Disordini nello sviluppo comportamentale del cane e del gatto

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50° Congresso Nazionale Multisala SCIVAC
Disordini nello sviluppo comportamentale del cane
e del gatto e conseguenze nell’anziano
Joël Dehasse
DVM, Dipl ECVBM-CA, Bruxelles, Belgio
Riassunto
Lo sviluppo comportamentale passa attraverso periodi di
importanza elevata che strutturano i circuiti nervosi; qualsiasi problema durante l’imprinting può portare ad handicap
cognitivi o emotivi che vengono distinti in disturbi da privazione, iperattività, ansia da separazione, ecc.
Introduzione
Esistono molti studi sull’influenza dell’ontogenesi per
assicurare ad un dato soggetto una buona partenza nella vita
oppure farne un individuo socialmente handicappato fino
alla morte. Ricerche etologiche sull’imprinting hanno dimostrato che gli animali hanno bisogno di apprendere a quale
specie appartengono. Studi retrospettivi hanno dimostrato
l’importanza dell’apprendimento in giovane età. I test esistenti nel cucciolo e nel gattino non forniscono risultati validati circa il probabile comportamento futuro di questi animali una volta diventati adulti.
Socializzazione primaria
Negli anni 1940-1960, Scott e Fuller riscontrarono che i
cani possiedono una specifica fase di apprendimento in giovane età, durante la quale possono imparare molto facilmente certi concetti. Questa fase, da essi definita “della socializzazione primaria” è seguita da un’altra di minore sensibilità
e con una diminuita capacità di apprendimento. Questa fase
di socializzazione primaria è stata paragonata a quella di
imprinting osservata dagli etologi nei pesci, negli uccelli e in
altri mammiferi.
Per riassumere un argomento complesso, possiamo
dire che questa fase di socializzazione primaria si estende
dalla 3a alla 14a settimana nei cuccioli e dalla 2a alla 9a settimana nei gattini. Esistono delle eccezioni a questa regola teorica.
Un cucciolo apprende di essere un cane, un gattino
apprende di essere un gatto, e che la propria specie è quella
di elezione con la quale socializzare e riprodursi. Inoltre,
imparano che gli esseri umani ed i soggetti di altre specie
sono animali sociali con i quali possono stabilire delle relazioni. Talvolta possono persino cercare di riprodursi con
loro. Al fine di imparare che questi altri individui sono ami-
chevoli, gli animali giovani hanno bisogno di molti contatti
piacevoli con i soggetti di questo tipo, con quelli della propria specie e con quelli delle altre, durante questo periodo di
socializzazione.
Lo stesso processo appena illustrato per l’imprinting
si applica all’acquisizione ed integrazione cognitiva dell’ambiente in cui l’animale vive. I soggetti giovani sviluppano mappe cognitive (spazio) e riferimenti cognitivi
(sistema e struttura di riferimenti) per qualsiasi cosa con
la quale vengano in contatto, come la struttura dei rumori ambientali (cittadini o di aree rurali). Lo sviluppo di
un’ampia gamma di riferimenti cognitivi costituisce un
vantaggio per l’animale, che si adatterà più facilmente ai
vari ambienti.
L’imprinting è uno speciale processo di apprendimento che porta al riconoscimento di concetti: individui e spazi a cui attaccarsi, identificazione con una specie, riconoscimento degli individui di tipo amichevole (all’interno di
altre specie), differenziazione da individui di tipo sconosciuto e messa a punto dei riferimenti sensoriali (sistemi
di riferimento). È come se il cervello del giovane animale
conformasse il mondo dividendolo in differenti categorie
(identificando di volta in volta la specie come propria,
nota, sconosciuta e amichevole o pericolosa, ecc.) e stabilisse delle (scale di) riferimenti (come il livello di rumore, ecc.). Queste funzioni cognitive possono venire “incise” nella struttura nervosa (si veda il paragrafo sullo sviluppo nervoso).
Apprendimento della comunicazione sociale
Il fatto che un animale abbia avuto un imprinting corretto non significa che abbia acquisito tutte le capacità di
comunicare adeguatamente con la propria specie. Alcune
posture comunicative che si ritenevano innate sono in realtà
apprese, come la “posizione di sottomissione”. L’animale
giovane deve quindi anche imparare a controllare i propri
movimenti, i graffi ed i morsi.
Disturbi di sviluppo del comportamento
Negli animali giovani, un numero limitato di disturbi
causa più del 90% dei casi clinici. Di conseguenza, la diagnosi è molto facile da formulare.
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50° Congresso Nazionale Multisala SCIVAC
Segni clinici
Processo
Disturbi
Paura, ansia
Socializzazione
Disturbi da privazione
Nervosismo, iperattività
Autocontrollo
Disturbi “Iper-”, come quello da iperattività
Aggressione, mancato rispetto delle regole sociali
Regole sociali, rituali di comunicazione
Disturbi da dis-socializzazione
Isolamento ed intolleranza della solitudine
Attaccamento e distacco
Disturbi da separazione
Inattività, mancanza di gioco
Umore, distacco
Depressione (Acuta)
Malattia, trauma
Stress
Ansia e depressione (reattiva),
Disturbi da Stress Acuti (post-traumatici)
Disobbedienza
Educazione
Problemi di educazione: tecniche,
motivazione, tempo investito, ecc.
Prevenzione
Un ambiente arricchito e stimolante e la presenza di
parecchi cani adulti con funzione di educatori, negli ambienti di allevamento e nelle classi di cuccioli a partire dall’età di
7 settimane dovrebbero riuscire a prevenire la maggior parte dei problemi.
Trattamenti e terapie
L’unica terapia farmacologica priva di effetti collaterali
che si può prescrivere agli animali giovani con meno di 6
mesi di vita è la selegilina (0,5 mg/kg nei cuccioli, 1 mg/kg
nei gattini).
Esistono parecchie terapie comportamentali efficaci
come la desensibilizzazione sistematica, il flooding (controllato), l’abitudine alla terapia ludica, il divieto di giocare al
tiro alla fune (nei cani iperattivi), l’apprendimento delle
posture di appagamento e sottomissione (rotolamento del
cucciolo sul dorso da parte del cane “educatore” o del proprietario), ecc.
Bibliografia
Dehasse J. Mon jeune chien a des problèmes. Montréal: Le Jour, éditeur,
2000.
Scott J P, Fuller J L Dog Behavior: The Genetic Basis. The University of
Chicago Press, 1965, Phoenix Edition 1974.
Indirizzo per la corrispondenza:
Joel Dehasse
3 avenue du Cosmonaute, 1150 Brussel, Belgio
E-mail: [email protected]
This manuscript is reproduced in the IVIS website with the permission of the Congress Organizing Committee