scheda progetto per l`impiego di volontari in servizio civile in italia

Commenti

Transcript

scheda progetto per l`impiego di volontari in servizio civile in italia
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
Casa Generalizie della Pia Società Torinese di San Giuseppe
La Congregazione religiosa dei GIUSEPPINI del MURIALDO ha tre caratteristiche ben definite:
y il Carisma: Una spiritualità contrassegnata da san Giuseppe, da cui i Giuseppini prendono il nome e
il modello di vita, in un tipico stile di famiglia, di umiltà e carità. Con la loro vocazione desiderano
dare una risposta concreta, di fede e di amore, all’Amore personale e infinito di Dio.
y la Missione: Una missione educativa a favore dei giovani, ai quali si rivolgono come “amici, fratelli
e padri”. Offrono con le loro opere ed attività una casa e una famiglia a chi ne ha bisogno, una
possibilità di studio e di formazione al lavoro, un centro di evangelizzazione e di vita cristiana.
y la Presenza: centinaia di religiosi in varie parti del mondo e con loro una più estesa Famiglia di laici
e altri consacrati, giovani e adulti, collaboratori e amici. E’ il medesimo ideale spirituale e apostolico
che unisce e che, nel nome del Patrono e del Fondatore, continua nel tempo e nello spazio
Sede di realizzazione del progetto: Istituto Beata Vergine Assunta, corso Italia n° 1, 98070
Acquedolci (ME).
NZ00137
2) Codice di accreditamento:
3) Albo e classe di iscrizione:
NAZIONALE
CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
CRESCERE INSIEME 5
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Settore: EDUCAZIONE e PROMOZIONE CULTURALE
Area di intervento: Centri di aggregazione
Codice: E01.
2^
6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il
progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante
indicatori misurabili:
La descrizione del contesto territoriale attuale (situazione di partenza) che segue è tratta dalle analisi
effettuate nell’anno 2004 dall’equipe di lavoro del Piano dio Zona del distretto Socio-Sanitario 31 di S.
Agata Militello.
Acquedolci è un paese situato ai piedi dei monti Nebrodi sulla costa tirrenica della provincia di
Messina, ed a circa 120 Km da Palermo. Fa parte del distretto socio-sanitario 31 di Sant’Agata
M.llo per una popolazione complessiva di 77.284 abitanti, con una popolazione attiva (15-64 anni)
pari a 49.279 unità, 19.530 anziani e 38.369 famiglie.
Si rileva che gli stranieri residenti sono 457 e risultano distribuiti in quasi tutti i comuni del
Distretto anche se si denota la presenza massiccia di immigrati non regolari, provenienti da paesi
extracomunitari (nord Africa)
Tra i 18 Comuni del Distretto si registra un generalizzato e costante spopolamento di quelli
montano-collinari (38.379 abitanti in 13 comuni), a vantaggio di quelli costieri (38.905 abitanti in 5
comuni). Il fenomeno è da ricondurre alla ricerca da parte del cittadino di una condizione di stato di
benessere che trova una prima risposta nei comuni dove lo sviluppo socio-economico e dei servizi
sembra aver raggiunto livelli più significativi.
Abitanti per comune
14000
Acquedolci
12000
S.Agata Militello
10000
8000
Torrenona
6000
Caprileoe
4000
2000
0
Capo d'Orlando
comuni costieri, totale 38.905 abitanti
Alcara Li Fus i
8000
Caronia
7000
Cas tell'Um berto
Frazzanò
6000
Galati Mam .
5000
Longi
4000
Militello Ros m arino
3000
Mirto
Nas o
2000
S.Fratello
1000
S.Marco d'Alunzio
0
S.Salvatore di F.
comuni montani, totale 38.379 abitanti
Tortorici
Dai grafici è possibile osservare che il numero degli abitanti dei 5 paesi costieri (38.905) è
superiore a quello dei 13 paesi montano-collinari (38.379) dell’intero distretto socio-sanitario.
Da ciò, il gruppo di lavoro del Piano di Zona, rileva l’esigenza di creare centri di
aggregazione in modo da gestire il popolamento della costa favorendo la socializzazione tra
individui provenienti da realtà diverse anche se appartenenti alla stessa realtà territoriale.
Il tessuto produttivo del territorio, si basa fondamentalmente su quattro settori: agricolo con un
tasso di braccianti pari a circa il 60%, terziario pubblico, commerciale-manifatturiero, settore edile.
La struttura imprenditoriale di tipo significativamente industriale, occupa uno spazio residuale
nell’economia del territorio.
Si segnala la presenza, peraltro “storica”, di decine di piccole e medie fabbriche del tessileabbigliamento façoniste, con una occupazionalità per il 90% femminile, con caratteristiche di basso
salario a fronte di una qualità consolidata, a dimostrazione di ciò si sottolinea che alcune tra le
migliori marche dell’abbigliamento nazionale, decentrano il lavoro sui Nebrodi.
Anche il lavoro a domicilio, non regolarizzato e dunque sfruttato, trova diffusione nel territorio
del Distretto e più in generale sui Nebrodi.
Infine l’edilizia che, pur nella forte crisi che il settore sta subendo, continua a offrire opportunità
di lavoro non sempre nel rispetto delle condizioni di sicurezza.
Uno spazio difficile da quantificare è poi occupato dal lavoro nero che trasversalmente interessa
tutti i settori produttivi e tutte le classi di età.
La disoccupazione raggiunge alte percentuali distinguendosi tra quella giovanile, con circa il
60,7%, e quella generale con un valore di circa il 22% (dati ISTAT anno 1999).
Il quadro economico territoriale (dati CNEL anno 2002) del Distretto non si discosta dalla
situazione testé registrata più in generale nella Regione Siciliana.
Il valore aggiunto arriva appena al 12,4%, i consumi subiscono un calo verticale e la spesa delle
famiglie si concentra maggiormente sui consumi alimentari, sulle spese per la casa e i servizi sanitari.
Il reddito imponibile medio (stima CER anno 2000) è del 12% inferiore alla media nazionale con
punte più alte nei comuni montani e con dinamiche differenziate per classi di età. La popolazione
anziana, ad esempio, ha un reddito imponibile medio del 10% inferiore a quello nazionale
(presumibilmente a causa di una equidistribuzione del reddito da pensione), mentre il resto della
popolazione raggiunge il 14% in meno. Quasi il 45 % della popolazione dichiara fino a 7.500 euro
di reddito annuo.In molti casi il reddito da pensione appare il solo a disposizione del nucleo familiare.
La spesa sociale è sostenuta dal complesso dei comuni (come evidenziano i Certificati comunali ai
Conti consuntivi anno 2000) risulta inferiore a quella nazionale di quattro punti percentuali, nove punti
nei comuni con una maggiore presenza di anziani. La tendenza alla riduzione della spesa è
sistematica, in presenza dei tagli ai comuni effettuati dalle ultime leggi finanziarie, sia regionali che
nazionali, e dalla mancata istituzione nella metà dei comuni della figura dell’assistente sociale, che
intercetti i bisogni ed elabori proposte di intervento con metodologie di rete, e che funga da
rilevatore e sensibilizzatore sociale per una programmazione integrata, costante e progressiva dei
servizi.
La povertà e l’esclusione sociale nel Distretto socio-sanitario 31 rispecchiano le allarmanti
percentuali rilevate dall’ISTAT per il 2002: una povertà relativa del 22,4% della popolazione ed
una povertà assoluta pari all’ 8,9% di cui il 5,65% tra gli anziani.
Si rilevano situazioni di disagio soprattutto per le categorie di anziani e minori
particolarmente per l’assenza di strutture socio-assistenziali e ricreative.
Tra i minori in difficoltà, in primo luogo vi sono quelli con problemi di handicap sul cui numero non
si hanno dati certi per mancanza di una rilevazione sistematica.
Particolarmente rilevanti sono le situazioni di disagio dovute al fenomeno dell’abuso dell’alcool
tra i giovani (13-25 anni) e, negli ultimi anni, un aumento dell’uso di sostanze stupefacenti che, come
rilevato dai Servizi Territoriali, si registra, come fenomeno sommerso.
Il territorio allo stato attuale risulta privo di strutture socializzanti o aggregative
extrascolastiche. I luoghi dove i giovani possono riunirsi, al di fuori della scuola, sono rappresentati
prevalentemente da bar o sale giochi. Nel Distretto le uniche strutture ricreative-formative strutturate
e permanenti rivolte a bambini ed adolescenti, sono l’Oratorio Murialdo dell’Istituto Beata Vergine
Assunta dei Padri Giuseppini di Acquedolci, e l’Istituto Maria Ausiliatrice di Sant’Agata Militello, enti
che, oltre a vantare una notevole esperienza ed una presenza ventennale sul territorio, dispongono
anche di strutture sportive e spazi attrezzati interni ed esterni.
ANALISI DEI BISOGNI E DELLA DOMANDA: AREA MINORI
Nell’analisi del gruppo di lavoro del Piano di Zona del Distretto socio-sanitario 31, in riferimento
all’area dei minori è emerso che i bisogni individuati a tutela di tale fascia riguardano:
♦ Prevenzione dell’abuso sessuale e del maltrattamento minorile;
♦ Sostegno alle funzioni genitoriali della famiglia:
- famiglie con minori affetti da handicap gravi;
- famiglie con disagio culturale.
♦ Sostegno economico a famiglie in difficoltà economiche con minori a carico o con la presenza di
un solo genitore;
♦ Potenziamento e divulgazione della cultura dell’affido familiare nei confronti di quei minori inseriti
in contesti familiari di forte disagio, per i quali si rende necessario trovare un’immediata risposta
di allontanamento dal contesto familiare di origine;
♦ Creazione di strutture residenziali a carattere familiare per minori e minore-madre;
♦ Servizi di sostegno psicologico-sociale e scolastico per minori appartenenti a nuclei familiari a
rischio di emarginazione con problemi di carattere scolastico;
♦ Potenziamento degli asili nidi;
♦ Creazione e potenziamento di spazi gioco o di attività ludico-ricreative assistite che si
realizzino come forme di integrazione alle reti familiari offrendo attività e momenti di
aggregazione e socializzazione, ove il bambino abbia la possibilità di sperimentarsi in
esperienze e contesti diversi da quello familiare;
♦ Valorizzazione della cultura dell’adozione;
♦ Potenziamento dei consultori familiari presenti nelle zone interne del distretto, prevedendo
l’impiego a tempo pieno delle figure professionali di Sociologi ed Assistenti Sociali
La rete dei servizi e degli interventi coinvolti si pone come obiettivo primario la tutela del
minore che si trova nella condizione di subire disagi, carenze, abusi all’interno della famiglia o
all’interno delle diverse istituzioni sociali senza avere a disposizione i mezzi per sottrarsi a tale
condizione e persino senza i mezzi necessari per rendere note tali condizioni alla società .
Si rende necessario offrire al minore migliori opportunità per infondere maggiore fiducia in
se stesso.
Occorre poter assicurare al minore una figura genitoriale di riferimento che sia di guida per la
vita, per evitargli i rischi rilevanti a cui può andare incontro se non si creano le condizioni ideali di un
ambiente sereno, ove il processo di costruzione del sé e dell’identità non proceda serenamente, il
minore avrà una rappresentazione del sé frammentaria, distorta e bloccata.
Gli interventi del Distretto a tutela della fascia dei minori si muovono nel senso:
- della prevenzione/educazione;
- del sostegno/sostituzione.
ANALISI DEI BISOGNI E DELLA DOMANDA: AREA FAMILIARE
Negli ultimi decenni la struttura familiare ha subito nella nostra realtà territoriale, come anche
nel resto del nostro Paese, notevoli trasformazioni, passando da un tipo di famiglia estesa con più
nuclei che convivevano all’interno della stessa abitazione, a famiglie mononucleo (genitori-figli).
La famiglia ha rappresentato per lungo tempo il fondamentale ed unico sistema di sostegno e di
risposta alle esigenze di aiuto e di assistenza dei soggetti più deboli.
Successivamente fattori quali l’instabilità matrimoniale, il progressivo invecchiamento della
popolazione, il cambiamento strutturale della composizione familiare hanno limitato di fatto la loro
capacità di fornire supporto e sostegno alle categorie più deboli (minori, anziani autosufficienti e non,
o portatori di handicap) finora affrontate anche con l’aiuto della solidarietà sociale. Ciò comporta il
riconoscimento che le problematiche espresse all’interno del contesto familiare siano al centro della
programmazione sociale e territoriale attraverso interventi che valorizzino e sostengono
concretamente la famiglia stessa.
La L.328/2000, e l’attività programmatica del distretto, si prefigge di promuovere attività di
sostegno e auto aiuto nei confronti della famiglia in situazione di disagio psico-sociale.
Dai dati forniti dai Comuni e dall’AUSL 5, il numero delle famiglie del nostro distretto, in funzione
dei componenti il nucleo, risulta essere più elevato per quelle costituite da 4 persone, così come
esplicitato dal grafico sottostante:
Composizione familiare Distretto 31
189
numero componenti
7
566
6
2686
5
8616
4
7702
3
7575
2
7717
1
0
2000
4000
6000
8000
10000
numero famiglie
* dati non pervenuti dai Comuni di San Fratello e Caronia
Benchè il numero di famiglie composte da quattro componenti sia superiore rispetto agli altri, il
dato interessante è relativo al numero elevato di famiglie composte da tre, due e particolarmente da
un solo componente..
I bisogni rilevati risultano essere:
- Aiuto alle famiglie monoparentale con figli minori o adulti in condizione di disabilità;
- Aiuto alle famiglie multiproblematiche (con minori disabili, presenza di anziani
autosufficienti e non, in situazione di separazione);
- Aiuto economico richiesto dalle famiglie il cui reddito, anche a fronte di un elevato indice di
disoccupazione o occupazione parziale, chiaramente non risulta essere sufficiente al
sostentamento delle prole;
- Sostegno alle competenze genitoriali (attività finora svolta esclusivamente dai Consultori
Familiari).
Il Piano Nazionale Sociale 2001 – 2003 ha rivolto la propria attenzione all’area della povertà
e dell’emarginazione e si propone di potenziare gli interventi volti a contrastarne gli effetti e
restituire alle persone la possibilità di condurre una vita dignitosa. Il contrasto alla povertà e
all’esclusione sociale è d’altronde uno degli obiettivi strategici ripetutamente indicati dal Consiglio
Europeo, in particolare da quello del 17 dicembre 1999 e quello del marzo 2000 a Lisbona. La
definizione tradizionale di povertà, in termini di mancanza o scarsità di reddito, fa sì che una persona
può giungere ad essere esclusa da molte attività sociali, compresa l’impossibilità ad acquistare i beni
di cui ha bisogno, o di vivere nel modo in cui desidera, o anche di prendere parte alla vita della
comunità.
Dai dati dell’indagine sulla povertà ed emarginazione, condotta dalla commissione costituita
presso la Presidenza del Consiglio è emerso che la povertà è concentrata nel Mezzogiorno e nelle
isole dove risiede il 66% delle famiglie povere. E’ inoltre concentrata nelle famiglie numerose, con
quattro o più componenti (nel nostro distretto la maggior parte delle famiglie è costitutita da 4
persone) ed anche nelle famiglie in cui c’è almeno un anziano.
E’ ormai acquisito che la povertà tenda a concentrarsi in nuclei familiari con due o tre minori a
carico sostenuti da un solo reddito basso e discontinuo, dove la rete parentale non c’è o ha poco da
dare, e i servizi pubblici sono carenti e di bassa qualità.
Accanto a questa realtà dominante vi sono da considerare anche i nuovi poveri: soggetti che
attraversano difficoltà momentanee, senza fissa dimora, immigrati inseriti nel circuito del lavoro nero
ed ex detenuti.
Nei comuni del distretto 31 nel 2002 si è evidenziato un aumento di soggetti con difficoltà
economiche, soprattutto tra famiglie monoreddituali con più figli ed anziani soli privi di adeguato
supporto familiare. Infatti i dati riferiti alle prestazioni sociali richiesti ai comuni dimostrano un numero
rilevante di richieste di contributi economici da parte di famiglie e singoli.
Tra coloro che si trovano in situazioni di grave disagio economico e di rischio di esclusione
sociale, un’attenzione specifica va prestata alle persone senza fissa dimora e agli immigrati.
L’Italia è il quarto paese dell’Unione Europea per numero di immigrati. Per quanto riguarda il
distretto 31, dai dati richiesti agli uffici demografici dei comuni, è risultato un maggior numero di
immigrati nei paesi marini di S. Agata Militello, Capo D’Orlando, Acquedolci, Caprileone e
Torrenova. Gli immigrati residenti nei comuni hanno dimostrato una scarsa coesione con
l’ambiente sociale di vita; l’attività lavorativa predominante esercitata dalle donne è l’assistenza a
persone anziane e disabili o/e aiuto domestico.
Gli uomini esercitano per lo più le professioni di venditori ambulanti o vengono impiegati
nell’allevamento e nelle attività boschive la cui stima numerica appare di difficile individuazione.
Il numero degli stranieri regolari residenti é di 457 unità, di cui 242 uomini e 215 donne, pari
allo 0,7% della popolazione residente nel distretto socio-sanitario 31. Da sottolineare che di questi
122 sono residenti nel comune di Acquedolci (26,7% del totale) e rappresentano il 2,2% degli
abitanti della cittadina.
Distretto
Acquedolci
2%
1%
98%
99%
residenti distretto comunitari
residenti comunitari
residenti extracomunitari
residenti extracomunitari
Le domande di permesso di soggiorno indicate dalla Questura sono in numero complessivo di
530 relativamente ai Comuni ricadenti nel Distretto.
Si precisa che i dati precedenti ovviamente non possono tener conto della popolazione
immigrata irregolarmente.
I dati relativi alla situazione sociale di Acquedolci sono in linea con quelli dell’intero
Distretto di appartenenza. La popolazione della cittadina è composta da 5.485 persone (fonte
anagrafe comunale), ed aumenta notevolmente con il passare degli anni: dal 1861, anno della prima
rilevazione ISTAT ad oggi, la popolazione residente nell’allora borgata, è andata sempre più
crescendo (vedi grafico). La popolazione attiva (15-64 anni) è di 3622 unità ed è equivalente a
poco più del 65% del totale. Dai dati ufficiali è possibile rilevare che 1613 persone sono di età
compresa tra 0 e 24 anni e il numero di iscritti alle scuole primarie è di 600 unità. Il rapporto tra
anziani (over 65) e giovani (under 14) è di circa 1/1. Si evidenzia, quindi, che il 30% della
popolazione è costituito da giovani e bambini (0-24 anni).
Età e percentuale degli abitanti
al 31/12/2006 (fonte comunale)
Acquedolci - crescita demografica (fonte ISTAT)
6000
5379 5485
5122
4925
4530
4105
3572
5000
4000
3000
0
963; 18%
2497
1813
2000
1000
2909; 52%
109 112 373
1861
1881
757 523
1911
304; 6%
895
1931
713; 13%
1951
1971
1991
2006
0-4 anni
5-14 anni
15-25 anni
596; 11%
26-64 anni
oltre 65 anni
Le situazione di maggiore disagio sono particolarmente evidenti per i minori e per gli
anziani. In particolare per i giovani di età compresa tra i 13 e i 25 anni è possibile rilevare una
situazione di disagio legata all’abuso di alcol e all’uso di sostanze stupefacenti.
Nonostante in tal senso non vi siano dei dati ufficiali tali attività sembrano essere in continuo
aumento tra i giovani e appare palese come l’età di iniziazione a tali esperienze si abbassi sempre
più nel corso degli anni sfiorando, in alcuni casi, anche i 9-10 anni. È inutile sottolineare come tutto
ciò rappresenti un quadro critico della situazione minorile sociale di questa cittadina ed è difficile
capire perché i giovani ricerchino una sorta di evasione dalla realtà attraverso l’alcol e la droga.
Probabilmente crescere e diventare adulti rappresenta per i giovani una sfida sul piano personale,
cognitivo e sociale che da soli non riescono ad affrontare. È, dunque, necessario fornire una guida
a questi ragazzi, esterna al contesto familiare, capace di ascolto e supporto nei periodi critici
dell’adolescenza. Un’attenzione particolare deve essere rivolta ai giovani di età compresa tra i
14 e i 18 anni in modo da attuare un’azione di prevenzione alla devianza sociale.
Un’altra categoria di persone che vive una situazione di disagio è rappresentata dagli
immigrati: Acquedolci conta ufficialmente 122 unità di immigrati ma ancora una volta i dati ufficiali
non forniscono una stima reale del fenomeno e il numero degli immigrati è di gran lunga superiore a
quello registrato. Questi sono rappresentati da interi nuclei familiari con figli di età compresa tra i 0
e 19 anni che purtroppo si trovano spesso a vivere in situazioni di emarginazione sociale. Le relazioni
con persone appartenenti a culture diverse sono molto difficili da gestire proprio perché
caratterizzate da stili di vita differenti. In tal senso è opportuno fornire un supporto, anche
semplicemente attraverso incontri ricreativi, volto alla condivisione di esperienze di vita appartenenti
a culture diverse in modo da favorirne l’integrazione culturale.
DESCRIZIONE DELLA SEDE DI REALIZZAZIONE DEL PROGETTO
Il presente progetto descrive la proposta di intervento nel settore dei minori, anche attraverso
l’impiego di volontari di servizio civile, da svolgersi presso la sede di Acquedolci (ME) dell’Ente “Casa
Generalizia della Pia Società Torinese di San Giuseppe” (la sede di realizzazione del progetto è
l’Istituto Beata Vergine Assunta), il quale da anni fornisce una risposta alle richieste sociali di aiuto
facendosi carico delle situazioni di disagio intervenendo in maniera efficace, attraverso le diverse
attività che i Giuseppini del Murialdo svolgono ad Acquedolci.
La presenza ormai radicata della struttura sul territorio, permette di poter contare sulla
collaborazione di vari soggetti quali la scuola ed i servizi sociali comunali (che ci segnalano i casi più
critici) e varie associazioni che appoggiano l’Istituto nelle attività.
I giovani a cui si rivolgono i progetti quindi, non vengono coinvolti da un solo “soggetto” ma da
diverse realtà territoriali, ciascuna per quanto di sua competenza e attraverso i propri canali,
ottenendo così una risposta maggiore in termini di presenze e di coinvolgimento degli utenti. Infatti i
giovani (6-19 anni) che settimanalmente frequentano le attività del centro giovanile dell’Istituto Beata
Vergine Assunta, sono circa 800 con diverse fasce d’età (approssimativamente 130 al giorno)
Presenze per fasce d'età
immigrati *
3%
10%
19 anni e oltre
18%
14-18 anni
34%
11-13 anni
38%
6-10 anni
0%
5%
10%
15%
20%
25%
30%
35%
40%
* la % degli immigrati si riferisce al totale degli utenti
Per la realizzazione delle attività, l’Ente può contare sulla disponibilità di strutture idonee quali
un campo da calcio multifunzione, sette sale riunioni-laboratori, una sala giochi, un teatro da 200
posti ed un arenile di circa 1000 mq in prossimità del mare oltre ad attrezzature sportive,
informatiche e didattiche.
Nella gestione quotidiana e continuativa delle iniziative, si cerca sempre di fornire servizi intesi
come supporto alle attività educative delle famiglie e delle istituzioni scolastiche, mantenendo
un’attenzione particolare nei confronti dei minori in difficoltà o con situazioni di disagio sociale. Tutto
ciò si realizza mediante iniziative di carattere ludico-ricreativo-sportivo miranti al benessere sociopsicologico dei giovani: integrazione con i pari, aumento dell’autostima, stimolazione della creatività,
sviluppo e crescita di una propria cultura civica. Questa metodologia di intervento trova grande
riscontro tra i giovani e ci permette di ottenere ottimi risultati con i ragazzi, mediante una
formazione all’interno del loro normale contesto di vita, al di là di rigidi schemi formali: crescere
insieme attraverso la quotidianità, il gioco, il confronto, la relazione con gli altri e la ricerca di
esperienze positive di vita.
Il gruppo di pari, in cui svolgere un percorso di creatività è il luogo ideale per l’attuazione di un
discorso collaborativo tra più soggetti che apprendono, esprimono, criticano, rivedono e condividono
le proprie personali interpretazioni del mondo.
Le attività si svolgono durante tutto il corso dell’anno e si possono distinguere due periodi
principali: il periodo scolastico e quello estivo. L’anno sociale si apre ufficialmente nel mese di ottobre
di ogni anno con la classica festa di apertura. Tutte le attività riprendono dopo la pausa estiva con
nuovo entusiasmo e vigore: le attività sportive dell’oratorio, il doposcuola per i ragazzi in difficoltà
segnalati dalle scuole, i grandi giochi del sabato a conclusione della settimana, i gruppi giovanili e
gli scout, ed in occasioni particolari quali le festività, vengono attivati laboratori di espressività e
concorsi artistici, finalizzati alla realizzazione di spettacoli teatrali e mostre.
Nel periodo estivo, tradizionale è l’appuntamento con l’”Estate Ragazzi” e le attività oratoriali
al mare dove centinaia di ragazzi continuano a frequentare il centro giovanile nei locali attrezzati
situati in riva al mare.
Attività
Calendario Attività Oratorio Murialdo
Estate Ragazzi
Oratorio al Mare
Laboratori
Concorsi Artistici
Feste a Tema
Scuola Calcio
Feste del Sabato
Doposcuola
Oratorio feriale
Gruppi scouts
Gruppi Giovanili
Genn. Febbr.
Mar.
Aprile Magg Giugn
Luglio
Ago.
Sett.
Ottob.
Nov.
Dic.
Periodo di svolgimento
PROBLEMI/ESIGENZE CHE SI INTENDONO AFFRONTARE
Il progetto educativo dell’Istituto Beata Vergine Assunta di Acquedolci, si propone
innanzitutto, di dare una risposta positiva e concreta al disagio minorile e giovanile cercando di
influenzare positivamente la percezione di se stessi e degli altri, di migliorare la percezione
dell’efficacia personale, la fiducia in sé stessi e l’autostima, di rinforzare la motivazione
personale.
Il disagio minorile nel contesto sociale di Acquedolci è un dato noto e ricorrente, ampliato da
fattori quali:
ƒ la precarietà dei servizi di sostegno (sia da parte dell’Asl, sia da parte degli enti locali);
ƒ il rapporto difficile e complesso genitori-figli;
ƒ il fenomeno del bullismo;
ƒ il fenomeno delinquenziale.
A tutto questo si aggiunge la carenza di luoghi di aggregazione, sportivi e ricreativi, e di
proposte educative. Le uniche risorse sul territorio sono legate alle associazioni di volontariato
presenti ma non in grado da sole di dare risposte esaustive al bisogno dei ragazzi e dei giovani per
la mancanza di strutture. Alla luce di uno scenario allarmante e deprimente è bene che sia il minore,
che il giovane, crescano in un clima quotidiano fatto di serenità e di equilibrati rapporti sociali.
In linea con le esigenze rilevate dall’equipe psico-sociale del Piano di Zona del Distretto SocioSanitario 31 di cui Acquedolci fa parte, l’Istituto Beta Vergine Assunta, già opera nei diversi settori di
disagio e bisogno evidenziati. Con la propria struttura offre:
o attività socializzanti ed aggregative extrascolastiche
o servizi di sostegno sociale e scolastico per minori appartenenti a nuclei familiari a rischio
e/o disagiati,
o spazi gioco ed attività ludico-ricreative assistite volte all’integrazione sociale anche dei
cittadini stranieri
o una struttura residenziale per minori (Comunità Alloggio)
Tutte le attività sono gestite secondo l’ottica della prevenzione delle situazioni di rischio.
Area di Intervento:
Il progetto si rivolge a minori/giovani e prevede attività volte:
o all’integrazione sociale e culturale;
o al sostegno psicologico-sociale e scolastico;
o al sostegno alle funzioni genitoriali della famiglia
Luogo di intervento ed utenza:
Il progetto si realizzerà nel Comune di Acquedolci ed è rivolto sia ai cittadini del Comune che
del comprensorio, vista la stima, la fiducia ed il riconoscimento di capacità e competenze che i
cittadini ripongono nella struttura gestita dai giuseppini del Murialdo.
La struttura e l’unica ad operare nel territorio da oltre trent’anni ed è aperta tutti i giorni con
un’utenza settimanale di circa 800 giovani (circa 130 ragazzi al giorno dai 6 ai 19 anni) pari
al 2,22% dei residenti nel Comune.
Sede di servizio/realizzazione del progetto
La sede è quella della Casa Generalizia della Pia Società Torinese di San Giuseppe - Istituto
Beata Vergine Assunta.
Nella sede sono già attivi:
o Il centro giovanile “Oratorio Murialdo” che da oltre vent’anni opera al servizio dei
giovani della comunità locale con il proprio personale volontario e con le proprie
strutture; all’interno del centro vengono svolte attività sportive, ludico-ricreative,
educative, sostegno familiare, integrazione sociale e culturale dei minori disagiati e/o
stranieri (si veda schema pagina precdente);
o Una comunità alloggio per minori con situazioni di disagio familiare;
o Un gruppo scouts;
o Un gruppo di Azione Cattolica.
o Un centro di recupero per alcolizzati (Alcolisti Anonimi).
I volontari di Servizio Civile verranno impiegati all’interno dell’ Istituto Beata Vergine
Assunta nelle attività oratoriali per il miglioramento qualitativo e quantitativo delle attività poste
in essere per il raggiungimento degli obiettivi di cui al seguente punto 7), secondo le modalità
definite al successivo punto 8).
NOTE METODOLOGICHE
Nelle diverse attività portate avanti, da anni L’Istituto Beata Vergine Assunta opera in
collaborazione con i servizi sociali territoriali e con tutte le altre agenzie educative del territorio
(Tribunale dei Minorenni, Istituzioni Scolastiche, Consultori, A.S.L., associazioni sportive e culturali,
parrocchie) al fine di aiutare le persone “accolte” a vivere ed a costruirsi una gamma di relazioni utili
per il loro cammino verso l’autonomia: non si tratta di interventi fine a se stessi ma intesi in un’ottica
globale di progetto di vita degli utenti, che aiutano l’individuo a diventare artefice del proprio
futuro.
L’Istituto su menzionato non ha ruolo di supplenza nei confronti dei servizi istituzionali ma intende
porsi come soggetto collaborativo e propositivo all’interno della gestione dei servizi per i cittadini del
territorio, anche al fine di promuovere forme alternative e/o complementari di intervento sociale.
Riservandosi l’autonomia nel metodo educativo, si cerca di individuare nuove metodologie di
intervento non soltanto in funzione “riparativa” ma anche e soprattutto in funzione “preventiva” ; opera
in stretto contatto con il servizio pubblico nella gestione dei progetti di accoglienza residenziale e
semiresidenziale secondo gli standard regionali avvalendosi di un’equipe psico-medico-sociale
professionalmente qualificata.
Obiettivo principale è quello di intervenire nelle situazioni di disagio della collettività e di essere
un valido sostegno alle famiglie in difficoltà, avvalendosi della collaborazione di personale
professionalmente idoneo alle esigenze delle attività, che sappia unire valori, preparazione,
esperienza e capacità professionale.
Data l’ispirazione cristiana, la proposta educativa è fondata su valori di condivisione e di
uguaglianza e si accompagna sempre ad una concreta attenzione alla professionalità dell’intervento.
Al centro di ogni progetto vi è sempre la singola persona con la sua specificità: non esistono
perciò percorsi generalizzati ma in base ad ogni specifica situazione viene proposta la realizzazione
di un Progetto Educativo Personalizzato (P.E.P.)
Nel doveroso rispetto delle singole e specifiche situazioni il gruppo dei collaboratori individua
nel concetto di “accompagnamento” la forma di presenza meno invasiva e condizionante capace, allo
stesso tempo, di instaurare rapporti significativi e duraturi.
7) Obiettivi del progetto:
OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO
Il progetto, alla luce di quanto esplicitato precedentemente, cerca di fornire dei momenti di
ascolto e di sostegno necessari per i giovani che spesso si sentono “soli”. Dall’analisi del contesto
territoriale emerge, infatti, come i giovani crescano in famiglie composte da pochi componenti. Questo
nega loro l’opportunità di confrontarsi con fratelli o sorelle, all’interno del contesto familiare, e di
sperimentare delle sane relazioni con gli altri. In oltre i genitori, nella grande maggioranza dei casi,
lavorano fuori casa per quasi tutta la giornata lasciando così i figli senza una guida capace di
seguirli passo dopo passo. Diversamente da quanto succedeva precedentemente, oggi non esiste una
figura genitoriale ben precisa che si assume, in maniera esclusiva, il ruolo di educatore all’interno
della famiglia: i ruoli sono divisi, in maniera confusa, tra la madre e il padre, qualora presente. A
farne le spese sono ancora una volta i figli che non hanno più quel punto di riferimento stabile al
quale rivolgersi durante la crescita e manifestano uno stato di sofferenza generale, rivolgendosi
all’alcol, alla droga e praticando degli stili di vita confusi.
Tenendo conto di quanto esplicitato fin ora è possibile delineare gli obiettivi generali:
1. Favorire il benessere psico-sociale dei ragazzi
Tale obiettivo rappresenta il punto di arrivo dell’iniziativa, misurabile attraverso una sana
integrazione dei ragazzi, ormai adulti, all’interno della società. Fornire una guida allo sviluppo di
nuove competenze, durante gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, è sicuramente un’ottima strategia
per favorire l’acquisizione e/o la crescita delle abilità di base necessarie per un sano processo di
adultizzazione.
La realizzazione di tale obiettivo comporta lo sviluppo nelle diverse aree di crescita attraverso:
• la socializzazione;
• la crescita dell’autostima;
• una buona percezione di sé;
• l’integrazione con i pari;
• lo sviluppo di una propria cultura civica.
2. Favorire l’integrazione socio-culturale
Come sottolineato nell’analisi del territorio, Acquedolci conta un numero elevato di immigrati
(2,2% dei residenti contro lo 0,7% di media dell’intero distretto) che necessitano di un aiuto per
l’inserimento attivo all’interno della cittadina. La presenza di immigrati, infatti, determina un confronto
tra gruppi culturali diversi che purtroppo non sempre sono gestiti positivamente.
Solitamente “l’altro” (inteso come appartenente ad un'altra cultura e presente sul territorio come
minoranza) è considerato come “diverso” e, a volte, anche come un individuo con caratteristiche
personali particolari e non condivise. Ciò è dovuto, anche, alla mancanza di conoscenza delle altre
culture. In tal senso, la conoscenza dell’altro permetterebbe di capire le differenze culturali e di
considerarle una risorsa da valorizzare piuttosto che un problema da evitare.
Riuscire a considerare l’immigrato come una persona appartenete ad un retaggio culturale
diverso dal nostro, e quindi non giudicabile secondo i nostri canoni, non è semplice: il confronto con
altre culture, infatti, ci costringe a ripensare le origini e il corso di sviluppo della nostra personalità
che per molti aspetti è intimamente legata alle radici culturali. L’identità etnica di ciascuno di noi può
essere definita, infatti, come quella parte dell’immagine che un individuo ha di se stesso, che deriva
dalla consapevolezza di appartenere ad un gruppo sociale, unita al valore e al significato emotivo
associato a tale appartenenza. Ogni individuo sviluppa una propria personalità sulla base di valori e
credenze che sono definiti dalla cultura di appartenenza.
Il compito di chi lavora con i bambini appartenenti a culture diverse consiste, dunque, in primo
luogo nella comprensione profonda del sistema di credenze, valori e significati a cui queste persone
fanno riferimento nell’interpretare la loro esperienza.
Ci prefiggiamo di realizzare tale obiettivo attraverso:
• Il favorire la conoscenza delle diverse culture,
• Il favorire una buona percezione degli altri;
• Il favorire la socializzazione tra ragazzi appartenenti ad etnie diverse.
OBIETTIVI SPECIFICI DEL PROGETTO
Gli obiettivi specifici del progetto rappresentano dei vantaggi delle condizioni di vita, anche in
termini di qualità e quantità dei servizi offerti, che i minori interessati otterranno grazie anche
all’aiuto da parte dei volontari del servizio civile.
Partendo dagli obiettivi generali è possibile delineare degli obiettivi specifici che risultano
direttamente collegati ai bisogni della collettività rilevati dall’analisi del territorio.
Agli obiettivi specifici si affiancano degli indicatori che vengono utilizzati per descrivere la
situazione di arrivo e l’incremento atteso rispetto alla situazione iniziale.
Bisogni rilevati
Sostegno ai minori
appartenenti a nuclei familiari
a rischio di emarginazione
Creazione di un’attività
pomeridiana di sostegno
culturale per una migliore
integrazione scolastica dei
ragazzi
Sostenere ed incrementare le
attività di aggregazione tra i
ragazzi ed i giovani del
territorio
Potenziamento di spazi gioco o
di attività ludico-ricreative
assistite che realizzino forme di
integrazione sociale
Creare una rete di
integrazione sociale degli
immigrati
Obiettivi Specifici
- Realizzazione di attività
laboratoriali (teatro, pittura,
ballo…);
- Inserimento dei ragazzi nelle
attività sportive:inserimento in
un gruppo di pari.
Indicatori
- Aumentare il numero dei
partecipanti ai laboratori dal
2% al 5%;
- Aumentare il numero dei
ragazzi “a rischio” iscritti alla
scuola calcio da 8 a 15 unità.
- Attivazione di un corso di
recupero scolastico per 15
minori segnalati dalla scuole di
Acquedolci
- Aumentare il numero dei
ragazzi che frequentano il
corso fino a 15 unità;
- Aumento del rendimento
scolastico dei frequentanti.
- Realizzazione di attività
particolari di aggregazione;
- Realizzazione di eventi sul
territorio (feste per i giovani,
manifestazioni teatrali).
- Organizzare un campeggio
estivo per adolescenti;
- Realizzare due spettacoli
teatrali;
- Aumentare da 10 a 20 il
numero di ragazzi che
frequentano il gruppo giovani.
- Valorizzare le attività
sportive;
- Realizzazione di attività
ludiche giornaliere,
- Coinvolgere la fascia di età
compresa tra i 14 e i 18 anni
in modo da prevenire situazioni
di devianza (fascia più a
rischio)
- Aumentare il numero dei
minori che frequentano il centro
giovanile;
- Realizzare un laboratorio
multietnico (pasta di sale, dolci,
ricette tipiche, lavoretti con il
DAS…).
- Aumentare il numero di
ragazzi da 50 a 70 che
frequentano la scuola calcio;
- Incrementare dal 18% al
25% la presenza di giovani
appartenenti alla fascia 14-18
anni.
- Aumentare il numero di minori
stranieri che frequentano il
centro dal 3% al 6%
- Creare un laboratorio i cui
partecipanti siano immigrati e
ragazzi del luogo.
Indicatori raggiungimento Obiettivi Specifici
20
40%
40%
20
35%
30%
25%
20%
25%
18%
15%
10%
5%
18
15
16
10%
2% 3%
5% 6%
situazione iniziale
obiettivo prefissato
15
utenti doposcuola
14
10
12
0%
•
•
ragazzi a rischio
emarginazione che
frequentano l'oratorio
presnze ragazzi immigrati
presenze giovani 14-18
anni
10
voti scolastici positivi dei
ragazzi frequentanti il
doposcuola
6
ragazzi a rischio
iscritti alla scuola
calcio
membri gruppi
giovanili
8
8
4
2
0
0
situazione iniziale
obiettivo prefissato
Aumentare le presenze giornaliere da 130 (situazione attuale) a 160 (entro la fine del progetto)
Realizzazione di
1. 1 campeggio estivo;
2. 2 spettacoli teatrali;
3. 1 laboratorio multietnico.
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di
vista sia qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane
con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile:
8.1 Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
Fase di ideazione del progetto
Il centro giovanile dell’istituto Beata Vergine Assunta, durante l’estate 2007, essendo a stretto
contatto con i giovani che frequentano l’oratorio e potendo toccare con mano le difficoltà che
incontrano i giovani nella vita quotidiana, ci si è resi conto della necessità di allargare il campo di
azione intervenendo nelle diverse situazioni di disagio.
Per avere una visione chiara del problema, il team (gruppo di operatori) di progettazione ha
calendarizzato 5 incontri programmatici svoltisi nel mese di maggio 2007, al fine di effettuare
un’analisi completa del contesto territoriale nel quale è inserito l’Istituto B.V. Assunta. A tale scopo si è
attuata una sistematica raccolta di informazioni presso i Servizi Sociali Territoriali e gli Uffici
Comunali. I dati raccolti sono stati elaborati e comparati in modo da evidenziare le criticità del
contesto territoriale ed individuare i bisogni a cui dare una risposta. Il frutto del lavoro di raccolta
dati, durato 30 giorni, ha consentito di individuare i bisogni del territorio su i quali ci si è concentrati
per l’elaborazione del progetto di intervento.
Per una completa elaborazione del progetto ci si è calati all’interno della nostra realtà
valutando le risorse disponibili sia in termini strutturali che di risorse umane. Per quanto riguarda le
risorse strutturali,queste risultano adeguate al complesso delle attività che si vogliono realizzare per i
raggiungimento degli obiettivi specifici di cui al punto precedente. Per quanto riguarda le risorse
umane, esse, considerando il numero di operatori tutti volontari che collaborano con la struttura,
risultano appena sufficienti e si ritiene opportuno farli affiancare da altri volontari di servizio civile
per l’implementazione qualitativa e quantitativa dei servizi che il progetto si propone di realizzare.
L’elaborazione del progetto, insieme alla valutazione delle risorse disponibili, ha impegnato il team
di progettazione fino a metà settembre 2007.
Il team si propone inoltre, di preparare il terreno per l’avvio del progetto programmando degli
incontri di formazione dei volontari al fine di elaborare la giusta strategia e metodologia da attuare
all’interno delle varie attività. La programmazione di tali incontri e dei relativi contenuti impegnerà
circa 30 giorni.
Fasi di sviluppo temporale del progetto
fase
1
2
obiettivi
Conoscenza ed inserimento
dei ragazzi e del gruppo
dei volontari di servizio
civile
Attivazione di un corso di
recupero scolastico per 15
minori segnalati dalla
scuole di Acquedolci
tempi
Attività (vedi paragrafo 8.2
per la descrizione completa)
Una settimana
dall’inizio del
progetto
Attività Oratoriali: giochi
organizzati per favorire la
conoscenza tra i membri del gruppo
Entro 15 giorni
dalla segnalazione
dei nominativi da
parte della scuola
Sostegno allo svolgimento dei
compiti per casa e dove necessario
recupero delle competenze
fondamentali
Coinvolgimento dei ragazzi nella
attività sportive: volantinaggio,
stimolo alla partecipazione;
organizzazione di tornei con
premiazione finale
Giochi di ruolo organizzati; a
squadre; tornei di pallavolo,
biliardino, tennis da tavolo
Laboratori: organizzazione di
concorsi per gruppi musicali di
giovani, serate danzanti, creazione
di carri allegorici e organizzazione
di gruppi mascherati;
aiuto da parte del gruppo giovanile
nel coinvolgimento dei loro pari
3
Valorizzare le attività
sportive esistenti
30 giorni dall’avvio
della scuola calcio
4
Realizzazione di attività
ludiche giornaliere
Entro 15 giorni
dall’avvio del
progetto
5
Coinvolgere la fascia di età
compresa tra i 14 e i 18
anni in modo da prevenire
situazioni di devianza;
Entro cinque mesi
dall’avvio del
progetto
6
Aumentare il numero dei
minori che frequentano il
centro giovanile
Entro sei mesi
dall’avvio del
progetto
Mesi di dicembre,
gennaio febbraio,
marzo, aprile
Entro 2 mesi
dall’avvio del
progetto
7
Realizzazione di attività
laboratoriali
8
Realizzare un laboratorio
multietnico
9
Realizzazione di eventi sul
territorio
Luglio e agosto
Estate Ragazzi
10
Realizzazione di attività
particolari di aggregazione
Giugno
Campeggio estivo nel quale si
favorirà l’aggregazione tra i
giovani
Attività sportive, ludiche, feste a
tema, tornei, concorsi a premi
Laboratori: organizzazione di
attività relative al teatro, pittura,
ballo…in occasione delle festività
Laboratori di creatività con pasta di
sale, realizzazione di dolci, ricette
tipiche e lavoretti con il DAS…
8.2 Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
Il progetto “Crescere Insieme” si colloca all'interno delle attività e dei progetti realizzati dalla
Congregazione dei Giuseppini del Murialdo ad Acquedolci. In particolare l’Istituto Beata Vergine
Assunta gestisce un oratorio, aperto tutto l’anno con un orario che in genere è pomeridiano (in estate
anche la mattina nei locali al mare). Dagli anni ‘70 il centro giovanile svolge un’importante funzione
preventiva nei confronti dei minori e dei giovani attraverso attività sportive, ludiche, di animazione
del tempo libero (teatro, musica, ecc.) e formative (gruppi, associazioni, educativa territoriale in
collaborazione con il Comune, ecc.).
Il progetto “Crescere Insieme” prevede l’inserimento dei volontari di servizio civile nelle attività
dell’Istituto al fianco dei volontari che giornalmente si dedicano allo svolgimento delle varie iniziative.
Le attività dell’Istituto prevedono dei “percorsi di crescita” per i minori che frequentano
quotidianamente l’oratorio.
Attività Oratoriali
Per attività oratoriali si intendono le attività che giornalmente vengono realizzate dall’Istituto per
i minori che frequentano la struttura. Si tratta dei classici giochi quali il calcio e la pallavolo ma anche
di giochi di gruppo come la corsa con i sacchi, il tiro alla fune e tanti altri ancora che favoriscono
l’aggregazione e la socializzazione tra i ragazzi. L’obiettivo di tali attività è quello di favorire lo
sviluppo delle relazioni e delle interazioni tra i pari e allo steso tempo permette la crescita dei minori
all’interno di un ambiente sano e protetto al riparo da rischi di devianza. Il sabato, a conclusione
della settimana, vengono organizzati delle feste animate dai volontari durante le quali viene
sottolineata l’importanza dello stare insieme attraverso il gioco. Compito dei volontari è quello di
organizzare i giochi, stimolare i ragazzi alla partecipazione e vigilare su di essi.
Attività Oratoriali al Mare
Durante il periodo estivo, le stesse attività che prima si svolgevano nei locali interni dell’Istituto,
vengono effettuate nei locali situati vicino al mare. In tale contesto, tutto assume una veste nuova ricca
di allegria e spensieratezza. Ai giochi precedentemente elencatisi aggiungono i giochi con l’acqua
che coinvolgono un numero crescente di bambini appartenenti a diverse fasce di età.
Le attività oratoriali al mare garantiscono una continuità del servizio permettendo ai volontari di
seguire i minori durante tutto l’anno solare, instaurando così un rapporto amicale che non si conclude
con l’arrivo dell’estate. Ciò aiuta la realizzazione degli obiettivi all’interno di un contesto capace di
affiancare il ragazzo nella quotidianità, sia nel periodo scolastico che in quello estivo.
Estate Ragazzi
Si tratta di un’attività ludico-ricreativa organizzata che coinvolge i bambini del territorio in
attività stimolanti, sia attraverso il gioco (individuale o di gruppo, libero o organizzato) sia per mezzo
di attività laboratoriali (disegno, pittura, ecc.), ed al tempo stesso fornisce un’ attività di sostegno alle
famiglie che hanno difficoltà ad occuparsi dei figli nel periodo estivo a causa di impegni lavorativi.
Si prefigge i seguenti obiettivi:
1. Favorire la socializzazione e le relazioni tra i pari;
2. Creazione di uno spazio d’incontro “protetto” per i bambini del territorio;
3. Prevenzione del disagio e della devianza;
4. Animazione estiva della comunità locale.
Il numero dei destinatari di tale attività è variabile ma si attesta ogni anno a circa 120 ragazzi di
età compresa tra i 5 ed i 12 anni.
L’Estate Ragazzi si svolge ogni estate a cavallo dei mesi di luglio e agosto. L’attività si svolge
nell’arenile in prossimità del mare di proprietà dei Giuseppini del Murialdo, attrezzato
adeguatamente per lo svolgimento dell’attività.
Il coordinatore dell’attività, pur valorizzando l’autonomia degli operatori, ha il compito di
organizzare con loro i diversi momenti dell’attività, di ottimizzare al meglio l’attività, di garantire la
qualità educativa, di favorire i rapporti tra gli operatori e con l’ambiente esterno.
Gli operatori sono coloro che materialmente portano avanti l’attività, garantiscono l’assistenza
educativa nelle diverse attività quotidiane nonché la vigilanza all’interno della struttura. Essi svolgono
una funzione di rassicurazione emotivo-affettiva, di stimolo all’autonomia ed all’autostima, sono
propositivi delle attività valorizzando la centralità del bambino e le sue attitudini. Sono previsti
incontri settimanali tra coordinatore ed operatori al fine di valutare l’andamento delle attività ed
intervenire in eventuali punti di debolezza.
Le attività giornaliere prevedono momenti di gioco libero ed organizzato all’interno della
struttura, il classico bagno al mare in compagnia degli operatori e, nelle ore più calde, attività
laboratoriali in zone all’ombra appositamente create.
A conclusione solitamente viene organizzata una gita per meglio consolidare i rapporti di amicizia
instaurati tra i partecipanti.
Laboratori e Concorsi Artistici
Sono attività che permettono di coinvolgere i ragazzi in attività manuali e non che gli permettono
di manifestare le proprie abilità e di acquisirne di nuove; in primo luogo si cerca di tirar fuori dal
ragazzo quelli che sono i suoi interessi e le sue ambizioni per poi coinvolgerlo nelle attività che
preferisce. Si svolgono tre volte a settimana nel pomeriggio e vengono concentrati maggiormente nei
mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile e dicembre. In tali periodi si cerca anche di finalizzare il
lavoro a particolari ricorrenze quali il Natale, Carnevale, ecc.
Alcuni dei laboratori preferiti dai ragazzi sono il “Mosaico” e la “Cartapesta”, svolti nei mesi di
dicembre e febbraio, con i quali i minori hanno la possibilità di esprimere la propria creatività
attraverso la realizzazione di quadri e sculture con diversi soggetti mediante la tecnica del mosaico e
della lavorazione della carta. Altri laboratori sono il ballo, che si svolge prevalentemente a febbraio,
il quale permette ai ragazzi di esprimersi attraverso il linguaggio del corpo e il teatro, che si svolge
da dicembre ad aprile, e favorisce la comprensione della prospettiva altrui attraverso
l’interpretazione di diversi ruoli.
Un’attenzione particolare deve essere rivolta al laboratorio “multietnico” che si intende attivare
per favorire la socializzazione e l’integrazione dei minori stranieri all’interno del tessuto sociale di
Acquedolci. Non si tratta di insegnare loro i nostri usi e costumi ma di favorire la conoscenza di valori
e credenze delle culture che nella nostra cittadina si confrontano. Tutto ciò verrà realizzato attraverso
la realizzazione di ricette culinarie, oggetti, indumenti… tipici dei luoghi di origine che potranno
essere esposti in una mostra finale.
Feste a tema
Durante tutto l’anno vengono programmate delle feste da realizzarsi in particolari ricorrenze
quali il Natale, il carnevale, la fesa di S. Giuseppe, la festa di chiusura dell’Oratorio feriale prima
delle attività estive nelle quali vengono coinvolte le famiglie che partecipano preparando dolci tipici
e giocando insieme ai figli. L’obiettivo è quello di creare dei momenti di aggregazione, confronto e
socializzazione dei ragazzi che normalmente frequentano l’Istituto. Ciò contribuisce alla realizzazione
di un clima familiare che è alla base del nostro metodo educativo.
Doposcuola
Ogni anno, presso l’Istituto, viene attivato un corso di sostegno scolastico che offre la possibilità
ai minori segnalati dall’istituzione scolastica, di essere affiancati da un gruppo di volontari che li
aiutano nello svolgimento dei compiti per casa e soprattutto cercano di colmare le lacune di base.
Tale servizio viene realizzato in collaborazione con l’istituzione scolastica e non in sua sostituzione ed
è rivolta a ragazzi che, per particolari motivi di carattere psico-sociale, necessitano di un sostegno
che la famiglia non è in grado di fornire. Non è, quindi, un’attività rivolta ai soli minori ma ha anche
una grande valenza nei confronti del sostegno alle famiglie in difficoltà che non hanno i mezzi per
rivolgersi a professionisti.
I ragazzi che frequentano il corso, sono allo stesso tempo stimolati a partecipare alle altre
attività ricreative in modo da inserirli in un circuito virtuoso che gli permetta di non isolarsi, ma
integrarsi con i pari in un ambiente protetto che eviti discriminazioni legate alle sue condizioni di
bisogno.
Gruppi Giovanili
Partendo dalla convinzione che gli adolescenti se opportunamente affiancati sono capaci di
instaurare relazioni sane e costruttive, da anni all’interno dell’Istituto si cerca di stimolare i giovani a
costituire dei gruppi che seguano percorsi di incontro e formazione che li aiutino a crescere in maniera
autonoma e responsabile coltivando i propri interessi. Al tempo stesso i gruppi giovanili
rappresentano un valido strumento che permette a ragazzi di confrontarsi e di approfondire le
tematiche legate alla loro crescita (rapporti con i genitori, amicizia, sessualità, formazione umana,
conflittualità…) oltre che di confrontarsi con le diverse culture che al giorno d’oggi entrano a far
parte della nostra realtà quotidiana. Strumento importante per il coinvolgimento dei ragazzi del
gruppo giovanile è l’organizzazione di campeggi/campi scuola nei quali sono loro stessi in prima
persona a gestire il tutto. Ciò favorisce l’assunzione di responsabilità da parte dei giovani che allo
stesso tempo imparano a non dipendere esclusivamente dagli altri ed a fare la propria parte nella
vita di gruppo, rendendoli artefici e partecipi della riuscita dell’esperienza.
Attività Sportive
All’interno dell’Istituto Beata Vergine Assunta, grande importanza viene rivolta alle attività
sportive: calcio, pallavolo, pallacanestro, giochi da cortile faranno acquisire ai minori la padronanza
e la conoscenza del proprio corpo, assieme alla capacità di interagire con gli altri. Difficilmente si
ottengono gli stessi risultati in termini di partecipazione, socializzazione, senso di appartenenza ad un
gruppo, al di fuori delle attività sportive; per questo si punta a valorizzarle ed a spingere i ragazzi
ad intraprendere uno sport con l’obiettivo di favorirne la crescita e la sviluppo armonico.
Inoltre, le attività sportive rappresentano un’occasione di gioco all’interno del quale poter insegnare a
rispettare i ruoli, le regole, il rispetto degli altri e l’importanza di ciascuno. Un aspetto importante nel
nostro modo di gestire anche le attività sportive è rappresentato dal coinvolgimento dei genitori: il
nostro fine ultimo non è creare campioni ma far crescere i ragazzi in un ambiente sano e in armonia
con gli altri; a tal fine vengono effettuati incontri periodici per coinvolgere le famiglie nelle
esperienze significative dei figli.
8.3 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente.
Ruolo ed attività svolte
Team di progettazione
Si occupa della progettazione e della
programmazione generale delle attività
N°
figure
2
Formatori dei volontari
Si occupano di organizzare e realizzare percorsi di
formazione degli operatori volontari dell’Istituto B. V.
Assunta, dei volontari di Servizio Civile, dei gruppi
giovanili
2
Operatori/Animatori attività ludiche
Si occupano della gestione diretta delle attività
laboratoriali, delle feste, dei giochi, delle mostre ecc.,
di cui al par. 8.2; partecipano alle riunioni di
programmazione delle attività
6
Titolo di studio
1 laurea in
psicologia,
1 laurea in scienze
dell’educazione
1 laurea in
psicologia,
1 laureata in scienze
dell’educazione
1 laureata in scienze
dell’educazione,
5 diplomati scuola
media superiore
Rapporto di
collaborazione
Tutti Volontari
Tutti Volontari
Tutti Volontari
Operatori/Animatori attività sportive
Si occupano della gestione diretta delle attività
sportive: calcio, pallavolo, tennis da tavolo, di cui al
par. 8.2 e delle attrezzature; partecipano alle
riunioni di programmazione delle attività
3
3 diplomati scuola
media superiore
Tutti Volontari
4
4 diplomati scuola
media superiore
Tutti Volontari
17
5 laureati e
12 diplomati
Tutti
Volontari
Operatori attività doposcuola
Si occupano della gestione diretta della attività di
recupero cui al par. 8.2; partecipano alle riunioni di
programmazione delle attività, seguono i progressi
dei minori confrontandosi con gli insegnanti
Totale Volontari dell’Ente
(esclusi quelli di Servizio Civile)
Totale dipendenti dell’Ente
0
8.4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto.
I volontari di Servizio Civile verranno impiegati all’interno dell’ Istituto Beata Vergine Assunta
nelle attività oratoriali per il miglioramento qualitativo e quantitativo delle attività poste in essere
affiancando quotidianamente gli altri operatori volontari dell’Ente che da anni portano avanti le
varie attività nei diversi ambiti di intervento. Tale affiancamento permette ai volontari di servizio
civile di vivere un’esperienza altamente formativa attraverso l’acquisizione di conoscenze
teoriche (il sapere di chi ha esperienza e conoscenza) e di modalità di intervento pratico (il saper
fare acquisito sul campo) nelle molteplici situazioni che di volta in volta si devono affrontare.
L’avvio in servizio dei/lle volontari/e in Servizio Civile prevede un percorso di inserimento di un mese,
che in caso di necessità è prolungabile fino ad un massimo di due mesi. In tale periodo il volontario
svolge la propria attività. Il/La volontario/a in Servizio Civile opererà in supporto agli operatori
sociali sia nelle attività a diretto contatto con l’utenza sopra descritte che in quelle di preparazione,
come ad esempio nella programmazione delle attività.
Inoltre verrà proposta la partecipazione ad eventi e attività formative che durante l’anno verranno di
volta in volta programmati.
Tutto questo, nell’ottica del piano di impegno del volontario, vuole far sì che, attraverso l’esperienza
diretta, possa far propri quei valori di pace, giustizia e solidarietà che il nostro Ente vede
concretizzati nell’incontro e nella vicinanza agli ultimi e nella scelta di uno stile di vita connotato dalla
promozione della solidarietà sociale e dalla sobrietà vissuta nelle scelte quotidiane.
A tal fine come valore aggiunto, la Pia Società Torinese di San Giuseppe propone alcune possibili
strade attraverso cui sperimentare, nell’incontro con il bisogno dell’altro, una vita basata su questi
valori, auspicando che queste esperienze possano avere un peso e possano essere riferimento per le
scelte future del giovane; per esempio, i volontari che volessero sperimentare esperienze di vita
comunitaria avranno la possibilità di sperimentare e promuovere uno stile di vita in linea con i
principi dell’obiezione di coscienza, della solidarietà, dello spirito della cittadinanza attiva, una
palestra di relazione e condivisione in cui cercare di fare propri i valori di sobrietà, partecipazione e
vicinanza ai minori bisognosi.
La vita comunitaria diventa determinante dell’esperienza:
• In termini di relazione: vivere con altre persone è entusiasmante, ma non certo facile. La
quotidianità è una ottima palestra, che richiede un allenamento costante
• In termini di tempo passato insieme, pur considerando il tempo trascorso in servizio; la comunità
contempla momenti di scambio, di confronto, di preghiera, di tempo libero, di relazioni con
altri estremi alla comunità (amici, parenti, conoscenti, persone legate al territorio..) di riposo;
• In termini logistici organizzativi: si tratta, infatti, di dover gestire degli ambienti e quindi ci si
responsabilizza reciprocamente
Tale proposta prevede la possibilità di essere seguiti in un percorso comunitario in cui confrontarsi
con le diversità che ogni persona porta. Questa attività viene svolta grazie all’apporto di un
responsabile esterno che verifica settimanalmente la vita comunitaria proponendo momenti di
riflessione comune e verifiche periodiche delle attività e delle dinamiche comunitarie (gestione del
conflitto ecc.).
fase
1
2
3
obiettivi
Conoscenza ed
inserimento dei
ragazzi e del gruppo
dei volontari di
servizio civile
Attivazione di un
corso di recupero
scolastico per 15
minori segnalati dalla
scuole di Acquedolci
Valorizzare le attività
Attività
(vedi paragrafo 8.2 per la
descrizione completa)
Attività Oratoriali: giochi
organizzati per favorire la
conoscenza tra i membri del
gruppo
Ruolo ed attività previste per i
volontari di servizio civile
partecipazione agli incontri di
conoscenza degli
animatori/educatori
Sostegno allo svolgimento
dei compiti per casa e dove
necessario recupero delle
competenze fondamentali
Affiancamento e collaborazione
con i volontari dell’Ente nella
realizzazione dell’attività.
Coinvolgimento dei ragazzi
coinvolgimento dei giovani
sportive esistenti
4
5
6
nella attività sportive:
volantinaggio, stimolo alla
partecipazione;
organizzazione di tornei con
premiazione finale
Giochi di ruolo organizzati;
Realizzazione di
a squadre; tornei di
attività ludiche
pallavolo, biliardino, tennis
giornaliere
da tavolo
Laboratori: organizzazione
di concorsi per gruppi
Coinvolgere la fascia
musicali di giovani, serate
di età compresa tra i
danzanti, creazione di carri
14 e i 18 anni in
allegorici e organizzazione
modo da prevenire
di gruppi mascherati;
situazioni di devianza;
aiuto da parte del gruppo
giovanile nel coinvolgimento
dei loro pari
Aumentare il numero
Attività sportive, ludiche,
dei minori che
feste a tema, tornei,
frequentano il centro
concorsi a premi
giovanile
7
Realizzazione di
attività laboratoriali
Laboratori: organizzazione
di attività relative al teatro,
pittura, ballo…in occasione
delle festività
8
Realizzare un
laboratorio
multietnico
Laboratori di creatività con
pasta di sale, realizzazione
di dolci, ricette tipiche e
lavoretti con il DAS…
9
Realizzazione di
eventi sul territorio
Estate Ragazzi
10
Realizzazione di
attività particolari di
aggregazione
Campeggio estivo nel quale
si favorirà l’aggregazione
tra i giovani
attraverso attività di
volantinaggio, organizzazione
di tornei, preparazione delle
attrezzature, arbitraggio e
vigilanza
Affiancamento ai volontari
dell’Ente; gestione diretta di
attività; preparazione delle
attrezzature
Interazione con i giovani;
organizzazione di eventi;
Contatti con la rete;
coinvolgimento di giovani di età
compresa nella fascia di
riferimento.
Affiancamento ai volontari
dell’Ente nelle strategie attuate;
gestione diretta di attività;
Preparazione del materiale
necessario; gestione dei
laboratori secondo le proprie
attitudini; supporto/stimolo ai
ragazzi
Affiancamento ai volontari
dell’Ente nelle strategie attuate;
Affiancamento ai volontari
dell’Ente nell’animazione,
educazione, vigilanza.
Collaborazione
nell’organizzazione e
realizzazione dell’attività
Affiancamento agli animatori
ed agli educatori
9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
6
10) Numero posti con vitto e alloggio:
0
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
0
12) Numero posti con solo vitto:
6
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
30
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
6
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
1. Flessibilità oraria (variazione occasionale o temporanea dell’orario giornaliero, servizio
straordinario in giorno di riposo con successivo recupero) in funzione di particolari urgenze ed
esigenze di servizio o di formazione.
2. Rispetto del contesto ecclesiale in cui si svolge il progetto.
3. Partecipazione al percorso formativo previsto a livello locale e nazionale, anche fuori dal
comune e della provincia in cui si svolge il proprio progetto, così come è previsto dal percorso di
formazione.
4. Disponibilità a trasferte fuori sede per Campi Estivi, Campi Scuola, Estate Ragazzi, Gite ecc.
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
16) Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto:
N.
1
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
Casa Generalizia
Pia Società
Torinese di San
Giuseppe
Istituto Beata
Vergine
Assunta
Acquedolci
(Messina)
Indirizzo
Corso Italia n°1
Cod. ident
. sede
29734
N. vol. per
sede
6
Cognome e nome
Data di nascita
Armao Alessandro
05/08/1979
C.F.
RMALSN79M05I199W
2
17) Altre figure impiegate nel Progetto:
TUTOR
N.
1
2
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
Indirizzo
Cod.
ident.
sede
N. vol.
per
sede Cognome
e nome
Data
di
nascit
a
RESP. LOCALI ENTE ACC.
C.F.
Cognome e
nome
Data di
nascita
C.F.
18) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
La campagna permanente di promozione del servizio civile si propone di sensibilizzare l’opinione
pubblica ai valori della solidarietà, della pace, della nonviolenza e della mondialità e in particolare
alle possibilità offerte dal servizio civile e/o altre forme di impegno civile dei volontari.
Attività permanente di promozione e sensibilizzazione a livello nazionale
Il Servizio Civile Giuseppini del Murialdo attiverà i suoi canali informativi a livello nazionale con:
¾ Sito Giuseppini del Murialdo www.murialdo.org/serviziocivile per tutta la durata del bando
¾ Mensile Vita Giuseppina con diffusione internazionale
¾ Mensile Voce di San Giuseppe con diffusione internazionale
¾ Foglio di collegamento Provincia Italiana con diffusione Nazionale
¾ Foglio di collegamento “Volontariamo” con diffusione Nazionale
¾ Rete degli oratori giovanili Giuseppini del Murialdo presenti sul tutto il territorio nazionale
¾ Newsletter della rete nazionale dei Giuseppini
¾ Stampa di poster e pieghevoli sul Servizio Civile
Attività di promozione e sensibilizzazione a livello locale svolte prima dell’avvio del progetto
¾ Pubblicizzazione sul sito www.murialdo.org/serviziocivile
¾ Realizzazione di depliant informativi da distribuire nelle parrocchie (una ad Acquedolci e
nelle sette parrocchie dei comuni limitrofi) e nelle scuole superiori del territorio (2 licei, 4 istituti
tecnici);
¾ Promozione ed organizzazione di incontri di sensibilizzazione/approfondimento per
diffondere la cultura del Servizio Civile, con la partecipazione di giovani che hanno già svolto
il servizio in qualità di testimoni (otto volontari che hanno già prestato servizio presso la sede).
¾ Campagna di sensibilizzazione televisiva sulla rete locale OndaTV anche attraverso
testimonianze di coloro che hanno già avuto un’esperienza di servizio civile.
Totale ore dedicate prima dell’avvio del progetto: 20
Attività di promozione e sensibilizzazione a livello locale svolte durante lo svolgimento del
progetto
¾ Verranno effettuati gli stessi tipi di interventi sopra elencati, impiegando gli stessi strumenti di
diffusione, ma i contenuti riguarderanno episodi e momenti del servizio civile svolto dai
volontari ed anche la loro partecipazione ad iniziative riguardanti le tematiche della pace,
della giustizia e della solidarietà.
Totale ore dedicate durante il servizio civile: 20
Totale complessivo ore di promozione e sensibilizzazione: 40
19) Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari:
Fermo restando i criteri previsti dall'Ufficio Nazionale per il Servizio civile con la determinazione
del Direttore Generale del 30 Maggio 2002, si rinvia al sistema di selezione verificato dall'Ufficio in
sede di accreditamento
20) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
21) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto:
Il Servizio Civile Nazionale dei Giuseppini del Murialdo effettuerà la parte di monitoraggio di
propria competenza attraverso 1 sondaggio entro i primi 90 giorni e due questionari di norma al 6 e
al 10 mese di servizio che verranno fatti compilare alle/ai partecipanti al progetto e successivamente
elaborati. Essi serviranno anche per la stesura delle note per l’attestato finale
Il sistema di monitoraggio applicato è depositato presso l’UNSC descritto nei modelli:
- Mod. PR/MON
- Mod. S/VAL/MON
Monitoraggio locale specifico alle sedi di attuazione del progetto:
Il piano di monitoraggio interno per la valutazione sia dei risultati del progetto, che per la
valutazione dell'apprendimento e della crescita da assicurare ai volontari si pone come obiettivo
quello di cogliere i punti forza e quelli in evoluzione che emergono dall’esperienza che viene offerta
ai Volontari ed è così strutturato:
1. Il sistema di monitoraggio:
o
migliorare e rafforzare l'esperienza nei confronti di tutti i volontari, così che il loro
intervento abbia una ricaduta sull'intera organizzazione e in modo speciale sui giovani
o
funzionare da arricchimento informativo/formativo sia per la comunità educante
dell'Istituto sia per gli attori istituzionali preposti alle politiche giovanili
2. L'intervento in relazione agli obiettivi progettuali:
o
analizzare strutturalmente per obiettivi ed azioni i piani di massima
contenuti nel progetto
o
definire le informazioni quali - quantitative necessarie a monitorare ogni area
operativa del progetto
o
individuare indicatori di conformità alle specificità del progetto
o
individuazione di azioni correttive per il superamento degli elementi di criticità
attraverso l'utilizzo di tecniche e strumenti specifici
o
elaborazione di una strategia di azione per affrontare una situazione di criticità
valutandolo vincoli e risorse della struttura
3. Il sistema di raccolta dell'esperienza:
o
scheda di rilevazione che verranno distribuite ai Volontari e alla Comunità educante
per analizzare l'interesse sull'iniziativa
o
griglie di rilevazione per i responsabili dell'Opera
o
raccolta dei dati in un report
Inoltre si desidera sottolineare la presenza di un tutor interno all'Istituto che seguirà l'intero intervento
dei Volontari in servizio civile e pertanto il progetto prevede durante tutte le fasi di attuazione un
monitoraggio continuo.
Dell'attività di monitoraggio viene conservata documentazione presso ufficio nazionale della
Congregazione a questo preposto. Il monitoraggio verrà rivolto sia ai volontari che ai responsabili
del progetto (locali e generale).
22) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
23) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Possesso del diploma di scuola media superiore.
Costituiscono titoli preferenziali (anche se non esclusivi):
• Laurea in un’area attinente al progetto o iscrizione ad un relativo corso di studi;
•
•
•
•
•
Interesse reale per i diritti umani e la solidarietà;
Patente d’auto;
Conoscenza di tecniche di animazione sportiva, musicale, del tempo libero;
Uso del computer;
Conoscenza del territorio in cui si andrà ad operare;
24)Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico
realizzazione del progetto:
Il progetto prevede l’impiego di risorse finanziarie aggiuntive destinate:
1. alle attività di formazione specifica previste alla voce 26;
2. alle risorse tecniche e strumentali dedicate al progetto previste alla voce 26;
3. alle attività di promozione di cui alla voce 18;
secondo la seguente ripartizione:
Voci di spesa formazione
specifica (come da voce 37)
Spese di cancelleria
Rimborso spese viaggio ai
formatori
Consulenze esterne
Totale spesa
Risorse finanziarie
Voci di spesa risorse tecniche
e strumentali (come da voce
26)
Acquisto attrezzature sportive
Acquisto attrezzature ludiche
Spese di cancelleria
Spese telefoniche
Totale spesa
Risorse finanziarie
200,00 €
150,00 €
200,00 €
450,00 €
200,00 €
150,00 €
250,00 €
100,00 €
700,00 €
Voci di spesa promozione del Risorse finanziarie
progetto (come da voce 18)
Stampa materiale pubblicitario
700,00 €
Noleggio spazi pubblicitari
250,00 €
pubblici
Campagna pubblicitaria
550,00€
televisiva
Totale spesa
1.500,00 €
TOTALE RISORSE FINANZIARIE AGGIUNTIVE: 2.650 €
alla
25)Eventuali copromotori e partners del progetto con la specifica del ruolo concreto
rivestito dagli stessi all’interno del progetto:
Copromotore e partner del progetto “Cresce Insieme” è la Società Coopertiva Sociale Arcobaleno
a r.l. con sede in Acquedolci (ME) codice fiscale 02780250839. Essa, come da dichiarazione di
collaborazione allegata al presente progetto:
1. mette a disposizione l’esperienza e la professionalità dei propri formatori per la formazione
specifica dei volontari di servizio civile;
2. mette a disposizione la propria struttura organizzativa per la progettazione,
programmazione e gestione delle attività;
3. collabora con quattro soci volontari nelle attività ludico-ricreative, di recupero scolastico e
dei laboratori espressivi.
La collaborazione della Società Cooperativa Sociale Arcobaleno risulta particolarmente importante
in quanto, senza di essa, non sarebbe possibile realizzare tutte le attività del progetto, a causa del
ristretto numero di operatori della sede dell’Ente Istituto Beata Vergine Assunta.
26)Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Strutture immobili
I locali della sede di realizzazione del progetto, si estendono su un area di circa 10.000 metri
quadrati all’interno della quale ci sono:
9 1 campo di calcio a 9 multifunzionale (totale 4000mq, misure non regolamentari);
9 7 sale di circa 40 mq cadauna utilizzabili per varie attività (laboratori, prove, incontri di
formazione …);
9 1 sala giochi attrezzata di 300 mq;
9 1 teatro con 200 posti a sedere ed 1 palco per attività teatrali e/o convegni.
9 2 cortili per attività ludiche di circa 2000 mq complessivi
9 1 pineta di circa 1000 mq per attività ludiche;
9 1 arenile attrezzato vicino al mare di 1000 mq,
9 2 magazzini;
9 servizi igienici;
9 spogliatoi.
Strumenti per la realizzazione di attività sportive, culturali e formative
9 Strumenti musicali
9 Attrezzature sportive (palloni, reti, 1 biliardino, 2 tavoli da ping pong …)
9 Attrezzature ludiche (giochi da tavolo, birilli, bocce …)
9 Strumenti per la videoproiezione (videoproiettore ad alta definizione, P.C. portatile)
9 Biblioteca
9 Materiale di cancelleria
9 Personal Computer con accesso a Internet
Strumenti informatici a disposizione dei volontari
9 2 Personal Computer con accesso a Internet
9 Fotocopiatrice
9 Scanner
9 Fotocamera digitale
9 Videoproiettore
9 Telefono e fax
Inoltre si mette a disposizione dei volontari, per la realizzazione delle attività in progetto, l’utilizzo
di 1 autovettura e di un pulmino 9 posti.
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
27)Eventuali crediti formativi riconosciuti:
Nessuno
28) Eventuali tirocini riconosciuti :
Nessuno
29) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
A tutti i volontari, al temine del servizio, verrà consegnato da parte della Ente, un attestato di
partecipazione nel quale verranno indicati gli obiettivi, i settori di intervento, e le attività svolte, le
conoscenze e le competenze acquisite.
Inoltre i giovani in servizio civile volontario:
• potranno acquisire una formazione di base sui principi del servizio in stile solidale;
• saranno abilitati all’utilizzo delle tecniche di animazione e di accompagnamento educativo
nella prevenzione;
• sperimenteranno il lavoro di equipe con persone professionalmente preparate
all’accompagnamento personale e di gruppo;
• sperimenteranno la collaborazione con professionisti coinvolti nel progetto e non , in
relazione ai propri compiti ed ai risultati da raggiungere (lavoro in rete);
• si integreranno con altre figure/ruoli professionali e non
• saranno educati a controllare la propria emotività rispetto alla sofferenza;
• apprenderanno le modalità della progettazione educativa;
• saranno messi in condizione di sperimentare delle tecniche di ascolto e di relazione
interpersonale.
Formazione generale dei volontari
30) Sede di realizzazione:
In proprio presso l’Ente
31) Modalità di attuazione:
Formazione per i volontari:
Tale formazione sarà svolta in tre incontri, di due giorni interi, in forma residenziale nei quali
verranno radunati tutti i volontari in servizio nel medesimo bando all’interno dei diversi progetti
dell’Ente. I temi sia specifici dell’Ente che propri del Servizio Civile verranno trattati da esperti nel
settori coordinati dal responsabile della formazione nazionale del Servizio Civile per i Giuseppini
del Murialdo. Lo stesso responsabile avrà incontri personali con gruppi di minor numero nelle varie
sedi locali di attuazione del progetto per approfondire tematiche specifiche di ogni singola sede di
attuazione. Verranno inviati mensilmente appunti, riflessioni, articoli e materiale vario atto a
realizzare un formazione in itinere al di fuori degli incontri residenziali che diano l’occasione di
approfondire temi trattati negli stessi incontri. I volontari verranno invitati alla stesura di una
relazione sulla formazione generale alla fine di ognuno dei tre incontri residenziali. I volontari stessi
si occuperanno della formazione, stesura di un giornalino interno che verrà distribuito all’interno
delle sedi nelle quali l’Ente ha attivi progetti di servizio civile.
E’ prevista una formazione su tematiche specifiche fatta attraverso due incontri (uno ad inizio ed uno
a metà servizio) per i formatori nelle sedi di attuazione che si occupino della formazione specifica.
Tali incontri saranno di una durata pari ad 8 ore ognuno. Ognuno di questi sarà poi supportato con
materiale cartaceo e stimoli di approfondimento realizzati dal responsabile della formazione
generale per l’Ente.
Formazione per i formatori:
I formatori di ogni singola sede di attuazione verranno anch’essi sottoposti ad una iniziale e
continua formazione tale da garantire in ogni momento un aggiornamento adeguato rispetto alle
conoscenze dei temi propri del Servizio Civile. Tale formazione verrà eseguita tramite invio di
materiale, riflessioni, approfondimenti attraverso posta elettronica e pubblicazione sul sito ufficiale
del Servizio Civile per L’Ente Casa Gen. Pia Soc. Torinese S.Giuseppe :
www.murialdo.org/serviziocivile
In proprio presso l’Ente con esperti individuati di volta in volta a seconda dei temi trattati con
mobilità sull’intero territorio nazionale con esperienza pluriennale. Le modalità di attuazione della
stessa sono dichiarati all’atto dell’accreditamento attraverso modelli:
- Mod. FORM
- Mod. S/FORM
32) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
NO
33) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
A partire dai contenuti previsti per la formazione generale nella circolare “Linee guida per
la formazione generale dei volontari”, ed il sistema di formazione verificato dall’UNSC in
sede di accreditamento, il percorso di formazione generale si attua con le seguenti
tecniche e metodologie
1.1 Nella fase di accesso al servizio civile
Il progetto prevede un percorso di ingresso per la conoscenza della proposta, allo scopo
di creare le condizioni ottimali di inserimento.
Metodologia
¾ Lezioni frontali
¾ Gruppi di approfondimento
¾ Confronto sulle motivazioni
¾ Riflessioni personali
Numero di ore di formazione: il corso ha una durata massima di 12 ore di formazione
1.2. Durante il servizio civile
Metodologia
Per ogni obiettivo formativo viene considerato:
¾ La coscientizzazione: essere/divenire consapevoli di sé, dell’altro, del mondo
¾ Dalla conoscenza della realtà al saper comunicare la realtà
¾ Dal sapere di essere nella realtà al saper stare nella realtà
¾ Dal saper fare al saper fare delle scelte
¾ Dallo stare insieme al cooperare
Ed in relazione a questi livelli la dimensione:
¾ Individuale della persona
¾ La famiglia, il gruppo, la comunità di appartenenza
¾ La società, il mondo
Attraverso:
¾ Lezioni frontali (almeno il 50% del monte ore complessivo)
¾ Elaborazione dei vissuti personali e di gruppo, simulazioni, lavori di gruppo e
riflessioni personali (almeno il 20% del monte ore complessivo)
¾ Testimonianze e/o visite ad esperienze significative.
Numero ore di formazione generale previste:
totale durante l’anno di 50 ore
La proposta è articolata in un percorso di formazione caratterizzato da 3 momenti dei
quali uno nazionale ( tutti i volontari in servizio in progetti dell’Ente) ed i restanti due
zonali ( raggruppando i volontari del nord e del sud, )
¾ Corso di inizio servizio (1 giornata – formazione zonale) nel primo mese di servizio
¾ Corso di metà servizio (1 – 4 giornate – formazione nazionale) dopo circa 6 mesi
dall’avvio al servizio
¾ Corso di fine servizio (1 giornata – formazione zonale) nell’ultimo mese di servizio
E da incontri di formazione, a distanza, permanente settimanale/quindicinale di 2-4 ore
1.2 attività di animazione e sensibilizzazione
Obiettivi
Le competenze e la maturazione acquisibili attraverso la formazione, lo scambio e il
confronto nel gruppo, portano a comunicare l’esperienza allo scopo di:
¾ sviluppare le diverse competenze e capacità comunicative dei volontari
¾ promuovere il progetto sul territorio
¾ sensibilizzare sulle tematiche del progetto
Metodologia
¾ elaborazione di programmi di animazione e sensibilizzazione del territorio
¾ studio delle principali forme di comunicazione mass-mediale (elaborazione di testi,
grafica, informatica, accesso a stampa)
¾ preparazione alle principali forme di comunicazione ( gestire un gruppo, parlare in
pubblico…)
¾ lo studio del target e la verifica dei risultati
Numero verifiche previste e relativi strumenti utilizzati anche per la misurazione dei
livelli di apprendimento raggiunti;
Nella fase di accesso al servizio: verifica attraverso scheda conforme al livello nazionale
per la valutazione del tirocinio osservativi e del successivo tirocinio pratico
Durante tutto il servizio civile: valutazione attraverso scheda di verifica a conclusione dei
singoli moduli formativi. Successive condivisioni e confronti in gruppo;
34) Contenuti della formazione:
A partire dai contenuti previsti per la formazione generale nella circolare “Linee guida per
la formazione generale dei volontari” in cui presentare ad un primo livello i singoli
argomenti che saranno poi, dove necessario, approfonditi a partire dalle esigenze del
gruppo.
Verranno unificate alcune tematiche all’interno dei momenti istituzionali previsti e verrà
dedicato il primo periodo all’aspetto formativo istituzionale (una giornata settimanale).
La tempistica verrà modulata secondo la tabella sottostante:
MODULI
Casa Generalizia della
Pia Soc. Torinese
• Sostenere
l’esperienza e la
sua rielaborazione
• Favorire
¾ L’identità del
l’attenzione alla
gruppo
in
cura delle relazioni
formazione
• Sostenere la
motivazione
• Sostenere
l’orientamento
futuro
¾ Dall’obiezione
di coscienza
al servizio
civile
• Comprendere il
nazionale:
significato di
evoluzione
concorrere alla
storica,
difesa della patria
affinità e
differenze tra
le due realtà
¾ Il dovere di
MODULI UNSC
TEMPISTICA MODALITA’
3+3
2F–4I
3
3F
3
3F
difesa della
patria
¾ La difesa
civile non
armata e
nonviolenta
¾ La protezione
civile
•
¾ La solidarietà
e le forme di
cittadinanza
¾ Servizio civile
nazionale,
associazionis
mo,
volontariato
¾ La normativa
vigente e la
Carta di
impegno etico
¾ Diritti e doveri
del volontario
del servizio
civile
•
•
¾ Presentazione
dell’Ente
•
¾ Il lavoro per
progetti
•
Favorire
l’educazione
alla pace, alla
cittadinanza
attiva, alla
solidarietà, alla
responsabilità
ambientale
Conoscere il
sistema del
Servizio Civile
Nazionale
Conoscere la
specificità del
carisma
murialdino
(attenzione ai
giovani poveri) ,
Casa
generalizia Pia
Società
Torinese di
S.Giuseppe,
come ente
ecclesiastico
Acquisire
competenze e
abilità per lo
svolgimento del
servizio
Abilitare e
sostenere la
comunicazione
e l’animazione
del territorio
durante e dopo
3
2F–1I
3
2F–1I
3
2F–1I
3
2F–1I
2
1F–1I
2
2F
4
3F–1I
4
2F – 2 I
il servizio
TOTALE
36
(1) F : lezione frontale; I: dinamiche non formali
Fermo restando le ore complessive di formazione ed i temi, l’articolazione della proposta
sarà adattata in base al gruppo dei volontari in formazione.
Al termine della prima fase verranno proposti alcuni strumenti (Questionario e risposta
libera) per verificare il gradimento e l’interesse dei giovani rispetto a tutte le tematiche
presentate, in modo da programmare il restante percorso formativo.
Una seconda fase (14 ore), definita come formazione permanente, dove sarà possibile
dedicare più attenzione e tempo ad alcune tematiche ripetto ad altre partendo dalle
esigenze e dalle risorse dei giovani e delle realtà laicali. Si approfondiranno gli stessi
contenuti affrontati nelle prime 36 ore e si individueranno altre tematiche in base alle
esigenze ed alla situazione del gruppo particolare di volontari
35)Durata:
Il progetto prevede un percorso di formazione generale per una durata totale di 50 ore
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
36) Sede di realizzazione:
Istituto Beata Vergine Assunta, corso Italia n° 1, 98070 Acquedolci (ME)
37)Modalità di attuazione:
Tale formazione sarà svolta in proprio presso l’Ente e con formatori dell’Ente in due incontri
iniziali della durata di 5 ore di formazione per aiutare il volontario a collocarsi nel migliore dei
modi all’interno del centro, poi seguiranno durante tutto l’anno incontri di formazione di 2 ore a
settimana fino al raggiungimento delle 78 ore complessive.
La formazione specifica, curata direttamente dal centro operativo, ha come obiettivo un positivo
inserimento del giovane volontario nel contesto di servizio in modo da garantire la tutela sia del
volontario/a che dell’utente dello stesso servizio. Inoltre ha l’obiettivo di fornire tutte quelle
informazioni e competenze tecnico/operative utili ad ogni singolo volontario/a affinché si senta
serenamente inserito/a nel contesto della Struttura scelta, sia per l’utenza che incontrerà, sia per
una piena e fattiva collaborazione ed integrazione nell’équipe degli operatori della stessa.
Necessario sarà il tutoraggio ossia l’accompagnamento ed affiancamento personale fatto in modo
continuativo.
38)Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
1. Sansiveri Roberta, nata a Messina il 08/10/1976
Titolo di studio: Laurea in Psicologia indirizzo dello sviluppo.
2. Scaffidi Abate Diego, nato a Melegnano (MI) il 28708/1966
Titolo di studio: Laurea in Scienze dell’Educazione.
(vedi curriculum allegati)
39)Competenze specifiche del/i formatore/i:
I formatori, avendo già svolto attività di formazione dei volontari all’interno dell’Ente nelle attività
aggregative, hanno acquisito una esperienza pluriennale e possiedono un’ottima capacità di
coinvolgimento dei volontari.
- il sig. Scaffidi Abate Diego, oltre a possedere la laurea in Scienze dell’Educazione, ha svolto studi
di Teologia ed è insegnante di Religione Cattolica al liceo classico/linguistico statale di S. Agata
Militello (ME);
- la sig.na Sansiveri Roberta ha svolto già attività di formazione presso l’Ente.
(per le competenze dei formatori vedi curriculum).
40)Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
METODOLOGIA PER LO SVOLGIMENTO DEI VARI INCONTRI DI FORMAZIONE:
• Breve introduzione agli approfondimenti dell’incontro. Si precisa il contenuto del lavoro, si
indicano gli obiettivi, si spiegano le modalità di svolgimento. Si interagisce brevemente con i
partecipanti per sondarne fabbisogni formativi e capacità attenzionali. Questo momento
introduttivo serve anche per predisporre un clima di lavoro e di collaborazione e per ridurre il
più possibile l’influsso di tutti quei fattori di disturbo e di distrazione come l’ingresso dei
ritardatari, le chiacchiere, etc.
• Esercitazione o lavoro di gruppo. Gruppi di lavoro e di apprendimento più piccoli permettono
una velocizzazione del lavoro, una focalizzazione ed un confronto maggiore delle esperienze
dei partecipanti, una mediazione opportuna ai fini della elaborazione della offerta formativa.
• Confronto e sistematizzazione in assemblea plenaria. Le relazioni frontali dell’esperto saranno
ridotte al minimo. Sarà dato, piuttosto, ampio spazio alla condivisione dei risultati dei lavori di
gruppo. Il formatore cercherà di coordinare la discussione d’aula e di far focalizzare, da quanto
emerso, gli aspetti più significativi e fondamentali delle tematiche del corso.
• Conclusioni e rilancio. La conclusione del momento formativo è incentrata sulla esposizione
volontaria e sintetica di quanto i partecipanti hanno assimilato. Questo momento serve, inoltre,
all’esperto per far emergere i raccordi col prima e il dopo delle varie giornate in modo tale da
avere sempre e tutti un monitoraggio del percorso fatto
41)Contenuti della formazione:
I contenuti della formazione si svilupperanno in diversi moduli e saranno proposti secondo una
logica di gradualità e continuità, individuando livelli “formativi” differenziati e specifici per settori
di intervento (Attività dell’Oratorio e Attività dell’Educativa Territoriale)
Percorsi motivazionali
I percorsi motivazionali rivolti ai giovani volontari mirano ad aumentare la consapevolezza rispetto
al tema della motivazione al volontariato, aprendo una riflessione sul significato che ogni soggetto
dà alla propria esperienza e contribuendo alla costruzione del senso che sottostà alle azioni svolte.
I percorsi motivazionali per volontari attivi si pongono l’obiettivo di mettere a fuoco e “nutrire” nel
tempo la motivazione che spinge a fare volontariato.
Percorsi "trasversali"
Sono percorsi sviluppati su tematiche legate alle competenze comunicativo-relazionali:
• la comunicazione interpersonale;
• la gestioni dei conflitti;
• il lavoro di rete;
• capire e comunicare chi siamo: il Bilancio Sociale;
• elementi di base per la progettazione di azioni formative;
• il leader e la leadership.il conflitto;
• la conduzioni di riunioni.
Percorsi pedagogici
Sono percorsi sviluppati su tematiche legate allo strumentario dell’educatore
• La pedagogia della guidance e del tutoring
• Criteri e procedure per l’osservazione delle situazioni educative
• Animare i contesti educativi: una guida per l’uso di strumenti e tecniche
42)Durata:
78 ore
Altri elementi della formazione
43)Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
I criteri metodologici generali per la verifica dei risultati si basano sulla valutazione della validità e
dell’efficacia delle metodologie utilizzate nell’ambito dell’impianto progettuale nel suo insieme, dei
processi operativi messi in atto, dei ‘prodotti’-risultati, di cui si accerterà la possibilità di
utilizzazione, diffusione e trasferibilità.
Il processo di verifica del progetto si articola in
9 verifica iniziale;
9 verifica in itinere;
9 verifica finale.
La verifica iniziale comprende la realizzazione del bilancio delle competenze dei partecipanti
all’azione formativa e la valutazione della congruità tra i requisiti del progetto e i pre-requisiti di
conoscenze dei partecipanti effettivi. Gli strumenti utilizzati sono test individuali sui livelli d’ingresso
(conoscenze, esperienze, attitudini) di ciascun partecipante. Il confronto interattivo dei risultati
ottenuti, con ogni singolo partecipante, oltre che consentire una maggiore consapevolezza del
percorso formativo intrapreso, permette di personalizzare il percorso e avviare un processo di
autovalutazione dei livelli di apprendimento, che rappresenta un primo passo verso lo sviluppo di
capacità di gestione autonoma del proprio miglioramento continuo.
Le verifiche in itinere sono previste durante lo svolgimento dell’azione formativa, verifiche
individuali e di gruppo attraverso test o lavori svolti durante i laboratori al fine di identificare
potenzialità, difficoltà, azioni correttive e di rinforzo individuale e collettivo.
La verifica finale ha valore formativo e si baserà sui risultati delle verifiche precedenti, attraverso
l’accertamento delle competenze più significative acquisite, la valutazione delle strategie utilizzate,
le modalità di strutturazione dei percorsi, l’organizzazione complessiva dell’intervento.
Data
Il Progettista
_____________________________
Il Responsabile legale dell’ente/
Il Responsabile del Servizio civile nazionale
______________________________

Documenti analoghi