imbasciata ...
(Incomprensibile) ... un altro mese, un altro mese e mezzo ...
(Incomprensibile) ... la casa !
Si, si in settimana cerco di andare a farti l’imbasciata non ti
preoccupare stai tranquillo !
Digli, digli per fine mese che poi …..
Ma già me lo avevi mandato a dire non ripetere sempre le
E va bene ma mò
Vedi che ti stai facendo i ... (Incomprensibile) ... la sclerosi !
[ride]
Me l’hai mandato a dire già, per fine mese non ti preoccupare
c’hai già la abitazione là che il cinque o il sei ti scade di marzo,
già lo hai mandato a dire venti volte, solo che
Va bene pure che è il dieci di marzo, il quindici non fa niente,
Si ma tu un ti preoccupare, tu dal primo marzo c’hai la casa
Va bene a posto
Puoi stare
“…voci sovrapposte…”
Dal primo marzo hai la casa là !
Va bene, baciami la bambina dai !
Non <<vaneggiare>> grazie pure a te la stessa cosa
Va bene !
Salutami Anna okay ?
Si, ricambiano si !
Ciao, ciao !
Ciao, ciao, grazie !
(si rivolge a qualcuno che si trova vicino a lui) vi manda i
saluti a tutti quanti a te …
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 204/A ALLA CNR DEL ROS)
Per il tramite delle intercettazioni registrate il giorno dopo, il 10.02.2011, si è potuto
verificare che SOMMARIO aveva chiesto a GALLUZZI di fornire assistenza ai parenti di
150
ESPOSITO Sergio che dovevano raggiungere la casa circondariele di Voghera. Si ripeteva
la stessa situazione già verificatisi per i familiari di Ferrante: la cosca prestava assistenza
ai familiari dei detenuti e quindi si rivolgeva a Galluzzi che non poteva esimersi dal
mettersi a disposizione . A conferma di questa ipotesi valga considerare che, in data
10/02/2011, presso la Casa Circondariale di Voghera (PV), che dista circa 50 km da
Vigevano, ESPOSITO intratteneva colloquio in carcere con i seguenti familiari:
SOMMARIO Maria, nata a Rossano (CS) il 13/03/1973 (moglie), ESPOSITO Francesca,
nata a Rossano (CS) il 31/03/1976 (sorella) ed ALOISO Andrea, nato a Rossano (CS) il
06/09/1964 (cognato – coniugato con ESPOSITO Francesca).
Alle ore 20:05 del 09/02/2011 GALLUZZI Salvatore veniva contattato da un uomo che
utilizzava una cabina pubblica avente numero 0298280254 ubicata in str. Tangenziale
ovest S. Giuliano Milanese Milano, il quale senza presentarsi e dare alcun tipo di
riferimento, gli diceva che loro (quindi più persone) sarebbero arrivati a Vigevano entro
un’ora. GALLUZZI Salvatore, come in occasione dell’arrivo dei familiari di FERRANTE,
invitava l’interlocutore a raggiungere la stazione di Vigevano, ed a richimarlo in modo da
inviargli una persona di fiducia “…e come arrivi alla stazione mi fai uno squillo che ti
mando a prendere…”. Ad ulteriore conferma che GALLUZZI stava parlando con i
familiari di ESPOSITO,, dopo avere salutato l’ignoto iterlocutore, e prima della
disconnessione diceva: “…Andrea ... eh!!...”facendo riferimento ad ALOISIO Andrea.
Cognato di ESPOSITO Sergio, che era fra coloro che avrebbero dovuto sostenere il
colloquio presso la casa circondariele di Voghera78
78
Decreto:
124/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, 3489251213 intestata a GJOZA Brunilda, nata in Albania
il 28/08/1975, residente a Tortona (AL) alla Via Costa Lodovico
n.2, ed in uso a GALLUZZI Salvatore nato Rossano (CS) il
30/03/1976, residente a Rossano alla C.da Pantasima;
Contatto:
chiamante, utenza di telefonia pubblica 0298280254 ubicata in str.
Tangenziale ovest S. Giuliano Milanese Milano.
Progressivo:
3, datato 09/02/2011, delle ore 20.05;
Durata:
00:00:41 sec.
________________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
UOMO:
Persona non meglio identificata.
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore.
_______________________________________________________________________________________
GALLUZZI:
UOMO:
GALLUZZI:
UOMO:
GALLUZZI:
UOMO:
GALLUZZI:
UOMO:
GALLUZZI:
UOMO:
Pronto?
Aho ... tra un'ora siamo arrivati ...
Qua da me si?
Eh?
Da me!
Mi senti?
Si ... si ... senti a me ...
Dimmi?
Fatti indicare la stazione ... e come arrivi alla stazione mi fai uno
squillo che ti mando a prendere!
Va bene ... Grazie ...
151
(VDS ESITO ACCERTAMENTO CASA CIRCONDARIALE IN ALLEGATO N.205/A
ALLA CNR DEL ROS)
Dopo circa un’ora, alle ore 20:58, seguendo le direttive di GALLUZZI, utilizzando una
cabina pubblica, avente utenza 038170306, ubicata in Vigevano (PV), piazza Quattro
Novembre (ove è ubicata anche la stazione ferroviaria) l’uomo non identificto informava
GALLUZZI Salvatore di essere giunto a destinazione. GALLUZZI Salvatore gli diceva
che sarebbero stati prelevati da li a poco. Nel corso delle conversazione si faceva
riferimento ad una BMW “…che macchina hai? la X5?...”che, per come emerge da
relazione di servizio dei militari della compagnia di Rossano (CS), alla data del 22.10.2010
era in uso ad ALOISIO Andrea79
(VDS RELAZIONE DI SERVIZIO IN ALLEGATO N. 208/A ALLA C.N.R. DEL ROS )
GALLUZZI:
UOMO:
GALLUZZI:
UOMO:
Hai capito?
Ok ...
Ciao ... ciao ...
Ciao ...
GALLUZZI Salvatore prima di chiudere la comunicazione e dopo aver salutato l'interlocutore
indicato come Uomo, verosimilmente rivolgendosi ad una persona vicino a lui dice:
GALLUZZI:
Andrea ... eh!!
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 206/A ALLA CNR DEL ROS)
79
Decreto:
124/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 3489251213 intestata a GJOZA
Brunilda, nata in Albania il 28/08/1975, residente a Tortona (AL)
alla Via Costa Lodovico n.2, ed in uso a GALLUZZI Salvatore nato
Rossano (CS) il 30/03/1976, residente a Rossano alla C.da
Pantasima;
Contatto:
chiamante, utenza di telefonia pubblica 038170306 ubicata in 2, P.
Quattro Novembre Vigevano (PV).
Progressivo:
4, datato 09/02/2011, delle ore 20.58;
Durata:
00:00:23 sec.
INTERLOCUTORI
UOMO:
Persona non meglio identificata:
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore
_______________________________________________________________________________________
GALLUZZI:
Pronto?
UOMO:
Siamo arrivati
GALLUZZI:
Si che sta arrivando.....
UOMO:
Ok
GALLUZZI:
Sta venendo il furgone....che macchina hai? la X5?
UOMO:
Si si
GALLUZZI:
Va bene Ciao
UOMO:
Ciao
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 207/A ALLA C.N.R. DEL ROS )
152
Alla luce delle risultanze raccolte e sopra riportate, seguendo i dati relativi ai ponti
ripetitori di telefonia mobile via via impegnati dalle utenze che erano in uso al latitante80 .
Le utenze in uso a Galluzzi Salvatore “ agganciavano” celle telefoniche ubicate nel
comune di Vigevano (PV): in Via De Bastici n.3; Corso Genova n.5 e in Viale Petrarca n.13
(tutte ubicate nel centro storico di quella cittadina). Si accertava ancora, che, in quella zona
INTERLANDI Vincenzo aveva preso in affitto, in data 25/11/2010, un appartamento in
Via Vicolo Anselmi civico n. 3 da tale CARESANO Lilia, nata a Vigevano il 07/02/1943,
ivi residente alla Via Risorgimento n. 12.
(BANCA DATI AGENZIA DEL TERRITORIO)
In data 10/02/2011, alle ore 11:50 circa, i CCriconoscevano GALLUZZI Salvatore che si
trovava in una pescheria ubicata in Vigevano (PV) in Corso della Repubblica, angolo via
Mulini, in compagnia della moglie OLIVO Anita e della figlia minore GALLUZZI
Carmela Denise, nata a Rossano (CS) il 18/07/2007, usciti dalla pescheria GALLUZZI
Salvatore ed i suoi familiari entravano nel portone dello stabile di via Vicolo Anselmi n. 3
ove è ubicato l’appartamento preso in affitto da INTERLANDI Vincenzo. Gli stessi
militari verificavano che sul citofono condominiale compariva il nome dello stesso
INTERLANDI Vincenzo.
(VDS ANNOTAZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA IN ALLEGATO N. 209/A ALLA
C.N.R. DEL ROS )
Un servizio di osservazione dei CC, in data 22/02/2011, permetteva di verificare che alle
ore 22:00, proprio sotto lo stabile di via vico Anselmi numero 3 era parcheggiato un
furgone Mercedes di colore bleu, targato AN108CT81, con impressa sulla carrozzeria
l’indicazione pubblicitaria dell’agenzia di pompe funebri “Il Paradiso di DONATO
Espedito”, sita in Vigevano (PV) C.so Milano n.4082.
In data 23/02/2011, veniva predisposto un nuovo servizio di osservazione nei pressi
dell’abitazione di via Vicolo Anselmi n. 3. I militari operanti, alle ore 19:20, notavano
parcheggiata vicino l’abitazione anzidetta, l’autovettura Range Rover Sport di colore nero
utenza Vodafone 3454367361 - 3489251213 e WIND 3887917995, decreti di intercettazione n.
100/2011, n. 117/2011 e n. 124/2011 Reg. Int. DDA Catanzaro
81 Furgone intestato a DONATO Espedito, nato a Rossano (CS) il 18/12/1966, residente a Gambolò
(PV), via Isella nr.95.
82
Si riporta il passo di interesse dell’annotazione di P.G.
80
• Alle ore 22:10 di martedì 22/02/2011, in Vigevano (PV), in via Vicolo Anselmi, angolo via della
Costa , personale operante notava la presenza di un giovane dell’apparente età di anni 20,
capelli castani corti, statura mt.1,70-1,72, con indosso un giubbino di colore chiaro e jeans
scoloriti chiari, uscire dal portone di Vicolo Anselmi n.3. Il soggetto si incammina per il vicolo
fino a raggiungere il furgone Mercedes di colore bleu, targato AN.108.CT, ponendosi alla guida
dello stesso. Il veicolo si allontana in direzione esterna al centro storico di Vigevano ove veniva
perso di vista. Durante il tragitto a piedi nel vicolo, il soggetto era intento a dialogare
telefonicamente con un cellulare, permettendo agli operatori di sentire pronunciare da questi
l’esclamazione “…..stò arrivando”
(VDS ANNOTAZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA IN ALLEGATO N.210/A ALLA C.N.R. ROS )
153
targata DS 184 RA. La stessa risultava intestata a LONGHI Filippo, nato a Pavia il
22/08/1982, genero83 di FERATTI Roberto.
Alle ore 21:40, provenienti dalla via Vicolo Anselmi, si notavano FERATTI Roberto ed
una donna (successivamente identificata nell’occasione dell’arresto del latitante- nella
moglie del FERATTI, CAMPERONICO Anna, nata a Vigevano –PV- il 23/07/1961) che
raggiunta l’autovettura sopra riportata, entravano nella stessa e si allontanavano dal
centro storico di Vigevano (PV)
(VDS ANNOTAZIONE DI PG IN ALLEGATO N.211/A ALLA C.N.R. DEL ROS )
In data 24/02/2011, veniva esperito un ulteriore servizio di osservazione nei pressi
dell’abitazione di Via Vicolo Anselmi n.3 che permetteva di documentare quanto segue:
• Alle ore 18:25 nei dintorni di via Vicolo Anselmi angolo Via Della Costa, si notava la
presenza del furgone Mercedes Vito targato AN108CT (lo stesso avvistato in data
22/02/2011) che era all’ingresso del Vicolo Anselmi, coprendo l’accesso al vicolo da
via della Costa.
• Alle ore 18:35 dall’area interna del Castello Sforzesco, con visuale favorevole sul retro
delle abitazioni corrispondenti a Vicolo Anselmi, i CC notavano, attraverso una
finestra con luci accese, la presenza di OLIVO Anita, moglie di GALLUZZI Salvatore,
che parlava con un giovane dell’età apparente di anni 20, (successivamente identificato
in DONATO Carmine Enzo) vestito con giubbotto di colore scuro-lucido, inserti delle
maniche di colore bianco e rosso. In questo frangente veniva notata la donna mentre
indossava un giaccone di colore rosso, e veniva visualizzata anche la presenza di
GALLUZZI Salvatore che indossava un giubbotto di colore scuro. Subito dopo,
attraverso un’altra finestra illuminata, si intravedevano i tre soggetti di cui sopra,
verosimilmente in uscita dall’appartamento.
• Alle ore 18:40 lo stesso giovane notato precedentemente all’interno dell’abitazione del
GALLUZZI, usciva dal civico nr.3 di Vicolo Anselmi, raggiungendo il furgone
Mercedes targato AN108CT. Il giovane si poneva alla guida del mezzo allontanandosi
sulla via Della Costa in direzione esterna al centro storico.
• Alle ore 18:45, sempre in Vicolo Anselmi nr.3, GALLUZZI Salvatore in compagnia
della moglie OLIVO Anita e della figlia GALLUZZI Carmela Denise uscivano dallo
stabil e, a piedi, andavano verso via Agnese Riberia per poi fermarsi all’altezza
dell’angolo con via Della Costa.
• Alle ore 18:50 dalla via Riberia giungeva l’autovettura Range Rover Sport di colore
nero, targata DS184RA (la stessa auto notata nel servizio di osservazione del
23/02/2011 )con a bordo FERATTI Roberto ed una donna che prelevava Galluzzi ed i
suoi familiari.
• Alle ore 19:00, in via E. Sacchetti, l’autovettura Range Rover Sport di colore nero,
targata DS184RA veniva nuovamente localizzata in sosta in prossimità del civico nr.12,
in prossimità del bar “L’ORCIO ETRUSCO” all’interno del quale venivano notati :
Feratti Roberto la donna non dientificata, Galluzzi ed i suoi familiari.
• Alle ore 19:15 GALLUZZI Salvatore, OLIVO Anita, GALLUZZI Carmela Denise,
FERATTI Roberto e la donna che si trovava in compagnia del FERATTI, uscivano dal
citato esercizio pubblico e si allontavano a bordo dell’autovettura Range Rover Sport in
direzione Gambolò (PV).
83
poichè coniugato con la figlia di FERATTI Roberto a nome FERATTI Ilenia, nata a Vigevano
(PV) il 20/08/1984.
154
(VDS ANNOTAZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA IN ALLEGATO N. 212/A ALLA
CNR ROS)
In data 24/02/2011, il telefono in uso a GALLUZZI Salvatore (utenza 3489251213 decreto
n.117/11 R.Int.) riprendeva a funzionare e permetteva di registrare un sms in uscita verso
l’utenza 3662665174 intestata a PASCA Cristian, nato in Romania il 28/04/1974, residente
Rossano (CS) alla Via Nazionale s.n.c.col quale il latitante chiedeva ai suoi sodali di essere
contattato con urgenza “…Ancora sto aspettando che mi chiamate. . Spero che lo fate al
più presto….”.
Decreto:
117/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR – DDA Catanzaro)
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 3662665174 intestato a PASCA
Cristian, nato in Romania il 28/04/1974, residente Rossano
(CS) alla Via Nazionale s.n.c.
Contatto:
chiamante, 3489251213 intestata a GJOZA Brunilda, nata in
Albania il 28/08/1975, residente a Tortona (AL) alla Via
Costa Lodovico n.2, ed in uso a GALLUZZI Salvatore
(Rossano – CS - 30/03/1976) residente a Rossano alla C.da
Pantasima;
1921, datato 24/02/2011,delle ore 18.25;
Progressivo:
_______________________________________________________________________________
TESTO SMS
Ancora sto aspettando che mi chiamate. . Spero che lo fate al più presto.
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N.201/A ALLA CNR DEL ROS)
Il giorno successivo GALLUZZI Salvatore veniva contattato da SOMMARIO Francesco
che utilizzava una cabina pubblica ubicata nel comune di Melissa (KR) in via Nazionale
(avente n. 0962865144).
SOMMARIO Francesco esordiva dicendo …Com'è? ...cos'è questa urgenza?...” lasciando
intendere sdi avere ricevuto il messaggio appena sopra riportato. La conversazione, per
problemi tecnici veniva registrata limitatamente alla voce di GALLUZZI. Comunque era
possibile capire che i due parlavano di diversi argomenti : la vendita di un’autovettura, la
gestione di una somma pari a 30 mila euro, il rientro a Rossano (CS) di GALLUZZI
Salvatore. GALLUZZI accennava , infatti, ad una persona, che faceva la spola fra Rossano
e Vigevano e che avrebbe dovuto riportarlo in Rossano “…hai visto con quello che deve
venire da me? ... che viene tutti i mesi? ... che io me ne vengo con lui …no, mettiti
d'accordo con lui che ha pure un numero che ci sentiamo per il lavoro … io sto parlando
che quando ci manca un'ora per essere là ... per evitare di stare nel paese a girare …”
Decreto:
124/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 3489251213 intestata a GJOZA
Brunilda, nata in Albania il 28/08/1975, residente a Tortona
(AL) alla Via Costa Lodovico n.2, ed in uso a GALLUZZI
155
Salvatore nato Rossano (CS) il 30/03/1976, residente a
Rossano alla C.da Pantasima;
Contatto:
chiamante, utenza di telefonia pubblica 0962865144 ubicata in
V. Nazionale, Melissa (KR).
Progressivo:
550, datato 25/02/2011, delle ore 16.00;
Durata:
00:14:14 sec.
_______________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
SOMMARIO:
SOMMARIO Francesco, nato Rossano (CS) il 31.10.1975, ivi residente
viale Sant’Angelo snc.
GALLUZZI:
GALLUZZI Salvatore, nato Rossano (CS) il 30/03/1976, residente a
Rossano alla C.da Pantasima
_______________________________________________________________________________
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
SOMMARIO:
GALLUZZI:
Pronto ?
Pronto !!
Com'è ?
Com'è ? .. cos'è questa urgenza ?
Eh ... eh ... (ride) ...
Dici ... dici ... gioa mia dimmi ?
... dice ... che vi ricordate ogni tanto... ch'è, tutto a posto?... sai chi c'è
stato ieri?...
SOMMARIO:
Chi c'è stato?...
GALLUZZI:
Mimmo...
SOMMARIO:
Chi?...
GALLUZZI:
Mimmo...
SOMMARIO:
Si?...
GALLUZZI:
Ah... ah... quell'altro scemo lo può dire che sta andando non sto
andando...
SOMMARIO:
E se non dice niente che cazzo vuoi da me compare...
GALLUZZI:
... (Incomprensibile) ... non vale nessuno... ch'è tutto a posto?...
SOMMARIO:
Si... qualche cosa?...
GALLUZZI:
No... il discorso che... (Incomprensibile)... sale quello...
SOMMARIO:
Chi?...
GALLUZZI:
Sale coso... sale... quello che sale ogni mese... quello che sale tutti i
mesi... tra cinque o sei giorni viene... o no?...
SOMMARIO:
Eh...
GALLUZZI:
Eh... e poi io ho già disdetto... tu là l'hai fatta l'imbasciata?...
SOMMARIO:
Già... già... te l'ha fatta ... tu quando vuoi mi ha detto ... già ti ho ...
fatto l'imbasciata tu ti fai ripetere sempre le stesse cose...
Da questo momento in poi si registra la sola voce di GALLUZZI Salvatore (peraltro molto
disturbata).
GALLUZZI:
Ma lui già ce l'ha?... ma perchè non me lo hai detto?... dici... dici...
che ti ha detto?....ah... ah.. no va bene giorno cinque... sei... sette...
non lo so ...(Incomprensibile)... scende... non lo calcolare proprio a
156
questo...(Incomprensibile)... là sopra non te le cacciare (togliere ndr)
...(Incomprensibile)... tu!... Si tutto a posto solo questo
...(Incomprensibile)... ma se vuole venire fallo venire ormai... tanto...
cioè può venire tanto io tra tre o quattro giorni me ne vado... si...
perchè io... ah... chi?... era venuto da me?... ah... ma quanto tempo
fa?... bho... e tu dici che sa che ero qua?... ah... sto salendo.... ah
quindi poi è sceso praticamente a Ross... e non mi ha trov... e sono
andati ad un altro pizzo (altra parte ndr) che hanno pensato male....
quindi di questo sei sicuro comunque... ah... e ha detto che no che
non l'abbiamo trovato?... maglio così..
sono andati
...(Incomprensibile)... oppure a ...(Incomprensibile)... ma vedi sto
scemo ma neanche i cosi?... e come cazzo è... ma non è che mo avte
problemi con questo?... stranno facendo sciaqua Rosa e viva
Agnese... e che ha detto? ...(Incomprensibile)... ti stavo dicendo...
cioè non fosse che magari ...(Incomprensibile)... per scendere e roba
varia no?... me ne scendo... me ne vengo direttamente con te... hai
capito?... E' bravo... allora lo sai come ...(Incomprensibile)... hai visto
con quello che deve venire da me? ... che viene tutti i mesi? ... che io
me ne vengo con lui ... ma ...(Incomprensibile)... mettiti d'accordo
con lui che ha pure un numero che ci sentiamo per il lavoro che fa
...(Incomprensibile)... tutti e due uguali ... sì c'è un numero suo ...
però ... normale ... è meglio ancora ... (…Incomprensibile... per linea
disturbata) ... quando sono ad un'ora da te vieni ... poi quando lui
viene ... (inc. per linea disturbata) ... ma per il fatto della macchina
non mi hai fatto sapere niente! ... allora devo chiamare a Mimmo che
gli fa i fax ... sa a chi la deve intestare? ... solo le carte? ... non deve
mandare anche i soldi? ... ah va bene non ce ne problema! ... no, no
quando se la viene a prendere ...(Incomprensibile)... va bene
...(Incomprensibile)... questo ti volevo dire ... eh che bisogna fare
...(Incomprensibile)... loro si possono prendere tutti i 30mila euro ...
ma non c'è la quota mia? ...(Incomprensibile)... ah, e che ha detto
...(Incomprensibile)... a casa ... bravo ... io voglio fare così ... almeno
prendiamo ...(Incomprensibile)... bravo ... mandalo a chiamare a
questo ...(Incomprensibile)... sì tutto a posto ... il cane lo hai
ordnato? ...(Incomprensibile)... e volevo sapere pure di
...(Incomprensibile)... tutto a posto? l'hai sentito? ... ah che deve fare?
... ah tutto a posto? .. ad Antonio l'hai visto? ...(Incomprensibile)... va
bene ... altre cose, tutto a posto? ... hai capito che puoi fare per quel
fatto là? ... secondo me se si mettono loro d'accordo ... tu ci dici:
""vedi che io sto ... ora me ne salgo ... quando scende ti chiama così
si mette d'accordo sulla ...(Incomprensibile)... aspetto una tua
telefonata verso il 5 il 6 ... e come facciamo? ... bravo ... allora faglielo
sapere a quelli ...(Incomprensibile)... l'importante è quello perchè
come so io lui sale il 3 e poi sta 5 o 6 giorni che deve fare delle cose
qui ... bravo ... l'8 o il 9 siamo sicuri che ... mi hai capito? ... no, io sto
parlando che quando ci manca un'ora per essere là ... per evitare di
stare nel paese a girare ... hai capito? ... bravo, bravo ma per avere
un recapito tuo ...(Incomprensibile)... so che lui ce l'ha ... però io non
ne ho... quando manca un'oretta... bravo questo devi fare solamente
... e'... mi chiama lui?... a posto o mi chama lui oppure fallo
...(Incomprensibile)...
da
quello
che
viene
da
me
...(Incomprensibile)... magari ... si si ma perchè... va bene... si allora
l'appuntamento ... gli dico già per mandarti i documenti così
157
...(Incomprensibile)... intestare ... dieci giorni per immatricolare ...
altre cose tutto a posto?... Antonio tutto a posto?
...(Incomprensibile)... va bene ... fa freddo... i morti suoi
...(Incomprensibile)...
ci vado proprio io ... ma lo so
...(Incomprensibile)... ma le parole mie... a me ha detto una cosa
...(Incomprensibile)...
bravo
si...
dobbiamo
andare
là
...(Incomprensibile)... sai dove vado ora che viene quell'amico
nostro?... tra una settimana vediamo... vado proprio da quello della
frutta ...(Incomprensibile)... vado da quello della frutta e mi faccio
...(Incomprensibile)... e poi la butto ...(Incomprensibile)... stanno
facendo imbolicatine (imbrogli ndr) si devono prendere
provvedimenti ...(Incomprensibile)... va bene... tutto a posto statti
bene.
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 213/A ALLA CNR DEL ROS)
Pertanto, sabato 26/02/2011, veniva intensificato il servizio di osservazione e controllo
finalizzato alla cattura del latitante GALLUZZI Salvatore. I CC predisponevano idoneo
servizio nei pressi della zona di Via Vicolo Anselmi n.3 di Vigevano (PV).
Alle ore 12:30 si rinotava la presenza del furgone Mercedes Vito targato AN108CT, con le
scritte pubblicitarie delle onoranze funebri “Il Paradiso”. Il veicolo si trovava
parcheggiato con le quattro frecce accese.
Alle ore 13:30 si notava uscire dal civico nr.3 di Vicolo Anselmi, lo stesso giovane notato
nelle giornate del 22/02/2011 e del 24/02/2011 e successivamente identificato in
DONATO Carmine Enzo, nato a Vigevano (PV) il 22/01/1992, figlio di DONATO
Espedito. Il ragazzo, dopo essere uscito dallo stabile ove Galluzzi si rifugiava , saliva a
bordo del furgone Mercedes targato AN108CT e si allontanava.
Alle ore 17:40, si notava il latitante uscire di casa e raggiungere, unitamente alla moglie
OLIVO Anita ed alla figlia minore GALLUZZI Carmela Denise, l’autovettura Range
Rover targata DS184RA (già notata nei precedenti servizi di osservazione) in uso a
FERATTI Roberto, unitamente allo stesso FERATTI Roberto e la moglie di quest’ultimo
CAMPERONICO Anna. Tutti i predetti venivano bloccati dai militari che procedevano
all’arresto di GALLUZZI Salvatore.
(VDS VERBALE DI ARRESTO IN ALLEGATO N.214/A ALLA CNR DEL ROS)
Nelle fasi immediatamente successive all’arresto di GALLUZZI Salvatore venivano
effettuate perquisizioni ed accertamenti risultati utili a documentare la rete di
fiancheggiatori del latitante.
GALLUZZI Salvatore era in possesso di una carta d’identità avente nr. AS6057692
rilasciata dal Comune di Rossano (CS) in data 10/06/2010. Sebbene nella foto fosse
effigiata l’immagine di GALLUZZI Salvatore, i dati riportati all’interno della carta
d’identità erano di tale MORRONE Giuseppe, nato a Rossano (CS) il 27/10/1978.
Da un controllo alle Banche dati delle forze di Polizia emergeva che, in data 08/10/2010,
in Vigevano (PV), alle ore 12:34, personale del locale Commissariato di P.S., aveva
controllato MORRONE Giuseppe nato a Rossano (CS) il 27/10/1978, che si identificava
mostrando agli agenti la carta d’identità nr. AS6057278 (successivamente rinvenuta nella
158
disponibilità del GALLUZZI Salvatore) rilasciata dal Comune di Rossano (CS) in data
01/06/2010. All’atto del controllo il presunto MORRONE Giuseppe si trovava in
compagnia di un’altra persona di Rossano (CS) a nome FEDERICO Giovanni, nato a
Rossano (CS) il 10/06/1971 ed ivi residente in p.zza Nino Chiefalo n.4 il quale, ai fini
dell’identificazione, mostrava agli agenti una carta d’identità avente numero AS6057692
rilasciata sempre dal Comune di Rossano (CS) in data 10/06/2010.
Agli agenti della Polizia di Stato, autori del controllo sopra citato, venivano sottoposte le
fotografie delle persone intestatarie delle carte d’identità sopra riportate nonché le foto di
GALLUZZI Salvatore e di ESPOSITO Sergio detto “Pica Pica”, nato a Rossano (CS) il
27/01/1970, che all’epoca del controllo era latitante, che redigevano una dettagliata
relazione di servizio nella quale, non solo identificavano senza ombra di dubbio nei due
latitanti ESPOSITO Sergio e GALLUZZI Salvatore, le persone da loro controllate il
giorno 08/10/2010 e davano conto del fatto che le due persone controllate avevano
dichiarato di lavorare per conto dell’agenzia di onoranze funebri di un loro compaesano
denominata “Il paradiso” e cioè l’agenzia di DONATO Espedito, più volte citata nel
presente capitolo.
(VDS RELAZIONE DI SERVIZIO IN ALLEGATO N.215/A ALLA CNR DEL ROS)
Il MORRONE Giuseppe non aveva mai denunciato lo smarrimento della carta d’identità
pertanto veniva tratto in arresto e successivamente condannato per il reato di procurata
inosservanza di pena, con applicazione di pena su richiesta delle parti.
(VDS COMUNICAZIONE NOTIZIA DI REATO IN ALLEGATO N.216/A ALLA CNR
DEL ROS)
Ma allora è evidente che ESPOSITO Sergio, che si costituiva il 21 ottobre del 2010, aveva
trascorso parte della propria latitanza a Vigevano, utilizzando le stesse risorse che la cosca
rossanese, aveva messo a disposizione di GALLUZZI. Del resto pochi giorni dopo
l’arresto di ESPOSITO Sergio, FEDERICO Giovanni denunciava lo smarrimento della
propria carta di identità.
(VDS DENUNCIA DI SMARRIMENTO IN ALLEGATO N.218/A ALLA CNR DEL ROS)
A differenza della carta d’identità intestata a MORRONE Giuseppe che veniva
sequestrata a GALLUZZI Salvatore durante le fasi dell’arresto e che, evidentemente
ancora serviva al latitante, quella intestata a FEDERICO Giovanni, alla luce della “resa”
di ESPOSITO Sergio, non era più utile pertanto se ne poteva denunciare lo smarrimento.
Che entrambe le carte d’identità fosserro state contraffate per agevolare la latitanza di
GALLUZZI ed ESPOSITO risulta dal fatto che erano state richieste a pochissimi giorni di
distanza l’una dall’altra (01/06/2010 la carta d’identità intestata a MORRONE Giuseppe
e 10/06/2010 quella intestata a FEDERICO Giovanni) ed in un periodo immediatamente
successivo alla fuga dei latitanti (27/05/2010). Inoltre, le fattezze fisiche dei due intestatari
delle carte d’identità sono del tutto simili a quelle dei due latitanti che ne hanno
beneficiato i quali, conseguentemente, hanno dovuto solo sostituire la fotografia. Peraltro
ESPOSITO Sergio, fino al momento in cui si rendeva latitante, era impiegato presso
159
l’Ufficio anagrafe del Comune di Rossano (CS) per cui poteva scegliere le persone cui
rivolgersi .
Inoltre, in relazione a FEDERICO Giovanni, si deve sottolineare quanto segue:
• E’ residente come ESPOSITO Sergio presso le case popolari di Rossano p.zza Nino
Chiefalo;
• E’ pregiudicato per il reato di furto;
• E’ stato censito in data 14/07/2008, all’interno del Tribunale di Cosenza, quale
spettatore dell’udienza tenutasi in Corte d’Assise, nel processo a carico di ACRI Nicola
per l’omicidio di CONVERSO Luciano;
• Fra il marzo ed il maggio del 2011 era in contatto telefonico con GRAZIANO Umberto
che lo utilizzava per il disbrigo di commissioni di varia natura.L’utenza cellulare in uso
a Federico è nota agli inquirenti perché veniva fornita dallo stesso Federico al
momento delle denuncia di smarrimento della propria carta di identità . Pertanto sono
stati censiti i seguenti contatti con GRAZIANO Umberto per il tramite dell’utenza
3806866122 (rit. N.249/2011):
Data\Ora
Prog. Decreto
Tipo
Chiamante
Chiamato
Verso
Inizio
Umberto_Wind
393806866122
393894254908
Uscent
e
24/03/2011
16.46.48
Umberto_Wind
393806866122
393894254908
Uscent
e
04/04/2011
19.39.41
Fonia
Umberto_Wind
393806866122
393894254908
Uscent
e
08/04/2011
9.05.55
249/11
Fonia
Umberto_Wind
393806866122
393894254908
Uscent
e
09/04/2011
12.35.44
249/11
Fonia
Umberto_Wind
393806866122
393894254908
Uscent
e
28/05/2011
15.19.42
450
249/11
Fonia
2506
249/11
Fonia
3801
249/11
5608
13633
• Lo stesso FEDERICO era in contatto con DINCA Steliana Camelia, nata a Bucarest
(Romania) l’11/03/1985 della quale è stato intercettato il numero 3803477450
(n.866/2010 R.Int.). DINCA Steliana Camelia è la convivente di ESPOSITO Massimo,
fratello di ESPOSITO Sergio, dimorante anche lei presso le case popolari di P.zza
Nino Chiefalo in Rossano (CS). Si riportano una serie di contatti telefonici tra l’utenza
160
in uso a FEDERICO Giovanni contraddistinta con il numero 3894254908 e l’utenza in
uso a DINCA Steliana Camelia.
Data\Ora
Prog. Decreto
Tipo
Chiamante
Chiamato
Verso
Inizio
10
866/10
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
24/09/2010
19.43.53
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
30/09/2010
18.13.05
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
30/09/2010
19.01.15
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
01/10/2010
10.21.25
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
01/10/2010
20.22.36
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
02/10/2010
20.08.42
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
03/10/2010
19.19.02
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
03/10/2010
19.51.33
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
03/10/2010
20.42.25
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
10/10/2010
19.56.59
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
10/10/2010
20.22.04
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
10/10/2010
20.33.51
Fonia
866/10
110
866/10
111
866/10
113
Fonia
866/10
119
866/10
129
866/10
154
866/10
155
Fonia
866/10
159
866/10
262
866/10
263
Fonia
866/10
264
Fonia
161
Prog.
Decreto
Chiamante
Chiamato
Verso
Data\Ora
Inizio
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
11/10/2010
19.07.14
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
13/10/2010
20.00.00
Fonia
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
13/10/2010
20.41.09
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
14/10/2010
21.32.45
393894254908
DINCA Camelia
Steliana
(393803477450)
Entran
te
15/10/2010
21.15.39
Tipo
866/10
274
866/10
303
866/10
304
866/10
327
Fonia
866/10
359
Fonia
Altre circostanze che corrobarono le intercettazionisi si evincono dall’esame della
documentazione acquisita presso il Presidio Ospedaliero di Mortara (PV) ove veniva
ricoverato GALLUZZI Salvatore .
Presso quel presidio ospedaliero, infatti, la persona ricoverata e sottoposta ad
accertamenti risulta essere MORRONE Giuseppe, nato a Rossano (CS) il 27/10/1978,
cioè l’intestatario della carta d’identità in uso a GALLUZZI Salvatore.
Durante la perquisizione operata immediatamente dopo l’arresto di GALLUZZI
Salvatore, oltre che della carta d’identità,si è rinvenuta la tessera sanitaria di MORRONE
Giuseppe.
L’ausilio che MORRONE Giuseppe forniva a GALLUZZI Salvatore non si limitava al
fornirgli i propri documenti (carta d’identità e tessera sanitaria)infatti, dalla cartella clinica
si evince che , già in data 07/01/2011, era stata richiesta all’ospedale di Mortara (PV) una
prenotazione di ricovero per MORRONE Giuseppe. Per il ricovero, evidentemente, si
rendeva necessaria la richiesta del medico curante di MORRONE Giuseppe (la c.d.
impegnativa). Ebbene, sempre all’interno della cartella clinica si poteva acquisire una
richiesta di ricovero firmata dal dott. MAINAS Antonio, di Rossano (CS).
(VDS CARTELLA CLINICA IN ALLEGATO N.219/A ALLA CNR DEL ROS)
Pertanto è più che verosimile ipotizzare che, all’atto della richiesta di ricovero per
accertamenti, sia stata richiesta dai sanitari l’impegnativa del medico curante che
GALLUZZI Salvatore richiedeva a MORRONE Giuseppe che, nel giro di qualche giorno,
162
si recava dal proprio medico curante. Infatti, il dott. MAINES, medico curante di
Morrone, dichiarava di aver firmato l’impegnativa in favore di MORRONE Giuseppe che
insisteva per avere un’impegnativa con richiesta di ricovero adducendo la scusa di poter
evitare, proprio mediante il ricovero, il dover recarsi presso più strutture per ottenere una
diagnosi.
(VDS VERBALE DI S.I.T. IN ALLEGATO N.220/A ALLA CNR DEL ROS)
In realtà, come hanno dimostrato i fatti successivamente accaduti, MORRONE Giuseppe
aveva necessità di avere una richiesta di ricovero da poter fornire al latitante GALLUZZI
Salvatore.
Altro dato che emerge dalla richiesta di prenotazione di ricovero (nonché all’interno della
cartella clinica) è che nel documento è stato segnato come recapito del paziente il numero
3336599091 con la dicitura “FERATTI”. Tale utenza è intestata a “VIGEVANO
PONTEGGI srl” di FERATTI Luca, nato a Vigevano (PV) il 29/11/1988 (figlio di
FERATTI Roberto). Sempre come recapito di “MORRONE Giuseppe” veniva dato
l’indirizzo di Vigevano (PV) via Buccella n.22 che corrisponde al domicilio di FERATTI
Roberto. Anche questi dati si aggiungono a quelli sino ad adesso commentati circa il
ruolo svolto da FERATTI Roberto nel favoreggiamento della latitanza di GALLUZZI
Salvatore.
Le fasi relative alla perquisizione effettuata in conseguenza dell’arresto di GALLUZZI
Salvatore permettavano altresì di documentare:
• che il latitante era in possesso della scheda cellulare n.8939107000224374358 a cui è
abbinato il numero telefonico 3489251213 (intercettato da questa P.G. e di cui si sono
riportati i dialoghi nel presente capitolo);
• che il latitante era in possesso di un porta schede di colore rosso marchiato vodafone
privo di sim card ma riportante scritto a penna il n.3454367361 (cioè il primo numero
intercettato ed in uso al latitante che, come da lui stesso spiegato nei coloqui sopra
trascritti, aveva intenzione di non utilizzare più).
• che il latitante era in possesso di una scheda sigillata dell’operatore di telefonia mobile
Vodafone n.8939104810005155385 (intestata a GJOZA Brunilda, nata in Albania il
28/08/1975, residente a Tortona (AL) alla Via Costa Lodovico n.2), mai utilizzata. Tale
scheda è intestata alla stessa persona di quella recante numero 3489251213
effettivamente in uso a GALLUZZI Salvatore e sottoposto ad intercettazione;
• che la moglie OLIVO Anita era in possesso di un telefono cellulare con all’interno una
scheda avente nr.3887917995 intestata a BENCHARDOUD Zakaria, nato in Marocco il
03/01/1969, residente a Vigevano (PV), Via Sardegna n. 14 (tale scheda è stata
utilizzata da OLIVO Anita per dialogare con il marito latitante così come documentato
nei progressivi riportati all’inizio del presente capitolo);
• che GALLUZZI Salvatore ed OLIVO Anita avevano la disponibilità della somma di
euro 2.150,00 in contanti.
• che GALLUZZI Salvatore era in possesso dell’originale del contratto di affitto
stipulato tra INTERLANDI Vincenzo e la signora CARESANO Lilia, nata a Vigevano
(PV) il 07/02/1943, proprietaria dell’appartamento utilizzato come covo dal latitante
sito in via Vico Anselmi n.3, nonché di diverse ricevute di affitto di detto immobile.
163
Si procedeva all’escussione di CARESANO Lilia, cioè della proprietaria
dell’appartamento in Vigevano (PV) ove aveva trovato rifugio il latitante GALLUZZI
Salvatore. La sig.ra CARESANO Lilia dichiarava che:
• e’ la proprietaria dell’intero stabile sito in Vigevano (PV) via Vicolo Anselmi n.3;
• per le locazioni degli appartamenti di quello stabile si avvale della collaborazione di
un’agenzia immobiliare chiamata “IMMOBIL CREDIT” sita in Vigevano corso Novara;
• nell’estate del 2010, per il tramite di detta agenzia, conosceva due persone che
intendevano locare uno di quegli appartamenti;
• una di dette persone si presentava come INTERLANDI Vincenzo che sarà colui che
firmerà materialmente il contratto di locazione.
• entrambe i soggetti gli riferivano di avere necessità dell’appartamento per un
soggiorno di lavoro, in quanto impiegati presso un’agenzia di pompe funebri.
• i due uomini hanno iniziato a frequentare quell’abitazione ma, dopo pochi giorni, la
sig.ra CARESANO poteva appurare che vi abitava solamente Galluzzi Salvatore.
• nell’ultimo periodo ha aveva incontrato, più volte, il locatario dell’appartamento che le
si presentava con il nome di “SALVATORE”.
• la persona a nome “SALVATORE” abitava l’appartamento unitamente ad una giovane
donna ed a una bambina (la moglie e la figlia di GALLUZZI Salvatore).
• “SALVATORE” le corrispondeva, sempre in contatti , i canoni di locazione .
• dalla rilettura dei giornali e dalle foto pubblicate riconosceva in “SALVATORE”
locatario del suo appartamento, GALLUZZI Salvatore, boss della ‘ndrangheta, tratto
in arresto a Vigevano (PV).
(VDS VERBALE DI S.I.T. IN ALLEGATO N.221/A ALLA CNR DEL ROS)
La sera dell’arresto di GALLUZZI Salvatore, INTERLANDI Vincenzo rendeva
spontanee dichiarazioni ai militari operanti cui tentatva di giustificare la propria
posizione affermando che:
• aveva locato l’appartamento in vista di un trasferimento con una compagna atteso
l’imminente divorzio dalla moglie;
• la sua posizione economica non gli consentiva di pagare i canoni di locazione per cui
aveva cercato sub conduttore per pagare i primi mesi dell’affitto;
• aveva conosciuto tale “Salvatore” occasionalmente, mentre questi era intento a
visionare gli annunci di locazione e, per tale ragione, gli aveva proposto di subaffittare
l’immobile di via vicolo Anselmi;
• aveva incontrato, sporadicamente, “Salvatore” che sentiva anche telefonicamente per
ragioni legate ai pagamenti dell’affitto o comunque all’appartamento in locazione.
(VDS VERBALE DI SPONTANEE DICHIARAZIONI IN ALLEGATO N.222 ALLA CNR
DEL ROS)
Naturalmente, anche alla luce delle dichiarazioni della proprietaria dell’appartamento
CARESANO Lilia, e delle intercettazioni telefoniche sopra riportarte, le giustificazioni
addotte da INTERLANDI Vincenzo risultano palesemente false.
Altro dato di interesse proviene da due intercettazioni registrate la stessa sera dell’arresto
di GALLUZZI Salvatore (26/02/2011) sull’utenza 3398710563 in uso a DONATO
Espedito (Decreto n.117/2011 R.Int.). Alle ore 22:34 DONATO Espedito contattava il
figlio DONATO Carmine Enzo (che erastato più volte notato nei pressi dell’abitazione e
dialogare proprio con GALLUZZI Salvatore ed i suoi familiari) e, dopo vari convenevoli,
gli chiedeva se era stato in Vigevano (PV) “...ti sei fatto un giro a Vigevano oggi, sì?...”.
164
DONATO Carmine Enzo diceva di si , indicando anche l’orario “...sì, a mezzogiorno...”.
DONATO Espedito chiedeva se “...e a Vigevano Matteo tutto a posto?...”. Il figlio
rispondeva di si “…Sì, tutto a posto!...”
Decreto:
117/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR – DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 3398710563 in uso ed intestato a
DONATO Espedito nato Rossano (CS) il 18/12/1966, ivi
residente via Interzati nr.03;
Contatto:
chiamato, utenza cellulare 3270370576 intestata a DONATO
Espedito nato Rossano (CS) il 18/12/1966, ivi residente via
Interzati nr.03 ed i uso a DONATO Carmine Enzo nato a
Vigevano (PV) il 22/01/1992, ivi residente alla via Isella nr.
95;
Progressivo:
3934, datato 26/02/2011, delle ore 22.34;
Durata:
00:01:00 sec.
________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
ESPEDITO:
DONATO Espedito nato Rossano (CS) il 18/12/1966,
ENZO:
DONATO Carmine Enzo nato a Vigevano (PV) il 22/01/1992;
_________________________________________________________________________
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
Sì?
Ehi ... mi senti?
Sì!
... tutto a posto?
Sì!
... dove sei?
... a casa!
... ti sei fatto un giro a Vigevano oggi, sì?
... sì, a mezzogiorno.
Uhm ... tutto a posto?
Sì.
Uhm. ... Com'è? Ora sei a casa che sei a letto o...
... no stavo guardando la partita ...
... ah stai guardando la partita?
.. eh!
... e a Vigevano….. Matteo…. tutto a posto?
Sì, tutto a posto!
Uhm …
... e voi dove siete?
... e noi stiamo mangiando qualcosa da Peppino.
...Ah ... (colpo di tosse) ... tutto a posto comunque... va bene?
... l'importante che è tutto a posto, allora.
Va bene ...
Va bene?
Va bene …
Ciao a papà, ciao …
165
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N.223/A ALLA CNR DEL ROS)
DONATO Espedito stava , in realtà chiedendo al figlio se aveva avuto prblemi in seguito
all’arresto di Galluzzi infatti:
• i CC del ROS , in occasione del servizio di osservazione finalizzato alla cattura del
latitante GALLUZZI Salvatore alle ore 12.00 circa, del 26/02/2011, documentavano
l’arrivo di DONATO Carmine Enzo alla guida del furgone Mercedes targato
AN108CT, con impresse sulla carrozzeria le dicitura pubblicitaria d’appartenenza
all’impresa di pompe funebri “Il Paradiso di DONATO Espedito”, in prossimità del
Vicolo Anselmi di Vigevano (PV). Dopo aver parcheggiato il mezzo, DONATO
Carmine Enzo faceva ingresso al civico n.3 del vicolo, abitazione di GALLUZZI
Salvatore;
(VDS RELAZIONE DI SERVIZIO IN ALLEGATO N.224/A ALLA CNR DEL ROS)
• quando Donato Espedito faceva riferimento a “MATTEO” evidentemente alludeva
alla piazza S.MATTEO adiacente il rifugio di GALLUZZI Salvatore.
DONATO Espedito, dopo circa 15 minuti, richiamava il figlio Carmine Enzo cui diceva :
“...Sai quel ragazzo li che portava le bombole...poverino... Giuseppe MORRONE…
Ah...ah...! stasera lo hanno arrestato, non si sa perchè! ...hai capito papà?... quindi
ripeteva piu’ volte “hai capito?”.
Decreto:
Obiettivo:
117/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR – DDA Catanzaro);
chiamante, utenza cellulare 3398710563 in uso ed intestato a
DONATO Espedito nato Rossano (CS) il 18/12/1966, ivi
residente via Interzati nr.03;
Contatto:
chiamato, utenza cellulare 3270370576 intestata a DONATO
Espedito nato Rossano (CS) il 18/12/1966, ivi residente via
Interzati nr.03 ed i uso a DONATO Carmine Enzo nato a
Vigevano (PV) il 22/01/1992, ivi residente alla via Isella nr. 95;
Progressivo:
3938, datato 26/02/2011, delle ore 22.50;
Durata:
00:01:31 sec.
________________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
ESPEDITO:
DONATO Espedito nato Rossano (CS) il 18/12/1966,
ENZO:
DONATO Carmine Enzo nato a Vigevano (PV) il
22/01/1992;
________________________________________________________________________________
_
DONATO Espedito chiama il figlio Enzo e commentano la partita di calcio della Juve.
DONATO Espedito chiede al figlio Enzo se si trova a letto e lo stesso risponde di no
perché sta parlando con Marina.
Al minuto 00:40:
ESPEDITO:
(colpo di tosse)...lo sai chi hanno arrestato papà...poverino?
ENZO:
A chi?
ESPEDITO:
Sai quel ragazzo li che portava le bombole...poverino...
Giuseppe MORRONE...!
ENZO:
Giuseppe MORRONE?
ESPEDITO:
Eh... hai capito poverino a chi hanno arrestato?... eh...eh...!
ENZO:
Eh!
ESPEDITO:
Hai capito papà poverino?
ENZO:
Si... eh, poverino... infatti...!
ESPEDITO:
Ah...ah...! stasera lo hanno arrestato, non si sa perchè! ...hai
capito papà?
166
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
ENZO:
ESPEDITO:
Si!
Poverino!
Vabbè!
Ok?
Va bene!
Comunque se andiamo avanti così con questa squadra... non
facciamo niente...
ENZO:
Va bene! ciao papà
ESPEDITO:
Ok, ciao.
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N.225/A ALLA CNR DEL ROS)
Le frasi pronunciate nel corso della conversazione fanno già intendere come DONATO
Espedito si stesse riferendo all’arresto di GALLUZZI Salvatore e non a quello di
MORRONE Giuseppe. Tale dato è rafforzato dal fatto che il vero MORRONE Giuseppe
(anche lui arrestato per il favoreggiamento della latitanza di GALLUZZI Salvatore) era
stato arrestato alle 22:00 circa di quella stessa sera e i relativi atti di P.G. serano stati
compilati verso le ore 23:00. Fino a quell’ora pertanto, nessuno era a conoscenza
dell’arresto di MORRONE Giuseppe. Persino il suo avvocato di fiducia era stato
rintracciato nelle ore successive. DONATO Espedito, pertanto, non poteva sapere
nell’immediatezza dell’arresto di MORRONE Giuseppe e quindi nella conversazione su
richiamata si riferiva certamente alla cattura di GALLUZZI Salvatore.
Ovviamente queste conversazioni sono di estremo rilievo in quanto evidenziano la piena
consapevolezza dei due Donato di avere concorso con altri nel consentire a Galluzzi di
sfuggire ad un provvedimento di cattura conseguente ad una Sentenza definitiva.
Nei giorni successivi all’arresto del latitante GALLUZZI si registrava (è questo l’unico
caso) una conversazione tra due dei fiancheggiatori del boss rossanese INTERLANDI
Vincenzo e DONATO Carmine Enzo. Il primo dopo aver chiesto a DONATO Carmine
Enzo dove si trovava gli diceva che lo avrebbe raggiunto di li a breve per prendere un
caffè:
Decreto:
Obiettivo:
40/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza cellulare 3381479686 intestata a
INTERLANDI Vincenzo, nato a Ragusa (RG) il 12/10/1959,
residente a Gambolò (PV) al Corso Umberto nr. 73/C
Contatto:
chiamante, utenza cellulare 3420632736 intestata ed i uso a
DONATO Carmine Enzo nato a Vigevano (PV) il
22/01/1992, ivi residente alla via Isella nr. 95;
Progressivo:
848, datato 28/02/2011, delle ore 14:15;
Durata:
00:00:25 sec.
_______________________________________________________________________________
INTERLOCUTORI
DONATO:
DONATO Carmine Enzo nato a Vigevano (PV) il 22/01/1992;
INTERLANDI:
INTERLANDI Vincenzo nato a Ragusa (RG) il 12/10/1959;
_______________________________________________________________________________
_
INTERLANDI:
Pronto ?
DONATO:
Wei ?
INTERLANDI:
Con chi parlo?
DONATO:
Sono Enzo !!
INTERLANDI:
Oh ... dimmi ?
DONATO:
Che fai vieni ?
INTERLANDI:
Sto arrivando dove sei ?
DONATO:
Eh ... ehm in corso Milano ...
167
INTERLANDI:
Eh ... sto arrivando dai ... sto arrivando ... sto arrivando ... si al
bar ... ci prendiamo un caffè ?
Cade la linea
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N.226/A ALLA CNR DEL ROS)
Una volta tratto in arresto, GALLUZZI Salvatore veniva associato alla Casa Circondariale
di Saluzzo (CN). Prontamente, si disponeva l’intercettazione ambientale dei colloqui che
lo stesso avrebbe intrattenuto con i propri familiari (decreto n.245/2011 R.Int.).
Nel colloquio sostenuto in data 19/03/2011, unitamente alla moglie OLIVO Anita ed ai
cognati SAVOIA Mario, nato a Longobucco (CS) il 27/08/1962 e PROVINO Luigi, nato a
Rossano (CS) il 10/04/1969 (nonché dei figli GALLUZZI Francesco, nato a Rossano –CSil 13/07/1994 GALLUZZI Antonio, nato a Rossano –CS- il 14/05/1999 e GALLUZZI
Carmela Denise, nata a Rossano -CS- il 18/07/2007) GALLUZZI Salvatore,
nell’ipotizzare le ragioni per le quali le Forze dell’Ordine erano riuscite ad individuarlo e
conseguentemente catturarlo, affermava che “ESPEDITO” (cioè DONATO Espedito del
quale si è parlato in precedenza) aveva effettuato viaggi frequenti da Rossano (CS) a
Vigevano e che, con troppa disinvoltura, aveva raggiunto lo stesso latitante direttamente
nell’abitazione dove questi si rifugiava. GALLUZZI Salvatore aggiungeva che, in più
occasioni, DONATO Espedito aveva persino trasportato fino al rifugio del latitante,
alcune valigie. Tali affermazioni vanno a suffragare quanto già ampiamente documentato
circa il ruolo di fiancheggiatore attivamente svolto proprio da DONATO Espedito.
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Colloquio :
Durata:
INTERLOCUTORI
SALVATORE:
OLIVO:
PROVINO:
(cognato);
SAVOIA:
FRANCESCO:
ANTONIO:
(figlio);
245/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Ambientale nel carcere di Saluzzo (CN) per ascolto colloquio
con familiari di GALLUZZI Salvatore nato a Rossano (CS) il
30/06/1976.
detenuto GALLUZZI Salvatore, a colloquio con OLIVO
Anita, nata a Rossano (CS) il 26/12/1973 (moglie);
PROVINO Luigi, nato a Rossano (CS) il 10/04/1969
(cognato); SAVOIA Mario, nato a Longobucco (CS) il
27/08/1962 (cognato); GALLUZZI Francesco, nato a
Rossano (CS) il 13/07/1994 (figlio); GALLUZZI Antonio,
nato a Rossano (CS) il 14/05/1999 (figlio); GALLUZZI
Carmela Denise, nata a Rossano (CS) il 18/07/2007 (figlia).
datato 19/03/2011, delle ore 11:00
03:00’:00’’
GALLUZZI Salvatore, nato a Rossano (CS) il 30/06/1976;
OLIVO Anita, nata a Rossano (CS) il 26/12/1973 (moglie);
PROVINO Luigi, nato a Rossano (CS) il 10/04/1969
SAVOIA Mario, nato a Longobucco (CS) il 27/08/1962
(cognato);
GALLUZZI Francesco, nato a Rossano (CS) il 13/07/1994
(figlio);
GALLUZZI Antonio, nato a Rossano (CS) il 14/05/1999
[al minuto 00:02:38,290 entra il detenuto e saluta i familiari]
SALVATORE:
che c’è? ...(Incomprensibile)...a scuola? ...(Incomprensibile)...
ANTONIO:
no ci sto andando non sono mancato….
168
SALVATORE:
OLIVO:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
OLIVO:
SAVOIA:
SALVATORE:
SAVOIA:
ANTONIO:
OLIVO:
SALVATORE:
ANTONIO:
SALVATORE:
ANTONIO:
SALVATORE:
PROVINO:
SAVOIA:
OLIVO:
PROVINO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
OLIVO:
SAVOIA:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
FRANCESCO:
SALVATORE:
SAVOIA:
SALVATORE:
FRANCESCO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
SAVOIA:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
ci stai andando ? come ci stai andando? Come ci stai
andando a scuola? Che si dice, tutto a posto?
tutto a posto, tu?
che c’è?
tutto a posto…
ti vedo più ingrassato che cazzo hai fatto?
anzi sono dimagrito
aveva ragione ...(Incomprensibile)...
...(Incomprensibile)...
ma non c’è nemmeno bisogno
...(Incomprensibile)...
ma non c’è bisogno
gliel’ho chiesto a quel cretino ...(Incomprensibile)...
ma è venuto l’avvocato? Ah papà ?
che hai portato qua?
guarda quante cose vi ho portato?
ah papà?
ah?
è venuto l’avvocato?
si è venuto l’avvocato
lo abbiamo visto
lo abbiamo visto
lo abbiamo visto
che ti ha detto?
tutto ...(Incomprensibile)...
che ha detto?
ha detto “te lo aspettavi che venivo”?
eh gli ho dato i soldi…
quanto gli hai dato?
mille euro….per farlo venire
che ti ha detto?
no…ha detto ...
...(Incomprensibile)...
comunque gliel’ho detto, ah ?
tanti auguri
grazie
è la festa del papà oggi
ha detto quando c’è qualcosa mandami tuo figlio, è diventato
grande…ti ha visto l’avvocato?
stavo scrivendo….
l’avete trovata subito la strada per venire qua?
si….abbiamo fatto tutto il giro di Genova quando ce ne
andiamo facciamo la Torino
vedi che io il sei scendo
quando?
il sei aprile scendo
scendi? Dove?
o…dove mi appoggiano qua ...(Incomprensibile)... se
Rossano mi vuole mi portano a Rossano sennò….
allora non conviene venire?
uando volevi venire un’altra volta?
i primi di aprile
si…facciamo tutti i giorni colloqui….siccome ci vuole….
169
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
SAVOIA:
SALVATORE:
SAVOIA:
SALVATORE:
OLIVO:
SAVOIA:
SALVATORE:
SAVOIA:
SALVATORE:
SAVOIA: .
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SAVOIA:
SALVATORE:
SAVOIA:
SALVATORE:
OLIVO: .
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
...(Incomprensibile)... ti trasferiscono?
ah ?
ti trasferiscono?
per i processi
ah, al processo
devo fare dei processi
...(Incomprensibile)...
a maggio
a ottobre
si però…si ma questo coso…perché il continuato lo fa su
queste cose qua, quando ho finito con questi processi, il 2012,
mi fanno il continuato a Rossano
ah quindi…più o meno ...
credeva che ...(Incomprensibile)...il quarantuno, ma qua non
c’è il quarantuno, non sono al quarantuno
...(Incomprensibile)...
no ma non lo sanno loro lo fa la procura e poi lo discute
...(Incomprensibile)...[parla con la bambina] hai visto quante
cose ti ah portato papà? Stai facendo la brava ? [ride]
non en parliamo….
...(Incomprensibile)...
dei ...(Incomprensibile)... della galera?
...(Incomprensibile)...
ci sono tutti quanti, però me li devono dare con il continuato
e devo finire prima tutti…devo finire tutti questi processi di
sorveglianza e questo me lo fa fare a Rossano perché sennò lo
devo chiedere a Catanzaro niente meno…ha detto non ci
sono problemi…invece a Rossano, ha detto, che aspettiamo
un altro anno tanto non è che….
… (Sovrapposizione di Voci) …
..(Incomprensibile)...
eh?
… (Sovrapposizione di Voci) …
lui magari è agitato
no, va bene che devo salire e scendere ogni volta dal quarto
piano…
[ride]
...(Incomprensibile)...
dove ?
nel corridoio qua
ah
..(Incomprensibile)...
apri queste cose [si riferisce a dei biscotti]
...(Incomprensibile)...
ah?
al primo impatto magari…
questi li ha fatti ...(Incomprensibile)...
...(Incomprensibile)...ottanta chilometri e non mi hai mai
chiamato
perché non ti ho chiamato? Ti ho chiamato quattro o cinque
volte…[ride]
ricordati che ...(Incomprensibile)...
...(Incomprensibile)...
170
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
SAVOIA:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
OLIVO:
PROVINO:
OLIVO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
OLIVO:
SALVATORE:
PROVINO:
SALVATORE:
PROVINO:
OLIVO:
SALVATORE:
OLIVO:
ottanta chilometri erano
...(Incomprensibile)...
eh…che cazzo…ottanta chilometri erano almeno a Natale
pure che mi dicevi vieni qua che….siamo vicini non è che ...
...(Incomprensibile)...
eh?
ho pensato chissà se gli vanno dietro….a sapere che me li
hanno portati da sotto appresso
...(Incomprensibile)...
si ma non una cosa fatta apposta sa cos’è ?
che li hanno seguiti?
gliel’ho detto cinquanta volte a Espedito, perché lo
sapevano pure Espedito, secondo me “quando ti portano
qualche valigia mia non te la fare portare a casa” e loro
gliela portavano sempre a casa a quell’altro cretino di
Giovanni
da
Mimmo
hanno
portato
pure
...(Incomprensibile)...
ma si perché loro stavano ...(Incomprensibile)...
[si rivolge alla moglie] no?
...(Incomprensibile)...ma
voi
come
ragionate
...(Incomprensibile)...no ma io…....(Incomprensibile)...
ma poi per altro…capito che mi hanno….sono venuti a
saperlo che il maresciallo di Rossano ...(Incomprensibile)...
stava là, coso…quello che sta sempre insieme al cap [si
interrompe]…il tenente, Scialpi e questo ha detto a questa
qua “devo andare solo a conoscerlo” ha detto, no? Ha detto
“ha verificare ...(Incomprensibile)...me lo vengono a dire
dopo dieci giorni…però loro hanno visto che lui se n’è sceso
dice se questo ...
sennò sarebbe rimasto
è qualche altra cosa….però invece no, questo che ha fatto è
venuto a conoscermi e se n’è sceso apposta
...(Incomprensibile)...
che ti ha detto?
...(Incomprensibile)...
loro hanno seguito questo qua e ti sono venuti
...(Incomprensibile)... anche a te?
...(Incomprensibile)...
… (Sovrapposizione di Voci) …
me lo ha detto l’avvocato
ah te lo ah detto?
aprila questa cosa che ...
...(Incomprensibile)...
[offre dei biscotti alle persone presenti nella sala]
...(Incomprensibile)...
li ha fatti Gianfranco, li ha fatti Gianfranco….
guarda come stai sudando ma come mai?
eh sto sudando…se non fosse per la lontananza sai come si
sta qua? ...(Incomprensibile)...
si sta bene? Si sta freschi?
la lettera ...(Incomprensibile)...
no
là c’era la bolletta della cosa….
171
SALVATORE:
...(Incomprensibile)...
OLIVO:
SALVATORE:
quindi la ...(Incomprensibile)... tutto a posto a casa?
[annuisce]
sai che mi sono dimenticato di dirti ...(Incomprensibile)... per
la casa
OLIVO:
...(Incomprensibile)...
SALVATORE:
perché c’è qualcuno che la vuole?
OLIVO:
boh….
SALVATORE:
vendila, se c’è al possibilità vendila sennò va a finire che
fanno qualche mossa e la sequestrano specialmente che
...(Incomprensibile)...
… (Sovrapposizione di Voci) …
SALVATORE:
ma falla valutare pure
OLIVO:
...(Incomprensibile)...
….omissis…..
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N.227/A ALLA CNR DEL ROS)”
I fatti ricostruiti in questo capitolo consentono di ritenere consumati reati di di procurata
inosservanza di pena perché sia GALLUZZI Salvatore che ESPOSITO Sergio sono sfuggiti
all’esecuzione di una condanna definitiva .
Il reato di procurata inosservanza di pena, per come la Cassazione ha stabilito con
giurisprudenza costante, è di pericolo, a forma libera, a dolo generico. Pertanto, deve
considerarsi consumato nel caso in cui altra persona rispetto al condannato abbia,
consapevolmente, posto in essere una qualsiasi condotta causalmente idonea a sottrarlo
all’esecuzione della pena”.
Nel caso di specie è aggravato dalla ricorrenza dell’art. 7 D.L. 152/1991.
Sul punto si consideri da ultimo la Sentenza emessa dalla II Sezione recante numero 26589
del 26 maggio 2011 con la quale si è affermata la seguente massima:
ricorre la circostanza aggravante speciale dell’avere commesso il fatto al fine di agevolare
l’attività di un’associazione di tipo mafioso se la condotta di favoreggiamento della
latitanza abbia quale beneficiario un soggetto che riveste un ruolo apicale all’interno della
struttura associativa, dal momento che la condotta diretta alla preservazione finisce col
favorire l’intera associazione84.
Galluzzi, peraltro , in Vigevano, non solo era assistito da una fitta schiera di persone che
gli assicuravano una tranquilla latitanza ma continuava a commettere reati specie per
quanto attiene al traffico di armi e di stupefacenti. Il dato già risulta dalle intercettazioni
trattate nel capitolo concernenete la latitanza di Acri e viene confermato dalle
dichiarazioni di Oliverio Francesco che, in data 01/12/2012 ha riferito di avere
consegnato armi corte a Tedesco Francesco e Carbone Antonio e stupefacente, fra gli altri
a tale Roberto. I primi gli venivano presentati come uomini di Nicola Acri il secondo come
persona vicina a Galluzzi Salvatore. Oliverio riconosceva la foto di Roberto Feratti come
colui al quale aveva consegnato stupefacente per conto di Galluzzi.
Ma leggiamo un ampio stralcio del verbale di interrogatorio di Oliverio Francesco: ….omissis…
84
In senso conforme n. 41587 de 2007—n. 41063 del 2009- 42018 del 2009, 6188 del 2010.
172
L’ufficio chiede specificazioni in relazione all’incontro che il collaborante ha già riferito avere avuto
con ACRI Nicola, nel corso del 2008. Il collaboratore risponde: per come accennavo, nel periodo di
Pasqua del 2008, ricordo che avevano da poco ucciso Luca MEGNA, io ero a Rho,e venivi
contattato da Giuseppe PISCIONERI il quale parlava per conto di Enzo RISPOLI che è il capo
della locale di Legnano ed è nipote di Silvio FARAO. Giuseppe PISCIONERI mi diceva che mi
doveva incontrare lo zio per cui capivo che si riferiva a Silvio FARAO e Cataldo MARINCOLA e
mi mettevo a disposizione. Mi conducevano in un cantiere di Legnano, preciso nei dintorni di
Legnano. Io arrivavo per primo e mi mettevo vicini ad una finestra per scorgere il sopraggiungere
di Silvio FARAO e Cataldo MARINCOLA. Per prima arrivava un’autovettura con a bordo
persone che non conoscevo, probabilmente si trattava della staffetta, preciso che conoscevo quei
ragazzi di vista quali uomini di Enzo RISPOLI. Poi, sopraggiungeva Silvio FARAO a bordo di
un’auto guidata da Filippelli NiCODEMO. Dopo pochissimo una terza auto guidata da Luigi
MANCUSO con a bordo Cataldo MARINCOLA e Nicola ACRI. Mi sono appartato con Cataldo
MARINCOLA Silvio FARAO , Nicola ACRI ed ENZO RISPOLI che era arrivato al cantiere,
ancora dopo Nicola ACRI e Cataldo MARINCOLA accompagnato da Emanuele il Palermitano.
Cataldo MARINCOLA, Silvio FARAO e Nicola ACRI erano latitanti e stavano tornando
dall’estero. L’incontro era dovuto alla necessità di chiarire una situazione che si stava verificato nel
Comune di Santa Severina, in particolare: c’erano le lamentele di Pino CARDELLA in quanto un
mio cugino che si chiamava Tommaso MISIANO (che è stato ucciso) estorceva ad alcune ditte due
o tre mila euro al mese. Pertanto, quelli di Santa Severina, sentendosi scavalcati si erano rivolti a
Silvio FARAO e Cataldo MARINCOLA. Io non volevo discussioni per importi così modici
pertanto dicevo che avrei fatto rispettare la ndrina di Santa Severina e aggiungevo che avevo già
rassicurato Pino CARDELLA. Chiuso il discorso relativo a Santa Severina, Cataldo
MARINCOLA mi diceva che dovevo favorire Nicola ACRI il quale aveva una impresa denominata
Pellegrino che distribuiva Caffè Torrefatto. In definitiva: Cataldo MARINCOLA mi stava
chiedendo di favorire la distribuzione di questo caffè in Lombardia. Naturalmente, accettavo, ne
parlavo con Enzo RISPOLI con il quale convenivo della possibilità di affidare questa responsabilità
a Giuseppe PISCIONERI che appartiene al locale di PIOLTELLO. Infatti, PISCIONERI aveva dei
bar e dei ristoranti e comunque poteva intervenire nella grande distribuzione chiedendo di
commercializzare il caffè PELLEGRINO. In più occasioni, successivamente, parlando con
Giuseppe PISCIONERI ho avuto modo di verificare che si stava impegnando per come gli era stato
chiesto, nel favorire la distribuzione del caffè PELLEGRINO. Dopo qualche mese, non ricordo
quanti, venivo contattato da Giuseppe PISCIONERI e Antonio SPINELLI, quest’ultimo uomo
d’onore del locale di Rho. Costoro mi chiedevano di incontrare, all’uscita di Legnano Enzo
RISPOLI e Sandro MANNO. Il primo è preposto alla locale di Legnano il secondo a quella di
PIOTELLO. Raggiunta l’uscita di Legnano, andavamo in un bar, ove trovavano Sandro MANNO
e Enzo RISPOLI che ci presentavano due persone : Antonio CARBONE, proveniente dal Reggino e
Franco TEDESCO proveniente dalla zona di Catanzaro. Costoro, sempre a detta di RISPOLI e
MANNO chiedevano Armi corte per conto di Nicola ACRI. Rispondevo che avevo disponibili armi
lunghe, kalasnikov e fucili ma in quel momento solo poche pistole. Siccome avevo da rispettare gli
obblighi della Sorveglianza Speciale e lo stesso RISPOLI aveva obblighi giuridici, avevo fretta di
tornare a casa, di conseguenza mi facevo accompagnare dallo stesso Giuseppe PISCONERI,
arrivato a casa convocavo un mio uomo che si chiama AMARITI Francesco, il quale, per mio conto,
in luogo che non volevo conoscere, custodiva le Armi. Lo stesso AMARITI mi portava una 9 per
21 ed una 38, con un pacco da 50 colpi ciascuna, che consegnavo a Giuseppe PISCIONERI perché,
a sua volta, le consegnasse a CARBONE e TEDESCO. Io avevo ottime entrature in Svizzera e nei
Balcani che mi consentivano continui rifornimenti di armi. I contatti nei Balcani avevo guadagnato
173
per il tramite della cosca ALVARO di SINOPOLI, Già in passato avevo riforniti di armi gli
uomini di Enzo RISPOLI, da poco con lo stesso Enzo RISPOLI mi ero lamentato del fatto di non
aver avuto denaro per cui sempre Enzo RISPOLI mi aveva da poco consegnato 10 mila euro. Dico
questo per spiegare come mai in quella occasione non pretendevo denaro . Nel corso del 2010
venivo contattato da tale Carmine VENTRONE che è un casertano vicino alla mia organizzazione
. VENTRONE mi diceva che c’era la necessità di incontrare tale Jimmy che conoscevo come
trafficante, anche di stupefacente ed era originario di Scandale ma viveva a Vigevano. Accettavo ed
incontravo Jimmy in un bar di Rho. Jimmy era insieme ad un ragazzo, non calabrese che ricordo si
chiama Roberto . Jimmy mi diceva che mi stava contattando per conto di Salvatore GALLUZZI
che era un uomo fidato di Nicola ACRI e che come Nicola ACRI era latitante. Jimmy mi
rappresentava che dovevo aiutare i Rossanesi fornendo loro cocaina ad un prezzo concorrenziale .
Mi raccomandavo che la cocaina fosse pagata subito dicendo non era roba mia e accettavo di andare
oltre nella trattativa . Dopo qualche giorno, organizzavamo l’incontro in un ristorante di
NERVIANO gestito da tale Andrea che è persona che spacciava cocaina che gli procuravo IO.
Al’incontro partecipavano oltre a me, Carmine VENTRONE e lo stesso Andrea e una serie di miei
uomini perché dovevo controllare la zona in quanto stava arrivando il latitante. Salvatore
GALLUZZI detto “U Rizzo”, veniva insieme a Carmine VENTRONE, Jimmy, Roberto ed
un’altra persona della quale non ricordo il nome. Andrea ci portava nello scantinato dove aveva
della cocaina, non “toccata”, che gli avevano fornito i miei uomini. Ivi Salvatore GALLUZZI
verificò la qualità della cocaina che diceva essere buona. Il giorno dopo GALLUZZI per il tramite di
Jimmy e di Carmine VENTRONE riceveva un paio di chili di cocaina che pagava 43 mila euro a
chilo. Il denaro veniva effettivamente consegnato a Carmine VENTRONE. Ricordo che offrivo a
GALLUZZI ospitalità ma questi mi diceva che doveva andar via, in quanto nella stessa sera doveva
incontrare Nicola ACRI. La mia presenza era stata necessaria per autorizzare l’inizio delle
forniture di stupefacenti agli uomini di Nicola ACRI, io avevo dato il mio consenso, avevo imposto
che i pagamenti avvenissero per contati alla consegna pertanto, gli scambi potevano continuare e
così è stato.
L’ufficio dà atto di esibire al collaboratore di giustizia un album fotografico formulato dai
Carabinieri del ROS di Catanzaro, composto da 30 pagine che contiene 58 foto. Le foto sono tutte di
prospetto e distinte per numero di progressivo, ciascuna pagina contiene n.2 foto. Il collaboratore
non può vedere le generalità delle persone riprodotte. Si dà atto che il fascicolo fotografico fa parte
integrante del presente verbale .
Dopo aver consultato l’album dichiara:
…omissis….
Conosco le persone effigiata al n. 5 e al n. 7 quali uomini di Nicola ACRI che per conto di
quest’ultimo si interessavano di imporre il caffè torrefatto. Mi ricordo di queste persone perché le ho
incontrate in due occasioni: una prima volta, nel milanese, insieme a Giuseppe PISCIONERI che li
stava “aiutando” , secondo quanto gli avevo chiesto nella distribuzione del caffè Pellegrino. Non
ricordo con precisione l’epoca di questo prima incontro. Ricordo invece che, una seconda occasione,
alla fine del 2010 ho incontrato queste medesime persone in Lorica . Io ero latitante me lì ripresentò
tale Sergio contrasto onorato della ndrina di San Giovanni in Fiore, gestore della Multiproprietà di
Lorica. Ricordo che ho detto a Sergio di aver già incontrato queste due persone che anche in quella
occasione erano interessate a distribuire il caffè. La persona effigiata al nr. 13 è GALLUZZI
Salvatore detto “U RIZZU”. Conosco la persona effigiata al nr. 17 che i miei uomini mi hanno
174
indicato come un picchiatore vicino a Nicola ACRI. Conosco la persona effigiata al nr. 22 che
gestisce un’impresa di onoranze funebri ed è vicina ad ACRI Nicola.
…omissis…
Il 41 è Toto CARBONE, il 42 è TEDESCO Franco, il 46 è il Roberto non calabrese che ho
incontrato prima insieme a Jimmy e poi insieme a GALLUZZI Salvatore per le forniture di
cocaina.
…omissis…
(VDS TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N.17/B ALLA CNR DEL ROS) Il verbale è stato trasmesso, per competenza, alla Procura della Repubblica di Bologna ove
si consideri che quella Procura ha proceduto per il reato di favoreggiamento nei confronti
di Carbone Antonio e Tedesco Francesco”.
La valutazione dei gravi indizi
Esposti i dati riportati nella richiesta, alla luce delle suddette risultanze deve
ritenersi la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza nei confronti di tutti gli
indagati in ordine ai reati di favoreggiamento della latitanza del GALLUZZI,
aggravato dall’art. 7 L. n. 203/91 (salva la ricorrenza della scriminante per la
moglie di questi ) nonché nei confronti di FEDERICO Giovanni in ordine al reato
di favoreggiamento della latitanza di ESPOSITO Sergio.
Infatti, come si evince dalle conversazioni intercettate su riportate il POLILLO e
lo SCURA erano in contatto con il GALLUZZI e gli procuravano alimenti ed altre
cose che gli necessitavano, portandole o facendole recapitare da terzi a Vigevano.
Anche DE Simone Augusto, GRAZIANO Umberto e SOMMARIO Francesco
risultavano essere in contatto con il GALLUZZI, in particolare in una della
conversazioni intercettate si evince che i tre erano insieme: il DE SIMONE
inizialmente avvisava il GALLUZZI che stavano per recarsi a Vigevano i parenti
di Ferrante Giuseppe (detto Antonello) ed il latitante gli dava l’incarico di farlo
chiamare dal POLILLO, con il quale necessitava di entrare in contatto (cosa poi
avvenuta); poi la conversazione proseguiva con il GRAZIANO ed a questi il
GALLUZZI diceva scherzando che loro due più il “cane” o “caino” si stavano
dando arie perché proseguivano nelle azioni delittuose della cosca in sua assenza e
gli rammentava che era lui quello che li aveva “creati”.
Infine la conversazione si concludeva con la raccomandazione da parte del
GALUZZI di ricavare soldi dall’attività delittuosa.
In altra conversazione SOMMARIO Francesco si interessava del disbrigo di
faccende personali del GALLUZZI, quali la compravendita di un’auto.
Da tali circostanze risulta comprovato che i predetti indagati hanno svolto un
ruolo di collegamento tra il GALLUZZI e la consorteria mafiosa di riferimento,
175
agevolando i contatti con altri affiliati come richiesto dal GALLUZZI ed
incaricandosi di sbrigare sue faccende personali ed affari delinquenziali, in sua
assenza.
INTERLANDI Vincenzo è il soggetto che ha preso in locazione l’appartamento nel
quale il GALLUZZI abitava a Vigevano e le dichirazioni dell’indagato volte ad
escludere la propria responsabilità risultano inattendibili perché contraddette
dagli esiti delle intercettazioni e dalle dichiarazioni della proprietaria
dell’appartamento.
FERATTI Roberto è colui che offriva appoggio logistico a GALLUZZI Salvatore ed
alla moglie, accompagnandoli con la propria autovettura negli spostamenti a
Vigevano. Egli si trovava insieme al GALUZZI al momento del suo arresto.
Sebbene le dichiarazioni del collaboratore OLIVERIO Francesco in ordine al fatto
di avere consegnato della droga al GALUZZI durante la sua latitanza e mentre era
accompagnato dal FERATTI (che ha riconosciuto fotograficamente) siano rimaste
prive di riscontro oggettivo, in ogni caso, l’accertata circostanza che l’indagato
accompagnasse il GALLUZZI denota un particolare rapporto di fiducia da parte
di questi.
DONATO Espedito, titolare di un’agenzia di pompe funebri, offriva a sua volta
appoggio al GALLUZZI e, come risulta dalle conversazioni intercettate effettuava
dei viaggi dalla Calabria trasportando delle valigie e dei pacchi per GALLUZZI,
tant’è che questi in carcere, dopo l’arresto, attribuiva la sua cattura ad alcuni
atteggiamenti superficiali tenuti da coloro che coadiuvavano ed in particolare al
fatto che il DONATO si era recato più volte direttamente a casa dei suoi in
Calabria per prendere i pacchi.
DONATO Carmine Enzo è il figlio di DONATO Espedito, ed anch’egli forniva
supporto alla latitanza del GALLUZZI. Gli inquirenti hanno, infatti, rilevato la sua
presenza in due occasioni presso l’appartamento del GALLUZZI dove si recava
con l’automezzo della ditta di pompe funebri e dalle conversazioni intercorse tra
lui ed il padre si evince che egli era a conoscenza dello stato di latitanza del
GALLUZZO e della valenza delle sue azioni.
Quanto ad OLIVO Anita, sebbene sia indubitabile il suo sostegno alla latitanza del
marito con il quale conviveva in Vigevano, deve rilevarsi nel caso di specie la
ricorrenza della scriminate di cui all’art. 384 c.p., dato il rapporto di coniugio
intercorrente con il latitante. Peraltro non emergono condotte dell’OLIVO che
possano far propendere per un suo inserimento nell’organizzazione criminale in
esame e nella rete preposta a tutela della latitanza dei suoi adepti; né azioni
particolari volte a coadiuvare attivamente il GALLUZZI nel sottrarsi
all’esecuzione della pena (es. predisposizioni di certificati falsi, installazione di
strumenti di videoriprese od altro).
176
L’indagata si è limitata a convivere con il marito unitamente alla figlia minore.
Tale condotta rientra nell’ipotesi prevista dalla giurisprudenza della Suprema
Corte in materia ai fini della sussistenza della scriminante in easme, non essendo
“esigibile” un comportamento diverso da parte delle moglie nei confronti del
marito in stato di latitanza .
Sicchè per tale ragione non può essere applicata all’OLIVO alcuna misura
cautelare.
Anche nei confronti di FEDERICO Giovanni ricorrono i gravi indizi di
colpevolezza in ordine alla contestata condotta agevolatrice della latitanza di
ESPOSITO Sergio, come si evince da quanto su riportato alle pag. 155 e 156.
Infatti, in esito all’arresto di GALLUZZI Salvatore ed alla verifica che egli
utilizzava una carta di identità falsa, riportante il cognome di MORRONE , veniva
effettuata una ricerca nella Banca-dati delle Forze di Polizia ed emergeva che, in
data 08/10/2010, in Vigevano erano stati controllati tali MORRONE Giuseppe
nato a Rossano (CS) il 27/10/1978 - che si identificava mostrando la carta
d’identità successivamente rinvenuta nella disponibilità di GALLUZZI Salvatore in compagnia di altra persona a nome FEDERICO Giovanni, nel quale gli agenti
che avevano eseguito il controllo riconoscevano, dopo la visione delle foto
sottopostegli, ESPOSITO Sergio detto “Pica Pica”, latitante all’epoca del
controllo.
Il FEDERICO, titolare della carta d’identità in uso all’ESPOSITO non aveva
denunciato lo smarrimento della stessa durante il periodo di latitanza di
quest’ultimo.
Solo dopo che l’ESPOSITIVO si era costituito, il FEDERICO aveva provveduto ad
effettuare tale denuncia.
Inoltre dai tabulati telefonici del predetto indagato emergevano vari contatti, nel
periodo di latitanza dell’ESPOSITO, tra il FEDERICO e la convivente del fratello
dell’ESPOSITO.
Tali circostanze, pertanto, depongono nel senso della volontaria collaborazione da
parte del FEDERICO al fine di consentire all’ESPOSITO di sottrarsi alle ricerche
dell’Autorità.
4.3 IL MONOPOLIO DELLA DISTRIBUZIONE DEL CAFFE’
- REATO DI FITTIZIA INTESTAZIONE DELLA PELLEGRINO CAFFE’ (CAPO 5.
IMPUTATI: Acri Nicola, Calarota Arianna)
- REATO DI CONCORRENZA SLEALE (CAPO 6. IMPUTATI : Acri Nicola, Acri
Gennarino, Alfano Carmine, De Simone Augusto, Sapia Sergio, Sommario Francesco, De
Simone Augusto, Basilari Maurizio, Acri Orazio detto pierino)
Di seguito gli elementi indiziari riportati nella richiesta del P.M.-
177
“Prima di dimostrare la sussistenza di un monopolio ndranghetistco nella distribuzione del
caffè occorre verificare il rilievo penale di quelli che, con una certa approssimazione
possiamo definire i mono-oligo poli ndranghetistici.
Ci si vuole riferire ad imprese che distribuiscono prodotti e servizi che, per il tramite
della carica di intimidazione degli ndranghetisti, guadagnano una posizione dominante sul
mercato di un determinato territorio.
Nell’indagine che occupa, si dimostrerà che alcune imprese sono direttamente
riconducibili ad ACRI Nicola ed a MORFO’ Salvatore che le controllano per il tramite di
persone interposte.
Pertanto, i capi della cosca, quando liberi, svolgono attività di impresa con la carica di
intimidazione che li caratterizza .
In questo contesto, sono diverse le norme del codice penale applicabili anche in concorso
formale: il reato di cui all’art. 416 bis c.p.85, il reato di cui all’art. 629 c.p. aggravato sia dal
metodo mafioso che dalla finalità di agevolare la consorteria di ndrangheta , il reato di cui
all’art. 513 bis c.p. parimenti aggravato ex art. 7 D.L. 152/1991.
Invero le tre norme tutelano tre distinti beni giuridici.
Il tenore letterale dell’art. 513 bis c.p. assegna una tutela alle attività imprenditoriali
indipendentemente dalla circostanza che siano sottoposte all’illecita interferenza della
criminalità mafiosa o di qualsivoglia altro soggetto non appartenente al sodalizio descritto
dall’art.416-bis C.p. Questa collocazione “neutra” della condotta sanzionata dall’art.513bis c.p. resta, per giunta, confermata dall’art.15, comma, 7 della legge 99/09
(«Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia
di energia») che ha inserito il delitto in parola tra quelli che determinano la responsabilità
amministrativa delle persone giuridiche, valorizzandone ulteriormente le primarie finalità
di tutela del mercato e della libera concorrenza e connotandone, ulteriormente, la
distinzione dal contesto intimidatorio descritto dall’art.416-bis C.P..
Questa area di protezione, tuttavia, non ha precluso alla giurisprudenza della Cassazione,
e più volte, di precisare che, sebbene il delitto di illecita concorrenza abbia natura di reato
proprio «in quanto la norma incriminatrice richiede che il soggetto attivo eserciti
Per l’affermazione della possibilità di concorso formale fra il reato di cui all’art. 416 bis e quello
di cui all’art. 513 bis c.p. leggi , da ultimo
Sez. 2, Sentenza n. 12785 del 18/02/2011 Cc. (dep. 29/03/2011 ) Rv. 249676
Presidente: Sirena PA. Estensore: Gentile D. Relatore: Gentile D. Imputato: Spampinato. P.M. De
Santis F. (Diff.)
(Rigetta, Trib. lib. Catania, 17/05/2010)
85
596001 REATI CONTRO L'ECONOMIA PUBBLICA, L'INDUSTRIA E IL COMMERCIO - IN
GENERE - Reato di illecita concorrenza mediante violenza o minaccia - Reato di associazione per
delinquere di tipo mafioso - Concorso - Possibilità.
La norma incriminatrice dei fatti di illecita concorrenza mediante violenza o minaccia non è
speciale rispetto a quella incriminatrice dell'associazione per delinquere di tipo mafioso, sicché i
due reati, attesa l'episodicità del primo e la struttura associativa del secondo, possono concorrere.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 416 bis, Cod. Pen. art. 513 bis
Massime precedenti Conformi: N. 2583 del 1992 Rv. 193574, N. 7856 del 1997 Rv. 208263, N. 37528 del
2007 Rv. 237635
178
un'attività commerciale, industriale o comunque produttiva», tale requisito «non deve
essere inteso in senso meramente formale, essendo sufficiente, per la sua configurabilità,
lo svolgimento di fatto della predetta attività» (sezione VI, 13 gennaio 2009 n.1089, in
«Cassazione penale», 2010, 982 con nota). Precisazione, questa, rilevante al fine di
includere nell’alveo del disvalore penale le condotte provenienti da soggetti “terzi”
rispetto alle dinamiche concorrenziali, i quali agiscano con metodo mafioso per assumere
il controllo e la regolazione delle attività economiche ed imprenditoriali (cfr. l’art.416-bis
comma 3 Cp e l’art.3-quater della l.575/65).
Meno condiviso, invece, è il punto se l’attività sottoposta all’illecita concorrenza debba
avere o meno connotati di liceità. Secondo un recente orientamento «la fattispecie
delittuosa di cui all’art. 513-bis Cp, posta a tutela dell'industria e del commercio, può
essere esclusa solo nell'ipotesi in cui l'attività produttiva svolta sia in toto illecita (come, ad
es., quella inerente al traffico di stupefacenti)»; mentre laddove «l'imposizione del
monopolio nella zona di competenza ha riguardato l'attività, di per sé lecita, del noleggio
di videogiochi, (è corretto ritenere) integrato il delitto in esame, osservando che il fatto che
l'accordo abbia inteso favorire la distribuzione di apparecchi illegalmente modificati,
costituisce un motivo ulteriore della condotta, non incidente sulla configurabilità del reato
contestato» (così in motivazione la sentenza n.1089/09). Il dato ha una sua rilevanza
poiché segnala una capacità espansiva dell’art.513-bis Cp ben oltre il consueto novero dei
mercati legali e ne evidenzia l’attitudine a sanzionare i casi in cui la concorrenza risulti
distorta con violenza e minaccia, sebbene le pratiche poste in essere dalle vittime del reato
e le regole del mercato non siano conformi alle leggi vigenti (si pensi al settore del traffico
illecito di rifiuti o della contraffazione in cui emergono strategie egemoni delle
organizzazioni mafiose).
In prima conclusione, quindi, l’art.513-bis Cp consegna una nozione di mercato e di
concorrenza totalmente sganciati da quelli oggetto dell’originaria tutela civilistica (articoli
2595 e seguenti Cc) e sempre più modulata sulle peculiarità dell’economia nazionale in
cui ampi settori sommersi vivono una duplice condizione di illegalità: ab intra, per le
regole illecite che li governano, e ab extra, per i condizionamenti della criminalità mafiosa.
Il reato che occupa è di pericolo cioè non occorre dimostrare che l’alterazione della libera
concorrenza si sia effettivamente determinata, è istantaneo seppure, normalmente, si
determina con più azioni cioè nella forme della continuazione.
Una recente ordinanza della Cassazione86 ben individua l’ambito operativo della norma,
leggiamo un ampio stralcio della motivazione: “….la norma in esame è stata introdotta dalla
L. n. 646 del 1982, art. 8 (Legge antimafia Rognoni - La Torre) proprio con la finalità, peraltro non
risultante dal testo normativo, di reprimere l'illecita concorrenza attuata con metodi mafiosi che
impedisce il libero gioco del mercato. Il legislatore nella lotta contro la mafia ha infatti cercato di
adeguare gli strumenti normativi ai differenti modelli operativi delle associazioni criminali che
sono capaci di penetrare nelle attività economiche e produttive attraverso forme di intimidazione al
fine di ottenerne il controllo e comunque di condizionarne la gestione. A dispetto della voluntas
legis, le cui finalità, come indicato, sono state ben individuate dal legislatore, l'oggettività giuridica
immanente al delitto non è immediatamente afferratale. Sono molti i fattori che contribuiscono a
delineare l'autonomia della figura rispetto al contesto normativo dal quale è promanata. Deve però
rilevarsi che la circostanza che manca il riferimento al carattere mafioso dell'attività incriminata
conferisce alla norma una portata generale così da poter essere impiegata anche per reprimere
manifestazioni criminali diverse da quelle considerate in via principale dal legislatore. La
previsione in esame, anche se non è limitata ad appartenenti ad associazioni criminali, ha però di
mira quella concorrenza illecita che si concretizza nelle forme di intimidazione tipiche della
criminalità organizzata che, con metodi violenti e mafiosi, tende a controllare le attività
commerciali, industriali, produttive ed a condizionarle (Cass. Sezione 3A sentenza n. 450/1995,
Sezione
2A
sentenza13691/2005).
86
Sezione II numero 6462 del 2011
179
La condotta tipica consiste nel compimento di atti di concorrenza, caratterizzati dalla violenza o
minaccia, nello esercizio di un'attività imprenditoriale nei confronti di aziende operanti nello stesso
settore; la previsione non sanziona, infatti, ogni forma di concorrenza oltre i limiti legali, ma la
turbativa arrecata al libero mercato in un clima di intimidazione e con metodi violenti. Sul punto,
la giurisprudenza di questa Corte ha chiarito che la norma tende a impedire quei
comportamenti intimidatori che attraverso l'uso strumentale della violenza e della
minaccia incidono su quella fondamentale legge di mercato che vuole la concorrenza non
solo libera, ma anche lecitamente attuata. (Cass. Sezione 6A sentenza n. 3492/1989,
Sezione 2A sentenza 131/1989). Si può perciò affermare che l'interesse tutelato consiste: in primo
luogo nel buon funzionamento dell'intero sistema economico e ciò perché, come è stato rilevato,con
tale norma si è voluto, più che reprimere forme di concorrenza sleale, impedire che tramite
comportamenti violenti o intimidatori siano eliminati gli stessi presupposti della concorrenza al
fine di acquisire illegittimamente posizioni di preminenza o di dominio; in secondo luogo nella
libertà delle persone di autodeterminarsi nel settore (Cass. rv. N. 232650). Quindi qualsiasi
comportamento violento o intimidatorio idoneo ad impedire al concorrente di autodeterminarsi
nell'esercizio della sua attività commerciale, industriale o comunque produttiva configura l'atto di
concorrenza illecita prevista dalla norma in questione. Deve aggiungersi che il testo dell'art. 513
bis c.p. (che fa esclusivo riferimento ad "atti di concorrenza con violenza o minaccia") e la ratio
della norma (assicurare che "la concorrenza sia non solo libera ma anche liberamente attuata":
Cass., sez. 6, 9 gennaio - 6 marzo 1989, Spano, riv. n. 180706) non lasciano dubbi sul fatto che la
concorrenza sleale punita dalla norma in esame si realizza sia quando la violenza o la
minaccia è esercitata in maniera diretta contro l'imprenditore concorrente, sia quando
l'obiettivo è perseguito in modo indiretto agendo nei confronti di terzi. Ai fini del reato, in
altri termini, si richiede esclusivamente l'esistenza di comportamenti caratterizzati da minaccia o
violenza (indipendentemente dalla direzione della stessa) idonei a realizzare una concorrenza
illecita cioè a controllare o condizionare le attività commerciali, industriali o produttive di terzi con
forme di intimidazione tipiche della criminalità organizzata (in questo senso: Cass. Sez. 1^ n.
19713/2005; Cass., sez. 3, 15 febbraio - 24 marzo 1995, Tamborrini, riv. n. 201578);
In base a tali principi, affermati in dottrina e giurisprudenza, non si può dubitare della
configurabilità del reato nella fattispecie in esame. L'utilizzo del metodo mafioso - che non ha
bisogno se non in casi estremi della minaccia aperta e della violenza fisica e che ha
determinato l'assoggettamento degli imprenditori alla volontà e alle regole del sodalizio
dominante sul territorio - ha leso il bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice,
cioè la libertà di impresa e il libero gioco della concorrenza senza che fosse necessaria la
consumazione di alcuna forma di violenza fisica o di minaccia esplicita. Siffatta
interpretazione della norma, in linea con la sua finalità, è stata già recepita dalla
giurisprudenza di questa Corte .
Quest’orientamento è solo apparentemente contrastato da una pronuncia piu’ recente87
che seppur ripropone l’orientamento precedente alla pronuncia del 2008: Secondo pacifica
lezione ermeneutica, infatti, l'ambito di applicabilità dell'art. 513-bis c.p., che prevede come reato
l'illecita concorrenza con minaccia o violenza, è ristretto alle condotte concorrenziali attuate con
atti di coartazione che inibiscono la normale dinamica imprenditoriale, per cui vi rientrano i tipici
comportamenti competitivi che si prestano ad essere realizzati con mezzi vessatori (quali il
boicottaggio, lo storno di dipendenti, il rifiuto di contrattare, età), rimanendo invece escluse,
siccome riconducibili ad altre ipotesi di reato, le condotte di coloro i quali, in relazione all'esercizio
di attività imprenditoriali o commerciali, compiano atti intimidatori al fine di contrastare o
ostacolare l'altrui libera concorrenza (Cass., Sez. 2, 27/06/2007, n. 35611). Ribadisce che: il
delitto di cui all'art. 513 bis c.p., punisce esclusivamente l'alterazione delle regole a presidio della
libera concorrenza realizzata mediante minaccia o violenza (Cass., Sez. 2, 11/05/2010, n. 20647).
cassa l’ordinanza del TDL perché : non ha il Tribunale del riesame indicato nella vicenda
dedotta in giudizio alcuna condotta minacciosa ovvero violenta, neppure nelle forme
87
Sentenza numero 6541 del 2012
180
note del metus indotto dalla notoria mafiosità dell'agente, dappoiché non indicati i
destinatari di siffatto atteggiamento.
Del resto La Corte era chiamata a giudicare l’imposizione di un’intermediazione nella
distribuzione di prodotti ferrosi da parte di una cosca di ndrangheta cioè un’interposizione
che, sebbene integrante il reato di estorsione, non integrava un’alterazione della libera
concorrenza con conseguente lesione dell’ordine pubblico economico tanto che i Giudici
potevano affermare :
L'interposizione commerciale, civilisticamente riferibile al contratto di mediazione ovvero anche a
negoziazione atipica, sorretta però da una causa civile volta al perseguimento di finalità pratiche
non contra legem ed anzi riconosciuta in tutte le pratiche di compravendita (mobiliare ed
immobiliare) non appare idonea ad integrare, sol perché qualificata parassitarla, condotta
riconducibile al reato in esame, sia perché oggettivamente esclusa dalla tipizzazione delittuosa, sia
perché nello specifico consumata senza che il tribunale ne chiarisse i profili violenti ovvero
minacciosi.
Ma allora il reato di cui all’art. 513 bis c.p. è configurabile , in concorso con quello di cui
all’art. 416 bis c.p. e con quello di cui all’art. 629 c.p. – 7 D.L. 152/1991, nel caso in cui si
dimostri che , con metodo mafioso, si sia pregiudicata la libera concorrenza aumentando il
portafogli clienti di una impresa controllata da appartenenti alla ndrangheta fino a
renderla monopolista in un determinato ambito territoriale. In particolare: quando
appartenenti alla consorteria di ndrangheta “girano” presso gli esercizi commerciali,
imponendo quanto prodotto o distribuito dell’impresa di ndrangheta si pongono in
essere, direttamente o indirettamente a scapito dei concorrenti, cioè di chi produce o
distribuisce prodotti similari, atti di concorrenza sleale che rientrano nel novero di quelli
richiamati dall’art. 2598 n. 3 del c.c. per cui è integrata la stessa lettera dell’art. 513 bis c.p. .
Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia
La cosca rossanese controlla, in regime di monopolio ndranghetistico, l’offerta di caffè
torrefatto e prodotti derivati, in Rossano e comuni viciniori, per il tramite della Pellegrino
caffe’ s.r.l. e della Jamaican s.a.s.
La prima delle società sopra citate è stata gestita, dapprima, dai fratelli ACRI Nicola ed
ACRI Gennaro, dopo la carcerazione di ACRI Gennaro, del 17/1/200788, da Acri Nicola e
SAPIA Sergio. Quest’ultimo è titolare e gestore della Jamaican s.a.s. che impone, con gli
stessi metodi della Pellegrino caffè, il caffè freddo in Rossano e comuni viciniori.
Nell’agosto del 2007, ACRI Nicola89 si rendeva latitante per cui SAPIA Sergio gestiva da
solo la distribuzione di caffè torrefatto e prodotti derivati.
Il 14 luglio 201190, ACRI Gennarino, tornava libero e, pur senza estromettere SAPIA
Sergio, ritornava a gestire la distribuzione di caffè e prodotti derivati .
ACRI Gennarino veniva tratto in arresto in esecuzione di un provvedimento di fermo disposto da
questa A.G. quale esecutore materiale dell’omicidio di Converso Luciano il 17/1/2007 e rimaneva
detenuto, ininterrottamente, fino al 14/7/2011 allorché veniva assolto dai Giudici della Corte di
assise di Appello di Catanzaro
89 Veniva attinto da un provvedimento di fermo quale mandante dell’omicidio di CONVERSO
Luciano e, immediatamente dopo, colpito da un’O.C.C. per il processo Arberia in quanto non
adempiva all’obbligo di firma cui era sottoposto.
88
181
L’ipotesi di accusa è suffragata da una serie di elementi di prova eterogenei e qualificati
costituiti dalle dichiarazioni di numerosi collaboratori, dalle dichiarazioni di persone
informate sui fatti, da intercettazioni telefoniche e da accertamenti di natura contabile.
Il 26 maggio 2006 veniva costituita la società “Pellegrino caffè s.r.l.” avente partita iva nr.
02782290783 e sede legale in via Sempione s.n.c. a Rossano (CS), finalizzata al commercio
al dettaglio di caffè torrefatto.
All’atto della sua costituzione, la “Pellegrino caffè” aveva la seguente struttura societaria:
-
Capitale sociale dichiarato Euro 10.000;
Quota di nominali 5.000 Euro indicati di proprietà di ACRI Gennarino, nato a
Cariati il 17/08/82, fratello di ACRI Nicola;
Quota di nominali 5.000 Euro indicati di proprietà di CALAROTA Arianna nata a
Castrovillari (CS) il 27.05.1979, moglie di ACRI Nicola;
Con data presentazione 01/06/2006 Amministratore unico era ACRI Gennarino;
Con data atto 05/01/2007 risultava cessata la nomina di amministratore unico di
ACRI Gennarino;
Con data atto 05/01/2007 amministratore unico veniva nominata CALAROTA
Arianna91.
I collaboratori di giustizia, come tutti, fra Rossano e Corigliano, sanno che il caffè è
imposto dalla famiglia Acri per il tramite della Pellegrino caffè.
Acri Nicola investiva i proventi della sua attività criminale nella distribuzione di un caffè
torrefatto che, in brevissimo tempo, diveniva quello più distribuito a Rossano
estromettendo dal mercato le imprese tradizionali.
Il collaboratore che, più di ogni altro, conosce le vicende delle distribuzione del caffè
Pellegrino è ALFANO Carmine che, unitamente ad ACRI Gennarino, lo imponeva ai bar
di Rossano e Corigliano. Come si è già scritto, ALFANO agiva per conto di BARILARI
Maurizio cioè dell’organizzazione coriglianese che imponeva il caffè dei rossanesi in
quanto questi ultimi ricambiavano il favore imponendo, a Rossano, i prodotti di
cartoplastica distribuiti da una ditta individuale riconducibile, per interposta persona, allo
stesso BARILARI Maurizio92.
In quel giorno la Corte di Assise di Appello di Catanzaro lo assolveva dall’imputazione relativa
all’omicidio di Luciano CONVERSO per la quale la Corte di Assise di Cosenza lo aveva
condannato all’ergastolo.
91 Per come è stato specificato nel relativo capitolo, ACRI Nicola rimaneva latitante dal 02/08/2007
al 20/11/2010. (VEDASI ANCHE ESITO ACCERTAMENTO BANCA DATI INFOCAMERE IN
ALLEGATO N.9/B ALLA CNR DEL ROS)
92 Del duopolio ndranghetistico coriglianese nel settore della distribuzione di prodotti di
cartoplastica si legge nella Sentenza , emessa dal GUP distrettuale catanzarese che definisce il rito
abbreviato del p.p. 3572/05, noto alle cronache come operazione SANTA TECLA. In Corigliano
esisteva un duopolio perché accanto all’impresa individuale riconducibile a BARILLARI ve ne era
un’altra riconducibile Mollo Pietro Salvatore.
90
182
ALFANO spiegava, fin da suoi primi interrogatori, che, per imporre il caffè Pellegrino,
così come la cartoplastica, non era necessaria nessuna intimidazione, bastava presentarsi,
insieme a Gennarino ACRI, presso i bar, comunicando che il caffè torrefatto era distribuito
dalla famiglia ACRI per “convincere” della bontà del prodotto e della sua convenienza.
In Rossano e Corigliano tutti conoscevano ACRI Gennarino e ALFANO Carmine quali
prossimi congiunti di ACRI Nicola e BARILARI Maurizio, nessuno avrebbe osato non
rispettare quello che era un ordine tanto implicito quanto cogente.
P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI ALFANO Carmine P.M. dott. PISANI -
Che mi ha detto prima, perfetto. Ora cerchiamo di dire un attimo.
Questa Locale di Corigliano, gestita da BARILLARI, che rapporti
ha con le altre Locali, altri…?
Su Rossano?
Su Rossano che cosa succede?
Il BARILLARI è messo bene.
Che significa è messo bene?
Che c’è una certa collaborazione…
Che significa “una certa collaborazione”?
Perché loro… ACRI vende il caffè…
Chi è ACRI?
ACRI Nicola e ACRI Gennaro.
Lei quando mi dice un nome mi deve dire chi è, a chi appartiene,
cosa ha fatto, cosa non ha fatto…
Allora, io stavo dicendo ACRI Nicola e ACRI Gennaro. Allora
serviva un rappresentate su Corigliano per il caffè…
Che significa “un rappresentante su Corigliano…”?
Per vendere il caffè su Corigliano, ha imposto il caffè ai bar
di Corigliano…
Chi l’ha imposto?
Tra Maurizio BARILLARO e Nicola ACRI…
Ma Nicola ACRI a quale Locale appartiene?
A Rossano.
Quindi appartiene al Locale di ROSSANO.
Sì…
E dovevano imporre questo caffè su Corigliano…
Sì, su Corigliano…
Come…
Poi Corigliano doveva imporre bicchieri di plastica, tutta la roba di
cartoplastica che c’era in giro, ristoranti, bar, su Rossano. C’era
questa collaborazione.
Allora cerchiamo di capire…
Invece di andare a prendere la mazzetta, c’era questo
simbolo, che portavano il caffè su Corigliano e la roba di
plastica su Rossano.
Quindi una sorta di scambio sostanzialmente?
Sì…
Come si chiama questo caffè? Che tipo di caffè è?
PELLEGRINO si chiama…
Invece questa cartoplastica?
MLC Distribuzione.
E questa imposizione in concreto come è avvenuta?
E’ avvenuta che c’è stato più di una volta questo paragone di fare
una cosa più pulita…
In che senso più pulita?
183
ALFANO Carmine -
Più pulita… se qualcuno che si può lamentare che gli danno i soldi,
noi andiamo due volte all’anno a seconda come è il bar…
P.M. dott. PISANI Dà i soldi per l’estorsione…
ALFANO Carmine Dell’estorsione stiamo parlando no? Così è una cosa più pulita,
dare un prodotto che pure se qualcuno si lamentava non
poteva dire niente perché l’estorsione non l’ha fatta, perché
ha venduto il prodotto.
P.M. dott. PISANI Ho capito. Quindi una sorta di copertura?
ALFANO Carmine Sì…
P.M. dott. PISANI E in concreto come veniva imposto? Cioè facciamo un esempio, c’è
un bar…
ALFANO Carmine Se non si prendevano il caffè gli facevano qualche danno alla
macchina, al negozio…
P.M. dott. PISANI Ho capito. Ma glielo dicevate espressamente?
ALFANO Carmine Sì…
P.M. dott. PISANI Glielo facevate capire?
ALFANO Carmine Sì…
P.M. dott. PISANI Facciamo un esempio concreto.
ALFANO Carmine Un esempio?
P.M. dott. PISANI Eh, un esempio, che poi sintetizziamo…
ALFANO Carmine Andavo io su Corigliano, entravo dentro e lui… entravo insieme a
mio cognato di prendere il caffè. C’era qualcuno che si lamentava
perché già prendeva il Lavazza o un altro tipo di caffè, e lui diceva:
“No, prova questo caffè che è più buono dell’altro, che poi
sennò poi te lo puoi prendere anche amaro il caffè non più
con lo zucchero” E capivano.
P.M. dott. PISANI Ho capito. Invece la cartoplastica la gestivate abbiamo detto lei,
BARILLARI…
ALFANO Carmine Leopoldo…
P.M. dott. PISANI Sì, Leopoldo…
ALFANO Carmine …Cosimo…
P.M. dott. PISANI E chi è questo qua?
ALFANO Carmine Di Schiavonea… è di Corigliano questo qua, è lui il titolare della
ditta, è intestata a lui.
MAGGIORE Come si chiama la ditta?
ALFANO Carmine MLC Distribuzione…
…omissis…
Cosi ALFANO Carmine al P.M. in data 19/07/2007
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.10/B ALLA CNR DEL ROS)
ALFANO Carmine, tornava a parlare dell’imposizione del caffè Pellegrino nel corso del
verbale di interrogatorio del 19/9/2007. Precisava che iniziava a distribuire-imporre il
caffè, nel luglio del 2007, girando per i bar, insieme ad ACRI Gennarino, a bordo di una
Opel Zafira .
Nessuno osava rifiutare, i pochi che esitavano venivano convinti con la promessa di un
prezzo eguale a quello praticato dalle altre imprese, chi aveva contratti di esclusiva veniva
indotto a prendere il caffè Pellegrino che si miscelava con quello dei precedenti fornitori.
I baristi subivano una fortissima compressione del loro diritto di iniziativa economica
privata perché l’an, il quando, il quantum delle forniture era deciso da ACRI Gennarino
ed ALFANO Carmine che “passavano” dai bar, ogni 10-15 giorni, “lasciando” almeno 10
184
kg di caffè. Alla consegna davano un “buono” che poi veniva utilizzato per esigere il
pagamento che avveniva senza il rilascio di fattura.
Ma leggiamo quanto dichiara Alfano il 17/9/2007.
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
…omissis…
Se mi spiega un attimo quand’è che lei… sempre con il suo
ricordo, passo passo, mi racconta gli episodi in modo tale che noi
facciamo un discorso organico. Lei ci ha già detto che c’è questa
torrefazione Caffè Pellegrino che viene gestita dai fratelli ACRI,
che vanno a caricare a Napoli e lo impongono nell’alto Ionio.
Pellegrino la ditta di chi è?
Della moglie di Nicola ACRI.
Che si chiama?
Non mi viene… CARAROTA se non sbaglio di cognome…
CARAROTA?
Se non sbaglio di cognome…
...è così. Però, voglio dire, che c’entra Pellegrino?
Non lo so questo, non mi viene in mente adesso in questo
momento.
Non le viene in mente. Senta quindi, sostanzialmente, la ditta è
una ditta individuale o è una società?
Questo non lo so.
Mi racconti un attimo quello che sa in relazione a questo spaccio di
caffè.
A luglio del 2006, siccome a noi ci hanno aiutato a prendere
il monouso là a Rossano da un ingrosso di Giovanni ACRI,
abbiamo parlato del più e del meno… noi prendevamo la
carta pure su Rossano, e loro venivano su Corigliano a
vendere il caffè, un accordo… un acordo…
Quando dice prendevamo la carta, significa che voi imponevate la
carta…
Sì, il monouso su Rossano…
…anche su Rossano.
Quando lui andava a portare il caffè su Rossano già faceva la
strada a noi per il monouso. E la stessa cosa noi quando andavamo
a consegnare il monouso a Corigliano, già dice: “Vedi che
passiamo tra due-tre giorni e ti facciamo assaggiare un po’ di caffè,
lo devi prendere perché il caffè è buono…”
Che cosa significa?
Che era come… come qualità era qualità buona, quindi anche se
non se lo prendevano tutti lo dovevano mischiare…
Quindi, sostanzialmente, loro avevano la possibilità di rifiutare
questa offerta?
Non c’è stato nessuno che ha rifiutato.
Che cosa dicevate voi?
Qualcuno usciva con dei documenti che avevano il contratto per
tre, quattro anni, cinque anni, dici: “Vabbè te lo mischi e non se ne
accorge nessuno…” Questo, più di questo… Qualcuno che voleva
rifiutare toglieva dei documenti, le fatture: “Guarda che noi
facciamo questo prezzo, dieci euro al chilo, undici euro al chilo…”
“Vabbè allora uguale…” Invece di tredici euro facevano
uguale undici euro, dici euro…
“Però ve lo dovete prendere…”
185
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
Se lo dovevano prendere.
Questo chi lo diceva?
BARILLARI e io…
Loro vi conoscevano a voi?
Sì, funzionava come quella del monouso.
Quindi, sostanzialmente, gli stessi con i quali si era raggiunto
l’accordo che sarebbero stati esentati dal pagamento del pizzo,
attraverso gli approvvigionamenti di monouso, come dice lei,
venivano costretti a prendere il caffè…
Sì.
E questo sulla base degli accordi che avete raggiunto con Nicola
ACRI?
Sì…
Me li spiega un po’ meglio? Risaliamo a questi accordi? Cioè,
sostanzialmente, lei dice: “Nel luglio del 2006…”
Su Corigliano stiamo parlando.
Che cosa succede?
Mi manda… vado io a Rossano e ci organizziamo per il
giorno dopo, quando sono stato a Rossano, che doveva
venire Gennaro ACRI con la macchina piena del caffè e
girare nei bar. Il primo giorno che abbiamo fatto per girare
nei bar abbiamo consegnato un chilo di caffè a tutti i bar…
Gratis?
Gratis, il primo giorno. E poi dopo una settimana siamo
ritornati a vedere che ne dicevano del caffè, giusto per essere
un po’ delicati. Quando siamo andati là, chi l’aveva
provato, chi ancora nella macchinetta siccome c’è il residuo
del caffè, dice: “Non abbiamo finito quello per
mischiarlo…” Che dovevano fare una cosa, io non ne
capisco, però dovevano fare una qualità di dose di caffè…
Una miscela…
Una miscela...
Allora?
Tutti hanno detto va bene, qualcuno chiudeva il mese di
agosto e ci hanno rinviato a settembre perché era agosto,
però nessuno ha detto che non era buono il caffè.
Ho capito. Non c’è stato proprio nessuno che ha rifiutato?
No, nessuno…
Non ricorda nessuno.
Nessuno.
Senta, ma voi andavate dicendo che il caffè era di Nicola
ACRI?
Veniva Gennaro con me, il primo giro l’abbiamo fatto io e
Gennaro…
Ho capito. Con quale macchina?
La macchina sua e la macchina mia. La sua era una Opel
Zafira…
Che era piena di caffè…
Sì.
E quanti bar avete rifornito?
Il numero preciso non lo so, però abbiamo fatto un bel giro…
Cioè a tutti i bar siete stati?
In un giorno non ce l’abbiamo fatta, siamo stati due o tre
giorni a girare a lasciare il caffè.
186
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
E dopo una settimana…
Una settimana, dieci giorni…
Avete fatto i contratti?
…abbiamo fatto i contratti. Il contratto… qualcuno che
aveva il contratto con Lavazza cose… in nero…
Chi aveva l’esclusiva gliel’avete dato in nero…
Sì, solamente su due bar su Corigliano al cento per cento
Pellegrino…
E quali sono questi due bar?
Allora, uno è Rose Rose…
Rose Rose?
Sì…
Come si chiama? Scusi non ho capito…
Rose Rose, se non sbaglio…
Non è che è Chanel delle Rose?
No, no, Rose Rose, quella è un’altra cosa, quella doveva
entrare dopo…
Poi lo raccontiamo. Rose Rose e l’altro?
La Favola… Pizzeria Bar La Favola…
Ma le chiedo scusa. Costoro che sostanzialmente assecondavano i
vostri propositi acquistando caffè soltanto dagli ACRI, avevano
poi un trattamento di favore rispetto a chi lo…
La macchina gratis… la macchina del caffè…
Quindi, un accordo commerciale insomma…
Sì.
Ma loro non potevano tutti quanti rifiutarsi di acquistarlo in
blocco e quindi accontentarsi con la miscelazione?
No, cinque chili la volta portavamo noi…
Come?
Cinque chili la volta portavamo.
Comunque?
Sì.
Quindi la quantità la decidevate voi?
Un minimo di cinque chili…
Gliel’avete imposta…
Sì.
Quindi mi spiegate come facevate? Non capisco…
La confezione era di cinque… erano i pacchi da un chilo però la
confezione era di cinque chili…
Come i pacchi da un chilo e la confezione da cinque chili?
I sacchetti erano da un chilo, però erano imballati in cinque chili,
cinque pacchi da un chilo.
E ogni quanto vi presentavate con questa imposizione?
Noi aspettavamo… ogni 7-8 giorni passavamo, perché
qualcuno faceva i 7-8 chili ogni quindici giorni, chi dieci, a
secondo come funziona il bar. Cioè Rose Rose prendeva 3040 chili al mese.
Comunque voi avevate imposto almeno 5 chili.
Sì.
Ogni quanto?
Ogni volta che o ci chiamava o facevamo il giro per vedere
se c’era rimasto due chili… uno la confezione se la
prendeva…
Cioè la imponevate?
187
ALFANO Carmine –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine -
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
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P.M. dott. LUBERTO –
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P.M. dott. LUBERTO –
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ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
Cioè io vorrei capire, lo smistamento del caffè, era regolato
dalle vostre esigenze…
Dalle nostre e dalle loro pure…
Cioè dalle loro…
…perché quelle due che c’avevano la macchinetta mica
potevano chiamare ad un’altra, se finiva prima il caffè
chiamavano a noi quei due, poi gli altri invece passavamo
noi.
Anche senza che loro vi chiamassero…
Sì, loro non chiamavano…
Perché non ne avevano bisogno, no?
No, passavamo noi.
E passavate ogni quanto?
A seconda, ogni dieci, ogni quindici giorni…
E perché questa differenza fra dieci e quindici giorni?
Perché passavamo… prima abbiamo iniziato tre volte al
mese di passare e poi siccome si accumulava troppo caffè,
per non dare proprio la difficoltà, uno è disperato abbiamo
passato due volte al mese, ogni quindici giorni.
Quindi, praticamente, prima avevate deciso di passare tre
volte al mese, quindi ogni dieci giorni, dopodiché passavate
due volte al mese…
Due volte al mese.
Il primo periodo, che passavate tre volte al mese, quando si è
verificato?
Abbiamo iniziato a luglio…
E quindi per tutto luglio siete passati tre volte al mese, tre volte
quindi sostanzialmente?
A Luglio è stato due volte perché abbiamo… verso il 10-11 luglio
abbiamo iniziato…
Perfetto, poi ad agosto siete passati tre volte…
Ad agosto chi era aperto siamo passati tre volte…
E a settembre due volte…
Abbiamo… sì…
E voi praticamente passavate e imponevate cinque chili…
Scendevamo io… scendevamo io e Nicola… eh… scusate e
Gennaro…
ACRI…
…ACRI con il coso del buono, il libretto del buono che ni doveva
pagare…
Non ho capito…
I blocchettini dei buoni…
Che buoni sono?
I buoni scritti che ti sto consegnando cinque chili di caffè…
La bolla?
Non è la bolla, è un buono… a quelli neri un buono era…
E’ una scrittura in nero…
In nero, era un buono di consegna si chiama…
Perfetto. Era un buono che era un documento interno vostro cioè
come ditta?
Sì…
Cioè era un buono con il quale dicevate: <<Ti consegno…>> e
quello vi apponeva la firma per ricevuta…
Sì, sì…
188
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
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ALFANO Carmine –
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P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
P.M. dott. LUBERTO –
ALFANO Carmine –
E voi vi tenevate una copia del buono…
Una a noi e una a loro…
Perfetto. E questo era tutto in nero…
Sì. La maggior parte in nero, solo questi due bar facevano le
fatture.
E quindi consegnavate cinque chili alla volta o a qualcuno gliene
imponevate anche di più?
A secondo, per esempio Bar Edera là che si consuma tanto caffè,
pure dieci chili…
Senta e queste ricevute chi ce là, questi buoni?
Ce li aveva Gennaro ACRI, oppure un collaboratore suo che
mandava quando non poteva venire lui.
E cioè?
Uno è Pierino, sempre ACRI, che porta anche il caffè a ciardi…
che l’altra volta ho iniziato a dire…
A ciardi?
A ciardi sarebbe le macchinette…
Le cialde?
Le cialde, scusatemi, non so parlare io…
Prego... no, sapete parlare benissimo…
Le cialde… oppure uno che fa il caffè freddo che si chiama
Giamaica Caffè, sempre di Rossano, che il caffè sempre loro
comunque è…
E quindi?
E portava… i buoni di consegna li portavano loro…
Senta e quindi c’è un minimo di cinque chili però a qualcuno si
imponeva anche di più…
Sì, anche dieci chili…
Ho capito. Senta, ma quando è stato arrestato Gennarino ACRI il
gioco del caffè è continuato?
Sì, è continuato…
E chi l’ha preso il suo posto?
Pierino ACRI oppure questo della Giamaica Caffè che non mi
ricordo il nome. Che ormai, dopo che abbiamo fatto noi il giro, io e
Gennaro, fino a quando ci sono stato io c’ero io che giravo con loro,
poi se chiamavano potevano venire anche da soli come noi
andavamo là a portare il monouso senza chiamare più a loro.
…omissis…
Senta, invece sul caffè, faccio una domanda tornando indietro, il
prezzo del caffè era il prezzo anche dell’altro caffè o era un prezzo
superiore?
No, dell’altro caffè. Quando c’era qualcuno che si lamentava, dice:
“Guarda che io Lavazza me l’ha fatto dieci euro…” No che si
lamentava, dicevano: “Guà devo prendere il caffè da te da tredici io
la faccio dieci euro…”, faceva vedere la fattura. Anche loro, anche
ACRI faceva dieci euro il caffè pure a loro…
Invece a quelli che se lo sono pigliato tutto, l’ha fatto a tredici
euro?
Chi dieci, chi undici, chi dodici…
A seconda?
Sì.
Di che cosa? Della quantità e del venduto?
Sì.
189
P.M. dott. LUBERTO –
Un’altra cosa vorrei capire. Ma perché questi due Bar Rose Rose e
La Favola, mi ha detto, l’hanno preso interamente da ACRI?
ALFANO Carmine –
Per fare vedere che loro collaboravano, perché Rose Rose è di
STRAFACE…
P.M. dott. LUBERTO –
STRAFACE chi?
ALFANO Carmine –
Francesco…
P.M. dott. LUBERTO –
STRAFACE Francesco (incomprensibile)...
ALFANO Carmine –
No, quello che c’ha il cemento. Quindi c’è suo nipote, lui è vicino a
BARILLARI, quindi per fare vedere… perché prende anche lavori
su Rossano loro come strade, come cose, quindi…
P.M. dott. LUBERTO –
Tu mi dai una mano a me io ti do una mano a te…
ALFANO Carmine –
Sì, per fare vedere… Invece questo qua siccome…
P.M. dott. LUBERTO –
Questo qua sarebbe?
ALFANO Carmine –
La favola questo invece non l’aveva, quando siamo entrati noi con
la carta… perché come ha aperto non aveva caffè, aveva
torrefazione, poi è morto il proprietario e siamo subentrati noi…
P.M. dott. LUBERTO –
Senta e i proventi del caffè vanno tutti a Rossano?
ALFANO Carmine –
Tutti a Rossano sì…
P.M. dott. LUBERTO –
Voi non avete trattenuto niente?
ALFANO Carmine –
No, noi niente…
P.M. dott. LUBERTO –
Così come avete preso tutti i proventi della cartoplastica?
ALFANO Carmine –
Della monouso, sì…
…omissis…
Cosi ALFANO Carmine al P.M. in data 17/09/2007
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.12/B ALLA CNR DEL ROS)
In effetti, da accertamenti esperiti dai CC risulta che, nell’anno 2006, ACRI Gennaro
utilizzava una Opel Zafira targata CH822ZW, intestata allo stesso sino alla data del
19/12/200693.
Nel corso dell’interrogatorio del 10/1/2008, Alfano precisava che l’imposizione del caffè
Pellegrino, in Rossano, era iniziata nel 2006, ad opera dei due fratelli Acri, quando Acri
Nicola veniva scarcerato.
Nell’estate del 2006, ALFANO, insieme a Gennarino ACRI, iniziava ad imporre il caffè
Pellegrino a Corigliano e ad effettuare le consegne ai bar già compulsati dai fratelli ACRI
in Rossano.
Alfano spiegava che il caffè proveniva da Napoli ove ACRI Nicola aveva rapporti per via
delle importazioni di cocaina94 .
Quindi ALFANO accennava al fatto che il monopolio si era esteso a prodotti similari ed in
particolare alle c.d. cialde di caffè che venivano distribuite unitamente a delle c.d.
macchinette per la distribuzione automatica ed al caffè freddo. Delle prime di occupano
93
VEDASI CNR DELLA SEZIONE A.C. E OP/85 IN ALLEGATO N.11/B)
Che Acri Nicola, per il tramite di Galluzzi Salvatore avesse rapporti con la famiglia napoletana
Bevilacqua che assicurava le forniture di cocaina è un dato che si staglia dall’indagine ombra in
relazione alla quale si tratterà nel capitolo di questo provvedimento dedicato ai traffici di
stupefacente della cosca che occupa.
94
190
ACRI Pierino e CALAROTA Antonio ( fratello di CALAROTA Arianna che è la moglie di
ACRI Nicola) del secondo si occupava SAPIA Sergio.
Il n.30 è CALAROTA Antonio che è il cognato di Nicola ACRI. Questa persona avrebbe dovuto
avere un ruolo nell’imposizione del caffè. Per come ho già accennato, infatti, si erano create delle
mansioni per imporre il caffè: per il caffè torrefatto facevamo i giri io e Gennaro ACRI, ribadisco
che non c’è stato mai bisogni di nessun tipo di intimidazione in quanto i gestori degli esercizi
commerciali conoscevano sia me che Gennarino pertanto non facevano nessuna obiezione. L’affare
del caffè inizia dopo la scarcerazione di Nicola ACRI allorché questi aveva avuto occasione di
reperire in Napoli caffè torrefatto. I rapporti con i napoletani erano da molti anni attivi in relazione
agli stupefacenti. Nicola ACRI voleva intestare alla moglie un’attività per così dire “pulita”,
pertanto Nicola ACRI ha registrato il marchio Caffè Pellegrino. Nei primi mesi del 2006 il caffè
Pellegrino è stato imposto per tutta Rossano. A partire dal mese di maggio si raggiunge un
accordo fra Basilari e Nicola ACRI in forza del quale noi coriglianesi avremmo imposto a
Corigliano i prodotti di CARTOPLASTICA, mentre i rossanesi avrebbero imposto il caffè a
Corigliano. Proprio io venni incaricato di girare a Corigliano per imporre il caffè insieme a
Gennaro ACRI. Ricordo che facevamo il giro per i bar una volta alla settimana consegnando per lo
meno una confezione di caffè Pellegrino che non ricordo se era di 5 o 6 chili. Alcuni rivenditori
acquistavano più di una confezione ma ribadisco comunque dovevano prendere almeno una
confezione. Le uniche obiezioni che avemmo furono date dal fatto che i rivenditori lamentavano di
avere contratti di esclusiva con ditte diverse. In questo caso imponemmo loro comunque l’acquisto
del nostro caffè che “suggerimmo” di miscelare con il caffè per il quale avevano il contratto in
esclusiva. Invece in Rossano mi limitai a consegnare caffè ai bar che erano già stati
previamente compulsati dai due fratelli ACRI. Anche a Rossano passavamo una volta la
settimana. In questo modo tutti i bar di Rossano e Corigliano si rifornivano di caffè dalla ditta di
Nicola ACRI. CALAROTA Antonio, insieme a ACRI Pierino avrebbe dovuto imporre sia a
Rossano che a Corigliano le macchinette e le cialde di caffè. Invero, questo affare è stato
iniziato in precedenza rispetto al caffè torrefatto. Le machinette e le cialde venivano imposte a
diversi esercizi commerciali. Ho iniziato ad imporre le cialde e le relative macchinette a Corigliano
fra il 2003 ed il 2004. Mi pare che Nicola ACRI fosse ancora libero. Preciso che facevo “i giri” a
Corigliano con Pierino ACRI. Nel 2006 è iniziata l’imposizione anche del caffè freddo che
veniva distribuito da una ditta intestata a Sergio SAPIA. CALAROTA doveva imporre le
cialde e le macchine ma non ha mai espletato questo compito in quanto ACRI Nicola gli
rimproverava il fatto di essere un consumatore di cocaina per cui più volte lo ha picchiato.
Così ALFANO Carmine al P.M. in data 10/01/2008
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.27/A ALLA CNR DEL ROS)
Effettivamente ACRI Nicola veniva scarcerato dalla casa circondariale di Vibo Valentia il
21/2/2006 ove era rimasto detenuto dal 18/11/2002 al 21.02.200695.
In particolare, in data 18/11/2002, veniva attinto da O.C.C., spiccata dal Gip distrettuale, per i
fatti del p.p. noto alle cronache come operazione TAMBURO. Quest’ordinanza veniva revocata in
data 30/10/2004., ma Acri Nicola , in data 5/11/2002, veniva attinto da una nuova O.C.C. del GIP
catanzarese per i fatti della c.d. strage di Strongoli ed il 6/11/2002, veniva attinto da altra O.C.C.
per i fatti del processo ARBERIA. Quest’ultima O.C.C. veniva , in breve tempo, revocata per la
95
191
Le dichiarazioni di ALFANO hanno il crisma della costanza in quanto, sono state ribadite
nel corso dell’interrogatorio del 05/10/12 allorché ALFANO ha spiegato, nel dettaglio,
l’imposizione della c.d. cialde e i rapporti intercorrenti fra ACRI Nicola e SAPIA Sergio96
Ho già reso dichiarazioni in relazione all’imposizione del caffè e prodotti derivati. Voglio
ora fare qualche precisazione: La prima attività concerneva l’imposizione di quelle che io
chiamo cialde. Erano in realtà delle macchinette di caffè che venivano imposte in comodato
d’uso in modo tale da determinare la periodica fornitura di cialde. L’impresa che
distribuiva questo prodotto era intestata a Pierino ACRI, sebbene fosse stata “aperta” con
denaro di ACRI Nicola. Non conosco le ragioni per le quali ACRI Nicola ha scelto Pierino
ACRI come suo fiduciario. Non mi risulta che i due siano fra loro parenti. Conosco questi
particolari perché, fra il 2003 ed il 2004 ACRI Nicola, per il tramite del suo contabile
CONVERSO Luciano, chiese a me, in presenza di BARILARI Maurizio, di fargli il favore
di piazzare le cialde anche su Corigliano. Ricordo che abbiamo piazzato molte macchinette
per esempio ai concessionari di auto tra i quali ricordo la concessionaria Russo e quella
MONTALTO. Abbiamo effettuato queste imposizioni io e Pierino ACRI. Non ho
accompagnato Pierino ACRI presso tutti coloro ai quali si imponevano le cialde in quanto,
in qualche occasione, BARILARI Maurizio delegava qualche altro affiliato. Comunque
c’era sempre qualcuno tra noi coriglianesi ad accompagnare Pierino ACRI per imporre le
forniture di cialde. Le cialde venivano fornite in pachi contenenti 100 pezzi che venivano
portati da Pierino ACRI con cadenza periodica che cambiava a seconda della dimensione di
chi veniva rifornito. Ho partecipato, in taluni casi, alla riscossione del dovuto che in genere
veniva effettuata da Pierino ACRI. Le volte in cui ho assistito alla consegna ad ACRI del
denaro ho visto che si trattava di denaro contante senza la preventiva consegna di una
fattura. Inizialmente le cialde venivano imposte anche da CALAROTA Antonio, fratello di
CALAROTA Arianna che però non poteva agire da solo ma si limitava ad accompagnare
ACRI Pierino. Per come ho già riferito, all’incirca nel 2006, ACRI Nicola ha verificato che
CALAROTA Antonio consumava cocaina per cui lo ha estromesso dalla gestione della
distribuzione delle cialde. Per quanto concerne la PELLEGRINO caffè, oltre a quanto ho
già riferito posso precisare che, in molte occasioni, il caffè è stato imposto a Corigliano da
SAPIA Sergio che accompagnavo presso i bar e lidi balneari. SAPIA Sergio è molto legato
ad ACRI Nicola in quanto è fratello di SAPIA Antonio detto Claudio che è stato compare
d’anello di ACRI Nicola. Per come ho già detto, alla consegna del caffè veniva rilasciato un
buono, cioè un documento in doppia copia di nessun valore fiscale. Una copia rimaneva al
rifornito, l’altra rimaneva nelle mani di ACRI Gennarino o di SAPIA Sergio. La maggior
parte dei riforniti erano stati costretti a miscelare il caffè PELLEGRINO con quello che
avevano in precedenza. In questi casi le forniture di caffè PELLEGRINO erano in nero in
quanto i riforniti non potevano accettare fatture avendo un contratto di esclusiva con il
precedente fornitore. Evidentemente questo modo di fare era ben accetto alla famiglia
ACRI. Quando Gennarino ACRI è stato arrestato quale esecutore materiale dell’omicidio
di CONVERSO Luciano la gestione del caffè PELLEGRINO è stata completamente
demandata a SAPIA Sergio. Per come ho già detto, altro derivato del caffè era il c.d. caffè
mancata trasmissione dell’incarto ai Giudici del riesame, per i fatti della c.d. strage di Strongoli
Acri Nicola veniva assolto in primo grado e, conseguentemente, scarcerato in data 21/2/2006.
96 È appena il caso di precisare che non si tratta di un interrogatorio su temi nuovi ma solo una
specificazione di temi già affrontati tempestivamente.
192
freddo che, ribadisco, insieme a SAPIA Sergio, ho imposto ai bar ed ai lidi coriglianesi dopo
dell’imposizione del caffè “Pellegrino”. Posso aggiungere che SAPIA Sergio si occupava
della distribuzione del caffè freddo anche prima, in particolare, fra il 2003 ed il 2004,
quando mi recavo in Roma insieme a BARILARI Maurizio, ivi incontravo SAPIA Sergio e
lo stesso Maurizio BARILARI mi spiegava che SAPIA Sergio stava a Roma per piazzare
caffè freddo. Lo stesso Maurizio BARILARI mi spiegava che SAPIA Sergio era prestanome
di ACRI Nicola e che era riuscito ad entrare nel mercato di Roma per il tramite di zingari
stanziali a Roma con i quali ACRI Nicola aveva raggiunto accordi per il tramite degli
zingari cassanesi. In epoca più recente e comunque dopo la costituzione della Pellegrino
caffè, ho personalmente accompagnato SAPIA Sergio presso i bar e soprattutto presso i lidi
coriglianesi imponendo le forniture di caffè freddo. Per distribuire questo prodotto
occorreva piazzare una sorte di macchina che refrigera il prodotto e ne consente
l’erogazione all’avventore. Anche in questo caso nessuno ha osato resistere alle nostra
richieste anzi, coloro i quali erano riforniti da altre imprese interrompevano i rapporti con
le stesse e si rifornivano dalla Jamaican caffè. Per quanto concerne le forniture di caffè
freddo veniva fatturata solo una parte di quanto rifornito.
…omissis…
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.141/A ALLA CNR DEL ROS)
Dell’esistenza di un accordo criminale tra l’organizzazione rossanese e quella coriglianese,
ha riferito anche CURATO Vincenzo il quale ha raccontato di avere saputo da ACRI
Gennarino che ALFANO Carmine imponeva in Corigliano, insieme ad ALFANO il caffè
Pellegrino.
P.M. dott. LUBERTO –
CURATO Vincenzo –
P.M. dott. LUBERTO –
CURATO Vincenzo –
P.M. dott. LUBERTO –
CURATO Vincenzo –
P.M. dott. LUBERTO –
CURATO Vincenzo –
P.M. dott. LUBERTO –
CURATO Vincenzo –
P.M. dott. LUBERTO –
CURATO Vincenzo –
P.M. dott. LUBERTO –
CURATO Vincenzo –
P.M. dott. LUBERTO –
CURATO Vincenzo –
P.M. dott. LUBERTO –
CURATO Vincenzo –
P.M. dott. LUBERTO –
…omissis…
Senta, e questi prodotti venivano imposti?
Sì, venivano imposti sì.
In che modo?
In che modo? Che se li prendevano i… se li prendevano la maggior
parte tutti quelli che pagavano le estorsioni perché a Corigliano
l’estorsione la pagano tutti, in tutti i ristoranti che a Corigliano,
tranne Luigi AMIDA e qualcun altro la pagano tutti l’estorsione.
Chi è Luigi AMIDA?
E’ uno che c’ha il ristorante “Il Miramare”.
Perché non la paga?
Non la paga perché ha fatto arrestare all’epoca ad Antonio BRUNO.
E quindi si spaventano di questo…?
Si spaventano sì, di andare a prendere l’estorsione. E a Miele
neanche gli cercano l’estorsione perché all’epoca fece arrestare molte
persone.
Senta, lei sa se in qualche modo Carmine ALFANO è stato
collegato anche a gente di Rossano?
Sì, a Nicola ACRI.
Per quale cosa?
Per il fatto del caffè.
E quindi con chi aveva rapporti?
Lui? Con Gennarino?
Chi, Carmine ALFANO?
Carmine ALFANO aveva rapporti con il fratello di Nicola,
con Gennaro.
E facevano che cosa?
193
CURATO Vincenzo –
Vendevano il caffè, imponevano il caffè ai baristi della zona
che dovevano prendere il caffè da loro.
P.M. dott. LUBERTO –
Ho capito. Di quale zona?
CURATO Vincenzo –
Di Rossano e di Corigliano e delle zone limitrofe.
P.M. dott. LUBERTO –
Lei ha qualche episodio… Come fa a sapere questa cosa?
CURATO Vincenzo –
Perché con Eugenio MORRONE mi sono recato un giorno per la
sicurezza a Rossano – che dei documenti si facevano là tramite un
commercialista di Rossano c’hanno fatto fare… Gennarino ci ha
accompagnato là – e stavano aprendo questo negozio e mi disse
Gennarino che questo caffè doveva essere fornito a tutti i negozi e
ristoranti che noi eravamo a conoscenza che pagavano già
l’estorsione.
P.M. dott. LUBERTO –
E chi le fece il nome di Carmine ALFANO?
CURATO Vincenzo –
Come chi…?
P.M. dott. LUBERTO –
Chi le disse che era coinvolto anche Carmine ALFANO?
CURATO Vincenzo –
Ci sono stato anche con Carmine ALFANO a Rossano io.
P.M. dott. LUBERTO –
Da Gennarino?
CURATO Vincenzo –
Sempre da Gennarino per prendere situazioni di Maurizio
BARILLARI e…
P.M. dott. LUBERTO –
Che significa? Me le racconta queste cose? Lei ha detto: “sono stato
a Rossano da Gennarino ACRI insieme a Carmine ALFANO”. Per
fare che cosa?
CURATO Vincenzo –
Prima con Eugenio MORRONE sono stato e poi sono stato con
Carmine ALFANO perché doveva ritirare delle carte che servivano
sempre per la sicurezza e il parrucchiere che hanno aperto, il barbiere
che hanno aperto, lo hanno aperto giusto per copertura, perché
senno…
P.M. dott. LUBERTO –
Ma la sicurezza di che cosa? Quando lei dice che servivano carte per
la sicurezza, a che cosa si riferisce?
CURATO Vincenzo –
Sicurezza sarebbero quelli che… i bodyguard che usano in discoteca
se succede qualcosa lite, se succede qualche…
P.M. dott. LUBERTO –
E sappiamo che Maurizio BARILLARI gestisce una, diciamo così,
agenzia che assicura la sicurezza dei locali pubblici. Giusto?
CURATO Vincenzo –
Sì, ma è una estorsione, non è un…
P.M. dott. LUBERTO –
Ha già spiegato che è…
CURATO Vincenzo –
Non è una sicurezza.
P.M. dott. LUBERTO –
Ha già detto che l’hanno imposta questa cosa.
CURATO Vincenzo –
Sì.
P.M. dott. LUBERTO –
Vorrei capire, ma anche rispetto a questa agenzia che assicura la
sicurezza nei locali pubblici, è coinvolto il clan di Rossano?
CURATO Vincenzo –
Sì, è coinvolto anche il clan di Rossano, anche a Rossano hanno
questa sicurezza sì.
P.M. dott. LUBERTO –
Chi là gestisce?
CURATO Vincenzo –
La gestisce… il fratello di Nicola la gestiva, Gennarino, perché il
locale che si trova a Fabrizio, uno degli ultimi locali che si trova a
Fabrizio che ora non ricordo il nome, ci sono quelli di Rossano che
hanno la sicurezza, non ricordo il nome, non so se è quello di
Gattuso, non mi ricordo quale è.
…omissis…
Così CURATO Vincenzo al P.M. in data 13/09/2007
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N. 13/B ALLA CNR DEL
ROS)
194
Anche la collaboratrice di giustizia VALLONEARANCI Maria forniva particolari in ordine
all’imposizione del caffè ai bar di Rossano da parte del gruppo ACRI. Infatti, lavorava al
banco, in un bar di Rossano, e riceveva le confidenze della titolare che le riferiva di essere
stata costretta ad acquistare il caffè Pellegrino dai fratelli ACRI nonostante la miscela che
fornivano non fosse gradita ai suoi clienti.
Come ho già detto ACRI Nicola gestisce la torrefazione della propria famiglia. So che tutti
i bar di Rossano devono rifornirsi per forza del caffè "Pellegrino". Questo lo posso dire con
certezza perché personalmente ho lavorato presso un bar di Rossano sito in piazza Bologna di cui
non ricordo la denominazione, gestito, all'epoca, da OTRANTO Adele. Proprio quest'ultima mi
diceva che nonostante la clientela si lamentava del fatto che questo caffè fosse troppo forte e faceva
male allo stomaco, lei era comunque costretta a comprarlo perché imposto da ACRI Nicola. Ricordo
che questo caffè veniva scaricato da tale Sergio accompagnato da una ragazza di nazionalità
straniera.
…omissis…
Cosi VALLONEARANCI Maria al P.M. in data 08/09/2010
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N. 42/A ALLA CNR DEL
ROS)
VALLONEARANCI è molto più precisa nel corso dell’interrogatorio reso al P.M. in data
2.11.2012. Infatti, ha raccontato di avere lavorato, fra il 2006 ed il 2007, presso il bar
rossanese riconducibile a DE MARTINO Aldo e, nella seconda metà del 2007, presso il bar,
sempre sito in Rossano, di Adele OTRANTO ove apprendeva, dai rispettivi gestori,
dell’imposizione, da parte dei fratelli ACRI, del caffè freddo e caldo. I gestori venivano
privati di ogni potere di contrattazione perché, non solo dovevano accettare le forniture di
caffè Pellegrino, che acquistavano in nero e miscelavano a quello del grossista precedente,
ma dovevano limitarsi a pagare per forniture la cui tempistica e quantità era decisa dai due
fratelli ACRI. In definitiva: presso i bar si presentava SAPIA Sergio, consegnava quantità
non concordate di caffè freddo e caldo che poi i gestori dovevano pagare nelle mani dei
fratelli ACRI. Leggiamo un ampio stralcio del verbale di interrogatorio reso da
VALLONEARANCI
A.D.R.: ho già riferito, nel corso dei 180 giorni ,del fatto che la cosca ACRI controlla le forniture di
caffè torrefatto e prodotti similari in tutta Rossano e Mirto Crosia. Su richiesta di fornire ulteriori
precisazioni posso riferire che: il caffè PELLEGRINO è gestito dai fratelli Nicola e Gennarino
ACRI i quali lo hanno imposto a tutti i bar di Rossano. L’imposizione avviene sempre allo stesso
modo, non c’è bisogno di nessuna minaccia in quanto tutti hanno paura di ACRI Nicola e
del fratello Gennarino. A Rossano tutti conoscono questa situazione che mi è stata confidata, in
un primo momento, da MAGLIARELLA Vincenzo e Sergio ESPOSITO. Ma, per come ho già
riferito, ho verificato personalmente l’imposizione del caffè Pellegrino, sia presso il bar di DE
MARTINO Aldo, sia presso il bar di Adele OTRANTO. Per come accennavo sopra, ho lavorato
presso il bar di Aldo DE MARTINO, tra il 2006 ed il 2007, proprio nel periodo in cui iniziava la
distribuzione del caffè PELLEGRINO. Ricordo che, presso quel bar, si serviva il caffè “Mauro” del
quale vi era l’insegna affissa fuori e del quale presso il bar v’era la macchina. In altre parole: il bar
di DE MARTINO doveva servire ,in esclusiva, il caffè “Mauro”. Quando la PELLEGRINO Caffè
veniva costituita DE MARTINO, progressivamente, diminuiva gli acquisti di caffè “Mauro” ed
195
acquistava, in nero, il caffè Pellegrino che veniva miscelato insieme al “Mauro”. Insieme al caffè
torrefatto, presso questo bar, si vendeva il Jamaica caffè, cioè un caffè freddo che veniva distribuito,
unitamente a delle macchine che lo scecheravano. Anche il Jamaica caffè veniva imposto dai fratelli
ACRI. Secondo quanto avevo modo di verificare direttamente, e secondo quanto mi confidavano sia
Aldo DE MARTINO che la compagna Dina FERRARO, il caffè torrefatto ed il caffè freddo, veniva
portato presso il loro ba,r secondo tempi e quantità stabilite dalla famiglia ACRI. In definitiva,
passava SAPIA Sergio e consegnava il prodotto senza che fosse stato prima chiamato e
senza che i gestori del bar potessero obiettare alcunché. Poi, gli stessi gestori del bar si
recavano presso gli uffici della caffè “Pellegrino” per pagare il prodotto nelle mani della moglie di
ACRI Nicola. Naturalmente, sia DE MARTINO Aldo che FERRARO Dina, in più occasioni, mi
dicevano che i due fratelli ACRI imponevano il caffè torrefatto e freddo e che nessuno poteva osare
obiettare alcunché. Le forniture, ribadisco, venivano effettuate da SAPIA Sergio che solitamente era
accompagnato da una ragazza straniera della quale non conosco il nome. Nella seconda parte del
2007, per un paio di mesi, ho lavorato presso il bar di OTRANTO Adele ove potevo constatare,
rispetto alle forniture di caffè torrefatto e freddo, una situazione del tutto eguale. Anche Adele
OTRANTO aveva l’esclusivo con il caffè “Cokito”. Dopo la costituzione del caffè “Pellegrino”
miscelava il caffè Cokito con il caffè fornito da SAPIA Sergio in nero. Anche Adele OTRANTO
non poteva contrattare quantità e tempi delle forniture per come verificavo direttamente e per come
mi confidava, in più occasioni.
A.D.R.: Pino, gestore del bar in c.da Amarelli, al quale ho fatto sopra riferimento, mi confermava
che tutti in Rossano, dovevano rifornirsi di caffè torrefatto e caffè freddo dalla famiglia ACRI e mi
diceva che, grazie all’appoggio di Salvatore MORFO’ era rimasto indenne da questa imposizione
continuando a rifornirsi esclusivamente del caffè Illy. Pino mi faceva queste confidenze nello stesso
momento in cui mi riferiva dei suoi rapporti con Salvatore MORFO’ e dell’imposizione patita dalla
sorella che, ribadisco, gestisce una panetteria.. Per come ho potuto constatare direttamente, tutti i
bar , alcuni in nero, si riforniscono di caffè Pellegrino fra i pochi bar indenni da questa imposizione
v’è il caffè di tale FORMOSO che è sito nei pressi del carcere . Non so per quale ragione Formoso è
esente dall’imposizione che occupa. (Così VALLONEARANCI al P.M. in data 02/11/2012)
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N. 14/B ALLA CNR DEL ROS)
Anche da TEDESCO Fabio, convivente della collaboratrice VALLONEARANCI Maria, è
a conoscenza che il caffè PELLEGRINO veniva imposto ai bar di Rossano:
Inoltre voglio aggiungere che ACRI Nicola, in Rossano e dintorni, grazie alla propria attività
imprenditoriale riesce ad imporre ai vari commercianti del posto l'acquisto del caffè. Di questa
situazione ne ho parlato anche con la mia convivente che in passato ha anche lavorato presso un bar
la cui proprietaria era anche costretta ad acquistare il caffè "Pellegrino" (Così TEDESCO Fabio in
data 01/10/2010)
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.43/A ALLA CNR DEL ROS)
GALLINA Giuseppe ha riferito che, dopo l’arresto di ACRI Gennarino, per l’omicidio di
CONVERSO Luciano , la gestione della Pellegrino caffè veniva assunta direttamente da
ACRI Nicola che continuava ad imporre il caffè ai bar rossanesi
Inoltre attualmente, a seguito dell’arresto del fratello Gennarino, è impegnato nel commercio del
caffè, di cui non ricordo la marca, imposto a tutti i bar di Rossano i cui proprietari, conoscendo la
personalità di Acri, sono costretti all’acquisto. Ho avuto modo di notare diverse insegne
196
pubblicitare installate sulle pareti adiacenti ai bar, con il marchio “Pellegrino”.(Cosi GALLINA
Giuseppe al P.M. in data 28/07/2007).
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.157/A ALLA CNR DEL ROS)
Anche GALLINA rende eloquenti precisazioni in data 02.11.2012, riferendone le fonti e
spiegando che i baristi non potevano contrattare i tempi e le quantità delle forniture:
Relativamente all’iposizione del caffè nella zona di Rossano, posso affermare che era ACRI
Gennarino, fratello di Nicola che imponeva tra i commercianti di Rossano il caffè. Non ricordo
come si chiamasse il caffè, ma posso affermare che era di proprietà della famiglia ACRI.. Che il caffè
della famiglia ACRI veniva imposto nei bar di Rossano, preciso in tutti i bar di Rossano, mi è stato
riferito da ACRI Gennarino, MORELLO Carmine, FERRANTE Giuseppe detto Antonello il
Siciliano, ESPOSITO Sergio, CALABRO’ Giuseppe, GALLUZZI Salvatore. Le imposizioni erano
effettuate, per la maggior parte da ACRI Gennaro, al quale bastava presentarsi presso il bar e
chiedere che fossero riforniti dalla sua famiglia. Infatti ACRI Gennarino, era conosciuto da tutti
come il fratello di Nicola ACRI che fa paura a tutti. in quanto era il capo della criminalità
organizzata rossanese per volontà delle cosche di Cirò e di Cassano.
Per questa ragione ACRI Nicola era da tutti temuto e rispettato, di conseguenza il fratello, per
quanto mi risula non aveva bisogna di intimidire per imporre il caffè e prodotti derivati. ACRI
Gennaro, veniva comunque collaborato nella imposizione del caffè presso i bar dagli uomini più
vicini ad ACRI Nicola e cioè MORELLO Carmine, FERRANTE Giuseppe detto Antonello il
Siciliano, ESPOSITO Sergio, CALABRO’ Giuseppe, GALLUZZI Salvatore per come, queste
stesse persone mi hanno confidato. A Rossano tutti conoscono questa situazione che comunque mi
veniva riferita perchè tutti colori i quali lavoravano per Nicola ACRI avrebbero dovuto fare
presente agli stessi fratelli ACRI ed ai loro più stretti collaboratori se qualcuno, non rispettando
l’imposizione, si riforniva di caffè da altre aziende. Questo qualcuno sarebbe stato vittima di
rappreseglie.
A.D.R.: Ribadisco che non sono a conoscenza di azioni di intimidazione perpetrate al fine di
convincere i baristi a fornirsi del caffè della famiglia ACRI.
Secondo quanto mi ha riferito Gennaro ACRI e tutti coloro che sopra ho menzionato, i baristi non
solo dovevano rifornirsi del caffè torrefatto e caffè freddo della famiglia ACRI ma, dovevano farlo
secondo tempi, quantità imposti dagli stessi fratelli ACRI. In definitiva: i baristi dovevano subire le
forniture secondo quelle che erano non i loro bisogni ma le necessità dei fratelli ACRI che ribadisco,
quando decidevano, mandavano i lori emissari che portavano il caffè. Poi i baristi si presentavano
presso gli uffici dei fratelli ACRI per effettuare il pagamento.
A.D.R.:- Non ho mai sapouto chi materialemnte effettuava le consegne del caffè freddo e torrefatto.
…omissis…
Così GALLINA Giuseppe al P.M. in data 02/11/2012
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.15/B ALLA CNR DEL ROS)
Per come risulta dal contesto intercettivo, poco tempo prima delle cattura di ACRI Nicola,
nel corso del 2010, SAPIA Sergio riusciva ad estendere la distribuzione del caffè torrefatto
anche al nord. Il collaboratore OLIVERIO Francesco ha spiegato che Cataldo
197
MARINCOLA preposto al locale di Cirò, che trascorreva la latitanza insieme ad ACRI
Nicola, nel corso di un incontro a Legnano gli aveva chiesto di “aiutare” i rossanesi ad
imporre il caffè Pellegrino nella grande distribuzione di Milano.
In diverse occasioni ho incontrato ACRI NIcola insieme a Cataldo MARINCOLA. Gli incotnri
sono avvenuti nel corsi del 2007, allorchè sia MARINCOLA sia ACRI erano latitanti presso il
Villaggio Valtur di Isola Capo Rizzuto. In altri interrogatori avevo parlato di questi incontri, non
avevo menzionato ACRI Nicola limitandomi a dire che c’erano altre persone. La mancata citazione
di ACRI Nicola è dovuta al fatto che lo ritenevo di caratura criminale inferiore a Cataldo
MARINCOLA. ACRI NIcila era insieme durante la latitanza a Cataldo MARINCOLA perché era
una azionista vicino agli zingari ed in particolare a tale dentuzzo di Cassano. Mi riservo di
visionare le fotografie che l’Ufficio mi vorrà sottoporre, al fine di riconoscere e ricrodare le persone
che erano vicine ad ACRI Nicola e quali suoi collaboratori presero parte a questi incontri. Cataldo
MARIMCOLA teneva molto ad ACRI Nicola, questo affermo perché ricordo di una runione cui
parteciparono molte altre persone, fra le quali Vincenzo RISPOLI, tenutasi a Legnano,
MARINCOLA ed ACRI erano latitanti, tornavano dall’estero e si erano fermati a Milano. Nel
corso di questa riunione Cataldo MARICONLA e lo stesso Vincenzo RISPOLI mi chiesero se
potevo fornire appoggio alla ndrina di Rossano, quindi ad ACRI Nicola, per imporre anche al nord
Italia un caffè torrefatto, che ricordo essere denominato “Pellegrino” e servizi di vigilanza per
tramite di buttafuori che la cosca ACRI gestiva specie in territorio dell’Emila. Io naturalmente
avrei dovuto passare parola ai miei uomini dislocati al nord Italia perché a loro volta incontrassero
coloro che si occupavano per conto di Nicola ACRI di caffè e di buttafuori, affinchè venissero
imposti per l’appunto al nord Italia. Ho passato parola non so poi quale sia stata la sorte di questi
affari che non mi riguardavano direttamente. La riunione della quale stò parlando mi pare si sia
svolta nel periodo pasquale del 2008.
…omissis…
Cosi’ Oliverio Francesco al P.M. in data 17/11/2012)
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.16/B ALLA CNR DEL ROS)
Lo stesso OLIVERIO rende dichiarazioni più circostanziate in data 30/11/2012
precisando come e dove aveva conosciuto ACRI Nicola col quale entrava in contatto per
il tramite di Cataldo MARINCOLA :
Lo stesso dichiara: Intendo rispondere.
L’ufficio chiede al signor OLIVIERO specificazione rispetto a quanto già dichiarato
nell’interrogatorio del 17 novembre 2012 . La prima volta in cui ho sentito parlare di ACRI Nicola,
è stato, mi pare, nel mese di Aprile del 2007 e comunque qualche mese prima rispetto all’omicidio
di Cenzo PIRILLO. Io dimoravo presso un Hotel Ristorante denominato Presila, sito in Cerenzia,
avevo un appartamento al primo piano sopra il Bar. Questa struttura è gestita da una persona che
si chiama Antonio PARISI il cui figlio, che si chiama Rosario, mi diceva di andare al Ristorante
perché c’era qualcuno che mi doveva parlare. Preciso che il Ristorante quel giorno era chiuso al
pubblico e che comunque vi era una sala riservata. Rosario è un ragazzo sveglio, mi ha detto che
c’era Mariuzzo che è un affiliato alla cosca Greco di San Mauro Marchesato e che viveva nei pressi
di Torino, a Volpiano. Sapevo che Mariuzzo “teneva” latitanti Cirotani e fra questi Silvio FARAO
e Cataldo MARINCOLA pertanto, scendevo al bar, dopo circa un’ora, al fine di non fare capire che
ero già presso la struttura denominata Presila. Infatti, io stesso, in quel periodo, ero latitante per
198
cui non mi conveniva che si sapesse dove avevo gli appoggi. Arrivato al ristorante, trovavo Cataldo
MARINCOLA, Silvio FARAO, Tonino Rocca di San Mauro Marchesato, CARDELLI Pino di
Santa Severina , il già citato Mariuzzo, Luigi U RIZZO e due di Rossano. Capivo subito che i
latitanti erano stati spostati. Tonino ROCCA, CARDELLI Pino e Mariuzzo fanno parte della
medesima ndrina di San Mauro Marchesato, mentre Luigi U RIZZU è un contrasto onorato del
locale di Cirò. Non so se Luigi U Rizzi sia stato in epoca successiva rimpiazzato. Sulla base di
queste appartenenze capivo che i Rossanesi, insieme a Luigi U RIZZU avevano in qualche modo
spostato i due latitanti cioè o li avevano portati al PRESILA oppure li dovevano portare via dal
Presila. Non ho voluto capire ulteriori dettagli cioè non ho voluto sapere i dettagli degli
spostamenti dei due latitanti per ovvie ragioni di discrezione, infatti, mi sono allontanato per primo
una volta conclusi i discorsi proprio al fine di non vedere i due cirotani insieme a chi si
allontanavano. Cataldo MARINCOLA proprio in ragione della presenza dei due Rossanesi mi
spiegava quel’era la situazione nella zona di Rossano. Cataldo MARINCOLA è a capo del crimine
di Cirò che ha un potere di direzione rispetto ad una serie di locali tra i quali quello di Belvedere
Spinello a cui ero preposto io. Nel 2007, in Sibaritide era “rotto” il locale di Cassano cui erano stati
proposti dagli stessi Cirotani gli Zingari ed in particolare tale Dentino o Dentuzzo che mi pare si
chiami ABBRUZZESE Francesco. Il locale era rotto perché era in corso una faida che vedeva
contrapposti i FORASTEFANO agli Zingari a cui era legatissimo ACRI Nicola. Quest’ultimo, che
ribadisco non era presente in quell’occasione, mi veniva presentato da Cataldo MARINCOLA come
Capo Società, cioè Capo ndrina di Rossano e quale persona particolarmente abile come azionista.
Cataldo MARINCOLA era molto legato a Nicola ACRI e allo stesso dentino o dentuzzo perché li
aveva già utilizzati quali azionisti e diceva che la stessa cosa avevo potuto fare io ove ne avessi
avuto bisogno (Oliverio del 30 novembre del 2012).
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.17 ALLA RICHIESTA)
Il giorno dopo ha continuato il racconto: ha precisato che, dopo l’incontro di Legnano
dava incarico a Giuseppe PISCIONERI, che apparteneva alla locale di Pioltello, di imporre
il caffè Pellegrino nella grande distribuzione e che, successivamente incontrava più volte
SAPIA Sergio e SOMMARIO Francesco (che riconosce in foto), a Milano prima a Lorica
(CS) dopo, che “rappresentavano” la Pellegrino caffè.
L’ufficio chiede specificazioni in relazione all’incontro che il collaborante ha già riferito avere avuto
con ACRI Nicola, nel corso del 2008. Il collaboratore risponde: per come accennavo, nel periodo di
Pasqua del 2008, ricordo che avevano da poco ucciso Luca MEGNA, io ero a Rho,e venivi
contattato da Giuseppe PISCIONERI il quale parlava per conto di Enzo RISPOLI che è il capo
della locale di Legnano ed è nipote di Silvio FARAO. Giuseppe PISCIONERI mi diceva che mi
doveva incontrare lo zio per cui capivo che si riferiva a Silvio FARAO e Cataldo MARINCOLA e
mi mettevo a disposizione. Mi conducevano in un cantiere di Legnano, preciso nei dintorni di
Legnano. Io arrivavo per primo e mi mettevo vicini ad una finestra per scorgere il sopraggiungere
di Silvio FARAO e Cataldo MARINCOLA. Per prima arrivava un’autovettura con a bordo
persone che non conoscevo, probabilmente si trattava della staffetta, preciso che conoscevo quei
ragazzi di vista quali uomini di Enzo RISPOLI. Poi, sopraggiungeva Silvio FARAO a bordo di
un’auto guidata da Filippelli NiCODEMO. Dopo pochissimo una terza auto guidata da Luigi
MANCUSO con a bordo Cataldo MARINCOLA e Nicola ACRI. Mi sono appartato con Cataldo
MARINCOLA Silvio FARAO , Nicola ACRI ed ENZO RISPOLI che era arrivato al cantiere,
ancora dopo Nicola ACRI e Cataldo MARINCOLA accompagnato da Emanuele il Palermitano.
Cataldo MARINCOLA, Silvio FARAO e Nicola ACRI erano latitanti e stavano tornando
199
dall’estero. L’incontro era dovuto alla necessità di chiarire una situazione che si stava verificato nel
Comune di Santa Severina, in particolare: c’erano le lamentele di Pino CARDELLA in quanto un
mio cugino che si chiamava Tommaso MISIANO (che è stato ucciso) estorceva ad alcune ditte due
o tre mila euro al mese. Pertanto, quelli di Santa Severina, sentendosi scavalcati si erano rivolti a
Silvio FARAO e Cataldo MARINCOLA. Io non volevo discussioni per importi così modici
pertanto dicevo che avrei fatto rispettare la ndrina di Santa Severina e aggiungevo che avevo già
rassicurato Pino CARDELLA. Chiuso il discorso relativo a Santa Severina, Cataldo
MARINCOLA mi diceva che dovevo favorire Nicola ACRI il quale aveva una impresa denominata
Pellegrino che distribuiva Caffè Torrefatto. In definitiva: Cataldo MARINCOLA mi stava
chiedendo di favorire la distribuzione di questo caffè in Lombardia. Naturalmente, accettavo, ne
parlavo con Enzo RISPOLI con il quale convenivo della possibilità di affidare questa responsabilità
a Giuseppe PISCIONERI che appartiene al locale di PIOLTELLO. Infatti, PISCIONERI aveva dei
bar e dei ristoranti e comunque poteva intervenire nella grande distribuzione chiedendo di
commercializzare il caffè PELLEGRINO. In più occasioni, successivamente, parlando con
Giuseppe PISCIONERI ho avuto modo di verificare che si stava impegnando per come gli era stato
chiesto, nel favorire la distribuzione del caffè PELLEGRINO.
Conosco le persone effigiata al n. 5 e al n. 7 quali uomini di Nicola ACRI che per conto di
quest’ultimo si interessavano di imporre il caffè torrefatto. Mi ricordo di queste persone perché le ho
incontrate in due occasioni: una prima volta, nel milanese, insieme a Giuseppe PISCIONERI che li
stava “aiutando” , secondo quanto gli avevo chiesto nella distribuzione del caffè Pellegrino. Non
ricordo con precisione l’epoca di questo prima incontro. Ricordo invece che, una seconda occasione,
alla fine del 2010 ho incontrato queste medesime persone in Lorica . Io ero latitante me lì ripresentò
tale Sergio contrasto onorato della ndrina di San Giovanni in Fiore, gestore della Multiproprietà di
Lorica. Ricordo che ho detto a Sergio di aver già incontrato queste due persone che anche in quella
occasione erano interessate a distribuire il caffè ( così Oliverio al P.M. il primo dicembre del 2012)
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N. 17/B ALLA CNR DEL ROS)
Le dichiarazioni degli agenti delle imprese concorrenti e dei titolari degli esercizi
commerciali riforniti .
Le dichiarazioni dei collaboratori trovano riscontro in alcune s.i.t. rese ai C.C. della
Compagnia di Rossano che, fra il 2006 ed il 2007, con l’avvento della Pellegrino caffè
avevano avviato un’indagine sospettando che il caffè torrefatto venisse imposto dai
fratelli ACRI.
In data 27/12/2006, FILIPPELLI Giuseppe, il quale gestisce un bar che non si riforniva di
Pellegrino caffè, subiva, in via Papa Urbano del comune di Rossano, l’incendio della
propria Lancia Thesis, targata BP020NW. Il denunciante riferiva che, presso il suo
esercizio commerciale, in distinte occasioni, si erano presentati a consumare del caffè, i
germani ACRI Nicola e ACRI Gennarino, specificava di non ricevere forniture di caffè
Pellegrino che non gli era stato “offerto”, naturalmente non sapeva spiegarsi
l’intimidazione97.
97
(VEDASI NOTA NR. 114 /188 – 5 DATATA 18/01/2007 DELLA COMPAGNIA CC DI ROSSANO
ALLEGATO N. 18/B ALLA CNR DEL ROS)
200
Alcuni gestori di bar ammettevano che, con l’avvento della Pellegrino caffè, su richiesta
dei fratelli ACRI, avevano risolto, il contratto per la fornitura di caffè torrefatto
rifornendosi dalla Pellegrino caffè o comunque miscelavano il caffè Pellegrino con quello
che utilizzavano in precedenza, così trasgredendo al contratto di esclusiva.
Il 31/12/2006, veniva escusso LABONIA Giuseppe, titolare del bar “Fenix” di Rossano
(CS), il quale riferiva che, dall’inizio della sua attività, ovvero da agosto 2006, aveva
utilizzato il caffè marca “Lavazza”, acquistato da una società di Cosenza e, che, dopo un
mese, a seguito della richiesta pervenutagli personalmente da ACRI Gennaro, decideva
di acquistare anche il caffè “Pellegrino”, miscelandolo, al venti per cento, con il caffè
“Lavazza”. Riferiva di conoscere ACRI Nicola, fratello di Gennarino, poiché persona che ha
problemi con la legge che, talvolta, si era recato presso il suo bar. Concludeva dicendo di
non essere costretto ad acquistare il loro caffè poiché nipote del noto pregiudicato MORFÒ
Salvatore, ammettendo, quindi, sostanzialmente, che gli altri operatori commerciali erano
costretti ad acquistarlo98.
Il 03/01/2007 veniva escusso LUZZI Francesco, titolare del bar “Coffee Time” sito in
Rossano (CS), il quale riferiva che, dall’inizio della sua attività, ovvero da gennaio 2005,
aveva sempre utilizzato il caffè marca “Barbera” e che, negli ultimi sette mesi, in seguito
della richiesta pervenutagli, personalmente, da ACRI Gennarino, decideva di acquistare
il caffè marca “Pellegrino” risolvendo il contratto con il caffè “Barbera”. Aggiungeva che,
dietro sua richiesta, aveva fatto installare una insegna luminosa con la scritta “Caffè
Pellegrino”. Riferiva di conoscere ACRI Nicola soggetto che ha problemi con la legge, che
talvolta si era recato presso il suo bar99.
Il 04/01/2007 veniva escusso ZITO Francesco, titolare del bar “American bar” di Rossano
(CS), il quale riferiva che, dall’inizio della sua attività, ovvero dall’anno 1978, aveva
sempre utilizzato il caffè marca “Sesso” e che, da circa due mesi, a seguito della richiesta
pervenutagli da ACRI Gennarino, decideva di acquistare il caffè marca “Pellegrino”
risolvendo il contratto con il caffè “Sesso. Aggiungeva che aveva fatto installare una
insegna luminosa con la scritta “Caffè Pellegrino”. Riferiva di conoscere ACRI Nicola
quale soggetto che ha problemi con la legge, per come apprendeva dalla stampa100 .
Il 18/01/2007, veniva escusso RUFFO Antonio, titolare del bar ubicato nell’area di
servizio della Tamoil di Rossano scalo, il quale riferiva che, da sette anni, utilizzava il
caffè “Aiello” e che, da maggio – giugno 2006, a seguito della richiesta pervenutagli da
98
(VEDASI NOTA NR. 114 /188 – 5 DATATA 18/01/2007 DELLA COMPAGNIA CC DI ROSSANO
ALLEGATO N. 18/B ALLA CNR DEL ROS)
99
(VEDASI NOTA NR. 114 /188 – 5 DATATA 18/01/2007 DELLA COMPAGNIA CC DI ROSSANO
ALLEGATO N. 18/B ALLA CNR DEL ROS)
100
(VEDASI NOTA NR. 114 /188 – 5 DATATA 18/01/2007 DELLA COMPAGNIA CC DI ROSSANO
ALLEGATO N. 18/B ALLA CNR DEL ROS)
201
ACRI Gennarino, decideva di acquistare il caffè marca “Pellegrino” risolvendo il
contratto con il caffè “Aiello”. Riferiva di conoscere ACRI Nicola quale suo cliente nonché
soggetto che ha problemi con la legge, per averlo appreso dai giornali101.
Il 16/10/2009, veniva escusso ALOE Giovanni, gestore dell’acquapark di Rossano (CS) il
quale asseriva che, in Rossano (CS), vi è il monopolio ndraghetistico della famiglia Acri per
quanto concerne la distribuzione del caffè torrefatto e riportava quanto appreso da LE
FOSSE LUIGI, rappresentante, per Rossano, della nota marca di caffè “AIELLO”, il quale
era stato costretto ad abbandonare la piazza di Rossano dopo avere subito una subdola
intimidazione .
Insieme alla mia famiglia, gestisco l’acqua park in Rossano, all’incirca cinque anni fa mio suocero
ha subito un rapimento a scopo estorsivo, degli uomini armati e travisati lo hanno ammanettato e
sequestrato, spinto in un’auto e poi abbandonato per strada. Tornato a casa mio suocero, abbiamo
ricevuto una telefonata con richiesta di danaro. Abbiamo informato i poliziotti del Commissariato
di Rossano che hanno predisposto un servizio per addivenire alla consegna controllata del riscatto
che non ha avuto esito in quanto abbiamo ricevuto una telefonata con cui un anonimo ci diceva che
si erano accorti della presenza dei poliziotti presso il luogo convenuto per la consegna del danaro.
Da allora tutti i membri della mia famiglia sono scortati da guardie del corpo che abbiamo
ingaggiato. Da qualche tempo a questa parte sto notando di essere costantemente
pedinato da ESPOSITO Sergio, il quale è sempre in compagnia di SOMMARIO
Francesco alias “Nino D’Angelo” e di SAPIA Antonio Claudio. Prima della latitanza il
SAPIA Antonio Claudio lo notavo anche con ACRI Nicola Un paio di anni fa ESPOSITO Sergio
mi ha fermato per strada e mi ha detto che era inutile farmi scortare in quanto loro mi avrebbero
preso quanto avrebbero voluto. In Rossano tutti sanno, me compreso, che la famiglia ACRI
controlla ‘ndranghetisticamente il settore della distribuzione di caffè torrefatto per il
tramite della Pellegrino Caffè, il cui prodotto viene imposto a tutti i bar di Rossano.
Circa quattro anni fa ho ricevuto lo sfogo di tale LE FOSSE Luigi che era il
rappresentante del caffè Aiello dal quale mi rifornivo di caffè per il chiosco bar
dell’acquapark, il quale mi spiegava che oramai in Rossano non si poteva più vendere il
caffè liberamente per l’ingerenza nel settore della famiglia ACRI. LE FOSSE era
sconsolato, aveva deciso di smettere di fare il rappresentante per l’Aiello in Rossano in
quanto temeva per la propria personale incolumità e mi raccontava, ancora, del fatto che
aveva ricevuto un sinistro avvertimento rinvenendo la propria auto con il cofano aperto.
Prima della latitanza di ACRI Nicola ed in particolare nella prima fiera di Rossano, lo
vidi all’interno dello stand pubblicitario del caffè pellegrino ed inoltre la sorveglianza
dell’intera fiera era devoluta all’agenzia di buttafuori di ACRI Gennarino.
(VEDASI VERBALE DI SIT IN ALLEGATO N. 19/B ALLA CNR DEL ROS)
Sulla scorta delle dichiarazioni di ALOE, il 28/6/2011, veniva escusso LE FOSSE il quale
non poteva che confermare che, con l’avvento della Pellegrino caffè, le altre imprese che
distribuivano caffè torrefatto avevano, di fatto, abbandonato il territorio rossanese :
… OMISSIS…
101
(VEDASI NOTA NR. 114 /188 – 5 DATATA 18/01/2007 DELLA COMPAGNIA CC DI ROSSANO
ALLEGATO N. 18/B ALLA CNR DEL ROS) 202
Dal dicembre 1995 al 2007 ho collaborato con la ditta AIELLO Caffè di Cosenza. Le mie mansioni
erano quelle di piazzista di zona. In pratica mi occupavo di rifornire i bar della zona di Cariati,
Corigliano compreso Rossano ed i paesi interni quali Terravecchia, Mandaroticcio, Campana,
Longobucco, Bocchigliero e Cropalati ecc. Successivamente dal 2007 al 2008 per circa un anno ho
fatto il rappresentante della ditta UNIFIX che tratta ferramenta e materiale edile. Personalmente
rifornivo la zona tirrenica cosentina, Paola, Tortora ecc. e parte dell’interland cosentino.
Nel periodo che ho lavorato per la ditta AIELLO fornivo pochi bar di Rossano circa una cinquanta
clienti su tutta la zona.
A.D.R.: La ditta di caffè che aveva più clienti in Rossano sia come numero, sia come capacità
imprenditoriale era la ditta “CAFFE’ BARBERA” con sede in Cosenza, oggi denominata
“GAMBILONGO”. Vi erano poi altre società minori che vendevano caffè quali la “KOKITO” di
Trebisacce e la ditta “GUGLIELMO” concessionario di Mandatoriccio. Ricordo infine la ditta
“SEGAFREDO” concessionario di Villapiana che forniva sempre la zona di Rossano.
A.D.R.: Con la nascita della nuova società di Rossano la “PELLEGRINO CAFFE’” molti clienti
sia miei sia delle predette società hanno iniziato a rifornirsi presso la “PELLEGRINO CAFFE’”.
Alcuni bar quindi inizialmente usavano due marche di caffè sia la “PELLEGRINO”, sia
ad esempio “LA BARBERA”, oppure prendevano sia il caffè “PELLEGRINO” sia il caffè
“KOKITO”.
A.D.R.: Conosco chi inizialmente ha fatto il gestore nonchè rappresentante della “PELLEGRINO
CAFFE’”. Trattasi di tale SAPIA Sergio detto “Salamino”, con il quale molto tempo fa ho gestito
un bar stagionale nella zona di Rossano marina.
A.D.R.: Era di dominio pubblico che la proprietà del CAFFE’ PELLEGRINO era della famiglia
ACRI, Nicola e Gennaro.
A.D.R.: Per quanto attiene il mio lavoro di piazzista per conto del caffè AIELLO sull’area di
Rossano non ho mai ricevuto nessun tipo di minacce.
A.D.R.: A seguito della diminuzione dei bar che fornivo nella zona di Rossano ed in conseguenza
del fatto che il mercato del caffè era diventato “saturo” ho deciso di trovare altro lavoro infatti nel
settembre 2009 ho preso la licenza di noleggio con conducente ed attualmente la mia attività
primaria è appunto quella di noleggio con conducente.
(VEDASI VERBALE DI SIT IN ALLEGATO N.20/B ALLA CNR DEL ROS)
In data 18/07/2011 il sig. ARCANGELO Francesco, agente commerciale dell’azienda di
produzione e distribuzione di caffè denominata “GUGLIELMO” riferiva che non aveva
molti clienti a Rossano e produceva alla P.G. un prospetto dell’andamento delle vendite.
Dai dati forniti si poteva evincere una flessione delle vendite, a partire dal 2006, anno in
cui faceva il suo ingresso sul mercato la “PELLEGRINO Caffè”:
Sono concessionario della ditta di torrefazione e distribuzione di caffè denominata “Guglielmo
caffè” che ha sede a Copanello di Stalettì (CZ). Io sono titolare di un’azienda di distribuzione
denominata “Arca Distribuzione S.a.s.” con sede in Mandatoriccio (CS). Personalmente collaboro
con la ditta “Guglielmo” dal 1976. Attualmente distribuisco il “Guglielmo Caffè” su tutta la fascia
ionica cosentina e più precisamente dai comuni di Villapiana fino a quello di Rocca di Neto.
Serviamo anche diversi paesi ubicati nell’area interna come San Giovanni in Fiore (CS),
Longobucco, Paludi, Caloveto ed altri. I contratti che ci legano ai vari bar da noi forniti si
differenziano in base alla quantità di caffè che gli forniamo. Se il consumo di caffè del bar si attesta
su circa 30 chili di caffè al mese siamo in grado, come distributori, di fornire in comodato d’uso
203
anche la macchina di caffè e il macinino. Capita spesso che ci sono bar che superano questo
consumo, arrivando anche a 40 chili al mese, ma anche bar che nonostante gli venga data in
comodato la macchinetta non riescono ad arrivare al consumo richiesto. Se non si arriva al
consumo richiesto tecnicamente dovremmo procedere al ritiro della macchina data in comodato ma,
il più delle volte, aspettiamo e lasciamo la macchina al barista sperando in futuri migliori consumi.
Nella cittadina di Rossano forniamo pochi bar, circa una decina, anche se solo tre o quattro
consumano quantità di caffè rilevanti. Alcuni sono bar che aprono solo d’estate o degli hotel che
hanno una distribuzione quasi irrilevante. Per la “Guglielmo caffè” la piazza rossanese è stata
sempre difficile per la presenza di altre aziende che curano la distribuzione nei vari bar. Possiamo
contare su una clientela migliore nei comuni di Pietrapaola, Mandatoriccio, Calopezzati ed altri
sulla costa.
A.D.R.: quando sottoscriviamo un contratto con un bar abbiamo con lo stesso un’esclusiva nella
vendita del caffè anche perché lo riforniamo di varia oggettistica e in alcuni casi di insegna
personalizzata della ditta “Guglielmo”, naturalmente non siamo in grado di poter verificare se il
barista di turno mischia il mostro caffè con altre miscele.
Vi fornisco un elenco dettagliato dei bar forniti dall’azienda “Guglielmo” dal 2005 ad oggi nei
quali sono elencati anche i consumi, distinti per voce e per anno, del caffè “Guglielmo”.
A.D.R.: Non abbiamo mai subito minacce o atti intimidatori collegabili all’attività della nostra
azienda di distribuzione di caffè.
A.D.R.: Quando un bar è distribuito da altre aziende di caffè evitiamo di andare a proporre il
nostro per evitare una spiacevole concorrenza. I pochi bar che abbiamo nel comune di Rossano sono
stati acquisiti tramite presentazione di amici o comunque perché parenti di clienti precedenti. Da
circa un anno però vi è un ispettore dipendente diretto della ditta “Guglielmo” che svolge attività
di rappresentanza in tutta la provincia di Cosenza e anche nella zona di Rossano. Dal suo arrivo
però la mia azienda di distribuzione non ha avuto incrementi di vendite.
OMISSIS
(VEDASI VERBALE DI SOMMARIE INFORMAZIONI RESE DA ARCANGELO
Francesco IN ALLEGATO N. 21/B ALLA CNR DEL ROS)
Si riporta qui di seguito un grafico relativo alle vendite del caffè GUGLIELMO suddiviso
per anni e quantità di prodotto distribuito nell’area Rossanese:
204
In data 29/09/2012, veniva escusso il sig. GAMBILONGO Ugo, nato a Cosenza il
06/03/1957, altro produttore e distributore di caffè” il quale riferiva che, a partire dal
2005, a causa della concorrenza di un’azienda locale, nel comune di Rossano, aveva perso
oltre il 40% della clientela.
Commercializzo caffè da oltre 30 anni. Sono in particolare distributore dei marchi “BARBERA
CAFFE’” e dal 2008 anche di un marchio di caffè creato con il mio cognome “GAMBILONGO”.
205
La sede ed il deposito della mia azienda si trova a Rende nella zona industriale di c.da Lecco. Come
area di distribuzione vendo i miei prodotti in tutta la provincia di Cosenza. Distribuisco i citati
marchi di caffè anche nella cittadina di Rossano e comuni a questa vicini. La mia azienda ha in
Rossano clienti storici che fornivamo da decenni, alcuni dei quali sono ancora nostri clienti.
A.D.R.: Posso affermare che dal 2005 circa in avanti abbiamo perso una buona fetta di clientela a
causa dell’avvento di aziende concorrenti. Dal 2005 ad oggi ho perso circa un 40% di clientela.
A.D.R.: Sono stato sempre io personalmente a vendere e rifornire materialmente i miei clienti su
Rossano. Lo faccio ancora oggi.
A.D.R.: I clienti che ho perso mi riferivano che si erano rivolti ad altro distributore di caffè di
Rossano che era da poco nato in quel territorio. Naturalmente non potevo che prendere atto di tale
situazione perdendo il cliente.
A.D.R.: Ho notato, perché ho visto molte insegne davanti i bar di Rossano, che aveva preso piede
un’azienda che si chiama “Pellegrino caffè”.
A.D.R.: Alcuni dei bar che rifornivo invece, per determinati periodi, hanno avuto un calo di
acquisto di caffè in termini di quantità media annua. Mi riservo comunque di consegnarvi un
promemoria contenente il volume d’affari, suddiviso per anni della mia azienda nel comprensorio
rossanese in maniera tale da darvi un dato oggettivo e più preciso.
A.D.R.: Non ho mai ricevuto minacce ne sono stato vittima di atti intimidatori.
A.D.R.: Non ho null’altro da aggiungere.(VEDASI VERBALE DI SOMMARIE
INFORMAZIONI RESE DA GAMBILONGO UGO IN ALLEGATO N. 22/B ALLA CNR
DEL ROS)
Si riporta qui di seguito un grafico relativo alle vendite del caffè GAMBILONGO
suddiviso per anni e quantità di prodotto distribuito nell’area Rossanese:
206
In data 02/10/2012, veniva escusso il sig. TIROTTA Francesco, agente della “Segafredo –
Zanetti” il quale riferiva che, con l’avvento della “Pellegrino caffè”, aveva perso,
progressivamente, i suoi clienti fino, addirittura, a non averne neanche uno negli anni
2008 e 2009. Il sig. TIROTTA tentava di tamponare tali perdite di clientela sostituendo il
proprio rappresentante commerciale in zona Rossano con uno più capace, ma anche la
sostituzione non sortiva alcun effetto a causa della forte presenza del caffè “Pellegrino”
che stava monopolizzando il mercato della distribuzione del caffè:
“Sono l’agente generale della ditta “Segafredo - Zanetti” per tutta la Calabria. Sono agente di
quest’azienda da circa 30 anni. Il mio è un rapporto di collaborazione con la ditta “Segafredo” che
come detto dura da decenni. Io ho il compito di coordinare i singoli rappresentanti della Calabria
nonché seguire direttamente la grande distribuzione, e quindi gli ipermercati e catene alimentari,
nonché gestisco un deposito ed un’agenzia sul territorio di Villapiana.---//.
A.D.R.: Tra le aree da me rifornite c’è anche quella di Rossano e comuni limitrofi. Rifornisco di
caffè i bar del comune di Rossano dal 1985. Avevamo diversi clienti in quella zona che si sono
ridotti considerevolmente nel corso degli anni. In particolare abbiamo registrato una progressiva
flessione delle vendite di caffè dal 2005 circa in avanti. Su quell’area geografica avevo un
rappresentante che si chiama LUZZI Annunziato che lavora con me sin dagli anni 80. Visto che,
come precedentemente detto, dal 2005 in avanti avevo perso buona parte dei clienti “Segafredo” su
Rossano decisi di cambiare rappresentante inserendo il sig. PERRONE Domenico, che è di
Villapiana, e che già serviva altre aree della provincia di Cosenza. Anche quest’ultimo non portava
buoni risultati tanto che attualmente su Rossano abbiamo, se non ricordo male, tre clienti. Ho
chiesto ai miei due rappresentanti le ragioni non solo della non crescita della vendita del caffè
sull’area di Rossano (CS) ma addirittura della perdita di clienti. Entrambe mi spiegavano che in
quel comune, i nostri clienti si erano rivolti ad un’azienda locale che si chiama “Pellegrino caffè”
che era diventata il leader della zona. Molti sono infatti i bar che espongono l’insegna “pellegrino
Caffè” e vendono questo marchio. ---//.
207
A.D.R.: Prima del 2005 avevamo dai 10 ai 15 clienti tra i bar di Rossano che, come detto, si sono
ridotti ad un paio soltanto. Abbiamo notato che mentre alcuni sospendevano drasticamente le
forniture del nostro caffè rivolgendosi ad altre ditte, altri hanno lo hanno fatto gradualmente
ordinando e consumando sempre meno caffè. ---//.
A.D.R.: Nonostante abbiamo cercato di incentivare i nostri clienti all’acquisto del caffè “Segafredo”
con pacchetti promozionali abbiamo trovato quasi sempre, per così dire, le porte chiuse. I nostri
clienti si erano infatti ormai spostati su altri fornitori e non ci davano la possibilità di entrare nel
mercato rossanese. Tale situazione ci ha portato ad abbandonare la cittadina di Rossano poiché per
noi poco produttiva dal punto di vista commerciale. ---//.
A.D.R.: Non ho mai ricevuto minacce ne sono stato vittima di atti intimidatori e lo stesso, per
quanto di mia conoscenza vale per i due rappresentanti che ho prima citato.---//.
A.D.R.: Mi riservo di consegnarvi la documentazione fiscale relativa alla vendita del caffè
“Segafredo” nell’area di Rossano in modo da essere più preciso nei dati che vi ho prima
sommariamente fornito. ---//.
… OMISSIS …
(VEDASI VERBALE DI SOMMARIE INFORMAZIONI RESE DA TIROTTA FRANCESCO
IN ALLEGATO N.23/B ALLA CNR DEL ROS)
Si riporta qui di seguito un grafico relativo alle vendite del caffè “Segafredo – Zanetti”
suddiviso per anni e quantità di prodotto distribuito:
Numero c lienti S eg afredo
10
9
8
7
6
5
C L IE NTI
4
3
2
1
0
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
208
Quantità c affè venduto es pres s o in Kg 140
120
100
80
KG 60
40
20
0
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
In data 02/10/2012, veniva escusso anche il rappresentante dell’azienda di produzione e
distribuzione del caffè “Cokito” che riferiva alla P.G. di non aver subito flessioni nella
vendita del caffè nell’area rossanese. Un’analisi della documentazione prodotta, invece,
documenta come, dal 2005 e sino all’anno 2009, sulla piazza rossanese, la vendita del caffè
“Cokito” subiva una diminuzione sia in termini di numero di clienti che in chilogrammi
di prodotto distribuito.
… OMISSIS …
Svolgo la funzione di agente di commercio ed addetto alle vendite dell’azienda “COKITO s.r.l.” che
è un torrefazione che produce e distribuisce caffè in Calabria, Basilicata e Puglia e che ha sede e
stabilimento di produzione in Trebisacce (CS). Sono dipendente di quest’azienda dal 1999 ed ho
sempre curato l’aspetto relativo alla vendita e rifornimento del caffè ai clienti finali. Dal 2007, e
cioè dalla morte del fondatore dell’azienda sig. ANGIULI Domenico, ho intensificato l’attività della
“COKITO s.r.l.” coadiuvando la vedova, sig.ra MANNA Marisa, in tutte le attività lavorative.
A.D.R.: Il nostro mercato si rivolge quasi esclusivamente ai bar mentre riforniamo molto raramente
qualche piccolo supermercato.
A.D.R.: Come mercato di vendita e rifornimento di caffè ai bar abbiamo anche la zona di Rossano e
comuni limitrofi. Attualmente rifornisco circa una decina di bar ed esercizi commerciali dediti alla
somministrazione di caffè che sono clienti da più di dieci anni.
A.D.R.: Riguardo il mercato del nostro caffè, su Rossano, lo stesso è rimasto pressoché invariato nel
corso degli anni. Abbiamo cioè lo stesso numero di bar che avevamo da oltre 10 anni, ad eccezione
di qualche bar che ha chiuso l’attività.
209
A.D.R.: Riguardo il mercato del caffè su Rossano ho potuto constatare, guardando le insegne
davanti ai bar, che tra le aziende più presenti e vendute in quella cittadina vi è la “Pellegrino
caffè”.
A.D.R.: Riguardo la mia attività di rappresentante di caffè su Rossano non ho mai ricevuto
minacce o atti intimidatori.
… OMISSIS …
(VEDASI VERBALE DI SOMMARIE INFORMAZIONI RESE DA SANTAGATA
DOMENICO IN ALLEGATO N.24/B ALLA CNR DEL ROS)
Si riporta qui di seguito un grafico relativo alle vendite del caffè “Cokito” suddiviso per
anni
e
quantità
di
prodotto
distribuito
nell’area
Rossanese
:
Numero c lienti C okito
20
18
16
14
12
10
C L IE NTI
8
6
4
2
0
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
210
Quantità c affè venduto es pres s o in K g 4500
4000
3500
3000
2500
KG 2000
1500
1000
500
0
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
In data 29/09/2012, i CC della Sezione A.C. di Catanzaro escutevano GIORNO Massimo,
73, agente distributore dei merchi “Hag” e “Splendid”, per i territori delle provincie di
Catanzaro, Cosenza e Crotone. GIORNO Massimo specificava di essere presente sul
mercato rossanese quale grossista di prodotti alimentari anche per i bar. Tra i prodotti
distribuiti vi è il caffè decaffeinato HAG che viene consegnato sia direttamente sia per il
tramite della “Pellegrino caffè”. Giorno ha dichiarato che “l’apparentamento”
commerciale con la Pellegrino caffè gli consentiva di ampliare il proprio fatturato,
confermava che la Pellegrino caffè era gestita da SAPIA Sergio che, nell’ultimo periodo
era stato sostituito da un ragazzo di nome Marco (Marco CALAROTA fratello di
Arianna), aggiungeva che, come tutti, sapeva che la Pellegrino caffè era riconducibile alla
famiglia ACRI e che, prima SAPIA, poi Marco, gli consegnavano, in pagamento, assegni a
firma di una donna (CALAROTA Arianna) della quale non ricordava il nome.
Successivamente, consegnava i documenti certificanti il proprio fatturato dai quali è
possibile evincere che, con la comparsa sul mercato della Pellegrino caffè, diminuivano,
progressivamente, le forniture dirette di caffè Hag e aumentavano le forniture alla stessa
Pellegrino caffè che, quindi, si imponeva come fornitrice diretta.
…omissis…
“ Dal 1999 lavoro come distributore ed agente di prodotti alimentari e sono depositario di marchi di
prodotti alimentari come Kraft, Cioccolato Milka, Saiwa ecc.. Il mio deposito ed il mio ufficio sono
ubicati nella zona industriale di Rende (CS) in c.da Lecco ma opero sui territori delle provincie di
Catanzaro, Cosenza e Crotone.
A.D.R.: Per quanto riguarda il caffè sono distributore dei caffè marchiati “Hag” e “Splendid”.
Distribuisco questo caffè anche in Rossano e comuni limitrofi.
211
A.D.R.: La marca “Splendid” è commercializzata in supermercati e grande distribuzione e non si
offre ai singoli bar. Pertanto non fornisco questa marca di caffè ai bar.
A.D.R.: Per ciò che concerne il caffè Hag invece, oltre che alla grande distribuzione, fornisco questo
prodotto a singoli distributori di caffè che a loro volta forniscono i singoli bar.
A.D.R.: Su Rossano ho tra i miei clienti anche la “Pellegrino caffè” che comprano da me il caffè
Hag e lo commercializzano a loro volta nei bar che riforniscono di caffè. In sintesi oltre a vendere il
loro caffè, si avvalgano del decaffeinato che io fornisco per offrire un servizio completo ai loro
clienti.
A.D.R.: Alcuni bar di Rossano, invece, acquistano direttamente da noi il caffè HAG. La
“Pellegrino caffè” mi ha fatto ampliare il giro di vendita del caffè HAG poiché lo ha
distribuito anche ai suoi clienti abituali. La “Pellegrino caffè” non può pertanto essere
considerata una mia concorrente poiché non distribuisco semplice caffè ma anzi è un’azienda che
mi collabora nella vendita del decaffeinato.
A.D.R.: Fino all’anno scorso ho avuto rapporti con la “Pellegrino caffè” con tale SAPIA Sergio
che è colui che per anni ha materialmente gestito gli acquisti, il carico merce e la vendita del
decaffeinato che io fornivo alla “Pellegrino caffè”. Ricordo che è stato quasi sempre puntale nei
pagamenti e che mi portava spesso assegni firmati da una donna di cui però non ricordo il nome.
Da un anno a questa parte, invece, ho rapporti commerciali con un ragazzo di nome Marco di cui
non ricordo il cognome che di fatto ha sostituito SAPIA Sergio.
A.D.R.: Ricordo che è stato lo stesso SAPIA Sergio a presentarmi Marco dicendomi che lo avrebbe
sostituito nella distribuzione del caffè della “Pellegrino caffè” e quindi anche nelle forniture del
caffè HAG che acquistavano dalla mia azienda. SAPIA Sergio è una persona del mestiere che è
molto pratico anche nella riparazione delle macchine del caffè. So inoltre che SAPIA Sergio
distribuisce anche altri prodotti per bar come preparati per caffè freddo, zucchero, gelati ed affini.
SAPIA Sergio mi diceva che aveva anche clienti nella zona di Roma che riforniva appunto di questi
prodotti. So che per questi prodotti utilizzava per la loro commercializzazione una ragione sociale
diversa rispetto alla “Pellegrino Caffè”.
A.D.R.: sono in grado di fornirvi i dettagli relativi alle forniture di prodotti che ho fatto sia alla
“Pellegrino Caffè” che a SAPIA Sergio. Mi riservo infatti di produrvi copie delle fatture emesse in
favore di questi clienti in modo da consentirvi di estrapolare il relativo volume d’affari.
A.D.R.: Per quanto riguarda la “Pellegrino caffè” non conosco l’assetto societario di tale azienda.
Io ho avuto modo di trattare con tale società solo con SAPIA Sergio ed adesso con il ragazzo di
nome Marco di cui ho parlato prima. La voce comune dell’ambiente è che tale società faccia
capo alla famiglia di ACRI Nicola.
A.D.R.: Conosco la figura criminale di ACRI Nicola per averla appresa dai giornali ma non ho
avuto mai rapporti con quest’ultimo. Non ricordo e non posso escludere di avere avuto rapporti
telefonici o di persona con quest’ultimo o comunque con altre persone della “Pellegrino caffè” che
mi chiamavano per fatture o comunque per forniture di lavoro.
(VEDASI VERBALE DI SIT RESO IN DATA 29/09/2012 IN ALLEGATO N.29/B ALLA
CNR DEL ROS)
212
Il sig. GIORNO Massimo, veniva nuovamente escusso in data 06/10/2012 e specificava
quanto segue:
A.D.R.: “Confermo integralmente le dichiarazioni da me rese avanti a Voi in data 29/09/2012”.
A.D.R.: “Come ho precedentemente detto rifornisco bar di Rossano di caffè Hag. Alcuni bar sono
riforniti direttamente da miei rappresentanti, altri invece per mezzo di redistributori che
acquistano da me il decaffeinato Hag e lo rivendono ai loro clienti. E’ questo il caso della
PELLEGRINO Caffè. Da una prima analisi dei dati in mio possesso che mi riservo di consegnarvi
in questi giorni ho potuto appurare che il mio rapporto commerciale con la “Pellegrino caffè” è
iniziato nel 2007 allorquando vendevo a tale azienda zucchero e affini che servivano da
complementari alle forniture di caffè che loro effettuavano. Dal 2009 invece, ho iniziato a rifornire
la Pellegrino Caffè anche di caffè HAG che a sua volta veniva ridistribuito ai bar clienti della
Pellegrino. La mia azienda forniva già dal 1999 il caffè HAG ai bar di Rossano e continua ad oggi a
rifornirli direttamente. Le forniture arrivano anche a grossisti ed altri redistributori. Essendo un
grande distributore, ed avendo un numero di clienti elevati, nonché in considerazione del fatto che
rifornisco di caffè Hag tutta la provincia non sono in grado di dirvi se dall’inizio del rapporto
commerciale con la Pellegrino caffè i bar riforniti direttamente dalla mia azienda sono aumentati o
diminuiti. Sicuramente da quando ho iniziato il rapporto con la Pellegrino caffè, la stessa ha avuto
diverse forniture di caffè Hag a testimonianza che incrementava il suo numero di clienti finali.
A.D.R.: La Pellegrino caffè è una di quelle aziende che mi consente di ampliare il numero di clienti
finali di caffè Hag. Infatti la forza vendita della mia azienda non ha la possibilità di entrare
capillarmente in tutti i bar di una determinata zona. I ridistributori locali, invece, avendo un
controllo diretto dei bar della zona dove operano sono in grado di supportarmi nella vendita e
nell’allargare la presenza del marchio sul territorio.
A.D.R.: Non ho null’altro da aggiungere.
(VEDASI VERBALE DI ASSUNZIONE DI INFORMAZIONI RESO IN DATA 06/10/2012
IN ALLEGATO N.30/B ALLA CNR DEL ROS)
Si riporta qui di seguito un grafico relativo alle vendite del caffè “HAG” suddiviso per
anni e quantità di prodotto distribuito. Si noti come l’azienda di GIORNO Massimo abbia
dall’anno 2005 diminuito notevolmente la vendita diretta del decaffeinato e
conseguenzialmente aumentato il decaffeinato distribuito alla “Pellegrino caffè” che si è
evidentemente sostituita all’azienda del sig. GIORNO nella vendita diretta del caffè Hag a
molti degli acquirenti finali.
213
Quanto la Pellegrino caffè si sia velocemente imposta sul mercato è certificato dalla
disamina del suo fatturato che è montante, in modo esponenziale.
E, si badi, si tratta di un dato assolutamente parziale perché, per come ha riferito
ALFANO Carmine, tutti i bar che miscelavano il caffè Pellegrino con quello per il quale
avevano un contratto di esclusiva, non ricevevano fattura102. In particolare si evidenzia
102
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTO BANCA DATI ANAGRAFE TRIBUTARIA IN ALLEGATO N.25/B
ALLA CNR DEL ROS)
214
come il proprio volume di affari sia partito da una base imponibile di Euro 62.462,00
nell’anno 2006 sino a superare, in costanza annuale, la soglia dei 130.000,00.
5.4555
VALORE IN EURO
PELLEGRINO CAFFE'
250000
200000
150000
100000
50000
0
2006
2007
2008
2009
2010
2011
ANNI
Le intercettazioni telefoniche
Le intercettazioni telefoniche103 evidenziavano che, in epoca successiva all’arresto
di ACRI Gennarino, ACRI Nicola gestiva direttamente la distribuzione del caffè,
per come risulta dalla conversazione di seguito riportata104, del 5/3/2007, nel
corso della quale, lo stesso ACRI Nicola parlava con proprio fornitore
all’ingrosso.
LEGENDA:
ACRI:
UOMO:
ACRI Nicola;
Uomo allo stato non generalizzato.
INIZIO TRASCRIZIONE:
ACRI:
UOMO:
ACRI:
UOMO:
ACRI:
UOMO:
Pronto, buona sera …
caro Nicola, come stai?
Tutto apposto? Come va, tutto bene?
Tutto apposto, scusami ma io … avevo perso il tuo telefonino …
si …
non avevo il tuo telefonino …(incomprensibile)… segnato sull’agenda, infatti ti
volevo chiamare perché non …
ACRI:
ah …
UOMO:
venerdì, non sono riuscito a muovermi sono stato incasinato …
ACRI:
no … ho detto, aveva avuto un pò di imprevisti, ho detto, poi chiamerà sicuro …
UOMO:
si, si, si …
ACRI:
com’è, tutto bene?
VEDASI NOTA DEL REPARTO OPERATIVO CARABINIERI DI COSENZA IN ALLEGATO
N.26/B ALLA CNR DEL ROS.
104
nr. 66, intercettata alle ore 18:05:38 del 5 marzo 2007 in entrata sull’utenza nr 349/6274134
intestata ed i uso a ACRI Nicola, in atti generalizzato e in uscita dall’utenza 348/8069740 intestata a
CAFFE’ GIUSTO SNC di PALMIERI Soccorso nato a Nusco (AV) il 29/10/1968 ivi residente
C/da Mito e con P.I. nr. 01854670641 (VEDASI ALLEGATO N.26/B CNR ROS)
103
215
UOMO:
ACRI:
UOMO:
ACRI:
UOMO:
ACRI:
UOMO:
ACRI:
UOMO:
No, eh … sono stato un pò incasinato … si, tutto apposto, sono al lavoro,
sto facendo delle cose …
ah …
si, perché dovevo scendere eh … tra venerdì, volevo scendere anche adesso,
inizio settimana, però penso che per fine settimana Nicola
…(incomprensibile)… ti faccio uno squillo …
va bene, non ti preoccupare, tanto non è una cosa urgente …
si, no, è giusto che quando passavo perchè sono stato un pò impegnato …
va bene …
un pò incasinato, ho avuto delle cose da fare e quindi …
va bene …
che poi mi volevo far dare il tuo nome … il tuo numero da Pierino, ho
chiamato …
Cade la linea.
In pari data, ACRI Nicola, dialogando ulteriormente con il sopraccitato
PALMIERI Soccorso,” faceva riferimento ad alcuni assegni dati in pagamento105.
LEGENDA:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI Nicola;
PALMIERI Soccorso.
INIZIO TRASCRIZIONE
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
ACRI:
eh.. caro..
Pronto.. Soccorso..e’ caduta la line..
senti..
e’.. caduta la linea e non riuscivo a sentirti..
neanche io riuscivo a sentirti…
com’e’..
senti caro.. restiamo cosi.. per fine settimana ci.. ti chiamo prima di
venire..
va benissimo… senti quella mattina siccome io non ero,pensavo che
venivi tu..poi gli ha fatto un’assegno Sergio il tecnico
nostro…quello… pero.. e’ la stessa cosa..
infatti ho visto che non era timbrato.. mi e’ sembrato strano..
eh.. eh. Niente..poi io.. oh. Se..
e va be’… mi fai il tuo..tu non ti devi preoccupare di questo..
no.. e’ la stessa cosa..non ci sono problemi.. tanto o me lo riporti e ti ci
metto un timbro o te lo faccio del mio..PALMIERI:
come
preferisce tu..
e’ lo stesso.. siccome la signorina quella mattina la chiamato poi.. magari
non so’ gli accordi che avete preso.. allora lui ha detto.. guarda glielo faccio
del mio e poi.. perche’ io ero andato un’attimo fuori…non ero presente
Conversazione nr. 72, intercettata alle ore 18:10:24 del 5 marzo 2007 in uscita
dall’utenza nr 349/6274134 intestata ed in uso ad ACRI Nicola, in atti
generalizzato e in entrata sull’utenza 348/8069740 intestata a CAFFE’ GIUSTO
SNC di PALMIERI Soccorso nato a Nusco (AV) il 29/10/1968 ivi residente C/da
Mito e con P.I. nr. 01854670641. (VEDASI ALLEGATO N.27/B CNR ROS)
105
216
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
quindi lui non sapeva come muoversi. E allora ha detto glielo faccio del
mio…i
non ti preoccupare.. caro tu come vuoi fare basta che tu mi dice e facciamo..
non ci sono problemi…giusto per spiegarti che c’e’ stato..
no…ci mancherebbe..
ACRI:
siccome lui non sapeva che tu dovevi scendere il giorno dopo, pero
chissa’ la signorina la mettiamo in difficolta’..allora gli ha fatto
l’assegno subito..
PALMIERI:
l’unica cosa che mi hai fatto a lungo come data..eh…
ACRI:
eh…
PALMIERI:
un po’ lungo come data…
ACRI:
non l’ho fatto io quello la’..
PALMIERI:
a va be ... lo porto poi il prossimo me lo fai.. non ti preoccupare Nicola tu
qualsiasi cosa mi chiami..
ACRI:
va be’ non ti preoccupare..
PALMIERI:
io mi alzo tardi la mattina.,.. hai capito..
ACRI:
si..si..non ti preoccupare..
PALMIERI:
va bene.. ciao
ACRI:
ciao.. SOCCO… grazie di tutto
PALMIERI:
ciao..
ACRI:
ciao…
La conversazione, registrata l’8/3/07, verteva su una indagine di mercato proposta ad
ACRI Nicola da tale GIORNO Massimo, titolare di una società di distribuzione. Sono
eloquenti le affermazioni dallo stesso ACRI Nicola il quale, a specifica domanda circa il
ruolo ricoperto dalla moglie CALAROTA Arianna in seno alla società, diceva:” si, no,no
lavora con noi ma gli interessava ampliaree… ampliare un po’… cioè visto che ci siamo
nei bar no, se si riesce ad ampliare un po’ i prodotti”106.
LEGENDA:
ACRI:
ACRI Nicola;
GIORNO:
GIORNO Massimo.
INIZIO TRASCRIZIONE:
GIORNO:
pronto?
ACRI:
pronto. …incomprensibile…
GIORNO:
a signor Nicola, sono l’Agente Generale della Kraft , linea caffè Hag
ACRI:
a si,si,si
GIORNO:
scusatemi
ACRI:
si
GIORNO:
purtroppo per un contrattempo che io ho avuto stamattina nelle prime ore, non
riesco ad arrivare fino a Rossano
ACRI:
ah ho capito
GIORNO:
perché se vi ricordate vi avevo detto che vi, vi…
ACRI:
si … si accavallano le voci… e infatti avevo chiesto a PIGHINO se aveva un vostro
recapito…
GIORNO:
noo…guardate mi dovete perdonare perché stamattina sono stato bloccato fino
quasi fino all’una da PADUANO a Castrovillari
106
conversazione nr. 180, intercettata alle ore 15:44:01 dell’8 marzo 2007 in uscita dall’utenza nr
349/6274134 intestata ed in uso ad ACRI Nicola, in atti generalizzato e in entrata sull’utenza
347/9020954 intestata a “Distribuzione di Massimo GIORNO”, con sede in Montalto Uffugo Scalo
(CS), via Trieste nr.101, P.I. 01445030784 (VEDASI ALLEGATO N.28/B CNR ROS)
217
ACRI:
ah ho capito
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
e …si accavallano le voci…
e va bè se mi dite quando che è …potete venire
no se per voi è un problema io purtroppo adesso avrei delle altre priorità, se no devo
partire apposta e devo venire, però se voi mi date la possibilità, io nella settimana
che viene e vi dico più o meno esattamente quando
si ma voi … bravo se mi dite quando capitateee…mi fa piacere se
perché purtroppo mi è saltata la mezza giornata stamattina e allora non sono
riuscito più
eh
a recuperare
un’altra cosa vi volevo chiedere
prego
oltre il caffè Hag avete anche altri porodottiii…e tipo prodotti eh.. tipo macchine,
queste cose quà
si ,si,si … si accavallano le voci… io ho una commerciale
ah si,si
di cui faccio
no, perché … siccome ho parlato con mia moglie gli interessava questo genere di
articoli che …si accavallano le voci…
…incomprensibile… moglie c’haa…
è la proprietaria della ditta mia moglie
si ma vostra moglie gestiscee…, lavora con voi o ha pure qualche locale
si, no,no lavora con noi ma gli interessava ampliaree… ampliare un po’… cioè
visto che ci siamo nei bar no, se si riesce ad ampliare un po’ i prodotti
si ma guardate non c’è nessun tipo di …cioè noi come estrazione, come Kraft la
nostra missione principale è il cioccolato Milka …si accavallano le voci…
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI: si,si
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
perché il cioccolato Milka è pure di Kraft … si accavallano le voci…
ah si,si
però poi la nostra commerciale annette un po’ una serie di servizi. Niente dobbiamo
solo trovare il modo di poterci incontrare… quindi ribadisco purtroppo io per
stasera io non c’è la faccio e mi dovete scusare
no non vi dovete preoccupare no io … solamente se venivate così vi aspettavo,
anche perché c’ho anche un po’ di impegni di lavoro, così mi libero
guardate, facciamo così… se per voi non è un problema io vi verrei a trovare lunedì
12 o martedì 13, la settimana che viene … si accavallano le voci…
va benissimo, va benissimo … si accavallano le voci…
domani è venerdì e ho già la giornata altrove, devo andare su Catanzaro
va benissimo,
ok però sempre vi chiamo un’oretta … si accavallano le voci…
si mi chiamate eh… si accavallano le voci…vi ringrazio, va benissimo
voi dove l’avete la sede
noi la sede l’abbiamo al centro
Rossano sotto?
si,si alla Stazione si … si accavallano le voci…
alla Stazione giusto e poi eventualmente mi date istruzioni telefoniche perché io
purtroppo
no va bè mi dite quando arrivate che vi vengo a prendere io…
va bè rimaniamo preventivamente d’accordo in questo modo e…in questo
momento non vi so dire se Lunedì o Martedì
va bene no
218
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
GIORNO:
ACRI:
però uno di questi due giorni perchè io comunque devo venire da quelle parti
perché ciò da fare quello che dovevo fare oggi, avete capito’
si ho capito va bè
quindi sicuramente uno di questi due giorni… voi usatemi una cortesia, segnatevi
pure il mio numero questo qua che vi apparso
si,si mo me lo segno subito infatti
ok Massimo GIORNO cafè Hag, così non vi sbagliate, eventualmente dovreste
avere delle particolari necessità, ma io ripeto mass… lunedì o martedì in ogni
caso devo venire che perché devo pure altre operazioni, per cui… non vedo …
non passa il martedì, avete capito
ah va benissimo
grazie ancora e scusatemi
grazie a voi ah,ah
ci sentiamo
ci sentiamo arrivederci.
Quanto ACRI Nicola gestisse l’impresa di distribuzione del caffè, si evidenzia
nella conversazione telefonica, registrata il 14/3/2007, nel corso della quale
CALAROTA Arianna diceva ad ACRI Nicola che il commercialista doveva
parlargli107:
LEGENDA:
ACRI:
ACRI Nicola;
CALAROTA:
CALAROTA Arianna.
INIZIO TRASCRIZIONE:
ACRI:
pronto..
CALAROTA: ei….
ACRI:
oh.. amo com’e’..
CALAROTA: senti dovo sei.…
ACRI:
ancora sono qua’ con gli avvocati..…
CALAROTA: ah.. senti mi ha chiamato il commercialista…
ACRI:
si....
CALAROTA: devi andarci tu…
ACRI:
perche’...
CALAROTA: eh ha detto che deve spiegarti delle cose a te. Non lo so’...
ACRI:
va bene.. e mo quando mi sbrigo…ci vado…
CALAROTA: eh.. no se ci puoi andare dopo.. perche’ prima di venerdi lui deve andare alla a
Cosenza alla Camera di Commercio…quindi prima di Venerdi…
ACRI:
ah ho capito va benissimo..
CALAROTA: OK.. ciao.. ciao..
ACRI:
va bene.. ciao Teso’..
CALAROTA: ciao..
Dalla conversazione, registrata il 15/3/2007, si evince che Arianna CALAROTA
era persona interposta dal marito nella gestione della Pellegrino caffè108 .
107
conversazione nr. 350, intercettata alle ore 17:19:46 del 14 marzo 2007 in entrata sull’utenza nr
349/6274134 intestata ed in uso ad ACRI Nicola, in atti generalizzato e in uscita dall’utenza
349/1343277 intestata a Teresa DE PAOLA, nata a Lungro il 10.08.1955, residente in Rossano alla
via Istria nr. 4, ed in uso a CALAROTA Arianna moglie di ACRI Nicola(VEDASI ALLEGATO
N.31/B CNR ROS)
nr. 359, intercettata alle ore 10:47:37 del 15 marzo 2007 in uscita dall’utenza nr 349/6274134
intestata ed in uso ad ACRI Nicola, in atti generalizzato e in entrata sull’utenza nr. 349/1343277
108
219
LEGENDA:
ACRI:
CALAROTA:
ACRI Nicola;
CALAROTA Arianna
INIZIO TRASCRIZIONE:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
Ni...
Amo’....
eh..…
tutto a posto.…
tutto a posto perche’…
aho.. vedi che domani mattina devi andare a Cosenza..domani verso le 10
devi essere gia la’..
CALAROTA:
eh..…
ACRI:
eh. Niente mi.. ci serve una fotocopia del codice fiscale tuo e della carta
d’identita’..
CALAROTA:
uh..eh.. va be.. va be’ poi ne parliamo.. ma perche’
ACRI:
eh.. ho capito poi li devi fare dopo che poi ti servono per fare un documento
alla Camera di Commercio hai capito’..
CALAROTA:
e va be..
ACRI:
va be..
CALAROTA:
eh.. NI..
ACRI:
ei..
CALAROTA:
me li fai le ricariche..
ACRI:
a va be mo te li vado a fare ciao.
CALAROTA:
va bene ciao…
ACRI:
ciao…
Nel corso della conversazione del 15/3/2007109 il grossista della Pellegrino caffè prendeva
accordi con ACRI Nicola :
LEGENDA:
ACRI:
ACRI Nicola;
DONNA:
DIPENDENTE SOCIETA’ “Torrefazione Caffè GIUSTO s.n.c.”.
INIZIO TRASCRIZIONE
ACRI:
pronto..
ACRI:
DONNA:
si..si....
buon gioro.. senta io la chiamavo perche’ domani siamo in consegna per quanto
riguarda il caffe in grani..…
ah.. si gia domani… va benissimo....…
si sono 1020 Kili…
si..
le do’ l’importo per l’assegno…
DONNA:
ACRI:
DONNA:
ACRI:
DONNA:
si.. chiamo dal Caffe’ Giusto.. buon giorno....il sig. Nicola..….
intestata a Teresa DE PAOLA, nata a Lungro il 10.08.1955, residente in Rossano alla via Istria nr. 4,
ed in uso a CALAROTA Arianna moglie di ACRI Nicola (VEDASI ALLEGATO N.32/B CNR ROS)
109
nr. 369, intercettata alle ore 11:39:02 del 15 marzo 2007 in entrata sull’utenza nr. 349/6274134
intestata ed in uso ad ACRI Nicola, in atti generalizzato e in uscita dall’utenza nr. 082/764752
intestata a “Torrefazione Caffè GIUSTO s.n.c.” C.da Montegugliano, 83051 Nusco (AV)” (VEDASI
ALLEGATO N.33/B CNR ROS)
220
ACRI:
DONNA:
ACRI:
DONNA:
ACRI:
DONNA:
ACRI:
DONNA:
ACRI:
va benissimo..
5598...
si va be..
va bene..
si.. cinquemila….
cinquecentonovantotto..
5598 Ok la ringrazio …
va bene grazie mille buon giorno…
buon giorno..
Anche nella conversazione del 14/4/2007, ACRI Nicola teneva i rapporti col
proprio grossista col quale si lamentava della cattiva qualità di una precedente
fornitura 110.
LEGENDA:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI Nicola;
PALMIERI Soccorso
INIZIO TRASCRIZIONE:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
Pronto, Soccorso?
Ehi, carissimo, come stai?
Buongiorno, come va, tutto bene?
Tutto bene caro …
allora che mi dici …(incomprensibile)…
si lavora sempre …
si …
sempre incasinati di lavoro, a te che si dice tutto bene giù?
…(incomprensibile voci accavallate)… si tutto apposto, senti …
si …
per la settimana mi prepari altri dieci quintali?
Certo, certo, certo …
si, mi raccomando non bruciarli eh …(ride)…
no, no, ci mancherebbe …(incomprensibile)…
…(continua a ridere)…
tu dimmi quella che hai e me li devi restituire che te ne mando in più, hai capito?
Va bene, non ti preoccupare che adesso vediamo …
d’accordo?
Eh … ci sono parecchi che glielo abbiamo fatto mischiare, hai capito,
allora …
ah, ho capito, ho capito …
abbiamo cercato di tamponare un po’, hai capito?
Va bene, va bene, ma tu non … non ti devi creare problemi …
no per non …
se qualche volta qualche problema, mi chiami io vengo e te lo cambio …
si … no, giusto per farli lamentare, hai capito, per no fare lamentare …
nr. 1128, intercettata alle ore 12:41:28 del 14 aprile 2007 in entrata sull’utenza nr.349/6274134
intestata ed in uso ad ACRI Nicola, in atti generalizzato e in uscita dall’utenza nr. 348/8069740
intestata a Caffè Giusto Snc di PALMIERI Soccorso P.I. 01854670641 e sede a Nusco (AV) C/da
Mito (VEDASI ALLEGATO N.34/B CNR ROS)
110
221
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
no, ma io per questo te lo dico, perché tanto io … tu … io me lo vengo a cambiare, a
me non costa niente perché …(incomprensibile)… il trasporto, perché poi lo prendo
e lo utilizzo per altre cose, hai capito?
Si, ho capito ah, ok …
uh, senti ca … a disposizione, per quel … poi, quel lavoro fuori in Germania che mi
dicevi, quando vuoi …
eh, doveva venire, doveva venire poi non è venuto quello là, come viene eh …
quando …(incomprensibile)… a disposizione caro …
ok, ti ringrazio, ciao …
d’accordo, ti saluto …
ciao grazie …
ciao Nicò, buona domenica, ciao …
grazie, altrettanto.
Ulteriore conferma del ruolo di ACRI Nicola quale amministratore di fatto della
Pellegrino caffè si trae dalla conversazione di seguito indicata nel corso della quale una
dipendente della società fornitrice, solo dopo avere invano tentato di parlare con ACRI
Nicola, riferiva alla di lui moglie.
Progressivo
1613
Data
Orario
16:47:34
CD-ROM
Postazione
ACRI
Apparato
02.05.2007
La conversazione avviene in entrata sull’utenza nr 349/6274134 intestata ed i uso a
ACRI Nicola, in atti generalizzato e in uscita dall’utenza 082/764752 intestata a
Torrefazione Caffè Giusto Snc con sede a Nusco (AV) C/da Montegugliano, al
telefonino risponde la moglie di ACRI Nicola, CALAROTA Arianna nata a
Castrovillari (CS) il 27/06/1979 e parla con una donna dipendente della ditta.
LEGENDA:
CALAROTA:
CALAROTA Arianna;
DONNA:
Donna, dipendente della ditta Caffè Giusto.
CALAROTA:
DONNA:
CALAROTA:
DONNA:
CALAROTA:
DONNA:
CALAROTA:
DONNA:
CALAROTA:
DONNA:
CALAROTA:
DONNA:
CALAROTA:
Pronto?
Si pronto, chiamo dal Caffè Giusto buongiorno, buona sera eh …
salve, buona sera …
c’è il signor Nicola?
Eh … no, in questo momento non c’è …
no, io … comunque ho chiamato perché domani siamo in consegna,
non so se posso dire a lei …
si, si dica …
ah …
io sono Calarota, sono la moglie …
ah, ho capito quindi posso dire … riferire anche a lei insomma tutto
…
si, si …(incomprensibile)…
no, perché è venuto oggi in realtà il ragazzo però … poi eravate
chiusi, perché venerdì non siamo riusciti a rintracciare Nicola,
pensavamo di trovarlo comunque …
ah, ho capito …
222
DONNA:
eh … ora, quindi torneremo domani, poi il signor Nicola già …
insomma, si è sentito con il ragazzo, quindi già lo sa della consegna
di domani …
CALAROTA:
verso che ora?
DONNA:
Domani in mattinata …
CALAROTA:
in mattinata?
DONNA:
Si …
CALAROTA:
ho capito, va bene …
DONNA:
eh … le dò l’importo per l’assegno …
CALAROTA:
si, un attimo …
DONNA:
ottomila …
CALAROTA:
un attimino …
DONNA:
si, si prego …
CALAROTA:
ottomila?
DONNA:
Centoquarantacinque …
CALAROTA:
centoquarantacinque …
DONNA:
ok, quindi riferisce lei, non è necessario che …
CALAROTA:
no, no …
DONNA:
chiami, no?
CALAROTA:
Va bene così …
DONNA:
va bene, la …
CALAROTA:
grazie …
DONNA:
la ringrazio, buona sera …
CALAROTA:
arrivederci.
(VEDASI ALLEGATO N.35/B CNR ROS)
Che CALAROTA Arianna si limitasse ad apporre la firma sugli assegni che poi venivano
utilizzati da ACRI Nicola per l’amministrazione della Pellegrino caffè, risulta dalla
conversazione, di seguito indicata, intercorsa fra la stessa CALAROTA Arianna ed il
responsabile della impresa fornitrice della caffè Pellegrino.
Progressivo
1621
Data
Orario
16:07:40
CD-ROM
Postazione
ACRI
Apparato
03.05.2007
La conversazione avviene in entrata sull’utenza nr 349/6274134 intestata ed i uso a
ACRI Nicola, in atti generalizzato e in uscita dall’utenza 348/8069740 intestata a
Caffè Giusto Snc di PALMIERI Soccorso nato a Nusco (AV) il 29/10/1968 con
sede a Nusco (AV) C/da Mito sn P.I. nr. 01854670641, al telefonino risponde la
moglie di ACRI Nicola, CALAROTA Arianna nata a Castrovillari (CS) il
27/06/1979 e parla con PALMIERI Soccorso
LEGENDA:
CALAROTA: CALAROTA Arianna;
PALMIERI : PALMIERI Soccorso.
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
Pronto?
Nicola?
Eh … no, sono la moglie …
ah, ciao, scusami, sono Soccorso Palmieri del caffè Giusto …(ride)…
…(ride)… salve, ciao …
223
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
PALMIERI:
CALAROTA:
ciao …
niente, mio marito in questo momento non c’è …
ah, scusami, senti, posso riferire a te, so che ti occupi tu …
si …
quell’assegno che mi hai mandato oggi …
eh …
che però hai corretto la data …
si …
non va bene, me lo dovresti o sostituire oppure metterci un timbro
…(incomprensibile)… data perché, c’è la correzione ma si … è evidente la
correzione hai capito?
Ah, non va bene?
Uh …
ho capito, eh … non so …
dimmi tu, come vuoi fare fai perché io … me lo spedisci, vediamo poi non
c’è problema per questo eh, ti rimando questo indietro, dimmi tu …
e come … non so ah …
va bene, parla … parla con Nicola e poi mi fai sapere …
eh, magari eh, quando più tardi vedo … vedo che mi consiglia pure mio
marito e poi …
si, si è giusto che … sai perché, siccome c’è … hanno messo la … le crocette
con la sbarra, però si vede che è stato corretto …
eh … e quindi non l’accettano?
Eh … no, la banca non l’accetta hai capito …
ah, ho capito …
perché quelli … perché io infatti stamattina quando ho chiamato è solo per
un motivo, perché noi superiore a centoventi giorni, gli assegni non ce li
passano in banca, hai capito?
Uh … uh …
no, se no …(incomprensibile voci accavallate)…
no, io mi sono … mi sono anche confusa e quindi poi ho detto va bene …
ci mancherebbe, no, no ma guarda ti sto … mi dispiace che ti ho
chiamato per dirti ma non per … non è assolu … tanto a me eh … se
me lo passavano a centocinquanta giorni non c’erano problemi eh …
uh …
solamente che a me non me lo passano oltre i centoventi giorni ha capito
signora?
eh …
quindi non lo posso dare … eh, non lo posso dare quando è superiore a
quella data …
ok, senti eh …
infatti, oggi l’ho portato in banca e mi hanno detto questo fatto che
comunque si vede la correzione eh … e non lo possono accettare …
uh … ho capito e va bene eh …
tanto se me lo puoi fare anche non trasferibile me lo … mando io a ritirare
oh … domani eventualmente per posta … per Traco come … mi dici tu, io
non ciò problemi come …
va bene …
d’accordo?
E nel caso più tardi vi faccio sapere …
d’accordo a disposizione …
ok, ok …
scusami e …
niente …
224
PALMIERI:
ti saluto, ciao, ciao …
CALAROTA:
ciao, arrivederci.
(VEDASI ALLEGATO N.36/B CNR ROS)
La Jamaican Caffè ed il ruolo di SAPIA Sergio
Altro personaggio di rilievo emerso nell’ambito della presente indagine è SAPIA Sergio,
nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, ivi residente alla C.da Grasso s.n.c. pregiudicato per
reati di favoreggiamento, contrabbando e falsi in genere.
Lo stesso, per come si evince dal contesto captativo, collaborava ACRI Nicola nella
distribuzione-imposizione del caffè torrefatto e amministrava, per conto dello stesso ACRI
Nicola, la Jamaican caffè s.a.s., che distribuiva il caffè freddo.
ALFANO Carmine imponeva, insieme a SAPIA Sergio e ad Acri Gennarino, nel corso del
2006, il caffè freddo ai lidi di Corigliano:
Nell’anno 2006 io, ACRI Gennarino e SAPIA Sergio abbiamo imposto il caffé freddo in
tutti i lidi di Rossano, compresi il LIDO 69 e il MALENA che sono al confine con
Corigliano. Il caffé freddo che si chiama GIAMAICA caffé è stato imposto e
commercializzato dalla omonima ditta il cui titolare è lo stesso SAPIA Sergio. I proventi
erano incassati tutti da Gennarino ACRI; non conosco la quota che ACRI dava a SAPIA. Nello
specifico ricordo che, nel mese di giugno 2006, ho accompagnato personalmente, più volte
Gennarino ACRI presso la località Sant’Angelo di Rossano dove insistono i lidi. Portavamo con
noi un campione di prodotto freddo che veniva assaggiato dai gestori dei lidi. Tutti i gestori dei
lidi da noi “visitati” hanno accettato l’imposizione del GIAMAICA caffé; preciso che la qualità
del prodotto era buona ma l’imposizione del caffé è avvenuta, in qualche caso, senza che i gestori
dei lidi avessero provato la qualità del caffé. Infatti bastava la figura di Gennarino ACRI a
rendere vana qualsiasi possibile “resistenza” da parte dei gestori. Dopo che io e Gennarino ACRI
lasciavamo i lidi, Sergio SAPIA si recava presso gli stessi col suo furgone consegnando la
macchinetta necessario alla distribuzione del caffé e il prodotto stesso facendo firmare ai gestori la
documentazione contrattuale relativa alla distribuzione.
Preciso che nel 2007 abbiamo effettuato imposizioni di caffé anche ad altri lidi di Corigliano ma le
stesse non si sono materialmente realizzate in quanto avevamo esaurito le scorte di macchinette
necessarie alla distribuzione del caffé freddo. ACRI Gennarino poteva imporre il caffé in
Corigliano in quanto uomini del locale di Corigliano avevano imposto la cartoplastica in Rossano.
…omissis…
Così ALFANO Carmine al P.M. in data 22/11/2007
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.38/A ALLA C.N.R. DEL
ROS).Verbale di interrogatorio reso in data 10/01/2008:
Le macchinette e le cialde venivano imposte a diversi esercizi commerciali. Ho iniziato ad
imporre le cialde e le relative macchinette a Corigliano fra il 2003 ed il 2004. Mi pare che
Nicola ACRI fosse ancora libero. Preciso che facevo “i giri” a Corigliano con Pierino
ACRI. Nel 2006 è iniziata l’imposizione anche del caffè freddo che veniva
distribuito da una ditta intestata a Sergio SAPIA.
…omissis…
Così ALFANO Carmine al P.M. in data 10/01/2008
225
(VDS VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.27/A ALLA C.N.R.
DEL ROS)
Dalla consultazione della Banca Dati Camere di Commercio si è accertato che SAPIA
Sergio è socio accomandatario (cioè amministratore) della società in accomandita
semplice “Jamaican Caffe di SAPIA Sergio & C.’”, avente P.I. 08946391003 e sede in Roma
alla via Cesare Aurelio 54/60.
All’atto della sua costituzione, avvenuta in data 30/03/2006, e sino ad oggi, la “Jamaican
Caffe di SAPIA Sergio & C.” aveva la seguente situazione societaria:
-
Socio Accomandatario a far data 30/03/2006 è risultato essere SAPIA Sergio;
-
Socio Accomandante a far data 30/03/2006 è risultato essere CIANCIAFARA
Francesco, nato a Messina il 19/10/1926, residente in Rossano (CS) al viale
Margherita nr. 18 (suocero del SAPIA Sergio);
-
In data 21/05/2007 la società apriva un Laboratorio magazzino con vendita
all’ingrosso in Rossano (CS) alla via Lusitania111.
Anche la Jamaican caffè si imponeva rapidamente sul mercato ed aveva un
fatturato costantemente e velocemente, ascendente112:
JAMAICAN CAFFE'
EURO
80000
60000
40000
OP. ATTIVE
20000
0
2006
2007
2008
2009
2010
ANNI
Da una prima conversazione registrata l’8/3/2007, si evince che ACRI Nicola e SAPIA
Sergio gestivano le macchinette utilizzate per la distribuzione del caffè freddo113.
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTO BANCA DATI INFOCAMERE IN
ALLEGATO N.37/B ALLA CNR DEL ROS)
111
112
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTO BANCA DATI FISCO IN ALLEGATO N.18 ALLA
PRESENTE RICHIESTA).
226
LEGENDA:
ACRI:
ACRI Nicola;
SAPIA:
SAPIA Sergio
INIZIO TRASCRIZIONE:
SAPIA:
pronto…
ACRI:
preside’..…
SAPIA:
preside’… sto’ scendendo che ho caricato…
ACRI:
gia hai caricato..
SAPIA:
si.. pero’ c’e’ una cosa Nico’..
ACRI:
si…
SAPIA:
la macchina che avevi ordinato tu.. poi ce ne era un’altra che c’era l’affare che
era nuova,con 260 euro in meno a quanto costa a noi…come listino..
ACRI:
si…
SAPIA:
proprio scontata…con 700 euro in meno la ho preso pure, la stessa…
ACRI:
ma che macchina e’…sempre…
SAPIA:
sempre quella automatica come le nostre
ACRI:
sempre …S…
SAPIA:
S5 quella che teniamo ferma a terra.. poi ad un bar c’e’ la montiamo..
ACRI:
ah..
SAPIA:
pero’ questa l’avevano come affare, ha detto se lo vuoi questo muletto costa … mi
ha fatto 60 piu’ 5…hai capito..
ACRI:
come mai era ferma…
SAPIA:
eh…
ACRI:
come mai era ferma..
SAPIA:
li era rientrata da DUETTO, che DUETTO l’aveva usata una settimana in
degustazione da loro..poi mi .. incomprensibile…
ACRI:
ah.. ma quella la’ il muletto…no S5…
SAPIA:
S5..S5.. proprio a muletto…
ACRI:
ah.. S5..
SAPIA:
come se fosse un muletto.. a 1300 euro piu’ iva…
ACRI:
ho capito…
SAPIA:
hai capito..
ACRI:
hai fatto bene.. hai fatto bene..
SAPIA:
poi ho preso pure il macinino di Pinuzzu, mi hanno da..
ACRI:
u macinino..
SAPIA:
siccome che nell’ordine che hai fatto tu a loro, delle macchine e delle cose..
ACRI:
si..
SAPIA:
hai fatto l’ordine di pure tre macinini..hai visto..
ACRI:
si..
SAPIA:
mo’.. due li ho presi adesso, poi mi hanno caricato sopra l’ordine pure quelli di
Pinuzzu..
ACRI:
ah.. ho capito..
SAPIA:
perche’ seno. Poi non ci fanno lo sconto…
ACRI:
uh..
SAPIA:
percio’ le macchine adesso sono due, i macinini sono tre che c’e quello di Pinuzzu..
incomprensibile… e poi ci sono gli addolcitori…
ACRI:
ho capito..
SAPIA:
c’e’ tutti conservati qua’..dopo qua..
numero 206, intercettata alle ore 16:50:34 dell’8 marzo 2007 in uscita dall’utenza nr 349/6274134
intestata ed in uso ad ACRI Nicola, in atti generalizzato e in entrata sull’utenza 333/6234822
intestata a SAPIA Sergio (in allegato n.38/B alla CNR del ROS)
113
227
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
va bene…
ho fatto l’assegno.. poi ci vediamo questa sera..
va bene ci sentiamo dopo quando arrivi…
ok..
ok… ciao Preside’..
ciao…ciao..
Da altra conversazione, registrata in data 17/3/2007, si evince che SAPIA Sergio
collaborava ACRI Nicola nell’imposizione del caffè. Infatti, SAPIA provocava l’intervento
di ACRI presso un esercizio commerciale, denominato “il circoletto”, che sicuramente
avrebbe convinto il gestore a prendere il loro caffè114.
LEGENDA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI Nicola;
SAPIA Sergio.
INIZIO TRASCRIZIONE:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
Pronto?
Presidè …
dove siete a Rossano sopra?
Qua alla stazione, dove sei?
Io adesso sono … sono al circoletto,
…(incomprensibile)…
…(incomprensibile)…
…(incomprensibile)…
…(incomprensibile)… che sto per arrivare …
va bene, ciao.
chissà
vuole
il
caffè
Da altra conversazione, registrata il 23/4/2007, si capisce che SAPIA Sergio
distribuiva le macchinette per il caffè freddo anche nella zona di Corigliano,
seguendo le direttive di ACRI Nicola115.
LEGENDA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI Nicola;
SAPIA Sergio.
INIZIO TRASCRIZIONE
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
prontoo?
presidè come và.
caro presidente, dimmi tutto.
che stai facendo?
sto smontando una macchina a Corigliano.
conversazione recante numero conversazione nr. 487, intercettata alle ore 17:04:23 del 19 marzo
2007 in uscita dall’utenza nr. 349/6274134 intestata ed in uso ad ACRI Nicola, in atti generalizzato e
in entrata sull’utenza nr. 347/0188420 intestata ed in uso a SAPIA Sergio(in allegato n.39/B alla
CNR del ROS)
115
conversazione nr. 1355, intercettata alle ore 11:38:09 del 23 aprile 2007 in uscita dall’utenza
nr.349/6274134 intestata ed in uso ad ACRI Nicola, in atti generalizzato e in entrata sull’utenza
nr.333/6234822 intestata ed in uso a SAPIA Sergio nato a Rossano (CS) il 16/07/1960(in allegato
n.40/B alla CNR del ROS)
114
228
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI: ciao.
La devi smontare?
si.
ma sei ancora qua?
no, sono a….vicino a Cprigliano.
ah..
perché
e vedi, no e se…passi un minuto da Tonino, così ti fa quell’assegno che
andiamo a versarlo il pomeriggio.
da Pinuzzu si,si
ah
che ora ci passo, dopo ci passo...
va bene
ci sono passato ieri io …incomprensibile …
va bò
ok, ci vediamo ciao
SAPIA Sergio dipendeva, economicamente, da ACRI Nicola nella gestione dell’impresa
che distribuisce il caffè freddo, per come si evince dalla conversazione di seguito
riportata.
Progressivo
1565
Data
Orario
14:28:31
CD-ROM
Postazione
ACRI
Apparato
30.04.2007
La conversazione avviene in uscita dall’utenza nr 349/6274134 intestata ed i uso a ACRI
Nicola, in atti generalizzato e in entrata sull’utenza 333/6234822 intestata ed in uso a
SAPIA Sergio nato il 16.07.1960 a Rossano (CS), ivi residente, via Iberia nr.1 e parla con
lo stesso.
LEGENDA:
ACRI:ACRI Nicola;
SAPIA:SAPIA Sergio
INIZIO TRASCRIZIONE
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
pronto?
ehi presidè com’è?
beato a vussuria, vi chiamo e non mi rispondi mai, ma te ne devi frega a
vussuria…si accavallano le voci…
ascolta presidè
…incomprensibile… io sto lavorando.
ah
sto facendo riparazioni, consegne, dove sei a vussuria?
e sono un attimo a casa, che mi faccio una doccia e scendo
ah
…incomprensibile … mi faccio una doccia e scendo, sono a casa comunque
e allora se … qualche… qualche soldo in contante, portalo qua che..
devo…devo fare un pagamento …incomprensibile…
pagamento, che pagamento devi fare?
229
SAPIA:
sette, ott… sette, ottocento euro, se li tieni scendili
ACRI:
eh?
SAPIA:
se li tieni scendili sette, ottocento euro.
ACRI:
va bene ciao.
SAPIA:
ciao.
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.41/B
CNR DEL ROS)
SAPIA Sergio gestiva anche la distribuzione del caffè torrefatto per come si evince dalla
conversazione che, di seguito, si riporta con cui riferiva ad ACRI Nicola di essersi
accaparrato un nuovo cliente cioè un lido di Schiavonea che rifornirà sia di caffè freddo
che di caffè caldo .
Progressivo
1644
Data
Orario
19:33:45
CD-ROM
Postazione
ACRI
Apparato
04.05.2007
La conversazione avviene in entrata sull’utenza nr 349/6274134 intestata ed in uso a
ACRI Nicola, in atti generalizzato e in uscita dall’utenza 333/6234822 intestata a
SAPIA Sergio P.I. 02562670782 e sede in Rossano Scalo (CS) via Iberia nr.1 e parla con
lo stesso.---//
LEGENDA:
ACRI: ACRI Nicola;
SAPIA:SAPIA Sergio.
INIZIO TRASCRIZIONE
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
Presidè …
ho capito che te lo devo caricare io il telefono …
com’è?
Pure …(incomprensibile ride)… lo squillo, ho preso un lido a Schiavonea …
ah …
si ora, per … per il caffè pure …
va bene …
…(incomprensibile)… sia il freddo che il caldo …
va be … la macchina la tiene o la dobbiamo …
la macchina …(incomprensibile) … la portiamo …
ah, la portiamo?
una …(incomprensibile)… si, no quella nuova, che poi ha fatto … poi questo qua,
ha fatto una … una cosa bella a Schiavonea, però ho detto, questi qua
…(incomprensibile)… per vedere un attimino che gli devo fare un bel consumo,
comunque tiene a Calabrese e ce lo prendiamo noi …
e va bene dai …
a disposizione presidente …
grazie preside, ci sentiamo dopo …
d’accordo, ciao …
ciao.
230
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.42/B
CNR DEL ROS)
I gestori dei bar non osano opporsi alle “richieste” di ACRI Nicola: è emblematica la
vicenda di chi gestisce un bar, cui ACRI Nicola faceva riferimento come Bar di Catiniti,
che, una volta incontrato ACRI Nicola, non poteva più indugiare nel rifornirsi di caffè
dagli ACRI pertanto, lo stesso ACRI Nicola ordinava a SAPIA Sergio ad effettuare le
consegne:
Progressivo
2056
Data
Orario
18.04.05
CD-ROM
Postazione
ACRI
Apparato
19.05.2007
La conversazione avviene in uscita dall’utenza nr 349/6274134 intestata ed in uso a
ACRI Nicola, in atti generalizzato e in entrata sull’utenza 333/6234822 intestata a
SAPIA Sergio, nato a Rossano il 16.07.1960, P.I. 02562670782 e sede in Rossano Scalo
(CS) via Iberia nr.1 e parla con lo stesso.---//
LEGENDA:
ACRI: ACRI Nicola;
SAPIA:SAPIA Sergio.
Voci in sottofondo.
SAPIA:
Pronto?
ACRI:
Presidè, com’è.. dove sei..
SAPIA:
sono al laboratorio preside’…
ACRI:
al laboratorio..
SAPIA:
Si..
ACRI:
ho detto… poi gli porti una busta di Caffe’a quello del Bar di Catiniti la.. a Pino.. a
Pinuzzu…
SAPIA:
a Rossano sopra …
ACRI:
si..
SAPIA:
ma io ci sono stato sette volte la’ preside’..
ACRI:
non ho capito…
SAPIA:
ci sono stato sette volte.. fino alle 10 della mattina ad aspettarlo..quello
non c’e’ mai… poi si e’ preso il mio numero di telefono che mi chiamava
lui…
ACRI:
no.. pomeriggio ci devi andare.. …no’.. adesso mi ha visto…ha detto…
SAPIA:
e si…aspetta, …aspetta… si e’ preso il numero di telefono.. che ha detto che mi
chiamava lui..quando era disponibile.. non e’ che mi ci posso andare a coricare..hai
capito… se questo non apre mai la mattina.. ha detto ti chiamo io.. era con la
motocicletta con la figlia l’atra mattina..
ACRI:
va bene …
SAPIA:
questo e’ quello che mi ha detto…poi dopo le persone se le inventano le cose questo
non lo so’…hai capito.. ah me’ mi ha detto.. si e’ preso il bigliettino l’altra mattina
alla Tamoil.. ha detto ti dispiace… quando vuoi……incomprensibile…
ACRI:
che adesso vengo da te un minuto…
SAPIA:
va bene ciao…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.43/B
CNR DEL ROS)
231
SAPIA Sergio eseguiva le disposizioni di ACRI Nicola del quale spendeva il nome al fine
di indurre i clienti ad eseguire, tempestivamente, i pagamenti, per come si evince dalla
conversazione di seguito riportata.
Progressivo
2444
Data
Orario
16:31’12
CD-ROM
Postazione
ACRI
Apparato
07/06/2007
La conversazione avviene in uscita dall’utenza nr 349/6274134 intestata ed in uso a
ACRI Nicola, in atti generalizzato e in entrata sull’utenza
333*6234822 intestata a
SAPIA Sergio; nato a Rossano il 16.07.1960, ivi res. Via Iberia nr.1 parla con lo stesso.
LEGENDA:
ACRI:
ACRI Nicola
SAPIA: SAPIA Sergio
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
ACRI
SAPIA
Pronto?
Presidè …
dimmi Presidè?
Che fine hai fatto … dove sei?
Ah?
Dove sei?
Sono al laboratorio da me!
Che ti volevo dire … vedi che ho visto a quello del bar del sole là … mi ha detto se
gli facevo il conto così ci fa l’assegno …
eh … ohi Nì …
eh?
Non ti far fare la lavata di faccia che già tre volte l’ho fatto il conto e glielo portato
…
chi?
Ad Antonio!
No … adesso me l’ha detto eh … (farfuglia) …
ah?
Adesso l’ho visto!
E ti ha dato l’assegno adesso?
No! Mi ha detto: fammi fare il conto che ti faccio … che ti faccio l’assegno … hai
capito …
me l’ha detto pure l’altra volta … già il conto un’altra volta …adesso lo vado a
portare un'altra volta adesso …
portalo, diglielo che questo è il conto … vedi che mi ha mandato lui …
va bene …
scusa se ma l’ha detto … non e che adesso …
ho capito … ho capito … va bene …
va bene …
adesso sto andando … a quello gli faccio fare qualche effetto … qualcosa?
e vedi tu no … eh …
no … eh …(incomprensibile) … prendo quattro effetti chegli facciamo chiudere
quello del caffè …(incomprensibile) il caffè …perciò (incomprensibile) … quello che
può fare …
232
ACRI
e si … fa qualche assegno … pure che …(incomprensibile) … qualche mese …eh …
non è che un casino … noi … noi …
SAPIA
non … non ne ha blocchetti di assegni … non ne tiene blocchetti di assegni … devo
fargli fare qualche cambiale a questo … che possiamo fare se no …
ACRI
ah?
SAPIA
Gli faccio fare una cambiale … che possiamo fargli fare se no?
ACRI
E non lo so, come vuole fare lui … eh …
SAPIA
Ma … ma le cambiali li abbiamo come scontarle …
ACRI
eh?
SAPIA
Li abbiamo come scontarle le cambiali noi?
ACRI
Come li scontiamo … li diamo a qualcuno eh …
SAPIA
ma se noi possiamo …scusa un attimo … se viene …andiamo alla banca …
facciamo fare lo sconto cambiali … per i clienti noi … ohi Nicola …
ACRI
e gli parliamo … che vuoi da me …
SAPIA
eh … andiamo a parlargli … ma … però prima ci andiamo a parlare domani alla
banca … adesso che ora sono? Adesso e tardi … domani mattina scendi presto e ci
arriviamo …
ACRI
va bene …
SAPIA
cosi almeno (incomprensibile) …la cambiale … così lavoriamo in questa maniera
… hai capito …
ACRI
E va bene … adesso vediamo dai …
SAPIA
ok … in modo tale che noi giriamo sempre con i soldi … se no così sempre
scappando e fuggendo …( voci accavallate) …facciamo fare sconto assegni e sconto
cambiali …solo per l’azienda …
ACRI
va bene dai …
SAPIA
allora ti aspetto domani mattina dai … ci vadiamo più tardi …
ACRI
ci vediamo dopo dai …
SAPIA
ciao.
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.44/B
CNR DEL ROS)
Come si accennava poco sopra, SAPIA Sergio gestiva da solo la distribuzione del caffè,
durante la latitanza di ACRI Nicola.
Il dato si evince dalle intercettazioni telefoniche che evidenziavano quanto al
distribuzione del caffè avvenisse in tutto il territorio nazionale.
Infatti, venivano intercettate conversazioni telefoniche tra SAPIA Sergio e tale
“Pasquale”, identificato in LE FOSSE Pasquale (Rossano – CS – 25/10/1956) residente a
Martinengo (BG) Via Beroa n. 28, che aveva in uso l’utenza telefonica n. 3295825271116,
tossicodipendente, pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti, reati contro il
patrimonio, la persona, porto abusivo e detenzione di armi, omicidio doloso.
I contatti di seguito riportati evidenziavano l’esistenza in Lombardia ed in particolare
nella provincia di Varese di:
Utenza intestata a APICELLA Vincenzo (Olevano sul Tusciano - SA - 23/12/1944), residente a
Romano di Lombardia (BG) Via Monsignor Maggioni n. 18, pluripregiudicato per spaccio di
sostanze stupefacenti e reati contro il patrimonio. Da accertamento SDI APICELLA Vincenzo
risulta essere stato controllato in data 02/09/2005 unitamente a LE FOSSE Pasquale (Rossano –
CS – 25/10/1956). In data 23/01/2006 APICELLA Vincenzo denunciava il furto di una
autovettura Jeep targata BH991WL intestata al predetto LE FOSSE Pasquale.
116
233
• magazzini dove stoccare il “Caffè Pellegrino”, intestati a terze persone non direttamente
riconducibili all’organizzazione criminale di ACRI Nicola o del suo nucleo familiare;
• locali riforniti dal citato LE FOSSE Pasquale con caffè, macchine alimentari e prodotti
da bar, tutti articoli messi a disposizione (e consegnati) da SAPIA Sergio e direttamente
riconducibili alla commercializzazione – fuori Calabria – di caffè prodotto dalla ditta
“Caffè Pellegrino” di ACRI Nicola e semilavorati/prodotti e macchine da bar della
ditta “Jamaica” gestita da SAPIA Sergio.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
19:42 del 09/02/2009.
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamato, utenza 3295825271 intestata ad APICELLA Vincenzo
nato ad Olevano sul Tusciano (SA) il 23/12/1944, residente a
Romano di Lombardia (BG) Via Monsignor Maggioni n. 18 ed in
uso a LE FOSSE Pasquale nato a Rossano (CS), il 25/10/1956,
residente a Martinengo (BG) Via Beroa n. 28.
Progressivo:
5833, datato 09/02/2009, delle ore 19:42:59;
Durata:
00:02’:21’’
INTERLOCUTORI
LE FOSSE:
SAPIA Sergio:
SAPIA Antonio:
LE FOSSE Pasquale nato a Rossano (CS), il 25/10/1956;
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960;
SAPIA Antonio, nato a Rossano (CS) l’08/11/1957.
LE FOSSE:
SAPIA Sergio:
LE FOSSE:
SAPIA Sergio:
LE FOSSE:
SAPIA Sergio:
LE FOSSE:
SAPIA Sergio:
LE FOSSE:
SAPIA Sergio:
LE FOSSE:
SAPIA Sergio:
LE FOSSE:
SAPIA Sergio:
Dottò ?
Cugino !
Ciao cugì !
Ciao, ciao !
Oh ?
A Grossobbio ?
Eh !
Tu conosci ?
Grossobbio è qua vicino, si !
Eh, Card Trande quello che vende le macchine lo conosci ?
Come si chiama ?
Card Trande, Trade !
No, no, non lo so !
Non ti ...(sovrapposizioni di voci)...allora ascoltami io domani ti
mando un fax !
Ah ?
Domani tu mi dai un numero e ti mando un fax e ti scrivo perché ti
LE FOSSE:
SAPIA Sergio:
234
mando il fax, domani !
LE FOSSE:
Va bene !
SAPIA Sergio:
E poi ti mi mandi un altro fax perché oggi ti ho fatto la
commissione per le buste !
LE FOSSE:
Ah !
SAPIA Sergio:
E stiamo vedendo i quantitativi perché se è così a metà strada già
sono cacciati tutti !
LE FOSSE:
Non ho capito cugì !
SAPIA Sergio:
Se è così, si noi abbiamo il quantitativo arrivi a metà strada già la
roba è venduta, tutto a posto !
LE FOSSE:
Buono è già fatto allora, ma tu già, già se è interessato, se è
interessato digli di si !
SAPIA Sergio:
Si però io, lui deve sapere i quantitativi ...(incomprensibile)...
LE FOSSE:
Ah ?
SAPIA Sergio:
I quantitativi, Pasquà lui vuole sapere i quantitativi, quanti cartoni
sono tremila e due, tremila e cinque capito ?
LE FOSSE:
Trenta due bancali cugì !
SAPIA Sergio:
Ma quant’è un bancale ?
LE FOSSE:
Sono circa tremila scatole !
SAPIA Sergio:
Tremila scatole circa !
LE FOSSE:
Circa !
SAPIA Sergio:
Miste, miste sono ?
LE FOSSE:
Miste si !
SAPIA Sergio:
Va bene, comunque io domani ti mando un fax per fare questa
commissione, tieni che ti passo a Claudio, tieni !
SAPIA Antonio:
Oh !
LE FOSSE:
Ciao cugì !
SAPIA Antonio:
Chi ti vonu ammazzare…che state combinando ?
LE FOSSE:
A me, tu hai un fratello buono, uno solo !
SAPIA Antonio:
Qual è Cenzu ?
LE FOSSE:
Questo che hai vicino [ridono]
SAPIA Antonio:
Vedi che domani ti manda questa carta serve a me questa
commissione!
LE FOSSE:
Ah è tua la commissione !
SAPIA Antonio:
Si ma proprio direttamente però tu !
LE FOSSE:
Certo che ci vado io !
SAPIA Antonio:
Arrivaci direttamente e vedi dove sono poi mi fai sapere !
LE FOSSE:
Non ti preoccupare ci vado io tu mandami il fax che io ci vado !
SAPIA Antonio:
Non ti dimenticare però che è una cosa di un amico !
LE FOSSE:
Ma ci mancherebbe ohì Clà !
SAPIA Antonio:
Okay !
LE FOSSE:
Okay cugì !
SAPIA Antonio:
Stammi bene, ciao, ciao !
LE FOSSE:
Ciao, ciao ti abbraccio !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.45/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
11:00 del 02/07/2009.
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
235
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3295825271 intestata ad APICELLA Vincenzo
nato ad Olevano sul Tusciano (SA) il 23/12/1944, residente a
Romano di Lombardia (BG) Via Monsignor Maggioni n. 18 ed in
uso a LE FOSSE Pasquale nato a Rossano (CS), il 25/10/1956,
residente a Martinengo (BG) Via Beroa n. 28.
Progressivo:
17425, datato 02/07/2009, delle ore 11:00:21;
Durata:
00:00’:59’’
INTERLOCUTORI
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE Pasquale nato a Rossano (CS), il 25/10/1956
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
LE FOSSE:
Cugì ?
SAPIA:
Oh ?
LE FOSSE:
Quando arrivi ?
SAPIA:
Verso le quattro e mezza, le cinque Pasquà !
LE FOSSE:
Ah perché ho parlato con un bar qua e vuole pure le macchinette !
SAPIA:
Io ne sto portando quattro macchinette !
LE FOSSE:
Eh dico le piazziamo tutte e quattro subito !
SAPIA:
Eh !
LE FOSSE:
Si, prodotti ce n’hai ?
SAPIA:
Mò c’ho cinque e cinque per il momento !
LE FOSSE:
Va bene vediamo come funziona poi c’è il pullman che io sto
organizzando tutto !
SAPIA:
No poi salgo io questo non è un problema !
LE FOSSE:
Ah va bene !
SAPIA:
Basta che abbiamo la cella Pasqua’ capito ?
LE FOSSE:
Non ti preoccupare ho una cella e la metto in funzione, ce l’ho una
cella te l’ho detto !
SAPIA:
Eh quando vengo parliamo !
LE FOSSE:
Va bene dai verso le quattro e mezza, le cinque ti aspetto dai !
SAPIA:
D’accordo ...
LE FOSSE:
Ciao ...
SAPIA:
Ah Pasquà ?...
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.46/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
18:22 del 14/07/2009.
___________________________________________________________________
236
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3295825271 intestata ad APICELLA Vincenzo
nato ad Olevano sul Tusciano (SA) il 23/12/1944, residente a
Romano di Lombardia (BG) Via Monsignor Maggioni n. 18 ed in
uso a LE FOSSE Pasquale nato a Rossano (CS), il 25/10/1956,
residente a Martinengo (BG) Via Beroa n. 28.
Progressivo:
Durata:
18559, datato 14/07/2009, delle ore 18:22:28;
00:03’:07’’
INTERLOCUTORI
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE Pasquale nato a Rossano (CS), il 25/10/1956
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
LE FOSSE:
SAPIA:
Pronto ?
Pronto, pronto ciao cugì !
Oh dimmi tutto com’è a novità ?
Tutto bene ti aspettavo dici che eri a Varese, dici che eri a Varese
passo,qua, là !
No Pasquà non c’è l’ho fatta perchè a Varese sono dovuto scappare
urgentemente a Milano ….un’altra volta !
Eh !
Mò io domani pomeriggio ...(incomprensibile)...a Perugia
...(incomprensibile)...te ne serve ?
Cosa ?
Eh ?
Non ho capito dimmi ?
Ti serve ...(incomprensibile)...qualche macchinetta ancora ?
Ma io c’ho macchinette e tutto se ...(incomprensibile)... qualche
macchinetta come quelle che ho …… io sto recuperando pure le
macchinette cugì !
Ah ! ma non ne hai macchinette ?
Ce ne ho ancora due macchinette che ho recuperato ...
Eh !
Però se non c’è la roba da dargli che ne faccio di macchinette !
Come ?
Se non c’ho da dargli il prodotto che ne faccio delle macchinette !
...(incomprensibile)...
Ah ?
...(incomprensibile)...
Si ma mi serve il prodotto !
Eh già ...(incomprensibile)... ti porto caffè e limone !
Mi porti limone e cosa più ?
E il caffè !
E il latte di mandorla ?
Il latte di mandorla pure ti serve ?
237
LE FOSSE:
Si me lo hanno chiesto uno vuole una macchinetta del latte di
mandorla e un altro vuole la granita alla menta !
SAPIA:
Però Pasquà ascoltami ...
LE FOSSE:
Dimmi ?
SAPIA:
Siccome ...(incomprensibile)...il latte di mandorla e la granita alla
menta
LE FOSSE:
Eh !
SAPIA:
Costano venti euro ...(incomprensibile)...invece il caffè ha un
...(incomprensibile)... diverso hai capito !
LE FOSSE:
Ho capito ma se tu mi dici, per dire, io gli ho detto a uno che
questo qui consuma tanta granita alla menta che ci costa a noi?
niente, costa poco giusto ?la macchinetta ce l’ha lei non gliela
dobbiamo dare !
SAPIA:
Si, si, si, si ...
LE FOSSE:
La macchinetta è sua non gliela dobbiamo dare gli diamo solo il
prodotto meglio di così !
SAPIA:
Ah bene, bene allora ...(incomprensibile)...domani ti preparo un
po’ di granita alla menta !
LE FOSSE:
Uhm !
SAPIA:
Caffè normale e qualche altra cosa dimmi ? il latte di mandorla ?
LE FOSSE:
Granita alla menta, latte di mandorla e caffè ...
SAPIA:
E limone ?
LE FOSSE:
E limone !
SAPIA:
...(incomprensibile)...
LE FOSSE:
Ah ?
SAPIA:
Giovedì sono da te !
LE FOSSE:
Va benissimo giovedì ti aspetto !
SAPIA:
Okay !
LE FOSSE:
Okay !
SAPIA:
...(incomprensibile)...
LE FOSSE:
...(incomprensibile)...tu già devi stare qua un paio d’ore, tre cugì
...(incomprensibile)...
SAPIA:
Io sto qui fino a ...(incomprensibile)... con te poi me ne vado !
LE FOSSE:
Se tu stai mezza giornata risolviamo tutti i problemi !
SAPIA:
Allora io ...(incomprensibile)... per mezza giornata tranquillo !
LE FOSSE:
Va bene giovedì ti aspetto dai !
SAPIA:
D’accordo ciao Pasquà !
LE FOSSE:
Ti abbraccio ciao !
SAPIA:
Ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.47/B
CNR DEL ROS)
In data 15/11/2008 venivano registrate alcune conversazioni telefoniche,
contraddistinte dai progressivi 416 e 417, nel corso delle quali SAPIA Sergio,
dialogando con MURANO Fabio, nato a Cassano Jonio il 05/12/1972, appare
interessato ad investire negli Stati Uniti parte degli introiti della ditta “Pellegrino
Caffè s.r.l.”, nell’apertura di una gelateria.
Si riportano le conversazioni a cui viene fatto riferimento estrapolate dall’intercettazione
dell’utenza 333/6234822, in uso a SAPIA Sergio:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
18:37 del 15/11/2008.
238
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamante, utenza 3346688497 in uso a MURANO Fabio nato a
Cassano Jonio il 05/12/1972, residente a Rossano (CS) alla Via Mar
Ligure n.10.
416, datato 15/11/2008, delle ore 18:37:04;
00:01’:50’’
INTERLOCUTORI
MURANO:
SAPIA:
MURANO Fabio nato a Cassano Jonio il 05/12/1972
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
Pronto ?
Zio Se’ ?
Dimmi ?
Com’è tutto a posto ?
Si !
Hai capito chi sono ?
Ah ?
Hai capito chi sono ?
Non ho capito che non si sente bene, dimmi ?
Sono Fabio !
Ah Fa’ dimmi tutto !
Com’è tutto a posto ?
Si tiracchia compà !
Dove sei ?
Sono in laboratorio !
Si ?
In laboratorio !
In laboratorio ?
Uhm !
Senti un attimo Se’, sei disponibile, sei disponibile a fare un
investimento non in Italia !
Un investimento ?
Un investimento non in Italia con gelateria e tutto, tutto quello che
hai !
Si come no !
O a Los Angeles o a Miami…abbiamo tre opzioni o Los Angeles o
Miami o New York, tre, tre…solo che… con questo mio amico, uno
di fiducia, un mio amico che lavora con me da sei anni qua a Milano
e è lì a New York e mi sta facendo tutto, sta vedendo tutto…è
andato…sta girando un pochino per vedere pure com’è tutto, il da
farsi ...
...(Incomprensibile)...
Come ?
Le normative sono diverse dalle nostre, devi vedere tutta
l’impostazione ...(Incomprensibile)...
Non ho capito !
239
SAPIA:
Le normative sono diverse dalle nostre lì in America che già le ho
viste allora ci vuole uno che c’è già all’interno che riesce a muovere
tutto ...
MURANO:
Ti chiamo con il mio telefono che questo non si sente bene, aspetta
che ti chiamo con il telefono ...
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.48/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
18:39 del 15/11/2008.
___________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamante, utenza 3205316821 intestata ed in uso a MURANO
Fabio nato a Cassano Jonio il 05/12/1972, residente a Rossano (CS)
alla Via Mar Ligure n.10.
417, datato 15/11/2008, delle ore 18:39:15;
00:12’:10’’
INTERLOCUTORI
MURANO:
SAPIA:
EUGENIO:
MURANO Fabio nato a Cassano Jonio il 05/12/1972
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
EUGENIO, persona di sesso maschile non identificata
CONVERSAZIONE
SAPIA:
Fabio dimmi ?
MURANO:
Oh ?
SAPIA:
Dimmi ?
MURANO:
Stavi dicendo ?
SAPIA:
Siccome c’è questo amico mio che…lui si trova pure a Miami ...
MURANO:
Uhm, uhm ...
SAPIA:
E’ di Cropalati, però la difficoltà subentrò allora per quanto riguarda
la normativa ...(incomprensibile)...tutti quei controlli che hanno fatto
per le cose chimiche, queste cose qua ...
MURANO:
Ah, ah !
SAPIA:
Allora noi ci fermammo per questo motivo non siamo andati avanti
per questo motivo perché erano troppe le normative da rispettare
...(Incomprensibile)...anche se tui fai un discorso legale, fai un
discorso tranquillo però per poter accedere ...(Incomprensibile)...loro
volevano una miriade di documentazione e di cose che attualmente
non eravamo in grado di poterle fare e sto parlando di cinque anni fa
eh !
MURANO:
Cinque anni fa ? no…eh…...
SAPIA:
...(Incomprensibile)...sono cambiate comunque !
MURANO:
Sono cambiate bravo, hai capito bravo, stai parlando di cinque anni
fa le cose sono cambiate adesso il contatto…c’è questo mio amico che
240
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
è andato a New York ora è qui con me sta ritornando là, ritorna
lunedì però lui vuole…c’ha questa opzione di…o Los Angeles o
Miami o New York una delle tre che poi ...
Conviene più Miami o Los Angeles ...
Conviene più Miami o Los Angeles bravo che poi l’importante è
partire con uno che poi possono creare un franchising capito,
l’importante è partire con uno !
Fabio se lei mi dice, allora c’è questa che..perchè non ho bisogno di
lavoro perché noi bene o male un ...(Incomprensibile)...già lo
abbiamo a noi ci serve una persona, o che meglio, che riesce a
incanalarci nelle cose più importanti capito l’importante ...
Ma io poi mi vedo, Sergio se tutto il da farsi si riesce, riusciamo a
farlo io lì ci sto otto mesi all’anno ...
Ma io ...(Incomprensibile)...il laboratorio là capito non è che c’ho
problemi!
Pure tu ci ...(Incomprensibile)...il laboratorio bravo, quindi ci stiamo
otto mesi là e quattro mesi andiamo…ce ne andiamo a sud !
Si anche perché là ...(Incomprensibile)...un posto di lavoro Fa questo
è ...
Si !
È
un
discorso…se
imposti
il
lavoro
là
è
tutto
...(Incomprensibile)...non è un discorso di…perché noi un
programma allora lo abbiamo fatto con questo qua capito ?
Ah, ah !
Però poi…sai chi è Arturo quello di Cropalati, Pizzetta !
Ah con Arturo Pizzetti ?
Lui prima era in Austria poi eravamo rientrati con questo discorso là
poi ...(Incomprensibile)...non abbiamo fatto più niente ci siamo
fermati però lui ogni volta che viene, che scende giù mi dice che stai
facendo, che stai facendo, siamo qua ...(Incomprensibile)...meno male
che siamo qua e che sta andando bene…è una cosa che potrebbe
andare molto, molto bene a livello sia di caffè e di cose che sono cose
che lì non hanno !
Allora Sergio ti dico una cosa un buco di gelateria a New York, a
Miami o a Los Angeles metti quaranta metri di, quaranta metri più
trenta di laboratorio, quaranta di laboratorio ...
Si !
Là incassano con….c’ho questo amico, questo amico mio che viaggia
dai sette mila ai dodicimila dollari al giorno !
No si incassano, si incassano i soldi lo so perché
...(Incomprensibile)...io lì poi c’ho una ragazza di Siderno che lavora
con, che lavora a New York con un’azienda che fa le macchine per il
gelato ...(Incomprensibile)...
Ah fa le macchine là ? possiamo fare pure là allora ?
Tutto
possiamo
fare
là
noi
Fà,
tutto,
sia
come
...(Incomprensibile)...anche perché il sistema energetico a livello di
corrente là sono a cento dieci volt non sono a due e venti capito ?
Perfetto, perfetto !
No questo ...(Incomprensibile)...su tutte queste cose qua solo che
però ohì Fa c’è ...(Incomprensibile)...c’è la persona che realmente ci
riesce a indirizzare e andando e vedendo da qua noi possiamo
indirizzare perché siamo ...(Incomprensibile)...della materia e bene o
male della zona ...(Incomprensibile)...in Italia, lì realmente ci sono
241
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
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MURANO:
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MURANO:
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MURANO:
EUGENIO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
tante di quelle cose che chi non ci sta non le sa capito ?
Si, si, si, no allora ...
Perché la persona…non ci sono problemi noi possiamo fare quello
che vogliamo Fa’ !
Allora, il mio amico Eugenio adesso è con me e stiamo parlando in
viva voce, il mio amico Eugenio parla benissimo inglese anche io
parlo bene inglese quindi già abbiamo un vantaggio maggiore, lui è
un ragazzo in gamba abbiamo lavorato insieme per sette anni ...
...(sovrapposizione di voci)...
Facciamo, lui ritorna lunedì a New York quindi lunedì va a New
York e lunedì il tempo di cinque, sei, sette giorni mi fa sapere tutto,
tutto quello che c’è da fare ...
A limite noi se abbiamo il lavoro andiamo a New York, andiamo non
ci sono problemi !
Aspetta poi va a Miami perché va a fare scouting per delle grosse
agenzie di fashion qua di Milano perché lui adesso sta facendo
quello però ha visto l’andazzo, ha visto l’andazzo e quindi ha detto
...
Si guadagnano i soldi Fa !
Si guadagnano i soldi bravo !
...(Incomprensibile)...là arriviamo a livello di Coca Cola, non proprio
Coca Cola ma arriviamo a quel livello capito ?
Il prodotto che hai tu Sergio il Jamaica, il Jamaica ...
...(sovrapposizione di voci)...
Il latte di mandorla come lo facciamo noi ...
No stiamo facendo pure un prodotto nuovo con noccioline e
mandorline la gente esce pazza ...(sovrapposizione di voci)...
Sergio, Sergio, allora facciamo così Sergio facciamo andare…lui va
lunedì, lunedì va a New York ...
Si !
Lunedì va a New York tu, te lo presento è qua si chiama Eugenio !
Ciao, ciao !
Ciao, ciao, ciao Eugè !
Allora lui lunedì va a New York ...
Si !
Va alla camera di commercio vede un po’ tutto l’andazzo, c’ha i
contatti buoni da chiedere pure a gente pesante là ...
Ohì Fabio scusa se ti interrompo un attimo digli poi a Eugenio e
dagli pure l’indirizzo e-mail perché lui può ...(Incomprensibile)...può
anche via e-mail ci possiamo sentire noi (-) Fabio ?
Si, si mandiamo i messaggi si !
Eh hai capito ti posso dare l’e-mail e manda l’e-mail e mi dice tutto
...(Incomprensibile)...e quello che si deve fare, tutto quello che
dobbiamo portare capito ?
Perfetto, tutto le informazioni che ti servono ...(sovrapposizione di
voci)... fra poco, quando finisco di parlare ti manda la sua e-mail !
Uhm ti do la mia segnatela ...
In poche parole io e Eugenio, io e Eugenio abbiamo deciso questo
perché dobbiamo dare una svolta Sergio perché non possiamo stere
più a Milano a ...(sovrapposizione di voci)...
Ascolta Fabio, Fà ascoltami bene la svolta qual è ch’è ? oggi il
...(sovrapposizione di voci)... oggi il campo crescente è il
...(Incomprensibile)...perciò questo non è un problema lo sai che io
242
MURANO:
EUGENIO:
SAPIA:
EUGENIO:
SAPIA:
EUGENIO:
SAPIA:
EUGENIO:
MURANO:
EUGENIO:
MURANO:
EUGENIO:
MURANO:
EUGENIO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
EUGENIO:
SAPIA:
MURANO:
lavoro giorno e notte, giorno e notte e non me ne frega niente
l’importante ...(sovrapposizione di voci)...
...(sovrapposizione di voci)...
Sergio volevo chiederti una cosa, quale pensi che sia il problema, il
problema principale di questa cosa che in America hanno delle
regole strane per l’importazione dei prodotti ?
No il discorso è questo per noi allora era un discorso un po’ strano
per il semplice motivo che io dovevo esportare, portare da qui in
America il ...(Incomprensibile)...del caffè ...(Incomprensibile)...il
discorso via nave, hai capito ? il discorso via nave oppure doveva
andare via aerea capito, solo che il discorso qual è ? impostando un
discorso là sopra crei una struttura, crei una struttura lì in America
che è una cosa ben diversa capito ? allora noi essendo già lì a New
York ...(Incomprensibile)...possiamo fare tutto quello che vogliamo
però lì in base, lì in sede capito ? è quello il discorso !
Si !
Perché quando sei in sede puoi giocare perché io c’ho dei contatti
pure con gente che ha New York ha un grossa fabbrica di macchine
per gelati, tutto quello che ci serve capito ? poi io c’ho i contatti della
Ugolini quello dei granitori per New York c’ho tutto quello che mi
serve a New York, possiamo fare Miami, New York…tutto quello
che vogliamo !
Okay, okay !
Io ho tutti gli agganci di quello che ti serve dalla a alla
zeta…internazionale
Perfetto partiamo già avvantaggiati ...
Hai capito perché ti ho detto noi abbiamo bisogno di questo !
Si ...
È una potenza lui, Eugè è una potenza, Sergio è una potenza !
Okay, okay ...
Non puoi capire se mettiamo, se mettiamo, se mettiamo il
laboratorio grosso all’interno che ce lo facciamo pure più grosso
Sergio ? Eugè ?
Lo so, lo so l’idea è giusta ...
Fabio ? Fabio ? ...(sovrapposizione di voci)... mi senti ?
Si !
Digli a Eugenio che io quest’anno per il fatto del caffè che per questo
problema che abbiamo avuto qua io non sono potuto andare in Cina
a fare due mesi di laboratorio e mi rimanevano venticinque mila
euro, perché in Cina adesso hanno cambiato non danno più la
merenda danno il gelato la mattina e io dovevo fare un laboratorio
che ...(Incomprensibile)...ottocentomila gelati al giorno a Pechino e
ho dovuto rinunciare e tu sai il motivo perché ho rinunciato !
Si lo so, si !
Eh capito, perché non è un problema bene o male quando sei lì
dentro tutti gli agganci a livello di aziende, di prodotti, di tutto non
ci sono problemi possiamo avere anche dei finanziamenti, allora,
quando siamo partiti c’è la camera di commercio che ti danno tutto
quello che ti serve anche in America, tutto !
Okay, allora io vado là cerco, individuo un posto ideale dove si può
aprire.
Strategico !
...(Incomprensibile)...il mercato lì in modo strategico e mi informo un
243
SAPIA:
EUGENIO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
EUGENIO:
MURANO:
SAPIA:
EUGENIO:
MURANO:
EUGENIO:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
EUGENIO:
SAPIA:
MURANO:
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MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
attimo su tutte le regole come fare a avere il visto finanziario queste
cose…per aprire un attività negli Stati Uniti, okay !
Si e per quanto riguarda…portarti a farti vedere l’azienda
...(sovrapposizione di voci)...
Va bene, va bene !
La gente la porto anche se non parlo l’inglese non ti preoccupare !
Sergio, Sergio allora io scendo domani a Rossano ...
Si !
Lui lunedì va a New York ...
Si !
Io torno prima di…cioè devo fare un viaggio, torno verso il quindici
di dicembre ...
Va bè ma non c’entra niente ...
Si tanto ci vuole sempre febbraio per poter partire
...(Incomprensibile)...
Okay, okay ...
Io già fra una settimana sono là ...
Okay, okay va bene, ho capito !
Allora io scendo giù ...
Si !
Domani, che prendo l’aereo, lui lunedì va a New York c’ha tutto
questo già organizzato perché ha visto tutto su internet in più con la
...(Incomprensibile)...che ha lui inizia a domandare tutto il da farsi ...
Faccio ...(Incomprensibile)...com’è il mercato !
Ah ecco lui fa lo studio di marketing vede un attimino com’è la
situazione lì, hai capito Fà ?
...(sovrapposizione di voci)... senti io appena arrivo domani ...
Ci sentiamo qua ...
Appena scendo domani, dopo domani, alimite ci mangiamo una
pizza domani sera ?
Eh, ohì Fa una cosa importante ti chiedo ...
Io e tia solo a parlare ...
Una cosa importante ...
Dimmi ?
Che sia una cosa che sappiamo solo io e te perché…hai capito ?
No, no Sé ma stai scherzando ...
È un segreto, queste sono cose importanti nessuno deve sapere
niente !
Nemmeno mio padre lo deve sapere Sergio ...(sovrapposizione di
voci)... nemmeno mio padre lo deve sapere Sergio !
Io mi posso spostare quando voglio e dove voglio ...
Nemmeno mio padre, quando ho realizzato, quando ho realizzato a
limite lo posso dire a mio padre !
Bravo !
Quando poi l’abbiamo rivenduta la gelateria forse lo diciamo
...(sovrapposizione di voci)... ce ne avevamo una, hai capito ? questo
è tranquillo infatti, infatti di questo non ti preoccupare, allora niente
Sé ci sentiamo, ci vediamo domani !
Domani, se poi gli dai l’e-mail mi manda l’e-mail così ci sentiamo,
ci…!
Si, dammi l’e-mail tua, dammi l’e-mail tua !
Sapia Sergio ...
Come ?
244
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
Sapia trattino Sergio ...
Sapia trattino Sergio ...
Si, trattino basso Fà !
Si trattino basso !
Chiocciola ...
Segnalo, segnalo qua, va bè segnalo su internet Sapia trattino basso
...
SAPIA:
Trattino basso, Sergio ...
MURANO:
Trattino basso Sergio ...
SAPIA:
Chiocciola alice punto it !
MURANO:
Chiocciola alice punto it, perfetto, okay ti chiamo, ti chiamo domani
appena arrivo, okay ?
SAPIA:
D’accordissimo, okay Fabiolino, ciao salutami Eugenio ciao !
EUGENIO:
Ciao, ciao Sergio, ciao grazie !
SAPIA:
Ciao, ciao figurati !
VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.49)
Ad avvalorare quanto sin qui indicato, si evidenzia altresì la conversazione telefonica,
registrata in data 27/11/2008, alle ore 22:07, nel corso della quale SAPIA Sergio,
dialogando con MURANO Fabio, riferiva che avrebbero potuto “liberare” Gennaro (cioè
Acri Gennaro) e che con LUI in libertà sarebbe stata “una cosa diversa…”. (prog. 1051 –
utenza 333/6234822 in uso a SAPIA Sergio).
La conversazione è di estremo rilievo in quanto evidenzia quanto SAPIA continui a
dipendere economicamente e ndranghetisticamente dalla famiglia Acri. L’auspicato ritorno
in libertà di ACRI Gennarino avrebbe, secondo le aspettative di SAPIA, implementato
l’avviamento dell’impresa di distribuzione di caffè. Effettivamente, era attesa la Sentenza
di primo grado per il processo relativo all’omicidio di Converso Luciano pertanto, SAPIA
confidava nella possibilità che Acri Gennarino venisse assolto e, conseguentemente
scarcerato117.
Si riportano le conversazioni di interesse a cui viene fatto riferimento:
Utenza in uso a SAPIA Sergio (rit. 1090/08)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
22:07 del 27/11/2008.
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3346688497 in uso a MURANO Fabio nato a
Cassano Jonio il 05/12/1972, residente a Rossano (CS) alla Via Mar
Ligure n.10.
1051, datato 27/11/2008, delle ore 22:07:19;
00:07’:43’’
Progressivo:
Durata:
Il processo di primo grado sarebbe stato definito con Sentenza di primo grado il 13.11.2009 che
condannava acri Nicola quale mandante, Acri Gennarino e Massimo esposito, quali esecutori
materiali dell’omicidio di Converso Luciano. I Giudici della Corte di Assise d’Appello
pronunciavano Sentenza assolutoria il14/7/2011.
117
245
INTERLOCUTORI
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
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MURANO:
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SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
MURANO Fabio nato a Cassano Jonio il 05/12/1972
Pronto ?
Zio Sé ?
Ehì ?
Com’è ?
Insomma, tutto a posto?
Dove sei ?
Ora sto scendendo da Padova !
Da Padova ?
Uhm, uhm !
E quando sei salito ?
Sono salito ieri, ieri sera !
Ija ara…a saperlo salivo con te nculu ...(Incomprensibile)...
E perché non me lo hai detto scusa ?
E che ne sapevo…con chi sei salito ?
Sono venuto a prendere i granitori sono stato pure a Ravenna
stamattina e ora sono a coso ...(sovrapposizione di voci)...
Ma sei con la macchina ?
Si con il furgone sono salito !
Con il furgone ?
Eh bè…
Aja ara puttana ero salito pure io ...(Incomprensibile)...io sto salendo a
Milano e sono con la macchina a cento trenta, cento quaranta che
non mi passa più madonna !
Perché ?
Ci sono i tutor, tutti tutor ci sono dalla parte dell’adriatica !
Ah dall’adriatica stai salendo ?
Si !
Eh e che cazzo ne sapevo sennò venivi con me Fa’ !
Dalla parte di Roma non ci sono tutti tutor no ? solo a Roma c’è ?
Ce ne sono due !
Roma Napoli e basta ?
Ah, ah !
E poi dopo Roma non ce ne sono più ?
No ce n’è uno prima di Firenze e basta !
Di tutor ?
Si ...(sovrapposizione di voci)...
No qua è tutto quanto, da Cerignola fino a coso, come cazzo si
chiama, fino a Milano tuttu tutor è, tutto !
Si ma pieno, una volta, una volta mi sono fermato sulla cosa di
emergenza ...(Incomprensibile)...
Si, si aja ari morti loru….sei solo ?
Si ora stai salendo tu ?
Ora salgo a Milano e scendo domenica che devo prendere certi soldi
!
Pure io scendo domenica però poi mercoledì prossimo salgo di
nuovo però devo andare a Lucca e a Massa Carrara !
246
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
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MURANO:
SAPIA:
MURANO:
Ah ho capito, devi andare a fare…sempre….
Per lavoro si, ho certi contratti Fa’ ...(Incomprensibile)...macchinari,
tutti queste cose qua !
Ah, ah ti stavo dicendo, guarda che, mi ha chiamato pure Eugenio
perché a Miami ho a coso, aja ara fissa e mammita, il sale, stanno
buttando il sale e lo hanno buttato tutto sulla macchina nculu a chi v’è
mortu !
Sai che c’è un po’ di neve in giro comunque eh ?
Si c’è ghiaccio !
Neve e ghiaccio stai attento !
E sto camminando a cento trenta, cento quaranta non mi passa
più….
Lo so ...
...(Incomprensibile)...
Io cammino a cento dieci con il furgone fatti in conto, che devo fare ?
Mamma mia una paronoia madonna !
Ma io fino a mò, ssono partito ieri sera alle dieci poi sono stato a
Roma stamattina e fino a ora ho fatto mille e novecento chilometri !
...(Incomprensibile)...sei partito ieri sera alle dieci ?
E bè ma io cammino con la macchina Fa’ !
Aja a madò si a saperlo venivo con te e poi da Padova prendevo un
treno e andavo a Milano ...
E ti accompagnavo a Milano che cazzo me ne frega a me !
Aja a madò passavamo un paio di a Milano e tornavamo !
Eh ohì Fa’ che cazzo ne so, ormai…
Che cazzo…ormai ...
...(Incomprensibile)...
E dimmelo sempre quando sali !
Eh non ti preoccupare !
Eugenio mi ha chiamato, mi ha chiamato pure Eugenio da New York
!
Eh !
E sta vedendo tutta la documentazione dice che già c’ha un casino di
documenti in mano !
Fatti dare una cazzo di e-mail ...(sovrapposizione di voci)...
Ha detto che settimana prossima, ha detto settimana prossima
mando l’e-mail a Sergio ...
Eh !
E ha detto ci vogliono un po’ di documenti, ha detto che stava
vedendo pure il coso, il fatto dei prodotti, per i prodotti !
Si, si ma ...(Incomprensibile)...non è un problema !
Tutto sta, no per il fatto di…...(Incomprensibile)...quello che gli hai
chiesto tu come cazzo si chiama ?
...(Incomprensibile)...
Del ?
I prodotti i cosa ? i gelati ? cosa ?
No stava vedendo quello che gli hai chiesto tu, che cazzo gli hai
chiesto ? eh, non lo so non mi ricordo che cazzo gli hai chiesto
comunque mi ha detto che stava vedendo tutto che già aveva un po’
di documentazione in mano, un bel po’ di documentazione in mano
e che aveva un appuntamento con un amico avvocato e gli spiegava
tutto il da farsi, pure lui ha parlato di avvocati sia Cristian dalla
parte di Los Angeles che oggi è andato a Miami e sia lui ...
247
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
MURANO:
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MURANO:
SAPIA:
MURANO:
SAPIA:
No ma l’avvocato ci vuole !
Eh ?
Ci vogliono gli avvocati come no !
Si, infatti ha detto che parlava la settimana prossima, lunedì, con
l’avvocato e poi mi mandava tutta la documentazione !
Uhm ...(Incomprensibile)...io niente, quando scendo ti do il numero
così chiamiamo pure a quello dei macchinari !
L’hai trovato ?
Si ce l’ho a casa !
Quello lì che è già a Miami ?
Quello di Miami si !
E affrettiamoci un pò Sergio !
Si Fa’ però per tutte le cose ci vuole sempre il tempo tecnico io sto
aspettando pure tutti questi esiti che stanno succedendo in modo
che… giorno dieci sentono pure la testimone, la ragazza ...
Ah, ah !
E può darsi che, può darsi che sentono la ragazza ...
Li liberano ?
A Gennaro lo cacciano capito ?
Ah, ah giorno dieci ?
Eh speriamo ...(Incomprensibile)...una via diversa, capito ? più
libertà ...
Eh si se cacciano a Gennaro lui tanto ha il lavoro e si mette a lavorare
lui ...
No ma non solo questo per esempio io devo fare tutto il giro… tutti
avevano al roba mi ha chiamato oggi a chi mancava lo zucchero e il
caffè…ma come sono venuto ieri…si però non ho visto nel
magazzino….va bè comunque li ho abituati io in questo modo che
cazzo devo fare Fa’ !
Eh infatti !
Comunque li avevo nel coso ho chiamato mio cognato e glieli ho fatti
portare !
Eh va bene !
Comunque fammi saperi tu qualcosa ohì Fa’ quando scendi !
Si in settimana, settimana prossima verso martedì, mercoledì ...
Comunque a Milano, a Milano stiamo avendo una bella opportunità
eh ?
A Milano ?
Si sta aprendo una bella opportunità ...(Incomprensibile)...lo ha detto
pure Cosimino che voleva fare ...
Eh lo so, lo so però sai qual è il problema Sé che io non sono là in
estate ...
Lo so ...
Perché se io, eh se io ero là in estate ...
Ci vorrebbero due figlie di puttana, due donne che per l’estate fanno
il lavoro !
Come ?
Ci vorrebbero due ragazze intelligenti che si sacrificano l’estate ...
Che fanno il lavoro per me ...
Eh ...
Per me, fanno la parte mia e la tua, per te poi ...
In modo che il guadagno cacciamo tutte le cose e dividiamo in
quattro hai capito, è molto di più il guadagno hai capito Fa’ ?
248
MURANO:
SAPIA:
Si, si !
Comunque dai noi il tempo, il tempo ...(Incomprensibile)...ce
l’abbiamo per andare a fare qualcosa!
MURANO:
Si però cedi Sergio dobbiamo mirare, dobbiamo mirare su Miami
capito Sergio perché ...
SAPIA:
Lascia stare questa è una cosa importante Fa’, questa è una pietra
miliare che si deve fare ...
MURANO:
Eh !
SAPIA:
Però realmente il Jamaica ormai in Italia sta prendendo piede e deve
andare avanti !
MURANO:
E bè è normale, è normale quello sempre ...
SAPIA:
Io l’ho fatto assaggiare a certi responsabili ...
MURANO:
Fammi vedere, fammi vedere, fammi…fammi…in questi due, tre
giorni che sono là che c’ho un sacco di amiche italiane che ...
SAPIA:
Lancia la proposta vedi quello che vogliono fare ...
MURANO:
Quello che vogliono fare si, bravo dai, che facciamo pure
...(Incomprensibile)...
SAPIA:
Se fossimo andati insieme quando scendevamo io ho un
...(Incomprensibile)...
MURANO:
Eh, eh ...(sovrapposizione di voci)...
SAPIA:
...(sovrapposizione di voci)... che cazzo vuoi Fa’ ormai è andata così !
MURANO:
E va bene e va bene la prossima, la prossima settimana se devi
andare a Lucca ...(Incomprensibile)...vengo con te !
SAPIA:
Si d’accordo !
MURANO:
Okay e va bene dai ...
SAPIA:
Fammi sapere !
MURANO:
Ci aggiorniamo…quando scendo ti chiamo dai okay ?
SAPIA:
D’accordissimo ciao compà buon viaggio vai piano, piano, ciao !
MURANO:
Ciao, ciao !
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.50/B
CNR DEL ROS)
In data 14/01/2009 venivano registrate ulteriori conversazioni, inerenti
investimenti in America, relativamente al commercio di caffè. SAPIA Sergio
chiedeva a tale “Antonio”, identificato in GRANDE Antonio, nato a San Giovanni
in Fiore (CS) il 18/11/1962, residente a Manziana (RM) Via della Costa nr. 22, che
utilizzava l’utenza nr 335/5707854 (intestata alla Telecom Italia S.p.A.), se avevano
preparato la bozza per la “cosa” di New York. Alla risposta affermativa
dell’uomo, sia per New York che per Rio (verosimilmente Rio de Janeiro) SAPIA
Sergio, confermava solo per quello di New York. “Antonio”, replicava che
dovevano vedere prima il prezzo di mercato del caffè in America.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
20:26 del 14/01/2009.
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
249
contatto:
chiamante, utenza 3355707854 intestata a Telecom Italia S.p.A.ed in
uso a GRANDE Antonio, nato a San Giovanni in Fiore (CS) il
18/11/1962, residente a Manziana (RM) Via della Costa nr. 22;
Progressivo:
Durata:
4093, datato 14/01/2009, delle ore 20:26:39;
00:05’:28’’
INTERLOCUTORI
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE Antonio, nato a San Giovanni in Fiore (CS) il
18/11/1962
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
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GRANDE:
SAPIA:
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GRANDE:
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GRANDE:
SAPIA:
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GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
Antò ?
Ah Se’ ?
Dimmi ? ...(sovrapposizione di voci)... domani mattina viene Luigi
...(Incomprensibile)...
Aja a madonna ...
Ma tu cosa hai risolto con coso ? ...(sovrapposizione di voci)...
Si ...(Incomprensibile)...[conversazione molto disturbata]
Si, si come no è pronta !
La porti tu, allora ?
Si ti portu la lettera e tutto, ma loro chi fanno vengono con te ?
Non ho capito !
Claudio e il fratello che fanno ?
...(Incomprensibile)...come dici tu ohì Se’ noi lo possiamo passare a
prendere, andiamo insieme se tu vuoi andare prima andiamo
prima dipende, Claudio sicuro ma il fratello non so ancora me lo
deve dire !
Vogliamo andare domenica Antò ?
Non ho capito !
Vogliamo andare domenica, come dici tu ?
...(Incomprensibile)...pomeriggio !
Sabato pomeriggio ?
Eh !
E nente io ora devo chiamare Luigi perché…per prenotare
l’albergo hai capito ?
Va bene !
Perché lui va a Roma oggi, domani mattina viene a Rossano ...
L’albergo di sicuro lo devi prendere scusa, la stanza è sicura
almeno ...(Incomprensibile)...ppe te e per Claudio sicuro, poi
...(Incomprensibile)...parti la mattina oppure se tu puoi partire il
pomeriggio insieme a Claudio partiamo pomeriggio capito, però
...(Incomprensibile)...sera siamo sicuramente a Rimini !
Allora niente io domani mattina, io ti chiamo in ufficio no, ti faccio
uno squillo e ti dico realmente tutte le novità che ci sono !
Su cosa ?
Per quanto riguarda…perché se io non ho …se sono là sabato
mattina presto ...
250
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
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SAPIA:
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SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
SAPIA:
GRANDE:
Eh !
Per ...(Incomprensibile)...di quelle cose là e poi la sera restiamo là a
Rimini in albergo e po ce ne andiamo ...(Incomprensibile)...la
mattina !
Eh va bene quindi, cioè, o, cioè se Claudio dice…ha detto che lui
può darsi pure che non ...(Incomprensibile)...dal fratello capito
quindi mi deve fare sapere, quindi…allora se tu ci devi andare la
mattina e lui il pomeriggio dal fratello io vengo con te ...
Eh bravo ...
Se non deve andare dal fratello ...(Incomprensibile)...o pomeriggio
andiamo insieme da lui in Toscana lo prendiamo
...(Incomprensibile)...
Io
domani
so
tutto
perché
domani…io
già
...(Incomprensibile)...biglietti ce li ho capito ?
Eh !
I biglietti ce li ho tutti capito !
Comunque sabato sera siamo là o di mattina o andiamo
pomeriggio ma sicuramente siamo là capito !
Va bene, va bene, si, si d’accordo !
Però non ti dimenticare la lettera Sé !
No che mi dimentico Antò ma sei pazzo, ascoltami una cosa
importante Antò ...
Eh !
Ma più o meno qualcosa in pentola c’è ?
Cosa ?
Qualcosa in pentola c’è per noi, si ?
Non ho capito ohì Se’ !
Qualcosa in pentola… dico stai preparando qualcosa per fare tutto
?
Ma aspetta, aspetta ch non ti sento, aspetta un attimo, aspetta (-)
pronto ?
Mi senti ?
Ah ora ti sento un pochino meglio, dimmi ?
Ma dico…qualcosa già l’hanno messa loro…preparato già
qualcosa, qualche bozza, niente ?
Si, si abbiamo fatto una co ... per la cosa di New York, dici ?
Si sia per New York che per Rio !
Sia per New York che per ?
Che poi si può fare pure a Rio, no ? eventualmente resto a New
York comunque dai !
Per New York si però, hai capito, dobbiamo…si andiamo insieme
in macchina finiamo di parlare perché dobbiamo mettere i prezzi,
il prezzo del caffè, dobbiamo mettere il fatto del granitore, quanto
costa…come si chiama là, se là in America costa alla Ugolini, tu di
questo ti devi informare però se ti informi, se ti informi prima di
sabato è meglio, io ora dico sabato ...
No, no ! ma ijuo i ...(Incomprensibile)...ce li ho tutti Antò !
No ma mica è detto che in America costa uguale il granitore ohì Se’
!
No, allora tutto quello che c’è qui ce l’ho pure lì !
Sei sicuro di questo ?
Domani mattina, domani matina chiamo a Milano !
Quelli che te lo portano in America non lo possono vendere
251
sempre cento, mi sembra strano !
SAPIA:
No loro hanno, lì…Antò il trasporto devi fare là, però loro non lo
vendono
quanto
lo
vendono
qua
in
Italia,
loro
...(Incomprensibile)...poi si fa in dollari, hai capito o no ?
GRANDE:
E apposta dobbiamo essere sicuri quanto costano no ?
SAPIA:
Eh, io domani mattina faccio pure questa commissione, chiamo
direttamente allla Ugolini e la Ugolini ...(Incomprensibile)...i
granitori in America !
GRANDE:
Eh !
SAPIA:
Se c’ho gli stessi vantaggi che ho qua, capito ?
GRANDE:
Eh, poi dobbiamo capire il fatto se la manutenzione è sempre la
stessa pure in America cioè tutte queste cose, tu fai domande che
…tu ci devi dare le risposte sennò come facciamo !
SAPIA:
Io faccio una cosa domani mattina ti chiamo e tutti queste
domande allora sono quello che devono dirmi loro, poi ti chiamo e
ti dico tutte le novità che ci sono, in modo che
...(Incomprensibile)...in macchina già sono pronto per tutto, capito
?
GRANDE:
Va bene, va bene !
SAPIA:
Hai capito ?
GRANDE:
Okay !
SAPIA:
Okay !
GRANDE:
Allora ci sentiamo domani !
SAPIA:
Okay !
GRANDE:
Ciao, ciao !
SAPIA:
Ciao Antò, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.51/B
CNR DEL ROS)
Nel corso della successiva telefonata, registrata in data 15/01/2009, SAPIA Sergio
dialogando con tale Luigi, diceva di essere insieme a due dirigenti della Telecom
che avevano importanti contatti con New York e che erano interessati alla sua
operazione. (Vds brogliaccio di ascolto prog. 4189 delle ore 18:22).
Prog
4189
Data/Ora
Durata Tipo
15/01/2009 18.22.03 03.32
Direz. Numero
Intestatario
Audio
Sergio Sapia chiama Luigi e gli da il numero 0541380764 dell'hotel ALIBI' in viale Bengasi.
L'uomo dice che è di fronte l'hotel Continental. Gli dice che ha prenotato una doppia ed una
singola. Sapia dice che sabato pomeriggio, dopo che esce dalla fiera, prende la camera. L'uomo dice
che sarà lì la domenica. Sergio dice che stanno facendo un'operazione a New York e che
queste persone che saranno con lui sono due dirigenti telecom con contatti a new york.
Parlano dell'importazione di mandarini.
Nei giorni successivi veniva registrata un ulteriore conversazione con accenni a
tale operazione (Vds prog. 4283 del 17/01/2009).
Si riporta la conversazione di interesse a cui viene fatto riferimento:
252
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
16:57 del 17/01/2009.
___________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3483804849 intestata ed in uso a MAZZUCA
Luigi, nato a Cosenza l’8/10/1968, residente a Rende (CS) alla Via
Kennedy n. 75/B;
4283, datato 17/01/2009, delle ore 16:57:14;
00:01’:41’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
MAZZUCA Luigi, nato a Cosenza l’8/10/1968
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
[mentre il telefono squilla si sentono delle voci]
Come va ?
Tutto bene, io sono qui allo Stand Elenga con un signore americo,
come si chiama lei ?con Alessio !
E chi è ?
Alessio è un dirigente della Elenga USA !
Ah, ah va bene !
Domani mattina sei qui ?
Io sono per strada che sto venendo da Bologna !
Allora domani mattina ci vediamo qui noi poi ?
Si, si !
Ho capito !
Ija quando parli in italiano mi fai impazzire, in albergo ci sei stato ?
No ancora no mò che esco vado in albergo !
Ah, ho capito va bene !
Okay continuo a parlare con il signor Alessio poi ne parliamo
domani insieme anche io, tu e lui !
Lo stand com’è ?lo stand com’è ?
Lo stand è bellissimo !
Bellissimo ?
Si, Elenga con i miei soldi sta facendo un sacco di cose buone
[ridono] tutti soldi miei sono questi !
Eh, gente ce n’è ?
Gente si ma oggi molti di meno domani ci sarà il pienone, domani e
dopo domani, domani ci sarà gente di fuori ...(sovrapposizioni di
voci)...Nino l’ho visto mò l’ho salutato poi ho visto delle cose che mi
interessano a livello di ceramica, capito ?
Si, si, si
Capito ?
Quando parli in italiano mi piaci da morire, mi piaci !
253
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
SAPIA:
MAZZUCA:
[ride] grazie, grazie !
...(incomprensibile)... che non sei altro, ciao !
Ciao Luì, ciao !
A domani, ti raccomando passa domani, ciao !
Si, come no ma scherzi, non ti preoccupare ciao Luì !
Ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.52/B
CNR DEL ROS)
L’intercettazione dell’utenza di SAPIA Sergio permetteva di registrare altri collegamenti
tra questi e tale Enzo, che aveva in uso l’utenza 02/530059 intestata alla ditta UGOLINI
S.p.A. con sede a Milano Via Giulio Romano n. 29 le quali evidenziavano:
• che Enzo lavora in un ufficio situato nei pressi di Milano Opera;
• che SAPIA Sergio incaricava Enzo nel reperire locali a Milano e provincia (es. Binasco
–MI) da adibire a bar e deposito di prodotti alimentari. SAPIA Sergio affermava, nella
conversazione registrata al progressivo n. 17834 del 07/07/2009, che i locali sarebbero
stati assorbiti dalla “Jamaican” ditta riconducibile direttamente a SAPIA Sergio con
prodotti (caffè) provenienti dalla “Pellegrino Caffè”;
La visura al registro delle imprese della ditta “Jamaican” di SAPIA Sergio però non
evidenzia collegamenti o partecipazioni della stessa con altre ditte/bar a Binasco nel
milanese.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
16:34 del 05/12/2008.
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
Progressivo:
chiamato, utenza 02/530059 intestata alla ditta UGOLINI S.p.A. con
sede a Milano Via Giulio Romano n. 29 ed in uso a tale Enzo,
persona non identificata;
1736, datato 05/12/2008, delle ore 16:34:34;
Durata:
00:01’:36’’
INTERLOCUTORI
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
Enzo, persona non identificata
[mentre il telefono squilla si sentono delle voci]
Pronto ?
Signor Sergio ?
Si Enzo, buongiorno !
Come va ?
Si tiracchia alla meno peggio sono a Perugia a ritirare macchinette !
Ho capito !
Che questi qui mi hanno truffato duemila e quattrocento euro per le
254
macchine rotte, è la Ugolini quello delle macchine !
ENZO:
Ah !
SAPIA:
Sono tutte le macchine che ho ritirato [interruzione di segnale] dio
santo che mi hanno combinato, tutto a posto Enzo ?
ENZO:
Tutto a posto, tutto a posto eh ...
SAPIA:
Senti io in settimana sono qui a Milano !
ENZO:
Ecco in settimana però…noi lunedì siamo chiusi ...
SAPIA:
Si, no io credo di essere qui giovedì !
ENZO:
Giovedì ?
SAPIA:
Così porto la macchina ...
ENZO:
Eh !
SAPIA:
Porto la macchina quella di ...(Incomprensibile)...e poi ti porto tutte
le matricole del coso, del ...
ENZO:
Perfetto allora ci vediamo giovedì, mattina o pomeriggio ?
SAPIA:
La mattina presto perché voglio stare due giorni qui in azienda
anche perché devo prendere ...(Incomprensibile)...
ENZO:
Okay in mattina presto allora ci vediamo !
SAPIA:
Grazie ...(Incomprensibile)...tutto bene ?
ENZO:
Si, si sta bene, sta bene !
SAPIA:
Tutto a posto ?
ENZO:
Si, si è tutto a posto !
SAPIA:
Salutami tutti allora !
ENZO:
Va bene okay ciao, buona serata !
SAPIA:
...(Incomprensibile)...i mandarini non ti preoccupare !
ENZO:
Va bene ciao, grazie !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.53/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
16:21 del 12/12/2008.
___________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 02/530059 intestata alla ditta UGOLINI S.p.A.
con sede a Milano Via Giulio Romano n. 29 ed in uso a tale Enzo,
persona non identificata;
2007, datato 12/12/2008, delle ore 16:21:34;
00:02’:27’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
SAPIA:
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
ENZO:
Enzo, persona non identificata
SAPIA:
[mentre il telefono squilla si sentono delle voci]
Pronto ?
255
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
Pronto ?
Enzo buongiorno, buona sera !
Buongiorno Sergio tutto bene te ?
Tutto a posto, si dimmi tutto !
Senti un attimo tu domani arrivi allora ? lunedì scusa, lunedì
mattina sei qui ?
Si, si !
Sergio ?
Si ci sono Enzo, ci sono !
Ti stavo dicendo allora tu lunedì mattina sei qui ?
Si !
Ma io ho sentito che con il Parvis andavi direttamente a
Torrevecchia!
Si poi dopo venivo qui comunque !
Ah poi dopo vieni qui da noi ? okay, va bene però senti un attimo
...
Ti devo dare pure delle cose sennò le tengo in macchina ...
Che modello è la macchina ?
La macchina che ti sto portando su ?
Si !
...(Incomprensibile)...quella lì con l’agitatore !
Ma non è questa che ha il problema vero ?
No i problemi sono ...(Incomprensibile)...
Comunque senti un attimo Parvis ha dei problemi e non ci sarà
lunedì mattina ...
Si !
E ci sarà un mio collega che è Alessandro Bonanno ...
Si !
Lui si troverà direttamente lì ...
Questo collega ?
Si, lui ha il tuo numero di telefono e tutto ...
Si !
Caso mai vi trovate lì in stabilimento ...
Si !
E poi fai il tutto con lui !
Eh dimmi una cosa per andare a Torrevecchia allo stabilimento di
Torrevecchia cosa faccio ? sono a Melegnano ?
Uhm ...
Faccio Milano Melegnano poi ?
Sergio ?
Dimmi Enzo !
Visto che tu devi venire qui ...(Incomprensibile)...facciamo così,
vieni qui a Opera ...
Si, si !
Ti vedi con lui e poi direttamente vai con lui a Torrevecchia !
D’accordissimo ...
Okay !
...(Incomprensibile)...sono qui in mattinata prestissimo !
Prestissimo, guarda che noi apriamo alle otto e mezza non venire
prima sennò non trovi nessuno !
Si, si otto e mezza !
[ride] okay ?
Okay, okay !
256
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
Rimaniamo così, va bene ?
Si grazie !
Ciao Sergio !
...(sovrapposizione di voci)... quelle cose Enzo !
Come ?
Enzo ?
Dimmi, dimmi !
Mi prepari le ...(Incomprensibile)...e le grigliette ?
Ci mancherebbe, certo !
Okay, grazie Enzo !
Ciao, ciao !
Ciao, ciao !
Buon fine settimana ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.54/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
12:19 del 07/07/2009.
___________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamante, utenza 02/530059 intestata alla ditta UGOLINI S.p.A.
con sede a Milano Via Giulio Romano n. 29 ed in uso a tale Enzo,
persona non identificata;
17834, datato 07/07/2009, delle ore 12:19:32;
00:04’:15’’
INTERLOCUTORI
ENZO:
SAPIA:
Enzo, persona non identificata
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
[mentre il telefono squilla si sentono delle voci]
Pronto ?
Sergio ?
Si Enzo, buongiorno !
Ciao, ribuongiorno a te, senti un attimo io ho riferito il tutto a
Parvis però è dovuto uscire al volo ...
Si !
Se ti chiamo oggi pomeriggio è un problema ?
No, no per l’amor…tanto io sono in partenza, capito ? figurati, e
perché mi ha chiamato questo qui e sto andando a Roma anche
257
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
SAPIA:
ENZO:
perché questa macchinetta è morta proprio, non parte proprio,
dopo era una di quelle nuove le altre stanno lavorando però su
quarantacinque ...(Incomprensibile)...che le ho prese nuove,
quarantasette di queste doppie tre o quattro stanno facendo
scherzetti ...
Ho capito !
Non
so
il
motivo
quello
che
sia
perché
loro
...(Incomprensibile)...hanno detto che ne hanno venduto tantissime
mai avuto problemi, perché molto probabilmente si rivolgono a
...(Incomprensibile)...all’assistenza .
Si !
Allora o sono diretto con voi e vi devo dire le cose come stanno ...
Certo !
Tutte le persone che ...(Incomprensibile)...
Si, si, si !
Il prodotto lo do solo io perché c’ho il diretto contatto con voi e vi
dico le cose come stanno per questo non per altro !
No ma non ti preoccupare anche loro hanno i loro problemi e
anche loro pure rompono le palle come si deve !
Enzo un’altra cosa ancora, poi ...
Dimmi tutto !
Ti faccio un e-mail in settimana !
Bravissimo !
Ti dico quello che mi serve !
Vai tranquillo !
E poi io, io dopo domani sono a Varese !
Si !
Io ti porto un po’ di materiale comunque !
Mi porti ?
Un po’ di broucherine che avevo fatto…te l’ho lasciata la
brouchure mia ?
Si me l’hai lasciata !
Eh, quello che mi serve sapere ...
Si !
Quando c’hai un po’ di tempo questa estate che sei in ferie ...
Si !
Che ti puoi dedicare mi devi trovare un localino al centro li a
Milano per fare quel discorso nostro !
Okay va bene, non ti preoccupare !
Così come tu mi chiami io scappo subito a Milano vediamo un
attimino il localino lo blocchiamo e poi lo faccio partire in quel
modo lì che…io c’ho già gli arredamenti e tutto a costo bassissimo
...
Perfetto !
Che
assorbe
tutto
Jamaica
oramai
...(Incomprensibile)...responsabile di tutto !
Allora guarda io sott’occhio…ma tu solo a Milano ?
No Milano e dintorni dove c’è utenza capito, dove c’è utenza di
gente che si può…che gira che questi sono prodotti che si vendono
i monouso si vendono subito capito !
Uhm, uhm, uhm ho capito perché io avrei un posto a Binasco ...
Binasco, che è pure buono il posto !
Eh che è abbastanza, cioè c’è già il localino e tutto, in pratica questo
258
locale qui io ho l’opportunità che possiamo andare a vederlo
quando vogliamo eccetera, eccetera !
SAPIA:
Si !
ENZO:
E è un posto che potrebbe servire anche come deposito volendo !
SAPIA:
Allora a questo punto, a questo punto Enzo vediamo il locale che
io poi prenoto sempre la celletta piccola !
ENZO:
Si !
SAPIA:
A me poi per attrezzarla poi parliamo qui un attimino in azienda
se ci sono le macchine le porto direttamente senza che le salgo io le
macchine !
ENZO:
Ah, ah !
SAPIA:
Però per quanto riguarda il discorso…questo qui lo facciamo a
campione cominciamo con Binasco che è più gestibile che ce l’hai
più vicino ...
ENZO:
Si !
SAPIA:
E poi ci organizziamo per dopo perché poi chi vuole fare il
franchising poi è una cosa che te la curi tu ...
ENZO:
Certo !
SAPIA:
Senza toccare il tuo lavoro che c’hai questo è il pane della tua vita e
non c’entra niente ...
ENZO:
Eh perché questo qui è un posto che in pratica si può fare sopra
un’esposizione come dici tu di un qualcosa che uno va, prende,
eccetera, eccetera poi c’è il sopra che ci sono i vetri ...
SAPIA:
Si !
ENZO:
E quindi diciamo che si vede , c’è una bella vista all’interno del
locale e sotto, c’è una scala che scende giù e si può fare la cella, si
può fare come deposito, quello che vuoi !
SAPIA:
Si, si questo qua lo vediamo volentieri !
ENZO:
Okay dai allora poi quando vuoi ...
SAPIA:
Io quando sono qui ti faccio uno squillo e ti dico…andiamo
nell’ora che tu non stai lavorando e ci arriviamo ...
ENZO:
Va bene !
SAPIA:
Oppure magari ...(Incomprensibile)...pure di sabato che è meglio !
ENZO:
Okay non ci sono problemi, va bene ?
SAPIA:
Baciami il piccolo !
ENZO:
Allora aspetta la telefonata oggi pomeriggio ...
SAPIA:
D’accordo !
ENZO:
E mandami l’e-mail e mi raccomando qualsiasi cosa hai bisogno
prima che vieni qui fammela avere tramite mail, okay ?
SAPIA:
Si, si okay grazie, grazie !
ENZO:
Ciao Sergio ci mancherebbe, ciao, ciao, ciao !
SAPIA:
Ciao, ciao !
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.55/B
CNR DEL ROS)
Il ritorno in libertà di ACRI Gennaro
Come accennato più volte, anche nel corso di questo capitolo, ACRI Gennarino, il
14 luglio del 2011, dopo circa quattro anni, tornava in libertà perché la Corte di
Assise di Appello di Catanzaro lo assolveva, ribaltando la Sentenza di primo
grado, dall’accusa di essere l’esecutore materiale dell’omicidio di CONVERSO
Luciano. Immediatamente riprendeva ad occuparsi della distribuzione del caffè
259
torrefatto e dei prodotti similari affiancando a SAPIA Sergio CALAROTA Marco
fratello di CALAROTA Arianna che rimaneva formale amministratrice della
Pellegrino Caffè.
Il 20/07/2011 avevano inizio le operazioni di intercettazione telefonica dell’utenza
3891536847 (656/11 R. Int) in uso a CALAROTA Marco che accertavano i primi
contatti tra questi ed ACRI Gennaro (che aveva in uso l’utenza n. 3889956093).
Già in una prima conversazione telefonica, registrata il 22/7/2011, CALAROTA
Marco spiegava ad ACRI Gennaro quali erano i bar forniti dalla Pellegrino Caffè
ed il volume d’affari prodotto118. Nella tarda serata dello stesso giorno Gennarino
Acri incontrava SAPIA Sergio quasi per effettuare una sorta di “passaggio di
consegne” per le gestione della distribuzione del caffè
Si riportano le conversazioni a cui si è fatto riferimento, appena sopra, estrapolate
dall’intercettazione dell’utenza 3891536847 in uso a CALAROTA Marco
(656/2011 R. Int. DDA CZ):
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
11:02 del 22/07/2011.
___________________________________________________________________
Decreto:
656/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, 3891536847 in uso in uso a CALAROTA Marco,
nato a Rossano (CS) il 23/04/1991, ivi residente in C.da
Frasso nr. 11;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA Sergio,
nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a Cropalati (CS) alla
C.da San Biagio, di fatto domiciliato in Rossano (CS) alla Via Dei
Normanni.
451, datato 22/07/2011, delle ore 11:02:45;
00:00’:46’’
INTERLOCUTORI
CALAROTA:
SAPIA:
CALAROTA Marco, nato a Rossano (CS) il 23/04/1991
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
CALAROTA:
SAPIA:
CALAROTA:
SAPIA:
CALAROTA:
SAPIA:
CALAROTA:
Pronto ?
Sergio ? Sergio ?
Dimmi Marco ?
Mi senti ?
Si, dimmi !
Dove sei ? ha detto Gennaro per sapere dove sei che viene che ieri
non ce l’ha fatta !
Non ho capito !
Dove sei ? così lo dico a ...
118
prog. 477 del 22/07/2011 intercettazione utenza CALAROTA Marco – 656/11 R. Int
260
SAPIA:
CALAROTA:
SAPIA:
CALAROTA:
Ora sono a Catanzaro !
Ah sei a Catanzaro ?
Si !
No perché Gennaro ha detto vedi dov’è così ...(incomprensibile)...
ha detto che gli devi parlare ?
SAPIA:
Si, no ma sono a Catanzaro poi quando torno ci sentiamo !
CALAROTA:
E va bene glielo dico !
SAPIA:
Okay ?
CALAROTA:
Okay, ciao, ciao !
SAPIA:
Ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.62/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
11:21 del 22/07/2011.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
656/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, 3891536847 in uso in uso a CALAROTA Marco,
nato a Rossano (CS) il 23/04/1991, ivi residente in C.da
Frasso nr. 11;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3889956093 in uso ad ACRI Gennarino, nato a
Cariati (CS) il 17/06/1982, residente in Rossano (CS) alla Via
L.Ripoli s.n.c..
460, datato 22/07/2011, delle ore 11:21:33;
00:00’:21’’
INTERLOCUTORI
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA Marco, nato a Rossano (CS) il 23/04/1991
ACRI Gennarino, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982
CONVERSAZIONE
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
Oh Marco ?
Gennà io, io sono sceso, dove sei tu ?
E sto venendo io al deposito !
Al deposito ? va bene grazie, ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.63/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
12:03 del 22/07/2011.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
656/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
261
Obiettivo:
chiamante, 3891536847 in uso in uso a CALAROTA Marco,
nato a Rossano (CS) il 23/04/1991, ivi residente in C.da
Frasso nr. 11;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3394590066 in uso a persona non identificata;
477, datato 22/07/2011, delle ore 12:03:24;
00:00’:39’’
INTERLOCUTORI
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA Marco, nato a Rossano (CS) il 23/04/1991
ACRI Gennarino, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982
CONVERSAZIONE
[non ci sono conversazioni telefoniche, mentre il telefono chiamato squilla si sente in
forma ambientale quanto segue]
CALAROTA:
Quattrocento euro, due assegni ...(incomprensibile)... quattrocento
euro l’uno [squillo] va bè Gerardina lo sa !
ACRI:
...(incomprensibile)...
CALAROTA:
E’ ...(incomprensibile)...la Better vicino…in Viale dei Normanni, ma
paga questo qua alla consegna poi ...
ACRI:
Questo bar qua ...(incomprensibile)...
CALAROTA:
Questo qui è all’ospedale, bar ospedale, però non…se ne prende
trenta ogni…capito come fa lui ?
ACRI:
Ogni quaranta giorni ? ...(incomprensibile)...
CALAROTA:
Pure di più !
ACRI:
Comunque ...
CALAROTA:
Cinquantasei…ah è buono, tanto ...
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N. 64/B
ALLA CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata
alle ore 19:18 del 22/07/2011.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
656/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, 3891536847 in uso in uso a CALAROTA Marco,
nato a Rossano (CS) il 23/04/1991, ivi residente in C.da
Frasso nr. 11;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3889956093 in uso ad ACRI Gennarino, nato a
Cariati (CS) il 17/06/1982, residente in Rossano (CS) alla Via
L.Ripoli s.n.c..
562, datato 22/07/2011, delle ore 19:18:58;
00:00’:44’’
INTERLOCUTORI
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA Marco, nato a Rossano (CS) il 23/04/1991
ACRI Gennarino, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982
262
CONVERSAZIONE
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
Si ?
Gennà ?
Oh Marco ?
Guarda che mi ha chiamato Sergio e mi ha detto otto e mezza, nove
lui ritorna in ufficio da lui ...
ACRI:
Ma… però più tardi lo posso incontrare Marco ....perché mò non ci
sono eh !
CALAROTA:
Eh va bene sennò glielo dico che non ci sei stasera !
ACRI:
Se lui è lì ....al deposito vado io pure sul tardi eh ?
CALAROTA:
Va bè glielo dico !
ACRI:
Okay ?
CALAROTA:
Okay ti faccio sapere !
ACRI:
Caso mai…va bene ...
CALAROTA:
Non ti sento, Gennà, non lo sento più ...
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.65/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
19:22 del 22/07/2011.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
656/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, 3891536847 in uso in uso a CALAROTA Marco,
nato a Rossano (CS) il 23/04/1991, ivi residente in C.da
Frasso nr. 11;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3889956093 in uso ad ACRI Gennarino, nato a
Cariati (CS) il 17/06/1982, residente in Rossano (CS) alla Via
L.Ripoli s.n.c..
566, datato 22/07/2011, delle ore 19:22:43;
00:00’:46’’
INTERLOCUTORI
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA Marco, nato a Rossano (CS) il 23/04/1991
ACRI Gennarino, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
Si Marco !
Gennà ?
Eh !
Mi ha detto che lui più tardi delle nove c’è puoi andare là !
Mi aspettasse da lui che pioi vado io !
Okay gliel’ho detto ...(voci sovrapposte)...
Sul tardi però gliel’hai detto no ?
Si, si lui ha detto che fino alle due, tre lui è là ...(voci
sovrapposte)...okay [ride]
Tutto bene Marco ?
Tutto bene Gennà !
263
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
Va bene !
Ciao, ciao Gè ci sentiamo !
Qualcosa mi chiami okay ?
Okay !
Ciao, ciao !
Ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.66/B
CNR DEL ROS)
Il 4 agosto CALAROTA Arianna chiedeva al proprio fratello Marco notizie circa le
forniture di caffè torrefatto da parte del grossista. La conversazione conferma che
Marco era stato ingerito nell’amministrazione della distribuzione
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
16:45 del 04/08/2011.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, 3454527671 intestato a DE PAOLA Teresa, nata a
Lungro (CS) il 10/08/1955, residente a Rossano (CS) alla Via
Istria n.4 ed in uso a CALAROTA Arianna, nata a
Castrovillari (CS) il 27.05.1979, residente a Rossano (CS),
Villaggio Santa Chiara nr. 4;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA Sergio,
nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a Cropalati (CS) alla
C.da San Biagio, di fatto domiciliato in Rossano (CS) alla Via Dei
Normanni.
190, datato 04/08/2011, delle ore 16:45:13;
00:01’:26’’
INTERLOCUTORI
CALAROTA:
SAPIA:
CALAROTA Arianna, nata a Castrovillari (CS) il 27.05.1979
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
Pronto? Pronto?
CALAROTA:
Sergio?
SAPIA:
Si!
CALAROTA:
Hai chiamato?
SAPIA:
Si ho chiamato non c’era…non è ancora rientrata la signorina, la
devo chiamare per le cinque mi ha detto ...
CALAROTA:
Ah, ho capito ...
SAPIA:
Mò ci chiamo un’altra volta, no lei mi ha detto alle cinque di
chiamare che Daniela è andata alla posta e in banca e non è ancora
tornata, mò ci vado a richiamare subito e poi vi chiamo!
CALAROTA:
Ascolta, mi fai un favore ...
SAPIA:
Ditemi, si!
CALAROTA:
Me lo puoi contattare Ariosto perchè si è perso Ariosto!
SAPIA:
Si, mò lo chiamo subito pure a Ariosto, che gli devo dire?
CALAROTA:
Perché proprio…e no l’ordine che avevamo fatto…mò non mi
264
ricordo dei tovaglioli, di bicchierini pure ...
SAPIA:
No porta tovaglioli, avevamo fatto tovaglioli, porta tovaglioli e
bicchierini e doveva mandare anche i ...(incomprensibile)... e non ha
mandato niente!
CALAROTA:
Eh, e siccome siamo senza tovaglioli eh…boh questo da un mese li
doveva mandare e non ...
SAPIA:
Mò lo chiamo subito, lo chiamo subito e ti aggiorno subito con la
risposta della ...(incomprensibile)...
CALAROTA:
Va bè e chiama, fammi il favore contatta Ariosto e digli di fare
urgentemente!
SAPIA:
D’accordissimo ...
CALAROTA:
Okay ciao!
SAPIA:
Okay a dopo, ciao!
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.67/B
CNR DEL ROS)
Dall’utenza telefonica nr. 3889956093 in uso ad ACRI Gennaro sono emersi
continui contatti con SAPIA Sergio. In uno di questi ACRI Gennaro chiedeva di
incontrare SAPIA Sergio e, con tono sarcastico esclamava: “…Ah...pure il bar
tieni!”. SAPIA Sergio , quasi a difendersi , adduceva che il bar era della sorella,
ma ACRI continuava a fare sarcasmo dicendo: “…hai fatto passi da gigante…”. E’
evidente che ACRI Gennarino rimproveri a SAPIA di avere fatto i propri interessi
gestendo in sua assenza, la Pellegrino Caffè e la Jamaican caffè’.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
15:04 del 26/07/2011.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, 3889956093 in uso ad ACRI Gennarino, nato a
Cariati (CS) il 17/06/1982, residente in Rossano (CS) alla Via
L. Ripoli snc;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA Sergio,
nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a Cropalati (CS) alla
C.da San Biagio, di fatto domiciliato in Rossano (CS) alla Via Dei
Normanni.
18, datato 26/07/2011, delle ore 15:04:04;
00:00’:36’’
INTERLOCUTORI
ACRI:
SAPIA:
ACRI Gennarino, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
Pronto ?
Dove sei ?
Io ora sono al bar da me !
Dove ?
265
SAPIA:
Al bar da me là a via dei Normanni ...
ACRI:
Ah hai pure un bar ?
SAPIA:
Non lo sai che c’è il bar di mia sorella ...
ACRI:
Complimenti hai fatto passi da gigante ...(voci sovrapposte)...
SAPIA:
Si passi da giganti…è il bar di mia sorella questo Gennà ...
ACRI:
Ah vedi che, passa da Torre Pisana dal barbiere là, da Gino dai !
SAPIA:
Dove ? il barbiere ?
ACRI:
Da Gino a Torre Pisana si che mi sto facendo i capelli !
SAPIA:
Si che sto venendo, si, ciao !
ACRI:
Ciao, ciao !
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.68/B
CNR DEL ROS)
La conferma del progressivo allontanamento di SAPIA Sergio dalla gestione della
“Pellegrino caffè”, emerge dal colloquio, intercettato in data 27/07/2011, fra
ACRI Gennaro e rappresentante della ditta fornitrice di caffè marca “GIUSTO“.
ACRI Gennaro gli chiedeva delle forniture di caffè della quali era rimasto
sprovvisto in deposito. Il suo interlocutore affermava che, evidentemente
“Sergio” (SAPIA Sergio), aveva sbagliato negli ordini non prevedendo il venduto
ai singoli bar. ACRI Gennaro si lamentava della gestione di SAPIA Sergio
asserendo che, al suo ritorno (dopo gli anni trascorsi in carcere), aveva trovato
“una situazione un po’ confusa” per cui “…ora me ne occuperò io non ti
preoccupare…” (progr 34 del 27/07/2011 RIT 684/11).
Si riportano i progressivi di interesse registrati in quest’ultimo periodo di
intercettazione sull’utenza 3889956093 in uso a ACRI Gennaro, nato a Cariati (CS)
il 17/06/1982:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
18:18 del 27/07/2011.
Decreto:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, 3889956093 in uso ad ACRI Gennarino, nato a
Cariati (CS) il 17/06/1982, residente in Rossano (CS) alla Via
L. Ripoli snc;
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamante, utenza 3488069740 intestata ed in uso a CAFFE’
GIUSTO SNC di PALMIERI Soccorso nato a Nusco (AV) il
29/10/1968 ivi residente C/da Mito.
34, datato 27/07/2011, delle ore 18:18:06;
00:04’:01’’
INTERLOCUTORI
ACRI:
PALMIERI:
ACRI Gennaro, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982
PALMIERI Soccorso nato a Nusco (AV) il 29/10/1968
CONVERSAZIONE
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
Pronto ?
Chi è ?
Dottor Giusto ?
Si, chi è ?
Soccorso ? sono Gennaro, sono, della Pellegrino caffè !
266
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI :
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
ACRI:
PALMIERI:
Oh come stai bello ?
Carissimo, com’è ? tutto bene !
Come stai tu ? tutto bene ?
Tutto bene !
E io volevo venirti a trovare quando passavo di là per salutarti ...
Eh quando te lo fai un giro ?
La settimana prossima !
Quando te lo fai un giro ? eh ?
La settimana prossima, la settimana prossima !
Settimana prossima ? ah, ho capito !
...(incomprensibile)...ci vediamo la settimana prossima !
Eh, ohì Soccorso ma ...
Dimmi, dimmi, dimmi !
Con il caffè ...
Si !
Mi senti ? con la produzione del caffè come stai facendo con loro,
cioè come facevi prima…mandi…lo tosti già e lo tieni a terra
oppure lo tosti e lo mandi ...
Allora io lo tosto, lo tengo quattro o cinque giorni e te lo mando di
solito ...
Ma è già pronto perché ho visto che sono un po’ ...
No deve stare, no sai che cos’è ? deve stare un poco tu non restare
proprio a zero ...
Ma già lo avete tostato sai se la ...
Si già è confezionato, già è confezionato !
Il nostro già è, diciamo la richiesta l’hanno fatta giorni addietro ...
Si già è confezionato ...
E’ già pronto ?
Già pronto !
Perché ho visto che in deposito sono, diciamo, è finito il caffè, capito
? si saranno fatti i conti male e mò faccio ...
Non ne hai proprio ?
Eh capito…per questo ti ho chiamato per accelerare un po’ capito ?
Ti serve urgente ? dimmi quando ti serve ?
Si, si, si eh per noi pure domani forse dopo domani erano rimasti con
...(incomprensibile)...
Domani che giorno è ? venerdì, venerdì siamo rimasti eh !
Domani, domani forse è…che io ancora non è che mi rendo conto dei
giorni [ride]
Si, si, si, allora per venerdì perché per venerdì erano rimasti con
Sergio eh!
Eh, non riesci a anticipare di un giorno, magari !
Domani ho i furgoni fuori sennò te lo mandavo ...
Ah quindi se abbiamo urgenza dovremmo salire noi insomma…
Eh tu fammi uno squillo, se hai proprio urgenza mi fai uno squillo ...
Comunque il caffè è già a terra, insomma, non c’è problema ...
Già confezionato, è già confezionato si !
Ah perché, siccome io so che deve riposare quei giorni hai
visto…dieci, dodici giorni ...
Si è stato, è stato già un po’ di giorni a terra, non tantissimo di solito
cinque o sei giorni perché non tengo magazzino non per altro !
Eh, eh !
Sergio deve stare più attento nell’ordine è meglio che lo fa prima
267
che non...
ACRI:
No, no, no ma ora me ne occuperò io non ti preoccupare perché lui,
diciamo, lui ci da solo un’assistenza tecnica fra l’altro non è ...
PALMIERI:
Esatto, esatto ...
ACRI:
Cioè una collaborazione di assistenza tecnica capito ?
PALMIERI:
Si, si, si !
ACRI:
Poi c’ha la sua azienda quindi è impegnato giustamente d’altronde
abbiamo avuto un po’ di problemi e quindi…
PALMIERI:
Va bene, va bene !
ACRI:
Però d’ora in poi me ne occuperò io quindi non ...
PALMIERI:
Va bene allora sei più ...(incomprensibile)...
ACRI:
Dimmi una cosa se ti faccio un altro ordine quanto ci metti ?
PALMIERI:
E io…una settimana e te lo porto !
ACRI:
Quindi c’è sempre il margine di una settimana ?
PALMIERI:
Io per fartelo, per fartelo dal momento dell’ordine, per fartelo, ci
metto una settimana !
ACRI:
E fai una cosa…fanne un altro ...
PALMIERI:
Te ne faccio fare un altro, ti faccio fare un'altra ...
ACRI:
Si così andiamo sul tranquillo sennò ci troviamo…mi sono reso conto
che non c’era caffè nel deposito capito ?
PALMIERI:
Ah ...
ACRI:
E siccome il furgone è ...(incomprensibile)... con il ragazzo che sta
girando e ho detto “come mai siamo…” si sono fatti i conti amle
capito ?
PALMIERI:
Eh si, se tu domani ...
ACRI :
Magari con sti locali estivi che hanno aperto e quindi
non…onestamente ho trovato una situazione un po’ confusa capito ?
PALMIERI:
Eh si !
ACRI:
Eh allora ...
PALMIERI:
Se tu domani non ce la fai a consegnare, domani ...
ACRI:
Si !
PALMIERI:
Se non ce la fai mi fai uno squillo !
ACRI:
Va benissimo, oh gentilissimo come sempre !
PALMIERI:
Poi la prossima settimana vengo dalle tue parti ...(voci
sovrapposte)...
ACRI:
Va benissimo, va benissimo ...
PALMIERI:
D’accordo ?
ACRI:
Così andiamo a mangiare insieme !
PALMIERI:
Ciao Gennaro !
ACRI:
Okay ?
PALMIERI:
Va bene !
ACRI:
Ciao, ciao, ciao !
PALMIERI:
Ciao, ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.69/B
CNR DEL ROS)
Due giorni dopo ACRI Gennarino e SAPIA Sergio si incontravano presso il
deposito della Pellegrino caffè .
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
10:06 del 29/07/2011.
268
_____________________________________________________________________________
Decreto:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, 3889956093 in uso ad ACRI Gennarino, nato a
Cariati (CS) il 17/06/1982, residente in Rossano (CS) alla Via
L. Ripoli snc;
contatto:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA Sergio,
nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a Cropalati (CS) alla
C.da San Biagio, di fatto domiciliato in Rossano (CS) alla Via Dei
Normanni.
62, datato 29/07/2011, delle ore 10:06:36;
00:00’:22’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ACRI:
SAPIA:
ACRI Gennarino, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
SAPIA:
ACRI:
Pronto ?
Oh sono al magazzino Sergio, al deposito !
No, non è che potevi venire qua ?
Da te ?
Si !
E aspetta un po’ che sta arrivando Marco (CALAROTA), tanto tu
sei qua no ?
SAPIA:
Ti aspetto qua, ciao !
ACRI:
Va bene, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.70/B
CNR DEL ROS)
Ulteriore conferma del fatto che CALAROTA Marco, partecipi alla gestione della
PELLEGRINO Caffè, si evince dalla missiva acquisita presso la casa circondariale di
Cuneo ove ACRI Nicola è detenuto in regime di 41 bis O.P., inviatagli dallo stesso Marco,
nella quale gli vengono date notizie sugli affari connessi al mercato del caffè. Sicchè
Nicola ACRI viene costantemente informato dell’andamento economico della Pellegrino
Caffè
Il testo scannerizzato della missiva di cui si è fatta menzione (in allegato n.19 alla
presente richiesta) è riportato nella richiesta del P.M. cui si rinvia.
Altro uomo fidato di ACRI Nicola e che si occupa tra l’altro,
anche della
commercializzazione del caffè della società denominata “Pellegrino Caffè” s.r.l.” risulta
DE SIMONE Augusto nato a Cariati (CS) il 02/08/1981 (di cui si è ampiamente parlato
nel corso della presente informativa). In data 08/02/2007, veniva registrata una
intercettazione ambientale (Proc. Penale 252/07 RGNR Mod. 21 e R.Int. n.62/07 della
Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro – D.D.A. Dr. Vincenzo
269
Luberto) effettuata sull’autovettura Mercedes classe C 270 CDI targata DA666EH, in uso
al predetto DE SIMONE Augusto. In tale colloquio (progressivo n.66) DE SIMONE
Augusto confessava al suo interlocutore che, sulle forniture di caffè della società
“Pellegrino Caffè” s.r.l.”, ottenute grazie alla sua intermediazione, aveva dei guadagni in
percentuale. DE SIMONE Augusto, affermava di essere molto contento di tale tipo di
guadagno poiché non gli costava alcuna fatica, bastava far sottoscrivere il contratto al
barista o distributore per ottenere introiti successivi.
Si riporta qui di seguito stralcio della conversazione in esame:
Progressivo
66
Data
08/02/2007
Orario
Dalle 20:23’23 alle 20:47:49
Tipo
Ambientale Mercedes classe C 270 CDI targata DA666EH
LEGENDA:
DE SIMONE:
DE SIMONE Augusto nato a Cariati (CS) il 02/08/1981
UOMO:
Persona di sesso maschile non identificata
Si omette la trascrizione fino al minuto 20:27 in quanto non pertinente
DE SIMONE:
UOMO:
DE SIMONE:
UOMO:
DE SIMONE:
Che io non mi ammazzo di lavoro, però guadagno perchè ci so fare....
E’ logico;
il Caffè non è che ...è una cosa che ti ammazza.....
....(incomprensibile)...
Eh....io quando li ho presi i bar, no?... Lo sai com’è.... basta saperci fare....
ora ci tengo sempre la parcella.....
UOMO:
E’ logico
DE SIMONE: Hai capito come
UOMO:
Si
DE SIMONE: Lui.... gli ....gli porta il caffè.... e lui... tutti i giorni mi....diciamo...no...che
mi prendo tutto io....però ci piglio la percentuale...hai capito?
Poi cambiano discorso con argomenti non d’interesse pertanto si omette la
trascrizione
(VEDASI TRASCRIZIONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.76/B
ALLA CNR DEL ROS)
L’IMPOSIZIONE DELLE CIALDE
I fratelli ACRI , oltre al caffè torrefatto, al caffè freddo, impongono le c.d. cialde di
caffè per il tramite della PI.GI Caffè s.r.l. amministrata da ACRI Orazio detto
Pierino.
A quest’ultimo, secondo quanto risulta da un accertamento esperito alla BB.DD.
Infocamere, è riconducibile la PI.GI Caffè s.r.l. P.I. 02417030786 con sede legale in
Rossano contrada Piragineti nr. 188 della quale è amministratore, salvo che per il
periodo ricompreso fra 12/07/2006 ed il 26/09/2007 nel corso del quale questa
270
società è stata amministrata dalla moglie che si chiama ACRI Maria Teresa nata a
Rossano (CS) il 03/01/1963.
Il capitale sociale è ripartito come segue :
Soci:
ACRI Orazio nato a Rossano il 01/07/1965, ivi residente alla
contrada Piragineti nr. 188; (quota 5164,00)
FORCINITI Rossana nata a Villinger (Ger) il 10/03/1971,
residente Rossano contrada Casciaro. (quota 5164,00)
Oggetto sociale:
L’import, l’export e la distribuzione, a mezzo di distributori
automatici di bevande calde e fredde.
Inizio attività impresa: 02/05/2001
La “PI.GI Caffè s.r.l.” è un’azienda che si occupa della distribuzione di caffè in cialde ed il
noleggio delle relative macchinette.
ALFANO Carmine ha riferito che anche il caffè in cialde veniva imposto dalla famiglia
ACRI.
In un verbale reso in data 10/01/2008 ALFANO Carmine ha affermato che il caffè in
cialde era un’attività che partiva ancora prima della PELLEGRINO Caffè per la quale
aveva, unitamente ad ACRI Pierino, fatto i “giri” in Corigliano, per imporla agli esercizi
commerciali nel periodo 2003-2004:
Anche a Rossano passavamo una volta la settimana. In questo modo tutti i bar di Rossano e
Corigliano si rifornivano di caffè dalla ditta di Nicola ACRI.CALAROTA Antonio, insieme a
ACRI Pierino avrebbe dovuto imporre sia a Rossano che a Corigliano le macchinette e le
cialde di caffè. Invero, questo affare è stato iniziato in precedenza rispetto al caffè
torrefatto. Le macchinette e le cialde venivano imposte a diversi esercizi commerciali. Ho
iniziato ad imporre le cialde e le relative macchinette a Corigliano fra il 2003 ed il 2004. Mi pare
che Nicola ACRI fosse ancora libero. Preciso che facevo “i giri” a Corigliano con Pierino
ACRI.
Così ALFANO Carmine al P.M. in data 10/01/2008
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N. 27/A ALLA CNR DEL
ROS)
In un successivo verbale reso in data 12/06/2010, ALFANO Carmine ha fatto una sorta
di riepilogo delle attività commerciali riconducibili ad ACRI Nicola e tra queste ha
indicato (oltre alla società dilettantistica della rossanese calcio) anche la ditta di
distribuzione di caffè in cialde intestata ad ACRI Orazio detto “Pierino”:
Volendo fare una sorta di consuntivo degli investimenti della cosca ACRI posso riferire
della “Pellegrino caffè” intestata a CALAROTA Arianna, della “Jamaica caffè” intestata a SAPIA
Sergio, dell’agenzia di pubblicità gestita da SOMMARIO Francesco e di cui ho già riferito, della
ditta che distribuisce cialde di caffè che è intestata ad ACRI Pierino, della società di
calcio della Rossanese intestata ad ACRI Pierino (non è parente di ACRI Nicola). Questa
271
Società consente di consumare una serie di estorsioni mistificate dai contratti di sponsorizzazione.
Infatti, le società di calcio che sono No profit, hanno un regime fiscale assolutamente agevolato.
Pertanto possono emettere fattura anche in consistente numero e per così dire agevolano il compito
dell’estorto il quale si ritrova con una fattura con la quale può chiedere anticipo IVA, dichiarare
costi inesistenti e che gli vale come titolo dimostrativo del pagamento e cioè per dimostrare di avere
fatto il proprio dovere nei confronti dell’onorata società rossanese.
Così ALFANO Carmine al P.M. in data 12/06/2010
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N. 253/A ALLA CNR DEL
ROS)
Ancora, in data 05/10/2012, il collaboratore ALFANO Carmine ha specificato che :
•
•
•
•
•
l’imposizione del caffè in cialde è stata una delle prime attività commerciali
costituite da ACRI Nicola.
sebbene l’azienda fosse formalmente intestata ad ACRI Orazio detto
“Pierino”, in realtà era stata costituita con il capitale messo a disposizione
da ACRI Nicola.
esisteva un accordo criminale con la ‘ndrina di Corigliano Calabro e
specificatamente con BARILARI Maurizio il quale coadiuvava ACRI
Nicola nell’imposizione del caffè in cialde anche sull’area di Corigliano
Calabro.
insieme ad ACRI Orazio imponeva il caffè in cialde alternandosi con altri
esponenti della ‘ndrina di Corigliano .
anche il cognato di ACRI Nicola che si chiama CALAROTA Antonio
aveva coadiuvato ACRI Orazio nell’attività di imposizione del caffè in
cialde.
Omissis
Ho già reso dichiarazioni in relazione all’imposizione del caffè e prodotti derivati. Voglio ora fare
qualche precisazione: La prima attività concerneva l’imposizione di quelle che io chiamo cialde.
Erano in realtà delle macchinette di caffè che venivano imposte in comodato d’uso in modo tale da
determinare la periodica fornitura di cialde. L’impresa che distribuiva questo prodotto era intestata
a Pierino ACRI, sebbene fosse stata “aperta” con denaro di ACRI Nicola. Non conosco le ragioni
per le quali ACRI Nicola ha scelto Pierino ACRI come suo fiduciario. Non mi risulta che i due
siano fra loro parenti. Conosco questi particolari perché, fra il 2003 ed il 2004 ACRI Nicola, per il
tramite del suo contabile CONVERSO Luciano, chiese a me, in presenza di BARILARI Maurizio,
di fargli il favore di piazzare le cialde anche su Corigliano. Ricordo che abbiamo piazzato molte
macchinette per esempio ai concessionari di auto tra i quali ricordo la concessionaria Russo e quella
MONTALTO. Abbiamo effettuato queste imposizioni io e Pierino ACRI. Non ho accompagnato
Pierino ACRI presso tutti coloro ai quali si imponevano le cialde in quanto, in qualche occasione,
BARILARI Maurizio delegava qualche altro affiliato. Comunque c’era sempre qualcuno tra noi
“coriglianesi” ad accompagnare Pierino ACRI per imporre le forniture di cialde. Le cialde venivano
fornite in pachi contenenti 100 pezzi che venivano portati da Pierino ACRI con cadenza periodica
che cambiava a seconda della dimensione di chi veniva rifornito. Ho partecipato, in taluni casi, alla
riscossione del dovuto che in genere veniva effettuata da Pierino ACRI. Le volte in cui ho assistito
alla consegna ad ACRI del denaro ho visto che si trattava di denaro contante senza la preventiva
272
consegna di una fattura. Inizialmente le cialde venivano imposte anche da CALAROTA Antonio,
fratello di CALAROTA Arianna che però non poteva agire da solo ma si limitava ad accompagnare
ACRI Pierino.
Così ALFANO Carmine al P.M. in data 05/10/2012
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.141/A ALLA CNR DEL
ROS)
Da una ricerca internet è emerso come recapito telefonico della Pigi Caffè il numero
329/2199318.
PI. GI: Caffè:
Le intercettazioni telefoniche confermano che ACRI Pierino gestiva la s.r.l. PI. GI.
Caffè
eseguendo le direttive di ACRI Nicola.
Un prima serie di conversazioni dimostrano il rapporto di costante contatto
intercorrente fra ACRI Pierino e ACRI Nicola.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
18:26 del 25/03/2007.
______________________________________________________________________________
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
202/07 R. Int. (Proc. Pen. 252/07 RGNR Mod. 21 DDA Catanzaro);
chiamante, utenza cellulare 349/6274134 intestata ed in uso a ACRI
Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11
chiamato, utenza cellulare 329/2199318 intestata ed in uso ad ACRI
Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965 ivi
residente via Giuseppe Casciaro s.n.c.
583, datato 25/03/2007, delle ore 18:26;
01:22’
INTERLOCUTORI
NICOLA:
ACRI Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11.
ORAZIO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
ivi residente.
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
Pronto?
Pronto, signor Piggì?
Uhè compà Nì …(… ride …)…
Dove sei?
Sono un attimo al campo a vedere la partita dei ragazzi, sono stato
nel letto una settimana …(incomprensibile)…
Ah … me l’ha detto, coso là, il …
NICOLA:
273
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
Ahia la Madonna …
Il dirigente tecnico tuo là …(… ride …)…
Chi è questo?
…(… continua a ridere …)… il bolognese là …
Ah … Gianni?
Eh …
… (… incomprensibile …)… ahi la Madonna ho avuto la febbre a
quaranta e due, come i cavalli …
NICOLA:
Ehi la Madonna …
ORAZIO:
Ehi la “Madombra” …
NICOLA:
Adesso al campo sei?
ORAZIO:
Adesso me ne sto scendendo che ha fatto … sta cominciando a fare
freddo, mi spavento che mi prende un’altra volta …
NICOLA:
Uhm … dove …(incomprensibile voci accavallate)…
ORAZIO:
Ma tu sei a casa?
NICOLA:
No, sto … sto vedendo …(incomprensibile)… un po’ di caffè, dov’è
che sei a …
ORAZIO:
Adesso sto ancora al campo …
NICOLA:
Ah …
ORAZIO:
Al De Rosis, hai visto alla benzina di sotto, dove c’è il curvone?
NICOLA:
Si …
ORAZIO:
E se passi ti aspetto, dai …
NICOLA:
… (… incomprensibile …) …
ORAZIO:
Se stai scendendo ti aspetto si …
NICOLA:
E se no al bar Primavera che ci vediamo là davanti dai …
ORAZIO:
Non ho capito …
NICOLA:
Vieni al bar Primavera …
ORAZIO:
Si, ok, va bene, dentro la stazione?
NICOLA:
Si, si …
ORAZIO:
Si, ok, che adesso scendo …
NICOLA:
Ciao …
ORAZIO:
Ciao, ciao Nì, ciao.
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.108/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
19:24 del 25/03/2007.
___________________________________________________________________
Decreto:
202/07 R. Int. (Proc. Pen. 252/07 RGNR Mod. 21 DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 349/6274134 intestata ed in uso a ACRI
Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11
contatto:
chiamato, utenza cellulare 329/2199318 intestata ed in uso ad ACRI
Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965 ivi
residente via Giuseppe Casciaro s.n.c.
Progressivo:
589, datato 25/03/2007, delle ore 19:24;
Durata:
00:45’
INTERLOCUTORI
NICOLA:
ACRI Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11.
ORAZIO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
ivi residente.
274
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
macchina …
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
Si …
Oh, Pierì …
Oh, sono … sono al bar … (… incomprensibile …) … con la
Ah?
Sono davanti al bar Primavera …
Ah …
Dove sei?
Eh … mi sto facendo un giro qua … ma tu dov’è che sei?
Io tengo la macchina dentro la traversa del bar Primavera …
Ah … di dietro, va bene che adesso …(… incomprensibile …)…
Eh, che siccome non si può camminare di qua, quindi ho
parcheggiato vicino a casa, avevo chiamato a quello di sopra, già me
l’aveva sceso il cartone, hai capito?
NICOLA:
Va bene, ci vediamo dopo …
ORAZIO:
Ok, ti aspetto qua, ciao …
NICOLA:
Ciao
FINE TRASCRIZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.109/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
19:28 del 25/03/2007.
___________________________________________________________________
Decreto:
202/07 R. Int. (Proc. Pen. 252/07 RGNR Mod. 21 DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 349/6274134 intestata ed in uso a ACRI
Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11
contatto:
chiamante, utenza cellulare 329/2199318 intestata ed in uso ad ACRI
Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965 ivi
residente via Giuseppe Casciaro s.n.c.
Progressivo:
590, datato 25/03/2007, delle ore 19:28;
Durata:
00:35’
INTERLOCUTORI
NICOLA:
ACRI Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11.
ORAZIO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
ivi residente.
NICOLA:
Pierì …
ORAZIO:
Dove sei?
NICOLA:
Oh, eh … sotto …(incomprensibile)… ci vediamo qua al fioraio da
Curia … (… incomprensibile …) …
ORAZIO:
Dove?
NICOLA:
Al fioraio da Curia, qua …
ORAZIO:
Il fioraio da Curia!
NICOLA:
Qua, sopra la … vicino all’ospedale qua, hai visto che c’è …
ORAZIO:
Ah … si, va bene accanto da me allora …
NICOLA:
Ma non da Curia all’ospedale, da Enzino Curia quello …
ORAZIO:
Da Enzino dove c’è …(incomprensibile)… ciao …
NICOLA:
Eh, ti aspetto qua allora dai, ciao …
ORAZIO:
Si, ok, che vengo con la macchina qua, ciao …
NICOLA:
Ciao …
275
FINE TRASCRIZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.110/B
CNR DEL ROS)
La conversazione di seguito indicata dimostra che ACRI Pierino dava conto ad ACRI
Nicola delle consegne (cartone) delle cialde:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
12:18 del 10/04/2007.
___________________________________________________________________
Decreto:
202/07 R. Int. (Proc. Pen. 252/07 RGNR Mod. 21 DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 349/6274134 intestata ed in uso a ACRI
Nicola nato a Sondrio il 14/04/1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11
contatto:
chiamato, utenza cellulare 329/2199318 intestata ed in uso ad ACRI
Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965 ivi
residente via Giuseppe Casciaro s.n.c.
Progressivo:
1025, datato 10/04/2007, delle ore 12:18;
Durata:
00:59’
INTERLOCUTORI
NICOLA:
ACRI Nicola nato a Sondrio il 14/04/1979, residente Rossano (CS)
ivi residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11.
ORAZIO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965 ivi
residente.
ORAZIO:
Pronto?
NICOLA:
Oh … pronto, Pierì?
ORAZIO:
Compà, buongiorno e auguri …
NICOLA:
Buongiorno, auguri, com’è?
ORAZIO:
Com’è, tutto bene?
NICOLA:
Dove siete?
ORAZIO:
Adesso ho visto a Gustavo …
NICOLA:
Eh?
ORAZIO:
Sono al mare al…(incomprensibile)…sto portando un cartone di
caffè…
NICOLA:
Ah …(… incomprensibile …)…
ORAZIO:
Nicola dove sei?
NICOLA:
Sto scendendo io, un minuto e …
ORAZIO:
Uh … dove ti aspetto?
NICOLA:
…(incomprensibile)…
ORAZIO:
Al Guetos?
NICOLA:
Eh …e aspettami là un minuto che … che arriviamo un minuto al
commercialista che gli devo far veder certe cose …
ORAZIO:
Va benissimo, allora ti aspetto qua …
NICOLA:
Ciao …
ORAZIO:
Ok, ciao.
FINE TRASCRIZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.111/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
19:11 del 16/04/2007.
276
___________________________________________________________________
Decreto:
202/07 R. Int. (Proc. Pen. 252/07 RGNR Mod. 21 DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 349/6274134 intestata ed in uso a ACRI
Nicola nato a Sondrio il 14/04/1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11
Contatto:
chiamante, utenza cellulare 329/2199318 intestata ed in uso ad ACRI
Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965 ivi
residente via Giuseppe Casciaro s.n.c.
Progressivo:
1189, datato 16/04/2007, delle ore 19:11;
Durata:
00:50’
INTERLOCUTORI
NICOLA:
ACRI Nicola nato a Sondrio il 14/04/1979, residente Rossano (CS)
ivi residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11.
ORAZIO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
ivi residente.
ORAZIO:
Compà ...
NICOLA:
Eh. Com’è ...
ORAZIO:
Buon giorno ...
NICOLA:
Buon giorno …
ORAZIO:
Ce lo prendiamo un aperitivo ...
NICOLA:
Sono a casa un attimo che scendo ...
ORAZIO:
Sei a casa stai scendendo …
NICOLA:
Vuoi passare tu … incomprensibile ...
ORAZIO:
No va be ci vediamo nel pomeriggio qual’ è il problema …
NICOLA:
Va bene …
ORAZIO:
Se dovevi pranzare io pensavo che eri nello scalo adesso sono
arrivato ...
NICOLA:
No adesso sto’ scendendo ...
ORAZIO:
Ah. Stai scendendo …
NICOLA:
Si fra poco si ...
ORAZIO:
A va be’ quanto ci metti dieci minuti un quarto d’ora..
NICOLA:
Eh.. un quarto d’ora ...
ORAZIO:
Ok ... ’ ci vediamo dopo ...
NICOLA:
Ok ... ciao …
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.112/B
CNR DEL ROS)
Tra le conversazioni intercettate tra ACRI Orazio detto Pierino ed ACRI Nicola se ne
evidenzia una dell’11/03/2007, nel corso della quale, ACRI Nicola chiedeva ad Orazio se
aveva montato una macchinetta “…Ma poi c’è l’avevi montato la macchinetta?...”. Poi i
due discutevano del tipo di attrezzatura che doveva essere installata presso i lidi per
l’erogazione del caffè. In particolare convenivano che era più opportuno installare delle
macchine per il caffè torrefatto. “…Mò vediamo gliela prendiamo un macchinetta … mò
intanto sti lidi … ste cose così estive ora vediamo … ma secondo me devono solo
comprare la macchinetta … quando l’ammortizzi una macchinetta su un locale che
lavora solo tre mesi ?...”.
A prescindere dal dato commerciale relativo alla scelta del tipo di macchina da caffè di cui
dotare gli stabilimenti balneari di Rossano, questa conversazione comprova l’ingerenza di
ACRI Nicola nella distribuzione – imposizione delle cialde e che ACRI Orazio detto
“Pierino” lavorava alle sue dirette dipendenze:
277
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
15:41 del 11/03/2007.
___________________________________________________________________________
Decreto:
202/07 R. Int. (Proc. Pen. 252/07 RGNR Mod. 21 DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 349/6274134 intestata ed in uso a ACRI
Nicola nato a Sondrio il 14/04/1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11
Contatto:
chiamato, utenza cellulare 329/2199318 intestata ed in uso ad ACRI
Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965 ivi
residente via Giuseppe Casciaro s.n.c.
Progressivo:
240, datato 11/03/2007, delle ore 15:41;
Durata:
01:19’
INTERLOCUTORI
NICOLA:
ACRI Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villagg io Santa Chiara nr. 11.
ORAZIO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
ivi residente.
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
Pronto ?
Buongiorno compà … com’è ?
Ehi … compà … ti avevo chiamato oggi …
Si … ho visto le chiamate … solo che l’avevo lasciato dentro la
macchina il telefono …
Tutto a posto ?
Ma poi c’è l’avevi montato la macchinetta ?
Si … si … tutto a posto … (… parola incomprensibile …) …
Sennò … sti cazzi di ragazzi … siccome hanno … con la
macchinetta che avevano loro … non sappiamo dove l’aveva
messa Gennaro …
Me l’ha detto … me l’ha detto …
Mò vediamo gliela prendiamo un macchinetta … mò intanto sti
lidi … ste cose così estive ora vediamo … ma secondo me devono
solo comprare la macchinetta … quando l’ammortizzi una
macchinetta su un locale che lavora solo tre mesi ?
Eh … lo so … ( … ride …) … gliela diamo a cosa … sennò …
Eh … ?
gliela diamo a cialde … qual è il problema …
Eh … gliel’ho detto … se la vuole a cialde … per me non esiste
proprio il problema … anzi … mi caccio un impiccio …
Gliel’ho data per ieri sera stessa dopo cinque minuti gliel’ho portata
…
No … perché loro di lavorare … diciamo lavorano discretamente
… però per una macchinetta a cialde … oh … se ci fosse la
macchinetta loro … diciamo … oh … poi verdiamo se vogliono la
macchina a cialde gliela lasciamo … sennò … poi … vediamo …
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
ORAZIO:
NICOLA:
278
ORAZIO:
Oh … vedi tu !
NICOLA:
Grazie … Pierino … ciao grazie …
ORAZIO:
ok … grazie …
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.113/B
CNR DEL ROS)
Ma la conversazione che più di tutte riscontra le dichiarazioni di ALFANO Carmine sul
ruolo di ACRI Orazio detto Pierino in relazione all’imposizione del caffè in cialde, e
sull’esistenza di un accordo criminale tra la ‘ndrina di Rossano e quella di Corigliano
Calabro, veniva intercettata in data 20/07/2007.
ACRI Orazio contattava ACRI Nicola per informarlo del fatto che: “…mi ha chiamato un
signore che ha aperto … il bar che era di quella bionda … che è un signore di Corigliano
che ha rilevato il bar … e gli serve la macchinetta…”.
ACRI Orazio informava quindi ACRI Nicola che una persona di Corigliano aveva
rilevato un bar in Rossano e doveva essere rifornito di caffè torrefatto e prodotti similari
“gli serve un po’ tutto” e aggiungeva che era stato contattato da Maurizio di Corigliano
“…siccome mi ha chiamato … Maurizio di Corigliano e me l’ha detto… o per te o per
Sergio … mò ho detto ora rintraccio proprio … ehm … direttamente …”.
E’ evidente che il Maurizio di Corigliano è Maurizio BARILARI il quale evidenziava che
una persona di Corigliano aveva rilevato un bar a Rossano. Evidentemente, BARILARI, in
esecuzione dell’accordo di cui riferisce ALFANO, lo aveva avvicinato perché si rifornisse
di caffè dalla famiglia ACRI.
BARILARI si limitava a segnalare il nuovo cliente lasciando a Pierino ACRI la scelta se
imporgli il caffè torrefatto o in cialde.
Solo in questo modo si spiega l’affermazione e me l’ha detto… o per te o per Sergio , ACRI
Pierino, a conferma della sua assoluta dipendenza da ACRI Nicola gli demandava la
scelta “mò ho detto ora rintraccio proprio … ehm … direttamente,” ACRI Nicola
rimetteva la decisione a Sergio SAPIA.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
18:12 del 20/07/2007.
_________________________________________________________________
Decreto:
202/07 R. Int. (Proc. Pen. 252/07 RGNR Mod. 21 DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza cellulare 349/6274134 intestata ed in uso a ACRI
Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11
Contatto:
chiamante, utenza cellulare 329/2199318 intestata ed in uso ad ACRI
Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965 ivi
residente via Giuseppe Casciaro s.n.c.
Progressivo:
3376, datato 20/07/2007, delle ore 18:12;
Durata:
01:47’
INTERLOCUTORI
NICOLA:
ACRI Nicola nato a Sondrio il 14.04.1979, residente Rossano (CS) ivi
residente via Villaggio Santa Chiara nr. 11.
279
ORAZIO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
ivi residente.
NICOLA:
Pronto ?
ORAZIO:
Compà ?
NICOLA:
Aho … Pierì … buonasera …
ORAZIO:
Buonasera scusa se ti disturbo … mi ha chiamato un signore che
ha aperto … il bar che era di quella bionda … vicino dove c’ha
l’assicurazione Claudio …
NICOLA:
Ah … ho capito l’ha sotto ! …
ORAZIO:
Eh … che è un signore di Corigliano che ha rilevato il bar … e gli
serve la macchinetta … gli serve un po’ tutto … mò siccome glielo
avevo già detto a Sergio … però Sergio si è … glielo avevo detto
una decina di giorni fa … per la verità … forse se né dimenticato
…
NICOLA:
Eh … non lo so … deve parlare con Sergio per la macchinetta …
non lo so se ne abbiamo disponibili …
ORAZIO:
Ah …
NICOLA:
Anche perché quel bar …
ORAZIO:
Fa poco e niente … !!
NICOLA:
No che fa poco e niente … secondo mè neanche il caffè suo si ci
prende là …
ORAZIO:
Ah … ah … (… ride …) …
NICOLA:
Eh … proprio un punto morto là …
ORAZIO:
Ah … ah … (…ride …) …
NICOLA:
Non è proprio vicino l’assicurazione ?
ORAZIO:
Si … si … si proprio quello che c’era quella bionda … quella polacca
… giapponese … che era lei !
NICOLA:
Eh … proprio un punto morto là … perché lui ce l’ha la
macchinetta e gliela stanno ritirando … quello e quell’altro …
ORAZIO:
Ah … ah … ho capito … siccome mi ha chiamato … Maurizio di
Corigliano e me l’ha detto … o per te o per Sergio … mò ho detto
ora rintraccio proprio … ehm … direttamente …
NICOLA:
Ehm … se è ci ehm …
ORAZIO:
Comunque … eventualmente se c’è lo vuoi mandare chissà a
Sergio … ( … parola incomprensibile …) …
NICOLA:
Va bè … ci va Sergio e si regola … grazie compà …
ORAZIO:
Il resto tutto apposto … compà ?
NICOLA:
Si tutto a posto …
ORAZIO:
Eh … ci sentiamo che ci prendiamo un aperitivo … che mò domani
… lunedì vado a prendere le macchine … e poi vado da … da …
NICOLA:
Da SOCCORSO ?
ORAZIO:
No … no … da quell’amico tuo … quella macchina dell’acqua …
NICOLA:
Ah … ho capito !
ORAZIO:
Me lo h detto pure tua suocera me lo ha detto …
NICOLA:
Si … non ti preoccupare … come la prendi … poi
ORAZIO:
Ok … grazie … buona serata …
NICOLA:
Ciao grazie …
FINE TRASCRIZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.114/B
CNR DEL ROS)
Naturalmente quando ACRI Gennarino è tornato in libertà, riprendendo ad occuparsi
della distribuzione del caffè, si sono registrate molte conversazioni con ACRI Pierino del
quale dirigeva l’operato
280
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
20:07 del 20/08/2011.
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
684/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza cellulare 388/9956093 in uso a ACRI Gennaro,
nato a Cariati (CS) il 01/09/1983, residente in Rossano (CS) alla Via
Ripoli snc;
chiamato, utenza cellulare 329/2199318 in uso ed intestato a ACRI
Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA
Piragineti n° 188;
452, datato 20/08/2011, delle ore 20:07:
00:00’:57’’
ACRI:
ACRI Gennaro, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982
PIERINO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
Pronto..??
Oh.! Pierì dove sei...??
Ohi Ge... ehh..!! sto facendo consegne al mare... sono in questo
momento alla "BELLA NAPOLI"...
ACRI Gennaro:
Ahh..!! e va bene dai... poi ti chiamo lunedì ehh...
Pierino:
Che è successo...?? qualche cosa...??
ACRI Gennaro:
Niente di grave... niente...
Pierino:
Ti serve caffe...??
ACRI Gennaro:
No... no... a macchinetta dell'acqua... poi... mi serve un'altra
macchinetta dell'acqua...
Pierino:
ahh..!!
(si accavallano le voci)...
Pierino:
Ha detto che se viene il "urbaccione" (incomprensibile)...
ACRI Gennaro:
No... no... no... proprio la macchina dell'acqua... che è...
Pierino:
ma ti serve (incomprensibile)... qual'è il problema...!!
ACRI Gennaro:
No... no... no..
Pierino:
Ti serve che te la mando questa sera... o domani...??
ACRI Gennaro:
No... no... no... non c'è problema... lunedì facciamo
Pierino:
Va bene ok...!!
ACRI Gennaro:
Va be...??
Pierino:
Ok...!! ci sentiamo dopo...
ACRI Gennaro:
Ciao... cia...
Pierino:
Ciao compà ciao...
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
15:58 del 30/08/2011.
Decreto:
Obiettivo:
684/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza cellulare 3889956093 in uso a ACRI Gennaro,
nato a Cariati (CS) il 01/09/1983, residente in Rossano (CS) alla Via
Ripoli snc;
281
contatto:
Progressivo:
Durata:
NTERLOCUTORI
chiamato, utenza cellulare 329/2199318 in uso ed intestato a ACRI
Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA
Piragineti n° 188;
677, datato 30/08/2011, delle ore 15:58:,
00:01’:49’’
ACRI:
ACRI Gennaro, nato a Cariati (CS) il 17.6.1982
PIERINO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
we là...??
Ohi... Pierì...!!
Ehi...!!
Vedi che mi serve o il numero... (incomprensibile) di Luigi
COSENTINO...
Il numero di telefono...??
O il numero di telefono ... o l'email del suo ufficio
(incomprensibile)...
No... l'email non la so... il numero suo lo tengo...
E... dammelo che lo chiamo così me la faccio dare... che mi sta
mandando all' email... per il tovagliolino quelli della cabina
capì...!!
Ah...!! e se ti vengo a prendere ci arriviamo così la vai a vedere
com'è...
Eh... è per quello...
Ahh... aspetta che te... aspetta che te lo do... (voci e rumori di
fondo)... tre tre nove/... tre tre nove...
tre tre nove/...
diciassette...sessantotto...
sessantotto...
duecentottanta...
duecentottanta...
diciassette...sessantotto...duecentottanta...
solo questo ha ...no...
si... io sempre quà lo chiamo...
va bene...
oh... vedi che poi ho parlato con SOCCORSO...
ah...!! e che ti ha detto... (si accavallano le voci)...
Si tutto a posto... che poi ti chiamo...
Va bene... dai..
Dove sei... dove sei... a quale... (si accavallano le voci)...
Sono da Gino... da Gino ... a Torre Pisano di fronte all'avvocato
GIANNINI...(si accavallano le voci...
Si... si... che adesso passo...
Ciao...ciao...
Ciao... ciao..
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
12:40 del 08/10/2011.
282
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
684/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza cellulare 3889956093 in uso a ACRI Gennaro,
nato a Cariati (CS) il 01/09/1983, residente in Rossano (CS) alla Via
Ripoli snc;
chiamato, utenza cellulare 329/2199318 in uso ed intestato a ACRI
Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA
Piragineti n° 188;
1701, datato 08/10/2011 delle ore 12:40:,
00:00’:41’’
INTERLOCUTORI
ACRI:
ACRI Gennaro, nato a Cariati (CS) il 17.6.1982
PIERINO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
Pronto...??
Oh... dove sei..??
Ehi...!! compà... sto rientrando ehhh... dalla torrefazione...
Ahh...??
Sto rientrando dalla torrefazione...
Ahh... ancora sei sulla strada allora...??
Si tutto questa mattina e tutto ieri... sono stato a Lecce...
(incomprensibile)...
e va bene...
e tutto ieri... (incomprensibile)...
E poi quando vieni questa sera mi fai uno squillo...
Io per le due sono... sono quà...
Va bene... poi mi fai uno squillo dai... ciao..
Ok... ciao...
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
ACRI Gennaro:
Pierino:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
20:06 del 21/10/2011.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 3889956093 intestata a ACRI Gennaro, nato a
Rossano (CS) il 17/06/1982, ivi residente in Via Ripoli snc ed in uso
allo stesso.
chiamato, utenza 3292199318 intestata a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente in c.da Piragineti 188 ed in
uso allo stesso.
1993, datato 21/10/2011, delle ore 20:06:54;
00:27’’
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ACRI: ACRI Gennaro (Rossano –CS- il 17/06/1982)
Pierino: ACRI Orazio (Rossano –CS- il 01/07/1965)
283
Pierino: Pronto?
ACRI: Dove sei?
Pierino: Adesso sto tornando, sono vicino a Cantinelle
ACRI: E Che cazzo!
Pierino: E ho avuto un sacco a che fare a Cosenza
ACRI: Va bene dai ..., poi mi fai uno squillo ciao
Pierino: Sì ma dieci minuti un quarto d'ora e sono qua
ACRI: Va bene ciao ciao
Pierino: Ciao Ciao.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
20:26 del 21/10/2011.
___________________________________________________________________
Decreto:
Obiettivo:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza 3889956093 intestata a ACRI Gennaro, nato a
Rossano (CS) il 17/06/1982, ivi residente in Via Ripoli snc ed in uso
allo stesso.
chiamante, utenza 3292199318 intestata a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente in c.da Piragineti 188 ed
in uso allo stesso
1994, datato 21/10/2011, delle ore 20:26:06;
00:37’’
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ACRI:
ACRI Gennaro (Rossano –CS- il 17/06/1982)
Pierino: ACRI Orazio (Rossano –CS- il 01/07/1965)
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI: Ciao
... inc ...
Dove sei?
... inc ... fra due minuti sono a Rossano
E ... e ci vediamo da ... dove ci vediamo?
Ci vediamo?
Dove ci vediamo, dimmi tu dove ti vuoi
Dove sai tu Gennaro che ne so dove vuoi tu, va bene, io nella macchina
sono, ... inc ... ti raggiungo
Ah?
Sono in macchina, dimmi che io arrivo
Ah! E vieni sotto la standa ... inc ...
Ok
Ciao ciao
Ci vediamo là, ciao, ciao
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
17:51 del 17/12/2011.
___________________________________________________________________
284
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza 3889956093 intestata a ACRI Gennaro, nato a
Rossano (CS) il 17/06/1982, ivi residente in Via Ripoli snc ed in uso
allo stesso.
chiamante, utenza 3292199318 intestata a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente in c.da Piragineti 188 ed in
uso allo stesso
3030, datato 17/12/2011, delle ore 17:51:03;
00:01’:02”
INTERLOCUTORI
ROMANO: ROMANO Gerardina (Cariati –CS- il 01/09/1983)
Pierino:
ACRI Orazio (Rossano –CS- il 01/07/1965)
ROMANO:
Pierino:
ROMANO:
Pierino:
ROMANO:
Pierino:
ROMANO:
Pierino:
ROMANO:
Pierino:
ROMANO:
Pierino:
ROMANO:
Pierino:
ROMANO:
Pierino:
Pronto?
Pronto ... pronto ... pronto ...
Pierino
Oh Gerardina ciao
Ciao ... niente ...
... Ti sento malissimo
E no siamo a casa che abbiamo visita, Gennaro è pure a casa
Ah! ... Ho capito ... inc ..va bene
Eh! ...
Digli allora a Ge ... quando ... inc ... mi fa uno squillo che c'è un
bar che gli serviva caffè
Che gli serve?
C'è un bar di Corigliano che gli serviva caffè
Ah! Ho capito e adesso ti faccio chiamare
Quando vuole con calma
Ok va bene ok, ciao ciao
Ciao scusami, ciao
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
20:32 del 03/01/2012.
___________________________________________________________________
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza 3889956093 intestata a ACRI Gennaro, nato a
Rossano (CS) il 17/06/1982, ivi residente in Via Ripoli snc ed in uso
allo stesso.
chiamato, utenza 3292199318 intestata a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente in c.da Piragineti 188 ed in
uso allo stesso.
3453, datato 03/01/2012, delle ore 20:32:02;
00:30’’
INTERLOCUTORI
ACRI:
ACRI Gennaro (Rossano –CS- il 17/06/1982)
285
Pierino:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
vado
Pierino:
ACRI:
ACRI Orazio (Rossano –CS- il 01/07/1965)
Ehi compà
Oh dove sei?
Adesso ero alla benzina da Antonio
Eh passa dal Due Palme, però veloce devi fare che se no me ne
Sto venendo ciao
Ciao, ciao.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
12:39 del 30/01/2012.
___________________________________________________________________
Decreto:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 3889956093 intestata a ACRI Gennaro, nato a
Rossano (CS) il 17/06/1982, ivi residente in Via Ripoli snc ed in uso
allo stesso.
chiamato, utenza 3292199318 intestata a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente in c.da Piragineti 188 ed in
uso allo stesso.
3998, datato 30/01/2012, delle ore 12:39:26;
00:33’’
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ACRI:
ACRI Gennaro (Rossano –CS- il 17/06/1982)
Pierino:
ACRI Orazio (Rossano –CS- il 01/07/1965)
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
Ehi!
Dove sei?
Buongiorno, sto scendendo da Rossano paese
Dove?
Sto scendendo da Rossano
Ah! E dove ci vediamo?
Sto andando al Capital a prendere non so che Daniele che gli ho dato che
lo devo andare a prendere
Al Capital ... inc ...
... inc ...
... Ah! Va bene dai ci vediamo là
Ciao.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
15:16 del 01/02/2012.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
684/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
286
Obiettivo:
chiamante, utenza 3889956093 intestata a ACRI Gennaro, nato a
Rossano (CS) il 17/06/1982, ivi residente in Via Ripoli snc ed in uso
allo stesso.
chiamato, utenza 3292199318 intestata a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente in c.da Piragineti 188 ed in
uso allo stesso.
4043, datato 01/02/2012, delle ore 15:16:30;
00:03’:08’’
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ACRI:
Pierino:
ACRI Gennaro (Rossano –CS- il 17/06/1982)
ACRI Orazio (Rossano –CS- il 01/07/1965)
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
Ehi là
Dove sei? Pronto?
Pronto?
Oh che è ?
Ehi!
Hai chiamato?
Oh dove sei? State ...
Dove sei?
Tutto a posto? Sono da Cirò da Giuseppe
Da chi?
Da Cirò, da Giuseppe il pilota
Ah!
Sto facendo il collaudo, no il collaudo come si chiama la .. la revisione
Ah!
Alla Punto
Eh!
Era scaduta da tre, quattro mesi
Ho capito
Me ne sto andando, adesso, adesso sono arrivato
... inc ...
... inc ... la macchina, ha detto che ci vuole dieci minuti un quarto d'ora e me
la fa
Va bene
Che mia moglie quando mette in moto e cammina
E poi ci vediamo dopo
Assicurazione scaduta cosa ...
Comprala nuova sta cazzo di macchina a tua moglie
Eh sto vedendo, sto vedendo perchè ...
Stai vedendo
... inc ... adesso vediamo
Stai vedendo, ... inc ... buono, ti facevo vedere
Non ho capito
Ah non hai capito, ... inc ... a capire bene
Ah?
Ci vediamo dopo dai, ma a SOCCORSO lo hai sentito? Caffè Giusti
(FONETICO)
No ma non c'è è fuori, rientra mi pare domani
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
287
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
ACRI:
Pierino:
Il ... inc ... della mamma, lo sai la puttana della madre?
Non ho capito
Ce l'hai presente la puttana della madre ce l'hai presente?
Perchè che ha fatto?
Ma il caffè me lo ha fatto ieri, i morti suoi, gli avevo detto per farmelo
fare quindici giorni fa, ieri lo ha fatto ...
(RIDE) ... e che cornuto!
Sempre lo stesso è ...
Ed i morti dei morti ...
Ma è possibile che sempre scemo è questo
Adesso tu lo sai che devi fare?
Eh!
Lo sai che devi fare, adesso stesso no ...
Eh!
Chiamalo domani mattina e gli ordini di nuovo il caffè
Ho provato a chiamarlo, ma è possibile che gli devo ripetere sempre le
stesse cose?
No, non c'è, non ti risponde che non so dove caspita è
Ma è possibile che gli devo ripetere sempre le stesse cose
Eh ...
Roba da manicomio eh..., la gente
Ti ci devi abituare perchè è così è bravo come il pane ...
Ma guarda ...
... ma è disgraziato come la peste, il disgraziato
Guarda che è possibile “Bu”?
(RIDE) ...
E ripetiamo sempre le stesse cose, ripetiamo, gliel'ho detto ogni volta, dopo
quindici giorni che mi, mi hai fatto, mi hai portato il caffè, prepara già
l'altro ... sì sì sì, sì sì
Sì ...
E come l'altro giorno, me lo hai fatto il caffè? Che adesso me lo mando, sì
c'è lo sciopero quello e quell'altro, i morti di sua madre, vado a guardare il
caffè lo ha fatto ieri, ma questo è scemo
(RIDE) ... ma pure a me fa così, sì ...
Ma guarda che è proprio pazzo
Poi lo sai che cos'è, ma io ho lo stesso problema in effetti domani mattina ...
Sì ma il problema il caffè in granuli (FONETICO), poi deve stare Pierì,
deve stare minimo dieci dodici giorni non è che lo puoi dare ...
Ohi Gè, pure, pure il coso, pure ...
Pure le cialde
Ah le cialde devono stare minimo sette giorni a terra
Ma …
Ma io adesso lo sai che faccio, siccome ho lo stesso problema tuo, domani
mattina in effetti gli faccio l'ordine, infatti prepara pure ... inc ... nel
magazzino
Glielo avevo detto ohi Pierino, già glielo avevo detto, i morti della
mamma, poi dici che uno bestemmia, va bene dai
E' un disgraziato
Va bene ci vediamo dopo ciao
Ok ciao ciao.
288
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
10:26 del 06/02/2012.
Decreto:
684/11 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 3889956093 in uso a ACRI Gennaro,
nato a Cariati (CS) il 01/09/1983, residente in Rossano (CS) alla Via
Ripoli snc;
chiamato, utenza cellulare 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n°
188;
4091, datato 06/02/2012, delle ore 10:26:,
00:00’:37’’
contatto:
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ACRI:
ACRI Gennaro, nato a Cariati (CS) il 17/06/1982
PIERINO:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965
ACRI Gennaro:
Pierino:
Ma che cazzo di fine hai fatto... ??
Adesso ho preso... no... mo ho preso il furgone dal parcheggio...
perchè sono rimasto bloccato in questo cazzo di parcheggio e non
sono potuto uscire...
ACRI Gennaro:
Ma dove sei adesso...?
Pierino:
Adesso sono... adesso sto uscendo dal parcheggio da RESTUCCIA...
ACRI Gennaro:
Ehh...??
Pierino:
Dal parcheggio al multipiano da RESTUCCIA... dove sei che ti
raggiungo...
ACRI Gennaro:
Aspettami da Nilo dai... cia...
Pierino:
Dove è...??
ACRI Gennaro:
Nilo... Nilo... al chiosco...
Pierino:
Ah...!! si ok... ciao...
ACRI Gennaro:
Ciao...
(VEDASI TRASCRIZIONI CONVERSAZIONI TELEFONICHE TUTTE IN ALLEGATO
N.116/B ALLA CNR DEL ROS)
A conferma dei rapporti fra ACRI Pierino e la famiglia (inteso in senso
ndranghetistico) ACRI si evidenzia che “Pierino” ha una sorella che si chiama
ACRI Daniela, nata a Rossano il 04/01/1969, ivi residente contrada Santa Chiara
s.n.c., che è coniugata con FERRANTE Vittorio, nato a Rossano il 15/06/1977, con
precedenti per favoreggiamento personale e ricettazione, fratello di FERRANTE
Giuseppe detto “Antonello” o “Il siciliano”. Per ciò che concerne FERRANTE
Vittorio si rimanda al capitolo relativo alla latitanza di GALLUZZI Salvatore ed
all’incontro tra quest’ultimo (durante la sua latitanza) e lo stesso FERRANTE
Vittorio.
Sul conto di ACRI Orazio si registrano inoltre le seguenti annotazioni di servizio (in
allegato n.115/B alla CNR del ROS):
23/12/2002
in Cassano allo Ionio, Via G. Verdi della frazione Lauropoli,
PERCIACCANTE Pasquale veniva fermato unitamente ad ABBRUZZESE
Armando (CS 30/01/1978) a bordo dell’autovettura Alfa Romeo 164
289
targata CS 551247. Lo stesso PERCIACCANTE dichiarava di aver
acquistato da poco la predetta autovettura. Da accertamenti sui documenti
di viaggio del veicolo si appurava che lo stesso risultava di proprietà di
ACRI Orazio nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
24/01/2012
in Rossano, via della Repubblica all’altezza della Farmacia Veterinaria
venivano notati parlare tra di loro in modo riservato, ACRI Gennaro
(Cariati 17/06/1982), ACRI Orazio (Rossano 01/07/1965) e DE MARCO
Antonio (Rossano 16/11/1956).
Lo stesso ACRI Orazio detto pierino è in contatto con i maggiorenti della cosca ACRI per
come evidenziano le conversazioni di seguito riportate
Conversazioni con SOMMARIO Francesco, nato a Rossano (CS) il 31/10/1975.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
15:52 del 20/07/2009.
______________________________________________________________________________
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
386/09 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza 3924506255 in uso a SOMMARIO Francesco,
nato a Rossano il 31/10/1975, ivi residente alla Via G. da Fiore.
chiamato, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a Rossano
(CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n° 188;
9371 datato 20/07/2009, delle ore 15:52;
00:01’:15’’
INTERLOCUTORI
SOMMARIO:
SOMMARIO Francesco, nato a Rossano (CS) il 31/10/1975;
ACRI:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
ACRI:
SOMMARIO:
ACRI:
Pronto ?
Aho Pieri … ma non rispondi mai al telefono Pierì ?
Ehm … ehm … ero alla spiaggia ed avevo lasciato il telefono … era
dentro … stavo aggiustando una macchinetta … dov’è che sei ?
Ma me la hai trovata quella macchinetta Pierì ? … del coso …
Ehm … quella dell’acqua compà ?
Eh !
Quella dell’acqua a Cosenza non ne ha disponibili … sto cercando
… di poterla reperire … te lo avevo detto già … ah …
Va bene … eh quella del caffè ?
Quella del caffè … vado mercoledì a prendertela … da SOCCORSO
SOMMARIO:
ACRI:
SOMMARIO:
ACRI:
SOMMARIO:
ACRI:
…
SOMMARIO:
ACRI:
SOMMARIO:
ACRI:
Quindi ci vuole la fine della settimana ?
io te la faccio avere urgente … io prima di questo non riesco a fare
… ohi Francè … eh perché non ce ne sono disponibili … come?
E’ urgente veramente ohi Pierì !
Eh … lo so me lo ha detto … per quella dell’acqua è un cazzo di
casino … perché già l’ho visto l’altra volta … gliene avevo ordinato
cinquanta e ne hanno mandate sette … mò dov’è che sei ? … pronto
? … Frà dov’è che sei ? …
290
SOMMARIO:
Eh … Pierì … ci vediamo la fine della settimana … va bene ?
ACRI:
Pronto ?
SOMMARIO:
Pierì ?
ACRI:
Francè … ehi ? … ti sento malissimo …
SOMMARIO:
Eh … la fine della settimana … Sono nella galleria …
ACRI:
Dammi piu tempo … te li prendo tutte e due … non c’è problema …
SOMMARIO:
Va bene … va bene …
ACRI:
Pronto ?
SOMMARIO:
Pierì … la fine della settimana …
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.117/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
10:38 del 29/06/2009.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
386/09 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 3924506255 in uso a SOMMARIO Francesco,
nato a Rossano il 31/10/1975, ivi residente alla Via G. da Fiore.
contatto:
chiamato, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a Rossano
(CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n° 188;
Progressivo:
6992 datato 29/06/2009, delle ore 10:38;
Durata:
00:00’:34’’
INTERLOCUTORI
SOMMARIO:
SOMMARIO Francesco, nato a Rossano (CS) il 31/10/1975;
ACRI:
ACRI Orazio detto “Pierino”, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
MATALONE:
MATALONE Annibale, nato a Scala Coeli (CS) il 10/09/1966.
ACRI:
Pronto ?
SOMMARIO:
Pierì … sei passato diritto … neanche il caffè ti posso offrire ?
ACRI:
Eh … la miseria non ti ho visto …
SOMMARIO:
Alla Guetos …
ACRI:
Aha .. ah … aspetta che mi sto girando … ciao …
SOMMARIO Francesco riceve una telefonata intermedia da parte di MATALONE
Annibale.
SOMMARIO:
Pronto ?
MATALONE:
Ahu … buongiorno …
SOMMARIO:
Aho … compà … buongiorno lo vuoi il caffè ?
MATALONE:
Dove sei tu ?
SOMMARIO:
Alla Guetos !
MATALONE:
Eh … mò passo … ciao …
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.118/B
CNR DEL ROS)
Conversazione con GALLUZZI Salvatore nato a Rossano (CS) il 30/03/1976:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
09:59 del 13/02/2010.
_____________________________________________________________________________
Decreto:
31/2010 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, 3333313185 in uso a GALLUZZI Salvatore nato a Rossano
(CS) il 30/03/1976.
291
contatto:
chiamante, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n°
188;
Progressivo:
650, datato 13/02/2010, delle ore 09:59:23;
Durata:
00:01’:03’’
INTERLOCUTORI
GALLUZZI:
ACRI:
GALLUZZI Salvatore nato a Rossano (CS) il 30/03/1976.
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
ACRI:
GALLUZZI:
ACRI:
GALLUZZI:
ACRI:
GALLUZZI:
ACRI:
GALLUZZI:
ACRI:
GALLUZZI:
ACRI:
Pronto?...
Pierino buongiorno… Salvatore…
(disturbo sulla linea)…
Pierino buongiorno… Salvatore…
Compà fra poco sono da te…
No… lo sai perché… me ne sto andando… vieni per l’orario di
mangiare?...
Ahh... E va bene… ok…
Però vieni… (incomprensibile)… si… però vieni oggi Pierino se no
oggi neanche il caffè mi posso prendere…
Compà mi devi scusare… (incomprensibile)… che non mi sono
sentito bene…
Va bene…
Mi devi proprio scusare perché non mi sono sentito bene di gola…
ho avuto un po di febbre… cose… (incomprensibile)…
E ci vediamo oggi allora…
All’ora di pranzo?...
Ok…
Va bene… scusami compà…
Non ti preoccupare…
GALLUZZI:
ACRI:
GALLUZZI:
ACRI:
GALLUZZI:
Si salutano
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.119/B
CNR DEL ROS)
Conversazioni con CALAROTA Arianna, moglie di ACRI Nicola:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
13:55 del 06/10/2008.
__________________________________________________________________
Decreto:
916/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, 3664419224 in uso a CALAROTA Arianna, nata a
Castrovillari (CS) il 27/05/1979, residente a Rossano (CS),
Villaggio Santa Chiara nr. 4;
contatto:
chiamante, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n°
188;
743, datato 06/10/2008, delle ore 13:55:23;
00:01’:07’’
Progressivo:
Durata:
292
INTERLOCUTORI
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA Arianna, nata a Castrovillari (CS) il 27.05.1979
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
CALAROTA:
ACRI:
Pronto?...
Arianna?...
Eih… Pierino… sono io…
(incomprensibile)… che fra cinque minuti arrivo…
Ma sei irraggiungibile?...
No… ho lasciato un attimo il telefono in macchina… che ho preso la
bambina a scuola… la piccolina…
CALAROTA:
Non ti preoccupare…
ACRI:
(incomprensibile, si accavallano le voci)…
CALAROTA:
No… siccome sono venuto da mia suocera… e mi ha detto che
ancora niente… e quindi ho detto adesso provo a chiamare…
ACRI:
Stamattina sono andato a montare tre macchine delle scuole… e mi
sono preso tutta la mattinata… adesso il tempo che lascio la
bambina e sto arrivando…
CALAROTA:
Ehh… perché mia suocera va a scuola… capito?
ACRI:
Cinque… dammi cinque minuti che sto arrivando…
CALAROTA:
Ok… grazie… va bene… ciao…
ACRI:
Ciao…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.120/B
CNR DEL ROS)
Conversazioni con FERRANTE Giuseppe, detto “Antonello” o “Il siciliano” nato a
Rossano (CS) il 17/03/1983:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
09:58 del 15/01/2010.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
7/2010 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
contatto:
chiamante, 3452992341 in uso a FERRANTE Giuseppe nato a
Rossano (CS) il 17/03/1983, ivi residente alla Via San Michele
n.1.
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a Rossano
(CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n° 188;
57, datato 15/01/2010, delle ore 09:58:17;
00:00’:40’’
INTERLOCUTORI
FERRANTE:
ACRI:
FERRANTE Giuseppe nato a Rossano (CS) il 17/03/1983.
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
ACRI:
FERRANTE:
ACRI:
FERRANTE:
ACRI:
Pronto?
Pronto… dimmi…
Ohh… compà… sono a Rossano, sto facendo delle consegne…
(incomprensibile)…
E portamela poi… poi ti… adesso non ci sono io…
dove te la lascio, al circolo o a casa?...
293
FERRANTE:
lasciamelo a casa…
ACRI:
Va bene… ciao…
FERRANTE:
Hai capito?...
ACRI:
Si… si… ciao…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.121/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
10:57 del 30/03/2010.
___________________________________________________________________
Decreto:
7/2010 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
contatto:
chiamante, 3452992341 in uso a FERRANTE Giuseppe nato a
Rossano (CS) il 17/03/1983, ivi residente alla Via San Michele
n.1.
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a Rossano
(CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n° 188;
1170, datato 30/03/2010, delle ore 10:57:17;
00:01’:02’’
INTERLOCUTORI
FERRANTE:
ACRI:
FERRANTE Giuseppe nato a Rossano (CS) il 17/03/1983.
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
FERRANTE:
ACRI:
FERRANTE:
ACRI:
FERRANTE:
ACRI:
FERRANTE:
ACRI:
FERRANTE:
ACRI: Ehh…
FERRANTE:
Ouh…
Buongiorno compà…
Dimmi…
Tutto a posto?
Si…
Antonello… non è che mi hai recuperato quella macchina?... sono
senza macchinette… (incomprensibile)…
Lo sai che vuoi fare?...
Io il compare non lo vedo… hai capito qual è il cazzo del guaio…
non è che lo vedo… l’altro giorno… ha mandato a prendere il caffè
per un ragazzo…
Lo sai che vuoi fare?...
Che domani o dopodomani ti chiamo io… ti do la macchinetta… poi
Sali e te la vieni a prendere…
ACRI:
Fammi la gentilezza… dai… lo sai perché… sono senza macchine…
ne ho tante in assistenza… e sono senza macchine…
FERRANTE:
Si ma se tu vai là… te la vai a prendere… là è la macchinetta…
ACRI:
Ho capito… ma lui… oih Antonello…
FERRANTE:
La prendo e ti chiamo io… non ti preoccupare… ciao…
ACRI:
Ehh… siccome lui non c’è… mi pare vergogna… c’è la signora e mi
pare vergogna… hai capito?
FERRANTE:
Va bene… ciao…
ACRI:
Ok… grazie compà…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.122/B
CNR DEL ROS)
294
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
14:28 del 05/05/2010.
___________________________________________________________________
Decreto:
7/2010 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, 3452992341 in uso a FERRANTE Giuseppe nato a
Rossano (CS) il 17/03/1983, ivi residente alla Via San Michele n.1.
contatto:
chiamante, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n°
188;
Progressivo:
1611, datato 05/05/2010, delle ore 14:28:21;
Durata:
00:00’:58’’
INTERLOCUTORI
FERRANTE:
ACRI:
FERRANTE Giuseppe nato a Rossano (CS) il 17/03/1983.
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
CONVERSAZIONE
ACRI:
FERRANTE:
ACRI:
FERRANTE:
Ehh… Antonello…
Ohh… porta i pacchi di caffè a Salvatore…
Ehh…
E poi ti vieni a prendere pure la macchinetta… che la tiene a casa
lui… quando gli porti il caffè…
ACRI:
Ahh… la tiene lui alla casa qua?... (incomprensibile)…
FERRANTE:
Alla casa sua… alla sua… gli porti il caffè e ti prendi la
macchinetta…
ACRI:
Va bene caro…
FERRANTE:
Due pacchi…
ACRI:
Va bene…
FERRANTE:
portali in una volta altrimenti si arrabbia…
ACRI:
Il tempo che finisco di mangiare…
FERRANTE:
E si… (in comprensibile)… con il mangiare nella bocca vieni…
ACRI:
(ride)… ciao… ciao…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.123/B
CNR DEL ROS)
Conversazioni con MATALONE Annibale, nato a Scala Coeli (CS) il 10/09/1966:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
19:39 del 11/09/2008.
_____________________________________________________________________________
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
598/2008 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, 3345924059 in uso a MATALONE Annibale nato a
Scala Coeli (CS) il 10/09/1966, residente a Rossano via G.
Rizzo nr.14;
chiamato, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a Rossano
(CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n° 188;
295
Progressivo:
Durata:
2223, datato 11/09/2008, delle ore 19:39:48;
00:00’:30’’
INTERLOCUTORI
MATALONE:
ACRI:
MATALONE Annibale nato a Scala Coeli (CS) il 10/09/1966;
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
ACRI:
MATALONE:
ACRI:
MATALONE:
Pronto?...
Pronto… Pierino?...
Compà… ciao… buonasera…
Ohh…. Buonasera… me lo puoi portare un pacco di caffè domani o
dopodomani?...
ACRI:
Domani mattina te lo salgo io a casa o ti faccio uno squillo e ci
vediamo allo scalo…
MATALONE:
Va bene… se no me lo sali sopra…
ACRI:
Va bene ci sentiamo domani…
MATALONE:
va bene…
ACRI:
Ci sentiamo domani… ciao compà…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.124/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
15:23 del 04/10/2008.
___________________________________________________________________
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
598/2008 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, 3345924059 in uso a MATALONE Annibale nato a
Scala Coeli (CS) il 10.09.1966, residente a Rossano via G. Rizzo
nr.14;
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a Rossano
(CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n° 188;
2857, datato 04/10/2008, delle ore 15:23:01;
00:00’:45’’
INTERLOCUTORI
MATALONE:
ACRI:
MATALONE Annibale nato a Scala Coeli (CS) il 10/09/1966;
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
ACRI:
MATALONE:
ACRI:
MATALONE:
ACRI:
MATALONE:
ACRI:
MATALONE:
Comandi compà…
Ouh… vedi che la macchinetta del caffè non funziona… non manda
né acqua… né caffè… niente…
Quale si è rotta, quella con la bottiglia dentro?...
Quelle con la bottiglia… la gialla…
Si… si è bloccata… e adesso la cambiamo compà…
Va bene… cambiamola…
Ehh… vediamo… (incomprensibile) stasera quando
(incomprensibile)… consegne al ristorante compà…
E va bene… si si…
296
ACRI:
MATALONE:
(incomprensibile)
il caffè non si consuma e qua… (incomprensibile si accavallano le
voci) (ridono)… e giustamente se non lo posso fare…
(incomprensibile) macchinetta…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.125/B
CNR DEL ROS)
Conversazioni con GRAZIANO Umberto, nato a Rossano (CS) il 09/12/1984:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
13:57 del 27/08/2010.
___________________________________________________________________
Decreto:
488/2010 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, 3408407197 in uso a GRAZIANO Umberto nato a
Rossano (CS) il 09/12/1984, ivi residente in via P. Malena
s.n.c.
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamante, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n°
188;
6593, datato 27/08/2010, delle ore 13:57:58;
00:01’:06’’
INTERLOCUTORI
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO Umberto nato a Rossano (CS) il 09/12/1984.
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
Pronto?...
Pierino…
Ueh… compà… buongiorno…
Disturbo?...
No… mai… puoi chiamare a tutte le ore…
Senti… per la macchinetta del caffè, con le cialde e le cose, quando
l’andiamo a portare alla casa nuova al Frasso?...
ACRI:
Ehh… ci sentiamo…
GRAZIANO:
ce le hai pronta consegna… ce le hai?... o ti devono arrivare?...
ACRI:
Ehh… forse… ti dico però con il forse… perché non ne sono
sicuro… perché c’è il caffè davanti… forse una o due macchine le
dovrei avere… (incomprensibile, si accavallano le voci…)…
GRAZIANO:
Tu quando vedi in deposito e mi fai sapere?...
ACRI:
Ehh… ci sentiamo stasera… o massimo domani… perché… ora che
rientro ci vado a guardare… perché o una o due ci devono essere…
perché me le tengo per riserva… chissà si rompeva una macchina al
mare…
GRAZIANO:
Va bene… allora aspetto una tua telefonata…
ACRI:
Ti faccio io uno squillo tra oggi o domani, Umbè…
GRAZIANO:
Ok… grazie Pierì…
ACRI:
Ok?... grazie a tè…
GRAZIANO:
Ciao buon appetito…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.126/B
CNR DEL ROS)
297
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
16:36 del 25/10/2010.
___________________________________________________________________
Decreto:
488/2010 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
contatto:
chiamato, 3408407197 in uso a GRAZIANO Umberto nato a
Rossano (CS) il 09/12/1984, ivi residente in via P. Malena
s.n.c.
Progressivo:
Durata:
chiamante, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n°
188;
10922, datato 25/10/2010, delle ore 16:36:19;
00:02’:51’’
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO Umberto nato a Rossano (CS) il 09/12/1984;
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
ACRI:
GRAZIANO:
Quali sono i comandi?...
Ehh… preghiere per “vussurria”… senti qua… ho la macchinetta
del caffè… che da ieri non sta uscendo più niente…
In che senso?...
Ehh… non… non esce più il caffè… metto le cialde… premo il
bottone… il pulsante e non esce…
Ehh… ma…. Se premi anche senza la cialda… l’acqua esce o non
esce neanche l’acqua…
Neanche l’acqua esce…
Si sono staccati i termostati che c’è stato un abbassamento di
tensione… la dobbiamo andare a controllare… compà…
E tu non lo so… vuoi venire a casa… non lo so…
(incomprensibile, si accavallano le voci)…
io sono a Napoli… se vuoi…
Dove sei?...
Sono a Napoli a vedere la partita…
E che partita… Napoli Milan?...
Napoli Milan… si…
Bello mio compà, ti invidio… la partita al San Polo è una cosa fina…
No… io è un sacco di volte che ci vado…
Se è bellissimo il San Paolo…
Bello stadio… si bellissimo…
E’ un gran bello stadio…
E’ un po’ movimentato… però…
Fai una cosa… domani mattina… o te la metti dietro…
Ehh… bravo te la faccio vedere… domani mattina me la metto
dentro alla macchina…
Ehh… che… in un minuto dobbiamo smontare quattro bulloni e
riarmare i termostati… che senza i termostati di sicurezza… no…
che eventualmente se vanno in tilt per evitare che la macchina può
scoppiare la caldaia… quelli si bloccano… hai capito?...
Infatti…
Perché ci sarà stato qualche abbassamento di tensione…
(incomprensibile, si accavallano le voci)…
Domani mattina quando vuoi… compà…
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
GRAZIANO:
ACRI:
298
GRAZIANO:
Va bene… aspetta che ti passo un amico che ti vuole salutare…
ok?...
ACRI:
Si… Ok…
GRAZIANO:
Ciao… ciao…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.127/B
CNR DEL ROS)
Conversazioni con DE SIMONE Augusto, nato a Cariati (CS) il 02/08/1981:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
12:09 del 09/12/2008.
___________________________________________________________________
Decreto:
978/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a
Rossano (CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti
n° 188;
contatto:
chiamante, utenza 3924472381 in uso a DE SIMONE Augusto, nato
a Cariati (CS) il 02/08/1981.
Progressivo:
8390, datato 09/12/2008, delle ore 12:09:02;
Durata:
00:01’:05’’
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE Augusto, nato a Cariati (CS) il 02.08.1981.
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965.
ACRI:
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE:
ACRI:
DE SIMONE:
Quali sono i comandi?...
Pierino buongiorno…
Buongiorno a te… compà…
Aspetta…
Sono… da Stefano… sono…
Aspetta… quella macchinetta, quando fa il caffè…
Ehh…
Esce acqua di sotto…
Esce acqua di sotto?... si è rotta la guarnizione… va cambiata la
guarnizione… che adesso passo e vengo a sistemartela…
Ehh…
Trovi sotto la macchinetta un po’ d’acqua?...
No… no… no… quando fa il caffè, no…
Si…
nella cialda… prende ed esce acqua nella cialda… di fuori… hai
visto
Ahh… si… si… è il beverino… (incomprensibile)…
Ehh…
Giusto?... si… ho capito… che adesso passo e te la regolo…
Da dove esce il caffè, no… da sopra prende ed esce l’acqua…
Si… si… ho capito…
Va bene…
299
ACRI:
Passo e te la sistemo… che adesso vengo… che sono qua da
Stefano (incomprensibile) e vengo… ciao…
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.128/B
CNR DEL ROS)
Conversazioni con POLILLO Luigi, nato a Rossano (CS) il 25/10/1982.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
15:44 del 18/02/2011.
___________________________________________________________________
Decreto:
1169/10 R. Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza cellulare 348/4779760 in uso a POLILLO Luigi
nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente Via II^ Acqua di
Vale nr. 26.
contatto:
chiamato, utenza 3292199318 in uso a ACRI Orazio, nato a Rossano
(CS) il 01/07/1965, ivi residente alla C/DA Piragineti n° 188;.
Progressivo:
4230, datato 18/02/2011, delle ore 15:44;
Durata:
00’:25’’
INTERLOCUTORI
ACRI:
ACRI Orazio, nato a Rossano (CS) il 01/07/1965; ivi residente;
POLILLO:
POLILLO Luigi nato a Rossano (CS) il 25/10/1982, ivi residente.
POLILLO:
ACRI:
Pronto ?
Pierino ! … dove siete ? … cinque minuti quando finisco con un
cliente e vi richiamo subito …
POLILLO:
Va bene … ok … ciao …
ACRI:
Ciao ….
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.129/B
CNR DEL ROS)”.
Le valutazioni sui gravi indizi
Dalle su esposte emergenze risulta un quadro indiziario grave ed univoco nei
confronti di ACRI Nicola e CALAROTA Arianna in ordine al reato di cui all’art. 12
quinques D.L. n. 306/92 aggravato dall’art. 7 L. n. 203/91 sotto il profilo
dell’agevolazione della consorteria in esame, loro contestato al capo 5) della
provvisoria imputazione.
Le dichiarazioni dei collaboratori circa l’appartenenza della “Pellegrino Caffè” ad
ACRI Gennaro ed ACRI Nicola, che già si riscontrano vicendevolmente, trovano
ulteriori ed evidenti riscontri negli esiti delle conversazioni intercettate dalle quali
si desume in modo evidente che sin dal momento della sua costituzione nell’anno
2006 la predetta società apparteneva ad ACRI Gennarino (che se ne attribuiva la
quota del 50%) e ad ACRI Nicola, che invece optava per la fittizia intestazione
della propria quota del 50% alla moglie, CALAROTA Arianna, la quale assumeva
anche il ruolo fittizio di amministratore della società.
300
Le numerose conversazioni intercettate, infatti, dimostrano la comproprietà di
ACRI Nicola della “Pellegrino Caffè” e la circostanza che sostanzialmente era lui a
gestirla lasciando alla CALAROTA i soli compiti di avvisarlo delle telefonate
ricevute dai soggetti con i quali la società era in affari e di sottoscrivere gli assegni
dati in pagamento ai fornitori.
Anche nel corso della latitanza durata dal 2.8.2007 al 20.11.2010 (quando veniva
catturato a Bologna) ACRI Nicola continuava ad essere investito delle vicende
attinenti alla “Pellegrino Caffè” come si desume dalla circostanza che SAPIA
Sergio, soggetto in quel periodo preposto alla distribuzione del caffè torrefatto, si
recò in Emilia Romagna il 22 ed il 23 ottobre 2010 per conferire con ACRI Nicola.
Tale circostanza si evince dalle risultanze illustrate nel capitolo III della richiesta
del P.M. cui si rinvia, essendo ivi esposte nel dettaglio le vicende connesse alla
latitanza di ACRI Nicola che saranno in parte riportate nella trattazione della
specifica posizione di SAPIA Sergio quanto al reato associativo.
Qui va evidenziato che proprio a partire dai rilievi sui contatti telefonici avuti da
SAPIA Sergio in quei giorni, a mezzo di una scheda telefonica appositamente
comprata ed intestata ad una dipendente rumena della Pellegrino Caffè, sono state
avviate le indagini che hanno portato alla cattura di ACRI Nicola da lì ad un mese.
Che lo scopo della fittizia intestazione alla moglie della propria quota della
“Pellegrino Caffè” da parte di ACRI Nicola fosse quello di eludere la normativa
volta alla repressione dell’illecito accumulo di beni economici da parte degli
affiliati di mafia e quella relativa alle misure di prevenzione si evince dalla
circostanza che già all’epoca ACRI Nicola era sottoposto a procedimenti penali e
necessitava di una persona incensurata, quale la CALAROTA, per attribuirgli
fittiziamnete la titolarità della predetta quota e l’amministrazione della società.
Quanto al reato di illecita concorrenza aggravata dall’art. 7 L. n. 203/91 sotto il
duplice profilo dell’utilizzo del metodo mafioso e dell’agevolazione dell’attività
della cosca , sussistono i gravi indizi di colpevolezza nei confronti di ACRI Nicola,
ACRI Gennarino, DE SIMONE Augusto, SAPIA Sergio, ACRI Orazio detto
Pierino.
Le concordi dichiarazioni dei collaboratori di giustizia - dei quali ALFANO
Carmine risulta essere meglio informato - indicano che ACRI Nicola, ACRI
Gennarino, SAPIA Sergio e ACRI Orazio detto Pierino erano direttamente coivolti
nell’attività di illecita concorrenza, imponendo ai titolari di esercizi commerciali
del territorio di Rossano e di Corigliano l’acquisto, prima delle cialde per i caffè e
delle relative “macchinette” (a decorerrere dal 2003) gestite attraverso la PI.GI
caffè s.r.l.; poi del caffè torrefatto e del caffè freddo, a mezzo della “Pellegrino
Caffè s.r.l.” e della “Jamaican Caffè”.
Le predette dichiarazioni, nella maggior parte relative a circostanze cadute sotto la
diretta percezione dei collaboratori di giustizia sono ampimante riscontrate dagli
301
elementi oggettivi individualizzanti costruiti dalle testimonianze dei gestori di
vari esercizi commerciali che hanno riferito delle distribuzione del caffè ad opera
di ACRI Gennarino, SAPIA Sergio e ACRI Orazio detto Pierino.
A ciò si aggiunge un compendio intercettivo altrettanto ampio e di una evidenza
lapalissiana.
Proprio in ragione degli esiti delle intercettazioni si evince anche il coinvolgimento
in tale attività illecita di DE SIMONE Augusto.
Nello specifico nella
conversazione dell’8.2.2007 intercorsa tra un soggetto non identificato ed il DE
SIMONE, questi riferisce di guadagnare con il Caffè ed in particolare di avere una
percentuale sui “BAR CHE AVEVA PRESO”.
DE SIMONE:
UOMO:
DE SIMONE:
UOMO:
DE SIMONE:
Che io non mi ammazzo di lavoro, però guadagno perchè ci so fare....
E’ logico;
il Caffè non è che ...è una cosa che ti ammazza.....
....(incomprensibile)...
Eh....io quando li ho presi i bar, no?... Lo sai com’è.... basta saperci fare....
ora ci tengo sempre la parcella.....
UOMO:
E’ logico
DE SIMONE: Hai capito come
UOMO:
Si
DE SIMONE: Lui.... gli ....gli porta il caffè.... e lui... tutti i giorni mi....diciamo...no...che
mi prendo tutto io....però ci piglio la percentuale...hai capito?).
In altra conversazione del 2008 il DE SIMONE chiedeva chiarimenti ad Acri
Orazio (detto Pierino) sul malfunzionamento di una macchinetta del caffè e
quest’ultimo gli dice che sarebbe passato da lì a poco a ripararla.
Ma a prescindere dalla valenza o meno della conversazione da ultimo menzionata,
il cui contenuto non risulta univoco, va osservato che, viceversa, l’univocità e la
chiarezza della conversazione su riportata nella quale il DE SIMONE esplicitava di
“lavorare” con il caffè e di prendere una percentuale in base ai “clienti” che aveva
procurato, non lascia dubbi sul coinvolgimento anche di questo indagato
nell’illecita concorrenza.
Né può attribuirsi alla suddetta conversazione altro significato in quanto non
risulta che il DE SIMONE fosse alle dipendenze di alcuna ditta che commercializzi
caffe, mentre è emerso il suo più generale coinvolgimento negli affari illeciti della
cosca facente capo ad ACRI Nicola, come sarà più dettagliatamente esplicitato
nella trattazione della sua posizione in relazione al reato associativo di cui al capo
1). La consapevolezza che gli acquisti del caffè da parte degli esercenti avveniva
in ragione del “metus” prodotto dalla riferibilità a ACRI Nicola della correlate
attività commerciali si evince dalle dichiarazioni dei collaboratori, dalla reticenza
manifestata sul punto da alcuni degli esercenti commerciali escussi, e dal tenore di
alcune conversazioni (in particolare va menzionata quella in cui ACRI invitava
SAPIA Sergio a recarsi presso un determinato bar, il cui proprietario non si era
fatto trovare ed aveva pertanto rinviato l’adesione all’acquisito del Caffè, perché ci
era passato lui personalmente, facndo intendere di essere certo che ora
l’atteggiamento di tale soggetto sarebbe mutato).
302
Relativamente a BARILARI Maurizio va rilevato che due collaboratori narrano
dello scambio di favori tra le organizzazioni criminali di Corigliano e Rossano per
l’imposizione in ambedue i territori dei prodotti delle rispettive imprese
economiche (cartoplastica per BARILARI e caffè per ACRI) della circostanza che il
BARILARI li mandava ad accompagnare ACRI Gennaro nel territorio di
Corigliano. In tale sendo sono le attendibili dichiarazioni di ALFANO Carmine,
cognato del BARILARI, e di CURATO Vincenzo.
In particolare le dichiarazioni di questo collaboratore sul punto si rinvengono nel
verbale di interrogatorio del 13.9.2007 (allegato alla richiesta ma non riportato per
esteso nella stessa) nel quale affermava che in alcune occasioni, su indicazione di
BARILARI, aveva accompagnato ACRI Gennaro per fargli imporre il caffè a
Corigliano e che proprio questio gli aveva riferito che altre volte era andato
ALFANO.
Sicchè le due dichirazioni dei predetti collaboratori si riscontrano vicendelmente
relativamente al concorso di BARILARI nel reato in esame. A ciò si aggiunge la
conversazione intercettata in cui ACRI Orazio (detto Pierino) riferiva ad ACRI
Nicola che un soggetto originario di Corigliano aveva rilevato un bar in Rossano e
doveva essere rifornito di caffè torrefatto e prodotti similari “gli serve un po’ tutto”
e aggiungeva che era stato contattato da Maurizio di Corigliano (“…siccome mi
ha chiamato … Maurizio di Corigliano e me l’ha detto… o per te o per Sergio …
mò ho detto ora rintraccio proprio … ehm … direttamente …”).
Sotto il profilo logico inoltre va evidenziato che l’ALFANO, cognato del
BARILARI, ed il CURATO, affiliato alla consorteria del Corigliano, non avrebbero
accompagnato un affiliato ad associazione limitrofa per commercializzare un suo
prodotto sul territorio di loro spettanza, senza il consenso del capocosca.Pertanto
deve ritenersi la sussistenza dei graviindizi del retao in esame nei suoi confronti.
Quanto a SOMMARIO Francesco, va, invece, rilevato che le dichiarazioni del
collaboratore OLIVERIO circa il fatto che nel 2010 SAPIA Sergio e SOMMARIO
Francesco si erano recati in Lombardia per cercare di allargare il “mercato” del
caffè Pellegrino nel Nordo Italia sono rimaste prive di riscontro e dagli esiti delle
intercettazioni emerge che il SOMMARIO si era rivolto ad ACRI Orazio ( detto
Pierino) per ottenere delle macchinette per l’acqua, ma non risulta alcun altro
elemento avente valenza univoca in ordine al coinvolgimento di questo indagato
nell’illecita imposizione del caffè.
Peraltro va evidenziato che il collaboratore ALFANO Carmine ha riferito che il
SOMMARIO gestiva per conto della cosca un’agenzia di pubblicità .
Conseguentemente in relazione al reato in esame la richiesta del P.M. va respinta
nei confronti di SOMMARIO Francesco.
4.4. REATO DI RICETTAZIONE DI PARTI DI MACCHINE PER CAFFE’
(CAPO 7. IMPUTATO: Sapia Sergio
303
Si riportano per esteso le emergenze istruttorie contenute nella richiesta del
P.M.:
“Durante il periodo in cui ACRI Gennarino era detenuto e ACRI Nicola latitante SAPIA
Sergio ricettava parti di macchine di caffè da bar che un rumeno aveva asportato in
Bologna.
Il dato si evince dalla intercettazioni telefoniche.
In data 04/11/2009, personale della Compagnia Carabinieri di Bologna – Borgo Panigale –
traeva in arresto tale ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976,
residente in Angola Dell’Emilia (BO) alla via Gramsci n. 60, operaio della “LA SPAZIALE
s.p.a.”, sita in Casalecchio di Reno (BO), via Duse n. 8.,che produce e commercializza
macchinari da caffè. Lo stesso veniva sorpreso da una pattuglia dei Carabinieri della
Compagnia di Bologna Borgo Panigale, nel mentre passava uno scatolone ad un proprio
connazionale che lo attendeva al di là della recinzione dell’azienda “LA SPAZIALE Spa”.
ABURLACITEI ed il proprio connazionale (identificato in COROBLEA Viorel, nato a
Dorohoi -Romania- il 21/01/1972), avevano asportato pezzi di ricambio per macchine da
caffè per un valore di circa 700,00 euro. I militari operanti estendevano quindi la
perquisizione anche al domicilio dei due rumeni dove rinvenivano ulteriore materiale
sottratto alla ditta “La Spaziale” per un valore di circa 24.000,00 euro.
La perquisizione dimostrava che ABURLACITEI aveva sottratto continuativamente pezzi
di macchine presso l’azienda ove lavorava come impiegato.
(VEDASI ATTI CC BOLOGNA BORGO PANIGALE IN ALLEGATO N. 57/B ALLA CNR
DEL ROS)
I due rumeni venivano condannati per direttissima, per furto in esito al Proc.Pen.
n.19751/09 R.g.n.r. e n. 3574/09 R.g. dal Tribunale di Bologna .
(VEDASI SENTENZA TRIBUNALE BOLOGNA IN ALLEGATO N.58/B ALLA CNR DEL
ROS)
Il contesto intercettivo dimostra che, perlomeno una parte, di quanto ABURLACITEI
sottraeva a Bologna veniva ricettato da SAPIA Sergio.
In particolare SAPIA concordava, in più occasioni l’invio di pezzi di macchine da caffè .
le spedizioni avvenivano per il tramite di pullman di linea e mai tramite corrieri, come di
solito avviene in campo commerciale tra aziende che si spediscono della merce. In alcuni
casi SAPIA Sergio si recava presso l’abitazione di ABURLACITEI Laurentiu a ritirare
quello che i due chiamavano convenzionalmente “il pacco”. Spesso in riferimento alla
merce SAPIA chiedeva l’hai recuperata?”.
Si riportano le trascrizioni delle conversazioni intercettate:
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
21:07 del 16/11/2008.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3296132880 in uso a ABURLACITEI Laurentiu,
nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, residente in Angola
Dell’Emilia (BO) alla via Gramsci n. 60.
448, datato 16/11/2008, delle ore 21:07:24;
Progressivo:
304
Durata:
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
00:00’:32’’
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
Laur dimmi tutto !
ABURLACITEI:
Domani mattina puoi andare prendere quel pacco !
SAPIA:
Si !
ABURLACITEI:
Con Simet Sergio !
SAPIA:
Si, si quello da Bologna alle otto e mezza !
ABURLACITEI:
Si, si la stessa ora che è arrivato fino adesso !
SAPIA:
Va bene, va bene !
ABURLACITEI:
Okay ciao Sergio buona serata !
SAPIA:
Ciao Laur a domani !
ABURLACITEI:
Ci sentiamo ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
12:34 del 18/11/2008.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3296132880 in uso a ABURLACITEI Laurentiu,
nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, residente in Angola
Dell’Emilia (BO) alla via Gramsci n. 60.
492, datato 18/11/2008, delle ore 12:34:14;
00:01’:24’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
CONVERSAZIONE
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
Ciao Laur dimmi tutto !
Domani mattina sei in Rossano ?
Si, si !
Ti mando questa sera un altro pacco !
Va benissimo !
305
ABURLACITEI:
Hai parlato con quella persona che serve mia firma ?scendo io
venerdì ...
SAPIA:
Si, si lui ha detto che il ventiquattro presentano i documenti come
ha detto pure l’altro giorno e poi ci vuole sempre…come lui
presenta i documenti ...(incomprensibile)...ti fa subito l’accredito
sul conto non passa tanto tempo però l’importante che presentano
i documenti, perché quando fai una richiesta deve passare
...(incomprensibile)... quando non l’accettano, capito ?
ABURLACITEI:
Ah !
SAPIA:
Perciò, ...(incomprensibile)...una settimana, dieci giorni, un po’ di
pazienza che risolviamo tutto La’ !
ABURLACITEI:
La fine serve Sergio mia firma o no ?
SAPIA:
Mi sembra…forse le carte firmate già ce l’hanno, forse poi se serve
la firma ti chiamo e te li faccio firmare a Bologna, qui all’agenzia a
Bologna va bene ?
ABURLACITEI:
Okay, sabato sei in Rossano ?
SAPIA:
Si, non lo so, ancora non lo so Laur, domani lo so !
ABURLACITEI:
Ti faccio una telefonata giovedì e vediamo ...
SAPIA:
Si, si !
ABURLACITEI:
Se ci sei, va bene ?
SAPIA:
D’accordissimo, d’accordissimo !
ABURLACITEI:
Perché scendi facciamo quella ...(incomprensibile)...
SAPIA:
Va benissimo Laur !
ABURLACITEI:
Okay ?
SAPIA:
D’accordo, okay !
ABURLACITEI:
Okay ciao ci sentiamo questa sera Sergio !
SAPIA:
D’accordo ciao !
ABURLACITEI:
Ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
21:54 del 18/11/2008.
___________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamato, utenza 3296132880 in uso a ABURLACITEI Laurentiu,
nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, residente in Angola
Dell’Emilia (BO) alla via Gramsci n. 60.
660, datato 18/11/2008, delle ore 21:54:59;
00:00’:38’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
306
SAPIA:
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
Pronto, Sergio !
Dimmi tutto !
Domani mattina alle sette e mezza con Simet !
Sette e mezza ?
Si con Simet alla stessa ora !
D’accordo, d’accordo !
Okay, prendi un altro pacco e basta per adesso !
Okay !
Parliamo giovedì, venerdì per sabato mi dici ...
D’accordo ...
Se ci sei in Rossano o no !
Va benissimo Laur, va benissimo !
Okay !
A domani !
Buona serata ci sentiamo !
Anche a te, pure a te, ciao, ciao !
Ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
12:17 del 19/11/2008.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3296132880 intestata ed in uso a ABURLACITEI
Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, res. Anzola
dell’Emilia alla via A. Gramsci nr. 60/5, già residente a Rossano
(CS) alla C.da Pollice.
706, datato 19/11/2008, delle ore 12:17:22;
00:00’:35’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
Laur ?
Ciao, a posto te ?
Tutto a posto si, tutto a posto !
Ti faccio domani una telefonata mi dai un ...
D’accordo, d’accordo ...(sovrapposizioni di voci)...[interruzione di
307
segnale]
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
Una risposta che “sabato” sei a Rossano, si ?
Benissimo, benissimo !
A domani a mezzogiorno !
D’accordo, grazie Laur !
Okay, niente figurati, ciao buona giornata !
Ci sentiamo domani dai, ciao, ciao !
Ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
La conversazione che segue è particolarmente eloquente in quanto il rumeno chiedeva a
SAPIA quale destinatario indicare sul pacco, i due convenivano di scrivere il nome
ROMANO
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
12:29 del 17/12/2008.
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamato, utenza 3296132880 intestata ed in uso a ABURLACITEI
Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, res. Anzola
dell’Emilia alla via A. Gramsci nr. 60/5, già residente a Rossano
(CS) alla C.da Pollice.
Progressivo:
2216, datato 17/12/2008, delle ore 12:29:00;
Durata:
00:02’:01’’
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
Dimmi Sergio ?
Oh Laur sai che ti volevo dire ? ma quel coso lì l’avevi recuperato ?
Cosa ?
Il pezzo da mettere davanti !
Ah si, si !
E come facciamo ?
Ti serve adesso ?
Eh si perché devo consegnare la macchina capito ?
Eh come facciamo…domani sera te lo mando solo quel pezzo !
Eh mandami solo quello lì, d’accordissimo !
Ah un’altra cosa, ti voglio mandare anche un’altra roba ?
308
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
Ma tu dici che qualche altra macchina c’è pronta ?
Ce l’ho per ancora per due !
Per due macchine ?
Si !
E buono, buono mandami tutto dai !
Sergio tu sai come faccio, ti faccio un pacco ...
Eh !
Capito ?
Si !
Con che cosa, con ce l’ho…non lo so, ti faccio questo pacco e dopo ...
Ohì Laur senti ...
Eh !
Sennò come vogliamo fare, non lo so, possiamo fare anche ...
No se bisogna consegnare questa macchina ci serve quello pezzo !
Si !
Eh, io ti metto di più roba pago dieci euro se metto solo quello
pezzo pago dieci euro, come vuoi te !
SAPIA:
E mettici tutti i pezzi allora, tutti quelli che c’hai, metti tutti quelli
che c’hai!
ABURLACITEI:
Ah okay poi li metti dopo a una parte e lasciamo così !
SAPIA:
Si, si tranquillo, sul pacco ci devi scrivere…va bè scrivi Sapia
Sergio !
ABURLACITEI:
Come ?
SAPIA:
Scrivi Sapia Sergio normalmente !
ABURLACITEI:
Ci scrivo tuo nome ?
SAPIA:
Si !
ABURLACITEI:
Okay !
SAPIA:
Oh scrivici ...(incomprensibile)...Romano, come vuoi tu !
ABURLACITEI:
Okay va bene ti faccio una telefonata più tardi e ti dico che ...
SAPIA:
D’accordissimo !
ABURLACITEI:
Okay, grazie Sergio !
SAPIA:
Okay, ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
17:20 del 17/12/2008.
___________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3296132880 intestata ed in uso a ABURLACITEI
Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, res. Anzola
dell’Emilia alla via A. Gramsci nr. 60/5, già residente a Rossano
(CS) alla C.da Pollice.
2234, datato 17/12/2008, delle ore 17:50:54;
Progressivo:
309
Durata:
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
00:00’:58’’
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
ABURLACITEI:
Laur dimmi tutto ?
Sergio vedi che ti mando questa sera quel pezzo e anche un’altra
cosa…non lo so…vediamo !
SAPIA:
Vedi quello che puoi mandare, va benissimo !
ABURLACITEI:
Domani mattina bisogna andare a prendere capito ?
SAPIA:
D’accordo, io gli ho dato i cosi a Nello lo sai, no ?
ABURLACITEI:
Si, si, si io fatto una telefonata e mi ha detto perché domani mattina
bisogna andare a prenderlo lui non sai dove bisogna arrivare,
capito ?
SAPIA:
Ho capito, ho capito !
ABURLACITEI:
Grazie mille per quella Sergio ci sentiamo questa sera, più tardi ?
SAPIA:
Non ti preoccupare !
ABURLACITEI:
Dopo ti metto tutto a posto e ti faccio una telefonata alle nove,
nove e dieci ...
SAPIA:
Tranquillo, tranquillo, va bene !
ABURLACITEI:
Grazie ciao, grazie !
SAPIA:
Ma figurati non ti preoccupare !
ABURLACITEI:
Ciao, ciao !
SAPIA:
Ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
Anche la conversazione di seguito riportata è di particolare pregio investigativo in quanto
SAPIA Sergio invitava il rumeno a fare attenzione perché, evidentemente, sapeva bene
che quanto gli veniva spedito era provento di furto
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
12:15 del 26/01/2009.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3296132880 intestata ed in uso a ABURLACITEI
Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, res. Anzola
dell’Emilia alla via A. Gramsci nr. 60/5, già residente a Rossano
(CS) alla C.da Pollice.
310
Progressivo:
Durata:
4784, datato 26/01/2009, delle ore 12:15:15;
00:02’:46’’
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
Pronto ?
Ciao Sergio !
Ciao Laur, dimmi tutto !
Mi vuoi mandare un messaggio con tutti i pezzi che ti ho messo
nell’ultima scatola !
I pezzi che mi hai dato tu ultimi ?
Si quella che ti ho dato con quel pezzo giallo non mi ricordo
giusto che pezzi ci sono là, di là in quella scatola !
Non…aspettare un attimo La’ [saluta altre persone] Laur scusami
dimmi
Ultima scatola che ti ho mandato in dicembre con quel pezzo giallo
...
Si !
Vuoi guardare ...
Non li ho visti i pezzi che c’hai messo, è chiusa ancora la scatola !
Vuoi guardare te dentro, oggi domani…non lo so quando ...
Eh si !
Poi mi mandi un messaggio che pezzi ci sono dentro, si ?
Tu hai già qualcosa di pronto ?
Io ce l’ho dare adesso Sergio non lo so se posso prendere altri pezzi
perché la mattina adesso è giorno, la sera è giorno non lo so, non lo
so come ...
Ho capito, ho capito eh attenzione, Laur attenzione eh ?
Eh si per questo !
Eh non…ferma tutto se nel caso non puoi, capito ?
Si, si, si !
Non ti preoccupare poi il tempo c’è !
Hai preso quella scatola che ti ha mandato la Spaziale ?
Si, si l’ho presa, la nuova no, la nuova non l’ho presa ancora !
Ah una c’è ancora qua ?
Si ma è partita già ?
No, no, no c’è ancora qu, hai visto che ti ho messo dentro tre pezzi
!
Quando parte ?
Ah non lo so Sergio quello, non lo so !
Perché c’è il tubo in teflon !
Tubo teflon ?
Il tubo in silicone !
Ah quello di silicone ?
311
SAPIA:
ABURLACITEI:
Si !
Ah, ah e dimmi sai qualcosa con quella persona con soldi o non sai
niente ?
SAPIA:
No non l’ho chiamato proprio perché lui doveva chiamare e ancora
non mi ha chiamato ma mò lo chiamo io tanto il venti di gennaio è
già passato, capito ?
ABURLACITEI:
Perché non lo so Sergio vuoi andare mia banca vediamo di mi dare
questo un po’ di soldi !
SAPIA:
Si, si non ti preoccupare che mò vedo io tutto quello che c’è da fare,
devo vedere quello che mi dice !
ABURLACITEI:
Il resto tutto a posto ?
SAPIA:
Si, il resto si !
ABURLACITEI:
Okay, va bene, va bene Sergio quando c’è tempo guarda dentro ...
SAPIA:
Si, si guardo e poi ti faccio sapere tutto vai tranquillo !
ABURLACITEI:
Okay grazie Sergio !
SAPIA:
Ciao Lau non ti preoccupare !
ABURLACITEI:
Ti chiamo dopo !
SAPIA:
D’accordo !
ABURLACITEI:
Ciao, ciao !
SAPIA:
Ciao, ciao Laur !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
12:18 del 30/01/2009.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3296132880 in uso a ABURLACITEI Laurentiu,
nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, residente in Angola
Dell’Emilia (BO) alla via Gramsci n. 60.
5168, datato 30/01/2009, delle ore 12:18:20;
00:04’:26’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
SAPIA:
ABURLACITEI:
Buongiorno !
Ciao Sergio !
312
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
Senti io le ho viste quelle cose ci sono tutte fasciette, ci sono due
cassette di quelle che vanno nelle macchine, hai capito quali ?
Si, si !
Eh…fasciette,
adesivi
poi
altre
cose
che
ho
viste
...(incomprensibile)... impachettati, forse qualche guarnizione non
ho visto tutto per bene, le, le…i pacchetti li ho visti comunque
quelli completi, le cassette erano complete !
Sergio guarda bene e mi mandi un messaggio con tutti quei
pezzi, vuoi ?
Si, si lo preparo e te lo mando, va bene ?
Mi mandi un messaggio quando c’è tempo domani, dopo domani
...
No, no te lo faccio anche oggi stesso che…il tempo di girarmi e poi
te lo faccio oggi stesso non ti preoccupare !
Okay, fai…ti ha detto qualcosa Franco con soldi, niente ?
Niente ancora, lui non c’è penso a Rossano per questo non mi sta
dicendo niente, comunque speriamo che mò in settimana mi dice
qualcosa mò è passato un mese, sennò gli dico di non fare niente
capito, senza andare avanti così !
Uhm, uhm !
Capito ?
Si, si !
Se lui mi dice mò…domani…dico bè lascia stare dammi tutte le
carte e non facciamo niente più !
Okay !
Okay ?
Si, a posto ?
Tutto a posto si combatte Laur che bisogna fare, voi state
lavorando, si ?
Si c’è poco lavoro Sergio !
Pochissimo vero ?
Si, si, si, troppo, troppo poco !
Perché qui in Italia non state lavorando, per l’estero è pure fermo ?
Ah si manda pochi macchine, non ci sono commesse di altre
macchine !
Niente ?
Niente, niente, niente !
Porca puttana che guaio oh !
Ah non lo so, ci sono altri amici che lavorano più lontano di me e
hanno mandato tutti a casa a trenta persone alla volta !
Lui ?
No la Spaziale un’altra azienda !
Ah la Grimat, qual è ?
Non lo so come si chiama !
O ...(incomprensibile)... o Grimat vicino a te c’è !
No vicino a me più lontano a ...(incomprensibile)...
Eh la Grimat, la Grimat lo so che stanno licenziando, lo so !
Trenta persone Sergio in una volta mandati a casa !
A chi ?
Ci sono due, tre amche rumene che lavorano là !
Si ?è un guaio Laur, è un guaio !
Eh si ho parlato con altri rumeni, amici Perugia non c’è lavoro,
Milano non c’è lavoro !
313
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
Da nessuna parte c’è lavoro !
Ah non c’è Sergio, non c’è da nessuna parte lo so ?
...(incomprensibile)...
Alla fine di questo mese viene anche Ilena preso biglietto per aereo
!
SAPIA:
Si lo so, lo so che l’ha detto coso ...(incomprensibile)... se non
sbaglio !
ABURLACITEI:
Il ventisette viene qua dopo questo è venerdì e domenica scende
giù !
SAPIA:
Va bene, tanto può darsi pure che io sono da queste parti a Roma
anche perché io sto partendo che lavoro fuori e molto
probabilmente sto facendo anche lavori per l’America allora non lo
so come si…perché qui non ce n’è più fortuna, capito ?
ABURLACITEI:
Si !
SAPIA:
Noi stiamo comunque, noi grazie a dio, non è un problema però
...[interruzione di segnale]
ABURLACITEI:
Pronto ?Sergio mi senti ?
SAPIA:
Dimmi Laur, si ti sento, ti sento, ti sento dimmi ttto !
ABURLACITEI:
Ah che vuoi dire niente, siamo a posto l’ho detto ...
SAPIA:
Va bè, comunque qualsiasi cosa mi chiami Laur, capito ?
ABURLACITEI:
Si, si, si ti chiamo, va bene, se c’è una cosa non lo so per adesso sto
bene, bisogna, bisogna andare aggiustare macchina, quando sono
venuto Sergio mi è salito un sasso davanti e mi ha spaccato il vetro
!
SAPIA:
Si ?
ABURLACITEI:
Si hanno fatto…Elena per guidare ha rotto fanale dietro !
SAPIA:
Pure ?
ABURLACITEI:
Eh si io in novembre, dicembre sono andato in centro mi è arrivata,
tre, quattro, cinque, sei multe !
SAPIA:
E che cazzo stai combinando Laur ?
ABURLACITEI:
No, no ...(incomprensibile)...
SAPIA:
Mannaggia, mannaggia non ci pensare l’importante che tutte le
altre cose vanno bene che mò vediamo quello che possiamo
organizzare noi, a limite ci copriamo le spalle per il lavoro, capito
?perché se le cose non vanno bene ci copriamo le spalle per l’altro
lavoro !
ABURLACITEI:
Okay, Sergio va bene ci sentiamo dopo dai !
SAPIA:
D’accordo, d’accordo Laur !
ABURLACITEI:
Ciao buona giornata !
SAPIA:
Ciao anche a te, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
Anche la conversazione di seguito riportata è particolarmente significativa infatti, in una
prima parte il rumeno chiedeva a Sergio SAPIA di farlo assumere da un benzinaio, poi
parlavano di pezzi di ricambio di macchine da caffè e si capisce chiaramente che lo stesso
rumeno, insieme a pezzi , per così dire regolarmente ordinati, mandava pezzi ulteriori
che, evidentemente, trafugava.
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN ENTRATA registrata alle ore
12:21 del 23/02/2009.
314
_______________________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamato, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamante, utenza 3296132880 in uso a ABURLACITEI Laurentiu,
nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, residente in Angola
Dell’Emilia (BO) alla via Gramsci n. 60.
6619, datato 23/02/2009, delle ore 12:21:23;
00:08’:03’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
Pronto, buongiorno !
Ciao Sergio !
Laur dimmi tutto !
Come va ?
Tutto a posto si tiracchia che bisogna fare !
Dimmi quando bisogna cominciare quella persona benzinaio !
Non lo so ancora perché lui sta aprendo il lavaggio io c’avevo
chiamato e ha detto che non c’erano problemi, sta aprendo il
lavaggio, molto probabilmente comunque io mò sto vedendo pure
ma a lui non gli ho detto niente, sto vedendo un attimino se riesco
a parlare con Timpano ...
Ah !
O
con
Melis
della
Vegan
o
magari
Simonelli
...(incomprensibile)...perché lui…siccome con questo discorso di
licenziamenti li stanno facendo un po’ tutti oppure devo parlare
con la Ugolini se ti possiamo sistemare difinitivamente lì, hai
capito ?
Ah !
Però è una cosa che non si fa in un giorno capito Laur ci vogliono,
ci vuole un po’ di tempo, nel momento giusto loro il piacere me lo
fanno capito come ho fatto allora con te e con ...(incomprensibile)...
Si perché questo telefonato e mi ha detto che tu ha detto che in
una, due settimane metti a posto e trovi il lavoro !
Si, no, lui questo, questo di Perugia mi ha detto che, cioè di Santa
Croce mi ha detto che non c’è problema lì all’Agip, ha detto non ci
sono problemi però io devo partire con il lavaggio sennò dice che
gli do, non lo posso neanche pagare se va li all’Agip lo paga
profumatamente a livello di contributi, di tutto…capito ?
Ah !
Ci vuole un po’ di pazienza io già gliel’ho detto a
...(incomprensibile)... che è stato con me a mangiare già gliel’ho
detto, un po’ di pazienza in tutte le cose, poi vede un attimino
315
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
come organizzare il lavoro poi qualcosa la troviamo non è un
problema questo ...
Eh si perché lui mi ha detto per vedere ...(incomprensibile)... qua
una, due settimane !
Si !
Qua è un problema perché prima bisogna parlare con signora per
casa seconda il grande problema è che ...(incomprensibile)... non
vuole venire lui qua !
Lo so, lo so l’ho capito io questo ma tu non dirgli niente che
...(incomprensibile)... non vuole, digli solo che la signora ha detto
di no !
Ah, ah !
Capito, perché se lui ti domanda cose non dirgli che
...(incomprensibile)... non vuole, digli guarda la signora ha detto di
no sennò vuole soldi in più…capito ?
Però io ho parlato anche ieri sera con ...(incomprensibile)... lui mi
ha detto si, si viene ...(incomprensibile)...io non c’ho soldi, io non
c’ho soldi per pagare mangiare, per sedere, ha detto che a me non
mi serve soldi per pagare affitto o un’altra cosa, capito ?lui ah
fatto…ah io non voglio venire…lui è cattivo fare quello, fare quello
dopo ce li abbiamo noi problemi anche noi qua…e con questo che
vuoi dire ?io sono d’accordo per venire una, due settimane venire
qua però grande problema è ...(incomprensibile)... capito ?perché
lui adesso ...
Se ...(incomprensibile)... non vuole non farlo venire, lascialo stare,
digli che la signora ha detto di no !
Perché, Sergio ti dico io porto qua perché appartamento mio nome,
capito ?
Si !
Quando viene ...(incomprensibile)... qua e ...(incomprensibile)...
che lui è qua fare un grande casino e comincia a picchiare dopo
tutto il problema è colpa mia perché appartamento a mio nome
capito ?
No, no, no senti Laur tu non dirgli niente che ...(incomprensibile)...
non vuole digli che hai parlato con la signora ...(incomprensibile)...
era d’accordo però la signora ha detto di no perché non vuole altre
persone in casa e va bene così, hai capito ?
Si, si !
Non dirgli il fatto di ...(incomprensibile)... sennò poi quello viene
qui e fate casino e poi il problema sarà tuo capito !
Si perché tutto viene in testa mia Sergio, capito ?
Lo so, lo so tu digli di no, digli di no ...
Perché questa adesso prenso un po’ di soldi e fare uno
...(incomprensibile)... grande così, capito ?
Si !
Adesso io preso un po’ di soldi una, due, tre amiche rumene
...(incomprensibile)...sono a zero capito ?adesso bisogna pagare
quegli amici rumeni perché lui sempre mi fare cazziate perché
quando vieni, quando andare a banca, quando mi dai quella….ho
detto si va bene aspetta un po’, sono andato in giro ho parlato con
due, tre amiche rumene e ho detto mi dai te un po’ di soldi, te un
po’ di soldi ...(incomprensibile)...
E glieli hai dati ?
316
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI:
Si, si con lui e adesso ci sono con ...(incomprensibile)...
Risolviamo, io stamattina quando finisco vado da Franco e
vediamo cosa mi dice Franco !
Ah, ah !
Sennò adesso che viene Elena qualche cosa la risolviamo non ti
preoccupare !
Ho parlato anche adesso con Elena ...
Si !
Elena ieri in agenzia ha fatto una telefonata e mi ha detto che volo
parte un po’ più tardi non ci sono problemi alla fine, arriva anche
lei venerdì ...
Si lo so, lo so !
Dopo domenica la sera, Sergio domenica sera lei scende giù !
Con il pullman ?
Si con pullman perché è più facile, è più tranquilla Sergio !
Si, si, si !
Tui mando con lei un po’ di roba !
Benissimo, si a questo c’avevo già pensato Laur, c’avevo già
pensato !
Ti dico un’altra cosa ...
Dimmi ?
Pensa un po’ mi serve Sergio per due macchine solo quella base
nera di giù se puoi fare una comanda di qua !
Eh vedi tu, mi raccomando Laur tranquillo !
Si, dimmi se mi parli con la Spaziale pre prendere due basi di
quella, lo puoi fare ?
Si per noi qua ?
Si !
Ma quale basi ti serve dimmi ?
Quella base nera di giù che si mette i piedini, capito ?
Ah proprio la base dici tu ?
Si, si, si perché quella è troppo grande non puoi prendere Sergio !
Ho capito ...
Io ti prendo se ordini, che fai tu comanda, metti quattro no due,
capito ?
Si, si, si ...
Paghi solo due perché adesso mi metto in giro per fare anche
ricambi capito ?
Benissimo si, va bene ...
...(sovrapposizioni di voci)...
Dimmi ?
Te fai una comanda per due basi no adesso, adesso capito ...
Adesso ...
Quando c’hai tempo te io ti fare quell’ordine e ti metto quattro
dentro !
Si !
Capito ?il resto ce l’ho per ancora due macchine, sempre Gold
Sergio !
Si sempre Gold, Gold, quelle Gold che sono buone !
Si, dopo un po’ di tempo quando incomincia a farsi quella
macchina S 40 che ti ho fatto vedere ...
Si !
Vuoi prendere un po’ di roba per prendere una macchina di quella
317
!
SAPIA:
Quella lì si, quella è importante !
ABURLACITEI:
No adesso, adesso non sono cominciate niente capito ...
SAPIA:
No adesso no ...
ABURLACITEI:
Si mette a posto roba in magazzino !
SAPIA:
Si anche perché io adesso, molto probabilmente la devo ordinare
con Franco perché serve a me capito ?
ABURLACITEI:
Ah, ah !
SAPIA:
In modo che se poi arriva un’altra possiamo giustificare che è
sempre una capito ?
ABURLACITEI:
Ah, ah, okay Sergio va bene parliamo dopo !
SAPIA:
D’accordo tanto lui starà a Bologna forse una quindicina di giorni,
non lo so
ABURLACITEI:
Ah, ah, va bene Sergio ti serve un’altra cosa ?
SAPIA:
Dimmi ?
ABURLACITEI:
No per te ti serve un’altra, un po’ di roba ?non lo so che cosa !
SAPIA:
No sai che mi devi mandare, qualche elettrovalvola me la mandi
?
ABURLACITEI:
Elettrovalvole ?
SAPIA:
Si !
ABURLACITEI:
Per quale, per S 5 ?
SAPIA:
Per S 5 si e poi se ci sono qualche macina di macino per l’altra, ce
l’hai ?
ABURLACITEI:
Quella mandata l’altra volta ?
SAPIA:
No quella, normale, normale !
ABURLACITEI:
Va bene guardo, ci guardo !
SAPIA:
Vedi tu, vedi tu !
ABURLACITEI:
Sergio ti posso mandare quelle tazze in acciaio per
...(incomprensibile)... come si chiama quella…che si mette il latte
dentro ...
SAPIA:
Si, si, si !
ABURLACITEI:
Ti serve quella ?
SAPIA:
Come no servono pure quelle, come no !
ABURLACITEI:
Quella di inx acciaio che sono ...
SAPIA:
Si, si, si quelle per fare il cappuccino si !
ABURLACITEI:
Si, si, si certo !
SAPIA:
Vedi tu !
ABURLACITEI:
Quando scende Elena ti mando quattro ...
SAPIA:
Va bene ...
ABURLACITEI:
Una piccolina di cinquanta, una più grande settantacinque, una
venticinque e una cento !
SAPIA:
Va benissimo grazie davvero, a posto !
ABURLACITEI:
Okay, va bene Sergio ci sentiamo più tardi !
SAPIA:
D’accordo, ciao Laur !
ABURLACITEI:
Okay, ciao, ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
Dalla conversazione di seguito riportata, si capisce che SAPIA si recava presso la società
“Spaziale” per ritirare della merce regolarmente ordinata, poi, passava da casa del
rumeno per ritirare altri pezzi che il rumeno aveva rubato.
318
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
09:33 del 12/03/2009.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamato, utenza 3296132880 in uso a ABURLACITEI Laurentiu,
nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, residente in Angola
Dell’Emilia (BO) alla via Gramsci n. 60.
7650, datato 12/03/2009, delle ore 09:33:55;
00:01’:00’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
ABURLACITEI:
SAPIA:
Ciao Sergio !
Ciao Laur, buongiorno senti io sono a settanta chilometri da Bologna
sono quasi arrivato comunque io quando finisco da loro ...
ABURLACITEI:
Si !
SAPIA:
Poi ti chiamo così ci incontriamo e mi dai i pacchi !
ABURLACITEI:
Sergio ?
SAPIA:
Dimmi ?
ABURLACITEI:
Io sono uscito in città sai dove ti aspetto ?
SAPIA:
Dove ?
ABURLACITEI:
Ti ricordi quando siamo venuti prima volta qua con
...(incomprensibile)... con maresciallo, siamo incontrato quella
signora vicino di Spaziale c’è una posta ...
SAPIA:
Si, ci vediamo lì allora, si, si !
ABURLACITEI:
Ti faccio aspettare di là dopo te andare a Spaziale ti fai che bisogna
fare dopo veniamo a casa mia e ti do quel pacco !
SAPIA:
Va benissimo si, oaky !
ABURLACITEI:
Okay ?
SAPIA:
D’accordo quando sono lì poi ti chiamo, capito ?
ABURLACITEI:
Okay va bene !
SAPIA:
Ciao Laur !
ABURLACITEI:
Ciao, sei ...
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
319
OGGETTO: Trascrizione della conversazione telefonica IN USCITA registrata alle ore
11:21 del 12/03/2009.
_______________________________________________________________________________
Decreto:
1090/08 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, utenza 3336234822 intestata ed in uso a SAPIA
Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960, residente a
Cropalati (CS) alla C.da San Biagio, di fatto domiciliato in
Rossano (CS) alla Via Dei Normanni;
contatto:
chiamato, utenza 3296132880 in uso a ABURLACITEI Laurentiu,
nato a Botosani (Romania) il 09/06/1976, residente in Angola
Dell’Emilia (BO) alla via Gramsci n. 60.
7654, datato 12/03/2009, delle ore 11:21:03;
00:00’:19’’
Progressivo:
Durata:
INTERLOCUTORI
ABURLACITEI:
SAPIA:
ABURLACITEI Laurentiu, nato a Botosani (Romania) il
09/06/1976
SAPIA Sergio, nato a Rossano (CS) il 16/07/1960
CONVERSAZIONE
ABURLACITEI:
Pronto ?
SAPIA:
Sto arrivando io !
ABURLACITEI:
Okay io ti aspetto giù dove c’è Agip, dove quella
...(incomprensibile)...
SAPIA:
D’accordo, d’accordo !
ABURLACITEI:
Okay !
SAPIA:
Ciao, ciao !
ABURLACITEI:
Ciao !
FINE CONVERSAZIONE
(VEDASI TRASCRIZONE CONVERSAZIONE TELEFONICA IN ALLEGATO N.59/B
CNR DEL ROS)
A conferma del rapporto intercorrente fra ABURLACITEI Laurentiu e Sapia
Sergio valga considerare che il rumeno dopo essere stato arrestato in Bologna
iniziava a lavorare alle dipendenze di SAPIA Sergio Infatti, in data 12/06/2010,
nei pressi del comune di Cirò Marina (KR), ABURLACITEI Laurentiu veniva
controllato da personale della Polizia di Stato a bordo di un furgone targato
CS432933 (Fonte SDI). Il furgone in questione risultava risultato di proprietà della
“JAMAICAN CAFFE’” di SAPIA Sergio (Fonte SDI).
Ulteriore collegamento “imprenditoriale” tra SAPIA Sergio e ABURLACITEI
Laurentiu si evince anche dalla semplice analisi della visura camerale della
società “JAMAICAN CAFFE SRL’”, avente codice fiscale 03121990786, sorta nel
2011, con sede in Rossano (CS) alla via Acquitania n. 22/26, impresa inattiva e
riconducibile allo stesso SAPIA Sergio.
320
La “JAMAICAN CAFFE’ SRL”” ha la seguente composizione societaria:
Il capitale sociale dichiarato, di Euro 10.000, è così ripartito
‰ Quota di nominali 500 Euro di proprietà di SAPIA Sergio;
‰ Quota
di nominali 2.500 Euro di proprietà di CIANCIAFARA Giuseppa,
moglie di SAPIA Sergio;
‰ Quota di nominali 5.500 Euro di proprietà di SAPIA Viviana Benedicta, figlia
di SAPIA Sergio e di CIANCIAFARA Giuseppa;
‰ Quota di nominali 1.500 Euro di proprietà di ABURLACITEI Elena, nata a
Dorohoi (Romania) il 07/03/1981, residente in Rossano (CS) alla Contrada
Grasso nr. 57, moglie del summenzionato ABURLACITEI Laurentiu;
(VEDASI ACCERTAMENTO ANAGRAFE COMUNALE IN ALLEGATO N. 60/B
ALLA CNR DEL ROS)
‰ Con
atto datato 04/03/2011 la summenzionata ABURLACITEI Elena è stata
nominata amministratore unico
(VEDASI ACCERTAMENTO BANCA DATI INFOCAMERE IN ALLEGATO N. 61/B
ALLA CNR DEL ROS)
La valutazione dei gravi indizi
Il compendio probatorio su riportato non lascia dubbi sulla sussistenza dei gravi
indizi di colpevolezza in ordine al reato in esame nei confronti del SAPIA.
La circostanza che ABURLACITEI Laurentiu sottraesse illecitamente pezzi di
ricambio di macchine di caffè alla ditta “LA SPAZIALE s.p.a” per la quale
lavorava, in Emilia Romagna, è fatto accertato all’esito di altro procedimento
penale.
Dalle conversazioni captate il SAPIA, comunicando con l’ ABURLACITEI, faceva
riferimento a parti di macchine di caffè, indicando di cosa avesse bisogno; quindi i
due concordavano spedizioni di pacchi a mezzo degli autobus che fanno la spola
tra la Calabria e l’Emilia, delle quali non rimane traccia, ed il SAPIA diceva al suo
interlocutore di indicare quale mittente un nome di fantasia (Romano).
L’insieme di tali circostanze rappresenta un quadro indiziario pregrante in ordine
alla ricettazione ascritta al SAPIA.
Va, altresì, evidenziato che ABURLACITEI Laurentiu, dopo la scarcerazione ha
iniziato a lavorare per il SAPIA e che dalle conversazioni intercettate nel 2010
risulta che ABURLACITEI Elena aveva una relazione con il SAPIA ( v.
conversazioni riportate nel capitolo III della richiesta del P.M. relativo alla
latitanza ed alla cattura di ACRI Nicola; e in parte nella trattazione della posizione
del SAPIA in ordine al retao associativo).
321
4.5. REATO DI RICICLAGGIO DEI PROVENTI ILLECITI PERCEPITI
ATTRAVERSO LA S.S.C. ROSSANESE (CAPO 8. IMPUTATO: Ruffo Antonio)
Il collaboratore di giustizia ALFANO Carmine ha indicato che ACRI Orazio
risultava svolgere delle attività riconducibili ad ACRI Nicola ed alla cosca di
Rossano.
Oltre alla società PI.GI. s.r.l. per prima avviata per la commercializzazione delle
cialde di caffè, l’ALFANO ha indicato che ACRI Orazio (detto Pierino) risultava
essere il titolare della S.S.C. ROSSANESE che era una società di calcio
dilettantistica che veniva utilizzata dalla cosca per mascherare da finanziamento
alla squadra somme di denaro in realtà provenienti dall’attività illecita (usura,
versamenti di denaro da parte di società compiacenti). Il collaboratore ha poi
riferito che molti di questi assegni intestati alla S.S.C. ROSSANESE venivano
versati sui conti del benzinaio RUFFO Antonio, che restituiva il “denaro pulito”
agli epsonenti della cosca.
Di seguito si riporta il testo della richiesta del P.M.
“Gli accertamenti bancari hanno dimostrato che questa società ha ricevuto, nel corso del
2006, migliaia di euro per sponsorizzazioni che sono stati corrisposti medianti assegni
girati e finiti poi sul conto di un benzinaio.
Ancora una volta ALFANO Carmine ha spiegato, con la solita precisione il sistema
escogitato dagli uomini di Nicola ACRI119
Già in un verbale, reso in data 14/12/2007, venivano raccolte le prime dichiarazioni in tal
senso:
Il caffè è solo uno dei business che egli gestisce; infatti, per il tramite di Francesco SOMMARIO e
di Pierino ACRI (omonimo ma non parente), gestisce un’agenzia pubblicitaria in contrada Petra
con la quale impone il pizzo agli esercizi commerciali rossanesi. Sempre Nicola ACRI gestisce
una squadra di calcio, sempre per il tramite di Pierino ACRI, si tratta del Real
ROSSANO. Anche questa società vale a fare fatture e ad imporre il pizzo attraverso la
sponsorizzazione.
così ALFANO Carmine al P.M. in data 14/12/2007
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N. 11/A ALLA CNR DEL
ROS)
In un successivo verbale, ALFANO Carmine ha ribadito che il gruppo criminale
capeggiato da ACRI Nicola aveva consumato estorsioni mediante il sistema delle
Per come risulta dall’indagine Santa Tecla i coriglianesi impiegavano il medesimo “sistema“ per
fatturare le estorsioni che venivano dissimulate con contratti di sponsorizzazione in favore della
società calcistica SCHIAVONEA ’97.Si consideri che proprio quali gerenti della società
SCHIVONEA ’97 sono stati condannati, per partecipazione al sodalizio ndranghetistico
coriglianese MELIGENI Cosino (in esito al giudizio abbreviato) e BARILARI Fabio (dai Giudici
rossanesi, in esito al giudizio ordinario, con Sentenza emessa in data 6/12/2012 della quale ancora
non sono state depositate le motivazioni).
119
322
sponsorizzazioni alla squadra di calcio della Rossanese, gestita ufficialmente da “Pierino
ACRI”.
Volendo fare una sorta di consuntivo degli investimenti della cosca ACRI posso riferire
della “Pellegrino caffè” intestata a CALAROTA Arianna, della “Jamaica caffè” intestata a SAPIA
Sergio, dell’agenzia di pubblicità gestita da SOMMARIO Francesco e di cui ho già riferito, della
ditta che distribuisce cialde di caffè che è intestata ad ACRI Pierino, della società di calcio della
Rossanese intestata ad ACRI Pierino (non è parente di ACRI Nicola). Questa Società
consente di consumare una serie di estorsioni mistificate dai contratti di
sponsorizzazione. Infatti, le società di calcio che sono No profit, hanno un regime fiscale
assolutamente agevolato. Pertanto possono emettere fattura anche in consistente numero
e per così dire agevolano il compito dell’estorto il quale si ritrova con una fattura con la
quale può chiedere anticipo IVA, dichiarare costi inesistenti e che gli vale come titolo
dimostrativo del pagamento e cioè per dimostrare di avere fatto il proprio dovere nei
confronti dell’onorata società rossanese. (Così ALFANO Carmine al P.M. in data 12/06/2010
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.253/A ALLA CNR DEL
ROS)
L’accertamento presso la BBDD Infocamere ha permesso di documentare che la squadra
di calcio a cui si riferiva il collaboratore era la:
S.S.C. ROSSANESE s.r.l. Società Sportiva Dilettantistica P.I. 02752450789 con sede legale
in Rossano contrada Piragineti nr. 188, costituita in data 31/01/2006, allo stato attuale
inattiva.
Amministratore unico: ACRI Orazio nato a Rossano il 01/07/1965, ivi residente alla
contrada Piragineti nr. 188.
Soci:
ACRI Orazio nato a Rossano il 01/07/1965, ivi residente alla
contrada Piragineti nr. 188; (quota 9900,00)
FORCINITI Rossana nata a Villinger (Ger) il 10/03/1971,
residente Rossano. (quota 100,00)
Oggetto sociale:
la società è senza fini di lucro ed i proventi delle attività non
possono, in nessun caso, essere divisi fra i soci anche in forme
indirette. Ecc…
ALFANO in data 11/06/2010 riconosceva un soggetto, appellato semplicemente “il
benzinaio” che indicava come colui il quale prestava ad ACRI Nicola ed alla sua
organizzazione criminale, i suoi conti correnti al fine di far ripulire il denaro
proveniente dalle attività illecite della cosca.
Il n.70 fa il benzinaio ed è persona vicina ad ACRI Nicola. Accompagnando ACRI
Gennaro mi sono fermato più volte a questa benzina che si trova prima del
passaggio a livello di Rossano. ACRI Gennaro consegnava a questa persona gli
assegni postatati che riceveva da persone sotto usura affinché questi li cambiasse
o, a scadenza, gli consegnasse il contante. Ho personalmente assistito ad una
discussione in cui ACRI Nicola proponeva a Maurizio BARILARI di avvalersi di
323
questo benzinaio sempre per cambiare assegni profitto del reato di usura.
Maurizio BARILARI non ha mai usufruito dei servigi di questo benzinaio.
Così ALFANO Carmine al P.M. in data 11/06/2010
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.28/A ALLA CNR DEL
ROS)
Il “benzinaio” riconosciuto da ALFANO Carmine si identifica in RUFFO Antonio, nato a
Rossano (CS) il 02/06/1973. Lo stesso risulta essere socio amministratore di:
“RSA di RUFFO Antonio & C.” P.I. 02033830783.
Socio Amministratore: RUFFO Antonio, nato a Rossano (CS) il 02/06/1973.
Socio:
SAPIA Dora, nata a Rossano (CS) il 24/01/1951, ivi residente in
via Tommaso Piatti n.23;
RUFFO Anna, nata a Rossano (CS) il 05/07/1976, ivi residente in
via Tommaso Piatti n.23
Oggetto sociale:
Vendita al dettaglio di Carburante e Lubrificanti, autolavaggio,
vendita Tabacchi, ecc. con sede in Rossano Viale Sant’Angelo.
Inizio attività impresa: 15/01/1996
Proprio in relazione al dichiarato del collaboratore di giustizia, si è effettuata una
consulenza bancaria su uno dei conti correnti del RUFFO Antonio che di seguito si
riporta per le parti di interesse.
Consulenza bancaria sul conto-corrente 827667 di RUFFO Antonio acceso alla Banca
Popolare di Crotone filiale di Rossano:
data
importo
D
cau- n. as.
informazioni
sull'operazione
assegno
versato
C
(a)
(b)
(c)
sale tratto
(d)
(e)
n.ro
n. c/c
c.b.
(f)
(g)
(h)
n.ro
doc.
(i)
(l)
27/10/06
3.600,00
633945 848939
1 tratto da
tale 37/295
CARROZZA
Cataldo a favore di
S.S.C.
Real
Rossanese
27/10/06
5.600,00
633946 848939
1 tratto da
tale 37/295
CARROZZA
Cataldo a favore di
S.S.C.
Real
324
Rossanese
30/10/06
6.000,00
636965 801447
1 tratto da Magit 37/297
Industrie Srl a
favore di S.S.C.
Real Rossanese
30/10/06
6.000,00
636117 801447
1 tratto da Magit 37/297
Industrie Srl a
favore di S.S.C.
Real Rossanese
01/12/06
7.502,96
639375 801447
1 versato
assegno
tratto da Magit
Industrie a fav. di
S.S.C.Rossanese
04/12/06
6.000,00
641224
16081
1 tratto da Ecoross 37/309
Srl a favore di
S.S.C.
Real
Rossanese
04/12/06
6.000,00
639376 801447
1 tratto da Magit 37/309
Industrie Srl a
favore di S.S.C.
Real Rossanese
05/12/06
3.000,00
639958
1 tratto da illeggibile 37/310
a favore di S.S.C.
Rossanese – da
accertamenti
risulta
emesso
dalla
ditta
Eurocalzature
e
pelletteria
di
FAZIO
Maria
Chiara
06/12/06
4.000,00
641229
16081
1 Versato
assegno 37/311
tratto da Ecoross
Srl a favore di
S.S.C.
Real
Rossanese
14/12/06
4.000,00
641229
16081
1 Versato
assegno 34/314
tratto da Ecoross
Srl a favore di
S.S.C.
Real
C
C
75
75
325
Rossanese
07/02/07
6.000,00
645989 801447
1 tratto da Magit 37/336
Industrie a fav. di
S.S.C.Rossanese
07/02/07
6.000,00
648233 801447
1 tratto da Magit 37/336
Industrie a fav. di
S.S.C.Rossanese
13/02/07
3.000,00
466998
1 Versato
assegno 37/339
tratto da Ecoross
Srl a favore di
S.S.C.
Real
Rossanese
17/01/08
4.800,00
741193
1 tratto de Le Fosse 37/827
Grazia a favore di
SSC
Real
Rossanese
17/01/08
4.800,00
741194
1 tratto de Le Fosse 37/827
Grazia a favore di
SSC
Real
Rossanese
22/01/08
4.800,00
578442 846974
1 tratto da Otranto 37/833
Giuseppe a favore
di SSC Rossanese
22/01/08
3.600,00
578444 846974
1 tratto da Otranto 37/833
Giuseppe a favore
di SSC Rossanese
23/01/08
4.800,00
578644 846974
1 tratto da Otranto 37/834
Giuseppe a favore
di SSC Rossanese
C
C
75
75
16081
Come emerge chiaramente sul conto di Ruffo venivano versate ingenti somme di denaro
attraverso assegni emessi da aziende di Rossano (CS) in favore della società di calcio
dilettantistica della S.S.C. ROSSANESE s.r.l. Società Sportiva Dilettantistica.
Da notare come dal 27/10/2006 al 23/01/2008, il totale degli assegni transitati sul conto
corrente di RUFFO Antonio e diretti alla SSC Rossanese calcio (a cui gli assegni erano
intestati e poi girati a RUFFO Antonio) ammonta ad euro 87.302,00 ed è del tutto
326
ingiustificata in relazione alla natura di società dilettantistica della SSC Rossanese
calcio
Riguardo le principali aziende che hanno elargito denaro in favore della società sportiva
in questione, vi sono:
• ECOROSS s.r.l. P.Iva 01936880788 - che è un’azienda specializzata in
servizi di raccolta e smaltimento di rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali e
pericolosi, operante in Rossano (CS) e Cassano Ionio (CS). L’amministratore
unico di tale azienda si identifica in PULIGNANO Walter, nato a Rossano
(CS) il 26/10/1977; risulta inoltre come socio proprietario PULIGNANO
Eugenio, nato a Rossano (CS) il 23/06/1965. (dal 2006 al 2008 ha elargito un
totale di 17.000,00 euro di sponsorizzazioni)
• LE FOSSE Grazia, nata a Rossano (CS) il 27/01/1976, titolare della
serigrafia denominata “La Serigrafica” con sede in Rossano, Via Celtia n.6
P.Iva 02362770782. (dal 2006 al 2008 ha elargito un totale di 9.600,00 euro di
sponsorizzazioni)
• OTRANTO Giuseppe, nato a Rossano il 30/08/1970 titolare della
omonima ditta individuale (p.iva 01649660782) con sede a Rossano in c.da
S.Irene. Tale ditta svolge attività di compravendita auto, demolizione di
carcasse e trasporto merci su strada. (dal 2006 al 2008 ha elargito un totale
di 13.200,00 euro di sponsorizzazioni)
• “EUROCALZATURE E PELLETTERIA DI FAZIO Maria Chiara” con sede
a Rossano (CS) P.zza Dante Alighieri n.40, di proprietà di FAZIO Maria
Chiara, nata a Rossano (CS) il 01/07/1975. (dal 2006 al 2008 ha elargito un
totale di 3.000,00 euro di sponsorizzazioni)
• CARROZZA Cataldo, nato a Rossano il 03/03/1964, titolare dell’omonima
ditta individuale (p.iva 01462010784) specializzata in fabbricazione oggetti
in ferro, rame ed altri materiali (dal 2010 attività cessata) (dal 2006 al 2008
ha elargito un totale di 7.200,00 euro di sponsorizzazioni)
• “MAGIT Industrie s.r.l.” C.F. 02068750781, con sede in Rossano via
Amerigo Vespucci n.37, di proprietà di MILITO Giuseppe, nato a Rossano
(CS) il 16/10/1963. La MAGIT si occupa di progettazione e realizzazione, in
ambienti civili ed industriali nonché ospedaliero, di impianti termici e di
condizionamento. (dal 2006 al 2008 ha elargito un totale di 37.502,00 euro di
sponsorizzazioni).”
In relazione alla Ecoross si rinvia a quanto esposto al capitolo sesto ed in
particolare ai danneggiamenti subiti da questa società che risulta anche cliente
della ditta di vigilanza riconducibile alla famiglia ACRI (v. capitolo VI della
richiesta del P.M., il cui contenuto è riportato nel prosieguo nella trattazione
della poiszione di Cropanise in relazione al reato associativo).
In relazione, invece, alla “MAGIT Industrie s.r.l.”, appaiono di estremo rilievo
le dichiarazioni rilasciate da ALFANO Carmine in data 19/07/2007 allorquando,
citando estorsioni commesse congiuntamente tra la ‘ndrina di Corigliano
Calabro e quella di Rossano, faceva riferimento a quelle in danno del
costruendo centro commerciale “Auchan” in Corigliano Calabro.
327
“ALFANO riferiva che ACRI Nicola aveva “chiesto “ a BARILARI di imporre
all’impresa di tale Bruno di rifornirsi di condizionatori d’aria dalla impresa Magit
di Rossano. A sua volta l’impresa Bruno sarebbe stata imposta a Franco VECCHIO
appaltatore per la costruzione di un centro commerciale a Corigliano:
…omissis…
P.M. dott. LUBERTO - Allora, sono le ore 16:29 minuti, riprendiamo l’interrogatorio. Senta
stavamo parlando sempre di queste estorsioni. Vuole continuare a riferire in relazione alle
estorsioni?
ALFANO Carmine - Sulle estorsioni voglio continuare, solo che sono un po’ stanco adesso. Mi
ricordo bene l’ultima estorsione fatta su Corigliano…
P.M. dott. LUBERTO - Eh…
ALFANO Carmine - …che è dietro vari centri, quindi so tutti i particolari.
P.M. dott. LUBERTO - Va bene e diciamoli allora.
ALFANO Carmine - Allora, l’ultima estorsione,
sempre sulla zona industriale, ci siamo recati io e BARILLARI al capannone di CHIODO
Francesco, che il BARILLARI aveva appuntamento con Francesco, CHIODO e VECCHIO Franco
per parlare di un nuovo appalto che c’era stato fatto sulla zona industriale che si chiama Auchan…
P.M. dott. LUBERTO - Come si chiama?
ALFANO Carmine - La Auchan…
P.M. dott. LUBERTO - Non ho capito.
ALFANO Carmine - La Auchan se non sbaglio. Sempre sulla zona industriale, è un grosso centro
commerciale, di questo sono sicuro e c’è… Siccome bisognava prendere i nuovi appalti di elettricità,
di compiti di condizionatori, si dovevano prendere questi appalti, perché se la vedeva… si gestiva
tutto Franco VECCHIO là, e doveva essere BARILLARI per decidere chi doveva andare a lavorare,
quali erano gli imprenditori che prendevano questi appalti.
P.M. dott. LUBERTO - Quindi doveva decidere i subappaltatori?
ALFANO Carmine - Sì i subappaltatori, chi era per lavorare, chi ci andava a lavorare.
P.M. dott. LUBERTO - Sì.
ALFANO Carmine - E BARILLARI gli ha riferito le persone che dovevano andare là, gli
imprenditori che dovevano andare a lavorare là.
P.M. dott. LUBERTO - Cioè?
ALFANO Carmine - Di cui il condizionatore un certo Bruno di Acri.
P.M. dott. LUBERTO - Bruno come?
ALFANO Carmine - Il cognome non mi ricordo, però sta lavorando…
328
P.M. dott. LUBERTO - Ma Bruno è il nome?
ALFANO Carmine - Bruno è il nome, però è di Acri lui.
P.M. dott. LUBERTO - E sta ancora lavorando là.
ALFANO Carmine - Sta ancora lavorando sì. Doveva andare a lavorare la MAGIC, se non
sbaglio, che si chiama MAGIC di Rossano, sempre roba di condizionatore, MAGIS o MAGIC…
P.M. dott. LUBERTO - Non capisco, chiedo scusa, i condizionatori d’aria chi li doveva montare?
ALFANO Carmine - Montare ACRI… Bruno, però si doveva rifornire da MAGIC di Rossano.
P.M. dott. LUBERTO - Il montaggio doveva essere assicurato da questo Bruno mentre MAGIC
doveva fornire proprio le apparecchiature.
ALFANO Carmine - Le apparecchiature…
P.M. dott. LUBERTO - E MAGIC a chi è riconducibile? Lei lo sa?
ALFANO Carmine - A noi ci ha chiamato ACRI Nicola, e a me e a BARILLARI ci ha chiamato
ACRI Nicola per fargli inserire questo MAGIC che aveva preso l’appalto.
P.M. dott. LUBERTO - Senta, ma questo incontro di cui lei sta discutendo, quando si è
verificato?
ALFANO Carmine - Settembre.
P.M. dott. LUBERTO - Settembre del 2006?
ALFANO Carmine - 2006 sì. (Così ALFANO Carmine al P.M. in data 19/07/2007
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.10/B ALLA CNR DEL
ROS)
Franco VECCHIO, escusso nell’ambito del p.p. 3572/05 modello 21, ha confermato
di avere subito pressioni da BARILARI perché , nell’ambito della costruzione del
centro commerciale Auchan desse, in subappalto, i lavori di allestimento del
condizionamento d’aria alla impresa BRUNO di Acri :
”Premetto che nel corso del 2005 la società LICOM, per il tramite dell’amministratore NOTO , mi
affidava l’appalto per la costruzione di un centro commerciale che doveva sorgere in località
Corigliano scalo, zona industriale. In un primo momento mi venivano affidati solo i lavori in
cemento armato. Appena dopo il conferimento dell’appalto si presentava presso il mio ufficio
Vincenzo GRISOLIA che mi chiedeva di eseguire in subappalto i lavori stessi. Conoscevo Vincenzo
GRISOLIA in quanto anni prima mi era stato presentato dal cugino Vincenzo COSTA che si era
limitato a dirmi di farlo lavorare. Cosi ho fatto per diversi appalti che mi riservo di indicare con
precisione. Avevo maturato la convinzione che GRISOLIA mi avrebbe assicurato tranquillità
nell’esecuzione dei lavori cioè avrebbe scongiurato problemi di ogni genere. Infatti nel corso dei
lavori affidati i in precedenza non ho subito fatti tipo danneggiamento, incendi di particolare
rilievo. Vincenzo GRISOLIA ad un certo punto nell’esecuzione dei lavori ha, per così dire, limitato
il proprio impegno in quanto aveva avuto il subappalto per lavori di carpenteria presso il centro
turistico che stava costruendo Pino CURTO, per cui non riusciva a eseguire i lavori in modo
329
tempestivo. Di comune accordo abbiamo deciso che avrei affiancato GRISOLIA con altre squadre di
operai sia miei che di altre imprese. Successivamente lo stesso NOTO mi ha affidato l’appalto per la
costruzione delle opere murarie. Anche in questo caso ho affidato il subappalto ad una serie di ditte
tra le quali quella di Vincenzo GRISOLIA. Dopo le opere murarie mi è stato affidato l’appalto per il
completamento della struttura. I lavori di impianto idrico li ho affidati in subappalto alla ditta
Bruno ROSELLI di Acri. Costui pretendeva di avere in subappalto anche i lavori afferenti il
condizionamento d’aria. Io gli rispondevo che NOTO non mi aveva affidato l’appalto per il
condizionamento pertanto non ero nelle condizioni di affidargli il relativo subappalto. ROSELLI è
arrivato al punto di far pressioni facendo ostruzionismo cioè rallentando i lavori che gli avevo
affidato, determinando così il rischio di non farmi consegnare i lavori in modo tempestivo. Proprio
in questo periodo, cioè nel 2006, in diverse occasioni si è presentato presso il mio ufficio sito nella
zona industriale di Corigliano Maurizio BARILARI. Conosco la fama criminale di Maurizio
BARILARI, anzi ero convinto che fosse agli arresti domiciliari pertanto allorché me lo sono visto
davanti mi sono stupito e fortemente turbato. BARIALRI insisteva perché affidassi il subappalto
dei lavori di condizionamento alla ditta ROSELLI. Ho cercato di stroncare subito il discorso
spiegandogli che non avevo titolo per dare questo subappalto in quanto NOTO, ribadisco, si era
riservato di affidare ad altri i lavori per il condizionamento d’aria. Devo precisare infatti che avevo
fatto un’offerta a NOTO per i lavori di condizionamento ma NOTO non ha ritenuto di accettarla.
Quando spiegai gli esatti termini della questione a BARILARI questi iniziò a chiedermi di affidare
l’appalto per la pulizia del centro commerciale ad una ditta di suo interesse. Ricordo che
BARILARI era accompagnato da un ragazzo che successivamente ho saputo essere il figlio di
“giravite”; preciso che è stato lo stesso BARILARI a dirmi che il ragazzo che lo accompagnava era
il figlio di giravite. Risposi alle insistenze di BARILARI che potevo soltanto fornire al ragazzo che
lo accompagnava il modulo per presentare la domanda a Catanzaro, ad un funzionario della ICOM.
Ricordo ancora che dopo aver consegnato il modulo al figlio di giravite ricevetti una telefonata da
un ragioniere della ICOM il quale mi diceva che non dovevo più mandargli questo ragazzo in
quanto non era titolare di una ditta pertanto non aveva i requisiti per assumere l’appalto relativo
alle pulizie del centro commerciale. In una delle occasioni in cui ho dovuto parlare con BARILARI
sono stato avvicinato da Francesco CHIODO che mi ha fatto incontrare BARILARI presso il suo
ufficio . Preciso che l’ufficio di CHIODO è vicino al mio, sempre nella zona industriale di
Corigliano.
Cosi’ Franco Vecchio al P.M. in data 5/12/2007
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.20 ALLA RICHIESTA)
ALFANO incorre in una sola inesattezza addita l’imprenditore che si era deciso di
imporre a Franco VECCHIO con nome di battesimo Bruno invero Vecchio ha
dichiarato che BARILARI lo aveva compulsato affinché subappaltasse il
condizionamento d’aria dell’AUCHAN a Bruno ROSELLI. Proprio per questa
condotta BARILARI Maurizio è stato condannato dai Giudici di Rossano, in data
6.12.2012, per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e dalla finalità di
agevolare la consorteria coriglianese.
Sul conto di Ruffo finiscono danari provenienti da imprese vessate e da imprese
compiacenti . E’ evidente che si impone un supplemento di istruttoria anche
testimoniale ma comunque il danaro versato sui conti di Ruffo è di provenienza
illecita e la condotta di quest’ultimo integra gli estremi del reato di riciclaggio.
330
Militano in tal senso le dichiarazioni di ALFANO che si lasciano apprezzare per
spontaneità. Il collaboratore, infatti, riferisce con precisione di Ruffo solo allorché ne vede
la foto, dichiarazioni che sono state riscontrate in modo individualizzante. Il versare gli
assegni emessi in favore della rossanese sul conto di Ruffo è compatibile solo col fine di
mistificarne la provenienza. Del resto le movimentazioni di danaro di un gestore di un
distributore di carburante sono l’ideale per confondere rimesse di danaro di provenienza
illecita. Né può dirsi che le rimesse di danaro si possono giustificare per sponsorizzazioni
perché la S.S.C. Rossanese, per come risulta dagli atti acquisiti presso la Lega Calcio
dilettanti ha disputato solo due campionati di prima categoria nelle stagioni 2006-07 e
2007-08 e secondo le risultanze dell’anagrafe tributaria non ha stipulato negozi giuridici
registrati, ha presentato al fisco solo il modello IVA per l’anno d’imposta 2006, dal quale si
evince che per quell’anno la società non ha registrato operazioni attive, ma solo
operazioni passive per € 1.036,00. Il 18.04.2006 ha versato con modello F/24 presso la
filiale di Rossano della Banca Popolare del Mezzogiorno, ritenute sui redditi da lavoro
autonomo per € 207,10 (trattasi presumibilmente del commercialista). Il 16.10.2007 ha
versato, con modello F/24 presso la filiale di Rossano del Banco di Napoli, analogo tributo
per un importo di € 20,00.
La società risulta non più operativa dal 2007 (il depositario delle scritture contabili si
identifica nella suddetta CORAPI Rosassunta)”.
La valutazione della gravità indiziaria
Quanto su esposto rappresenta un quadro indiziario grave nei confronti del
RUFFO in relazione al reato di riciclaggio ascrittogli, aggravato ai sensi dell’art. 7
L. n. 203/91 data l’agevolazione della cosca in esame.
Le dichiarazioni di ALFANO Carmine relative al fatto che Ruffo Antonio versasse
sui propri conti correnti assegni intestati alla società di calcio dilettantistica
rossanese, apparentemente relativi a sponsorizzazioni ma in realtà proventi illeciti
della consorteria di ACRI Nicola, al fine di consentirne il riciclaggio, trova
riscontro oggettivo individualizzante negli accertamenti patrimoniali che hanno
consentito di verificare che effettiavmnete nell’anno 2007 e sul principio del 2008 il
RUFFO ha versato assegni tratti infavore dell S.S.ROSSANESE per un importo
complessivo di € 87.302,00 su un suo conto corrente bancario.
Tali versamenti non trovano alcuna giustificazione nell’attività svolta dal RUFFO,
che è quella di benzinaio.
Quanto alla natura illecita delle operazioni di sconto va evidenziato innanzitutto
che la S.S.C. ROSSANESE risulta avere quale socio ed amministratore ACRI
Orazio (detto Pierino), e cioè lo stesso soggetto che pur risultando
l’amministratore della società PI.GI., si è accertato, alla stregua delle dichiarazioni
di ALFANO e dagli esiti delle intercettazioni captate, che svolgeva l’attività di
distribuzione delle cialde e delle macchine per il caffè sotto la diretta direzione di
331
ACRI Nicola, e partecipava all’illecita imposizione di tali prodotti (v. capitolo che
precede).
Sotto il profilo logico l’ammontare complessivo dell’importo degli assegni in
favore della S.S.ROSSANESE versati sul conto del RUFFO non è compatibile con
la natura dilettantesca della società che ha effettuato solo due campionati ed ha
riportato nei propri bilanci somme esigue.
Inoltre vi è la dimostrazione che una delle società che ha versato somme alla
S.S.ROSSANESE, la ECOROSS ha subito vari danneggiamenti, sebbene in periodi
solo in parte coincidenti con le date riporatte sugli assegni, e risultava essere
sottoposta alla guardiania della SUPERSICURITY di Cropanise Salvatore che,
secondo l’impostazione accusatoria era un prestanome degli ACRI per questa
attività (di tale attività hanno concordemente narrato i collaboratori ALFANO
Carmine, CURATO Vincenzo, VALLONEARANCI Maria e TEDESCO Fabio;
risulta che la SUPERIOR SECURITY era intestata ad ACRI Gennaro e che dopo la
carcerazione di questi per l’omcidio Converso nel 2007, veniva costituita altra ditta
intestata a CROPANISE Salvatore, uno dei buttafuori di ACRI Gennaro, con la
denominazione SUPERSECURITY; v. capitolo VI richiesta del P.M.).
Ancora, come è stato evidenziato, la società MAGIT era a sua volta
“sponsorizzata” dalla cosca, che cercava di procuragli degli appalti, e dunque si
trattava di una società compiacente da cui la cosca avrebbe poi tratto i suoi
guadagni.
Pertanto, l’insieme di tali elementi delinea un quadro indiziario grave a carico del
RUFFO in ordine al reato in esame.
4.6. LE ATTIVITA’ ECONOMICHE RIFERIBILI A MORFO’ SALVATORE REATO DI INTERPOSIZIONE FITTIZIA DI PERSONA NELLE STESSE
(CAPO 9. IMPUTATI. Morfò Salvatore, Morfò Lucia)
Preliminarmente la richiesta del P.M. esplicita il ruolo svolto da MORFO’
Salvatore all’interno della cosca di Rossano e, si ritiene utile riportarla per esteso
per poi riportare la trattazione delle attività economiche a lui riconducibili ed
intestate alla figlia MORFO’ Lucia.
IL RUOLO DI MORFO’ SALVATORE
“La ndrina rossanese è denominata Acri – Morfo’ proprio per esaltare lo spazio occupato
da MORFO’ Salvatore e dai suoi familiari i quali si sono ingeriti, ndranghetisticamente in
ampi settori imprenditoriali .
Per come si è accennato, più volte, in questo provvedimento, l’operazione Galassia
consente una ricostruzione, per cosi’ dire, dal basso dell’organizzazione ndranghetistica
332
sibaritide. V’erano più ndrine, fra loro collegate e dirette dal locale che, a sua volta era
collegato al locale di Cirò. Fra le ndrine v’era quella di Rossano cui era preposto
TRIPODORO Pasquale il quale era collaborato da Salvatore MORFO’.
A metà degli anni’90, TRIPODORO iniziava a collaborare, MORFO’ diveniva il
rappresentante della malavita rossanese ma, al tempo stesso, finiva in carcere. Alla fine
degli anni ’90, l’ascesa degli zingari determinava la preposizione, ai vertici della ndrina di
Rossano, di ACRI Nicola che trovava un compromesso con MORFO’ cui “lasciava” la
gestione di diversi settori economici imprenditoriali120.
120
Al fine di delineare meglio lo spessore criminale di Morfo’ Salvatore di seguito se ne riportano i
precedenti, anche di polizia, e si evidenziano le sue carcerazioni per il periodo antecedente alla c.d.
operazione Galassia:
il 02/04/1980 :
con provvedimento nr. 14281/07 del Tribunale di Rossano, veniva condannato
a mesi 6 di reclusione per furto aggravato;
il 25/01/1981:
veniva denunciato in stato di arresto, con R.G. 90/1-1 dell’Arma di Rossano,
alla Pretura di Rossano, unitamente a Manisco Francesco nato ad Oria il
28/03/1960 e Rizzo Gustavo nato a Rossano il 26/01/1960, per “associazione
a delinquere, ubriachezza e tentato furto di autovettura”;
il 27/02/1981:
era sottoposto alla misura di prevenzione della “Diffida di Pubblica
Sicurezza”;
il 20/12/1981:
era denunciato in stato di arresto, con R.G. 254/2 dell’Arma di San Demetrio
Corone, alla Procura della Repubblica di Rossano, per “detenzione e porto
abusivo di armi”;
il 06/01/1984
era sottoposto alla misura sostitutiva della libertà controllata per giorni 24, dal
Commissariato di Rossano, in esecuzione dell’Ordinanza 8/1983 dd.
20/12/1983 del Giudice di Sorveglianza presso il Tribunale di Cosenza;
il 04/06/1984
era tratto in arresto dall’Arma di Rossano, in esecuzione di “Ordine di
carcerazione” nr. 13/1984 Reg. Esec. - nr. 1635 dd. 28.05.1984 dalla Pretura di
Pisticci, per espiazione pena mesi tre di arresto e 150.00 lire di ammenda per
violazione art. 80 coma 13 del Codice della Strada;
il 25/01/1989
era sottoposto alla misura di prevenzione dell’ Avviso Orale;
il 17/02/1989
era denunciato in stato di libertà dall’Arma di Cerva Milano Marittima, per il
reato di “rapina” (art. 628 Cod. Pen);
il 26/06/1989
era denunciato in stato di libertà, con C.N.R. 432/1 dall’Arma di Rossano, alla
Procura della Repubblica di Rossano, per “ricettazione” (art. 648 Cod. Pen);
il 13/09/1990
era denunciato in stato di libertà, con C.N.R. 23/253-2 dell’Arma di Corigliano
Calabro, alla Procura della Repubblica di Rossano, per concorso in rapina
aggravata in banca a Corigliano Calabro (art. 629 Cod. Pen) unitamente a
Ferraro Antonio Roberto nato a Cosenza il 14.04.1965;
333
MORFO’ veniva arrestato, in esecuzione della c.d. operazione Galassia il 4/7/1996121,
rimaneva detenuto dal 04/07/1996 al 19/10/2000. Il 28/06/1999, la Corte d’Assise di
Catanzaro lo condannava alla pena di anni 5 per associazione a delinquere di Stampo
mafioso in esito al processo Galassia. Il 22/10/2000, era sottoposto, dal Commissariato di
P.S. di Rossano, alla “libertà controllata” per la durata di gg. 57 in esecuzione dell’
ordinanza di conversione di pena pecuniaria nr. 45/98 RS e nr. 515/97 emessa il
24/08/1998 dall’Ufficio di Sorveglianza di Cosenza. Il 20/12/2000 era sottoposto dal
Commissariato di P.S. di Rossano alla Sorveglianza Speciale di P.S. con Obbligo di
soggiorno per la durata di anni tre, in esecuzione del decreto nr. 100/94 RMSP emesso il
il 21/02/1991
era denunciato in stato di libertà, con C.N.R. 36/95 dall’Arma di Terranova da
Sibari, alla Procura della Repubblica di Castrovillari, per “possesso di oggetti
da scasso” (art. 707 Cod. Pen.);
il 18/07/1991
era denunciato in stato di libertà, con C.N.R. 175/1 dall’Arma di Terranova da
Sibari, alla Procura della Repubblica di Castrovillari, per “minacce e
violazione di domicilio” (art. 612 e 614 Cod. Pen.);
22/01/1992
era sottoposto dal Commissariato di P.S. di Rossano alla Sorveglianza Speciale
di P.S. per la durata di anni due, giusto decreto nr. 7/91 RMSP emesso il
27.11.1991 dal Tribunale di Cosenza - Sez. Misure di Prevenzione;
il 29/06/1993
era denunciato in stato di libertà, con C.N.R. 1/43-54-1991 dall’Arma di
Cosenza, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale (Direzione
Distrettuale Antimafia) di Catanzaro di Rossano, per “associazione a
delinquere di stampo mafioso” (art. 416 bis Cod. Pen.) unitamente ad altre 16
persone;
In seguito a tale denuncia veniva attinto da “Ordinanza di Custodia Cautelare
degli arresti domiciliari” nr. 1456/1993 R.G.N.R. D.D.A. e 148/1994 R.GIP
emessa il 12/02/1994 dal Tribunale –Ufficio GIP – di Catanzaro, per i reati di
furto aggravato in concorso con TRIPODORO Pasquale; (Art. 110 – 61 n.2 624
e 625 n. 2 e 7 Cod. Pen.) ed estorsione aggravata in concorso Tripodoro
Pasquale, Recchia Antonio e Blotta Gennaro (Art. 110 – 112 n.1 – 629 Cod.
Pen.; art. 7 L. 203/1991);
25/06/1994
Veniva sottoposto al “fermo di indiziato di delitto” dall’Arma di Rossano, in
esecuzione del provvedimento nr. 925/93-888/94-856-860-866/94 R.G.N.R.
emesso dalla Procura della repubblica presso il Tribunale - Direzione
Distrettuale Antimafia- di Catanzaro per i reati di estorsione ed associazione a
delinquere di stampo mafioso. In tale operazione veniva tratto in arresto
unitamente, tra gli altri, a TRIPODORO Pasquale, MANZI Antonio detto
“Tom Tom”, il fratello di quest’ultimo MANZI Mario detto “Maione” e
CRITELLI Domenico Antonio detto “Saragat”;
MORFO’ Salvatore rimane detenuto dal 25/06/1994 al 28/05/1996.
Ordinanza di Custodia Cautelare” nr. 1529/1993 R.G.N.R. D.D.A. e 1372/1994 R.GIP emessa il
01/07/1996 dal Tribunale -Ufficio GIP- di Catanzaro per “associazione a delinquere di stampo
mafioso
121
334
29.01.1997 dal Tribunale di Cosenza - Sez. Misure di Prevenzione122. Il 5/03/2002 veniva
tratto in arresto in arresto dal Commissariato di P.S. di Rossano, in esecuzione della c.d.
operazione BIG FIRE cioè dell’Ordinanza di Custodia Cautelare” nr. 6669/2001 R.G.N.R.
D.D.A. – 9105/2001 R.GIP e 274/2001 R.M.C. emessa il 28/02/2002 dal Tribunale -Ufficio
GIP- di Catanzaro per “associazione a delinquere di stampo mafioso” e traffico di
sostanze stupefacenti unitamente a AZZARO Rocco, BOMPAROLA Francesco, GINESE
Massimo, NIGRO Ciro, PERRI Natale, SEMERARO Giorgio, VARIOPINTO Giuseppe e
VULCANO Giovan Battista, rimaneva in carcere pochi giorni, dal 05/03/2002 al
18/03/2002, per poi essere assolto dai Giudici rossanesi.
122
Successivamente alla sottoposizione alla misura della Sorveglianza Speciale di P.S., MORFO’
Salvatore veniva denunciato, più volte, per violazioni degli obblighi inerenti la misura poiché
veniva notato associarsi ad altri soggetti legati alla criminalità organizzata rossanese:
04/03/2001
Denunciato in stato di libertà, con c.n.r. 105/15 dall’Arma di Rossano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “violazione alla sorveglianza speciale di p.s.” per
essere risultato assente in casa alle ore 03.40 del 03.03.2001” (art. 9 Legge
1423/1956);
29/05/2001
Denunciato in stato di libertà, con c.n.r. 105/48 dall’Arma di Rossano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “violazione alla sorveglianza speciale di p.s. per
essersi associato con MORELLO Carmine ed ESPOSITO Sergio (art. 9 Legge
1423/1956)
10/07/2001
Denunciato in stato di libertà, con c.n.r. 105/66 dall’Arma di Rossano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “violazione alla sorveglianza speciale di p.s.” per
essere stato trovato fuori casa alle ore 00.22 del 10.07.2001 (art. 9 Legge 1423/1956).
14/07/2001
Denunciato in stato di libertà, con c.n.r. 105/68 dall’Arma di Rossano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “violazione alla sorveglianza speciale di p.s. per
essere stato trovato fuori casa alle ore 23.20 del 13.07.2001 (art. 9 Legge 1423/1956)
23/07/2001
Denunciato in stato di libertà, con c.n.r. 519/2001 del Commissariato di P.S. di
Rossano, alla Procura della Repubblica di Rossano, per “violenza privata in
concorso” (art. 110 e 610 Cod. Pen.) con Cicero Francesca Nunzia e Filareto Isidoro.
25/07/2001
Denunciato in stato di libertà, con c.n.r. 105/71 dall’Arma di Rossano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “violazione alla sorveglianza speciale di p.s.” (art.
9 Legge 1423/1956).
21/08/2001
Denunciato in stato di libertà, con c.n.r. 105/79 dall’Arma di Rossano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “violazione alla sorveglianza speciale di p.s.” per
essersi associato con Morello Carmine (art. 9 Legge 1423/1956).
23/02/2002
Denunciato in stato di libertà, con c.n.r. 99/35 dall’Arma di Rossano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “violazione alla sorveglianza speciale di p.s. per
avere guidato senza patente (art. 9 Legge 1423/1956).
335
Seguivano una serie di denunce per violazione degli obblighi di sorveglianza che sono
importanti nella misura in cui evidenziavano i rapporti di MORFO’ con ACRI Nicola e gli
uomini di quest’ultimo123.
Il 17/09/2002, si sottraeva all’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere” nr. 3990/2000
R.G.N.R. 5155/2001 R.GIP e nr. 166/2002 RMC emessa il 16/09/2002 dal Tribunale Ufficio GIP- di Catanzaro per “concorso in omicidio premeditato di FILOCAMO Gaspare,
detenzione di armi e ricettazione” per cui rimaneva latitante , dal 17/09/2002 al
22/11/2002 allorchè veniva rintracciato in Novate Milanese .
Durante l’ultimo periodo di detenzione il 31/05/2004 veniva ricoverato presso l’ospedale
civile di Rossano fino al 24/06/2004.
Il 18/08/2004 veniva ricoverato presso l’ospedale civile di Pisa fino al 20/08/2004.Il
20/09/2004
veniva sottoposto agli arresti domiciliari presso la Casa di Cura “Villa
Sant’Anna” di Crotone in esecuzione del provvedimento della Corte di Assise d’Appello
di Catanzaro n. 17/04 RCC del 20/09/2004. Il 23/09/2004 veniva sostituito il luogo di
custodia domiciliare dalla Casa di Cura “Villa Sant’Anna” di Crotone all’ospedale civile
di Corigliano Calabro in esecuzione del provvedimento della Corte di Assise d’Appello
di Catanzaro n. 19/04 RCC del 23/09/2004. Il 21/10/2004 veniva ristretto presso la sua
abitazione sita in Rossano, c.da Lampa Patire nr. 54, in esecuzione del provvedimento
della Corte di Assise d’Appello di Catanzaro n. 23/04 RCC del 21/10/2004. Il 26/07/2006
veniva tratto in arresto dall’Arma di Rossano in esecuzione di “Provvedimento di esecuzione
di pene concorrenti” nr. 137/2006 R.E.S. emesso dalla Procura Generale di Catanzaro il
25.07.2006, poiché eseguibili i seguenti provvedimenti di condanna :
1) Sentenza del 24/06/2005 Corte Assise Appello Catanzaro (n. 6/2004 R.G.)
Riforma sentenza del 09/07/2003 Corte Assise Cosenza definitiva il 22/06/2006
(Rif. 128/2006 RES Procura Generale Catanzaro) per i reati di cui CAP. 147:
artt. 81 cpv 62 bis, 416 bis c. 1-2-3-4 Cod. Pen. CAP. 148 artt. 81 cpv 62 bis
416 bis c. 1-2-3-4- Cod. Pen. – commesso dal 1970 al 1990 in varie località –
Pena principale anni 3 e mesi 10 reclusione;
2) Sentenza del 26/10/2005 Corte Appello Catanzaro (n. 1233/2005 R.G.) Riforma
sentenza del 01/04/2005 Tribunale Rossano definitiva il 28/06/2006 per i reati
di cui agli artt. 9 c. 2 Legge 1423/1956 – commesso in Rossano e Milano dal
17/09/2002 al 22/11/2002 –
Pena principale anni 2 reclusione;
123
17/06/2002 Denunciato in stato di libertà, con c.n.r. 99/50dall’Arma di Rossano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “violazione alla sorveglianza speciale di p.s.”per
essersi associato con ACRI Nicola ed ESPOSITO Sergio (art. 9 Legge 1423/1956).
09/08/2002
Denunciato in stato di libertà dalla Capitaneria di porto di Corigliano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “occupazione arbitraria di demanio marittimo”
(art. 1161 R.D. 30.03.1942 nr. 327)
02/09/2002
Denunciato in stato di libertà, con c.n.r.99/76dall’Arma di Rossano, alla Procura
della Repubblica di Rossano, per “violazione alla sorveglianza speciale di p.s.” per
essersi associato con ACRI Nicola (art. 9 Legge 1423/1956)
336
…. Determina la pena da scontare in: reclusione anni 5 e mesi 10
Il 30/08/2006 veniva scarcerato dalla casa circondariale di Livorno e sottoposto agli arresti
domiciliari in Rossano (CS) C.da Lampa patire n.54, giusto provvedimento n. 50/66 RCC
della Corte di Assise di Appello di Catanzaro.
Il 28/04/2008 veniva rimesso in libertà a seguito di Ordinanza n. 8/08 RGAA e N. 46/08
RIV con la quale la Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria dichiarava la perdita di
efficacia della misura cautelare per decorrenza dei termini di fase. Veniva riarrestato
il 18/11/2008, in esecuzione della misura della custodia cautelare in carcere nr. 98/2008
R.I.V. emessa dalla Corte di Assise di Reggio Calabria del 17/11/2008. Il 30/12/2008 veiva
scarcerato dalla casa di reclusione di Rossano e sottoposto agli arresti domiciliari in
esecuzione del provvedimento nr. 8/2008 R.G.A.A. emessa il 30/12/2008 dalla Corte di
Assise di Appello di Reggio Calabria. Il 30/04/2009 veniva in arresto dall’Arma di Rossano
in esecuzione di “Ordine di esecuzione per la Carcerazione” nr. 140/09 SIEP del 30/04/2009
emesso in data 30/04/2009 dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di
Appello di Reggio Calabria - Ufficio Esecuzioni Penali, per espiazione ulteriori anni 15 e
mesi 4 scadenti il 17/03/2024, per il reato di omicidio doloso (OMICIDIO FILOCAMO).
L’8/10/2009 il Tribunale Sorveglianza Catanzaro, con ordinanza n° 964/09 emessa in data
24/09/2009 e relativa rettifica del 07/10/2009, concedeva a MORFO’ Salvatore la
detenzione domiciliare per mesi 8 e fino al 24/05/2010 in Rossano contrada Lampa Patire Il
14/05/2010 veniva, nuovamente scarcerato per differimento esecuzione pena, a seguito
ordinanza nr° 2031/10 SIUS e nr° 1504/10 decreto emesso in data 14/5/2010 Ufficio
Sorveglianza di Cosenza. Il 4/11/2010 venina tratto in arresto dal Commissariato di P.S. di
Rossano, in ottemperanza all'Ordine di Esecuzione per la Carcerazione (condannato libero
in differimento pena - provvisorio) n. SIEP 140/2009 dd. 04/11/2010, emesso dalla Procura
Generale di Reggio Calabria che disponeva la reclusione per l'espiazione residua pena di
anni 11 mesi 2 e giorni 15 di reclusione (Omicidio FILOCAMO).Il 14/12/2010 veniva
scarcerato dal Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro con ordinanza n. 2010/1993 SIUS per concessione di rinvio dell'esecuzione per differimento della pena detentiva e ordina
l'immediata scarcerazione. L’1/06/2011 veniva tratto in arresto dal Commissariato di P.S.
di Rossano in esecuzione di un provvedimento di pene concorrenti nr. SIEP 86/2010
emesso dalla Procura della Repubblica di Rossano, dovendo scontare un definitivo di pena
di 11 anni e 2 mesi per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze
stupefacenti. Veniva tradotto prima alla Casa Circondariale di Brucoli (SR) e
successivamente assegnato al carcere di Palermo – Pagliarelli. Il 23/12/2011 veniva
scarcerato presso la casa circondariale di Palermo – Pagliarelli, e sottoposto agli arresti
domiciliari in Rossano (CS) per effetto dell’Ordinanza del Tribunale di sorveglianza di
Palermo che gli concedeva gli arresti domiciliari ex art. 47 Ter Comma 1 Ter Legge
26/07/19975 n. 354 per un periodo pari ad anni 1 a termine del quale, in data 22/12/2012,
dovrà essere ritradotto, a cura della p.g. territorialmente competente, nel più vicino istituto
di detenzione per le prosecuzione della pena che scadrà in data 12/08/2022. Morfo’, suo
malgrado, alla fine degli anni ’90, doveva accettare l’ascesa degli uomini di Acri per come
raccontano diversi collaboratori di Giustizia.
Più collaboratori riferiscono che MORFO’ Salvatore ha trovato uno stabile accordo con
ACRI Nicola .
VALLONEARANCI Maria apprendeva dei rapporti intercorrenti fra ACRI Nicola e
MORFO’ Salvatore dal marito ACRI Natale. In un primo interrogatorio del 30.7.2010 ha
raccontato dell’egemonia, in Rossano, degli uomini di MORFO’, nel periodo successivo
all’operazione Galassia e dell’ascesa, dei primi anno 2000 di Acri Nicola .
…omissis…
337
Nel mese di agosto del 1997 ho conosciuto il mio ex coniuge a nome ACRI Natale che è
nato a Rossano il 02/01/1975. So che Natale è parente alla lontana con ACRI Nicola così
come riferitomi dallo stesso Natale. ACRI Natale, quando l’ho conosciuto, era un uomo che
apparteneva al gruppo criminale di MORFO’ Salvatore che all’epoca era colui che
comandava e gestiva le attività criminali su tutta Rossano. Anche questo particolare mi
veniva riferito dal mio ex marito ACRI Natale. Per attività criminali intendo furti di auto
per i quali venivano successivamente richiesti i c.d. “cavalli di ritorno”; estorsioni; traffico
di sostanze stupefacenti in particolare di hashisc e marijuana. In particolare posso riferire
che il mio ex marito ha effettuato, in prima persona, anche qualche furto di autovetture che
dopo specificherò meglio. Ho personalmente assistito, in più occasioni, a detti furti e so per
certo che successivamente chiedevano ai proprietari di dette auto delle somme di denaro per
la restituzione. La somma richiesta per la restituzione dell’auto variava dal milione e
mezzo ai tre milioni di lire in base al valore dell’autovettura. I soldi che si ricavavano
venivano consegnati alla moglie di MORFO’ Salvatore a nome GUAGLIARDI Franca.
Per ogni furto di auto mio marito percepiva circa 100 mila lire.
…omissis…
L’organizzazione criminale facente capo a MORFO’ Salvatore, all’epoca era così
organizzata. Il capo era proprio MORFO’ Salvatore, dopo di lui c’era il fratello Alberto
e la moglie GUAGLIARDI Franca, a seguire il figlio MORFO’ Isidoro, il più grande dei
maschi, poi mio marito ACRI Natale, SAPIA Vincenzo, tale MILITO detto “u sicario”,
PETRINI Mario, STRAFACE Lorenzo, FLORIO Antonio, SACCHETTI Andrea, LA
ROCCA Anna ed il fratello del quale non ricodo il nome, DE MARTINO Luigi e Saverio,
OTRANTO Maurizio, un ragazzo a nome “Spliz” di cui non ricordo il nome ma so
condurre camion per il trasporto frutta. Quelli di cui MORFO’ Salvatore si fidava
maggiormente erano mio marito ACRI Natale, tale “Spliz” e SAPIA Enzo. Infatti questi
erano gli unici ad entrare in casa di MORFO’ Salvatore ed in sua assenza ad avere
rapporti diretti con GUAGLIARDI Franca. A tal proposito voglio precisare che proprio
SAPIA Enzo ha favorito la latitanza di MORFO’ Salvatore in Germania dove si era
rifugiato subito dopo il matrimonio della figlia di quest’ultimo. All’epoca ricordo il
particolare relativo al fatto che MORFO’ era riuscito ad avere, dal Comune di Rossano, un
documento con la propria foto e le generalità di GABBINO Giuseppe che è cugino di primo
grado del mio ex marito ACRI Natale, e che ha un bar in località Piragineti del comune di
Rossano (CS). In particolare queste ultime persone che vi ho indicato erano impiegate in
prima persona a commettere azioni di fuoco, rapine ed estorsioni nonché a trafficare in
stupefacente, mentre gli altri commettevano furti e diversi danneggiamenti propedeutici
alle richieste estorsive. Preciso che il mio ex marito ACRI Natale è stato impiegato poche
volte per i furti di mezzi. In particolare per i mezzi con i quali si doveva successivamente
commettere azioni di fuoco e solo per alcune auto di grosso valore economico. Per quanto
attiene le estorsioni, queste, venivano effettuate ai danni della maggior parte dei
commercianti di tutta Rossano scalo e quando qualcuno di questi si rifiutava di pagare, nei
loro confronti venivano posti degli atti intimidatori. Detti atti a volte sono stati effettuati
anche da mio marito ACRI Natale. A tal proposito voglio specificare che la rapina al
338
supermercato di “Panciotti” di cui ho parlato in precedenza, era stata commessa proprio
perché quest’ultimo si era rifiutato di pagare l’estorsione. La riscossione delle somme di
denaro pagate a titolo estorsivo veniva effettuata da mio marito e da tale “Splizt” nonché
da MORFO’ Isidoro. Ricordo che questi nell’andare a riscuotere le somme estorsive
portavano con se una immaginetta raffigurante la “madonna dell’Achiropita” Santa
Patrona di Rossano. Non so precisare l’entità delle somme e la cadenza di riscossione, posso
solo dire che una minima parte di questi soldi, veniva poi distribuita dalla famiglia
MORFO’ a tutti gli affiliati. D’altra parte mio marito non esplicava nessuna attività
lavorativa e quindi i soldi che portava a casa erano esclusivamente furto di attività illecite.
Per quanto attiene il traffico di sostanze stupefacenti questo veniva gestito esclusivamente
dal mio ex marito ACRI Natale il quale non ha mai fatto uso di sostanze stupefacenti e per
tale motivo era ritenuto particolarmente affidabile da parte del MORFO’ Salvatore che,
da tale gestione, aveva escluso il figlio Isidoro che era, invece, solito fare uso di sostanza
stupefacente e quindi ritenuto inaffidabile.
Preciso che mio marito deteneva grossi quantitativi di sostanza stupefacente “fumo ed
erba” occultato in un burrone posto alle spalle della sua abitazione sita a Rossano in
località Piragineti. ACRI Natale custodiva lo stupefacente in contenitori di vetro che a loro
volta interrava in detta località. Ho visto personalmente, in più occasioni, preparare le dosi
che venivano occultate da mio marito. Tali dosi erano confezionate in carta stagnola a
stecchette. Non so indicare il luogo in cui acquistavano la sostanza stupefacente ma posso
aggiungere che spesso mio marito e SAPIA Vincenzo si recavano a Napoli poiché
detenevano anche il mercato dei fuochi d’artificio che compravano in quella località. Non
escludo pertanto il fatto che a Napoli potevano approvvigionarsi anche della sostanza
stupefacente. Ovviamente tutto il guadagno effettuato dallo spaccio delle sostanze
stupefacenti andava alla famiglia MORFO’ e più precisamente nelle mani di
GUAGLIARDI Franca allorquando il marito era detenuto.
OMISSIS
Voglio aggiungere che, in seno a questa organizzazione criminale, sin qui
descritta, mio marito mi aveva confidato di avere, all’epoca dei fatti, il grado di
“sgarrista”. Non ne so il significato e non mi è mai interessato approfondire la
situazione.
Tutto quello che ho sin qui evidenziato è avvenuto tra il 1997, epoca in cui ho
conosciuto il mio ex marito, ed il 2000, epoca in cui mio marito è stato arrestato
dall’Interpool in Germania da latitante. Voglio inoltre precisare che quando ho
conosciuto mio marito questi mi ha riferito che lui, già da quando aveva 14 anni,
era inserito nell’organizzazione criminale all’epoca capeggiata da TRIPODORO
Pasquale e da SAPIA Pasquale, legato a MORFO’ Salvatore.
Io sono rimasta in Germania dal 2000 al 2003. Durante questi anni però ho fatto diversi
viaggi in Calabria unitamente a mia madre. Questi viaggi li facevo perché, saltuariamente,
andavo a colloquio in carcere con mio marito ACRI Natale che, arrestato in Germania il 21
luglio del 2000 è rimasto in carcere per circa sette mesi. Non ricordo precisamente se prima
o dopo l’arresto di mio marito ACRI Natale, allorquando ci trovavamo in Germania, questi
mi riferiva che MORFO’ Salvatore, a seguito della latitanza, si trovava anche in
Germania dove veniva favorito ed ospitato da SAPIA Enzo come ho già accennato sopra. In
quel periodo mio marito non aveva più tanta fiducia in me poiché io avevo riferito ai
Carabinieri il luogo ove poi hanno rinvenuto i fucili, quindi mi riferiva la presenza di
MORFO’ in Germania senza però che io potessi incontrarlo. Tra il 2002 ed il 2003 mio
339
marito ACRI Natale ha trascorso un altro periodo di detenzione ed in quella
occasione si è consegnato spontaneamente ai Carabinieri di Rossano. Il periodo di
detenzione in questione l’ha trascorso nel carcere di Catanzaro Siano
condividendo la cella unitamente a MORFO’ Salvatore nel frattempo arrestato a
Milano. Ricordo che in quel periodo, quando mi recavo a fare i colloqui nel carcere di
Siano con mio marito, notavo anche GUAGLIARDI Franca recarsi a fare i colloqui con
MORFO’ Salvatore ed in quelle circostanze la donna portava con se la nipotina, figlia di
MORFO’Lucia, appena nata. Durante un colloquio mio marito mi raccontava che
MORFO’ Salvatore addebitava il suo arresto ad una soffiata fatta da tale SOLFERINO
che so attualmente dimorare nel comune di Milano. MORFO’ Salvatore asseriva che era
stato quest’ultimo a telefonare alle forze dell’ordine per farlo catturare. MORFO’
Salvatore si era spostato dalla Germania a Milano perché aveva saputo che era stata
intercettata una telefonata tra lui ed il figlio e quindi lo stesso era stato localizzato dalle
forze dell’ordine. Non so di come sia venuto a conoscenza di tale particolare.
omissis
Tra la fine del 2002 e gli inizi del 2003 sono rientrata definitivamente a Rossano dove sono andata
ad abitare a casa di mia madre unitamente a quest’ultima. Come ho già detto in quel periodo mio
marito era in carcere a Siano con MORFO’ Salvatore. Durante un colloquio mio marito mi
disse che MORFO’ gli aveva proposto, appena usciti dal carcere, di rimpossessarsi del
mercato della vendita delle sostanze stupefacenti spacciando, come aveva fatto già in
precedenza, per conto della famiglia MORFO’. In buona sostanza MORFO’ Salvatore
voleva ricompattare il proprio gruppo delinquenziale partendo da mio marito in quanto,
a seguito delle latitanze e delle detenzioni, il MORFO’ aveva perso il suo potere sul
territorio rossanese. Infatti MORFO’ Salvatore chiedendo a mio marito di spacciare le
sostanze stupefacenti gli specificava che nel frattempo, sul territorio di Rossano, erano
emersi altri soggetti che, a loro volta, avevano incominciato a svolgere analoghe attività
delinquenziali. In particolare MORFO’ si riferiva ad ACRI Nicola, ESPOSITO Sergio
detto “Pica Pica”, di GALLUZZI Salvatore detto “U Rizzo”. Prima dell’avvento dei
soggetti appena citati il controllo di tutte le attività criminali era stato assunto su
Rossano da MANZI Antonio detto “Tom Tom”, il quale vista l’assenza di MORFO’ e di
altri personaggi a lui riconducibili, si era impossessato in particolare del mercato dello
spaccio delle sostanze stupefacenti e delle attività estorsive.
…omissis…
Così VALLONEARANCI Maria in data 30/07/2010
(VEDASI
INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.158/A ALLA CNR DEL ROS)
VERBALE
DI
In relazione al narrato di VALLONEARANCI Maria si è potuto riscontrare che:
¾ MORFO’ Salvatore è stato latitante dal 16/09/2002 al 22/11/2002 (data in cui veniva
rintracciato nella città di Milano).
¾ MORFO’ Salvatore è stato detenuto presso la casa Circondariale di Catanzaro-Siano
dal 13/01/2003 al 30/09/2003;
¾ ACRI Natale è stato detenuto presso la casa Circondariale di Catanzaro-Siano dal
28/05/2003 al 06/09/2003;
¾ MORFO’ Salvatore ed ACRI Natale, durante il periodo di permanenza presso il
carcere di Catanzaro-Siano, sono stati collocati al 2° piano dell’allora denominato pad.
“C”, in celle distinte, ed esattamente MORFO’ Salvatore nella cella n.11 e ACRI
Natale alla cella n.10. Pertanto, nel periodo di detenzione comune, i due detenuti
340
hanno avuto la possibilità di incontrarsi negli spazi comuni quali la sala socialità, i
locali passeggi, docce ecc.
¾ ACRI Natale durante la detenzione presso la casa Circondariale di Catanzaro Siano
ha avuto 9 colloqui in carcere con la moglie VALLONEARANCI Maria in un periodo
che va dal 05/06/2003 al 29/08/2003.
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTI CASA CIRCONDARIALE CATANZARO– SIANO IN
ALLEGATO N. 133/B ALLA CNR DEL ROS)
In un secondo verbale, reso in data 01/08/2010, VALLONEARANCI Maria continua a
riferire quanto appreso per il tramite del marito e poi si sofferma sul fatto che, nel 2003,
Morfo’ era in buoni rapporti con acri Nicola con cui controllava il traffico di stupefaecnte
a Rossano
…omissis…
Come ho dichiarato nel precedente interrogatorio, tra il 2002 ed il 2003 mio marito ACRI Natale
era detenuto al carcere di Siano unitamente a MORFO' Salvatore. Quest'ultimo era intenzionato
a riappropriarsi, dal punto di vista criminale, del territorio di Rossano ed in particolare voleva che
mio marito, uscito dal carcere, riprendesse a spacciare stupefacente, come già aveva fatto in
precedenza per conto della famiglia MORFO'. In effetti mio marito è uscito dal carcere di Siano
l'08 settembre del 2003 mentre MORFO' rimaneva ancora in stato di detenzione. Prima che
uscisse dal carcere, MORFO' Salvatore dava a mio marito dei bigliettini di carta su cui vi erano
annotati, per come mi disse mio marito, delle utenze telefoniche e dei messaggi di cui però non
saprei dirvi. So per certo che mio marito li ha recapitati poiché il giorno della scarcerazione, che
avvenne di mattina, ACRI Natale tornò a casa invece a notte inoltrata e quindi mi riferì che questo
era il motivo di tale ritardo. Uscito dal carcere mio marito ha continuato ad avere rapporti con
MORFO' Isidoro, figlio di Salvatore. Infatti, in quel periodo, in cui avevamo una Tempra di colore
verde, mio marito ACRI Natale, trasportava nascondendolo nel bagagliaio dell'auto, MORFO'
Isidoro da Rossano a Cassano Ionio e viceversa. Ricordo che in quel periodo MORFO' Isidoro si
doveva nascondere perché credo che avesse una misura restrittiva. So per certo, perché confidatomi
da mio marito, che tali viaggi erano relativi al trasporto di stupefacente del tipo cocaina che mio
marito e MORFO' Isidoro occultavano in uno zainetto. Lo stupefacente veniva preso a Cassano
Ionio e portato a Rossano.
…omissis…
Ritornando alla scarcerazione di mio marito ACRI Natale, avvenuta nel settembre del 2003, come
ho già riferito nell'interrogatorio del 30/07/2010, devo dire che MORFO' Salvatore, allorquando
chiese a mio marito di spacciare per suo conto le sostanze stupefacenti, gli disse anche che nel
frattempo, su Rossano, oltre alla presenza del MANZI Antonio, c'era la presenza criminale di altri
soggetti. In particolare si riferiva ad ACRI Nicola, ESPOSITO Sergio detto "Pica Pica" e
GALLUZZI Salvatore detto "U rizzo". Come ho già detto MANZI Antonio detto "Tom Tom"
spacciava per conto proprio con il benestare di Cirò mentre, ACRI Nicola ESPOSITO Sergio detto
"Pica Pica" e GALLUZZI Salvatore detto "U rizzo", per come mi diceva mio marito Natale, questi
erano legati allo stesso MORFO' Salvatore. MORFO' Salvatore, infatti, non ritenendo il figlio
Isidoro ed il fratello Alberto, il primo perché faceva uso di sostanze stupefacenti, il secondo perché
faceva abuso di alcool, in grado di gestire le attività criminali in sua assenza, aveva demandato tale
compito ad ACRI Nicola, il quale, a sua volta, si avvaleva di GALLUZZI ed ESPOSITO Sergio.
Proprio in relazione a tale situazione MORFO' Salvatore voleva reinserire mio marito in tale
341
gruppo criminale con il compito specifico di spacciare lo stupefacente alle dipendenze di ACRI
Nicola. Ricordo altresì che il MORFO' disse a mio marito che, per tale compito, avrebbe dovuto
prendere il posto di ESPOSITO Sergio detto "Pica Pica" ritenendolo più valido di quest'ultimo.
MORFO' definiva ESPOSITO Sergio incapace di sopportare una eventuale carcerazione.
Ovviamente mio marito ACRI Natale conosceva già in precedenza sia ACRI Nicola che
GALLUZZI Salvatore che ESPOSITO Sergio. Ricordo che addirittura una volta mio marito si è
introdotto abusivamente in una casa popolare con l'intento di impossessarsene senza sapere che
questa fosse della sorella di ESPOSITO Sergio. Questi contattava mio marito spiegandogli la
situazione e di conseguenza la loro vicinanza criminale. Personalmente ho assistito a questa
discussione e ricordo che nell'occasione ESPOSITO Sergio disse a mio marito "siamo sulla stessa
barca e mi fai questa cosa". Mio marito si scusava con lui dicendo che non sapeva la proprietà
dell'appartamento ed il tutto finiva con una stretta di mano. In particolare so che, in quel periodo,
ESPOSITO Sergio e GALLUZZI per conto di ACRI Nicola e quindi di conseguenza per MORFO'
Salvatore, avevano il compito su Rossano di spacciare stupefacenti. ESPOSITO e GALLUZZI
avevano anche il compito di picchiare piccoli delinquenti che commettevano furti, perché vigeva
una regola ben precisa ovvero, in Rossano, chi pagava il pizzo, non doveva essere toccato, mentre
per il resto, non c'erano problemi anche se in ogni caso si doveva sempre chiedere l'autorizzazione
per commettere anche un furto banale. ESPOSITO Sergio e GALLUZZI Salvatore, qualora
interessati, andavano alla ricerca degli esecutori di questi furti per picchiarli e recuperare la
refurtiva. Posso inoltre dire che sicuramente mio marito ACRI Natale, dall'uscita dal carcere, ha
avuto rapporti con ACRI Nicola, con il quale, detto da lui, sono parenti alla larga, con GALLUZZI
Salvatore ed ESPOSITO Sergio..
…omissis…
Così VALLONEARANCI Maria in data 01/08/2010 (VEDASI
INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.159/A ALLA CNR DEL ROS)
VERBALE
DI
Riguardo a quanto riferito da VALLONEARANCI Maria si è riscontrato che:
¾ ACRI Natale, è stato scarcerato dalla Casa Circondariale di Catanzaro-Siano in data
06/09/2003.
¾ MORFO’ Isidoro, in data 15/07/2002 e' stato sottoposto alle prescrizioni della misura
di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. per la durata di anni 2 con decreto
nr.21/2002 R.M.S.P. emesso dal Tribunale di Cosenza in data 13/03/2002. tra le
prescrizioni - non uscire dalla abitazione dalle 20.00 alle ore 08.00.
¾ In data 14 luglio 2004 ha ultimato la misura di prevenzione della Sorveglianza
Speciale della P.S (Fonte Banca Dati SDI)
PERCIACCANTE Pasquale ha personalmente verificato i rapporti intercorrenti fra ACRI
Nicola e MORFO’ Salvatore. Infatti, partecipava ad un incontro nel corso del quale ACRI
Nicola, imponeva a MORFO’ di non prendere iniziative senza il suo consenso.
Successivamente, apprendeva dallo stesso MORFO’ Salvatore, nel corso di una comune
detenzione, che riconosceva la poziorità criminale di ACRI Nicola anche perché aveva
accumulato molto danaro che reimpiegava in una serie di attività commerciali.
342
…omissis…
Nei primi anni 2000 ricordo che ACRI Nicola già comandava le attività criminali su
Rossano e noi, come gruppo degli “zingari”, ci recavamo a Rossano per approvvigionarci di
cocaina. In una occasione, ripeto capitata agli inizi degli anni 2000, mi sono recato a Rossano
insieme a BEVILACQUA Mario perché dovevamo incontrare ACRI Nicola che ci doveva
consegnar 2 chili di cocaina che ACRI prendeva a Napoli per il tramite di GALLUZZI Salvatore.
Incontrammo ACRI verso le 4 o 5 del pomeriggio e ricordo che era il periodo estivo. Insieme ad
ACRI Nicola c’era uno dei suoi uomini di fiducia che si chiama Antonello che è persona che ho
incontrato diverse volte e che sarei tranquillamente in grado di riconoscere fotograficamente. Prima
della consegna della cocaina, ACRI Nicola chiese a me e a Mario BEVILACQUA di partecipare ad
un incontro che avrebbe avuto di lì a poco, presso un bar del centro abitato di Rossano, con
MORFO’ Salvatore. Effettivamente, dopo circa una mezz’ora che eravamo in compagnia di ACRI
Nicola, si presentava al bar MORFO’ Salvatore a bordo di una macchina in compagnia della
moglie. Ricordo che la moglie rimase in auto e MORFO’ scese a parlare con ACRI Nicola, con
Antonello e con me e BEVILACQUA Mario. Naturalmente fu solo ACRI Nicola a parlare con
MORFO’ Salvatore. Ricordo infatti che dopo essersi salutati ACRI Nicola intimò subito a
MORFO’ di non commettere attività criminali senza il suo consenso in quanto ormai era lui a
comandare su tutta Rossano. Ricordo le testuali parole “… da oggi in poi non fare più niente se
non te lo dico io … qualsiasi cosa vuoi fare devi fare capo a me perché la zona la comando io…”.
MORFO’ Salvatore accetto questa imposizione di ACRI Nicola dicendogli che non si doveva
preoccupare e che lui avrebbe fatto quello che diceva ACRI Nicola. Ricordo inoltre che in
quell’occasione ACRI Nicola disse a MORFO’ Salvatore che aveva fatto un analogo avvertimento
anche a MANZI Antonio detto “Tom Tom” e che anche questi aveva accettato il comando di ACRI
Nicola. Di questo specifico episodio ho avuto modo di parlarne anche successivamente con lo stesso
MORFO’ Salvatore durante un periodo di comune detenzione al carcere di Melfi. Fu lo stesso
MORFO’ Salvatore che, durante l’ora d’aria, ricordandomi quell’incontro mi disse che lui si
presentò appositamente in compagnia della moglie poiché aveva paura di un eventuale attentato da
parte di ACRI Nicola. Mi disse che lui non aveva intenzione di entrare in contrasto con
ACRI poiché comunque, anche se doveva sottostare al suo comando, lui riusciva a tenere
un buon tenore di vita poiché ACRI Nicola gli consentiva di spacciare stupefacente per
suo conto ed inoltre aveva attività commerciali, tra cui la vendita di ortofrutta, che gli
procuravano diversi guadagni. MORFO’ Salvatore mi disse inoltre che lui, comunque, negli
anni, era riuscito ad accumulare del denaro e pertanto non aveva intenzione di far guerra ad ACRI
Nicola. Parlando di ACRI Nicola, MORFO’ Salvatore lo descriveva come persona che aveva “la
mano facile” intendendo dire che era una persona che non ragionava molto e che era facile invece a
sparare. Raccoglievo quindi anche la lamentela di MORFO’ Salvatore che, nonostante si fosse
piegato al potere di ACRI Nicola, diceva che questa situazione non era giusta poiché lui era stato
scalzato da ACRI Nicola che “era stato messo a comandare”. Quando usava questa espressione
MORFO’ Salvatore voleva significare che la scelta di far diventare ACRI Nicola il capo di Rossano
perveniva certamente sia da Cassano Ionio e quindi dalla famiglia ABBRUZZESE, sia dal Crimine
di Cirò che doveva necessariamente autorizzare questo passaggio di potere.
…omissis…
Così PERCIACCANTE Pasquale in data 19/07/2011
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.40/A ALLA CNR DEL
ROS)
343
Riguardo il narrato di PERCIACCANTE Pasquale si è potuto documentare che:
•
PERCIACCANTE Pasquale e MORFO’ Salvatore sono stati ristretti presso la
Casa Circondariale di Melfi (PZ) dall’11/03/2004 al 30/03/2004. Gli stessi erano
detenuti nella stessa Sezione con possibilità di incontrarsi e fruire di tutte le
attività in comune124
Le dichiarazioni di PERCIACCANTE sono state confermate da CURATO Vincenzo il
quale riferiva che ACRI Nicola prendeva il posto di MORFO’ quale capo della ndrina di
Rossano cui lasciava il controllo di alcune attività commerciali e riconosceva uno
stipendio.
…omissis…
Sino all’incirca al duemila MORFO’ Salvatore e ACRI Nicola sono andati d’accordo, proprio nel
2000 però, ACRI Nicola cominciava a pretendere di scalzare Salvatore MORFO’ in quanto
poteva contare sull’appoggio degli ABBRUZZESE e cioè di Francesco ABBRUZZESE detto
Dentuzzo, all’epoca latitante, e di Eduardo PEPE, per conto dei quali, ribadisco, aveva compiuto
diverse azioni di sangue. Pertanto ACRI e gli zingari decisero di uccidere Salvatore MORFO’ cui,
col pretesto di un chiarimento, diedero appuntamento nei pressi di un capannone. Salvatore
MORFO’ capì il pericolo e si recò invece a Cirò dove parlò con Salvatore MORRONE detto “Il
biondo” che è un appartenente qualificato al clan FARAO che conosco personalmente. Ancora una
volta i cirotani intervennero e così si stabilì che ACRI Nicola avrebbe preso il comando,
MORFO’ si sarebbe limitato a gestire i videopoker per il tramite del figlio Isidoro e del
genero del quale ricordo il cognome:GRAZIANO. Inoltre a MORFO’ Salvatore venne
riconosciuto uno stipendio mensile pari a mille euro in quanto MORFO’ era stato sempre
puntuale nel corrispondere lo stipendio a coloro i quali erano detenuti.
Per quanto attiene ai video poker non so da chi vengano forniti, so invece che sono formalmente
gestiti da prestanome della famiglia MORFO’ e hanno un sistema tecnico che abbatte le possibilità
di vincita. Questi videopoker vengono imposti ai bar ed ai lidi. Lo stesso MORFO’ gestisce di fatto,
per il tramite del figlio Isidoro, un lido balneare sito in c.da Sant’angelo del quale non ricordo il
nome. Questo lido, che MORFO’ ha allestito con proventi delle attività criminali, rientra
tra le attività che, per intercessione dei cirotani, sono state lasciate a MORFO’ ed è
indenne da pressioni di tipo estorsivo. Consideri quindi che non viene imposto il pagamento
del pizzo neanche attraverso l’imposizione della c.d. “sicurezza”, comunque questo lido si
approvvigiona di caffè, come tutti in Rossano, dall’impresa gestita dalla famiglia ACRI. Questa
posizione di MORFO’ in seno al clan rossanese è a tutti nota. Io ho saputo questi particolari da
BARILARI Maurizio nel corso degli anni duemila. Ricordo in particolare che BARILARI me ne
parlava in occasione di una lite che io avevo avuto con lo stesso MORFO’ Salvatore. Infatti nel
2000 gestivo una rivendita alimentare e contestavo a MORFO’ quanto gli dovevo per aver
acquistato una partita di mozzarelle. Mi rivolsi a BARILARI Maurizio il quale mi diceva che non
mi dovevo preoccupare perché MORFO’ ormai non contava più nulla. Gli stessi particolari mi
124
(VEDASI ESITO ACCERTAMENTO CASA CIRCONDARIALE MELFI IN ALLEGATO N.
240/A ALLA CNR DEL ROS)
344
sono stati riferiti anche da CONOCCHIA Arcangelo nel corso della comune detenzione cui ho fatto
riferimento sopra. Avevo acquistato le mozzarelle dalla rivendita di MORFO’ denominata “La
campagnola” gestita dalla moglie di MORFO’, quella che ha sposato GRAZIANO.
…omissis…
Così CURATO Vincenzo al P.M. in data 16/10/2010.
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.41/A ALLA CNR DEL
ROS)
GALLINA Giuseppe ha raccontato di come ACRI Nicola, per il tramite dei cassanesi,
aveva preso il posto di MORFO’ Salvatore.
…omissis…
Per come ho già dichiarato ero uno degli uomini più vicini a Pasquale Tripodoro, che a metà degli
anni novanta inizia a collaborare con la giustizia. Pertanto il suo posto viene preso da Salvatore
MORFO’. Peraltro MORFO’ Salvatore non era ben voluto dai Cassanesi cioè dalla famiglia
ABBRUZZESE di Cassano. Gli “zingari”, infatti, sapevano che MORFO’ aveva commesso molti
reati insieme a TRIPODORO Pasquale per cui temevano che potesse iniziare a collaborare
seguendo le orme dello stesso TRIPODORO. Inoltre, gli stessi cassanesi, iniziavano ad appoggiare
ACRI Nicola che, per loro conto, aveva compiuto molte azioni di sangue. Ho appreso questi
particolari da Gennarino ACRI, fratello di Nicola ACRI, il quale si sentiva importante e si vantava
delle azioni che diceva aveva eseguito il fratello Nicola. In particolare, Nicola ACRI , a detta del
fratello Gennarino, aveva sparato per conto dei cassanesi in Strongoli.
A.D.R.: Il racconto di Gennarino ACRI è stato sempre molto generico per cui non sono a
conoscenza di ulteriori particolari relativi all’azione di fuoco compiuta da Nicola ACRI a Strongoli.
Comunque proprio in virtù dell’appoggio degli ABBRUZZESE, ACRI Nicola diventava il capo
della malavita organizzata rossanese costringendo MORFO’ Salvatore a mettersi da parte.
Così GALLINA Giuseppe al P.M. in data 15/10/2010 (VEDASI
INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.39/A ALLA CNR DEL ROS)
VERBALE
DI
Le dichiarazioni di GALLINA sono state confermate da SOLFERINO Gaetano .
Ho iniziato a delinquere nel 1995. Iniziavo nel commettere qualche furto con GALLUZZI
Salvatore. All’epoca la delinquenza in Rossano (CS) veniva comandata da TRIPODORO Pasquale
e successivamente alla collaborazione di questi ne prendeva il posto MORFO’ Salvatore.
Conseguentemente all’arresto di quest’ultimo ne prendevano il posto i fratelli MANZI e dopo
l’arresto dei fratelli MANZO prendeva la responsabilità del territorio ACRI Nicola. Apprendevo
da GALLUZZI Salvatore che a comandare subentrava ACRI Nicola con l’avvallo degli zingari di
Cassano Ionio (CS) e di Cosenza. (Così SOLFERINO Gaetano al P.M. in data 27/05/2010
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.137/B ALLA CNR DEL
ROS)
LE ATTIVITA’ COMMERCIALI DELLA FAMIGLIA MORFO’
345
MORFO’ Salvatore si è ingerito, per il tramite di una serie di imprese, in diversi settori
imprenditoriali, in particolare, gestisce in regime di monopolio ndranghetistico, la
distribuzione del pane, della birra, dell’acqua minerale e delle c.d. mecchinette mangia
soldi .
MORFO’ Salvatore ha costituito una serie di imprese che sono intestate dalla figlia
MORFO’ Lucia. Si tratta di un classica ipotesi di prestanomismo perché l’ammnistrazione
di tutte queste imprese è demandata allo stesso MORFO’ Salvatore ed in sua assenza ai
suoi figli maschi: Isidoro e Domenico ed al genero (marito di Lucia) GRAZIANO
Massimo. Evidentemente, l’intestazione delle imprese a MORFO’ Lucia è finalizzata a
scongiurare ablazioni giudiziarie.
Di seguito si indicano le imprese nella disponibilità di MORFO’ Salvatore:
impresa individuale “ANGOLO DELLA SILA” (p.i. 02261810788) di MORFO’ Lucia,
nata a Rossano (CS) il 05/03/1979, con sede a Rossano (CS) Via B.Telesio (rivendita di
prodotti alimentari);
impresa individuale “LA CAMPAGNOLA” (p.i. 02261810788) di MORFO’ Lucia, nata a
Rossano (CS) il 05/03/1979, con sede a Rossano (CS) sito in Rossano (CS) alla via Lazio
n.73 (rivendita di prodotti alimentari);
impresa individuale “LA BALERA”, con annesso bar – ristorante (p.i. 02261810788) di
MORFO’ Lucia, nata a Rossano (CS) il 05/03/1979 (stabilimento balneare);
impresa individuale “DESY AND BEAUTY” (p.i. 02261810788) di MORFO’ Lucia, nata a
Rossano (CS) il 05/03/1979, con sede a Rossano (CS), alla via Lazio n.74 (centro estetico).
impresa individuale “PANIFICIO PANE DEL PATIRE” - (p.i. 02261810788) di proprietà
di MORFO’ Lucia, nata a Rossano (CS) il 05/03/1979 (produzione e commercializzazione
prodotti da forno).
società di noleggio di videogiochi denominata “STARGAMES DI MORFO’
DOMENICO & C. S.A.S.” (p.i. 03057860789) con sede a Rossano (CS) Via Cosmo Toscano
n. 17. La società, costituita l’11/03/2010 ed iscritta nel Registro delle Imprese il 31/03/2010
risulta amministrata da:
-
socio accomandatario: MORFO’ Domenico nato a Rossano (CS) in data
08/12/1985 (figlio di MORFO’ Salvatore cl.’ 57);
socio accomandante: GRAZIANO Massimo, nato a Rossano (CS) il 07/08/1979
(genero di MORFO’ Salvatore cl.’ 57);
società con denominazione “RISTORANTE PIZZERIA RELAX DI ANTONIO E
MARCELLO SAPIA E C. S.N.C.” (P.I. 02328970781) con sede a Rossano (CS) Piazza B. Le
Fosse n. 5, di proprietà di SAPIA Antonio nato a Rossano (CS) il 13/09/1967, ivi
residente alla C.da Piragineti e SAPIA Marcello, nato a Rossano (CS) il 03/11/1969, ivi
residente alla C.da Piragineti. La predetta società risulta aver acquisito con atto di
compravendita del 05/11/2002 la società “Europub 2002 s.r.l.” (p.i. 02477350785) di
proprietà di MORFO’ Isidoro nato a Rossano (CS) il 19/02/1981 (figlio di MORFO’
346
Salvatore cl.’ 57); MORFO’ Lucia nata a Rossano (CS) il 05/03/1979 (figlia di MORFO’
Salvatore cl.’ 57); FILARETO Isidoro nato a Rossano (CS) il 08/10/1962.
Quanto queste imprese siano riconducibili a MORFO’ Salvatore è dimostrato dalle
intercettazioni telefoniche.
MORFO’ Lucia è consapevole dell’illiceità del proprio ruolo di prestanome tanto che
esternava al proprio coniuge la preoccupazione di “andare in galera”.
Le prime conversazioni rilevanti conseguono alla volontà di MORFO’ Isidoro di smettere
di lavorare presso il panificio. In data 18/02/2012, alle ore 11:09, (vds prog. 470 –
intercettazione utenza 3804343261 in uso a MORFO’ Salvatore – 1087/11 R. Int. DDA
CZ), Morfo’ Salvatore contattava la figlia Lucia (che aveva in uso l’utenza 3407263179) : i
due parlavano di Isidoro che non stava lavorando per cui occorreva fare i conti e
liquidarlo .
Decreto:
1087/11 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
Obiettivo:
chiamante, 3804343261 intestata a GLIGOR Simona, nata in
Romania il 11/02/1970 ed in uso a MORFO’ Salvatore, nato a
San Demetrio Corone (CS) il 25/08/1957 residente a Rossano
(CS) C.da Lampa Patire.
contatto:
Progressivo:
Durata:
chiamato, utenza 3407263179 intestata ed in uso a MORFO’ Lucia,
nata a Rossano (CS) il 05/03/1979, ivi residente Via Torre di Renzo,
nr. 17.
470, datato 18/02/2012, delle ore 11:09;
00:01’:30’’
INTERLOCUTORI
SALVATORE:
LUCIA:
MORFO’ Salvatore (San demetrio Corone –CS- 25/08/1957);
MORFO’ Lucia (Rossano – CS – il 05/03/1979)
LUCIA:
SALVATORE:
LUCIA:
SALVATORE:
LUCIA:
SALVATORE:
LUCIA:
SALVATORE:
LUCIA:
SALVATORE:
LUCIA:
SALVATORE:
LUCIA:
SALVATORE:
LUCIA:
Ohh. Pà...
Dove sei?...
Alla casa...
Mhh... ma stai venendo qua?...
Ma sta dormendo Cristian...
Appena si risveglia... poi vieni qua che facciamo questi conti... che
tuo fratello (incomprensibile)... tuo fratello...
Ahh?...
Che tuo fratello non ci vuole andare più... tuo fratello...
Ehh?...
Tuo fratello non ci vuole andare più...
Perchè?
E che lui non gli conviene più... non ci va più... stasera non è che è
andato a lavorare...
Chi?...
Isidoro...
Questo non è normale...
347
SALVATORE:
Ha detto che a lui non gli conviene... ha detto che vuole fatto i conti
che se ne vuole andare...
LUCIA:
Ahh...
SALVATORE:
e che dobbiamo fare... vieni qua, oggi... quando si sveglia il
bambino...
LUCIA:
Mhh...
SALVATORE:
porta tutte le carte, pulito... pulito... vediamo quello che c'è... e
quello che non c'è... e si trova una via d'uscita... (incomprensibile)...
Massimino... e si frega lui...
LUCIA:
e che vuol dire...
SALVATORE:
E mica possiamo fare... (incomprensibile)... minchia io...
(incomprensibile)... non è andato nemmeno a lavorare...
LUCIA:
Perchè?...
SALVATORE:
E non è andato... quello senza furgone... dice che
(incomprensibile)... non è andato... non si è neanche ritirato a casa
stanotte...
LUCIA:
Il furgone è qua sotto... un furgone...
SALVATORE:
Un furgone è qua sotto... quello ieri sera... (incomprensibile)... in
quella maniera... è sparito e non lo possono trovare più... va bene,
dai... quando si sveglia il bambino poi vieni...
LUCIA:
Va bene...
SALVATORE:
Ciao...
LUCIA:
Ciao...
(VEDASI TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 148/B ALLA CNR DEL ROS)
Alle ore 11:13, MORFO’ Lucia contattava il marito GRAZIANO Massimo cui
comunicava l’intenzione del fratello Isidoro di non lavorare piu’ al forno che quindi
sarebbe stato gestito da MORFO’ Salvatore e dallo stesso GRAZIANO Massimo :
Decreto:
Obiettivo:
Progressivo:
Durata:
992/10 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza 3406858966 intestata a MORFÒ Lucia, nata a
Rossano (CS) il 05/03/1979, ivi residente Via Torre di Renzo, nr. 17
(Intestatario SIM rilevato da accertamento H3G) ed in uso a
GRAZIANO Massimo, nato a Rossano (CS) il 07/08/1979 ivi
residente, via Torre Di Renzo nr. 17.
chiamante, utenza 3407263179 intestata ed in uso a MORFO’ Lucia,
nata a Rossano (CS) il 05/03/1979, ivi residente Via Torre di Renzo,
nr. 17.
64249, datato 18/02/2012, delle ore 11:13;
00:02’:27’’
INTERLOCUTORI
GRAZIANO:
MORFO’:
GRAZIANO Massimo (Rossano -CS- il 07/08/1979);
MORFO’ Lucia (Rossano – CS – il 05/03/1979).
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
Ehh?..
Dove sei?...
Al forno...
Ma tu lo sai che Isidoro (MORFO' Isidoro) non viene più al forno...
Isidoro?
Non ci viene più al forno...
contatto:
348
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
Non viene più al forno?...
Isidoro è con te?...
No...
Non è venuto stamattina, giusto?...
No...
Adesso mi ha chiamato papà... ha detto... stai venendo?... ho detto
io ancora Cristian sta ancora dormendo... e dopo vengo... ha detto...
porta tutti i conti... ha detto... perchè Isidoro stamattina non c'è
andato a lavorare... ha detto che lui non ci vuole venire più... vuol
vedere i conti... ehh... lo teniamo io e Massimino il forno... Isidoro
il piccolo dice che è scomparso... non è andato a lavorare... non si è
ritirato più a casa... e che me ne frega a me... (incomprensibile)...
GRAZIANO:
Quindi Isidoro non ci viene più al forno...
MORFO':
No... no... scusa tu non l'hai visto che non c'è... non lo hai
chiamato?...
GRAZIANO:
No ha detto che è ammalato... io sapevo che era ammalato...
MORFO':
Ma quale malato... (incomprensibile)... io non ce la faccio più tutte le
sere queste guerre... queste guerre... ha detto che l'ha chiamato e gli
ha detto che lui a lavorare non è andato e non ci vuol venire più...
GRAZIANO:
E quindi?..
MORFO':
e quindi il forno ve lo tenete tu e papà...
GRAZIANO:
(incomprensibile, si accavallano le voci)...
MORFO':
Ehh?...
GRAZIANO:
quindi il forno lo teniamo io e tuo padre?...
MORFO':
Ehh... e ha detto per andare alle Prainette che fate i conti ehh...
quello che avanza e quello che non avanza... e buonanotte...
GRAZIANO:
Porta le carte...
MORFO':
Tu quando vieni?...
GRAZIANO:
io ancora devo finire... adesso sta uscendo... ancora deve uscire il
pane... lo devo imbustare e lo devo portare...
MORFO':
Ti rendo conto tu... ma scusa, se lui non ci voleva lavorare più... lo
poteva dire invece di fare tutta quella guerra ieri... o sbaglio?...
GRAZIANO:
quindi adesso lui non ci viene più?... a lavorare?...
MORFO':
Non ci viene più al forno...
GRAZIANO:
Ha detto che non ci viene più...
MORFO':
No...
GRAZIANO:
Va bene...
MORFO':
Che ne so che fanno quelli...
GRAZIANO:
Va bene...
MORFO':
Tu lo hai chiamato ed ha detto che era malato?...
GRAZIANO:
No... io non l'ho chiamato... Lucia... io non l'ho chiamato proprio...
(incomprensibile)... stamattina a lavorare... anzi ieri sera mi ha
chiamato per il furgone... (incomprensibile)...
MORFO':
Ed era qua sotto il furgone, no?...
GRAZIANO:
E poi l'ho portato io il furgone al forno...
MORFO':
E Isidoro non è venuto a lavorare... dice che è scomparso e non lo
possono trovare...
GRAZIANO:
Ehh... e ci ho mandato a quello a fare un giro...
MORFO':
(incomprensibile)... A venire a Corigliano... va bene...
GRAZIANO:
E adesso ho mandato a quello adesso...
MORFO':
Va bene... che ne so io... dipende quanti soldi ci sono...
(VEDASI TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 149/B ALLA CNR DEL ROS)
349
Al progressivo n. 65236 del 23/02/2012 (intercettazione n. 3406858966 in uso a
GRAZIANO Massimo – 992/2010 R. Int. DDA CZ) si intercettava una conversazione
molto interessante, intercorsa fra Lucia MORFO’ ed il marito: la donna era infuriata
perché il marito si era accordato col padre ed il fratello così confermando il suo ruolo di
testa di legno nella gestione di una serie di attività commerciali.
Lucia MORFO’ era disperata perché temeva di essere arrestata.
Decreto:
Obiettivo:
Progressivo:
Durata:
992/10 R.Int. (Proc. Pen. 5113/09 RGNR - DDA Catanzaro);
chiamato, utenza 3406858966 intestata a MORFÒ Lucia, nata a
Rossano (CS) il 05/03/1979, ivi residente Via Torre di Renzo, nr. 17
(Intestatario SIM rilevato da accertamento H3G) ed in uso a
GRAZIANO Massimo, nato a Rossano (CS) il 07/08/1979 ivi
residente, via Torre Di Renzo nr. 17.
chiamante, utenza 3407263179 intestata ed in uso a MORFO’ Lucia,
nata a Rossano (CS) il 05/03/1979, ivi residente Via Torre di Renzo,
nr. 17.
65236, datato 23/02/2012, delle ore 15:07;
00:04’:35’’
INTERLOCUTORI
GRAZIANO:
MORFO’:
GRAZIANO Massimo (Rossano -CS- il 07/08/1979);
MORFO’ Lucia (Rossano – CS – il 05/03/1979).
contatto:
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
Pronto?...
Non mi rispondi?... perchè non mi rispondi? ...
Come non ti rispondo... ti ho risposto... (incomprensibile)...
(incomprensibile)... tu sei un (incomprensibile) di merda... un
infame di merda... tu sei un pezzo di merda... tu con
(incomprensibile)... mi sono ammazzata... e che hai fatto tu... le sei
andata ad aggiustare la casa!... brutto bastardo... e tu mi metti
guerra dentro la casa... a me...
… (… parola incomprensibile… )...
… si accavallano le voci…
Proprio tu... proprio tu!... che "tuo fratello ti odia"... che "tuo
fratello è così... che ti vogliono far trovare in galera... che ti fanno
trovare dentro i guai"...
(incomprensibile)... tu sei pazza con i cazzi!...
E tu oggi... oggi sei corso ad andare ad aggiustarle la casa... oggi sei
scappato ad andare ad aggiustarle la casa, perchè sei un leccaculo di
merda... hai capito che sei?...
(incomprensibile, si accavallano le voci)...
che io ti guardo... no... noi... no... tu la pace la devi fare con l'anima
tua... la pace la devi fare con tua sorella, che fa schifo... e con i tuoi
fratelli... che io non voglio sapere più niente di nessuno... e hai
finito... hai finito... tu mi hai detto a me "che ti fanno andare in
galera... che ti fanno trovare malamente... che ti stanno facendo
fare imbrogli (incomprensibile)...".
(incomprensibile)... Lucia...
350
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
GRAZIANO:
MORFO':
E tu mi hai tradito!... tu mi hai tradito!... penso che glielo hai dato tu
il furgone... (incomprensibile)... che tu glielo hai dato tutte e due...
(piange)...
Glieli ho dati io... si... glieli ho dati io qual'è il problema...
(incomprensibile)...
Tu mi hai tradito a me... hai capito?... (piange)... mi hai tradito,
Massimì... e io non ci voglio più niente a che fare con te, Massimì...
Lucia, preparami le robe che me ne vado...
Devi venire... te le devi venire a prendere le robe... te le devi andare
a prendere e te ne devi andare... (piange)... perchè se no, quanto è
vero Gesu Cristo... mi state portando ad una stretta condizione... io
mi sto andando ad ammazzare, perchè non voglio vedere più a
nessuno...
(incomprensibile)... ammazzi... preparami le robe che me ne vado,
Lucì...
Te le vai a prendere solo le robe... te le devi prendere adesso le
robe... ti prendi le robe e te ne vai... e mi devi lasciare le chiavi
dentro... che tu non ci devi entrare più da me... nè i ragazzi devi
vedere più... nè tu e nè loro!... non ve li faccio vedere più a nessuno
i ragazzi... che tu lo stai facendo a posta tu... (piange)... tu mi stai
facendo arrestare a posta, così ti liberi di me...
(incomprensibile)...
Si... si... si... si... si... ed è così... ed è così... perchè tu sino ad ora hai
detto "che ci sono sempre io con te..." invece non è vero niente!...
nè tu e nè quell'altro papà... nessuno!... tutti bastardi siete... mi
avete rovinato la vita a me...
Hai finito adesso?...
No!... io mi sto andando ad ammazzare... così (incomprensibile)... il
mondo... mi sto andando ad ammazzare io... perchè io non posso
fare niente... con te non esiste più niente, Massimì!... io e te non
siamo una famiglia... fra me e te non c'è più niente, Massimì...
niente... nè per andare a parlare con un notaio... nè con un
geometra... ti stai mettendo "in faccia" tutto tu... io non mi posso
mettere mai... mai... niente "in faccia"... mai niente mi posso
mettere io... mai... e sono sempre senza niente!... come una morta
di fame... senza niente!... non ho potuto mai fare niente della vita
mia, niente... e mai mi posso comprare niente... mai... perchè si
prendono tutto quello che ho...
Chi se lo prende Lucì?...
Io non ne ho potuto fare prestiti, Massimì... nè con il centro
estetico e nè con la scuola... e voi sopra gli occhi miei non ne fate
neanche se morite... ne tu e nè Isidoro (MORFO' Isidoro fratello
di MORFO' Lucia)... non me ne frega niente a me... io prestiti non
ve ne faccio fare... (incomprensibile)... neanche voi ne dovete
prendere soldi... nemmeno voi!... come io non ho preso niente, voi
non dovete prendere neanche niente... non me ne frega niente a
me... non me ne frega niente... e io non ve ne devo dare carte e
cose... che io alle Prainette non ci voglio andare neanche morta ci
voglio andare... già te lo sto dicendo in tanti modi... non ci voglio
andare più alle Prainette io... e vai a guardarti quelle carte che
arriva una scarrellata di assegni... e cose... io nemmeno ci passo più
che mi avete rotto il cazzo a me... mi hai capito che mi avete rotto il
cazzo...
351
(VEDASI TRASCRIZIONE IN ALLEGATO N. 150/B ALLA CNR DEL ROS)
Le valutazioni sui gravi indizi
Le concordi dichiarazioni dei collaboratori di giustizia su menzionati, dei quali si è
già apprezzata l’intrinseca cerdibilità, ed i riscontri forniti dalle conversazioni
intercettate su riportate, nonché da quelle che emergeranno nel paragrafo
successivo, da valutarsi anche ai fini della sussistenza del reato in esame,
delineano un quadro indiziario grave in ordine alla fittizia intestazione a MORFO’
Lucia, delle suddette attività commerciale.
Che tale intestazione sia stata fatta al fine di eludere la normativa sull’illecita
accumulazione patrimoniale e sulle misure di prevenzione, si evince dai numerosi
procedimenti peneli cui MORFO’ Salvatore era sottoposto all’epoca dell’avvio
delle predette attività commerciali, ampiamente riportati nella parte iniziale in cui
si fa riferimento al ruolo svolto dallo stesso.
Quanto alla consapevolezza dell’illeceità della fittizia intestazione e delle modalità
di conduzione delle stesse è illuminante la conversazione intercettata tra MORFO’
Lucia ed il marito GRAZIANO Massimo, da ultimo riportata, nella quale la prima
esplicita la preoccupazione di essere arrestata per “gli imbrogli fatti dal padre e
dal marito”.
4.7. REATO DI ILLECITA CONCORRENZA IN FAVORE DEL “PANIFICIO
PANE DEL PATIRE” (CAPO 10. IMPUTATI: Morfò Salavatore, Morfò Isidoro,
Graziano Massimo).
REATO DI ESTORSIONE IN DANNO DI APRIGLIANO FORTUNATO
(CAPO 11. IMPUTATO: Graziano Massimo).
La richiesta del P.M. esplicita gli elementi di indagine raccolti in relazione e tali
illecite attività:
“L’impresa individuale “PANIFICIO PANE DEL PATIRE” - (p.i. 02261810788) di
proprietà di MORFO’ Lucia, nata a Rossano (CS) il 05/03/1979, veniva costituita
(formalmente) in data 19/09/2007, con sede nella C.da Piragineti di Rossano (CS). In data
10/02/2012, veniva presentata, presso la camera di commercio di Cosenza, una denuncia
di modifica della sede da C.da Piragineti alla C.da Sant’Irene sempre del Comune di
Rossano (CS), a far data dal 16/01/2010. Tale trasferimento era stato in realtà già
effettuato, in data 27/01/2009 (quindi almeno un anno prima), data in cui il N.A.S. di
Cosenza, effettuava un’ispezione igienico sanitaria, presso la nuova sede di C.da
Sant’Irene di Rossano (CS) redigendo un sequestro preventivo dei locali per una serie di
infrazioni relative alla mancanza di condizioni igienico sanitaria dei locali.(VEDASI
C.N.R. NAS COSENZA IN ALLEGATO N.138/B ALLA CNR DEL ROS)
352
Il fatto generava il procedimento penale avente n.394/2009 RGNR, attualmente pendente
presso il Tribunale di Rossano con prescrizione ordinaria fissata al 27/01/2013.
La collaboratrice di giustizia VALLONEARANCI Maria, l’8/09/2010, forniva particolari
in ordine alla gestione e distribuzione del pane in Rossano e comuni limitrofi da parte di
MORFO’ Salvatore asserendo che tutti i negozianti di Rossano (CS) dovevano rifornirsi
di pane dal forno “Pane del Patire” di MORFO’ Salvatore tanto che molti panifici
“concorrenti” erano stati costretti a ridimensionare la propria impresa (o cessare
addirittura l’attività) licenziando molti dipendenti.
…omissis…
Come ho già detto ACRI Nicola gestisce la torrefazione della propria famiglia. So che tutti i bar di
Rossano devono rifornirsi per forza del caffè "Pellegrino". Questo lo posso dire con certezza perché
personalmente ho lavorato presso un bar di Rossano sito in piazza Bologna di cui non ricordo la
denominazione, gestito, all'epoca, da OTRANTO Adele. Proprio quest'ultima mi diceva che
nonostante la clientela si lamentava del fatto che questo caffè fosse troppo forte e faceva male allo
stomaco, lei era comunque costretta a comprarlo perché imposto da ACRI Nicola. Ricordo che
questo caffè veniva scaricato da tale Sergio accompagnato da una ragazza di nazionalità straniera.
Del resto la stessa cosa avviene per la distribuzione del pane, infatti, in Rossano, tutti i
negozi lo devono acquistare dal panificio di MORFO' Salvatore, denominato "Pane del
patire". So che per tale motivo gli altri forni stanno avendo grosse difficoltà economiche
e stanno man mano licenziando personale. Il panificio di MORFO' si è ingrandito negli
ultimi anni fino a contare circa 50 dipendenti. Voglio aggiungere che attualmente MORFO'
Salvatore gestisce anche tutto il mercato delle macchinette da gioco nei bar e locali. So che lui
gestisce sia le macchinette legali, cioè quelle autorizzate dai monopoli di stato, che quelle illegali.
Quelle illegali vengono preparate da MORFO' Salvatore tramite il genero a nome GRAZIANO
Massimo detto anche "dente di cane" che ha sposato MORFO' Lucia, e da un uomo giovane che ha
i capelli bianchi e guida un furgoncino cassonato di colore bianco con il quale trasporta le
macchinette. Credo che il cognome di questa persona sia CAVALLINI. Le macchinette illegali
vengono vendute a tremila euro l'una e a MORFO' viene anche corrisposta una percentuale sui
successivi incassi. Su quelle legali invece, MORFO' Salvatore prende il 10 per cento del ricavato.
So questi particolari per averli appresi dal mio ex marito ACRI Natale e per averlo verificato
direttamente allorquando lavoravo nel bar di p.zza Bologna, dove erano anche ubicate queste
macchinette da gioco. Tuttora nel bar denominato "Gabbino" sito in c.da piragineti del Comune di
Rossano ci sono nascoste circa 7 - 8 macchinette tra cui alcune illegali.
…omissis…
Così VALLONEARANCI Maria in data 08/09/2010
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.42/A ALLA CNR DEL
ROS)
In un ulteriore verbale, reso in data 02/11/2012 VALLONEARANCI Maria, ritornava
sull’argomento relativo all’imposizione del pane. La collaboratrice afferma che: il panificio è
gestito da GRAZIANO Massimo, genero di MORFO’ Salvatore, e dai figli di
quest’ultimo MORFO’ Isidoro e MORFO’ Domenico.
353
Una volta impossessatosi del mercato del pane di Rossano, gli altri panifici avevano avuto
un brusco ridimensionamento nella produzione e pertanto, i titolari degli stessi, erano
impossibilitati ad assumere il convivente TEDESCO Fabio. Erano gli stessi panificatori a
confidare al suo convivente le difficoltà successive all’avvento sul mercato del “Pane del
Patire”.
Uno dei panificatori125 interpellati da TEDESCO Fabio e VALLONERANCI Maria, aveva
addirittura ricevuto l’ordine da parte di MORFO’ Salvatore di non vendere più pane
nella c.da Piragineti di Rossano .
Riceveva le confessioni di tale “Pino”126, il quale le confidava che alla sorella, che gestiva
una panetteria era stato imposto di rifornirsi di pane solo dal panificio del MORFO’.
…omissis…
A.D.R.: Ho già riferito che da un pò di anni a questa parte MORFO’ Salvatore controlla, così come
il mercato dei videopoker, il mercato del pane imponendo quello che produce presso il panificio
denominato “il pane del patire”. Questo panificio, per come ho potuto direttamente constatare, è
gestito da GRAZIANO Massimo, da MORFO’ Isidoro e da MORFO’ Domenico, fratello di
Isidoro. Questa situazione mi è stata confermata nel 2010. A quell’epoca, insieme al mio convivente
TEDESCO Fabio, ci siamo recati in c.da Forello ove si trova uno storico panificio che produce un
pane molto conosciuto a Rossano, noto, per l’appunto, come pane di Forello. Il gestore di questo
panificio, del quale non ricordo il nome, spiegava che non poteva assumere TEDESCO Fabio
perché aveva già licenziato una serie di lavoranti in quanto aveva diminuito di 2/3 la propria
produzione in conseguenza dell’ingrandirsi del panificio di MORFO’. Infatti MORFO’ , mi pare
nel corso del 2009, ha realizzato un nuovo e pu’ grande panificio sito in Contrada Sant’Irene per
cui è in grado di rifornire tutti i rivenditori di Rossano e non solo.
Il panettiere di contrada Forello spiegava che. prima dell’apertura del panificio di c.da Sant’Irene di
Morfò. sfornava il pane tre volte al giorno, dopo sfornava il pane soltanto di notte. Sempre questo
panettiere mi diceva che tutti erano costretti a prendere il pane dei MORFO’. Non mi riferiva di
intimidazioni specifiche lasciandomi però intendere che non ve ne era bisogno in quanto tutti erano
spaventanti per effetto del carisma criminale di MORFO’ Salvatore e dei suoi più stretti congiunti.
Un discorso del tutto analogo è stato fatto, nel medesimo periodo, a TEDESCO Fabio da tale
Garasto che gestisce un panificio in Schiavonea. In altre parole: Fabio si presentava presso questo
panificio chiedendo di poter lavorare, non veniva assunto e gli si spiegava che v’era stata una
drastica diminuzione della produzione determinata dal fatto che MORFO’ aveva imposto il proprio
prodotto a tutti i rivenditori. Raccontava pure che non poteva mandare il furgoncino che
Panificio F.lli GARASTRO Francesco e Damiano s.n.c., partita Iva n. 01863490783 con sede
sociale in Corigliano Calabro (CS) alla C.da Giannone. Soci Contitolari e Amministratori risultano
GARASTO Francesco, nato a Corigliano Calabro (CS) il 01/09/1950, ivi residente alla frazione
Schiavonea, Via Delle Ortenzie e GARASTO Damiano, nato a Corigliano Calabro (CS) il
31/01/1962, ivi residente alla frazione Schiavonea, Via Delle Mimose mentre soci a nome collettivo
risultano MADEO Iolanda nata a Corigliano Calabro il 28/08/1969, ivi residente alla frazione
Schiavonea Via Delle Mimose e PITZALIS Franca Maria nata a Orroli (NU) il 17/12/1958,
residente a Corigliano Calabro alla frazione Schiavonea Via Delle Ortenzie. Quote pro-capite per
tutti €. 1291,14; Data inizio attività 15/11/1994.
126
Identificato in ZANGARO Giuseppe, nato a Rossano il 24/11/1958.
125
354
trasportava il proprio pane a c.da Piragineti perché MORFO’ Salvatore gli aveva mandato
l’”ambasciata” con cui gli vietava di rifornire, per l’appunto, la zona di Piragineti.
A.D.R.: Garasto non ha riferito a TEDESCO Fabio attraverso chi Morfò gli aveva mandato questa
“imbasciata”.
Comunque Tedesco Fabio ha lavorato presso questo panificio , in nero, nel periodo natalizio del
2010.
Nel 2010, mia madre andava ad abitare in c.da Amarelli dopo che il portone d’ingresso nella nostra
abitazione, sita in Rossano Scalo, alla via Pietro Nenni, veniva, notte tempo, distrutto, tramite
incendio. Proprio sotto l’abitazione di mia madre, vi è un bar, gestito a un signore che si chiama
Pino del quale non ricordo il cognome. Questa persona è stata sempre molto vicina a MORFO’ sin
dai tempi di SAPIA Pasquale e TRIPODORO Pasquale. Lavorava come vigilante, veniva arrestato
proprio in virtù dei rapporti che aveva con MORFO’ per cui gli veniva tolto il porto d’armi e
quindi perdeva il posto di vigilante. Nell’ultimo periodo, poco prima del mio abbandonare Rossano
per andare in protezione, lavorava come parcheggiatore nei pressi dell’ospedale. Pino era molto
arrabbiato con la famiglia MORFO’ in quanto, diceva, nonostante i suoi trascorsi, doveva pagare il
pizzo a MORFO’ per il suo bar. Diceva, infatti, che MORFO’ Salvatore. nonostante riconoscesse
come capo ACRI Nicola. continuava, di nascosto, ad imporre il pizzo a qualche imprenditore. Lo
stesso Pino mi diceva che la sorella, la quale gestisce una panetteria in via Bernardino Telesio a
Rossano Scalo, a fianco del negozio denominato “l’angolo della Sila”, doveva, per imposizione di
MORFO’ Salvatore, acquistare 150-200 pani al giorno dal panificio “del Patire” e aveva dovuto
smettere di prendere pane di Forello, del forno di Palmieri e di tale Sapia. In definitiva aveva avuto
l’imposizione di rifornirsi esclusivamente dal panificio di MORFO’ Salvatore.
…omissis…
Così VALLONEARANCI Maria al P.M. in data 02/11/2012
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N. 302/B ALLA CNR DEL
ROS)
In relazione alle dichiarazioni della VALLONEARANCI Maria i CC hanno verificato che:
Il panificio “Forello” è una Impresa Individuale denominata “Panificio Forello” il cui
proprietario risulta DE LUCA Pasquale, nato a Rossano (CS) il 18/04/1967, ivi residente
alla C.da Forello, con sede sociale in C.da Forello di Rossano (CS) - partita Iva n.
01747980785. Data inizio attività 10/06/1991.
La persona indicata come la sorella di “Pino” (ZANGARO Giuseppe) che gestisce
un’attività commerciale sita in Via Bernardino Telesio a Rossano (CS) si identifica in
ZANGARO Filomena, nata a Rossano il 23/04/1964 (coniugata con ROMEO Natale nato
a Rossano il 05/02/1962 già titolare dell’esercizio commerciale denominato “il Panettiere”
di Romeo Natale p.iva 01791980780 con sede in via P.Barba n.9).
In data 06/11/2012, anche TEDESCO Fabio, convivente della collaboratrice
VALLONEARANCI, ha reso dichiarazioni relative all’imposizione del pane nell’area
Rossanese da parte della famiglia MORFO’ sovrapponibili a quelle fornite da
VALLONEARANCI Maria. TEDESCO Fabio, infatti, per diversi anni, ha lavorato come
355
panettiere per cui verificava l’improvviso sviluppo dell’attività commerciale del “Pane del
Patire”il cui prodotto veniva imposto ai commercianti rossanesi mediante il classico
metodo mafioso.
Nel verbale sopra richiamato, in sintesi, TEDESCO Fabio dichiara:
di aver svolto il mestiere di panettiere per molti anni e di aver lavorato per il panifico di
PALMIERI Raffaele (impresa individuale, con sede in Rossano (CS) alla Via Piragineti,
partita Iva n. 01772850788, il cui titolare firmatario risulta PALMIERI Raffaele, nato a
Rossano (CS) il 04/10/1964, ivi residente alla C.da Piragineti ove si occupava, oltre che
della panificazione, del trasporto del pane presso i rivenditori finali;
che nel 2009 si era presentato presso il panificio c.d. di “Forello” per chiedere di lavorare
per cui aveva saputo che la produzione di pane si era ridotta ad un terzo a causa della
massiccia presenza sul mercato del “Pane del Patire;
di aver raccolto le confidenze dei titolari dei panifici “GARASTO” ed “ABBRUZZESE” i
quali gli riferivano che, a partire dal 2008, MORFO’ Isidoro e GRAZIANO Massimo,
rispettivamente figlio e genero di MORFO’ Salvatore, avevano iniziato a contattare i
rivenditori di pane in Rossano per imporre l’acquisto del “Pane del Patire” con evidente e
conseguente diminuzione della loro produzione;
di aver personalmente verificato, quando trasportava il pane del panificio “PALMIERI”
che nei punti vendita ove si recava, le ceste espositrici erano abbondantemente fornite del
solo “Pane del Patire”;
di aver ricevuto le confessioni dei titolari di due punti vendita di pane di Rossano che gli
confermavano di aver ceduto all’imposizione della famiglia MORFO’ formulata per il
tramite di MORFO’ Isidoro e GRAZIANO Massimo, accettando, nonostante una iniziale
diminuzione della clientela, la sola vendita del “Pane del patire”.
Si riporta qui di seguito lo stralcio del verbale d’interrogatorio richiamato.
…omissis…
Per molti anni ho svolto il mestiere di fornaio, lavorando la notte per la produzione del pane. Fino
al 2006, ho lavorato presso il panificio di PALMIERI Raffaele che è sito in Rossano c.da Sant’Irene.
Nel 2007, invece, ho lavorato presso il panificio ABBRUZZESE sito in c.da Oliastrett di
Corigliano Calabro, al confine con Rossano. Questo panificio è gestito da due fratelli che si
chiamano Sergio ed Enzo ABBRUZESE. Nel 2008, per circa tre mesi, sono tornato a lavorare
presso il panificio PALMIERI. Nel 2009, invece, da settembre a dicembre, ho lavorato presso il
panificio GARASTO che è sito a Schiavonea, ed è gestito da due fratelli di cui uno si chiama
“Ciccillo” e l’altro Damiano Garasto . Voglio precisare che, prima di iniziare a lavorare da
GARASTO, mi sono recato dal panificio che sforna il pane c.d. di FORELLO, per chiedere ai
titolari, che mi pare siano due fratelli, di poter lavorare. Uno dei due fratelli si chiama Pasquale,
dell’altro non ricordo il nome. Pasquale mi diceva che ormai in Rossano si vendeva solo il pane di
Morfo’ per cui aveva avuto una forte contrazione della produzione tanto che in luogo delle tre
informnate al giorno ne faceva solo una la notte per cui non poteva assumermi.
Questi panifici sono quelli più importanti fra Rossano e Corigliano.
356
Proprio per aver lavorato, nei periodi sopra indicati, presso i diversi panifici, avevo un buon
rapporto con i relativi titolari.
A partire dal 2008, ho iniziato a sentire lamentele circa l’operato di MORFO’ Salvatore che “si era
preso” tutta la piazza di Rossano. In particolare, dette lamentele, sentivo dai fratelli
ABBRUZZESE e dai fratelli GARASTO i quali dicevano che GRAZIANO Massimo e MORFO’
Isidoro, il figlio di Salvatore, avevano iniziato a fare i c.d. “giri” in Rossano, specie presso i piccoli
negozi, intimando di prendere soltanto il pane del panificio “del Patire”. Le stesse persone mi
dicevano che il panificio di Morfo’ Salvatore era intestato alla figlia Lucia che fungeva da
prestanome. Quando lavoravo da PALMIERI ero addetto al forno la notte , il giorno, invece, ero
addetto al trasporto del pane e quindi notavo che GRAZIANO Massimo e MORFO’ Isidoro, figlio
di Salvatore, per almeno due o tre mesi, si occupavano personalmente del trasporto del pane “del
Patire”. Successivamente il trasporto del pane “del Patire” veniva effettuato da ragazzi di cui non
conosco il nome. Nello stesso periodo potevo personalmente verificare un drastico calo delle vendite
non solo del panificio di PALMIERI, ma anche degli altri panifici, nella zona di Rossano. Infatti,
scaricavo il pane in degli scaffali-espositori e potevo verificare che gli scaffali del “pane del Patire”
erano colmi mentre quelli degli altri panifici rimanevano vuoti. Naturalmente, per quanto concerne
il panificio “Palmieri” incameravo le disdette dei rivenditori. Comunque continuavo ad avere
rapporti con i punti vendita che prendevano solo un paio di pani al giorno dal panificio
PALMIERI. Gli ABBRUZZESE sono titolari di tre punti vendita, in definitiva, loro stessi
vendono il pane che sfornano. Uno dei tre punti vendita è gestito da un terzo fratello ed ha sede a
Rossano dove, a partire dal 2008, si è registrato un tracollo di vendite in favore del panificio “del
patire”. Queste ultime circostanze mi sono state riferite dai fratelli ABBRUZZESE. Le stesse
notizie ho appreso da due titolari di punti vendita di pane che si chiamano, rispettivamente, Gianni
e Gennaro. Il primo è titolare di un negozio di frutta e verdura sito a Rossano in via Roma, il
secondo è titolare sempre di un alimentari e frutta e verdura sito nei pressi del commissariato di
P.S.. Sia Gianni che Gennaro mi dicevano che avevano subito l’imposizione del “Pane del Patire”
da GRAZIANO Massimo e da MORFO’ Isidoro, figlio di Salvatore. Ambedue si lamentavano del
fatto che, inizialmente, avevano perso la clientela, in quanto molti avventori preferivano il pane di
panifici diversi da quello del “Patire”, entrambi precisavano però che, con il passare del tempo,
avevano recuperato la clientela in quanto, in Rossano, si trovava soltanto il pane del panificio del
“Patire”.Così TEDESCO Fabio al P.M. in data 06/11/2012
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.78/B ALLA CNR DEL
ROS)
In relazione alle dichiarazioni del TEDESCO Fabio i CC della Sezione A.C. di Catanzaro
hanno verificato quanto segue:
Il panificio “Abbruzzese” è denominato “Prodotti ABBRUZZESE di GIGLIO Marisa e
ABBRUZZESE Sergio s.n.c., partita Iva n. 02000300786 con sede sociale in Corigliano
Calabro (CS) alla C.da Ogliastretti. Socio Amministratore risulta ABBRUZZESE Sergio,
nato a Rossano (CS) il 24/11/1962, ivi residente alla C.da Ciommetta 1, Socio
Amministratore GIGLIO Marisa, nata a Corigliano Calabro (CS) il 02/05/1966,
residente a Rossano (CS) alla Via Verbano n.45/B. Conferimento nominale pari ad €.
10.329,14; Data inizio attività 04/04/1996.
Quello che TEDESCO addita come panificio GARASTO è la s.n.c. Panificio F.lli
GARASTRO Francesco e Damiano s.n.c., partita Iva n. 01863490783 con sede sociale in
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Corigliano Calabro (CS) alla C.da Giannone. Soci Contitolari e Amministratori risultano
GARASTO Francesco, nato a Corigliano Calabro (CS) il 01/09/1950, ivi residente alla
frazione Schiavonea, Via Delle Ortenzie e GARASTO Damiano, nato a Corigliano
Calabro (CS) il 31/01/1962, ivi residente alla frazione Schiavonea, Via Delle Mimose
ulteriori risultano MADEO Iolanda nata a Corigliano Calabro il 28/08/1969, ivi residente
alla frazione Schiavonea Via Delle Mimose e PITZALIS Franca Maria nata a Orroli (NU)
il 17/12/1958, residente a Corigliano Calabro alla frazione Schiavonea Via Delle Ortenzie.
Quote pro-capite per tutti €. 1291,14; Data inizio attività 15/11/1994.
Il Gianni titolare di un negozio di frutta e verdura sito a Rossano in via Roma, si identifica
in CONVERSO Giovanni, nato a Rossano (CS) il 04/02/1966, ivi residente via Torre
Pisani, titolare dell’impresa individuale, sita in Rossano (CS) via Roma, attività di vendita
al dettaglio di frutta e verdura.
Gennaro titolare di un alimentari con annesso frutta e verdura sito nei pressi del
commissariato di P.S., si identifica in DOMANICO Gennaro, nato a Rossano (CS)
l’11/08/1964, ivi residente in via Lazio n.6, già titolare di omonima impresa individuale
avente ad oggetto l’attività di commercio al minuto di prodotti alimentari ceduta il
23/11/2011 alla multinazionale “Center Cross s.r.l.”.
Anche SOLFERINO Gaetano, nato a Rossano (CS) il 20/10/1979, il 04/02/2011 ha
affermato che MORFO’ Salvatore, nel 2008, appena uscito dal carcere (con il benestare di
ACRI Nicola, a quel tempo latitante ma sempre a capo della ‘ndrina rossanese) iniziava
ad imporre ai commercianti della zona la vendita del suo pane e l’installazione delle
macchinette da gioco (illegali e non) e ricordava di aver personalmente assistito
all’imposizione, da MORFO’ Isidoro, ad un ambulante di Rossano paese, tale Sergio,
perchè comprasse il loro pane. SOLFERINO spiegava che i commercianti di Rossano “per
paura” di ritorsioni erano costretti, loro malgrado, a rifornirsi dal “Pane del Patire” di
MORFO’: “…Quasi tutti se lo prendono per di paura. Si spagnano ma non l’accendono il
negozio o gli fanno qualcosa alle macchine, queste cose qui…” non c’era bisogno di
violenza o di minacce perché bastava “…la paura del nome…” ad ingenerare una
completa soggiacenza .
…Omissis…
P.M. dott. LUBERTO
– Senta, una cosa le volevo dire. Lei conosce MORFÒ Salvatore,
no?
SOLFERINO Gaetano – Sì.
P.M. dott. LUBERTO
– MORFÒ Salvatore è da poco uscito dal carcere.
SOLFERINO Gaetano – E’ uscito mi pare che da un due mesi, un mese e mezzo, è ai
domiciliari.
P.M. dott. LUBERTO
– Bene. Però era uscito anche prima.
SOLFERINO Gaetano – Sì.
P.M. dott. LUBERTO
– Nel 2008, no?
SOLFERINO Gaetano – Sì, nel 2008.
P.M. dott. LUBERTO
– Nel momento in cui Salvatore MORFÒ esce dal carcere, si
scontra con GALLUZZI e con ACRI oppure in qualche modo…
SOLFERINO Gaetano – Sì… no… sì, sì, avevano fatto tutti pace.
P.M. dott. LUBERTO – Avevano fatto pace. E MORFÒ Salvatore che cosa si è messo a
fare?
SOLFERINO Gaetano – Si è messo a fare cose… pane… questo… queste cose qua.
358
P.M. dott. LUBERTO – Pane e che cos’altro?
SOLFERINO Gaetano – Fresine.
P.M. dott. LUBERTO – Quindi aveva il panificio.
SOLFERINO Gaetano – Il panificio.
P.M. dott. LUBERTO – Poi?
SOLFERINO Gaetano – Che poi c’ha pure il coso al mare, una discoteca al mare.
P.M. dott. LUBERTO – Un attimo solo, cerchiamo di capire. Il panificio, la discoteca al
mare. E che cos’altro?
SOLFERINO Gaetano – E questo coso del cognato, del genero di video poker.
P.M. dott. LUBERTO – Quindi sostanzialmente si sono messi a fare tre cose: il video
poker che gestisce il genero. Lei sa come si chiama il genero?
SOLFERINO Gaetano – No, no.
P.M. dott. LUBERTO – Poi: il pane. Il pane chi lo gestisce?
SOLFERINO Gaetano – Il figlio di MORFÙ.
P.M. dott. LUBERTO – Il figlio. Quale figlio?
SOLFERINO Gaetano – Isidoro.
P.M. dott. LUBERTO – Isodoro. Dopodichè: la discoteca. La discoteca a mare dove?
SOLFERINO Gaetano – A Via Sant’Angelo.
P.M. dott. LUBERTO – Dove? A Rossano Scalo?
SOLFERINO Gaetano – Rossano Scalo sì, dopo i Carabinieri.
P.M. dott. LUBERTO – E la discoteca chi la gestisce?
SOLFERINO Gaetano – Il figlio.
P.M. dott. LUBERTO – Cioè Isidoro?
SOLFERINO Gaetano – Sì, poi c’è pure la figlia che l’aiuta e poi c’è il padre che si fa
passare i domiciliari, dà una mano di aiuto.
P.M. dott. LUBERTO – Va bene. Ora: il pane. Il pane poi viene imposto oppure è una
attività comune?
SOLFERINO Gaetano – No, viene imposto, perché una volta mi sono trovato io con
questo Sergio…
P.M. dott. LUBERTO – Chi è questo Sergio.
SOLFERINO Gaetano – Questo che c’ha un camion, però fisso è, un camion fisso.
P.M. dott. LUBERTO – E’ un camion che vende? Che cosa vende?
SOLFERINO Gaetano – Frutta, banane, tutta quanta roba così.
P.M. dott. LUBERTO – Quando si è verificato questo fatto di Sergio del camion?
SOLFERINO Gaetano – Cinque mesi, sei mesi, prima e m’arrestanu a mia, diciamo il
2008, quando sono uscito, sempre in quei periodi là.
P.M. dott. LUBERTO – Quindi sempre nel 2008/ 2009 lei stava vicino questo camion in
cui…
SOLFERINO Gaetano – Prendevo le verdure per i porcerruzzi, per i maiali.
P.M. dott. LUBERTO – Va bene, lasciamo stare. Quindi lei si stava rifornendo di verdura
da questo Sergio.
SOLFERINO Gaetano – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – E che cosa ha visto?
SOLFERINO Gaetano – Ho visto che è venuto il figlio di Salvatore.
P.M. dott. LUBERTO – Quindi Isidoro?
SOLFERINO Gaetano – Isidoro.
P.M. dott. LUBERTO – E che cosa gli ha detto?
SOLFERINO Gaetano – E ha detto: “U pana, Sè?” “Ma io u staju pigghjannu e n’atru…”
“Sé, te l’ai pigghjara menzu e nui e menzu e chine i pigli”.
P.M. dott. LUBERTO – E quindi?
SOLFERINO Gaetano – E poi ha detto: “Va bene, portamilli… – ha detto – …na decina u
jornu”.
P.M. dott. LUBERTO – Ho capito. Quindi lei assiste a questa imposizione.
359
SOLFERINO Gaetano – Sì.
P.M. dott. LUBERTO – Sa di altri esercizi commerciali che hanno ricevuto una medesima
imposizione?
SOLFERINO Gaetano – Quasi tutti se lo prendono per di paura.
P.M. dott. LUBERTO – “Di paura”. Che significa: “di paura”?
SOLFERINO Gaetano – Si spagnano ma non l’accendono il negozio o gli fanno
qualcosa alle macchine, queste cose qui.
P.M. dott. LUBERTO – Lei sa se ci sono stati altri danneggiamenti, danneggiamenti per
imporre il pane?
SOLFERINO Gaetano – No, che io mi ricordo no.
P.M. dott. LUBERTO – Perché non ce ne sono stati?
SOLFERINO Gaetano – E perché se li prendono normalmente.
P.M. dott. LUBERTO – Cioè lei dice: non sono necessari i danneggiamenti perchè la gente
se lo prende.
SOLFERINO Gaetano – Ha paura e se lo prende, già per il nome se li prende.
P.M. dott. LUBERTO – Ho capito. lei?
…omissis…
Così SOLFERINO Gaetano in data 04/02/2011
(VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO IN ALLEGATO N.4/B ALLA CNR DEL
ROS)
Anche GALLINA è a conoscenza del monopolio nella distribuzione del pane che i
MORFO’ hanno guadagnato sfruttando la carica di intimidazione di cui Salvatore
MORFO’ è portatore:
Per come dicevo sopra ACRI Nicola veniva imposto quale capo di Rossano da Cassano e da Cirò, a
scapito di MORFO’ Salvatore che era un vecchio uomo d’onore già legato come me, a
TRIPODORO Pasquale. Io ho sempre avuto buoni rapporti con MORFO’ che rispettavo e andavo
a trovare ogni tanto spesso quanto rincasava dopo aver subito la carcerazione. All’incirca un anno
prima di iniziare la collaborazione ricordo che avevo fatto visita presso la di lui abitazione che è sita
lungo la strada che conduce alla Madonna del Patire. In quella occasione MORFO’ mi diceva che
ACRI Nicola gli aveva lasciato la gestione di due affari : i giochi elettronici d’azzardo ed il pane.
MORFO’ Salvatore era l’unico che poteva piazzare presso i vari esercizi commerciali i giochi
elettronici, anche di genere vietato con i quali si gioca d’azzardo. I commercianti che gestiscono i
locali pubblici dove i video giochi vengono piazzati, in considerazione della fame criminale di
MORFO’ non osano obiettare alcun chè, sebbene MORFO’ si appropri di quasi tutti gli introiti. Lo
stesso MORFO’ Salvatore gestisce un panificio del quale non ricordo il nome e ribadisco, con il
placet di ACRI Nicola, impone il pane a tutti i rivenditori Rossanesi che sono costretti a rifornirsi
esclusivamente da lui.
…omissis…
Così GALLINA Giuseppe in data 02/11/2012 (VEDASI VERBALE DI INTERROGATORIO
IN ALLEGATO N.15/B ALLA CNR DEL ROS)
Il contesto captativo conferma le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.
Fra le più eloquenti si consideri la registrazione, captata in data 07/12/2011 (prog. 55647
rif. decr. 992/2010 R. Int. DDA CZ, nel corso della quale GRAZIANO Massimo
contattava l’utenza 3393239697 (intestata ad APRIGLIANO Fortunato, nato a Rossano
360
(CS) il 22/02/1961 ed in uso allo stesso), e chiedeva a Fortunato (titolare dell’omonima
impresa individuale – p.i. 01378030785 con sede a Rossano C.so Garibaldi) in maniera
perentoria, il motivo per il quale non stava vendendo più il loro pane ”…Fortunato,
perché non nè stai vendendo pane?...”.
APRIGLIANO Fortunato tentava di giustificarsi affermando che, a causa di una recente
fornitura di qualità scadente del “Pane del Patire”, i suoi clienti non volevano più
acquistare quel pane con conseguente diminuzione delle vendite “…e, tu quel giorno che
hai sbagliato mi hai rovinato a me!...”. APRIGLIANO tentava di calmare e rassicurare
GRAZIANO Massimo affermando che “…io solo pane tuo tengo!...…neanche un pane ho
venduto stamattina! se tu vieni da me... trovi solo pane tuo io non è che tengo dieci tipi di
pane! che cosa ti pensi? i panini prendo e il pane!...”.
GRAZIANO Massimo dubitava della spiegazione fornitagli “…e i cristiani possibile che
in un giorno pane non né prendono più?...”.
APRIGLIANO Fortunato si lasciava sfuggire che riceveva una piccola fornitura da tale
“Giuseppe” “…quattro pani li prendo da Giuseppe e basta non nè prendo più pane!...”.
GRAZIANO Massimo rispondeva che aveva consentito a “Giuseppe” di rifornire
APRIGLIANO Fortunato di una modica quantità di pane, per la sola giornata di
domenica “…ho capito, però Giuseppe il pane te lo deve portare solo la domenica, ho
detto io!...” e che, evidentemente, il suo ordine era stato disatteso “…io non sapevo
Giuseppe che faceva di questa maniera eh, perchè poi la confidenza se l’è presa assai,
perchè a Giuseppe glielo avevo detto il pane solo la domenica… per cui preannunciava .
che avrebbe proibito a Giuseppe di effettuare forniture anche la domenica “...adesso
chiamo a Giuseppe e gli dico che neanche la domenica ti deve portare il pane!...”e si
congedava dicendo che sarebbe passato dal negozio di Aprigliano per verificare la
presenza di pane prodotto da altri forni.
Decreto:
Obiettivo:
contatto:
Progressivo:
Durata:
992/10R.Int. (Proc. Pen. 5113/09RGNR - DDA Catanzaro);
chiamante, utenza 3406858966 intestata a MORFÒ Lucia, nata a
Rossano (CS) il 05/03/1979, ivi residente Via Torre di Renzo, nr. 17
(Intestatario SIM rilevato da accertamento H3G) ed in uso a
GRAZIANO Massimo, nato a Rossano (CS) il 07/08/1979 ivi
residente, via Torre Di Renzo nr. 17.
chiamato, utenza 3393239697 intestata ed in uso ad APRIGLIANO
Fortunato, nato a Rossano (CS) il 22/02/1961, ivi residente alla Via
Martucci.
55647, datato 07/12/2011, delle ore 09:32;
00:03’:54’’
INTERLOCUTORI
GRAZIANO:
GRAZIANO Massimo (Rossano -CS- 07/08/1979);
APRIGLIANO:
APRIGLIANO Fortunato (Rossano –CS- 22/02/1961).
APRIGLIANO:
oh... Massimo!
361
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
GRAZIANO:
APRIGLIANO:
Fortunato, perché non nè stai vendendo pane?
e, tu quel giorno che hai sbagliato mi hai rovinato a me!
io, con quello... scusa uno sbaglia... quando lavoravo con Raffaele
no, facevo... (parole incomprensibili)... il pane lo facevo una merda
no...
ascolta…
e il pane sempre venduto il pane Fortunato!
non è colpa della mia... (incomprensibile si accavallano le voci)...
ho capito...
io solo pane tuo tengo!
e i cristiani possibile che in un giorno pane non né prendono
più?...
e, tu lo hai visto quanto pane vendiamo il giorno noi! qua a Rossano
è saturo! si stanno prendendo i panini al posto del pane, e adesso
per riprenderci ci vogliono setto, otto giorni o dieci giorni! sono
disgraziati la gente a Rossano!
ma tu adesso pane ne vuoi pane o no?...
e quanto pane c'è ancora?
che nè so quanto pane...
neanche un pane ho venduto stamattina!
neanche un pane hai venduto stamattina?
se tu vieni da me... trovi solo pane tuo io non è che tengo dieci tipi
di pane! che cosa ti pensi? i panini prendo e il pane!
e allora sai che vogliamo fare adesso, visto che è di