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Lunedì 21 maggio 2012
Rassegna Stampa realizzata da SIFA Srl
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Rassegna del 21 maggio 2012
SANITÀ LOMBARDIA
Bresciaoggi
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IN UNANNO 103 CROCI SULLE NOSTRE STRADE
Federica Pizzuto
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Bresciaoggi
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L'OSPEDALE IN PIAZZA È VERO MA I MALATI SONO BAMBOLOTTI
Marco Venturi
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Bresciaoggi
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FARMACIE, AVANTI C'È POSTO. LA SESTA SARÀ A PROMASE
F.z.
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Il Giornale Di Brescia
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UBRIACHI AL VOLANTE, RITIRATE 5 PATENTI
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Il Giornale Di Brescia
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A PALAZZOLO 50MILA DONAZIONI PER L'AVIS
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Il Giornale Di Brescia
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STUDENTI IN MEDICINA AMICI DEI PICCOLI
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Il Giornale Di Brescia
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ALL'OSPEDALE DEI PUPAZZI L'ORSETTO WINNY HA L'INFLUENZA
9
ASL BRESCIA
SANITÀ LOMBARDIA
LA MANIFESTAZIONE. In piazza Paolo VI a Concesio si è svolta la giornata della memoria organizzata dall'associazione bresciana «Condividere la strada della vita»
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futuro, dato che aveva appena
preso il diploma. Improvvisamente un'automobile gli
«È una perenne guerra civi- piomba addosso e Matteo rile» : è questa la definizione che mase per sedici mesi in coma
Roberto Merli, presidente dell' vegetativo; a novembre il suo
associazione «Condividere la giovane cuore non ce l'ha più
strada della vita», da del feno- fatta. Per lui e per chi, come
meno delle morti per inciden- lui, «si è visto rubare la vita su
ti stradali; lo fa guardando al- un tratto d'asfalto», la madre
le 103 croci che rappresentano ha creato l'associazione «Matle vittime degli incidenti mor- teo La Nasa», attraverso la
tali avvenuti sulle strade bre- quale desidera proporre un risciane nel 2011 e che ieri matti- baltamento di tendenza, che
na hanno riempito piazza Pao- metta al centro la tutela eia difesa dei diritti delle vittime e
lo VI a Concesio.
Alle croci erano state appese dei loro familiari, troppo spesle fotografie delle vittime, so- so abbandonati dalle istituzioprattutto giovani e giovanissi- ni.
mi. A piangerli restano i genitori, in un incessante dolore TRA LE CROCI anche la fotograstraziante, che potrebbe porta- fia di Marianna Bontempi,
re alla follia, perché, spiega 26enne di Castiglione delle StiMerli, «in quel momento mo- viere, che lo scorso anno andò
riamo davvero anche noi pa- a sbattere, complice la piogdri e madri delle giovani vitti- già, contro un albero davanti
al ristorante dove gli amici l'atme».
tendevano.
Che i figli muoiano prima dei
Ancora una volta non è solo
genitori è un avvenimento inla
mancanza di senso di renaturale. «Avrei voluto che fossponsabilità,
ma il destino, a
si io a morire dopo di lui, avrei
farla
da
padrone;
come nel cavolutooccuparrmdiluifinoalso
di
Luisa
Piccinelli
e Flora
lamia di morte» confessa CroFrascio,
due
diciassettenni
ce Castiglia, mamma di Matteo La Nasa, il ragazzo che il 18 che nel 1994 persero la vita inluglio 2010 si trovava nel po- sieme in un incidente, insiesto sbagliato al momento sba- me come lo furono da bambigliato: Matteo era al tavolino ne, a scuola e nel tempo libero,
di in un bar sulle colline di Lec- sempre insieme.
co, insieme alla sua fidanzatiRoberto Merli, con la sua asna, a fare progetti riguardo al sociazione, continua ad andaPud diri cu Pizzute o
SANITÀ LOMBARDIA
re nelle scuole a formare i più
giovani sulla sicurezza stradale, perché da adulti possiedano coscienza stradale e senso
di responsabilità che li porti
ad avere «il rispetto per gli altri». È proprio questo quello
che a volte manca sulle strade,
dove prevale la legge del più
forte, del più potente, del più
veloce; poca attenzione e poco
valore vengono dati non solo
alla propria vita, ma anche a
quella degli altri.
«Certo, il lavoro sui giovani è
importante - sottolinea Aristide Peli, assessore provinciale
alla Pubblica Istruzione, ricordando, dopo la messa di ieri
mattina, l'incontro avvenuto
all'«Abba-Ballim» in settimana -, ma la responsabilità è di
tutti noi». Per ricordare le vittime degli incidenti stradali, il
Comune di Brescia, insieme
all'associazione «Condividere
la strada della vita», ha aperto
una raccolta fondi per la costruzione di un monumento
di marmo di Botticino progettato dai ragazzi delle scuole,
che troverà spazio al Parco Ducos 2 di San Polo: «Servirà a costruire una memoria collettiva» ricorda il vicesindaco Rolfi. Per informazioni e per aderire economicamente all'iniziativa rivolgersi all'associazione
«Condividere la strada della
vita» o all'indirizzo web del Comune di Brescia. •
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L1N1Z1ATIVA, in piazza Tebaldo Brusato si è ripetuta l'8a edizione de «L'ospedale dei pupazzi», organizzato dal Sism
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sintomi. Subito dopo si sono strappare un sorriso ai più picrecati ad uno dei quattro am- coli e ad avvicinare i bambini
bulatori, allestiti in uno dei ga- ad un mondo, quello dell'ospe«La mia bambola ha la febbre zebo, dove una squadra di me- dale, molto spesso guardato
e la tosse: potete curarla?». È dici ha effettuato l'anamnesi con diffidenza, e a volte quasi
una delle scene che si è ripetu- del paziente, coinvolgendo i con paura. «Utilizziamo i puta più volte ieri in piazza Tebal- bambini. Qui sono state effet- pazzi come transfert, per far
do Brusato, che per un giorno tuate le prime cure: i medici capire ai bambini cosa potrebè diventato un ospedale al- avevano a disposizione garze, be succedere loro se dovessero
l'aperto per pupazzi. «L'ospe- bende, cerotti, e tutto l'occor- andare in ospedale - hanno
dale dei pupazzi» è stato orga- rente per rimettere in sesto i spiegato gli studenti del Sism
nizzato dal Segretariato italia- bambolotti. Per i «casi più gra- -: se sono già preparati a quelno studenti in Medicina, che vi» era stato allestito un altro lo che li aspetta, potranno vivegrazie all'aiuto della Croce ambulatorio, in cui i pupazzi re più serenamente l'esperienRossa ha allestito due gazebo- venivano esaminati più appro- za». Un aspetto molto interesospedale, con accettazione, fonditamente, grazie ad appa- sante di questa manifestazioambulatori e persino una sala recchiature per i Raggi X e per ne è che gli aspiranti medici si
operatoria,
ripercorrendo l'Ecg (costruite dai ragazzi del trovano spesso in contatto con
esattamente l'iter di ogni ospe- Sism) e con dosi di fìnte medi- bambini, che trasferiscono sul
dale (anche se con tempi deci- cine consegnate in appositi bli- loro pupazzo esperienze vissusamente più brevi). Così, dalle ster («Non si tratta di caramel- te, a volte anche dolorose: «Ca9 alle 18, i bambini hanno po- le, perché ai bambini passereb- pita che i bambini dicano che
tuto portare i loro bambolotti be un messaggio sbagliato», il loro pupazzo ha un tumore,
«malati» da dei veri medici (o hanno sottolineato gli studen- perché qualcuno che conoscoaspiranti tali), che hanno indi- ti). E per le vere e proprie ur- no ha avuto questa malattia,
viduato la malattia e sottopo- genze era presente anche una anche se non sanno bene cosa
sto i pupazzi alle cure del caso. sala operatoria, che nel corso significhi - hanno spiegato gli
I bambini, accompagnati dai della giornata ha «salvato» va- studenti -. Noi cerchiamo di essere i più realisti possibile, ma
genitori, si sono presentati nu- ri pupazzi.
merosi all'accettazione, dove «L'ospedale dei pupazzi», all' sempre lasciando un segnale
gli studenti di Medicina chie- ottava edizione (più due svolte- di speranza».»
devano il nome del pupazzo e i si a Cremona), è riuscito a
Manuel Venturi
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uwbmmt» una ncniesta in Kegione sua onaa aeiia noeraiizzazione
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Una farmacia ogni 3.300 abitanti. Lo prevede il decreto sulle liberalizzazioni diventato
legge (tra mille polemiche; tutte dei farmacisti) alla fine del
marzo scorso e riferito ai dati
Istat aggiornati al 31 dicembre
2010. Facendo un rapido conti
a Lumezzane, che all'epoca
ospitava 23.828 residenti, si
potrebbero avere fino a sette
strutture di vendita e, viste le
attuali cinque (ci sarebbe stata anche una sesta, che però
non è mai stata aperta per un
contenzioso giuridico in corso
con la Regione), all'inizio del
2013 potrebbe arrivare una
nuova vetrina.
Nel giorni scorsi la giunta
(nel limite del mese dall'entrata in vigore della legge) ha fatto richiesta al Pirellone di apri-
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re un nuovo negozio a Promase, nella parte aita di oant
Apollonio. Va però precisato
che quella inviata da via Monsuello a Milano è solo un'indicazione di massima come chiesto dalia stessa riegìone; anche se il luogo sarebbe il più
utile per la zona.
«Stiamo parlando di un quartiere densamente abitato - ricordal'assessore ai Lavori pubblici Mario Salvinelli - i cui residenti sono costretti a raggiungere il punto vendita più
vicino: si trova in piazza Portegaia sulla quale già gravano i
parcheggi di clienti e dipendenti della banca e di altri negozi e bar; oltre che della stessa struttura».
Una soluzione interessante,
ASL BRESCIA
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quindi, anche dal punto di vista della viabilità; visto che la
nuova sede darebbe più liberlei 3113, CCIltrSiC pìelZZcl 0.1 o3.Hl
Apollonio consentendo a chi
abita nelle zone più alte di accedereauna«casadellemedicine» a pochi passi da casa.
Come detto, in Valgobbia sono attive cinque farmacie: due
a San Sebastiano (in via Montini e Monsuello), una, appunto, a Sant'Apollonio, a Piatucco in via Matteotti e al Villaggio Gnutti. Entro la fine dell'
anno la Regione valuterà tutte
le richieste compresa quella
valgobbina, e all'inizio del
2013 attraverso l'Asl di Brescia
e l'Ordine dei farmacisti verranno date le autorizzazioni
per aprire la nuova sede. • F.Z.
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CONTROLLI
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• Controlli della Polizia Stradale di Brescia
nella notte per contrastare il fenomeno delle
stragi del sabato sera. In città le tre pattuglie
hanno controllato 124 vetture e identificato
145 persone. Cinque le patenti ritirate per
guida in stato di ebbrezza alcolica.
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PALAZZO LO Un traguardo importante per l'Avis comunale, che proprio Ieri ha superato le SOmila donazioni. Un risultato frutto di 61 anni di
storia, che affonda le radici il 7 ottobre 1951 con la costituzione dell'Associazione e l'adesione ali Avis nazionale, grazie alla volontà di alcuni donatori e del dottor Bruno Parisio.
Fin dai primi anni l'attenzione è stata
rivolta alle strutture che avevano
un'alta richiesta di trasfusioni: l'ospedale di Palazzolo, l'istituto Sieroterapico Milanese, il Civile di Brescia, il
Niguarda di Milano e infine il centro
trasfusionale dell'ospedale di Chiari.
Uno «stop and go», ossia un punto di
arrivo di oltre mezzo secolo di vita,
ma anche di partenza per altre attività già in corso, come l'adesione di extracomunitari donatori chiamati a
collaborare per I propri connazionali
ricoverati nelle strutture ospedaliere.
Sarà la Giornata mondiale della donazione di sangue - il 17 giugno - a fornire l'occasione per festeggiare le SOmila donazioni raggiunte.
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• L'idea dell'Ospedale dei pupazzi è della
sede bresciana del Segretariato italiano
studenti in Medicina: associazione no-profil
creata da e per quegli studenti che vogliono
diventare medici. Si occupa di tutte le più
rilevanti tematiche sociali dì interesse
medico, dei processi di formazione dì base
di chi vuole diventare medico, degli
ordinamenti che li regolano e di
aggiornamento. È presente in 37 Facoltà di
Medicina sparse su tutto il territorio e
aderisce all'Ifmsa (International federatìon
of medicai students' associatìons), forum dì
studenti di medicina provenienti da tutto il
mondo riconosciuto come associazione non
governativa dalie Nazioni Unite. I
«pupazzologi professionisti» sono rimasti
all'opera fino alle 18.
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Ieri in piazza Tebaldo Brusato i «doc» in camice bianco e stetoscopio
hanno curato gratuitamente i più cari compagni di gioco dei bambini
• La giraffa Aurora ha la
scarlattina. L'orsetto Winny
si è beccato l'influenza: serve
un antibiotico contro i batteri cattivi e un antinfiammatorio. Il cuoricino di Pingu, non
sta tanto bene: la dottoressa
con lo stetoscopio ascolta il
battito.
All'accettazione dell'Ospedale dei pupazzi la coda si allunga: ci sono tigrotti e leoncini,
scimmie e dalmata, paperelle e cagnolini, orsi bianchi e
conigli.
Il dottor Tommaso raccoglie
le preoccupazioni del padroncino di Roddy, un simpatico
topino.
«Segui la dottoressa. Vai all'ambulatorio che adesso lo
visitiamo».
Il bimbo e il peluche, varcano
la soglia di una delle due tende allestite In piazza Tebaldo
Brusato dal Segretariato italiano studenti di medicina e
dalla Croce Rossa: a misura
di bambino per aiutare i più
piccini a superare la paura
del dottore, curando con tenerezza e delicatezza I loro
compagni di gioco preferiti.
Dentro la prima tenda ci sono i laboratori per le visite:
sulla scheda giovani in camice bianco, tutti studenti della
Facoltà cittadina di Medicina
e Chirurgia, annotano con attenzione i sintomi: Capitan
Uncino è un po' meno spavaldo del solito; si è fatto male alla faccia e per il momento
smette di inseguire Peter Pan
e Wendy; un orsacchiotto è
caduto dal muretto e si è rotto una zampa.
La sala operatoria è pronta,
come in un vero ospedale,
nella tenda accanto.
Non c'è un attimo di tregua:
l'anestesia così dorme tranquillo mentre il chirurgo con
delicatezza rimette a posto la
zampetta. Pure Fru Fru ha
una zampina ammaccata.
Tranquillo, ci pensa il dottor
Roberto, con i pupazzetti colorati che sbuscano dai taschini del camice e una cuffietta
blu a fiorellini.
E se prima di operare servisse
una radiografia? Il leone Leo,
che ha inghiottito un tappo si
infila nella scatola decorata
con i fiori. Click, e la radiogra-
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fia è pronta: sui cartoncini neri spiccano le sagome di animali di tutte le specie.
C'è parecchio via vai anche
nella farmacia davanti alla sala operatoria: cerotti, antibiotici, antistaminici, pillole per
il mal di testa, il mal di pancia, il mal di stomaco - sottili
strisce colorate che riproducono i blister delle pastiglie tutto pronto per ogni evenienza.
Bisogna presentare la ricetta
però, come in vero ospedale:
su un foglietto bianco, spiccano il nome del paziente, il malanno, la cura prescritta.
Milk>7 ha dolori alla pancia:
ha mangiato qualcosa che gli
ha fatto male.
«Il cuore è perfetto, sentiamo
ipolmoni. Respirabene, qualche colpo di tosse. Ecco, bravo così».
Niente di grave. La padroncina di Milky è contenta. Tante
coccole e carezze, si raccomandano i dottori.
Quelle non devono mai mancare. Altrimenti, che ospedale dei pupazzi sarebbe!
Paola Gregorio
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imui e pupazzi
Nelle f o t o di Rutelli per
Neg, i bambini sotto le
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pupazzi, mentre portano i
loro amati peluche o
bambolotti alla visita dal
dottore. I casi più gravi
sono stati anche «operati»
dal chirurgo
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