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vivere il nord, milano e dintorni
Barbarossa
É nelle sale
il film voluto
dalla Lega:
le recensioni?
Negative!
Federico I° Hohenstaufen, poteva essere trattato meglio. Ovvero con verità.
Il film di Martinelli oltre a varie imprecisioni storiche, è un polpettonicchio inguardabile. Vuol portare aventi le tesi di un
Partito, la Lega Nord che della lotta al Barbarossa ha una identità politica legata a un episodio assolutamente minore delle
grandi lotte tra papato e impero che sconvolsero l'Europa per qualche secolo.
Ma indipoendentemente dalle nostre opinioni ecco le recensioni dei critici cinematografici dei maggiori quotidiani italiani.
*Certo, si sa, il pubblico non capisce l’arte. Bene! Ci siamo presi la briga di leggere la critica. Hanno detto del
Barbarossa: …Porta i segni della destinazione per il piccolo schermo…
Alberto Castellano, Il Mattino
*…Renzo Martinelli ha girato il presunto kolossal in Romania, con comparse rom moltiplicate (male) in digitale tra
mura da lunapark col fumo disegnato. Il problema è narrativo. Il problema è Martinelli, regista sprezzante nei modi e con
la macchina da presa. In attesa di allungarsi in tv, il film è massacrato dai tagli, superficiale, scritto e musicato senza
senso del ridicolo…
Alessio Guzzano, City
*…Un noioso polpettone in costume infarcito da una lunga serie di slogan tanto cari alla Lega di oggi (…)
Sceneggiatura sfilacciata, dialoghi eccessivamente enfatizzati, sequenze dei combattimenti poco credibili.
Luciana Vecchioli - L’altro
*…Al costoso film, che ha facilonerie, tempi, salti logici e narrativi, insomma ha l’ impaginazione classica da
tv, manca ciò che interessava forse di più a Bossi, unica comparsa italiana fra migliaia di rom (che scherzo!): sono assenti
ingiustificati epopea, tensione e pathos, oltre a disamina politica (…) Il racconto non dà emozioni anche per la
scarsissima presenza degli attori. Se Rutger Hauer vaga con l’ occhio azzurro nel tempo e nello spazio ma, con
buona volontà, si può credere che pensi al Barbarossa, Raz Degan è maschera priva di qualunque espressione…
Maurizio Porro, Il Corriere della Sera
*…Il Barbarossa di Renzo Martinelli pone ai critici cinematografici un serio problema. Una quesito dirimente.
Ovvero: trattasi di un film o di una parodia? (…) La sceneggiatura è scritta da una Ong che combatte
l’analfabetismo nelle langhe (“adesso occupo Milano, perché sono cattivo”). Come si fa a fare la
recensione di un film così? Noi ci rinunciamo. Sinceramente, non siamo all’altezza.
Roberta Ronconi, Liberazione
*…Se proprio non potete aspettare che quest’ultima fiacca fiction passi in televisione, sappiate che solo
Federico (Rutger Hauer) e Barozzi (Farid Murray Abrams), milanese fedele suddito dell’Impero, sono interpretati
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Generata: 16 March, 2017, 13:15
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a dovere. Il resto sono effetti speciali e immagini al rallentatore…
Maurizio Cabona, Il Giornale
*…Diciamolo subito: il film di Renzo Martinelli che dall’imperatore (Rutger Hauer) prende nome (chissà
perché) è un brutto film, che di cinema ha poco, e nemmeno di televisione decente, i minuti che scorrono faticosamente
fanno più che rimpiangere l’era degli sceneggiatoni vintage. A dire il vero ci si chiede pure che fine abbiano fatto i
30 milioni di euro del budget, tra quella profusione di ralenti, le battaglie con le stesse inquadrature, una ricostruzione di
Milano quasi inesistente…
Cristina Piccino, Il Manifesto
*… è veramente un film insulso. Brutto come sono brutte le operazioni ambiziose che nascono su fondamenta
malferme (…) Gli effetti speciali sono qua e là di sorprendente modestia: i 30 milioni di euro dichiarati saranno stati
spesi altrove. La scena della battaglia, attesa per ore, dura 11 minuti ed è davvero risibile. L’operazione politica è
debole e insensata: chissà se Martinelli si è reso conto di aver confezionato una fiaba fangosa e trucida in cui
l’eroico Alberto è uno scemotto di paese?
Alberto Crespi, L’Unità
*…Raz Degan ha una sola espressione: spiritata. Rutger Hauer, che parla con la voce di George Clooney, è
sempre lì lì per perdere la barba posticcia…
Michele Anselmi - Il Riformista
*…Sostenuto dal celoduristico endorsement del Senatur, ecco il Barbarossa di Renzo Martinelli, kolossal cinetelevisivo dal budget di 30 milioni di dollari e cast multietnico: il tedesco Rutger Hauer è il Barbarossa, l’israeliano
Raz Degan Alberto da Giussano, la polacca Kasia Smutniak l’amata Eleonora, la francese Cecile Cassel Beatrice
di Borgogna e l’americano F. Murray Abraham Siniscalco Barozzi (un’antifona più che un nome…).
Come dire, funzionassero i respingimenti, il film potrebbe contare solo sulla figlia di Renzo, Federica Martinelli, nel ruolo
di Tessa, Antonio Cupo e sparuti altri…Vabbè, c’è di peggio: il film, appunto…
Federico Pontiggia - Il Fatto Quotidiano
*…Non bastano una colonna sonora martellante, un po’ di immagini enfaticamente rallentate, scontri
cruentissimi e una buona dose di effetti mirabolanti per creare pathos e rendere epica una pellicola, per quanto costosa.
Martinelli ha insomma sprecato un’occasione…
Gaetano Vallini - L’Osservatore Romano
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