UNA NUOVA DEFINIZIONE DI "LAVORO SOCIALE": PER LA PRIMA

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UNA NUOVA DEFINIZIONE DI "LAVORO SOCIALE": PER LA PRIMA
UNA NUOVA DEFINIZIONE DI "LAVORO SOCIALE":
PER LA PRIMA VOLTA PREMIATI DUE DOCENTI ITALIANI
A Fabio Folgheraiter e Maria Luisa Raineri il riconoscimento per il miglior articolo
scientifico pubblicato nel 2012 sulla prestigiosa rivista "International Social Work"
Prestigioso premio per i docenti italiani Fabio Folgheraiter e Maria Luisa Raineri,
dell'Università Cattolica di Milano. Un loro articolo scientifico pubblicato sull'importante rivista
inglese "International Social Work" è stato votato come il miglior testo del 2012. E' la prima
volta che un riconoscimento di questa importanza viene assegnato fuori dai confini del mondo
anglosassone.
L'articolo è la sintesi di un saggio sul "mistero" del lavoro sociale, scritto in occasione del
processo di revisione della definizione ufficiale di "social work", che era stata approvata a
Montreal nel 2000. La nuova definizione sarà invece ufficializzata a Melbourne nel prossimo mese
di luglio e terrà in considerazione anche del contributo espresso proprio dai due docenti italiani.
Se dal punto di vista tecnico, il welfare viene spesso descritto come un "prodotto
confezionato" pronto per essere "distribuito" a chi ne ha bisogno, la riflessione di Folgheraiter e
Raineri stravolge questo punto di vista. «La nostra visione parte da un approccio relazionale»,
spiegano gli autori. «Il lavoro sociale, a nostro parere, non è unidirezionale, con l'utente che riceve
qualcosa dall'operatore esperto. Anzi. Secondo noi vi è un rapporto bidirezionale, dove è l'energia
dell'utente che vivifica la società ed il sistema di welfare».
Queste parole sono, in sintesi, il "cuore pulsante" dell'articolo premiato. Ma l'approccio
relazionale non è un semplice esercizio di teoria accademica. Viene sperimentato concretamente
dagli operatori sociali con nuove metodologie. Un esempio è rappresentato dal "fareassieme",
modello nato all'interno del Servizio di salute mentale di Trento che coinvolge, nel percorso di cura
degli utenti, anche familiari e parenti in un'ottica di collaborazione, dialogo e scambio con gli
operatori. In una parola, nasce una sorta di "alleanza" tra operatori e utenti.
Questo premio, dunque, non solo riconosce un valore internazionale all'articolo elaborato
da Folgheraiter e Raineri, ma certifica di fatto la bontà di un approccio che sta cambiando il modo
di fare e pensare il welfare. «Il fatto che questo nostro articolo sia stato ritenuto il migliore del
2012 su una rivista così prestigiosa ci inorgoglisce», afferma Fabio Folgheraiter, fondatore del
Centro Studi Erickson di Trento e direttore scientifico della rivista "Lavoro sociale", «ma a darci
maggior soddisfazione è sicuramente il riconoscimento internazionale che investe il modello
relazionale del lavoro sociale».
Il riconoscimento, che mai prima d'ora era stato riservato a docenti italiani, sarà
ufficializzato in occasione del convegno mondiale che riunirà gli esperti del "social work" nel
prossimo mese di luglio a Melbourne, in Australia.

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