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Dicembre
2008
Anno 6 - N. 12 periodico d’informazione ed attualità per i bambini - € 1,00
E’ finalmete Natale!
Chung Mung Giang Sinh
Feliz Navidad
Merry Christmas
Natale hilare et Annum Faustum!
Sarbatori vesele
Joyeux Noel
Boze Narodzenie
Feliz Navidad
2
EDITORIALE
Dicembre
In questo numero
Un viaggio tra i
“perchè del Natale”
pag. 4
Rudolf, renna dal naso rosso pag. 5
Papere di gomma nella
viscere della Groelandia
pag. 6
Animali nel Presepe
pag. 7
Scalndo il Cervati
pag. 8/9
Il Cervo
pag. 10
La simbologia del Natale
pag. 11
La storia: Le disavventure
di Babbo Natale
pag. 12/13
La leggenda delle
palle di Natale
pag. 14
I Nonni recicloni
pag. 15
Piaggine:
Terra di Briganti
pag. 16/17
La leggenda di Narciso
pag. 18/19
Il Panettone in cucina
pag. 20
I giochi
pag. 21
Il test: ti piace il Natale? pag. 22
Lego: Natale a 5 stelle
pag. 23
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Direttore Responsabile
Bartolo Scandizzo
In redazione: Gina Chiacchiaro,
Rosalba Marciano
Hanno collaborato
Diodato Buonora, Marianna Lerro,
Tania Marino,
Giovanni Freschetti Muzio,
Stefania Zerella,
Francesca Scandizzo,
Nunzia D’Angelo, Luciano Marino,
Giuseppe Scandizzo,
Settimia Mazza
Stampa: Grafica Letizia Roccadaspide
Tel. e Fax 0828.947200
Iscritto al Registro della Stampa
Periodica
al N. 108 c/o il Tribunale
di Vallo della Lucania
il 26/06/2003
2008
E’ Natale...
Inglesi e americani
Jingle bells, jingle bells Jingle
all the way,
Oh what fun it is to ride
In a one-horse open sleigh,
O Jingle bells,
jingle bells Jingle all the way,
Oh what fun it is to ride
In a one-horse open sleigh”.
Noi italiani
“Tu scendi dalle stelle o Re del cielo,
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo,
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar.
O Dio beato!
Ah! Quanto ti costò l’avermi amato.
Ah! Quanto ti costò l’avermi amato”.
I francesi
“Petit papa Noël,
Quand tu descendras du ciel
Avec des jouets par milliers,
N’oublie pas mon petit soulier.
Si tu dois t’arrêter,
I tedeschi
“Oh Tannenbaum, oh Tannenbaum,
wie grün sind deine Blätter!
Du grünst nicht nur
zur Sommerszeit,
Nein auch im Winter,
wenn es schneit.
Oh Tannenbaum, oh Tannenbaum,
Wie grün sind deine Blätter”!
Gli spagnoli
“Navidad Navidad llega Navidad
La alegría de este día
Hay que celebrar”!!!
Dicembre
2008
C URIOSITÀ
IN BREVE
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L’ albero di Rio
Abete da Guinnes dei Primati quello acceso a Rio de Janeiro:
85 metri di altezza e 530 tonnellate di peso. È alto quanto un
edificio di 28 piani…Per costruirlo sono state utilizzate 2,9
milioni di microlampadine colorate. L’albero gigante è una istituzione dal 1996. Anche quest’anno ha ottenuto il riconoscimento nel Guinness dei primati. L’accensione dell’abete,
decorato con angeli e campane, è stata accompagnata da un
enorme spettacolo di musica e fuochi d’artificio.
Maxi albero di Natale a Salerno
Il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, venerdì 28 novembre ha acceso il maxi albero di Natale in Piazza Portanova. L’albero ha un’altezza complessiva di diciotto metri ed è composto
da ben 35.000 led luminosi, il trenta per cento dei quali ad intermittenza per creare affascinanti effetti luminosi. Le lampadine sono a basso consumo energetico, bastano appena 3
kw di energia elettrica per far funzionare l’albero più alto tra tutti quelli installati dall’amministrazione comunale nei quartieri cittadini.
Madagascar 2
Per la gioia dei piccoli e il piacere dei grandi arriva a Natale “Madagascar 2”. Tre anni dopo
il clamoroso successo di Madagascar ritornano tutti i simpatici personaggi : Alex il Leone,
Marty la zebra, Melman la giraffa e Gloria l’ippopotamo, Re Julien,
Maurice e i pinguini. Li avevamo lasciati tra i ballerini e i pinguini
spia nel Madagascar, con la voglia e la speranza di tornare a New
York. Riparato miracolosamente un vecchio aereo, la banda al completo tenta il viaggio della speranza. Peccato che il tutto finisca
molto prima, con un atterraggio d’emergenza in… Africa!
Irene Grandi... intona il Natale
Irene Grandi, è la prima
cantante italiana che si è cimentata con un album di
canzoni dedicate al Natale.
“…non ho inventato nulla…
ma un progetto unico sul
Natale in Italia non era ancora stato pensato”. Il primo
singolo, Bianco Natale, è in
radio da un po’ di setti-
mane. L’album è composto
di 12 brani reinterpretati
che vanno dai grandi classici
a canzoni meno note ma che
hanno colpito l’artista toscana, come si legge sul suo
sito. All’interno anche un
duetto con Alessandro
Gassman, la versione italiana di Something Stupid,
gossip
in cui la cantante e l’attore
duettano come Robbie
Williams e Nicole Kidman.
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CRONACA NAZIONALE
Dicembre
2008
Un viaggio tra i “perchè del Natale”
Perché si adoperano
le ghirlande?
Si narra che durante
la vigilia di Natale,
mentre Gesù benediceva gli alberi, notò
nel giardino di una
casa un albero ricoperto di ragnatele.
Quando lo benedisse
le ragnatele si trasformarono in bellissime
ghirlande d’oro e
d’argento. Da quel
giorno le ghirlande
furono adoperate per
addobbare gli alberi
di Natale.
Perché suonano le
campane di Natale?
Mentre
tutti i
Perché a Natale si mangia il torrone?
pastori
Perché si fanno i regali?
La tradizione dello scambio dei regali
ha radici antiche. Già in epoca romana, era usanza scambiarsi dei doni
in occasione dell’anno nuovo: il primo
giorno dell’anno al re veniva offerto
in dono un ramoscello raccolto nel
bosco della dea Strenna. Con il Natale, lo scambio dei doni ha acquistato
un significato
diverso:
il
regalo
di
Natale simboleggia
il
dono che Dio
ha
fatto
all’umanità,
suo
figlio
Gesù.
si recavano a far visita
a Gesù Bambino, sul
ciglio della strada giaceva un bambino
cieco,
desideroso
anche lui di andare a
far visita al neonato
Re.
Ma nessuno si curava
di lui.
Quando scese la
notte il bambino
sentì in lontananza il
rintocco di una campana da bestiame.
Pensò che si trattasse
della mucca che si
trovava nella stalla di
Gesù. Seguendo il
suo suono, arrivò
fino alla mangiatoia
dove si trovava il Piccolo Re.
Nello scorso millennio si pensava
che le castagne, i Marron Glaces, i torroni e in generale tutti Perché si gioca a Tombola?
i dolci fatti con le mandorle fa- La tradizione di giocare a
vorissero la nascita della prole e tombola la notte di Natale ha
la fecondità della terra. Oggi origini antichissime. Nell’ansono simbolo di buona fortuna.
tica Roma, durante i Saturnali, che precedevano il
solstizio e sui quali regnava Saturno, il mitico dio
dell’Età e dell’Oro, eccezionalmente, si concedeva il
gioco d’azzardo, proibito nel resto dell’anno. Il
gioco quindi era legato a Saturno, dispensatore
della fortuna agli uomini per il nuovo anno. La buona
sorte del giocatore non era dovuta al caso, ma al
volere della divinità.
Dicembre
2008
C RONACA A NIMALE
Rudolf, la renna dal naso rosso
Una leggenda moderna
nata negli USA è quella
della nona renna, inventata
negli uffici della Montgomery Ward (una grande
catena di magazzini americani) nel 1939 quando la direzione decise di donare ai
propri clienti una nuova favola per Natale. Nacque
così Rudolph, la renna “dal grosso naso
rosso”. Era una specie di
brutto anatroccolo che
nessuna renna voleva come
amico. Si sentiva molto
solo ma Babbo Natale del
suo difetto fisico ne fece
un pregio. Lo chiamò a far
parte del suo staff e nelle
lunghe notti di nebbia, il
naso rosso di Rudolph gli illuminava il cammino.
F i do e Fu f f y s on o ge l os i
Il cane è il miglior amico
dell’uomo. Ed è anche
molto geloso del suo padrone. Secondo una ricerca,
gli amici a quattro zampe
non amano che i loro padroni offrano il loro affetto ad altri animali, in particolare ad altri cani, e
reagiscono in modo negativo quando in
casa ci sono degli “intrusi”. Gli psicologi
credono che gli animali non possano pro-
vare emozioni come la gelosia, proprio perché privi di
quel senso che permette di
avvertire queste emozioni
complesse. Il Dott. Friederike Range, dell’Università
di Vienna, però, non la pensa così. «I cani
hanno uno spiccato senso della giustizia e
quando percepiscono di essere trattati ingiustamente, allora, diventano gelosi», ha
detto lo studioso.
Calendario 2009
L’UNICEF,
l’associazione umanitaria che
da moltissimi anni si occupa della
difesa e della tutela dei diritti dei bambini di tutto il
mondo ci propone il suo
calendario 2009. Protago-
nisti proprio i bambini,
che hanno posato davanti
all’obiettivo del fotografo
insieme ai loro amici a
quattro zampe, cani e gatti,
ma anche coniglietti, cerbiatti, coniglietti e altri animali domestici o che lo
sono diventati. Acquistando il calendario 2009
di Unicef, ma anche uno
dei tantissimi prodotti
della linea di Natale che
l’associazione ha messo in
vendita sul suo sito, potrete contribuire a finanziare i tanti progetti
dedicati proprio all’infanzia che l’organizzazione ha
avviato nel mondo.
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CRONACA ESTERA
Dicembre
2008
Papere di gomma nella viscere
della Groelandia
... per svelare i segreti del
ghiaccio che si scioglie.
Alberto Behar è un ingegnere del Jet
Propulsion Laboratory della Nasa dove
progetta robottini per l’esplorazione di
pianeti lontani. Nei mesi scorsi, si è recato su un ghiacciaio della Groenlandia e
in una delle fenditure che il riscaldamento globale sta provocando nel
ghiaccio, ha lasciato cadere novanta paperelle di gomma. Su ognuna ha
fatto stampare in tre lingue il messaggio “Esperimento scientifico - Ricompensa”, e un indirizzo di posta elettronica a cui rivolgersi per riconsegnarle.
Non si è ancora fatto vivo nessuno. “Ma non è che siano zone dove va
a spasso molta gente”, scherza Behar. A lui ovviamente non interessa
tanto tornare in possesso delle paperelle, quanto sapere esattamente
dove sono state ritrovate. Capirne il percorso potrebbe fornire infatti
elementi essenziali nella comprensione di come lo scioglimento dei ghiacci
artici influenzerà un eventuale innalzamento
del livello del mare.
Pallone d’oro 2008
A Parigi, lo scorso 2 Dicembre, a soli 23 anni e
10 mesi di età, Cristiano
Ronaldo ha ricevuto il
Pallone d’Oro. Prima di
lui, solo quattro giocatori
lo avevano già vinto in
così tenera età. Il più giovane in assoluto fu Ronaldo, il ‘fenomeno’
brasiliano, a cui il pre-
Sport...
mio fu consegnato per la
prima volta nel 1997, a
soli 21 anni e 3 mesi. Poi
Michael Owen nel 2001,
a 21 anni e 11 mesi; George Best nel 1968, a 22
anni e 6 mesi; e Oleg Blokhin nel 1975, a 23 anni e
un mese. Cristiano Ronaldo la stella del Manchester United a soli 23
anni…
Dicembre
2008
CRONACA
A NIMALE
Animali nel Presepe
Animali Parlanti
Si dice che allo scoccare
della mezzanotte tra il 24 e
il 25 dicembre, gli animali,
soprattutto gli animali
nelle fattorie, acquistino il
meraviglioso ed inusuale
dono della parola. Buoi,
mucche, cavalli, maiali e
polli iniziano a parlare tra
di loro e si scambiano
strani segreti sugli umani,
in particolar modo sui loro
padroni.
Ma non tentate di ascoltarli di nascosto!
Il bue e l’asinello
Si racconta che il bue non mangiò la paglia fresca della sua mangiatoia
affinché la Madonna la potesse utilizzare per rendere un po’ più morbida la culla per il suo Bambino. Il buon bue, inoltre, contribuì a riscaldare il Bambino nel suo giaciglio, soffiando sopra con il suo alito
tiepido. Si dice da allora che il bue ha l’alito più dolce di tutti gli animali. Nella rappresentazione del Presepe napoletano il bue rappresenta
il sole mentre l’asino rappresenta la luna: due opposti come il giorno e
la notte. La tradizione più anLa pecora docile
tica vuole che di questi due animali basti mettere solo la testa. La pecora offrì per quella speciale occasione ciò che aveva di più prezioso, la
sua calda lana, con la quale la Madonna
confezionò una coperta per la culla del
Bambino, per riscaldarlo e proteggerlo
dal freddo.
Il pettirosso
I pastori non
erano i soli ad
essere felici di contemplare il Bambino Gesù
nella grotta di Betlemme, infatti un pettirosso, che si riparava dal freddo sotto il
tetto della grotta, si unì al canto degli angeli
e quello fu il primo canto d’uccello che udì
Gesù Bambino e per ringraziarlo gli rese la
voce ancora più dolce e melodiosa, sopratutto
durante l’inverno, nel tempo della notte di
Natale.
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IL PERCORSO
Dicembre
2008
Scalando
Piaggine c’è aria d’inverno: i camini fumano
verso il cielo e la gente
cammina ricurva e ingobbita quasi a trattenere il
tenue calore raccolto intorno al camino di casa.
Il fiume Calore, tumultuoso, annuncia che la
montagna ha ripreso a
rifornirlo di acqua che
precipita a valle scavando e creando numerosi torrentelli.
All’ingresso del vasto
pianoro della Fontana del
Caciocavallo, c’è una
brutta sorpresa: il docile
prato è solcato e scavato
da profonde tracce di
mezzi pesanti giunti sul
posto per caricare i
resti inermi dell’ennesima mattanza di faggi
perpetrata in nome della
supremazia
dell’uomo
sulla natura. Il sottobosco è scomparso, per
fortuna la neve mimetizza il disastro punteggiando il terreno di
bianco.
Eppure, il luogo è meta di
centinaia di escursionisti
e visitatori che vi giungono da ogni dove per
trascorrervi ore di sana
allegria. Ecco la sorgente tra i “Due Faggi”,
situata a ridosso del rifugio, che ha ripreso a
gorgheggiare.
Scegliamo il sentiero di
mezzo che ci porterà ad
incrociare il tratturo
che sale dal Piano degli
Zingari. Qui è già inverno! Sporadici uccelli
si trasferiscono da un
faggio all’altro in cerca
di un riparo che non troveranno. Dovranno scendere a valle, e forse di
più, per salvarsi dal
freddo. Il pianoro raggiunto, ci annuncia che
siamo in vista dell’ultima
salita che porta al rifugio della “Chianodde”. Lo
spettacolo è favoloso. La
neve ha fatto il suo lavoro. Tutto è coperto di
bianco. Delicati fili
d’erba fanno capolino in
Dicembre
2008
IL PERCORSO
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il Carvati
alcuni punti rialzati.
Il fiumiciattolo è
semi gelato e tutt’intorno impronte
di lupi e lupacchiotti su un manto
immacolato. Il Cervati è “soffocato”
da nubi di nevischio
che predispongono
il terreno a ben più
imponenti tempeste
di neve. Nelle prossime
settimane, arriveranno
escursionisti con ciaspole
e sci provenienti da posti
vicini e lontani. Troveranno molte conferme, e
qualche novità: La montagna sempre più bella, la
strada cominciata e non
finita; il rifugio rigorosamente chiuso e un anno
passato.
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ESPLORANDO TRA ...
Dicembre
2008
Il cervo
Sono il cervo, un mammifero ruminante ed erbivoro. Abito in America, in
Europa, in Asia. Mangio
erbe e frutti del bosco. I
miei cerbiatti vengono allattati dalla mia compagna
cerva. Ho sensi molto sviluppati e riesco a percepire la presenza di un
nemico anche se è a centinaia di metri. So correre
velocemente e faccio alti e
lunghi salti. Sono anche un
abile nuotatore. Tutto ciò
mi aiuta a difendermi dall’uomo e dai carnivori. Esco
a procurarmi il cibo di
notte e di giorno riposo.
Viviamo in piccoli branchi
divisi secondo i due sessi.
Noi maschi conquistiamo la
femmina lottando.
La femmina dopo
230/240 giorni di
gestazione partorisce un solo cerbiatto. Allatta i
maschi per più
tempo rispetto
alle femmine perché essi devono
crescere
più
forti. I cerbiatti fino a
due mesi hanno il pelo rossastro fittamente punteggiato. Io sono agile e forte
perché devo sostenere le
mie pesanti e lunghe corna
dette palchi. Esse pesano
più di nove kg l’una e possono essere lunghe più di
un metro. Le cambio ogni
anno, nel mese di febbraio,
e subito ricrescono le
nuove. Ogni anno che
passa, inoltre, le corna
crescono
sempre
più
grandi e con un numero di
punte in più: è così possibile risalire, anche se approssimativamente, all’età
semplicemente osservandole. Posso pesare fino a
300 kg.
Curios
I cervi hanno un ruolo significativo nella mitologia di diverse culture.
Gia nelle pitture rupestri di epoca paleolitica, si possono osservare figure di sciamani che indossano i palchi come simbolo dello spirito del
cervo. Un esempio si trova nella grotta di Trois-Frères nel sud della Francia.
ità
Si narra che Sant’Egidio Abate, santo cattolico particolarmente venerato nel sud della Francia, fosse vissuto per molti anni come eremita in
una foresta presso Nimes, con la sola
compagnia di una cerva che lo nutriva
con il proprio latte. Per questo motivo il santo è spesso rappresentato insieme a questo animale.
Dicembre
2008
...
ANIMALI E PIANTE
La simbologia del Natale
Il vischio, è la pianta natalizia per eccellenza.
Nei secoli scorsi era considerata una pianta divina e
miracolosa tanto che era
permesso raccoglierla solo
ai sacerdoti, utilizzando un
falcetto d’oro. Oggi è una
pianta di buon augurio, che
protegge perché incarna lo
spirito vitale.
Il ginepro
Nell’antichità il ginepro era
considerato magico, si pensava tenesse lontano i ser-
penti e curasse dal loro
morso. Nella tradizione cristiana, questa sua qualità fu
letta come purificazione dai
peccati.
L’agrifoglio e il pungitopo
Portatrici di fortuna, queste
piante si
caratterizzano per
le loro foglie dure e
le
loro
spine, simbolo di forza e
prevenzione contro tutti i
mali. Le bacche rosse sono
il simbolo del Natale. La
leggenda narra che le foglie
spinose
rievocano
le spine
della corona di
Cristo e le
bacche, il
rosso del
suo sangue.
Arancia
Una tradizione natalizia
è addobbare la tavola
con cesti colmi di arance
che portando con loro il
calore del sole, simboleggiano l’augurio di un
caloroso Natale.
La melagrana
Gesù viene spesso dipinto
con una melagrana in mano,
significato
simbolico di
rinascita e
resurrezione.
Il cero natalizio
Gesù è la luce del mondo, la
notte di Natale è la notte in
cui la luce arriva tra gli uomini: il cero natalizio simboleggia proprio l’avvento del
Bambino Gesù come luce
che nasce nel mondo.
La leggenda della stella di
Natale
La tradizione racconta che
questo fiore sia stato il regalo
di un bimbo a Gesù. Un 25
dicembre di tanto tempo fa,
un bambino povero entrò in
Chiesa per offrire un dono al
Signore nel giorno della sua
nascita. Il bimbo era talmente povero che poteva
portare solo un mazzo di erbacce, ma su quei rametti, gli
cadde una lacrima che per
miracolo trasformò quelle foglie in uno splendido fiore
rosso: la stella di Natale.
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LA STORIA
Dicembre
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Le disavventure
“Jingle bells jingle bells, jingle all the
way… forza ragazzi che è quasi ora di partire! Elfo Johnny hai spazzolato le renne?
Elfo Petar hai messo gli ultimi regali nel
sacco? E’ quasi mezzanotte ed io sono in
terribile ritardo!”
Fuori, una violenta tempesta di neve stava
spargendo candidi fiocchi dovunque e
Babbo Natale era preoccupato perché temeva di arrivare in ritardo. Decise di partire senza aspettare la mezzanotte.
Ad un certo punto, però, qualcosa andò
storto. Mentre sorvolava il Cilento la slitta
di babbo Natale cominciò a singhiozzare,
proprio come fanno le automobili quando
finisce la benzina.
“Cosa sta succedendo alla mia slitta? Sembra che abbia preso il raffreddore!”
Infatti le renne avevano una brutta influenza.
“Babbo – disse la renna Clarabella, stiamo
molto male e non credo che riusciremo a
terminare il viaggio. Ti prego facci riposare
un po’!” A malincuore Babbo Natale capì che
doveva davvero fermarsi e senza pensarci su
due volte parcheggiò la sua enorme e luminosa
slitta sulla soffice neve del monte Cervati.
Appollaiato dietro un cespuglio il cervo Michele
aveva assistito all’atterraggio della slitta e alle
cure immediate che Babbo Natale stava dando
alle renne ammalate.
“Che sfortuna, che sfortuna nera mi sa che qui
c’è lo zampino della befana che vuol farmi fare
brutta figura! Come posso continuare a lavorare questa notte senza le mie renne? Mica ho
la slitta a motore io? Sono rovinato non riuscirò
ad esaudire i desideri dei bambini, smetteranno
di credere in me, nessuno mi scriverà più lettere, la mia fabbrica di giocattoli andrà in rovina. E con lei anch’io e i miei elfi.”
Dicembre
2008
LA STORIA
di Babbo Natale
Babbo Natale era davvero scoraggiato ma
ecco uscre dal cespuglio il cervo Michele.
“E tu chi sei? Gli chiese Babbo Natale.
“Io sono Michele, il guardiano di questi boschi e il capo dei cervi della montagna del
Cervati. Vi ho visto arrivare, ho ascoltato
tutto quanto avete detto e, forse, ho una
soluzione. Il cervo Michele spiegò a Babbo
Natale il suo piano e…
“Siete pronti?”
“Sì” risposero i dieci cervi più belli e maestosi che babbo Natale avesse mai visto.
In un baleno la slitta di Babbo Natale
prese nuovamente il volo schizzando nel
cielo come un razzo.
Michele aveva fatto rifugiare le renne ammalate nell’infermeria dell’ospedale dei
cervi e aveva scelto i dieci esemplari più
giovani e forti per accompagnare Babbo
Natale nel suo viaggio. Una formula magica per farli volare e il Natale era salvo.
Tutti i bambini avrebbero ricevuto i loro
doni, Babbo Natale non sarebbe stato dimenticato e la sua fabbrica avrebbe continuato a fabbricare giocattoli per i
bimbi buoni di tutto il mondo.
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LE
FAVOLE ...
Dicembre
2008
L a l e gge n da de l le p a l l e de l N a t a l e
A Betlemme c’era un
artista di strada molto
povero che non aveva
nemmeno un dono
per il Bambino Gesù
così egli andò da Gesù
e fece ciò che sapeva
fare meglio, il gioco-
liere, e lo fece ridere.
Questa è la motivazione
per cui ogni anno sull’albero di Natale appendiamo le Palle
colorate - per ricordarci
delle risate di Gesù
Bambino.
Natale si festeggia in tutto il mondo: in ogni paese, tutti i popoli,
cristiani e non, nel mese di dicembre celebrano feste di pace, fratellanza,
gioia e prosperità, ciascuno secondo la propria cultura e le proprie tradizioni. E questo fin dai tempi più antichi. Infatti con l’arrivo del solstizio
d’inverno un lungo periodo di festeggiamenti onorava il “rinascere” del
sole. Gli antichi Egizi festeggiavano la nascita del dio Horus, i Greci quella
del dio Dioniso, gli Scandinavi quella del dio Frey. I Romani celebravano
Saturno, dio dell’agricoltura, con grandi feste in cui amici e parenti si
scambiavano doni. I Cristiani sostituirono i riti pagani con la festa della
nascita di Gesù, figlio di Dio, portatore di
pace e di salvezza per tutta l’umanità.
in inglese
A Natale, come in ogni
giorno dell’anno, non conta essere ricchi di beni materiali,
ciò che conta veramente è
la ricchezza e la nobiltà
he makes jesus
d’animo!
laugh indeed.
That the reason for,
any year we have on
the christmas three
the coloured balls to
remember us the
jesus happyness.
The coloured
balls’ histor y
Much time ago, at
Betlemme there was
a street artist, this
one didn’t have
nether a gift for
jesus so he gone to
him and did what
were able to do.
The man jungle and
Morale della
favola?
Dicembre
I nonni ricicloni...
Il Natale di oggi non è
certo quello che vivevano i bambini ai miei
tempi, nei lontani anni
‘40. Non c’erano alberi
da addobbare, né presepi da costruire. Non
c’erano cene, feste, giocattoli e vestiti. C’era
solo tanta povertà causata dalla guerra. Però
io sono stata fortunata.
Ho avuto una mamma
che ci ha fatto sempre
vivere il Natale in maniera particolare.
Prima di tutto bisognava
rispettare il rituale religioso che prevedeva ore
di messa e preghiere.
Poi si passava alla fase
più divertente.
Prima di tutto la cena,
sempre a base di fusilli
fatti in casa conditi con
sugo di pomodoro fresco. Niente secondo,
niente contorno si passava direttamente al
dolce: le pastuccelle al
forno fatte con pasta di
mandorle e ricoperte di
candida glassa zuccherosa.
Dopo cena arrivava il
AMBIENTE
2008
Il Natale di Nonna Rosa
momento preferito da
me e i miei due fratelli
che, manco a farlo a
posta, si chiamavano
Maria e Giuseppe: il
presepe vivente.
Sotto il grande tavolo
della cucina allestivamo
una capanna fatta di coperte, stracci, legna
secca e canapa. Maria
faceva Maria, Giuseppe
faceva Giuseppe ed io,
pur non chiamandomi
Gesù ma solo perché ero
la più piccola, ero co-
stretta a mettermi in
una finta culla allo scoccare della mezzanotte.
Dopo che “ero nata”
cantavamo a squarciagola fino a che il sonno
non ci catturava e sfiniva le nostre forze.
Telo Proteggi-ghiaccio
Sono ‘’ottimi’’, secondo i responsabili, i risultati della
prima sperimentazione in Italia di protezione attiva di
un ghiacciaio, condotta su una porzione del ghiacciaio
Dosde’ Orientale nelle Alpi Lombarde. La copertura
geotessile, stesa lo scorso 14 maggio, ha permesso di salvare uno strato di quasi due
metri di neve e ghiaccio, per
un totale di 115.000 litri d’acqua. Il geotessile, disposto su
una superficie di 150 metri
quadrati, costituendo una barriera riflettente per i raggi Uv,
ha limitato la fusione dei ghiacci durante l’estate e ha
così preservato lo spessore complessivo del ghiacciaio di
190 cm, di cui 75 cm di neve densa al di sopra di 115
cm di ghiaccio.
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PAESI , MISTERI E ...
Dicembre
2008
Piaggine terr
Le origini
Il nostro viaggio fra i
paesi del Parco del Cilento
ha raggiunto un’altra
tappa: Piaggine.
Nel silenzio della valle, custodita dall’imponenza del
monte Cervati, nel lontano
1100d.C., un gruppo di monaci benedettini s’innamorò della bellezza che la
natura aveva regalato a
quei luoghi.
Fu così che sorse la piccola chiesa di San Simeone, costruita sulla riva del grande fiume Calore che
scorreva poco lontano.
In quel tempo trovare una chiesa nel bel mezzo delle montagne o dei sentieri
più aspri era davvero una fortuna, significava ristoro, cibo caldo e sorrisi per
chi, costretto dalla povertà, doveva percorrere lunghi tragitti a piedi.
E non ci volle molto affinché quella chiesa e quei monaci diventassero il cuore
pulsante di un villaggio che cresceva ogni giorno di più.
È così che è nato Piaggine.
Il nome Piaggine, come molti termini della nostra lingua e del nostro dialetto, deriva dal latino
plaga, cioè spiaggia. Ma come? Un paese il cui nome
significa spiaggia nel bel mezzo delle montagne? Come
sarà venuto in mente ai monaci benedettini?
Nessun abbaglio, la spiaggia non è quella del mare, ma
quella che, in alcuni punti, il fiume Calore lascia dietro
di sé offrendo agli occhi un paesaggio davvero suggestivo.
Piaggine non è soltanto natura, è soprattutto storia.
Non di castelli, né di feudi, non di leggende né di cavalieri. Ma di briganti.
Dicembre
2008
...
PERSONAGGI
a di briganti
La vicenda
Nelle prime ore del 22 settembre, Giuseppe sbarca con 32 uomini da un paranzello (barcone) ad Agropoli. Consegna
armi e divise dell’esercito borbonico e si
arrampica sulle montagne tra Giungano,
Capaccio, Trentinara. Percorre, sempre
nascosto tra i boschi di ontani e faggi, le
montagne di Monteforte e Magliano. Scende giù al fiume Calore e ne
inizia la risalita aggirando dirupi e gole, risale le coste di Sant’Elena
nel comune di Laurino ed arriva il 24 settembre a Piaggine sul Monte
Cervati. È il monte che conosce di più, dove si rifugerà nei momenti
di difficoltà. Divenuto capobrigante, vuole il ritorno
La rievocazione storica
sul trono del legittimo re borbone Francesco II e
Ogni anno, dal 22 al 24 settem- della regina Maria Sofia. Dopo due anni di scontri,
bre il tempo si ferma a Piaggine, esaurita la speranza di rivolta generale del Sud, rianzi si torna indietro nel tempo. torna a Roma dove viene arrestato perché riconoPer tre giorni si vive l’anno
sciuto e denunciato da un pastore di Valle
1861. Di Piaggine, infatti, è uno Dell’Angelo, arruolato come militare in quella città.
dei personaggi cilentani più im- Condannato ai lavori forzati a vita nel penitenziario
portanti, citato in tutti i libri di dell’isola di Favignana, in Sicilia, dopo 20 anni di pristoria: Giuseppe Maria Tardio. gionia, muore.
Natale in Australia
Inviato
speciale
L’estivo natale australiano è un misto di usanze con
parate di surf, grandi piatti di pesce, barbecue sulla
spiaggia e tanto sole che si “scontrano” con la tradizione europea, fatta di
piatti caldi, Babbo Natale e campanelli. Numerosi eventi si celebrano in tutto
il paese: dai canti natalizi alla famosa regata Sydney-to-Hobart, che attira
molti partecipanti da tutto il mondo. In ogni caso, dimenticate fiocchi di neve,
camini accesi e lucine, perché il Natale da queste parti è rigorosamente sotto
il sole. Giovani e meno giovani prendono tutti i loro cestini da picnic e si godono l’atmosfera di festa in qualche parco, magari attendendo il concerto di
qualche star.
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MITI E LEGGENDE
Dicembre
2008
La legg
Curiosità
Oscar Wilde racconta
Quando Narciso morì, accorsero le ninfe del bosco
che videro il lago trasformato da una pozza d’acqua
dolce in una brocca di lacrime salate.
“Perchè piangi?” domandarono le Oreidi.
“Piango per Narciso,” disse
il lago.
“Non ci stupisce che tu
pianga per Narciso,” soggiunsero. “Infatti mentre
noi tutte lo abbiamo sempre
rincorso per il bosco, tu eri
l’unico ad avere la possibilità di contemplare da vicino la sua bellezza.”
“Ma Narciso era bello?” domandò il lago.
“Chi altri meglio di te potrebbe saperlo?” risposero,
sorprese, le Oreadi. “In fin
dei conti, era sulle tue
sponde che Narciso si sporgeva tutti i giorni.”
Il lago rimase per un po’ in
silenzio, infine disse :
“Io piango per Narciso, ma
non mi ero mai accorto che
fosse bello. Piango per Narciso perché, tutte le volte
che lui si sdraiava sulle mie
sponde, io potevo vedere riflessa nel fondo dei suoi
occhi la mia bellezza.”
Il Narciso è simbolo dell’autostima, della vanità e dell’incapacità ad amare.
Era un bellissimo giovane, di cui tutti s’innamoravano alla follia.
Ninfe, dee, umani,
tutti erano catturati
e stregati dalla sua
bellezza.
Tuttavia Narciso preferiva passare le sue
giornate cacciando,
incurante delle sue
spasimanti che rifiutava, derideva e ignorava, provocando in
loro rabbia, tristezza
e desiderio di vendetta.
Tutte le giovani disprezzate da Narciso
invocavano, per lui, la
punizione degli dei.
Un giorno la dea Nemesi, decise di ascoltare la richiesta di
una fanciulla scacciata
dal ragazzo
in
malo
modo.
Dopo un intero giorno
trascorso a
p e n s a r e
come punire
l’insolenza
del bel giovane, Nemesi decise di condannarlo
all’amore
eterno.
Le bastò pronunciare
una frase e il giovane
s’innamorò perdutamente e per sempre
non di una ragazza ma
della sua immagine riflessa nell’acqua…ed
infatti…
Quel giorno Narciso
era particolarmente
felice, si sarebbe dedicato per tutto il dì
alla sua passione più
grande: la caccia.
Mentre si aggirava
per il bosco alla ricerca delle sue prede,
fu colto da sete improvvisa.
Allora decise di recarsi al fiume per
bere e…
“Chi sei tu,
dolce fanciullo che mi
guardi con
gli
occhi
dell’amore?”
Da
quegli
occhi, Nar-
Dicembre
2008
MITI E LEGGENDE
enda di Narciso
ciso non ebbe risposta.
Disperato perché non
avrebbe potuto soddisfare la passione che
nutriva, si struggeva
in inutili lamenti finchè non si lasciò morire. Quando le Naiadi
e le Driadi cercarono
il suo corpo per poterlo collocare sul
rogo funebre, trovarono vicino allo specchio d’acqua il fiore
omonimo.
Il Narciso
Il nome narciso deriva dal greco narkissos da narkè che significa
“ottundimento” perchè nell’antichità si credeva che questa pianta
avesse proprietà sonnifere, anzi narcotiche. E’ una pianta bulbosa,
con foglie lunghe e strette e fiori profumati bianchi o gialli.
I narcisi sono tra i primi fiori che sbocciano alla fine dell’inverno rallegrando la campagna con i loro bei colori.
Ne esistono varie specie selvatiche, che abbondano nei prati e nei
boschi umidi di pianura e di montagna.
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GASTRONOMIA
Dicembre
2008
Il Panettone milanese
S w ee t
C hr i s t m a s
Purtroppo siamo giunti all’ultimo numero di quest’anno,
ma
non
vi
preoccupate le idee per
nuovi cocktail ce ne sono a
bizzeffe.
Per le feste di natale
prepariamo un cocktail
dolce e molto tonico.
Ingredienti per tre persone: una banana, 100 ml
di latte, ghiaccio tritato,
un limone, un cucchiaio di
zucchero, due noci, e
cacao amaro.
Preparazione: in un frullatore inserite la banana
tagliata a pezzetti, spremete il limone, aggiungete
il latte, lo zucchero e il
ghiaccio tritato (circa tre
cucchiai). Nel frattempo
tritate le noci. Appena
raggiunto un composto
omogeneo,
versate
il
tutto in un bicchiere abbastanza capiente, spolverate con il cacao amaro
e aggiungete le noci tritate.
Per decorazione potete
inserire una cannuccia oppure adagiare sul bordo
del bicchiere alcune fettine di banana.
Buon divertimento e buone
feste a voi e ai vostri genitori che hanno assaggiato i vostri cocktail.
È carico di leggende e racchiude nella sua storia la
suggestione della cerimonia del “ciocco”, celebrata
nella notte di Natale. Il
padre, riunita la famiglia
intorno al camino, dopo essersi fatto il segno della
croce, poneva sul fuoco un
tronco di quercia, versava
del vino in una coppa e spruzzava alcune gocce sul fuoco.
Dopo averne bevuto un
sorso, lo offriva a tutti, gettava una moneta nel fuoco e
ne regalava una ad ogni familiare. La madre preparava
tre pagnotte di pane, a
forma di cupola, dalle quali il
padre spezzava, con le mani,
altrettanti tozzi, che veni-
vano conservati fino al Natale successivo. Questi venivano mangiati, a briciole, in
occasione di malattie o di
gravi problemi familiari. Secondo alcuni, verso la fine
del 1600 un fornaio di nome
Toni ebbe l’idea di aggiungere alla pasta lievita, tutti
gli ingredienti dell’attuale
dolce: era nato il “pan del
Toni”.
Tramezzini di Panettone
la ricetta
Arriva Natale, la festa più importante dell’anno. Ci si vede tra
parenti e amici e si passano molti momenti a tavola. A volte
basta poco per stupire gli ospiti, è sufficiente proporre qualcosa
di buono ed originale come ad esempio i tramezzini di panettone. Ecco di cosa avete bisogno per prepararli: 1 kg di panettone, 500 g di mascarpone, 70 g di zucchero a velo, 50 g di
cioccolato fondente, una confezione di sigari al cioccolato, sciroppo per dolci analcolico (se tutti adulti, si può usare del
Rum). Ecco come procedere: tagliate il panettone ricavandone
delle fette rotonde (tagliate le fette nel senso della larghezza).
Lavorate in una ciotola il mascarpone con 2 cucchiai di zucchero a velo. Unite il cioccolato tagliato in piccole scaglie, mescolando bene, quindi aromatizzate con 1 bicchiere di sciroppo
per dolci. Spalmate la crema ottenuta su metà dei dischi di panettone e coprite con gli altri dischi, facendoli combaciare bene.
Tagliate i dischi a spicchi, ricavandone dei tramezzini. Tenete in
fresco fino al momento di servire e solo allora guarnite il piatto
con sigari di cioccolato. Buon appetito e Buon Natale a tutti.
Dibbì
Dicembre
Orizzontali
2. Né tuo né suo.
3. Figura n. 1.
5. Come poi.
7. Prima donna.
8. Figura n. 2.
11. Ha la cruna.
12. L’unità di misura è
il chilogrammo.
13. Ci tramonta il sole.
14. Lo è questo.
18. Figura n. 3.
20. Insieme di note.
23.
Elementare
o
media.
25. Il primo numero.
26. La prima metà dell’anno.
27. Il padre del padre.
28. Ha il cuore come
simbolo.
29. Tessuto estivo.
30. Li hanno sia il dito
che il topo.
31. Il doppio del 25
orizzontale.
32. Il 31 orizzontale
più uno.
33. Neppure una volta.
34. Le barche a motore
ne hanno una.
2008
6. Come dopo.
9. Figura n. 5.
10. All’opposto del 13
orizzontale.
11. Nel mare c’è
tanta.
15. Movimento del
mare.
16. Piace al cane.
17. Il primo giorno
della settimana.
19. Scrivono i libri.
20. La più piccola è di
un centesimo.
21. Donne che hanno
fatto miracoli.
22. Quello d’Italia è di
Mameli.
24. Si accende con
l’interruttore.
I GIOCHI
21
Cruciverba
Il Labirinto
Verticali
1. Figura n. 4.
4. L’uomo del 7 orizzontale.
Il gioco delle lingue
i nostri amici… Unite con delle simpatiche freccette le letterine ai
Il Natale è alle porte… ma come si numerini e testate la vostra abilità…
dirà “Buon Natale” in Inglese,
Francese, Spagnolo e Tedesco?
A Inglese
1 Frohe Weihnachten
Scopriamolo insieme con Il gioco B Francese 2 Merry Christmas
3 Feliz Navidad
delle lingue, così da trovarci pronti C Tedesco
D
Spagnolo
4 Joyeux Noёl
a fare l’augurio più caloroso a tutti
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TEST
Dicembre
2008
Fai il test e scopri che rapporto hai con il Natale
Natale: lo ami o lo sopporti
1) Qual è la tua definizione del Natale?
a) la festa per eccellenza,
da trascorrere rigorosamente in famiglia
b) neve e montagna
c) una festività stravolta
dai mass media e dal consumismo
2) Cosa ti piace in particolare del Natale?
a) la suggestione dell’albero e del presepe
b) le strade piene di addobbi natalizi
c) i dolci e i giochi di
carte
3) E cosa proprio non
sopporti?
MAGGIORANZA DI A:
Il Natale è per te tra i
momenti più attesi dell’anno.
E’ una meravigliosa festa
ricca di fascino e amore.
Adori l’atmosfera festosa
ed accitante che si respira in strada durante le
feste. Ti fai travolgere
dalla gioia della festa e
così facendo coinvolgi
anche tutti quelli che ti
stanno intorno.
Sei una persona che ama
festeggiare!
BUON NATALE!!!
a) odio i regali e la corsa
sfrenata all’acquisto
b) essere costretto ad incontrare i parenti
c) le musiche, il buonismo
e tutto il resto
4) Quando aiuti i tuoi
genitori ad addobbare la
casa…
a) metteresti sia l’albero
sia il presepe
b) basta uno dei due
c) nessuno dei due: non
c’è abbastanza spazio in
casa
5) A cosa ti fa pensare
la parola “inverno”?
a) al Natale
b) alla montagna
c) a un gran freddo
6) Il Natale è…
a) un bel momento per
stare insieme
b) l’occasione per ricevere un sacco di regali
c) un evento che capita
tutti gli anni il 25 dicembre
7) Il regalo più bello…
a) gli auguri da parte di un
amico che non sentivi da
anni
b) qualcosa di super-tecnologico
c) il letto dopo una giornata con tutti quei parenti
i profili
MAGGIORANZA DI B:
Il Natale? Bello si, ma speriamo che passi presto…..
Non si può dire che lo aspetti
con ansia, ma certo non ti dispiace neanche poterti divertire un po’…
BUON NATALE!!!
MAGGIORANZA DI C:
A te il Natale e tutte le festività di fine anno
proprio non vanno giù, non sono il tuo sogno.
Le vivi come un peso, qualcosa da cui non puoi
scappare. Peccato! Forse, però, il tuo è solo
un pregiudizio, o forse hai paura di poterti
divertire troppo….
BUON NATALE!!!
Dicembre
2008
C INEMA
Lego: Natale 2008 a cinque stelle
La storia LEGO ha inizio nel 1932 in Danimarca, quando Ole Kirk Christansen fonda
una piccola fabbrica di giocattoli in legno e
che chiama LEGO. Nel 1958 grazie ad un materiale plastico sicuro e resistente nascono i
mitici mattoncini, perfettamente compatibili
con quelli in produzione oggi.
LEGO scatena la creatività e il divertimento
di milioni di bambini grazie alle sue incredibili
possibilità di gioco: con soli sei mattoncini è
possibile ottenere ben oltre 900 milioni di
combinazioni diverse.
Ogni abitante sulla terra possiede in
Classici ed innovativi, i prodotti
media 62 mattoncini LEGO.LEGO è la più
LEGO includono numerosi set e grande azienda produttrice di pneumatici al
serie a tema con cui è possibile mondo: per i suoi giochi ne fabbrica 306 mirealizzare intere città, veicoli, lioni ogni anno!
mezzi di trasporto e set ispi- Con 6 mattoncini 2x4 si possono otterati al mondo della fantasia.
nere 915 milioni di possibili combinazioni.
Tutti i mattoncini e gli elementi I personaggi LEGO che popolano la Terra
LEGO sono prodotti con sono più di 4 miliardi.
estrema precisione e vengono Mettendo uno sull’altro 40 miliardi di matsottoposti a severi controlli di
toncini, raggiungeremmo la luna.
qualità. Di ogni forma e colore,
si incastrano sempre perfettamente e sono indistruttibili.
L’esperienza del gioco LEGO è un’emozione da vivere e impossibile da dimenticare.
Tra le numerose linee lanciate da LEGO negli anni, il focus del Natale 2008 sarà
mirato sui prodotti
CITY, DUPLO, BIONICLE, AGENTS e
CASTLE. Accanto ad
essi nel 2008 sono
Il gioco delle lingue:
stati lanciati gli esclusivi
A2;B4;C1;D3.
prodotti celebrativi per
festeggiare con i fans il
IL CRUCIVERBA
50° anniversario del mattoncino.
Le soluzioni
dei giochi
Vu o i s c r i v e r c i ?
[email protected]
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