printer all in, perché?

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printer all in, perché?
Anno I - n° 7
www.gruppovenco.it
Giovedì 7 dicembre 2006
FORMATO A2 DA SCRIVANIA
Epson Stylus Pro 3800 è la stampante in formato A2
più compatta sul mercato, ideale per chi ha poco
spazio ma ha l'esigenza del formato A2 e l'elevata
qualità Epson.
Si tratta di un avanzato sistema ink jet con inchiostri a
tecnologia UltraChrome K3 per stampe di qualità
superiore e cartucce di inchiostro ad alta capacità per
la produzione di stampe in piena autonomia, adatto a
una vasta gamma di formati di stampa, da A6 ad A2.
Facile da usare,
Epson Stylus Pro
3800 è ideale per
stampe veloci e su
diverse tipi di
supporti nei settori
della fotografia,
delle riproduzioni
artistiche, delle
prove colore e
della grafica.
Epson Stylus Pro 3800 integra la tecnologia degli
inchiostri Epson UltraChrome K3, un sistema di
otto inchiostri a pigmenti per stampe di qualità
superiore con gradazioni neutre sia a colori che in
bianco e nero.
Le stampe, straordinariamente fedeli nella
riproduzione dei dettagli e dei colori, offrono
un'eccezionale scala di grigi e morbide sfumature
cromatiche.
Gli inchiostri Epson UltraChrome K3 offrono
un'ampia paletta colori, che permette di ottenere
anche tonalità come l'arancio intenso, il rosso
cinabro e l'ocra. Gli inchiostri chiari offrono inoltre
gradazioni morbide nella stampa di acquerelli,
disegni a pastello e a matita.
Epson Stylus Pro 3800 prevede al suo interno il set
completo di 9 inchiostri che comprende ciano,
magenta, ciano chiaro, magenta chiaro, giallo, nero
light, nero light light, nero Photo e nero Matte.
Quando si passa da carta opaca a carta lucida, la
selezione della cartuccia di nero Matte o di nero Photo
è semplicissima: basta infatti scegliere il tipo di carta
dal driver della stampante e in automatico verrà
selezionata la tipologia di inchiostro.
Per quanto riguarda le applicazioni 3D-CAD e GIS,
l'elevata velocità, le linee ben definite e i caratteri
nitidi di Epson Stylus Pro 3800 rendono questa
stampante la scelta ideale per designer, architetti e
ingegneri.
Per la cartellonistica dei punti vendita, i poster, la
grafica e i cartelli indicatori delle mostre, Epson Stylus
Pro 3800 garantisce stampe rapide, accurate e dai
colori brillanti, oltre a notevole facilità di utilizzo.
AUTOCAD -20%
Aggiornando il vostro software all'ultima versione
disponibile o passando ad una delle soluzioni
Autodesk specifiche per il mercato in cui operate,
potete risparmiare il 20% sul prezzo di Listino
Autodesk. Per usufruire di tale promozione è
PRINTER ALL IN, PERCHÉ?
Il progetto PAI (Printer All In) è operativo ormai da
1 anno e sta riscuotendo un grande successo
pertanto è ora di fare il punto della situazione e
spiegare come è nato, come si evolve e quali risultati
sta portando alla Venco ed ai nostri Clienti.
La nascita di questo progetto è avvenuta grazie a
molteplici fattori di cui, i più significativi, sono
legati alla semplicità di gestione ed alla riduzione
dei costi.
Per quanto riguarda la semplicità non abbiamo fatto
altro che “trapiantare” il modello di business di
Molteco in Venco. Tale modello riguarda la gestione
trentennale di fotoriproduttori e di sistemi
multifunzionali in modalità pay x use. E' evidente
che questa modalità porta tangibili vantaggi quali,
per esempio, l'eliminazione dei cespiti da parte delle
Aziende Clienti. Altro vantaggio decisamente
significativo è un netto miglioramento dei tempi di
intervento tecnico e di risoluzione dei problemi,
siano essi dovuti a rotture che a mancanza di
consumabili. Questo miglioramento è dovuto ad
una precisa gestione delle scorte, da parte di Venco,
in funzione delle apparecchiature sotto contratto, sia
in termini di spare parts sia di consumabili.
Anche il fenomeno di riduzione dei costi è legato a
molteplici fattori ma, fondamentalmente, i 2 più
evidenti sono una notevole economia di scala ed un
corretto posizionamento delle apparecchiature.
E proprio sul posizionamento delle apparecchiature
vale la pena spendere qualche parola.
Nella maggior parte dei casi, quando si acquista una
stampante, si valuta il prezzo dell’hardware ma non
si tiene in considerazione il relativo costo di
gestione che è rappresentato dal costo di assistenza,
dal costo pagine del toner e del tamburo o kit di
manutenzione.
Facendo un esempio pratico proviamo ad
immaginare l'acquisto di una laser individuale o per
un piccolo gruppo di utenti che globalmente
producono, per esempio, 3000 pagine al mese.
Su questi piccoli volumi qualunque stampante laser
riesce a reggere il ritmo per cui verrebbe naturale
comperare il prodotto di fascia più bassa e costo
ridotto. (sempre a titolo di esempio immaginiamo di
valutare una printer da 25 pagine al minuto ed il cui
costo hardware sia di circa 300 €).
Ma siamo sicuri che sia la scelta giusta ? Per esserne
certi dobbiamo valutare con molta attenzione i costi
di gestione di cui parlavamo in precedenza.
Normalmente il costo a pagina è inversamente
proporzionale alla fascia della stampante per cui,
con buona approssimazione, possiamo affermare
che su una printer entry level il costo a pagina sarà di
circa 0,023 €.
Ora consideriamo che una stampante ha una vita
media di almeno 4 anni per cui parametriamo il
costo a questo periodo. Hardware 300 € + 3000
pagine/mese x 0,023€ x 48 mesi che porta ad un
costo globale di 3.612 €.
Se avessimo scelto una stampante di fascia
superiore (diciamo una 45 pagine/minuto) avremmo
investito circa 800 € per l'apparecchiatura ma con un
costo a pagina di circa 0,0135 €. Facendo lo stesso
calcolo di cui sopra emerge che in 48 mesi il costo
globale sarebbe di 2.744 € con un risparmio di ben
868 €, pari ad oltre il 24% !
E se in aggiunta a quanto sopra Venco Computer
Vi proponesse anche di non acquistare
l'apparecchiatura?
ALL’INTERNO
Lenovo Care = 5 Tools
Solo Infostrada, Wind condannata
HP design for environment
MacAfee SiteAdvisor
Sony: Blu-ray da 50 Gb
Vista e Office 2007
strettamente necessario che sottoscriviate il
mantenimento della licenza, Subscription Program,
che vi permetterà di ottenere gratuitamente la futura
versione del prodotto del quale vi state aggiornando.
Tale promozione Autodesk sarà valida fino al 15
gennaio del 2007, data oltre il quale il prezzo per
aggiornare il vostro CAD sarà proposto a prezzo
pieno. Non possono usufruire di questa opportunità i
possessori delle versioni basate su AutoCAD 2002 o
precedenti. Si vuole ricordare che AutoCAD 2004
andrà in obsolescenza (non sarà più possibile
effettuare l'aggiornamento del prodotto) il 15 marzo
2007. Quindi, perché non valutare l'aggiornamento
oggi con le promozioni Autodesk? A Voi le
considerazioni.
Per informazioni: 011 2747842 - [email protected]
Gruppo Venco - Via Reiss Romoli 148 - 10148 Torino - Tel. +39 011 2747.777 - Fax +39 011 2747.750 - www.gruppovenco.it - [email protected]
Anno I - n° 7
Giovedì 7 dicembre 2006
HP DESIGN FOR
ENVIRONMENT
VISTA E OFFICE 2007
SUL MERCATO
SONY: BLU-RAY DA
50 GIGABYTE
HP ha già riciclato più di 90
milioni di chilogrammi di
cartucce LaserJet e Inkjet, il peso
di ben 200 Boeing 747. È il frutto
del nostro impegno a sfruttare le
innovazioni tecnologiche per
sviluppare materiali di consumo
di alta qualità e compatibili con
l'ambiente. Il programma HP Planet Partners™
fornisce a tutti gli utenti la possibilità di avvalersi in
modo semplice e gratuito di un rivoluzionario servizio
di ritiro e riciclo per cartucce di stampa HP.
Microsoft ha ufficialmente introdotto sul mercato
business i suoi tre nuovi pargoli: Windows Vista,
Office 2007 e Exchange Server 2007. Gli analisti
prevedono che il ritmo di diffusione di Vista sarà
più elevato di quello di XP.
Il colosso giapponese sta introducendo sul mercato
milioni di dischi Blu-ray da 50 GB, una quantità
che presto farà scendere i prezzi dei supporti a
singolo strato. Nel frattempo, si lavora ai dischi da
200 GB
New York (USA) - “Il giorno più importante nella
storia di Microsoft”. Così Steve Ballmer, CEO del
colosso di Redmond, ha aperto ieri la conferenza
stampa in cui sono stati lanciati sul mercato business
Windows Vista, Office 2007 ed Exchange Server
2007.
Questa è la prima volta
che Microsoft lancia i
suoi tre prodotti chiave
in contemporanea,
anche se va ricordato
che Windows Vista e
Office 2007 sono per il
momento disponibili
solo ai clienti che hanno
sottoscritto contratti volume licence. Il debutto sul
mercato consumer avverrà per entrambi i prodotti il
prossimo 30 gennaio.
Tokyo - Sony si è detta pronta ad
innondare il mercato di dischi Bluray (BD) da 50 GB (doppio layer),
e per farlo ne ha incrementato il
ritmo di produzione a 60.000 unità
al giorno. Questo dovrebbe
portare a breve anche ad una sensibile riduzione del
costo dei media da 25 GB, di cui Sony ha fino ad oggi
prodotto tre milioni di esemplari.
I primi film su supporti Blu-ray a doppio strato sono
sbarcati sul mercato lo scorso mese. Lo spazio in più
fornito può essere sfruttato dalle major per includere
filmati extra in alta definizione e aggiungere contenuti
interattivi di vario tipo, compresi giochi, musica e
pubblicità. Sony, ad esempio, ha inserito nei Blu-ray
Video da 50 GB una traccia audio non compressa in
formato PCM (Pulse Code Modulation).
Nel frattempo TDK sta lavorando a dischi da 200 GB,
ovvero in grado di fornire una capacità otto volte
superiore a quella dei supporti BD di prima
generazione. L'azienda giapponese ha anche
annunciato che, a partire dalla prossima settimana,
inizierà la commercializzazione di BD registrabili una
sola volta (BD-R) e riscrivibili (BD-RE) da 50 GB.
Mentre questi dischi sono composti da due layer
(strati) da 25 GB ciascuno, i futuri media da 200 GB
conterranno 6 layer da 33 GB.
TDK aveva mostrato un prototipo di BD da 100 GB
nel maggio del 2005: il disco conteneva quattro layer e
poteva essere scritto ad una velocità sensibilmente
maggiore rispetto a quella degli attuali dischi da 25 e
50 GB. Sia Sony che TDK hanno pianificato il lancio
dei primi supporti BD-R da 200 GB nel 2007, con tutta
probabilità nel corso della seconda metà dell'anno.
(fonte: www.punto-informatico.it - Anno XI n. 2656)
Programma HP Design for Environment
Avviato nel 1992, questo ambizioso programma è
stato realizzato con l'obiettivo di sviluppare materiali
di stampa HP in grado di:
Risparmiare risorse
, Gli involucri delle cartucce HP LaserJet sono
composti per il 30% di materiale riciclato.
, Tutti i lucidi HP sono composti per il 45% di
materiale riciclato.
, Sono stati ridotti del 32% il numero medio di
componenti utilizzati nelle cartucce
monocromatiche e del 55% la quantità media di
resine plastiche.
, La produttività delle cartucce monocromatiche HP
LaserJet è aumentata dell'80%.
Utilizzare processi e materiali eco-compatibili
, Per lo sviluppo dei prodotti e delle confezioni non
viene utilizzata alcuna sostanza dannosa per
l'ozono.
, Per la fabbricazione degli involucri esterni delle
cartucce HP LaserJet non vengono utilizzati
processi che prevedano l'impiego di cloro.
Semplificare le procedure di riciclo
, Nel mese di gennaio 2005 erano già stati riciclati 92
milioni di chilogrammi di cartucce di stampa HP.
, Molti tipi di carte e cartoncini HP possono essere
oggi riciclati come normale carta da ufficio.
, In molte aree geografiche vengono utilizzati
prodotti completamente riciclabili.
, Le parti in plastica che pesano più di 25 grammi
sono appositamente contrassegnate per facilitarne
la separazione al momento del riciclaggio.
McAFEE SITEADVISOR
Internet più sicura col plug-in gratuito McAfee .
McAfee SiteAdvisor è un plug-in gratuito per Internet
Explorer e Firefox che rende sicura la navigazione e le
ricerche su web, evitando le minacce in tempo reale.
Una recente indagine ha dimostrato che il popolo di
Internet non ha la percezione di quali siti rappresentino
una potenziale minaccia in termini di virus, spyware o
spam. Dopo aver visitato un sito all'apparenza sicuro
potreste essere "bombardati" da pubblicità
indesiderata oppure scaricare a vostra insaputa un
programma "spia" o peggio ancora. McAfee ha
analizzato per voi e testato milioni di pagine web.
Come un semaforo, McAfee SiteAdvisor vi segnala
durante la navigazione e la ricerca i siti che possono
rappresentare un pericolo di infezione: segnale verde
per un sito sicuro; giallo per un sito da navigare con
attenzione; rosso per un sito che è meglio evitare.
Per maggiori informazioni e scaricare gratuitamente
questo utile strumento: http://www.siteadvisor.com.
“Durante l'ultimo decennio, Windows 95 e Office 95
hanno trasformato il modo di lavorare delle persone”,
ha dichiarato Marco Comastri, amministratore
delegato di Microsoft Italia.
“Le tre nuove applicazioni annunciate oggi
rappresentano il risultato più importante ottenuto
sinora da Microsoft e l'inizio di una nuova fase di
innovazione che avrà un impatto ancora più profondo
nei prossimi dieci anni”.
Microsoft sostiene che
i suoi tre nuovi prodotti
chiave siano stati
sviluppati grazie ai
commenti e suggerimenti forniti dai
propri clienti. Durante
la fase di testing, le
versioni beta di Vista e
Office 2007 sono state scaricare oltre 5 milioni di
volte, un vero record nella storia di BigM.
Da un’indagine commissionata da Microsoft a IDC
per valutare l'impatto economico di Windows Vista nei
paesi dell'Europa Occidentale, emerge che in Italia,
nel 2007, il numero di persone occupate nel settore IT
che lavoreranno su prodotti o servizi legati a Vista
saranno circa 124 mila (il 18% del totale degli
occupati): una percentuale decisamente più elevata,
secondo Microsoft, rispetto a quella che aveva
caratterizzato la migrazione da Windows 2000 a XP.
Tra le aziende e gli enti
italiani che hanno
provato Vista, Office
2007 ed Exchange 2007
fin dalle versioni beta vi
sono Poste Italiane,
Scavolini e il Comune di
Roma. Queste tre
organizzazioni si sono
dette particolarmente
interessate al nuovo
Office, confermando
dunque quanto già teorizzato dagli analisti: il nuovo
Office 2007 è destinato a trainare Windows Vista,
almeno per quel che riguarda il mondo aziendale.
Sulle previsioni degli analisti si veda anche questo
approfondimento di ArsTechica.com.
(fonte: www.punto-informatico.it - Anno XI n. 2663)
Gruppo Venco - Via Reiss Romoli 148 - 10148 Torino - Tel. +39 011 2747.777 - Fax +39 011 2747.750 - www.gruppovenco.it - [email protected]
Anno I - n° 7
Giovedì 7 dicembre 2006
LENOVO CARE
5 TOOLS
SOLO INFOSTRADA, WIND
DEVE RISARCIRE
MA COS’È QUESTA
ALTA DEFINIZIONE?
Si tratta di una raccolta di 5 tools chiamata “Lenovo
Care”, grazie al quale gli utilizzatori meno esperti
nell'utilizzo di notebook Lenovo potranno approfittare
di un insieme di software integrati che lo guidano con
facilità in tutte le operazioni di configurazione e
ottimizzazione, per esempio la configurazione della
rete wireless oppure la programmazione del backup o
ancora il controllo delle prestazioni del sistema o il
ripristino della configurazione del notebook così come
è uscito dalla fabbrica.
In seguito all'inadempienza contrattuale per
l'attivazione degli accessi ULL, il Tribunale di
Torino ha condannato l'operatore a restituire i
canoni pagati a Telecom. Movimento
Consumatori: necessario il disegno di legge sulla
class action
Nei negozi si spacciano come televisori
rivoluzionari apparecchi che non lo sono affatto o
che sono destinati a deludere. Viaggio nell'alta
definizione, per sapere cos'è e perché per ora
conviene guardarla da lontano.
Di seguito le 5 utility che caratterizzano Lenovo Care:
Recupero dati - One-Button System Recovery
In pochi istanti, questa soluzione consente di
recuperare i dati e ritrovare la serenità. È dotata di
una serie di strumenti self-service che consentono
di individuare i problemi e ripristinare rapidamente
un sistema danneggiato in seguito a crash del
software o attacchi di virus, anche in caso di
mancato avvio del sistema operativo principale.
,
Manutenzione automatica - Automatic Update
Installa gli aggiornamenti di driver, software e
BIOS in base a una pianificazione predefinita. .
, Riduce le vulnerabilità di protezione mantenendo
inalterate le prestazioni del sistema.
,
Protezione di password e dati - Password Manager
, Consente di gestire tutte le password tramite
un'unica applicazione, sicura e semplice da
utilizzare.
, Fornisce funzionalità di crittografia per la
protezione dei file da accessi non autorizzati.
Prestazioni ottimizzate - Performance Restoration
Elimina virus e spyware mantenendo invariati i dati
e le impostazioni personali.
, Ottimizza l'efficienza del sistema in caso di
deterioramento delle prestazioni.
,
Wireless - Simple Network Connectivity Management
, Permette di creare e salvare in modo semplice e rapido
profili di rete relativi ad ambienti diversi, come ad
esempio la connessione da casa o dall'ufficio.
, Consente di effettuare la connessione in rete o passare
da una rete wireless a una cablata (e viceversa) con
estrema semplicità.
Per informazioni o approfondimento sui prodotti Lenovo
contattare il numero telefonico
011 2747777 oppure via mail
[email protected]
Etichette e bollini
Torino - Condannata a pagare il canone Telecom per
un'inadempienza contrattuale. È questa la conclusione
cui è giunto il Tribunale
di Torino, chiamato a
decidere su una vicenda
che ha visto Wind,
l'operatore che controlla
Infostrada, imputata
per l'inadempimento
dei contratti "Solo
Infostrada" di accesso
all'ultimo miglio.
Come riportato da Helpconsumatori, si tratta di una
vicenda che ha la propria genesi nel "lontano" 2001,
anno in cui Infostrada lanciò una campagna
pubblicitaria sui propri servizi di telefonia fissa "Solo
Infostrada", promettendo agli utenti la possibilità di
non pagare più il canone Telecom. Campagna che nel
maggio 2002, l'Antitrust aveva bollato come
ingannevole, rilevando che dei 138.178 nuovi aderenti
all'offerta, coloro che avevano ottenuto l'accesso
diretto all'ultimo miglio (e "liberati" dal canone
Telecom) erano solo 690.
Nell'autunno successivo, il Movimento Consumatori
ha perciò citato in giudizio l'azienda, con un azione
collettiva disciplinata dalla legge 281/98 (oggi art. 140
Codice del Consumo). Dopo un lungo iter, il Tribunale
di Torino ha dato completo accoglimento alle richieste
formulate dall'associazione e ha prescritto che, entro il
25 gennaio 2007, Wind (che nel frattempo ha assunto il
controllo di Infostrada) dovrà attivare il servizio
richiesto a tutti gli utenti che hanno aderito
sottoscrivendo il contratto Infostrada, riconoscendo di
non aver adempiuto ai contratti Solo Infostrada. "Si
impegna a restituire - si legge nella nota diffusa da
Helpconsumatori - tutti i canoni pagati alla Telecom a
partire dal giorno della sottoscrizione del contratto".
Il Movimento consumatori, si legge ancora nella nota,
accoglierà le domande di tutti i consumatori che hanno
sottoscritto Solo Infostrada, per attivare le procedure
di conciliazione per la restituzione dei canoni pagati a
Telecom Italia. Nell'ipotesi in cui Wind-Infostrada non
dovesse riconoscere integralmente quanto dovuto,
l'associazione promette l'avvio di un'azione
giudiziaria. Wind ha d'altra parte la possibilità di
ricorrere contro la decisione.
Paolo Fiorio, legale dell'associazione, dichiara: "La
compagnia telefonica per accaparrarsi nuovi utenti ha
lanciato una campagna pubblicitaria ingannevole per i
consumatori, promettendo un servizio che sapeva fin
da subito di non essere in grado di assicurare perché,
per affittare da Telecom l'ultimo miglio della rete,
avrebbe dovuto affrontare costi superiori rispetto ai
possibili guadagni".
"La vicenda Wind-Infostrada - sottolinea Lorenzo
Miozzi, presidente MC - pone ancora una volta
l'attenzione sulla necessità che il Parlamento approvi
in tempi rapidi il disegno sulla class action. Con questa
legge il Tribunale di Torino avrebbe potuto
condannare Wind a risarcire direttamente i
consumatori. Noi crediamo fermamente che un
compiuto disegno di liberalizzazione del mercato e
della nostra economia non possa più prescindere da
moderni ed efficienti strumenti di giustizia collettiva
per impedire ulteriori danni e vessazioni per i
consumatori".
Roma - Sapete cos'è la TV ad Alta Definizione? Siete
sicuri? Attenzione perché se non avete un quadro
chiaro sull'argomento rischiate di fare brutti affari per
Natale, magari comprando un nuovo televisore nella
speranza che sia il “massimo”, ritrovandovi poi con un
prodotto già vecchio o, ancor peggio, inutile.
Credo che tutti sappiano rispondere alla domanda di
base su cosa sia l'alta definizione. Avere una
definizione più alta significa vedere o percepire
meglio quello che ci viene presentato. È vero per
qualsiasi cosa: libri, foto e per i video. Quindi, se ci
viene chiesto cosa sia una televisione ad alta
definizione, la prima risposta istintiva è: "una
televisione che si vede meglio”. Ed è questa semplice
associazione che ha ingannato molti, permettendo ai
produttori di televisori, e ad i venditori di fumo in
quasi tutti i negozi di elettrodomestici, di vendere alla
gente niente più che un sogno. Sì, perché la vera verità
è che di alte definizioni ne esistono più di una e,
soprattutto, che per vedere meglio non basta avere un
adesivo con scritto HD appiccicato sul televisore.
Cerchiamo di capirci di più, facendo chiarezza su
quello che è veramente l'alta definizione e provando a
tracciare uno scenario evolutivo per questa tecnologia.
Alta definizione, innanzi tutto, significa veramente
vedere meglio. La nostra TV ha sempre trasmesso, da
50 anni a questa parte, in una risoluzione chiamata
576i, ovvero con 576 linee mostrate sul nostro
televisore in modalità interlacciata (da cui la “i”). Per
“interlacciata” si intende una immagine che si
compone della sovrapposizione rapidissima di due
differenti “piani”, uno contenente solo le righe pari e
l'altro le righe dispari. Sovrapponendoli rapidamente
si ha l'impressione, netta ed inequivocabile, di una
unica immagine in movimento.
Alternativamente, una immagine può essere trasmessa
anche in modalità cosiddetta “progressiva”, ovvero
tutta d'un pezzo e quindi non spezzata in due piani ma
trasmessa di seguito, progressivamente. Non voglio
scendere oltre nei dettagli tecnici dei sistemi di
trasmissione TV. Basti sapere che a parità di
risoluzione “progressivo” è meglio di “interlacciato”
come resa qualitativa dell'immagine. La nostra
televisione quindi viene trasmessa in modalità 576i
con una risoluzione che corrisponde a 720 x 576 pixel.
E fin qui siamo al “classico”. Passando all'alta
definizione, le cose si complicano perché ci sono ben 3
formati commercialmente noti.
La guerra dei formati
Due purtroppo sono stati appiattiti dentro il poco
chiaro, ma molto noto marchio “HD Ready”. La
quantità di televisori che riportano la scritta “HD
Ready” è ormai elevatissima. Ma che significa “HD
Ready”? Pronta per l'alta definizione: chi compra si
aspetta quindi di avere un tv color capace di ricevere e
visualizzare un segnale di migliore qualità.
Bisogna fare attenzione, perché l'HD Ready deve
supportare la modalità 720p (dove "p" sta per
progressivo) e può supportare la modalità 1080i. Può
supportare perché non è detto che lo faccia: non tutti i
televisori hanno questa seconda opzione, anche se
generalmente è presente. (segue)
Gruppo Venco - Via Reiss Romoli 148 - 10148 Torino - Tel. +39 011 2747.777 - Fax +39 011 2747.750 - www.gruppovenco.it - [email protected]
Anno I - n° 7
(continua dalla pagina precedente)
Attenzione, perché anche qui l'apparenza può
ingannare: tra la modalità 720p con risoluzione a 1280
x 720, e quella 1080i con risoluzione 1920 x 1080, c'è
una grande differenza. Come abbiamo già detto, però,
la modalità “progressiva” è meglio di quella
“interlacciata” e per certe tipologie di contenuti, tipo
lo sport, vedere in modalità 720p è preferibile che
veder in 1080i. Ecco perché le due modalità sono state
accoppiate, perché in realtà sono parte di una stessa
famiglia di “quasi HD”.
Sì, perché il vero significato che bisognerebbe dare al
termine “HD Ready” è di “Quasi HD”. L'alta
definizione, quella vera, quella che si vede bene, è
un'altra e si chiama 1080p o “Full HD”. La modalità
1080p è una risoluzione 1920x1080 in modalità
progressiva. Il massimo che si possa avere. E l'HD
1080p è veramente impressionate. Vedere un
contenuto girato e trasmesso a 1080p su un tv color
predisposto è veramente un'esperienza nuova di
televisione. Ma la vera HD non può essere vista sui
televisori “HD Ready”. Forse quell'etichetta, quella
definizione è stata data con un occhio più rivolto al
marketing che ai consumatori.
Il popolo degli acquirenti dei Plasma o LCD 42 o 50
pollici “HD Ready” come si sente adesso, sa forse che
l'alta definizione è un'altra cosa? Per capire meglio la
grandissima differenza tra le varie modalità basta fare
attenzione al numero di pixel che riescono a
rappresentare, il vero fattore discriminante:
720p = 922,000 pixels/frame
1080i = 1,037,000 pixels / frame
1080p = 2,074,000 pixels / frame
Come si vede le due modalità 720p e 1080i sono molto
vicine per numero di pixel espressi, mentre il 1080p è
veramente un altro mondo. Attenzione, questo non
significa che i televisori “HD Ready” siano tutti da
buttare. La realtà forse è drammaticamente un'altra: i
televisori HD oggi non servono praticamente a niente.
Per vedere in HD è necessario avere una sorgente HD,
altrimenti siamo sempre alla vecchia cara risoluzione.
Di sorgenti potenziali HD ce sono tre.
HD, satellite e DTT
La prima è il broadcasting, la televisione che viene
trasmessa. Ci sono quindi i DVD ed infine i
videogiochi. Partiamo da questi ultimi, parlando
naturalmente delle console cosiddette "next gen"
ovvero ultime nate.
PlayStation 3 è l'unica che supporta l'HD a 1080p, sia
per i film che potremo vedere con il lettore Blu-Ray,
sia per i videogiochi. XBOX 360 supporta l'HD Ready,
mentre il Nintendo Wii addirittura si ferma al 576i.
Quindi, per quanto riguarda il mondo dei videogiochi
per i prossimi 5 anni, solo i fortunati possessori delle
costosissima e lontana a venire PS3 potranno godersi il
1080p.
Per tutti gli altri "next gen" c'è da aspettare la prossima
generazione ancora. Per quanto riguarda invece i
nuovi DVD, che stanno provando a proporre alle
masse, sia il formato HD DVD che il Blu Ray
supportano il 1080p, così come tutti gli altri formati
HD. Peccato che non tutti i lettori supporteranno il
1080p, ma soprattutto che la ancora grande incertezza
che circonda questi due standard e la scarsità di titoli
sul mercato offrano rarissime occasioni per avere
materiali di qualità da dare in pasto ai super plasma.
Molto più interessante è, invece, la questione dell'alta
definizione legata al broadcasting. Anche se la prima
vera alta definizione, che nasce in Giappone negli anni
'80, era analogica, la nostra cara vecchia TV non potrà
Giovedì 7 dicembre 2006
mai regalarci l'HD: rimarremo sempre a 576i. L'unica
possibilità di andare in HD è passare al digitale:
Satellite, Digitale Terrestre o, naturalmente, Net TV.
Partiamo dal satellite, l'unica vera offerta esistente. In
Italia satellite è quasi solo sinonimo di SKY che non ha
mancato di aggiornare la sua offerta per fornire, per il
momento, solo quattro canali in alta definizione: sport,
nationl geographic, cinema, e un nuovo canale
chiamato Next. Per ricevere questi canali l'abbonato
SKY deve pagare un
supplemento e
prendere il set-topbox HD che supporta
esclusivamente
segnali in modalità
720p e 1080i. Niente
full HD quindi, che
comunque non
sarebbe possibile
avere per la maggior
parte dei contenuti televisivi. Anche quelli importati
dagli USA, pur oramai girati da tempo direttamente in
1080p, vengono distribuiti al massimo in modalità
interlacciata. L'altra grande piattaforma che in Italia
potrebbe distribuire l'alta definizione è il tanto
chiacchierato Digitale Terrestre. Se ci si pensa, d'altra
parte una trasmissione DTT non è altro che un flusso
dati digitale a 24Mbs, un'ampiezza di banda più che
sufficiente per l'HD, non però senza conseguenze.
canali HD, che andrebbero pericolosamente a
rosicchiare capacità trasmissiva alla reti "canoniche".
È un po' un cane che si morde la coda: la scarsezza di
telespettatori “HD Ready” non permette al DTT di
giustificare un passaggio così importante. L'assenza di
offerta, d'altra parte, limita fortemente gli acquisti.
Un esperimento interessante in questo senso è stato
fatto in Inghilterra nello scorso mese di giugno durante
i Campionati del Mondo di Calcio. Nell'area di Londra
sono state trasmesse tutte le partite dei mondiali in alta
definizione su un segnale digitale terrestre.
Sono state a questo scopo selezionate 450 famiglie alle
quali è stato fornito uno "speciale" set-top-box fornito
da ADB, in grado di ricevere un segnale codificato con
l'ultimo nato tra gli algoritmi di compressione video,
l'H264. È stata scelta questa soluzione perché il tema
dell'ottimizzazione della banda è centrale nel cercare
di ricavare dal digitale terrestre un offerta HD. Per il
test londinese è stata affittata per la durata di 1 anno
una nuova frequenza terrestre che è stata interamente
dedicata allo scopo. Ben 20Mbits sono stati infatti
utilizzati per le trasmissioni, che sono state effettuate
in varie modalità per provare la risposta del pubblico.
È ragionevole pensare che anche il prossimo nascituro
iPod per la TV chiamato per ora iTV, che Apple farà
uscire nei prossimi mesi, abbia, oltre la già nota porta
HDMI, anche il supporto a livello software per H264 e
per l'HD. Questo potrebbe portare con grande rapidità
molti contenuti distribuiti in rete in HD direttamente
ad essere visualizzati sui super plasma 1080p.
Qualcuno, naturalmente, sta già provando a montare
sopra questa nuova opportunità un modello di
business. Dal servizio online Liberated Films, una
sorta di YouTube dedicata ai cortometraggi, gli utenti
possono vedere gratuitamente ma in "standard
definition" i film presenti. Chi vuole godersi l'alta
definizione deve pagare.
Si è andati dai 19.5Mbps per una trasmissione in
modalità 1080i (1440x1080) arrivando a 14.3Mbps
per una trasmissione in modalità 720p (1280x720). La
risposta del campione è stata molto positiva. Oltre il
70% dopo aver provato l'esperienza ha definito l'alta
definizione un pezzo importante per la televisione del
futuro. Peccato per l'enorme richiesta di banda. Anche
con trasmissioni codificate in MPG4 H.264 non si è
riusciti a scendere oltre il 14Mbs, la qual cosa rende
molto poco probabile l'avere più di un canale ad alta
definizione per ogni multiplex.
La situazione italiana, purtroppo, è ancora più
preoccupante perché tutti i set-top-box presenti in
Italia sono in grado di decodificare esclusivamente
segnali codificati nell'ormai obsoleto MPEG2. Come
è noto, l'MPEG2 ha un capacità di compressione
nettamente inferiore al suo rivale più giovane. In
modalità 1080i l'MPEG2 arriva a saturare quasi tutta
la banda di una singola frequenza DTT, mentre, come
abbiamo visto, con l'MPEG4 si può arrivare quasi a
due canali.
Il digitale terrestre si trova quindi in Italia stretto in una
morsa particolarmente pericolosa: come piattaforma
digitale potrebbe essere una eccezionale alternativa al
satellite per offrire programmi ad alta definizione,
trovando quindi un altro motivo razionale molto
importante a giustificare la sua esistenza.
Purtroppo l'attuale sistema trasmissivo ed il parco box
in circolazione renderà molto difficile la partenza di
HD e NetTV, la chiave di volta
Ultima piattaforma che può offrire un'offerta ad alta
definizione è quella della Net TV, la nostra preferita. In
questo caso dobbiamo considerare la Net TV solo
nella sua accezione "non lineare" e quindi per un tipo
di fruizione "on-demand" del contenuto. Il Podcasting
Video è l'esempio più emblematico di Net TV. In
questa modalità lo spettatore non vede "in diretta", ma
sceglie cosa vuole vedere e lo scarica o, meglio, si
abbona al Podcast Video per ricevere in automatico
tutte le nuove puntate trasmesse. Contenuti di questo
tipo possono essere distribuiti in alta definizione.
Apple, ad esempio, già distribuisce per la maggior
parte dei trailer cinematografici una versione HD,
spesso in modalità 1080p. Sono pensati per essere visti
con un PC, con QuickTime 7 in grado di decodificare
MPEG4 H264, e prevalentemente su un monitor di
computer che ormai ha una risoluzione molto simile a
quella dal full HD, se non superiore. Lo spettacolo, per
chi lo può vedere, è veramente entusiasmante.
Tante invece cominciano ad essere le offerte di
contenuti digitali in alta definizione, ai margini però
della Net TV. Microsoft ad esempio con il suo Live!
Marketplace permette da questo mese di comprare
online film da scaricare e vedere direttamente sul
XBOX 360. Qui l'HD, come sappiamo, è limitata a
1080i e con l'XBOX il mondo dei Podcasting Video è
precluso.
Channel 4 in UK con il
servizio 4oD, Walmart negli USA, fino
ad arrivare ad iTunes
di Apple, sono tutti
servizi di download di
contenuti digitali che
offrono un alternativa
HD per alcuni titoli.
Che siano contenuti generati dagli utenti, o da piccole
produzioni, o blockbuster distribuiti dai grandi nomi,
comunque la rete sembra essere una piattaforma molto
promettente proprio per far decollare l'HD.
Paradossalmente, è la piattaforma che ha meno
problemi di banda. Il progressivo passaggio
all'utilizzo del protocollo P2P anche da parte della
"major" della distribuzione online, garantirà a questa
piattaforma una capacità trasmissiva senza eguali.
Sarà interessante vedere come ed in che tempi
evolveranno questi scenari. Per il momento, per
questo Natale, la scelta forse più saggia è quella di
rimanere a guardare.
(fonte: www.punto-informatico.it - Anno XI n. 2662)
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