Com`è difficile tornare a casa. Giuliano Bon Infermiere

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Com`è difficile tornare a casa. Giuliano Bon Infermiere
Com’è difficile tornare a casa. Giuliano Bon Infermiere di Continuità Assistenziale ‐ Gorizia
Il progressivo aumento dell’età media della popolazione ha determinato un maggiore bisogno di attenzione alle necessità dell’anziano “fragile” e dei loro familiari. Un setting di persone portatrici di interessi sia sanitari, sia extra sanitari.
La Continuità Infermieristica Assistenziale implica l’identificazione, durante il ricovero ospedaliero da parte dell’Infermiere preposto (I.C.A.) ove esista questa figura, degli utenti reali e potenziali, che rientrano in questo determinato setting. L’I.C.A. ne identifica i bisogni assistenziali e in collaborazione con gli altri attori coinvolti, definisce un piano assistenziale individuale da attuare dopo la dimissione. E’ un percorso che si svolge nella piena condivisione del movimento slow, non solo per la gestione del singolo caso scevro da distrazioni esterne, e nello stesso tempo offre l’occasione ai colleghi delle degenze di dedicarsi esclusivamente alla attivita’ infermieristica vera e propria “il prendersi cura”. Gli attori coinvolti sono tutti i professionisti (Medici Ospedalieri, MMG, Servizi Sociali, Infermieri Territoriali, ecc ) e gli stakeholder (Associazioni e Volontari) che in relazione ai propri ambiti di competenza concorrono al supporto assistenziale dell’anziano fragile e alle loro famiglie.
Tale metodologia di approccio comporta l’uscita dalla logica dei “muri” di competenza della frammentazione professionale e favorisce l’implementazione di una rete di collaborazione interprofessionale mirata unicamente al benessere del cittadino. Un metodo di lavoro in rete e di alleanze stabili, finalizzato al recupero dell’unitarietà del percorso assistenziale che inizia sul territorio, transita nei servizi sanitari e negli ospedali e rientra sul territorio. 

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