Il kayak fishing - Lega Navale Italiana

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Il kayak fishing - Lega Navale Italiana
Il kayak
fishing
di Mauro Zecca
D
Una nuova
forma di pesca
che coniuga
in splendido modo
due attività molto
amate dagli sportivi
a un po’ di tempo
a questa parte è facile notare, nei
tratti di mare antistanti le
nostre coste o sui nostri laghi, la presenza, sempre
più numerosa, di piccoli
kayak dotati di canne da
pesca: sono gli appassionati del kayak fishing ovvero
della pesca sportiva, in mare ed in acqua dolce, esercitata a bordo di un kayak.
Il kayak fishing è una disciplina sportiva, nata in
alcuni paesi di oltre oceano, quali gli Stati Uniti e
l’Australia, che però sta registrando una sempre
maggiore e crescente popolarità tra i pescatori
sportivi nazionali. Tra le motivazioni di ciò, è da
evidenziare la possibilità di coniugare una sana attività fisica alla possibilità di esercitare, dal kayak,
molte delle più proficue tecniche di pesca, con un
approccio del tutto ecologico e rispettoso dell’ambiente e della fauna ittica, assecondando in questo
modo una mentalità che, fino a pochi anni fa, era
affermata prevalentemente tra i praticanti di tecniche di pesca con esche artificiali in acqua dolce
e che più recentemente sta diffondendosi anche
tra i praticanti della pesca in mare.
Navigare senza l’uso del motore, poter entrare in
acqua generalmente ovunque senza la necessità di
farlo da strutture artificiali, il basso costo d’acquisto, l’assenza di costi di rimessaggio, la leggerezza
e la facilità di trasporto, sono gli altri fattori alla
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base della grande potenzialità del kayak fishing come
disciplina sportiva realmente aperta a tutti gli appassionati e soprattutto ai
più giovani e sportivi tra
questi.
Maggiori possibilità di movimento
Tra i vantaggi della navigazione in kayak risalta la
possibilità di raggiungere
zone di pesca precluse ai pescatori da riva ed anche alle barche, grazie al ridotto pescaggio dello
scafo, mentre gli altri aspetti da considerare sono
più tecnici e legati alla pesca, cioè la silenziosità
del mezzo, il basso profilo del pescatore in posizione seduta e l’ottimale velocità di traina (facilmente raggiungibile): questi sono i vantaggi che, tutti
insieme, determinano grandi possibilità di cattura,
spesso precluse quando si utilizzino altri natanti.
Non è raro, infatti, da parte di pescatori tecnicamente molto preparati, effettuare catture di pesci
di grossa taglia che sono, erroneamente, considerate impossibili da conseguire a bordo di un mezzo quale appunto il kayak; è invece proprio l’utilizzo di un mezzo, la cui massa non offre una
grande resistenza ad una grossa preda, il segreto
che può assicurare una maggior percentuale di
successo.
Orientando la canna verso prua con un grosso pesce all’amo, il kayak comincerà spesso a navigare
Giovani partecipanti alla gara di S. Marinella di Kayak – Fishing; in apertura, un concorrente si cimenta nella pesca a traina
come se fosse preso al traino, procurando una
emozione unica, simile, anche se in piccolo, a
quella che abbiamo solo potuto immaginare leggendo “Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway.
La crescente popolarità del kayak fishing è anche
favorita dalla presenza in rete di numerosi filmati,
di azioni di pesca, dove si vedono catture di pesci
di 20-30 o addirittura 80 kg., che non possono
non far sognare di essere su un kayak con una canna da pesca tra le mani.
Un bel pesce serra pescato da Stefano Mini, socio della Sezione di Pomezia
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Alfredo Gigliotti, uno dei più bravi kayak angler italiani con un grande dentice pescato nelle acque di Corigliano
I kayak utilizzati
I kayak maggiormente utilizzati dagli appassionati
di kayak fishing sono quelli denominati SOT o Sit
On Top, ovvero progettati con la seduta posta sopra e non dentro lo scafo; particolarità di questo
tipo di kayak è anche lo scafo con gavoni chiusi da
uno o più portelli stagni che (con l’ausilio di sacche di galleggiamento poste al loro interno) rendono questi natanti autovuotanti, praticamente
inaffondabili, facilmente raddrizzabili in caso di
scuffia e senza la necessità di essere “sgottati”.
I kayak Sit On Top, secondo il tipo di propulsione,
possono essere distinti in due categorie: kayak a
pagaia (con o senza timone) e kayak a pedali (con
timone); questi ultimi utilizzano sistemi di propulsione brevettati, costituiti da pinne o eliche poste sotto la carena e movimentate da pedali.
La propulsione a vela, pur non essendo molto utilizzata a causa dell’alto costo d’acquisto iniziale, è
da considerare ottimale nella traina costiera come
pure la propulsione con motore elettrico, alimentato da batterie stagne al gel o al litio.
La navigazione con motore elettrico può anch’ essa essere considerata del tutto eco-compatibile come gli altri mezzi di propulsione offrendo in più,
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in tema di sicurezza, la facoltà di un veloce rientro
a terra in caso di necessità.
I kayak più utilizzati nel kayak fishing sono realizzati in materiale plastico, conosciuto come Polyethylene, attraverso un processo di formazione
termica a mezzo dell’unione di due gusci metallici
di stampo pre-formati; questo processo di costruzione, nato verso la metà dello scorso secolo, è internazionalmente conosciuto nel campo delle materie plastiche come rotational moulding ed i kayak
così realizzati come rotomolded kayak.
In questi ultimi anni, grazie alla diffusione del kayak fishing, la disponibilità di scafi progettati e realizzati in modo specialistico dai costruttori, è diventata di buon livello, così da soddisfare in generale le diverse esigenze degli appassionati che, però, restano sempre propensi alla personalizzazione
estrema del proprio kayak con accessori specifici
acquistati o costruiti in proprio, tanto da arrivare a
realizzare una vera e propria “macchina” da pesca
che poco o nulla ha da invidiare ai natanti a motore appartenenti alla categoria dei fishermans, vista anche l’ampia gamma di strumentazione che
viene istallata su questi piccoli mezzi come: ecoscandagli, gps cartografici, bussole e radio vhf.
Proprio la possibilità e facilità di personalizzazione
dei kayak è uno degli aspetti vincenti: è infatti
possibile avvicinarsi a questa disciplina iniziando
con l’acquisto di un kayak “da turismo”, usato, ad
un prezzo modico (ce n’è un ampia scelta sul mercato) e modificarlo, progressivamente, con poca
spesa e con i consigli di un amico più esperto, fino
a farlo diventare una buona “macchina da pesca”,
quanto basta a soddisfare le esigenze di chi vuole
iniziare; ci sarà tempo per passare in seguito ad un
modello di kayak più tecnico e costoso.
Le tecniche preferite
Le tecniche maggiormente praticate in questa disciplina sono lo spinning, il vertical jigging, il light
jigging e la traina con le esche vive e con quelle artificiali, un compendio di molte delle tecniche di
pesca usate, normalmente, sia dalla barca che da
terra. In particolare sono molto redditizie, per il
kayak fishing, il vertical jigging e il light jigging, tecniche che hanno un’origine piuttosto recente e
che consistono nel recupero verticale (a differenza
dello spinning dove il recupero avviene orizzontalmente) e “a strappi” di un’esca, per lo più metalli-
ca, calata sul fondo: si differenziano, principalmente, per il peso dell’esca e le dimensioni delle
canne e dei mulinelli che vengono utilizzati.
Il pescatore sportivo che esercita il kayak fishing,
coerentemente alle prerogative ecologiche del suo
natante, è generalmente ben motivato nell’esercitare un prelievo responsabile di fauna ittica e predisposto all’adozione del Catch & Release (Cattura
e rilascia) nei confronti di quelle prede che, pur
sopra le misure minime di legge, sono da liberare
per la loro ridotta taglia.
La Lega Navale Italiana ha recentemente inserito il
kayak fishing tra le proprie attività, offrendo di fatto
la propria organizzazione territoriale a questa categoria di appassionati, ed è stato sottoscritto un protocollo d’intesa “pilota” tra le Sezioni e Delegazioni
di Lazio ed Umbria e la Kayak fishing Italia, l’associazione che oltre a radunare il maggior numero di appassionati di questo sport, ha un’attenzione particolare all’ambiente, tanto da fissare, per le proprie gare, delle misure minime per i pesci nettamente superiori e in qualche caso doppie rispetto a quelle previste dall’attuale normativa sulla pesca in mare. La Kayak fishing Italia, è presieduta, tra l’altro, da Gianluca
Una coppia di pescatori preferisce cimentarsi nella pesca in tandem
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Una preda di tutto rispetto conquistata con la traina: si tratta di una ricciola di 28 kg. pescata da Gianluca Aramini, pluricampione
italiano, vicecampione mondiale 2012, presidente dell’ASD Kayak Fishing Italia e socio della Sezione di Pomezia
Aramini, pluri-campione italiano, vice campione
mondiale 2012 e socio della sezione di Pomezia.
L’accordo ha visto l’organizzazione, da parte della
LNI, del Campionato Italiano 2013 (che si è svolto
a S. Marinella) e del Campionato Centro Italia
2013 e del Campionato Regionale Lazio 2014, che
ha visto il coinvolgimento oltre alla Sezione di S.
Marinella anche di quelle di Sperlonga-Lago di
Fondi e Pomezia, la cui manifestazione, Torvaianica in Kayak, è arrivata, ormai, alla terza edizione.
Il calendario di quest’anno
Il calendario di quest’anno si è anche arricchito di
un raduno non competitivo, Turano in Kayak, organizzato dalla Sezione del Lago del Turano, in cui
i partecipanti hanno avuto la possibilità di unire la
passione della pesca alla visita di siti storici e naturalistici e alla scoperta delle tradizioni, anche gastronomiche, del territorio. La manifestazione ha
avuto un così grande successo, tra gli appassionati
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e le loro famiglie, che sono state messe subito in
cantiere l’organizzazione sia di una seconda edizione del raduno che di una tappa del Campionato
Regionale 2015, in un periodo (luglio) in cui il mare è così tanto frequentato, da imbarcazioni d’ogni
genere, che le possibilità di cattura e la stessa sicurezza sono messe a dura prova.
Da notare che a Pomezia, dove è nato il primo
“kayak fishing point” d’Italia, gli appassionati di kayak fishing del litorale sud del Lazio hanno trovato
il loro naturale luogo di aggregazione, tanto che,
dopo solo due anni di presenza di questa disciplina all’interno della Sezione, rappresentano già oltre il 15% del totale dei soci e la percentuale è destinata a salire, visto che alcuni soci “velisti” hanno manifestato l’intenzione di acquistare anche
un kayak per avere l’alternativa di uno sport che
viene praticato, principalmente, la mattina presto
e al tramonto, quando l’assenza di vento non consente l’utilizzo delle barche a vela.
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IL KAYAK FISHING
KFI - Kayak Fishing Italia,
lo staff, il forum
e l’associazione ASD KFI.
Un ristretto gruppo di precursori del kayak fishing nazionale con altri esperti pescatori di altre tecniche provenienti da diverse esperienze
amatoriali ed agonistiche, di forums e di associazioni, ha recentemente fondato e contribuito a sviluppare il forum di Kayak Fishing Italia che in un tempo relativamente breve, ha
raccolto le iscrizioni di un numero molto significativo quanto inaspettato di pescatori sportivi
interessati a questa nuova disciplina.
Il forum di KFI coadiuvato da un canale video
You Tube e prossimamente da un sito ufficiale,
grazie all’impegno di un gruppo di amici costituenti uno staff tecnico in continua evoluzione
e specializzazione, da social network si è presto
trasformato in un efficacissimo mezzo di aggregazione ed istruzione inerente alla pesca ed alla
sicurezza dei tanti giovani ed entusiasti appassionati che hanno trovato immediatamente la
possibilità di vedere contatti nati e sviluppati
virtualmente nel web, trasformati in occasioni
reali di incontro ed amizia, grazie agli eventi
promozionali ed agonistici organizzati dallo
staff di KFI con la fondamentale ed irrinunciabile collaborazione di gruppi locali di kayak anglers, iscriti al forum, dislocati sul territorio nazionale come supporto di quella che recentemente fondata, è la prima associazione di kayak fishing in Italia, ovvvero l’ASD KFI - Associazione Sportiva Dilettantistica - Kayak Fishing Italia, con sede nella regione Toscana, a Firenze.
L’associazione oltre che essere un mezzo di rappresentanza ufficiale dei soci fondatori e degli
iscritti con le autorità e le federazioni competenti in materia di pesca sportiva amatoriale ed
agonistica, avrà il fondamentale compito di
confrontarsi con altre associazioni e federazioni
nazionali, operanti in mare e nelle acque interne, sul tema delle norme nazionali della navigazione da diporto e sulle problematiche insor-
genti dall’emanazione delle ordinanze di sicurezza balneare emanate dalla Guardia Costiera
nei diversi compartimenti marittimi nazionali.
Non sfugge infatti agli addetti ai lavori che il
kayak, quale natante inteso come mezzo di navigazione e pesca sportiva, è inquadrato dalle
norme in modo non preciso e perfino contraddittorio, essendo accomunato al riguardo delle
distanze di navigazione, ai mezzi così detti da
spiaggia che nulla hanno in comune con le potenzialità di navigazione e sicurezza proprie dei
fishing kayak; in più non sfuggirà neanche che
pur attrezzando il proprio kayak delle dotazioni di sicurezza previste dalla legge, il kayak angler italiano, in tema di distanze di navigazione, resta attualmente penalizzato non solo rispetto ai praticanti il kayak fishing di altri paesi
della Comunità Europea ma anche rispetto a
chi naviga nelle stesse acque nazionali con
windsurf e kite surf che possono arrivare fino
ad 1 miglio da terra senza peraltro poter tenere
a bordo alcuna dotazione di sicurezza, escluso
il giubbotto salvagente indossato dal conduttore di questi piccoli natanti.
Si arriva così ad una situazione di disparità di
diritto con l’emanazione di ordinanze balneari
che vietano ai kayak la navigazione oltre i 300
metri ed al tempo stesso, la pesca sportiva al di
sotto dei 500 metri, instaurando così una situazione di assoluta penalizzazione di chi va in
mare senza costituire alcun pericolo verso altri
e nessun tipo di impatto ambientale negativo.
Su questi temi, l’impegno di tutto il movimento del kayak fishing italiano, rappresentato in
generale dall’ASD KFI sarà attento e costante e
portato avanti con la diffusione e la conseguente crescita numerica dei praticanti questa disciplina che aspirano ad una reciproca collaborazione con le associazioni e federazioni sportive
nazionali, per il raggiungimento di fondamentali obiettivi comuni come l’avvicinamento dei
giovani alle attività sportive praticate in mare e
nelle acque interne, per la migliore possibile tutela di tutte le nostre acque nazionali.
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