Il bambino al tempo di Pinocchio

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Il bambino al tempo di Pinocchio
La letteratura e l'arte intorno al bambino
Il bambino al tempo di Pinocchio
Un convegno internazionale ed una grande mostra raccontano chi
erano (o chi si voleva che fossero) i piccoli lettori del primo Pinocchio
(1881-1883) ed i loro cugini europei - Relazioni sorprendenti tra
libri, giornalini per ragazzi ed arte, ed un inedito "Pinocchio in
Portogallo ". Per la prima volta la visione del bambino all'epoca della
scrittura di Pinocchio è affrontata a tutto tondo.
La mostra, dopo il Portogallo, si prepara a girare l'Europa.
Nell'incanto dell'isola portoghese di Madeira (regione autonoma, nell'Atlantico, di fronte
alle coste dell'Africa nord-occidentale) si è tenuto il convegno internazionale "La
letteratura e l'arte intorno al bambino" e contemporaneamente è stata inaugurata la
mostra documentaria "Gli anni di Pinocchio". Si tratta di due iniziative dedicate alla
visione dell'infanzia, nei testi e nell'iconografia, come si manifesta e si evolve nell'ultimo
quarto dell'Ottocento e nei primi anni del Novecento, il periodo che vede la nascita e
l'affermazione in Europa dell'editoria per l'infanzia e soprattutto del capolavoro collodiano
Le avventure di Pinocchio. Promosse e curate dalla Fondazione Nazionale Collodi e dal
Dipartimento di Studi Romanzi dell'Università di Madeira, le due iniziative sono state
particolarmente curate per la parte italiana da Daniela Marcheschi, docente, critico
letterario ed esperta collodiana e per la parte portoghese da Luisa Antunes, studiosa e
docente di letterature comparate all'Università di Madeira. Il convegno ha delineato un
panorama sull'idea dell'infanzia a partire dalle tesi di Jean-Jacques Rousseau e dalla
figura del "gamin de Paris" resa celebre da Victor Hugo, fino al "ragazzo di strada" di
Collodi mostrando come l'anarchico ed ironico anticonformismo di Pinocchio esprima
l'utopia del cambiamento e come l'infanzia non sia un mito regressivo, ma incarni l'utopia
rivoluzionaria, l'esplosi-va freschezza che smaschera l'idea d'innocenza con la sua rivolta,
la sua libertà e la sua creatività. Studiosi di cinque paesi, dal Brasile agli U.S.A. sono
intervenuti nei tre giorni di dibattito con un ampio raggio di riferimenti che hanno toccato
la storia della letteratura, dell'arte, della psicanalisi, della pedagogia, della tecnologia e
della scienza fino agli esperimenti di esplorazione ludica della conoscenza con Pinocchio
digitale. Dopo l'apertura presso il Collegio dei Gesuiti, sede storica dell'Università di
Madeira, nel cuore della città di Funchal, le sessioni si sono trasferite nel vicino campus
universitario di Panteada, mentre nel chiostro del Collegio dei Gesuiti la mostra ha
offerto un itinerario denso ed affascinante del dialogo tra immagini, parole e storie in cui
si è evoluto il personaggio Pinocchio: la dimensione della cultura quotidiana nella sezione
Pinocchio intorno al mondo e la dimensione storico-comunicativa che, attraverso
materiali e riproduzioni di documenti rari fra Ottocento e Novecento, esplora i mondi
editoriali ed iconografici tra illustrazione, pittura e scultura in Grecia, Italia, Portogallo,
Svezia: mondi in cui Pinocchio ed i suoi lettori crescono e si sviluppano in un gioco di
rimandi reciproci, scambi e contaminazioni. Spiccano in questa sezione i giornali italiani
per l'infanzia del tardo Ottocento e primo Novecento tra cui il Giornale dei Bambini,
fondato nel 1881 ed il "Giornale della Domenica" fondato nel 1906 da Vamba, pseudonimo
di Luigi Bertelli e spuntano le "Avventure" di Carlo Collodi ed un Pinocchio in Portogallo,
rarissima opera portoghese del primo Novecento in cui il burattino accompagna i piccoli
portoghesi alla scoperta del loro Paese. Il convegno e la mostra hanno sollecitato indagini
su materiali preziosi e poco noti in vari paesi europei. Inedite relazioni sono state
esplorate e messe in luce da questo primo lavoro di selezione e studio di documenti rari,
in cui storie ed immagini d'infanzia, come incompiuti ricami, sono affiorate e si sono
dipanate nella fulgida luminescenza della rassegna espositiva e nella riflessione degli
studiosi che hanno fatto emergere da queste visioni inattese rivelazioni. Questo è solo
l'inizio della ricerca. Per svilupparla ulteriormente la mostra diventerà itinerante in
collaborazione con i centri culturali dedicati all'infanzia ed alla letteratura in vari paesi
europei, arricchendola di volta in volta di materiali ed analisi del paese ospite. L'auspicio
è che l'Universo infanzia, arricchito di nuovi contribuiti critici, sia raccontato in tutte le
sue costellazioni.
Annacaterina Barocco

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