devolution, un passaggio storico per la tutela del territorio

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devolution, un passaggio storico per la tutela del territorio
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LA LUNGA
MARCIA DELLA
DEVOLUTION
di Pericles
il puzzle federalista
ANNO 2 N. 2 PERIODICO DI INFORMAZIONE POLITICA
Quando il Consiglio dei ministri ha
approvato la versione finale del Ddl
costituzionale
sulla
devolution,
Umberto Bossi non immaginava di
certo che la sua “pazienza” sarebbe
stata messa nuovamente alla prova.
Prima di lasciare la palla al
Parlamento, invece, il Governo ha dato
un’ulteriore limatura al testo del leader
della Lega, portando così a termine la
rigorosa “cura dimagrante” che ha
caratterizzato, da prima dell’estate, il
controverso cammino del provvedimento. Lungo la strada, il progetto di
Bossi ha perso diversi tasselli, è stato
più volte “ricalibrato”, asciugato e ritoccato. Ridotto alla fine a un solo articolo,
il Ddl ha però lasciato inalterata la
sostanza del patto elettorale tra la Lega
e gli alleati della Cdl, ovvero la
“devoluzione” alle Regioni della competenza esclusiva in materia di scuola,
sanità e polizia locale.
Considerato l’unico strumento per
bilanciare le cessioni di sovranità verso
l’alto conseguenti al processo di integrazione europea, il trasferimento di
responsabilità, poteri e risorse dal centro alla periferia risponde alla duplice
esigenza di riavvicinare i cittadini alle
istituzioni, all’elaborazione dei processi
decisionali, e salvaguardare e promuovere la peculiarità e la qualità delle differenti produzioni locali. Mentre i processi di globalizzazione sembrano
allontanare sempre più i cittadini dalla
politica e passare sopra gli stessi parlamenti nazionali, che ne dovrebbero rappresentare e tutelare gli interessi, il rischio di omologazione minaccia la
tradizione e la tipicità dei prodotti
regionali, vera forza dell’Europa. In
quest’ottica, il processo di devoluzione
può rappresentare una efficace antidoto agli aspetti più negativi della globalizzazione dei mercati e a un’evoluzione
europea a volte dettata da una visione
miope e burocratica delle singole realtà
locali.
A condizionare il lungo e controverso
cammino del provvedimento, che introduce la devolution nell’articolo 117 della
Costituzione, sono stati soprattutto tre
fattori: il referendum di ottobre che ha
confermato la riforma ulivista del
Titolo V della Costituzione, entrata
definitivamente in vigore lo scorso 8
novembre; le “preoccupazioni del
Quirinale; le pressioni delle Regioni.
Infine, considerazioni giunte dal
Quirinale hanno suggerito gli ultimissimi ritocchi: sono eliminate le prime due
WWW.PERICLES.IT
TAVOLA ROTONDA
Camera di Commercio di Asti
Piazza Medici 8
14100 Asti
h: 15.00
On. Enrico La Loggia
On. Enzo Ghigo
Ministro
per gli Affari Regionali
Presidente della
Conferenza dei Presidenti
delle Regioni e delle
Province Autonome
Il Ministero collabora con le
Istituzioni e gli Enti Locale per
dotare le imprese degli strumenti
adatti per accedere alle risorse e
poterle sfruttare in modo vincente,
per essere competitivi in Europa e
nel mondo.
Per le Regioni si profila
un nuovo ruolo
geopolico, ma il vero
banco di prova è
il federalismo fiscale
DEVOLUTION
FEDERALISMO
INTEGRAZIONE EUROPEA
MERCATI GLOBALI
ITALIAN STYLE
un passaggio storico
IL NUOVO RUOLO
DEGLI ENTI LOCALI
PER LA PROMOZIONE
DEL TERRITORIO
On. Giorgio Galvagno
per la tutela del territorio
On. Maria Teresa
Armosino
Deputato, membro della
Commissione Cultura
della Camera
Sottosegretario di Stato
all’Economia e alle Finanze
Bruce Johnstom
Corrispondente
per l’Italia del
Daily Telegraph
Aldo Pia
Luigi Florio
Roberto Marmo
Presidente Camera di
Commercio di Asti
Sindaco del
Comune di Asti
Presidente della
Provincia di Asti
IL CASO PIEMONTE,
IL MODELLO ASTIGIANO
moderatore:
LUCA OSTELLINO
IlSole24Ore
ALL’INTERNO
CONTINUA A PAG 2
“IL GROVIGLIO
FEDERALE”
di Pericles
IL PROGRAMMA
DEL CONVEGNO
CRT
GHIGO E
UNA BANCA
IL FEDERALISMO
AL CENTRO DEL TERRITORIO FISCALE
di Edoardo Massaglia
Direttore Generale CRT
LA PAROLA
AGLI ENTI LOCALI
IL P.O.R.E.
STRUMENTI PER
LA COMPETIZIONE
DELLE IMPRESE
CLARISSA BURT
MARKETING
E SOLIDARIETA’
BRUCE JOHNSTON
I PRODOTTI ASTIGIANI
NELL’IMMAGINARIO
COLLETTIVO
ANGLOSASSONE
PAG 2
PAG 2 - 3
PAG 3
PAG 3
PAG 3
PAG 4
PAG 4
PAG 3
il programma
della
giornata
DEVOLUTION,
UN PASSAGGIO
STORICO
PER LA TUTELA
DEL TERRITORIO.
LUCA
OSTELLINO,
inviato
parlamentare
de "il Sole 24 Ore"
Devolution, un
passaggio storico
per la tutela del
territorio
UGO
CAVALLERA,
Assessore
all'Agricoltura
della Regione
Piemonte
Lo stato
dell'arte
in Regione
Piemonte
ALDO
PIA,
Presidente
della Camera
di Commercio
di Asti
Asti: il quadro
Macroeconomico
BRUCE
JOHNSTON,
corrispondente
per l'Italia del
Daily Telegraph
i prodotti tipici
italiani
nell'immaginario
collettivo
degli stranieri
EDOARDO
MASSAGLIA,
Direttore
Generale della
Banca Cassa
di Risparmio di
Torino
Al Centro del
Territorio
h. 15.00
RENATA
MANNO,
Presidente di
Pericles.it
Pericles.it e
Vinolandia insieme
per lo sviluppo del
territorio.
CLARISSA BURT,
La solidarietà come
veicolo promozionale
MARIANGELA
COTTO,
Assessore
per i Piemontesi
nel Mondo
Il contributo dei
piemontesi nel mondo
allo sviluppo
e alla promozione
del territorio
VINO PER NEW YORK
con il patrocinio di
Ministero
per gli Italiani nel mondo
Nonostante gli evidenti passi avanti, il
cammino federalista resta in balia di
spinte contrapposte. Numerose incognite
pesano su questa complessa transizione.
Orientarsi nel “ginepraio” formato dalla riforma del Titolo V della Costituzione, l’elaborazione delle norme per la sua attuazione, la
sovrapposizione della devolution di Umberto
Bossi, e tutte le questioni legate alla
costruzione dell’instabile edificio federalista,
non è affatto semplice. Come non appare facile,
in questo momento, condividere l’ottimismo
del ministro per gli Affari regionali Enrico La
Loggia, impegnato a “governare” l’intero
processo e delinearne il percorso, tentando allo
stesso tempo di disinnescare sul nascere i
potenziali conflitti istituzionali.
La Cabina di regia e l’<insofferenza>
delle Regioni.
Attivata da La Loggia presso la presidenza del
Consiglio su richiesta delle Regioni per coordinare le procedure di attuazione della riforma,
armonizzandovi la normativa ordinaria, la
Cabina doveva anche rappresentare il tavolo
politico in cui comporre gli eventuali conflitti
tra i vari livelli istituzionali. La sceneggiatura
del film girato dalla Cabina di regia va però
stretta ai governatori, che non sembrano più
disponibili a recitare il ruolo loro assegnato,
mentre ministri e Parlamento continuano a
legiferare su materie che la nuova Costituzione
attribuisce alla loro competenza. La richiesta,
avanzata dalle Regioni anche al capo dello Stato
affinché se ne faccia garante, è di fermare
l’”invadenza legislativa” del Governo e dare al
più presto attuazione alla riforma, in particolare
sul fronte dell’attribuzione delle risorse necessarie per l’esercizio delle nuove competenze.
Inoltre, all’interno della Cabina, dove le
Regioni, come Province, Comuni e Comunità
montane sono rappresentate dal presidente e
dal vicepresidente, i governatori si sentono sottodimensionati. E guardano ora, piuttosto, alla
Commissione bicamerale per le questioni
regionali, che in base all’articolo 11 della riforma del Titolo V della Costituzione, dovrà essere
integrata dai rappresentanti del sistema delle
autonomie. Secondo lo schema più probabile, in
questa sorta di “terza Camera”, che interviene
nel processo legislativo relativo alle competenze
concorrenti tra Stato e Regioni (articolo 117
terzo comma) e al federalismo fiscale (articolo
119 del nuovo Titolo V della Costituzione), le
Regioni saranno presenti con tutti e venti i presidenti e con alcuni rappresentanti dei Consigli
regionali.
La devolution di Umberto Bossi.
Approvato in forma “basic” dal Consiglio dei
ministri, con la sola aggiunta nell’articolo 117
della nuova Costituzione di un comma che permette alle Regioni di attivare, con propria legge,
la propria competenza esclusiva in materia di
scuola, sanità e polizia locale, il Ddl costituzionale sulla devolution è oggetto di aspre
polemiche. Tra gli stessi governatori convivono
posizioni diametralmente opposte e anche
Berlusconi ha ammesso che il progetto di devo-
segue dalla prima pagina
Il referendum e la riforma del
Titolo V.
Nel progetto messo a punto prima dell’estate - che comprendeva interventi
(presto accantonati) per rafforzare l’immunità parlamentare ed estenderla ai
consiglieri regionali, e la riforma dell’articolo 135 della Costituzione, per consentire alle Regioni di partecipare ai
meccanismi di nomina dei giudici della
Consulta - Bossi innestava la devolution
sull’impianto costituzionale del ‘48,
quindi sull’articolo 117 precedente la
riforma del Centro-sinistra. All’elenco di
materie attribuito alla potestà legislati-
Ministero
per gli Affari Regionali
Regione
Piemonte
Provincia
di Asti
IL GINEPRAIO
FEDERALE
I GOVERNATORI REGIONALI SONO
INSODDISFATTI E CRITICANO
“L’INVADENZA LEGISLATIVA”
DEL GOVERNO IN MATERIA DI COMPETENZE E
RUOLI DELLE AMMINISTRAZIONI DECENTRATE
SEMPRE PIÙ SOLIDA L’IPOTESI DI UNA
“CAMERA DELLE REGIONI”
PER AFFRONTARE I NODI PIÙ SPINOSI DEL
FEDERALISMO FISCALE
VIAGGIO NELLE REGOLE
DELL’ITALIA CHE CAMBIA
IL P.O.R.E.
PROGETTO OPPORTUNITA’ REGIONI IN EUROPA
Un progetto del Ministro La Loggia
per aiutare le imprese ad accedere alle risorse
necessarie per competere
Quello di Enrico La Loggia è un compito sicuramente non facile. Governre
il processo di costruzione dell’edificio federalista, delinearne il percorso e disinnescare
al tempo stesso i numerosi conflitti istituzionali che rischiano di esplodere in questa
fase di redistribuzione di poteri e risorse tra centro e periferia, toglierebbe il sonno a
chiunque. Il ministro per gli Affari regionali non ha mai nascosto le sue preoccupazioni. Ma resta ottimista, forte della sua capacità di ridimensionare le polemiche e
appianare i contrasti, che caratterizzano le estenuanti riunioni con i “bellicosi” rappresentanti delle Autonomie.
Alle prese con le norme di attuazione della riforma ulivista del Titolo V della
Costituzione chieste a gran voce dalle Regioni, la “controversa” introduzione della
devolution di Umberto Bossi e la messa a punto degli ulteriori “aggiustamenti” costituzionali, La Loggia sta, per ora, riuscendo a tenere insieme questo instabile puzzle. “É
un vero punching ball nelle mani dei presidenti delle Regioni - ha sostenuto un
“ammirato” Bossi - capace di resistere per ore sotto il martellamento della nuova
classe dirigente del Paese, che ormai viene dalla periferia”. Intanto, nella prospettiva della riduzione dei fondi strutturali Ue per le Regioni conseguente all’allargamento a Est, La Loggia ha presentato una nuova iniziativa del suo ministero. Il Pore.
É un piccolo organismo interno al ministero, “Progetto opportunità delle Regioni in
Europa”, spiega La Loggia, che avrà un suo sito internet con il compito di offrire una
consulenza sulle opportunità offerte dalla Ue di accedere a quote di risorse legate a
canali finanziari tematici e iniziative innovative. Non si tratta di risorse distribuite alle
Regioni attraverso i fondi strutturali, che andranno diminuendo con l’allargamento
dell’Unione, bensì risorse assegnate attraverso meccanismi competitivi. Il Pore permetterà di conoscere le modalità con cui attingere a queste risorse, anche sulla base
dell’esperienza di altre Regioni europee. In prospettiva sarà utile anche per le medie e
piccole imprese.
va esclusiva delle Regioni, il ministro
aveva aggiunto la possibilità per ogni
Regione di attivare, con propria legge,
la propria competenza esclusiva su
scuola, sanità e sicurezza locale.
Dopo il referendum di ottobre e
qualche titubanza iniziale, Bossi ha
preso atto della nuova realtà e ha modificato il suo progetto innestandolo sulla
riforma targata Ulivo. Il testo, presentato in Cdm il 21 novembre, interveniva
su quattro articoli del nuovo Titolo V
(116, 117, 118 e 123). Chiave di volta è il
sesto comma dell’articolo 117 riscritto
da Bossi, in cui si prevede la possibilità
per le Regioni di attivare con propria
legge, nel rispetto dei diritti e doveri
sanciti dalla Costituzione, la propria
competenza legislativa esclusiva in
materia di assistenza e organizzazione
sanitaria; organizzazione scolastica,
gestione degli istituti scolastici e di formazione; definizione della parte dei
programmi scolastici e formativi di
interesse specifico della Regione; polizia
locale.
A differenza dell’articolo 117
“ulivista”, le competenze legislative
esclusive delle Regioni non sono però
più individuate in via residuale, ma
sono elencate in maniera esplicita. Gli
interventi sugli altri articoli derivano
dalla necessità di eliminare le parti che
contrastano con l’introduzione della
devolution e dare coerenza al testo. Nel
Ddl finale di Bossi questi interventi
Comune
di Asti
Camera di Commercio
di Asti
lution, innestato sulla <frettolosa riforma varata per scopi elettorali dall’Ulivo>, comporta
ulteriori problemi.
Il Ddl costituzionale di “restyling” di La
Loggia.
La scelta del Governo è stata di dare il via libera
al testo sulla devolution, mettendo separatamente a punto un disegno di legge costituzionale che dovrà intervenire sulla riforma
ulivista del Titolo V (da qui la definizione di
“riforma della riforma”), per correggere gli articoli in contraddizione con la devolution, risolvere i punti controversi, e fare in modo che il
testo finale abbia una sua coerenza complessiva, capace di disegnare il volto definitivo del
federalismo italiano. Confortato dalle
dichiarazioni di Berlusconi, con questo
provvedimento La Loggia punta a risolvere la
questione che sta creando le maggiori difficoltà
nell’attuazione della riforma del Titolo V: le
numerose materie che l’articolo 117 della
Costituzione assegna alla competenza concorrente di Stato e Regioni. In queste materie, lo
Stato dovrebbe fissare i principi generali e le
Regioni avere potestà legislativa su tutto il
resto, ma, come non si è mai stancato di
ripetere il ministro per gli Affari regionali, la
definizione dei rispettivi ambiti risulta spesso
controversa, rischia di produrre conflitti così
come duplicazioni di spesa, burocrazie... Con il
Ddl di restyling, che dovrebbe essere pronto a
gennaio, La Loggia intende così eliminare, o
almeno ridurre al minimo, le materie di competenza concorrente, aggiungendone ancora qualcuna a quelle di competenza legislativa esclusiva delle Regioni e restituendone tre o quattro in
via esclusiva allo Stato. Puntare, cioè, su un
modello di competenze rigide, invece che
seguire l’impostazione “negoziale” scelta dal
Centro-sinistra, che non può, però, fare a meno,
come ha ampiamente dimostrato l’evoluzione
del dibattito sul federalismo, di una Camera
delle Regioni e delle autonomie, quale organo di
raccordo parlamentare in un processo continuo
di redistribuzione di poteri e responsabilità tra
il centro e la periferia. Con l’abolizione del
regime di potestà legislativa concorrente, La
Loggia otterrebbe il risultato di facilitare il percorso attuativo della riforma, disinnescando i
conflitti istituzionali, e rendendo meno necessaria l’istituzione di una “Camera federale”, che
tutti chiedono, ma nessuno, senatori in testa,
vuole sul serio. L’evoluzione del quadro federalista dipenderà così, in larga misura, dall’esito
del dibattito nel Governo sull’impostazione da
dare a questo disegno di legge. Bossi ha in passato dichiarato che la competenza concorrente
può essere una <buona palestra> per le Regioni
in vista delle competenze esclusive, ma sembra
ora sulle stesse posizioni di La Loggia. Tutto
questo rimarrà però lettera morta sino a quando i governatori non otterranno ciò che più gli
preme: il varo delle procedure attuative del federalismo fiscale. Ovvero il definitivo riconoscimento di quella reale autonomia di entrata e di
spesa, con l’introduzione del principio della territorialità dell’imposta prevista dall’articolo 119
della Costituzione.
scompariranno, e resterà solo la devolution tout court. Le modifiche al resto
del Titolo V saranno affidate a un distinto Ddl governativo di “restyling” costituzionale.
Il fattore Quirinale.
Con la consueta discrezione, Carlo
Azeglio Ciampi non ha però mai mancato di seguire l’evoluzione complessiva
del processo federale e manifestare le
sue preoccupazioni per gli aspetti più
controversi. Proprio i timori del
Quirinale hanno suggerito al Governo
alcuni interventi sulla devolution.
In primo luogo, la riforma della
Corte costituzionale, che Bossi avrebbe
voluto inserire nel testo del 21 novem-
bre, è stata “stralciata” e sarà presentata in un distinto Ddl costituzionale,
chiesto, peraltro, da tutte le Regioni.
Quindi, “interpretando” il pensiero di
Ciampi, nel Cdm che ha dato via libera
al primo schema di Ddl sulla devolution
sono stati ripristinati al primo comma
dell’articolo 117 della Costituzione i vincoli alla potestà legislativa di Stato e
Regioni derivanti dall’ordinamento
comunitario e dagli obblighi internazionali. Vincoli che Bossi, con il primo
comma dei due che componevano l’ormai unico articolo del Ddl, intendeva
sopprimere. E su cui intende comunque
intervenire con un provvedimento ad
hoc.
LUIGI
FLORIO,
Sindaco di Asti e Vice
Presidente Ass. Città del
Vino
Il ruolo della devolution
nella promozione del
prodotto tipico ed in particolare del vino - il
posizionamento nella
comunicazione, il turismo
enogastronomico
Consorzio per la tutela
dell’Asti
TAVOLA ROTONDA:
IL PUZZLE FEDERALISTA
ROBERTO MARMO,
Presidente della Provincia
di Asti.
La pianificazione della
tutela e della promozione
del territorio
Coffee break
h. 17.15
Produttori Moscato
Unione degli Industriali
della Provincia di Asti
CRT
Sempre più vicini ai clienti e sempre più risposte concrete alle esigenze delle imprese del territorio. E'
questa la sostanza del grande progetto di riorganizzazione
che insieme al Gruppo Unicredito CRT ha appena completato. Dopo 175 anni di attività, CRT si appresta infatti
ad affrontare nel migliore dei modi il nuovo assetto disegnato dal progetto Unicredito che darà vita ad una realtà
bancaria di dimensioni europee. Il marchio CRT si potenzierà e aumenterà la sua presenza in Piemonte e Valle
d'Aosta arrivando a 500 agenzie.
Due sono le linee guida lungo cui Banca CRT si sta
muovendo. Da un lato, l'adozione di un nuovo modello di
specializzazione basato sulle diverse esigenze e attività
della clientela, con l'offerta di servizi sempre più mirati e
personalizzati. Dall'altro il sostegno alla crescita economica locale con innovativi strumenti finanziari, partnership a
favore delle PMI e iniziative di sviluppo sul territorio.
"A breve - dice Edoardo Massaglia, direttore generale di
Banca CRT- avvieremo un nuovo modello di servizio
Piccole Imprese volto a creare un canale con gestori specializzati e prodotti dedicati al segmento. In ogni agenzia
CRT sarà installato un punto Piccola Impresa, mentre territorialmente verranno creati dei team di specialisti esperti
di problematiche specifiche e particolari aree di intervento.Ci sarà per esempio un esperto agrario".
Il consulente offrirà concretezza nelle risposte, flessibilità
nel cercare soluzioni sempre nuove e nella capacità di
anticipare le esigenze dell'imprenditore, disponibilità a
lavorare a 360 gradi sui progetti della sua impresa.
Per chi invece un'azienda vuole crearla c'è Ventura
Finance SPA, nata nel 2001 per iniziativa di Banca CRT e
YUCO s.r.l. Young Universal Company - società costituita
dai Giovani Imprenditori dell'Unione Industriale di Torino.
Ventura Finance è una società dalle caratteristiche fortemente innovative volta ad accelerare lo sviluppo di nuove
imprese nel nord ovest. Svolge un ruolo di consulenza
d'impresa e di intermediazione qualificata tra le esigenze
dell'imprenditore e il mercato: servizi consulenziali a supporto delle decisioni di investimento, operazioni tipiche di
corporate finance, ricerca di finanziamenti tramite capitale
di rischio, per esempio per avvio di un progetto imprenditoriale o di riconversione industriale.
Oltre alla capillarità della rete ed ai rapporti storicamente
consolidati, il forte legame della banca con il sistema
imprenditoriale è testimoniato dallo sviluppo costante degli
impieghi. Basti sottolineare che oggi, i prestiti, quindi le
risorse dedicate allo sviluppo dell'economia, hanno raggiunto la soglia dell'80% della raccolta mentre due anni fa
lo stesso dato era del 65%.
Ma al di là dei numeri è il radicale cambiamento della struttura organizzativa che vuole essere una testimonianza
del forte legame con il sistema imprenditoriale. "Ci siamo
messi completamente in gioco- dice Edoardo Massagliaconvinti di poter mettere al servizio dei clienti un nuovo
modo di fare banca, più utile ed adatto a chi deve e vuole
fare impresa. Per la prima volta abbiamo redatto il Bilancio
Sociale Ambientale, che sottolinea appunto l'attenzione
specifica alla comunità, integrando i valori di crescita economica, sensibilità sociale e tutela dell'ambiente in un
unico disegno di CRT rivolto allo "sviluppo sostenibile".
ON. MARIA TERESA
ARMOSINO,
Sottosegretario di Stato
all'Economia e alle Finanze
ON. GIORGIO GALVAGNO,
membro della Commissione
Cultura della Camera dei
Deputati
Nel
ruolo
di
Amministratore al servizio
della collettività sono
orgoglioso di parlare delle
ricchezze della Provincia
di Asti vere risorse ambientali e culturali. In linea con il programma
presentato al momento dell'insediamento,
e come si è ampiamente sostenuto nel
corso degli anni sono stati promossi particolari investimenti nei settori dell'agricoltura, della formazione professionale,
della protezione e salvaguardia del territorio provinciale e della cultura.
Stretti rapporti di partenariato (scambi
scolastici, progetti europei e internazionali)
si sono intrecciati con l'Australia, la Svezia,
la Contea di Dade (USA). Particolarmente
sentito il rapporto con quest'ultimo Paese
tenendo conto della diversa realtà maturata dopo l'11 settembre che ha segnato una
svolta epocale. Molti sono stati i progetti
intrapresi dalla Provincia: nella possibilità
di creare una Carta della Qualità è stato
promosso un convegno relativo alla certificazione di qualità con iniziative pubbliche e
private tratto da esperienze internazionali.
La capillare promozione dei prodotti
enogastronomici ha avuto comerisultato
ultimo il riconoscimento fortemente voluto
della quattordicesima DOC al "Cisterna
d'Asti", vino di nicchia, che sarà presentato
al prossimo Vinitaly di Verona, quale rappresentante di una zona vitivinicola di qualità per la quale i vini sono una risorsa economica di primaria importanza.
Nel processo di comunicazione e
trasparenza intrapreso dagli Enti Locali, la
Provincia di Asti nelle relazioni con il pubblico ha potenziato le reti telematiche con
la creazione delle piazze telematiche che
hanno permesso anche ai piccolissimi centri che costellano il nostro territorio di potersi collegare e dialogare in rete.
Si è recentemente conclusa una, secondo
me, importantissima ricerca che ci ha permesso di ottenere una fotografia molto det-
Presidente
C.C.I.A.A.
ROBERTO MARMO,
Presidente della Provincia di Asti
LUIGI FLORIO,
Sindaco di Asti
New Rock
GHIGO
“IL VERO BANCO DI PROVA E’ IL
FEDERALISMO FISCALE”
ROBERTO
MARMO
tagliata del territorio con tutti
i suoi monumenti, manifestazioni, prodotti, associPresidente
azioni e potenzialità. I risulProvincia di
tati di tale ricerca saranno
Asti
utili per un progetto di implementazione turistica equilibrata di tutto
l'Astigiano. Non era necessaria alcuna
ricerca però per sapere di possedere
alcune delle testimonianze artistiche più
importanti della Regione: i 120 castelli che
potrebbero essere recuperati e trasformati
in luoghi di promozione del nostro vino,
enoteche di lusso, centri culturali, snodi di
un percorso enogastronomico che attira
sempre più visitatori; Vezzolano e le 47
pievi romaniche che la Provincia promuove
annualmente coniugando alla loro bellezza
architettonica le note dei concerti di musica
classica che ospitano; l'arte presente nelle
valli del Sud Astigiano, studiate con le
Soprintendenze competenti e oggetto di un
catalogo e di una serie di mostre dislocate
lungo il percorso della Valle Bormida.
Ricordo, infine, che l'Astigiano ha il privilegio di ospitare da più di quarant'anni una
delle pochissime arazzerie esistenti in Italia
e sicuramente la più prestigiosa, l'Arazzeria
Scassa. La sua peculiarità è quella di utilizzare una tecnica arcaica di origine
medievale, l'alto liccio, per realizzare arazzi
su cartoni dei più grandi artisti contemporanei (De Chirico, Guttuso, Cagli,
Mastroianni, Kandinskij, Klee). Nel gennaio
2002 è nato il Museo dell'Arazzeria
Scassa a gestione provinciale con 26 grandi opere ospitato nella antica Certosa di
Valmanera, sede del laboratorio e a breve
partiranno corsi di formazione professionale con il duplice scopo di perpetuare l'arte
arazziera e di fornire a giovani una specializzazione unica da spendere sul mercato
del lavoro. Credo che questo progetto, più
di altri, dimostri come la cultura possa
diventare effettivamente gestione d'impresa e produrre ricchezza attraverso il turismo di qualità e creare nuovi posti di lavoro.
“Nel passato il libero Comune di Asti aveva già una dimensione
internazionale: banchieri e commercianti astigiani erano di casa in
tutta Europa.
Oggi la nostra bandiera globale è il vino, prodotto di qualità assoluta che può essere associato alle altre ricchezze del nostro territorio
per fare della nostra terra una terra d.o.c.
LUIGI FLORIO Come Sindaco di Asti e come Vice Presidente dell’Associazione Città
del Vino, da tempo mi impegno a promuovere i prodotti astigiani
Sindaco
attraverso una rete di relazioni nazionali e internazionali, puntando
di Asti
in particolare sul vino, attraverso il quale Asti risplenda nel mondo.
Asti nitet mundo...
ALDO PIA
ON. ENZO GHIGO,
Presidente della Conferenza dei
Presidenti delle Regioni e delle
Province Autonome
Clarissa Burt
Production
Cassa di Risparmio di Torino
LA PAROLA
AGLI ENTI LOCALI
UNA BANCA AL CENTRO
DEL TERRITORIO
INTERVENTO DEL DIRETTORE
GENERALE EDOARDO MASSAGLIA
ON. ENRICO LA LOGGIA,
Ministro per gli Affari Regionali
“Da quando la Legge 580/93 ha determinato che l’elezione del
Presidente avvenisse non più su nomina ministeriale, ma dalla rappresentanza delle imprese del territorio, e che dal territorio provenissero anche le risorse economiche, la Camera di Commercio, di fatto,
ha assunto un ruolo di intermediazione tra la politica e le imprese,
diventando un vero e autorevole interlocutore in grado di riconoscere
e promuovere i veri interessi del territorio”.
NOTE IN MARGINE ALLA DEVOLUTIONE
DELLE COMPETENZE
“La questione che continua
a presentare le maggiori
criticità, il vero banco di prova
per il Governo, è l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione:
l’applicazione del federalismo
fiscale, ovvero l’attribuzione alle
Regioni delle risorse necessarie
per esercitare le nuove competenze. Sino a quando ciò non
sarà fatto, io non le voglio neppure avere queste competenze...”. Il presidente della
Conferenza delle Regioni Enzo
Ghigo torna a puntare l’indice sul
fronte caldo della finanza e del
sistema tributario regionali. Sulla
necessità, cioè, di predisporne al
più presto le norme attuative,
chiave di volta, insieme alla redistribuzione delle competenze legislative tra il centro e la periferia,
della costruzione federalista.
Dopo la levata di scudi contro
l’”invasività” legislativa di
Governo, ministri e Parlamento
in materie che il nuovo dettato
costituzionale attribuisce alle
Regioni (“Uno scatto forse eccessivo, che voleva essere un messaggio per il Governo”, precisa
Ghigo), in Cabina di regia si è
aperto il confronto sulla bozza del
primo Ddl di attuazione della
riforma ulivista, “recante disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica”
alla legge costituzionale di modifica del Titolo V, consegnato dal
ministro per gli Affari regionali
nonché
coordinatore
della
Cabina, Enrico La Loggia, ai rappresentanti di Regioni e
autonomie (con La Loggia e i
ministri più direttamente coinvolti dalla riforma, in Cabina
siedono i presidenti e i vicepresidenti della Conferenza delle
Regioni, delle Province, dei
Comuni e delle Comunità montane).
“Si tratta di un buon punto di
partenza, anche se alcuni aspetti
delle procedure attuative contenute nel testo sono ancora da
discutere”, spiega Ghigo, sottolineando la necessità di tornare
ad affrontare in Cabina di regia le
numerose questioni aperte dalla
riforma, senza strappi interpretativi e con il senso di responsabil-
ità mostrato da tutti alla nascita
di questo tavolo politico. Istituito,
oltre che per attuare la riforma
del Titolo V e armonizzarvi la legislazione ordinaria, proprio per
comporre i potenziali conflitti
istituzionali che rischiano di paralizzare l’attività legislativa di
Stato e Regioni. Un ruolo questo,
per la grande soddisfazione di La
Loggia, ricordato spesso anche da
Carlo Azeglio Ciampi, che ha parlato della Cabina di regia come
strumento utile e costruttivo per
l’attuazione della riforma costituzionale e come luogo dove è
possibile evitare rischi di contrasti tra i diversi livelli istituzionali.
Il Ddl che al centro della discussione dà attuazione all’articolo
117 e, in attesa del nuovo progetto governativo costituzionale di
revisione del Titolo V (di
“manutenzione e restyling, o la
riforma della riforma”, come
viene comunemente chiamato dai
ministri competenti) sembra
poter risolvere per via ordinaria
la controversa questione della
costituzionalizzazione dei vincoli
internazionali alla potestà legislativa di Stato e Regioni.
Indicando, come suggerito dall’ex
presidente della Consulta e
attuale presidente del Cda Rai
Antonio Baldassarre, quali siano
esattamente gli obblighi internazionali che costituiscono questi
vincoli. A sollevare qualche perplessità da parte dei governatori,
spiega Ghigo, è invece l’attuazione dell’articolo 118, in
materia di esercizio delle funzioni
amministrative. In particolare,
per ciò che riguarda il trasferimento di beni, risorse umane e
finaziarie, necessari per l’esercizio delle funzioni amministrative attribuite dal nuovo dettato
costituzionale
a
Province,
Comuni e Città metropolitane.
La devolution secondo il Ministro Bossi
Infine, considerazioni giunte dal
Quirinale hanno suggerito gli ultimissimi ritocchi: sono eliminate le prime due
righe dell’articolo che fanno riferimento
al rispetto dei diritti e dei doveri sanciti
dalla Costituzione e dalle leggi costituzionali: una precisazione ritenuta
restrittiva. La seconda modifica intende
precisare il controverso ruolo della
polizia locale, o amministrativa,
chiarendo che le Regioni non potranno
attribuire a queste forze compiti di
ordine pubblico.
Regioni e “doppia velocità”.
Il parere positivo sulla devolution
espresso dai governatori della Cdl era
condizionato all’accoglimento di un
emendamento teso a impedire
l’evoluzione di un federalismo a più
velocità. Nell’originario testo di Bossi si
leggeva: ciascuna Regione può attivare
la propria competenza esclusiva...,
mentre il testo finale recita le Regioni
attivano.... L’idea era di spezzare la rigidità costituzionale e inserire un principio
di flessibilità per consentire a ogni singola amministrazione regionale di attivare le competenze più adeguate alla
propria tradizione e capacità. Di fatto
non cambia poi molto. La modifica
serve però a precisare che tutte le
Regioni devono arrivare a esercitare le
medesime competenze. Ma non può
comunque obbligarle a farlo, se non
sono in grado o non lo ritengono opportuno.
Incassato il definitivo sì del Consiglio dei ministri alla “sua” devolution, Umberto Bossi è ora al lavoro per mettere a punto gli ulteriori
tasselli del complesso mosaico federalista: cinque leggi costituzionali, devolution compresa, e cinque ordinarie, che il ministro ha illustrato nel corso di un’audizione in commissione Affari costituzionali
del Senato.
Per completare la transizione federale e “modificare e correggere la
riforma del Titolo V della Costituzione varata dall’Ulivo nella scorsa
legislatura”, Bossi intende riproporre, sul piano costituzionale, la
riforma della Consulta e l’estensione dell’immunità parlamentare ai
consiglieri regionali (originariamente inserite nel “pacchetto devolution”), riformare la giustizia amministrativa e istituire una Camera
delle autonomie. Le cinque leggi ordinarie riguardano invece: le
risorse finanziarie per le autonomie regionali, la delimitazione dei
poteri sostitutivi da parte dello Stato, la partecipazione delle Regioni
all’attuazione delle decisioni europee, gli accordi con gli Stati
stranieri, le funzioni della commissione parlamentare per gli Affari
regionali.
La riforma della Corte costituzionale, con giudici di nomina
regionale, sta particolarmente a cuore a Bossi, che, fino all’ultimo,
avrebbe voluto inserirla nel Ddl sulla devolution. Quanto alla questione delle immunità, il ministro pensa a un “federalismo delle
garanzie, in modo che tutti i rappresentanti del popolo possano
godere dell’immunità parlamentare”. Bossi ha insistito sulla necessità di eliminare le competenze concorrenti tra Stato e Regioni previste nel nuovo articolo 117 della Costituzione. “Dobbiamo decidere
una volta per tutte - ha spiegato - quali competenze vanno alle
Regioni e quali allo Stato, in modo da eliminare ogni contenzioso”.
Le norme ordinarie indicate dal leader della Lega investono la fase
attuativa della riforma del Titolo V della Costituzione, che, per Bossi,
“presenta luci e ombre”. In particolare, l’attribuzione delle risorse
finanziarie per le autonomie dipende dall’attuazione dell’articolo
119, relativo al federalismo fiscale, mentre la delimitazione dei
poteri sostitutivi è legata all’attuazione dell’articolo 120.
UNA BANCA
AL CENTRO DEL TERRITORIO
I PRODOTTI ASTIGIANI
NELL’IMMAGINARIO
COLLETTIVO
ANGLOSASSONE
di Bruce Johsnton*
UNA VOLTA, non molto
tempo fa, la mera pronuncia
del nome Asti davanti ad un
inglese suscitava, 99 volte su
100, la domanda se questa
non era la capitale dell'Asti
Spumante, un "sweet
sparkling wine" venduto nei
supermercati inglesi. Ma
senza ammettere che non si
capiva esattamente quando
era il momento giusto per
berlo. Sono sicuro che, come
nel mio caso, l'avranno
provato in molti con un secondo piatto a cena, e avranno deciso che certamente era
molto interessante e che meritava di essere approfondito
un'altra volta, magari con
calma.
Ma i tempi cambiano, e così
anche la gente. Adesso sono
tanti gli stranieri che avranno incontrato anche il
Grignolino d'Asti, e il
Dolcetto d'Asti; e forse il
Freisa, il Cortese, e perchè
no, il Brachetto d'Acqui. E
molti avranno sentito parlare di, e magari anche assististo al Palio di Asti. E chissà,
forse qualcuno saprà che,
una volta (almeno così ho
sentito dire), una fantina
inglese partecipava alle corse
di cavallo in piazza correndo
per le viuzze dei centri storici
in zona; e che il nome della
contessa, la cui storia fa così
parte del Palio di Asti, era
infatti quello di un porto
Australiano: sì, stiamo parlando di Adelaide. Ma se
questo posto esporta vini
australiani in Europa, nessuno ne parla ad Asti.
Comunque ancora tutt'oggi
probabilmente non tanti
stranieri avranno sentito
parlare della robiola. E cosa
diranno dei nomi più strani
di prodotti più buoni della
cucina locale, non si sa: come
per esempio la "tartra", la
"fricia", "la bagna caôda," i
cardi gobbi di Nizza e i
peperoni quadri di Motta, i
"plin", i "tajarin"; i "bunet",
gli amaretti di Mombaruzzo,
i finocchini di Refrancore e i
canestrelli di Cinaglio. Se
tutto questo non fosse abbastanza, si potrebbe anche
aggiungere il nome fantastico dei Cavalieri del Tartufo,
un gruppo vero di signori che
ogni tanto si incontrano nel
vicino Castello duecentesco di
Grinzane-Cavour, nel nome
della nobile causa del tuber
magnatum pico: messo tutto
insieme, così ci sarebbe
materiale sufficiente per
creare una sorta di nuova
favola tipo Il Signore degli
Anelli, in versione magari
culinaria.
Ma non è solo una favola!
Questo perchè tanti inglesi
hanno recentemente sentito
parlare e sono rimasti affascinati da un movimento
piemontese anch'esso sostenitore di una nobile causa: una
rivoluzione culinaria per
difendere la cucina locale
dalla minaccia dalla globalizzazione che è stato oggetto
di numerosi articoli e di programmi televisivi
Chissà se grazie a questo
interesse d'oltre Manica ci si
ricorderà di quello che si dice
che sia stato l'unico episodio
nella storia del tartufo collegato ad una morte, nel tardo
medioevo.
Si trattava proprio del duca
di Clarence, figlio di Edoardo
III giunto in visita ad Alba, e
che del quale, dopo una
grande abbuffata tartufata,
ahimè, mortale (pare che
causa fosse congestione), un
cronista che riportava
l'episodio nel 1368 disse:
"Grande copia di trifole
havendo manducato per
modo di pane, volse con vini
diversi donare refrigerio alle
interiora, hautene un forte
calore que lo addusse a trapasso."
Nel '700, il tartufo venne
riscoperto per la sua importanza in cucina da un
francese e, più recentemente,
all'estero si iniziò a parlare
dei tartufi bianchi grazie alla
tradizione di inviarne uno
ogni anno ad un personaggio
internazionale, cominciando
prima della guerra con Rita
Hayworth.
In seguito, nonostante la
Guerra Fredda, questi esemplari stupendi (di tartufi)
andavano mandati in tutte le
parti del globo, sia ai leaders
americani, sia a quelli russi.
Sembra che le persone
responsabili per questo gesto
visionistico di PR abbiano
capito l'importanza del tartufo che capì a sua volta - pare
con tanto successo - il Conte
Camillo Benso di Cavour,
che, si diceva, l'usò addirittura come mezzo diplomatico. Forse è per questo che i
Cavalieri del Tartufo si riuniscono proprio nella casa
del conte, ispirandosi magari
a principi tra i quali quello di
rendere il mondo un posto
migliore, fondato sulla comprensione, e - perchè no? passione per il buon cibo!
* corrispondente per l’Italia del Daily Telegraph
tel 06 42005350
[email protected]
il progetto VINOLANDIA
marketing e solidarietà
per la promozione del territorio
RENATA MANNO
CLARISSA BURT
PRESIDENTE DI
VINOLANDIA E
PERICLES.IT
Nell'attuale contesto
globale, caratterizzato da
nuove forze sovranazionali
(Europa,
WTO),
transnazionali (mercati e
imprese
globali)
e
infranazionali (devolution, federalismo), emerge
con chiarezza quanto le
istituzioni
italiane
abbiano a cuore la tutela e
la promozione dei prodotti tipici del nostro Paese:
numerose sono le azioni
intraprese in questo senso
da parte di molti esponenti dell'attuale governo e le
iniziative promosse dalle
singole regioni italiane.
Attraverso la devolution
verso il basso, che
attribuirà maggiori poteri
e responsabilità alle
regioni, è possibile, da un
lato, compensare le cessioni
di
sovranità
nazionale derivanti dalla
sempre maggior integrazione Europea, e dall'altro consentire una più
efficace tutela dei prodotti
tipici caratteristici e di
qualità del territorio, evitando così i rischi di omogeneizzazione.
Questa delicata fase di
trasformazione dell'ordinamento italiano, dove il
ruolo delle autonomie
locali sta assumendo una
rilevanza sempre maggiore, offre alle economie
locali l'opportunità di
rilanciare adeguatamente
i propri prodotti a livello
nazionale
e
internazionale.
In tale quadro, Pericles.it
e
l'Associazione
Vinolandia si inseriscono
con un progetto comune
che ha per obiettivo quello
di promuovere le risorse e
il ruolo del territorio e la
cultura enogastronomica
italiana attraverso il
migliore dei veicoli: la solidarietà.
Il progetto è itinerante, e
toccherà di volta in volta
diverse zone del Paese,
unendo le forze delle istituzioni, delle autorità e
delle aziende locali.
Per lanciare questo progetto, nella data simbolica
dell'11 marzo, è stata
scelta Asti, terra generosa
e simbolo riconosciuto
internazionalmente dell'eccellenza, della genuinità e della qualità che
contraddistinguono
l'Italian Style.
Sono passati sei mesi da quel
tragico undici settembre ed è
giusto
soffermarci
un
momento a riflettere sugli
effetti che l'attacco terroristico e la guerra hanno avuto
sulle
nostre
vite.
All'improvviso ci si accorge
che la vita è una sola e che
dobbiamo cercare di viverla
al meglio, in serenità con noi
stessi e con gli altri. Infatti, è
nei momenti più difficili che
dobbiamo ricordarci di chi ha
bisogno ed è nostro dovere
fare del nostro meglio per
aiutare chi è meno fortunato.
Sono diversi anni che seguo
alcune cause alle quali cerco
di contribuire direttamente
sia come testimonial, sia in
maniera maggiormente attiva attraverso iniziative portate avanti dalla Clarissa Burt
Productions, come, ad esempio è stato il mio appoggio
alla Croce Rossa, all’Albero
della Vita o per l'ANLAIDS quest'ultima è stata fin dall'inizio il primo degli scopi
sociali seguiti dalla manifestazione Miss for Miss
Universe da me organizzata
in Italia.
Quanto è accaduto sei mesi fa
deve ricordarci che dobbiamo aiutare gli altri fare solidarietà per quanto ci sia possibile, ed è proprio in questa
significativa ricorrenza che
sono felice di unirmi al progetto di promozione del territorio attraverso la solidarietà
di
Pericles.it
e
dell'Associazione Vinolandia.
L'Italia, oltre ai beni artistici
e culturali ha un importante
patrimonio naturale che si
identifica nella forte cultura
enogastronomica,
spesso
legata alla storia locale e che
quindi influenza la cultura
stessa degli italiani, che va
tutelata, valorizzata e promossa, sia all'interno del
Paese, sia a livello internazionale.
Sono convinta che la
soluzione identificata da
Pericles.it e da Vinolandia,
ovvero la promozione del territorio attraverso la solidarietà - alla quale io stessa
partecipo direttamente: per
dare il buon esempio, ho
inciso la canzone Mille Luci,
il cui ricavato sarà devoluto
in beneficenza - possa rappresentare un veicolo efficace
a disposizione delle aziende
italiane per diffondere la
conoscenza
dei
propri
prodotti e marchi.
Fare del bene fa bene!
Un’abbraccio.
Clarissa Burt
In dettaglio Pericles.it effettua:
IL PROGETTO “VINOLANDIA”
Analisi dei mercati e dei trend di consumo globali e macroregionali (Europa, Usa, Americhe, Mediterraneo etc)
Il progetto “Vinolandia” sviluppato da
Pericles.it è quello di mettere in
contatto le domande di promozione dei
prodotti e del territorio (imprese,
associazioni, consorzi, PA locali) con le
domande di solidarietà,
individuando le opportunità di intervento
a vantaggio di beneficianti e beneficiati.
Censimento dei prodotti tipici italiani in fase di crescita o
meritevoli di crescita
Pericles.it aggrega gli attori del territorio, ne
raccoglie le esigenze e le opportunità, funge
da “contenitore e vettore” delle domande nei
confronti dei decisori politici ,funge da
“cerniera” tra il piano degli attori locali e il
piano dei decisori
regionali e nazionali.
Censimento dei progetti e delle organizzazioni di solidarietà
impegnate a livello globale
Quindi,
seleziona le azioni di solidarietà che
possono dare visibilità ottimale ai
prodotti, apre canali e facilita le relazioni tra
le aziende e le organizzazioni di solidarietà,
svolgendo un ruolo di consulente in
Pubbliche Relazioni
Censimento delle organizzazioni dedite alla valorizzazione di
tali prodotti
Mappatura dei decisori, degli influenti e degli interlocutori strategici rispettio alle specifiche esigenze di sviluppo
Individuazione di sinergie tra impresa, organizzazione di solidarietà, decisori politici e amministrazioni
Apertura di canali e facilitazione di contatti e scambi tra i
soggetti coinvolti attraverso il proprio network di relazioni già consolidate
Ideazione e sviluppo di eventi, progetti di interventi solidali,
piani di comunicazione per le Pubbliche Amministrazioni, le organizzazioni di solidarietà e le imprese agroalimentari
Erogazione di servizi, consulenze, informazione alle imprese e
delle Pubbliche Amministrazioni associate a Vinolandia.
direttore editoriale DARIO GALVAGNO - direttore responsabile MICHELE RUSCHIONI -società editrice PERICLES.IT s.r.l. Via G.
Parini 9 - Milano presidente RENATA MANNO - redazione Via Ludovisi 35 - 00187 Roma Tel. 06 42005350 Fax. 06 42011534 E-mail.
[email protected] - tipografia TIPOLITOGRAFIA DELLA ROVERE Asti, C.so Volta 76 REG. TRIB. ROMA N. 465/22.10.2001

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