11-Il rilievo degli ordini architettonici

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11-Il rilievo degli ordini architettonici
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Gli ordini architettonici
Gli ordini architettonici, per definizione accademica, sono
quel complesso di regole che definiscono un particolare
modo di ornare l’edificio; questa definizione però, oltre
che essere riduttiva, non comprende il carattere
intrensecamente costruttivo che gli ordini, con la loro
proporzione,
invece
possiedono.
La proporzione di ogni parte rispetto alla composizione
complessiva è stato il segreto della longevità di utilizzo
di questo strumeto compositivo. Infatti li ha resi duttili
alle diverse esigenze con cui il progettista si è dovuto
confrontare negli oltre due millenni di utilizzo ed in tutte
le situazioni geografiche in cui sono stati impiegati.
Questa longevità li ha sottoposti, quindi, ad una
continua reinterpretazione, sia per quanto riguarda il
mero aspetto estetico, che per quanto riguarda la
ridiscussione delle proporzioni dei diversi elementi.
Questa continua evoluzione stilistico/proporzionale
degli ordini è evidente sia nell’osservazione diretta della
loro applicazione dei diversi edifici, ma si palesa
ulteriormente nella trattatistica che ha tentato in più riprese
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1.I tre livelli della gerarchia delle parti dell’ordine classico
2.Il fusto delle colonne e sistemi per la rastremazione dei due terzi
superiori.
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di cristallizzarne la composizione teorica.
Ogni trattatista ha ridefinito i cinque ordini principali
(tuscanico, dorico, ionico, corinzio e composito) e le
loro proporzioni in modo unilaterale e definitivo, senza
però, comprendere che buona parte della fortuna di
questi deriva appunto dalla loro duttilità.
Uno tra i primi e probabilmente il più celebre è Vitruvio
Pollione (I sec. A.C.); questi ha stabilito il metodo di
proporzionamento più immediato e di più facile
applicazione, ovvero la costruzione del modulo della
colonna basato sul diametro della stessa. Questo
metodo è stato poi rivisto e rielaborato da Leon Battista
Alberti (Genova 1404/Roma 1472) con una diversa
distribuzione della procedura per partizioni successive.
Iacopo Barozzi, detto il Vignola (Vignola 1507/Roma
1573), teorizzò invece la procedura dei sottomultipli
minuti nella sua “Regola delli cinque ordini di
Architettura”.
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3.Le “nove linee” della vecchia scuola riordinate secondo il criterio
gerarchico.
4.Esempi dei cinque ordini.
5.Variazioni dell’ordine dorico nell’interpretazione dei vari trattatisti.
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la modulazione degli ordini architettonici
La procedura di proporzionamento degli ordini
architettonici varia da ordine a ordine e da trattatista a
trattatista, per cui le indicazioni di seguito sono state
scritte solo per far comprendere la metodologia di
costruzione geometrica.
Il metodo che descriviamo per il proporzionamento
ricalca le indicazioni vitruviane per partizioni
successive.
Il criterio informatore alla base delle partizioni
successive è quello di ricordarsi la gerarchia delle parti
dell’ordine; questa metodologia, inoltre, è di particolare
importanza per chi deve rilevare l’architettura poiché
costringe a valutare sempre il disegno nella sua
interezza per poterne eseguire un giusto
proporzionamento senza soffermarsi su di una sola
parte.
La gerarchia dell’ordine può essere letta anche a livelli:
quello strutturale, quello funzionale e quello decorativo.
-Il livello strutturale: innanzitutto è necessario stabilire
il modulo che per Vitruvio corrisponde al diametro della
colonna nella parte bassa; determinato il nostro modulo,
si riporta sull’asse centrale.
Una volta trovata l’altezza della colonna, si determinano
l’altezza del piedistallo e della trabeazione.
-Il livello funzionale si occupa della definizione delle
parti più piccole: ogni parte della prima suddivisione si
divide sempre ulteriormente in tre parti. Il piedistallo è
composto dallo zoccolo, dal dado e dalla cimasa; la
colonna dalla base, dal fusto e dal capitello; la
trabeazione dall’architrave, dal fregio e dalla cornice.
-Il livello decorativo infine definisce e proporziona
dettagliatamente ogni modanatura e qui avviene la
maggior parte delle differenziazioni tra i diversi ordini.
In questo livello, ogni trattatista dà la sua interpretazione
dell’ordine tanto che non è possibile costruire una regola
generale.
Per descrivere precisamente ogni ordine vi riportiamo,
qui di seguito, le tabelle con la modulazione propria.
In linea generale, però, si può sintetizzare la costruzione
dell’ordine come composto da due successive divisioni
per terzi.
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Riportiamo un elenco di tutti tipi di modanature utilizzate
negli ordini:
listello, astragalo, guscio,ovolo,gola diritta, gola
rovescia, scozia, toro, becco di civetta, dentelli, mensole,
mutuli e fasce.
6.L’ordine ionico.
7.L’ordine corinzio.
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8.Il disegno delle modanature
9.Eidotipo per il rilievo
10/11/12/13/14/15. L’articolazione dei vari ordini architettonici
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