2 ANDRÉCCA (Luciano Trombetti) La mi ambròusa l`àm per `na

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2 ANDRÉCCA (Luciano Trombetti) La mi ambròusa l`àm per `na
2 ANDRÉCCA (Luciano Trombetti)
La mi ambròusa l'àm per 'na spagnóla,
la bàla al tango cumpàgna un anzléin,
l'ho conosciuta un dé in Muntagnóla,
quand la spinzéva la giòstra ed Sandréin.
La mia morosa mi sembra una spagnola
lei balla il tango come un angioletto
l'ho conosciuta un giorno in Montagnola
quando spingeva la giostra di Sandrino.
Non è Dolores, non è Carmencita,
la s ciàma Andrécca e la sta in tal Pradèl,
s la magna un “krafen” si pilucca le dita,
la s fóma in media ventzénq “Naziunèl”.
Non è Dolores, non è Carmencita,
lei si chiama Enrica e sta nel Pratello,
se mangia un “krapfen” si lecca le dita,
si fuma in media venticinque “Nazionali”
Il suo bel “corazòn”, batte solo per me,
ca jò al brègh sänza ptón, e la giàca strazè.
Ma lei m’ama ugualmente
e fuggire vorrebbe con me,
Il suo bel “corazòn”, batte solo per me,
che ho le braghe senza bottoni e la giacca stracciata
Ma lei mi ama ugualmente
E fuggire vorrebbe con me,
perché il sangue suo “caliente”
brûsa come al brulè.
Ma il suo bel corazòn
batte solo per me.
perché il sangue suo “caliente”
brucia come il brulè.
Ma il suo bel corazòn
Batte solo per me.
Quando andammo a ballare alla Cricca,
tu mi dicesti -“che gran ballaréin!”Ma non sapevi adorabile Andrécca
che il mio tormento l’éra stèret d’avsén.
Quando andammo a ballare alla Cricca,
tu mi dicesti: - “che gran ballerino!”
ma non sapevi adorabile Enrica
che il mio tormento era starti vicino.
Mentre ballavo fissando i tuoi occhi
zà par la vétta a sinté un sburziglén,
tu già mi avevi attaccato i pidocchi
e me am gratéva fra tango e valzrén.
Mentre ballavo fissando i tuoi occhi,
giù per la schiena sentii un formicolìo,
Tu già mi avevi attaccato i pidocchi
e io mi grattavo fra i tango e i valzerini.
Il tuo bacio d’amor, mai scordar non potrò,
mi baciasti e un odor ed zivàlla ai vgné só
Io quell’attimo fuggente,
come un sogno a l’ho sänper arcurdè,
Il tuo bacio d’amor, mai scordar non potrò,
mi baciasti e un odore di cipolla venne su.
Io quell’attimo fuggente,
come un sogno l’ho sempre ricordato,
con quel bacio tuo fremente,
t’mavév quèsi asfisiè.
Del tuo bacio d’amor, “Andrécca!”,
m’è rimasto l’odor!
con quel bacio tuo fremente,
mi avevi quasi asfissiato.
Del tuo bacio d’amor, “Enrica!”,
mi è rimasto l’odore

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