Streptococcus agalactiae - APA MI-LO

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Streptococcus agalactiae - APA MI-LO
Streptococcus agalactiae
Prevenzione e Controllo
a cura del SATA
Premessa:
Le infezioni mammarie da Streptococcus agalactiae risultano essere ancora frequenti nei nostri
allevamenti. Per questo Regione Lombardia propone e promuove mirati Piani di controllo ed
eradicazione.
Il SATA fornisce supporto all’iniziativa attraverso il lavoro quotidiano di consulenza in azienda.
In queste pagine sono riassunte le note pratiche ed operative con le principali azioni da
intraprendere per una corretta ed igienica routine di mungitura e di lavaggio degli impianti e per un
rappresentativo campionamento del latte. Il lavoro proposto, supportato dall’attività dei Controlli
Funzionali unitamente alla ricerca batterica, svolta dal laboratorio ARAL, consente di prevenire
e contenere l’insorgere della malattia, fornendo così all’allevatore tutti gli strumenti per poter
gestire al meglio la situazione aziendale e perseguire l’obiettivo della eradicazione.
Cos’è la mastite:
La mastite è una malattia della mammella causata prevalentemente da batteri. Rappresenta per
l'allevatore una delle problematiche sanitarie più frequenti.
Cos’è lo Streptococcus agalactiae:
Lo Streptococcus agalactiae è un batterio che provoca mastiti contagiose. La principale fonte di
contagio è rappresentata dal latte della mammella della bovina infetta. Il contagio avviene
durante la mungitura per contatto con latte infetto. Streptococcus agalactiae induce per lo più
mastiti subcliniche, con elevata conta di cellule somatiche (parametro monitorato, ogni mese,
sulla singola vacca attraverso i prelievi individuali effettuati al Controllo Funzionale APA).
L’individuazione dell’agente infettivo può avvenire solamente attraverso la diagnostica di
laboratorio.
Le azioni preventive da intraprendere
(vedi dettagli operativi):
1. Chiedere all’APA di effettuare in occasione dei Controlli
Funzionali il prelievo di un campione di massa da
sottoporre a indagine batterica per conoscere la
situazione aziendale.
2. Applicare una corretta routine di mungitura.
3. Effettuare una corretta routine di lavaggio
dell'impianto di mungitura.
Dettagli operativi:
Applicare una corretta routine di mungitura:
o Utilizzare guanti monouso.
o Non bagnarsi le mani con il latte.
o Eliminare e controllare i primi getti del latte; nelle stalle con bovine alla posta,
raccogliere il latte dei primi getti evitando di bagnare la lettiera.
o Effettuare il predipping (pulizia dei capezzoli con appositi prodotti) e lasciare agire i
prodotti per almeno trenta secondi.
o Non pulire la mammella con acqua.
o Asciugare i capezzoli con carta monouso.
o Eseguire l'attacco del gruppo di mungitura
limitando le entrate d’aria, posizionare
correttamente il gruppo di mungitura.
o Non strappare il gruppo a fine mungitura, accertarsi
dell’interruzione del vuoto di mungitura nel
collettore e successivamente staccare il gruppo di
mungitura.
o Applicare il postdipping (disinfezione del capezzolo con prodotti specifici).
Effettuare una corretta routine di lavaggio dell'impianto di mungitura:
o Risciacquare con acqua a temperatura ambiente per allontanare il latte residuo
dall’impianto.
o Lavare con acqua calda ad almeno 60°C e detergente alcalino, alle concentrazioni
indicate sulla scheda tecnica del detergente; la durata del lavaggio deve essere di almeno
quindici minuti.
o Effettuare un risciacquo finale con acqua fredda.
o Effettuare almeno una volta alla settimana un lavaggio con detergente acido al fine di
prevenire la formazione della “pietra del latte”.
Il lavaggio è da eseguire sempre, immediatamente dopo ogni mungitura!
Le azioni da intraprendere in caso di infezione (vedi dettagli
operativi):
1. Chiedere supporto al SATA per attuare un Piano di controllo ed eradicazione.
2. Chiedere all’APA di verificare la buona funzionalità degli impianti di mungitura.
3. Prestare attenzione alle modalità di campionamento del latte.
Dettagli operativi:
Attuare un Piano di controllo ed eradicazione:
o Effettuare la verifica della situazione igienica e della funzionalità dell'impianto di
mungitura.
o Verificare la corretta routine di mungitura.
o Individuare le bovine infette tramite analisi batteriologica; il prelievo per singolo
quarto garantisce maggior sensibilità.
o Mungere separatamente le bovine; prima le sane, per ultime le infette.
o Applicare le corrette terapie, in lattazione e/o in asciutta, su indicazione e prescrizione
veterinaria.
o Effettuare la messa in asciutta drastica (interruzione definitiva della mungitura ed
applicazione del farmaco prescritto).
o Verificare periodicamente il latte delle bovine “sane”.
o Eseguire il controllo batteriologico delle bovine ad inizio lattazione, dopo il parto.
o Verificare le “infette” dopo terapia.
o Eliminare i soggetti cronici, per i quali i trattamenti non siano risultati efficaci.
Attenzione alle seguenti situazioni di rischio!
o Acquisto di nuovi soggetti (immediata verifica batteriologica del latte dei soggetti
acquistati; in attesa degli esiti, le bovine vanno munte dopo i soggetti testati sani).
o Pascolo con mungitura promiscua (da evitare, salvo il caso di presenza di soli soggetti
testati negativi).
Modalità di campionamento del latte per analisi batteriologiche:
L’esame batteriologico consente di identificare i microorganismi coinvolti in un allevamento con
problemi di mastite offrendo informazioni utili per stabilirne la soluzione.
E’ necessario che i prelievi siano effettuati con particolare attenzione dal punto di vista igienico
per evitare contaminazioni da microorganismi presenti sulla cute dell’animale e sulle mani del
prelevatore. L’operatore deve:
o Indossare guanti monouso.
o Pulire il capezzolo con disinfettante (alcool) con particolare attenzione alla punta del
capezzolo utilizzando carta monouso e/o fazzoletti inumiditi. Iniziare il prelievo dai quarti
più vicini all’operatore, passando poi a quelli più
distanti per evitare di inquinare, con le mani o con
i vestiti, la punta dei capezzoli già disinfettati.
o Dopo aver eliminato i primi schizzi di latte,
inclinare leggermente la provetta sterile ed
effettuare il riempimento per oltre la metà
curando di tenerla aperta il meno possibile e non
facendo toccare l’imboccatura al capezzolo o
ad altro.
o Le provette con il latte si devono contrassegnare
con un pennarello indelebile ed essere
conservate in frigorifero, se consegnate al
laboratorio nell’arco della giornata o congelate nel caso di consegna successiva.
Approfondimenti:
Le mastiti si classificano come:
o mastiti subcliniche: infezioni mammarie senza evidenti sintomi, riscontrabili con
l'innalzamento della conta delle cellule somatiche;
o mastiti cliniche: si manifestano con gonfiori mammari, febbre e con evidenti alterazioni
del latte.
o mastiti croniche: infezioni persistenti, con conta cellulare ripetutamente elevata.
La mastite causa una consistente perdita economica, dovuta a minor produzione di latte,
scarto del latte trattato, trattamenti farmacologici, spese veterinarie e riforma dei soggetti cronici.
All'origine delle mastiti vi sono infezioni batteriche, i cui agenti possono essere così raggruppati:
o batteri contagiosi: si diffondono per contagio da mammella a mammella tramite la
mungitura e sono: Staphylococcus aureus e Streptococcus agalactiae, Mycoplasma spp,
Corynebacterium bovis;
o batteri ambientali: sono presenti nell'ambiente di stabulazione delle bovine e penetrano
in mammella attraverso il contatto di questa con le superfici imbrattate dalle deiezioni.
Sono in particolare Streptococchi ambientali e Coliformi;
o patogeni opportunisti: vivono sull'epidermide delle bovine e possono causare infezioni
mammarie in condizioni a loro favorevoli, come l'abbassamento delle difese immunitarie
del soggetto ed errori di gestione della mungitura (Stafilococchi coagulasi negativi);
o altri microrganismi emergenti: tra questi Pseudomonas aeruginosa, lieviti e alghe
(Prototheca).
IL SATA , I CONTROLLI FUNZIONALI e L’INDAGINE BATTERICA forniscono all’Allevatore
tutti gli strumenti per gestire al meglio la situazione aziendale!!!
Per informazioni: Associazione Regionale Allevatori della Lombardia
Via Kennedy, 30 - 26013 Crema CR
Tel.0373.897011 Fax 0373.81582 www.aral.lom.it [email protected]
Rivolgetevi alla Vostra APA, per la consulenza SATA e l’adesione ai Controlli Funzionali.
I recapiti delle Associazioni Provinciali Allevatori della Lombardia:
APA Bergamo: Tel 035.675088
APA Cremona: Tel. 0372.419311
APA Pavia: Tel. 0382.423555
APA Brescia: Tel. 030.2273011
APA Mantova: Tel. 0376.2471
APA Sondrio: Tel. 0342.513900
APA Como Lecco:Tel. 031.610982
APA Milano-Lo-Mb: Tel. 02.5829811
APA Varese: Tel. 0332.893636
Scheda a cura di:
- Dott.ssa Carla Cattaneo, Veterinario SATA
- Dott.ssa Luciana Colombo, Laboratorio ARAL
- Dott. Marino Pini, Specialista SATA settore Veterinaria
- Dott. Massimo Timini, Specialista SATA settore Sistemi Qualità / Aree Montane
- Dott. Lucio Zanini, Specialista SATA settore Qualità Latte