Hipnos - Studio PUNTOeVIRGOLA

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Hipnos - Studio PUNTOeVIRGOLA
presenta
Hipnos
regia di
David Carreras
con
Cristina Brondo
Demian Bichir
Feodor Atkine
uscita: 6 maggio
www.hipnosfilm.it
Ufficio stampa
Studio PUNTOeVIRGOLA
CAST TECNICO
Regia
Sceneggiatura
DAVID CARRERAS
J.M. RUIZ CORDOBA
DAVID CARRERAS
JAVIER AZPEITIA
XAVI GIMENEZ
FRANK GUTIERREZ
MARISOL NIEVAS
RICARD CASALS
FRANK GUTIERREZ
DAVID CARRERAS
OSCAR MACEDA
JOSEP ROSELL
SANDRA HERMIDA MUÑIZ
PAU CALPE RUFAT
ENEKO LIZARRAGA ARRATIBEL
SPAGNA
Tratto da un racconto di
Fotografia
Montaggio
Suono
Musiche
Scenografia
Prodotto da
Produttore esecutivo
Nazionalità
Distribuito da
Ufficio stampa
DNC Entertainment
Studio PUNTOeVIRGOLA
tel. +390639388909
email: [email protected]
durata: 93’
CAST ARTISTICO
Beatriz Vargas
Miguel
Dottore Sánchez Blanch
Dottor Cabala
Ulloa
Elena
La Ragazza
CRISTINA BRONDO
DEMIAN BICHIR
FEODOR ATKINE
CARLOS LASARTE
JULIAN VILLAGRAN
MARISOL MEMBRILLO
NATALIA SANCHEZ
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Hipnos è uscito in Spagna nell’autunno 2004 ottenendo un grande successo di
pubblico (oltre 1 milione e mezzo di dollari nella prima settimana di
programmazione).
SINOSSI
Beatriz Vargas, una giovane psichiatra, accetta un impiego presso una prestigiosa
casa di cura specializzata in ipnosi e situata in una zona sperduta, lontana da ogni
centro abitato. È là che viene a conoscenza del caso di una bambina ricoverata dopo
aver assistito al brutale omicidio della madre. Da allora ha smesso di parlare. Già al
primo incontro Beatriz riesce ad ottenere da lei una risposta. Ma le speranze di poterla
aiutare svaniscono di colpo: la bambina viene trovata morta in una vasca… le vene
tagliate. Un enigmatico paziente, sofferente di una grave forma di amnesia, più
profonda di quanto si possa immaginare, conduce Beatriz in un labirinto psicologico da
cui è impossibile fuggire: “Beatriz, stai attenta… non si è trattato di suicidio”.
Realtà e fantasia cominciano a fondersi nella sempre più instabile mente della
dottoressa. Pazienti che preannunciano alcune morti, indizi che portano a sospettati
sempre diversi, visioni profetiche, corridoi circolari che nascondono segreti mortali…
altri decessi. Una sola, terrificante certezza: Beatriz sarà la prossima a morire.
Un biglietto di sola andata verso i profondi meandri della follia e del terrore, dove
nessuno è chi dice di essere… ma l’incubo più terrificante deve ancora arrivare.
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NOTE DI REGIA
Nessuno può evitare le proprie paure. La ragione non riesce a spiegare tutto.
In HIPNOS brutti presentimenti ed allucinazioni, oltre ai sensi, dettano il corso degli
eventi: la realtà palpabile (ricordi e fantasmi) perseguita Beatriz in modo costante,
mortale.
Ciò che HIPNOS mostra è la paura di confrontarsi con il bisogno di crescere, le
responsabilità, i desideri, il sesso, la solitudine, l’omologazione, la creatività repressa, il
lento appassire, il passato che vogliamo dimenticare… In HIPNOS, in un modo o
nell’altro, si allude alla sofferenza e alla confusione connaturate con il confronto con la
vita reale.
Si tratta di un film nel quale realtà ed immaginazione non sono percepite in modo
antitetico. Personaggi stravaganti, dai modi bizzarri, un’eccitante colonna sonora, una
serie di enigmi, un esasperante ritmo di vita che non sembra essere vissuto allo stesso
modo da tutti, e nel quale persone diverse vivono uno stesso momento in modo diverso,
sono gli elementi che danno forma allo scenario che abbiamo scelto per HIPNOS:
confuso, scomodo, inquietante.
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IL REGISTA
1990-1993
David Carreras è stato co-fondatore e produttore della Feedback Film & Video
Productions GmbH di Dusseldorf, una compagnia specializzata nella produzione di
pubblicità per televisione e cinema. Ha lavorato, tra le altre, per le agenzie Grey, Team
Bbdo, Sprinter & Jacobi e la J. Walter Thompson. Dal 1991 ha cominciato a dirigere spot
pubblicitari e video clips.
1994-2002
E’ stato il fondatore e il produttore della CBL Tv Productions, una compagnia, con sede
a Barcellona, specializzata nella produzione di spot pubblicitari. Ha lavorato per
numerose agenzie, tra cui Morente, Wilkins, Guerriero & Partners e Delvico Bates. Dal
1995 ha cominciato ad unire il lavoro con la Cbl con il proporsi come produttore e
regista freelance per produzioni pubblicitarie (per esempio, tra le altre, quelle per
Zingara, Gap, M&E, Frozen Fox, Directors Gallery, D&D).
1994
Ha lavorato come regista per la Kick Film GmbH, con sede a Monaco. Ha scritto e diretto
il documentario “Hans Magnus Enzensberger” (90’) in Norvegia.
1995
E’ stato regista, co-sceneggiatore e co-produttore, per la Tresor Tv GmbH, di Monaco,
per le serie Rezeptfrei (13 puntate di 30’), come pure per il loro lancio.
1995
Ha lavorato come regista per la ARD.
Ha scritto e prodotto il documentario “Basili Girbau: Der Eremit von Montserrat” (90’).
1996-1998
Ha ricoperto l’incarico di produttore, e responsabile dei progetti creativi, per la Tresor
Tv GmbH, di Monaco, una compagnia specializzata nella produzione di programmi
d’intrattenimento e serie televisive. Con questi due incarichi, ha prodotto progetti per i
canali televisivi ZDF, ARD, PRO7, SAT1, RTL, RTLII, VOX e KABEL1.
1998-1999
E’ stato co-fondatore, e responsabili dei progetti creativi, per Martingala Tv e Talent Tv
(Madrid), compagnia specializzate, rispettivamente, nella produzione di programmi
d’intrattenimento e serie televisive. Ha prodotto programmi per Antenna 3TV (Sabor a
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ti) e TVE (sono solo alcuni dei canali televisivi per cui ha lavorato).
1999
Ha diretto nove ‘blocchi’ (45 puntate di 30’ ciascuna) della serie televisiva giornaliera
“Mallorca, suche nach den Paradiesper” per la Grundy-Ufa (Berlino-Maiorca). Sono
andate in onda prima sul canale PROF7, alle 17:30, ed in seguito su TM3, nella
programmazione mattutina.
2000
Per la Endemol Entertainment, di Colonia, ha diretto 10 puntate (60’ ciascuna) della
serie televisiva settimanale “Die Wache”. Sono andate in onda, al giovedì, su RTL, alle
20:30.
2000-2002
Ha diretto la miniserie televisiva (due puntate di 90’ ciascuna) “Corto Maltese: The
Ballad of the Salt Sea” co-prodotto dalla Remstar (Montreal), la Catamaran (Montreal) e
la Talisman (Gran Bretagna).
2002-2003
Ha scritto la sceneggiatura e diretto il film “El otro Gomez” per la 4K Cuatro Cabezas
Film (Buenos Aires/Madrid). Ha diretto il film “Corto Maltese: The Ballad of the Salt
Sea”, co-prodotto dalla Remstar (Montreal), la Catamaran (Montreal) e la Talisman
(Gran Bretagna). Ha diretto e co-sceneggiato, per la Deaplaneta Producciones, il film
“Hipnos”, basato sul romanzo omonimo.
2000-2002
Ha diretto la miniserie televisiva (due puntate di 90’ ciascuna) “Corto Maltese: The
Ballad of the Salt Sea” co-prodotto dalla Remstar (Montreal), la Catamaran (Montreal) e
la Talisman (Gran Bretagna).
2002-2003
Ha scritto la sceneggiatura e diretto il film “El otro Gomez” per la 4K Cuatro Cabezas
Film (Buenos Aires/Madrid). Ha diretto il film “Corto Maltese: The Ballad of the Salt
Sea”, co-prodotto dalla Remstar (Montreal), la Catamaran (Montreal) e la Talisman
(Gran Bretagna). Ha diretto e co-sceneggiato, per la Deaplaneta Producciones, il film
“Hipnos”, basato sul romanzo omonimo.
2003
Ha co-fondato la Coyote Films e La Mesa Film Services.
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I
PERSONAGGI RACCONTATI DALL’AUTORE
BEATRIZ VARGAS
Psichiatra, 27 anni, seducente e sensuale, rappresenta il tipo di donna che Miguel può
solo bramare e tuttavia, quando meno uno se lo aspetta, lei si fa viva per avere un
rapporto sessuale tanto desiderato quanto confuso ed umiliante. Beatriz è il tipo di
donna che dà il là all’inizio alla fine. Femminilità, dedizione e distruzione sembrano
essere tre fermate lungo una stessa via. Il suo rapporto con Elena è complesso e per un
certo verso, il risultato di circostanze del loro passato, e della mancanza di senso
d’amicizia, come conseguenza del rapporto, fatto di gelosia e rivalità, avuto con la
madre e influenzato dal modo in cui essa si rapportava agli uomini. Messa di fronte alla
paura di lasciare la prigione in cui si trova (la paura di crescere), Beatriz usa il suo
corpo, e il fascino che emana attorno a sé, come una risorsa per opporsi alle intenzioni
di Sànchez Blanch.
SÀNCHEZ BLANCH
Uomo di mezza età e illustre psichiatra. La sua apparente sicurezza, la sua freddezza ed
un passato oscuro lo rendono attraente in modo inquietante. (Fernando Rey in “L’oscuro
oggetto del desiderio”). Angustiato e torturato dal ricordo e dalla morte prematura di
sua moglie-madre. Quel ricordo, e la sua ossessiva teoria ipnotica del futuro, fanno sì
che sia profondamente attratto da donne malate. Siamo di fronte ad una complessa
ossessione verso le donne madri, al desiderio, al sesso e alla morte. Padre protettivo,
padrone del corpo e dell’anima, guida nella vita e nella morte. La sua ossessione verso
Beatriz, e la soluzione del suo caso, è conseguenza del suo fallimento con la donna che
aveva amato (Marlon Brando in “L’ultimo tango a Parigi”). Sànchez Blanch è un uomo
spinto alla rovina dal suo orgoglio e dalla sua vanità. In “Hipnos” è il solo personaggio
che non ha nulla a che fare con il vero passato di Beatriz e la sua tragedia. Cercare di
salvarla è il modo per riconciliare se stesso con i ricordi e i fantasmi che lo tormentano.
La sua sicurezza ed il suo modo distaccato scompaiono non appena si toglie la giacca
bianca. Sembra non avere sentimenti perché dopo la morte della moglie è sempre
rimasto solo. Non sa come manifestarli. A forza di ripetere sempre le stesse bugie, le
stesse frasi false, di non permettere alla pietà e ad altri sentimenti di crescere in lui, è
finito con il sembrare un idiota. Adesso non può cambiare. Non avrà mai un amico ed
ora, anche se l’amore gli si presentasse, non saprebbe riconoscerlo. Sànchez Blanch non
sarà mai in grado di avere un quadro completo della situazione. Non sarà mai in grado di
capire fino in fondo cosa sta succedendo o partecipare realmente alla risoluzione del
caso. Al massimo la accelererà. Il suo paradosso è che salvando Beatriz la spingerà verso
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un labirinto, inizio del vero incubo.
MIGUEL
35 anni, di carnagione scura, elegante, cattivo e inquietante. Ha due facce (Mickey
Rourke in “Rumblefish” o Edward Norton in “American History X”). Il tipo di uomo che i
vostri genitori non accettano perché sanno che è pericoloso, qualcosa che tu stesso
segretamente ammetti, ma vuoi dimostrare ad ogni costo che loro si sbagliano. Non vuoi
ammetterlo. C’è qualcosa in lui che ti piace… Se fosse così malvagio come dicono, non
proveresti per lui una certa attrazione. Te ne innamori. E’ più forte di te… questo è il
solo pericolo di cui sei cosciente. E, ciononostante, c’è molto di più. Lui incarna la
rabbia.
ELENA
42 anni, carnagione scura, capelli bianchi. Occhi verdi. Gambe lunghe. Lentiggini. A
volte sembra fragile, bella e materna. Altre volte l’esatto contrario… troppo mascolina,
persino. Lei è il tipo di donna interessante, attraente che non invecchia mai. C’è
sensualità nei suoi occhi. In passato (e nella realtà reinventata di Beatriz) era l’amante
di Miguel. E’ lei la vera donna di casa (come in “Rebecca”). Incarna la lussuria e la
perfidia.
ULLOA
25 anni, magro. Ha sempre cerchi scuri sotto gli occhi, ma non fa paura. I suoi abiti sono
di buon taglio ma troppo stretti e corti: forse è cresciuto da quando è stato ricoverato in
ospedale e nessuno gli ha mai portato vestiti di ricambio. E’ già un ricordo dimenticato,
è scomparso ancora prima di morire. E’ un bambino nel corpo di un adulto. E’ un carro
armato guidato da Romeo. I suoi modi non sono effeminati, sono stemperati. E’ l’amico
che non sarà mai un amante. Uno con cui confidarsi e a cui piacciono gli scherzi.
Contravviene alle regole per combattere la monotonia. Corre sempre… così il tempo non
riuscirà a prenderlo. Esiste, ma non sa nemmeno lui cosa sia in realtà. E’ sentimento
senza rimorso. Un eterno adolescente. E’ amicizia nella più assoluta complicità. Un
amico verso il quale uno può anche essere crudele e che accetta di essere umiliato senza
lamentarsi. Il sesso è indifferente: è difficile immaginarlo con una donna o un uomo.
Sembra essere la spina dorsale che dà significato (anche se solo per contrasto)
all’ospedale. In passato, era il solo amico di Beatriz (segretamente innamorato di lei) e
si è suicidato dopo che la sua amica è stata ammessa (la morte) nel centro specializzato.
DOTTOR ZABALA
Uomo di mezza età, scapolo. E’ stato il primo dottore ad occuparsi della bambina dopo
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la tragedia. Stanco del suo lavoro, non riesce a mettersi in pensione perché non ha
nessun altro interesse al di fuori del suo lavoro. Si scontrerà con Sànchez Blanch a causa
della gelosia e del rancore che prova nei suoi confronti e verso ciò che rappresenta.
Cinico. Ritiene che la vita non sia stata generosa con lui ma non accetterà mai di
accollarsi la sua parte di colpe per questo fallimento. Nonostante sia abbastanza
benestante, sembra quasi che indossi sempre la stessa camicia e pantaloni. Incarna
l’avarizia e la gelosia. Poco amichevole e sempre pensieroso.
CHAVI, L’INFERMIERE
Sulla trentina. Apatico, dall’apparenza aristocratica per via della sua statura. E’
possibile vederlo in ogni terrazza del Cadaques, solo, mentre sfoglia un giornale tedesco
o si è fermato a guardare il panorama. I suoi capelli sono di un biondo non naturale.
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GLI ATTORI
CRISTINA BRONDO
Protagonista del film di Dario Argento Ti piace Hitchcock? – recente vincitore al Festival
del Fantastico di Bruxelles - Cristina Brondo, nata a Barcellona nel ’77, ha mosso i suoi
primi passi come attrice televisiva. Il film di Cédric Klapisch L’appartamento spagnolo,
del 2002, ha segnato la sua affermazione europea.
DEMIAN BICHIR
Nato a Città del Messico nel 1963, ha partecipato a numerose pellicole in lingua
spagnola, tra le quali Nessuna notizia da Dio (2001) di Agustín Díaz Yanes, accanto a
Victoria Abril, Penelope Cruz, Fanny Ardant, Gael García Bernal; Perdita Durango (1997)
di Alex de la Iglesia, insieme a Rosie Perez, Javier Bardem, James Gandolfini; Hotel
Colonial (1987) di Cinzia Th.Torrini con John Savage, Rachel Ward, Massimo Troisi,
Robert Duvall, Anna Galiena.
FEODOR ATKINE
Nasce a Parigi nel ’48 e lavora con numerosi registi soprattutto francesi e spagnoli.
In Alexander (2004) di Oliver Stone è il padre della principessa Rossane. In Italia lo
abbiamo visto nei seguenti film: Parva e il principe Shiva (2003) di Jean Cubaud,
soggetto di Milo Manara e sceneggiatura di Vincenzo Cerami; Semana Santa (2002) di
Pepe Danquart con Mira Sorvino, Alida Valli; Carnages (2002) di Delphine Gleize con
Chiara Mastroianni, Angela Molina; Ronin (1998) di John Frankenheimer con Robert De
Niro, Jean Reno; Azione Mutante (1993) di Alex de la Iglesia; Tacchi a spillo (1991) di
Pedro Almodovar; Henry & June (1990) di Philip Kaufman; Vincent & Theo (1990) di
Robert Altman.
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