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Prefazione
«Quel che è necessario, soprattutto, è lasciare che sia il significato a scegliere la parola, e non il contrario».
George Orwell,
Politics and the English Language, 1946
◆ Da Paul
Robin e io amiamo pensare che abbiamo scritto questo libro
con finalità simili. Volevamo scrivere un libro diverso dal solito, un libro in cui lo studente possa capire l’applicazione dei
modelli economici al mondo reale almeno quanto i modelli
stessi. Volevamo adattare la massima di Orwell alla stesura di
un libro di testo di economia: lasciare che sia il significato
stesso della disciplina economica – pervenire a una migliore
comprensione del mondo – e non il suo funzionamento a
dettare il modo in cui il libro è scritto.
Siamo fermamente convinti che questo stile rifletta un
impegno nei confronti del lettore: l’impegno a presentare il
materiale dal punto di vista di un principiante, a rendere il
materiale divertente e accessibile, a fare della scoperta una
gioia. Questa è la parte divertente. Ma crediamo anche che
l’autore di un testo introduttivo di economia abbia anche un
altro obbligo inderogabile. La teoria economica è uno strumento molto potente. Molti economisti sono approdati alla
disciplina economica da altre aree di studio (io dalla storia,
Robin dalla chimica) e si sono innamorati dell’economia perché credono che abbia da offrire qualcosa che altre discipline non hanno: un approccio coerente che fornisce alcune linee guida per migliorare il mondo. (Sì, gli economisti, in
fondo al cuore, sono in maggior parte idealisti.) Ma come
tutti gli strumenti potenti, anche l’economia deve essere maneggiata con cura. Per noi, questo obbligo si è tradotto nell’impegno a spiegare agli studenti come usare i modelli in
modo appropriato: capirne le ipotesi di base e conoscerne i
limiti oltre che le potenzialità. Perché ci preoccupiamo di
questo? Perché non viviamo in un mondo in cui «un unico
modello va bene per tutti». Per capire più a fondo il mondo
reale attraverso l’economia, gli studenti devono imparare ad
apprezzare i conflitti e le ambiguità con cui si confrontano i
responsabili delle politiche economiche nell’applicare i loro
modelli a problemi concreti. Speriamo che questo approccio aiuti gli studenti a partecipare in modo più consapevole
ed effettivo alla nostra comune vita economica, sociale e politica.
Questo approccio risulterà familiare a chi già conosce il
mio lavoro accademico. In quell’ambito cerco di concentrare tutta l’attenzione sul problema da risolvere, evitando tecnicismi inutili; inoltre, cerco di semplificare e di scegliere argomenti con implicazioni rilevanti per il mondo reale. Scrivendo per un grande pubblico non specialistico, non ho fatto altro che rafforzare queste tendenze. Sono partito dall’ipotesi che, inizialmente, il lettore non ha alcuna ragione di
interessarsi a quello che scrivo; sta a me mostrargli la rilevanza
di questi argomenti. Quindi l’apertura di ciascun capitolo
del libro è scritta seguendo la regola: «Se non li hai agganciati
alla terza frase, li hai persi». Scrivendo per un pubblico inesperto, ho anche imparato che l’unica cosa che si può dare
per scontata è una conoscenza basilare dell’aritmetica: addizioni e sottrazioni, ma niente di più. I concetti devono essere spiegati in modo esaustivo, prevedendo ed eliminando
eventuali elementi di confusione. E soprattutto, bisogna esercitare giudizio nella scelta dei contenuti e nel ritmo della scrittura, per non sovraccaricare il lettore.
◆ Da Robin
Come Paul, volevo scrivere un libro che fosse attraente per
gli studenti, senza sacrificare indebitamente il dovere del docente di insegnare bene la disciplina. Sono pervenuta a un’idea molto simile su come scrivere questo libro, ma seguendo
un percorso differente, quello di una docente di economia in
una business school. Di fronte a studenti che si mostravano
insofferenti nei confronti del pensiero astratto, e che spesso
non erano affatto contenti di dover studiare economia (vendicandosi senza pietà in sede di valutazione del corso e dell’insegnante), ho imparato quanto sia importante «agganciare» gli studenti e interessarli alla materia. Insegnando con la
metodologia degli studi di caso, ho scoperto che i concetti
vengono assimilati veramente solo quando gli studenti sono
in grado di applicarli con successo. E una delle lezioni più
importanti è stata quella di evitare gli atteggiamenti di superiorità. Noi economisti siamo spesso portati a credere che chi
non è abituato a ragionare in astratto non sia intelligente o
XII Prefazione
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capace. Insegnare in una business school mi ha dimostrato il
contrario. I miei studenti erano per la maggior parte intelligenti e capaci, e molti di loro provenivano da percorsi professionali in cui si erano assunti notevoli responsabilità. Benché portati alla risoluzione di problemi pratici, non erano abituati a ragionare in astratto. Ho dovuto imparare a riconoscere le loro competenze pratiche, ma anche a mostrar loro
l’importanza delle competenze teoriche che mancavano alla
loro preparazione. Alla fine sono tornata in un dipartimento
di economia, ma non ho dimenticato le lezioni che ho imparato insegnando economia in una business school, che credo siano state ingredienti cruciali nella stesura di questo libro.
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I capitoli agevolano il processo intuitivo attraverso esempi realistici In ciascun capitolo ricorriamo a storie, esempi, applicazioni e studi di caso tratti dal mondo reale, grazie ai quali è possibile insegnare i concetti fondamentali
e motivare gli studenti all’apprendimento. Crediamo che
il modo migliore per introdurre e rafforzare nuovi concetti sia attraverso esempi reali, che risultano più familiari agli studenti.
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Gli strumenti didattici rafforzano l’apprendimento Ci
siamo impegnati a fondo per creare una serie di strumenti
per facilitare il processo di apprendimento degli studenti. Descriviamo questi strumenti nel prossimo paragrafo,
«Gli strumenti per l’apprendimento».
◆ Da Martha
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I capitoli sono scritti in modo da essere accessibili e divertenti Abbiamo adottato uno stile fluido e amichevole per rendere i concetti accessibili. E abbiamo cercato,
ove possibile, di ricorrere a esempi che siano familiari agli
studenti: per esempio, scegliere quali corsi di studio frequentare, acquistare un libro di testo di seconda mano, o
decidere dove mangiare all’interno di un centro commerciale.
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I dati reali illustrano i concetti Gli esempi sono spesso
accompagnati da dati relativi al mondo reale, in modo che
gli studenti possano comprendere la natura dei veri dati
macroeconomici e la loro relazione con i modelli teorici.
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Benché di facile comprensione, il testo prepara gli studenti all’apprendimento di materiale più avanzato Troppo spesso gli insegnanti scoprono che adottare un libro di
testo significa scegliere tra due alternative poco allettanti: un libro «facile da insegnare» ma che lascia molte lacune nella formazione dello studente, o un libro «difficile da insegnare», ma che prepara adeguatamente gli studenti all’apprendimento di materiale più avanzato. Ci siamo impegnati a fondo per creare un libro di testo di facile comprensione che offra il meglio delle due caratteristiche.
Paul e Robin hanno scritto un testo di principi di economia
straordinario. Il mio compito è stato trasformare i loro 35 capitoli (e quasi 900 pagine) in una versione ridotta per i corsi semestrali, conservando tutta la brillantezza del loro stile.
A Berkeley tengo regolarmente un corso semestrale di economia al quale partecipano in media 700 studenti; ho sempre utilizzato come testo di riferimento un manuale di principi, trovandomi così costretta a passare velocemente in rassegna più di 30 capitoli in una trentina di lezioni da 50 minuti ciascuna. Per realizzare questo corso ho attinto alla mia
esperienza a Berkeley, ma anche a quella che ho maturato recentemente alla UMass e molti anni fa in una piccola università locale: il College of San Mateo. Agli studenti dei corsi semestrali si insegnano gli elementi essenziali della teoria
economica, accompagnati da un numero sufficiente di casi
concreti per mostrare loro come questi elementi si applichino al mondo reale, senza però sommergerli di dettagli. Data
la minore durata del corso, i ritmi di apprendimento sono
molto più rapidi: pertanto gli studenti traggono enorme beneficio dalla presenza di esempi numerici di tali applicazioni. Per questa ragione abbiamo pensato di aggiungere a questo libro un nuovo strumento di apprendimento: le schede
«Applicazioni pratiche». Nel creare questo libro di testo, alcuni capitoli dei Principi di economia di Krugman e Wells
sono stati riportati quasi integralmente, altri sono stati condensati, altri ancora espunti e alcuni, infine, accorpati. Il risultato del mio impegno è un testo adatto all’insegnamento
nei corsi semestrali: L’essenziale di economia.
■ GLI STRUMENTI DI APPRENDIMENTO
Abbiamo strutturato tutti i capitoli in modo che fossero costituiti da una serie di elementi comuni. Gli strumenti che
seguono servono ad agevolare il processo di apprendimento
dello studente e a mantenere vivo il suo interesse.
■ I VANTAGGI DI QUESTO LIBRO
Nonostante le nostre belle parole, perché mai un insegnante
dovrebbe voler adottare il nostro testo? Crediamo che questo
manuale abbia una serie di caratteristiche distintive che permetteranno ai docenti di tenere più facilmente e con maggior successo il loro corso introduttivo di economia, per le
seguenti ragioni:
◆ «Cosa apprenderemo in questo capitolo»
Per aiutare il lettore a orientarsi, la prima pagina di ogni capitolo contiene un’anticipazione dei contenuti del capitolo
stesso, scritta in forma di elenco puntato, in modo da facilitare il ripasso e segnalare allo studente i concetti fondamentali e illustrare in dettaglio gli obiettivi del capitolo.
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◆ La storia di apertura
Contrariamente ad altri libri di testo in cui ogni capitolo si
apre con una recitazione di qualche aspetto dell’economia,
noi apriamo ogni capitolo con una storia interessante che
spesso si estende a tutto il capitolo. Le storie sono state scelte in modo da realizzare due obiettivi: illustrare i concetti rilevanti del capitolo e incoraggiare gli studenti che desiderano saperne di più a continuare la lettura.
Come abbiamo già detto, uno dei nostri obiettivi è agevolare il processo intuitivo attraverso esempi realistici. Ogni
capitolo è introdotto da una storia vera, quindi gli studenti
si metteranno più facilmente in relazione con il materiale. Per
esempio, il capitolo 3 insegna la domanda e l’offerta nel contesto del mercato dei biglietti per un evento sportivo acquistati e venduti dai bagarini (la nostra storia d’apertura a pagina 53 è «L’ultima partita di Gretzky»).
◆ Gli studi di caso «L’economia in azione»
Oltre ad aprire i capitoli con storie interessanti, concludiamo
quasi tutti i paragrafi principali con ulteriori esempi: studi di
caso tratti dal mondo reale e intitolati «L’economia in azione». Questo elemento fornisce un’applicazione breve ma convincente dei concetti appena trattati in quel paragrafo. Gli
studenti si sentiranno subito gratificati dal poter applicare a
fenomeni reali i concetti appena appresi. Per esempio, nel capitolo 6 usiamo il caso di eBay, il portale di aste su Internet,
per comunicare il concetto di efficienza. (Vedi il paragrafo
«eBay e l’efficienza», p. 140.) Analogamente, la trattazione
delle questioni sollevate dalla politica fiscale nel lungo periodo (nel capitolo 17, «La politica fiscale»), che includono anche il problema della solvibilità, è seguita da una descrizione
dell’inadempienza dell’Argentina (vedi «I creditori argentini
accettano uno scarto», p. 425).
◆ Le schede «Applicazioni pratiche»
Creati appositamente per L’essenziale di economia, le schede
«Applicazioni pratiche» contengono esempi numerici. Gli
studenti spesso hanno difficoltà nel passare dalla discussione
del testo agli esempi concreti. Questo strumento di apprendimento è stato creato appositamente per permettere loro di
superare questa difficoltà, attraverso un’applicazione diretta
e comprensibile dei principi discussi nel testo, corredata dalla relativa soluzione.
Nel capitolo 2 illustriamo i concetti di vantaggio comparato e benefici dello scambio con un esempio relativo a
due paesi immaginari, Alka e Balwan, che producono due
beni, apparecchi radiografici e yo-yo. Nel capitolo 17 analizziamo il ruolo del moltiplicatore della spesa pubblica. Quasi tutti i capitoli contengono una scheda «Applicazioni pratiche».
XIII
◆ I riepiloghi a fine paragrafo: «Ripasso rapido» e
«Verificate il vostro apprendimento»
L’economia contiene molti termini gergali e concetti astratti
che possono sovraccaricare molto rapidamente lo studente di
un corso introduttivo. Così, alla fine di ciascun paragrafo
principale abbiamo incluso delle tabelle di «Ripasso rapido»,
brevi riepiloghi dei concetti sotto forma di elenchi puntati.
Questi riepiloghi aiutano a far sì che gli studenti capiscano
quel che hanno appena letto.
Lo strumento «Verificate il vostro apprendimento», che
accompagna ciascun «Ripasso rapido», consiste di un piccolo set di domande di ripasso; le soluzioni a queste domande
sono riportate alla fine del volume. Domande e soluzioni permettono agli studenti di mettere immediatamente alla prova la loro comprensione del paragrafo appena letto. Se non
rispondono correttamente alle domande, questo è un segnale che devono tornare a leggere il paragrafo prima di proseguire.
Gli studi di caso «L’economia in azione», seguiti dai riepiloghi «Ripasso rapido» e «Verificate il vostro apprendimento», costituiscono il nostro insieme di strumenti didattici di fine paragrafo, che incoraggiano gli studenti ad applicare quel che hanno appreso (attraverso gli studi di caso) e a
ripassarlo (attraverso i riepiloghi). Ci auguriamo che, usando questo insieme di sussidi didattici, gli studenti abbiano
maggior successo nel loro corso di studi.
◆ Le schede «Per i più curiosi»
Sempre allo scopo di agevolare il processo intuitivo attraverso esempi tratti dal mondo reale, ogni capitolo contiene una
o più schede «Per i più curiosi», in cui i concetti sono applicati a eventi reali in modi inattesi e a volte sorprendenti, in
modo da far apprezzare la portata e le potenzialità della disciplina economica. Queste schede aiutano a dimostrare agli
studenti che l’economia può essere divertente, nonostante sia
stata definita «la scienza triste».
Nel capitolo 18, «La moneta, la banca centrale e la politica monetaria», presentiamo un apparente rompicapo: per
ogni cittadino degli Stati Uniti – uomo, donna o bambino –
ci sono in circolazione 2500 dollari in contanti. Quanti di
voi conoscono qualcuno che se ne va in giro con 2500 dollari nel portafoglio? Il mistero, come spieghiamo, si risolve
con il denaro depositato nei registratori di cassa e con le banconote detenute dagli stranieri (vedi la scheda «Dove va a finire tutto il denaro?», p. 436).
◆ Le schede «Trabocchetti»
Quando gli studenti cominciano a studiare economia, è facile che possano cadere in errore su alcuni concetti. Abbiamo cercato di mettere in guardia gli studenti da questi erro-
XIV Prefazione
ri nelle schede «Trabocchetti». Qui si illustrano in dettaglio
e si correggono alcuni equivoci comuni, come la differenza
tra il costo totale crescente e il costo marginale crescente (vedi
nel capitolo 7 la scheda «Costo totale crescente e costo marginale crescente», p. 159).
◆ Grafici di facile comprensione per gli studenti
Per gli studenti di un corso introduttivo comprendere i grafici è spesso uno degli ostacoli più insormontabili. Per cercare di ovviare a questo problema, questo libro è stato studiato in modo tale che le figure siano grandi, chiare e facili da
seguire. Molte contengono commenti utili, apposti all’interno di fumetti ben visibili, che creano un legame con i concetti del testo. Le didascalie delle figure sono state scritte in
modo da integrare la discussione dei grafici contenuta nel testo e da aiutare lo studente a capire prontamente quel che osserva.
Ci siamo impegnati a fondo per rendere questi grafici di
facile comprensione per gli studenti. Per esempio, per aiutare gli studenti a superare uno degli scogli più fastidiosi – la
differenza tra lo spostamento di una curva e un movimento
lungo una curva – li incoraggiamo a vedere questa differenza attraverso due diversi tipi di freccia: una che indica spostamento (
) e un’altra che indica il movimento
lungo una curva (
). (Si vedano, per esempio, le figure 3.12 e 3.13, pp. 68-69.)
Gli studenti apprenderanno facilmente l’uso dei grafici
grazie anche agli esempi costruiti sui dati reali, spesso presentati in forma grafica in modo da poter essere direttamente paragonabili ai diagrammi analitici. Per esempio, quello di
curva di offerta aggregata può sembrare inizialmente un concetto astratto, ma nel capitolo 16 («La domanda aggregata e
l’offerta aggregata») cerchiamo di renderlo più concreto illustrando l’idea di offerta aggregata con l’andamento effettivo
della produzione aggregata e del livello generale dei prezzi negli anni 1930 (vedi la figura 16.6, p. 381).
Un’utile appendice sui grafici Per gli studenti che potrebbero
trarre giovamento da una spiegazione sul modo in cui si costruiscono e si usano i grafici in economia, abbiamo incluso
una dettagliata appendice sui grafici alla fine del capitolo 2
(p. 40). Questa appendice è piuttosto ricca di materiale, perché sappiamo che alcuni studenti hanno bisogno di questo
materiale di base e non volevamo limitarci a una rapida rassegna. Speriamo che questa appendice prepari nel modo migliore gli studenti a usare e interpretare i grafici di questo libro di testo e quelli che troveranno altrove (nei quotidiani,
nelle riviste e così via).
◆ Le definizioni delle parole chiave
Le definizioni di tutte le parole chiave, oltre a essere contenute nel testo, sono collocate anche ai margini per agevolare
lo studente nello studio e nel ripasso.
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◆ Guardando avanti
Ogni capitolo si chiude con un paragrafo intitolato «Guardando avanti», che contiene una breve anticipazione di quel
che si trova nei capitoli successivi. Questo paragrafo conclusivo fornisce allo studente un senso di continuità tra i capitoli.
◆ Gli strumenti a fine capitolo
Oltre ai riepiloghi di «Ripasso rapido» riportati alla fine di
ciascun paragrafo principale, ogni capitolo si chiude con un
Riepilogo breve ma completo delle parole e dei concetti fondamentali. A questo segue un elenco di Parole chiave con un
rimando alla pagina in cui è fornita la definizione.
Infine, per ogni capitolo abbiamo creato un insieme di
Esercizi, posti alla fine del capitolo, piccoli problemi per mettere alla prova l’intuizione ma anche la capacità di calcolare
le principali variabili. Abbiamo prestato molta attenzione alla
formulazione di questi problemi, e gli insegnanti possono essere sicuri che sono test accurati per l’apprendimento degli
studenti.
◆ Gli adattamenti
Gli ampi riferimenti alla realtà economica concreta, che inevitabilmente caratterizzano un libro di macroeconomia, hanno suggerito di operare alcuni adattamenti per il lettore italiano. I passi aggiunti corredano il testo di dati e notizie sull’economia italiana ed europea, da affiancare a quella statunitense alla quale gli autori fanno soprattutto riferimento.
Questi inserti sono contraddistinti graficamente dalla bandiera dell’Unione Europea e sono distinguibili anche nell’indice generale del libro.
■ COME È ORGANIZZATO QUESTO VOLUME
E COME USARLO
Questo volume è organizzato per componenti; il materiale
teorico pertinente a ciascuna componente viene usato come
una base su cui costruire e integrare gli elementi teorici della componente successiva. Queste componenti corrispondono alle otto parti in cui è suddiviso il libro. Presentiamo una
breve rassegna delle parti e dei capitoli, seguita da una discussione dei vari modi in cui un insegnante può adattare
questo volume agli obiettivi che si prefigge.
◆ Parte I: Che cos’è l’economia?
Nell’Introduzione, «Gli affari quotidiani della vita», gli studenti sono introdotti allo studio dell’economia nel contesto
di un normale sabato pomeriggio di compere nell’Italia di
oggi, fornendo loro le definizioni di termini fondamentali
come economia, mano invisibile e struttura di mercato. Inoltre, l’Introduzione getta anche uno sguardo generale alla teo-
Prefazione
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ria economica, spiegando la differenza tra microeconomia e
macroeconomia.
Nel capitolo 1, «I principi fondamentali», presentiamo
e spieghiamo nove principi: quattro principi relativi alla scelta individuale, che coprono concetti come il costo-opportunità, l’analisi marginalista e gli incentivi; e cinque principi relativi alle interazioni tra gli individui, che coprono concetti
come i benefici dello scambio, l’efficienza del mercato e i fallimenti del mercato. Nei capitoli che seguono cerchiamo di
agevolare il processo intuitivo facendo spesso riferimento a
questi principi nello spiegare specifici modelli. Gli studenti
imparano che questi nove principi costituiscono le fondamenta concettuali di tutta la disciplina economica.
Il capitolo 2, «I modelli economici: trade-off e scambio»,
mostra agli studenti come formulare un ragionamento economico, usando tre modelli – la frontiera delle possibilità di
produzione, il vantaggio comparato e lo scambio, e il diagramma di flusso circolare – per analizzare il mondo attorno
a loro. Questo capitolo fornisce agli studenti una prima introduzione ai benefici dello scambio e ai raffronti internazionali. L’appendice al capitolo 2 contiene materiale di ripasso sulla matematica e sui grafici per quegli studenti e quegli insegnanti che desiderano farne uso.
◆ Parte II: Domanda e offerta
In questa parte forniamo agli studenti gli strumenti analitici
di base per comprendere come agiscono i mercati, strumenti che sono comuni alla micro- e alla macroeconomia.
Il capitolo 3, «Domanda e offerta», copre il materiale
classico sull’argomento ma con un approccio innovativo e interessante, illustrando la domanda, l’offerta, l’equilibrio di
mercato, l’eccedenza e la penuria nel contesto del mercato dei
biglietti per un evento sportivo acquistati e venduti dai bagarini. Gli studenti apprendono come si spostano le curve di
domanda e di offerta dei biglietti in reazione agli annunci sull’abbandono dell’attività agonistica da parte di una stella dello sport.
Il capitolo 4, «Il mercato si vendica», copre vari tipi di
interventi nel mercato e le relative conseguenze: controlli dei
prezzi e della quantità, inefficienza e perdita secca, e tasse sui
consumi. Attraverso esempi concreti come il controllo dei canoni d’affitto e le licenze dei taxi nella città di New York, i
costi generati dai tentativi di controllare i mercati assumono
per gli studenti una dimensione reale.
Nel capitolo 5, «L’elasticità», le azioni dell’OPEC e le
loro conseguenze per il mercato mondiale del petrolio costituiscono l’esempio tratto dal mondo reale con cui vogliamo
motivare gli studenti allo studio dell’elasticità della domanda al prezzo. In questo capitolo introduciamo varie misure di
elasticità, e mostriamo come le elasticità sono usate per valutare l’incidenza di un’accisa.
Attraverso una serie di esempi come quello del mercato
dei libri di testo usati e di eBay, nel capitolo 6, «Il surplus
del consumatore e del produttore», gli studenti apprendono
XV
come i mercati possono contribuire a migliorare il benessere
degli individui. Pur ponendo fortemente l’accento sui concetti di efficienza di mercato e perdita secca, anticipiamo i
casi in cui il mercato può fallire.
◆ Parte III: L’impresa
Nel capitolo 7, «Dietro la curva di offerta: fattori di produzione e costi», sviluppiamo la funzione di produzione e le
varie misure di costo dell’impresa. Discutiamo in profondità
la differenza tra costo medio e costo marginale, attraverso alcuni esempi come la media delle votazioni ottenute da uno
studente. Il capitolo 8, «La concorrenza perfetta e la curva
di offerta», spiega la decisioni di produzione di un’impresa
perfettamente concorrenziale, le sue decisioni in merito all’entrata e l’uscita da un settore, e l’equilibrio di un mercato
perfettamente concorrenziale. Attraverso l’ausilio di esempi
come i farmaci generici e la crisi energetica californiana del
2000-2001, eseguiamo un raffronto tra il comportamento
degli oligopolisti e quello dei monopolisti.
Cosa viene dopo: mercati ed efficienza o strutture di mercato?
Alcuni docenti potrebbero considerare facoltativo il capitolo 9, «I mercati dei fattori e la distribuzione del reddito». Su
questo capitolo è probabile che si soffermino i docenti che
desiderano approfondire soprattutto la microeconomia e quelli che desiderano porre l’accento sul mercato del lavoro. Analogamente, non tutti i docenti vorranno collocare il capitolo 10, «Efficienza, inefficienza ed equità», nello stesso punto del corso: alcuni preferiranno posporne lo studio, esaminando prima le strutture di mercato trattate nei capitoli 11,
«Il monopolio», e 12, «L’oligopolio, la concorrenza monopolistica e la differenziazione del prodotto». Questi capitoli
sono strutturati in modo tale da poter essere studiati in entrambe le sequenze.
◆ Parte IV: Mercati ed efficienza
Il capitolo 9, «I mercati dei fattori e la distribuzione del reddito», copre il modello del mercato concorrenziale dei fattori e la distribuzione del reddito tra i fattori di produzione.
Contiene anche alcune variazioni e interpretazioni alternative del mercato del lavoro: vi si discute il modello del salario
di efficienza e l’influenza di fattori come l’istruzione, la discriminazione e il potere di mercato. Speriamo che il modello presenti una visione bilanciata dei punti di forza e di debolezza del modello del mercato del lavoro concorrenziale e
che agevoli la comprensione delle questioni di efficienza ed
equità discusse nel capitolo seguente.
Il capitolo 10, «Efficienza, inefficienza ed equità», si apre
con una discussione del significato di efficienza in relazione
a una economia di mercato nel suo insieme, seguita da una
trattazione dei principi di equità. Seguono poi due paragrafi
dedicati a spiegare l’inefficienza nel mercato: il caso delle esternalità e quello dei beni pubblici. Alcuni docenti potrebbero
XVI Prefazione
voler affrontare i paragrafi dedicati a esternalità e beni pubblici, ma espungere la discussione dell’equilibrio generale proposta nella prima parte del capitolo. Perché perdere tempo
con un argomento che potrebbe risultare ostico – l’equilibrio
generale – in un corso semestrale? Perché così facendo si offre allo studente una comprensione più approfondita degli
obiettivi spesso contrastanti di efficienza ed equità: un argomento che non può essere adeguatamente sviscerato in un
contesto di equilibrio parziale. Come esempio reale, trattiamo il processo di unificazione delle due Germanie, evidenziando il trade-off che i politici tedeschi hanno dovuto affrontare: adottare provvedimenti che avrebbero favorito l’efficienza o ridurre il divario di reddito tra Est e Ovest?
◆ Parte V: La struttura di mercato: oltre la
concorrenza perfetta
Il capitolo 11, «Il monopolio», contiene una trattazione esauriente del monopolio, incluse questioni come la discriminazione di prezzo e gli effetti di benessere del monopolio. Il capitolo è corredato da una serie di esempi pertinenti, come
quello dei diamanti De Beers, la manipolazione del prezzo da
parte delle imprese energetiche californiane e le politiche di
prezzo delle linee aeree. Nel capitolo 12, «L’oligopolio, la
concorrenza monopolistica e la differenziazione del prodotto», offriamo agli studenti un’introduzione alla concorrenza imperfetta, presentando i fondamenti della teoria dei
giochi, sia singoli sia ripetuti. Presentiamo poi un esempio di
concorrenza monopolistica che dovrebbe essere un riferimento
familiare nella vita quotidiana di molti studenti: le bancarelle della frutta al mercatino rionale. La trattazione dell’argomento si conclude con l’analisi di entrata e uscita dal mercato, considerazioni sull’efficienza, e pubblicità.
◆ Parte VI: Estendere i confini del mercato
Nel capitolo 2 presentiamo una trattazione completa dei benefici dello scambio e della differenza tra vantaggio assoluto
e vantaggio comparato, illustrati attraverso un esempio internazionale (il commercio tra paesi ad alto salario e a basso
salario). Il capitolo 13, «Il commercio internazionale», si
basa su quel materiale. Dopo un ripasso del concetto di vantaggio comparato, ne identifica le fonti, considera il problema dei dazi e del contingentamento delle importazioni, ed
esplora le politiche protezionistiche. In risposta agli eventi
più recenti, è dato ampio spazio al dibattito sulle importazioni provenienti dai paesi con un basso costo del lavoro.
◆ Parte VII: Introduzione alla macroeconomia
Il capitolo 14, «Macroeconomia: un quadro generale», introduce le idee fondamentali della macroeconomia. Cominciando con un esempio molto caro agli studenti – il modo in
cui il ciclo economico influenza le prospettive occupaziona-
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li dei neolaureati – questo capitolo passa velocemente in rassegna i concetti di recessione ed espansione, occupazione e
disoccupazione, crescita economica di lungo periodo, inflazione e deflazione, ed economia aperta.
Il capitolo 15, «Seguire l’andamento della macroeconomia», spiega come sono calcolate le cifre usate dai macroeconomisti, e perché. Cominciamo con un esempio tratto dal
mondo reale, di come una stima del PIL reale abbia impedito a un paese di compiere gravi errori di politica economica:
presentiamo poi gli elementi fondamentali della contabilità
nazionale, delle rilevazioni statistiche sulla disoccupazione, e
gli indici dei prezzi.
◆ Parte VIII: Le fluttuazioni economiche di breve
periodo
La parte VIII inizia con il capitolo 16, «La domanda aggregata e l’offerta aggregata». La storia di apertura di questo capitolo descrive la recessione del 1979-1982, che colpì gli Stati Uniti con la sua combinazione di recessione e inflazione.
Ciò introduce a un’analisi degli effetti degli shock della domanda e dell’offerta sull’economia. Nell’analizzare gli shock
della domanda, offriamo una spiegazione semplice e intuitiva del concetto di moltiplicatore, usando l’idea di incrementi successivi della spesa dopo uno shock iniziale per illustrare come si sposta la curva di domanda aggregata. Nell’analizzare gli shock dell’offerta, evidenziamo gli shock sia positivi, come la forte crescita della produttività della fine degli
anni 1990, sia negativi. Il capitolo si chiude con l’idea fondamentale che nel breve periodo gli shock della domanda influenzano solo la produzione aggregata.
Il capitolo 17, «La politica fiscale», ci porta inizialmente in Giappone, dove la politica fiscale discrezionale ha assunto la forma di enormi opere pubbliche, spesso di dubbio
valore. Ciò introduce all’analisi del ruolo della politica fiscale discrezionale nel generare spostamenti della curva di domanda aggregata, usando la spiegazione intuitiva del moltiplicatore contenuta nel capitolo 16. Esaminiamo anche gli
stabilizzatori automatici, illustrando la loro importanza attraverso una descrizione delle difficoltà del «Patto di Stabilità» europeo, e le questioni di solvibilità sollevate dal debito
pubblico nel lungo periodo.
Il capitolo 18, «La moneta, la banca centrale e la politica monetaria», copre il ruolo della moneta, i modi in cui le
banche creano moneta, la struttura e il ruolo della Federal
Reserve e di altre banche centrali, e il ruolo della banca centrale nel determinare i tassi di interesse, influenzando per questa via la domanda aggregata. Facendo riferimento ad alcuni
episodi della storia economica statunitense e alla storia della
creazione dell’euro, illustriamo l’evoluzione della moneta e
delle istituzioni monetarie. Facciamo inoltre riferimento ai
drammatici sviluppi della politica monetaria a partire dal
2000, che permettono di illustrare ancora più facilmente il
ruolo della banca centrale.
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■ RINGRAZIAMENTI
Scrivere un libro di testo è un lavoro di squadra, e non saremmo
mai arrivati fino a questo punto senza l’assistenza attenta e capace
di tutti i consulenti, i revisori, i partecipanti ai gruppi di lavoro, gli
esercitatori e tutti coloro che ci hanno generosamente fornito commenti sul nostro lavoro.
Siamo particolarmente grati ad alcuni docenti per la guida che
ci hanno offerto e per le accurate annotazioni apportate a ogni capitolo:
Irma T. Alonso, Florida International University; Clive Belfield,
Queens College; Jose L. Esteban, Palomar College; Devra Golbe,
Hunter College; Frances F. Lea, Germanna Community College;
Noreen E. Lephardt, Marquette University; Chris N. McGrew, Purdue University; Abdulhamid Sukar, Cameron University; Jose J.
Vazquez-Cognet, University of Illinois, Urbana-Champaign.
Dobbiamo un particolare ringraziamento alle seguenti persone, per
la loro guida nella stesura de L’essenziale di economia e per il feedback dettagliato su ciascun capitolo:
Carlos Aguilar, El Paso Community College; Andreas Bentz, Dartmouth College; Norman R. Cloutier, University of WisconsinParkside.
Abbiamo un debito di gratitudine nei confronti dei seguenti revisori e consulenti per i suggerimenti e i consigli che ci hanno dato
su parti del nostro manoscritto:
Ashley Abramson, Barstow College; Ljubisa Adamovich, Florida
State University; Lee Adkins, Oklahoma State University; Elena Alvarez, State University of New York, Albany; David A. Anderson,
Centre College; Fahima Aziz, Hamline University; Sheryl Ball, Virginia Polytechnic Institute and State University; Charles L. Ballard,
Michigan State University; Cynthia Bansak, San Diego State University; Richard Barrett, University of Montana; Daniel Barszcz,
College of DuPage; Charles A. Bennett, Gannon University; Andreas Bentz, Dartmouth College; Ruben Berrios, Clarion University; Joydeep Bhattacharya, Iowa State University; Harmanna Bloemen, Houston Community College; Michael Bordo, Rutgers University, NBER; James Bradley, Jr., University of South Carolina;
William Branch, University of Oregon; Michael Brandl, University
of Texas, Austin; Greg Brock, Georgia Southern University; Raymonda L. Burgman, DePauw University; Charles Callahan III, State University of New York, Brockport; James Carden, University of
Mississippi; Bill Carlisle, University of Utah; Leonard A. Carlson,
Emory University; Andrew Cassey, University of Minnesota; Shirley Cassing, University of Pittsburgh; Yuna Chen, South Georgia
College; Jim Cobbe, Florida State University; Eleanor D. Craig,
University of Delaware; Rosemary Thomas Cunningham, Agnes
Scott College; James Cypher, California State University, Fresno;
Susan Dadres, Southern Methodist University; Ardeshir Dalal,
Northern Illinois University; A. Edward Day, University of Texas,
Dallas; Dennis Debrecht, Carroll College; Stephen J. DeCanio,
University of California, Santa Barbara; J. Bradford DeLong, University of California, Berkeley; Julie Derrick, Brevard Community
College; Carolyn Dimitri, Montgomery College, Rockville; Patrick
Dolenc, Keene State College; Amitava Dutt, University of Notre
Dame; Jim Eaton, Bridgewater College; Jim Eden, Portland Community College; Rex Edwards, Moorpark College; Can Erbil, Brandeis University; Sharon J. Erenburg, Eastern Michigan University;
Prefazione
XVII
Joe Essuman, University of Wisconsin, Waukesha; David N. Figlio,
University of Florida; David W. Findlay, Colby College; Eric Fisher, Ohio State University/University of California, ; Santa Barbara; Oliver Franke, Athabasca University; Rhona Free, Eastern
Connecticut State University; K. C. Fung, University of California,
Santa Cruz; Susan Gale, New York University; Neil Garston, California State University, Los Angeles; E. B. Gendel, Woodbury University; J. Robert Gillette, University of Kentucky; Lynn G. Gillette, University of Kentucky; James N. Giordano, Villanova University; Robert Godby, University of Wyoming; David Goodwin, University of New Brunswick; Lisa Grobar, California State University,
Long Beach; Philip Grossman, St. Cloud State University; Wayne
Grove, Syracuse University; Alan Gummerson, Florida International University; Jang-Ting Guo, University of California, Riverside;
Jonathan Hamilton, University of Florida; Mehdi Haririan, Bloomsburg University of Pennsylvania; Hadley Hartman, Santa Fe Community College; Julie Heath, University of Memphis; John Heim,
Rensselaer Polytechnic Institute; Jill M. Hendrickson, University
of the South; Rob Holm, Franklin University; David Horlacher,
Middlebury College; Robert Horn, James Madison University; Scott
Houser, California State University, Fresno; Patrik T. Hultberg, University of Wyoming; Aaron Jackson, Bentley College; Nancy Jianakoplos, Colorado State University; Donn Johnson, Quinnipiac
University; Bruce Johnson, Centre College; Philipp Jonas, Western
Michigan University; Michael Jones, Bridgewater State College; James Jozefowicz, Indiana University of Pennsylvania; Kamran M.
Kadkhah, Northeastern University; Matthew Kahn, Columbia University; Barry Keating, University of Notre Dame; Diane Keenan,
Cerritos College; Bill Kerby, California State University, Sacramento;
Kyoo Kim, Bowling Green University; Philip King, San Francisco
State University; Sharmila King, University of the Pacific; Kala Krishna, Penn State University, NBER; Jean Kujawa, Lourdes College; Maria Kula, Roger Williams University; Michael Kuryla, Broome Community College; Tom Larson, California State University,
Los Angeles; Susan K. Laury, Georgia State University; Jim Lee,
Texas A&M University, Corpus Christi; Tony Lima, California State University, Hayward; Solina Lindahl, California State Polytechnic University, Pomona; Malte Loos, Christian-Albrechts Universität Kiel; Marty Ludlum, Oklahoma City Community College;
Mark Maier, Glendale Community College; Rachel McCulloch,
Brandeis University; Doug Meador, William Jewell College; Diego
Mendez-Carbajo, Illinois Wesleyan University; Juan Mendoza, State University of New York at Buffalo; Jeffrey Michael, Towson University; Jenny Minier, University of Miami; Ida A. Mirzaie, John
Carroll University; Kristen Monaco, California State University,
Long Beach; Marie Mora, University of Texas, Pan American; W.
Douglas Morgan, University of California, Santa Barbara; Peter B.
Morgan, University of Michigan; Tony Myatt, University of New
Brunswick, Fredericton; Kathryn Nantz, Fairfield University; John
A. Neri, University of Maryland; Charles Newton, Houston Community College; Joe Nowakowski, Muskingum College; Seamus
O’Cleireacain, Columbia University/State University of ; New York,
Purchase; Martha Olney, University of California, Berkeley; Kerry
Pannell, DePauw University; Chris Papageorgiou, Louisiana State
University; Brian Peterson, Central College; John Pharr, Dallas
County Community College; Clifford Poirot, Shawnee State University; Raymond E. Polchow, Zane State College; Adnan Qamar,
University of Texas, Dallas; Jeffrey Racine, University of South Florida; Matthew Rafferty, Quinnipiac University; Dixie Watts Rea-
XVIII Prefazione
ves, Virginia Polytechnic Institute and ; State University; Siobhán
Reilly, Mills College; Thomas Rhoads, Towson University; Libby
Rittenberg, Colorado College; Malcom Robinson, Thomas More
College; Michael Rolleigh, Williams College; Christina Romer, University of California, Berkeley; Brian P. Rosario, University of California, Davis; Bernard Rose, Rocky Mountain College; Patricia
Rottschaefer, California State University, Fullerton; Jeff Rubin, Rutgers University; Henry D. Ryder, Gloucester Community College;
Allen Sanderson, University of Chicago; Rolando Santos, Lakeland
Community College; Christine Sauer, University of New Mexico;
Elizabeth Sawyer-Kelly, University of Wisconsin, Madison; Edward
Sayre, Agnes Scott College; Robert Schwab, University of Maryland; Adina Schwartz, Lakeland College; Gerald Scott, Florida Atlantic University; Stanley Sedo, University of Maryland; William Shambora, Ohio University; Gail Shields, Central Michigan University;
Amy Shrout, West High School; Eugene Silberberg, University of
Washington; Bill Smith, University of Memphis; Ray Smith, College of St. Scholastica; Judy Smrha, Baker University; Marcia S. Snyder, College of Charleston; John Solow, University of Iowa; David
E. Spencer, Brigham Young University; Denise Stanley, California
State University, Fullerton; Martha A. Starr, American University;
Richard Startz, University of Washington; Carol Ogden Stivender,
University of North Carolina, Charlotte; Jill Stowe, Texas A&M
University, Austin; William Stronge, Florida Atlantic University;
Rodney Swanson, University of California, Los Angeles; Sarinda
Taengnoi, Western New England College; Lazina Tarin, Central
Michigan University; Jason Taylor, University of Virginia; Mark
Thoma, University of California, San Diego; Mehmet Tosun, West
Virginia University; Karen Travis, Pacific Lutheran University; Sandra Trejos, Clarion University; Arienne Turner, Fullerton College;
Neven Valev, Georgia State University; Kristin Van Gaasbeck, California State University; Abu Wahid, Tennessee State University;
Stephan Weiler, Colorado State University; James N. Wetzel, Virginia Commonwealth University; Robert Whaples, Wake Forest
University; Roger White, University of Georgia; Jonathan B. Wight, University of Richmond; Mark Wohar, University of Nebraska, Omaha; William C. Wood, James Madison University; Ken
Woodward, Saddleback College; Bill Yang, Georgia Southern University; Cemile Yavas, Pennsylvania State University; Andrea Zanter, Hillsborough Community College.
Dobbiamo ringraziare per la loro assistenza anche i seguenti studenti di dottorato: Kristy Piccinni, University of California, Berkeley; Lanwei Yang, University of California, Berkeley; Casey Rothschild, Massachusetts Institute of Technology; Naomi E. Feldman,
University of Michigan, Ann Arbor.
Nel redigere il nostro manoscritto abbiamo incontrato personalmente, nel corso di gruppi di lavoro, molti insegnanti di corsi
introduttivi, che ci hanno fornito degli stimoli preziosi. Apprezziamo i consigli e i suggerimenti di questi colleghi:
Michael Bordo, Rutgers University; Jim Cobbe, Florida State University; Tom Creahan, Morehead State University; Stephen DeCanio, University of California, Santa Barbara; Jim Eden, Portland
Community College, Sylvania; David Flath, North Carolina State
University; Rhona Free, Eastern Connecticut State University; Rick
Godby, University of Wyoming; Wayne Grove, Syracuse University; Jonathan Hamilton, University of Florida; Robert Horn, James Madison University; Patrik Hultberg, University of Wyoming;
Bruce Johnson, Centre College; Jim Jozefowicz, Indiana University
© 978-88-08-26614-9
of Pennsylvania; Jim Lee, Texas A&M University, Corpus Christi;
Rachel McCulloch, Brandeis University; Ida Mirzaie, John Carroll
University; Henry D. Ryder, Gloucester Community College; Marcia Snyder, College of Charleston; Brian Trinque, University of
Texas, Austin; William C. Wood, James Madison University.
Molte grazie agli esercitatori che hanno usato le prime stesure dei
nostri capitoli nelle loro lezioni. Questi insegnanti, che elenchiamo
di seguito, dovrebbero sapere che abbiamo fatto tesoro dei loro utili suggerimenti. Vorremmo porgere un ringraziamento speciale anche a molti dei vostri studenti che hanno compilato le nostre schede di valutazione sui nostri capitoli. L’input degli studenti ci è stato di grande ispirazione.
Ashley Abramson, Barstow College; Terry Alexander, Iowa State
University; Fahima Aziz, Hamline University; Benjamin Balak, Rollins College; Leon Battista, Bronx Community College; Richard
Beil, Auburn University; Charles Bennett, Gannon University; Scott
Benson, Idaho State University; Andreas Bentz, Dartmouth College; John Bockino, Suffolk County Community College; Ellen
Bowen, Fisher College, New Bedford; Anne Bresnock, University
of California, Los Angeles; Bruce Brown, California State Polytechnic University, Pomona; John Buck, Jacksonville University; Raymonda Burgman, University of Southern Florida; William Carlisle, University of Utah; Kevin Carlson, University of Massachusetts,
Boston; Fred Carstensen, University of Connecticut; Shirley Cassing, University of Pittsburgh; Ramon Castillo-Ponce, California
State University, Los Angeles; Emily Chamlee-Wright, Beloit College; Anthony Chan, Santa Monica College; Mitch Charkiewiecz,
Central Connecticut State University; Yuna Chen, South Georgia
College; Maryanne Clifford, Eastern Connecticut State University;
Julia Chismar, St. Joseph’s High School; Gregory Colman, Pace University; Sarah Culver, University of Alabama; Rosa Lea Danielson,
College of DuPage; Lew Dars, University of Massachusetts/Dartmouth; Stephen Davis, Southwest Minnesota State University; Tom
DelGiudice, Hofstra University; Arna Desser, United States Naval
Academy; Nikolay Dobrinov, University of Colorado; Patrick Dolenc, Keene State College; Stratford Douglas, West Virginia University; Julie Dvorak, Warren Township High School; Dorsey Dyer,
Davidson County Community College; Mary Edwards, St. Cloud
State University; Fritz Efaw, University of Tennessee, Chattanooga;
Herb Elliot, Alan Hancock College; Can Erbil, Brandeis University; Yee Tien Fu, Stanford University; Yoram Gelman, Lehman College, The City University of New York; E.B. Gendel, Woodbury
College; Doug Gentry, St. Mary’s College; Tommy Georgiades, DeVry University; Satyajit Ghosh, University of Scranton; Richard
Glendening, Central College; Patrick Gormely, Kansas State University; Richard Gosselin, Houston Community College, Central;
Patricia Graham, University of Northern Colorado; Kathleen Greer
Rossman, Birmingham Southern College; Wayne Grove, Syracuse
University; Eleanor Gubins, Rosemont College; Alan Haight, State University of New York, Cortland; Gautam Hazarika, University
of Texas, Brownsville; Tom Head, George Fox University; Susan
Helper, Case Western Reserve University; Paul Hettler, Duquesne
University; Roger Hewett, Drake University; Michael Hilmer, San
Diego State University; Jill Holman, University of Wisconsin,
Milwaukee; Scott Houser, California State University, Fresno; Ray
Hubbard, Central Georgia Technical College; Murat Iyigun, University of Colorado; Habib Jam, Rowan University; Louis Johnston,
College of St. Benedict/St. John’s University; Jack Julian, Indiana
© 978-88-08-26614-9
University of Pennsylvania; Soheila Kahkashan, Towson University;
Charles Kaplan, St. Joseph’s College; Jay Kaplan, University of Colorado, Boulder; Bentzil Kasper, Broome Community College; Kurt
Keiser, Adams State College; Ara Khanjian, Ventura College; Sinan
Koont, Dickinson College; Emil Kreider, Beloit College; Kenneth
Kriz, University of Nebraska, Omaha; Tom Larson, California State University, Los Angeles; Delores Linton, Tarrant County College, Northwest; Rolf Lokke, Albuquerque Academy; Ellen Magenheim, Swarthmore College; Diana McCoy, Truckee Meadows
Community College; Garrett Milam, Ryerson University; Robert
Miller, Fisher College, New Bedford Campus; Michael Milligan,
Front Range Community College; Cathy Miners, Fairfield University; Larry Miners, Fairfield University; Kristen Monaco, California State University, Long Beach; Marie Mora, University of
Texas, Pan American; James Mueller, Alma College; Ranganath
Murthy, Bucknell University; Sylvia Nasar, Columbia University;
Gerardo Nebbia, Glendale Community College; Anthony Negbenebor, Gardner-Webb University; Joseph Nowakowski, Muskingum College; Charles Okeke, Community College of Southern Nevada; Kimberley Ott, Kent State University, Salem Campus; Philip
Packard, St. Mary’s College; Jamie Pelley, Mary Baldwin College;
Michael Perelman, California State University; Mary K. Perkins,
Howard University; John Pharr, Dallas Community College, Cedar Valley; Jerome Picard, Mount Saint Mary College; Ray Polchow,
Muskingum Area Technical College; Ernest Poole, Fashion Institute of Technology; Reza Ramazani, St. Michael’s College; Charles
Reichheld, Cuyahoga Community College; Siobhan Reilly, Mills
College; Michael Righi, Bellevue Community College; Carl Riskin,
Queens College, The City University of New York; Malcolm Robinson, Thomas More College; Charles Rock, Rollins College; Richard Romano, Broome Community College; Jeff Romine, University of Colorado, Denver; Bernie Rose, Rocky Mountain College; Dan Rubenson, Southern Oregon University; Jeff Rubin, Rutgers University; Lynda Rush, California State Polytechnic University, Pomona; Martin Sabo, Community College of Denver; Sara
Saderion, Houston Community College, Southwest; George Sawdy,
Providence College; Ted Scheinman, Mt. Hood Community College; Russell Settle, University of Delaware; Anna Shostya, Pace
University; Amy Shrout, West High School; Millicent Sites, Carson-Newman College; Judy Smrha, Baker University; John Somers,
Portland Community College; Jim Spellicy, Lowell High School;
Tesa Stegner, Idaho State University; Kurt Stephenson, Virginia
Tech; Charles Stull, Kalamazoo College; Laddie Sula, Loras College; David Switzer, University of Northern Michigan; Deborah Thorsen, Palm Beach Community College; Andrew Toole, Cook College/Rutgers University; Arienne Turner, Fullerton College; Anthony
Uremovic, Joliet Junior College; Jane Wallace, University of Pittsburgh; Tom Watkins, Eastern Kentucky University; James Wetzel,
Virginia Commonwealth University; Mark Witte, Northwestern
University; Larry Wolfenbarger, Macon State College; James Woods,
Portland State University; Mickey Wu, Coe College; David Yerger,
Indiana University of Pennsylvania; Eric Young, Bishop Amat Memorial High School; Lou Zaera, Fashion Institute of Technology;
Andrea Zanter, Hillsborough Community College, Dale Mabry
Campus; Stephen Zill, De Anza College.
Apprezziamo anche i contributi del nostro Two-Year/ Community
College Advisory Panel:
Kathleen Bromley, Monroe Community College; Barbara Connolly,
Prefazione
XIX
Westchester Community College; Will Cummings, Grossmont College; Richard Gosselin, Houston Community College, Central; Gus
Herring, Brookhaven College; Charles Okeke, Community College of Southern Nevada; Charles Reichheld, Cuyahoga Community
College; Sara Saderion, Houston Community College, Southwest;
Ted Scheinman, Mt. Hood Community College; J. Ross Thomas,
Albuquerque Technical Vocational Institute; Deborah Thorsen,
Palm Beach Community College; Ranita Wyatt, Dallas Community College.
Vorremmo ringraziare anche le centinaia di insegnanti che si sono
premurati di darci il loro utile riscontro attraverso i sondaggi di
marketing sul nostro libro condotti via Internet. Siete quasi ottocento, e ci piacerebbe avere abbastanza spazio per ringraziare ciascuno di voi individualmente per il vostro contributo e le vostre
idee. Vogliate accettare la nostra più profonda gratitudine per il ruolo che avete svolto nel nostro progetto.
Le persone che seguono hanno dato un contributo fondamentale, leggendo con occhio critico ogni singola pagina di ogni capitolo delle molte stesure del nostro manoscritto, offrendoci così tanto. Andreas Bentz, Dartmouth College, ha supervisionato i controlli sull’accuratezza del testo, ma il suo ruolo si è evoluto in qualcosa di molto più ampio: un consigliere onnipresente e instancabile, che ha chiarito il nostro lavoro a ogni passo. È davvero raro trovare qualcuno che sia così devoto a un progetto come lo è stato Andreas, e gli siamo immensamente grati. Martha Olney, University
of California, Berkeley, ci ha fornito stimoli molto utili per tutta la
durata del progetto: in parecchie occasioni ci siamo resi conto che
i suoi consigli ci hanno evitato di compiere gravi passi falsi da un
punto di vista didattico. I nostri più sentiti ringraziamenti anche a
Martha. L’editor Marilyn Freedman ci ha aiutato a dare forma a un
libro di testo che può essere utilmente impiegato dagli insegnanti,
infondendoci le necessarie dosi di buon senso nei momenti cruciali. Ci siamo affidati a lei perfino per appianare le controversie di carattere didattico tra di noi. Diverse altre persone hanno svolto un
ruolo prezioso leggendo i nostri capitoli: Elizabeth Sawyer-Kelly,
University of Wisconsin, Madison; David Findlay, Colby College;
Sharon J. Ehrenburg, Eastern Michigan University; Malte Loos,
Christian-Albrechts Universität Kiel; Kristy Piccinni e Lanwei Yang,
studenti laureati nella University of California, Berkeley. I vostri accurati suggerimenti sono stati di grande aiuto per noi. (Grazie, Kristy, anche per il tuo lavoro sul glossario.) Un ringraziamento speciale a Dave Figlio, University of Florida, per il suo aiuto inestimabile nella revisione e per i suoi contributi ai capitoli su lavoro e inflazione.
Grazie a Rhona Free per i suoi contributi in sede di revisione e
come partecipante ai gruppi di lavoro. Ma dobbiamo anche ringraziarla per il ruolo chiave che ha svolto nello sviluppare l’appendice sui grafici. Un ringraziamento speciale anche a Rosemary Cunnigham, Agnes Scott College, per l’assistenza sugli esercizi di fine
capitolo.
Vorremmo ringraziare il personale presente e passato di Worth
che ha reso possibile questo progetto. Paul Shensa e Bob Worth ci
hanno suggerito di scrivere questo libro. Craig Bleyer, direttore esecutivo, ha tenuto il processo in movimento, con la giusta combinazione di pazienza e di pressioni. L’abile leadership e la pazienza
di Craig ci hanno aiutato a finire il libro.
Elizabeth Widdicombe, presidente di Freeman and Worth, e
Catherine Woods, editore di Worth, hanno continuato a stimolar-
XX Prefazione
ci e non hanno mai perso la speranza con un progetto che, a tratti,
deve essere stato davvero esasperante.
E, soprattutto, un ringraziamento speciale a Sharon Balbos, responsabile esecutiva dello sviluppo di questo progetto, che pur essendo stressata come noi, ha mantenuto la calma in questi anni di
duro lavoro. Speriamo che questo libro sia all’altezza della dedizione e della professionalità che ha offerto a questo libro.
P. K. – R. W.
Desidero ringraziare Paul Krugman e Robin Wells per aver scritto
un libro di testo così dinamico: il mio progetto ha preso le mosse
da una collezione di gemme e, se il risultato brilla, il merito va soprattutto a loro.
Sono stati Alan McClare e Craig Bleyer a invitarmi per primi a
intraprendere quest’opera, e spero che il mio lavoro abbia soddisfatto le loro aspettative. È stato meraviglioso lavorare con Charlie
© 978-88-08-26614-9
Van Wagner, sempre pieno di energia, idee e incoraggiamenti. A
Paul Shensa devo un ringraziamento per avermi introdotto nel mondo dell’editoria ben vent’anni fa, quando Brad Schiller cercava revisori per il suo manuale di economia, e io ero ancora una dottoranda. Far partecipare Paul a questo progetto è stato un modo meraviglioso per chiudere il cerchio. L’aiuto di Marie McHale è stato
insostituibile in ogni frangente. Tracey Kuehn, Barbara Seixa e Mike
Ederer hanno sapientemente gestito la produzione, sopperendo ai
miei ritardi durante un periodo di malattia di mia madre, facendo
in modo che il flusso di lavoro procedesse senza intoppi.
La mia compagna, Esther Hargis, e nostro figlio Jimmy, di otto
anni e mezzo, sono tutto il mio mondo. Li ringrazio per l’amore,
l’appoggio e il riconoscimento che mi hanno tributato. Adesso, finalmente, possiamo andare a Disneyland.
M. L. O.
■ CREDITI
Capitolo 5
Fotografie
Fonti per i dati nella tabella 5.1 (p. 106): Uova, carne di manzo:
Kuo S. Huang e Biing-Hwan Lin, «Estimation of Food Demand
and Nutrient Elasticities from Household Survey Data», United
States Department of Agriculture Economic Research Service Technical Bulletin, n. 1887 (Washington, DC, U.S. Department of Agriculture, 2000); Cancelleria, benzina, viaggi aerei, viaggi all’estero: H.
S. Houthakker e Lester D. Taylor, Consumer Demand in the United States, 1929-1970: Analyses and Projections (Cambridge, MA,
Harvard University Press, 1966); Locali abitativi, pasti al ri-storante:
H. S. Houthakker e Lester D. Taylor, Consumer Demand in the United States: Analyses and Proiections, II ed. (Cambridge, MA, Harvard
University Press, 1970).
Pagina 5, Richard Hamilton Smith/Corbis; pagina 20, Landov Photos; pagina 53, a sinistra, Shelly/Castellanos/Zuma; al centro,
AFB/Corbis; a destra, Ronal Siemoneit/Corbis; pagina 78, PNI
Ltd./Picture Quest; pagina 103, Alden Pellet/The Image Works;
pagina 127 David Young-Wolff/PhotoEdit; pagina 150, a sinistra,
W. Wayne Lockwood, M.D./ Corbis; a destra, Peter Dean/Agripicture/Grant Heilman Photography; pagina 173, Peter Dean/Agripicture/Grant Heilman Photography; pagina 198, a sinistra, Tod
Bigelow/Aurora Photos; a destra, Jon Feingersch/Corbis; pagina
222, a sinistra, Pierre Merimme/Corbis; a destra, Getty Images;
pagina 252, Corbis; pagina 280, AP Wide World Photos; pagina
307, a sinistra, Rolf/Bruderer/Masterfile; a destra, Pablo Corral
V/Corbis; pagina 328, Jose Luis Pelaez/Corbis; pagina 343, a sinistra, Guy LeQuerrec/Magnum; a destra, Walter Bibikow/Index
Stock; pagina 372, Sclarandis, P. G./Stockphoto.com; pagina 404,
AFP Getty Images; pagina 432, a sinistra, Denni Brack/Bloomberg
News/Landov; a destra, John Gress/Reuters/Landov.
Capitolo 9
Fonte della scheda «Non c’è mai un taxi quando piove» (p. 216): C.
Camerer et al., «Labor Supply of New York City Cab Drivers: One
Day at a Time», Quarterly Journal of Economics, 112, pp. 407-471.

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