Rassegna stampa Apa – Is-Tech Luglio

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Rassegna stampa Apa – Is-Tech Luglio
Rassegna stampa Apa – Is-Tech
Luglio- Agosto 2012
31 luglio 2012
AMBIENTE: PEGGIORA LA QUALITA' DELL'ARIA? ARRIVA LA MACCHINA 'MANGIA SMOG'
Roma, 31 lug. (Adnkronos) - A Frosinone al via la nuova sperimentazione per combattere lo smog e l’inquinamento
delle polvere sottili. La nuova tecnologia è detta Air Pollution Abatement (APA), una macchina in grado di abbattere gli
inquinanti e le polveri sottili fino all’80 riproducendo il ciclo naturale della pioggia.
31 luglio 2012
IN CITTÀ PEGGIORA LA QUALITÀ DELL'ARIA? ARRIVA LA MACCHINA 'MANGIA SMOG'
Roma, 31 lug. - (Adnkronos) - Peggiora nelle citta' italiane, e soprattutto al Nord, la qualita' dell'aria. Nel 2011, infatti,
secondo il rapporto dell'Istat, il numero medio di giorni in cui si e' registrato il superamento del valore limite per la
protezione della salute umana del Pm10 si e' attestato a 54,4 giorni. Per abbattere le polveri sottili, dunque, non
bastano le iniziative come il blocco del traffico e le domeniche ecologiche.
Per questo il comune di Frosinone ha scelto la tecnologia Apa (Air Pollution Abatement), ossia macchine mangia
polvere capaci di aspirare le polveri sottili e il pm10 dall'atmosfera, con un abbattimento maggiore dell'80%. Il progetto
su larga scala prende il via dopo la sperimentazione della tecnologia Apa a Roma in via Petroselli. Con tre di questi
macchinari installati in fila si riesce a bonificare un'area di 100 metri di diametro pari a una piazza di medie dimensioni.
Il macchinario, spiega all'Adnkronos, Giuseppe Spanto, amministratore delegato Is Tech, la start up italiana che ha
inventato questo sistema, ''cattura gli inquinanti e le porta in acqua, riproducendo il ciclo naturale di quando piove. La
pioggia, infatti, abbatte gli inquinanti''. Questa tecnologia, pero', ha anche altre funzioni come ad esempio
''l'eliminazione di cattivi odori in prossimita' delle discariche''.
La tecnologia si rivolge sia al settore privato, ''vista la scarsa efficacia dei filtri dove si annidano i batteri'', che al
pubblico e il comune di Frosinone ha dichiarato la propria disponibilita' a sperimentare il macchinario. L'accordo
prevede l'installazione di 20 apparecchi per tre anni con un investimento di circa un milione di euro.
Ogni dispositivo, spiega Spanto, ''ha un raggio d'azione di 25-28 metri'' con un abbattimento degli inquinanti ''del 95%
in ambito indoor, come ad esempio i parcheggi sotterranei, e maggiore dell'80% in ambito outdoor''. Il macchinario,
inoltre, ''e' meno rumoroso di una condizionatore'' e si pone l'obiettivo di adattarsi all'arredo urbano, ''nascondendolo
all'occhio del cittadino''. ''Abbiamo previsto anche l'installazione su autobus, fioriere e lampioni. Basti pensare che e'
fuori norma ben il 70% dei lampioni utilizzati per l'illuminazione pubblica''.
Quanto alla manutenzione, Spanto assicura che ''i dispositivi, a livello di bilancio aziendale, hanno una vita che va dai 5
ai 7 anni ma il costo da sostenere e' solo quello relativo ai pezzi di ricambio. Si deve pero' garantire un sistema di
gestione". La tecnologia Apa "e' stata di recente proposta anche al comune di Milano. Teniamo al made in Italy e conclude l'ad di Is Tech - vorremmo valorizzarlo in occasione dell'Expo 2015".
31 luglio 2012
IN ARRIVO LA MACCHINA "MANGIA SMOG"
LA PRIMA SPERIMENTAZIONE SU LARGA SCALA NEL COMUNE DI FROSINONE
Peggiora nelle città italiane, e soprattutto al Nord, la qualità dell'aria. Nel 2011, infatti, secondo il rapporto dell'Istat, il
numero medio di giorni in cui si è registrato il superamento del valore limite per la protezione della salute umana del
Pm10 si è attestato a 54,4 giorni. Per abbattere le polveri sottili, dunque, non bastano le iniziative come il blocco del
traffico e le domeniche ecologiche.
Per questo il comune di Frosinone ha scelto la tecnologia Apa (Air Pollution Abatement), ossia macchine mangia
polvere capaci di aspirare le polveri sottili e il pm10 dall'atmosfera, con un abbattimento maggiore dell'80%.
Il progetto su larga scala prende il via dopo la sperimentazione della tecnologia Apa a Roma in via Petroselli. Con tre di
questi macchinari installati in fila si riesce a bonificare un'area di 100 metri di diametro pari a una piazza di medie
dimensioni.
Il macchinario, spiega all'Adnkronos, Giuseppe Spanto, amministratore delegato Is Tech, la start up italiana che ha
inventato questo sistema, «cattura gli inquinanti e le porta in acqua, riproducendo il ciclo naturale di quando piove. La
pioggia, infatti, abbatte gli inquinanti». Questa tecnologia, però, ha anche altre funzioni come ad esempio
«l'eliminazione di cattivi odori in prossimità delle discariche».
La tecnologia si rivolge sia al settore privato, «vista la scarsa efficacia dei filtri dove si annidano i batteri», che al
pubblico e il comune di Frosinone ha dichiarato la propria disponibilità a sperimentare il macchinario. L'accordo
prevede l'installazione di 20 apparecchi per tre anni con un investimento di circa un milione di euro.
Ogni dispositivo, spiega Spanto, «ha un raggio d'azione di 25-28 metri» con un abbattimento degli inquinanti «del 95%
in ambito indoor, come ad esempio i parcheggi sotterranei, e maggiore dell'80% in ambito outdoor». Il macchinario,
inoltre, «è meno rumoroso di una condizionatore» e si pone l'obiettivo di adattarsi all'arredo urbano, «nascondendolo
all'occhio del cittadino». «Abbiamo previsto anche l'installazione su autobus, fioriere e lampioni. Basti pensare che è
fuori norma ben il 70% dei lampioni utilizzati per l'illuminazione pubblica».
Quanto alla manutenzione, Spanto assicura che «i dispositivi, a livello di bilancio aziendale, hanno una vita che va dai 5
ai 7 anni ma il costo da sostenere è solo quello relativo ai pezzi di ricambio.
Si deve però garantire un sistema di gestione». La tecnologia Apa «è stata di recente proposta anche al comune di
Milano. Teniamo al made in Italy e - conclude l'ad di Is Tech - vorremmo valorizzarlo in occasione dell'Expo 2015».
31 luglio 2012
AMBIENTE: PEGGIORA LA QUALITÀ DELL’ARIA, ECCO LA MACCHINA “ANTI-SMOG”
Peggiora nelle citta’ italiane, e soprattutto al Nord, la qualita’ dell’aria. Nel 2011, infatti, secondo il rapporto dell’Istat, il
numero medio di giorni in cui si e’ registrato il superamento del valore limite per la protezione della salute umana del
Pm10 si e’ attestato a 54,4 giorni. Per abbattere le polveri sottili, dunque, non bastano le iniziative come il blocco del
traffico e le domeniche ecologiche. Per questo il comune di Frosinone ha scelto la tecnologia Apa (Air Pollution
Abatement), ossia macchine mangia polvere capaci di aspirare le polveri sottili e il pm10 dall’atmosfera, con un
abbattimento maggiore dell’80%. Il progetto su larga scala prende il via dopo la sperimentazione della tecnologia Apa a
Roma in via Petroselli. Con tre di questi macchinari installati in fila si riesce a bonificare un’area di 100 metri di
diametro pari a una piazza di medie dimensioni. Il macchinario, spiega all’Adnkronos, Giuseppe Spanto, amministratore
delegato Is Tech, la start up italiana che ha inventato questo sistema, ”cattura gli inquinanti e le porta in acqua,
riproducendo il ciclo naturale di quando piove. La pioggia, infatti, abbatte gli inquinanti”. Questa tecnologia, pero’, ha
anche altre funzioni come ad esempio ”l’eliminazione di cattivi odori in prossimita’ delle discariche”.
La tecnologia si rivolge sia al settore privato, ”vista la scarsa efficacia dei filtri dove si annidano i batteri”, che al
pubblico e il comune di Frosinone ha dichiarato la propria disponibilita’ a sperimentare il macchinario. L’accordo
prevede l’installazione di 20 apparecchi per tre anni con un investimento di circa un milione di euro. Ogni dispositivo,
spiega Spanto, ”ha un raggio d’azione di 25-28 metri” con un abbattimento degli inquinanti ”del 95% in ambito indoor,
come ad esempio i parcheggi sotterranei, e maggiore dell’80% in ambito outdoor”. Il macchinario, inoltre, ”e’ meno
rumoroso di una condizionatore” e si pone l’obiettivo di adattarsi all’arredo urbano, ”nascondendolo all’occhio del
cittadino”. ”Abbiamo previsto anche l’installazione su autobus, fioriere e lampioni. Basti pensare che e’ fuori norma
ben il 70% dei lampioni utilizzati per l’illuminazione pubblica”. Quanto alla manutenzione, Spanto assicura che ”i
dispositivi, a livello di bilancio aziendale, hanno una vita che va dai 5 ai 7 anni ma il costo da sostenere e’ solo quello
relativo ai pezzi di ricambio. Si deve pero’ garantire un sistema di gestione”. La tecnologia Apa “e’ stata di recente
proposta anche al comune di Milano. Teniamo al made in Italy e – conclude l’ad di Is Tech – vorremmo valorizzarlo in
occasione dell’Expo 2015″.
26 luglio 2012
INQUINAMENTO, FROSINONE VUOLE LE MACCHINE MANGIA SMOG
FROSINONE - Per abbattere le polveri sottili Frosinone vuole le macchine mangia smog. I tecnici della Regione sono
arrivati nel capoluogo per verificarela possibilità di installarle. Si chiamano Apa, ovvero Air Pollution Abatement, e
sono apparecchi realizzati per aspirare le pm10. «La Regione ha già avviato una prima sperimentazione a Roma, nel
centro storico - spiega il sindaco Nicola Ottaviani - in alcune piazze del primo municipio». E i risultati sono stati positivi.
«Si parla di un abbattimento addirittura dell’85% delle pm10 - racconta Ottaviani - per questo la Regione ora vuole
testare il progetto su larga scala».
Ottaviani ha chiesto che Frosinone sia la sede della sperimentazione su larga scala. «Il piano prevede - spiega il
sindaco - l’installazione di 20 apparecchi. Con tre di questi macchinari installati in fila si riesce a bonificare un’area di
100 metri di diametro pari a una piazza di medie dimensioni».
Due le zone selezionato a Frosinone: viale Mazzini e il centro storico nella parte alta, e lo scalo. «Mettendo gli
apparecchi nei pressi delle centraline dell’Arpa per la rilevazione delle pm10 - dice il sindaco - avremo immediatamente
la riprova dell’efficacia di questo sistema».
Il costo è rilevante. «Ma trattandosi di una sperimentazione - continua Ottaviani - sarebbe a carico quasi
esclusivamente Regione». Le apparecchiature verrebbero prese in affitto per tre anni al costo di 15 mila euro all’anno
per ciascun apparecchio. In pratica un investimento complessivo da un milione di euro. «Ma è solo una soluzione
tampone - assicura il sindaco - in attesa di varare il piano del traffico e combattere lo snmog da riscaldamenti con
impianti fotovoltaici».
1 Agosto 2012
ARRIVA LA MACCHINA MANGIA SMOG
L'IDEA DELLA IS TECH RILASCIA ARIA RIPULITA. UNA RETE SARÀ INSTALLATA NEL COMUNE DI FROSINONE
Arriva la macchina mangia smog per fronteggiare l'inquinamento atmosferico. La sperimentazione è stata avviata un
anno fa a Roma e adesso anche il comune di Frosinone è interessato a installare il macchinario. L'innovativo strumento
tecnologico è stato messo a punto da una startup, la Is tech, che si è avvalsa della collaborazione delle università di
Pisa e dell'Aquila. La Is tech sta ampliando le sue partnership coinvolgendo anche l'Università la Sapienza di Roma e
l'Istituto sull'inquinamento atmosferico Cnr.
La tecnologia utilizzata si chiama Apa (Air Pollution Abatement) ed è in grado di aspirare le polveri sottili
dall'atmosfera, con un abbattimento superiore all'ottanta per cento. Al momento la fase di test del prototipo è
conclusa e l'azienda intende avviare la commercializzazione presso industrie con impianti produttivi e di lavorazione in
autunno.
Come funziona
L'amministratore delegato della Is tech, Giuseppe Spanto spiega a Tgcom 24: “C'è un sistema di aspirazione dell'aria
che agisce entro i 25- 28 metri, posizionato a novanta centimetri dal suolo, all'altezza di un bimbo. Una volta che l'aria
viene aspirata, viene centrifugata e nebulizzata. Le polveri sottili vengono colpite da getti d'acqua e precipitano sul
fondo del macchinario. L'aria ripulita esce da un camino posizionato nella parte alta”.
L'acqua mista alle polveri sottili viene poi prelevata periodicamente ogni quattro- cinque settimane e portata al
depuratore municipale. Se, invece, si trova in un impianto industriale, si immette nel sistema di raccolta delle acque
reflue, già obbligatorio per legge.
Centraline “intelligenti”
Oltre a depurare l'aria, le macchine sono munite di una centralina in grado di rilevare i parametri ambientali. Inoltre,
sono collegate tra loro tramite una rete di sensori e si trasmettono i dati vicendevolmente e li comunicano a una
struttura centrale. Grazie alla rilevazione dell'inquinamento, la macchina non si attiva quando non è necessario mentre
va avanti a pieno regime in condizioni di criticità.
22 Luglio 2012
LO SMOG? DIFFICILE FERMARLO ALLA RADICE, È MEGLIO ASPIRARLO
Contro l’inquinamento dell’aria, una rete di aspira-smog. L’idea è di un’azienda italiana, la Is Tech, Innovation in
Sciences and Technology, ed è in corso di sperimentazione a Roma. Fondata su principi scientifici decisamente
innovativi, che capovolgono l’approccio tradizionale utilizzato nelle politiche ambientali: anziché intervenire per
diminuire le sorgenti di emissioni, si è pensato di creare centrali sul territorio in grado di catturare i materiali inquinanti
che danneggiano la nostra salute.
Una rete capillare di “aspira-smog” per combattere efficacemente l’inquinamento atmosferico che colpisce le
metropoli. È questo il cuore della tecnologia denominata Air pollution abatement, Abbattimento delle polveri
atmosferiche, concepita da un’azienda italiana, la Is Tech, Innovation in Sciences and Technology, oggi in corso di
sperimentazione nel centro storico di Roma. Esattamente in Via Luigi Petroselli, a pochi passi dalla Bocca della Verità e
dal Circo Massimo, dove si può notare la presenza di tre impianti di depurazione dell’aria basati su principi scientifici
decisamente innovativi, che capovolgono l’approccio tradizionale utilizzato nelle politiche ambientali.
A illustrare le caratteristiche qualificanti della “macchina mangia polveri” è Giuseppe Spanto, amministratore
delegato di Is Tech e fra gli ideatori della nuova struttura: «Le ricette basate sulle tasse, pedaggi, sanzioni, domeniche a
piedi, non si sono rivelate sufficienti per ripulire l’atmosfera urbana dalle polveri sottili prodotte dall’uomo. Per questo
motivo, anziché intervenire direttamente per diminuire le sorgenti di emissioni atmosferiche, che in una grande
metropoli sono sterminate e incontrollabili, abbiamo pensato di creare centrali diffuse sul territorio, in grado di
catturare i materiali inquinanti che danneggiano la nostra salute».
Avviata a settembre 2011 nel cuore della Capitale, che ogni due giorni su tre supera il livello minimo di inquinamento
dell’aria, la sperimentazione dell’impianto, della durata di un anno, ha prodotto finora risultati assai significativi dal
punto di vista ecologico. Il tasso di abbattimento medio delle polveri si attesta attorno all’80 per cento, con punte del
99 per le emissioni Pm10, le più frequenti e insidiose per la salute dei cittadini. In più la macchina non genera scorie né
rifiuti. La causa è semplice, e risiede proprio nella sua qualità distintiva sul piano tecnologico: l’assenza di meccanismi
di filtraggio, che evita l’espulsione di materiali di scarto.
Spiega il suo funzionamento Vito Paolo Quinto, presidente dell’associazione CosmoRoma, fra i gruppi promotori
dell’installazione delle centraline, e in prima linea da oltre un decennio sul fronte della mobilità sostenibile, del
monitoraggio avanzato delle aree ecologiche più importanti della Capitale, dell’impulso dei mezzi di trasporto elettrico.
Dotati di un raggio di azione di 20-25 metri, i depuratori prelevano e aspirano l’aria 24 ore su 24 a un’altezza di 1,20
metri, quella media delle carrozzine per i bambini.
Miscelato con una soluzione salina, l’ossigeno viene trasmesso per mezzo di una pompa in un grande contenitoreboiler alimentato da 300 litri di acqua. Grazie ad esso le sostanze inquinanti sono spinte verso l’alto e intrappolate in
liquidi, periodicamente smaltiti in un depuratore municipale. Volendo semplificare l’intero procedimento, osserva il
giornalista di Ecoseven Valerio Giardinelli, i macchinari riproducono in scala il ciclo della pioggia, fattore atmosferico in
grado di ridurre la densità delle polveri sottili. Le tre fasi essenziali sono l’aspirazione dell’aria, la fuoriuscita di acqua
sporca, la reimmissione di ossigeno ripulito al 90 per cento.
Un risultato analogo è stato registrato anche nell’adozione della tecnologia Apa in ambienti industriali coperti e nelle
zone petrolifere, soggette alla produzione di smalti e vapori insidiosi per l’ecosistema. Nella realtà urbana, invece, la
sua applicazione è finora limitata al cuore storico della Capitale d’Italia, grazie alla sperimentazione pionieristica
intrapresa dal presidente del primo Municipio capitolino, Orlando Corsetti. Ma l’obiettivo dei promotori del progetto è
estendere il suo campo di azione alle aree più vulnerabili dal punto di vista ambientale, come le stazioni della
metropolitana e le ferrovie urbane, o i tunnel percorsi quotidianamente da milioni di veicoli. La prospettiva, evidenzia
Spanto, è la costruzione di veri “eco-quartieri” in tutte le principali metropoli del nostro paese. Gli impianti, del resto,
possono essere perfettamente integrati e mimetizzati nel tessuto urbano, senza intaccare il suo disegno estetico.
Un piano organico di installazione dei prototipi è stato presentato da tempo a diverse amministrazioni comunali, al
costo di 10.000 euro per ogni macchinario privo della copertura architettonica. Tuttavia le manifestazioni di interesse
da parte delle istituzioni locali non hanno ancora trovato sbocco in iniziative concrete. Gli impianti Apa sono stati
visitati solo da delegazioni di città cinesi, storicamente penalizzate dalla piaga dell’inquinamento. Eppure, osservano
Quinto e Giardinelli, «una rete capillare e intelligentemente distribuita di 300 strutture, accompagnata da centraline
avanzate per il monitoraggio atmosferico, potrebbe riportare la qualità dell’aria di Roma a livelli pre-industriali nell’arco
di poche settimane».