Un patrimonio culturale che non si deve perdere

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Un patrimonio culturale che non si deve perdere
Quotidiano Regione Basilicata inserto di www.basilicatanet.it
Anno 2 Numero 166 del 27/08/2012
Reg. N°268/1999 Tribunale di Potenza. Editore: Regione Basilicata - Via V. Verrastro 6 - 85100 Potenza. Direttore: Giovanni Rivelli - Telefono 0971.668145 - Fax 0971.668155
Lettera di De Filippo a Monti per scongiurare la chiusura della biblioteca Marotta
Immigrazione
Metapontino:
i sindaci
approvano
il piano
territoriale
I pilastri del progetto:
informazione, camper
itinerante e laboratori
Un patrimonio culturale
che non si deve perdere
Viti: “Destinazione precaria e incerta”. Rassicurazioni dal Presidente
Napolitano. Il sindaco di Napoli, De Magistris, offre l’Albergo dei poveri
La Conferenza dei sindaci dell’Area programma
Metapontino-Collina materana, riunita a Marconia
di Pisticci e presieduta da
Vincenzo Francomano, ha
presentato, discusso e approvato il Piano territoriale per l’immigrazione che
potrà disporre per la sua
attuazione di circa 99mila
euro su una dotazione di
circa 600mila euro che il
dipartimento Salute, sicurezza e solidarietà sociale
dovrà utilizzare sull’intera
regione con interventi che
si collocano su due livelli
di azione: quello istituzionale regionale e quello
locale.
La vicenda della chiusura
della biblioteca dell’Istituto di studi filosofici di
Napoli, presieduto dal lucano Gerardo Marotta, ha
alimentato un dibattito
a più voci. Il presidente
della Regione Basilicata,
Vito De Filippo, ha scritto una lettera al premier,
Mario Monti, e l’assessore
al Lavoro, Vincenzo Viti,
ha ravvisato l’urgenza di
sottrarre la biblioteca a
una destinazione precaria. Da registrare anche gli
interventi del Presidente
Napolitano e del sindaco
di Napoli, De Magistris,
che ha offerto uno spazio
dell’Albergo dei poveri.
A PAG. 3
A PAG. 2
Si alza il sipario
sulla Summer
School
Maratea ospita la scuola
di alta specializzazione
promossa dalla Regione
A PAG. 2
Carta europea
del turismo
Strategie per il Parco
dell’Appennino lucano
L’assessore spiega al ministro i motivi per cui è bene
non escludere l’opera dai finanziamenti del governo
Pista Mattei, Viti
scrive a Passera
Al servizio del turismo nel Metapontino
e della Valbasento da reindustrializzare
A PAG. 4
Scena da aeroporto
A PAG. 3
Nelle lettere
la lingua
dei basilischi
Testimone
della sparatoria
a New York
Petrolio:
in attesa
del ricorso
Come comunicava
il “clan” lucano
Il potentino sotto
l’Empire S. Building
Le compagnie
e la moratoria
Non c’è niente come la
corrispondenza per comprendere l’essenza di
qualcuno. In questo caso,
il qualcuno sono i basilischi, cosiddetta “quinta
mafia” del sud, cartello
criminale che cercò di
imporsi negli anni scorsi
Era proprio lì, ai piedi di
quello che era un tempo
il grattacielo più alto di
New York, l’Empire State
Building. Donatello Vertone, potentino, era in viaggio di nozze nella Grande
Mela quando è stato testimone della folle spara-
Non ci si faccia illusioni,
dice l’assessore regionale
all’Ambiente Mazzocco:
le compagnie petrolifere
non accetteranno passivamente la moratoria
sulle estrazioni di idrocarburi in Basilicata. Bisogna
aspettarsi sicuramente
in Basilicata. Le lettere al
vaglio degli investigatori.
La Gazzetta del Mezzogiorno
toria costata due morti. Il
suo racconto.
Il Quotidiano della Basilicata
dei ricorsi al Tar. Troppi gli
interessi in gioco.
La Nuova del Sud
27.08.2012 N. 166
PAG. 2
Basilicata Mezzogiorno
Biblioteca Marotta, De Filippo scrive a Monti. Viti: “E’ tempo di riordino delle tracce di una storia delle idee”
Tante voci per un patrimonio
Sulla vicenda interviene anche il presidente della Repubblica, Napolitano. Il sindaco
di Napoli, De Magistris, offre uno spazio all’interno dell’Albergo dei poveri
Sottolineando
quanto
la “cultura vada sempre
alimentata”, il presidente
della Regione Basilicata,
Vito De Filippo ha scritto
una lettera al presidente
del consiglio dei ministri,
Mario Monti, per salvare
il ricco patrimonio librario
dell’Istituto italiano per gli
studi filosofici di Napoli,
presieduto dal lucano Gerardo Marotta.
“L’Istituto - ha precisato
De Filippo nella missiva
al premier - è il più importante al mondo e sta per
chiudere. Accade a Napoli, nel Mezzogiorno, luoghi
dove la cultura si è espressa, ha alimentato voci, ha
sostenuto identità e storie, ha difeso con audacia
il pensiero e le idee che
da questi territori si sono
diffuse in tutto il mondo e
in tutti i Sud del mondo a
partire dall’Istituto fondato dall’avvocato Marotta”.
Il governatore ha poi accennato a quanto la cultura possa essere di aiuto
in periodi di particolare
crisi come quello in corso: “Questo tempo assai
difficile, che cerchiamo di
affrontare con coraggio
Petruzzi, e dal presidente
del Cres, Pietro Simonetti, a rendere disponibili in
Basilicata contenitori adeguati, credo diano la testimonianza di una sensibilità che può essere messa
a frutto una volta che sia
stata verificata la impossibilità di una idonea sistemazione a Napoli, in tempi ravvicinati, dei 300.000
volumi dello sterminato
patrimonio dell’Istituto”.
Viti ha poi aggiunto che:
tiche, una gran voglia di
ritrovare e di farsi sostenere da valori autentici, di
mettere insieme attualità
e tradizione con l’esplorazione di nuovi percorsi per
il futuro. Come potremmo
farlo senza la cultura? Essa
genera - ha aggiunto De
Filippo - e rafforza identità, coesione sociale e creatività: le condizioni per
un habitat ideale che serva a trattenere e ad attrarre i migliori cervelli, molla
dello sviluppo. Insomma
- ha detto ancora De Filippo - la cultura è una risorsa reale e potente ed è la
base solida sulla quale si
alimenta fiducia, si costruisce futuro, si rende pre-
Nel 1993 il rapporto dell’Unesco
sulla filosofia decretò
che la fondazione di Gerardo
Marotta “non aveva pari al mondo”
ogni giorno, ha bisogno
come l’aria del soccorso
della cultura. C’è, infatti,
un desiderio, spesso non
dichiarato, di cose auten-
zioso il nostro destino. E
lei sa molto bene che per
il nostro Paese ciò vale ancora di più. Per questo bisogna alimentarla sempre
condità della vita intellettuale e civile di Matera
che Leonardo Sacco si
appresta, con un atto di
apprezzata liberalità, a
consegnare alla città. Il
nostro – ha concluso Viti
- dev’essere sempre più
un tempo di ricostruzione
e di riordino delle tracce
di una storia delle idee e
delle passioni politiche
che possono costituire il
terreno per una più matura fertilità di sentimenti e
Nell’Istituto sono custodite
edizioni originali di Benedetto Croce,
Giordano Bruno e di altri nomi illustri
del pensiero italiano ed europeo
e per questo - ha concluso
il presidente della Regione rivolgendosi a Monti la prego di non permettere la chiusura dell’Istituto
per gli studi filosofici”.
In merito al dibattito sul
futuro della biblioteca
partenopea, è intervenuto anche l’assessore alla
Formazione e Lavoro, Vincenzo Viti. ”Non ho dubbi
che vi sia - ha detto Viti - e
sia avvertita l’urgenza di
sottrarre il destino della
monumentale biblioteca
dell’Istituto di studi filosofici di Napoli ad una destinazione tuttora precaria
e incerta. Peraltro - ha
continuato - le assicurazioni che vengono dal
presidente della Regione
Basilicata, De Filippo, e le
sollecitazioni rivolte dal
sindaco di Anzi, Giovanni
“Il tema della custodia,
catalogazione e fruizione
del patrimonio documentaristico e librario, deve
divenire ancor più oggetto di strette relazioni fra
governo nazionale e Regioni. Soprattutto, deve
iscriversi in una iniziativa
puntuale e coordinata fra
amministrazioni regionali
ed enti locali, perché non
vada disperso il lascito
di ricchezze che appartengono soprattutto alle
nuove generazioni. Anche
con queste motivazioni
-ha precisato ancora l’assessore al lavoro - Regione Basilicata e Comune di
Matera sono impegnati a
dare dignità, spazi e occasioni di consultazione alla
straordinaria biblioteca
e ai reperti documentari
che testimoniano la fe-
di qualità civili nel Mezzogiorno”.
All’interno della biblioteca sono custodite edizioni originali di Benedetto
Croce, Giordano Bruno e
altri nomi autorevoli del
pensiero italiano ed europeo. Nel 1993 il rapporto Unesco sulla filosofia
decretò che “non c’erano
pari al mondo”. Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano (che
in una lettera pubblicata
dal Mattino “ha sollecitato la corresponsione di
finanziamenti già stanziati
e un attento esame delle
richieste di nuovi fondi’’)
e il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, il quale
ha offerto all’istituto uno
spazio all’interno dell’Albergo dei poveri. (Bm4)
Cominciano oggi le giornate della scuola di alta specializzazione
Maratea, al via
la Summer School
Presenti autorevoli filosofi contemporanei
Taglio di nastro per la
Summer School, la scuola
di alta specializzazione,
giunta alla seconda edizione, e aperta a 25 laureati e giovani ricercatori.
L’iniziativa è stata promossa dalla presidenza della
giunta della regione Basilicata e dall’associazione
culturale Basilicata 1799.
“Mediterraneo, identità
e alterità dell’Europa” è il
tema centrale intorno a
cui prenderanno forma i
pensieri di illustri filosofi
contemporanei, tra cui i
francesi Jean-Luc Nancy
ed Edgard Morin. Presenti anche intellettuali testimoni della “Primavera
Araba”, come Mohamed
Haddad dell’università di
Tunisi. Nancy, autore del
saggio “L’adorazione. Decostruzione del cristianesimo”, analizzerà il significato che può assumere
oggi, dopo Nietzsche e
Freud, la nozione di “spiritualità” liberata dai riti e
dalle false credenze. Morin
è attualmente presidente dell’associazione per il
Pensiero complesso con
sede a Parigi e presidente dell’Agenzia europea
per la cultura dell’Unesco.
Haddad è una delle voci
più importanti del pensiero arabo, protesa nella
ricerca di una possible ri-
Il logo della seconda edizione della Summer School
conciliazione tra l’eredità
islamica e la modernità.
Ogni sera, a conclusione
delle lezioni destinate
ai giovani selezionati, la
Summer School aprirà
le porte ai cittadini con
una serie di incontri che
si svolgeranno al porto di
Maratea e che vedranno
uno spazio di confronto
aperto e arricchito da presenze di grande prestigio
internazionale. Il sapario
della Summer School calerà a Maratea il primo
settembre per rialzarsi a
Matera dal 12 al 14 set-
tembre. Cinque le borse
di studio della Regione. I
nomi dei vincitori, il calendario delle lezioni e il programma completo degli
incontri serali, si possono
consultare sul sito www.
europasummerschool.
org. (Bm4)
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Basilicata Mezzogiorno
Il Parco nazionale dell’Appennino Val d’Agri Lagonegrese aderisce alla Carta europea turismo sostenibile
Turismo nelle aree protette
Uno strumento operativo che offre nuove opportunità di sviluppo per il territorio
Il Parco nazionale dell’Appennino lucano Val d’Agri
lagonogrese punta a potenziare il proprio modello di turismo ambientale
aderendo alla Carta europea per il turismo sostenibile (Cets). Un’adesione
finalizzata a delineare
strategie e piani d’azione
per i prossimi cinque anni
affinchè sia individuabile
una linea programmatica
di sviluppo del territorio.
Il mese di settembre sarà
di preparazione per il rilancio turistico del Parco
prevedendo in calendario
una serie di forum pubblici nel corso dei quali
saranno affrontati tutti
i temi riguardanti l’elaborazione di interventi
utili al decollo turistico
dell’area. Agli incontri, che
si terranno l’11, il 18 e il 25
settembre, sono invitati a
partecipare tutti i soggetti istituzionali, sociali ed
economici che operano
quotidianamente sul territorio.
La Carta è uno strumento
operativo tra i più attraenti per la gestione del
turismo nei Parchi, ideata
ed attribuita da Europarc
Panorama della Val’ d’Agri
Federation, che riunisce
441 aree protette in tutta
Europa, interessando 36
paesi, rappresentata in
Italia da Federparchi.
Tale strumento impegna
i firmatari ad attuare una
strategia locale per realizzare una “forma di sviluppo, pianificazione o attività turistica che rispetti e
preservi nel lungo periodo
le risorse naturali, culturali
e sociali e contribuisca in
modo equo e positivo allo
sviluppo economico e alla
piena realizzazione delle
persone che vivono, lavorano o soggiornano nelle
aree protette”.
L’adesione alla Carta permette ad un’area protetta
e al suo territorio di distinguersi nel panorama
europeo per il proprio
impegno nello sviluppo
sostenibile, aumentando
la propria attività turistica,
creando occasioni per lo
sviluppo di progetti e di
scambio di esperienze, accrescendo la qualità della
vita della comunità locale.
Obiettivo della Cets è di
creare un confronto continuo e duraturo tra tutti
Dai sindaci del Metapontino ok
unanime al piano immigrazione
i portatori d’interesse allo
scopo di migliorare l’offerta turistica e sviluppare un
modello di gestione del
turismo che tenga conto
delle necessità dell’ambiente, della comunità
locale, delle attività imprenditoriali locali e dei
visitatori.
L’istituzione dei forum
pubblici saranno utili per
l’individuazione degli attori coinvolti, per il censimento delle risorse del
territorio, per la connotazione del turista e del visitatore del Parco in base
ai comportamenti, stili di
vita e propensione alla
spesa. Inoltre mira a verificare la coerenza dell’offerta turistica sul territorio del Parco in relazione
ai principi della Carta e
agli obiettivi individuati;
a promuovere forme di
progettazione condivisa e
di partenariato tra i diversi attori socio-economici
del territorio del Parco,
in sintonia con i principi
della Cets; a identificare
la Strategia per lo sviluppo del turismo sostenibile nel Parco e il relativo
Programma di Azioni; a
indicare potenziali filoni
di finanziamento a livello
locale, regionale, nazionale e comunitario.
Gli aggiornamenti sul
percorso di adesione alla
Carta europea saranno
pubblicati al link internet http://www.parcoappenninolucano.it/pagina.
php?id=167 e trasmessi
via mail. (bm7)
Trekking
Il progetto è stato elaborato dall’ufficio socio-assistenziale del comune di Pisticci
dove sono presenti 3.327 stranieri provenienti da Romania, Albania e Marocco
Si è svolta nella sala consiliare di Marconia di Pisticci, la conferenza dei
sindaci dell’Area programma Metapontino-Collina
materana con un solo
argomento all’ordine del
giorno: la presentazione,
discussione ed approvazione del Piano territoriale per l’immigrazione che
potrà disporre per la sua
attuazione di circa 99mila
euro su una dotazione di
circa 600mila euro che il
dipartimento Salute, sicurezza e solidarietà sociale
dovrà utilizzare sull’intera
regione con interventi che
si collocano su due livelli
di azione: quello istituzionale regionale e quello
locale.
Il progetto per l’Area programma
MetapontinoCollina materana della
quale fanno parte 17
comuni è stato elaborato dall’ufficio socio-
A spasso con gli asini
nella murgia materana
Nei 17 comuni dell’Area programma Metapontino-Collina materana cresce il numero di cittadini neocomunitari e indiani
assistenziale (d.ssa Adele
Esposito e d.ssa Carmen
Centola) del comune di
Pisticci. In quest’area sono
presenti 3.327 immigrati
provenienti da Romania,
Albania e Marocco con un
numero sempre più crescente di cittadini neocomunitari e di nazionalità
indiana mentre i comuni
di Policoro e Pisticci evidenziano la presenza, rispettivamente, di 171 e
113 minorenni, una fascia
di età molto particolare. Il
Piano illustrato dalla d.ssa
Carmen Centola prevede
azioni di informazione e
sensibilizzazione, attività
di sportello informativo
e laboratori, utilizzo di un
camper itinerante, attività
di formazione di operatori
socio-sanitari, attivazione
di forze-lavoro, animazione itinerante, etc. Nel
corso del dibattito sono
intervenuti i sindaci Rocco
Leone (Policoro) Giuseppe Santarcangelo (Nova
Siri), Giuseppe Lacicerchia
(Craco), Vito Di Trani (Pisticci), Giuseppe Labriola
(Tursi), Francesco De Biase (San Mauro Forte) ed il
Presidente dell’Area Programma e sindaco di Rotondella, Vincenzo Francomano. Il Piano è stato
approvato all’unanimità.
(Bm6)
Immergersi nella natura silenziosa e godere dei paesaggi mozzafiato. Abbandonare per un attimo i ritmi frenetici imposti dalla quotidianità e imboccare i
sentieri ad un incedere lento.
E’ ciò che propone il Centro di Educazione ambientale “Mario Tommaselli” di Matera per originali
escursioni nel parco della murgia materana accompagnati da un’insolita guida: una coppia di asini.
Rocco e Piroetta, questi i nomi dei due animali, condurranno gli amanti del trekking in tranquille passeggiate per i luoghi della murgia Timone, ogni pomeriggio alle 18,00 fino alla fine del mese di agosto.
I docili asinelli, oltre a far da apripista ai turisti, porteranno in groppa i bagagli degli escursionisti, il
necessario per il pic-nic o, per brevi tragitti, anche i
bambini. Al termine della passeggiata gli escursionisti, giunti al centro visite di Jazzo Gattini avranno
la possibilità di concludere in bellezza la giornata
partecipando ad un programma di degustazioni
sotto le stelle. (bm7)
27.08.2012 N. 166
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Basilicata Mezzogiorno
Aeroporto Pisticci, Viti
scrive a Passera:
non bloccate l’opera
L’assessore spiega al ministro
il ruolo del potenziamento
della pista Mattei per la Valbasento
da reindustrializzare e al servizio
del turismo nel Metapontino
La Pista Mattei, più volte
indicata come il futuro
“aeroporto della Basilicata”, rischia di restare a
secco di fondi per il completamento dei lavori. Ed
ecco perché l’assessore
alla Formazione e lavoro
Vincenzo Viti scrive al ministro per lo Sviluppo economico Corrado Passera.
La richiesta è quella di
non sottovalutare il ruolo
e le prospettive della pista Mattei in Valbasento,
dato anche il processo
di reindustrializzazione
dell’area.
La missiva è stata inviata
anche considerando le
lunghe e cordiali relazioni intrattenute in passato
con lo stesso Passera.
L’assessore Viti ha invitato
l’esponente del governo a
intervenire affinchè venga
riconsiderata la posizione
della struttura aeroportuale di terzo livello situata in Basilicata a Pisticci
Scalo (la cosiddetta pista
Mattei, in prossimità degli ex stabilimenti chimici
dell’Eni, oggi in disuso).
La struttura, già in uso
ma in sostanza per voli
da diporto, una volta tra-
sformata in vero scalo
aeroportuale sarebbe al
servizio di un’area - quella
della Valbasento - che si
appresta a una significativa opera di reindustrializzazione, ma anche del
Metapontino, zona che
ha da sempre spiccata
vocazione agroalimentare
e turistica e che dunque
grande giovamento trarrebbe dalla pista.
Spiega Viti: “Si tratta di una
struttura che io stesso, da
parlamentare,
sostenni
incentivando l’iniziativa
del consorzio per l’area
industriale di Matera che
ha finanziato l’opera e l’ha
praticamente completata. L’unico impedimento
che tuttora si frapponeva
all’esercizio dell’infrastruttura era il mancato avvio
della bonifica cui avrebbe
dovuto attendere l’Eni,
con cui è in corso un contenzioso. Senonché il Cipe
ha recentemente disposto
per le risorse occorrenti a
bonificare il sito”.
“Sicchè - prosegue l’esponente della giunta regionale della Basilicata - la
scomparsa dell’impianto
tra quelli che il ministero
ufficialmente propone di
considerare, costituisce
un grave pregiudizio per
le prospettive di un’area
che si sta aprendo a una
nuova stagione di investimenti nell’agro-industria”.
“La Regione - assicura
Viti - è pronta a fornire
immediatamente la documentazione occorrente a
comprovare il fondamento delle ragioni esposte”,
conclude l’assessore.
La Regione, peraltro, punta molto sullo scalo di Pisticci. Ad esempio, il 14
maggio scorso un altro assessore regionale, Marcello Pittella, spiegò che per
il rilancio del Consorzio
industriale della provincia
di Matera la Regione Basilicata punta su una terna:
aeroporto, investimenti
nelle aree industriali e fotovoltaico.
E c’era stato un interessamento definibile come
“prestigioso” per il progetto dell’aeroporto di
Pisticci. Alla fine dell’anno
scorso, dopo quello che
era stato definito come “il
matrimonio dell’anno” (le
nozze della figlia del regista Francis Ford Coppola a
Bernalda, paese d’origine
del regista americano), la
stessa superstar di Hollywood aveva espresso
interesse per l’opera.
Il commissario del Consorzio industriale di Matera, Gaetano Santarsia,
aveva apprezzato pubblicamente le intenzioni
di Coppola, che aveva dichiarato in un’intervista al
quotidiano Il Sole 24Ore
di voler creare un “flight
base operator”, ossia una
società che gestisca i servizi aeroportuali e faciliti i
collegamenti soprattutto
dall’America.
L’idea è quella di portare a
Pisticci voli charter turistici richiamando l’attenzione dei vettori low cost per
rotte nazionali ma anche
europee. (bm3)
Importante non essere tagliati fuori dalle rotte aeree
Il danno
“Grave pregiudizio per l’area
che si apre a una nuova
stagione di investimenti”
Di cosa si parla
L’aviosuperfice di Basilicata Enrico Mattei (più nota
come “pista Mattei”) venne costruita negli anni Sessanta, all’interno dello stabilimento Anic, quando la
Valbasento era in piena industrializzazione. Non è una
struttura aeroportuale completa, piuttosto una pista di
atterraggio lunga 1.400 metri voluta dall’allora presidente dell’Eni in persona per avere maggiore personale
rapidità di spostamento tra i siti della società.
Nell’ottobre del 2007 venne consegnato alla Regione
Basilicata il progetto da otto milioni di euro per realizzare un aeroporto civile regionale di terzo livello. (bm3)
L’area della Valbasento
Dal Consiglio
Completamento aeroporto Pisticci/1
Braia (Pd)
Il capogruppo del Pd annuncia il sostegno del gruppo
all’iniziativa intrapresa dall’assessore Viti di interlocuzione con il ministro dello sviluppo Corrado Passera al fine
di chiarire definitivamente il ruolo dell’aviosuperfice.
“La scelta fatta in questi anni dalla Regione Basilicata di
investire importanti finanze regionali per realizzare e
ampliare la strategica infrastruttura logistica dell’aviosuperfice, voluta negli anni sessanta da Enrico Mattei, è
tra le più lungimiranti e coerenti scelte fatte rispetto alle
volontà dichiarate di voler puntare sull’ambiente e sullo
sviluppo di settori strategici come turismo e agricoltura
nei luoghi della Basilicata più ad esse vocati come l’intera area del Metapontino, al centro di grandi attenzioni da parte di investitori nazionali ed internazionali del
settore”. E’ quanto sostiene il capogruppo del Pd, Luca
Braia, il quale ricorda che “il completamento dell’aeroporto a Pisticci e la sua entrata in funzione, tema del
quale bisognerebbe intensificare la discussione circa
la soluzione del delicato aspetto gestionale, sarebbe
anche di grande aiuto rispetto ad un altro obiettivo dichiarato dal Governo regionale, che sarà, nelle prossime
settimane, al centro del dibattito politico-economico
della nostra regione, così come preannunciato dagli assessori Viti e Pittella, circa il rilancio produttivo della più
importante area industriale della provincia di Matera.
Come gruppo Pd, insieme al Presidente De Filippo ed
ai nostri parlamentari sosterremo l’iniziativa intrapresa
dall’assessore Vincenzo Viti di interlocuzione forte con il
ministro dello sviluppo Corrado Passera al fine di chiarire definitivamente il ruolo e la funzione dell’aeroporto di Pisticci affinché lo stesso possa meritare il giusto
spazio e l’adeguata considerazione anche in termini di
investimenti, nell’ambito di una sempre troppo annunciata strategia di rilancio della Nazione che parta finalmente dal Mezzogiorno”.
Completamento aeroporto Pisticci/2
Benedetto (Idv)
“Il piano aeroporti del Ministro Passera mentre indica
le nuove funzioni degli scali aeroportuali già in attività,
in termini di collegamenti nazionali ed internazionali,
trasporto merci, collegamenti turistici, per quelli non
ancora in funzione, come è il caso della ‘pista Mattei’ di
Pisticci, delega ogni scelta alle Regioni. L’assessore Viti e
il presidente della Cciaa di Matera Tortorelli, dimostrando di non averlo capito, stanno facendo solo confusione
ed allarmismo. Quanto all’operatività dell’aeroporto di
Pisticci, che deve continuare ad essere di terzo livello
senza perciò ipotizzare altre funzioni, si deve pensare ad
accelerare i lavori di completamento infrastrutturale e
adeguamento della pista secondo progetti già finanziati, quindi con risorse disponibili senza chiederne altre al
Governo. Fa bene pertanto Viti a ricordare che con i fondi recentemente stanziati dal Cipe sarà possibile provvedere agli interventi di bonifica della Val Basento e a
superare l’ultimo ostacolo che si oppone ai programmi
di operatività dello scalo aeroportuale.
A costo di essere l’unica voce fuori dal coro ‘a lupo a
lupo’ contro il ‘cattivo’ Ministro Passera che non vuole
l’aeroporto di Pisticci, devo rilevare che anche il sindaco di Pisticci Di Trani entra a far parte del coro e, come
l’assessore Viti e il presidente della Cciaa di Matera Tortorelli, dimostra di non aver capito e forse nemmeno
letto il piano aeroporti del Ministro, accodandosi alle
dichiarazioni di confusione ed allarmismo. Troppo facile prendersela con una classe politica sorda alle istanze
del territorio.” (Bm6)
Estratto da: La Nuova del Sud - 27.08.2012
PAG. 5
Basilicata Mezzogiorno
_Basilicata_
_Primo Piano Basilicata
_
Lunedì 27 agosto 2012
7
BASILICATA, GOVERNO E PETROLIO
Il blocco di ulteriori perforazioni del Consiglio regionale potrebbe non essere accettato a cuor leggero
“Le compagnie ricorreranno al Tar”
L’assessore regionale all’Ambiente, Mazzocco, non si fa illusioni: abbiamo toccato interessi mondiali
di MIMMO PARRELLA
SENISE- Due donne
combattive e determinate. L’on. Grazia Francescato ha spronato i lucani a non essere arrendevoli e a non “fidarsi”. La
difesa del territorio e la
crescita economica vanno a braccetto e non possono esserci deroghe.
L’assessore regionale all’Ambiente, dal canto
suo, non è stata da meno nel difendere le ultime scelte della giunta e
del Consiglio regionale
contro ulteriori perforazioni sul suolo lucano. E’
una questione economica -di
royalties e
accise- ma
anche ambientaliste
per evitare
lo scempio
del territorio. Il presidente De
Filippo ha
proposto e
il Consiglio
ha varato
all’unanimità una
sorta di atto di guerra verso il
governo e
le potentissime multinazionali
del petrolio. E l’assessore
non si tira
indietro:
“Forse non
è chiaro
che in queste settimane abbiamo
toccato interessi fortissimi -ha legittimo tecnicamente, de la scelta politica e non
detto la Mazzocco dal pal- ma per la valenza politi- tecnica della Regione
co della festa provincia- ca: il nostro no è legato Basilicata. Una decisiole Sel - delle aziende più non tanto alla compati- ne presa all’unanimità
importanti al mondo co- bilità tecnica delle nuo- per evitare che l’intero
me Eni, Shell e Total”. ve ricerche, quanto alla territorio fosse alla merAnche se non esclude volontà di evitare che si cè dei petroliere. E la
Mazche le stesse,
zocco,
dopo gli ultimi
A fronte dei circa 100 milioni di
leader
no alle richieste di ricerca royalties incamerati dalla nostra regione, anche
delnel Potentino,
alla Lombardia (sede di Eni e altre
l’Api
Collina Materana e Alto compagnie) ogni anno fino a sei miliardi di Rutelli,
Bradano, possano fare ricorso al Tri- superi l’attuale 22% di non risparmia critiche
bunale amministrativo. territorio lucano interes- anche al governo Mon“Le compagnie faranno sato dalle estrazioni”. Pa- ti: “Lo appoggio convinricorso al Tar -aggiunge- role determinate di un tamente, ma sulla scelma noi siamo convinti assessore che non è mai ta di accentrare ulteriorche la magistratura non stata “morbida” e che in mente le scelte in matepossa bocciare un atto il- questo momento difen- ria energetica e territo-
del territorio senza chinare il capo ai diktat dei
vertici nazionali di partiti o lobby. E l’art. 16 del
decreto sviluppo è un
passo avanti, ma non basta. Il memorandum è
fermo da mesi e nessuno riesce a spiegarlo. Basterebbe semplicemente
che le multinazionali
(magari anche la Fiat,
pur se in crisi) lasciassero parte dei loro versamenti fiscali per Irap,
Imu e altro, in Basilicata per farci improvvisamente diventare la “Lombardia
o
Svizzera”
ricatti paga
dei
ica
polit
“La
è:
cich
segretario Mic
del Sud.
troppo morbidi. E il sotto
istra
rosin
cent
e
estra
Centrod
Non servono maorre cambiare strategia novre o
occ
olio
petr
di
zi
poz
i
per
oni
mega inIn Val d’Agri
Per ottenere le giuste compensazi
una parte
Le grandi aziende
telligenenta
pres
si
del Ministero
paghino le tasse
Melfi, stamane
in Basilicata
ze. L’asla giunta del sindaco Valvano
sessore
G
Mazzocco, non
si è limitato
solo a questo: con determinazione -pur nel muIl prossimo passo
gugno di alcuni preIn alto la festa provinciale
della giunta
senti- ha difeso la realizdella Sel e sotto l’ad
zazione delle tre piccole
regionale, e del dell’Eni, Paolo Scaroni
centrali a biomasse che
Consiglio, sarà
saranno
realizzate
quello di
sul territochiedere alle
rio lucano.
“Sono conmultinazionali di
vinta che
pagare le tasse
l’utilizzo
non alla Regione
del cippato
-ha
agdove hanno
giuntosede sociale
possa giovare all’am(Lombardia e
biente alLazio) ma in
l’economia:
tre centrali
Basilicata dove
per un totaestraggono
le di 5 megawatt potrebbero
riale è un passo indietro
creare diche limita il potere delverse centile regioni”. Ma la “pronaia di povocazione” più dura arsti di lavoriva anche sulla richiesta presto formalizzata la Lombardia (sede del- ro. Mi auguro che i pro-magari con un atto le- l’Eni ed altre compa- getti vadano avanti”. Ci
gislativo, come voluto gnie) restano annual- ha pensato il presidenanche dall’assessore Pe- mente fino a sei miliar- te del Consiglio comunasacane- di un provvedi- di. Come dire: qui inqui- le di Senise, Uccelli, tormento che costringa le nano e lasciano l’elemo- nare al petrolio e rinfomultinazionali a pagare sina, a “casa loro” por- colare le polemiche sulle tasse non alla regione tano il malloppo. E pro- l’utilizzo delle royalties:
dove hanno la sede socia- prio su questo che ora la non capisco come possa
le (Lombardia e Lazio), politica ha posto l’accen- il Comune di Viggiano
ma in Basilicata dove to. Rialzata la testa, nes- avere tanti soldi in banestraggono. In sostanza, suno si accontenta più. ca senza riuscire a spena fronte di circa 100 mi- Ed era ora. Anche da derli, avendo ultimato
lioni di royalties sul pe- queste colonne, più vol- per l’ennesima volta il ritrolio incamerate (dopo te abbiamo invocato “la facimento dei marciapiepolemiche e tanta fatica) lega lucana”, quello che di. E anche questo è un
dalla nostra regione, al- difendesse gli interesse problema tutto lucano.
Anno VI - N. 167
Potenza-Reg.Trib. di Pz N. 334
ta
Avanti con la Lega Basilica
In Basilicata in tandem con
Il Mattino
di FILIPPO MASSARO*
*
di CARMINE VACCARO
A
lla manifestazione nazio nale di Uil e
Cisl a Roma, rappresentata dalla folta
delegazione di dirigenti e lavoratori dei
due sindacati, c’era
un pezzo significativo della Basilicata
he vuole determina-
entile direttore, il
Csail, senza il
forse, è favorevole
alla sua indicazione
di costituire una sorta di “Lega lucana”
che tuteli realmente
gli interessi del “popolo del petrolio” e
mentre a Pontida si
chiede il trasferimen
to di alcuni Ministei
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 26.08.2012
PAG. 6
Basilicata Mezzogiorno
II I BASILICATA PRIMO PIANO
Domenica 26 agosto 2012
LA QUINTA MAFIA
INFORMAZIONI
Sono tante le informazioni che gli
investigatori hanno potuto raccogliere dalle
lettere che si scambiavano tra loro i basilischi
LETTERE DAL CARCERE
Così comunicava
il clan dei basilischi
FABIO AMENDOLARA
l C’è chi ha scelto un foglio
con la figurina di San Michele
Arcangelo, chi tra le righe cita
il filosofo Platone, chi non ha
carta e scrive su quella che
passano in carcere, chi preferisce le cartoline con belle
donne o paesaggi e chi, come
l’ex boss ora pentito Gino Cosentino, usa una pagina incorniciata da simboli oscuri e
magici. Sono le lettere che i
basilischi - la «Quinta mafia»,
secondo gli investigatori - si
sono scambiati durante i giorni di detenzione. Sono centinaia: tutte contenute in un corposo dossier finito negli archivi della Procura antimafia
di Potenza.
Sono saltate fuori, nel corso
degli anni, durante le perquisizioni nelle celle dei detenuti.
Le custodivano gelosamente.
Scrivevano per mantenere
stretti i rapporti nonostante
lunghi periodi di detenzione.
Oppure per informare i capibastone. Qualche volta sono i
boss a scrivere, per dare coraggio a qualche picciotto giù
di morale. All’apparenza non
contengono messaggi cifrati.
Non sono «pizzini». Si tratta di
vere e proprie comunicazioni
ufficiali nelle quali i basilischi
si esprimono a vicenda «vicinanza», «stima» e si scambiano «i saluti».
Oppure si confrontano sulle
condizioni in carcere. «Caro
Riccardo, non ho fatto i colloqui con mia moglie». Risposta, dopo qualche settimana:
«Caro Franco, mi dispiace perché non hai visto tua moglie,
ma solo Francolino in aula.
Stai su col morale».
E sulle evoluzioni dei processi: «A me e ai miei fratelli
hanno confermato i sei anni».
Ma anche su quelle amorose:
«Caro, come vanno le cose con
la tua donna? Sei riuscito a fare
pace?».
Il tema comune a quasi tutte
le comunicazioni è invece la
condizione delle carceri. «Salerno non ha la sezione con le
persone con l’associazione (i
detenuti accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, ndr) e devo chiedere il
trasferimento o ad Avellino oppure a Benevento. Qui non si
sta bene». Mimma dal carcere
di Salerno si scusa con il boss:
«Scusa per il ritardo, ma è un
brutto periodo per i miei casini
con le agenti». A Riccardo viene rinviata l’udienza. E lui comunica al boss: «Purtroppo la
semilibertà non è stata discussa e poi manca ancora il parere
del questore». Poi aggiunge:
«Tonino e Saverio (probabilmente Antonio Cossidente, attualmente collaboratore di giustizia, e Saverio Riviezzi, ndr)
mi hanno fatto un pensiero».
Oppure: «Mi sono aspettato
il peggio e il peggio mi hanno
dato. Stai sicuro che non ce la
faremo mai tutta questa galera». E cita il filosofo ateniese:
«Platone diceva che è l’intelligenza che ordina e causa ogni
cosa, per cui occorre far funzionare la testa, come in tutte
le cose. Non ti preoccupare,
anche questa volta usciremo
da questo casino».
C’è anche qualche «richiamo». Gino Cosentino scrive a
Franco Pontiero (condannato
all’ergastolo per l’omicidio del
poliziotto Francesco Tammone): «Da tempo non ricevo tue
notizie nonostante ti abbia
scritto più volte».
Franco da un po’ non rispondeva più. E gli investigatori hanno capito anche perché. In una lettera non firmata
che aveva ricevuto qualche
tempo prima un «amico» gli
scriveva: «Ti spiego perché ti
ho detto che le lettere agli
amici non le devi scrivere. Io
non ho ricevuto le lettere, appena sono uscito, da parte di G.
e di R. e anche Tonino C. non
ha ricevuto la lettera di
un’amica. Abbiamo scoperto
tramite un buon avvocato che
in Questura ci sono delle lettere in stato di fermo. Sappiamo che sono state bloccate
ma non sappiamo se sono nostre, però per ora è meglio
evitare di scrivere. Anche se ci
siamo scritti sempre cose lecite
non vorrei che in Questura
capissero una cosa per un’altra. Magari parliamo di amiche e lì pensano chissà che
cosa. Comunque quando verrà
a colloquio tua moglie ti spiegheraà meglio la cosa».
Poi la notizia sull’allontanamento di Michele Danese, il
cognato di Cosentino che si era
rifiutato di sfregiare sua sorella, accusata di aver tradito il
boss durante un periodo di
detenzione: «Michele D. è stato
indegno e continua a essere
indegno. È stato distaccato
completamente. Volevo metterti a conoscenza di questo fatto».
Lì gli investigatori hanno trovato la prova che il mandante
del tentato omicidio di Michele
Danese era suo cognato: il boss
dei basilischi.
DOSSIER Un
corposo
dossier finito
nel
maxiprocesso
ai basilischi,
attualmente
davanti ai
giudici della
Corte
d’appello di
Potenza,
contiene le
lettere
sequestrate
in carcere
agli imputati
[foto Tony
Vece]
.
LA STORIA ASCESA E FINE DELLA COSCA CHE AVEVA RACCOLTO I CRIMINALI LUCANI SOTTO UN UNICO CARTELLO
MESSAGGI
ARCANGELO Per
una delle lettere
Gino Cosentino
sceglie San Michele
Arcangelo. Un
santino di San
Michele viene usato
nel corso del rito di
affiliazione della
’ndrangheta. Non è
un caso che
Cosentino scelga
proprio l’immagine di
San Michele quando
scrive ai suoi affiliati
.
CARTOLINA Per le
comunicazioni sullo
stato di salute e di
detenzione i
basilischi preferivano
le cartoline. Sono
tante le cartoline
raccolte dagli
investigatori. Quasi
tutte ritraggono la
città in cui è
detenuto l’imputato:
Palmi, Avellino,
Campobasso, Roma
.
Le prime lettere sono del 1997
Dopo due anni i primi arresti
Due ondate di pentiti hanno messo in ginocchio il clan
l Le lettere più vecchie sono
del 1997. E infatti è dal 1997 che
negli atti della Procura antimafia si comincia a leggere il
nome del cartello lucano di
stampo mafioso denominato
«Famiglia dei basilischi». La
grande inchiesta che porta
all’arresto - il 22 aprile del 1999 di 84 persone viene condotta da
pm antimafia Felicia Genovese e
nell’ultima fase dal pm Vincenzo Montemurro che poi curerà
la fase del processo.
Il primo grado comincia nel
2000 e si chiude nel 2007. La
sentenza che riconosce l’esistenza della «Quinta mafia», una
mafia tutta lucana, viene emessa dopo 35 giorni di camera di
consiglio. Molti delgi 83 imputati vennero condannati. Alcuni
di loro vengono condannati per
l’accusa di «associazione a delinquere di stampo mafioso».
La famiglia dei basilischi nasce da un’idea di Gino Cosentino
(nella foto qui a fianco), meglio
noto come «Faccia d’angelo». È
stato lui a coltivare il sogno di
una cosca tutta lucana. Ma gli
equilibri all’interno del clan si
incrinarono presto.
E l’organizzazione, nata ufficialmente nel 1994, venne sgominata tra il 1998 e il 1999. Il
vertice del clan, composto da
Gino Cosentino, il quale avrebbe
gestito gran parte delle attività
dal carcere, Antonio Cossidente
e Saverio Riviezzi, finì in manette e con loro anche gran
parte degli affiliati.
La cerimonia di affiliazione
avveniva alla fonte del fiume
Sinni.
L’aspirante mafioso incontrava il boss che aveva in mano un
bastone d’argento. I due si abbracciavano. Lui faceva un giuramento di fratellanza, riconoscendo il capo come suo fratello.
Diceva di essere «pronto» a servirlo «e a essere servito con
stima, umiltà e fedeltà».
E si diceva felice «di abbracciare un altro fratello» che sapeva di avere, ma non conosceva. Con questa formula di
affiliazione,
mutuata
dalla
’ndrangheta, un nuovo adepto
entrava a far parte dei basilischi. La famiglia di Cosentino
aveva raccolto gran parte degli
affiliati degli altri gruppi criminali lucani i cui capi erano
finiti in carcere.
Rapine, estorsioni e diversi
omicidi avevano reso i basilischi temibili e rispettati dalle
mafie tradizionali. Poi è cominciata la prima stagione dei pentiti e il maxiprocesso si è messo
male.
Cosentino, per la sua vita disinvolta con le donne e soprat-
tutto perché era un assuntore di
cocaina, ha perso autorevolezza.
E gli sono subentrati sei nuovi
capi (erano i suoi colonnelli).
La ’ndrangheta ha diviso la
Basilicata in sei famiglie, mantenendo questa volta il controllo
diretto delle attività. Cosentino
si sente in pericolo di vita e
decide di collaborare con la giustizia. Con la sua testimonianza
comincia la seconda stagione
dei pentiti. Di lì a poco anche
Cossidente (che aveva già un
passato da «confidente» del Sisde, il vecchio servizio segreto
civile) deciderà di fare la stessa
scelta. E anche i nuovi basilischi
finiranno per essere decapitati.
[fab. ame.]
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 26.08.2012
PAG. 7
Basilicata Mezzogiorno
BASILICATA PRIMO PIANO I III
Domenica 26 agosto 2012
GLI «AMICI VICINI»
L’ex capobastone della famiglia dei
basilischi informa un affiliato sullo stato di
detenzione degli «amici vicini»
I SALUTI DEL «FRATELLO»
Tra le righe c’è il «saluto del fratello»
A chi faceva riferimento Cosentino?
Lettere all’esame della Corte d’appello
Anche simboli magici
nella lettera del boss
Il teschio e le rune prima della firma di «Gino Cosentino»
l Fondo nero, un teschio che stringe
tra i denti una rosa. Due putti sorreggono un nastro su cui sono impressi
strani simboli che ricordano le rune.
Sulla cima di due colonne siedono dei
«gargoyle». E al centro c’è il testo,
ordinato, della lettera che Gino Cosentino, all’epoca mammasantissima
dei basilischi, ora collaboratore di giustizia, inviò a un certo Franco (molto
probabilmente Francesco Pontiero, condannato all’ergastolo per l’omicidio del
poliziotto Francesco Tammone).
Cosentino scrive dal carcere di Campobasso, in cui era detenuto con l’accusa
di traffico di droga e armi (l’ex capobastone ha una lunga carriera criminale, cominciata in tenera età. La sua
fedina penale è piena di condanne definitive, che ha scontato passando gran
parte della sua vita tra un carcere e
l’altro)
«Caro Franco, sono contento di saperti bene, come pure ti assicuro di me e
degli amici vicini. Ti informo che il 16
sarò a Potenza in tribunale per il “continuato” e mi portano andata e ritorno.
Ti farò sapere l’esito. fammi sapere se
hai ricevuto il pensiero da Potenza e
anche quando parti per Potenza. Ti
informo che Peppe mi ha dato i tuoi
saluti e quelli del fratello a cui ti prego
di ricambiare. Ricevi i saluti di Eugenio
e amici vicini. Adesso non ti dico altro e
«AMICI VICINI» La lettera scritta con cui il boss Cosentino invia i saluti degli «amici vicini»
in attesa di tue notizie ti saluto caramente con la stima e l’affetto di
sempre, ricordandoti che ti porto sempre nel mio cuore. Fammi sapere se
Francolino ti sta scrivendo. A presto.
Gino».
Gli «amici vicini», il «pensiero da
Potenza», i «saluti del fratello». Sono
elementi che ora i giudici della Corte
d’appello - dove è in corso il maxiprocesso ai basilischi - stanno valutando.
Quando Cosentino faceva riferimento
agli «amici vicini» indicava i colonnelli
dei basilischi? Il «pensiero da Potenza»
era il sussidio che il tesoriere del clan
inviava mensilmente ai detenuti? E «i
saluti del fratello?».
È finito tutto nel fascicolo che i giudici
della Corte d’appello dovranno esaminare prima di chiudersi in camera di
consiglio per la sentenza di secondo
grado sulla «Quinta mafia», attesa per
[fab. ame.]
questo autunno.
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 27.08.2012
PAG. 8
Basilicata Mezzogiorno
Potenza
Lunedì 27 agosto 2012
13
REDAZIONE: Via Nazario Sauro, 102 - 85100 Potenza - Tel. 0971.69309
La testimonianza del potentino Donatello Vertone che si trovava vicino all’Empire State Building
Vi racconto la sparatoria a N.Y.
In viaggio di nozze con la moglie. «Tanta paura ma per loro è normale»
DOVEVA essere il viaggio
perfetto, quello di Donatello Vertone e sua moglie,
neo sposi di Potenza, negli
States per il viaggio di nozze dopo il matrimonio che
si è tenuto solo
qualche
giorno
fa.
E, invece, per
un attimo la vacanza si
è
trasformato in un
inferno,
a
due
passi
dall’incredibile sparatoria
che venerdì
scorso
ha sconvolto
l’Empire State
Building, il
grattacielo più
alto di
New
York.
Colpi
d’arma
da fuoco, sangue, due morti e nove feriti.
La giovane coppia di Potenza - ora in Messico dove
la redazione del Quotidiano li ha raggiunti a qualche giorno dall’accaduto raccontano quegli istanti
di paura, quando, venerdì
mattina, mentre si stavano
recando in un bar di New
York sulla quinta strada
per la prima colazione alle
8 e 45, a circa 200 metri
dell’Empire State Building, hanno sentito in lontananza alcuni rumori sordi provenienti dal fondo.
«Solo in seguito - racconta Donatello - abbiamo
identificato quei rumori
come esplosioni d'armi da
fuoco».
In un primo momento i
due ragazzi non hanno dato peso a quello che stava
succedeva.
Ma poco dopo dall'interno
del bar hanno potuto scorgere le auto della polizia e le
ambulanze, e hanno sentito sentito il rumore degli
elicotteri che erano fermi
in aria di fianco all'Empire
all'altezza del luogo della
sparatoria.
All’improvviso hanno capito che qualcosa di molto
grave era accaduto.
A piedi hanno cercato di
raggiungere il luogo della
sparatoria tra i mezzi di
soccorso e le auto della polizia che accorrevano numerosi arrivavano numerosi.
Quando sono arrivati sul
posto hanno potuto vedere
quanto di terribile fosse accaduto: feriti e un morto
stesi a terra, coperto da un
lenzuolo bianco.
Uno spettacolo orribile a
cui mai avrebbero creduto
di assistere.
Dopo poco in lontananza
hanno ascoltato la confe-
Donatello Vertone con la
moglie appena sposati, la
zona della sporatoria subito
dopo l’accaduto
renza stampa del sindaco
di New York e del capo della
polizia.
«La cosa che più mi ha
colpito se posso dirlo - racconta Donatello - e' l'assue-
fazione della gente questo
tipo
di
incidenti.
Tanto che una ragazzo passando dopo aver chiesto ad
un signore cosa fosse successo ha esclamato con iro-
nia “a normal incident in a
normal city”.
E pensare che solo la sera
prima la giovane coppia in
visita alla zona aveva postato una foto su Facebook
dell’Empire illuminato a
giorno dalle tantissime luci della Grande Mela.
Per fortuna per Donatello e sua moglie solo tanta
paura.
La coppia ha potuto successivamente riprendere il
suo tour.
Ma certo un’esperienza
così non la dimenticheranno mai nella loro vita.
VERTENZA DON UVA
Crisi e stipendi a rischio, Fials sollecita le istituzioni
«Serve un’amministrazione
straordinaria»
SULLA vertenza Don Uva a chiedere un coinvolgimento più incisivo
da parte delle istituzioni lucane, è il
sindacato Fials di Basilicata. «Urge
che le istituzioni lucane diano una
chiara svolta alla alla spinosa questione» che si trascina da troppo
tempo e mette a rischio, oltre che la
struttura sanitaria, il posto di lavoro di centinaia di perorsone. «Basta
con le promesse - scrive il sindacato
in una nota - Anche le istituzioni si
facciano carico della questione ormai
non
più
rinviabile».
L'intera struttura aziendale, punto
di eccellenza per l'intera Basilicata,
con le sue risorse umane e i suoi pazienti ha necessità di un nuovo
slancio per porre freno ad una situazione insostenibile.
«E' giunta l'ora - si legge ancora
nella nota del sindacato - di un'assunzione di responsabilità delle
istituzioni lucane a tutti i livelli per
tutelare e salvaguardare gli oltre
400 posti di lavori». IL sindacato ha
rinnovato anche l'appello alla dirigenza della Casa Divina Provvidenza affinché l'affiancamento istituzionale sia ben presto accettato. «E'
questa una delle strade percorribili
in tempi celeri che potrebbe di certo
dare una boccata di ossigeno alla si-
La mobilitazione dei lavoratori del Don Uva
curezza economica e sociale di molte famiglie».
«La crisi finanziaria che ha colpito la Casa Divina Provvidenza –continua la Fials - non ha tregua. Sembrerebbe che dal 28 agosto il salario
da corrispondere a ciascun dipendente sia di 700 euro. C'è nell'aria
una probabile mobilità del personale, cioè di un eventuale pre-pensio-
namento. Questa situazione inciderà non poco sui livelli assistenziali poiché verrà meno il personale
nei reparti».
Nell'ultima assemblea, tenutosi a
Bisceglie lo scorso 8 agosto, dove
erano presenti tutte le organizzazioni sindacali e le istituzioni è stata
fortemente accorata la necessità di
affidare l'ente ad un’amministra-
zione straordinaria. «Solo in questo modo si può dar vita a un vero e
proprio Piano Aziendale che rilanci
la struttura». La Fials, invita le Istituzioni Lucane, a non sottovalutare il disagio e la tensione creatasi
tra i lavoratori della casa di riposo
che come sempre lavorano con dedizione, professionalità ed umanità.
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 25.08.2012
PAG. 9
Basilicata Mezzogiorno
IV I POTENZA CITTÀ
Sabato 25 agosto 2012
IL PERSONAGGIO
L’ERASMUS «GALEOTTO»
Kelly ha incontrato la sua futura moglie in
entrambi universitari, avevano
UN AMERICANO «SELF MADE MAN» Inghilterra:
partecipato a un progetto Erasmus
VOLTO NOTO IN CITTÀ
In poco tempo è diventato un volto
conosciuto in città. Insegna hip-hop e
Zumba fitness in diverse palestre
Da Miami a Potenza a ritmo hip-hop
La storia di Kelly Roberts, emigrato in Basilicata per amore di sua moglie Concetta
MASSIMO BRANCATI
l Lascia Miami per trasferirsi a
Potenza. Si dirà: che pazzo! Sì, ma crazy (pazzo) d’amore per sua moglie Concetta, al punto da assecondarne l’«italico» attaccamento alla famiglia d’origine e decidere di abbandonare sole,
spiaggia e, soprattutto, opportunità
professionali per seguirla nella culla
dei suoi affetti. In una piccola città del
Sud Italia dove tanti suoi coetanei sognano di fare il percorso inverso.
Lui è Kelly Roberts, atletico ragazzo
di colore, diventato nel giro di pochi
mesi un volto noto a Potenza: insegna
hip-hop ed è il «guru» dello Zumba che
spopola nelle palestre di tutto il mondo. È l’unione tra fitness e una danza
giocata sui ritmi e i movimenti di ben
13 balli diversi, tra salsa, merengue,
flamenco, mambo, samba ed anche
danza del ventre, chachacha, reggaetone. Tanto sudore, ma anche tanto
divertimento, sperando di buttare giù
qualche chilo. Kelly porta in giro lo
Zumba tra le palestre potentine riscuotendo ovunque un grande successo. Ha creato dal nulla un lavoro, in un
Paese non suo, lontano migliaia di chilometri dal suo mondo, dimostrando
quello spirito d’iniziativa che forse difetta a tanti giovani del posto.
Un americano che sposa una potentina. Come vi siete incontrati?
«Entrambi studenti all’università,
abbiamo partecipato al progetto Erasmus in Inghilterra. E lì ci siamo innamorati».
Colpo di fulmine sfociato in matrimonio «lampo». Avete deciso
subito di trasferirvi a Potenza?
«No. Per tre anni abbiamo abitato a
Miami, ma mia moglie, pur apprezzando la città in cui viveva, sentiva
forte la nostalgia per la sua famiglia.
Di qui la decisione di trasferirci a Potenza».
Ma ora le parti si sono invertite. È
lei che ha lasciato la sua famiglia
d’origine...
SIMPATIA
A sinistra Kelly
con allieve de «Il
Cigno». In alto
con «La Ricotta».
Nel riquadro a
destra con la
moglie Concetta
.
«Anch’io, inutile negarlo, ho nostalgia per i miei cari, ma in America e
diverso da ciò che accade in Italia. Ad
una certa età bisogna costruirsi una
vita autonoma, staccarsi dai familiari.
Per gli italiani è un discorso più difficile da accettare».
Aveva pensato a cosa fare per vivere una volta raggiunta Potenza?
«Ho creduto di poter sfruttare la mia
conoscenza dell’inglese e di insegnarlo. Sono arrivato qui a maggio del 2009
e dopo qualche giorno avevo già il mio
primo studente. Prima di partire ho
creato contatti con quanti più potentini possibile attraverso Facebook,
spiegando che sarei arrivato in città
nel giro di qualche giorno e che avrei
potuto insegnare l’inglese».
Da essere prof di «what is this?»,
«where is the pen?», «what’s your
name?» a insegnante di ballo.
Due mondi lontani...
«Ho semplicemente messo a frutto
una mia passione. Quando studiavo
all’università, negli States, insegnavo
hip-hop. Ho deciso di provarci anche
qui e grazie alla scuola di danza «Il
Cigno» questa attività mi sta dando
molte soddisfazioni».
Poi è arrivato lo Zumba...
«Sono molto curioso e attraverso
Youtube ho scoperto questa disciplina.
Mi sono documentato e ho seguito un
corso di specializzazione a Castrovillari. Sto registrando un grande interesse da parte dei potentini e ormai
giro più palestre della città».
Potenza le piace?
«Ci vivo bene e ho conosciuto tanta
gente simpatica e dolce».
E Miami?
«Ci tornerò proprio in questi giorni.
Ho voglia di riabbracciare i miei cari».
Ma non aveva detto che gli americani sono «tosti», capaci di staccarsi dalla famiglia d’origine
senza troppi problemi?
«Vero, ma gli affetti sono affetti anche per i bad americans».
LE PROIEZIONI DI UNIONCAMERE ELABORATE SU SCALA REGIONALE DAL CENTRO STUDI THALIA. PREVISTE 1.430 ASSUNZIONI NEL SETTORE DEI SERVIZI
Il turismo offre nuovi posti di lavoro
ma mancano scenografi e figure creative
l In quella che si preannuncia in Basilicata
come la «stagione turistica d’oro» per eventi e
manifestazioni culturali, dalle rievocazioni storiche che si sono moltiplicate, ai grandi attrattori
che sono aumentati, ai cartelloni di festival a tema
e di cinema, cresciuti di qualità e pertanto di
rinnovato richiamo turistico, sono incoraggianti i
dati diffusi da Unioncamere sulle 32.250 assunzioni previste quest’anno nel Paese dalle imprese
che competono grazie alla qualità e alla cultura (di
cui 22.880 non stagionali e 9.370 stagionali), pari al
5,6% del totale delle assunzioni che verranno realizzate dalle imprese di industria e servizi. Nonostante la crisi, le imprese legate alla cultura
dimostrano una particolare tenuta occupazionale,
visto che il numero di occupati del settore, dal 2007
al 2011, è cresciuto a un ritmo medio annuo dello
0,8% (complessivamente circa 55mila posti di lavoro in più), a fronte di una flessione media dello
0,4% all’anno riscontrata per l’intera economia
nazionale nello stesso periodo.
Sono dati che – secondo la rielaborazione fatta
dal Centro Studi Turistici Thalia in chiave regionale attraverso il canale Excelsior-Unioncamere – rispecchiano la tendenza del mercato del
lavoro in Basilicata dove entro il 30 settembre
prossimo il 56% delle 1.430 assunzioni previste
riguarderà il settore servizi. Anche se le assunzioni previste nel settore servizi saranno assor-
bite per un buon 70% dal ricettivo-alberghiero-ristorazione, il comparto più specificatamente culturale è in grado di dare buoni risultati sia pure
legati ancora alla stagionalità.
«Le parole del Presidente nazionale di Unioncamere Dardanello sulla mancata consapevolezza
rispetto al potenziale produttivo del settore culturale, da noi – commenta il direttore del Centro
Studi Turistici Thalia Piero Scutari – hanno un
peso maggiore perché ci si ferma al valore storico-culturale e di appartenenza di comunità locali che lavorano, in molti casi, anche un anno
intero per preparare un evento storico-culturale
estivo, senza invece guardare a tutti gli aspetti
favorevoli per l’economia locale e l’occupazione».
Intanto, secondo l’indagine, la domanda di lavoro delle imprese che ruotano intorno alla cultura si dimostra molto orientata verso figure di
alto profilo, considerando che quasi la metà delle
assunzioni non stagionali programmate per quest’anno riguarderanno professioni high-skill (ben
7 su 10 nel caso delle cosiddette «professioni culturali» - definite in base a 127 profili professionali
espressivi del core delle attività delle imprese che
le impiegano), quando nel caso delle altre imprese
dell’industria e dei servizi non si va oltre un
quinto del totale. Dietro a questo generale innalzamento qualitativo professionale del fabbisogno occupazionale delle industrie culturali ri-
siede un’elevata attenzione nei confronti del titolo
di studio, che si tramuta in un’ampia richiesta di
laureati, pari a quasi 30 assunzioni non stagionali
su 100 previste nel 2012 (più del doppio rispetto alle
altre imprese, dove questa quota supera di poco il
14%). «È qui la nota dolente. Ci sono – commenta
ancora Scutari – figure professionali cosiddette
creative ed artistiche per gli eventi che non si
riescono a trovare quali direttori artistici, scenografi, registi, tecnici del marketing, specialisti
nel rapporto con il mercato, oltre ai cosiddetti
figuranti che devono per forza venire da fuori
regione. Di qui l’idea di definire percorsi e attività
di formazione professionale adeguati».
Anche nelle attività più specificatamente di
servizi al turista, dalle guide, al personale di informazione, prenotazione di posti letto, soggiorni,
ristoranti, personale di agenzie di viaggi, ecc. si
aprono buone prospettive di lavoro. E tra i tour
operator che hanno accettato la «scommessa», la
Camartour con base a Napoli e di recente Ufficio-Agenzia viaggi a Potenza, continua a credere
in queste possibilità con ricadute significative
sull’economia di piccoli comuni. «Per me – dice
Giuliano Scavetta, titolare – ci sono tutte le condizioni per far diventare questo un prodotto da
catalogo e da pacchetti di soggiorni che vadano
oltre il week end. Lo sforzo che ci attende - aggiunge – è di conferire una specifica identità a
ALBERGHI Turismo in controtendenza: richiesto personale
«Montagne d’Emozioni», come ad un unico cartellone di eventi che purtroppo manca ancora
lasciando spazio all’improvvisazione nella fase di
promo-pubblicizzazione, costruire intorno una
gamma completa di possibilità ed organizzare una
specifica rete di vendita che continua a rappresentare il punto debole della commercializzazione. Il nostro lavoro – conclude – è di stretta collaborazione oltre che con gli operatori di settore
con il pubblico; siamo perciò disponibili a favorire
la formazione di giovani diplomati e laureati che
come noi hanno deciso di mettersi in gioco e
credere in queste innovative offerte di turismo
all’insegna delle emozioni con la consapevolezza,
almeno per noi, che possano diventare opportunità di lavoro non solo stagionale».
Estratto da: La Nuova del Sud - 25.08.2012
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Basilicata Mezzogiorno
_Basilicata_
_Primo Piano Basilicata
_
Sabato 25 agosto 2012
7
AUTO, TRENI E CARBURANTI
Il guasto, probabilmente surriscaldati e divaricati, all’altezza di Forenza
Problemi ai binari, stop ai treni
Da ieri interrotta la circolazione sulla tratta Potenza-Melfi
FORENZA - Il caldo crea
problemi anche alle ferrovie. A causa di problemi tecnici che hanno riguardato i binari - provocati dall’elevata temperatura - il transito dei treni sulla linea PotenzaFoggia delle Ferrovie
dello Stato e’ stato sospeso nel pomeriggio di ieri all’altezza di Forenza.
I binari si sarebbero “surriscaldati” e “divaricati”
tanto da rendere pericoloso il passaggio dei convogli. Immediato l’allarme e l’arrivo dei tecnici
delle Ferrovie che hanno
lavorato per tutta la note per ripristinare l’agibilità delle rotaie. La situazione -fanno sapere da
Nel solo
pomeriggio
di ieri una decina
di treni saltati
e sostituiti
dai pullman
I binari della tratta PotenzaFoggia e un convoglio delle
Ferrovie dello Stato
Trenitalia- dovrebbe essere risolta durante le ore
notturne e rendere possibile la ripartenze dei
convogli giù dalla mattinata di oggi. Una decina i treni che dal pomeriggio alla tarda serata di
ieri sono stati sostituiti
con pullman messi a disposizione dalle Fs. Pochi
i disagi -assicurano dall’azienda- per i tanti passeggeri che anche in
questo periodo usufriuscono della tratta lucana
che dal capoluogo regionale, attraverso il Vulture-Melfese arriva fino a
Foggia per proseguire
verso le direttrici nazionali. Solo nei giorni scorsi il governo ha firmato
con i governatori delle re-
Dalle Ferrovie dello Stato si
rassicura: la situazione dovrebbe
essere risolta nelle prossime ore.
Tutto regolare già da questa mattina
gioni meridionali un accordo che stanzia i fondi necessari per l’alta velocità tra Bari e Napoli così come il riammodernamento della tratta Potenza-Foggia. Disponibili
circa duecento milioni di
euro da investire nei
prossimi dieci anni. Un
risultato che, si spera,
possa evitare i disguidi di
ieri dovuti alle alte temperature. Per le ferrovie
non c’è pace. Ovviamente neanche per gli utenti.
Preoccupata la Uil: prepariamoci ad un difficile autunno, non escludiamo il “fitto” dello stabilimento ad altre marche
La nuova Punto solo nel 2015
Marchionne starebbe pensando di rinviare il lancio del modello che dovrebbe rilanciare la Sata di Melfi
MELFI – Le ferie estive
sono finite, ma alla Fiat
auto Melfi non si è tornati al lavoro. E’ in atto l’ennesimo, pesante periodo
di cassa integrazione
guadagni ordinaria. Non
si contano ormai più i
giorni di Cig, soprattutto negli ultimi 15 o 16
mesi. E cresce la preoccupazione tra lavoratori
e sindacati. La situazione è complicata, ma fa clamore soprattutto il fatto
che non ci siano al momento minimi segnali di
ripresa. Gli operai vanno
avanti con pochi soldi al
mese, visto che la Cigo si
e no è poco più della metà degli stipendi abituali, già di per se stessi non
da grosse cifre. Sul “caso Fiat auto” a Melfi è intervenuta nelle ultime ore
la Uilm di Basilicata con
toni davvero allarmati.
’’Le notizie secondo cui il
Lingotto starebbe prendendo in considerazione
l’idea di rinviare il lancio
della nuova Fiat Punto al
2015 dovrebbero far tremare i polsi a chiunque
e non solo a noi che abbiamo direttamente a
cuore il futuro dello stabilimento di San Nicola
di Melfi’’. E’ quanto dicono all’unisono i segretari regionali della Uil Basilicata, Carmine Vaccaro, e della Uilm lucana,
Vincenzo Tortorelli. ’’E’
La Grande Punto davanti
la Sata di Melfi e i vertici di
Uil e Uilm
I risultati del prossimo trimestre
scuoteranno i vertici della casa
automobilistica? E a ottobre l’annuncio
della chiusura di uno stabilmento
indispensabile correre
ai ripari nonostante il fermo no comment del gruppo automobilistico torinese che intende rinviare
qualsiasi decisione sul
lancio della nuova Punto contestualmente alla
presentazione dei risultati del prossimo trimestre in agenda per la fine di ottobre”, aggiungono i due esponenti sindacali, soprattutto nel momento in cui ricordano
che “sarebbe in pratica il
secondo rinvio dell’atteso nuovo modello auto
Fiat, quello a ragione
fondamentale per garantire l’attività produt-
tiva della Sata dopo il
2013”. Ed invece? “Si prospettano – sostengono
Vaccaro e Tortorelli - solo ricorsi su ricorsi alla
Cigo e di conseguenza a
nuove prolungaste interruzioni del ciclo produttivo. Un’autentica disgrazia per i lavoratori di
Fiat auto Melfi e delle loro famiglie”. ”Non siamo
disposti ad attendere a
braccia conserte annunci da Marchionne – aggiungono -. Pensiamo
che bisogna prepararsi
per tempo ad affrontare
la situazione già con la ripresa autunnale. Questo
per noi significa che, se
non vogliamo cancellare
la presenza dell’industria automobilistica in
Basilicata, ogni ipotesi va
perseguita fino in fondo,
per assemblare modelli
Fiat in produzione, compresa l’ipotesi del «fitto»
dello stabilimento di Melfi con possibili «joint
venture» tra case automobilistiche, per assembla-
re altri marchi e modelli”. Ed ancora, Vaccaro e
Tortorelli ”non si accontentano” di certo dell’annuncio del ministro
Foriero secondo la quale ”finalmente si é convinta ad incontrare Marchionne sul futuro dei siti produttivi italiani della Fiat”. ”Non ci possono
essere né sciamani né titolari di verità assolute
ma più semplicemente sostenitori convinti della
propensione di andare ai
confronti con la Fiat ben
attrezzati con idee, progetti e iniziative. Una battaglia decisiva dalla quale nessuno può tirarsi indietro”, concludono.i vertici sindacali della Uilm
di Basilicata. (c.c.)
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 25.08.2012
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Basilicata Mezzogiorno
Sabato 25 agosto 2012
30
Pisticci Viti si rivolgerà al ministro Passera, il sindaco Di Trani: «Ennesimo scippo»
E’ allarme per il futuro della Pista Mattei
PISTICCI - Profittando di antiche e
cordiali relazioni intrattenute in
passato con il Ministro Passera, l’assessore regionale al Lavoro, Vincenzo Viti, lo ha invitato ad intervenireaffinchè vengariconsideratala
posizione della struttura aeroportuale di terzo livello situata in Basilicata a Pisticci Scalo (la cosiddetta pista Mattei, in prossimità degli ex
stabilimenti chimici dell’Eni, oggi
indisuso) aservizio diun’area chesi
appresta ad una consistente reindustrializzazione e di un’altra, con
spiccata vocazione agroalimentare
e turistica qual è il Metapontino.
«Si tratta -aggiunge Viti- di una
struttura che io stesso, da parlamentare, sostenni incentivando
l’iniziativa del consorzio per l’area
industriale di Matera che ha finanziato l’opera e l’ha praticamente
completata. L’unico impedimento
che tuttora si frapponeva all’esercizio dell’infrastruttura era il mancato avvio della bonifica cui avrebbe
dovuto attendere l’Eni, con cui è in
corso un contenzioso.
Se non che il Cipe ha recentemente
disposto per le risorse occorrenti a
bonificare il sito. Sicchè, la scomparsa dell’impianto tra quelli che il Ministero ufficialmente propone di
considerare, costituisce un grave
pregiudizio per le prospettive di
un’area che si sta aprendo ad una
nuova stagione di investimenti
nell’agro-industria. La Regione è
pronta a fornire immediatamente la
documentazione occorrente a comprovare il fondamento delle ragioni
esposte».
Nota polemica, invece, del sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, secondo
il quale «prosegue l’opera di “risanamento” del Governo. -esordisce iro-
nico- È la volta adesso degli aeroporti, dopo scuole, ospedali, tribunali,
dopo lo smantellamento dello stato
sociale. Oramai occorre fare gli
scongiuri perché ad ogni provvedimento annunciatocorrisponde l’abbattimento, assieme ai presidi istituzionali, di ogni aspirazione di intere zone del Paese e di larghe fasce
di popolazione. La logica è la stessa
su cui poggia l’intera azione del Governo centrale: tagli indiscriminati
di tutti quei presidi istituzionali che
non rispondono a criteri meramente numerici nel tentativo di contenere la spesa pubblica. È evidente che
tale illuminata scelta strategica, da
sola, porta inevitabilmente alla desertificazione di un territorio come
la nostra regione in quanto dal punto di vista numerico è soccombente
ma, non per questo, ai suoi abitanti,
devono essere indirizzate vessazio-
La pista
Mattei di
Pisticci, a
rischio
soppressione
ni e discriminazioni di ogni genere.
D’altra parte, non riusciamo ad intravedere, una proposta sulla quale
poggiare una ripartenza dell’economia, un motivo che provi a spiegare
cosa può controbilanciare tale accanimento. Noi siamo portati a crede-
re che si procede per tentativi e senza
una visione d’insieme. Con il Piano
aeroporti si chiude, quindi, miseramente un’altra pagina della storia
della Valbasento per la quale si prospetta un futuro di parco delle aspirazioni mortificate».
Nino Materi, originario di Grassano, ironizza sulla scelta di ripescare una norma dalla dubbia ratio
Tutti sanno dei chiacchieroni
Il caso dei ragazzi multati in via Meridionale alla ribalta nazionale su Il Giornale
di ANTONIO CORRADO
GRASSANO - «Carlo Levi si
rivolterà nella tomba».
Non usa mezzi termini il
collega Nino Materi, originario di Grassano, come testimonia il suo nobile cognome,
che ieri sulle colonne de “Il
Giornale”di Sallusti ha portato alla ribalta nazionale il caso
dell’estate: trenta giovani
multati in un sol colpo dai carabinieri, perché “rei” di dialogare in “luoghi e orari non
idonei”.
«Una contravvenzione di
gruppo per “eccesso di conversazione” -scrive ironico
Materi- proprio nella sua
amata Grassano (il riferimento è idealmente a Carlo
Levi ndr), che durante il fascismo fu terra di confino per chi
-proprio come Levi- era considerato “colpevole” di avere
nella parola l'arma più temuta dal regime. Ora la stessa
Grassano che il medico, pittore e scrittore torinese ha immortalato nei suoi quadri e
nel libro “Cristo si è fermato
ad Eboli”, finisce in prima pagina per una vicenda dai contorni tragicomici. A darne
notizia è Il Quotidiano della
Basilicata».
Particolare importante sottolineato da Materi è che «nel
giorno dello “scandalo” i giovani in questione non risulta
fossero impegnati in nessuna
performance particolarmente rumorosa, ma stavano solo
chiacchierando. Insomma,
nessun disturbo alla quiete
pubblica. Anche se, va detto,
che la mezzanotte era passata
da un pezzo e che -causa caldole finestre delle case attorno
erano tutte aperte. Può darsi
quindi che il bla-bla dei giovani in strada interferisse con il
sonno dei grassanesi a letto.
Di qui la richiesta dell'intervento dei carabinieri che -inflessibili e con la bocca cucitahanno multato i ragazzi dalla
bocca scucita: comitiva, comunque, sicuramente meno
molesta dei tanti rissosi opinionisti che ogni giorno ci aggrediscono in tv. Ma se in quest'ultimo caso a liberarci dell'imbarazzo basta un colpo di
telecomando, per i chiacchieroni di Grassano si è dovuto
applicare il regolamento urbano numero 88 del 3 aprile
1984, che (art. 46) disciplina
gli “Atti contrari alla nettezza
LA REAZIONE POLITICA
Linsalata e Stola sul vuoto informativo
Ordinanza sconosciuta
a quasi tutti i cittadini
Ora Carlo Levi
si rivolterà
nella tomba
Si temono
anche i pacifici
parlatori
del pubblico suolo e al decoro
alla moralità”».
Da qui l’ironia di Materi si
fa più pungente: «Se vi doveste trovare a Grassano, tenete
a mente quanto segue: “È vietato sedersi o sdraiarsi sulla
carreggiata stradale o delle
piazze,sotto iportici, sullesoglie di edifici pubblici, delle
chiese e delle abitazioni private. È del pari vietato, in qualsiasi circostanza salire o arrampicarsi sulle inferriate
delle finestre, sui monumenti, sulle fontane, sulle colonne,suipali dellapubblicailluminazione, sulle cancellate,
sui muri di cinta e simili, camminare sulle spallette dei corsi d'acqua e dei ponti. È vietato
introdursi e fermarsi sotto i
portici, i loggioni, gli androni
e le scale degli edifici pubblici
aperti al pubblico per ivi mangiare, giocare, dormire e
compiere atti contrari al deco-
ro ed alla moralità”». Normativa che, a ben spulciare negli
archivi storici, come spiega il
giornalista originario di
Grassano, ricorda da vicino,
«per ottusità burocratica,
una vecchia grida borbonica
che nella seconda metà dell'800 proibiva le “adunate sediziose con più di 5 individui”.
All'epoca il re Ferdinando temeva i cospiratori, oggi si temono perfino i pacifici “parlatori”. Intanto -ci fa sapere
sempre Il Quotidiano della
Basilicata- il popolo del web è
insorto in difesa dei trenta
multati. Una tra le tante ragioni per “vivere o tornare” a
Grassano dista poco dal luogo delle chiacchiere incriminate (via Meridionale, la strada dello struscio) -conclude
Materi con un pizzico di amarezza- lo stupendo Parco letterario “Carlo Levi”. Quando si
dice, il potere della parola».
ANTONIO Linsalata e Armando Stola, del Regolamento, lì dove recita: “…è vieconsiglieri comunali della lista per Gras- tato sedersi o sdraiarsi sulla carreggiata
sano, intervengono con un documento stradale o delle piazze, sotto i portici, sulcondiviso sulla questione che ha visto le soglie di edifici pubblici, delle chiese e
coinvolti diversi giovani nella sanzione delle abitazioni private…' non fosse altro
amministrativa perché seduti sugli sca- perché nessun cartello lo palesa.
L'ordinanza sindacale n. 45 del 10 agolini di via Meridionale. «Quanto accaduto la notte di sabato -si legge nella nota dei sto 2012 è riportata al n. 783 dell'Albo
consiglieri- deve indurre la politica loca- Pretorio On line del Comune di Grassano
le a una seria riflessione per conciliare con data di inizio pubblicazione al
esigenze contrastanti: il diritto di alcuni 13/08/2012 e data di fine pubblicazione al
28/08/2012. Il camcittadini a non supo “oggetto” parla
bire rumori e schiasolo di “ordinanza
mazzi notturni; il
n. 45/2012” e nel
diritto di tutta la
campo “documencittadinanza a non
to” è allegato un file
assistere a quotidal titolo “Docudiane situazioni di
mento - atto visiodegrado; il diritto
nabile presso mesdi altri cittadini ad
so.pdf”.
avere momenti di
Il contenuto del
scambio e di aggrefile ribadisce che
gazione soprattut“L'atto è visionabile
to negli spazi pubpresso
l'Ufficio
blici; il diritto di geMesso”.
stori di esercizi
L'ordinanza sarà
commerciali di posenz'altro nota agli
ter svolgere in sereesercizi commernità e sicurezza il
ciali, ma non alla
proprio lavoro. Copopolazione, che
me consiglieri codovrebbe recarsi
munali non possia- Antonio Linsalata e Armando Stola
presso l'Ufficio del
mo non stimolare
Messo comunale
l'Amministrazione
a svolgere congiuntamente uno sforzo di per conoscere quanto meno l'oggetto che
seria riflessione in merito che porti il è “Liberalizzazione degli orari e dei giorconsiglio comunale al varo di un nuovo ni di apertura degli esercizi commerciali
Regolamento di polizia urbana, mirante e di somministrazione di alimenti e bea intervenire principalmente sul fronte vande ai sensi del D.L. 201/2011 converdel decoro e della vita notturna nei locali e tito con modificazioni dalla Legge
nelle strade. Ma, indipendentemente dal 214/2011”.
Sanzionare i comportamenti delle permerito dei provvedimenti, un suggerimento pensiamo possa essere di imme- sone senza informazione è pericoloso.
diata utilità: l'informazione che nella cir- Ma cogliamo gli aspetti positivi -conclucostanza è mancata e manca. Il Regola- dono i due consiglieri- i cittadini e sopratmento di polizia urbana -continua il do- tutto i giovani evidenziano la volontà di
cumento- forse è noto solo alle forze del- ritrovarsi e vivere la loro Grassano.
E la politica deve lavorare per porre in
l'ordine. Sul sito Web comunale non è riportato. Al massimo è nota a una ristret- essere iniziative capaci di migliorare la
ta minoranza la sola pagina relativa al- vivibilità del paese e la qualità della vita
l'art. 46 contenente l'infrazione conte- dei cittadini, elevando il senso civico delstata alle malcapitate persone la cui data la comunità e coniugando informazione,
di nascita è in gran parte certamente suc- prevenzione, educazione, controlli e mecessiva al 1984. E, comunque, c'è da con- diazione degli interessi di tutti».
siderare che molti grassanesi dal 1984
Giovanni Spadafino
infrangono quotidianamente l'art. 46
[email protected]
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 26.08.2012
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Basilicata Mezzogiorno
Domenica 26 agosto 2012
L’inedito
Zanardelli di nuovo in Basilicata 110 anni dopo
“Matera è ancora senza ferrovia?”
Ritorno
al futuro
per una questione
lucana
Dallo scrittore del romanzo di successo “La carovana
Zanardelli” un racconto per i nostri lettori che immagina
un secondo viaggio del presidente del Consiglio
È
di GIUSEPPE LUPO
venuto a chiamarmi il mio segretario. «Presidente - ha detto - in Basilicata aspettano lei». Io stavo beato nel
mio sonno e confesso che non pensavo di essere svegliato dopo tanto tempo. Un po' me lo aspettavo, anzi ci speravo. «Eccellenza - mi avevano promesso i politici congedandosi da me che tornavo a Roma - un domani
verremo a bussare alle
vostre orecchie». E così
davvero è stato: si saranno messi d'accordo
con il Padreterno e
avranno ottenuto che io
scendessi dal cielo attaccato al mio ombrello
per visitare la Basilicata.
Augusto Ciuffelli, il
mio segretario, indossava la stessa giacca che
portava al tempo del
viaggio. Non si è mai
cambiato e la prima cosa
che gli ho detto è stata:
«Ciuffelli, lei deve vestire alla moda, modernità
ci vuole». Uno non può
comparire dopo un secolo di fronte a un popolo
con gli stessi abiti. Direbbero: «Guarda che
pagliaccio!». E avrebbero pure ragione: noi lombardi mangiamo pane e
modernità, le industrie
in Italia le abbiamo costruite noi e ora ci facciamo vedere che puzziamo
di vecchio? Ciuffelli non
ha fatto una grinza, ha
ingoiato il boccone amaro e si è messo alle mie
calcagna.
Ci siamo buttati da
una nuvola reggendoci
a due ombrelli, prima
lui, poi io, anche se il Padreterno aveva disposto
che io atterrassi in un
prato e lui dentro una
pozzanghera. Sicché, oltre alla giacca da antiquariato, ha dovuto sopportare pure la vergogna di avere i calzoni bagnati. C'era un gruppo di
uomini ad aspettarci, si sono fatti avanti con un
applauso, mi hanno regalato un mazzo di fiori e
un inchino. «Eccellenza, quale onore - hanno
scandito in coro e mi hanno abbracciato. Di soli-
to non si abbracciano mai i morti, ma non hanno
avuto paura. Evidentemente non mi consideravano una persona defunta e uno di loro, l'onorevole Pietro Lacava, me lo ha anche ricordato:
«Caro amico, per noi lucani voi siete un eroe immortale».
«Che ci fa lei qui? - gli ho chiesto un po' sorpreso.
«Gli organizzatori hanno ottenuto che scendessi ad accogliervi come l'altra volta».
Io sorridevo non tanto per gli onori di cui godevo, ma per Ciuffelli che era buffo con la giacca
aggrinzita e i pantaloni infangati. Mi divertiva
vedere questo gruppo di lucani che erano saliti a
rendermi omaggio fino alla cima del Monte Pollino, la più alta della Basilicata. «Il fatto è che noi
abbiamo bisogno di voi - ha aggiunto Lacava e mi
ha subito accompagnato a bordo di un elicottero
per condurmi a Corleto Perticara, nel paese dove
c'era stata una tappa del mio viaggio, nel 1902.
«Guardate qua, Eccellenza - e mi ha indicato una
lapide sul muro del suo palazzo dove avevo dormito due notti, «Quel pezzo di marmo parla di
voi». Mi sono avvicinato a leggere: In questa ca-
sa riposò Giuseppe Zanardelli durante il glorioso viaggio nelle contrade di Basilicata e meditò
sui suoi mali. Ho fatto segno a Ciuffelli di accostarsi. «Credete che stiano scherzando? - ho chiesto bisbigliando alle sue orecchie per non farmi
sentire. Ciuffelli pensava ai suoi calzoni ed era
distratto.
Lacava invece non stava fermo per l'emozione.
Parlava a raffica, cercava di illustrarmi ogni cosa su cui si posava il mio sguardo: «Ricordate il
banchetto? Ricordate il discorso? Ricordate le
danze?». Non la finiva più. Ma c'era da capirlo:
non più di mezza giornata era stata concessa a
me e a lui e dovevamo sbrigarci. Per fortuna con
l'elicottero potevamo spostarci da un lato all'altro della regione in pochi minuti. E infatti dopo
Corleto ci siamo trovati in un battito di ciglia a
Matera, sulla piazza della Cattedrale, dove si trovava il Palazzo Gattini. Anche lì, sul muro, è stata incollata una lastra di maioliche con il mio nome a caratteri cubitali: In questo palazzo fu ospite il Presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli nei giorni 24 e 25 settembre 1902.
«E questo è niente, Eccellenza - ha esclamato
Estratto da: Il Quotidiano della Basilicata - 26.08.2012
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Domenica 26 agosto 2012
Lacava - in Basilicata ogni paese ha una strada
intitolata a voi, una lapide, un busto di bronzo.
Ve lo dicevo che siete una celebrità. Qui anche le
pietre conoscono il vostro nome» e mi ha fatto affacciare a una larga balconata da cui sprofondava la conca dei Sassi, terrazze, scalette, finestre,
tegole e qualche aggeggio che spuntava dai tetti, tondo come lune o dritto come fili. «Antenne e
paraboliche - mi ha suggerito Lacava quando ha
capito che mi ero fermato a fissarle.
«Ma l'altra volta non c'erano» ho provato ad accennare io e mi sono girato a vedere cosa facesse
Ciuffelli. Stava dietro di me, spiava anche lui le
antenne, forse cercava di ricordare la passeggiata notturna che ci concedemmo io e lui, cento
anni prima, in incognito, dentro quella spelonca
di sofferenze che Lacava si ostinava a definire
una fortuna per il turismo della Basilicata. «Ti
ricordi anche tu?». Ciuffelli faceva sì con la testa,
non gli era passata la paura.
«Quante novità ci sono rispetto al 1902 - mi ha
richiamato Lacava. E siamo tornati a bordo dell'elicottero per ammirare la città dall'alto. Quella zona di vecchie abitazioni era stata intonacata
Basilicata Mezzogiorno
di recente, ma si era conservata uguale a come
l'avevo vista io, il resto no: palazzi, semafori,
ponti, strade. «Almeno sono serviti a qualcosa i
nostri sforzi - mi sono lasciato sfuggire io e non
nascondevo la mia felicità. Ma ho commesso l'errore di informarmi: «La stazione ferroviaria?
Ditemi, caro amico, è stata costruita?». Ricordo
che all'epoca il sindaco di Matera altro non mi
aveva chiesto: la stazione, i binari, i treni, le locomotive... E io avevo lasciato detto prima di abbandonare la politica: «Mi raccomando subito il
treno a Matera».
«Qui apriamo una ferita - ha confessato Lacava con una faccia triste. «A Matera il treno ancora non è arrivato».
«Come mai?». Ripeto: era stata l'ultima consegna che avevo dato nel rassegnare le dimissioni
da Presidente del Coniglio.
«Questa è una regione tormentata dal vento ha risposto Lacava - le parole non si fermano
mai».
«Ma era scritto su carta, firmato e controfirmato».
«Anche le carte volano, Eccellenza. Vedete
laggiù? - e mi ha fatto sporgere dall'elicottero
che stava attraversando una zona dove erano
piantati strani mulini a vento, bianchi di colore e
alti come giganti. «Pale eoliche. Da nessun'altra
parte in Italia girano come da noi. Qui il vento lo
possiamo vendere».
«Ma la storia, la politica, le leggi...?»
«Nient'altro che vento - ha risposto Lacava.
Lui pareva contento, io no. E mi sono ammutolito. Spiavo dai finestrini, cercavo di capire se il
paesaggio che mi era piaciuto un secolo prima
fosse cambiato. Adesso mi è rimasto poco di quel
che ho visto. Mi è toccato atterrare e decollare
non ricordo più quante volte, procedevamo a saltelli: scendevamo, incontravamo sindaci che si
inchinavano e risalivamo in aria. Un salto a Melfi, uno a Rionero, uno a Potenza. E ogni volta
sempre lo stesso cerimoniale: Presidente di qua,
Presidente di là, Presidente i fiori, Presidente il
discorso. Non capivo più nulla e me ne sono tornato dal Padreterno con la testa stordita dalle voci.
« Lasciami dormire - ha chiesto a Ciuffelli. «Ne
riparliamo fra cento anni».
Estratto da: La Nuova del Sud - 26.08.2012
_Potenza e Provincia_
di CLEMENTE CARLUCCI
RIONERO – Un’opera meritoria che quanti frequentano, e sono tantissimi, a partire da quelli
che per varie ragioni sono ricoverati, il Crob Irccs
di Rionero, mostrano
apertamente di gradire,
apprezzandone sia i contenuti pratici che quelli finalistici. Nel 1996 si è costituita, nella città del Vulture, l’Avo, i volontari della stessa associazione
hanno operato presso gli
ospedali di Melfi e di Venosa, oltre che presso la
locale Casa di riposo “Virgo Carmeli” e all’interno
dell’Oncologico lucano”.
Un impegno che continua
sulla stessa strada, pur se
per i nosocomi di Venosa
e Melfi ci pensano i volontari delle rispettive città
dell’area Vulture-Alto Bradano. “Siamo presenti da
8 anni al Crob – dicono
Raffaella De Nicola e Maria Di Muro dell’Avo rionerese -. E sempre più in
modo efficace, attivando
servizi più incisivi e puntuali. Pure con iniziative
concrete per sostenere al
meglio la vita non facile
dei ricoverati e dei loro
tanti familiari”. Proprio
perché nella struttura
medico-ospedaliera con
mirata specializzazione
in Oncologia affluiscono
pazienti non solo lucani,
ma anche di regioni piut-
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Basilicata Mezzogiorno
Domenica 26 agosto 2012
17
De Nicola e Di Muro: “Diamo tanto, ma riceviamo tantissimo sul piano umano”
Da 8 anni accanto ai malati
Rionero, l’impegno dei volontari dell’Avo tra il Crob e e gli ospedali di Melfi e Venosa
Volontari dell’Avo in
servizio al Crob di Rionero
tosto lontane dalla Basilicata, l’Avo di Rionero, anche per la piena disponibilità dei suoi 50 soci, ha
fatto in modo che il proprio impegno divenisse
ancora molto più pratico
e solidale. Per questo si è
provveduto, in momenti
diversi, all’acquisto di 6 sedie sdraio pieghevoli per
il riposo notturno che prestano assistenza ai degenti dell’Unità operative di
Oncologia medica, Ematologia e Dipartimento
Donna, reparti in cui di-
verse coppie di volontari
operano sia in orario antimeridiano che pomeridiano. “La nostra parola
buona e di semplice conforto, accompagnata dalla dichiarata disponibilità di aiutare i ricoverati
anche per consumare il
pranzo e la cena, è sempre
gradita. Diamo tanto, ma
riceviamo tantissimo sul
piano umano”, dicono i volontari Avo. Che nel dicembre 2011 si resero promotori di una proposta che
fu accettata con grande fa-
vore dal direttore sanitario di Presidio Crob dott.
Antonio
Colasurdo,
espressosi per manifestare “vivo apprezzamento per la lodevole iniziativa, nonché per l’ammirevole e discreta presenza assicurata dai soci dell’Avo
a sostegno dei degenti”. La
proposta, poi accettata e
concretizzata era quella di
dotare ognuno dei già citati reparti di una libreria
. E così sono stati acquistati tre scaffali in legno
e riempiti di libri che vengono letti assiduamente
da molti ricoverati. Il reperimento di libri ha mobilitato soci, amici e sostenitori dell’Avo, persino pazienti e familiari. In tantissimi hanno partecipato massicciamente con la
donazione di centinaia e
centinaia di libri. E la loro raccolta continua.
Estratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno - 27.08.2012
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Basilicata Mezzogiorno
POTENZA CITTÀ E PROVINCIA I III
Lunedì 27 agosto 2012
I TERREMOTI
LA FAGLIA CALABRO-LUCANA
ANCHE IERI POMERIGGIO
L’ultima scossa c’è stata ieri pomeriggio
Ora sono 135 i movimenti tellurici al confine
con la Calabria registrati dai sismografi
C’È CHI DORME IN AUTO
Alcuni cittadini preferiscono dormire in
auto per paura di scosse più forti
Ma il sindaco rassicura: «Interverremo»
La scheda
Le tre fasi.che hanno fatto tremare il Pollino
LIEVE
ENTITÀ Si
tratta di
scosse di
lieve entità,
ma che si
verificano di
frequente. I
cittadini
dell’area
cominciano
a
preoccuparsi
seriamente
Sono tre, fino ad ora, gli intervalli temporali in cui si è concentrato il maggior numero di scosse: il primo tra settembre e novembre del 2010, con una media di 5 terremoti al giorno; il secondo tra ottobre 2011 e
gennaio 2012, con un numero di scosse leggermente superiore al primo periodo; infine
il terzo intervallo, quello tutt’ora in corso, caratterizzato da una ripresa dell’attività sismica a partire dal mese di maggio, con una
media di 3-5 scosse al giorno. Tra questi tre
intervalli, la sismicità è stata comunque abbastanza continua, ma con un numero me-
dio di scosse sensibilmente inferiore. Dal 1°
ottobre 2011 ad oggi, 27 agosto 2012, la rete sismica nazionale dell’Ingv ha registrato
complessivamente oltre 1700 scosse
nell´area del Pollino, la più forte delle quali
ha raggiunto magnitudo 4.3 (il 28 maggio
2012, alle 03:06). Altri sei terremoti hanno
avuto una magnitudo superiore a 3.0: quello del 23 novembre 2011 (pari a 3.6), quello
del 1° dicembre (pari a 3.3), quello del 2 dicembre (pari a 3.2), quello del 24 dicembre
(pari a 3.3), quello delle 3. 32 del 28 maggio
(pari a 3.2) e quello del 19 agosto (pari a 3.7).
.
Paura sciame sismico, niente scuola
I genitori degli studenti di Rotonda chiedono controlli negli edifici dopo le scosse
PINO PERCIANTE
l «Controllate le scuole». Lo
sciame sismico sul Pollino non
si arresta e i genitori di Rotonda e degli altri centri del
cratere sono preoccupati per la
stabilità degli edifici che ospitano le scuole. La riapertura
dell’anno scolastico, infatti, è
vicina e la paura è tanta dopo
che, negli ultimi tempi, il numero di scosse è nuovamente
cresciuto. L’ennesima è stata
registrata ieri pomeriggio alle
14. 43 di magnitudo 2. 4 che ha
portato così a 135 il numero di
scosse (14 superiori a 2) dopo la
più forte, quella di magnitudo
3. 7 registrata alle 19. 45 di domenica 19 agosto.
Tutte queste scosse concentrate nell’arco di una settimana
hanno fatto tornare l’allar me
per un terremoto più forte e per
i possibili riflessi su abitazioni
ed edifici pubblici. Anche alla
Gazzetta sono giunte richieste
di genitori preoccupati che vogliono essere rassicurati sulla
stabilità dei fabbricati che ospitano gli scolari. «Ci rendiamo
conto – dice, ad esempio, un
genitore di Rotonda - che una
verifica è stata già fatta nel mese di novembre dell’anno scorso dopo la prima scossa di magnitudo superiore a 3.0 e ci hanno detto che tutto era a posto.
Adesso, però, le scosse si succedono di nuovo e quindi siamo
pronti a chiedere al sindaco e al
dirigente scolastico nuovi controlli, nella speranza che la risposta sia la stessa del mese di
novembre, ossia che non ci sono pericoli». «Vero è - dice un
altro genitore – che gli edifici
che ospitano le scuole nella
maggior parte dei casi sono tutti di nuova costruzione oppure
adeguati sismicamente ma la
TERREMOTO
Da mesi il
Pollino è
colpito da un
frequente
sciame
sismico. I
genitori degli
studenti
chiedono
controlli nelle
scuole,
altrimenti
non
manderanno i
figli a scuola
sicurezza non è mai troppa. Per
questo gradiremmo che le verifiche fossero fatte un’altra
volta. Staremmo tutti più tranquilli». Apprensione non solo
per le scuole ma anche per le
case, sia in paese sia nelle contrade, soprattutto quelle più vicine all’epicentro. Alcuni abitanti si sono recati in Comune
per manifestare la loro preoccupazione per l’ipotetico ri-
schio futuro. E c’è ancora chi
per paura di scosse più forti la
notte preferisce passarla in auto, come nel mese di dicembre
dell’anno scorso quando lo sciame subì un’altra impennata. Il
sindaco, Giovanni Pandolfi, da
assicurazioni che comunque
interverrà se si verificheranno
ulteriori fenomeni, soprattutto
se la magnitudo dovesse aumentare. Per le scuole il primo
cittadino assicura che non vi
sono problemi: «I controlli sono
stati già fatti – dice - ma è chiaro
che qual ora la situazione si
aggraverà verranno predisposti degli accertamenti ulteriori». Pandolfi conferma i timori
provenienti dagli abitanti, soprattutto da chi vive nelle zone
più vicine a Mormanno, epicentro del terremoto. «Se lo
sciame non si ferma – dice - non
possiamo fare a meno di intervenire predisponendo ulte-
riori verifiche, anche se la gran
parte degli edifici del paese sono sicuri avendo già subito interventi antisismici dopo il forte terremoto del ’98. Speriamo
che l’intensità delle scosse non
aumenti». Sulla base della mappa di pericolosità sismica realizzata dall’Istituto nazionale di
geofisica e vulcanologia, l’area
del Pollino presenta un’elevata
pericolosità sismica. I centri interessati dallo sciame sono
classificati in zona sismica 2. Si
tratta di territori in cui devono
essere applicate specifiche norme per la costruzioni degli edifici. Lo sciame iniziato nel mese di settembre del 2010, è caratterizzato da scosse di bassa
magnitudo, generalmente inferiore a 3.0, con profondità comprese tra 3 e 10 km, in una
ristretta fascia di territorio ad
andamento Nord Nord-est - Sud
sud-ovest.
BARILE L’AMBULANZA DOVEVA SOCCORRERE LA SIGNORA MARIA BOCHICCHIO
POTENZA ANNUNCIO DI COLETTA
La denuncia di Merighi. «Ci vuole più senso civico»
della Sider
Capita il sabato sera
in via Bonaventura
l Si terrà oggi un presidio di
Csp-Partito comunista, Comitato «Aria pulita» Basilicata e una
rappresentanza di liberi cittadini di Bucaletto davanti ai cancelli della Sider Potenza, Ferriere Nord del gruppo di Pittini,
alle 17.
«Con la manifestazione - spiega il segretario del Partito comunista Luciana Coletta - vogliamo sollecitare il sindaco della città di Potenza a mantenere
fede agli impegni presi nell’incontro tenutosi in municipio
nello scorso giugno, riguardo il
monitoraggio continuo della
fabbrica, lo screening medico
della popolazione a corto raggio, le mappe epidemiologiche e
la verifica del greto del fiume
Basento dove venivano interrati i rifiuti tossici. Aspettiamo
l’invito a sedere al tavolo tecnico
per il protocollo d’intesa tra Comune di Potenza, Arpab e Gruppo Pittini, affinchè misure urgenti e indifferibili possano essere intraprese in tempi rapidissimi. Le stime epidemiologiche, riferite ad aree analoghe
alla siderurgica di Potenza, parlano di decine di morti per sito,
l’inquinamento nella nostra città è visibile ad occhio nudo».
l Capita, il sabato sera, di tornare a
casa e non trovare posto. Ma ci passi
sopra, ormai hai imparato a convivere
con «animali» che ti parcheggiano fin
sotto il naso senza un minimo di ordine e
di decenza e che, se ti hanno chiuso impedendoti di uscire, ti suonano pure nervosamente contro, perché i fumi dell’alcol li rende addirittura impazienti.
Capita, il sabato sera, che mentre ti
incammini verso il portone di casa, girando l’occhio distrattamente, trovi uno
che con estrema naturalezza ti sta «pisciando» (scusate il francesismo ma in
questo caso il più raffinato «fare pipì» non
rende il senso della volgarità di questo
atto) sotto la finestra mentre la fidanzata
lo guarda facendogli «la guardia».
E capita che se gli dici educatamente
«scusa, più avanti ci sono i bagni pubblici
oppure il bar in cui ti sei andato ad alcolizzare, ti sembra educato quello che
stai facendo?» lui ti risponda: «Non ce la
facevo più e poi che cazzo vuoi, a me non
me ne fotte niente».
Capita, il Sabato sera, che lo sbronzo
arrivi ad alzare talmente tanto la voce e a
gesticolare con tanta austerità da indurti
a chiamare la polizia, mentre chiedi alla
sua fidanzata - inebetita e tristemente
inerme incapace di dirgli “mi stai facendo vergognare, andiamo via” – di portarselo da qualche parte che noi non siamo gente da botte per strada ma solo
educata e indisposta ad accettare arro-
Impedito il passaggio del 118 Nuovo sit-in
ai cancelli
«E mia suocera è morta»
DONATO DI LUCCHIO
l BARILE. All’ambulanza del 118
non è consentito il passaggio nell’isola pedonale di via Vittorio Emanuele
a Barile. L’avevano chiamata i parenti della signora Maria Bochicchio
che aveva accusato un malore e poi è
morta. Ora denunciano. Fabrizio Merighi, genero della signora Bochicchio, deceduta, a suo dire, «per non
aver consentito il passaggio dell’ambulanza del 118 nell’isola pedonale, in
quel momento occupato da tavoli di
un bar e da un complesso musicale».
Dal racconto di Merighi, si evince
che «martedì scorso, 21 agosto (lo
stesso giorno in cui, nelle campagne
della cittadina arbereshe fu trovato, in
un pozzo, il corpo, senza vita, della
giovane piemontese Sveva Taffara,
ndr), verso le 20.30, mia suocera, si
sentì male in casa sua. Fu sollecitato
l’intervento dell’ambulanza del 118.
Questa, giunta sul posto, si trovò di
fronte l’ostacolo delle sedie e, benché
la segnaletica di non accesso, prevedesse il passaggio di mezzi di soccorso e sicurezza, l’ambulanza fu
mandata per altre strade per giungere a casa della donna di 78 anni in
gravi condizioni di salute». Ciò comportò il ritardo nel soccorso, perdendo minuti preziosi per tentare di
118 Ambulanza di Basilicata Soccorso
salvare la vita all’anziana donna, che,
finalmente trasportata nell’ospedale,
«è deceduta circa dieci ore dopo l’accaduto», nonostante le attenzioni dei
medici. La tragedia, comunque non
era ancora del tutto esaurita, perché,
«quella stessa sera - racconta ancora
Merighi - un paio d’ore dopo il primo
episodio, la rimozione dei tavoli e del
complesso musicale nella strada è
avvenuta soltanto quando uno degli
ospiti del locale, N. T. di 63 anni, è
stato colpito da infarto con la necessità dell’intervento immediato del
118». Anche lui «è deceduto in ospedale alcuni giorni dopo», conclude
Merighi, auspicando, «maggiore attenzione e più senso civico».
LA LETTERA-DENUNCIA VANDALISMO, SCHIAMAZZI, NOTTI INSONNI
CANTIERE Via Bonaventura
ganza fino a questo punto.
Capita, e questa è davvero una delle
belle sorprese, che la Polizia arrivi, quando lui se n’è andato. E non ti resta che
commentare che non si può vivere ogni
sera in questo squallore, perché ormai la
zona in cui abiti, perché hai scelto di
abitarci, è scordata dal mondo e da chi
viene pagata per tenerla in ordine, e che ci
vorrebbe una pattuglia che monitori la
situazione visto che ormai quest’area è
un rifugio di gente che non sa cosa significhi divertirsi rispettando anche chi
lo fa senza necessariamente ingurgitare
birra e alcol di vario genere.
Capita, il Sabato sera, se abiti in Via
Bonaventura.
Lettera firmata
Estratto da: La Nuova del Sud - 27.08.2012
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_Potenza e Provincia_
Basilicata Mezzogiorno
Lunedì 27 agosto 2012
13
Il castello il sito proposto dall’amministrazione comunale dove custodire il ricco patrimonio storico e culturale
Anche Bella in fila per Marotta
Cresce la lista dei Comuni pronti ad accogliere la biblioteca dell’Istituto filosofico italiano
POTENZA- Tutti in fila
per la biblioteca Marotta. Un patrimonio culturale che non può essere disperso, A maggior ragione, e nonostante le numerose amministrazioni comunali, compresa quella di
Matera (una chicca per
la candidatura a capitale europea della cultura 2019), abbiano avanzato proposte, resta indispensabile che l’intero contenuto della biblioteca dell’Istituto di
Studi filosofici di Napoli rsti insieme e non si
disperda. Ma, come abbiamo riferito ieri dalle nostre colonne, oltre
ai libri, il centro campano si porta con sé debiti per miomi di euro e dipendenti da ricollocare.
Nonostante tutto continua a cresce la lista dei
Comuni lucani pronti ad
aprire le braccia all’immenso tesoro storico e
culturale custodito per
anni dall’anzese Gerardo Marotta. Il Castello
di Bella è già disponibile a ospitare l’intera biblioteca. Ad annunciarlo è l’ amministrazione
comunale, che in una
nota si dice pronta a
metterebbe a disposizione il sito storico del paese. “Bella già dal 2004
ospita la più importante biblioteca del Cinema
del Sud Italia proveniente dal fondo del noto critico cinematografico
Pietro Pintus e a settembre - dichiara in una nota l’assessore alle Politiche sociali e alla cultura, Vito Leone - sarà
inaugurata la biblioteca proveniente dal Fondo del dott. Locuratolo
e dal noto regista Luigi Di Gianni. Bella ha
sempre creduto nella
cultura come momento
di crescita civile e sociale, la scuola di Bella è da
12 anni che organizza
la mostra del libro e premi letterari.
Le due biblioteche sono state una scelta concreta e non di politica
mediatica.
Consideriamo che Matera o Napoli - conclude
Leone - devono essere le
città idonee ad ospitare
il patrimonio degli studi filosofici, altrimenti
come già annunciato al
sindaco di Napoli e ai responsabili degli studi filosofici, l’amministrazione comunale di Bella è già pronta a mettere a disposizione il Castello”.
E mentre a Napoli il
Ma Gerardo Marotta, (foto) non pare essere intenzionato a portare i “suoi” libri in Basilicata
prof. Gerardo Marotta,
il grande e per molti versi prestigioso animatore dell’Istituto nazionale di studi filosofici,
è alle prese con il non facile problema di dove sistemare i 300 mila volumi della sua biblioteca personale, in conseguenza dello sfratto re-
L’assessore
Leone: da 12 anni
realizziamo la
mostra del libro e
premi letterari,
puntiamo alla
cultura come
crescita sociale
so esecutivo, più che la
Campania, è la piccola
Basilicata a sviluppare
un’autentica corsa a volerlo aiutare. Un aiuto
ad un conterraneo, ad
un noto ed apprezzato
uomo di cultura e soprattutto ad una persona che mette a disposi-
Mariani: l’ex sede
del nostro
Municipio sarebbe
una sede degna
per il contenuto
librario di assoluto
interesse
documentaristico
zione un autentico patrimonio librario pur che
gli sia dato degna dimora. Ricordiamo che già
il governatore lucano
Vito De Filippo ha scritto già al presidente del
Consiglio Mario Monti.
Disponibilità ad un fattivo e concreto interessamento sono stati ma-
nifestati dal presidente
della Provincia di Potenza Piero Lacorazza e dai
sindaci dei due capoluoghi lucani (almeno per
il momento), Vito Santarsiero e Salvatore Adduce. Anche alcuni sindaci si sono detti pronti a prendersi cura della “Biblioteca Marotta”,
pur se più di uno non è
ancora in grado di specificare dove in concreto allocarla. A passare
alla carica è il sindaco
di Muro Lucano, Gerardo Mariani. “Già possiamo dire che – dice il primo cittadino del paese
di San Gerardo Maiella
– Muro Lucano si candida ufficialmente ad
ospitare la Biblioteca
personale del prof. Gerardo Marotta, partendo dal presupposto essenziale che urge ed è
molto importante preservare il patrimonio librario del prestigioso e
famoso Istituto di studi filosofici di Napoli in
un contenitore storico,
monumentale ed in ogni
caso culturale adeguato”. “A Muro Lucano siamo da subito in grado di
mettere a completa disposizione i locali del
Convento di Sant’Antonio, ex sede del nostro
Municipio. Sarebbe una
sede degna per un patrimonio librario di assoluto interesse documentaristico”. Ce la farà
Muro Lucano a spuntarla? “Se vuole sapere come la penso, dico proprio di si – aggiunge il
noto sindaco Mariani . La biblioteca partenopea non può disperdersi e non può attendere
le calende greche per
trovare un giusta location. Qui da noi è tutto
pronto sin da subito.
Anche per questa ragio-
ne ho già provveduto a
chiedere al prof. Marotta un incontro ufficiale per verificare se uno
delle strutture monumentali prestigiose di
Muro Lucano possa essere ritenuto idoneo
per raccogliere un così
ricco patrimonio librario, forse il più grande,
del Mezzogiorno”.
Ed infatti sembra che
sia proprio così in quanto si tratta di libri riferiti alla storia del Paese, del Mezzogiorno e
dell’Europa consultati
spesso da ricercatori
di tutto il mondo. “Bisogna investire sempre di
più e meglio in cultura
per rinvigorire – conclude Mariani - le conoscenze delle nuove generazioni con l’obiettivo di
non dimenticare anche
la nostra storia. Solo investendo di più nella
cultura si potrà raggiungere la vera la coesione di un territorio”.
(Cl.Ca.)

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