Magal 2014: la festa di Touba dal Senegal a Salerno

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Magal 2014: la festa di Touba dal Senegal a Salerno
Yalla ~ Stranieri in Campania
Servizio di Mediazione Culturale della Regione Campania
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Magal 2014: la festa di Touba dal Senegal a Salerno
Le comunità senegalesi della Campania si sono riunite giovedì scorso a Salerno per celebrare il
gran Magal, un incontro religioso molto antico durante il quale si alternano canti e preghiere in
omaggio e in ringraziamento alla guida spirituale senegalese Cheikh Ahmadou Bamba.
Ahmadou Bamba fu il fondatore, nel 1883, della confraternita di fede musulmana dei Mouride.
La sua vita fu segnata da una forte spiritualità e, grazie al suo carisma, fondò nel 1887 la città di
Touba nel Senegal centrale, dove confluirono centinaia di persone, che sarebbero diventate in
seguito i suoi più fedeli discepoli.
Un tale, incondizionato amore verso un leader religioso mise non poco in allarme le autorità
francesi, determinate in quegli anni ad imporre i valori dell’occidente nel paese. Immaginando
di limitarne l’influenza, nel 1895 i francesi arrestarono ed esiliarono Ahmadou Bamba in Gabon.
Il leader fece ritorno in patria soltanto nel 1902, ma i mesi trascorsi al di fuori dei propri confini
bastarono per accrescerne la popolarità e aumentare il numero di fedeli della confraternita.
Per omaggiare il sacrificio dell’esilio, i Mouride decisero di celebrare ogni anno una grande
festa che prese il nome di Magal (‘rendere omaggio’ in wolof). Per tutti i fedeli l’esilio di
Ahmadou Bamba coincide, infatti, con l’inizio del suo intenso cammino spirituale e con il suo
avvicinamento a Dio, grazie al quale il profeta ha potuto comunicare al mondo la parola del
Signore su pace e fratellanza.
Ed è con questo spirito di devozione e amicizia che a Salerno si è svolto il Magal di quest’anno.
Ad organizzarlo, nelle sale del centro sociale comunale, è stata la Federazione delle
Associazioni Cheikh Ahmadou Bamba Mbacke della Campania, in collaborazione con le
autorità di Salerno e il Dahira Touba Campania.
Il tutto ha avuto inizio nelle prime ore del mattino. Molti fedeli erano in preghiera già alle sette
del mattino, e molti altri erano in viaggio da altre città della Campania per raggiungere la sala
entro ora di pranzo. Anche noi siamo partiti sul presto e già in treno abbiamo dato vita a un
piccolo raduno, conoscendo nel tragitto da Napoli molte delle persone dirette al gran Magal.
L’entusiasmo sui volti era contagioso. Molti sorrisi, molta gioia e tanta voglia di stare insieme.
Rompiamo il ghiaccio con le presentazioni di rito, qualche battuta e parliamo dell’evento. Ci
raccontano che il Magal è uno degli eventi più amati perché dà l’opportunità a tanti fratelli di
riunirsi, confrontarsi sulle proprie vite e, soprattutto, pregare e ringraziare il Signore per il
conforto quotidiano. Ci raccontano che il Magal che si svolge a Touba è una delle
manifestazioni più frequentate. Arrivano fedeli da ogni parte del Senegal e molti sono ospitati
dalle famiglie che vivono in città che gratuitamente mettono a disposizione cibo e posti letto. E,
in effetti, questo stesso spirito di fratellanza ci avvolge anche a Salerno. Fuori alla stazione
troviamo due macchine pronte a condurci al centro sociale. I ragazzi in auto sono allegri,
spiritosi, ci riservano i posti migliori e ci prendono bonariamente anche un po’ in giro. Insomma,
capiamo da subito che l’atmosfera che respireremo sarà esuberante e festosa.
In macchina ci restiamo soltanto una decina di minuti. Arriviamo al centro ed entriamo in sala.
L’impatto visivo è incredibile, la sala è gremita. Tantissimi fedeli in preghiera e molti altri in
giardino intenti a organizzare le ultime cose previste dal programma. Molti dei presenti
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indossano gli abiti della tradizione, colorati e brillanti. La giornata è un alternarsi di preghiere,
canti e interventi di leader religiosi delle diverse comunità senegalesi presenti all’evento. In
tarda mattinata, sul grande schermo del teatro, viene proiettato un video. Le immagini
ritraggono la ricostruzione degli interni di una sala di Caserta che ospiterà in futuro gli eventi
organizzati dai cittadini senegalesi che vivono nella regione.
Arriva l’ora di pranzo e l’atmosfera si fa più frenetica. Usciamo in giardino e finiamo nel via vai
di vassoi del pranzo. Sui piatti enormi viaggiano veloci pietanze tipiche della cucina senegalese,
preparate dai volontari della manifestazione. Decidiamo di raggiungere i novelli cuochi per
conoscere il menù più da vicino. I profumi ci invadono non appena ci avviciniamo ai grandi
pentoloni. Nell’aria, aromi di cipolle, carne, brodo e tanti altri profumi che si mischiano l’uno
all’altro. Lo stomaco comincia a brontolare ma, stoici, resistiamo per dovere di cronaca. Al
piano terra del centro troviamo molte signore alle prese con pezzi di carne, melanzane, cipolle e
riso, tanto riso. Il tutto servirà per preparare il ceebu yapp (riso con la carne), il ceeuu jenn (riso
con pesce), il cous cous con lo yogurt e il caffè Touba. Un pranzo abbondante e gustoso che
sarà accompagnato da frutta e bibite dolci. I vassoi pronti vengono portati in gran fretta su nella
sala e, a gruppi di cinque o sei persone, si comincia a mangiare. Sono in tanti ad invitarci a
condividere il pranzo, la gentilezza e l’ospitalità sono incredibili. Ci sediamo e cominciamo ad
assaporare questo succulento riso impregnato di brodo di carne e verdure. Il sapore è forte e
speziato, ne mangiamo un bel po’ e alla fine siamo sazi. Passa qualche minuto e dopo una
chiacchiera e altro caffè, riprendono le preghiere. Gli ultimi canti sono ancora più appassionati e
suggestivi e ci accompagnano alla conclusione di questa giornata lunga e ricca di emozioni.
Prima di andar via, facciamo due chiacchiere con Mor Gueye, uno degli organizzatori della
manifestazione. A lui chiediamo qualche dettaglio in più sul Magal e soprattutto sullo spirito di
gioia che lo pervade. Ecco cosa ci ha detto:
1 Puoi parlarci del Magal?
Il Magal è una grande manifestazione di ringraziamento per il nostro Califfo Cheikh Ahmadou
Bamba e per la sua deportazione in esilio forzato. Si celebra ogni 18 del mese di Safar, il
secondo mese del calendario islamico e richiama ogni anno fedeli provenienti da ogni parte del
mondo. Per noi è una grande gioia riunirci e trascorrere del tempo insieme per onorare l’antica
tradizione legata a Ahmadou Bamba e per raccontarci le novità sulle nostre famiglie e il lavoro.
2. Come è stata la partecipazione di quest’anno?
Molto ampia. Sono più di 1700 i fedeli accorsi da ogni parte della Campania. Numeri altissimi
che si ripetono ogni anno in occasione della celebrazione del Magal.
3. Perché l’incontro si è tenuto a Salerno?
Solitamente in Campania ci alterniamo tra Caserta e Salerno. Quest’anno è stato il turno di
Salerno. Abbiamo organizzato il tutto con la collaborazione della Questura e del Comune, con
quest’ultimo abbiamo un ottimo rapporto e in futuro speriamo di organizzare altre iniziative
interculturali insieme.
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4. Quali sono i valori della manifestazione?
Così come da tradizione, i valori che si diffondono durante il Magal sono di fratellanza e
solidarietà. Anche in questa edizione cerchiamo di aiutare i nostri fratelli in difficoltà. Cuciniamo
per tutti e cerchiamo di essere un sostegno per chi soffre. Lo spirito dell’evento è il Bernde, e
cioè un augurio rivolto a tutti di stare bene e in pace con Dio.
E nello spirito del Bernde salutiamo Mor e ci incamminiamo verso casa. La strada per la
stazione è lunga ma a farci compagnia sono i volti, i profumi e le esperienze di una giornata che
non dimenticheremo, in attesa del prossimo Magal.
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